Annali dell'Islam - The Search For Mecca
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ANNALI DELL'ISLAM
Qià pubblicati:<br />
<strong>Annali</strong> <strong>dell'Islam</strong><br />
Volume I. - Introduzione. - Anni 1.-6. H. (Milano, 1905, xvi-740).<br />
Volume II. - Tomo I. - 7.-11. a. H. (Milano, 1907, LXXVIII719, con sette illustrazioni<br />
e quattro carte' topografiche).<br />
Tomo II. - 12. a. H. e Indice alfabetico dei voli. I e II (Milano, 1907,<br />
721-1567, con tre carte geografiche, due piante e parecchie illustrazioni).<br />
Volume III. - 13.-17. a. H. (Milano, 1910, LXXXiii-973, con nove carte geografiche e molte<br />
illustrazioni).<br />
Volume FV. - 18.-22. a. H. (Milano, 191 1, xxxv-701, con quattro carte geografiche e molte<br />
illustrazioni).<br />
Volume V. - 23. a. H. (Milano, 191 2, xxxvi-532, con una carta geografica e varie illu-<br />
strazioni).<br />
Volume VI. - Indice alfabetico dei voli. Ili, IV e V (Milano, 191 3, viii-218).<br />
Volume VII. - 24.-32. a. H. (Milano, 1914, lv-6oo, con due carte geografiche).<br />
Volume VIII. - 33.-35. a. H. (Milano, 191 8, pag. xxxi-446).<br />
D' imminente pubblicazione :<br />
Volume X. - 36.-37. a. H. (Volume di circa 500 pagme)<br />
In preparazione:<br />
Volume IX. - Indice alfabetico dei voli. VII e VIII.<br />
In corso di stampa :<br />
Volume XI. - 38.-40. a. H.<br />
Volume XII. - Indice alfabetico dei voli. X e XI.<br />
In preparazione :<br />
Volume XIII. - 41.-50. a. H.<br />
Volume XIV. - 51.-60. a. H.<br />
Volume XV. - Indice alfabetico dei voli. XIII e XIV.<br />
Gli altri volumi usciranno in seguito con la massima sollecitudine possibile.<br />
»
ANNALI DELL'ISLAM<br />
COMPILATI<br />
DA<br />
LEONE CAETANI<br />
DUCA DI SERMONETA<br />
VOLUME Vili.<br />
Dall'anno 33. al 35. H.<br />
ULRICO HOEPLI<br />
EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA<br />
MILANO<br />
1918
Roma, 1918 — Tipografia dell' Unione Editrice.
Edizione di 300 Esemplari numerati.<br />
^ 2.,.12<br />
^e^oL (^c^^
ALLA MEMORIA<br />
DEGLI AMICI E COMPAGNI<br />
UFFICIALI D'ARTIGLIERIA D'ASSEDIO<br />
MORTI DA EROI<br />
COMBATTENDO PER LA PATRIA<br />
NEL CADORE, SULL'ISONZO E SUL PIAVE<br />
IZ.<br />
L'AUTORE.
PREFAZIONE<br />
ALL' OTTAVO V0LXJ]V1:H3<br />
Ho lungamente indugiato a pubblicare il presente volume degli <strong>Annali</strong>.<br />
L'ultima parte di esso era ancora in bozze, incompletamente corrette,<br />
quando è scoppiata la nostra guerra nel maggio del 1915, e due mesi dopo<br />
io era sul fronte tra le cime del Cadore, lasciando al mio amico e collega,<br />
il prof. Giuseppe Gabrieli, il compito dell'ultima revisione. La stampa si<br />
è compiuta mentre io era ancora combattendo sulle Alpi quale ufficiale<br />
osservatore di artiglieria d'assedio.<br />
Dopo aver servito il mio Paese per circa un anno e mezzo, il Governo<br />
mi ha mandato in missione speciale all'Estero nel gennaio del 1^17: e<br />
infine il 2 settembre dello stesso anno il compianto mio Genitore, dopo<br />
lunga e dolorosa malattia, è venuto a mancare ai vivi.<br />
Siffatte circostanze hanno turbato profondamente il coiso coiisiioto<br />
della mia esistenza di studioso, interrompendo i miei lavori orientalistici «'(1<br />
aprendo nella mia vita una grande lacuna.<br />
A questi eventi il volume deve non poche dolio sue mende. Tu tempi<br />
l)iù normali e tranquilli, noi (piali fosse stato possibile concontr;n-'i meglio<br />
e più a lungo sui grandi problemi sollevati dal califfato di l tlim.ni. il<br />
mio lavoro sarebbe uscito meno imperfetto e più completo: lo studioso
PREFAZIONE<br />
scorgerà forse qua e là manchevolezze, che in altre più fortunate circo-<br />
stanze non si sarebbero incontrate; e di ciò son ben dolente.<br />
Ho creduto non di meno licenziare alla pubblicazione il volume, con-<br />
tando sulla indulgenza dei miei lettori, i quali tutti, chi più chi meno,<br />
avranno risentito le conseguenze degli eventi straordinari, nei quali è stato<br />
nostro destino di vivere, e di leggieri comprenderanno tutte le difficoltà<br />
del mio compito.<br />
In questa lotta per la vita e per la morte, nella quale siamo impe-<br />
gnati, è impossibile abbracciare tutti gli odierni eventi con uno sguardo<br />
sereno ed imparziale, e bene spesso abbiamo l'impressione che una forza<br />
•cieca, terribile, stia spingendo con moto irresistibile e fatale la civiltà<br />
europea ed il genere umano alla sua rovina. Lo spettacolo delle immense<br />
distruzioni compiute dai nostri nemici a danno di augusti monumenti<br />
mirabili e di antichi e floridi centri di coltura ; le vicende dolorose della<br />
Russia, dove opere d'arte, biblioteche, monumenti di erudizione, di scienza<br />
e di progresso sono stati distrutti da una furibonda reazione contro la<br />
tirannide troppo lunga e troppo cieca dello czarismo, ispirano a volte sen-<br />
timenti di angoscia ed il timore che l'umanità sia per ricadere in condi-<br />
zioni prossime alla barbarie. Dinanzi allo spettacolo di tante stragi e di<br />
tante crudeltà, non è forse prova di incoscienza riprendere lo studio di<br />
lontani eventi vecchi già di dodici secoli? Chi può interessarsi a siffatte<br />
cose, -mentre la grande battaglia di Francia ha fatto tremare un tempo<br />
nella bilancia le sorti della civiltà europea e l'avvenire dei popoli latini?<br />
Metteva il conto di dedicare tanti anni di lavoro, tanto pensiero, tanto<br />
amore di bene e di sapere a questo argomento della storia islamica, se<br />
poi tutto dovrà finire dimenticato o travolto nell' immane trasformazione<br />
militare, politica e sociale, che seguirà la guerra?<br />
La fede nell'avvenire e nella bontà della nostra causa ha trionfato<br />
su questi dubbi pessimistici. Il presente volume vede la luce come un voto<br />
ed un augurio, come un atto di fede che la verità, la giustizia, l'amore<br />
e la scienza debbano trionfare su tutto e su tutti, e che, deposte le armi,<br />
l'umanità riprenderà il suo cammino verso l'avvenire con bramosia sempre<br />
maggioro di bene e di sajxno. È un fervido augurio che dalla spaventosa<br />
n
PREFAZIONE<br />
attuale tormenta del genere umano abbia a sorgere una vita nuova, spero<br />
migliore della precedente, un'era nuova: le migliori energie degli anni,<br />
oramai lontani, anteriori alla guerra, possano, così voglia il Destino!, ripren-<br />
dere con più lena che mar il loro grande compito di elevazione e di reden-<br />
zione in una società cosi organizzata da non permettere più tanti spaven-<br />
tosi eccidi, e da imporre un freno perpetuo, infrangibile, alle cupidigie di<br />
colon) che hanno scatenato la conflagrazione mondiale.<br />
Dalla guerra l'umanità intera uscirà profondamente mutata: fórse il<br />
periodo dopo la guerra sarà ricco di rivolgimenti sociali e morali più<br />
straordinari ancora che non quelli verificatisi durante la guerra stessa;<br />
ma esprimo il voto che tali rivolgimenti valgano sopra tutto a rinvigorire<br />
ed esaltare le energie più nobili, più pure e benefiche del genere umano.<br />
Roma, 18 aprile 1918.<br />
XIII.<br />
Leone Caetani.
INDICE ANALITICO<br />
Tabella cronologica comparativa dell'annata, p, 2,<br />
DELLA MATERIA CONTENUTA<br />
NELL'OTTAVO VOLUME<br />
33. a. H. .<br />
(2 agosto 653-21 luglio 654).<br />
PERSIA-KHURÀSÀN. - Insurrezione del Khuràsàn. — §. 1. (Wàqidi in Tabari) al-Ahnat b. Qays e<br />
'Abdallah b. 'Amir domano il Khuràsàn. - Discrepanze cronologiche tra al-Madà-ini ed al-Wàqidi<br />
intorno a questo fatto, p. ;}. — § 2. (Athir), p. 3.<br />
Insurrezione di Qàrin. — § B. Carattere nazionalista e popolare della rivolta: ne consegue temporaneo<br />
abbandono del Khuràsàn da parte degli Arabi, p. 3-5. — §§ 4-5. (al-Madà-ini in Tabari) 'Abdallah<br />
b. Khàzim doma i ribelli e si guadagna il governo della provincia, p. 5-6. — § 6. Altre fonti sulla<br />
rivolta p. 6-7.<br />
PERSIA-SldilSTÀN-KARMÀN. - Luogotenenti di 'Uthmàn in Persia (versione di Sayfb. 'Untar). —<br />
§§ 7-8. (Tabari) A Qays b. Hubayrah si sostituisce con astuzia 'Abdallah b. Khàzim. - Sayf ignora<br />
l'insurrezione di Qàrin, p 7-8.<br />
PERSIA. - Il Nawruz — § 9. (Hamzah) 11 Sawwàl, p. 8.<br />
AL-'IRÀQ-ARABIA-SIRIA. - Origini, ragioni e limiti della rivolta contro II Califfo 'Uthmàn. — §§ 10-13.<br />
Caratteristiche, modi e ragioni della elezione di 'Utjimàn. - Suoi difetti: errori inevitabili ed evi-<br />
tabili da lui commessi, p. 8-14. — §§ 14-16. Coefficienti dell'agitazione contro 'Uthmàn : il disordine<br />
amministrativo e giudiziario nelle provinole ; l'insufficienza e limitazione delle prescrizioni qoraniche<br />
rispetto alla nuova condizione di cose ;<br />
la molteplicità e diversità delle turbe arabe immigrate nei<br />
grandi centri militari e amministrativi : al-Basrah, al-Kufah, al-Óàbiyah, al-Fustàt, p. 14-17.— §§ 17-2().<br />
I tentativi del governo per mantenere l'ordine pubblico appaiono ai più irrequieti elementi quali mezzi<br />
coercitivi di prepotenza, destano rappresaglie e quasi obbligo di vendetta. Opposizione ai Qurays ed<br />
al governo centrale per ragioni fiscali ed economiche. Contrasto fra il diritto di Stato e il diritto<br />
militare, p. 17-21. — §§ 21-24. S'aggiunge al conflitto 1' agitazione dei pochi Compagni - quali<br />
abil Dzarr - che protestano contro la mondanità, il lusso, le ricchezze, contro la degenerazione<br />
economica ed eudemonistica del comunistico Isiàm primitivo, p. 21-25. — §§ 25-27. Il deBcit cre-<br />
scente nell'erario dello Stato, l'inefficacia dei rimedi tentati dai Califfi con il cambiare i gover-<br />
natori o estendere le conquiste, accentrano in Madinah e su 'Uthmàn tutta la opposizione e l'odio<br />
contro i prepotenti Umayyah, i quali miravano a raccogliere nelle loro mani i privilegi e le in-<br />
fiuenze dei Qurays, p. 25-3C>. — § 28. Limiti e misura dell'agitazione anti-'utjhmànide, p. 30-31.
33. a. H. §§ 2b-«2. INDICK ,\N A LITICO<br />
AL-TRÀQ-AL-KOFAH-SIRIA.<br />
- Malcontento in al-Kufah: esilio degli agitatori principali {versione di<br />
Sauf h. 'Umar). — §§ 29-30. (Tabari) Provvedimento poliziesco, ma vano, di allontanare da al-<br />
Kufah i principali agitatori, relegandoli prima a Damasco e poi a Hims: loro ammonizioni da<br />
parte fli Muawiyah e 'Abd al-rahmàn b. Kliàlid; loro preteso pentimento, p. bl-B7.<br />
AL-'IRÀQ-AL-KUFAH-SIRIA [versione di al-Waqidi). — §§ 31-33. Differisce poco da quella di Sayf,<br />
tranne che in atìermare la pervicacia e ostinazione degli esiliati nel richiedere la deposizione<br />
dei QurayS dagli alti comandi, p. 37-41. — § 34. Altre fonti sulle prime agitazioni pubbliche in<br />
al-Kufah, p. 42.<br />
AL-'IRÀQ. -La così detta congiura di Abdallah ibn Saba- (o ibn al-Sawdà-), ed il principio della<br />
Sl'ah. — § 35. Esame e discussione del racconto sayfiano sul preteso carattere religioso e sci-<br />
smatico del movimento anti'utlimànide nell'Iraq. Probabile origine anacronistica (per analogia<br />
e riflesso dei movimenti alidi sotto i primi 'Abbàsidi) di questa versione, confrontata con le<br />
opere storiche originali sulle sette religiose sorte in grembo all'Islam, specialmente i libri di<br />
ibn Tàhir al-Baghdàdi e di al-Sahrastàni, p. 42-49.<br />
AL-'IRÀQAL-BASRAH-EGITTO.<br />
- Malcontento in al-Basrah e in Egitto. Congiura di Abdallah ibn Saba-.<br />
{versione di Sayfb. 'Umar). — § 36. (Tabari). Inizi della predicazione secreta di ibn Saba', spe-<br />
cialmente in Egitto, p. 49-51. — §§ 37-38. (K. al-tamhìd). Mene e sollecitazioni dei congiurati egiziani<br />
per ottenere dal Caliifo la sostituzione di 'Abdallah ibn ahi Sarli ad 'Amr b. al-'As, p. 51-53. —<br />
§§<br />
39-42. (Tabari). Malcontento in al-Basrah : 'Àmir b. 'Abd Qays se ne fa interprete presso il Ca-<br />
liffo, reclamando la destituzione dei governatori. 'Uthmàn chiama i governatori a consiglio, p. 53-<br />
57. _ § 43. Fonti minori su questi primi moti rivoluzionari, p. 57-58.<br />
SIRIA-CIPRO. - Spedizione di Cipro. — § 44. Probabilità di questa seconda spedizione, che rappre-<br />
senta un episodio del crescente ardire degli Arabi sul mare, p. 58. — §§ 4546. (Tabari). Cronologia<br />
di essa secondo abii Ma'sar, p. 59. — §§ 47-49. (al-Wàqidi in Balàdzurij. Ragione e risultati della<br />
spedizione, condotta da Mu'àwiyah. Colonia musulmana fondata in Cipro, p. 59. — § 50. Fonti mi-<br />
nori, p. 60.<br />
SIRIA-ASIA MINORE. - Spedizione di Hisn al-Marah — § 51. (Wilqidi in Tabari) nei pre.ssi di Ma-<br />
latyah, p. 60. — § 52. (Baethgen Fragni.) e conquista di Anqirah, p. 60.<br />
IMPERO' BIZANTINO-MARE EGEO. - Cos. — § 53. (Mich. Sirio). Cos espugnata, Creta depredata,<br />
p. 60.<br />
IMPERO BIZANTINO-SIRIA. — § 54. (Eutychius). Elezione di Makàryus, patriarca monotelita di An-<br />
tiochia, p. 60-61.<br />
ARABIA. - Incidenti di politica interna: corruzione, decadenza dei costumi e ostilità trai Compagni<br />
del Profeta. — §§ 55-57. (Sayf in Tabari). Libertà data da 'Uthmàn ai Qurays o vecchi Compagni<br />
emigrati, domiciliati in Madinah, di andar liberamente per il mondo musulmano, p. 61-62. — § 58<br />
(id. ibid.). Disposizioni per il pellegrinaggio, p. 62-63. — §§ 59-60 (id. ibid.). Pi-oibito l'uso divina-<br />
torio del hamàm e delle gulàhiqàt, p. 63. — § 61 (id. ibid.). Infrenata l'ubbriachezza, p. 63-64.<br />
— § 62 (id. ibid.).- Mandati in esilio i giovani insolenti, p. 64-65. — §§ 63-64. (id. ibid). Inimicizia<br />
di Mah. b. ahi Hudzayfah contro 'Uthmàn, p. 65. — § 65 (id. ibid.) e di Muh. b. ahi Bakr, p. 65.<br />
— §§ 66-68 (id. ibid.). Riguardi del Califfo verso 'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib, p. 66. — § 69 (id.<br />
ibid.). Altre innovazioni di 'Uthmàn nel hagg, p. 66. — § 70 (id. ibid.). Misure contro i maghi<br />
e gli stregoni, p. 66-67. — §§ 71-72 (id. i*bid.>. Nemici nascosti del Califf'o: come al-Haggàg ne<br />
fece poi vendetta, p. 67-69. — §§ 73-76. ('Umar b. Sabbah in Tabari). Favori e larghezze di 'Uthmàn<br />
verso i Compagni, p. 69. — § 77. (Mas'ùdi). Sterminate ricchezze dei Compagni, p. 69-71. — § 78.<br />
(Nuwayri). Ricchezza per tutti e preteso benessere generale sotto 'Uthmàn, p. 71. — § 79. Fonti<br />
minori, p. 71.<br />
Pellegrinaggio annuale — § 80 (Tabari) condotto da 'Uthmàn, p. 71-72.<br />
EGITTO-AFRICA. - Spedizione nell' Ifrlqiyah. — § 81. (Waqidi? presso Tabari). Sarebbe la seconda,<br />
di 'Abdallah b. ahi Sa -h, p. 72. — § 82. (Dzahabi Paris). Id., p. 72.
33. a. H. §§83-94. INhKK A \ A LITI» n 34. a. H.<br />
EGITTO. - Inondazione annuale del Nilo. — laliusiu). p. 7J.<br />
NECROLOGIO dell'a. 33. H.:<br />
•Abdallah b. Ka'b b. Zayd, — s -^l- l.l.t;;ai ,<br />
j.. TJ.<br />
al Miqdàd b. Amr (b. al-Aswad). — §§ 85-94, p. 72-77.<br />
Tavola cronologica comparativa dell'annata, p. s .<br />
IRAQ-AL-KUFAH. - Disordini in al-Klifah ed espulsione del governatore Said b. al-'As ivfrsione di<br />
Sayf h. Tmar). — § 1. Carattere separatista della rivoluzione di al-Kùtah. Importanza di queBte<br />
tradizioni sayfiane, p. 81, — §§ 2-3. (Tabari). I relegati di al-Kufah fanno ritorno in città e promuovono<br />
la sollevazione e la de&tituzione di Sa'id b. al-*Às, cai succede nel governo abù Musa<br />
il prediletto dei Kufani, p. 81-85. — §§ 4-11. (Aghàni). abn Musa e il poeta al-Hutayab. Racconto<br />
della sollevazione in al-lvùtah. 'Utbmàn revoca Sa'id o nomina abu Musa. Sa'id b. al-'Às e 'Ali<br />
1». abi Tàlib, p. 85-89. — § 12. (Ma.s'ùdi). Partecipazione, indiretta di Talhali e di al-Zubayr, per<br />
mezzo di denaro, alla rivolta kufana, p. 89-9
34. a. H. §§ 4.4-ts7. 1X1 >!• i: .vX.VLITICO , §§ 1-4. 35. a. H<br />
ARABIA. - Convocazione dei governatori in Madfnah. Agitazione crescente contro il Califfo 'Uthmàn.<br />
— §§ 4445. (al-Zuhri, Wàqidi, Sayf ecc. presso Tabari). Mii'àwiyah b. abi Sufyàn, 'Abdallah b.<br />
Sa'd b. abi Sarb, Sa'id b. al-'Às, 'Amr b. al-'Às e 'Abdallali b. 'Àmir, ooiivocati dal Califfo - dopo<br />
i rimproveri mossigli da 'Àmir b. 'Abd Qo-ys - per suggerire le misure da prendersi contro la<br />
crescente agitazione, specialmente in Egitto: loro differenti pareri, p. 102-106. — § 46. (Wàqidi<br />
in Tabari). Contradittorio fra 'Ali e 'Uthmàn alla presenza di Marwàn b. al-Hakam, p. 107-10!».<br />
— §§ 4748. (Sayf in Tabari). Opera degli emissari di ibn Saba- contro il mal governo del Ca-<br />
liffo e dei suoi luogotenenti. 'Uthmàn manda suoi fidi a esplorar l'animo dei sudditi nelle Provincie,<br />
p. 109- 111. — § 49 (id.). Conferenza di 'Uthmàn con i governatori in Makkah nel mese<br />
del pellegrinaggio, p. 111-112. — §§ 50-53. (Sayf presso Tabari). Fra tutti si distingue Mu awiyah,<br />
che, già mirando al Califfato, consiglia i Compagni di riverire e difendere il vecchio 'Uthmàn,<br />
p. 111-115. -~ §§54-55. (K. al-Tamhid). Condotta sleale e ostinata di 'Ammàr b. Yàsir verso il Califfo,<br />
invano rimproverata dal vecchio Sa'd b. abi Waqqàs, p. 115-110.<br />
ARABIA-MADTNAH. - Nascita di Zayn al-'Àbidln — § 56. (Dzahabi) pronipote di 'Ali. p. 116.<br />
ARABIA-YAMAN-SAN'À. - Demolizione del castello Ghumdàn in San'à — § 37. (Faqìh) per ordine del<br />
Califfo: particolari leggendari su questo ricco palazzo o tempio pagano, p. 116-117.<br />
ARABIA. - Pellegrinaggio annuale, — § 58 (Tabari ecc.) diretto da 'Utlimàn, p. 117.<br />
EGITTO-AL-FUSTÀT. - Mutamento della Musalla — § 59 (Kiudi) per ordine di 'Amr b. al'Às^ p. 117.<br />
EGITTO. - Inondazione annuale del Nilo. — § 60, (Mahàsin), p. 117.<br />
EGITTO-AFRICA. - Spedizione di Muàwiyah b. Hudayg - §§ 61-65 ('Abd al-hakam) sino al luogo<br />
dove poi sorse al-Qayrawàn : assedio e presa di Calulà : divisione del bottino, p. 117-119. — § 66.<br />
Fonti minori, p. 119.<br />
NECROLOGIO dell'anno 34. H. :<br />
abù 'Abs b. Gabr. - §§ 67-69, p. 119-120.<br />
'Aqil b. al-Bukayr. — §§ 70-71, p. 120-121.<br />
lyàs b. abl-l-Bukayr [o al-Bukayr]. — § 72, p. 121-122.<br />
Mistah b. Uthàthah. — §§ 73-76, p. 122-123.<br />
abO Ruhm al-G_hifàri. — §§ 77-78, p. 123-124<br />
Salamah b.. Salàmah. — § 79, p. 124.<br />
Suwayd b, Sa'yah. — § 80, p. 124-125.<br />
'Ubàdah b. al-Sàmit. §§ 81 87, p. 125-128.<br />
Tavola cronologica comparativa delFannata, p. 180.<br />
35. a. H.<br />
(Il luglio 655—29 ,i,augno 6561<br />
PERSIA-Ki^U BASÀN. - Governatori nelle provinole persiane. Destituzione di Qays b. Hubayrah -<br />
'<br />
§ 1. (Athir), p. 131.<br />
PERSIA.ÀDZARBAYÓÀN^- Spedizione militare. - § 2. (Atlur). Terza incursione di Hudzayfah ibn<br />
al-yaman ' contro i Turchi, p. IBI.<br />
"~ ''<br />
PERSIA. - Il Nawruz -§ 3. (Hamzah) 3 Dzu-1-Qa'dah, p. 132.<br />
Monete arabe dì tipo sassanida - § 4. tZDMCx.) coniate a Basa, Zawzan, al-Rayy, p. 132.<br />
xvm.
INDICE ANALITICO §| fxw. 36. a. H.<br />
SIRI^A-IMPERO BIZANTINO. ~ § r>. i.Hi.if i.m. u?,). * usiani. tratta la j)ac« ìvjh Mu'nwiyah senza ef<br />
tetto, p. 182.<br />
SIRIA-ARABIA. — § (ì. (Mahàsin). Spedizione di Dzu Kliusub: allasione al tardo invio di i;
35. a. H. ^§<br />
INDICE ANA gg 201-271. 35. a. H.<br />
Data della uccisione del Califfo Uthirmn (is D/ii.l-H.jiyi....,.. i..,iuin,, .;.u,unu.. .in il,n Aì.ohs, p. 2U2..<br />
— §t? 2H1-232. (Wàqidi, ecc. in Tabari). Come ibn 'Abbàs riceva ed esegua rincarino di dirigere<br />
il pellegrinaggio. 8u«i rapporti con 'Ali e con 'A-isah, p. 262-2fM §§ 2H3-2H4. (Tabari). Lettera<br />
apologetica di 'LUJimàn ai musulmani, letta da ibn 'Abbàs in Makkali. nel pelb-^-rinaf^-ir. i,<br />
264-266.<br />
Luogotenenti del Califfo 'Uthmàn — § 23.5. (Dahlàn Klmlàsah) in Makkah, p. 266. — §§ 2.H6.288. (Ta-<br />
bari, Atliir, ecc.) (; nel resto d'Arabia e dell'impero. ]). 2H(?-2.<br />
Rapido cenno della politica esterna e delle imprese militari arabe in Siria, Armenia, Persia,<br />
Egitto, al-Maghrib, sotto 'Uthmàn, il cui califfato segna un periodo di languore militare nell'in-<br />
cubazione di passioni partigiane e di dissidi disgregatori, p. 273-275. — §§ 251-253. Inconvenienti,<br />
difficoltà e disagi di vario genere, che determinano il malessere, il travaglio interno della società<br />
islamica, e moltiplicano i problemi di politica interna, ]). 275-276, — §§ 254-2.55. La permanenza<br />
di 'UtJimàn in Madinah, non più cuore dell' impero arabico, città più che mai disadatta come sede<br />
di governo nell'isolamento del deserto, accrebbe le difficoltà del potere centrale ed acuì nei campi<br />
militari della Babilonide, della Siria e dell'Egitto le tendenze particolaristiche e anarchistiche delle<br />
varie tribù arabe, preparando un movimento separatista e rivoluzionario, )». 27()-279. — § 256.<br />
Quale fu l'opera del Califfo nelle principali difficoltà incontrate nel suo salire al potere, p. 279.<br />
— §§ 257-264. Nel problema dell'unità politica e del consolidamento amministrativo,<br />
messi in pericolo dalla quasi indipendenza dei lontani governatori e dal conflitto tra l'an-<br />
tico diritto consuetudinario del deserto e quello - ritenuto arbitrario - di civile convivenza, di<br />
recente introdotto nelle guarnigioni provinciali, 'Uthmàn fu meno previdente e meno cauto di<br />
'Umar: volle disciplinare i luogotenenti nelle provincie, riordinare le finanze, consolidare l'organismo<br />
dello Stato, ma non potè adottare rimedi radicali, e falli nell' intento, isolandosi ed espo-<br />
nendosi inerme alla reazione dei lesi interessi personali o di famiglia, ed alla violenza, p. 279-286.<br />
— §§ 265-269. Il problema dell'unità morale e religiosa, scosso dai dissensi dei qurrà<br />
sulle parole e il contenuto del testo sacro, fu invece da 'Uthmàn energicamente affrontato e ri-<br />
soluto con la confisca e distruzione di tutte le copie del Corano esistenti nei vari centri fuori<br />
d'Arabia, e dichiarando testo ufficiale unico quello i-edatto, per suo ordine, sulla scorta dei più<br />
antichi documenti esistenti in Madinah, p. -286-289. §270.11 riordinamento finanziario,<br />
più urgente di tutti i problemi quantunque meno avvertito nella sua vera gravità dall'ammini-<br />
strazione di 'Uthmàn, dopo l'insufficiente ordinamento patriarcale di 'Umar, trovò il (Califfo del<br />
tutto impreparato etl impotente a indirizzare per una nuova via la politica finanziaria dell'im-<br />
pero. I pochi tentativi da lui fatti allargarono' e rincrudirono il male, invece di estirparlo nella<br />
sua radice, p. 28i>-292.<br />
Il Califfo 'Uthmàn: sue caratteristiche personali. — Fisiche: aspetto, connotati, vesti, abitudini di<br />
igiene e di lusso. Come pregava nella Moschea. Suoi pregi e meriti : affetti, predileiioni, cibi, ec«-<br />
— §§ 271-272. (Tabari), p. 292-293. — ;< 273. (Dzahabi), p. 293. — § 271. Va'qubi), i p. 293. - §275.
35. a. H. §§ 270-418. INDICE ANALITICO<br />
(Tabari), p. 293. — §§ 276-282. (Saad), p. 293-29Ì. — § 283. (Nawawi), p. 29i. — §§<br />
284-285, (Dza-<br />
habi), p. 294-295. — §§ 28G-290. (Saad), p. 295. — § 291. (Tabari Zotenber,!^), p. 295. — § 292.<br />
(Saad, Khamis), p. 296. — § 298. (Dzahabi), p. 297. - § 294. (Nawawi), p. 296. — § 295. (Tabari-<br />
Zotenberg), p. 296). — § 296. (Yiìsuf), p. 296. — § 296. (Dzababi), p. 296. - § 298. (Nuwayri;,<br />
p. 296. — §§ 299-3(X>. (Wàqidi in Tabari), p. 297. — § 301. (Rustah), p. 297. — § 302. (Tabari),<br />
p. 297.<br />
Il Califfo 'Uthmàn: appunti biografici individuali.— Suo nome, genealogia, mogli, figli: § ,303. (Saad),<br />
p. 298-299. — §§ 304-305. (Tabari), p. 299. — § 306. (Nawawi), p 299. — § 307. (Damiri), p. 3CKJ. —<br />
§ 308. (Qutaybah), p. 300. — § 309. (Khamis), p. 300. — §§ 310-311. (Hisàm al-Kalbi in Tabari),<br />
p. 300-301. — § 312. (Ya'qiibi), p. 301. — § 313. (Nawawi), p. 301. — § 314. (Wàqidi in Tabari),<br />
p. 302. - § 315. (MasTidi), p. 302. — § 316. (Khamis), p. 302 303. - § 317. (Saad), p. 303. — § 318.<br />
(Qutaybah 'Uyiìn), p. 303. — § 319. (Saad), p. 303. — §§ 320-323. (Aghàni). Come 'Uthman spoeò<br />
Nà-ilah bint al-Furàfisah, e com'essa fu presente all'eccidio di lui, che narrò poi in una lettera<br />
a Mu'àwiyah nel mandargli il qamis insanguinato del defunto Califfo, p. 303-307. —§§324-326.<br />
(Tabari, Bukhàri, ecc.), p. 307. — §§ 827-328. (Qutaybah, Khamis), Hawaii e ufficiali di 'Uthmàn,<br />
p. 307. — §§ 329-330. (Kliamis, Tabari). Particolari biografici, specialmente dell'età del Profeta, p. 307.<br />
— §§ 331-334. (Saad), p. 308-309. — § 335. (Khamis), p. 309. - §§ 336-338. (Saad), p. 309. - §338.<br />
(Rustah), p. 309. - §§ 339-342. (Nawawi), p. 309. — §§ 343-345. (Saad), p. 310. — §§ 346-348. (Na-<br />
wawi), p. 310-311. — § 349. (Buldiàri), p. 311. — §§ 350-351. (Nawawi), p. 311. — § 352. (Bukhàri),<br />
p. 311. — § 353. (éawzi), p. 311. — § 354. (Nawawi), p. 311. — § 355. (Tabari-Zoteaberg), p. 312.<br />
— § 356. (Hamadzàni Buldàn), p. 312. — § 357. (Mnqaddasi), p. 312. — § 358. (Nawawi e Qu-<br />
• taybah), p. 312. — § 359. (Hamadzàni Buldàn), p. 312. — § 360. (Mas'ùdi Tanbih). p. 312. — §§ 361.<br />
362. (Saad). Eredità e testamento di 'Uthmàn, p. 312. — § 363. (Wàqidi). Litigio con 'Abd al-<br />
rahms^n b. 'Awf, p. 313. — § 364. (Nawawij. Hadith trasmesse da 'Uthmàn, p. 313. — § 365. Rias-<br />
sunto ed appunti della biografia del Califfo in ibn 'Asàkir, p. 313-317. — §*8fi6. l'<br />
318. — § 367. Altre fonti per la biografia di 'Uthmàn, p. 318-321.<br />
Khamis), p. 317-<br />
Elezione del Califfo 'Ali (18-19 Dzu-l-Higgah 35 H.). — §§ 368-373. (Tabari). 'Ali proclamato nella Moschea<br />
nonostante suo rifiuto e difficoltà da lui opposta, p. 321-323. — § 324. (Id.). Lo riconoscono per<br />
forza Talhah e al-Zubayr, p. 323-324. — § 325. (al-Madà'ini in Tabari). Sa'd b. ahi Waqqàs e 'Ab-<br />
dallah b. 'Umar, p. 329-325. — § 376. (Id.). 'Ali proclamato per acclamazione, non per designazione<br />
di siirah, p. 325. §§ 377-379. (Id.). Quanti non riconoscono la sua nomina, p. 32.5-326. — §§380-<br />
382. (Id.). Contegno di Talhah e di al-Zubayr durante l'elezione, p. 326-328. — §§ 383-394. (Ba-<br />
lài-lzuri Ansàb). Accettando il califfato, 'Ali cede alla volontà popolare. Alcuni Compagni ricusano<br />
di riconoscerlo per non partecipare a una guerra civile tra musulmani. 'Ali conferma in carica<br />
i governatori. Ambizioni di Talhah candidato al potere. al-Astar grande elettore di 'Ali con me-<br />
todi spicci e violenti, p. 328-332. — §§ 395-410. (Sayf b. 'Umar ed altri presso 'Pabarii. Candida-<br />
ture fallite di Talhah e di al-Zubayr, e loro giuramento, con proposito di far vendetta della ucci-<br />
sione di 'Uthmàn contro gli al-Sabà-iyyah ed i Beduini. Abboccamento tra al-Mughirah b. Su'bah<br />
ed 'Ali: commento di ibn Abbàs, p. 332-341. — § 411. Altre fonti sull'elezione di 'Ali, p. 341-342.<br />
EGITTO. - Qàdi di Misr, regnanti 'Uthmàn ed 'Ali, — § 412. (Kindi Qudàh). Vacanza dell'ufficio giu-<br />
Tliziario negli anni 35.-40. H., p. 342.<br />
Ribellione dei partigiani di Utjimàn sotto Muh. b. Hudayg. — § 413. ('Asàkir). Al ritorno degli uc-<br />
cisori del Califfo, la si 'ah di 'Uthmàn si solleva in Egitto e, senza far causa comune con gli<br />
'Uthmàniyyah di Siria, prende le armi contro gli 'Alidi egiziani, p. 342-343<br />
Inondazione annuale del Nilo. — § 414. (Mahàsin), p. 343,<br />
IMPERO BIZANTINO - ASIA MINORE. — § 415. {Athh; ecc.). Naufragio della fiotta di Costantino,<br />
p. 344.<br />
IMPERO BIZANTINO*. ITALIA. — § 416. (Muratori <strong>Annali</strong>, ecc.). Morte di papa Martino, p. 344.<br />
AFRICA. - Morte di Ma'bad b. al-'Abbàs — § 417. (Athir), cugino del Profeta, p. 344.<br />
NECROLOGIO dell'anno 35. H.:<br />
Abàn b. Sa'id b. al-'As. — § 418, p. 3 1 1-315.
INDICE ANALITICO ^ u'.UiU). 35. a. H.<br />
•Abd bani-l Hashàs. — §§ il.>-\-jr,. i A-I.a... ; nuH-,.nto dei suoi verni, dei euoi amori dell* hu^<br />
morte, p. 340-31'.».<br />
'Abd al-rahmàn b. Sahl b. Zayd. — § 427, p. 349-350.<br />
'Abdailah b. Abd al-rahmàn. — § 428, p. 35().<br />
'Abdallah b. al-Arqam b. "Abd Yagbùth. — § 429, p. 360-361.<br />
'Abdailah b. abi Hubayrah. — ^ 4;-io, p, 851.<br />
"Abdallah b. Hudzàfah b. Qays. — §i^ 431-439, p. 351-355.<br />
Abdailah b. abi Maysarah. — «j IH», p. 355.<br />
Abdallah b. Qays b. Khàlld, — §§ 441442, p. 365-350.<br />
'Abdallah b, abi Rabi'ah. — §§ 443-445, p. 356-357.<br />
•Abdallah b. Sihàb. - § 446, p. .357-358.<br />
'Abdallah b. Suràqah. — §§ 447448, p. 358."<br />
'Abdallah b. Zam'ah. — §§ 4494.W, p. 5Ì58.360.<br />
'Arti ir b. Rabìah. — §§ 4.51453, |). 360-302.<br />
'Amr b. Abasah. — § 454, p. 3(;2.<br />
'Amr b. Suràqah. — § 455, p. 363.<br />
'Amr b. 'Utbah b. Farqad. — §§ 456-457, p. 363.364.<br />
al-Ashab b. Rumaylah. - § 458. (Aghàni), p. 36.5-368.<br />
Aws b. Khawll. — §§ 459 462, p. 368-36!).<br />
Aws b. al-Sàmit. — § 463, p. 369.<br />
Aws b. Thàbit. — §§ 464-465, p. 369-370.<br />
Dàbi- b. al-Hàrith. — §§ 466-467, p. 370-371.<br />
Fayruz al-Daylami. — §§ 468-471, p. 371-373.<br />
aUÓadd b. Qays. — §§ 472-47:5, p. 373-374.<br />
Gahgàh b. Sa'id. — §§ 474477, p. 374-375.<br />
Habbàn b. Munqidz. — §§ 478-480. p. 375-376.<br />
al-Hàrith b. Nawfal. — §§ 482-487, p. 376-377.<br />
abu Hàsim b. 'Utbah. — §§ 188489, p. 378.<br />
Humayd b. Thawr. — § 490, p. 378-379.<br />
Khawll b. abi Khawll. — § 491. p. 379-S38C(.<br />
Khubayb b. Yasàf. — §§ 492494, p. 380 381.<br />
Lubàbah al-Kubra. — §§ 496497, p. 381-882.<br />
abu Lubàbah b. 'Abd al-Mundzir. — §§ 498-500, p 382-383.<br />
Ma'bad b. al-'Abbàs. — S 5(»1, p. 384.<br />
Màlik b. abi Khawll. — § 502, p. 384.<br />
Mu'àdz b. 'Amr. — §§ .503-504, p. 3a5.<br />
Mu'ayqlb b. abi Fati mah. — §§ 505-509, p. 385-387.<br />
Mughlrah b. al-Akhnas. — §§ 510-511, p. 387.<br />
Muh. b. Ga'far. — §§ 512-513, p. 387-388.<br />
al-MukhabbaI al-Sa'di. — §§ 514-516. (Agi^àni), p. 388-890.<br />
Munqidz b. 'Amr. - § 517, p. 390-391.<br />
Musayyib b. Hazn. — § 518, p. 391.<br />
Muti' b. al Aswad. — §§ 519-522, p. 391-392,<br />
Qartha' al-Dabbi. — § 523, p. 392-393.<br />
Qays b. Qahd. — §§ 524-527, p. 393.<br />
Qutbah b. 'Àmir. — §§ 528-530, p. 393-394.<br />
al-Rabi' b. Ziyàd. — § 531, p. 394-395.<br />
Rati' al-Qibti. — § 532, p. 395.<br />
Rati' b. al-Hàrith. — § 533, p. 395-396.<br />
Riàb b. Ramlah. — § 535, p. ,396.<br />
abu Sabrah b. abi Ruhm. — §§ 536-539, p. 396-397.<br />
Safwàn b. Umayyah b, Khalaf. — § 540, p, 397-399.<br />
Saimàn al-Fàrisi. — §§ .541-5.57. (Ilagar, Nawawi, al-lsti'àh, Athir, Dzahal.i, Tachribirdii, p. SJW-<br />
4^>1- — §§ 5.58-597. (.Saad). Racconto autobiograftco delle sue lunghe peregrinazioni e vic'«nd«.<br />
e delle fedi zoroastriana, cristiana, musulmana da lui sucressivamente abbracciate, p. 404-<br />
*17. — § 598. Altre fonti; caratteristiche e punti fondamentali della leggenda, p. 417418.<br />
al-Sammàkh al-sà'ir — §§ 599-6
35. a. H. ?^ tJli-Hól. INDICE ANALITICO<br />
Surraq al-Guhani. — §§ 611-612, p. 424.<br />
Suràqah b. Mirdàs. — § 613, p. 426.<br />
Suwayd b. abi KàhiI al-sà'ir. — § 614. (Aghànii, p. 425-429.<br />
Thàbit b. Qays. — § 619, p. 429.<br />
Tha'Iabah b. Amr al-Naggàri. — §§620-622, p. 429-430.<br />
•Ubaydallah b. Marnar. — § 623, p. 430-481.<br />
'Umayr b. Sa'd b. Fahd. - § 624, p. 431.<br />
Umayr b. Sa'd b. Umayr. — § 625, p. 431-432.<br />
'Umayr b. Wabb. — §§ 626-628, p. 432-433.<br />
'Urwah b. Hizàm al-'Udzri. — §§ 629-637. (Aghàni e Gawzi). Storia del suo passionato infelice<br />
amore per Afra, p. 434-439.<br />
'Uthmàn b. alHakam b. abl-l-'Às. — § 638, p. 439.<br />
Utjhmàn b. Qays b. abl-l-'Às. — §§ 639-640, p. 439-440.<br />
Uyaynah b. Hisn al-Fazàri. — §§ 641-642, p. 440-442.<br />
Zayd b. Khàrigah. — §§ 643-644, p. 442.<br />
Ziyàd b. Nu'aym al-FìhrI. — § 645, p. 442.<br />
abù Zayd al-Tà-i — §§ 646-651. (Aghàni), il descrittore del leone, p. 442-446.<br />
XXIV.<br />
i
TAVOLA CRONOLOGICA DEGLI EVENTI PRINCIPALI<br />
NEGLI ANNI 33-35. H.<br />
IV
Anni dell'Egira<br />
Anni<br />
V.<br />
dell'Era
'ERSIA
Pagina 4, lin. 9 dal basso. Leggi: ad al-Basrah.<br />
12, nota 1. Atfginwji: Stando al Quràn (XXXIII,<br />
CORREZIONI E AGGIUNTE<br />
54), bisogna ammettere che il Profeta avesse<br />
almeuo dne figlie, giacché nella enumera-<br />
zione dei membri femminili della casa di<br />
^laometto si trova, in questo passo, un plu-<br />
rale. Or nelle loro elegie su 'Utjhmàn i poeti<br />
madinesi llassàn b. Thàbit e Ka'b b. Màlik,<br />
proclamandolo genero del Profeta, avrebbero<br />
essi tralasciato di menzionare la duplicità di<br />
questo onore? [Lammens].<br />
13, teizo capov. La spiegazione dell'odio degli Si'ìti<br />
contro 'Utbmàn, indicata nella probabile man-<br />
chevolezza di sincerità religiosa nel terzo<br />
Califto, sembra al Lammens molto malsicura o<br />
non confortata da verun attendibile indizio.<br />
24, nota 1, ult. linea. I^ygi: Compagni.<br />
25, nota 1. Il giudizio del Lammens su abu Dzarr<br />
è ben diverso. Egli sarebbe stato un vero<br />
brigante (jhitarita, come quelli della sua<br />
tribù, violento e passionato: furioso di non<br />
aver preso parte alla cuccagna. La « crea-<br />
zióne si'ita », veduta dal Lammens, non con-<br />
sisterebbe già nel personaggio di abu Dzarr,<br />
ma nell'aureola di zuhd, austerità per mezzo<br />
della quale la ^i'ah ha voluto render simpatico<br />
il brigante ghifarita. La Si'ah, non<br />
potendo rivendicar per sé i grandi Saliàbi,<br />
s'è impadronita delle «comparse», quali Sal-<br />
màn, ecc., che ha cercato d'ingrandire arti-<br />
iicialmente.<br />
36, nota 1, linea II Leg
76. Apponi alla Un. 14 la seguente nota:<br />
In questo particolare, che non si trova nelle<br />
antiche raccolte, si cerca dispiegare le sim-<br />
patie 'alide di al Miqdàd. [Lammens].<br />
136, lin. 6. Aggiungi non fra 'Ali e considerò.<br />
137, lin. .85. Sostituisci e a sia,<br />
140, lin 29. I-^ggi intimazione invece di intimo.<br />
162, lin. 12 d. b. Leggi Gabalah.<br />
137, lin. 22, nota. Il Lammens fa rilevare che al-Wà-<br />
qidi è interamente dalla parte di 'Ali.<br />
144, § 23, nota 2, in fine [Lammens]. Credo al con-<br />
trario che la tendenza generale del governo<br />
di 'Utjjmàn e poi delli Ommiadi fu di restrin-<br />
gere le pensioni inutili, e di farle conside-<br />
rare quali ricompense per servizi resi allo<br />
Stato. A parer mio, fu questa la causa prin-<br />
cipale della rivolta contro 'Uthmàn, la riforma<br />
finanziaria!<br />
Ibid. id., nota 3, lin. 1.<br />
[Lammens] Questa usanza è pur menzio-<br />
nata e sancita nel Corano: V, 37.<br />
147, § 24, nota 5, capov. secondo.<br />
[Lammens] La tradizione ortodossa più an-<br />
tica è molto preoccupata di serbare eguale<br />
contegno e misura fra i tre primi Califfi e<br />
il loro successore : cf. Fatima.<br />
150, § 27, lin. 11 e 11. Hassàn b. Thàbit e Ka'b<br />
b. Màlik erano partigiani di 'Uthmàn. (Lam-<br />
mens],<br />
152, § 28, nota 2, capov. terzo.<br />
La reazione 'abbàsida l'ha più contro i<br />
Marvi^ànidi che contro i Sufyànidi. [Lam-<br />
mens].<br />
161, § 39, nota 1, lin. 1.<br />
La tradizione è d'origine siria, essendo al-<br />
Awzà'i il gran faqìh di Siria. [Lammens].<br />
168, § 51, nota 1, v. 2.<br />
al-Basrah restò 'uthmànìyyah fin sotto li<br />
'Abbàsidi. [Lammens].<br />
193, § 99, lin. 3.<br />
Leggi al-'Aqiilah, nome siriaco di al-Kùfah.<br />
Trattasi qui piuttosto di al-Hasan al-Basri,<br />
. come generalmente quando si nomina al-<br />
Hasan senza altra designazione. [Lammens].<br />
246, § 172, lin. 24 in fine: in luogo di Mu'àwiyah<br />
l. 'Uthmàn.<br />
259, lin. ult., in fine, agg.: e più verosimile si rendeva<br />
l'ipotesi della sua debolezza nel governo.<br />
[Lammens].<br />
260, § 222, dopo 63 anni, agg. ii: nota : « l'età dei<br />
primi quattro Califfi e del Profeta!» [Lam-<br />
mens].<br />
258, § 207, lin. 8, dal basso, in luogo di in capo<br />
a, l. dopo, alla fine di.<br />
267, lin. 4, in l. di luogotenenti, leggi : comandanti<br />
militari, giacche i gund non erano ancora<br />
stabiliti: cfr. Lammens, Yazid, 436 e segg.<br />
275, § 250, in fine, agg : Nota 1. Con l'esagerazioni<br />
della Si'ah, che ha scelto come uno<br />
CORREZIONI E AGGIUNTE<br />
dei suoi favoriti abiì Dzarr, non possiamo<br />
più farci un'idea esatta di questo personaggio.<br />
[Lammens].<br />
279, § 256, lin. 5, d. b. Il Lammens sospetta che<br />
'Umar, per ottenere l'appoggio di abu Su-<br />
fyàn, abbia dovuto concluder con lui un ac-<br />
cordo con promessa di lasciar Mu'àwiyah in<br />
Siria.<br />
284, § 263, primo capoverso II Lammens trova<br />
questo giudizio troppo severo. 'Qthmàn gli<br />
sembra il primo precursore di Mu'àwiyah<br />
nell'opera di riorganamento amministrativo.<br />
Sua sventura fu di cominciar troppo presto<br />
di vent'anni, e a Madinah.<br />
288, § 267. Aggiungi Nota 1. [Lammens] Io provo<br />
gran difficoltà ad ammettere «questa distru-<br />
zione di tutti gli esemplari esistenti del Co-<br />
rano, specialmente con un Califfo cosi bo-<br />
nario come viene dipinto 'Uthmàn.<br />
289, § 269. in fine al secondo capoverso, aggiungi<br />
Nota 1. 'Uthmàn ebbe un gran vantaggio<br />
sui suoi predecessori: egli sentiva dietro di<br />
se la potente famiglia degli Umayyah. [Lam-<br />
mens].<br />
290, capov. secondo. [Lammens] Eppur la revisione<br />
che il Califfo fa delle pensioni, e la soppressione<br />
di alcune fra esse, ci mostrano come<br />
egli si rendesse conto dei molteplici abusi<br />
introdotti prima di lui.<br />
291, ultimo capov. [Lammens] 'Uthmàn falli da-<br />
299,<br />
298,<br />
302,<br />
307,<br />
310,<br />
362.<br />
vanti alla lega dei più ragguardevoli perso-<br />
naggi ancor viventi dell' islam : 'À-i.sah, Tal-<br />
hah, Zubayr, 'Ali, tutti congiurati contro di<br />
lui. Mu'àwiyah trarrà vantaggio dalla morte<br />
di questi grandi fattori di anarchia, quando<br />
le guerre civili gli agevoleranno il compito,<br />
sopprimendoli un dopo l'altro.<br />
lin. 21. La kunyah abu Layla è, secondo il<br />
Lammens, un'invenzione tendenziosa, giacche<br />
essa era la kunyah o il soprannome<br />
degli uomini senza carattere ed energia.<br />
lin. 2-3. Sulla madre di 'Uthmàn, cfr. Lam-<br />
mens, Fatima, 4-5.<br />
lin. 14 e seg. Id. sulle mogli di lui.<br />
lin. 15, leggi 6 in luogo di 76.<br />
lin. 12 d. b. Nota [Lammens]. Non si vede in<br />
nessun luogo e in nessuna occasione una<br />
guardia o surtah vicino ad 'Uthmàn: se ve<br />
ne fosse stata una, sarebbe intervenuta la<br />
giornata del Dar.<br />
lin. 5, leggi masalahum, cioè<br />
Nota al § 454.<br />
Per aumentare il numero dei sedicenti<br />
hanif, si è inventato questo personaggio,<br />
con un cliché identico a quello con cui si<br />
plasmarono abu Dzarr e parecchi altri. [Lam-<br />
mens].<br />
377, lin. 8-9 d. b. Colmeggi Habibah iìi Ilind, e Hind<br />
m uram Habibah.
388, tra lin. UìV'i ci'jyiioiyi Lammens, Fiitima, 125.<br />
393, Ho. 21, in luogo di predizioni, leygi tradizioni.<br />
412, lin. 8-4 d. b. Il LammcnH osserva nelle parole<br />
attribuite ad 'Ali una tendenza Ai'ita, mi-<br />
rante a glorificare 'Ali e rendere verosimile<br />
l'equazione ahi ai-bay t = 'Alidi.<br />
413, § 570. Nell'ammontare della pensione di Salmàn<br />
il Lammens rileva una tendenza su'u-<br />
bita: mostrar cioè l'eguaglianza politica tra<br />
musulmani arabi e stranieri.<br />
415, lin. 15, dopo maklidùmin leggi: =^\ padroni.<br />
402, Hu. 14-15 d. b. A proposito di rauràbit, il<br />
Lammens ricorda il significato primitivo, e<br />
nella presente tradizione originariamente più<br />
proprio, di « colui che mena la vita di guar-<br />
nigione » : solo più tardi la parola ebbe il<br />
eenso di «astretto a vita ascetica », sotto il<br />
quale probabilmente lo comprese TagJbribirdi<br />
scambiando fra asceti i muràbitiìn<br />
omraiadi, che invece erano semplici soldati<br />
di guarnigione.<br />
Nel paragrafo seguente (548^, il Lammens<br />
rileva la tendenza nettamente si'ita.<br />
403, § 553. Nel rifiuto di 'Uraar ad imparentarsi<br />
per via di donne con Salmàn si rispecchia,<br />
secondo il Lammens, la tendenza dell'oppo-<br />
CORREZIONI E AGOIL'NTE<br />
j<br />
i poste<br />
sizione ai mawali: questo < chauvinismo »<br />
si attribuisce al secondo Califlo per renderlo<br />
più accettabile.<br />
418, lin. 5 d. b. Dopo leggenda, aggiungi d'orìgine<br />
si'ita e poi su'ùbita. Cosi il Lammens, il quale<br />
aggiunge: La venerazione che le popolazioni<br />
Sirie odierne, ad as. i Nosairì, hanno per<br />
Salmàn al-Fàrisi, è loro venuta per l'inter-<br />
mediario degli Si'iti.<br />
423, § 6()8, agg. Lammens, lierceau, I, 213.<br />
431, lin 16 Aggiungi dopo alticcio: poco mancò.<br />
433, lin. 17. Nota il Lammens: La riwàyah di<br />
Asbàt b. 'Isa su 'Urwah ta parte del ciclo di<br />
poesie attribuite alla tribù di 'U
33. a. H.<br />
;2 Arrosto eo3—i31 Lugrlio 6o4
d<br />
CO<br />
CO<br />
&<br />
là *<br />
£ a a-a> s-S^ a n%> i-S^ a a-a> S-S^ a a-a^ i-S^ a a-a^ I-S^ a a ^^ ^-c^ s a tó> s-^^ « a t,>.ir^s<br />
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-§1 a a-a^l-Sl a a-a^ i^M a a-a^ si -§5 a a-a^ s-S^ a a-a> s^^ a^-a^ S'Si a a-a^ i-§M a a-a^ ^-§5<br />
^«w^u^ccr-aoo53^gco3>2»5ogagrHg^^ì^^g^5gogg^««^tótc^.Q0 050;HO^«;*«5Cg^^<br />
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33. a. H.<br />
PERSIA-KHURASÀN. — Insurrezione del Khuràsàn.<br />
§ 1. — (al-Wàqidi). In questo anno (3ii. H.) 'Abdallah b. 'Àmir mandò<br />
innanzi al-Ahnaf b. Qays verso il Khuràsàn, perchè gli abitanti di quella<br />
regione avevano violato i patti conclusi con i Musulmani. al-Ahnaf espugnò<br />
le due Marw, ossia prese Marw al-Sàhigàn a patti, e Marw al-Rùdz in se-<br />
guito ad un combattimento molto sanguinoso. Appresso a lui venne 'Ab-<br />
dallah b. 'Amir, il quale pose assedio ad Abrasahr (Nisàbur) e prese la<br />
città a patti (T abari, I, 2907).<br />
Nota 1. — Queste notizie si devono riferire alla conquista del Khuràsàn, narrata da al-Madà*ini<br />
sotto l'anno precedente (cfr. 32. a. H., §§ 3 e segg.) e non alla insurrezione di Qàrin(di cui si fa parola al § 3).<br />
al-Wàqidi fa però menzione di patti già conclusi dai Persiani di quelle parti con i Musulmani, mentre<br />
al-Madà*ini non fa di ciò cenno alcuno. Può essere che nella presente versione di al-Wàqidi si con-<br />
fondano in un fatto solo la conquista del Khuràsàn nell'anno 32. H. e la insurrezione di Qàrin<br />
nell'anno 33. H. In questo caso avremmo indirettamente la conferma che l' insurrezione di Qàrin cadesse<br />
appunto nell'anno 33. H., come abbiamo già sostenuto altrove (cfr. § 3).<br />
§ 2. — In questo anno 33. H., si ebbe, secondo alcuni, il viaggio di al-<br />
Ahnaf nel Khuràsàn, la conquista delle due Marw, il viaggio di ibn 'Amir<br />
a Nisàbur e la conquista (Athir, III, 107).<br />
Insurrezione di Qàrin.<br />
§ 3. — al-Tabari narra i fatti di questa insurrezione sotto l'anno 32. H.<br />
senza però indicare l'anno preciso in cui essa avvenne. Dall'ordine della<br />
materia nella cronaca di al-Tabari, parrebbe che l'insurrezióne di Qàrin<br />
dovesse porsi nell'anno 32. H.; ma non è sicuro fidarsi dell'ordinamento della<br />
materia in al-Tabari, come norma cronologica, perchè egli non si attiene<br />
rigidamente a concetti cronologici, ma sovente aggruppa sotto un medesimo<br />
anno eventi di annate diverse, se ciò gli conviene per dare maggior ordine<br />
e chiarezza ai fatti che narra.
33. a. H. al-Madà-ini, che è la fonte di tutte queste notizie, dice soltanto che<br />
^''sÀN'^^ur«" ibn 'Àmir lasciò il Khuràsàn nell'anno 32. H. per compiere il pellegrizionèdiolrìn.i<br />
naggio a Makkah (cfr. Tabari, I, 2904, lin. 1314, e 2905, lin. 1): sap-<br />
piamo inoltre che l'insurrezione scoppiò quando ibn 'Imir era già par-<br />
tito. Il pellegrinaggio si faceva negli ultimi due mesi dell'anno, sicché<br />
Qàrin non può aver preso le armi, se non negli ultimi giorni del 32. H.,<br />
o, più probabilmente ancora, nel corso del 33. H. Per questa ragione ab-<br />
biamo creduto di porre le tradizioni sulla rivolta nell'anno 33., e non nel<br />
32. H. come fa al-Tabari.<br />
• Sulla rivolta stessa, come traluce dalle seguenti tradizioni, si hanno<br />
assai magre notizie". Ebbe sicuramente carattere nazionalista e fu reazione<br />
contro la facile razzia conquistatrice. L'origine oscura del capo promotore<br />
della rivolta, Qàrin, fa credere che il moto fosse di origine e di carattere<br />
popolare e non avesse come ispiratori alcuni degli antichi feudatari sas-<br />
sanidi. La tradizione dice che i ribelli fossero molto numerosi, e la fuga<br />
di Qays b. al-Haytham ad al-Basrah fa sospettare uno sbaraglio completo<br />
dell'improvvisata amministrazione araba.<br />
La storièlla dell'artificio con cui 'Abdallah b. Khàzim avrebbe allon-<br />
tanato Qays per rimanere solo nel Khuràsàn, sembrami un poco infantile<br />
e non degna di fede : pare un'anticipazione delle condizioni stabilitesi nel<br />
Khuràsàn alla fine del califfato di Mu'àwiyah e più tardi regnante 'Abd<br />
al-malik, quando per vari anni 'Abdallah b. Khàzim fu signore del<br />
Khuràsàn.<br />
La rivolta probabilmente costrinse gli Arabi a rinunziare al dominio<br />
del Khuràsàn, donde Qays b. al-Haytham ritornò fuggendo ad al-Basrah : nel<br />
Khuràsàn rimasero alcuni nuclei arabi nelle parti più tranquille del paese,<br />
e fra questi forse 'Abdallah b. Khàzim si distinse riuscendo in qualche<br />
modo ad ottenere qualche vantaggio parziale sui ribelli, vantaggio che<br />
più tardi fu tramutato in vittoria completa e repressione della rivolta.<br />
La falsità di questa ultima tesi appare evidente dal fatto che poco dopo<br />
anche 'Abdallah b. Khàzim abbandonò il Khuràsàn e ritornò adal-Basra h.<br />
La provincia fu lasciata a sé quando il Califfo 'Uthmàn fu ucciso; onde 'Ali<br />
divenuto Califfo dovette trattare direttamente con il Marzubàn di Marw<br />
(cfr. 36. a. H., §§ 303, 306).<br />
In conclusione la rivolta di Qàrin riusci a un ricupero temporaneo<br />
dell' indipendenza del Khuràsàn, ma con la rivolta venne la completa anar-<br />
chia, e quando nel 41.-42. H. gli eserciti arabi ritornarono nella provincia,<br />
non vi trovarono alcuna seria resistenza. La Persia era già esausta di uomini<br />
e di mezzi.<br />
J
33. a. H.<br />
Si noti come la versione di Sayf b. 'Umar (§ 8) sia diversa da questa 33- »• h.<br />
(Iella scuola madinese, in quanto l'abbandono del Khuràsàn sarebbe avve-<br />
j,<br />
j5 ,<br />
l'*ff^iA-KHURA-<br />
^""^^ a.» T^ SAN. - Insurremito<br />
alla morte di Uthmàn, nel 36.-3G. H., e non per effetto dell' insurre- lion.diQàrin.)<br />
/ione di Qàrin. Ambedue le versioni portano nondimeno alla stessa con-<br />
clusione: il Khuràsàn fu abbandonato dal governatore arabo.<br />
§ 4. — (al-Madàini, da Maslamah, da al-Sakan b. Qatàdah al-"Uraynij.<br />
Nel Khuràsàn, dopo la partenza di 'Abdallah b. 'Àmir, scoppiò una grande<br />
insurrezione sotto un certo Qàrin, il quale nella regione di al-Tabasàn<br />
riunì un esercito di 40,000 uomini, venuti per lo più da BàdzAghis, da Haràt,<br />
e dal Quhistàn. Il governatore del Khuràsàn, Qays b. al-Haytham, turbato<br />
dalle proporzioni prese dal moto insurrezionale, si rivolse per consiglio ad<br />
'Abdallah b. Khàzim, il quale gli disse di andarsene perchè era lui Tarn ir»<br />
e mostrò un documento falsp, con cui pretendeva che ibn *Amir l'avesse<br />
fatto amir in caso di guerra. Qays b. al-Haytham disgustato lasciò il paese<br />
e andò da ibn 'Amir (cfr. § 8). Questi lo investi violentemente per aver<br />
abbandonato il suo posto in tempo di guerra, ma Qays si scusò allegando<br />
l'ordine lasciato da ibn 'Amir. — La madre di ibn 'Amir esclamò: « Te lo<br />
« avevo detto di non lasciarli ambedue in un paese, [ibn Khàzim, ti dissi]<br />
«avrebbe sempre creato disordini! ».<br />
Intanto però 'Abdallah b. Khàzim, rimasto solo nel Khuràsàn, non<br />
turbato dalla grandezza della insurrezione, si accinse a spegnerla con i<br />
soli mezzi che aveva. Per garantirsi meglio della vittoria, ricorse ad<br />
uno stratagemma. Ai quattro mila uomini, che aveva con sé, ordinò di<br />
portare una buona provvista di grassi, di olì e di roba infiammabile, e<br />
fece fissare alle punte di ferro delle lancie una quantità di stracci di<br />
panno o di cotone. Quando giunse nelle vicinanze del campo nemico,<br />
ordinò ai suoi di imbeverare gli stracci con le materie infiammabili, che<br />
avevano con loro, e mandò innanzi un'avanguardia di seicento uomini,<br />
con le istruzioni di mettere fuoco alle punte delle lancie appena fossero<br />
giunti nelle vicinanze immediate del campo ribelle. L'attacco fu fatto<br />
nelle ore più buie della notte, quando i ribelli, sicuri di non esse^-e ag-<br />
grediti per la loro grande superiorità numerica, non sospettavano mai che<br />
i Musulmani avrebbero osato assalirli. Gli ordini di 'Abdallah b. Khàzim<br />
furono puntualmente eseguiti, ed a mezzanotte il campo ribelle fu aggre-<br />
dito dai seicento cavalieri con le lancie che ardevano come torcie nel buio<br />
notturno. I ribelli, maravigliati, non seppero spiegarsi che cosa fossero queste<br />
fiammelle, le quali sembravano volare in aria, e si agitavano costantemente<br />
con moto irregolare. Il loro allarme crebbe ancora, quando scoprirono che<br />
anche da altre parti del campo accorrevano altri stormi di queste fiam-
4-6. 33. a. H.<br />
33. a. H. melle misteriose, che ora si sollevavano in aria, ora si abbassavano rasente<br />
^''sÀN.*^^rr?e' ^^rra, ora svolazzavano da un lato all'altro. Non sospettavano mai che fossero<br />
zionediQàrin.] le schiere unite dei Musulmani le quali avanzavano all'attacco. Abdallah<br />
b. Khàzim potè così piombare con grande impeto sul campo ribelle, quando<br />
i Persiani erano in preda al massimo turbamento, e mettere il nemico in<br />
fuga con grandissima strage. La vittoria musulmana fu completa, e mol-<br />
tissime donne e bambini caddero in mano ai vincitori. Fra le donne cat-<br />
turate in questa circostanza, si ritiene fossero la donna che divenne poi la<br />
madre di Ziyad b. al-Rabi' e quella che fu poi madre di 'Awn, il padre di<br />
abù 'Abdallah b. 'Awn (T abari, I, 2905-2906).<br />
Cfr. Athir, III, 106 (32. a. H.).<br />
§ 5, — (^a) (al-Madà*ini, da Maslamah). 'Abdallah b. Khàzim, dopo la sua<br />
grande vittoria sui ribelli, scrisse ad ' Abdaljah b. 'Amir annunziandogli il<br />
suo felice successo, ed ibn 'Amir gli rispose, confermandolo nel governo,<br />
della provincia. — In questa ibn Khàzim rimase finché avvenne la batta-<br />
glia del Camelo (cfr. 36. a. H., §§ 133 e segg.) : allora ritornò ad al-Basrah,<br />
fu presente alla rivolta di ibn al-Hadrami in al-Basrah (cfr. 38. a. H., §§ 176<br />
e segg.) e si trovò con lui nel Dar Sunbil. In seguito a questi fatti le<br />
milizie di al-Basrah non cessarono dal guerreggiare le popolazioni circo-<br />
stanti, che non si erano ancora sottomesse al dominio musulmano, e quando<br />
sospesero le operazioni aggressive per ritornare ad al-Basrah, lasciarono una<br />
retroguardia (' a q a b a h) di 4000 uomini per proteggere i confini. Così du-<br />
rarono le cose, finché scoppiò la guerra civile (ai-fi tnah) (T a bari,<br />
I, 2906).<br />
(ò)<br />
('Ali [al-Madà*ini], da al-Hasan b. Rasid, da Sulaymàn b. Kathir al-<br />
Khuzà'i). Qàrin riunì un grande numero di persone contro i Musulmani,<br />
la condizione dei quali divenne assai angustiata. Qays b. al-Haytham disse<br />
ad 'Abdallah b. Khàzim : «Che cosa ne pensi?». — « Sono del tuo pa-<br />
« rere », rispose, « che tu non hai i mezzi per vincere la gente che ci assale.<br />
« Recati m persona pressò ibn 'Amir, informalo della moltitudine dei ribelli<br />
« riuniti contro di noi, e noi rimarremo in queste fortezze e resisteremo<br />
« finché tu ti presenterai con i soccorsi ». — Qays partì, ma quando si fu<br />
allontanato, ibn Khàzim pubblicò una lettera di ibn 'Amir, secondo la quale<br />
egli era nominato governatore del Khuràsàn. — 'Abdallah b. Khàzim assali<br />
quindi Qàrin e lo vinse e scrisse annunziando la vittoria ad ibn 'Amir, il<br />
quale perciò lo confermò nel governo della provincia (T abari, I, 2906).<br />
§ 6. — Sulla rivolta di Qàrin cfi:. anche :<br />
Abulfeda, I, 266;<br />
Athir, III, 106 (nel 32. a. H.) ;<br />
6.
33. a. H. ^ f.^<br />
DahlànFutùhàt, T, lOB-106; 33. a. h.<br />
Fari st ah, I, 27-28;<br />
persi a-khurA-<br />
|<br />
Faristah Briggs, I, B-4; zionediQirin.]<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. \*-2.\ lu ] 32. a. TI. •.<br />
Khamis, II, 286, Un. 7-11 (nel 31. a. H.?);<br />
Mahàsin, I, 97, lin. 16-18; 102, lin. 2-4;<br />
Nuwayri, MS. Leid., 1, fol. 103,v.<br />
PERSIA-SIGISTÀN-KARMÀN. — Luogotenenti di Uthmàn in Persia<br />
[versione di Sayf h. ' Umar).<br />
{Cfr. 30. a. H., § 49).<br />
§ 7. — (Sayf b. limar, da Muhanimad e da altri). Quando morì il Ca-<br />
liffo 'Uthmàn, Qays b. Hubayrah al-Sulami (') era governatore del Khuràsàn.<br />
Prima della sua morte il Califfo aveva dato il governo del Sigistàn a<br />
Umayn b. Ahmar al-Yaskuri, e poi l'aveva conferito ad 'Abd al-rahmàn b. Sa-<br />
murah, che apparteneva alla famiglia dei Habib b. 'Abd Sams (e perciò<br />
era parente del Califfo), e che si trovò in carica quando morì 'Uthmàn.<br />
Alla morte del Califfo, nel Karman v'era come governatore 'Imràn b. al-<br />
Fasìl al-Burgumi, nel Fàris 'Umayr b. 'Uthmàn b. Sa'd, e nel Mukràn ibn<br />
Kindir al-Qusayri (T a bari, I, 2831).<br />
Nota 1. — Nei §§ 4 e 56, le tradizioni della scuola madinese danno al governatore il nome di<br />
Qays b. al-HaytJiam : Sayf b. 'Omar lo chiama invece. Qays b. Hubayrah. Il compilatore dell'indice di<br />
Tabari (p. 472) ritiene identici i due nomi, come due versioni di uno stesso nome. Sayf b. IJmar è<br />
fonte che porge sempre nomi in abbondanza e nelle tradizioni sulle campagne di conquista ne ha persino<br />
coniati e inventati di sana pianta, nomi di persone che non sono mai esistite. Quindi dovremmo<br />
dare la preferenza alla versione della scuola madinese e considerare la versione sayfiana come un errore<br />
o una variante di ignota provenienza e dubbia autenticità.<br />
§ 8. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e da altri). Qays b. Hubaj^rah<br />
(che si trovava nel Khuràsàn) mandò una volta 'Abdallah b. Khàzim<br />
(cfi-. 32. a. IT., § 18) in missione presso 'Abdallah b. 'Àmir, governatore<br />
di al-Basrah : 'Abdallah b. Khàzim era in grande intimità di rapporti con<br />
ibn 'Amir, sicché quando si accinse a ritornare nel Khuràsàn, ibn Khàzim<br />
chiese ad ibn 'Àmir di concedergli segretamente, con un documento scritto,<br />
il governo del Khuràsàn (cfr. §§ 4, 5), qualora Qays b. Hubayrah avesse la-<br />
sciato il suo posto, ibn 'Amir acconsenti e gli diede il chiesto documento.<br />
Quando fu ucciso il Califfo 'Uthmàn e la notizia giunse nel Khuràsàn, destando<br />
ovunque grande agitazione, Qays b. Hubayrah chiese il parere di 'Abdallah b.<br />
Khàzim su quello che convenisse di fare, ibn Khàzim, desideroso di allonta-<br />
nare Qays b. Hubayrah dal Khuràsàn, gli suggerì di recarsi in occidente e di<br />
vedere in persona quello che vi fosse da fare. Qays accettò il consiglio<br />
senza sospettare il doppio fine di ibn Khàzim, e lasciò il Khuràsàn, nominando<br />
ibn Khàzim suo luogotenente. Appena partito Qays, 'Abdallah b. Khàzim
33. a. H.<br />
[PERSIA-SIGI-<br />
STÀN-KARMAN.<br />
- Luogotenenti di<br />
'Uthmàn in Per-<br />
sia.]<br />
§§ 8-10. 33. a. H.<br />
pubblicò il decreto di 'Abdallah b. 'Amir, dichiarò decaduto Qays e si fece<br />
riconoscere come solo governatore del Khurasan :<br />
egli rimase in (juesta<br />
carica durante il Califfato di '^Ali. Quando Qays b. Hubayrah seppe il tra-<br />
nello tesogli da ibn Khàzim, si pentì della fretta avuta nel lasciare il suo<br />
posto, e facendo uno scherzo di parole sul nome della madre di ibn Khàzim,<br />
che si chiamava 'Aglà (ossia la frettolosa), esclamò :<br />
« Sarebbe più giusto<br />
«che fossi io e non 'Abdallah, il figlio di 'Aglà la frettolosa » (T a bari,<br />
I, 2832-2833).<br />
Nota 1. — Si legga quanto è scritto nella nota al § 3. — Sayf b. 'Umar ignora l'insurrezione di<br />
Qàrin e svisa gli avvenimenti successivi perchè non vuole tradire l' insufficienza e l' imperfezione della<br />
conquista araba in Persia. Per la stessa ragione travisa i fatti del califfato di 'Ali e fa rimanere 'Abdallah<br />
b. Khàzim nel Khuràsàn durante il califfato di 'Ali, mentre la tradizione madinese, di cui non<br />
dobbiamo dubitare su questo punto, dice che anche 'Abdallah b. Khàzim abbandonasse il Khuràsàn e<br />
tosse in al-Basrah dal 37 a. H. in poi.<br />
PERSIA. — Il Nawrùz.<br />
§ 9. — Il Nawrùz dei Persiani cadde in questo anno (33. H.) suini<br />
Sawwàl (= lunedi 5 maggio 654 dell' È. V.) (Hamzah, 161 [dice<br />
fosse un mercoledì]).<br />
AL-'IRÀQ-ARABIA-SIRIA. — Origini, ragioni e limiti della rivolta<br />
contro il Califfo Uthmàn.<br />
§ 10. — Abbiamo già fatto cènno delle speciali caratteristiche che<br />
distinguono l'ascensione al potere di 'Uthmàn dopo l'uccisione di 'Umar<br />
nell'anno 23. H. (cfr. 23. a. H., §§ 73-76; 24. a. H., §§ 1 e segg.). Abbiamo<br />
anche discusso più volte le ragioni del malcontento e della crisi politica<br />
scoppiata sotto 'Uthmàn (cfr. 24. a. H., §§ 26 e segg. ; 25. a. H. §§ 10,<br />
II, 19; 26. a. H., § 10; 30. a. H., §§ 79 e segg.; 154 e segg.; 217 e segg.):<br />
sarà ora opportuno riassumere brevemente le cose già dette, a schiarimento<br />
introduttivo delle fasi finali del dramma.<br />
L'elezione di abù Bakr ebbe caratteri di straordinarietà e precarietà<br />
senza funzioni ben precise, e la sua scelta fu fatta in modo che implicasse<br />
la collaborazione intima e continua, nonché la successione di 'Umar senza<br />
altre formalità speciali di nomina. Osservammo però che per ambedue fu<br />
considerato necessario, fu formalità imprescindibile, la proclamazione uffi-<br />
ciale e la cerimonia della sanzione popolare di tutti i fedeli riuniti in<br />
una specie di comizio nella moschea (cfr. 23. a. H., §§ 73-76).<br />
Notammo altresì come negli atti che precedettero l'elezione tanto di<br />
abù Bakr, quanto di 'Umar e di 'Uthmàn, fossero distinguibili due fasi:<br />
l'una preliminare della scelta del candidato e della sua proclamazione<br />
per opera di una specie di comitato elettorale; l'altra la sanzione popò-
òo. ci. H. '<br />
lare della scelta in assemblea generale, sanzione che costituiva la vera e 33. a. h.<br />
genuina elezione del Califfo: questi non poteva entrare in regolare fun- '<br />
f 10<br />
^bia-si r?a^- o?"<br />
zione senza la formalità della bay 'ah pubblica. gim, ragioni • ii-<br />
Dicemmo come la tradizione musulmana, ispirata dalle tendenze. di-<br />
miti dalla rivolta<br />
contro il Califfo<br />
spotiche dei calith 'abbàsidi sotto i quali si formò la tradizione nella foggia uthman<br />
che è giunta sino a noi, ha cercato di offuscare l'importanza della bay 'ah<br />
pubblica nella moschea, mirando a stabilire che la bay 'ah privata, pre-<br />
cedente all'assemblea generale dei i'edeli, fosse la vera e la sola necessaria.<br />
Negli intrighi, con i quali si svolse l'elezione di 'Uthmàn, noi trovammo<br />
invece tutte le prove per dimostrare come la celebre sur a, o consiglio<br />
di elettori, non avesse il compito di eleggere il Califfo, ma di nominare<br />
soltanto il candidato. Era il popolo nella riunione generale che dava il<br />
suo voto e conferiva i veri poteri.<br />
Con questi criteri generali e con queste premesse noi concludemmo<br />
che 'Utjimàn fosse il primo Califfo <strong>dell'Islam</strong> eletto secondo tutte le regole,<br />
per così dire, costituzionali, e che la sua elezione nulla avesse di quella<br />
precarietà o di quella indeterminatezza che aveva distinto le funzioni ese-<br />
cutive e direttrici assunte, quasi con un colpo di mano (faltah), da abù<br />
Bakr e da 'Umar. Da quel giorno non solo i tredici anni trascorsi ave-<br />
vano, per necessità di cose, conferito attribuzioni e funzioni più precise<br />
alla carica di Califfo, ma 'Utlimàn si considerò altresì il primo e vero Ca-<br />
liffo dell' Isiàm inteso nel senso più conforme a quello voluto dalle gene-<br />
razioni posteriori con tutte le formalità e garanzie necessarie : ciò spiega<br />
perchè egli ordinasse e facesse cose, e tenesse un contegno diverso dai<br />
suoi predecessori non investiti, secondo 'Uthmàn, dei medesimi poteri, di<br />
cui egli si arrogava le prerogative. Così egli modificò alcuni riti stabiliti<br />
dai due predecessori e persino — a quanto pare — da Maometto ; agì<br />
arbitrariamente nelF impiego del tesoro pubblico, che considerò come<br />
messo a sua intera disposizione : non<br />
esitò di prendere gravi ed impor-<br />
tanti provvedimenti nei riguardi del testo quranico ed ebbe la tendenza<br />
a considerare l' impero come appannaggio non tanto di tutti i musulmani,<br />
quanto di una ristretta cerchia di suoi consanguinei vicini e lontani di<br />
Makkah.<br />
Non tutti però furono d'accordo con il Califfo nella nuova interpreta-<br />
zione; parecchi anzi disapprovarono la condotta di 'Uthmàn, che essi avreb-<br />
bero desiderato più conforme ai precedenti modesti e guardinghi di abù<br />
Bakr e di 'Umar. Da tale screzio, nonché dalla generale tendeza invalsa<br />
dagli Arabi per l'anarchia, ebbero prima origine non pochi dei conflitti<br />
posteriori : gli equivoci e i malintesi, che scaturirono da siffatta dissonanza
33. a. H.<br />
{AL-'IRAQ-ARA-<br />
BIA-SIRIA. -Ori-<br />
gini, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
'Uthnrtan.1<br />
10, 11. 33. a. H.<br />
morale tra il Califfo e i suoi sudditi, vennero ad invelenire sin dai primi<br />
giorni del nuovo regno le animosità e gli strascichi e rancori politici e<br />
personali lasciati dal conflitto di passioni e d' interessi, in mezzo a cui fu<br />
eletto 'Utlimàn. Essi aggravarono altresì, come si disse, il contegno di<br />
quel partito di opposizione che si potrebbe dire costituzionale, e che era<br />
composto sovrattutto di Compagni del Profeta delusi nelle loro speranze<br />
ed ambizioni (').<br />
Nota 1. — Sulla crisi che portò all'uccisione di 'Uthinàn, cfr. ancora le seguenti fonti occidentali<br />
Kremer, Herrsckenden Ideen, 335-342;<br />
Wellhausen Arab. Reich., 25-32.<br />
§ 11, — Noi insistemmo sul fatto che l'opposizione al Califfo 'Umar<br />
fosse accentrata in Madinah e circoscritta ai più antichi Compagni del Pro-<br />
feta e loro immediati dipendenti. I militi musulmani, i membri principali<br />
della nuova comunità politica, militare e religiosa, occupati in altre cure,<br />
in conquiste e nel godimento d'insperati guadagni, fruendo altresì della<br />
massima libertà di azione per la poca coesione tra gli organi amministra-<br />
tivi ed esecutivi dell' impero arabico, non si diedero grande pensiero di ciò<br />
che avveniva, né delle passioni ed ambizioni divampanti in Madinah.<br />
Il Califfo 'Umar seppe abilmente tenere a bada queste forze a lui con-<br />
trarie, colmando i caporioni in Madinah con abbondanza strabocchevole di<br />
beni di fortuna, ed osservando un contegno di singolare correttezza nella di-<br />
stribuzione di cariche e di favori. Ai Compagni più influenti diede eguale<br />
trattamento di gelosa esclusione dall'esercizio del potere, e si valse invece dei<br />
più eminenti qurasiti, ossia di quelli che ultimi si erano resi musulmani, ed a<br />
questi concesse i due più importanti governi. Così 'Amr b. al-'As fu lasciato<br />
in Egitto, e Mu'àwiyah salì al grado di arbitro maggiore delle faccende<br />
in Siria. In questo modo 'Umar ebbe dalla sua tutta l'aristocrazia mak-<br />
kana. Siccome d'altra parte egli per nascita apparteneva alle famiglie mi-<br />
nori dei Qurays, a quelle cioè che non erano propriamente qurasite, e forma-<br />
vano l'opposizione plebea di Makkah all'aristocrazia dei Makhzùm e degli<br />
Umayyah, le sue predilezioni per i Qurays furono accolte di buon grado e<br />
giudicate come abile e felice politica di compensazione, dacché egli quale<br />
capo supremo nello Stato, vi rappresentava invece l'elemento per cosi<br />
dire plebeo. Era un accomodamento che dava un'equa distribuzione dei<br />
beni del mondo tra le due categorie più importanti della comunità isla-<br />
mica, vivente 'Umar.<br />
Vedemmo nondimeno nello studio del califfato di 'Umar, come sin dai<br />
primi anni del suo dominio esistesse anche contro di lui un partito d'op-<br />
posizione, che per lungo tempo rimase circoscritto a Madinah e forse in<br />
10.
33. a. H.<br />
ff 11, 13.<br />
parte anche a Makkah, ed aveva la sua base, la sua forza principale nel-<br />
l'ambizione non .sodisfatta dei maggiori Compagni. Il califfato di 'Uihmàn<br />
è, visto sotto questo aspetto, la storia del modo come questo contrasto<br />
al Califfo in Madinah si propagò nel resto dell' impero ed in particolar<br />
modo nella Babilonide e nell'Egitto, e come a poco a poco l'opposizione<br />
latente passiva ed inoperosa si tramutò in vivace ed aggressiva sino a<br />
giungere all'assassinio del Califfo.<br />
§ 12. — Le ragioni tutte della evoluzione morale degli animi che<br />
portò all'eccidio di Madinah nell'anno 36. H. sono assai difficili a rintrac-<br />
ciare, e cadremmo in erronei apprezzamenti se ci limitassimo a studiare<br />
solamente quelle che le nostre fonti ci adducono come tali. Il male era assai<br />
profondo, complesso e di provenienza molto eterogenea: vi cooperarono ra-<br />
gioni politiche, economiche, sociali e personali. Molte di queste purtroppo ci<br />
sfuggono, onde il quadro che potremo presentare risulterà di necessità imper-<br />
fetto, incompleto e perciò non tale da porgere un insieme organico e interamente<br />
convincente ; ma ci studieremo, secondo il nostro meglio, di addurre<br />
tutti quegli elementi di giudizio che ci è stato possibile rìntracciare, sia diret-<br />
tamente dalle fonti, sia indirettamente in altro modo. Queste ultime sa-<br />
ranno le più importanti, perchè le nostre fonti si fermano alla sola veste<br />
esterna, spesso ingannatrice, delle cose, senza ricercarne l'anima, il vero<br />
significato.<br />
Procediamo con ordine: i fatti drammatici che avremo a narrare sono<br />
intimamente collegati con gli eventi del califfato di 'Umar e con gì' in-<br />
trighi e conflitti che circondarono di tante passioni la proclamazione e<br />
l'elezione di 'Uthmàn.<br />
Perchè fu eletto 'Uthmàn?<br />
Fu scelto lui piuttosto che altri, perchè egli era uno dei più antichi<br />
e ad un tempo dei più vecchi Compagni, perchè* era stato due volte genero<br />
del Profeta (*), e perchè regnante 'Umar, come già si disse, per controbi-<br />
lanciare l'opposizione dei maggiori Compagni al Califfo, fu d'uopo appog-<br />
giarsi largamente sull'aristocrazia makkana dei Qurays, i quali avevano<br />
perciò acquistato un' influenza preponderante nello Stato. Or 'Uthmàn era,<br />
di tutti i Compagni più antichi del Profeta, quello più genuinamente qu-<br />
rasita e più strettamente legato con vincoli di sangue e d'affinità di sen-<br />
timenti con i Qurays, ed in particolare con gli Umayyah.<br />
I Qurays in generale, e gli Umayyah in particolare, avevano goduto<br />
sempre, nella ààhiliyyah, di un grande prestigio per la loro funzione<br />
di custodi del santuario makkano e direttori delle grandi feste annuali:<br />
tale prestigio morale era stato accresciuto dal contegno conciliativo del<br />
11.<br />
33. «. H.<br />
(AL.IRAQ.ARA-<br />
BIA-SIRIA..Orì.<br />
fini, ragioni • li-<br />
miti d*ll« rìvoita<br />
contro il Califfo<br />
UthnnJin.)
33. a. H.<br />
AL-IRÀQ-ARA-<br />
BIA-SIRiA. -Ori-<br />
gini, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.l<br />
§§ 12, 13. 33. a. H.<br />
Profeta, che verso di loro aveva usato riguardi come per nessun'altra stirpe<br />
araba, e con le speciali concessioni politiche, morali e religiose largite ai<br />
Qurays alla presa di Makkah (cfr. 10. a. H., §§ 109 e segg.) aveva mo-<br />
strato di dare al loro concorso, alla loro adesione all'Islam, importanza di<br />
gran lunga maggiore che non a quella di veruna altra stirpe. Il fatto<br />
persino che, dopo la conversione dei Qurays, il Profeta considerasse l'opera<br />
propria politica come essenzialmente compiuta, dava all' ingresso dei Qurays<br />
neir Islam un'eccezionale preeminenza che non potè sfuggire ad alcuno dei<br />
contemporanei, tanto convertiti che pagani. La preeminenza qurasita sotto<br />
'Urnar fa rinsaldata e consolidata per le ragioni di opportunismo politico<br />
che abbiamo già più volte messe in rilievo. Ai Qurays fu in tal modo assi-<br />
curato un primato assoluto, che nulla in avvenire potè più annientare.<br />
L'elezione di 'Uthmàn dopo la subitanea scomparsa di 'limar s'im-<br />
pose come tatto ineluttabile a dispetto di tutta l'opposizione contro il de<br />
funto e contro i suoi amici e fautori, i Qurays. Questi erano la sola forza<br />
salda ed organizzata nella comunità, onde, nell'imperiosa necessità di<br />
provvedere alla successione, è naturale che i più forti trionfassero.<br />
Le qualità morali di 'Uthmàn non ebbero nessun peso reale ed effi-<br />
cace nella scelta di lui piuttosto che di altri : egli fu eletto per ragioni<br />
che ninna diretta attinenza avevano con le sue qualità morali o con sue<br />
presunte attitudini di governo. Fu elevato per ragioni di parentela, di na-<br />
scita, di età e per ragioni sentimentali verso la memoria del Profeta, la<br />
figura del quale diventava sempre più dominante man mano che il tempo<br />
ne idealizzava il carattere e l'opera.<br />
Nota 1. — Il Lammens solleva dubbi su questo fatto (cfr. Lammens Fatima, 4-7), e crede<br />
che una di queste figlie di Maometto non sia nemmeno esistita.<br />
§ 13. — Dopo l'elezione, quando il neo-eletto fu messo alla prova con<br />
la dura realtà dei fatti e dinanzi alle esigenze impreviste d'una condizione<br />
politica estremamente difficile, i difetti del Califfo, che in circostanze meno<br />
difficili non avrebbero prodotto gravi perturbamenti, furono invece messi<br />
a nudo nella luce cruda, implacabile della massima pubblicità dalla crisi<br />
generale che travagliava l'impero, e perciò accesero vieppiù le passioni<br />
degli avversari, i quali vedevano nei difetti del capo dello Stato islamico<br />
il punto più debole in cui aggredire il partito al potere, i Qurays.<br />
I difetti di 'Uthmàn erano molti, ma non gravi : non<br />
era uomo né<br />
molto virile, né molto coraggioso. Non gli piaceva il duro mestiere delle<br />
armi e preferiva i comodi della vita tranquilla in mezzo agli agi; come<br />
tutti i suoi contemporanei, compreso il Profeta, ebbe un debole per le<br />
donne. Volle mogli giovani sin nella vecchiaia, e singolare è il fatto che<br />
12.
33. a. H. . ,o<br />
su (li e.sse esercitasse un laycmo personale nonostante il grande divario 33- «• h.<br />
d'anni. Vedremo come la più giovane e l'ultima delle mogli con coraggi.. ^Wa-siria^.<br />
virile si esponesse alle spade degli assassini per difendere il vecchio sposo gini, ragioni e li-<br />
neila tragica giornata della sua uccisione. Sappiamo che amò il lusso n«*l<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
vestire e come cercasse con abiti fulgenti di piacere e divertire le su. uthmàn<br />
donne.<br />
Tali caratteristiche di gaudente erano segni di debolezza di caratter*'.<br />
che si rispecchiavano in due fenomeni generali molto gravi: il poco rispetto<br />
per i precedenti messi dal Profeta in questioni di rito e di usanze. <<br />
sua preferenza per i congiunti, ai quali si vuole che più volte facesse<br />
cospicui favori nella distribuzione delle ricchezze e degli onoii a spese<br />
dello Stato.<br />
la<br />
Basterà ricordare la sua condotta verso i due parenti al-Hakam 1>.<br />
abi-l-'As (cfr. 24. a. H., § 35) ed ibn abi Sarh (cfr. 26. a. H., §§ 113 e<br />
segg.), ambedue notoriamente nemici del Profeta, ed il primo sicuramente<br />
affatto, il secondo poco o nulla islamizzati. Le nostre fonti affermano che<br />
questi atti suscitassero grande scandalo tra i fedeli, ma v' è ragione di<br />
sospettare molta esagerazione partigiana nelle fonti. Possiamo però rico-<br />
noscere che la sua condotta di favore verso i due uomini incriminati e<br />
la sua resistenza ad ogni pressione diretta contro i medesimi, rivelano<br />
Utiimàn come uomo nel cuor suo assai meno devoto musulmano di quanto<br />
la tradizione osi rivelare. L'odio dei seguaci di 'Ali, ^li Si' iti, contro 'Uthmàn<br />
ed i suoi due predecessori deve forse la sua origine anche alla poca<br />
sincerità religiosa del Califfo 'Uthmàn. Se la tradizione direttamente non<br />
lo dice, ciò non esclude la ragionevolezza de nostri sospetti : la tradizione<br />
anche più ostile ad 'Uthmàn non potrebbe ammettere che Maometto si<br />
sia acconciato a unire due sue figlie con chi non fosse un modello di musulmano.<br />
Ma il Profeta si acconciò .a questo ed a ben altro, come vedemmo<br />
in precedenti occasioni.<br />
Le fonti insistono anche sulla nomina a governatore di al-Walid b.<br />
'Uqbah beone e gaudente, di Sa'id b. al-'As avaro nello spendere e forse<br />
troppo aristocratico nei modi, e infine di 'Abdallah b. 'Amir, troppo gio-<br />
vane. Ma anche in ciò vediamo artificiosa esagerazione. al-Walid fu de-<br />
posto ; contro Sa'ìd nulla di specifico si può addurre ; mentre 'Abdallah b.<br />
'Amir non solo fu il conquistatore della Persia, ma anche durante la rivo-<br />
luzione continuò a godere di molta influenza nella città di al-Basrah :<br />
perciò<br />
'A-isah lo volle con sé, quando marciò su al-Basrah, insorgendo contro 'Ali<br />
nell'anno 36. H. (cfr. 36. a. H., §§ 30, 49, ecc.). Le lagnanze contro i gover-<br />
natori furono piuttosto pretesti, che cause vere: il disagio avrva origini<br />
18.
§§ 13, u. 33. a. H.<br />
33. a. H. più remote e profonde : anche i migliori amministratori della cosa pubblica<br />
WA.siR?A^Or^ avrebbero incontrato gravi difficoltà a por argine all'ondata rivoluzionaria,<br />
gini, ragioni e li- § 14. — Le fonti musulmane vorrebbero darci ad intendere che l'agita-<br />
^ntro^'i? Califfo ^^^^^ contro 'Uthmàn avesse principio negli ultimi anni del califfato, e con<br />
'Uthmàn.] quell'amore della simmetria storica dividono il regno di 'Uthmàn in due<br />
parti eguali di sei anni ciascuna: la prima felice, la seconda infelice e<br />
tragica. A sentir le fonti, tutto ciò che accadde fu effetto di alcune azioni<br />
del Califfo e dei suoi amici e parenti negli ultimi anni prima della tra-<br />
gedia finale. Tale spiegazione è del tutto errata, perchè il male di cui fu<br />
vittima 'Uthmàn ebbe le sue prime e più remote origini nel conflitto di aspi-<br />
razioni ed interessi, che sorse intorno a Maometto negli ultimi anni della<br />
sua vita, si acuì nel momento della sua morte e della elezione di abù Bakr,<br />
e sebbene sembrasse assopirsi sotto i primi due califfi, continuò ad ampliarsi<br />
ed intensificarsi man mano che l' impero islamico si estendeva. La<br />
politica interna di 'Uthmàn accelerò la maturazione dell' interno svolgi-<br />
mento dei partiti e dei loro conflitti, convogliando in questi anche altri<br />
innumerevoli fattori nuovi, etnici ed economici, che non esistevano ancora<br />
quando viveva Maometto.<br />
Un coefficiente importantissimo della crisi politica fu il disordine am-<br />
ministrativo ed il caos giudiziario, doyuti all'avvento degli Arabi conqui-<br />
statori nelle provincie dei caduti imperi di Bisanzio e di Ctesifonte. Per<br />
effetto di questo mutamento politico, e del grado di coltura dei vincitori<br />
inferiore a quella dei vinti, restavano l'antica amministrazione dei caduti<br />
governi e pressoché tutti i suoi organi inferiori amministrativi, fiscali e<br />
giudiziari, organi che erano validi e fungevano, più o meno bene, per le<br />
popolazioni conquistate e sottomesse. La sostituzione del dominio arabo-<br />
islamico a quello dei due caduti imperi aveva però soppresso la parte<br />
accentatrice di questi organi inferiori, quella che doveva diramare gli<br />
ordini ed intervenire come arbitro ultimo nelle questioni amministrative,<br />
. fiscali e giudiziarie.<br />
A questa funzione accentratrice di governo esecutivo gli Arabi con-<br />
quistatori supplirono in modo assai imperfetto, perchè appartenevano ad<br />
altra razza, ad altra fede e non avevano alcuna tradizione di governo in<br />
comune con i governati. La legge per i sottomessi non era valida per i<br />
dominatori, e questi non solo non la dovevano rispettare, ma la ignora-<br />
vano del tutto, né si curavano di farla rispettare, purché non si venisse<br />
direttamente ad offendere i loro più immediati interessi, ossia il reddito<br />
delle imposte e V incolumità dei beni e delle persone nella classe dei do-<br />
minatori, l'autorità insomma del novello governo.<br />
14.
33. a. H.<br />
il 14, 15.<br />
È manifesto dunque che, cosi stando le cose, andasse impunito tut-<br />
tociò che non importava ai padroni ; onde sotto certi aspetti subentrò alla<br />
tirannide dei precedenti governi un' èra di apparente libertà, specialmente<br />
nel campo religioso, libertà che valse in principio a circondare d'un*aura<br />
di favore i nuovi signori dell'Asia Anteriore. Nondimeno tra sottomessi e<br />
dominatori mancava ogni unione organica e compatta, e l'egoismo stretto,<br />
ignorante dei nuovi padroni sacrificò senza dubbio molti interessi pubblici<br />
dei vinti. L'ignoranza, l'inesperienza, l'incapacità amministrativa degli<br />
Arabi del deserto iu sicuramente fonte di danni, ed è probabile che i beni<br />
e la vita di molti sudditi venissero assai imperfettamente tutelati.<br />
§ 15. — V'erano però anche altri aspetti dello stato generale delle<br />
cose, che complicavano la condizione generale degli animi.<br />
Oltre ai rapporti diretti tra potere esecutivo arabo ed organi civili ed<br />
amministrativi dei sudditi, v'erano i rapporti quotidiani tra i privati della<br />
classe dominatrice e quelli della classe dominata :<br />
v'erano conflitti d' inte-<br />
resse, relazioni d'afifari e questioni personali da sistemare. In questi casi<br />
come era da regolarsi? Vigeva il diritto e la consuetudine del deserto,<br />
la nuova legge islamica, o la legge del paese?<br />
V'erano infine i rapporti tra membri della stessa classe dominatrice,<br />
la quale seppure padrona del paese non poteva considerarsi in tutto al<br />
disopra di ogni legge, senza precipitare nell'anarchia, ma d'altra parte<br />
non possedeva alcun codice proprio di leggi e di norme che regolasse la nuova<br />
vita creata dalle conquiste. Nella condizione complessa del nuovo stato di<br />
cose, infinitamente più vario e complicato che non quello del deserto nativo,<br />
ben poco poteva valere la imperfetta, primitiva legge non scritta del deserto,<br />
né molto di più quella rudimentale e troppo semplicista del Corano.<br />
Non bisogna farsi molte illusioni.<br />
La legge coranica era conosciuta da pochi, ed in quei primi tempi non<br />
era applicata da nessuno se non per spontanea iniziativa di chi vi si sot-<br />
tometteva. Allo Stato islamico sin dai primordi avevan fatto difetto quasi<br />
del tutto gli organi primi essenziali delle istituzioni sociali ed amministrative<br />
che servono a mettere in atto la legge. Non esisteva polizia per la tutela del-<br />
l'ordine pubblico; non esistevano né giudici, né tribunali: il Califfo ed i<br />
suoi luogotenenti raccoglievano nelle loro mani tutte le funzioni d'ordine<br />
pubblico, ma l'esercizio di queste funzioni era incerto, contradittorio, osta-<br />
colato sempre dal particolarismo delle tribù emigrate, e non confortato da<br />
alcuna sicura e riconosciuta tradizione. Gli organi necessari alla vita so-<br />
ciale tardarono assai a costituirsi: quindi di necessità nei primi tempi<br />
dell'Isiàm gli Arabi goderono tra loro di una grande libertà di azione<br />
16.<br />
33. •. H.<br />
AL-MRÀQ.ARA-<br />
BIA-SIRIA. -Ori.<br />
{ini, ragioni « li-<br />
miti dalla rivolta<br />
contro il Califfo
§§ 15. 10. 33. a. H.<br />
33. a. H. pioducendo in conseguenza uno stato di cose molto vicino all'anarchia,<br />
^<br />
WA-SlR?À^OrU perchè la legge consuetudinaria del deserto non è vincolo sociale che possa<br />
gini, ragioni e li- essere valido presso i padroni di un vasto e complesso paese civile.<br />
Tontrl^ il* Califfo H Califfo 'limar tentò d'introdurre un po' d'ordine nell'arruffata ma-<br />
•Uthmàn.] teria, cercò di castigare, come narrammo, quelli che violavano le prescri-<br />
zioni quraniche (vino e prostituzione o libero amore, ecc.), e inaugurò con<br />
l'istituto delle pensioni un novello e primitivo sistema di bilanci provin-<br />
ciali, di soldo alle genti d'arme e stipendio fisso ai servitori dello Stato.<br />
Se le turbe emigrate fuori della penisola e dimoranti nei grandi centri<br />
militari ed amministrativi fondati dall'impero conquistatore (al-Basrah, al-<br />
Kùfah, al-Gràbiyah ed al-Fustàt) fossero state schiere regolarmente arro-<br />
late come esercito di occupazione, e quindi in una certa misura legate da<br />
disciplina e tenute in una specie di dipendenza dalla distribuzione del<br />
soldo, le condizioni interne delle comunità arabe oltre i confini della peni-<br />
sola sarebbero state relativamente buone. Ma appresso agli eserciti d'oc-<br />
cupazione era venuta, negli ultimi anni di 'Umar, e con intensità assai<br />
maggiore durante il califfato di 'Uthmàn, una vasta corrente d'emigra-<br />
zione araba, per lo più composta di elementi irrequietissimi, non educata<br />
e civile, ma aspirante sovrattutto a violenze e rapine. I peggiori elementi<br />
di questo genere andarono a raccogliersi in al-Kìifah, e solo un poco migliori<br />
in al-Basrah. In al-Fustàt (Egitto) accorsero molte tribù dell'Arabia meri-<br />
dionale in maggioranza più civili ed amanti dell'ordine che non quelle<br />
del centro immigrate nella Babilonide, ma fi'ammiste pur esse a elementi<br />
assai turbolenti: 'Uthmàn fa appunto ucciso da arabi dell' Egitto. In Siria<br />
invece F immigrazione fu assai più ristretta, per lo più limitata alle prime<br />
schiere degli eserciti di conquista ed a comitive dei migliori elementi del<br />
Yaman. Le ricchezze naturali della Babilonide e della valle niliaca atti-<br />
rarono assai più gli avventurieri, che non l'arida ed aspra steppa della Siria.<br />
§ 16. — Per effetto di questa emigrazione disordinata e di varia na-<br />
tura, sopravvenuta dopo le conquiste, le contrade furono più o meno tran-<br />
quille ed ossequiose alla legge a seconda delle condizioni morali di coloro che<br />
ne fecero la prima occupazione. In Siria dove andarono i migliori elementi<br />
della penisola, ed in quantità minime, l'ordine pubblico non fu mai turbato ;<br />
né il governatore, né il Califfo ebbero mai tormenti né gravi fastidi dai loro<br />
sudditi siri. Le numerose tribù immigrate in Siria anteriormente alla con-<br />
quista islamica eransi da un pezzo assuefatte alla vita più civile, ed i nuovi<br />
venuti fraternizzarono facilmente e pacificamente con quelli che li avevano<br />
preceduti. La Siria divenne per un tempo il modello dell'ordine e del buon<br />
governo, e le vicende politiche ne fecero la rocca degli interessi umayyadi.<br />
16.<br />
I
33. a. H.<br />
ss<br />
i»;. 17.<br />
In al-Fastàt immigranmo ìruMut* elementi irrequieti e difficili, ma ri-<br />
masero contenuti dal numero delle stirpi più tranquille, ed anche la mag-<br />
giore distanza dalle loro sedi primitive valse a tenerli a freno in una<br />
certa misura. Cosi pure, sebbene in ragione minoro, gli elementi difficili in<br />
al-Basrah furono temporaneamente dominati da alcuni capi locali erodenti<br />
di grande prestigio, primo tra i quali il famoso al-Ahnaf b. Qays, uomo di<br />
meriti singolari, guerriero e politico di grande valore, che maneggiava con<br />
rara efficacia tanto la spada clic la parola, accortissimo duce d'uomini,<br />
d'animo generoso, di natura affascinante, modello di capo-tribù (confron-<br />
tisi Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 112-113). Quest'uomo non solo<br />
acquistò una specie di primato in al-Basrah, che lo rendeva quasi l'emulo<br />
dei governatori, ma pur contribuendo alla conservazione dell'ordine, seppe<br />
dare alla sua tribù, i Tamim, una posizione predominante ed un prestigio<br />
eccezionale. E tutto ciò ottenne senza mai venire in conflitto con il 1uo
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.]<br />
§§ 17, 18. 33. a. H.<br />
33. a. H. I più facinorosi prèsero il sopravvento, e vennero a ripetersi furti, violenze ed<br />
'^*"''siR?A^otu<br />
omicidi. Il male crebbe a tal punto che il governatore, al-Walid b.'Uqbah.<br />
gini, ragioni e li- dovette abbandonare i metodi primitivi del deserto, giuramento degli accu-<br />
sati, compenso in cameli e danaro, con cui il Profeta aveva più volte appia-<br />
nato spinose vertenze, ed introdusse nell'Islam la novità dell'esecuzione<br />
capitale e della condanna a morte dei colpevoli. Le famiglie dei puniti,<br />
invece di considerare l'esecuzione quale punizione dei misfatti commessi,<br />
reagirono come se si trattasse di una vendetta privata, e meditarono la<br />
rivincita.<br />
L'opera direttrice del governatore fu quindi non solo inceppata dalla<br />
sistematica opposizione dei capi-tribù ad ogni ingerenza del governatore<br />
nelle faccende della comunità, ma anche dai risultati negativi delle pene<br />
inflitte, pene che invece di contenere e domare gli spiriti ribelli, li ecci-<br />
tavano a maggiori resistenze ed approfondivano le scissioni. Per sventura il<br />
governatore, sotto il quale avvennero gl'incidenti più gravi, complicò le que-<br />
stioni con i propri errori personali, essendo dedito, da uomo socievole ed<br />
allegro, al consumo del vino, alla compagnia di maghi e prestigiatori,<br />
a vita sregolata insomma, e perciò esposto a critiche e biasimi. Per di<br />
più al-Walìd b. 'Uqbah era figlio d'uno dei maggiori nemici del Profeta:<br />
questo fatto cominciava già a contare qualche cosa, specialmente se vi<br />
erano altri motivi meno nobili per prendere di mira un uomo e rovinarlo.<br />
La tradizione sui moti che portarono all'uccisione di 'Uthmàn si ferma<br />
di preferenza sugli eventi di al-Kiìfah, non solo perchè le nostre fonti sono<br />
precipuamente della scuola tradizionistica iraqense, ma anche perchè ivi<br />
il fenomeno raggiunse la sua massima acutezza: al-Kùfah fu quasi l'espo-<br />
nente migliore e più spiccato del moto sovversivo. Nonpertanto dobbiamo,<br />
per essere nel vero, ricordare che il conflitto crescente tra il popolo, rap-<br />
presentato dalle turbe d'Arabi emigrati, ed il governo centrale, rappre-<br />
sentato dai governatori, era dovunque acceso, sebbene con intensità va-<br />
riante, dal massimo di al-Kùfah al minimo della Siria. In ogni luogo il<br />
governo centrale tentava assumere i diritti e le funzioni solite di tutti i<br />
governi precedenti in Asia, perchè la tradizione del luogo s'impone sempre<br />
ai nuovi venuti :<br />
d'altra parte le turbe emigrate dal deserto ed inurbatesi<br />
non avevano potuto svestirsi delle ataviche consuetudini^ né si acconcia-<br />
vano a riconoscere autorità e limitazioni di diritto che avevano ignorato<br />
sempre nelle libere solitudini da cui erano uscite.<br />
§ 18. — Se il governo si fosse mantenuto impersonale ed in apparenza<br />
almeno ispirato da sole considerazioni di bene pubblico, il conflitto avrebbe<br />
forse assunto caratteristiche diverse e meno perigliose. Invece il Califfo<br />
18.<br />
Il
33. a. H. ^ ^8.20<br />
'Utiimàn, con la sua preferenza per i congiunti, i Qurays, a cui volle con- 33. a. h.<br />
'^<br />
feriti tutti i maggiori onori, h- cariche di governo più importanti, ^ diede MtJ BIA-SIRI Tii?.'^<br />
A. • Ori-<br />
alla vertenza ed alle sue disposizioni amministrative mi caratten di la- gini, ragioni e n-<br />
miglia, quasi di nepotismo, un sembiante di partigianeria '"'*' ^"'* ^'^°'^<br />
" ^ r o a favore esclu- ^^^^<br />
contro il Califfo<br />
sivo di una forte stirpe, e a danno di tutte le altre : il che offri un'arma uthmàn.i<br />
{)ol emica e demagogica molto efficace (').<br />
In Madinah il Califfo si lasciava guidare dai consigli dell'altro parente'<br />
Marwàn b. al-Hakam, uomo molto arnbizioso ed energico, ma non scrupo-<br />
loso e quindi bersaglio di odi e gelosie senza numero. In tal modo gli<br />
Umayyah erano di fatto in possesso di tutto l' impero, perchè in Siria, come<br />
sappiamo, sin dai tempi di 'Umar governava l'astuto Mu'àwiyah.<br />
Nota 1. — E possibile però giustificare in parte la condotta di 'Uthmàn, ricordando che forse il<br />
Califib non avesse altre persone di cui si poteva fidare, perchè la maggior parte dei vecchi compagni<br />
gli erano ostili ed ambiziosi : gli altri erano per lo più avventurieri, uomini di pochi scrupoli, cattivi<br />
amministratori e intenti solamente a vantaggi personali.<br />
§ 19. — In al-Kiifah, dove l'opposizione contro questo regno di favore<br />
era piìi acuta, in principio Sa'id b. al-'Às agi con una certa abilità e seppe<br />
per lo meno non, aggravare la tensione, ma egli avverti che tutte le cortesie<br />
e le astuzie poco o nulla valevano a smorzare la profonda animosità che<br />
ardeva contro il predominio qurasita. Né purtroppo i Qurays con arabica<br />
fierezza seppero celare i loro sentimenti. Come avevano spadroneggiato in<br />
Makkah prima del Profeta, cosi volevano ora spadroneggiare nell'impero<br />
mondiale dell' Islam, e, purtroppo, senza degnarsi nemmeno di nascondere<br />
tali sentimenti. Con i modi altezzosi di antichi aristocratici, inebbriati dalla<br />
fortuna che tanto li favoriva anche nella nuova società, la quale pur era sorta<br />
per abbattere la loro prepotenza, si abbandonarono ad atti imprudenti : una<br />
parola inconsiderata di Sa'id b. al-'5.s, servendo come concettosa sintesi dei<br />
loro sentimenti, ebbe una funesta fortuna e passò quasi in proverbio. In una<br />
conversazione notturna Sa'id b. al-'Às, al cospetto di vari capi delle tribù<br />
emigrate in al-Kùfah, uomini tutti delle stirpi nomadi dell'Arabia orien-<br />
tale e perciò invidiosissimi dell'egemonia qurasita, esclamò, tra altro che<br />
egli considerava tutto il Sawàd babilonese come il giardino dei Qurays.<br />
La frase sincera e veritiera per quanto baldanzosa e cruda, riferen-<br />
dosi all'oggetto delle più vive brame, alla cosa per la quale erano accese<br />
larghe e ardenti competizioni, fu argomento delle più vivaci discussioni.<br />
§ 20. — Né è difficile spiegare come e perchè ciò sia avvenuto.<br />
Nel descrivere come il Califfo 'Umar sistemò il bilancio dello Stato<br />
islamico ed istituì le pensioni ai soldati e guerrieri <strong>dell'Islam</strong>, noi non<br />
mancammo di porre in rilievo come ciò fosse ispirato a criteri di giustizia,<br />
allo scopo cioè che tutti coloro che servivano lo Stato islamico venissero<br />
19.<br />
^
33. a. H.<br />
AL-rRAQ-ARA-<br />
BIA SIRIA. -Ori-<br />
ginì, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
Utiimàn.]<br />
§ 20. 33. a. H.<br />
egualmente retribuiti. La distribuzione di queste pensioni, o soldo che si<br />
voglia dire, era tutta nelle mani di pochi ; e le fonti non ci dicono che cosa<br />
si facesse degli avanzi annuali che rimanevano nelle casse dello Stato<br />
quando tutte le pensioni erano state liquidate. È certo nondimeno da<br />
vari indizi indiretti che nell'amministrazione si avverassero gravissimi<br />
abusi: coloro che maneggiavano le rendite dello Stato non ci rimette-<br />
vano di certo del proprio, ma accumulavano belle fortune. Con l'egemonia<br />
dei Qurays in tutti i rami dell'amministrazione è chiaro che questi traes-<br />
sero tutti i vantaggi possibili dalla loro posizione privilegiata.<br />
Non tardò quindi a circolare la voce che il Califfo ed i suoi parenti<br />
ed amici frodassero i loro dipendenti di quello che loro spettava, mentre<br />
allo stesso tempo prese sempre maggiore consistenza la teoria che il paese<br />
conquistato dovesse considerarsi come preda dei guerrieri vincitori e quindi<br />
da dividersi tra i medesimi in parti eguali. A questo concetto comunistico,<br />
che avrebbe significato la fine dello Stato islamico, si opposero naturalmente<br />
tutti coloro che avevano la responsabilità ed i vantaggi del potere, ed alle<br />
pretese del partito comunistico si rispondeva che solo il reddito delle im-<br />
poste e delle terre demaniali fosse bene di tutti i musulmani :<br />
la fonte di<br />
questa ricchezza, la terra, doveva rimanere non divisibile tra privati e<br />
patrimonio inalienabile della comunità. D'altra parte però, come di con-<br />
sueto, tale legge non fu sempre osservata con scrupolo, e tanto 'limar<br />
quanto 'Uthmàn, ma più specialmente quest'ultimo, fece molte eccezioni<br />
alla legge e tutte a favore di amici e parenti, elargendo doni in danaro<br />
con le somme nelle casse dello Stato e concedendo in feudo vaste distese<br />
di terra dei beni demaniali, che sarebbero dovuti rimanere inalienabili.<br />
Da ciò recriminazioni, accuse, sospetti ed agitazioni contro il governo<br />
di 'Uthmàn e dei suoi amici.<br />
In Madinah e tra coloro che circondavano il Califfo si voleva soste-<br />
nere che quanto sopravvanzava delle rendite delle provincie, pagate tutte<br />
le spese d'amministrazione, e tutte le pensioni o soldi ai combattenti in<br />
attività di servizio, dovesse defluire nelle casse centrali dello Stato ed<br />
essere considerato come bene di Dio, mài Allah, ossia ad intera dispo-<br />
sizione del Califfo ; mentre invece nelle varie provincie ferveva una viva<br />
agitazione perchè il sopravvanzo rimanesse in provincia e venisse conside-<br />
rato come bene dei musulmani, mài al-muslimìn (cfr. T abari, I,<br />
2858; 2943, lin. 17). Le terre che essi avevano conquistato con le loro<br />
spade dovevano appartenere ai conquistatori e non essere godute dai Qu-<br />
rays (T a bari, I, 2865, lin. 5; 2929, lin. 6). Vivissime ardevano le ire, perchè<br />
larghi tratti di questi beni demaniali erano concessi in feudo (iqtà') a<br />
20.
33. a. H. H 20, 21.<br />
persone per servigi resi allo Stato o per lavore dei governatori, e i>oi, con-<br />
siderati dai feudatari come propiietà private, erano date in cambio per<br />
altri possedimenti in luoghi più graditi o più comodi (T a bari, I, 2854).<br />
V'era poi anche un partito estremo che deplorava come tanta parte del ter-<br />
ritorio conquistato losse ancora rimasto in possesso degli abitanti primi-<br />
tivi, mentre a loro modo di vedere sarebbe dovuto essere confiscato e<br />
goduto tutto dai soli musulmani (T abari, I, 291B, lin. 12).<br />
Riassumendo sinteticamente il conflitto, il Wellhausen giustamente<br />
rileva (Sk. u. Vorarb., VI, 119, nota) che stavano di fronte a contesa<br />
il diritto di Stato (Staatsrecht) e il diritto d'esercito (Heeresrecht).<br />
I membri dell'esercito d'occupazione volevano appropriarsi tutto e vedremo<br />
più tardi che il Califfo 'Ali, per rendersi più popolare alle turbe, acconsenti<br />
a distribuire il sopravvanzo delle imposte della provincia tra coloro che<br />
la tenevano in soggezione.<br />
§ 21. — Quando le imprudenze e gli eiTori derCaliffo e dei suoi dipen-<br />
denti ebbero aggravata la tensione degli animi e reso imminente lo scoppio<br />
di disordini, tardivamente si ricorse ai rimedi : rimedi però incompleti, rimedi<br />
di governo debole che vuol sopprimere le conseguenze dei propri errori,<br />
ma non pensa ad eliminare quegli errori da cui tutto il male proviene.<br />
Cosi il governatore di al-Kùfah, dove il male infieriva maggiormente, pensò<br />
ad esiliare i facinorosi più pericolosi in Siria (cfr. §§ 29 e segg.), ma le<br />
dottrine sovversive che questi propugnavano non andavano a genio nemmeno<br />
all'accorto Mu'àwiyah, il quale non voleva che gli irrequieti kufani<br />
disseminassero nella sua tranquilla ed ordinata provincia il mal germe del<br />
dissenso e della discordia. I particolari di questi eventi trovansi narrati nei<br />
seguenti paragrafi secondo le due versioni di Sayf b. 'Umar, che tutto vuol<br />
accomodare e scusare, e secondo al-Wàqidi che ci parla con accenti di<br />
sincerità maggiore : non<br />
v' è bisogno di riepilogarli. È palese che né il<br />
Califfo, né i suoi luogotenenti si resero conto della intensità e della vera<br />
natura del male che travagliava la società, sicché non v' è luogo a mara-<br />
viglia se si lasciarono sorprendere e sopraffare dallo scoppio della rivolu-<br />
zione, la quale forse un uomo previdente e forte avrebbe saputo correggere<br />
ed infrenare in tempo, estirpando i motivi del male alle loro radici.<br />
Grli scrittori occidentali, ed in primo luogo cito il Wellhausen, gli<br />
studi geniali del quale tanto ci hanno aiutato nelle nostre ricerche, dando<br />
al primitivo movimento islamico un soverchio colorito religioso, vorrebbero,<br />
a questo punto dell'evoluzione storica dell' Islam, osservare che l'agitazione<br />
contro Uthmàn scaturisse dalla mondanità "sempre crescente degli istituti<br />
islamici, mondanità che ora, così dice il Wellhausen, venne fuori tutta<br />
21.<br />
33. a. H.<br />
AL-'IRAQ-ARA-<br />
BIA-SIRIA..Orì.<br />
gini, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
Uthmàn.j
33. a. H.<br />
[AL-'IRÀQ-ARA-<br />
BIA-SIRIA. -Ori-<br />
gini, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
Uthmàn.l<br />
21, 22. 33. a. H.<br />
nuda ed impudica (Sk. u. Vorarb., VI, 121). I godimenti offerti in<br />
questa vita, egli continua, fecero dimenticare ai musulmani vecchi e nuovi<br />
la considerazione di ciò che li aspettava nell'altra.<br />
. Noi<br />
diamo al fenomeno un altro carattere e siamo in questo punto<br />
punto di parere diverso dal Wellhausen.<br />
§ 22. — Noi abbiamo sempre negato, confortando con prove ed argomenti<br />
il nostro asserto, che il movimento islamico fosse religioso nella sua<br />
essenza ed abbiamo sempre sostenuto che all' infuori di una ristretta cerchia<br />
di persone, l' Islam fosse per gli Arabi nomadi, che costituirono il nucleo<br />
principale e la forza dominante delle schiere vincitrici, un simbolo poli-<br />
tico, un istrumento per scopi eudemonistici : carpire ricchezze, onori, e la<br />
più ampia sodisfaziojie degli arsi appetiti. Lo Stato di Maometto fu, negli<br />
ultimi anni, uno Stato eminentemente politico, e politici i moventi e po-<br />
litiche le arti del Maestro. Il carattere politico <strong>dell'Islam</strong>, incominciato<br />
con l'emigrazione da Makkah a Madinah, si andò sempre più accentuando,<br />
come è documentato dal tenore del Qur-àn stesso : scomparso poi Maometto,<br />
il processo mondano non si mutò in nulla, perchè solo in questo senso gli<br />
Arabi nomadi potevano intendere e gradire il nuovo ordine di cose.<br />
L'apparente concordia ed unanimità delle schiere arabe nelle prime<br />
conquiste non fu in verun modo effetto di profonda passione religiosa, che<br />
i guerrieri non sentivano, ma la conseguenza naturale del fatto che le con-<br />
quiste stesse, con gli sterminati bottini e con la licenza più completa ed<br />
assoluta che concede la vita del campo nel delirio di vittorie e di fortu-<br />
nate invasioni, creavano una fusione compatta di ben altre passioni e sen-<br />
timenti. L'agitazione anti-'uthmanide fu invece una specie di reazione,<br />
che sgorgò immancabile non appena al caos della guerra dovette succe-<br />
dere il ristabilimento delle condizioni di vita normale, quando i capi dello<br />
Stato islamico vollero sottoporre i loro dipendenti al dominio della legge<br />
comune, ed imporre il rispetto dei diritti altrui con l'osservanza dell'ordine<br />
pubblico.<br />
Le turbe che nel deserto e nell'ebbrezza dei primi anni di conquiste<br />
non avevano conosciuta altra legge se non quella della forza e dell'arbi-<br />
trio, viziati dai continui eccidi, dalle violenze e dalle rapine, e indotti a<br />
considerare il proprio volere e l' interesse proprio come legge suprema, mal<br />
8Ì acconciarono a diventare tranquilli cittadini rispettosi dell'ordine : piega-<br />
rono il capo alle leggi dello Stato come ad un'ingiustizia e ad un'arbitraria<br />
limitazione dei loro naturali diritti. A questo sordo spirito di ribellione diede<br />
novella esca il poco felice governo di 'Uthmàn e dei suoi luogotenenti, la<br />
crisi finanziaria dello Stato, l' irregolarità nel pagamento delle pensioni, e<br />
22.<br />
i
88. a. H. 1122. 2&<br />
i favoritismi a vantaggio dei Qurays, sicché dato lo stato degli animi,<br />
ogni sospetto, ogni aigomento anche falso che favorisse le passioni del<br />
momento, erano considerati valevoli e giovavano ad accendere gli animi.<br />
Cosi avvenne che a basse passioni, a moventi interessati e sprege-<br />
voli vennero a congiungersi iniziative generose ispirate da ragioni elevate<br />
ed altruistiche.<br />
§ 23. — L'agitazione di abii Dzarr in Damasco (cfr. 30 a. H., §§154<br />
e segg.), e forse anche quella di 'Amir b. 'Abd Qays in al-Basrah (cfi*.<br />
§§ 39 e segg.), ebbero origine del tutto diversa come sentimento, seppure<br />
identiche come conclusioni. Per comprenderle dobbiamo riferirci a quanto<br />
ai disse nel precedente volume sugli ordinamenti fiscali ideati e praticati<br />
da Maometto per i rapporti tra lo Stato islamico ed i Musulmani (cfr.<br />
23 a. H., §§ 622-635). Rilevammo allora come il contributo del credente<br />
fosse sempre di natura volontaria e perciò avesse un carattere di sacrifizio<br />
e di benemerenza dinanzi alla divinità: Maometto aveva in vista scopi<br />
assai pratici nell'adibire i mezzi che cosi raccoglieva, ma i fedeli nel darli<br />
non si proponevano già il bene della comunità :<br />
ad un vantaggio spirituale nell'altra vita.<br />
dovevano<br />
soltanto mirare<br />
Per di più rilevammo come Maometto, rimanendo fedele ai suoi prin-<br />
cipi socialisti o comunistici sino all'ultimo giorno della vita, dichiarasse<br />
guerra alla ricchezza privata e vietasse tanto la formazione dei grandi capi-<br />
tali, quanto l' istituto dell' interesse sul danaro, interesse che a suo mòdo di<br />
vedere era usura sempre ed un'offesa a Dio. Egli insegnò quindi tutta la sua<br />
vita che bisognava dare ai poveri ed al Profetta tutto ciò che era di troppo,<br />
onde la benemerenza dei fedeli si poteva misurare in proporzione di quanto<br />
avevan largito agi' indigenti ed al Maestro per la causa dell' Islam.<br />
Le dichiarazioni cosi esplicite del Qur*àn contro la ricchezza non solo<br />
rivelano il pensiero di Maometto, ma sono anche una prova indiretta che<br />
già allora il consiglio di generosità non era seguito dai fedeli, e che i Mu-<br />
sulmani non avevano esitato, a dispetto delle esortazioni divine, di accu-<br />
mulare vistosi capitali. Le raccomandazioni di Maometto furono anche<br />
meno osservate dopo la sua morte: le ingenti fortune costituite dai<br />
maggiori Compagni, pur rimanendo -in Madinah, sono la prova più con-<br />
vincente che nessuno si dette pensiero di ricordare quanto il Maestro aveva<br />
posto come una delle basi della sua fede e del suo ordinamento sociale.<br />
Dopo pochi anni tutti i maggiorenti dell'Isiàm, dal Califfo in giù, non<br />
potendo resistere alle attrattive affascinanti della ricchezza e del lusso,<br />
trovaronsi palesemente inori della legge, in violazione esplicita dello spi-<br />
rito del Qujàn.<br />
28.<br />
33. a. H.<br />
[AL-'IRAQ-ARA-<br />
BIA.SIRIA..Ori.<br />
gini, racioni e li»<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
Uthmàn.)
33. a. H.<br />
AL-'IRÀQ-ARA-<br />
BIA-SIRIA. -Ori-<br />
gini, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
Uthmàn.l<br />
23, 24. 33. a. H.<br />
Raccontammo come il Calififo 'limar tentò di porre un argine agli<br />
abusi maggiori e con una misura disciplinare, fondata sopra una fedele<br />
interpretazione del Qur'àn, procedette ad una parziale confisca dei beni<br />
dei governatori che si erano maggiormente arricchiti. Ma nemmeno 'limar<br />
potè applicare tutta la legge, perchè si contentò di togliere la sola metà<br />
del mal tolto e lasciare ai colpevoli l'altra parte.<br />
Ma gli abusi erano diventati universali, talché nulla valeva più a frenarli.<br />
Da una tradizione di ibn 'À'idz (da al-Walid, da abù 'Amr) conservata in<br />
ibn Asàkir (cfr. Kremer Herrschenden Ideen, 337), sappiamo che<br />
Mu'àwiyah, governatore della Siria, ottenne dal Califfo 'Uthmàn il godimento<br />
di vasti tratti delle terre demaniali. Lo stesso avvenne in altre<br />
Provincie. Cosi Talhah si comperò un fondo, Nastasàg (o Nasàstag), presso<br />
al-Kùfah, mentre regnava 'limar, il quale però annullò la compera :<br />
invece<br />
'Uthmàn la riconfermò (Yàqut, IV, 783), e Talhah ricavava dai suoi<br />
beni nell'Iraq la somma di mille dinar (circa 13,000 lire) di rendita al<br />
giorno (Mas'udi, IV, 253-254) {'),<br />
Nota 1. — Non tutte queste notizie sono da considerarsi storiche e degne di fede, anzi è certo che<br />
ciò non infirma il fatto vero del grande arric-<br />
ahbiamo qua e là molte insinuazioni tendenziose ; ma<br />
chimento di alcuni compagni.<br />
§ 24. — Morto anche 'limar, non vi fa più alcun ritegno all'indirizzo<br />
mondano che trascinava tutta la società islamica superiore, né alcuno delle<br />
classi dirigenti si affannò più a far rispettare una legge che, bellissima in<br />
teoria ed in astratto, era inapplicabile in pratica, perchè troppo contraria<br />
alle irresistibili tendenze dell'animo umano. Il governo partigiano di 'Uthmàn<br />
e gli eccessi dei Suoi luogotenenti accelerarono il movimento, per il<br />
quale quanti si arricchivano non si curarono più se le loro azioni fossero<br />
in disarmonia anzi in contrasto con le esatte prescrizioni del testo sacro.<br />
* Ma non cosi la pensavano tutti. Non tutti i Compagni del Profeta,<br />
non tutti quelli che avevano abbracciato l'Isiàm con sentimento di vera<br />
fede — erano una piccolissima minoranza — erano stati portati in alto, tra<br />
le ricchezze ed i godimenti sfrenati delle gioie mondane. Tra quei Com-<br />
pagni ve n'erano ancora alcuni, anime melanconiche, che travagliati dai<br />
bisogni della vita, amareggiati dallo spettacolo delle fortune altrui, e disgu-<br />
stati dall'oblio in cui erano cadute le più calde raccomandazioni del Mae-<br />
stro, alzarono la voce per protestare in nome della religione e del Profeta<br />
contro la violazione della legge.<br />
Nello scagliarsi contro i vizi e le colpe dei dirigenti e dello stesso<br />
Califfo, e predicando il ritorno all'osservanza del Qur-àn, questi onesti agi-<br />
tatori trovaronsi d'accordo con quegli altri meno onesti e disinteressati<br />
24.
33. a. H.<br />
§1 24, 26.<br />
§ 25. ^^' ^' •<br />
33. a. H. verimento del paese per effetto delle guerre di conquista e della poco buona<br />
^*'bìIs\Ì?À^-^0% amministrazione araba, troppo avida di danaro e incurante del benessere<br />
gin!, ragioni e li- dei contribuenti. Viene in secondo luogo la iniziata conversione — in realtà<br />
wnirfi'r Califfo nominale ancora — di forti gruppi di sudditi non arabi, che abbracciarono<br />
•uthmàn.] la nuova fede per liberarsi dal gravame delle tasse e per godere dei privi-<br />
legi dei conquistatori. I convertiti, arrolandosi come clienti (ma wla), sep-<br />
pure in istato di dipendenza e di inferiorità rispetto agli Arabi, godevano,,<br />
o almeno avevano diritto a godere della pensione, se servivano negli eserciti<br />
deir Islam. Della pensione godevano, come si vide a proposito dei torbidi<br />
di al-Kùfah, anche gli schiavi. Si aggiunga che dalla penisola arabica af-<br />
fluiva, in numero sempre crescente, una corrente emigratoria di tribù, le<br />
quali pretendevano unirsi agli eserciti dell' Islam, avere la pensione come<br />
• gli altri e spartire i bottini.<br />
Si ebbe in questo modo un aumento fantastico nelle spese dello Stato<br />
islamico, mentre d'altra parte le rendite diminuivano. Quindi deflcii, quindi<br />
ritardo nel pagamento delle pensioni, quindi accuse di frodi, di storni dei<br />
fondi pubblici, ed agitazione contro quelli che erano al potere.<br />
A parziale riparo di questi inconvenienti, il Califfo 'Uthmàn ricorse<br />
a vari ripieghi. Tentò mutare i governatori, destituendo dalle cariche che<br />
godevano, quelli che egli sospettava colpevoli di indebita appropriazione<br />
di fondi pubblici. Ma il mutamento di uomini non significò mutamento<br />
di sistemi, e v' è ragione di arguire dalle tradizioni che i governatori no-<br />
minati da 'Uthmàn di ben poco differissero dai loro, predecessori. Se alcuno<br />
fu più onesto e tentò fare economie e punire abusi, i suoi atti furono in-<br />
terpretati come mossi da solo interesse personale ed aggravarono l'agi-<br />
tazione invece di calmarla.<br />
Il secondo rimedio tentato da 'Uthmàn e dai suoi luogotenenti fu quello<br />
di estendere le conquiste.<br />
L'esperienza degli anni precedenti aveva dimostrato che poco o nulla<br />
v'era da sperare nell'Africa del Nord :<br />
l'Asia Minore era zona riservata per<br />
le guarnigioni della Siria, dove tutto era tranquillo : per saziare le brame<br />
degli Arabi immigrati nell' 'Iraq non rimaneva che la Persia. Da ciò la<br />
pertinacia degli Arabi nel volere la conquista dell'Iran e la grande spe-<br />
dizione, predatoria più ancora che conquistatrice, allestita da 'Abdallah b.<br />
'Amir e condotta a termine tra il 29. ed il 32. H. Ma anche questa fu<br />
una delusione. L'altipiano conquistato e predato era povero, inclemente il<br />
clima e, se bene intendiamo le tradizioni, gli Arabi non vi fecero tutto<br />
quel ricco bottino che speravano : ben pochi di essi vollero rimanere nel<br />
paese e la maggior parte dei guerrieri si affrettò a ritornare ai tepori ed<br />
26.
33. a. H. 25, 26.<br />
agli agi della Babilonido. Il sollievo finanziario sperato dalla conquista tu<br />
solo temporaneo ed aleatorio.<br />
È dovere riconoscere che il governo di 'Uthman fece un onesto ten-<br />
tativo di opporre un argine all' imminente disastro finanziario, ma sia<br />
perchè infelice nella scelta dei mezzi, sia perchè nelle condizioni del momento<br />
i mezzi sufficienti erano difficili, o forse anche impossibili a trovare<br />
33. a. H.<br />
AL-IRAQ-ARA-<br />
BIA-SIRIA. -Ori-<br />
gini, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.l<br />
26, 27. 33. a. H.<br />
movimento di cui abbisognava. L'opposizione ad 'Uthmàn fu diretta dai<br />
primi e più antichi Compagni del Profeta, e in particolare dai tre mas-<br />
simi superstiti della prima schiera, 'Ali, Talhah ed al-Zubayr, come ab-<br />
biamo già altrove esposto. Questi avevano creduto di poter acconsentire<br />
all'elezione di 'Uthmàn, o almeno rassegnarsi alla medesima, illudendosi<br />
forse che come uomo privo di energie ed accasciato dagli anni avrebbe<br />
lasciato a loro una larga ingerenza negli affari dello Stato. 'Uthmàn intese<br />
invece il suo compito in altro modo e nell'amministrazione dell'impero<br />
musulmano non volle ingerenza di persone fuori della propria famiglia e<br />
dei Qurays suoi consanguinei.<br />
Per le concessioni quindi di Maometto, per le esigenze di governo e<br />
le necessità di equilibrio interno durante il regno di 'Umar, ed infine per<br />
la partigiana compiacenza e debolezza di 'Uthmàn, la stirpe dei Qurays,<br />
contro cui l' Isiàm era sorto minacciando di distruggerli, trovavasi invece<br />
sollevata dall'onda stessa del moto islamico a vertiginosa altezza di gloria,<br />
di potenza e di ricchezza. Il dominio degli Umayyadi, dice correttamente il<br />
Wellhausen, ebbe principio sin dal califfato di 'Uthmàn, i cui contemporanei<br />
non esitarono a chiamarli la setta (bitànah) di 'U^màn (T a bari, I,<br />
2981, lin. 10; 2995, lin. 16).<br />
Or le apparenze erano tutte di natura da giustificare l'azione dei Com-<br />
pagni, finché questi si tenevano nel campo legale: gli Umayyah rappre-<br />
sentavano in verità quell'aristocrazia pagana contro cui il Profeta aveva<br />
guerreggiato per tanti anni, ed erano rimasti i medesimi astuti e gau-<br />
denti e violenti signori della pagana, sensuale Makkah della Gràhiliyyah,<br />
mentre i Compagni si sentivano i più alti esponenti del nuovo ordine<br />
di cose voluto e creato dal Profeta. Sebbene Makkani anch'essi, di tale<br />
titolo non amarono vantarsi, perchè agendo e parlando in nome del nuovo<br />
ordine sociale e religioso, vollero raccogliere nelle loro mani tutto il mo-<br />
vimento ostile al Califfo e formare un fascio solo di tutte le forze d'op-<br />
posizione per abbattere l'egemonia dei Qurays.<br />
§ 27. — Il movimento fu incoraggiato e diretto con singolare perfidia,<br />
malafede ed astuzia. In Madinah tutto doveva sembrare tranquillo ed osse-<br />
quioso alla legge: il fuoco doveva essere acceso nelle provincie e quindi<br />
i Compagni in Madinah dovevano sembrare innocenti da ogni sospetto.<br />
I Compagni in Madinah contentavansi di disapprovare la condotta del<br />
Califfo e di mostrargli il loro disprezzo, trattandolo come un loro pari ed<br />
ed infliggendogli non infrequenti umiliazioni che giovavano a scuotere il<br />
suo prestigio personale e ad appianare il cammino alla rivoluzione preme-<br />
ditata. Il giuoco era facile in questo modo, perchè il malcontento era di-<br />
28.
33. a. H.<br />
vampate con maggiore intensità nelle provincie, e nolle provincic tt.i<br />
la forza militare dell'impero. In Madinali la popolazione non aveva ragioni<br />
speciali di lagnarsi del Califfo, e questi vi abitava inerme ed indifeso. In<br />
Madinali risiedeva soltanto l'autorità morale dell' Islam.<br />
È da notarsi però che quando si venne alla crisi finale i Madint-si<br />
parteggiarono contro 'Uthmàn: essi non amavano i Qurays, che conni-<br />
deravano come forestieri ed usurpatori venuti da Makkah. Ricordiamoci<br />
anche come durante l'interregno e le sedute della sur a, nell'anno 28. H.,<br />
prima che fosse eletto 'Uthmàn, la guardia fu montata da soli madinesi.<br />
La comunità era concorde nel vedere il pericolo dai Qurays e dai Makkani<br />
e non d'altrove.<br />
Il califfato di 'Uthmàn riunì però nell'opposizione tutte le forze con-<br />
trarie al predominio qurasita degli Umayyah, e Madinah divenne la città<br />
di opposizione per eccellenza al dominio degli Umayyah fino alla caduta<br />
della dinastia, e ciò non solo per caratteri locali, ma per ragioni politiche,<br />
morali e religiose. Già sotto 'Uthmàn si sentiva che gli Umayyah erano<br />
una dinastia la quale mirava e saliva al potere prevalendo su tutto lo<br />
Stato: or dinanzi a questa minaccia era facile un'intesa tra (4ementi molto<br />
diversi e persino ostili.<br />
Di conflitto o rivalità con Makkah non v'è mai cenno o sospetto alcuno.<br />
Grià Maometto, conservando la sede del suo governo in Madinah, aveva<br />
inflitto un fiero colpo alla posizione politica del celebre santuario, il quale<br />
aveva perduto assai in importanza nei primi tempi, relegato ormai in un<br />
centro di piaceri e di feste e d'ozio. I Qurays stessi, vista l' importanza di<br />
essere domiciliati nella sede del governo, erano emigrati in Madinah, e questa<br />
aveva in pochi anni perduto interamente il suo carattere primitivo locale,<br />
acquistandone invece uno nuovo cosmopolita, islamico, che rapidamente<br />
sommergeva l'elemento nativo antico, quello dei prodi e fedeli Ansar (Aws<br />
e Khazrag). I quali avevano debolmente tentato di farsi valere all'elezione<br />
di abu Bakr, ma erano rimasti sopraffatti dal numero e dall' influenza mo-<br />
rale degli immigrati, e la loro inferiorità numerica e morale si andò sempre<br />
accentuando nelle annate seguenti. Nelle discussioni e negli intrighi della<br />
siira di loro non si parla nemmeno: non tentano più di reagire contro la<br />
fatalità del destino che doveva cancellarli dal mondo.<br />
Cosi nacque il partito di opposizione agli Umayyah, partito che ebbe<br />
sede morale in Madinah, senza essere madinese nel senso primitivo della<br />
parola (ossia di Aws e di Khazrag). Per la sua sede originaria questo par-<br />
tito assunse anche un carattere di maggiore ossequio alla memoria ed al-<br />
l'esempio del Profeta, mentre fu facile far comparire gli Umayyah ed i<br />
29.<br />
« -^-i.<br />
33. a. H.<br />
lAL-IRAQ-AR/<br />
BIA-SIRIA.-O<br />
gìni, ragioni e<br />
miti della rivoi<br />
contro il Calif<br />
'Uthmàn.]
33. a. H.<br />
[AL-'IRÀQ-ARA-<br />
BIA-SIRIA. -Ori-<br />
gini, ragioni e li-<br />
miti della rivolta<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.l<br />
§§ 27, 28. 33. a. H.<br />
loro sostenitori come i rappresentanti dell'immoralità, della mondanità,<br />
gli usurpatori del potere politico, che per opposizione si volle fosse sempre<br />
spettato di diritto al rappresentante massimo e capo dell'opposizione, 'Ali.<br />
Anche questo fatto è una prova della complicità di 'Ali in quella con-<br />
giura che portò alle guerre civili, dopo l'assassinio di 'Uthmàn, di cui egli<br />
fu sicuramente il massimo responsabile.<br />
§ 28. — Affinchè le osservazioni precedenti non abbiano a creare nel<br />
lettore un' impressione erronea, esagerata dello stato generale degli animi,<br />
è bene aggiungere qualche altro schiarimento sui limiti e sulla misura del-<br />
l'agitazione e del malcontento che serpeggiava nell'impero.<br />
Se si studiano attentamente tutte le tradizioni sul califfato di 'Uthmàn,<br />
senza preconcetti e con il solo scopo di giungere alla verità, si ha l' im-<br />
pressione che il senso di disagio che travagliava la comunità non conver-<br />
gesse naturalmente sul Califfo 'Uthmàn, ma in genere contro i Qurays e<br />
contro il sistema generale di governo. Era, nelle masse, un sentimento<br />
confuso, che brancolava ancora nel buio e si rivolgeva in Siria contro i<br />
ricchi, neir 'Iraq contro i governatori ed i Qurays, in Egitto contro il<br />
governatore e contro Madinah, con spiccata tendenza separatista.<br />
I Compagni, quindi, non solo per ambizione personale, ma anche per<br />
difendere loro stessi e rovesciare su chi detestavano Vodium poUticum del<br />
popolo, fecero la propaganda nelle provincie per dimostrare che il solo vero<br />
colpevole era 'Uthmàn e in via subordinata quella gente che egli proteg-<br />
geva e favoriva. Fu per essi giocoforza esagerare e travisare ogni cosa e<br />
così tentarono di creare un moto popolare di rivolta più vivace ed aspro<br />
che non meritasse lo stato di cose.<br />
Nelle Provincie esisteva un forte disagio, ma non tale da sospingere<br />
le masse popolari alla rivolta armata ed alle violenze. Grli Arabi nelle pro-<br />
vincie non seguirono infatti con slancio i suggerimenti che venivano dagli<br />
ambiziosi Compagni: forse ne intuirono la malafede e il miope egoismo.<br />
al-Basrah non si mosse affatto : al-Kùfah, mutato il governatore ed avuto<br />
quello di sua scelta, abù Musa al-As'ari, rimase tranquilla ed in apparenza<br />
contenta. La Siria si manifestò addirittura ostile ai Compagni e impene-<br />
trabile ai loro suggerimenti. La sola provincia in cui apparentemente i<br />
cospiratori madinesi ottennero un risultato efficace fu 1' Egitto, che mandò<br />
gli assassini del Califfo: ma in questa provincia, come diremo meglio in<br />
appresso, si delineò un vero movimento separatista, di che dovremo occu-<br />
parci specialmente in altro luogo.<br />
II poco successo reale ottenuto dagli agitatori madinesi scaturisce poi<br />
lampante e convincente, se guardiamo che cosa avvenne dopo l'uccisione<br />
80.
38. a. H. M 28, 29.<br />
di 'Uthmàn. In tutto l' impero vi fu un moto di reazione contro il delitto<br />
commesso : una parte stessa dei corresponsabili si ribellò contro gli autori<br />
del misfatto e contro V infelice 'Ali, che cosi imprudentemente accettò il<br />
potere dai regicidi. al-Basrah non si mosse : al-Kufah prese un atteggiamento<br />
di neutralità ostile: in Siria si venne al distacco netto dall* imperio<br />
di Madinah: in Egitto scoppiò l'anarchia e la guerra civile fra i separa-<br />
tisti comandati da Muh. b. abi Hudzayfah, ed i fautori indipendenti di<br />
'Uthmàn sotto Mu'àwiyah b. Hudayg. I fautori di 'Ali furono un'infima<br />
minoranza che non si potè mai affermare, ed i luogotenenti di 'Ali non<br />
esercitarono la loro autorità inai oltre i sobborghi di al-Fustàt.<br />
Quindi, in conclusione, i congiurati di Madinah spinsero le cose ad<br />
un estremo che non corrispose ai sentimenti ed alle intenzioni della grande<br />
maggioranza dei Musulmani, e coloro che ordirono la tragedia, non voluta<br />
dai più, ne pagarono amaramente il fio.<br />
AL-'IRÀQ-AL-KUFAH-SIRIA. — Malcontento in al-KQfah: esilio degli<br />
agitatori principali {versione di Sayf b. 'Untar).<br />
§ 29. — Il contenuto delle seguenti tradizioni non richiede schiarimenti<br />
particolari, perchè si tratta di incidenti secondari della agitazione generale.<br />
Il governatore di al-Kùfah, Sa'ìd b. al-'As, tentò in vari modi placare gli<br />
animi nella città, ma alcune parole imprudenti, o sue, o del suo seguito,<br />
divennero argomento di vivaci discussioni e di una rissa sanguinosa al<br />
cospetto del governatore e nella sala stessa nella quale egli riceveva il<br />
pubblico. Lo scandalo fii grande e Sa'id b. al-As pensò di allontanare da<br />
al-Kùfah i più scalmanati, e mandarli in Siria perchè non eccitassero più<br />
le folle e venissero catechizzati dal furbo e forte Mu'àwiyah. Il provvedi-<br />
mento poliziesco non produsse i risultati che il governatore ed il Califfo<br />
avevano sperato di conseguire: il male era profondo ed universale.<br />
(ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf b. 'limar, da Muhammad e Tajhah). Non<br />
frequentavano Sa'id b. al-'Às se non i veterani di al-Kiifah, e i ragguar-<br />
devoli fra coloro che avevano combattuto le battaglie di Persia [prima di<br />
al-Qàdisiyyah] (ahi al-ayyàm), coloro che erano stati ad al-Qàdisiyyah,<br />
i qurrà* di al-Basrah e le persone gravi. Questi erano coloro che pote-<br />
vano entrare presso di lui quando egli non riceveva; ma quando teneva<br />
seduta, entrava presso di lui chiunque. Un giorno egli teneva seduta, e i<br />
visitatori erano entrati presso di lui: mentre essi sedevano conversando (*),<br />
disse Khunays b. Fulàn al-Asadi : « Quanto è generoso Talhah b. 'Ubay-<br />
« dallah! ». Osservò Sa'id b. al-'As: « Chi ha un possedimento come al-Na-<br />
« sàstag, è giusto che sia generoso ! Per Dio, se ne avessi io uno simile,<br />
31.<br />
33. a. H.<br />
[AL- IRAQ-ARA<br />
BIA-SIRIA. -Or<br />
finì, raf ioni • I<br />
miti dalla rivolt<br />
contro il Caliti<br />
'UthmAn.l
33^ a. H.<br />
[AL-IRÀQ-AL-KU-<br />
FAH-SI RIA.- Mal-<br />
contento in al-Kù-<br />
fah: esilio degli<br />
agitatori princi-<br />
pali.]<br />
§ 29. 33. a. H.<br />
< Dio vi farebbe vivere una bella vita! ». Disse 'Abd al-rahmàn b. Khu-<br />
nays [o Hubays, cfr. 34. a. H., § 6], che era un giovane: « Per Dio, vorrei<br />
« che questa (riva) fosse tua !<br />
(cioè i possedimenti della famiglia di Kisra<br />
« sulla riva dell'Eufrate nella parte vicina ad al-Kùfah) » ('). Ma gli altri:<br />
« Che Dio rompa la tua bocca :<br />
a<br />
te abbiamo pensato noi ! [cioè vedrai quel<br />
« che ti faremo!] ». Disse Sa'id: « Khunays è un ragazzo: non lo punite per<br />
«questo!». — «Egli desidera per sé parte del nostro Sawàd ». Rispose:<br />
« Ma per voi desidera il doppio ». Dissero: « Non desidera né per noi, né<br />
« per sé ». Rispose: « Questa non è cosa che vi riguarda! ». Dissero: « Tu,<br />
«per Dio, gli hai ordinato di dir questo! ». E balzarono addosso a Khu-<br />
nays al-Astar, ibn Dzi-1-Habakah (cfr. § 69), Grundab, Sa'sa'ah, ibn al-<br />
Kawwà-, Kumayl e 'Umayr b. Dàbi*, e lo presero. Suo padre accorse per<br />
difenderlo, ma essi colpirono tutti e due tanto che svennero [o furono uccisi,<br />
cfr. Aghàni in 34. a. H., § 6]. Sa'id cominciò a scongiurarli, ma essi non<br />
vollero lasciarli, finché li conciarono come vollero. I banù Asad ebbero la<br />
notizia e subito accorsero (vi era fra essi Tulayhah) e circondarono il castello :<br />
le altre tribù [cioè tutti meno i Qurays] corsero a cavallo allora a rifugiarsi<br />
presso Sa'id e gli dissero: « Facci fuggire, salvaci! ». Sa'id uscì incontro al<br />
popolo e disse : « popolo, alcuni hanno avuto questione e si sono azzuffati ;<br />
« ma ora tutto è finito [Dio ha concesso la quiete] ». Quindi si sedettero e ri-<br />
presero la conversazione ;<br />
ma quelli ricominciavano la questione onde Sa'id<br />
li rimproverò e li scacciò (?? lezione dubbia). Intanto quei due rinvennero,<br />
e Sa'id disse loro : « Siete ancora vivi ? » . Risposero<br />
: « La tua brigata ci<br />
« ha ammazzati! ». Disse: « Non verranno mai più da me: ma voi tenete<br />
« a freno la vostra lingua, e non insolentite contro la gente ! » . Ed essi<br />
ubbidirono. Quando quelli non ebbero più speranza in questo senso [cioè<br />
di fare violenza presso Sa'id], rimasero nelle loro case e si diedero a dif-<br />
fondere (l'accaduto), si che il popolo di al-Ktifah biasimò Sa'id per il loro<br />
affare. al-Astar diceva di lui: « Tale é il vostro amir! mi ha proibito di<br />
«muovere alcuna questione; ma chi di voi vuol muovere, muova pure! ».<br />
Allora i primati di al-Kùfah, con la parte onesta della popolazione, scris-<br />
sero ad 'Uthmàn chiedendo l'espulsione di coloro [al-Astar e compagni] (^).<br />
'Uthmàn rispose: « Se i più di voi sono d'accordo su di ciò, mandateli a<br />
« Mu'àwiyah ». Onde essi li espulsero. Quelli si piegarono a ciò, ubbidi-<br />
rono e andarono da Mu'àwiyah: erano dieci e più. Quei di al-Kùfah ne<br />
informarono 'Uthmàn, il quale scrisse cosi a Mu'àwiyah : « I Kùfani hanno<br />
« bandito inviando a te la gente nata alla sedizione : falli tenere e sor-<br />
« vegliali, e se puoi trovare in essi buona intenzione, accettali ; se non<br />
« puoi ritrarne nulla, rimandali a loro ».<br />
32.
33. a. H. % 29.<br />
Quando essi giunsero a Mu'awiyah, questi fece loro buona accoglienza,<br />
]i mise ad abitare in una chiesa di Maria e somministrò loro, per ordine<br />
di 'Uthmàn, quello che ricevevano nelF Iraq. Egli si intratteneva sempre<br />
con loro al mattino e alla sera ; un<br />
giorno disse : « Voi siete una gente<br />
^ degli Arabi, muniti di denti e di lingua: e con l'Isiàm avete conseguito<br />
« onore, avete sottomesso i pagani, e avete ottenuto i loro onori e le loro<br />
« eredità. Ora io vengo a sapere che voi avete dileggiato i Qurays (*), ma, se<br />
« non fossero i Qurays, voi tornereste- allo stato miserabile di prima: poiché<br />
« i vostri imam vi sono stati fino ad ora di scudo; or non procedete cie.-<br />
^< camente senza questo scudo :<br />
poiché<br />
oggi i vostri capi sopportano per<br />
« voi le iniquità o liberano voi da ogni gravame. Per Dio, o la finirete, o<br />
« altrimenti Dio vi proverà con uno che vi tiranneggerà, né vi loderà se<br />
«lo sopporterete: e voi sarete con loro [questi tiranni] partecipi in vita e<br />
« dopo morte del male che avete attirato sopra i sudditi ». Rispose uno<br />
33. a H.<br />
[AL-'IRAQ-AL>KU-<br />
FAH-SIRIA.- Mai-<br />
contento in al-Ku-<br />
fah: esilio degli<br />
agitatori princi-<br />
pali.]<br />
§29. 33. a. H.<br />
« creature ; quindi gli scelse dei Compagni, i migliori dei quali erano dei<br />
« Qurays. E su i Qura^^s eresse poi questo regno, e fra loro istituì questo<br />
« califfato, il quale non può prosperare che in mano loro. Dio li difendeva<br />
« nella Gràhiliyyah, sebbene essi fossero ancora nella loro infedeltà : or credi<br />
« forse che non li difenderà ora che sono nella sua religione, quando li ha<br />
« difesi nella Gràhiliyyah dai re che vi governavano ? Malora a te e ai tuoi<br />
« compagni, ancorché altri abbiano parlato in questo senso ! Senonchè<br />
« hai cominciato ! Quanto<br />
tu<br />
a te, o Sa'sa'ah, il tuo villaggio è il peggiore<br />
« dei villaggi arabi, dalle piante più puzzolenti, dai w a d i più impratica-<br />
« bili ; il più perito nel male, il più vile per clientele. Nessuno lo ha abi-<br />
« tato, nobile o ignobile, senza essere per questo dileggiato, senza che ciò<br />
« non fosse per lui un'onta. Essi [quelli del tuo paese] erano la gente dai<br />
« più vergognosi 1 a q a b , dalle più vili parentele ; voi eravate i clienti del<br />
«khatt, facchini dei Persiani! Finché venne a voi l'invito del Profeta.<br />
< Ti sorprese questo invito quando te ne stavi nell' 'Umàn bandito e ra-<br />
« mingo, e non abitavi il Bahrayn, ove avresti potuto esser partecipe del-<br />
« r invito all' Isiàm (^). Tu eri il peggiore della tua tribù, tanto che, quando<br />
« r Isiàm ti fece uscir fuori e ti mescolò con la gente e ti portò contro i<br />
« pagani che dovevi combattere, desiderasti render tortuosa la religione<br />
« e trarla all' ignominia e all'avvilimento. Ma non questo abbatte o dan-<br />
« neggia i Qurays : né li impedirà di condurre a termine quello che de-<br />
33. a. H.<br />
« richiese per i governi gente ohe soddisfacesse ai bisogni dei Musulmani<br />
« e di nulla avesse bisogno ; e non gente che debba ricercare i criteri del<br />
« governo, che non è esperta per i governi, è ad essi incapace. Dio assale<br />
« e si vendica e trae in insidia chi tenta di trarre un'insidia a lui: e non<br />
« vi accingete ad alcuna cosa, sapendo che nel vostro intemo non vi è<br />
« quel che manifestate. Poiché Dio non vi lascerà finché non vi abbia ben<br />
< sperimentati e non abbia mostrato alla gente i vostri pensieri segreti.<br />
« Poiché egli ha detto (Quràn, XXIX, 1): Credono forse gli uomini che<br />
* saranno lasciati tranquilli perché dicono, « Noi crediamo », e che non sa-<br />
« ranno messi alla prova? ».<br />
Quindi Mu'àwiyah scrisse così ad 'Uthmàn:<br />
« Sono giunti a me uomini senza intelletto e senza religione : -i più<br />
< pigri d' Islam, i più ripugnanti alla giustizia ; in nessuna cosa cercano<br />
* Iddio, e mai parlano con argomento. Unica loro cura la sedizione e i<br />
« beni dei Dzimmi. Ma Dio li proverà e li sperimenterà, poi li disonorerà<br />
« e li svergognerà ; essi non son tali da danneggiare, se non uniti con<br />
« altri. Tieni lontano da loro Sa'id e i suoi, poiché essi non sono nulla di<br />
€ meglio che gente facinorosa e abominevole ».<br />
Essi partirono dunque da Damasco ; e (alcuni) dissero (agli altri) :<br />
< Non tornate ad al-Kùfah, poiché gli abitanti vi ingiurieranno, ma venite<br />
«con noi nella Gazirah ». Allora lasciarono T 'Iraq e la Siria, e si rifiigia-<br />
rono nella Grazirah. 'Abd al-rahmàn b. Khàlid, che era stato fatto gover-<br />
natore di Hims da Mu'àwiyah (Harràn e al-Raqqah erano sotto il gover-<br />
natore della Grazirah), sentì parlare di loro, e chiamatili, disse: « O gente<br />
« del diavolo, non siate i benvenuti ! Satana se ne é andato via abbattuto,<br />
33. a. H.<br />
[AL.'IRÀQ-AL-KU-<br />
FAH SI RIA.- Malcontento<br />
in al-Ku-<br />
fah: esilio degli<br />
agitatori princi-<br />
pali.]<br />
29, 30. 33. a. H.<br />
COSÌ finché egli disse: « Dio vi ha perdonato! ». E inviò al-Astar ad 'Uthmàn<br />
e disse loro: « Che volete fare? Se volete, partite, e se volete, rimanete ».<br />
al-Astar partì e andò da 'Uthmàn dichiarandogli che erano convertiti e<br />
pentiti, e decisi a non occuparsi più di 'Uthmàn e dei suoi compagni. Disse<br />
'Uthmàn: «Dio vi dia salute! Fermati dove vuoi ». Venne Sa'ìd b. al-'As,<br />
e 'Uthmàn disse ad al-Astar: « Eesta dove vuoi ». Egli rispose: « Con 'Abd<br />
€ al-rahmàn b. Khàlid », e narrò della sua bontà. 'Uthmàn disse: « Questo<br />
« sta a noi [di scegliere: andate pure]». Così al-Astar tornò presso 'Abd<br />
al-rahmàn (Tabari, I, 2907, lin. 15-2914, lin. ult.). [M. G.].<br />
Cfr. Athìr, III, 107-111.<br />
Nota 1. — Sayf b. 'Umar, valendosi della forma aneddotica e narrando una immaginaria con-<br />
versazione alla presenza del governatore Sa'id, vuole dimostrare il conflitto esistente fra le due ten-<br />
denze, quella del partito qurasito-umayyade, che aveva in mano il potere, e quello delle altre tribù<br />
arabe che si ritenevano frodate e spogliate dai padroni dell' impero, i Qurays. Perciò Sayf fa comparire<br />
nell'aneddoto un giovane che inneggia ai Qurays e fa voti che possano diventare proprietari del<br />
Sawàd; quindi narra una scena dì grande violenza in cui gli anti-qurasiti malmenano l'incauto giovane<br />
per l'opinione da lui manifestata. La scena sembra poco verosimile, a meno che i presenti aves-<br />
sero malmenato anche il governatore, rivelatosi solidale con il giovane; ciò non avviene nel racconto<br />
sayfiano, che non mira ad essere logico, ma soltanto a dimostrare in veste aneddotica il contrasto delle<br />
tendenze. La versione di al-Wàqidi (cfr. § 32) sembra più verosimile.<br />
Nota 2. — Alludesi a quei beni che, per ordine del Califfo 'Umar, erano stati dichiarati proprietà<br />
inalienabile di tutti i Musulmani e quindi sottratti alla divisione fra i vincitori (cfr. 30. a. H., § 144).<br />
Fra i Musulmani esisteva una classe molto numerosa, che avrebbe desiderato la divisione anche di<br />
queste terre fra i Musulmani: si riteneva da questa gente che i" redditi delle terre non divise, invece di<br />
andare a vantaggio della comunità, fossero goduti per la massima parte da quelli che erano al potere<br />
(ossia i Qurays). Secondo Sayf, dunque, lo sdegno dei Kufani nacque dal sospetto generato dalla<br />
conversazione del governatore, che questi mirasse con subdoli mezzi e con false promesse a divenire pro-<br />
prietario di quelle immense e ricche proprietà.<br />
Come si vede, è sempre la questione economica che emerge come fattore principale del mal.<br />
contento, il quale era acuito dall'avversione contro i Qurays e dal sospetto che essi defraudassero i<br />
Musulmani e si arricchissero a spese della comunità. Non v' è dubbio che questo partito avesse molte<br />
ragioni in proprio favore, e che la vastità dell'amministrazione degli immensi beni demaniali rendesse<br />
molto facili e molto estesi gli abusi. Non esisteva alcun riscontro o sindacato sodisfacente per dimo-<br />
strare che tutti i redditi dei beni demaniali andassero a vantaggio della comunità.<br />
Nota 3. — La scuola di Sayf, che tutto cerca di accomodare, vuol far credere che gli agitatori<br />
erano soltanto una minoranza e che la maggioranza, la gente per bene, era d'accordo con il gover-<br />
natore.<br />
Nota 4. — Sayf b. 'Umar coglie occasione da questo incidente per introdurre nel testo una difesa<br />
letteraria — di età ben posteriore — dei meriti dei Qurays. Sono discorsi messi in bocca a Mu'àwiyah,<br />
hanno nel testo arabo un pregio letterario, ma sono anche difficili a tradurre. Alcune espressioni sono<br />
oscure e la versione non può considerarsi in ogni parte sicura e definitiva. Può essere che la composi-<br />
zione letteraria sui Qurays sia anteriore alla caduta degli Umayyadi, perchè regnando gli Abbasidi<br />
sarebbe stato difficile tessere un simile elogio dei Qurays e metterlo in bocca a Mu'àwiyah, perchè ciò equi-<br />
valeva ad un elogio degli Umayyah, maledetti e massacrati senza pietà dai Persiani e dagli 'Abbasidi.<br />
Nota 5. — Si ha qui forse la conferma che 1' 'Umàn non ebbe alcun contatto con la propaganda<br />
musulmana vivente Maometto; sebbene il senso preciso della frase non sia chiaro.<br />
§ 30. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da abù Harithah e abii 'Uthmàn).<br />
Quando gli espulsi di al-Kiifah vennero a Mu'àwiyah, egli li fece discendere<br />
in un dar: quindi rimase solo con essi, e conferirono insieme. Quando<br />
ebbero finito, egli disse : « Voi non siete puniti, se non per la vostra im-<br />
30.
33. a. H.<br />
f§<br />
»J, :ìi.<br />
« becillità. Per Dio, non vedo in voi ragionamento giusto, nò discolpa evi-<br />
« dente, nò prudenza (liilm), né forza: e tu, o Sa'sa'ah, sei il più ini-<br />
M becille di tutti. Fate e dite quel che volete, purché nulla omettiate del<br />
« comandamento di Dio. Poiché tutto si sopporta da voi, meno l'empietà.<br />
^ Quanto alla relazione fi-a noi e voi, voi siete padroni di voi stessi ». In<br />
seguito li rivide che assistevano alla preghiera e stavano in piedi con il<br />
pio lettore della comunità. Egli poi entrò un giorno presso di loro, mentre<br />
si leggevano a vicenda il Qur-àn. Disse : « In ciò vi è il compenso di quello<br />
« che prima mi fu esposto di voi sulla vostra inclinazione, cioè alla (xàhi-<br />
« liyyah. Andate dove volete e sappiate che voi, se rimanete insieme con<br />
« la vostra comunità [la musulmana], sarete per questo felici senza pregiu-<br />
*. dizio dei Musulmani :<br />
e se non rimate uniti, sarete infelici, egualmente<br />
* senza pregiudizio dei Musulmani; senza con ciò danneggiare nessuno ».<br />
Essi allora lo ringraziarono e lo encomiarono. Quindi disse : « ibn al-<br />
« Kawwà', che uomo sono io? ». Rispose quegli: « Tu sei un uomo che hai<br />
« terre estese, molti pascoli; eccellente nelF improvvisare, profondo nel giu-<br />
< dizio; in te vince la ragionevolezza; sei una delle basi dell'Isiàm, con<br />
«cui si ripara una temuta falla». Disse: «Ora dammi notizia sui nova-<br />
« tori negli Amsàr, poiché sei il più intelligente fra i tuoi compagni », Rispose<br />
: «Ho scritto loro ed essi mi hanno scritto e mi hanno avuto in<br />
«uggia: ho imparato a conoscerli. Quanto ai novatori di Madinah, essi<br />
« sono i più avidi del popolo per il male, e i più impotenti a farlo. Quanto<br />
« ai novatori di al-Kùfah, essi sono la gente che più guarda al piccolo, e<br />
« più commette il grande :<br />
quanto<br />
ai novatori di al-Basrah, scendono all'ab-<br />
« beveratoio uniti e ne risalgono separati: quanto ai novatori di Egitto,<br />
« sono quelli che più compiono il male e i primi a pentirsene: quanto a quelli<br />
« di Siria, sono i più ubbidienti a chi li dirige al bene, e i più ribelli a<br />
« chi li conduce al male > (T ab ari, I, 2925, lin. 8-2926, Un. 13). [M. G.].<br />
Cfr. Athìr, III, 113.<br />
AL-IRAQ-AL-KUFAH-SIRIA. — Malcontento in al-KQfah : esilio degli<br />
agitatori principali {versione di al- Wàqidi).<br />
§ 31. — (al-Wàqidi, da abù Bakr b. Isma il, da suo padre, da 'Amir b.<br />
Sa'd). 'Uthmàn mandò Sa'id b. al-'Às come governatore ad al-Kùfah, quando<br />
coloro che testimoniarono contro al-Walid b. 'Uqbah deposero sull'accusa<br />
[a lui mossa] di bere il vino, e ordinò a lui di inviargli al-Walid. Said<br />
b. al-'As si recò ad al-Kùfah e mandò ad annunziare ad al-Walid <<br />
lu il<br />
Principe dei Credenti gli ordinava di raggiungerlo. al-Walid indugiò al-<br />
cuni giorni, e Sa'id gli disse: « Va da tuo fratello, poiché egli mi ha ordi-<br />
•M.<br />
33. a. H.<br />
lAL-IRÀQ-AL-Kl.<br />
FAH SIRIA. Ma<br />
contento in aUKi<br />
fah: esilio d«|<br />
agitatori princ<br />
pali.]
33. a. H.<br />
[AL-'IRÀQ-AL-KU-<br />
FAH-SIRIA.-Mal-<br />
contentoinal-Ku-<br />
fah: esilio degli<br />
agitatori princi-<br />
pali.<br />
§§ 31, 32. 33. a. H.<br />
«nato di mandarti a lui >. Sa'id non montò sul minbar di al-Kufah<br />
senza aver prima ordinato che fosse lavato. Alcuni Qurays, dei banu<br />
Umayyah, i quali erano venuti con lui, lo scongiurarono dicendo: « Questo,<br />
«per Dio, è sconveniente: se l'avesse fatto un altro, sarebbe stato giusto<br />
« che tu ne lo avessi* impedito : l'onta di ciò [di questo tuo atto] rimarrà<br />
« eterna per lui ». Ma Sa'id volle fare così ad ogni costo, e fece lavare il<br />
minbar. Quindi mandò ordine ad al-Walid di lasciare la casa del governo<br />
e questi ubbidì, e andò ad abitare nella casa di 'Umàrah b. 'Uqbah. —<br />
al-Walid andò da 'Uthmàn, il quale mise in presenza lui e i suoi avver-<br />
sari: 'Uthmàn credè bene di farlo flagellare per la colpa capitale (Ta-<br />
bari, I, 2915, lin. 1-13). [M. G.].<br />
§ 32. — (al-Wàqidi, da Saybàn, da Mugàlid, da al-Sa'bi). Sa'id b. al-'As<br />
andò ad al-Kùfah, e cominciò a scegliere i cittadini più ragguardevoli, i<br />
quali lo visitavano e con lui passavano la sera. Una notte stavano con<br />
lui i primati di al-Kùfah, fra i quali Màlik b. Ka'b al-Arhabi, al-Aswad<br />
b. Yazid al-Nakha'i, 'Alqamah b. Qays al-Nakha'i: vi era anche Màlik al-<br />
Astar con altri. — Disse Sa'id : « Questo Sawàd è un giardino per i Qu-<br />
« rays » {cfr. 84. a. H., %*6). Rispose al-Astar: «Credi tu che il Sawàd,<br />
« che Dio ha dato a noi come fa •<br />
y<br />
per mezzo delle nostre spade, sia un<br />
« giardino per te e per i tuoi ? Per Dio, colui di voi che possederà di più<br />
« nel Sawàd non avrà neanche una parte in più senza essere eguagliato<br />
« a qualunque di noi [cioè nessuno dei Qurays, anche quello che avrà di<br />
« più, otterrà una parte in più di noi] ». E i suoi parlarono [o parlarono<br />
insieme con lui nello stesso senso] con lui su di ciò. Allora 'Abd al-rahmàn<br />
al-Asadi, il quale era capo della s u r t a h di Sa'id, disse : « Vi opponete<br />
«forse alla parola del governatore?», e li apostrofò duramente. al-Astar<br />
disse: « presenti, non ve lo fate sfuggire! ». Quelli balzarono su di lui,<br />
e lo pestarono ben bene, tanto che svenne :<br />
poi lo trassero per un piede,<br />
e lo abbandonarono a terra. — Spruzzatagli dell'acqua addosso, rinvenne.<br />
Sa'id gli disse: «Sei vivo ancora?». Rispose: «Quelli che tu hai scelto<br />
« (a tuoi frequentatori), credevi, per la causa dell'Isiàm, mi hanno ucciso! ».<br />
Sa'id disse: « Per Dio, nessuno di essi converserà più con me!». — Essi<br />
presero allora a congregarsi nei loro luoghi di riunione e nelle loro case,<br />
vituperando 'Uthmàn e Sa'id. Il popolo si unì con essi, tanto che grande<br />
fu il numero di coloro che andavano e venivano presso di loro. — Sa'id<br />
scrisse allora ad 'Uthmàn informandolo di ciò, in queste parole : « Un ma-<br />
« nipolo di Kufani », gliene numerò dieci, «soffiano nel fuoco, e si con-<br />
« certano per vituperare te e me, e per calunniare la nostra religione : e io<br />
« temo che, se prende vigore il loro assunto, cresceranno molto ». 'Uthmàn<br />
38.
33. a. H.<br />
rispose a Sa'id di mandarli a Mu'àwiyah, allora capo della Siria. Sa'id<br />
li mandò: erano dieci, fra cui* Mal ik al-Astar, Thàbit b. Qays b. Munqa*.<br />
Kumayl b. Ziyàd al-Nakha'i e Sa'sa'ah b. Suhàn.<br />
al-Wàqidi seguita il racconto come ai-Sari, da àn'ayb, con questa dif-<br />
ferenza che presso di lui al-Sa'sa'ah dice : « Se la corazza si lacererà, si<br />
«arriva fino a noi». Mu'àwiyah allora: «La corazza non si lacererà: e<br />
« metti pure [ritieni, credi] lo stato dei Qurays nella miglior condizione<br />
« che tu possa immaginare ». — al-Wàqidi aggiunge anche che, quando<br />
Mu'àwiyah la sera seguente tornò a loro, e li ammoni, fra l'altro disse<br />
così : « Or io non vi ordino di fare alcuna cosa, che non abbia cominciato<br />
« a fare io, con la mia famiglia e con i miei. I Qurays sanno che abù<br />
€ Sufyàn era il più generoso fra di loro e il figlio dei più generosi,<br />
« tranne quanto della sua misericordia Dio ha fatto privilegio al Profeta.<br />
4( Poiché egli lo ha scelto (il Profeta) e lo ha onorato e non ha creato in<br />
« alcuno buone qualità senza privilegiare [il Profeta] delle migliori di esse,<br />
« né ha creato in alcuno cattive qualità senza renderne Lui puro e im-<br />
« muiie. Or io penso che, se abù Suifyàn fosse, stato il progenitore del<br />
« mondo, non avrebbe generato che valorosi ». Disse Sa'sa'ah: « Tu menti!<br />
€ li ha generati uno migliore di abù Sufyàn, colui che Dio creò con la sua<br />
«mano e soffiò in lui il suo spirito (Qur-àn, XXXII, 8), e ordinò agli<br />
« angeli di adorarlo : e vi fu tra loro il pio e l'empio, lo sciocco e il saggio ».<br />
Per quella sera (Mu'àwiyah senz'altro aggiungere) uscì da loro: quindi la sera<br />
seguente tornò, e parlò a lungo con essi, quindi disse : « O gente, datemi<br />
« buona risposta o tacete! Riflettete e considerate ciò che giova a voi, alle<br />
« vostre famiglie, alla vostra compagnia, e alla comunità : e così vivrete voi<br />
< e noi con voi ». Disse Sa'sa'ah : « Non sei degno di ciò, e tu non hai dignità<br />
« per essere ubbidito, quando sei in ribellione di Dio ». Disse Mu'àwiyah:<br />
« Ma non fu forse la prima che io vi ordinai la pietà di Dio, e l'ubbidienza<br />
« a Dio e al suo Profeta, e che vi atteniate forte al suo vincolo tutti insieme<br />
< a Dio e non vi separiate giammai? » (Qur-àn, III, 98). Risposero: « No,<br />
« hai predicato la discordia, e tutto il contrario di quello che ha predicato<br />
«il Profeta». Riprese: «Allora ve lo ordino adesso: se ho fatto [quello<br />
« che dite], me ne pento a Dio : io vi ordino la pietà verso Dio, l'obbedienza<br />
« a Dio e al suo Profeta, l'attaccamento alla comunità, l'avversione alla<br />
« scissione ; e che onoriate i vostri i m à m e che li consigliate, per quanto<br />
« potete, a ogni bene, e che se vi sia qualche cosa [da osservare] da parte<br />
.«loro, li ammoniate con lenità e dolcezza». Disse Sa'sa'ah: «E noi ti<br />
« ordiniamo che tu deponga la tua carica : poiché vi é fra i Musulmani<br />
«chi ne é più degno di te!». Rispose: «Chi è?». Dissero: «È colui, il<br />
89.<br />
182.<br />
33. a. H.<br />
(AL-IRÀQ-AL-KO.<br />
FAH SIRIA. Mal<br />
contento in Al- Kl<br />
fah: Millo d«gii<br />
•citatori princi-<br />
pali.]
33. a. H.<br />
[AL-MRÀQ-AL-KU-<br />
FAHSIRIA.-Malcontentoinal-Ku-<br />
fah: esìlio degli<br />
agitatori princi-<br />
pali.]<br />
§ 32. 33. a. H.<br />
« cui padre era migliore per precedenza di Islam di tuo padre, ed egli<br />
«stesso è meglio di te per precedenza di Islam». Eispose Mu'àwiyah:<br />
« Io ho antichità di Isiàm [mi sono convertito abbastanza presto] : certo<br />
« però vi è stato alcuno più antico di me: ma non vi' è alcuno al tempo<br />
« mio più forte di me per la cosa a cui attendo. Di questo si accorse 'Umar<br />
« b. al-Khattàb : e se alcun altro fosse stato più forte di me, non avrei<br />
« goduto questo favore presso 'Umar, né altri [nella mia condizione] lo<br />
« avrebbe goduto. Né sono avvenuti cambiamenti, per i quali mi convenga<br />
« di deporre la carica. Or se Dio ha deciso che il Califfo faccia questo, io<br />
« spero che egli non chiami per lui a questa carica se non uno migliore.<br />
« E adagio !<br />
poiché in queste e simili cose vi é quello che desidera Satana,<br />
« e che egli comanda. E, per Dio, se le cose si compissero secondo il vostro<br />
« parere e desiderio, non un giorno né una notte sarebbero state salde le<br />
« sorti dell' Isiàm. Ma é Dio che le decide e dirige, ed egli raggiunge il<br />
«suo fine (Qur-àn, LXV, 3); applicatevi al bene e proclamatelo». Ri-<br />
sposero: « Non sei degno di ciò >. Allora disse Mu'àwiyah: « Per Dio, Dio<br />
« ha impeti e vendette : e io temo per voi che precipitate nella schiavitù<br />
« di Satana, finché l'obbedienza a lui e la ribellione a Dio vi farà stare<br />
€ nel luogo dell'abbiezione in questo mondo; e nell'abominio eterno nel-<br />
« l'altro, per vendetta di Dio > . Allora<br />
essi balzarono su di lui e lo pre-<br />
sero per la testa e per la barba. Ma egli: «Oh! questa non é al-Kùfah!<br />
« Se i Siriani avessero veduto quello che avete fatto a me, loro imam,<br />
€ non avrei potuto rattenerli dall'uccidervi. Per mia vita, le vostre azioni<br />
« si somigliano l'una l'altra ». Quindi sorse via da loro e disse: « Per Dio,<br />
«non entrerò mai più presso di voi finché viva! ». Poi scrisse cosi ad<br />
Uthmàn :<br />
« In nome di Dio clemente e misericordioso. — Principe dei Cre-<br />
« denti, tu hai mandato a me una gente che parla con le lingue dei demoni,<br />
« e ciò che i demoni loro suggeriscono: vanno a parlare al popolo, da parte<br />
« del Qur-àn, come essi pretendono, e confondono le idee del popolo. E non<br />
« tutti sanno quello che essi vogliono : essi vogliono la scissione, e fanno<br />
« avvicinare la sedizione: poiché l'Islam è loro grave e li annoia, e la magia<br />
« di Satana ha preso possesso dei loro cuori. Hanno guastato molti di quelli<br />
« che erano presso di loro, del popolo di al-Kùfah: e se si fermeranno tra<br />
« il popolo di Siria, non sono sicuro che non lo seducano con i loro incanti<br />
« e le loro iniquità. Rimandali al loro paese, e abitino in esso, colà dove<br />
« è nata la loro ipocrisia. — Salute! ».<br />
'Uthmàn gli rispose dandogli ordine di rimandarli a Sa'id b. al-'As in<br />
li rimandò, ed essi furono ancora più arditi di lingua<br />
al-Kùfah : Mu'àwiyah<br />
40.
33. a. H.<br />
M82,38.<br />
di quando erano partiti. Sa'id scrisse ad Uthmàn lamentandosene, e<br />
quando<br />
Uthinàn gli rispose di inviarli ad *Abd al-rahmàn b. Khàlid b. al-Walid,<br />
governatore di Hims : e scrisse anche ad al-Astar e ai suoi compagni in<br />
(|uesti termini : « Io vi mando a Hims :<br />
questa lettera vi sarà giunta<br />
« partite per questa città: poiché voi non trascurate di danneggiare l'Isiàm<br />
< e la sua gente. Salute! ». Quando al-Astar lesse questa lettera, esclamò:<br />
« Dio !, egli, il più negligente di noi nella cura dei sudditi, e quello di<br />
« essi che più fa per la ribellione! -AfiEretta [Dio] a lui la vendetta! ».<br />
Sa'id riferi questo ad 'Uthmàn. al-Astar e i suoi compagni andarono<br />
a Hims, ove 'Abd al-rahmàn li fece scendere nel Sàhil e diede loro il vitto<br />
(Tabari, I, 2915-2921, lin. 9). [M. (>.].<br />
Nota 1. — al-Tabari ha conservato una parte soltanto della tradizione di al-Wàqidi, sopprimendo<br />
quei brani che secondo lui erano identici alla versione di Sayf. Non per tanto abbiamo anche in qaesta<br />
tradizione un'ampia esposizione delle discussioni fra i Kufani e Mu'àwiyajii, esposizione che anche se<br />
non può essere accettata come riassunto fedele delle vere discussioni avvenute, rispecchia però 1*<br />
sostanza delle ragioni che i due partiti impiegavano l'uno contro l'altro. Purtroppo in questo riassanto,<br />
mentre siamo edotti per disteso sugli argomenti usati da Mu'àwiyah in difesa del regime che egli rap-<br />
presentava, gli argomenti degli avversari che sarebbero stati per noi d'un interesse assai maggiore, sono<br />
appena vagamente accennati. Dai discorsi di Mu awiyah e da quel poco che è messo in bocca ai Kufani,<br />
risulta chiaramente che l'opposizione al governo di 'Uthmàn si fondasse su pretese interpretasioni del<br />
testo quranico, e avesse perciò anche una parvenza religiosa e negasse al Califfo il diritto di conferire le<br />
cariche supreme dello Stato esclusivamente a membri della stirpe Qurays. Tutti gli argomenti usati da<br />
Mu'àwiyah per dimostrare la preemìnenza dei Qurays quale espressione della volontà di Dio, s' infrangono<br />
dinanzi alla tenacia dei Kufani, i quali insistono nel chiedere che Mu'àwiyah ed i suoi colleghi<br />
diano le loro dimissioni e lascino i posti occupati a chi ne era più meritevole. E degno di nota che mai<br />
in alcun passo, nemmeno indirettamente, si fa allusione a quali persone dovessero surrog^are i gOTer-<br />
natori allora in carica. Si dice soltanto che le cariche supreme dovessero essere conferite a quanti si<br />
erano maggiormente distinti per la causa dell' Islam, dando la preferenza a quelli che da più tempo si<br />
erano convertiti (c£r. Tabari, I, 2919, lin. 1 e segg.), vale a dire ai Compagni anziani.<br />
È probabile però, che qualora pure il governo dello Stato musulmano fosse rimasto nelle mani<br />
dei più antichi Compagni, il moto anti-govemativo sarebbe nato lo stesso, perchè i motivi del malcon-<br />
tento erano assai più profondi, benché difficili a definire.<br />
§ 33. — (al-Wàqidi, da 'Isa b. 'Abd al-rahmàn, da abu Ishàq al-Ham-<br />
dàni). Si riunirono in al-Kufah, vituperando 'Uthmàn, alcuni dei nobili<br />
dell' 'Iraq : Màlik b. al-Hàritii al-Astar, Thàbit b. Qays al-Nakha'i, Kumayl<br />
b. Ziyàd al-Nakha'i, Zayd b. Suhàn al-'Abdi, Q-undab b. Zuhayr al-Ghà-<br />
midi, Gundab b. Ka'b al-Azdi, 'Urwah b. al-G-a'd e 'Amr b. al-Hamiq al-<br />
Khuza i. Sa'id b. al-'Às scrisse ad 'Uthmàn informandolo di loro, e 'Uthmàn<br />
gli rispose di mandarli in Siria, e di tenerli presso i passi [montuosi] (d u -<br />
rfvb) (Tabari, I, 2921, lin. 9-16).<br />
Cfr. Athir, III, 108-109, 111-113.<br />
Nota 1. — Gli al-durub erano i valichi montuosi sulla frontiera fra la Siria e l'Asia Minora,<br />
attraverso la catena dell'Amanus e del Taurus Ivi si teneva forse — secondo il testo — nna speoia<br />
di compagnia di disciplina, in cui erano arrolati gli elementi più irrequieti delle mUiiie nelle Pro-<br />
vincie: il maggiore pericolo lasciava adito alla speranza che perissero combattendo per la fede, e la<br />
comunità ne ritraeva cosi un duplice vantaggio.<br />
41.<br />
33. a. H.<br />
[AL-'IRAQ-AL-K(<br />
FAH SIRIA. Mi<br />
contento in al-K<br />
fah: Millo d«f<br />
•citatori princ<br />
pali.)
33. a. H.<br />
AL-'IRÀQ-AL-KU-<br />
FAH SIRIA. Malcontento<br />
in al-Ku-<br />
fah: esilio degli<br />
agitatori princi-<br />
pali.]<br />
34, 35. 33. a. H.<br />
§ 34. — Sulle prime agitazioni pubbliche in al-Kùfah cfi\ anche<br />
Abulfeda, II, 268;<br />
Athir, III, 107-113;<br />
Azraqi, 448, lin. 17-22;<br />
Flligel Gesch. Arab., 125-126;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 95,r.-95v. ;<br />
Khaldùn Proleg., I, 416-417;<br />
Mahàsin, I, 101, lin. 16-20;<br />
Muir Annals, 317-319;<br />
Muir Caliphate, 226-227;<br />
Muller Islam, I, 296-297, 301;<br />
Nuwayri, MS. Leid, I, fol. 109,r.-lll,r.;<br />
Tabari Zotenberg, III, 577-580;<br />
Wardi, I, 152;<br />
Weil Chalif., I, 165-169, 174-176;<br />
Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 118-120.<br />
AL-'IRÀQ. — La cosi detta congiura di Abdallah b. Saba- ed il<br />
principio della Si ah.<br />
§ 35. — L'ordine cronologico degli eventi impone ora l'esame di una<br />
serie di fatti, ai quali una delle nostre fonti principali, sebbene non delle<br />
più sicure, Sayf b. 'Umar, annette una primaria importanza come spiega-<br />
zione del moto rivoluzionario contro il Califfo 'Uthmàn.<br />
Riepiloghiamola brevemente prima di darne l'integra versione nei<br />
seguenti paragrafi, e cerchiamo di stabilirne il valore storico prima di scen-<br />
dere ai particolari della narrazione. Le tradizioni di Sayf sull'argomento che<br />
ora dobbiamo studiare sono piene di singolari notizie ed affermazioni, che<br />
non troviamo in alcun' altra fonte, e siccome nella sua narrazione — vera o<br />
fantastica che sia, di ciò parleremo dopo — abbiamo le più antiche notizie<br />
sulla genesi della S i ' a h ,<br />
la discussione dovrà estendersi anche ai primi<br />
indizi dei moti scismatici nel grembo <strong>dell'Islam</strong>. Non ho da aggiungere<br />
altro per porre in rilievo V importanza dell'argomento.<br />
Che cosa narra Sayf b. 'limar?<br />
Secondo la scuola che egli rappresenta, tutto andava bene nell'im-<br />
pero islamico sotto il governo di 'Uthmàn: tanto il Califfo, quanto i suoi<br />
luogotenenti erano perfetti; tutti i Compagni del Profeta agivano come<br />
modelli di virtù e di correttezza : ogni<br />
cosa si sarebbe svolta in modo re-<br />
golare e tranquillo, se un ebreo del Yaman, per nome 'Abdallah b. Saba-,<br />
o anche 'Abdallah b. al-Sawdà-, in odio all' Islam e nel desiderio di creare<br />
42.
33. a. H.<br />
eresie nel campo religioso, di spezzare con dissidi l'unità morale della co-<br />
munità e di accendere conflitti fratricidi nel campo politico, non avesse<br />
disseminato nei campi militari alcune dottrine religiose di carattere sov-<br />
versivo, e suscitato con una propaganda di false calunnie tra lo milizie<br />
degli amsàr un'artificiale agitazione politica contro il Califfo ed i suoi<br />
luogotenenti.<br />
Le teorie religiose attribuite da iSa^ 1 b. Umar ad 'Abdallali 1.. ...n.ci-<br />
sono esposte nel seguente § 36 e si fondano sul concetto che Maometto<br />
(grazie ad una falsa interpretazione del versetto quranico XXVIII, 86)<br />
dovesse ritornare in terra, e che intanto il suo erede ed esecutore provvi-<br />
sorio dovesse essere Ali b. abi Tàlib. 'Uthmàn era quindi un usurpatore,<br />
che bisognava scacciare dalla carica da lui rapita al suo vero e legittimo<br />
titolare, contrariamente alla volontà di Dio espressa nel Qur*àn.<br />
Contemporaneamente a questi attacchi diretti contro la persona di<br />
Uthmàn, egli diffuse, sempre secondo Sayf b. 'Umar, ogni specie di calunnia<br />
sul conto dei luogotenenti del Califfo, contro l'amministrazione in gene-<br />
rale, e lanciò una quantità di gravi accuse di favoritismi a vantaggio dei<br />
soli consanguinei di 'Uthmàn, e a danno degli altri musulmani. Tutta<br />
l'agitazione, tanto religiosa che politica, fu fatta, afferma la nostra fonte,<br />
con la massima segretezza e rimase avvolta nel mistero sicché, quando la<br />
sedizione popolare si rese manifesta, nessuno seppe donde venisse, né perchè<br />
né come fosse nata.<br />
'Abdallah b. Saba*, narra Sayf, ebbe buon successo con la propaganda<br />
in al-Kùfah ed in al-Basrah, scarso in Siria, molto grande in Egitto. Al<br />
moto si unirono i peggiori elementi delle milizie arabe nei campi militari,<br />
e quando l'agitazione ebbe raggiunto l' intensità voluta, i più accesi dalle<br />
dottrine di ibn Saba* andarono a Madinah dalle tre anzidette provincie<br />
di al-Basrah, al-Kùfah ed Egitto e massacrarono il Califfo, sebbene gli abi-<br />
tanti di Madinah e tutti i Compagni del Profeta facessero tutto il possi-<br />
bile per aiutare e salvare 'Uthmàn.<br />
Di questa versione ha già dimostrata la falsità intrinseca il Wellhausen<br />
(Sk. u. Vorarb., VI, 124-125, 133 e segg.; Relig. Polit. Opposit.,<br />
91 e segg.; Arab. Reich., 43). Sul medesimo argomento é ritornato,<br />
con molta dottrina e con ricco corredo di fonti diverse, il Friedlaender<br />
{ZA., voi. XXIII, 296 e segg.).<br />
La falsità della versione sayfiana risulta da parecchi indizi. Innanzi<br />
tutto le fonti più antiche e sicure del califfato di 'Uthmàn ignorano tanto<br />
'Abdallah b. Saba*, quanto questa presunta agitazione a base religiosa: la<br />
scuola madinese e le tradizioni di fonti sirie ed egiziane. *<br />
48.<br />
§35.<br />
li» raccoglieremo<br />
33. a. H.<br />
[AL-IRÀQ. -<br />
cosi detta c(<br />
giura di Abd<br />
lah b. Saba-<br />
il principio de<br />
éi'ah.ì
33. a. H.<br />
[AL'IRAQ. • La<br />
cosi detta con-<br />
giura di Abdallah<br />
b. Saba* ed<br />
il principio della<br />
Sì'ah.l<br />
§35. 33. a. H.<br />
sotto l'anno 36. H., danno al movimento un carattere esclusivamente poli-<br />
tico, amministrativo ed economico.<br />
Un'agitazione religiosa del genere attribuito ad ibn Saba- era impos-<br />
sibile in quel momento storico fra gli Arabi conquistatori. Regnante 'Uthmàn<br />
dottrine simili, in cui si scorgono tracce di bastarde tendenze cri-<br />
stiane, cenni di messianismo ebraico ed un principio di infiltrazioni iraniche<br />
relative a metempsicosi, o reincarnazione, non avrebbero potuto produrre<br />
alcuna impressione, sarebbero state addirittura incomprensibili agli Arabi,<br />
Semiti puri, ancora nell'animo materialisti e pagani e per la maggior parte<br />
islamizzati soltanto di nome.<br />
Anacronismo altresì insostenibile era, in quel tempo, il carattere quasi<br />
sacro di cui le dottrine attribuite ad ibn Saba* rivestivano la persona di<br />
'Ali, quale erede divinamente predestinato del Profeta Maometto. Esisteva<br />
già allora tra gli Arabi un partito favorevole ad 'Ali, che difatti prevalse<br />
alla morte di 'Uthmàn, e volle Ali Califfo. Ma era un partito puramente<br />
politico, come ve ne era uno che appoggiava le ragioni di 'Uthmàn, e come<br />
se ne formò in breve un terzo che propugnò le ragioni di Mu'àwiyah h.<br />
ahi Sufyàn. Il movimento religioso, che fece centro nella persona di 'Ali e<br />
poi nella persona dei suoi figli, non era ancora nemmeno nato :<br />
perchè<br />
il<br />
seme di esso germogliasse, fu necessario che 'Ali perisse martire d'una<br />
causa infelice nel bagliore d'una tragedia, turbando il sentimento, ed in-<br />
fiammando l'immaginazione di popolazioni né veramente arabe, né veramente<br />
musulmane, come a suo tempo ampiamente esporremo.<br />
Alle difficoltà di ordine dottrinale vanno aggiunte quelle di carattere<br />
politico. Gli Arabi che costituivano i campi militari nelle provincie, erano<br />
ancora esclusivamente retti secondo l'antico sistema patriarcale delle tribù<br />
e dal vincolo di sangue. L'ordinamento sociale era ancora essenzialmente<br />
democratico e tutto si faceva e si discuteva alla luce del sole, in pubblici<br />
convegni, in cui estranei alla tribù non erano ammessi. Il quadro della<br />
segreta congiura, attribuito ad ibn Saba-, rispecchia condizioni sociali e<br />
politiche totalmente diverse, quelle cioè d'una società più progredita, tra-<br />
sformata da molte generazioni di vita cittadina e dalla completa aboli-<br />
zione del sistema patriarcale delle tribù.<br />
Quando alla fine del i secolo della Higrah i capi legittimisti del mo-<br />
vimento anti-umayyade posero le basi della grande agitazione politica e<br />
religiosa contro i califfi di Damasco, iniziando nel segreto e nel mi-<br />
stero la propaganda sovversiva, dovettero anche allora circoscrivere le loro<br />
operazioni sediziose alle province più orientali della Persia. I capi del<br />
movimento erano arabi e persiani, imperfettamente islamizzati, ma l'agi-<br />
44.
sione si potè fare soltanto nel Khuràsftn, ossia nella parte orientale del- *3. «. n.<br />
r impero più lontana dall'Arabia e meno arabizzata di tutte. Il tipo di con- I^l-'RAq. . u<br />
giura attribuito ad ibn Saba* è quello che divenne comune dal u secolo ^um d^Abómù<br />
della Higrah in poi. Nel primo cinquantennio dell' Isl&m esso è un anacro- '•** **• ••^** •*<br />
nismo privo di ogni fondamento. L'agitazione politica a base di congiure irmh.\<br />
ordite nel mistero, su basi religiose, e senza considerazione per i rapporti<br />
fra le tribù, si impose ai malcontenti, quando, come nell'ultimo tempo<br />
umayyade, il governo non aveva più base popolare, ma si reggeva con<br />
autorità quasi assoluta e con atti di selvaggia crudeltà contro chiunque<br />
minacciasse anche lontanamente l'ordine politico esistente.<br />
I èva<br />
Ai tempi di 'Uthmàn nessuno aveva timore del governo: nessuno cor-<br />
rischio di crudeli repressioni, e la libertà di pensiero e di azione era<br />
sì grande che, come vedremo, le milizie fecero quello che vollero dei loro<br />
comandanti e poche centinaia di uomini poterono andare a Madinah e<br />
massacrare il Califfo, sènza che questi fosse in grado di difendere la propria<br />
persona.<br />
A taluno potrà sembrare inverosimile che Sayf b. Umar, per spiegare<br />
a mudo suo l'uccisione di 'Uthmàn, sia dovuto ricorrere all' invenzione di<br />
sana pianta d'una nuova setta religiosa ed abbia creato addirittura la per-<br />
sona di ibn Saba*. Se la tradizione popolare iraqense, rappresentata da Sayf<br />
b. 'Umar, non colnprendendo le complesse ragioni politiche, morsdi ed eco-<br />
nomiche della grande crisi dell'anno 36. H., ha cercato la spiegazione del<br />
dramma in una pretesa congiura politico-religiosa, dev*esservi pure una<br />
qualche buona ragione: la versione deve, o contenere qualche elemento<br />
primo di verità, o corrispondere ad un modo di pensare e di sentire delle<br />
masse popolari alla fine del ii secolo della Higrah, quando appunto Sayf b.<br />
Umar raccoglieva e dava forma letteraria alle tradizioni che vanno sotto<br />
il suo nome.<br />
Non è difficile dare una risposta a siffatte obiezioni, se consultiamo<br />
le opere originali sulle sètte religiose sorte in grembo all' Isiàm. Or per il<br />
nostro scopo presente ci basterà ricorrere alle fonti più antiche, riassumendo<br />
brevemente le notizie da esse forniteci su ibn Saba*, senza adden-<br />
trarci nell'esame più particolare delle dottrine, che sarà nostro compito,<br />
io spero, un giorno di studiare più particolarmente nel corso del nostro<br />
lavoro.<br />
L'opera più antica, fra quelle giunte sino a noi, sulle sètte musulmane è<br />
quella di Abd al-qàhir b. Tàhir al-Baghdàdi [f 429. a. H.], intitolata a I-Fa rq<br />
b a y n a 1 - fi r a q, e la parte che riguarda ibn Saba- è stata già pubblicata e<br />
tradotta dal Friedlaender (ZA., voi. XXIU, 1909, 308-318; voi. XXIV, 1910,<br />
46.<br />
*
35. 33. a. H.<br />
33. a. H. 38-43) nella. sua Memoria 'Abdallàh b. Saba, der Begriinder der<br />
^1o"sì'dtt?a 'co'"n^ ^i'^' und sein judischer Ursprung: l'opera intera di ibn Tàhir,<br />
giura di 'Abdai- nella forma incompleta in cui ci è conservata dall'unico ms. di Berlino,<br />
Irprincipfo^deMa<br />
si'ah.]<br />
^^^ visto la luce, per cura di<br />
pag. 223-226). Sullo stesso<br />
Muh Badr nel<br />
argomento ha<br />
1910 (cfr. il passo^ citato, a<br />
scritto anch^ al-Sahrastàni<br />
[t 548. a. H.] (cfr. Sahrastani, ed. Cureton, I, 132 e segg., e Friedlaender,<br />
ZA., voi. XXIII, 303-305). Ad ibn Saba- fa allusione assai breve<br />
.in qualche passo l'eminente scrittore spagnuolo ibn Hazm [f 456. a. H.]<br />
nella sua opera a 1 - M i 1 a 1 wa-1-nihal (voi. IV, 115, 180, 186), ma egli deve<br />
aver attinto in parte al nostro al-Tabari, come giustamente osserva il<br />
Friedlaender {ZA., voi. XXIII, 305) ed è perciò fonte<br />
portanza.<br />
• di secondaria im-<br />
Invece al-Baghdàdi ed al-Sahrastàni ignorano al-Tabari ed hanno tras-<br />
messo preziosi materiali di fonte diversa ed antica, i quali, seppure siano<br />
lungi dal porgerci tutti i lumi occorrenti e siano in parte anche diver-<br />
genti tra loro, offrono ausilio sufficiente per il nostro presente studio, che<br />
può esser soltanto sommario.<br />
Sembra dunque dal confronto delle due relazioni su ibn Saba- e sulle<br />
sue dottrine, che egli sia vissuto ai tempi in cui 'Ali era Califfo : secondo<br />
al-Sahrastàni enunciò le sue dottrine eretiche sulla persona di 'Ali dopo che<br />
questi era cessato di vivere. al-Baghdàdi invece riferisce che ibn Saba iniziò<br />
la diffusione delle sue eresie già vivente 'Ali, ed aggiunge il particolare,<br />
che per varie ragioni dobbiamo scartare come falso, aver 'Ali arsi vivi i<br />
suoi seguaci appunto per le dottrine eretiche che sostenevano. Ambedue le<br />
fonti attribuiscono ad ibn Saba* ed alla sua scuola le teorie eretiche più<br />
estreme, come quelle che arrivano a dichiarare la qualità di profeta e per-<br />
sino la divinità di 'Ali, sostenendo quindi che egli non sia stato ucciso<br />
nell'anno 40. H. La sua morte fa tutto un inganno, un'illusione operata da<br />
un demone (docetismo), perchè 'Ali in realtà è andato in cielo e ritornerà<br />
in terra, ecc.<br />
In altre parole ibn Saba* ed i suoi seguaci, piuttosto che eretici, erano<br />
seguaci (secondo le nostre fonti) d'una nuova religione, ed erano quindi<br />
ftiori <strong>dell'Islam</strong>.<br />
Ambedue le fontj ignorano ogni e qualsiasi legame di ibn Saba* e<br />
delle sue dottrine con la tragedia di Madinah, la quale, se fosse stata pro-<br />
mossa da un movimento religioso, avrebbe dovuto occupare il primo posto<br />
nella storia della setta sabaita. Ma dobbiamo anche aggiungere che le dot-<br />
trine attribuite da queste fonti ad ibn Saba- non corrispondono a quelle<br />
che Sayf b. 'limar riferisce al medesimo. La versione di Sayf b. limar<br />
46.
33. a. H.<br />
(cfr. § 36) descrive ibii Saba* come il fondatore d'un complesse* di
33. a. H.<br />
- La<br />
così detta con<br />
[AL-IRÀQ.<br />
§ 35. 33. a. H.<br />
più accese e più invelenite erano le discussioni nel mondo musulmano sulla<br />
questione della successione al califfato, come diremo meglio sotto gli anni<br />
giura di Abdai- 36.-40. H., un contemporaneo, dico, abbia iniziata una propaganda teorica<br />
irprincipu,^deila «ui diritti di 'Ali al califfato, sostenendo che 'Ali, ira tutti i Compagni del<br />
Si 'ah.] Profeta, fosse quello avente più diritti a reggere le sorti della comunità isla-<br />
mica. Le passioni politiche di quel periodo burrascoso furono si vive, che<br />
la comunità islamica precipitò nell'anarchia delle guerre civili. È perfet<br />
tamente verosimile e probabile che, tra i fautori di 'Ali, vi fosse chi arri-<br />
vava a sostenere i diritti di 'Ali come prevalenti su quelli di tutti e tre<br />
i suoi predecessori. Chi accettava questa tesi, anche per sole ragioni poli-<br />
tiche, doveva venire alla conclusione allora molto importante, che, dato<br />
siffatto stato di diritto in favore di 'Ali, fosse questione di secondaria im-<br />
portanza quale e quanta responsabilità egli avesse nella uccisione di 'Uth-<br />
màn. Se questi era un usurpatore, la sua uccisione costituiva il ristabilimento<br />
della giustizia : la coscienza di quei tempi non era molto scrupolosa<br />
sulla scelta dei mezzi.<br />
La tesi sostenuta aveva però — date le condizioni particolari di quel<br />
momento storico — veste e carattere prevalentemente politico. Quando<br />
venne la morte violenta a troncare le speranze degli amici di 'Ali, lo<br />
strappo doloroso della patita delusione, invece di spegnere, infiammò l'esal-<br />
tazione dei fautori della tesi ; i quali, fermamente contenuti dal forte go-<br />
verno umayyade, trovarono non poca adesione nei partiti d'opposizione al<br />
califfato di Damasco. Fu così gettato nel fecondo suolo orientale, così ricco<br />
sempre di fermenti religiosi, il primo seme d'un moto che, non potendo<br />
conservarsi con caratteri esclusivamente politici, assunse caratteri sempre<br />
più spiccatamente religiosi. Quello che in principio era coefficiente del<br />
tutto secondario e quasi inavvertito, divenne, per interna evoluzione, ele-<br />
mento principale, e la spinta religiosa finì per travolgere e sommergere il<br />
concetto politico e giuridico che era stato l'anima del moto primordiale.<br />
Nella tradizione locale musulmana dell' 'Iraq rimase memoria di sif-<br />
fatta prima propaganda per i diritti di 'Ali al califfato, ma questa memoria<br />
si andò trasformando con il tempo, adattandosi alle esigenze ed ai pregiu-<br />
dizi morali e religiosi delle generazioni posteriori. Quando le tradizioni<br />
locali cominciarono a prendere forma concreta — Sayf b. 'Umar visse circa<br />
il 150.-180. H. — il grande avvenimento storico che dominava tutta la vita<br />
politica della nuova dinastia abbasida, era il trionfo della causa legittima<br />
della famiglia del Profeta mercè un'immane rivoluzione interna creata,<br />
fomentata e portata a compimento con una fittissima trama di segrete<br />
cospirazioni politico-religiose e con la costituzione di società segrete sul<br />
48.
33. a. H.<br />
jj g5 3g<br />
tipo di quelle che fSayf b. 'Umar attribuisce ad Abdallah b. Saba- nrlla 33- *- h.<br />
sua propaganda contro 'Uthmàn. Le dette società segrete propugnavano coJ'dt^ ^<br />
il sovvertimento dell'ordine politico, l'abbattimento della dinastia « usur- »'"'* <br />
vino a loro spettava.<br />
iM*r diritto di- Si'ah<br />
Questo avvenimento dominante aveva ancora significato morale altis-<br />
simo e come ricordo viveva di vita intensa nella massa popolare, perchè i di-<br />
scendenti di 'Ali, considerati quali membri per eccellenza della famiglia del<br />
Profeta, erano stati frodati nei loro diritti dal ramo cugino e secondario degli<br />
'Abbàsidi. Da ciò le continue insurrezioni alide nel primo periodo abbasida.<br />
Dominata da questi fatti e da questi sentimenti, la coscienza popolare della<br />
fine del ii secolo della Higrah riportò al califfato di 'Uthmàn le condizioni ed<br />
i sentimenti che prevalevano quasi un secolo e mezzo più tardi nell' 'Iraq.<br />
L'uccisione di 'Uthmàn e l'elezione di 'Ali fu una rivoluzione avente<br />
analogie con quella assai più grande che aveva rovesciato gli umayyadi e in-<br />
nalzato al potere gli Abbàsidi. È chiaro e naturale che alla fine del ii secolo<br />
si credesse esser la preparazione della rivolta dell'anno 35. H. stata fatta<br />
sul tipo di quella dell'anno 132. H. Ai fautori di 'Ali fiirono attribuite le<br />
dottrine dei rivoluzionari si'iti estremi della seconda metà del ii secolo della<br />
Higrah. Un probabile fautore politico di 'Ali nel periodo 36.-40. H., avente<br />
forse nome 'Abdallah b. al-Sabà*, o ibn Sawdà*, si trasformò spontaneamente,<br />
nell'immaginazione popolare, in agitatore religioso; e le dottrine sabaite,<br />
quali erano dopo più di un secolo di evoluzione, furono riportate con stridente<br />
anacronismo agli anni 36.-40. li. La seconda parte dell'esposizione di al-<br />
Baghdàdi rappresenta le dottrine nella loro forma meno remota da quelle<br />
primitive, che erano di carattere prevalentemente politico e giuridico.<br />
In conclusione, nella versione di Sayf b. 'Umar riprodotta nei seguenti<br />
paragrafi, non abbiamo una finzione storica per desiderio d'inganno, ma<br />
piuttosto un modo anacronistico di comprendere ed esporre gli avveni-<br />
menti secondo i canoni vigenti nel momento in cui le tradizioni popolari<br />
dell' 'Iraq presero forma letteraria e furono raccolte da coscienziosi conser-<br />
vatori di memorie storiche.<br />
AL-'IRÀQ-AL-BASRAH-EGITTO. — Malcontento in al-Ba§rah ed in<br />
Egitto. Congiura di Abdallah b. Saba- {versione di Sayf b. Umar).<br />
§ 36. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da 'Atiyyah, da Yazid al-Faq-<br />
'asi). 'Abdallah b. Saba- era un giudeo di Sana-, di madre negra,<br />
i lui al-<br />
Sawdà*. Egli, sotto Utiimàn, si fece musulmano, e cominciò a girare<br />
49.<br />
"^<br />
lah b. Saba- ed<br />
il principio d«lla
33. a. H.<br />
AL-'I RÀQ-AL-<br />
BASRAH-EGIT-<br />
TO.- Malcontento<br />
in al-Basrah<br />
ed in Egitto. Con-<br />
giura di 'Abdal-<br />
lah b. Saba-.]<br />
§36. 33. a. H.<br />
nei paesi dei Musulmani, cercando di trarli nell'errore. Cominciò ad andare<br />
nel Higàz, quindi ad al-Basrah, ad al-Kùfah, in Siria : ma non potè<br />
raggiungere il suo scopo con alcuno del popolo di Siria; anzi lo scaccia-<br />
rono, tanto che egli andò ad abitare in Egitto. E cominciò a parlare agli<br />
Egiziani : « Oh ! strano chi crede che Gfesù tornerà, e nega che Maometto<br />
« tornerà ! Eppure<br />
Iddio altissimo ha detto : —<br />
« Corano, ti farà ritornare alla tua antica dimora (Q u r • a n ,<br />
« È più giusto che torni Maometto anzi che Gesù » .<br />
Colui che a te ha legato il<br />
XXVIII,<br />
85) —<br />
Questo discorso piacque<br />
loro, ed egli formulò loro la credenza nel ritorno di Maometto, sulla quale<br />
essi discutevano. Quindi disse loro : «. Vi sono stati mille profeti e ogni pro-<br />
« feta ha avuto il suo mandatario : 'Ali era il mandatario di Maometto :<br />
«Maometto è l'ultimo dei profeti: 'Ali è l'ultimo dei mandatari ». Poscia<br />
aggiunse :<br />
« E chi è più empio di colui che non ha lasciato esercitare<br />
< questo mandato del Profeta, e che si è scagliato contro il mandatario<br />
« del Profeta, e si è preso il comando della comunità ? » . Inoltre disse :<br />
« 'Uthmàn si è preso il mandato senza diritto. Sollevatevi per questa que-<br />
« stione, e agitatela : accusate i vostri capi e comandate pubblicamente di<br />
« agir bene e proibite di fare ingiustizia : piegate a voi il popolo e chia-<br />
« matelo a questa causa > . Quindi<br />
inviò i suoi emissari, e si mise in cor-<br />
rispondenza con quelli che aveva lasciati nei diversi amsàr. Eglino<br />
corrisposero con lui, e in segreto fecero propaganda per le loro idee, e<br />
pubblicamente predicarono l'ordine di agire bene e il divieto di commet-<br />
tere ingiustizia. Poi cominciarono ad inviare nei diversi amsàr scritti<br />
che avevano per soggetto i difetti dei governatori: i loro fratelli rispon-<br />
devano con lettere simili, in modo che i seguaci di ogni paese scrivevano<br />
a quelli di un altro notizie montate [sulle condizioni amministrative, ecc.].<br />
E tanto questi che quelli leggevano [agli altri] le lettere nei loro rispettivi<br />
paesi, finché [in ultimo] compresero (in questo scambio) anche Madìnah, e<br />
diedero la più grande diffusione a questi scritti: il loro scopo era diffe-<br />
rente da quello che mostravano, e celavano altro di quel che manifesta-<br />
vano. Onde la popolazione di ogni paese [che avea letto le lettere venute<br />
da un altro m i s r] diceva : « Noi siamo salvi dalle tribolazioni di coloro<br />
« [degli abitanti del paese donde era giunta la lettera] » . Solo i Madinesi,<br />
che avevano ricevute le lettere da tutti i paesi, dicevano :<br />
« muni dalle tribolazioni di tutti i Musulmani »<br />
« Noi siamo im-<br />
(I due tradizionisti Muhammad e Talhah fondono la narrazione a par-<br />
tire da questo punto).<br />
Allora gli abitanti di Madìnah andarono da 'Uthmàn e gli dissero:<br />
< O Principe dei Credenti, ti è giunto dai Musulmani quello che è giunto<br />
50.<br />
.<br />
.
33. a. H.<br />
{186,87.<br />
«a noi?». Rispose: «No, \yer Dio, nulla mi è giunto, se non della loro 33. «. H.<br />
< salute >. Dissero: * Invece a noi è giunto qualche altra cosa». E lo in- '^basrah-^eqi'<br />
formarono di quanto [gli abitanti degli a m s a r] avevano £&tto sapere loro. TO.-Maiconte<br />
Egli disse: «Voi siete i miei associati, i testimoni dei credenti: orsù, con- l^jnEfltte*Ck<br />
« sigliatemi! ». Risposero: «Ti consigliamo di mandare negli amsàr degli t'"^*<br />
« uomini di tua fiducia, perchè essi ritornino a te con notizie su di essi »<br />
lah b. Saba-.]<br />
'Uthmàn chiamò allora Muhammad b. Maslamah e lo inviò ad al-Kùfàh;<br />
inviò Usàmah b. Zayd ad al-Basrah, 'Ammàr b. Yàsir in Egitto, 'Abd-<br />
allah b. limar in Siria, e altri mandò qua e là. Tutti tornarono prima<br />
di Ammàr, e dissero: «0 popolo, nulla trovammo che dispiacesse, o di-<br />
< spiacesse ai Musulmani, popolo e primati » . E<br />
tutti dissero : « Il popolo<br />
« musulmano ha in mano ogni cosa ; se non che i loro capi amministrano<br />
«fra di essi la giustizia, e presiedono a loro».<br />
La gente attendeva ansiosamente Ammàr, e giunsero a pensare che<br />
se ne fossero sbarazzati con insidia; né ricevettero altro che una lettera<br />
di 'Abdallali b. Sa'd b. abì Sarh, la quale li informava che alcuni in Egitto<br />
aveano tratto a loro 'Ammàr e si erano dati a lui. Di questi era 'Abd-<br />
allah b. al-Sawdà-, Khàlid b. Mulgam, Sawdàn b. Humràn e Kinànah b.<br />
Bisr (Tabari, I, 2941, lin. 16-2944, lin. 3). [M. G.].<br />
Cfr. Athir, III, 121-122.<br />
§ 37. — (Sayf b. 'limar, da 'Atiyyah, da Yazid al-Faq'asi). Allora ibn<br />
al-Sawdà- andò in Egitto, si trattenne tra quella gente ed una volta si<br />
fermò presso Kinànah b. Bisr, ed un'altra presso Sawdàn b. Humràn. Tra<br />
i suoi amici si distinse al-Ghàfiqi, il quale si mise ad incoraggiarlo, ibn<br />
al-Sawdà- fece propaganda attiva, ed intorno a lui si .strinsero Khàlid<br />
b. Mulgam ed 'Abdallah b. Duraym ed altri simili. Allora ibn al-Sawdà* fece<br />
circolare tra loro le parole (?), ma egli scopri che essi non gli rispondevano<br />
come gli rispondevano alla W a s i y y a h (cioè alla opinione che egli fosse<br />
il mandatario del Profeta). Disse perciò a loro: « Il vostro dovere è chiaro:<br />
« voi siete la porta degli Arabi ed il loro argine (?) — e noi non apparte-<br />
« niamo agli uomini del Califfo — perciò mostrategli che voi seminate (? ? il<br />
« testo è corrotto). Voi non seminerete in questo anno, senza che l' Egitto<br />
« sia spezzato e che la gente abbia avuto a lagnarsi di ciò; ed allora (il<br />
« governatore) sarà deposto dal dominio su di voi. Noi chiederemo un altro<br />
« governatore più debole di lui e rimaniamo tranquilli e soli (?). In questo<br />
«modo noi vorremo e renderemo pubblicala cosa con bontà (??) ».<br />
Il più svelto ed il più attivo in tutta questa faccenda fu Muhammad<br />
b. abi Hudzayfah, il figlio di uno zio di Mu awiyah, che era stato come<br />
orfano sotto la protezione del Califfo 'Uthmàn. Quando 'Uthmàn sali al<br />
51.<br />
.<br />
33. a. H.<br />
|AL-'I RÀQ-AL-<br />
BASRAH-EGiT-<br />
TO.- Malcontento<br />
in al-Basrah<br />
ed in Egitto. Con-<br />
giura di 'Abdal-<br />
lah b. Sabà-.l<br />
§37. 33. a. H.<br />
potere, Muhammad b. abi Hudzayfali chiese il permesso di emigrare in una<br />
delle regioni di confine, ed andò in Egitto. A tal passo egli era stato indotto<br />
volendo assumere il governo della provincia, ma gli era stato risposto: « Ma<br />
tu non sei sul luogo (e perciò non conosci bene gli affari della regione?) >.<br />
I cospiratori fecero quanto ibn al-Sawdà* aveva loro ordinato, e si<br />
misero in moto (uscirono? ribellarono?) ed incominciarono ad accusare<br />
'Amr b. al-'As (sic) ed a pregare che venisse esonerato dal suo uiBfìcio.<br />
Ma ogni qual volta 'Uthmàn respingeva la gente che veniva con le accuse,<br />
egli le respingeva prendendo le parti del governatore, calmando gli animi<br />
degli accusatori, e tranquillizzandoli egli diceva: < 'Amr ha la mia fiducia >.<br />
Ma gli accusatori tornavano sempre alla carica con altri pretesti. Tutti volevano<br />
'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh. Allora il Califfo 'Uthmàn disse a loro :<br />
« Noi deporremo 'Amr b. al-'As per quel tanto che voi affermate esser egli<br />
« danneggiatore : per le faccende militari vogliamo però continuare a man-<br />
« tenere 'Amr nel suo posto. Porremo invece come capo (dell'amministra-<br />
« zione, fatta eccezione per gli affari militari) colui che voi chiedete ». In<br />
questo modo 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh divenne amministratore del kharàg<br />
dell'Egitto, mentre 'Amr b. al-'As rimase a dirigere la preghiera (e le<br />
milizie. Appena fatto questo, Sawdàn b. Humràn e Kinànah b. Bisr ed i loro<br />
simili si adoperarono a suscitare inimicizia tra i due uomini, finché questi si<br />
adirarono l'uno contro l'altro, e l'uno si mise a scrivere contro l'altro (al Ca-<br />
liffo) in conformità dei rapporti che ricevevano. Cosi 'Abdallah b. Sa'd scrisse:<br />
< Il mio kharàg non ha alcuna sicurezza, finché 'Amr dirige la preghiera ».<br />
Allora essi si ribellarono (kh ara gii) e diedero ragione ad 'Abdallah b. Sa'd<br />
e chiesero la deposizione di 'Amr b. al-'As, e la sua surrogazione con 'Abdallah.<br />
Il Califfo 'Uthmàn scrisse ad 'Amr : « Non può arrecarti verun<br />
« bene di trovarti in compagnia con un uomo che non ti vuole ». Allora<br />
'Amr b. al-'As andò (a Madìnah) presso il Califfo 'Uthmàn, il quale cedette<br />
il governo dell' Egitto ad 'Abdallah b. Sa'd, che diresse la preghiera ed il<br />
kh a r à g . 'Amr<br />
venne presso il Califfo 'Uthmàn, il quale gli disse : « abii<br />
« 'Abdallah, che cosa ti é accaduto? Io ti ritengo in errore ». 'Amr rispose:<br />
« Principe dei Credenti, lasciami in pace : io non so da che parte sono stato<br />
« aggredito. Io non ho cercato di gettare sospetti sul conto di 'Abdallah<br />
< b. Sa'd ed ho trattato la gente dell' Egitto come avrebbe fatto una madre<br />
< (con i figli) » (Kitàb al-Tamhid, MS. Cairo, pagg. 74-75) [H.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 163,v.-164,r.<br />
Nota 1. — La tradizione di carattere tendenzioso, è cronologicamente anche molto scorretta, perchè<br />
ritarderebbe la nomina di 'Abdallah b. Sa'd alla fine del caliifato di 'Uthmàn : mira altresì ad attri-<br />
buire ai cospiratori contro 'Uthmàn il conflitto tra 'Amr b. al-'Às ed 'Abdallah b, Sa'd. Anche questo<br />
dev'essere un errore, perchè la deposizione di 'Amr b. al-*Às avvenne prima che si accendesse la grand©<br />
m
33. a. H.<br />
ff 37-39.<br />
agitazione contro il Califfo TTthmàn. — È poi molto singolare che appunto questi Mguaci di ibn «l-8«wdà.<br />
abbiano a perorare la causa di 'Abdallah b. Sa'd b. ahi Sarh che rappresentava la tribù dei Qurayi.<br />
§ 38. — (abu Hàrithah, da abu 'Utàmàn). Allorché ibn al-SawdA*<br />
venne in Egitto, andò a cercare la gente e li invitò a segreti conve-<br />
gni, e quando era solo con essi, egli propose loro di accettare la (sua)<br />
eresia, ma la gente la respinse. Allora propose ad essi la ribellione poli-<br />
tica ed in ciò convennero con lui. Egli incominciò ad eccitare la gente<br />
contro *Amr b. al-'As e disse: «Che* cosa vuol avere quest'uomo? Egli<br />
« ha tra voi il maggiore stipendio ed il maggiore reddito: noi non vogliamo<br />
« metter su un qurasita il quale ci tenga in ordine ». In queste idee essi<br />
convennero, ma osservarono : < Come possiamo noi fare una cosa simile con<br />
« 'Amr, il quale è pure l'uomo degli Arabi?». Ed ibn al-Sawdà* rispose:<br />
« Chiedete la sua destituzione, ed allora la nostra amministrazione sarà<br />
« messa in altre mani, e se noi mostriamo di agire secondo la volontà di<br />
« Dio, nessuno potrà negarci (quanto chiediamo) ». Allora essi chiesero la<br />
deposizione di 'Amr b. al-*As e la nomina al posto suo di 'Abdallah b. Sa'd.<br />
Il Califfo diede 'Abdallah b. Sa'd come socio ad 'Amr b. al-'As, affidan-<br />
dogli il kharàg e lasciando ad 'Amr l'amministrazione militare, senza<br />
perciò deporlo. In seguito le faccende tra i due uomini furono turbate da<br />
quei mestatori che s' intromisero, finché ognuno dei due scrisse al Califfo<br />
quanto era venuto a sapere sul conto dell'altro. Allora quella gente chiese<br />
la deposizione di 'Amr e la sostituzione con 'Abdallah: il Califfo depose<br />
Amr. Allorché questi venne da 'Uthmàn, il Califfo gli disse : « Che cosa n'é<br />
«di te?». Ed 'Amr rispose: «0 Principe dei Credenti, dacché io sono<br />
« stato messo su di loro, non mi era più possibile condurre a termine alcuna<br />
« faccenda od alcuna decisione, fin dal momento in cui essi non mi vole-<br />
re vano più. Io non so da qual parte sono stato aggredito ». Allora parlò<br />
il Califfo e disse : « Ma io so che cosa é. Una faccenda si é avvicinata, e<br />
« precisamente quella che io temevo. Da me son venute persone di una<br />
« schiera, dinanzi alla quale 'Amr ha dovuto cedere (?) e che egli non<br />
« ha potuto superare. Ma quello che accadrà, deve accadere. Quando io li<br />
< tratto con superbia, vengono a me con menzogne e prove: se io li rimando<br />
« indietro, allora non offendono alcuno che li privi di qualche cosa (??), e<br />
« le loro- prove non reggono. Per Dio, io voglio trattarli con pazienza e li<br />
«seguirò fino a tanto che non avranno agito contro la volontà di Dio»<br />
(Kitàb al-Tamhid, MS. Cairo, pag. 76) [H.].<br />
§ 39. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da •Ati>yah, da Yazid al-Faqasi).<br />
Dopo tre anni che 'Abdallah b. 'Amir era al governo di al-Basrah, gli giunse<br />
notizia esservi Ifra gli 'Abd Qays un uomo che abitava presso Hukaym b.<br />
6&<br />
33. m. H.<br />
AL-'I RAQ-AL<br />
BASRAH-EGi:<br />
TO.- Malconten-<br />
to In al-Batrah<br />
•d in Egitto. Congiura<br />
di Abdal.<br />
lah b. SabA-.l
33. a. H.<br />
[AL-'I RAQ-AL-<br />
BASRAH-EGIT-<br />
TO.- Malcontento<br />
in al-Basrah<br />
ed in Egitto. Con-<br />
giura di 'Abdal-<br />
iah b. Saba'.]<br />
39, 40. 33. a. H.<br />
Grabalah. Hukaym b. Gabalah era un ladrone : quando<br />
ritornavano gli eser-<br />
citi [dopo le conquiste], rimaneva nel paese conquistato ; egli agiva (special-<br />
mente) nel Fàris facendo incursione sui Dzimmi, strapazzandoli e rovinando<br />
il paese. Così prendeva quel che voleva, poi faceva ritorno (in al-Basrab). i<br />
Dzimmi e i Musulmani si lamentarono di lui con 'Uthmàn, il quale scrisse a<br />
ibn 'Àmir: « Imprigiona lui e chi è come lui, e che essi non escano da al-<br />
< Basrah finché voi non vi accorgiate che la loro condotta è buona » . Così<br />
ibn 'Àmir imprigionò Hukaym, il quale non poteva uscire da al-Basrah.<br />
Quando dunque venne ibn al-Sawdà-, discese presso Hukaym : e intorno a lui<br />
si radunarono alcuni, ai quali egli propose questioni senza spiegarle. Essi ac-<br />
cettarono le sue idee e lo tennero in gran conto, ibn 'Amir mandò a lui a<br />
chiedergli chi fosse : ed egli rispose di essere uno della Gente del Libro deside-<br />
roso di passare all'Islam e di avere la protezione di ibn 'Àmir. ibn 'Amir rispose<br />
: « Non di questo io sono informato : va via da me ! > . Egli partì e<br />
giunse ad al-Kùfah, donde fu espulso : si stabilì allora in Egitto, ed entrò<br />
in corrispondenza con loro [cioè col popolo dell' 'Iraq] ; e molti uomini<br />
[messi] andavano e venivano fra loro (T abari, I, 2922 lin. 1-2923, lin. 1)<br />
[M. G.].<br />
V<br />
§ 40. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da Muhammad e Talhah). Hum-<br />
ràn b. Abàn sposò una donna prima che essa avesse compiuta la '<br />
i d d a h<br />
(cfr. Qur-àn, IT, 234; LXV, 4). 'Uthmàn lo volle punire e li separò,<br />
ed esiliò lui in al-Basrah. Egli frequentò ibn 'Amir. Un giorno si scam-<br />
biarono l'idea [i compagni di ibn 'Amir] di uscire a cavallo e passare per<br />
la casa di 'Amir b. 'Abd Qays, che viveva ritirato dal mondo. Disse<br />
Humràn: «Vi precederò e l'avvertirò ». Poi uscì ed entrò presso 'Amir b.<br />
'Abd Qays, il quale leggeva il Qur-àn. Egli disse : « Il governatore vuol<br />
« passare da te, e mi è piaciuto avvertirtene » . 'Amir non interruppe neanche<br />
la lettura, né gli si fece incontro. Allora Humràn se ne andò via, e quando<br />
fu sulla porta s' incontrò con 'Abdallah b. 'Amir. Disse Humràn : ^< Vengo a te<br />
« da un uomo che non crede superiore a lui neanche la famiglia di Abramo! ».<br />
ibn 'Amir chiese licenza di entrare, ed entrato sedè presso 'Amir b. Qays.<br />
Questi chiuse allora il Corano, e conversò con lui per un poco. Gli disse<br />
ibn 'Amir : « Dunque, non vieni a trovarci ? » . Rispose : « Sa'd b. abi -1-<br />
« 'Arqà ama gli onori! [non io!] ». Disse ibn 'Amir: « Non vuoi che ti dia<br />
« un governo ? > . Rispose : < Husayn b. abì-1-Hurr ama il governo [non io !] »<br />
Riprese ibn 'Amir: « Non vuoi che ti dia moglie? >. Rispose: « A Rabi'ah<br />
« b. 'Isl piacciono le donne ! » . Soggiunse ibn 'Amir : < Costui [Humràn] pre-<br />
« tende che tu non riconosca superiorità su di te neanche alla famiglia<br />
< di Abramo » . Allora egli aprì il Corano e il primo passo che gli capitò, e<br />
54.<br />
.
33. a. H.<br />
H 40, 41.<br />
da cui cominciò a leggere, fu: « Iddio scelse Adamo e ìsoè e la liiiiii-lia .ji<br />
« Abramo e la famiglia di 'Imràn sopra il mondo » (Qur-ftn, III, 50 1 ri.<br />
Quando Humràn potè ritornare [a Madinah], si pose a investigare su questa<br />
condotta di 'Amir e si adoperò contro di lui [presso 'Uthmàn]. Alcuni resero<br />
testimonianza [per i fatti esposti] da Humràn, onde 'Uthmàn mandò<br />
via 'Amir. Quando però seppero la sua storia, gli permisero di ritomarct,<br />
ma egli non volle e rimase in Siria (Tabari, 1,29213, lin. 1-2924, lin. 3)<br />
[M. G.).<br />
Nota 1. — Da una allusione oscura al versetto del Quràn (III, 90), nel quale si affenn» che i<br />
discendenti di Adamo, di Noè e di Abramo hanno presso Dio la precedenBa su tutti gli altri nomini<br />
parrebbe si voglia insinuare che 'Amir b. 'Abd Qays fosse un segreto fautore dei diritti di 'Ali al<br />
potere supremo, e considerasse il Califfo come un usurpatore (cfr. Tabari, I, 2948, ult. lin. e aegg.).<br />
In quel tèmpo però si ignorava ancora la tesi tradizionistica, divenuta poi dogma di fede, che Maometto<br />
fosse un discendente di Abramo e perciò appartenente ad una famiglia eletta da Dio. L'allasione è quindi<br />
un anacronismo. Nel mondo musulmano non esisteva ancora un partito alida, perchè esao nacque sol-<br />
tanto dalle burrascose vicende che avremo a narrare nelle seguenti annate.<br />
§ 41. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da Muhammad e Talhah).<br />
'Uthmàn relegò Humràn perchè aveva sposato una donna mentre era an-<br />
cora nella 'iddah: egli li separò, fece battere Humràn e lo mandò ad<br />
al-Basrah. Quando passò quanto tempo Dio volle e 'Uthmàn seppe di lui<br />
quello che era di sua soddisfazione, gli permise di tornare. Egli tornò<br />
presso di lui a Madinah e vennero con lui alcuni che si adoperarono contro<br />
Amir b. 'Abd Qays, propalando com'egli non credesse opportuno il matri-<br />
monio, che non mangiava carne e che non assisteva alla riunione del ve-<br />
nerdì. 'Amir viveva ritirato e tutta la sua vita era nascosta. 'Uthmàn<br />
scrisse ad 'Abdallah b. Amir che lo mandasse a Mu'àwiyah. Quando 'Amir<br />
fu giunto presso Mu'àvv^iyah, questi andò e lo trovò che aveva presso di<br />
lui una zuppa, di cui mangiò una quantità straordinaria. Mu'àwiyali \ ide<br />
subito che 'Amir era calunniato, e gli disse : « tu, non mangi carne :<br />
« ma ora ti ho veduto e ho compreso che tu sei stato calunniato; ma tu<br />
« non credi opportuno il matrimonio e non assisti alla riunione del ve-<br />
« nerdì ! ». Rispose 'Amir: «Quanto al venerdì, io vi assisto in fondo alla<br />
« moschea e me ne vado via fra i primi: quanto al matrimonio, sono par-<br />
« tito che ero fidanzato : quanto alla carne, mi hai visto : ma<br />
io non ho<br />
« mangiato più le vittime dei macellai da quando ho veduto un macellaio<br />
« che trascinava una pecora al macello, mettere il coltello sul punto ove si<br />
« scanna, e non cessava [intanto] di gridare : —<br />
Si vende, si vende I —<br />
«finché la pecora stramazzò morta >. Disse Mu'àwiyah: «Ritorna pure».<br />
Rispose :<br />
« Npn ritomo in un paese ove il popolo si è reso lecito di farmi<br />
« quel che ha fatto. Io rimarrò in questo paese che Dio ha scelto per me ».<br />
Egli stava nei Sa w ah il. Si recava da Mu'àwiyah, e questi spesso gli<br />
66.<br />
33. a. H.<br />
AL- I RAQ-AL<br />
BASRAH-EGIT-<br />
TO. • Malcont«f»<<br />
to tn al-Basrali<br />
•d in Egitto. Coa<br />
gfurm di Abdal-<br />
lah b. 8«bà-.l
33. a. H.<br />
AL-'I RÀQ-AL-<br />
BASRAH-EGIT-<br />
TO.- Malcontento<br />
in al-Basrah<br />
ed in Egitto. Congiura<br />
di 'Abdallah<br />
b. Sabà\]<br />
41, 42. 33. a. H.<br />
chiedeva se avesse bisogno di nulla. Ma egli rispondeva: « Nulla mi serve ».<br />
Quando poi glielo ebbe ripetuto tanto, egli disse : « Dammi un poco del<br />
« caldo di al-Basrah, perchè forse il digiunare (colà) mi sarà un po' grave :<br />
« mentre nel vostro paese non mi è di alcun peso » (^) (T a b a r i , I, 2924,<br />
lin. 4-2925, lin. 7) [M. G.].<br />
Nota 1. — Si tenga presente come la versione sayfiana « more solito » renda tutto innocuo, e si<br />
confronti il contenuto di questa tradizione con l'altra seguente al § 42, in cui 'Amir b. 'Abd Qays<br />
insulta il Calififb 'Uthuiàn.<br />
§ 42. — (éra'far b. 'Abdallah al-Muhammadi, da 'Amr b. Hammàd b.<br />
Talhah e 'Ali b. Husayn b. Isa, da Husayn b. 'Isa, da suo padre, da Harùn<br />
b. Sa'd, da al-' Ala* b. 'Abdallah b. Zayd al-'Anbari). Alcuni musulmani (in<br />
al-Basrah) si radunarono e ragionarono sulla condotta di 'Uthmàn e il suo<br />
operato ;<br />
essi convennero nell' inviare ad 'Uthmàn uno di loro che gli parlasse<br />
e gli mostrasse le riprovevoli novità da lui introdotte. Mandarono 'Amir b.<br />
'Abdallah al-Tamimi al-'Anbari, quello che è chiamato 'Amir b. 'Abd Qays.<br />
Questi, venuto da 'Uthmàn ed entrato presso di lui, gli disse : « Alcuni<br />
« musulmani si sono radunati e hanno ragionato sulla tua condotta : e han<br />
« trovato che molte cose gravi hai commesso. Temi ordunque Iddio altis-<br />
« simo e pentiti, e astienti da quelle opere ». Gli rispose 'Uthmàn :<br />
« Guarda<br />
«costui! Dicono che sia un qàri-, e poi viene a me per dirmi queste<br />
«sciocchezze! Per Dio, egli non sa dove è Dio!». Disse 'Amir: « Io non<br />
« so dove è Dio?! ». Rispose: « Sì, non sai dove è Dio ». Soggiunse 'Amir:<br />
« Al contrario, io so che Dio è in agguato (bi-1-mirsàd: Qur'àn,<br />
« LXXXIX, 13) contro di te! ».<br />
'Uthmàn m-andò a chiamare (^) allora Mu'àwiyah b. abi Sufyàn, 'Abd-<br />
allah b. Sa'd b. abi Sarh, Sa'id b. al-'As, 'Amr b. al-'As b. Wà-il al-Sahmi e<br />
'Abdallah b. 'Amir ; quindi li riunì, per tener con essi consiglio circa il suo<br />
affare, e le richieste che gli erano state fatte, e circa quello che aveva<br />
saputo di quei Musulmani ; e disse loro : « Ognuno ha i suoi ministri e<br />
« consiglieri : voi siete i miei ministri e consiglieri e le persone di mia<br />
« fiducia. Or ecco il popolo ha fatto quel che sapete, e mi ha richiesto<br />
« che io deponga i miei governatori e che mi astenga da quello che ad<br />
« essi non piace per far quello che essi vogliono. Orsù, esprimete il vostro<br />
«parere e datemi consiglio». Parlò 'Abdallah b. 'Amir: «Il mio parere,<br />
« o Principe dei Credenti, è che tu ordini loro una guerra santa, che li<br />
« distrarrà da te ; e che tu li riunisca per scorrerie, affinchè ti si sotto-<br />
« mettano, e a loro non sia altra cura che la loro vita, o il deretano delle<br />
« bestie e i pidocchi della capigliatura ». Quindi 'Uthmàn si fece innanzi<br />
a Sa'id b. al-'As e, lo richiese del suo parere. Rispose : « O Principe dei<br />
56.
33. a. H.<br />
« Credenti, se vuoi il mio parere, distruggi la malattia, o ta
33. a. H.<br />
AL-'I RÀQ-AL-<br />
BASRAH- EGIT-<br />
TO. -Malcontento<br />
in al-Basrah<br />
ed in Egitto .Con-<br />
giura di 'Abdal-<br />
lah b. Sabà'.l<br />
43, 44. 33. a. H.<br />
Nuwayri, MS. Leid., I, fol. lll,v.-113,r. ;<br />
Sahrastàni, ed. Cureton, 132-133;<br />
Sahrastàni, vers. Haarbrucker, I, 202;<br />
Tabari Zotenberg, Iti, 688-590;<br />
al-Tamhìd, MS. Cairo, pag. 74-75;<br />
Vloten Recherches, 40-41 ;<br />
Weil Chalif., I, 173-176;<br />
Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 120-125.<br />
SIRIA-CIPRO. — Spedizione di Cipro. {Cfr. 28. a. IL, §§ 11 e segg.,<br />
32. a. H., § 69, 34 a. H., § 40).<br />
§ 44. — Le notizie date qui appresso sulla pretesa spedizione di Cipro<br />
dell'anno 33. H., sono più o meno la ripetizione di quelle che abbiamo<br />
già riportate sotto l'anno 28. H. — Sarebbe però imprudente arguire che si<br />
tratti sempre di una sola spedizione, per la quale si abbiano due date<br />
diverse. Vi fu forse più d'una spedizione per mare da parte degli Arabi<br />
dopo la quella di Cipro nell'anno 28. H., e nulla vieta il supporre che<br />
nell'anno 33. H. gli x4rabi siano ritornati a strappare nuove facili vittorie<br />
ed a carpire nuovo bottino dall' indifesa isola così vicina alle coste sirie.<br />
I cronisti hanno confuso cronologicamente i due fatti d'armi e hanno ri-<br />
petuto, non avendo notizie precise, per la seconda spedizione, gii eventi<br />
propri soltanto della prima.<br />
Può essere che nella secónda spedizione Mu'àwiyah abbia fondata la<br />
colonia militare, di "cui si fa cenno nel § 46 sulla buona autorità di al-<br />
Wàqidi.<br />
Dobbiamo ^poi aggiungere che la predetta interpretazione dei fatti<br />
riguardanti la spedizione di Cipro, corrisponde al quadro generale degli<br />
eventi. Rammentiamo cioè che circa l'anno 28. H. gli Arabi iniziarono le<br />
loro prodezze per mare, cominciando con la visita predatoria all'isola di<br />
Cipro. E probabile che i primi felici successi li incoraggiassero a ripetere<br />
simili scorrerie (cfr. § 4S), e che quindi navi e flotte musulmane incomin-<br />
ciassero a molestare molto gravemente il commercio bizantino ed a met-<br />
tere in pericolo il dominio dei mari, che sinora aveva goduto l' imperatore<br />
di Costantinopoli. Una seconda spedizione può essere stata un altro epi-<br />
sodio del crescente ardire degli Arabi nel mare: comprendiamo quindi<br />
— come logica conseguenza — il disperato tentativo fatto, con tutte le<br />
sue forze, dall'imperatore Costantino l'anno seguente, nel 34. H. (cfr. 34.<br />
a. H., §§ 18 e segg.), per riprendere in un grande conflitto navale il do-<br />
minio dei mari.<br />
58.
33. a. H,<br />
H4fi48.<br />
§ 45. — (Ahmad b. Thàbit al-Ràzi, da un tale, da Ishftq b. 'Isa, da<br />
abu Ma'sar). In questo anno (33. H.) si ebbe la spedizione di Cipro (Qubrus)<br />
(T a bari, T, 2907, 2926).<br />
§ 46. — abu Masar pone in questo anno (33. H.) la spedizione di<br />
Cipro, ma altre fonti la mettono lull'anno 27. H. o nel 28. H. (T abari,<br />
1, 2820).<br />
Cfr. Athir, III, 107.<br />
§ 47. — (al-Wàqidi?j. Quando, •<br />
nell'anno 32. H., venne una fiotta<br />
greca a molestare la costa siria, i Ciprioti aiutarono i Greci con vane<br />
navi: per questa ragione nell'anno 33. H. Muàwiyah allestì una spedi-<br />
zione di 500 navi, e sbarcato sull' isola di Cipro, ne fece la conquista con<br />
la forza ('anwat*"), uccidendo molta gente e facendo numerosi prigio-<br />
nieri. Quindi riconfermò con essi il trattato e stabili nell'isola ben 12,000 co-<br />
loni musulmani iscritti nei registri delle paghe (ahi al-diwàn), e vi<br />
fece costruire una moschea. Vi trasportò anche una parte della popolazione<br />
di Ba labakk, e costruì una città per essi. Detta colonia rimase in Cipro fino<br />
ai tempi del Califfo Yazid b. Mu àwiyah, quando questi musulmani vollero<br />
andarsene e la città da loro fondata cadde in rovina (Balàdzuri, 163).<br />
Cfi-. Athir, III, 107.<br />
§ 48. — (ibn Sa'd, da al-Wàqidij. Il trattato di Mu'àwiyah con i Ci-<br />
prioti durò in vigore fino ai tempi di 'Abd al-malik [f 86. a. H.], il quale im-<br />
pose agli isolani (nel tributo) un aumento di mille dinar. Le cose rimasero<br />
in questo stato fino al califfato di 'Umar b. 'Abd al-aziz [f 101. a. H.], il quale<br />
tolse l'aumento e ridusse il tributo alla cifra primitiva. Regnante però il<br />
Califfo Hisàm b. 'Abd al-malik [f 125. a. H.], furono imposti novamente mille<br />
dinar in più, e così aumentato il tributo rimase invariato fino al califfato<br />
di abù Gra'far al-Mansùr [136.-158. a. H.]; il quale, non volendo conservare<br />
un'ingiustizia messa dalla caduta dinastia umayyade, ordinò di ripristinare<br />
la cifra primitiva del trattato di Mu'àwiyah (Balàdzuri, 164-156).<br />
§ 49. — (Hisàm b. 'Ammàr al-Dimasqi, da al-Walid b. Muslim, da<br />
8afwàn b. 'Amr). Mu'àwiyah b. abi Sufyàn diresse in persona la spedizione<br />
di Cipro, accompagnato dalla moglie, ed ottenne una grande vittoria con<br />
molto bottino. In appresso i Musulmani non cessarono dal razziare V isola,<br />
sinché alfine Mu'àwiyah, nel tempo del suo califfato (fi ayyàmihi,<br />
perciò dopo il 40. H.?), concluse con loro un trattato durevole, con il<br />
quale i Ciprioti si obbligavano al pagamento annuale di 7000 dinar, a<br />
dare informazione ai Musulmani sulle mosse dei Greci, o qualche cosa di<br />
simile (aw nahwahu) ((Balàdzuri, 164).<br />
Cfi-. Dzahabi Paris, I, fol. 161, v., che cita l'autorità di ibn Ish&q.<br />
69.<br />
33. a. H.<br />
(SIRIA^IPRO.<br />
Sp«dliion« d<br />
Cipro.}
§§ 50-54. 33. a. H.<br />
33. a. H. Q 50. — Sulla spedizione di Cipro cfr. anche :<br />
[SIRIA-CIPRO. -<br />
^ 1 XTT ^rvrr ^^-<br />
Spedizione di Athir, III, 107, Ilo;<br />
Cipro.] Dahlàn Futùhàt, I, 106;<br />
Mahàsin, I, 96, lin. 6-7;<br />
Mùller Islam, I, 261;<br />
Rampoldi <strong>Annali</strong>, II, 162.<br />
Cfr. 35. a. H., § 7.<br />
SIRIA-ASIA MINORE. — Spedizione di Hisn al-Mar-ah.<br />
§ 51^ — (al-Wàqidi). In questo anno (33. H.) Mu'àwiyah b. abi Sufyàn<br />
(governatore della Siria) fece una spedizione contro Hisn al-Mar-ah nel-<br />
l'Ard al-Rùm (Asia Minore) nei pressi di Malatyah (T ab ari, I, 2907).<br />
Cfr. anche Athir, III, 107;<br />
Dzahabi Paris, I, fol. 161,v.<br />
I 52. — Nell'anno 33. H. Mu'àwiyah b. abi Sufyàn conquistò la città<br />
greca di Ancira (Anqirah), ed entrò nel Marg al-Sahm (Baethgen<br />
Fragm., 112).<br />
Cfr. anche Athir, III, 107;<br />
Dahlàn Futùhàt, I, 105-106;<br />
EliaBarSinaya, 86;<br />
Hammer, JA., 1829, ser. II, voi. Ili, 241 (dove per errore è stam-<br />
pato Malta invece di Malatyah);<br />
Lebeau, XI, 354;<br />
Mahàsin, I, 101, lin. 20-21;<br />
Rampoldi <strong>Annali</strong>, II, 158-159.<br />
IMPERO BIZANTINO-MARE EGEO-COS.<br />
§ 53. — Gli Arabi, sotto abù-1-A'war, espugnarono l'isola di Cos [nel<br />
mare Egeo].<br />
Al ritorno depredarono l'isola di Creta (Michel Syrien, II, 442<br />
[nel 965 dei Greci]).<br />
IMPERO BIZANTINO-SIRIA.<br />
§ 54. — L'anno decimo del califfato [di 'Uthmàn] fu fatto patriarca<br />
di Antiochia Makàryiis (Macario), ch'era mar uni (= monotelico). Fu con-<br />
sacrato a Costantinopoli, e rimase qui otto anni senza entrare in sede. Mori<br />
e fu sepolto in Costantinopoli (Eutychius, ed. Cheikho, 11,28, lin. 1-3).<br />
Secondo VArt de vérifìer les dates, ecc., IV, 20, il patriarca Macario<br />
fu consacrato dopo la morte del patriarca Giorgio I in Costantinopoli, ma<br />
60.
33. a. H.<br />
poi fu deposto rs marzo 681 (= 11 (iuniàda II 61. H.) nell'ottava .seduta 33. a. h.<br />
del IV Concilio generale, perchè molto attaccato al dogma monoteletico '' xrJ/T^if.'f^'*'<br />
e autore di talsi negli atti del V Concilio Ecumenico. Mandato a Roma,<br />
morì in un monastero, dove papa Leone II lo fece imprigionare.<br />
Le Quien, Oriens Chrìst., Il, 742, riproduce la notizia data da Kmx-<br />
chius e ne mette in rilievo gli errori cronologici.<br />
ARABIA. — Incidenti di politica interna: corruzione, decadenza dei<br />
costumi e ostilità di Compagni del Profeta.<br />
§ 55. — (Sayf, da Umàrah b. al-Qa'qà', da al-Hasan al-Basrij. 'limar<br />
b. al-Khattàb aveva proibito ai capi dei Qurays tra gli al-Muliàginìn di<br />
recarsi nelle provincie fuori d'Arabia, tranne che (M)1 suo permesso e per un<br />
tempo determinato. (I nemici di 'Uthmàn) si lagnarono (che egli non ta-<br />
(;esse altrettanto): ciò fu risaputo da 'Uthmàn, che s'alzò e disse: « Non<br />
« ho io seguito r Islam col passo d'un camelo che da principio è piccolino,<br />
« poi invecchia a poco a poco, finché si fa decrepito? Si vedono forse nel<br />
«decrepito soltanto i difetti? che tòrse l'Isiàm è decrepito? O forse i<br />
« Qurays vogliono prendersi i beni di Dio (mài Allah) come sussidio<br />
«(ma'unàt) ad esclusione de' suoi servi? ibn al-Khattàb è vivo? n(»! in<br />
* sto al di qua del passo di Si'b al-Harrah ; posso prendere i Qurays pel<br />
« collo e per la cintura e farli rotolare nel fuoco » (T a bari. \. 'M^IT). jin. 1 .')-<br />
.'i026, lin. 3).<br />
La prima parte della tradizione conferma quanto abbiamo detto tante<br />
volte nei volumi precedenti, che il Califfo 'Umar per misui*a d'ordine in-<br />
terno costringesse i Compagni makkani a rimanere presso di lui a Ma-<br />
dìnah. — La seconda parte, se ho bene inteso il significato delle parole,<br />
parrebbe indicare che 'Uthmàn non facesse la stessa cosa, permettesse,<br />
cioè, ai Qurays di andare dove volevano, e che si dichiarasse potente<br />
abbastanza da tenerli a freno e punirli nel caso che mancassero ai loro<br />
doveri.<br />
Ritorna sempre il concetto che i Qurays facevano da padroni n. Il" im-<br />
pero arabo e lo consideravano come un loro patrimonio privato.<br />
§ 56. — (Sayf, da Muhammad e Talhah). Quando venne al potere 'Uthmàn,<br />
egli non s'impose ai Qurays come si era imposto 'Umar, ma permise<br />
33. a. H.<br />
[ARABIA. - Inci-<br />
denti di politica<br />
interna: corru-<br />
zione,decaden- za dei costumi e<br />
ostilità di Com-<br />
pagni del Pro-<br />
feta.]<br />
§§ 56-58. 33. a. H.<br />
« sciamo, e ci siamo avvicinati a loro per famigliarità e per amicizia (e<br />
« quindi abbiamo tutto da guadagnare da loro) >. Questa fu la prima de-<br />
bolezza che s'infiltrò nell'Islam, e la prima corruzione (fitnah) penetrata<br />
nel popolo non fu che questo (^) (T a bari, I, 3026, lin. 4-11).<br />
Nota 1. — La notizia è singolare e sembra a prima vista incomprensibile che i Compagni del<br />
Profeta, i depositari della vera dottrina, potessero costituire un pericolo per l'impero da essi fondato.<br />
La tradizione di Sayf nella sua forma incompleta contiene però un fatto vero.<br />
La successione al potere supremo era la questione più spinosa e difficile per la nuova comunità.<br />
Sinché gli aventi maggiori diritti alla successione erano raccolti in Madinah, avevano un campo ristretto<br />
d'intrighi e si potevano reciprocamente neutralizzare nell'opera dissolvitrice alla quale la brama del<br />
potere li sospingeva. Lasciandoli liberi per tutto l' impero, sorgeva il pericolo che ognuno si creasse una<br />
base di amicizie e di clientele in una provincia, e cosi fomentasse pericolosi movimenti separatisti.<br />
Il particolarismo arabo, nonostante l'opera unificatrice <strong>dell'Islam</strong> e delle grandi conquiste, era ancora<br />
dominante nella coscienza degli Arabi, ai quali mancava il concetto dell'unità' nazionale. In questi ultimi<br />
anni di 'Uthmàn le tendenze separatiste si andarono intensificando.<br />
Tra al-Kvifah ed al-Basrah non correva buon sangue, onde fu facile ad 'Ali, nell'anno 36. H., sospingere<br />
i Kufani alla sanguinosa battaglia del Camelo.<br />
Vedremo poi fra breve come al-Kùfah da una parte e l' Egitto dall'altra diventassero, anche prima<br />
della morte di 'Uthmàn, praticamente indipendenti, sotto la direzione appunto di Compagni del Profeta<br />
In Egitto Mah. b. ahi Hudzayfah, in al-Kiifah abu Musa al-As'ari: la Siria oramai sotto Mu'àwiyah<br />
costituiva un regno a se abbastanza potente da poter sfidare in grande battaglia campale tutte le<br />
forze riunite del Califfo 'Ali.<br />
Naturalmente Sajf b. 'Umar intende principalmente i Qurays e gli uomini della stirpe Umayyah<br />
meno domati dall'Isiàm, perchè, secondo lui, i grandi Compagni erano perfetti e puri da ogni colpa.<br />
E chiaro invece dagli eventi che le preoccupazioni del Califfo convergevano piuttosto su questi ultimi,<br />
che per il loro prestigio personale potevano riuscire pericolosi all'unità dello Stato, se si lasciavano<br />
adescare dalle attrattive dell'ambizione e del potere. Di questi soltanto si diede pensiero 'Umar; Sayf<br />
b. 'Umar svisa i fatti riferendosi — specialmente nel paragrafo seguente — a tutti i Compagni.<br />
§ 57. — (Sayf b. 'Umar, da 'Amr, da al-Sa'bi). Quando 'Umar morì<br />
era venuto a noia ai Qurays, perchè egli li aveva rinchiusi in al-Madinah,<br />
impedendo loro d'uscirne e diceva : « Il pericolo più grave eh' io temo per<br />
€ i Musulmani, è che voi vi spargiate per le regioni ». Se uno dei Muhàgir,<br />
tra quelli che erano chiusi in al-Madinah, gli chiedeva di prendere parte<br />
ad una spedizione (egli non faceva altrettanto con gli altri Makkani),<br />
rispondeva : « Tu hai avuto il tuo premio dalla spedizione che hai fatta<br />
« con r Inviato di Dio, e ciò è preferibile a quello che ti verrebbe da questa<br />
< spedizione d'oggi ; tu non hai da vedere il mondo e il mondo non ha da<br />
« vederti ». Quando invece sali al governo 'Uthmàn li lasciò liberi, sì che<br />
si sparsero per le regioni e si affezionò loro la gente, ed 'Uthmàn riuscì<br />
loro più gradito di 'Umar (T abari, I, 3026, lin. 11-19).<br />
Cfr. Athìr, III, 145.<br />
§ 58. — (Sayf b. 'Umar, da Mubassir b. al-Fudayl, da Sàlim b. 'Abdallah).<br />
Quando 'Uthmàn fu al governo guidò il pellegrinaggio tutti gli anni(air in-<br />
fuori dell'ultimo), menando seco le mogli dell' Inviato di Dio come faceva<br />
'Umar: 'Abd al-rahmàn b. 'Awf pigliava il posto di lui (di chi? di 'Umar?<br />
quale guida delle mogli del Profeta?) ; e ('Uthmàn) mise nel posto proprio<br />
62(
33. a. H. M 8641.<br />
Sa'ìd b. Zayd, l'uno dietro, l'altro davanti la comitiva, e la gente era sicura.<br />
Or scrisse alla gente nei campi militari delle provincie (amsftr), che ad<br />
ogni pellegrinaggio venissero i luogotenenti e quelli che avevano da spor-<br />
gere lagnanze contro di loro: e scrisse anche alle popolazioni delle Pro-<br />
vincie di attenersi alla legge, perchè egli era protettore del debole of)-<br />
presso contro il potente, ecc. E cosi fu sino a che alcune genti imparen-<br />
tate con lui si servirono di lui per crear dissenzioni nel popolo (T a bari,<br />
I, 3026, lin. 19-3027, lin. 8).<br />
Cfr. Athir, III, 146.<br />
§ 59. — (Sayf b. 'Umar, da Uthmàn b. Hakim b. 'Abbàd b. Hunayf,<br />
dal padre). La prima violazione della legge (munkar) che si ebbe in al-<br />
Madinah quando la passione del , mondo dilagò da per tutto e fini il potere<br />
(wus') della collettività, fu l'uso di trarre auguri dal volo delle colombe<br />
e dal getto delle gulàhiqàt (o palle d'argilla). 'Uthmàn deputò su queste<br />
c'ose per otto anni un uomo dei banu Layth, che tagliò (le ali alle colombe)<br />
e spezzò (le gulàhiqàt) (T a bari, I, 3027, lin. 14-18).<br />
Secondo ibn al-Athìr, gulàhiqàt = qaws al-bunduq cioè ar-<br />
chetto per lanciar le palle (Athir, III, 146).<br />
Nota 1. — Sayf vuole attribuire ad TJthmàn il tentativo lodevole di sopprimere molti usi paganii<br />
che erano ancora in voga.<br />
Sul termine gulàhiqàt e l'uso divinatorio con esse connesso, non troviamo alcun cenno nelle<br />
fonti né antiche né moderne. Manca del tutto in Freytag Einleitu ng 159-169, Jacob Vorisl. Bedninenl.,<br />
Wellhausen R. A. H.* Il Freytag Dict. accenna e il Lane illustra il significato della<br />
parola, di origine persiana (gulah o gullah «gomitolo di refe»). Nessun cenno troviamo del pari sai<br />
valore augurale delle colombe in opere lessicali (quali ibn Sidah)o zoologi co-aneddotiche, quali óàhiz<br />
Hayuwàn e Damiri, nei lunghi capitoli che esse dedicano al hamàm. [G].<br />
§ 60. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad b. 'Abdallah, da 'Amr b. Su'ayb).<br />
'Uthmàn fu il primo che impedisse di trarre auguri dal volo delle colombe<br />
(tayaràn al-hamàm) e dal lancio delle palle d'archetto (al-ramy<br />
'alà-1-gulàhiqàt): egli deputò un uomo apposta che vegliasse ali 'ese-<br />
cuzione del suo volere (Tabari, I, 3027, lin. 18-3028, lin. 3).<br />
§ 61. — (Sayf b. 'Umar, da Sahl b. Yiisuf, da al-Qàsim b. Muhammad,<br />
dal padre). Era penetrata e molto diffusa l'ubbriachezza (in Madinah).<br />
Uthmàn mandò allora alcune persone che andassero in giro con un ba-<br />
stone in cerca di ubbriachi per impedire che bevessero; ma poi il vizio<br />
prese più piede e passò i limiti. Lo riseppe 'Uthmàn e se ne lamentò col<br />
popolo (nàs). Rimasero d'accordo che i bevitori di nabidz fossero fru-<br />
stati; ne furono presi alcuni e fustigati (Tabari, I, 3028, lin. 3-9).<br />
Le grandi ed improvvise ricchezze generarono il lusso e sospinsero gli<br />
uomini a sfrenati godimenti ed a vita licenziosa. Se possiamo fidarci di<br />
Sayf in questi particolari, avremmo una conferma della nostra tesi che<br />
68.<br />
33. a. H.<br />
[ARABIA. . Ind.<br />
d*ntf di politica<br />
inttrna: corroziona.<br />
dacaden<br />
za dai costumi •<br />
ostiliU di Com-<br />
pagni dal Pro-<br />
fata.]
33. a. H.<br />
[ARABIA. - Inci-<br />
denti di politica<br />
interna: corruzione,decadenza<br />
dei costumi e<br />
ostilità di Com-<br />
pagni del Pro-<br />
feta.!<br />
§§ 61, B2. 33. a. H.<br />
'Uthmàii, cercando d'infrenare la corrente la quale travolgeva il mondo<br />
musulmano, si facesse nuovi ed accaniti nemici, come anche attesta il con-<br />
tenuto del paragrafo seguente.<br />
§ 62. — (Sayf b. 'limar, da Mubassir b. al-Fudayl, da Sàlim b. 'Ab-<br />
dallah). Quando avvennero queste novità in Madinah, ne uscirono alcuni<br />
recandosi nei < campi<br />
militari (al-amsàr) per far la guerra santa e acco-<br />
starsi ai Beduini ('Arab); alcuni andarono ad al-Basrah, altri ad al-Kùfali,<br />
altri in Siria; e corruppero interamente i figli degli al-Muhàgirun negli<br />
amsàr come era avvenuto per gli Abnà al-Madinah, ad eccezione di ciò<br />
che fu degli Abnà al-Sàm :<br />
poi tornarono insieme a Madinah ad eccezione<br />
di quelli ch'erano in Siria. 'Uthmàn fu informato di loro e pronunziò una<br />
khutbah: « voi di Madinah, voi siete la radice dell'Isiàm: si corrom-<br />
« pono gli uomini se voi siete corrotti, e sperano il bene se voi l'operate.<br />
« Per Dio, se io so di qualcuno di voi che ha commesso tali novità, lo<br />
« manderò in esilio. E che ? Ch' io non senta d'alcuno che si sia proposto<br />
€ un discorso (kalàm) e una ricerca (tal ab) oltre quanto hanno fatto<br />
« costoro. Chi è venuto prima di voi era mutilato senza misericordia, senza<br />
« che alcuno di loro potesse dir niente né contro né in favore (? versione<br />
« incerta) ». E bastava che 'Uthmàn cogliesse uno con un'arma palese o<br />
nascosta, fosse stato anche un bastone, che lo cacciava in esilio. I loro<br />
padri fecero chiasso per ciò, tanto che 'Uthmàn riseppe ch'essi dicevano :<br />
« Donde é venuto l'esilio se non dal fatto che il Profeta mandò in esilio<br />
« al-Hakam b. al-'As? ». Ed 'Uthmàn disse: « al-Hakam era un makkano.<br />
« il Profeta lo mandò da Makkah ad al-Tà"if, poi lo richiamò al suo paese<br />
« (Makkah) ; il Profeta l'esiliò per la sua colpa, lo richiamò perchè si era<br />
« pentito ; eppure dopo di lui il Califfo (abù Bakr) ha mandato alcuni in<br />
« esilio, e dopo il Califfo anche 'Umar ha mandato in esilio. Per Dio ! voglio<br />
«: accettare il loro pentimento e voglio esser generoso con loro ; si sono<br />
« addensate delle burrasche e non voglio che ricadano su di noi e su di<br />
« voi ; io sto attento e vo riguardoso : siate cosi anche voi e usate riguardo »<br />
(T a bari, I, 3028, lin. 9-3029, lin. 9).<br />
Si noti come 'Uthmàn parli di abù Bakr con il semplice nome di<br />
al-khalìfah (il successore per eccellenza) e non dia questo nome ad<br />
'Umar. Fu il titolo khalìfah (successore) soppresso da 'Umar, o portato<br />
dal solo abù Bakr?<br />
I particolari della tradizione ci fanno intendere quante difficoltà<br />
di politica interna tormentassero l'esistenza del vecchio e debole 'Uthmàn<br />
e quanti nemici egli si facesse, cercando soltanto di far rispettare<br />
la legge.<br />
64.
33. a. H. »«*«.<br />
§ 63. — (Sayf b. limar, da Abdallah b. Sa id b. Thàbit e Yahya<br />
b. Sa'ìd, da un tale che domandò a Sa'id b. al-Musayyab, perchè Muhammad<br />
b. abi Hudzayfah si fosse ribellato contro 'Uthmàn [in Egitto<br />
nell'anno 35. H.]). Muhammad ibn abi Hudzayfah era un orfano che visse<br />
nell'intimità e sotto la protezione di 'Uthmàn, che egli proteggeva e so-<br />
stentava gli orfani della sua famiglia, e domandò ad 'Uthmàn d'esser fatto<br />
governatore quando salì al califfato. Rispose : « Figlici mio, se tu fossi stato<br />
« facile a contentare e m'avessi chiesto una provincia, io te l'avrei data,<br />
« ma questo non è il caso tuo ». E l'altro: « Allora dammi licenza, ch'io<br />
« me ne andrò e mi cercherò da vivere ». — « Va' dove ti pare ». Gli diede<br />
i mezzi di partire e gli fece doni. Appena fu giunto in Egitto, fu tra quelli<br />
che si erano voltati contro 'Uthmàn, perchè gli aveva negato il governo<br />
di provinole (^).<br />
Alcuni dicono che ciò avvenisse con 'Ammàr b. Yàsir, il quale ebbe una<br />
questione con 'Abbàs b. 'Utbah b. abi Lahab, e 'Uthmàn li punì ambedue,<br />
e ciò produsse una ruggine tra la famiglia di 'Ammàr e quella di 'Utbah<br />
che è durata fino al giorno d'oggi (T abari, l, 3029,lin. 10-3030, Un. 1).<br />
Cfr. Athir, ni, 145-146.<br />
Nota 1. — Muh. b. abi Hudzayfah fu il capo del movimento separatista d'una parte considere-<br />
vole della guarnigione egiziana. — E una figura poco simpatica: divorato dall'ambizione, tradì il suo<br />
benefattore e tentò farsi in Egitto una specie di feudo per proprio vantaggio personale. In questa tra-<br />
dizione Sayf b. TJ mar lo mette nella sua^vera luce : altre fonti, come vedremo meglio nelle annate<br />
86.-38. H. (cfr. 36, a. H., §§ 390 e segg.), cercano di farlo comparire come un fautore di 'Ali e quasi come<br />
un suo luogotenente. Ciò è falso, come diremo a suo tempo.<br />
§ 64. — (Sayf b. 'Umar, da 'Abdallah b. Sa'id b. Thàbit, da ibn Sulaymàn<br />
b. abi Hathmah). M' ha detto che la causa della ruggine fra 'Ammàr e 'Abbàs<br />
erano state scambievoli ingiurie (taqàdzuf) (T a bari, 1, 3030, lin. 1-3).<br />
§ 65. — (Sayf b. 'Umar, da Mubassir). Questi domandò a Sàlim b. 'Abdallah:<br />
Che cosa ha spinto Muhammad b. abi Bakr a muovere contro 'Uthmàn<br />
[nel 35. H.]? — Rispose: « Furono l'ira e l'ambizione ». — «E perchè? ».<br />
^ Egli si trovava in quel posto che teneva nell'Isiàm; poi venne la gente<br />
< ad ingannarlo e svegliò la sua ambizione ed egli aveva famigliarità e gli<br />
«si è attaccato il diritto (lazamahu haqq), e 'Uthmàn lo prese dal<br />
« dorso (?? min zahrihi); e allora una cosa si sommò con l'altra e divenne<br />
«vilipeso (mudzammam""), dopo essere stato lodato (scherzo sul nome<br />
«Muhammad)» (T abari, 1, 3030, lin. 3-8).<br />
Cfr. Athir, III, 146.<br />
Le ultime paròle del testo non sono affatto chiare : parrebbe che certi<br />
malvagi sobillassero Muhammad b. abi Bakr facendogli balenare alcune<br />
speranze e diritti al califfato.<br />
66.<br />
—<br />
33. a H.<br />
(ARABIA. . IncU<br />
(tonti di politica<br />
intarna: comiliona.dacadanza<br />
dai coatumi a<br />
oatiHtà di Com.<br />
pagnl dal Pro-<br />
fata.]
33. a. H.<br />
[ARABIA. - Inci-<br />
denti di politica<br />
interna: corru-<br />
zione,decadenza dei costumi e<br />
ostilità di Com-<br />
pagni del Pro-<br />
feta.]<br />
§§ 66-70. 33. a. H.<br />
§ 66. — (Sayf b. 'limar, da Mubassir, da Sàlim b. 'Abdallah). 'Uthmàii<br />
nel suo governo fu mite, egli contestò i diritti (al-huqùq), ma non violò<br />
un diritto: fu amato per la sua mitezza, e ciò fu di gran vantaggio al-<br />
l'Islam (T a bari, I, 3030, lin. 9-12).<br />
§ 67. — (Sayf b. 'Umar, da Sahl, da al-Qàsim). Tra le novità di 'Uthmàn<br />
degne di lode, fu la punizione d'un uomo che in una contesa usò poco<br />
riguardo ad al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib. Egli lo riseppe e disse: « Il Pro-<br />
« feta non ha forse onorato il proprio zio? Non posso permettere tali atti<br />
« di spregio. Chi agisce in questo, e chi lo approva, va contro il Profeta »<br />
(Tabari, I, 3030, lin. 12-17).<br />
Cfr. Athir, III, 146 (testo un po' diverso?).<br />
§ 68^ — (Sayf b. 'limar, da Ruzayq b. 'Abdallah al-Ràzi, da 'Alqamah<br />
b. Marthad, da Humràn b. Abàn). 'Uthman mi mandò da al-'Abbàs appena<br />
fa eletto; ci andai ed egli venne. — « Che comandi *da me? ». — E ('Uth-<br />
màn) disse: «Non ho mai avuto bisogno di te più di oggi». E l'altro:<br />
« Prenditi cinque cose, e il popolo non si distaccherà mai dalla tua guida,<br />
« finché tu li terrai ». — « Quali sono? ». — « Frenar l'impazienza d'ucci-<br />
« dere, la famigliarità, il perdono, la dissimulazione e tener nascosti i se-<br />
« greti» (Tabari, I, 3030, lin. 17-3031, lin. 2).<br />
§ 69. — (Muhammad, da 'Abd al-malik b. Yazid b. al-Sà'ib, da 'Ab-<br />
dallah b. Sà-ib, dal padre). La prima tenda (fustàt) che si vide mai in<br />
Mina fu quella di 'Uthmàn, l'ultima quella di 'Abdallah b. 'Amir b. Ku-<br />
rayz. Il" primo che aggiunse il terzo grido del venerdì dalla sua casa di<br />
al-Zawrà- (cfr. 30. a. H., §§ 215-216) fu pure 'Uthmàn, ed egli fu anche il<br />
primo che facesse estrarre il fiore dalla farina (Tabari, I, 3032, lin. 2-7).<br />
Cfr. Bu'khàri (Krehl), I, 231.<br />
§ 70. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad b. Salamah e Talhah). Fu rife-<br />
rito ad 'Uthmàn che Ka'b ibn Dzi-1-Habakah al-Nahdi praticava la magia<br />
(cfr. § 29 ed anche 30. a. H., §§ 97, 104-106) (? manipolava un nirang).<br />
['Uthmàn] mandò al-Walid b. 'Uqbah per interrogarlo su questo, con l'or-<br />
dine di punirlo qualora lo riconoscesse. L'invitò dunque a ciò e l'inter-<br />
rogò. Ed egli : « Non si tratta che di una cosa innocente, che serve a de-<br />
« star meraviglia (alla gente) ». Ma ('Uthmàn) diede l'ordine ed egli fu<br />
punito. Andò allora (ibn Dzì-1-Habakah) a raccontare il fatto alla gente,<br />
lesse la lettera di 'Uthmàn (in cui era detto): « Su di voi si fa opera per-<br />
« tinace : a voi incombe rispondere con opera altrettanto viva : stiano<br />
« attenti dal motteggiatore ». La gente era ostile a lui ('Uthmàn), ma-<br />
ravigliandosi che 'Uthmàn si occupasse di simili fatti. E [Ka'b] s'adirò,<br />
si mise in disparte fra i malcontenti e fece causa comune con essi (?). Fu<br />
60.
33. a. H.<br />
a 70, 71.<br />
riferito ad Uthinàn, il quale quando esiliò vari ribelli in Siria, ci mandò<br />
anche Ka'b b. Dzi-l-Habakah con Màlik b. 'Abdallali. K il su., du, ,.,a<br />
come il suo din in Dunbàwand, che era una terra di stregoni. Or quando<br />
fu prefetto Sa'id, lo fece ritornare e lo beneficò in ogni modo, ma egli<br />
non rese che male.<br />
Dàbi- b. al-Hàrith al-Burgumi, al tempo di al-Walid b. 'Uqbah, prese<br />
.a prestito dalla tribù degli Ansar un cane che si chiamava Qurhàn, bravo<br />
nella caccia delle gazzelle, e lo tenne lungo tempo. Gli Ansar mossero que-<br />
stione e chiesero aiuto contro di lui alla sua gente, che glielo tolse e lo<br />
restituì agli Ansar.<br />
In un verso di satira, a proposito di questo incidente, è detto:<br />
Il vostro cane non lo lasciaste, eh' è la vostra raaranna, e il dover filiale è cosa grave!<br />
Si rivolsero contro il prestigiatore ad Uthmàn, che lo mandò a chia-<br />
mare, lo punì e l'imprigionò come faceva coi musulmani, sì che morì in<br />
prigione.<br />
Per questo 'Umayr b. Dàbi* diventò Sabà-i (seguace di 'Alxlallah<br />
b. Saba-) (T ab ari, I, 3032, lin. 8-3034, lin. 7).<br />
Cfr. anche Athir, III, 146-147;<br />
Yàqùt, II, 609, lin. 12 e segg.<br />
Abbiamo molte tradizioni sui primi tempi dell' Islam, nelle quali rive-<br />
lasi l'animosità dei dirigenti il pensiero religioso musulmano contro i<br />
prestigiatori e contro coloro che si facevano passare per maghi gabbando<br />
la gente. — E palese il timore che in queste arti si nascondessero insidie<br />
di demoni malefìci, oppure che per mezzo di esse, sembrando provenienti da<br />
forze soprannaturali, impostori si imponessero al volgo ignorante e solle-<br />
vassero la popolazione. — E sintomatico che tutte le notizie a noi giunte<br />
su agitatori religiosi anti-islamici, si fondano sul concetto che la loro in-<br />
fluenza sugli animi fosse dovuta ad arti di bassa magia e imposture. —<br />
E noto che in questo modo si vuole sorgesse il *grande movimento degli<br />
al-Muwahhidùn nell'Africa settentrionale nel vi secolo della Higrah.<br />
§ 71. — (Sayf b. 'Umar, da al-Mustanir, dal fratello). « Per Dio, non<br />
« ho saputo di nessuno che abbia aggredito, a piedi o a cavallo, 'Uthmàn,<br />
« il quale non sia stato ucciso ».<br />
Si radunarono in al-Kiifah alcuni, fra cui al-Astar, Zayd b. Sùhàn,<br />
Ka'b b. Dzi-al-Habakah, abiì Zaynab, abu Muwarri', Kumayl b. Ziyàd e<br />
'Umayr b. Dàbi' e dissero: « No, per Dio, non vogliamo un capo che s'in-<br />
« nalzi sopra di noi, non vogliamo che governi 'Uthmàn ». Dissero 'Umayr<br />
b. Dàbi' e Kumayl b. Ziyàd che l'avrebbero ucciso e cavalcarono alla volta<br />
33. a. H.<br />
(ARABIA. . Inci-<br />
denti di politica<br />
interna: corruzione,decadenza<br />
dei costumi e<br />
ostilità di Com-<br />
p«
33. a. H.<br />
[ARABIA. • Inci-<br />
denti di politica<br />
Interna: corru-<br />
zione,decadenza dei costumi e<br />
ostilità di Compagni<br />
del Pro-<br />
feta.!<br />
§§ 71, 1: 33. a. H.<br />
di Madinah ;<br />
'Ùmayr<br />
non ebbe coraggio, ma Kumayl b. Ziyàd arditamente<br />
l'affrontò. Stava dunque seduto guardandolo, quando gii fu sopra 'Uth-<br />
màn, lo colpì al volto e lo fece cadere sul deretano. — « M' hai colpito<br />
« ingiustamente, o Principe dei Credenti », disse Kumayl. — « O che non<br />
« volevi tu farmi male? ». — « No », disse l'altro, e giurò in nome di Dio.<br />
Intanto la gente s'era radunata e diceva : « Interrogalo, o Principe dei<br />
« Credenti ». Ma 'Uthmàn: « No, Iddio ha concesso la salute e non voglio<br />
« sapere da lui più di ciò che ha detto ». Poi continuò: « Se è come dici,<br />
« o Kumayl, prendi vendetta da me », e s'inginocchiò. « Per Dio, credevo<br />
« veramente che tu volessi assalirmi. Se hai detto la verità. Iddio rimu-<br />
«neri; se hai detto il falso, Iddio ti punisca». E (Kumayl) gii si buttò<br />
ai piedi e disse: « Eccoti ». Ma l'altro: « Va, ti lascio ». E restarono i due,<br />
finché la gente s'affollò meravigliata del colloquio.<br />
Al tempo di Haggàg questi disse che chi era della spedizione di al-<br />
Muhallab [b. abi Sufrah, nel 75. H.] si recasse da lui e non ponesse colpa al-<br />
cuna sull'anima sua (disobbedendo all'ordine). Si presentò 'Umayr, dicendo :<br />
« Io sono un vecchio debole, ma ho due figli forti : mandane<br />
uno o anche<br />
€ tutti due in vece mia ». E al-Haggàg: « Tu chi sei? ». — « 'Umayr b.<br />
« Dàbi' ». — « Per Dio, tu hai disobbedito a Dio quarant'anni fa! Per Dio,<br />
« voglio punirti per esempio ai Musulmani ; tu hai difeso il ladro del cane<br />
« ingiustamente, tuo padre quando volle vendicarsi se ne diede pensiero,<br />
« tu hai pensato e non hai ardito, e io ci penso e non indietreggio ». E<br />
gli tagliarono la testa (T abari, I, 3034, lin. 7-3036, Un. 16).<br />
Cfr. Athir, III, 147.<br />
§ 72. — (Sayf b. 'Umar, da uno dei banù Asad). Quando venne Haggàg<br />
ed ebbe lanciato quel bando che sappiamo [per il servizio militare iiel 75. H.],<br />
un tale gli portò il prezzo per l'esenzione dal servizio ed egli lo ricevette. E<br />
quando se n'era andato, disse Asma- b. Khàrigah : « L'affare di 'Umayr mi<br />
« preoccupa ». E l'altro: « Chi è 'Umayr? ». E Asma-: « Questo vecchio ». E al-<br />
Haggàg :<br />
« M' hai rimessf) in mente gli attacchi (contro 'Uthmàn), che già<br />
«me n'ero dimenticato. E forse di quelli che si ribellarono contro 'Uth-<br />
« man?,». — « Sì! ». — Allora disse: « C'è forse in al-Kùfah qualche altro? ».<br />
— « Sì: Kumayl ». — E al-Haggàg: « Penso io a 'Umayr ». E gli tagliò la<br />
testa. Mandò a chiamare Kumayl, ma questi fuggi. Allora al-Haggàg se<br />
la prese con la tribù degli al-Nakha'. al-Aswad b. al-Haytham gli disse:<br />
« Che vuoi da un vecchio ? dovrebbe bastarti la sua vecchiaia » . E<br />
l'altro :<br />
« stai attento nel parlare, o ti taglio la testa! ». Eispose: « Fa quello<br />
« che ti pare ». Ma quando Kumayl vide la paura del suo popolo [i Nakha']<br />
(erano mille combattenti), disse: « La morte è preferibile allo spavento; io<br />
68.
33. a. H.<br />
H 72-77.<br />
«getto nel tenore due mila persone per causa mia». E (i Nakha') erano<br />
stati privati dello loro pensione (h u r i m u) : perciò egli parti finché giunse da<br />
al-Haggàg, che gli disse: * Tu sei quegli che assalisti il Califfo ed egli non<br />
* ti scoprì? E non ti contentasti fino a quando lo costringesti al qisftH,<br />
* quando ti respinse da sé? ». E l'altro: Di chiunque fosse la colpa, tu mi<br />
4c uccideresti; m'uccideresti per sua misericordia o per mia salvezza ». E al-<br />
Haggàg:
33. a. H.<br />
[ARABIA. - Inci-<br />
denti di politica<br />
interna: corruzione,decadenza<br />
dei costumi e<br />
ostilità di Com-<br />
pagni del Pro-<br />
feta.]<br />
§ 77. 33. a. H.<br />
tempo batterono la sua via e ne imitarono l'esempio. Edificò egli il suo<br />
dar in Madinah costruito di pietre e di calce, e ne fece le porte di sàg<br />
{teak indiano : « tectona grandis ») e di ginepro {genièvre), e si acquistò<br />
beni, giardini e fonti in Madinah.<br />
'Abdallah b. 'Utbah racconta che 'Utìimàn quel giorno che fu ucciso aveva<br />
presso il suo tesoriere, in danaro, 150,000 dìnàr e 1,000,000 di dir ham.<br />
II valore poi dei suoi beni immobili a Wàdi al-Qura, a Hunayn e in altri<br />
luoghi era di 100,000 dinar, non contando cavalli e cameli in gran numero.<br />
Ai tempi suoi molti Compagni s'acquistarono dar e possessioni; tra<br />
questi al-Zubayr b. al-'Awwàm edificò il suo dar in al-Basrah, ed è il<br />
dar notissimo oggi (ch'è il 332. H.) e vi alloggiano i mercanti, i banchieri<br />
e gli speditori di al-Bahrayn e di altri luoghi (cfr. 36. a. H., §§ 668-673).<br />
Egli fece anche costruire il suo dar in al-Kùfah, in Egitto e in Ales-<br />
sandria, e questi dar e beni ricordati son conosciuti e non ignorati infino<br />
ad oggi.<br />
al-Zubayr lasciò dopo la sua morte beni per 50,000 [? forse inten-<br />
donsi 5,000,000] dinar, mille cavalli, mille schiavi e schiave, e terreni nei<br />
luoghi che abbiam detto.<br />
Cosi pure Talhah b. 'Ubaydallah al-Taymi (cfr. 36. a. H., §§ 555-591)<br />
costruì il suo d à r in al-Kunàsah, quel dar eh' è oggi conosciuto col nome<br />
di dar al-Talhiyyin. Egli aveva una rendita dall' 'Iraq ogni giorno di mille<br />
dinar. E secondo altri di più ancora, e dalla parte di al-Saràh ricavava<br />
più ancora. Egli costruì il suo d a r in Madinah di gesso, mattoni e s a g.<br />
Del pari anche 'Abd al-rahmàn b. 'Awf al-Zuhri edificò il suo dar con<br />
tutta la sua estensione. Aveva in stalla cento cavalli, e possedeva mille<br />
cameli e 10,000 pecore. Dopo la sua morte il quarto del suo avere toccò<br />
gli 84,000 dinar.<br />
Così Sa'd b. abi Waqqàs edificò il suo dar in al-'Aqiq, e ne fece<br />
alto il tetto e largo il fondamento. E vi pose in alto dei merli.<br />
Sa'id b. al-Musayyab racconta che Zayd b. Thàbit lasciò morendo oro<br />
^ argento da spezzarsi con la scure (in verghe?), senza contare i beni e<br />
le possessioni del valore di 100,000 dinar.<br />
al-Miqdàd edificò il suo dar in Madinah, nel luogo detto al-G-urf a<br />
qualche miglio dalla città, e vi pose merli, e lo coprì di gesso all' interno<br />
e all'esterno.<br />
Ya'la b. Munyah lasciò, quando morì, 500,000 dinar, crediti e beni<br />
immobili ed altri beni per 300,000 dinar.<br />
Su questo punto potremmo facilmente dilungarci per dimostrare quante<br />
ricchezze fossero possedute durante il governo di 'Utlimàn. Ben diversa-<br />
70.
38. a. H. H n-80.<br />
mente era stato ai tempi di 'Umar b. al-Khattàb. quando vigevano co-<br />
stumi semplici ed operar franco. 'Umar fece il pellegrinaggio spendendo<br />
in tutto, andata e ritorno, 16 dinar! E disse al figlio suo 'Abdallah:<br />
« Abbiam speso troppo in questo viaggio» (Mas* ù di, IV, 252-256).<br />
Cfr. Khaldun, Proleg., I, 416-417.<br />
§ 78. — (Mubàrak b. Fadàlah). ilo udito da al-Hasan una khutbah<br />
(li 'Utl^màn : « uomini, non mi accusate, giacché non è passato giorno<br />
« che non vi divideste qualche bene ».<br />
E racconta al-Hasan : Ho udito il suo m u n a d i gridare : « O uomini,<br />
« correte alle 'atiyyah », e correvano e le prendevano ben larghe. E per<br />
Dio l'ho udito dire: «Venite a prendere le vostre vesti». E andavano a<br />
prendere le vesti, miele e burro (sa man).<br />
(al-Hasan). Gli arzàq erano largamente distribuiti e la ricchezza era<br />
molta, e l'armonia era buona {sic!); non c'era sulla terra un credente che<br />
temesse un altro credente e non lo assistesse e aiutasse, e non gli si facesse<br />
amico. Se gli Ansar si fossero tenuti a ciò, avrebbero avuto in gran copia<br />
'atà e arzàq, ma essi non si contentarono, e sguainarono la spada con<br />
(^hi la sguainò, e cosi, distratta dal colpire gì' increduli, fu volta contro i<br />
credenti fino al dì del giudizio.<br />
(Muli. b. Sirin). Fu molta la ricchezza al tempo di 'Uthmàn, tanto<br />
che una ragazza si vendeva per il suo peso (in argento?), un cavallo per<br />
100,000 dirham, e una palma (?) per 100 dirham (Nuwayri, Leid.,<br />
T, fol. 122,r.-122,v.).<br />
§ 79. _ Cfr. anche A bui fé da, I, 270-272;<br />
Athìr, m, 146-147; .<br />
Bukhàri, n, 430, lin. 18-431, lin. 9;<br />
Bukhàri, vers. frane, H, 601-602;<br />
Hamadzàni Buldàn, 106;<br />
Hanbal Musnad, I, 62, lin. 21-25; 66, lin. 23-27; 68, lin. 9-17;<br />
69, lin. 18-20; 70, lin. 19-30; 72, lin. 12-14; 74, lin. 29-76, lin. 6;<br />
Muir Annals, 313-314, 316-317;<br />
Muir Caliphate, 223, 226-226;<br />
Miiller Islam, I, 296-298;<br />
Tabari Zotenberg, HI, 669;<br />
Yùsuf, 36, lin. 1017.<br />
ARABIA. — Pellegrinaggio annuale.<br />
§ 80. — In questo anno (33. H.) il Califfo 'Uthmàn diresse in persona<br />
il grande pellegrinaggio annuale (Tabari, I, 2926).<br />
71.<br />
33. a. H.<br />
(ARABIA. . inci-<br />
denti di politica<br />
infama: comi»<br />
zlona. dacadanza<br />
dai costumi a<br />
ostilità di Com.<br />
pafni dal Pr»><br />
fata.)
§§ 80^. ^^' a. H.<br />
33. a. H. Cfr. anche Athir, III, 115;<br />
^'^o^LZ% Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 95,v. ;<br />
Mas 'ù di, IX, 56.<br />
EGITTO-AFRICA. — Spedizione nell'Ifriqiyah. {Cfr. 31. a. H., § 33).<br />
§ 81. _ (al-Wàqidi?). In questo anno (33. H.) 'Abdallah b. Sa'd b. abì<br />
Sarh fece la seconda spedizione nell' Ifriqiyah, allorché gli abitanti di quella<br />
regione violarono i patti conclusi con i Musulmani (T a b a r i , I, 2907).<br />
Ctr. Athir, III, 107.<br />
§ 82. — (Khalifah b. Khayyàt). In questo anno (33. H.) ibn abi Sarh<br />
fece la spedizione in Africa, nella quale Mu'àwiyah b. Hudayg perdette<br />
un occhio (Dzahabi Paris, I, fol. 161,v.).<br />
Cfr. anche Caudel Invasions, 83-84;<br />
FagnanAnnales, 17;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 95,r.;<br />
Mahàsin, I, 89, Un. 18-90, lin. 2; 101, lin. 21-102, Un. 2.<br />
EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo.<br />
§ 83. — L' inondazione annuale del Nilo nella massima magra scese<br />
a 2 dzirà' e 20 isbà'. E nella massima piena sali a 15 dzirà' e<br />
12 isbà' (Mahàsin, I, 102, lin. 9-11).<br />
NECROLOGIO dell'anno 33. H. — Abdallah b. Ka'b b. Zayd.<br />
§ 84. — 'Abdallah b. Ka'b b. Zayd b. 'Asim abu-1-Harith dei banù<br />
Màzin al-Naggàr, Compagno del Profeta, fu preposto da Maometto a guardia<br />
dei bagagli tolti al nemico alla battaglia di Badr. Secondo al-Wàqidi, mori<br />
nell'anno 33. H. ibn Sa'd sopprime il nome di Zayd nella genealogia, ibn al-<br />
Kalbi invece conserva il nome di Zayd e conferma la sua morte nel 33. H.<br />
(Hagar, II, 877, n. 9284). Cfr. Athir Usd, III, 248.<br />
Mancando in Saad ed in al-Isti'àb, quasi certamente è identico<br />
ad 'Abdallah b. Ka'b b. 'Amr b. 'Awi: al-Ansàri al-Màzini f 30 o 32 a. H.<br />
(cfr. 30. a. H., §§ 240-243).<br />
al-Miqdàd b. Amr.<br />
§ 85. — al-Miqdàd b. 'Amr, conosciuto con il nome di al-Miqdàd b. al-<br />
Aswad, Compagno del Profeta, mori nell'anno 33. H., e lasciò detto che<br />
al-Zubayr [b. al-'Awwàm 36. H.] recitasse su di lui le preghiere dei morti<br />
(Athir, III, 115).<br />
§ 86. — (a) abu Ma'bad al-Miqdàd b. 'Amr b. Tha'labah b. Màlik b. Ra-<br />
bi'ah b. Thumàmah b. Matrud b. 'Amr b. Sa'd b. Duhayr b. Lu'ayy b.<br />
Tha'labah b. Màlik b. al-Sarid b. abi Ahwan b. Fà-is b. Duraym b. al-<br />
72.
33. a. H.<br />
jl 88^<br />
Qayn b. Aliwad b. Bahrà- b. Ami b. al-Hàf b. Qudà'ah. S'ciia confederato ^^- • "•<br />
nella (jràhiliyyah ad al-Aswad b. 'Abd Yaghuth al-Zuhri, il quale lo prese a «i-Miqdàd b.<br />
figlio (tabannàhu), e perciò egli fu dettx) Miqdàd b. al-Aswad. '^'"'•i<br />
Quando l'al-Quràu disse; : « Chiamali per i loro padri » (XXI<br />
lora tu chiamato Miqdàd b. 'Amr.<br />
Fece la seconda emigrazion< in Abissinia, secondo Muli. l). Ishàq e<br />
Muh. b. 'limar. Ma non ne parlano nò Musa b. Uqbah ne abù Ma'sar<br />
(Sa ad, III, 1, pag. 114, Un. 5-12).<br />
(b) (Muh. b. 'limar, da Muli. b. Sàlih, da Afsiiu i>. Uinar h. C^atadah).<br />
Quando egli emigrò da Makkah a Madinah, scese presso Kulthùm b. al-<br />
Hidm. Il Profeta gli diede a fratello Gabbar b. Sakhr (Sa ad. III, 1. pag. 114,<br />
Un. 14-15).<br />
(e) (Muh. b. 'limar, da Muli. b. 'Abdaìlah, da al-Zuhri, da 'Ubaydallah<br />
b. 'Abdaìlah 1). 'Utbah). Il Profeta assegnò ad al-Miqdàd [casa? terre?] fra<br />
i banù Hudaylah, avendolo chiamato da quella parte 'Ubayy b. Ka'b (Sa ad,<br />
III, 1, pag. 114, Un. 15-18).<br />
§ 87. — (a) (Muh. b. 'limar, da Musa b. Ya'qùb, dalla zia ('ammah),<br />
dalla madre di lei Kartmah bint al-Miqdàd, dalla madre sua Dubà'ah bint<br />
al-Zubayr b. 'Abd al-Muttalib, da al-Miqdàd b. 'Amr). Cavalcava il giorno<br />
di Badr un cavallo chiamato Sabhah (Saad, III, 1, pag. 114, Un. 18-21).<br />
(6) (Amr b. al-llaytbam abù Qatan, da Su' bah, da abù Ishàq, da —<br />
mi sembra — Hàrithah b. Mudarrib, da 'Ali). Unico cavaliere il di di Badr<br />
era al-Miqdàd (Saad, III, 1, pag. 114, Un. 21-23).<br />
(e) (Muh. b. 'Ubayd e al-Fadl b. Dukayn). Il primo a cui andasse il<br />
cavallo sulla via di Dio fu al-Miqdàd (Saad, III, 1, pag. 114, Un. 23-25).<br />
{d) ('Ubaydallah b. Musa, da Isrà-ìl, da Mukhàriq, da Tàriq, da 'Ab-<br />
daìlah). al-Miqdàd fu a Badr, Uhud, alla Trincea e a tutti i fatti d'arme<br />
fmasàhid) insieme col Profeta, ed era tra gli arcieri più rinomati (Saad,<br />
III, 1, pag. 115, Un. 6-7).<br />
§ 88. — (a) (Affàn b. Muslim, da Hammàd b. Salamah, da 'Phàbit).<br />
al-Miqdàd fece richiesta di matrimonio ad uno dei Qurays. Ma questi si<br />
rifiutò. E il Profeta disse : « Ebbene ti darò (in sposa) Dubà'ah figlia di<br />
al-Zubayr b. Abd al-Muttalib» (Saad, III, 1, pag. 115, Un. 8-10).<br />
(6) (Muh. b. 'Umar, da Musa b. Ya'qùb, dalla zia, daUa mamma). Vendemmo<br />
quel che il Profeta aveva dato ad al-Miqdàd in Khaybar — 15 wasq<br />
[di orzo (sa' ir) — a Mu'àwiyah b. abi Sufj^àn per 100,000 dirham(Saad,<br />
III, 1, pag. 115, Un. 10-13).<br />
(e) (Yazid b. Hàrùn, da Grarir b. 'Uthmàn, da 'Abd al-rahmàn b. May-<br />
sarah, da abù Ràsid al-Hubràni). Lasciata la moschea, trovai al-Miqdàd<br />
7iJ<br />
10
§§ 88-90. 33. a. H.<br />
33. a. H. sopra uno dei tàbQt (casse di legno) dei banchieri, ma era più grande del<br />
^'^a^UMiqdà'if'b! tàbùt. Egli dissi: «Iddio ti ha scusato (perchè lo dispensava dal com-<br />
•Amr.] sbattere per la grassezza — commenta ibn al-Athir, Nihàjah s. v.<br />
« 'adzara) ». —
(<br />
Muslim) :<br />
Secondo altri, c'era anche al-Zubayr. 33. ,. h.<br />
Gli si attribuiscono 42 hadith, uno accettato dai due (al-Bukh&ri e<br />
Muslim ne ha tre. 'Amr.]<br />
Mori in al-Óurf a dieci miglia da Madinah, e fu portato a spalla fino<br />
a Madinah. Secondo altri, mori a Madinah sotto il calilBEato di 'Uthmftn,<br />
anno 33. H., a 70 anni. Pregò su di lui 'Uthmàn. Fece testamento ad<br />
fal-Zubayr. Fu alla conquista dell' Egitta. Molti i suoi manàqib.<br />
(al Tirmidzi, da Buraydah). Il Profeta amò sovrattutto quattro persone<br />
per sua confessione: 'Ali, abu Dzarr, al-Miqdàd, Salmàn (Nawawi,<br />
675-676).<br />
Nota 1. — E caratteristico che uno dei più antichi compagni del Profeta fosse no profago, due<br />
volte omicida. Abbiamo già avuto il caso esplicito di briganti ammessi nella cerchia dei compagni (cfr.<br />
7 a. H., 5§l-2).<br />
§ 91. — (ibn al-Athìr). Non potè emigrare a Madinah, quando emigrò<br />
il Profeta, ma rimase [a Makkah] fino a che il Profeta gli mandò 'Ubaydah<br />
]). al-Hàrith con una sariyyah, che incontrò una schiera di idolatri sotto<br />
Ikrimah b. abi Grahl. al-Miqdàd e TJtbah b. Ghazwàn s'erano accompagnati<br />
agli idolatri per venire alle mani coi Musulmani. Non ci fii battaglia, e quei<br />
due passarono dalla parte dei Musulmani. Fu presente alla conquista del-<br />
l'Egitto.<br />
Riferiscono tradizioni da lui 'Ali, ibn 'Abbàs, al-Mustawrid b. Saddàd,<br />
Tàriq b. Sihàb, e altri; e tra i Tàbi'i: Abd al-rahmàn b. abi Layla, Maymùn<br />
b. abi Sabib, 'Ubaydallah b. 'Adi b. al-Khiyàr, óubayr b. Nufayr,<br />
e altri.<br />
('Abdallah b. Ahmad b. Muhammad, da Muh. b. Sa'd, da al-Wàqidi,<br />
da Musa b. Ya'qiib, dalla zia, dalla madre). Ad al-Miqdàd si apri il ventre<br />
e ne usci il grasso (sahm). Legò in favore di al-Zubayr b. al-'Awwàm<br />
(Athir Usd, IV, 409-411).<br />
§ 92. — (a) (ibn Lahi'ah, da Yazid b. abi Habib). (Riassunto)<br />
Il noto hadith in cui al-Miqdàd rimprovera ad Abdallah b. Sa*d la<br />
C-ostruzione d'un dar: peculato se a spese dello Stato, sperpero se a<br />
spese proprie. E 'Abdallah : « Se tu dici due volte hai commesso peculato,<br />
« distruggo la casa ».<br />
(ò) (Ayyàs b. 'Abbàs al-Qitbàni, da ibn al-Mu'àrik al-Wadàni). Uno dei<br />
(Ihàfiq doveva avere da un Mahrita 100 dinar nel tempo di 'Uthmftn<br />
b. 'Affan. Prese certe laute prede, e il Mahrita gli disse: « Prendi 90 dinar,<br />
« e vadano per i cento ». Ed era in arretrato per il pagamento. Il Ghà-<br />
fiqita si contentò. Passò di là al-Miqdàd b. al-Aswad e tutti due presero<br />
il freno della sua cavalcatura perchè fosse loro testimonio. Quando gli eb-<br />
76.<br />
t<br />
l**^^''^*-^^'^. -
§§ 92-94. 33. a. H.<br />
33. a. H. bero raccontata la stòria, disse : « Tutti due avete avuto il permesso della<br />
[NECROLOGIO. - . t^- j i t-, ^ ì. r l<br />
ai-Miqdàd b. «guerra da Dio e dal Profeta» [senso oscuroj.<br />
'Amr.] Nota 1. — Si condanna l'interesse sul danaro.<br />
(c) ('Abd al-rahmàn, da abù-1-Aswad Nasr b. 'Abd al-gabbàr, da ibn La-<br />
hì'ah, da al-Hàrith b. Yazìd, da Azhar b. Yazìd al-'Atìfi). Era capo della<br />
partizione la giornata di Girgir (nel 27. H. durante la spedizione in Ifrì-<br />
qiyah) Sarik b. Sumayy, che vendè delle verghe per oro [coniato] di va-<br />
lore diverso. Incontrammo al-Miqdàd, e gli fu detto ciò. Ed egli : « Questa<br />
« cosa non è lecita ». Aveva kunyah abù Ma'bad. Morì nell'anno 33. H.<br />
Pregò su di lui 'Uthmàn ('Abd al-hakam, 367, lin. 9-368, lin. 10).<br />
§ 93. — Secondo Ta^ribrdi, MS. Paris, n. 1551, fol. ll,r., lasciò<br />
in testamento 18,000 dinar a Husayn b. 'Ali e altrettanto a Hasan b. 'Ali:<br />
ad ognuna delle vedove del Profeta lasciò 7000 d i r h a m .<br />
quando cessò di vivere.<br />
Aveva<br />
70 anni<br />
Alcuni dicono fosse uno schiavo abissino, colpevole d'un omicidio tra<br />
i Kindah e fuggito a Makkah.<br />
§ 94. — Cfr. anche Abulfeda, I, 272 (nel 34. a. H.);<br />
Ariani, IV, 20;<br />
Athir, III, 115, e Indice, 596-597;<br />
Badrùn, 136;<br />
Balàdzuri, 154;<br />
Bukhàri Ta-rìkh, 33, 34;<br />
Caussin de Perceval, III, 29, 38, 45, 97, 155;<br />
Durayd, 321;<br />
Dzahabi Tagrid, II, 99, n. 1038;<br />
Pzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 156,r,; 161,r.-162,v.;<br />
G-awzi, MS. Costantinop., I, fol. 96,v. ;<br />
Hagar, III, 931-933, n. 4095;<br />
Hagar Tahdzìb, X, 285-287, n. 503;<br />
Hagar Taqrìb, 214 (col. i);<br />
Hamdàni, 204, lin. 1;<br />
Hammer Litter. Arab., II, 161, n. 446;<br />
Hanbal Musnad, IV, 79; VI, 2-6, 8;<br />
Hassàn b. Thàbit, Dìwàn, CXXXVII, 1;<br />
Hisàm, 211, 241, 416, 434, 488, 720, 776, 779;<br />
al-Istì'àb, 289-290, n. 1227;<br />
Khaldùn Proleg., I, 417 e nota;<br />
Khallikàn (ed. Wtist.), n. 501;<br />
Khallikàn, vers. De Slane, IV, 562-<br />
Tu.
83« ft* H»<br />
Khamis, II, 288, Un. 3-4; 33. •. h.<br />
Tzu 1- u 10-7 1QQ (NECROLOGIO. -<br />
Khulasah, 197-198; •i-Miqdèd b.<br />
Mahàsin, I, 102, lin. 4-9; 'Amnl<br />
Mas'ùdi, IV, 266, 276, 276;<br />
Muir Mahomet, III, 66, 116; IV, 4;<br />
Qaysaràni Óam', 616, n. 2008;<br />
Qutaybah, 134;<br />
Sprenger, Leb. Muh., I, 403, 427; II, 146, 169 e segg.; HI,<br />
229, 466;<br />
Suyùti Husn, I, 107;<br />
Tabari, I, 1266, 1267, 1291, ecc.; cfr. Indice, pag. 567;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1661, fol. ll,r.;<br />
Wardi, I, 163 (f 34. a. H.);<br />
Yàqut, I, 590; II, 384; III, 894, 898.<br />
77.<br />
1 94,
34. a. H.<br />
^;3 Lufiflio eS4:—IO Lu^flio 655<br />
79.
Ut $.^a s s-a" i^B a a-a,^ i-èM a a-a? s-S^ a a-a^ si-S-S a a-a^ g-S^ a a-a^ ^^s a au? s-S^ a au^<br />
j) ^ ."i». .......<br />
1* ' " *<br />
5 '<br />
0l>m'd^aas>Bk«'tì5Bas>0t»ffl'd5<br />
^<br />
S'tì5asjifit>m'd5aaM!»«T35aa!>c<br />
. to'<br />
80.<br />
,
34. a. H.<br />
IRÀQ-AL-KUFAH. — Disordini in al-KUfah ed espulsione del gover-<br />
natore Sa'id b. al-Às {versione di Sayf h.' limar). (Cf'r. 33. a. IL, §§ 3,9<br />
o segg.).<br />
§ 1. — Nei paragrafi seguenti abbiamo la relazione più o meno fio-<br />
lita e artefatta della rivoluzione di al-Kùfah. Questa fu la conseguenza<br />
di tutte quello ragioni di malcontento che abbiamo man mano descritte<br />
nelle precedenti annate, e che ora portarono all'ultimo atto di una som-<br />
mossa popolare ed al distacco della provincia di al-Kùfah dalla comunità<br />
governata dal Califfo 'Uthmàn: fu insomma un netto movimento separa-<br />
tista. Non appena gli scontenti di al-Kùfah ebbero dichiarata la loro in-<br />
dipendenza, l'agitazione sembrò calmarsi e la città divenne pacifica e<br />
tranquilla, disinteressandosi completamente di ciò che avveniva in Ma-<br />
^<br />
§ 2. . 34. 3,. H.<br />
34. a. H. severità e durezza, li umiliò anche di più e li indusse a rompere in tutto<br />
FAH^-DisóiJdini con il loro passato. Uno di essi, al-Astar, andò invece a Madìnah presso il<br />
In ai-Kufah ed Califfo 'Uthmàn per fargli visita, ed ottenne dal medesimo il permesso di<br />
gov^erilatoresa^'fd recarsi dove voleva. al-Astar dichiarò di voler ritornare presso 'Abd al-rah-<br />
b. ai-'Às.] man b. Khàlid e andò infatti a raggiungere i colleghi (in Mesopotamia).<br />
Avvenne intanto che, nel decimo anno del califfato di 'Uthmàn, il governatore<br />
di al-Kùfah Sa'ìd b. al-'As aveva mandato tutti i migliori Compagni<br />
ad amministrare i distretti più remoti del governo di al-Kùfah. Aveva dele-<br />
gato cioè al-As'ath b. Qays nell'Adzarbaygàn, Sa'id b. Qays ad al-Rayy,<br />
trasferendolo da Hamadzàn e mandando in questa città al-Nusayr al-'Igli ;<br />
inoltre aveva assegnato al-Sà'ib b. al-Aqra' ad Isbahàn, Màlik b. Habib al-<br />
Yarbù'i a Mah, Hukaym b. Salamah al-Hizàmi ad al-Mawsil, Grarìr b. 'Abd-<br />
allah a Qarqìsiyà, Salmàn b. Rabì'ah nell'al-Bàb, e 'Utaybah b. al-Nahhàs<br />
a Hulwàn. In al-Kùfah era rimasto il solo al-Qa'qà' b. 'Amr al comando<br />
delle schiere ('ala-1-harb). In al-Kùfah erano perciò assenti tutte le per-<br />
sone amanti dell'ordine ed erano rimasti soltanto i sediziosi (m a n z ù *) «:><br />
quelli tratti in errore (mattùn). Di ciò si valsero i malvagi nemici del go-<br />
verno quando, nell'undecimo anno del califfato di 'Utìimàn [nel 34. H.], Sa'id<br />
il governatore di al-Kùfah era assente in visita presso 'Uthmàn in Madinah.<br />
Yazid b. Qays, uno di quelli che desiderava la destituzione del Califfo 'Uth-<br />
màn, si mise alla testa del movimento sovversivo, tenendo grandi riunioni<br />
nella moschea ed eccitando il popolo alla ribellione, aiutato ed incoraggiato<br />
dai seguaci segreti di ibn al-Sawdà. Questa agitazione crebbe in modo<br />
allarmante, sicché al-Qa'qà' b. 'Amr nell'assenza del governatore ritenne<br />
necessario di intervenire, espellendo Yazid b. Qays dalla moschea e vie-<br />
tando in essa le riunioni sediziose (^). Gli agitatori si scusarono, dicendo<br />
che volevano la deposizione del governatore, ma al-Qa'qà' insistè sul di-<br />
vieto, affermando che non fosse nel loro diritto di chiedere la destituzione<br />
del governatore, e che la moschea non era il luogo per riunioni di tal<br />
genere. I sediziosi si riunirono allora in casa di Yazid, il quale immedia-<br />
tamente noleggiò un uomo, gli diede danari e cavalcatura e lo spedì con una<br />
lettera urgente presso gli esuli kufani (in Mesopotamia). Il messo di Yazid<br />
raggiunse gli esuli poco tempo dopo il ritorno di al-Astar da Madìnah;<br />
in principio gli esuli accolsero molto male l'invito di Yazid di venirla a<br />
raggiungere per riprendere la campagna contro il Califfo ed i suoi luogo-<br />
tenenti. Di parere contrario fu però al-Astar, il quale, accettando l' invito,<br />
parti subito solo per al-Kùfah. Gli altri esuli, turbati dall'esempio del col-<br />
lega e temendo di essere considerati responsabili dal governatore 'Abd al-<br />
rahmàn, decisero di seguirlo senza indugio prima che il governatore ne<br />
82.<br />
,
34. a- H. ,^<br />
fosse iufbrmato e potesse fermarli. Difatti 'Abd al-rahmàn, appena ebbe ^ • »<br />
notizia della loro evasione, mandò alcuni ad arrestarli, ma non potè rag-<br />
I RAQ-AL-KU-<br />
FAH.- Oi»ordinl<br />
giungerli. al-Astar eomjnò il tragitto in soli sette giorni, gli altri in dieci. *" «i-Kuf.h «d<br />
al-Astar arrivò ad .iI-IvQtah in un venerdì, nel momento in mi i fedeli **v.rnItor^L*'!d<br />
erano riuniti nella moschea *
34. a. H.<br />
[IRÀQ-AL-KU-<br />
FAH.- Disordini<br />
in al-'KOfah ed<br />
espulsione del<br />
eovernatore Saìd<br />
b. al- Às.]<br />
2, 3. 34. a. H.<br />
strazione, e desideroso di sodisfare alle loro domande concesse ad abù Musa<br />
il governo di al-Kùfah. Per effetto di questo mutamento di governatore<br />
Garìr b.. 'Abdallah rinunziò al governo di Qarqisiyà ed 'Utaybah b. al-<br />
Nahhàs'a quello di Hulwàn. abù Musa al-As'ari prese ora nelle mani l'am-<br />
ministrazione di al-Kùfah, ma pose come condizione ai Kufani che si dichia-<br />
rassero devoti ed obbedienti al Califfo 'Uthmàn : a questo accondiscesero,<br />
ed allora soltanto abu Musa assunse la direzione della preghiera pubblica (')<br />
(Tabari, I, 2927-2931).<br />
Cfr. anche Abulfeda, I, 268;<br />
Athìr, III, 116-117;<br />
Dzahabi Paris, I, fol. 162,r. ;<br />
Tabari, 1, 2934-2936.<br />
Nòta 1. — Si metta in rilievo come la moschea sia rappresentata sempre, oltreché quale luogo di<br />
preghiera, anche, e forse ancora principalmente, come centro politico della comunità, come luogo di riunione<br />
e di pubblica discussione degli interessi comuni. — Vedremo anche nelle annate successive come<br />
q^uesto carattere si sia conservato sino alla fine del i secolo della Higrah. Anche nelle seguenti annate<br />
rileveremo sempre questa caratteristica, che ha una grande importanza per comprendere l'evoluzione della<br />
moschea da parlamento delle tribù a luogo esclusivamente dedicato al culto. — Il mutamento si compiè<br />
quando lo Stato islamico perdette i suoi caratteri democratici e divenne Stato dispotico e militarista,<br />
e, sotto i Califfi marwanidi, si cominciò a costruire moschee per ragioni di culto e si organizzò la<br />
liturgia musulmana.<br />
Nota 2. — Questo accenno oscuro ad una diminuzioue degli stipendi ha uno speciale interesse.<br />
perchè si collega con quanto è narrato altrove a proposito della destituzione di al-Walid b. 'Uqbah, ove<br />
è stato citato un verso in cui si accusa Sa'id di diminuire le misure (cfr. 30. a. H., §§ 90 ; 95, nota I ;<br />
100, 134). Abbiamo cioè un'oscura allusione ad alcune misure finanziarie inaugurate dal governatore,<br />
sulle quali purtroppo ci mancano altre informazioni, ma che è evidente produssero un vivissimo mal-<br />
contento. Furono forse misure di economia, o tentativi di riordinamento finanziario, o soppressione di<br />
stipendi a persone che non ne avevano diritto. Vediamo sempre come i moventi principali del grande<br />
malcontento fossero questioni economiche, per il disagio in cui languivano le turbe di arabi nulla<br />
aventi e disoccupati, che popolavano le grandi città dell'Isiàm inseguito ad un'inconsulta emigrazione<br />
di avventurieri e facinorosi del deserto.<br />
§ 3. — (Sayf b. 'Umar, dai suoi tradizionisti). I sediziosi dell' Egitto<br />
scrissero agli amici di al-Basrah e di al-Kùfah, ed a tutti quelli che erano<br />
d'accordo con loro, di ribellarsi ai loro governatori e di fissare un giorno<br />
per la loro espulsione. Il piano falli ovunque meno che in al-Kùfah, ove<br />
scoppiò un' insurrezione sotto Yazìd b. Qays al-Arhabi, ed i congiurati cor-<br />
sero a prendere le armi. Comandava allora la guarnigione ('ala-harb)<br />
al-Qa*qà' b. 'Amr, il quale prese pronti provvedimenti e circondò i sedi-<br />
ziosi con la sua gente e li scongiurò a deporre le armi. Yazid al-Arhabi<br />
spiegò allora le ragioni perchè i suoi si erano radunati, vale a dire, pur<br />
rimanendo obbedienti e fedeli al governo di Madinah, volevano la depo-<br />
sizione di Sa'id (b. al-'As) dal governo di al-Kùfah. al-Qa'qà' si lasciò con-<br />
vincere da queste ragioni e permise ai sediziosi di fare a modo loro. Cosi<br />
avvenne che essi andarono incontro a Sa'id fino ad al-Gara'ah e lo costrin-<br />
se.
34. a. H.<br />
«»^;<br />
sero a ritornare indietro: por richiesta dei medesinii tu iM.,in...M., -ovei-<br />
natore abii Musa al-As'ari (T a bari, 1, 2949, lin. 18 e segg.).<br />
§ 4. — (Muhamniad b. Habib). al-Hut.ayah si recò da abù Musa domandando<br />
che l'arrolasse con lui, ma quegli rispose che il numero ersi<br />
completo. Allora al-Hntayah lo lodò con la seguente qasìdah,
34. a. H.<br />
IRAQ-AL-KU-<br />
FAH.- Disordini<br />
in al-Kufah ed<br />
espulsione dei<br />
governatore Saìd<br />
b. al-'Às.]<br />
§§ 6, 7. 34. a. H.<br />
recitò la qasidah di al-Hutayah su abù Musa. « Guai a te! » — gli disse<br />
Bilàl — « al-Hutayah loda abii Musa, ed io che conosco tutti i suoi versi non<br />
«conoscevo questa qasidah per lasciarla circolare tra il pubblico! ».<br />
abii Musa assunse il governo di al-Kùfah dopo che i cittadini ne cac-<br />
ciarono Sa'id b. al-'Às, e si giurarono di non tollerare sulla città se non<br />
il governatore che loro piacesse.<br />
(Ahmad b. 'Abd al-'aziz al-érawhari, da 'limar b. Sabbah, da al-Ma-<br />
dà'ini, da abù Mikhnaf, da 'Abd al-malik b. Nawfal b. Musàhiq). Vi erano<br />
alcuni qurrà" tra i principali cittadini di al-Kùfah, che si recavano da<br />
Sa'id b. al-'As, e gli proponevano delle questioni. Un giorno, discorrendo<br />
della pianura e della montagna, [uno di essi] Hassàn b. al-Mahdùg disse :<br />
« La nostra pianura è migliore delle nostre montagne, essa produce più<br />
« grano e più orzo ; vi sono dei canali continui e delle palme altissime,<br />
« senza dire che pochi sono i frutti che la montagna produce e che la pia-<br />
« nura non produca eguali ». Allora gli rispose 'Abd al-rahmàn b. Hubays :<br />
« Avete ragione ; io vorrei che essa fosse dell' a m i r , e che voi aveste di<br />
«meglio che non abbia lui». Allora di^se al-Astar: « Il meglio auguralo<br />
« pure air a m ì r ; ma<br />
non mettergli sotto gli occhi i nostri averi » . Ri-<br />
spose : « Che danno ti fa ciò ? Se egli volesse averlo per sé, sarebbe già<br />
« suo ». — « Tu menti! » disse al-Astar « per Dio! se egli volesse ciò, non<br />
«lo potrebbe». Sa'id allora esclamò:
34. a. H.<br />
Il 7, a<br />
« al Califfo, né a queste condizioni abbiamo accettato l' Isiàm ». Allora<br />
Sa'ìd scrisse ad 'Uthmàn: « Dinanzi a me v'è della gente, detti i qurrà-,<br />
«mentre dovrebbero dirsi «gli stolti» (sufahà*); essi assalirono il co-<br />
« mandante della mia surtah e lo percossero, senza rispettare la mia auto-<br />
^
5§ 34. a. H.<br />
34. a, H. sarono alcun'altra accusa contro di lui, all' infuori dell'aver detto : « Il<br />
F AH. -Disórdini<br />
*< Sawàd è un giardino dei Qurays ». Grli altri poi si lodarono di Sa'ìd.<br />
in ai-Kùfah ed tanto che 'LTthmàn disse: «Io vedo che i vostri stessi concittadini chie-<br />
governatoreSa'id<br />
*^ dono la riconferma di lui come governatore, e che non sanno precisare<br />
b. ai-Às.j « contro di lui se non una sola frase, con la quale del resto non ha intac-<br />
« cato l'onore di nessuno. Perciò io non trovo di doverlo destituire, se non<br />
« quando accertiate a carico suo colpe tali, che non sia lecito ad alcuno<br />
«di trascurarle: tornate dunque alla vostra città >. Tornarono cosi Sa'id<br />
e i due partiti con lui, ma 'Ali b. al-Haytham al-Sadùsi li precedette ed<br />
entrato nella rahbah (il piazzale) della moschea, disse: «O popolo di<br />
« al-Kiifàh, noi siamo andati dal nostro Califfo, e abbiamo accusato di-<br />
« nanzi a lui il nostro governatore, pensando che egli l'avrebbe rimosso<br />
« da noi ; invece egli ce lo rimanda, lui che afferma essere il Savvàd un<br />
« giardino di sua proprietà ; io sono uno di voi : se voi vi contentate, pie-<br />
« gherò il capo anch'io». Risposero tutti: «Non ci contentiamo ». Allora<br />
venne al-Astar, sali sul m i n b a r e fece una kh u t b a h in cui ricordò<br />
il Profeta, abù Bakr e limar; parlò poi di 'Uthmàn eccitando gli ascol-<br />
tatori contro di lui, quindi soggiunse : « Chi crede che Iddio è la verità,<br />
« domattina si trovi in al-Graraah ». Poi disse a Kumayl b. Ziyàd: « Va' e<br />
« fa uscire (dalla città? o dalla prigione?) Thàbit b. Qays b. al-Khutaym ».<br />
Quegli lo espulse, e i cittadini di al-Kùfah nominarono a governatore abù<br />
Musa al-As'ari (Aghàni, XI, 30, lin. 28-31, lin. 9) [T.}.<br />
§ 9. — (Ahmad, da 'limar, da 'Affàn, da abù Mihsan, da Husayn<br />
b. 'Abd al-rahmàn, da Gruhaym). Io mi trovavo presente, in Madinah,<br />
quando essi dissero ad 'Uthmàn : « Tu hai fatto governatori i tuoi pa-<br />
« renti ». Diss'egli: « Che i cittadini (i delegati) di ciascuna città si alzino<br />
« e salutino il loro governatore ». Ma quelli di al-Kùfah si alzarono e dissero<br />
: « Allontana da noi Sa'id, e nomina come nostro governatore abù Musa<br />
« al-As'ari ». Uthmàn obbedì. Aggiunse abù Zayd: « Sa'id si era reso odioso<br />
« alla popolazione di al-Kùfah j)er una quantità di fatti, tra gli altri che lo<br />
« stipendio delle donne in al-Kùfah era di duecento dirham ciascuna, ed<br />
« egli lo aveva ridotto a cento ». Allora una donna di al-Kùfah si levò a dire<br />
i seguenti versi di critica per Sa'id e di lode per Sa'd b. abi Waqqàs :<br />
(1) O se nostro amir fosse abù Ishàq (= Sa'd b. abi Waqqàs ), e Sa'id invece si af<br />
frettasse a perire!<br />
(2) Egli deprime le donne nobili, ma avrà a temere dai figli di esse le lance sottili.<br />
(Aghàni, XI, 31, lin. 9-17) [T.J.<br />
§ 10. — (al-'Abbàs b. 'Ali b. al-'Abbàs e Muhammad b. Garir al-Ta-<br />
bari, ambedue da Yahya b. Ma'in, da abù Dàwùd; e Ahmad b. 'Abd al-<br />
88.
o4* ft* H* «w-it.<br />
aziz, da limar b. Sabbah, da abu Dàwùd, da Òu'bah b. 'Amr b. Hurrah,<br />
da abu Wàil, da al-Hàrith b. Hubays). Mi mandò Sa'id b. al-'&s con doni<br />
in Madinah, e mi spedi da 'Ali, a cui scrisse : < Io non ho mandato a nes-<br />
« suno tante cose, quante ne mando a te; il tutto si trova [a tua dispo-<br />
ne sizione] nei magazzini dell' am ir dei Credenti ». Io mi recai da 'Ali ad<br />
informarlo, ed egli rispose : « Vedi un po' come i banQ Umayyah si appn>-<br />
< priano l'eredità di Maometto. Ma, per Dio, se io riesco ad averne il<br />
4. governo, io la getterò via da me (elargendola a chi di diritto), come il<br />
«(macellaio getta via il terriccio da intestini (?) » (Agbàni, XI, 81,<br />
lin. 18-24) [T.].<br />
§ 11. — (abu Zayd, da 'Abdallah b. Muhammad b. Hakim al-Tà'i,<br />
da al-Sa'di, da suo padre). Sa'id b. al-'As spedi con ibn abi 'A'isah, suo<br />
mawla, un dono ad 'Ali b. abi Tàlib, il quale esclamò: «Non cessa un<br />
«( garzone dei banù Umayyah di mandarci di ciò che Iddio ha dato in<br />
« parte al suo Profeta come cibo agli indigenti. Ma, per Dio, se io vivrò,<br />
le ne libererò come il macellaio getta via il terriccio dagli intestini »<br />
rghàni. XI, 31, lin. 24-28) [T.].<br />
§ 12. — (al-Mas'ùdi). (Dopo aver parlato dell'incertezza in cui 'U^m<br />
si trovava, di destituire Sa'id o di rimandarlo ad al-Kùfah). Alla fine<br />
gli scrissero quelli dalle loro provincie (dalle provincio dei prefetti presenti<br />
a. Madinah), lamentandosi del kharàg stornato e delle fi'ontiere abbando-<br />
nate (o devastate?). E 'Uthmàn li radunò e chiese: «Che ne dite?».<br />
Rispose Mu'àwiyah : « Quanto a me io son sodisfatto del mio esercito ».<br />
'Abdallah b. 'Àmir b. Kurayz: «Pensi egli [Sa'id] a reggerti il suo<br />
«< paese, eh' io penserò al mio ».<br />
'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh: « Non è cosa difficile sostituire un pre-<br />
« fetto, e nominarne un altro ».<br />
Sa'id b. al-'Às : « Se tu segui questo consiglio, saran quei di al-Kiifah<br />
•bitri di destituire e di nominare. Essi s'aggruppano nella moschea, per<br />
ir vane chiacchiere; impegnali nelle spedizioni, sicché siasela cura di<br />
« ciascuno di combattere dal dorso della sua bestia ».<br />
Udì la sua parola 'Amr b. al-'As, e andò nel masgid dove eran se-<br />
duti Talhah e al-Zubayr in un canto ; i quali gli dissero : « Vieni qua ». E av-<br />
vicinatosi lui, gli domandaron notizie: « Cattive », rispose. « Nessuna cosa<br />
« cattiva ha trascurata, che egli non abbia comandata ». Venne al-Astar,<br />
e gli dissero: «Il vostro 'àmil, che voi siete venuti a giustificare, v'è<br />
« stato ridato, (e il Califfo) vi ha ordinato di prepararvi per le spedizioni;<br />
« di far cosi o cosi ». E al-Astar: « Per Dio, noi volevamo lamentarci del<br />
«suo mal governo, non giustificarlo; e come potevamo se, Dio n* è testi-<br />
89.<br />
12<br />
si, a. N.<br />
ìRAQ-AL-KC<br />
FAH.-OUordii<br />
in al-K uf ah •<br />
••pultìona d«<br />
formatore S« i<br />
b. «1-A».!
§§ 12-u. 34. a. H.<br />
34. a. H. « monio, c'eravamo mossi per questo? Se non avessi speso tutto, e fiaccato la<br />
FAH.. Disordini * bestia, correrei ad al-Kùfah prima di lui per impedirgli l'ingresso ». E gli<br />
in ai-Kufah ed altri due: « Possiamo aiutarti noi per il viaggio ». — « Portatemi allora<br />
espulsione del ^^^ t • i t-, t • r'z-v r\r\r\ 1*1 /1\ T-« 1 •<br />
governatore Sald « 100,000 dirnam ». E gli prestarono ciascuno 60,000 dirnam (^). Egli<br />
b. ai-'Às.]<br />
\[ divise tra i suoi compagni, corse ad al-Kùfah e prevenne Sa'ìd, montò<br />
sul m i n b a r con la spada al collo, e la depose giù e disse : « Pei- Dio, il<br />
« vostro 'àmil, che voi rifiutavate per il suo mal governo, v'è stato riman-<br />
« dato e vi ordina di prepararvi alle spedizioni. Impegnatevi meco a che<br />
« egli non entri ». Grli prestarono la mano 10,000 kufani, per questo scopo,<br />
ed egli andò cavalcando con alcuni Thaqif, diretto a Madìnah o a Makkah.<br />
Incontrò Sa'id a Wàqisah, e gli disse tutto, ed egli se ne tornò a Madinah.<br />
al-Astar scrisse ad 'U^màn : « Per Dio, noi non abbiamo impedito l'ingresso<br />
« al tuo àmil per rifiutare a te la nostra obbedienza, ma per la sua mala<br />
« condotta con noi, e la sua severità nel punire. Manda nella tua provincia<br />
«chi crederai! ». Scrisse allora 'Uthmàn :<br />
«Guardate<br />
chi era amìr al<br />
« tempo di 'Umar e fate lui ». Cercarono, era abù Musa ai-Asari, e lui<br />
nominarono (Mas'<br />
ù<br />
di, IV, 262-265).<br />
Nota 1. — Questo è il solo fatto concreto raccontato dalla tradizione per. dimostrare la parte<br />
avuta da Talhah e da al-Zubayr nella rivolta contro il Califfo 'Uthmàn.<br />
§ 13. — (ibn al-Atbìr). 'U^màn rimandò i suoi 'ummàl alle loro<br />
Provincie, e ordinò di preparare la gente alle spedizioni, e deliberò di di-<br />
chiarar sacri (intangibili : t a h r i m) i loro ' a t à • perchè l'ubbidissero, e<br />
rimandò Sa'ìd ad al-Kùfah. La gente gli andò incontro da ai-Gara ah, e lo<br />
rimandarono come s' è raccontato.<br />
abù Thawr al-Huddàni: M'assisi presso Hudzayfah e abù Mas'ùd al-<br />
Ansàri nel masgid di al-Kufah il giorno di al-érara'ah. Or abù Mas'ùd<br />
disse : « Non credo che tu vi sarai rimandato là, senza che là vi sia sangue<br />
« sparso ». E Hudzayfah: « Per Dio, tu sarai rimandato, e non vi sarà una<br />
« goccia di sangue versato; e non vedo oggi cosa ch'io non conoscessi già<br />
« vivo il Profeta ».<br />
Sa'id tornò da 'Uthmàn senza che fosse versato sangue, e abù Musa<br />
andò amìr. 'Uthmàn prepose Hudzayfah b. al-Yamàn a far razzia in al-<br />
Bàb, e Hudzayfah parti (Athìr, III, 118).<br />
§ 14. — (al-Dzahabi). (Riassunto) S'intesero tra loro i Kufani e<br />
Basrensi per un giorno in cui ribellarsi insieme contro il Califfo 'Uthmàn,<br />
ma non fa mantenuto il patto [dai Basrensi]. Quei di al-Kùfah si mossero<br />
con Yazid b. Qays al-Aihabi. Mostrarono ad al-Qa'qà', ch'era sopra alle<br />
milizie, ch'essi non volevano Sa'id, e cacciarono quest'ultimo. Elessero abù<br />
Musa al-As'ari. Non vollero altri governatori.<br />
90.
34. a. H. u 14-n.<br />
'Uthmàn manda un Makhzumita e un Zuhrita per veder che volevano.<br />
Questi erano rimasti affezionati ad Uthmàn. Vennero a colloquio, e i due<br />
messi domandarono (ai Kufani) chi avessero consenzienti al loro programma<br />
in Madinah. Quelli risposero: « Tre persone ». — « E come farete? ». —<br />
« Vogliamo dire (al Califfo) alcune cose che abbiam seminato nel cuore<br />
« degli uomini, e poi torneremo a loro e darem loro ad intendere che egli<br />
« le ha riconosciute, ma non se n' è mostrato pentito. Faremo quindi ritomo<br />
« come pellegrini, e lo assedieremo, e lo destituiremo, e se n(m vorrà<br />
« (abdicare?), lo uccideremo ». I messaggeri toriiaron da 'Uthmàn, il quale<br />
si mise a ridere, e disse: « AUahumm, preserva quelli, giacché se tu non li<br />
«preservi, son disgraziati» (Dzahabi Paris, I, fol. 162,r.).<br />
§ 15. — Sui fatti di al-Kùfah e l'espulsione di Sa'id b. al-'Às, con-<br />
fronta anche:<br />
Abulfeda, I, 268-272;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. N. 187, IV, fol. 96,r. ;<br />
Mahàsin, I, 102, lin. 14-15;<br />
Maskawayh, I, 476-477;<br />
Mirkhond, II, 291-292;<br />
Mirkhond Rehatsek, III, 2, pag. 166-161;<br />
Muir Annals, 306-307, 319-320;<br />
Muir Caliphate, 217-218; 227-228;<br />
Miiller Islam, I, 301;<br />
Nuwayri, MS. Leid, I, fol. lll,r.-lll,v.;<br />
Price, Mahomm. Hist., I, 167-171;<br />
T abari, I, 2934-2936;<br />
Tabari Zotenberg, III, 580-588;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1561, fol. ll,v.-12,r.;<br />
Wardi, L 152-153;<br />
Wellhausen, Sk. u. Vorarb., VI, 125-127.<br />
Yàqùt, lì, 62, lin. 10-13.<br />
PERSIA. - Il NawrQz.<br />
§ 16. — Il Nawruz dei Persiani cadde sul 22 Saw^wàl (-= martedì<br />
5 maggio 655 dell' È. V.) (Hamzah, 161 [dice: giovedì]).<br />
SIRIA-MESOPOTAMIA. — Carestia.<br />
§ 17. — Nella cronaca di Michele Sirio, senza indicazione di anno, ma<br />
in un passo immediatamente precedente alla narrazione della fine di. 'Uth-<br />
màn, si danno molti e raccapriccianti particolari intorno ad una gravissima<br />
91.<br />
34. a. H.<br />
•iraq-al-kO.<br />
FAH.. Disordini<br />
in al-Kùfah ed<br />
espulsione del<br />
governatore Saìd<br />
b. al- ÀS.1
34. a. H.<br />
[SI RIA. M ESOPO<br />
TAMIA. - Care<br />
17, 18. 34. a. H.<br />
carestia che infierì in Mesopotamia ed in Armenia. Le fonti arabe non<br />
ne fanno menzione e ciò induce a credere che il flagello fosse locale e non<br />
stia-3 generale in tutta l'Asia Anteriore. Non traduciamo il lungo testo, perchè<br />
consta di vari episodi e casi di orribile antropofagia, r; non contiene no-<br />
tizie di carattere storico. Si narra di bambini uccisi o divorati, e di uomini<br />
e donne morti di malattie, a cui vennero tagliate le parti più carnose per<br />
essere mangiate. È da notarsi tuttavia che i colpevoli di antropofagia sono<br />
tutti succevssivamente puniti, crocifissi o arsi vivi: non è detto però da<br />
chi, se cioè dalle autorità locali cristiane, o da quelle musulmane (Michel<br />
Syrien, II, 446-449).<br />
SIRIA-ASIA MINORE-LICIA. — Fenice. Vittoria navale sui Greci<br />
detta Ghazwah al-Sawari.<br />
§ 18. — La serie monotona delle razzie estive, a cui si ridusse tutta<br />
l'attività araba contro i Bizantini durante il califfato di 'Uthmàn, è inter-<br />
rotta in modo inaspettato dalla grande battaglia navale di Phoinix, che<br />
terminò con la vittoria completa degli Arabi. Sulle ragioni di questo im-<br />
portante fatto d'armi non abbiamo particolari né da fonte araba, né da quella<br />
bizantina. L'episodio narrato da Michele Sirio e da <strong>The</strong>ophanes (§§ 33, 34),<br />
non sembra ragione sufficiente di evento cosi decisivo in cui gli Arabi da<br />
una parte ed i Bizantini dall'altra sembrano aver raccolto tutte le loro<br />
forze per assicurarsi il dominio del mare. Le fonti arabe narrano la bat-<br />
taglia senza dir nulla sui precedenti : quelle cristiane sembrano attribuirne<br />
agli Arabi V iniziativa, e descrivono i Bizantini come mossi da sole ragioni<br />
di difesa.<br />
Se però è vero che i due nemici riunissero un numero cosi ingente<br />
di navi, dobbiamo ritenere che da ambo le parti si andasse preparando<br />
un grande sforzo per il dominio del mare. Grii Arabi dovevano essere di-<br />
ventati sempre più molesti ai Bizantini; e le loro incursioni e razzie per<br />
mare debbono essere cresciute in numero e in violenze, con gravissimo<br />
danno del commercio fra Costantinopoli, le isole dell'Egeo, la Grecia,<br />
l'Italia e il resto del Mediterraneo. S'impose quindi all'imperatore la ne-<br />
cessità di mettere un termine a questo molestissimo stato di cose, e forse<br />
per qualche anno egli andò riunendo ed armando una flotta numerosa. Di<br />
ciò sicuramente furono informati gli Arabi, i quali da parte loro si prepara-<br />
rono a controbilanciare il piano bizantino con l'allestimento di una flotta<br />
che potesse respingere il tentativo dell' imperatore :<br />
forse gli Arabi, spinti da<br />
quella tendenza aggressiva che li distinse nei primi tempi dell' Islam, mos-<br />
sero per i primi all'assalto, sperando con molta probabilità di aggredire i<br />
92.
04« ci» ri*<br />
Cireci prima che fossero pronti. I^a jiprova doU'ortensiva arai»! attcstatn 34. a. h.<br />
esplicitamente dalle fonti siriache e bizantine (cfr. §§ 153-36) si ha poi nel '^no're-li e in-<br />
tatto che il combattimento avvenne nelle acque bizantine, a Fenice di Licin Fenice, vittoria<br />
(love gli Arabi andarono a cercare i Greci. Se i (Ireci avessero avuto l'ini dettaChazwTh<br />
ziati va dell'offensiva, la battaglia si sar
^<br />
§§ 18-22. 34. a. H.<br />
34. a. H. Sulla data della battaglia navale v'è nelle fonti una qualche incer-<br />
NORE-LiciA.-
34. a. H. 1$ 2a->
•-'•; 34. a. H.<br />
*fs<br />
34. a. H. ,< è ciò?». Gli fu risposto : «È<br />
NORE-LiciA.-<br />
Muhammad b. abi Hudzayfah che fa il<br />
« takbir >. 'Abdallah b. Sa'd lo chiamò allora a sé e gli disse: « Che cosa<br />
Fenice. Vittoria « è questa novità? >. Quegli rispose: « Non è questa eresia o novità, e non<br />
dettaGhazwah<br />
* "^^ ^ nulla di male nel takbìr! ». Gli disse quegli: «Non tornare a<br />
ai-Sawàri.) « faiio ! ». Muhammad b. abì Hudzayfah allora tacque. Ma quando 'Abdallah<br />
b. Ha'd fece fare la preghiera del maghrib, Muhammad intonò il takbir<br />
a voce più alta della prima volta. 'Abdallah gli mandò allora a dire : « Tu<br />
« sei un ragazzo stupido. E per Dio, se non fosse che io non so quel che<br />
« piaccia al Principe dei Credenti, avrei avvicinato la distanza fra le tue<br />
« gambe [messe in ceppi]! ». Rispose Muhammad b. abi Hudzayfah: « Per<br />
« Dio, non hai modo di farlo ; e anche se lo pensassi, non ci riesciresti »<br />
E 'Abdallah: «Astienti, è meglio per te; non ti imbarcherai con noi».<br />
Rispose: «Mi imbarcherò con i Musulmani». Disse: «Imbarcati dove<br />
«vuoi!». E si imbarcò su una nave in cui era solo [musulmano] e gli<br />
altri tutti copti. Quando giunsero a Dzàt al-Sawàri, si scontrarono con tutti<br />
1 Greci con le 500 o 600 navi, in cui si trovava Qustantìn b. Hìraql.<br />
Muhammad disse: « Consigliatemi ». Risposero: « Vedremo questa notte ».<br />
E la passarono sonando i nàqùs, mentre i Musulmani facevano la pre-<br />
ghiera e invocavano Iddio. Al mattino Qustantìn decise di muovere all'as-<br />
salto; fece avvicinare le navi mentre i Musulmani facevano altrettanto, e<br />
legavano le navi una all'altra. 'Abdallah b. Sa'd dispose i Musulmani sui<br />
bordi delle navi, e ordinò loro di leggere il Qur*àn, e li esortò a tener<br />
saldo. I Greci fecero impeto sui ranghi [disposti] sulle navi dei Musulmani<br />
finché ne scompigliarono le file, ed essi [Musulmani] combatterono non più<br />
disposti in rango. Combatterono con grande furore finché Dio diede In vit-<br />
toria ai Musulmani, i quali fecero dei Greci una grande strage, tanto che<br />
non se ne salvarono se non i fuggiaschi.<br />
'Abdallah si fermò in Dzàt al-Sawàri, dopo la fuga dei nemici, alcuni<br />
giorni. Quindi volse in ritorno. Muhammad b. abi Hudzayfah cominciò a<br />
dirgli: «Per Dio, abbiamo lasciato indietro il vero gihàd» (rfr. § 46; e<br />
So. a. lì., § 48). Quegli disse: «Quale gihàd?». Rispose: « 'LFthmàn b.<br />
« 'Affàn ha commesso questo e questo, tanto che ha rovinato il popolo ».<br />
E tornarono in patria dopo che egli li avea subornati, e dissero apertamente<br />
ciò che prima non dicevano (T a bari, I, 2869, lin. 3-2870, lin. 16)<br />
[M. G.].<br />
§ 27. — (Muhammad b. 'limar [al-Wàqidi], da Ma'mar b. Ràsid, da al-<br />
Zuhri). Muhammad b. abì Hudzayfah e Muhammad b. abi Bakr partirono in<br />
spedizione l'anno che parti 'Abdallah b. Sa'd: e svelarono i difetti di 'Uthmàn,*'<br />
quanto egli aveva cambiato, in quanto aveva agito diversamente da abii<br />
96.<br />
.
84. a. H. M 97.29.<br />
Bakr e da 'Umar: e dicevano esser lecito uccidere Uthmàn, e dicevano: 3*- *- «•<br />
«Egli ha fatto suo luogotenente 'Abdallah b. Sa'd, uomo di cui aveva ^^nore-lIciT'<br />
«dichiarata lecita l'uccisione l'Inviato di Dio, e circa la cui empietà di- Fenice, vittoria<br />
«scese la rivriazioue; quelli che il Profeta di Dio ha scacciato, egli li ha detu'ohazwTh<br />
«ricevuti; ha destituiti i Compagni del Profeta e ha fatto luogotenenti «i-sawàri.i<br />
« Sa'id b. al-'As e 'Abdallah b. 'Àmir ». 'Abdallah b. Sa'd seppe di ciò e<br />
^disse: « Non vi imbarcate con noi ». Essi si imbarcarono in una nave in<br />
cui non vi era un musulmano. Si scontrarono con il nemico, e furono dei<br />
deboli nella battaglia. Interrogati su ciò, risposero: «Come possiamo com-<br />
« battere con un uomo cui non ci conviene fare nostro capo, 'Abdallah<br />
« b. Sa'd, il luogotenente di 'Uthmàn, il quale ha fatto quello che ha<br />
« fatto? >. Essi due subornarono il corpo di spedizione e mossero acer-<br />
rimi rimproveri ad 'Uthmàn. 'Abdallah b. Sa'd mandò allora ad essi la<br />
espressa proibizione di fai* così, e disse : « Per Dio, se non fosse che io non<br />
« so se il Princi[)o dei Credenti la pensi come me, vi punirei e vi met-<br />
* terei in prigione» (Tabari, I, 2870, Un. 16-2871, lin. 12) [M. G.].<br />
Cfr. anche Atliir, IH, 90-91.<br />
Khaldùn, II, App. 130, aggiungendo che con ibn abi Sarh era<br />
Mu'àwiyah coi Siri. E anche alla fine : Or<br />
quel luogo fu detto Dzàt<br />
al-Sawàri e la Ghazwali pure, per la moltitudine degli alberi di nave<br />
(sawàri) che vi si videro. E questa spedizione fu nel 31. H., secondo<br />
altri nel 34. H.<br />
§ 28. — (ibn al-Athir). Qustantin se ne andò con la sua nave in Sicilia,<br />
e quella popolazione gli domandò che iòsse accaduto. Ed egli lo disse. Ed essi:<br />
« Hai rovinato i Cristiani! Se venissero gli Arabi, nessuno li tratterrebbe ».<br />
Poi lo fecero entrare nel bagno e l'uccisero, e poi, lasciati andare quelli<br />
ch'erano nella nave con lui, permisero loro di ritornare a Costantinopoli<br />
(Athir, III, 92).<br />
Nota 1. — Le fonti arabe, commettendo un errore cronologico, collegano strettamente il disastro<br />
navale dei Bizantini nel 654 È. V. (= 34. H.) con la ritirata di Costantino in Sicilia nel 662 dell' E. V.<br />
(=42. a. H.) e la sua morte violenta a Siracusa nel 668 dell' È. V, (=48. a. H.).<br />
§ 29. — (a) (Yahya b. 'Abdallah b. Bukayr, da al-Layth b. Sa'd). Dipoi<br />
Abdallah b. Sa'd b. abì Sarh razziò Dzu-1-Sawàri nell'anno 34. H. (*Abd<br />
jal-hakam, 255, lin. 12-14).<br />
(b) ('Abdallah b. Sàlih, da al-Layth b. Sa d, da Yazid b. abi Habib).<br />
'Abdallah b. Sa'd, sceso che fu a Dzù-l-Sawàri, mandò una metà del suo<br />
f^esercito insieme con Busr b. Artàh a scorazzare nel continente. Passati che<br />
furono, andò uno da Abdallah b. Sa'd, e gli disse: « Ciò che avresti fatto<br />
« nel caso che Hiraql ti mandasse mille navi, fallo ora».<br />
97.<br />
13
34. a. H.<br />
ISIRIA-ASIAMI-<br />
NORELiCIA.-<br />
Fenice. Vittoria<br />
navale sui Greci<br />
detta Ghazwah<br />
al-Sawàri.}<br />
§§ 29^1. 34. a. H.<br />
(c) (Altri che Layth). Si tratta del figlio di Hiraql, perchè Hiraql era<br />
morto nell'anno 29. H. (^), mentre i Musulmani assediavano Alessandria<br />
('Abd al-hakam, 265, lin. 14-256, lin. 3).<br />
Cfr. Hubays, MS. Berlin, fol. 109,v.<br />
Nota 1. — Sulla morte di Eraclio cfr. 20. a. H., §§ 354 e segg.<br />
§ 30. — (al-Layth, da Yazìd b. abi Habib). Le navi dei Musulmani<br />
erano in quel tempo poco più di duecento. E 'Abdallah b. Sa'd, levatosi<br />
di mezzo alla folla, disse : « M' hanno riferito che Hiraql è venuto a voi<br />
« con mille navi. Consigliatemi ». Nessuno dei Musulmani aprì bocca. Attese<br />
allora un poco perchè riflettessero, e poi si levò una seconda volta e disse lo<br />
stesso. E poiché nessuno rispose, si sedette ancora ;<br />
si levò una terza volta e<br />
disse: « Non rimane nulla; consigliatemi >. Allora un madinese, che era vo-<br />
lontario (mutatawwi') insieme con 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh, parlò:<br />
schiere piccole hanno battuto<br />
« O principe ; Iddio altissimo dice : Quante<br />
«schiere numerose coU'aiuto di Dio! E Iddio è coi pazienti! ». 'Abdallah<br />
disse: « Montate nel nome di Dio! >. Montarono: e in ogni barca non c'era<br />
che mezzo equipaggio, essendo andata l'altra metà con Busr. Nello sconta ><br />
si batterono con le fi-ecce. Hiraql attese per non essere volto in fuga, e<br />
i generali s'avvicendavano a lui, portando le notizie. Egli domandò : « Che<br />
«hanno fatto?». E quelli: «Si stanno combattendo con le frecce». Ed<br />
egli: «Vincono i Riim ». Poi domandò che facessero. E quelli: «Hanno<br />
« finito le frecce, e si tirano le pietre ». Ed egli: « Vincono i Rum! ». Più<br />
tardi domandò che fosse stato. Gli risposero : « Hanno finito le pietre, e<br />
« hanno legato le barche l'una con l'altra, e lottano con le spade ». Ed<br />
egli: «Vincono i Rum!» ('Abd al-hakam, 256, lin. 4-14).<br />
Cfr. Hubays, MS. Berlin, fol. 109,v.<br />
§ 31. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abd al-malik b. Maslamah; da ibn La-<br />
hi'ah, da Yazid b. abi Habib). Le barche erano allora legate con catene<br />
durante la battaglia. E fu legata la nave di 'Abdallah b. Sa'd, ch'era<br />
allora l'amir, con una nave nemica, e per poco questa non rovinò la<br />
nave di 'Abdallah. Allora 'Alqamah b. Yazid al-Ghutayfì, ch'era con 'Ab-<br />
dallah b. Sa'd, si levò, e tagliò la catena con la spada. 'Abdallah in se-<br />
guito domandò alla moglie sua Basisah bint Hamrah, la quale si tro-<br />
vava allora con 'Abdallah, essendoché gli uomini facevano razzia con le<br />
loro mogli, nelle barche: «Chi t'è parso più valoroso?». Ed essa disse<br />
tre volte: « quello della catena ». 'Abdallah aveva domandato in isposa Ba-<br />
sisah, ma il padre rispose : « L' ha già chiesta 'Alqamah e gli ho dato pro-<br />
« messa. Se egli la lascia, prendila pure ». 'Abdallah parlò allora con 'Al-<br />
qamah, questi rinunziò, e la sposò 'A bdallah ; poi 'Abdallah le mori, e la
84. a. H. H 81^.<br />
sposò 'Alqamah b. Yazid. Morto 'Alqamah, la sposò Kurayb b. Abrahah, 34. a. m.<br />
e mori sua moglie l'anno che Marwàn uccise al-Akdar b. ^amàmir ('Abd ^^nore-l'cuI'^<br />
al-hakam, 256, lin. 14-267, Un. 9). Fenice. Vittoria<br />
(b) (Altri che ibn Lahi'ah). Marwàn uccise al-Akdar b. Humàm lo dew. Gh.zw'Hl<br />
stesso giorno che mori Basisah. Ne ebbe notizia Kurayb b. Abrahah e «i -Satiri.)<br />
disse : « [Non mi muovo] fino a che non sia finita di seppellire questa<br />
« bara! ». E non si mosse fino a che non fu ucciso. E la gente biasimò<br />
quel giorno al-Akdar e Kurayb. Il racconto della sua uccisione sarebl)e<br />
troppo lungo ('Abd al-hakam, 267, lin. 9-14).<br />
§ 32. — (Altri che ibn Lahi'ah). I Rum andarono da Qustantìn b. Hiraqi<br />
nell'anno 36. H. e gli dissero : « Tu lasci Alessandria agli Arabi, la città<br />
«nostra grande?». E l'imperatore: «Che posso io fare con voi, se non<br />
«sapete padroneggiarvi un'ora quando lottate con gli Arabi? ». E quelli :<br />
« Andiamo, e morremo! ». E gli prestarono giuramento con questo prop
34. a. H.<br />
[SIRIA-ASIA Ml-<br />
NORE-LICIA.-<br />
Fenice. Vittoria<br />
navale sui Greci<br />
detta Ghazwah<br />
al-Sawàri.l<br />
§ 33. 34. a. H.<br />
navi. Aveva mandato alla testa dell'esercito abù-1-A'war. Andarono nel<br />
luogo chiamato Phoenix. L' imperatore Costante venne loro contro col<br />
fratello Teodosio. Il giorno avanti a quello in cui si disponeva a dar bat-<br />
taglia ai Tayyàyé, l'imperatore si addormentò ed ebbe un sogno, in cui<br />
gii pareva di essere a Tessalonica. Avendo raccontato questo sogno ad un<br />
interprete, questi gii rispose : « Volesse il cielo, o imperatore, che tu non<br />
« avessi dormito né visto questo sogno ! BsaaaXov'TCTj vuol dire hèQ àXXco xtìv<br />
« vixTjv, cioè: lascia ad altri la vittoria! Senza dubbio la vittoria è riser-<br />
« bata al tuo nemico». L'imperatore disprezzò l'interprete di sogni, im-<br />
pegnò per mare un combattimento navale, che fa vittoria per i Tayyàyé<br />
e sconfitta per i Romani. Per poco l'imperatore stesso sarebbe stato preso,<br />
se il figlio di Buccinator non fosse saltato nelle barca imperiale e non<br />
l'avesse fatto passare in un'altra perchè fosse salvo :<br />
rimase<br />
egli stesso<br />
sulla barca imperiale e, dopo avere ucciso an gran numero di nemici, fii<br />
ucciso anche lui. La pugna fu si violenta, che una nuvola di vapore s'in-<br />
nalzava tra le barche (incendiate?), come una nuvola di polvere si alza<br />
dalla terra. L' imperatore Costante e suo fratello fuggirono alla città impe-<br />
riale, e l'esercito dei Romani fu scompigliato. La pugna si calmò e cessò, ^<br />
abii-1-A'war, generale dei Tayyàyé, diede l'ordine di togliere i cadaveri<br />
che galleggiavano sulle acque come avanzi d'un naufragio; il loro numero'<br />
s'alzò fino a ventimila.<br />
Quando i Tayyàyé si prepararono di nuovo a marciare contro Costan-<br />
tinopoli, Tolomeo venne a prometter loro di dare ogni anno il tributo della<br />
terra dei Romani. E poiché egli li ingannò, i Tayyàyé vennero e deva-<br />
starono l'Isauria. Tolomeo usci di nuovo, diede l'oro e fece coi Tayyàyé<br />
una tregua di tre anni (cfr. 39. a. H., §§ 9-16!. L'imperatore mandava<br />
Gregorio, figlio di suo fratello, come ostaggio presso Mu'àwiyah, per motivr><br />
dell'oro (per sicurtà del tributo).<br />
Ma i Tayyàyé non tennero le loro promesse, neanche, d'altra parte,<br />
i Romani, non solo riguardo ai Tayyàyé, ma neanche tra loro. Li maniera<br />
che Costante, per lasciar l'impero in eredità ai suoi figli, uccise suo fra-<br />
tello Teodosio. Quando i soldati videro che egli faceva tutto ciò senza<br />
pietà come senza motivo, lo detestarono. Egli, vedendosi detestato, ebbe<br />
paura e andò a Roma. Ma rimanendovi a lungo, i soldati insorsero contro<br />
lui, dicendo : « Non conviene all' imperatore di risiedere a Roma, perchè<br />
«questa città è lontana dai Tayyàyé». Egli andò allora nell'isola di Si-<br />
cilia, e giunto a Siracusa, gli piacque di abitare in quel luogo e vi fece venire<br />
i suoi figli. Gli abitanti della città (Costantinopoli) non lo permisero, e dice-<br />
« vano: Non lasceremo che i nostri imperatori se ne vadano da noi ». Allora<br />
100.
egli proclamò auto( iati i suoi tre ligli Costantino. Til)orio ed K '<br />
mleghi, ed incendiarono tutte le provviste militali raccolte: di poi fecero<br />
ve vela per la Romania.<br />
Mu'àwiyah non por questo rinunziò al suo piano di guerra, ma mos.sc<br />
con l'esercito di terra sino a Cesarea di Cappadocia, mentre Aboùlabar (o<br />
Iil vestito imperiale, insieme con molti altri. L'imperatore messo cosi in<br />
34.<br />
a. h.<br />
fece abitare nella riHii imperiale. Quanto a lui. i iiMa>.' a Siracusa tutto il '^mo're uciT<br />
resto della sua vira.<br />
"'>.''<br />
toni
34. a. H.<br />
[SIRIA-ASIA MI-<br />
NORE-LICIA.-<br />
Fenice. Vittoria<br />
navale sui Greci<br />
detta Ghazwah<br />
al-Sawàri.l<br />
§§ 36-39. 34. a. H.<br />
§ 35. — Nell'anno 34 H. Mu'àwiyah allestì molte navi in Tripoli sulla<br />
costa del mare : allestì anche molte schiere d'armati, allo scopo di imbarcarle^<br />
sulle navi e di invadere il territorio dei Greci. Mu'àwiyah aveva però due gio-<br />
vani greci ai quali era molto affezionato e nei quali si fidava. Questi due libe-<br />
rarono i numerosi prigionieri rinchiusi in Tripoli, incendiarono le navi musulmane<br />
e imbarcatisi su alcune, fuggirono a Costantinopoli (Baethgen, 113).<br />
Cfr. anche Dulaurier Recherches, pag. 234-235.<br />
§ 36. — (a) Sed mox Moabia eius sortitus<br />
annos XXV . . . adversus quem Constans Augustus<br />
est sedem<br />
et amplius<br />
regnatque<br />
adgregans<br />
rates infeliciter decertavit, vix cum paucis per fugam evasit (Continuatio<br />
Byzantia Arabica, pag. 343-344).<br />
(b) Huius temporibus in era DCLXL anno Arabum XXXV, Moabia<br />
precessoris sortitus est sedem, regnans in ea annis XXV . . . Adversus<br />
quem<br />
Constans Augustus mille et amplius iembes adgregans infeliciter decer-<br />
tabit et vix cum paucis equorabiliter aufugens lapsus evasit (Continuatio<br />
Hispana, pag. 343-344).<br />
§ 37 (cfr. § 32). — (al-Tabari), Nell'anno 35. H., Qustantìn b. Hiraql<br />
fece la sua spedizione (a quanto dice Muhammad b. 'Umar al-Wàqidi, da<br />
Hisàm b. al-Ghàzi, da '[Jbàdah b. Nusayy) con mille navi contro la terra<br />
dei Musulmani. Ma Iddio li lasciò in balìa d'un vento impetuoso che li<br />
fece annegare. Qustantìn b. Hiraql scappò in Siqiliyyah. Gli prepararono un<br />
bagno caldo, dov'egli c'entrò e li l'uccisero dicendo :<br />
« Tu hai causato la<br />
«morte dei nostri uomini» (T ab ari, I, 3086, lin. 19-3087, lin. 4).<br />
Cfi\ anche Athìr, III, 160 e 35. a. E., § 415.<br />
§ 38. — Mentre si svolgeva la campagna per mare sotto il comando di<br />
abù-l-A*war, Mu'àwiyah b. abi KSufyàn penetrò con l'esercito musulmano in<br />
Asia Minore sino a Cesarea di Cappadocia (Cedrenus [ed. Bonn), I, 756).<br />
Cfr. anche §§33, 34.<br />
§ 39. — Sulla battaglia navale detta Ghazwah al-Sawàri, cfr. anche :<br />
'Abd al-hakam, MS. Paris, 1687, pag. 255-258;<br />
Amari, Bibl Arab.-Siciil, I, 271-272, 337-338, 353-354;<br />
Amari, Stor. Musulm. Sicilia, I. 92-94 (nel 655 dell' È. V.);<br />
Athìr, III, 90-92 (nel 31. o 34. a H.), 115, 160;<br />
Bury, Hist. Later Rom. Emp., II, 290-291;<br />
Cedrenus, I, 755-756 (nel 13^ anno di Costante II);<br />
Dahlàn Futùhàt, I, 101-102;<br />
Dulaurier Recherches, 234-235;<br />
Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 155,r.;<br />
Elia Bar Sinaya, 86-87;<br />
102.
34. a. H. •»*j -^'J,
tro Cipro.]<br />
§§ 40-43. 34. a. H.<br />
3*- a- *^' Il Dulaurier rileva che tra le due date esiste una differenza di<br />
{SIRIA-CIPRO..<br />
Spedizione di «©^te anni.<br />
abu-i-A'war con- <strong>For</strong>se si confondono le date della spedizione di Mu'àwiyah nel 28. H.<br />
(=648 dell' È. V.) con quella della spedizione di abù-l-A'war, che potrebbe<br />
essere avvenuta nell'estate del 664 dell' È. V. == estate 34. a. H. Siccome<br />
nell'anno 34. H. si ebbe la grande vittoria navale di Ghazwah al-Sawàri,<br />
non è forse probabile che una parte della flotta vincitrice tornasse a de-<br />
predare l'isola?<br />
IMPERO BIZANTINO-COSTANTINOPOLI.<br />
§ 41. — Mori Paolo, patriarca di Costantinopoli. Gli successe Pirro<br />
per quattro mesi e ventidue giorni. Poi fu eletto patriarca Pietro.<br />
Cfr. Eutychius, ed. Cheikho, II, 28, lin. 4-5 [nel 9*^ anno di 'Uthmànj;<br />
Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744), IV, 111, 112 (anni 654 e 655 del-<br />
l' È. V.);<br />
Le Q u i e n , Oriens Christianus, I, 228-231<br />
IMPERO BIZANTINO-ITALIA. {Cfr. 32. a, ff., § 72).<br />
§ 42. — L'8 settembre 654. dell' È. V. = 19 Safar 34. a. H., fu eletto<br />
papa Eugenio I mentre viveva ancora in esilio papa Martino.<br />
Anastasius [Muratori, Eer. Ital. Scr., Ili, 140J;<br />
Kaestner, De imperio Costantini, III, 67 e segg.<br />
Lebeau, XI, 363-365;<br />
Muralt, I, 300;<br />
Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744), IV, IH.<br />
IMPERO BIZANTINO-ITALIA-COSTANTINOPOLI.<br />
§ 43. — Papa Martino, prigioniero dei Bizantini, giunse a Costanti-<br />
nopoli, il 17 settembre 654 dell' È. V. (= 28 Safar 34. a. H.) e vi subì gravi<br />
maltrattamenti.<br />
Cfr. Amari, St. Musulm. Sicilia, I, 90-91;<br />
Anastasius [Muratori, Rer. Ital. Scr., Ili, 140];<br />
Bury, Hist. Later lìom. Emp., II, 295-296;<br />
Kaestner, De imperio Costantini, III, 62-64;<br />
Lebeau, XI, 356-362;<br />
Muralt, I, 299-300;<br />
Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744), IV, 109-110.<br />
Cfr. 35. a. H., § 416.<br />
104.<br />
.<br />
;
84. a. H.<br />
ARABIA. — Convocazione dei governatori in Madlnah ('). - Agitazione<br />
crescente contro il Califfo UUimàn.<br />
§ 44. — (C/r. 88. a. H., § 42), (Gafar b. 'Abdaìlah al-Muhamraadi, da<br />
'Amr b. Haiiimàd b. Talhah e 'Ali b. Husayn b. 'Isa, da suo padre, da Hàrùn<br />
b. Sa'd, da al-*Alà b. 'Abdallali b. Zayd al-'Anbari). Si riunirono alcuni<br />
musulmani (in al-Kùfah), e ragicmarono fra loro sul modo di agire di *Uthmàn<br />
e quello ch'egli aveva fatto: furon d'accordo nel decidere di mandargli<br />
imo che gli parlasse e gli facesse vedere le novità [da lui introdotte]. Gli<br />
mandarono 'Amir h. Abdallaìi al-Tamimi al-'Anbari, quegli che è chiamato<br />
Amir b. 'Abd Qays. Questi venne ed entrò presso di lui e gli disse: « Al-<br />
< cuni musulmani si sono radunati e hanno considerato le tue azioni: e<br />
* lianno trovato che tu hai commesso gravi colpe. Temi dunque Iddio eccelso<br />
34. a. H.<br />
[ARABIA.<br />
cazione dei governatori<br />
in Ma-<br />
dlnah.<br />
- Convo-<br />
- Agita-<br />
zione crescente<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.l<br />
44, 45. 34. a. H.<br />
< gotenenti a occuparsi per te di quello che è sotto la' loro giurisdizione ».<br />
Quindi passò ad 'Abdallah b. Sa'd e gli disse: « Qual è il tuo parere? ».<br />
Rispose : « Principe dei Credenti, il popolo è cupido :<br />
dagli danaro e i<br />
« loro cuori ti saranno attaccati ». Quindi andò da 'Amr b. al-'As e gli<br />
disse: «Qual è il tuo parere?». Rispose: «Io credo, o Principe dei Cre-<br />
« denti, che tu hai commesso cose odiose contro il popolo ; or fa proposito<br />
« di esser giusto, o se non lo vuoi, decidi di dimetterti, o se non lo vuoi,<br />
« piglia qualunque decisione e va avanti! ». Gli disse 'Uthmàn: « Che hai?<br />
«Hai i pidocchi nella testa? Sono queste cose serie?». ['Amr] tacque un<br />
poco ; ma<br />
quando furono andati via gli disse : « Io ti venero troppo, o<br />
« Principe dei Credenti, perchè dica queste cose sul serio : ma<br />
so che il<br />
« popolo conoscerà il consiglio di ciascuno di noi ; e ho voluto che arri-<br />
« vasse loro il mio detto in modo che abbiano fiducia in me, e io ti possa<br />
«fare del bene o [almeno] allontanare il male» (T ab ari, 2931, lin. 6-<br />
2933, lin. 7) [M. G-.].<br />
Nota 1. — Nell'ultimo anno del suo governo 'Uthmàn, che sinora appariva animato di un pla-<br />
cido ottimismo nei riguardi dell'agitazione nelle provincie, sembrò turbarsi, e volle essere più minutamente<br />
informato di ciò che avveniva e si diceva nelle provincie ; perciò convocò in Madinah i governatori<br />
delle quattro maggiori circoscrizioni amministrative dell'impero, al-Basrah, al-Kùfab, Siria ed Egitto.<br />
L'Arabia non aveva governatore, perchè allora, come prima di Maometto, era ingovernabile nel suo in-<br />
sieme. Sul convegno di somma importanza non siamo informati più particolarmente ed ignoriamo il<br />
tenore dei comunicati e delle discussioni. Le lunghe tradizioni che seguono sono componimenti letterari<br />
e saggi di bello stile arabo, onde si può ragionevolmente dubitare dell'autenticità di quanto è messo<br />
in bocca ad ogni governatore. Se si analizzano i discorsi, si viene alla conclusione che non valeva la<br />
spesa, per udirli, di far venire i governatori. Constatiamo inoltre che la tradizione non solo ignora gli<br />
argomenti discussi nel convegno, ma nulla può dirci sulle decisioni prese. E probabile, per ovvie ragioni<br />
di politica interna, che le discussioni e le decisioni furono tenute segrete.<br />
Certo è soltanto che tre dei quattro governatori, quando tentarono di rientrare nelle loro provincie,<br />
trovarono le popolazioni insorte e dovettero rinunziare alla carica che tenevano. Solo Mu'àwiyah potè<br />
rientrare sicuramente nella sua provincia e riprendere le redini del governo della medesima.<br />
§ 45. — (Gra'far, da 'Amr b. Hammàd e 'Ali b. Husayn, da Husayn,<br />
da suo padre, da 'Amr b. abì-1-Miqdàm, da 'Abd al-malik b. 'Umayr al-<br />
Zuhri). 'Uthmàn radunò i capi di esercito Mu'àwiyah b. abi Sufyàn, Sa'id<br />
b. al-'As, 'Abdallah b. 'Amir, 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh e 'Amr b. al-'As,<br />
e disse loro: « Consigliatemi, poiché il popolo è inferocito contro di me ».<br />
Disse Mu'àwiyah :<br />
« Ti consiglio di ordinare a tutti i capi esercito che si<br />
« incarichino per te di quello che è sotto la loro giurisdizione: io ti pen-<br />
« serò al popolo di Siria ». Disse 'Abdallah b. 'Amir: « Io credo opportuno<br />
« per te che li riunisca in questi eserciti, perchè ognuno di essi pensi alle<br />
« piaghe della sua bestia e tu li distragga dall' agitarsi contro di te ». Disse<br />
'Abdallah b. Sa'd : « Ti consiglio di accertarti che cosa li ha irritati, e di<br />
« contentarli, versar loro questo denaro, perchè sia ripartito ft-a di loro ».<br />
Quindi si alzò 'Amr b. al-'As e disse : « 'Uthmàn, tu hai fatto cose odiose<br />
106.
€ al popolo, come i banù Umayyah ;<br />
34. a. H. Il 45^ 4e<br />
hai detto come hanno detto e hai 3** •• w.<br />
«mancato come hanno mancato. Sii giusto, o dimettiti, e se non vuoi, cazione dei"go-<br />
«prendi qualunque decisione e va avanti!». Gli disse 'Uthmàn : «Che vernatori in Ma-<br />
« hai? Hai i pidocchi in testa? Son queste cose serie? ». 'Amr tacque finché z'io"ne crescente<br />
tutti se ne andarono, e Tallora] disse: «No, per Dio, o Principe dei Gre- contro ii Califfo<br />
« denti, io ti onoro troppo perchè possa dire ciò sul serio (lett. per ciò).<br />
« Ma so che alla porta c'è gente, la quale sa che tu ci hai radunati affinchè<br />
« ti consigliamo. E ho voluto che sapessero quello che io ho detto, in<br />
« modo che ti faccia del bene o almeno ti allontani il male ». 'Uthmàn<br />
riportò i luogotenenti all'occuparsi delle proprie provinole e ordinò loro di<br />
tenere a freno chi era sotto di loro, di riunirli negli eserciti e di sospen-<br />
dere i donativi, affinchè li rendesse ubbidienti ed essi avessero bisogno di<br />
lui. E fece Sa'id b. al-'As governatore di al-Kùfah, ma il popolo di al-Kùfah<br />
mosse contro di lui armato, si scontrarono con lui, lo respinsero, e dissero :<br />
« No, per Dio, non ci governerà, finche porteremo le spade !» (T a b a r i<br />
I, 2983, lin. 7-2934, lin. 9).<br />
Cfr. Athir, III, 117-118.<br />
§ 46. — (al-Wàqidi ritenne che 'Abdallah b. Muhammad avesse udito).<br />
Quando venne l'anno 34. H., i Compagni del Profeta scrissero gli uni agli<br />
altri : « Venite (a Madinah) :<br />
se voi cercate di fare la guerra santa, l'abbiamo<br />
« qui presso di noi! » {cfr, § 26). Crebbe intanto la gente ostile a 'Uthmàn, e<br />
contro di lui furono lanciate calunnie più vergognose che contro qualunque<br />
altra persona. I Compagni del Profeta videro e udirono tutte queste cose,<br />
ma nessuno di loro vi si oppose, o cercò di impedirlo o negò e vietò le<br />
calunnie. Fra i pochi Compagni che alzarono la voce in protesta, v'erano:<br />
Zayd b. Thàbit, abù Usayd al-Sà'idi, Ka'b b. Màlik e Hassàn b. Thàbit.<br />
La gente allora si riunì e pregò 'Ali b. abi Tàlib di recarsi a parlare con<br />
il Califfo 'Uthmàn. 'Ali andò e disse al Califfo: « Io non so che cosa dirti,<br />
« perchè nulla io so che tu ignori, né posso indicarti una cosa che tu non<br />
« conosci. Tu sai quello che noi sappiamo, né ti abbiamo preceduto in chec-<br />
« chessia, su cui noi potremmo darti informazione . . . Nulla<br />
ci è noto in<br />
« particolare di cui tu non sia consapevole. Tu hai visto, udito e seguito<br />
« il Profeta e sei pei*fino arrivato ad essere suo genero : né abù Bakr, né<br />
« 'Umar ti hanno preceduto nella verità e nelle buone opere : tu sei il più<br />
« vicino al Profeta per parentela . . . Ma,<br />
per Dio, non è possibile far vedere<br />
« a un cieco, o far comprendere a un pazzo, anche se la via è chiara ed<br />
« evidente. Se gì' insegnamenti della vera religione sono ancora in vigore,<br />
« sappi, o 'Uthmàn, che il migliore dei servi di Dio presso Dio è l'imam<br />
« giusto, che è guidato e che guida sul retto cammino : che mantiene la,<br />
107.<br />
,
34. a. H.<br />
[ARABIA. ' Convocazione<br />
dei go-<br />
vernatori in Ma-<br />
dlnah.<br />
- Agita-<br />
zione crescente<br />
contro ii Califfo<br />
'Uthnnàn.ì<br />
4(1 34. a. H.<br />
«vera sunnah, e fa perire le riprovevoli innovazioni. Per Dio! Tutto è<br />
< evidente: la sunnah è in vigore, e di ciò abbiamo indizi. Ora il peg-<br />
« giore degli uomini presso Dio è l' i m a m malvagio, che mena ed è me-<br />
« nato all'errore, perchè è lui che fa perire la sunnah vera e risuscita<br />
Verrà il giorno<br />
« le innovazioni riprovevoli. Io ho inteso dire al Profeta : —<br />
« della risurrezione con un imam malvagio, il quale non avrà chi lo aiuti,<br />
« nò chi lo scusi, e sarà lanciato nella Gehenna: egli girerà nella Gehenna,<br />
« come gira la pietra da molino : poi sarà gettato nell'abisso della Gehenna<br />
« (ghamrah Gahannum). — Io ti metto in guardia contro Dio; ti metto<br />
« in guardia contro la sua onnipotenza e le sue vendette, perchè le sue<br />
I<br />
34. a. H. i 4(;.<br />
« detto che questo è ordine di Uthmàn, e di ciò sei informato «; non ti<br />
«adiri con Mu'àwiyah! ». Allora 'Ali usci dalla presenza di 'Uthman, il<br />
quale usci appresso a lui e montato sul min bar pronunziò un discormi<br />
ai fedeli : « In ogni cosa v' è sventura, in ogni ordine v' è disgrazia, ma<br />
«la sventura di questo popolo, e la disgrazia di questo privilegio (-^il<br />
« califfato) sono i calunniatori ed i maldicenti, che vi fanno vedere quello<br />
« che amano, e vi tengono nascosto quello che non amano. Essi vi par-<br />
ie lano e parlano a mo' di pecore che seguono il primo che li guidi. Il<br />
€ cammino più lungo è quello che preferiscono : non<br />
« torbide : non<br />
vogliono che cose sozze : non<br />
bevono che acqui*<br />
hanno chi li guidi saggia-<br />
« mente: sono impotenti nell'azione, e non riescono a trarne verun pn»-<br />
« fitto : senonchè, per Dio, voi avete rimproverato a me, quello die appro-<br />
« vaste in 'Umar: ma mentre egli vi calpestava con il suo piede e vi<br />
« batteva con la sua mano, e vi umiliava con la sua lingua, voi vi sieU^<br />
< sottomessi a lui tanto in quello che amavate, quanto in quello che dete-<br />
«< stavate. Io invece sono stato con voi d'animo tenero, mi sono umiliato<br />
« innanzi a voi, ho trattenuto da voi le mie mani e la mia lingua. Allora<br />
« voi vi siete imbaldanziti contro di me; ma io, per Dio, sono il più po-<br />
« tente degli uomini, il più vicino degli aiuti, il più numeroso di forze. . . ».<br />
Continuando poi ad enumerare tutti servizi da lui resi alla comunità mu-<br />
sulmana, esortò i presenti a frenare le loro lingue, a sospendere le loro<br />
calunnie ed invettive contro i governatori. Conchiuse infine il suo discorso<br />
rievocando la memoria del suo predecessore, al quale i presenti avrebbero<br />
dato la loro approvazione completa, se egli avesse parlato nel medesimo<br />
modo. € Io non ho mancato di compiere interamente il mio dovere e l' ho<br />
« compiuto quanto il mio predecessore, al quale voi non avete contestato<br />
^^ < il diritto di disporre del sopravanzo delle rendite (fa di a 1 - m à 1) : che<br />
^B < cosa mi rimarrebbe, se non potessi fare quello che voglio di questo sopra-<br />
^B « vanzo? Per che cosa sarei l'imam?» (versione incerta!).<br />
^B Si alzò allora Marwàn b. al-Hakam (vicino parente del Califfo) e disse :<br />
^^^Ble volete, l'affare è deciso! Per Dio! fra noi e voi v'è la spada! Noi,<br />
^'^ « per Dio ! e voi siamo, come ha detto il poeta : — Noi vi abbiamo esposto<br />
« le nostre richieste: voi non potete trovare riposo nei vostri giacigli (?);<br />
< voi costruite nel suolo umido degli antichi accampg-menti (?) ». Allora<br />
'Uthmàn gli disse: «Taci!... Lascia me e i miei compagni! Tu non hai<br />
« da parlare in questa faccenda. Non ti ho forse prevenuto, affinchè tu non<br />
« avessi a parlare? ». Marwàn tacque, e 'Uthmàn scese dal min bar (T*^-<br />
bari, I, 2^36-2941).<br />
Cfr. Athir, III, 118-121.<br />
109.<br />
34. a. H.<br />
[ARABIA. • Convo><br />
cazìone dei governatori<br />
in Madinah.<br />
• Agitazione<br />
crescente<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.i
34. a. H.<br />
[ARABIA. - Convocazione<br />
dei go-<br />
vernatori in l^adlnah.<br />
- Agitazione<br />
crescente<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.l<br />
§§ 47, 48. 34. a. H.<br />
§ 47. — (Sayf b. 'limar, da 'Atiyyah, da Yazid al-Faq'asi). Intanto<br />
continuava la propaganda sovversiva di 'Abdallah b. Saba, il quale dichia-<br />
rava che Maometto nel suo testamento aveva dichiarato 'Ali suo erede e<br />
successore: e che perciò 'Uthmàn era un ingiusto usurpatore; egli incitava<br />
inoltre i suoi uditori a sollevarsi contro i governatore, mostrando sempre<br />
d'essere ossequenti in tutto alla legge musulmana. Allo scopo di attirare<br />
più gente possibile alla sua causa, mandò in giro i suoi missionari (d u ' a h)<br />
e scrisse a quelli che macchinavano disordini nelle varie metropoli (al-<br />
a m s a r) : molti gli scrissero e fecero in segreto propaganda delle sue idee<br />
fra coloro che avevano lo stesso parere: tutti facevano mostra di confor-<br />
marsi pienamente alla legge dell' Islam, ma intanto diramavano lettere in<br />
tutte le contrade inveendo contro i governatori. A questi risposero i loro<br />
fratelli nello stesso senso, sicché tutta la gente di un paese (m i s r) scrive-<br />
vano a quelli degli altri, riferendo il risultato delle loro operazioni : questi<br />
rapporti venivano letti e diffusi per gli altri paesi, e così giunsero fino a<br />
Madinah, e si divulgarono a tutto l'impero musulmano. Lo scopo vero<br />
però di questa gente era diverso da quello che manifestavano in pubblico,<br />
e tenevano in segreto i loro proponimenti. La gente di ogni singolo paese<br />
fu quindi indotta a dire : « Noi siamo in felici condizioni, e liberi dalle<br />
« sventure che affliggono quelli (gii altri) ! ». Queste false voci di malessere<br />
giunsero quindi anche a Madinah, gli abitanti della quale si dissero : « Noi<br />
« stiamo bene e liberi dalle sventure che colpiscono gli altri musulmani<br />
«nelle provinole ! » (T a bari, I, 2942-2943).<br />
Cfr. Athir, III, 121-122 (35. a. H.).<br />
Nota 1. — Il senso di questa tradizione è che gli emissari di ibn Saba scrivevano rapporti di<br />
tutte immaginarie afflizioni causate dal mal governo di TJtfamàn e dei suoi luogotenenti. Questi rap-<br />
porti venivano divulgati nelle altre provincie: gli abitanti di ogni singola provincia, tratti in errore<br />
da queste menzogne, vennero a credere, che mentre nel loro paese tutto andava bene, nelle altre Pro-<br />
vincie ogni cosa andasse invece di male in peggio: così fu che mentre in tutto l'impero regnava il<br />
benessere, la gente fu indotta a credere che tutto andava male nelle altre parti. In siffatto modo, secondo<br />
Sayf, si creò una grande agitazione popolare contro il Califfo per mali ed abusi, che non avevano<br />
ombra di vero: tutto cioè fu fondato sul nulla, e sopra l'inganno di un solo agitatore. La ver-<br />
sione ingegnosa, ma assai inverosimile, è poggiata sopra una premessa non vera, che cioè fra le provincie<br />
dell'impero non esistessero comunicazioni, e che gli abitanti di un paese non avessero notizie dei loro<br />
correligionari negli altri, se non per il tramite degli agenti e missionari del capo cospiratore ibn Saba.<br />
— Il che è impossibile, se non falso addirittura: ma erronea la premessa, erronea pure deve essere la<br />
storiella fondata su di essa.<br />
§ 48. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad e da Talhah). La gente (di Ma-<br />
dinah) venne da' Uthmàn e gli domandò se sapeva come andavan male le<br />
cose nelle provincie. Egli rispose che tutte le notizie a lui pervenute indi-<br />
cavano pace e tranquillità. Allora la gente lo informò delle notizie allarmanti<br />
(propagate dagli emissari di ibn Saba). 'Uthmàn rispose: « Voi siete i miei<br />
« colleghi e i testimoni (s u h ù d) dei Musulmani ; datemi perciò il vostro<br />
110.
I<br />
34. a. H.<br />
fi 48, 49.<br />
«parere». GÌ' interlocutori del Califfo gli proposero allora di mandare un<br />
uomo di fiducia in ognuna delle provinole per raccogliere informazioni e<br />
riferire. 'Uthmàn accettò il consiglio e mandò Muhammad b. Maslamah ad<br />
al-Kufah, Usàmah b. Zayd ad al-Basrah, 'Ammàr b. Yàsir in Egitto, 'Abd-<br />
allah b. Umar in Siria, nonché altri in altre regioni. Tutti questi messi fecero<br />
ritorno a Madinah prima di *Ammàr b. Yàsir : essi riferirono di non aver<br />
trovato nulla di anormale o di riprovevole, se non che i governatori erano<br />
trattati e giudicati ingiustamente dai loro dipendenti. Intanto però 'Ammàr<br />
b. Yàsar non ritornava mai dall' Egitto e la gente cominciò a maravigliarsi<br />
della sua estrema lentezza, ed a temere che fosse stato messo a morte:<br />
giunse allora improvvisamente una lettera- del (governatore dell'Egitto)<br />
'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh, portando la notizia che 'Ammàr b. Yàsir<br />
si era associato con i malcontenti insieme con 'Abdallah b. al-Sawdà,<br />
Khàlid b. Mulgam, Sawdàn b. Humràn e Kinànah b. Bisr (T a bari, I,<br />
2943-2944).<br />
Cfr. Athir, III, 122 (nel 35. a. H.).<br />
§ 49. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad, Talhah e 'Atiyyah). Il Califfo<br />
'Uthmàn scrisse allora una lettera-circolare alle genti delle varie provinole,<br />
giustificando il proprio governo, dichiarando che aveva dato corso a tutti<br />
i reclami, aveva acconsentito a tutte le domande, non aveva concesso a<br />
sé ed ai suoi alcun privilegio, ed aveva governato con giustizia secondo<br />
le leggi. Egli invitava quindi in seguito alle voci di malumore generale,<br />
tutti quelli che avessero da sporgere querele, di venirle a presentare a lui<br />
in persona durante il prossimo pellegrinaggio. Allo stesso tempo diramò<br />
un ordine ai suoi governatori di venirlo a vedere in Madinah. In seguito<br />
a questo appello vennero 'Abdallah b. 'Amir, Mu'àwiyah e 'Abdallah b.<br />
Sa'd : con essi egli tenne consiglip, chiamando anche Sa'id b. al-'As e 'Arar<br />
(b. al-'As) a conferire con loro. Il Califfo tornò a menzionare le lagnanze<br />
udite e chiese se erano giustificate : i governatori gli rammentarono i rap-<br />
porti mandati, nei quali si diceva che nulla vi fosse di anormale, e dichia-<br />
rarono di ignorare completamente l'origine di queste voci. 'Uthmàn insistè<br />
nelle informazioni avute e disse di temere che tutta questa agitazione fosse<br />
diretta soltanto contro la sua persona. Sa'id b. al-'As disse allora al Califfo<br />
che secondo il suo modo di vedere tutto doveva aver origine da qualche se-<br />
greta cospirazione, che travisava malevolmente ogni cosa. Quando 'Uthmàn<br />
ebbe chiesto a Sa'id il suo parere, questi gli rispose che bisognava cercare<br />
i capi dell'agitazione e metterli tutti a morte. 'Abdallah b. Sa'd consigliò<br />
di dare soddisfazione alla gente in quelle cose di cui si lagnavano e che il<br />
Califfo aveva imposte : « Prendi da loro quello a cui sono tenuti, dal mo-<br />
111.<br />
34. a. H.<br />
[ARABIA. • Convocazione<br />
dei (overnatori<br />
in Madinah.<br />
- AfitAzione<br />
crascant*<br />
contro il Califfo<br />
Utlimin.]
34. a. H.<br />
[ARABIA. - Convocazione<br />
dei governatori<br />
in Madìnah.<br />
- Agitazione<br />
crescente<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.l<br />
^ 49. 50. 34. a. H.<br />
« mento che hai concesso quello a cui avevano diritto » (versione incerta !).<br />
— Mu'àwiyah fu molto esplicito nei suoi consigli : « Tu mi hai dato un<br />
« governo, ed io ho governato una gente, dalla quale non è venuto a te altro<br />
* che bene y*. Questo poteva egli dire sul conto della propria provincia: gli<br />
altri due che avevan parlato prima (Sa id b. al-'As, governatore in al-<br />
Kiifah, e 'Abdallah b. Sa'd, governatore dell'Egitto) sapevano natural-<br />
mente meglio le condizioni delle loro provinole e potevano dare per queste<br />
i I m igliore consiglio. Governare saggiamente (husn al-adab) era perciò<br />
il migliore provvedimento. Finalmente il Califfo si volse ad 'Amr b. al-'As per<br />
il suo consiglio. 'Amr rispose: « Io credo che tu sei stato troppo mite con la<br />
« gente, sei stato troppo molle ed indulgente, pur introducendo novità che<br />
« 'Umar non aveva tentato. Io ritengo perciò che tu debba seguire il con-<br />
« sigilo dei tuoi due luogotenenti e compagni (Sa'id b. al-'As, e 'Abdallah b.<br />
« Sa'd) impiegando severità, ove severità è necessaria, e indulgenza ove<br />
« questa è più indicata. E un errore mostrarsi severo con quelli che non fanno<br />
« male, ed essere indulgente con i sobillatori malvagi: tu hai sbagliato nell'es-<br />
« sere indulgente e mite con tutti indistintamente! ». Allora (si alzò) 'Uthmàn<br />
(e) disse : « Questi consigli li avevo già uditi : ad ogni difficoltà v' è una via<br />
« di uscita :<br />
il pericolo di cui questa gente ha paura esiste, e l'unico modo di<br />
« uscire dalla difficoltà è di continuare ad essere indulgenti ed a cedere alle<br />
« domande, purché non siano violati i comandamenti di Dio, contro i quali<br />
« nessuno può tentare d' insorgere. Io riuscirò in tutto con la benevolenza,<br />
« perchè contro di me non esiste alcuna accusa che abbia ombra di prova.<br />
«Dio sa che io non ho cessato dal cercare il bene della gente e mai ho<br />
«mirato al bene mio. Se però, per Dio!, dovrà pur girare la mola della<br />
« sedizione, sarò contento di morire, ma voglia Dio che non si muoya!<br />
84. a. H. uso-M.<br />
ito dal giorno in cui venne a vedere il Calififo 'Uthmàn durante il pel-<br />
legrinaggio (dell'anno 34. H.) per la riunione dei governatori. Quando si<br />
accingeva a partire udì i versi che predicevano la successione di 'Ali. Più<br />
tardi però egli seppe che Ka'b (al-Ahbàr) aveva detto al poeta: € Tu menti!<br />
«Dopo di lui ('Uthmàn) verrà il signore della (mula) grigia (sàhib alsahbà)!<br />
». Mu'àwiyah andò a chiedere a Ka'b se era vero quello che<br />
^veva udito narrare: e Ka'b gli confermò la sua predizione: da allora<br />
[u'àwiyah ai prefisse di arrivare un giorno al califfato (T a bari, I,<br />
1946-2947).<br />
§ 51. — (Sayf b. 'Umar, da vari, da abii Hàrithah e abii 'Uthmàn, da<br />
^agà b. Haywah, ed altri). Quando fu di ritorno in Madinah, (dopo il pel-<br />
jgrinaggio), il Califfo 'Uthmàn rimandò gli amir ai loro rispettivi governi :<br />
tutti partirono assieme, solo Sa'id (b. al-'Às) rimase in Madinah. Quando ebbe<br />
preso congedo da 'Uthmàn, Mu'àwiyah comparve in un gruppo di Emigrati,<br />
Muhàgirun, fra i quali trovavansi Talhah, al-Zubayr o 'Ali, vestito già con<br />
gli abiti da viaggio, cinto della spada e con l'arco a tracollo. Avendo salu-<br />
tato i presenti, Mu'àwiyah rivolse ai medesimi un sermoncino: rammentò le<br />
condizioni primitive d'Arabia ed in seguito i benefizi arrecati dalla venuta<br />
del Profeta :<br />
insistè che dopo di lui solo i migliori per fede e condotta ave-<br />
vano diritto al governo : finché queste norme sarebbero state seguite v'era<br />
da contare sulla docile obbedienza dei sudditi, ma se invece quelli, a cui<br />
spettava la direzione della cosa pubblica, si fossero abbandonati a basse<br />
passioni mondane, sarebbero stati privati e spogliati del potere. « Tenetevi<br />
4c in guardia dalle rivoluzioni (al-ghiyar)! Dio può cambiare quello che<br />
« vuole ! . . . Io ho lasciato fra voi un vecchio ('Uthmàn) ; vogliategli bene,<br />
«custoditelo e proteggetelo...!». Con queste parole egli prese congedo.<br />
Quando Mu'àwiyah si fu allontanato, i Compagni che avevano udito le sue<br />
parole s'impensierirono: «Non veggo nulla di buono in quest'uomo!»,<br />
esclamò 'Ali, ed al-Zubayr soggiunse : « Da questa mattina mai egli ha pe-<br />
^ sato di più sul petto suo e sul petto nostro! » (T a bari, I, 2947-2948).<br />
Cfr. Athir, III, 124-126.<br />
§ 52. — Esiste anche un'altra versione del discorso di Mu'àwiyah<br />
rima di lasciare Madinah.<br />
('Abdallah b. Ahmad b. Sabbawayh, da suo padre, da 'Abdallah, da<br />
jhàq b. Yahya, da Musa b. Talhah, testimonio oculare). Il discorso di<br />
[u'àwiyah ai Compagni fu detto in una riunione privata tenuta dal Ca-<br />
fo 'Uthmàn, alla quale erano presenti Sa'd (b. ahi Waqqàs), al-Zu-<br />
lyr, 'Ali, Talhah e Mu'àwiyah. Questi parlò ai convenuti in tono didat-<br />
ìco: rammentò come essi erano i migliori fra i Compagni, come fra loro<br />
113.<br />
16<br />
34. « H.<br />
[ARABIA. Convo.<br />
cazlone dei covernator*<br />
in Madinah.<br />
• Agitazione<br />
crescente<br />
contro il Califfo<br />
UtjifnAn.]
52. 5B. 34. a. H.<br />
34. a. H. soli poteva essere scelto il sovrano dello Stato musulmano, e come il già<br />
cazionè"det"go-<br />
^ecchio 'Uthmàn era stato eletto da loro spontaneamente senza impiego<br />
vernatori in Ma- della violenza. Insistè quindi sulla grande età e debolezza del vegliardo,<br />
dinah. - Agita-<br />
Q^j^g^^ prossimo alla decrepitezza (al-haram) e sulla necessità di difenz<br />
I o n e crescente ^<br />
.<br />
contro il Califfo derlo e proteggerlo contro le voci malevoli e contro le accuse lanciate<br />
•Utjiman.]<br />
^j ^^^ indirizzo. Infine li mise in guardia da ogni partecipazione alla<br />
guerra contro il Califfo, ponendo in rilievo che, se eccitavano contro il go-<br />
verno centrale le passioni del volgo, ciò era a tutto loro danno, perchè il<br />
potere sarebbe sfuggito dalle loro mani « e voi non vedreste altro che<br />
«rovine (idbàran) ». — Questo discorso rivolto da uno dei più giovani<br />
Compagni al gruppo dei più anziani allora in vita, irritò 'Ali, il quale<br />
rispose vivacemente chiedendogli con qual diritto assumeva quel tono,<br />
lui che non era stato nemmeno un vero Compagno del Profeta e infine<br />
rievocò la triste memoria della madre di Mu'àwiyah (la celebre Hind che<br />
masticò un pezzo del fegato di Hamzah alla battaglia di Uhud; cfr. 3. a. H.,<br />
§ 49). Mu'àwiyah rispose vivamente difendendo la memoria della madre...<br />
« Lascia stare mia madre e rispondi a quello che ti ho detto! >. Intervenne<br />
'Uthmàn e, prendendo le difese di Mu'àwiyah, tornò a giustificare la propria<br />
condotta: «Maometto», egli disse, «aveva fatto doni ai suoi parenti e<br />
«consanguinei»: così pur lui ('Uthmàn), quale imam e successore del<br />
Profeta, aveva creduto di venire in aiuto della sua famiglia bisognosa : se però<br />
i presenti credevano che egli, agendo in siffatto modo, avesse errato, egli era<br />
pronto a ordinare la restituzione. I presenti ritennero necessaria la resti-<br />
tuzione delle somme al tesoro pubblic9, e perciò 'Abdallah b. Khàlid b.<br />
Asid, e Marwàn b. al-Hakam, che avevano ricevuto doni dal Califfo, rim-<br />
borsarono quello che avevano avuto in regalo. I presenti approvarono<br />
l'ordine e si ritirarono sodisfatti: si crede che Marwàn avesse ricevuto<br />
16.000 (dirham) e ibn Asìd 50,000 (Tabari, I, 2948-2949).<br />
Cfr. Athìr, III, 124 (nel 35. a. H.).<br />
§ 53. — (Sayf b. 'Umar, dai suoi tradizionisti). Il mattino in cui prese<br />
congedo dal Califfo, Mu'àwiyah disse a 'Uthmàn : « Vieni con me in Siria<br />
« prima che i tuoi nemici ti possano far del male, perchè tu puoi contare<br />
« sulla fedeltà dei Siri! ». 'Uthmàn rispose che per nulla al mondo, nemmeno<br />
se dovesse perdervi la testa, vorrebbe rinunziare alla vicinanza alla<br />
tomba del Profeta (giwàr rasùl). Allora Mu'àwiyah propose di mandare<br />
a Madinah un corpo di milizie per proteggere lui e Madinah da ogni cala-<br />
mità che potesse sopravvenire ; ma<br />
il Califfo rispose che non voleva nem-<br />
meno questo per non dar molestia agli abitanti, che avrebbero avuto a<br />
mantenere i soldati dimoranti nelle loro case. Infine Mu'àwiyah gli fece<br />
114.
34. a. H. M 684Wt.<br />
osservare che correva il rischio di essere assalito ed ucciso, ma 'Uthm&n<br />
si contentò di rispondere, citando un versetto del Qur*àn (IH, 167), che a<br />
lui bastava di confidare in Dio. Mu'àwiyah impazientito si allontanò escla-<br />
mando: « Sei la vittima destinata ad essere immolata! », e ritornò in Siria<br />
l(T abari, I, 2949).<br />
Cfr. Athir, III, 124 (nel 36. a. H.).<br />
§ 54. — Il Kitàb al-Tamhid (da Sawdàn b. Humràn, e Rinànah<br />
ìb. Bisr), completando la tradizione di. T a bari, I, 2943, dà una lunga nar-<br />
|razione confusa e prolissa, di difficile intelligenza (anche perchè il testo ms.<br />
scorretto ed incompleto), dove si dice che in Egitto fosse una viva<br />
agitazione contro il CalifiEb 'Uthmàn, ed i capi di essa invitarono 'Ammàr<br />
a destituire il Califfo 'Uthmàn, assicurando 'Ammàr che i sentimenti dei<br />
Madinesi erano identici a quelli degli Egiziani. Il governatore 'Abdallah<br />
h. Sa'd b. abi Sarh ne informò per lettera il Califfo, e lo pregò d'autoriz-<br />
zarlo a mettere a morte i cospiratori. Il Califfo rispose che non venissero<br />
molestati i cospiratori sino a che non si fossero apertamente ribellati.<br />
Il Califfo scrisse anche direttamente ad 'Ammàr in Egitto invitandolo a<br />
tenersi tranquillo, assicurandolo che egli nulla aveva a rimproverarsi per<br />
la propria condotta. Gli Egiziani perseverarono nelle loro malvagie inten-<br />
zioni e si prefissero di assassinare Uthmàn, ma furono trattenuti dal muo-<br />
versi per opera del governatore 'Abdallah b. Sa'd. Questi ad 'Ammàr b. Yàsir<br />
diede però licenza di partire e gli forni persino i mezzi per recarsi a Ma-<br />
dinah, in ossequio ad un ordine del Califfo. In questa città il Califfo apo-<br />
strofò 'Ammàr, cercando di mostrargli l'errore in cui era caduto e poi lo<br />
lasciò andare libero. Ed 'Ammàr si parti, dice il testo, ed ogni volta che<br />
incontrava una delle solite persone, si difendeva e si allontanava (??) da<br />
loro. Se incontrava uno di quelli di cui era sicuro, allora lo riconosceva<br />
e si dichiarava pentito. La gente però lo rimproverava (per la sua campagna<br />
contro il Califfo), e lo evitarono e nulla vollero sentire da lui (Kitàb<br />
al-Tamhid, MS. Cairo, pag. 84) [H.].<br />
§ 55. — (Mubassir b. al-Fudayl, da Sahl b. Yùsuf, da Muh. b. Sa'd<br />
b. abi Waqqàs). 'Ammàr ritornò dall'Egitto a Madinah, mentre Sa'd b.<br />
b. abi Waqqàs stava poco bene in salute. Egli mandò il figlio Muhammad<br />
a chiamare 'Ammàr, il quale appena fu entrato trovò Sa'd steso sul dorso.<br />
Sa'd gli rivolse la parola dicendo : « Guai a te, o abù-1-Yaqzàn, che pure<br />
« appartieni ai nostri buoni : che cosa è mai ciò di cui ho udito parlare,<br />
€ del tuo tentativo cioè di creare disordini tra i Musulmani e di soUevarli<br />
[«contro il Principe dei Credenti? Hai tu perduto l'uso della ragione?».<br />
'Ammàr afferrò il proprio turbante, divenne irato e disse : « Io depongo<br />
116.<br />
34. a. H.<br />
(ARABIA. - Convocaziona<br />
dei governatori<br />
in Madinah.<br />
• Agitazione<br />
crescente<br />
contro il Califfo<br />
'UtJinnàn.J
34. a. H.<br />
[ARABIA. • Convo<br />
cazione dei governatori<br />
in Madìnah.<br />
- Agitazione<br />
crescente<br />
contro il Califfo<br />
'Uthmàn.ì<br />
§§ 55^7. 34. a. H.<br />
« 'Uthmàn come io depongo questo turbante! », e con queste parole si tolse<br />
il turbante. Sa'd disse : « Guai a te ! Tu sei invecchiato, le tue ossa soii<br />
« diventate fine, la tua vita è oramai consunta e null'altro ti rimane se<br />
« non la sete, una sete come quella di un asino (^) : tu deponi il giogo del-<br />
f( r Islam dal tuo collo ed abbandoni la religione, tornando ad essere nudo<br />
« come ti partorì tua madre ». Allora 'Ammàr si alzò irato e si mise a retro-<br />
«( cedere lentamente verso la porta, dicendo : « Io mi salvo dalla f i t n a li<br />
«di Sa'd». Ma Sa'd esclamò: «In verità nella fitnah sono essi caduti:<br />
« V inferno accerchia i miscredenti ! Dio, eleva 'U^màn presso di te di<br />
« vari gradi, a cagione del suo perdonare e della sua clemenza », ripetendo<br />
queste parole sinché 'Animar fu uscito dalla porta. Allora Sa'd si volse al<br />
figlio, pianse inumidendo la barba e disse: «Ahimè, ahimè, la fitnah,<br />
« o figlio mio !<br />
Nulla di quanto tu hai udito deve uscire da te, perchè e<br />
«una a man ah (dichiarazione di fiducia), e non vorrei che la gente per<br />
« questo fatto si attaccasse a lui e lo battesse. Il Profeta ha detto: Tene-<br />
« tevi ad 'Ammàr finché lo raggiunga il rimbambimento della vecchiaia:<br />
«oggi è diventato scemo e dice sciocchezze». E poi Sa'd ripetè sovente :<br />
« Vorrei ben sapere che cosa Dio farà di Ammàr per il suo valore e per<br />
« l'alto rango nelF Islam, dacché egli afferma simili cose inaudite » (K i t a b<br />
al-Tamhid, MS. Cairo, pag. 85-86) [H.J.<br />
Cfr. anche Athir, III, 117-121;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 164,r.;<br />
K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 95,v..96,r. :<br />
96,r.-97,r.;<br />
Maskawayh, I, 474-476, 478-481;<br />
Nuwayri, MS. Leid., I, fol. lll,v.-113,-v.;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1551, fol. 12,r.-12,v.<br />
Nota 1. — Il Lammens suggerisce una spiegazione di questa frase oscura nell'espressione araba<br />
«sete di un asino», ossia la durata di tempo che un asino può passare senza bere. In altre parole si<br />
vuol dire «per quel poco tempo che ti rimane a vivere!».<br />
ARABIA-MADlNAH. — Nascita di Zayn al-'Àbidin.<br />
§ 56. — Nell'anno 34. H. nacque Zayn al-'Abidin b. 'Ali b. al-Husajai<br />
(b. 'Ali b. abi Tàlib) (Dzahabi Paris, I, fol. 162,v.).<br />
Cfr. Taghribirdi, MS. Paris, 1551, fol. ll,v.<br />
ARABIA-YAMaN-SAN'À. — Demolizione del castello Ghumdàn.<br />
§ 57. — Il Califfo 'Uthmàn fece demolire il celebre castello Ghumdàn<br />
in Sana (Faqih, 35, lin. 2-16).<br />
116.
Il<br />
34. a. H.<br />
Cfr. EncycL de V Islam, li, 176-177 (con abbondante bibliografìa).<br />
HamadzàniBuldàn, 136; i<br />
Qazwini, li, 33, lin. 17-34, lin. \)\<br />
Tabari Zotenberg, III, 618.<br />
Yàqut, III, 811-814.<br />
Sf 57^5j<br />
Nota 1. — Il castello era molto famoso, e si diceva fosse stato costruito dai demoni per or-<br />
dine di Salomone. Aveva quattro facciate, una costruita in pietra bianca, un'altra in pietra gialla, la<br />
tersa in pietra rossa e la quarta in pietra verde. Aveva sette piani, ognuno sorretto da colonne di<br />
marmo alte 40 dzirà'. Ogni colonna aveva per capitello Una immagine di un leone più grande del vero<br />
e quando soffiava il vento, questo entrava dalla parte posteriore delle scolture e nell'uscire dalla bocca<br />
dei leoni produceva un suono come il ruggito di quelle belve. Quando il castello era illuminato, la luca<br />
si diffondeva abbagliante tutto intomo. Poi fu rovinato da un incendio. Sopra una delle colonne erano<br />
acolpitele seguenti parole: «Salve Ghumdun ! Il tuo demolitore sarà ucciso ». 'Uthman lo demolì e fu<br />
ucciso. (Faqih, 1. e).<br />
<strong>For</strong>se era un qualche tempio pagano, dove ancora Arabi pagani andavano a pregare e perciò fu<br />
distrutto (cfr. 36. a. H., §§ 856-356).<br />
ARABIA. — Pellegrinaggio annuale.<br />
§ 58. — In questo anno (34. H.) il Califfo 'Uthmàn diresse il grande<br />
pellegrinaggio annuale (Tabari, I, 2941).<br />
I<br />
I<br />
Cfr. anche A th ir, III, 121;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. K 187, IV, loi. !>7,r.;<br />
Mas' fidi, IX, 56.<br />
' EGITTO -AL-FUSTÀT. — Mutamento della Musalla.<br />
§ 59. — (al-Kindi). 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh, durante il suo go-<br />
verno, trasferì la Musalla 'Amr b. al-'As, che era di fronte ad al-Yah-<br />
inum (?) rimovendola nel luogo dove era ai tempi di al-Kindi, ossia la<br />
al-Musalla al-Qadim fKindi, ed. Guest;, 13).<br />
I EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo.<br />
l<br />
§ 60. — La massima magra scese a 6 dzirà' e 9 isbà'. La mas-<br />
sima piena sali a 17 dzirà' e 6 isbà' (Mahàsin, 1, 103, lin. 6-9).<br />
EGITTO-AFRICA. — Spedizione di Mu'àwiyah b. Hudayg.<br />
§ 61. — (abù-1-Qàsim 'Ali b. al-Husayn b. Khalaf b. Qadìd al-Azdi, da<br />
bd al-rahn^àn b. 'Abdallah b. 'Abd al-hakam). Fece scorreria nel Ma-<br />
ghrib, dopo 'Abdallah b. Sa'd, Mu'àwiyah b. Hudayg al-Tugibi l'anno 34. H.<br />
Aveva seco nell'esercito 'Abd al-malik b. Marwàn; prese vari castelli e si<br />
arricchì<br />
"<br />
di prede notevoli : costruì un qayrawàn presso al-Qarn e vi ri-<br />
mase fino al ritorno in Egitto. Aveva seco in questa sua spedizioni^ molti<br />
uhàgirùn e Ansar ('Abd al-hakam, pag. 262, lin. 1-6).<br />
j 62. — ('Abd al-rahmàn, da Abd al-malik b. Maslamab, da ibn La-<br />
hi'ah, da 'Abd al-rahmàn, da Yiìsuf b. 'Adi, da 'Abdallah b. al-Mubàrak<br />
117.<br />
34. a. H.<br />
(ARABIA-YAMAN-<br />
SAN'A. • DemoUzion«<br />
del castello<br />
Ghumdàn.ì
Hudayg.<br />
§§ 62-65. 34. a. H.<br />
34. a. H. [simile al racconto dello stesso, da ibn Lahi'ah, da Bukayr b. 'Abdallah,<br />
- Spedizione di ^^ Sulaymàn b. Yasàr]). Razziammo l'Africa con ibn Hudayg, ed erano<br />
Mu'àwiyah b. con noi molti Muhàgirùn e Ansar, e ibn Hudayg ci diede là metà oltre<br />
al quinto, e non vidi nessuno che protestasse, salvo Grabalah b. 'Amr al-<br />
Ansàri ('Abd al-hakam, pag. 262, lin. 6-10).<br />
§ 63. — ('Abd al-rahmàn, da Yùsuf b. 'Adi, da ibn al-Mubàrak, da<br />
ibn Labi' ali, da Khàlid b. abi 'Imràn). Interrogai Sulaymàn b. Yasàr<br />
riguardo alle gratificazioni (nafal) nella razzia, e mi disse di non averle<br />
viste fare da nessuno, salvo da ibn Hudayg, il quale ci diede in Africa la<br />
metà dopo il quinto, ed erano con noi molti dei primi Muhàgirùn. Grabalah<br />
b. 'Amr al-Ansàri non volle prendere nulla ('Abd al-hakam, pag. 262,<br />
lin. 10-14).<br />
§ 64. — ('Uthmàn b. Sàlih ed altri), (ibn Hudayg) arrivò fino a Qu-<br />
niyah [?], che è il luogo [dove sorse] la città di Qayrawàn d'Africa, e poi<br />
si recò su un monte chiamato al-Qarn, e si accampò alle falde. Mandò poi 'Abd<br />
al-malik b. Marwàn contro una città chiamata Gralùlà, con mille uomini, e la<br />
strinse d'assedio per qualche giorno, ma non vi riuscì. E tornò indietro. Poco<br />
dopo vide alla retroguardia un gran polverio, e si credette inseguito dai<br />
nemici. Allora tutti tornarono, e alcuni rimasero nelle loro file, mentre i più<br />
presti corsero avanti, e già erano cadute le mura di Gralùlà. I Musulmani<br />
entrarono, e si arricchirono di prede. 'Abd al-malik tornò allora da Mu-<br />
'àwiyah b. Hudayg. Nacque dissenso riguardo al bottino, e il generale<br />
scrisse a Mu'àwiyah b. abi Sufyàn. Il quale rispose quanto era nell'accampa-<br />
mento dovesse appartenere al corpo di spedizione ; onde divise tutto questo<br />
tra loro, e ognuno ebbe per sé duecento dinar: al carvallo furono asse-<br />
gnate due porzioni, e al cavaliere una sola.<br />
('Abd al-malik). Io ebbi, tra la parte mia e quella del cavallo, sei-<br />
cento dìnàr. E ne comprai una ragazza.<br />
(Altri dicono). No; Mu'àwiyah b. Hudayg fece scorreria in persona, e<br />
li assediò, ma non potè far nulla. Tornò allora disperando, avendo parte-<br />
cipato alla razzia tutti i suoi soldati, ed essendone morti parecchi. Ma Iddio<br />
aprì (fece conquistare) il luogo, dopo il suo ritorno senza cavalli, né fanti.<br />
Egli tornò allora con tutti i suoi e vi trovò ogni cosa (lett. la cosa = tutti<br />
i tesori, le prede) e nessuno gli si oppose. Fatte le prede, tornò di nuovo<br />
in Egitto ('Abd al-hakam, pag. 262, lin. 14-pag. 263, lin. 11).<br />
§ 65. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abd al-malik b. Maslamah, da ibn La-<br />
hi'ah, da Yazid b. abi Habìb). Mu'àwiyah b. Hudayg fece in Africa più<br />
razzie. La prima fu nell'anno 34. H. prima che fosse ucciso 'Uthmàn.<br />
Il quale donò a Marwàn il quinto di quella razzia. Questa razzia non<br />
118.
34. a. H. if 66-68.<br />
è conosciuta da molte persone. La seconda fu nell'anno 40. H. ; la terza 34. a. h.<br />
nel 60. H. ('Abd al-hakam, pag. 263, Un. 11-15).<br />
^^-^'sVadizione^Si'<br />
§ 66. — Sulla prima spedizione di Mu'àwiyah b. Hudayg avvenuta o Muàwiyah b.<br />
nell'anno 33., o nel 34. H. (forse furono due distinte) cfr. anche:<br />
Continuatio Byzantia Arabica, 343-344;<br />
Co ntin natio Hispana, 343-344;<br />
Caudel, Invasions, 83-88;<br />
Diehl, Afrique Byzant., 566;<br />
ibii abi Dinar, K. al-Miinis, 24;<br />
De Slane Berbères, I, 307-308 [ibn 'Abd al-hakam];<br />
Fournel Berbères, I, 141, nota 8;<br />
Kaestner, De imperio Constantini, III, 59-60;<br />
Khaldùn, IV, 186, lin. 21-25 [nel 34. a. H.];<br />
Qayrawàni, 39;<br />
Weil Chalif., I, 161-162.<br />
NECROLOGIO dell'anno 34. H. — abU Abs b. Gabr.<br />
§ 67. — abii 'Abs 'Abd al-rahmàn b. Gabr al-Ansàri, Compagno del<br />
Profeta, combattè a Badr e mori nell'anno 34. H. (T abari, I, 2941).<br />
Cfr. Athir, m, 121.<br />
§ 68. — abii 'Abs 'Abd al-rahmàn b. éabr b. 'Amr b. Zaj^d b. (jusam<br />
b. Hàrithah.<br />
rithah.<br />
Sua madre fu Layla bint Ràfi' b. 'Amr b. 'Adi b. Magda'ah b. Hà-<br />
Suoi figli furono :<br />
(1) Muh. e (2) Mahmùd, partoritigli da umm 'Isa bint Maslamah b.<br />
Salamah b. Khàlid b. 'Adi b. Magda'ah b. Hàritliah, sorella di Muh. b.<br />
Maslamah che fu delle mubàyi'àt, ossia di coloro che giurarono fedeltà<br />
al Profeta;<br />
(3) 'Ubaydallah, partoritogli da umm al-Hàrith bint Muh. b. Maslamah<br />
b. Salamah b. Khàlid b. 'Adi b. Magda'ah b. Hàrithah,<br />
(4) Zayd e (5) Humaydah, di cui non sappiamo chi fosse madre.<br />
Ebbe molti discendenti in Madinah e a Baghdad.<br />
Scriveva l'arabo prima dell' Isiàm,<br />
abù 'Abs e abù Burdah b. Niyàr ruppero gl'idoli dei banù Hàrithah.<br />
(juando si fecero musulmani.<br />
Il Profeta gli diede fratello Khunays b. Hudzàfah al-Sahmi della<br />
gente di Badr; ed era sposo di Hafsah bint 'Umar b. al-Khattàb prima<br />
del Profeta.<br />
IH».<br />
Hudayg.
§§ 68.70. 34. a. H.<br />
3*. a- H. abu 'Abs fu a Badr, a Uhud, all'assedio di Madìnah, ecc., insieme col<br />
abu'Absb.óabr.j Profeta, 6 fu tra quelli che uccisero Ka'b b. al-Asraf. 'limar e 'tJtlimàn<br />
poi lo mandarono a riscuotere la sadaqah dalla gente (Saad, III, 2,<br />
pag. 23, lin. 23-pag. 24, lin. 10).<br />
(ò) (Muh. b. Ismà'il b. abi Fudayk, da ìhn abi Dzi'b, da Sàlih mawla<br />
di al-Tawamah, da abu 'Abs al-Hàrithi). 'Utìimàn b. 'Afifàn andò a fargli<br />
visita, ed egli era in isvenimento. Rinvenuto che fu, 'Uthmàn gli chiese<br />
come andava. — « Bene; tutto bene. Ma son periti alcuni tributi (? 'uqùtà)<br />
«tra noi e gli 'ummàl; tuttavia non abbiamo mancato di salvarne una<br />
parte» (Saad, III, 2, pag. 24, lin. 10-14).<br />
(e) (Muh. b. 'limar, da Abd al-magTd b. abi 'Abs). Mori l'anno 34. H.,<br />
a sessant'anni. Pregò su di lui 'Uthmàn. Fu sepolto nell'al-Baqi'. Sce-<br />
sero nella sua tomba abù Burdah b. Niyàr, Qatàdah b. al-Nu'màn, Muh.<br />
b. Maslamah e Salàmah b. Salàmah b. Waqs, che tutti avevan parte-<br />
cipato a Badr. abii 'Abs si tingeva col hannà- (Saad, III, 2, pag. 24,<br />
lin. 1449).<br />
§ 69. — Si chiamava da principio 'Abd al-'Uzza, e il Profeta lo chiamò<br />
'Abd al-rahmàn. Ne tramandò tradizioni 'Abàyah b. Rifò'ah b. Ràfi' b.<br />
Khudayg (Athìr Usd, III, 283).<br />
Cfr. anche Athir, III, 121;<br />
Athir Usd, III, 283; V, 247-248;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 370, n. 3563;<br />
Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, fol. 162,v.; .<br />
Hagar, II, 948, n. 9463;<br />
Hagar Tahdzìb, XII, 162-153, n. 745;<br />
Hagar Taqrib, 119 (col. i); 259 (col. iv)<br />
Hanbal Musnad, III, 479;<br />
al-Isti'àb, 406, n. 1686; 690, n. 3032;<br />
Ma ha sin, I, 102, lin. 22-103, lin. 3 (il nome è errato);<br />
Taghrìbirdi, MS. Paris, 155J, I, fol. 14,v.;<br />
Qutaybah, 166;<br />
Saad, III, 2, pag. 23, lin. 23-pag. 24, lin. 19;<br />
Tabari, I, 2941.<br />
'Àqil b. al-Bukayr.<br />
§ 70. — 'Aqil b. al-Bukayr, dei banù Sa'd b. Layth, halif dei banù<br />
'Adi b. Ka'b, Compagno del Profeta, combattè a Badr e mori nell'anno<br />
34. H. (Tabari, I, 2941).<br />
Cfr. Athir, III, 121.<br />
120.
34. a. H.<br />
Il 70.73,<br />
In verità '^^qil è tra i morti di Badr (cfr. 2. a. H., § 87, n. 4), e Ter- 3*. •• M.<br />
rore in cui cadono al-Tabari e ibn al-Athir viene da una confusione, che ^''.f^??^^^!^ "<br />
~ — ' w^—-^ fli chiarisce con Athir Usd (III, 76-77). Qui si dice che egli mori a Badr<br />
Aqll D. aNBu-<br />
^v'A<br />
in età di 34 anni. Il numero dei suoi anni è stato preso per la data della<br />
morte. Contribuiva alla confusione il fatto che il frateUo lyàs, pure vete-<br />
^no di Badr, sarebbe morto in questo anno.<br />
Nello stesso errore cade anche Dzahabi Paris, I, fol. 162,r.<br />
§ 71. — 'Aqil mori a Badr martire, ucciso da Màlik b. Zuhayr al-<br />
lusami, in età di 34 anni.<br />
Si chiamava Ghàfil prima di convertirsi, e il Profeta gli mutò il nome<br />
•Aqil.<br />
Fu il primo a convertirsi e a prestar la bay* ah al Profeta nel Dftr<br />
vil-Arqam (Athir Usd, III, 76-77).<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, 2. a. H., § 87, n. 4;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 303, n. 2892;<br />
Dzahabi Tarikh, MS. Paris, I, fol. 162,r.;<br />
Hagar, I, 616, n. 8840 (f nel 2. a. H.) ;<br />
Hisàm, 166, 321, 490, 606;<br />
Mahàsin, I, 102;<br />
Rustah, 228;<br />
Saad, III, 1, pag. 282;<br />
Wàqidi Wellhausen, 81, 84.<br />
lyàs b. abi-l-Bukayr [o al-Bukayr].<br />
§ 72. — lyàs b. abi-1-Bukayr b. 'Abd Yàlìl b. Nàsib b. Ghiyarah b. Sa d<br />
b. Layth b. Bakr b. 'Abd Manàh b. Kinànah. Il Profeta gli diede fratello<br />
al-Hàrith b. Khazamah. Fu a Badr, a Uhud, alla Trincea, ecc., col Profeta<br />
(Saad, III, 1, pag. 283).<br />
(6) Fece professione di fede musulmana quando il Profeta era ancora<br />
nel Dar al-Arqam. Fu dei primi emigrati. Fu padre di Muh. b. lyàs. Mori<br />
Tanno 34. H.<br />
Erano quattro fratelli: lyàs, 'Aqil, 'Amir, Khalid (Athir Usd, I, 163).<br />
Secondo altri mori alla battaglia di al-Yamàmah (cfr. 12. a. H., § 23, n. 69).<br />
Cfr. Dzahabi Paris, I, fol. 162,r., dove è detto che al-Wàqidi lo<br />
chiama ibn abi-1-Bukayr, e Musa b. 'Uqbah invece ibn al-Bukayr.<br />
Cfr. anche Balàdzuri, 91;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 41, n. 349;<br />
Hagar, I, 176, n. 369;<br />
Hisàm, 166, 321, 490;<br />
121. 16
§§ 72 76. 34. a. H.<br />
34- a- H- al-Istì'àb, 47-48, n. 118;<br />
[NECROLOGIO. -<br />
lyàsb.abi-i-Bu- Mahàsin, I, 102, lin. 15-18; 142;<br />
kayr (o al-Bu- Rustah, 228;<br />
kayr).l<br />
Sprenger, Leb. Muh., I, 447<br />
Suyuti Husn, I, 79,<br />
Mistah b. Uthàthah.<br />
§ 73. — Mistah b. Uthàthah al-Muttalibi al-Akthar, il maggiore. Compagno<br />
del Profeta, combattè a Badr, e secondo gli uni mori nel 34. H.<br />
in età di 56 anni ; secondo gli altri visse ancora parecchi anni e combattè<br />
a Siffin dalla parte di 'Ali (T abari, I, 2941).<br />
Cfr. Athir, III, 121.<br />
§ 74. — abù 'Abbàd Mistah b. Uthàthah b. 'Abbàd b. al-Muttalib b.<br />
'Abd Manàf b. Qusayy, ebbe madre umm Mistah bint abi Ruhm b. al-<br />
Muttalib b. 'Abd Manàf b. Qusayy, che fu delle mubàyi'àt (cfr. § 68).<br />
Il Profeta gli diede fratello Zayd b. al-Muzayyin. Fu a Badr, a Uhud<br />
e a tutti i masàhid insieme col Profeta.<br />
Il Profeta diede in dono a lui e a ibn Ilyàs, a Khaybar, cinquanta<br />
wasq.<br />
Morì nell'anno 34. H., a 56 anni (Saad, III, 1, pag. 36).<br />
;<br />
Cfr. Qutaybah, 167: abù Bakr gli pagava la pensione. Fu quegli<br />
che accusò 'A-isah d'adulterio con Safwàn b. al-Mu'attal.<br />
§ 75. — abù 'Abbàd (o abù 'Abdallah) Mistah b. Utìiàthah. Secondo<br />
altri il suo nome era 'Awf, e Mistah era un soprannome.<br />
Sua madre era Salma bint abì Ruhm b. al-Muttalib b. 'Abd Manàf.<br />
La. madre di lei era poi Rà-itah bint Sakhr b. 'Amir b. Ka'b, zia di abù<br />
Bakr al-Siddiq. '<br />
Fu a Badr. Secondo altri a Siffin con 'Ali. Ma altri dicono ch'ei mori<br />
prima, l'anno 34. H.- La prima versione è la più comune. Così si dice che<br />
morisse nell'anno 37. H. (Nawawi, 547).<br />
Cfr. anche Athir Usd, IV, 154, 355;<br />
Ó-awzi, MS. Costantinop., fol. 97,r.<br />
Taghribirdi Paris, MS. n. 1551, fol. 14, v.;<br />
§ 76. — Su Mistah, ossia 'Awf, b. U^àthah b. 'Abbàd b. al-Muttalib b.<br />
'Ab4 Manàf al-Muttalibi al-Akthar abù-l-'Abbàs [o 'Abbàd, o 'Abdallah],<br />
Compagno del Profeta cfr. anche Athir, II, 85, 150-152; III, 121;<br />
Caussin de Perceval, III, 167, 170;<br />
Durayd, 53;<br />
Dzahabi Ta rikh, MS. Paris, I, fol. 162,v.;<br />
122.
34. a. H. Il 7^.78,<br />
Dzahabi Tagrid, II, 78, n. 804; 34. a. h.<br />
Hagar, III, 832-833, n. 2048; ^"^m^^^uT'JlU.<br />
Hisàm, 322, 486, 733, 736, 776; tbah.]<br />
al-Isti'àb, 294-295, n. 2249; 511-512, n. 2086;<br />
Kash al-Mahjub [E. J. W. Gibb Memorial, voi. XVII], pag. 82;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 97,r. ;<br />
Mahàsin, I, 102, lin. 20-22;<br />
N a w a w i , 547 ;<br />
Nuwayri Leid., I, fol. lll,v.-113,v. ;<br />
Sprenger, Leb. Muh., I, 437; III, 65-67;<br />
Tabari, I, 2941;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1651, I, fol. 14,v. ;<br />
Wàqidi Wellhausen, 83, 186, 287;<br />
Y a '<br />
q ù b i , II, 64.<br />
abù Ruhm al-Ghifari.<br />
§ 77. — abù Ruhm Kulthùm b. al-Husayn al-Ghifari, secondo ibn Sa'd,<br />
hì converti dopo l'arrivo del Profeta a Madinali, e fii ad Uhud dove ebbe<br />
una fi-eccia alla gola. Andò dal Profeta che lo curò con la saliva sua. Ed<br />
era chiamato al-Manhùr (colpito alla gola).<br />
Muli. b. 'Umar racconta una tradizione secondo cui abù Ruhm, mentre<br />
accompagnava il Profeta, da al-Tà'if ad al-Cxi'rànah, lo colpi inavvertentemente<br />
ad una gamba. Il Profeta stizzito lo percosse con una frusta. E il<br />
giorno dopo, quando abù Ruhm s'attendeva di peggio, il Profeta gli offri<br />
alcune pecore come compenso della frustata assestatagli (G-awzi, MS. Co-<br />
stantinop., fol. 97, r.-97,v.).<br />
§ 78. — abù Ruhm Kulthùm b. al-Husayn b. 'Ubayd b. Khalaf b. Badr<br />
b. Uhaymis b. Ghifàr b. Mulayl b. Damrah b. Bakr b. 'Abd Manali b. Ki-<br />
nànah al-Ghifari, più noto sotto la kunyah: non fu a Badr. Fu tra quelli<br />
che prestarono bay 'ah sotto l'albero ad al-Hudaybiyyah.<br />
Il Profeta lo lasciò a dirigere la preghiera a Madinah due volte, una<br />
al tempo della 'Umrah al-qadà* e un'altra volta l'anno della Conquista<br />
(di Makkah) (Athir Usd, IV, 250).<br />
V, 197).<br />
Secondo altri, il padre era 'Utbah b. Qays o 'Utbah b. Khalaf<br />
Rimase a Madinah fino al ritorno del Profeta da al-Tà*if (Athir Usd,<br />
Cfr. anche Caussin de Perceval, I, 210;<br />
Dzahabi Tagrid, II, 178, n. I960;<br />
Gayangos,II, 9;<br />
123.
34. a. H.<br />
[NECROLOGIO. •<br />
abu Ruhm al-<br />
Ghifiri.]<br />
$$ 7^80. 34. a. H.<br />
. Hagar,<br />
IV, 127-128, n. 412;<br />
Hagar Tahdzib, Vili, 443, n. 802;<br />
Hagar Taqrib, 176 (col. i); 264 (col. i);<br />
Hanbal Musnad, IV, 349 e segg.<br />
Hisàm, 810, 906;<br />
al-Istì'àb, 232, n. 939; 668, n. 2919;<br />
Kathir Bi day ah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 133,r.;<br />
Khulàsah, 321:<br />
Saad, IV, 1, pag. 179;<br />
Tabari, T, 1627;<br />
Tanbìh, 251, 266, 271;<br />
Wàqidi Wellhausen, 66, 116, 241, 300, 326, 373 e segg., 378,<br />
391, 395.<br />
Salamah b. Saltmah.<br />
§ 79. — Salamah b. Salàmah b. Waqs b. Zaghbah b. Zaùrà al-An-<br />
sàri al-Ashali abù 'Awf, Compagno del Profeta e tradizionista della scuola<br />
di Madinah, fu uno dei combattenti di Badr, e fu presente ai due con-<br />
vegni di al-*Aqabah. Raggiunse l'età di 70 anni e mori secondo gli uni<br />
nell'anno 34. H., secondo altri nel 46. H. Fu governatore della Yamàmah<br />
sotto il Califfo 'Umar.<br />
Trasmise a Mahmùd b. al-Rabì' tradizioni, che sono conservate nel<br />
Musnad di ibn Hanbal (Dz ahabi Ta-rìkh, MS. Bodl., II, fol. 2,r., 7,r.-7, v).<br />
. Dzahahi<br />
. Tabari,<br />
Cfr. anche Athir, III, 378 (f nel 46. a. H.);<br />
Athir Usd, II, 336-337;<br />
Durayd, 264, lin. 1-2;<br />
Tagrid, I, 249, n. 2331;<br />
Hagar, II, 231, n. 6070;<br />
Hanbal Musnad, III, 467;<br />
Hisàm, 135, 305, 346, 468, 492;<br />
al-Isti'àb, 683, n. 2468;<br />
Mahàsin, I, 147;<br />
Saad, III, 2, pag. 16;<br />
I, 1336, 1966, 3070^, 3072 e;<br />
Taghrìbirdi, MS. Paris, 1661, I, fol. 107.<br />
Suwayd b. Sa'yah.<br />
§ 80. — Suwayd b. Sa'yah al-Yarbii'i dei banù Tamim. (abù Hayyàn<br />
al-Tamìmi, dal padre). Era uno degli ahi al-khitat, a cui 'Umar aveva<br />
124.<br />
;
34. a. n. Il tì^mi.<br />
assegnato teiTe intorno ad al-Kùfah; lo trovai prostrato a terra, avvolto in ^4. «. m.<br />
un vestito come morto; e se la moglie non gli avesse detto: «Che vuoi suw«yd b. 8«'<br />
«da mangiare o da bere?t, sembrava un panno senza nessuno sotto. y^^-l<br />
Quando mi vide, disse : « O figlio di mio fratello, ho abbassato le anche<br />
« e il dorso, e non lo piego che cosi. Per Dio, non vorrei scostarmene dello<br />
«spessore d'un'unghia » (Ó-awzi, fol. 97,v.-98,r., che lo pone nel necro*<br />
logio dell'anno 34. H.).<br />
Ubàdah b. al-Sàmit.<br />
§ 81. — 'Ubàdah b. al-Sàmit al-Ansàri fu un Compagno del Profeta,<br />
uno dei dodici naqib o rappresentante di Madinah al convegno di al-<br />
Aqabah; combattè a Badr e mori nell'anno 34. H. (Athir, III, 121).<br />
§ 82. — abu-1-Walid 'Ubàdah b. al-Sàmit b. Qays b. Asram b. Pihr<br />
b. Tha'labah b. Ghanm b. *Awf b. 'Amr b. 'Awf b. al-Khazrag.<br />
Sua madre fu Qurrah al-'Ayn bint 'Ubàdah b. Nadlah b. Màiik b. al-<br />
Aglàn b. Zayd b. Ghanm b. Sàlim b 'Awf b. 'Amr b. 'Awf b. al-Khazrag.<br />
Suoi tìgli furono:<br />
(1) al-Walìd, partoritogli da Óamilah bint abi Sa'sa'ah, la figlia cioè di<br />
Amr b. Zayd b. 'Awf b. Mabdzùl b. 'Amr b. Ghanm b. Màzin b. al-Nag^àr.<br />
(2) Muhammad, avuto da umm Haràm bint Milhàn b. Khàlid b. Zayd<br />
b. Haràm b. (iundab b. 'Amir b. Ghanm b. 'Adi b. al-Naggàr.<br />
Fu dei settanta Ansar di al-'Aqabah e uno dei dodici nuqabà*. Fu<br />
a Badr, a Uhud, alla Trincea, ecc. (Sa ad, III, 2, pag, 93, lin. 21-pag. 94,<br />
lin. 8).<br />
§ 83. — (Muh. b. 'Umar, da abù Hazrah Ya'qiib b. Mugàhid, da 'Ubàdah<br />
b. al-Walid b. Ubàdah, da suo padre). Era uomo grosso, alto, bello. Mori<br />
ad al-Ramlah in terra di Siria nell'anno 34. H., a 72 anni, con discendenti.<br />
Muh. b. Sa'd riferisce ch'egli mori sotto il califfato di Mu'àwiyah b. abi<br />
Sufyàn in Siria (Saad, III, 2, pag. 94, lin. 8-13).<br />
Cfr. anche Qutaybah, 131; Saad, III, 2, pag. 148, lin. 6-12;<br />
Trasmise varie tradizioni: cfr. Hanbal, IV, 201; V, 114, 313-330.<br />
Egli fece propaganda contro Mu'àwiyah in Siria e fu mandato a Ma-<br />
dinah, dove inveì contro il nuovo ordine di cose, e 'Uthmàn non osò con-<br />
tradirlo.<br />
Cfr. anche Dzahabi Paris, I, fol. 162,r.-162,v.;<br />
Taghribirdi Paris, MS. n. 1661, fol. 14,v.<br />
§ 84. — abù-1-Walìd Ubàdah b. abi 'Ubàdah al-Sàmit b. Qays b. Asram<br />
b. Fihr b. Qays b. Tha'labah b. Ghanm b. Sàlim b. *Awf b. 'Amr b. 'Awf<br />
b. al-Khazrag al-Ansàri al-Khazragi.<br />
196.
34. a. H.<br />
[NECROLOGIO. ^<br />
'Ubàdah b. al-<br />
Sàmit.1<br />
84, 85. 34. a. H.<br />
Questo Sàlim fa chiamato al-Hubla per la grossezza del suo ventre,<br />
onde i suoi discendenti furon detti banù-1-Hubla.<br />
Fu alla prima 'Aqabali e alla seconda ;<br />
a<br />
Badr, a Uhud, alla Trincea,<br />
alla bay 'ah al-Ridwàn e ad altre gesta. Fu dei nuqabà* la notte di<br />
'Aqabah, rappresentante dei banù-1-Qawàqil, cioè dei banù Sàlim così detti<br />
dal nonno di lui Qawqal, il quale era stato soprannominato cosi perchè<br />
quando uno gli chiedeva asilo, egli gli diceva : « Sali (una montagna :<br />
« qawqil), va dove crèdi ». E fu chiamato Qawqal b. 'Awf b. al-Khazrag.<br />
Il Profeta gli diede fratello abù Marthad al-Ghanawi, ed affidò a lui la<br />
direzione delle sadaqàt. Insegnava a quei della s uff ah il Quràn.<br />
Conquistata la Siria, 'limar lo mandò insieme con Mu'àdz e abii-1-<br />
Dardà- per insegnare alla popolazione il Qur-àn in Siria. 'Ubàdah si fermò<br />
a Hims, Mu'àdz in Filastin, abù-1-Dardà- in Dimasq. Poi 'Ubàdah andò<br />
in Filastin.<br />
Ha 181 hadith; 6 accettate da Bukhàri e Muslim, 2 da Bukhàri e<br />
2 da Muslim esclusivamente.<br />
Secondo al-Awzà'i, egli fu il primo qàdi in Filastin. Era distinto,<br />
bello, alto, grosso. Mori a G-erusalemme (o secondo altri a Jlamlah) l'anno<br />
34. H., a 72 anni. Secondo altri mori nel 46. H. Ma la prima versione è<br />
la vera (Nawawi, 329-330).<br />
§ 85: — (ibn al-AtJiir). Il Profeta gli diede da amministrare delle<br />
sadaqàt, egli disse: «Temi Iddio, sicché tu non vada il dì del giudizio<br />
« con un camelo che gridi, o una vacca che mugga, o una pecora che beli ».<br />
Ed egli rispose : « Per colui che ti ha mandato con la verità, non opererò<br />
« con due misure ».<br />
Fu dei cinque che riunirono il Qur'àn sotto il Profeta. Fu mandato<br />
poi da 'Umar in Siria a insegnare il Qur'àn, insieme con Mu'àdz b. G-abal<br />
[t nell'anno 18. — cfr. 18. a. H., §§ 219-228] e abu-1-Dardà-. 'Ubàdah restò in<br />
Hims, abù-l-Dardà* a Damasco, Mu'àdz in Filastin.<br />
Si racconta poi come venisse in contrasto con Mu'àwiyah, e questi lo<br />
trattasse male ;<br />
onde 'Ubàdah giurò di non stare in luoghi in cui fosse<br />
anche lui. E se ne andò a Madinah. 'Umar gli chiese perchè fosse an-<br />
dato là e, saputolo, lo rimandò, e scrisse a Mu'àwiyah ch'egli non avrebbe<br />
avuta alcuna autorità su 'Ubàdah.<br />
Riferiscono sue tradizioni: Anas b. Màlik, (xàbir b. 'Abdallah, Fa-<br />
dàlah b. 'Ubayd, al-Miqdàd b. 'Arar b. Ma'dikarib, abù Umàmah al-Bàhili,<br />
Rifà'ah b. Ràfi', Aws b. 'Abdallah al-Thaqafi, Surahbil b. IIasanah,.ecc.<br />
Si levò in Siria kh a t i b , e disse : < Voi avete introdotto dei cambia-<br />
« menti che non so quali siano. L'argento con l'argento, peso per peso,<br />
126.<br />
-V;
I Tramette più h ad i th dal Profeta : uno<br />
34. a. H. 9f 86-87.<br />
« sia grezzo sia coniato. E non avete riguardo di scambiar l'oro con l'ar-<br />
* gento, mano per mano, e l'argento è più, e non si ammette credito. E s'Tia<br />
* da cambiare grano con grano, misura per misura, e l'orzo con l'orzo,<br />
« misura per misura. E invece non v' ha riguardo a cambiare grano con<br />
« orzo, e l'orzo in più quantità. Chi vuole in più, commette usura » (Athir<br />
Usd, III, 106-107).<br />
Secondo altri morì nell'anno 45. IL, ma è opinione mal fondata.<br />
§ 86. — 'U badali b. al-Sàmit prese parte a Badr e ad al-'Aqabah.<br />
di avvertimenti morali e religiosi ; un<br />
altro a proposito di tale che andò dal Profeta a domandargli quale fosse la<br />
migliore azione. Il Profeta gliene enumera parecchie ed egli domanda<br />
sempre una più agevole. Alla fine il Profeta consigliò d'accettare con piena<br />
confidenza quello che vuole Iddio. Un altro sul martirio. Un altro sul patto<br />
dei nuqabà'. E un altro ancora sullo stesso soggetto. Un altro su come<br />
il Profeta fu invitato a un miracolo; il Profeta espone le sue eccellenze.<br />
Morì ad al-Ramlah nell'anno 34. H. ('Abd al-hakam, 376, lin. 3-378,<br />
lin. 8).<br />
§ 87. — {a) 'Ubàdah b. al-Sàmit conquistò Antartùs nell'anno 17. H.<br />
(Yàqùt, I, 388). Cfr. 16. a. H., §§ 384, 386.<br />
(6) Fu mandato da abù Bakr al re dei Rum (Yàqiit, II, 806).<br />
(e) Fu presente alla conquista dell'Egitto e alla presa di Babilonia.<br />
Su 'Ubàdah cfi-. anche:<br />
<strong>Annali</strong>, II (Indice), VI (Indice).<br />
Balàdzuri, 131, 132, 133, 134, 136, 140, 141, 163, 164;<br />
Bukhàri Ta-rikh, 36;<br />
Caussin de Perceval, III, 2, 8, 81, 494;<br />
Durayd, 271;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 316-316, n. 3019;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 162,r.-162,v. ;<br />
ó- a w z i , MS. Costantinopoli, I, fol. 97,r. ;<br />
Hagar, II, 661-664, n. 8974;<br />
Hagar Tahdzib, V, 111-112, n. 189;<br />
Hagar Taqrib, 96 (col. ii-iii)<br />
Hisàm, 288, 297, 311, 466, 497, 646;<br />
al-Isti'àb, 424, n. 1821;<br />
Khamis, II, 288, lin. 10-11;<br />
Khulàsah, 188;<br />
;<br />
, Mahàsin, I, 102, lin. 18-19 (f nel 34. a. H.); 104, lin. 18-19 (f nel<br />
36. a. H.); cfr. Indice, pag. 669;<br />
127.<br />
34. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
Ubàdah b. a|.<br />
Sàmit]
34. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
'Ubàdah b. al-<br />
Sàmit.1<br />
§87. 34. a. H.<br />
Maskawayh, I, 490;<br />
Muir Mahomet, II, 238; III, 137, 138;<br />
Muqaddasi, 172;<br />
Qaysaràni Ó-am', 334, n. 1269;<br />
Rustah, 211;<br />
Sprenger, Leb. Muh., II, 525 noia; HI, xlvi, 148, 149;<br />
Suyùti Kanz, VII, 78;<br />
T ab ari, I, 29, 1212, 1213, 1227, 1334, ecc.; IH, 2426; cfr. Indice,<br />
pag. 309;<br />
Wàqidi Wellhausen, 65, 88, 93, 144, 176, 179, 181, 183, 347, 416;<br />
Ya'qùbi, II, 169.<br />
128.
Jm<br />
35. a. H.<br />
11 Lufiflio 0GS~2Q Giufirno 650<br />
129. 17
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130.<br />
,
35. a. H.<br />
PERSIA-KHURÀSÀN. — Governatori nelle Provincie persiane. Desti-<br />
tuzione di Qays b. Hubayrah (6Tr. 33. a. H., §§ 7-8).<br />
§ 1. — Alla morte di 'Uthmàn, i governatori in Persia erano: (l)*Abd<br />
al-rahmàn b. Samurah, nel Sigistàn; (2) 'Imràn b. al-Fudayl al-Burgumi,<br />
nel Mukràn; (3) 'Umayr* b. 'Uthmàn b. Sa'd, nel Fàris; (4) ibn Kandir<br />
al-Qusayri, nel Karman (Athir, III, 77-78).<br />
Presso Qays b. Hubayrah, governatore del Khuràsàn, v'era 'Abdallah<br />
b. Khàzim, un primo cugino del Califfo 'Uthmàn, il quale era geloso del<br />
potere di Qays e desiderava di soppiantarlo.<br />
Mentre viveva ancora 'Uthmàn, 'Abdallah b. Khàzim venne ad al-<br />
Basrah, come ambasciatore di Qays, ma in al-Basrah intrigò con ibn 'Amir,<br />
il governatore generale, per ottenere la deposizione di Qays e la propria<br />
nomina a governatore invece di lui.<br />
ibn 'Amir approvò l' idea e l'appoggiò, e quando l'assassinio di Uthmàn<br />
turbò tutta l'ammistrazione dell' impero, 'Abdallah b. Khàzim mise a proprio<br />
vantaggio l'agitazione dei nemici sulla frontiera, per indurre Qays b. Hu-<br />
bayrah a correre in difesa dei confini, e lasciarlo come luogotenente in<br />
Nisàbùr.<br />
Durante l'assenza di Qays, l'ambizioso 'Abdallah b. Khàzim afferrò il<br />
ire, pubblicò la lettera di nomina avuta da ibn 'Amir e si stabili fer-<br />
lente nel Khuràsàn. Qays b. Hubayrah, furente per questo tradimento,<br />
dovette cedere innanzi alla forza e ritirarsi (Athir, III, 79).<br />
PERSIA-ÀDZARBAYGÀN. — Spedizione militare.<br />
§ 2. — Terza incursione di Hudzayfah ibn al-Yamàn, comandante mi-<br />
litare dell'Adzarbaygàn, contro i Turchi (Athir, III, 161).<br />
131.
^<br />
^g^ì<br />
§§ 3-8. 35. a. H.<br />
35. a. H. PERSIA. — Il NawrQz.<br />
''<br />
§ 3. — Il Nawrùz dei Persiani cadde sul 3 Dzù-1-Qa'dah =- martedì<br />
3 maggid 666 dell' È. V. (Hamzah, 161 [dice: venerdì]).<br />
PERSIA. ~ Monete arabe di tipo sassanida.<br />
§ 4. — (a) Una moneta d'argento, arabo-sassanida, coniata a Basa<br />
(Fasà) {ZDMG., voi. Vili, 1854, pag. 160, n. 751).<br />
(6) Moneta d'argento, arabo-sassanida, coniata a Zawzan(?) {ZDMG.,<br />
voi. Vili, 1864, pag. 160, n. 762).<br />
(e) Due monete d'argento, arabo-sassanide, coniate ad al-Rayy :<br />
leggenda kufica {ZDMG., voi. Vili, 1864, pag. 160, n. 753-764).<br />
SIRIA-IMPERO BIZANTINO.<br />
con<br />
§ 5. — Dopo la disfatta navale, l'imperatore Costante mandò Tolomeo<br />
a trattare la pace con Mu àwiyah. Ma le trattative non portarono a ve-<br />
runa conclusione (Barhebraeus, II, 112).<br />
Cfr. Kaestner, De imp. Cosi., Ili, 48-49.<br />
Cfr. anche 39. a. H., §§ 9-17.<br />
SIRIA-ARABIA.<br />
§ 6. — Spedizione di Dzù Khusub (cfr. § 17) comandata da Mu'àwiyah<br />
b. abì Sufyàn (^) (Mahàsin, I, 103, lin. 11-12).<br />
Nota 1. — Il testo è corrotto: i ribelli contro il CalifFò 'Uthman, non comandati da Mu àwiyah<br />
Tennero a Dzù Khusub. È possibile però che sia un'allusione all'invio di soccorsi dalla Siria, soccorsi<br />
che giunsero a Dziì JKhnsub dopo la morte di 'TJthmàn e non fecero in tempo a salvare il Califfo.<br />
SIRIA-CIPRO.<br />
§ 7. — (Cfr. 33. a. H., §§ 44-49). Alcuni pongono in questo anno (36. H.)<br />
la spedizione in cui fu conquistata l'isola di Cipro (Balàdzuri, 153).<br />
ARABIA-EGITTO. — Venuta in Madinah dei ribelli d'Egitto.<br />
§ 8. — Segue la narrazione del modo come fu allestita la spedizione<br />
dei malcontenti dall' Egitto contro 'Uthmàn. Il contenuto ha molta impor-<br />
tanza storica, in primo perchè la nostra fonte è appunto egiziana, e in<br />
secondo luogo perchè furono appunto gli Egiziani i maggiori colpevoli<br />
nella tragedia. — La versione egiziana dà particolari che mancano nelle<br />
altre fonti, e narra anche i fatti in un modo diverso, però anche i mate-<br />
riali che ci fornisce al-Kindi, il nostro più antico storico egiziano, sono<br />
viziati in larga misura dai principi apologetici di generazioni posteriori.<br />
Innanzi tutto si getta la colpa maggiore su Muh. b. abi Hudzayfah, perchè<br />
132.
35. a. H.<br />
«gli era un beniamino e protetto di 'IJthmàn e cosi ni mette al coperto 3*- "• *^<br />
la complicità dei Compagni anziani del Profeta, i quali anzi sono descritti . v^nut» in Ma^<br />
ciome addolorati o piangenti per quanto acc^eva. dìo«h d«i ribolli<br />
Poi, seguendo un ordine d'idee simile a quello che ispira, la tonte ira-<br />
qense (Sayf b. 'Umar), si descrive la spedizione egiziana come l'opera arti-<br />
liciale di alcuni facinorosi; i quali, per ottenere il loro scopo, falsificano<br />
lettere e con infantili astuzie cercano d'ingannare il popolo ed eccitarlo<br />
ntro 'Uthmàn.<br />
Scopo dell'agitazione era il desiderio di Mub. b. abì Hudzayfah di<br />
venire governatore indipendente d'Egitto: perciò questi vieta ad 'Ab
9-11. 35. a. H.<br />
35- a- H. § 9. — (al-Kindi). Quando la gente si mise a discutere e a denigrare<br />
-Venuta in Ma- ^^ Califfo 'Uthmàn, 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh andò in missione dal<br />
^.!1®*1<br />
d' Egitto.]<br />
dei ribelli Califfo, lasciando in Misr, quale suo luogotenente, 'Uqbah b. 'Amir al-Gruhani<br />
(secondo al-Layth) oppure al-Sà'ib b. Hisàm b. Kinànah al-'Amiri<br />
(secondo Yazìd b. abì Habìb). Al kharàg prepose Sulaymàn b. 'Umar al-<br />
Tugìbi. Con il governatore andarono i capi delle schiere egiziane.<br />
Ciò avvenne nel Ragab del 35. H. (Kindi, ed. G-uest, pag. 13, lin. 15;<br />
14, lin. 2, dove l'editore, citando Maqrizi Khitat, I, 300 e Mahàsin,<br />
I, 103, congettura che questo Sulaymàn b. 'limar sia identico a Sulaym<br />
b. Itr).<br />
§ 10. — (al-Kindi). Muliammad b. abi Hudzayfah b. 'Utbah, nello Sawwàl<br />
del 35. H. (= aprile 656 È. V.), si sollevò contro 'Uqbah b. 'Amir, luogo-<br />
tenente di ibn abì Sarh, e dopo averlo espulso da al-Fustàt invitò pubbli-<br />
camente la gente a distaccarsi dal Califfo 'Uthmàn, incitandola contro<br />
'Uthmàn con tutti i mezzi a sua disposizione: egli accese tutto il paese<br />
(Kindi, ed. Guest, 14, lin. 3-7).<br />
§ 11. — (al-Hasan b. Muhammad al-Madini, da Yahya b. 'Abdallah b. Bu-<br />
kayr, da al-Layth, da 'Abd al-karìm b. al-Hàrith al-Hadrami). Muhammad b.<br />
abi Hudzayfah preparò alcune lettere come se fossero scritte dalle vedove del<br />
Profeta; e poi scelse alcuni cameli (rawàhìl), che ebbe cura di nascon-<br />
dere. Poi prese gli uomini ai quali voleva affidare la missione, e li fece<br />
montare sul tetto della casa, esponendoli per lungo tempo al sole, affinchè<br />
sembrassero abbronzati dalle intemperie ed avessero l'aspetto di viaggia-<br />
tori. Quindi li mandò (nascostamente) sulla via di Madinah e li fece rientrare<br />
in Misr, come se arrivassero in quel momento da Madinah. I finti viaggiatori<br />
avevano istruzioni di rispondere alla gente che incontravano : « Non<br />
«abbiamo da dar notizie: queste sono nelle lettere che portiamo! ». Cosi<br />
fu combinato tutto l'inganno: ibn abi Hudzayfah andò incontro ai finti<br />
messi, i quali rifiutarono di rispondere alle domande ed insistettero che le<br />
lettere che portavano venissero lette nella moschea. Una folla immensa si<br />
raccolse nel tempio e le lettere furono aperte e lette: in esse levavansi<br />
vive proteste contro ciò che si faceva all' Isiàm e si affermava che « i vecchi<br />
« nei pressi del tempio » (di Madinah, ossia i Compagni anziani) erano in<br />
pianti, ibn abi Hudzayfah (terminata la lettura) scese dal minbar, e la<br />
gente rimase turbata da ciò che era stato letto a loro. Allora i fautori di<br />
'Uthmàn (si' ah 'Uthmàn) si distaccarono da Muhammad b. abi Hu-<br />
dzayfah e lo combatterono, fra questi erano :<br />
Mu'àwiyah b. Hudayg,<br />
Khàrigah b. Hudzàfah,<br />
134.
Busr b. abi Art ah,<br />
Maslamali b. Miikhallad al-Ansàri,<br />
'Amr b. Hazm al-Khawlàiii.<br />
Maqsam b. Sa'd b. Màlik al-Azdi,<br />
Khàlid b. Thàbit al-Fihri,<br />
insieme con molti altri (cfr. § 413).<br />
35. a. H. H ll-U.<br />
Questi mandarono Salamah b. Makhramah al-Tugibi e Rumaylah al<br />
Califfo 'Uthmàn per informarlo delle loto faccende e degli atti di ibn abi<br />
Hiidzayfali (Kindi, ed. Guest, 14, lin. 8-16, lin. 9).<br />
§ 12. — (al-'Abbàs b. Muhammad, da 'Amr b. Sawwad, da ibn Walib,<br />
(la ibn Lahi'ali, da Yazid b. abi Habib, da Rabì'ah b. Laqit). Salamah<br />
b. Makhramah andò a Madinah, narrò al Califfo 'Uthmàn i fatti avve-<br />
nuti e disse: «ibn abi Hudzayfah ha chiamato (da 'a) la gente a preii-<br />
« derai il loro soldo (ila a'tiyàtihim); ma io lio rifiutato di pren-<br />
« dello da lui! >. E il Califfo gli rispose: « Ti è stato tolto ciò che ti<br />
«spettava, perchè esso era tuo per diritto!». 'Uthmàn mandò allora in<br />
Egitto Sa'd b. abi Waqqàs per ristabilire la pace (Kindi, ed. Guest, 16,<br />
lin. 10-1 G. lin. 4).<br />
§ 13. — (Muhammad b. 'Abd al-wài'ith b. Garir, da Yàsin b. 'Abd<br />
al-ahad b. al-Layth, da suo padre, da Yahya b. Ayyfib, da Yazid b. abi<br />
Habib). Quando Muhammad b. abi Hudzayfah si ribellò ad 'Uthmàn, questi<br />
mandò Sa'd b. abi Waqqàs, per dare ai ribelli (yu'tihim) quello che<br />
chiedevano, ibn abi Hudzayfah, informato di questo, amngò la gente,<br />
dicendo : « Quél mentitore ('Utlimàn) vi ha mandato Sa'd b. Màlik (ossia<br />
« b. abi Waqqàs) per spezzare la vostra compagine, per creare la discordia<br />
< tra voi e avvilirvi! ».<br />
ibn abi Hudzayfah riuscì cosi ad eccitare la gente contro il messo<br />
del Califfo ed egli andò incontro a Sa'd con circa cento uomini, e lo fermò<br />
nella Marhalah bani Sa'd, dove appunto egli aveva già piantata la sua<br />
tenda. Gli Egiziani si gettarono su di lui, rovesciarono la tenda, maltrat-<br />
tarono ed insultarono Sa'd b. abi Waqqàs. Questi allora inforcò la sua ca-<br />
\alcatura e ritornò donde era venuto, dicendo: «Iddio \i (olpisin (
35. a. H.<br />
[ARABIA-EGITTO.<br />
- Venuta in Ma<<br />
dinah dei ribelli<br />
d' Egitto.]<br />
§§ 14-16. 35. a. H.<br />
una parte, tra cui erano Mu'àwiyah b. Hudayg e Busr b. abi Artàli<br />
(Kindi, ed. Guest, 16, lin. 17-17, lin. 3),<br />
Nota 1. — Si osservi come Muh. b. abi Hudzayfah abbia trascinato le milizie alla rivolta, senza<br />
far propaganda per alcun competitore al califfato.<br />
Fu un moto indipendente che non propugnava in alcun modo gli interessi di 'Ali, e quando questi<br />
divenne Califfo non li riconobbe. 'Ali considerò Mub. b. abi Hudzayfah come suo partigiano e chiamò<br />
altri a fungere da suo luogotenente in Egitto.<br />
§ 15. — (ibn Quiayd, da 'Ubaydallah b. Sa'id, da suo padre Sa'id,<br />
da ibn Lahi'ah, da Yazid b. abi Habib). 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh<br />
venne verso V Egitto sinché raggiunse il ponte Grisr al-Qulzum, dove trovò<br />
un distaccamento di cavalleria di ibn abi Hudzayfah, che gì' impedi di<br />
proseguire. « Gruai a voi!», esclamò, «lasciatemi entrare in Egitto e re-<br />
« carmi al mio esercito (g u n d) : ho da informare i miei militi di quelle<br />
«cose per le quali sono venuto e sono venuto con buone notizie! ». Gli<br />
Egiziani insistettero nel diniego di lasciarlo entrare. « Per Dio !<br />
», esclamò<br />
ibn abi Sarh, « quanto avrei amato di entrare in Egitto ed informarli di<br />
«ciò per cui sono venuto e poi morire!». E se ne andò recandosi ad<br />
'Asqalàn, perchè gli ripugnava di ritornare presso 'Uthmàn.<br />
Quando fu ucciso 'Uthmàn, ibn abi Sarh era ancora in 'Asqalàn, e<br />
morì in essa.<br />
Dopo il ritiro di ibn abi Sarh, ibn abi Hudzayfah allestì un esercito<br />
(•he mandò contro 'Uthmàn (Kindi, ed. Guest, 7, lin. 4-10).<br />
§ 16. — (Muhammad b. Musa, da Ahmad b. Yahya b. 'Umayrah (sic),<br />
da 'Abdallah b. Yùsuf, da ibn Lahi'ah, da Yazid b. abi Habib). Muhammad<br />
b. abi Hudzayfah invitò i volontari ad iscriversi ed arrolarsi per la<br />
spedizione (contro 'Uthmàn). di cui molti concorsero a far parte, ibn abi Hu-<br />
dzayfah dovette limitarli a soli 600 uomini, ogni frazione sotto un capo<br />
proprio. Su tutti fu messo *Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi. Fra i capi<br />
partecipanti alla spedizione, si ricordano :<br />
• 'Urvvah<br />
Kinànah b. Bisr b. Salmàn [sic!) al-Tugibi,<br />
b. Sutaym {sic! leggi: Siyaym) al-Laythi,<br />
Ubayy (sic ! leggi : 'Amr o abù 'Amr) b. Budayl b. Warqà al-Khuzà'i,<br />
Sudan b. abi Rùmàn {sic!) al-Asbahi,<br />
Dira' (leggi: Zar') b. Yaskur al-Yàfi'i (^).<br />
Furono imprigionati nelle loro case varie persone di Misr, tra cui Busr<br />
b. abi Artàh e Ma'àwiyah b. Hudayg (Kindi, ed. Guest, 17, lin. 10;<br />
18, lin. 2).<br />
Sui nomi dei capi delle truppe egiziane, assai corrotti in questo testo,<br />
efr. Addenda a Tabari, I, 2954, lin. 13 (p. dcxxviii), e più innanzi § 62.<br />
Cfr. anche Maqrizi Khitat, II, 335.<br />
136.
85. a. H. fi 16.19.<br />
Nota l. — Si osservi come in questo norero dei capi della spedizione, che doveva mnovere contro<br />
'Uthmàn ia Madinah, manchi il nome di Mah. b. ahi Bakr, che invece è menzionato esplicitamente<br />
come fautore della ribellione di ibn ahi Hudzayfah contro 'Uthmàn, nelle tradizioni della scuola ma-<br />
dinese (cfr. le tradizioni di al-Wàqidi,'§ 25; di aUYa'qùbi, § 108 ed al-Mas'udi, § 113).<br />
Abbiamo perciò ragioni di credere che Muli. b. abi Bakr si trovasse già in Madinah ad intrigare*<br />
contro 'UUiniàn, e che l'unione del suo nome con quello di ibn abi Hudzayfah sia voluto dalla tradi-<br />
zione ortodossa in questa prima fase degli eventi, per spiegare meglio, come diremo a suo tempo, alcuni<br />
avvenimenti oscuri dell'anarchia egiziana sotto 'Ali fra il 36.-38. H. — Si vuol dimostrare che Muh. b.<br />
abi Hudzayfah agisse d'accordo con 'Ali e come suo luogotenente in Egitto, mentre l'analisi delle tra-<br />
dizioni sull'Egitto fra il 36.-38. H. porta alla conclusione che ibn abi Hudzayfah agisse come ribelle<br />
del tutto indipendente da 'Ali e da Mu'àwiyah, e che l'Egitto, in realtà, nei tre anni circa di rivolta<br />
non riconobbe affatto l'autorità di 'Ali. Muh. b. abi Bakr, quando venne in Egitto a nome di 'Ali fra<br />
il 36. e il 37. H., trovò in ibn ahi Hudzayfah non un devoto dipendente, ma un rivale incomodo e per<br />
un tempo anche nemico.<br />
Queste considerazioni saranno più chiare quando si leggano i nostri<br />
ziana (cfr. HO. a. H., §§ 39C e segg.; 38. a. H , §§ 231 e segg.).<br />
appunti sull'anarchia egi-<br />
§ 17. •— al-Wàqidi, così afferma al-Tabari, narra pure molte cose sulla<br />
venuta degli Egiziani a Madinah e la loro fermata in Dzù Khusub, al-<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
NAH.- L'uccisione<br />
di 'Utbmàn.<br />
Critica prelimi-<br />
nare delle tradi-<br />
zioni.]<br />
§ 19. 35. a. H.<br />
cisamente il corso degli eventi immediati che condussero all'uccisione del<br />
Califfo. La tradizione turbata da sì grave delitto, al quale parteciparono<br />
alcuni fra i più celebri e venerati Compagni, si è sforzata in tutti i modi<br />
— pur conservando un sembiante di imparzialità storica — di rendere in-<br />
nocenti da ogni complicità nel misfatto tutti quei Compagni più cari alla<br />
venerazione dei fedeli delle generazioni successive e specialmente 'Ali. Il<br />
tentativo non è riuscito che a metà, perchè i sospetti rimangono, rimane<br />
intera la corresponsabilità dei Compagni: soltanto la narrazione dei fatti<br />
è rimasta ottenebrata dal lavorìo apologetico dei tradizionisti.<br />
Le note alle tradizioni seguenti discutono ed analizzano, punto per<br />
punto, le varie questioni e danno le ragioni per le quali taluni particolari<br />
vanno soppressi, ed altri invece hanno consistenza o verosimiglianza storica.<br />
Come guida allo studioso che potrebbe smarrirsi nelle contradizioni e<br />
confusioni delle varie versioni e tradizioni, premettiamo la trama storica e<br />
cronologica più probabile degli avvenimenti, che si chiusero con l'uccisione<br />
di 'UthmànO:<br />
V Artefici principali della tragedia furono gli Egiziani, i quali nel<br />
corso dell'anno 35. H., per istigazione specialmente di Muh. b. abì Hu-<br />
dzayfah, iniziarono un'agitazione separatista (cfr. §§ 8-16).<br />
2° Durante un'assenza del governatore ibn abì Sarh, l'autorità del<br />
quale era molto scossa e indebolita, l'agitazione degenerò in aperta rivolta<br />
nella seconda metà dell'anno 35. H. (Sawwàl = aprile 656 È. V.: cfr. § 10).<br />
dietro.<br />
3° Il governatore tentò di rientrare in Egitto, ma fu ricacciato in-<br />
4° Il Califfo cercò di placare i ribelli mandando come ambasciatore<br />
Sa'd b. abi Waqqàs, il Compagno meno partigiano, il più neutro di tutti,<br />
ma nemmeno lui potè entrare in Egitto.<br />
S"* Un gruppo numeroso dei più turbolenti, forse per istigazione dei<br />
Compagni in Madìnah e per il tramite di Muh. b. abì Bakr, che aveva<br />
molte relazioni in Egitto, fu indotto a venire a Madìnah, non per giusti-<br />
ficare il loro operato, ma per chiedere riforme, forse anche prima che scop-<br />
piasse la rivolta in Egitto (cfr. § 135 e nota 1), ma mentre il governa-<br />
tore era ancora a Madìnah (Ragab: T ab ari, I, 2968, e § 25).<br />
6° Il gruppo fu numeroso per timore che il Califfo li punisse, quando<br />
giungevano in Madìnah.<br />
7"* Per la stessa ragione il gruppo egiziano non venne a Madìnah, ma<br />
si fermò nelle vicinanze, a Dzù Khusub, ^er timore di un colpo di mano.<br />
8° Una commissione di Compagni e di Madinesi, forse di propria ini-<br />
ziativa, perchè segretamente d'accordo con i ribelli, si fece ora interme-<br />
138.
35. a. H. 119.<br />
diaria fra gli Egiziani e il Califfo 'Uthmàn, e valendosi del peso morale,<br />
che dava a loro la minaccia degli Egiziani, impose ad 'Uthmàn e gli strappò<br />
alcune importanti concessioni, sulla esatta natura delle quali la tradizione<br />
non dà lume. Gli Egiziani ripresero la via del ritorno e rientrarono in<br />
Egitto, dove però la rivelata debolezza del Califfo accese le passioni ed<br />
aumentò le pretese.<br />
9° 'Utlì^iàn, solo, senza mezzi di difesa a sua disposizione, aveva<br />
ceduto o in tutto o in parte a quanto gli era stato richiesto, ma molto<br />
di mala voglia, perchè l'atto degli Egiziani e la debolezza del governo<br />
centrale erano due precedenti gravissimi, che compromettevano tutto il<br />
prestigio del califfato e ne minacciavano la sollecita fine nell'anarchia.<br />
10° Allontanata la minaccia immediata della violenza egiziana, av-<br />
venne un fatto grave, ma che rimane oscuro per la inammissibilità delle<br />
versioni tradizionistiche, un fatto da cui risultò come né 'Uthmàn né i suoi<br />
rappresentanti avessero intenzione di osservare integralmente le conces-<br />
sioni strappate dietro minaccia di violenze personali.<br />
11° I Compagni ed i Madinesi, complici palesi e segreti dell'estor-<br />
sione fatta a danno del nome del Califfo, e sovrattutto a danno degli in-<br />
teressi materiali degli Umayyah e dei Qurays suoi partigiani, reagirono<br />
vivacemente non solo per ragioni morali, ma anche per timore di rap-<br />
presaglie, quando il fatto grave rivelò la mala fede dei consiglieri di 'Uth-<br />
màn. Grande tumulto nella moschea e sassaiuola contro 'Uthmàn. La no-<br />
tizia di questa resipiscenza del Califfo e dei suoi consiglieri fa scoppiare<br />
la rivolta aperta e completa in Egitto.<br />
12° Gli Egiziani furono richiamati d'urgenza a Madinah: ad essi fa<br />
garantita la cooperazione dei Madinesi, i quali però vilmente non vole-<br />
vano mettersi in prima linea, ma desideravano addossare agli Egiziani<br />
tutti i rischi e le odiosità delle violenze sacrileghe contro il capo dello<br />
Stato islamico.<br />
13° Gli Egiziani ripresero il cammino di Madinah, entrarono in città,<br />
occuparono la moschea e si piantarono dinanzi alla dimora di 'Uthmàn,<br />
chiedendo fra le altre cose la sua abdicazione.<br />
14° 'Uthmàn, consapevole di tutta la dignità del suo uflScio, e della<br />
impossibilità di ulteriori concessioni dinanzi alle minacce di un pugno di<br />
violenti irresponsabili, rifiutò ora nettamente di acconsentire alle domande<br />
rivoltegli.<br />
16° Per un tempo le cose rimasero immobilizzate, perchè nessuna<br />
delle due parti voleva cedere, ed i nemici di 'Uthmàn non osavano ancora<br />
scendere alle estreme violenze.<br />
139.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA- MADI-<br />
NAH. . L'uccidon«<br />
di 'Uthmin.<br />
Critica prelimi-<br />
nare delle tradi-<br />
zioni.]
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
N AH. -L'uccisione<br />
di 'Uthmàn.<br />
Critica preliminare<br />
delle tradi-<br />
zioni.]<br />
19, 20. 35. a. H.<br />
W 'Utiimàn scrisse ai luogotenenti, rimastigli fedeli, in Siria, in aJ-<br />
Basrah, perchè venissero in suo soccorso, o gli mandassero qualche schiera<br />
per la sua protezione personale.<br />
17° Grli Egiziani tentarono allora di costringere 'Uthmàn alla resa<br />
tagliandogli l'acqua e i viveri.<br />
18° I pochi amici del Califfo lo difesero energicamente: gli animi<br />
si riscaldarono e si venne un giorno a una rissa, in cui, a quanto pare,<br />
uno degli assedianti rimase ucciso. [La fonte di questo particolare non dà<br />
afifidamento sicuro].<br />
19° Giunse la notizia che soccorsi Venivano dalle provincie per<br />
proteggere il Califfo, ed allora alcuni più accesi degli altri irruppero di<br />
sorpresa nella camera del Califfo 'Uthmàn mentre stava recitando il Qur'àn,<br />
e lo trucidarono il 18 Dzù-1-Higgah (^).<br />
Nota 1. — Il Wellhausen riassume i fatti un poco diversamente perchè non aveva a sua dispo-<br />
sizione le tradizioni della scuola siria (§§ 129-135) ed egiziana (§§ 136-150), con le quali abbiamo cor-<br />
retta e modificata la versione della scuola madinese.<br />
Secondo il celebre critico tedesco nel 35 H. vennero a Madinah 500 egiziani e si fermarono a Dzù<br />
Khusub nel decimo mese dell'anno (Sawwàl). Da questo luogo fecero proposte al Caliifo, minacciando violenze<br />
in caso di rifiuto. 1 madinesi con poche eccezioni erano d'accordo con gli Egiziani e li appoggiarono.<br />
'Uthmàn privo di mezzi di resistenza dovette scendere a patti e si valse come intermediario di<br />
Muh. b. Maslamah, il quale seppe persuadere gli Egiziani a far ritorno in patria. Appena partiti gli<br />
Egiziani, il CalifiFo con l'appoggio degli Umayyah e in una pubblica piredica nel seguente venerdì di-<br />
chiara che gli Egiziani si erano ritirati riconoscendo l'ingiustizia della loro causa.<br />
Le parole di 'Uthmàn destarono un tumulto nella moschea, e il Califfo fatto bersaglio di una<br />
sassaiuola fu riportato a casa privo dei sensi. I Madinesi si agglomerarono intorno alla sua casa tumul-<br />
tuando: intanto ritornavano anche gli Egiziani che avevano intercettata la lettera di IJthmàn ad ibn<br />
ahi Sarh con gli ordini di giustiziare i capi dei ribelli.<br />
Mah. b. Maslamah si rifiuta di trattare per il Califfo, 'Amr b. Hazm fa' entrare una commissione<br />
degli Egiziani alla presenza del Califfo: all'intimo di abdicare 'Uthmàn rispose con un rifiuto e i ribelli<br />
iniziarono regolare assedio, tagliandogli l'acqua.<br />
Alcuni Qurays ed Umayyadi tentarono difendere il vecchio sovrano, ma l'uccisione di uno degli<br />
aggressori precipitò la fine (17 Dzù-1 Higgah). Gli assedianti chiesero la consegna dell'omicida, ma avu-<br />
tone un rifiuto, si credettero, secondo il concetto arabo, autorizzati a mettere in disparte ogni ritegno<br />
e dare l'assalto alla casa.<br />
Mentre alcuni mettevano il fuoco alla porta d'ingresso, altri aggressori giravano alle spalle ed<br />
attraverso l'attigua proprietà di 'Amr b. Hazm entravano nella casa di 'Uthmàn e lo uccidevano (18<br />
Dzul-Higgah) (Wellhausen, Sk. u. Vorarh., VI, 127-130).<br />
§ 20. — Questa è la trama che ha maggiore verosimiglianza, ed elimina<br />
le contradizioni con i fatti storicamente accertati dagli eventi successivi.<br />
All'assassinio proprio presero parte poche persone, benché quasi tutta<br />
Madinah fosse ostile ad 'Uthmàn. L'uccisione fu evento quasi improvviso<br />
ed a tale estremo i Compagni, apertamente almeno, non volevano venire,<br />
perchè si sentivano troppo compromessi personalmente nella campagna di<br />
aperta opposizione.<br />
Lo scandalo che nacque dal misfatto fu enorme, ma gii esecutori sfug-<br />
girono impuniti in Egitto, diventato oramai indipendente, ma in preda<br />
140.
§§ 20-22 35. 2L, H.<br />
all'anarchia. Alcuni Compagni, come Talhah. ai-Ziibayr vd Aisali. in juitu<br />
35. a. H.<br />
ARABiAMADI-<br />
per odio contro 'Ali, ma anche per non essere condannati dall'opinione "NAfT-L'uccTsio<br />
pubblica come complici, pretesero la punizione dei regicidi ti per quest») '^« ^^ uthmàn.<br />
presero le armi. 'Ali invece accettò il fatto compiuto. Tanto gli uni ch«'<br />
gli altri finirono però in breve e tragicamente i loro giorni. xioni.|<br />
La cronologia di questi eventi è molto oscura. La notizia che i con-<br />
giurati lasciassero T Egitto nel Ragab [al-Wàqidi; T a bari, T, 2968; con-<br />
frontisi § 26] per andare a Madinah è scartata dal Wellhausen (S k . u .<br />
Vorarb., VI, 127 nota 3) per ragioni tecniche. È anche contradetta dalla<br />
notizia al § 10; ma combina con la versione egiziana che pone due viaggi<br />
di Egiziani a Madinah (cfr. l'accenno wàqideo a un primo assedio di 'Utli-<br />
màn :<br />
§<br />
24, nota 3). Siccome 'Uthmàn fu ucciso il 18 Dzù-1-Higgah, gli Egi-<br />
ziani sarebbero stati in Madinah circa cinque mesi ;<br />
ciò è inverosimile trann»-<br />
che tra il Ragab ed il Dzù-1-Higgah gii Egiziani fossero tornati a Misi.<br />
L'affermazione di al-Wàqidi [T a bari, I, 3023; cfr. § 79 e nota JJ<br />
che l'assedio durasse soli 8 giorni, sembra la notizia più verosimile : tutte<br />
le altre, riassunte dal Wellhausen (Sk. u. Vorarb., VI, 130 nota), non<br />
ispirano alcuna fiducia.<br />
ARABIA. — Madinah. Uccisione del Califfo 'Uthmàn. {Tradizioni<br />
della scuola madinese).<br />
§ 21. — Secondo abù Ma'sar (Ahmad b. Thàbit, da vari tradizionisti,<br />
da Ishàq b. 'Isa, da abù Ma'sar) e al-Wàqidi, la venuta degli Egiziani a<br />
Dzù Khusub fu nell'anno 35. H. (Tabari, I, 2941).<br />
Cfr. Athir, III, 121.<br />
§ 22. — (al-Wàqidi, da Surahbil b. Ubayy, da Yazìd b. abì Habib, da<br />
abù-1-Khayr). Quando gli Egiziani partirono per deporre 'Uthmàn, 'Abd-<br />
allah b. Sa'd b. abi Sarh (governatore dell' Egitto) mandò un messo al<br />
Califfo per informarlo che quella gente era partita con il pretesto di fare<br />
il piccolo pellegrinaggio (al-'umrah). Il messo arrivò a Madinah prima<br />
degli Egiziani, ed Uthmàn, appena avuta* l' informazione, mandò notizia<br />
a quelli di Makkah perchè si mettessero in guardia contro i pretesi pel-<br />
legrini venuti con l' intento di diffamare il Califfo. Il governatore del-<br />
l' Egitto, ibn Sa'd, mandò un secondo messo al Califfo chiedendo il per-<br />
messo di venirlo a raggiungere in Madinah e partì appena ebbe ottenuta<br />
la desiderata licenza. Arrivando però ad Aylah, seppe che gli Egiziani sotto<br />
ibn 'Udays già assediavano il Califfo. Intanto Muhaminad b. abi Hudzayfah,<br />
che era rimasto in Egitto, avuta anch'egli la medesima notizia, ed appro-<br />
fittando dell'assenza del governatore, prese le armi e con il consenso della<br />
141.<br />
nare^^deiiVuadi
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Uthmàn.}<br />
22, 23. 35. a. H,<br />
gente si fece riconoscere governatore della provincia (^). 'Abdallah b. Sa'd,<br />
abbandonato il disegno di andare a Madinah, tentò di rientrare in Egitto,<br />
ma le milizie ribelli gliene vietarono l'accesso: perciò si recò in Palestina<br />
e vi rimase fino all'uccisione del Califfo 'Uthmàn f ) (T abari, I, 2999,<br />
lin. 5-18).<br />
Nota 1. — Muh. b. ahi Hudzayfah si fece dunque proclamare governatore d'Egitto, mentre era<br />
assente il legittimo governatore 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh, mentre il gruppo di ribelli stava assalendo<br />
il Califfo in Madinah e prima che fosse eletto un nuovo califfo. E chiaro che Muh. b. abi Hudzayfah<br />
rappresenta un movimento provinciale nettamente separatista : egli voleva diventare una specie di prin-<br />
cipe autonomo d'Egitto, come forse in un certo modo aspirò ad essere abù Musa al-As'ari in al-Kufah,<br />
e come fece con mezzi copiosi ed energia grande l'astuto Mu'àwiyah in Siria, non appena 'Uthraàn ebbe<br />
cessato di vivere. Era tutto l'impero che andava a pezzi!<br />
Nota 2. — Nella versione egiziana, data nei precedenti §§ 9-16, Muh. b. abi Hudzayfah solleva<br />
gli Egiziani mentre è assente il governatore 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh.<br />
al-Wàqidi afferma invece che la spedizione venisse allestita e partisse mentre il governatore ibn<br />
abi Sarh era ancora in Egitto. La rivolta di Muh. b. abi Hudzayfah scoppiò dopo che il governatore<br />
ibn abi Sarh ebbe lasciato l'Egitto per accorrere in aiuto del Califfo.<br />
Nella versione vpaqidea appare singolare che i malcontenti egiziani potessero allestire una spedizione<br />
con intenti palesemente ostili al Califfo, senza che il governatore, pur avendo nelle sue mani<br />
tutta l'autorità politica e militare, nulla facesse, o potesse fare per impedirlo. Se poi il governatore<br />
nulla poteva in Egitto, a che cosa mai poteva servire la sua presenza in Madinah?<br />
Se ne ritrae l' impressione che, qualora la versione waqidea sia corretta — e fra tutte è quella<br />
che maggiormente appare tale — , nell'anno 35. H. il governatore ibn abi Sarh non dominava più le sue<br />
sue milizie e che tutta la provincia era in preda ad un fermento anarcoide, che egli non poteva più<br />
tenere a freno. <strong>For</strong>se si allontanò con la scusa di andare a Madinah, ma, in realtà, perchè non si sen-<br />
tiva più sicuro, e il suo tentativo di ritorno in Egitto mirò soltanto a crearsi un alibi morale per scusare<br />
il suo abbandono di 'Uthmàn.<br />
Intorno al vecchio Califfo, che non seppe cattivarsi simpatie, né imporsi con prestigio di autorità,<br />
si commisero molti e gravi atti di viltà dai membri stessi del partito umayyade, non escluso lo stesso<br />
Mu'àwiyah b. abi Sufyàn, il quale forse non riteneva nocivo ai propri interessi una fine violenta del<br />
Califfo per colpa di chi voleva immediatamente succedergli.<br />
§ 23. — (Ya'qùb b. Ibràhim, da Mu'tamir b. Sulaymàn al-Taymi, da<br />
suo padre, da abù Nadrah, da abù Sa'id, m^wla di abù Usayd al-Ansàri).<br />
Il Califfo 'Utjhmàn fu informato che una commissione (wafd) di Egiziani<br />
si dirigeva su Madinah. 'Uthmàn mosse loro incontro fino a un villaggio<br />
(q a r y a h) di sua proprietà nei dintorni della città ed ivi s' incontrò con<br />
loro, perchè egli non voleva che lo visitassero in Madinah (^). I rivoltosi chie-<br />
sero che si apportasse il Qur-àn (al-mushaf), e quando fu jnesso dinanzi<br />
a loro il testo sacro, dissero: « Apri la settima (al-Sàbi'ah)! », il nome<br />
che essi davano alla sùrah Yùnus. Il Califfo acconsenti alle loro domande<br />
ed incominciò a leggere ; arrivato al versetto (X, 60) : « Avete visto<br />
«quello che Dio ha. rivelato a voi, sui cibi (rizq) alcuni dei quali sono<br />
« vietati, altri leciti ? Dì : Dio lo ha permesso, oppure inventate voi una<br />
« menzogna contro Dio? ». Allora gli gridarono: « Fermati! Non vedi che<br />
« tu hai riservato un pascolo ? Te lo ha permesso Dio, oppure tu inventi<br />
< una menzogna contro Dio ? > . Il Califfo disse allora : « Quel versetto è<br />
« stato rivelato nella tale occasione : quanto alla riserva del pascolo, 'limar<br />
142.
35. a. H. §28.<br />
« aveva riservato un pascolo (hi ma) per tenervi i cameli della «adaqah;<br />
« io, quando salii al potere, ne ho aumentata soltanto la superficie, perchè<br />
« erano cresciuti in numero i cameli ricevuti in pagamento della s a d a -<br />
« qah ». Gli Egiziani continuarono a rimproverare 'Uthmàn in base a quel<br />
versetto del Qur'àn, ed egli diceva : « Esso è stato rivelato nella tale cir-<br />
^ costanza ». In seguito però gli accusatori trovarono altre recriminazioni,<br />
alle quali il Califfo non seppe rispondere, se non chiedendo il perdono di Dio<br />
e dicendosi pentito* Allora 'Utjimàn chiese : « Che volete ? ». Ed essi presero<br />
da lui delle promesse, e stipularono un accordo scritto, impegnandosi a non<br />
rompere l'ubbidienza e a non violare la concordia finché egli fosse rimasto<br />
fedele ai patti. Poi essi chiesero inoltre che venisse meglio regolata la fac-<br />
cenda delle pensioni (al-'atà), le quali non dovevano essere concesse alla<br />
gente di Madinah, ma soltanto ai Musulmani che si battevano contro gì' infe-<br />
deli, ed ai Compagni del Profeta (^). Il Califfo accettò e fece ritorno a Ma-<br />
dinah accompagnato dalla commissione che era rimasta soddisfatta. Qui<br />
egli arringò il popolo, fece gli elogi della commissione (wafd) per la sua<br />
moderazione e rese pubblici i patti convenuti :<br />
ogni<br />
uomo doveva godersi<br />
le proprie terre seminate e i propri bestiami: il danaro (al -mài) [che<br />
proveniva dai redditi dei paesi conquistati] doveva andare soltanto a quelli<br />
che si battevano per la fede ed ai Compagni del Profeta. L'annunzio di<br />
questi patti destò grande malumore fra quelli di Madinah [i quali sareb-<br />
bero d'ora innanzi rimasti senza assegno dal tesoro pubblico] e si gridò:<br />
« Questo è un inganno dei banù Umayyah! ». Intanto la commissione es-<br />
sendo rimasta soddisfatta, pigliò congedo e riprese il cammino per fare<br />
ritorno in Egitto. Allora alcuni malvagi [non è detto chi fossero] falsifi-<br />
carono una lettera del Califfo al governatore dell' Egitto, nella quale si<br />
faceva "dire a 'Uthmàn che egli ordinava di uccidere, di crocifiggere e di<br />
tagliare le mani ed i piedi ai membri della commissione (^). A piede della<br />
lettera apposero un sigillo imitando e 'contrafacendo quello usato dal Ca-<br />
liffo, ed affidarono il falso documento a un tale, al quale diedero ordine<br />
di raggiungere gli Egiziani, di insospettirli con le sue mosse e di farsi<br />
arrestare da loro. Il messo fece come gli avevano detto, e quando gli Egi-<br />
ziani videro quest'uomo che si avvicinava e si allontanava misteriosamente,<br />
s'insospettirono, lo arrestarono e seppero da lui che era un messo di 'U^màn<br />
al governatore d'Egitto. Cosi presero possesso della lettera, e quando ne<br />
ebbero appreso il contenuto, ritornarono tutti furenti a Madinah (*). Si ri-<br />
volsero prima ad 'Ali e gli narrarono ogni cosa, pregandolo di mettersi<br />
alla loro testa, ma 'Ali si rifiutò. Allora essi gli domandarono: « Ma<br />
« perchè ci hai tu scritto di venire? », a cui 'Ali rispose: « Ma io non vi<br />
148.<br />
35. a. H.<br />
(ARABIA- MADI-<br />
NAH. -Uccisione<br />
del Califfo Uthmàn.]
man.<br />
^ 2r>. 35. SI. H.<br />
35. a. H. ^< j^Q jjiai scritto dì venire!». Grli Egiziani si guardarono maravigliati<br />
(ARABIA- MADÌ- ^ -, , , . . i i xx .^? ^<br />
N AH.. Uccisione [vodendo che erano stati tratti m errore da una lettera apocriiaj; ed<br />
del Califfo 'Uth- ' wi<br />
lasciata immediatamente Madinali, si ritirò in un villaggio (qaryah)<br />
dei dintorni. Gli Egiziani corsero allora dal Califfo e lo accusarono di<br />
tradimento, mostrandogli la lettera e protestando contro il contenuto<br />
della medesima: 'Utt^màn giurò che non aveva mai scritto la' lettera,<br />
chiamando a testimonio Dio. Gli Egiziani non gli prestarono fede : « Dio<br />
« ora ci permette di ucciderti, perchè tu hai mancato ai patti (a 1 -<br />
«'ahd wa-1-mìthàq) >. E posero assedio al Califfo (^) (T a bari, I,<br />
296(5-2965).<br />
Nota 1. — Questa fonte contiene una versione diversa da quella comunemente accettata dalla<br />
tradizione ortodòssa, nella quale il Califfo non comunica direttamente con i ribelli egiziani. U intervento<br />
personale di 'TJthman nei negoziati non sembra molto verosimile per ovvie ragioni, e l'azione interme-<br />
diaria fatta da uno o più Compagni ci appare come quella più confacente alle circostanze, perchè rendeva<br />
più facili e piane le discussioni ed evitava gli aspri contrasti fra le parti.<br />
Tutta la tradizione ha caratteri artificiosi molto spiccati ed è quindi fonte molto sospetta, e da<br />
usarsi con ogni circospezione.<br />
Nota 2. — Le così dette pensioni, pagate dal dìwàn fondato da 'Umar, erano concesse come<br />
soldo agli Arabi emigrati e facenti parte degli eserciti di occupazione o d'invasione. Chi nulla faceva<br />
o nulla aveva fatto per l'Isiàm, a nulla aveva diritto: forse 'Uthmàn violò per primo questo principio<br />
e incluse nel ruolo dei pensionati molte persone, che non ne avevano il diritto, secondo le norme pri-<br />
mitive. Questo abuso, che passò inavvertito quando le rendite erano abbondanti, diventò invece causa<br />
di vivo malumore quando la diminuzione dei cespiti dello Stato islamico portò o alla diminuzione, o<br />
persino talvolta alla soppressione di alcune pensioni.<br />
La tradizione — ignoriamo se conformemente & verità — per scusare forse la condotta dei Ma<br />
dinesi afferma che essi fossero colpiti da questa riforma e perciò privati della pensione. Nessun'altra<br />
fonte conferma la notizia.<br />
Nota 3. — L'usanza barbara di tagliare le mani e i piedi alle vittime della giustizia orientale,<br />
non era in voga ai tempi di TFthmàn nell'Islam. — Il taglio della mano per furto è altra cosa. —<br />
Il taglio sistematico delle mani e piedi viene in voga sotto il califfato abbàsida, forse per influenza ira-<br />
nica. — Si ha notizia di taglio delle mani e dei piedi dell'assassino di 'Ali (ctr. 40. a. H., §§ 37, 39, ecc.),<br />
ma la notizia non è confermata da tutte le fonti. — Il particolare del taglio delle mani pone sicuramente<br />
la redazione della presente tradizione nella seconda metà del il secolo della Higrah, se non più<br />
tardi ancora. <strong>For</strong>se anco il taglio della mano per punizione di furto non sembra istituzione araba e<br />
fu forse importazione iranica dai Persiani stabiliti nel Yaman. — Un'altra tradizione (cfr. § 57) men-<br />
ziona pene assai più lievi.<br />
Nota 4. — L'inganno con false lettere è una prediletta tesi tradizioni stica: ne abbiamo avuto un<br />
altro saggio nei primi paragrafi della presente annata, come preteso mezzo per ribellare gli Egiziani<br />
contro 'Uthmàn (cfr. § 11), E notevole che in questo caso non si dica chi ne fosse l'autore : ma si spe-<br />
cifica che era un nemico di 'Uthmàn.<br />
La falsa lettera è uno degli incidenti tradizionalistici più importanti della tragedia di Madinah.<br />
Esistono però quattro diverse versioni: .<br />
La prima è quella della presente tradizione : la lettera è falsificata da un innominato, nemico di<br />
'Uthmàn, il quale con questo subdolo mezzo fa ritornare a Madinah gli Egiziani e precipita la desi-<br />
derata fine del Califfo.<br />
La seconda (al-Wàqidi: § 2, e al-Muhammadi : § 48j fa intendere che la lettera fosse scritta per<br />
ordine di 'Uthmàn per punire realmente gli agitatori egiziani; 'tJthmàn non la sconfessa. La scoperta<br />
del messo e della lettera fu incidente imprevisto e non voluto.<br />
La terza (al-Wàqidi : cfr. § 33 ; al-Kalbi : § 61) nega la responsabilità di 'Uthmàn e fa apparire la<br />
lettera come un ordine mandato all'insaputa del Califfo per opera di coloro che lo circondavano e lo<br />
consigliavano (cfr. § 113).<br />
In una quarta versione (al-Wàqidi, §§ 28-31) non v'è menzione di lettera: la tragedia avviene<br />
perchè 'Uthmàn manca alla parola data.<br />
144.<br />
il
35. a. H. . §§ 28, 24.<br />
E importante rilevare il fatto che Sayf b. IJaiar, nella sna versione (cfr. § 119), ignora l'episodio 35, a. H.<br />
della lettera, che narra corno se t'osse menzogna inventata dai congiurati, e non come fatto realmente lA R AB f A- MAOÌavvenuto.<br />
È soppressione di notizia? O é prova che l'episodio è inventato? NAH.- Uccisione<br />
Nota 5. — La tradizione appartiene dunque al gruppo che descrive la tìne di 'Dthmàn come la dei Califfo 'Uthconseguenza<br />
dei bassi intrighi di alcuni irresponsabili ed ignoti. — Essi sono quelli stessi che froda- man.]<br />
vano l'erario pubblico ed erano causa del malumore contro IJthmàn. E strano che di tali malfattori,<br />
che approfittavano della debolezza del Califfo e che sarebbero stati la causa prima della sua morte,<br />
la tradizione non dica i nomi. Si vuole forse far intendere che siano stati gli stessi Umayyah, ma non<br />
si osa formulare precisa accusa, perchè le prove mancavano. Oppure — conformemente all'indirizzo della<br />
scuola iraqense (Sayf b. *Umar) — si creano alcuni anonimi malfattori, autori di tutto il male e sa di<br />
essi si fa cadere intera la colpa, per liberare da ogni 'sospetto i Compagni. E palese l' industria tenace<br />
e concorde delle fonti per tener nascosta la vera verità sulla tragedia.<br />
L'autore della tradizione si tradisce poi nel racconto, perchè non avverte un'intrinseca contradizione:<br />
i ribelli scoprono che la lettera è falsa, appurano che sono stati ingannati da un documento<br />
apocrifo,... e pure ne danno la colpa ad 'Uthmàn e si dichiarano autorizzati ad ucciderlo!<br />
§ 24. — (al- Wàqidi, da Abdallali b. Gra'fai-, da abù 'Awii mawla di<br />
al-Miswar). 'Amr b. al-'As era governatore dell' Egitto per il Califfo 'Uth-<br />
màn: il Califfo gli tolse però in seguito la riscossione del kharàg, la-<br />
sciandogli soltanto la direzione delle funzioni pubbliche religiose. 'Abdallah<br />
b. Sa'd fu nominato esattore del kharàg. Più tardi il Califfo riunì tutto<br />
il governo dell' Egitto nelle mani di 'Abdallah b. Sa'd. 'Amr b. al-'Às fece<br />
allora ritorno a Madinah, ove si mise a dire gran male del Califfo: questi<br />
alfine lo chiamò a sé un giorno a colloquio segreto e gli disse : « O ibn<br />
< al-Nàbighah ! come<br />
è che l'apertura della tua giubba (gurubàn gub-<br />
4(batika) si è empita sì presto di pidocchi? (^). Come governatore mi eri<br />
« fedele, ed ora dici male di me. In mia presenza hai un contegno e<br />
^< quando sei lontano ne hai un altro. Per Dio ! se tu non avessi agito diso-<br />
* nestamente (^), non ti comporteresti ora in questo modo! ». 'Amr gli rispose:<br />
« Molte cose che la gente dice, e che riferisce intorno ai suoi capi, sono<br />
« false e vane. Abbi timore di Dio, o Principe dei Credenti, nel trattare<br />
« con i tuoi sudditi! ». 'Uthmàn allora gli disse: < Per Dio! Io ti ho no-<br />
man.]<br />
§ 24. 35. a,. H.<br />
35. a. H. risposta 'Uthmàn si avvili e soggiunse :<br />
NAH.- Uccisione<br />
« Perchè mai ci siamo abbando-<br />
^'^ ^^^ì ^ discutere dei tempi pagani? ». 'Amr si allontanò allora dal Califfo,<br />
del Califfo 'Uth- ed entrò Marwàn (b. al-Hakam, vicino parente di 'Uthmàn, il quale gli disse :<br />
« Hai avuto quello che ti meritavi, ricordando tuo padre ad 'Amr b. al-'As! >.<br />
'Uthmàn rispose : < Lascia stare queste cose ! Se<br />
tu rammenti alla gente<br />
« i loro antenati, essi si vendicano rammentandoti i tuoi! ». 'Amr b. al-'As<br />
lasciò il Califfo molto irato contro di lui : andò<br />
quindi da 'Ali e tentò di<br />
metterlo su contro 'Utiimàn ; fece lo stesso anche con al-Zubayr e Talhah<br />
poi andò incontro ai pellegrini e li informò delle novità introdotte dal Califfo<br />
Quando venne poi il primo (^) assedio di 'Uthmàn, egli lasciò Madìnah e si<br />
ritirò in un suo podere nella Palestina, detto al-Sab' (o ai-Saba') e prese di-<br />
mora in un castello detto al-'Aglàn (cfr. 36. a. H., § 324), ove rimase in viva<br />
attesa di notizie da Madinah. Un giorno, mentre teneva circolo nel suo castello<br />
insieme con i due figli Muhammad e 'Abdallah e con Salàmah b. Rawh<br />
al-Grudzàmi, giunse _un corriere montato sopra un camelo (r a k i b). 'Amr<br />
chiese donde venisse, e quando seppe che arrivava da Madinah, gli domandò:<br />
«Che cosa fa quell'uomo?», alludendo a 'Uthmàn: e il corriere<br />
rispose: « L'ho lasciato cinto strettamente d'assedio! ». 'Amr allora esclamò :<br />
« Io sono abù 'Abdallah! L'asino peta, quando mettono il ferro nel fuoco! »<br />
(Amthàl, II, 248, nota) (*). Non era ancora finita la conversazione, che<br />
giunse un altro corriere, proveniente da Madinah, ed 'Amr gli fece la me-<br />
desima domanda: < Che cosa fa quell'uomo? ». E il corriere rispose: « 'Uth-<br />
« man è ucciso! ». — « Io sono abii 'Abdallah! », esclamò 'Amr. « Quando<br />
«strofino un'ulcera, ne levo la crosta! (cfr. Amthàl, I, 43). Quando ho<br />
« messo su la gente contro di lui, ho messo su contro di lui perfino il pa-<br />
« store solitario che pascola le sue pecore in cima al monte ! » . Salàmah<br />
b. Rawh (scandalizzato da queste parole ciniche) esclamò : < O gente dei<br />
« Qurays !<br />
Fra<br />
voi e gli Arabi nomadi v'era un tempo una porta pesante :<br />
« voi l'avete ora spezzata! Che cosa vi ha spinto a questo passo? ». — « Noi<br />
« abbiamo voluto », rispose 'Amr, « far venir fuori il buon dritto dalla fossa<br />
« del torto (cfr. Glossar., pag. . xcvi) e concedere a ognuno una parte eguale<br />
« nel buon dritto » (cfr.<br />
'<br />
I q d , II, 268, lin. 22-24). 'Amr b. al-'As aveva<br />
avuto per moglie una sorella uterina del Califfo 'Uthmàn, ossia umm Kulthùm<br />
bint 'Uqbah b. abi Mu'ayt: quando il Califfo gli tolse il governo<br />
dell'Egitto, egli la repudiò (') (T ab ari, I, 2966, lin. 18-2968, lin. 3).<br />
Cfr. anche Athir, III, 130 (= seconda parte della tradizione);<br />
Tabari, I, 3249, lin. 17-3251, lin. 3 [36. a. H.].<br />
Nota 1. — L'espressione usata da 'Uthmàn (il testo è poco chiaro) deve essere un modo di dire<br />
molto volgare, equivalente alla nostra espressione popolare: «Che ti rode?». Tutte le parole messe in<br />
146.<br />
I
35. a. H. H 24, 25.<br />
bocca al Califfo sono piene di allusioni che a noi riescono poco chiare, perchè ignoriamo tanti partico- 35. a. H.<br />
lari ai quali le allusioni si riferiscono. [AR AB i A- MADT><br />
Nota 2. — Il testo è qui corrotto: nei Mas. abbiamo allah che nel contesto riesce incompren- NAH.- Uccisione<br />
sibile ed è perciò certamente un errore: il Prym ha ingegnosamente corretto in uklatancaun boc- del Califfo 'Uthcone:<br />
se ciò è corretto, il Califfo deve alludere a mangerie commesse da 'Amr durante il suo governo min.l<br />
dell'Egitto e ci fa intendere che la deposizione di 'Amr fu motivata da atti disonesti di lui nell'amministrare<br />
le rendite della provincia. Ciò concorda con la notizia data prima, che il Califfo togliesse ad<br />
'Amr, prima di deporlo, la riscossione delle imposte e la gestione delle finanze dell' Egitto, per por fine<br />
ai suoi abusi.<br />
Nota 3. — al-Wàqidi fa qui cenno ad un primo assedio della casa di 'Uthimàn, senza dare altre<br />
spiegazioni. — Il Wellhausen interpreta l'espressione in un modo ingegnoso, ma che non mi sembra<br />
accettabile. Egli si fonda sul passo di al-Wàqidi (T a bari, I, 2976) in cui i Madinesi assediano la casa<br />
di 'Uthmàn in attesa della seconda venuta degli Egiziani, i quali sarebbero cosi stati gli autori del<br />
secondo assedio (Wellhausen, Sk. u. Vorarb., Vi, 128'129, 130-131 nota 4). Devesi però osservare<br />
che nella citata narrazione non si scorge alcuna interruzione fra l'assedio dei Madinesi e quello degli<br />
Egiziani: questi continuano l'azione aggressiva di quelli.<br />
<strong>For</strong>se per primo assedio, in un modo molto improprio, al-Wàqidi intende le prime trattative con<br />
gli Egiziani, dopo le quali essi si accinsero a ritornare in Egitto.<br />
Nota 4. — Alludesi in termini triviali allo spavento degli animali, quando si arroventano i ferri<br />
per marchiarli: in Arabia, come oggidì ancora nella campagna romana, ove si tiene a brado il bestiame,<br />
ogni proprietario pone con un ferro rovente il suo segno sulla coscia di tutto il bestiame che gli ap-<br />
partiene. — In Arabia, ancor oggi, ogni tribù ha il suo segno particolare (wasm) con cui marca tutto<br />
il suo bestiame. Il Doughty {Travels in Arabia Deserta, I, 125-126) ha conservato un elenco di questi<br />
wasm: sembrano corruzione di lettere di un qualche antico alfabeto forse d'origine preislamica.<br />
Nota 5. — al-Wàqidi non è favorevolmente disposto verso 'Uthmàn ed afferma che l'agitazione<br />
contro di lui fosse dovuta alle colpe del Califfo ed in parte ad una vendetta personale di 'Amr b. al-'As,<br />
il quale, allorché ebbe eccitato gli animi contro il Califfo, prudentemente si ritirò in Palestina, donde<br />
assistere in luogo sicuro al compimento di una tragedia che egli prevedeva e desiderava.<br />
Rammentiamoci che la tradizione ortodossa ha manifeste simpatie per 'Ali: al-Wàqidi è fonte<br />
ortodossa con forti influenze alide. Vedremo più avanti, negli anni 36.-38. H., come 'Amr b. al-'Às fu<br />
uno dei principali fautori del trionfo di Mu'àwiyah, e artefice della caduta umiliante di 'Ali. al-Wàqidi<br />
è quindi in accordo con la sua scuola nell'adoperarsi a presentare 'Amr b. al-'Às come uno di quelli<br />
che con malvagia doppiezza contribuirono alla uccisione di 'Uthmàn e poi, schierandosi con quelli che<br />
pretesero vendicarlo, trassero tutto il, vantaggio della campagna di vendetta per il sangue di 'Uthmàn.<br />
Le ultime parole messe in bocca ad 'Amr b. al-'Às chiariscono il pensiero ispiratore della tradi-<br />
zione : 'Uthmàn fu vittima delle colpe amministrative e poi del tradimento dei Qurays, di cui egli era<br />
il rappresentante sul trono. — 'Uthmàn peri per le discordie tra i Qurays sitibondi di ricchezza e di<br />
potere a spese dei buoni musulmani.<br />
al-Wàqidi sicuramente esagera, ma la sua accusa ha un fondamento nella verità che e impossi-<br />
bile disconoscere : dobbiamo soltanto aggiungere che il rancore di 'Amr b. al-'Às fu una causa del tutto<br />
secondaria, fra cento altre, della tragedia di Madinah.<br />
§ 25. — (al-Tabari, da 'Abdallah b. Muhammad, da suo padre al-Wà-<br />
qidi). Muhammad b. abi Bakr e Muhammad b. abi Hudzayfah mrentre<br />
erano in Egitto eccitarono la gente contro il Califfo: Muhammad b. abi<br />
Bakr dopo qualche tempo fece ritorno a Madinah (cfr. § 16 e nota 1), ma<br />
Muhammad b. abi Hudzayfah rimase in Egitto. Gli Egiziani che si mos-<br />
sero alfine contro Madinah, erano in tutto cinquecento uomini, sotto la<br />
direzione di 'Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi, e lasciarono l'Egitto<br />
dichiarando che loro intenzione fosse soltanto di fare il piccolo pellegri-<br />
naggio (al-'umrah). Essi partirono nel mese di Ragab (cfr. § 20). Il<br />
governatore 'Abdallah b. Sa'd (b. abi Sarh) (^) si affrettò allora a man-<br />
dare un messo al Califfo per informarlo di quello che accadeva: il cor-<br />
147.
^<br />
s 25. óu» 3.» il.<br />
36. a. H. riere percorse il cammino in soli undici giorni. Egli portò a LFthmàn la<br />
N AH. -Uccisione i^uova della partenza dei falsi pellegrini sotto ibn 'Udays, e come Mu-<br />
dei Califfo 'Uth- hammad b. abi Hudzayfah li avesse accompagnati fino ad 'Agrud, e poi<br />
""^"'^<br />
fosse tornato, dicendo in pubblico che la comitiva partiva nel solo in-<br />
tento di compiere il piccolo pellegrinaggio, ma in segreto aveva ammesso<br />
che la loro vera mèta era il Califfo : se questi avesse accettato di acco-<br />
gliere le domande loro e si fòsse ritrattato (naza': confrontisi Glossa-<br />
rium, pag. nix), tutto sarebbe andato bene; ma se il Califfo non cedeva<br />
i partenti erano decisi ad ucciderlo. I falsi pellegrini arrivarono alfine<br />
in Dzu Khusub e 'Uthmàn, che era stato informato dal messo di ibn<br />
abì Sarh, disse, prima del loro arrivo : « Costoro sono gente d' Egitto che<br />
«pretende di venire per compiere la 'umrah; ma in realtà essi sono<br />
« stati sedotti e si affrettano alla guerra civile : per essi io ho già vissuto<br />
« troppo a lungo ; ma, per Dio !, quando li avrò lasciati, essi si augureranno<br />
« che la mia vita fosse durata tanti anni quanti sono i giorni che è durata :<br />
« tanto sarà il sangue che verrà sparso (dopo la mia morte), t,anti saranno<br />
« gli odi e i favoritismi manifesti, tanta la violazione della giustizia! ». —<br />
All'arrivo degli Egiziani in Dzù Khusub, si sparse in Madinab la voce che<br />
essi miravano all'uccisione del Califfo, se egli non si fosse ritrattato (in<br />
lam yanzu'): gli Egiziani mandarono di nottetempo un messo tanto ad<br />
'Ali, quanto a Talhah e ad 'Ammàr b. Yàsir: il messo che si presentò ad<br />
'Ali gli consegnò una lettera di Muhammad b. abì Hudzayfah (^): 'Ali non<br />
la guardò nemmeno (falam yazhar alayhi: cfr. Glossar., pag. cccxlvii).<br />
'U^màn, allarmato da questi maneggi, si recò in persona direttamente da<br />
'Ali, gli rammentò la loro stretta parentela, e gli disse ch'egli non doveva<br />
trascurare di aiutarlo (cfr. Glossarium, pag. cl) contro i ribelli : € Tu<br />
« vedi che è giunta quella gente, e come mi abbiano sorpreso : ora io<br />
« so che tu godi presso di loro di grande influenza e potere, e che a<br />
« te obbediscono : io amerei che tu andassi loro incontro e li persuadessi<br />
« a ritornare indietro, perchè non desidero che arrivino fino a me: questo<br />
« sarebbe una mancanza verso di me e molti altri verrebbero a saperlo<br />
« (e perderei ogni autorità) ». 'Ali chiese allora con quali argomenti egli<br />
poteva rimandarli. « Dì a loro », rispose 'Uthmàn, « che io mi rimetterò<br />
« in tutto al tuo consiglio, e farò tutto quello che tu decidi : non uscirò<br />
« dalle tue mani! ». 'Ali non volle credere in principio a queste assicura-<br />
zioni di 'Uthmàn, e rammentò quante volte avevano discusso assieme l'argo-<br />
mento, quanti consigli egli aveva ripetutamente dati, e come dopo tutto ciò<br />
'Uthmàn aveva sempre preferito seguire il parere di Marwàn b. al-Hakam (^),<br />
di Sa'id b. al-'As, di ibn 'Aniir e di Mu'àwiyah: < Tu hai sempre obbedito<br />
14H.
35. a. H.<br />
« a questi e ti sei opposto ai miei consigli I », (;oiichiuse 'Ali. * Ora p
26-27. 35. a. H.<br />
35. a. H. spoglie di una comitiva di pellegrini. Però ibn abì Sarh sospetta le vere intenzioni dei finti pellegrini<br />
[AR A B I A- MADT- e mette in guardia il Califfo con un messo urgente.<br />
NAH.- Uccisione al-Kindi dà la responsabilità della congiura e della spedizione al solo Muh. b. abì Hudzayfah:<br />
del Califfo 'Uth- al-Wàqidi la divide fra Muh. b. ahi Bakr e Mub. b. abi Hudzayfah; e lo stesso fa al-Ya'qùbi (cfr. § 108).<br />
man.] al-Kindi non menziona nemmeno ibn abi Bakr.<br />
Quando studieremo le vicende dell' Egitto regnante 'Ali, vedremo che i cronisti favorevoli ad 'Ali<br />
si sforzino di far comparire ibn abi Hudzayfah come un seguace e un luogotenente di 'Ali, ma dimo-<br />
streremo altresì che ciò è errato e che il moto insurrezionale in Egitto fu indipendente e persino in<br />
parte contrario ad 'Ali : fu vero moto separatista. Siccome Muh. b. abi Bakr fu un fido e devoto seguace<br />
di 'Ali, v' è ragione di sospettare che l'abbinamento dei due nomi, ibn abi Bakr ed ibn abi Hudzayfah,<br />
abbia origine tendenziosa per dimostrare la concordia tra ribelli ed alidi in Egitto. — Le fonti alide<br />
hanno tutte cara la tesi di far comparire l'umayyade ibn abi Hudzayfah come uno dei fautori e responsabili<br />
più diretti dell'uccisione di 'Uthmàn.<br />
Nota 2. — al-Wàqidi fa comparire ibn abi Hudzayfah come devoto specialmente ad 'Ali e suo<br />
fautore. 'Ali lo tratta con disprezzo per dimostrare che egli non è complice nel premeditato delitto.<br />
Nota 3. — al-Wàqidi è fonte assai partigiana per 'Ali. Questi è descritto come l'uomo saggio,<br />
equo, prudente, che dà ottimi consigli. Marwàn b. al-Hakam, il capostipite della dinastia marwanida<br />
-è rappresentato invece come il genio malifico del debole vecchio ed il vero responsabile del disastro,<br />
perchè colui che non volle uniformarsi ai consigli di 'Ali.<br />
Nota 4. — Secondo la tradizione ortodossa 'Ammàr b. Yàsir fu uno degli intransigenti più accanitamente<br />
avversi al Califfo 'Uthmàn e agli Umayyah in generale.<br />
Nota 5. — ^ E nota l'abilità degli Arabi nel riconoscere una persona dall' impronta del suo piede.<br />
Cfr. Groldziher Muh. Stud., I, 184 (per il qà*if), ecc. ecc.<br />
§ 26. — Nelle tradizioni di al-Wàqidi sulla uccisione di 'Utlimàn, si<br />
parla sempre e soltanto di un corpo di Egiziani e non si fa parola né dei<br />
Basrensi né dei Kufani. In una sola tradizione però (al-Wàqidi, da Su-<br />
rahbil b. Ubayy, da Yazid b. abi Habib, da abù-1-Khayr) si accenna inci-<br />
dentalmente che gli Egiziani si unirono in Madìnah con una schiera (r a k b)<br />
venuta da al-Basrah con Hukaym b. Grabalah, e con alcuni Kufani venuti<br />
con al-Astar: è però detto anche che al-Astar e Hukaym (con i loro se-<br />
guaci ?) si ritirarono ed abbandonarono l' impresa (i '<br />
t a z a 1 a) e che l'as-<br />
sedio e l'uccisione di 'Uthmàn fu opera soltanto di ibn 'Udays e dei suoi<br />
seguaci (Egiziani), in tutto 500 uomini (T a bari, I, 2999, lin. 18-3000,<br />
lin. 1). Cfr. §§ 49, 50, 113.<br />
§ 27. — (al-Wàqidi, da Muhammad b. Sàlih, da 'Asim b. 'limar, da<br />
Mahmùd b. Labid). Insieme con 'Ali andarono al convegno di Dzù Khusub<br />
paredchi Muhàgirùn, fra i quali (1) Sa'id b. Zayd, (2) abii G-ahm al-'Adawi,<br />
(3) Grubayr b. Mut'im, (4) Hakim b. Hizàm, (5) Marwàn b. al-Hakam,<br />
(6) Sa'id b. al-'As, e (7) 'Abd al-rahmàn b. 'Attàb b. Asìd. Degli Ansar<br />
andarono (8) abù Usayd al-Sa idi, (9) abù Humayd al-Sà'idi, (10) Zayd b.<br />
Thàbit, (11) Hassàn b. Thàbit e (12) Ka'b b. Màlik. Degli Arabi (nomadi)<br />
v'era Niyàr b. Mikraz (o Mukram, secondo Athir Usd, V, 48; Hagar,<br />
III, 1193, n. 8347, e Mustabih, 561) e vari altri. Agli Egiziani parla-<br />
rono 'Ali e Muhammad b. Maslamah, i due capi della commissione ma-<br />
dinese, ed in seguito alle loro assicurazioni e promesse gli Egiziani si<br />
lasciarono persuadere e ripresero la via del ritorno: né 'Ali si mosse da<br />
150. :>i<br />
mJtì
35. a. H.<br />
Il 27, 28.<br />
Dzù Khusub finché gli Egiziani non furono partiti. Questi se ne andarono 35. a. h.<br />
persuasi dalle promesse di 'Ali che il Califfo avrebbe revocato le sue ordi- h^h -Uccisione<br />
nanze (an yargi'a wa yanzi'a). Al momento di partire il capo degli dei Califfo 'Uth<br />
Egiziani, ibn 'Udays, tornò a raccomandarsi a Muhammad b. Maslamah,<br />
il quale rassicuratolo sulle decisioni del Califfo, aggiunse : « Temi Dio unico<br />
* che non ha compagni, e riconduci via quelli che hai con te! ». — « Lo<br />
« farò, se Dio vuole », rispose ibn 'Udays al momento di partire (*). Partiti<br />
gli Egiziani, il gruppo di Compagni capitanati da 'Ali fece ritomo a Ma-<br />
(linah (Tabari, I, 2970, lin. 17-2971, lin. 16).<br />
Cfr. Athir, III, 129.<br />
Nota 1. — La tradizione ha lo scopo tendenzioso di dimostrare che la colpa della tragedia del<br />
35. H. ricade interamente sul Califfo 'Uthmàn e sui suoi consiglieri, perchè 'Ali, i compagni ed i Ma-<br />
dinesi erano tutti d'accordo nel non volere violenze, e per loro intercessione e dietro loro garanzia gli<br />
Egiziani ripresero la via del ritorno. Se 'Uthmàn avesse accettato i consigli di questi intermediari e<br />
non li avesse rinnegati, la tragedia non sarehbe avvenuta. Questa è la tesi wàqidea. La tradizione la<br />
svolge nelle fasi successive.<br />
§ 28. — (al-Wàqidi). Quando 'Ali tornò a Madinah, si recò dal Ca-<br />
liffo a riferirgli che gli Egiziani erano partiti, poi gli parlò (rimprove-<br />
'randolo), e gli disse: «Sappi che io ti rimprovero più di quanto abbia<br />
< detto ». Poi si ritirò nella propria dimora (}). Nulla di nuovo avvenne du-<br />
rante quel giorno, ma il mattino seguente venne da lui Marwàn b. al-<br />
Hakam, il quale subito insistè che il Califfo arringasse senza indugio la<br />
gente per informarla che gli Egiziani erano ritornati a casa : « ma devi<br />
« anche dire che quanto essi avevano risaputo intorno all'imam era falso:<br />
« il tuo discorso deve arrivare alle provincie (al-amsàr) in tempo da im-<br />
« pedire che altre turbe numerose accorrano (a chiederti nuove concessioni),<br />
« perchè non potrai più rimandarle addietro >. In principio il Califfo rifiutò,<br />
ma tanto insistette Marwàn, che alfine il Califfo sali il min bar dinanzi<br />
al popolo convenuto e, dopo i soliti preamboli, annunziò che gli Egiziani<br />
erano ritornati addietro convinti che ciò che avevano risaputo intorno al<br />
loro imam era una menzogna (^). Udendo queste parole 'Amr b. al-'As da<br />
un angolo della moschea, gridò al Califfo: « Abbi timore di Dio, o 'Uth-<br />
« man !<br />
Tu<br />
corri verso un precipizio, e ci trascini appresso con te ! Pen-<br />
« titi e ritorna a Dio; cosi facciamo noi! >. 'Uthmàn (irritato) gli gridò<br />
in risposta : « ibn al-Nàbighah ! Da quando io ti ho tolto il governo del-<br />
« l'Egitto) la tua giubba formicola di pidocchi! » (cfr. poc'anzi § 24 nota 1).<br />
Si alzò allora una voce da un'altra parte della moschea, e disse : « Ritoma<br />
« a Dio e mostra di essere pentito, affinchè la gente ti lasci in pace! >.<br />
Allora 'Uthmàn alzò ambe le mani per un tempo, e poi volgendosi verso<br />
la qiblah disse: « Dio! Io sono il primo a pentirmi! », e con queste<br />
161.<br />
min.
man.<br />
•il). 35. a. H.<br />
35. a. H. jféirole fece ritorno alla sua dimora (manzil). 'Amr b. al-'As (disgustato<br />
NAH.- Uccisione<br />
^^^ quello che accadeva in Madinali) partì e andò a vivere nella sua di-<br />
avessi<br />
dei Califfo 'uth- mora (manzil) in Palestina (^) ; egli ripeteva costantemente : «Se<br />
* anche ad incontrare un pastore (al-rà'i), lo ecciterei contro 'Uthmàn! >.<br />
(T a bari, I, 2971, lin. 15-2972, lin. 17).<br />
Cfr. anche Athìr, III, 129-130;<br />
T abari, I, 2982, lin. 1-4.<br />
Nota i. — Si osservi come la tradizione è incompleta ed illogica. Quella del paragrafo prece-<br />
dente allude a promesse ed impegni precisi presi dai Compagni dinanzi agli Egiziani. Di questi ira-<br />
pegni 'Ali non fa cenno al Caliifo; la tradizione li dimentica del tutto, e si contenta di affermare che<br />
'Ali biasimasse il Califfo. Le parole di Marwàn b. al-Hakam, che seguono poco dopo, lasciano nondimeno<br />
intendere che il Califfo avesse fatto tutte le concessioni, ma non specifican quali siano.<br />
Nota 2. — La tradizione wàqidea, per discolpare interamente 'Ali dalla responsabilità del regi-<br />
cidio, sostiene dunque che, se 'Uthmàn avesse seguito in tutto i consigli di 'Ali, non sarehhe stato<br />
ucciso. Per l'influenza di 'Ali gli Egiziani ripresero il cammino del ritorno, nella convinzione che il<br />
Califfo 'Uthmàn avrebbe modificato e corretto quanto nella sua amministrazione era stato causa di tanti<br />
gravi malumori.<br />
Invece Marwàn b. al-Hakam volle per inesplicata malvagità disfare tutta l'opera pacificatrice di<br />
'Ali e spingere il Califfo a dire pubblicamente una menzogna, a dare una versione falsa del convegno<br />
di Dzù Khusub, dinanzi alle stesse persone che erano state testimoni del convegno e delle discussioni,<br />
e che potevano smentirlo in faccia, dinanzi al popolo riunito che già conosceva i fatti.<br />
Questa finzione tradizionistica, che mira a discolpare interamente 'Ali ed a far cadere tutta l'odio-<br />
sità del misfatto finale su Marwàn, è inverosimile e stupida. 'Uthmàn comparisce un vero imbecille e<br />
Mai'wàn malvagio sino alla stupidità.<br />
Il nostro esame del califfato di 'Uthmàn ha portato a conclusioni molto diverse sul carattere<br />
dell'uomo e sullo spirito e le tendenze del suo governo, che cercò essere restauratore del buon ordine<br />
sociale e finanziario. Marwàn poi, come fu palese 25 anni più tardi, fu uomo politico saggio e forte,<br />
oltre al possedere eminenti qualità militari. Egli fu il principale consigliere di 'Uthmàn, ma per il<br />
bene, non per il male.<br />
La narrazione della uccisione di 'Uthmàn è tutto un tessuto di finzioni partigiane composte più<br />
di un secolo e mezzo dopo, quando ardeva vivo l'odio contro la minaccia degli Umayyah.<br />
Nota 3. — In un paragrafo precedente (cfr. § 24, e 36. a. H. § 324) al-Wàqidi anticipa la partenza<br />
di 'Amr b. al-'As ad un periodo di molto anteriore alla tragedia. In questo la ritarda sino al momento<br />
in cui gli Egiziani erano alle porte di Madinah. La prima sembra la versione più probabile e<br />
verosimile per molte ragioni. In questa tradizione l'episodio di 'Amr b. al-'As sembra interpolato e<br />
fuori del contesto. — Se 'Uthmàn avesse veramente detto nel suo discorso quanto Marwàn gli aveva<br />
suggerito, non 'Amr b. al-'Às, ma gli altri Compagni, e primo fra tutti 'Ali, ed i membri della com-<br />
missione, di cui si fa parola nel precedente § 27, avrebbero fatto energica protesta.<br />
Ma di ciò non v'era esplicita tradizione (perchè inventata la menzogna di 'Uthmàn !), e al-Wàqidi<br />
vi ha aggiunto l'episodio di 'Arar b. al-'As, episodio molto diffuso e conosciuto, contenendo due note<br />
frasi proverbiali.<br />
La tradizione che segue, pure dello stesso al-Wàqidi, smentisce nel modo più esplicito le affermazioni<br />
del presente paragrafo riguardo al discorso di 'Uthmàn.<br />
§ 29. — (al-Wàqidi). Dopo la partenza degli Egiziani, Ali si presentò<br />
al C^aliffo e gli disse : « Tieni un discorso al popolo, affinchè esso possa<br />
« sentirti, e possa esserti testimonio innanzi a Dio di quello che tu hai<br />
«nel cuore intorno al mutar sistema e al pentirti (al-nuzù' wal-inà-<br />
«bah), perchè il paese è turbato e agitato contro di te: (se tu non fai<br />
< questo discorso), non puoi essere sicuro che non ti venga un'altra comi-<br />
« tiva da al-Kiifah o da al-Basrah. Tu mi diresti allora: " O 'Ali, va incontro^<br />
152.
« alla gente ,, ; ma<br />
35. a. H. |29.<br />
io non potrei farlo, perchè non potrei addurre alcuna<br />
« scusa (in tua difesa), e d'altra parte se io non andassi incontro alla gente<br />
< tu riterresti che io abbia troncato con te ogni legame di famiglia, ed<br />
« abbia disprezzato il tuo diritto (di comandarmi) >. Persuaso da queste<br />
ragioni Uthmàn tenne un discorso al popolo, nel quale si ritrattò, con-<br />
fessò di aver errato e si dichiarò pentito (^), dicendo : « uomini ! io non<br />
« ignoro alcuno dei rimproveri che mi movete e riconosco il male che ho<br />
€ fatto : la mia anima mi ha sedotto e ini ha mentito, traendomi in errore,<br />
« mentre prima ero sulla via retta. Ma io ho inteso dire al Profeta : Chi<br />
« ha inciampato si penta; chi ha sbagliato si penta, e non persista nell'an-<br />
« dare in rovina :<br />
chi persiste nella colpa è il più lontano dalla buona<br />
« strada. Io sono il primo ad accogliere tale esortazione : chiedo<br />
perdono<br />
« a Dio di ciò che ho fatto e me ne pento. Un par mio si ritratta (na-<br />
«za'a) e si pente! Quando sarò sceso (dal min bar), vengano a me i<br />
« maggiorenti di tra voi e mi diano il loro avviso. Per Dio! se il buon<br />
« diritto mi ridurrà ad essere uno schiavo, io sfagni rò il costume dello<br />
« schiavo, sarò umile come uno schiavo e mi comporterò come un servo,<br />
« il quale se vive in servitù la sopporta con pazienza, se viene messo in<br />
« libertà, è grato. Il solo scampo da Dio è ricorrere a lui. Nessuno dei<br />
€ vostri migliori rinunzi ad accostarsi a me :<br />
se negherà la mia destra, mi<br />
« ubbidirà la mia sinistra! ». Le parole di 'Uthmàn commossero profonda-<br />
mente i suoi uditori, molti dei quali ruppero in un pianto. Sa'id b. Zayd<br />
si alzò per manifestare la sua completa approvazione di quanto aveva detto<br />
il Califfo e per esortarlo a compiere quello che aveva promesso. Ritornato<br />
però nella sua dimora (manziluhu), vi trovò Marwàn b. al-Hakam, Sa'id<br />
(b. al-'Às) ed altri membri della famiglia Umayyah, che non avevano assi-<br />
stito al discorso del Califfo. Appena 'Uthmàn si fu seduto, Marwàn prese<br />
la parola e chiese licenza di parlare. Prima che il Califfo potesse rispon-<br />
dere, sua moglie Nà'ilah bint al-Faràfisah al-Kalbiyyah intervenne gri-<br />
dando: «Ma taci! Essi, per Dio, lo uccideranno (ossia 'Uthmàn) e lo di-<br />
« chiareranno peccatore! Egli ha fatto un discorso, che non può rinnegare! ».<br />
Marwàn irritato si volse verso la donna, e rimproverandola d'immischiarsi<br />
della faccenda, inveì contro la memoria di suo padre, morto senza cono-<br />
^*cere a fondo ancora le abluzioni rituali (ossia: senza essersi ancora inter-<br />
namente convertito all'Islam). Nà-ilah fu pronta a rispondergli: « Va piano<br />
« nel ricercare la memoria dei padri ! Quello<br />
« padre morto è falso ! Quanto<br />
che dici sul conto di mio<br />
a tuo padre, se egli non fosse stato zio<br />
« paterno di mio marito, e se non lo affliggesse il farne menzione, ti direi<br />
« cose sul conto suo, che non potresti tacciare di menzogna! ». Marwàn<br />
153.<br />
20<br />
35. a. H.<br />
(ARABIA- MADT-<br />
NAH.-Uccision*<br />
del Califfo Uthmàn.)
35. a. H.<br />
29. 35. a. H.<br />
_ non le rispose, ma volgendosi al Califfo, chiese di nuovo licenza di par-<br />
NAH.- Uccisione lare. 'Uthmàn assenti. Marwàn dichiarò allora che avrebbe dato il suo<br />
del Califfo 'Uth- pieno consenso al discorso del Califfo, se questi avesse parlato nell'eser-<br />
cizio libero e completo della sua autorità ; « ma tu hai parlato quando il<br />
« laccio ha oltrepassato le mammelle, e quando l' inondazione ha sorpas-<br />
« sato le fosse dei leoni (ossia : quando<br />
tu eri già messo alle strette : con-<br />
« frontisi Amthàl, I, 293 e 161) e quando un vile si è sottomesso a una<br />
« condizione umiliante (cfr. Glossarium, pag. cclxvii). Per Dio ! è meglio<br />
« insistere nell'errore e chiederne perdono a Dio, che confessare una colpa<br />
« per la quale ti hanno messo paura. Sappi intanto che dinanzi alla tua<br />
< porta si sono radunati uomini a guisa di montagne! ». 'Uthmàn turbato<br />
gli disse : « Esci e parla alla gente ; io mi vergogno di farlo ! » . Marwàn<br />
corse subito alla porta della casa, ove era addensata una grande folla di<br />
persone, e li arringò nel seguente modo: « Che cosa volete? Siete qui radu-<br />
le nati come se foste venuti per fare bottino ! Brutte facce, ognuno di voi<br />
« afferra l'orecchio del suo compagno. Or che si vuole ? Voi siete venuti<br />
«perchè volete togliere i nostri beni, che abbiamo nelle nostre mani! Al-<br />
« lontanatevi ! Se, per Dio!, non ci lasciate in pace, vi verrà da noi tale<br />
« una cosa, che non avrete a rallegrarvi, e non loderete gli effetti del<br />
«vostro parere! Ritornate alle vostre dimore, perchè, per Dio!, non ci la-<br />
« sceremo strappare quello che abbiamo nelle nostre mani! » Q. La gente si<br />
disperse, ma parecchi corsero da 'Ali a narrargli l'accaduto. 'Ali, indignato,<br />
corse dal Califfo, e gli chiese se approvava il discorso di Marwàn : « non<br />
« può aver avuto la tua approvazione se non facendoti perdere la religione<br />
« e il senso comune, e riducendoti come un camelo di portantina che vien<br />
«menato ove si vuole. Ma, per Dio!, Marwàn non è uomo che badi alla<br />
« sua religione è all'anima propria ! Egli ti mena a perdizione ! Dopo<br />
questa<br />
« volta io non tornerò più a farti rimproveri! Hai perduto l'onore e il po-<br />
«tere!». Appena 'Ali fu partito, entrò la moglie del Califfo, Nà-ilah, e<br />
chiese a 'Uthmàn il permesso di parlare, ottenuto il quale disse : « Ho udito<br />
« il discorso di 'Ali, in cui ha dichiarato che non tornerà più a vederti,<br />
« e che tu obbedisci a Marwàn, il quale ti mena ove vuole! >. — « Ma che<br />
« cosa debbo fare? », chiese 'Uthmàn. Nà'ilah si raccomandò che temesse<br />
Dio e seguisse fedelmente gli esempi dati dai suoi due predecessori: « Se<br />
« tu segali Marwàn, egli ti condurrà alla morte ! Egli non gode d'alcuna<br />
« influenza sulla gente ! Nessuno lo teme, nessuno lo ama ! La gente ti<br />
« abbandonerà per causa sua ! Torna a far pace con 'Ali : egli è tuo pa-<br />
« rente e contro di lui nessuno si ribellerà!». 'Uthmàn mandò allora a<br />
richiamare 'Ali, ma questi si rifiutò di venire. Quando Marwàn venne a<br />
164.
35. a. H. Il 29, 80.<br />
sapere del discorso tenuto da Nà'ilah, accorse furente a fare una scena al 3^. a. H.<br />
Califfo, ma 'Uthmàn lo costrinse a tacere. « ...Non menzionarla con una<br />
« lettera sola! I suoi consigli sono migliori dei tuoi! ». E Marwàn si ritirò<br />
n ah. -Uccisione<br />
^•' Califfo uth-<br />
(T a bari, I, 2972, lin. 17-2977, Un. 2).<br />
min.]<br />
Cfr. Athir, III, 131-132.<br />
Nota 1. — Non occorre insistere sul tenore assurdo del discorso di 'Uthmàn, discorso inconoe*<br />
pibile, equivalente alla più vile rinuncia ai doveri di Califfo, e in contrasto aperto con il contegno<br />
duro e quasi intrattabile con cui 'Uthmàn resistè a tutte le richieste di sua abdicazione. al-Wàqidi vaol<br />
far comparire il Califfo come un rimbambito sotto veste di asceta, odiatore del mondo. Il quadro è tatto<br />
falso. È falso il quadro di 'Uthmàn, uomo di gusti ra-ffinati, gaudente ed amante di giovani donne sebbene<br />
piii che settantenne. È falso altresì che non avesse volontà propria, né fermezza : la sua morte<br />
dignitosa è indizio di un carattere fiero e tenace nel resistere, carattere che nulla ha che fare eoa il<br />
proi'otto letterario waqideo del discorso seguente.<br />
Nota 2. — Secondo questa versione è Marwàn b. al-Hakam e non 'Uthmàn, colui che disgusta<br />
i Madinesi e dichiara di non voler sottostare alle decisioni ed accordi del convegno di Dzù Khusub.<br />
Tutta la tradizione è un atto di accusa partigiana contro Marwàn b. al-Hakam: si insiste in tatti<br />
i modi possibili nella tesi che 'Uthmàn sia perito per colpa dei malvagi intrighi di Marwàn.<br />
La tradizione merita perciò ben poca fiducia: ne caviamo soltanto la conclusione che nel con<br />
tegno di "Utlimàn, dopo la convenzione di Dzu Khusub, gl'implacabili nemici di 'Uthmàn e degli<br />
Umayyah trovarono nuove ragioni per continuare la campagna denigratoria e per risollevare la tem-<br />
pesta, quando si stava per ritornare alla tranquillità ed alla pace: si valsero forse essi, e non gli<br />
Umayyah, di qualche stratagemma per far ritornare gli Egiziani a Madinah e liberarli dall'incomoda<br />
presenza di 'Uthmàn.<br />
§ 30. — (al-Wàqidi, da Surahbil b, abi 'Awn, da suo padre, da 'Abd<br />
al-rahmàn b. al-Aswad b. 'Abd Yaghùth) il quale disse, parlando di Marwàn<br />
b. al-Hakam: Che Dio svergogni Marwàn! 'Uthmàn andò al popolo, lo fece<br />
contento, e pianse sul m i n b a r , e anche il popolo pianse ; tanto che vidi<br />
la barba di 'Utiimàn stillante di lagrime, mentre diceva : « Iddio mi pento,<br />
« Iddio mi pento, Iddio mi pento :<br />
« servo, uno schiavo, ne sono contento ! Quando<br />
e se giustizia vuole ohe io divenga un<br />
entro in casa, entrate anche<br />
« voi presso di me, e, per Dio, non scaccerò nessuno ; e vi contenterò e<br />
« vi darò più di quel che volete, ed escluderò Marwàn e i suoi! >. Quando<br />
entrò in casa fece aprir la porta ed entrò ;<br />
ma entrò appresso anche Marwàn<br />
che non lasciò di circuirlo in tutte le maniere finché lo distolse dal suo<br />
pensiero, e gli fece abbandonare quanto si era proposto; e 'Uthmàn rimase<br />
tre giorni senza uscire per vergogna del popolo. Marwàn andò al popolo<br />
e disse : « Brutte faccie ! Or che si vuole ? Tornate alle vostre case e se il<br />
« Principe dei Credenti avrà bisogno di qualcuno di voi, lo manderà a<br />
« chiamare: se no resti in casa >. Allora io mi recai presso 'Ali e lo trovai<br />
fra la tomba (del Profeta) e il minbar, e trovai con lui 'Ammàr b. Yàsir<br />
e Muhammad b. abi Bakr (*) che dicevano : « In che modo Marwàn ha trat-<br />
te tato il popolo! >. 'Ali venne verso di me e mi disse: « Sei stato presente<br />
«alla khutbah di 'Uthmàn?». Risposi: «Si». Disse: «E sei stato pre-<br />
« sente al discorso che Marwàn ha fatto al popolo? ». Risposi: « SI ». Disse:<br />
166.
35. a. H.<br />
lARABiA-MADI-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo Uthmàn.l<br />
ao, ai. 35. a. H.<br />
« Che Dio scampi i Musulmani ! Se io fossi rimasto in casa, ['Uthmàn] mi<br />
« avrebbe detto : *. Hai lasciato me, nonostante la mia parentela, e il mio<br />
« diritto ». Se avessi parlato e fosse accaduto quel che lui voleva (?), Marwàn<br />
« se ne sarebbe preso giuoco e 'Uthmàn sarebbe stato come una bestia che<br />
« egli avrebbe portata dove voleva, con tutta la sua età e il fatto che era<br />
« Compagno del Profeta ». E non si mosse finché venne un messo di 'Uthmàn<br />
a dirgli che si recasse da lui. Ma 'AJi rispose con voce alta, eccitata ed<br />
irata: « Digli: io non ti visiterò e non entrerò presso di te ». E il messo<br />
se ne andò. Due giorni dopo incontrai 'Uthmàn con aria delusa, e chiesi<br />
al suo servo Natii, traendolo da parte, donde venisse; e quegli mi rispose:<br />
«E stato da 'Ali ». La mattina dopo io ero presso 'Ali ed egli mi disse:<br />
« Ieri sera è venuto da me 'Uthmàn, e cominciò a dire che io non lo visi-<br />
« tavo e che mi davo attorno per intrigare. Gli dissi : Questo<br />
è avvenuto<br />
« perchè tu, dopo quello che hai detto sul m i n b a r del Profeta di Dio e<br />
« le promesse che hai fatte di tua volontà ;<br />
poi sei entrato in casa, ed è uscito<br />
« presso il popolo Marwàn a rimproverarlo e infastidirlo sulla tua porta.<br />
« 'Uthmàn ritornò a dire : Hai<br />
rotto la parentela con me e mi hai abban-<br />
« donato e hai fatto ardito il popolo contro di me. Gli risposi : Per<br />
Dio !<br />
«io sono quegli che più ti difende; ma ogni volta che vengo a te con<br />
« qualche cosa che io penso ti sia gradita, [Marwàn] viene con un'altra<br />
« e tu odi le parole di Marwàn contro di me e fai entrar Marwàn. Poi<br />
« 'Uthmàn se ne andò a casa» ('^).<br />
[Dice 'Abd al-rahmàn] E io ho sempre veduto 'Ali che lo evitava e<br />
non faceva quel che faceva lui : senonchè<br />
io so che egli parlò a Talhah,<br />
quando 'Uthmàn tu assediato, sul proposito di introdurre gli otri (di acqua)<br />
e si inquietò molto su di ciò finché gli otri furono portati presso 'Uthmàn<br />
(T a bari, I, 2977, lin. 2-2979, lin. 8) [M.G.].<br />
Nota 1. — Se il nome di Muh. b. abì Bakr non è interpolato in questo punto della narrazione,<br />
la sua menzione prova che egli non si trovasse fra gli Egiziani, ma agisse indipendente da loro tratte-<br />
nendosi in Madinah ad intrigare contro 'Uthmàn. — Ricordiamoci che lo storico egiziano più anticot<br />
al-Kindi, non menziona (cfr. §§ 9 e segg.) il nome di ibn abì Bakr negli eventi d'Egitto che menarono<br />
alla partenza della spedizione contro 'Utlimàn.<br />
a' Ya'qubi (§ 108) lo pone esplicitamente tra i capi, ma siccome commette altre inesattezze (cfr.<br />
§ 108 nota 1) non va accettato senza riserva.<br />
Nota 2. — Tutti questi discorsi, messi in bocca a testimoni contemporanei degli avvenimenti, sono<br />
coniati con un solo ed unico scopo: dimostrare l'innocenza di 'Ali e provare che la morte di 'Uthmàn<br />
fu colpa degli amici del Califfo e non di chi gli successe al potere. ,<br />
Purtroppo i fatti dimostrano il contrario.<br />
§ 31. — (al-Wàqidi, da 'Abdallah b. Ga'far, da Ismà'il b. Muhammad).<br />
Nel (seguente) giorno di venerdì (yawm al-gumu'ah) il Califfo sali<br />
sul pulpito per tenere la solita predica, ma appena ebbe incominciato a<br />
parlare, si alzò un uomo a dire: « Osserva il Qur'àn! ». 'Uthmàn gli disse<br />
i.")ii.
35. a. H.<br />
di sedere, e quegli sedette, lua si alzò altre dmt vulte, liiichù Lthiuaii<br />
ordinò di farlo sedere. Allora la gente incominciò a lanciar pietre fa<br />
hasbà= breccia) in tale quantità che non si vedeva più il cielo.- 'Uthmàii.<br />
colpito da questa sassaiola, cadde dal min bar svenuto e fu riportato .1<br />
casa. Usci fuori un custode della casa di 'Uthmàn, recando in mano un<br />
esemplare del Qur-àn e recitando ad alta voce : « Coloro che si separano<br />
« dalla loro religione e formano un partito dissidente, io non ho nulla a<br />
«che fare con loro: la loro causa sta presso Dio» (Qur-àn, VI, 160j.<br />
Appena avvenuto questo grave incidente, 'Ali accorse alla dimora del Califfo,<br />
ove trovò 'Uthmàn ancora svenuto e circondato dai banù Umayvah.<br />
Alla domanda di Ali che cosa avesse il Califfo, i banù Umayyah gli gri-<br />
darono : « 'Ali ! Sei tu che ci hai rovinati e hai intrigato a danno del<br />
«Principe dei Credenti! Ma, per Dio, certo se tu hai ottenuto quello che<br />
* vuoi, a te senza dubbio i beni di questo mondo avranno un sapore molto<br />
< amaro! ». 'Ali si alzò e se ne andò indignato (^) (T abari, T, 2979, lin. 0-<br />
2980, lin. 1).<br />
Nota 1. — al-Wàqidi riferisce qui integralmente l'accusa lanciata dagli Umayyah contro 'Ali che<br />
gli fosse il complice, anzi l'autore diretto dell'uccisione di 'Uthmàn. — Tutte le tradizioni precedenti<br />
-ono ispirate dalla preoccupazione di dimostrare il contrario, e qui alfine, quando il tradizionista ha<br />
reduto di aver sufficientemente dimostrata l'innocenza di 'Ali, si mette in bocca agli Umayyah l'ac-<br />
cusa per dimostrare appunto la sua assurdità.<br />
Si vuol dar la prova che gli Umayyah, i veri colpevoli, sin da questo momento, per coprire loro<br />
-tessi, lanciavano contro 'Ali la terribile accusa di complicità. Anche questa accusa è opera — secondo<br />
gli ortodossi alidi — della diabolica malvagità degli Umayyah.<br />
Questa tradizione e le tre precedenti formano insieme una versione degli eventi che ha un<br />
uportante particolare diverso da quello comunemente accettato. — Gli Egiziani vengono a Dziì Khusub<br />
e, con l'intercessione di un forte ed influente gruppo di Compagni, giungono ad un accordo con il Califib,<br />
dopo di che riprendono la via del ritorno. Pochi giorni dopo la loro partenza il Califfo 'Uthmàn,<br />
per suggerimento malvagio di Marwàn b. al-Hakam, in qualche modo non bene precisato, si rimangia le<br />
promesse fatte, ed i Compagni sdegnati protestano e da ciò la tragedia finale. Dunque in questa ver-<br />
sione non si fa parola della famosa lettera di istruzioni ad ibn ahi Sarh.<br />
Nella tradizione che segue, al-Wàqidi narra, è vero, l'episodio della lettera, ma in ciò abbiamo<br />
un'altra versione che proviene ad al-Wàqidi da fonti diverse da quelle precedenti.<br />
Insomma si viene a questa conclusione importante sul probabile corso degli eventi secondo la<br />
scuola madinese rappresentata da al-Wàqidi:<br />
1* Venne a Dzu Khusub una commissione di Egiziani per chiedere in tono di minaccia al Ca-<br />
''*T'
§32. 35. a. H.<br />
35. a. H. _ g 32. — (al-Wàqidi, da Ibràhim b. Gra'far, da umm al-Rabì' bint 'Abd<br />
NAH.. Uccisione al-rahmàn b. Muh. b. Maslamah, dal padre; al-Wàqidi, da Yahya b. 'Abd<br />
del Califfo 'Uth- al-'aziz, da Gra'far b. Mahmùd, da Muh. b. Maslamah ; al-Wàqidi, da ibn<br />
Grurayg e Dawùd b. 'Abd al-rahinàn al-'Attàr, da 'Amr b. Dinar, da G-àbir<br />
b. 'Abdallah). Quando i ribelli egiziani vennero dall' Egitto contro 'Uthmàn<br />
e giunsero a Dzù Khusub, 'Uthmàn chiamò Muhammad b. Maslamah e<br />
gli disse : < Va' da quelli, tienli lontani da me, dicendo loro eh' io soddi-<br />
« sferò alle loro richieste e che farò quello ch'essi chiedono e annullerò<br />
« quelle decisioni ch'essi criticano ». Muh. b. Maslamah cavalcò verso Dzù<br />
Khusub e — racconta Gràbir [b. 'Abdallah] — 'Uthmàn mandò con lui cin-<br />
quanta Ansar tra cui ero io (^). Quattro erano i capi degli Egiziani : 'Abd<br />
al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi, Sudan b. Humràn al-Muràdi, ibn al-Bayya'<br />
e Amr b. al-Hamiq al-Khuzà'i, il nome del quale prevalse, tanto che si<br />
disse: «L'esercito di 'Amr b. al-Hamiq». Muhammad b. Maslamah andò<br />
e disse : « Il Principe dei Credenti dice così e così » ; e riferì quello che<br />
egli aveva detto. E tanto fece che quelli tornarono indietro. Ma quando<br />
furono ad al-Buwayb, trovarono un camelo col marchio della sadaqah.<br />
Lo presero, e trovarono con esso un servo di 'Uthmàn. Presero i suoi ba-<br />
gagli, li perquisirono, e vi trovarono un tubo di piombo contenente una<br />
lettera, messo in fondo a un otre per l'acqua. La lettera diceva :<br />
« Ad 'Ab-<br />
« dallah b. Sa'd: Fa' al tale così e al tal altro così », nominando coloro che<br />
si erano ribellati a 'Uthmàn (^). Allora quelli tornarono indietro, e si rifer-<br />
marono a Dzù Khusub. 'Uthmàn pregò ancora Muhammad b. Maslamah,<br />
di andare a rimandarli indietro, ma questa volta egli si rifiutò. Allora i<br />
ribelli marciarono contro Madìnah e assediarono 'Uthmàn (Saad, III, 1,<br />
pag. 44, lin. 19-pag. 45, lin. 11) [M.].<br />
Nota 1. — al-Wàqidi porge qui una nuova versione : nei precedenti paragrafi (cfr. §§ 25 e segg.)<br />
l'intermediario principale fra il Califfo 'Uthmàn ed i ribelli egiziani è 'Ali, e con lui tutti i princi-<br />
pali Compagni si adoprano a calmare gli Egiziani. Ora i nomi di 'Ali e degli altri Compagni sono<br />
soppressi del tutto, e ad essi si sostituisce il solo Muh. b. Maslamah, influente Ansar ed amico di 'Ali.<br />
, La tradizione è quindi l'esponente di un'altra tesi, o scuola tradizionistica, che forse per mettere 'Ali<br />
ancor più al sicuro da ogni sospetto, lo elimina da tutte le trattative e lo ignora interamente. Si<br />
mira a sostenere che 'Ali non avesse assolutamente che fare anche nel modo più remoto con la tragedia<br />
di Madinah.<br />
Nota 2. — L'episodio del servo con la lettera di 'Uthmàn non è confermato da tutte le tradi-<br />
zioni, ed è ignorato da al-Wàqidi nell'altra sua versione (§§ 31, 57). In una certa misura, sfrondata di<br />
molti particolari artificiosi, potrebbe forse essere accettata come memoria travisata di qualche fatto<br />
realmente avvenuto. — Si osserverà però che sul tema le tradizioni hanno parecchie varianti, e la re-<br />
sponsabilità della frode è gettata — quasi sempre per via indiretta e mai per accusa esplicita — sulle<br />
spalle degli Umayyah in generale e di Marwàn b. al-Hakam in particolare. — Abbiamo elencato poc'anzi<br />
le varianti del celebre episodio (cfr. § 23 nota 4).<br />
Dobbiamo però fare alcune gravi obbiezioni.<br />
In primo luogo il fatto stesso che esistono tre varianti contradittorìe dell'episodio getta scredito<br />
sul medesimo, scredito confermato da una versione waqidea (§§ 28-31), che lo ignora del tutto. La tra-<br />
gedia avvenne perchè 'Uthmàn si rimangiò le promesse fatte. Ai posteri questa versione sembrò aggra-<br />
158. .<br />
I
35. a. H. Il 8a«6,<br />
vare la responsabilità dei regicidi e dei loro istigatori, perchè la provocazione non sembrava abbastansa 35. a. H.<br />
grave. La lettera si adattava meglio al piano apologetico dei tradizionistl. [AR A B I A- MAOÌlu<br />
secondo luogo dal contesto delle tradizioni di al-Kindi (cfr. §§ 9 e segg. ), quando gli Egiriani NAH.- Uccision»<br />
erano in Dzu Kbusub, il governatore d'Egitto 'Abdallah b. Sa'd b. abi 9arh non era più nella sua d«l Califfo 'Uth><br />
provincia ed i ribelli gli avevan vietato di rientrarvi. Secondo al-Kindi, la commissione egiziana venne mAn.]<br />
a Madinah come rappresentante di una provincia ribelle ed indipendente e, quindi la lettera falsa è<br />
un assurdo.<br />
La lettera era soltanto concepibile se ibn abi Sarh fosse stato ancora al potere in Egitto, ma<br />
questo sembra sia da escludersi perchè al-Kindi, data la sua antichità e la sua origine, merita più fede<br />
che al-Wàqidi nella faccenda egiziana.<br />
Quindi, o la lettera falsa è un'invenzione tradizignistica accettata da tutte le fonti perchè l'ar-<br />
tificio più comodo per nascondere losche manovre e spiegare razionalmente il ritomo degli Egiziani<br />
infuriati a Madinah, oppure è memoria di un fatto più losco ancora. <strong>For</strong>se TJthmàn trovò il modo di<br />
contentare i sediziosi egiziani e di indurli ad allontanarsi, ma i nemici del Califfo in Madinah, i Com*<br />
()agai o i loro fidi amici, ricorsero a qualche bassa astuzia per turbare l'accordo e sollecitare la fine di<br />
Uthmàn, da essi cosi vivamente bramata.<br />
L' inganno non fu degli Umayyah a danno degli Egiziani, ma bensì degli amici di 'Ali a danno<br />
del Califfo ! —<br />
In questo sospetto sono confermato dalla osservazione che nessuna tradizione afferma<br />
esplicitamente chi abbia commesso il falso. Nella tradizione era radicata la memoria che l'iutore del-<br />
l' inganno, qualunque esso fosse, con cui gli Egiziani furono richiamati a Madinah, non si è i aai saputo.<br />
Si sono lanciate tante false accuse contro tanti membri della famiglia umayyade, che sorprende come<br />
non si sia detto più esplicitamente chi sia stato l'autore del documento falso: perchè non dire che era<br />
stato Marwàn? Non si osò farlo, perchè era troppo ben saputo che egli non ne era responsi bile.<br />
§ 33. — (al-Wàqidi, da 'Abdallah b. al-Hàri^ b. al-Fudayl, daf padre,<br />
da Sufyàn b. abi-l-'Awgà*). 'Uthmàn negò d'aver scritto la lettera e di aver<br />
mandato quel messo, e disse : « Hanno fatto ciò a mia insaputa (S a a d<br />
IH, 1, pag. 45, lin. 11-13) [M.].<br />
§ 34. — (Qabisah b. 'Uqbah, da Sufyàn, da abù Ishàq, da 'Amr b. al-<br />
Asamm). Ero tra i messi dell'esercito di Dzù Khusub, e ci fu detto : « In-<br />
« terrogate i Compagni del Profeta, e ultimo interrogate 'Ali: « dobbiamo<br />
< avanzare (verso Madinah)? ». Interrogati, quelli ci dissero: « Avanzate »,<br />
salvo 'Ali, che disse : « Non andate. Se v'ostinate, sarà un uovo che farà<br />
« pulcini > (ossia : la faccenda avrà conseguenze gravi : cfr. L i s à n, IV, 1 1 ;<br />
Nihàyah, III, 190, citati nelle Annotazioni, pag. 16; cfr. inoltre il Glos-<br />
sarium a T abari, pag. cccxcix, cfr. § 119) (Sa ad. III, 1, pag. 45,<br />
lin. 13-17) [M.].<br />
§ 35. — (Yazid b. Hàrun, da Muhammad b. 'Amr, dal padre, da 'Alqamah<br />
b. Waqqàs). 'Amr b. al-'As disse ad 'Uthmàn, mentre questi era<br />
sul min bar: «O 'Uthmàn, tu ti sei volto verso un abisso con questa<br />
« gente! Pentiti, e si pentano anch'essi! ». Allora 'Uthmàn voltosi verso la<br />
qiblah, alzò le mani e disse: « O Dio, chiedo perdono a te, e mi pento ».<br />
E la gente alzò anch'essa le mani (Saad, III, 1, pag. 48, lin. 9-13) [M.].<br />
§ 36. — ('Affàn b. Muslim, da Óarir b. Hàzim, da Ya'la b. Hakim,<br />
da Nàfi', da 'Abdallah b. 'Umar). 'Uthmàn mi disse quand'era assediato<br />
nella dar: «Che pensi di ciò che mi ha consigliato al-Mughirah b. al-<br />
Akhnas? ». Ed io : « Che cosa ti ha consigliato? ». — « I ribelli vogliono de-<br />
169.
§§ 36-39. 35. a. H.<br />
35. a. H. « stituirmi, e se abdico, mi lascian (vivere); se non abdico, mi uccidono ». —<br />
N AH.. Uccisione . —<br />
del Califfo Uth- ^^ ]»S'o *. — « Possono disporre essi del paradiso e dell'inferno? ». — « No ».<br />
*"*" — « Credi allora che, se rèsti al potere, potranno farti peggio che ucci-<br />
. «<br />
«derti?». — «No». — «Ebbene: io non credo che tu debba istaurare<br />
« questa sunnah nell'Isiàm, che il Califfo debba abdicare ogni volta che<br />
« qualcuno è scontento di lui. Non spogliarti di un q a m i s (= il potere),<br />
«che ti ha vestito Iddio» ^ (Saad, III, 1, pag. 45, lin. 19-27) [M.].<br />
Nota 1. — Par certo dal consenso di molte e diverse tradizioni che alcuni malcontenti chiedes-<br />
sero l'abdicazione di 'Uthmàn. Questa era la soluzione più comoda per 'Ali e per i suoi amici, perchè<br />
appianava la via ad 'Ali per salire al potere senza le gravi complicazioni che sarebbero sorte sa si fosse<br />
sparso sangue umano.<br />
'Ali ha certamente intrigato contro 'Uthmàn e gli ha segretamente sollevato molte difficoltà per<br />
renderlo impopolare e metter sé stesso in una luce favorevole. Non abbiamo prove, ne crediamo che<br />
egli sospingesse le turbe a trucidai-e il Califfi), ma l'opera sua di critico, e forse anche di denigratore,<br />
portò fatalmente al delitto, quando 'Uthmàn, mostrando una fermezza che i suoi avversari non sospet-<br />
tavano, dichiarò di preferir la morte all'abdicazione.<br />
Dobbiamo però scorgere in questa tradizione e nelle seguenti non già una rivendicazione del<br />
Califfo 'Uthmàn, ma tradizioni coniate, sul precedente di 'Uthmàn, per uso e consumo dei califfi abbà-<br />
sidi, per i quali il caso di 'Uthmàn era un precedente importante in difesa dei loro diritti a restare<br />
sul trono, anche quando il loro malgoverno suscitava richieste di abdicazione.<br />
Queste tradizioni non mirano a narrare le vicende di 'Uthmàn, ma ad essere documenti tradizio-<br />
nistici per le discussioni dinastiche e le questioni di successione al califfato, per le quali tanto sangue<br />
fu sparso e tante infamie furono commesse a partire dalla fine del li secolo della Higrah, dopo la morte<br />
di al-Kasid nel 193. H.<br />
§ 37. — (Miisa b. Ismà'ìl, da 'limar b. ahi Khalifah, da umm Yùsuf<br />
b. Màhak, dalla madre). Entravano da 'Uthmàn, mentr'era assediato, e<br />
dicevano: « Abdica ». Ed egli: « Non mi spoglierò di un vestito che Iddio<br />
« m' ha messo indosso : recederò piuttosto da ciò che voi non amate »<br />
(Saad, III, 1, pag. 45, lin. 27-pag. 46, lin. 3) [M.].<br />
§ 38. — (Ahmad b. 'Abdallah b. Yùnus, da Talhah b. Zayd al-Gazari<br />
o al-Sàmi, da abù Bakr b. 'Abdallah b. abi Maryam, da 'Abd al-rahmàn<br />
b. Grubayr). Disse il Profeta ad 'Uthmàn : « Iddio ti vestirà un giorno un<br />
vestito, e se i munàfiqiìn te lo vorranno far spogliare, non lo deporre<br />
«per darlo ad un empio » (^) (Saad, III, 1 pag. 46, lin. 3-6) [M.].<br />
Nota 1. — Qui abbiamo la prova di quanto si è detto poc'anzi (cfr. § 36 nota 1), Le tradizioni<br />
sull'abdicazione di 'Uthmàn non sono intese come storia di fatti avvenuti, ma come documenti pole-<br />
mici contro coloro che pretendevano si potesse esigere l'abdicazione di un califfo. — E infatti inconcepibile<br />
che fonti ortodosse chiamino « empio » 'Ali, il quale successe ad 'Uthmàn ! — Il compilatore della<br />
tradizione aveva in mente qualche pretendente al trono abbàsida in Bagjhdàd ed a lui, per far piacere<br />
al Califfo, dava l'aggettivo «empio».<br />
§ 39. — (al-Awzà'i, da Muh. b. 'Abd al-malik b. Marwàn) (^). al-Mu-<br />
ghirah b. Su'bah entrò da 'Uthmàn, mentr'egli era assediato, e gli disse:<br />
« Tu sei l'imam del popolo, e tuttavia ti succede quello che vedi. Or io ti<br />
« consiglio, o di uscir fuori per combatterli, giacche hai con te buon nu-<br />
160.
35. a. H.<br />
ji 89^ 40<br />
« mero di uomini e forza, o di fare un buco in una delle porte, che non ^S- »• M.<br />
rA R A B I A MA DT<br />
< sia quella di fronte alla quale stanno i ribelli, e, montato sulle tue ca- nah - Uccisione<br />
« valcature, di andare a Makkah, poiché essi non potranno ritener lecito ^«^ c*iiffo 'Utb-<br />
< ucciderti mentre sei in essa, oppure in Siria, dove è Mu'àwiyah ». Ma<br />
"* "<br />
' Uthmàn rispose : « Non voglio lasciare il luogo dove sono giunto emi-<br />
« grande da Makkah (dar hi grati) (^), nò sarò io il primo ad agir contro<br />
« il volere del Profeta, spargendo il sangue della comunità musulmana » (•)<br />
(Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 167,v.) [M.].<br />
Nota 1. — Giudicando dall' isnàd, questa tradizione è una delle pochissime che abbiamo di fonte<br />
nraayyade favorevole ad 'Uthmàn. Da questa fonte noi veniamo a sapere che IJthmàn non era veramente<br />
assediato, e che se lo avesse voluto, avrebbe potuto fuggire in luogo sicuro. Se non si allontanò<br />
da Madinah, fu perchè non volle. — Questa fonte umayyade afiTerma inoltre che il Califfo avesse mezzi<br />
per difendersi, e che se avesse voluto, avrebbe potuto impiegarli contro i suoi nemici. — 'Uthmàn<br />
non volle impiegarli. — Su questo punto forse la tradizione è in voluto errore. Dall'insieme di tutte le<br />
>nti appare il contrario e lo studio di esse conferma il sospetto che la morte di 'Uthmàn sia stato un<br />
ssassinio volgare compiuto di sorpresa da un pugno di malfattori per mandato di altre persone che non<br />
olevano comparire {c/r. § 56). La versione ortodossa stessa dell'eccidio sembra confermare il sospetto,<br />
omo diremo più avanti.<br />
Nota 2. — Sulla ripugnanza dei Compagni del Profeta (che la tradizione fa risalire al Profeta<br />
tesse) ad abbandonare Madinah per Makkah, cfr. Sa ad. III, 1, pag. 102, Un. 11-19; pag. 297, Un. 21<br />
FArdeitung, pag. xiv-xv). Cfr. anche 10. a. H., § 119 nota 2.<br />
Nota 3. — Allusione al notissimo hadith che dichiara sacro il sangue dei Musulmani (confron-<br />
tisi B6. a. H., § 28, nota 6).<br />
§ 40. — (a) eAffàn b. Muslim e Sulaymàn b. Harb, da Hammàd b. Zayd,<br />
da Yahya b. Sa'id, da abù Umàmah b. Sahl). Ero con 'Uthmàn nella dar<br />
mentr'egli era assediato, e solevamo andare in luogo dal quale potevamo<br />
udire le parole di chi stava sul Balàt (la strada lastricata lungo la quale era<br />
la dar di 'Uthmàn: cfr. Addenda a Tabari, I, 3062, lin. 16 [pag. dcxxx];<br />
Wiist. Samhùdi, 116). 'Uthmàn vi entrò un giorno per una sua occor-<br />
lenza e ne uscì mutato nel colore. E disse : « Mi minacciano di una pronta<br />
«morte! >. E noi: «Penserà a proteggerti da loro Iddio!». Egli disse:<br />
« Perchè uccidermi, quando ho inteso il Profeta dire : Non<br />
è lecito spargere<br />
« il sangue d'un musulmano, se non per uno di questi tre motivi : o che sia<br />
« divenuto infedele dopo la fede, o che abbia fornicato, o abbia ucciso un<br />
< altro senza motivo di taglione. Or per Dio io non ho commesso fornicazione<br />
< né nella Gràhiliyyah né sotto l' Isiàm, non ho mai desiderato di mutar fede<br />
« dopo che Iddio mi trasse sulla retta via, non ho mai ucciso alcuno. Perchè<br />
« dunque dovrebbero uccidermi ? > (Sa ad. Ili, 1, pag. 46, lin. 16-26) [M.].<br />
(6) (Kathir b. Hisàm, da Gra'far b. Burqàn, da Maymun b. Mihràn).<br />
[n altra circostanza, sempre durante l'assedio, 'Uthmàn dice con famigliari<br />
he non era lecito ucciderlo. E o lui stesso o un altro aggiunse ai tre casi<br />
uccitati:
35. a. H.<br />
§§ 41 44. 3^* ^* H.<br />
§ 41. — (Subàbah b. Sawwàr al-Fazàri, da Ibràhim b. Sa'd, dal padre,<br />
NAH.- Uccisione ^^^ nonno). Udii 'Uthmàn b. 'Affàn dire: « Se trovate nel Libro di Dio<br />
dei Califfo 'Uth- «che avete da porre in ceppi i miei piedi, ponetemeli! » (Saad, III, 1,<br />
'"^•^<br />
pag. 48, lin. 17-19) [M.].<br />
§ 42. — (al-Wàqidi, da 'Abdallah b. Ga'far, da umm Bakr bint al-<br />
Miswar b. Makhramah, da suo padre al-Miswar b. Makhramah). Giunsero<br />
a Madinah alcuni cameli, quale importo della sadaqah: il Califfo 'Uthmàn<br />
prese gli animali e ne fece dono ad alcuni dei banù-1-Hakam (Umayyah).<br />
Quando si venne a sapere questo fatto, 'Abd al-rahmàn b. 'Awf spedì subito<br />
al-Miswar b. Makhramah, e 'Abd al-rahmàn b. al-Aswad b. 'Abd Yaghùth<br />
i quali impadronitisi del bestiame, lo riportarono ad 'Abd al-rahmàn b. 'Awf.<br />
Questi divise i cameli fra la gente, mentre il Califfo 'Uthmàn era (asse-<br />
diato) nella (sua) casa (fi-l-dàr) (i) (Tabari, I, 2980, lin. 8-13).<br />
Cfr. Athir, III, 133.<br />
Nota 1. — La tradizione non è la narrazione di un fatto avvenuto, ma aneddoto tendenzioso<br />
per dimostrare l'uso che si doveva fare della sadaqah. Non è possibile che il Califio 'Uthmàn facesse<br />
pubblicamente doni ai suoi congiunti con roba del tesoro dello Stato proprio nei giorni in cui Madinah<br />
era in rivolta appunto per questi favoritismi.<br />
La tradizione mira anche a stabilire un'altra cosa: 'Uthmàn agiva contro la legge dell'Isiàm, ed<br />
i Compagni apertamente disobbedirono e mancarono di rispetto al Califfo, senza che questi osasse o<br />
potesse reagire e punire. Le seguenti tradizioni mirano a dimostrare la stessa cosa. 'Uthmàn, si vuol<br />
dire, era del tutto screditato, tutti impunemente lo insultavano, ed allora che maraviglia che uno lo<br />
uccidesse? Che colpa ne poteva avere 'Ali? — Tutto mira a questo scopo finale: liberare 'Ali da ogni<br />
responsabilità.<br />
§ 43. — (al-Wàqidi, da Muhammad b. Sàlih, da 'Ubaydallah b. Ràfi'<br />
b. Nuqàkhah, da 'Uthmàn b. al-Sarid). Una volta (negli ultimi giorni del<br />
suo califfato) 'Uthmàn incontrò nel proprio cortile (bi-fanà dàrihi) Gra-<br />
balah b. 'Amr al-Sà'idi, il quale aveva con sé una gogna (gami 'ah):<br />
G-abalah gli gridò: « iena! (na'thal, nomignolo ingiurioso dato ad 'Uth-<br />
« man = stupido). Io, per Dio!, ti ucciderò, porrò il tuo cadavere sopra una<br />
« giovane camela scabiosa e lo getterò nel fuoco! ». Un'altra volta gabalah<br />
ricomparve, mentre 'Uthmàn si trovava sul minbar, e fece scendere il<br />
Califfo dal pulpito (Tabari, I, 2980, lin. 13-2981, lin. 3).<br />
§ 44. — Esistono anche altre versioni di questo incidente :<br />
(al-Wàqidi, da Muhammad b. Sàlih, da abù Bakr b. Isma il, da suo<br />
padre [Ismà'il], da 'Amir b. Sa'd). Il primo che osasse mancare di rispetto<br />
verso il Califfo 'Uthmàn con discorsi violenti, fu Grabalah b. 'Amr al-Sà'idi.<br />
Una volta il Califfo lo incontrò mentre stava seduto in un consesso di suoi<br />
consanguinei, e Grabalah aveva in mano una gogna (gami' ah). Il Califfo<br />
salutò i presenti e questi ricambiarono il saluto. Grabalah gridò : « Come<br />
< mai ricambiate il saluto a un uomo che ha fatto queste e queste cose? ».<br />
Poi, volgendosi al Califfo : « Per Dio ! io getterò questa g à m i ' a h sul<br />
162.
35. a. H. §§ 44 46<br />
«collo tuo, se non tralasci di favorire codesti tuoi famigliari (bitàna- 35. a. H.<br />
«tak)». Il Califfo rispose: «Ma quali famigliari? Io non lio mostrato nah. -Uccisione<br />
« preferenza per alcuno! ». G-abalah scattò dicendo: « Hai mostrato prefe- . E questo modo di agire di Grahgàh non era di sola sua inizia-<br />
tiva, ma per iniziativa di molta gente. Allora gli amici e il partito di<br />
Uthmàn, dei banù Umayyah, andarono da 'Uthmàn, lo presero e lo por-<br />
tarono a casa. E fu l'ultima volta che vidi 'Uthmàn (T a bari, I, 2981,<br />
lin. 14-2982, lin. 11) [M.G.].<br />
§ 46. — (al-Wàqidi, da Usàmah b. Zayd al-Laythi, da Yahya b. 'Abd<br />
al-rahniàn b. Hàtib, da suo padre 'Abd al-rahmàn b. Hàtib, testimonio ocu-<br />
lare). Quando il Califfo 'Uthmàn (dopo aver rinnegato le sue precedenti<br />
assicurazioni?) arringò il popolo reggendo quel bastone ('a sa) che il Pro-<br />
feta, abù Bakr e 'Umar avevano sempre tenuto in mano nelle loro aiTinghe<br />
pubbliche (come insegna del khatib), si alzò ó-ahgàh e gli gridò: « Al-<br />
« zati, o na'thal, e scendi da questo pulpito! ». E prese il bastone e se<br />
lo ruppe sul ginocchio destro : una<br />
scheggia del bastone gli entrò però nel<br />
ginocchio ferendolo si gravemente, che, dice 'Abd al-rahmàn, « gli venne<br />
« la cancrena ed io vidi la piaga riempirsi di vermi ». 'Uthmàn scese dal<br />
pulpito, e comandò che gli venisse portato il bastone, il quale venne ripa-<br />
163.<br />
man.
46-48. 35. a. H.<br />
35. a. H. _ rato mediante una striscia di metallo(^) (dabbah: cfr. Lane, 1762,6,c).<br />
^^nak' Uccisione ^^^po quel giorno egli non usci più (di casa) che una o due volte: poi fu<br />
del Califfo 'Uth- assediato e quindi ucciso (T a bari, I, 2982, lin. 11-2983, lin. 3).<br />
'"^"•^<br />
Cfr. Athir, III, 134.<br />
Nota 1. — Il bastone era l' insegna del potere ed aveva in Arabia un significato importantissimo.<br />
Lo usava sempre Maometto quando montava sul pulpito per arringare il popolo, e lo tiene ancora in<br />
mano, ai giorni nostri, il khatib, quando sale sul pulpito (minbar) per arringare i fedeli.— Spezzare<br />
il bastone che teneva il Califfo, equivaleva quindi a spezzare la sua autorità di capo della comu-<br />
nità e dichiararlo decaduto dalla sua carica. Coloro che hanno inventata questa tradizione hanno sen-<br />
tito però lo scrupolo di far spezzare un oggetto reso sacro dall'uso che ne aveva fatto il Profeta, perciò<br />
si è aggiunto il particolare che per tale sacrilegio fu punito il colpevole con una ferita cancrenosa. La<br />
cosa poteva sembrare inverosimile ed allora si aggiunge la prova testimoniale di 'Abd al-rahmàn che<br />
vide la piaga piena di vermi. Con questi particolari minuti, personali, la tradizionistica musulmana ha<br />
messo in circolazione innumerevoli notizie artificiose, inventate nelle scuole, quando si incominciò a<br />
raccogliere i documenti del passato, a coordinarli, e si tentò di correggere le verità tramandate dando<br />
loro un'interpretazione ortodossa.<br />
§ 47. — (Ahmad b. Ibràhìm, da 'Abdallab b. Idris, da 'Ubaydallah<br />
b. 'Umar, da Nàfi'). Grahgàh al-Ghifàri afferrò il bastone che (il Califfo) aveva<br />
in mano e se lo rupp^ sul ginocchio : egli venne poi colto dalla cancrena<br />
(akilah) (Tabari, I, 2983, lin. 3-6).<br />
Cfr. Athir, III, 134.<br />
§ 48. — (éa'far b. 'Abdallah al-Muhammadi [cfr. §§ 52, 72, 370], da<br />
'Amr b. Muhammad b. Ishàq b. Yasàr al-Madani, da suo zio paterno 'Abd<br />
al-rahmàn b. Yasàr). Quando la gente vide quello che faceva il Califfo<br />
'Uthmàn, i Compagni del Profeta residenti in Madinah scrissero agli<br />
altri Compagni che si trovavano nei paesi (al-àfàq, ossia all'estero),<br />
— perchè erano sparsi sui confini, thughùr — dicendo: «Voi in verità<br />
« ve ne siete andati per combattere nella via del Signore, cercando di adem-<br />
« pire alla religione di Maometto :<br />
ma<br />
in verità la religione di Maometto<br />
« si va corrompendo dietro alle vostre spalle, ed è abbandonata ! Venite<br />
«qui! e ristabilite la religione di Maometto! >. E così vennero da ogni<br />
paese (ufq) e uccisero il Califfo (^).<br />
Quando la gente dell' Egitto, che era quella più avversa al Califfo, ebbe<br />
ripreso la via del ritorno, nella supposizione che il Califfo si fosse pentito,<br />
'Uthmàn scrisse al suo luogotenente in Egitto, 'Abdallah b. Sa'd b. abi<br />
Sarh, indicandogli a nome vari di quegli Egiziani, ai quali egli doveva<br />
troncare la testa appena fossero ritornati nel loro paese. Altri egli doveva<br />
punire in vari modi da lui specificati (cfr. § 32 nota 2), e fra questi erano<br />
i nomi di vari Compagni del Profeta e successori (t a b i '<br />
ii n) dei medesimi (^).<br />
Questa lettera fu affidata ad abù-1-A'war b. Sufyàn al-Sulami, il quale montato<br />
sopra un camelo datogli da 'Uthmàn ricevette l'ordine di accelerare il suo<br />
viaggio in modo da arrivare m Egitto prima degli Egiziani, che ritornavano<br />
164.
35. a. H. M 48, 49.<br />
da Madinah. Lungo la strada abù-1-A'war raggiunse la comitiva, mentre egli 36. a. H.<br />
viaggiava insieme con uno della guarnigione musulmana in Siria, appar-<br />
(ARABIA- MADT.<br />
NAH.- Uccisione<br />
tenente ai Khawlàn. Quando gli Egiziani videro il messo montato sopra à9ì Califfo uth-<br />
un camelo di 'Uthmàn, gli domandarono: «Hai con te una lettera? ». — "^'"'^<br />
< No! ». — « Per qual motivo allora sei stato spedito? ». — « Non ne so.<br />
« nulla », egli rispose. — « Tu non porti lettere », essi dissero, « e non sai<br />
« per qual motivo sei mandato! Il caso tuo è sospetto! ». Lo aiTestarono,<br />
lo frugarono e difatti trovarono la lettei-a in un otre per l'acqua (idftwah)<br />
asciutto. Appena ne ebbero letto il contenuto, ritornarono (furenti)<br />
a Madinah. Quando la notizia del loro ritorno e del motivo di esso giunse<br />
anche all'altra gente, anche questa fece ritorno dai paesi (àfàq) e la gente<br />
(li Madinah prese le armi (T abari, I, 2983, lin. 6-2984, lin. 12).<br />
Cfr. Athir, III, 134.<br />
Per altra tradizione della stessa fonte tradizionistica cfr. § 62.<br />
Nota 1. — Perciò — cosi vorrebbe la tradizione — non 'Ali, ma tutti i Compagni del Profeta in-<br />
«"orsero contro il Cali£Po e ne causarono la morte. — La dicitura della tradizione, che è apologetica,<br />
on è felice: non poteva dire più chiaramente che i Compagni uccisero TJthmàn? E questa fu la verità:<br />
on lo uccisero direttamente, ma furono l'anima dell'agitazione, che portò come conseguenza il reg^-<br />
' indurlo<br />
idio. I Compagni fecero la campagna perchè 'Uthmàn venisse allontanato dal potere, volendo o deporlo<br />
ad abdicare. Siccome non fu possibile né l'una cosa né l'altra, il moto popolare, non potendo<br />
in ritornare indietro, dovè spezzare con la violenza l'ultimo ostacolo, la persona di TJthmàn, e ucci-<br />
ierlo. Non v'era altra via d'uscita.<br />
Le ragioni reali di malcontento erano molte e gravi, ma non sarebbero bastate a rovesciare il Califfo,<br />
se i Compagni non si fossero messi alla testa dell'agitazione, e non avessero infiammato l'animo po-<br />
polare con propaganda demagogica. In Madinah, dove le ragioni sociali ed economiche del malcontento<br />
"rano meno sensibili, si creò dai Compagni un'agitazione artificiosa, più accesa che altrove, e si tentò<br />
:ai medesimi di propagarla alle provincie, non solo per dare maggior peso alle richieste degli agitatori,<br />
ma anche per rendere le provincie complici e corresponsabili di quanto si fosse fatto in Madinah.<br />
Facendo altrimenti, si correva il rischio di vedere una o più provincie mettersi contro l'opera<br />
itìi cospiratori in Madinah ed isolarli. Cosi gl'istigatori si salvavano da una responsabilità morale gra-<br />
vissima e si manteneva l'unità della comunità islamica.<br />
Nota 2. — (Cfr. § 23 nota 3). Il tenore di questa lettera è sospetto, e rivela i tempi in cui detta<br />
• radizione è stata composta. Il Califfo in quell'epoca non era ancora un despota che poteva condannare a<br />
iiorte sudditi musulmani, se non eran colpevoli di un delitto comune, e meno che mai Compagni del<br />
l'rofeta. — Questi Egiziani erano venuti per chiedere alcune liforme amministrative: le avevano ottenute<br />
benza nemmeno entrare in Madinah e pacificamente avevan ripreso il cammino del ritomo. — In cii non<br />
v'era delitto comune di sorta: se veramente 'Uthmàn avesse ordinato un'uccisione di suoi avversari<br />
politici, tutto l'impero si sarebbe sollevato contro di lui. — Se l'agitazione contro il vecchio Califfo<br />
era già si intensa per motivi di ordine puramente amministrativi ed economici, quale non sarebbe mai<br />
stata, se egli si fosse macchiate le mani con il sangue di buoni ed innocenti musulmani? I tradizio-<br />
nisti hanno dimenticato che il Califfo Tltbmàn non poteva disporre a capriccio della vita dei suoi sud-<br />
diti allo stesso modo dei Califfi 'Abbàsidi, sotto i quali essi composero le tradizioni. — Furono le guerre<br />
civili, scoppiate con la morte di 'Uthmàn, che abituarono i Musulmani a versare senza rimorso il sangue<br />
ili buoni credenti. — L'anacronismo rivela quindi un lavoro di malevola interpolazione e di premedi-<br />
ato travisamento dei fatti.<br />
§ 49. — (Muh. b. 'Umar, da 'Abd al-rahmàn b. abi-1-Zinàd, da abù Óa'far<br />
al-Qàri, mawla di ibn 'Abbàs al-Makhzùmi). Gli Egiziani che assediarono<br />
Uthmàn erano seicento, ed erano loro capi 'Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi<br />
e Kinànah b. Bisr b. 'Attàb al-Kindi e 'Amr b. al-Hamiq al-Khuza i.<br />
165.
§§ 49-51. 35. a. H.<br />
35. a. H. Quelli che vennero da al-Kufah erano duecento :<br />
[ARABIA- MADI- , -^r n --<br />
NAH.. Uccisione ai-^Nakha l.<br />
dei Califfo<br />
man.<br />
'Uth- Quelli<br />
al-'Abdi.<br />
che vennero da al-Basrah eran cento: capo Hukaym b. Grabalah<br />
Ed eran tutti d'accordo nella rivolta (al-sarr). La feccia del popolo,<br />
capo<br />
Màlik al-Astar<br />
che s'era accostata a loro, non aveva coscienza di sorta, ed eran gente<br />
sediziosa. I Compagni del Profeta invece, i quali lo abbandonarono (='Uth-<br />
màn), non volevano la fitnah, e credevano che la cosa non giungesse<br />
fino ad ucciderlo, ed essi si pentirono poi (^). Per Dio, se essi o qualcuno di<br />
loro si fossero levati e uno avesse tirato loro ih faccia un pugno di pol-<br />
vere, quelli sarebbero fuggiti! (Sa ad, III, 1, pag. 49, lin. 20-pag. 50,<br />
lin. 2) [M.].<br />
Cfr. Dzahabi Tarikh, MS. Paris, fol. 167,v.<br />
Cfr. anche §§ 26, 113 della presente annata.<br />
Nota 1. — Questa affermazione tradizionìstica corrisponde a tutte le conclusioni della nostra<br />
analisi degli avvenimenti. I Compagni del Profeta ordirono una congiura contro il Califfo, tentarono<br />
sollevare contro di lui il sentimento delle milizie nelle provincie, indussero rappresentanti di queste a<br />
venire a Madinah per apportarvi le loro proteste e intimorire 'Uthmàn. Essi volevano che il Califfo<br />
destituisse i suoi governatori e abdicasse. I loro calcoli s'infransero contro la salda resistenza dì 'Uthraàn,<br />
il quale, con una fierezza degna dell'alta carica di cui era rivestito, nettamente si rifiutò di compiere<br />
un atto di viltà e porre un precedente pericoloso. Ma i congiurati avevano spinto le cose sino ad un<br />
punto, da cui non potevan più recedere, e l'esasperazione delle speranze fallite portò al delitto, che i<br />
Compagni non avevano tramato o voluto.<br />
L'elenco dei partecipanti al delitto non deve esser preso nel suo senso letterale. Erano di certo<br />
molto meno numerosi ; e quelli di al-Basrah e al-Kufah furono, forse, soltanto pochi uomini. Il contin-<br />
gente egiziano fu di gran lunga il più numeroso ed importante: i soli Egiziani uccisero 'Uthmàn. Nella<br />
tradizione di al-Kalbi (cfr. più avanti § 51) si parla soltanto di Egiziani: al-Basrah mandò, secondo al-<br />
Kalbi, persino una spedizione di soccorso al Califfo.<br />
§ 50. — (Muh. b. 'limar, da abù Bakr b. 'Abdallah b. abì Sabrah, da<br />
'Abd al-magid b. Suhayl, da Màlik b. abi 'Amir). Sa'd b. abì Waqqàs<br />
andò da 'Ut_hmàn, ch'era assediato, e poi parti da lui, e vide 'Abd alrahman<br />
b. 'Udays, Màlik al-Astar e Hukaym b. Grabalah, e battè una mano<br />
contro l'altra; poi disse: «Ritorno a Dio », ed aggiunse: « Per Dio, una<br />
«cosa di cui son capi quelli, è cosa ben malvagia !» (^) (Saad, III, 1,<br />
pag. 50, lin. 7-12) [M.].<br />
Nota 1. — La tradizione vuole essere documento per provare che i Compagni del Profeta nessuna<br />
responsabilità ebbero nel delitto. Gli Arabi menzionati furono gli autori, ed i Compagni lo previ-<br />
dero e "lo temettero; ma — così vuole intendersi — non avevano modo d'impedirlo.<br />
§ 51. — (Gra'far b. 'Amr, e 'Ali b. Husayn b. 'Isa, da (suo padre) Husayn<br />
b. 'Isa, da suo padre ['Isa], da Muhammad b. al-Sà'ib al-Kalbi). ìl ritorno<br />
degli Egiziani a Madinah fu cagionato dal fatto che, mentre essi erano in<br />
viaggio verso l'Egitto, furono raggiunti da un servo (ghulàm) del Ca-<br />
liffo 'Uthmàn, montato sopra un camelo di 'Uthmàn e latore di una let-<br />
166.<br />
I
tera (sahìfah) all' a m ir dell' Egitto, con la quale si ordiiia\a al medesimo 3^. e. H.<br />
di uccidere l'unO; e di crocifiggere l'altro degli Egiziani (cfr. poc'anzi § 23 nah.- Uccisione<br />
nota 3 e 32 nota 2). Questi allora, ritornati a Madìnah, si menarono ap- ^ei Califfo uth-<br />
man.<br />
presso il servo e chiesero al Califfo di render conto del suo operato. 'Uthmàn<br />
rispose che il servo era partito senza che egli ne sapesse nulla, e piglian-<br />
dosi il camelo dalla sua dimora (min al -dar) senza chiedere licenza. Gli<br />
chiesero allora come fosse che la lettera era autenticata dal suo sigillo<br />
particolare: 'Uthmàn rispose che il sigillo era stato falsificato (nuqisa<br />
' a 1 a y h i , ossia ne avevano inciso uno eguale al suo).<br />
'Abd al-rahmàn b. 'Udays, mentre si avanzavano gli Egiziani, reci-<br />
tava (in metro r a g a z) :<br />
(Ij (Camele) che si avanzano da Bilbis [paese cT Egitto sulla via da al-Fustàt alla<br />
Siria: cfr. Yàqiìt, I, 712 e nota al testo] e dall'Alto Egitto (al-Pa'id), dagli occhi infos-<br />
sati come archi, dal collo robusto,<br />
(2) portanti in groppa maglie (corazze; di ferro (ossia guerrieri), per chiedere il diritto<br />
di Dio contro al-Walìd (b. 'Uqbah;<br />
(B) e contro 'Uthmàn e contro Sa'id (b. al-'As): Signore, concedici ciò che vogliamo !<br />
Vedendo intanto quello che gli era accaduto, e quanta gente era ritor-<br />
nata a molestarlo, 'Uthmàn scrisse a Mu'àwiyah b. abi Sufyàn in Siria<br />
pregandolo di mandare milizie Sirie, per difenderlo dalle pene e dalle umi-<br />
liazioni che gi' infliggevano gente miscredente, disubbidiente e ribelle.<br />
Mu'àwiyah non esegui prontamente questi ordini, perchè gli ripugnava di<br />
mettersi contro i Compagni del Profeta, avendo saputo com'essi erano<br />
riuniti e concordi (igtimà'uhum, ossia nell'opposizione ad Uthmàn):<br />
egli anzi indugiò tanto, che 'Uthmàn scrisse allora a Yazid b. Asad b. Kurz<br />
al-Bagali al-Qasri ed alla gente della Siria, incitandoli a venirgli in aiuto<br />
e rammentando i suoi diritti verso di loro: ricordò che essi per ordine<br />
divino dovevano prestare ausilio ed obbedienza ai. califfi, descrisse i be-<br />
nefici da lui arrecati a quelli che ora lo mettevano a si dura prova e chiese<br />
infine immediati ed urgenti soccorsi. Asad b. Kurz, appena fu letta la let-<br />
tera del Califfo, abbracciò ardentemente la sua causa ed invitò i presenti<br />
ad accorrere in suo soccorso. La gente gli obbedì ed egli parti con una<br />
schiera molto numerosa avviandosi verso Madìnah : arrivando però a Wàdi<br />
al-Qura i Siri ebbero notizia della morte di 'Uthmàn e prontamente ritor-<br />
narono a casa.<br />
Il Califfo 'Uthmàn scrisse anche ad 'Abdallah b. 'Amir, governatore<br />
di al-Basrah, ordinandogli di mandare prontamente soccorsi, negli stessi<br />
termini in cui aveva scritto ai Siri. Anche in al-Basrah la gente si prestò<br />
volentieri a soccorrere il Califfo; e quando la lettera di 'Uthmàn venne<br />
letta ai Basrensi, molti presero la parola per esortare i presenti a con-<br />
167.
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Utbmàn.l<br />
§§ 51, 52. 35. a. H.<br />
cedere i chiesti soccorsi. Il primo a parlare fu Mugàsi' b. Mas'iid. al-Su-<br />
lami, allora il capo, sayyid, dei Qays in al-Basrah. Poi prese la parola<br />
anche Qays b. al-Haytham al-Sulami. La gente mostrò grande premura<br />
nelFallestire i soccorsi, ed il governatore ibn 'Àmir conferì il comando<br />
della spedizione a Mugàsi' b. al-Sulami. Le milizie partirono, ma non arri-<br />
varono in tempo: quando il grosso delle genti giunse ad al-Rabadzah e<br />
l'avanguardia erasi spinta fino a Siràr, una regione (nàhiyah) di Ma-<br />
dinah, venne la notizia che 'Uthmàn era stato ucciso. (Allora fecero ritorno<br />
ad al-Basrah) (Tabari, I, 2984, Un. 12-2986, lin. 6).<br />
Cfr. Athir, III, 136.<br />
Nota 1. — Le conclusioni che si debbono trarre da questa importante tradizione, fondata su fonte<br />
antica e non sospetta, perchè in genere favorevole ad 'Ali, al-Kalbi, sono di molto rilievo:<br />
1° la tragedia di Madinah fu opeta di soli Egiziani.<br />
2° 'Uthmàn mandò a chiedere aiuto alla Siria e ad al-Basrah: di soccorsi da al-Kufah e dal-<br />
l'Egitto non si fa parola: al-Basrah rispose prontamente all'appello e perciò in quella città esisteva<br />
una opinione pubblica che non voleva violenze a danno di 'Uthmàn. Ciò spiega come, ucciso 'Uthmàn, i<br />
ribelli di Makkah ('À'isah, Talhah ed al-Zubayr) si volsero ad al-Basrah per sollevare le provinole contro<br />
i regicidi.<br />
3« Non si fa menzione di kufani ne fra gli amici, né fra i nemici di 'Uthmàn. La guarnigione<br />
di al-Kùfah, ottenuto il mutamento desiderato del governatore, rimase neutrale e indifierente a quanto<br />
succedeva in Madinab, quasi che non la riguardasse. Mostrò chiare tendenze separatiste. — Ciò è chiaramente<br />
confermato dal contegno neutrale che continuò a mantenere al-Kùfah, quando fu eletto 'Ali<br />
(cfr. 36. a. H., §§ 94-97, 113).<br />
4° Si conferma l'episodio della lettera, ma non si insinua nemmeno chi l'abbia ispirata e fal-<br />
sificata: è argomento ingrato e scivoloso, su cui anche ibn al-Kalbi non si sofferma. è falso l'epi-<br />
sodio e le contradizioni hanno una facile spiegazione, o sotto si asconde qualche intrigo assai losco.<br />
5" Il contegno equivoco di Mu'àwiyah può essere stato esagerato dalle fonti ostili agli Umayyadi,<br />
per dipingerceli gli uni traditori degli altri; ma credo debba sicuramente contenere un nucleo<br />
di verità. Se Mu'àwiyah avesse voluto salvare 'Uthmàn, lo avrebbe potuto facilmente.<br />
§ 52. — {Cfr. § 48) (Ga'far b. 'Abdallah al-Muhammadi, da 'Amr b.<br />
Hammàd b. Talhah e da 'Ali b. Husayn b. Isa, da suo padre Husayn b.<br />
'Isa, da Muhammad b. Ishaq b. Yàsar al-Madani, da Yahya b. 'Abbàd, da<br />
'Abdallah b. al-Zubayr b. al-'Awwàm). Grii Egiziani dal loro campo in al-<br />
Suqyà, o in Dzù Khusub, mandarono un uomo con una lettera al Califfo<br />
'Uthmàn in Madinah; ma quando il messo si fu presentato, 'Uthmàn non gli<br />
diede alcuna risposta e ordinò che venisse espulso dalla casa (dar). Ora<br />
gli Egiziani che erano venuti contavano 600 uomini divisi in quattro schiere<br />
sotto quattro stendardi (alwiyah), ognuno dei quali era retto dal capo di<br />
ogni singola schiera : il comando supremo su tutti era affidato ad 'Amr b.<br />
Budayl b. Warqà al-Khuzà'i (cfr. sopra § 16), Compagno del Profeta, e ad<br />
'Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Tugibi. La lettera scritta da questi due al<br />
Califfo, intimava al medesimo di pentirsi (tawbah) immediatamente ed<br />
in modo chiaro ed evidente, minacciando l' impiego delle armi e della vio-<br />
lenza in caso di rifiuto. Anche la gente di Madinah scrisse al Califfo invi-<br />
tandolo a pentirsi e minacciandolo di morte se non cedeva (^). 'Uthmàn spa-<br />
168.
óO» 3.. H* a 52.<br />
ventato da siffatte intimazioni, convocò a consiglio i suoi consanguinei e con- 35. a, H.<br />
siglieri. Questi furono del parere di rivolgersi ad 'Ali, affinchè allontanasse nah.- Uccisione<br />
i malcontenti, fingendo di fare le concessioni richieste e cosi guadagnar **•' Califfo 'UUh<br />
tempo fino alla venuta di soccorsi. 'U^màn fece però osservare che non<br />
era più possibile sodisfare i malcontenti con vane parole, come nella prima<br />
loro venuta, e che essi avrebbero chiesto garanzie per il compimento delle<br />
promesse. Marwàn b. al-Hakam insistè che si dovesse trattare con molta<br />
affabilità i malcontenti, per guadagnar tempo fino all'arrivo dei soccorsi<br />
e perciò intanto conveniva acconsentire alle loro domande. « Essi ti ten-<br />
« dono insidie e per essi nessun patto è sacro! ». 'Uthmàn cede e mandò<br />
a chiamare 'Ali, il quale prontamente accorse. Il Califfo pregò 'Ali di in-<br />
tercedere di nuovo in suo favore, e di far tornare indietro i ribelli promet-<br />
tendo da parte di 'Uthmàn, che egli avrebbe concesso loro tutto, ciò ch'essi<br />
pretendevano da lui e da altri, anche a costo di essere ucciso. 'Ali rammentò<br />
al Califfo che egli aveva fatto le medesime concessioni al momento della<br />
prima venuta dei malcontenti, ma che non aveva mantenuto la sua parola.<br />
Questa volta perciò nessun inganno era più possibile. 'Uthmàn promise<br />
che avrebbe adempiuto scrupolosamente quanto prometteva, e con questa<br />
nuova assicurazione 'Ali si presentò ai malcontenti ed annunziò loro il<br />
pieno consenso del Califfo alle loro domande. I malcontenti risposero che<br />
non si contentavano più di vane parole, ma volevano i fatti. Quando rice-<br />
vette da 'Ali la risposta dei malcontenti, il Califfo chiese ad 'Ali di otte-<br />
nere dai postulanti una dilazione e di fissare una data, affinchè egli avesse<br />
il tempo di accomodare tutto quello che gli veniva domandato, perchè non<br />
era possibile far tutto in un giorno solo. 'Ali insistè che quelle cose che<br />
potevano farsi in Madinah non avevan bisogno di una dilazione, perchè<br />
potevano essere eseguite immediatamente :<br />
riguardo<br />
alle faccende da siste-<br />
marsi nelle provincie, la sola dilazione possibile era il tempo necessario,<br />
perchè i suoi ordini vi potessero arrivare. 'Uthmàn tornò ad insistere nel<br />
suo concetto e chiese ad 'Ali di ottenere una dilazione di tre giorni per<br />
le faccende da sistemarsi in Madinah. 'Ali acconsenti e d'accordo con i<br />
malcontenti fu stipulato un patto scritto (k i t à b), in cui dopo tre giorni<br />
'Uthmàn prometteva di annullare tutti gli atti illegali (mazlimah) da<br />
lui commessi e di deporre tutti i governatori che erano invisi ai malcon-<br />
tenti. Il patto venne giurato con la massima solennità, e ne furono testi-<br />
moni vari fra i più eminenti Emigrati e Ansar. Per tre giorni i Musulmani<br />
desistettero dall' importunare il Califfo, ma questi invece di accingersi a<br />
mettere in atto le promesse impiegò il tempo concesso a raccogliere armi<br />
ed a prepararsi alla difesa, formando anche una schiera di armati con gli<br />
169. 22<br />
min.]
§ 52. 35. a,. H.<br />
35. a. H. schiavi (r a q ì q) che facevano parte del kh u m s , o quinto del bottino, spet-<br />
[ARABI A- MADI- .... .^^ , t p<br />
NAH.- Uccisione tante a Dio. Passarono perciò i tre giorni e uthmàn non sodisiece ad<br />
del Califfo 'Uth- alcuna delle domande presentategli, né destituì alcuno dei governatori<br />
man.]<br />
contro cui il popolo si era ribellato. Allora 'Arar b. Hazm al-Ansàri, Com-<br />
pagno del Profeta, corse ad informare gli Egiziani in Dzù Khusub e li<br />
ricondusse con sé a Madinah. I malcontenti mandarono una nuova com-<br />
missione al Califfo, per chiedergli di render ragione dei suoi atti e gli<br />
domandarono se egli non aveva promesso di sodisfare le loro domande.<br />
'Uthmàn rispose che essi avevano pienamente ragione, ma quando gli rim-<br />
proverarono la lettera scritta al suo luogotenente in Egitto (cfr. poc'anzi<br />
§ 48) egli negò di averla mandata (^). Tenne duro sul diniego anche<br />
quando gli dimostrarono che il messo era uno della sua gente, che il ca-<br />
melo da lui montato era del Califfo, e la lettera era di scrittura del suo<br />
segretario e segnata col suo sigillo. 'Uthmàn sostenne in propria difesa<br />
che il camelo gli era stato rubato e che la scrittura ed il sigillo apposto<br />
alla lettera erano l'opera d'un falsificatore. I malcontenti dichiararono al-<br />
lora che non avrebbero precipitato gli eventi, ma intanto tornarono a chie-<br />
dere che egli deponesse «i governatori scellerati (fussàq) » e nominasse<br />
altri, dai quali essi non avrebbero avuto nulla a temere nella vita e nei<br />
beni: «sopprimi anche le cose che ingiustamente ci hai imposte (mazà-<br />
«limunà)!». ^Uthmàn non accettò ora queste domande: «Se io», egli<br />
disse, « facessi governatore chi voi volete e destituissi chi voi non volete,<br />
« in tal caso il comando sarebbe in mano vostra ». I malcontenti grida-<br />
rono allora furenti : « O tu farai quello che noi desideriamo, o ti uccide-<br />
« remo! Guarda ai casi tuoi! ». 'Uthmàn persistè nel suo rifiuto, e dichiarò<br />
che non si sarebbe mai dimesso. « Non deporrò mai il manto, di cui Dio<br />
« mi ha vestito ! ». Allora la gente gli pose assedio (nella sua casa) per<br />
quaranta (^) notti; e Talhah diresse le preghiere dei fedeli (T abari, I, 2986,<br />
lin. 6-2989, lin. 15).<br />
Cfr. Athir, III, 136-137.<br />
Nota 1. — Secondo questa tradizione i Madinesi sarebbero stati complici delle violenze quanto<br />
gli Egiziani, ed egualmente responsabili delle conseguenze. I fatti successivi sembrano dare ragione a<br />
questo, sebbene altre fonti buone ignorino la compartecipazione dei Madinesi. <strong>For</strong>se nel passo presente<br />
vi è esagerazione: i Madinesi erano avversi ad 'Uthmàn, ma preferirono di lasciare agli Egiziani soli<br />
tutta l'odiosità delle violenze e del delitto. — In appresso non si ebbero rappresaglie a danno di regi-<br />
cidi in Madinah, mentre furono vivaci e sanguinose in Egitto : i contemporanei non ritennero i Madi-<br />
nesi colpevoli quanto gli Egiziani.<br />
Nota 2. — La tradizione è tutta un atto di accusa contro 'Uthmàn ed una difesa velata di 'Ali,<br />
che fa tutto il possibile per salvare 'Uthmàn.<br />
La colpa di tutto è messa sulla testa di 'Uthmàn: Marwàn b. al-Hakam, che in altre tradizioni<br />
precedenti è descritto come il responsabile, appare qui solamente in seconda linea.<br />
'Uthmàn è posto in una luce nuova: egli premeditatamente inganna e cerca differire ogni cosa,<br />
resistendo tenacemente a tutte le insistenze di 'Ali.<br />
170.
85. a. H. Il 62, 68.<br />
Tanto gli Egiziani che 'Ali danno prova di una longanimità singolare e 'Uthmin cade<br />
suo destino, quando risulta evidente la sua malafede e gli atti ripetuti di doppiezza.<br />
sotto il 35. a. H.<br />
[AR AB I A- MADI<<br />
La lettera stessa appare ispirata da 'Uthman, e gli Egiziani scendono alfine alla violenza per non NAH.-Uccision»<br />
subire la vendetta implacabile del Califfo e dei suoi luogotenenti. del Califfo 'UtJi-<br />
Questa versione cosi ostile al Califfo ci viene da fonte buona ed antica, da ibn Ishaq, il biog^fo del man.]<br />
Profeta. E fonte nulladimeno assai devota ad 'Ali, e quindi ispirata a sensi molto ostili verso i nemici di lai.<br />
Nota 3. — Il numero « quaranta > non deve prendersi in un significato preciso, ma solo appros*<br />
simativo. Quaranta è un numero assai sovente usato fra i Semiti, i quali gli attribuiscono nn valore<br />
suo speciale morale. Gli Ebrei errarono quaranta anni nel deserto prima di entrare nella terra di Ca-<br />
naan. Maometto incominciò la sua missione a 40 anni. Quaranta sono i giorni della nostra quaresimat<br />
un'eredità ebraica. In appresso vedremo molte opere intitolate arba'un, o quaranta, ossia contenenti<br />
quaranta tradizioni scelte. Cfr. Hàgi, I, 229 e segg..; e W. H. Boscher, Die ZahL 40 im Olauben,<br />
Srauch und Schrifìtum, der Semiterit in Abhandl. Sachs. Akad., philol.-hist. CI., XXVII. 4.<br />
§ 53. — (al-Wàqidi, da al-Zubayr b. 'Abdallah, da Yusuf b. 'Abdallah<br />
b. Salàm). 'Uthman parlò dall'alto (della palizzata circondante la dar),<br />
mentre era assediato e la dar era circondata da ogni lato. Egli disse:<br />
< Vi scongiuro, per Dio : non<br />
ricordate che, quando mori il Principe dei<br />
< Credenti 'limar, voi pregaste Iddio di scegliere per voi e di farvi con-<br />
« cordi sul migliore di tra voi? Che pensate dunque che abbia fatto Iddio?<br />
« Direte forse che egli non ha accolto la vostra preghiera, e che Dio non<br />
« si curava di voi, mentre voi allora eravate il suo popolo e non eravate<br />
< divisi? direte che Iddio non si curava della sua religione e che non<br />
« gì' importava chi fosse a capo di essa, mentre allora la religione era ado-<br />
« razione di Dio e non vi era scissione nei suoi seguaci, sicché voi, affi-<br />
le dando ad altri la cura delle vostre faccende o mancando al vostro cóm-<br />
§§ 53, 54. 35. a. H.<br />
35. a. H. «per taglione (cfr. Qur*àn, V, 35). Se mi uccidete, vi porrete la spada<br />
NAH.- Uccisione * ìi^ ispalla e Iddio non la toglierà da voi fino alla fine del mondo. Non<br />
del Califfo 'Uth- « uccidetemi : se mi uccidete, non farete mai più la preghiera in comune,<br />
« non dividerete mai più il bottino tra voi, non cesseranno mai più le di-<br />
« scordie in mezzo a voi». Gli risposero: «Quanto a ciò che hai detto,<br />
« che il popolo pregò Dio dopo la morte di 'Umar perchè egli ispirasse loro<br />
« la scelta del proprio capo, e poi scelsero te, certo tutto ciò che Iddio fa<br />
« è per il meglio ; ma in questo caso Iddio ti pose come una prova con<br />
« la quale egli provò i suoi fedeli. Quanto a ciò che hai detto intorno<br />
« all'antichità della tua fede, è sì vero che tu avevi buoni precedenti ed<br />
« eri degno di salire al governo ; ma poi mutasti ed hai introdotto quelle<br />
« novità che sai. Quanto poi alle sciagure che ci hai predette se noi ti<br />
« uccidiamo, ebbene, non è lecito tralasciare di ristabilire la giustizia<br />
« contro di te per timore della guerra civile dell'anno prossimo. Quanto<br />
« infine a ciò che hai detto, che non è lecito uccidere un uomo se non<br />
«per tre motivi, noi troviamo nel Libro di Dio (Qur'àn, V, 37) che è<br />
« lecito uccidere anche per altri motivi diversi da quelli che hai menzio-<br />
€ nati : è lecito uccidere chi prevarica sulla terra e chi, avendo commesso<br />
« ingiustizia, combatte in favore di essa, e chi impedisce che sia resa giu-<br />
« stizia. Ora tu hai fatto tutte queste cose e rifiuti di pagare il taglione<br />
« con la tua propria persona (cfr. § 56) a coloro ai quali hai fatto torto,<br />
« e vuoi mantenere il potere contro la nostra volontà, dopo aver commesso<br />
« ingiustìzia nel giudizio e nella distribuzione del bottino. Se tu poi sostieni<br />
€ che non ci hai fatto torto, ma che coloro i quali ti stanno attorno e ti<br />
« tengono lontano da noi, combattono senza tuo comando, ebbene, essi però<br />
« combattono per mantenersi al potere, poiché, se tu avessi abdicato, essi<br />
«avrebbero rinunziato a combattere in tua difesa» (T a bari, I, 3023,<br />
lin. 12-3025, lin. 10).<br />
§ 54. — ('Amr b. 'Asim al-Kilàbi, da Hafs b. abì Bakr, da Hayyàg<br />
b. Sari', da Mugàhid). 'Uthmàn parlò dall'alto a quelli che lo assediavano,<br />
e disse: «0 gente, non mi uccidete, ch'io sono un capo (wàli) e un fra-<br />
« tello musulmano. Per Dio, io, a torto o a ragione, ho - cercato soltanto<br />
« la pace. E se voi mi uccidete, non pregherete più insieme, né farete più<br />
« razzia insieme, né si dividerà il vostro bottino tra voi ». E poiché quelli<br />
si rifiutarono, egli aggiunse: « Io vi scongiuro di dirmi: Quando mori il<br />
« il Principe dei Credenti ('Umar), non rivolgeste voi tutti la stessa pre-<br />
« ghiera a Dio, essendo tutti concordi e senza scissione tra voi, ed essendo<br />
« seguaci della vera religione di Dio ? Or direte forse che Iddio non abbia<br />
« esaudito la vostra preghiera, o che a Dio poco importi della religione ?<br />
172.
35. a. H. ^ 54^<br />
« Oppure direte che io mi sono impadronito del governo con la spada e 35. a. H.<br />
«la violenza, e non l'ho assunto per deliberazione dei Musulmani? Op- nah -Uccisione<br />
« pure direte che Iddio non sapeva sin dal principio della mia condotta d«' Califfo 'Uibman.<br />
«quale ne sarebbe stata la fine?». E poiché quelli s'ostinarono, disse:<br />
« Dio! contali per numero e uccidili ad uno ad uno (ahsihim 'ad ad*"<br />
«wa-'qtulhum badad*": cfi*. Durayd, 262, lin. 15, inoltre Lisan,<br />
«IV, 6, lin. 2; Lane, 162,a), sicché nessuno ne resti! ». Mugàhid ricorda<br />
come Iddio molti difatti ne uccise durante le guerre civili, e Yazid<br />
mandò a Madinah 20,000 uomini che la posero a sacco per tic giorni<br />
[nel 63. a. H.] (Saad, III, 1, pag. 46, lin. 25-pag. 47, lin. 9) [M.].<br />
§ 55. — (abù Usàmah Hammàd b. Usàmah, da 'Abd al-malik b. abi<br />
Sulaymàn, da abù Layla al-Kindi). Assistetti all'assedio di 'Uthmàn: egli<br />
si affacciò da una finestra (kuww), dicendo: «Uomini! non uccidetemi,<br />
« ma (soltanto) invitatemi al pentimento. Per Dio !, se mi uccidete, non<br />
« farete mai più la preghiera in comune, non combatterete più il nemico<br />
« in comune, e sarete discordi fino a divenire così », e incrociò le dita.<br />
Poi proseguì : « O popolo ! non<br />
vi porti l'opposizione contro di me a rice-<br />
« vere il castigo che colpi il popolo di Noè, quello di Hiid, quello di Sàlih!<br />
«Anzi, poca differenza c'è tra voi e il popolo di Lot! ». Poi mandò a<br />
chiedere ad 'Abdallah b. Salàm : « Che consigli? ». E quegli: « Astenersi!<br />
« astenersi (dal combattere) !<br />
Ciò<br />
ti gioverà maggiormente nell'argomen-<br />
« tare (in tuo favore, al cospetto di Dio) » (Saad, III, 1, pag. 49, lin. 13-20)<br />
[M.].<br />
§ 56. — (Ya'qùb b. Ibràhim, da Ismà'il b. Ibràhim, da ibn *Awn, da<br />
al-Hasan [al-Basri], da Waththàb, uno degli schiavi messi in libertà da<br />
'Umar, che fu presente ai fatti e che ebbe due ferite al collo nell'assedio della<br />
dar). Il Califfo 'Uthmàn mandò Waththàb a chiamare al-Astar, al quale domandò<br />
che cosa volesse da lui la gente. al-Astar rispose: « Tre cose, dalle<br />
« quali non v' è modo di sfuggire : ti danno la scelta sia di cedere nelle<br />
« loro mani il potere, affinchè essi eleggano chi vogliono, sia che tu paghi<br />
« il taglione (delle violenze commesse) con la tua stessa persona (t u q i s s<br />
«min n a f s i k a) (^) : se poi tu non accetti o l'una o l'altra di queste cose,<br />
« faranno uso delle armi contro di te ». 'Uthmàn si rifiutò di cedere: « Pre-<br />
« ferisco che mi tronchino il capo, piuttosto che io abbia a deporre il ve-<br />
« stito che Dio mi ha messo, lasciando il popolo di Maometto a guerreg-<br />
« giare gli uni contro gli altri ! Quanto poi al pagare il taglione con la<br />
« mia persona, tu sai che i miei due predecessori hanno anch'essi inflitto<br />
« dei castighi (senza pagare il taglione), e il mio corpo non sarà mai di<br />
« taglione ! Se poi voi mi ucciderete, dopo di me mai più sarete uniti da<br />
173.
§§ 56, 57. 35. a. H.<br />
35. a. H. « un comune affetto reciproco, mai più dopo di me pregherete tutti insieme,<br />
N AH. -Uccisione «mai più dopo di me combatterete tutti insieme contro il nemico (della<br />
del Califfo 'Uth- « nostra fede) >. al-Astar si allontanò e così passarono vari giorni. Poi<br />
'"*"''<br />
venne un piccolo uomo (r u w a y g i 1) simile a un lupo, che sbucò fuori da<br />
una porta (i 1 1 a 1 a ' a min b à b) e poi vi rientrò ed (in essa) entrò Muhammad<br />
b. abi Bakr insieme con tredici altri. Cosi questi penetrarono fino<br />
ad 'Uthmàn; e Muhammad b. abi Bakr, afferrata la barba del vecchio Ca-<br />
liffo, la scosse con tanta violenza che Waththàb (il quale narra l'evento) senti<br />
il rumore dei denti sbattuti assieme. « In che cosa ti ha giovato Mu'à-<br />
« wiyah? », gridò ibn abi Bakr, «in che cosa ti ha giovato ibn 'Amir?<br />
« in che cosa ti han giovato le tue lettere (chiedenti soccorso)? ». 'Uthmàn<br />
lo pregò di levar la mano dalla sua barba, ma ibn abi Bakr fece segno<br />
con l'occhio ad uno di venirgli in aiuto ; ed ei venne con un coltello da<br />
macellaio (misqas): 'Uthmàn fu colpito sul capo e poi lo spacciarono (^)<br />
(Tabari, I, 2989, lin. 16-2991, lin. 2).<br />
Cfr. anche 'Iqd, II, 266 (270);<br />
Sa ad. III, 1, pag. 50, lin. 14-pag. 51, lin. 8.<br />
Nota 1. — Riguardo al prender taglione su se vedasi Sachau nelle Anmerkungen a Sa ad, III,<br />
1, pag. 50, lin. 21-22, e soprattutto pag. 201, lin, 26. Si tratta d'un concetto giuridico scaturito da un<br />
episodio del Profeta, raccontato da Ishàq, 444, secondo cui egli si offri a dar taglione di cosa mal<br />
fatta: altre citazioni sono là riferite.<br />
Il concetto espresso nella pretesa di al-Astar è assolutamente beduino: l'Arabo non concepisce<br />
la pena inflitta dall'autorità. Ogni castigo che il governo infligge è per lui un'offesa personale del<br />
sayyid all'individuo punito, che perciò ha il diritto di pretendere il taglione dal suo offensore.<br />
Nota 2. — Questa tradizione ha varie, singolari caratteristiche, che debbono essere rilevate.<br />
In primo luogo non si menzionano affatto gli Egiziani. La discussione si fa tra 'Uthmàn ed al-<br />
Astar, noto capo dei Kufani e devotissimo seguace di 'Ali.<br />
In secondo luogo, le condizioni principali dei ribelli erano l'abdicazione di 'Uthmàn e la sua pw-<br />
nizione per i Kufani che aveva fatto giustiziare durante i disordini in al-Kùfah.<br />
In terzo luogo non si fa cenno ad un « assedio » della casa di 'Uthmàn, ma un ignoto traditore<br />
apre di soppiatto la porta della casa e scompare. I malfattori entrano allora di sorpresa nella casa ed<br />
assassinano brutalmente il Califfo.<br />
In quarto luogo, si tacciono i nomi degli assassini e la loro provenienza: uno solo è ricordato, Muh.<br />
b. abi Bakr, il quale con gesto odioso aiuta i malfattori a scannare il povero vecchio. Orbene, ibn abi Bakr<br />
, era pur egli un devoto seguace di 'Ali, come al-Aitar, e perciò la presente tradizione è — se degna di<br />
fede — un grave atto di accusa, un documento di corresponsabilità diretta degli amici di 'Ali nella tragedia.<br />
Che valore ha questa tradizione? Quanta fede si merita? Qual'è la tesi che hanno voluto pro-<br />
vare gli autori di essa?<br />
Non crediamo di poter rispondere con certezza ai quesiti, ma riteniamo che essa conservi alcuni<br />
importantissimi elementi di verità, anche se la composizione sia stata ispirata da ragioni particolari di<br />
accusa o di difesa che noi ignoriamo.<br />
Essa conferma un cenno precedente (cfr. § 39, nota 1), secondo il quale la morte violenta di<br />
'Uthmàn fu un fatto improvviso, l'opera irruente di alcuni malvagi, entrati di sorpresa nella casa del<br />
vegliardo. — Non vi fu vero assedio, né vera difesa armata, ma un colpo di mano che venne improv-<br />
visamente a troncare uno stato insostenibile di cose dal quale, per la pervicacia degli accusatori e la<br />
tenacia dell'accusato, non v'era altra via d,'uscita.<br />
§ 57. — (al-Wàqidi, da Yahya b. 'Abd al-'aziz, da èa'far b. Mahmùd,<br />
da Muhammad b. Maslamah, testimonio oculare). Muhammad b. Maslamah<br />
174.
con alcuni della sua gente andò incontro agli Egiziani, che erano sotto ^^- • ^•<br />
(A R A B I A- MADTquattro<br />
capi: (1) *Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi, (2) Sudan b. Humràn n ah. -Uccisione<br />
al-Muràdi, (3) 'Amr b. al-Hamiq al-Khuzà'i — e questo nome prevalse, tanto , chiesero<br />
gli Egiziani. « Allora », disse Muhammad, < la faccenda rimane nelle mani<br />
«vostre! ». Gli Egiziani scossi dalle parole di Muhammad si persuasero<br />
a far ritorno in Egitto e Muhammad ritornò a Madinah ad annunziare<br />
la cosa ad Uthmàn. Ottenuta un'udienza privata con il Califfo, lo informò<br />
che gli Egiziani si erano prefissi di ucciderlo, e che stesse in guardia<br />
contro i suoi compagni traditori, i quali eccitavano contro di lui i suoi<br />
nemici. 'Uthmàn approvò quello che aveva fatto Muhammad b. Maslamah,<br />
ma più tardi si vantò della ritirata degli Egiziani come di un trionfo:<br />
< Sono venuti per una cosa, ma ne hanno ottenuta un'altra! >. In seguito<br />
a ciò gli Egiziani ripresero di nuovo il cammino di Madinah (*), ove fra<br />
breve giunse la notizia che gli Egiziani erano giunti ad al-Suwaydà. —<br />
Il Califfo allarmato mandò a chiamare Muhammad b. Maslamah, quando<br />
si venne a sapere che gli Egiziani erano ritornati a Dzù Khusub, e gli<br />
domandò che cosa volevano: «Non lo so», rispose Muhammad, «ma<br />
< suppongo che non sono ritornati per alcunché di buono! ». — Il Califfo<br />
lo pregò allora di usare la sua influenza per indurli novamente a tornarsene<br />
indietro. — A questo Muhammad oppose un netto rifiuto : « Io mi<br />
« era reso loro garante per ottenere le volute concessioni, ma tu non hai<br />
« modificato una sola lettera di esse! ». — « Che Dio mi aiuti! », esclamò<br />
il Califfo. Arrivarono in appresso gli Egiziani (al-qawm) e presero di-<br />
mora in al-Aswàf : quindi cinsero d'assedio il Califfo. I quattro capi degli<br />
Egiziani si presentarono ora a Muhammad e gli rammentarono i discorsi<br />
ed i patti del precedente convegno, in seguito ai quali essi si erano rimessi<br />
in cammino verso l' Egitto : poi gli narrarono come durante il viaggio essi<br />
176.
§ 57. 35. a,. H.<br />
35. a. H. avevano catturato un servo (ghulàm) di 'Utlimàn, montato sopra un ca-<br />
NAH.- Uccisione<br />
uielo della sadaqah, e nel frugare tra la sua roba avevano scoperto un pie-<br />
de! Califfo 'Uth- colo dispaccio (sahifah saghirah) inchiuso in tubo di piombo (qasabah<br />
man.<br />
min rasàs): il tenore del dispaccio era un ordine (ad 'Abdallah b. Sa'd b.<br />
abi Sa,rh, governatore dell' Egitto) d' infliggere cento colpi di verga ad 'Abd<br />
al-rahmàn b. 'Udays, e poi dopo avergli rasa la testa e la barba, tenerlo<br />
in carcere fino a nuovo ordine. La stessa punizione disonorante doveva<br />
essere inflitta anche agli altri tre capi della schiera egiziana (^). Muhammad<br />
b. Maslamah fece osservare agli Egiziani che mancava la prova che l'or-<br />
dine fosse scritto dal Califfo: essi risposero che, se fosse stato una fal-<br />
sificazione di Marwàn b. al-Hakam, ciò era anche peggio, ed il Califfo<br />
doveva pubblicamente dichiarare la propria innocenza. Gli Egiziani vol-<br />
lero ora ottenere un'udienza dal Califfo e con questo intento, accompa-<br />
gnati da Muhammad b. Maslamah, si rivolsero prima ad 'Ali, il quale<br />
promise di parlarne al Califfo dopo la preghiera di mezzodì. Andarono in-<br />
sieme anche da Sa'd b. abi Waqqàs, ma egli non volle immischiarsi nella<br />
detta faccenda, e la stessa risposta ebbero anche da Sa'id b. Zayd b. 'Amr<br />
b. Nufayl. Allora Muhammad b. Maslamah andò a raggiungere 'Ali ed<br />
insieme con lui, dopo la preghiera di mezzodì (al-zuhr), si presentò al<br />
Califfo per chiedere un'udienza per gli Egiziani. Marwàn b. al-Hakam, che<br />
stava seduto presso il Califfo, interruppe la conversazione e pretese egli<br />
di parlare a nome di 'Uthmàn; ma questi gli ordinò di tacere e di riti-<br />
rarsi. Allontanatosi Marwàn, 'Ali chiese al Califfo di render ragione della<br />
lettera trovata dagli Egiziani. 'Uthmàn giurò che egli non l'aveva scritta,<br />
né aveva saputo che essa fosse stata scritta, né aveva ordinato di scri-<br />
verla. Muhammad b. Maslamah, accettando come vere le dichiarazioni del<br />
Califfo, sostenne che era una fabbricazione di Marwàn b. al-Hakam. 'Ali<br />
chiese allora ad 'Uthmàn di permettere agli Egiziani di entrare, affinchè<br />
potessero udire da lui stesso le sue spiegazioni. Il Califfo in principio non<br />
voleva acconsentire e scongiurò 'Ali in nome della loro stretta parentela<br />
di arringare lui gli Egiziani ; ma dinnanzi al fermo rifiuto di 'Ali, 'Uthmàn<br />
cede alfine e diede ordine che si facessero entrare. Questi si presentarono<br />
al Califfo senza salutarlo col suo titolo — « e ciò », narra Muhammad<br />
b. Maslamah, « mi parve lo affliggesse più di ogni altra cosa », —<br />
ma dicendo solamente a tutti i presenti: «La pace sia con voi!». —<br />
Quindi ibn 'Udays a nome degli Egiziani prese la parola e narrò quello<br />
che aveva fatto 'Abdallah b. Sa'd (il governatore) in Egitto, opprimendo<br />
i Musulmani e gli ahi al-dzimmah (i Cristiani e gli Ebrei), e appro-<br />
priandosi le prede dei Musulmani :<br />
egli affermò che il governatore, quando<br />
176.
35. a. H, §§ 57^ 58.<br />
taluno gli vimproverava la sua condotta, rispondeva di agire conforme a 35. a. H.<br />
istruzioni del Califfo.<br />
man in Madinah e<br />
Continuò enumerando le novità introdotte da 'Uthcom'<br />
egli avesse agito contrariamente all' esempio<br />
nah.- Uccisione<br />
^«' Califfo 'Uth-<br />
man.<br />
dato dai suoi due predecessori. Narrato poi come lui ed i suoi compagni<br />
erano venuti dall' Egitto nell' intento di uccidere il Calififo se non cedeva<br />
alle loro domande, e come erano stati indotti a ritornare addietro in seguito<br />
alle premure di 'Ali e. di Muhammad b. Maslamah, che avevan garantito<br />
l'adempimento da parte del Califfo delle richieste modificazioni, espose<br />
l'incidente della lettera- trovata nella roba del messo di 'Qthmàn, in al-<br />
Buwayb. Il Califfo ripetè allora il suo giuramento che nulla egli sapeva<br />
di questa lettera, scritta a sua insaputa, e senza sua autorizzazione: le<br />
dichiarazioni del Califfo furono confermate da 'Ali e da Muhammad b.<br />
Maslamah. « Ma allora », gridò ibn 'Udays, « chi l'ha scritta? », — « Non<br />
«lo so! >, rispose 'Uthmàn. Tale risposta esasperò l'oratore egiziano, il<br />
quale fece osservare che 'Uthmàn era incapace di governare lo Stato mu-<br />
sulmano, se potevano farsi cose simili e se simili ordini potevano mandarsi<br />
ai governatori, senza che egli ne sapesse nulla. « Dimettiti allora da questa<br />
carica, dalla quale Dio ti ha già destituito! ». — « Io mai deporrò questo<br />
< vestito (qam is), che Dio mi ha dato ! », rispose 'Uthmàn. — Scoppiò allora<br />
un vivacissimo battibecco; si moltiplicarono le grida, le voci si alzarono,<br />
e tale fu il chiasso che Muhammad b. Maslamah credette un momento<br />
che gli Egiziani si sarebbero gettati sul Califfo. Allora 'Ali si alzò e usci,<br />
lo stesso fece anche Muhammad b. Maslamah, invitando gli Egiziani a<br />
seguirlo: cosi fecero, ma poi posero assedio ad 'Uthmàn finche l'ebbero<br />
ucciso f) (Tabari, I, 2991, lin. 2-2995, Un. 3).<br />
Cfr. Athir, III, 134-135.<br />
Nota 1. — al-Wàqidi, nel cpmporre la tradizione, ha fuso insieme due versioni diverse senza<br />
accorgersi che l'una è in contradizione con l'altra.<br />
L'ima cioè fa ritornare gli Egiziani perchè 'Uthmàn rinnega, dopo la loro partenza, le concessioni<br />
fatte, e questa versione si legge nella prima parte della tradizione. Nella seconda, che costituisce il resto<br />
della tradizione, si ha invece la vecchia storia della lettera falsa, sorpresa dagli Egiziani durante il<br />
viaggio, come sola ragione del loro ritorno.<br />
Le due parti sono poste l'una appresso all'altra, senza un intimo nesso e senza concordare il loro<br />
contenuto.<br />
Nota 2. — Si ricordi che altrove si parla invece addirittura di condanna a morte con taglio di<br />
mani e piedi! (cfr. § 28 e nota 3).<br />
Nota 3. — Tutta la tradizione mira ad una conclusione principale: dimostrare cioè l'assoluta,<br />
completa innocenza di 'Ali nel regicidio.<br />
§ 58. — (al-Wàqidi, da 'Abdallah b. al-Hàrith b. al-Fudayl, da suo<br />
padre [al-Hàrith b. al-Fudayl], da Sufyàn b. abi-l-'Awgà*). Vennero (ostilmente)<br />
gli Egiziani, la prima volta; ed allora 'Uthmàn disse a Muhammad<br />
b. Maslamah di uscire con 50 cavalieri degli Ansar. Raggiunti quelli<br />
177.<br />
23
man.<br />
35. a. H.<br />
§ 58.<br />
' 35. a. H.<br />
_ a Dzù Khusub ibn Maslamah riusci a mandarli indietro. Essi tornarono in-<br />
NAH.- Uccisione dietro, ma quando furono ad al-Buwayb, trovarono un servo di Utnmàn con<br />
dei Caiiffo 'Uth- ^j^^ lettera diretta ad 'Abdallah b. Sa'd : si volsero allora e tornarono a Ma-<br />
dinah, dove eran rimasti al-Astar e Hukaym b. Grabalah. Essi portarono la<br />
lettera. Ma 'Uthmàn negò di averla scritta e disse : « È falsa ». Dissero : « Ma<br />
la lettera è del tuo segretario ». Rispose: « Si, ma l'ha scritta senza ordine<br />
« mio ». Dissero: Ma il servo, su cui abbiamo trovata la lettera è un tuo<br />
< servo ! ». Rispose: « Si, ma è uscito senza mio permesso ». Dissero : « Ma il ca-<br />
€ melo è un tuo camelo ». Rispose :<br />
« Si, ma fu preso senza che io lo sapessi ».<br />
Dissero: « Tu o sei veritiero o sei mendace: se menti, sei degno di esser<br />
€ deposto per aver ordinato che si versi ingiustamente il nostro sangue ;<br />
« se dici il vero, sei degno di esser deposto per la tua debolezza e negli-<br />
« genza e per la malizia dei tuoi famigliari : poiché non conviene a noi<br />
« che lasciamo su di noi uno all'insaputa del quale, per la sua debolezza e<br />
« negligenza, si dà un tale ordine » . E<br />
aggiunsero :<br />
« Tu hai colpito alcuni<br />
« Compagni del Profeta e altri, quando ti ammonivano e ti ordinavano di<br />
« tornare alla giustizia in quelle opere tue che disapprovavano ;<br />
orbene, paga<br />
« con la tua persona il taglione di chi hai colpito (cfr. sopra § 56 nota 1),<br />
«che tu sei il suo offensore». Rispose: «L'imam può sbagliare e può<br />
« far giusto : io non pagherò il taglione con la mia persona : poiché se fa-<br />
« cessi ciò per quanti ho puniti erroneamente, sarei finito! ». Dissero: « Tu<br />
€ hai introdotto gravi novità e per queste sei degno di esser deposto: quando<br />
« ti si è parlato di esse, hai mostrato di pentirti, poi sei tornato ad esse<br />
« e a simili. Poi venimmo a te noi, e ti ci mostrasti pentito e con l' in-<br />
« tenzione di ritornare alla giustizia. Ma Muhammad b. Maslamah ci bia-<br />
« simò per ciò che avevamo fatto contro di te e ci offri garanzia che tu<br />
« avresti ritirate tutte le novità. Tu invece lo tradisti ed egli allora si dichiarò<br />
« sciolto da te, e disse : Non entrerò [più] nei suoi affari. Noi tornammo via la<br />
« prima volta per toglierti ogni pretesto e ti presentammo le maggiori<br />
€ scuse possibili, chiedendo l'aiuto di Dio altissimo e glorioso contro di te.<br />
« Ma ecco ci capita in mano una lettera diretta da te al tuo governa-<br />
le tore su di noi, in cui gli ordini di ucciderci, mutilarci, crocifiggerci<br />
« (ctr. però § 57 nota 2) ; or pretendi asserire che fu scritta senza che<br />
« tu lo sapessi ; eppure era portata da un tuo servo, su un tuo camelo,<br />
€ ed era di mano del tuo segretario, e vi era il tuo sigillo. Perciò cad-<br />
« dero i nostri più neri sospetti su di te, convalidati da quante ingiu-<br />
« stizie avevamo ricevute da te prima di ciò nel governo, e dalle tue<br />
« preferenze nella divisione del bottino, e dal comando che hai dato di<br />
« agire senza riguardo verso la gente nei castighi e dal mostrar di pen-<br />
178.
35. a. H. f 66.<br />
« tirti e poi dal tuo ritorno al peccato. Noi tornammo indietro (da Ma-<br />
« dinah verso 1' Egitto), mentre non avremmo dovuto allontanarci, finché<br />
€ non ti avessimo deposto e sostituito con uno dei Compagni del Pro-<br />
« feta che non introducesse novità come abbiamo visto che fai tu, e sul<br />
« quale non cadessero i sospetti come su di te. Rinunzia al calififato sopra<br />
« di noi e deponi il nostro governo ; che questo è (il partito) più si-<br />
« curo per noi da parte tua e per te da parte nostra». Disse 'Uthmàn:<br />
« Avete finito di dire tutto quello ohe volete? >. Risposero: < SI ». Disse:<br />
« Lode a Dio ! Lo<br />
lodo e gli chiedo aiuto e credo in lui, e mi affido in<br />
« lui e testimonio che non vi è Dio all' infuori di Dio solo, e che non<br />
« ha compagno : e che Maometto è il suo servo e il suo Profeta, che egli<br />
« ha mandato con la retta guida e la vera religione per proclamarla su<br />
« tutte le religioni, anche se gli infedeli non vogliono ! (Q u r • a n , IX,<br />
. Disse 'Uthmàn: «Quanto alla deposizione io preferisco<br />
< che mi crocifiggiate piuttosto che rinunziare alla cura di Dio glorioso e<br />
« altissimo e al suo califfato : quanto a quel che dite che combatterete chi<br />
« combatterà in mia difesa, io non ordinerò ad alcuno di combattervi ; e<br />
« chi combatterà in mia difesa, combatterà senza mio ordine. Per la mia<br />
« vita, se io volessi combattervi, avrei scritto agli eserciti e avrebbero con-<br />
€ dotto milizie e inviato uomini, o mi sarei unito con alcuno dei miei capi<br />
« in Egitto o neir 'Iraq. Per Dio, abbiate compassione delle vostre anime,<br />
179.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA- MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo Uthmàn.
§§ 58-60. 35. a. H.<br />
35. a. H. « se non avete compassione di me, poiché voi in questo affare attirate su<br />
NAH.- Uccisione * ^^ ^^^' ^^ ^ uccidete, la vendetta del sangue! >. Poscia se ne andarono<br />
del Califfo 'Uth- e dichiararono di far guerra. 'Uthmàn mandò a dire a Muhammad b. Mas-<br />
"**"<br />
lamah che li rimandasse indietro. Quegli rispose : « Per Dio, non mentirò<br />
«verso Dio due volte nello stesso anno» (T ab ari, I, 2995, lin. 3-2998,<br />
lin. 2) [M.a.].<br />
§ 59. — (al-Wàqidi, da Muhammad b. Muslim, dà Musa b. 'Uqbah,<br />
da abù Habìbah). Vidi Sa'd b. abi Waqqàs il giorno che fu ucciso 'Uthmàn,<br />
entrare presso di lui, quindi uscirne esclamando :<br />
« Noi siam di Dio e a lui<br />
« torneremo! », per quel che aveva veduto sulla porta. Gli disse Marwàn:<br />
« Ora ti penti? Tu lo hai ucciso (as'artahu: cfr. Glossar., pag. cccxii)! ».<br />
E udii Sa'd dire : « Chiedo perdono a Dio ! Non avrei mai creduto che il<br />
« popolo osasse tanto e che volesse il suo sangue! Ora proprio sono entrato<br />
« presso di lui e ha detto parole a cui non sei stato presente né tu ne i<br />
« tuoi compagni :<br />
e ha desistito da tutto quello che di lui non piaceva, e<br />
« si.é pentito e ha detto: Non persisterò nella perdizione; poiché chi per-<br />
« siste neir ingiustizia é lontano dalla via ! Io mi pento e mi ritratto ! »<br />
Disse Marwàn : « Se ti vuoi allontanare da lui, va' da ibn abi Tàlib ; egli<br />
« é nascosto e non può esser sorpreso ». Sa'd allora usci é andò presso 'Ali,<br />
che era fra la tomba (del Profeta) e il min bar, e gli disse: « abù Hasan,<br />
« sorgi, che ti sian riscatto mio padre e mia madre: sono venuto a te con<br />
« una notizia, la migliore che alcuno abbia mai portata ad alcuno ;<br />
fa del bene<br />
« al tuo cugino parente e beneficalo e impedisci la sua uccisione ; e la<br />
« cosa volgerà secondo i nostri desideri ; che il tuo Califfo ha concesso<br />
«spontaneamente quel che si vuole». Disse 'Ali: «Che Dio accolga la<br />
« sua preghiera, o abii Ishàq :<br />
« io me ne vergogno ; ma<br />
io, per Dio, sempre l' ho difeso, tanto che<br />
Marwàn, Mu'àwiyah, 'Abdallah b. 'Amir e Sa'id<br />
« b. al-'As son loro che hanno fatto quel che tu vedi ; e quando io gii ho<br />
« dato il consiglio salutare, dicendogli che li allontanasse, ha sospettato di<br />
« me, tanto che é accaduto quel che tu vedi ».<br />
Mentre essi stavano così discorrendo, sopraggiunse Muhammad b. abi<br />
Bakr e disse qualcosa in segreto ad 'Ali. Il quale prese la sua mano, e sorse<br />
dicendo: « Qual bene é questo suo pentimento!». Non giunsi a casa, che<br />
intesi il rumore che 'Uthmàn era stato ucciso. E da quel giorno fino ad<br />
oggi siamo sempre stati nella calamità (T a bari, I, 2998, lin. 3-2999,<br />
lin. 6) [M.G.].<br />
§ 60. — (al-Wàqidi, da Ibràhìm b. Sàlim, da Bisr b. Sa'id, da 'Abd-<br />
allah b. 'Abbàs b. abi Eabi'ah). 'Abdallah entrò nella stanza di 'Uthmàn,<br />
(mentre egli era assediato) e conversò con lui per qualche tempo: poi il<br />
180.
— — .<br />
•<br />
_^_<br />
Califfo lo pregò di avvicinarsi ed afferratolo per le mani, gli fece segno 36. a. H.<br />
di sentire quello che diceva la gente innanzi alla porta della casa. Udi- naIT 'uccisione<br />
rono alcuni che dicevano: « Non l'aspettate! », altri dicevano invece: « Ab- . 'Abdallah e 'U^màn avvicinatisi alla<br />
j)orta videro allora Talhah b. 'Ubaydallah che si avvicinava e, chiamato<br />
in disparte ibn 'Udays (il capo degli Egiziani, che assediavano il Califfo),<br />
dirgli alcune cose all'orecchio. Appena Talhah fu partito, si avanzò ibn<br />
Udays e ordinò ai compagni di non permettere più ad alcuno di entrare<br />
() di uscire dalla casa del Califfo. 'Uthmàn. disse allora al suo compagno :<br />
< Questo è un ordine di Talhah ! Dio ! liberami dà Talhah, è lui che<br />
« mette su la- gente contro di me !» ; e cosi dicendo maledisse Talhah,<br />
tacendo voti che egli avesse un giorno a fare una fine violenta, dacché<br />
egli tramava la sua morte (^). « Ilo inteso dire al Profeta », disse, « che non<br />
« è lecito versare il sangue di un musulmano se non per tre colpe : rinne-<br />
< gazione dell'Isiàm, fornicazione, uccisione di un uomo per altro che per<br />
« vendetta di omicidio. Dunque, perchè dovrei esser ucciso? ». Con queste<br />
]ìarole 'Uthmàn si separò da 'Abdallah, il quale tentò allora di uscire, ma gli<br />
Egiziani non volevano permetterglielo : sopravvenne però Muhammad b. ahi<br />
Bakr che ordinò alla gente di lasciarlo passare (T a bari, I, 3000, lin. 3-20).<br />
Cfr. Athìr, III, 139-140.<br />
Nota 1. — Questa tradizione è stata composta per dimostrare che Talhah b. 'Ubaydallah fu ano<br />
di quelli che cospirarono contro il Califfo, e perciò uno dei responsabili del regicidio. — La male-<br />
dizione di 'Uthmàn, una predizione ab eventu, rivela il caràttere tendenzioso della tradizione, la quale<br />
vuole spiegare l'uccisione di Talhah nell'anno seguente come una punizione per la parte presa al grande<br />
misfatto di Madinah. Veggansi anche le due tradizioni seguenti, dalle quali parrebbe che Talhah fosse<br />
uno di quelli più direttamente intenti, e piìi desiderosi della soppressione del Califfo.<br />
§ 61. — (al-Wàqidi, da 'Amr b. 'Abdallah b. 'Anbasah b. 'Amr b. 'Uthmàn,<br />
da Muh. b. 'Abdallah b. 'Amr b. 'Uthmàn, da ibn Labibah). Quando<br />
'Uthmàn fu assediato, parlò agli assedianti dall'alto di una finestra. E domandò:<br />
« È tra voi Talhah? ». — « Si ». — « Io ti scongiuro: sai tu che,<br />
« quando il Profeta stabili la fi-atellanza tra gli emigrati e gli Ansar, af-<br />
« ft'atellò se stesso con me? ». Rispose: « Si ».<br />
Fu rimproverato a Talhah ciò. Ed egli: « M'ha scongiurato; era cosa<br />
«che avevo vista: per Dio, non potevo non attestarlo! » (Sa ad. III, 1,<br />
pag. 47, lin. 9-15) [M.].<br />
§ 62. — (al-Wàqidi, da Ya'qub b. 'Abdallah al-As'ari, da Óa'far b.<br />
abl-1-Mughìrah, da Sa'id b. 'Abd al-rahmàn b. Abza, da suo padre 'Abd<br />
al-rahmàn b. Abza, testimonio oculare). Gli assassini del Califfo penetra-<br />
rono nella dimora di 'Uthmàn dalla casa (dar) di 'Amr b. Hazm, ove tro-<br />
vavasi una porticina d'ingresso (khawkhah). Entrando nella casa (al-<br />
isi.<br />
man.]
man<br />
§§ (32-64. 35. a. H.<br />
35. a. H. dar) vi fu un breve conflitto: «e poi non possiamo dimenticare come<br />
fA R A B I A - MADI-<br />
NAH.- Uccisione
35. a. H. §§ 66, 66.<br />
§ 65. — In un'altra tradizione (al-Wàqicli, da Abdallah b. al-Hàrith 35. a. H.<br />
b. al-Fudayl, da suo padre al-Hàrith b. al-Fudayl, da abù Hafsah) i fatti<br />
,^^^^ -Uccisione<br />
sono narrati un po' diversamente. Nel giovedì (il giorno prima della ucci- de' Califfo uth-<br />
sione di 'Uthmàn) abù Hafsah, gettando una pietra dal tetto della casa,<br />
uccise Niyàr al-Aslami. Gli assedianti chiesero allora al Califfo la con-<br />
segna dell'uccisore, ma 'Uthmàn si rifiutò, affermando di ignorare che<br />
abù Hafsah avesse ucciso uno degli assedianti. Nella notte dal giovedì al<br />
venerdì gli assedianti si tennero tranquilli, ma il mattino seguente si av-<br />
vicinò Kinànah [b. Bisr] b. 'Attàb con una torcia accesa in mano e la gettò<br />
sul tetto della casa, dalla parte della casa di 'Amr b. Hazm. Altri getta-<br />
rono poi tizzi ardenti intrisi di bitume (nift), ed i legnami del tetto pre-<br />
sero fuoco nonostante gli sforzi dei difensori per spegnere le fiamme. Il Ca-<br />
liffo, vedendo ardere il tetto e le porte, comprese che ogni resistenza era<br />
inutile, e tentò persuadere i suoi difensori a tralasciare ogni resistenza e<br />
ritirarsi nelle loro case : gli assalitori volevano solo uccidere lui, ed a<br />
lui non premeva la vita, oramai vecchio decrepito. Marwàn fieramente<br />
respinse la proposta affermando che, finché egli fosse rimasto in vita, 'Uthmàn<br />
non sarebbe stato ucciso, e con la spada in mano si avanzò contro<br />
gli assalitori, seguito dal suo m a w 1 a abù Hafsah, e recitando : « Sa una<br />
«fanciulla, ecc.»: cfr. sopra § 63. Poi esclamò: «Chi si fa innanzi?»,<br />
essendosi succinto la veste, ibn al-Nibà' ('Urwah b. al-Nibà' al-Laythi) si<br />
slanciò contro di lui e lo feri si gravemente al collo dalla parte posteriore,<br />
che Marwàn cadde come morto in terra: il suo cuore non batteva più.<br />
abù Hafsah raccolse il suo patrono e lo nascose nella casa di Fàtimah bint<br />
Aws, l'avola di Ibràhim b. 'Adi. In appresso il Califfo 'Abd al-malik ed<br />
i banù Umayyah manifestarono in più modi la loro riconoscenza alla fa-<br />
miglia di 'Adi (T ab ari, I, 3002, lin. 2-3003, lin. 5).<br />
§ 66. — (al-Wàqidi, da 'Abd al-rahmàn b. 'Abd al-'aziz, da 'Abd alrahmàn<br />
b. Muhammad). Muhammad b. abì Bakr penetrò nella casa di<br />
Uthmàn dalla parte della dimora di *Amr b. Hazm, seguito da Kinànah<br />
b. Bisr b. 'Attàb, da Sudan b. Humràn e da 'Amr b. al-Hamiq. Essi trovarono<br />
il Califfo presso la moglie Nà-ilah in atto di leggere la sur ah<br />
a 1 - B a q r a h (la II) del Qur-àn. Primo di tutti entrò Muhammad b. abi Bakr,<br />
il quale afferrato il Califfo alla barba gli gridò : « Che Dio ti confonda ! o<br />
« iena (n a ' th a 1 = barbuto stupido)! ». — « Io non sono na'tjial », gridò<br />
< 'Uthmàn, io sono servo di Dio e Principe dei Credenti ! ». — « A che cosa ti<br />
« han giovato », continuò Muhammad, « Mu'àwiyah e il tale e il tale? ». —<br />
« figlio di mio fratello », implorò 'Uthmàn, « lascia andare la mia barba!<br />
< Tuo padre non avrebbe mai afferrato quello che tu hai ora in mano! ».<br />
183.<br />
'"^""^
35. a. H.<br />
[ARABIA- MAD[-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Uth-<br />
màn.l<br />
§§ 66-68. 35. a. H.<br />
— «Ma se mio padre», rispose Muhammad, « t'avesse visto fare quello<br />
E quel eh' io<br />
«che tu hai fatto, te lo avrebbe rimproverato acerbamente !<br />
« esigo da te è più importante che prenderti la barba! ». — « Ed io invoco<br />
« contro di te », disse 'Uthmàn, « il soccorso e la protezione di Dio! ». Al-<br />
lora Muhammad, con un coltello (misqas) che aveva in mano, lo colpì<br />
sulla fronte (gabin): allo stesso tempo Kinànah b. Bisr vibrò un altro<br />
colpo alla radice dell'orecchio (a si udzun) di 'Uthmàn e ne sospinse la<br />
lama, finché gli entrò in gola. Poi si gettò su di lui con la spada e lo finì.<br />
Secondo 'Abd al-rahmàn, che lo aveva udito da abù 'Awn, Kinànah b. Bisr<br />
battè con una mazza ferrata ('amùd hadid) la fronte (gabin) e la<br />
parte superiore della testa (muqaddam rasi hi) di 'Uthmàn, e lo fece<br />
cadere bocconi in terra: poi Sudan b. Humràn al-Muràdi lo fini con la<br />
spada (Tabari, I, 3021, lin. 1-17).<br />
Cfr. anche Athir, III, 143;<br />
Saad, III, 1, pag. 51, lin. 8-20.<br />
Nota 1. — E notevole come al-Wàqidi affermi esplicitamente che Mub. b. abì Bakr sia stato uno<br />
degli uccisori di 'Utlimàn. In una tradizione precedente (cfr. § 56) si conferma la colpevolezza di ibn<br />
abi Bakr.<br />
Il fatto è singolare — lo ripetiamo — perchè ibn abi Bakr era uno dei più energici e validi fautori<br />
di 'Ali, ed affermare così apertamente la corresponsabilità di ibn abi Bakr significa compromettere<br />
anche 'Ali, di cui al-Wàqidi è molto tenero. È indiretta conferma che ibn abi Bakr sia uno degli as-<br />
sassini e che 'Ali indirettamente fosse complice del misfatto.<br />
§ 67. — (al-Wàqidi, da 'Abd al-rahmàn b. abi-1-Zinàd, da 'Abd al-rahmàn<br />
b. al-Hàrith). L'uccisore di 'Uthmàn fu Kinànah b. Bisr b. 'Attàb<br />
al-Tugibi.<br />
La moglie di Manzùr b. Sayyàr al-Fazàri, raccontava : Noi partimmo<br />
per il pellegrinaggio e non avemmo notizia dell'uccisione di 'Uthmàn se<br />
non in al-'Arg, ove durante la notte udimmo la voce di un uomo che reci-<br />
tava il verso:<br />
Dopo i tre (ossia Maometto, abù Bakr e 'Umar) non è forse il migliore degli uomini<br />
colui che è stato ucciso da al-Tugibi, venuto dall'Egitto?<br />
Si dice però che, mentre 'Uthmàn giaceva in terra rantolando, 'Amr<br />
b. al-Hamiq si sedè sul suo petto e lo trafisse nove volte. Vantandosene<br />
appresso, soleva dire : « Lo trafissi tre volte per la causa di Dio, e sei volte<br />
« per quello che avevo in petto contro di lui! > (Tabari, I, 3021, lin. 17-<br />
3022, lin. 8).<br />
Cfr. anche Athir, III, 144;<br />
Saad, III, 1, pag. 61, lin. 22-26 (isnàd: al-Wàqidi, da 'Abd al-rahmàn<br />
b. 'Abd al-'aziz, da ibn abi 'Awn).<br />
§ 68. — (al-Wàqidi, da Ishàq b. Yahya, da Musa b. Talhah). Nel<br />
giorno dell'assalto alla casa di 'Uthmàn (yawm al -dar), 'Urwah b.<br />
1B4.
35. a. H. «§68-71.<br />
Siyaym colpi Marwàn b. al-Hakam, con la spada, sulla nuca tagliandogli<br />
uno dei due muscoli del collo (' il ba way hi): perciò Marwàn rimase in<br />
appresso con il collo corto e rattrappito (awqas). Marwàn in appresso<br />
soleva recitare i seguenti versi:<br />
Io non dissi nel giorno, Yawm al-Dàr, alla gente: «respingete gentilmente» né<br />
« salvate la vita dalla morte ><br />
Ma invece io ho detto: «Battete tanto torte con le vostre spade da giungere fino in<br />
mezzo alle spalle (al -k ahi, quella parte sotto il collo, fra le dae spalle).<br />
(Tabari, I, 3022, lin. 8-16).<br />
Cfr. Athir, III, 141-142.<br />
§ 69. — Secondo una tradizione di ibn Ishàq (Ahmad b. 'Uthmàn b.<br />
V V<br />
Hakim, da 'Abd al-rahmàn b. Sarik, da suo padre Sarìk, da Muhammad<br />
b. Ishàq, da Ya'qùb b. 'Utbah b. al-Akhnas, da ibn al-Hàrith b. abi Bakr,<br />
da suo padre abù Bakr b. al-Hàrith b. Hisàm, testimonio oculare). Marwàn<br />
'». al-Hakam venne fuori a sfidare gli aggressori del CalifiPo, mentre 'Abd<br />
.il-rahmàn b. 'Uda3's al-Balawi (il capo degli Egiziani) stava appoggiato<br />
con la schiena contro la moschea del Profeta. Obbedendo a un cenno di<br />
ibn 'Udays, un giovanotto alto, Fulàn (ossia: «un tale»: il tradizionista<br />
non ne ricorda il nome) b. 'Urwah, si gettò alle spalle di Marwàn e, col-<br />
pendolo con la spada sulla nuca, lo fece stramazzare in terra. Accorse<br />
allora 'Ubayd b. Rifà'ah al-Zuraqi (un madinese) nell' intento di spacciare<br />
il caduto, ma più pronta di lui fu Fàtimah bint Aws, avola di Ibràhim<br />
b. 'Adi, che era stata nutrice tanto di Marwàn che di 'Ubayd; essa si<br />
-lanciò avanti gridando : « Egli è già ucciso ! È<br />
vergognoso mutilare un<br />
«cadavere (letter. : giocare con la sua carne)! >. 'Ubayd si ritirò e cosi<br />
Fàtimah si portò via Marwàn e gli salvò la vita. Gli Umayyah colmarono<br />
di favori in appresso Ibràhim b. 'Adi per riconoscenza verso Fàtimah (T a-<br />
bari, I, 3003, lin. 5-3004, lin. 2).<br />
Cfr. Athir, III, 142.<br />
§ 70. — (Ahmad b. 'Abdallah b. Yunus, da Zuhayr b. Mu'àwiyah, da<br />
Kinànah mawla di Safiyyah). Vidi l'assassino di 'Uthmàn nella sua casa,<br />
un negro d' Egitto di nome Ó-abalah, che stendeva, o alzava, le mani di-<br />
cendo: «Sono io l'uccisore della iena (na'thal) (Saad, III, 1, pag. 68,<br />
lin. 20-23) [G.].<br />
§ 71. — (Haggàg b. Nusayr, da abii Khaladah, da al-Musayyab b.<br />
Dàrim). Chi uccise 'Uthmàn, fece contro il nemico 17 assalti: gli altri<br />
erano uccisi dintorno a lui, ed egli non era toccato. E mori sul suo letto Q)<br />
Saad, III, 1, pag. 68, lin. 23-26) [M.].<br />
Nota 1. — Si vuol concludere che l'uccisione di 'Uthmàn non fu sacrilega, perchè nessuna pena<br />
colpi l'uccisore : Allah volle che rimanesse incolume e sano tutta la vita.<br />
186.<br />
24<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA- MADT-<br />
N AH. -Uccisione<br />
del Califfo Uthmàn.l
§ 72. 35. SI. H.<br />
35. a. H. _ § 72. -_ (èa'far b. 'Abdallah al-Muhammadi (cfr. §§ 48, 52), da 'Amr<br />
NAH.- Uccisione b. Hammàd e 'Ali b. Husayn, da Husayn b. 'Isa, da suo padre 'Isa). Quando<br />
del Califfo 'Uth- vennero i giorni detti Ayyàm al-Tasriq (dal 10-12 al Dzù-l-Higgah), la<br />
"^<br />
gente circondò la casa di 'Uthmàn (e insistè ohe egli abdicasse), ma il Califfo<br />
persistè nel non volersi dimettere e mandò a chiamare in soccorso i<br />
suoi parenti ed amici, che si raccolsero numerosi intorno a lui. Sorse al-<br />
lora un Compagno del Profeta, Niyàr b. 'lyàd un vegliardo, e chiese di<br />
parlare al Califfo : questi si mostrò dal tetto della casa, ma mentre i due<br />
uomini discutevano insieme, uno dei seguaci di 'Uthmàn uccise Niyàr<br />
con un dardo. Taluni affermano che il dardo forse lanciato da Kathir<br />
b. al-Salt al-Kindi. Grli assedianti chiesero allora al Califfo di consegnare<br />
nelle loro mani l'omicida per metterlo a morte, ma 'Uthmàn rispose che<br />
non avrebbe mai permesso di uccidere chi si prestava ad assisterlo contro<br />
chi mirava ad ucciderlo. Allora le turbe infuriate si precipitarono contro<br />
la casa e misero fuoco alla porta. — Contro gli aggressori si avanzarono<br />
ora, dalla casa di 'Uthmàn, Marwàn b. al-Hakam, Sa'ìd b. al-'As e al-Mu-<br />
ghirah b. al-Akhnas b. Sarik al-Thaqafì, halif dei banù Zuhrah, ognuno<br />
alla testa di una schiera di seguaci, ed impegnarono un sanguinoso com-<br />
battimento. Un incentivo fortissimo a menar le mani era la notizia che<br />
genti di al-Basrah spedite in soccorso del Califfo erano già arrivate a Siràr<br />
a una notte di marcia da Madìnah: si sapeva anche come milizie dalla<br />
Siria erano in cammino : la gente si . battè quindi con grande accani-<br />
mento dinanzi alla porta della casa ('ala bàb al-dàr): al-Mughirah<br />
b. al-Akhnas, partigiano di 'Uthmàn, fu ucciso da 'Abdallah b. Budayl b.<br />
Warqà al-Khuzà'i, mentre Rifà'ah b. Ràfi' al-Ansàri al-Zuraqi colpiva con<br />
la spada e stendeva in terra Marwàn b. al-Hakam, ove lo lasciò creden-<br />
dolo, morto. Anche 'Abdallah b. al-Zubayr (che si batteva per 'Uthmàn)<br />
ricevette molte ferite. I seguaci del Califfo ripiegarono fuggendo verso<br />
la casa fortificata (al-qasr, ossia la casa di 'Uthmàn), ma dinanzi alla<br />
porta tennero novamente fermo e ripresero il combattimento. Ora furono<br />
uccisi Ziyàd b. Nu'aym al-Fihri e vari altri seguaci di 'Uthmàn. La mischia<br />
continuò ancora finché 'Amr b. Hazm al-Ansàri aprì la porta della sua casa<br />
aderente a quella di 'Uthmàn e chiamò a sé gli aggressori. Questi pron-<br />
tamente irruppero in essa e per questa via penetrarono nel cuore della<br />
dimora di 'Utiimàn, i seguaci del quale si diedero ora alla fuga abbando-<br />
nando la difesa dell' ingresso e disperdendosi per le vie di Madinah. 'Uthmàn<br />
rimase quindi con pochi consanguinei e seguaci che continuarono a<br />
menare le mani finché furono tutti uccisi: poi fu ucciso anche 'Uthmàn (^)<br />
(Tabari, I, 3004, lin, 6-3006, lin. 1). — Cfr. Athir, III, 140.<br />
186.
35. a. H. ^ 72, 73.<br />
— f<br />
Nota 1. — Il racconto, se t'osse vero, proverebbe che in Madinah Ira le due parti si avesse un 35. a. H.<br />
conflitto molto sanguinoso, terminato con l'eccidio di molti difensori di 'Uthmàn. Ho molti dubbi [A R A B I A- MADlsuUa<br />
credibilità di questa versione, fondata su autorità tradizionistica poco nota e poco uE>ata: vi è NAH.- Uccision*<br />
molta esagerazione, e credo che nel conflitto — se ve ne fu — perisse soltanto 'Utjimàn. Nella società del Califfo 'Utb<br />
islamica vigeva ancora in pieno la pena del taglione, e in pratica la tribù dell'ucciso si vendicava diret- màn.l<br />
tamente sulla tribù dell'uccisore senza rivolgersi alla giustizia. Noi abbiamo già riferito come il governo<br />
di 'Uthmàn si a,ttirasse un odio vivissimo in al-Kufah, perchè fece giustiziare i tre assassini di un<br />
inerme abitante (cfr. 30. a. H., §§ 83 e segg ). In alcune tradizioni precedenti di questa annata (cl'r. § 5()<br />
nota 1: 58), fra le accuse dei ribelli v' è anche il rimprovero della giustizia fatta e la domanda del<br />
risarcimento, come se i giustiziati fossero vittime di un omicidio ordinato dal Califjo. Orbene, nel caso<br />
presente, se i ribelli avessero trucidato tanta gente intorno ad 'Uthmàn, avremmo avuto nelle annate<br />
seguenti tutta l'agitazione per vendicare gli uccisi. Invece tutta l'agitazione, che arse fierissima fra il<br />
36. e il 38. H., fu soltanto al grido di « vendetta per 'Uthmàn!». — Egli fu dunque il solo ucciso. — Si<br />
noti poi l'anomalia onde nella narrazione è omesso ogni cenno che uno degli aggressori possa essere<br />
perito nella mischia (cfr. § 77 e nota 1).<br />
§ 73. — (Ya'qùb b. Ibràhim, da Mu'tamir b. Sulaymàn al-Taymi, da<br />
suo padre [Sulaymàn al Taymi], da abù Nadrah, da abù Sa'ìd mawla di<br />
abu Usayd al-Aiisàri). 'Uthmàn un giorno si affacciò su di loro e disse : « alesai<br />
a m 'alaykum!». Non udì veruno del popolo che gli avesse risposto,<br />
tranne che alcuno avesse risposto fra sé e sé. Egli disse : « Vi scongiuro,<br />
« per Dio :<br />
sapete che io ho comprato Rùmah (pozzo presso Madinah) col mio<br />
« danaro, dove si può attingere acqua buona e che ho fatto che la mia corda<br />
« sia come la corda di qualunque musulmano? (=>cioé ne ho fatto attingere<br />
« a tutti) ». Risposero : « Si ! ». — « Che dunque mi impedisce che io ne beva<br />
«in modo che io debba rompere il digiuno con l'acqua salata?». Disse:<br />
< Vi scongiuro, per Dio : sapete che ho comprato questo e questo di terra e<br />
< r ho aggiunto alla moschea? ». Gli fu detto : « Si ». Disse : < E sapete che a<br />
« un uomo fosse impedito di pregarvi prima di me ? Vi scongiuro per Dio :<br />
« avete inteso il Profeta dire questo e questo, cose in suo riguardo e che Dio<br />
« l'avesse ricordato nel suo libro chiaro ». E (a queste parole di 'Uthmàn)<br />
si spargeva l'ordine di astenersi (dalla violenza). E la gente cominciò a<br />
dire: «Risparmiate il Principe dei Credenti». Or si spargeva (di nuovo)<br />
l'ordine di astenersi. Sorse al-Astar, non so se in quel giorno o in un altro,<br />
e disse: « <strong>For</strong>se egli inganna sé e voi ». Ma la gente lo investi, tanto che<br />
gli toccò questo e questo. Lo vidi poi ('Uthmàn) che si affacciò un'altra<br />
volta su di loro e li ammoni e fece loro un discorso. Ma il discorso non<br />
ebbe effetto; su di essi i discorsi avevano generalmente effetto la prima<br />
volta che il popolo li sentiva, ma, se venivano ripetuti, non facevano im-<br />
pressione su di loro. Allora 'Uthmàn apri la porta e prese il Libro nelle<br />
sue mani, e questo perché nella notte aveva visto in sogno il Profeta che<br />
gli diceva: «Sdigiuna con noi questa notte (T abari, I, 3006, lin. 1-20)<br />
Cfr. Athir, III, 139.<br />
187.<br />
[M.G.].
74-77. 35. a. H.<br />
35. a. H. § 74^ — (Ya'qùb b. Ibràhìm, da abù-1-Mu'tamir, da al-Hasan). (In uno<br />
NAH.- Uccisione degli ultimi giorni) Muhammad b. abì Bakr entrò nella casa di 'Uthmàn<br />
del Califfo 'Uth- ed afferrato il vecchio per la barba lo copri di rimproveri e lo accusò di<br />
man.<br />
aver trascurato gli affari, e di essersi appropriate cose, violando apertamente<br />
i precedenti stabiliti da abù Bakr, che non aveva mai fatto nulla di simile.<br />
Poi usci. — Più tardi entrò un altro uomo, detto al-Mawt al-Aswad (la<br />
morte nera), e strangolato il Califfo, lo spacciò con la spada (fakhanaqahu<br />
thumma khafaqahu): nell'uscire poi esclamò : « Non ho visto<br />
« mai una cosa più molle del collo suo : per Dio, gli ho serrato la gola<br />
« finché vidi l'anima sua dibattersi (tataraddad) nel corpo suo come lo<br />
« spirito di un demonio !» ; e poi uscì (T ab ar i , I, 3006, ult. lin.-3007, lin. 7).<br />
§ 75. — Secondo un'altra tradizione, tramandata (da Ya'qùb b. Ibràhim,<br />
da abù-1-Mu'tamir ?) sull'autorità di abù Sa'id niawla di abù Usayd al-<br />
Ansàri, si dice che un uomo entrasse nella stanza di 'Uthmàn e lo tro-<br />
vasse seduto dinanzi ad un volume aperto del Qur-àn. L'uomo irruppe<br />
su di lui con la spada e 'Uthmàn nel pararsi istintivamente con la mano<br />
vi ebbe una ferita ; secondo alcuni anzi gli fu addirittura recisa la mano<br />
(T a bari, I, 3007, lin. 7-11).<br />
§ 76. — Altri affermano che al-Tugibi (Kinànah b. Bisr) penetrasse<br />
nella stanza del Califfo e lo sgozzasse con un coltello da macellaio (as-<br />
'arahu misqasan) mentre era seduto dinanzi all'al-Qur'àn aperto, e<br />
che il sangue nel colare sul testo sottolineasse i versetti (Qur'àn, II, 131):<br />
« Per te Dio sarà sufficiente contro di loro, perchè egli tutto ode e tutto<br />
«sa!». (Secondo abù Sa'id) la moglie del Califfo, (Nà'ilah) bint al-Farà-<br />
fisah (presente al misfatto), raccolte le proprie cose più preziose, afferrò<br />
il testo sacro macchiato di sangue e lo ascose nel proprio seno, prima che<br />
'Uthmàn avesse ancora reso l'ultimo respiro. Morto il Califfo, essa imme-<br />
diatamente si mise a gridare le consuete lamentazioni dei morti, fra le<br />
maledizioni dei regicidi (T ab ari, I, 3007, lin. 11-17).<br />
Riguardo a questo episodio del sangue caduto, ha una tradizione anche<br />
Saad, III, 1, pag. 51, lin. 25-52, lin. 4 (al-Wàqidi, da al-Zubayr b. 'Ab-<br />
dallah, dalla nonna). E in fondo si aggiunge: « Or per Dio, lo riscatti<br />
< mio padre, ei vivificava (vegliava) la notte in prostrazione, ed era affe-<br />
« zionato al parentado (yasil al-rahim), e dava da mangiare al pove-<br />
« rello, e prendeva a suo carico gii orfani. Dio gli usi misericordia » [M.].<br />
§ 77. — (al-Wàqidi, da 'Abdallah b. Gra'far, da ibn abì 'Awn, da al-<br />
Zuhri). 'Uthmàn fu ucciso dopo la preghiera delF'asr, e uno schiavo nero<br />
di 'Uthmàn si scagliò su Kinànah b. Bisr, e lo uccise. Sudan allora assalì e<br />
uccise lo schiavo.<br />
188.
òò. d.. hi.<br />
g| 77-81.<br />
La folla entrò nella casa di 'Uthmàn, e uno di loro gridò: «Sarà 35. a. H.<br />
« lecito il sangue di 'Utlimàu, e non la sua roba? ». E saccheggiarono quel n^^ .uccisione<br />
ch'egli aveva. Allora Nà-ilah si levò e disse: « Predoni, per il Signore della
35. a. H.<br />
[ARABIA- MADI-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Uth-<br />
màn.l<br />
1-87. 35. a. H.<br />
ghiera. Questi andò da 'Ali, che incaricò Sahl b. Hunayf. Sahl pregò il<br />
giorno in cui 'Uthmàn restò chiuso per la seconda volta, ch'era il giorno<br />
della (nella cui sera fu vista) luna nuova del mese di Dzù-1-Higgah. Questa<br />
cosa durò sino alla festa (10 Dzù-1-Higgah) : d'allora in poi recitò la pre-<br />
ghiera 'Ali sino alla morte di 'Uthmàn (^) (Tabari, I, 3060, lin. 1-7).<br />
Cfr. Athir, III, 150.<br />
Nota 1. — Da questa tradizione risulterebbe che la crisi finale la quale portò all'uccisione di<br />
'Uthmàn avesse principio fra 1' 1 e il 3 Dzù-1-Higgah (= 1-3 maggio 656 E. V.). Allora, se accettiamo la<br />
versione del Wellliausen, i Madinesi insorti bloccarono la casa del Califfo in attesa del ritorno degli<br />
Egiziani nel periodo anteriore al 1° Dzu-1-Higgah.<br />
§ 82. — ('Abdallah Nàfì', dal padre Nàfi', da ibn 'Umar). Quando<br />
'Uthmàn restò chiuso, la preghiera per qualche giorno fu recitata da abù<br />
Ayyùb, poi nel venerdì, giorno di festa, da 'Ali sino alla morte di 'Uthmàn<br />
(Tabari, I, 3060, lin. 7-9).<br />
§ 83. — ('Abdallah b. Idris, da Hisàm b. Hassàn, da Muh. b. Sirin).<br />
Zayd b. Thà'bit andò da 'Uthmàn a dirgli : « Vi sono sulla porta degli<br />
Ansar, che dicono : Se tu credi, saremo aiutatori (Ansar) di Dio per due<br />
« volte (ossia: la prima nell'aiuto dato al Profeta, la seconda ora) ». E 'Uth-<br />
màn: «Combattere? No!>(^) (Sa ad, III, 1, pag. 48, lin. 19-22) [M.].<br />
Nota 1. — Si vuol dimostrare che gli Ansar non presero parte all'assassinio e non ne furono in<br />
alcun modo responsabili. La tradizione è tendenziosa.<br />
§ 84. — ('Abdallah b. Idris, da Yahya b. Sa'id, da 'Abdallah b. 'Amir<br />
b. Rabi'ah). 'Uthmàn disse ilyawm al-dàr: « Quegli che meglio si ren-<br />
« derà utile, sarà chi tratterrà la mano e la spada (Sa ad. III, 1, pag. 48,<br />
lin. 22-25) [M.].<br />
§ 85. — (abii Mu'àwiyah al-Darìr, da al-A'mas, da abù Sàlih, da abù<br />
Hurayrah). Entrai da 'Uthmàn nel Yawm al-dàr, e dissi: «O Principe<br />
« dei Credenti, quiete o colpi? ». Ed egli: « O abù Hurayrah, avresti piacere<br />
< di uccidere tutti quanti e anche me? ». — < No ». — « Se uccidi un sol<br />
« uomo di questi, è come se fossero uccisi tutti ». Ed io me ne tornai senza<br />
battermi (Sa ad. III, 1, pag. 48, lin. 25-pag. 49, lin. 1) [M.].<br />
§ 86. — (abù Usàmah Hammàd b. Usàmah, da Hisàm b. 'Urwah, dal<br />
padre, da 'Abdallah b. al-Zubayr). Dissi ad 'Uthmàn nel Yawm al-dàr:<br />
« Combattili, che t' è cosa lecita! ». — « No, mai », disse. Ed entrarono da<br />
lui, ch'egli digiunava. Or 'Uthmàn aveva preposto al dar 'Abdallah b.<br />
al-Zubayr. E 'Uthmàn disse : « Chi è vincolato dalla mia ubbidienza, ub-<br />
€ bidisca ad 'Abdallah b. al-Zubayr » (Saad, III, 1, pag. 49, lin. 1-6) [M.].<br />
§ 87. — (Ismà'il b. Ibràhim, da ibn 'Awn, da ibn Sirin)^ 'Uthmàn aveva<br />
con sé nel Yawm al-dàr settecento persone, che se le avesse lasciate<br />
fare si sarebbero battute, e avrebbero cacciato i ribelli. C'eran tra queste<br />
190.
36. a« H. ^ 87-90.<br />
ibn Umar, al-Hasan b. 'Ali (^) e 'Abdallah b. al-Zubayr (Saad, 111, 1, 35. a. h.<br />
An r iÀiQ\ IATI [ARABIA- MADIpag.<br />
49, Im. 10-13) [M.].<br />
N ah. -Uccisione<br />
Nota 1. — La tradizione è inventata per dimostrare l'innocenza di 'Ali, che difendeva il Califfo<br />
( on un proprio figlio, e degli altri due ('Abdallahj Compagni ibn 'Umar ed ibn al-Zubayr. Si vegga più<br />
avanti il § 99, dal quale risulta che al-Hasan b. 'Ali non era in Madinah.<br />
§ 88. — (Muh. b. Yazid al-Wàsiti e Yazid b. Hàrùn, da al-'Awwàm<br />
b. Hawsab, da Habìb b. abi Thàbit, da abù Gra'far Muh. b. 'Ali). 'Uthmàn<br />
mentre era assediato nel dar mandò a chiamare 'Ali, e questi desiderava<br />
andare da lui, ma gli altri lo impedirono, ond'egli si sciolse un turbante<br />
nero che aveva in testa e disse: « Ecco! >, oppure disse: « Dio mio, io non<br />
« approvo la sua uccisione, né io l'ordino! Per Dio, non approvo la sua<br />
succisione, ne io l'ordino! » (^) (Saad, III, 1, pag. 47, lin. 15-20) [M.].<br />
Nota 1. — Di questa come di tante altre tradizioni — troppe anzi! — si potrebbe dire con il pro-<br />
verbio: «Chi si scusa, si accusa!». — Sono tutte creazioni tradizionistiche i)er salvare 'Ali dalla terribile<br />
accusa d'essere l'assassino di 'Uthmàn.<br />
§ 89. — (Kathir b. Hisàm, da (ja'far b. Burqàn, da Ràsid b. Kaysàn<br />
abii Fazàrah al-'Asi). 'Uthmàn mandò a chiamare 'Ali, mentre era asse-<br />
diato nel dar: 'Ali andò, ma uno della famiglia di 'Ali lo trattenne, di-<br />
cendo:
§§ 91:95. 35. a. H.<br />
35. a. H. 8 91. — CAbdallah b. Idris, da Muh. b. abi Ayyub, da Humayd b.<br />
o \<br />
NAH.. Uccisione abì Hilàl, da 'Abdallah b. 'Ukaym). Il quale disse: «Io non aiuterò mai<br />
FAR A B I A- MADI-<br />
del Califfo 'Uth-<br />
"^<br />
35. a. H.<br />
§f 96-102.<br />
§ 96. — (Muslim b. Ibràhim, da Salàm b. Maskin, da Màlik b. Dinar,<br />
da 'Abdallah b. Salàm). Questi disse, il giorno che 'Uthmàn fu assassinato:<br />
« Oggi sono periti (halakat) gli Arabi » (Saad, III, 1, pag. 57, Un. 1-3)<br />
[G.M.].<br />
§ 97. — (abu Mu àwÌ3'ah al-Darir, da al-A'mas, da abù Sàlih, da 'Ab-<br />
dallah b. Salàm). «Per Iddio! non versate una ventosa di sangue, senza<br />
«accrescere la lontananza da Dio» (Saad, III, 1, pag. 57, lin. 3-5)<br />
[G.M.].<br />
§ 98. — (Abd al-rahmàn b. Muh. al-Muhàribi, da Layth, da Tà-wùs).<br />
'Abdallah b. Salàm, interrogato, quando fu ucciso 'Uthmàn, come trovas-<br />
sero contrassegnato 'Utlimàn nei loro [degli Ebrei] libri, rispose: « Lo tro-<br />
« viamo Emiro, nel giorno del giudizio, (a giudicar) contro l'uccisore e il<br />
« traditore > (Saad, III, 1, pag. 57, lin. 5-8, 8-10, 10-12, 17-19 [varie tra-<br />
dizioni con la variante : che giudicherà i suoi successori]) [G.M.].<br />
§ 99. — ('Amr b. 'Asim al-Kilàbi, da abù-1-Ashab [Ga'far b. Hayyàn<br />
al-'Ut àridi al-Sa'di al-Basri al-Khazzàz al-A'ma f 165. a. H.]). Quando al-<br />
Hasan [b. 'Ali?] ricevette in al-'Aqubah la notizia dell'uccisione di 'Uthmàn,<br />
disse : « Possa esser preso lo scellerato (figlio di abù Bakr), e messo nel<br />
« ventre di un asino, e bruciato! » (^) (Saad, III, 1, pag. 58, lin. 3-6) [G.].<br />
Nota 1. — Se questa tradizione è corretta, risulta falsa l'altra precedente (cfr. § 87), secondo la<br />
quale al-Hasan b, 'Ali era tra i difensori di 'Uthmàn. -Nei dizionari geografici manca il nome al-'Aqùbah,<br />
qualche luogo forse nei dintorni di Madinah.<br />
al-Hasan si vuole attribuire la pro-<br />
ibn ahi Bakr mori appunto arso in una carogna di asino : ad<br />
fezia di un fatto avverato.<br />
§ 100. — ('Amr b. 'Àsim al-Kilàbi, da abii-1-Ashab, da 'Awf, da Muhammad<br />
b. Sirin). Disse Hudzayfah b. al-Yaraàn : «Mio Dio! se l'assas-<br />
« sinio di 'Uthmàn fu un bene, non me ne spetta parte; se fu un male,<br />
« io non vi fui complice ; se fu un bene (chi ne è autore) ne munga latte ;<br />
« se fu un male, ne succhi sangue» (Saad, III, 1, pag. 58, lin. 6-10)<br />
[G.].<br />
§ 101. — ('Amr b. 'Asim, da Hammàm, da Qatàdah, da abu-1-Malih<br />
[? al-Garràh b. Malih b. 'Adi al-Ruwàsi f 126. a. H.], da 'Abdallah b. Salàm).<br />
Il quale disse : « Non fu mai ucciso un Profeta, senza che perissero con<br />
« lui 70 mila del suo popolo ; né fu mai ucciso un Califfo, che non pe-<br />
« risserò con lui 35 mila persone» (Saad, III, 1, pag. 58, lin. 11-13)<br />
[G.|.<br />
§ 102. — (Sulaymàn b. Harb, da Hammàd b. Zayd, da Ayyùb, da<br />
Qunàfah al-'Uqayli, da Mutarrif). Il quale, andato da 'Ammàr b. Yàsar,<br />
gli tenne il seguente discorso : « Noi eravamo erranti, e Iddio ci guidò ;<br />
« eravamo arabi nomadi e facemmo la Higrah. Chi tra noi restava in casa at-<br />
193.<br />
25<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA- MADI-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo Uth-<br />
màn.]
§§ 102-106. 35. a. H.<br />
35. a. H. « tendeva ad imparare il Qur*an, mentre arli altri facevan la guerra quando<br />
;<br />
-<br />
i X ^<br />
35. a. H. ^ 107, toe.<br />
ARABIA. — Madlnah. Uccisione del Califfo Uthman (versione di al- 3^. a. h.<br />
Tr . u' 1 1 ii4 ' j'\ [ARABIA-MADiìaqubi<br />
ed al-Mas udì).<br />
NAH.-Uccision.<br />
§ 107. — (al-Ya'qùbi). Vennero a lui ('(Jthmàn) gli abitanti delle prò- d®' Califfo uth-<br />
vincie a lamentarsi. E 'Utjimàn seppe che quei dell' Egitto eran venuti<br />
con le anni. Egli mandò loro 'Amr b. al-'5.s, che parlò loro, e promise ad<br />
essi che il Califfo avrebbe accondisceso alle loro domando : poi mise in<br />
iscritto la promessa, e quelli tornarono indietro.<br />
'Uthmàn disse poi ad 'Amr b. al-'As: «Esci tu, e scusami presso la<br />
« gente (=il popolo di Madinah) ». 'Amr usci, e sali il minbar, e chiamò<br />
alla preghiera collettiva. Riunita che fu la gente, lodò e ringraziò Iddio<br />
e poi disse, ricordando il Profeta: «Iddio lo ha mandato per compassione<br />
« e per misericordia, ecc. ecc. Non è cosi? ». — « Si », risposero. — « E Iddio<br />
« dia a lui meglio che ad ogni altro Profeta». Poi disse: « E in seguito<br />
« è salito al potere un uomo (abù Bakr) che fu retto con i suoi sudditi e<br />
« giudicò secondo giustizia. Non è cosi? ». — « Si », risposero. — « E Iddio<br />
« gli dia del bene. Poi è salito il mancino, il guercio, il figlio di Hantamah<br />
« ('limar), al quale la terra concesse i suoi tesori più nascosti, ecc., e mori<br />
v< prima del tempo (ma anbala 'asàhu). Non è cosi?». — « SI », rispo-<br />
sero. — « Iddio lo compensi. E poi è salito 'Uthmàn, e voi avete parlato<br />
« ed egli ha parlato : voi accusandolo, egli scusandosi. Non è cosi? ». — « SI »,<br />
risposero. — « Abbiate dunque pazienza », rispose; « il piccolo si fa grande,<br />
« e il magro ingrassa, e forse il rimandare piìi tardi una cosa è meglio<br />
« che farla troppo presto ». E poi scese<br />
I famigliari di 'Uthmàn corsero dal Califfo, e gli. dissero : « C è nes-<br />
« suno il quale t'abbia tanto vituperato come 'Amr ha fatto? ». E quando<br />
entrò da lui 'Amr, gli disse il Califfo : « Figliuolo di al-Nàbighah, poco mancò<br />
« non eccitassi tu stesso la gente contro di me ». — « Per Dio >, disse 'Amr,<br />
« ho detto di te il meglio che sapevo, dacché tu hai fatto [male] alla gente ed<br />
« essi te r hanno reso. Dimettiti, se non sai più essere giusto ! ». E il Califfo :<br />
« figlio di Nàbighah, vi son dei pidocchi nella tua corazza da quando io ti<br />
« ho tolto l'Egitto! » (Ya'qubi, II, 202, lin. 16-203, lin. 14) [M.].<br />
g 108. — (al-Ya'qùbi). Andarono i cavalcanti ch'eran partiti dal-<br />
l' Egitto, ma ecco trovarono per una strada un uomo sopra un camelo,<br />
sconosciuto. Lo perquisirono, e gli trovarono addosso uno scritto di 'UtJimàn<br />
al suo vicario 'Abdallah b. Sa'd: « Quando verrà a te questa gente, taglia loro<br />
« le mani e i piedi ». Allora si accordarono di sollevarsi (khurùg). Ed eran<br />
tra i capi : Muh.<br />
b. abi Bakr, Muh. b. abi Hudzayfah (^), Kinànah b. Bisr e ibn<br />
'Udays al-Balawi. Essi tornarono a Madinah (Ya'qubi, II, 203, lin. 14-20)<br />
•<br />
195.<br />
[M.].<br />
man.
108-111. 35. a. H.<br />
35. a. H. Nota 1. — Alla parte presa da Muh. b. abi Bakr quale capo degli Egiziani abbiamo già fatto<br />
[ARABI A- MADT- allusione più volte (cfr. §§ 16, nota 1; 25, nota 1; 30, nota 1): al-Ya'qiibi lo pone esplicitamente tra i<br />
NAH.- Uccisione capi della rivolta, e siccome lo annovera tra i capi che ritornavano con le genti, è da credersi che<br />
del Califfo 'Uth- secondo le sue fonti ibn abi Bakr fosse venuto con esse dall'Egitto {cfr. infatti § 113).<br />
man.] V'è però da osservare che l'inclusione di Muh. b. abi Hudzayfah, che certamente non venne a<br />
Madinah, getta un poco di scredito sull'elenco di al-Ya'qùbi, il quale come si'ita vuole denigrare tanto<br />
l'umayyade ibn ahi Hudzayfah, quanto il partito egiziano indipendente o separatista.<br />
§ 109. — (al-Ya'qùbi). Tornarono a Madinah (gli Egiziani, dopo ri-<br />
trovata la lettera al cavalcante il camelo). Ora fra 'Uthmàn e 'A'isah c'era<br />
un ripicco, e questo perchè 'Uthmàn le aveva diminuito quello che le dava<br />
'limar b. al-Khattàb, ponendola allo stesso livello delle altre mogli del<br />
Profeta. Or 'Uthmàn un giorno stava facendo una khutbah, quando<br />
'A'isah indicò il q a m i s del Profeta, e disse : « O musulmani, il g<br />
i 1 b à b<br />
«(soprabito? cfr. Dozy Diction.., 122-124) del Profeta non s'è consunto,<br />
« e 'Uthmàn ha già logorato (alterato) la sua sunnah! ». 'Uthmàn esclamò:<br />
« Signore, allontana da me la loro insidia, perchè la loro insidia è grande »<br />
(Ya'qùbi, 203, lin. 20-204, lin. 5) [M.].<br />
§ 110. — (al-Ya'qiibi). ibn 'Udays assediò 'Uthmàn nel suo dar, ed<br />
egli li scongiurò, e poi cercò le chiavi dei tesori, e le portarono da Talhah<br />
b. 'Ubaydallah, essendo 'Uthmàn rinchiuso nel suo dar. Or quelli che più<br />
eccitavano contro di lui erano Talhah, al-Zubayr e '5'isah (^). Ed egli scrisse<br />
a Mu'àwiyah, chiedendogli di accorrere in fretta. Questi gli mandò 12,000<br />
[uomini], e disse loro : « Restate al vostro posto coi principi della Siria, e<br />
« intanto andrò dal Principe dei Credenti per conoscere come vanno le<br />
« sue cose ». Andò dunque da 'Uthmàn, che gli domandò aiuto. — « Ma,<br />
« son venuto », gli disse, « per conoscere il tuo avviso e poi sarei tornato<br />
«con quelli». — «No, per Dio», disse il Califfo, «tu volevi ch'io fossi<br />
« ucciso, e così avresti detto : Son<br />
io l'erede della vendetta. Torna e conduci<br />
«i soldati». Egli andò, ma non ritornò prima che fosse ucciso ('^) (Ya'qùbi,<br />
II, 204, lin. 6-14) [M.].<br />
Nota 1. — al-Ya'qubi è fonte si'ila molto partigiana e quindi assai tenera per la causa di 'Ali.<br />
Siccome 'À-isah, Talhah ed al-Zubayr si ribellarono contro 'Ali con il pretesto di vendicare il sangue<br />
di TJthmàn, al-Ya'qùbi raccoglie l'accusa lanciata da tutti gli 'Alidi contro i ribelli. E l'accusa non<br />
era infondata.<br />
Nota 2. — al-Ya'qùbi vuole insinuare che lo stesso Mu'àwiyah, il quale prese le armi contro 'Ali per<br />
vendicare. 'Uthmàn, desiderava la morte del Califfo per usurpare il potere, e fa intendere che agisse in<br />
modo da arrivare troppo tardi per soccorrerlo. La campagna di Mu'àwiyah fu, secondo al-Ya'qùbi, calcolo<br />
interessato e frutto di un' insidia tesa da Mu'àwiyah al vivente 'Uthmàn.<br />
§ 111. — (al-Ya'qùbi). Marwàn andò da 'A'isah, e le disse: « Madre<br />
35. a. H. 111-113.<br />
« io desidererei ch'egli fosse messo a pezzi in una delle mie bisacce, e ch'io 35. a. h.<br />
* potessi portarlo e gettarlo nel mare » (^) (Ya '<br />
qùbi<br />
,<br />
II, 204, lin. 14-19) [M.j.<br />
^^SAH^!uccTs?o°ne<br />
Nota 1. — La risposta di 'Aisah, se non vera e autentica risulta da quest'unica fonte, di ten- del Califfo 'Uth-<br />
(Icnza spiccatamente si'ita), è nella sua cinica crudezza ben inventata, degna di nna donna della óàhi- min.)<br />
Ijyyah qual'era in gran parte rimasta la terribile vedova del Profeta, implacabile nell'odio, inHesBÌbile<br />
> f»i suoi ambiziosi disegni.<br />
§ 112. — (al-Ya'qùbi). Quelli che presero parte alla uccisione sua [di<br />
'Uthmàn] furono Muli. b. abi Bakr, Muh. b. abi Hudzayfah e ibn Hazm.<br />
Secondo altri anche Kinànah b. Bisr al-Tugìbi, 'Amr b. al-Hamiq al-Khuzà'i,<br />
\bd al-rahmàn b. Udays al-Balawi e Sudan b. Humràn (Ya'qiibi, II,<br />
204, lin. 21-205, lin. 3) [M.].<br />
§ 113. — (al-Mas'ùdi). Quando si fu all'anno 36. H., Màlik b. al-Hàrith<br />
al-Nakha'i se ne andò da al-Kùfah con 200 uomini, e Hukaj^m b. óabalah<br />
al-'Abdi con 100 uomini di al-Basrah, e vennero dall' Egitto 600 persone<br />
sotto 'Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi (cfr. § 49) — al-Wàqidi ed altri<br />
tradizionisti raccontano ch'egli era di quelli che avevan preso parte alla<br />
bay'ah al-ridwàn — insieme con altri d' Egitto come 'Amr b. al-Hamiq<br />
al-Khuzà'i e Sa'd (b. Sudan) b. Humràn al-Tugìbi; e l era con loro Muh.<br />
1). abi Bakr (cfr. §§16 nota 1 e 108 e nota 1). Questi aveva parlato in<br />
Egitto, e aveva eccitato la gente contro 'Uthmàn per molti motivi lunghi<br />
ad esporsi, e n'era, causa Marwàn b. al-Hakam.<br />
Questi scesero nel luogo detto Dzù-1-Khusub. Quando seppe 'Uthmàn<br />
del loro arrivo, mandò a chiamare 'Ali b. abi Tàlib, lo informò e lo pregò<br />
di andar da loro e di garantir per parte del Califfo quello cli'essi doman-<br />
davano di equità e di buona amministrazione. 'Ali andò da loro, e ci fu<br />
un lungo conversare fra di loro, e quelli acconsentirono a ciò ch'egli volle,<br />
e se ne tornarono. Ma quando furono nel luogo chiamato Hisma, ecco un<br />
uomo sopra un camelo. S'accorsero che veniva da Madinah, e riconobbero<br />
Waras, schiavo di 'Uthmàn. Lo costrinsero a mostrare una lettera diretta<br />
ad ibn abi Sarh, capo dell' Egitto, dov'era scritto : « Quando verrà a te<br />
« l'esercito, taglia la mano al tale, ammazza il tale, ecc. >, nominando<br />
quasi tutti quelli che facevano parte della spedizione. La gente riconobbe<br />
nella lettera la scrittura di Marwàn (cfr. § 23 nota 4): allora tornarono<br />
a Madinah, e s'accordarono con quelli che venivano dall' 'Iraq.<br />
Entrarono nel masgid, e parlarono e ricordarono ciò che avevan<br />
fatto i loro prefetti. Tornarono da 'Uthmàn, l'assediarono nel suo dar e<br />
gli intercettarono l'acqua.<br />
'Uthmàn dall'alto disse: « Nessuno v'ha che ci dia da bere! ». E anche<br />
'lisse: « In che modo avete per lecito di uccidermi? Ho udito il Profeta di<br />
Dio dire: — Non è lecito il sangue d'un musulmano che per uno di<br />
197.
§ 113. 35. a. H.<br />
35. a. H. ^ questi tre motivi: o per aver rinnegato la fede, o per fornicazione dopo<br />
[ARABIA-MADT- /^ , . . ^^ ' ' A' 14- 1, ^ T<br />
N AH. -Uccisione « il matrimonio, o per luccisione di un uomo per altro che per taglione.<br />
del Califfo 'Uth- «Per Dio, io non ho fatto ciò nella Gràhiliyyah né sotto l'Islam».<br />
man.]<br />
'Ali seppe ch'egli domandava acqua, e gli mandò tre otri d'acqua, ma<br />
non gli arrivarono. Alla fine molti m a w à 1 i dei banu Hàsim e dei banù<br />
Umayyah uscirono (in difesa del Califfo) e ci fu gran chiasso, e (i nemici<br />
del Califfo) circondarono il suo dai: con le armi, e chiesero Marwàn. Ma<br />
.<br />
'Uthmàn non volle consegnarlo.<br />
Tra quella folla (dei nemici) c'erano i banù Zuhrah per via di 'Abd-<br />
allah b. Mas'ùd, essendo egli dei loro ahlàf, e c'erano i Hudzayl, giacché<br />
era di quella tribù. I banù Makhzùm e gli ahlàf c'erano per via di 'Ammàr;<br />
i Ghifar e i loro alleati per via di abù Dzarr; i Taym b. Hurrah<br />
erano con Muhammad b. abì Bakr. C'erano molti altri, che non possiamo<br />
ricordare. Quando vide 'Ali ch'essi volevan morto il Califfo, mandò i due figli<br />
al-Hasan e al-Husayn con i suoi mawàli con le armi alla sua porta in sua<br />
difesa, e ordinò loro che tenessero (gli assedianti) lontani da lui. al-Zubayr<br />
mandò il suo figliuolo 'Abdallah. Talhah mandò suo figlio Muhammad. E<br />
molti furono i [figli dei Compagni, cui mandarono i loro padri, seguendo<br />
l'esempio di cui s' è parlato. E li allontanarono dal dar , e quelli che abbiam<br />
detti tirarono saette. Si lottò acremente. Fu ferito al-Hasan (^), ed ebbe rotta<br />
la testa Qanbar. Fu ferito anche Muh. b. Talhah. Grii altri temettero che si<br />
risentissero i banù Hàsim, e i banù Umayyah lasciarono che gli altri com-<br />
battessero sulla porta, e un certo numero se ne rifugiò in un dar degli<br />
Ansar, su nella terrazza.<br />
Tra quelli che giunsero fino a lui eran Muh. b. abi Bakr e altri due;<br />
ed era accanto al Califfo la moglie sua; i famigliari e i suoi mawàli<br />
continuarono a combattere. Muhammad (b. abi Bakr) gli prese la barba, e<br />
'Uthmàn disse: « O Muhammad, per Dio, se ti vedesse tuo padre, ne sarebbe<br />
«afflitto ». Muhammad lasciò cader la mano, e tornò al dar. Entrarono<br />
allora i due uomini, lo insultarono e lo uccisero. Aveva il sacro testo davanti,<br />
in cui leggeva. La moglie usci gridando : « Hanno ucciso il Principe dei Cre-<br />
« denti! ». Entrarono al-Hasan e al-Husayn e i banù Umayyah ch'eran con<br />
loro, e lo trovarono già spirato. Piansero. E ciò fu risaputo da 'Ali, da Talhah,<br />
da al-Zubayr e da altri Muhàgirùn e Ansar. Allora 'Ali fé' ritornare gli alti<br />
ed entrò nel dar mèsto e abbattuto. E disse ai suoi due figli: « Come hanno<br />
« ucciso il Principe dei Credenti, mentre voi eravate sulla porta? ». E diede<br />
uno schiaffo ad al-Hasan e uno spintone ad al-Husayn, e vituperò Muh. b.<br />
Talhah, e maledisse 'Abdallah b. al-Zubayr. Ma Talhah gli disse : « Non<br />
« dar percosse, non vituperare, e non maledire, o padre di al-Husayn. Sp<br />
198.
35. a. H. Il 118-117.<br />
«fosse stato consegnato Marwàn, non l'uccidevano». Marwàn fuggi con 35. a. H.<br />
altri dei ba'nù Umayyah. Li cercarono per ucciderli, ma non li trovarono. nah. uccisione<br />
Disse 'Ali alla moglie di lui Nàilah.bint al-Faràfisah: «Chi l'ha ucciso, dei califfo 'Uth-<br />
« giacché tu eri con lui? ». — Sono entrate due persone », rispose. E rac-<br />
contò di Muh. b. abi Baki*. Questi non negò, e disse : « Per Dio, io ero<br />
« entrato da lui con l' intenzione di ucciderlo ; ma<br />
quando egli mi ha par-<br />
« lato, sono uscito senza pensare che lasciavo indietro quelle due persone.<br />
« Per Dio, io non ho che fare in questo delitto, giacché egli è stato ucciso<br />
«senza che io lo sapessi » (Mas'ùdi, IV, 276-282).<br />
Nota 1. — Anche al-MasTidi è di tendenza si'ita e perciò favorevole ad 'Ali. Tutta la narrazione<br />
mira a scolpare 'Ali e arriva persino a dire che i figli di 'Ali si battessero per 'Uthmàn. — Ciò è fin-<br />
zione tradizionistica non comprovata dal testo d^Ue fonti più antiche, le quali descrivono invece 'Ali<br />
irritato contro il Califfo e spettatore passivo della tragedia. — Delle molte finzioni di cui è cosparsa la<br />
narrazione, non merita il conto di discorrere partitamente : ci basta di mettere in guardia il lettore.<br />
E singolare la notizia data dal solo al-Mas'udi, che il Califfo venisse difeso da «mawàli» dei<br />
banu Hàsim e degli Umaj-yah. Cosi pure è singolare l'elenco della tribù dei Quraj's che, secondo al-<br />
MasTidi, sarebbero stati tra i nemici di 'Uthmàn. Questa seconda notizia non merita fede : appunto da<br />
Makkah parti il primo movimento di rivolta contro 'Ali, e in Makkah echeggiò per la prima volta in<br />
Arabia il grido di «vendetta per "Utjìmàn! ». Gli abitanti, le tribù di Makkah videro nell'uccisione del<br />
Califfo un affronto ad un proprio concitta.dino e consanguineo.<br />
al Mas'udi è la sola fonte che attribuisca a Marwàn b. al-Hakam il tradimento della lettera falsa<br />
.. ..amo degli Egiziani.<br />
§ 114. — (al-Mas'ùdi). Il tempo che 'Uthmàn rimase chiuso nel suo<br />
dar fu di quarantanove giorni, e secondo altri anche di più (ctr. § 79).<br />
Egli fu ucciso nel venerdì 18 (il testo laylah baqiyat: vi è lacuna)<br />
Dzù-l-Higgah.<br />
Si dice che uno dei due uomini (che l'uccisero) fosse Kinànah b. Bisr<br />
al-Tugibi, il quale lo colpì con una clava alla fronte, e l'altro Sa'd (b.<br />
Sudan) b. Humràn al-Muràdi, che lo colpì di spada alla corda del collo, e la<br />
tagliò. Si dice anche che 'Amr b. al-Hamiq lo colpi nove volte con una freccia.<br />
E tra quelli che bramarono la sua uccisione fu 'Umayr b. Dàbi al-Tamimi,<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Uth><br />
man.]<br />
§§ 117, 118. 35. a. H.<br />
commentarne ed analizzarne tutti i particolari con corredo di note, perchè<br />
ci è sembrato superfluo. Abbiamo già spesso messo in rilievo gli errori,<br />
le contradizioni e le volute alterazioni della verità storica, che sono la caratteristica<br />
di questa scuola : una nuova critica porterebbe alla necessaria<br />
ripetizione di quanto si è detto già forse troppe volte.<br />
Chi leggerà attentamente i testi seguenti, spesso prolissi, ma non rara-<br />
mente adorni di pregio letterario, potrà difficilmente rendersi chiaro — anche<br />
accettando come vero quanto è scritto — come si siano svolti gli eventi,<br />
perchè questi siano avvenuti, e chi siano stati i veri autori del misfatto.<br />
Si adducono prove per discolpare tutti i più noti musulmani, compreso<br />
lo stesso 'Uthmàn, e tutti i Madinesi; e quando ci aspettiamo di vedere<br />
'Abdallah b. Saba, il preteso istigatore di tutta la congiura, assumere una<br />
parte dirigente nelle azioni, ci vien detto che egli accompagnasse i ribelli<br />
egiziani, ma poi scompare nel racconto, e si vede come il nesso creato da<br />
Sayf b. 'Umar, tra il preteso agitatore e la tragedia, è del tutto artificiale<br />
ed insussistente.<br />
È notevole che in Sayf l'episodio della lettera falsa, su cui si fondano<br />
tante tradizioni della scuola madinese per giustificare l'assassinio, è men-<br />
zionato in modo indiretto e sembra quasi finzione dei ribelli. Il brevis-<br />
simo cenno (cfr. § 119) sembra quasi un'interpolazione. Eppure l'uso di<br />
siffatto espediente tradizionistico avrebbe calzato assai bene alla tesi say-<br />
fiana, che la tragedia fosse l'opera di un inganno tramato da pochi mal-<br />
vagi. Tale sintomatico aggiustamento sembrami una prova novella che<br />
l'episodio sia inventato.<br />
Nondimeno è degno di nota un fatto, in cui la versione di Sayf com-<br />
bina con quella della scuola egiziana (cfr. §§ 129 e segg.), un fatto che po-<br />
trebbe dare qualche lume sul corso vero degli eventi. Si afferma cioè che<br />
gli Egiziani venissero due volte a Madinah, una prima per trattare con<br />
il Califfo ed esplorare il terreno, la seconda volta per agire ed ottenere<br />
o la sua abdicazione o la sua morte.<br />
La versione della scuola madinese, che riconosce due venute di Egi-<br />
ziani a Madinah e ha l'episodio della lettera falsa, sembra sia la conse-<br />
guenza di un tentativo tradizionistico di spiegare il fatto, che forse le riu-<br />
sciva oscuro. Se gli Egiziani vennero una volta e — apparentemente ritor-<br />
narono contenti a casa — perchè ricomparvero a Madinah e questa volta<br />
uccisero il Califfo?<br />
§ 118. — (Sayf b. 'limar, dalle sue autorità). Tornati i governatori<br />
nelle provincie (dopo essere stati a Madinah a consultarsi con 'Utìimàn),<br />
i Sabà-iyyah non ebbero più modo di marciare contro le provincie, e scris<br />
aoo.
35* 3.. H. § X18.<br />
sero ai loro partigiani die si trovavano in esse, combinando di trovarsi a 3^. a. H.<br />
Madinah per esaminare i loro intenti; essi apparentemente mostravano di nah.- Uccisione<br />
volere la giustizia e di voler fare ad 'Uthmàn delle domande per riferirne *^«' Califfo uth-<br />
la risposta al popolo e per ottenere giustizia da lui. Radunatisi costoro a<br />
Madinah, 'Utjimàn mandò due uomini, uno dei Makhzum e l'altro dei Zuhrah,<br />
dicendo loro: « Andate a vedere le intenzioni di costoro >. Quei due erano<br />
di coloro i quali, pur essendo stati puniti da 'Uthmàn, si erano sottomessi<br />
alla giustizia senza serbare rancore. Quando i Sabà-iyyah li videro, li pre-<br />
sero a confidenti e comunicarono loro le proprie intenzioni. I due emissari di<br />
'Uthmàn dissero: «Chi c'è dei Madinesi d'accordo con voi? >. Risposero:<br />
< Tre persone (ossia 'Ammàr b. Yàsir, Muhammad b. abi Bakr e Muhammad<br />
« b. abi Hudzayfah) ». Dissero: < Non altri? ». Risposero: « No ». Allora i<br />
due: «E come farete?». E quelli: «Noi vogliamo ricordare ad 'Ut_hmàn<br />
« alcune sue azioni che abbiamo sparse nel cuore del popolo ; poi andremo<br />
« a dire al popolo (nelle province) che egli persiste in esse e non vi ha<br />
« rinunziato né si è pentito. Quindi ci metteremo in viaggio come per com-<br />
« piere il pellegrinaggio, finché giungeremo (a Madinah) :<br />
« 'Uthmàn e lo deporremo; se rifiuta, lo uccideremo ».<br />
circonderemo<br />
I due emissari tornarono da 'Uthmàn a informarlo, ma egli si mise a<br />
ridere, e disse : « Dio mio ! salva costoro : se tu non li salvi, saranno in-<br />
« felici (ossia dannati) ! Quanto<br />
ad 'Ammàr, egli assalì 'Abbàs b. 'Utbah<br />
« b. abi Lahab e lo graffiò; quanto a Muhammad b. abi Bakr, egli é stato<br />
« tanto ammirato, che s'è immaginato che il dovere non s'imponga anche<br />
a lui; quanto ad ibn Sahlah (ossia Muhammad b. abi Hudzayfah; cfì\<br />
« nota b al testo), egli è esposto alla tentazione ». Poi, fatti venire i Ku-<br />
fani e i Basrensi, fece dare l'appello per la preghiera comune, ed essi<br />
stavano accanto a lui, ai piedi del min bar; quindi si avvicinarono i<br />
Compagni del Profeta, in modo da circondare quelli (i Kufani e i Bas-<br />
rensi). Allora 'Uthmàn, dopo la lode a Dio, informò i Compagni dell'ac-<br />
caduto, e i due uomini (ch'egli aveva mandati a spiare le intenzioni<br />
dei ribelli) si levarono e dissero all'unisono : « Falli uccidere ; poiché il<br />
« Chi aspira al governo per se stesso o per un altro,<br />
mentre a capo del popolo vi è già un imam, sia su lui la maledizione<br />
« t^rofeta ha detto : —<br />
« divina, e uccidetelo! ». — E Umar b. al-Khattàb ha detto: — Nulla vi è<br />
« più lecito che l'uccidere gente siffatta, e (se lo fate) io vi sarò corn-<br />
ac pagno ». — Ma 'Uthmàn disse : « Noi invece perdoneremo e accetteremo le<br />
« loro scuse e faremo loro conoscere la nostra buona condotta. Non puni-<br />
« remo alcuno finché egli non abbia compiuto un delitto punito dalla legge<br />
«divina (hadd) o finché non cada nell'infedeltà. Costoro hanno parlato<br />
201.<br />
26
§ 118. 35. a. H.<br />
35. a. H. « di azioni delle quali essi conoscono ciò che conoscete voi stessi : soltanto<br />
NAH.- Uccisione * ^ssi vogliono rinfacciarmele per valersene contro di me presso coloro che<br />
del Califfo 'Uth-
o5* 3.. H* a iiQ^<br />
« a me (cfr. 11. a. H., §§ 9-11). O non è cosi? ». Risposero: « Si, per Dio! 36. a. H.<br />
« Si rimprovera ciò che non è spiegato (ossia : quando un'azione viene<br />
^ah Uccisione<br />
« compiuta senza ohe se ne sia data la motivazione e citati, per giustifi- dei Califfo uthmin.)<br />
« caria, i precedenti, essa è facilmente esposta alle critiche) ». — « Inoltre<br />
€ dicono che io ho regalato ad ('Abdallah) ibn ahi Sarh il bottino che<br />
« Iddio gli aveva fatto conquistare. Io invece gli donai soltanto il quinto<br />
«del bottino, per l'ammontare di centomila dirham, cosa già fatta da<br />
« abii Bakr e 'Umar. E poiché le milizie si lagnavano di ciò, lo restituii loro,<br />
« mentre non ne avevano alcun diritto. O non è cosi? ». Risposero: « Si ».<br />
— « Inoltre dicono che io amo quelli della mia famiglia e faccio loro doni.<br />
« Orbene, quanto ad amarli, ciò non solo non è una colpa, ma è il primo<br />
« dei miei doveri ; quanto poi a far loro doni, io ne fo loro dal mio patri-<br />
« monio privato e non ho mai ritenuto lecito di prendere, sia per me stesso<br />
« sia per gli altri, alcuna parte del tesoro dei Musulmani. Anzi io, du-<br />
< rante la vita del Profeta, di abù Bakr e di 'Umar, feci dei doni ingenti,<br />
« mentre ancora- ero avaro ed avido : non<br />
dovrei farlo ora, giunto all'età<br />
< alla quale giungono di solito i parenti (cfr. Glossar., pag. cui) e già<br />
«prossimo a finir la vita, lasciando ai miei ciò che mi appartiene? Gli<br />
« scellerati mi hanno mosso siffatte accuse, mentre io, per Dio ! , non<br />
« non ho imposto a nessuna provincia più di quanto mi spettava — se lo<br />
« avessi fatto i rimproveri sarebbero giustificati — , ma<br />
anzi non mi son<br />
« fatto dare se non il quinto (spettante al governo), del quale poi non ho<br />
35. a. H.<br />
§§ 118, 119. 35. a. H.<br />
Cb, abi-1-'As) aveva dato diecimila d i r h a m per uno, in tutto centomila.<br />
NAH.- Uccisione ^^ propri ngli aveva dato altrettanto. Poi distribuì il resto tra le lamiglie<br />
del Califfo 'Uth- di al-'ls, al-'Is e Harb.<br />
Il seguito di 'Uthmàn si mostrò indulgente verso quelle schiere di tur-<br />
bolenti, e mentre i Musulmani volevano assolutamente ucciderli, 'Uthmàn<br />
volle lasciarli liberi. Essi partirono e tornarono ai loro paesi, essendosi ac-<br />
cordati di assalire 'Uthmàn durante il pellegrinaggio, fingendosi pellegrini.<br />
Accordatisi su ciò, fissarono il convegno nei pressi di Madìnah, nel mese<br />
di Sawwàl; giunto infatti lo Sawwàl dell'anno dodicesimo (del governo di<br />
'Uthmàn), essi si misero in viaggio quasi fossero pellegrini e si fermarono<br />
vicino a Madìnah (') (T abari, I, 2950, lin. 10-2954, lin. 9) [L.V.].<br />
Cfr. Athir, III, 125, 137-138.<br />
Nota 1. — Sayf b. 'Umar ignora lo stretto legame fra la partenza dei congiurati dall'Egitto e la<br />
ribellione della provincia sotto Muh. b. abi Hudzayfab.<br />
§ 119. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad, Talhah, abù Hàri^ah ed<br />
abù 'Uthmàn). Quando venne il mese di Sawwàl dell'anno 35. H., i cospiratori<br />
dell'Egitto partirono in quattro schiere (rifàq) sotto quattro amìr;<br />
, gli uomini ammontavano secondo gli uni a 600, secondo gli altri a 1000.<br />
I quattro capi erano :<br />
1^ 'Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi,<br />
2° Kinànah b. Bisr al-Laythi,<br />
3° Sudan b. Humràn al-Sakùni,<br />
4° Qutayrah b. Fulàn al-Sakùni,<br />
e sopra a tutti loro era al-Ghàfiqi b. Harb al-'Akki.<br />
I cospiratori non osarono rivelare pubblicamente che partivano con in-<br />
tenti bellicosi, e perciò lasciarono l' Egitto a guisa di pellegrini. Con loro<br />
partì anche ibn al-Sawdà.<br />
Anche i cospiratori di al-Kùfah erano in quattro schiere sotto i se-<br />
guenti capi:<br />
V Zayd b. Sùhàn al-'Abdi,<br />
2° al-Astar al-Nakha'i,<br />
3*^ Ziyàd b. al-Nadr al-Hàrithi,<br />
4° 'Abdallah b. al-Asamm, dei banù 'Amir b. Sa'sa'ah.<br />
I Kufani erano altrettanto numerosi quanto gli Egiziani, e li coman-<br />
dava tutti 'Amr b. al-Asamm (al-' Amiri).<br />
La stessa divisione in quattro schiere fu seguita dai Basrensi i quali<br />
vennero sotto quattro capitani:<br />
V Hukaym b. Gabalah al-'Abdi,<br />
2° Dzurayh b. 'Abbàd al-'Abdi,<br />
204.
3" Bisr b. Surayh al-Hutam b. Dubay'ah al-Qaysi, 35. a. H.<br />
4° ibii Muharris b. 'Abd 'Amr al-Hanafi, walj h i<br />
' NAH. Uccisione<br />
(si noti che Sayf, tamimita, non inchiude alcuno dei Tamim nella lista!): dei Califfo 'Uth-<br />
man.<br />
i Basrensi erano nello stesso numero degli altri gruppi di al-Kùfah e del-<br />
l'Egitto, e del comando supremo era investito Hurqùs b. Zuhayr al-Sa'di.<br />
Gli Egiziani volevano elevare 'Ali al califfato, quelli di al-Basrah in-<br />
vece favorivano Talhah, ed infine quelli di al-Kiifah si erano dichiarati<br />
per al-Zubayr: ogni sezione (firqah) era sicura che avrebbe ottenuto il<br />
pieno conseguimento dei suoi disegni senza il concorso delle altre.<br />
Tutti arrivarono dunque nelle vicinanze di Madinah, a tre giornate<br />
parte dei Basrensi venne più innanzi a stabilirsi in Dzù<br />
di distanza : una<br />
Khusub: alcuni Kùfani vennero ad al-A'was, ove furono raggiunti da alcuni<br />
degli Egiziani; il grosso di questi rimase attendato in Dzii-1-Marwah.<br />
S' intavolarono ora negoziati fra gli Egiziani e quelli di al-Basrah per<br />
il tramite di Ziyàd b. al-Nadr e 'Abdallah b. al-Asamm, per stabilire che<br />
non si dovesse avere soverchia fretta nel voler entrare in Madinah. I due<br />
capitani avevano avuto notizia che in Madinah fossero arrivate milizie,<br />
perchè la gente in quella città aveva timore di questi falsi pellegrini, e<br />
che v'era un ordine di ucciderli. Bisognava perciò andare prima in città<br />
per verificare come stavano veramente le cose. Così venne combinato ed<br />
i due uomini (cfr. T a bari, I, 2951, lin. 8), Ziyàd e 'Abdallah, andarono<br />
innanzi soli a scoprire terreno, ed arrivati in Madinah si recarono a vedere<br />
le vedove del Profeta, 'Ali, Talhah e al-Zubayr: a tutti essi dissero che<br />
venivano per por termine al dominio della famiglia di 'Uthmàn e per<br />
chiedere la deposizione dei governatori, assicurando che questo era il<br />
solo scopo della loro venuta. Insistettero perciò per avere un'udienza dal<br />
Califfo, ma incontrarono dovunque lin fermo rifiuto. Uno anzi (si dice<br />
fosse 'Ali : cfr. nota k al testo) disse : « È un uovo che non farà pul-<br />
« cini! » (correggi, confrontando il § 34 : « È un uovo che farà pulcini »).<br />
[<strong>For</strong>se in questo punto andrebbero inchiusi quei due brani poco chiari di<br />
Sayf, menzionati poc'anzi. Vedi: al-ragulàn, Tabari, I, 2961, lin. 8,<br />
e 2956, lin. 6].<br />
I due uomini ritornarono dai loro compagni nel deserto.<br />
Allora una commissione di Egiziani si recò a visitare 'Ali, una di<br />
Basrensi andò a vedere Talhah, ed alcuni Kufani visitarono al-Zubayr:<br />
ogni missione sperava di ottenere di sorpresa la proclamazione del proprio<br />
candidato, mandando a monte le speranze e le pretese degli altri, pronti<br />
a disperdere con la forza i gruppi rivali, e fiduciosi di poterlo fare con i<br />
mezzi che aveva ognuna delle tre bande.<br />
205.<br />
•'^'*
§ 119. 35. a. H.<br />
35. a. H. Qi{ Egiziani dunque si recarono presso 'Ali, che stava allora nel campo<br />
•<br />
1 rz^ 1 i. li.<br />
NAH.- Uccisione militare ( askar) presso Angar al-Zayt, e lo trovarono avvolto m un man-<br />
[ARABIA-MADT- . ^<br />
dei Califfo 'Uth- tello striato di bianco (hullah afwàfin), con un turbante di saqìqah<br />
man.<br />
rossa 3^amanita, e cinto della spada, ma senza sottoveste q a,m i s : egli aveva<br />
mandato le proprie schiere di soldati, sotto il comando di al-Hasan suo<br />
figlio, a proteggere il Califfo, mentre egli era rimasto solo nel campo di<br />
Ahgàr al-Zayt. Gli Egiziani si presentarono a lui e dopo le formalità d'uso,<br />
gli fecero la proposta di proclamarlo Califfo. 'Ali respinse fieramente l'of-<br />
ferta, aggiungendo che le schiere di armati in Dzù-1-Marwah e Dzù Khusub<br />
erano già maledette da Maometto : « Ritornatevene addietro. Non vi sia<br />
«amico Iddio!». Cli Egiziani tornarono addietro.<br />
La commissione dei Basrensi andò a vedere Talhah, che si trovava<br />
con un'altra schiera nelle- vicinanze del campo di 'Ali, ed aveva mandato<br />
due suoi figli a proteggere il Califfo: i Basrensi offrirono a Talhah la suc-<br />
cessione al califfato, ma ricevettero la identica (nelle medesime parole<br />
perfino! (^)) energica risposta, data da 'Ali agli Egiziani.<br />
I Kufani si recarono da al-Zubayr, che aveva pur egli con sé alcuni<br />
armati ed aveva mandato il proprio figlio 'Abdallah a difendere il Califfo,<br />
ma anche al-Zubayr respinse fieramente, e nei medesimi termini dei suoi<br />
due colleghi, le insidiose offerte del califfato.<br />
Poco tempo dopo la gente (a 1 - q a w m , le milizie ?) di Madinah mosse<br />
contro i sediziosi e costrinse le tre avanguardie dei medesimi, in Dzii-l-<br />
Marwah, Dzù Khusub, e al-A'was a ritirarsi precipitosamente nei loro ri-<br />
spettivi accampamenti discosti tre tappe da Madinah. Quando le schiere<br />
di questa città, credendo scomparso ogni pericolo, si furono ritirate e sban-<br />
date, i tre distaccamenti di Egiziani, Kufani e Basrensi si avanzarono im-<br />
provvisamente su Madinah sguarnita da difensori, occuparono i campi mi-<br />
litari ove poc'anzi erano state le schiere di 'Ali, Talhah e al-Zubayr, e<br />
penetrando in città con il solito grido «Allah akbar!», circondarono<br />
'Uthmàn :<br />
a<br />
tutti quelli che incontravano gridavano :<br />
« Se rimanete tran-<br />
« quilli, siete sicuri! ». Il Califfo 'Uthmàn continuò a dirigere le preghiere<br />
pubbliche, ma la gente spaventata si serrò entro le case.<br />
Un certo numero di persone, fra le quali 'Ali, venne a protestare<br />
contro la condotta dei sediziosi ; ed 'Ali chiese perchè fossero cosi improv-<br />
visamente tornati, dopo essere partiti. Gli Egiziani risposero ad 'Ali che<br />
avevano catturato un messo del Califfo con una lettera nella quale ordinava<br />
(al governatore in Egitto) di porli tutti a morte. I Basrensi dissero la mede-<br />
sima cosa a Talhah, ed i Kufani ad al-Zubayr, aggiungendo che essi ave-<br />
vano voluto venire in soccorso dei loro fratelli. 'Ali dichiarò subito che non<br />
206.
òu« Si* a.» £ iiQ^<br />
' poteva essere vero, poicliè essi erano partiti ciascuno per la propria via, e poi 35. a. h.<br />
erano ritornati indietro: doveva trattarsi di una congiura combinata già nah - Uccisione<br />
prima in Madinah. I sediziosi non si curarono di contradire 'Ali Q), ma irò-
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADI-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Uth-<br />
màn.l<br />
§§ 119-122. 35. a. H.<br />
Qutayrah lo fece tacere. Grli Egiziani diventati sempre più violenti, in-<br />
cominciarono a lanciare pietre prima contro gli amici del Califfo, costrin-<br />
gendoli ad abbandonare la moschea-, poi contro il Califfo, il quale svenne<br />
e fu portato malconcio alla propria dimora (dàruhu). Grli Egiziani divennero<br />
sempre più prepotenti, né si curarono più di farsi amici in Madinah<br />
per essere aiutati nella loro impresa: si rivolsero soltanto a tre persone,<br />
Muhammad b. abì Bakr, Muhammad b. abi Hudzayfah e 'Ammàr b. Yàsir,<br />
perchè questi erano stati prima con loro in corrispondenza. Alcuni però,<br />
esponendosi a grave pericolo di essere uccisi, si adoperarono ad assistere<br />
il Califfo; fra essi sono nominati: Sa'd b. Màlik, abù Hurayrah, Zayd<br />
b. Thàbit e al-Hasan b. 'Ali. Il Califfo però li avverti che preferiva ri-<br />
manessero tranquilli : in seguito prima 'Ali, poi Talhah e infine al-Zu-<br />
bayr andarono a visitare [il Califfo ed a prestargli aiuto nel suo svenimento<br />
ed a deplorare la violenza dei sediziosi. Poi tornarono alle loro dimore<br />
(T abari, I, 2954, lin. 9-2961, lin. ult.).<br />
Cfr. anche Athir, III, 125-128;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, fol. 164,v.-165,v.<br />
Nota 1. — Sayf b 'Umar considera l'episodio della lettera falsa come una finzione dei congiu-<br />
rati e non come un fatto realmente avvenuto. Questa versione potrebbe essere una prova che l'episodio<br />
sia inventato : si potrebbe però anche sostenere che la versione sayfiana sia un'attenuazione della verità<br />
per gettare la colpa sui congiurati e levare il sospetto di tradimento da parte di coloro che circondavano<br />
il Califfo.<br />
§ 120. — (Sayf b. 'Umar, da abù *Amr, da al-Hasan [al-Basri], testimonio<br />
oculare). Dopo la sassaiuola il Califfo 'Uthmàn continuò ancora a<br />
dirigere le preghiere per una ventina di giorni ;<br />
poi i sediziosi gì' impedirono<br />
di assistere più oltre alla funzione pubblica (T ab ari, I, 2962, lin. 1-10).<br />
§ 121. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad, Talhah, abù Hàrithah e abù<br />
'Uthmàn). Dopo che la gente ebbe occupata la moschea, il Califfo 'Uthmàn<br />
continuò a dirigere le funzioni pubbliche per trenta giorni: poi gli vieta-<br />
rono di farlo, e le preghiere furono dirette dal capo dei sediziosi, al-Ghàfiqi,<br />
sotto al quale si riunirono Egiziani, Kufani e Basrensi. Grli abitanti di Ma-<br />
dinah, spaventati dalle violenze, si ritirarono nelle loro dimore e non ne<br />
uscirono più, e se si riunivano fra loro a discutere, portavano tutti la spada<br />
a tracollo per timore di aggressione dei rivoltosi. L'assedio del Califfo durò<br />
quaranta giorni (cfr. § 79) durante i quali fecero uso delle armi : nei trenta<br />
giorni precedenti (^), non ne avevano fatto uso (T ab ari, I, 2902, lin. 11-ult.).<br />
Cfr. Athir, III, 128.<br />
Nota 1. — Il conflitto in Madinah, secondo Sayf b. 'Umar, durò quindi 70 giorni.<br />
§ 122. — (Sayf b. 'limar, da Badr b. 'Uthmàn, da suo zio). L'ultima<br />
khutbah che fece 'Uthmàn fra il popolo fu: «Iddio glorioso e altissimo<br />
208.
óu» Si» xl« AA 122-134.<br />
« vi ha dato il mondo perchè cercaste con esso l'altra vita, e non ve lo 35. «. H.<br />
« ha dato per affidarvi ad esso poiché il mondo finisce ; e l'altra vita ri- ^<br />
j^^^ uccisione<br />
« mane ; e le cose caduche non vi devono rendere insolenti e distrarvi
§ 124. 35. a. H.<br />
35. a. H. f^a il popolo e 'Uthmàn, e lo privarono di ogni cosa, fin deiracqua. 'Ali<br />
[ARABIA- MADI- , ^ ^^ ~ i i i r-xT i - ^ ^ j<br />
NAH.- Uccisione soleva entrare con qualche cosa che [ UtnmanJ voleva, ed essi cercavano<br />
del Califfo 'Uth- dei pretesti [contro 'Uthmàn], ma non trovavano il destro: allora essi gittarono<br />
nella casa di lui delle pietre affinchè fossero colpiti con esse in modo<br />
da poter dire: « Siamo attaccati! ». E questo nella notte. Egli li chiamava:<br />
« O che non temete Iddio? che non sapete che nella casa vi è altri<br />
«oltre me». Risposero: «No, per Dio; e non siamo noi che li colpiamo.<br />
Disse: «E chi ci colpisce allora?». Risposero: «Iddio!». Disse: « Men-<br />
« tite : che se fosse Iddio che tira contro di noi, non avrebbe fallito, e voi<br />
« non ci colpite ! » . Quindi<br />
'Uthmàn si affacciò sulla [corte della] famiglia<br />
di Hazm, che erano suoi vicini, e mandò uno dei figli di 'Amr ad 'Ali per<br />
dirgli : « Essi ci hanno tolto l'acqua : e se potete inviarci un poco d'acqua,<br />
« fatelo ». E cosi a Talhah e ad al-Zubayr, e alle mogli del Profeta. Il<br />
primo a portare aiuto fu 'Ali, poi umm Habìbah. 'Ali venne verso il cre-<br />
puscolo e disse : « O popolo, quello che voi fate non è simile a quello che<br />
« fanno i Musulmani e anche gì' infedeli. Non precludete a quest'uomo i<br />
« viveri : che anche i Greci e i Persiani fanno prigionieri, eppure danno<br />
« loro da mangiare e da bere ; e questo uomo non vi si è opposto in nulla,<br />
« or per qual ragione credete lecito di assediarlo e ucciderlo? ». Risposero:<br />
« No, per Dio, non possa aver pace! Non lo lasceremo mangiare e bere >.<br />
Allora 'Ali gettò il suo turbante nella casa, [dicendo] : « Io sono sorto per<br />
« quello per cui tu mi hai fatto venire », e se ne ritornò. Venne quindi<br />
umm Habibah su una sua mula, con la sella che conteneva un otre (piena<br />
d'acqua). Fu detto : « Ecco la Madre dei Credenti, umm Habibah! ». E colpi-<br />
rono il muso della mula. Ella disse: « Quest'uomo ha l'amministrazione dei<br />
« beni lasciati in testamento da alcuni banù Umayyah; e voglio vederlo or<br />
« interrogarlo su ciò perchè non vadano perdute le sostanze delle vedove e<br />
« degli orfani ». Dissero : « Tu menti » : e si fecero su di lei e tagliarono la<br />
briglia della mula che si mise a fuggire con umm Habibah sopra. Gli uomini<br />
le si fecero addosso : la sella si era già inclinata ; essi si attaccarono ad essa,<br />
e presero umm Habibah e questa stava per essere uccisa ;<br />
e la portarono via<br />
a casa. 'A'isah si preparò per partire per il pellegrinaggio, fuggendo, e<br />
chiese a suo fratello che andasse con lei. Questi si rifiutò, ed ella disse:<br />
« Per Dio, se avessi potuto far sì che Dio impedisse loro di fare quel che<br />
«desiderano, lo avrei fatto!». Hanzalah al-Kàtib venne allora da Muhammad<br />
b. abi Bakr e gli disse : « O Muhammad, la Madre dei Credenti<br />
« ti chiede di seguirla e tu non la segui : ti chiamano invece questi lupi<br />
« degli Arabi a ciò che non è lecito e tu li segui! ». Disse quegli: « Che<br />
« t'importa di questo, o ibn al-Tamimiyyah ? ». Rispose: « O ibn al-Khath-<br />
210.
35. a. H. Il 134^ 126.<br />
« 'amiyyah : se si viene a contesa in questo affare, la vinceranno i bauù 35- *• H.<br />
« 'Abd Manàf». E se ne andò dicendo: mau hI^ì-ì^^I<br />
NAn. - uccision6<br />
il) Son rimasto stupito vedendo in che si ingolfa il popolo, desiderando che cessi il del Califfo 'Uth-<br />
califiato. man.]<br />
(2) £ se cessa, cesserà per loro il meglio, e troveranno dopo il turpe -avvilimento.<br />
(3) E diverranno come i Giudei o i Cristiani, tutti egualmente fuori della retta via.<br />
E raggiunse al-Kùfah. 'A.*isah parti piena d'ira contro gli Egiziani, e venne<br />
a lei Marwàn b. al-Hakam e disse : « Madre dei Credenti, se tu fossi re-<br />
« stata, sarebbe stato più facile che si usasse un riguardo per questo uomo ».<br />
Rispose : « Vuoi forse che si faccia a me quel che è stato fatto ad umm<br />
« Habibah, che poi non trovi chi mi difenda? No, per Dio, non sarò vili-<br />
« pesa, e non so dove ci farebbero finire costoro! ».<br />
Talhah e al-Zubayr seppero quel che era avvenuto ad 'Ali e a umm<br />
Habibah e rimasero chiusi in casa. Intanto 'Uthmàn rimase che gli fornivano<br />
acqua [solo] la famiglia di Hazm cogliendo i momenti di disattenzione di<br />
quelli che facevano la guardia. Uthmàn si affacciò sul popolo e disse:<br />
« 'Abdallah ibn 'Abbàs! ». Grli fu chiamato. Egli gli disse: « Va, che tu<br />
« stai facendo il pellegrinaggio ». ibn 'Abbàs era uno di quelli che stavano<br />
alla porta. Egli rispose : « Per Dio, o Principe dei Credenti, la guerra santa<br />
«contro di essi mi è più cara che il pellegrinaggio! ». Ma 'Uthmàn lo<br />
scongiurò di andarsene, e ibn 'Abbàs se ne andò per il pellegrinaggio di<br />
quell'anno. Ad al-Zubayr egli gettò il suo testamento e quegli se lo portò<br />
via: e per ciò che appunto riguarda al-Zubayr c'è controversia se egli<br />
rimanesse o andasse via prima.<br />
Disse 'Uthmàn :<br />
« Che la scissione a causa mia non sia causa che vi<br />
« tocchi quel che toccò al popolo di Noè » fino alla fine del versetto qu-<br />
ranico (XI, 91). « mio Dio, impedisci al popolo di far quello che aspet-<br />
« tano, come fu fatto prima a quelli che somigliavano loro !» (T a b a r i<br />
I, 3009, Un. 5-3012, lin. 3) [M.G.].<br />
Nota 1. — Altrove (§ 128) l'assedio — dice lo stesso Sayf — durò 22 giorni soltanto. Il solito<br />
sistema di Saj'f !<br />
§ 125. — (Sayf b. 'Umar, da 'Amr b. Muhammad). Layla bint 'Umays<br />
mandò a chiamare Muhammad b. abi Bakr e Muhammad b. Q-a'far, e disse<br />
loro: «La lampada logora se stessa e fa lume alla gente: e voi non vi<br />
« macchiate di un delitto che poi farete ricadere su chi non ha alcuna<br />
« colpa verso di voi. Poiché questa cosa cui mirate oggi ricadrà, domani,<br />
« su altri. E guardatevi che le vostre azioni di oggi non siano per voi<br />
< disgrazia ». Ma essi rimasero nel loro pensiero e se ne andarono adirati<br />
dicendo : « Mai dimenticheremo quel che ci ha fatto 'Uthmàn, se non vi<br />
«ci costringa Iddio». Ed essa allora disse: «E che ha fatto a voi due,<br />
211.
125, 126, 35. a. H.<br />
35. a. H. « senonchè vi ha obbligati a [obbedire a] Dio? ». Li incontrò Sa'id b. al-'As,<br />
NAH.- Uccisione ^^ ^^ quale e Muhammad b. abi Bakr era una questione; e quando Sa'id<br />
del Califfo 'Uth- uscendo da Layla incontrò Muhammad, questi fece vista di non conoscerlo,<br />
man.]<br />
e citò questo verso:<br />
Metti in serbo l'amore per il tuo amico e non sii un'ombra, che morde ostinatamente<br />
[non lascia mai] chi si ritira (viene a mancare all'amicizia).<br />
Ma gli rispose Sa'id citando il verso:<br />
Vedrete! allora un colpo bene aggiustato (anche) da chi ha un fianco lontano dal faro<br />
il male e vulnerabile (cioè: sebbene non sia bellicoso, saprò battermi anche io).<br />
(T ab ari, I, 3012, lin. 3-15) [M.G.].<br />
§ 126. — (Sayf b. 'Umar, da Munammad, Talhah, abù Hàrithah e abù<br />
'Uthman). Or quando fa eletto . . . [lacuna : dal confronto con ibn al-Athìr<br />
e dalle parole rimaste nel testo si capisce che si allude al giungere di un<br />
un informatore, il quale avvertì gli Egiziani assedianti 'Uthman che coloro i<br />
quali si erano raccolti a Makkah per il pellegrinaggio meditavano di ve-<br />
nire a Madinah in soccorso del Califfo]. E quando seppero ciò, dopo aver<br />
avuto notizia che si erano mossi gli abitanti delle provincie (in soccorso<br />
di 'Uthman), il diavolo li prese al laccio e dissero: « Solamente l'uccisione<br />
« di questo uomo ci farà uscire dallo stato calamitoso in cui siamo caduti<br />
< e distrarrà questa gente da noi ». E non rimase cosa in cui sperassero<br />
salvezza se non l'uccisione di 'Uthman, e tirarono alla porta, ma ne lo<br />
impedivano al-Hasan, ibn al-Zubayr, Muhammad b. Talhah^ Marwàn b.<br />
al-Hakam e Sa'id b. al-'As e quei figli dei Compagni che erano con loro ;<br />
ed essi si batterono. Allora 'Uthman gridò loro: «Dio! Dio!, voi siete<br />
«dispensati dal- difendermi ». Ma si rifiutarono [di lasciarlo] ed egli aprì<br />
la porta ed uscì con scudo e spada per respingere gli assalitori : quando<br />
gli Egiziani lo videro fuggirono, ed egli li incalzò, ed essi ritornarono, e<br />
fu aspra la lotta fra le due parti. Egli scongiurò i compagni di non rien-<br />
trare ; ma<br />
es8Ì non vollero andarsene ed entrarono, ed egli chiuse la porta<br />
avanti agli Egiziani. Mughirah b. al-Akhnas b. Sariq era fra i pellegrini<br />
di quell'anno, e si affrettò a ritornare con la gente del pellegrinaggio e<br />
arrivò a 'Uthman prima che fosse ucciso, e assistè al combattimento, ed<br />
entrò fra gli altri nella casa e si mise seduto presso la porta, nelF interno<br />
e disse : « Quale sarà la nostra scusa presso Dio che ti avremo abbando-<br />
« nato, mentre noi potevamo non lasciarli tranquilli fino alla nostra morte? ».<br />
'Uthman prendeva di quando in quando in quei giorni il Corano per<br />
pregare, tenendo l'esemplare e quando era stanco sedeva, e leggeva su di<br />
esso; poiché essi (i Compagni del Profeta) riguardavano la lettura sul<br />
niushaf come una pratica devota. La gente che teneva lontano i ribelli<br />
212.
.<br />
^^- ^- W-<br />
§§ 126, 127.<br />
(;ra fra lui e la porta" e quando noii rimase alcuno che potesse allonta- 35. a. H.<br />
... nare gli Egiziani dalla porta, e d'altra<br />
^ ^<br />
parte questi non potevano entrare<br />
portarono combustibile ed appiccarono il fuoco alla porta e al tetto. La<br />
^^!!^?'^"'ì''^^'"<br />
NAH.- Uccisione<br />
dei Califfo uthporta<br />
e il tetto s* incendiarono finché, quando il legno fu bruciato, il tetto<br />
man.<br />
( adde<br />
sulla porta. La gente che era dentro la casa accorse, (intanto 'Uthmàn<br />
pregava) e impedi V ingresso : e il primo che usci contro i ribelli fu al-Mughirah<br />
b. al-Akhnas, recitando questi ragaz:<br />
Sa la fanciulla ben latta, che porta la cintura e le treccie, che io con la punta della<br />
spada difendo da loro il mio amico, con un spada tagliente senza intacchi.<br />
Quindi usci Hasan b. 'Ali dicendo :<br />
La loro religione non è la mia, e io non sono di loro, finché io giunga alle altezze<br />
del monte Samàm.<br />
E usci Muhammad b. Talhah dicendo:<br />
Ma'add.<br />
Io sono figlio di chi lo ditese (il Profeta) in Uhud e respinse le turbe a dispetto dei<br />
Ed usci Sa'id b. al-'As dicendo:<br />
Fummo saldi il giorno dell'assedio della casa, con le nostre spade, mentre la morte<br />
era imminente, mentre combattevamo per ibn Arwa (ossia 'Uthmàn, la madre del quale<br />
e^a Arwa bint Kurayz).<br />
E nel giorno dello spavento rimanemmo per la difesa nella casa, tenendo loro fronte<br />
con i colpi, e la morte penetrava.<br />
L'ultimo ad uscire fu 'Abdallah b. al-Zubayr, a cui 'Uthmàn disse di an-<br />
dare dal padre portandogli il suo testamento; e gli ordinò anche di<br />
andare a quelli che erano nella casa con l'ordine di andarsene nelle loro<br />
( ase. 'Abdallah b. al-Zubayr usci per ultimo e non lasciò mai di farsi tale<br />
vanto e di raccontare alla gente tutte le ultime circostanze, nelle quali<br />
mori 'Uthmàn {') (Tabari, I, 3012, lin. 16-3014, lin. 16) [M.G.].<br />
Nota 1. — Questa tradizione è tipica di Sayf: in principio di essa v' è una lacuna (cfr. Tabari,<br />
I. 3012, lin. 17 e nota i), ma ivi non è difficile comprendere il nesso logico dei fatti : il resto però della<br />
tradizione non ha più un nesso chiaro ed il discorso ambiguo di Sayf crea molta oscurità. — E chiaro<br />
che abbiamo qui un altro tentativo poco felice di salvare, come si suol dire, capra e cavoli; ossia dimo-<br />
strare che tutti i Compagni ed i loro figli erano d'accordo con il Califib e si adoperavano a difenderlo,<br />
mandandogli i propri figli. La falsità di questa notizia risulta evidente, quando Sayf per accomodare<br />
la bugia con la verità, fa dire ad 'Uthmàn (nel momento del massimo pericolo!) che egli ordinò ai suoi<br />
difensori di ritornare a casa e perciò abbandonarlo, e ciò senza allegare verun motivo. Le altre fonti<br />
più sicure ignorano completamente queste cose e parlano soltanto di Umayyadi e di amici intimi di<br />
'Uthmàn fra i difensori del Califfo. Anzi in un caso è detto che Talhah cospirasse apertamente con gli<br />
Egiziani per l'uccisione di 'Uthmàn : è impossibile ed assurdo perciò che egli mandasse il suo proprio figlio<br />
Muhammad a ditenderlo.<br />
§ 127. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad, Talhah, abii Hàrithah è abù<br />
'Uthmàn). Essi bruciarono la porta, mentre 'Uthmàn stava pregando, o<br />
aveva cominciato la siirah XX: « Non rivelammo a te il Qur-àn perchè<br />
H tu fossi miserabile...». Egli leggeva presto e non lo turbava quanto<br />
213.
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Caiiffo 'Uthmàn.]<br />
§ 127. 35. a. H.<br />
udiva, e non errava nella lettura e non balbettava, finché fini tutta la<br />
sur ah prima che giungessero a lui. Quindi tornò [a leggere] e si mise a<br />
sedere presso il M u s h a f e lesse (Qur-àn, III, 167): «Quelli (saran pre-<br />
« miati da Dio) che, quando odono dirsi : — Il popolo è radunato contro di<br />
« voi: temetelo — sentono accresciuta la loro fede, e rispondono: — Ci<br />
« basta Iddio, che è buon protettore ! »<br />
al-Mughìrah b. al-Akhnas recitò questi r a g a z , mentre<br />
pagni era a difesa della casa:<br />
con i suoi com-<br />
Sanno le fanciulle con le treccie ricciute e i monili, e la punta delle dita morbide,<br />
che io manterrò il giuramento di fedeltà fatto al mio amico,<br />
con una spada tagliente, splendida, polita; [in tale cosa] non mi dichiaro sciolto da<br />
obbligo, seppure in altre circostanze io rescinda qualche patto.<br />
abù Hurayrah si fece avanti, e gli assedianti si ritrassero dalla porta<br />
eccettuati quei pochi, i quali si spinsero in avanti e si esponevano alla<br />
morte, abii Hurayrah sorse con loro, e disse : « Io son vostro aiuto; questo il<br />
«giorno in cui è buono il. colpire (tàba-mdarb) », [cioè diceva che era<br />
lecito combattere (cfr. N i h a y a h , III, 50, lin. 7 dal basso) ; questo è lingua<br />
himyarita]. Ed esclamò :<br />
« popolo, che cosa è che io vi chiamo alla sal-<br />
« vezza e voi mi chiamate al fuoco eterno? (Qur'àn, XL, 44) ». In quel<br />
giorno accorse Marwàn e chiamò: « Un uomo, un uomo (si faccia avanti) ! ».<br />
Venne avanti uno dei banù Laytii, detto al-Nubà' : e si scambiarono due<br />
colpi : Marwàn<br />
collo ; Marwàn<br />
lo colpi al basso dei piedi e l'altro lo colpì al principio del<br />
lo rovesciò e gli fu sopra e cadde disteso, e lo trassero via<br />
i suoi compagni :<br />
e anche i compagni trassero via l'altro. Dissero gli Egi-<br />
ziani : « Per Dio ! se non fosse che l'uccidervi sarebbe un argomento contro<br />
€ di noi presso il popolo, certo vi uccideremmo, dopo avervi avvertiti »<br />
(cfr. Addenda, pag. dcxxx). Disse al-Mughìrah: «Chi si fa innanzi?». Si<br />
fece innanzi uno e cominciarono a battersi, ed egli diceva:<br />
Li colpisco con una spada arrotata — colpi di giovane valoroso — che dispera della vita.<br />
Grli rispose l'avversario : [lacuna].<br />
Disse il popolo: « È stato ucciso al-Mugh ìrah b. al-Akhnas! ». E disse<br />
colui che lo uccise : « Noi siamo di Dio ! » . Gli domandò 'Abd al-rahmàn b.<br />
'Udays: «Che cosa hai?». Rispose: «Ho avuto un sogno e mi è stato<br />
« detto in esso : —<br />
Annunzia l' inferno all'uccisore di al-Mughìrah b. al-<br />
« Akhnas, e ho avuto io questa sventura [perchè lui stesso era l'uccisore] ».<br />
Qabàth al-Kinàni uccise Niyàr b. 'Abdallah al-Aslami. Intanto il popolo<br />
si era precipitato nella casa dalle dar circostanti si che la riempirono;<br />
quelli che erano sulla porta non se ne accorsero. Grli uomini delle tribù<br />
piombarono sui membri della propria tribù (che erano tra gli assediati) e<br />
li portaron via, una volta che essi erano stati vinti nel difendere il loro<br />
214.
amir. Invitarono un uomo ad ucciderlo [*Uthmàn], ed un uomo accettò 3^. a. h.<br />
l'incarico. Entrò nella casa presso di lui e disse: « Abdica e ti lasceremo ». ^^^^u^'Mf ^^''<br />
Rispose: « Guai a te, per Dio ; non ho scoperto (= violentato) una donna nella
§ 127. 3b, R. li.<br />
35. a H. Mentre ella si volse indietro (a fuggire), egli le palpò le anche e disse : « È<br />
NAH.- Uccisione<br />
"^ grassa di deretano! ». Quindi colpi 'Utlimàn e lo uccise. Allora alcuni schiavi<br />
del Califfo 'Uth- di 'Uthmàn entrarono con il popolo per aiutarlo: 'Uthmàn aveva liberato di<br />
man.<br />
essi quelli che erano rimasti fedeli. Quando videro Sudan che aveva colpito<br />
'Uthmàn, uno di essi si precipitò su di lui, gli tagliò la testa e lo uccise.<br />
Qutayrah balzò sul servo che aveva ucciso Sudan e lo uccise. Poi saccheggia-<br />
rono quel che vi era nella casa, ne fecero uscire gli abitanti, e chiusero il<br />
luogo ove erano i tre morti. Quando uscirono, nella casa, un altro servo di<br />
'Uthmàn balzò addosso a Qutayrah e l'uccise. Il popolo girò [nella casa] e<br />
prese quel che trovò, tanto che presero anche la roba delle donne. Un uomo<br />
prese il m u 1 a ' a h [mantello] di Nà'ilah ; egli si chiamava Kulthùm b. Tugib.<br />
Nà'ilah si fece da parte ed egli disse : « Guai a tua madre ! che bel deretano<br />
che hai! ». Lo vide far ciò un servo di 'Uthmàn e lo uccise; ma fu ucciso<br />
[anche lui]. Il popolo si disse, l'un l'altro : « Uno ha avuto soddisfazione del-<br />
l'altro! ». E si diedero la voce nella casa: « Arrivate al tesoro, che non vi<br />
« precedano! ». Udirono i guardiani del tesoro : in esso non vi erano che due<br />
sacchi. Dissero: « Salviamoci: che il popolo cerca le cose terrene! ». E fug-<br />
girono : il popolo giunse al tesoro, e lo depredarono. Il popolo era di vario<br />
parere intorno all'uccisione di 'Uthmàn (maga al-nàs fihi: cfr. Glos-<br />
sarium, pag. ctxcvi): chi non aveva preso parte alla rivolta (al- 1 ani-:<br />
cfr. Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 134, nota 3) diceva: «Noi<br />
« siamo di Dio e a lui torneremo », e piangeva; e chi vi aveva preso parte<br />
(al- tari-) si rallegrava. Il popolo poi si pentì. al-Zubayr era uscito da<br />
Madìnah e si fermò sulla strada di Makkah per non esser presente all'ucci-<br />
sione. E quando gli giunse la notizia dell'uccisione di 'Uthmàn, egli esclamò,<br />
lì dove era : « Noi siamo di Dio e a Dio ritorniamo. Iddio abbia misericordia<br />
« di 'Uthmàn e lo aiuti ». Grli fu detto che il popolo si era pentito. Disse:<br />
« Hanno indietreggiato, hanno indietreggiato! ed è stata fatta separazione<br />
« fra loro -e i loro desideri » (Q u r • à n , XXXIV, 53), fino alla fine del versetto.<br />
La notizia giunse anche a Talhah, ed egli disse : « Dio abbia miseri-<br />
« cordia di 'Uthmàn^ e aiuti lui e l'Isiàm». Gli fu detto: «Si sono pen-<br />
« titi! ». « Alla malora! », e recitò: « Ed essi non potranno fare un testa-<br />
« mento, e non ritorneranno ai loro» (Qur-àn, XXXI, 50).<br />
La notizia venne ad 'Ali, cui fu detto : « È stato ucciso 'Uthmàn ».<br />
Disse: « Dio alDbia misericordia di 'Uthmàn e ci dia un miglior successore ».<br />
Gli fu detto: « Son pentiti! ». Egli recitò: < Come Saytàn quando dice al-<br />
« l'uomo: — Sii infedele, ecc. », giusta il versetto (Qur-àn, LIX, 16).<br />
Fu cercato Sa'd ; egli era nel suo giardino : egli aveva detto : « Non<br />
« assisterò all'uccisione di 'Utjimàn ». E quando gli giunse la notizia del-<br />
216.
35. a. H.<br />
Il 127, 128.<br />
l'uccisione, disse: « Ci siamo rifugiati a una cosa umiliante, e ne restiamo ^^- • ^'<br />
«umiliati»; e recitò: «Coloro il cui agire nella vita del mondo è sba- nah -Uccisione<br />
« gliato, e<br />
^0 Iddio,<br />
credono esser buoni nelle loro opere! (Qur-àn,<br />
falli pentire e poi prendili!» (Tabari, I, 3014,<br />
XVIII, 104).<br />
lin. 16-3019,<br />
d«i Califfo<br />
min.<br />
uy^<br />
lin. 14) [M.G.].<br />
§ 128. — (Sayf b. 'limar, da al-Mugàlid, da al-Sa bi, da al-Mughirah<br />
b. Su'bah). Prima che fosse ucciso 'Uthmàn, al-Mughirah b. àu'bah disse<br />
ad 'Ali: « Se questo uomo (ossia 'Uthmàn) verrà ucciso mentre tu sei in<br />
« Madinah, ti accuseranno di essere complice degli assassini : allontanati<br />
perciò e va a dimorare in tale o tale luogo. Se tu lo farai, anche se ti<br />
« sarai nascosto in una grotta del Yaman, la gente verrà a cercarti » (*). 'Ali<br />
rispose con un rifiuto. 'Uthmàn fu assediata per 22 giorni (cfr. § 124 e nota 1);<br />
poi misero fuoco alla porta, mentre nella casa (al -dar) v'era molta gente,<br />
ira gli altri 'Abdallah b. al-Zubayr, e Marwàn b. al-Hakam. Questi chiesero ^<br />
al Califfo il permesso di usare le armi contro i suoi aggressori ; ma il Califfo<br />
l'ispose di non volere che per causa sua uomini corressero il pericolo di rima-<br />
nere uccisi, o uccidessero alcuno. Quelli perciò rimasti nella casa del Califfo<br />
se ne andarono e 'Uthmàn, rimasto solo, prese il Qur*àn ed attese gli eventi<br />
leggendo il testo sacro. Mandò solo due uomini, abii Karib al-Hamdàni<br />
i'à un Ansar a custodire la porta del tesoro (bayt al -mài), in cui del<br />
resto non v'erano più che due sacchi pieni di oro monetato (ghiràratàn<br />
min warq). A spegnere il fiioco appiccato dagli aggressori si adoperarono<br />
attivamente 'Abdallah b. al-Zubayr e Marwàn b. al-Hakam, ma Mu-<br />
liammad b. abi Bakr irritato dalla loro difesa del Califfo, lanciò contro di<br />
essi minacele si gravi, che essi si diedero alla fuga. Il primo a entrare<br />
nella stanza del Califfo fu Muhammad b. abi Bakr, il quale afferrò il vecchio<br />
|)er la barba, ma 'Uthmàn protestò contro l'insulto: « Lascia la mia barba!<br />
« Tuo padre non l'avrebbe mai toccata! ». Muhammad ritirò la mano e si<br />
allontanò. Allora irruppero gli altri aggressori : alcuni lo batterono con la<br />
fodera ferrata (na'l) delle spade, altri gli diedero pugni: ma poi soprav-<br />
venne uno con un coltello da macellaro (m a s à q i s) e lo colpi alla clavi-<br />
( ola (tarquwah) donde il sangue schizzò sul testo sacro: 'Uthmàn cadde<br />
svenuto, ma quei malvagi ebbero timore di ucciderlo. Sopravvennero però<br />
altri, i quali vedendo il Califfo svenuto in terra, lo afferrarono per i piedi<br />
per trascinarlo fuori. Allora però la moglie Nà-ilah e le figlie del Califfo<br />
si misero a gridare e tentarono fermare quei malvagi. Durante la collut-<br />
tazione sopravvenne al-Tugibi con la spada sguainata nell'intenzione di<br />
immergerla nel ventre di 'Uthmàn. Nà-ilah tentò parare il colpo con la<br />
mano, ma ebbe questa tagliata, mentre la spada di al-Tugibi, deviando,<br />
217.<br />
28
§§ 128, 129. 35. a. H.<br />
35. a. H. s'immerse nel petto di 'Utiimàn e lo uccise. Ciò avveniva prima che tra-<br />
NAH.- Uccisione montasse il sole. Uno gridò: « Sarà stato lecito ucciderlo e non sarà lecito<br />
del Califfo 'Uth- « impadronirsi dei suoi averi?! ». La gente allora saccheggiò tutta la casa<br />
man.]<br />
e poi si precipitò nella camera del tesoro : i custodi gettarono le chiavi e si<br />
diedero alla fuga gridando : « Fuggite ! Fuggite ! E<br />
questo (ossia i danari)<br />
«che vuole la gente! (Tabari, I, 3019, lin. 14-3020, ult. lin.).<br />
Nota 1. — al-Mughirah b. Su'bah è una delle figure singolari <strong>dell'Islam</strong> primitivo: è l'uomo<br />
precipuamente acuto d'intelligenza, l'uomo che sa tutto prevedere, ma che nessuno ascolta. I fatti gli<br />
danno sempre ragione. Nella tradizione egli rappresenta sotto forma personale e aneddotica la scienza<br />
del fatto compiuto e il giudizio delle generazioni successive. Il consiglio che al-Mughirah dà ad 'Ali è<br />
il giudizio degli amici di 'Ali sulla sua condotta, e cioè quello che 'Ali — secondo i posteri — avrebbe<br />
dovuto fare per non cadere negli errori che rovinarono i primordi del suo califfato.<br />
ARABIA. — Madinah. Uccisione del Califfo Uthmàn [versioìie della<br />
scuola egiziana).<br />
§ 129. — (abù Bakr Ahmad b. Muh. b. Sa'id ed abii-1-Maymùn al-Ba-<br />
gali, da abù 'Abd al-malik Ahmad b. Ibràhim b. Bisr, da Muh. b. 'A-idz,<br />
da al-Walìd b. Muslim, da 'Abdallah b. Lahi'ah [tradizionista egiziano]).<br />
'limar b. al-Khattàb aveva, dopo la morte di Yazìd b. abi Sufyàn, messo<br />
Mu'àwiyah b. abì Sufyàn ed 'Umayr b. Sa'd al-Ansàri (cfr. 18. a. H., § 73;<br />
21. a H., § 269 (1); 23. a. H., § 344) a governare la Siria, al-Mughìrah b.<br />
Su'bah in al-Kùfah (cfr. 20. a. H., § 7; 21. a. H„ §§ 1-3; 22. a. H., § 14; 23.<br />
a. H., § 344), abù Musa al-As'ari 'Abdallah b. Qays in al-Basrah (cfr. 14. a.<br />
H., § 94; 16. a. H., § 242, ecc.), ed 'Amr b. al-'As in Egitto. Allorché 'limar<br />
fu assassinato, nessuno di questi era stato destituito da 'limar; ma quando<br />
'Uthmàn divenne califfo destituì 'Umayr b. Sa'd dal suo ufficio, consegnando<br />
tutta la Siria a Mu'àwiyah b. abi Sufyàn. Poi destituì anche 'Amr b. al-'As e<br />
"lo sostituì con 'Abdallah b. Sa'd [b. abi Sarh] in Egitto. Alcuni dicono che<br />
egli deponesse 'Amr che il Profeta stesso aveva nominato. Poi destituì<br />
abù Musa e lo sostituì con al-Walid b. 'Uqbah. Si disse che egli aveva im-<br />
messo il malfattore e deposto abù Musa al-As'ari. Gli abitanti delle regioni<br />
si scrissero gli uni agli altri a proposito di queste cose. Poi il Califfo 'Uthmàn<br />
diede ad 'Abdallah b. Sa'd il comando sui Siri e sugli Egiziani nella<br />
campagna di Dzàt al-Sawàri (cfr. 34. a, H., §§ 18 e segg.), e Dio concesse<br />
la vittoria ai Musulmani.<br />
In quello stesso anno Mu'àwiyah b. Hudayg intraprese una spedizione<br />
per ordine avutone da Mu'àwiyah b. abì Sufyàn. Egli espugnò una fortezza<br />
ed 'Uthmàn gli fece dono di un quinto della preda. Questo accadde nel-<br />
l'anno 34. H. Poi 'Abdallah b. Sa'd si recò con alcuni egiziani alla corte<br />
di 'Uthmàn e lo informò delle vittorie ottenute. Il Califfo scrisse agli Arabi<br />
annunziando le vittorie. Allorché 'Abdallah b. Sa'd si recò da 'Uthmàn,<br />
218.
85. a. H.<br />
lasciò come luogotenente in Egitto al-Sà*ib b. Hisàm, uno dei banù 'Amir 35. «. h.<br />
b. Luayy: affidò il suo sigillo a Sulaym b. 'Itr al-Tugìbi. Mentre 'Abd- ^^hah.^.uJìIIo^<br />
allah si trovava con la deputazione presso il Califfo, arrivò un cavaliere ^«i Califfo ut»»,<br />
man.<br />
mandato da uno dei proprietari di uno degli abbeveratoi in Madinah, si<br />
j ^29.<br />
presentò presso il Califfo e gli partecipò che una schiera di Egiziani era pas-<br />
sata per l'abbeveratoio con armi e cavalli, incutendo terrore alla gente (*).<br />
'Uthmàn fu allarmato, chiamò 'Abdallah b. Sa'd e gli chiese: « abù Yahya,<br />
« dimmi come hai lasciato gli Egiziani ». Rispose 'Abdallah b. Sa'd: € Io li<br />
< ho lasciati obbidienti come il Principe dei Credenti potrebbe desiderare :<br />
« hai tu forse avuta notizia su di loro? ». Sopraggiunse un altro cavaliere<br />
mandato dal Sàhib di Dzù-1-Marwah, ed annunziò che una schiera di<br />
egiziani era passata per Dzù-l-Marvs^ah con armi e cavalli, mentre si lega-<br />
vano le corazze: il loro capo era [abu 'Amr] 'Abdallah b. Budayl.<br />
Quando 'Uthmàn ebbe notizia di ciò, si convinse che le cose an-<br />
davano male per lui: mandò a chiamare *Amr b. al-'As, che era in Ma-<br />
dinah e che 'Uthmàn aveva maritato con la sua sorellastra (dal lato ma-<br />
terno) umm Kulthùm bint 'Uqbah b. abi Mu'ayt, e gli disse: « Quale può<br />
« essere V intenzione di questa gente, che si sono accampati in Dzu-1-<br />
« Marwah? ». 'Amr tentò di rappresentargli la faccenda come poco impor-<br />
tante e disse : « <strong>For</strong>se rimproverano ad ibn Sa'd b. abi Sarh, che egli si sia<br />
« menato appresso una schiera di persone come una deputazione, e abbia<br />
< omesso altre persone (che desideravano farne parte)». Si disse anche che<br />
la schiera fosse partita per consiglio avuto da 'Ali e da 'Amr, perchè lo<br />
.iveva destituito dal governo dell'Egitto. Disse 'U^màn ad 'Amr, «Va<br />
« da questa gente ed inducili a ritornare con quei mezzi che a loro siano<br />
« graditi ». 'Utjhmàn mandò con 'Amr una schiera di 400 cavalieri ed 'Amr<br />
si recò sul luogo. Giunto nelle vicinanze di questa gente, 'Amr e quelli si<br />
accomodarono vicino a lui. Allorché la notte divenne buia, Maslamah b.<br />
Makhlad, che eiTi membro della deputazione egiziana venuta con 'Abdallah<br />
b. Sa'd disse: «A me è venuta una caravana che mi appartiene». Poi<br />
disse : « abù Sa'id, per Dio, 'Ali è venuto segretamente adesso (presso gli<br />
* Egiziani ». Allora 'Amr e Maslamah si recarono segretamente presso la<br />
schiera degli Egiziani : Maslamah si appostò in modo da osservare gli Egi-<br />
ziani senza esser visto e potè constatare che erano come li avevano de-<br />
scritti. Allora 'Amr diede ordine di retrocedere, senza che alcuno venisse<br />
a sapere che cosa egli avesse detto a loro e che cosa essi gli avessero<br />
risposto. Più tardi la schiera di Egiziani raccontò che 'Amr domandasse<br />
a loro: < Per che cosa siete venuti?». Essi risposero: «Noi desideriamo<br />
«assassinare il Califfo 'Uthmàn». 'Amr riprese: «La vostra schiera non<br />
219.
35. a. H.<br />
NAH.- Uccisione<br />
§ 129. 35. a. H.<br />
«. è tanto numerosa quanto quella di coloro che stanno attorno ad 'Utiimàn :<br />
* perciò tornate indietro ed accettate dal Califfo quanto egli vi darà, finché<br />
del Califfo 'Uth- « yoì vi sarete garantita la fiducia di coloro che sono dietro di voi. Poi potrete<br />
man.<br />
« ritornare di nuovo dal Califfo sotto protezione ». Allora disse [abiì 'Amr]<br />
'Abdallah b. Budayl al-Khuzà'i ad 'Amr: « O 'Arar, non sai tu forse che Dio<br />
« nel suo Libro ha detto : (Q<br />
u r • a n , II, 250) ecc. >. Ed 'Amr :<br />
« ibn Budayl,<br />
« per Dio, se io sapessi che coloro i quali sono dietro di voi, hanno la<br />
« stessa opinione di voi » (^). Allora egli scrisse a 4000... (lacuna). 'Uthmàn<br />
non seppe nulla finché i cavalieri lo ebbero circondato. La schiera di Egi-<br />
ziani ritornò da Dzu-1-Marwah in Egitto, e per questo 'Uthmàn diede a<br />
loro quanto essi chiedevano. Allorché 'Amr ritornò a Madìnah, 'Uthmàn<br />
salì sul m i n b a r e disse : « O Madinesi, io ho udito che voi avete di-<br />
« scusso molto sulla schiera di Egiziani :<br />
io ho mandato a loro 'Amr b. al-'As<br />
« ed egli mi ha informato di una cosa, che é inferiore in importanza a<br />
« quanto voi avete raccontato ». Allora parlò 'Amr b. al-'As con voce alta:<br />
« Vuoi tu scaricarmeli addosso ? No, per Dio !<br />
Essi sono impegnati in una<br />
« faccenda importante delle faccende dei musulmani: tu sei precipitato con<br />
« la tua comunità in un abisso ed essi pure sono precipitati. Torna indietro<br />
« ed allora sicuramente anche la tua comunità ritornerà indietro dall'orlo<br />
« dell'abisso ». E la gente di Madinah disse: « Noi attestiamo in nome di<br />
« Dio e chiamiamo i Musulmani presenti come testimoni, che noi siamo<br />
« d'accordo con gli Egiziani ». Allora s'intromisero tra 'Uthmàn e il minbar,<br />
sicché il Califfo scese dal minbar e molta gente si avvicinò a lui e disse :<br />
«E 'Amr che ha eccitato la gente contro di te». Perciò 'Uthmàn... (lacuna<br />
probabilmente :<br />
; lo esiliò) 'Amr repudiò allora sua moglie (umm<br />
Kulthùm bint 'Uqbah b. abi Mu'ayt) ed andò a stabilirsi in al-Sab' in Pa-<br />
lestina. Quando fu esiliato, 'Amr disse :<br />
(1) Una barba che ha tradito e falsificato^ viene tinta,<br />
(2) viene tinta in rosso con il sangue del ventre, rosso-cupo.<br />
Ed 'Uthmàn arringò la gente e disse : « Che cosa é ciò per cui mi<br />
«rimproverate?». — «Noi ti rimproveriamo perchè tu hai deposto abù<br />
« Miisa al-As'ari e lo hai sostituito con il malfattore (al-fàsiq) [= 'Abd-<br />
« allah b. 'Àmir] : tu hai deposto 'Amr e lo hai sostituito con 'Abdallah b.<br />
« Sa'd, sebbene tu sapessi quanto si diceva sul conto di 'Abdallah b. Sa'd.<br />
« Noi abbiamo anche udito che al-Walid esce di casa ebbro di vino e non<br />
«più padrone di sé». 'Uthmàn rispose: «Dio mi guardi che io sappia<br />
« quanto è noto sul conto di al-Walid, e lo abbia non per tanto nominato<br />
« amìr. Chi vogliamo mandare da lui per portarci informazioni sul conto<br />
«suo?». La gente di Madìnah disse: Noi saremmo contenti di (xabalah<br />
220.<br />
I
35. a. H. § 129<br />
< b. Amr ». E questi fu mandato e si recò presso Qarazah b. Ka'b al-<br />
Ansàri (in al-Kùfah), il quale disse: « 'Uthmàn non teme Dio: egli pone<br />
« sopra di noi un uomo che va alla preghiera in condizione di inco-<br />
« scienza >. Disse Grabalah: < Temi Dio: sappi bene quello che dici, perchè<br />
« tu sei obbligato ad obbedirgli » e soggiunse di esser un fratello del Ca-<br />
liffo. Qarazah disse: «Mi credi tu forse un mentitore?*. Per Dio, io<br />
non ho mentito! >. — « Ma come posso io saper questo sul conto suo,<br />
«come lo sai tu?». — «Il suo compagno di gozzoviglie ha commercio<br />
con una nostra schiava ed essa ce lo racconta >. Finalmente disse anche<br />
la schiava: «Egli è ora ebbro al punto d'aver perduto la conoscenza».<br />
Allora Grabalah si recò da al-Walìd, entrò nel suo appartamento, gli tolse<br />
l'anello senza che egli se ne accorgesse e ritornò da 'Uthmàn. Questi<br />
lo interrogò sulla faccenda, sicché Grabalah rispose: « Principe dei Cre-<br />
« denti, io voglio raccontarti la cosa in privato ». Ma la gente di Ma-<br />
(linah protestò: « No! Egli deve raccontare la cosa pubblicamente ».<br />
Quando Grabalali ebbe raccontata la cosa ad 'Uthmàn, questi rispose: < Tu<br />
« mentisci : questa storia ti è stata racconta,ta prima che tu sia andato<br />
là! ». Ed 'Uthmàn lo fece carcerare. Gli abitanti di Madinah si misero<br />
a fargli visita nella prigione ed alfine afferrarono il custode della prigione,<br />
liberarono Grabalah b. 'Amr. Questi si recò allora in Egitto (^). Allorché<br />
[abù 'Amr] 'Abdallah b. Budayl ed i suoi compagni ritornarono da Dzù-1-<br />
Marwah, avendo ottenuto quello che avevano chiesto, venne loro incontro<br />
un uomo sopra un camelo il quale prendeva la parte più alta della strada in<br />
Batn al-Nakhl. Dacché le sue condizioni destavano sospetto, lo esaminarono<br />
attentamente, frugarono nelle sue robe e trovarono una lettera di 'Uthmàn<br />
al luogotenente di 'Abdallah b. Sa'd (in Egitto) con l'ordine di tagliare le<br />
mani ed i piedi ai membri della schiera che era venuta a Madinah(*). La<br />
lettera fu trovata in un recipiente per lavarsi : il camelo apparteneva ad<br />
Uthmàn. Con il camelo e lo schiavo essi andarono in Egitto, portando<br />
appresso anche la lettera, che mostrarono ai loro fratelli. Si alzò allora<br />
Grabalah b. 'Amr e pronunziò un discorso, eccitando i presenti contro<br />
Uthmàn e raccontando quanto gli era accaduto. 'Uthmàn negò di avere<br />
scritto quella lettera e maledi lo scrivente di essa e colui che l'aveva<br />
mandata.<br />
Allora Muhammad b. abi Hudzayfah si fece governatore d'Egitto e<br />
tutti lo proclamarono, tranne una schiera, della quale facevano parte<br />
Mu'àwiyah b. Hudayg e Busr b. abi Artàh.<br />
Dice ibn 'A-idz : ho<br />
inteso raccontare da più d'uno, tra gli altri anche<br />
da Sa'id b. 'Abd al-'aziz e Muhammad b. Su'ayb, che 'Ammar b. Yàsir si<br />
221.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA- MADl.<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Uthmàn.]
35. a. H.<br />
de^ Califfo 'Uthman.<br />
§ 129. 35. a. H.<br />
ribellasse in Egitto, dichiarando che esìi deponeva 'Uthmàn ~" allo stesso<br />
NAH.- Uccisione iHodo che si<br />
.<br />
toglieva dalla testa la<br />
.<br />
fascia del suo turbante. Muhammad<br />
[ARABIA- MADI- .<br />
\y a,bi Hudzayfah fece dono di 40,000 dinar a lui ed ai relativi seguaci<br />
(? tawàbi').<br />
Poi la narrazione ritorna a quella di al-Walid b. Muslim, da 'Abdallah<br />
b. Lahi'ah, da Yazid b. abì Habib. Muhammad b. abi Hudzayfah disse:<br />
« Chi prenderà, chi accetterà le condizioni di questa spedizione? ». Allora<br />
si presentarono parecchi, ed egli disse : « Voi andate soltanto ad un par-<br />
« tito tra voi (ila si'ah lakum), perciò basteranno 600 uomini tra voi »,<br />
Cosi si dichiararono pronti seicento uomini, alla testa dei quali Muhammad<br />
b. abì Hudzayfah pose 'Abd al-rahmàn b. 'Udays al-Balawi, ed essi parti-<br />
rono per andarsi ad unire alla gente di Madinah. Il governatore trattenne<br />
alcuni Egiziani, come Busr b. abi Artàh e Mu'àwiyah b. Hudayg, rinchiusi<br />
nelle loro case. Muhammad b. abi Hudzayfah mandò allora da Mu'àwiyah<br />
b. Hudayg, che soffriva di una malattia d'occhi, per costringerlo a procla-<br />
marsi solidale con lui (contro 'Uthmàn). Allorché Kinànah b. Bisr al-<br />
Tda'àni, un yamanita, che era capo della si'ah, vide queste cose, tenne<br />
Mu'àwiyah b. Hudayg lontano da quanto a lui non piaceva {senso oscuro),<br />
ed una schiera di Egiziani andò a Madinah ('Asàkir, MS. fol. 684-688)<br />
[H.].<br />
Nota 1. — Dunque i ribelli egiziani vennero a Madinah mentre il governatore era assente dal-<br />
l' Egitto : in ciò si conferma la versione di al-Kindi (cfr. §§ 9 e segg.) ; ma<br />
sembra poco probabile cbe ibn<br />
abi Sarh si trovasse in Madinah al loro arrivo. — Così confermasi che l' invio della famosa lettera falsa<br />
in Egitto non ha ragion d'essere.<br />
Nota 2. — Le fonti egiziane non esitano ad accusare 'Amr b. al-'Às d'aver eccitato i sediziosi<br />
contro 'Uthmàn per vendicarsi della sua deposizione. — La notizia è sicuramente vera. — Il contegno<br />
di 'Amr in tutta la faccenda fu molto equivoco e sempre ispirato a ragioni di rancore a vantaggio<br />
personale.<br />
Si noti come ritornano esplicite le accuse contro 'Ali.<br />
La fonte non è favorevole ad 'Uthmàn ; ma purtroppo il testo è oscuro, perchè il MS. deve essere<br />
assai scorretto e qua e là monco, e il nesso delle frasi non è sempre logico.<br />
Nota 3. — 'Uthmàn è raffigurato in modo poco simpatico e animato da sentimenti non conformi<br />
a giustizia. Il suo contegno violento sospinge un suo fidato, G-abalah, a fuggire in Egitto e ad eccitare<br />
alla rivolta. — V'è forse in questo luogo la tendenza — del resto ben comprensibile — della scuola egiziana<br />
di giustificare la condotta degli Egiziani, gettando molta colpa su 'Uthmàn.<br />
Nota 4. — In questo luogo l'episodio della lettera è palesemente un' interpolazione, perchè gli<br />
Egiziani, pur avendo scoperta la lettera, tornano in Egitto, dove nessuno li molesta e preparano la<br />
rivoluzione. — Invece la tradizione ortodossa li fa ritornare subito indietro. — Secondo la versione egiziana,<br />
il ritorno in Egitto della prima commissione portò alla rivoluzione di Muh. b. abi Hudzayfah<br />
. ed alla sua proclamazione a governatore, indipendente da Madinah.<br />
La seconda commissione che andò a Madinah, e fini per uccidere il Caliiio, fu perciò una commissione<br />
di una provincia ribelle, e vista sotto questa luce, il suo contegno e le violenze a cui ricorse<br />
appaiono più logiche e verosimili.<br />
Infatti, accettando la versione egiziana, si spiegano varie cose. Il Califfo fece tali concessioni alla<br />
prima commissione, che gli elementi ribelli si sentirono padroni della provincia. Si ribellarono allora<br />
contro 'Uthmàn e ritornarono a Madinah con lo scopo preciso di liberarsi dal Califfo e premunirsi contro<br />
possibili rappresaglie. La debolezza di 'Uthmàn apparve così palese, che sospinse le coscienze più tor-<br />
bide e gli spii'iti più accesi alle peggiori violenze, convinti com'erano oramai tutti di restare impuniti.<br />
222.
35. a. H. u 129.181.<br />
La tradizione ortodossa ha voluto ignorare i movimenti separatisti delle provincie e quindi ba 35. a. H.<br />
fatato tutta la storia delle commissioni egiziane a Madinah. Ha volato presentare le rivolte locali come [ARAB I A> MAOT<<br />
movimenti di simpatia per *Ali. Muh. b. abi Hadzayfah in Egitto e abu Musa al-As'arì in al-Kùfah NAH.-Uccision*<br />
dovrebbero, secondo le tradizioni favorevoli di 'Ali, essere laogotenenti di 'Ali, mentre furono invece del Califfo 'Utb*<br />
i capi di nn movimento di distacco netto da Madinah. man.]<br />
§ 130. — (ibn 'Aidz, da al-Walid b. Muslim, da 'Abdallah b. Lahi'ah,<br />
da Yazìd b. 'Amr, da abu Thawr al-Fahmi). Mentre abù Thawr al-Fahmi<br />
era con il Califfo e poi usciva dalla sua presenza, ecco comparire la de-<br />
putazione egiziana che era ritornata a Madinah. abù Thawr rientrò<br />
presso il Califfo e gli raccontò ogni cosa. 'Uthmàn domandò : « Come sono, se-<br />
« condo la tua opinione? ». — « Nei loro volti v'è qualche cosa di cattivo:<br />
« ibn 'Udays al-Balawi è il loro capo >. Allora ibn 'Udays montò sul<br />
mi ubar, pregò la preghiera del venerdì con i seguaci, e maledisse 'Uthmàn<br />
nella sua khutbah (^). abii Thawr corse ad informare 'Uthmàn di quanto<br />
accadeva e di ciò che ibn 'Udays aveva detto. Il Califfo disse : « Per Dio!<br />
« egli mentisce, io sono il quarto dei quattro nell' Isiàm, il Profeta mi ha<br />
< unito in matrimonio con una sua figlia, ed allorché questa è morta, mi<br />
« ha ammogliato con un'altra figlia. Per Dio ! Io non mi sono dato alla<br />
« fornicazione, non ho bevuto vino, né nei tempi della Gràhiliyyah, né in<br />
< quelli dell' Isiàm : non ho rivolto parole d'amore ad una donna (che non<br />
« fosse mia moglie), non ho inventato menzogne dacché io ho abbracciato<br />
< V Islam, non ho toccato i miei genitali con la • mano<br />
destra dacché ho<br />
« giurato fedeltà al Profeta. Io ho raccolto il Qur'àn sin dai tempi del<br />
« Profeta, e dacché sono musulmano non ho mai lasciato passare un ve-<br />
« nerdì in cui non abbia liberato uno schiavo. Soltanto in questa setti-<br />
« mana non ho liberato alcuno schiavo, ma in compenso ne emanciperò<br />
«due nella settimana ventura» ('Asàkir, MS. fol. 688-689) [H.].<br />
Nota 1. — La versione egiziana ha un altro particolare importante. La seconda commissione<br />
egiziana nel ritornare a Madinah non tratta più con il Califfo: viene direttamente in città, prende possesso<br />
della moschea e inizia senz'altro l'agitazione per la rimozione di 'Uthmàn. Quindi venne con uno<br />
scopo preciso e palese, e nessuno osò o volle far loro apposizione.<br />
§ 131. — (ibn 'A-idz, da al-Walid b. Muslim, da 'Abdallah b. Lahi'ah,<br />
da Yazid b. abi Habib). Allora ibn 'Udays andò nella moschea e mentre<br />
egli legava il suo vestito al disopra della coscia, fu lanciata una freccia<br />
dal dar 'Uthmàn, che venne a colpire il punto dove i vestiti erano legati<br />
insieme, ibn 'Udays estrasse il dardo dai vestiti suoi e li allontanò por- .<br />
tandosi appresso il dardo finché giunse alla casa di una delle vedove del<br />
Profeta. Poi tornò indietro e si andò a sedere nella moschea.<br />
'Uthmàn, 'Ali, Talhah ed al-Zubayr entrarono in corrispondenza l'uno<br />
con l'altro, sinché il Califfo invitò questi ad una riunione nella casa di<br />
'A-isah. (In questa riunione) 'Uthmàn li coprì di rimproveri, ma diede il<br />
228.
?i_^i^''^°<br />
man.<br />
'*^~'<br />
§ 131. 35. a. H.<br />
35. a. H. prezzo di ciò che essi disapprovavano (? ?). Allorché essi si furono riuniti,<br />
N AH.. Uccisione<br />
A'isah mandò a chiamare Safiyyah,- ainnche essa pure tosse presente e udisse<br />
1^ conversazione tra i convenuti: con lei era anche il suo mawla Sulaym.<br />
Safiyyah entrò presso 'A'isah, che era separata dalla riunione da una tenda.<br />
La conversazione tirò in lungo ed il più rumoroso contro 'Uthmàn era<br />
Grabalah b. 'Amr al-Ansàri. Allora Safiyyah disse (perchè parteggiava per<br />
'Uthmàn?): < Chi è colui che alza la voce contro il Principe dei Credenti? ».<br />
'A'isah rispose: «È (xabalah b. 'Amr al-Ansàri». Safiyyah gridò allora:<br />
« O Grubaylah, tu alzi la voce contro il Principe dei Credenti? ». 'A'isah<br />
invece, che parteggiava con la folla in opposizione ad 'Uthmàn, disse:<br />
« Non rimpicciolire il suo nome : chiamalo (xabalah. Dio non lo ha rimpic-<br />
« ciolito, e perciò il suo nome non è diventato più piccolo ».<br />
Alfine la faccenda fu regolata nel senso che 'Uthmàn acconsentì a<br />
quanto essi (= i Compagni) chiedevano ed abbandonò ciò che essi disappro-<br />
vavano, senza però che egli cedesse a loro vantaggio il potere (al-wi-<br />
làyah). In ciò furono d'accordo e si separarono. Allora a Safiyyah parlò<br />
il suo mawla Sulaym : « Lode a Dio, che ha rimesso in ordine la fac-<br />
« cenda di questa comunità ed ha rappacificati (quegli uomini) gli uni<br />
«con gli altri». Ma Safiyyah disse: «0 Sulaym! Essi non appartengono<br />
« a coloro che si lasciano sodisfare con ciò che il Califfo ha dato di sua<br />
« spontanea volontà : essi hanno intrapreso quello che hanno intrapreso,<br />
« ed io ho udito oggi i loro discorsi, quello che ho udito ».<br />
Allora ibn 'Udays consigliò ai suoi seguaci di assediare 'Uthmàn. Il<br />
Califfo si mostrò a loro da una finestra e disse : « abù-1-Hasan ! che cosa<br />
«è questo che viene intrapreso contro di me?». 'Ali rispose: «Resisti, o<br />
« abù 'Abdallah, per Dio, tu non eri assente allorché il Profeta era a Uhud;<br />
« (quando si mosse il monte con noi che eravamo su di esso) esclamò :<br />
« — Sta fermo. Uhud : su di te stanno soltanto un Profeta, uno che dice<br />
«la verità (al-siddiq) (= abù Bakr) e un martire (='Umar) — , tu sarai<br />
« ucciso, ed io sarò ucciso e saranno uccisi anche Talhah ed al Zubayr<br />
« e la parola di Dio verrà sicuramente a colpire conformemente alla sua<br />
« sentenza (?)<br />
». Allora 'Ali si allontanò e si nascose nella moschea, se-<br />
guito ed accompagnato da Sa'd b. abi Waqqàs e da molte altre persone.<br />
Venne anche al-Hasan b. 'Ali, parlò sottovoce con il padre e si allontanò :<br />
tornò un'altra volta, parlò di nuovo con lui sottovoce e poi si allontanò<br />
di nuovo: ripetè questo anche una terza volta. Allora 'Ali si alzò con<br />
al-Hasan, e Sa'd b. abì Waqqàs vedendo questo si alzò anch'egli per recarsi<br />
da 'Uthmàn. Egli entrò presso il Califfo e disse : « Io prenderò le mie armi<br />
« e verrò da te, o Principe dei Credenti ». 'Uthmàn disse : « Pigli per me<br />
224.
35. a. H. § 131<br />
« e piglia da me, o Sa'd ». La gente si trattenne nel iìin o- la loro ira 35. a. h.<br />
divenne viva. Sa'd andò loro incontro e disse: «Dio! Dio! Voi Musai- ^^Ì?a^u^'m' NArl. '*^f°'"<br />
- Uccislono<br />
< mani ! Voi avete abbandonato 'Uthmàn finché lo avete lavato dalle sue
§§ 131-136. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
[AR AB I A- MADI-<br />
È degno di nota lo speciale accanimento attribuito a Talhah nel volere tolto il potere ad ITthinan;<br />
ostilità confermata anche da altre tradizioni (cfr. §§ 155, 168).<br />
NAH.- Uccisione 'À-isah appare fiera avversaria di 'Utlimàn mentre l'altra vedova, Safiyyah, è descritta come favodei<br />
Califfo 'Uth- revole a lui, o per lo meno contraria all'impiego della violenza a suo danno.<br />
man.] Che anche la tradizione egiziana si sforzi di togliere ad 'Ali ogni sospetto di complicità, è fatto<br />
che non deve sorprenderci perchè perfettamente naturale.<br />
§ 132. — (Muhammad b. Ziyàd, da abù Yahya 'Abdallah b. Ahmad<br />
b. abì Masarra, da abù 'Abd al-rahmàn al-Muqri, da Harmalah, da Yazid<br />
b. abi Habib). Il più grande malanno che sia caduto su questa comunità<br />
dopo la morte del Profeta, è costituito di tre cose : l'assassinio di 'Uthmàn<br />
b. 'Affàn, r incendio della Ka'bah (ai tempi di Yazid, nell'anno 64. H.), ed<br />
il fatto di aver riscosso la gizyah dai Musulmani, ibn al-A ràbi aggiunge:<br />
«e l'uccisione di al-Husayn b. 'Ali (nell'anno 61. H.) > ('Asàkir, MS.<br />
pag. 708-709) [H.].<br />
§ 133. — (Muhammad b. Ya'qùb al-Asamm, da al-'Abbàs b. Muhammad,<br />
da Yahya b. Ma'in). Un uomo disse a Tàwùs : « Io non ho mai visto alcuno<br />
« che abbia tanto osato contro Dio ... ». Tàwùs lo interruppe dicendo : « Ma<br />
« tu non hai visto gii uccisori di 'Uthmàn? » ('Asàkir, MS. pag. 709) [H.].<br />
§ 134. — (ibn abì Khaythamah, da Yahya b. Ma'in, da Harami b.<br />
'Umàrah, da Qurrah, da Muhammad b. Sìrìn). « Se combattere contro la<br />
« gente dell' ahi al-Qiblah si fosse potuto mai permettere, avrebbe do-<br />
• « vuto essere permesso il giorno in cui fu assassinato 'Uthmàn » (^) ('Asà-<br />
kir, MS. pag. 709) [H.].<br />
Nota 1. — La tradizione apertamente accusa gli ahi al-Qiblah, ossia i più antichi Compagni<br />
del Profeta di essere stati gli artefici dell'assassinio di 'Uthmàn, e perciò degni di essere combattuti<br />
per il crimine commesso.<br />
§ 135. — (a) (Muhammad b. Hàrùn, da abù Kurayb, da ibn al-Mubàrak,<br />
da ibn Lahi'ah, da Yazid b. abì Habìb). Io ho udito che la schiera la<br />
quale mosse contro il Califfo 'Uthmàn, fosse composta tutta di pazzi.<br />
(b) (Muhammad b. Ismà'ìl al-Bukhàri abù 'Abdallah, da Musa b. Ismà'ìl,<br />
da 'Isa b. Minhàl, da Ghàlib, da Muhammad b. Sìrìn). Io girai intorno<br />
alla Ka'bah e vidi un uomo che diceva : « Dio, perdonami, ma io non<br />
«credo che tu mi vorrai perdonare >. Io dissi: «0 'Abdallah, io non ho<br />
« mai udito alcuno dire quello che tu dici ! » . Ed<br />
egli mi rispose : « Io ho<br />
« fatto il voto a Dio di dare uno schiaffo ad 'Uthmàn, non appena mi fosse<br />
« possibile. Allorché fu assassinato e lo misero sul suo seggio in casa, la<br />
« gente entrò e si mise a pregare. Io entrai pure come se volessi pregare:<br />
< rimasto però solo, sollevai il mantello dal suo volto e lo schiaffeggiai :<br />
« ora la mia mano si è intirizzita (disseccata) : io stesso la vidi disseccarsi<br />
«come legno »(^) ('Asàkir, MS. pag. 710). [H.].<br />
226. .<br />
.
85. a. H.<br />
jj 135^ i8a.<br />
Nota 1. — (Riassanto della versione egiziana): 35^ n^ H^<br />
1" Il malcontento crescente in Egitto induce il<br />
carsi a Madinah per conferire con il Califfo.<br />
governatore 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarb are- * [ARABIA- MADl-<br />
NAH.-Ucciaion*<br />
2** Mentre egli è a Madinah una commissione di Egiziani viene a Madinah per eaporre i snoi del Califfo 'Utjj-<br />
reclami. ^kn.]<br />
3° Vi furono trattative e la commissione ritornò in Egitto.<br />
4** Le concessioni del Califfo invece di calmare l'agitazione l'aamentano, forte perchè evidente<br />
risalta la debolezza di lui.<br />
50 II Califfo in Madinah nega le concessioni fatte ed esaspera la popolazione madineee con la<br />
sua condotta equivoca.<br />
6» 'Uthmàn per intimidire i più vivaci dei suoi critici ne arresta uno: la popolazione insorge,<br />
lo libera e il detenuto fugge in Egitto; il profuga infiamma gli animi e l'Egitto si ribella. 'Uthmàn<br />
è dichiarato destituito dal califfato.<br />
7" Parte dall'Egitto una schiera di 600 ribelli e marcia su Madinah.<br />
8** I ribelli arrivano di sorpresa in Madinah ed occupano la moschea: i madinesi lasciano fare.<br />
9» Convegno di 'Uthmàn e dei maggiori compagni del Profeta nella casa di *Ài8ah: il Califfo<br />
concede di nuovo ogni cosa, tranne il potere esecutivo; ma gli Egiziani non si lasciano più smuovere<br />
dai loro intenti.<br />
10" Gli Egiziani cingono la caaa di 'Uthmàn e cominciano le violenze.<br />
11« Il Califfo, credendo calmarli, consegna ad essi le chiavi del tesoro, che viene saccheggiato.<br />
12° Gli Egiziani irrompono nella stanza del Califfo e lo trucidano.<br />
ARABIA-MADlNAH. -- Uccisione del Califfo Uthmàn {versione della<br />
scuola Siria).<br />
§ 136. — (ibn 'À'idz, da Ismà'ìl b. 'Ayyàs, da Muhammad b. Yazid<br />
al-Rahbi, da Sahm abù Hunays al-Azdi, che fu presente all'uccisione di<br />
'Uthmàn). La schiera dei rivoltosi d' Egitto venne a Madinah, ma quando<br />
•fu contentata dal Califfo, se ne ritornò indietro. Durante il cammino di<br />
ritorno mutarono di nuovo parere (^) e rivennero (verso Madinah). 'Uthmàn<br />
usci di casa e fece la preghiera del mattino: quando però compiè<br />
la preghiera del pomeriggio, la gente della moschea lo aggredì lancian-<br />
dogli addosso la breccia, scarpe e suole. Allora tornò al suo dar e con<br />
lui erano Talhah b. 'Ubaydallah, al-Zubayr b. al-'x4.wwàm, Marwàn b. al-<br />
Hakam, abù Hurayrah, al-Mughirah b. al-Akhnas ed altri ancora. Questi<br />
montarono sul tetto delle case e videro da quel punto una schiera di ri-<br />
voltosi che erano entrati in Madinah, i quali avanzarono finché giunsero<br />
armati dinanzi alla porta del dar. Allora il Califfo disse ad uno dei suoi<br />
schiavi che aveva nome al-Waththàb: « Prendi un naiktal di datteri (un<br />
«miktalè una misura o canestra detta anche a 1 - q u ffa h [e contiene quin-<br />
< dici sa']), va con esso da questa gente: se essi mangeranno delle nostre<br />
« vivande, allora con essi non v'è nulla di male. Se però tu hai timore di loro,<br />
« allora lasciali e torna indietro ». Lo schiavo parti con il vassoio, ma quando<br />
quella gente lo vide, cominciò a scagliargli frecce, e lo schiavo tornò indietro<br />
con una ireccia confitta nella sua spalla. 'Uthmàn usci allora con i suoi e ciò<br />
bastò perchè quei rivoltosi si dessero tutti alla fuga. Uno di questi che aveva<br />
l'andatura da granchio (Krebsgang, traduce il Horovitz, ossia, dice il testo,<br />
227.
35. a. H.<br />
136. 35. a. H.<br />
uno che voleva ritirarsi, ma non fuggire) fu raggiunto, fatto prigioniero<br />
NAH.- Uccisione ^ condotto dinanzi ad 'Uthmàn. Il .prigioniero disse: «O Principe dei<br />
del Califfo 'Uth- « Credenti! Non ti vogliamo uccidere, ma soltanto bisticciarci con te: biman.<br />
« sticciati con il tuo popolo e contenta questa gente». Disse 'Utiimàn:<br />
« abù Hurayrab, forse è ciò realmente quanto vuole questa gente. Lasciate<br />
« in libertà il prigioniero ». L'uomo fu rilasciato. Uscì allora 'A'isàh e disse:<br />
« Guardati da Dio, o 'Uthmàn, con il sangue dei Musulmani ». 'Uthmàn<br />
rientrò nel suo dar: la mattina (seguente) pregò la preghiera del mattino<br />
nessuno osò parlare<br />
con gli altri fedeli, poi disse : « Datemi consigli » . Ma<br />
tranne 'Abdallah b. al-Zubayr b. al-'Awwàm, il quale disse: « Principe<br />
« dei Credenti, io ti indico tre cose da fare : eseguisci quella tra esse che<br />
« a te più piace. comincia una 'umrah e questa renderà sacro il nostro<br />
« sangue, mentre ci giungeranno le schiere di soccorso dalla Siria ». (In-<br />
fatti — aggiunge tra parentesi il tradizionista — il Califfo aveva sòritto ai<br />
Siri in generale ed ai Damasceni in particolare, partecipando loro l'al-<br />
ternativa dinanzi alla quale egli era stato messo). « Oppure fuggi sopra<br />
« un cavallo veloce e nobile, per modo che nessuno ti possa raggiungere<br />
« prima che noi abbiamo a raggiungere il luogo della nostra sicurtà in<br />
« Siria. Oppure noi ed i nostri seguaci possiamo uscire con le nostre spade<br />
« e combattere contro questa gente, perchè noi seguiamo la verità, essi il<br />
«falso». 'Uthmàn rispose: «Per quanto riguarda la tua prima proposta:-<br />
« se essi non credono vietato lo spargimento del nostro sangue oggi, non<br />
«lo riterranno proibito," quando noi compiremo la umrah. Quanto alla<br />
« seconda proposta di fuggire in Siria, sappi che io mi vergognerei di fug-<br />
« gire in Siria dal popolo mio e dagli abitanti del mio paese. Quanto alla<br />
« terza proposta di combattere con i nostri seguaci contro quella gente,<br />
« sappi che io spero vedere Dio senza aver versato una sola stilla di sangue<br />
« musulmano ».<br />
Cosi rimasero le cose per qualche giorno, finché una mattina dopo la<br />
preghiera 'Uthmàn disse (dopo lodato Dio) : « abu Bakr ed 'Umar sono<br />
« venuti a me durante la notte ed hanno detto : — Digiuna, o 'Uthmàn !,<br />
« perchè domani tu romperai il digiuno presso di noi — , ed io vi chiamo<br />
« a testimoniare che io digiuno e scongiuro coloro che credono in Dio e<br />
« nel giorno del giudizio di lasciare il dar sani e come buoni musulmani ».<br />
Allora i presenti dissero : « Principe dei Credenti, non siamo sicuri per<br />
« la nostra vita dinanzi a quella gente : quando<br />
usciamo, permettici di<br />
« riunirci in una casa del dar e di rimanervi nascosti »'. Questo egli con-<br />
cesse ed i presenti entrarono in una casa. La porta del dar venne aperta<br />
per ordine del Califfo. Egli fece apportare una copia del Qur-àn, e si prostrò<br />
228.<br />
I
SU di esso. Sua moglie [JS a ilah], la figlia di Faiàtìsah il kalbita, limat^o presso 35. a. h.<br />
di lui insieme con la figlia di Saybàn. Il primo che entrò presso il Califfo nah. uccisione<br />
fu Muhammad b. abi Bakr clie lo afferrò alla barba. 'Uthmàn gli disse : mo piccolo, con occhi cerulei chiari, marchiato dal vainolo, membro della<br />
laraigiia di Dzù Asbah. Egli avanzò con una mazza di ferro incontro al<br />
Calirtb e disse : « A quale religione professi di appartenere, tu vecchio de-<br />
vv bole per grande età? ». — « Io non sono debole per grande età, ma sono<br />
* 'Uthmàn b. 'Affàn e professo la religione di Ibràhim, come Hanìf, come<br />
musulmano, e nooi appartengo agli adoratori degli idoli ». — « Tu men-<br />
tisci! », rispose Rùmàn, e lo colpi con la mazza di ferro sulla tempia<br />
iiistra e lo uccise. La figlia di Faràfisah, ]a kalbita, si slanciò innanzi<br />
per coprire il Califfo con il suo corpo e con i suoi vestiti — la donna era<br />
grossa di corpo ed aveva membra fortissime — e la figlia di Saybàn si<br />
gettò sulla parte rimanente del corpo di 'Uthmàn. Allora entrò uno degli<br />
Egiziani con la spada sguainata e disse : « Per Dio, io voglio targliargli<br />
. Lo schiavo accorse e<br />
si gettò sull'egiziano e con un colpo di spada lo uccise. Allora entrò la<br />
gente, e quando videro che l'uomo ('Uthmàn) era stato ucciso e che le<br />
lue donne non lo volevano lasciare, alcuni dei Qurays ebbero un penti-<br />
mento e si vergognarono. Perciò cacciarono tuori gli Egiziani e chiamarono<br />
in aiuto gli ahi a 1 - b a y t. Combatterono cosi presso il d à r e Marwàn<br />
b. al-Hakam fa colpito sulla nuca e cadde in terra. Uno degli Egiziani<br />
menò un colpo contro al Mughirah b. al-Akhnas con la spada per modo<br />
che lo fece precipitare in terra. Quando uno dei Madinesi ebbe a dire :<br />
al-Mughirah b. al-Akhnas è stato annientato », l'assassino disse: «No!<br />
«L'assassino di al-Mughirah b. al-Akhnas è annientato», gettò la spada<br />
fuggi, chiedendo perdono a Dio. Alla sera dissero i presenti : « Se voi<br />
« lasciate il vostro collega ('Uthmàn) abbandonato sino al mattino, quella<br />
229.<br />
man.
35. a. H.<br />
§§ 136-138. 35. a. H.<br />
^ ffente mutilerà il cadavere ». Allora decisero di provvedere e si recaronc<br />
[ARABIA-MADI- , . . ,. ^ , , ^, n ^ -i \ t .rr^i<br />
N AH. -Uccisione ^'1 Cimitero di Baqi al-Grharqad portando il cadavere di Utnmàn m mezze<br />
del Califfo 'Uth- ^Ua notte: all'improvviso una schiera li sorprese. Quelli che portavano<br />
man.<br />
'Uthmàn ebbero paura e siccome cercavano di evitarli, il capo dei mede-<br />
simi gridò : « Non abbiate timore : state fermi : noi siamo venuti soltanto<br />
« per esser presenti con voi al funerale >. abù Hubays soleva dire più tardi:<br />
« Per Dio : essi sono gli angeli di Dio >. Allora seppellirono 'Uthmàn e fuggi<br />
rono in Siria la stessa notte. In Wàdi al-Qura incontrarono i Siri sotto Habit<br />
b. Maslamah, il quale raccontò di aver raggiunto l'assassino di al-Mu ghirat<br />
b. al-Akhnas, mentre fuggiva chiedendo perdono a Dio, e lo ave^a ucciso<br />
Egli soleva di poi raccontare di aver visto, in un sogno, ardere e bruciare<br />
il érahannum : un fremito di orrore passò per la sua pelle ed ebbe un grande<br />
spavento. Poi vide un forno che aveva la fiamma più ardente ed allorché<br />
chiese: «Per chi è questo forno?», ebbe la risposta: «Per l'assassino d:<br />
«al-Mughirah b. al-Akhnas > ('Asàkir, MS. pag. 691-695) [H.J.<br />
Nota 1. — La scuola siria sopprime addirittura l'episodio della falsa lettera, di cui abbiamo s<br />
spesso fatto menzione nelle note precedenti (cfr, § 23 nota 4). — E spirito di parte che ha eliminate<br />
un episodio che poteva gettar luce sfavorevole, o sospetti su Marwàn b. al-Hakam? il particolare è sop<br />
presso perchè affatto inesistente?<br />
Gli Egiziani tornarono indietro semplicemente perchè durante il viaggio, discutendo insieme<br />
ebbero un pentimento e mutarono parere. La notizia è molto verosimile e fenomeno naturale in simil<br />
casi : questa versione ha un' impronta più veritiera che non la romanzesca scena del falso messo con 1j<br />
lettera apocrifa.<br />
Nota 2. — La versione siria contiene vari punti importanti che debbono essere rilevati :<br />
1° Dopo il ritorno degli Egiziani la faccenda non tirò in lungo e i congiurati si accinsero bei<br />
presto a vie di fatto.<br />
2° La casa di 'Uthmàn non fu veramente assediata, ma quelli che abitavano in essa temevan(<br />
di essere esposti a violenze da parte dei nemici del Califfo, e perciò 'Uthmàn e i suoi non osaronc<br />
uscire.<br />
3° Nessun madinese si curò di proteggere il Califfo, il quale non volle che si combattesse pe:<br />
lui e rimase solo in casa con le sue donne.<br />
4° 'Uthmàn fu assassinato di sorpresa da alcuni dei rivoltosi, che irruppero all' improvviso nellt<br />
- sua stanza, mentre leggeva il Quràn.<br />
6° Il conflitto fra nemici ed amici del Califfo avvenne dopo la sua uccisione e non prima.<br />
6° I Qurays, con cui si intendono i più antichi Compagni del Profeta, quando videro ucciso i<br />
Califfo, si pentirono e sì vergognarono, dice il testo. Sentivano come la responsabilità cadesse su di loro<br />
§ 137. — ('Ubaydallah b. 'Abd al-rahmàn, da 'Abdallah b. Muslim b<br />
Qutaybali, da abù Hàtim, da al-Asma'i, da abù 'Awànah). I capi che esc<br />
guirono l'assassinio di 'Uthmàn furono sei : 'Alqamah<br />
b. Qays, Kinànal<br />
b. Bisr, Hukaym b. Grabalah, al-Astar, 'Abdallah b. Budayl, Humràn b<br />
Pulàn, oppure Fulàn b. Humràn. In un'altra tradizione è detto che l'uc<br />
cisore fosse Kinànah b. Bisr, il quale poi a sua volta fu ucciso ('A s à k i r<br />
MS. pag. 706) [H.].<br />
§ 138. — (ibn 'Asàkir). 'Adi b. Hàtim, il giorno in cui fu ucciso 'Uth<br />
man, udì una voce che annunziava esser Dio contento di 'Uthmàn.<br />
230.
35. a. H. U 188.142.<br />
(ai-Sari b. Yahya, da Ahmad b. Yùnus, da 'Ali b. 'Ayyàs, da Habib 35. «. H.<br />
b. Salamah). 'Ali disse: « 'A-isah sapeva che Hubays Dzù-l-Marwah e la ^^Sa^*^.'^^^^'<br />
« gente di al-Nabrawàn erano maledetti dalla lingua di Maometto, abù
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
N AH. -Uccisione<br />
del Califfo 'Uth-<br />
màn.l<br />
§§ 142, 143. 35. a. H.<br />
« a colui che muove il reclamo. Se sono però lenti e gravosi, allora essi<br />
« potevano cederli come elemosine : Dio compensa quelli che danno ele-<br />
« mosine ». Allora noi dicemmo: « Noi cediamo in elemosina quanto chie-<br />
« diamo ». E quaranta giorni dopo segui l'assassinio di 'Uthmàn. La gente<br />
rimase addolorata per questo fatto, ma io andai da un mio compagno, sul<br />
quale potevo contare e gli dissi : « La gente ha commesso quello che tu<br />
« hai visto : presso di noi esiste una schiera di Compagni del Profeta :<br />
«vieni con noi da loro». E cosi andammo da abu Musa, l'amir di al-<br />
Kùfah, il quale sosteneva doversi tener lontani dalla fitnah, e dava<br />
ordine di rimanere in casa. Poi andammo alla dimora di Hudzayfah,<br />
ma non lo trovammo in casa. Lo andammo a cercare nella moschea, nella<br />
quale appunto lo trovammo, con la schiena appoggiata ad una colonna in<br />
compagnia di un'altra persona. Io dissi: « Egli è in pena ». Perciò ci mettemmo<br />
a sedere in disparte per non incomodare i due uomini. Ma poi entrò<br />
un'altra persona e andò a sedersi vicino alle due : perciò ci alzammo anche<br />
noi e andammo a sederci vicino a Hudzayfah. Questi si morse le dita e<br />
disse: « Essa (la fitnah) è venuta a voi per lapidarvi con le pietre nere<br />
« con le quali si puliscono i piedi sporchi : a lei viene appresso un'altra<br />
« che lancia pietre infocate, ed infine viene la tirannide, durante la quale<br />
« un uomo al mattino va sul retto cammino e la sera va nell'errore,<br />
« e intanto l'uomo intelligente si confonde e non sa più se si trova sul<br />
« retto cammino o nell'errore. Essa (la tirannide) ha cadute d'acqua e<br />
« corsi d'acqua (? ?)<br />
: se tu puoi morire (annegato) o rimanere nelle acque<br />
« tranquille, fallo ». Allora disse l'uomo che si era unito a lui: « Possa Dio<br />
« retribuire voi Compagni del Profeta con il male Q). Voi ci avete intorbi-<br />
« data la faccenda al punto, che noi non sappiamo più se dobbiamo rima-<br />
« nere a sedere o alzarci. Perchè non hai trattenuto la gente nel giorno<br />
«di al-Grara ah? ». E quegli rispose: «Io ho trattenuto me stesso ed ibn<br />
« al-Hadrami :<br />
se non l'avessi fatto, ibn al-Hadrami si sarebbe associato con<br />
« quella gente che si ribellava e parlava (protestando) » ('Asàkir, MS.<br />
pag. 738-739) [H.].<br />
Nota 1. — Accusa esplicita ai Compagni del Profeta di aver ucciso 'Uthmàn.<br />
§ 143. — (Ahmad b. Ibràhim, da ibn 'A'idz, da Yahya b. Hamzah,<br />
da abù 'Abdallah al-Nagràni). Durante la malattia per effetto della quale<br />
Hudzayfah b. al-Yamàni cessò di vivere, erano presso di uno dei suoi ira-<br />
telli, che parlava confidenzialmente in segreto con la moglie di Hudzayfah.<br />
Questi apri gli occhi ed interrogò ambedue, ma essi risposero: «Bene!».<br />
Hudzayfah però soggiunse :<br />
« Una cosa che voi volete tenermi nascosta non<br />
« può esser buona ». Essi allora dissero: « L'uomo ('Uthmàn) è stato assas-<br />
232.
35. a. H. Il i43.i4a<br />
« sinato! ». Hudzayfah- ripetè la notizia e poi disse: « O Dio, io nulla ho *'^- • *^-<br />
lAR AB I<br />
A- MADF»<br />
« che fare in questa faccenda. Se l'atto è stato buono, allora il bene spetta NAH.-Uccision*<br />
« a quelli che erano presenti, perchè io non vi ho preso parte. Ma se è ^^^ Califfo 'Uthman.<br />
« cosa cattiva, allora appartiene a quelli che vi erano presenti, perchè io<br />
«non vi ho avuto parte alcuna, ecc.» ('Asàkir, MS. pag. 739) [H.].<br />
§ 144. — ('Ali b. 'Asini, da Husayn b. 'Abd al-rahmàn, da abii Wà-il,<br />
da Khàlid b. Kabi' al-'Absi). Avemmo notizia che Hudzayfah fosse malato:<br />
allora abù Mas'ùd al-Ansàri si recò a.cavallo da lui accompagnato da varie<br />
persone, tra le quali ero anch'io: andammo ad al-Madà'in. abù Mas'ùd<br />
menzionò l'uccisione di 'Uthmàn, ed abù Hudzayfah disse: « Dio, io non<br />
« ero presente : io non ho commesso l'omicidio, né fui d'accordo con quelli<br />
«che hanno compiuto il misfatto» ('Asàkir, MS. pag. 739) [H.].<br />
§ 145. — (ibn abi Adi, da Sa'id b. 'Arùbah, da Ismà'il b. limar, da<br />
abù 'Utlimàn al-Nahdi). abù Musa disse: « Se questo assassinio (l'uccisione<br />
< di 'Uthmàn) fosse stato un passo sul retto cammino, gli Arabi ne avreb-<br />
« bere munto latte : ma fu un errore e perciò ne hanno munto sangue »<br />
('Asàkir, MS. pag. 740) [H.].<br />
§ 146. — (Muh. b. 'Ubayd al-Tanàfisi, da Qatr b. Khalifah, da Zayd<br />
b. 'Ali). Zayd b. Thàbit pianse per 'Uthmàn nel Yawm al-Dàr.<br />
(ibn Sa'd, da Muslim b. Ibràhim, da Salàm b. Miskin, da Màlik b.<br />
Dinar). Mi ha raccontato un tale, che nel giorno dell'uccisione di 'U^màn<br />
egli udì 'Abdallah b. Salàm che diceva : < Oggi gli Arabi sono andati in<br />
«rovina» ('Asàkir, MS. pag. 740) [H.].<br />
§ 147. — Nel testo di ibn 'Asàkir (MS. pag. 741 e segg.) abbiamo<br />
varie tradizioni che pretendono riferire l'opinione di Compagni del Pro-<br />
feta, condannanti l'uccisione di 'Uthmàn :<br />
per esempio, Thumàmah b. 'Adi,<br />
ibn Humayd al-Sà'idi ed abù Usayd. Si ricorda un sogno avuto da al-<br />
Hasan b. 'Ali, il quale vide dormendo in paradiso il Profeta ed i due primi<br />
califfi ai piedi del trono di Dio, e poi sopraggiungere 'U^màn e chiedere<br />
a Dio che domandasse ai suoi servi perchè l'avevan ucciso. Ed allora due<br />
torrenti di sangue furono versati dal cielo in terra.<br />
§ 148. — (abù Mu'àwiyah al-A'mas, da Khaythamah, da Masrùq). 'A'isah<br />
disse, allorché 'Uthmàn fu ucciso : « Voi l'avete lasciato come un vestito che<br />
« è stato nettato dalla sporchizia, e poi lo avete ucciso » (cfr. § 131). Io dissi :<br />
« Questo è opera tua : tu hai scritto alla gente ed ordinato ad essi di muo-<br />
« vere contro di lui ». E quella rispose: « Non è vero! Per quello in cui<br />
« credono i fedeli e non credono i miscredenti, io non ho scritto nulla di<br />
« nero su bianco a quella gente, sino a che io non ho preso questo mio<br />
* seggio ».<br />
233.<br />
30
%% 148-150. 35. a. H.<br />
35. a. H. al-A'mas aggiunge : « Si suppone che si sia scritto in nome suo, senza<br />
N AH. -Uccisione *^ che essa ne sapesse nulla» ('Asàkir, MS. pag. 746) [H.].<br />
dej Califfo 'Uth- § 149, — (Ismà'il b. 'Ayyàs, da Safwàn b. 'Amr, da 'Abd al-rahmàn<br />
b. ó-ubayr b. Nufayr, da suo padre, da 'A'isah). Questa disse: « La gente<br />
« si uni a me nel rimproverare 'Utlimàn, ma quanto io feci fu semplice-<br />
« mente un benevolo rimprovero. Quanto al sangue sparso 4i 'Uthmàn, io<br />
« mi rifugio presso Dio dal suo sangue :<br />
per Dio, io desiderei aver avuto<br />
« la lebbra e non aver mai detta una sola parola sul conto di 'Uthniàn »<br />
('Asàkir, MS. pag. 747) [H.].<br />
§ 150. — (Ahmad b. Muh. b. Ziyàd, da Muh. b. Ahmad b. abi-l-'Awwàm,<br />
da abù Ahmad b. Yazid, da Kathir b. Marwàn al-Filastìni, da Gra'far b.<br />
Burqàn, da Maymùn b. Mihràn). Dalla morte del Profeta sino a quella di<br />
'Uthmàn, le elezioni dei califfi avvennero senza contrasti e senza impiego<br />
di forza. Quando la gente cominciò a rimproverare 'Uthmàn per alcune<br />
azioni da lui compiute, egli li contentò tutti, depose i governatori che non<br />
volevano e li sostituì con quelli che preferivano. Ma allora un malvagio<br />
eccitò i malviventi tra gli Egiziani e gii stolti tra i Madinesi ad uccidere<br />
'Uthmàn. Essi entrarono nella dimora del Califfo, trovandolo seduto in<br />
atto di leggere il Qur'àn. Erano armati ed uccise^-o il Califfo che non si<br />
mosse e rassegnato attese la grazia di Dio. Gli uomini si divisero in quattro<br />
partiti, dai quali poi se ne distaccò un altro, sicché divennero cinque<br />
gruppi :<br />
Primo : la s ì ' a h di 'Uthmàn ;<br />
Secondo : la s i ' a h di 'Ali ;<br />
Terzo: gii al-Murgi'ah;<br />
Quarto : quelli rimasti fedeli alla g a m à ' a h ;<br />
Quinto : gli a 1 - Kh a w à r i g che si distaccarono allorché 'Ali ebbe<br />
riconosciuto i due arbitri.<br />
Quanto riguarda la sì' ah di 'Uthmàn, essa consisté della gente di<br />
al-Basrah e dei Siri. I Basrensi dissero : « Nessuno ha più diritto di ven-<br />
« dicare il sangue di 'Uthmàn, che Talhah ed al-Zubayr, dacché ambedue<br />
«furono membri del consiglio elettivo (sur a) (il quale aveva eletto 'Uth-<br />
« man) ». I Siri dicevano: «Nessuno ha più il dovere di vendicare il<br />
« sangue di 'Uthmàn, che la famiglia ed i parenti di 'Uthmàn, e nessuno<br />
« ha più forza per compierla che Mu'àwiyah. Tutti questi nulla hanno che<br />
«vedere con 'Ali e con la sua si 'ah».<br />
Riguardo alla si 'ah di 'Ali, essa consisteva dei Kufani.<br />
Gli al-Murgi-ah sono i dubbiosi, che erano nel!' incertezza. Nelle spe-<br />
dizioni militari (delle guerre civili) essi erano assenti, ed allorché ebbero<br />
234.
ÓOm S.» Xl* g ]^g()^<br />
fatto ritorno a Madìnah dopo l'uccisione di 'Utlimàn — prima erano tutti 35. a. H.<br />
concordi e non v'erano divergenze di opinioni — essi dissero : « Vi abbiamo ^ah uccisione<br />
« lasciati allorché la vostra faccenda era tutt'una e non esisteva divario d»' Califfo 'Uthman.<br />
*. di opinioni, mentre ora una parte di voi dice che l'uccisione di 'Uthmàn<br />
< avvenne in modo criminoso ed il Califfo era più eminente in giustizia<br />
« degli altri Compagni ; e vi sono altri che dicono aver 'Ali dalla parte<br />
« sua il diritto, i suoi compagni essere tutti degni di fiducia e noi ab-<br />
< biamo da parte nostra una prova di verità. Noi invece non ci sepa-<br />
< riamo da alcuno di voi : non malediciamo alcuno di voi due, né depo-<br />
« niamo testimonianza contro alcuno di voi due ; ma<br />
rimettiamo per am-<br />
€ bedue la faccenda nelle mani di Dio, affinchè Dio indichi colui che tra<br />
« voi dia la decisione ».<br />
Tra quelli che erano rimàsti con la comunità (g a m a ' a h) erano Sa'd<br />
b. abì Waqqàs, abù Ayyùb al-Ansàri, 'Abdallah b. 'Umar, Usàmah b. Zayd,<br />
Habib b. Maslamah al-Fihri, Suhayb b. Sinàn, Muhammad b. Maslamah,<br />
oltre ben 10,000 altri Compagni del Profeta e tabi' un. Questi dicevano:<br />
« Noi riconosciamo 'Uthmàn ed 'Ali, e non ci separiamo da alcuno di loro<br />
« due, e testimoniamo per ambedue e per le loro s i ' a h che sono buoni<br />
« credenti, per ambedue abbiamo speranze e per ambedue abbiamo timore ».<br />
Il quinto partito è quello degli al-Hariiriyyah, i quali dicono : « Noi<br />
« facciamo testimonianza che gli al-Murgi'ah hanno ragione. Noi non ci<br />
« attacchiamo né ad 'Ali né ad 'Uthmàn ». Più tardi divennero eretici,<br />
perchè non si dichiararono liberi dalla colpa (??), e fecero testimonianza<br />
che la comunità (ahi al-gamà'ah) era miscredente. Questa fu la prima<br />
divisione di opinioni (nell' Isiàm) : più tardi divennero in tutto settanta sètte.<br />
Alcuni seguaci di queste (cinque primitive) sètte invitarono Sa'd b. abi<br />
Waqqàs ad unirsi con loro. Egli però rispose : « No !<br />
Neanche<br />
se voi mi deste<br />
« una spada che avesse due occhi che vedessero ed una lingua che parlasse<br />
« e dicesse chi é credente, per modo che io potessi lasciarlo in disparte ». E<br />
Sa'd aggiunse anche una similitudine : « Grente come voi e gente come noi<br />
« sono paragonabili ad una schiera che si trova sopra una strada pubblica<br />
« giacente bianca e manifesta dinanzi agli occhi. Mentre essi viaggiano un<br />
« turbine di vento solleva la polvere ed i viaggiatori perdono la strada e<br />
« divengon dubbiosi sul conto di essa. Uno dice che la strada è a dritta<br />
« e quelli seguono l' indicazione, cadono in errore e perdono la via. Allora<br />
< altri dicono che la via è a sinistra, e tutti piegano a sinistra, cadono<br />
§§ 150-152. 35. a. H.<br />
35. a. H. ^< quando il vento ha cessato di soffiare, riappare chiara ed evidente la<br />
N AH. -Uccisione «strada. Questi ultimi sono i seguaci della comunità, i quali dicono : noi<br />
del Califfo 'Uth- « rimaniamo là dove il Profeta ci ha lasciati, ed aspettiamo finché voi lo<br />
man.<br />
« avrete incontrato, e noi non ci mescoliamo affatto con i fitan (diser-<br />
te dini) finché non ritroviamo il Profeta ». Questa comunità e questo par-<br />
tito, che si chiama si'ah al-Islàm, é quella a cui si associa Sa'd b. abì<br />
Waqqàs con i suoi compagni, ossia quelli che si tengono lontani dai fitan<br />
sino a che Dio annienti la divisione e ristabilisca la unione. Essi si uni-<br />
rono alla comunità, le furono obbedienti e le si sottomisero. Chi agisce in<br />
questo modo e ad esso si attiene, sarà salvato : chi invece non si attiene<br />
a questo e dubita, precipiterà in pericoli ('Asàkir, MS. pag. 752-766) [H.].<br />
Cfr. Sahrastàni Milal, nell'introduzione o prolegomeni; Sahrastàni-Haarbrucker,<br />
I, 4-8.<br />
ARABIA - MADINAH. — Uccisione del Califfo Uthman (Tradizioni e<br />
notizie da fonti diverse e più moderne).<br />
§ 151. — (Yazìd b. 'Abd rabbihi, da al-Hàrith b. 'Ubaydah, da Muh.<br />
b. 'Abd al-rahmàn b. Muhayriz, da suo padre ['Abd al-rahmàn b. Mu-<br />
hayriz], da suo nonno [Muhayriz]). 'Uthman guardò in giù su quelli che<br />
lo assediavano e li salutò, ma essi non gli risposero al saluto. 'Uthman disse<br />
allora: « E Talhah fra la gente? ». E Talhah rispose: « Si ». 'Uthman sog-<br />
giunse : « Noi apparteniamo a Dio ed a lui ritorniamo : io saluto la gente nella<br />
€ quale tu ti trovi, ed essi non mi rispondono al mio saluto ». Talhah ri-<br />
spose : « Io ho risposto al saluto ». Ed 'Uthman :<br />
« Io non chiamo rispondere,<br />
« quando io ti faccio intendere il mio saluto, ma tu non mi fai intendere<br />
« il tuo. O Talhah, io ti scongiuro di affermare se hai inteso il Profeta dire :<br />
« — Il sangue di un musulmano é lecito (di esser versato) soltanto in uno<br />
« dei tre casi : quando<br />
egli diviene miscredente dopo essere stato credente :<br />
« o quando abbia commesso oscenità (z i n a) dopo esser stato continente, o<br />
« quando abbia ucciso un altro, sicché abbia ad esser ucciso anche lui ».<br />
Talhah rispose: « Per Dio, si (l'ho udito dire) ». Allora 'Uthman recitò il<br />
takbir ed aggiunse: « Per Dio, io non ho smentito Iddio dacché io l'ho<br />
« conosciuto : io non .<br />
ho<br />
commesso oscenità né ai tempi pagani, né a quelli<br />
« dell' Isiàm, né mai ho ucciso un'anima, per cui potrebbe esser permessa<br />
«la mia uccisione» ('Asàkir, MS. pag. 616-617) [H.].<br />
§ 152. — (Kahmas b. al-Minhàl, da Sa'id b. abi 'Arùbah, da Qatàdah).<br />
'Uthman guardò giù (dal tetto della sua casa), allorché era assediato, e<br />
disse: «Mandatemi un uomo, con il quale io possa discorrere». Essi gli<br />
mandarono Sa'sa'ah b. Suhàn, ed 'Uthman gii disse : « Che cosa é che vi<br />
236.
35. 3,» H. ^^ l.r.j<br />
* dispiace? ». E Sa'sa'ah disse: « Noi siamo stati ingiustamente espulsi dalle 35. a. H.<br />
« nostre case, soltanto perchè abbiamo detto: il nostro Signore è Aliali I >. ' ^Af'<br />
, ,<br />
.^'^^°''<br />
NAH.- Uccisione<br />
'[Jthmàn però rispose: < Tu mentisci, perchè voi non siete quelli :*lo siamo dei Califfo 'Uth-<br />
« invece noi. I Makkani hanno espulso noi, siamo noi quelli di cui Dio<br />
man.<br />
parla nel Qur'àn » ('Asàkir, MS. pag. 618) [H.].<br />
§ 153. — {a) Un'altra tradizione assai oscura per il testo corrotto, attri-<br />
l)iu8ce ad 'Uthman altri discorsi, in cui chiede se tra i suoi persecutori<br />
\ i siano i due ligli di Mahdug (il nome di un khàrigita, di cui si avrà a<br />
parlare molto sotto il califfato di 'Ali a proposito della battaglia di al-<br />
>fahrawàn :cfr. 38. a. H., §§ 130, 160, 162, 166). Poi la tradizione, evidente-<br />
mente invenzione di tempi posteriori, ricorda, mettendo le parole in bocca<br />
(li 'Uthman, che i Rabi'ah sono malfattori e traditori: Umar avrebbe detto<br />
he non avrebbe mai accettato tributo da gente la quale abitava ad un mese<br />
(li viaggio da Madinah, alludendo così agli Arabi abitanti nelle provincie<br />
lientali della penisola. 'Uthman ricorda ai presenti che essi erano venuti<br />
ima volta da lui, dicendo : < I Kindah divorano la testa ed i Rabi'ah sono la<br />
< testa, ed al-As'at_h b. Qays l' ha ricordata », e ricordò che per questa ragione<br />
egli aveva destituito al-As'ath, sostituendolo con i due figli di al-Mahdùg.<br />
[ presenti riconobbero che 'Utjimàn diceva la verità, ed egli rimproverò a<br />
loro di negargli i benefici da lui compiuti ('Asàkir, MS. pag. 618-619).<br />
ih) In un'altra tradizione (Kahmas al-Minhàl, da Sa'id b. abi 'Arùbah,<br />
(la Ya'la b. Hakim, da Nàfi' e da altri) si riferiscono i consigli dati da<br />
Abdallah b. 'Umar ad 'Uthman, ossia che egli non cedesse alle insistenze<br />
logli assedianti, perchè egli abdicasse: 'Uthman non doveva creare il pre-<br />
edente che un califfo si dimettesse, quando il popolo lo chiedeva ('Asà-<br />
k'iY, MS. pag. 626-627).<br />
(e) In una seconda tradizione sullo stesso argomento (Sa'dàn b. Nasr, da<br />
Sabàbah b. Sawwàr, da 'Asim b. Muhammad al-'Umari, da suo padre) ibn<br />
Umar consiglia ad 'Uthman di acconsentire a tutte le domande dei pro-<br />
testanti, tranne in quella delle sue dimissioni, ma di trattare con essi scen-<br />
dendo sino alla soglia della porta di casa e non dal tetto 'Uthman si adirò<br />
per questi consigli, accusando 'Abdallah b. 'Umar di esser l' intermediario<br />
degli insorti, ed ingiuriandolo con le parole : « Va a prendere il regalo (' a t a<br />
« per la tua intercessione?)! ». ibn 'Umar esce dalla casa del Califfo, invi-<br />
tando gli assedianti a non uccidere il Califfo, perchè se commettevano tale<br />
misfatto, mai più i Musulmani avrebbero fatto insieme concordi il grande<br />
pellegrinaggio annuale : anche se i corpi fossero insieme, le menti e le inten-<br />
zioni sarebbero per sempre rimaste in contrasto ('Asàkir, MS. pag. 626) [H.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, fol. 166,v.<br />
237.
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo Uthman.]<br />
154, 155. 35. a. H.<br />
§ 154. — Una tradizione (al-Husayn b. al-Qàsim al-Kawkabi, da 'Abd<br />
al-rahmàn b. Mansùr, da al-'Utbi) riferisce un abboccamento avuto da<br />
'Uthmàn con ibn 'Abbàs che egli aveva mandato a chiamare, abboccamento<br />
tenuto alla presenza di Marwàn b. al-Hakam, il quale interrompe ibn<br />
'Abbàs, perchè fa gli elogi di 'Ali e dei suoi due figli Hasan e Husayn.<br />
ibn- 'Abbàs accusa 'Uthmàn d'essersi lasciato sedurre e traviare dalle sedu-<br />
zioni del potere e di non esser rimasto fedele ai dettami della religione :<br />
gli fa presente che gli assedianti vogliono o la sua morte o la sua abdi-<br />
cazione e gli consiglia questa, che gli apriva la via al pentimento per i<br />
falli commessi ('Asàkir, MS. pag. 633-634).<br />
Altre tradizioni, citate più volte, mirano alcune a dimostrare che<br />
'Abdallah b. 'Umar facesse il possibile per dissuadere gli assedianti dall'uc-<br />
cidere 'Uthmàn; altre insistono che 'Abdallah b. Mas'iid abbia protestato<br />
contro le invettive di cui 'Uthmàn era oggetto, aggiungendo che se l'ucci-<br />
devano, mai avrebbero avuto un uomo uguale a lui nella carica di califfo.<br />
Si danno però anche altre versioni di significato più oscuro, dalle quali<br />
parrebbe che il pensiero di ibn Mas'ùd fosse precisamente il contrario, e<br />
gli si attribuisce di desiderar l'uccisione di 'Uthmàn. La cosa è detta<br />
però in modo cosi involuto, a proposito di un dardo speciale, simile a quello<br />
che viene da Dio, da rendere incerta ed enigmatica l' interpretazione pre-<br />
cisa ('Asàkir, MS. pag. 625).<br />
Sul conto di 'Abdallah b. Salàm si riferiscono varie tradizioni, per<br />
provare che egli fosse contrario all'uccisione di 'Uthmàn ('Asàkir, MS.<br />
pag. 621-624) [H].<br />
Cfì:*. anche Bzahabi Ta*rikh, MS. Paris, fòl. 166,v.<br />
§ 155. — Con varie tradizioni si vuole stabilire che 'Ali cercasse di<br />
aiutare 'Uthmàn, portandogli da bere, quando era assediato in casa ed in<br />
grandi strettezze. Altre vogliono che 'Ali se ne andasse invece nelle sue<br />
proprietà in Yanbu' e ne fosse richiamato per le vive insistenze del Califfo.<br />
Altre descrivono la madre di Talhah b. 'Ubaydallah (al-Sa'bah bint al-<br />
Hadrami), la quale, commossa dalle angustie del Califfo, si sforza di persuadere<br />
il figlio a prestargli soccorso ed almeno procurargli l'acqua da bere. Talhah<br />
mostra tanto malvolere, che tenta rifiutarsi alle insistenze della madre e<br />
cede soltanto quando questa si apre il petto e tira fuori le mammelle. Al-<br />
lora Talhah si reca da 'Ali e lo prega di aiutare 'Uthmàn. Personalmente<br />
egli non vuol far nulla (^) ('Asàkir, MS. pag. 630-634) [H.].<br />
Nota 1. — La particolare ostilità di Talhah verso 'Uthmàn appare in più tradizioni, e la notizia<br />
si fonda probabilmente sopra un latto sicuramente accertato e noto a tutti i contemporanei. Si confron-<br />
tino anche le parole d'odio di Talhah ricordate nei §§ 131, 168.<br />
238.
35. a. H. Il 156-162.<br />
§ 156. — (abù Nadrah, da abù Sa'id mawla di abù Asid [o si con- ^5. a. h.<br />
tinua una tradizione di al-Wàqidi?]). [I ribelli] tornarono a Madinah, e si nah. Uccisione<br />
recarono da 'Ali, e gli dissero: «Non hai tu badato al nemico di Dio? dei Caiifto 'uth-<br />
"*<br />
« Vieni con noi ». Ed egli: « Per Dio, non vengo con voi ». — « E perchè<br />
"<br />
< tu ci hai scritto? ». — « Per Dio, io non vi ho scritto » (Dzahabi Ta*-<br />
rikh, MS. Paris, fol. 166,v.-166,r.).<br />
La stessa tradizione anche in ibn 'Asàkir (MS. pag. 630).<br />
Cfr. Khamis, II, 289-290.<br />
§ 157. — Muh. b. Sirìn attesta: « Non so di nessuno che sospettasse<br />
< 'Ali dell'uccisione di 'Uthmàn » (cfr. § 166).<br />
Sempre secondo lo stesso autore, molti tentativi si fecero per difen-<br />
dere il vecchio Califfo, il quale non accettò. E v'erano con lui settecento<br />
j)ersone che, s'egli le avesse lasciate fare, avrebbero potuto cacciare i ribelli.<br />
Quelli che cercarono di difenderlo furono i figli dei più illustri Compagni.<br />
;il-Hasan, al-Husayn, ibn Umar, Marwàn, ibn al-Zubayr. Soprattutto questi<br />
insistè.<br />
Zayd b. Thàbit menò seco 300 Ansar, ma 'Uthmàn non volle spargi-<br />
mento di sangue.<br />
Altro tentativo fu fatto, secondo abù Sàlih, da abù Hurayrah(?) (Dza-<br />
habi Paris, fol. 167,v.-168,r.).<br />
Nota 1. — Tradizioni apologetiche, che non hanno alcun fondamento di verità: sono creazioni<br />
di tempi posteriori con Io scopo di scusare i Compagni.<br />
§ 158. — (Layth b. abì Sulaym, da Tàwus, da ibn 'Abbàs). Udì 'Ali<br />
(lire: « Per Dio, non ho ucciso (cioè 'Uthmàn) né ho datp ordine, ma sono<br />
«stato sopraffatto». E lo disse tre volte (Dzahabi Paris, fol. 169, v.).<br />
§ 159. — In una tradizione si espone come ibn 'Abbàs cercava di<br />
distrarre 'Ali dall'accettare il governo dopo 'Uthmàn, perchè era neces-<br />
saria la vendetta dell'ucciso (Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, fol. 172,r.).<br />
§ 160. — Nà ilah aveva bei denti, e spezzò gl'incisivi con una pietra,<br />
dicendo: < Per Dio, non vi ammirerà altri dopo 'Uthmàn». E quando<br />
Mu'àwiyah avrebbe voluto sposarla, essa rifiutò (Dzahabi Paris, I,<br />
lol. 172,v.).<br />
§ 161. — 'Uthmàn fu assediato venti giorni in casa (cfr. §§ 79 e<br />
nota le 114). al-Wàqidi dice quarantaneve giorni. al-Zubayr b. Bakkàr<br />
dice due mesi e venti giorni (Naw^awi, 410-411).<br />
§ 162. — ibn 'Asàkir riporta un grande numero di tradizioni miranti<br />
tutte a dimostrare che 'Ali non fosse responsabile dell'uccisione di 'Uthmàn.<br />
Non è necessario darne la integrale versione, perchè essendo tutte di fab-<br />
brica posteriore e di carattere tendenzioso, non hanno che un valore ben<br />
239.
35. a. H.<br />
[ARABIA-MADI-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo 'Uthmàn.l<br />
§§ 162, 163. 35. a. H.<br />
relativo, onde basterà un cenno sommario del loro contenuto e delle scuse<br />
escogitate dai tradizionisti per coprire il Califfo e discolparlo dall'accusa<br />
lanciata contro di lui dagli Umayyadi, che egli cioè fosse connivente<br />
con i regicidi.<br />
In una (pag. 636) si dice che 'Ali chiamato da 'Uthmàn accorresse<br />
in sua difesa e lanciasse pietre contro gli assalitori della casa di 'Uthmàn,<br />
sinché il suo braccio era talmente stanco da non poter più far, nulla.<br />
Altrove (pag. 637) si dice che, quando 'Ali chiamato da 'Uthmàn si<br />
accinse ad accorrere in suo aiuto, gli amici gli si attaccarono in modo da<br />
impedirgli di andare, ond'egli esclamò :<br />
« Io non sono d' intesa con loro per<br />
« l'uccisione di 'Uthmàn e non do l'ordine di ucciderlo ».<br />
Più volte ed in varie circostanze gli si fa dichiarare che egli non<br />
diede l'ordine di uccidere 'Uthmàn e non aiutò ad ucciderlo.<br />
In un altro passo (pag. 638) si afferma che due volte per invito di<br />
'Uthmàn egli rimandò gli Egiziani quando volevano assalire il Califfo, e<br />
la terza volta, quando volle di nuovo accorrere, la grande folla gì' impedi<br />
di avvicinarsi: allora tentò di scagliare il proprio turbante nella casa di<br />
'Uthmàn, quasi a coprirla della sua personale protezione.<br />
Secondo un'altra fonte (pag. 638-639), Màlik al-Astar è quegli che<br />
impedì ad 'Ali di recarsi alla casa di 'Uthmàn; mentre tratteneva 'Ali<br />
tra i suoi seguaci venuti da al-Kùfah, mandò a dire agli Egiziani che uc-<br />
cidessero 'Uthmàn, perchè se 'Ali era indotto ad unirsi ad 'Uthmàn, il<br />
Califfo avrebbe mandato a morte coloro che lo assediavano. E gli Egi-<br />
ziani eseguirono subito l'ordine.<br />
Altre tradizioni — conservate dal medesimo ibn 'Asàkir — rappresen-<br />
tano 'Uthmàn come talmente sicuro della propria salvezza personale, da<br />
respingere le proposte di coloro che volevano difenderlo con le armi e com-<br />
battere gli assedianti ('Asàkir, MS. pag. 640).<br />
§ 163. — ibn 'Asàkir conserva anche il preteso testo di una lettera<br />
di 'Uthmàn ai Siri, in cui egli spiega quello che stava succedendo a Ma-<br />
dinah e le ragioni della rivolta. La lettera, prodotto tradizionistico di<br />
tempi molto posteriori, è di tenore anti-si'ita : contiene una tradizione del<br />
detto del Profeta che condanna la si' ah. 'Uthmàn predice ai Siri che<br />
saranno sottomessi ad un nemico, il quale li priverà dei loro stipendi e<br />
della loro pensione. Dice che i ribelli lo accusano di aver soppresso parti<br />
del Qur-àn nella redazione ufficiale del testo : di aver agito secondo norme<br />
che non erano quelle fissate nel Qur-àn e nelle leggi penali, le sole che<br />
essi riconoscono. Essi insistono nel poter leggere il Qur-àn, e 'Uthmàn<br />
risponde che ciò era concesso a tutti tranne a quelli che leggono il testo<br />
240.
35. a. H. §§ 103-165.<br />
diversamente da come era stato rivelato. Essi chiedom» il ritorno in 3^. a. h.<br />
patria di coloro che 'Utlimàn aveva allontanato per motivi di ordine pub- ^^H -Uccisione<br />
blico. A coloro che erano stati puniti con la sospensione della pensione, ^ei Califfo 'Uthquesta<br />
doveva esser restituita. Chiedono la scrupolosa esattezza nella for-<br />
man.<br />
mazione del quinto, e nell'esazione ed amministrazione della sadaqah.<br />
Uthmàn nell'esporre queste richieste afferma di aver concesso ogni cosa, e<br />
passa poi a narrare come la gente venuta a Madinah aveva commesso ogni<br />
specie di violenza e di rapina a danno del Califfo e di altri cittadini. Alla<br />
fine della lunga lettera, che si dice scritta dal segretario Umays b. abi<br />
Fàtimah il V Dzu-1-Higgah del 35. H., il Califfo dichiara di respingere la<br />
richiesta fattagli di abdicare e di voler rimanere al suo posto ('Asàkir,<br />
MS. pag. 641-646) [H.].<br />
§ 164. — Un'altra lunga tradizione, pur conservata da ibn 'Asàkir<br />
(pag. 645-646), chiaramente di tendenza favorevole agli Umayyadi ed ai<br />
Siri, mira a spiegare e giustificare come e perchè Mu'àwiyah non sia ac-<br />
corso in tempo a difendere e salvare il Califfo. 'Utjimàn avrebbe scritto<br />
a Mu'àwiyah per mezzo di al-Mis\var b. Makhramah, pregandolo di venire<br />
con un esercito in suo soccorso. Il che Mu'àwiyah non volle fare, ma andò<br />
invece personalmente con pochi cavalieri in grande incognito sino a Ma-<br />
dinah e tentò indurre il Califfo 'Uthmàn, presso il quale giunse di sor-<br />
presa nel cuore della notte, a ritornare con lui in Siria prima che alcuno<br />
in Madinah se ne fosse accorto. L' invio di un esercito a Madinah avrebbe<br />
significato, secondo Mu'àwiyah, l' immediata uccisione del Califfo. 'Uthmàn<br />
non accettò la proposta, e Mu'àwiyah ritornò subito in Siria. Quando poi<br />
'Ut-hmàn manda un secondo messo in Siria a ripetere la richiesta dell'invio<br />
di un esercito in suo aiuto, Mu'àwiyali non gli presta più ascolto e dichiara<br />
che 'Uthmàn ha agito male e che non si sente obbligato a rendergli il<br />
chiesto servizio (^). Più tardi però Mu'àwij^ah si lascia indurre a mandare una<br />
schiera in aiuto di 'Uthmàn (mille uomini sotto Yazid b. Sag'ah) seguiti<br />
dal grosso dell'esercito comandato da Habib b. Maslamah al-Fihri. Per<br />
istrada incontrano i messi che portano la notizia dell'uccisione di 'Uthmàn.<br />
Le schiere ritornano in Siria, e si descrive l'emozione prodotta nella pro-<br />
vincia dalla notizia e dall'esposizione delle dita tagliate di Nà-ilah e della<br />
camicia insanguinata di 'Uthmàn ('Asàkir, MS. pag. 646-647) [H.].<br />
Nota 1. — Anche la tradizione siria ha sentito che Mu'àwiyah ebbe una certa colpa nell'acci-<br />
sione del Califfo e che non lo aiutò come e quanto avrebbe potuto.<br />
§ 165. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad, Talhah, abù Hàrithah ed<br />
abù 'Utjimàn). Allorché arrivarono i nemici e s' impadronirono di Madinah,<br />
scrisse 'Uthmàn alla gente, invocando il loro aiuto, nelle città, e parteci-<br />
241.<br />
31
165, 166. 35. a. H.<br />
35. a. H. pando quanto era accaduto. Amr b. al- As lasciò Madmah e si diresse m<br />
NAH.- Uccisione fe»ii*ia, dicendo: « O gente di JMadinah, per Dio, nessuno rimarra tra voi m<br />
del Califfo 'Uth- « Madinah, ed assisterà all'assassinio di quest'uomo, senza che Dio lo abbia<br />
; notizie...<br />
« a punire con umiliazione. Chi non se la sente di difenderlo, farà meglio<br />
« a fuggire ». Poi continuò il suo cammino e con i suoi due figli 'Abdallah<br />
e Muhammad partirono pure Hassàn b. Thàbit ed altri. Altri andarono a<br />
Makkah. 'Amr prosegui fino ad 'Aglà in Palestina, dove si fermò ed attese<br />
Allorché i messi del Califfo 'si recarono presso gli abitanti delle<br />
città ed ebbero riunita la gente per venire in soccorso del Califfo, tutti<br />
si dichiararono pronti. A questi, in Siria, si unirono Habib b. Maslamah<br />
al-Fihri e Yazid b. Sag'ah al-Himyari. Incoraggiarono l' impresa in Siria,<br />
'Ubàdah b. al-Sàmit, abù-1-Dardà, abù Umàmah, abù 'Amr b. 'Abasah ed<br />
altri Compagni del Profeta e t a b i ' u n ,<br />
tra i quali Sarik b. Hubàsah, abii<br />
Muslim, 'Abd al-rahmàn b. Ghanm ed altri ('Asàkir, MS. pag. 647-648)<br />
[H.].<br />
§ 166. — (a) ibn 'Asàkir riporta anche una tradizione, tramandata da<br />
al-Awzà'i, contenente un abboccamento di al-Mughirah b. Su'bah, che consiglia<br />
al Califfo o di combattere con le armi i ribelli, o di recarsi in Makkah<br />
dove in luogo sacro sarebbe stato al sicuro, o di andare in Siria, dove avrebbe<br />
avuta la sicura protezione di Mu'àwiyah. 'Uthmàn respinge per varie ragioni<br />
tutti e tre i consigli ('Asàkir, MS. pag. 649) [H.].<br />
(6) Una tradizione attribuita a Hudzayfah, fa dire a questo che, se 'Uthmàn<br />
sarà ucciso, egli andrà in paradiso ed i suoi uccisori finiranno nell' in-<br />
ferno (ib., pag. 650).<br />
(e) Varie tradizioni conservate da ibn 'Asàkir danno differenti versioni<br />
di un sogno che 'Uthmàn avrebbe avuto pochi giorni prima di essere uc-<br />
ciso, sogno in cui gli parve di vedere il Profeta che gli dava da bere e<br />
gli prediceva che tra breve, durante un digiuno, egli lo avrebbe raggiunto<br />
in paradiso (ib., pag. 662-656).<br />
(d) Una tradizione attribuita ad ibn Sìrin dichiara che egli ed 'Uthmàn<br />
non hanno mai sospettato 'Ali di complicità nell'assassinio (i b . , pag. 657)<br />
[cfr. § 167].<br />
(e) Allo scopo di togliere ogni dubbio sulla connivenza di vari Compagni<br />
nell'uccisione di 'Uthmàn, sono state coniate molte tradizioni, con le quali<br />
si danno i nomi di Compagni che sarebbero stati nella casa di 'Uthmàn<br />
ed in ottimi rapporti con lui alla vigilia della sua uccisione, e si elencano<br />
'Abdallah b. 'Umar, al-Hasan b. 'Ali, 'Abdallah b. Rabàh, abù Qatàdah,<br />
'Abdallah b. al-Zubayr, al-Husayn b. 'Ali, completamente armati e pronti<br />
a difendere il Califfo (ib., pag. 657-658).<br />
242.
35, a. H. Il 166-168.<br />
(/") Un'altra tradizione (pure da ibn Sirin) narra che nel d àr di 'Uthmàn 35. a. h.<br />
si trovassero presso 'Uthmàn settecento uomini e che, se il Califfo avesse vo- NAH.-uccision»<br />
luto, avrebbero potuto mettere in fuga il nemico ed espellerlo interamente
35. a. H.<br />
§ 168. 35. a. H.<br />
« dere questuomo? ». L altro rispose: « No, fin tanto che i banu Umavvah<br />
"^ [ARABIA- MADI- \. . t^ •.,,'. . , „ , .<br />
"^<br />
^^ NAH.- Uccisione premeditatamente si tengono mori del diritto » (cir. poc anzi §§ 131, 156,<br />
del Califfo 'Uth- 172). Allora 'Uthmàn scrisse ai Siri e chiese aiuto mentre era assediato.<br />
man.<br />
Mu'àwiyah raccolse una schiera di 4000 Siri, il capo dei quali era Asad b.<br />
Kurz, il nonno di Khàlid b. 'Abdallah al-Qasri. Allorché gli assedianti eb-<br />
bero notizia che il Califfo aveva chiesto aiuto ai Siri, e che 4000 uomini<br />
accorrevano in suo soccorso, ebbero timore si potesse venire ad un com-<br />
battimento tra loro ed i Siri. Perciò misero fuoco alla porta di 'Uthmàn,<br />
finché questa cadde in terra e poi scagliarono su di lui terra (polvere)<br />
e pietre. Presso 'Uthmàn erano circa 200 uomini, tra i qualf al-Hasan<br />
b. 'Ali e 'Abdallah b. al-Zubayr. 'Uthmàn pose 'iibdallah b. al-Zubayr<br />
al comando di tutta la gente del dar: a Fulàn [sic ossia al-Mughirah]<br />
b. al-Akhnas al-Thaqafi diede il comando dell'ala dritta: a Marwàn b.<br />
al-Hakam quello dell'ala sinistra. Allorché egli vide che essi combatte-<br />
vano e che la porta era abbruciata, uscì dalla casa e disse : « Possa Dio<br />
« darvi buon compenso : voi avete mantenuto il vostro giuramento di<br />
« fedeltà: io ho però deciso che non si debba combattere e che non si<br />
« debba versar sangue ». Egli stesso allora dischiuse tutte le chiusure fatte<br />
nella casa ed i difensori uscirono tutti. Marwàn b. al-Hakam adiratissimo<br />
andò a nascondersi in una delle case del dar. Allorché la porta d'in-<br />
gresso del d à r fu abbruciata, e la gente ebbe gettato su di lui terra (polvere)<br />
e pietre, il Califfo tornò indietro, ed aprì il Qur-àn, ponendosi a recitarlo ad<br />
alta voce. Allora si precipitarono su di lui varie persone, tra le quali però<br />
nessun Compagno e nessun figlio di Compagno, ed allorché lo ebbero rag-<br />
giunto, si posero dietro alle sue spalle con le armi in mano e dissero :<br />
«Tu hai mutato ed introdotto errori nel Libro di Dio». 'Uthmàn disse:<br />
« Il Libro di Dio é tra me e voi ». Allora uno della gente lo colpì sulla<br />
spalla, sicché il sangue fluì sul Qur-àn. Anche un altro lo colpì e quando<br />
su di lui erano caduti molti colpi, il Califfo perdette conoscenza e le sue<br />
donne che si erano confuse con la gente durante la mischia, si misero<br />
a gridare. Alcuni apportarono acqua, con cui lavarono il viso ad 'Uthmàn<br />
ed egli ritornò in sé. Allora irruppe Muh. b. abì Bakr, il quale credeva<br />
che il Califfo fosse già ucciso : vistolo però seduto, disse : « Vi vedo io se-<br />
« dute intorno ad un vecchio imbecillito (n a ' th a 1) ? ». Con queste parole<br />
lo afferrò alla barba e lo trascinò dalla casa verso la porta del dar gri-<br />
dando :<br />
« Tu hai mutato e messo errori nel Libro di Dio, tu vecchio rim-<br />
« bambito ». 'Uthmàn disse: «Io non sono un vecchio rimbambito, ma il<br />
« Principe dei Credenti, e tuo padre non aveva l'abitudine di prendermi<br />
«alla barba». Muhammad b. abì Bakr rispose: « Nel giorno della risurre-<br />
244.
35. a. H. ^ 168170.<br />
« zione non si accetteranno come scusa affermazioni che noi abbiamo ob- 3®- *• "•<br />
< bedito ai nostri signori e grandi, che ci hanno menato per la via errata ».<br />
f^/^^^ -uccisione<br />
Allora venne un uomo dei Kindah, che si trovava con gli Egiziani, ed
35. a. H.<br />
del Califfo 'Uth-<br />
man.<br />
171, 172. 35. a. H.<br />
8 171. — Secondo un'altra tradizione, nessuno fece opposizione quando<br />
fARAB I A- MADI-<br />
NAH.- Uccisione 1^ gente volle entrare per uccidere 'Uthmàn ('Asàkir, MS. pag. 677) [H.].<br />
g 172. — ibn 'Asàkir ha una lunghissima tradizione sulla uccisione di<br />
'Uthmàn con la narrazione particolareggiata di tutti gli avvenimenti che<br />
la precedettero. La sua lunghezza eccessiva ci dissuade dal darne la ver-<br />
sione, sebbene provenga dal celebre tradizionista Muhammad b. Sihàb al-<br />
Zuhri, notoriamente favorevole agli Umayyadi. Il testo non contiene alcun<br />
nuovo particolare notevole sulla tragedia, ma ha qua e là cenni e giu-<br />
dizi di una certa importanza, i soli che meritino speciale menzione. Cosi<br />
ad esempio si dice chiaramente che, quando i ribelli vennero a Madinab<br />
con la lista di doglianze, uno di coloro che più vivamente e pubblicamente<br />
sostenne le domande della gente, fosse Talhah b. 'Ubaydallah (cfr. poc'anzi<br />
§§ 131, 155, 168), e ciò spiegherebbe poi la sua ambizione a diventare Califfo.<br />
L'intercessione di 'Ali appianò le prime difficoltà con i postulanti; ma quando<br />
fu scoperta la celebre lettera al governatore dell' Egitto, in cui si ordinava di<br />
mandare a morte coloro che erano venuti a Madinah, la tradizione di al-Zuhri<br />
dice francamente, tutti i Compagni, lettala, si adirarono molto e si unirono<br />
ai nemici di 'Uthmàn. Andarono, è vero, tutti insieme da 'Uthmàn a chie-<br />
dergli spiegazioni, ma le sue dichiarazioni e giuramenti che egli nulla<br />
sapesse della lettera e mai ne avesse ordinato l'invio in Egitto, non ge-<br />
nerarono la convinzione nell'animo dei suoi ascoitatorL Si fa intanto chia-<br />
ramente intendere che lo scrittore della lettera fosse Marwàn b. al-Hakam,<br />
affermazione singolare in una tradizione che risale, come dicemmo, ad al-<br />
Zuhri. Invitato a consegnare Marwàn nelle mani della gente, Mu'àwiyah<br />
si rifiutò decisamente. Si fa intendere, dopo questo fatto, che tutti i Com-<br />
pagni abbandonassero il Califfo al suo destino e lo lasciassero solo alle prese<br />
con la gente d' Egitto, che lo assediò nella sua casa. Non occorre dilun-<br />
garsi a riprodurre tutti i seguenti particolari, già narrati nelle tradizioni<br />
precedenti : vi si trovano gli stessi tentativi di scusare 'Ali ed i suoi figli,<br />
nel modo già detto nei precedenti paragrafi, ossia sarebbero accorsi per<br />
difenderlo, quando egli mandò a loro domande incalzanti di soccorso e di<br />
protezione. al-Husa3^n b. 'Ali sarebbe perfino stato ferito. L'uccisione sarebbe<br />
però avvenuta di sorpresa, ossia Muhammad b. abì Bakr sarebbe penetrato<br />
di soppiatto, valicando un muro di una casa vicina, avrebbe sorpreso il<br />
Califfo mentre era solo in una stanza con la moglie, ed insieme con due<br />
seguaci lo avrebbe ucciso, ibn abi Bakr reggeva 'Uthmàn per la barba,<br />
mentre gli altri due lo tagliavano a pezzi con le spade. Poi i tre assas-<br />
sini si sarebbero ritirati per la stessa via, per la quale erano venuti, senza<br />
che alcuno si fosse accorto della loro presenza, tranne la donna la quale<br />
246.<br />
II
8Ì narra come 'Ali si adirasse vivamente con i figli e li percotesse in pre-<br />
I<br />
I<br />
35. a. H. ^ 172176.<br />
si mise a gridare. L'uccisione avvenne mentre i due figli di 'Ali difende- 3^. a. H.<br />
vano la casa e loro due anzi furono i primi ad entrare nella stanza ed a nah. Uccisione<br />
trovare ucciso il Califfo. Poco dopo accorsero tutti i grandi Compagni, e «•«' Califfo 'Uth-<br />
senza di tutti, perchè avevano lasciato uccidere Uthmàn, mentre essi di-<br />
fendevano la casa. La tradizione si chiude con la narrazione come 'Ali<br />
venisse proclamato Califfo plebiscitariamente dai Compagni e dal popolo.<br />
Gli errori di questa tradizione si rivelano però anche dal fatto che afferma<br />
esser stata 'Ausali presente in Madinah al momento dell'uccisione, mentre<br />
è noto che essa era in Makkah. 'Ali fa cercare Marwàn b. al-Hakam per<br />
punirlo, ma non lo trova, perchè egli si era messo in salvo ; d'altra parte<br />
manda a chiamare ibn abì Bakr, discute con lui e con la vedova sul modo<br />
come il misfatto erasi compiuto, ma all'uccisore non fa nemmeno un rim-<br />
provero e gli permette di allontanarsi come se nulla avesse avuto che fare<br />
con l'omicidio ('Asàkir, MS. pag. 679-684) [M.].<br />
sulmane).<br />
ARABIA. — Madinah. Uccisione del Califfo 'Uthmàn {foìiti non mu-<br />
§ 173. — (Eutychius). Nacquero dissensi contro 'Uthmàn, e fu ucciso.<br />
Gli uccisori furono Muhammad \. abi Bakr, 'Ammàr b. Yàsir e Ki-<br />
nànah b. Bisr 1' 8 Dzù-1-Higgah (altri dicono il 18) dell'anno 35. H. Il Ca-<br />
liffo aveva ottantadue anni. Rimase tre giorni senza essere sepolto. Chi<br />
lo dominava era' Marwàn b. al-Hakam.<br />
Fu sepolto in Madinah in un luogo detto Gisr Kavvkab.<br />
Era capo della sua surtah 'Abdallah b. Fahd al-'Adawi, ed era<br />
suo hàgib Hamdàn, suo mawla (Eutychius, ed. Cheikho, II, 33,<br />
lin. 1-7).<br />
§ 174. — (Teofane). Nell'anno del Mondo 6147 (=666 dell' È. V. =<br />
= 35. a. H.) fii assassinato Outhmàn il comandante dei Saraceni da coloro<br />
che erano in Ethriboi (Madinah = Yathrib) dopo aver regnato per dieci<br />
anni. Infatti tra gli Arabi era scoppiata una scissura. Quelli che domina-<br />
vano il deserto volevano 'Ali, nipote di 'Ali (?), perchè genero di Maometto.<br />
Quelli invece di- Siria e d'Egitto volevano Mu'àwiyah, il quale vinse e<br />
regnò per ventiquattro anni (<strong>The</strong>ophanes, I, pag. 530).<br />
Cfr. <strong>The</strong>ophanes, ed. Boor, I, 346.<br />
§ 175. — (al-Khuwarizmi). 'Uthmàn b. 'Affàn fu ucciso nel 36. H. ;<br />
gh successe nel califfato 'Ali b. abi Tàlib il 18 Dzu-1-Higgah (Baethgen<br />
Fragm., 113).<br />
Cfr. Elia Bar Sinaya, 87.<br />
247.<br />
man.
35. a. H.<br />
[ARABIA- MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo Uth-<br />
màn.l<br />
170-1 78. 35. a. H.<br />
§ 176. — (Dionigi di Teli Mahró). Nell'anno 967 (=665-666 dell'Era<br />
Volgare = 35. a. H.) morì 'Uthinàn re degli Arabi. La discordia scoppiò<br />
tra loro, la regione fu agitata ed il popolo arabo fu riempito di confusione.<br />
I mali si moltiplicarono sulla terra, vi fu sangue sparso in abbondanza tra<br />
loro e per opera di loro stessi, perchè essi non volevano rimanere sotto-<br />
messi ad un solo principe ; ma<br />
ciascuno s' impadronì del potere, perchè<br />
tutti desideravano regnare. Un generale per nome Mu'àwiyah, che era<br />
nella regione occidentale (^), ambiva il potere. Gfli occidentali (gli abitanti<br />
della Siria e dell' Egitto) l'amavano e lo scelsero e si sottomisero a lui :<br />
ma la regione orientale (= al-'Iràq) e la Mesopotamia lo respinsero e scel-<br />
sero un altro generale chiamato 'Abbàs (errore per 'Ali), che essi procla-<br />
marono re. Da quel momento cominciarono tra essi le lotte e lo spargimento<br />
di sangue. Essi intrisero reciprocamente la terra del loro sangue:<br />
vennero a numerosi combattimenti tra loro in vari luoghi, e scorse uno<br />
spazio di tempo di circa cinque anni tra queste discordie e queste lotte<br />
(Denis de Teli Mahré 8-9).<br />
Nota 1. — La fonte cristiana, spettatrice disinteressata delle ragioni di conflitto tra i musulmani,<br />
riconosce chiaramente la tendenza essenzialmente separatista del moto contro 'Uthmàn. Tutte le altre<br />
ragioni addotte dai ribelli furono i pretesti con cui cercarono di velare il vero intento dei moti rivo-<br />
luzionari.<br />
Le fonti di Dionigi non sono arabe, ma cristiane locali : lo stesso non può dirsi di Michele Sirio<br />
(cfr. §§ 177, 178), che ha fatto uso di fonti musulmane.<br />
§ 177. — (Michele Sirio). 'Uthmàn cominciò a regnare l'anno 965.<br />
Questo quarto re dei Tayyàyé incominciò a mostrarsi cupido ;<br />
riunì dell'oro,<br />
cambiò la maniera di vivere dei re suoi predecessori, e allora i Tayyàyé<br />
si riunirono per ucciderlo. Quando egli ebbe promesso di condursi come i<br />
suoi predecessori, fecero pace con lui (Michel Sirien, II, 430).<br />
§ 178. — (Michele Sirio). Quando il re degli Arabi, 'Uthmàn, vi fu<br />
costretto, promise di abbandonare la sua condotta, e, a questa condizione,<br />
essi fecero pace con lui. Ma essendo 'Uthmàn ritornato alle sue antiche<br />
abitudini, i Tayyàyé si adunarono e gli dissero: « Perchè non ti comporti<br />
« nel modo che ci ha insegnato Muhammad? Griacchè tu raduni tesori con<br />
« la depredazione e il saccheggio, e vivi con gli adulteri, i fornicatori e i<br />
«malfattori». Egli rispose loro: «Io sono re e faccio tutto quello che<br />
« credo ». Per questo si separarono da lui, cercando continuamente di<br />
tarlo perire. E si riunirono di nuovo in armi alla sua porta, gridando:<br />
« Cambia i tuoi costumi odiosi, o morirai subito » (^). Egli scrisse a Mu'àwiyah,<br />
lo informò di queste cose, e gli fé' premura di rimandare un esercito. Ma<br />
i Tayyàyé si riunirono di nuovo, attaccarono con violenza 'Uthmàn, loro<br />
re, e lo massacrarono nella città stessa di Yathrib. Mu'àwiyah mandò con<br />
248.
35. a. H. H 178, 179.<br />
Habib [b. Maslamah] un esercito in soccorso del re. Quando giunsero a ^5. a. h.<br />
Bosra e appresero che il re era stato ucciso, tornarono e fecero informato NAH^-UccUUm'<br />
Muàwiyah (Michel Syrien, II, 449-460). d«i Califfo<br />
man.<br />
utfc<br />
Nota 1. — Il cronista sirio ha attinto sicuramente a fonti arabe molto ostili al Califfo 'Uthmàn.<br />
Non sono notizie di schietta origine cristiana.<br />
§ 179. — Sull'uccisione di 'Uthmàn cfr. anche:<br />
Abulfeda, I, 274-278;<br />
Akhbàr al-Duwal, 1, 99-101;<br />
Athir, III, 121-144;<br />
Athìr Usd, III, 382-384:<br />
Badrun, 147-150, 198 [pag. 71 delle note];<br />
Bukhàri, II, 196, lin. 10-14;<br />
Bukhàri (vers. francese), II, 277-278; III, 30 [lxiii, 34]; 32 [lxiu,<br />
35, § 2];<br />
Briinnow Kharigiten, 2-6;<br />
Caudel Invasions, 88-89;<br />
Continuatio Isidoriana Hispana, 341;<br />
De Guignes Hist. Gen. Huns, I, 323;<br />
Dozy, Hist. Musulm. Esp., I, 44-52;<br />
Dzahabi Tarikh, MS. Paris, I, fol. 164,v.-172,r. ;<br />
Eutychius, ed. Cheikho, II, 32-33;<br />
Fakhri, 117-120, 135-138;<br />
Fakhri Amar, 157-160;<br />
abu-1-Farag, 178, lin. 16-179, lin. terzult.;<br />
Farazdaq, vers. Boucher, 286-287 [elogio di 'Uthmàn];<br />
Fournel Berbères, I, 113-116, 129-132;<br />
Fliigel Oesch. Arab., 125-128;<br />
Óawzi (MS. Costant.), I, fol. 98,v.-101,v. ;<br />
Gelder Mokhtar, 1-3;<br />
G-ibbon, Decline ecc., cap. L;<br />
Goldziher Vorles. u. d. Islam, 203-204;<br />
Grimme, Die Welfgeschichtl. Bedeutung Arabiens, 84;<br />
Hanbal Musnad, I, 57-75;<br />
Hanìfah, 149, lin. 9-11;<br />
Historiae Miscellae [Muratori, Ber. ItaL Scr., I, 1, pag. 136]<br />
(nel 14° anno di Costante);<br />
'Iqd, II, 266 (270), 268 (272)?<br />
JeanCatholicos, 77;<br />
Kaestner, De imp. Cosi., III, 49;<br />
249.<br />
32
35. a. H.<br />
{ARABIA-MADT-<br />
NAH.- Uccisione<br />
del Califfo Uth-<br />
màn.l<br />
§ 179. 35. a. H.<br />
Kathìr Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 97,ivl07,v.;<br />
Khaldùn, II, App., 143-150;<br />
Khaldùn Proleg., I, 422, 436-438;<br />
Khamis, II, 288, lin. 16-295, lin. 16;<br />
Kremer Culturg., I, 17-18:<br />
Kremer Herrsch. Ideen, 339-341;<br />
Lammens Mo'àwiya, 113 e nota 5;<br />
Lebeau, XI, 370-372;<br />
Lisàn al-'Arab, VI, 82<br />
Mahàsin, I, 90, lin. 12-91, lin. 14; 103, lin. 12-104, lin. 1 ; 105, lin. 1-<br />
106, lin. 9;<br />
al-Makin, 34;<br />
Maqrizi Khitat, I, 299, lin. ult.-300, lin. 9; II, 255, lin. 1-5; 334,<br />
lin. 36-335, lin. 35;<br />
Maskawayh, I, 482-504;<br />
Mas'ùdi, IV, 276-287;<br />
Mercier, Histoire de VAfrique, I, 199-200;<br />
Mìrkhond, II, 292-302;<br />
Mirkhond Rehatsek, III, 2, pag. 161-187;<br />
Muir Annals, 320-340;<br />
Muir Caliphate, 228-242;<br />
Miiller Islam, I, 302-308;<br />
Murali, I, 301,<br />
Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744), IV, 113-114;<br />
Mustawfi, ed. Browne, I, 188-192;<br />
Nihàyah, II, 224;<br />
Nuwayri, MS. Leid., I, fol. 113,v.-120,v., 123,v.-124,r.<br />
Petrus ibn Rahib, ed. Cheikho, 52, 53;<br />
Price, Mahommed. Hist., 1, 171-182;<br />
•Qutaybah, 98-99;<br />
Qutaybah Siyàsah, 46-75;<br />
Rampoldi <strong>Annali</strong>, II, 173, 178, 180-187;<br />
Saad, III, 1, pag. 44, lin. 19-pag. 52, lin. 25; pag. 54, lin. 4-12;<br />
pag. 68, lin. 23-25;<br />
V<br />
Sahrastàni (ed. Cureton), 13-14;<br />
V<br />
Sahrastàni, vers. Haarbrùcker, I, 20-2 1 ;<br />
Sédillot, Ilist. Gen. Arab., I, 125;<br />
Suyùti Husn, II, 3, lin. 5-lin. penult. ;<br />
Suyùti Kanz, VI, 384-390;<br />
250.
35. a. H. ij 179.181.<br />
Tabari Zotenberg, III, 590-tii6; 35. «. H.<br />
Tàg al-'Arùs, I, 166; ^''u^^'n'T''^'<br />
& ' ' ' NAH.- Uccisione<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1561, fol. 16,r.-20,v. ;<br />
al-Tamhìd, MS. Cairo, 57-68;<br />
Vloten Opkomst, 5-6<br />
Wardi, I, 163-156;<br />
Weil Chalif., I, 176-185;<br />
Wellhausen Reich, 27-32;<br />
Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 127-136;<br />
Ya'qubi, II, 202, lin. 15-205, lin. 6;<br />
ZA. (1910), voi. XXIV, pag. 28-29 nota 6;<br />
ZDMG., voi. LUI, J 25-127.<br />
ARABIA. — Seppellimento del Califfo Uthmàn.<br />
§ 180. — (ó-a'far b. 'Abdallah al-Muhammadi, da 'Amr b. Hammàd e<br />
'Ali b. Husayn, da Husayn b. 'Isa, dal padre, da abù Maymùnah, da abù<br />
Basir al-'Abidi). 'Uthmàn fu lasciato insepolto tre giorni, finché Hakim b.<br />
Hizàm al-Qurasi, uno dei bani Asad b. 'Abd al-'Uzza, e (jrubayr b. Mut'im<br />
b. 'Adi b. Nawfal b. 'Abd Manàf parlarono con 'Ali riguardo alla sua se-<br />
poltura, pregandolo che concedesse ciò ai suoi famigliari, e 'Ali lo con-<br />
cesse. Quando la cosa fu risaputa, la gente aspettava sulla via con pietre;<br />
uscirono pochi famigliari col suo cadavere diretti ad un recinto di al-Ma-<br />
dinah chiamata Hass Kawkab, in cui seppellivano i loro morti gli Ebrei ;<br />
appena si vide la salma, fu presa a sassate in modo che i portatori pen-<br />
sarono a gettarla via. 'Ali lo riseppe e ordinò severamente al popolo che<br />
desistesse. L'ordine fu rispettato, e la salma di 'Uthmàn fu sepolta in Hass<br />
Kawkab. Quando poi sali al governo Mu'àwiyah b. abi Sufyàn, comandò<br />
che si demolisse il muro in modo che il recinto formasse un campo solo<br />
con il cimitero di Baqi', e ordinò che si seppellissero i morti intorno alla<br />
tomba di 'Uthmàn, che così fu riunita alle tombe dei Musulmani (Ta-<br />
bari, I, 3046, lin. 1-15) [M.].<br />
Cfr. Athir, III, 144.<br />
'Uthmàn fu sepolto in Hass Kawkab (Mas'udi, IV, 261).<br />
Hass Kawkab è spiegato cosi: Hass = giardino (bustàn) e Kawkab<br />
è nome di un Ansar (Nawawi, 410).<br />
§ 181. — (Gra'far, da 'Amr e Ali, da al-Husayn, dal padre, da al-Mu-<br />
gàlid b. Sa'id al-Hamdàni, da Yasàr b. abi Karib, dal padre, ch'era am-<br />
ministratore ('àmil) della bayt al-màl di 'Uthmàn). 'Uthmàn fu se-<br />
polto fra il tramonto e la sera : assistettero ai funerali Marwàn b. al-Hakam,<br />
251.<br />
dei Califfo 'Uth-<br />
man.
35. a. H.<br />
[ARABIA. -Seppellimento<br />
del Califfo<br />
Uthmàn.l<br />
§§ 181-184. 35. a. H.<br />
tre suoi clienti (mawàli) e la quinta sua figlia, che levò il pianto in suo<br />
onore. Allora il popolo prese le pietre, dicendo : « La iena, la iena ! » (^),<br />
e per poco non fu lapidato. E dissero: « Il muro, il muro! ». E fu sepolto<br />
in un recinto, fuori [del cimitero] (T a bari, I, 3046, lin. 15-3047, lin. 2)<br />
[M.). ,<br />
Nota 1. — 11 nome di spregio («na'thal») dato al Califfo 'Uthmàn con il significato di stupido.<br />
Se ne è già fatta menzione più volte nei paragrafi di questa annata e della precedente,<br />
§ 182. — (al-Wàqidi, da Sa'd b. Ràsid, da Sàlih b. Kaysàn). Quando<br />
fu ucciso 'Uthmàn, un tale disse: «Sarà sepolto in Dayr Sa'l », cimitero<br />
degli Ebrei. E Hakìm b. Hizàm dice : « Per Dio, non sarà mai, finché uno<br />
« dei figli di Qusayy sarà vivo! ». Poco mancò non scoppiasse il tumulto.<br />
Or disse ibn 'Udays al-Balawi: « O saykh, e che t'importa dov'è sepolto? ».<br />
Hakim rispose: « Non sarà sepolto se non in Baqi' al-Gharqad, dove sono<br />
« sepolti quelli che l'anno preceduto ». Fu accompagnato da Hakim b.<br />
Hizàm con dodici persone, e la preghiera fu recitata da Hakim.<br />
Ma dice al-Wàqidi :<br />
A<br />
noi consta di sicuro, che la preghiera fu reci-<br />
tata da Grubayr b. Mut'im (Tabari, I, 3047, lin. 3-11) [M.].<br />
§ 183. — (Muhammàd b. 'Umar [al-Wàqidi], da al-Dahhàk b. TJthmàn,<br />
da Makhramah b. Sulaymàn al-Wàlibi). 'Uthmàn fu ucciso un venerdì al<br />
mattino, e non poterono seppellirlo. Nà'ilah ibnah al-Faràfisah mandò a<br />
chiamare Huwaytib b. ' Abd al-'Uzza, Grubayr b. Mut'im, Gahm b. Hudzayfah,<br />
Hakim b. Hizàm e Niyàr al-Aslami, ma questi si rifiutarono di portarlo<br />
via di giorno, dicendo : « Grli Egiziani sono sulla porta ; aspettate fino al<br />
« momento fra la preghiera del tramonto e quella della sera ». La gente<br />
entrò, cercando di far violenza al cadavere, ma i famigliari si posero di-<br />
nanzi ; e abù Grahm disse : « Nessuno passerà fra me e il cadavere prima<br />
«ch'io muoia. Portatelo via». E fu portato ad al-Baqi'.<br />
Lo seguirono Nà'ilah con una lampada accesa in al-Baqi', e un ghulàm<br />
di 'Uthmàn. Griunsero ad alcune palme rinchiuse in un recinto, ruppero il<br />
muro e seppellirono il cadavere tra le palme. Su di lui pregò Grubayr b.<br />
Mut'im. E Nà'ilah volle uscire (più tardi) per pronunciare parole (? sulla<br />
tomba, tatakallam), ma la gente (amica) glielo impedì, dicendo :<br />
«Noi<br />
« temiamo per il cadavere : quei malvagi potrebbero dissotterrarlo ! » . Al-<br />
lora Nà'ilah tornò alla sua dimora (Tabari, I, 3047, lin. 11-3048, lin. 1)<br />
Cfr. Dzahabi Paris, I, fol. 172,r.<br />
[M.].<br />
§ 184. — (Muhammàd b. 'Umar [al-Wàqidi], da 'Abdallah b. Yazid al-<br />
Hudzali, da 'Abdallah b. Sà'idah). 'Uthmàn, dopo essere stato ucciso, restò<br />
due giorni senza che si potesse seppellire. Poi lo portarono in quattro :<br />
252.
35. a. H. H 184-188.<br />
Hakim b. Hizàm, Gubayr b. Mut'im, Niyàr b. Mukram e abù (iahm b. Hu-<br />
dzayfah. Quando fu deposto perchè ci recitassero le preghiere, sopraggiuiisero<br />
vari Ansar che non lo permisero (tra questi erano Asiam b. Aws<br />
b. Bagrah al-Sà'idi e abù Hayyah al-Màzini con vari altri) e volevano im-<br />
pedire che fosse seppellito in al-Baqi'. Ma abù Gahm disse : « Seppellitelo,<br />
« Iddio ha pregato su di lui per mezzo del suo angelo ». — « No », dissero,<br />
« no, per Dio, non sia seppellito nel cimitero musulmano ». E lo seppelli-<br />
rono in Hass Kawkab. Quando salirono al califfato gli Umayyadi, fecero<br />
rientrare questo Hass nell'al-Baqi*, ed è anche oggi il cimitero degli<br />
Umayyadi (T abari, I, 3048, lin. 1-11) [M.C.].<br />
§ 185. — (Muhammad b. 'Umar [al-Wàqidi], da 'Abdallah b. Musa al-<br />
Makhzùmi). Quando fu ucciso 'Uthmàn, volevano tagliargli la testa, ma s'in-<br />
terposero Nà'ilah e un'altra delle mogli, umm al-Banin, e riuscirono ad<br />
impedirlo. Allora levarono il pianto, battendosi il volto e stracciandosi le<br />
vesti, finché ibn 'Udays ordinò che lasciassero il cadavere, che fu seppel-<br />
lito in al-Baqi' senza esser lavato. Volevano recitare le preghiere nel cimi-<br />
tero, ma gli Ansar si. rifiutarono. 'Umayr b. Dàbi* si scagliò contro il cada-<br />
vere di 'Uthmàn, quando giaceva presso la porta e gli ruppe una costola,<br />
dicendo: «Hai imprigionato Dàbi*, si eh' è morto in prigione » (T a bari,<br />
I, 3048, lin. 11-17) [M.].<br />
Cfr. Athir, HI, 144.<br />
§ 186. — (al-Hàrith, da ibn Sa'd, da abù Bakr b. 'Abdallah b. abi<br />
Uways, dallo zio del nonno al-Rabi' b. Màlik b. abi 'Amir, dal padre).<br />
Egli era uno dei necrofori di 'Uthmàn. Quando questi fu ucciso lo porta-<br />
tarono sino alla porta, e urtarono colla testa del cadavere nella porta, tanta<br />
ora la fietta: grande fa il loro timore finché non l'ebbero nascosto in Hass<br />
Kawkab (Tabari, I, 3048, lin. 18-3049, lin. 2) [M.].<br />
§ 187. — (abù Bakr b. 'Abdallah b. abi Uways, dallo zio paterno del<br />
nonno al-Rabi' b. Màlik b. abi 'Amir, da suo padre [Màlik b. abi 'Amir]).<br />
I Musulmani desideravano seppellire i loro morti in Hass Kawkab; ma<br />
'Uthmàn b. 'Affàn aveva detto: « Sta per perire un uomo pio e dovrà essere<br />
« sepolto colà, si che la gente lo imiti ». Or fu appunto 'Utìimàn il primo<br />
ad esser seppellito quivi. al-Wàqidi conobbe questa tradizione (Saad, HI,<br />
1, pag. 63, lin. 25-pag. 64, lin. 4) [Gr.].<br />
§ 188. — (al-Wàqidi, da 'Abd al-rahmàn b. abi-1-Zinàd, da Muhammad<br />
h. Yùsuf). Uscì quella notte Nà-ilah bint al-Furàfisah col gayb lacerato<br />
avanti e dietro e, avendo in mano una lampada, andava gemendo :<br />
« Prin-<br />
< cipe dei Credenti! »..Le disse Gubayr b. Mut'im: « Spegni la lampada, che<br />
« non ci si scopra; che ho già veduti quei malvagi che erano alla. porta».<br />
263.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA. -Seppel-<br />
limento del Califfo<br />
'Uthmàn.]
35. a. H.<br />
ARABIA.- Seppellimento<br />
del Califfo<br />
'Uthmàn.]<br />
§§ 188-192. 35. a. H.<br />
Ella spense, ed arrivarono così in al-Baqi'. Sul cadavere del Califfo pregò<br />
primo Grubayr b. Mut'im, e dopo di lui Hakìm b. Hizàm, abù óahm b.<br />
Hudzayfah, Niyàr b. Mukram al-Aslami, Nà-ilah bint al-Faràfisah e umm<br />
al-Banìn bint 'Uyaynah sue donne. Discesero nella fossa Niyàr b. Mukram,<br />
abù Gahm b. Hudzayfah e óubayr b. Mut'im, mentre Hakim b. Hizàm,<br />
Nà-ilah e umm al-Banin calavano il cadavere sopra di essi (yudallù-<br />
nahu), poi vi posero sopra una lastra di pietra, la murarono e ricopri-<br />
rono di terra (ghabbaw) il sepolcro, e poi si separarono (Sa ad, IH, 1,<br />
pag. 54, lin. 25-pag. 55, lin. 8) [G].<br />
Più tardi il Califfo Mu'àwiyah (per compenso di quanto fece quella notte)<br />
riconobbe a Niyàr b. Mukram, in Makkah, il diritto di avere il prospetto della<br />
sua casa sgombro da ogni altro edifizio (Sa ad, HI, 1, pag. 64, lin. 13-25).<br />
§ 189. — (Yazid b. Hàrùn, da abù Màlik 'Abd al-malik b. Husayn<br />
al-Nakha'i, da 'Imràn b. Muslim b. Muslim b. Riyàh, da 'Abdallah al-Bahi).<br />
Grubayr b. Mut'im fece la preghiera sul cadavere di 'Uthmàn fra sedici<br />
musulmani, ed egli era il diciassettesimo.<br />
Secondo abù Sa'd, è più degna di fede la tradizione che soli quattro<br />
musulmani facessero le preghiere funebri sopra 'Uthmàn (Sa ad, HI, 1,<br />
pag. 55, lin. 8-11, 11-12) [(>.].<br />
§ 190. — (a) (abù Bakr b. 'Abdallah b. abi Uways al-Madani, da al-<br />
Rabi' b. Màlik b. abi 'Àmir, da suo padre [Màlik b. abi 'Amir]). Il quale<br />
racconta di essere stato uno di quelli che trasportarono il cadavere di<br />
'Uthmàn ;<br />
avevan<br />
molta fretta e paura nel portar via l'estinto Califìo. Così<br />
lo deposero in Hass Kawkab (Saad, HI, 1, pag. 55, lin. 12-16) [G.J.<br />
(ò) ('Affàn b. Muslim, da Mu'tamir b. Sulaymàn, da suo padre [Sulaymàn],<br />
da abù 'Uthmàn). 'Uthmàn fu ucciso a mezzo i giorni del tasriq<br />
[11-13 Dzù-1-Higgah, immediatamente successivi al 10 o giorno dei « sa-<br />
« orifizi » : cfr. Lane, Lex^ s. r.]. (Saad, IH, 1, pag. 55) [G.].<br />
§ 191. — (abù Bakr b. 'Abdallah b. abi Uways, da 'Abd al-rahmàn b. abi-1-<br />
Zinàd). Portarono 'Uthmàn quattro persone :<br />
Ó-ubayr<br />
b. Mut'im, Hakim b.<br />
Hizàm, Niyàr b. Mukram al-Aslami e un giovanotto degli 'Arab. Io gli dissi:<br />
«Era il nonno, quel giovinetto, di Màlik b. abi 'Amir ». Ed egli: « Non me<br />
« ne han detto il nome ». E l'altro : « Ma gli 'Uthmànidi, conoscono meglio di<br />
« me quella famiglia e la temono » (Saad, III, 1, pag. 55, lin. 16-20) [M.].<br />
§ 192. — (Sayf b. 'Umar, da abù Hàrithah, abù 'Uthmàn, Muhammad<br />
e Talhah). Quando 'Uthmàn cadde ucciso, Nà'ilah mandò per 'Abd al-rahmàn<br />
b. 'Udays, e gli disse : « Tu sei il parente più prossimo tra la gente (che<br />
« lo ha ucciso) e devi essere il più pronto ad ubbidirmi : portami via questi<br />
« morti ». Ed egli la riprese e la svillaneggiò, finché nel cuor della notte<br />
254.
35. a. H. §§ 192-194.<br />
Marwàn giunse alla casa di 'Uthmàn, e andarono da lui Zayd b. Thàbit,<br />
Talhah b. 'Ubaydallali, 'Ali, al-Hasan, Ka'b b. Màlik e molti amici di<br />
JUthmàn, e si radunarono nel cimitero ragazzi e donne. Fu fatto uscire il<br />
cadavere, recitò le preghiere Marwàn, arrivarono ad al-Baqi' e ve lo sep-<br />
pellirono<br />
d<br />
nelle vicinanze di Hass Kawkab. Sul mattino andarono a pren-<br />
ere i cadaveri dei servi di 'Uthmàn ch'erano stati uccisi insieme con lui<br />
vollero portarli fuori. Ma quando la gente se ne accorse, impedi che fos-<br />
sero seppelliti e li fecero entrare in Hass Kawkab. Sul far della sera usci-<br />
rono coi cadaveri di due di quelli e li seppellirono a fianco di 'Uthmàn :<br />
e ad ognuno dei due funerali e' erano cinque persone ed una donna, ossia<br />
Fàtimah madre di Ibràhìm b. 'Adi. Allora tornarono e si rivolsero a Ki-<br />
nànah b. Bisr, dicendogli ch'egli era della gente (che aveva ucciso il Ca-<br />
liffo) il più vicino in parentela ad essi, che comandasse di lasciar uscire<br />
i due cadaveri rimasti nel dar. Egli ne fece richiesta alla gente, ma gli<br />
i'u negato. Ed egli allora: « Io sono gàr della famiglia di 'Uthmàn fra gli<br />
< Egiziani e i loro partigiani. Fateli uscire, gettateli giù ». E furono tirati<br />
pei piedi e gettati sul lastricato, e divorati dai cani. Questi due servi uccisi<br />
nel giorno dell' al -dar erano chiamati Nagih [o Nugayh] e Sabih [o Subayh]<br />
e la memoria dei loro nomi fu conservata, nonostante che essi fossero schiavi<br />
fal-ghàlib'ala al-raqiq) per la loro fedeltà e per la loro virtù ; il nome<br />
del terzo (? quale?), non fu conservato. 'Uthmàn non fu lavato, ma solo<br />
involto nei suoi panni insanguinati, e non furono lavati neanche i due servi<br />
(sepolti in Hass Kawkah) (Tabari, I, 3049, lin. 3-3050, Un. 3) [M.C.].<br />
Dal testo parrebbe che vi fossero o quattro o cinque servi di 'Uthmàn<br />
uccisi nel dar del Califfo. Due furono sepolti nel Hass Kawkab, e due di-<br />
vorati dai cani, ma un quinto menzionato nel testo non si sa quale sia.<br />
§ 193. — (Sayf b. 'Umar, da Mugàlid, da al-Sa'bi). 'Uthmàn fu sepolto<br />
di notte ; recitò le preghiere Marwàn b. al-Hakam ; piansero, seguendo la<br />
bara, Ut la sua figlia e Nà'ilah bint al-Faràfisah (Tabari, I, 3060, lin. 4-6).<br />
§ 194. — (al-Ya'qùbi). ['Uthmàn] rimase tre giorni senza essere sepolto,<br />
urono presenti alla sua sepoltura Hakim b. Hizàm Grubayr b. Mut'im,<br />
Huwaytib b. 'Abd al-'Uzza e 'Amr b. 'Uthmàn, suo figliuolo. Fu sepolto<br />
in Madinah di notte, in un luogo chiamato Hass Kawkab, e pregarono<br />
su di lui quei quattro.<br />
Secondo altri non ebbe preghiera, poiché uno dei quattro disse (') :<br />
« È già stato pregato per lui (da Dio) », e fu sepolto senza preghiera<br />
(Ya'qubi, H, 206, lin. 3-7) [M.].<br />
Nota 1. — Va conservata la lezione del manoscritto qàla, a torto mutata dall'editore (cfr. nota e<br />
al testo) in qìla: conseguentemente va letto sulliya in luogo di salta. — Cfr. § 199.<br />
265.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA. -Seppellimento<br />
del Califfo<br />
Uthmàn.
35. a. H.<br />
[ARABIA. -Seppellimento<br />
del Califfo<br />
'Uthmàn.]<br />
§§ 195-200. 35. a. H.<br />
§ 195. — (al-Mas'ùdi). Fu sepolto ['Uthmàn], secondo quel che abbiamo<br />
detto, nel luogo chiamato Hass' Kawkab, ed è questo il luogo in cui sono<br />
ora le tombe dei banù Umayyah, ed è anche conosciuto col nome di Hillah.<br />
Pregarono su di lui Grubayr b. Mut'im, Hakim b. Hizàm e abù Grahm b.<br />
Hudzayfah (Mas 'ù di, IV, 283) [M.].<br />
§ 196. — (abù Hanìfah al-Dinawari). Poi fu ucciso 'Uthmàn. E dopo<br />
la sua uccisione rimasero i Musulmani per tre giorni senza imam. Chi<br />
pregava era al-Grhàfìqi (Hanìfah, pag. 149, lin. 9-11) [M.].<br />
§ 197. — Nella versione persiana di al-Tabari abbiamo particolari già<br />
noti. Si narra come nessuno a Madìnah volesse dare una bara, e fosse posto<br />
il cadavere di 'Uthmàn sul battente di una porta (T a bari Zotenberg.<br />
Ili, 604-616) [M.].<br />
§ 198. — (ibn al-Grawzi). E non fu lavato 'Uthmàn né i suoi due<br />
ghulàm [che erano stati uccisi nella stessa circostanza o difendendo il<br />
cadavere o cercando di vendicare il Caliifo], perchè erano s u h a d à •<br />
(Gawzi, fol. 100,r.) [M.].<br />
Sicché l'insistenza con cui gli autori musulmani accennano al non<br />
essere stato lavato 'Uthmàn, non vuol dimostrare già la fretta e la paura<br />
del suo entourage, bensì la coscienza che sin dai primi tempi si ebbe del<br />
suo martirio. È noto che i martiri per la fede non hanno bisogno, secondo<br />
il rito islamico, di essere lavati prima della sepoltura.<br />
§ 199. — al-Diyàrbakri riporta varie tradizioni, nelle quali si dice che<br />
la tomba di 'Uthmàn fu tenuta nascosta. Il senso su per giù è quello che<br />
si trova in al-Tabari.<br />
al-Khugandi narra che il cadavere del Califfo rimase tre giorni in<br />
Hass Kawkab buttato là, e nessuno pregava. Fu udita una voce: « Seppel-<br />
« litelo, e non pregate su di lui! Iddio stesso l'ha fatto per lui! ». Mentre<br />
pregavano e lo seppellivano, furono coperti da una oscurità. Quand'ebbero<br />
finito, udirono: «Non temete». E si credeva che fossero gli angeli.<br />
In un'altra tradizione (da Muh. b. 'Abdallah b. al-Hakim b. al-Mà-<br />
gisùn, da Màlik) si parla dei banù Màzin che impedirono la sepoltura nel<br />
loro cimitero. Fu portato a Hass, ecc. La figlia gridò, e le fu imposto di<br />
tacere, ecc. (Khamìs, II, 295-296) [M.].<br />
§ 200. — Sul seppellimento di 'Uthmàn cfr. anche:<br />
Athir, III, 144-145;<br />
Athìr Usd, HI, 376-384;<br />
Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 171,v.-172,v. ;<br />
Óawzi (MS. Costant.), I, fol. 83,v., 101,v.-102,v. ; g<br />
Hanìfah, 149, lin. 9-11; %<br />
256.
35. a. H. $§ 200, 201.<br />
Khamis, II, 295, lin. 16-296, Un. 20;<br />
Mas ùdi, IV, 251, 283, 285;<br />
Miiir Aunals, 340-341;<br />
M u i r C a 1 i p li a t e , 242 ;<br />
Nawawi, 410;<br />
Price, Mahomm. Hist., I, 182-183;<br />
Qutaybah, 96;<br />
Qutaybah Siyàsah, 75-77;<br />
Tabari Zotenberg, III, 604-616;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1551, fol. 23,v. ;<br />
Weil Chalif., I, 185-186;<br />
Ya'qùbi, II, 205, lin. 3-7.<br />
Le tradizioni sulla sepoltura di 'Uthmàn rispecchiano, come quelle<br />
'sulla sua morte, le passioni politiche e religiose di coloro che le hanno<br />
coniate. Gli avversari di 'Utiimàn e degli Umayyadi affermano che il<br />
Califfo fosse lasciato durante tre giorni insepolto nella sua casa, ed<br />
aggiungono che non venisse sepolto nel cimitero di tutti i musulmani,<br />
in al-Baqi', ma fuori di esso, in un recinto murato attiguo detto Hass<br />
Kawkab. Le altre tradizioni ignorano l'abbandono del cadavere durante<br />
tre giorni, e dicono essere stato 'Uthmàn sepolto nel cimitero al-Baqi'.<br />
Questa seconda versione è la più verosimile : è implicitamente ammessa<br />
anche dalle tradizioni ostili ad 'Uthmàn, perché siccome la tomba<br />
del Califfo era in al-Baqi', per spiegare l'apparente contradizione si afferma<br />
che gli Umayyadi più tardi incorporassero Hass Kawkab nel cimitero di<br />
al-Baqi'.<br />
Anche le notizie sui pretesi disordini e contrasti durante i funerali<br />
di 'Uthmàn vanno accolte con prudenza. Era uso allora comune seppellire<br />
jdi notte. Di notte fu sepolto il Profeta.<br />
'Uthmàn non fu messo a giacere presso i suoi predecessori, presso la<br />
loschea di Maometto, per le condizioni speciali del momento e la manmza<br />
di concordia tra i fedeli. Non fu atto di spregio, ma misura di pru-<br />
lenza : la moschea era in mano dei ribelli regicidi e non si poteva chie-<br />
lere la sepoltura entro le posizioni neVniche.<br />
ARABIA. — Data della uccisione del Califfo 'Uthmàn [18 Dzu-l-IHggah<br />
35. IL -11 giugno 656 dell'È. F.], e sua età.<br />
§ 201. — (al-Tabari). C'è discrepanza sulla data di morte: tutti ritengono<br />
che sia stato ucciso nel mese di Dzu-1-Higgah : alcuni però. dicono ch'egli<br />
fu ucciso nel 18" giorno del mese di Dzù-1-Higgah dell'anno 36. H.;<br />
267.<br />
33<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA. -Seppellimento<br />
del Califfo<br />
'Uthmàn.]
35. a. H.<br />
\RABIA. - Data<br />
della uccisione<br />
del Califfo 'Uthmàn,<br />
e sua età.]<br />
§§ 201-208. 35. a. H.<br />
ma i più sono pel 18 Dzu-l-Higgah dell'anno 35. H. (T abari, I, 3050,<br />
lin. 7-11) [M.].<br />
Cfr. Athir, III, 144.<br />
§ 202. — In un passo di al-Mas'ùdi certamente lacunoso, sia per colpa<br />
di codici, sia per colpa dell'autore stesso, dove si dice che secondo alcuni<br />
l'elezione fu nel 12 Dzù-1-Higgali dell'anno 35. H., è possibile sia da leg-<br />
gersi la data della morte anziché dell'elezione (M a s ' ù d , i 251, lin. 2) [M.].<br />
§ 203. — (al-Nawawi). Era nato il 6° anno dalla spedizione dell' Ele-<br />
fante : fu ucciso il venerdì 18 Dzù-1-Higgah dell'anno 35. H., oppure merco-<br />
ledì, a 90, o 88, o 82 anni (Nawawi, 410) [M.].<br />
§ 204. — Secondo ibn Ishàq, fu ucciso il mercoledì dopo l"asr, e sepolto<br />
il sabato prima del zuhr.<br />
al-Wàqidi dice morisse il venerdì 8 Dzu-1-Higgah dell'anno 35. H., a<br />
82 anni, e che su ciò non v' è discrepanza (Qutaybah, 98) [M.].<br />
§ 205. — (al-Hàrith b. Muhammad, da ibn Sa'd, da Muhammad b.<br />
'Umar [al-Wàqidi], da abù Bakr b. Ismà''il b. Muhammad b. Sa'd b. abì<br />
Waqqàs, da 'Uthmàn b. Muhammad al-Akhnasi ; ibn Sa'd, da Muhammad<br />
b. 'Umar [al-Wàqidi], da abù Bakr b. 'Abdallah b. abi Sabrah, da Ya'qùb<br />
b. Zayd, dal padre). 'Uthmàn fu ucciso di venerdì, 18 Dzù-1-Higgah del-<br />
l'anno 36. H., dopo il pomerigio ; il suo califfato fu di 12 anni meno 12 giorni ;<br />
quando fu ucciso aveva 82 anni (T ab ari, I, 3050, lin. 14-21) [M.].<br />
Secondo Nawawi, 410, il suo califfato fu di 12 anni meno alcune notti.<br />
§ 206. — (abù Bakr, da Mus'ab b. 'Abdallah). Fu ucciso 'Uthmàn nel<br />
mese di Bzù-1-Higgah dell'anno 36. H. (Tabari, I, 3050, lin. 21-3061,<br />
lin. 2) [M.].<br />
§ 207. — Secondo al-Wàqidi, al-Madà-ini, abù Ma'sar e Nafi", fu ucciso<br />
a Madinah l'otto o il sette del Dzù-1-Higgah il giorno di al-tarwiyah,<br />
dell'anno trentacinque della Higrah, ecc.<br />
Higgah).<br />
abù 'Uthmàn al-Nahdi dice tra i giorni del tasriq (=11-13 Dzù-1-<br />
Il venerdì 28 Dzù-l-Higgah (anche questa notizia viene da al-Wàqidi).<br />
(ibn Ishàq). 'Uthmàn fu ucciso in capo a undici anni, undici mesi e<br />
ventidue giorni dall'uccisione di 'Umar, e dopo venticinque anni dalla<br />
morte del Profeta, il mercoledì dopo 1" a s r . Fu<br />
mezzodì (Khamis, II, 294).<br />
sepolto il sabato, dopo il<br />
§ 208. — (Gra'far b. 'Abdallah, da 'Amr b. Hammàd e 'Ali, da Husayn,<br />
dal padre, da al-Mugàlid b. Sa'id al-Hamdàni, da 'Amir al-Sa'bi). È stato<br />
assediato nella casa 12 notti, fu ucciso il 18 Uzù-1-Higgah dell'anno 25^<br />
dalla morte del l?rofeta (Tabari, I, 3051, lin. 6-10) [M.].<br />
258.
35. a. H. if 208-216.<br />
Questa notizia spiega come sia nato l'errore di porre la morte di 3*' •• M.<br />
'Uthmàn nell'anno 36. H. Maometto morì nell' 11. H., a cui aggiungendo ^jena uccisione<br />
25 si ha appunto 36. Tra la morte di Maometto e quella di 'Uthmàn cor- d«' califfo uth-<br />
^_, . •<br />
•<br />
.<br />
m&n, • sua età.)<br />
'<br />
sero 25 anni meno circa tre mesi.<br />
§ 209. — (Ahmad b. Thàbit al-Ràzi, da un ignoto, da Ishàq b. 'Isa, da<br />
abù Ma'sar). Fu ucciso 'Uthmàn di venerdì, il 18 di Dzù-1-Higgah del-<br />
l'anno 35. H., e il suo califfato durò 12 anni meno 12 giorni (T a bari,<br />
I, 3051, lin. 10-14) [M.].<br />
Secondo Mas'ùdi, IV, 251, il califfato durò 12 anni meno 8 giorni;<br />
fu ucciso in età di 82 anni.<br />
§ 210. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad, Talhah, abii Hàri^ah e abù<br />
'Uthmàn). Uthmàn fu ucciso di venerdì, il 18 di Dzu-1-Higgah dell'anno<br />
35. H., dopo 11 anni, 11 mesi, 22 giorni dall'assassinio di 'Umar (Ta-<br />
bari, I, 3051, lin. 15-19) [M.].<br />
§ 211. — (Zakariyyà- b. 'Adi, da 'Ubaydallah b. 'Amr, da ibn 'Uqayl).<br />
'Uthmàn fu ucciso nell'anno 35. H. (T a bari, I, 3051, lin. 20-21) [M.].<br />
§ 212. — (Sayf b. 'Umar, da abù Hàrithah, abù 'Uthmàn, Muhammad<br />
e Talhah). 'Uthmàn fu ucciso il 18 di Dzù-l-Higgah di venerdì nell'ultima<br />
ora (Tabari, I, 3051, lin. 21-3062, lin. 2) [M.].<br />
§ 213. — (Hisàm b. al-Kalbi). 'Uthmàn fu ucciso nel mattino del venerdì<br />
18 Dzù-1-Higgah dell'anno 35. H. ; il suo califfato durò 12 anni meno<br />
8 giorni (Tabari, I, 3052, lin. 5-7) [M.].<br />
§ 214. — (al-Hàrith, da ibn Sa'd, da Muhammad b. 'Umar, da al-Dahhàk<br />
b. 'Uthoian, da Makhramah b. Sulaymàn al-Wàlibi). 'Uthmàn fu ucciso di<br />
venerdì al mattino, il 18 Dzù-1-Higgah dell'anno 35. H. (Tabari, I, 3052,<br />
lin. 7-10) [M.].<br />
§ 215. — (Ahmad b. Zubayr, dal padre, da abù Khaythamah, da Wahb<br />
b. Grarir, dal padre, da Yùnus b. Yazid al-Ayli, da al-Zuhri). 'Uthmàn fu<br />
ucciso, e alcuni raccontano che fu ucciso nei giorni del t a s r i q<br />
venerdì 18 Dzù-1-Higgah (Tabari, I, 3052, lin. 13-17) [M.].<br />
, altri nel<br />
§ 216. — (al-Ya'qùbi). 'Uthmàn rimase assediato quaranta giorni, e<br />
fu ucciso il 18 Dzù-1-Higgah dell'anno 35. H., a 83 anni. Secondo altri<br />
a 86 anni (Ya'qùbi, II, 204, lin. 19-21) [M.].<br />
In Khamis, II, 296, si dice che la più alta età assegnatagli da un<br />
tradizionista fu di 95 anni (^).<br />
al-Wàqidi dice : Fra noi non e' è dissenso, che 'Uthmàn avesse, quando<br />
fu ucciso, ottantadue anni. E questa è la parola di al-Yaqzàn.<br />
Nota 1. — M'è parso che con lo svolgerai della tradizionistica si cercasse di alzare sempre più<br />
l'età del Califfo. Quanto più vecchio era infatti il Califfo, tanto più grave diveniva l'attentato dei ribelli.<br />
269.
§§ 217-225. 35. a. H.<br />
35. a. H. § 217. — (al-Hàrith, da ibn Sa'd, da Muhammad b. 'limar [al-Wàqidi]).<br />
della uccisione Uthmàn fu UCCÌSO clie aveva 82 anni (T ab ari, I, 3053, lin. 2-3) [M.].<br />
del Califfo 'Uth- Per l'età cfr. anche Athìr, III, 144.<br />
man, e sua età.] . i ì .x j' nn '\<br />
(Si aggiunge un accenno ad un età di 90 anni).<br />
§ 218. — (Muhammad b. 'Umar [al-Wàqidi], da al-Dahhàk b. 'Uthmàn,<br />
da Makhramah b. Sulaymàn al-Wàlibi). 'Uthmàn fu ucciso che aveva<br />
82 anni (T a bari, I, 3063, lin. 3-5).<br />
§ 219. — (Muhammad [b. 'Umar al-Wàqidi], da Sa'd b. Ràsid, da Sàlih<br />
b. Kaysàn). 'Uthmàn fu ucciso, che aveva 82 anni e mesi (T abari, I,<br />
3053, lin. 5-7) [M.].<br />
§ 220. — (al-Hasan b. Miisa al-Asyab, da abù Hilàl, da Qatàdah).<br />
Quando 'Uthmàn fu ucciso aveva 87 o 88 anni (T ab a ri, I, 3053, lin. 10-11)<br />
[M.].<br />
§ 221. — (Hisàm b. Muhammad [al-Kalbi]). 'Uthmàn quando fa ucciso<br />
aveva 75 anni (T abari, I, 3053, lin. 12-13) [M.].<br />
§ 222. — (Sayf b. 'Umar). 'Uthmàn quando fu ucciso aveva 63 anni<br />
(Tabari, I, 3053, lin. 14-15) [M.].<br />
§ 223. — (Sayf b. 'Umar, da abù Hàrithah, abù 'Uthmàn, Muhammad<br />
e Talliah). 'Uthmàn quando fu ucciso aveva 63 anni (Tabari, I, 3053,<br />
lin. 15-17) [M.].<br />
§ 224. — (Muhammad b. Musa al-^Harasi, da Mu'àdz b. Hisàm, dal<br />
padre, da Qatàdah). 'Uthmàn fu ucciso che aveva 86 anni (Tabari, I,<br />
3053, lin. 20-3054, lin. 2) [M.].<br />
§ 225. — ('Amr b. 'Abdallah b. 'Anbasah, da Muh. b. 'Abdallah b. 'Amr,<br />
da abù Labìbah, da 'Abdallah b. 'Amr b. 'Uthmàn). 'Utiimàn b. 'Affàn fti<br />
riconosciuto Califfo il primo giorno di Muharram dell'anno 24. H. ; fu ucciso<br />
il venerdì quando mancavano 18 giorni al Dzù-1-Higgah dell'anno 36. H.,<br />
dopo il pomeriggio. Quel giorno egli digiunava, e fa sepolto la notte pre-<br />
cedente al sabato, fra il tramonto e il principio della notte alta in Hass<br />
Kawkab in al-Baqi', dove oggi è la tomba dei banù Umayyah. — Il calif-<br />
fato di 'Uthmàn durò 12 anni meno 12 giorni, essendo egli, quando fu<br />
ucciso, di 82 o, secondo abù Ma'sar, di 75 anni (Saad, III, 1, pag. 54,<br />
lin. 4-12, 23) [G.].<br />
Sulla data della morte (^), sulla durata del regno, sull'età del Ca-<br />
liffo, ecc., cfr. le numerose tradizioni di ibn 'Asàkir (cfr. pag. 768-784), le<br />
quali però nulla contengono che non si trovi già nelle precedenti tra-<br />
dizioni.<br />
Nota 1. — Il confronto delle varie date di morte porta alla conclusione che la sola attendibile<br />
sia quella del 18 Dzu-l-Higgah B5. H. = 17 giugno 655 dell' E. V., perchè cade appunto sopra un venerdì<br />
260.
35. a. H. Il 226, 226.<br />
k^come quasi tntta la tradizione concordemente afTerma. — Siiiretà del Califfo un'indagine minuta è inutile: 35. a. H.<br />
Ila varietà delle notizie mi sembra dovuta al fatto che non fosse più conosciuta quando si misero in [ARABIA. - Data<br />
[iscritto le tradizioni qui riportate. Gli anni sono o affermazioni arbitrarie o il risultato di calcoli aritmetici. delta uccisione<br />
La durata del Califfato non può esattamente essere fissata. 'Umar fu ucciso il 26 Dzii-1-Higgah del Califfo 'Uth-<br />
?23. H. (cfr. 23. a. H., §§ 132 146), ma TJtJimàn fu eletto solo alcuni giorni dopo, forse il 28 Pziì-l- man, e sua età].<br />
Higgah 35. H., o il 1
35. a. H.<br />
[ARABIA. - Data<br />
della uccisione<br />
del Califfo Uthmàn,<br />
e sua età.]<br />
§§ 226-231. 35. a. H.<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 169,v.-170,r. ;<br />
Mas'ùdi, IV, 284-287;<br />
Qutaybah, 99.<br />
§ 227. — al-Nuwayri aggiunge all'elogio di Hassàn vari versi :<br />
i24,r.) [M.].<br />
di anonimi;<br />
di Ka'b b. Màlik;<br />
di Humayd b. Thawr (due versi) (mancano in al-Tabari) ;<br />
di Qàsim b. Umayyah b. abi-l-Salt (mancano in al-Tabari) ;<br />
di Zaynab bint al-'Awwàm;<br />
di Laylah al-Akhyaliyyah ;<br />
e di Ayman b. Khuraym (Nuwayri, MS. Leiden, I, fol. 123,v.-<br />
ARABIA. — Pellegrinaggio dell'anno 35. H.<br />
§ 228. ^- (Ahmad b. Thàbit al-Eàzi, da un ignoto, da Ishàq b./ìsa, da<br />
abii Ma'sar). L'ultimo pellegrinaggio fu diretto da 'Abdallah b. 'Abbàs per<br />
ordine di 'Uthman (T a bari, I, 3038, lin. 4-6) [M.].<br />
§ 229. — (Muh. b. 'Umar [al-Wàqidi], da Usàmah b. Zayd al-Laytbi,<br />
da Dàwùd b. al-Husayn, da 'Ikrimah, da ibn 'Abbàs). 'Uthmàn b. 'Affàn<br />
lo prepose al pellegrinaggio l'anno che fu ucciso, cioè il 35. H. Egli andò<br />
e fece pellegrinaggio secondo il comando di 'Uthmàn (Saad, III, 1, pa-<br />
gina 44, lin. 2-6) [M.].<br />
§ 230. — 'Uthmàn fu califfo dodici anni. E fece il pellegrinaggio tutti<br />
gli anni salvo il primo, cioè il 24, H., in cui diresse il pellegrinaggio 'Abd<br />
al-rahmàn b. 'Awf, e l'anno che fu ucciso (cioè il 35. H.), in cui lo diresse<br />
'Abdallah b. 'Abbàs (Ya'qùbi, II, 205, lin. 8-10) [M.].<br />
§ 231. — (Muh. b. 'Umar [al-Wàqidi], da Usàmah b. Zayd, da Dàwùd<br />
b. al-Husayn, da 'Ikrimah, da ibn 'Abbàs). Quando 'Uthmàn fu assediato<br />
la seconda volta.<br />
'Ikrimah dice d'aver chiesto ad ibn 'Abbàs se vi fossero stati due as-<br />
sedi, e questi rispose di sì: il primo assedio durò 12 (giorni). Quando quelli<br />
d' Egitto s'avanzavano, 'Ali andò loro incontro in Dzù Khusub e li rimandò<br />
indietro. Bisogna ricordare che 'Ali era stato suo amico fedele (di 'Uthmàn)<br />
e restò tale finché non s' irritò per il fatto che il Califfo si lasciava influen-<br />
zare da Marwàn e da Sa'd e dai loro, nemici di 'Ali. Questi gli dicevano:<br />
« Se avesse voluto, non ti avrebbe parlato nessuno ! (alludendo al contegno<br />
« di 'Ali che dava consigli franchi e usava parole aspre sul conto di Marwàn<br />
« e de' suoi compagni). Egli si vuole imporre a te, che sei suo capo, suo co-<br />
« guato e suo cugino per parte di padre e di madre. Che pensi di ciò che egli<br />
262.
35. a. H. 1^ 231, 282.<br />
« ti ha nascosto? ». E non cessarono di parlare di 'Ali finché non lo videro 35- «• M.<br />
fA R A B I A PaI><br />
risoluto a fare a meno di lui. Andai dunque — continua ibn 'Abbàs — un legrinaggió dei-<br />
giorno da lui partendo per Makkah e gli dissi che 'Uthmàn m'aveva dato l'anno 35. H.]<br />
ordine di partire. Ed egli mi disse : « 'Uthmàn non vuol consigli buoni da<br />
« alcuno, s' è scelto cortigiani fraudolenti, di cui nessuno v' ha che non si<br />
« tiri dietro una turba di gente che consuma le rendite e tiene a vile il po-<br />
« polo ». Ed io: « Egli ha vincoli di parentela e diritti (haqq): se tu cre-<br />
« devi opportuno di tenerli in disparte, p9tevi farlo ; tu non hai altra colpa<br />
< che questa! ». ibn 'Abbàs aggiunge: Lo sa Iddio s'io vidi in lui ('Ali)<br />
l'abbattimento e la compassione per 'Uthmàn, e m'accorsi che gli soprastava<br />
alcun che di grave.<br />
Poi dice 'Ikrimali: Ho sentito dire da ibn 'Abbàs che 'Uthmàn l'aveva<br />
mandato da Khàlid b. al-'As a Makkah con l'ordine di salutarlo e di rac-<br />
contargli com'egli era assediato da tanti e tanti giorni, che non beveva<br />
se non acqua salmastra che aveva in casa, essendogli impedito d'attin-<br />
gerne ad un pozzo comprato del suo a Rùmah, da cui pure attingevano<br />
l'acqua tutti ;<br />
che non mangiava se non ciò che aveva in casa, non potendo<br />
aver nulla dal mercato. Doveva poi invitarlo a guidare il pellegrinaggio,<br />
non essendovi chi lo facesse, e se mai si rifiutava, ci andava ibn 'Abbàs<br />
stesso, che egli (il Califfo) aveva guidato il pellegrinaggio per dieci anni,<br />
ibn 'Abbàs andò da Khàlid b. al-'As e gli riportò l'ambasciata di 'Uth-<br />
màn. Ma Khàlid si rifiutò, dicendo di non poterci far nulla per l' inimicizia<br />
di quelli ch'egli vedeva, e disse ad ibn 'Abbàs: « Vacci tu, tu sei cugino<br />
« di quell'uomo; questa faccenda (guidare il pellegrinaggio?) non spette-<br />
« rebbe che a lui (alludendo ad 'Ali), ma tu sei il più adatto per assumerti<br />
« quest'incarico ».^Fece il pellegrinaggio, poi tornò nel mese dopo e giunse<br />
a Madinah che 'Uthmàn era già stato ucciso e la gente era in questione<br />
sull'elezione di Ali b. abi Tàlib. Quando 'Ali lo vide, lasciò il suo seguito e<br />
si diresse verso di lui chiedendogli in confidenza che pensasse dell'accaduto.<br />
« È successo un grave avvenimento; come vedi, non ci possiamo far niente ».<br />
ibn 'Abbàs rispose : « Capisco che oggi non ci sei che tu, ma capisco anche<br />
(he oggi nessuno può esser fatto califfo senza che si sospetti sul conto<br />
suo per la morte di questo ». Egli rifiutò il califfato, e fu sospettato<br />
(ugualmente) (T ab ari, I, 3038, lin. 9-3040, Hn. 2) [M.].<br />
§ 232. — (Muhammad, da ibn abi Sabrah, da 'Abd al-magid b. Suhayl,<br />
da 'Ikrimah). ibn 'Abbàs racconta che parlando con 'Uthmàn, questi gli disse :<br />
« Ho già preposto a Makkah Khàlid b. al-'As b. Hisàm, e già ai Makkani<br />
* ù giunta notizia di ciò eh' è successo (a Madinah?), ond'io temo che gl'im-<br />
« pediscano di fermarvisi e ch'egli si rifiuti e combatta nell'epoca della<br />
263.
282. 233. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
« tresrua di Dio e della sua sicurtà (Q ur*àn, XXII, 28-29); (perciò) ho<br />
[ARABIA. - /'\i/<br />
Pellegrinaggio<br />
del- * pensato di darti il comando del pellegrinaggio ». Nello stesso tempo<br />
l'anno 35. H.] scrisse una lettera a quelli dell' ai-ma wsim, pregandoli di salvarlo dalle<br />
mani di chi lo assediava, ibn 'Abbàs si recò subito da 'A.'isah in al-Sul-<br />
sul [nei dintorni di Madinah, a sette miglia sulla via di Makkah: cfr.<br />
Yàqùt, III, 413]. Essa gli disse: «Ti prego in nome di Allah, tu hai<br />
« una lingua pungente :<br />
tu stai per abbandonare quell'uomo e la gente si<br />
« scandalizzerà sul conto di lui ; l' intelligenza della gente s' è rischiarata,<br />
« s' è vista ben netta la via da seguire, ed essi (gli amici del Califfo) hanno<br />
« smunto il paese, perchè hanno trovato che la mammella abbondava di<br />
« latte. Ho visto Talhah b. 'Ubaj^dallah prender possesso delle chiavi dei<br />
«tesori (buyùt al-amwàl wa khazà-in) e, se diventa califfo lui, se-<br />
« guirà la via di suo cugino abù Bakr > (^). ibn 'Abbàs le disse : « Madre,<br />
« se fosse avvenuto qualche cosa a quell'uomo, la gente non si volgerebbe<br />
« se non al nostro amico ('Ali?) ». Ed essa: « Su, via; non voglio questio-<br />
«nare con te» (T abari, I, 3040, lin. 2-17) [M.].<br />
Nota 1. — Risulterà anche da varie altre tradizioni che 'À'isah avesse la preferenza per Talhah<br />
e desiderasse la sua elezione a Califfo.<br />
§ 233. — (ibn abì Sabrah, da 'Abd al-magid b. Suhayl). Egli copiò<br />
la lettera di 'Uthmàn da 'Ikrimah.<br />
< In nome di Dio, ecc. Da 'Uthmàn, ecc., ai credenti ed ai fedeli del-<br />
« r Isiàm »<br />
Dopo aver ricordato Iddio e vari passi del Corano, relativi all'obbe-<br />
dienza di Dio, prosegue :<br />
« Nessuna gente è perita per altro motivo che per non volere un capo<br />
«che non la riunisse; fino a che farete cosi, non direte la preghiera in-<br />
« sieme, e il nemico piomberà su di voi: l'uno violerà i diritti dell'altro;<br />
« se non si rende a Dio il suo culto, sarete scismatici (.<br />
. . passi del Corano<br />
« relativi allo scisma). Mi si racconta che qualcuno si presenta al popolo,<br />
« dicendo di appellarsi al Libro di Dio e alla giustizia, ch'essi non vogliono<br />
« cose mondane, non amano dissensi; ma quando si presenta Joro la verità,<br />
« eccoli subito in questione fra loro, ognuno prende ciò che gii fa comodo<br />
< e lascia ciò che gli fa comodo. Sono stanchi della vita mia, sono stanchi<br />
« che uno li governi, vogliono uccidermi. Mi hanno già annunziato d'es-<br />
. « sere tornati con ciò eh' io aveva dato. Non so che io abbia mancato a<br />
« qualche promessa loro fatta. Hanno creduto che cercassero di far punire<br />
« i colpevoli (al-hudùd). Io dissi: — Punite chi sapete bene che ha esor-<br />
« bitato e commesso ingiustizia, sia egli vicino o lontano ! —<br />
Ed essi : Il<br />
« Libro di Dio l'abbiamo letto. — Si, risposi, ma chi l'ha letto lo rilegga<br />
264.
óu» 3,* U. a 238.<br />
« senza aggiungerci nulla di suo. — Ed essi : L' illecito è ottenuto : invece 35. a. H.<br />
«il danaro deve servire per mantenere la buona tradizione (sunnah). legrinaMió deu<br />
«Non si commetta ingiustizia nel quinto (khums) e nella sadaqah; e l'anno 35. H.)<br />
« sia investito di potere solo il forte e il leale, e deve scontale ognuno<br />
« la colpa che ha commessa. — Ho acconsentito, usando pazienza ; corsi<br />
« dalle vedove del Profeta e chiesi loro che cosa comanda.s3ero. Ed esse<br />
«risposero: Tu farai governatori 'Amr b. al-'As e 'Abcìallah b. Qays, la-<br />
« sciando Mu'àwiyah, preposto dall' a m ir che ti ha preceduto : egli bene-<br />
« fica la sua provincia e riscuote la simpatia dell'esercito. Rimanda (in<br />
« Egitto) 'Amr, di cui è contento l'esercito, e fa governatore lui, che beneficherà<br />
« la provincia. — Tutto questo l' ho fatto, eppure ('Amr ?) mi perseguita<br />
« ancora, ingiustamente. Mentre scrivo, quelli che desiderano il governo<br />
€ vogliono la mia morte, m' impediscono la preghiera, frapponendosi tra<br />
« me e la moschea e portano via ciò che possono in Madinah. Mentre scrivo<br />
« questa lettera, essi mi propongono di scegliere fra tre cose : o che io dia<br />
« sodisfazione per ognuno che ho colpito a torto o a ragione senza abbo-<br />
« nare nulla ; o eh' io lasci il potere, ch'essi darebbero ad un altro ; o essi<br />
« manderebbero a chiamare i più forti soldati e Madinesi per emanciparsi<br />
« dall'obbedienza che il Signore m' ha dato su di loro. — Quanto alla sodi-<br />
le sfazione da dare, rispondo : Ci sono stati dei califfi prima di me che hanno<br />
« sbagliato e hanno colpito giusto, e nessuno ha chiesto di loro vendetta.<br />
« Ma essi vogliono la mia vita. Quanto all'essere liberato dal governo, è<br />
« meglio ch'essi me lo tolgano anzi che io rinunzi all'opera di Dio ed al<br />
« califfato. Quanto al mandare per soldati e per Madinesi nella speranza di<br />
« essere liberati dall'ubbidienza verso di me, io non sono il loro manda-<br />
« tarlo, io non li ho costretti ripugnanti da principio alla ubbidienza ; essi<br />
«stessi l'hanno cercata». (Seguono osservazioni morali sulla vanità del<br />
mondo, ecc. Dice poi d'aver sempre cercato la sunnah buona seguita<br />
dai suoi due predecessori). « Ciò su cui mi fate scegliere è solo il deporre<br />
« e r investire, ma io ho guidato l'anima mia e chi era con me, e ho se-<br />
j[<br />
guito la legge di Dio e ho temuto di perdere la sua grazia; ho schivato<br />
[la sunnah cattiva, la divisione del popolo e lo spargimento del sangue ».<br />
[Se ho punito qualcuno, non ho cercato con questo che il bene, me ne<br />
f appello a Dio. Iddio ci perdoni le nostre colpe.<br />
« La pace su di voi con la misericordia di Dio e con le sue benedi-<br />
sioni, o credenti, o fedeli ».<br />
Dice ibn 'Abbàs d'aver letto questa lettera ai fedeli un giorno prima<br />
sll'al-tarwiyyah in Makkah (T a bari, I, 3040, lin. 17-3045, lin. 12)<br />
2(J5.<br />
[M.].<br />
34
§5 234236. 35. a. H.<br />
35. a. H. § 234. — (ibn abi Sabrah, da 'Abd al-magid b. Suhayl, da 'Ubayd-<br />
legrinaggio del- allab b. 'Abdallah b. 'Utbah, da ibn 'Abbàs). 'Uthmàn chiamò ibn 'Abbàs<br />
l'anno 36. H.] dandogli la direzione del pellegrinaggio.<br />
popolo ; ma<br />
ibn 'Abbàs guidò il pellegrinaggio e lesse la lettera di 'Uthmàn al<br />
quando tornò a Madinah, era stato già eletto califfo 'Ali (T a -<br />
bari, I, 3045, lin. 12-16) [M.].<br />
Cfr. anche Mas'ùdi, IX, 56;<br />
Ta^ribirdi, MS. Paris, 1551, fol. 15,r.;<br />
Y a '<br />
q ù b i , II, 205, lin. 8-10. — Cfr. anche più avanti § 408.<br />
ARABIA. — Luogotenenti del Califfo 'Uthmàn.<br />
§ 235. — Regnante 'Uthmàn furono governatori di Makkah :<br />
(1) 'Ali b. 'Adi b. Rabi'ah;<br />
(2) Khàlid b. al-'Às;<br />
(3)<br />
(4)<br />
al-Hàrith b. Nawfal;<br />
'Abdallah b. Khàlid b. Asid;<br />
(6) 'Abdallah b. 'Amir al-Hadrami;<br />
(6)<br />
Nàfi* b. al-Hàrith al-Khuzà'i.<br />
n giorno della morte di 'Uthmàn era governatore di Makkah :<br />
(7) Khàlid b. al-'As (Dahlàn Khulàsah, I, 7-8).<br />
Cfr. anche Fasi, 162, lin. 9-163, lin. 6;<br />
Wùstenfeld Chron. Makkah, IV, 122.<br />
§ 236. — (Muh. b. *Umar [al-Wàqidi], da 'Abd al-rahmàn b. abi-1-<br />
Zinàd). Quando fu ucciso 'Uthmàn erano governatori:<br />
(1) in Makkah: 'Abdallah b. al-Hadrami;<br />
(2)<br />
(3)<br />
in al-Tà-if: al-Qàsim b. Rabi'ah al-Thaqafì :<br />
in San'à: Ya'la b. Munjah;<br />
(4) in al-Granad: 'Abdallah b. [abì] Rabi'ah;<br />
(6) in al-Basrah : 'Abdallah b. "Amir b. Kurayz, il quale l'abban-<br />
donò senza che 'Uthmàn lo sostituisse ;<br />
(6)<br />
in al-Kiifah: Sa'id b. al-'As, che ne fti fatto uscire senza che<br />
gli si permettesse di ritornarvi ;<br />
(7) in Misr : 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh, che si recò presso 'Uthmàn.<br />
Muhammad b. abi Hudzayfah s' impadroni dell' Egitto e ne cacciò al-Sà*ib<br />
b. Hisàm b. 'Amr al-' Amiri, che 'Abdallah b. Sa'd aveva messo in sua vece;<br />
(8) in Siria : Mu'àwiyah b. abì Sufyàn (T a b a r i, I, 3057, lin. 8-18) [M.].<br />
Cfr. anche Athir, IH, 78-79, 149; 1<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 126,r.-126,v.; i<br />
Nuvvayri, MS. Leid., I, fol. 123,r.; J<br />
266. ^1
Tabari, I, 3058, Un. 3-11;<br />
Ya'qùbi, II, 206, Un. 17-206, Un. 6.<br />
35. a. H. fiasMas.<br />
§ 237. — (Sayf b. limar, da abu Hàrithah e abù 'Uthmàn). Quando<br />
morì'Uthmàn, era governatore'deUa Siria Mu'àwiyah, ed erano 'àmil (luo-<br />
i2jotenenti) di Mu'àwiyah :<br />
(1)<br />
(2)<br />
(3)<br />
(4)<br />
al-Fazàri, e<br />
in Hims: 'Abd al-rahmàn b. KhàUd b. al-WaUd;<br />
in Qinnasrin: Habib b. Maslamah al-Fihri;<br />
in al-Urdunn: abù-l-A*war b/ Sufyàn al-Sulami;<br />
in Filastin :<br />
'Alqamah b. Hakim al-Kinàni ;<br />
(6) sul mare (al-bahr, cioè a capo deUa flotta): 'AbdaUah b. Qays<br />
(6) sui giudizi (al-qadà): abù-1-Dardà- (Tabari, I, 3067, Un. 18-<br />
3058, Vm. 2) [M.].<br />
ibn al-Athir dice, che abù-l-Dardà* fu tale secondo l'opinione di alcuni,<br />
ma che in verità egli mori prima dell'uccisione di 'Uthmàn (AtUir , III, 149).<br />
§ 238. — (Sayf b. 'Umar, da 'Atiyyah). Quando mori 'Uthmàn, era suo<br />
Luogotenente :<br />
(1)<br />
(2)<br />
in al-Kùfah: sulla preghiera: abii Musa;<br />
sul kharàg dell'Iraq: Q-àbir b. Fulàn al-Muzani soprintendente<br />
Iella diga (sàhib al-musannàh) a lato di al-Kùfah insieme con Simàk al-<br />
insàri ;<br />
(3) e per la guerra: al-Qa'qà' b. 'Amr;<br />
(4) in Qarqìsiyà- : Ó-arir b. 'AbdaUah ;<br />
(6) neir Àdzarbaygàn : al-As'ath b. Qays al-Kindi ;<br />
(6)<br />
(7)<br />
in Hulwàn: 'Utaybah b. al-Nahhàs;<br />
in Mah: Màlik b. Habib;<br />
(8) in Hamadzàn: al-Nusayr;<br />
(9) in al-Rayy: Sa'id b. Qays,<br />
(10) in Isbahàn: al-Sà'ib b. al-Aqra';<br />
(11) in Màsabadzàn: Hubays [ibn al-Athir: Khunays]<br />
(12) sulla bayt al-màl: 'Uqbah b. 'Amr [ibn al-Athir: *Amir];<br />
(13) suU'al-qadà-: Zayd b. Thàbit (Tabari, 1,3058, lin. 3-11);<br />
%. 'Abd Sams ;<br />
(14) nel Sigistàn : 'Abd<br />
(15) nel Mukràn: 'Imràn;<br />
al-rahmàn b. Samurah della famiglia di Habib<br />
(16) nel Fàris: 'Umayr b. 'Uthmàn b. Sa'd;<br />
(17) nel Karman: ibn al-Qusayri (Athir, III, 78-79).<br />
Nuwayri, fol. 123,r., aggiunge: (18) sul gund: 'AbdaUah b. Rabi'ab.<br />
Cfr. Taghribirdi, MS. Paris, 1561, fol. 24,r.<br />
267.<br />
36. a. H.<br />
[ARABIA.- Luogotenenti<br />
del Califfo<br />
Uthmàn.]
35. a. H.<br />
^ABIA. - Luogotenenti<br />
del Ca-<br />
liffo 'Utjimàn.]<br />
§§ 239-241. 35. a. H.<br />
§ 239. — (al-Ya'qùbi). Luogotenenti ('ummàl) di 'Uthmàn:<br />
(1) Yaman: Ya'la b. Mnnyah al-Tamimi ;<br />
(2) Makkah: 'Abdallah b. 'Amr al-Hadrami;<br />
(3) Hamadzan :<br />
(4)<br />
(5)<br />
Garìr<br />
b. 'Abdallah al-Bagali ;<br />
al-Tà-if: al-Qàsim b. Rabi'ali al-Thaqafi;<br />
al-Kùfali: abù Musa al-As'ari;<br />
(6) al-Basrah: 'Abdallah b. 'Àmir b. Kurayz;<br />
(7) Misr: 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh;<br />
(8) Siria : Mu'àwiyah<br />
b. abi Sufyàn b. Harb (Y a '<br />
q<br />
ii b i , II, 205,<br />
lin. 17-206, lin. 2).<br />
Nuwayri, fol. 123,r., aggiunge gli 'ummàl di Mu'àwiyah:<br />
(9) Hims :<br />
'Abd<br />
al-rahmàn b. Khàlid b. al-Walid ;<br />
(10) Qinnasrin: Habib b. Maslamah al-Fihri;<br />
(11) al-Urdunn: abii-1-A'war al-Sulami;<br />
(12) Filastìn: 'Alqamah b. Hakim al-Kinàni;<br />
(13)<br />
il mare (al-bahr): 'Abdallah b. Qays al-Fazàri.<br />
Ibd., fol. 123,r.-123,v., dopo aver parlato del Misr, dice che 'Abdallah<br />
b. Sa'd andò da 'Uthmàn il rag ab del 35. H., lasciando in sua vece<br />
'Uqbah b. Amir. Muhammad b. abi Hudzayfah cacciò 'Uqbah. 'Abdallah<br />
tornando non potò rientrare, e andò a morire ad Asqalàn. Era qàdi in<br />
Egitto 'Ammàr b. Qays b. abi-l-'As, che morì dopo la morte di 'Uthmàn.<br />
E non ci fu qàdi in Egitto fino al regno di Mu'àwiyah b. abi Sufyàn.<br />
§ 240. — (al-Ya'qùbi). I fuqahà* ai tempi di 'Uthmàn erano:<br />
(10<br />
'Ali b. abi Tàlib,<br />
Zayd b. Thàbit,<br />
abù-1-Dardà-,<br />
Salmàn b. Rabi'ah al-Bàhili,<br />
'Abdallah b. Mas'iìd,<br />
abù Musa al-As'ari,<br />
abù Sa'ìd al-Khudri,<br />
Ubayy b. Ka'b,<br />
'Abdallah b. 'Abbàs,<br />
'Abdallah b. 'Umar (Ya'qùbi, II, 206, lin. 3-6) [M.].<br />
ARABIA -IMPERO ISLAMICO. — Studio sintetico del califfato di<br />
Uthmàn.<br />
§ 241. — Il califfato di 'Uthmàn, il terzo califfo dell'Isiàm, ha ca-<br />
ratteristiche molto diverse da quelle studiate ed analizzate nelle vicende<br />
dei suoi due predecessori. Con questi il nostro compito è stato di rintrac-<br />
268.
35. a. H. 5 211.<br />
ciare, per quanto ci era possibile, le ragioni ed i modi con cui gli Arabi<br />
compierono una delle più straordinarie rivoluzioni politiche che la storia<br />
abbia mai registrata, ed abbiamo seguito una grandiosa marcia trionfale<br />
illuminata da frequenti bagliori d'epopea. I calififati di abù Bakr e di Umar<br />
^ sono episodi della « grande » storia, di quella quasi teatrale, la quale, per<br />
gli elementi drammatici di cui è cosparsa, commuove ed affascina, abbaglia<br />
ed esalta. Con il terzo califfo muta d'un tratto il metro ed il ritmo: dall'epopea<br />
si scende quasi alla prosa ed ha principio un nuovo periodo, in cui ven-<br />
gono meno la grandiosità e la strepitosa parata di catastrofici avvenimenti<br />
militari, e si ha invece l'occulto processo d' incubazione delle grandi tra-<br />
sformazioni morali e religiose, il primo e maggiore effetto dei periodi di<br />
grande storia », ossia quelle trasformazioni e mutamenti dei valori umani<br />
che sono i coefficienti maggiori e più importanti della vera storia. Allo spa-<br />
smodico rimescolio delle materie nei momenti di grandiose convulsioni<br />
politiche e militari segue il profondo, spesso invisibile, riaccoppiamento degli<br />
atomi umani in forme, in modi ed in sostanze nuove, che determinano poi<br />
le vicende morali, sociali e religiose dell'umanità, il sorgere di nuove reli-<br />
gioni, la scomparsa di civiltà antiche, la genesi di nuove, con nuovi ideali<br />
e nuove aspirazioni. In altre parole si viene formando quell' insieme di feno-<br />
meni sociali che costituiscono l'essenza stessa della nostra vita quotidiana,<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.l<br />
241-243. 35. a. H.<br />
Arduo ed ingrato è quindi il compito di ricostruire con acume e pre-<br />
cisione storica gli eventi del -califfato di 'Uthmàn, di cui ogni quadro<br />
sintetico dovrà per fatalità di cose riuscire sempre manchevole ed im-<br />
perfetto.<br />
§ 242. — L'uccisione del Califfo 'limar, rapito ai vivi quando ancora<br />
avrebbe potuto rendere al nascente Stato islamico preziosi servigi con la<br />
sua energia e con l'acquistato prestigio della sua persona e del suo carattere<br />
dominatore, gettò un truce bagliore sui primordi del califfato di 'Uthmàn.<br />
Il grave delitto, il primo che veniva a macchiare il buon nome della comu-<br />
nità islamica, era indizio di oscuri mali interni e d' insanabili discordie<br />
civili, che nascosti sinora dallo slancio eroico e dai felici successi della<br />
conquista, adesso venivano alfine alla superficie.<br />
Benché la tradizione cerchi di gettare tutta la colpa della fine vio-<br />
lenta di 'Umar sopra un cristiano non-arabo, tuttavia sui particolari e sulle<br />
ragioni della tragedia aleggia un'aria di mistero, né è infondato il sospetto<br />
che all'assassinio abbia più o meno contribuito quella minoranza ambiziosa<br />
di Compagni del Profeta, che poi doveva trascinare lo Stato musulmano<br />
nello strazio sanguinoso delle guerre civili (cfr. 23. a. H., §§ 68, 72, 84, 85,<br />
109, 153). Il delitto va in realtà considerato come il primo atto palese della<br />
crescente opposizione a quella minoranza che aveva di fatto afferrato il potere<br />
nonostante il carattere ancora spiccatamente democratico del regime isla-<br />
mico. Le esigenze militari delle grandi conquiste e le necessità ammini-<br />
strative per l'ordinamento del novello Stato avevan portato, per quanto<br />
lo permettevano le speciali condizioni della primitiva società araba, ad un<br />
accentramento del potere nelle mani di pochi. Contro ciò incominciava<br />
già a reagire la coscienza arabica, così essenzialmente particolarista, ed<br />
insofferente di ogni autorità superiore e di ogni regolata e ordinata con-<br />
vivenza sociale.<br />
§ 243. — Ma se il regicidio fu probabile conseguenza d'una segreta<br />
congiura di alcuni Compagni del Profeta, i promotori non ne trassero tutti<br />
i benefìci che speravano. Può esser vero che la supposta debolezza ed inca-<br />
pacità di 'Uthmàn suggerisse la sua scelta a califfo per indebolire l'auto-<br />
rità' del potere centrale e per dare maggiore libertà a quegli ambiziosi che<br />
volevano emanciparsi ed emergere (Wellhausen, Arab. Reich., 26), ma<br />
i calcoli risultarono errati. Gli autori del misfatto eliminarono, é ben vero,<br />
un uomo che non li temeva e che, trattenendoli severamente in Madinah<br />
alla sua stretta dipendenza, li aveva esclusi da ogni partecipazione al po-<br />
tere effettivo, e li aveva ridotti al rango di semplici consiglieri della co-<br />
rona, ma non poterono strappare il potere al gruppo fortemente costituito<br />
270.
35. a. H. H348, 244.<br />
dell'aristocrazia makkana (gli Umayyah) che, appoggiati dal plebeo 'limar,<br />
erasi insediata al potere e teneva già in mano le redini effettive del go-<br />
verno. Anzi la debolezza ed i difetti di 'Ut_hmàn andarono a tutto van-<br />
taggio della stirpe umayyade e dei suoi aderenti : il primo assalto dell'op-<br />
posizione contro l'egemonia dei Qurays servi soltanto a consolidare la loro<br />
posizione sociale ; anzi i vantaggi acquisiti durante il califfato di 'Uthmàn<br />
permisero al loro capo più influente, Mu'àwiyah, di superare la bufera delle<br />
guerre civili e di riuscire trionfante dopo cinque anni di lotte difficilissime<br />
contro tutti i nemici, soli sei anni dopo la morte del terzo Califfo.<br />
Singolari furono le vicende degli Umayyah! Vivente il Profeta essi<br />
erano stati i capi piìi temibili dell'opposizione politica, religiosa e mi-<br />
litare contro il nuovo ordine di cose, e sebbene rimanessero soccombenti,<br />
trovarono nel loro vincitore, il Profeta, un amico ed un protettore che<br />
confermò i loro privilegi materiali e morali, facilitò la loro adesione e con-<br />
versione con concessioni non largite ad alcun altro, e li aiutò infine a<br />
diventare sempre più ricchi e potenti. Le conquiste, sebbene compiute<br />
a spese delle orde beduine del deserto, misero in rilievo anche maggiore<br />
le qualità amministrative, politiche e militari di quella stirpe si intelli-<br />
gente ed energica, e la loro influenza crebbe, non per imposizione, né per<br />
usurpazione, ma per vera necessità di cose : essi salirono al potere perchè<br />
erano in realtà i migliori ed i più capaci.<br />
'Uthmàn era umayyade, e con lui gli Umayyah, si può dire, si impadronirono<br />
del califfato, il quale impresse perciò all'amministrazione un<br />
indirizzo sempre più favorevole alla grande stirpe makkana.<br />
§ 244. — L'elezione di 'Uthmàn, avvenuta ira il 26 Dzù-1-Higgah 23<br />
• i primi giorni di Muharram 24. H. (=3-8 novembre 644 È. V.), fu epi-<br />
sodio drammatico, su cui la tradizione ha molto fantasticato (cfr. 23. a. H.,<br />
§§ 147 e segg.), e seppure i particolari non meritano tutti eguale fede,<br />
vanno accolti nel loro insieme quale memoria viva della commozione di<br />
tutti i Musulmani presenti in Madinah: sono il ricordo sentito e temuto<br />
d'una minaccia di violenze armate tra i fautori dell'aristocrazia makkana<br />
ed i partigiani, meno numerosi e meno pronti, dei Compagni del Profeta,<br />
i sospettati complici del regicidio. L'abnegazione e le virtù d'un grande<br />
Compagno, forse il più influente ed il più nobile di animo e di mente,<br />
tra quanti erano sopravvissuti, 'Abd al-rahmàn b. 'Awf, poterono stor-<br />
nare il conflitto : mercè<br />
il suo intervento gì' interessi e le ambizioni par-<br />
ticolari furono sacrificati agi' interessi generali, e la scelta cadde sulla<br />
persona, che la legge non scritta di successione, tra gli Arabi pagani, più<br />
o meno predestinava, colui che in quel momento avrebbe meno proba-<br />
271.<br />
35. «. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. .<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
•Utljmàn.J
35. a. H.<br />
[ARABIA.IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.l<br />
§§ 244-246. 35. a. H.<br />
babilmente sollevato contrasti nella comunità. 'Abd al-rahmàn designando<br />
'Uthmàn mirò soltanto al bene ed alla concordia della comunità: l'oppo-<br />
sizione accettò la nomina perchè, come si disse, contò forse sulla debolezza<br />
presunta dell'eletto per avvantaggiare le sue aspirazioni sovversive. Per<br />
quanto la scelta di 'Uthmàn poteva sembrare una concessione, un atto di<br />
debolezza verso la casta aristocratica makkana, e costituire una minaccia<br />
per il regime democratico del califfato, 'Abd al-rahmàn intuì come gli<br />
Umayyah costituissero la maggiore forza politica e morale del nascente<br />
Stato e sentì che, date le circostanze del momento, essi rappresentavano<br />
il consolidamento dell' impero ed il rafforzamento dell'autorità califfale.<br />
Per queste ragioni 'Uthmàn fu eletto senza disordini e senza mani-<br />
festi contrasti : anzi la sua elezione ebbe veste di legalità e di legittimità,<br />
quali eran mancate all'elezione dei suoi due illustri predecessori, ond'egli<br />
potè avere in principio l' illusione di essere ancora più fermamente di essi<br />
assiso sul trono (cfr. 24. a. H., § 17).<br />
§ 245. — Difatti, appena egli fu insediato, l'opposizione tentò subito il<br />
primo attacco e sollevò, con acerba vivacità, la questione delle uccisioni<br />
compiute da 'Ubaydallah b. 'Umar, il figlio del trucidato 'Umar (cfr. 24. a. H.,<br />
§§ 20, 22-32). 'Ubaydallah, in un impeto d' infrenabile sdegno, aveva uc-<br />
cise varie persone, su cui cadevano i suoi sospetti di complicità nel de-<br />
litto. L'opposizione, invocando la legge del taglione, chiese la pena di morte<br />
per 'Ubaydallah, ed 'Uthmàn, vedendo in ciò un pretesto di partito più<br />
che una domanda di giustizia, lo graziò, senza tener conto delle proteste<br />
che questo primo atto d' imperio sollevava nel campo avversario.<br />
L'opposizione fu sconfitta, ma non si diede per vinta: sapeva bene<br />
quanto era spinoso il cammino per cui 'Uthmàn si era messo, e contava<br />
vincerlo in altro modo ed in altre circostanze più propizie.<br />
§ 246. — Immane infatti era il compito che cadeva sulle spalle non<br />
più forti del vecchio Califfo. Ad 'Uthmàn toccò la sorte ingrata di arri-<br />
vare al potere, mentre nello stato islamico si svolgeva un processo di pro-<br />
fonda evoluzione e trasformazione interna, ossia in uno di quei momenti<br />
burrascosi e difficili, in cui l'uomo di genio — ricordiamo soltanto, per<br />
analogia, Griulio Cesare e Napoleone — può salire talvolta a vertiginosa<br />
altezza, ma chi non ha le ali d'aquila per librarsi sopra la tempesta, viene<br />
irrimediabilmente travolto nell'abisso.<br />
All'eredità d' imperfetti ordinamenti politici, appena abbozzati dai suoi<br />
predecessori, e causa di danni e di complicazioni non lievi, vennero ad<br />
aggiungersi il disagio morale delle milizie sempre più insofferenti della<br />
disciplina di Stato, e gli errori del terzo Califfo e dei suoi amici, sicché<br />
272.
35. a. H. IS 24(>248.<br />
tutti gli sforzi per far argine alla marea montante del malcontento ebbero<br />
effetto negativo, accelerando persino quei processo dissolutivo interno eh»-<br />
l'amministrazione di 'Uthmàn mirava appunto ad infrenare.<br />
§ 247. — Le nostre magre tradizioni, sebbene per la maggior parte<br />
di sentimenti contrari al terzo califfo, lasciano nondimeno intendere allo<br />
studioso imparziale che 'Uthmàn ed il suo principale consigliere, l'intel-<br />
ligente ed energico Marwàn b. al-Hakam, il quale 30 anni dopo doveva dive-<br />
nire anch'egli califfo, si adoprarono, secondo il loro meglio, per affrontare<br />
i più urgenti problemi e risolverli. Nei primi anni del califfato di 'Uthmàn,<br />
l'accortissimo abu Sufyàn, il capo venerato di tutta la stirpe umayyade,<br />
porse probabilmente valido aiuto ad 'Uthmàn nel reggere la fragile nave<br />
dello Stato islamico; ma, morto lui nell'anno 31. H., (cfr. 31. a. H., §§ 63<br />
e segg.) la navicella andò a deriva quasi priva di nocchiero. La poca in-<br />
telligenza del Califfo e l'esperienza ancora scarsa del suo giovane consi-<br />
gliere, Marwàn, nonché l'intrinseca debolezza del potere esecutivo in una<br />
società democratica sin quasi all'anarchia, resero vane quasi tutte le mi-<br />
sure di governo.<br />
Per 'Umar il compito era riuscito più facile. Durante la maggior<br />
parte del suo califfato i grandi avvenimenti militari e la straordinaria for-<br />
tuna delle sue armi avevano offuscato ogni altra questione, avevano messo<br />
a tacere molte ragioni di malcontento. Regnando 'Uthmàn, la politica<br />
estera e militare dell' impero non ebbe pressoché alcun effetto visibile sul-<br />
l'evoluzione interna :<br />
tutta la vita della comunità si concentrò sulla poli-<br />
tica interna, e negli eventi di questa risiede tutta l' importanza del terzo<br />
califfato. Per il nostro scopo basterà quindi dare innanzi tutto un sem-<br />
plice e rapido cenno alla politica esterna ed alle imprese militari.<br />
§ 248. — La caduta di Alessandria nelle mani dei Greci e la sua<br />
riconquista per opera di 'Amr b. al-'As nel 26. o 26. H. (cfr. 25. a. H.,<br />
§§ 72 e segg.), fu incidente militare importante per la storia politica del-<br />
l' Egitto, ma non ebbe conseguenze morali, né influenza sulla politica in-<br />
terna : fu semplice episodio di guerra. Lo stesso dicasi della spedizione nel-<br />
ral-Maghrib (Tunisia) nel 27. H. (cfr. 27 a. H., §§ 17 e segg.), che ispi-<br />
rata, come diremo, da ragioni di politica interna, non produsse durevoli<br />
effetti e mancò allo scopo che i suoi promotori si erano prefissi, di aprire<br />
cioè un nuovo paese e scoprire nuove tónti di ricchezza per le tribù mal-<br />
contente. Queste mostrarono quasi una riluttanza a lasciare l' Egitto, perchè,<br />
turbate dalla convinzione di frodi a loro danno nell'assetto amministra-<br />
tivo della provincia, riconoscevano nella spedizione un mezzo per distrarlo<br />
ed ingannarle.<br />
35<br />
35. a. H.<br />
(ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
Uthmin.l
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Utjimàn.]<br />
248, 249. 35. a. H.<br />
La Siria, regnante 'Uthmàn, si può dire non abbia avuto storia, perchè<br />
le razzie annuali in Asia Minore non possono chiamarsi avvenimenti sto-<br />
rici. Di singolare abbiamo la oscura notizia di una tregua di due anni<br />
(29.-31. H.) tra Mu'àwiyah b. abi Sufyàn e l'Imperatore (cfr. 29. a. H.,<br />
§§ 45-49), tregua o trattato di pace temporanea, che si spiega, per parte<br />
dei Bizantini, con l'estrema debolezza militare in cui erano caduti, ma<br />
riesce incomprensibile per gli Arabi, forti e vittoriosi sempre. La sola spie-<br />
gazione possibile è che Mu'àwiyah avesse qualche timore di complicazioni<br />
interne, o che l'Imperatore pagasse un tale tributo da corrispondere ai<br />
guadagni di una razzia vittoriosa. Ma dell'una o dell'altra cosa nulla di-<br />
cono le fonti, onde il vero significato del fatto sfugge all'analisi.<br />
§ 249. — L' invasione dell'Armenia (cfr. 24. a. H., §§ 59 e segg. ; 25.<br />
a. H., §§ 22 e segg. ; 30. a. H., §§ 25 e segg.) e le scorrerie arabiche sino<br />
ai piedi del Caucaso, le due o tre rivolte dell'Adzarbaygàn (cfr. 25. a. H.,<br />
§§ 4 e segg. ; 25. a. H., §§ e segg. ; 26. a. H., §§ 25 e segg. : 28. a. H.,<br />
§ 4; 30. a. H., §§ 74 e segg.), chiuse tragicamente con il disastro di Ba-<br />
^ langar nell'anno 32. H. (cfr. 32. a. H., §§ 24 e segg.), sono episodi d'un<br />
tentativo di espansione militare verso settentrione, attuato con mezzi in-<br />
sufficienti e senza piano organico. Nulla di durevole, naturalmente, fu<br />
ottenuto da quella parte, e molto sangue fu inutilmente sparso : l' insuc-<br />
cesso finale non mancò di acuire il disagio morale delle milizie combattenti.<br />
Sul confine orientale gli avvenimenti militari ebbero importanza mag-<br />
giore tanto per la durata, quanto per la tenacia sistematica con la quale<br />
furono diretti e per gli effetti conseguiti. La loro importanza principale sta<br />
nell'aver gli Arabi, dopo una guerra durata molti anni, sin dal califfato<br />
di 'Umar, infranta la barriera opposta all'avanzata araba dai Persiani sui<br />
fianchi dell'altipiano iranico (cfr. 19. a. H., §§ 6 e segg.; 21. a. H., §§ 5<br />
e segg.; 22. a.. H., §§ 1 e segg.; 23. a. H., §§ 2 e segg.; 24. a. H., §§ 40<br />
e segg.; 25. a. H., §§ 1 e segg.; 26. a. H., §§ 1 e segg.; 27. a. H., §§ 1<br />
e segg. ; 28. a. H., §§ 1 e segg.) ; ma la campagna del 29.-30. H. (cfr. 29.<br />
a. H., §§ 8 e segg.; 30. a. H., §§ 4 e segg.) di ben poco modificò l'assetto<br />
reale di quell'altipiano.<br />
Seppure gli Arabi giunsero sin quasi alle rive dell'Oxus, non si trattò<br />
già di conquista, ma di più vasta spedizione predatoria. Si ebbe, è vero, nel<br />
32. H. la cosi detta rivolta di Qàrin (cfr. 32. a. H., §§ 17, 18), forse un<br />
forte movimento di riscossa nazionalista; ma le milizie arabe impegnate<br />
nella spedizione poterono crudelmente spegnerla nel sangue. D'altra parte<br />
la Persia era paese inospite, la gente ostilissima agli Arabi, il clima era<br />
neir inverno d'una rigidità a cui gli abitatori del deserto o del bassopiano<br />
274.
35. a. H. H 249-351.<br />
mesopotamico non erano assuefatti. Si aggiunga il profondo divario di razza<br />
tra Arabi semiti e Persiani ariani, che impedì a lungo la fusione tra conqui-<br />
statori e conquistati, quale invece si avverò tanto rapidamente neir'Iràq ed<br />
in Siria, dove gli Arabi si sentirono presto in casa loro, mentre consideravano<br />
l'altipiano iranico come paese di disagio, inospite e forestiero, la cui con-<br />
quista, anche soltanto delibata, riesci loro, per la scarsezza della produzione<br />
e reddito fiscale, oltre che per relativa esiguità di bottino, una vera delu-<br />
one. Tutta la Persia, negli ultimi due anni di 'Uthmàn, e durante il calif-<br />
to di 'Ali, precipitò in uno stato di caos ed anarchia, a cui le poche<br />
hiere arabe, rimaste acquartierate nel paese dopo la scorreria del 29.-31. H.<br />
la rivolta del 32. H., non seppero porre rimedio (cfr. 36. a. H., §§ 303, 306, 369<br />
ota 2, 373, 379). Le cose mutarono lentamente in meglio soltanto sotto<br />
'abile e forte governo di Mu'àwiyah, tra il 41. ed il 60. H. La campagna<br />
nell'Iran, regnante 'Uthmàn, fu avvenimento ispirato da ragioni di politica<br />
interna, mancò dunque allo scopo, a cui era diretta, trovare cioè nuove<br />
fonti di ricchezza e colmare i disavanzi crescenti delle finanze governative,<br />
una delle cause principali del malcontento fi-a i sudditi musulmani.<br />
§ 250. — Il califfato di 'Uthmàn segna dunque un periodo di languore<br />
militare, durante il quale sentiamo che nelle milizie musulmane non arde-<br />
vano più le passioni ispiratrici di eroismi che erano state l'anima delle<br />
prime conquiste: più che la gloria ed i trionfi nella coscienza popolare<br />
covavano risentimenti e fiammeggiavano dissidi disgregatori. Dopo la grande<br />
vittoria navale del 34. H., in cui la flotta bizantina rimase distrutta e fu<br />
aperta la via alla conquista di Costantiiiopoli {cfr. 34. a. H., §§ 18 e segg.),<br />
che r Isiàm avrebbe potuto compier subito, e che invece tardò otto secoli<br />
ad effettuare, tra le milizie vittoriose non troviamo nemmeno la bramosia<br />
di raccogliere i facili frutti del trionfo, bensì sappiamo che corresse invece<br />
la voce insidiosa : < Il nostro vero nemico non è in Bisanzio, ma in Ma-<br />
«dinah! Lì, e non altrove, dobbiamo fare la guerra santa! ».<br />
In Siria, dove l'amministrazione era pur la migliore, e più tranquille<br />
e soddisfatte eran le popolazioni, bastò che un fanatico illuso, abù Dzarr<br />
(cfr. 30. a. H., §§ 164 e segg.), tornasse a rammentare gl'insegnamenti<br />
comunistici del Profeta, ed inveisse contro le grandi fortune accumulate<br />
dai maggiorenti islamici, perchè l'agitazione popolare destasse serie inquie-<br />
titudini nell'animo di Mu'àwiyah e fosse necessario esiliare abù Dzarr<br />
nelle lande deserte della materialistica Arabia. Lo Stato islamico soffriva<br />
di un grave e profondo male interno.<br />
§ 251. — Già negli ultimi anni di 'Umar si può leggere, tra le righe<br />
della tradizione, che nell'andamento interno della comunità erano inco-<br />
276.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
dp\ califfato d<br />
UtJbmàn.l
35. a. H.<br />
ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.l<br />
251, 252. 35. a. H.<br />
mirici ati a verificarsi alcuni seri inconvenienti. I provvedimenti d'ordine<br />
generale presi da 'Umar, per esempio le pensioni e le paghe distribuite<br />
tra i soldati, furono misure escogitate sotto lo sprone di un impellente<br />
disagio e nella speranza di soffocare le prime manifestazioni di ribellione<br />
e di protesta : esse non fanno parte d'un piano organico che mirasse a creare<br />
un nuovo ordine di cose al disopra .di ogni considerazione personale. I ma-<br />
lumori di al-Kùfah, il frequente mutamento dei governatori in questa<br />
città, i moti in al-Basrah ed in Egitto, ed infine l'assassinio stesso del Ca-<br />
liffo, sono i sintomi d'intimo significato, sono la prova che alcune parti<br />
della macchina dello Stato non funzionavano più bene, e dimostrano altresì<br />
come le misure prese da 'Umar non curarono i mali, ma lasciarono i semi<br />
di mali peggiori per il suo successore.<br />
La sosta nel moto di espansione militare e politica incominciata già<br />
vivente 'Umar e mantenuta in gran parte durante i primi anni di 'Uthmàn,<br />
è in special modo indizio del mutamento interno della comunità. Lo Stato<br />
islamico sentiva palesemente il bisogno di raccogliersi, concentrarsi ed in<br />
un certo modo ricostituirsi in vista delle nuove impreviste condizioni, come<br />
in un viaggio in caravana per gì' imprevisti incidenti del cammino occorre,<br />
di tanto in tanto, un riassetto generale dei carichi.<br />
§ 252. — Questo senso di malessere e di languore bellico ebbe prin-<br />
cipio nel 21. H. dopo la battaglia poco felice di Nihàwand, e durò sino<br />
al 27. H. in Egitto e al 29. H. nell' 'Iraq. Quando poi gli Arabi ripre-<br />
sero le armi, par quasi di notare un modo inconcludente di fare le cose,<br />
come se le schiere musulmane, e specialmente quelli che le guidavano,<br />
non mettessero più l'animo nell' impresa e che i loro pensieri, le loro preoc-<br />
cupazioni fossero fissi altrove. I guerrieri vinsero battaglie, penetrarono<br />
vittoriosi in terra nemica, ma non vollero rimanere dove erano giunti:<br />
sembrarono irresistibilmente richiamati da un desiderio di ritorno al luogo<br />
donde erano partiti: erano i problemi di politica interna quelli che più<br />
agitavano governanti e governati, alimentando la nostalgia dei lontani e<br />
il torbido scontento dei vicini.<br />
Abbiamo già diffusamente discorso delle ragioni e delle manifestazioni<br />
di questo travaglio interno della società islamica, né occorre ripeterci (cfr.<br />
33. a. H., §§ 10 e segg.). Erano disagio morale per il rinascere delle, ten-<br />
denze particolaristiche e anarchiche delle varie tribù arabe, per le gelosie<br />
di chi si riteneva meno favorito dalla fortuna, o danneggiato dalla maggior<br />
fortuna degli altri ; odio per il Califfo e per i suoi congiunti, gli Umayyal<br />
perchè sembravano 'icostituire già una dinastia regnante e una minoranzi<br />
sfruttatrice dei beni acquisiti dalla maggioranza; disagio economico per U<br />
276.
35. a. H. §§ 252 254.<br />
finanze prodighe ed imprevidenti del governo, disagio ritenuto dai più<br />
conseguenza di una amministrazione corrotta e vessatoria a vantaggio di<br />
pochi fortunati; infine i primi albori d'una nuova coscienza religiosa che<br />
tormentava gli animi, e li esasperava senza porgere speranze d'immediato<br />
ristoro.<br />
§ 253. — In conclusione, una condizione di cose assai intricata e dif-<br />
ficile che richiedeva, in chi avesse il compito di guidare la nave dello Stato,<br />
un'abilità straordinaria ed il possesso di mezzi efficaci per mettere in atto<br />
i provvedimenti<br />
di governo. Il male era universale : incominciava<br />
tra le<br />
persone più eminenti <strong>dell'Islam</strong> che stavano nelle immediate vicinanze<br />
del Califfo e si estendeva a tutto l'impero attraverso tutte le classi sociali.<br />
Per la maggioranza il governo era il nemico violatore dei diritti anarchici<br />
del deserto, era l'autore principale del dissesto finanziario ed amministra-<br />
tivo, colpevole di presunte e vere ingiustizie, spogliatore di ciò che spet-<br />
tava di diritto ai combattenti.<br />
Le circostanze avverse, con cui era insidiata l'opera politica ed ammini-<br />
trativa del Califfo 'Uthmàn, erano dunque di proporzioni sì vaste e di solu-<br />
ione cosi ardua, che anche uomini di valore superiore a quello di 'Uthmàn<br />
dei suoi consiglieri sarebbero forse rimasti soccombenti. Le prove di<br />
quanto affermiamo abbondano :<br />
basterà analizzarne alcune per dimostrare<br />
che il califfato, continuando per la via segnata da 'limar, si era impastoiato<br />
in difficoltà inestricabili, le quali minacciavano di soffocarlo, se non rompeva<br />
in parte con il passato. Prendiamo, ad esempio, le condizioni materiali in<br />
vili il Califfo era caduto per rimanere fedele al precedente messo dal Pro-<br />
feta, di tenere la sede del governo in Madìnah.<br />
§ 254. — Finché l' impero musulmano era circoscritto alla sola Arabia<br />
occidentale, Madinah rimaneva il centro più indicato per la funzione di<br />
città capitale. Il Profeta primo e, dopo di lui per lo meno nel primo anno,<br />
il Califfo abù Bakr, si trovarono stabiliti nel centro più popoloso del regno,<br />
mezzo a coloro che costituivano l'esercito principale <strong>dell'Islam</strong>. Tutto<br />
ta riunito ed accentrato nel non vasto caseggiato di Madinah.<br />
La conquista dell'Asia Anteriore, regnante 'limar, mutò l'equilibrio<br />
' mterno,<br />
spostando fuori d'Arabia il centro di gravità; tutta la struttura<br />
amministrativa dello Stato islamico si trovò d'un tratto radicalmente mo-<br />
dificata. Pare che 'limar avesse già imperfettamente intuito l' intima tra-<br />
sformazione avvenuta, e l' intrinseca debolezza del Califfo come capo del<br />
potere esecutivo, se rimaneva in Madinah. La città prescelta dal Profeta,<br />
sebbene ancora nominalmente la capitale, di fatto cessò di esserla non ap-<br />
pena si fondarono i campi militari della Babilonide, della Siria e del-<br />
277.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
Uthmàn.]
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. •<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
•Uthmàn.ì<br />
§§ 254, 255. 35. a. H.<br />
l'Egitto. Tutti gli eserciti dell'Isiàm si fissarono fuori della penisola e le<br />
amministrazioni civili e militari emigrarono ad al-Basrah, ad al-Kùfah, a<br />
Damasco (o al-Gràbiyah) e ad al-Fustàt. Madinah, isolata e perduta in mezzo<br />
al deserto, non fu più il cuore dell'impero, ma cominciò a diventare un<br />
luogo di gloriose e devote memorie, di pace e di raccoglimento. L'anima<br />
della nascente comunità si spezzò in tante parti quante erano le grandi<br />
Provincie, e l'unità politica ed amministrativa, rappresentata dalla capitale<br />
in Madinah, cessò di esser reale e divenne ogni giorno più nominale.<br />
Il governo centrale, rappresentato dal Califfo, perdette il contatto di-<br />
retto con i suoi organi amministrativi ed esecutivi, i quali si spezzetta-<br />
rono in tante parti o sezioni indipendenti l'una dall'altra, in quanti erano<br />
i campi militari fondati fuori della penisola arabica.<br />
§ 255. — La difficoltà di amministrare l'Asia Anteriore da Madinah<br />
fu sentita da 'limar, il quale volle perciò fare un viaggio in Siria sino ad<br />
al-Gràbiyah (cfr. 17. a. H., §§ 113 e segg.) e ne tentò un secondo fermato<br />
dalla peste (cfr. 18. a. H., §§ 41 e segg.). Ciò nondimeno, o i vincoli tra-<br />
dizionali di Madinah erano troppo forti, o 'Umar non comprese tutta l'ur-<br />
genza e la gravità del problema, o infine la difficoltà e la pericolosa deli-<br />
catezza della scelta di una nuova capitale gì' impedirono ogni altra iniziativa,<br />
onde 'Umar conservò la sede del governo in Madinah.<br />
'Uthmàn, o per indebolimento di carattere, o per eccessivo rispetto<br />
della tradizione e dei precedenti, segui le sue orme e, rimanendo immo-<br />
bile in Madinah, accrebbe ancora le difficoltà del governo centrale ed acni<br />
il movimento separatista e rivoluzionario.<br />
La responsabilità del potere esecutivo cadde sempre più nelle mani<br />
dei luogotenenti, onde si accentuò quel processo di graduale disgregamento<br />
che si era già vagamente delineato negli ultimi anni del califfato di 'Umar.<br />
Il prestigio e l'autorità del califfato, che 'Umar aveva saputo felicemente<br />
conquistare, grazie al suo carattere ed al suo ingegno, furono in gran parte<br />
demoliti da 'Uthmàn, meno intelligente, più vecchio e meno energico del<br />
suo predecessore. Il Califfo, nella tranquilla solitudine di Madinah, lungi<br />
dai suoi organi esecutivi, senza esercito, senza guardie, quasi si può dir senza<br />
amministrazione, divenne come un membro atrofizzato dell'organismo politico<br />
e cadde facile vittima di un pugno di uomini energici e violenti, quando<br />
questi ruppero gl'indugi e vennero ai fatti con l'irruenza e con l'acceca-<br />
mento passionale che sono caratteristiche degli orientali. Allo Stato, am-<br />
ministrativamente frazionato, mancò unità di direzione, e i mali, di cui<br />
abbiamo più volte fatto l'esposizione iiel corso delle precedenti annate,<br />
acuirono ed aggravarono le imperfezioni esistenti. Se, dopo l'uccisione di<br />
278.
35. a. H.<br />
ff 255-257<br />
'Uthmàn, la sede del governo non si fosse trasportata nelle provincia fuori<br />
d'Arabia, è probabile che il califfato avrebbe avuto una sollecita fine. La<br />
permanenza di 'Uthmàn in Madinah fu sotto taluni aspetti una delle ra-<br />
gioni della tragica rivoluzione dell'anno 36. H.<br />
§ 256. — Quando 'Uthmàn sali al potere l'opera sua doveva specialmente<br />
convergere verso tre scopi principali:<br />
1° rafforzare l'autorità del Califfo come capo ed organo principale<br />
del potere esecutivo ed affermare meglio la dipendenza dei luogotenenti<br />
dagli ordini del sovrano, ponendo argine alle irrompenti tendenze disgre-<br />
gatrici delle masse arabe emigrate, e così consolidare l'unità politica dello<br />
Stato islamico;<br />
2" rafforzare l'unità politica con l'unità morale e religiosa, e ciò con<br />
la fissazione di un unico testo sacro, di una unica dottrina e di un unico<br />
rito religioso;<br />
3" infrenare la crescente corruzione amministrativa e lo sperpero<br />
folle delle risorse dello Stato e trovare sia con conquiste nuove, sia con<br />
altri mezzi le necessarie risorse finanziarie per colmare i disavanzi che già<br />
si. manifestavano nel bilancio musulmano.<br />
§ 257. — (Il problema dell'unità politica e del consolidamento<br />
amministrativo). Nell'esporre le grandi linee del calif-<br />
fato di 'Umar avemmo più volte occasione di notare con quanta difficoltà<br />
quel Califfo riuscisse a mantenere la sua autorità e ad ottenere l'obbedienza<br />
dei suoi luogotenenti nelle diverse provincie dell'impero. Spiegammo<br />
come parecchie spedizioni e conquiste fossero opera di luogotenenti, non solo<br />
all' insaputa, ma persino contro gli ordini di 'Umar :<br />
esempio tipico di questo<br />
stato di cose fu l'invasione dell'Egitto per iniziativa ed opera di *Amr b. al-'As<br />
(cfr. 18. a. H., §§ 176 e segg.). 'Umar nominò i luogotenenti delle provincie<br />
e, tranne rare eccezioni, li lasciò inamovibili nelle loro cariche, finché<br />
erano accetti alle guarnigioni dei campi militari. È palese che il governo<br />
dei luogotenenti dipendeva tutto dai rapporti che si stabilivano tra essi,<br />
ed i loro amministrati piuttosto che da quelli tra i luogotenenti ed il<br />
Califfo. Per quanto 'Umar abbia cercato di rafforzare l'autorità sua per-<br />
sonale e quella del governo centrale, sta il fatto che i suoi luogotenenti<br />
poterono mantenersi nelle provincie solo in quanto seppero rendersi accetti<br />
alle milizie, su cui comandavano nei campi militari. Così mentre Mu'àwiyah<br />
h. ahi Sufyàn potè rendersi inamovile in Siria dove regnava spirito d'or-<br />
dine e di pacifica convivenza sociale, in al-Kùfah invece, nonostante tutti<br />
gli sforzi di 'Umar, non fu possibile mantenere fisso un rappresentante.<br />
Quando le folle kufane tumultuavano contro i loro capi, 'Umar fu sempre<br />
279.<br />
35. a. H.<br />
(ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. •<br />
Studio sintetico<br />
d«l califfato di<br />
Utbmin.J
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. •<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.l<br />
257, 258. 35. a. H.<br />
costretto a cedere ed a mutare il titolare per non dare alimento ad una<br />
vera rivolta, che forse egli non avrebbe potuto domare. Si è accusato 'limar<br />
di debolezza verso i Kuf'ani; ma in verità, stante il regime democratico,<br />
il rispetto per antichissime consuetudini che dominavano tra gli Arabi, la<br />
poca autorità reale posseduta dal Califfo ed il principio arabico che il capo<br />
della tribù o delle schiere combattenti potesse esser soltanto chi era accetto<br />
alla grande maggioranza, è chiaro che il contegno di 'limar verso i Kufani<br />
fu in realtà in tutto conforme alle norme consuetudinarie del tempo.<br />
§ 258. — La persona del governatore nei rapporti tra amministra-<br />
zione e dipendenti era l'elemento più importante, e rendeva assai dif-<br />
ficile il compito del Califfo, perchè il governatore accetto ai militi dei<br />
campi militari, poteva non essere egualmente accetto al Califfo e poco di-<br />
sposto ad obbedirlo. Cosi, ad esempio, 'Amr b. al-'As potè di propria iniziativa<br />
fare la conquista dell'Egitto, perchè le sue milizie gli erano personalmente<br />
devote e del Califfo non si curavano affatto. In queste condizioni 'Limar<br />
segui la norma prudente di accettare e mantenere al suo posto chi andava<br />
bene d'accordo con i dipendenti: 'Uthmàn invece volle innovare, cercò<br />
d'imporre persone di sua fiducia, anche se non accette alla popolazione, e<br />
con ciò diede maggiore spinta al conflitto. 'Uthmàn veniva cioè ad offen-<br />
dere i sentimenti degli amministrati ed a violare antichi precedenti del<br />
deserto: il suo atto d'imperio sembrò ai più una prepotenza, un atto d'il-<br />
legittimo uso od abuso di autorità, una menomazione dei diritti dei membri<br />
della comunità. Il contrasto si manifestò più vivo ogni 'qualvolta il rap-<br />
presentante del Califfo tentò d'esercitare le funzioni di giudice — le più<br />
alte e delicate nell'antica società araba — e fece eseguire le sue sentenze,<br />
punendo i colpevoli. Le famiglie di questi ritennero le pene inflitte un<br />
atto d'ingiustificato arbitrio, una lesione d'un diritto. La giustizia non<br />
era per essi una funzione di Stato, ma faccenda privata. Griustiziare un<br />
omicida era un nuovo delitto commesso dal governatore e dal Califfo, onde<br />
la famiglia del giustiziato aveva diritto d'esigerne risarcimento. In altre<br />
parole nell'amministrazione di 'Uthmàn si ebbe il conflitto tra l'antico di-<br />
ritto consuetudinario del deserto e quello comune di civile convivenza<br />
sociale, conflitto cioè tra l'anarchia e la legge.<br />
Il coefficiente personale nell'amministrazione delle provinole poneva<br />
dunque il Califfo, relegato nella lontana Madinah, in condizioni d' inferio-<br />
rità, alla mercè dei governatori in quasi tutte le questioni di semplice<br />
amministrazione, e rendeva di fatto impossibile ogni reale sorveglianza, ogni<br />
sindacato o riscontro. Quando un governatore riusciva a conservare la sui<br />
autorità nella provincia ed a mantenervi un'apparente obbedienza agli ordii<br />
280.
35. a. H. (i% 258-260.<br />
del Califfo, questi non poteva efficacemente intervenire in «[iiestioni am-<br />
ministrative, né punire i luogotenenti per atti disonesti con tutta la ne-<br />
cessaria severità. Cosi 'limar, non potendo destituire i governatori «<br />
saccheggiavano le casse dello Stato, perchè godevano dell'appoggio delle<br />
milizie, si dovè contentare, dove e come potè, d'imporre loro, quasi in forma<br />
di taglia, una specie di parziale confisca delle ricchezze rubate (cfr. 21. a.<br />
H., §§ 247-253; 23. a. H., § 837), pur lasciandoli in carica a continuare<br />
l'opera di depredazione sistematica dei tesori provinciali.<br />
§ 259. — 'Uthmàn fu meno previdente e meno prudente.<br />
Egli volle epurare più energicamente l'amministrazione ed in alcune<br />
Provincie, per esempio in Egitto ed in al-Basrah, osò addirittura desti-<br />
tuire i governatori che abusavano della loro posizione per arricchirsi, e<br />
porvi uomini di fiducia, ossia quindi, secondo i concetti arabi del tempo,<br />
uomini della sua stirpe e sentimenti. Gli effetti furono purtroppo nega-<br />
tivi, ibn abì Sarh in Egitto ed ibn Àmir in al-Basraii tentarono d' imporsi<br />
alle milizie locali e fecero anche spedizioni predatorie, l'uno in Africa, e<br />
L'altro in Persia, per cattivarsi le simpatie della guarnigione, ma non riu-<br />
scirono neir intento. Incontrarono una sorda ostilità che degenerò in aperto<br />
conflitto, ed accesero ancor più le passioni separatiste che il Califfo voleva<br />
smorzare e soffocare.<br />
In Egitto ed in al-Basrah i due governatori di 'Uthmàn rimasero in<br />
carica sino all'ultimo anno del Califfo, ma sacrificando la loro autorità e<br />
lasciando libere le manifestazioni di tutte le passioni e tendenze locali.<br />
L' Egitto, per esempio, si può dire finisse in aperta rivolta contro il Califfo<br />
e contro il suo luogotenente, anche prima che questi abbandonasse la pro-<br />
vincia: ibn abi Sarh, per rimanere al suo posto il più che fosse possibile,<br />
dovette lasciar fare, senza reagire, pur di serbare almeno le apparenze di<br />
governo. Non appena egli osò lasciare la provincia per una visita al Ca-<br />
liffo, le milizie in Egitto non gli permisero più di ritornare. Uno stato<br />
^simile, seppure in forma molto meno accentuata, si verifiò in al-Basrah.<br />
§ 260. — In al-Kiifah invece le complicazioni e l'agitazione presero<br />
lin dal principio una forma più acuta e le milizie assunsero un contegno<br />
)iù aggressivo. 'Uthmàn fu costretto nei riguardi di questa città a se-<br />
guire l'esempio di 'Umar, ossia cedere ogni volta alle proteste locali e<br />
mutare governatore. La scelta dei nuovi luogotenenti non fu mai felice e<br />
nessuno di essi seppe cattivarsi le simpatie degli abitanti. Anche in al-<br />
lùfah i governatori godettero d'una autorità molto nominale e tollerarono<br />
>gni forma d' insubordinazione, purché fossero lasciati in carica. Anche in<br />
il-Kùfah appena l'ultimo governatore di 'Uthmàn, Sa'id b. al-'As, ebbe<br />
281.<br />
36<br />
li»<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.]
35. a. H.<br />
ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
*Uthmàn.l<br />
§§ 260, 261. 35. a. H.<br />
lasciato la città, gli abitanti e le milizie si misero d'accordo e negarono<br />
a Sa'id il ritorno : si elessero quindi un proprio governatore nella persona<br />
di abù Musa al-As'ari, che godendo di molta popolarità per il suo lungo<br />
governo in al-Basrah, divenne di fatto una specie di signore indipendente<br />
di al-Kùfali nell'ultimo anno di 'Uthmàn, sebbene egli pure non potesse<br />
contare sull'obbedienza assoluta dei cittadini, come vedremo nelle annate<br />
seguenti, sotto il califfato di 'Ali.<br />
Si ebbero quindi in Egitto, in al-Kùfah ed in al-Basrah, con varianti<br />
di poca importanza, gli stessi fenomeni e gli stessi effetti. La popolazione<br />
araba emigrata e fissata nelle tre provincie, gradatamente si distaccò dal<br />
governo centrale, si rifiutò di riconoscere l'autoi'ità del Califfo, allegando<br />
una quantità di ragioni per il malcontento, e di fatto si rese indipendente,<br />
arrivando alfine ad allontanare, senza spargimento di sangue, i rappresen-<br />
tanti del Califfo e ad emanciparsi da ogni riscontro o tutela del governo<br />
centrale in Madinah, ritenendo perciò tutte per sé le rendite della provincia.<br />
§ 261. — In al-Basrah la preponderanza dell'elemento beduino fece sì<br />
che in quel campo al posto dell'espulso governatore di 'Uthmàn non ve-<br />
nisse scelto alcun successore, e le tribù rimasero agglomerate senza vin-<br />
colo apparente, ognuna sotto i propri capi, in uno stato di pacifica anarchia,<br />
continuarono cioè a vivere esattamente nelle stesse condizioni in cui erano<br />
prima nel deserto: ogni gruppo curò i propri interessi e prese le proprie<br />
deliberazioni senza ammettere alcuna ingerenza esterna. Anche più tardi,<br />
regnante 'Ali, l'autorità dei governatore in al-Basrah rimase puramente<br />
nominale, né la sua vita poteva dirsi sicura, se non si metteva, sotto la<br />
protezione d'una tribù in caso di disordini (cfr. 38. a. H., § 178 nota 3).<br />
In al-Kùfah, tra le varie tribù agglomerate, si creò più rapidamente<br />
un senso di solidarietà e di unità d' intenti e d' interessi. Ivi l'opposi-<br />
zione al governo era unanime e quando l'ultimo luogotenente di 'Uthmàn,<br />
Sa'id b. al-'As, fu allontanato, i Kùfani si misero facilmente d'accordo<br />
sopra il successore, abù Musa al-As'ari, e poterono prendere decisioni quasi<br />
unanimi sull'azione da svolgere. Eletto il loro capo, la maggioranza, uni-<br />
formandosi al contegno di al-Basrah, si disinteressò del tutto a quanto<br />
accadeva in Madinah: non si curò né dell'uccisione di 'Uthmàn, né della<br />
elezione di 'Ali a suo successore: in al-Kùfah non si ebbe nemmeno un<br />
partito che cercasse di vendicare il sangue di 'Uthmàn. Le milizie si con-<br />
tentarono semplicemente di troncare ogni legame con Madinah e di rite-<br />
nere per sé i proventi della propria provincia.<br />
In Egitto, la miscela più eterogenea degli elementi immigrati rese<br />
impossibile la concordia degli animi e l'anarchia precorse anche la morte<br />
282.
35. a. H.<br />
di 'Uthmàn. Fu grave errore di costui l'aver allontanato 'Amr b. al-'As dal<br />
governo dell' Egitto, perchè egli, sebbene avesse saccheggiato l'erario pro-<br />
vinciale, godeva, come il conquistatore del paese, e quale uomo di singo-<br />
lare intelligenza ed abilità di governo, d'un grandissimo prestigio. Non è<br />
escluso che 'Amr abbia intrigato contro 'Uthmàn in Egitto, ma non ne<br />
abbiamo le prove, né risulta che colà esistesse un partito devoto alla<br />
persona di 'Amr b. al-'As : ciò non esclude però che 'Amr, con le sue nu-<br />
merose relazioni nella provincia già da lui governata per parecchi anni,<br />
)otesse creare ad 'Uthmàn gravi imbarazzi, anche senza evolverli a pro-<br />
)rio vantaggio personale. Possiamo soltanto constatare che ibn ahi Sarh,<br />
successore di 'Amr b. al-'As, nonostante una felice campagna in Africa,<br />
lon seppe affermarsi nella provintjia; onde tra le milizie crebbe gradualmente<br />
t* insubordinazione. Questa venne fuori specialmente dopo la vittoria navale<br />
li Dzàt al-Sawàri, nell'anno 34. H., quando i vincitori, per i vivi dissensi<br />
iterni e per l'ostilità aperta contro il governatore e contro il governo<br />
centrale, niun vantaggio seppero trarre dalla vittoria (cfr. 34. a. H., §§ 18<br />
e segg.) : Costantinopoli fu salva soltanto perchè gli Arabi non si curarono<br />
j^di aggredirla, preferendo abbandonarsi alla sodisfazione di sanguinarie<br />
jontese civili. Infatti, cacciato il governatore dall' Egitto pochi mesi dopo<br />
la battaglia navale, ninno potè più dominare la provincia, e la rivoluzione<br />
scoppiò in modo più tempestoso che altrove. In Egitto gli animi erano più<br />
divisi: varie fazioni aspramente si combattevano, guidate ed agitate da<br />
alcuni ambiziosi. Mu'àwiyah b. abi Hudzayfah, sebbene membro del gruppo<br />
umayyade, tentò farsi governatore indipendente d' Egitto, ma se trovò<br />
unanimità di sentimenti nel voler allontanato il luogotenente di 'Uthmàn,<br />
incontrò invece viva opposizione in una minoranza che non lo voleva.<br />
Questa minoranza prese le difese di 'Uthmàn dopo la sua uccisione e suscitò<br />
per proprio conto, indipendetemente dal partito 'uthmànida in altre parti<br />
dell'impero, una guerra civile, combattendo rabbiosamente il partito di<br />
ibn abi Hudzayfah.<br />
La rivolta egiziana si distinse anche per un altro fatto : mentre<br />
le<br />
altre provincie, ottenuta la completa indipendenza, si disinteressarono di<br />
Madìnah, in Egitto invece la maggioranza, appena padrona del governo,<br />
allestì una spedizione contro Madinah, e furono gli Egiziani gli autori prin-<br />
cipali della tragedia del 35. H.<br />
§ 262. — In una sola provincia apparentemente la febbre di rivolta<br />
e di emancipazione da Madinah non sembrò attecchire, cioè in Siria e<br />
nelle sue immediate dipendenze, la Palestina e la Mesopotamia. A dire<br />
il vero la quiete che regnava in Siria era più illusoria che reale, per la<br />
283.<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
Uthmàn.]
35. a. H.<br />
ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. •<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
Uthmàn.l<br />
§§ 262, 263. 35. a. H.<br />
semplice ragione che quanto i Siri desideravano, l'avevano ottenuto senza<br />
né rivolta, né mutamento di governatori. Sta il fatto cioè che l'accorto<br />
Mu'àwiyah, abile amministratore e valente diplomatico, era riuscito ad<br />
affezionarsi tutto l'elemento militare ed a legarlo fermamente alla sua<br />
causa. D'altra parte la numerosa popolazione non musulmana, saggiamente<br />
governata, e godendo piena libertà di culto, era contenta e tranquilla sotto<br />
di lui. Mu'àwiyah si era quindi creato molto abilmente una specie di prin-<br />
cipato, che riconosceva l'autorità di Madinah solo in quanto ciò gli con-<br />
veniva. È probabile che già vivente 'Umar la posizione di Mu'àwiyah<br />
in Siria si fosse tanto consolidata che 'Umar non avrebbe potuto rimuoverlo<br />
dal suo posto, se l'avesse voluto, senza incorrere in gravi rischi. Ma<br />
sotto 'Uthmàn, che apparteneva appunto alla stessa stirpe di Mu'àwiyah,<br />
la posizione di questo divenne sempre più solida e sicura. Mu'àwiyah, inse-<br />
diato in Damasco, non si diede altro pensiero che di rafforzare sempre più<br />
la sua fortuna : di quanto avveniva nelle altre provinole non si curò,<br />
se i suoi immediati interessi non ne erano minacciati. Egli si manifestò per-<br />
sino indifferente a quanto succedeva in Madinah, e cosi poco ebbe a cuore<br />
gl'interessi generali dell'impero, che nulla fece per aiutare il Califfo né<br />
nelle provinole, né in Madinah stessa.<br />
Il pericolo in cui si trovava 'Uthmàn, quasi solo ed inerme in Ma-<br />
dinah, fu evidente a tutti sino da molti mesi prima che fosse ucciso. Ep-<br />
pure Mu'àwiyah nulla fece per proteggerlo. L'inerzia sua é spiegata in vario<br />
modo dalle tradizioni, a seconda dei sentimenti che animavano gli autori<br />
delle medesime (cfr. § 110), ma a queste spiegazioni non dobbiamo dare<br />
grande peso: anche gli apologisti di Mu'àwiyah stentano a giustificare<br />
(cfr. § 172) come egli nulla abbia fatto per salvare 'Uthmàn. Si ha l'im-<br />
pressione che a Mu'àwiyah premesse assai più il conservare salda la sua<br />
posizione in Siria, che compromettersi in una difesa energica del Califfo,<br />
di cui egli forse disapprovava la politica e vedeva certa la fine cata-<br />
strofica. Uomo accortissimo, egli si diede più pensiero di quanto sarebbe<br />
accaduto dopo la scomparsa di 'Uthmàn, che non della sorte stessa del-<br />
l' infelice Califfo.<br />
§ 263. — Dunque assolutamente negativa, nonostante molti lodevoli<br />
sforzi, appare l'opera di 'Uthmàn nel suo tentativo di rinsaldare l'unità<br />
politica ed amministrativa dell' impero ; onde le misure che egli prese sorti-<br />
rono effetti contrari a quelli voluti.<br />
La dipendenza delle provincie dal potere centrale in Madinah fu sotto<br />
'Uthmàn ancora più indebolita, non solo nelle regioni in cui bolliva la<br />
rivolta aperta, ma persino in quelle che godevano della pace più com-<br />
284.
I<br />
35. a. H. §§ 263, 264.<br />
pietà. Anche prima della morte del Califfo, l'impero musulmano era ridotto<br />
oramai ad un conglomerato di provincie tra loro quasi indipendenti.<br />
Non già che gli abitanti delle provincie, o dei campi stabiliti fuori<br />
d'Arabia, si fossero prefissi il distacco completo dalla comunità; ma piut-<br />
tosto alla mentalità araba non riusciva comprensibile la grande unità<br />
dello Stato, il sacrificio dei piccoli interessi personali dinanzi ai grandi<br />
interessi di carattere nazionale o collettivo.<br />
L'emigrazione delle tribù arabe ds^Ua penisola si svolse in modo cao-<br />
tico, a gruppi staccati, provenienti dalle parti più diverse e più remote l'una<br />
dall'altra : ai gruppi mancava ogni coesione morale, perciò le singole tribù<br />
già emigrate nei campi militari erano tante individualità staccate. Tra molte<br />
ardevano rancori antichi, memorie vive di torti sofferti, bramosie di ven-<br />
dette da saziare. Il fermento antico era stato attutito dal grande movi-<br />
mento di conquista, ma il male non era estirpato né sanato. L'Islam non<br />
era riuscito a fondere interamente, la coscienza araba locale e a crearne<br />
una nuova nazionale. Il particolarismo gretto, egoistico dei tempi pagani,<br />
in cui il mondo era circoscritto nei limiti della consanguineità, dominava<br />
ancora supremo sugli animi, e le tendenze internazionalistiche che deri-<br />
varono poi dagli insegnamenti islamici avevano ancora appena scalfito la<br />
pelle d'una minoranza dei Musulmani.<br />
§ 264. — Stabiliti tali aspetti generali dei rapporti tra governo cen-<br />
trale e Provincie, non occorrono molte parole per dimostrare come in queste<br />
condizioni fosse assai difficile per il Califfo di ottenere il risanamento del-<br />
l'amministrazione e la soppressione degli abusi, che spingevano lo Stato<br />
rapidamente verso il fallimento politico e finanziario. Da.te le precarie con-<br />
dizioni delle finanze musulmane, su cui abbiamo già discorso più volte,<br />
la crescente diminuzione dei redditi, l'aumentato dispendio e lo sperpero<br />
inconsulto della ricchezza pubblica, considerata inesauribile, oppure come<br />
bottino, di cui ognuno doveva appropriarsi quanto mài era possibile, senza<br />
curarsi delle conseguenze, — come poteva il Califfo personalmente invigi-<br />
lare questi abusi ed apportarvi rimedio, relegato com'era nell'eremo madi-<br />
nese, privo di ogni rapido mezzo di trasmissione o d'ogni diretto strumento<br />
coercitivo? 'Uthmàn si illuse di poter correggere l'andamento generale,<br />
mutando i governatori, ma questo servì soltanto ad alienargli le simpatie<br />
già scarse dei militi nei campi militari ed isolò sempre più il Califfo.<br />
Un rimedio, anzi il solo rimedio possibile, sarebbe stato quello di mo-<br />
dificare il sistema fiscale e tributario lasciato da 'limar, e pareggiare il<br />
trattamento di vincitori e vinti, obbligando gli uni e gli altri a pagare le<br />
medesime imposte ; ma<br />
ciò era, ai tempi di ' (Jthmàn,<br />
286.<br />
non solo impossibile,<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
Uthmàn.]
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.l<br />
§§ 2G4, 266. 35. a. H.<br />
ma addirittura inconcepibile : potè esser tentato e parzialmente messo in atto<br />
mezzo secolo più tardi, quando lo Stato musulmano navigava già a gonfie<br />
vele verso l'assolutismo militare, abbandonando per via tutte le sue primi-<br />
tive istituzioni democratiche e nazionalistiche. Vivente 'Uthmàn una sola<br />
soluzione si offrì ai malcontenti: distaccarsi dal governo centrale ed ogni<br />
provincia affermarsi indipendente e ritenere per sé i redditi locali. Questo<br />
ripiego semplicista apportò momentaneamente il ristoro morale ed econo-<br />
mico che le milizie cercavano, ma equivaleva al suicidio politico dello<br />
Stato nascente.<br />
Il tentativo di 'Uthmàn di risanare l'amministrazione, di .riordinare<br />
le finanze e di consolidare l'organismo dello Stato riuscì in tutto manche-<br />
vole, e r insuccesso fu così completo che negli ultimi mesi del suo governo<br />
'Uthmàn si trovò privato dei cespiti di quasi tutte le provinole, forse di<br />
tutte tranne della Siria e di qualche regione d'Arabia.<br />
§ 265. — (Il problema dell'unità religiosa). Purtroppo i pro-<br />
blemi economici, amministrativi e politici non erano i soli che chiedevano<br />
pronta soluzione : v'era anche quello dell'unità religiosa, problema non infe-<br />
riore in importanza agli altri, anzi di natura morale assai complessa, che<br />
poteva avere conseguenze gravissime, assai maggiori che non le semplici<br />
questioni finanziarie ed amministrative. Il problema religioso toccava le<br />
fondamenta stesse dell' impero islamico.<br />
La conquista del mondo era stata fatta con eserciti nominalmente<br />
musulmani, e l' impero si era costituito con la dispersione ai quattro venti<br />
di numerose schiere che dell' Islam, si può dire, conoscevano poco più che<br />
il nome e l'osservanza di pochi riti pubblici. Ciò costituiva un pericolo di<br />
primaria importanza per lo Stato, che aveva ereditato dal Profeta l' inde-<br />
lebile impronta di essere innanzitutto e sovrattutto una comunità religiosa<br />
all' infuori ed al di sopra di ogni considerazione di sangue e di origine, ossia<br />
precisamente quello che andava meno a genio alla natura araba, materia-<br />
lista, individualista ed ultra-nazionalista. In ogni parte gli Arabi emigrati<br />
erano venuti in diuturno contatto con popolazioni appassionatamente reli-<br />
giose, pervase da combattive tendenze teologiche in vivissimo contrasto tra<br />
loro: acuto era quindi in esse il senso teologico ed il bisogno d'indagare, ana-<br />
lizzare e discutere la dottrina religiosa dei vincitori. Molti vinti, non de-<br />
siderati, ed i più per ragioni di tornaconto materiale, avevano incominciato<br />
a professarsi musulmani ed a schierarsi con i vincitori del mondo. I nuovi<br />
venuti portavano in grembo alle masse arabe, religiosamente spensierate,<br />
il pungolo perturbatore delle discussioni religiose e teologiche, e mettevano<br />
a disagio, con indagini analitiche, la coscienza religiosa dei vincitori.<br />
286.
35. a. H.<br />
Il 266, 267.<br />
§ 266. — Alla irreligiosità degli Arabi venivasi perciò ad aggiungere 35- «• H.<br />
il perturbamento morale apportato dalle conversioni. Dal cozzo e dalla par- islamico<br />
ziale fusione di queste correnti era incominciato a pulsare con vivacità studio sintetico<br />
crescente un moto religioso più sincero anche tra le falangi arabe pure. 'uthmànr**<br />
Al governo s' imponeva la necessità d' imbrigliare e contenere questo moto<br />
entro certi limiti per conservare compatta l'unità morale e religiosa dello<br />
Stato, perchè altrimenti si abbandonava la comunità ad un sollecito processo<br />
di frazionamento, che ne avrebbe segnata l' immancabile fine. Le<br />
tendenze disgregatrici nel campo religioso progredirono parallelamente a<br />
quelle politiche, e furono inasprite dalla spontanea genesi di una nuova classe<br />
di cittadini : i lettori del Qur*àn. I quali, sorti per sodisfare ad un bisogno<br />
largamente sentito da vincitori e vinti, avevano lo scopo precipuo di spie-<br />
gare ed illustrare il contenuto della maravigliosa dottrina e del Libro anche<br />
più meraviglioso, ossia le cause apparenti dell' immane rivoluzione politica e<br />
militare che accompagnò il trionfo dell' Islam. La classe dei lettori dell'al-<br />
Qur'an, formatasi in modo spontaneo, e contemporaneamente nei vari centri<br />
arabi fuori della penisola, senza legami né previ accordi fra i vari nuclei,<br />
acuì le tendenze particolari ste arabe, accentuando la diversità etnica tra gli<br />
abitanti delle tre principali regioni conquistate (Babilonide, Siria, Egitto).<br />
Il pericolo della scissione morale e religiosa era quindi d'un,' importanza e<br />
d'una urgenza tutta particolare, e fu fonte delle maggiori preoccupazioni di<br />
'Uthmàn e dei suoi consiglieri (cfr. 30. a. II., §§ 203 e segg.).<br />
§ 267. — È probabile però che il governo di Madinah Qome fu inca-<br />
pace ad imbrigliare il moto politico che dovè di poi rovesciarlo, sarebbe<br />
stato altrettanto impotente nel risolvere la questione religiosa, se questa*<br />
non si fosse presentata in una veste speciale, che la rese evidente sin dai<br />
primordi ed offrì da sé una soluzione radicale, la sola possibile. Fu merito<br />
dell'amministrazione di 'Uthmàn di non aver esitato nella scelta e nel-<br />
l'esecuzione : perciò il risultato fu felice e completo, in singolare contrasto<br />
con l'esito infelice dei provvedimenti politici.<br />
Infatti nelle provinole conquistate erano incominciate a circolare copie<br />
poco corrette del Qur-àn, e nei vari centri erano sorte scuole primitive di<br />
esegesi e di divulgazione popolare per il tramite dei qurrà*, le quali non<br />
erano in tutto tra loro d'accordo sul contenuto e sulle parole del testo,<br />
il fondamento di tutta la dottrina islamica. Il fatto assai grave per l'unità<br />
religiosa fu avvertito casualmente durante la temporanea fusione di schiere<br />
provenienti da provincie diverse. I quranisti addetti alle milizie combattenti<br />
non tardarono a scoprire l'esistenza tra loro di divergenze testuali, e scop-<br />
piarono con orientale vivacità le discussioni ed i dissensi. Il Califfo prese<br />
287.<br />
*
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.l<br />
§§ 267-269. 35. a. H.<br />
con energia la sola disposizione realmente efficace che potesse tagliare il<br />
male alla radice : ordinò la confisca e la distruzione di tutte le copie esi-<br />
stenti nei vari centri fuori d'Arabia e le sostituì con altrettante copie di<br />
un unico testo più sicuro ed ortodosso, redatto sulla scorta dei più antichi<br />
documenti esistenti in Madinah.<br />
§ 268. — In alcuni centri, specialmente nell' 'Iraq, dove la classe dei<br />
qurrà" era più numerosa e ribelle, e dove più era acceso l'egoismo parti-<br />
colaristico delle masse e di alcuni Compagni del Profeta, l'atto improvviso<br />
e radicale di 'Uthmàn suscitò qualche protesta, ma senza serie conseguenze,<br />
senza intralciare l'opera del Califfo. Le copie scritte erano poco numerose,<br />
e soppresse quelle non ufficiali, su quelle ufficiali soltanto fa possibile con-<br />
tinuare la formazione dei nuovi qurrà*. D'altra parte la coscienza reli-<br />
giosa dei cosi detti musulmani non erasi ancora sufficientemente destata<br />
per comprendere l' importanza e le conseguenze dell'atto d' imperio. In tal<br />
modo questo sorti completamente l'effetto voluto, ed il testo del Qur-àn è<br />
rimasto quale lo vollero i compilatori ufficiali designati da 'Uthmàn Q).<br />
Nota 1. — Con ciò non intendo affermare che il testo quranico oggi esistente sia lettera per<br />
lettera identico a quello fissato ai tempi di 'Uthmàn. La scrittura araba era .ancora molto imperfetta<br />
e mancavano molti segni per differenziare tra loro le consonanti e per indicare le vocali. Il perfezionamento<br />
della scrittura araba avvenne negli anni successivi, e fu forse merito in gran parte di al-Haggàg<br />
b. YiJsuf, che governò 1' 'Iraq tra il 75. ed il 95. H. Egli riformò e completò la scrittura araba, e<br />
quando ebbe stabilito tutti i particolari della scrittura ufficiale, con l'assistenza dei due califfi 'Abd<br />
al-malik [65.-86. a. H.] ed al-Walid [86.-95. a. H.], ottenne che questa scrittura perfezionata fosse adot-<br />
tata negli uffici pubblici in tutto l'impero (cfr. Chronographia Islamica^ anno 95). Allora soltanto fu<br />
possibile tradurre in arabo e conservare in scrittura araba tutti i documenti amministrativi e fiscali,<br />
che sino al 90. H. erano tenuti nell"Iràq in persiano, in Siria ed in Egitto in greco (cfr. le riprodu-<br />
zioni fotografiche di papiri arabi del 91. H., da noi riportate nel V volume degli <strong>Annali</strong>).<br />
Non escludiamo perciò che nei sessanta anni tra la riforma di 'Uthmàn e quella di al-Haggàg<br />
b. Yusuf, il testo quranico abbia subito un processo di raffinamento grammaticale e stilistico e di cor-<br />
rezione fonetica per elevarlo dalle forme dialettali, in cui lo rivelò Maometto, a quella classica lette-<br />
raria in cui è pervenuto sino a noi (cfr. 30. a. H., §§ 197 e segg.).<br />
La tradizione ha naturalmente anticipato questo lavoro di perfezionamento sino a Maometto<br />
stesso, ma ciò è inverosimile.<br />
§ 269. — 'Uthmàn ha reso indubbiamente un insigne servizio all'Islam,<br />
e la tradizione, islamica non gliene ha negato il riconoscimento. <strong>For</strong>se la<br />
tradizione attribuendogli più di quanto egli abbia realmente compiuto,<br />
ha creduto suo interesse di anticipare sino ad 'Uthmàn e riunire nel suo<br />
atto d' imperio il risultato finale di tutto il processo evolutivo del testo qu-<br />
ranico dalla forma in cui la lasciò Maometto sino a quella in cui fu de-<br />
finitivamente fissato. La tradizione attribuisce quindi, in questo partico-<br />
lare, ad 'Uthmàn un merito maggiore di quanto gli spetta, perchè la perfetta<br />
correttezza del testo quranico è la base stessa dell'Isiàm: e in ciò di neces-<br />
sità -il mondo musulmano ha dovuto dichiararsi solidale con 'Uthmàn, seb-<br />
bene lo condanni per altre ragioni e per altri atti del suo governo.<br />
288.
35. a. H. ss 269, 270.<br />
Ma pur facendo tutte le. debite e prudenti tare al suo operato, noi<br />
dobbiamo riconoscere che 'Utjimàn con la sua iniziativa pose le basi del<br />
testo quranico e garanti ed assicurò la conservazione di quel tanto di<br />
dottrina islamica originale che era sopravvissuto al Profeta.<br />
11 contegno di 'Uthmàn in ciò che riguarda il Qur-àn ha por noi im-<br />
portanza anche per giudicare il resto dell'opera sua, ossia quella parte che<br />
nel nostro precedente esame è apparsa un completo insuccesso. Si conferma<br />
cioè r impressione che 'Uthmàn si sia accinto all'adempimento dei suoi<br />
doveri di sovrano con buona volontà e senza timore, tentando secondo il<br />
suo meglio, con quanti mezzi egli credeva avere a sua disposizione, di<br />
risolvere i problemi che le circostanze gì' imponevano. Nel cercare il risa-<br />
namento dell'amministrazione egli forse osò i sistemi energici che erano<br />
ben riusciti nel problema del testo quranico : indubbiamente energici atti<br />
(V imperio furono le destituzioni dei governatori importanti, influenti e<br />
molto temibili come abu Musa al-As'ari in al-Basrah, ed 'Amr b. al-'5.8<br />
in Egitto.<br />
Ma non basta osare ed agire per riuscire: occorre scegliere con abilità<br />
i mezzi, il modo ed il momento pare che nel caso di 'Uthmàn e della<br />
;<br />
sua amministrazione l'errore principale sia stato appunto nella scelta dei<br />
lezzi e dei modi :<br />
mentre<br />
altri più abili avrebbero forse ottenuto risultati<br />
meno infelici, 'Uthmàn peggiorò le condizioni generali, e pur cercando di<br />
affermare l'autorità del Califfo, scosse le basi dell'ordinamento politico e<br />
accelerò la propria fine.<br />
§ 270. — (Il riordinamento finanziario). Al terzo grande<br />
problema che incombeva all'amministrazione di 'Uthmàn, il riordinamento<br />
delle finanze dello Stato islamico, basta dedicare poche parole dopo quanto<br />
si è detto già altrove in più circostanze.<br />
Il sistema fiscale formato empiricamente dal Profeta nei brevi anni<br />
del suo principato in Madinah poteva bastare alle esigenze di un ordina-<br />
mento patriarcale, a capo del quale sedeva chi parlava in nome di Dio e<br />
poteva praticamente aggiustare tutte le manchevolezze e imperfezioni con<br />
una rivelazione. Il sistema risultò disastrosamente insufficiente quando ven-<br />
nero le conquiste, e l'amministrazione califfale si trovò a lottare con incal-<br />
colabili e complicatissime difficoltà tecniche. Il Califfo 'Umar diede un as-<br />
setto provvisorio, patriarcale pur esso, alle finanze dello Stato, ma l' igno-<br />
ranza e l'imprevidenza dei governanti scalzarono le malsicure basi del-<br />
l'edificio umariano ed accelerarono la ruina. Infatti in questo ramo della<br />
sua attività il Califfo 'Uthmàn ottenne, a quanto pare dalle fonti, i risultati<br />
meno felici di tutti. Se hanno anche parzialmente fondamento di verità le<br />
289.<br />
37<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. •<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn. I
35. a. H.<br />
IVRABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO. -<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Uthmàn.]<br />
§270. 35. a. H.<br />
notizie sulla politica finanziaria di 'Uthniàn, egli sembra esser stato molto<br />
prodigo del danaro pubblico, distribuendolo con una larghezza più gene-<br />
rosa che prudente. Incominciò il suo regno con un aumento di tutte le<br />
pensioni (cfr. 24. a. H., §§ 118 a, 6; 66-67) senza calcolare le conseguenze<br />
di tanta liberalità: beneficò i consanguinei con copiose elargizioni e di-<br />
stribuì benefici altresì tra i Compagni del Profeta: per esempio al-Zubayr,<br />
uno dei suoi maggiori nemici, ricevette da lui ingenti somme (cfr. 36. a. H.,<br />
§ 151).<br />
Dalle tradizioni del califfato di 'Uthmàn si ha l' impressione che il<br />
Califfo non si sia reso conto della gravità del problema finanziario, né<br />
abbia saputo o potuto prendere alcun provvedimento per riparare alle defi-<br />
cenze delle entrate, per colmare i disavanzi del bilancio e per sopprimere<br />
gli abusi ; solo ci consta che egli mutasse i governatori sospettati di diso-<br />
nestà amministrativa; e da un oscuro cenno indiretto siamo informati che<br />
qualche governatore tentasse di fare economie nelle pensioni, aumentando<br />
così il malcontento invece di sopprimerne l'origine (cfr. 30. a. H., §§ 87,<br />
96 e nota 1).<br />
. Si potrebbe osservare con giustezza che un ordinamento finanziario<br />
doveva essere molto difiìcile per il Califfo, se le condizioni amministrative e<br />
politiche erano di natura che egli non potesse realmente comandare nelle Provincie.<br />
Oramai la gestione della cosa pubblica non era più tanto nelle mani<br />
del Califfo, quanto piuttosto delle turbe armate accampate nei centri militari<br />
fuori d'Arabia, onde ogni ordinanza del Califfo non accetta ai militi sarebbe<br />
sicuramente rimasta lettera morta. La spedizione in Africa, le campagne in<br />
Armenia ed in Persia potrebbero considerarsi come iniziative del governo<br />
centrale miranti indirettamente a migliorare il bilancio delle provinole<br />
con il consenso delle milizie, ma non si possono chiamare provvedimenti<br />
finanziari. D'altra parte, come dicemmo, i tentativi ebbero esito negativo<br />
perchè invece di estirpare il male, ne allargarono il campo d'azione e resero<br />
più arduo il rimedio.<br />
Sebbene sia forse ingiusto e certamente incauto trarre un argomento<br />
dal silenzio delle fonti ed affermare che 'Uthmàn nulla facesse per affrontare<br />
la crisi finanziaria, d'altra parte il silenzio è indizio sicuro che Uthmàn<br />
non facesse o non escogitasse provvedimenti di tale natura da colpire l'im-<br />
maginazione dei contemporanei. Se abbiamo parecchie tradizioni per nar-<br />
nare come egli aggiungesse due preghiere alle due che solevano recitare<br />
i pellegrini nella vallata di Mina (cfr. 29. a. H., §1 54 e segg.), se altre<br />
ricordano le proteste contro alcune piccole espropriazioni di case in Makkah<br />
per l'ingrandimento del santuario (cfr. 26 a. H.. §§ 48 e segg), partico-<br />
290.
35. a. H. § 270.<br />
lari tutti che ci sembrano assai insignificanti, - dovremmo presumere che<br />
qualche notizia sarebbe giunta sino a noi se 'Uthmàn avesse tentato indi-<br />
rizzare la sua politica finanziaria per una nuova via. Si consideri che qua-<br />
lunque modificazione al ^sistema fiscale islamico, in cui diritto e religione<br />
sono così strettamente collegati insieme, avrebbe non solo ofifeso interessi<br />
materiali, ma anche i sentimenti religiosi di una chiassosa minoranza. Il si-<br />
lenzio delle tradizioni su questo punto credo si possa interpretare come<br />
valida ragione che nulla d'effettivo si sia fatto.<br />
È dovere però di critica imparziale il non fare di ciò un addebito ed una<br />
condanna del Califfo senza addurre anche le attenuanti. I contemporanei<br />
non compresero le ragioni, né si resero conto della gravità del disagio.<br />
Il Califfo lo ritenne dovuto al disordine ed alla disonestà dell'ammini-<br />
strazione provinciale : le milizie, private di una parte di ciò a cui crede-<br />
vano aver diritto, addebitarono tutti i mali ai governatori qurasiti ed<br />
ai favoritismi del Califfo. Nessuno indagò più a fondo il renomeno, rite-<br />
nuto da tutti superficiale e facilmente rimediabile. La verità sulle dimi-<br />
nuzioni delle entrate fu compresa soltanto nei decenni successivi. All'igno-<br />
ranza ed all' inoperosità del governo centrale supplirono le provinole con<br />
il ripiego semplicista ed efì&cace di distaccarsi da esso e di tenere per sé<br />
tutte le entrate. Le finanze locali ne risentirono un immediato ristoro, ma<br />
il rimedio era puramente temporaneo e non tagliava le radici del male,<br />
anzi lo aumentò perché rese più difficile di poi il ritorno alle condizioni<br />
normali di provincie di un unico impero.<br />
Difatti più tardi, quando i dirigenti dell' impero islamico compresero<br />
quante fossero le imperfezioni del sistema fiscale ed economico della primi-<br />
tiva comunità musulmana, quando risultò evidente l' impossibilità di man-<br />
tenere ai seguaci di una fede un trattamento fiscale di favore sftuittando<br />
senza pietà quelli di fede diversa e trascurando ogni provvedimento per<br />
garantire le entrate, e quando si comprese che tutti, a qualunque fede ap-<br />
partenessero, dovevano egualmente contribuire agli oneri fiscali, l'applica-<br />
zione dei nuovi principi scatenò le più fiere passioni; e le luttuose rivolte<br />
contro il governo umayyade, nella seconda metà del i secolo, misero in forse<br />
l'esistenza della dinastia regnante e l'unità stessa dell' Impero islamico.<br />
Studiato nel suo insieme il califfato di 'Uthmàn, nella luce della cri-<br />
tica serenamente imparziale, offre un quadro poco lieto di debolezza ed<br />
incapacità, di buona volontà male impiegata nei dirigenti e di malessere,<br />
di aspirazioni anarcoidi, anti-statali e separatiste nelle masse popolari. La<br />
società musulmana dava già sintomi, nonostante la sua giovane esistenza,<br />
d'incipiente anarchia. Le tendenze centrifughe disgregatrici della comu-<br />
291.<br />
35. a. H<br />
[ARABIA-IMPER<br />
ISLAMICO.<br />
Studio sintetic<br />
del califfato <<br />
'Uthmàn.
35. a. H.<br />
RABIA-IMPERO<br />
ISLAMICO.<br />
Studio sintetico<br />
del califfato di<br />
'Utjhmàn.]<br />
§§ 2W-272. 35. a. H.<br />
nità incominciavano a prendere un rapido sopravvento su quelle sane co-<br />
struttrici e accentratrici, onde l' impero, appena ventenne, correva verso<br />
uno stato di cose che somigliava sempre più a quello in cui le tribù arabe<br />
erano vissute nella penisola arabica prima delle conquiste. Nelle vicende del<br />
califfato di 'Uthmàn e del suo successore 'Ali, noi assistiamo ad una delle<br />
fasi caratteristiche delle grandi evoluzioni sociali, ad uno di quei vasti<br />
movimenti ritmici di alti e bassi, di progressi e regressi, attraverso i quali<br />
l'umanità evolve verso i suoi destini. In tutte le fasi in cui una società<br />
si trasforma, passando con soverchia violenza e rapidità da uno stato pri-<br />
mitivo ad uno più evoluto, si hanno questi fenomeni di reazione e di re-<br />
gresso: ogni trasformazione sociale profonda che sconvolge condizioni so-<br />
ciali di millenare antichità porta con sé manifestazioni più o meno profonde<br />
di anarchia morale, a cui il più delle volte si aggiungono nell'organismo<br />
statale primitivo fenomeni di anarchia politica ed amministrativa.<br />
Esistono però due specie di anarchie politiche : quella di decrepitezza<br />
e di decadenza, e quella che invece è dovuta allo scaturire dal fondo della<br />
coscienza collettiva di nuove energie, di nuove tendenze sociali, che pro-<br />
rompono per soverchia vitalità e debbono assolutamente affermarsi e dominare.<br />
Quest'ultima fu l'anarchia scoppiata con i disordini in cui minò<br />
il califfato di 'Uthmàn, e ciò spiega come proprio dal caos del 35. e del<br />
36. H. fosse possibile a Mu'àwiyah b. abi Sufyàn ricostituire nel 41. H.<br />
l'unità dello Stato musulmano, dargli un assetto interno sì saldo da per-<br />
mettergli di sopravvivere alla bufera politica assai più grave che minacciò<br />
l'esistenza dell' impero tra il 64. ed il 73. H.<br />
La rivoluzione del 35. H. rivelò le molte debolezze del novello Stato<br />
ed additò i mezzi per curarle, sicché l' infelice Califfo 'Ali perì per con-<br />
seguenza di errori anche più gravi di quelli commessi da 'Uthmàn: l'impero<br />
tuttavia usci dalla crisi rinforzato e le circostanze resero facile a Mu'àwiyah,<br />
grazie alle esperienze dolorose dei suoi due predecessori, 'Utlimàn ed 'Ali,<br />
di portare a compimento quello che era stato impossibile prima di lui.<br />
ARABIA. — Il Califfo Uthmàn : sue caratteristiche personali.<br />
§ 271. — (Ziyàd b. Ayyùb, da Husaym, da abù-1-Miqdàni, da al-Hasan<br />
b. abi-1-Hasan). Entrando nella moschea, ebbi occasione di vedere 'Uthmàn<br />
: era appoggiato al suo rida*: era un uomo di bel volto, ma portava<br />
in faccia i segni del vaiolo, aveva le braccia tutte vestite di pelo (Ta-<br />
bari, I, 3054, lin. 4-7).<br />
§ 272. — (al-Hàrith, da ibn Sa'd, da Muhammad b. 'Umar [al-Wàqidi],<br />
da 'Amr b. 'Abdallah b. 'Anbasah e 'Urwah b. Khàlid b. ' Abdallah b. 'Amr<br />
292.
35. a. H.<br />
Il 273-281.<br />
Ih. 'Uthmàn e 'Abd al-rahmàn b. abi-l-Zinàd). Tutti d'accordo: era un uomo 35. a. h.<br />
né alto né basso, bello di volto, di carnagione delicata, dalla barba lunga, "<br />
iiffo^'ifth<br />
-^*"<br />
di colorito bruno, d'ossatura robusta, dalle spalle ampie, dai capelli folti, •"• caratteristi-<br />
[e tingeva in biondo la barba (T abari, I, 3054, Un. 8-14).<br />
Cfr. anche Athir, m, 148;<br />
Qutaybah, 96, aggiunge che appunto per i molti capelli eia fitta<br />
|barba, lo chiamavano i suoi nemici na'thal (iena maschio = rimbambito)<br />
Saad, III, 1, pag. 40, lin. 4-9.<br />
'<br />
§ 273. — Dicevano ad 'Uthmàn a 1 - N a th a 1 perchè rassomigliava<br />
,<br />
ad un egiziano che si chiamava Na'thal, che aveva la barba lunga; e al-<br />
Na'thal è il maschio della iene.<br />
'Umar somigliava a Nùh per la sua durezza (Dzahabi Paris, I,<br />
fol. 166,r.) [M.].<br />
§ 274. — (al-Ya'qùbi). 'Uthmàn b. 'Affàn era di media statura (m ar bù'),<br />
di bel volto, di pelle delicata, dalla barba abbondante, bruno, dalle gambe<br />
e braccia robuste, di larghe, spalle, dai molti capelli, con i denti rilegati<br />
in oro (masdùdah bi-1-dzahab) con la barba tinta in giallo (Y a<br />
'<br />
qiibi, II, 206, lin. 13-16) [M.].<br />
§ 275. — (Ahmad b. Zuhayr, dal padre, da Wahb b. Grarìr b. Hàzim,<br />
dal padre [Grarìr b. Hàzim], da Yùnus b. Yazid al-Ayli, da al-Zuhri). Uthmàn<br />
era un uomo di media statura, bello di capigliatura, bello di volto,<br />
con la fronte calva, di gambe robuste (T a bari, I, 3064, lin. 14-17).<br />
§ 276. — (Muh. b. 'Umar, da Wàqid b. abi Yàsir). 'Uthmàn aveva<br />
legati in oro i suoi denti (Saad, III, 1, pag. 40, lin. 9-10) [M.].<br />
§ 277. — (Muh. b. Rabì'ah, da umm Ghuràb, da Bunànah). 'Uthmàn<br />
aveva la barba bianca (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 3-4) [M.].<br />
§ 278. — (Ma'n b. 'Isa, da Sulaymàn b. Bilàl, da òa'far b. Muh., dal<br />
padre). 'Uthmàn suggellava con la sinistra (Saad, III, 1, pag. 40, lin. 12-14)<br />
[M.].<br />
§ 279. — (Muh. b. 'Umar, da Wàqid b. abi Yàsir, da 'Ubaydallah b.<br />
Dàrah). 'Uthmàn soffriva d' incontinenza d'orina. Si curò e ne guari. Si la-<br />
vava ad ogni preghiera (Saad, III, 1, pag. 40, lin. 10-12) [M.].<br />
§ 280. — (a) (Muh. b. Rabì'ah, da umm Ghuràb, da Bunànah). 'Uthmàn<br />
s'impregnava d'acqua dopo l'abluzione (Saad, III, 1, pag. 40, lin. 26-27)<br />
[M.].<br />
(6) 'Uthmàn stava esposto alla pioggia (?yutamattar) (Saad, III,<br />
1, pag. 40, lin. 27-41, lin. 1) [M.].<br />
§ 281. — (a) (Muh. b. 'Umar, da 'Utbah b. éabirah, da al-Husayn<br />
b. Abd al-rahmàn b. 'Amr b. Sa'd b. Mu'àdz, da Mahmud b. Labid). Vide<br />
293.<br />
*'*'• personali.)
S§ 281-285. 35. a. H.<br />
35. a. H. 'Utlimàn sopra una mula, con indosso due vesti gialle (gh a dir a li) (Sa ad,<br />
[ARABIA. - Il Ca- ^^~^ „^ ,. .^.^. r,^ i<br />
^<br />
liffo ULhmàn: HI, 1, pag. 39, Im. 10-12) [M.],<br />
sue caratteristi-<br />
(^^) (Yazid b. Hàrùn e Muh. b. Ismà'il b. abì Fudayl, da ibn Dzi'b,<br />
da 'Abd al-rahmàn b. Sa'd, mawla di al-Aswad b. Sufyàn). Vidi 'Uthmàn<br />
b. 'Affàn, mentre stava edificando al-Zawrà-, sopra una mula sabba-, con<br />
la barba tinta in giallo (musaffar) (Sa ad, III, 1, pag. 39, lin. 13-16)<br />
[M.].<br />
(c) (Khàlid b. Makhlad, da al-Hakam b. al-Salt, dal padre al-Salt). Vidi<br />
'Uthmàn far la khutbah, con indosso una khamisah nera, ed era tinto di<br />
hannà- (Saad, III, 1, pag. 39, lin. 16-18) [M.].<br />
(d) (Yazìd b. Hàrùn, da Sarik b. 'Abdallali, da uno saykh dei hàti-<br />
b i y y ù n [?], dal padre). Gli vidi sul m i n b a r una camicia qùhi (Saad,<br />
III, 1, pag. 39, lin. 18-20) [M.].<br />
§ 282. -^ (a) (Husaym b. Basir, da Husayn, da 'Amr b. Gàwàn, da<br />
al-Ahnaf b. Qays). Grli vidi indosso una mula-ali sa fra* o «mantello<br />
« [cfr. Dozy , Dici., 408-411] giallo ». (Saad, III, 1, pag. 39, lin. 20-22) [M.].<br />
(b) (Khàlid b. Makhlad, da Ishàq b. Yahya b. Talhah, da Musa b.<br />
Talhah). Gli vidi indosso due vesti mumassar (Saad, III, 1, pag. 39,<br />
lin. 22-24) [M.].<br />
(e) (Muh. b. 'limar, da 'Abdallah b. Muli., da Thàbit b. 'Aglàn, da<br />
Sulaym abii 'Amir). Gli vidi indosso un burd yamanita del prezzo di<br />
cento dirham (Saad, III, 1, pag. 39, lin. 24-26) [M.'].<br />
(d) (Muh. b. 'limar, da ibn abi Sabrah, da Marwàn b. abi Sa'id b. al-<br />
Mu'alla, da al-A'rag, da Muh. b. Rabi'ali b. al-Hàrith). I Compagni del<br />
Profeta permettevano alle donne nel vestire ciò che copriva e abbelliva.<br />
E poi dice: Vidi addosso ad 'Uthmàn un mutraf di seta del prezzo di<br />
duecento dirham. E gli disse: «Questo è per Nà-ilah; ora lo vesto io<br />
« per rallegrarla» (^) (Saad, III, 1, pag. 39, lin. 6-pag. 40, lin. 4) [M.].<br />
Nota 1. — 'Uthmàa aveva la passione dei bei vestiti e un debole per le donne. — Sprenger,<br />
Leben Moh., 1, 414. — Sui suoi gusti raffinati, sul suo amore per la pulizia e sulle sue tendenze epi-<br />
curee cfr. §§ 299 e segg., 366.<br />
§ 283. — 'Uthmàn non indossò mai i saràwil (brache: cfr. Dozy,<br />
Z)/c#., 202-209), né nella Gàhiliyyah né nell'Isiàm (N a wawi, 413) [M.].<br />
§ 284. — (ibn abi-1-Zinàd, dal padre [abù-1-Zinàd], da 'Amr b. 'Uthmàn).<br />
L'impronta o motto del suo suggello era: «Io confido in Chi ha<br />
creato e regge» (Dzahabi Paris, I, fol. 171,r.) [M.].<br />
§ 285. — (Mubàrak b. Fadàlah, da al-Hasan). Ho visto 'Uthmàn che<br />
dormiva nel m a s g i d e aveva il rida* sotto la testa, e la gente andava<br />
e gli sedeva accanto come fosse stato un uomo qualunque. E fui presente<br />
294.
35. a. H. §§ 285-291.<br />
ad una sua khutbah, in cui ordinava d'uccidere i cani e risparmiare le<br />
colombe (Dzahabi Paris, I, fol. 171,r.) [M.].<br />
35. a. H.<br />
[ARABIA.- Il Califfo<br />
'Uthmàn:<br />
sue caratteristl-<br />
NoTA 1. — Le colombe erano animali sacri in Makkah, dove .il santuario era il luogo da esse che personali.]<br />
preferito. Sul culto delle colombe cfr. Griinbaum, ZDMG., 18G2, voi. XVI, 411. — Non si dimentichi<br />
che nel Vangelo lo Spirito Santo appare nella forma di una colomba. — Cfr. sui colombi in Makkah,<br />
Azraqi, 371, 374, lin. 18 e segg., e più avanti § 365 (pag. 509).<br />
§ 286. — ('Àrim b. al-Fadl, da Wuhayb b. Khàlid, da Yiinus b. 'Ubayd<br />
a al-Hasan). Vidi 'Uthmàn dormire nel masgid facendo cuscino del suo<br />
I<br />
ida- (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 14-16) [M.].<br />
§ 287. — (abù Usàmah Hammàd b. Usàmah, da 'Ali b. Ma.s'adah, da<br />
'Abdallah al-Rumi). 'Uthmàn badava a lavarsi la notte da sé. Gli fu detto:<br />
4 Se tu dessi ordine ad uno dei servi, te lo farebbe lui ». Ed egli: « No.<br />
«La notte l'hanno per riposare» (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 4-7) [M.].<br />
§ 288. — (Muh. b. 'Umar, da abù Bakr b. 'Abdallah b. abi Sabrah, da<br />
Musa b. Sa'd, mawla di Asad b. 'Abd al-'Uzza, da Yahya b. 'Abd alrahmàn<br />
b. Hàtib, dal padre ['Abd al-rahmàn b. Hàtib]). Nessuno io trovai<br />
fra i Compagni del Profeta il quale quando raccontava fosse più completo<br />
e più elegante di 'Uthmàn. Egli teneva in gran conto il hadith<br />
(Saad, III, 1, pag. 39, lin. 4-8) [M.].<br />
§ 289. — ('Affàn b. Muslim, da Sulaym b. Akhdar, da ibn 'Awn, da<br />
Muhammad). Il più esperto nei manàsik o riti era ibn 'Affàn, e dopo<br />
[di luijfu ibn 'Umar (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 9-11) [M.].<br />
Saad, III, 1, pag. 53, riunisce sei tradizioni attestanti che egli leg-<br />
geva il Qur"àn facendo una r a k '<br />
a h<br />
§ 290. — (Muh. b. 'Umar, da Ishàq b. Yahya, dallo zio Musa b. Talhàh).<br />
Vidi 'Uthmàn con due vesti gialle seder sul minbar. E il mu'adzdzin<br />
In<br />
i 1,<br />
dava r a dz à n .<br />
Egli intanto discorreva e domandava alla gente sui<br />
prezzi, ecc. Quando poi taceva il m u • a dz dz i n ,<br />
si levava appoggiato ad<br />
bastone ricurvo, e parlava tenendolo in mano. Si sedeva poi un poco,<br />
riprendeva a parlare con la gente, e poi si rialzava per la khutbah.<br />
cendeva in fine mentre restava in piedi il mu-adzdzin (Saad, III,<br />
pag. 40, lin. 14-23) [M.].<br />
§ 291. — Al tempo di abù Bakr e di 'Umar, non c'era che un mu'adzdzin.<br />
Egli ne stabili quattro.<br />
Idei<br />
'Uthmàn fu il primo che imparasse il Corano a memoria; e scriveva.<br />
corani di sua propria mano (perciò, secondo alcuni, quando gli fu ta-<br />
gliata la mano nel suo giorno supremo, avrebbe detto : « E la prima mano<br />
«al mondo che abbia scritto il Corano») (T abari Zotenberg, III,<br />
pag. 618) [M.].<br />
296.
§§ 292-298. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
, g 292. — (a) (Muli. b. Rabi'ah, da umm Grhuràb, da Bunànali). Quando<br />
liffo<br />
sue<br />
'Uthmàn:<br />
caratteristi-<br />
'Uthmàii si lavava, a Bunànah che gli portava i vestiti soleva dire: « Non<br />
^ j^j guardare, chè non t'è lecito ». — « Eppure era mio marito! > (Saad,<br />
che personali.]<br />
»^ ^^ ^ on mr i<br />
III, 1, pag. 41, Im. 1-3) [M.].<br />
{b) ('Affàn b. Muslim, da Wuhayb b. Khàlid, da Khàlid al-Hadzdzà-, da<br />
abù Qilàbah, da Arias b. Màlik, dal Profeta). Il più retto della mia gente<br />
in riguardo a pudore è 'Uthmàn (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 7-9) [M.].<br />
Sembra però che questo pudore di cui era sì altamente dotato 'Uthmàn,<br />
non si debba intendere solo nei riguardi sessuali, ma che la stessa parola<br />
indicasse anche la modestia nel danaro (cfr. Khamis, II, 299, lin. 10-11).<br />
§ 293. — (abù Thawr al-Fahmi). Andai da 'Uthmàn, che mi disse : « Io<br />
« ho messo da parte presso il Signore dieci cose : Io sono il quarto dei<br />
« quattro [primi] nell' Isiàm. Non ho accumulato ricchezze. Non ho avuto<br />
« desideri impuri. Non ho posto la mia destra sui genitali (farg), da<br />
< quando io ho dato la bay 'ah al Profeta. Non è passato un venerdì da<br />
« quando ho fatto professione, ch'io non abbia liberato uno schiavo: salvo<br />
« ch'io non l'avessi, e lo liberavo poi. Non ho commesso fornicazione nella<br />
« Gràhiliyyah né nell'Isiàm» (Dzahabi Paris, I, fol. 170,r.) [M.].<br />
§ 294. — 'Uthmàn liberò venti schiavi mentr'egli era assediato (Nawawi,<br />
413) [M.].<br />
§ 295. — Tra i bei tratti della sua vita era la liberalità verso i po-<br />
veri. Ogni volta che compiva il pellegrinaggio, faceva elevare [a Makkah]<br />
delle tende e distribuire viveri ai pellegrini (T abari Zotenberg, III,<br />
pag. 617) [M.].<br />
§ 296. — (da uno saykh, da Hàni- mawla di 'Uthmàn). Quando<br />
'Uthmàn si trovava sopra una tomba, piangeva al punto da bagnarsi la<br />
barba. Grii fu detto : « Al parlare del paradiso e dell' inferno non piangi,<br />
« e piangi di questo? ». Ed egli: < Il Profeta ha detto: — La tomba è la<br />
« prima stazione del di là : se la scampa di qui, il resto gli è più facile ; se<br />
« non la scampa lì, il resto gii è più grave » (Yùsuf, 9, lin. 1-5) [M.].<br />
• § 297. — Il Profeta che, pure avendo le cosce nude, non aveva<br />
riguardo di abù Bakr né di 'Umar, si coprì appena venne 'Uthmàn, e ad<br />
'A'isah che lo interrogava del perché, rispose : « Come non dovrei vergo-<br />
« gnarmi io di uno, dinanzi al quale si vergognano gli angeli ? » (Dz a h a b i<br />
Paris, I, fol. 170,v.) [M.].<br />
§ 298. — 'Ali disse: 'Uthmàn era il più affezionato alla parentela fra<br />
noi (awsalanà li-rahim), e fu di quelli che credettero e dei timorati<br />
e dei bene operanti. Iddio ama i bene operanti (Nuwayri Leid., I,<br />
fol. 98,r.) fM.].<br />
296.
35. a. H. ^ 299^02.<br />
§ 299. — (Muli. b. 'limar [al-Wàqidi], da ibn ahi Sabrah, da Amr b. 3^. a. h.<br />
Umayyah al-Damri). I Quiays sono fra i più avidi della khazirah (specie uffo uthmàn:<br />
di vivanda). Un giorno 'Amr b. Uma^'yah fu invitato da 'Uthmàn e mangiò •"• caratteristi<br />
che personali.)<br />
il migliore kh a z i r, fatto di t i b kh, ch'egli avesse mai assaggiato : c'erano<br />
interiori di pecora conditi con grasso e latte ! 'Uthmàn gli domandò come<br />
gli piacesse la vivanda. Disse che di cosi buona non ne aveva mai assag-<br />
giata. Allora 'Uthmàn riprese : « Hai mai mangiato questo piatto da ibn<br />
< al-Khattàb, che il Signore lo benedica?». — «Si», rispose, «ma per<br />
« poco non mi ricadde il boccone sulla mano quando l'accostai alla bocca.<br />
« Non c'era carne, il condimento era solo grasso, senza latte ». E 'Uthmàn<br />
« Hai ragione, Umar metteva a dura prova quelli che lo volevano se-<br />
« guire. Cercava coU'astenersi da cose simili la durezza (zalaf). Io non<br />
« consumo per queste vivande i beni dei Musulmani: io mangio del mio.<br />
« Tu sai bene eh' io ero fra i Qurays il più ricco per il commercio, e non<br />
« cesso (li scegliermi i cibi più delicati, tanto più che son vecchio; io non me<br />
« ne faccio scrupolo, che non vi trovo colpa » (T ab ari, I, 3031, lin. 3-lG) [M.].<br />
§ 300. — (Muh. b. 'Umar [al-WàqidiJ, da ibn abi Sabrah, da 'Asim<br />
b. 'Ubaydallah, da 'Abdallah b. 'Amir). Ubaydallah racconta d'aver pran-<br />
zato da 'Uthmàn nel mese di Ramadàn e che le portate erano più squi-<br />
site di quelle di 'Umar. Tutte le notti erano sulla tavola di 'Uthmàn il<br />
dar ma k (fiore finissimo) più fino e agnellini, mentre 'Umar non s'era mai<br />
veduto a mangiare fior di farina né pecore che non fossero vecchie. Ne<br />
parlò ad 'Uthmàn, che disse : < Benedetto Umar e chi sapeva imitarlo »<br />
(Tabari, I, 3031, lin. 16-3032, lin. 2).<br />
§ 301. — 'Uthmàn era un uomo molto lindo. Portava la 1-ibnah<br />
(parte della camicia) e con essa faceva riparo al vestito. Quando la depo-<br />
neva^ si spazzolava le maniche e poi guardava al vestito, e se vi era ca-<br />
duta un po' di polvere, lo spazzola^va. 'Ali lo vide e disse: « Non è giusto<br />
< chi visita i masàgid, caccfando chi vi sta seduto od in piedi, e chi<br />
< si vede che ha orrore della polvere ». Lo udì 'Ammàr b. Yàsir e prese<br />
a far ragaz, senza sapere contro chi si parlava. 'Uthmàn passò e lo mi-<br />
nacciò. Il Profeta intervenne prendendo parte contro 'Uthmàn. Il Profeta<br />
assicurò poi 'Ammàr che non lo ucciderebbero i compagni di 'Uthmàn (R us-<br />
ta h, 65) [M.].<br />
§ 302. — (Ziyàd b. Ayyub, da Husayn, da abu al-Miqdàm, da al-Hasan<br />
b. abi al-Hasan). Sono entrato nella moschea ed ecco vedo 'Uthmàn b.<br />
'Affàn appoggiato alla suja spada e si dirigono a lui due portatori d'acqua<br />
in litigio, ed egli decide la questione (Tabari, I, 3025, lin. 12-15).<br />
Cfr. Athir, III, 145.<br />
297.<br />
38
§ 803. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
ARABIA - 1 1 Califfo<br />
'Uthmàn:<br />
ARABIA. — Il Califfo<br />
§ 303. — abù 'Amr, o<br />
Uthmàn : appunti biografici.<br />
abù 'Abdallah, 'Utiimàn b. 'Affàn b. abi-l-'As<br />
appunti biogra- ]-) Umayj^ah b. 'Abd Sams b. 'Abd Manàf b. Qusayy nacque da Arwah<br />
fìcLI<br />
bint Kurayz b. Rabi'ah b. Habib b.<br />
"<br />
'Abd Sams b. 'Abd Manaf b. Qusayy,<br />
figlia di umm Hakam al-Baydà bint 'Abd al-Muttalib b. Hàsim b. 'Abd<br />
Manàf b. Qusayy.<br />
'Utjimàn aveva nell'età preislamica la kunyah abù 'Amr; poi essen-<br />
dogli nato neir Islam, da I) Ruqayyah bint Rasùl Allah, un bambino cui fu<br />
dato nome 'Abdallah, 'Uthmàn si chiamò abù 'Abdallah. Questo bambino<br />
in età di sei anni fu da un gallo beccato negli occhi, ne ammalò e ne<br />
morì nel Gumàda I dell'anno 4. H. : fece la preghiera su di lui il Profeta,<br />
e 'Uthmàn lo depose nella fossa.<br />
Oltre<br />
(1) 'Abdallah b. Ruqayyah, 'Uthmàn ebbe i seguenti figli :<br />
da II) Fàkhitah bint Ghazwàn b. Gràbir b. Nusayb b. Wuhayb b. Zayd<br />
b. Màlik b. 'Abd b. 'Awf b. al-Hàrith b. Mansùr b. 'Ikrimah b. Khasafah<br />
b. Qays b. 'Aylàn:<br />
(2)<br />
'Abdallah al-asgh ar, che morì senza aver figli;<br />
da III) umm 'Amr bint Grundub b. 'Amr b. Humamah b. al-Hàrith b.<br />
Rifa' ah b. Sa'd b. Tha'labah b. Lu*ayy b. 'Amir b. Ghanm b. Duhmàn<br />
b. Munhib b. Daws min al-Azd:<br />
'<br />
(3) 'Amr,<br />
(4) Khàlid,<br />
(5) Abàn,<br />
(6) 'Amr,<br />
(7) Maryam;<br />
da IV) Fàtimah bint al-Walid b. 'Abd Sams b. al-Mughìrah b. 'Abdallah<br />
b. 'Amr b. Makhzùm:<br />
al-Fazàri :<br />
b. Qusayy:<br />
(8) al-Walid,<br />
(9) Sa'ìd,<br />
(10) umm Sa'id;<br />
da V) umm al-Banin bint 'Uyaynah b. Hafs b. Hudzayfah b. Badr<br />
(11) 'Abd al-malik;<br />
da VI) Ramlali bint Saybah b. Rabi'ah b. 'Abd Sams b. 'Abd Manàf<br />
(12) umm Abàn,<br />
(13) '1-isah,<br />
(14) umm 'Amr;<br />
298.
35. a. H. ^ 308-306.<br />
da VII) Nà-ilah bint al-Furàfisah b. al-Ahwas b. 'Amr b. Tha'labah 35. a. H.<br />
b. al-Hàrith b. Hisn b. Damdam b. 'Adi b. ó-anàb al-Kalbiyyah uffo uthmàr<br />
(15) Maryam; appunti biogn<br />
fyàn (>) :<br />
da Vili) umm Walad, già moglie di 'Abdallah b. Yazid b. abi Su-<br />
(16) umm al-Banin (Saad, III, 1, pag. 36-37) [G.].<br />
Nota 1. — Si tenga presente quanto si disse già in altro luogo (cfr. 17. a. H., §§ 75-77): i primi<br />
musulmani non osservarono la pretesa regola di avere sole quattro mogli. 'Uthmàn ne ebbe otfo o<br />
7iove. Vedemmo già come 'Umar ne avesse dieci (cfr. 23. a. H., § 179). Vedi più avanti § 310.<br />
§ 304. — (al-Hàrith b. Muhammad, da ibn Sa'd, da Muh. b. 'limar [al-<br />
Wàqidi]). 'Uthmàn b. 'Affàn prese per kunyah, nella ó-àhiliyyah, abù<br />
'Amr ;<br />
quando<br />
fu convertito ebbe dalla moglie Ruqayyah, figlia del Profeta,<br />
un bambino a cui pose nome 'Abdallah, da cui prese la kunyah, si che i<br />
Musulmani lo chiamavano abù 'Abdallah. Questo fanciullo aveva raggiunto<br />
i sei anni di età, quando, avendolo un gallo beccato in un occhio, s'ammalò<br />
e mori nel éumàda I dell'anno 4. H. Il Profeta pregò per lui e 'Uthmàn<br />
scese nella fossa (T ab ari, I, 3055, lin. 6-12).<br />
Cfr. anche Athir, III, 148;<br />
Mas ùdi, IV, 261, dice che aveva due kunyah, abù 'Abdallah e<br />
abù 'Amr, e la prima prevaleva;<br />
N a w a w i , 409 : Aveva<br />
Saad, III, 1, pag. 36-37.<br />
kunyah anche abù Layla ;<br />
§ 305. — (al-Tabari). Il nasab di 'Uthmàn era: 'Uthmàn b. 'Affàn<br />
b. abi-l-'As [o al-'Às] b. Umayyah b. 'Abd Sams b. 'Abd Manàf b. Qusayy.<br />
La madre fu Arwa, figlia di Kurayz b. Rabi'ah b. Habib b. 'Abd Sams<br />
b. 'Abd Manàf, ed essa aveva per madre umm Hakim [al-Baydà* : N<br />
a -<br />
wawi, 409] figlia di 'Abd al-Muttalib (^) (T ab ari, I, 3055, lin. 15-18).<br />
Cfr. anche Athir, III, 148;<br />
Mas' ùdi, IV, 251, che però fa Arwa, figlia di Kurayz b. Gàbir b.<br />
Habib b. 'Abd Sams;<br />
N a w a w i , 409 ;<br />
Saad, III, 1, pag. 36: Sua madre fu umm Hakam al-Baydà- bint<br />
'Abd al-Muttalib.<br />
Nota 1. — Per via di donne IJthmàn era quindi cugino in secondo grado del Profeta.<br />
§ 306. — 'Uthmàn fu detto « Dzù-1-Nùrayn » per aver sposato le due<br />
figlie del Profeta, Ruqayyah e umm Kulthùm (cfr. 3. a. H., § 7), l'una dopo<br />
l'altra. E si dice : « Non si conosce alcuno il quale abbia sposato due figlie<br />
« del Profeta, ecc. > (N a w a w i , 409) [M.].<br />
Cfr. anche Athir, III, 147; Khamis, II, 283.<br />
299.<br />
fici.]
35. a. H.<br />
§§ B07-310. 35. a. H.<br />
§ 307. — al-Damiri dà altre spiegazioni del suo nome «. T)zu-1-Nù-<br />
liffo 'Uth'màn: rayn » oltre quella ch'egli fu sposo delle due luci. Si dice anche perchè,<br />
appunti biogra- quando entrò nel giardino, gli splendettero due lampi. Secondo altri perchè<br />
'<br />
finiva il Quràn nel witr(^); ora il Qur-àn è una luce e il vegliar<br />
la notte un'altra. E si danno anche altre spiegazioni (Damìri, I, 44)<br />
[M.].<br />
Nota 1. — Ossia durante la notte fra l'ultima preghiera della sera e la prima del mattino se-<br />
guente, periodo nel quale ogni buon musulmano deve fare un numero dispari di «rak'ah» o pro-<br />
strazioni.<br />
§ 308. — Il padre di 'Uthman, 'Affàn, andato in Siria per affari, vi<br />
mori. Secondo altri fu ucciso ad al-Ghumaysà' sotto al-Fàkih b. al-Mughirah.<br />
'Affàn generò 'Uthmàn, Aminah e Arnab (madre Arwa bint Kurayz b. Ra-<br />
bi'ah b. Habib b. 'Abd Sams, di cui fu madre al-Baydà- bint 'Abd al-Muttalib).<br />
La madre di 'Uthmàn era figlia di una zia del Profeta (Qutaybah,<br />
95 e segg.) [M.].<br />
§ 309. — La madre di 'Uthmàn era Arwa bint Kurayz b. Rabi'ah b.<br />
Habib b. 'Abd Sams b. 'Abd Manàf (che si fece musulmana). Essa era poi<br />
figlia di al-Baydà- umm" Hakim bint 'Abd al-Muttalib, sorella uterina di<br />
abii Tàlib (Khamìs, II, 283) [M.].<br />
dallah.<br />
§ 310. — (Figli e mogli di 'Uthmàn). Furono sue mogli:<br />
I. Ruqayyah e<br />
II. umm Kultìiùm, figlie del Profeta. Ruqayyah gli generò (1) 'Ab-<br />
III. Fàkhitah bint Ghazwàn b. Gràbir b. Nusayb b. Wuhayb b. Zayd<br />
b. Màlik b. 'Abd b. 'Awf b. al-Hàrith b. Màzin b. Mansiir b. 'Ikrimah b.<br />
Khasafah b. Qays b. 'Aylàn b. Mudar gli generò un figlio, cui pose nome<br />
(2) 'Abdallah, e questo è 1' 'Abdallah più piccolo che mori.<br />
IV. umm 'Amr bint (xundub b. 'Amr b. Humamah b. al-Hàrith b. Ri-<br />
fò'ah b. Sa'd b. Tha'labah b. Lu-ayy b. 'Amir b. Glianm b. Duhmàn b.<br />
Munhib b. Daws min al-Azd gli generò (3) 'Amr, (4) Khàlid, (5) Abàn,<br />
(6) 'Umar e (7) Maryam.<br />
V. Fàtimah bint al-Walid b. 'Abd Sams b. al-Mugh irah b. 'Abdallah<br />
b. 'Umar b. Makhzùm gli generò (8) al-Walìd, (9) Sa'id e (10) umm Sa'id<br />
bint 'Uthmàn.<br />
VI. umm al-Banin bint 'Uyaynah b. Hisn b. Hudzayfah b. Badr al-<br />
Fazàri gli generò (11) 'Abd al-malik b. 'Uthmàn che morì.<br />
VII. Ramlah bint Saybah b. Rabi'ah b. 'Abd Sams b. 'Abd Manàf b.<br />
Qusayy gli generò (12) 'A'isah, (13) umm Abàn e (14) umm 'Amr bint<br />
'Uthmàn.<br />
*<br />
300.<br />
I<br />
S<br />
1
35. a. H. Il Hiasi*.<br />
Vili. Nàilah bint al-Furàfisah b. al-Ahwas b. Amr b. Tha'labah b. ^^- *• ^- »<br />
al-Hàrith b. Hisn b. Daindam b. 'Adi b. Ganàb b. Kalb gli generò (16) Ma- ntfo -uthmàn:<br />
ryam bint 'Uthmàn (Tabari, I, 3056, lin. 20-3066, lin. 16).<br />
appunti biogra-<br />
Cfr. anche Athir, III, 148-149; - '""''^<br />
Mas'ùdi, IV, 251-262: i due 'Abdallah sarebbero figli di Ruqayyah.<br />
Poi nomina un al-Mughirah.<br />
Qutaybah, 99, fa 'Abdallah al-Akbar figlio di Fàkhitah e 'Abdallah<br />
al-Asghar di Ruqayyah;<br />
Saad, III, 1, pag. 37.<br />
§ 311. — (riisàm al-Kalbi). umm al-Banin bint 'Uyaynah b. Hisn ge-<br />
nerò, ad 'Uthmàn, 'Abd al-malik e Utbah; e Nà'ilah gli generò 'Anbasah<br />
(Tabari, I, 3066, lin. 16-18).<br />
Cfr. Athir, III, 149.<br />
§312.-1 figli di 'Uthmàn furono sette : (1) 'Amr, (2) 'Umar, (3) Khàlid,<br />
(4) Abàn, (6) al-Walid, (6) Sa'id, (7) 'Abd al-malik (Ya'qùbi, II, 206,<br />
lin. 10-12) [M.].<br />
§ 313. — 'Uthmàn ebbe i seguenti figli:<br />
(1) 'Abdallah al-Akbar, da Fàdah (Fàkhitah) bint Ghazwàn,<br />
(2) 'Abdallah al-Asghar, da Ruqayyah bint Rasùl Allah,<br />
(3) 'Umar,<br />
(4) Abàn,<br />
(6) Khàlid,<br />
(6) 'Amr,<br />
(7) Sa'd (Sa'id),<br />
(8) al-Walìd,<br />
(9) al-Mughirah,<br />
(10) 'Abd al-malik,<br />
(11) umm Sa'id,<br />
(12) umm Abàn,<br />
(13) umm 'Amr,<br />
(14) umm 'A-isah (Nawawi, 413) [M.].<br />
Cfr. Qutaybah, 99.<br />
*<br />
§ 314. — (al-Wàqidi). 'Uthmàn aveva una figlia chiamata umm al-<br />
Banin bint 'Uthmàn da Nà'ilah.<br />
Questa è che andò sposa ad 'Abdallah b. Yazid b. abi Sufyàn (T a b a r i , I,<br />
3066, lin. 18-3067, lin. 1).<br />
Cfr. anche Athir, 149;<br />
Saad, III, 1, pag. 37, dice che di questa bambina fu madre una<br />
umm walad.<br />
301.
35. a. H.<br />
315, 316. 35. a. H.<br />
§ 315. — Fiffh di Uthmàn:<br />
[ARABIA.. Il Ca- "^<br />
. ^_ , ^, ° ... - . • • x i Tir ^ ^ -i<br />
iiffo 'Utiimàn: (1) Abdallah, il maggiore, era soprannominato al-Mutrif, il. raro,<br />
appunti biogra-<br />
^qy la sua bellezza e la sua grazia: molto sposò e molto divorziò.<br />
\ Il Barbier de Meynard avverte in una nota che secondo una glossa<br />
questo soprannome non apparteneva già a questo 'Abdallah il quale mori<br />
giovanissimo, ma a un nipote petit-fils di 'Uthmàn, cioè al figlio di 'Amr,<br />
soprannominato Dibàg.<br />
ibn Qutaybah (100) dice cosi appunto, e cita un verso. Si tratta dunque<br />
di una svista di al-Mas'ùdi.<br />
(2) Abàn era lebbroso, guercio, e diede molte sunnah ai tradizionisti,<br />
e fu prefetto di Makkah e d'altri luoghi per i banù Marwàn.<br />
(3)<br />
Sa'id era guercio, avaro. Fu ucciso regnante Mu'àwiyah.<br />
(4) al-Walìd era dedito al bere, prodigo e amante dei sollazzi.<br />
Quando gli fu ucciso il padre, era raso e ubbriaco, e tutto spalmato di tintura.<br />
(5)<br />
'Abdallah, minore, giunse all'età di 76 anni, e un gallo gli beccò<br />
gli occhi e per questo morì.<br />
(6) 'Abd al-malik mori bambino, senza figli (Mas 'ù di, IV, 252) [M.].<br />
§ 316. — al-Diyàrbakri porta a sedici i figli del Califfo: nove maschi<br />
e sette femmine:<br />
(1) 'Abdallah al-Asghar,<br />
(2) 'Abdallah al-Akbar,<br />
(3) 'Amr {sic !) non accettò un invito di Marwàn a recarsi in Siria,<br />
(4) Abàn (abù Sa'id) prese parte alla battaglia del Camelo [36. H.] ;<br />
fu primo a fuggire ; fu w a 1 i a Madinah sotto 'Abd al-malik b. Marwàn ;<br />
mori sotto Yazid b. 'Abd al-malik,<br />
(5) Khàlid (chiamato al-Kasìr, secondo alcuni premorto al padre),<br />
(6) 'Amr {sic!),<br />
(7) Sa'id,<br />
(8) al-Walìd,<br />
(9) 'Abd al-malik, morto piccolo [(9^'*) al-Mughirah].<br />
Femmine :<br />
(10) Maryam al-Kubra,<br />
(11) umm Sa'id,<br />
(12) 'A-isah,<br />
(13) umm Abàn,<br />
(14) umm 'Amr,<br />
(15) Maryam al-Sughra,<br />
(16) umm al-Banin (Khamis, II, 306, il quale dà anche indicazioni<br />
sui matrimoni delle figlie, ecc.) [M.].<br />
302.
35. a. H. 1^ 3HW20.<br />
Come si vede, i figli del Califfo 'Uthmàn han continuato a crescere ^^- *• ^••<br />
di numero anche un pezzo dopo la morte del loro padre. h^iq 'uthmàn"<br />
§ 317. — (Qabisah b. 'Uqbah, da Sufyàn, da 'Umar b. Sa'id). Quando «ppunti biogra-<br />
ad 'Uthmàn nasceva un figlio, egli lo faceva venire in una kh i r q a h (. — « Voglio, se mai gli incolga qualcosa, che gli cada sul mio cuore<br />
« qualcosa (?) », significando l'amore (Saad, III, 1, pag. 40, lin. 14-17) [M.].<br />
§ 318. — Sulla follia (humq) di ujnm 'Amr bint Gundab, moglie di<br />
['Uthmàn, si .narra che poneva in bocca gli scarabei neri (kh u n fa s a) e<br />
Ipoi domandava che avesse in bocca ; ed era la madre di 'Amr e di Abàn<br />
(Qutaybah 'Uyun, 428) [M.].<br />
§ 319. — (Muh. b. 'Umar, da altri che ibn abi Sabrah). Il Profeta diede<br />
in isposa ad 'Uthmàn, dopo Ruqayyah, umm Kulthiim, che morì. E il Pro-<br />
feta disse : « Se ne avessi una terza, la darei a lui » (Saad, III, 1 , pag. 38,<br />
lin. 26-28) [M.].<br />
§ 320. — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'aziz al-Óawhari, da 'Umar b.<br />
Sabbah, da 'Abdallah b. Muhammad b. Hakìm, da Khàlid b. Sa'id, da suo<br />
padre :<br />
Sa'id b. al-'Às, quand'era governatore di al-Kùfah, sposò Hind bint<br />
al-Faràfisah b. al-Ahwas b. 'Umar (? 'Amr ?) b. Tha'labah. Avendo saputo ciò<br />
'Uthmàn, gli scrisse : « Mi è stato riferito che tu hai sposato una donna<br />
< dei Kalb; scrivi a me qual è il suo nasab e quale la sua bellezza».<br />
Sa'id rispose : « Quanto al suo nasab, essa è figlia di al-Faràfisah b. al-<br />
*Ahwas; quanto alla sua bellezza, essa è bianca, alta». Uthmàn scrisse<br />
a lui: « Se essa ha una sorella, mandamela in moglie ». Allora Sa'id mandò<br />
a chiedere ad al-Faràfisah una delle sue figlie per 'Uthmàn, ed al-Faràfisah<br />
ordinò a suo figlio Dabb di menar sposa Nà-ilah al Califfo. Dabb era mu-<br />
sulmano, mentre al-Faràfisah era cristiano. Quando si disposero per con-<br />
durla via, il padre di lei le disse : < figliuola, tu andrai presso donne di<br />
« Qurays, che sono più abili di te nel profumarsi ; perciò imprimiti bene<br />
« nella mente queste mie due raccomandazioni : tingiti gli occhi col col-<br />
« lirio, e profumati con l'acqua, tanto che il tuo abito abbia il profumo<br />
« dell'otre vecchia cui ha bagnato la pioggia ». Quando poi essa fu fatta<br />
cavalcare, senti il dolore di allontanarsi dalla terra natale, e si attristò di<br />
dover abbandonare i suoi; perciò prese a dire:<br />
(1) Non hai tu voluto per Allah!, o Dabb, che io ti accompagnassi cavalcando alla<br />
volta di al-Madinah?<br />
(2) Ogni qualvolta traversano un terreno piano e duro, spronano i loro cameli, come<br />
il vento fa oscillare la canna vuota all' interno.<br />
(3) Eppure, guai a te ! tra i figli di Hisn b. Damdam (?) c'era di che risparmiarmi<br />
le tende assicurate ai pali con le corde (= avrei potuto risparmiare il viaggio sposando<br />
uno dei figli di Hisn, ecc.).<br />
903.<br />
^'^
§§ 320-322. 35. a. H.<br />
35. a. H. Quando essa giunse da 'Uthmàn, costui sedette sul suo seggio e gliene fece<br />
liffo 'Uthmàn: collocare un altro di fronte al suo, e come essa sedette, 'Uthmàn si levò<br />
appunti biogra-<br />
{{ berretto ed apparve la sua calvizie. E disse 'Uthmàn : « figlia di al-<br />
« Faràfisah, non ti preoccupi la calvizie che tu vedi in me ; poiché dietro<br />
« ad essa ti verrà ciò che ti farà piacere ». Siccome essa taceva, 'Uthmàn<br />
soggiunse: « Vuoi tu avvicinarti a me, o mi avvicinerò io a te? *. Allora<br />
essa rispose : « Quanto al ricordo che tu hai fatto della calvizie, io sono<br />
« di quelle donne a cui i mariti più graditi sono i principi calvi ; quanto<br />
« poi alla tua domanda se io debba venire da te o tu da me, per Allah,<br />
« le contrade della Samàwah che ho dovuto traversare sono in verità ben<br />
« più estese della distanza che e' è tra me e te ; perciò verrò io a te »<br />
Così si levò, sedette al suo fianco, ed egli le sfiorò il capo e invocò su di<br />
essa la benedizione. Poi le disse: « Togliti il mantello », ed essa se lo tolse.<br />
Quindi le disse: «Togliti il velo», ed essa se lo tolse. Quindi le disse:<br />
« Togliti la maglia (dir') », ed essa la svestì. Poi le disse: « Sciogli il tuo<br />
« izàr », ma essa rispose: «Questo spetta a te ». Egli le sciolse l'izàr,<br />
ed essa fu tra le donne che ebbe più care (Aghàni, XV, 70, lin. 20;<br />
- 71, lin. 11; cfr. 28. a. H., §§ 34-35) [T.].<br />
§ 321. — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'aziz al-(xawhari, da 'Umar b.<br />
Sabbah, da Muhammad b. 'Isa b. Yazìd, da 'Abd al-Walid b. 'Umayr, da<br />
abù-1-Grarràh, mawla di umm Habibah; raccontava costui: Ero con 'Uthmàn<br />
nel dar, ed ecco ad un tratto, dopo ch'era uscito Muhammad b.<br />
abi Bakr, mentre noi dicevamo : « Essi sono animati da intenzioni pa-<br />
« cifiche », tutti rientrarono dal finestrino (? al-khawkhah) e scesero<br />
calando giù delle corde dal muro della casa, armati di spade. Allora io<br />
mi lanciai e mi misi a sedere sul muro. Di là sentivo il loro vociare, e<br />
mi pareva di vedere nella mano di 'Uthmàn il Qur-àn di cui riconoscevo<br />
la pelle rossa. Nà-ilah bint al-Furàfisah sciolse i suoi capelli [per coprirlo ?],<br />
ma 'Uthmàn le disse : « Prendi il tuo velo ; in verità l'essere entrati da<br />
« me è una colpa molto grave, perchè essi abbiano a rispettare i tuoi ca-<br />
« pelli ». Allora un individuo gli si lanciò contro con la spada, e siccome<br />
essa lo voleva difendere con la sua mano, le recise due dita, quindi<br />
l'uccisero ed uscirono gridando: < Allah è grande». Mi passò d'accanto<br />
Muhammad b. abi Bakr, e mi disse : « Che fai tu qua, o servo di umm<br />
« Habibah? ». Quindi andò via, ed io uscii (Aghàni, XV, 71, lin. 11-19)<br />
[T.].<br />
.<br />
§ 322. — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-*aziz, da 'Umar b. Sabbah, da<br />
'Abdallah b. Hakìm al-Tà*i, da Khàlid b. Sa'ìd, da suo padre: Quando fu<br />
ucciso 'Uthmàn, disse Nà'ilah bint al-Furàfìsah:<br />
304.<br />
1
35. a. H. §§ 322, 323.<br />
(1) Dunque il migliore fra gli uomini dopo i tre [predecesBori], è caduto vittima del 35. a. H.<br />
Tagibita, venuto da Mi&r? [ARABIA.- Il Ca-<br />
(2) Come dunque non piangerò io e piangerà la mia parentela, dacché ci sono state |iffo 'Uthmàn:<br />
sottratte le virtù di abu 'Amr? appunti biogra-<br />
Così nella versione da noi riferita, mentre altri attribuiscono questi versi<br />
ad al-Walid b. 'Uqbah (Aghani, XV, 71, Hn. 19-23) [T.).<br />
§ 323. — Ci narrò Ahmad, da 'Umar, da 'Ali b. Muhammad, da abù<br />
Milvhnaf, da Numayr b. Wa'lah, da al-Sa'bi e da Maslamah b. Muhàrib, da<br />
riarb b. Khàlid b. Yazid b. Mu'àwiyah, che Nà'ilah bint al-Faràfìsah scrisse<br />
a Mu'àwiyah, mandandogli il qamis di 'Uthmàn con al-Nu'màn b. Basir<br />
o con *Abd al-rahmàn b. Habib b. abi Balta' ah, la lettera seguente : « Da<br />
« Nà-ilah bint al-Faràfisah a Mu'àwiyah b. abi Sufyàn. Io vi ricorderò<br />
« Allah, che vi è stato largo di favori, vi insegnò V Islam, vi guidò fuori<br />
« dell'errore, vi liberò dalla incredulità, vi aiutò contro il nemico, e fece<br />
« cadere largamente [su di voi] il suo favore. Io vi scongiuro per Allah e<br />
«^^ vi ricordo ciò che voi dovete a lui e al suo vicario, che voi non soccor-<br />
« reste ; io ricordo l'obbligo fatto a voi da Allah, quando disse : —<br />
323. 35. a. H.<br />
35. a. H. « e in fine dell' impresa. Quindi gli scagliarono frecce e pietre, uccidendo tre<br />
liffo 'Uthmàn: * ^^ coloro" che erano nel palazzo; allora costoro si recarono gridando da lui<br />
appunti biogra- ^ che permettesse loro di combattere, ma egli lo vietò, ordinando ad essi di<br />
« restituire loro le loro frecce ; essi lo fecero, ma ciò non servi che ad accre-<br />
€ scere in essi l'audacia del combattere e la passione nell'impresa. Quindi<br />
« diedero fuoco alla porta del palazzo, e allora tre dei suoi partigiani anda-<br />
« rono a parlamentare con essi. Ed essi gli fecero dire : — Nel tempio e' è<br />
« della gente che desidera risolvere la vertenza con giustizia : vieni al tempio,<br />
« perchè essi possano conferire teco. — Egli allora si parti, e sedette nel<br />
« tempio per un'ora, circondato da ogni parte dalle armi della gente, ma non<br />
« vide (leggi ma ra*a) alcuno che volesse far giustizia, perciò rientrò in pa-<br />
« lazzo, dopo che si era fatto innanzi (? ?) un gruppo di Qurasiti rivestito delle<br />
« armi. Allora ('Uthmàn) indossò la corazza, e disse ai suoi : — Se non fosse per<br />
« voi, non indosserei corazza. — La gente allora si lanciò al suo assalto, e<br />
« ibn al-Zubayr parlò ad essi e li fece giurare sopra un esemplare del Qur-àn,<br />
« che mandò poi ad 'Uthmàn, il seguente giuramento : — Sia su di voi il<br />
« giuramento di Allah e l' impegno verso di lui, che non lo attaccherete con<br />
« alcun'altra arma, ma parlamentate con lui e tornate via. — In questa<br />
« fiducia 'Uthmàn depose le armi, ma le aveva appena deposte, che entrò<br />
« tutta la gènte capitanata da ibn abì Bakr, lo afferrarono per la barba e lo<br />
« chiamarono col suo soprannome (na'thal). Ma egli rispose : — Io sono il servo<br />
« di Allah e il suo vicario. — Allora essi gli infersero tre colpi di spada alla<br />
« testa, e gii trafìssero il petto con tre colpi di lancia; poi lo colpirono sul<br />
< davanti della fronte sopra il naso con un colpo penetrante nell'osso. Io mi<br />
< gettai sul suo corpo, quando avevano già fatto massacro di lui ; egli era<br />
« ancora vivo ed essi volevano tagliargli il capo e portarlo via. Mi raggiunse<br />
V<br />
« bint Saybah b. Rabi'ah, e ci gettammo insieme su di lui, calpestate violen-<br />
te temente e spogliate delle nostre vesti, ma l'affetto per l' amir dei Credenti<br />
« era in noi troppo grande. Così essi l'uccisero nella sua casa e sul suo letto,<br />
« ed io vi ho spedito il suo abito macchiato del suo sangue. Per Allah, se<br />
« fu in colpa chi l'uccise, non è salvo [dalla responsabilità] chi l' ha abban-<br />
« donato; pensate dunque come vi troverete voi rispetto ad Allah, poiché<br />
« a lui noi lamentiamo ciò che ci ha colpito, e chiamiamo in soccorso i<br />
« suoi fedeli e i suoi servi giusti. La misericordia di Allah sia sopra 'Uthmàn,<br />
« e maledica chi l'uccise, e li atterri nel mondo sotto i colpi dell' igno-<br />
te minia e dell'avvilimento, e disseti su di essi le ire».<br />
Ci furono parecchi uomini nella Siria, che giurarono di non aver com-<br />
mercio con le donne, se non avessero ucciso gli uccisori di 'Uthmàn o |<br />
perduto la vita (Aghàni, XV, 71, lin. 23-72, lin. 30) [T.].<br />
306.
35. a. H. ^ 32S«jo.<br />
Cfi-. anche Nuwayri, MS. Leiden, I, fol. 122,v.-123,r. ;<br />
Òawzi, MS. Costantinop., I, fol. 82,r.-83,v.<br />
§ 324. — Quando 'Uthmàn fu ucciso, le sue mogli erano : Ramlah<br />
bint Saybah, Nà'ilah, umm al-Banin bint 'Uyaynah e Fàkhitah bint Ghaz-<br />
wàn: se non che, al dire di 'Ali b. Muhammad, ['Uthmàn] divorziò da<br />
umm al-Banin quand'era assediato in casa (T ab ari, I, 3067, lin. 1-4)<br />
flci.]<br />
35. a. H.<br />
^'^i^ffo^'u^h l'acni<br />
appunti biogra-<br />
[M.Cl.<br />
Cfr. Athir, III, 149.<br />
La tradizione è suggerita dal preconcetto di stabilire che 'Uthmàn<br />
non avesse più di quattro mogli allo stesso tempo.<br />
§ 325. — Per la genealogia, ritratto, figli e mogli di 'Uthmàn con-<br />
frontisi anche T abari Zotenberg, 111, 666-668.<br />
§ 326. — 'Uthmàn ottenne dal Profeta la dichiarazione che i banù<br />
Hàsim e i banù-1-Muttalib sono genealogicamente allo stesso livello (Bu-<br />
khàri, testo e vers. francese, LXI, 2-bis [n. 3]) [M.].<br />
§ 327. — Furono mawla di 'Uthmàn:<br />
(1) Kaysàn abu Farwah e<br />
(2)<br />
il figlio di lui 'Abdallah b. abi Farwah, che fu di gran potenza<br />
e fu soprintendente (sàhib amr) di Mus'ab b. al-Zubayr, morto il quale,<br />
si prese dieci milioni della sua roba, e scappò a Madinah;<br />
(3) Humràn b. Abàn coi figli;<br />
(4) abù-1-Zinàd pure coi figli (Qutaybah, 102) [M.].<br />
§ 328. — Il Califfo 'Uthmàn aveva avuto come<br />
kàtib: Marwàn b. al-Hakam;<br />
qàdi: Ka'b b. Thawr e 'Uthmàn b. Qays b. abi-l-'5.s;<br />
suo amir in Egitto: il fratello di latte 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh;<br />
hàgib: Humràn, suo mawla;<br />
sàhib surtah: 'Ubaydallah b. Ma'bad al-Taymi.<br />
L' impronta del suo suggello era : « Ho fede in Dio, sinceramente »<br />
(Khamis, II, 284) [M.].<br />
§ 329. — 'Uthmàn nacque in al-Jà-if sei anni dopo l'anno al-Fil<br />
(Khamis, II, 283) [M.].<br />
§ 330. — (al-Hàri^, da ibn Sa'd, da Muhammad b. 'Umar [al-Wàqidi]).<br />
La conversione di 'Uthmàn è d'antica data, precedente all'entrata dell'In-<br />
viato di Dio nella casa Dar al-Arqam. Egli fu di quelli che fuggirono da<br />
Makkah nelFArd al-Habasah la prima e la seconda volta :<br />
condusse con sé,<br />
nelle due fughe, la moglie Euqayyah, figlia dell' Inviato di Dio (T a b a r i<br />
I, 3054, lin. 19-3055, lin. 4) [M.].<br />
Cfr. Athir, III, 148.<br />
307.
35. a. H.<br />
§§ 881-834. 35. a. H.<br />
§ 331^ __ (^^) (Muh. b. 'Umar [al-Wàqidi], da Muh. b. Salili, da Yazid b.<br />
lìffo 'uthmàn: Rùmàn). 'Uthmàn b. 'Affàn e Talhah b. 'Ubaydallah seguirono l'esempio di<br />
appunti biogra- al-Zubayr b. al-'Awwàm ed entrarono dal Profeta, il quale li invitò all'Islam<br />
e lesse loro il Qur'àn, ecc. Allora 'Uthmàn disse : « O Principe, son venuto<br />
« da poco dalla Siria, e quando fummo tra Mu'àn e al-Zarqà-, ed era-<br />
« vamo come dormenti, ecco uno grida — : voi che dormite, sveglia-<br />
« tevi,. giacché Ahmad è uscito a Makkah. — Siamo venuti, e abbiamo<br />
« udito di te ». 'Uthmàn si converti anticamente, prima che entrasse il Pro-<br />
feta nel Dar al-Arqam (Saad, III, 1, pag. 37, lin. 20-27) [M.].<br />
(6) (Muh. b. 'Umar, da Musa b. Muhammad b. Ibràhìm b. Hàritli al-<br />
Taymi, dal padre). Quando 'Uthmàn b. 'Affàn fece professione di fede mu-<br />
sulmana, lo prese lo zio al-Hakam b. abì-l-'As b. Umayyah, e lo legò, di-<br />
cendogli : « Vuoi tu abbandonare la fede dei tuoi padri per volgerti ad una<br />
« fede nuova? Per Dio, non ti lascio fino a che tu non l'abbia rinnegata ».<br />
'Uthmàn disse che non voleva abbandonarla. E quando lo zio lo vide<br />
fermo, lo lasciò (Saad, III, 1, pag. 37, lin. 27-pag. 38, lin. 5) [M.].<br />
§ 332. — (a) 'Uthmàn fu di quelli che emigrarono da Makkah in Abis-<br />
sinia, la prima volta e la seconda. Nell'una e nell'altra tenne seco la moglie<br />
Ruqayyab, figlia del Profeta. E il Profeta disse: «Essi due sono i primi<br />
«che abbiano emigrato verso Dio, dopo Lùt > (Saad, III, 1, pag. 38,<br />
lin. 6-8) [M.]. '<br />
(b) (Muh. b. 'Umar [al-Wàqidi], da 'Abd al-gabbàr b. 'Umàrah, da<br />
'Abdallah b. abi Bakr b. Muh. b. 'Amr b. Hazm, da Musa b. Ya'qùb al-<br />
Qam'i, da Muhammad b. Gra'far b. al-Zubayr). Quando 'Uthmàn emigrò<br />
da Makkah a Madiriah, scese presso Aws b. Thàbit, fratello di Hassàn<br />
b. Thàbit, tra i banù-1-Naggàr (Saad, III, 1, pag. 38, lin. 8-12) [M.].<br />
(e) (Muh. b. 'Umar, da Muh. b. 'Abdallah, da al-Zuhri, da 'Ubaydallah<br />
b. 'Abdallah b. 'Utbah). Quando il Profeta distribuì i dar in Madìnah, a<br />
'Uthmàn diede il suo dar d'oggi. E si dice che la khawkhah (finestra)<br />
eh' è nel dar 'Uthmàn oggi, fosse di fronte alla porta da cui il Profeta<br />
usciva dopo essere entrato nella casa di 'Uthmàn (Saad, III, 1, pag. 38,<br />
lin. 12-16) |M.].<br />
§ 333. — (Muh. b. 'Umar [al-Wàqidi], da Musa b. Muh. b. Ibràhìm,<br />
dal padre [Muli. b. Ibràhìm]). Il Profeta uni in fratellanza 'Uthmàn b.<br />
'Affàn e 'Abd al-rahmàn b. 'Awf, e fece fratelli 'Uthmàn e Aws b. Thàbit .<br />
abu Saddàd b. Aws ; altri dicono con abù 'Ubàdah Sa'd b. 'Uthmàn al-Zu-<br />
raqi (Saad, IH, 1, pag. 38, lin. 16-20) [M.].<br />
§ 334. — (Muh. b. 'Umar, da abù Bakr b. 'Abdallah b. abì Sabrah, da<br />
a]-Miswar b. Rifà'ah, da 'Abdallah b. Munqif b. Hàrithah al-Ansàri). Quando<br />
308.<br />
I
85. a. H. Il 384-342.<br />
il Profeta andò a Badr, lasciò 'Uthman presso la figlia Huqayyab ch'era ^5. a. h.<br />
ammalata, e morì il giorno che venne Zayd b. Hàrithah a Madinah, nunzio liffo^u^thmàn-<br />
della vittoria. Il Profeta diede ad 'Uthraàn la sua parte in Badr, e fu come «ppunti biofra-<br />
se vi avesse partecipato (Saad, III, 1, pag. 38, lin. 20-26) [M.].<br />
§ 335. — Non prese parte alla battaglia di Badr perchè la figlia del<br />
Profeta era malata, e 'Uthmàn, suo marito, doveva assisterla (cfr. 2 a. H.,<br />
§ 86 A, n. 13). [In'altra versione dice che egli stesso era malato di vaiolo<br />
(Khamis, II, 283) [M.].<br />
§ 336. — (Muh. b. 'Umar, da 'À*idz b. Yahya, da abù-1-Huwayritji).<br />
Il Profeta lasciò su Madinah, quando andò a Dzàt al-Riqà' (cfr. 5. a. H.,<br />
§ 1), 'LJthmàn b. 'Affàn; e anche allorché andò contro i Ohatafàn in Dzu<br />
Amarr nel Nagd (cfr. 3. H., § 9) (Saad, III, 1, pag. 39, Hn. 1-4) [M.].<br />
§ 337. — (a) (Muh. b. 'Umar, da 'Amr b. 'Uthmàn b. Hàni-, da 'Ubayd-<br />
allali b. Dàrah). 'Uthmàn era un mercante nella Gràhiliyyah e nell'Islam,<br />
e dava il danaro a prestito (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 19-21) [M.].<br />
(ò)<br />
(Muli. b. 'Umar e Sibl b. al-' Ala* b. 'Abd al-rahmàn, dal padre<br />
[al-'Ala- b. 'Abd al-rahmàn]). 'Uthmàn diede del danaro col patto di metà<br />
del guadagno (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 21-23) [M.].<br />
§ 338. — (a) 'Uthmàn era bazzàz (commerciante di panni) (R li-<br />
st ah, 215) [M.],<br />
(6) È nominato tra i calvi (Rustah, 223) [M.].<br />
§ 339. — (al-Tirmidzi, da 'Abd al-rahmàn b. Khubàb ai-Salami aì-Sa-<br />
hàbi). Alla spedizione di Tabiik 'Uthmàn si tassò a cento cameli con le loro<br />
coperte e selle; poi li portò a duecento, esortando il Profeta i Musulmani;<br />
ed esortandoli ancora il Profeta, a trecento. Poi diede anche 1000 dinar<br />
u'fr. 9. a. H., § 26). Il Profeta disse allora: < Non fa danno ad 'Uthmàn<br />
« ciò ch'egli ha fatto due volte a partir da oggi > (Nawawi, 412) [M.].<br />
§ 340. - - Sulle varie versioni riguardo al numero di cavalli e cameli<br />
m cui contribuì 'Uthmàn alla nota spedizione, cfr. Khamis, II, 283-284.<br />
§ 341. — ('Ubaydallah b. 'Adi). Entrai da 'Utjimàn mentre era asse-<br />
fi iato, e gli dissi: « Tu sei l'imam di tutti (al-' ammali), e pure t'è toc-<br />
« cato ciò che vedi ». Quando egli pregava avanti la fitnah, io mi conformava<br />
in tutto al suo modo di fare la preghiera. E 'Uthmàn disse: « La<br />
* preghiera è la più bella delle azioni umane ; or se la gente opera bene,<br />
« tu opera bene con loro; se fan male, scostatene» (Nawawi, 411) [M.]..<br />
§ 342. — (al-Tirmidzi, da 'A-isah). Disse il Profeta : « O 'UtJimàn, può<br />
* darsi che Iddio ti vesta un abito (= potere) : se vorranno svestirtene, non lo<br />
'< svestire, senza che essi stessi te lo tolgano di dosso » (Nawawi, 413) [M.].<br />
Tradizioni simili da 'A-isah anche in Khamis, II, 294-296.<br />
809.<br />
«cl.l
§§ 34B.348. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
§ 343. — (al-Wàqidi, da Muh. b. 'Abdallah, da al-Zuhri). Quando<br />
[ARABIA. -Il Ca- ^ ,^^ ,<br />
.^<br />
^ ,^ ^ .<br />
* . -, ^^ . • .<br />
liffo 'Uthmàn: Uthman sali al potere, visse 12 anni da Jtimiro, non compiendo per sei<br />
appunti biogra- anni cosa alcuna che la gente avesse a riprovare; solo ch'egli era molto<br />
'<br />
più di 'limar gradito ai Qurays, per i quali 'Umar era stato severo, e<br />
'Uthmàn invece fu molle verso di essi e loro congiunti (wa-asluhum). Poi<br />
s' infiacchì nel governo, e negli ultimi sei anni affidò il potere a suoi con-<br />
giunti e famigliari, assegnò a Marwàn il quinto dell' Egitto, e donò denaro<br />
ai suoi parenti, interpretando cosi la s i 1 a h ordinata da Dio (Q u r • a n<br />
Vili, 21)<br />
: s'appropriò del denaro e se ne fece anticipare dall'erario. « abù<br />
« Bakr ed 'Umar ne lasciarono di quel che spettava ad essi : io ne ho<br />
« preso e l'ho diviso tra i miei parenti ». Ora la gente riprovava tale con-<br />
dotta (Saad, III, 1, pag. 44, lin. 6-13) [G-.].<br />
§ 344. — (al-Wàqidi, da 'Abdallah b. Gra'far, da umm Bakr bint al-<br />
Miswar [b. Makhramah al-Zuhriyyah], da suo padre [al-Miswar b. Makhra-<br />
mah]). 'Uthmàn diceva : « gente, abii Bakr e 'Umar interpretavano nel-<br />
« r(uso) di questo denaro la astinenza per sé e per i loro congiunti ; io<br />
« ho interpretato « il dono della mia misericordia » (Saad, III, 1, pag. 44,<br />
lin. 13-17) [Gr.].<br />
§ 345. — (abii Usàmah Hammàd b. Usàmah, da Ismà'il b. abi Khàlid,<br />
da Qays, da abù Sihlah ma wla di 'Uthmàn). Il Profeta disse nella sua ma-<br />
lattia: «Avrei piacere fosse qui qualcuno dei miei Compagni ». E 'A'isah<br />
racconta d'aver detto: « Profeta, ti chiamerò abù Bakr ». Egli tacque, ed<br />
io compresi che non lo voleva. «Ti chiamerò 'Umar ». Ed egli- tacque;<br />
ed io capii ch'egli non lo voleva. « Ti chiamerò 'Ali ». Ed egli tacque, ecc.<br />
« Ti chiamerò ibn 'Affàn », ed egli rispose di si. Or quando egli fu venuto, il<br />
Profeta mi fece cenno d'andarmene. 'Uthmàn s'assise accanto al Profeta, e<br />
il Profeta cominciò a parlargli, e si mutava intanto il colore di 'Uthmàn.<br />
Qays mi raccontò che il giorno del dar fu detto ad '<br />
Uthmàn : « Non<br />
« combatti? ». Ed egli: « Il Profeta mi ha dato un incarico, ed io lo terrò ».<br />
abù Sabrah disse: « E credono fosse quel giorno » (Saad, III, 1, pag. 46,<br />
lin. 7-16) [M.].<br />
§ 346. — (al-Timidzi). 'Uthmàn disse nel yawm al -dar: « Il Profeta<br />
«mi ha legato un 'ahd, ed io l' ho da mantenere » (Nawawi, 413) [M.].<br />
§ 347. — Il Profeta, parlando d'una f i t n a h, disse che in essa sarebbe<br />
stato ucciso 'Uthmàn (indicandolo) a torto (Nawawi, 413) [M.].<br />
—'-<br />
§ 348. Quando 'Uthmàn fu assediato, parlò dal tetto e disse : « Io<br />
« vi scongiuro, e non scongiuro che i Compagni : non sapete voi che il Pro-<br />
« feta ha detto: — Chi vettovaglierà l'esercito di Tabùk (gays al-'usrah)<br />
< avrà il paradiso , — ed io li ho vettovagliati? Non sapete che il Profeta<br />
310.
« ha detto : —<br />
35. a. H. 5j 34^355.<br />
Chi ha scavato il pozzo di Rùmah, avrà il paradiso? — Or io 35. a. h.<br />
«l'ho scavato». E quelli gli diedero ragione (Nawawi, 411) [M.].<br />
ij^o •uthman"<br />
Cfr. Bukhàri, LXII, 7. appunti biogra-<br />
§ 349. — 'Uthman ebbe assicurato il paradiso dopo il male che gli<br />
sarebbe toccato, per bocca del Profeta. È detto martire dal Profeta (Bu-<br />
khàri, testo e vers. francese, LXII, 7, nn. 1 e 3; 8-bis, 13, 14) [M.].<br />
§ 350. — (Da 'Umar b. al-Khattàb). 'Uthman era uno dei sei, di cui<br />
fu contento il Profeta quando morì (Nawawi, 412) [M.].<br />
§ 351. — Quando 'Uthman fece l'emigrazione insieme con Ruqayyah,<br />
il Profeta disse : « Per Colui nelle cui mani è l'anima mia : egli è il primo<br />
« che sia emigrato dopo Ibràhim e Lùt » (Nawawi, 409) [M.].<br />
§ 352. — (Da ibn 'Umar). Quando noi ordinavamo per preferenza gli<br />
uomini al tempo del Profeta, ponevamo abii Bakr, poi 'Umar, e poi 'Uthman<br />
b. 'Affàn (Bukhàri, vers. francese, LXII, 4; 7, n. 4) [M.].<br />
§ 353. — abù Hurayrah racconta d'un certo sacco di datteri che, be-<br />
nedetto dal Profeta, non veniva mai meno. Egli portava sempre indosso<br />
quel sacco. Ma quando morì 'Uthman, il sacco cadde (Grawzi, MS. Co-<br />
stantinop., I, fol. 102,v.-103,r.) [M.].<br />
§ 354. — (Da abù-1-As'ath al-San'àni). Ci furono khutabà* nella Siria;<br />
tra essi vari Compagni. Or uno di loro si levò, ch'era un uomo chiamato<br />
Murrah b. Ka'b, e disse: « Se non ci fosse un hadìth, ch'io ho udito dal<br />
35. a. H.<br />
§§ 356-362. 35. a. H.<br />
g 356^ — gi descrive quel castello di Grhumdàn a San'à, il quale fu<br />
iiffo 'Uthmàn: distrutto da 'Uthmàn. In fondo si dice : «In<br />
appunti biogra- « — Qta sano, o Ghumdan :<br />
uno dei rukn stava scritto:<br />
chi ti distruggerà sarà ucciso». Lo distrusse<br />
'Uthmàn, e. fu ucciso (Ilamadzàni Buldàn, pag. 35) [M.].<br />
§ 357. — Sulwàn è una stazione (m a h a 1 1 a h) nei sobborghi (r a b a d)<br />
di al-Madinah, sotto cui è una fonte 'Adzibiyyah, che abbevera grandi giar-<br />
dini, e 'Utiimàn b. 'Affàn la pose per i più deboli del paese ('ala du'afà* al-<br />
balad). Sotto c'è il Bìt Ayyub, ecc. (Muqaddasi, 171, lin.11-13) [M.].<br />
§ 358. — 'Uthmàn comprò il pozzo Rumali da un ebreo per 20,000<br />
dirham, e lo lasciò libero ai Musulmani (Nawawi, 411) [M.].<br />
Qutaybah, 92, dice che questo ebreo ne vendeva l'acqua ai Musul-<br />
mani, e racconta la cosa nel seguente modo. Poiché quell'ebreo vendeva<br />
l'acqua, disse il Profeta : « Chi comprerà Rùmah e la dia ai Musulmani,<br />
« batterà la sua secchia nella loro secchia, e ne avrà da bere nel giardino ><br />
(= paradiso). Or 'Uthmàn andò da quell'ebreo, e contrattarono ; senonchè<br />
egli non volle venderlo intero, ma solo una metà, che cedette per 20,000<br />
dirham, e 'Uthmàn lo diede ai Musulmani. 'Utlimàn poi propose all'ebreo<br />
o di fare un giorno per uno, oppure di porre dalla parte sua due otri<br />
(q ir bah). L'ebreo preferi la prima proposta. Ma quando era il giorno dei<br />
Musulmani, questi si fornivano d'acqua per due giorni. Deprezzata la fonte,<br />
l'ebreo vendè la sua parte per altri 8000 dirham.<br />
§ 359. — 'Uthmàn vestì la Ka'bah [di Makkah] di [panno] al-qubàti<br />
(Ilamadzàni Buldàn, 20, lin. 11) [M.].<br />
§ 360. — Atàm sono i forti e i castelli (al-husùn wa-1-qusùr).<br />
al-Asma'i con altri dotti propendono per l'opinione che questi fossero i<br />
dar con tetti piani (musattahah al-suqiif). Grli Aws e i Khazrag si<br />
difendevano là dentro, e ne furono cacciati al tempo di 'Uthmàn b. 'Affàn.<br />
Le vestigia rimangono jSno ad oggi (Tanbih, 206) [M.].<br />
§ 361. — (Eredità di 'Uthmàn). (al-Wàqidi, da ibn abi Sabrah,<br />
da Sa'id b. abi Zayd, da al-Zuhri, da 'Ubaydallah b. 'Abdallah b. 'Utbah).<br />
Aveva "Uthmàn presso il suo cassiere, il giorno che fu ucciso, 30 milioni<br />
e 500 mila dirham, più di 150 mila dinar, e fu tutto messo a ruba.<br />
Lasciò mille cameli a Rabadzah, e legati s'adaqah in Baràdis (giardino<br />
fuori Madinah, dalla parte di al-Baqi'), Khaybar, Wàdi al-Qura, del valore<br />
di 200 mila dinar (Saad, IH, 1, pag. 53, lin. 20-25) [G.].<br />
§ 362. — (Testamento). (Ahmad b. Muh. b. al-Walid al-Azraqi, da<br />
Muslim b. Khàlid al-Zangi, da 'Abd al-rahim, da Hisàm b. 'Urwah, dal<br />
padre). 'Uthmàn non aggiunse la testimonianza (al-sihàdah) nel suo<br />
testamento (Saad, III, 1, pag. 41, lin. 16-19) [M.].<br />
312.
35. a. H. Il 868^66.<br />
§ 363. — (al-Wàqidi). Si narra che 'Abd al-rahmàn b. 'Awf avesse 3*- • •*•<br />
una questione con il Califfo 'Uthmàn, e gli dicesse: « Io mi battei a Badr, uffo uthmàn:<br />
« tu non vi fosti ; io stetti fermo a Uhud, tu fuggisti ; io fili presente al giù- «ppunti biogra-<br />
« ramento di al-Hudaybiyyah, e tu non lo fosti! ». — A queste accuse<br />
'Uthmàn rispose che durante il conflitto di Badr egli era rimasto a Ma-<br />
dinah con permesso del Profeta, per assistere la figlia morente del medesimo,<br />
Ruqayyah : la sua fuga fino a Madinah dal campo di Uhud gli era<br />
stata perdonata da Dio, e ad al-Hudaybiyyah egli era assente per or-<br />
dine del Profeta, che lo aveva mandato a Makkah. — 'Abd al-rahmàn si<br />
disse sodisfatto di queste scuse, e *Umar [23. a. H.] dichiarò che Dio<br />
aveva perdonato ad 'Uthmàn i suoi peccati. — Dopo l'uccisione di<br />
' Uthmàn,<br />
('Abdallah) b. 'Umar non potè fare a meno di esclamare : « 11 grande pec-<br />
« cato che egli aveva commesso verso Dio a Uhud, gli fu da Dio perdere<br />
nato ; ma per le piccole colpe che egli ha commesse verso di voi, voi lo<br />
«avete ucciso! » (Wàqidi, 272-273). — Cfr. Wàqidi Wellhausen, 130.<br />
§ 364. — Si attribuiscono ad 'Uthmàn, da parte del Profeta, cento-<br />
quarantasei h a d i th , dei quali tre sono accettati d'accordo da Bukhàri e<br />
da Muslim, mentre Bukhàri ne accetta per suo conto otto, e Muslim cinque<br />
(non accettati dall'altro).<br />
Hanno tramandato tradizioni da lui : Yazid b. Khàlid al-Gruhani, ibn<br />
al-Zubayr, al-Sà'ib b. Yazid ed altri Compagni.<br />
Hanno tramandato da lui dei successori tra i tabi' un, tra cui il<br />
figlio suo Abàn b. 'Uthmàn, 'Ubaydallah b. 'Adi, Humràn ed altri (N a<br />
wawi, 409-410) [M.].<br />
§ 365. — ibn 'Asàkir ha un lunghissimo articolo sul Califfo 'Uthmàn,<br />
che si prolunga per molte centinaia di pagine, ma purtroppo la copia<br />
manoscritta di questa parte, che io posseggo, ha una grande lacuna di pa-<br />
recchie centinaia di pagine nel bel mezzo della biografia. La lacuna è dovuta<br />
alla negligenza dei copisti cairini, dei quali mi son dovuto valere per avere<br />
il testo di ibn 'Asàkir. D'altra parte dobbiamo osservare che la biografia<br />
di 'Uthmàn, come quella di abù Bakr e l'altra di 'Umar, già da noi rias-<br />
sunte, contiene un immenso materiale di carattere puramente tradizio-<br />
nistico, e spesso soltanto prodotto di polemiche teologiche e religiose di<br />
tempi posteriori. Sicché ci contenteremo nel caso presente, come in quello<br />
dei due precedenti califfi, di darne un breve sunto, tanto più che la maggior<br />
parte del materiale storico trovasi nelle altre fonti da noi già tradotte ed<br />
analizzate nei precedenti e seguenti paragrafi.<br />
(pag. 312) Nomi di tutti i'tradizionisti che hanno trasmesso tradizioni<br />
di 'Uthmàn. 'Uthmàn andò in Siria prima dell'Isiàm per scopi commer-<br />
313.<br />
40<br />
fici.
§ 365. 35. a. H.<br />
35. a. H. ciali, traversò il Balqà presso Damasco :<br />
fu comandante dell'ala dritta di<br />
liffo 'Uthmàn: 'Umar nella spedizione del medesimo verso la Siria, ritornando da quella<br />
appunti biogra- regione per la via di Sargh. Accompagnò poi 'Umar nella sua andata in<br />
Siria fino ad al-Gràbiyah, come è affermato da Muli. b. Ga'far b. Khàlid<br />
al-Dimasqi nel suo libro sulla conquista della Siria.<br />
(pag. 312-313) Tradizioni tramandate da 'Uthmàn.<br />
(pag. 313) Suo matrimonio con Euqayyah, figlia del Profeta, durante<br />
la Gàhiliyyah,<br />
(pag. 314) Da Ruqayyah 'Uthmàn ebbe il figlio 'Abdallah b. 'Uthmàn.<br />
La madre di 'Uthmàn fu Arwà bint Kurayz b. Habib b. 'Abd Sams. La<br />
nonna materna di 'Uthmàn (la madre di Arwà) era sorella gemella del<br />
padre del Profeta. Il padre di 'Uthmàn era mercante e visitò la Siria per<br />
affari, e si dice che vi morisse, assassinato in al-Ghumaysà insieme con<br />
al-Fàkih b. al-Mughirah.<br />
(pag. 317) Genealogia di 'Uthmàn. Sua età (80 o 90 anni) nel giorno<br />
della morte.<br />
(pag. 318) Dalla figlia del Profeta, 'Uthmàn ebbe due figli: 'Abdallah<br />
morto giovane, ed 'Amr che sopravvisse al padre.<br />
(pag. 319) Età, durata del califfato, data della morte, ecc.<br />
(pag. 323) Sua descrizione personale, sua bellezza, suo modo di vestire,<br />
e via discorrendo.<br />
(pag. 330) Conversione di 'Uthmàn.<br />
(pag. 333) Contegno offensivo degli Egiziani venuti a Madìnah nel<br />
36. H. 'Uthmàn nel difendersi dalle accuse ricorda tutte le proprie benemerenze<br />
neir Isiàm dalla sua conversione e dal suo matrimonio con Ruqayyah<br />
in poi. Sue vicende matrimoniali.<br />
(pag. 347) Suo pudore.<br />
(pag. 348) Simpatia del Profeta per 'Uthmàn.<br />
(pag. 351) Suo cognome Dzù-l-Nùr o Dzù-1-Nùrayn.<br />
(pag. 362) Il posto di 'Uthriiàn in paradiso.<br />
(pag. 357) Generosità di 'Uthmàn, verso il Profeta, che soccorre con<br />
doni di vettov9,glie, quando era in strettezze.<br />
Profeta.<br />
(pag. 361) Generosi contributi di 'Uthmàn alle spese militari del<br />
(pag. 374) Compera per il Profeta un pozzo in Madinah, e compera<br />
un tratto di terréno aderente alla moschea, per cederlo al Profeta.<br />
(pag. 378) Servigi resi da 'Uthmàn al Profeta durante la spedizione<br />
di al-Hudaybiyyah, quando 'Uthmàn per sue parentele qurasite funge da<br />
ambasciatore e mediatore del Profeta.<br />
314.
35. a. H. } 895,<br />
(pag. 386) 'Uthmàn era il più pudico dei grandi Compagni del Profeta. 35. a. h.<br />
(pag. 399) Il carattere di 'Uthmàn era quello che più si somigliava a uffg uthman-<br />
al Profeta tra i Compagni. appunti biogra-<br />
(pag. 401) 'Utjimàn, presente ad alcune rivelazioni del Profeta, tra-<br />
scrive quello che Maometto pronuncia. Elogio di Maometto per 'Uthmàn,<br />
dichiarato suo wali in questa e nell'altra vita.<br />
^dica.<br />
(pag. 415) Il Profeta predice il califfato di 'Uthmàn.<br />
(pag. 417) abù Dzarr fa l'elogio di 'Uthmàn.<br />
(pag. 420) Considerazione in cui il Profeta teneva 'Ut_hmàn.<br />
(pag. 448) 'Ali fa l'elogio di 'Utjimàn.<br />
(pag. 452) 'Abdallah b. 'Umar difende l'operato di 'Uthmàn.<br />
(pag. 462) Altre predizioni del Profeta sul conto di 'Uthmàn.<br />
(pag. 465) La compilazione ufficiale dell'al-Qur'àn.<br />
(pag. 466) 'Utlimàn tra i più competenti del tempo in materia giu-<br />
(pag. 470) Condotta di 'Uthmàn -presente alla morte di abù Bakr, di<br />
lui scrive il testamento.<br />
(pag. 474) Ragioni per la successione di 'Uthmàn al califfato, predi-<br />
zioni del Profeta, ecc.<br />
(pag. 475) Incidenti ed intrighi per l'elezione di 'Uthmàn dopo la<br />
morte di 'Umar.<br />
(pag. 488) Data della sua elezione. Pellegrinaggi diretti da 'Uthmàn.<br />
(pag. 493) Riassunto cronologico del califfato di 'Uthmàn:<br />
24. H. 'Am al-Ru'àf.<br />
25. H. Presa di Alessandria.<br />
26. H. Ghazwah Sàbùr al-Grunùd.<br />
27. H. Conquista dell' Ifriqiyah.<br />
28. H. Prima conquista del Fàris ed ultima di Istakhr.<br />
29. H. Ultima spedizione del Fàris.<br />
30. H. Conquista del Tabaristàn.<br />
31. H. al-Asàwdah fì-1-Bahr. (Spedizione contro i negri per mare).<br />
32. H. Anno dello stretto (al-Madìq [il Bosforo]).<br />
33. H. Spedizione di Cipro.<br />
34. H. Battaglia di al-Sawàri.<br />
35. H. Dzù Khusub.<br />
(pag. 493) Quando 'Uthmàn hi eletto, tutti riconobbero che egli era<br />
il migliore della comunità.<br />
(pag. 509) 'Uthmàn vieta in Madinah di dar la caccia ai piccioni con<br />
le balestre (cfr. § 85). Prime lagnanze contro il Califfo. Impedisce che la<br />
315.
§ 365. 35. a. H.<br />
35. a. H. ffente si batta con bastoni. Fa fustigare alcuni colpevoli di bere vino. Or-<br />
RABIA. -llCa- °. ,. ., ^. ....<br />
liffo 'Uthmàn: dina di uccidere i cani e di scannare i piccioni,<br />
appunti biogra- (pag. 510) Grcnerosità di 'Uthmàn.<br />
ghiere.<br />
(pag. 511) Sua religiosità e coscienziosa regolarità nel fare le pre-<br />
(pag. 518) Rifiuta la compagnia di coloro che sono stati puniti per<br />
consumo di vino.<br />
(pag. 519) « Grli uomini (i Musulmani), regnante abù Bakr. e poi re-<br />
« gnante 'limar, inflissero all'Isiàm una ferita (ossia violarono le leggi messe<br />
« dal Qur-àn) : regnante però 'Uthmàn gli uomini inflissero all' Isiàm una<br />
« ferita, che manderà in rovina interamente la fede ». Queste parole furono<br />
dette da Hadzayfah in al-Kùfah in una discussione avvenuta nella moschea<br />
a proposito di una lezione del testo quranico.<br />
(pag. 520) Conflitto tra 'Iràqensi e Siri durante una spedizione in Ar-<br />
menia a proposito del testo quranico e protesta di Hudzayfah b. al-Yamàn,<br />
il quale si affrettò a partire e a denunziare la cosa al Califfo 'Uthmàn.<br />
Questi ordinò subito la redazione ufficiale del testo quranico. Seguono varie<br />
versioni lunghe dello stesso fatto, tra le quali una di Sayf b. 'Umar che<br />
manca in al-Tabari. (Cfr. 30. a. H., §§ 188, 189).<br />
(pag. 522) Particolari sul modo come fu accolto il Qur'àn. Approva-<br />
zione di 'Ali per l'operato di 'Uthmàn. Testimonianza di abii Hurayrah<br />
in favore di 'Uthmàn, il quale perciò lo volle generosamente ricompensare.<br />
(pag. 529) 'Uthmàn ebbe un merito che non ebbero abù Bakr ed 'Umar:<br />
egli potè domare l'animo suo con la pazienza fino al punto di lasciarsi<br />
trucidare ingiustamente, ed uni la comunità sopra un testo unico dell'al-<br />
Qur'àn.<br />
(pag. 530) Grande amore dei Qurays per 'Uthmàn.<br />
(pag. 531) Volendo 'Ammàr b. Yàsir mettere in dubbio che Maometto<br />
avesse simpatia per i Qurays, 'Uthmàn ne prese le difese, ricordando il<br />
detto del Profeta che, se avesse avuto le chiavi del paradiso, avrebbe voluto<br />
farvi entrare tutti gli Umayyah. 'Ammàr reagì ed insultò il Califfo, arri-<br />
vando sino al punto di aggredirlo violentemente. I presenti accorsero in<br />
difesa di 'Uthmàn e allontanarono 'Ammàr, il quale rifiutò di fare qualsiasi<br />
ammenda ed il Califfo generosamente rinunziò ad ogni sodisfazione.<br />
(pag. 533) Le quattro rak'ah nella preghiera di 'Uthmàn nella valle<br />
di Mina dopo il pellegrinaggio (cfr. 29. a. H., §§ 54 e segg.).<br />
(pag. 535) Proteste degli Egiziani venuti a Madinah contro i pascoli<br />
riservati (hi ma) dal Califfo per i cameli della sadaqah.<br />
(pag. 536) Accuse lanciate contro 'Uthmàn e sue difese (sua fuga a Uhud).<br />
31f).
35. a. H. 91 Qfi^^ 366.<br />
(pag. 542) 'Ali approva il governo di 'Uthmàn e dichiara di esser 35- «• H.<br />
i. A v.\. A' T (ARABIA.- l!Capronto<br />
ad obbedirgli.<br />
„„^ 'Uthriìin:<br />
(pag. 647) Tradizione del Profeta che nella fitnah imminente dopo «ppunti biogra-<br />
ia sua morte, 'Uthmàn e la sua famiglia si sarebbero trovati sul retto *<br />
cammino.<br />
(pag. 667) Tradizione del Profeta che predice l'avvenire di 'Uthm^<br />
e lo consiglia a resistere alle pressioni che un giorno gli sarebbero fatte.<br />
(pag. 667) Il Profeta predice che 'Uthmàn sarà un martire per la fede.<br />
(pag. 676) Agitazione fomentata da 'Abdallah b. Saba, detto ibn al-<br />
Sawdà, in Egitto: vi partecipa Muhammad b. ahi Hudzayfah. 'Uthmàn<br />
diede ad 'Abdallah b. abi Sarh la direzione delle finanze dell'Egitto, ad<br />
'Amr b. al-'As lasciò la direzione delle milizie e della preghiera pubblica.<br />
I seguaci di 'Abdallah b. Saba furono la causa principale del conflitto tra<br />
i due uomini, che essi con bassi intrighi misero su l'uno contro l'altro.<br />
(pag. 678) Intransigente avversione di 'Ammàr b. Yàsir per il Califfo<br />
'Uthmàn. Sa'd b. abi Waqqàs cerca inutilmente calmarlo.<br />
(pag. 683) Mu'àwiyah tenta inutilmente persuadere il Califfo 'Uthmàn<br />
a seguirlo in Siria.<br />
(pag. 684) Versi di al-Walìd b. 'Uqbah sulla rivolta degli Egiziani :<br />
risposta di 'Amr b. Sufyàn b. 'Abd al-Asad al-Makhziimi. Versi di 'Amr<br />
b. al-'As sullo stesso argomento, (consigli dei governatori ad 'Uthmàn.<br />
(pag. 686) Rivolta dei Kufani contro il loro governatore. Intrighi degli<br />
al-Sabà*iyyah contro 'Uthmàn : venuta dei ribelli a Madinah, negoziati con<br />
'Uthmàn . . . (lacuna<br />
di circa duecento pagine nel testo).<br />
(pag. 767) Elogi di 'Uthmàn fatti da 'Umar b. al-Khattàb, da Anas<br />
b. Màlik e da altri.<br />
(pag. 761) Poesia di Ishàq b. Suwayd in elogio dei primi tre califfi.<br />
(pag. 762) Sàlim b. 'Abdallah dice ad alcuni Kufani : « Voi siete Ha-<br />
< rùriyyah (= Khàrigiti) che vilipendete 'Uthmàn :<br />
« 'Ali! 'Uthmàn è migliore di 'Ali! ».<br />
'Uthmàn<br />
è migliore di<br />
(pag. 768) abii Usàmah diceva : « Chi antepone 'Ali ad 'Uthmàn è uno<br />
« scemo ». Ed aggiungeva abii Usàmah: « E mia madre era di fede si'ita ».<br />
(pag. 764) Anche l'imam al-Sàfi*i anteponeva 'Uthmàn ad 'Ali.<br />
Diceva Ahmad b. Hanbal :
35. a. H.<br />
[ARABIA. -li Califfo<br />
'Uthmàn:<br />
appunti biogra-<br />
fici.!<br />
§§ 366, 367. 35. a. H.<br />
nitido e pulito (cfr. § 282 d) : quando<br />
fu costruita la moschea in Madinah,<br />
nell'a. 1. H., egli segui l'esempio dato dal Profeta e dagli altri Compagni<br />
ed aiutò anche lui alla fabbrica : egli doveva portare sul luogo i mattoni<br />
disseccati al sole, e ogni volta che aveva deposto il suo carico, si fermava<br />
a spolverarsi con cura il vestito, onde si attirò i sarcasmi pungenti di 'Ali<br />
b. abi Tàlib (Khamis, I, 388-389).<br />
§ 367. — Per la biografia di 'Uthmàn b. 'Affàn cfr. anche:<br />
Aghàni, I, 11, 14, 16, 32, 97, 153-154, 166; II, 114, 170-172; IV,<br />
30, 39, 102, 130, 131, 177, 179-181, 186-188; XIIL 42; XV, 27, 70 lin. 18-<br />
72 lin. 30, ecc. : cfr. Indice, pag. 475-476 ;<br />
Akhbàr al-Duwal, I, 98-102;<br />
<strong>Annali</strong>, 14. a. H., § 54, e Indice dei voli. I e II;<br />
Art de verifìer les dates, ecc., V, 143-144;<br />
'Asàkir, fol. 312-768 {s. v. 'Uthmàn);<br />
Athir, III, 145-153: cfr. Indice, pag. 419-420;<br />
Athìr Usd, III, 376-384;<br />
Azraqi, 452, 457 lin. 3-10, 457 lin. 22-458 lin. 13;<br />
Badriin, 147-150, 198;<br />
Balàdzuri, 6, 9, 11, 14, ecc.: cfr. Indice, pag. 490;<br />
Bayhaqi Mahàsin, 39 lin. 13-40 lin. 4;<br />
Browne, Litt. Hlst. Persia, I, 212-217: cfr. Indice, pag. 519; II, 136,<br />
194, 228, 229, 419, 420;<br />
Bukhàri, II, 429 lin. 8-431 lin. 9;<br />
Bukhàri (vers. frane), II, 25, 593, 598-607, 712-613 [LXII, § 13,1];<br />
Bukhàri Ta-rìkh, 32-33;<br />
Caussin de Perceval, I, 330, 359, 388, 402; III, 24, 69,85,89,<br />
106, 181, 236, 284, 437;<br />
Damìri, I, 44-46, 290-291;<br />
Damiri-Jayakar, I, 100-105, 805-808;<br />
Durayd, 33;<br />
Dzahabi Tadzkirah, I, 8-9, n. 3;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 403, n. 3919;<br />
Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 166.r., 170,r.-171,r.;<br />
Fasi, 234;<br />
Fihrist, 24, 25; 29, 32, 54, 56, 75, 89, 93, 102, 112, 160, ecc.:<br />
cfr. lìidice, pag. 243 ;<br />
Gayangos, I, 80, 222;<br />
èawzi, MS. Costantin., I, fol. 82,r.-83,v. ; 102,v.-103,r. ;<br />
Goldziher, Muh. Stud. , I, 28, 153; II, 35, 90, 99, 119, 122 e segg.;<br />
318.<br />
I
óu. Si, U* I 2ffj,<br />
Goldziher Vorles. u. d. Islam, 203-204; 35. a. h.<br />
Goldziher, ZDMG., voi. XLVI, 19-20; ^^?ff„^•',f;^ "f*"<br />
' ' ' ' lino Utnman:<br />
Gubayr, ed. De Goeje, 113, 160, 184, 193, 196, 196, 197, 198,268; «ppunti biogra-<br />
Ó-ubayr, vera. Schiaparelli, 88, 169, 179, 181, 183, 184, 186;<br />
Hagar, I, 1000, n. 2467; II, 1102-1106, n. 9814;<br />
Hagar Tahdzib, VII, 139-142, n. 289;<br />
Hagar Taqrib, 142 (col. ii);<br />
Hàgi, I, 77, 237, 463; III, 164; IV, 101;<br />
Hamadzàni Buldàn, 20, lin. 11; 24, 36, 76, 76, 108, 109, 111,<br />
261, 282, 292, 293, 307, 323;<br />
Hamàsah, 144, 191;<br />
Hammer Gemaldesaal, I, 293-320;<br />
Hammer, Litt. Arab., II, 87;<br />
Hamzah, 166 [11 anni, 11 mesi, 22 giorni];<br />
Hanbal Musnad, I, 67-76;<br />
Hariri Maqamàt, ed. De Sacy (2' ed.), 42, 143, 428;<br />
Hariri Maqamàt, vers. Chenery-Steingass, I, 93, 94, 280, 288, 326,<br />
327, 364, 431, 493;<br />
Hassàn b. Thàbit, Diwàn, XX, 22, lin. 6-16; XXX-XXXIII,<br />
28, lin. 1-29, lin. 4; CLXII, 71, lin. 1-6;<br />
Hawqal, 88, 117;<br />
Hisàm, 162, 208, 241, 323, 346, 466, 486, 644, 746, 836, 878, 896;<br />
Huart Litt. Arabe, 33, 40, 44, 46, 69, 146, 264;<br />
Isfendiyar [E. J. W. Gibb Memorial, II] 102, 110, 264;<br />
Istakhri, 61;<br />
al-Isti'àb, 487-494,. n. 2022;<br />
Kalbi, MS. Brit. Mus. Add., 23,297, fol. 13,v., lin. 4-fol. 14,r., lin. 1;<br />
al-Kaslif al-Mahjub, ed. Nicholson [E. J. W. Gibb Memorial, vo-<br />
lume XVII], 66, 73-74;<br />
Kathir Bidàyali, MS. Vienna, N. F. 187, voi. IV, fol. 107,v.-121,v.;<br />
Khaldùn, II, App. 143;<br />
Khaldùn Proleg., I, 416, 422, 436, 437, 438;<br />
Khallikàn (ed. Wiist.), n. 234, 278;<br />
Khamis, II, 283, lin. 12-284, lin. 8; 284, lin. 31-286, lin. 2; 296,<br />
lin. 13-20; 306, lin. 7-17;<br />
Khondamìr, I, 4, pag. 31-44;<br />
Khulàsah, 261;<br />
Khurdàdzbih, 83, 92,a, 224,a;<br />
Kremer Culturg., I, 17, 106, 110, 112;<br />
'<br />
319.<br />
fici.l
35. a. H.<br />
[ARABIA.- Il Califfo<br />
'Uthmàn:<br />
appunti biogra-<br />
fici.]<br />
§ 367. 35. a. H.<br />
Lammens Mo'awia, 109-125: cfr. Indice, s. v. 'Uthmàn;<br />
Le Strange Palestine, 221, 248, 264, 269;<br />
Mahàsin, I, 104, lin. 1-17, ecc.: cfr. Indice, 572;<br />
Maqqari, ed. Dozy, I, 370, 398; II, 158;<br />
Maskawayh, I, 504-505, ecc.: Indice, 615;<br />
Mas' u di, IV, 251-252, ecc.: cfr. Indice, 228-229;<br />
Mirkhond, II, 288-302;<br />
Mirkhond Rehatsek, III, parte II; cfr. Indice, pag. 410-411;<br />
Mubarrad, 11, lin. J6, ecc.: cfr. Indice, 929;<br />
Muir Annals, 294-296, 341;<br />
Muir Caliphate, 206-208, 242;<br />
Muir Mahomet, cfr. Indice, 363;<br />
Miiller Islam, I, 289-295;<br />
Muqaddasi, 38, 80, 82, 142, 143, 161, 171;<br />
Muslim, II, 234-236;<br />
Mustawfi, ed. Browne, I, 186-186;<br />
Nawawi, 409-413;<br />
Nicholson, Liti. Hist. of Arabs, pag. xxvii, 142, 185, 190, 191, 211,<br />
213, 214, 215, 221, 236, 297;<br />
Nuwayri, MS. Leid., I, fol. 97,v.-124,r. ;<br />
Price, Maliomm. Hist., I, 183-184;<br />
Qaysaràni Gram', 347, n. 1309;<br />
Qutaybah, 92, 95-102;<br />
Qutaybah Poésis, 17, 197, 203, 204, 241, 272, 276, 291, 316, 397,<br />
403, 481;<br />
Qutaybah 'Uyiin, 106, lin. 10-12; 428;<br />
Qutb ai-din, 70, 74, 78;<br />
Ruqayyàt, VII, 3; XXXIX, 40,c. ;<br />
Rustah, 66, 67, 71, ecc., 215, 223, ecc.: cfr. Indice, pag. 486;<br />
Saad, III, 1, pag. 36-53;<br />
Salàwi Istiqsà, I, 17-21; ,<br />
Sprenger, Leb. Muh., I, 380, 413; II, 20 nota, 42, 44, 47, ecc.:<br />
cfr. Indice, pag. 583 ;<br />
Suyùti Khalif., 57-64;<br />
Suyùti Kanz, VI, 148-151, 371-384;<br />
Tabari, I, 3025, lin. 12-15; 3031, lin. 3-3032, lin. 2; 3064, 3067<br />
cfr. Indice, pag. 376 ;<br />
Tabari Zotenberg, III, 616-618;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1551, fol. 21, v. e segg. ;<br />
320.
35. a. H. H 367-87a<br />
Tanbih, 103, 157, 158, ecc., 206, 291-294, ecc.: cfr. Indice, pag. 486;<br />
Wàqidi Wellhausen, 66, 83, 99, 129 e segg., 143, 148, 168,<br />
172, ecc.: cfr. Indice, pag. 460;<br />
Wardi, I, 150-165;<br />
Weil Chalif., I, 187-189;<br />
Ya'qùbi, II, 206, lin. 10-16: cfr. Indice^ pag. lxxxvii;<br />
Ya'qubi Buldàn, 236, 272, 276, ecc.: cfr. Indice, pag. 485;<br />
Yàqùt, Indice, pag. 551;<br />
Yùsuf, 9, Un. 1-6.<br />
ARABIA. — Elezione del Califfo Ali (18-19 Dzu-1-Higgah 36. H. = ve-<br />
nerdì 17-sabato 18 giugno 666 È. V.).<br />
§ 368. — (al-Tabari). In quest'anno (36. H.) fu eletto 'Ali b. abi Tàlib<br />
al califfato in Madinah (^) (Tabari, I, 3066, lin. 1-2).<br />
Nota 1. — II contenuto di tutte le tradizioni di questo gruppo si può riassumere in poche parole,<br />
perchè la maggior parte delle cose narrate ha origine apologetica e mira a scusare 'Ali ed a dimostrare,<br />
per quanto riesca possibile, la sua innocenza nei riguardi del regicidio. La tendenza apologetica estrema<br />
è quella della scuola iraqense [Sayf b. 'Umar, cfr. §§ 398, 400-402], la quale ritarda l'elezione di 'Ali per<br />
cinque giorni e descrive Madiaah in mano ai ribelli, terrorizzata dai medesimi. 'Ali stesso fu costretto<br />
ad accettare con le minacce la successione, e il giuramento di fedeltà fu imposto con le armi alla mano.<br />
Le versióni più sicure presentano un quadro più tranquillo, ma meno lusinghiero per 'Ali : nelle<br />
21 ore che seguirono l'uccisione di 'Uthmàn fu proclamata l'elezione di 'Ali, senza minacce agli elet-<br />
tori, e senza ritrosia del candidato. Vi furono però defezioni importanti, e non pochi Compagni benemeriti<br />
[§§ 376, 882, 386, 389], non volendo giurare, preferirono allontanarsi spontaneamente da Madinah.<br />
Si ritrae la convinzione che la tragedia fosse inaspettata da molti e non voluta da tutti. Allo<br />
stesso tempo 'Ali con la sua impulsività spesso scevra di riflessione si precipitò ad accettare l'offer-<br />
tagli elezione non solo per antico desiderio, ma anche per timóre che in vece sua la gente eleggesse<br />
Talhah [cfr. §§ 380, 391-393, 399].<br />
Dei molti particolari e discorsi, di cui sono farcite le seguenti tradizioni, possiamo non tener<br />
conto, perchè di origine più che sospetta. Degno è soltanto di rilievo il particolare dei buoni consigli<br />
di al-Mughirah b. Su'bah, respinti da 'Ali [cfr. §§ 390, 409]. al-Mughirah è l'uomo accorto per eccellenza,<br />
il conoscitore di tutte le lingue (cfr. Indice, ai voli. III-V degli <strong>Annali</strong> s. v. al-Mughirah); e quindi<br />
anche il suo discorso può essere finzione tradizionalistica. <strong>For</strong>se si mira con quell'episodio a scusare e<br />
spiegare l'atto impolitico di 'Ali di voler deporre tutti i governatori delle provinole, e presentarlo come<br />
un dovere di onesto e retto sovrano. Ritorneremo sull'argomento nell'annata seguente, ma è certo che<br />
i'Ali non poteva agire molto diversamente da quello che fece senza rinnegare le origini della sua ele-<br />
zione. Una delle accuse maggiori lanciate contro 'Uthmàn era appunto la nomina dei governatori : 'Ali<br />
non poteva inaugurare il suo regno confermandoli in carica.<br />
§ 369. — (al-Tabari). Sono discordi i più antichi biografi sulla proclamazione<br />
di 'Ali. Qualcuno dice : I Compagni dell' Inviato di Dio chiesero<br />
ad 'Ali che si assumesse la guida di loro e dei credenti, ma egli si rifiutò.<br />
Ma quando quelli respinsero il suo rifiuto e insistettero, accettò (Tabari,<br />
I, 3066, lin.. 3-6).<br />
§ 370. _ (Ga'far b. 'Abdallah al-Muhammadi [cfr. §§ 48, 62, 72], da<br />
'Amr b. Hammàd, da 'Ali b. Husayn, da Husaj^n, dal padre, da *Abd al-<br />
malik b. abi Sulaymàn al-Fazàri, da Sàlim b. abi-l-Oa'd al-Asga'i, da Mu-<br />
82L 41<br />
36. a. H.<br />
[ARABIA.- Il Callffo<br />
'Uthmàn:<br />
appunti biogra-<br />
floi.]
§§ 370-872. 35. a. H.<br />
35. a. H. hammad b. al-Hanafìyyah). Questi dice: Io ero con mio padre ('Ali), quando<br />
zione del Califfo ^ UCCÌSO 'Uthmàn ;<br />
egli si levò ed entrò in casa sua. Andarono dunque da<br />
'Ali.] lui i Compagni dell' Inviato di Dio dicendogli : « Quest'uomo è già stato<br />
< ucciso; non si può fare a meno d'un imam, ma non troviamo attual-<br />
« mente una persona più degna di te per coprire questa carica, nessuno<br />
«di fede più antica di te, nessuno più vicino all'Inviato di Dio». Ed<br />
egli: « Non lo fate. L'essere consigliere (wazìr) m' è più grato che d'essere<br />
« amir >. Ma gli altri: « No, per Dio, non cesseremo dal fare sinché non<br />
«ti avremo proclamato califfo». Rispose: «Su, dunque, alla moschea, e<br />
« la mia elezione non sia nascosta e non avvenga se non col consenso dei<br />
«credenti» (Tabari, I, 3066, lin. 8-3067, lin. 1).<br />
Cfi'. sotto § 376. Questa tradizione ritorna in due versioni differenti,<br />
con lo stesso i s n a d ,<br />
simili a quella di al-Tabari ('Amr b. Muh. al-Nàqid,<br />
da Ishàq b. Yùsuf al-Azraq, da 'Abd al-malik b. Sulaymàn, da Salamah<br />
b. Kuhayl, da Sàlim b. abì-l-Ga'd, da Muhammad b. al-Hanafiyyah) in Balàdzuri<br />
Ansab, MS. Paris, fol. 466,-v.-467,r., con varianti redazionali.<br />
§ 371. — (Sàlim b. abi-1-Gra'd, da 'Abdallah b. 'Abbàs, che dice:) Io<br />
non avevo acconsentito che 'Ali andasse alla moschea, per timore gii si<br />
suscitassero contro inimicizie, ma egli rifiutò di accettare la elezione tranne<br />
che nella moschea, e quando vi fu entrato, entrarono i Muhàgirùn e gli<br />
Ansar che lo salutarono califfo e dopo di loro lo salutò tutto il popolo<br />
(Tabari, I, 3067, lin. 1-4).<br />
§ 372. — (Gra'far, da 'Amr e 'Ali, da Husayn, dal padre, da abù Basir<br />
al-'Abidi, che narra:) Mi trovavo in Madinah quando fu ucciso 'Uthmàn. Si<br />
radunarono i Muhàgirùn e gli Ansar, tra cui Talhah e al-Zubayr, e si reca-<br />
rono da 'Ali dicendogli : « abù Hasan, su via, noi ti proclamiamo ca-<br />
« liffo ». Rispose: «Io non desidero il potere: io sono con voi e con chi<br />
« sceglierete, ch'io già ne sono sodisfatto, e fate la scelta al nome di Dio ».<br />
Ma essi: «Non sceglieremo altri che te». Tornarono a riunirsi da lui più<br />
volte dopo l'uccisione di 'Uthmàn, finché l'ultima volta si presentarono e<br />
dissero : « Pel popolo é necessario un governo, e l' interregno dura da un<br />
« pezzo » (^). Ed egli : « Siete convenuti da me (più volte) e anche ora siete<br />
« venuti : io vi dirò una cosa che, se l'accetterete, accetterò anch' io il ca-<br />
« liffato, se no, me ne lavo le mani». Risposero: «Qualunque cosa dirai,<br />
« noi l'accetteremo se piacerà a Dio ». Ed egli sali il min bar, la gente<br />
gli si strinse d'attorno, ed 'Ali disse : « Io non volevo accettare il califfato,<br />
« ma voi mi avete voluto sopra di voi ad ogni costo. [E allora io dichiaro :]<br />
« Io non ho nessuna cosa in più di voi, salvo che io tengo le chiavi delle<br />
< vostre ricchezze, né posso io toglierne un solo dir ha m in più di voi.<br />
322.<br />
I<br />
I
35. a. H.<br />
j§ 372-374.<br />
« Approvate? ». Ed essi: « Si ». Allora 'Ali: « Allahumm, sii tu testimonio 35. a. H.<br />
« contro di loro (se violeranno i<br />
patti) ». Poi si fece proclamare Califfo a<br />
questi patti. ah<br />
Racconta abii Basir al-'Abidi: Io era in quel giorno accanto al minl)ar<br />
dell'Inviato di Dio e udiva tutto quello che ('Ali) diceva (T abari,<br />
I, 3067, Un. 4-19).<br />
Cfr. Khaldùn, II, App. 151.<br />
Nota i. — Si vuol far credere che 'Ali non . accettasse subito la successione, ma resistesse a<br />
lungo — per vari giorni — alle pressioni di amici. In verità, egli si lasciò proclamare subito, il giorno<br />
stesso dell'uccisione di 'Utjimàn (cfr, §§ 375, 388).<br />
§ 373. — (Muhammad b. Sinàn al-Qazzàz, da Ishàq b. Idrìs, da Husaym,<br />
da Humayd, da al-Hasan, che dice :) Ho visto al-Zubayr b. al-'Awwàm<br />
che giurò fedeltà ad 'Ali in uno degli orti di Madinah (T a bari, I, 3068,<br />
lin. 16-18).<br />
Cfr. Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 470,r.<br />
Questa e la precedente tradizione mirano a far porre Talhah ed al-<br />
Zubayr in cattiva luce, perchè avrebbero spontaneamente giurato fedeltà ad<br />
Ali e poi si sarebbero ribellati. — Invece gli amici di 'Ali, come leggesi nella<br />
seguente tradizione, imposero il giuramento con la minaccia di morte.<br />
§ 374. — (Ahmad b. Zuhayr, dal padre [Zuhayr b. Harb], da Wahb<br />
b. Grarìr, dal padre, da Yùnus b. Yazid al-Ayli, da al-Zuhri). Il popolo<br />
giurò fedeltà ad 'Ali b. abi Tàlib; egli mandò a chiamare al-Zubayr e<br />
Talhah, invitandoli al giuramento di fedeltà, ma Talhah cercò pretesti<br />
per esimersene, onde Màlik al-Astar, sguainata la spada, esclamò : « Per<br />
« Dio, o gli giuri ubbidienza, o ti colpisco fra gli occhi ». E Talhah: « Non<br />
« c'è scampo !<br />
». E giurò. Anche al-Zubayr e il popolo giurarono. Talhah e al-<br />
Zubayr domandarono d'esser fatti governatori di al-Kùfah e di al-Basrah,<br />
ma 'Ali disse : « Restate con me, eh' io mi valgo dell'opera vostra ; io re-<br />
« sterei desolato per la vostra partenza ».<br />
al-Zuhri aggiunge : Sappiamo<br />
ch'egli disse loro : « Se volete prestare<br />
€ ubbidienza a me [sta bene], e se volete io la presto a voi ». Ma essi dis-<br />
sero : « Anzi noi eleggiamo te ! » . E<br />
aggiunsero :<br />
« Abbiamo latto ciò per<br />
« timore della vita nostra, che già sapevamo ch'egli non ci avrebbe eletti ».<br />
E si recarono a Makkah quattro mesi dopo la morte di 'U^màn (^) (T a b a r i<br />
I, 3068, lin. 18-3069, lin. 11).<br />
Nota 1. — La tradizione è di quelle di al-Zuhri, della scuola cioè favorevole agli Umayyah e,<br />
politicamente, contraria ad 'Ali. Si vuole scusare l'adesione di Talhah ed al-ZubajT, che poi presero le<br />
armi contro 'Ali.<br />
Sui quattro mesi trascorsi tra la proclamazione di 'Ali e la rivolta di Talhah ed al-Zubayr, cfr.<br />
-G. a. H., §§ 49, 64, 82.<br />
323.<br />
ARABIA. - Elezione<br />
del Califfo
§ 875. 35. a. H.<br />
35. a. H. § 375^ — ('Umar b. Sabbah, da 'Ali b. Muhammad fal-Madà-inil da<br />
ARABIA. - Eie- ^ .<br />
^ • l j?<br />
zione del Califfo ^^ù Bakr al-Hudzali, da abù-1-Malih). Quando fu ucciso 'Uthmàn, 'Ali usci<br />
'^•'•1 sul mercato, ch'era il giorno di sabato, 18 Dzù-l-Higgah, accompagnato<br />
, «<br />
dalla gente che facevagli liete accoglienze. Entrò in un recinto dei banù<br />
'Amr b. Mabdzùl e disse ad abù 'Amrah b. "Amr b. Mihsan : « Chiudi la<br />
« porta ». Ma venne la gente e picchiarono alla porta ed entrarono, fra<br />
questi Talhah e al-Zubayr, che dissero: «0 'Ali, stendi la tua mano».<br />
Cosi Talhah e al-Zubayr lo proclamarono. Habib b. Dzu-ayb (cfr. § 385<br />
6 nota 1) guardò Talhah in quell'atto e disse : « Chi ha cominciato la<br />
bay 'ah è uno che ha la mano atrofizzata (cfr. 3. a. H., § 40): questa fac-<br />
cenda non finirà bene». 'Ali s'avviò alla moschea, salì il min bar:<br />
indossava un izar e un tàq e un turbante di khazz, aveva le scarpe<br />
in mano, era appoggiato all'arco. Il popolo lo proclamò (^). Sa'd (b. abi<br />
Waqqàs) invitato da 'Ali a proclamarlo, disse : « Non lo farò fino a che<br />
< tutta la gente non ti abbia proclamato. Tu non hai da aver paura di<br />
« me ». E 'Ali: « Congedatelo! ». Poi condussero ibn 'Umar. All'invito di<br />
'Ali, rispose : « Non ti proclamerò finché tutta la gente non ti abbia pro-<br />
zie clamato ». E 'Ali: « Menami un garante (hamil) ». E l'altro: « Non ne<br />
«vedo». Allora disse al-Astar: «Lasciami, ch'io gli tagli la testa ». Ma<br />
'Ali : « Lasciatelo, io sono il suo garante. Io conosco il carattere ostinato<br />
«che hai avuto tanto da piccolo, quanto da grande» (T ab ari, I, 3067,<br />
lin. 19-3068, lin. 16).<br />
Cfr. Khaldùn, II, App. 151.<br />
Grli episodi di Sa'd b. abì Waqqàs e di ibn 'Umar anche in Balà-<br />
dzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 465, v., con l'aggiunta che ibn 'Umar fu<br />
tratto innanzi ad 'Ali «preso per il collo (mulabbab*'^) e conia spada<br />
« sguainata sul capo ».<br />
Gli amici di 'Ali temevano che o Sa'd b. abi "Waqqàs o 'Abdallah<br />
b. 'Umar si facessero proclamare califfo, e volevano vincolarli con un giu-<br />
ramento.<br />
Dalle risposte dei due è evidente che non approvavano, né l'uno<br />
né l'altro, quanto era accaduto e quanto stava per accadere, né volevano<br />
in alcun modo assumersi la responsabilità di una partecipazione. Ma<br />
mentre Sa'd, pur rifiutando il giuramento di fedeltà, dichiarò apertamente<br />
di non avere alcuna aspirazione al potere, la risposta di ibn 'Umar rivela<br />
sentimenti di più schietta opposizione e di vera ostilità, forse anche di<br />
aspirazione al potere. Da ciò l' impetuosa interruzione di al-Astar. J|<br />
Questa tradizione va messa in relazione con quelle dell'arbitrato di<br />
Adzruh (cfr* 38. a. H., §§ 18 e nota 3, 19, 20, ecc.), dalle quali risulta<br />
324.
35. a. H. Il 375^77.<br />
che si trattasse di proclamare la deposizione di 'Ali e la nomina, fra gli ^5. a. H.<br />
altri, di 'Abdallah b. 'Umar.<br />
Nota 1. — Si vegga come da questa tradizione 'Ali risaltasse eletto il giorno stesso in cui fa<br />
ucciso Trthinàn: che .maraviglia se da ciò risulti evidente la sua corresponsabilità nel misfatto?<br />
§ 376. — (C/r. § 870). ('limar b. éabbah, da abù-l-Hasan [al-Madà-ini), da<br />
abù Mikhnaf, da 'Abd al-malik b. abi Sulayman, da Sàlim b. abi-l-óa'd, da<br />
Muhammad b. al-Hanafiyyah). Passai la sera con mio padre ('Ali), quando<br />
'Uthmàn fu ucciso, sino a che rientrò nella sua casa. Allora vari Compagni<br />
dell' Inviato di Dio si recarono da lui, dicendogli : « Quest'uomo ormai è<br />
stato ucciso, e non si può fare a meno d'un capo ». Egli domandò: « Ci<br />
^sarà forse un consiglio?». Risposero: «Tu sei di nostra sodisfazione! ».<br />
Ed egli : « Allora, alla mosche^ : sarà di sodisfazione di tutti » (*). Andò alla<br />
moschea, fu eletto da tutti quelli da cui fu eletto; ed elessero 'Ali gli<br />
Ansar, tranne un numero esiguo. Talhah poi disse : « Questa cosa non ci<br />
« interessa più di quanto afferra (k a h i s s a h : cfì\ Glossar., pag. cxcii) il<br />
«naso d'un cane> (Tabari, I, 3069, lin. 11-19).<br />
'Ali voleva la sur a, ossia un consiglio che scegliesse il candidato<br />
alla carica di Califfo. Ma lo persuasero di farne a meno: e acconsenti di<br />
accettare il califfato, accontentandosi delle persone riunite nella moschea :<br />
tutti Ansar di Madinah, avversari dei Qurays e degli Umayyah in parti-<br />
colare. Ma nemmeno gli Ansar furono unanimi. Grli altri negarono la le-<br />
galità della proclamazione.<br />
Nota 1. — Perciò, secondo questa buona fonte madinese, 'Ali fu proclamato nel giorno stesso del-<br />
l'uccisione di 'Uthmàn, nella sera del regicidio. Cfr, § 383.<br />
§ 377. — ('Umar, da abii-1-Hasan [al-Madà-ini], da un saykh dei banù<br />
Hàsim, da 'Abdallah b. al-Hasan). Quando fu ucciso 'Uthmàn, gli Ansar<br />
proclamarono 'Ali tranne un numero esiguo, tra cui Hassàn b. Thàbit,<br />
Ka'b b. Màlik, Maslamah b. Makhlad, al-Nu'màn b. Basir, Zayd b. Thàbit,<br />
Ràfi' b. Khadig, Fadàlah b. 'Ubayd e Ka'b b. 'Ugrah in numero di otto ;<br />
essi erano 'Uthmàniyyah (partigiani cioè del defunto Califfo e quindi con-<br />
trari ad 'Ali).<br />
Disse un tale ad 'Abdallah b. Hasan : « Come mai quei tali si rifiu-<br />
« tarono di votare per 'Ali in numero di otto?». Rispose: «Quanto a<br />
« Flassàn era un poeta che non badava a ciò che faceva ; quanto a Zayd<br />
« b. Thàbit era stato posto da 'Uthmàn a capo del diwàn e della bay t<br />
« al -mài. E quando fa assediato 'Ufemàn, egli disse: — O consesso degli<br />
« Ansar, siate ansar (aiutatori) di Dio due volte. — E abù Ayyùb disse :<br />
« — Tu non l'aiuteresti se non ti avesse aumentato i palmizi (al-*id-<br />
' dàn). — Quanto a Ka'b b. Màlik, era stato preposto alla sadaqah dei<br />
325.<br />
^\"o'li! '/ei Can«ó<br />
'^
^ $$ 377-B80. 35. a. H. '<br />
35. a. H.
*<br />
35. a. H. 19 88ftS8'_><br />
chiamò, questi s'appoggiò al suo braccio ed usci a piedi per andare da ^5. a. H.<br />
Talhah. Io lo seguivo. Entrammo nella casa di Talhah b. 'Ubaydallah, in jj^ne ^ei Califfo<br />
(iui era gran frastuono di gente. Grli si presentò 'Ali e gli disse: « O Talhah, '^'i-)<br />
« che è questo in cui ti trovi? ». E l'altro: « abii Hasan :<br />
(Fai ciò) dopo<br />
«che il laccio ha oltrepassato le mammelle!?». E Ali se ne andò, senza<br />
rispondere, finché giunse alla bayt al-màl, e disse: «Aprite questa<br />
« porta » ; ma non essendovi le chiavi, disse: « Spezzatela ». E fu spezzata<br />
la porta della bayt al-màl. Allora disse: «Fate venire il danaro ». E<br />
si mise a distribuirne' alla gente. La cosa fu risaputa da quelli ch'erano<br />
nella casa di Talhah, i quali cominciarono ad andarsene per recarsi di<br />
soppiatto da 'Ali, finché restò solo Talhah. 'Uthmàn lo seppe e ne ri-<br />
mase contento. Allora Talhah ritornò a piedi alla casa di 'Uthmàn ; a<br />
me venne la voglia di sapere che cosa dicesse costui e ne chiesi licenza<br />
\d 'Uthmàn. Giunto alla sua presenza, disse: «O principe dei Credenti,<br />
s io chiedo perdono a Dio, e mi pento dinanzi a Lui ; volevo una cosa, e<br />
«Dio me l'ha vietata». E 'Uthmàn: «No, per Dio, tu non vieni pen-<br />
« tito, ma vinto; Iddio è il tuo vindice, o Talhah!» (T a bari, I, 3070,<br />
Un. 17-3072, lin. 9).<br />
Per comprendere la tradizione bisogna ricordare che Talhah b. 'Ubay-<br />
dallah apparteneva appunto ai banù Taym, e ad 'Uthmàn si attribuisco<br />
l'affermazione che egli sospettasse in Talhah un aspirante al califfato, e<br />
che tale pretesa sarebbe assurda dinanzi ai diritti di uno dei banù 'Abd<br />
Manàf, a cui appunto apparteneva 'Ali. — In altre parole si vuol stabilire<br />
che 'Ali riconoscesse la sovranità di 'Uthmàn, e questi riconoscesse il pri-<br />
mato assoluto di 'Ali tra gli aspiranti alla successione.<br />
§ 381. — (al-Harith, da ibn Sa'd, da Muhammad b. 'Umar [al-Wàqidi],<br />
da abù Bakr b. Ismà'il b. Muhammad b. Sa'd b. abi Waqqàs, dal padre<br />
[Ismà'il b. Muh. b. Sa'd], da Sa'd b. abi Waqqàs, che dice:) Talhah disse:<br />
« Ho giurato ubbidienza, mentre la spada pendeva sulla mia testa ». E Sa'd<br />
dice : « Io non so se la spada fosse sopra la testa o no, so solo ch'egli giurò<br />
« a malincuore ». Or il popolo elesse 'Ali in Madinah, ma sette se ne asten-<br />
nero (cfr. §§377, 378); tra questi furono Sa'd b. abi Waqqàs, ibn 'Umar,<br />
Suhayb [b. Sinàn], Zayd b. Thàbit, Muhammad b. Maslamah, Salamah b.<br />
Waqs e Usàmah b. Zayd; nessun altro degli Ansar, a quanto sappiamo,<br />
s'astenne dal proclamare ('Ali) (T a bari, I, 3072, lin. 9-17).<br />
Cfr. Khaldun, II, App. 161.<br />
§ 382. — (al-Zubayr b. Bakkàr, dallo zio Mus'ab b. 'Abd allah, da abii<br />
'Abdallah b. Mus'ab, da Musa b. 'Uqbah, da abù Habibah cliente di al-<br />
Zubayr, che dice :) Quando fu ucciso 'Uthmàn e proclamato 'Ali, questi si<br />
327.
§§ 382-885. 35. à. H.<br />
35. a. H. recò da al-Zubayr, domandò d'entrare e io l'annunziai. al-Zubayr esti^sse<br />
[ARABIA. - Eie- '<br />
"^ „ . _. ^ „ .<br />
, ^ ^<br />
^,.<br />
zione del Califfo i^ spada, la depose sotto il tappeto, poi disse: «Fallo venire». L intro-<br />
'^''•] dussi ; 'Ali entrò, salutò al-Zubayr, e gli stava di fronte (cfr. Glossarium,<br />
pag. dui). Poi uscì e al-Zubayr disse : « S' è accorto di qualche cosa che<br />
« r ha fatto sbrigare. Mettiti al • suo<br />
posto e guarda se vedi nulla della<br />
« spada». Mi misi al posto suo e vidi il taglio della spada e glielo dissi.<br />
Ed egli: «Questo ha fatto sbrigare quell'uomo! ». Quando fu uscito 'Ali,<br />
la gente l' interrogò ed egli rispose : « Ho trovato il miglior nipote e il<br />
«più affezionato». La gente lo prese in senso buono. Ed 'Ali disse che<br />
egli lo aveva proclamato (T abari, I, 3072, lin. 17-3073, lin. 9).<br />
Nota 1. — Con questa tradizione si vuol salvare la riputazione di ai-Zubayr, il quale, secondo<br />
essa, non avrebbe mai giurato fedeltà. 'Ali ebbe paura di strappargli il giuramento (cfr. § 400).<br />
§ 383. — (Khalaf b. Sàlim al-Mukharrimi [il MS. al-Makhzumi], da<br />
Wahb b. Grarìr b. Hàzim, da ibn Gru'dubah, da Sàlih b. Kaysàn). 'Uthmàii<br />
b. 'Affàn fu ucciso il 18 Dzù-1-Higgah ; 'Ali invitò il popolo a dargli il rico-<br />
noscimento, che gii fu dato il sabato 19 Dzù-1-Higgah (^). Il primo a rico-<br />
noscerlo califfo fu Talhah b. 'Ubaydallah, un dito del quale era stato<br />
ferito nella battaglia di Uhud (cfr. 3. a. H., § 40) ed era rimasto paraliz-<br />
zato. Un beduino gli vide il dito mentre egli prestava la bay 'ah, e disse:<br />
« Questa faccenda comincia da un uomo paralizzato nella mano: non finirà<br />
«bene!». Dopo Talhah diedero il riconoscimento ad 'Ali gli altri (mag-<br />
giorenti), poi egli usci e si recò nel masgid dei banù 'Amr b. Mabdzùl,<br />
tribù degli Ansar, ed anche colà gii fu dato il riconoscimento (Balàd^uri<br />
Ansàb, MS. Paris, fol. 464,v-465,r.) [L.V.].<br />
Nota 1. — Il giorno arabo aveva principio con il tramonto del sole, e quindi se 'Ali — come<br />
pare dal § 376 — fu proclamato nella sera successiva al regicidio, questa tradizione non vi con-<br />
tradice.<br />
§ 384. — (Ahmad b. Ibràhìm al-Dawraqi, da abù Dàwùd al-Tayàlisi|<br />
da Ismà'ìl b. Muslim al-'Abdi, da abù-1-Mutawakkil). Quando 'Uthmàn fi]<br />
ucciso, 'Ali si trovava in un suo possesso detto Bughaybighah (il MS. al|<br />
Bughayghah: cfr. Yàqùt, I, 696) a quattro farsakh sopra Madinah]<br />
Egli venne in città, e 'Ammàr b. Yàsir gli disse : « ti rimetterai a no|<br />
«(latansubanna lana nafsaka), o cominceremo coll'uccidere te!»]<br />
Allora egli si rimise a loro, e fu eletto califfo (Balàdzuri Ansàbj<br />
MS. Paris, fol. 465,r.) [L.V.].<br />
§ 385. — ('Abbàs b. Hisàm b. Muhammad al-Kalbi, [da suo padre Hisàm '<br />
b. Muh.], da Lùt b. Yahya abù Mikhnaf, da abù Rawq al-Hamdàni, da Mu-<br />
gàlid b. Sa'id, da al-Sa'bi). Quando fu ucciso 'Uthmàn, il popolo si recò da 'Ali'<br />
per acclamarlo califfo, e gli presero la mano e la distesero : egli la ritirò,^<br />
328.
35. a. H. .<br />
^<br />
985^ 386.<br />
ma essi gli dissero: « Accetta la bay ah: non vogliamo altri che te. Non 3^. a. h.<br />
«dividere il popolo!». Allora gli prestarono la bay 'ah. Egli sali il<br />
zione dei Califfo<br />
minbar, ma Talhah e al-Zubayr s'erano impadroniti della chiave del '^n.)<br />
tesoro e rifiutavano la b a y<br />
' a h .<br />
al-Astar<br />
andò da Talhah e se lo trascinò<br />
dietro con violenza ; quegli diceva : « Lasciami vedere ciò che fera il po-<br />
« polo ». Ma al-Astar non lo lasciò finché egli non ebbe prestato la bay 'ah<br />
ad 'Ali. Uno dei banù Asad, chiamato Qabisah b. Dzu-ayb (•), disse allora:<br />
« La prima mano di Compagno del Profeta che ha prestato la b a y '<br />
a h a<br />
« quest'uomo è una mano paralizzata: io credo che questa faccenda non andrà<br />
3S- ®- ^-<br />
§§ 387-390. 35. a. H.<br />
§ 387. — (abù Qilàbah 'Abd al-malik b. Muhammacl al-Raqàsi [con-<br />
zìone del Califfo Contisi Hagar Tahdzìb, VI, 419-421, ii. 875], da Muhammad b. 'A'isah,<br />
'*''•! da Mu'tamir b. Sulaymàn). Chiesi a mio padre: « Dicono che la bay 'ah<br />
« prestata ad 'Ali non sia stata completa » . Rispose<br />
:<br />
« Figlio mio, gliela<br />
«prestarono gli abitanti dei due haram (Makkah e Madìnah), e adessi<br />
« (soltanto) spetta il prestarla » (Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 466,r.)<br />
[L.V.].<br />
§ 388. — ('Abdallah b. Salili b. Muslim al-'Igli, da Isrà'ìl, dalle sue<br />
autorità). al-Ahnaf b. Qays s' imbattè in Talhah e al-Zubayr, che gli dis-<br />
sero : « Perchè hai dato il riconoscimento ad 'Ali e lo hai invitato a ve-<br />
« nire da te (in al-Basrah)? ». Rispose: « O non siete stati voi a dirmi di<br />
« far ciò ? » . Dissero : « Tu sei come la mosca del cibo (che si posa dovunque<br />
«ci sia del cibo), e segui la parte che vince». Egli disse: «Dio vi per-<br />
«doni!» (Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 466,r.)'[L.V.].<br />
§ 389. — ('Afifàn b. Muslim abù 'Uthmàn, da al-Aswad b. Saybàn,<br />
da Khàlid b. Sumayr). La mattina seguente all'uccisione di 'Uthmàn, 'Ali<br />
si recò da 'Abdallah b. 'limar e gii disse : « abù 'Abd al-rahmàn, o uomo,<br />
« vien qua da me ! ». Poi gii disse : « Queste sono delle lettere che ho finite<br />
«or ora: mettiti in sella e portale in Siria». L'altro rispose: «Pensa a<br />
« Dio e al giorno del giudizio ! In questa faccenda io non sono entrato per<br />
« nulla : se i Siri ti vorranno, ti presteranno ubbidienza ; se non ti vor-<br />
« ranno, io non farò nulla per tenerli lontani da te ». 'Ali disse: « Andrai<br />
« per amore o per forza! ». Quando fu sera, ibn 'limar fece venire le sue<br />
cavalcature e, nell'oscurità della notte, parti per Makkah, lasciando che<br />
'Ali lo cercasse minacciosamente (? yatadzammar 'alaylii) per Ma-<br />
dìnah (Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 466, v.) [L.V.].<br />
Cfr. 36. a. H., § 22 in fine.<br />
§ 390. — (abù Mikhnaf e altri). al-Mughirah b. Su'bah disse ad 'Ali:<br />
« Io penso che tu debba confermare Mu'àwiyah nel governo della Siria e<br />
« dare a Talhah e ad al-Zubayr il governo dei due misr (al-Kùfah e al-<br />
« Basrah), affinchè il popolo ti rimanga fedele ». Ma 'Abdallah b. al-'Abbàs<br />
disse : « al-Kùfah e al-Basrah sono la maggior fonte di provento per il te-<br />
« soro : se tu ne dai il governo a quei due, temo che non ti renderanno<br />
« nulla. Se poi dai a Mu'àwiyah il governo della Siria, ciò non ti gioverà ».<br />
al-Mughirah replicò : « Non credo opportuno per te che tu destituisca Mu-<br />
« 'àwiyah, il quale ora sospetta che voi abbiate ucciso suo cugino ('Uthmàn) :<br />
« se lo deponi, egli ti farà guerra. Lasciagli quel governo e dammi retta! ».<br />
Ma 'Ali non ascoltò il suo consiglio, e accolse invece quello di ibn 'Abbàs<br />
(Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 466,v.) [L.V.].<br />
330.
35. a. H. §g 391-394.<br />
§ 391. — (Ahmad b. Ibràhim al-Dawraqi, da Wahb b. (iaiii, da (iu- 35. a. h.<br />
ARABIA. • Ele-<br />
wayriyyah b. Asma, da Màlik b. Anas, da al-Zuìiri, da 'Ubdaydallah b.<br />
zione del Califfo<br />
'Abdallah [b. 'Utbali b. Mas'ud], da al-Miswar b. Makhramah). Quando ^li<br />
'Utbman fu ucciso, 'Ali era nella moschea. Il popolo andò da Talhah per<br />
proclamarlo califfo, e 'Ali se ne andò verso casa sua. Un uomo dei Qurays<br />
lo incontrò presso il cimitero, e disse : « Guardate un uomo (= 'Ali), il cu-<br />
« gino del quale è stato ucciso e gli averi di questo sono stati depredati,<br />
« e che se ne fugge via! » (cfr. § 392). Allora 'Ali sali il min bar: il po-<br />
polo lasciò Talhah e si rivolse ad 'Ali che fu proclamato califfo (*) (Balàdzuri<br />
Ansàb, MS. Paris, fol. 467,r. 467,v.) [L.V.].<br />
Nota 1. — Talhah era la persona che il popolo avrebbe eletto califfo, se 'Ali non si fosse me^so<br />
innanzi per avere i voti e farsi eleggere. Ciò spiega in buona parte la condotta successiva di Talhah:<br />
si ribellò perchè non era stato eletto!<br />
§ 392. — (Miihammad b. Sa'd, da Anas b. 'lyàd, da Muhammad b.<br />
abi Layla al-Aslami e da Muhammad b. 'Atiyyah). La mattina dopo l'uc-<br />
cisione di Utjimàn, andai con 'Ali alla moschea e vidi una quantità di<br />
gente radunata intorno a Talhah. abu (lahl b. Hudzayfah al-'Adawi usci<br />
fuori dalla folla e disse : « O 'Ali, il popolo è radunato intorno a Talhah<br />
« e tu te ne stai oblioso ? ! » . 'Ali disse : « Dunque sarà stato ucciso mio<br />
«cugino (ibn 'amati: la nonna materna di 'Uthmàn, umm Hakam al-<br />
« Bay dà', era figlia di 'Abd al-Muttalib) e il suo possesso mi sarà tolto<br />
«(wa'ughlab 'ala mulkihi)?!» (cfr. § 391). Quindi si recò alla bay<br />
al-màl e l'apri: quando il popolo seppe ciò, abbandonò Talhah e si ac-<br />
costò ad 'Ali(^) (Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 469,v. [L.V.].<br />
Nota 1. — Dunque 'Ali volle essere eletto, e quando temette che le simpatie maggiori propen-<br />
dessero per Talhah, s' impadronì del tesoro pubblico e si comperò i voti del popolo! Sarà vero?<br />
§ 393. — (Ibràliim b. Muhammad al-Sàmi e Bakr b. al-IIaytham, da<br />
'Abd al-razzàq b. Hammàm, da Mu'ammar [b. Ràsid], da al-Zuhri). 'Ali<br />
non si era interposto (kàna qad khalla bayna)fra Talhah e 'Uthmàn :<br />
quando 'Uthmàn fu ucciso, 'Ali si presentò al popolo e lo invitò a pro-<br />
clamarlo califfo, e il popolo lo proclamò: questo perchè egli temeva che<br />
il popolo proclamasse Talhah. Quando egli invitò alla proclamazione, il<br />
popolo non istimò pari a lui né Talhah né altri (Balàdzuri Ansàb,<br />
MS. Paris, fol. 469,v.) [L.V.].<br />
§ 394. — ('Abdallah b. 'Ali b. al-Sà'ib [al-Hàsimi: cfr. Hagar Tahdzib,<br />
VI, 326, n. 559], da Suhbàn mawla dei banii Aslam). 'Ali si mise<br />
in cammino accompagnato dal popolo; i giovani correvano recando in<br />
mano dei rami verdi di palma (wa-1-sibyàn ya'dawna wama'ahum<br />
a 1 - g a r i d a 1 - r a t b). Entrarono in un recinto dei banu Mabdzid e al-Astar<br />
331.
§§ 394-396. 35. a. H.<br />
35. a. H. stese (? il MS. GrÀRH) sopra 'Ali il suo mantello (khamìsali), poi disse:<br />
zìone del Califfo «Che s'aspetta? O 'Ali, stendi la mano! ». Quegli la stese, e al-Astar gii<br />
'A''-] diede il riconoscimento; poi disse: « Su, date il riconoscimento! Su, Talhah!<br />
^ intorno<br />
« Su, al-Zubayr! >. Allora quei due diedero il riconoscimento, e lo diede<br />
il popolo (Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 470,r.) [L.V.].<br />
§ 395. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad b. 'Abdallah b. Sawàd b. Nu-<br />
wayrali, Talhah b. al-A'lam, abù Harithah e abù 'Uthmàn, che dicono:)<br />
Madinah, dopo l'uccisione di 'Uthmàn, restò cinque giorni sotto il dominio<br />
di al-Giiàfiqi b. Harb, mentre si cercava chi accettasse il governo e non<br />
lo trovarono. Quelli d'Egitto si presentavano ad 'Ali, ma questi si nascon-<br />
deva da loro chiudendosi nei giardini di Madinah, e quando l'incontrarono,<br />
egli li tenne lontani da sé e riuscì a liberarsi dal loro colloquio una volta<br />
dopo l'altra. Quelli di al-Kùfah cercavano al-Zubayr e, non trovandolo,<br />
mandarono messi dov'egli si trovava; ma egli si schermì e riuscì a libe-<br />
rarsi dal loro colloquio. Quelli di al-Basrah cercavano Talhah, che quando<br />
li incontrò, si schermì e si liberò dal loro colloquio una volta dopo l'altra,<br />
giacché (i ribelli) erano d'accordo sull'uccisione di 'Uthmàn, ma discordi<br />
a chi proclamare. Non trovando chi li seguisse o acconsentisse,<br />
furono costretti ad accordarsi di eleggere chi per primo avrebbe accettato,<br />
e dissero: «Non eleggeremo nessuno di quei tre», e mandarono da Sa'd<br />
b. abì Waqqàs, dicendogli : « Tu sei fra i membri della s ii r a , il nostro<br />
« voto é unanime al tuo riguardo : vieni che ti presteremo ubbidienza »<br />
Ma egli mandò a dir loro : « Io ed ibn 'Umar siamo usciti di là e non ne<br />
« voglio sapere più nulla ». E citò il verso :<br />
Non mescolare le cose cattive con le buone : getta i tuoi abiti per fuggirle e scappa nudo.<br />
Poi si presentarono ad 'Abdallah b. 'Umar dicendogli : « Tu sei figlio di<br />
« 'Umar: accetta quest'incarico >. Ma egli rispose: « Questa cosa tira dietro<br />
«una vendetta: per Dio, io non voglio intraprenderla; cercate un altro ».<br />
E restarono perplessi non sapendo che fare, e così rimasero (T a bari, I,<br />
3073, lin. 9-3074, lin. 7). — Cfr. Khaldùn, II, App. 151.<br />
§ 396. — (Sayf b. 'Umar, da Sahl b. Yùsuf, da al-Qàsim b. Muhammad).<br />
Quando s'erano incontrati con Talhah, questi rifiutò e disse:<br />
né dolce.<br />
Tra le meraviglie dei giorni e del tempo è eh' io son rimasto solo senz'essere amaro<br />
Ed essi risposero : « Tu ci minacci » . E s'alzarono e lo lasciarono.<br />
Quando si recarono da al-Zubayr per eleggere lui, egli si rifiutò e disse :<br />
Quando te ne vai tu da una casa in Fayhàn e dai suoi venditori, mentre ti rovi-<br />
nano le schiere (katà-ib)? (?).<br />
Ed essi dissero: «Tu ci minacci».<br />
332.
35. a. H. j§ 396-899.<br />
E quando s'incontrarono con 'Ali per proporre il suo nome, rifiutò e disse: 3^. a. H.<br />
(ARABIA. - El«.<br />
O se del mio popolo si fossero accordati meco i capi, io avrei tenuto un governo che zione del Califfo<br />
avrebbe fiaccato i nemici.<br />
Ali.<br />
E anche a lui dissero: « Tu ci minacci*, e se jic andarono (T abari, I,<br />
3074, lin. 8-17).<br />
§ 397. — (Umar b. Sabbah, da abii al-Hasan al-Madà'ini, da Maslamah<br />
b. Muhàrib, da Dàvvùd b. abì Hind, da al-8a'bi, che dice:) Quando fu ucciso<br />
'Uthmàn, la gente si recò da 'Ali, ch'era nel mercato di Madinah, e gli<br />
disse: « Stendi la tua mano; ti proclamiamo ubbidienza ». Ma egli rispose:<br />
« Non v'affrettate : 'Umar era un santo e lasciò che su tale questione de-<br />
« cidesse una sùra: aspettate che la gente si riunisca per deliberare».<br />
E quelli si allontanarono da 'Ali. Poi alcuni dissero: « Molta gente (al-nàs)<br />
« torna ora ai suoi amsàr (campi militari fuori d'Arabia) portando la no-<br />
< tizia che è stato ucciso 'Utjimàn, ma nessuno è stato messo, dopo di lui,<br />
< alla testa di questa faccenda (il califfato). Perciò non siamo al sicuro dai<br />
< dissensi del popolo e dalla rovina della collettività ». E tornarono da 'Ali.<br />
al-Astar gli prese la mano e la tenne stretta, poi disse : « Dopo aver la-<br />
< sciato tre volte che il califfato andasse ad altri, per Dio, se lasci ora il<br />
« califfato, lo cercherai poi per un pezzo! ». E il popolo elesse Ali: quei<br />
di al-Kufah dicono che il primo a prestargli ubbidienza fu al-Astar (Ta-<br />
bari, I, 3074, lin. 17-3076, lin. 6) [M.C.].<br />
§ 398. — (Sayf b. 'Umar, da abù Hàrithah e abù 'Uthmàn, che dicono:)<br />
Quando fu il giovedì, dopo cinque giorni dall'uccisione di 'Uthmàn (cfr. i^ 372<br />
e nota 1), (i ribelli) riunirono i Madinesi, e trovarono Sa'd e al-Zubayr che<br />
partivano e Talhah in un suo giardino, e s'accorsero che i banù Umayyah<br />
erano già fuggiti, meno chi era impossibilitato. Fuggirono a Makkah fra i<br />
primi al-Walid e Sa'id e li seguirono Marwàn con vari altri. Or quando furono<br />
adunati i Madinesi, quelli d' Egitto dissero loro : « Voi siete il consiglio<br />
«elettivo (ahi al-sùra) e voi assegnerete il governo: ciò che voi farete<br />
« sarà valido per tutti ; guardate dunque per un uomo che possiate eleg-<br />
« gere e noi lo seguiremo». E l'assemblea disse: «'Ali b. abì Tàlib; di<br />
«lui siamo contenti!» (T a bari, I, 3076, lin. 7-16).<br />
§ 399. — ('Ali b. Muslim, da Hibbàn b. Hilàl, da Gafar b. Sulaymàn,<br />
da 'Awf, da Muhammad b. Sirin). 'Ali andò e disse a Talhah : « Stendi<br />
« la tua mano, o Talhah, ch'io ti giurerò ubbidienza ». Ma Talhah gli disse:<br />
« Tu sei più degno (di me), tu sei Principe dei Credenti : . stendi<br />
dunque<br />
« la mano tua ». 'Ali stese la sua mano, e quello lo proclamò califfo<br />
(Tabari, I, 3076, lin. 16-20).— Cfr. Balàdzuri Ansàb, MS. Paris,<br />
fol. 470,r. (Muhammad b. Sa'd, da Safwàn b. 'Isa al-Zuhri, da 'Awf).<br />
333.
400. 35. a. a.<br />
35. a. H.<br />
§ 400. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad e Talhah). Or (i ribelli) dis-<br />
[ARABIA. - Eie- ";<br />
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zione del Califfo sero loro : « bu, Via, o Cittadini di Madman, vi concediamo due giorni, e<br />
'AH-] « allora, per Dio, se non avete finito, uccideremo domani 'Ali, Talliàh e<br />
« al-Zubayr e molti altri ». Allora il popolo si affollò intorno ad 'Ali e gli<br />
disse : « Noi eleggeremo te ; tu vedi che cosa è toccato all' Islam e che prova<br />
« ci tormenta da parte dei dzawù al-qurba (parenti del Profeta: Qur*àn,<br />
« LIX, 7) » [il testo è certamente corrotto]. Ma 'Ali: « Lasciatemi e invitate<br />
« un altro: noi andiamo incontro ad una cosa che ha (più) faccio e (più) colori,<br />
« a cui non restano fedeli i cuori né costanti le intelligenze ». E quelli: « Ti<br />
« scongiuriamo nel nome di Dio: non vedi tu ciò che vediamo noi? Non vedi<br />
« l'Islam? Non vedi la sedizione (fitnah)? Non temi Iddio? ». E 'Ali ri-<br />
spose: «Io v'ho già risposto a ciò che Vedo; e sappiate che, se io accetto<br />
« la vostra proposta, vi guiderò secondo che saprò, e se mi lasciate andare<br />
« io sarò come uno di voi, anzi io sarò il più sottomesso e ubbidiente di<br />
« tutti voi a colui che chiamerete al governo ». Si lasciarono dopo ciò, e<br />
si diedero convegno pel giorno dopo e si consigliarono sul da farsi e di-<br />
cevano : « Se entrano nell'accordo Talhah e al-Zubayr, tutto si mette a<br />
« posto ». Ma quelli di al-Basrah mandarono ad al-Zubayr un basrita dicen-<br />
dogli: « Guarda di non usargli rispetto ». Il loro messo era Hukaym b. Gra-<br />
balah al-'Abdi con un piccolo numero di persone. Questi lo fece venire mi-<br />
nacciandolo con la spada. Da Talhah mandarono un kufano e anche a lui<br />
dissero: « Sta attento di non usargli rispetto ». Mandarono dunque con alcuni<br />
altri al-Astar, i quali lo fecero venire minacciandolo con la spada. E .tanto<br />
quelli di al-Basrah come quelli di al-Kùfah insultavano il loro candidato<br />
(sàhibahum). Mentre quelli d'Egitto si rallegravano per quello su cui<br />
erano d'accordo i Madinesi, quelli di al-Kùfah e di al-Basrah erano umi-<br />
liati per dover seguire gli Egiziani e farsene quasi milizie ausiliarie,<br />
crebbero perciò in isdegno contro Talhah e al-Zubayr. Quando si trova-<br />
rono al mattino del venerdì, il popolo si riunì alla moschea e venne 'Ali<br />
e salì il minbar e disse: « uomini, conforme alla deliberazione del con-<br />
« sigilo (mala-) ed alla licenza, il nostro governo non può spettare giusta-<br />
« mente se non a chi voi designerete :<br />
noi<br />
ci siamo divisi ieri sopra un affare ;<br />
« se volete, io sono pronto ad aiutarvi; se no, io non nutro rancore per alcuno ».<br />
E quelli: « Noi siamo d'accordo su ciò che ci divideva da te pel passato ».<br />
Poi condussero Talhah e gli dissero: « Dà il voto ». Rispose: « Io do il voto<br />
« solo costrettovi ». E lo diede. Ora egli, che aveva una mano paralizzata,<br />
fu il primo a proclamarlo. Un tale prendeva augùri e guardava da lon-<br />
tano ; quando vide che Talhah era il primo a dare il voto, esclamò :<br />
« Noi ^<br />
« siamo di Dio e noi a Lui ritorneremo ; la prima mano che ha prestato<br />
334.<br />
'
35. a. H. Il 400405.<br />
« ubbidienza al Principe dei Credenti è una mano paralizzata: non finirà 35- «• H.<br />
« bene questa faccenda ». Quindi condussero al-Zubayr che parlò in modo si- j,^^^ ^^^ Califfi<br />
mile (a Talhah), poi votò. Intorno ad al-Zubayr c'è divergenza (scabbia 'Ali.)<br />
dato o no il voto; cfr. § 382). Poi fu presentata la gente ch'era restata<br />
addietro, e disse : « Noi votiamo a condizione che venga osservato ('ala<br />
« iq amali) il Libro di Dio tra vicini e lontani, tra forti e deboli », e diedero<br />
il voto. Poi votò il grosso del popolo (Tabari, I, 3075, lin. 20-3077, lin. 14).<br />
§ 401. — (Sayf b. 'Umar, da abù Zuhayr al-Azdi, 'da *Abd al-rahmàn<br />
h. (rundab, dal padre). Quando fu ucciso 'Uthmàn e la gente si accordò<br />
sul nome di 'Ali, al-Astar se ne andò e ricondusse Talhah (nella moschea) ;<br />
questi disse: «Lasciami vedere ciò che fa la gente». Ma al-Astar non<br />
glielo permise. E l'altro lo gettò a terra con violenza, salì il minbar<br />
e diede il voto (Tabari, I, 3077, lin. 14-18).<br />
§ 402. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad b. Qays, da al-Hàrith al-<br />
Wàlibi). Hukaym b. Gabalah condusse al-Zubayr (alla moschea, e insi-<br />
stette con lui) finché votò. al-Zubayr diceva : « È venuto da me uno dei<br />
« briganti degli 'Abd al-Qays ; io ho votato, avendo la spada sul collo »<br />
(Tabari, I, 3077, lin. 18-3078, lin. 2).<br />
Cfr. anche Balàdzuri Ansàb, MS. Paris, fol. 465,v.<br />
Khaldiin, II, App. 151.<br />
§ 403. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e Talhah). Tutti quanti vo-<br />
tarono (Tabari, I, 3078, lin. 3-4).<br />
§ 404. — (abù Gra'far al-Tabari). Dopo quelli che imposero le loro con-<br />
dizioni, concessero liberamente il loro voto anche quelli che furono con-<br />
dotti (nella moschea), e il governo divenne governo di quelli di Madinah, e<br />
ritornarono allo stato di prima, e tutti si dispersero alle loro case, se non che<br />
tra loro v'era già motivo di querele e tumulti (Tabari, I, 3078, lin. 5-8).<br />
§ 405. — (al-Tabari, senza isnàd). 'Ali fu proclamato il giorno di<br />
venerdì, quando rimanevano cinque giorni (25) di Dzù-1-Higgah, e la gente<br />
calcolava (il suo governo) dal giorno ch'era stato ucciso 'Uthmàn (cfr. § 372<br />
e nota 1).<br />
La prima khutbah ch'egli pronunziò, quando fu proclamato, è (se-<br />
condo Sayf b. 'Umar, da Sulaymàn b. abì-1-Mughirah, da 'Ali b. al-Husayn)<br />
la seguente: «Ringraziato e lodato Iddio», parlò intorno al Libro che<br />
aveva fatto scendere Iddio, sulla distinzione del bene e del male, sul seguir<br />
quello, ecc. Quando 'Ali ebbe finito, mentre stava ancora sul minbar,<br />
quelli d'Egitto dissero:<br />
Prenditi il governo (e sta in guardia), o padre di Haaan; noi condurremo la f«c-<br />
«enda come si stringe una museruola.<br />
836.
§§ 405, 406. 35. a. H.<br />
35. a. H. E 'Ali di rimando :<br />
[ARABIA. - Eiezione<br />
del Califfo ^^ sono stato debole e non cerco dì scusarmi (1), ma in seguito starò attento e terrò<br />
•j^lj 1<br />
ben fermo.<br />
(T abari, I, 3078, lin. 8-3079, lin. 10).<br />
Cfr. Khaldùn, II, App. 151.<br />
Nota 1. — E singolare questa confessione, che ritrae fedelmente il vero stato d'animo di 'Ali.<br />
— Cfr. il verso 4 del paragrafo seguente.<br />
§ 406. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad e Talhah). Quando 'Ali volle<br />
tornare a casa, dissero gli al-Sabà'iyyali :<br />
fi) Prenditi il potere, e sta in guardia, abu Hasan! Noi condurremo l'impresa come<br />
si stringe una museruola;<br />
(2) con un attacco violento fatto con gente simile (per saldezza) a chiuse di cata-<br />
ratta che trattengono le navi (cfr. Glossar., pag. CCLXXXVIII), con spade simili (per lucen-<br />
tezza) a pozze di latte;<br />
(3) e assaliremo il dominio (mulk) con colpi di lance sottili, simili (per dirittezza) a<br />
corde di pozzo, finche esso si sia avvezzato a non resistere più (cfr. Glossar., pag. cdlxxxiv).<br />
'Ali rispose ricordando com'essi avevan lasciato il loro accampamento e<br />
come dovevano mantenere i Madinesi le promesse alle quali questi ave-<br />
vano acconsentito e fondandosi sulle quali erano tornati a loro, mentre ora<br />
i Madinesi non potevano resistere (cfr. Glossar., ccoxci), finché disse:<br />
(4) Io sono stato impotente, e non me ne scuso: ora sarò abile e saprò resistere;<br />
(5) terrò alto lo strascico che prima trascinavo (ossia : sarò fiero dopo essere stato<br />
umile) e riunirò ciò che è disperso ;<br />
(6) tranne che non mi contrasti il frettoloso vincitore, o mi abbandoni, mentre si<br />
accorre alle armi.<br />
Or si riunirono presso 'Ali, dopo ch'egli fu entrato a casa sua, Talhah e<br />
al-Zubayr con un certo numero di Compagni, e gli dissero : « 'Ali, noi abbiamo<br />
« imposto per condizione (del nostro riconoscimento) l'osservanza (iqàmah)<br />
« dei precetti quranici (hudùd). Quella gente ha partecipato all'uccisione di<br />
« quell'uomo ('Uthmàn), e ora merita di esser punita ». 'Ali disse: « Fratelli,<br />
« so bene ciò che sapete voi : ma come posso io fare con una gente che ci do-<br />
« mina senza che noi possiamo governarla? Sono essi coloro con cui si<br />
« sono sollevati i vostri servi e coi quali hanno fatto causa comune i vostri<br />
« Beduini :<br />
essi sono in mezzo a voi e v' impongono ciò che vogliono. Ve-<br />
« dete voi forse qualche maniera per raggiungere qualcuno dei vostri in-<br />
« tenti? ». Risposero di no. Ed egli: « Neanche io; per Dio, non veggo altro<br />
€ consiglio, tranne quello che voi vedrete, se Dio vuole ! Questa è una con-<br />
« dizione qual'era nella Gràhiliyyah, e quella gente andrà sempre crescendo,<br />
« e ciò perchè Satana non scende mai ad un abbeveratoio, che abban-<br />
« doni poi la terra occupata » (ossia : non<br />
lascia mai un' impresa comin-<br />
ciata). « In questa questione, se il popolo si agiterà per qualche cosa, una<br />
«parte seguirà il vostro avviso; un'altra l'avviso contrario; una terza, né<br />
336.<br />
Mi
35. a. H. gj 406^ 407<br />
« questo nò quello, finché gli uomini muoiano e i cuori vadano dove de- 35. a. h.<br />
« vono andare e siano resi i conti. Dunque, lasciatemi in pace, pensate a<br />
« ciò che v' incoglierà; e desistete dal vostro proposito >. Poi si mostrò ''^i'<br />
severo contro i Qurays, e proibì loro di partire per i fatti loro, irritato<br />
com'era per la fuga dei banù Umayyah e per la scissione del popolo. Or qual-<br />
cuno diceva : « Per Dio, se le cose si fanno più gravi, non sapremo come<br />
«. difenderci da questi tristi (gli uccisori di 'Uthmàn) : è miglior consiglio<br />
« lasciar andare questa cosa (cioè la punizione degli uccisori di 'Uthmàn),<br />
«secondo ha detto 'Ali >. Alcuni invece dicevano: «Noi eseguiremo ciò<br />
« che dobbiamo senza tardare. Per Dio! 'Ali non ha bisogno di noi nel<br />
« suo consiglio e nella sua condotta, e noi crediamo ch'egli sarà più severo<br />
« d'ogni altro contro i Qurays ». Questo fu riferito ad 'Ali, che sorse bene-<br />
dicendo e lodando Iddio, ricordò la loro eccellenza, il bisogno ch'egli aveva<br />
di loro, la considerazione ch'egli aveva per loro, e ch'egli voleva stare in<br />
loro difesa (qiyàmuhu dùnahum). Egli non aveva altro potere (s ul-<br />
ta n) su di essi all' infuori di questo. E 'Ali fece bandire: «Ogni servo<br />
«che non ritorni ai suoi padroni è dichiarato fuori della legge! ». E si<br />
eccitarono a vicenda gli al-Sabà'iyyah e i Beduini (A'ràb) e dissero : « A noi<br />
« domani toccherà una cosa simile a quella, e non potremo addurre alcun<br />
«argomento in nostra difesa» (T ab ari, I, 3079, lin. 11-3081, lin. 11)<br />
[L.V.].<br />
§ 407. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad e Talhah). 'Ali usci in pub-<br />
l)lico nel terzo giorno, e disse: «Uomini! espellete dal vostro seno i Be-<br />
§§ 407, 408. 35. a. H.<br />
35. a. H. « quello che accadrà domani; se oggi sei in errore, sarai in errore anche<br />
zione del Califfo<br />
^^ domani ;<br />
lascia tranquillo Mu'àwiyah nel suo governo, cosi ibn 'Amir<br />
*An.] « e gii altri prefetti nei loro governi, fino a che non ti giunga la loro<br />
« obbedienza e la proclamazione degli eserciti, e allora o li cambierai<br />
« o li lascierai ». 'Ali rispose: « Lascia ch'io ci rifletta ». al-Mughirah<br />
« uscì e tornò da lui il giorno dopo e disse : « Ieri ti ho dato un parere,<br />
« ma oggi te ne do un altro : tu devi affrettarti a deperii e allora si potrà<br />
« distinguere chi vuole obbedirti dagli altri, e il tuo governo prospererà ».<br />
Poi usci e s' imbattè con ibn 'Abbàs che entrava allora. Quando questi si trovò<br />
dinanzi ad 'Ali, gli disse : « Ho visto uscire al-Mughirah da casa tua, per<br />
« che cosa è venuto?». E 'Ali: «Ieri è venuto per questo e per questo,<br />
« oggi per questo e questo ». E l'altro : « Ieri t' ha consigliato bene, ma oggi<br />
« t'ha ingannato ». E 'Ali: « Or come si deve fare? ». ibn 'Abbàs rispose:<br />
« Il vero consiglio era che tu uscissi quando fu ucciso quell'uomo ('Uthmàn)<br />
« o prima ancora, ti recassi a Makkah, entrassi a casa tua e chiudessi la tua<br />
« porta ; allora, se i Beduini fossero stati dubbiosi o turbati, non avrebbero<br />
« trovato nessuno all' infuori di te. Quanto poi ad oggi, tra i banù Umayyah<br />
« vi sono di quelli che approvano la vendetta a patto che tu ti assuma una<br />
< parte di questa faccenda, e gettano dell' incertezza nella gente e cercano<br />
« vendetta come hanno cercato quelli di Madinah ; ora né tu né loro potete<br />
« compiere ciò che essi desiderano : se il governo fosse stato il loro fino a<br />
« raggiungere questo scopo, addio la giustizia ; non<br />
resterebbe se non il<br />
« dubbio che hanno provocato ».<br />
E disse al-Mughirah : « Io l' ho consigliato per bene, e quando non<br />
«accolse il mio consiglio, l'ingannai». E parti per Makkah (T ab ari, I,<br />
3081, lin. 11-3083, lin. 4) [M.].<br />
ghirah).<br />
Cfr. Mas 'udì, IV, 299, lin. 2-300, lin. 9 (per l'episodio di al-Mu-<br />
§ 408. — (al-Hàrith, da ibn Sa'd, da al-Wàqidi, da ibn abi Sabrah, da 'Abd<br />
al-magid b. Suhayl, da 'Ubaydallah b. 'Abdallah b. 'Utbah, da ibn 'Abbàs, che<br />
dice :) Mi chiamò 'Uthmàn, preponendomi al pellegrinaggio (cfr. §§ 228 e<br />
segg.) : andai<br />
a Makkah, guidai il pellegrinaggio e lessi a loro la lettera di<br />
'Uthmàn; tornai a Madinah che già era stato eletto 'Ali; andai a trovarlo e<br />
incontrai al-Mughìrah b. Su' bah che gli parlava in segreto e mi lasciò in<br />
disparte finché non se ne andò. Allora io domandai ad 'Ali : « Che t' ha detto<br />
« costui? ». Ed egli : « Un'altra volta egli m'ha detto : —<br />
Manda le credenziali<br />
« ('uhùd) ad 'Abdallah b. 'Amir, a Mu'àwiyah ed ai luogotenti di 'Uthmàn,<br />
« confermandoli nei loro uffici, e ti faranno proclamare dal popolo, come quelli<br />
io mi rifiutai quella<br />
« che pacificano i paesi e calmano le popolazioni — . Ma<br />
338.
€ volta e gli dissi : —<br />
36. a. H. Il 408, 400.<br />
Per Dio, nemmeno per un solo momento del giorno, ^5. a. H.<br />
« io, usando di tutto il mio discernimento, li metterei al governo ; né al-<br />
* cuno che li rassomigli può essere investito del governo — .<br />
« andò via da me ; ed io so che egli credeva eh' io sbagliassi ; poi è tor-<br />
« nato ora dicendomi : —<br />
Poi se ne '^••1<br />
Io t* ho dato il consiglio che t' ho dato e tu mi<br />
« liai contraddetto ; poi ho visto diversamente : io credo che tu debba fare<br />
€ come sembrava a te, che debba deporre quei tali e chiedere aiuto ai tuoi<br />
« fidi; Iddio basta ed essi sono più deboli d'una volta nel fare il male — ».<br />
Dissi dunque ad 'Ali : « Quanto alla prima volta t' ha consigliato bene ; la<br />
« seconda t'iia tratto in inganno ». Disse 'Ali: « E perchè m'ha consigliato<br />
« bene? ». Risposi: « Perchè tu sai che Mu'àwiyah e i suoi compagni sono<br />
«gente che ama il mondo (ahi dunyà): ora se tu li confermi, non ba-<br />
« dano a chi governa ; se li deponi, essi andranno dicendo che tu sei stato<br />
« fatto califfo senza consiglio, ti si rivolteranno le popolazioni della Siria<br />
« e dell'al-'Iràq, oltre a che non sono sicuro che Talhah e al-Zubayr non<br />
« tornerebbero a contrastarti ». Ed 'Ali disse: « Per ciò che tu m'hai detto<br />
« sulla loro riconferma, per Dio, non dubito che questo sia meglio per chi<br />
« vuol guidare il mondo al suo risanamento ; ma per il dovere che io sento<br />
« e per ciò che so riguardo ai prefetti di 'Uthmàn, io non ne lascerò neanche<br />
«uno. Se danno retta, meglio per loro; se rifiutano, userò la spada». Ri-<br />
sposi: « Dammi retta, entra a casa tua, bada al tuo patrimonio in Yanbu',<br />
« chiudi la tua porta, e gli Arabi ti gireranno intorno sbigottiti e non tro-<br />
« veranno altri all' infuori di te. Per Dio, se tu ti levi insieme con questi<br />
« oggi, ti incolperanno del sangue di 'Uthmàn domani ». Ma 'Ali disse di<br />
no, e mi rispose : « Va' in Siria, che ne fo governatore te ». Dissi: « Questo<br />
« consiglio (ra*i) non è giusto; Mu'àwiyah è uno dei banù Umayyah, anzi<br />
« è cugino di 'Uthmàn ed è suo prefetto in Siria. Chi mi dice ch'egli non<br />
« mi tagli la testa per vendicare 'Uthmàn o, il meno che possa fare, sia che<br />
« m'imprigioni e mi condanni? ». — « Perchè mai? ». — « Per la paren-<br />
« tela che corre fra me e te, e perchè ciò che si fa contro di te si fa<br />
€ contro di me. Tu invece scrivi a Mu'àwiyah e fagli qualche promessa ».<br />
Ma 'Ali si rifiutò, dicendo: «Non sarà mai» (T a bari, I, 3083, lin. 3-<br />
3085, lin. 3) [M.].<br />
L'ultima parte della tradizione (proposta di 'Ali ad 'AbdaUah di an-<br />
dare in Siria e risposta di questo) in Balàdzuri Ansàb, MS. Paris,<br />
fol. 466,r.-466,v. (da abu Mikhnaf e altri).<br />
§ 409. — (Muhammad [abii-1-Qàsim b. Muhammad], da Hisàm b. Sa'd,<br />
da abù Hilàl [Muhammad b. Sulaym]). (a) Racconta ibn '<br />
Abbàs<br />
: Mi recai<br />
a Madinah da Makkah cinque giorni dopo l'uccisione di 'Uthmàn e andai<br />
339.<br />
j|o„« d«i Califfo
35. a. H.<br />
[ARABIA. - Eie-<br />
409. 35. a. H.<br />
(ja 'Ali e domandai d'essere introdotto. Mi si disse che c'era al-Mughirah<br />
35. a. H. jj 409-411.<br />
« che ci sono andati e ti lascerò osservare l'esito degli avvenimenti senza<br />
35. a. H.<br />
« che ne sappiano il principio, senza colpa per te ». Ma 'Ali: « Io non sono ^ione dei Califfo<br />
« sullo stampo tuo, né su quello di Mu'àwiyah per ciò che mi consigli, ed ^li-)<br />
€ io vedo bene, e perciò non seguo il tuo consiglio, dà retta dunque a me ».<br />
(e) Allora disse ibn 'Abbàs: «Lo farò, giacché nulla mi. è più age-<br />
«vole che ubbidirti» (T a bari, I, 3085, lin. 3-3086, lin. 18).<br />
Cfi-. Mas 'udì, IV, 300, lin. 9-303, lin. ult.<br />
§ 410. — (abu Hanìfah al-Dinawari). Dopo la uccisione di 'Uthmàn,<br />
il popolo rimase per tre giorni senza imam e chi dirigeva la preghiera<br />
pubblica era al-Ghàfiqi ; poi il popolo acclamò califfo 'Ali, il quale parlò<br />
cosi : « Uomini ! voi mi avete eletto alle stesse condizioni alle quali fu<br />
« eletto chi mi precedette ; e invero libertà di scelta vi è prima che sia<br />
« avvenuta l'elezione, ma, quando è avvenuta, non vi è più libertà di<br />
< scelta. Ed è dovere dell'imam l'agire rettamente, e dovere dei sudditi<br />
« l'obbedire. Questa è una elezione che ha valore per tutti (bay'ah 'àm-<br />
^ (^) (Hanifah, 149, lin. 9-15) [L.V.].<br />
Nota 1. — Si disse elezione avvenuta di sorpresa [faltah] quella di abiì Bakr (cfr. 11. a. H.,<br />
§ 37 e nota 2a e 13. a. H., § 137: anche Ya'qùbi, II, 181, lin. 16 e segg.).<br />
§ 411. — Sull'elezione di 'Ali (episodio di 'Ali e al-Mughìrah b. Su'-<br />
bah ecc.) cfr. anche :<br />
Abulfeda, I, 278-286;<br />
Aghàni, XIV, 143-144;<br />
Akhbàr al-Duwal, I, 103;<br />
Asàkir, fol. 714-715;<br />
Athir, III, 153-160;<br />
Athir Usd, IV, 31;<br />
Dozy, Hist. Musulm. Esp., I, 52-53;<br />
Dugat, Hist. Philos. Théolog., 24-25;<br />
Elia Bar Sinaya, 87 (il 18 Dzu-1-Higgah)<br />
Fakhri, 117-118;<br />
Fakhri Amar, 136;<br />
abii-1-Farag, 179-180 (24 Dzù-1-Higgah)<br />
Fournel Berbères, I, 116;<br />
Fltigel Gesch. Arab., 129;<br />
Óawzi (MS. Costant.), I, fol. 103,v.-104,r. ;<br />
GelderMokhtar, 5;<br />
Hanifah, 149, lin. 9-15;<br />
Kathìr Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 125,v.-126,r.;<br />
341.
§5 411-413. 35. a. H.<br />
35. a. H. Khaldùn, II, App., 160, lin. 27-161, lin. 16<br />
[ARABIA. - Eie- __. _^ ^^^ _. _^^<br />
zione del Califfo Khamis, II, 308, Im. 2-24;<br />
AH. Khondamir, I, 4, pag. 46, lin. 1-pag. 47, lin. 2;<br />
Kremer Culturg., I, 18;<br />
Maskawayh, I, 606-509 ;<br />
Mas'ùdi, IV, 288, 299-303;<br />
Mirkhond, II, 302-303;<br />
Mirkhond Rehatsek, III, 2, pag. 187-191:<br />
Muir Annals, 342-344;<br />
Muir Caliphate, 244-246;<br />
Miiller Islam, I, 308-309;<br />
Mustawfi, ed. Browne, I, 193;<br />
Nuwayri, MS. Leid., I, fol. 128,r.-129,r.;<br />
Qutaybah Sìyàsah, 77-86;<br />
Rampoldi <strong>Annali</strong>, II, 188-189;<br />
Suyùti Husn, II, 3, lin. penult.-4, lin. 4;<br />
T abari, I, 3066, lin. 1-3086, lin. 18;<br />
Tabari Zotenberg, III, 618-626;<br />
Tanbìh, 296;<br />
Wardi, I, 166;<br />
Weil Chalif., I, 191-192;<br />
Ya'qubi, II, 206, lin. 7-208, lin. 11.<br />
EGITTO. — Qàdi di Misr, regnante Uthmàn.<br />
§ 412. — Da una tradizione riportata da al-Kindi risulta che le que-<br />
stioni sorte tra i Musulmani erano esaminate e giudicate, mentre 'Abd-<br />
allali b. Sa'd b. abì Sarli era governatore, da 'Uthmàn b. Qays b. abì-l-'As,<br />
il quale mori poco dopo l'uccisione del Califfo 'Uthmàn. La carica di qàdi<br />
rimase vacante (sotto 'Ali) sino all'anno 40. o 41. H., quando Mu'àwiyah<br />
rimase solo Califfo (Kindi Qudàh,<br />
«<br />
4-6).<br />
Cfr. Kindi, ed. Guest, 302, lin. 9-303, lin. 2.<br />
EGITTO. — Ribellione dei partigiani di Uthmàn sotto Muhammad<br />
b. Hudayg {cfr. §§ lU 14).<br />
§ 413. —'(Da ibn 'A-idz, da al-Walid b. Muslim, da 'Abdallah b. La-<br />
hi'ah, da Yazid b. abì Habib). Quando la schiera (degli uccisori di 'Uthmàn)<br />
tornò in Egitto, entrò nella moschea e i componenti di essa dichiararono :<br />
« Noi non abbiamo ucciso 'Uthmàn, ma Dio l'ha ucciso! », e citarono un<br />
versetto quranico (XXI, 17).<br />
342.<br />
1
35. a. H. S§ 413, 414.<br />
Allorché la si' ah di 'Uthmàn (^) in Egitto e coloro che non approva-<br />
vano l'uccisione del Calififo ebbero contezza di quanto era accaduto, si alza-<br />
rono alcuni tra loro e andarono da ibn abi-1-Kunùd b. Sa'd b. Màlik al-<br />
Azdi, che si trovava in una riunione. Questi malcontenti si seguirono l'un<br />
l'altro, sinché il convegno divenne molto numeroso. — La gente era molto<br />
irritata e rimase lungo tempo in questo stato, finché 'Abdallah b. Huwaybir,<br />
un uomo di Hagar arringò i presenti, dicendo : « La vostra mollezza è<br />
« durata anche troppo; discingete i vostri vestiti, unitevi ai vostri compagni<br />
« e fortificate la vostra causa! ». Allora la gente si levò e rimase riunita.<br />
Uno dei più vivaci agitatori era Miqsam b. Bagarah [Bugrah] al-Tu-<br />
gibi, il quale incominciò invitando ibn abi-1-Kunùd a prendere la dire-<br />
zione della rivolta e vendicare il sangue di 'LFthmàn. ibn abi-1-Kunud era<br />
d'accordo nel chiedere vendetta per il sangue di 'Utjimàn, ma non voleva<br />
accettare la direzione. Allora Miqsam propose che Mu'àwiyah b. Hudayg<br />
pigliasse in mano la faccenda. Questi accettò. Miqsam si recò a sol-<br />
lecitare Kharigah b. Hudzàfah al-Sahmi, il quale si dichiarò pronto ad aiu-<br />
tare il movimento, e accettò di porsi agli ordini di Mu'àwiyah b. Hudayg.<br />
Poi Miqsam andò da Maslamah b. Mukhallad a fargli lo stesso invito, e<br />
M aslamah rispose : « In Egitto non esiste alcuno della mia gente che mi<br />
« possa proteggere le spalle ... ; ma<br />
io sono pronto a chiedere vendetta per<br />
« il sangue di 'Uthmàn ». Accettò anche di riconoscere la direzione di ibn<br />
Hudayg. Miqsam interpellò anche Hamzah b. Yasrah b. 'Abd Kulàl, che<br />
diede una risposta simile a quella di Maslamah.<br />
Mu'àwiyah b. Hudayg andò allora con la sua gente a (rinàn ibn Habasi,<br />
e da lì con tutte le schiere penetrò nel Sa'ìd sino ad Ikhmim. Quando<br />
gli Egiziani mandarono un esercito contro di lui, ibn Hudayg spedì Hayyàn<br />
b. Marthad al-'Abdari con una schiera contro di essi. Gli aggressori erano<br />
gente di Bahnasà: Hayyàn li fugò e ne uccise e ne fece prigionieri ('Asà-<br />
kir 691-692).<br />
Nota 1. — Su questa frazione dei ribelli egiziani, che non vollero sottostare alla tirannia degli<br />
uccisori del Califfo, parleremo più avanti (cfr. 36. a. H., §§ 390 e segg.). Vedremo poi che fu frazione<br />
la quale per ben due anni, sebbene predicasse la vendetta per 'Uthmàn, non volle fare causa comune<br />
con i fautori della medesima causa in Siria. Soltanto nel 38. H. acconsentirono a unirsi con Mu'àwiyah.<br />
Erano 'Uthmànidi non tanto per intimo convincimento, quanto in odio ai loro rivali che avevano preso<br />
le armi sotto Muh. b. ahi Hudzayfah. Era un'altra manifestazione di quel particolarismo anarchico, che<br />
•gli Arabi si portarono appresso ovunque andarono a stabilirai.<br />
EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo.<br />
§ 414. — L'inondazione annuale del Nilo ebbe un minimo di 3 dzirà',<br />
24 isbà'; un massimo di 10 dzirà', 2 isbà' (Mahàsin, I, 104,<br />
lin. 19-21).<br />
343.<br />
35. a. H.<br />
(EGITTO. - Ribel-<br />
lione dei parti-<br />
giani di 'Uthmftn<br />
sotto Muhammad<br />
b. Hudayg.]
5^415418. 35. a. H.<br />
35. a. H. IMPERO BIZANTINO-ASIA MINORE {cfr. 84. a. H., §§ 32, 37).<br />
[IMPERO BIZAN-<br />
TINO-ASIA MI- § 415. — L'imperatore Costantino, figlio di Eraclio, parti con 1000 navi<br />
NORE.] prima della morte di 'Uthmàn, allo scopo di assalire le coste musulmane.<br />
Una grande tempesta disperse la flotta e ne sommerse un sì grande numero<br />
che Costantino, scoraggito, si ritirò in Sicilia, ma sopravvisse di poco<br />
al disastro. Fu assassinato nel bagno da alcuni che volevano vendicarsi su<br />
di lui per la morte di tanti parenti (Athir, III, 160).<br />
Cfr. Amari, Storia Musulm. Sicilia, I, 92-94 [nel 665. a. H.];<br />
Hubays, MS. Lugdun., pag. 240;<br />
K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 127,r. ;<br />
T abari, I, 3806-3087;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1551, fol. 16,r.<br />
IMPERO BIZANTINO-ITALIA {cfr. ^32. a. H., § 72; 34. a. K, §§ 42-43).<br />
§ 416. — In questo anno mori a Cherson papa Martino (16 [17] settembre<br />
655 dell' È. V. = 9 [10] Eabi 36. a. H.).<br />
Cfr. Bury, Hist. Later Roman Emp., II, 296;<br />
Kaestner, De imp. Costant., Ili, 64-65<br />
Le beau, Hist. Bas-Empire, XI, 363;<br />
Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744), IV, 112.<br />
AFRICA. — Morte di Ma'bad b. al-'Abbas.<br />
§ 417. — Negli ultimi giorni dell'anno (35. H.) fri ucciso in Africa Ma'bad<br />
b. al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib, un cugino del Profeta (Athir, III, 161).<br />
NECROLOGIO dell'anno 35. H. — Abàn b. Sa'id b. al- Às.<br />
§ 418. — Abàn b. Sa'id b. al-'As b. Umayyah b. 'Abd Sams b. 'Abd<br />
Manàf al-Qurasi al-Umawi, Compagno del Profeta, ebbe per madre Hind<br />
bint al-Mughirah b. 'Abdallah b. 'Umar al-Makhzùmiyyah, oppure Safiyyah<br />
bint al-Mughirah, la zia paterna di Khàlid b. al-Walid. Lontano congiunto del<br />
Profeta, si convertì all' Islam dopo i suoi due fratelli Khàlid e 'Amr, forse<br />
nel periodo fra al-Hudaybiyyah e Khaybar, ossia fra il Dzù-1-Qa'dah del-<br />
l'anno 6. H. e il Muharram del 7. H. Prese parte alla spedizione di Khaybar.<br />
Il Profeta lo mandò con una spedizione.<br />
Abàn fu un tempo avversario fierissimo del Profeta e dell' Islam, e la<br />
sua avversione rimase scossa soltanto durante un viaggio commerciale in<br />
Siria, dove un romito cristiano, saputo che egli era uno dei Qurays, lo<br />
interrogò sul conto di Maometto e gli predisse la carriera profetica di lui,<br />
descrivendo la sua persona con perfetta esattezza e annunziando la sua<br />
344.
oO. B.» li* g ,y^^<br />
futura conquista d'Arabia e del mondo. Ritornato a Makkah, Abàn lac- 35. a. h.<br />
colse informazioni sul Profeta (che era in Madinah), sui suoi seguaci e Abàn b. Saìd<br />
sulle sue dottrine ; e quando venne la spedizione di al-Hudaybiyyah, lo ^-<br />
andò a raggiungere e si rese musulmano.<br />
Più tardi, dopo la deposizione di al-'Ala b. al-Hadrami dal governo del-<br />
l'al-Bahrayn, Maometto mandò Abàn in quella provincia, dove egli rimase<br />
sino alla morte del Profeta, quando tornò a Madinah. abù Bakr volle ri-<br />
mandarlo nell'al-Bahrayn, ma Abàn rispose che non accettava più alcuna<br />
luogotenenza dopo quella avuta dal Profeta.<br />
Alcuni affermano però che governasse per abù Bakr un distretto dell'ai-Yaman.<br />
Abàn non lasciò discendenti.<br />
Si vuole che Abàn fosse uno di quelli che non vollero riconoscere<br />
l'elezione di abù Bakr in attesa di quanto avrebbero deciso i banù Hàsim,<br />
e si uniformò a questi quando giurarono fedeltà al Califfo.<br />
Secondo ibn Ishàq, Abàn fu ucciso alla battaglia del Yarmùk: altri<br />
lo dicono perito ad Agnàdayn o a Marg al-Suffar.<br />
al-Zuhri afferma invece che Abàn fosse tra quelli che aiutarono Zayd<br />
b. 'rhàbit nella compilazione del testo ufficiale dell'al-Qur-àn sotto il Ca-<br />
liffo 'Uthmàn nell'anno 29. H. (sic).<br />
Cfr. Aghàni, X, 62;<br />
<strong>Annali</strong>, cfr. Indice, voli. I-II;<br />
'Asàkir, MS. Damasco, II, fol. 147,v.-161,v. ;<br />
Athir Usd, I, 35-37;<br />
Balàdzuri, 81, 107, 113, 472, 473;<br />
Hagar, I, 17;<br />
Ilisàm, 746, 782;<br />
al-Isti'àb, 37-38, n. 47;<br />
Maskavvayh, MS. Costantin., I, pag. 291;<br />
Onomasticon Arah., II, pag. 11, n. 164;<br />
Qàmùs, lY, 198, lin. 8;<br />
Safadi Wàfi, MS. Bodl., n. 663, fol. 3,v.-4,r.<br />
Sprenger, Leb. Muh., II, IH, nota 163; III, 332;<br />
Tabari, I, 1347, 1543, 1782, 2101, 2349;<br />
Tàg al-'Arùs, IX, 117, lin. 16;<br />
Tanbìh, 283, lin. 18;<br />
Wàqidi Wellhausen, 253, 282, 369;<br />
Ya'qùbi, II, 81, 136;<br />
Yàqùt, I, 609; III, 676.<br />
345.<br />
44<br />
^<br />
»'- A?.)
419-422. 35. a. H.<br />
35- a. H. Abd bani-1-Hashas.<br />
*<br />
NECROLOGIO. -<br />
•<br />
r. A^r, XI<br />
^ o 1 T 1<br />
1 11<br />
'Abd bani-i-Has- § 419. — Il SUO nome e Suhaym, egli era uno schiavo negro della<br />
hàs.] Nubia, che parlava male l'arabo. Aveva però una disposizione naturale<br />
alla poesia, e lo comprarono i banù-1-Hashàs, i quali sono una suddivisione<br />
dei banù Asad.<br />
abù 'Ubaydah afferma che al-Hashàs era ibn Nufàthah b. Sa'ìd b. 'Amr<br />
b. Màlik b. Tha'labah b. Dùdàn b. Asad b. Khuzaymah.<br />
Soggiunge abù 'Ubaydah, a quanto ci raccontò Hàsim b. Muhammad<br />
al-Khuzà'i, da abu Hàtim, da lui: 'Abd bani-l-Hashàs era uno schiavo negro<br />
straniero, e quando cantava dei versi, di cui egli era contento che piaces-<br />
sero ad altri, esclamava: ahsantu wallàhi (ho detto bene, per Allah),<br />
intendendo dire : ahsantu,<br />
wallàhi.<br />
V Raggiunse il Profeta, anzi si dice che Maometto si sia valso di alcune<br />
parole dei suoi versi, ma col ritmo inesatto (A gh à n i, XX, 2, lin. 3-8) [T.].<br />
§ 420. — Ci narrò Muhammad b. Khalaf b. al-Marzubàn, da Ahmad<br />
b. Mansur, da al-Hasan b. Musa, da Hammàd b. Salamah, da 'Ali b. Zayd,<br />
che il Profeta si servi di queste parole : « E sufficiente l' Islam e la vec-<br />
« chiaia ad avvertirti » in forma di proverbio. Ma abù Bakr gli disse :<br />
« r a s ù 1 di Allah, il verso è così :<br />
E sutficiente l'Islam e la vecchiaia per l'uomo come avvertimento.<br />
Senonchè il Profeta non riusciva a pronunziare il verso esatto (cfr. 1. a. H.,<br />
§ 34), e allorgi abù Bakr gii disse : « Io attesto che tu sei V Inviato di<br />
« Allah, a cui noi non abbiamo imparato poesia, e a cui non giova affatto<br />
« la poesia ».<br />
Soggiungeva Muhammad b. Khalaf: Mi raccontò poi Ahmad b. Saddàd,<br />
da abù Salamah al-Tabùdzi, da Hammàd b. Salamah, da un individuo di<br />
cui non si riferisce il nome, da al-Hasan lo stesso racconto, soggiungendo:<br />
al-Hasan (?) affermava sulla fede di abù Bakr al-Hudzali che il nome di<br />
'Abd bani-l-Hashàs era Hayyah (Aghàni, XX, 2, lin. 8-14) [T.].<br />
§ 421. — Ci narrò abù Khalifah, da Muhammad b. Sallàm :<br />
recitò ad 'limar il verso seguente di sua composizione :<br />
Suhaym<br />
Dà l'addio ad 'Umayrah, domani, quando partirai: è sufficiente la veccliiaia e l'Islam<br />
all'uomo come avvertimento.<br />
Ed 'Umar esclamò :<br />
« Se tutti i tuoi versi fossero come questi, io ti sti-<br />
« pendierei per essi (io te li pagherei) » (Aghàni, XX, 3, lin. 9-12) [T.].<br />
§ 422. — Ci narrò al-Harami b. abì-l-'Alà, da al-Zubayr b. Bakkàr, da<br />
'Abd al-màlik b. 'Abd al-'aziz, dal suo zio materno Yùsuf b. al-Màgisùn;<br />
diceva costui : 'Abdallah<br />
b. abi Rabi'ah era capo dell'esercito di 'Uthmàn<br />
b. 'Affàn, e scrisse ad 'Uthmàn: «Io ho comprato uno schiavo abissino<br />
346.<br />
il
35. a. H. §§ 422-426.<br />
«che compone versi». Ma 'Uthmàn gli rispose: «Non saprei (In farne;<br />
« restituiscilo pure, perchè la sorte del padrone di uno schiavo poeta è che,<br />
« se egli è sazio, si serve dei suoi versi per amoreggiare con le donne dei<br />
« padroni; se invece ha fame, li satireggia con i higà ». Allora quegli se<br />
lo riprese, e l'acquistò uno dei banù-1-Hasliàs.<br />
La stessa storia riferisce Ibràhim b. al-Mundzir al-Hizàmi, da ibn al-<br />
Magisùn, negli stessi termini in cui la riporta al-Zubayr, salvo che le pa-<br />
role di 'Uthmàn furono, secondo questa versione : « Se ha fame, diviene<br />
«cattivo; se è sazio, scappa» (Aghàni, XX, 3, lin. 12-19) [T.].<br />
§ 423. — Ci narrò Muhammad b, Khalaf, da abù Bakr al-'Amiri, da<br />
al-AtJiram, da abii Ubaydah ; ci narrò inoltre abù Khalifah, da Muhammad<br />
b. Sallàm : 'Abd bani-1-Hashàs recitò ad 'limar il suo verso :<br />
Essa mi fece cuscino colla sua mano, e voltò il polso su di me, e rinchiuse il suo<br />
piede dietro di me.<br />
Ma Umar gli disse: «Per Allah, io ti ucciderò» (Aghàni, XX, 3,<br />
lin. 19-22) [T.].<br />
§ 424. — Ci narrò Muhammad b. Gra'far al-Saydalàni, da Ahmad b.<br />
al-Qàsim, da Ishàq, da Muhammad al-Nakha'i, da ibn 'A-isah : 'Abd<br />
Hashàs recitò ad 'Umar il suo verso :<br />
E sufficiente la vecchiaia e l'Islam per l'uomo come avvertimento.<br />
bani-1-<br />
Ed Umar gli disse: «Se tu avessi menzionato l'Isiàm prima della vec-<br />
« chiaia, io ti avrei premiato in denaro ».<br />
Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'aziz al-Gawhari o Habib b. Nasr, ambedue<br />
da 'Umar b. Sabbah, e questi da Mu'àdz b. Mu'àdz e abii 'Asim, da ibn<br />
'Awn, da Muhammad b. Sayf, che 'Abd bani-1-Hashàs recitò ad 'Umar<br />
questo verso — e il hadith segue identico al precedente (Aghàni, XX,<br />
3, lin. 22-27) [T.].<br />
§ 425. — Ci narrò abù Khalifah, da Muhammad b. Sallàm :<br />
Andarono<br />
da Uthmàn b. 'Affàn, presentandogli 'Abd bani-I-Hashàs, perchè lo com-<br />
prasse, e gli dissero: « Egli è poeta », credendo di invogliarlo all'acquisto.<br />
Ma 'Uthmàn rispose: « Non ho nessuna voglia di lui, perchè il poeta non<br />
« ha nulla di sacro : se è sazio, fa all'amore colle donne della sua famiglia<br />
« (dei suoi padroni), e se ha fame, li assale con higà ». Quindi lo acquistò<br />
un altro, e quando (il compratore parti, il poeta) prese a dire:<br />
(1) Sono io già triste, e non è passata che una notte sola per me: che cosa sarà<br />
dunque, quando le cavalcature ci avranno trasportato per un mese?<br />
(2) Eppure io non credevo che Màlik mi avrebbe venduto per alcun prezzo, anche se<br />
le sue dita si fossero ingiallite (per la vecchiaia? = per tutta la sua vita).<br />
(3) Egli era il vostro fratello, e il mawla dei vostri averi; era il vostro alleato, che<br />
era rimasto con voi e vi aveva fatto compagnia per tanto tempo.<br />
347.<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
Abd banì-l-Has-<br />
his.1
§§ 425, 426. 35. a. H.<br />
35. a. H. Quando coloro che l'avevan venduto conobbero questi versi, ne ebbero<br />
'Abd bani-i-Has- dispiacere, e lo richiamarono indietro. Dopo di che egli si mise a fare al-<br />
^®s-l l'amore con le loro donne, e finì per dire :<br />
(4) E già una volta discese dal corpo di più di una donna nobile di voi, sudore sul<br />
dorso del letto mio misto a profumo.<br />
Allora essi l'uccisero (Aghàni, XX, 4, lin. 1-9) [T.].<br />
§ 426. — Ci narrò Muhammad b. Khalaf, da abii Bakr al-'Amiri, da<br />
'Ali b. al-Mughirah al-Athram : Narrava abù 'Ubaydah :<br />
Ciò<br />
che giunse<br />
sino a noi della storia di Suhaym 'Abd banì-1-Hashàs, è che egli sedeva a<br />
conversare con donne dei. banii Subayrah b. Yarbù', ed era l'abitudine di<br />
questa tribù, che quando sedevano a fare all'amore, scherzavano laceran-<br />
dosi le vesti, e cercando di gareggiare nel mostrare le loro bellezze (occulte).<br />
Difatti disse Suhaym:<br />
il) Le Subayriyyàt, il giorno in cui ci incontrarono, sembravano gazzelle, a cui il<br />
rifugio fa piegare i colli.<br />
(2) E quanti noi lacerammo di mantelli legati alla cintura, e di veli che coprivano<br />
occhi punto assopiti.<br />
(3) Quando si strappava un mantello, al mantello seguiva il velo, tanto che tutti<br />
finimmo per rimanere svestiti.<br />
Dicesi che quando egli compose questi versi, il suo padrone lo ebbe in<br />
sospetto, e gli si appostò in un luogo in cui egli si metteva a dormire,<br />
quando andava a pascolare. Infatti, Suhaym, appena si adagiò, trasse un<br />
profondo sospiro, e disse:<br />
(4) O ricordo di ciò che tu possiedi nell'abitato, e a cui tu pensi, mentre sei ad abbeverare<br />
il gregge:<br />
(5) delle donne bianche, fornite di un dorso ampio come la gobba della camela del<br />
viaggiatore in cerca di vettovaglie.<br />
Allora il suo padrone si affacciò dal luogo in cui stava appostato, e gli<br />
disse: «Che cosa hai tu?». L'altro restò interdetto nel rispondergli, per<br />
il che il padrone insospettito decise di ucciderlo. Quando poi egli ritornò<br />
all'acqua, gli uscì incontro la sua innamorata, e gli parlò e lo avvertì di<br />
ciò che si tramava contro di lui. Egli si levò, spolverando il suo vestito,<br />
togliendosi le macchie, e raccolse dei frammenti del muschio che essa<br />
aveva con sé, e che egli aveva rotto nel suo scherzare con lei, quindi<br />
prese a dire :<br />
(6) Vuoi tu tacere ostinatamente — possiate voi star bene malgTado la lontananza —<br />
il saluto di chi è schiavo del tuo amore?<br />
(7) Ma tu non potrai tacere che hai commesso un fallo, e che noi abbiamo perpetrato,<br />
o figlia della tribù, una colpa.<br />
(8) Più volte tu sei apparsa dalla cortina di tua madre, avanzandoti verso un convegno<br />
trascinando una veste rigata.<br />
(9^ Essa marciava come le pernici, ed io la seguii, dietro la cortina, temendo essa di<br />
parlare, per timore della famiglia.<br />
348.
35. a. H. Il 426, 427.<br />
(10) E mi disse: «Silenzio, enai ad altri! io ho inteso an discorso fra di loro, che 35. a. H.<br />
«farà stillar sangue». [NECROLOGIO. -<br />
(11) Allora io le spolverai la doppia veste, e guardai attorno a lei, senza timore che 'Abd bani-l-Has-<br />
qaella notte dovesse finire (??) hàs.]<br />
(12) Cercai colla traccia degli abiti, di dissimulare il luogo del giaciglio, e raccolsi<br />
frammenti rottisi per il giacere.<br />
Al mattino essi lo presero per ucciderlo, e una donna, che aveva avuto<br />
relazioni con lui, che poi si erano guastate, quando lo scorse si mise a<br />
ridere di lui per trionfo. Allora egli la guardò, e le disse:<br />
(18) Che se tu adesso ridi, pure quante notti io ti lasciai come un abito gualcito I<br />
hi quando si avanzò per essere ucciso, disse:<br />
(14) Legate fortemente il servo, che non vi sfugga; poiché la vita è vicina della morte.<br />
(16) Ma più volte dalla fronte delle vostre ragazze cadde il sudore sul dorso del letto,<br />
misto a profumo.<br />
Quindi andò innanzi e fu ucciso.<br />
ibn Da'b racconta che gli fu scavato una fossa e vi fu buttato (dentro),<br />
4, lin. 17-6,<br />
[uindi vi gettarono su della legna e fu bruciato (A ghàn i , XX,<br />
liii. 15) [T.].<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, 13, 125, nota 1 ;<br />
Hamàsah, 492;<br />
TTammer Liter. Gesch. Arab., I, 450-462, n. 194;<br />
Mubarrad, 366, lin. 7; 606, lin. 14;<br />
Mutannabbi, 426, lin. 9;<br />
Qutaybah Poésis, 41, 241;<br />
Tabari, II, 840;<br />
Ya'qùbi, I, 313.<br />
Abd al-rahman b. Sahl b. Zayd.<br />
§ 427. — 'Abd al-rahmàn b. Sahl b. Zayd b. Ka'b b. 'Amir b. 'Adi<br />
b. Magda'ah b. Hàrithah al-Ansàri (nisbah data da al-Wàqidi).<br />
La madre era Layla bint Nàfi' b. 'Àmir.<br />
abu 'Umar dice che fu a Badr; abù Nu'aym che fu a Uhud, alla Trincea,<br />
e alle altre spedizioni col Profeta.<br />
Egli era il disgraziato (manhùs), e il Profeta lo fece guarire magicamente<br />
da 'Umàrah b. Hazm.<br />
'Umar gli affidò il governo di al-Basrah dopo la morte di 'Utbah b.<br />
Ghazwàn.<br />
Fece rimostranza ad abii Bakr, quando era Califfo, per una questione<br />
di eredità.<br />
(Muh. b. Ka'b al-Qurazi, racconta :) 'Abd al-rahmàn b. Sahl al-Ansàri<br />
ifece razzia al tempo di 'Uthmàn, quando Mu'àwiyah era amir in Siria.<br />
349.
427429. 35. a. H.<br />
35. a. H. (ji[ passarono accanto otri che portavano vino, ed esrli li spezzò con la<br />
[NECROLOGIO. - . f ^ ,. ^. ^ • • •<br />
Tir f- • .<br />
i<br />
'Abd ai-rahmàn lancia, i servi Cercarono di opporsi. La, notizia giunse a Mu awiyah, che<br />
b. Sahi b. Zayd]. disse: «Lasciatelo fare, è un vecchio imbecillito! ». Ed egli: «Non sono<br />
«imbecillito; ma il Profeta ci ha ordinato che (il vino) non entrasse nei<br />
« nostri ventri né nei nostri otri! ».<br />
(abu 'Umar). È il fratello di quello che fu ucciso a Khaybar, e fu quegli<br />
che saltò fuori a parlare per l'uccisione del fratello prima degli zii Huwaysah.<br />
E il Profeta gli disse: «È grave, è grave!» (Athir Usd, III, 299-300)<br />
Cfr. anche Dzahabi Tagrìd, I, 375, n. 3613;<br />
Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 153,r. ;<br />
Hagar, II, 964-966, n. 9504; 966-967, n. 9505;<br />
Hagar Tahdzib, VI, 191-192, n. 386;<br />
I k m a 1 a 1 - Kh a t i b , 68 ;<br />
al-Isti'àb, 413, n. 1736;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,r. ;<br />
Khulasah, 228;<br />
Nawawi, 380-381;<br />
Onomasticon Arab., II, pag. 501, n. 7323; 502, n. 7326;<br />
T abari, I, 2549, 2551 nota a, 2555;<br />
Wàqidi Wellhausen, 294.<br />
Abdallah b. Abd al-rahmàn.<br />
[M.].<br />
§ 428. — 'Abdallah b. 'Abd al-rahmàn b. al-'Awwàm dei banù Asad<br />
b. 'Abd al-'Uzza, figlio di uno dei musulmani caduti al Yarmùk, fu ucciso<br />
lo stesso giorno dal Califfo 'Uthmàn (Hagar, III, 123, n. 301).<br />
. Bukhàri<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, 15. a. H., § 117 (2);<br />
Ta-rìkh, 33, lin. 2;<br />
Onomasticon Arab., II, pag. 698, n. 10350;<br />
Wustenfeld, Fam. Zubayr, pag. 27, n. 24.<br />
Manca nelle fonti storiche (ibn al-Athìr, al-Tabari) e in quelle bio-<br />
grafiche (Dzahabi Tagrìd, al-Istì'àb, ecc.).<br />
'Abdallah b. al-Arqam b. Abd Yaghùth.<br />
§ 429. — 'Abdallah b. al-Arqam b. 'Abd Yaghùth b. Wahb b. 'Abd<br />
Manàf b. Zuhrah b. Kilàb al-Qarasi al-Zuhri, Compagno del Profeta, si<br />
converti il giorno della presa di Makkah. Fu segretario (kataba) del Pro-<br />
feta e poi di abii Bakr e di 'limar. Questi lo prepose alla direzione del<br />
bayt al-màl, o tesoro pubblico, e lo tenne in questo ufficio per tutto<br />
350.
35. a. H. ^ 429431.<br />
il SUO regno. Sotto 'Uthmàn tenne la stessa carica per due anni, e poi diede 35. a. H.<br />
, • . . T 1 .. ,, , (NECROLOGIO. -<br />
le dimissioni, che furono accettate. .... ,, . . ,<br />
ADdaiian b. al-<br />
Maoinetto ebbe in lui tanta fiducia, che non voleva nemmeno leggere Arqam b. Abd<br />
le lettere che 'Abdallah scriveva per lui.<br />
Il Califfo 'Uthmàn volle fargli dono di 30,000 dirham dalla cassa<br />
dello Stato, ma ibn al-Arqam li rifiutò.<br />
Il Califfo 'Umar diceva che non esisteva alcuno più timoroso di Dio<br />
di ibn al-Arqam.<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, Indici ai voli. I-II, III-V;<br />
Athir Usd, III, 116-116;<br />
Dzahabi Ta-rìkh, MS. Bodl., II, fol. 29,v. ;<br />
Hagar, II, 673-674, n. 9000;<br />
Hagar Tahdzib, V, 146-147, n. 249;<br />
Hagar Taqrib, 98 (col. ii);<br />
Hanbal Musnad, III, 483, IV, 36;<br />
al-Istì'àb, 348, n. 1414;<br />
Khulàsah, 191;<br />
Onomasticon Arah., II, pag. 763, n. 11076;<br />
Sprenger, Leb. Muh., I, 434;<br />
Suyiiti Kanz al-'Ummàl, VII, 61;<br />
T ab ari, I, 2469, 2630; II, 836; III, 2380;<br />
Tanbih, 282, 286, 289.<br />
Abdallah b. abl Hubayrah.<br />
§ 430. — 'Abdallah b. abì Hubayrah, uno dei banù 'Abd al-Dàr, fu<br />
ucciso nello stesso giorno di 'Uthmàn (Bukhàri Ta*rikh, 33, lin. 2-3).<br />
Cfr. Onomasticon Arah., II, pag. 869, n. 11921.<br />
Abdallah b. Hudzafah b. Qays.<br />
§ 431 . — 'Abdallah b. Hudzafah b. Qays b. 'Adi b. Sa'd b. 'Amr b. Husays.<br />
Sua madre fu Tamìmah bint Hurthàn dei banù-1-Hàrith b. 'Abd Manàh<br />
b. Kinànah.<br />
P]ra fratello di Khunays, (primo) sposo di Hafsah bint 'Umar b. al-Kliattàb.<br />
Khunays fu a Badr, mentre 'Abdallah non fu a Badr, quantunque<br />
fosse da un pezzo convertito all'Isiàm in Makkah. Fece la seconda spe-<br />
dizione di Abissinia, secondo Muh. b. Ishàq e Muh. b. 'Umar. Non lo no-<br />
minano invece né Musa b. 'Uqbah né abii Ma'sar.<br />
Fu il messo del Profeta a Kisra (Saad, IV, 1, pag. 139, lin. 11-17) JM.].<br />
Cfr. 6. a. H., §§ 46 n. 5, 64 e nota 1.<br />
361.<br />
^^ " '
36. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
'Abdallah b. Hudzàfah<br />
b. Qays.]<br />
§§ 432436. 35. a. H.<br />
§ 432. — (Ya'qùb b. Ibraliim b. Sa'd al-Zuhri, dal padre [Ibràhim<br />
b. Sa'd al-Zuhri], da Sàlih b. Kaysàn, da ibn Sihàb, da 'Ubaydallah b.<br />
'Abdallah b. 'Utbah, da ibn 'Abbàs). Il Profeta mandò la lettera a Kisra<br />
per mezzo di 'Abdallah b. Hudzàfah al-Sahmi, ed egli la consegnò al-<br />
l'* azìm al-Bahrayn; questi la mandò a Kisra, il quale, come la lesse, la<br />
strappò.<br />
ibn Sihàb crede avere udito da al-Musayyib che il Profeta imprecò<br />
contro di loro, che fossero strappati in ogni modo (Sa ad, IV, 1, pag. 139,<br />
lin. 17-23) |M.].<br />
§ 433. — {a) (Musa b. Ismà'il, da abù 'Awànah, da al-Mughirah, da<br />
è mio padre?».<br />
abù Wà'il). 'Abdallah b. Hudzàfah disse al Profeta : «Chi<br />
— « È Hudzàfah: la madre di Hudzàfah ha generato figli nobili, e il<br />
« figlio appartiene al letto paterno (al - w a 1 a d 1 i-l-f i r à s)<br />
». Allora la madre<br />
di 'Abdallah gli disse : « Figlio mio, oggi hai conseguito una posizione<br />
« elevata per merito di tua madre (ossia : il riconoscimento dell'onestà di<br />
« tua madre ti ha fatto riconoscere come figlio di un padre di nobile<br />
«stirpe)! Or che sarebbe stato, se il Profeta avesse detto il contrario (ossia:<br />
«che non eri figlio di Hudzàfah)?! ». Egli rispose: «Ho voluto manifestare<br />
« quanto era nell'animo mio (ossia : il mio dubbio intorno al mio vero padre) »<br />
(Saad, IV, 1, pag. 139, lin. 23-pag. 140, lin. 1) [M.].<br />
b) (ibn 'Abd al-barr, senza isnàd). Quando il Profeta disse : «Cliio-<br />
« detemi ciò che volete», 'Abdallah b. Hudzàfah gli chiese: «Chi è mio<br />
« padre? ». Il Profeta rispose: « Tuo padre è 'Abdallah b. Qays». Allora la<br />
madre di 'Abdallah disse a costui : « Tu sei il più empio figliuolo eh' io co-<br />
« nosca :<br />
hai creduto che tua madre si sia condotta con la stessa impudi-<br />
« cizia delle donne della Gàhiliyyah, per coprirla di vergogna agli occhi<br />
«del pubblico! ». Egli rispose: « Per Dio! se il Profeta mi avesse dichiarato<br />
« figlio di uno schiavo negro, avrei riconosciuto questo come mio padre ! »<br />
(al-Isti'àb, 357. lin. 9-11).<br />
§ 434. — (Muh. b. 'limar, da ibn abì Dzi-b, da al-Zuhri). Il Profeta<br />
mandò 'Abdallah b. Hudzàfah al-Sahmi a gridar tra la gente<br />
« Il Profeta ha detto : — Ecco i giorni del mangiare e del bere<br />
a<br />
e<br />
Mina:<br />
del ri-<br />
« cordare Iddio» (Saad, IV, 1, pag. 140, lin. 1-4) [M.].<br />
§ 435. — (Muh. b. 'Umar). I Rum avevano fatto prigionieri 'Abdallah<br />
b. Hudzàfah. E 'limar ne scrisse a Qustantin, che lo rilasciò.<br />
Morì sotto il califfato di 'Uthmàn (Saad, IV, i, pag. 140, lin. 4-6)<br />
[M.].<br />
§ 436. — (Yazid b. Hàrun, da Muh. b. 'Amr, da abii Salamah, da abù<br />
Hurayrah). 'Abdallah b. Hudzàfah si levò per domandare al Profeta chi<br />
352.<br />
if<br />
,^
35. a. H. fi 4864891<br />
fosse il padre suo, ed egli disse: « Hudzàfah b. Qays » (Sa ad, IV, 1,<br />
pag. 140, Un. 7-9) [M.].<br />
§ 437. — ('Uthmàn b. 'Umar al-Basri, da Yùnus, da al-Zuhri, da abù<br />
Salamah). 'Abdallah si levò per pregare, e gridò molto. Il Profeta gli disse<br />
che non aveva da sentir lui, ma Iddio (Saad, IV, 1, pag. 140, lin. 9-12)<br />
[M.].<br />
§ 438. — (Yazid b. Hàrùli, da Muh. b. 'Amr, da 'Umar b. al-Hakam b.<br />
Thawbàn, da abù Sa'id al-Khudri). 'Abdallah b. Hudzàfah era di quei di<br />
Badr, ed era uomo pronto a scherzare.<br />
(Muh. b. 'Umar). 'Abdallah b. Hudzàfah non fu a Badr (Saad, IV,<br />
1, pag. 140, lin. 12-15) [M.].<br />
§ 439. — abù Hudzàfali 'Abdallah b. Hudzàfah b. Qays b. 'Adi b. Sa'd<br />
1). Sahm b. 'Amr b. Husays b. Ka'b b. Lu-ayy al-Qurasi al-Sahmi.<br />
La madre sua era bint Hurthàn dei banù-1-Hàrith b. 'Abd Manàh.<br />
Fece professione di fede musulmana nei primi tempi e fu Compagno<br />
del Profeta. Era fratello di Khunays b. Hudzàfah, sposo di Hafsah bint<br />
'Umar b. al-Khattàb prima del Profeta.<br />
Secondo abù Sa'id al-Khudri fu a Badr, ma né Musa b. 'Uqbah, né<br />
'Urwah, né ibn Sihàb, né ion Ishàq lo nominano tra i Badriti.<br />
Il Profeta lo assicurò che era figlio di Hudzàfah.<br />
(abù Yàsir, da 'Abdallah b. Ahmad, da Abd al-razzàq, da Ma'mar<br />
b. al-Zuhri, da Anas b. Màlik). Il Profeta pregò il zuhr quando già il<br />
sole declinava, e poi stette sul m i n b a r , e dopo aver fatto menzione del<br />
giorno del giudizio finale, dirfse : « Chi crede di domandar qualche cosa la<br />
«domandi, che io risponderò». E 'Abdallah gli domandò: «Chi é mio<br />
«padre?». Ed egli: «Tuo padre é Hudzàfah» (cfr. Bukhàri, I, 146,<br />
lin. ult.-146, lin. 1 [IX, 11, § 1]).<br />
Il Profeta lo mandò a Kisra per indurlo a convertirsi, ma quello fece<br />
in pezzi la lettera del Profeta, per cui il Profeta disse : « Metta in pezzi<br />
«Iddio il suo regno! ». E di fatti lo uccise il figlio Siruwayh.<br />
I Rum lo fecero prigioniero in una razzia a Qaysàriyyah.<br />
Una tradizione con lungo i s n à d , rimontante ad ibn ' Abbàs, dice :<br />
I Rum fecero prigioniero 'Abdallah, Compagno del Profeta, e gli disse il<br />
tiranno (tàghiyah = imperatore) : « Fatti cristiano, se no ti getto nella<br />
« vacca, nella vacca di bronzo » (cfr. 19. a. H., § 42). Egli ricusò. Allora<br />
il re fece venire la vacca di bronzo, e la riempi d'olio, e bolliva. Fece al-<br />
lora chiamare uno dei prigionieri musulmani, gli fece esporre la fede cri-<br />
stiana e poiché SI rifiutò di accettarla lo fece gettar dentro la vacca : e le<br />
sue ossa biancheggiavano. Allora ripetè V invito ad 'Abdallah, e die' ordine<br />
353.<br />
45<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
Abdallah b. Hu-<br />
dzàfah b. Qays.]
35. a. H.<br />
NECROLOGIO. -<br />
'Abdaliah b. Hudzàfah<br />
b. Qays.]<br />
§439. 35. a. H.<br />
di gettarlo giù. Egli si mise a piangere. Gli assistenti dissero : « S' è messo<br />
« a piangere, dunque si pente >. Lo fece tornare. Ed egli allora: « Non cre-<br />
« dere che io piangessi per timore di quello che mi apparecchiavi, ma pian-<br />
ge gevo perchè ho una anima sola, a cui si può far questo per amore di Dio.<br />
« Io vorrei avere tante anime quanti sono i miei capelli e che tu mi pren-<br />
« dessi e mi facessi cosi ». Il re si meravigliò e voleva liberarlo. E disse:<br />
« Baciami la testa e ti lascio ». — « No », rispose. E il re: « Fatti cristiano,<br />
« che ti do in isposa mia figlia, e divido con te il mio regno ». — « No ». E<br />
il re : « Baciami la testa, che lascerò te e ottanta dei tuoi compagni di pri-<br />
« gionia ». — « Questo sì, lo faccio », rispose 'Abdaliah. E lo fece, e ottenne<br />
la liberazione degli ottanta musulmani.<br />
Quando andarono da 'Umar, 'limar si levò e gli baciò la testa. I Com-<br />
pagni del Profeta però lo motteggiavano, dicendo : « Hai baciato la testa<br />
«d'un 'ilg>. Ed egli rispondeva: «Ma Iddio con quel bacio ha liberato<br />
« ottanta musulmani ».<br />
Una tradizione rimontante a lui dal Profeta, spiega i giorni del tasrìq<br />
come giorni in cui si mangiava e si beveva (cfr. sopra § 434).<br />
Morì poi in Egitto sotto il califfato di 'Uthmàn (Athìr Usd, III,<br />
142-144) [M.].<br />
érawzi, fol. 93,v., lo annovera tra quelli che presero parte alla con-<br />
quista dell'Egitto.<br />
Yàqut, IV, 547, 608, dice che fu sepolto nel cimitero Maqbarah al-<br />
Muqattam presso al-Fustat (Egitto).<br />
Cfr. anche Aghàni, VI, 96;<br />
<strong>Annali</strong>, voli. I e II, III-V {Indici)]<br />
Athir, III, 161: cfr. Indice, 376;<br />
Baladzuri, 216, 221, 292;<br />
Caussin de Perceval, III, 139;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 327, n. 3132;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 162,v.;<br />
Hagar, II, 724-726, n. 8991;<br />
Hagar Tahdzib, V, 185, n. 319;<br />
Hagar Taqrib, 100 (col. ii);<br />
Hanbal Musnad, III, 460-45 1 ;<br />
Hisàm, 213, 785, 971, 998;<br />
al-Isti'àb, 357-358, n. 1489;<br />
K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,r. ;<br />
lOiulàsah, 194;<br />
Mahàsin, I, 100, lin. 22-101, lin. 3 (f 32. a. H.);<br />
354.
35. a. H. ^ 439442.<br />
Safadi Wàf'i, MS. Bodl., ii. 670, fol. 422-42,v. (f 30. a. IL); 36. a. H.<br />
Sprenger, Leb. Muh., II, 174; III, 264; ^'^•AMa^uh^b.^Hu'-<br />
Suyuti Husn, I, 96; .<br />
Suyùti Kanz al-'ummàl, VI, 186; VII, 62;<br />
Tabari, I, 1660, 1671, 1572, 1661;<br />
Tanbih, 269;<br />
Wàqidi Wellhausen, 388, 430;<br />
Ya'qubi, II, 83.<br />
'Abdallah b. abi Maysarah.<br />
§ 440. — 'Abdallah b. abi [Maysarah] Murrah b. 'Awf b.'al-Sabbàq<br />
b. 'Abd al-Dàr, Compagno del Profeta, ucciso nel giorno Yawm al-Dàr.<br />
Cfr. Athir Usd, III, 267;<br />
Baia dz uri Ansàb, MS. Costantin., fol. 821, r.;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 362, n. 3481;<br />
Hagar, II, 885, n. 9318; 904, n. 9352;<br />
Kalbi, MS. Brit. Mus. Add., 23.297, fol. 23,v., lin. 1.<br />
Onomastlcon Arah., II, pag. 861, n. 12641.<br />
Abdallah b. Qays b. Khàlid.<br />
§ 441. — 'Abdallah b. Qays b. Khàlid al-Ansàri, Compagno del Pro-<br />
feta, combattè a Uhud, ove taluni vorrebbero che egli fosse ucciso, altri<br />
affermano invece che morisse nell'anno 35. H. (Athìr, III, 160).<br />
§ 442. — 'Abdallah b. Qays b. Khaldah b. al-Hàrith b. Sawàd b. Màlik<br />
b. Ghanm al-Ansàri.<br />
' Suoi figli furono :<br />
(1) 'Abd al-rahmàn e<br />
(2) 'Umayrah, dalla moglie Su'àd bint Qays b. Mukhallad b. al-<br />
Hàrith, b. Sawàd b. Màlik b. Ghanm; e<br />
(3) umm 'Awn, di cui non sappiamo la madre.<br />
Fu a Badr e a Uhud.<br />
'Abdallah b. Muh. b. 'Umàrah al-Ansari dice che mori a Uhud martire.<br />
Muh. b. 'Umar invece dice che sopravvisse a Uhud e mori sotto il<br />
diffato di 'Uthmàn, senza discendenti (Saad, III, 2, pag. 67) [M.].<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, 2. a. H., § 866, n. 134;<br />
Athir Usd, III, 244;<br />
Balàdzuri, 139 [?];<br />
Dzahabi Tagrid, I, 364, n. 3396;<br />
Fàkihi, 41;<br />
355.<br />
dzàfah b. Qais.J
35. a. H.<br />
MECROLOGIO. -<br />
Abdallahb.Qays<br />
b. Khàlid.1<br />
§§ 442-445. 35. a. H.<br />
Fasi, 177;<br />
Hagar, II, 869, n. 9263;<br />
al-Isti'àb, 391, n. 1618;<br />
Onomasticon Arab., II, pag. 933, n. 13678, 13690;<br />
Wàqidi Wellhausen, 87.<br />
'Abdallah b. abi Rabi'ah.<br />
§ 443. — 'Abdallah b. abi Rabi'ah al-Makhzùmi, padre del poeta 'Umar,<br />
fu uno di quelli che vollero accorrere dal Yaman in soccorso del Califfo<br />
'Uthmàn mentre questi era assediato dai congiurati in Madìnah, ma mori<br />
durante il viaggio nell'anno 35. H. (Athir, III, 161).<br />
§ 444. — 'Abdallah b. abi Rabi'ah aveva una madre Thaqafita. Era<br />
padre di 'Umar b. 'Abdallah b. abi Rabi'ah.<br />
Nella Gràhiliyyah si chiamava Bagirà.<br />
Il padre suo aveva il soprannome Dz ii-l-rumhayn (quello dalle due<br />
lance), e si converti il giorno della presa di Makkah.<br />
Il Profeta gli assegnò l'esercito del Yaman e dei makhàlìf. Tenne<br />
questo ufficio sino all'uccisione di 'Umar. 'Umar gli aveva annesso San'à*.<br />
Poi, salito 'Uthmàn al potere, lo confermò. Quando 'Uthmàn fu assediato,<br />
venne in suo aiuto, ma cadde da cavallo in vicinanza di Makkah, e morì.<br />
E contato fra i tradizionisti di Madìnah (Athir Usd, III, 156) [M.].<br />
§ 445. — 'Abdallah b. abi Rabi'ah b. al-Mughirah b. 'Abdallah b. 'Umar<br />
b. Makhzùm.<br />
Sua madre fu Asma* bint Mukharribah b. Grandal b. Ubayr b. Nahsal<br />
b. Dàrim.<br />
Il nome suo nella Gràhiliyyah era Bahìrà. E poi il Profeta lo chiamò<br />
'Abdallah quando si convertì.<br />
'Umar gli die' da reggere il Yaman (Saad, V, pag. 328) [M.].<br />
Cfr. anche Aghàni, I, 31, 32; II, 59; VIII, 60, 63; X, 53; XIV, 12;<br />
XVI, 158, 159; XX, 3;<br />
<strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici)',<br />
Athir, II, 114; III, 55, 60; IV, 214;<br />
Azraqi, 390;<br />
Bukhàri Ta-rikh, 34;<br />
De Sacy Anth., 139;<br />
Dzahabi Tadzhib, MS. Berlin, II, fol. 50,r. ;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 332, n. 3184;<br />
Hagar, II, 745-746, n. 9039;<br />
Hagar Tahdzib, V, 208, n. 361;<br />
356.
35. a. H.<br />
Hagar Taqrib, 101 (col. iv);<br />
Hamàsah, 318;<br />
Hanbal, IV, 36;<br />
Hisàm, 217;<br />
al-Isti'àb, 363, n. 1517;<br />
Khulàsah, 197;<br />
Mahàsin, I, 197;<br />
Maqdisi, IV, 141 e segg.;<br />
Nawawi, 461-462;<br />
Il 445, 446.<br />
Onomasticon Arah., II, pag. 648, n. 7897; 938-939, n. 13658;<br />
Qutaybah Poésis, 241, 348;<br />
Safadi Wàfi, MS. Paris, 2066, fol. 38,r.-38,v. ;<br />
Tabari, I, 186,«, 1189, 1384, 2756,2798, 3057 (^c?rf.) ; 111,2386;<br />
Taqrib, 101;<br />
Wàqidi Wellhausen, 41, 61, 77, 100, 108, 336, 348, 357;<br />
Wustenfed Reg., 23;<br />
Ya'qùbi, II, 60, 186.<br />
Abdallah b. Sihab.<br />
§ 446. — 'Abdallah b. Sihàb b. 'Abdallah b. al-Hàrith b. Zuhrah b.<br />
Kilàb al-Qurasi al-Zuhri, Compagno del Profeta, avo del celebre tradizio-<br />
nista ibn Sihàb [f 124. a. H.]. Ebbe un fratello pure chiamato 'Abd al-Gràn,<br />
a cui il Profeta mutò in nome in 'Abdallah, e che mori in Abissinia<br />
prima della Higrah. Il nostro 'Abdallah, detto 'Abdallah al-Asghar, per<br />
distinguerlo dal fratello maggiore omonimo (detto perciò 'Abdallah al-Akbar)<br />
si battè a Uhud con i pagani contro Maometto e si converti qualche tempo<br />
dopo. Si vuole da ibn Ishàq che il nostro 'Abdallah ferisse appunto il<br />
Profeta nel disastro di Uhud.<br />
Alcuni affermano che l'avo del celebre giurista ibn Sihàb (al-Zuhri,<br />
124) fosse 1"Abdallah morto in Abissinia (al-Istì'àb, 398, n. 1656).<br />
Cfr. anche Athir Usd, IH, 184;<br />
Athir, II, 119;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 321, n. 3265;<br />
Dzahabi Fischer, I, 66;<br />
al-Isti'àb, 396, n. 1655;<br />
Hagar, II, 791, n. 9120; 791-792, n. 9121 e 9122;<br />
Khall, ed. Wdst., n. 574;<br />
Onomasticon Arab., II, pag. 965-966, n. 14046-14048;<br />
Qutaybah, 239;<br />
367.<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
'Abdallah b. abì<br />
Rabi'ah.]
§§ 446-449. 35. a. H. '<br />
35. a. H. Saad, IV, 2, pag. 93, lin. 4-9;<br />
[NECROLOGIO. - ' ' i o '<br />
'<br />
'Abdaiiah b. Si- Safadi Wàfi, Ms. Bodl., n. 670, fol. 60,v.-61,r. ;•<br />
hab.l Sprenger, Leb. Muh., II, 179;<br />
Wàqidi Wellhausen, 114, 116 e segg.<br />
'Abdallah b. Suràqah.<br />
§ 447. — 'Abdallah b. Suràqah b. al-Mu'tamir b. Anas b. Adzàh b.<br />
Riyàh b. 'Abdallah b. Qurt b. Rizàh b. 'Adi b. Ka'b b. Lu-ayy.<br />
Ó-umah.<br />
Sua madre fu bint 'Abdallah b. 'Umayr b. Uhayb b. Hudzàfah b.<br />
(Muh: b. 'limar, da 'Abd al-gabbàr b. 'Umàrah, da 'Abdallah b. abi<br />
Bakr b. Muh. b. 'Amr b. Hazm). 'Abdallah b. Suràqah emigrò col fratello<br />
'Amr da Makkah a Madinah, e scesero presso Rifa ah b. 'Abd al-Mundzir.<br />
(Muh. b. Ishàq). Fu a Badr col fratello 'Amr.<br />
Secondo Musa b. 'Uqbah, abù Ma'sar, Muh. b. 'limar e 'Abdallah b.<br />
'limar, non fu a Badr, bensì a Uhud e alla Trincea, e a tutte le altre<br />
campagne col Profeta.<br />
(Muh. b. Ishàq). Mori senza lasciar discendenti (Saad, IV, 1, pag. 104)<br />
_<br />
[M.].<br />
§ 448. — abu 'Amr 'Abdallah b. Suràqah al-Kalbi era fratello di 'Amr<br />
b. Suràqah per padre e per madre (Athir llsd. III, 171) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>^ voli. I-II [Indice) ;<br />
Dzahabi Tadzhib, MS. Berlin (Sprenger, 272), fol. 54, v. ;<br />
Dzahabi Tagrìd, I, 336, n. 3221;<br />
Hagar, II, 769-770, n. 9072;<br />
Hagar Tahdzìb {manca) ;<br />
Hagar Taqrib, 103 (col. i);<br />
Hisàm, 321, 490;<br />
al-Isti'àb, 393, n. 1631;<br />
Kathìr Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,r.;<br />
Khulàsah, 199;<br />
Onomasticon Arah., II, pag. 972, n. 14154;<br />
WùstenfeldRegister, 43.<br />
Abdallah b. Zam'ah.<br />
§ 449. — 'Abdallah b. Zam'ah b. al-Aswad b. al-Muttalib b.<br />
b. 'Abd al-'llzza, fu uno dei più eminenti Qurays, che abbracciò ben<br />
presto le dottrine di Maometto, e tenne l'ufficio di presentare gli stranieri<br />
al Profeta.<br />
358.
85. a. H. n 449, 460.<br />
81<br />
Quando fu assassinato il Califfo 'Uthmàn nell'anno 35. H., (ibn Zam'ah)<br />
,.,..,,". '<br />
trovava presso di lui e peri anch egli.<br />
36. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
«Abdaiiah b. z«-<br />
Ebbe per moglie Zaynab (Athir, III, 164). '""•N<br />
Cfr. Wustenfeld Fam. Zubayr, 13, n. 4.<br />
al-Bukhàri lo chiama: 'Abdallah b. Wahb b. Zam'ah (Bukhàri Ta*-<br />
rikh, 33, lin. 1-2).<br />
§ 450. — 'Abdallah b. Zam'ah b. al-Aswad b. al-Muttalib b. Asad b.<br />
'Abd al-* Uzza b. Qusayy al-Qurasi al-Asadi.<br />
Sua madre fu Qaribah (Quraybah ?) bint ahi Umayyah b. al-Mughirah,<br />
sorella di umm Salamah, Madre dei Credenti.<br />
metto.<br />
Zubayr.<br />
Era dei più illustri tra i Qurays, e annunciava [i visitatori] presso Mao-<br />
Presero tradizioni da lui abù Bakr b. 'Abd al-rahmàn e 'Urwah b. al-<br />
Poi si citano dalla sua bocca tradizioni sulla camela sgarrettata, ecc.,<br />
e anche sul ridere udendo un peto.<br />
Il padre suo era al-Aswad, che morì kàfir, ed era dei derisori di<br />
Maometto.<br />
Fu ucciso con 'Uthmàn la giornata del dar. Lo dice abù Ahmad al-<br />
'Askari, da abù Hassàn al-Ziyàdi.<br />
Ebbe un figlio di nome Yazid, che fu ucciso a sangue freddo (sa-<br />
bar»°) da Muslim b. 'Uqbah al-Murri (Athìr Usd, III, 164-165) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, 23. a. H., 244;<br />
Dzahabi Fischer, I, 66;<br />
Dzahabi Tadzhìb, Ms. Berlin, II, fol. 52;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 334, n. 3199;<br />
Hagar, II, 760, n. 9052; 919-920, n. 9395;<br />
Hagar Tahdzib, V, 218-219, n. 377;<br />
Hagar Taqrib, 102 (col. ii-iii);<br />
Hanbal Musnad, IV, 17, 322;<br />
Hisàm, 869, 983;<br />
Ikmàl al-Khatib, 72;<br />
al-Isti'àb, 366-367, n. 522;<br />
Khulàsah, 198;<br />
Onomasticon Arab., II, pag. 1017, n. 14748 (con tutte le altre fonti<br />
ivi indicate);<br />
Qaysaràni Ó-am', 240, n. 882;<br />
Safadi Wàfi, MS. Bodl., n. 670, fol. 252;<br />
Sprenger, Leb. Muh., Ili, cxviii;<br />
869.
§§ 450, 451. 35. a. H.<br />
.-'''''<br />
35.a.H. Tabari, I, 3451; III, 2353;<br />
[NECROLOGIO.<br />
•Abdaiiah b. Za- Wàqidi Wellhausen, 287;<br />
•"'ah.] Wùst. Zubayr, I, 13.<br />
'Àmir b. Rabi'ah.<br />
§ 451. — {a) 'Amir b. Kabi'ah b. Màlik b. 'Àmir b. Hugayr b. Salàmàn<br />
b. Màlik b. Rabi'ah b. Rufaydah b. 'Anz b. Wà'il b. Qàsit b. Hinb<br />
b. Afsà b. Du'mi b. Gradilah b. Asad b. Rabi'ah b. Nizàr b. Ma'add b.<br />
'Adnàn, alleato (halif) di al-Khattàb b. Nufayl, il quale, avendo stretto<br />
con lui alleanza, lo adottò per figlio e lo aggregò alla sua stirpe, onde si<br />
chiamò 'Amir b. al-Khattàb, finché non furono rivelate le parole coraniche :<br />
« Chiamateli col nome dei loro padri (Q u r • a n , XXX, 5) » : allora riprese il<br />
nome della sua stirpe, e si chiamò 'Amir b. Rabi'ah. La sua genealogia<br />
fino a Wà'il è accertata.<br />
(b) (Muhammad b. 'Umar [al-Wàqidi], da Muhammad b. Sàlih, da<br />
Yazìd b. Rùmàn). 'Amir b. Rabi'ah si convertì all'Islam molto tempo<br />
prima che il Profeta entrasse nella casa di Arqam b. abì al-Arqam e<br />
pregasse in essa.<br />
[Altra tradizione]. 'Amir b. Rabi'ah prese parte alle due emigrazioni<br />
nell'Abissinia, insieme con sua moglie Layla bint abi Hathmah al-'Ada-<br />
wiyyah.<br />
(e) (Muhammad b. 'Umar [al-Wàqidi], da 'Abdallah b. Umar b. Hafs,<br />
da 'Asim b. 'Ubaydallah, da 'Abdallah b. 'Amir b. Rabi'ah, da suo padre).<br />
Nessuno precedette mio padre ['Amir b. Rabi'ah] nella emigrazione a Ma-<br />
dinah, tranne abù Salamah b. 'Abd al-Asad.<br />
{d) (Muhammad b. 'Umar [aì-Wàqidi], da Ma'mar, da al-Zuhri, da 'Ab-<br />
dallah b. 'Amir b. Rabi'ah, da suo padi'e). Nessuna donna entrò a Ma-<br />
dinah [ritornando dall' Abissinia] prima di Laylah bint abi Hathmah (ossia<br />
sua moglie).<br />
[Altra tradizione]. Il Profeta afifratellò 'Amir b. R^,bi'ah con Yazid b.<br />
al-Mundzir b. Sarh. La kunyah di 'Amir b. Rabi'ah è abù 'Abdallah.<br />
Egli combattè a Badr, a Uhud e ad al-Khandaq, sempre in compagnia del<br />
Profeta, e riferì tradizioni di abii Bakr e 'Umar.<br />
(e) (abù Bakr b. 'Abdallah b. abì Uways al-Madani e Khàlid b. Makhlad<br />
al-Bagali, da Sulaymàn b. Bilàl, da Yahya b. Sa'id, da 'Abdallah b. 'Amir<br />
b. Rabi'ah, combattente di Badr). 'Amir b. Rabi'ah si alzò per pregare una<br />
notte, mentre 'Uthmàn era assediato, e, dopo aver pregato, si addormentò<br />
ed ebbe un sogno in cui gli fu detto : « Alzati, e prega. Iddio che ti pre-<br />
« servi dalla sedizione (fitnah), come ha preservato i giusti tra i suoi<br />
860.
I<br />
sano per andare alla sepoltura.<br />
35. a. H. }§ 45M5M.<br />
« servi ». Ed egli si alzò e pregò; poi si ammalò e non usci più di casa ^5. a. h.<br />
, ^ i. 1 1 (NECROLOGIO.<br />
che per essere portato al sepolcro.<br />
.^^i^ j, Rabrah<br />
{f) (Muhammad b. 'Umar). 'Àmir b. Rabi'ali morì pochi giorni dopo<br />
l'uccisione di 'Uthmàn b. 'AfFàn: rimase chiuso in casa senza che la gente<br />
si accorgesse della sua morte se non quando fu portato al sepolcro (Saad,<br />
III, 1, pag. 281, lin. 16-282, lin. 17) [L.V.].<br />
al-Isti'àb, 461, n. 1967, dà, oltre la genealogia di ibn Sa'd, ìv<br />
seguenti: (1) 'Àmir b. Rabi'ah b. Ka'b b. Màlik b. Rabì'ah b. 'Amir b.<br />
Sa'd b. 'Abdallah b. al-Hàrith b. Rufaydah b. 'Anaz, ecc., come ibn Sa'd :<br />
(2) 'Amir b. Rabi'ah b. 'Amir b. Màlik b. Rabi'ah b. Hugayr, ecc., com
463, 454. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
•Àmirb.RabT'ah.j<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, '<br />
•<br />
Athir, II, 33, 64,<br />
voli.<br />
78;<br />
I-II, III-V (Indici) ^ ; V<br />
Durayd, 202, lin. 21-22;<br />
Óawzi, MS. Costant., I, fol. 106,v.-107,r.<br />
Hagar, II, 618-619, n. 8858;<br />
Hagar Tahdzib, V,<br />
Hagar Taqrìb,94;<br />
62-63, n. 105;<br />
Hanbal Musnad, III, 444-447;<br />
Hisàm, 164, 209, 242, 316, 423, 490;<br />
Khulàsali, 184;<br />
Taghrìbirdi, MS. Paris, 1551, fol. 25,v. ;<br />
Qaysaràni Gram',<br />
Qutaybab, 46;<br />
Rustah, 195;<br />
375, n. 1434;<br />
Sprenger, Leb. Muh., I, 44 e segg., 122; II, 43, 44, 146 nota,<br />
167, 175, 536 nota;<br />
Tanbih, 233;<br />
Wàqidi Wellhausen, 35, 84, 143, 296.<br />
'Amr b. 'Abasah.<br />
§ 454. — 'Amr b. 'Abasah b. 'Amir b. Khàlid abù Nagih, o abù Su'ayb,<br />
al-Sulami, antico Compagno del Profeta, che si convertì in seguito al timore<br />
che il culto degli idoli fosse cosa vana : spinto da questo timore venne a<br />
Makkah, avendo inteso della predicazione di Maometto ed abbracciò la<br />
nuova fede al principio della missione del Profeta. Si vuole anzi che fosse<br />
la quarta persona ad abbracciare l' Islam. Ritornato alla propria tribù, andò<br />
a raggiungere MaxDmetto, quando questi si fu stabilito in Madinah.<br />
'Amr b. 'Abasah è annoverato tra i Compagni della scuola tradizio-<br />
nistica della Siria : trasmise tradizioni ad abù Umàmah al-Bàhili, Surahbìl<br />
b. ai-Si mt. Sulaym b. 'Amir, Damrah b. Habib ed ai maggiori tradizionisti<br />
tàbi'ùn della Siria (al-Isti'àb, 443-444, n. 1896).<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici);<br />
Durayd, 188;<br />
Hagar Tahdzib, Vili, 69, n. 107;<br />
Hagar Taqrìb, 159 (col. iv) ;<br />
Khulàsah, 291;<br />
Saad, IV, 1, pag. 157;<br />
Tabari, I, 1166, 1168, 2094, 2523, 2526;<br />
Ya'qùbi, II, 22, 25.<br />
362.
35. a. H. §} 455, 456.<br />
Amr b. Suraqah. 35. a. h.<br />
§ 455. — 'Amr b. Suràqah b. al-Mu'tamir b. Anas b. Adàh b. Razàh Amrb.Suraqah.<br />
b. 'Adi b. Ka'b b. Lu-ayy b. al-Qurasi al-'Adawi. Era fratello di 'Abdallah<br />
b. Suràqah. Fu a Badr, a Uhud e alle altre spedizioni col Profeta.<br />
'Àmir b. Rabi'ah racconta che furono mandati dal Profeta in una spedi-<br />
zione (sariyyah), ed era con loro 'Amr b. Suràqah, uomo di bella pancia<br />
ed alto. Gli venne fame e si piegava. Allora prendemmo una scodella di<br />
pietra e gliela legammo al ventre (per fargli pressione sullo stomaco e ren-<br />
dergli meno tormentosi gli stimoli della fame : cosi) seguitò a marciare con<br />
noi. Giungemmo ad una tribù che ci ospitò. E 'Amr disse : « Io credevo<br />
« che le gambe portassero il ventre, e invece il ventre porta le gambe ».<br />
Mori sotto il califfato di 'Uthmàn.<br />
ibn Mandah lo crede degli Ansar, ma senza ragione; abu Musa lo dice<br />
'Adawi (Atbir Usd, IV, 106) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici)'^<br />
Dzahabi Tagrid, I, 438, n. 4318;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 153,r.;<br />
Gawzi, MS. Costantin., I, fol. 163,r. [f 28. a. H.];<br />
Hagar, II, 1277-1278, n. 10238;<br />
Hisàm, 321, 490;<br />
al-Isti'àb, 446, n. 1908;<br />
Kathìr Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,r.;*<br />
Saad, III, 1, pag. 281, Un. 2-14;<br />
Wàqidi Wellhausen, 84, 296.<br />
Amr b. 'Utbah b. Farqad.<br />
§ 456. — 'Amr b. 'Utbah b. Farqad al-Sulami al-Kufi, trasmise tradi-<br />
zioni da ibn Mas'ud e da Subay'ah al-Aslamiyyah. Furono suoi discepoli<br />
'Abdallah b. Rabi'ah al-Sulami, Hawt b. Ràfi' al-'Abdi, al-Sa'bi e 'Abs b.<br />
'Abd al-Hamdàni. Fu uomo rammentato e conosciuto per il suo ascetismo<br />
e per la sua costanza nel pregare. Secondo ibn Hibbàn fu ucciso a Tustar<br />
regnante il Califfo 'Uthmàn, ed ibn Sa'd lo iscrive nella prima classe, tabaqah,<br />
dei tradizionisti di al-Kufah (Hagar Tahdzib, VIII, 75-76).<br />
Hagar Taqrib, 159, lo dice mukhradram.<br />
Yàqut, I, 173, afferma che fosse con suo padre 'Utbah b. Farqad<br />
mentre questi era governatore dell' Adzarbaygàn, ed aggiunge che il nostro<br />
'Amr fosse un asceta (zàhid).<br />
Khulàsah, 291, raccoglie pure la notizia che fosse un asceta assai<br />
devoto.<br />
363.
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
'Amr b. 'Utbah<br />
b. Farqad.]<br />
§457. 35. a. H.<br />
§ 457..— (a) Il padre era 'Utbah, dei Compagni, e reggeva wilàyàt.<br />
Egli avrebbe voluto che il figlio lo aiutasse in quell'ufficio, ma questi si ri-<br />
fiutava per avversione al mondo.<br />
(6) (Da 'Abdallah b. al-Rabi'ah). Ero seduto con 'Utbah b. Farqad,<br />
Mu'dad al-'Igli e 'Amr b. 'Utbah. E mi disse ['Utbah]: « 'Abdallah b.<br />
« al-Rabi'ah, non vuoi tu aiutarmi a indurre il figlio di tua sorella ad assi-<br />
« stermi nel mio governo? ». Ed io dissi: « 'Amr, ubbidisci a tuo padre! ».<br />
'Amr guardò a Mu'dad, che gli disse : « Non lo seguire, bensì adora e<br />
«avvicinati [a Dio]». E 'Amr disse: «Babbo, tu m'hai dato una somma<br />
« di 70,000 [dirhàm]; se tu la rivuoi, eccotela; se no, lasciamela spendere ».<br />
— « Spendila, figlio », fece il padre. Ed egli la spese tutta (in elemosine),<br />
non lasciando per sé neanche un dirham.<br />
(e) (Da 'Isa b. 'Umar). 'Amr b. 'Utbah usciva a cavallo di notte e stava<br />
accanto alle, tombe, e diceva: « abitatoli dei sepolcri, sono piegati i libri<br />
« [sacri] e sono levate le opere (senso: non si opera più bene) ». E piangeva.<br />
E poi passeggiava sino al mattino, e assisteva alla preghiera del subh.<br />
(d) (Da un mawla di 'Amr). Racconta la sua frequenza nel pregare,<br />
e come neanche il rugito di un leone una volta lo spaventasse, giacché<br />
diceva di vergognarsi d'aver paura di altri che di Allah.<br />
(e) (Dall'imam Ahmad [b. Hanbal], da 'Abd al-rahmàn b. Yazid). Fa-<br />
cevano parte d'un esercito, tra altri, 'Alqamah, Yazid b. Mu'àwiyah al-<br />
Nakha'i, 'Amr b. 'Utbah e Mu'dad. 'Amr b. 'Utbah scese in campo (kha-<br />
raga) con una gubbah nuova bianca. E disse: « Come sarà bello vedere<br />
«il sangue scendere qui sopra!». Si mosse, e attaccò il castello (ta'arrada<br />
li-1-qasr), e fu ferito da una pietra. Scorse il sangue, ed egli mori di<br />
quella ferita. Lo seppellimmo. Or quando gli toccò la pietrata, si mise a<br />
palparla [la ferita] con la mano e a dire : « E piccolina, e Iddio benedice<br />
« ciò che è piccolo ».<br />
(/") (Da un cugino di 'Amr). Scendemmo in un bel prato. E 'Amr<br />
disse : « Che bel prato ! Come<br />
sarebbe bello ora se un m u n a d i gridasse :<br />
« — Cavalleria di Dio, monta — , e uscisse uno e fosse tra i primi e restasse<br />
«colpito, e poi fosse portato via e seppellito in questo prato! ». Ed ecco,<br />
d'improvviso, grida il munàdi: « Cavalleria di Dio, monta ». 'Amr parte<br />
tra i più veloci. 'Utbah n' è informato, e lo manda a cercare. Ma non lo<br />
trovano che morto. E non credo che avesse sepoltura se non dov'era pian-<br />
tata la sua lancia (fi markazi rumhihi). 'Utbah quel giorno era a<br />
capo dell'esercito.<br />
(g) La razzia in cui fu martire 'Amr era quella dell'Àdzarbaygàn, sotto il<br />
califfato di 'Uthmàn (Gra wzi, foli. 76,r.-76,v. [tra i morti dell'anno 25. H.) [M.].<br />
364.
al-Ashab b. Rumaylah.<br />
35. a. H. § 45y.<br />
'<br />
35. a. h.<br />
§ 458. — al-Ashab b. Rumaylah al-sà'ir, o il poeta. Rumaylah era sua aiAshab b. Rumadre,<br />
schiava di Khàlid b. Màlik b. Rib'i b. Salma b. Gandal b. Nahsal b. mayiah.)<br />
Dàrim b. 'Amr b. Tamim ; egli, al-Ashab, è figlio di Thawr b. abi Hàrithah<br />
b. 'Abd al-Dàr b. Gandal b. Nahsal b. Dàrim. Afferma abù 'Amr: I -di-<br />
scendenti di Rumaylah asseriscono che essa era una prigioniera degli Arabi,<br />
e partorì a Thawr ibn abi Hàrithah quattro figliuoli: Rabàb, Hagnà, al-<br />
Ashab e Suwayd, ed essi formavano un gruppo di fratelli tra i più forti<br />
in mezzo agli Arabi sia per lingua che per mano,* e per l' inattaccabilità<br />
della loro posizione; essi godevano nell'Islam di grandi ricchezze. Il padre<br />
loro Thawr aveva comprato Rumaylah durante la éàhiliyyah, e durante la<br />
Gràhiliyyah essa gli partorì i predetti figliuoli, i quali acquistarono una im-<br />
mensa potenza, tanto che quando si recarono da qualcuna delle acque di<br />
al-Sammàn, ne sequestravano ad esclusione degli altri quanto volevano.<br />
Siccome Rumaylah aveva un abito di velluto rosso, essi prendevano l'orla-<br />
tura di esso e la gettavano nell'acqua, intendendo significare : Questo<br />
tratto<br />
di acqua ce lo siamo riserbato noi ; e nessuno osava ribellarsi (ovvero :<br />
spostare l'orlatura) per timore della loro potenza. Così essi prendevano<br />
dell'acqua quanto avevano bisogno e lasciavano agli altri quello che era<br />
loro superfluo. Un anno essi si recarono ad una delle acque di al-Sammàn,<br />
e insieme vi si recarono alcuni dei banù Qatan b. Nahsal ; ora i banù Qatan<br />
b. Nahsal, i banù Zayd b. Nahsal e banù Manàf b. Dàrim sono alleati,<br />
halìf, reciprocamente, e alleati contro di loro sono i cosidetti al-a'gàz,<br />
i successivi, [come figli di Nahsal], cioè a dire : Gandal, Garvval e Sakhr<br />
banù Nahsal. Uno dunque di loro condusse il proprio camelo e lo avviò<br />
ad un bacino che era stato riserbato [per i figli di Rumaylah]; questi, sa-<br />
puta la notizia, si irritarono e si radunarono essi e i loro alleati, e contro<br />
di loro si radunarono anche gli alleati [dall'altra parte]. Gli- uni e gli altri<br />
si combatterono violentemente, e Rabàb b. Rumaylah colpì alla testa Nu-<br />
sayr b. Sabìh, generalmente detto abù Dabàl, la cui madre era figlia di<br />
abù-1-Humàm b. Qiràd b. Makhzùm; su di che Rabàb disse:<br />
(1) Io Io colpii la sera del novilunio, il primo giorno annoverato nel mese di Sawwàl,<br />
'2) con un colpo alla testa di abu Badai. Là tu non sei ritornato [in sensi], e non<br />
mi curo<br />
(3) s'egli non ritorni più sino alla fine dei secoli.<br />
Allora ciascuna delle due parti si raccolse intorno al suo compagno, ed i<br />
banù Qatan dissero : « O banù Garwal, banù Sakhr e banù Manàf, il vostro<br />
« partigiano ha colpito il nostro di un colpo, di cui non sappiamo se morrà<br />
« o si ristabilirà; fateci dunque giustizia ». Ma essi si rifiutarono, ed allora<br />
si continuò a combattere per tutta la giornata sino alla notte. Intanto<br />
366.
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
ai-Ashab b. Ru-<br />
maylah.J<br />
§ 458. od* d.» XÌ«<br />
Ubayy ibn Asyam, collaterale dei banù Gì-arwal e loro capo, era andato<br />
fuori per attendere ad un suo affare, ma alcuni dei banù Qatan lo incon-<br />
trarono e lo fecero prigioniero, e fu condotto con i suoi compagni [dai banù<br />
Qatan]. Allora Nalisal b. Grari disse : « O banù Qatan, obbeditemi oggi, se<br />
« poi doveste disobbedirmi per sempre ». — « Volentieri », risposero, « dicci<br />
« pure >. Disse: «Costui non aveva partecipato alla ostilità e alla lotta<br />
« qontro di voi, perciò non è lecito a voi l'ucciderlo ; sappiate poi che la<br />
« sua gente, (data) la loro potenza, sono i più terribili avversari che voi<br />
« possiate avere ; obbligatelo a giurare che egli li faccia tornare indietro,<br />
«e mettetelo in libertà». Risposero: «Fa pure come consigli». Nahsal<br />
dunque si recò da lui e gli disse : « abù Asma, la tua gente si è ft^ap-<br />
« posta tra noi e il nostro diritto [di abbeverare gli animali] e ci ha com-<br />
« battuti per impedirci di esercitarlo ; ora Allah ci ha messo in possesso<br />
« di te, e il tuo sangue vale per noi più di quello dei banù Rumaylah; per<br />
« Allah, io ti ucciderò se non acconsentirai a quanto ti chiedo ». Rispose:<br />
« Chiedi pure ». Disse: « Cerca tu di allontanare tutti i banù Grarwal; che<br />
« se essi non ti obbediranno, allontanati tu con i banù Asyam, e se anche<br />
«essi si rifiutassero, allora torna da noi». Rispose: «Va bene». Allora<br />
egli fu liberato verso il principio della notte, e recatosi dai suoi i quali<br />
erano in luoco donde si potevano vedere gli uni e gli altri, disse loro:<br />
« banù Grarwal, ritiratevi ; volete voi opporvi ad una gente che non vuole<br />
« che il suo diritto ? Temete Allah ; essi mi avevano fatto prigioniero e, se<br />
« avessero voluto uccidermi, ci sarebbe stato in ciò una soddisfazione suf-<br />
« ficiente dei loro diritti ; ma ad essi ripugna di far la guerra a voi, siate<br />
« perciò anche voi non in^usti con loro ». In seguito a ciò più di settanta<br />
fra di loro si ritirarono, e i banù Sai^r e i banù Grarwal visto ciò dissero:<br />
« Per Allah, noi facciamo torto alla nostra gente se li (i banù Qatan) com-<br />
« battiamo », e si partirono anch'essi, lasciando la gente (i banù Rumaylah)<br />
delusa. Quando al-x4.shab b. Rumaylah vide ciò, disse [ai suoi, per indurli<br />
alla pace] : « Per un colpo di bastone senza conseguenze vorreste voi ver-<br />
« sare il vostro sangue ? Per Allah, la cosa non ha importanza, date piut-<br />
« tosto alla vostra gente (ai banù Qatan, che sono del vostro stesso sangue)<br />
« il diritto loro (= la soddisfazione loro spettante) » . Ma Hagnà e Rabàb<br />
risposero : « Noi torneremo indietro, ci riuniremo ad altri, e non daremo<br />
« agli avversari ciò che è nostro (= la persona del feritore come pegno<br />
« fino alla guarigione del ferito) ». Ma al-Ashab b. Rumaylah continuava a<br />
dire : « Gruai a voi, volete portare la guerra nella sede della vostra gente,<br />
« per una bastonata senza conseguenze? ». E non cessò di insistere fincl<br />
essi condussero Rabàb e lo consegnarono ai banù Qatan, prendendo da loi<br />
366.
35. a. H. 1 4Ba<br />
abu Badai, colui che aveva ricevuto il colpo. Ma costui mori nella notte ^^- *• "•<br />
atessa nelle loro mani, per il che essi nascosero la cosa, e, mandati a chia- ai.Aih«b b. Ru-<br />
mare 'Abbàd b. Masùd, Màlik b. Rib'i, Màlik b. 'Awf e al-Qa'qà b. Ma'bad, mayiah.)<br />
offersero loro il prezzo del sangue. Quelli risposero : < Che cosa significa il<br />
« prezzo del sangue, se il nostro compagno è vivo? ». Risposero: « Il vostro<br />
« compagno non è più vivo ». Quelli non risposero alla proposta, ma dis-<br />
sero: « Vedremo». Quindi si recarono da Rabàb e gli dissero: « Dacci le<br />
« tue ultime disposizioni, secondo che ti parrà ». Rispose: « Desidero pre-<br />
« gare ». — « Prega pure », gli dissero, ed egli pregò due rak'ah, poi sog-<br />
giunse : « Io avrei, a dir la verità, ancora bisogno di pregare il mio Signore,<br />
« ma ho evitato d' intrattenermi ancora a pregare, perchè non crediate che<br />
« io lo facessi per timore della morte ; che mi uccida tra voi un uomo che<br />
« ha il braccio saldo e la spada affilata ». Essi lo affidarono ad abù Khu-<br />
zaymah b. Nusayr [figlio di colui] che aveva per kunyah abù Badai;<br />
questi gli mozzò il capo, dopo di che lo seppellirono. Ciò accadde durante<br />
la sedizione che seguì all'uccisione di 'Uthmàn b. 'Affan. al-Ashab allora<br />
compose i seguenti versi di compianto per il fratello e di biasimo contro<br />
se stesso, per aver voluto consegnarlo agli avversari allo scopo di far ces-<br />
sare la guerra :<br />
(1) O occhi miei, poche sono le lagrime per il fratello vostro, par vegliando voi<br />
tutta la notte in preda al dolore?<br />
(2) Quante donne piangono al-Rabàh, e quanti dicono: Allah ricompensi il baono;<br />
com'era egli casto e forte !<br />
(3) Come sapeva colpire nella battaglia, quando ardeva il combattimento; come era<br />
liberale di cibo, quando alla sera i lattanti avevan fame!<br />
(4) Quando noi chiedemmo in compenso [leggi i'tawadna invece di i'taradna]<br />
il vostro fratello per il nostro, credemmo dissetarci, ma la nostra sete non fu soddisfatta,<br />
si da restar esaurita.<br />
(5) Noi abbiamo volato soddisfare il sangue [versato], ma intanto [dacché è ferito<br />
il generoso] invano l'ospite attende il cibo, e invano resta in attesa la sapplica di colai<br />
che ci ha pregato, e le cui parole sono giunte sino a noi.<br />
(6) Abbiamo voluto dare una soddisfazione, ma fu una stoltezza delle nostre menti,<br />
che sembrava dovesse risolvere più presto la questione sorta tra i figli di Damrah.<br />
(7) La mia gente mi ha biasimato ed io stesso mi biasimo, per ciò che il mio giu-<br />
dizio propose a riguardo di Rabàb, provocandone la rovina.<br />
(8) Se il mio cuore fosse di ferro, (questo fatto) lo liquefarebbe, e se fosse di darà<br />
roccia, si frangerebbe.<br />
ghàni. Vili, 169, lin. 4-160, lin. 24) [T.].<br />
Cfr. più avanti § 636 ed anche Athir, III, 388; IV, 4;<br />
•Ayni, I, 482;<br />
Farazdaq, ed. Boucher, 421, nota 2; 677, nota 3; 693 e segg.;<br />
Farazdaq, ed. Hell, 668 (cfr. Indice, pag. 11);<br />
867.
35. a. H.<br />
(NECROLOGIO. -<br />
al-Ashab b. Ru-<br />
maylah.]<br />
§§ 458461. 35. a. H.<br />
Hagar, I, 215;<br />
Hammer, LitL Arab., I, 226, n. 119;<br />
Khizànah, II, 500, 507-511; IV, 416;<br />
Mubarrad, 33, lin. 12; 157, lin. 20; 438, liii. 6<br />
Qutaybah Poèsis, 428 [al-Ashab b. Gramil];<br />
Tabari, IT, 95, 201, 1290;<br />
Yàqùt, III, 911; IV, 375.<br />
AWS b. Khawli.<br />
§ 459. — abù Layla Aws b. Khawli b. 'Abdallah b. al-Hàrith b. 'Ubayd<br />
b. Màlik b. Sàlim b. Ghanm b. 'Awf b. al-Khazrag al-Ansàri al-Khaz-<br />
ragi. Compagno del Profeta, fu, secondo alcune fonti, uno di coloro che<br />
andarono ad assassinare ibn abi-1-Huqayq, e più tardi, secondo quanto<br />
affermano al-Baghawi e ibn Ishàq, alla morte del Profeta, entrò nella stanza<br />
del defunto portando una brocca d'acqua ed aiutò a lavare il cadavere.<br />
Non lasciò né trasmise alcuna tradizione autentica. Fu presente alla bat-<br />
taglia di Badr, e il Profeta lo uni in fratellanza con Suga' b. Wahb. Era<br />
uomo di corporatura forte e robusta.<br />
Secondo ibn Sa'd, egli mori prima del Califfo 'Uthmàn, cioè prima<br />
dell'anno 35. H. (Hagar, I, 165-166, n. 330).<br />
§ 460. — Aws b. Khawali {sic secondo ibn Durayd) b. 'Abdallah b. al-<br />
Hàrith b. 'Ubayd b. Màlik b. Sàlim al-Hubla.<br />
Sua madre fu GramUah bint Ubayy b. Màlik b. al-Hàrith b. *Ubayd<br />
b. Màlik b. Sàlim al-Hubla, sorella di 'Abdallah b. Ubayy b. Salùl.<br />
Ebbe una figlia chiamata Fushum, la quale mori senza che Aws avesse<br />
discendenti.<br />
S'estinse poi anche la famiglia di al-Hàrith b. 'Ubayd b. Màlik b. Sàlim<br />
al-Hubla, e non rimasero che uno o due della famiglia di 'Abdallah b.<br />
Ubayy b. Salùl in Madinah.<br />
Aws b. Khawali era dei Kamalah, e si diceva kàmil nella Gràhi-<br />
liyyah e sul principio dell'Isiàm chi sapeva scriver l'arabo e sapeva ben<br />
nuotare e tirar d'arco.<br />
Il Profeta gli die' fratello Suga' b. Wahb al-Asadi di Badr.<br />
Fu a Badr, a Uhud, alla Trincea, ecc. (Saad, III, 2, pag. 91, lin. 3-14)<br />
[M.].<br />
§ 461. — (Muh. b. 'Umar, da 'A'idz b. Yahya, da abu-1-Huwayrith).<br />
Il Profeta lasciò alla sorveglianza delle armi, allorché entrò a Makkah per<br />
la 'umrah al-qadiyyah, duecento uomini sotto Aws b. Khawali (Saad,<br />
IH, 2, pag. 91, lin. 14-16) [M.].<br />
368.
86. a. H. n 461-464.<br />
(6) Quando morì il Profeta, fu deputato lui ad assistere alla sepoltura<br />
del Profeta dagli Ansar.<br />
Mori sotto il califfato di 'Uthinàn (Saad, III, 2, pag. 91, Un. 16-21) [M.].<br />
§ 462. — (al-Husayn b. al-Fahm, da Muhammad, da Yahya b. Ma'in<br />
b. 'Awn b. Ziyàd, da Hisàm b. Yusuf, da Ma'mar, da Ayyùb, da Muh. b.<br />
Sirìn). Allorché abù Tàlib fu vicino a morte, chiamò il Profeta e gli disse:<br />
< Quando sarò morto, va dai tuoi zii dei banù-1-Naggàr, giacché sono i<br />
« migliori difensori di quello che è nelle case loro » (Saad, III, 1, pag. 91,<br />
lin. 21-26) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voli. I-II (Indice)',<br />
Athir, II, 262; III, 160;<br />
Athir Usd, I, 144-145;<br />
Balàdzuri, 474;<br />
Durayd, 271; .<br />
Dzahabi Tagrid, I, 37, n. 317;<br />
Hisàm, 497, 1018;<br />
al-Isti'àb, 37, n. 63;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 131,v.;<br />
Sprenger, Leb. Muh., III, 286;<br />
Tabari, I, 1830, 1833;<br />
Wàqidi Wellhausen, 88, 181, 242, 262, 266, 301, 415;<br />
Ya'qubi, II, 127.<br />
Aws b. al-Sàmit.<br />
§ 463. — Aws b. al-Sàmit b. Qays b. Asram b. Fihr b. Tha'labah b.<br />
(Ihanm al-An sari. Compagno del Profeta, fu presente a Badr, a Uhud ed<br />
A tutte le successive spedizioni militari del Profeta, visge sino ai tempi<br />
del Califfo 'Uthmàn. Trasmise tradizioni a Hassàn b. 'Atiyyah. Era fratello<br />
del celebre 'Ubàdah b. al-Sàmit. Fu anche poeta (al -Isti* ab, 37, n. 54).<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voi. I-II {Indice);<br />
Hagar Tahdzib, I, 383, n, 700;<br />
Hagar Taqrib, 20 (col. i);<br />
Kh u 1 à s a h , 41 ;<br />
Saad, III, 2, pag. 94;<br />
Wàqidi Wellhausen, 88.<br />
Aws b. Thàbit.<br />
^<br />
§ 464. — Aws b. 'Phàbit b. al-Mundzir b. Haràm al-Ansàri al-Khazragi,<br />
)mpagno del Profeta, ebbe per madre Sakhta bint Hàrithah b. Lawdzàn,<br />
869.<br />
47<br />
35. a. H.<br />
^''^^''b.^^l^l.'l
§§ 464-466. 35. a. H.<br />
35. a. H. sorella dello zio materno della madre di Hassàn b. Thabit [40.-64. a. H.],<br />
Aws b. Thàbit.l<br />
^^ Celebre poeta dell' Islam e fratellastro di Aws b. Thabit. — Fu padre<br />
del celebre Compagno Saddàd b. Aws. Fu presente al secondo Convegno<br />
di 'Aqabah, e alla battaglia di Badr. — Secondo alcuni fu ucciso a Uhud ;<br />
altri, fra i quali al-Wàqidi, affermano che fosse presente all'assedio di Ma-<br />
dìnah (al-Khandaq), ai combattimenti di Khaybar e a tutte le spedi-<br />
zioni successive, e che morisse durante il califfato di 'Uthmàn [35. a. H.]<br />
(Hagar, I, 157, n. 314).<br />
§ 465. — {a) Aws b. Thabit b. al-Mundzir b. Haràm b. 'Amr b. Zayd<br />
Manàh b. 'Adi b. 'Amr b. Màlik b. al-Naggàr, fratello di Hassàn b. Thabit,<br />
poeta, e padre di Saddàd b. Aws.<br />
La madre di Aws era Sukhta bint Hàrithah b. Lawdzàn b. 'Abd Wudd<br />
dei banù Sà'idah.<br />
Thabit aveva sposato la matrigna Sukhta dopo il padre, in che gli<br />
Arabi (della Gàhiliyyah) non vedevan male.<br />
Aws fu all' 'Aqabah coi settanta Ansar secondo tutti i tradizionisti.<br />
(ò)<br />
(Muh. b. 'Umar [al-Wàqidi], da Muh. b. Sàlih, da 'Asim b. 'limar<br />
b. Qatàdah, da Musa b. Muh. b. Ibràhim, dal padre). Il Profeta lo uni in<br />
fratellanza con 'Uthmàn b. 'Affàn.<br />
(e) (Muh. b. 'Umar). Egli fu a Badr, a Uhud, alla Trincea, ecc., in-<br />
sieme col Profeta.<br />
Morì a Madìnah sotto il califfato di 'Uthmàn b. 'Affàn, lasciando figli<br />
a Gerusalemme (Sa ad. III, 1, pag. 63, lin. 5-17) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voi. I-II (Indice)',<br />
Athir Usd, I, 140-141;<br />
Caussin de Perceval, III, 24;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 36, n. 305;<br />
Q-awzi, MS. Costantin., I, fol. 84,r. ;<br />
Hisàm, 307, 323, 345, 504, 608;<br />
al-Istì'àb, 37, n. 52;<br />
Wàqidi Wellhausen, 87, 347.<br />
Dàbi* b. al-Hàrith.<br />
§ 466. — Dàbi b. al-Hàrith b. Artàh al-Burgumi al-Yarbii'i, dei banù<br />
Ghàlib b. Hanzalah al-Tamimi, fu un poeta sul conto del quale si sa ben<br />
poca cosa. — Si vuole che venisse carcerato, chi dice dal Califfo 'Umar<br />
per aver rovesciato e calpestato un ragazzo mentre cavalcava durante una<br />
caccia, chi dice dal Califfo 'Uthmàn per aver composto alcuni versi sati-<br />
rici contro i banù ó-arwal, che gli avevan rapito un ottimo cane da caccia<br />
370.
35. a. H. 5§ 466468.<br />
chiamato Qurhàii. Secondo quest'ultima versione egli mori in carcere. Nella 35. a. h.<br />
NECROLOGIO. -<br />
Khizànah (IV, 81, lin. 18 e segg.) è detto che 'Uthmàn lo rilasciasse<br />
in libertà, ma siccome Dàbi*, per vendicarsi, aveva apprestato un coltello "tb-<br />
per assassinare il Califfo, fu arrestato di nuovo e trattenuto in carcere sino<br />
alla morte. — La grave offesa per cui 'Uthmàn lo fece arrestare la prima<br />
volta, si dice fosse perchè, nei suoi versi satirici, chiamò cani i banù ó-arwal,<br />
e il Califfo ritenne che nessuna offesa maggiore fosse mai stata lanciata<br />
contro una tribù.<br />
Il figlio di lui 'Umayr b. Dàbi* fu colui che calpestò il fianco del Califfo<br />
' [Jthmàn quando fu ucciso ;<br />
ma egli cadde più tardi per mano di al-Haggàg.<br />
§ 467. — Su Dàbi-, cfr. Aghàni, II, 60; XIX, 90-91, 92;<br />
Ahlwardt, Samml. Arab. Dicht., I, 4-5 [testo arabo: xiii, lvii];<br />
'Ayni, II, 318;<br />
Buhturi, 22;<br />
Durayd, 134;<br />
Fihrist, 102;<br />
Goldziher [ZDMG., voi. XLVI (1892), pag. 19];<br />
Hamàsah, ed. Freytag, 466;<br />
Hammer, Literat. Gesch. Arab., I, 492-493, n. 218;<br />
Hisàm, 451 ;<br />
Khizànah, I, 411; IV, 80-81, 323-328;<br />
Mas'ùdi, V, 494;<br />
Mubarrad, 181, lin. 9; 217, lin. 2; 219, lin. 15;<br />
Qutaybah Adab, 155;<br />
Qutaybah Poésis, 202-205;<br />
T abari, I, 3033, 3034, 3048; II, 869;<br />
Ya'qubi, I, 308;<br />
Yàqut, III, 459.<br />
Fayruz al-Daylami.<br />
§ 468. — (a) abù 'Abdallah Fayruz b. al-Daylami degli abnà- ahi<br />
F a r i s , fu mandato dal Kisra nel Yaman insieme con Sayf b. Dzi Yazan :<br />
cacciarono gli Abissini dal Yaman, e se ne impadronirono. Quando sep-<br />
pero del Profeta, al-Fayrùz andò a Madinah in deputazione, e fece profes-<br />
sione di fede islamica. Tramandò h a d i th che da taluno son attribuiti a<br />
Fayruz al-Daylami, e da altri (semplicemente) ad al-Daylami; si tratta della<br />
stessa persona. È incerto il suo nome.<br />
(6) (abu 'Asim al-Dahhàk b. Makhlad al-Saybàni, da 'Abd al-hamid<br />
b. Óafar, da Yazid b. abi Habìb, da Marthad b. 'Abdallah al-Yazani, da<br />
371.<br />
Dàbi' b. al-Hà-
§§ 468471. 35. a. H.<br />
35. a. H. al-Daylami). Chiese al Profeta se, poiché era d'un paese freddo, poteva<br />
"pavruz ai-Day-<br />
t)ere del vino di qamh (orzo? = birra?). Maometto domandò se ubbria-<br />
lami.j cava. « Sì >. — « Non lo bevete ». E poi Fayrùz lo ridomandò. E avendo<br />
Fayrùz detto che essi non avrebbero tollerato una tal proibizione, il Pro-<br />
feta disse: «E se non la sopportano, uccidili».<br />
(e) ('Abd al-mun'im b. Idris). I suoi figli facevano rimontare la loro<br />
genealogia sino ai banù Dabbah, e dicevano d'esser stati menati prigio-<br />
nieri nella Gfàhiliyyah.<br />
Fayrùz fu tra quelli che uccisero al-Aswad b. Ka'b al-'Ansi nel Yaman,<br />
il quale s'era dato per profeta (cfr. il. a. H., §§ 186 e segg.). E il Profeta<br />
disse: «L'ha ucciso un uomo giusto (sài ih), Faj'rùz b. al-Daylami».<br />
Morì nel Yaman sotto il califfato di 'Uthmàn b. 'Affàn (Saad, V,<br />
pag. 389, lin. 5-26) [M.].<br />
Cfr. Qutaybah, 170, 291.<br />
§ 469. — Secondo altri, aveva la kunyah abù 'Abd al-rahmàn, o<br />
abù Dahhàk.<br />
È chiamato anche al-Himyari per essere stato tra i Himyar.<br />
Riguardo all'uccisione di al-Aswad b. Ka'b l'opinione comune è che<br />
egli lo uccidesse vivente il Profeta. Ma Khalìfah b. Khayyàt, al-Wàqidi<br />
ed altri dicono ch'egli lo uccidesse sotto abù Bakr, l'anno 12. H. Questa<br />
opinione fu sostenuta da al-Hàkim abù Hàmid.<br />
(ibn Mandah). Si dice fosse figlio della sorella di al-Nagàsi (Nawawi,<br />
504-505) [M.].<br />
§ 470. — Una tradizione che, per via di abù Wahb al-Hubsàni, rimonta<br />
al figlio di Fayrùz, narra come Fayrùz andò dal Profeta e gli disse :<br />
« Profeta, io ho abbracciato l' Islam, avendo in moglie le mie due so-<br />
« relle (wa-tahti ukhtàni)» (^). E il Profeta: « Scegli quella delle due<br />
« che ti pare ».<br />
sorelle.<br />
Morì al tempo di 'Uthmàn (Athir Usd, IV, 186) [M.].<br />
Nota 1. — È noto che, secondo gli Arabi, i Persiani antichi si univano in moglie con le proprie<br />
§ 471. — Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voi. I e II {Indice);<br />
Athir, III, 103 [t 53. a. H.];<br />
Balàdzuri, 106, 107;<br />
B r o w n e , Litt. Hist. of Persia, I, 262 ;<br />
Caussin de Perceval, III, 312, 316, 317, 390, 392-395;<br />
Dzahabi Tagrid, II, 10, n. 90;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Bodl. II, fol. 18,r., 33,v. ;<br />
Hagar, III, 417-419, n. 1126;<br />
372.
Hm -u<br />
35. a. H. §§ 47147B.<br />
Hagar Tahdzib, Vili, 305, n. 652;<br />
^r7/-v / 1 \ agar Taqrib, . 170 (col. iii);<br />
Hanbal Musnad, IV, 231, 232;<br />
35. a. H.<br />
(NECROLOGIO. -<br />
^<br />
P,^,^, ^..D^y.<br />
l«mi.J<br />
al-Isti'àb, 534-536, n. 2222;<br />
Khallikàn, ed. Wiist., n. 796;<br />
Khondamìr, II,<br />
Khulàsah, 311;<br />
2, pag. 5, lin. 4-5;<br />
Mahàsin, I, 163, lin. ult.-164, lin.<br />
Maskawayh, MS. Costantinop., I,<br />
1 [f<br />
284,<br />
54. a. H.];<br />
286, 287, 289, 290;<br />
Sibt ibn al-Cxawzi Mir-àh, MS. Paris, fol. 35, v.;<br />
Sprenger, Leb. Muh., Ili, 546;<br />
Su y liti Kanzal-'Ummàl, VII, 83;<br />
Tabari, I, 1763, 1798, 1853, 1866, 1867-1867, 1989-1993, 1916, 2013;<br />
III, 2367, 2368, 2643;<br />
Tanbih, 259, t277;<br />
Ya'qùbi, II, 146, 278;<br />
Yàqùt, IV, 490.<br />
al-Gadd b. Qays.<br />
§ 472. — abii 'Abdallah al-Gadd b. Qays b. Sakhr b. Khansà- b. Sinàn<br />
b. 'Ubayd b. Ghanm b. Ka'b b. Salamah al-Ansàri, fu uno dei settanta<br />
cavalieri che andarono al convegno di al-'Aqabah per riconoscervi Maometto<br />
come loro capo. Egli era uno dei membri più influenti della stirpe dei<br />
banù Salamah; ma quando Maometto venne a Madìnah, si schierò con<br />
quelli dell'opposizione anti-musulmana, con gli ipocriti, munàfiqùn.<br />
Perciò tanto ad al-Hudaybiyyah che a Tabùk, egli rimase addietro con<br />
gli altri scontenti. In seguito si pentì, divenne un buon musulmano e mori<br />
durante il regno di 'Uthmàn (36. a. H.) (Hagar, I, 466-467, n. 1106).<br />
§ 473. — abri 'Abdallah Ó-add b. Qays b. Sakhr b. Khansà* b. 'Ubayd<br />
b. 'Adi b. Ghanm b. Ka'b b. Salamah al-Ansàri ai-Salami. Era figlio dello<br />
zio (= cugino) di al-Barà* b. Ma'riir.<br />
Tramandarono sue tradizioni (ràbir e abù Hurayrah.<br />
Alla razzia di Tabiik addusse a scusa, per non seguire il Profeta, che<br />
non poteva resistere, vedendo donne, alla tentazione, e disse che avrebbe<br />
contribuito col danaro.<br />
Nella óàhiliyyah era stato capo di tutti i banù Salamah, ma Profeta<br />
gli tolse la sua dignità, e pose in sua vece nella n i q à b ah *Amr b. al-Gamùh.<br />
Ad al-Hudaybiyyah lui solo non prestò la bay 'ah al Profeta, nascon-<br />
dendosi sotto il ventre della sua camela.<br />
373.
§§ 473475. 35. a. H.<br />
35. a. H. Una tradizione rimontante ad ibn Ishàq conferma che l'unico a non<br />
ai-6add b.Qays.i prestare la bay' ah, tra i presenti ad al-Hudaybiyyah, fu al-G-add. Ma poi<br />
si penti e sinceramente.<br />
Morì sotto il califfato di 'Uthmàn (Athir Usd, I, 274-275) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, 1. a. H., § 60, n. 31 ; 9. a. H., § 29, ecc. : cfr. vo-<br />
lumi I e II {Indice) ;<br />
Athir, II, 165, 211;<br />
Durayd, 274;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 85, n. 749;<br />
Gràhiz Bukhalà, 176;<br />
Hisàm, 309, 360, 746, 894;<br />
al-Isti'àb, 98, n. 350;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, foh 121,v.;<br />
Tabari, I, 1544, 1545, 1693;<br />
Wàqidi Wellhausen, 248 e segg., 392, 416;<br />
Ya'qùbi, II, 70, 107.<br />
Gahgàh b. Sa'ìd.<br />
§ 474. — Grahgàh b. Sa'id (o Qays, o Mas'iid) al-Ghifàri, Compagno<br />
del Profeta, prese parte a varie spedizioni militari, a quella dei banù Mus-<br />
, taliq, a quella di al-Muraysi' e infine al trattato di Hudaybiyyah. Egli<br />
fu tra coloro che aggredirono il Califfo 'Uthmàn, colpendolo con un ba-<br />
stone (ctr. §§ 46, 47 della presente annata) ; si ammalò di cancrena e mori<br />
meno di un anno dopo l'uccisione del Califfo (Hagar, I, 517-518, n. 12 41).<br />
Qutaybah, 165, dice che fu dei fuqarà- dei Muhàgiriin; mer-<br />
cenarlo giornaliero presso 'Umar b. al-Khattab. Mangiò col Profeta, es-<br />
sendo ancora kàfir, e poi ci mangiò quando era musulmano, e mangiò<br />
poco. E il Profeta disse : « Il credente mangia in un solo intestino, e il<br />
« kàfir in sette ».<br />
§ 475. — Grahgàh b. Qays (o b. Sa'id) b. Sa'd b. Haràm b. Ghifar al-<br />
Ghifari, dei Madinesi. Tramandarono sue tradizioni 'Atà* e Sulaymàn, figli<br />
di Yasàr. Prese parte alla bay'ah al-ridwàn, alla razzia di al-Muraysì'<br />
e a quella contro i banù-1-Mustaliq dei Khuzà'ah, quando era uno stipen-<br />
diato (agir) di 'Umar b. al-Khattàb. In questa razzia venne a lite con<br />
Sinàn b. Farwah al-Guhani. Gahgàh ricorse ai Muhàgirùn e Sinàn agli<br />
Ansar, essendo questi halìf dei banù 'Awf b. al-Khazrag (cfr. 5. a. H., § 10).<br />
'Atà* b. Yasàr racconta che il Profeta disse : « L' incredulo mangia<br />
« con sette intestini, e il credente con uno solo » ; con questo s'allude<br />
alla sua idolatria e al suo Isiàm, perchè bevette il latte di sette pecore<br />
374.
35. a. H. ^ 475479.<br />
prima di convertirsi; t.» dopo, iioii liuseì a finiìo il latte di una pororn sola '^^' ^- ^-<br />
(A th I r U s d ,<br />
I, 309-310) [M.].<br />
§ 476. — Gahgàh al-Ghifari, Compagno del Profeta, morì al principio<br />
del califfato di 'Ali (36.-40. a. H.) (Athir, III, 338).<br />
§ 477. — Sua genealogia: (xaligàh b. Mas'ùd (secondo altri b. Sa'id)<br />
b. Sa'd b. Haràm b. Ghifòr. Si vuole che prendesse parte alla bay* ah<br />
al-Ridwàn e alla spedizione di Muraysi' (5. a. H.), in qualità di assol-<br />
dato (agir) di 'limar b. al-Khattàb : iri questa spedizione (rahgàh ebbe<br />
una questione con Sinàn b. Wabarah al-óuhani, halif dei banù 'Awf b.<br />
al-Khazrag. Strappò dalle mani di 'Uthmàn, mentre questi pronunziava la<br />
khutbah, il suo bastone che aveva appartenuto al Profeta, e lo ruppe<br />
sul ginocchio; ma venne colto immediatamente dalla cancrena (akilah<br />
o i k 1 a h) al ginocchio (o, secondo ibn Hagar, con i s n à d facente capo ad<br />
'Abdallah b. 'Umar, a una mano), e mori in conseguenza di ciò.<br />
Morì poco tempo (meno di un anno) dopo la morte di 'Uthmàn.<br />
Di lui si racconta che era un gran mangiatore prima di convertirsi<br />
all' Islam, e che divenne parco dopo la sua conversione, dando così occa-<br />
sione alla sentenza del Profeta :<br />
* e il miscredente per sette ! »<br />
« Il fedele mangia per un solo intestino<br />
Secondo alcuni, il nome di suo padre sarebbe stato Qays.<br />
Cfr. Aìinall, voi. I-II {Indice)]<br />
Athir, II, 146-147; III, 134;<br />
Athir Usd, I, 309-310;<br />
Bukhàri Ta-rikh, 41;<br />
Caussin de Perceval, III, 162, 163;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 99 n. 870;<br />
Hagar, I, 617-559, n. 1241;<br />
al-Isti'àb, 98-99, n. 355;<br />
Qutaybah, 166, lin. 8-12;<br />
Tabari, I, 1511, 1512, 2982, 2983.<br />
Habban b. Munqidz.<br />
§ 478. — Habbàn b. Munqidz al-Ansàri, Compagno del Profeta, padre<br />
di Yahya b. Habbàn, morì nell'anno 35. H. (Athir, III, 160).<br />
§ 479. -r- al-Nawawi vocalizza il nome Habbàn, e dice errata la scrit-<br />
tura che pur si ritrova presso molti, di Hibbàn.<br />
Il n a s a b completo è Munqidz b. 'Amr [*Atiyyah] b. Khansà* b. Mab-<br />
dzùl b. 'Amr b. Ghanm b. Màzin b. al-Naggàr.<br />
Fu a Uhud e alle altre campagne.<br />
375.<br />
"*la^hl°h b.Sa°d.i
§§ 479483. 35. a. H.<br />
35. a. H. Sposò Zaynab al-Sughra bint Rabi'ah b. al-Hàrith b. 'Abd al-Muttalib,<br />
[NECROLOGIO. - ^ .<br />
iHabbàn b. Mun- che gli partorì Yahya e Wàsi'.<br />
q'dz.] Habbàn morì sotto il califfato di 'Uthinàn.<br />
Secondo al-Bukhàri, anche il padre fu Compagno (Nawawi, 197-198).<br />
§ 480. — Il Profeta gli disse: «Quando compri, di: là khilàbah<br />
« (= senza inganno) ». Ma egli aveva un difetto di pronunzia, e diceva: là<br />
khiyàbah (senza illusione), perchè veniva ingannato nelle compre essendo<br />
un po' debole di cervello (Athir Usd, I, 365) [M.]. (Cfr. § 515).<br />
Cfr. anche BukhàriTa-rìkh, 34;<br />
Dzahabi Tagrìd, I, 124, n. 1090;<br />
Grayangos, II, 10;<br />
Hagar, I, 620-622, n. 1548;<br />
al-Isti'àb, 140, n. 556.<br />
al-Hàrith b. Habib.<br />
§ 481. — al-Hàrith b. Habìb b. Khuzaymah b. Màlik b. Hanbal b.<br />
'Àmir b. Lu*ayy al-Qurasi al-' Amiri, Compagno del Profeta, si andò a sta-<br />
bilire in Egitto e fu ucciso nella spedizione in Africa di Ma'bad b. al-'Abbàs<br />
b. 'Abd al-Muttalib nell'anno 35. H. (?) (Athìr, III, 161).<br />
Cfr. anche Aniiali, 21. a. H., § 216 (59);<br />
Hagar, I, 565, n. 1390: manca in Athir Usd, Dzahabi Tag-<br />
rid, e al-Istì'àb. *<br />
al-Hàrith b. Nawfal.<br />
§ 482. — al-Hàrith b. Nawfal b. 'Abd al-Muttalib, padre di Babbah,<br />
morì nell'anno 35. H. (Athir, III, 160).<br />
Cfr. Grawzi, fol. 96,v., che lo annovera tra i morti dell'anno 33. H.<br />
§ 483. — al-Hàrith b. Nawfal b. al-Hàrith b. 'Abd al-Muttalib b. Hàsim<br />
b. 'Abd Manàf b. Qusayy.<br />
Sua madre fu Zaribah bint Sa'id b. al-Qusayb, il cui nome era Gundab<br />
b. 'Abdallah b. Ràfi' b. Nadlah b. Mihdab b. Sa'b b. Mubassir b. Duhmàn<br />
degli Azd.<br />
Suoi figli furono:<br />
(1) 'Abdallah b. al-Hàrith, che quei di al-Basrah chiamarono Babbah:<br />
vennero a patti con lui al tempo di 'Abdallah b. al-Zubayr, ed egli li<br />
resse.<br />
(2) Muh. al-Akbar b. al-Hàrith,<br />
(3) Rabi'ah,<br />
(4) 'Abd al-rahmàn,<br />
376.
35. a. H. H 488487.<br />
(6) Ramlah, 35. a. H.<br />
(6) umm al-Zubayr (che fu madre di al-Mughirah),<br />
(7) Zaribah (Zuraybah?), tutti e sette dalla moglie Hind bint abi '•••]<br />
Sufyàn b. Harb b. Umayyah.<br />
(8) 'Utbah,<br />
(9) Muh. al-Asghar,<br />
(10) al-Hàrith,<br />
(11) Raytah,<br />
(12) umm al-Hàrith, tutti e cinque dalla moglie umm 'Amr bint al<br />
Muttalib b. abi Widà'ah b. Dubayrah al-Salimi.<br />
(13) Sa'id b. al-Hàrith, da una concubina (Saad, IV, 1, pag. 38»<br />
lin. 26-pag. 39, lin. 8) [M.].<br />
§ 484. — Era uno del tempo del Profeta, ne fu Compagno e ne ri.<br />
portò tradizioni.<br />
Si convertì dopo la conversione del padre, e gli nacque il figlio 'Abd"<br />
allah b. al-Hàrith al tempo del Profeta. Lo portò pertanto al Profeta, che<br />
10 istruì e lo benedisse.<br />
Il Profeta diede ad al-Hàrith un governo in Makkah; poi abù Bakr,<br />
'Umar e 'Uthmàn gli affidarono l'amministrazione di Makkah (Saad, IV,<br />
1, pag. 39, lin. 8-12) [M.].<br />
§ 485. — (Hafs b. 'Umar al-Basri al-Hawdi, da Hammàm b. Yahya,<br />
da Layth, da 'Alqamah b. Marthad, da 'Abdallah b. al-Hàrith, dal padre).<br />
11 Profeta dà la formula della preghiera per i morti : qui riferita (Saad»<br />
IV, 1, pag. 39, lin. 12-18) [M.].<br />
§ 486. — ('Ali b. 'Isa, dal padre). al-Hàrith andò ad al-Basrah, e vi si<br />
fece un dar e vi abitò sotto il governo di 'Abdallah b. 'Amir b. Kurayz.<br />
Mori ad al-Basrah sulla fine del califfato di 'Uthmàn (Saad, IV<br />
1, pag. 39, lin. 18-20 = Saad, VII, 1, pag. 8) [M.].<br />
§ 487. — Secondo alcuni morì sulla fine del califfato di 'Umar, secondo<br />
altri sotto 'Uthmàn.<br />
Era cognato del Profeta per avere sposato Habibah bint abi Sufyàn,<br />
la cui sorella Hind era sposa del Profeta.<br />
Il Profeta prepose al-Hàrith a Ò-uddah, e perciò questi non prese parte<br />
a Hunayn.<br />
Quando 'Uthmàn fu fatto califfo, lo fece prefetto. E poi si recò ad al-<br />
Basrah (Athir Usd, I, 351) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, 13. a. H., § 238;<br />
Athir, III, 160;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 118, n. 1042; .<br />
377. 48<br />
^<br />
^^l^Hàrith^luw^
§§ 487-490. 35. a. H.<br />
35. a. H. Fasi, 160, 162;<br />
[NECROLOGIO. . ,<br />
,<br />
ai-Hàrith b. Naw- Grawzi, MS. Costant., I, fol. 96,v. ;<br />
^a>-Ì Hagar, I, 598-699, n. 1496;<br />
Hagar Tahdzib, II, 160-161, n. 279;<br />
Hagar Taqrib, 33 (col. ii);<br />
al-Isti ab, 113, n. 327;<br />
Khulàsah, 69;<br />
T abari. III, 2308, 2342, 2369, 2370.<br />
abù Hasìm b. Utbah.<br />
§ 488, — abù Hàsira b. 'Utbah b. Kabì'ah b. 'Abd Sams b. 'Abd Manàf<br />
al-'Absami, uomo saggio e pio, zio materno di Mu'àwiyah b. abi Sufyàn,<br />
si convertì all' Isiàm il giorno della presa di Makkah e morì nell'a. 35. H.<br />
(Athir, III, 161).<br />
Dzahabi Tagrid, II, 221, n. 2412, dice che si stabilì in Siria: era<br />
fratello di abù Hudzayfah, e fratello uterino di Mus'ab b. 'Umayr.<br />
riyyah.<br />
§ 489. — Sua madre era Khunàs bint Màlik al-Qurasiyyah al-'Ami-<br />
Si dice che avesse nome Saybah, o Husaym, o Mihsam.<br />
Fece professione il giorno della presa di Makkah e rimase in Siria.<br />
Morì sotto 'Uthmàn. Era degli asceti e pii tra i Compagni, abù Hurayrah<br />
lo chiamava il giusto.<br />
In punto di morte pianse con Mu'àwiyah per non aver più che un servo<br />
e una sola cavalcatura sulla via di Dio (Athir Usd, V, 314) [M.].<br />
Cfr. anche Durayd, 96;<br />
Hagar, IV, 378-380, n. 1166;<br />
Hagar Tahdzib, XII, 261, n. 1206;<br />
Hagar Taqrib, 269 (col. ii);<br />
Hanbal Musnad, III, 443 e segg. ;<br />
al-Isti'àb, 719, n. 3172;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 133,v.;<br />
Khulàsah, 462;<br />
Mahàsin, I, 84;<br />
Eustah, 210;<br />
T abari, I, 2646; III, 2353.<br />
Humayd b. Thawr.<br />
§ 490. — abù-1-Muthanna Humayd b. Thawr b. Hazn b. 'Amr b. 'Amir<br />
b. ahi Rabi'ah b. Nahìk b. Hilàl b. 'Amir b. Sa'sa'ah al-Hilàli, Compagno<br />
378.<br />
•
35. a. H. §1 490, 491.<br />
del Profeta e poeta, trasmise tradizioni dal medesimo; fu valentissimo nella<br />
satira, vincendo nelle lotte poetiche tutti quelli che lo sfidavano. Egli venne<br />
a Madinah con una delle ambasciate delle tribù. Secondo alcuni sarebbci<br />
vissuto fino al tempo dei califfi CJmayyadi, ma, secondo al-Marzubàni, mori<br />
durante il califfato di 'Uthmàn (23.-36. a. H.) (Hagar, I, 731-732, n. 1826).<br />
Rabi'ah.<br />
Secondo altri egli era Humayd b. Thawr b. 'Abdallah b. 'Amir b. abi<br />
Secondo altri ancora, aveva per kuny ah abii-l-Akhdar o abù Khalid.<br />
Fu a Hunayn con gli infedeli e poi divenne musulmano.<br />
Muh. b. Faddàl al-Mugàsi'i ricorda come 'Umar ordinasse di non ce-<br />
lebrar in versi la bellezza di donne, pena la frusta. E Humayd scrisse versi<br />
per scusare i poeti (Athir Usd, II, 53-54) [M.].<br />
Cfi-. anche Aghàni, IV, 98; VII, 169, 161; Vili, 60; XVII, 33;<br />
XVIII, 113, 131, 168;<br />
AìinaU, V, pag. 210; 23. a. H., §§ 399-400;<br />
'Ayni, I, 177; II, 82; IV, 146, 622;<br />
Buhturi, 143-144, 313;<br />
Durayd, 178;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 150, n. 1360;<br />
Fihrist, 168;<br />
Hamàsah, 753;<br />
Hammer Litter. Arab., I, 441-442, n. 186;<br />
Hariri Maqàmàt, ed. De Sacy (2* ed.), 103;<br />
al-Istì'àb, 141-142, n. 563;<br />
Khallikàn, vers. De Slane, IV, 407, 409;<br />
Khallikàn, ed. Wùst., n. 848;<br />
Khizànah, I, 313, 323; II, 197; III, 24; IV, 299;<br />
Khurdàdzbih, 134;<br />
Mubarràd, 58, lin. 19; 115, lin. 5, ecc.; cfi:. Indice, pag. 916;<br />
Mutanabbi, 345, lin. 2;<br />
Qutaybah Adab, 25, 52, 499, 541, 649;<br />
Qutaybah Poésis, 7, 30, 230-233;<br />
Suyùti Kanz al-'Ummàl, VII, 27;<br />
T abari, I, 1254,?; Ili, 2397;<br />
Yàqùt, Indice, pag. 407.<br />
Khawli b. abl Khawli. (C/r. 23. a. E., § 407).<br />
§ 491. — Khawli b. abi Khawli al-'Igli, o al-Ó-u'fi. Di abù Khawli si<br />
lianno due diversi nomi e genealogie: T 'Amr b. Zubayr b. Khaythamah<br />
379.<br />
35. a. H.<br />
(NECROLOGIO.<br />
Humayd b. Thawr.
§§ 491-493. 35. a. H.<br />
35. a. H. b. ahi Humran ;<br />
2" al-Hàrith b. Mu'àwiyah b. al-Hàrith b. Màlik b. 'Awf<br />
i^hawii b. abT ^- ^a'd b. 'Awf b. Harim b. Gru'fì b. Sa'd al-'Asirah b. Màlik b. Udad b.<br />
[hawii.] Madzhig, halif di Khattàb b. Nùfayl b. 'Abd al-'Uzza abi 'Amr b. al-<br />
Khattàb, dei banù 'Adi b. Ka'b. Tutti i tradizionisti e cronisti si accor-<br />
dano nel menzionare Khawli fra i Musulmani di Badr insieme con suo<br />
figlio (secondo abù Ma'sar e al-Wàqidi), o con suo fratello Màlik b. abì<br />
Khawli dei banù Gru'fi (secondo ibn Ishàq), o col fratello Hilàl b. abi Khawli<br />
(ibn 'Uqbah), o con i due fratelli Hilàl e 'Abdallah (Hisàm b. Muh, b. al-<br />
Sà-ib al-Kalbi). Khawli b. abi Khawli fu anche presente a Uhud, all'as-<br />
sedio di Madìnah ed agli altri fatti d'arme insieme con l' Inviato di Dio.<br />
Mori sotto il califfato di 'Umar b. al-Khattàb.<br />
Muh. ibn Ishàq riferisce che il detto Màlik b. abì Khawli morì sotto<br />
'Uthmàn b. 'Affàn (Saad, III, 1, pag. 284, lin. 18-pag. 285, lin. 8) [G.].<br />
Ct'r. <strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici)]<br />
Athìr Usd, II, 127.<br />
Khubayb b. Yasàf. {Cfr. 28. a. H., §§ 408-409).<br />
§ 492. — Khabayb b. Yasàf b. 'Inabah b. 'Amr b. Khadig b. 'Amir<br />
b. Grusam b. al-Hàrith b. al-Khazrag.<br />
Sua madre fu Salmah bint Mas'ùd b. Saybàn b. 'Amir b. 'Adi b.<br />
Umayyah b. Bayàdah.<br />
Suoi figli fu rono :<br />
(1) abii Kathìr, il cui nome era 'Abdallah. Madre sua era Gamilah<br />
bint 'Abdallah b. Ubayy b. Salùl dei Balhubla dei banu 'Awf b. al-Khazrag.<br />
(2) 'Abd a1-rahmàn, da una concubina.<br />
(3) Unaysah. da una figlia di Zaynab bint Qays b. Sammàs b. Màlik.<br />
E la famiglia si estinse (Saad, III, 2, pag. 86, lin. 17-22) [M.].<br />
§ 493. — (Yazld b. Hàrun,- da Muslim b. Sa'id al-Thaqafi, da Khubayb<br />
b. 'Abd al-rahmàn b. Khubayb, dal padre, dal nonno). Andai con uno della<br />
mia gente dal Profeta, il quale era sul punto di fare una spedizione, non<br />
volendo, benché non musulmani, restare indietro in una spedizione a cui<br />
essi partecipavano.<br />
Il Profeta ci chiese se eravamo musulmani; saputo di no, disse che<br />
non voleva combattere infedeli con infedeli. Allora facemmo la professione<br />
di fede islamica e combattemmo. Io uccisi uno che mi aveva colpito, e<br />
sposai la sua figlia. Ed essa diceva a me: «Non avessi io perduto chi<br />
« t'ha fregiato di cotesta cintura [o ferita]! ». E io rimbeccavo: « Possa tu<br />
« non perder quell'uomo che ti ha cacciato tuo padre all' inferno !» (Saad,<br />
III, 2, pag. 86, lin. 22-pag. 86, lin. 4) [M.].<br />
380.<br />
I
85. a. H. Il 494^97.<br />
§ 494. — (Man b. Isa, da Màlik b. Anas, da al-Fudayl b. abi 'Abd- 35. a. h.<br />
allah, da 'Abdallali b. Niyàr, da 'Urwah, da 'A-isah).<br />
[R i a s s u n t o] Il Profeta andò a Badr. E quando fu a Harrah al-Wabrah, •**•]<br />
lo raggiunse un uomo rinomato per prodezze [= Khubayb b. Yasàf] che<br />
voleva combattere. Si descrive come il Profeta lo rimandò perchè non mu-<br />
sulmano. E anche come egli tornò ad al-Sagarah, e il Profeta lo rimandò.<br />
A Baydà- tornò e si fece musulmano (Saad, III, 2, pag. 86, lin. 4-14) [M.].<br />
§ 495. — (Muh. b. 'limar). Tardò a farsi islamita : fece professione nella<br />
spedizione di Badr, lungo il viaggio. Fu a Badr, a Uhud, ecc. Spirò sotto<br />
il califfato di 'Uthmàn. Era il nonno di Khubayb b. 'Abd al-rahmàn b.<br />
Khubayb b. Yasàf tradizionista. Ma poi la famiglia s'estinse (Saad, ITI,<br />
2, pag. 86, lin. 14-20) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V [Indici) : necrologio sotto Ta. 23.<br />
a. H., § 408;<br />
Durayd, 269.<br />
Lubàbah al-Kubra.<br />
§ 496. — Lubàbah bint al-Hàrith b. Hazn al-Hilàliyyah bei banù Hilàl<br />
b. 'Amir b. Sa'sa'ah, fu sorella di Maymùnah moglie del Profeta e moglie<br />
di al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib, al quale partorì al-Fadl e molti altri figli.<br />
Si dice fosse la prima donna a convertirsi dopo Khadigah, e Maometto<br />
soleva recarsi spesso a visitarla ed a conversare con lei. Trasmise dal Pro-<br />
feta molte tradizioni e fu una delle al-mungibàt, ossia madre di figli<br />
illustri. Infatti nessuna donna ebbe sei figli illustri come i suoi, ossia al-Fadl,<br />
'Abdallah al-Faqih, 'Ubaydallah al-Faqih, Ma'bad, Qutham, 'Abd al-rahmàn<br />
(i umm Habibah.<br />
Sue sorelle furono, oltre la predetta Maymùnah, anche Lubàbah al-<br />
Sughra, 'Usmah, 'Azzah, Huzaylah, tutte figlie di al-Hàrith b. Hazn al-Hilàli<br />
e della stessa madre, Hind bint 'Awf al-Kinàniyyah o al-Himyariyyah [ossia<br />
figlia di 'Awf b. al-Hàrith b. Humàtah b. Gruràs b. Himyar], la quale in<br />
altre nozze con 'Umays al-Khath'ami, aveva già partorito Asma*, Salma e<br />
Salàmah. Si vuole che anche Zaynab bint Khuzaymah al-Hilàliyyah fosse<br />
sorella uterina di Lubàbah (al-Isti'àb, 779-780, n. 3440).<br />
§ 497. — Lubàbah al-Kubra bint al-Hàrith b. Hazn fu la prima donna<br />
la quale si fece musulmana dopo Khadigah. La sposò al-'Abbàs, cui par-<br />
tori al-Fadl, 'Abdallah, 'Ubaydallah, Ma'bad, Qutham, 'Abd al-rahmàn e<br />
umm Habìb.<br />
Emigrò a Madinah dopo la conversione di al-'Abbàs. Il Profeta le<br />
faceva visita, e passava la siesta in casa di lei. Digiunava Ìl martedì<br />
881.<br />
^'*Ki?u'baÌb°b.'°Yai
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
Lubàbah ai-Ku-<br />
bra.l<br />
§§ 497499. 35. a. H.<br />
e il giovedì (Gawzi, fol. 73,v.-74,r., che la pone tra i morti dell'anno<br />
24. H.) [M.].<br />
Cfr. anche Aghàni, IV, 32, 33; VI, 92; XI, 67;<br />
<strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici)]<br />
Athìr Usd, V, 539-540;<br />
Dzahabi Tagrid, II, 317, n. 3641;<br />
Balàdzuri, 146;<br />
Hagar, IV, 766, n. 934;<br />
Hagar Tahdzib, XII, 449-450, n. 2886;<br />
Hagar Taqrìb, 293 (col. ii) ;<br />
HanbalMusnad,<br />
Mahàsin, I, 84, 159.<br />
Qaysaràni Gram', 612, n. 2386;<br />
Tabari, I, 1339, 1340, 1369, 1773, 3101; III, 150, 2336, 2369, 2383,<br />
2469, 2537;<br />
Tanbih, 263;<br />
Ya'qùbi, II, 46.<br />
abù Lubàbah b. Abd al-Mundzir.<br />
§ 498. — abù Lubàbah Basir b. 'Abd al-Mundzir b. Rifa'ah b. Zanbar<br />
b. Umayyah.<br />
Sua madre era Nasibah bint Zayd b. Dubay'ah.<br />
Suoi figli furono :<br />
(1) al-Sà'ib, che ebbe da Zaynab bint Khidzàm b. Khàlid b. Tha'labah<br />
b. Zayd b. 'Ubayd b. Umayyah b. Zayd;<br />
(2) Lubàbah, da cui prese la k u n y a h :<br />
la sposò Zayd b. al-Khattàb,<br />
a cui diede figliuoli. Sua madre fu Nasibah bint Fadàlah b. al-Nu'màn b.<br />
Qays b. 'Amr b. Umayyah b. Zayd.<br />
Il Profeta lo mandò via da al-Rawhà*, allorché egli andò a Badr, e<br />
lo prepose a Madinah, e gli diede la parte sua e la sua ricompensa, sicché<br />
fu contato come s'egli vi avesse assistito (Saad, III, 2, pag. 29, lin. 9-15)<br />
[M.].<br />
§ 499. — (Muh. b. 'Umar, da abu Bakr b. 'Abdallah b. abi Sabrah, da<br />
al-Miswar b. Rifa'ah al-Ansàri, da 'Abdallah b. Mikhnaf, da Hàrithah al-<br />
Ansàr). Il Profeta prepose a Madinah abù Lubàbah e gli diede la sua parte|||<br />
del bottino di Badr. Fu a Uhud. Il Profeta lo prepose a Madinah allorché<br />
partì per la spedizione di al-Sawiq. Reggeva la ràyah dei banù 'Amr b.<br />
'Awf nella ghazwah al-Fath, e fu col Profeta nelle altre campagne.^<br />
Tramandò dal Profeta vari hadìth.<br />
382.
35. a. H. U 499^ 600.<br />
Mori dopo l'uccisione di 'Uthmàn e prima dell'uccisione di 'Ali. Ed 35. a. h.<br />
ha discendenti anche oggi (nel 3° ^<br />
sec. H.).<br />
J^^JQ l uba bah<br />
abii Lubàbah si legò ad una colonna del masgid del Profeta nella b. Abd ai-Mun-<br />
campagna dei banù Qiirayzah, fino a che Iddio gli perdonò (Saad, III,<br />
2, pag. 29, lin. 16-25) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, 5. a. H., § 47;<br />
Dzahabi Paris, I, fol. 166,r.<br />
Qutaybah, 106 (aggiunge: secondo altri ebbe nome Rifa'ah b. al-<br />
Mundzir),<br />
§ 500. — Aveva nome Rifa'ah b. 'Abd al-Mundzir, secondo ibn Ishàq,<br />
Ahmad b. Hanbal e ibn Ma'in ; oppure Basir, secondo abii Musa b. 'Uqbah,<br />
ibn Hisàm e Khalìfah.<br />
Una tradizione a lungo isnàd (rimontante ad abù Uways, da 'Abd<br />
al-rahmàn b. Harmalah, da Sa'id b. al-Musayyib, da abii Lubàbah) rac-<br />
conta come una volta il Profeta chiedesse la pioggia di venerdì. E mentre<br />
il Profeta invocava, abù Lubàbah disse: «I datteri sono sull'aia». E ag-<br />
giunse :<br />
« E non e' è in cielo nuvola di sorta ». Ma il Profeta gridò tre volte:<br />
« Allahum, abbeveraci», e la terza volta aggiunse: «fino a che abù Lu.<br />
« bàbah s'alzi nudo e una volpe chiuda l'aia [mirbad] di abù Lubàbah col<br />
« suo i zar ». E il cielo piovve fortemente, e non cessò fino a che ad abù<br />
Lubàbah non fosse accaduto ogni cosa come aveva detto il Profeta.<br />
Mori sotto il califfato di 'Ali (Athir Usd, V, 284-286) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici)',<br />
Athir, II, 106, 107, 141, 142, 339;<br />
Athìr Usd, I, 196-196; II, 183;<br />
Caussin de Perceval, III, 143, 144;<br />
Durayd, 260;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 66, n. 494;<br />
Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 166,r.;<br />
Hagar, I, 323, n. 694; IV, 315-316, n. 970;<br />
Hanbal Musnad, HI, 430, 452 e segg., 602;<br />
Hisàm, 644, 546;<br />
al-Isti'àb, 62, n. 185, e 675-676, n. 2962;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 133,v.;<br />
Muir Mahomet, III, 271;<br />
Qutaybah, 166;<br />
Tabari, I, 111, 1368, 1362, 1367, 1437-1490, 1706; III, 2636;<br />
Wàqidi Wellhausen, 66, 71, 86, 94, 131, 140, 213 e segg., 368,<br />
410, 416.<br />
383.
§§ 501, 502. 35. a. H.<br />
35. a. H. Ma'bad b. al-'Abbàs.<br />
Ma'bad b.ai-'Àb- § 501. — abù-l-'Abbàs Ma'bad b. al-'Abbàs b. *Abd al-Muttalib b. Hàsim<br />
^^^'] al-Qurasi al-Hàsimi, nacque al tempo del Profeta, ma egli non lo ricor-<br />
dava. La madre sua era umm al-Fadl bint al-Hàrith.<br />
Fu ucciso in Africa, martire, l'anno 35. H. al tempo di 'Utbmàn. Vi<br />
era andato a far razzia con 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh (Athìr Usd,<br />
IV, 392) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voi. III-V {Indice);<br />
Athir, ITI, 161;<br />
Balàdzuri, 226, 228;<br />
D u r a y d , 42 ;<br />
Dzahabi Tagrìd, II, 91, n. 957;<br />
Fagnan Annales, 17;<br />
Fasi, 164;<br />
Hagar, IV, 230, n. 696;<br />
al-Isti'àb, 284, n. 1195;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 123,r. ;<br />
Mahàsin, I, 90 (f 33. a. H.);<br />
Mas'ùdi, IV, 312;<br />
Onomastlcon Arab., 118, n. 1829;<br />
Qutaybah, 58;<br />
Suyùti Husn, I, .106;<br />
T abari. III, 2353, 2369, 2469:<br />
Tanbih, 263;<br />
Yàqut, I, 325.<br />
Màlik b. abl Khawli.<br />
§ 502. — Màlik b. abì Khawli al-'Igli, Compagno del Profeta, della<br />
tribù dei banù 'Igi b. Nugaym: altri lo dicono dei banù Gru'f [Madzhig].<br />
Fu presente a Badr insieme con il fratello Khawli. Secondo Ibràhìm b.<br />
Sa'd, il padre di Màlik era 'Amr b. Khaythamah b. al-Hàrith b. Mu'àwiyah<br />
b. 'Awf b. Sa'd b. Óu'f.<br />
I due fratelli, Màlik e Khawli, erano halif o confederati dei banù<br />
'Adi b. Ka'b (al-Isti'àb, 251, n. 1025).<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, 1. a. H., § 15, n. 42; 2. a. H., § 85-A, n. 62;<br />
Athìr Usd, IV, 278;<br />
Dzahabi Tagrìd, II, 46-47, n. 476;<br />
Hagar, III, 691-692, n. 1734;<br />
Hisàm, 321.<br />
384.
35. a. H. ^ 608-606.<br />
Mu'adz b. Amr. 35. a. h.<br />
§ 503. — Mu'àdz b. 'Amr b. al-Gramùh b. Zayd b. Haram b. Ka'b al- Mu'àdz b. 'Amr.l"<br />
Khazragi ai-Salami.<br />
Sua madre fu Iliiid bint 'Amr b. Haram b. Tha'labah b. Haràm b. Ka'b.<br />
Suoi figli furono :<br />
(1) 'Abdallah e<br />
(2) Umàmah, che egli ebbe da Thubay tali bint 'Amr b. Sa'd b.<br />
Màlik 1>. Hàrithah b. Tha'labah b. 'Anir b. al-Khazrag bei banù Sa idah.<br />
Fu all' 'Aqabah, per tradizione comune; e anche a Badr e a Uhud.<br />
Morì senza discendenti (Saad, III, 2, pag. 108, Un. 17-21) [M.].<br />
§ 504. — Fu a Badr col padre 'Amr. Secondo 'Abd al-malik b. Hàsim,<br />
da Ziyàd al-Bakà'i, da ibn Isliàq, fu quegli che tagliò la gamba di abù<br />
Grahl e lo rovesciò. E si racconta particolarmente come andò il fatto.<br />
Quanto però all'uccisione definitiva, e' è chi l'attribuisce a questo, chi<br />
a Mu'àdz b. 'Afra-. E i più sono di questa seconda idea (Athìr Usd,<br />
IV, 381-382) [M.].<br />
Cfr. anche A gh a n i , IV, 30 ;<br />
<strong>Annali</strong>, voi. I-II {Indice) ;<br />
Athir, II, 98;<br />
Bukhàri Ta-rilvh, 35;<br />
Caussin de Per ce vai. III, 61;<br />
Durayd, 275;<br />
Dzahabi Tagrid, II, 88, n. 915;<br />
Hagar, III, 878, n. 3064;<br />
al-Isti'àb, 247-248, n. 1002;<br />
Kathir Bidayah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,v.;<br />
Muir Mahomet, III, 107;<br />
Tabari, I, 1227, 1329;<br />
Wàqidi Wellhausen, 60 e segg., QG.<br />
Mu ayqib b. abi Fàtimah.<br />
§ 505. — (a) Mu'ayqìb b. abi Fàtimah al-Dawsi degli Azd, halif tra<br />
i banii 'Abd Sams b. 'Abd Manàf b. Qusayy con Sa'id b. al-'As o con<br />
'Utbah b. Rabi'ah. Si converti in Makkah da principio; emigrò in Abis-<br />
sinia la seconda volta, secondo Musa b. 'Uqbah, Muli. b. Ishàq, abu Ma'sar<br />
e Muh. b. 'Umar (Saad, IV, I, pag. 86, Un. 15- 18) [M.].<br />
(b) (Muh. b. 'Umar [al-Wàqidi], dà Khàlid b. al-Yàs, da abu Bakr b.<br />
'Abdallah b. abi (xahm). Si nega ch'egli avesse hilf con la famiglia di<br />
Utbah b. Rabi'ah (Saad, IV, 1, pag. 86, Un. 18-20) [M.].<br />
386.<br />
49
§§ 505^09. 35. a. H.<br />
35. a. H. (c) (Muh. b. 'limar). Lasciò Makkah dopo fatta professione di fede isla-<br />
Mu'ayqìb b. àbi J^ìca. Secondo altri andò in Abissinia; secondo altri invece tornò alla sua<br />
Fàtimah.] gente, e poi venne con abù Musa al-As'ari allorché gii As'ariyyùn e il<br />
Profeta andarono a Khaybar ; egli fu a Khaybar, e visse fino al califfato di<br />
'Uthmàn b. 'Affàn (Sa ad, IV, 1, pag. 86, lin. 20-24) [M.].<br />
§ 506. — (Isma il b. Ibràhim, da Muh. b. Ishàq, da 'Asim b. 'Umar<br />
b. Qatàdah, da Mahmùd b. Labid, che narra :) Yahya b. al-Hakam mi prepose<br />
a (jruras, ed io vi andai, e mi riferirono da 'Abdallah b. Gra'far, che il Profeta<br />
disse a chi aveva questa malattia : « È l'elefantiasi (g u dz a m), temetela come<br />
« si teme il leone che è sceso in un wàdi; andate in un altro! ». Ed io<br />
dissi: «Per Dio, se abù Gra'far v'ha detto ciò, non ha mentito». Quando<br />
fui destituito da (xuras, andato a Madinah, trovai 'Abdallah b. éra'far, e<br />
gii dissi la cosa. Ed egli : « E falso. Ho visto che ad 'Umar si portavano<br />
« i vasi con acqua, e ne dava a Mu'ayqìb, che pure aveva una tal malattia,<br />
« e ci beveva ecc., e poi ci ribeveva ecc. E 'Umar lo faceva per averselo<br />
« amico. Poi 'Umar chiamò medici, i quali non promisero di curarlo, ma<br />
«solo di arrestare il suo male. E si fece la cura. E non gli crebbe più»<br />
(Saarl, IV, 1, pag. 86, lin. 24-pag. 87, lin. 17) [M.].<br />
§ 5
35. a. H. §§609^12.<br />
Dzahabi Tagrid, II, 97, n. 1018; 35. a. h.<br />
Óawzi, MS. Costantin., I, fol. 96, v.;<br />
^'*Mua°q^b°b°abi<br />
Hagar, III, 924, n. 4076; Fàtimah.)<br />
Hagar Tahdzib, II, 97, n. 1018;<br />
Hagar Taqrib, 212 (col. iv);<br />
Hanbal Musnad, III, 426; V, 426 e segg. ;<br />
Hisam, 210, 780, 782;<br />
al-Isti'àb, 290, n. 1228;<br />
Khulàsah, 197;<br />
Mahàsin, I, 101, lin. 9-11 (f 32. a. H.), e Annoi., pag. 14;<br />
Qaj^saràni Gram', 616, n. 2011;<br />
Sprenger, Leb. Muh., II. 164;<br />
Suyuti Husn, I, 106-107;<br />
Tanbih, 282;<br />
Wàqidi Wellhausen, 296;<br />
Ya'qùbi, II, 81.<br />
Mughlrah b. al-Akhnas.<br />
§ 510. — Mughirah b. al-Akhnas b. Sariq al-Thaqafi, dei banù Zuhrah,<br />
fu ucciso lo stesso giorno del Califfo 'Uthmàn (Bukhàri Ta'rikh, 33, lin. 3).<br />
Cfr. § 127 della presente annata.<br />
§ 511. — al-Mughìrah b. al-Akhnas b. Sariq al-Thaqafi, Compagno del<br />
Profeta, halif dei banù Zuhrah, fu uno dei difensori di 'Uthmàn durante<br />
l'assedio della sua casa : egli si precipitò sulla gente, uno della quale gli<br />
troncò la tibia con un colpo di spada e poi lo uccise (al-Istì'àb, 268,<br />
n. 1075).<br />
Cfr. anche Athir, III, 141-142;<br />
Athir Usd, IV, 406-406;<br />
Dzahabi Tagrid, II, 98, 1026;<br />
Hagar, III, 926-927, n. 4087;<br />
Maskawayh, 1, 604;<br />
Sprenger Leb. Muh.,I, 419;<br />
Tabari, 1, 1861;<br />
Yàqùt, III, 291 (?).<br />
Muhammad b. Ga'far. {Cfr. 21. a. H., § 333).<br />
§ 512. — abù Qàsim Muhammad b. Óa'far b. ahi Tàlib b. 'Abd al-<br />
Muttalib, figlio di T)zù-l-àanàhayn al-Qurasi al-Hàsimi, figlio del fratello<br />
di Ali b. ahi Tàlib.<br />
887.
§§ 512-514. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
Muhammad b.<br />
Sua madre era Asma* bint 'Umays al-Khath'amivyah. Nacque al tempo<br />
.... — . j u r<br />
^^1 Profeta in terra di Abissinia, e andò a Madìnah bambino. Quando il<br />
éafar.] Profeta seppe della morte di Gra'far, andò a casa di lui e disse: « Uscite,<br />
« figli di mio fratello ». Furono fatti uscire 'Abdallab, Muhammad e 'Awn,<br />
e il Profeta li pose sulla sua coscia e li benedisse. E. disse : « Sarò io il<br />
«loro wali in questo mondo e nell'altro». Poi disse: «Muhammad so-<br />
< miglia al nostro zio abù Tàlib ». Egli sposò umm Kulthùm bint 'Ali<br />
dopo 'limar b. al-Khattàb.<br />
Si dice (abii 'limar) che mori a Tustar (e perciò nell'anno 21. H.)<br />
(Athìr Usd, IV, 313) [M.].<br />
§ 513. — Sposò, secondo abù Ahmad al-Hàkim, umm Kulthùm bint<br />
'Ali, quando rimase vedova del Califfo 'limar (Dz ahabi Ta-rikh,<br />
MS. Paris, I, fol. 164,v.).<br />
Cfr. anche 21. a. H., § 333;<br />
Athir, III, 181, 184, 224; V, 311;<br />
al-Isti'àb, 242, n. 988;<br />
Mas'ùdi, IV, 181; V, 148;<br />
Qutaybah, 104 [suoi figli: al-Qàsim e Talhah];<br />
Rustah, 201-203;<br />
Sprenger, Leb. Muh., II, 103 nota, 162 nota;<br />
T abari, I, 3012, 3096, ecc.: cfr. Indice, pag.- 508;<br />
Tanbih, 263, 269;<br />
Ya'qùbi, II, 67.<br />
al-Mukhabbal al-Sa'di.<br />
§ 514. — al-Mukhabbal al-Sa'di al-sà'ir, poeta. Secondo ibn al-Kalbi, il<br />
suo nome è al-Rabi' b. Rabi'ah. Invece ibn Da'b dà come suo nome Ka'b<br />
b. Rabi'ah. ibn Habib e abù 'Amr dicono : Il suo nome è Rabi'ah b. Màlik<br />
b. Rabi'ah b. 'Awf b. Qibàl (?) b. Anf al-Nàqah b. Quray' b. 'Awf b. Ka'b<br />
b. Sa'd b. Zayd Manàt b. Tamim, poeta di valore di quelli vissuti tra la<br />
Gràhiliyyah e l'Islam. La sua kunyah è abù Yazid, e a lui si riferisce<br />
al-Farazdaq nel suo verso :<br />
Lascia le Qasìdah ai Nàbi^ah, ormai passati, ad abii Yazid, a Dzù-1-Quriih e a Garwal.<br />
Dzù-1-Qurùh è Imru-1-Qays, Grarwal è al-Hutayah e abù Yazid è al-Mu-<br />
khabbal. ibn Sallàm ne fa menzione nella quinta tabaqah fra i poeti<br />
più insigni e lo associa con Khidàs b. Zuhayr, al-Aswad b. Ya'fur e Tamim<br />
b. Muqbil. Egli compose poco ; visse di una vita lunga tra la Gràhiliyyah<br />
e l'Islam, e riteniamo che sia morto sotto il califfato di 'limar o di 'Uthmàn,<br />
in età assai avanzata. Aveva un figlio che emigrò in al-Kùfah sotto il calif-<br />
888.<br />
!
85. a. H. 1} 614^ 515.<br />
fato di 'limar, ciò che gli diede una grandissima tristezza, finché la no- 35- «• ^•<br />
tizia giunse ad 'Umar e questi gli fece ricondurre il figlio (Aghàni, ai-Mukhabbaiai*<br />
XII, 40) [T.]. . Sa-dl.)<br />
§ 515. — Ci narrò Muhammad b. al-Hasan b. Durayd, da 'Abd alrahmàn<br />
b. akhi-l-Asma'i, da suo zio; ci narrò inoltre Hàsim b. Muhammad<br />
al-Khuza i, da abù Ghassàn Dammàdz, da ibn al-A'ràbi : Sa'bàn b. Mu-<br />
Ivhabbal al-Sa*di emigrò, partendo con Sa'd b. abi Waqqàs, in guerra contro<br />
i Persiani. al-Muldiabbal ne ebbe una tristezza immensa; egli era vecchio'<br />
e debole e non poteva fare a meno del figlio che perdeva. Non resistendo<br />
al dolore che stava per oscurargli il cervello, si decise di offrire in ven-<br />
dita i suoi cameli e il resto dei suoi beni, per raggiungere suo figlio, benché<br />
egli fosse geloso dei suoi averi. Ma 'Alqamah b. Hawdzah b. Malik lo im-<br />
pedi, e gli diede del denaro e un cavallo dicendogli : « Parlerò io con<br />
« r a m i r dei Credenti, 'Umar, perchè ti restituisca tuo figlio : se egli lo<br />
« farà, tu avrai guadagnato (conservato) i tuoi averi e rimarrai ira la tua<br />
« gente ; se egli rifiuta, spenderai di ciò che io ti ho dato, e lascerai i tuoi<br />
< cameli ai tuoi ». Quindi si recò da 'Umar, gli narrò la storia di al-Mn-<br />
khabbal e la sua tristezza per il figlio e gli recitò questi suoi versi :<br />
( 1) Dovrà Saybàn uccidermi ogni notte ? Il mio caore è in palpito per il timore del<br />
suo abbandono.<br />
(2) O Saybàn, chi ti dirà come ogni notte, quando io ti dava il latte, il latte che è<br />
cosi piacevole,<br />
(3) Io ho munto per te la camela dalla bozza più grande, salvo che uno scaltro, dal<br />
dorso brillante (? nella fuga?), non ti rubava la tua porzione?<br />
(4) O Saybàn, gli eserciti nelle loro frontiere non (? in = mà) rifiutano (= cessano)<br />
di vivere delle giornate piene di pericoli.<br />
(5) Non hanno altra preoccupazione che il terreno (? di battaglia; ovvero:- io non ho<br />
altro pensiero che la tenerezza filiale: birr) e i cavalli agili, cavalcati da un soldato armato<br />
fino ai denti, puri di razza.<br />
^6) Essi vogliono respingere l'esercito di al-Hurmuzàn, come respingerebbero delle<br />
schiere di cani assetati.<br />
(7; Che se il mio tronco oggidì è divenuto arido, mentre il tuo è umido dei sacchi<br />
della giovinezza,<br />
(8) È stata una serie continua di sventure che ha curvato il mio dorso, e il mio<br />
andare è divenuto debole, trascinandosi a stento fra la gente.<br />
(li) Quando i miei compagni mi dicono: «O Rabi' (o Rabi'ah), vedi tu?», io vedo<br />
una persona come due, per quanto vicina.<br />
(10) Saybàn mi aveva detto che non mi avrebbe disobbedito, e tu mi disobbedisti<br />
abbandonandomi e viaggiando.<br />
(l'i) Che mai una colpa non entri teco nella tua tomba, sulla quale ti debba domandar<br />
conto un giorno il Giudice.<br />
Quando 'Umar b. al-Khattàb ascoltò questi versi, pianse e si commosse, e<br />
scrisse a Sa'd ordinandogli di far mettere in viaggio àaybàn b. al-Mukhabbal<br />
e ricondurlo da suo padre. Sa'd, ricevuta la lettera, informò Saybàn e lo<br />
rinviò. Saybàn lo pregò di farne a meno, e gli disse: « <strong>For</strong>se che il gihàd<br />
< non mi rende sacro?». Ma Sa'd rispose: «È volontà di 'Umar e non
§§ 515-517. 35. a. H.<br />
35. a. H- « c'è merito nel ribellarglisi e nel disobbedire a tuo padre ». Così tornò e restò<br />
ai-Mukhabbai"ai" presso di lui sino alla sua morte (Aghàni, XII, 40, lin. 10-42, lin. 12) [T.].<br />
Sa'di.] Cfr. anche Hammer, Literatur Gesch. Arab., I, 486-487, n. 213;<br />
Qutaybah Poésis, 47, 69.<br />
§ 516. — al-Mulvhabbar al-Magnùn, è il nome con cui fu chiamato al-<br />
Mukhabbal al-Sà'ir, secondo abù 'Amr [b. al-' Ala]. Il suo nome era Rabi'ah<br />
b. Màlik: apparteneva ai banù Sammàs b. La'i b. Anf al-Nàqah. Egli<br />
emigrò insieme (?) con il figlio ad al-Basrah, e i suoi discendenti si stabi-<br />
lirono in al-Ahsà. Erano tutti poeti. Egli satireggiò vivamente al-Zibriqàn<br />
b. Badr, menzionando nei versi anche la sorella di al-Zibriqàn, Khulaydah<br />
bint Badr ;<br />
ma<br />
questa, quando incontrò il poeta accasciato dagli anni e<br />
dai malanni, lo trattò con la massima cortesia. — al-Mukhabbal, che non<br />
la conosceva, insistè di sapere chi fosse. Quando Khulaydah rivelò d'essere<br />
la sorella di al-Zibriqàn, al-Mukhabbal sentì il rimorso delle satire com-<br />
poste e fece ampia ammenda per il passato, ammettendo francamente nei<br />
suoi versi d'aver mentito (Qutaybah Poèsis, 250).<br />
Cfr. anche Aghàni, II, 63; Vili, 63; X, 34; XI, 134; XII, 40-45;<br />
XIV, 39; XXI, 174;<br />
Athìr Usd, II, 163-164;<br />
'Ayni, III, 235;<br />
Buhturi Hamàsah, 147, 200, 230,6es, 341;<br />
Durayd, 157;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 189, n. 1731;<br />
Hagar, I, 1074-1075, n. 2710; II, 456-457;<br />
al-Istì'àb (manca)]<br />
Khizànah, II, 92, 535-537; III, 427-429.<br />
Munqidz b. Amr.<br />
§ 517. — Munqidz b. 'Amr b. 'Atiyyah b. Khansà' b. Mabdzùl b. 'Amr<br />
b. Ghanm b. Màzin b. al-Naggàr al-Ansàri al-Naggàri al-Màzini, al-Madani,<br />
Compagno del Profeta, padre di Habbàn b. Munqidz [morto pure sotto il calif-<br />
fato di 'Uthmàn :<br />
b. Habbàn, ecc.<br />
cfr. §§<br />
476-478 di quest'annata] e nonno di Muh. b. Yahya<br />
('Ayyàs b. al-Walìd, da 'Abd al-a'la, da ibn Ishàq, da Muh. b. Yahya<br />
b. Habbàn). Mio nonno Munqidz fu preso da un male alla testa che gli<br />
tolse la parola e l' intelligenza. Egli però non cessava di fare il mercante,<br />
ed era sempre ingannato. Il Profeta gli disse : « Quando contratti, di :<br />
« — Niente inganno (là kh i 1 à b a h) — , e per ogni merce contrattata sarai<br />
« khiyàr [avrai diritto a rescissione] per tre giorni > (cfr. poc'anzi § 478).<br />
390.<br />
I
35. a. H. 9$ 517620.<br />
Visse centotrenta anni. Al tempo di 'Uthmàn, quando la gente che 35. a. h.<br />
,<br />
.<br />
li. 1 X j- • 1 j- [NECROLOGIO. -<br />
mercanteggiava era molta, e la gente di casa sua lo rimproverava di Munqidzb.Amr.j<br />
qualche svantaggioso acquisto, tornava addurondo la concessione dol Pro-<br />
feta (Nawawi, 579-580) [M.].<br />
Cfr. anche Athir Usd, IV, 412-413;<br />
Bukhàri Ta-rikh, 34;<br />
Dzahabi Tagrìd, II, 104, n. 1095:<br />
Hagar, III, 962, n. 5052;<br />
al-Istì'àb, 279-280, n. 1168;<br />
K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 123,r.<br />
Musayyib b. Hazn.<br />
§ 518. — abu Sa'ìd al-Musayyib b. Hazn b. abi Wahb b. 'Amr b. 'Abid<br />
b. 'limar b. Makhzùm al-Qurasi al-Makhziimi, Compagno del Profeta, padi-e<br />
del celebre Sa'id b. al-Musayyib il giurista.<br />
al-Musayyib fece l'emigrazione in Madinah col padre Hazn. E al-Mu-<br />
sayyib era di quelli che prestarono la bay 'ah sotto l'albero di al-Huday-<br />
biyyah. Fu al Yarmùk. Era di professione mercante (Athir Usd, IV, 366).<br />
Cfr. 21. a. H., § 216, n. 264;<br />
'Abd al-hakam, MS. Paris (1687), pag. 446;<br />
A7inali, 21. a. H., § 216 (264);<br />
Dzahabi Tagrid, II, 83, n. 866;<br />
Hagar, III, 868-859, n. 3009;<br />
Hagar Tahdzib, X, 152-153, n. 290;<br />
Hagar Taqrib, 207 (col. iv);<br />
Hanbal Musnad, V, 433;<br />
_ al-Isti'àb, 278-279, n. 1151;<br />
~ Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,v.;<br />
Khulàsah, 377;<br />
Qaysaràni Gram', 606, n. 1966;<br />
Rustah, 216;<br />
Tuhfah, 109 (non Musayyab).<br />
Muti' b. al-Aswad.<br />
§ 519. _ Muti' b. al-Aswad al-'Adawi, Compagno del Profeta, si con-<br />
verti il giorno della presa di Makkah, e mori nell'anno 36. H, (Athir,<br />
III, 161).<br />
§ 520. — Muti' b. al-Aswad b. Hàrithah b. Nadlah b. 'Awf b. 'Ubayd<br />
b. 'Awig b. 'Adi b. Ka'b al-Qurasi al-'Adawi.<br />
391.
§§ 520-528. 35. a. H.<br />
35. a. H. gua madre fu al-'Agmà*, cioè Unaysah bint 'Amir b. al-Fadl b. Khuzà'ah.<br />
Muti' b. ai-Às- Fece professione di fede islamica il giorno della presa di Makkah<br />
wad.] (Saad, V, pag. 333, lin. 11-13) [M.].<br />
§ 521. — (Muh. b. 'Ubayd al-Tanàfusi, da Zakariyyà- b. abì Zà-idah,<br />
da 'Amir). Nessuno tra gli 'Usàh (plurale di 'As) dei Qurays conobbe il<br />
Profeta, salvo Muti', il cui nome era al-'As (il disubbiente). E il Profeta<br />
lo chiamò Muti' (ubbidiente). Cfr. Tuhfali, 110.<br />
Muh. b. Sa'd dice che Muti' morì sotto il califfato di 'Uthmàn (Saad,<br />
V, pag. 333, lin. 13-17) [M.].<br />
§ 522. — Si convertì alla presa di Makkah, uno dei mu'allafah<br />
qulùbuhum, e fu buon musulmano.<br />
al-'Adawi dice ch'egli fu dei settanta che emigrarono dei banù 'Adi ;<br />
il figlio 'Abdallah b. Muti' nel giorno di al-Harrah [nel 63. a. H.] fu dai<br />
Madinesi scelto per capo; secondo altri, era amir dei Qurays.<br />
Un altro figlio di Muti', Sulaymàn b. Muti', morì ucciso combattendo<br />
per 'Avisah nella battaglia del Camelo (Athìr Usd, IV, 374-376) [M.].<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, 8. a. H., § 165, n. 12;<br />
Athir, III, 161;<br />
Azraqi, 472;<br />
Durayd, 87 [Muti' b. Nadlah];<br />
Dzahabi Tagrid, II, 86, n. 897;<br />
Hagar, III, 870, n. 3044;<br />
Hagar Tahdzìb, X, 181, n. 838;<br />
Hagar Taqrib, 209 (col. i);<br />
Hanbal Musnad, III, 412; IV, 213;<br />
Hisàm, 883;<br />
al-Isti'àb, 292, n. 1235;<br />
Khulàsah, 378;<br />
Qaysaràni Q-am', 524, n. 2040.<br />
Qartha' al-Dabbi.<br />
§ 523. — Qartha' al-Dabbi al-Kiifi al-Qàri, tradizionista tàbi'i e mukhadram,<br />
apprese tradizioni da Salmàn al-Fàrisi, abii Ayyiib al-Ansari,<br />
abii Musa al-As'ari, Qays b. abì Qays al-Gru'fi, umm 'Abdallah moglie di<br />
abù Musa al-As'ari, e dal Califfo 'Umar b. al-Khattàb. Le trasmise ad<br />
'Alqamah b. Qays, al-Musayyib b. Ràfi', Qaz'ah b. Yahya e Sahm b. Mingàb.<br />
Fu uno dei primi qurrà e asceta. Fu ucciso in guerra regnante 'Uthmàn.<br />
Cfr. Hagar Tahdzib, Vili, 367-368, n. 253;<br />
Hagar Taqrib, 173 (col. ii);<br />
392.
Khulàsah, 319;<br />
Qaysaràni Gam' {manca);<br />
Tabari, I, 113-116, 2891, 2892;<br />
Tuhfah, HO.<br />
Qays b. Qahd.<br />
85. a. H. §§633529.<br />
§ 524. — Qays b. Qahd, Compagno del Profeta, dei banù Màlik b. al-<br />
Naggai-: chi lo dice Qays b. Qahd, e chi Qays b. 'Arar.<br />
È l'avo di Yahya b. Sa'id, di abu Maryam 'Abd al-g^ialtai b. al-(^);isini<br />
al-Kùfi, e intorno a ciò si riportano da al-Nawawi vari {)areri.<br />
ibn Màkùlà dice : Egli fu Compagno ; fu a Badi* e alle campagne se-<br />
guenti. Morì sotto il califfato di 'Uthmàn (Nawawi, 517) [M.].<br />
§ 525. — Qays b. Qahd b. Qays b. Tha'labah b. Ghanm b. Màlik b.<br />
al-Naggàr al-Ansàri al-Khazragi.<br />
Ne citano tradizioni Qays b. abi Flàzim e il figlio Sulaym b. Qays<br />
(Athir Usd, IV, 224) [M.J.<br />
§ 526. — Qays b. 'Amr (che è un'altra versione del nome della stessa<br />
persona), secondo altri, si chiamava anche Qays b. Sahl.<br />
Una tradizione mostra. che il Profeta gli chiese perchè una volta dopo<br />
il siibh avesse fatto due rak'ah, e tacque quando seppe che voleva com-<br />
pensare l'omissione di quelle precedenti (Athir Usd, IV, 223) [M.].<br />
§ 527. — Si vuole. fosse avo di Hudzayfah il seniore. Le sue predizioni<br />
furono trasmesse da suo figlio Sulaymàn e da Qays b. abi Hàzim (Dz a -<br />
habi Paris, I, tòl. 164,r.).<br />
Cfr. anche Dzahabi Tagrìd, II, 25, n. 257;<br />
Hagar, III, 515-516, n. 1339;<br />
Hanbal Musnad,V, 447 [Qays b. 'Amr];<br />
al-Isti'àb, 541, n. 2251;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,v.<br />
Qutbah b. Àmir.<br />
§ 528. — Qutbah b. 'Amir al-Ansàri, Compagno del Profeta, fu pre-<br />
dente al convegno di 'Aqabah e combattè a Badr. Mori durante il calif-<br />
fato di 'Utlimàn (Athir, III, 160).<br />
§ 529. — abu Zayd Qutbah b. 'Àmir b. Hadidah b. 'Amr b. Sawàd.<br />
[Sua madre era Zaynab bint 'Amr b. Sinàn b. *Amr b. Màlik b. Buhthah<br />
fb. Qutbah b. 'Awf b. 'Amir b. Tha'labah b. Màlik b. Afta degli Aslam.<br />
Sua figlia umm Gamil fu delle mubày i ' àt, e gli nacque da umm 'Amr<br />
)int 'Amr b. Khulayd b. Amr b. Sawàd b. Ghanm b. Kab b. Salamah.<br />
398.<br />
50<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO.<br />
Qartha'al-Dabbì.
§§ 529-531. 35. a. H.<br />
35. a. H. Yu alle due 'Aqabah. Secondo alcuni poi fa dei primi sei che fecero<br />
[NECROLOGIO. - . . . .<br />
Qutbahb.'Àmir.] omaggio al Profeta. Fu degli arcieri più celel^rati. Prese parte a Badr, a<br />
Uhud, ecc. Reggeva la bandiera dei banù Salamah alla presa di Makkah.<br />
Riportò nove ferite a Uhud.<br />
(Muh. b. 'Umar, da abù Bakr b. 'Abdallah b. abì Sabrah, da Ishàq<br />
b. 'Abdallah, da ibn Ka'b b. Màlik). Il Profeta lo mandò con venti uomini<br />
ad una tribù dei Khath'am dalla parte di Tabàlah, e gli ordinò di spar-<br />
gere cavalieri. Essi giunsero ad al-Hadir, dove gli abitanti s'erano addor-<br />
mentati. Gridarono il takbìr. E quelli si levarono. La zuffa fu aspra.<br />
Vinsero quei di Qutbah. Dalla preda, tolto che fu il quinto, rimasero, di<br />
parte, quattro cameli a testa, e un camelo era equiparato a dieci pecore.<br />
Ciò fa nel Safar 9. H.<br />
abù Ma'sar racconta che Qutbah gettò il dì di Badr una pietra in mezzo<br />
alle due schiere e disse: « Non fuggirò fino a che non fugge questa pietra ».<br />
Morì sotto il califfato di 'Uthmàn senza discendenti (Saad, III, 2,<br />
p. 116-117) [M.].<br />
§ 530. — Qutbah b. 'Amir b. Hadidah b. Sawàd b. (xhanm b. Ka'b<br />
b. Salamah al-Ansàri al-Khazragi ai-Salami.<br />
(abù Sàlih, da ibn 'Abbàs). Il Profeta entrò un giorno che era muhram<br />
[chi dei due?] nella porta di un giardino, e lo vide Qutbah b. 'Amir e lo<br />
seguì. Il Profeta gli chiese perchè lo avesse seguito essendo muhram.<br />
Ed egli: « Godo della tua via, della tua fede e della tua condotta ». Allora<br />
fu rivelato : « E non è pietà che voi entriate nelle case dal di dietro, ecc.<br />
«(Qur-àn, II, 185)» (Athìr Usd, IV, 305-306) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voi. I-II (Indice);<br />
Athìr, II, 74;<br />
Dzahabi Tagrid, II, 17, n. 162;<br />
Hagar, III, 472-473, n. 1234;<br />
Hisàm, 287, 289, 310, 500;<br />
al-Istì'àb, 547, n. 2289;<br />
Sprenger Leb. Muh., Ili, 406<br />
Tabari, I, 1211, 1213;<br />
Wàqidi Wellhausen, 79, 90, 116, 312, 358, 387;<br />
Yàqùt, III, 693, 850.<br />
al-Rabf b. Ziyad.<br />
§ 531. — al-Rabi' b. Ziyàd b. Salamah b. Qays al-Qudà'i al-Tuwayli,<br />
un celebre poeta e cavaliere arabo dei tempi pagani, conosciuto specialmente<br />
con il cognome di al-A'rag, il quale non pertanto non vide mai il<br />
394.
35. a. H. H581-«8w<br />
Profeta. Sopravvisse di molto a Maometto, compose versi, e mori soltanto 3*- •• H-<br />
durante il califfato di Uthmàn [36. a. H.] (Hagar, I, 1076-1076, n. 2711). ^'luR^b.^^zl^àd<br />
Qutay bah, 49, 177, aggiunge che lasciò alcuni discendenti ad al-Ba§rah.<br />
Cfr. anche Afghani, XVI, 20;<br />
<strong>Annali</strong>, voi. I-II {Indice)]<br />
Athir Usd (manca)<br />
Balàdzuri, 374, 377, 378, 382, 391, 392, 393, 394, 397, 410;<br />
Caussin de Perceval, II, 424, 434, 436, 436,440,441,444,466,<br />
;467, 472, 473, 487, 488, 638;<br />
Durayd, 169, lin. 6-10;<br />
Dzahabi Tagrid {manca)<br />
Farazdaq, vers. Boucher, 443, nota 1 ;<br />
Hagar Tahdzib {manca) -,<br />
Hagar Taqrib, 57 (col. iv);<br />
Hamàsah, 223, 231, 232, 241, 447, 460, 461, 706;<br />
Hariri Maqàmàt, vers. Chenery-Steingass, I, 601-602;<br />
Hisàm, 181;<br />
Khizànah, I, 206; II, 79; III, 309, 538;<br />
Qutaybah Poèsis, 30, 177, 472;<br />
Rustah, 222;<br />
Suyuti Kanzal-'Ummàl, VII, 36;<br />
Tabari, III, 957,c;<br />
Ya'qubi, I, 241;<br />
Yàqùt, I, 569.<br />
Ràfi' b. al-Harith.<br />
§ 532. — Ràfi' b. al-Hàrith b. Sawàd b. Zayd b. Tha'labah b. Ghanm,<br />
al-Ansàri, Compagno del Profeta, fu presente alla battaglia di Badr, di<br />
Uhud e all'assedio di Madinah, al-Khandaq. Mori durante il califfato di<br />
•Uthmàn [35. a. H.] (Hagar, I, 1013, n. 2512).<br />
§ 533. — Ràfi' b. al-Hàrith b. Sawàd (secondo b. Tha'labah b. Ghanm).<br />
[o b. al-Aswad (secondo 'Abdallah b. Muh. b. 'Umarah al-Ansàri).<br />
Ebbe un figlio chiamato al-Hàrith. Fu a Badr, a Uhud, ad al-Khandaq, ecc.<br />
[Mori al tempo di 'Uthmàn senza figli (Saad, III, 2, pag. 54, lin. 7-12) [M.].<br />
Cfi-. anche <strong>Annali</strong>, voli. I-II {Indice);<br />
Athir Usd, II, 160-161;<br />
Durayd, 267;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 184, n. 1686;<br />
Hisàm, 503;<br />
395.
§§ 633-538. 35. a. H.<br />
35- a. H. al-Isti'àb, 179, n. 714;<br />
«JECROLOGiO. - ^^ _ . .<br />
Ràfi' b. ai-yà- Waqidi Wellhausen, 87.<br />
rith.]<br />
abù Ràfi' al-Qibti.<br />
§ 534. — abù Ràfi' al-Qibti, m a w 1 a del Profeta, di nome Aslam o<br />
Ibràhìm o Sàlih o Ruwayfi', partecipò a Uhud, alla Trincea, ecc. Secondo<br />
ibn al-Rabi', fu tra i conquistatori dell'Egitto e vi ebbe possedimento<br />
(intatta). Morì a Madìnah poco dopo 'Uthmàn (Suyùti Husn, I, 110).<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, I-II, III-V (Indici) 36. a. H., §§ 618-521 ;<br />
Ri-àb b. Ramlah.<br />
•<br />
' Y a q ù b i , II, 96.<br />
§ 535. — Ri'àb b. Ramlah o Zabbàb b. Ramlah, fratello di al-Ashab<br />
b. Rumaylah (cfr. § 456), nacque ai tempi del Profeta e fu ucciso durante<br />
il caHlBfato di 'Uthmàn [35. a. H.] (Hagar, I, 1081, n. 2727).<br />
Manca in Dzahabi Tagrid.<br />
abu Sabrah b. abi Ruhm.<br />
§ 536. — abù Sabrah b. abi Ruhm al-' Amiri, della tribù dei banù 'Amir<br />
b. Lu-ayy, Compagno del Profeta, combattè a Badr e morì durante il ca-<br />
liffato di 'Uthmàn (Athir, III, 161).<br />
§ 537. — abù Sabrah b. abi Ruhm b. 'Abd al-'Uzza b. abi Qays b. 'Abd<br />
Wudd b. Nasr b. Màlik b. Hisl b. 'Amir b. Lu*ayy.<br />
Sua madre fu Barrah bint 'Abd al-Muttalib b. Hàsim b. 'Abd Manàf<br />
b. Qusayy.<br />
Ebbe a figli:<br />
(1) Muhammad,<br />
(2) 'Abdallah e<br />
(3) Sa'd, da umm Kulthùm bint Suhayl b. 'Amr b. 'Abd Sams b.<br />
'Abd Wudd b. Nasr b. Màlik b. Hisl b. 'Amir b. Lu-ayy.<br />
Ecce le due emigrazioni di Abissinia, e menò seco, nella seconda, la<br />
moglie umm Kulthùm. Ciò è detto da Muh. b. Ishàq, da Muli. b. 'Umar,<br />
ma non da Musa b. 'Uqbah e abù Ma'sar.<br />
Il Profeta lo unì in fratellanza con Salàmah b. Waqs (Sa ad, III, 1,<br />
pag. 293, lin. 11-19) [M.].<br />
§ 538. — (Muh. b. 'Umar, da Muh. b. Sàlih, da 'Asim b. 'Umar b. Qa-<br />
tàdah). Quando abù Sabrah fece l'emigrazione da Makkah a Madinah, scese<br />
presso al-Mundzir b. Muh. b. 'Uqbah b. Uhayhah b. al-Grulàh.<br />
abù Sabrah fa a Badr, a Uhud, alla Trincea e a tutte le campagne<br />
col Profeta di Dio. Essendo tornato a Makkah dopo morto il Profeta, i<br />
396.
35. a. H. HM&Mo.<br />
Musulmani se ne mostrarono scontenti e cosi i figli: essi gli rimprovera- ^5- •• *^-<br />
ronp di essere tornato a Makkah e avervi fatta la sua dimora, dopo esseme ^'^a\Tstb?ih b<br />
emigrato per la fede (cfr. poc'anzi § 89, nota 2; e 8. a. H.; § 89, 10 a. •*»' Ruhm.)<br />
H., § 119 e nota 2; 36. a. H., § 4y6).<br />
Profeta.<br />
Mori sotto il califfato di Uthmàn (Sa ad," III, 1, pag. 293, lin. 19-26)<br />
[M.J.<br />
Qutaybah, pag. 67, dice che ebbe per moglie Maymùnah prima del<br />
§ 539. — Il nome del fratello con cui fu unito da Muhammad era<br />
Salàmah b. Waqs. Riguardo alla sua emigrazione in Abissinia e' è dissenso<br />
(Athir Usd, V, 207) [M.].<br />
Cfr. anche Athir, II, 420, 421, 426-428, 430, 431;<br />
Durayd, 70;<br />
Dzahabi Tarikh, MS. Paris, I, fol. 154,r.-155,v.;<br />
Dzahabi Tagrìd, II, 182, n. 1998;<br />
Hagar, IV, 152, n. 496;<br />
Hisàm, 209, 214, 242, 322, 490;<br />
al-Isti'àb, 706, n. 3111;<br />
Kathìr Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 123,v.;<br />
Maskawayh, I, 406, 407, 414;<br />
Saad, V, pag. 328;<br />
Sprenger, Leb. Muh., II, 43, 46, 146, 176 e segg.<br />
T abari, I, 1183, 1184, 2498, 2549, 2550, 2552, 2553, 2556, 2567,<br />
2564-2567 ;<br />
Wàqidi Wellhausen, 85.<br />
Safwàn b. Umayyah b. Khalaf.<br />
§ 540. — abù Wahb, o abù Umayyah, Safwàn b. Umayyah b. Khalat<br />
,b. Wahb b. Hudzàfah b. óam' al-Gumahi, Compagno del Profeta, ebbe per<br />
[madre una donna dei banù Gumah b. 'Amr b. Husays. Suo padre Umayyah<br />
b. Khalaf e suo cugino Ubayy b. Khalaf perirono ambedue a Badr, com-<br />
battendo contro il Profeta; il primo in battaglia e l'altro giustiziato per<br />
ordine di Maometto. Il nostro Umayyah b. Khalaf rimasto pagano sino alla<br />
presa di Makkah, fuggi da questa città quando Maometto se ne fu impadro-<br />
nito nell'anno 8. H., ed 'Umayr b. Wahb b. Khalaf intercede per lui presso il<br />
Profeta, ottenendo l' a m a n . Umayyah ritornò a Makkah e, pagano ancora,<br />
si battè con i Musulmani a Hunayn ed all'assedio di al-Tà"if: fu uno di<br />
quelli che ricevettero doni dal Profeta (mu-allafah qulùbuhum) e<br />
poscia abbracciarono l' Islam. Sua moglie si converti prima di liii. Quando<br />
t<br />
397.
35, a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
Safwànb. Umayyah<br />
b. Khalaf.]<br />
§ 540. 35. a. H.<br />
Maometto ritornò a Madinali, Umayyali rimase a Makkah, ma qualcuno<br />
gli disse che, se non compieva la higrah (= emigrava a Madinah), sarebbe<br />
perito (halaka) e che non era vero musulmano se non fosse emigrato.<br />
Spinto da questo suggerimento, si recò a Madinah e prese dimora presso<br />
al-'Abbàs b. 'Abd al Muttalib. Maometto lo tranquillizzò e gli disse che<br />
dopo la presa di Makkah non esisteva più higrah {cfr. 10. a. H., § 119<br />
e nota 2) : Safwàn<br />
fece allora ritorno a Makkah e vi rimase sino alla morte<br />
[che alcuni pongono nel califfato di 'Uthmàn, altri] nel [41. o] 42. H. Nella<br />
Gràhiliyyah egli era uno degli asràf Qurays, ed uno dei loro più eloquenti<br />
oratori. È annoverato tra i mut'imùn dei Qurays, ossia tra quelli che<br />
a proprie spese distribuivano viveri ai consanguinei nelle spedizioni militari.<br />
Un suo figlio 'Abdallah b. Safwàn fa ucciso nel 73. H., combattendo con<br />
'Abdallah b. al-Zubayr contro l'esercito di al-Haggàg b. Yùsuf Un suo<br />
fratello, Rabi'ah b. Umayyah, essendosi dato al consumo del vino fu punito<br />
con la fustigazione dal Califfo 'Umar ed esiliato a Khaybar. Da lì fuggì<br />
nell'Ard al-Rùm, si rese cristiano e quando, regnante 'Uthmàn, si recò da<br />
lui, per incarico del Califfo, abù-1-A'war al-Sulami per indurlo a ritornare in<br />
patria ed all'Isiàm, rispose con un netto rifiuto. Safwàn b. Umayyah tra-<br />
smise tradizioni al figlio 'Abdallah b. Safwàn, al nipote Humayd (b. Ra-<br />
bi'ah?) b. Umayyah, ad 'Abdallah b. al-Hàrith, ad 'Amir b. Màlik ed a<br />
Tà-wus (al-Isti'àb, 328-329, n. 1386,bis).<br />
Gir. anche Aghàni, IV, 32, 41, 42; VI, 59; Vili, 14; XIII, 68;<br />
XIV, 12; XIV, 80;<br />
<strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V [Indici)',<br />
Athir, II, 51, 102, ecc.; Ili, 355: cfr. Indice, 347;<br />
Athir Usd, III, 22-23 [f 36. o 41. a. H.];<br />
Azraqi, 474;<br />
Caussin de Perceval, III, 75, 91, 117, 220, ecc.: cfr. Indice,<br />
pag. 594;<br />
Durayd, 80;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Bodl.,<br />
Fasi, 145;<br />
II, fol. l,v., 2,r., 7,v. ;<br />
Hagar, II, 496-499, n.<br />
Hagar Tahdzib, IV,<br />
8565 [f 42.<br />
424-425, n.<br />
a. H.];<br />
733;<br />
Hagar Taqrìb, 89 (col. ii-m) ;<br />
H a s s à n b .<br />
Th<br />
àbit Diwàn, ed. Hirschfeld., LUI, 1 ; CXLIX,<br />
3<br />
Hisàm, 460, 472, 557, 590, 640. 817, 825, 842, 881, 883;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 203,v. [f 41. a. H.]v|<br />
Khondamir, II, 2, pag. 2, lin. 22-24 [f 41^ a. H.];<br />
398.
35. a. H. §§ 540542.<br />
Mahàsin, I, 137.<br />
Nawawi, 320;<br />
liii. 2J-13S. liii. 2 ft 11. a. U.J;<br />
Qaysaràni (ram*, 224, n. 830;<br />
Qutaybah Poésis, 166;<br />
Sprenger, Leb.<br />
334 nota;<br />
Muh., T, 316; II, 116; III, 166, 174, 180, 327,<br />
Tabari, I, 1338, 1352-1364, 1374, 1376, 1384-1386, ecc.; Ili, 2367,<br />
2389: cfr. Indice, pag. 286;<br />
Taghrìbirdi, MS. Paris, 1551, I, fol. 93,v.-94,r. ;<br />
Tanbìh, 261;<br />
Wàqidi Wellhausen, 59, 70, 73, 75, 100, 102 e segg., 108, ecc.:<br />
cfr. Indire, 447;<br />
. Ya'qùbi, II, 67, 64, 66;<br />
Yàqùt, II, 476.<br />
Salman al-Farisi.<br />
§ 541. — abù 'Abdallah Salmàn al-Farisi, Compagno del Profeta, na-<br />
tivo di Ràmhurmuz, o di Isbahàn, in Persia, fu fatto prigioniero o ven-<br />
duto schiavo in Madinah. Si dice che il suo nome primitivo fosse o Màbih,<br />
o Bahbùdz : si fece musulmano e partecipò alla difesa di Madinah nel-<br />
l'anno 5. H., quando per la prima volta si battè per V Isiàm. Prese parte<br />
quindi a tutte le guerre successive taoito in Arabia che per la conquista<br />
delFal-'Iràq, e fu un tempo governatore di al-Madà'in. Si narra che egli vi-<br />
vesse 260 e perfino 300 anni, ma altre fonti gli danno 80 anni al giorno<br />
della sua morte. Questa avvenne non è ben certo se nell'anno 36. o nel<br />
37. H. Esiste però anche una tradizione, secondo la quale al letto di morte<br />
di Salmàn si trovasse ibn Mas'ùd [f 34. a. H.], sicché, se questa notizia è<br />
vera, Salmàn sarebbe morto prima del o nel 34. H. Egli trasmise tradi-<br />
zioni a molti Compagni del Profeta ed a molti t à b i '<br />
i (H a g a r , II,<br />
224-226, n. 6046).<br />
Cfr. anche Khamis, I, 396, 626;<br />
Hisàm, 136;<br />
Mirkhond, II, 86.<br />
§ 542. — Salmàn al-Fàrisi, secondo alcuni, mori nel 36. H. in età<br />
di 260 anni : l'età di questo uomo è stata anche maggiormente esagerata,<br />
perchè alcuni gli danno 360 anni di vita, e sostengono che egli avesse<br />
perfino conosciuto alcuni Compagni e discepoli di Gesù Cristo (A th ì r, III,<br />
237, Un. penult.-238, lin. 2).<br />
Un'altra notizia non lo fa vivere oltre gli ottant'anni (Nawawi, 294).<br />
399.<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. -<br />
Safwànb. Umayyah<br />
b. Khalaf.]
§§ 542-544. 35. a. H.<br />
'35. a. H. Sposò una donna dei Kindah (Hagar, II, 225, lin. 4-5).<br />
Sai man ai-Fà-<br />
La sua morte è posta nel 32. o 33., 35., 36., 37. H. (Ibid., II, 225, Un. 14-18).<br />
"Si.] Cfr. anche Athir Usd, II, 332, lin. 2-4;<br />
Dzahabi Tagrìd, II, 247, n. 2306;<br />
DzaliabiTaqrìb,75;<br />
Hagar, II, 224-225, n. 4046;<br />
Hagar Tahdzib, IV, 137-139, n. 233;<br />
Khulàsah, 147;<br />
Qaysaràni Grani', 193, n. 723.<br />
§ 543. — abù 'Abdallab Salmàn ai-Kb ayr, mawla del Profeta, inter-<br />
rogato sul suo n a s a b , rispose : « Io sono Salmàn b. Islam, la mia origine<br />
« è dalla Persia, da GrSiyy, villaggio di Isbahàn >. Cambiò più di dieci pa-<br />
droni .(Dz a h a b i Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 176,v.).<br />
Egli parlò al Profeta di scavar la trincea.<br />
Quando fu egli nell'al-Tràq e abù-1-Dardà" in Siria (fratelli per volontà<br />
del Profeta), si scambiarono lettere. In esse Salmàn si mostra più asceta<br />
che abù-1-Dardà*.<br />
Secondo alcuni visse 250 anni ; secondo altri 250 anni. E si dice che<br />
fosse già nato ai tempi di 'Isa b. Maryam.<br />
Ebbe grande attività come tradizionista. Morì ad al-Madà*in sul principio<br />
del 36. H. ; secondo altri sotto 'Umar. Ebbe tre figli (Nawawi,<br />
294-295) [M.].<br />
Cfr. anche Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 177,r.-177,v. ;<br />
Qutaybah, 138.<br />
§ 544. — Salmàn al-Fàrisi ebbe kunyah abù 'Abdallah: fu soprannominato<br />
anche Salmàn al-Khayr e Salmàn b. al-Islàm. Mawla del Profeta,<br />
era venuto da Ràmhurmuz, o da un villaggio chiamato Grayy, o, secondo<br />
altri, da Isbahàn (^). Cercava la religione vera, e si fece cristiano ; poi ab-<br />
bracciò altre religioni, finché giunse a Maometto, e si convertì all' Isiàm.<br />
Altri dicono che fu comprato dal Profeta ad alcuni giudei. Fu lui che, nel-<br />
l'assedio di Madinah, consigliò di scavare il fossato (khandaq), e, quando<br />
abù Sufyàn e i suoi videro tale stratagemma, capirono che non poteva<br />
essere stato un arabo beduino ad inventarlo. Quest'ultima notizia si trova<br />
anche in Hisàm, 677, lin. 8-10.<br />
Secondo alcuni partecipò a Badr e a Uhud, come schiavo, ma i più<br />
ritengono che la prima battaglia alla quale prese parte insieme col Profeta<br />
fu appunto il Khandaq : dopo, non ne mancò nessuna (Nawawi, 293 j.<br />
Era mirabile per sapienza e virtù: dava in elemosina la sua intera<br />
paga (5000 dirham) vivendo del lavoro delle sue mani. ISlon aveva casa,<br />
400.
35. a. H.<br />
Il 544^7.<br />
ed avendogli un uomo offerto di fabbricargliene una, accettò a condizione 35. a. h.<br />
che fosse fatta di canne e copoìtn ^li papiro, e cosi bassa e stretta da pò- saimin «i-Fà-<br />
tervi appena stare. risi.)<br />
Il Profeta lo amava quasi più dei propri parenti.<br />
Conosceva il Vangelo e il Qur*àn.<br />
'Ali lo paragonava, per sapienza, a Luqmàn.<br />
Era legato di stretta amicizia con abù al-Dardà*.<br />
Mori nell'anno B6. p al principio del 36. H. (al-Isti'àb, 671-673,<br />
n. 2387) [L.V.]. •<br />
Nota 1. — Secondo Athir Usd, II. 32K, lin. 3 e 16, (iayy è nna città della provincia di Isbahàn.<br />
§ 545. — Salmàn al-Fàrisi. Il suo nome e la sua genealogia prima<br />
cli'egli abbracciasse l'Islam, sarebbero stati: Màbih b. Bùdzkhusàn [o Bùd:<br />
Hagar, 224, lin. 12; secondo altri il suo nome sarebbe stato Bahbùd]<br />
b. Mùrsalàn b. Bahbùdzàn b. Fii-ùz b. àahrak.<br />
È narrata la storia della sua conversione all' Isiàm nel modo seguente :<br />
Avendolo suo padre, uno dei dihqàn della Persia, mandato in campagna<br />
per affari, s'incontrò in una chiesa cristiana e, preso d'ammirazione per<br />
quella religione, fuggi in Siria accompagnandosi agli» uomini di vita più<br />
santa, finché l'ultimo di questi, morendo, gli" annunziò che l'ultimo dei<br />
profeti vivefa allora in un paese ricco di palme; onde Salmàn, unitosi<br />
ad alcuni Beduini dei banù Kalb, mosse verso l'Arabia. Giunto a Wàdi<br />
al-Qura, si accompagnò ad un uomo dei banù Qurayzah, col quale andò a<br />
Madinah, e s' incontrò col Profeta, lo riconobbe dai segni che gliene aveva<br />
(lati il suo amico di Siria, e si convertì all'Isiàm (Athir Usd, II, 328-330).<br />
lin. 1-2).<br />
Cfr. Nawawi, 292-293.<br />
Secondo altri mori sotto il califfato di 'Umar (Athir Usd, II, 332,<br />
Ebbe tre figlie, due delle quali stabilite in Egitto e una a Isbahàn :<br />
molta<br />
gente pretendeva discendere da quest'ultima (A th i r U s d , II, 332, lin. 4-6).<br />
Cfr. Nawawi, 294.<br />
§ 546. — Salmàn al-Fàrisi. Il suo nome persiano e la sua genealogia<br />
sono dati anche nel modo seguente: Màyah b. Lùdzakhàn b. Mùrsalà b.<br />
Bahnudzàn (Hagar Tahdzib, 138, lin. 6-7), ed è forse da leggersi b.<br />
Bódzakhàn b. Mòrsalàn b. Behbódzàn (T a bari, I, 1779, lin. ultima: cfr.<br />
Justi, Iranisches Namenbuch, pag. 217,6 [s. v. Mòrsalàn]).<br />
Sulla data della conversione di Salmàn, cfr. anche <strong>Annali</strong>, 1. a. H.,<br />
i? 61, e 5. a. H., § 19.<br />
§ 547. _ La stòria della conversione di Salmàn è narrata nel modo<br />
Venne<br />
seguente da abu 'Uthraàn al-Nahdi, che la udì dallo stesso Salmàn :<br />
401.<br />
81
§§ 547-551. 35. a. H.<br />
36. a. H. a Ràmhurmùz un monaco cristiano, che si recò sui monti ad adorare Iddio,<br />
Saimàn ai-Fà- ^ ì^ dihqàn del paese andava a visitarlo: Salmàn chiese a questo di<br />
"Si.] condurlo dal monaco, ciò ch'egli fece. Mentre i due discepoli frequenta-<br />
vano il monaco, questi fu accusato dalla popolazione di voler corrompere<br />
la gioventù e cacciato dal paese. Salmàn lo accompagnò, finché giunsero<br />
ad al-Mawsil, e il monaco salì su un monte dei dintorni, dove altri monaci,<br />
vivevano in grotte, adorando Iddio, digiunando sei giorni, e mangiando<br />
e parlando soltanto il settimo giorno. Salmàn voleva restare fra essi, ma<br />
il monaco lo sconsigliò, non ritenendolo capace di vivere a quel modo.<br />
Poi il monaco, a cagione di una persecuzione del re di Siria, parti di là<br />
con Salmàn, e i due giunsero a Gerusalemme, dove, sulla porta del tempio,<br />
trovarono uno storpio che chiedeva l'elemosina. Il monaco non aveva nulla<br />
da dargli, ed entrò nel tempio, dove pregò tre giorni e tre notti; poi tracciò<br />
una linea per terra, e disse a Salmàn : « Quando l'ombra avrà raggiunto<br />
« questa linea, destami ». Poi si addormentò, e Salmàn non osò destarlo.<br />
Quando l'altro si destò, rimproverò Salmàn dicendo che egli si vergognava<br />
di ogni ora che, dormendo, toglieva all'adorazione di Dio. Usciti dal tempio,<br />
10 storpio chiese novamente l'elemosina, e il monaco, dopo aver guardato<br />
a destra e a sinistra se non vi fosse alcuno, disse :<br />
« Stendi la mano e alzati,<br />
« col permesso di Dio ». E quegli si alzò, risanato [il resto concorda con<br />
le versioni note] (Taghribirdi, MS. Paris, 1651, I, fol. 39,r.-39,v.) [L.V.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 176,r.<br />
§ 548. — (Da 'Abd al-rahmàn al-Qasam). Quando Salmàn visitò la Siria,<br />
fu ricevuto trionfalmente come fosse il Califfo. Scese da Basir b. Sa'd e, avendo<br />
inteso che abù al-Dardà* si trovava a Bayrùt, menando vita ascetica (m u r a -<br />
bit), andò a trovarlo (Taghribirdi, MS. Paris, 1551, fol. 39,v.) [L.V.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, fol. 176,r.-176,v.<br />
§ 549. — (ibn Rabì'ah, da ibn Yazìd, da suo padre). Il Profeta disse :<br />
« Dei miei Compagni, Iddio ne preferisce quattro, e questi quattro mi ha<br />
« comandato di preferire. Essi sono :<br />
'Ali, abii Dzarr, Salmàn e al-Miqdàd<br />
«b. al-Aswad» (Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 176,v.) [L.V.].<br />
§ 550. — (a) (Da Anas [b Màlik]). Vi son tre dei quali il paradiso<br />
ha desiderio: 'Ali, 'Ammàr [b. Yàsir] e Salmàn.<br />
(6) (Da abù Hurayrah). Il Profeta disse : « È maggiore il desiderio che<br />
« il paradiso ha di Salmàn, di quello che Salmàn ha del paradiso » (Dz a -<br />
habi Ta-.rikh, MS. Paris, fol. 176,v.) [L.V.].<br />
Cfr. Nawawi, 294-295.<br />
§ 551. — (al-' Ala- b. 'Abd al-rahmàn, da suo padre, da abù Hurayrah).<br />
11 Profeta recitò il versetto qur-ànico (XLVII, 40)<br />
402.<br />
: « Se voi vi allontane-<br />
i
35. a. H. §§ 551 554<br />
« rete da Dio, Egli vi sostituirà con un altro popolo che non vi somiglierà ». 35. a. h.<br />
E gli fu chiesto: «Chi sarà questo popolo?». Allora egli<br />
di Salmàn al-Fàrisi, dicendo : « Costui e il suo popolo : e<br />
battè la coscia<br />
se pure la fede<br />
saiman ai-Fà-<br />
«^'s']<br />
«si trovasse nelle Pleiadi, i Persiani vi arriverebbero» (Dzahabi Ta--<br />
rikh, MS. Paris, fol. 176,v.) [L.V.].<br />
§ 552. — Si narra che Salmàn una volta di.sst^ : « Se io mi mettL'ssi<br />
« a raccontarvi tutto quello che so, voi direste : —<br />
Dio abbia in gloria chi<br />
«ucciderà Salmàn» (Dzahabi Ta*rìkh, MS. Paris, fol. 176,v.) [L.V.].<br />
§ 553. — (Haggàg b. Farrùkh al-Wàsiti, da ibn ó-urayh, da 'Atà-, da<br />
ibn 'Abbàs). Tornando da un viaggio, Salmàn incontrò 'limar, che gli<br />
disse: «Dio sia contento del modo con cui tu lo servi (a rdàka Aliali<br />
«'abdan)!». E Salmàn: «Dammi in moglie (una donna della tua fa-<br />
« miglia) ». Ma 'limar non rispose nulla, e Salmàn disse: «Come? Io<br />
* vado bene per Dio, e non vado bene per te?». Al mattino seguente<br />
venne da Salmàn qualcuno della famiglia di 'limar a portargli il rifiuto<br />
della sua richiesta. E Salmàn disse: «Per Dio!, io non gli avevo chiesto<br />
« ciò per via ch'egli ha l'autorità e il dominio, ma perchè pensavo : — Egli<br />
« è un uomo pio : forse che Iddio farà uscire dal suo sangue e dal mio<br />
«congiunti, un'anima pia! ». Poi sposò una donna dei Kindah, e quando<br />
fu per entrare da lei, trovò la casa ammobigliata e piena di donne. Allora<br />
esclamò: «Che? la Ka'bah si è trasferita tra i Kindah? Il mio amico<br />
« abù-1-Qàsim (il Profeta) m' ha ordinato :<br />
—<br />
Se tu prendi moglie fra noi,<br />
« non prender con te altra suppellettile se non quale la porta con sé chi<br />
« va in viaggio, e non prender altra donna se non quella che sposi ». Al-<br />
lora le donne si alzarono e se ne andarono, strappando via ciò che v'era<br />
in casa. Quindi egli entrò da sua moglie, e le disse: «Mi ubbidirai?».<br />
Rispose: «Si». Disse: «Il mio amico ci ha ordinato: — Quando uno di<br />
§§ 564-558. , 35. a. H.<br />
35. a. H. cedere a un altro lo stendardo, rifiutò dicendo che, come duce, aveva il<br />
[NECROLOGIO. - -,. . . _<br />
Saimàn ai-Fà- diritto di portarlo. Terminata la spedizione, tornò ad al-Kufah portando<br />
"®'-] sempre quell'uomo in groppa (Taghrìbidi, MS. Paris, 1551, fol. 40,r.)<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, fol. 177,r.<br />
[L.V.l.<br />
§ 555. — (Da abù 'Uthmàn al-Nahdi). La pronunzia (araba) di Saimàn<br />
era quasi inintelligibile jjer il suo accento barbaro: anziché khasab, pro-<br />
nunziava khasàb [var. khasbàn] (Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris,<br />
fol. 177,v.) [L.V.].<br />
Gir. Taghrìbirdi, MS. Paris, 1551, fol. 40,r.<br />
§ 556. — Saimàn lasciò, dopo morto, poco più di venti dirham (Dzahabi<br />
Ta-rikh, MS. Paris, fol. 177,v.) [L.V.].<br />
Cfr. Taghrìbirdi, MS. Paris, 1551, fol. 40,r.<br />
§ 557. — La morte di Saimàn è posta nell'anno 36. H., ad al-Madà-in,<br />
anche dal tradizionista abù 'Ubaydah Zangawayhi (Taghrìbirdi, MS. Paris,<br />
1551, fol. 40,r.) [L.V.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, fol. 177,v.<br />
§ 558. — {pi) (abù Mu'àwiyah al -Dai ir, da al-A'mas, da abù Zabyàn,<br />
da al-Garir [ossia ibn 'Abdallah] e al-A'mas, da abù Sufyàn, dalle sue auto-<br />
rità). La kunyah di Saimàn al-Fàrisi era abù 'Abdallah.<br />
(Ismà'il i). Ibràhim al-Asadi, da 'Awf, da abù 'Uthmàn al-Nahdi).<br />
(ò)<br />
Saimàn disse: «Sai dove si trova Ràmhurmuz? ». Risposi: «Si». Disse:<br />
« Ebbene, esso è il mio luogo di nascita ».<br />
(e) (Muhammad b. 'Abdallah al-Asadi, da Sufyàn, da 'Ubayd abù al-<br />
'Alà-, da 'Amir b. Wàthilah). Saimàn disse: «La mia patria è Gayy ».<br />
[d) (yùsuf b. al-Buhlùl, da 'Abdallah b. Idris, da Muhammad b. Ishàq,<br />
da 'Asim b. 'Umar b. Qatàdah, da Mahmùd b. Labid, da ibn 'Abbàs).<br />
Saimàn al-Fàrisi mi raccontò di sua bocca la propria storia : « Ero nato<br />
« nei dintorni di Isbahàn, in un villaggio chiamato Grayy. Mio padre,<br />
« dihqàn del suo paese, mi amava teneramente, e tanto era il suo amore<br />
« per me, che mi teneva chiuso in casa come una fanciulla. Io professavo<br />
« la religione dei Magi e adoravo il fuoco, che accendevamo senza mai la-<br />
« sciarlo spegnere. Mio padre possedeva una fattoria in una delle sue terre,<br />
« ed, essendo occupato nel restauro di un edificio nel suo luogo di abita-<br />
« zione, mi chiamò e mi disse: — Figlio mio, vedi che questo restauro mi<br />
«tiene occupato: va' dunque tu alla mia fattoria; ma non indugiare nel<br />
« ritorno, che, se tu lo facessi, mi daresti più -pena che non tutte le mie<br />
« fattorie : perchè io mi curo più di te, che non dei miei possessi — . Io<br />
«partii, e incontrai una chiesa di Cristiani, e li sentii pregare in essa:<br />
404. -
35. a. H. •<br />
« allora entrai per vedere ciò che facessero, e vi rimasi stupito di ciò che 35. a. h.<br />
« vedevo. E dissi tra me: Questa religione è migliore della nostra. E non saiman ai-Fa'<br />
€ lasciai quei Cristiani fino al cader del sole, né andai alla fattoria, nò •"'•'•)<br />
1 568.<br />
« tornai da mio padre, finché egli mandò gente sulle mie tracce a cercarmi.<br />
« Io avevo chiesto ai Cristiani, ammirato di quanto avevo visto del loro<br />
« culto e delle loro preghiere, dove fosse l'origine della loro religione, ed<br />
< essi mi avevano risposto che era in Siria. Allora tornai da mio padre,<br />
< ed egli mi disse: — Figlio mio, dove sei stato? ti avevo pure raccoman-<br />
- dato di non tardare! — . Risposi: Ho trovato degli uomini che pregavano<br />
«in una chiesa, e il loro culto e le loro preghiere mi hanno riempito di<br />
« ammirazione, e la loro fede mi è parsa migliore della nostra. Disse:<br />
« — Figlio mio, la fede tua e dei tuoi padri è migliore della loro — . Dissi:<br />
« No, per Dio! Ed egli ebbe timore per me, e mi mise al piede un ceppo<br />
« di ferro e mi tenne rinchiuso; ma io mandai a dire ai Cristiani che ero<br />
« d'accordo con loro e che, se venissero cavalieri dalla Siria, mi avvertis-<br />
^ sero. Infatti vennero da loro dei cavalieri, mercanti, ed essi me lo man-<br />
< darono a dire, ed io mandai loro a rispondere : —<br />
< partire, avvertitemi — . Quando<br />
essi si<br />
Quando essi vorranno<br />
accinsero al ritorno, me lo fecero<br />
sapere, ed io mi strappai dal piede il ferro, poi uscii e partii con loro<br />
per la Siria, dove giunto chiesi del loro capo ; e mi fu detto : — Il capo<br />
andai da lui, e gli narrai la mia<br />
« della chiesa è il vescovo — . Allora<br />
' storia, e -gli dissi : Io vorrei restare con te a servirti e a pregare con te,<br />
- e ad imparare da te, poiché io sento desiderio della tua religione. Egli<br />
disse: — Rimani — , ed io rimasi con lui; ma egli era un disonesto, che<br />
« imponeva l'elemosina ai suoi e li esortava a darla, e quando essi gli ave-<br />
« vano portato danaro, lo ammassava per se, e fini col riempire sette anfore<br />
«di dinar e di dirham. Poi morì, e quando il popolo si radunò per<br />
seppellirlo, io dissi : — Il vostro capo era un disonesto — , e narrai loro<br />
« ciò ch'egli faceva delle loro elemosine. Mi dissero: — E chi ci prova ciò? —<br />
«Dissi: — Ve lo farò vedere , — e tirai fuori sette anfore piene d'oro; e<br />
«quando il popolo ebbe visto ciò, disse: — Non lo vogliamo seppellire! —<br />
« E lo posero in croce, poi lo lapidarono, e misero al suo posto un altro,<br />
< né<br />
io ho mai conosciuto un uomo non musulmano che fosse migliore di<br />
« costui o più desideroso dell'ai di là o più asceta in questo mondo o più<br />
€ zelante di giorno e di notte. E lo amai di un tale amore, quale non<br />
« presso al desiderio (alla morte), gli dissi : — Iddio ti chiama, come vedi :<br />
« or che mi comandi e a chi mi raccomandi ? — . Rispose : — Figlio mio, io<br />
« avrei mai supposto di avere per nessuno prima di lui, e quando egli fu<br />
« non so che nessun uomo si trovi nelle mie condizioni, tranne uno che sta<br />
405.
§ 558. 35. a. H.<br />
.....<br />
35. a. H. ^ a(j al-Mawsil : erli uomini mutano e periscono — .<br />
"<br />
NECROLOGIO. - .<br />
.<br />
Quand'egli fu morto, io<br />
Sai man ai-Fà- * andai dal capo della chiesa di al-Mawsil, e gli narrai che il mio primo Tpvo-<br />
"si-] « tettore mi aveva raccomandato di andare da lui e di rimanere con lui.<br />
« Egli disse : — —-. Rimani Ed io rimasi con lui, ed egli era quale il suo<br />
« amico. Poi gii si appressò la morte, ed io gli dissi : — Iddio ti chiama,<br />
« come vedi: a chi mi raccomandi? — .<br />
Rispose: — Figlio mio, io non co-<br />
« nosco altri che agisca come noi, tranne un uomo, il tale, che sta a Naio<br />
andai da lui, che era un tale, quale<br />
« sìbìn : va' a stare con lui — . Ed<br />
« gli altri due, e gli narrai la mia storia, e abitai con lui jBno a che gli si<br />
« appressò la morte ; allora gli dissi : — Il primo mio protettore mi ha rac-<br />
« comandato al secondo, il secondo a te : tu a chi mi raccomandi? — .<br />
« spose : —<br />
Figlio mio, io non conosco altri che agisca come noi, tranne<br />
Ri-<br />
« un uomo che sta ad 'Amùriyyah, nel territorio dei G-reci : se tu puoi<br />
« unirti a lui, fallo — . Quand'egli mori, andai dal capo della chiesa di<br />
« 'Amùriyyah e gli raccontai la mia storia e la storia di quelli che mi<br />
« avevano raccomandato l'uno all'altro finché ero giunto da lui. Ed egli<br />
« disse : —<br />
Rimani — , e io rimasi presso di lui e lo trovai simile agli altri<br />
« tre. E restai con lui finché volle Iddio, e raggranellai qualche cosa, finché<br />
« ebbi in possesso delle vacche e delle pecore. Poi si appressò la morte al<br />
« mio protettore, ed io gli dissi : —<br />
«: —<br />
A chi mi raccomandi ? — Rispose :<br />
Figlio mio, io non conosco alcuno sulla terra che agisca come noi, al<br />
« quale ti possa dirigere, ma ormai é imminente la venuta di un profeta,<br />
«mandato da Dio a restaurare la religione di Abramo, la hanifiyyah:<br />
« egli verrà da una terra donde dovrà fuggire, e la sua sede sarà una terra<br />
« ricca di palme, in mezzo a due deserti sassosi. Se tu puoi raggiungerlo,<br />
< raggiungilo : in lui vi sono i segni della profezia : non<br />
mangia di ciò che<br />
€ gli vien dato in elemosina, ma sì di ciò che gli si dà in dono, ed ha tra<br />
« le spalle il suggello della profezia. Quando l'avrai veduto, lo riconoscerai —<br />
« Poi morì, e passarono dei cavalieri della tribù dei Kalb, ed io li inter-<br />
« rogai intorno al loro paese, e ne ebbi notizie. Allora dissi loro : —<br />
Sì — . E<br />
Io vi<br />
« darò queste<br />
—<br />
mie vacche e pecore, se mi condurrete fino al vostro paese.<br />
« Dissero : mi menarono con loro finché giunsero a Wàdi al-<br />
« Qura, ma lì mi tradirono e mi vendettero come schiavo ad un giudeo.<br />
« Io vidi colà delle palme, ed ardevo di desiderio che fosse quello il paese<br />
« che mi era stato descritto, ma non indicato in modo non equivoco. Quindi<br />
« rimasi col giudeo finché venne un altro giudeo dei banù Qurayzah, che<br />
« mi comprò al mio padrone e partì con me per Madinah, e quando la<br />
« vidi, per Dio ! l?t riconobbi quale la terra che mi aveva descritto il mio<br />
« amico, ed ebbi la certezza che essa era quella. Allora rimasi presso il<br />
406.
35. 8,* H« I 559^<br />
« mio padrone, a lavorare per lui intomo alle palme, tra i banù Qurayzah, 35. a. H.<br />
< destinato di dare in elemosina, e quando mi fu detto dove abitavate, vi<br />
isi.<br />
§§ 558, 559. 35. a. H,<br />
35. a. H.<br />
« a te, o ibii 'Abbàs !<br />
[NECROLOGIO. - ^ ^ . ^ . _.<br />
.<br />
Earli ne fu stupito e volle che i suoi compao^ni lo<br />
Sai man ai-Fà- «udissero. Poi abbracciai l'Islam; ma la mia condizione di schiavo e le<br />
« mie occupazioni mi tenevano occupato, sicché non potei esser presente<br />
« uè a Badr nò a Uhud. Poi il Profeta mi disse: — Chiedi al tuo padrone<br />
«il permesso di riscattarti mediante pagamento [contratto: kitàbah<br />
« mukàtabah] — , ed io non cessai di chiederglielo finché egli me lo con-<br />
« cesse, a condizione di ricevere trecento palme e quaranta once d'oro. Poi<br />
« il Profeta disse :<br />
—<br />
Aiutate vostro fratello nel pagamento delle palme —<br />
« E ognuno dei compagni mi aiutò, a seconda dei suoi mezzi, regalandomi<br />
« chi trenta, chi venti, chi quindici, chi dieci palme: quindi il Profeta mi<br />
« disse: — O Salmàn, va' e scava il fosso [faqir] d'irrigazione, e quando<br />
« vorrai piantare le palme, non farlo senz'esser prima venuto ad avvertirmi,<br />
< e sarò io a piantarle di mia mano — , Allora io mi misi a scavare i fossi<br />
«e i miei compagni mi aiutarono, finché compimmo l'intero lavoro; poi<br />
« ognuno venne con le palme che mi avevano regalate, e infine venne il<br />
« Profeta e le piantò di wua mano, e ad ognuna ricopriva poi il fosso, pro-<br />
« nunciando la benedizione, finché ebbe finito ogni cosa. E, per Colui nelle<br />
non « mani del quale sta l'anima di Salmàn !<br />
« gulto ! Ma restava da pagare il danaro :<br />
ne morì nemmeno un vir-<br />
or, mentre un giorno il Profeta<br />
« se ne stava tra i suoi compagni, venne da lui un uomo con un pezzo<br />
Che fa quel povero Salmàn<br />
* < d'oro in forma di uovo, che egli aveva trovato in una miniera e che por-<br />
« tava in elemosina al Profeta, il quale disse : —<br />
«che ha concluso il contratto della kitàbah? Chiamatemelo — . Infatti<br />
« fui chiamato, e andai da lui : egli mi disse : — Prendi questo : e con esso<br />
« pagherai il tuo debito — . Dissi: — E come sarà possibile che questo pezzo<br />
« d'oro raggiunga l'ammontare del mio debito, o Profeta? — Rispose: — Dio<br />
^ pagherà per te — . (Una<br />
variante del racconto aggiunge che il Profeta<br />
« si pose sulla lingua il pezzo d'oro e lo palleggiò con le mani). E, per<br />
« Colui nelle mani del quale sta l'anima mia, il peso di quel pezzo d'oro<br />
« superava le quaranta once, con le quali potei pagare il mio debito ».<br />
Salmàn fu allora riscattato e partecipò alla difesa di Madinah (al-<br />
Khandaq) e alle altre masàhid, in compagnia del Profeta, come uomo<br />
libero e musulmano, finché mori (Saad, IV, 1, pag. 53, lin. 1-pag. 57,<br />
lin. 8) [L.V.].<br />
Cfr. Hisàm, 136-142.<br />
§ 559. — L'aneddoto delle palme é anche narrato, in forma più breve,<br />
con altro isnàd ('Affàn b. Muslim, da Hammàd b. Salimah, da 'Ali b.<br />
Zayd, da abu 'Uthmàn al-Nahdi, da Salmàn), con la differenza che le palme<br />
sono 500 anziché 300, e con l'aggiunta che tutbe le palme raggiunsero la<br />
408.
maturità, tranne una (<br />
35. a. H.<br />
§S 55U-661.<br />
Iie non era stata piantata dal Prorfhi iria da Sai'"<br />
(Saad, 1\ . I, pag. 67, lin. 8-pag. 68, lin. 1) [L.V.].<br />
§ 560. - (Yùsuf b. Buhlul, da Abdallah b. Idris, da Muhamraad b.<br />
Lshàq, da 'Asini b. Umar b. Qatadah, da un uomo della tribù degli 'Abd<br />
il-Qays, (la limar b. Abd al-'aziz, da un tale che aveva udito Salmàn).<br />
Jalmàn raccontava (nel punto della sua storia dove narrava della sua an-<br />
'data dal Profeta) che il suo amico di 'Amùriyyah gli avesse dett
§ 561. 35. a. H.<br />
35. a. H. quelle monete, e chiamai i preti e i monaci, che vennero dal morto, ed<br />
[NECROLOGIO. - . . . ,<br />
Saimàn ai-Fà- io dissi: «Costui ha lasciato questo danaro». Allora dei giovani del vil-<br />
"^'] laggio si levarono a dire : « Questo danaro appartiene a nostro padre : V ha<br />
« portato a costui la sua concubina ». E portarono via le monete. Io dissi<br />
ai monaci: « Ditemi dove si trova un uomo sapiente, ch'io possa seguirlo ».<br />
Dissero : « Non sappiamo che vi sia oggigiorno sulla terra uomo più sa-<br />
« piente di un tale che sta a Hims >. Io allora andai da quell'uomo, rimasi<br />
con lui e gli raccontai la mia storia. Egli mi disse : « Tu sei venuto sol-<br />
« tanto per cercare la sapienza? Ebbene, io non conosco oggigiorno sulla<br />
« terra un uomo più sapiente di uno che va tutti gli anni a Gerusalemme:<br />
« se tu vai ora colà, troverai il suo asino ». Allora partii, ed ecco il suo<br />
asino sulla porta di Gerusalemme :<br />
io mi ci sedetti accanto, finché non<br />
venne l'uomo, ed io gli raccontai la mia storia. Mi disse : « Tu sei venuto<br />
« soltanto per cercare la sapienza? ». Risposi : « Si ». Disse : « Aspetta qui »,<br />
e partì, né io lo rividi più se non l'anno seguente, quando egli venne, ed<br />
io gli dissi: «0 servo di Dio, che hai fatto di me? ». Disse: « Sei ancora<br />
« qui? ». Risposi: « Si ». Disse: « Per Dio, io non conosco oggigiorno sulla<br />
« terra uomo più sapiente di uno ch'é sorto nella terra di Taymà*, e se<br />
« vai ora, lo incontrerai. In lui sono tre segni : mangia<br />
di ciò che gli si<br />
« dona, non mangia di ciò che gli vien dato in elemosina, e ha sulla sca-<br />
« pola destra il suggello della profezia, che é simile ad un uovo di pic-<br />
« clone, dello stesso colore della pelle ». Allora me ne andai su e giù da<br />
un paese all'altro, finché giunsi a una tribù di Beduini, che mi fecero<br />
schiavo e mi vendettero ad una donna di Madinah: ivi udii parlare del<br />
Profeta. La vita era cara in quel tempo, e io chiesi alla mia padrona:<br />
«Dammi un giorno di libertà». Disse: «Sta bene». Allora uscii a far<br />
legna e la vendetti, e ne portai il guadagno al Profeta (ed era assai scarso)<br />
e glielo misi innanzi. Egli disse: «Che è questo?». Risposi: « Un'ele-<br />
« mosina ». Allora disse ai suoi compagni: «Mangiate », ed egli non<br />
mangiò. Io dissi: «Questo é uno dei segni». Dopo un certo tempo chiesi<br />
alla mia padrona un altro giorno di libertà, ed essa me lo concesse : io<br />
allora andai a far legna e la vendetti più cara della prima volta, e con quel<br />
denaro feci del cibo e lo portai al Profeta, che stava seduto tra i suoi com-<br />
pagni, gii misi innanzi l'offerta, ed egli disse: «Che è questo? ». Risposi:<br />
« Un dono ». Allora egli stese la mano e disse ai suoi compagni: « Man-<br />
« giate nel nome di Dio ». Io me gli misi dietro, ed égli depose il suo man-<br />
tello, ed ecco, vi era in lui il suggello della profezia! Allora dissi: « Io at-<br />
« testo che tu sei l'Inviato di Dio!». Disse: «Che è ciò?». Allora gli<br />
narrai la storia dell'uomo di Gerusalemme. Poi gii chiesi : « Entrerà nel<br />
410.
35. a. H. ^ 661-664.<br />
€ paradiso egli che mi ha narrato che tu sei un Profeta? ». Rispose: « Non<br />
35. a. H.<br />
INECROLOGIO.<br />
€ entrerà nel paradiso se non l'anima musulmana » (Saad, IV, 1, pag. 58. ^'^sai'm'àn'^ai^Fà-<br />
lin. J-pag. 59, lin. 8) [L.V.]. n.i.)<br />
§ 562. — (Ismàll b. Ibràlnm al-Asadi, da Yusuf, da al-Hasanj. il Pro-<br />
ieta disse: « Salmàn ù stato il primo musulmano persiano» (Saad, r\'.<br />
1, pag. 69, lin. 8-9) [L.V.].<br />
§ 563. — (Muhammad b. Isma il -b. abi Fudayk, da Kathir b. Abd-<br />
allah al-Muzani, da suo padre, da suo nonno). Nell'anno « dei confederati »<br />
(al-Ahzàb = 5. a. IT.), il Profeta fece costruire la trincea (al-Khandaq)<br />
a partire da Ugum al-Saykhayn nel quartiere dei banù Hàrithah, fino .«I<br />
al-Madzàb, assegnando a ogni famiglia dieci braccia di terreno da lavorare.<br />
E i Muhàgirun e gli Ansar si disputavano Salmàn al-Fàrisi, uomo robusto :<br />
i Muhàgirun dicevano: « È dei nostri », e gli Ansar dicevano: « No, è dei<br />
< nostri ». Allora il Profeta disse: « Salmàn è membro della nostra famiglia<br />
«(ahi ai-bay t)» (Saad, IV, 1, pag. 59, lin. 9-15) [L.V.].<br />
CIV. Hisàm, G77, lin. 10-12.<br />
§ 564. — (Da 'Amr b. 'Awf). Io, Salmàn, Hudzayfah b. al-Vamàn,<br />
Nu'màn b. Muqarrin al-Muzani e sei degli Ansar, scavavamo la trincea<br />
sotto Asl Dzubàb, quando incontrammo il terreno vergine, e un masso di<br />
selce bianco, che si trovava là a caso, ruppe il ferro. Noi restammo lì af-<br />
flitti, ed io dissi a Salmàn: « Va' su dal Proteta ». Egli andò da lui e gli<br />
riferì l'accaduto, e quegli disse : « Mostrami il tuo piccone, o Salmàn<br />
lo prese, poi scese nella trincea tra noi e diede un colpo che rintrono, e<br />
ne uscì un lampo che illuminò il terreno circostante. Allora il Profeta<br />
esaltò Iddio col takbir della vittoria (Qur-àn, LXI, 13), e noi con lui.<br />
Così fece un'altra volta, e la luce del lampo pareva una lucerna tra le<br />
tenebre ; e il medesimo avvenne al terzo colpo. Poi risalì, e, giunto presso<br />
Salmàn, questi disse : « O Profeta, ciò che ho visto ora non l'avevo visto<br />
« mai! », e il Profeta si volse agli altri, dicendo: « E voi l'avete visto? ».<br />
Risposero: « Sì, Profeta nostro: abbiamo visto che, mentre tu battevi, usciva<br />
« im lampo simile all'onda, e tu esaltasti Iddio, e noi con te». Disse:<br />
« Avete detto il vero : al primo colpo che diedi e al lampo che vedeste<br />
« mi apparvero i castelli di al-Huah e le città di Cosroe simili a denti di<br />
« cane, e Gabriele mi rivelò che la mia comunità li avrebbe conquistati ;<br />
« al secondo colpo mi apparvero i " castelli rossi ,, dell' impero greco, si-<br />
« mili a denti di cane, e Gabriele mi rivelò che la mia comunità li avrebbe<br />
< conquistati; al terzo colpo mi apparvero i castelli di San'à-, simili a denti<br />
« di cane, e Gabriele mi rivelò che la mia comunità li avrebbe conqui-<br />
stati con l'aiuto di Dio». Allora i Musulmani si rallegrarono, dicendo:<br />
411.
§§ 584-668. 35. a. H.<br />
35. a. H.
35. a. H. 11668*7».<br />
(e) (Hammàd b. 'Amr al-Nasibini, da Zayd b. Rufay', da Ma'bad al- ^^- •• "•<br />
(jruhani, da Yazid b. 'Amii-ah al-Saksaki, scolaro di Mu'àdz). Mu'àdz rac- saiman ai-F*-<br />
comandava al suo scolaro di imparare la scienza da quattro persone : una '*•*•!<br />
di queste era Salmàn al-Fàrisi (Saad, IV, 1, pag. 61, lin. 22-26) [L.V.].<br />
(d) Gli altri tre sarebbero 'Abdallah b. Mas'ùd, abù-1-Dardà-, 'Abd-<br />
allah b. Salàm (Taghribirdi, MS. Paris, 1661, fol. 39,v., lin. ultima)<br />
Cfr. Dzahabi Tarikh, MS. Paris, fol. 176,v.<br />
[L.V.].<br />
§ 569. — (Wakì' b. al-óarràh, da al-A'mas, da èimr b. 'Atiyyah, da<br />
uno dei banii 'Àmir, da un suo zio materno). Quando Salmàn andò a premtarsi<br />
ad Umar, il popolo esclamò: «Venite, circondiamo Salmàn!»<br />
(Saad, IV, 1, pag. 61, lin. 26-27) [L.V.].<br />
§ 570, — (a) ('Ubaydallah b. Musa, da Isrà-il, da Isma il b. Sami', da<br />
'Ammàr al-Duhmi, da Sàlim b. abi al-ó-a'd). 'Umar diede a Salmàn, come<br />
pensione ('atà'), seimila dirham (Saad, IV, 1, pag. 61, lin. 27-pag. 62,<br />
lin. 1) [L.V.].<br />
(6) Una variante di questa tradizione (l' i s n à d mette capo a Màlik<br />
b. 'Umayr) riduce la somma a 4000 dirham: la stessa' cifra è data da<br />
altre tradizioni con isnàd diversi (Saad, IV, 1, pag. 62, lin. 1-7) [L.V.].<br />
(e) ('Abdallah b. óa'far al-Raqqi, da abù-1-Malih, da Maymiin). La<br />
pensione di Salmàn al-Fàrisi era di quattromila dirham e quella di 'Abd-<br />
allah b. 'Umar di tremila cinquecento. Io dissi: «Perchè questo persiano<br />
« deve avere quattromila dirham, e il figlio del Principe dei Credenti<br />
« soli tremila cinquecento? ». E mi fu risposto: « Perchè Salmàn ha preso<br />
« parte, insieme col Profeta, a una battaglia alla quale non partecipò il<br />
«figlio di 'Umar> (Saad, IV, 1, pag. 62, lin. 7-11) [L.V.].<br />
§ 571. — (Isma il b. 'Abdallah b. Zuràrah al-Garmi, da Gra'far b. Sulaymàn,<br />
da Hisàm b. Hassàn, da al-Hasan). Salmàn 3,veva 5000 (dirham<br />
di pensione)*. Arringava 30,000 persone con un' ' a b à • a h mezza pendente e<br />
mezza vestita, e quando riscote va il suo 'atà-, lo dava via, e viveva con<br />
l'intrecciar le foglie delle palme (Saad, IV, 1, pag. 62, lin. 12-16) [M.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, fol. 177,r.<br />
§ 572. — (al-Fadl b. Dukayn, da Yazid b. Mai'dànubah, da Khalìfeh<br />
b. Sa'id al-Muràdi, dallo zio). Episodio della sua mitezza; fa un augurio<br />
grazioso a uno che l'aveva urtato (Saad, IV, 1, pag. 62, lin. 16-20) [M.].<br />
§ 573. _ (Muslim b. Ibràhim, da Sallàm b. Miskin, da Thàbit). Sulla<br />
sua trascuranza e mitezza. Quando passava ad al-Madà-in, dov'era amir,<br />
la gente si diceva in persiano: « Gurg àmadz! (Ecco il lupo!) ». E avendo<br />
chiesto Salmàn perchè dicessero ciò, gli fii risposto che alludevano ad un<br />
413.
573-579. 35. a. H.<br />
35. a. H. ffioco popolare. Ed esrli non si offese, dicendo: «L'importante sta nell'ai<br />
(NECROLOGIO. . ° ^ ^ » ^<br />
saimàn ai-Fà- «ài là! » (Saad, IV, I, pag. 62, lin. 20-24) [M.].<br />
risi.<br />
§ 574. — ('Abdallah b. Gì-a'far al-Raqqi, da abù Malih, da Habib b. abi<br />
Marzùq, da Huraym). Saimàn cavalcava a dorso nudo un asino, ed era<br />
vestito di un qamìs sunbulàni, corto e stretto in basso, ed egli era<br />
lungo di gambe, folto di chiome; il qamis gli arrivava su fin quasi alle<br />
ginocchia. I ragazzi gli correvano dietro, ed egli non se ne offendeva, di-<br />
cendo: «Ciò che importa è l'ai di là » (Saad, IV, 1, pag. 62, lin. 24-<br />
pag. 63, lin. 1) [L.V.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, fol. 177,r.<br />
Tradizione simile con diverso isnàd in Saad, IV, 1, pag. 63, lin. 1-8.<br />
§ 575. — (Muslim b. Ibràhim, da Sallàm b. Miskin, da Thàbit). Uno dei<br />
Taymallah che portava della terra, gli chiese aiuto a portarla, vedendolo ma-<br />
landato nel vestire. Ed egli la portò molto volentieri, benché, accortosi del-<br />
l'equivoco, l'altro gliene facesse le scuse (Saad, IV, 1, pag. 63, lin. 8-12) [M.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, fol. 177,r.<br />
§ 576. — ('Affàn b. Muslim e Rawh b. 'Ubàdah, da Hammàd b. Salamah,<br />
da Khàlid b. Salamah, da 'Atà* b. al-Sà-ib, da Maysarah). Quando i Persiani<br />
si prosternavano dinanzi a Saimàn (sagadat lahu), egli abbassava la<br />
testa e diceva: « Mi umilio a Dio » (Saad, IV, 1, pag. 63, lin. 18-21) [M.].<br />
Cfr. anche Taghribirdi, MS. Paris, 1561, fol. 40,r. ;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, fol. 177,r.<br />
§ 577. — (Kathìr b. Hisàm, da Gra'far b. Burqàn). Fu chiesto a Saimàn<br />
perchè avesse in odio le cariche. Ed egli : « Per la dolcezza del poppare,<br />
< e per l'amarezza dello svezzarsi » (Saad, IV, 1, pag. 63, lin. 21-24) [M.].<br />
§ 578. ^^ (Wakì' b. al-Grarràh, da Hisàm b. al-Ghàz, da 'Ubàdah b.<br />
Nusayy). Saimàn portava mantelli 'abà* benché fosse governatore (a m ir<br />
al-nàs) (Saad, IV, 1, pag. 63, lin. 24-25) [M.].<br />
§ 579. — (Ma'n b. Tsa, da Màlik b. Anas). Saimàn si riparava dal sole<br />
all'ombra nei luoghi del fay dovunque si trovava, e non aveva casa. Gli<br />
si propose d'edificarne una, ed egli accettò. Ma poi domandò come sarebbe<br />
stato, e ne approvò la costruzione, udendo che stando in piedi avrebbe<br />
toccato la testa nel soffitto, e stando sdraiato, avrebbe toccato i piedi nella<br />
parete (Saad, IV, 1, pag. 63, lin. 25-pag. 64, Un. 2) [M.].<br />
La stessa -tradizione in al-Istì'àb e Athìr Usd, con l'aggiunta<br />
che la casa sarebbe stata di canne, coperta di papiro.<br />
La tradizione del giaciglio di Saimàn all'aperto si trova anche in<br />
Dzahabi Ta*rikh, MS. Paris, fol. 177,r. (da 'Abd al-'azìz b. Ràfi', da<br />
abù Zabyàn, da Grarir b. 'Abdallah).<br />
414,
35. a. H. ^ 680-666.<br />
§ 580. — (abu Dàwùd Sula\man b. Dàwiid aJ-'l'a\ hIì.sì e ^ ali\a b.'Abbàd, 35. a. H.<br />
da Su'bah, da Simàk, da al-Nu'màn b. Humayd). Mentre lavorava le fuglie saiman ai-Fa"<br />
di palma fu udito dire: «Comprerò delle foglie per un dirham, e lo la- risi.]<br />
« vorerò e poi le venderò per tre. Un dirham l'ho di perdita, uno ri.<br />
«spendo per la mia famiglia, e uno lo do in sadaqah. E se 'Umar 1>.<br />
§§ 586-591. 35. a. H.<br />
35. a. H.<br />
« che tu non avresti restituito» (^) (Sa ad, IV, 1, pag. 64, lin. 24-pag. 65,<br />
P4ECROLOGIO. - ^. X r,^T<br />
Sai man al-Fa- Im. 1) [M.J.<br />
risi.<br />
Nota 1. — <strong>For</strong>se significa che il saluto del quale era stato incaricato era come un deposito e<br />
ch'egli commetteva una colpa tenendoselo per sé.<br />
§ 587. — ('Abdallah b. Numayr, da Haggàg, da abù Ishàq, da 'Amr<br />
b. abi Qurrah). Salmàn disse agli Arabi nomadi : « Non saremo vostri<br />
«imam nelle vostre moschee, né sposeremo le vostre donne» (Sa ad,<br />
IV, 1, pag. 65, lin. 1-3) [M.].<br />
§ 588. — (Ahmad b. 'Abdallah b. Yùnus, da Isrà-il, da abù Ishàq ed<br />
altri). Salmàn diceva a sé stesso: «Salmàn, bimir! (cioè: muori! in<br />
«persiano)» (Saad, IV, 1, pag. 65, lin. 3-5) [M.].<br />
§ 589. — (abù Mu'àwiyah al-Darìr, da al-A'mas, da abù Sufyàn, dai<br />
suoi say Idi). Sa'd b. abi Waqqàs [e ibn Mas'ùd, secondo al-Dzahabi] andò<br />
a fargli visita. E Salmàn si mise a piangere. Sa'd gli chiese perchè pian-<br />
gesse : « Il Profeta è morto contento di te, e raggiungerai i tuoi com-<br />
« pagiii ». Ma Salmàn: « Per Dio, non piango per dolore di morire né per<br />
« attaccam-ento a questa terra, ma il Profeta ha detto che ciascuno di noi<br />
«ha da prendere dalla terra come il viatico di un passante, ed ho qui<br />
« dintorno tutta questa roba. (Aveva dintorno a sé una gran scodella o<br />
«una mat barali)». E Sa'd gli disse: «Dacci una raccomandazione per<br />
« dopo la tua morte ». — « Ricorda Iddio nella tua pena, quando sei af-<br />
« flitto, e nel tuo giudizio quando decidi, e accanto alla tua mano quando<br />
« partisci » (Saad, IV, 1, pag. 65, lin. 5-14) [M.].<br />
Cfr. Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, fol. 177,v.<br />
§ 590. — ('Affàn b. Muslim, da Hammàd b. Salamah, da (xabalah b.<br />
'Atiyyah, da Ragà* b. Haywah). Furono chieste a lui raccomandazioni, ed<br />
egli disse: «Chi riesce a morire in pellegrinaggio, o in 'umrah, o in<br />
« razzia, o leggendo in modo supererogatorio il Qur"àn, è l' ideale. Fate di<br />
«non morire mai in atto licenzioso o in peccato di frode» (Saad, IV,<br />
1, pag. 65, lin. 19-23) [M.].<br />
§ 591. — (abù Mu'àwiyah al-Darir, da Muh. b. Sùqah, da al-Sa'bi).<br />
Quando fu vicino a morte, disse alla padrona del suo alloggio di por-<br />
targli la cosa eh' egli le aveva detto di nascondere. E gli portò una<br />
borsa di muschio. Poi fece venire un vaso con acqua. Vi stemperò il<br />
muschio, lo agitò con una mano, e poi disse: « Spargilo dintorno a me,<br />
« giacché verranno esseri i quali non mangiano vivande (ossia gli an-<br />
« geli) ». Poi apri la porta (correzione del De Goeje). E andai, attesi, e<br />
udii un mormorio. E quando tornai, era morto (Saad, IV, 1, pag. 66,<br />
lin. 5-11) [M.].<br />
416.
8 592. — (<br />
35. a. H. §§ 692-697.<br />
(NECROLOGIO.<br />
-A Abdallah b. Numayr, da al-Aójlah, da 'Àrair al-Sa'bi). Stesso 35. a, h.<br />
'<br />
^ '^<br />
'<br />
.<br />
-<br />
senso della precedente. Si aggiunge che la borsa del muschio l'ebbe a Ga- saiman ai-Fà-<br />
lùlà- (Saad, IV, 1, pag. 66, lin. 11-16) [M.|.<br />
§ 593. — ('Ubaydallah b. Musa, da Saybàn, da al-Sa'bi, da al-(jrazl).<br />
Fece aprir le porte dalla moglie, e poi vi fece ardere profumi, ecc. (Saad,<br />
IV, 1, pag. 66, lin. 16-22Ì fM.].<br />
§ 594. — ('Arim b. al-Fadl, da Hammàd b. Zayd, da al-Mu'alla b.<br />
Asad, da Wuhayb b. Khàlid, da 'Ata* b. al-Sà'ib). Sempre sul muschio<br />
(che fu preso a Balangar) (Saad, IV, 1, pag. 66, lin. 22-26)"fM.].<br />
Nota 1. — Riguardo a questo muschio propiziatore, simile all'incenso che ancora profuma i morti<br />
nella chiesa cattolica, v'hanno tradizioni che attribuiscono questa pratica anche ad un altro Compagno.<br />
§ 595. — (Musa b. Ismà'il, da Hammàd b. Salamah, da 'Ali b. Zayd,<br />
da Sa'ìd b. al-Musayyib, da 'Abdallah b. Salàm).<br />
[Riassunto] Si parla d'un patto fatto tra 'Abdallah b. Salàm n Sal-<br />
màn, di visitarsi chi moriva prima. Salmàn viene e dice di star bene, e l'esorta<br />
a rassegnarsi in Dio (Saad, IV, l, pag. 66, lin. 26-pag. 67, lin. 7) fM.].<br />
§ 596. — Morì sotto il califfato di 'Uthmàn in al-Madà*in (Saad,<br />
IV, 1, pag. 67, lin. 12-13) [M.].<br />
§ 597. — Salmàn al-Fàrisi soggiornò in al-Knfali (Saad, VI, pag. 9,<br />
lin. 21-25) [L.V.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici)',<br />
Athir, II, 136, 137, 204, ecc.: cfr. Indice, pag. 316;<br />
Bayhaqi Mahàsin, 297, lin. 6-10;<br />
Browne, Liti. Hist. of Persia, I, 203-204, 297; II, 229;<br />
Caussin de Perceval, III, 25, 131;<br />
ó-avvzi, MS. Costantin., I, fol. 87,r.-91,v.;<br />
Goldzihor, Abhand. ar. Phil., Einl. lxvi;<br />
Gotha Mss. Arab., II, 179;<br />
(jrubayr, ed. De Goeje, 197, 216;<br />
Gubayr, vers. Schiaparelli, 184, 185, 204;<br />
Hagar Tahdzìb, IV, 137-139, n. 233;<br />
Hagar Taqrib, 75 (col. ii-m);<br />
Hanbal Musnad, V, 437-444;<br />
Herbelot Biblioth., s. v.<br />
Hariri Maqàmàt, ediz. De Sacy (2* ed.), 173, 473;<br />
Harìri Maqàmàt, vers. Chenery-Steingass, II, 84, 225, 226;<br />
Hisàm, 136-143, 345, 673, 677:<br />
Huart, Selmdn du Fars, 1908;<br />
Istakhri, 140;<br />
417.<br />
53<br />
riti.
§§ 597, 598. 35. a. H.<br />
'5. a-H. al-Kashf al-Mahiub, ed. Nicholson fE. J. W. Gibb Memorial,<br />
ROLOGIO. -<br />
J ' L )<br />
man ai-Fà- XVII], 45, 81, 90, 232, 344;<br />
] Khamis, I, 395, 526;<br />
Khulàsah, 147;<br />
Lammens Mo'awia, 413, 423;<br />
Mahgisiii, I, 100, lin. 16-19 [f 32. a. H.]; 114-115 [f 36. a. H.];<br />
Maskawayh, I, 273, 387, 389;<br />
Mas'udi, IV, 195, 196;<br />
Mirkhond, II, 86;<br />
Mubarrad, 366, lin. 5; 711, lin. 6-7; 712, lin. 2;<br />
Muir Mahomet, III, 256;<br />
Muqaddasi, 130;<br />
Muslim, II, 265;<br />
abù Nu'aym al-Isbahàni, MS. Leid., I, fol. 30,v.-36,r.<br />
Nuwayri, MS. Leid., I, fol. 172,r. [f 36. a. H.];<br />
Qutaybah, 138;<br />
Qutaybah 'Uyùn, 316, lin. 18-317, lin. 3; 317, lin. 14-16;<br />
Rustah, 210;<br />
Sprenger Leb. Muh., I, 442; III, 26 nota, 207, 212, 387 nota;<br />
Suyùti Kanz al-'Ummàl, VI, 176; VII, 44-46;<br />
Tabari, I, 91, 113-116, 186, 411, 1069, 1465, ecc.; Ili, 2344, 2345,<br />
2371, 2372: cfr. Indice, pag. 242;<br />
Taghribirdi, MS. Paris, 1651, l, fol. 39,r.-40,r.;<br />
Tanbih, 25;<br />
Wàqidi Wellhausen, 192 e segg., 370;<br />
Ya'qùbi, II, 50, 128, 138, 173;<br />
Ya'qùbi Buldàn, 274, 321;<br />
Yàqùt, II, 170 (Mashad Salmàn presso Quhàb [Isbabàn]) ; IV, 325,<br />
447 (sua tomba presso Baghdad) ;<br />
ZDMG., XVIII, 407; XXIX, 424-425; XLV, 481.<br />
§ 598. — Salmàn fu, secondo la tradizione, il primo persiano che si<br />
convertisse all'Islam, e perciò sul conto suo si è tessuta una fitta trama<br />
di leggende, nelle quali però si sono venute a fondere, con le persiane e<br />
musulmane, forti correnti cristiane per ragioni che non sono chiare. Tutto<br />
ciò che si riferisce a Salmàn è leggenda, e meriterebbe uno studio partico-<br />
lare accurato, che darebbe forse risultato interassante per la storia della<br />
primitiva agiografia islamica.<br />
Sul conto di Salmàn al-Fàrisi non abbiamo alcun fatto storico, tranne il<br />
preteso consiglio di scavare la famosa trincea, con cui Maometto, nel 5. H.,<br />
418.
35. a. H. §S 698, 599.<br />
salvò Madinah dall'assalto dei confederati. Salmàn ha, per raficioui a noi ^^' *- ^•<br />
, ,.,,,. j 11 - X- u 1 • (NECROLOGIO. -<br />
ancora ignote, colpito 1 immaginazione delle più antiche masse popolari mu- saiman ai-Fà-<br />
sulmane ed intorno a lui è sorta tutta una fioritura di leggende, che manca '^•••1<br />
del tutto rispetto ad altre figure dell' Islam primitivo, assai più beneme-<br />
rite della causa musulmana. Or in queste leggende non vediamo prevalere<br />
influenze iraniche pure, ma quelle cristiane della Babilonide e della Me-<br />
sopotamia, ossia delle popolazioni aramae del bacino tigro-eu Pratico. Strano<br />
a dirsi però, la fama leggendaria di Salmàn ha colpito anche l' immagi-<br />
nazione delle popolazioni sirie e oggidì ancora quelle tribù e assembra-<br />
menti religiosi che hanno tendenze poco ortodosse, tengono Salmàn nel<br />
novero dei loro santi più venerati (cfr. Noldeke, in ZDMG.y XXIX, 424).<br />
CI. Huart ha dedicato un suo studio {Selmdn du Fars in Mól. Deuembourg,<br />
pag. 297-310) alla biografia di questo schiavo persiano. Esaminando<br />
la etimologia del termine Kh a n d a q e gli antenati di Salmàn nelle<br />
genealogie a loro attribuite dai cronisti arabi, egli giustifica la nisbah<br />
etnica al-Fàrisi, e ne illustra la provenienza persiana riassumendo le due<br />
curiose autobiografie da noi riportate più su e che ci sono trasmesse, una<br />
da ibn Hisàm e l'altra da ibn Sa'd. La sola cosa — conclude l'Huart —<br />
da ritenere come comune alle due tradizioni è che Salmàn, appartenendo<br />
all'aristocrazia terriera dei D i h q à n fu allevato nella religione mazdeista,<br />
poi s'innamorò del cristianesimo, si fece istruire nei suoi dogmi, viaggiò<br />
in Siria e cadde finalmente nelle mani di predoni arabi che lo vendettero<br />
come schiavo sul mercato di Yathrib. Interessanti le notizie sulle defor-<br />
mazioni ulteriori che la leggenda assume presso i Turchi e i Persiani,<br />
Ismailiti, Nestoriani, ecc.<br />
al-Sammàkh.<br />
§ 599. — (abu-1-Farag al-Isbahàni). al-Sammàkh b. Diràr b. Sinàn b.<br />
Umayyah ecc. b. Màzin b. Tha'labah al-sà'ir, il poeta, secondo il nasab<br />
datoci da abù Khalifah sull'autorità di Muhammad b. Sallàm. Ma i Kufani<br />
danno invece come nasab: al-Sammàkh b. Diràr b. Harmalah b. Sayfi ecc.<br />
b. Màzin b. Tha'labah. La madre di aKSammàkh era una Ansàrita, delle<br />
banàt al-Kharsab, le quali sono considerate come le più nobili tra le donne<br />
degli Arabi ; il suo nome è Mu'àdzah bint Bugayr b. Khàlid b. lyàs.<br />
al-Sammakh è uno dei poeti Mukhadram, che videro la Ó-àhiliyyah e<br />
l'Isiàm; egli disse al Profeta il verso:<br />
Sappi, o ras 51 di Allah, che noi abbiamo condotto in preda con delle tigri (anmàr)<br />
le volpi (tha 'àlibi di Dziì Ghusl.<br />
alludendo con Anmàr alla sua gente, i banù Baghid. al-Sammàkh è uno<br />
419.
§§ 599-603. 35. a. H.<br />
35. a. H. ^ coloro che satiresieriarono nei loro versi la loro famiglia e i loro ospiti,<br />
CROLOGIO. -<br />
-Sammàkh.]<br />
. ^<br />
ricordando a costoro<br />
.<br />
il<br />
.<br />
vitto<br />
,<br />
loro concesso.<br />
al-Sammàkh era il suo sopiannome ; il nome era Ma' q il, secondo altri<br />
al-Haytham, ma il vero nome è Ma'qil.<br />
Grabai b. G-awwàl, in una controversia avvenuta tra i due, gli disse :<br />
(1) In fede mia! se voi due conoscete il bene! Ma'qil e Yazid ci rinfacciano<br />
(2) l'uso di una capra, o il regalo di una fati mah (specie di uccello); ma il dono<br />
del Tha'labita è sempre insignificante.<br />
(Aghàni, Vili, 101, lin. 21-102, lin. 1) [T.].<br />
§ 600. — Muhammad b. Sallàm colloca al-Sammàkh nella terza cate-<br />
goria, mettendolo in compagnia di al-Nàbighah, di Labid e di abù Dzu-ayb<br />
al Hudzali, e lo caratterizza con le seguenti parole: « La sua poesia era<br />
« estremamente robusta ; egli era più vigoroso nelle espressioni di Labid ;<br />
« ma si nota in lai una certa secchezza, mentre Labid è più fluido nella<br />
« forma ». Questo giudizio ce lo riferi da lui abù Khalifah.<br />
al-Hutayah nel dare le sue disposizioni presso a morire, disse: « Fate<br />
« sapere ad al-Sammàkh che egli è il maggior poeta dei Ghatafàn (e questo<br />
« stesso si trova scritto (?) fra i versi di al-Hutay*ah). al-Sammàkh è colui<br />
« che meglio ha descritto gii asini » (Aghàni, Vili, 102, lin. 26-30) [T.].<br />
§ 601. — (Ci narrò Muhammad b. al-Hasan b. Durayd, da suo zio, da<br />
ibn al-Kalbi :) Si recitarono ad al-Walid b. 'Abd al-malik alcuni versi di al-<br />
Sammàkh in descrizione dell'asino, ed egli esclamò : « Come sa descrivere<br />
« bene ! Direi quasi che uno dei suoi genitori fosse asinaio !» (A gh à n i<br />
Vili, 102, lin. 80-103 lin. 1) [T.].<br />
§ 602. — (Ci narrò Ibràhim b. 'Abdallah, da Abdallah b. Muslim:) al-<br />
Sammàkh soleva inveire coi suoi versi contro la sua gente, e contro i<br />
suoi ospiti ai quali rinfacciava il vitto loro accordato ; egli descrive meglio<br />
di chiunque l'arco e l'asino; era altresì il più felice improvvisatore di<br />
ragaz (Aghàni, Vili, 103, lin. 1-lin. 3) [T.].<br />
§ 603. — (Ci narrò Muhammad b. al-'Abbàs al-YazIdi, da 'Abd al-rahmàn<br />
b. akhì-1-Asma'i, da suo zio (al-Asma'i) :) Disse Muzarrad (il fratello di al-<br />
Sammàlvh: vedi Aghàni, Vili,. 102, lin. 2-4) a sua madre: « Prima Ka'b<br />
« b. Zuhayr non mi temeva, ed oggi invece mi teme ». — « Figlio mio »,<br />
rispose, * egli vede il cane furioso legato alla tua porta (alludendo a suo<br />
« fratello al-Sammàkh) ».<br />
La stessa notizia riferisce Muhammad b. al-Hasan al-Ahwal, da ibn<br />
al-A'ràbi, da al-Mufadclal nei seguenti termini: Disse Mu'àdzah bint Bu-<br />
gayr b. LvKalaf ad al-Sammàldi ed a Muzarrad :<br />
« Mi avete esposto agli at-<br />
< tacchi dei poeti degli Arabi, al-Hutayah e Ka'b b. Zuhayr ». — « Non<br />
420.<br />
^
«(temere», essi risposero. —^^<br />
«<br />
35. a. H. ^ 603-605.<br />
E che cosa mi assicura?», disse ella. 35. a. h.<br />
13issero : « Tu hai legato alla porta della tua tenda due cani furiosi, contro ai-Sammàkh.i<br />
« i quali nessuno oserà avventarsi (intendendo so stessi) » (A gh a n i<br />
Vili, 103, lin. 4-8) [T.j.<br />
§ 604. — (Ci narrò abii Khalitah, dn Muhammad b. Sallain, da Su ayb<br />
b. Sakhr:) al-Sammàkh aveva per moglie una donna dei banQ Sula^m, ap-<br />
partenente questo Sulaym ai banù Haràm b. Sai^màk. Ma costei, avendo<br />
avuto una contestazione con lui, lo citò per avere il divorzio, e con lei<br />
vennero i suoi parenti, e sottoposero la cosa a Kutliayyir b. al-Salt, a cui<br />
'Utiimàn b. 'Affàn aveva affidato il giudizio sulle controversie ('). Costui era<br />
un individuo di Kindah, annoverato fra i banù Óumah; in realtà i banù<br />
(jrumah furono i loro (? di lui e dei suoi) parenti naturali, poi essi passa-<br />
sono ai banù-l-'Abbàs, fra i quali si trovano tuttavia. Kuthayyir decise di<br />
deferire a loro (ai banù Sulaym) il giuramento, e al-8ammàkh si volse ad<br />
essi incitandoli al giuramento; quindi giurò lui, e disse:<br />
(1) Vennero da me i banu Sulaym con tutte le loro forze, e le loro barbe ai strofinavano<br />
l'uoa con l'altra attorno a me in al-Baqi'.<br />
(2) Essi mi dicevano: «Giura», ma io non giuravo: cercando d'ingannarli sul giuramento<br />
(= facendo credere che io non lo volessi), affinchè venisse deferito a me.<br />
(3) Quindi liberai le mie preoccupazioni con un giuramento come il fuoco si libera<br />
dai suoi viluppi.<br />
(Aghàni, Vili, 103, lin. 9-17) [T.].<br />
Nota 1. — La tradizione conferma come in questo primo periodo <strong>dell'Islam</strong> non vi fossero giu-<br />
dici (« qàdi ») regolari, ma si vede che caso per caso il Califlfo, o i suoi rappresentanti per delegazione del<br />
Califfo, sceglievano una persona influente e stimata, la quale doveva dure il giudizio sulle varie ver-<br />
tenze, decidendo probabilrnfnle piuttosto in conformità degli antichi usi del deserto, che non secondo<br />
le leggi quianiche, ancora ben pò o conosciute, Cfr. 13. a. H., §230;23. a. H , § 348. — I primi qàdi,<br />
o giudici permanenti di professione, furono nominati regnante Mu'àwiyah, dopo il 41. a. H.'<br />
§ 605. — (Ci narrò al-Harami, da al-Zubayr b. Bakkàr:) Si recarono<br />
alcuni appartenenti alla tribù di Bahz in Madinah per ottenere giustizia<br />
contro al-Sammàkh, accusandolo di averli attaccati e banditi (= banditi<br />
dalla tribù a cui essi pretendevano appartenere, negata la loro nobiltà di<br />
razza). al-Sammàkh negò l'accusa che gli si faceva, ed allora 'Uthmàn or-<br />
dinò a Kuthayyir b. al-Salt che esigesse da lui il giuramento sul pergamo<br />
del Profeta, che egli non li aveva attaccati coi suoi higà. Kuthayyir si<br />
diresse verso il tempio, quindi prese da parte al-Saminàlvh all' infuori dei<br />
banù Bahz (il nome di Bahz è Taym b. Sulaym b. Mansùr), e gli disse:<br />
« Guai a te, o al-Sammàkh, tu vai a giurare sul pergamo del Profeta, ma<br />
« chi giura su di esso il falso, si prepara un giaciglio di fuoco ». — « Che<br />
« cosa devo fare allora? », disse al-Sammàkh. — Rispose: « lo ti farò giu-<br />
« rare che non li hai satireggiati ; tu volgi il discorso a me e al mio lato,<br />
« e dirai : — Per Allah ; non vi ho satireggiato — intendendo con ciò me<br />
421.
§§ 605-608. 35. a. H.<br />
35. a. H. ^ Q quelli che stanno dalla mia parte, ed io provvedere poi a cavarti d'im-<br />
[NECROLOGiO. - ^ .<br />
ai-Sammàkh.]
*<br />
I<br />
35. a. H. I eoa<br />
b. al-Husayn b. 'Ali b. abi Tàlib:) Disse ibn Da*b, dopo aver sentito i versi ^s. •. H.<br />
detti da al-Sammàkh su 'Abdallah b. Ga'far b. abi Tàlib: •i-éammàijb.l<br />
(1) Qnal uomo sei ta, o ibn (Ga'far, qaal rifugio pel pellegrino che viene a tei<br />
(2) Qual vicino per l'ospite che viene di notte alla tribù, e trova presto di te il vitto<br />
e la conversazione che egli desidera!<br />
(3) Poiché la conversazione è una parte del vitto ospitale.<br />
Disse dunque ibn Da-b: « Mi meraviglio come al-§ammàkh abbia detto a<br />
« ibn Ga'far questa roba, mentre ad 'Aràbah dice :<br />
Quando si solleva la bandiera della gloria, 'Aràbah le stende incontro la destra.<br />
< ibn éra'far avrebbe meritato meglio di 'Aràbah queste parole » (Aghàni,<br />
Vili, 106, lin. 13-22) [T.].<br />
Cfr. anche Athir, II, 364;<br />
Athir Usd (manca);<br />
•Ayni, III, 587; IV, 86. 646;<br />
Balàdzuri, 329;<br />
Brockelmann, Gesch. Arab. Litt., I, 42;<br />
Buhturi Hamàsah, 314, 381;<br />
Durayd, 174;<br />
Fihrist, 74, 178;<br />
Óàhiz Bukhalà, 196;<br />
Goldziher [ZDMG., voi. XLVI (1892), pag. 19];<br />
Hagar, II, 424-427, n. 8410;<br />
Hamadzàni, 81, 82 (al-Sammàkh al-Yamàmi);<br />
Hamàsah, 763;<br />
Hammer, Litter. Arab., I, 469-471, n. 202;<br />
Isfendiyàr [E. J. W. Gibb Memorial, II, 70];<br />
Khallikàn, ed. Wùst, n. 539;<br />
Khallikàn, vers. De Slane, II, 463 nota;<br />
Khizànah, I, 411, 453, 456, 470, 626-526; n, 49, 95, 117, 172-175,<br />
180, 198-203, 222-227; III, 474; IV, 403;<br />
Lammens Mo'awia, 296 nota;<br />
Mas'ùdi, V, 347;<br />
Mubarrad, 6, lin.- 8; 7, lin. 20, ecc.: cfr. Indice, pag. 923;<br />
Muqaddasi, 244 (al-Sammàkh al-Yamàmi);<br />
Mutanabbi, 737,<br />
Qutaybah,40;<br />
lin. 20;<br />
Qutaybah Adab, 28, 29, 30, 208, 518, 531, 546;<br />
Qutaybah Poèsis, 27, 53, 69, 84, 102, 177-179, 317, 379,6, 416;<br />
al-Sammàkh Diwàn, MS. Cairo [Catal. Bibl. Khed., IV, 247],<br />
ed. del Cairo, 1327. a. H.;<br />
423.
§§ 608-612. 35. a. H.<br />
35. a. H. Sprenger, Leb. Muh., II, 164(?);<br />
^^léamm°àki^^<br />
"<br />
Tabari, I, 1391, 2232,' 2292, 2667; III, 2350;<br />
Wàqidi Wellhausen, 277;<br />
Ya'qùbi , I, 313 ;<br />
Yàqut, I, 117, 168, 171, 236, 261, ecc.; cfr. Indice, pag. 472.<br />
Sulaym b. Qays.<br />
§ 609. — Sula^^m b. Qays b. Fahd (Qahd o Kbàlid) b. Qays b. Tha'-<br />
labah b. 'Ubayd al-Ansàri, Compagno del Profeta, presente, secondo ibn<br />
al-Kalbi [f 204. a. H.], alla battaglia di Badr, e morto durante il califfato<br />
di 'Uthmàn (23.-35. a. H.) (Hagar II, 250, n. 7033).<br />
Cfr. anche Athir Usd, II, 349 (Sulaym b. Qays b. Fahd. Era fra-<br />
tello di Khawlah bint Qays, moglie di Hamzah b. 'Abd al-Muttalib) :<br />
Durayd, 267, lin. 10.<br />
§ 610. — Sulaym b. Qays b. Qahd (il cui nome era Khàlid b. Qays b.<br />
Tha'labah b. 'Ubayd b. Tha'labah b. Ghanm) ebbe per madre umm Sulaym<br />
bint Khàlid b. Tu'mah b. Suhaym b. al-Aswad dei banù Màlik b. al-Naggàr.<br />
Fu a Badr, a Uhud, alla Trincea, ecc. Morì sotto il califfato di 'Uthmàn,<br />
senza discendenti. Ebbe invece discendenza il fratello Qays b. Qays b. Qahd.<br />
Alcuni si fanno discendere da Sulaym, perchè egli fu a Badr ;<br />
ma Sulaym<br />
non ebbe discendenti (Saad, III, 2, pag. 52, lin. 25-pag. 53, lin. 4) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, 3. a. H., § 86 e, n. 123;<br />
Durayd, 267;<br />
Dzahabi Tagrid, I, 2o5, n. 3387;<br />
H i s à m , 502 ;<br />
m<br />
al-Istì'àb, 578, n. 2420;<br />
Wàqidi Wellhausen, 86, 358.<br />
Surraq.<br />
§ 611. — Surraq [o Suraq, o Surq] b. Asad [o b. Mayd o b. al-Hubàb]<br />
al-Guhani [o al-Du'ali, o al-Ansàri, o al-Azdi], dicesi che fosse un Compagno<br />
del Profeta, e che il nome gli venisse dato da Maometto stesso. Emigrò in<br />
Egitto e dimorò un tempo in al-Iskandariyyah. Secondo altri invece preso<br />
parte alla conquista dell' Egitto e si costruì una casa in Misr. Morì du-<br />
rante il califfato di 'Uthmàn (Hagar, II, 137-138, n. 4018).<br />
Cfr. <strong>Annali</strong>, 21. a. H., § 216 (212). — Mustabih, 297.<br />
§ 612. — Si dice che il Profeta lo chiamasse Surah, perchè avrebbe<br />
rubato due cameli comprati dal Profeta presso alcuni Beduini. Poi il Pro-<br />
feta gli condonò il fallo (Athir Usd, I, 267) [M.j.<br />
424.
35. a. H. 1^ 612^14<br />
Cfr. anche Dzaliabi Tagiid, I, 22G, n. 2091; 35. a. h.<br />
rr ' rn V J -1, TTT o-r>.>rr- occ [NECROLOGIO.<br />
Magar Tahdzib, III, 3o6-367, n. 865; Surraq.i<br />
Hagar Taqrib, 67 (col. ii-iii);<br />
al-Isti'ab, 602, n. 2574.<br />
Suràqah b. Mirdàs.<br />
§ 613. — Suràqah b. Mirdàs al-8ulami, fratello di al-'Abbàs b. Mirdàs,<br />
non è certo se fosse Compagno del Profeta. Suo fratello abù-1-Haytham<br />
al-'Abbàs (cfr. <strong>Annali</strong>, voli. I-II, Indice) assistè alla presa di Makkah con<br />
mille uomini dei banù Sulaym, ed è molto probabile che Suràqah fosse<br />
anche presente, perchè egli sopravvisse ad al-'Abbàs, come lo dimostrano i<br />
versi suoi in elogio funebre del fratello, citati da abù-1-Farag al-Isbahàni.<br />
Secondo alcuni Suràqah si stabilì in al-Basrah, dopo aver dimorato lungo<br />
tempo nella al-Bàdiyyah, o deserto sirio. Secondo altri invece si recò a<br />
Damasco e vi si costruì una casa. Mori durante il califfato di 'Uthmàn<br />
(Hagar, II, 136, n. 4014).<br />
Cfr. anche 11. a. H., § 159, nota 2 (arso vivo nella Riddali?);<br />
Aghàni, XIII, 64;<br />
Athir, IV, 196, 219, 317;<br />
Athir Usd {manca);<br />
Durayd, 282 [Suràqah al-Bàriqi];<br />
Dzahabi Tagrid {manca) ;<br />
Farazdaq, ed. Hell: cfr. Indice, pag. 16;<br />
al-Isti'àb {manca);<br />
Mahàsin, I, 197, 211.<br />
Suwayd b. atì Kàhil.<br />
§ 614. — abu Sa'd Suwayd b abi Kàhil b. Hàrithah b. Hisl ecc. b.<br />
Dzubyàn b. Kinànah b. Yaskur al-sa ir al-Yaskuri, il poeta.<br />
Khàlid b. Kulthùm afferma che il nome di abù Kàhil era èabìb. La<br />
kunyah di Suwayd è abu Sa'd; infatti Waki' ci ha riferito da Hammàd,<br />
da suo padre, il seguente verso di Suwayd b. abi Kàhil a riprova di ciò:<br />
liccia (?).<br />
Io sono abu Sa'd; quando la notte scende, entro nelle sue vesti e nella sua pel-<br />
Muhammad b. Sallàm lo colloca nella sesta classe, insieme con 'An-<br />
tarah al-'Absi e gli altri della sua categoria.<br />
Suwayd è un poeta eccellente, di quelli che videro la Óàhiliyyah e<br />
l'Isiàm; cosi ricorda ibn Habib (Aghàni, XI, 171, lin. 7-12) [T.].<br />
425.<br />
6*
615, 616. 35. a. H.<br />
35. a. H. § 615, — (Qi narrò Muhammad b. al-'Abbàs al-Yazìdi, da Muhammad<br />
Suwayd b. abT<br />
^- Ishàq al-Baghawi, da abù Nasr, alunno di al-Asma'i), che quest'ultimo<br />
Kàhii.] leggeva ad al-Asma'i (studiava con al-Asma'i) le poesie di Suwayd b. abi<br />
Kàhil, ed arrivato alla qasidah:<br />
ghezza;<br />
Rabi'ali ci offri la sua corda (la sua amicizia) e la corda ci unì in tutta la sua lun-<br />
al-Asma'i la lodò assai e disse : « Gli Arabi l'apprezzavano e la preferi-<br />
re vano, giudicandola una delle loro cose migliori ». Poi soggiunse al-Asma'i:<br />
« 'Isa b. 'limar mi raccontava che essa nella Gahiliyyah veniva chiamata<br />
«"la perla,,» (Aghàni, XI, 171, lin. 15-19) [T.].<br />
§ 616. — Ci narrò Muhammad b. Khalaf b. Wakì', da Muhammad b.<br />
al-Haytham b. 'Adi, da 'Abdallah [ibn?] 'Abbàs: Disse Ziyàd al-'A'gam in-<br />
sultando i banù Yaskur:<br />
(1) Se mai la tua veste tocchi la veste di un yaskurita, non profièrire il nome di<br />
Allah prima di esserti purificato.<br />
(2) Che se di viltà potesse morire una tribù, la viltà avrebbe ucciso a quest'ora senza<br />
fallo Yaskur.<br />
Allora i banù Yaskur si recarono da Suwayd b. abi Kahil per invitarlo<br />
ad attaccare Ziyàd, ma egli si rifiutò loro, e Ziyàd disse:<br />
(1) Mi si è riferito che essi sono ricorsi ad ibn Kàhil, ma la viltà tra loro domina<br />
come il dorso (kàhil) o la gobba.<br />
(2) Che se Suwayd verrà da noi, tornerà con la faccia coperta di ignominia, con la<br />
polvere del suolo.<br />
(3) Egli un giorno pretende essere di Dzubyàn, e un giorno di Yaskur: negli uni e<br />
negli altri vi sono del resto persone magnanime.<br />
Allora Suwayd disse loro: « Era questo che voi mi desideravate? ». E Suwayd<br />
restò vinto. Quanto alla allusione: « Un giorno egli pretende essere<br />
« di Dzubyàn e un giorno di Yaskur », bisogna sapere che la madre di<br />
Suwayd b. abi Kàhil era una donna dei banù Ghabr, e prima di sposare<br />
abù Kàhil era moglie di uno dei banù Dzubyàn b. Qays b. 'Aylàn. Morto<br />
costui, la sposò abù Kàhil, ma essa era, a quanto si dice, incinta e abù<br />
Kàhil ne adottò il figlio, quando essa l'ebbe partorito, dandogli il nome<br />
di Suwayd e considerandolo come proprio (^), Perciò Suwayd, quando era in<br />
collera coi banù Yaskur, si dichiarava discendente dei banù Dzubyàn, e<br />
quando tornava in pace con essi, manteneva il suo nasab fra loro. 'Allàn<br />
al-Sa'ùbi asserisce invece che egli nacque tra i banù Dzubyàn e'd era un<br />
ragazzo cresciuto quando sua madre sposò abù Kàhil, il quale lo raccolse<br />
e l'adottò, cosicché egli fu considerato come suo figlio. Lo stesso Suwayd<br />
ibn abi Kàhil del resto compose una qasidah in cui si dichiara discen-<br />
dente dai banù Qays e se ne fa una gloria. Essa è quella che comincia:<br />
(1) Il suo cuore non cerca che 'Umayrah se essa è vicina, e se essa si reca alle dimore<br />
dei suoi nemici, anch'egli vi si reca.<br />
426.
35. a. H. D 616, Bù.<br />
(2) Donna altera, casta nell'animo ano, profumata, come se avesse in sé una scatola 35. a. H.<br />
di conserve, che l'inebbria col suo contenuto; [NECROLOGIO. -<br />
Il 1 ,. ,. Suwayd b. ab!<br />
e nella quale egli dice :<br />
Kàhii.i<br />
(3) Io sono il (rhatafanita, ornamento di Dzubyàn; state dunque lontani, poiché<br />
l'etiope è più vicino a voi e (? yukhàyiru? vi supera?)<br />
(4) Gli'Abs impediscono a me di commettere una bassezza, e Sa'd, Dzubyàn ì puri<br />
di razza, e 'Amir<br />
(6) £ la tribù generosa, dominatrice, quella di Hawàzin, che hanno il naso altero in<br />
og^i congiuntura.<br />
(Aghàni, XI, 171, lin. 19.172, lin. ÌO) [T.].<br />
Nota 1. — Un'altra prova della grande libertà sessuale presso gli Arabi antichi, i quali si prendevano<br />
le vedove incinte e ne adottavano i figli, senza darai alcun pensiero della legittimità della discen-<br />
denza. Si veda il seguente § 617.<br />
§ 617. — (Ci narrò Muhammad b. al-'Abbàs al-Yazidi, da Ahmad b.<br />
Mu'attib al-Awdi al-Hirmàzi, che) Suwayd b. abi Kàhil abitava come vicino<br />
fra i banù Sa^'bàn, ma costoro ofifesero i doveri di vicinato e gli depre-<br />
darono una parte dei suoi beni, tanto che egli andò via da loro e li attaccò<br />
con violenza. Colui che gli aveva fatto torto e gli aveva preso i suoi averi,<br />
era uno dei banù Mihlam ; perciò egli disse attaccando costoro e i loro fra-<br />
telli, i banù Rabi'ah:<br />
(1) Allah ha associato alle scimmie Mihlam e abù Rabi'ah, i più vili fra gli uomini<br />
(2) Io affiderò però ai venti una qasidah che da me giungerà sino a Hammàm (?)<br />
(3) Essi vanno verso l'errore quando viaggiano, e se scendono, abitano un luogo di<br />
sventura.<br />
(4) Nella distribuzione delle acque, essi si recano ai (=: loro sono toccati i) pozzi esausti<br />
e le fonti lente e corrotte.<br />
Disse poi satireggiando i banù Saybàn:<br />
(6) In fede mia, quale tribù cattiva si dimostrarono i Saybàn, quando venne la gior-<br />
nata di 'Unayzah, piena di polvere (ah ab? plurale di habà) e di terra!<br />
(6) Quando essi vennero a scontrarsi colle spade, si misero a tremare i deretani di<br />
Saybàn volti in fuga e grondanti sangue.<br />
Allude al combattimento di 'Unayzah vinto dai banù Taghlib sui banù<br />
Saybàn, a proposito del quale dice Muhalhil:<br />
(7) Mi pareva quel mattino che i figli di nostro padre al fianco di TJnayzah fossero<br />
dei mulini giranti.<br />
Disse ancora Suwayd:<br />
(8) Pagate a Bahtà [il riscatto] ; le sue figlie e i suoi figli sono tra voi ; il Qudà'ita<br />
è rosso (e voi potete riconoscere al colore i bambini generati da lui).<br />
I Bahrà avevano fatto una incursione contro i banù Saybàn, prendendo le<br />
loro donne e trascinando seco del bestiame; in seguito questi ricompra-<br />
rono le donne, che i Bahrà restituirono. Suwayd dice a loro disonore che<br />
esse tornarono gravide (^). E continua dicendo:<br />
(9)<br />
I loro izàr cominciarono a scostarsi dalle loro natiche, e gli Saybàn erano pre-<br />
senti in mezzo allo stridio (delle donne violate).<br />
427.
§§ 617, 618. 35. a. H.<br />
35. a. H. (10) Fu dei nostri quel Yazid, quando il satrapo ornato di braccialetti assali le vostre<br />
[OROLOGIO.<br />
- schiere, e voi non aveste gioia di lui (? ed egli vi fece soffrire).<br />
uwayd b. ab?<br />
ahii.] Yazid era un individuo di Yaskur, che si fece avanti la<br />
. _<br />
giornata di Dzu<br />
Qàr contro un cavaliere persiano che aveva attaccato i banù Saybàn costrin-<br />
gendoli alla fuga davanti a lui. Il yaskurita lo affrontò da solo e lo uccise,<br />
così che gli Saybàn poterono riprendere la loro posizione. Perciò egli si vanta<br />
di questo fatto su di loro, e soggiunge:<br />
(11) E voi indietreggiaste, finché egli l'ebbe raggiunto con una spada tagliente, che<br />
quando fa una ferita, fende.<br />
(12) E dei nostri fu colui che diede il terzo della sua eredità a tutti i fomiti di<br />
braccia (?), ricchi o poveri che si fossero.<br />
(13) Ai giorni in cui voi gli diceste : « ibn Halzah, parti e mercanteggia per noi<br />
« coi nemici, ascolta ed osserva »<br />
(14) Ed egli vi restituì i vostri pegni in mezzo ai Wàil, avendogli dato il potente<br />
'Amr b. Mundzir.<br />
Allude ad al-Hàrith b. Halzah, quando lo pregarono i capi di Bakr b. Wà'il<br />
di ritirare i loro pegni. Allora i banù Saybàn ricorsero contro di lui ad<br />
'Amir b. Mas'ùd al-Grumahi, che era w à 1 i di al-Kùfah e questi fattolo<br />
venire lo minacciò e gli ordinò di astenersi dall'attaccarli, dopo averlo<br />
fatto mettere in prigione. Ma i Qaysiti si interessarono di lui e presero<br />
le sue difese, riuscendo a liberarlo. Ed egli disse a questo proposito:<br />
(15) 'Àmir vuole far tacere la mia lingua, come se egli volesse far tacere una lingua<br />
in cui è del sàb e dell' 'al qam.<br />
(16) Vorrai tu dunque lasciare che i figli di prostitute sparlino di me, e metterai me<br />
in prigione perchè non risponda?<br />
(17) Non sapete voi che io sono Suwayd, e che quando non mi si trova agli ultimi<br />
posti, sono sempre il primo?<br />
(18) Divenuti tronfii, avete creduto di potermi impunemente attaccare; ch'io debba<br />
assumermi il sangue delle vittime al pellegrinaggio, se non ve ne pentirete.<br />
(Aghàni, XI, 174, lin. 11-173, lin. 11) [T.].<br />
Nota 1. — Cfr § 616 e nota 1, Anche qui risulta che i banù Saybàn si ripresero le loro donne<br />
rapite e adottarono i figli procreati dagli stupratori delle medesime, indifferenti alla promiscuità ses-<br />
suale, che fu una delle caratteristiche dell'Arabia pre-islamica (cfr. 17. a. H., §§ 64 e segg.).<br />
§ 618. — (Narra al-Hirmàzi in questo suo racconto:) Suwayd b. abi Kàhil<br />
scambiò dei higà con Hàdir b. Salamah al-Ghabari (?), e 'Abdallah b. 'Amir<br />
b. Kurayz li fece ricercare, per il che ambedue fuggirono da al-Basrah. In<br />
seguito Suwayd venne a contesa di higà con al-A'rag, fratello dei banù<br />
Hammàl b. Yaskur, e l'esattore della sadaqah li fece arrestare tutti e<br />
due (ciò avveniva mentre 'Amir b. Mas'ùd al-Gumahi era governatore di<br />
al-Kùfah) e mettere in prigione, ordinando che non venissero rilasciati, se<br />
, non pagavano cento cameli ciascuno. I banù Hammàl, temendo per il loro<br />
compagno, lo riscattarono; Suwayd invece rimase, avendolo abbandonato<br />
i banù 'Abd Sa'd, che erano la sua tribù. Allora si rivolse ai banù Ghabar,<br />
428.
35. a. H. §§ 618-620.<br />
che egli aveva messi in satira, quando aveva replicato ad un poeta loro 35. a. h.<br />
,. (NECROLOGIO. -<br />
con questi versi : e ^ i. u-<br />
^ Suwayd b. abi<br />
Per colui che vuol lettere senza pagare ci sono le Ghabarite, che ammalate di milza, Kàhll.)<br />
sono abbandonate ed ammiccano ai forestieri.<br />
Ma come egli si rivolse ad essi, risposero i banù Ghabar :<br />
« Suwayd, le<br />
« ragazze si sono perdute colla milza ammalata », e ne fecero un proverbio<br />
intendendo dire : « Tu ci hai convinti nel h i g a coi tuoi r a g a z , ed ecco<br />
< i cameli con cui tu credevi che noi ti avremo riscattato sono andati di-<br />
« spersi >. Cosi egli restò in prigione finché gli 'Abs e i Dzubyàn in rico-<br />
noscenza delle lodi che egli aveva loro dedicate e del fatto che egli si era<br />
dichiarato dei loro, lo reclamarono per sé e lo liberarono senza riscatto<br />
(Aghàni, XI, 173, lin. 12-21) [T.].<br />
Cfr. anche Durayd, 205;<br />
Hammer, Lit. Ar., I, 488-489 [sul cui esempio é qui inserita la bio-<br />
grafia di Suwayd ;<br />
riodo ommiade];<br />
M u f a d d a 1 1 y y a t , 48 ;<br />
Qutaybah Poèsis, 260-261.<br />
Thàbit b. Qays.<br />
ma<br />
il suo necrologio ricorrerà più tardi nel primo pe-<br />
§ 619. — abù Za3^d Thàbit b. Qays b. Zayd b. al-Nu'màn al-Khazragi,<br />
Compagno del Profeta, morto nei primi tempi del Califfo 'Uthmàn (Hagar,<br />
I, 396, n. 898).<br />
Cfr. anche Athir Usd (manca)]<br />
Durayd, 268;<br />
Dzahabi Tagrid (manca)',<br />
Hisàm, 346, 691, 729, 738, 936, 1002;<br />
Saad, V, 206;<br />
Sprenger, Leb. Muh., Ili, 76, 221, 269, 366;<br />
Wàqidi Wellhausen, 128, 178, 188, 218 e segg., 386, 424.<br />
Tha'labah b. Amr.<br />
§ 620. — Tha'labah b. 'Amr b. Mihsan b. 'Amr b. 'Atìk b. 'Amr b.<br />
Mabdzùl al-Naggàri al-Ansàri, Compagno del Profeta, combattè a Badr e<br />
fu presente alla battaglia del Ponte nell'anno 13. H., ove trovò, secondo<br />
alcuni, la morte, ma al-Wàqidi dice che morisse sotto il regno di 'Uthmàn<br />
(Hagar, I, 408, n. 942).<br />
Cfr. 13. a. H., § 190, n. 46, tra gli uccisi alla battaglia del Ponte:<br />
<strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V (Indici).<br />
429.
§§ 621-623. 35. a. H.<br />
^<br />
35. a. H.<br />
iNECROLOGIO. -<br />
Tha'labah b.<br />
—<br />
Mabdzùl ch'era 'Amir b. Màlik b. al-Naggàr.<br />
§ 621. — Tha'labah, b. 'Amr b. Mihsan b. 'Amr b. 'Atik b. 'Amr b.<br />
'Amr.] Sua madre fu Kabsah bint Thàbit b. al-Mundzir b. Haràm b. 'Amr b. Zayd<br />
Manàh b. 'Adi b. 'Amr b. Màlik al-Naggàr, sorella di Hassàn b. Thàbit, il poeta.<br />
Ebbe una figlia, umm Thàbit, da Kabsah bint Màlik b. Qays b. Mu-<br />
harrith b. al-Hàrith b. Tha'labah b. Màzin b. al-Naggàr.<br />
Fu a Badr, a Uhud, alla Trincea, ecc.<br />
Secondo Muh. b. 'limar, mori a Madinah sotto il califfato di 'Uthmàn,<br />
senza discendenza.<br />
Secondo 'Abdallah b. Muh. b. 'Umàrah al-Ansàri, non arrivò al tempo<br />
di 'Uthmàn, ma peri il giorno del gisr abi 'Ubayd, sotto il califfato<br />
di 'limar b. al-Khattàb (Saad, III, 2, pag. 66, lin. 18-26) [M.].<br />
§ 622. — Raccontò tradizioni dal Profeta, e come questi tagliasse la<br />
mano ad uno che aveva rubato un camelo, similmente una tradizione sulle<br />
parti del bottino del cavallo e del cavaliere (A th i r li s d , I, 244) [M.].<br />
Cfr. anche Durayd, 269, 286;<br />
Dzahabi Tagrìd, I, 72, n. 642;<br />
Hagar Tahdzib, II, 24-25, n. 38;<br />
Hagar Taqrìb,27 (col. i) ;<br />
Hisàm, 503, 979;<br />
al-Isti'àb, 78, n. 269;<br />
Khulàsah, 57;<br />
Tabari, I, 1744, 1745;<br />
Wàqidi Wellhausen, 87.<br />
'Ubaydallah b. Ma' mar.<br />
§ 623. — {Cfr. 29, a. H., §§ 20, 29, SI, 82h, 34). abu Mu'àdz 'Ubay-<br />
dallah b. Ma'mar b. 'Uthmàn b. 'Amr b. Ka'b b. Sa'd b. Taym al-Qurasi,<br />
Compagno del Profeta, era ancora fanciullo quando mori Maometto ; rimase<br />
ucciso dinanzi ad Istakhr mentre comandava l'avanguardia di 'Abdallah<br />
b. 'Amr b. Kurayz nella conquista del Fàris, m età di 40 anni.<br />
Suo figlio 'Umar b. 'Ubaydallah, valente capitano, uccise molti anni<br />
dopo, nel 73. a. H., abù Fudayk al-Harùri [cfi-. Chronographla Islamica, 73.<br />
a. H., § 5] (al-Isti'àb, 417-418, n. 1761).<br />
Cfr. anche A^àni, VI, 126, 127;<br />
'Asàkir, fol. 11-15 {s. v. 'Ubaydallah);<br />
Athir, III, 31, 32, 77, 173;<br />
Athir Usd, III, 345;<br />
Balàdzuri, 390;<br />
430.
36. a. H. If 628-626.<br />
Bukhàri Tarìkh, 37; 36. «. H.<br />
Dzahabi Tagrid (manca)] -Ubaydaiiah b.<br />
Farazdaq, ed. Hell: cfr. Indice, pag. 19 [vers. Boucher, pag. 614]; Marnar.]<br />
Fihrist, 308;<br />
Hagar, II, 1062-1064. n. 9684 (f 29. a. H.);<br />
Mahàsiii, I, 96 e Annot., pag. 161;<br />
Qiitaybah,33;<br />
Rustah, 61 ;<br />
T ab ari, I, 2697, 2699, 2829, 2830; II, 1109;<br />
Ya'qubi, II, 192.<br />
-r» u u • rn ' - j / \ (NECROLOGIO. -<br />
Umayr b. Sa d b. Fahd.<br />
§ 624. — abù-1-As'ath 'Umayr b. Sa'd b. Fahd (o 'Umayr b. Fahd)<br />
al-'Abdi. Si racconta da lui una tradizione secondo la quale il Profeta, non<br />
badando alle esigenze del loro clima, negasse agli 'Abd al-Qays il permesso<br />
di far uso del nabidz di datteri, e ne desse a motivo che uno di loro, al-<br />
ticcio, non accoppasse l'altro. Un fatto simile era già avvenuto, e il Profeta<br />
non lo sapeva (Athir Usd, IV, 146) [M.].<br />
Balàdzuri, 136, 164, 167, 164, 174, 176, 177, 178, 179, 182, 183<br />
Dzahabi Tagrid, I, 463, n. 4487;<br />
Dzahabi Tarikh, MS. Paris, I, fol. 168,r.;<br />
Hagar, III, 57-57, n. 143; 61, n. 163;<br />
Hisàm, 366;<br />
al-Isti'àb, 439, n. 1868;<br />
Sprenger, Leb. Muh., Ili, 28<br />
Ya'qùbi, II, 186;<br />
Yàqùt, I, 928; IV, 66.<br />
'Umayr b. Sa'd b. Umayr.<br />
§ 625. — 'Umayr b. Sa'd b. 'Umayr b. al-Nu'màn al-Ansàri, Compagno<br />
del Profeta, dei banii 'Amr b. 'Awf, fu anche chiamato Nasig Wahdihi,<br />
ossia « unico del suo genere ». Sua madre passò a seconde nozze con al-<br />
(julàs b. Suwayd b. al-Sàmit al-Ansàri, il quale durante la spedizione di<br />
Tabuk si espresse in modo irreverente verso i Musulmani e fii rimbeccato<br />
•dal figliastro 'Uinayr. Quando questi riferi il fatto al Profeta, fu rivelato<br />
il versetto quranico (IX, 76).<br />
Cfr. al-Isti'àb, 438-439, n. 1867, il quale lo confonde con .'Umayr<br />
b. Sa'd b. 'Ubayd al-Ansàri [f 21. a. H.] (cfr. 21. a. H., §§ 339-340) governa-<br />
tore un tempo di Hims.<br />
481.
§§ 625, 626. 35. a. H.<br />
35. a. H. In Kathir Bidayah, MS. Vienna N. F. 187, voi. IV, fol. 122,v.,<br />
[NECROLOGIO. - ."" .<br />
'Umayr b. Sa'd ^^^ ì morti dell'anno 35. H. si annovera un 'Amr b. Sa'd al-Ansàri, con<br />
b. 'Umayr.] cui forse s'intende 'Umayr b. Sa'd.<br />
Cfr. anche Hisàm, 802, dove si menziona un 'Amr b. Sa'd (^).<br />
Nota 1. — Abbiamo certamente nelle notizie su questo 'Umayr un altro caso, tanto frequente nelle<br />
antiche biografie, di moltiplicazione o di (Confusione di Compagni del Profeta per errore di scrittura<br />
dei nomi. Negli anticH MS. senza punti diacritici i nomi 'Umayr, 'Ubayd, 'Amr e 'Umar si potevano<br />
facilmente confondere da scrivani poco coscienziosi o non esperti o non eruditi: cfr. Mustabih.<br />
'Umayr b. Wahb. {Cfr. 23. a. H., § 508).<br />
§ 626. — abù Umayyali 'Umayr b. Wahb b. Khalaf b. Wahb b. Hu-<br />
dzàfah b. Grumah. Sua madre fu umm Sukhaylah bint Hàsim b. Sa'ìd b.<br />
Sahm. Suoi figli furono :<br />
(1) Wahb b. 'Umaj^r, sayyid dei banù (xumah,<br />
(2) Umayyah e<br />
(3) Ubayy, che egli ebbe da Ruqayyah, e, secondo altri, Khàlidah<br />
bint Kaladah b. Khalaf b. Wahb b. Hudzàfah b. Grumah.<br />
Fu a Badr con gì' infedeli, e fu mandato in ricognizione per scoprire<br />
il numero e i preparativi dei credenti. Egli andò, benché desiderasse di allon-<br />
tanare i Qurays dallo scontrarsi con il Profeta a Badr. Quando s'incontrarono,<br />
il figlio suo Wahb b. 'Umayr rimase tra i prigionieri, giacché lo prese Ri-<br />
fà'ah b. Ràfi' b. Màlik al-Zuraqi. 'Uipayr ritornò dunque a Makkah. Safwàn<br />
b. Umayyah era in al-Higr e gli disse ch'egli avrebbe pensato a tutti i<br />
debiti di lui e alla sua famiglia, e gli avrebbe dato un tanto se andava<br />
ad uccidere Maometto. 'Umayr accettò, lieto di trovare una giustificazione<br />
nel riscatto del figlio. Egli andò a Madinah. Il Profeta, come lo vide nel<br />
masgid con la spada, disse: «Egli vuol fare un tradimento, ma Iddio<br />
« ne lo impedirà ». Andò poi per avvicinarsi al Profeta, e questi gli disse:<br />
« Perché vieni armato ? » . Ed<br />
egli : « Mi sono dimenticato di togliermi la<br />
« spada quando sono entrato ». — « E perchè sei venuto? ». — « Per riscat-<br />
« tare il figlici mio ». — « E che cosa hai pattuito con Safwàn in al-Higr? ».<br />
— « Che ho pattuito? ». — « Di uccidermi a tale e tale prezzo ». E 'Umayr:<br />
« Attesto che non v' ha Dio altto che Iddio e che tu sei il Profeta. Nes-<br />
€ suno ha udito ciò se non io e Safwàn, e riconosco che Iddio te lo ha<br />
«rivelato». Allora il Profeta disse: «Trattate bene il vostro fratello, e<br />
lasciategli il suo « prigioniero ». E gli fu lasciato il figlio di lui Wahb b.<br />
'Umayr senza riscatto. 'Umayr ritornò a Makkah, senza riaccostarsi a Safwàn<br />
b. Umayyah, il quale seppe ch'egli s'era fatto musulmano.<br />
Fu buon fedele, e poi emigrò a Madinah, fu a Uhud col Profeta, e<br />
ad altre cam23agne (Saad, IV, 1, pag. 146, lin. 10-pag. 147, lin. 7) [M.].<br />
432.
35. a. H. ^ 627-630.<br />
§ 627. — ('Affàn b. Muslim, da Hammàd b. Salamah, da Thàbit, da 35. a. H.<br />
'Ikrimalij. 'Umayr b. AVahb uscì il giorno di Badr, e cadde fra gli uccisi: umayrb.Wahb.<br />
quegli che lo feri prese la spada e glie la conficcò nel ventre, e udendo<br />
il rumore della spada che aveva urtato nei calcoli, credette d'averlo uc-<br />
ciso. Invece 'Umayr la notte al fresco rinvenne, e potè togliersi di tra<br />
i cadaveri, e tornato a Makkah, guarì.<br />
Si racconta poi in modo simile il tentato omicidio del Profeta (Sa ad,<br />
IV, 1, pag. 147, lin. 7-28) [M.].<br />
§ 628. — (Muh. b. 'Umar). Sopravvisse ad 'Umar b. al-Khattab (Sa ad,<br />
IV, 1, pag. 147, lin. 23-24) [M.].<br />
Cfr. al-Isti'àb, 436, n. 1864.<br />
Urwah b. Hizàm.<br />
§ 629. — 'Urwah b. Hizàm b. Muhàsii-, uno dei banù Hizàm b. Dabbah<br />
1». Abd b. Kabii* b. 'Udzrah, poeta islamico, degli appassionati uccisi dal-<br />
l' amore.<br />
Non ha scritto poesie se non per 'Afra*, figlia di suo zio 'Uqàl b. Mu-<br />
hàsir (Aghàni, XX, 162, lin. 13-16) [M.].<br />
§ 630. — Intorno ad 'Afra* si hanno molte tradizioni.<br />
(al-Hasan b 'Ali b. Muh. ai-Adami, da 'Umar b. Muh. b. 'Abd al-malik<br />
al-Zayyàt, da Musa b. 'Isa al-Gra'fari, da Asbàt b. 'Isa al-'Udzri. — al-Husayn<br />
b. Yahj^a al-Mirdàsi e Muh. b. Sarid b. abi-1-Azhar, da Gammàd b. Ishàq,<br />
dal padre). Fra tutte le riwàyàt la più completa, più sentimentale e la<br />
meglio informata è quella di Asbàt b. 'Isa.<br />
[Riassunto] Hizàm lasciò morendo 'Urwah in tenera età presso lo<br />
zio 'Uqàl b. Muhàsir, e 'Afra* cresceva con 'Urwah, giocavano insieme e<br />
stavano tanto l'una coll'altro, che si strinsero in grande intimità. 'Uqàl,<br />
vedendoli sì legati, diceva ad 'Urwah :<br />
« Godi che 'Afra- ha da essere la<br />
4c tua sposa, se a Dio piacerà ». E così andò finché Afra- passò tra le donne<br />
e 'Urwah tra gli uomini.<br />
'Urwah andò da una zia chiamata Hind bint Muhàsir e le disse, tra<br />
non sono venuto da te fino<br />
le altre cose : « Ho vergogna di parlarti ; ma<br />
« a che non sono stato a corto d'altri mezzi ». La zia andò dal fratello e<br />
gli parlò del matrimonio. Egli rispose che non avrebbe avuto difficoltà, ma<br />
che non aveva danaro e non aveva fretta. Urwah si rallegrò e si calmò<br />
alquanto. La madre di Afra* era però mal disposta verso di lui, perchè desi-<br />
derava per sua figlia un uomo ricco, essendone questa degna per bellezza<br />
e compitezza. Quando egli fu sul fiore dell'età, seppe che uno della sua<br />
gente, molto ricco, la domandava. 'Urwah andò dallo zio e gli ricordò il di-<br />
433. 55
...<br />
§ 630. 35. a. H.<br />
35. a. H. ritto ch'esrli aveva e lo supplicò e lo scongiurò. Lo zio ne ebbe pietà e<br />
NECROLOGIO. -<br />
'Urwah b. HI- diede il suo consenso, ma gli disse che la madre si opponeva. Ed egli andò<br />
2^'"-] dalla madre di 'Afra-, ma non la mosse dal domandare un'alta somma per<br />
'<br />
dote, col patto in più d'averne lei la metà. Assoggettandosi a questa con-<br />
dizione, 'Urwah disegnò d'andare da un cugino ricco, che abitava in al-<br />
Rayy. I genitori di lei gli promisero di attendere il suo ritorno. La notte<br />
del suo viaggio egli potè star seduto a conversare accanto a lei insieme<br />
con le ragazze della famiglia (hayy). Al mattino prese congedo da lei e<br />
dalla famiglia e poi partì. Incontrò per viaggio due giovanotti dei banù<br />
Hulayl b. 'Amir, suoi amici. Essi scherzavano, ma egli stava taciturno, e<br />
non comprendeva. Il cugino lo accolse con gran festa, e gli donò cento ca-<br />
meli. Tornò alla sua famiglia, ma 'Afra' era maritata, che uno dei banù<br />
Umayyah l'aveva chiesta, e vincendo le riluttanze del padre e sfoggiando<br />
con la madre, l'aveva ottenuta.<br />
'Atra*, prima d'esser menata allo sposo disse:<br />
'Urwah, ecco la famiglia che ha spezzato il patto di Dio e hanno voluto l' inganno,<br />
e molti altri versi. Dopo tre giorni egli menò seco la sposa in Siria.<br />
Il padre di lei allora andò ad una vecchia tomba, là rimise a nuovo e<br />
l'uguagliò, e disse alla famiglia di tener tutto nascosto. 'Urwah dopo qualche<br />
giorno tornò, e il padre gli disse che la figlia era morta, e lo menò a quella<br />
tomba. Impazzito dal dolore, egli tornò più volte a visitare quella tomba. Ma<br />
una ragazza del parentado gli rivelò tutto. Ond'egli partì, con qualche prov-<br />
vista, sopra uno dei suoi cameli e andò in Siria. Chiese di quell'uomo, egli fu<br />
indicato. Egli andò, dandosi per uno degli 'Adwàn. Fu accolto con ospita-<br />
lità. Fece mettere da una schiava il suo sigillo nella tazza della padrona,<br />
dopo molte insistenze e dopo averle raccontato la sua vera storia. La pa-<br />
drona riconobbe il sigillo e si fece informare dalla schiava riguardo all'ospite.<br />
Quando tornò il marito, essa gli disse che l'ospite era 'Urwah. (Secondo 'Umar<br />
b. Sabbah, il marito di 'Afra* avrebbe saputo da un cugino la verità sul-<br />
l'ospite). Poi tutti i tradizionisti dicono che egli mandò a chiamare 'Urwah,<br />
e dopo averlo ripreso per essersi tenuto nascosto, lo scongiurò ad allonta-<br />
narsi. Poi se ne andò, lasciandolo a parlare con 'Afra*, mentre uno schiavo<br />
doveva origliare e riferire. Quando furono soli si dolsero della separazione<br />
e si lamentarono a lungo, ed egli piangeva di caldo pianto. Poi essa gli<br />
portò del vino, invitandolo a berlo. Ed egli : « Non è entrata mai nel mio<br />
« petto cosa vietata, né l'ho commessa da che son qui. Se io dovessi fare<br />
« lecita una cosa vietata, mi farei lecita te, giacché tu sei la parte mia<br />
« del mondo ; ma tutto é finito per me che, partito di qui, non potrò vivere.<br />
« Quest'uomo generoso m' ha ben trattato, e mi vergogno di lui. Per Dio,<br />
434.
35. a. H. ij 630, 631.<br />
« dopo ch'effli m' ha riconosciuto, io non posso restar qui. Io vado al mio ^^- • "•<br />
' X- T.<br />
[NECROLOGIO. •<br />
«destino». E piansero tutti due. E parti. Quando tornò lo sposo di lei, urwah b. Hi-<br />
seppe dallo schiavo il loro colloquio, e disse ad 'Afra* di far restare il suo '*'"-l<br />
cugino. Ma essa: « Non è possibile, ha si squisito pudore che non potrebbe<br />
« restar qui dopo ciò che è stato tra voi due ». E quegli gli disse: « Fratel<br />
« mio, temi Iddio per te; ho saputo tutto, e se tu parti, perisci. Non voglio<br />
€ per Dio toglierti di star con lei; se tu credi, io la lascio a te ». Egli lo<br />
ringraziò, ma disse : « Il desiderio di lei è stata la mia passione, ma ora<br />
« non spero più, vedrò di rassegnarmi. Giacché la disperazione consola, e<br />
« ho varie cose, e devo tornare ! Se io posso resistere, resisterò ; se no, tor-<br />
« nero a voi a visitarvi fino a che Iddio disporrà della mia vita a suo<br />
« modo ». Lo provvidero per il viaggio e lo onorarono e lo accompagna-<br />
rono, e parti. Partito che fu, si risenti male, ma si dominò e svenne, e<br />
gli palpitò il cuore, E ogni volta che cadeva, si poneva sul viso un fazzo-<br />
letto che 'Afi'à* gli aveva dato e cosi rinveniva. Incontrò per istrada<br />
ibn Makhùl, 'arràf (indovino) della Yamàmah, che come lo vide, si sedette<br />
accanto a lui e gli domandò che avesse, se un khabl o dei ginn. Ma<br />
'Urwah: « Hai tu pratica delle passioni? ». Ed egli: « SI ». Allora gli re-<br />
citò alcuni versi:<br />
medico !<br />
(1) Non ho khabl e non ho ginn: ma lo zio mio, o fratello, è mendace.<br />
(2) Io dico air'arràf della Yamàmah: curami; che se paoi curarmi, tu sei un grhn<br />
Il poeta seguitò a peregrinare, e mori in viaggio tre giorni prima di rag-<br />
giungere la sua famiglia. 'Afra* ebbe la nuova della sua morte e si rat-<br />
tristò grandemente, e disse tre versi d'elegia:<br />
Morto 'Urwah non ha da essere più gioia tiel mondo.<br />
E non cessò di ripetere questi versi e di piangerlo, finché mori anch'essa<br />
pochi giorni dopo (Aghàni, XX, 162-166) [M.].<br />
§ 631. — 'limar b. Sabbah racconta com'egli non seppe ch'essa fosse<br />
maritata, fino a che non incontrò il corteo in cui essa si trovava, mentre<br />
egli andava in Siria, per trovare un suo cugino ch'era ad al-Ra3^y. Vistala,<br />
rimase stordito; poi disse:<br />
proposito.<br />
L' ho vista air improvviso e ho perduto ogni altro pensiero, ho dimenticato ogni altro<br />
abù Zayd dice invece che egli tornò, lasciata 'Afra*, alla sua famiglia,<br />
estenuato e ridotto. Egli aveva sorelle, una zia materna e una nonna, che<br />
cercarono d'esortarlo, ma non bastando, andarono da abù Kuhaylah Rabàh<br />
b. éaddàd, mawla dei banii Tha'labah, ch'era 'arràf di Hagr (al-Bah-<br />
486.
35. a. H.<br />
NECROLOGIO. •<br />
'Urwah b. Hizàm.l<br />
§§ 631 633. 35. a. H.<br />
rayn), perchè lo curasse; ma non valsero le sue medicine. E abù Zayd<br />
disse laqasidahinnùn.<br />
Racconta abù Zayd che 'Urwah soleva andare agli abbeveratoi dove<br />
scendevano i cameli di 'Afra*, e vi teneva il petto attaccato. Gli dicevano:<br />
« Va' adagio, che tu ti uccidi. Temi Iddio ». Ma egli non ci badava, e si<br />
rovinò. E quando si senti vicino a morte, prese a dire:<br />
In me è la disperazione e il male folle: io l'ho bevuto: scostati ^ìa me, possa non<br />
soffrir tu ciò che io soiFro !<br />
(Aghàni, XX, 165-156) [M.].<br />
§ 632. — (al-Harami b. abi-l-'Alà-, da al-Zubayr b. Bakkàr, da 'Abd<br />
al-malik b. 'Abd al-'azìz b. al-Màgisùn, da abù-1-Sà-ib, da ibn abì 'Atiq).<br />
Viaggiavo nella terra di 'Adzrah, quando vedo una donna portante un<br />
bambino grandicello, di età da non essere più portato. Mi meravigliai. Mi<br />
avvicinai e vidi che (quel piccolo) portava la barba. Domandai che fosse ciò<br />
a quella donna, ed essa: « Non hai tu udito • parlare di 'Urwah b. Hizàm? ».<br />
— «Sì », risposi. — Ed essa: «Questi è 'Urwah ». Io gli domandai:<br />
«Tu sei 'Urwah?». Ed egli mi rispose piangendo: «Sì, sono io quegli<br />
« che ha detto : (ripete tre versi della sua qasidah) ». E quella donna si<br />
allontanò. Non avevo lasciato quell'acqua che udii il grido. Domandai, e<br />
mi fa detto ch'era morto 'Urwah.<br />
'Abd al-malik dice: Domandai ad abù-l-Sà*ib di che fosse morto, ag-<br />
giungendo che mi pareva di sfinitezza. E l'altro : « Si scaldi il tuo occhio,<br />
« di che l'hanno rubato? ». — « Del fiato », risposi, giacché volevo scherzare.<br />
« Credi tu che uno possa morire d'amore? ». Ed egli: « Ti venga addosso<br />
« ogni male :<br />
XX, 166) [M.].<br />
sì, si può morire per paura che Iddio [non] perdoni! » (Aghàni,<br />
§ 633. — (Mio zio, da al-Karàni, da al-'Amri, da al-Haytham b. 'Adi,<br />
da Hisàm b. 'Urwah, dal padre, da al-Nu'màn b. Basir).<br />
[Riassunto] Racconta come in una certa occasione (che qui si spe-<br />
Mi accostai, e vi trovai<br />
cifica) si trovò davanti ad una casa isolata dal h a y y :<br />
un giovane sdraiato nella corte e una vecchia dietro a lui, nel q a s r . Lo<br />
salutai. Mi rispose con voce fioca. Gli domandai che avesse, ed egli mi<br />
rispose con un verso, che gli pareva d'avere il qatàh nel suo petto, e poi<br />
singhiozzò lievemente con un singhiozzo che racchiudeva l'anima sua. Io dissi<br />
allora alla vecchia : « Che t' è questo giovane ? ». ^— « È mio figlio », rispose. —<br />
« Mi pare sia passato ». — « Anche a me pare », fece. E lo guardò in faccia,<br />
e poi disse: «È finito, per il Signore di Muhammad! ». Ed io le dissi:<br />
«Mammina, chi è?». Ed essa: «'Urwah b. Hizàm, dei banù Dabbah ».<br />
Le chiesi che male l'avesse ridotto così. — « L'amore », disse. « Per Dio,<br />
436.
35. a. H. ss 633-63(5.<br />
« da un anno non l'ho udito pronunziare una parola né un gemito, se non ^^- ^- ^•<br />
, ^ , ,^ . 1 j XX /j • [NECROLOGIO. -<br />
« oggi, che s e volto verso me e mi ha detto: (due versi, con cui annunzia 'Urwah b. m-<br />
« prossima la sua morte) ». zam.]<br />
E poi dice che lo lavò, lo seppellì e pregò su di lui (A gh àn i, XX, 1 67) [M.].<br />
§ 634. — abù Zayd 'Uthmàn b. Sabbah racconta questa storia da 'Urwah<br />
b. al-Zubayr. Cita i due versi, con una variante. E per Dio [le sue sorelle<br />
nominate nei versi] si levarono e si battevano il petto e si percotevano<br />
le guancie, movendo al pianto tutti i presenti. E mori quel giorno. 'Afra-<br />
ebbe la notizia, e andò dal marito e gli disse : « Sai ciò che è toccato a<br />
« mio cugino, e per Dio non ho saputo di lui che bene; è morto per causa<br />
« mia e io devo dunque piangerlo e far lutto per lui ». E il marito le disse:<br />
« Fa pure ». Essa lo pianse tre giorni, e spirò nel quarto giorno. Quando<br />
Mu'àwiyah b. abl Sufyàn seppe la storia, disse : « Se avessi saputo la storia<br />
«di questi due liberi, li avrei uniti insieme» (Aghàni, XX, 157) [M.].<br />
§ 635. — (Hàrùn b. Maslamah, da Ghusayn b. Barràq, da umm Gamll<br />
al-Tà*iyyah). 'Afra- era orfana presso lo zio, ch'era [anche] zio di lui. Egli<br />
la propose a lui, e non la volle. Ma poi dopo lungo tempo 'Urwah la rivide<br />
adorna ad una festa, dopo la preghiera della festa, e la trovò bella straor-<br />
dinariamente. Le fece un dono e ne ottenne il cuore. Poi ne chiese la<br />
mano allo zio, che si oppose, ricordando il rifiuto di prima. E la maritò<br />
ad un altro, il quale la menò in Siria. Ed egli seguitò ad amarla tanto<br />
che ne morì.<br />
Poi si raccontano altri episodi insignificanti, e si citano altri versi<br />
(A^àni, XX, 167-168) [M.].<br />
§ 636. — 'Urwah b. Hizàm b. Muhàsir fu poeta modello agli innamo-<br />
rati uccisi dall'amore.<br />
(Da Laqit b. Bukayr al-Muhàribi). 'Urwah b. Hizàm e 'Afra* bint Màlik,<br />
l'uno e l'altra 'Udzriti (ed erano d'un batn dei Hind b. Hizàm b. Dabbah<br />
1). 'Abd b. Bukayr b. 'Udzrah) si dice fossero cresciuti insieme, e comincia-<br />
rono ad amarsi da ragazzi. Urwah era orfano presso lo zio, e giunto a matu-<br />
lità, richiese allo zio di dargli in sposa 'Afra*, ed egli rimandava da un giorno<br />
all'altro. Una volta una caravana della sua gente andò verso la Siria e<br />
'Urwah vi prese parte. Or venne a far visita allo zio un suo cugino da<br />
al-Balqà*, che voleva far pellegrinaggio; e gliela sposò, e la menò con sé.<br />
'Urwah andò con quella caravana, e quando fa a Tabiik vide una comi-<br />
tiva veniente da verso Madinah, e c'era una donna sopra un camelo rosso.<br />
Disse allora ai suoi compagni: «Per Dio, mi par di vedere le s ama 'il<br />
« di 'Afra* ». E quelli dissero: « Per Dio, tu non cessi di parlare di 'Afra- ».<br />
Quella comitiva si avvicinò, e quand'egli vide tutto, rimase a parte senza<br />
437.
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. ><br />
'Urwah b. Hizàm.l<br />
§§ 636, 637. 35. a. H.<br />
muoversi e senza rispondere fino a che fu lontana quella gente. E di ciò<br />
parla quando dice: (quattro versi già noti). Poi 'Urwali tornò alla sua<br />
gente, e lo prese il pianto e la consunzione, tanto che diventò magro, e<br />
non c'era di lui più nulla. Or chi diceva ch'era stregato, chi che aveva un<br />
ó-inn. altri ch'era mawsùs e che nelle vicinanze della Yamàmah c'era<br />
un medico per lui, che cacciava i ginn, ed era il più abile a curare tra<br />
gli uomini. « Ora se lo portate a lui, chi sa che Iddio non lo curi ! ». E an-<br />
darono da quel medico della terra dei banù 'Udzrah, e lo curò, ma egli<br />
era sempre più aggravato. 'Urwah gli domandò: « Senti, hai tu un rimedio<br />
« per l'amore? ». — « No, per Dio », rispose. E andarono da un medico in<br />
Hagr, ma non lo guari. 'Urwah dice che solo un medico che era a Balqà*<br />
poteva guarirlo. Tornò a casa, ammalato. Poi disse alla famiglia : « Certo,<br />
« se io posso vedere 'Afi'à* un istante solo, cessa il mio male ». E lo por-<br />
tarono a Balqà' di nascosto, e non cessò di visitare 'Afra* e di mirarla. Or<br />
essa era sposa d'un uomo ricco. Quando 'Urwah andò ad al-Balqà-, s'incontrò<br />
con un 'Udzrita che gli domandò come stesse e perchè andasse. E 'Urwah<br />
lo disse. E l'altro : « Per Dio, mi avevano detto che tu fossi ammalato, ma<br />
« mi sembra che tu stia bene ». Quel tale andò la sera dallo sposo di 'Afra-,<br />
e gli disse: « Quando è venuto da voi quel cane che vi ha disonorato? ». —<br />
« Che cane? », disse. — « 'Urwah », fece l'altro. — « È venuto? ». — « Si ».<br />
— E lo sposo di 'Afra* : « Sei più cane tu. Non mi hanno annunziato il suo<br />
«arrivo: se però lo avessi saputo, lo avrei accolto a casa mia ». Al mattino<br />
'Urwah andò dal marito di 'Afra- che lo riprese per non essersi presentato<br />
a casa loro, scongiurandolo di accettare la sua ospitalità. E 'Urwah accettò.<br />
Chiese alla sua gente di lasciarlo libero alquanto, che poi l'avrebbe rag-<br />
giunti. Egli però cadde e si ritirò in un cimitero, finché gli altri furono<br />
a Wàdi al-Qura (Grawzi, MS. Costantinop., fol. 77,v.-78,r.) [M.].<br />
§ 637. — (abù Bakr b. Dàwud nel Kitàb al-Zuhrah [Hagi, 10163]<br />
dice:) Quando fu morto 'Urwah, gli passò accanto una caravana, che lo<br />
riconobbe. Griunti alla casa di 'Afra*, uno gridò: « O qasr, di cui la gente<br />
« comprende, in verità c'è stato annunziato esser morto 'Urwah b. Hizàm! ».<br />
E 'Afra* rispose con cinque versi; poi domandò dove fosse sepolto. Come<br />
lo seppe, corse alla tomba di lui. Ne fu udita la voce. Accorsero, e la tro-<br />
varono stesa sulla tomba, morta. E la seppellirono al suo fianco.<br />
(Da Mu'àdz b. Yahya al-San'àni). Lasciai Makkah per andare a San'à*.<br />
A cinque giornate da San'à', vidi la gente scendere dalle lettighe e mon-<br />
tare a cavallo. Domandai dove andassero. « A visitare la tomba di 'Urwah<br />
« e di 'Afra* », mi risposero. Anch'io scesi e montai sull'asino. E giunsi a<br />
due tombe contigue. Da una di esse usciva il tronco d'una pianta e dal-<br />
488.
35. a. H. fi *»7.689.<br />
.... (NECROLOGIO.<br />
l'altro il tronco d'un'altra pianta, ma ad una certA altezza ('ala q ama 35. a. h.<br />
h)<br />
-<br />
si congiungevano. E quelli dicevano: « Si sono amati da vivi e da morti >. 'Urwah b. hi-<br />
Questa storia fu sotto 'Umar. E si dice di 'Umar che avrebbe esclamato : »*»"•]<br />
« Se avessi conosciuto 'Urwah e 'Afra*, li avrei riuniti ». Secondo altri,<br />
Mu'àwiyah avrebbe detto lo stesso (Óawzi, MS. Costantinop., foli. 80,r.-<br />
81,v.) [M].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voli. I-II, III-V {Indici)',<br />
'Ayni, II, 662;<br />
Hammer Litt. Arab., I, 272, 274;<br />
Hariri Maqàmàt, ed. De Sacy (2* ed.), 640;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 122,v.;<br />
Kutubi, II, 32;<br />
Khizànah, I, 663-666; II, 31-34; III, 262-266, 616-617; IV, 692-693;<br />
Mubarrad, 464, lin. 19;<br />
Perron, Femmes arabes, 184-202;<br />
Qutaybah Poèsis, 394-399;<br />
Yàqùt, IV, 906.<br />
Uthmàn b. al-Hakam b. abI-l-'À§.<br />
§ 638. — 'Uthmàn b. al-Hakam b. abì-l-'As b. Umayyah b. 'Abd Sams<br />
al-Qurasi al-Umawi fa uno degli undici figli di al-Hakam b. abi-l-'As. Si<br />
battè per 'Uthmàn nella difesa del Dar. Sua madre era Umayyah bint<br />
Alqamah b. Safwàn b. Umayyah. Un altro fratello detto pure 'Uthmàn<br />
[al-Asghar], la madre del quale era Mulaykah bint Awfa b. Khàrigah b.<br />
Sinàn b. abì Hàrith b. Murrah, fu pure tra i difensori di 'Uthmàn nel<br />
Yawm al-Dàr. [Non è detto nelle fonti quando morissero] ('A s à k i r<br />
fol. 210-212 [s. V. 'Uthmàn]).<br />
Manca in Athir Usd, Dzahabi Tagrìd e Hagar.<br />
Uthmàn b. Qays b. abi-l-'Às.<br />
§ 639. — 'Uthmàn b. Qays b. abi-l-'As b. Qays b. Adi b. Sahm, noto<br />
come Compagno del Profeta; fu presente alla conquista d'Egitto, e fu primo<br />
ad esser qàdi d'Egitto ed era sàhib al-diyàfah o preposto alla<br />
ospitalità.<br />
Yazìd b. ahi !Habib racconta: 'Umar b. al-Khattàb scrisse ad 'Amr<br />
b. al-'As di dare in più a quelli che avevano prestato la bay 'ah sotto<br />
l'albero ad al-Hudaybiyyah : « dà poi un soprassoldo a Khàrigah b. Hu-<br />
« dzàfah per la sua nobiltà d'animo, e ad 'Uthmàn b. Qays per la sua<br />
439.
. §§ 640, 641. 35. a. H.<br />
35. a. H. « ospitalità » (Grawzi, MS. Costantinop., fol. 74,v. [che lo pone fra i morti<br />
NECROLOGIO. - . , V»^ ttin nir 1<br />
'Uthmànb.Qays ^el 24. H.]) [M.].<br />
b. abi-i-'As.] § 640. — 'limar scrisse ad 'Amr b. al-'Às di dare in più duecento<br />
[dir ha m] a quelli che avevano prestato la bay 'ah sotto l'albero ad al-<br />
Hudaybiyyah, « e ciò spetta a te ed ai tuoi », e .così doveva dare in più<br />
a Kharigah b. Hudzafah per il suo coraggio, e ad 'Uthmàn b. Qays per<br />
la sua ospitalità (Athìr Usd, III, 384) [M.].<br />
Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voi. III-V {Indice) ;<br />
Dzahabi Tagrìd, I, 403, n. 3922;<br />
Hagar, II, 1106-1107, n. 9818;<br />
al- Isti' ab {manca).<br />
'Uyaynah b. Hisn [o Husayn].<br />
§ 641. — abù Màlik 'Uyaynah b. Hisn b, Hudzayfah b. Badr. Di nome<br />
si chiamava Hudzayfah, ma preso da una paralisi, gli rimase allargata<br />
l'iride. E fu detto 'Uyaynah «il piccolo occhio».<br />
Suo nonno Hudzayfah b. Badr era s a y y i d dei Ghatafan, ed era detto<br />
rabb Ma'add. E cosi suo figlio Hisn guidò gii Asad e i Grhatafàn.<br />
I banù 'Abs uccisero Hudzayfah; i banù 'Uqayl, Hisn; e Kharigah<br />
b. Hisn, suo figlio, fu sayyid di al-Kùfah.<br />
(al-Wàqidi). Rimase sterile il paese di Badr b. 'Amr, tanto che poca<br />
roba restava loro. Si parlò loro d'una m a w 1 a ch'era caduta a Taghlamayn<br />
verso Batn Nakhl. 'Uyaynah andò fin là. Poi ebbe timore del Profeta, e<br />
scese a Madinah. Il Profeta lo invitò all' Islam, ed egli né rifiutò né l'ac-<br />
cettò. Ma disse: «Voglio la tua vicinanza: dammi tempo». Ed ebbe tre<br />
mesi. Spirato quel tempo, 'Uyaynah e la sua gente andarono al loro paese,<br />
dopo essersi ingrassati e arricchiti. Meravigliato della bontà di quel paese,.<br />
'Uyaynah assaltò con le sue bestie le camele da latte del Profeta.<br />
al-Gràrùd gli rimproverò d'essersi spinto contro colui che lo aveva<br />
arricchito. 'Uyaynah fece professione di fede islamica, ma fu degli -<br />
a 1<br />
allàfah qulùbuhum, e prese parte alla Eiddah con altri. Fu con<br />
- m u •<br />
Tulayliah b. Khuwaylid quando questi si finse profeta. Messo in fuga Tu-<br />
laj^hah, Khàlid b. al-Walid prese 'Uyaynah e lo mandò ad abù Bakr in<br />
catene. I ragazzi di Madinah presero a punzecchiarlo col g a r i d e a batterlo,<br />
dicendo: « Nemico di Dio, hai fatto l'empio dopo esser stato fedele! ». Ed<br />
egli: «Non sono stato mai fedele! ».<br />
Ma quando ebbe parlato con abù Bakr, ritornò all' Islam, e (il Califfo)<br />
l'accettò, gli scrisse un a man. Al tempo del califfato di 'Uthmàn, 'Uyaynah<br />
gli andò a dire di seguire la s ir ah di 'Umar, « giacché ci ha dato e ci ha ar-<br />
440.<br />
À
35. a. H. fS 641, 642.<br />
« ricchiti e ci ha fatti temere ». E 'Uthmàn gli disse: « Non dovresti perciò<br />
«esser contento della sirah di 'Qmar. Ti piace di cenare?,». — « Di-<br />
€ giuno ». — « Pratichi il wisàl? ». — « E cos'è il wisàl?». — « Digiu-<br />
« nare un giorno e una notte e un giorno fino alla sera ». — « No. Ma ho<br />
« trovato che digiunar di giorno m' è più facile che digiunar di notte ».<br />
Fu 'Uyaynah quegli che fece scorreria nel sìiq 'Ukaz, nella giornata<br />
detta la seconda della scelleratezza: al-figàr al-thàni. Ebbe discendenti.<br />
Si accecò sotto 'Uthmàn. È nominato tra i mu'allafah qulùbuhum<br />
(Qutaybah, 40, 164-166, 174) [M.].<br />
§ 642. — abù Màlik 'Uyaynah b. Hisn b. Hudzayfah b. Badr b. 'Amr<br />
b. Gruwayriyah b. Lawdzàn b. Tha'labah b. 'Adi b. Fazàrah b. Dzubyàn b.<br />
Baghid b. Rayth b. Ghatafàn b. Sa'd b. Qays 'Aylàn al-Fazàri.<br />
Secondo alcuni si fece musulmano dopo, secondo altri prima della presa<br />
di Makkah. Fu a Hunajm e a Tà-if. Fu dei mu'allafah qulùbuhum<br />
t degli a'ràb gufàh « beduini rozzi e grossolani». Entrò una volta da<br />
Maometto senza farsi annunziare, e, ripreso in ciò dal Profeta, rispose che<br />
non aveva mai chiesto permesso ad alcun mudarita. Fu di quelli della<br />
Riddah: segui Tulayhah al-Asadi e combattè con lui.<br />
[persone].<br />
Nella Óàhiliyyah era stato degli al-garràrin e guidava diecimila<br />
'Uthmàn ne sposò la figlia.<br />
Si descrive un colloquio con 'Umar, in cui si sparla franco del suo<br />
governo (Athir Usd, IV, 166-167) |M.]!<br />
Cfr. anche Aghàni, IV, 8; XI, 66; XII, 124-126; XIII, 66, 67, 68;<br />
XIV, 30-31; XV, 64; XIX, 143;<br />
<strong>Annali</strong>, voi. I-II, lll-V .{Indici}]<br />
Athir, I, 604; II, 136, 138, ecc.: cfr. Indice, pag. 470;<br />
Badrùn, 128;<br />
Balàdzuri, 96;<br />
Caussin de Perceval, II, 467, 637; III, 132, 136, 164,218,219,<br />
269, ecc.: cfr. Indice, pag. 690;<br />
Durayd, 173;<br />
Dzahabi Tagrìd, I, 462-463, n. 4692;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 163,v.-164,r.;<br />
Hagar, III, 107-110, n. 269;<br />
Hassàn b. Thàbit Diwàn, ed. Hirschfeld, XIV, 16; CXXXVII;<br />
Hisàm, 670, 676, 719, 874, 878, 881, 934, 983, 988;<br />
al-Isti'àb, 62/, n. 2174;<br />
Maskawayh, I, 272, 298;<br />
441. 56<br />
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO.<br />
Uyaynah b. Hit<br />
(o Husayn).]
35. a. H.<br />
[NECROLOGIO. •<br />
'Uyaynahb. Hisn<br />
(o Husayn).]<br />
642-645. 35. a. H.<br />
Mubarrad, 129, lin. 16; 353, lin. 4; 545, lin. 10;<br />
Qutaybah Poésis, 166, 469-470;<br />
Sprenger, Leb. Muh., Ili, 201, 206, 212, 228, 272, 284, 312, ecc.:<br />
cfr. Indice, pag. 583;<br />
Suyuti Kanz, VII, 81;<br />
Tabari, I, 1463, 1465, 1473, 1501, 1503, 1504, 1593, 1630, ecc.:<br />
cfr. Indice, pag. 436;<br />
Tanbìh, 249, 252, 285;<br />
Wàqidi Wellhausen, 227, 237, 371 {manca nelV InàÌGo).<br />
Zayd b. Kharigah.<br />
§ 643. — Zayd b. Kharigah b. Zayd al-Ansàri morì durante il calif-<br />
fato di 'Uthmàn (Athir, III, 160).<br />
§ 644. — Zayd b. Kharigah b. Zayd b. abi Zuhayr b. Màlik b. Imri-1-<br />
Qays b. Màlik al-Agharr b. Tha'labah b. al-Khazragi ecc. al-Ansàri al-Khaz-<br />
ragi al-Hàrithi.<br />
Si racconta che parlasse dopo morto.<br />
Secondo altri fu il padre; ma è cosa falsa. Svenne e poi rinvenne,<br />
parlò e rimori.<br />
Tramandò, per mezzo Musa b. Talhah, una tradizione sulla preghiera<br />
per il Profeta (Athìr Usd, II, 227-228) [M.].<br />
Cfr. anche 13. a. H., § 244;<br />
Athir, III, 160;<br />
Bukhàri Ta-rikh, 33;<br />
Durayd, 268;<br />
Dzahabi Tagrìd, I, 212, n. 1957;<br />
Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 152,v.;<br />
Hagar, II, 49-50, n. 2880;<br />
Hagar Tahdzib, III, 409-410, n. 747;<br />
Hagar Taqrib, 64 (col. iv);<br />
Hanbal Musnad, I, 199;<br />
al-Istì'àb, 198-199, n. 810;<br />
Khulàsah, 127.<br />
Ziyàd b. Nu'aym.<br />
§ 645. — Ziyàd b. Nu'aym al-Fihri, Compagno del Profeta, mori uc-<br />
ciso insieme con il Califfo 'Uthmàn nell'anno 35. H. (Hagar, II, 37,<br />
n. 2852).<br />
Cfr. anche 21. a. H., § 216 (104)?;<br />
442.
35. a. H. §§ 6i564a<br />
Athir Usd, II, 218 (ma non è sicuro che fosse Compagno);<br />
[necrÓlÓgi'o.<br />
Dzahabi Tagrid, I, 210, n. 1936; ziyàdb.Nuaym.<br />
Hanbal Musnad, IV, 200 e segg. ;<br />
al-Isti'àb, 200, n. 824;<br />
Tabari, I, 3005.<br />
abQ Zubayd al-Tà*i.<br />
§ 646. — abù Zubayd al-Tà'i, ossia Harmalali b. Mundzir [o al-Mundzir<br />
b. Harmalali] b. Ma'dikarib b. Hanzalah b. al-Nu'màn b. Hayyah al-Tà'i,<br />
celebre poeta cristiano (oppure f<br />
40. a. H.).<br />
Sul conto suo cfr. 30. a. H., §§ 122, 123, 124, 136.<br />
§ 647. — Era cristiano e mori nella sua religione ; fiori durante la<br />
Gàhiliyyah e V Islam e perciò viene contato fra i Mukhadramùn. ibn Sallàm<br />
lo mette nella quinta categoria dei poeti islamici, insieme con 'Ugayr al-<br />
Saluli, e suoi contemporanei. Un gran numero delle sue vicende sono<br />
esposte nella vita di al-Walid b. 'Uqbah b. abi Mu'ayt (Aghàni, XI, 28,<br />
lin. 15-21) [T.].<br />
§ 648. — (Ci narrò abù Khalifah al-Fadl b. al-Hubàt al-ó-umahi, con<br />
•i gaz a li, da Muhammad b, Sallàm al-Grumahi, da abù-1-Gharàf (?)) : abù<br />
Zubayd al-Tà-i era uno dei visitatori di re, unito di amicizia ai principi<br />
stranieri, dei quali conosceva le avventure. 'Uthmàn b. 'Affàn ne amava<br />
la compagnia per questa ragione e lo faceva sedere spesso accanto a sé,<br />
benché fosse cristiano, per discorrere delle storie degli Arabi e delle loro<br />
poesie. Una volta 'Uthmàn si volse ad abù Zubayd e gli disse : « O fra-<br />
« tello, seguace del Cristo, recitaci qualcuno dei tuoi versi, perchè ho sen-<br />
« tito dire che tu sei abile a farne». Allora egli disse la qasidah, in<br />
cui e' è il verso :<br />
Clii farà sapere alla nostra gente lontana, ora che sono partiti, che il mio cuore è<br />
addolorato, pieno del desiderio di loro?<br />
e descrisse in essa il leone. Gli osservò 'Uthmàn: « Non fai che par-<br />
« lare del leone da quando hai cominciato a vivere, mentre io ti ritengo<br />
« un uomo vile e pronto alla fuga ». — « Tutt'altro, o amìr dei Credenti »,<br />
rispose, « ma io ne ebbi una volta una tale impressione e una tale espe-<br />
< rienza, che il ricordo non cessa di rinnovarsi e di ripetersi nel mio cuore ;<br />
«perciò io sono da scusare e non da biasimare, o amir dei Credenti».<br />
Allora 'Uthmàn gli disse: «Quando avvenne ciò?». Rispose: «Io ero<br />
« uscito insieme al fiore dei nobili delle varie tribù degli Arabi, gente di<br />
« bello aspetto e ben vestita, e i dromedari ci trasportavano sulle loro<br />
« groppe, diretti ad al-Hàrith b. abi Samir al-Ghassàni, re della Siria. Come<br />
443.
§ 648. 35. a. H.<br />
35. a. H. ^ gi ej-a nel pieno ardore dell'estate, il viaggio si era prolungato, finché,<br />
abu Zubayd al- « quando le bocche si inaridirono e le labbra si raggrinzarono, e tutti gli<br />
Tà"i.] « umori se ne furono andati, e i Gremelli arsero gli armenti, e il calore lique-<br />
« fece i corpi, e le cavallette si avanzarono stridendo, e il passero ospitò la<br />
« lucertola nel suo nido e gli fu vicino sotto uno stesso riparo, uno di noi<br />
«disse: — O cavalieri, interniamoci nella sinuosità di questa valle. — In-<br />
« fatti ci si presentò una valle piena di folta vegetazione, ricca di acque<br />
« continue, dove gli alberi stormivano e gli uccelli cantavano. Depo-<br />
« nemmo le nostre cavalcature alla base di grandi alberi che sembravano<br />
« nahbalàt, quindi mangiammo delle provvisioni che ci rimanevano, fa-<br />
« cendovi seguire dell'acqua fredda. Noi discorrevamo del calore della glor-<br />
ie nata e della sua lunghezza, allorquando il cavallo più lontano drizzò le<br />
« orecchie e si mise a grattare la terra coi piedi, e senza por tempo in<br />
« mezzo, si volse attorno, poi nitri ed orinò, quindi fecero lo stesso gli altri<br />
« cavalli che gli stavano accanto l'uno dopo l'altro, finché tutti i cavalli<br />
« si disperselo, i cameli si atterrirono e i muli retrocedettero ; gli uni fug-<br />
« gendo colle loro corde, gii altri levandosi con tutti i loro legami. Allora<br />
« comprendemmo che qualcuno veniva a noi e che era proprio la fiera e<br />
« ciascuno ricorse alla propria spada e l'estrasse dal fodero, quindi stemmo<br />
« fermi, raggiuppandoci in fila continua. Ed ecco abù-1-Hàrith (il leone) si<br />
« fece innanzi dal suo riparo, barcollando nel suo cammino ;<br />
al suo aspetto<br />
« pareva un cavallo di ricambio o un camelo legato ai piedi (per il suo<br />
« oscillamento nel camminare) ;<br />
dal suo petto usciva un ruggito, e un boato<br />
« dai suoi intestini ; gii occhi suoi ardevano e le sue tibie scricchiolavano<br />
« come se camminasse sull'erba secca o calpestasse della paglia. La sua<br />
« testa pareva uno scudo, i suoi denti erano acuti come una mola, gli occhi<br />
« erano rossi come due fiamme ardenti, la nuca era spessa, la mandibola<br />
« (lihdzimah?) mobile (?), il dorso coperto di folta criniera (?) e il petto<br />
«vasto, l'avambraccio muscoloso e il braccio robusto; la zampa aveva le<br />
« falangi dure sino alle zanne che sembravano dei randelli ferrati. Egli<br />
« agitò la sua zampa sollevando un nembo di polvere, digrignò la bocca e<br />
« scopri dei denti che parevano delle lame affilate senza la minima intacca-<br />
« tura, e una bocca vasta come la più vasta caverna. Quindi sollevò le zampe<br />
« velocemente in avanti, e con le due posteriori distese i fianchi (?), tanto che<br />
« la sua ombra diventò due volte tanto (m i th 1 a y h i) ; poi s'assise sulle zampe<br />
« di dietro e drizzò il pelo, quindi si levò e corrugò il viso, assunse un aspetto<br />
«feroce ed eresse i peli (ancor una volta?). Ma per Colui la cui casa é<br />
« nei cieli (?), noi non avevamo avuto ancora tempo di metterci al riparo,<br />
« che egli addentò al collo uno dei nostri compagni di Fazàrah, grasso di<br />
444.<br />
Jl
35. a. H. Il 64a66i.<br />
< carne, quindi gli diede una scossa, e spezzatigli i fianchi, si affondò nel 3^- *• **•<br />
, . ,. .^ ... .<br />
. , , (NECROLOGIO<br />
€ SUO sangue. Io cercai di eccitare i miei compagni, ma essi, solo dopo abu Zubayd<br />
« molti stenti, si avanzarono. Con gridi cercammo di metterlo in fuga, ed T**i.l<br />
« egli indietreggiò sollevando le spalle, come se avesse sopra di sé una pic-<br />
« cola montagna (?), quindi tirò a sé un altro individuo grasso, come se<br />
« avesse dei cuscinetti e gli diede un crollo cosi violento che le sue giun-<br />
« ture si rilassarono. Poi ruggi e si scosse, urlò con immenso fracasso, tuonò<br />
< con un sordo rumore, quindi guardò^, e, per Allah, mi pareva che il lampo<br />
€ volasse dai suoi occhi verso destra e verso sinistra. Allora le mani tre-<br />
« marono, i piedi vacillarono, le costole scricchiolarono, gli orecchi si chiu-<br />
de sero, gli occhi divennero vitrei, la mente non ebbe più dubbio [della<br />
« morte imminente], e i dorsi divennero gravi ». A questo punto 'Uthmàn<br />
gli disse : « Basta, per carità, che Allah ti tagli la lingua ; tu hai atter-<br />
« rito i cuori dei credenti» (Aghàni, XI, 24, lin. 16-26, lin. 26) [T.].<br />
§ 649. — (Ci narrò Muhammad b. al-'Abbàs al-Yazidi, da al-Khalil b.<br />
Asad, da al-'Umari, da Su'bah; diceva costui:) Chiesi ad al-Tirimmàh b.<br />
Hakim: « Come andò la cosa di abù Zubayd e del leone? ». Rispose: « Egli<br />
« r incontrò una volta in al-Nagaf, e come lo vide, si cacò negli abiti dalla<br />
« paura (un'altra volta invece rispose: « E il leone gli cacò di sopra »). Da<br />
« allora non fa che descrivere il leone come tu vedi » (Aghàni, XI, 25,<br />
lin. 26-28) [T.].<br />
§ 650. — abù Zubayd è uno dei longevi celebri ; ibn al-Kalbi afferma<br />
che egli visse centocinquanta anni.<br />
(Ci narrò al-Husayn b. Yahya, da Hammàd, da suo padre,'da ibn al-<br />
Kalbi, da suo padre:) abù Zubayd era lungo 13 spanne (sibr).<br />
(Ci narrarono Ahmad b. 'Abd al-'aziz e Ahmad b. 'Ubaydallah b. 'Am-<br />
màr, ambedue da Muhammad b. 'Abdallah al-'Abdi b. Bakrah, da abù<br />
Mis'ar al-Grusami, da ibn al-Kalbi :) Quando abù Zubayd al-Tà'i si recava<br />
in Makkah, vi entrava travestito (mutanakkar): tanta era la sua bel-<br />
lezza (Aghàni, XI, 28, lin. 14-18) [T.].<br />
§ 651. — (Ci narrò Ibràhìm b. Muhammad b. Ayyùb,^da Muhammad<br />
b. 'Abdallah b. Muslim:) Quando al-Walid b. 'Uqbah narrò in al-Raqqah,<br />
destituendo (= dichiarando decaduti) 'Ali e Mu'àwiyah, abù Zubayd si recò<br />
da lui, di cui era commensale, e venne trasportato su una cavalla insieme<br />
agli altri nel gruppo dei Cristiani, per prestare il giuramento. Un giorno<br />
di lunedi, mentre egli beveva, circondato da Cristiani, levò gli occhi al<br />
cielo e guardò fissamente, poi buttò via il bicchiere e disse:<br />
(1) Qaando l'uomo ha fatto ciò che si proponeva, salendo per esso al grado d'apo-<br />
stolo, e ricevendo la cavalcatura che deve trasportarlo,<br />
445.<br />
a
§§ 661, 652. 35. a. H.<br />
35. a. H. (2) Egli non ha più nulla a desiderare nella vita, ed è più giusto e più bello per lui<br />
lECROLOGIO. - l'esser avvolto, morto, in un lenzuolo.<br />
abu Zubayd al-<br />
*<br />
-*'•! E mori là stesso e fu sepolto in al-Bullaykh. E quando giunse per al-Walid<br />
b. 'Uqbah la morte, dispose che fosse sepolto accanto ad abù Zubayd. Altri<br />
dicono che abù Zubayd mori dopo al-Walid, e che volle essere sepolto al<br />
fianco di al-Walid (Aghàni, XI, 28, lin. 18-26) [T.].<br />
Cfr. anche Aghàni, Indice, pag. 354.<br />
Balàdzuri, 180, 252;<br />
Caussin de Perceval, II, 156;<br />
Cheikhó ai-Su' ara al-nasràniyyah {manca) ;<br />
Durayd, 231;<br />
Hagar, IV, 147-148, n. 476;<br />
Harir Maqàmàt, ed. De Sacy (2* ed.), 148, 150, 237;<br />
Hisàm, 655;<br />
Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 123,v.;<br />
Lammens Mo'awia, 14, 195, 384, 404, 405, 430, 438;<br />
Qutaybah Poèsis, 167-169, 505;<br />
Tabari, I, 2843;<br />
Yàqùt, I, 361; II, 655, 947.<br />
al-Zubayr b. 'Abdallah.<br />
§ 652. — al-Zubayr b. 'Abdallah al-Kilàbi. Secondo Ya'qùb b. Sufyàn,<br />
egli fu uno di quelli che incontrarono il Profeta, ma abù 'Umar sostiene<br />
che egli non incontrasse mai Maometto, ma nascesse soltanto ai tempi<br />
del paganesimo e morisse durante il calififato di 'Uthmàn [35. a. H.]. Di<br />
lui v' è una tradizione secondo la quale egli avrebbe detto : « In soli quin-<br />
« dici anni di tempo io ho visto i Persiani vincere i Romani, poi i Ro-<br />
« mani vincere i Persiani, e infine i Musulmani vincere e Romani e Per-<br />
« siani ». abù-1-Hasan b. Sami' lo annovera però nella seconda classe dei<br />
tàbi'i della Siria, e se questo è esatto, la sua morte andrebbe postici-<br />
pata di circa cinquanta anni (Hagar, II, 7, n. 2771).<br />
§ 653. — al-Zubayr b. 'Abdallah al-Kilàbi, dei banù Kilàb b. Rabi'ah<br />
b. 'Àmir b. Sa'sa'ah. Ya'qùb b. Sufyàn lo pone tra quelli che videro Mao-<br />
metto (Athir Usd, II, 196) [M.].<br />
Cfr. anche Dzahabi Tagrid, I, 202, n. 1849:<br />
al-Isti'àb, 210, n. 848 [f sotto 'Umar];<br />
Tabari, I, 3023.<br />
446.
Finito di stampare nel marzo 1916<br />
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