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Annali dell'Islam - The Search For Mecca

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Univof<br />

Toronto<br />

Library


ANNALI DELL'ISLAM<br />

1


Già pubblicati:<br />

<strong>Annali</strong> <strong>dell'Islam</strong><br />

Volume I. - Introduzione. - Anni 1.-6. H. (Milano, 1905, .\vi 740).<br />

Volume II. - Tomo I. - 7.-11. a. H. (Milano, 1907, 1,XXVII17I9, con sette illustrazioni<br />

e quattro carte topografiche).<br />

Tomo li. - 12. a. H. e Indice alfabetico dei voli. I e II (Milano, 1907, 721-<br />

1567, con tre carte geografiche, due piante e parecchie illustrazioni).<br />

Volume III. - 13.-17. a. H. (Milano, 1910, LXXXlll-973, con nove carte geografiche e molte<br />

ilki.strazioni).<br />

Volume IV. - 18.-22. a. H. (Milano, 191 1, xxx.v-701, con quattro carte geografiche e molte<br />

illustrazioni).<br />

Volu.me V. - 23. a. H. (Milano, 191 2, xxxvi-532, con una carta geografica e varie illu-<br />

strazioni).<br />

Volume VI. - Indice alfabetico dei voli. Ili, IV e V (Milano, 1913, Vill-218).<br />

Volume VII. - 24.-32. a. H. (Milano, 1914, lv-óoo, con due carte geografiche).<br />

D' imminente pubblicazione :<br />

Volume Vili. - 33.-35. a. H.<br />

In preparazione:<br />

Volume IX. - Indice allabetico dei voli. VII e VIII.<br />

In corso di stampa :<br />

Volume X. - 36.-37. a. H. (Volume di circa 500 pagine)<br />

Volume XI. - 38.-40. a. H.<br />

Volu.me XII. - Indice alfabetico dei voli. X e XI.<br />

In preparazione:<br />

Volume XQI. - 41.-50. a. H.<br />

Volume XIV. - 51.-60. jì. H.<br />

Volume XV. - Indice alfabetico dei voli. XIII e XIV.<br />

Gli altri volumi usciranno In seguito con la massima sollecitudine possibile.


ANNALI DELL'ISLAM<br />

COMPILATI<br />

DA<br />

LEONE CAETANI<br />

PRINCIPE DI TEANO<br />

VOLUME VII.<br />

Dall'anno 24. al 32. H.<br />

Con 2 carte geografiche<br />

ULRICO HOEPLI<br />

EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA<br />

MILANO<br />

1914<br />

3<br />

"i x


Roma. 1914 — Tipografia dell'Unione Editrice.


Edizione di 300 Esemplari numerati.<br />

91.10,0<br />

\l6v^ (^^JiXc


ALLA MKMORIA<br />

DI<br />

GERARDO MELONI<br />

VALENTE E COMPIANTO COLLABORATORE<br />

L'AUTORE


INDICE DELLE CARTE<br />

Carta deirAfiica settentrionale per illustrare le prime incur-<br />

sioni arabe Tra le pagg. 184-186<br />

Carta dell'Asia Antenore per illustrare la conquista araba del-<br />

l'Iran<br />

IX.<br />

240-241


PREFAZIONE<br />

AL S E T T I :M O V O 1 . 1 ' XI E<br />

Questo volume è dedicato alla memoria di Gerardo Meloni, che con-<br />

corse largamente con la sua diligenza e dottrina a tradurre una buona parte<br />

«lei materiali storici in esso raccolti. Ho voluto che il suo nome apparisse<br />

nelle prime pagine del volume come prova della mia gratitudine, e come<br />

novella testimonianza del profondo dolore sentito da tutta la piccola schiera<br />

di giovani orientalisti italiani per la sua repentina ed immatura fine. Per<br />

noi che lo abbiamo intimamente conosciuto e siamo testimoni del suo<br />

alto valore come uomo d'ingegno, di dottrina e di elevatissimi sentimenti,<br />

è dovere di mantenere vivo il suo ricordo, e di rinnovare l'espressione<br />

ilei nostro convincimento, che se il destino gli avesse permesso di per-<br />

correre tutta la parabola della vita sino agli anni di venerata vecchiezza,<br />

avrebbe dato indubbiamente una impronta geniale agli studi italiani sul-<br />

l'antico Oriente, a cui tanto sono debitori la nostra civiltà e il nostro<br />

patrimonio morale e religioso.<br />

Il volume, che oggi vede la luce con qualche ritardo per ragioni<br />

indipendenti dalla mia volontà, abbraccia la parte maggiore del Califfato<br />

• li 'LTthmàn. il terzo califfo dell'Isiàm, e porge la versione di tutti i docu-<br />

menti più importanti che si riferiscono al periodo di preparazione della<br />

prima rivoluzione islamica. Il periodo studiato in queste pagine è tra i<br />

l>iù importanti dei primordi islamici, ma anche uno di quelli che olire<br />

allo studioso le maggiori difficoltà pei- il carattere manchevole e poco<br />

sodisfacente delle memorie tramandate.


PREFAZIONK<br />

Nella parte critica del nostro lavoro ci siamo attenuti in massima<br />

allo conclusioni storiche di molti nostri illustri predecessori, ma ci siamo<br />

sforzati anche d'intendere me,si;lio lo caratteristiche vere del moto singolare<br />

rivoluziouario contro il Calitìb Utliinàn. Perciò, puro accettando molte con-<br />

clusioni degli storici occidentali <strong>dell'Islam</strong>, ci siamo studiati di rintrac-<br />

ciare alcuni aspetti della crisi interna dello Stato musulmano, che altri<br />

avevano trascurati. La versione tradizionistica ortodossa ha avuto un'in-<br />

fluenza preponderante anche sull'analisi storica occidentale, onde il quadro<br />

che ne è risultato è riuscito sempre manchevole. Noi abbiamo cercato,<br />

da indizi indiretti dei materiali tradizionistici. altri motivi d'ordine più<br />

generale, che completano od illuminano lo nozioni insufficenti fornite dalla<br />

tradizione.<br />

Nel presente volume noi insistiamo sovrattutto sul caos amministra-<br />

tivo o sulla crisi finanziaria che travagliava lo Stato islamico. Nel volume<br />

seguente, che abbraccerà gli ultimi tre anni del Califfato di 'Uthman,<br />

rileveremo le tendenze separatiste che minacciavano l'unità e la coesione<br />

dell'impero nascente. Per questo conclusioni noi adduciamo copia sutti-<br />

ciente di provo dagli stessi materiali tradotti e crediamo di aver data<br />

una spiegazione meno incompleta dei fatti. Purtroppo riconosciamt) dio<br />

molto, forse moltissimo, rimane e rimarrà sempre ignorato, perchè nulla<br />

ci fa prevedere la scoperta di altri materiali storici di primaria im-<br />

portanza.<br />

Il volume seguente, 1' Vili della serie, è già interamente composto od<br />

arriva alla fine dell'anno 35. H. ; sono anche pronte le schede per l' indico<br />

di questo volume. Ho fedo quindi che esso potrà veder la luce nell'estate<br />

del 1915, salvo gl'imprevisti che dominano sempre le vicende umane.<br />

Il volume IX, come è detto nella tabella di pubblicazione, conterrà<br />

Vindice, del califfato di 'ITthmàh e potrà uscù-e circa un anno dojw ì'N'IIl.<br />

Intanto ])orò sono già stampati molti fogli del volume X, che abbraccia<br />

gli anni 30. e 37. 11.. nonché del volume XI. che avrà le tradizioni degli<br />

anni 38., 39. e 40. H.: v' è quindi ragione di sperare che il X possa uscire<br />

versola fine del 1915 e 1' XI nel 191(5 insieme con il IX. Avremmo così<br />

teiTninato il primo periodo del Califiàto e ci troveremmo alla soglia del<br />

secondo, quello umayyade (<br />

41.-1 3'2. H.) che, preso nel suo insieme, supera<br />

in interesso tutti i successivi e richiederà un grande e diligente lavoro<br />

XII.


PREFAZIONK<br />

e una lunga serie di volumi ponderosi, se avrò la isalute e gli anni di vita<br />

necessai'ia per compiere il faticoso cammino.<br />

Purtroppo uno dei migliori collaboratori miei, il dott. (Giorgio Levi<br />

Della Vida, mi ha abbandonato, essendo diventato professore di arabo<br />

nel rigenerato e rinnovato Istituto Orientalo di Naiioli. Il grande dispia-<br />

cere di perdere così valido e prezioso aiuto trova però il suo conforto nel<br />

pensiero che egli porta il contiibnto del suo ingegno e della sua dottrina<br />

ad una istituzicme destinata, noi speriamo, a rendere grandi servigi alla<br />

patria ed alle disci))line orientalistiche. Sono però lieto di poter ar^cora<br />

sempre contare sulla validissima collaborazione del dott. Giuseppe Gabrieli,<br />

correttore diligente di tutte le bozze e autore delle tabelle e dell' indice<br />

analitico di questo \oIume, nonché del dott. Michelangelo Guidi, da poco<br />

vincitore dell'ambito premio Gori-Feroni. Il Guidi è occupato a tradurre<br />

una buona parte dei materiali del periodo 4;5.-r)0. II. — Quello precedente,<br />

36.-42. H., è stato già in gran parte compiuto, nella compilazione delle<br />

fonti da riprodurre, dal Levi Della Vida. A tutti porgo, con animo vera-<br />

mente riconoscente e con .sensi di sinccia amicizia e di alta stima, i miei<br />

ringraziamenti.<br />

Nel ceuno introduttivo al presente volume non posso omettere ricordo<br />

del clamoroso [uocesso per diffamazione da me intentato, nel lUÌ'ó. contro<br />

// Popolo Romano, che mescolando purtroppo la scienza alla politica, ha<br />

voluto insinuare che il vero autore degli <strong>Annali</strong> fosse il prof. Ignazio Gtiidi<br />

e che io mi facessi valere con l'opera altrui. Per questo processo, che destò<br />

\ivamente la curiosità di un largo jtubblieo, anche non orientalistico, gli<br />

<strong>Annali</strong> ebbero im momento fugace di notorietà che l'autore non si sarebbe<br />

mai aspettato di ottenere. Delle vicende stesse rfel processo non intendo<br />

parlare, ma basterà ricordare che la vertenza ha avuto termine con una<br />

dichiarazione del pvoprietarin del Popolo Romano, che riconosce Ja com-<br />

pleta infondatezza dell'assnida insinuazione. K cosi gli <strong>Annali</strong> ritornano<br />

nel campo più sereno e più tranquillo dellagonu puramente scientifico, lon-<br />

tano dalle basse passioni politiche, come pine per avversa sorte nelle<br />

ultime elezioni generali dell'ottobre-novembre l',»!.'.. ritorna alla vit.i pri-<br />

vata ed agli studi l'autore degli <strong>Annali</strong>.


PREFAZIONE<br />

11 pie«t'ute volume vede la luce nel momento forse più tragico die<br />

registri la lunga, dolorosa storia delle vicende umane, mentre sul mondo<br />

civile imperversa una bufera di selvagge passioni quali l'umanità non ha<br />

mai visto. Lo spettacolo è tanto più doloroso, in quanto nella mischia<br />

feroce d'interessi, di livori e di odii sono impegnate le più civili genti del<br />

mondo, e si dilaniano in una lotta a morte quelle nazioni, che sino a ieri<br />

tenevano il primato in tutti i campi più alti e più nobili del pensiero umano.<br />

Mentre noi scriviamo, sui campi di battaglia della Francia, del Belgio e<br />

ilella Polonia, a fianco dei più umili contadini, cadono ogni giorno i migliori<br />

ingegni della civiltà eiu'opea, e nessuno dubita che la scomparsa crudele di<br />

tanti forti collaboratori del progresso umano fiaccherà, per molte genera-<br />

zioni, il progresso di tutte le scienze e di tutto ciò che è stato sinora<br />

il maggior vanto del genere umano. Gli studiosi, e specialmente quelli<br />

che si rendono conto come i progressi maravigliosi della moderna coltura<br />

europea siano dovuti alla ft-aterna, direi quasi repubblicana collaborazione,<br />

alla pacifica e volenterosa cooperazione dei dotti di tutte le nazioni, pen-<br />

sano con sgomento non solo alle incalcolabili conseguenze politiche ed<br />

economiche di questa immane conflagrazione di popoli, ma anche agli<br />

effetti disastrosi per la scienza e per la coltura durante molti e molti de-<br />

cenni avvenire. Questo è specialmente vero per le discipline orientalistiche,<br />

le più internazionali ft-a tutte le discipline, quelle in cui tra i dotti delle<br />

varie nazioni regnava il più schietto e sincero affiatamento.<br />

Auguriamoci che le previsioni più tetre della « trista ora dei lupi »<br />

non abbiano ad avverarsi, e confidiamo nell'insegnamento forse più prezio.so<br />

che ci porga la storia, che cioè il bene dell'umanità non è venuto alla luce<br />

se non attraverso il male ed il dolore. Come dalla crocifissione di Cristo<br />

nacque il Cristianesimo, come dalle spaventose guerre devastatrici degli<br />

Arabi nacque la meravigliosa civiltà arabo-musulmana, così speriamo che<br />

dall'oiTendo dramma europeo del 1914 abbia a spuntare un giorno migliore<br />

di tutti i passati, con l'abbattimento del militarismo e l'instaurazione di<br />

un dure\()le regime di libertà, di giustizia, di benessere generale e di vera<br />

fraternità tra i popoli.<br />

Roma, Palazzo Caetani. 22 ottobre 1!U4.


INDICE ANALITICO<br />

DELLA MATERIA CONTENUTA<br />

NEL SETTIMO VOLUME<br />

24. a. H.<br />

(7 nmembre C44— 27 ottobre tì45;.<br />

Tabella cronologica coiniianitiva imisiilriianc-greguriana dell'annata, p. 2.<br />

ARABIA. - Proclamazione del Califfo Uthmàn. — § 1. Incertezza sulla data precisa di questa proclama-<br />

zioni', tra gli ultimi di T)zri-l-IIiggali io e i primi di Muharram 24. a. H. Le difficoltà politiche<br />

del momento sono aiicresciute dalla natura retta, ma incerta e debole di 'Utliman, soprannominato<br />

Na'thal, p. 3-4. — § 2. Il viluppo degli intrighi e il contrasto d'interessi si svolge tutto in<br />

Madinah e Makkah, p. 4-5. — §§ 34. In Madinah il conflitto era fi-a due aggruppamenti : da una<br />

parte i Compagni del Profeta (Emigrati: deboli, orgogliosi, scambievolmente invidiosi; e Madinesi,<br />

Ansar: disillusi e indifferenti); dall'altra la soleite aristocrazia commerciale makkana<br />

(Qurays e specialmente Umayyahi, diretta da abiì Sufyàn e padrona della cosa pubblica, p. 5-(;. —<br />

§ 5. Costituzione e decisione della Siira u Consiglio elettivo, p. G-7.<br />

Tradizioni sulla data della proclamazione e i primi atti del nuovo Califfo: § G. (Tabari, Abulfeda<br />

abii-l-Farag,, p. 7. — § 7. (Tabari), p. 7. — ti S. (Saad), p. 7-8. — §§9-10. (Tabari), p. 8. — § 11.<br />

(Mas'ùdi, Nawawi, Qutaybahi, p. 8. — § 12. (Eutycliiusi, p. 8. — § 13. (Tabari), p. 8. — §§14-15 (Ya'-<br />

qùbi): innovazioni rituali introdotte dal Califì'o, p. 8-9. — § 16. Conclusioni del Becker sulle evoluzione<br />

primitiva del minbar, da sgabello del giudice a trono del Profeta, divenuto, come tale, il punto<br />

più sacro della comunità islanuca, p. 9-11. — § 17. A differenza di abu Bakr ed limar, 'Dt_hmàn fu<br />

considerato come vero, regolai-e e legale successore del Profeta, p. 11-12. — § 18. (K. al-Tamhid).<br />

Primi atti e parole di 'Ut^imàn, p. 12-13. — §§ 19-20. (Id.i. Come giudica l'assassino di al-Hurmuzàn,<br />

TJbaydallah b.Tmar, p. 13-14. — §§ 21-22. iTabari, Saadj. La khutbah, p. 14. — §§ 2;J-24. iBaethgen<br />

Fragni., Nawawi, <strong>The</strong>ophanes). Notizie cronologiche, p. 14. — § 25. Altre fonti per la proclama-<br />

zione (li 'l'thmàu. p. 11-15.<br />

Primi malumori contro il Califfo 'Uthmàn. — § 20. 'Uthmàn raccolse la tempesta seminata da 'Umar.<br />

Necessaria circosi)ezione neiraccettare le tradizioni ordinariamente tendenziose su 'Utjimàn e spi'-<br />

cialuiente su Ali, \>. 15-16. — § 27. Posizione di 'Ali e di tJtlimàn nel contorno madinese. Erronee<br />

conclusioni del Kremer, conformi alla versione 'abbasidaed 'alida, sul significato della nomina<br />

di 'Utjìraàn, p. 17. — § 28. Ire e acontenti verso il Califfo per la grazia fatta ad 'Ubaydallah b.<br />

'Omar, l'uccisore di al-Hurmuzàn, p. 17-18. — §§ 29-30. lYa'qubi). Versione «i'ita dello scontento<br />

destato dalla nomina di IJthmàii e dalla grazia da lui fatta all'assassino 'Ubaydallah, p. 18-20.—<br />

§ 31. ("Tabari persianoi. Racconto di colore 'alida sulla strage o vendetta del figlio di 'Umar, p. 20-<br />

21. — §32 (Ya'qubi). Contrasto fra 'Uthmàn e al-Miqdàd b. 'Amrper la uccisione di al-Hunnuzàii.<br />

P- 21. — § 33. (MasTidi). abti SufS'àn si congratula con li Umayyah del potere assicurato a detri-


24. a. H. !^ :;:!-7.-.. INDICE ANALITICO<br />

mento degli 'Alidi, p. 21-22. — § o4. (Ya'qulii, Maqvizi). 'Utjimàn richiaiim a Mii'linah ul-Hakaiu<br />

l). ahi-l-'As, dal ì)aiulo iiitìittogll dal Profeta e confermato dai primi due Califfi, p. 22-23. — g Ij."?. Valore<br />

e portata di questo secondo atto di favoritismo di 'Dtlimàn : al-Hakam, capostipite dei Marwa-<br />

iiiili. iivversario irredu


24. a. H. SS 76-95. INDICE ANAUTIfU gs 1-lN 25. a. H.<br />

ARABIA-MAOTNAH. - Ingrandimento della moschea di Madinah, ecc. — § Ttj. (Samhùdi). 'Uthmàn<br />

.ieciJe la demolizione, rico.stiuziuue e iugi-.iuJiiin.nto del Mas;^id, p. 45. — § 77. fPzahabi). Na-<br />

scita di "Abd al-nialik b. Marwàn, p. 45 — § 78. (Mahàsiu) e di Yazfd b. Mii'àwiyah, p. 45.<br />

IMPERO BIZANTINO. - Rivolta di Valentiniano contro l'imperatore Costante (Costantino III). —<br />

7i'. i<strong>The</strong>ophanesi. Arresto e decapitazione dell'insorto Valentiniano. Eclissi solare, p. 46. —<br />

5<br />

« 8*1. Chi fosse (jiiesto libelle. secondo il Biiiy ed il Lebeau, p. 46-47.<br />

EGITTO.- La piena annuale del Nilo. — j til. Iinitorlanza pratica e fiscale delle lui.stue rtimuMn sulle<br />

piene del Nilo, misure continuate e registrate daj^li Arabi sul Miqyàs iMaqrizii, p. 47-4S. — § H2. (Maliàsin<br />

. Massimo e uiinimo della piena, 48.<br />

Istituzione del Dar al-Diyàfah. — § 83. iMatirizi). 'Uthmau allarga la istituzioue ospitaliera di 'Umar<br />

a i.ivoro dei pelleiiriiii e viaggiatori. Prima Dar al-diyàt'ab in Misi-, p. 48.<br />

Il primo min bar in al-Fustàt — j 84. i.Mahasinj attribuito ad 'Ainr b. abi-l-'As, p. 4S-40.<br />

NECROLOGIO dell'a. 24. H.:<br />

'Abd al-rahmàn b. Ka'b, § 85, p. 4!(.<br />

Barakah umm Ayman, § 86. (Saad), p. 49-5. — §§ 87-88. (Hagari, p. 50. — § 89. (Athir Usd),<br />

p. ó"-.>l. — § i)


25. a. H. j? l''-iiT. tNDinK AN'AF, ITICI!<br />

SIRIA.- Maggiori poteri concessi a Muàwiyah; sua nomina al governo di tutta la Siria. — § 19. La<br />

politica interna di 'Utjiman, più clie ispirarsi al desiderifi di favorire i congiunti del Califfo, piroba-<br />

bilmeutu mirò a una necessaria ed urgente riforma amministrativa, p. 6.5-6fi. — §§ 2f,>-2l. (Tahari :<br />

Sayf; Atjiir). Al governo di Damasco < dell' Urdnnn, tenuto i. Altre fonti, p. 82. — § 35. Prima inva-<br />

sione araba in Armenia, secondo Leonzio Prete: vittoria degli Arabi sul bizantino Procopio. ]>. 82-8;>.<br />

— § 3G. (Dionigi di Teli Mahré). Gli Arabi assediano e prendono Adabiu = Dabil, p. 83. — § 37.<br />

(Leonzio). Id. id., p. 84. — § 38. (A^o/.'igh). Id. id., p. 84. — § 39. Tabella sincrona delle prime campagne<br />

arabe in Armenia, secondo gli scrittori arabi, armeni e sirii, p. 85.<br />

La campagna Araba in Armenia dell'anno 25. H. — § 40. Ragioni economiche, politiche, strategii he<br />

e commerciali, che devono aver mosso gli Arabi alla nuova invasione dell'Armenia. Perchè gli<br />

Arabi intensificassero la loro azione in un paese povero o di difficile accesso come l'Armenia, assai<br />

più che nella piana e ricca Asia Minore, p. 86-87. — g 41. Razzia predatrice più che tentativo di<br />

conquista, p. 87-88. — § 42. {Bai- Sinayal. Spedizione vittoriosa di Habib b. Maslamah. p. 88.<br />

— §§ 43-44. (Balàdzari). Per volontà di 'Uthmàn, Habib, mandato da Mu'àwiyah, invade l'Armenia,<br />

assedia Dabil, espugna Qàliqalà, vince al-Mawriyàn batriq di Arminaqus, prima dell'arrivo di<br />

Salmàn b. Rabi'ah partito da al-Kiifah con una schiera ausiliaria, p. 88-W. — g 45. (Id.). Altre spedi-<br />

zioni e scorrerie di Habib, p. 90-91. — § 46. (Id.). Assedio e trattato di Dabil, p. 91-92. — gg 47-48. (Id.).<br />

Trattative con gli abitanti di al-Sisagàn e Gurzàn. Trattati di pace con gli abitanti di Tatìis, p. 92-94.<br />

— § 49. (Id.). Sottomissione a tributo dell'Armenia settentrionale e della Georgia, p. 94-95. — § 50. (Id.).<br />

Salmàn invade l'Arràn, ove sottomette vari distretti, sconfigge i Kurdi di al-Balàsagàn, p. 95. —<br />

§ 51. (Id.). Ulteriori conquiste di Salmàn, sino al disastro di al-Balangar, dove perisce, p. 96. —<br />

§ 52. (Id.). Salmàn luogotenente e successore di Habib b. Maslamah in Armenia: sue ultime vicende,<br />

p. 96-97. — g .53. :Yàquti. Conquista di Bardza'ah, p. 97. — g .54. iBalàdzurii. Governatori di Avmenia<br />

durante il calitìato di 'Uthmàn, p. 97. — § £5. (Yàqfit). ^Notizie supplementari sulla eim-<br />

quista dell'Armenia, p. 97-98. — § 5(j. (Nuwayri). Riassunto delle spedizioni in Adzarbaygàn ed<br />

in Armenia, p.- 98. — § 57. (Balàdzuri). Salmàn e Habib in Siria in aiuto di Mu'àwiyah contro i<br />

Greci, p. 98. — g 68. (AtJiir). Id., p. 98-99. — gg 59-60. (Ya'qubil Riassunto di tuttji la cami)agna<br />

araba in Armenia sino alla sconfitta di al-Balangar.- L'Armenia Quai-ta contesa fra gli al-Khazar,<br />

i Sassanidi e i Greci, p. 99-100. — g§ 61-62. (Faqih). Conquiste arabe nell'Armenia e scorrerie sulle<br />

frontiere di Siria e della Gazirah, p. 100. — Brevi ragguagli sulla campagna d'Armenia: g 63.<br />

(Mahàsin), p. KKi — g (>4. (Kliamìs), p. 100-101 — § 65. (Dahlàn), \i. 101 — g 66. (Michele Sirio),<br />

]..<br />

IM.<br />

SIRIA-ASIA MINORE.- Espugnazione degli al-Husùn. - Spedizione contro Cesarea di Cappadocia e<br />

Amorium. — § 67. (Wiìqidi in Tabaril Mu'àwiyah espugna i Casle/li. - Confusione inestricabile


INDICE ANALITICO §g C7-I2t;. 25. a. H.<br />

sulle spedizioni arabe in Asia Minore, \>. 1U1-102. — § liti. • Balà4?uri). Occupazione dei Husùn tra<br />

Antiochia e Tarsiìs, nella spedizione di Mu awiyah ad 'Animùm-yah, p. 102. — § e9. (Michele<br />

Sirio). Mn'àwiyah. per Cesarea di Cappadocia e Cnlli.sura, contro 'Aniuiijriyyah, p. lCt2-103.<br />

SIRIA. - Nascita di Yazid. — ^ 7l>. (Wàqidi in Tabari). p. ICKl<br />

ARABIA. - Pellegrinaggio annuale — § 71. ild.) condotto da 'Uthniàn, p. 103.<br />

EGITTO.- L'insurrezione di Alessandria e seconda presa della città. — § 72. Contusione delle notizie<br />

special mt'nte nelle tonti aratie, sulle due prese di Alessandria. - Ricostruzione degli eventi ten-<br />

tata dal Butler, p. 10;5-10J. — S 7.*?. l"ua riotta greca sbarca ad Alessandria e ne disperdo l'esigua<br />

guarnigione araba, p. 104-lii.x<br />

Insurrezione di Alessandria e seconda presa della città secondo le fonti arabe. — §§ 74-70. (Tabari,<br />

Ya'.iiibi, Ualii'jzurii. Data della campagna, p.<br />

10,i. — §tj 77-78. l'AIid al-liakam^. Defezione del<br />

copti) Tnlamà: come 'Amr lo punisce, p. 105-10(5. — g 79. (Id.). L'eunuco Manuwil capitano della<br />

spedizione bizantina: respinto e ucciso dagli Arabi, p. liJ. (Id.). Particolari della<br />

riscossa araba, e cine domarono la rivolta: Kliirbah Wardiin, p. 107-109. — g§ 87-89. (Balà


25. a. H. SS l:i"il">^ INDICE ANALITICO s? I--'J. 2-. a. H.<br />

nato ila 'Umar al j;ovi-rno di-H'Alto Egitto, riunisce nelle sue mani tutto il governo civile, mili-<br />

tare e fiscale della provincia, p. 133. - §§ 127-137. ^'Abd al-hakam). Vani tentativi di '.Amr per far<br />

destituire 'Ahdallah: insediamento di costui in al-Fustàt, p. 133-135. — § 138. (Hawqal). Ammontare<br />

del reddito dell' Egitto sotto 'Amr e sotto 'Abdallah : amministrazione di costui, p. 13.5. —<br />

§§ 139-111. (Maqrizi). Prima e seconda deposizione di 'Abdallali. Vicende del reddito egiziano al<br />

fisco madinese, p. I3.'j-13(i. — §§ 142-143. iSeverus). Amministrazione di 'Abdallah b. abi S.irli :<br />

carestia e moria in Egitto, p. 136-137. — S 141. Altre fonti, p. 137.<br />

EGITTO. - Inondazione annuale del Nilo. — S 115. (Maliàsiu). Massima magra e massima piena, p. 137.<br />

EGITTO-AFRICA. - Prima spedizione di ibn ab! Sarh. — g 14(). (Wàqidi in Tabarii. Incursione di<br />

'Abdallah ueH'Ifriqi.vyah, con il permesso (anacronistico) di 'Amr b. al-'As, p. 137-138. — § 147. Dif-<br />

ficoltà cronologiche di questa notizia, raccolta anche nel Ei-àd al-nufSs, p. 138. — § 14«.<br />

Oscurità della cronologia delle prime invasioni arabe nell'Africa settentrionale, paese povero di<br />

centri importanti di cultura e perciò scarso di memorie storiche, p. 138-139.<br />

NECROLOGIO dell'a. 25. H.:<br />

Bartà al-Qudà'i, § 149, p. 139.<br />

Yahya al-Nahwi. — § 150. Confusione tra Giovanni medico d'Alessandria e Giovanni Filopono il<br />

Grammatico, ]i. 13f>-140. — § 151. (Qiftil. Biografia di Yahya, prima vescovo giacobita di<br />

Alessandria, deposto per le sue opinioni filosofiche, p. 140-141. — § 1.52. (Td.). Suoi scritti,<br />

e come da barcaiolo diventasse filosofo, p. 141-142. — § 1.53. (Id.). Suoi rapporti con 'Amr<br />

b. al-'As: come, tentando di riavere la grande biblioteca tolemaica, ne procura la rovina,<br />

p. 142-143. — § 154. Altre fonti su di lui, p. 143-144.<br />

26. a. H.<br />

(17 ottobre 646—6 ottobre 6471.<br />

Tabella cronologica comparativa musulmano-gregoriana dell'annata, ji. 146.<br />

'IRAQ-FARIS. - Presa di SàbCJr e d' Istakhr. — S 1. Trattasi di episodi della lunga e penos.-» guerra di<br />

conquista delle Alpi persiane nel Fàris. Osservazioni critiche, cronologiche del Wellhausen, p. 147-<br />

148. — § 2. (Wàqidi in Tabari, Ya'qubi, ecc.). Sàbur, ribellatasi, è domata da 'Uthmàn b. abi-l-'Às,<br />

p. 148-149. — § 3. (Bar Sinaya). Id., p. 149. — § 4. (Balàdzuri). Id., p. 149. — § 5. (At_hir). Id",<br />

p. 149. — § e. (Mahàsin). Id., p. 149. — § 7. (Sayf in labari). Sahrak, a capo della ribellione del<br />

Fàris, sconfitto da 'Uthman b. abi-l-'As, p. 149-1.5n. — § 8. l'I'abarit. al-Hakam b. abi-l-'Às, man-<br />

dato dal fratello 'Utjimiin governatore del Bahrayn, vince Sahrak a Tawwag, fa patto con Sabiir,<br />

assedia IstaWir, p. 1.50-151.<br />

PERSIA.- Il Nawruz — § 9. iHamzah), cade nel 24 Ragal>, p. l.il.<br />

'IRAQ. - Deposizione di Sa'd b. abi Waqqàs e nomina di al-Walid b. 'Uqbah al governo di al-Kufah.<br />

— S 10. Kagioni di questa seconda


INDICE ANALITICO §§ -j-l-itì. 26. a. H.<br />

dello scateiiaisi delle passioni individualistiche, appena i pvolileini di politica intenia s'imposero<br />

all'attenzione del governo e non fu più possibile contentar tutti a spese dei terzi, p. 158-150.<br />

PERSIA. - Incursione nell'Àdzarbaygàn e in Armenia — §§ J.VJT. (abu Mikhnaf ecc., in Tabari), Per<br />

punire gli abitanti dell' Adzavbaygan o dell'.Vrmenia, di aver violato i patti o accordi precedentemente<br />

conclusi, invece della solita guarnigione nelle due provincie di confine (al-Rayy e Adzar-<br />

baygiini, il nuovo governatore ili al-Kufali vi conduce una spe<br />

NECROLOGIO della. 26. H.<br />

Hafsah bint Umar. — ;•<br />

5,s. all'imperatore Costante II, secondo il Ki'àd al-Nuffis,<br />

in Spagna. — ^ .59. (Abulfeda), p. 17:'>.<br />

til. (AtJ^nrj, p. 173.<br />

6


27. a. H. sS 1-5Ó. INDICK ANALITICO<br />

27. a. H.<br />

(7 ottobre 647—24 settembre 648i.<br />

Tabella cronologica comparativa inusulinuno-gregoriana dell'annata, p. 170.<br />

PERSIA-FÀRIS. - Seconda presa di Istakhr — Si- iWàqiili in Tabari), per opera di 'Ut^imàn b. abi-1-<br />

'Às. p. 177.<br />

Pace di Arragàn e di Dàràbgird — § "i. (Dzahabii, conclusa dai luogotenenti di al)ri Musa al-As'ari,<br />

p. 177.<br />

PERSIA. - Il Nawrùz — § 3. (Hamzah), cade il 5 Sa'bàn, p. 177.<br />

SIRIA. - Razzia nel territorio greco. — § 4. (Tabari). Incursione di Mu'àwiyah su Qinnasrin, p. 177.<br />

SIRIA-CIPRO. - Conquista dell'Isola di Cipro. — § ò. (abu Ma'sar in Tabari). Messa erroneamente in<br />

quest'anno la prima spedizione di Cipro, p. 17S. — § (>. (Dionigi di Teli Mahrè), p. 178.<br />

SIRIA-IMPERO BIZANTINO.- Patriarca d'Antiochia, ecc. — § 7. (Eutichio). Gurayg maronita, p. 178.<br />

— § S. \Cedrenoj. Ciclone di vento a Costantinopoli (?l, p. 178.<br />

ARABIA-'IRÀQ.<br />

- Lettera del Califfo ai Cristiani del Nagràn — § 9. (abu Tiìsuf) immigiati neirTrà(i,-^per<br />

la conferma delle r-onces.sioni loro fatte da 'Umar. p. 178-179.<br />

ARABIA. - Pellegrinaggio annuale — § 10. (Tabari) diretto dal Califlo, ]>. 170.<br />

EGITTO.- Inondazione annuale del Nilo. — g 11. (Mahàsin), p. 171».<br />

NUBI A. - Trattato coi Nubiani. — §<br />

di schiavi, p. 179. — § lo. CSa'qfibii. Id., p. 179.<br />

1"2. (Faqih) Patto di fornire ogui anno agli Arabi un certo numero<br />

EGITTO-AFRICA. - La rivolta del patrizio Gregorio e la conquista dell'Africa bizantina. — § 14. Il profondo<br />

malcontento, per ragioni tiscali e religiose, dell'Africa bizantina contro il governo di Co-<br />

stantinopoli, spiega la rivolta di Gregorio, p. 18'i-181. — §§ 15-16. Ricostruzione del Mercier, cronologicamente<br />

errata. Gregorio si unisce ai capi berberi della Numidia, p. 181-18-2.<br />

Spedizione di 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarti nell' Ifriqiyah. — § 17. Per lo sfacelo amministrativo<br />

dell'impero liizantino in Asia, la provincia africana erasi in gran parte emancipata dal potere<br />

centrale, p. 182-183. — § 18. Condizione morale delle popolazioni d'origine europea stabilite in<br />

Africa, per eifetto della politica religiosa di Eraclio, i continui progressi degli Arabi in Siria, in<br />

Egitto, in Libia, ecc., p. 183-184. — §§ 19-20. Ambizioso disegno del patrizio Gregorio, troncato<br />

dalla inaspettata invasione degli Arabi nella Byzacene. Trama degli avvenimenti, secondo i pochi<br />

ragguagli storici contenuti dalle fonti nella profusione di particolari romantici e decorativi, p. 184-<br />

185. — §§ 21-25. (Nuwayri in Khaldiìn, Elia Bar Sina3-a, Wàqidi in Tabari). Cronologia e risul-<br />

tati della spedizione, p. 185-180. — § 26. ('Abd al-hakam). Anno della spedizione, p. 186. — § 27.<br />

(Id.). Come fu allestita, p. 186-187. — §§ 28-39. (Id.). Sconfitta e morte di éirgir: ricco bottino<br />

predato dagli Arabi, p. 187-189. — §§ 40-43. (Id.).'Abdallah b. al-Zubayr porta l'annunzio della vittoria<br />

al Califio, p. 189-190. — § 44. (Id.). Viaggio avventuroso di Marwàu b. al-Ilakam dall'Africa a Madinah,<br />

. p. 190-191. — §§ 46-50. (Balàdzuri). 11 Califfo approva ed aiuta con l'invio di molti Compagni la spedi-<br />

zione di 'Abdallah: vittoria e bottino, p. 192-193. — § 51. (ivindi). Id., p. 193. — § 52. iYa'qubii. Vit-<br />

toria di Subaytalah. - 'Abdallah b. al-Zubayr, p. 193. — §§ 53-54. (Aghànii. Come 'Abdallah b. al-<br />

al-Zubayr racconta di aver assalito ed ucciso Girgir, causando la disfatta dell'esercito nemico.<br />

Versi di 'Abd al-rahmàn b. Hassàn contro il favoritismo del Califf^o 'Dthmàu, p. 193-195. — § 55.<br />

(Sayf in Tabari). Istruzioni del Califfo ad Abdallah b. abi Sarli, ed esecuzione dell'impresa,


27. a. H.<br />

;jo5 5.VTS. INDICK ANAUTICO iS 1-11. 28. a. H.<br />

p. 195-ltHJ. — § óti. ((.ìawzi). V'ei-aione zubaviiiia dell' impresa, p. 1!16.197. — § 57. (Khaldùn). To-<br />

pogralia e storia anteriore dei Berberi: loro rapporti politici con li At'rang e i Riìm. Battnp;lia di<br />

Sbaytulali e uccisione di Cìirgir, p. 197-'20f». — «5<br />

68. (Atjiiri. Dopo una prima incursione preda-<br />

toria degli Arabi in Africa, quando 'Abdallali b. Sa'd era soltanto capo dell'esercito in Kgitto - .si<br />

rinnova la spedizione a scopo di conquista con il consenso e l'aiuto del C'aliilo 'Utjbman. Razziati<br />

Barqah. Taràbulus e It'riqiyah, 'Abdallah, con stratagemma suggeritogli da ibn al-Zubayr, vinco<br />

(lirgir, p. 'idO-atCi. — § 59. (Athir). Presa di Sbaytulah. Qafsali e al-Agam: immenso bottino e<br />

tributo raccolto dagli Arabi: come 'Uthmàn dispose e fece dono del quinto di IfriqiyaL, p. SOi-'idS.<br />

— § 6*1. (Atjiir). Hiraql manda a Qartaginah un batriq per punire i sudditi d'Africa d'aver pagato<br />

tributo agli Arabi, p. 20:-!. — §§ Gl-(;-2. (Nuwayrit. Prolissa narrazione romanzesca della campagna<br />

d'Africa: prima spedizione o gays al- 'Abàdi la h : seconda spedizione con la conquista<br />

di Sbaytulah e l'immenso bottino: tributo pagato dagli Africani, p. 203-205. — § 63. (Teofane).<br />

Razzia dei Saraceni in Africa contro il tiranno tìregorio: tributo di vettovaglie imposto agli Afri<br />

o Berberi, p. 205. — § 64. (Cant. Byz. Av.k Spedizione e vittoria di Habedella, p. 20(i. — § C5. Cro-<br />

nologia della spedizione, incerta fra il 2G. e il 27. H. Itinerario e fatti principali, secondo le fonti<br />

magrebine, p. 20C. — § l>0. (Michele Sirio). I Taj'yàyé vincono Gregorio, che si sottomette di<br />

nuovo a Costante, p. 20tì-207. — § 67. Altre fonti sulla spedizione di '.Vbdallah b. abi Sarb,<br />

p. 2< 17-208.<br />

AFRICA-SPAGNA. - Prima incursione in Spagna (versione di Sayf b. TTrnar). — §§ 68-69. (Tabari).<br />

Pri'tesii cou(|iiistn dcir.Vudaliis e ilcll' Ifian^ah, delle quali sarebbe rimasto governatore '.4.bd-<br />

allah II. Niilì' b. 'Abd al-Qays al-Fihri, p. 208-209. — S 70. Omissione dell'annata 27. 11. in Athir,<br />

p. 2;>.<br />

NECROLOGIO dell'anno 27. H. :<br />

Aban b. Said, § TI. (Hagar). p. 209-210. — § 72. (AtJiir Usd ed altre fonti), p. 2111-212.<br />

abu Dzu-ayb al-Hudzali, §§ 73-76. (Aghàni), p. 212-211. — § 77. (At_hir\ p. 214. — § 7H. (Athir<br />

llsil r ;lUre (oliti I, p. 2l4-21."l.<br />

28. a. H.<br />

(25 settembre 648— 13 settembre 649).<br />

Tavola cronologica comparativa musulmano-gregoriana dell'annata, p. 218.<br />

"IRAQ-PERSIA. - Conquista del Fàris e presa d'Istakhr. — § 1. (Wàqidi in Tabari), p. 219.<br />

—<br />

%>. (Bar<br />

Sinaya;, p. 219. — § 3. (Balàdzuri). 'Abdallah b. 'Amir fa patto con Istakhr e poi In espugna. (Jii-<br />

tica del Wellliaiisen sul passo di Balàdzuri, e valutazione di detta critica, p. 219-220.<br />

PERSIA-ÀDZARBAYGÀN. — § 4. (Dzaliabi). Razzia di al-WaliiI b. Tqbah nell'Àdzarbaygrin, p. 22(i.<br />

PERSIA. - Il Nawruz - ij .'i. (flainzah) cade il 16 Sa'bàu, p. 22


28. a. H. ?s ll-H,. INDICE ANALITICO §§ M-'. 29. a. H.<br />

triouale: non vi fii tuttavia oicupazione dell'isola, ma solu razzia predatrice con ri.scossione di<br />

indennità, p. 222-2"23. — §S 13-14. (Tabari, Niiwayri, Bar Sinaya, ecc.). Cronologia della spedizione,<br />

p. 22:V2-24. — 6 15. (Tabari). Allestimento e risultato della spedizione, p. '224. — § 16. (là.). Trat-<br />

tati) degli Arabi con i Ciprioti, ]). 224. — § 17. (Id., ecc.). Come Mu'àwiyah ottenne il consenso<br />

dal Califfo per la sjiedizioiie : «condizioni della pace, p. 22.5-226. — § IH. (Balàdzuri). Compagni che<br />

parteciparono alla spedizione, p. 226. — § 19. (Id.). Restauro di 'Akka e Sur, p. 226. — § 2»). (M.).<br />

Tributo pattuito con i Ciprioti, p. 226. — § 21. (Hubays). Compagni e Compagne che parteciparono<br />

alla spedizione. Flotta di Mu'àwiyah, p. 226-227. — § 22. (Teofane). Espugnata Coustantia, Mu'àwiyah<br />

tenta invano di entrare per forza d'armi in Arados, p. 227. — § 23. (Cedreno;. Espugna-<br />

zione di Arados, p. 227. — g 24. (Eutycliiusi. Patto di Mu'àwiyah con quei di Qubrus, p. 227.<br />

§ 25. (Teofane). Incendio di Arados, p. 227-228. — g 26. Ragioni dell'assalto e distruzione di Arados,<br />

secondo il Burj', p. 228. — §§ 27-28. (Sayf in Tabari). 'Umar nega, 'Dtjimàn concede a Mu'àwiyah<br />

il* permesso di far la spedizione. I pi-irai ammiragli musulmani, p. 228-22Ì). — §§ 29-30. (Athir,<br />

éawzil. Pianto di abQ-1-Dardà alla conquista di Cipro, 229-230. — §§ 31-32. (Michele Sirio). Presa<br />

Constantia, i Tayyàyé assediano Pathos a Arwa*l, che distruggono, p. 23f)-231. — § 33. Altre<br />

fonti, p. 231.<br />

ARABIA. - Matrimonio di Utjimàn con Nà-llah. — g§ 34-3.5. ('rabari, Hagar, Cawzi, ecc.). Nà-ilah bint<br />

Funitisah, cristiana dei liana Kalb, .si rende musulmana nell'andar sposa al Califfo, p. 231-232.<br />

Costruzione della casa del Califfo, — g 36. (Tabarii detta al-Zawrà, in Madìnali, p. 232.<br />

Pellegrinaggio annuale — g 37. (Tabari, ecc.) diretto da 'DtJimàn, p. 232.<br />

EGITTO. - Consacrazione di Butrus, patriarca di Alessandria, — g 38. (Eutychius), p. 232<br />

Inondazione annuale del Nilo — § 39. (Mabàsiu) massima e minima, p. 2.33.<br />

ITALIA. - Elezione di papa Martino I. — g 40. (Muratori), p. 233.<br />

NECROLOGIO dell'anno 28. H. :<br />

'Abd al-rahmàn al-muhadditji. — § 41. (Bukhàrii, p. 233.<br />

umm Haràm bInt Mllhàn. — gg 42-43. fSaad), p. 2.33-234. — § 44. (Atjiir L'sd). p. 234. — g 45.<br />

iHasavu p. 234. — g 46. Altre fonti, p. 234.<br />

29. a. H.<br />

(14 settemljre 649—3 settembre 650).<br />

Tavola cronologica comparativa musulmano-gregoriana dell'annata, p. 236.<br />

'IRAQ. - al-Basrah: deposizione del governatore abCì Musa al-As'ari e nomina di 'Abdallah b. 'Àmir.<br />

g§ 1-3. (Tabari). I Basrensi chiedono ed ottengono dal Califfo, probabilmente per abusi amministrativi,<br />

la deposizione di abu Musa, cui vien sostituito il giovane ibn 'Amir, p. 237-238. —<br />

g 4. (Bar .Sinaj'a) Con 'Abdallah ibn 'Amir ricomincia l'avanzata conquistatrice degli Arabi nel<br />

Fàris, p. 238. — g 5. (Ya'qubi). Kh"t'3ab di abn Musa, p. 238. — g 6. (Tabari). Versione di Sayt<br />

b. 'Umar: mutamenti di 'UtJimàn nel governo delle Provincie, p. 239. — g 7. Altre fonti, p. 239-240.<br />

'IRAQ-PERSIA. - Le tradizioni sulla conquista araba dell'altipiano Iranico. — g 8. Opportunità di<br />

riassumere la ricostruzione degli storiogi-aii moderni sulla fase principale e risolutiva della con-<br />

quista iranica. Pregi e difetti del Weil, p. 240-241. — g 9. Ricostruzione del Weil sul racconto<br />

di Sayf 1). 'Umar: suoi errori, p. 241-242, — g 10. seguiti dal Muir, p. 242-243. — g 11. Esposi-<br />

zione sommaria, ma corretta, del Miiller. Con dottrina ed acume critico il AVellhausen demolisce<br />

il racconto di Sayf, specialmente nella cronologia, p. 243-244, — g 12. e ricostruisce la verità dei<br />

fatti. La conquista dell'Iran parti dai due centri militari, al-Basrah ed al-Kiifah. I Basrensi, con-<br />


INUIUE ANAUTICO «^ 1-.";i. 29. a. H.<br />

quietato il Khfizistiiu, iniziaroiio TaTanzata nell'altipiano, mentre i Kutani si riversavano nella<br />

Mesop.namia e ueU'Àilzarbaygàn. Vicende principali delle ulteriori cou(|uiste sotto 'Ctjhmiin e<br />

Mti 'avvivali, p. J4.Ì--IS.<br />

IRAQ-FARIS-KARMAN-SIGISTAN.<br />

- Conquista della Persia meridlonaje. Presa di Gur e sottomissione<br />

del Karman e del Slgistàn. — .|9-2.Vf. — § 2lzari). Id. id., p. 250.<br />

— g§ 2Ì5-24. (Id.). L'amiin concesso da uno schiavo musulmano agli assediati è ritenuto valido<br />

da 'Umar, p. 250-251. — § 25. Jd.i. Kharalah b. Mas'ùd in Fasà, p. 251. — § 26. (Id. i. Conquista<br />

del Karman, p. 251-2.52. — § 27. (Hanifali). TJtJimàn b. abi al-'Às e 'Abdallah b. '.\jnir contro<br />

Yazdagird, p. 242. — §§ 28-3'). (Athiri. Sconfitta dei Musulmani presso Istakhr ribellatasi: ibn<br />

'Àmir riprende la città, espugna Dàrabgird e trùr, p. 252-253. — §§ 31-32. (Dzahabi). Particolareggiato<br />

racconto della campagna del Faris. p. 2.53-255. — § 355. (Tabari . Contuse notizie di Sayf<br />

sulla insnrrezione e repressione di Istakhr, p. 255. — S 34. (Ya'qQbi). Campagna nel Fàris: spe-<br />

dizione nel Sigistan, p. 265. — § 35. iTabari'. Notizie di Sayf sulla conquista di Kiibul, p. 256.<br />

— § 3»j. lYa'qùbi Buldàn . Conquista del Sigistan sino a Zarang, p. 25.5-2.5t!. — § 37. Altre fonti<br />

sulla conquista dell'altipiano iranico, p. 250.<br />

PERSIA. - Il Nawruz del 29. a. H. — § 38. (Hamzah) cade nel 27 Sa'bàii, p. 25(5. — § 30. (ZDMG.)<br />

M iiiita d'ar^ent'i aiabo-sas-saiiida, p. 2.5G.<br />

iRAQ-AL-KÙFAH. - Deposizione di al-Walid b. Uqbah. — g§ 40-41. sostituito, second.i alcuno fonti<br />

in i|iiis)'annii, ila Sa'iil b. al-'As. p. '2'ì''.<br />

IRAQ-ARABIA. - Rapporti tra il Califfo ed i Cristiani nagràniti emigrati nell'Iraq. — g 42. lYusuf).<br />

I>!Uera di 'Dt_hmàn ad alAValid b. Tqbah, p. '257.<br />

MESOPOTAMIA-SIRIA. - Patriarcato monofisita. — ^ 4.3-44. (Barhebraeus, Dionigi di Teli Mahrè, ecc.).<br />

Morte di Mar (iiovauni, patriarca di Antiochia, cui succede Teodoro di Qinuasrin, e di Mar Simeone,<br />

vescovo di Edes:5a. Carestia in Siria e Mesopotamia. ]). 2Ó7-2.58.<br />

SIRIA-ASIA MINORE-IMPERO BIZANTINO.<br />

- Incursione araba in Asia Minore e pace fra Arabi e<br />

Bizantini. — § 45. (Teofane). Dopo un'incursione dello siatopedarches Busnr in Isauria, Costante HI<br />

pattuisce con Mu'àwiyah la pace, p. 2.58. — § 46. (SebeosJ. Insuccesso degli Arabi per mare contro<br />

i Bizantini. Procopio e Mu'àwiyah trattano la pace, p. 258. — g 47. (Dionigi di Teli Mahré). Haliib<br />

b. Maslamah invade l'Armenia, p. 258. — § 48. I negoziati furono di tregua per tre anni, 29.-32. H.<br />

Comi' s'aci'ordi la cronologia di Sebeos con quella di Teofane, p. 2.''>S-2.5i). — § 4!*. Gli Arabi occupano<br />

l'i.sola di Kos(?), p. 259.<br />

ARABIA. - Ampliamento della moschea di Madinah — S 50. i'1'abai-i) con muri e colonne di pietra,<br />

p. 2.59-2H0. — § 51. (Ya'qubii, id., p. 2»i0. — § 52. iDiyàrbakri). id., p. 265. — § .53. Altre fonti,<br />

p. 2>ib.<br />

Pellegrinaggio annuale, e prime proteste pubbliche contro il Califfo 'Uthmàn. — §§ .54-5.5. (Tabari).<br />

Innovazioni introUnltc- .la 'Utjinian nelle, cerimonie rituali del pellegrinaggio, considerate dai più<br />

autorevoli Compagni come infrazioni all'esempio del Profeta e quasi un ritorno alle costumanze<br />

pagane, p. 261-263. — § 56. Induzioni che si possono trarre da «juesta tradizione, p. 26.3-264. —<br />

S 57. l'Tabari Zotenberg). Versione riassuntiva persiana, p. "264. — § 68. .iltre fonti, p. 2


30. a. H. SS 1-">T. INDlCf: ANALITICO<br />

30. a. H.<br />

(4 settembre 650—23 agosto f>51).<br />

Tabellii cronologica comparativa musiilin.ino-gregoriana dell'annata, p. 268.<br />

PERSIA-AL-HIND-AL-SIND.<br />

- Viaggio di Hukaym b. Gabalah in India — Si- {Balà*lzuri) ordinato<br />

fla 'Utjimiln per esplorare le condizioni di quei paesi, p. 269.<br />

PERSIA. - Monete arabe di tipo sassanida — § 2. (ZDMG.) coniate a Dàrabgird, » Dàmghàn, p. 26fl-270.<br />

Conquista dell'altipiano Iranico. — § 3. Si danno raccolte insieme le tradizioni relative alla conquista<br />

compiuta tra il 29. e il 32. H. Filo generale cronologico degli eventi, p. 270-271.<br />

PERSIA-FÀRIS-KARMAN-KHU BASAN. - Fuga del re persiano Yazdagird. — § 4, Difficoltà cronolo-<br />

giche nelle tradizioni seguenti, e probabUe ri.soluzione, p. 271-272. — § 5. (Tabari). Dal Fàris,<br />

Yazdagird fugge nel Karman e poi nel Kliuràsàn, inseguito da Mugàsi', il cui esercito perisce di<br />

freddo nelle Alpi Karmane, p. 272. — § fi. (Bar Sinaya). Id., p. 273. — § 7. (Dzahabi Paris). Id.,<br />

p. 273.<br />

PERSIA-KARMÀN-SIGISTAN. - Invasione del Karman :<br />

conquista del Sigistàn e di Kabul. — § 8. (Dza-<br />

liabii. Confluiste . 2!il-29'J.<br />

PERSIA. - Disposizioni amministrative In Persia secondo la versione di Sayf b. 'U mar. — § 19. l'I'a-<br />

bari ). 'lj|_hniàii divide il l'àris in cinqui' distretti, in sei il K|iurasaii : minvi<br />

— § 50. (Athir). Amministrazione del Karman, Sigistàn, Fàris. p. 293.<br />

gnvei-uaturi, ji. 292-293.<br />

Conquista dell'Iran (versione di Sayf b. 'Umar e ili t'unti recenti). — S 51. (Taliari). Fuga di Yazdagird<br />

per al-Rayy, - tradimento del satrapo Abàn tìàdzawayb -, Marw al-RfKJz, Balkli, inseguito da al-<br />

Ahnaf, p. 293-295. — § 52. (Id.). Come la resistenza organizzata da Yazdagird con l'aiuto dei Turchi<br />

non vale ad arrestare al-Ahnaf ed i Ba.srensi. Il Kisra al di là dell'Oxus, p. 295-297. — §53. Le<br />

tradizioni sayflane riassunte confusamente da ibn KJialdiin, p. 297-298. — §§ 54-5.5. (Kliamìs). Riassunto<br />

della campagna, attribuita specialmente ad ibn Kurayz : ingenti tesori affluiscono a Ma-<br />

dinah, p. 298-299. — S ^ie. (Dahlàn). Ria.ssume la versione di Sayf, p. 299. — S 57. (Mahàsinì. Id.<br />

.x.wi


INDICE ANALITICO Sj '>>'< 30.<br />

Ammuiitiire dèi khaiàg, i- come ne disponeva il Califfo, ji. 3(X». — g 58. Svolgimento della CKinpagna<br />

in Perai», secondo il Miiller, p. ilixi. — § 59. Altre fonti sulla conquista dell'altipiano ininico,<br />

p. Sut*»!.<br />

PERSIAGURGAN. - Conquista del óurgàn. — §§ tiO-Gl. (Óawzi, Tabari). Cronologia di al-Madàini,<br />

p. .Tf4. iTabari). Sollevazione del Curgàn : Suwayd b. Muqarrin viene a patti con Kuzbàu<br />

Sul, p. 301-302.<br />

PERSIA. - Conquista del Jabaristàn. — §<br />

tio. Prima invasione araba nel Tabaristàn, per parte delle<br />

milizie di al-Kui'ah, emule ili iiuelle più sollecitee più fortunate di al-Biusrah nella conquista dell"Tr5n,<br />

p. 302-3f>4. — § tj. Notizie sulla posizione geografica e la storia anteriore del Tabaristàn, p. :}. (Tabari i. Prevenuto da ibn 'Amir nelT invasione del Khuràsàn, Sa'id<br />

b. al-'As muove su Qùoiis, o)>bliga a un tributo il Irurgàn, espugna Taniisah sul Caspio, p, 30C. 908. — § 73. Altre fonti, p. 3S.<br />

PERSIA-ADZARBAYGAN. - Spedizione nel!" Adzarbaygàn dell'anno 30. H. — g 74. Il possesso di<br />

questa pr-iviucia tu .-iempre molto precario e difficile per gli ^Vrabi, pur essendo di grande valore<br />

ed importanza strategica, p. 8. — § 75. (l'abari: Sayf'. Spedizione di 'Abd al-rahmàn b. Ra-<br />

bi'ah per razziare al-Bàb, p. 300. — § 76. (Balàdzuri). Scorrerie di Sa'id b. al-'Às nell'Àilzarbaygàn,<br />

MnqAn e ('Jilàn, y. Srtfl-SlO. — § 77. (Dzababi). Id. id., p. 310.<br />

PERSIA. • Il Nawrùz, — § 78. (Hamzuli) cade l'S Ramadan, p. Oli).<br />

IRAQ. - Primi sìntomi sintomi del malumore contro il governo di Uthmàn: deposizione di al-Walid<br />

b. Uqbah dal governo di al-Kufah ver.'^ione di Sayf h. Umar). — § 7'J. Quadro imperfetti, e<br />

parziale che fa .Sayf degli eventi velando gli aspetti più brutti della gi-ande crisi intema, che<br />

presto porterà Io SUito musulmano alle prime guerre civili, p. 310-311. — § 80. Quello che tut-<br />

tavia può leggei-si tra le righe delle sue trailizioni: angherie fiscali dei governatori: corruzione<br />

dei (domandanti d'eserciti; s|ioliazioni degli esattori: pervertimento dello schietto spirito arabo e<br />

delle dottrine islamiche, p. 311-312. — § 81. Gravi conflitti d'interessi politici ed economici sono<br />

fra le ragioni principali della grande crisi. L'istituzione 'umai-iana del diwàn o ruolo delle pen-<br />

sioni portò a un disavanzo nel bilancio dello Stato, acuito dalla grande crisi agricola per Tabbiindono<br />

delle campagne da parte degli agricoltori servi della gleba, e dal continuo affluire di nuove<br />

reclute ai seiTizi dell'Isiàm, cioè da forti immigrazioni nelle provinole più ricche. La conquista<br />

dell'Iran riusci come una scadente speculazione. Al disagio economico seguirono irrequietezza e<br />

scontento nelle folle e tendenze anarcoidi conti-o l'amministrazione musulmana, che "Utliniàn invano<br />

tentò di migliorare, specialmente nelflràq, paese da lungo tempo rovinato da invasioni<br />

nemiche, da guerre civili, da i-ontinui mutamenti di governo, p. 312-317. —' § 82. L'agglomera-<br />

zione ognor crescente di persone in al-Basrah ed al-KQfah rende contagiosa ed acuta la violenza<br />

e l'anari'hia tra i Musnlmani dell' 'Irà^j, p. 317-318. — §§ 8:3-8


30. a. H. « !»T-I5l. INDICL ANALITICO<br />

'IRAQ.<br />

giiiloii- cu CUI r.1 .livtjrliva al-Walid, p. 3-29-331. — § 98. fid. Id.). Divisione e depreasione degli<br />

animi in al-Kiìl'ali, p. itil. — §§ yy-101. (Id. Id.). Amministrazione relativamente onesta e rigida<br />

di iil-Wiilid, p. ÌÌ31-33-2. — S IW. (Athir). Ubbriachezza e disordini rituali di al-WaliiI, punita da<br />

'Utliuiiin, p. 33'J. — t> 103. (Ya'qubii. Come e perchè al-Walid fu deposto e battuto, p. 332-;.>33.<br />

§§ 104-105. (Mas'iìdi). Versione ultrapaiti^jiana di al-MasTidi sulle vicende dei disordini, «refrola-<br />

tezze e protezione dei maghi che jjiovocarono la deposizione di al-Walìd e la sua punizione per<br />

mano di 'Ali, p. 3;ì3-336. — § 106. (Ya'qùbi). Il vino e la difesa del mago Bairfmi o Natrónay<br />

.sono causa della rovina di al-AValid, p. 33fi-337. — § 107. iBukhiiri). 'Utliman, avvertilo dal nipot.<br />

lf>S. (Azraqi). al-A\'alid a.i'ara bark-«<br />

Tbaydallah !.. 'Ali, fa punire al-Walid, p. 3.37-338. — §<br />

il marchiatore del petto, p. 3as. — g K»). iMubarrud). Id.. p. 33K.:^3!>. — S H"- (liljaldnn). Breve<br />

racconto della caduta di al-Walid, p. 339. — § 111. Versione delT.Xghani: Preghiera delle quattro<br />

rak'ah, i>. 339. — § 112. Versi al proposito di al-Hutayah, in difesa di al-Walid, p. 339-3411.—<br />

§ 113. Colpa e punizione d! al-Walid, p. 310. — §sj 114-11-5. Vero tenore e valore della testimonianza<br />

di al-Hutayah. p. 341-342. — § 116. Gli accusatori di al-Walid ne ottengono dal Califfo la<br />

deposizione e la fustigazione, p. 342-313, — g 117. dopo aver protestato in tempestosa riunion,<br />

nella casa di 'À-isah. - Primo accenno alla inimicizia tra 'A-isah ed 'l'tliman, p. 343-344. — §g 1 1.'^<br />

121. Particolari dell'accusa e della punizione, p. 344-34.5. — s; 122. Qasidah di abu Zubayd al-TA-i<br />

in difesa di al-Walid, p. 345-346. — §§ 123-126. Favori concessi da al-Walid ad abiì Zubayd, ed altri<br />

versi di costui in lode del governatore, p. 346-348. — §g 127-129. Aneddoti della vita anteriore di<br />

al-Walid: suoi rapporti col Profeta, p. 348-349. — §g 130-132. al-Walid amico e protettore della<br />

magia, p. 349-350. — §§ 133-135. al-Walid e i suoi successori in al-Kiìfah, p. 3.5f>-.S51, — § 1S fu un atto di debolezza, p. ìi53-3.5.5.<br />

- Sa'id b. al-Às: sua nomina a governatore di al-Kufah e sua amministrazione della pro-<br />

vincia. — g<br />

14'2. l'I'abari: Sayt). Precedenti e primi atti del governo di Sa'id in al-Kiifah. secouiio<br />

le istruzioni di 'Uthman, per porre riparo alla fitnah od anarchia tra le varie classi sociali co-<br />

stituitesi per effetto della conquista: alil al-saraf, al -b uy fi tit t , al-sàbiqah<br />

mah, al-rawadif wa-1 -1 a wàhiq , p. 3.56-360. — § 143. (Id.). Cultura poetica di 'Utlimfin.<br />

—<br />

wa-l-qud-<br />

p. 3fi0. — § 144. (MasTidi). Appropriazioni indebite


INDICE AXAI.riICO int TTraar, le copie ufficiali, e distrugge tutte le altre, p. 38!»-300. — § 182. (Atliir). Id. id.,<br />

p. 3904)91. — § 18:!. (Kitàb al-Tamhid: Savi"). 'Ali difende e giustifica 'Utliinrin d'aver ciò fatto,<br />

p. 391. - S 184. (Id. Id. . Spiegazioni del Califfo «d '.Abdallali b. Mas'iìd, e khulbali di costui in<br />

al-Kiìfah, p. 391-392. — § 18.5. iLstakbri . Misliaf<br />

di 'Uthmun ad Antartiìs, p. .392. — S IWi. Dza-<br />

hnbii, p. 392. — § 187. iBukliàrii. IÌ dialetto .jurasita lingua ufficiale del t^uràn, p. 3t)2. — § 188. i<br />

Kbal-<br />

dOni. Su rapporto di Hudzayfah, 'Ut_hraàn decide e fa eseguire, sulla copia affidata a Hafsah, l'edizione<br />

vulgata o qurasita del Quràn. -Considerazioni ed ipotesi dell'<strong>Annali</strong>sta, p. 392-394. — i» 189.<br />

(Dzahabi Paria), Id-, p. 394. — S 190- ( Khamis- Memoria di un ordinamento del testo sacro qiial era<br />

anteriormente alla riforma di 'Utjimàn, p. 394. — S l-'l- 'MiKiaddasi,. Valore della lettura o redazione<br />

di ibn '.Vmir, p. 391-395. — S li'2. E8)iosizione del Mtdier sulla redazione deiinitiva del Ijuràn affidata a<br />

Zayd b. Thàbit e che destò solo in al-Kùfah un'opposizione e agitazione artificiale per l'inane osti-<br />

lità di 'Abdallab !.. Mn^'ùd. p. lìD-'vI'.Oi; — sji 10:i-19.'.. Cine li N'.ildeke nel su" riaisico studili rap-


30. a. H. ?3 lii.Vi!ll. INMilCK ANAl.lTICO<br />

prnHentii - in cont'onnitù del riuxonto tradiziunale - il modo onde il testo qiiranico fu raccolto<br />

«otto iibii Httkr e. 421-42.3. — § 227. (Gawzi). La))ìdazione, ingiusta, della<br />

donna dei Guhaynah, p. 423. — § 228. (Wardi). 'Uthmàn dona Fadak a Marwàn, p. 423. — §§229-<br />

231. iQutaybahl. Prodigalità e favoritismo: satira dì 'Abd al-rahmàn al-(Juraalii, p. 423-424. —


30. a. H. ?.<br />

NECROLOGIO della. 30. H.:<br />

Abdallah b. Ka b b. Amr. — § 240. (At^ir e Hagari, p. 4^. — § -241. (Saad), p. 425 426. — J# 242-<br />

243. (Aair Csd . p. 426.<br />

Abdallah b Maz un. — § 214. (Saad^ p. 127. — § 215. (Atjiir), p. 427.<br />

Amr b. abi Sarti. — § 246. (AtJiir Uadi, p. 427-428.<br />

Óabbàr b. Sakhr. - ? 247. Hagar), p. 428. — § 248. rSaad, e'-c.ì, p. 428429.<br />

Hàtib b. abi Balta ah. — ? 24rt. Hagar), p. 429. — § 29^ >. .Vawawi), p. 4-2!M.yi. — j 251. (Saad, ecc.),<br />

p 13(.. _ $ ìt2. -Athir Isd , p. 431.<br />

lyàd b. Zuhayr. — » iW. (Saad, ecc.., p. 431-432. — § 2.>4. (AtJiir Usd;, p. 4.'J2.<br />

Marnar b. abi Sarh. — § 2.55. Saad, ecc.:, p. 432-433.<br />

Mas ud b. al-Rabi-. — § 256. (Athir), p. 433. — % 2-57. (Saadi, p. 4.33. - ? 258. AtJiir Usd), p. 4.3:'..<br />

Muh. b. al-Hakam. — ; 259. At^ir, p. A?A.<br />

abu Usayd al-Sà idi. — § -260. (Atjir Usd, ecc ,, p. 434.<br />

31. a. H.<br />

24 agosto *>51— 11 agosto 652'.<br />

Tag^'.a. 'T' uolozica comparativa masiilmano-gregoriana dell'annata, p. 436.<br />

PERSIA. - Morte del re Yazdagird. — § 1. Molte e oscure trarlizioni sa questo avvenimento. Sayt e<br />

ihn al-Kalbi presso Tabari anticipano il fatto, p. 437-438. — §§ 2-9. tTabariV Tradizioni partico-<br />

lari, ma fantastiche, specialmente •lì al-Mad&\ui. ecc., sulle nltime vicende di Yazdagird: saa faga<br />

per il Tabaristan. Karman, .Sigistan, Khiin'i-^an, Faris; tradimento dei saoi più fidi Mahawayh<br />

dihqàn di Jtarw ; sua uccisione per mano >ii un mugnaio del Marciali; estremi onori resigli<br />

dal vescovo di Marw, p. 438-445. — §<br />

1*'. Hanifah . Fugato dagli Arabi, Yazdagird deve lottare<br />

anche contro i Tarcbi: so» fine miserevole, p. 44.>446. — §^ 11-12. {<br />

Bala


30. a. H. Sii l!>:>'.':tl. INhlCK ANALITICO<br />

presenUi - in conformità del racconto tradizionale - il modo onde il testo qiiranico fu raccolto<br />

sotto abfi Bakr ed 'Umar, compilato ed ordinato sotto 'Ufl'niàn. - Osservazioni dell'<strong>Annali</strong>sta sulla<br />

intei;ritii e autruticità del testo uella compilazione 'utlmiànica. Perchè Maometto non preparò<br />

lui una i-ollezione iiutentica delle sue rivelazioni?, p. 3!'6-4'X). — § 19(j. In qual misura va ammessa<br />

l'assoluta autenticità del testo 8n(;ro: impronta comunistica che la società islamica ebbe<br />

vivente il Profeta, e che ha in parte conservato anche dopo, assai più spiccatamente clie non<br />

richieda il testo (|uranico, p. 400-401. — §§ 1!>7-I9y. Esposizione e discussione della teoria del<br />

Voliera, secondo la quale il testo quranico primitivo sarebbe stato nella compilazione 'utjimànica,<br />

e per effetto di quella necessità nazionale che diede orif;ine alle scuole grammaticali arabe, sot-<br />

toposto a revisione formale e ritocchi stilistici e lessicali, in armonia con i canoni dell'antica<br />

poesia araba principalmente proveniente dal Nagd, p. 101-104. — § 199, Nonostante le acute osser-<br />

vazioni sul carattere sovrattutto politico dell'atto di 'Dtjimàn, sull'età giovanile dei principali colla-<br />

boratori alla redazione 'utjimànida del Qur-àn, ecc., il Nòldeke propende ad accogliere la versione<br />

oi-todossa islamica sul valore canonico ed autentico di detta redazione, p. 404-406. — § 200. Come<br />

e perchè questa opinione andrebbe limitata nel ritenere che il Quràn non ci è stato tramandato<br />

né intero né nella forma precisa nella quale Maometto lo rivelò, p. 406-407. — § 201. La compi-<br />

lazione scritta del Quràn va considerata come segno del movimento religioso, reso più sensibile<br />

nella società arabo-islamica dopo le gTandi conquiste e per efletto di queste, quando alle preoc-<br />

cupazioni mondane, politiche ed economiche, sino allora prevalenti, succede nell'animo dei trase-<br />

colati vincitori del mondo l'orgoglio nazionale e la venerazione per il presunto autore della grande<br />

rivoluzione islamica, p. 407-409. — § 202. Altre fonti per la storia della redazione coranica, p. 409.<br />

— § 203. Aspetto politico e morale della compilazione ufficiale del Quràn sotto 'Uthmàn. Importanza<br />

della classe dei qurrà nella comunità islamica, p. 410.'— § 204. La loro origine risale<br />

al Profeta, il quale affidò ai suoi agenti nelle varie parti d'Arabia funzioni politiche, fiscali, mi-<br />

litari e solo in parte religiose, restando la propaganda affare personale di Maometto, p. 410-411.<br />

— § 205. Sparito il Profeta, si senti subito uella giovane comunità il bisogno di strumenti<br />

che mantenessero la disciplina sociale e l'unità morale dei Musulmani, il bisogno cioè di una<br />

dottrina ed un rito, p. 411. — § 206. Fra le attribuzioni dei luogotenenti nelle lontane provincie,<br />

il presiedere l'adunanza settimanale del venerdì unisce indissolubilmente le funzioni politiche<br />

alle religiose, p. 412-413. — §§ 207-208. Dal bisogno di organare e armonizzare il rito e la dot-<br />

trina insieme con l'esercizio dell'autorità nel cerchio sempre più vasto delle nuove conquiste,<br />

nacque la classe dei recitatori o lettox-i coranici, alunni dei primi Compagni, missionai-i e poi agita-<br />

tori spesso indipendenti e talvolta ribelli all'autorità centrale, p. 413-414. — §§ 209-210. Essi non costi-<br />

tuivano una cerchia chiusa di specialisti, ma .sorgevano spontaneamente in ogni luogo e in ogni<br />

classe, ed acquistarono, come classe, un'influenza ed un'importanza sociale talvolta superiore ai<br />

luogotenenti del Califfo, p. 414-415. — §§ 211-212. Questi qurrà, messisi alla testa del movimento<br />

religioso sorto tra gli Arabi emigrati fuori della penisola, alimentarono e diressero contro il<br />

governo una sorda agitazione che minacciava il potere esecutivo, come il numero e la varietà<br />

delle loro scuole o letture del testo sacro, di cui essi facevan monopolio, minacciava l'unità di dottrina,<br />

d'indirizzo e di sentimenti, indispensabile per il prospero avvenire della società musulmana,<br />

p. 415-417. — §§. 213-214. 'Uthmàn dimostrò dunque grande coraggio politico per ordinare e san-<br />

cire la compilazione di un testo unico ufficiale del Qur-àn, mirando a colpire con atto energico<br />

la potente e terribile classe dei Qurrà. Nuova luce in cui appare, anche da questo lato, il calif-<br />

fato di 'Utjimàn, che fu in realtà un onesto e coraggioso tentativo di far fronte ad una rivolu-<br />

zione interna maturata e scoppiata per effetto di precedenti fatali, di cui il terzo Califfo fu vit-<br />

tima, p. 417-418.<br />

ARABIA. - Innovazioni rituali del Califfo 'Utjimàn. — § 215. ('Tabaril. Terza chiamata alla preghiera<br />

in al-Zawrà, p. 419. — § 216. iGawziì. Id., p. 419.<br />

Malumori contro II Califfo Ut^ìmàn. — § 217. Cause generali del, movimente di opposizione al calit-<br />

fato: innanzi a tutte l'imperfezioni dell'organismo amministrativo e fiscale istituito da 'Omar,<br />

p. 419-420. — §§ 218-219. fSaadi. Nepotismo e favoritismo di 'Utjimàn: come disponesse, a favore<br />

dei parenti, dell'erario pubblico, p. 420-421. — § 220. (Yùsuf ). Terre e feudi distribuiti dal Califfo<br />

in Arabia e fuori, p. 121. — §§ 221. (Faqihì. Suo lusso nelle costruzioni, p. 421. — §§ 222-226.<br />

(Ya'qubi). Prodigalità del Califfo verso i suoi parenti, specialmente al-IIakam b. abi-l-'Às, col denaro<br />

pubblico. Serie di accuse contro di lui, p. 421-423. — § 227. (óawzi). Lapidazione, ingiusta, della<br />

donna dei Crubaynah, p. 423. — § 228. (Wardij. 'Uttmàn dona Padak a Marwàn, p. 423. — §§ 229-<br />

231. (Qutaybah). Prodigalità e favoritismo: satira di 'Abd al-rahmàn al-(ìuraahi, p. 423-424. —


30. a. H. SS io-'--''^' INDICI-: ANALITICO S? l--'l. 31. a. H.<br />

ARABIA.<br />

§§ 232-333. (Dzaliabi Paria). Propensione di 'Uthmàn per i banù Umayyah. Ali, 'Uthman ed 'Abbàa,<br />

p. -424. — §§ 23-l-2:>5. ^Ya'qiìbi). Minai-cie e jiiinizioui contro antichi Compagni, p. 424. — § 236.<br />

Altre fonti sull'agitazione contro 'Dtjimuu, |i. 424.<br />

- Pellegrinaggio annuale, — § 237. (Tabaril condotto da 'Utjimiin, p. 425.<br />

EGITTO. - Inondazione annuale del Nilo. — § 23t>. (Mabàsin), p. 425.<br />

SPAGNA. - Eclissi solare — §<br />

2:-19. Cotif. Isid. Hisp. completa per gli abitanti della Spagna, p. 425.<br />

NECROLOGIO dell'a. 30. H.:<br />

Abdallah b. Ka b b. Amr. — } 240. (Atiur e Magar), p. 425. — § 241. (Saad), p. 425 426. — §§ 242-<br />

243. (AUin- Tsdi. p. 426.<br />

'Abdallah b Maz'un. — § 244. (Saad), p. 127. — § 245. (Atiiir), p. 427.<br />

Amr b. abi Sarh. — § 246. (Athir Usdi, p. 427-428.<br />

Óabbàr b. Sakhr. - S 247. Hagar), p. 428. — § 248. fSaad, e.c.\ p. 428-429.<br />

Hàtib b. abi Balta ah. — § 249. (Hagar), p. 429. - § 25


31. a. H. SS -ióHi». INDICE ANALITICO<br />

SIRIA-ARMENIA. - Conquista dell'Armenia. — §S 25-2(;. iTaliari, Baethgen Fragni.). Occupazione del-<br />

l'Ann. uiii liniirtii, jicr ..p. ni .li llaljil) 1). Ma.slauiah, p. 4.5;?.<br />

ARMENIA. - Spedizione di Habib b. Maslamah. — g 27. Ria.ssanto e ricostruzione del Kaestner sulla<br />

canipagnu amba in .-Vniieiiia negli anni .S0.-B3. H. I Bizantini, respinti da Teodoro il R.stnnita,<br />

tornano in .Vvmenia col patrizio Mauriuno, ma sono novaniente ricacciati dagli Arabi guidati da<br />

Flabib, ji. -lo:?. 1.51. - § 28. 'Teofane). Abibos fuga Maurianos, p. 454. — § 29. (Dionigi di Teli<br />

Mahrè). Lotta tra Arabi e Romani noi pressi di Tripoli (':'): come lo Chabot interpreta la notizia,<br />

p. 454.<br />

IMPERO BIZANTINO-COSTANTINOPOLI. - Eventi minori. — S 30. (Cedreno). Pioggia di cener»-,<br />

p. 454-4.").5. s -tL iToofanc . Mvute di Gregorio fratello di Eraclio. Paolo e Pirro vescovi di Co-<br />

stantinopoli, p. 4.55.<br />

ARABIA. - Pellegrinaggio annuale — § 32. (Tabari) condotto da 'Utjimiin, p. 455.<br />

EGITTO-|AFRICA?j. — § 33. (Baethgen Fragm.). 'Abdallah b. SaM entra nel territorio degli al-Runi,<br />

p. 455.<br />

EGITTO-NUBIA. — §§ 31-39. l'Abd al-hakam). 'Abdallah b. Sa'd fa guerra agli al-Aswad Niìbah, ramali<br />

al-hadaq. Patto tra Arabi e Nubiani, p. 45.5-457. — §40. (Kindii. tjhazwah al-Asàwid<br />

e battaglia di Dunqulah, p. 457.<br />

EGITTO. - Inondaziona annuale del Nilo. — § 41. iMahàsin). Anno di grande siccità, p. 458.<br />

NECROLOGIO dell'a. 31. H.:<br />

al-Aswad b. Kultjium. — § 42. (Hagar), p. 458.<br />

Aws b. Thalabah. — § 43. (Hagar), p. 458.<br />

al-Hakam b. abì-l-'Às. — § 44. (Athir'i, p. 459. — § 45. (Hagar). Esiliato e maledetto dal Profeta<br />

a Tàif, richiamato da 'Utlimàn, p. 459. — § 46. (Atjiir Usd), p. 460. — § 47. (Saad e Qutaybah),<br />

p. 460. — § 48. (Dzahabi Ta-rildi,i, p. 460461. — § 49. (Yàqut ed altre fonti). Sua<br />

spedizione ad al-Daybul, p. 461-462. — § 50. Pagano impenitente sino all'ultimo, caposti-<br />

pite della seconda dinastia umayyade, p fatto segno all'odio delle generazioni posteriori,<br />

p. 4(;2-463.<br />

Husayn b. al-Hàrith. — § 51. (Hagari, p. 463. — § 52. (Saad ed altre fontii, p. 463.<br />

abQ Sufyàn. — § -53. (al-Isti'àbì. Mercante, uno degli asràf Quray.s, nemico poi sostenitore<br />

malfido dell' Islàhi, p. 463-464. — §§ 54-59. ^Aghiini). Rapporti con Maometto, p. 464-465. —<br />

g 60. (Id.). Colloquio con l'imperatore Eraclio in (-rhazzah intorno al Profeta, p. 466-468.<br />

— § 61. (Id.). Dialogo tra lui e ibn 'Abbàs nel Yaman sullo stesso argomento, p. 468-470.<br />

— § 62. (Id.!. Incontro di abu Sufyàn col Profeta alla vigilia della presa di Makkah, p. 470-471.<br />

— § 63. (Id.). Sua dubbia fede al Yarmiìk, p. 472-473. — g 64. ild.). Rapporti con 'Uthniàn, p. 473,<br />

— § 65. (Id.) con 'Ali, p. 473. — g 66. {Id.l Suoi versi sulla elezione di abu Bakr, p. 473.<br />

— § 67. (Id.l. Sua libertà con il Califfo 'Utlimàu, p. 474. — §§ 68-70. ild.j. Spedizione di<br />

al-Sawiq, allestita e condotta da abu Sufyàn dopo Badr, p. 474-475. — § 71. (Tabari). Età<br />

di abu Sufyàn, p. 475. — § 72. (Hagar), p. 475-47»;. — § 73. (Balàdzuri), p. 476. — § 74. itju-<br />

taj'bab). Suoi figli, p. 476. — § 75. ^QQtaybah 'Uviìni, p. 476. — § 76. (Khamis ed altre<br />

fontii, p. 477-478. — §§ 77-78. .Sguardo sintetico sul carattere dell'uomo e la sua attività.<br />

Mercante ed abile diplomatico, scevro in apparenza di ambizione personale, mirò a fondare<br />

la fortezza e la gloria della sua famiglia, i banu Umayyah. Accorto e lungi veggente, na-<br />

scosto nell'ombra, ebbe parte non piccola nella politica interna sotto abu Bakr, 'Uniar ed<br />

Utjimàn, p. 478480.<br />

abu Talhah al-Ansàri. - § 79. (Athirl, p. 480. — § 80. (Nawawi), fp. 480. - §§ 81-85. (Saad),<br />

p. 481-482. — § 86. ^Qutaybah, Athir Usd ed altre fontii, p. 482-48:3.<br />

al-Tufayl b. al Hàrith. - § 87. (Athir), p. 484. — § 88. (Saad), p. 484. — § 89. (Atlùr Usd ed altre<br />

fonti), p. 484.<br />

XXXII.


INDICE ANALITICO g§ 1,53. 32. a. H.<br />

32. a. H.<br />

il2 ajj^osto 652— 1" agosto Ubò .<br />

Tavola cronologica comparativa musiilmauogregoriana deiraunata, p. 486.<br />

PERSIA. La fine della conquista del Khuràsàn. — 3, p. .51."). — §<br />

d'argento arabo-KasHanida, .51.5.<br />

MESOPOTAMIAARMENIA. - § 51. iFaqih .<br />

SIRIA-ASIA MINORE.<br />

Governatori<br />

arabi, p. 515.<br />

.V>. {ZDMti.i. Moneta<br />

- Spedizione contro Costantinopoli. — § 52. (Tabari: iil-Wàqidi . Mu'àwiyah<br />

s'avanza aiii'j al .Madiq a I -liu • t a u t i ii i y y a b o Bosfoni, p. 516. — «} .53. (Dzahabii. Id., p. 51»..


32. a. H. Sii r.(-l >. INDICE ANALITICO<br />

§ 54. (Wqiìbi). Sufynn b. 'Awf al-(Jhàmidi preposto alla sa -itali nel paese dei Riìm, p. 516.<br />

— S 65. (Sebeos). Lettera di 'Uthmàn a Costantino. - Spedizione terrestre e marittima, mediante<br />

una immensa flotta, iiaiifra-^atii nel Bosforo dalla tempesta. Ritirata disHStrosa degli Àrabi,<br />

p. 51(i-518.<br />

MESOPOTAMIA-ARMENIA-IMPERO BIZANTINO.<br />

- Nuove Incursioni arabe e bizantine in Armenia.<br />

^ .'iiv.SS. (Sebeos:. Hamazasp e Miise>., capi degli Armeni col cathoiicos Nersés, tengono fronte<br />

con varia fede e fortuna alle incursioni degli Arabi e dei Oree!, p. 518-5'2L — § 5!'. fGiov. Ca-<br />

tholicosl Riassunto dei fatti medesimi con qualche variante. Altre fonti, p. .Vjl.<br />

SIRIA-CIPRO. - Seconda spedizione di Cipro? — S<br />

'*•. iKhamisl, p. .52-2.<br />

IMPERO BIZANTINO. - Vicende della storia ecclesiastica — §§ Gl-G-2. lEutichio) nella chiesa patriar-<br />

cale di Costantinopoli e nel papato romano, p. .522.<br />

Spedizione di Rodi. — g.ti^ì- (Michele Sirici. abu-l-A'war a Cos e Creta. Devastazione di Kodi: il co-<br />

losso di bronzo atterrato, p. 522. — § 64. (Teofane), i>. 520. — § 65. Cenno del Bury sulla storia<br />

del colosso di Kodi, p. .V23. — § 66. Altre fonti, p. 52:;.<br />

ARABIA-MAKKAH. - Pellegrinaggio annuale — «;<br />

67. iMasTidi] diretto da Ctjimàn, p. 52:t.<br />

EGITTO. - Documenti papiracei. — S '"S- Ricevuta dell'ami r Qays asli abitanti di Phys. p. ."v2i{.<br />

Inondazione annuale del Nilo. — ^ &>. Mahàsin), p. 52o.<br />

EGITTO-ABISSINIA. — ^ 7n. (Khami.« . Spedizione contro al-Habasah, p. 524.<br />

EGITTO-AFRICA-SICILIA. — § 71. Prima ? spedizione araba contro le coste della Sicilia, p. 524.<br />

ITALIA. - Deposizione di papa Martino — § 72. per opera dell'esarca Teodoro Calliopas, p. 524-525.<br />

Morte di re Rodoaldo — S 715. cui succede Ariberto, p. 52.5.<br />

NECROLOGIO dell'anno 32. H.:<br />

al-Abbàs b. Abd al-Muttallb. — g 74. iTabari i, p. 525. — §§ 75-95. (Saadi, p. 525-537. — § Stt>. i Atjiir<br />

Usd), p. .537-538. — § ;i7. iQutaybali 'Uyfin;, p. 538. — § 98. lÓawzi), p. 538. — § 99. .Na-<br />

wawi), p. 538-539. — Altre fonti, p. 538-541. — §§ KXi-lOl. Osservazioni dell'<strong>Annali</strong>sta sulla<br />

incerta figura di questo preteso zio del Profeta, p. 541-543.<br />

'Abd al-rahmàn b. 'Awf. — § 102. (Tabari), p. 543. — §§ 1(13-116. (Saali. p. .54S-.551. — § 117. :Qu-<br />

taybah-, p. .551. — § 118. (Atiiir Usdj, p. 552. — § 119. (Nawawil. p. 552-554. — §§ 12012I.<br />

Nuwayril p. .-154. — g 122. .Abulfeda e altre fontii, p. .554-5.")(;. — § 123. DitHcoltà di sneb-<br />

biare la vera figura dell'uomo, che fu musulmano intelligente, solerte trafficatoi-e, ricco e<br />

generoso signore, disinteressato in politica, p. 556-557.<br />

'Abd al-rahmàn b. Rabi'ah. — 5» 124. (At_hir Usd), p. 557. — § 125. "Yàqiìt e altre fonti), p. .5.57-558.<br />

'Abdallah Ibn Masùd. — § 126. iTabari), p. 5.58.— §§ 127-138. vSaad,, 558-563. — g 139. (Qutaybah;,<br />

p. 564. — § 14(J. (Dzahabi Paris), p. .564. — § 141. (Nawawi), p. .56.5-566. — § 142. (AtJiir<br />

Usd), p. 566. — g 143. iQutaybah 'Uyun e altre fonti), \\ 566-5tW. — g 144. Riassunto bio-<br />

ijrafico sull'origine, il carattere e le vicende di ibn Mas'fid, p. .569-570.<br />

Abdallah b. Nadlah. — g 115. Atliir Usd), p. .570.<br />

'Abdallah b. Zayd b. Abd rabblhi. — g 146. (Tabarii, p. 570. — g 147. (Saad, ecc.j, p. 57(»-571.<br />

Abdallah b. Zayd b. Tha'Iabah. — g I4S. illagan. Identico al precedente, p. 571.<br />

'Alqamah b. Qays, — « 1 i;i. perito a Balangar, o piuttosto nel 62.-73. a. H. Fonti diverse,<br />

ji. 571-572.<br />

Amr b. Utbah. — g lóu. Ponti diverse, p. 572.<br />

al-Aqra' b. Hàbis. — § 151. \Hagar). p. 573. — § 152. (Dzahabi Paris), p. 573. — g 1.53. (Nawawi),<br />

p. 573. — g 154. (Atliir Usd ed altre fonti), p. 573-574.<br />

Aws b. [abi] Aws. — g 155. Hagar, .\thir Usd, ecc.*, p. 574-575.<br />

Aws b. al-Sàmit al-AnsàrI. — § 156. i Nawawi), p. .57.5. — g 157. (Saad), p. .575-576. — g 1.58. lAthir<br />

Usil ed altre tonti \ p. 57H.


INDICE ANALITICO §§ 159-239. 32. a. H.<br />

abu-l-Dardà al-Ansàri. — § 159. (Athir, Nawawi), p. 576-577. — § 160. (Gawzi MS. CosUntin.),<br />

p. 577. — § Itil. (Dzahabi Paris\ p. 577. — § 162. (Qutaybah Tyùn), p. 577. — §g 1(>J-105.<br />

(.Vthir Usil ed altre fonti), p. 577-580.<br />

abu Dzarr al-Ghìfàri. — § KiH. Athir, p. 5858f>. — §§ •i(>2-30;^. (Tabarii, p. .587-588. — §§ 201-210. (Saadì, p. 588. —<br />

§ 211-212. (Atjiir Usd), p. 588-589. — §§ 213-214. Estratti di Nuwayri dall' A n s a b a 1 -<br />

asrtif balàdzuriano, sui rapporti di abù Dzarr con Mu'àwiyah e con 'Utjimàn, p. 689-592.<br />

— § 215. (Hagi]. abiì Dzarr e il Profeta, p. 592. — § 216. (Qiitaybah 'UyCin), p. 692-.59:?. —<br />

ii 217. (Nawawi», p. 598. — § 218. (Yiisuf ed altre fonti), p. .593-595.<br />

Halhàl b. Dzurri. — g 219. tAtJiir, ecc.), p. 596.<br />

Ka b al-Ahbàr. — S 22


TAVOLA CRONOLOGICA DEGLI EVENTI PRINCIPALI<br />

DALL'ANNO 23. AL 32. H.


_•- ><br />

a «* 5<br />

1? È 2<br />

«li- -jj.w<br />

n —<br />

23 I<br />

; ^<br />

I<br />

ARABIA SIKIA<br />

I<br />

^<br />

2" *<br />

Il Califlb 'Umar assolve dalle<br />

'• sue accuse abiì Musa al-As'ari.<br />

Ultiniopellegrinaggiodi'Umar:<br />

sua uccisione.<br />

Presa di 'Asqalàn.<br />

t„„ ,<br />

Incursioni greche<br />

costa siria.<br />

,,<br />

sulla<br />

I<br />

> Adunanza e decìsiQue del Con- ,<br />

a siglio elettivo o SSra.<br />

vJ Muharram. - Proclamazione del<br />

~ Califfo 'Uthmàn : primi atti di<br />

°<br />

: lui primi ; malumori cui va in-<br />

24 V<br />

3<br />

*.<br />

contro. 'Uthniàn aumenta le<br />

i)ensioni,ordiuail tagdid alansàb,<br />

ingrandisce il J[as-<br />

25<br />

26<br />

27<br />

28<br />

S<br />

o I<br />

a<br />

s<br />

s<br />

5! I<br />

3<br />

=1<br />

gid<br />

di Madinah.<br />

Il Calitl'o fa rinnovare li ansàb<br />

al-liaram, ingrandisce il<br />

Masgidal-Haràmdi Makkah,<br />

e dà incremento al porto<br />

di truddah.<br />

Conferma agli immigrati nagràniti<br />

deir'Iràq le concessioni<br />

di 'Umar.<br />

' Sposa la cristiana Nà-ilah 1<br />

; costruisce<br />

l'al-Zawrà ! in Madi- 1<br />

I<br />

nah.<br />

Presa di Atràbulus e degli<br />

al-Husùn.<br />

Mu awiyah al governo di ;<br />

-<br />

'<br />

MESOPOTAXnA<br />

o<br />

al-(;a2ìrah<br />

IRAQ<br />

ARMENI<br />

,<br />

j<br />

Accuse e giudizio coutro<br />

abQ Musa al-<br />

Spedizione di<br />

tino.<br />

Ai'ari : Ziyàd b. A-<br />

bihi ad al-Basrah.<br />

Sa'd b. abi Waqqàs Incursione di .';<br />

governatore di al- h. Rabi'ah.<br />

Kùfah<br />

I<br />

I<br />

.<br />

Teodoro Rstun<br />

ca e patrizio<br />

bat curopalat<br />

'<br />

Riunita al governatotutta<br />

la bina. rato sino di Mu a-<br />

Nascita di Yazìd b. Mu a- '^"'^ah.<br />

wivah<br />

deposto dal Califfo e<br />

sostituito da al-Wahd<br />

b. TTqbah.<br />

(Prima ?) speii<br />

vittoriosa di<br />

b.MasIamah.r<br />

to da Mu'àwi<br />

aiutato poi A<br />

man b. Rabi'a<br />

schiere kulan<br />

I Greci invadono la Siria, i<br />

ma sono respinti via<br />

dalla rioccupata (?) Qin- 1<br />

nasrin. i<br />

|<br />

Sede monoiisita di<br />

Takrit.<br />

Persecuzioni politiche<br />

e fiscali dei Cristiani<br />

nestorìani.<br />

Id. id.


I<br />

SETTENTKIONALE<br />

Idzarbaygàn, Gibàl,<br />

Khuràsan, ecc.<br />

lasrensi avanzano nelran,<br />

o altipiano della<br />

rsia,<br />

ì iniziano la conquista,<br />

PERSIA<br />

ipagna di 'Abdallah b.<br />

nir nel Kh aràsan e di<br />

Almaf nel Tukhària<br />

n e poi contro l'ultima<br />

;i3tenza organizzata da<br />

izdajiird nell'I riin.<br />

tquistadel Gurgan edel<br />

abiiristàn.<br />

dizioni ili 'Abd al-ralian<br />

b. Rabi'ah nell'aj-<br />

ftb, e di Sa'id b. al-'A.<<br />

n-<br />

H'A dz àr b a y C' a n , M<br />

i n e < i i 1 a n<br />

itinua 1<br />

.<br />

SCERIDIONALB<br />

(Khuzistàn, Fàris, Karman.<br />

Matran, ecc.'<br />

Presa di Gur e sottomissio-<br />

ne iniziale del K a r m iv n<br />

e del S i g i 8 1 à n<br />

Viaggio di esplorazione di<br />

Hukavm b. Gabalab nel<br />

Hind.'<br />

Fuga di Yazdagird pel Fàris<br />

e pel K;u-màn.<br />

.<br />

1<br />

ASIA MINORE<br />

e<br />

BISANZIO<br />

I Snfyàn b. 'Awf contro<br />

I<br />

I tro<br />

Mar'as.<br />

Costante muove cou-<br />

il ribelle Pasagnate.<br />

L'imperatore Costante<br />

contro i ribelli<br />

Armeni.<br />

Gli Arabi devastano<br />

Creta (?).<br />

EGITTO<br />

e<br />

NTJBIA<br />

MAOHRIB:<br />

AFRICA<br />

e<br />

SPAGNA<br />

Eclissi totale di<br />

sole nella Spagna.<br />

ITALIA<br />

Concilio di Roma<br />

contro il<br />

Monotheletismo.


29<br />

30<br />

31<br />

32<br />

><br />

W<br />

ARABIA SIRIA<br />

'Uthmàn amplia la moschea<br />

madiuese - introduce innovazioni<br />

nelle cerimonie ri-<br />

tuali del pellegrinaggio.<br />

Perde il sigillo del Profeta in<br />

Bir Aris.<br />

Compilazione ufficiale del<br />

r'àn.<br />

Qu-<br />

Altre innovazioni rituali del<br />

Califfo.<br />

Giovanni e Teodoro patriarchi<br />

monofisiti di<br />

Antiochia.<br />

Mu'àwiyah espugna Aradns.<br />

Negoziati di pace o tregua<br />

di tre anni fra Mu-<br />

'àwiyah e Procopio.<br />

Malumori contro il go<br />

verno:<br />

4J? Dzari-.<br />

bando di abù<br />

Teodoro patriarca monouofisita<br />

in Antiochia.<br />

MESOPOTAMIA<br />

AL-GAZiRAH<br />

'IRAQ ARMENI,<br />

abu Musa al-As'ari,<br />

governatore di al-<br />

Basrah, deposto e sostituì<br />

tocou 'Abdallah<br />

1>. "Apim-.<br />

)<br />

n<br />

Immigrazioni di tribù<br />

o T^o liii H ili li>-.>'\f..<br />

Malumore contro il go-<br />

.- J 'TT. 1 — __<br />

Dissidio relieic'<br />

y-» . ."<br />

arabe dellestirpiMu<br />

dar e Rabi'ah, favo<br />

rite da Mu'àwij'ah.<br />

Ciriaco patriarca mo<br />

nofisita in Edessa.<br />

verno di 'Utjiman.<br />

Deposizione di al-Walid<br />

b. 'Uqbah; sostituito<br />

da Sa'id b. al-<br />

'As.<br />

Permuta di fondi tra<br />

gli abitanti d'Arabia<br />

e gli immigrati<br />

'iraqensi.<br />

Greci e Armei<br />

Rivolta di Pasag i<br />

o Teodoro il ] :<br />

nida, contro Bn<br />

zio e d"accordcl(<br />

gli Arabi.<br />

Spedizione del biz<br />

tino Mauriano ft,<br />

to da Habib b. ìt'<br />

lamah.<br />

Nuove incursioni ai<br />

be e bizantine: H<br />

mazasp e Musex<br />

capo della resist«n;<br />

armena.


. .<br />

SETTEKTRIONALE<br />

Àdzarbaygàn, Gibàl,<br />

Khuiàsàu, ecc.<br />

PERSIA<br />

ìtERIDIONALE<br />

(Khuzistàn, Fàris, Karman.<br />

Makvan, ecc.i<br />

iasrensi avanzano nel- Presa di Gur e sottomissioràn,<br />

o altipiano della ne iniziale del Karman<br />

Lrsia, e del Sigistàn<br />

e iniziano la conquista,<br />

apagna di 'Abdallah b.<br />

mir nel Khuràsàn e di<br />

-Ahnat' nel Tukhàriiin<br />

e poi contro l'ultima<br />

sistenza organizzata da<br />

azdagird nell'Iran,<br />

iiquistadel Gurgàn edel<br />

labàristàn.<br />

dizioni di 'Abd al-raliàn<br />

b. Rabi'ah uell'ajàbi.<br />

e di Sa'id 1). al-'As<br />

ìU'Adzàrbayiiàn, M nàn<br />

e (; ì 1 àn<br />

itinua l'avanzata di 'Aballah<br />

b. 'Amir nel Khuàsàn.<br />

ga e morte del re Yazda-<br />

ird.<br />

lAhnaf h. Qays prende<br />

larwarrudz, conquista Tà-<br />

Iqàn, al-Fariyàb, Balkh,<br />

laràt, ecc., compiendo la<br />

azzia predatrice di tutto<br />

( Kh u r a s a n<br />

iBurrezione di Persiani e<br />

uirchi, repressa da 'AbdllaL<br />

b. Khàzira.<br />

hiifani e Sirii nell'Adzarlaygàn.<br />

[li Arabi di 'Abd al-rahmàn<br />

|). Rabi'ali massacrati con<br />

mi dai Turchi a Balangar<br />

iell'al-Bàb.<br />

li<br />

Viaggio di espjoiazione di<br />

Hukavm b. Gabalah nel<br />

Hind."<br />

Fuga di Yazdagird pel Fàris<br />

e pel Karman.<br />

ASIA MINORE<br />

e<br />

BISANZIO<br />

Sufyàn b. 'Awf contro<br />

Mar'as.<br />

Costante muove contro<br />

il ribelle Pasagnate.<br />

L'imperatore Costante<br />

contro i ribelli<br />

Armeni.<br />

Gli Arabi devastano<br />

Creta f?l.<br />

Incursione di Mu'àwiyah<br />

contro al-ilassisah<br />

e Darawliyyah.<br />

Pioggia di cenere.<br />

Morte di Paolo, ed elezione<br />

di Pirro, vescovi<br />

di Costantino-<br />

poli.<br />

Spedizione terrestre e<br />

marittima di Mn'awiyah<br />

contro Costantinopoli.<br />

Seconda spedizione di<br />

Cipro (Vi.<br />

Spedizione di Rodi.<br />

i<br />

EGITTO<br />

e<br />

NTJBIA<br />

Gbazwali al-asàwid<br />

e battaglia di<br />

Dunqulab.<br />

Patto tra Arabi e Nubiani.<br />

Spedizione contro gli<br />

al-Habasah.<br />

MAGBRIB:<br />

APRICA<br />

e<br />

SPAGNA<br />

Eclissi totale di<br />

sole nella Spagna.<br />

ITALIA<br />

Concilio di Roma<br />

contro il<br />

Monotheleti-<br />

Prima (Rispedizione<br />

araba<br />

contro la costa<br />

della Si-<br />

cilia.<br />

Deposizione di<br />

papa Martino.<br />

Morte di Rodoaldo,<br />

ed elezione<br />

di Ariberto.<br />

VI


TABELLA SINTETICA DEI RA6GDA6LI CRONOLOGICI<br />

RELATIVI ALLA CONQUISTA ARABA DELLA PERSIA<br />

NEGLI ANNI 16.-32. H.<br />

estratta dai voli. IV-VII degli <strong>Annali</strong> <strong>dell'Islam</strong>


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CORREZIONI ED AGGIUNTE<br />

Pattina 4. liuea 1!». jHorovitz] « Na'tJ^ial > aigrnìfica<br />

in questo luogu < dalla barba lunga > .sinonimo<br />

in arabo di «stupido-.<br />

5, § 4, lin. 10. [Lammens]. E probabile che, per<br />

assicurarsi la pace all' interno e disarmare<br />

l'opposizione contro di sé, 'Umar fosse forzato<br />

a dare alcune Ciiriclie agli Dmayyadi.<br />

Non è nemmeno esclusa la possibilità che<br />

fra 'Umar ed abiì Sufvàn esi.stesse un vero<br />

accordo segreto: in questo modo si spiega<br />

meglio come 'Umar non abbia mai tentato<br />

di deporre Mu'àwiyah dal governo della Siria.<br />

9, *s 15 in tìne [Horovitzl si cancelli (versione in-<br />

cartai. La versione è corretta. Si vuol dire:<br />

Voi avrete la kbutliah, quale deve essere<br />

t . Cfr. S "•<br />

14, § 22, terz' ultima lin. (HorovitzJ si ca»icelit (ver-<br />

sione incerta;. • La khutbah verrà a voi<br />

come si conviene». Cfr. § 15.<br />

16. ultima linea 0(/y«H?j^j: Si cfr. anche Maqrizi<br />

-Ni za'. 32. lin. IS-^W, lin. 7: 89, lin. l:ì-42,<br />

liu. !•.<br />

17. lin. 7. Il Lammens, nel suti lavoro su Fàtiraali >/•'«<br />

tinta et Its fille» de Mahoimt [Scripta Pontif<br />

Inatitiiti Biblici, Romuc i;U21 pone in ri-<br />

lievo Ipag. 17-18| il fatto singolare come di<br />

Kuqayyah la tradizione (accia grandi elogi per<br />

la sua bellezza tìsica, ed ignori invece questo<br />

particolare nel casodiFàtimah.La quale dunque<br />

-sarebbe stato assai meno attraente.<br />

19, lin. •) agy. al-Miqdiì


(')1{KI:/-IUM Kl.) AtiiilUNTE<br />

51, Ini. ^


338,<br />

339,<br />

339,<br />

339,<br />

342,<br />

34S,<br />

345,<br />

346,<br />

350,<br />

354,<br />

358,<br />

359,<br />

362,<br />

364.<br />

365,<br />

388, lin. 1 e segg. All'aneddoto dell'anello perduto da<br />

'Utjirann, ed alla divisione del suo califfato<br />

389,<br />

393, » 188, lin. U dal basso corr. Cose siffatte... ecc....<br />

395,<br />

397.<br />

406,<br />

417,<br />

428,<br />

441,<br />

441,<br />

452.<br />

454.<br />

457,<br />

460<br />

§ lOH, lin. uh core. '27 /. IT<br />

§ U'J, lin. 1 corr. Sabbah /. Salibali<br />

§ 11-2, lin. 2 corr. Sa'bi /. .'^abi<br />

§ 11'2, verso 4 corr. kafù l. kat'fiì<br />

§ liti. lin. 1 corr. Sabbah /. Sabbali<br />

§ U!'. lin. :> corr. Aliali /. Aglali<br />

§ 122, lin.<br />

:-$ c&rr. Sabbali /. Sabbah<br />


24. a. H.<br />

7 Novembre 84:4—27' Ottobre e4o


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24. a. H.<br />

ARABIA. — Proclamazione del Califfo Uthmàn.<br />

§ 1. — 11 t^rande disordiue nel breve periodo in cui l'impero rimase<br />

senza capo e la coincidenza che la morte di Umar avvenisse poco prima<br />

della fine dell'anno, spiegano come vi sia tanta incertezza sulla data pre-<br />

cisa della proclamazione di Utjimàn, tra gli ultimi di Dzii-1-Higgali del 23.<br />

o i primi di Muharram del 24. H. (cfi-. 23. a. H., i?§ 13-2-146).<br />

Ciò può anche essere indiziti che l'elezione non sia rimasta senza con-<br />

trasti e che fra la designazione e la proclamazione pubblica passasse un<br />

po' di tempo, quello necessario a sedare molti malumori e dissensi, ad esplo-<br />

rare lo stato generale degli animi, a convincere le opposizioni ed a com-<br />

pensare le ambizioni deluse.<br />

In un pas.so precedente (cfr. 23. a. H.. §§ 73-76) noi abbiamo già rile-<br />

vato come l'elezione del Califfo avvenisse con un procedimento a due gradi,<br />

vale a dire che la celebre sur a non fosse altro che la Commissione, la<br />

quale aveva il compito di scegliere il candi-lato e che la bay ah, o pro-<br />

clamazione pul>blica, fosse la vera e propria elezione, perchè soltanto il<br />

popolo riunito elegge\ a il suo sovrano. 8i comprende perciò come le fonti<br />

siano incerte e contradittorie tanto nella cronologia che nei particolari.<br />

Abbiamo menzione di una proc/amaz/one avvenuta vari giorni prima della<br />

presa di possesso. La notizia è di colore oscuro e lascia intravedere come,<br />

nonostante il silenzio delle fonti, i ((mtrasti continua.ssero anche dopo la<br />

proclamazione pubblica e che questa fos.se in realtà tuttaltro che unanime.<br />

La minoiaiiza oppositrice non aveva voluto piegare il capo alb* decisioni<br />

della maggioranza, ed aveva continuato l'agitazione. Chissà quali e quanti<br />

intrighi, quali e quante trattative ed accomodamenti sono nascosti dietro<br />

le poche e fredde parole delle tradizioni che diamo nei seguenti paragrafi.<br />

3.


24. a. H.<br />

[ARABIA. Proclamazione<br />

del Califfo<br />

Uthmàn.]<br />

1, 2. 24. a. H.<br />

Le difficoltà politiche del momento erano grandi, ma purtroppo la per-<br />

.sona di 'Uthmàn doveva accrescerle ancora in modo tutto particolare. Quando<br />

tratteremo delle varie fasi della biografia del terzo Califfo, dimostreremo<br />

t'ome egli fosse inadatto all'ufficio supremo di sovrano in uno stato di cosi<br />

difficile e stentata coesione. 'Uthmàn non aveva alcuna preparazione p(v<br />

litica (cfr. §§<br />

lo, 22). Egli era sempre vissuto lungi da ogni attività sia<br />

militare che amministrativa. Teneva molto a vestii- bene, a tingersi la<br />

barba, a nascondere la calvizia e si vuole persino che si legasse i denti<br />

con montature d'oro (Sprenger, Leb. Muh., 1, 413-414). Egli non aveva<br />

ambizioni, non cupidigia di potere e di dominio. Era per natura disposto<br />

a trascurare le cose; invece di imporre agli affari una linea di svolgimento<br />

da lui ideata e voluta, per naturale mollezza, li ablmndonava al loro corso<br />

fortuito, aperto alla invadenza ed all'arbitrio dei più forti e dei più audaci.<br />

Così si lasciò prendere le redini del governo dagli amici più intimi, tutti<br />

Quray.s di Makkah e. pur rimanendo personalmente onesto, permise agli<br />

amici e congiunti di dilapidare le rendite dello Stato. La sua debolezza<br />

divenne poi con il tempo viltà ed i suoi nemici lo chiamarono per ischerno<br />

N a '<br />

tjh a 1 , o iena, appunto perchè la iena era ritenuta dagli Arabi il più<br />

vile degli animali selvatici (cfi-. Damiri, II, 66, lin. 6: 290. lin. 18).<br />

§ 2. — Sarebbe, io credo, opera vana e sterile voler fissare con pre-<br />

cisione i fatti veramente storici dell'elezione di 'Uthmàn :<br />

forse<br />

nemmeno<br />

i presenti poterono conoscere tutto l' intreccio complicato d' intrighi, che<br />

vennero tra loro in conflitto in Madinah, nel periodo tra l'assassinio di<br />

'Umar e l'elezione di 'Utlimàn. Vi furono due campi di lotta e intrighi:<br />

l'uno fi-a i componenti il Consiglio dei Grandi Elettori, la Sur a delle<br />

nostre fonti, perchè ognuno di essi era più che elettore, un candidato al<br />

sommo potere; l'altro fuori della ristretta cerchia della Sur a nella grande<br />

comunità islamica, rappresentata dalla popolazione fissata in Madinah.<br />

Diciamo subito che nel 23.-24. H., lungi da Madinah e da Makkah<br />

non esistevano partiti in favore di chicchessia dei candidati :<br />

alle guar-<br />

nigioni dei campi militari, composte per la maggior parte di Arabi clie<br />

niun rapporto avevano avuto con gli aspiranti-candidati, era del tutto in-<br />

differente quale dei cinque o sei pretendenti arrivasse al potere. L' inte-<br />

resse era puramente locale, e fra persone, che la grandissima maggioranza<br />

dei Musulmani considerava come membri di una stessa stirpe, i Qurays :<br />

e allora tra le milizie fuori d'Arabia regna \a il sentimento: perchè affan-<br />

narsi per queste ambizioncelle di famiglia? L'uno valeva l'altro.<br />

Non così ragionavano quelli direttamente interessati! S'impone un<br />

breve esame delle fòrze interne locali fi-a loro in contrasto, per compren-<br />

4.


24. a. H. §§ 2-1-<br />

ilere che cosa avvenisse in Madinali in quelle gioi-nato memorande della<br />

Une dell'anno 23. H.<br />

§ 3. — Tra loro erano in conflitto in Madìnah dne aggruppamenti,<br />

molto impari in numero e in forza. Da una parte erano tutti i |)iii vecchi<br />

e fidati Compagni (iel Profeta, tanto Emigrati che Madinesi, una turl)a<br />

Hucora abbastanza numerosa se nel novero includiamo tutti i consanguinei<br />

« congiunti i' la nuova generazione dei loro figli. Per numero, anzianità<br />

di fede e benemerenze islamiche questo gruppo avrebbe dovuto avere in<br />

mano tutto il potere, ma purtroppo mancava d'ogni unità, mancava di capi,<br />

uiancava di ingegno, di energia, di tutto. 1 maggiori Com}iagni erano<br />

dilaniati da vivissime scambievoli gelosie, rese più amare ed acute dalla<br />

lousapc^vole impotenza di ognuno: nella massa su cui poggiavano, princi-<br />

palmente madinesi, regnava l'apatia<br />

«• l' indifferenza. L Madinesi, vistisi<br />

i'sclusi sistematicamente da ogni pai'tecipazione al potere, non vedevano<br />

ancora vemna ragione d'agitarsi per l'uno piuttosto che per l'altro candi-<br />

dato. 'Umar era inviso agli Ansar (Madinesi), pei'chè da lui trattati sempre<br />

i(m ostilità e disprezzo e a disegno tenuti lontani da tutti gli uffici; ma<br />

l'assa-ssinio fu opera di un piccolo gruppo di sconsigliati, che non aveva<br />

diramazioni nel popolo madinese o fuori. I legami più forti, che si forma-<br />

rono tra 'Ali e gli Ansar, vennero stretti durante il califfato di Utjimàii<br />

e pre.sero la forma quasi d'un contratto bilaterale, come diremo a suo tempo.<br />

Nell'anno 23. H. gli Ansar erano quasi indifferenti sul candidato; tanto<br />

è vero che l'ordine pubttlico e la sicurezza dei membri della Sura, fu-<br />

rono garantiti da un corpo di volontai-i madinesi.<br />

§ 4. — Di fronte a (juesto aggruppamento amorfo, senza anima, senza<br />

ti'df li senza ca'pi. era l'altro giuppo tt partito che aveva dalla parte sua tutti i<br />

mezzi morali e materiali, che dovevano assicurargli la vittoria sugli altri. I(.^u-<br />

rays, e più precisamente gli Umayyah (o.ssia in altre parole l'aristocrazia com-<br />

merciale makkana, unitasi a malincuore a Maometto dopo la conqui.sta di<br />

.\[akkah) si erano in certo modo, grazie al hjro ingegno, all'ardire, alla ric-<br />

chezza, ed all'appoggio del Califfo 'Tmar, impadnmiti della cosa pul)blica.<br />

'Umar, makkauo plebeo, può aver favorito gli Umayyah per « snobismo », ma<br />

è anche certo che in essi riconobbe qualità che altri non avevano e li trovò<br />

utili a lortifìcare la comunità musulmana (ri'r. Corr. ed Agg. a questo vo-<br />

lume). Essi occupavano i principali uffici dello Stato e se il carattere imperioso<br />

• li L'mar li teneva a bada, avevano disposto le cose in modo da garantii-si<br />

il godimento dei benefìci acquistati anche dopo la .scomparsa del Califfo.<br />

Cenasi tutte le provincie erano in mano loro, o di chi simj)atizzava con essi:<br />

abù Musa al-A.s'ari (al-Basrah), ed al-Mugliirah b. Su'bah ('al-Kùfahj erano<br />

24. a. H.<br />

ARABIA.- Proclamazione<br />

del Califfo<br />

Uthmàn.ì


s, .. 5. 24. a. H.<br />

24. .. H. in simpatia o.ii i QurayA: -Auir b. al-'As (Egitto) se forse non amava ingo-<br />

ARABIA. - Procia-<br />

^^^^^^ upiavvadi udl.' SUO faccende, era ostile agli altri grandi Compagni.<br />

mazìono d6l Ca- * •<br />

• • *<br />

i. i*<br />

liffo -uthmàn.i yiria. Palestina e Mesopotainia erano m mani sicuramente ninavvadi.<br />

Contro una rete cosi salda d'interessi, diretta da un uomo navigato<br />

imI astuti.


24. a., n. §§ 5.9.<br />

suo prevalessero non quelle piccole ragioni o interessi personali dei can- ^4. a. h.<br />

(lidatù ma una chiara visione di ciò che esisteva e dominava nel grandi- mazione dei Camondo<br />

islamico, tiiori della Siira, e fuori della stessa Madinah. "«o uthmàn.]<br />

La stii'pe Umayj'ah costituiva il nucleo omogeneo più forte in senoall'ini-<br />

pero: tutto il resto era un aggregato fortuito di unità facilmente dissociabili.<br />

Questa stirpe non avrebbe tollerato che alcun'altro fosse eletto, e le con-<br />

seguenze di una scelta divei'sa sarebbero state incalcolabili. Abd al-rahmàn<br />

non ebbe altra, via di uscita, e sia per propria iniziativa, sia per accordo<br />

«on gli Umayyah. di tutti i mali scelse il minoro e nominò 'Utjimàn, il<br />

(|uale forse [)ersonalmente non aspirava alle opprimenti responsa})ilità del<br />

potere, ma vi era sospinto dalla volontà dei suoi consanguinei Umayyah.<br />

§ 6. — libn Sa'd, da al-Wàqidi, con due isnàd diversi). 'Ut^imàn<br />

h. Attan venne proclamato Califfo il lunedì, quando mancava ancora un<br />

giorno di Dzu-1-Higgah del 23. H., ed entrò in ufficio (*) nel Muharram del<br />

2L H. (Tabari. I. 2799).<br />

Cfi-. Khamis. II. 384; Dzahabi Paris, I, fol. 148.a.<br />

Secondo abù-1-Fidà. fu proclamato il 3 ^fuharram del 24. H. (A bui-<br />

feda. I, 258 1.<br />

Secondo abù-1-Farag: quando rimanevano due notti di Dzù-1-Higgah<br />


« M...<br />

24. a. H.<br />

24. a. H. •,.,,11 Ml-.uaf. n anno della perdita di saugut-, penh.'' in c|Ufiranno tale<br />

mtziLdTc;' n.alattia tn molto diltusa fra la gente (Tahari. f. 279'..,.<br />

liHo uthmàn. ( 'fv. A t U i r . HI. 'W: Dzalial)i Fari.s, 1, tol. 14.),r.<br />

8 10. — (Sayi' b. Uniar, da Khulayd b. Dzafàrali e da altri j. 'Utliniàn<br />

.sncce.sse nel (.alittato. allorché erano passati tre giorni di Muharram del-<br />

l'anno 24. H. Quando ni pre.sentò nella moschea, dires.si- la preghiera del<br />

pomeriggio, e spedì messi nelle provincie pei- annunziare la sua venuta<br />

al potere ('). Egli fu il primo che inauguiasse siffatto uso, che dopo di lui<br />

divenne consuetudine fissa e costante (T a bari. T. 2799-2800.<br />

• Cfr. Athir. Ili, 61.<br />

Nota 1. — In una tradizione di Savi' b. 'Umar da Miiliainniad, e da altri) abbiamo il preteso<br />

testo delle quattro circolari diverse diramale da 'Utjimàn : una ai governatori 'ii m mal), una ai comandanti<br />

dei campi fortificati (uniarS al-agnad;, una a^li esattoli dello imposte fummàl al-kharàgi,<br />

ed una infine al popolo in generale (al-'ammahi. Le quattro diverse circolari, il testo delle quali<br />

è lecito ritenere come apocrifo, contengono soltanto raccomandazioni morali e religiose, ordini di osser-<br />

vare con coscienza i patti conclusi con i popoli soggetti, di non opprimere o commetteie ingiustizie,<br />

di non esigere da quelli che pagavano i tributi, se non quanto era giusto e conforme ai patti della<br />

resa, ecc. (Tabari, I, 2802-28(J4).<br />

§ 11^ — (a) Secondo al-Mas'ùdi. la ]noclamazione avvenne il venerdì,<br />

luna nuova di Muharram, o quando rimaneva una notte (29) di Dzù-1-<br />

Higgah dell'anno 23. H. ; e fu ucciso il 12 Dzù-l-Higgah dell'anno 35. H.<br />

(Mas'udi, IV, 250-261 J.<br />

(b) Secondo al-Nawawi, nel giorno della luna nuova di Muharram del<br />

24. II., oppure il .sabato tre giorni dopo sepolto 'limar (Nawawi, 410j.<br />

(e) 'Uthuiàn aveva 69 anni (Qutaybah, 97) [M.J.<br />

§ 12. - 'Uthmàn b. 'Atìàn b. abi-l-'As b. Umayj-ah b. 'Abd Sams, che ebbe<br />

per madre Umayyah bint Kubarà b. Ral)i'ali. fu nominato califfo tre giorni dopo<br />

l'uccisione di 'Umar, sulla fine del Dzu-l-Higgah. Il califfato cominciò con la<br />

luna nuova del Muharram dell'anno 24. H. Questo fii nell'anuo 24" del regno<br />

di P:raclio. 'Uthmàn fu Calitfo 12 anni (B:utychius, 27, Un. 18-21) [M.]. .<br />

§ 13. — (Sayf b. 'Umar, da Badr b. 'Uthmàn, da suo zio paterno). Appena<br />

fu eletto, 'Uthmàn salì sul pulpito del Profeta nella moschea e dopo<br />

le formule d'uso, arringò i fedeli, rammentando ad essi la natura precaria<br />

della loro esistenza ed invitando tutti i presenti a proseguire il loro cam-<br />

mino nella vita, cercando di fare il bene con tutti i mezzi a loro dispo-<br />

sizione. Terminata la predica, la gente si affrettò a fare omaggio al nuovo<br />

Califfo (Tabari, I, 2800-2801).<br />

Cfr. Athir. III, 61.<br />

§ 14. — (al-Ya'qùbi). Secondo una tradizione, 'Uthmàn usci la notte<br />

di quel giorno che fu proclamato Califfo a far la preghiera dell' '<br />

i s à- a 1 -<br />

àkhirah, avendo davanti un cero (sam'ah). L'incontrò al-Miqdàd b.<br />

8.


Ami-, e disse: «Che iniiuvazic'in' 1<br />

24. a. H. ^ 14-Ui.<br />

'<br />

1» i d<br />

a<br />

hi è lock'sta? » (' i ( Y a '<br />

(i u b i, 11,<br />

24. a. H.<br />

ARABIA. - Procla-<br />

18*, lui. lu-18) (M.J. mazione del Ca-<br />

Nota 1. — La fonte si'ita. alla i)uale dobbiamo la notizia, t'oute ostilissinia al Califfo Uthman, ''<br />

mira a«l insinuare rome sin dal primo giorno 'Ctjimàn si affrettasse ad introdurre novità, abbandonando<br />

le ronsuetndini dei suoi predecessori. Fu questo uno dei principali capi d'accusa contro il vegliardo alla<br />

vigilia della sua uccisione, fu la scusa con la quale i difensori dei regicidi tentarono scusare il delitto.<br />

Si noti lo spirito Ciisuistico semitico die pone importanza a queste inezie rituali. E da presumersi<br />

pero clie in Madinah non regna.sse ancora uno spirito tanto gretto, e che l'episodio rispecchi condi-<br />

zioni morali d'età più moderna: malevoli tradizionisti hanno attribuito ad 'Uthmàn innovazioni di tempi<br />

posteriori.<br />

Avremo occasione di esporre più avanti la vera natura dell'opposizione ad 'Utjimàn, e di stabilire<br />

che i tradizionisti o per ignoranza o per premeditato travisamento hanno ignorato le vere, grandi cause,<br />

che piirtiirono |i


. „ 24. a. H.<br />


24. a. H. §§ 16, 17.<br />

consideraroni) non come nert'otti e legittimi (Ictt'iituri del potc-re supremo. 24. a. H.<br />

, , . ,• •<br />

, ,• ARABIA. - Procla-<br />

,<br />

o almeno riconobbero che molti non li consideravano per tali; onde per non mazione dei Ca-<br />

«lestare opposizioni. gelo.sie e contrasti troppo tieri. si piegarono ad agire ''^° uthman.<br />

come se riconoscessero la irregolarità, la illegalità della loro investitura.<br />

Questo fatto, questo sentimento generale che dominava nella coscienza dei<br />

fedeli in Madiiiah si rispecchia netta, limpida e precisa, nella tradizione<br />

che atì'erma avere abiì Bakr ed l'inar tatto u.so ncm del gradino del Pro-<br />

feta, ma di quelli infeiiori. Per tali considerazioni la tradizione muta di<br />

valore intrinseco: non è più la memoria preci.sa d'un liitto materiah^ av-<br />

venuto, ma è l'espres-sione d"un sentimento publiiico trasformato in una<br />

questione di rito o cerimoniale.<br />

§ 17. — È chiaro cioè che non ha xcriina importanza se abù Bakr ed<br />

Limar sHde.s.sero veramente sui gradini inferiori, o sul seggio stesso del Pro-<br />

feta, ma è importantissimo per contro il fatto che, mentre abù Bakr ed 'Umar<br />

si ritennero e tiinmo considerati come investiti del potere in via provvi-<br />

.soria e (piasi irregolare, Utjimàn fu considerato invece e si considerò egli<br />

stes.so veld e icgolare e legale successore del Profeta con tutte le norme<br />

e formalità richieste. Si osservi come la tradizione nel dare la notizia non<br />

porga alcuna spiegazione del fatto, e nemmeno, come suol fare in casi<br />

simili, mette in bocca ai personaggi storici tino scambio d'idee che si-<br />

gnifi


§4 17, IH. ^^' ^' *'•<br />

24. a H. apparenza pure in.signilìcant«, ma invece ansai im])ortante. che Uthman<br />

Prodamazion*<br />

del CaliMo<br />

uihman.i<br />

j.^^^^^ jj ^^^^^ Califfi» a diramare una lettera -circolare ai governatori, annun-<br />

r<br />

• • t i . • • -t- i - i.<br />

/iando la sua elezione e impartendo ordini ed istruzioni. Uthman .sali<br />

(ARABIA. -<br />

quindi sul minbar, considerando questo come il trono d'un .sovrano e<br />

salì con la coscienza di essere il primo sovrano regolare e legale <strong>dell'Islam</strong><br />

ed investito di tutti i pieni poteri, di cui aveva goduto il Profeta.<br />

. Tali considerazioni gettano anche luce su quanto avvenne poi .sotto<br />

il reo-no di 'Utliman e rischiarano un altro motivo dei conflitti posteriori.<br />

Utjimàn si ritenne in tutto il successore di Maometto: onde, conside-<br />

randosi investito di autorità presso che eguale al Profeta, non esitò di<br />

introdurre modificazioni nei riti e nelle consuetudini antiche, quando ciò<br />

gli parve o utile o necessario. Così liberamente non agirono i suoi predecessori,<br />

perchè non si ritennero regolarmente investiti del potere: Ut^màn<br />

su questo punto non ebbe dubbi di .sorta. Più tardi siffatti rapporti non<br />

fui'(mo più compresi o considerati, e 'Uthman divenne bersaglio alle accu.se<br />

di novità.<br />

Dall'insieme di quanto si è detto risulta anche indirettamente quanto<br />

diversa apparisse ai contemporanei di Maometto la funzione ed il signi-<br />

ficato del Profeta da quello che prevalse di poi nella coscienza dei Mu-<br />

sulmani.<br />

§ 18. — [a) (L'autore degli ai-Fu tùh, da Khulavd b. Zufar e da Mu-<br />

gàlid). 'Utjimàn fu eletto Califfo il 3 Muharram dell'anno 24. H., nell'ora tra<br />

le due preghiere. Egli elevò subito la pensione delle genti di cento d ir ha m<br />

l'una, e fu il primo a farlo (ofì'. più avanti §§ 66-67). Egli permise inoltre<br />

agli abitanti degli al-Amsàr (campi militari) di mandare a lui amba-<br />

scerie: anche questa fu concessione nuova data per il primo da 'Utjimàn,<br />

il quale anche per il primo concesse ai medesimi (amsàr) alcuni benefici.<br />

(6) (Id., da 'Asim b. Sulaymàn. da al-Sa'bi). 'Uthman divenne Califfo il<br />

;J di Muharram dell'anno 24. H. Egli uscì e fece la preghiera con la gente<br />

all'ora dell'' a sr, elevò le pensioni e permise l'invio di ambascerie, che<br />

divenne di poi consuetudine regolare.<br />

(e) (Id., da 'Amr, da al-Sa'bi). La gente della Siira si accordò su Utjimàn<br />

il 3 di Muharram, allorché l'ora della preghiera al-'asr era già scoccata,<br />

ed il muadzdzin Suhayb aveva già annunziata la preghiera: si accor-<br />

darono precisamente tra l'adzàu e la iqàmali. Allora 'Utjimàn uscì,<br />

pregò, ecc. (come sopra).<br />

id) (al-Payd b.Muhammad b.'Avvf b.'Abdallali b.'Utbah). 'Uthman tenne<br />

una khutbah alla gente dopo che l'avevano proclamato Califfo, e disse:<br />

« Io ho ottenuto a sufficienza (quanto mi occorreva?), ed accetto il potere.<br />

12.


24. a. H. §§ 18-20.<br />

«Voi dovete ehiedermi. dopo die lio seguito il Qiir;ui e la su un a li. ^4. a h.<br />

altre tre<br />

/-,..,-,,, ,<br />

cose. < ice che io debba .seguire<br />

, , -, ,<br />

coloro che mi lianno preceduto<br />

ARABIA. - Procla-<br />

mazione dei Ca-<br />

V in ciò in cui voi siete d'accordo, ed in ciò che voi ritenete conforme ''"° 'Uthman.;<br />

« alla con.suetudine ed è osservato dai buoni, in «|uanto voi non vi distac-<br />

« cate dalla maggioranza (?? versione incerta). Inoltre che io vi debba<br />

« la.sciare in pace tinche voi non rendete necessaria la pena, perchè il<br />

« mondo è benevolo fverso di voi) e gli uomini commettono colpe e molti<br />

« si lasciano attirale dal mondo. Non vi fidate del mondo, perchè non è<br />

« degno di fiducia, e sappiate ciie il mondo la.scia in pace soltanto quelli<br />

« che lo lasciano in j)ace (manca la terza co.sa chiesta da 'Utjimàn) »<br />

fKitàb al-Tamhid. M8. Cairo, pag. 21) (mia copia, pag. 51) [H.].<br />

§ 19. — [a) Di.sse al-Nadr b. al-HàritJi al-8ahmi:<br />

tli O 'Uliaydallah


«f.Hv..5. 24. a. H.<br />

24. a. H. sul casi, ili al-II\irimi/.àii. K^li alloia si alzò e disse (alle genti;: « Vi sono<br />

(ARABIA. -<br />

Proci.-<br />

^ umili. -le ili Uccidere, e li ma in deve aver cura di mandare a morte<br />

iiMo Uthmàn.i ., Inniirida. il malfattore, ^di atti flel quale producono danno, più che non<br />

. lo rami., il padre, i figli, i ti-atelli e congiunti fdeiruccisoj. Quello che<br />

o si fa per ..dio viene smorzato (??): se lo vogliono, (i congiunti deirucciso)<br />

«possono ahhand.uiare la causa, o vendere il riscatto, oppure uccidere (il<br />

« colpevole). L" i m a m ha soltanto da prestare aiuto e da tenere in . arcere<br />

« il malfattore >.<br />

In .seguito a questo egli rilascit) Ubaydallali ad al-Tinrmuzàn i? testo<br />

corrotto ed oscuro; (Kit ab al-Tamlnd. MS. Caiio. pag. 20) (copia mia,<br />

pag. ÓO) [FIJ.<br />

§ 21. — ^Sayf. da al-Qasim b. Muliammad. da Awn li. 'Abdallah<br />

'LJtbabl. Utjimàn recitò una kb ut bali appena eletto, e disse: «Io sono<br />

« il terzo Califfo: il mondo è oggetto di vivo desiderio, ma non ve ne<br />

«fidate» (T a bari. I. 3068. lin. 13-3059, lin. 3) fM.].<br />

§ 22. — (Muliammad b. Umar. da Ismà'il b. Ibràliim b. Abd alrahmàn<br />

b. Abdallah b. abi Eabì'ah al-Makhzumi. dal padrei. Quando<br />

'Utbman fu proclamato Califfo, uscì in pubblico, e fece un'arringa, in cui<br />

di.sse: «0 uomini, il primo markab è difficile. Ma dopo oggi verranno<br />

«altri giorni, e se io vivrò, la khutbah scenderà da sé tra voi (senso<br />

«oscuro). Noi non siamo stati khutabà-. Iddio ci istruirà » (') (Sa ad.<br />

lil, 1, 43, lin. 3-7) [M.].<br />

Nota 1. — 11 testo par che voglia dire: 'Uthinàii non era oratore e non aveva l'abitudine di par-<br />

livre in pubblico. Egli quindi chiese di essere iscnsato assicurando i suoi uditori, che con l'esperienza<br />

avrebbe acquistato maggiore facilità di parola. Queste parole confermano quanto riferisce al-Ya'qijlii<br />

(cfr. § 15i con spirito molto più malevolo. Viene cosi alla luce il fatto che Tthman non avesse alcuna<br />

preparazione di vita pubblica per raltissimo ufficio al quale era staio chiamato. E anche probabile che<br />

egli non aspirasse nemmeno al califfato, ma che TulBcio gli venisse imposto per ragioni di partito, per<br />

volontà di quelli (i Qurays, o Umayyahi, che volevano valersi di lui per i loro secondi tini di lucro<br />

e d' imperio.<br />

§ 23. ^ (a) Il Califfo 'Uthmàn cominciò a regnare il 28 r)zù-l-Higgali<br />

(^del 23. a. H.) (Baethgen Fragni., lllj.<br />

Cfr. Elia Bar Sinaya, 84.<br />

(6) al-NaAvawi pone l'elezione il 1" Muharram (N a \va \v i , 410, lin. 7-Hj.<br />

§ 24. — (<strong>The</strong>ophanes). Nell'anno del Mondo G137, dopo la uccisione<br />

di 'Umar, "ap/T^yòc dei 'Saraceni, fu eletto<br />

ciso e figlio ToO «Pàv (= 'Alfàn) (<strong>The</strong>ophanes, I, 525).<br />

' Uthmàn,<br />

consanguineo deiruc-<br />

§ 25. — Per la proclamazione di 'Uthmàn cfr. anche A bui feda. I.<br />

2B8-2G0; Nuvvayri Leid., I. fol. 97,v.-98,r. ; Hanifah,<br />

147: Khaniis,<br />

II, 284, lin. 9-31; al-Isti'àb, 490, lin. 4-5 (proclamazione di 'Uthmàn il<br />

sabato 1" Muharram 24. H.j : Maskawayh, I, 465; Mirkhondi. II.<br />

u.


24. a. H. •25. •_'•;.<br />

•285-287; Mirkhundi Jfeliatsek, parte 11. voi. — ^<br />

Aunals. 291-293; Muir Caliphate, 203-205;<br />

ili. uag. 142-148:<br />

,<br />

Muralt, 1,290;<br />

M u i r<br />

Saad.<br />

24. a. H.<br />

ARABIA. - Proclamazione<br />

dei Calli.<br />

1. pag. 42-44; Tabaii Zotenbeig, III, 554-555. ii«o uthmàn.l<br />

ARABIA. — Primi malumori contro il Califfo Uthmàn.<br />

§ 26. — Le .segueuti brevi notizie haiuio molta impoitanza, perchè<br />

rivelano, quantnnque assai iraperfettaraente, lo stato ostile degli animi<br />

verso il Calitl'o Uthmàn sin dai primi giorni del suo regno: retaggio dei<br />

malumori nati sotto il regno di Umar, e che ora venivano più vivace-<br />

mente alla luce, perchè ben presto si scoprirono le debolezze e si appurarono<br />

gli atti


man.<br />

^ o,ì, 27.<br />

24. a. H.<br />

24 a. H. come i loro .seguaci di secoli pusteriori hanno desiderato che compari.s.sero<br />

(ARABIA. - Primi<br />

malumori contro •'• aj^I-ssero.<br />

il CaliHo uth-<br />

I<br />

zidiii.<br />

27, La morte di 'L'niar aveva acceso luolte e vivi.ssinie anibi-<br />


24. a. H. §§ 27, og.<br />

vato. Si riti'ime necessario lituno.sfere il tatto compinto. avere un sovrano ^4. a. h.<br />

, ....... • , [ARABIA. - Primi<br />

,<br />

come lo avevano tutte le nazioni civili ed uscire dal provvisorio per creare malumori contro<br />

il deHnitivo. '" CaiiHo uth-<br />

II Kremer (Herrsch. Ideen. paa;. iifJtìi .sostiene che l'elezione di<br />

Ttjiniàu fosse dovuta alla sua età, che lo rèndeva l'anziano tra i Compagni<br />

del Profeta, e spiega le suo relazioni familiari con Maometto non già con<br />

motivi religiosi, sibbene con le attrattive fisiche di Ruqayvah, la figlia del Pro-<br />

feta, e col desiderio che questi aveva, quale plebeo, di essere imparentato<br />

con la più aristocratica famiglia di Makkah. Il Kremer descrive 'UthmAn<br />

cernie uomo senza coraggio, delwle. vanitoso, avido di danaro e di pompa,<br />

•soggiogato interamente ai suoi congiunti makkani : questa è la versione<br />

abbàsida ed alida, ostile ad Uthmàn ed agli Umayyah, della quale il<br />

Kreiner. ripetendola, non ha avvertito la malevola esagei'azione. Nelle accu.se<br />

vi è un fondamento di vero, ma i colori sono troppo vivaci. 'Uthmàii<br />

fu sovrartutto un debole ed un incapace, privo di esperienza e di ambi-<br />

zione, un uomo che lasciò andare le cose per la loro china, senza nulla<br />

tentare in difesa della cosa publilica. I mali però non furono — come vuole<br />

la tradizione — effetto .soltanto del mal governo di Uthmàn. ma il risul-<br />

tato di un comples.so di fenomeni ed eventi, sui quali nessun uomo avrebbe<br />

potuto acqui.stare dominio. — Il Kremer non coglie altresì nel vero, quando<br />

dice (Culturg. 1. 106j che con 'Utjimàn venne al potere un nuovo partito<br />

il quale aveva .scopi ben diversi da quelli del partito che dominò con 'Umar.<br />

Il partito di 'Umar assicurò l'elezione di 'ut_hmàn. il quale fu scelto anche<br />

perchè dava affidamento di una maggior libertà d'azione, ed era uomo assai<br />

meno energico e severo di Umai-. Il partito di UtJimàn fu quello .ste.sso<br />

di Tmar. ma non più infrenato da alcuno. Il contegno di 'Uthmàn, eletto,<br />

verso 'Ubaydallah b. Umar. uccisore di al-Hurmuzàn è pure prova con-<br />

eludente che il nuovo Califfo fosse del partito favorevole ad 'Umar e con-<br />

tiario agli oppositori del medesimo.<br />

§ 28. — E impossibile rintracciare tutti gli elementi parziali con cui<br />

8Ì lostitui la coscienza pubblica del tempo, ma possiamo .soltanto spigo-<br />

larne qua e là qualche indizio. Per esempio, crediamo rintracciarne uno<br />

nella questione della grazia concessa da 'Uthmàn alla.ssa.ssino di al-TIur-<br />

niuzàn. Se bene intendiamo quanto i tradizionisti hanno taciuto, parrebbe<br />

che molti contesta.s.sero ad 'UtXimàn erche colpevole d'un delitto comune. L'uccisione<br />

17. . 3<br />

man.


24. a<br />

(ARABIA. - Primi<br />

malumori contro<br />

Il CcaiiHo<br />

uth- il vecchio stile del deserto. In delitti, in cui né la .sua persona, nò la causa<br />

man<br />

H. ,ii alcuni piigioiiiori a IJadr, e di alcuni suoi vilipendiatori dopo la resa<br />

di Makkah, furono .semplicemente atti di rappresaglia barbarica, secondo<br />

della sua fede erano direttamente implicate. Maometto intervenne sempre<br />

(tome paciere ed in alcuni casi," in apparenza autenticamente confermati,<br />

egli si limitò ad invitare le parti ad un accomodamento; e dove la pace<br />

era difficile a raggiungere, pagò egli stesso con i mezzi fornitigli dal te-<br />

soro pubblico, o ca.ssa di gueira, l'indennità ai parenti dell'ucciso.<br />

'Utjimàn, nel caso di 'Ubaydallah b. 'LFmar, l'assassino di al-Hurmuzàn.<br />

introdusse una novità: egli graziò l'uccisore; e, decidendo che l'atto di (Jbay-<br />

dallah era una giusta riparazione per l'a-ssassinio del padre, il Califfo 'Umai<br />

non gì' impose veruna ammenda e lo allontanò da Madìnah, relegandolo<br />

provvisoriamente in al-Kùfah. E chiaro che facendo questo 'UtJimàn n


24. a. H. §g 29, 3ù.<br />

* degli uomini, e più istruito nella fede di Hio. ecc. ecc. K lian tolto 24. a. h.<br />

* (il governo) al ben guidato, al puro. Non han voluto dar quiete al pò- malumori contro<br />

« polo, né la rettitudine dell'operare. Bensì han cercato il mondo più che 'i Califfo 'uth-<br />

« l'altra vita! Maledizione e onta ai peccatori! ». lo mi avvicinai a lui. e<br />

gli chiesi: «Chi sei-*, ti dia bene Iddio! E chi è codest'uomo (di cui tu<br />

« parli 1? ». — « 1») sono al-Miqdàd b. 'Amr. e quest'uomo è 'Ali b. abi<br />

« Talib ». Ed io: «Perchè non ti fai iniziatore di questa cosa, ch'io ti<br />

«aiuterei?». — «O figlit> di mio fratello», rispose, «a questa cosa non<br />

« bastan né una, né due persone ». Poi uscii, e incontrato abù Dzarr, glie<br />

ne parlai. Ed egli: «Ha ragione mio fi-atello al-Miqdàd». Poi andai da<br />

Abdallah b. Mas'ùd, e glie ne parlai pure, e disse: «Ce ne lian parlato<br />

e non siam rimasti inattivi» [? esitiamo = n a • 1 ù] (Ya'qùbi. 11. 187.<br />

lin. n«-18.S. lin. 12) [xM.J.<br />

§ 30. — fecondo al-Ya'qùbi, L'baydallah b. 'limar, quando fu assa.s-<br />

sinatu il padre, si precipitò suiras.sa.ssino ed uccise non solo lui. ma anche<br />

la sua figlia, la sua moglie: poi. illufleudosi che anche al-Hurmuzàn tosse<br />

complice, uccise anche lui, .sebbene al-Hurmuzàn ad alta voce recitasse la<br />

formola di professione di fede musulmana f).<br />

Si vuole da alcuni che 'Umar prima di rendere il respiro lasciasse<br />

istruzione che suo figlio 'Ubaydallah dovesse subire la legge del taglione<br />

j)ei- la uccisione di al-Hurmuzàn. Si vuole che co.sì volesse pure Uthmàn.<br />

il quale prima di esser Calitìb era il più feroce contro 'Ubaydallah, tanto<br />

che lo afferrò per i capelli, strappandogliene dal capo e chiamandolo ne-<br />

mico di Dio, perchè aveva ucci.so un musulmano, una fanciulla ed una<br />

donna (*), tutti innocenti del misfatto; e soggiunse: « Mi uccida Iddio, se non<br />

« uccido te ». Eletto però Califfo. 'Ut_hmàn si contentò di allontanare 'Ubay-<br />

dallah. mandandolo in Egitto presso 'Amr b. al-'Asf*).<br />

Alcuni dicono d'avere udito da 'Abdallah (il figlio di Tmar): « Iddio<br />

« perdoni a Hafsah (vedova del Profeta e sorella di 'Alidallah e di 'Ubay-<br />

• dallahj. la quale ha spinto lui ad ucciderli » (^ l<br />

Cfr. anche Mirkhondi. II, 287-288.<br />

'S' a<br />

'<br />

q ù b i . 11. 185).<br />

N«»TA 1. — Sulla formola |ironuiiziala ila al-Hiirmiizuii i tradizioiiisti pongono molta importanza,<br />

perche, secondo alcuni, egli pronunziò la formola (topo ferito lamma a'ailtlaliu a 1 -sayf = quando<br />

gli eb>>e fatti mordt-re la spada [Tabari, I, 'i?!»?] : mentre qui. in al-Va'qubi, la formola è ambigua<br />

(lammn aliass al }{ u rra n za n bil-sayf: quando al-liurrauzan s'accorse della spada: accorgersi che<br />

pu" essere «omunicato dal tatto come dalla vista).<br />

Ora I una o l'altra spiegazione di questo fatto ci possono mettere sulla via per capire la tendenza<br />

ìbI tradizioniata: giacché, a parte gli arzigogoli della casistica, altro aveva da essere il dichiararsi mu-<br />

sulmano prima del colpo di spada, sicché la spada avrebbi- colpito un musulmano: altro dicliiararsi<br />

niusulmano dopo la feriU. La questione hu anche importanza per la respouoabilità di Ubayilallah b.<br />

L mar, minore nel caso che alFlurmuzàn non fosse musulmano quando fu assassinato 'Uniar.<br />

Si osservi poi che, secondo alcuni, '('mar avrebbe saputo della vendetta del figlio; secondo altri<br />

Tabari, I, 27H7i, 'Ubaydallah avrebbe aspettato che il padre fosse spirato per uccidere il presunto<br />

1!».<br />

man.


24 a H ..cci»o.e. D» ..lliino «i ponga attenzione alla frase energica eh.- si n.elte l..,.cu a-l Uliimiin : . Mi uc;ida<br />

lARABlA. - Primi - Mdio, ecc. E Iddio In ncciHe! Sicché gii un tnuli.ionista pnò far pre8a«.re J. -,u. 1« «"««"«•<br />

malumori contro Nota 2. - Regna molta incertezza sul numero e sulla qualità delle perso.ie ucome da Ll.aydallal.<br />

Il Califfo Uth- !.. -limar. al-YaV,r,hi, di =,entira«nto i.ita e quindi avverso al partito d. Umar, canoa la do.e ed attn-<br />

^4n l,„Ì8ce a.l Ul.nvdallah b. Dmar un vero eccidio di persone innocenti. La notizia non può essere accolta<br />

come ver», perchè si mira con essa a denigrare •Ubaydallali b. -Umar ed il CalifiFo Ttiiman.<br />

Nota 3. — Si insinua che Utlimàn quale semplice cittadino inveisse contro l'omicida, ma appena<br />

eletto con i voti del partito di -Umar, muta«3e consiglio per ragioni di opportunismo politico o per debo-<br />

h'zza di carattere.<br />

Nota 4. — Si aflferina dunque che Hafsah, la figlia del Califfo ucciso, e donna assai influente in<br />

Madinah, ispirasse, o eccitasse -Ubaydallah a compiere il delitto. Hafsah era, dopo 'À-iSah, la moglie più<br />

I-ara «1 Profeta, e mentre questi viveva contribuì non poco ad assicurare la costanza di simpatie di<br />

Maometto verso il gi-ande suo seguace 'Umar b. al-Khattab.<br />

§ 31, — (Versione persiana di al-Tabari). Il giorno dopo la sua ele-<br />

zione, 'LJthmàn andò nella moschea e il popolo si riunì. Il suo primo atto<br />

fu di far comparire davanti a sé 'Ubaydallah, figlio primogenito di 'Umar.<br />

al-Hurmuzàn, principe di al-Alnvàz che era stato condotto a Madinah dove<br />

aveva abbracciato r Isiàm, passava il suo tempo in compagnia di cristiani<br />

e degli ebrei, giacché la .sua fede non era ancora sincera. Ora Fayrùz<br />

[altrove: abu Lu-lu-ah], il cristiano che aveva assassinato 'Umar, era le-<br />

gato con al-Hurmuzàn, e così pure un altro cristiano, chiamato Grufaynali.<br />

che Sa'd b. abì Waqqàs aveva condotto seco da al-Hirah, e cli'egli teneva<br />

in casa sua. Questi tre erano spesso insieme. 'Abd al-rahmàn b. abì Bakr.<br />

era amico di 'Ubaydallah. Tre giorni prima dell'assassinio di 'Umar, 'Alici<br />

al-rahmàn, discorrendo con 'Ubaydallah, gli disse: «Ilo visto oggi un pu-<br />

« gnale che ha un manico in mezzo ». — « Dove l'hai visto? » fece 'Ubay-<br />

dallah. — « Passavo », rispose 'Abd al-rahmàn, « davanti alla porta di al-<br />

« Hurmuzàn, che vi era assiso in compagnia di Fayruz, cristiano, schiavo<br />

« di al-Mughìrah e di quell'altro cristiano ch'è nella casa di Sa'd b. alji<br />

« Waqqàs. Stavano a discorrere tra loro, e quando io passai, si alzarono,<br />

« e quel coltello cadde dalla cintola di Fayrùz ». 'Ubaydallah osservò: « E un<br />

« pugnale come quello che si usa in Abissinia ». Fayruz. dunque, dopo<br />

aver colpito 'Umar col suo pugnale abissino, era fuggito dalla moschea.<br />

Uno della tribù dei Tamìm lo fermò e lo uccise con lo stesso pugnale che<br />

aveva colpito 'Umar, e poi lo portò ad 'Ubaydallah. Questi prese il pugnale,<br />

e disse : « Sono certo che Fayrùz non ha agito di sua iniziativa, e, per Dio.<br />

«se il Principe, dei Credenti soccombe alle sue ferite, ucciderò i complici<br />

« dell'assassino! >.<br />

Dopo che 'Umar fu morto, 'Ubaydallah, tornando dal funerale, andò<br />

nella casa di al-Hurmuzàn e l'uccise. Corse poi da Sa'd b. ahi Waqqàs e<br />

uccise Gufaynah. Sa'd uscì e disse: «Perchè hai ucciso il mio fratello?».<br />

K 'Ubaydallah: « Tu esali l'odore del Principe dei Credenti [ossia : tu pure<br />

«.sei responsabile della sua uccisione! cfr. 2;3. a. H., § 72]! Sarai ucciso<br />

20.


24. a. H. ss ;$!-:«.<br />

«anche tu!>.<br />

capelli che gli<br />

Sa'd. a questa<br />

,.<br />

cadevani) sulle<br />

minaccia,<br />

11 1<br />

spalle, lo<br />

prese Ubavdallah per i Imiohi<br />

" 111 1<br />

gettò a terra e gli tolse la spada.<br />

24. a. H.<br />

ARABIA. . Primi<br />

malumori contro<br />

l'ili<br />

che<br />

lo fece<br />

potesse<br />

custodire in casa sua dai<br />

pronunciar la sentenza.<br />

suoi servi, finché vi t'osse un califfo i' CaiiHo<br />

màn.|uth-<br />

'Uthmàn. salito al governo, ebbe prima cura di far comparire Ciìay-<br />

(lallah. Kiuniti.si i Compagni del Profeta, egli domandò il loro avviso. Ali<br />

dis.se: < Bisourna metterlo a morte, atfinchè sconti l'omicidio di al-Hurmuzàn.<br />

• che era musulmano e ch'egli ha ucciso senza motivo ».<br />

al-IIurmuzàn era il protetto di al-'Abbà.s. Il giorno ch'egli aveva ab-<br />

l.racciato l'Islam, volle far professione nelle mani d'uno della famiglia del<br />

Profeta, e aveva .scelto al-'Abbàs. Per con.seguenza i banù Ilasim avevano<br />

diritto di prendere partito nell'atfare ilella sua uccisione.<br />

Allora 'Amr b. al-'As esclamò: « 8i è ucciso il padre di quest'uomo;<br />

ed ora tu vuoi uccidere anche luil I nostri nemici diranno che i Com-<br />

« pagni del Profeta si scannano tra di lorol »; e 'Ut_hmàn pagò la diva li.<br />

'Ali tacque ('), e 'L'tjimàn fece rila.sciare 'Ubavdallah l'T abari Zo-<br />

tenberg. III, pag. 55G-557) [MJ.<br />

Nota 1. — Il racconto è di colore 'alida. Gli 'Alidi giacché 'Ali voleva la vendetta su 'Ubuydallah,<br />

uccisori! di al-Hurmuzdn avevano tutto l' interesse ad accentuare l' islamismo di al-Hurmuzàn. Ebbene essi<br />

stessi confessano che il suo Islam era debole e che passava il tempo fra ebrei e cristiani. Colleghiamo<br />

tatto ciò con le altre testimonianze, che al-Hurmazàn pronunziò il credo musulmano sul punto d'essere<br />

tento o dopo essere già stato colpito, e si vedrà molto probabile che al-Hurmuzàn non era islamita.<br />

La dichiarazione della versione persiana al-Tabari è anche più notevole per il fatto che gli 'Alidi<br />

niiimettano , rispose 'Ut_hman. E poi 'Uthmàn fece partire<br />

Ubaytlallali b. 'Umar da Madinah per al-Kufah, e lo fece alloggiare in<br />

111 dar. che da hii prese nome di Kuwayfah ibu 'Umar, e disse:<br />

•bii 'Ainr, 'Ubavdallah è un ostaggio; e sii certo che al-Hurmuzàn l'u ucciso. (Con-<br />

frontisi 8 la il primo Verso di Ziyàtl 1>. Labidv<br />

rYa'qùbi. II. 188, lin. i;i-20| [M.].<br />

Cfr. Athir, III, 59; Tabari Zotenberg, III, 55U-558.<br />

§ 33. — (al-Mas'ùdi). 'Ammàr [b. Yà.sirJ, quando fu eletto Califfo 'Ut_hmàn.<br />

venne a sapere quel che aveva detto abù Sufyàn Sakhr b. Harb nel dar<br />

21.


man.<br />

«:«. :m. 24. a. H.<br />

24. a. H. 'Uthuinii. iM.io .1(.|)(. cIk' (nqavb ua u- o il<br />

il CaiiHo uth- « C'è nessuno qui che non sia dei vostri? ». (riacche abu Suhan era cieco,<br />

(ili rispo.sero: « N


24. a. H. §1 34_ 36.<br />

« fhc.raccompagiiavauo. Poi usci culi indosso uiia gabbali di seta ikhazz) 24. a h.<br />

ARABIA. - Primi<br />

malumori contro<br />

(6) al-Maqrìzi (Maqiizi Xizà', pag. 12. lin. 16 e segg.) dice che ii Califfo uth<br />

«e un taylasàn»(M (Ya'qùbi, II, 180. lin. 3-10) [M.j.<br />

al-Hakaui b. abi-l-'Às fosse tra i più accaniti denigratori di Maometto in<br />

Makkah, si convertisse malvolentieri per timore di morto, e convertito fosse<br />

jw»i un pessimo musulmano, agendo in modo assai biasimevole. Venne a<br />

Madinah e prese stanza con 'L'thmaii. suo nipote, ma ne approfittò per<br />

far la spia ed informare i Beduini ed i Pagani di ciò che faceva Maometto.<br />

Si vuoli' che lo canzonasse persino dietro alle spalle con movenze<br />

oscene, mentre egli camminava. Per questi od altri fatti offensivi Mao-<br />

metto lo allontanò (gh arra bah ù) da Madinah, od il richiamo suo per<br />

opera di Uthmàn fu, dico al-Maqrizi, una delle maggiori accuso portate<br />

ct>ntro il Califfo, perchè considerato quale azione contraria all'espressa vo-<br />

lontà del Profeta, od ai procedenti di abù Bakr ed 'Umar.<br />

Nota 1. — Si vuole a|wrtainoiitf diini>9trarf che il f^overno di 'Utjiiuàn t'osse soltanto iripirat


man.<br />

§ -x,. 24. a. H.<br />

24. a. H. il capostipite dei Marwanidi. e si ta dire al Profeta che non era giusto ma-<br />

'^mtuimori contTo '''flii^ al-Hakani e la sua famif,'lia. perchù i suoi disfendeuti, nella veste<br />

Il Califfo uth- ,]i califli. salirono e scesero sui gradini del min bar di Maometto in Ma-<br />

diuah. A molti credenti sembrava inconcepibile che l'onnipotente Aliali po-<br />

tesse permettere l'autorità sacra del calitt'ato, e l'uso dei mobili sacri del<br />

Profeta ad una famiglia da lui maledetta. Quindi Maometto Jion può averli<br />

maledetti. Così ragiona, .sentimentalmente, la psiche orientale-.semitica. Più<br />

tardi, per evitare lo scoglio di queste intrinseche contradizioni, i tradizio-<br />

nisti ortodossi negarono che gli Uma3-\ah fossero veri califfi, ossia sovrani<br />

spirituali, ma soltanto re (malik) ossia sovrani puramente temporali o<br />

politici. — Ma su questo argomento ritorneremo più ampiamente in altia<br />

circostanza. Per ora dobbiamo limitare la nostra indagine all'episodio del<br />

richiamo di al-Hakam e delle accuse che gli muovono i tradizionisti per<br />

spiegare il bando inHittogii dal Profeta.<br />

Così hanno narrato — con evidente spirito malevolo — che al-Hakam<br />

si affacciasse ad mi crepo nel muro e sorprendesse il Profeta mentre era<br />

in commercio assai intimo con una delle sue mogli e lo offendesse con<br />

qualche atto di spregio (Hagar, I, pag. 709, lin. 12 e segg.). La verità<br />

dev'essere che nemmeno i tradizionisti hanno mai saputo le vere ragioni<br />

dell'esilio di al-Hakam in al-Tàif. e la varietà delle spiegazioni è opera<br />

dell'immaginazione dei tradizionisti (cfr. al-Isti'àb, pag. 121, lin. 1<br />

e segg.). Noi possiamo dedurre con sicurezza un fatto .solo, quello in ve-<br />

rità per noi più importante, che cioè al-Hakam rimase sino all'ultimo lav-<br />

vei'sario irreducibile di Maometto. Da questo fatto semplice e sicuro viene<br />

il sospetto che la permanenza di al-Hakam in al-Tà-if non fosse \in vero e<br />

proprio esilio, ma un atto volontario di al-Hakam, il quale .si scelse come<br />

dimora l'amenissima città di al-Tà-if, la villeggiatura preferita dei Quravs,<br />

appunto per non mai sottomettersi a Maometto. In al-Tà-if al-Hakam si<br />

sentiva più sicuro, perchè in essa Maometto non mise mai il piede : in<br />

al-Tà-if non aveva da temere rappresaglie di alcuno, nemmeno del Profeta.<br />

I particolari che ci porge ibn 'Abd al-barr (al-Isti'àb, pag. 121.<br />

lin. 2 e segg.) confermano questi sospetti : si narra che al-Hakam facesse<br />

la spia a danno di Maometto, lo canzonasse, imitando e mettendo in ridi-<br />

colo il modo di camminai'e di Maometto, ed altre cose « che mi ripugna<br />

« di dirle », conchiude lo scrittore. Dunque al-Hakam fu e rimase sempre<br />

un nemico di Maometto, e non sarebbe da maravigliarsi se non avesse mai<br />

abbracciato l'Isiàm. Egli non figura nel novero di quelli che si converti-<br />

rono con doni, e quindi probabilmente si rifiutò di riconoscere il trionfo<br />

della nuova fede. Tanti altri si trovarono nelle identiche sue condizioni<br />

.24.


24. a. H. §§ 35^7.<br />

anclu- ditpo la murte del Profeta, ma la tradizione per varie ragioni non 24. a. h.<br />

, ^ . .<br />

•<br />

,<br />

i-i. 1 r f<br />

[ARABIA. - Primi<br />

i.<br />

lia potuto o voluto mai ammettere la permanenza d una torte mmoranza malumori contro<br />

pagana in grembo alla prima comunità islamica. •' Califfo uth-<br />

La tolleranza religio.sa. di cui Maometto dette le numerose prove da<br />

noi rintracciate nel suo contegno con i Qurays (clr. 10. a. H., §§ 109-110)<br />

e con le tribù del centro della penisola, è un fatto che la tradizione non<br />

ha mai voluto ammettere, perchè contrario airossenza stessa del governo<br />

e dello spirito pubblico di tempi posteriori, quando essere o piuttosto mo-<br />

strarsi pagano significava morte quasi sicura. Se la tradizione avesse osato<br />

conservare memoria di tanta tolleranza di Maometto verso i pagani, si avrebbe<br />

avuto un precedente che tutti i sovrani sarebbero stati in obbligo di osservare.<br />

Ma il cieco e .sanguinario fanatismo dei secoli posteriori non poteva ammet-<br />

tere simili concetti di governo: oltre i Musulmani erano tollerati solo quelli<br />

che si chiamavano Ahi al-Kitàb. o (fente del Libro (cir. Corr. ed Ae-g. a<br />

questo volume, e sappiamo che la tradizione fu costretta a fare miracoli di<br />

acrobatismo per includere nel novert) della Gente del Libro, oltre gli Khiui<br />

ed i Cri.stiani. anche gli adoratori del fuoco, o Magù.s, o Mazdeisti.<br />

La colpa di 'Utjimàn tu di chiamare presso di sé questo tenace ed<br />

inconvertito nemico di Maometto, di porre in oblio il contegno ribelle di<br />

al-Hakam. e colmarlo di favori e di ricchezze a preferenza di altri buoni<br />

musulmani, che si erano sacrificati per la causa della nuova fede.<br />

Ciò dimostra anche quanto poco profonda fosse persino in uomini come<br />

L'tXinian. du»- volte genero del Profeta, e Califfo per età e nobiltà islamica,<br />

la Vernice musulmana, e come ragioni di consanguineità trionfassero ancora<br />

facilmente sopra ogni considerazione morale e religiosa. Gli Arabi erano<br />

ancora mutati soltanto di nome e non di fede,<br />

§ 36. — Per altre fonti che trattano di questi piinii incidenti del<br />

califfato di Uthmàn cfr, anche Atjiir, III, 59.<br />

Sidl'argomento avremo a ritornare in appresso, quando tratteremo in<br />

particolai»- delle cau.se del malcontento contro il Califfo Uthmàn.<br />

ARABlA-lRÀQ. - Nomina di Sa d b. abl Waqqàs al governo di<br />

al-Kufah.<br />

§ 37. — u^^ayf b. 'Limar, da al-Mugàlid. da al-Òa'bi), 'Umar prima di<br />

morire aveva lasciato istruzioni al successore di nominare Sa'd I). abl<br />

Waqqàs governatore di al-Kfifah aggiungendo : « Io ho destituito 8a'd non<br />

« già per un male commes-so da lui (cfr. 20. a. IL, §§<br />

1 e segg.), ma per<br />

< timore che egli incoire.sse in qualche malanno >. Sa'd fu il primo governatore<br />

nominato da L'thman. il (piale perciò tolse ad al-Mugliirah b. Suhah<br />

io. 4<br />

man.


«, ..7^n. 24. a. H.<br />

24. a. H. il govern.. di al-Kiìfah, sostituendolo con Sa'd. In quei giorni, aggiunge<br />

'*Ntmin.'d*sad ^«.vf, al-Mughirali Hi trovava in Madinah. Il governo di Sa'd durò soltanto<br />

b.*"!!b"' wLqq'às „„ anno. Invece abù Mfisa al-As'ari venne lasciato da 'Utiimàn per vari<br />

.igovernodi al-<br />

^^^^^. ^^^^^.^^.^ ^, governo di al-liasrah (Tabari, I, 2801-2802).<br />

Cfr. Athir. III. 01.<br />

Cfr. anche Dzahabi Paris, I, fol. 149,r.: Mahàsin. I, 88. Un. 8-11;<br />

Mirkhondi Rehatsek. parte II, voi. UT, pag. 148-149.<br />

La notizia che 'Umar ordinasse al suo .successore di nominare Sa'd<br />

è certamente falsa, perchè la stessa fonte include Sa'd b. ahi Waqqàs fia<br />

o-li elettori e gli eleggibili del califfato: ordinare al successore di dare il<br />

governo di al-Kufah a Sa'd avrebbe .significato l'esclusione di Sa'd dalla<br />

successione al califfato, il che certamente 'Umar non può mai aver voluto.<br />

I 38. — Ben diversa è la versione di al-Wàqidi (da Usàmah b. Zayd<br />

b. Asiani, da suo padre). 'Umar lasciò morendo istruzioni, che il suo suc-<br />

cessore riconfermasse nei loro posti tutti i governatori. Così fece 'Uthmàn,<br />

il quale lasciò al-Mughirah per un aiino al governo di al-Kùfah, e lo depose<br />

soltanto nell'anno seguente (25. H.), sostituendolo con Sa'd b. abi Waqqàs<br />

(Tabari, I, 2802).<br />

Cfr. Athir, III, 61-62; Abulfeda. II, 260, il quale pone anche la<br />

deposizione di Sa'd e la nomina di al-Walid b. 'Utbah nello stesso anno<br />

24. H.<br />

§ 39. — (ibn al-Grawzi). Il Califfo 'Uthmàn confermò i prefetti di<br />

'Umar. e prepose ai qàdi Zavd b. Thàbit, dandogli perciò (uno stipendio<br />

di) sessanta dirham: lo aggiunse ad Ali b. abi Tàlib. quando la popo-<br />

lazione si accrebbe ((jawzi, MS. Costantin.. fol. 73, v.) [M.].<br />

PERSIA. — Aspetti storici generali della conquista dell'Iran (alti-<br />

piano della Persia).<br />

§ 40. — Sarà utile premettere ai seguenti brandelli di notizie sulle campagne<br />

arabe in Persia un brevissimo cenno riassuntivo preliminare delle<br />

varie fasi della conquista, perchè se ne distribuissimo l'esame con ogni singola<br />

tradizione nel corso delle seguenti dieci annate, durante le quali si svol.se<br />

la conquista, non potremmo dare un concetto chiaro delle grandi linee del<br />

movimento d'espansione militare degli Arabi. La moi-te di Umar e l'avvento<br />

di 'Uthmàn non modificarono sensibilmente V indirizzo generale della poli-<br />

tica conquistatrice dei governatori sui confini. È bene ricordare ancora<br />

una volta che questi governatori godevano di smisurata autonomia civile,<br />

fiscale e militare; onde non bisogna esagerare le conseguenze della ben<br />

nota ripugnanza sentita da 'Umar ad estendere le conquiste. Quanto poco<br />

26.


24. a. H. §§ 40^ 41.<br />

egli valesse a frenare le iniziative dei suoi governatori e luogotenenti, i-i 24. a. h.<br />

risulta a chiare note dal contegno di utjiman b. abi-1- As che invase il<br />

, , . , , 1- -T' I - 1 I - 1 x 1 • PERSIA. -Aspetti<br />

storici generati<br />

Fàris, e da quello di Amr b. al-'As che conquistò l'Egitto nonostante "^«"^ conquista<br />

,, ,. . ,. . ,. ,,T S , . " -, 1 1 1,1-<br />

.rr , dell'Iran (altipia-<br />

1 esplicito divieto di Umar. h. chiaro pereto che non la volontà di Ltiimàn no delia Persia).]<br />

valse ail imprimere un nuovo indirizzo piii aggressivo ai luogotenenti sul<br />

con6ne. ma che questi si regolarono assai più secondo il loro criterio che<br />

non secondo quello del Calitl'o.<br />

Il Califto Untar può aver dis.suaso vivamente i suoi dipendenti dal-<br />

l'avanzare oltre i confini delle ultime conquiste, ma l'arresto nel movimento<br />

d'espansione sotto 'Umar tu effetto delle due cause più vere alle quali ab-<br />

biamo già fatto allusione. Ij'una fu la lentezza dell'immigrazione delle tribù<br />

dalla peni.sola : l'altra le difficoltà locali frapposte dal nemico ad ogni ulte-<br />

riore avanzata degli Arabi. La sosta fu fatto spontaneo delle milizie sulla<br />

frontiera: fu effetto anche di un desiderio di temporaneo ripo.so e di go-<br />

dimento dei vantaggi ottenuti (bottino, pensioni, donazioni, ecc.)-<br />

La ripresa dell'avanzata fu egualmente fatto spontaneo e dovuto non<br />

tanto ad ordini di Madinah quanto a necessità locali. Difatti avvenne in<br />

alcune direzioni e non in altre: la spinta maggiore fu verso oriente (Persia,<br />

Asia Centrale^ e da al-Ba.srah. perchè costi più numerose affluirono le tribìi<br />

e più sollecitamente mancarono i mezzi per mantenerle, donde la neces-<br />

sità ili luiuvc conquiste per carpire nuovi redditi e nuovi mezzi di esi-<br />

stenza.<br />

Vari indizi, che abbiamo già rilevato poc'anzi, ed altri che rileveremo<br />

più tardi, stanno a confermare che le tribù della penisola incominciarono il<br />

moto migratorio verso la periferia .solo negli ultimi anni di Umar, e che un<br />

largo movimenti» di popolazione dall'Arabia verso le regioni conquistate<br />

fu fenomeno proprio del calitfato di UtJimàn, e prese principalmente tre<br />

direzioni: l'una molto considerevole verso l'Egitto: l'altra, la maggiore di<br />

tutte, vei-stj la Babilonide (al-'Iràqj : l' immigrazione in Siria fu in misura<br />

anHiì'x minore, anzi tanto scarsa da non imprimere moto aggressivo ai confini.<br />

§ 41. — Tenendo j)resente detto asjietto generale, è bene già sin<br />

d ora p(»ne in ratfronto questo fatto con gì' incidenti tragici che portarono<br />

nell'anno lió. II. alla uccisione di 'Utliman, incidenti i quali ci dimostrant»<br />

che il moto anti-'titjimànida, terminato con l'assa.ssinio del Califfo in Ma-<br />

dinah, tra.s.se |)rincipalmente origine e forza dalle città di al-Fu-stàt, al-Kulàli<br />

ed al-Basrah, verso le quali, durante il calilfato, era stata più forte l'emigra-<br />

zione degli elementi turbolenti d'Arabia, hi infatti la .sovrabbondanza degli<br />

immigrati creò disagio economico, delusioni, malcontento e quindi tumulti<br />

• ribellioni contro il Califfo creduto colpevole di tutto lo stato di co.se.


4.11<br />

24. a. H.<br />

24. a. H l,a Siria, elio, meno ricca e già popolata largamente d'Arabi, anche<br />

[PERSIA.<br />

storici<br />

- Aspetti<br />

generali<br />

dell'Iran (altipiano<br />

della Persia).)<br />

prima ilella conquista, attirò minor numero d'avventurieri e d'immigranti. ,si<br />

della conquista tenne pili tranquilla : le popolazioni .siiie già abituate a governi regolari, e,<br />

pe,. la parte araba, co-stituite degli elementi più civili ed amanti dell'or-<br />

dine, venuti dal Yaman, rimasero tranquille ed ordinate sotto l'astuto<br />

Mu'àwivah ed, avendo minori diretti interessi nelle questioni che tormenta-<br />

vano i conquistatori, non si agitarono come gli altri della Babilonide e<br />

dell' Egitto.<br />

È importantissimo avere presenti tali generali caratteristiche dell'espan-<br />

sione araba sotto 'Uthuiàn, e la grande diversità esistente nelle vicende<br />

interne della Siria da quelle delle altre due regioni principali dell' impero.<br />

Esse spiegano alti-esì come dalla Siria non partissero moti rivoluzionari e<br />

come in Siria propriamente detta non si sentisse mai il bisogno d'una poli-<br />

tica di conquiste e d'espansione verso l'Asia Minore, perchè non v'erano<br />

tribìi immigrate che sospingessero i governatori ad occupare nuove terre.<br />

Le incursioni, divenute poi annuali, in A.sia Minore furono spedizioni pre-<br />

datorie, quasi esercitazioni militari e ripiego utile per tenere in buon assetto<br />

di guerra le milizie sirie e pagarle a spese del nemico con il bottino, invece<br />

di mantenerle nell'ozio con il reddito delle imposte. (Cfr. Corr. ed Agg. a<br />

questo volume).<br />

Nelle altre regioni, in Babilonide ed in Egitto, il moto d' espansione<br />

fu invece vero e proprio, fu generato dal soverchio affollamento e da un<br />

vero bisogno di nuove terre e di nuovi cespiti durevoli: lì si ebbe l'avan-<br />

zata per conquistare e per rimanere nelle terre conquistate e sfiuttarle.<br />

Considerata in questo modo, l'espansione araba in Asia ed Africa è<br />

fenomeno in cui l'azione del Califfo, se ve ne fu, rimase sempre impercettibile<br />

e poco o nulla contribuì al fenomeno generale. Né 'Uthman. uomo<br />

negato alle armi ed agli ardimenti del potere, era di quelli che avreb-<br />

bero potuto, o forse nemmeno si sarebbero curati, di infondere una scin-<br />

tilla propria, un indirizzo particolare al grande movimento. IJihmàn ebbe<br />

altri pensieri, meno elevati e generosi, dei quali avremo a lungo ad oc-<br />

cuparci.<br />

Fissata la natura spontanea del movimento, rimane ora la questione<br />

materiale della cronologia che, dalla parte dell' Egitto e dell'Africa, non<br />

offre, nel Califfato di 'Uthman. alcun problema che richiegga attento studio,<br />

mentre dall'altra parte, verso la Persia, esige un'attenzione maggiore. Anche<br />

per questo periodo abbiamo in conflitto la versione della scuola iraqense,<br />

rappresentata da Sayf b. 'Umar, e quella della scuola madinese, corroborata<br />

da varie fonti parallelo ed indipendenti.<br />

28.


24. a. H. M-.^.<br />

PERSIA. La cronologia della conquista della Persia settentrio-<br />

nale secondo Sayf b. Umar e secondo la scuola madinese.<br />

§ 42. — Il Wt'llhausfii (Skizzt'U u. V orar li.. Vi, pajL;'. '.U o sL'gg. i<br />

ha pubblieatii una critit-a demolitriLe della campagna persiana degli Arabi,<br />

quale è narrata dalla scuola di Sayf b. 'Umar, dimostrando come essa sia<br />

interamente falsa da un capo all'altro. Riassumiamo brevemente questa<br />

acutissima disanima, che appianerà il nostro compito di ricostiuirc il vero<br />

corso degli eventi nell' Iran.<br />

Sayf, o meglio la .scuola iraqense, ama l'ordine sistematico della ma-<br />

teria: perciò il Califfo 'Umar decide un giorno la conquista della Persia e a<br />

questo scojK) ripartisce le sue forze militari in tante schiere distinte, ognuna<br />

con destinazione e programma speciale. Ogni schiera compie felicemente<br />

e con singolare osservanza il piano di campagna : tutto si svolge con la<br />

regolarità di un'orologeria. È la ripetizione della campagna clie il Califto<br />

abù Bakr, sempre secondo Sayf, compiè nell'anno 11. H. con l'invio degli<br />

undici eserciti alla sottomissione dell'Arabia insorta. Abbiamo qui un<br />

«modo» tradizionistico di presentare i fatti: non è la narrazione di veii<br />

fatti avvenuti.<br />

Anche la campagna persiana si svolge con la regolarità prevista e<br />

voluta dal Califfo 'Umar. e nonostante la suddivisione delle forze, tutto<br />

riesce in ordine {perfetto : l' Iran è sottomesso in un anno solo, vivente<br />

Umar, .sicché al suo successore 'Uthniàn non rimane più nulla, o quasi<br />

nulla, da fare in Asia. E palese il proposito tradizionistico di attribuire<br />

tutte le grandi conquiste al genio di Umar: ad 'Uthmàn, il califfo vitu-<br />

perato, maledetto ed ucciso, pare improprio, impossibile attril)uire la sot-<br />

tomi.ssione dell' Iran. Perciò tutta la campagna svolgesi, secondo Sayf, nel<br />

corso dell'anno 18. II., ma tale cronologia assurda gli crea molte difficoltà,<br />

principale tra tutte quella di collegare la battaglia di Niliàwand (avvenuta<br />

nel 21. H.i con la campagna iranica che egli pone nel 18. H. Non sa però<br />

decidersi se la battaglia cominci o fini.sca la conquista, e la pone perciò<br />

vagamente tra la fine del 18. ed il 11». If. Poi v'è la difficoltà di collegare<br />

l'immaginaria conquista del 18. H. con quella reale del 29.-31. II. La vera<br />

conquista vien fatta comparire come una ricon(iui.sta dopo una ribellione :<br />

a che dà appiglio la ribellione di Qàrin nell'anno 32. H. nel ivhuràsan.<br />

Le pn-férenze di Sayf sono per i Kufani, ai (juali cerca attribuire<br />

tutti i meriti jK)ssibiIi, mentre è evidente il desiderio di porre al-Iiasrah in<br />

seconda linea e farla comparire come dipendente da al-Kfifah. Si mira perciò<br />

ad attribuire ai Kufani la conquista di molte regioni, per poter cosi soste-<br />

nere il buon diritto dei Kufani al godimento delle rendite delle medesime.<br />

29.<br />

24. a. H.<br />

PERSIA.<br />

- Lacronologiadellacon-<br />

quista della Per-<br />

sia settentrionale<br />

secondo Sayf b.<br />

Umar e secondo<br />

la scuola madi-<br />

nese. 1


$ti -IJ, -13. ^^' ^' "•<br />

24. a. H. Cosi pure i- (la luitarsi come Sayf Jiel dare i vari comandi a persone<br />

^''^'!^'^"^'<br />

m'.^'o^' Muiiosi-iute. itrnorate dalle altre fonti, le sceglie tutte dalle beduine e nonoiosi<br />

a 0611 A con- o<br />

quista della Per- niadi, e ne.sffuua dalle città del Higaz. La sua preferenza per membri sco-<br />

sia settentrionale<br />

socondo oayf d.<br />

Umare secondo<br />

j|,^^,.j„j| ,,j j,.j|^,-, ,„,niadi poi immigiatc in liabilouide, è spiegata molto<br />

*<br />

verosimilmente dal Wellliausen con la supposizione che questi beduini prela<br />

scuola<br />

neM.i<br />

madi-<br />

^^^^^ veramente parte alle campagne di conquista in Persia, ma non come<br />

generali, o comandanti. <strong>For</strong>se erano semplici militi o capi di gruppi delle<br />

loro tribù. I loro di.scendeuti o consanguinei in al-Basrah ed in al-Kufah,<br />

più d"un secolo dopo, nei ritrovi pubblici delle due città, introdus.sero i<br />

nomi (lei loro antenati, sotto la veste di generali, nelle narrazioni popolari<br />

della conquista che correvano per le bocche del popolo e che furono rac-<br />

colte da Sayf come memorie storiche autentiche.<br />

§ 43. — I lati deboli della narrazione sayfiana scaturiscono evidenti<br />

nella sua ricostruzione cronologica degli eventi. Impossibile è la tesi che<br />

tutto l'Iran sia stato conquistato nell'anno 18. H. Abbiamo già visto come,<br />

secondo la scuola tradizionistica di Madìnah, gli Arabi dalla parte di al-<br />

Basrah non riuscissero a vincere prima del 21. H., nel solo Khùzistàn, gli<br />

ostacoli che frapponevano i Persiani all'avanzata musulmana: le gesta di<br />

al-Hurmuzàn crearono molte e grandi difficoltà e l'atto finale della lotta<br />

nel Khùzistàn fu la presa della città di Tustar, avvenuta con il concorso<br />

di tutte le forze militari di cui gli Arabi potevano disporre, nell'anno 21. H..<br />

quando 'Ammàr b. Yàsir, governatore di al-Kùfali, mandò schiere in aiuto<br />

di abù Musa al-As'ari governatore di al-Basrah. Soltanto nel 22. H. le<br />

schiere di al-Basrah poterono iniziare la campagna nel Paris, durata poi<br />

sino al 29. H.<br />

Così pure dalla parte di al-Kùtàh la battaglia di Nihàwand, avvenuta<br />

nell'anno 21. H. (cfr-. 21. a. H., §§<br />

ìió e segg.), pone un limite preciso al<br />

principio della conquista dell'Iran, perchè prima di quell'anno era impos-<br />

sibile che gli Arabi avessero passo libero nell'Iran. Il Wellliausen fa la sup-<br />

posizione che la riunione di tante forze in Nihàwand fòsse opera di Yaz-<br />

dagird, che aveva messo il suo quartier generale in Isbahàn, nello scopo<br />

di cooperare con l'ultima campagna di al-Hiu-muzàn nel Khùzistàn :<br />

Ilurmuzàn si mosse contro gii Arabi prima della battaglia di Nihàwand.<br />

al-<br />

perchè risulta da certe fonti che alcuni dei kufàni, che si batterono intorno<br />

a Tustar, trovaronsi alla battaglia di Nihàwand (Balàdzuri, 381).<br />

Non è chiaro che cosa accadde dopo la iiattagiia di Nihàwand nel-<br />

l'anno 21. H. La presa di Hamadzàn, al-Rayy ed Isbahàn, posta da ottime<br />

fonti, con sicm-ezza, soltanto nell'anno 23. H., parrebbe indicare che dopo<br />

la vittoi'ia di Nihàwand gii Arabi non facesser(.> più nulla ncll' Iran propria-<br />

30.


24. a. H. 43, 44.<br />

mente detto: ma ciò è lontradetto dalla notizia sitniia che noH'anno '22. IT.<br />

gli Arabi sottomettessero rAdzarbaygàn. Una conquista dell' Adzarbaygaii<br />

senza una sottomissione almeno superficiale della provincia di Hamadzàn<br />

ed al-Rayv, sembra piuttosto difficile ad intendere, tranne che si supponga<br />

che gli Arabi penetrassero nell'Adzarhaygàn direttamente da al-Mawsil.<br />

attraverso i monti del Kurdistan. Degno di nota è il fatto (Balàdzuri.<br />

:509) che Nihàwand venisse riconquistata dagli Arabi nell'anno 24. H. :<br />

ciò<br />

presup{X)ne necessariamente una in.sunezione generale dell'altipiano iranico.<br />

Kgualmentc notevole è l'altra notizia sicura che l'Adzarliaygàn vcnis.se ricon-<br />

qui.stato nell'anno 2G. H., .sotto al-AValid b. 'Uqbah.<br />

Solo nell'anno 30. H.. .sotto Sa'id b. al-'A.s, invadono gli Arabi le mon-<br />

tagne che cingono la cesta meridionale del Mar Caspio e nell'anno 31. o<br />

32. H. abbiamo il disastro di Salmàn nelle montagne dell'Armenia al Tiord<br />

dell'Àdzarbaygàn.<br />

Con questi fatti accertati la versione di Sayf che pone una sola con-<br />

quista della Media. deH'Adzarbaygàn e della Caucasia, e tutta nel 18. H.<br />

non l»a alcun rapporto : perciò la versione sayfiana della conquista della<br />

Peisia settentrionale rivelasi totalmente errata.<br />

PERSIA. La cronologia della conquista dell'Iran meridionale e<br />

del Khuràsàn secondo la scuola madinese.<br />

§ 44. — Esaminiamo ora, secondo le fonti migliori della scuola di<br />

Madinali. la cronologia delle conquiste in Per.sia. compiute dalla parte me-<br />

ridionale dell'Iran, e per opera degli eserciti di al-Basrah.<br />

Vedemmo già che gli eserciti di al-Hasrah. dopo la vittoria di Nihà-<br />

wand. occuparono al-Dinawar. Màh,sat)adzàn e Mihrigànqadzaq, si spinsero<br />

sino a (^umm e Qà.sàn nell'altipiano iranico e si vuole che prendessero<br />

pai-te all'espugnazione di Isbahàn (cfr. 21. a. H.. §§ 72-79 : 22. a. H., §§ 1-8).<br />

A cajM) di tutta questa campagna fu sempre abu Musa, governatore di aliiasi-ah<br />

dall'anno 17. H. sino al 29. H. Il Wellhausen (citando Balàdzuri,<br />

388, lin. 16, e Tabari, 3043, lin. 9. 2710 fSayf], 2802), rileva che .si potrebl>e<br />

.sospettare una momentanea interruzione del governo di abu Musa<br />

dopo la morte di 'Umar. ma non vi insiste (Skizz. u. Vorarb., VI,<br />

1 10-1 1 1 e nota 1). La notizia è probabilmente dovuta a qualche altro errore<br />

della scuola iraqense.<br />

Alla fine dell'anno 2.'5. 11. abu Mii.sa, compiuta la conquista della pro-<br />

vincia di aI-Ah\vàz, iniziò la campagna di penetrazione nel Fàris. TTthmàn<br />

b. abi-l-As. governatore del Bahrayn e della al-Yamàmah dall'anno 17. H.<br />

sino al 29. TT.. fu, secondo al-Balàdzuri (]mg. 386 e segg.). l'artefice mag-<br />

ai.<br />

24. a. H.<br />

PERSIA.- La ero-<br />

notogladellacon- quista dell.T Per-<br />

sia settentrionale<br />

secondo Sayf b.<br />

'Umar e secondo<br />

la scuola madì-<br />

nese.l


nese.<br />

^ 44.<br />

^'*' 3.. M.<br />

24. a. H. gioie della conquista del Fari». Cria sin dall'anno 19. H., dopo aver occupata<br />

iPERSiA. La ero-<br />

.<br />

^. Abar-Kawàn nel (iolfo Persico (Y aqut. II, 79), Uthniàn b. abi-l-Às<br />

conquista del- aveva invaso il Fàris. .sconfitto ed ucciso il Marzubàn Sahrak presso Ràsahr.<br />

iiràn mendio- .<br />

^j_^ Tawvvai, B.si era stabilito in questa città tacendo spedizioni<br />

rasan secondo continue in territorio nemico. Intanto abu Musa combatteva i Persiani nel<br />

la scuola madi-<br />

|^j,-,j,ij.|a,, ^^j, tra i due comandanti musulmani non vi poteva essere né<br />

contatto militare di fòrze, né accordo di piano di campagna: ognuno faceva<br />

da sé, senza curarsi dell'altro, secondo il modo oramai quasi usuale dei vari<br />

comandanti i.slamici nel corso delle conquiste.<br />

Nell'anno 23. H., verso la fine del califfato di 'Umar, debellato il Khii-<br />

zistàu, entrò nel Fàris anche abù Musa, alla testa delle schiere di al-Basrah.<br />

e pare che ora egli si unisse ad 'Utjimàn b. abi-l-'As. Le difficoltà incon-<br />

trate dagli Arabi furono grandissime, perchè la tenacia degli abitanti nel<br />

difendersi e la natura alpestre della regione resero assai facile ed efficace<br />

l'opera di resistenza dei Persiani.<br />

Gli Arabi ottenevano continuamente vantaggi, vittorie e sottomissioni<br />

di città, ma poi gli abitanti riprendevano le armi ed i Musulmani erano<br />

costretti a ricominciare daccapo tutta la campagna. Abbiamo la presa di<br />

Sàbiir nell'anno 23. o 24. H. ed una seconda presa dopo qualche tempo,<br />

in seguito ad una ribellione degli abitanti: la lentezza delle operazioni<br />

si nota dal fatto che solo nell'anno 28. H. si arrese la fortezza di Istakhi'<br />

che subito dopo tornò a ribellarsi. La conquista definitiva della provincia<br />

avvenne per opera di Abdallah b. Amir. il governatore di al-Basrah, suc-<br />

cesso ad abù Musa nell'anno 29. H. :<br />

ed Istakhr nel 29. H. o al principio del 30. H.<br />

egli sottomise Grùr. Ardasìrkhurrah<br />

Di questa tela storica irta di complicazioni strategiche e cronologiche.<br />

kSayf ignora tutto ;<br />

per la scuola iraqense non esiste nemmeno. La resistenza<br />

per.siana si liquefa dinanzi agli Arabi e la conquista è in realtà una facile<br />

marcia trionfale, iniziata e compiuta nel solo anno -18. H. La \ersione say-<br />

fiana è così lontana dal vero che ogni paragone è inutile e vano :<br />

è bene<br />

ignorarla del tutto. Ci basterà a suo tempo dare la versione delle tradizioni.<br />

In tutta questa lunga e gloriosa lotta combattuta dai Persiani del<br />

Fàris con mirabile tenacia per più d"uu decennio, dal 19. H. al 29. H., è<br />

notevole il fatto che non si faccia quasi mai menzione del re Yazdagird.<br />

sebbene egli sia rimasto nel Fàris sino circa il 30. H. La resistenza tli opera<br />

puramente locale degli abitanti. Yazdagird abbandonò il paese quando ogni<br />

speranza fu perduta e si rifugiò nell'oriente persiano, nel Khuràsàn.<br />

Con la fine del 29. 11. ed il principio del 30. H. il nuovo governa-<br />

tore di al-Basrah, 'AbdaUah b. 'Amir, coadiuvato da numerose schiere di<br />

32.


24. E. H. §§ 44-1!'.<br />

Arabi nomadi, in ispecio dei liakr b. Wà-il e dei Tamìm (soito al-Almat 24. a. h.<br />

^ ..... ,. ,, , . . . [PERSIA. - La crob.<br />

Qays). inizio la conquista di tutto 1 altipiano iranico, conquista che si noiogia delia<br />

estese al Khuràsan, al Sigistàn. al Tukhari.stàn od a Maiw al-Rùdz, nel conquista dei-<br />

. l'Iran meridiocorso<br />

degli anni 50., 31., 32. e 33. 11.<br />

naie e dei Khu-<br />

____, .<br />

_<br />

PERSIA, — Presa di Hamadzan, al-Rayy e Qazwin. nese.]<br />

ràsàn secondo<br />

,.,.,-11-, ^ - • la scuola madl-<br />

§ 45. — LaiiiKi 24. H. al-Mugliuah b. fciubah cHuiquistò riamadzàn<br />

a e t li g e n F r a g m.,<br />

nel (jruinada I., e la città di al-Rayv nel Dzù-1-Higgali ( B<br />

Ili) [M.].<br />

CtV. anche Elia Bar Sina va. 84-85.<br />

§ 46. — In due passi di al-Baladzuri (317-318), fondati sulla testimo-<br />

nianza buona di al-Kallji. j-iià tradotti: cfi\ 2J. a. H., §§ 76-77] è detto<br />

che al-Kayy venisse espugnata la prima volta [nel 21. H.J due mesi dopo<br />

la battaglia di Nihàwand. Ma so bene intendiamo il testo, fu semplice atto<br />

di sott


24. a. H. 218, lin. ó. riproduce quasi verbalmente la trafliziono di al-Balàdzuri<br />

ERSIA. - Presa<br />

, „ li e 7\<br />

Rayy e Qazw.n.i Ch. auche Yàqùt. IV, 981, liu. 11-19.<br />

§ 50. — Yàqùt, II, 896, lin. 4 (3 «ogg., riproducendo un passo di<br />

al-Balàdzuri, di cui abbiamo già data una versione Ccfr. 21. a. H., § 76),<br />

attribuisce la presa di al-Rayy ad 'Ammàr b. Vàsir, ma anticipa il fatto<br />

al 19. o 20. H. — La notizia viene da ibn Hisàm al-Kalbi, ma Yàqùt<br />

aggiunge del suo la data, che è sicuramente errata. — Infatti la battaglia<br />

di Nihàwand fu combattuta nel 21. H. (cfr. 21. a. H., §§ 32 e segg.), ne<br />

prima di quel celebre fatto d'arme gli Ai'abi possono essere penetrati<br />

nell'altipiano dell'Iran. E persino dubbioso che. subito dopo Nihàwand gli<br />

Arabi possano essere giunti sino ad al-Rayy, perchè nella battaglia suVjì-<br />

rono gravissime perdite e vi sono indizi, come già si disse, che per un<br />

certo tempo non riuscissero ad avanzare. Ciò non esclude però affatto che<br />

tra il 21. ed il 24. H. gli Arabi siano arrivati con le loro scorrerie più di<br />

una volta sin sotto le mura di al-Ra3^y, e che la presa definitiva sia avve-<br />

nuta .soltanto nel 24. H. I cronisti molto facilmente hanno confuso fatti e<br />

date : il che è scusabile per la magrezza fastidiosa dello notizie che abbiamo.<br />

§ 51. — f Yàqùt). Quanto alla conquista di Abhar, quando al-Mughirah<br />

b. Su'bah fu wali in al-Kufah e Garir b. 'Abdallah al-Bagali in Hamadzàn<br />

e al-Barà- b. 'Azib in al-Ra^'v, nell'anno 24. H., al tempo di 'Uthmàn b.<br />

' Affàn, (al-Mughìrah) unì un esercito, fece razzie contro Abhar, e al-Barà- con<br />

Hanzalah b. Zayd al-Kha3'l giunse fino ad Abhar, e rimase all'assedio di<br />

essa. Abhar era un castello munito, che aveva edificato Sàbùr Dzù-1-Aktàf<br />

Si dice ch'egli edificasse Abhar sopra sorgenti ch'egli aveva turate con<br />

pelli di vacche e lana, e aveva scelto là sopra una collina (dakkahK e<br />

poi vi aveva costruito il h i s n .<br />

Quando al-Barà- fu giunto là, combattè con quei della fortezza alcuni<br />

giorni, e poi questi chiesero l'amàu, ed egli diede loro l'ani àn che<br />

aveva dato Hudzayfah a quei di Nihàwand. Quindi al-Barà- andò a Qazwin<br />

e la conquistò (Yàqùt, I, 105) [M.].<br />

§ 52. — (Yàqùt). Dopo la presa di Abhar (nel 24. H.), al-Barà- b.<br />

'Azib, governatore di al-Rayy, assali Qazwin. Gli abitanti offrirono di far<br />

la pace, e al-Barà- propose le medesime condizioni già concesse agli abi-<br />

tanti di Abhar. I Qazwìniti accettarono, facendo però eccezione per il pa-<br />

gamento della gizyah, di cui avevan paura (nafarù). Ma al-Barà- insi-<br />

stette su di essa come condizione imprescindibile. Allora gli abitanti si<br />

convertirono all'Islam e rimasero nel paese, le terre del quale divennero<br />

perciò 'usriyyah (ossia gravate di sole decime ed esenti dal kharàg).<br />

34.


24. a. H. g§5.2^^5.<br />

al-Barà" po?*e in Qazwin una gnarnigione di 600 mnsulmani, tra i 24. a. h.<br />

quali Talliah 1». Khuwaylid al-Asadi. Maysarah al-'5.idzi, ed un gruppo di Hamadzan ai-<br />

(gamà'ah) di banfi Taghlib. A questi diede in feudo (aqta'a) terre Rayy e Qazwm.]<br />

(ajrdin) e beni immobili (diva'), cui nessuno aveva diritto. (Gli Arabi)<br />

le posero sotto loltivazione. tracciarono canali, scavarono pozzi, e furono<br />

chiamati i Tunna- == gli abitanti) di Qazwin. Le condizioni alle quali<br />

questi si stabilirono in Qazwin fiirono le stesse di quelle con cui si stabi-<br />

lirono in al-Basrah gli Asàwirah :<br />

ossia potessero unirsi con chi volevano<br />

(= far parte delle tribù che preferivano) [cft-. 17. a. H.. § 108]. Un gruppo<br />

di questi musulmani (persiani convertiti di Qazwin) andò poi ad al-Kutàh.<br />

e strinse un i)atto di confederazione (hàlafuj con Zuhrali 1). Hawiyyah.<br />

Furono poi chiamati Ilamrà al-Daylam (cfr. 17. a. H., § lOOj; ma la maggior<br />

parte rima.se nel suo paese (Yàqùt, IV, 88, lin. 9-21).<br />

Cfr. anche Baladzuri. 280.<br />

§ 53. — al-Diyàrbakri dice che, regnante 'Uthmàn, gli abitanti di al-<br />

Rayy si ril)ellarono contro gli Arabi, ed abù Mù.sa al-As'ari dovette fare<br />

una spedizione contro di loro (') (Khamis. II. 286, lin. 8-9).<br />

Nota 1. — Mnnca l'iiidicuzioiit- tlell'annu, ma è probabile clie si riferisca ai tatti del '.M. H. o<br />

degli anni iiiiinediataniente successivi.<br />

§ 54. — labii-l-Farag). La prima conquista .sotto il califfato di 'Utjimàn<br />

fti quella di Mah al-Hasrah. e di quanto rimaneva sui confini di Isbahàn<br />

ed al-Rayy, e ciò per opera di alni ^lùsa al-As'ari (a bù-1-Farag, pa-<br />

gine 177-178).<br />

§ 55. — (Yàqfit). Mah al-Basrah. Il nome di al-Mah è dato alla<br />

qasbah. capitale o città piincipale, di un paese, e vi è la Mah al-Basrah,<br />

la Mah al-Kiìtah e la Mah Fàiis. La denominazione Mah al-Basrali è data<br />

a Nihàwand, Hamadzan e Qumm.<br />

Secondo al-Zamakh.sari, Mah e Gùr sono i nomi di due paesi nell'Ard<br />

Fari». I^a gente di al-Basrah dice mah invece di al-Qa.sbah e perciò:<br />

Mah al-Ba.srah e Mah al-Kufah, come direbbero Qasbah al-Ba.srah e Qasbah<br />

al-Kiìfah (YaqQt, IV, 40."). lin. 14-21j.<br />

Cti-. anche Wellhausen Sk. u. \'orarb., \I. 110 e nota 6.<br />

La parola mah è persiana e significa la luna piena, ma anche quello<br />

che vi è di meglio in una regione: così Giuseppe Ebreo è detto dai Per-<br />

siani Màh-i-Kanau. < Màh-i-Misr ossia il Giuseppe di Ganaan, o il


§§ 56, 6«. 24. a. H.<br />

24. i. H. siono dopo l;i conquista della Persia, mi sembra sia una conferma indi-<br />

IPERSIA. Presa<br />

diHamadzàn.ai-<br />

Rayy e Qazwin.1<br />

,. ,<br />

'«^tta di tale supposizione.<br />

]] AVellhausen fSk. u. Vorarh., VI. 110, nota ')) dice al contrario<br />

che mali è un apjiellativo persiano per circondario o cantone (Kreis<br />

oder (rau), ma dice che fosse soltanto usato entro i confini dell'antico<br />

legno di Media, e vuole suggerire che vi sia un legame etimologico tia<br />

il nome Media e l'appellativo di Mah.<br />

§ 56. — Secondo al-Kalbi. la città di Lsbahan fu presa da Abdallah<br />

b. Budayl b. Warqà per ordine del Califfo Umar nell'anno 23. H. Si dice<br />

però da altri che 'Abdallah b. Budayl facesse la conquista per ordine di<br />

abù Musa al-As'ari (governatore di al-Ba.srah), o che la città si arrendesse<br />

a patti accettando di pagare il kh a r a g e la g i z y a h<br />

'Abdallah b. Budayl mandò quindi al-Ahnaf b. Qays contro al-Yahu-<br />

divyah che pure si arrese a patti, e in seguito sottomise tutto il territorio<br />

Ard Lsbahan.<br />

Il Califfo 'Uthmàn nominò di poi al-Sà-ib b. al-Aqra' a governare la<br />

provincia.<br />

La sottomissione di Isbahà,n cade o nel 23. o nel 24. H. (Faqih,<br />

261, lin. 3-9).<br />

Cfr. Yàqut, I, 298, lin. (J-12; Qutaybah 'Uyun, 268, lin. 11.<br />

Cfr. anche 23. a. H., §§ 5, 6, 10, 11, 12, 14.<br />

Qui mette forse il conto di ricordare il passo di al-Balà,dzuri (315)<br />

[cfr. 23. a. li., ij 10] da cui parrebbe che la presa di IsbahàTi avesse il<br />

duplice scopo di scacciarne il profugo ro Yazdagird III e di facilitare la<br />

conquista del Fàris, incominciata dalle parti del Khùzistàn, assalendo il<br />

nemico anche alle spalle. Il piano era buono, ma i Persiani opposero una<br />

maravigliosa, disperata resistenza. Lo stesso al-Balàdzuri. nel passo anzi-<br />

detto, confessa che ben tre tentativi di prendere la fortezza principale del<br />

Fàris, Istakhr, fallii-ono. Benché stretti dagli .Arabi, tanto al nord da lsbahan,<br />

quanto al sud da al-Basrah, i Persiani tennero a bada gli Arabi per cinque<br />

anni ancora, dal 24. al 29. H., prima ili lasciarsi sopraffare. La loro difesa<br />

fu siciu-amente facilitata dalle ribellioni che scoppiavano contro gli Arabi<br />

in Media: tanto Hamadzàn che lsbahan e Nihàwand sembra siano state<br />

.sottomesse più di una volta (cfi-. 21. a. H., § 73; 23. a, H,, §§ 7-11).<br />

La stessa magi-ezza delle notizie, come è il caso per tante campagne<br />

arabe in Asia Minore contro i Bizantini, è prova indiretta dei Serissimi<br />

contrasti, tra i quali si svolse la conquista dell' Iran, I cronisti arabi non<br />

amano dilungarsi sulle fasi ingloriose dello grandi campagne della prima<br />

conquista. In questa tutto deve essere eroico, grandioso; irresistibile espres-<br />

se.<br />

.


24. a. H. §§ r>5it.<br />

24. a. sione della volontà di Allah che vuole persuadere il mondo dcUa verità<br />

H.<br />

PERSIA. • Presa<br />

dell' Isiàm.<br />

di Hamadzàn.al-<br />

§ 57. — (al-Dzahabi I. In quest'anno (24. li.) avvennero le spedizioni Rayy o Qazwm<br />

seguenti :<br />

In Adzarbaygàn per opera di al-Walid b. 'Liqbah.<br />

In Armenia, per opera dello stesso. (Jli Armeni avevano riHutatcì il<br />

tributo promesso.<br />

Battaglia contro i Greci, diretta da Habib b. Ma.slamah al-Fihri, che<br />

aveva ricevuto rinforzi, in numero di 8000 .soldati, comandati da Salmàn<br />

b. Habiah (rfi-. più avanti ij 59 e 26. a. 11.. § 43). Parecchie fortezze<br />

furono conquistate in questa spedizione (Dza ha bi Paris, I, fol. 14f>,r.j [M.].<br />

È l)ene notare che al-Walid b. 'L'qbah venne al governo di al-Kùfah<br />

nell'anno 20. H., onde la maggior parte di (pieste notizie .sono cronolo-<br />

gicamente errate.<br />

PERSIA. — Il Nawruz ({).<br />

§ 58. — Il Nawruz dei Persiani cadde in questo anno sul 2 Kagab<br />

(= mereoledì 4 maggio 645 dell' È. V.j (Hamzah, 160 [che afferma fesse<br />

un lunedì] I.<br />

Nota 1. — La festa ilul Nawruz Xawróz, secondo la pronuncia persiana, ossia «nuovo giorno»)<br />

è la festa di capo d'anno dei Persiani, tenuta solennemente nell'Iran sin da epoca remotissima, ante-<br />

riore persino alla fondazione della religione zoroastriana. Difatti la leggenda persiana antica ascrive<br />

la creazione della festa ad un epistnlio leggendario di uno dei più antichi re persiani, anzi al terzo<br />

della dinastia Pa-^dadiana. fìain, o Gamsid. — Cfr. Spiegel, Eranische A 1 1 erth u m sk u n de, volume<br />

I, 527.<br />

Il giorno del Nawruz dovrebbe cadere sul primo giorno del mese persiano di Farvardin i-he, noininal-<br />

niente. doveva combinare con l'equinozio primaverile (21 marzo circa}, oppure sul giorno in cui il sole<br />

entra nella costellazione dell'Ariete. 11 giorno era festeggiato in Persia con grande solennità ed era<br />

seguito da una settimana di celebrazioni festive terminanti con il Nawruz-i-buzurg, o grande giorno<br />

di capo d'anno.<br />

I Zoroastriani adoratori del fuoco, i Mazdeisti della Persia pre-islamica, digiunavano per 19 giorni<br />

prima del Xawriiz icfr. Browne, A Year amom/st the Persians. pag. '2Uìj. Per la varietà di usanze,<br />

«uperstizioni e feste che persino i Persiani odierni collegano con il Nawnìz, vedi Bro w n e, op. citata,<br />

pag. 223, 231, 2.W, 321, 376, 141.<br />

Per i Persiani è la più grande festa dell'anno, ra il trionfo della vita rina-<br />

«cente e della luce trionfante, dojK) la morte e il frediio ilell'invemo. E l'e'iuivalente iranico doll'altni<br />

grande festa pagana di risurrezione, celebrata da Ebrei e Cristiani a Pasqua. Ancor oggi in Persia il<br />

Nawruz è giorno di rip1.<br />

ARMENIA.<br />

§ 59, — Secondo al-Kalbi ('da abu Mikhnaf ) in<br />

questo anno, 24. il. ('),<br />

per ordine di al-Walid b. 'Uqbah, governatore di al-Kufah, il comandante<br />

37.


6


24. a. H. gg t;., ,-^<br />

È assai probabile che molto disordine regnasse nella direzione di tutte 1«- 24. a. h.<br />

t'accende di Stato, e che oltre a Tripoli, anche molti altri centri abitati conquiste musuu<br />

minori della Siria e d'altrove non fossero ancora regolarmente sottoposti "i^ne in Siria.)<br />

al nuovo dominio, e che in jìarticolar modo la strisi'ia montuosa che lam-<br />

bisce la costa siria ti-a Ravrut ed Antiochia fosse in lar^a misura indi-<br />

pendente. La penetrazione musulmana vi fu assai lenta ed in alcuni punti<br />

nctn entrò mai interamente per quell'indifferenza orientale che lascia cor-<br />

rere tutto ciò che non le apparisce urgente, indispensaliilo di correggere<br />

i> sistemare.<br />

SIRIA. — Tradizioni sulla presa di Atràbulus.<br />

§ 63. — lal-Baladzuri. senza isnadj. Quando Mu'àwiyah 1>. ahi Sufyàn,<br />

do}X) l'elezione di 'Ut_hman, fu confermato nel governo della Siria, egli<br />

mandò SutSàn It. Mugil) al-Azdi contro Atràbulus. città formata dalla fu-<br />

sione di tre città, ed il generale musulmano costruì nella pianura (mar g)<br />

discosta qualche miglio dalla città, una fortezza che fu cono.sciuta con il<br />

nome di Hisn Sufyàn. Da questo punto SuA-àn incominciò a molestare<br />

gli abitanti di Atràbulus tagliando a loro le comunicazioni con il mare,<br />

donde ricevevano i viveri (cfr. Corr. ed Agg. a questo volume), nonché<br />

le altre vie di comunicazione. Allorcliè gli abitanti sentirono i dolorosi effetti<br />

di questo assedio, si riunirono tutti insieme in una delle tre fortezze di Atrà-<br />

bulus e scrissero all'imperatore di Costantinopoli di venire in loro soccorso,<br />

oppure mandasse una flotta che permettesse a loro di abbandonare la città<br />

** di rifugiarsi altiove. L' imperatore mandò una flotta assai numerosa in<br />

Siria, che approdando durante la notte, portò via tutti gli abitanti. Sufyàn<br />

.soleva pa.ssare ogni notte nella sua fortezza, insieme con i Musulmani, e<br />

solo durante la giornata tornavano a molestare il nemico. Cosi avvenne<br />

ora che, quando al mattino Sufyàn ritoinò con i suoi dinanzi alla fortezza<br />

di Atràbuhis, già occupata dai Greci, la trovò vuota: egli ne prese imme-<br />

diatamente po.ssesso, e scrisse a Mu'àwiyah annunziandogli la nuova con-<br />

luista. Nella fortezza ora conquistata Mu'àwiyah b. abi Sufyàn stabili una<br />

colonia molto numerosa di Ebrei, e cos'i nacque quel quartiere, nel quale<br />

ai tempi di al-Halàdzuri era il porto (al -min a).<br />

Più tardi il Califfo 'Abd al-malik ricostruì la fortezza e la munì di<br />

buone fortificazioni.<br />

Mu àwiyah b. ahi Sufyàn soleva mandare ogni anno ad Atràbulus un<br />

piccolo distaccamento dell'esercito di occupazione (al-gund) per difen-<br />

dere quella città, e ne affidava la direzione ed il comando ad un luogo-<br />

tenente' speciale. Quando più tardi i Musulmani divenncjro i padroni del


(SIRIA.<br />

24. • H.<br />

- Tradirio-<br />

nl sulla presa di<br />

Atràbulus-I<br />

24. a. H.<br />

man. un;, parto .li .luoste milizie venne ritirata. . rimase in Atràl.ulu»<br />

soltanto una piccolissima guarnigione sotto un luogotenente. Così durò<br />

li„n ai t.inpi .1.1 Califfo Abd al-malik (Balàd/ui i. 127).<br />

CIV. Athir. II. 'J:}!.<br />

SIRIA. — <strong>For</strong>tificazione delia costa mediterranea.<br />

§ 64. — labu Hats al-Sàmi, da Sa'id b. 'Abd al-azizi. Quando divenne<br />

Calitto 'Uthman, era ancora in vigore il divieto di 'Limar contro ogni spe-<br />

Mu'àwiyah b. abi Sufyàn non cessò mai dall' insi-<br />

dizione marittima ; ma<br />

stere presso 'Uthmàn, finché questi alfine diede il richiesto penuesso (di alle-<br />

stire una flotta) e di fare spedizioni per mare. '<br />

Uthmàn<br />

dispose però, che<br />

quando Mu'àwiyah voleva o guidare in persona, o mandare un luogotenente<br />

in una di queste spedizioni, non doveva diminuire la forza numerica delle<br />

guarnigioni esistenti, ma organizzarle con genti suppletive. 'Uthmàn sta-<br />

bilì anche la concessione di feudi (qatà-i'i speciali per il mantenimento<br />

delle milizie, formandoli con quei beni immobili abbandonati dagli abi-<br />

tanti emigrati altrove per effetto della conquista musulmana. Furono allora<br />

restaurate ed ingrandite le moschee esistenti, o ne vennero fondate altre<br />

nuove (Balàdzuri, 128j.<br />

SIRIA-ASIA MINORE.<br />

§ 65. — ibn Taghribirdi pone in questo anno la presa degli al-Husun<br />

(=i castelli) tra Antiochia e Tarsùs. per opera di Mu'àwiyah (Mahàsin.<br />

I, 88. lin. 12).<br />

L'evento va però messo più correttamente sotto l'anno 25 (cfi-. 25. a. II..<br />

§i< 67-69) o 26. H.<br />

ARABIA. — Aumento delle pensioni.<br />

§ 66. — (Sayf b. Umar, da Asim b. Sulaymàn, da 'Amu- al-Sa'bij.<br />

•Uthmàn tu il primo Califfo che aumentasse di cento (dirham) le pensioni<br />

(a'tayàt)(/) a quelli che ricevevano un'annua pensione dallo Stato (ahi<br />

al-fay). Il Califfo 'Umar aveva anche introdotto l'usanza di donare un<br />

dirham al giorno durante il mese di Ramadàn a tutti i membri del-<br />

l' ahi al-fay, e due dirham al giorno nello stesso mese alle vedove<br />

del Profeta. Al CaUffo 'Umar avevano anche suggerito di distribuhe vi-<br />

veri (durante il mese di Ramadàn?), ma egli si era rifiutato di farlo, di-<br />

cendo che era meglio i fedeli si saziassero ognuno a casa propria. 'Uthmàn<br />

confermò tutte le innovazioni del suo predecessore, ma volle che durante il<br />

40.


24. a. H. §1 (j«-69.<br />

mese di Hamadàn venissero anohe distribuiti viveri a tutti quelli che rima- 24. a. h.<br />

• • Il I I A. ì ii X j • m .ARABIA. - Aumennevano<br />

m-ila nioscliea durante la notte, ai viaggiatori ed ai poveri (Ta- ,o


$t ii'à-ii. 24. a. H.<br />

lARABiAMAK- umiidò Ahdallali I). Abbas. tioù Taniio 36. H. (Saad. III. 1. 48, lin. 2»;-<br />

KAH. - Pellegrinagg-o<br />

annuale.-<br />

Provvedimenti<br />

""'<br />

mimMrltrvt<br />

•*- '"'• -' 1^'J-<br />

§ 70. — (da Marwàn b. al-TTakam). Uthmàn b. Afifàn fu colto da una<br />

•MìK.iia^ria violenta l'anno del lu àf, sicché non potè compiere l'ai -ha gg.<br />

Fjd egli fece testamento. Or entrò da lui uno dei Quray.s, e gli dis.se : « D«-<br />

« signa il successore». — E 'Uthman: « L' han già in mente? fvor.siono<br />

« incerta) ». — « Sì », rispose l'altro. — « E chi? ». Ma l'altro tacque. Entrò<br />

poi da lui un altro, credo fosse al-HàritJi, e dis.se: « Designa il succes-<br />

« sore ». — Dimandò 'Utlimàn: « L' han già in mente?». — « Sì ». —<br />

«E chi è?». Ma l'altro tacqiie. Allora 'Uthmàn: «Scommetto che han<br />

« detto al-Zubayr ». — « Sì ». — E 'Uthmàn: « Per Colui nelle cui mani è<br />

« l'anima mia, egli è il migliore, per quanto so, ed egli certo era il più<br />

« caro al Profeta di Dio ».<br />

(da Marwàn). Mi trovavo presso di 'Utjjmàu, qxiando entrò un uomo<br />

che gli disse: «Designa il successore». — «Ed è stato suggerito?». —<br />

« Sì, al-Zubayr ». — « Per Dio », disse allora Uthmàn, « sapete bene ch'egli<br />

«è tre volte il migliore fra voi» (Bukhàri, ed. Krehl, 11,437-438; Bukhàri<br />

[vers. frane], II, 612-613 [LXII, 13, lin. 1-2]) [M.].<br />

Cfr. anche Dzahabi Paris, I, 158, v. -159, r., in cui si dice che 'Abd<br />

al-rahmàn b. 'Awf fu designato, ma che temendo questi che sul male di<br />

'Uthniàn influisse la designazione fatta (quasi Iddio cercassse di spacciar<br />

questo 'Utjimàn), prega Iddio di far morire lui 'Abd al-rahmàn fi prima di<br />

'Uthmàn, ecc. (Cfr. sotto la vita di 'Abd al-rahmàn b. Awf nel 32. H.j.<br />

Nota 1. — Non è chiaro quale sia la ragione tra'lizionistica per la quale in questo liadith si è<br />

voluto attribuire ad 'Uthmàn la designazione di un successore nella persona di 'Abd al-rahmàn b. 'Awf<br />

al-Zubajr b. al-'Awwàui. E finzione tradizionistica? In questo caso una ragione potrebbe essere di<br />

accusare 'UtJimàn di voler impedire ad 'Ali di salire sul trono. Qualora però la notizia fosse esatta,<br />

darebbe ragione al sospetto ohe nei primi anni di 'Uthmàn ancora non si pensasse seriamente alla suc-<br />

cessione di 'Ali e che altri godessero di maggiori probabilità di elezione e di più largo favore popolare.<br />

11 contegno di 'Abd al-rahmàn b. 'Awf durante la sùra è prova che godesse di molto prestigio sul<br />

popolo: in favore di al-Ziibayr erano le sue immense ricchezze.<br />

§ 71. — (al-'S'a'qùbi). Secondo una tradizione 'Uthmàn s'ammalò gravemente,<br />

e, chiamato Humràn b. Abàn, scrisse un 'ahd per il .suo suc-<br />

cessore. Lasciò in bianco il nome e poi scrisse di sua mano Abd al-rahmàn<br />

b. 'Awf, e poi lo legò, e lo mandò a umm Hal>ìbah bint abì Sufyàn. Humràn<br />

però lo les.se per istrada, e andò da 'Abd al-rahmàn e l' informò. 'Abd<br />

al-rahmàn inquietissimo disse : « Gli domando un governo pubblicamente<br />

« ed egli mi nomina segretamente ». La notizia si propalò per la città.<br />

1 banù Umayj'ah si adirarono. 'Uthmàn chiamò Humràn, suo mawla.<br />

e gli diede 100 frustate, e lo mandò ad al-Basrah. Di qui l' inimicizia<br />

tra lui e Abd al-rahmàn.<br />

42.


24. a. H. §§ 71, 7-2.<br />

Abd al-rahmàn b. Aw t ì;Iì maudù il tìglio perchè dicesse (da sua 2"* ^- ^<br />

_," .. ,ARABIA-MAK-<br />

.<br />

parte): «Ho tatto omaggio a te. eppure per tre cose io ti son superiore: kah. - Peiiegri-<br />

« Ho combattuto a Badr. e tu non c'eri; fui alla bay ah al-ridwàn. naggio annuale.<br />

Provvedimenti<br />

« e tu non c'eri: io son stato termo il di di l'iiud. e tu sei scappato ». religiosi ed am-<br />

Quando il tìglio ebbe fatta l'ambasciata ad 'Utjimàii, questi rispo.se: « Digli ministrativi.!<br />

« che a Badr non ci fui perchè rimasi sulla ca.sa del Profeta, e il Profeta<br />

«m'ha pur dato la mia parte. Per la bay ah al-rid\vàu, il Profeta<br />

« ha toccato per me la sua sinistra nella sua destra, e la sinistra del Pro-<br />

« feta ha più valore delle vostre destre. Riguardo poi ad Uhud. è vero ciò<br />

« che tu hai detto, ma Iddio mi ha perdonato. Purtroppo avevam fatto<br />

«cose che non sapevamo se Iddio ce le avrebbe o no perdonate! > (Y aqubi.<br />

l!»."). lin. lit-liM!. lin. 14) fM.].<br />

Nota 1. — al-Ya'qùbi riproduce qui uuu di quelle tante tradizioni dì cui avremo » dare molte<br />

alti* versioni nelle seguenti annate , nelle quali le scuole che di poi o combatterono o difeaero 'Utjimàu.<br />

tentarono rin.-^.iuniere le loro ragioni. La tradizionistira musulmana con quello spirito gretto, oasuistico,<br />

che poi la distinse, tenta riassumere le colpe di 'UtJ^imàn sotto alcuni capi di accusa, che sono, a nostro<br />

modo di vedere, quasi infantili. Sarà nostro, non facile, compito distrigare dalla matassa aggrovigliata<br />

quei vaghi indizi delle vere ragioni della catastrofe del 35. H.<br />

§ 72. — lal-Azraqi, da Mnhammad b. Yaliya, da al-Wàqidi, da Ivhàlid<br />

b. llyà.s, da Yaliya b. Abd al-rahmàn b. Hàtib, da suo padre 'Abd al'<br />

rahmàn b. Flàtibi. Quando venne al potere il Calitì'o 'Uthmàn, questi mandò<br />

'Abd al-rahmàn b. 'Awf a dirigere il pellegrinaggio annuale e gli ordinò<br />

di rinnovare gli ansàb al-haram. Abd al-rahmàn incaricò alcuni Qu-<br />

rays, tra i quali Huwaytib b. 'Abd al-'Uzza, ed 'Abd al-rahmàn l). Azhar<br />

(a compiere l'opera di rinnovo). Dianzi 8a'id b. Yarbii' e Makhramah b.<br />

Nawfal .solevano rinnovare ogni anno gli ansàb al-haram, ma Sa'id aveva<br />

perduto la vista negli ultimi temjii di 'Umar, mentre Makhramah divenne<br />

cieco regnante 'Utiimàn (sicché fu neces.sario rinnovare la commissione).<br />

Quando .salì al jioteie Muàwiyah (nel 41. ll.j, .scri.s.se al gov(Muatore<br />

di Makkah di rinnovare gli an.sàb al-haram.<br />

Quando il Califfo 'Umar mandava la commissione a rinnovare gli<br />

ansàb al-haram. ordinava ad e.ssi di osservare ogni valle che immet-<br />

teva le sue acque nell'al-haram (di Makkah) e ])orvi i nasab<br />

(pietre<br />

di confine?) c(m trassegnati con indicazioni speciali »• dovevano includere<br />

anche la valle nell'al-haram. Per ogni valle poi che versava le sue<br />

acque nell'al-hill, o territorio non .sacro, dovevano dichiarare bill quelle<br />

valli medesime (Azraqi, 360, lin. 4-14).<br />

Cft-. anche Azraqi, 502, lin. ult., dove è detto: (Hi Ansàb al-Uaram<br />

sono sulla cima della tjianiyyah: quello che si trova di fi-onte in questo<br />

vei*sante della montagna (al -si qqj è haram; quanto è didietro è hill.<br />

43.<br />

-


24. a. H.<br />

(ARABIA-MAK-<br />

s« -r\. li. 24. a. H.<br />

I 73. _ (|> c.Mitiiii |liu(lri(i) (1 e II a 1- H a ra m al-Sarifj. Se-<br />

KAH. Pellegrlnaggio<br />

annuale.- Madinali al di qua di al-Tan'im prosao i F^uyut (_»hifàr (ad una distanza<br />

1 oiuln al)U-l-WaIid [al-AzraqiJ, i confini corrono dalla parto del Tariq al-<br />

reiigio.Veram! di?i di tre miglia (da Makkah). Poi dalla parte del Tariq al-Yaraan di<br />

ministrativi. Adiìali Libin. attraverso la 'Phaniyyah Libin ad una distanza di sette<br />

iiii>rlia. Dalla parte del Tariq Gruddah, alla line (? munqati'j di al-A'sàs<br />

alla distanza di dieci miglia. Dalla parte del Tariq al-Tàif per la via Tariq<br />

'Arafah a partire da Batn Namirah, alla distanza di 11 miglia. Dalla parte<br />

del Tariq al-'Iràq per la Thaniy^'ah Khall seguendo la scorciatoia (? bi-1maqta')<br />

alla distanza di sette miglia. Dalla parte del Tariq al-(ji'ranali<br />

nello 8i'b Al 'Abdallali b. Khàlid b. Asid ad una distanza di nove miglia ('j<br />

(Azraqi, 3G0, lin. 20-301, lin. 4).<br />

Nota 1. — La versione che do di questo passo non mi soilisl'a, percliè il testo nella estrema cun-<br />

cisione non riesce chiaro per chi non ha conoscenza personale e visiva dei luoghi. Sembra però che si<br />

elenchino le sei principali strade che lasciano Makkah in sei diverse direzioni e si stabilisca la distanza<br />

a cui si trjvano in ciascuna i confini dell'al-Harani, partendo dal santuario makkano.<br />

Questi confini ih u d u d) che rapporto hanno con gli ansàb? Non è detto che questi ansàb si tro-<br />

vjissero al contine del h aram sulle vie conducenti a ^[akkah. Le notizie sugli an sàb fanno invece intendere<br />

che erano pietre o limiti sparsi per i monti intorno a Makkah e dubito molto che fossero tutti sul confine:<br />

molti, io credo, erano sparsi anche nell'interno del territorio sacro. iCfr. Corr. ed Agg. a questo volume).<br />

§ 74. — La funzione del tagdifl ansàb al-baram è molto oscura.<br />

La versione letterale direbbe « rinnovare i termini lapidei che segnavano<br />

« i confini dell'al-Haram di Makkah >. Ma questa versione è corretta? o<br />

abbiamo anche qui un eufemismo di età posteriori per coprire un'antica<br />

usanza pagana?<br />

Già il Wellhausen (Reste, pag. 101-102. 105-106) ha sospettato nella<br />

cerimonia, di poi abbandonata, una l'unzione religiosa pagana. 1 termini<br />

hanno sempre un carattere sacro presso i popoli primitivi :<br />

i Romani, è<br />

noto, avevano un Dio Termine. In Arabia, dove i blocchi di pietra avevano<br />

sì spesso veste sacra, è lecito sospettare un carattere religioso e pagano<br />

in ogni funzione compiuta presso macigni.<br />

<strong>For</strong>se questi ansàb erano grandi blocchi o monoliti natxirali sparsi<br />

sulla periferia dell'al-Haram di Makkah, antichi altari o luoghi sacri o pre-<br />

sunti idoli di divinità pagane, considerate quali guardiane del territorio<br />

sacro. <strong>For</strong>se prima di ogni ricorrenza annuale del pellegrinaggio era con-<br />

suetudine che una speciale deputazione dei Qurays, facesse la funzione del<br />

tasdid, un atto di venerazione, di omaggio, quasi per rinnovare o rin-<br />

frescare la memoria di queste divinità tutelatrici e assicurarsi la loro pro-<br />

tezione. <strong>For</strong>se anche — come si deduce da un'espressione di al-Azraqi<br />

(360. lin. 13: cfr. poc'anzi § 72) — pare fosse uso segnare in modo visi-<br />

bile i blocchi, aftinché fossero più facilmente riconoscibili a tutti.<br />

44.


24. a. H. §§ V4.7S.<br />

Il carattere i)a2ano della cerimonia risulta anche dal tatto clic cdn 24. a. h.<br />

.. , . , X- , u 1 ^ ARABIA-MAK-<br />

I andar del tempo essa tu abbandonata. •<br />

^^^^ . peiiegri-<br />

Datti il carattere religiosamente orgiastico delle feste makkane (con- naggio annuale.<br />

TT T^ ri 1 1 ^ . -, ^ • Provvedimenti<br />

•<br />

frontisi 17. a. H., 4;i> «'i o segg.. e Barton, >,kefcn of heinitic Or/gins, religiosi ed am-<br />

pag. 2ii'ò-2'ò7 ì<br />

è<br />

forse azzardato il supporre che questi ansab fos.sero eni- ministrativi.)<br />

blerai «fallici »? (cti-. per casi analoghi Yàqiit, III, 7(>0, lin. 4-10; Bar-<br />

ton, o)). cit., pag. liììV).<br />

§ 75. — (ibn 'Abd al-barr|. Il Calitfo Uthmàn. nell'assumere il go-<br />

verno, nominò governatore di Makkah .Mi b. '.Adi b. Kabi'ali b. 'Abd<br />

al-Tzza b. Abd Sams al-Qurasi al-Abisami i') (Fasi. Ki-J. lin. !»-]2).<br />

Nota 1. — Il suo preiIecfssDre, lieposto ila 17tjimaii, era Niifi' li. 'Abd al-Hiirith. — OtV. ^V^i^st cuffia<br />

rliron. Stadi Mekka. paR. IJ-J S l'-ì4i.<br />

ARABIA-MADINAH. Ingrandimento della moschea di Madinah.<br />

§ 76. — lai-Samliudij. Quando L thman fu eletto L'alitfo, nel 2-4. H.,<br />

la gente lo udiciò perchè ingrandisse il loro niasgid: si lagnavano della<br />

grande angustia di spazio nella funzicme del venerdì, per modo che i fedeli<br />

erano


^ 70, H, 24. a. H.<br />

24 a. H. IMPERO BIZANTINO. — Rivolta di Valentiniano contro l' impera-<br />

''rrNa^. ^R^voita tore Costante (Costantino III),<br />

di<br />

Valentiniano<br />

| 79_ - (<br />

Tiicupliaiiesj.<br />

^'eiraniio del Moudu tjl.-jt) I<br />

equivalente' a 95«j<br />

^"Troor/r. -i.HÈ.a (lei Scleuei.li, 044 È. V. e 2^.-24. a. IL) il patrizio Valentiniano<br />

(Costantino HI)., insorse contro il' imperatore) Costante, il quale però spedi contro di lui<br />

chi lo mandò a morte e ridusse di nuovo l'esercito all'obbedienza. In questo<br />

stesso anno avvenne un'eclissi solare nel quinto mese Dios, nel sesto giorno,<br />

nell'ora nona (<strong>The</strong>ophanes, I. pag. 524-525; ed.de Boor. 1. 343: Mu-<br />

rali, I. 206).<br />

Nella cronologia delle Eclissi visibili in Europa, in Asia e nelIAtrica<br />

conosciuta dai Komani (cft*. L'aì'l de vf'rifier les dates, voi. I, pag. 210).<br />

abbiamo notizia di due eclissi solari: l'una del 21 giugno (343, visibile in<br />

Asia ed Europa Centrale : Faltra maggiore e visibile in Atiiea, Asia ed<br />

Europa, e perciò più probabilmente quella a cui allude Teofane, il 5 no-<br />

vembre 044 dell' È. V. alle ore 1 1 del mattino. Onde l'insurrezione di Valen-<br />

tiniano, probabilmente un generale comandante di milizie in Asia Minore<br />

(cfr. Burv, II, 287), cadi-ebbe nel 23.-24. II. ossia dopo l'ucci-sione del<br />

Calittb 'Umar; mentre in Teofane questo fatto è narrato l'anno dopo l'in-<br />

surrezione di Valentiniano, che sarebbe perciò dovuta accadere nel 22. 11.<br />

§ 80. — L' imperatore Costante, ancora giovanissimo ed inesperto,<br />

ebbe a superare gravi difficoltà sin dai primi tempi del suo impero. Su<br />

quella di Valentiniano, narrata da Teofane, e che si trascinò appresso una<br />

parte delle milizie imperiali in Asia Minore, sappiamo assai poco. Il Bury<br />

{Wst. Later Rom. Empire, II, 287) suggerisce che questo Valentiniano<br />

possa essere la stessa persona di quel Valentino, che alla testa delle genti<br />

d'armi bizantine in Chalcedon tenne in iscacco l' imperatore Hei acleona.<br />

e partecipò ai torbidi per effetto dei quali avvennero la rivoluzione di pa-<br />

lazzo e la caduta dell'imperatrice Martina: cfr. 20. a. H.. §§ 359-301.<br />

Sta però il fatto, osserva il Burj-, che Valentinus fu mandato in esilio,<br />

quando Costante salì sul trono, e Valentiniano invece, per ordine dello<br />

stesso Costante, fu arrestato e decapitato.<br />

Il Lebeau invece (voi. XI, 306, livre LIX, § 19) so.stiene che Valen-<br />

tino e Valentiniano debbano essere la stessa persona, e trova di ciò una<br />

conferma nel fatto che del Valentino esiliato dopo la rivoluzione contro<br />

Martina, non si fa poi veruna menzione, sebbene occupasse un posto così<br />

eminente nell' impero. A dire il vero sarei disposto a seguire l'opinione del<br />

Lebeau, aggiungendo che forse nei cronisti bizantini, ai quali Teofane ha<br />

attinto, vi sia stata una qualche confusione di fatti e di nomi. La crono-<br />

logia incerta ed oscura, la grande vicinanza in ordine di tempo tra i due<br />

4tì.


24. a. H. §§80^ gì.<br />

«venti, può aver t'aciliiu-nto generato qualche confusioni'. Quale t'osse il corsn 24. a. H.<br />

,. ,. ,. j- •<br />

IX X x- , X- X- IMPERO BIZANreale<br />

di fatti non possiamo dire oltre quanto ci ritenscono le tonti. tino. - Rivolta<br />

La Hlstoriae Misceìlae [Muratori, Her. Ital. Scrip.,1, parte 1". pa- di Vaientiniano<br />

... -1 • 1 11 . X- 1- 1 • X- X •<br />

giiia IfioJ, attingendo alle stesse tonti bizantine nostre, non ci porta altro ^^^^ Costante<br />

lume sulla faccenda. .<br />

EGITTO — La piena annuale del Nilo.<br />

§ 81. — Nella rmiiaca egiziana di i lui Tagli ri birdi noi abbiamo .sotto<br />

ogni anno 1" imlicazione esatta in mi.sura d'altezza della massima piena e<br />

massima magra del Nilo. In Egitto, sin da epoca remota si teneva un<br />

regi.stro e.satto di queste misure annuali, e gli autori musulmani, quando<br />

si posero a raccogliere ed ordinare le notizie riguardanti 1' Egitto, tra.scris-<br />

sero gli antichi registri e compilarono nuove tabelle cronologiche in veste<br />

araba sui modelli antichi. Le notazioni arabe cominciano con la conquista,<br />

il che dimostra che l'elenco era tenuto dai Copti ed aveva per essi un<br />

valore speciale, pratico e ti.scale, e non era una oziosa curiosità .scientifica.<br />

Siccome l'altezza dell' inondazione annuale aveva grande influenza sull'ab-<br />

l>ondanza dei raccolti, è chiaro che il livello massimo delle acque in piena<br />

fosse argomento di gravi cure per tutti i governi dell' Egitto. Entro certi<br />

limiti, più alta era la piena raa.ssima, maggiore era il numero dei campi<br />

iirigati e coltivati, e maggiore l'estensione di terreno soggetto a imposte.<br />

Se la piena non superava certe altezze, alcuni terreni non erano più colti-<br />

vabili. Cosi pure più basso era il Nilo in periodo di magra, più difficile e<br />

più ristretto era il lavoro di irrigazione artificiale con i mezzi meccanici.<br />

Per moltissime contrattazioni datìari non solo tra sudditi e governo, ma<br />

anche tra privati (padroni e servi, pioprietari e locatari) la piena mag-<br />

giore o minore delle acque era di capitale importanza: per molti tributi<br />

fiscali e contratti privati l'altezza della piena .stabiliva l'ammontare del tri-<br />

l)uto e del prodotto: era necessari»^ dunque esistes.se una registrazione uffi-<br />

ciale delle piene e didle magi-e del Nilo. Così sappiamo da fonte araba Tcon-<br />

frontisi ibn lyàs, citato in Noticfis ot Extraits. voi. VIIT. pag. 41) che<br />

fino all'anno 500. H. l'altezza delle acque necessaria per autorizzare l'esa-<br />

zione delle imposte era sedici cubiti, sul Miqyàs, o Nilometro, nell'isola<br />

di al-iiawdah, presso il Cairo. Se l'altezza arrivava soltanto a ISo 14 cu-<br />

biti, era uso ricorrere senza indugio alle preghiere pubbliche, credute mezzo<br />

efficace per ottenere il desiderato aumento. Se la piena airi vava soltanto a<br />

poco più di 15 cubiti, erano inondate soltanto le parti più basse, onde le<br />

riscossioni fiscali del governo e dei feudatari subivano una notevole diminu-<br />

zione. Così pure, .se la piena superava i 18 cubiti, l'inondazione era rovi-<br />

47.<br />

. 1, contro l'impera-<br />

(Costantino ni).]


24. a. H. ,|,,sa ncirliù annegava la i aiiipagna. I^a piena t'ia occasioufc sempre di<br />

[EGITTO. -La pie- •*•!.„<br />

oa annuale del iriail.ll solenni feste.<br />

Nilo.) Il, ,111 pa.sso precedente degli <strong>Annali</strong> al>liiani(t riferito la leggenda della<br />

vergine offerta annualmente in olocansto al Nilo, annegata in esso per<br />

placare il ;uime e garantire l'abbondanza delle piene (cfr. 21. a. 11.. § 254;<br />

Maqrizi [vhitat, I, 58, lin. 14 e segg.). La fiaba (cfi-. Lombroso G.,<br />

L'Eiptto al tempo dei Greci e dei Rovmni, cap. I, « Culto del Nilo ») ri-<br />

specchia le preoccupazioni annuali della popolazione egiziana.<br />

Sulla misurazione delle piene del Nilo, si legga anche Ma ([ri zi<br />

Khitat, 1, 57, lin. 31 e segg., dove si attribuisce a Giuseppe p]breo la<br />

istituzione del Miqyàs, o Nilometro. Si aggiunge altresì (1. e. 58. lin. 2<br />

e segg.) che 'Amr b. al-'As, quando ebbe conquistato 1' Egitto, pose un ni-<br />

lometro ad Aswàn, ed un altrq a Dandarah.<br />

Cfi'. anche abii Sàlih. 203-204 [vers. inglese].<br />

§ 82. — La massima piena del Nilo raggiunse nel 24. il. 16 dzirà'<br />

e 6 asba': la massima magra ?cese a 2 dzirà' e 14 asba' Mahàsin.<br />

I, 88, lin. 14-15).<br />

EGITTO. — Istituzione del Dar al-Diyafah.<br />

§ 83. — lal-Maqrizij. Il primo ad istituire il Dar al-Divàfah<br />

{= casa degli ospiti) nell'Islam fu il Califfo 'Umar nel 17. il. [s/r correggi<br />

18. H.], quando lo munì di farine, di burro, di miele e di altri generi com-<br />

mestibili [alludesi alle disposizioni prese per comiiattere la grande carestia<br />

dell'anno 18. H. :<br />

ctr. 18. a. H.. §§ 6 e segg.], e pose fra Makkah e Ma-<br />

dinah chi rifornisse d'acqua i viaggiatori e i pellegrini sperduti e abban-<br />

donati dalle caravane, nel viaggiare da una stazione all'altra. Quando di-<br />

venne Califfo, 'Utlimàn istituì la al-diyàfah o ospitalità per i viaggiatori<br />

ed i devoti nella moschea.<br />

Il primo a fondare una Dar al-Dijàfah per la gente in Misr, fu 'Uthmàu<br />

b. Qays b. abi-l-'As al-Sahmi, uno dei Compagni del Profeta che fin'ono<br />

presenti alla conquista dell'Egitto. La Dar al-Diyàfàh era nella Hàrali<br />

Bargawàn presso il Ma3'dàn Qasr al-Gharbi. nel luogo detto al-Kharansaf<br />

ai tempi di al-Maqrizi. Un tempo il sito era detto Dar al-Ustàdz Bargawàn<br />

(Maqrizi Khitat. I, 460. lin. 36-461, lin. 5).<br />

EGITTO. — Il primo min bar in al-Fustàt.<br />

§ 84. — Alcuni attribuiscimo ad 'Amr 1). al-'As la costruzione del<br />

primo min bar nella moschea di al-Fustàt, ma aggiungono che venisse<br />

eretto soltanto dopo la morte di 'Umar, perchè questi glielo aveva impe-<br />

dito (Mahàsin, I, 78, lin. 9-10).<br />

4S.


24. a. H. §§ 84-86.<br />

il<br />

l'ibn TashribirdiL 'Amr b. al-'As si fece un min bar fin al-Fustàti, ma<br />

*,.,.,,.,. ,.<br />

Calirtu 'Umar gli seris.se ordinandogli di demohrlo immediatamente,<br />

24. a. h.<br />

lEGITTO. - Il prl-<br />

,„o m inbarin<br />

a""-iunurend(> : «Non ti basta forse di rimanere in piedi, mentre i Miusul- ai-Fustàt.|<br />

«mani seggono sotto i tuoi piedi?». Ed Amr demoli il minhar (Mahasin.<br />

I, 7(5. Un. lS-20).<br />

Cft-. anche Becker [Orientai. Shcì.: Tìi. Noeldoke-Festnchrift, pag. 335];<br />

Maqrizi Khitat. II, 247. lin. 20.<br />

Cfr. 21. a. H.. i^^ 12."ì e 24. a. II., i;§ 16 e segg.<br />

NECROLOGIO. — Abd al-rahmàn b. Ka b.<br />

§ 85. — alni Layla AIkI al-raliman b. Kab b. 'Amr [o 'Umar] b.<br />

Mabdzùl b. Arar al-Ansàri al-Màzini dei banu Mazin i). al-Na


$) «&«>. 24. a. 11.<br />

24. a, H. ., della camda ». — « Profeta ». rispo.so essa, « iiou riesce a portarmi ».<br />

INECROLOGio. - _<br />

Barakan umm<br />

^ ^.^^ j^^j d'andaro sul liglio della camela >. Scherzava, ma diceva giusto,<br />

Ayman.i perchè tutti i cauieli souo tìgli della cameia.<br />

Dicono i<br />

'='<br />

tradiziouisti che umta Ayman era presente a Uhud, e portava<br />

l'acqua e curava i feriti. Poi fii a Khaybar. E quando morì il Profeta, disse<br />

piangendo: « lo piango perchè è cessata la rivelazione che ci veniva dal<br />

«cielo» (Saad. Vili. pag. 164, lin. 8-12). Quando morì Umar, disse:<br />

« Oggi l'Islam s'è spezzato ». Mori nei primi anni di 'LTthman o sotto abù<br />

Baki- (sic!) (Saad, VIII, 164, lin. 14-15; ó-awzi, MS. Costautinop..<br />

tòl. 74.r.-74,v.) |M.].<br />

§ 87. — (da ibu abi-1-Aswad [= Abdallah b. Muli. b. abi-l-As\vad Humayd<br />

b. al-Aswadj, da Mu' tamii- [b. Sulaymàn], ed anche Khalifah [b. Khayyàt].<br />

da Mu'tamir, da suo padi-e [Sulaymàn], da Anas b. Màlik) [in riassunto]. Nei<br />

primi tempi della loro dimora in Makkah Maometto ed i suoi Compagni<br />

Emigrati furono assistiti dagli al-Ansàr, i quali dedicarono il frutto di una<br />

parte delle loro palme al mantenimento dei coireligionari makkani. Quando<br />

il Profeta sottomise i Qurayzah e gii al-Nadii-, e ne prese le terre, di queste<br />

non diede nulla agli Ansar, ma in compenso li esonerò dal tributo di<br />

sostentamento degli , Emigrati makkani e pattuì che avrebbe imposto ai<br />

Compagni la restituzioue agli Ansar di tutto ciò che prima avevan rice-<br />

vuto in generoso sussidio. — Una delle beneficate era umm Avman, e la<br />

famiglia di Anas b. Màlik che l'aveva mantenuta chiese ora alla donua<br />

la restituzione: umm Aymau in principio fece opposizione, considerando<br />

quanto aveva ricevuto come sua proprietà ; ma cedette quando intervenne<br />

il Profeta e le promise che se cedeva, le avrebbe dato poi dieci volte tanto<br />

(Haó-ar, IV, 835, lin. 11-19).<br />

Cfr. anche Bukhàri, ed. Krehl, III, 128; Bukhàri Qastallàui,<br />

V, 210, lin. 6 e segg. ; VI. 329, lin. 3 e segg.: Saad. VIII, 163, lin. 13<br />

e segg.; Bukhàri (vers. fi-anc). III, 128-129 [LXIV. 30, § 4].<br />

Al tributo volontario degli Ansar allude anche un'altra tradizione :<br />

Bukhàri, ed. Krehl, II, 281, lin. 3-6: Bulgari Qastallàui, V, 210,<br />

lin. 8 e segg.; Bukhàri (vers. frane), li, 393 [LVII, 12j.<br />

§ 88. — (abù Nu'aj^m, dal suo Tariq, da Sarik, da Manzur, da 'Atà-,<br />

da abù umm Ayman, da Ayman). Il Piofeta ha detto : < Non si taglierà<br />

« la mano d'un ladro che per uno scudo (??) », e fu stimata (?) al tempo del<br />

Profeta un dìnàr o dieci d i r h a m (Magar, IV, 836. lin. 16-19 )<br />

[M.J.<br />

§ 89. — umm Ayman Barakah bint Thalabah b. Amr b. Hisn b.<br />

Màlik b. Salamah b. Amr b. al-Nu'màn. La kunyah fu presa dal figlio<br />

Ayman b. 'Ubayd. Essa è la madre di Usàmah b. Zayd, avendo sposato<br />

5a


24. a. H. «S 89. iVi.<br />

Zavd b. Hanthah dopo Ubavd 1 abissino. Essa e d*?tta mawlAli t\v\ Pro- 24. a H,<br />

' ,",., . „ , , ........<br />

età. e sua khàdim o domestica, bece le due eniigrascioni m Abi-ssinia e<br />

NECROLOGIO.<br />

Barakah umr<br />

Ayman.<br />

a Madiuah. ed è chiamata anche umm al-Ziba- (At_hir Usd. .<br />

\'. 40S<br />

Fu lil)erta e bambinaia (hàdinah) del Profeta, ed era abi.ssiua. 11<br />

padre del Profeta la IìIhmò. Fu delle prime convertite.<br />

Secondo altri, ella era jxi.sseduta dalla sorella di Khadi»^ah »' l'ebbe in<br />

dono Maometto. Secondo altri ancora, era della madre del Pn)feta. Bevve<br />

(persele) l'orina (cfr. Corr. ed Agg. a questo volume) di Maometto e il<br />

Profeta le di.sse: « Non ti dorrà più il ventre >. Secondo altri invece chi<br />

l>evve l'orina di Maometto lìambino fu Haiakah schi;i\a di umm Habibah.<br />

11 Profeta la chiamava « mia madre dopo mia madre ». e la vi.sitava<br />

nella stanza di lei. Quando Maometto morì, essa pianse, e interrogata perchè,<br />

rispose che non piangeva di Maometto, giacché sapeva che sarebbe morto,<br />

ma penile la rivelazione s'era interrotta.<br />

Ayman era<br />

umm Un 11 a d i tji che rimonta ad Alias b. Màlik dice :<br />

wasifah (giovane domesticai di 'Alìdallah b. 'Abd al-Muttalib. ed era<br />

abissina. Qiiand


^^^<br />

24. a. H. ibn Hagar diHtingue umra Ayman, da umm Ayman Baiakah. ed a<br />

''^Barl^k a°^lmm questa secouda, che diatingue corno al-Habasiyyali, ossia l'abissina, dedica<br />

""""<br />

Ayman'<br />

,,,1 capitolo speciale (Hagar, IV, 474. n. 165), e la definisce come quella<br />

che bevve una volta, di notte, tormentata dalla sete, l'orina del Profeta,<br />

orina che essa trovò in una tazza qadah min 'aydàn sotto il letto<br />

(al-sarir) del Profeta. Questa Barakah fu la schiava abissina, menata dal-<br />

l' Abissinia da umm Habibah bint abi Sufyàn, la sposa di Maometto nel-<br />

l'anno 7. H.<br />

Su umm Ayman cfr. anche Khamis, I, 212, e Halab, 1, 71: al-<br />

Isti'ab, pag. 729, u. 3213, e pag. 787, n. 3479.<br />

Su umm Ayman cfr. anche: <strong>Annali</strong> neW Indice ai voli, l eli; Athir,<br />

I, 340; II, 123, 124; Balàdzuri, 30, 31; Bukhàri Ta-rikh, 35;<br />

Caussin de Perceval, I, 28; Dzahabi Tagrìd, II, 329, n. 3799;<br />

Hagar Tahdzìb, XTI, 459-460, n. 2914; Hagar Taqrib, 299 (col. 1 );<br />

Hanbal Musnad, VI, 421; Hisàm, 772; Lammens Fatima. 103;<br />

Mahàsin, I, 163; Màwardi Ahkàm, 296-297; Muir Mahomet, 1,<br />

II, 26, 27, 29; II, 49, 98, 247, 266; III, 14; IV, 286; Muslim, II. 249-250:<br />

Nawawi, 866; Qutaybah, 70; Saad, Vili, 162-164; Sprenger, Leb.<br />

Muh., I, 406; Tabari, III, 2344, 2372, 2440, 2460, 2467, 2637; Tanbìh,<br />

230; Wàqidi Wellhausen, 115, 118, 129, 134, 186, 434; Yaqubi, II.<br />

96,573; Yàqut, I, 100. — Cff. specialmente Lammens Mu' avvivali,<br />

413-414 e nota 7.<br />

§ 91. — Questa umm Ayman è una figura alquanto misteriosa ed<br />

enigmatica : innanzitutto sembrami singolare che questa donna, la quale<br />

può essere stata madre di Maometto, perchè schiava e serva dei genitori<br />

presunti di Maometto, possa essergli sopravvissuta, tranne il caso di attri-<br />

buirle una grande vecchiaia. D'altra parte essa sarebbe stata moglie di<br />

Zayd b. Ilàritliali, che fu, come sappiamo, un figlio adottivo di ^laometto<br />

e più giovane di lui di qualche anno. Dal contesto delle notizie risulta<br />

che suo figlio Usàmah fosse un giovinetto quando morì il Profeta. Ma allora<br />

umm Ayman avrebbe avuto un figlio quando compiva quasi cinquanta o<br />

sessanta anni, il ohe, specialmente in Arabia, è impossibile.<br />

Io credo ohe questa figura di umm Ayman debba nascondere cose forse<br />

storicamente molto importanti, e che la confusione sul conto suo sia dovuto<br />

al fatto, non è chiai'o se fortuito o voluto, che in questa umm Ayman si<br />

siano fuse insieme due persone distinte, forse omonime, e forse l'una figlia<br />

dell'altra. Il che spiegherebbe anche il suo matrimonio con Zayd b. Hàrit_hah.<br />

Ma non è questo il punto sul quale vorrei più specialmente richiamare<br />

l'attenzione degli studiosi. Desidero invece di far notare come questa<br />

,52.


24. a. H. !U.<br />

ligura di donna abbia nella tradizione sull" infanzia di Maometto fd in 24. a. H.<br />

,. . , * ì '•<br />

parecchie vicende successive uu posto ed un importanza tuon di pnjpor- Barakah<br />

zione con il fatto asserito ch'essa fosse una semplice schiava. 1 suoi prc- Ayman.]<br />

* * • 1 NECROLOGIO<br />

tesi rapporti con i genitori di Maometto ed il fatto che essa ricondusse da<br />

sola il bambino Maometto, quando, secontlo la tradizione, egli rimase orfano<br />

di patire e di madre, .sono asserzioni che non dobbiamo perdere di vista:<br />

ctillegate insieme con la nostra tesi, più volte asserita in passi precedenti<br />

«legli <strong>Annali</strong> sull'origine ignota del Profeta, ci porgono il lume che noi in<br />

esse cerchiamo.<br />

unim Avman è la donna che ha portato il bambino Maometto a Makkali.<br />

ù ctdei che sapeva la vt la origine di Maometto, colei che inventò una<br />

parte delle pietose finzioni sull'origine e sui genitori del fanciullo, che do-<br />

veva un giorno diventare l'uomo più celebre d'Arabia. Ad umin Aj'man il<br />

Pruteta dovette foiose l'esser stato ospitato, accolto come tìglio adottivo, ed<br />

allevato nella famiglia di Abd al-Muttalib in Makkah, dove essa lo con-<br />

du.s.se dal deserto, nel quale Maometto misteriosamente era nato.<br />

Non vogliamo insinuare che essa pos.sa esser stata la madre di Mao-<br />

metto, e che per ragioni sconosciute, timore di vendette od altro, essa<br />

l'abbia portato a Makkah come figlio di un'altra donna. Tale ipotesi con<br />

i dati che jx)ssediamo .sarebbe arrischiata ed inverosimile, ma sicuramente<br />

nessuno meglio di lei .seppe chi fo.sse Maometto e quale la .sua vera ori-<br />

gine. Non si presti fede alla notizia che fosse negra od abissina: potrebbe<br />

•'.sserc una finzione tradizionistica assai antica, per allontanare .sospetti sulla<br />

IKj.ssibile parentela tra Maometto e uram Aj-man.<br />

Ci contentiamo di porre innanzi questi dubbi e d' invitare ricerche e<br />

studi in questa direzione .senza insistere .soverchiamente sui particolari, e<br />

iliifdiam*) soltanto come la umm Ayman, che doveva essere già donna di una<br />

I-erta età quando venne sola con il fanciullo Maometto a Makkah, ricom-<br />

parisca .sott(» le sembianze di una donna giovane dopo circa altri venti-<br />

' inquo anni. part


24. a. H. niailrr ili l >iimali. il «itialt' non può ossoif nato piima del tjlìj. quando nnim<br />

Bfra°a°°lmm Avuiaii avnl.bf dovuto avere ben più di cinquanta anni :<br />

in oriento, dove<br />

Ayman., \^. ,l,,niK' cominciano a partorire verso i dodici ed i tredici anni, le facoltà<br />

«n-neratrici si esauriscono di buon'ora, contemporaneamente con lo sfacelo<br />

delle attrattive fisiche. Una donna oltre i trenta anni ha generalmente<br />

perduto ogni fi-eschezza.<br />

§ 92. — Il sospetto che sotto la figura di umm Aymah si ascondano alcuni<br />

segreti che la tradizione vuole tener celati, si conferma con varie considerazioni.<br />

È possibile concepire un liambino orfano di sei anni, o meno, che, rimasto<br />

solo al mondo, eredita una schiava che gli fa da madiv?<br />

Come si mette ciò in rapporto con la notizia che Maometto nello spo-<br />

sare Khadìgah ponesse in libertà umm Ayman? Non dobbiamo vedere in<br />

ciò un tentativo di riabilitazione di sé stesso e della propria origine?<br />

Qual è il misterioso rapporto tra qneste notizie e le altre, secondo le<br />

quali Maometto diede in moglie umm AA-man a Zayd b. Hàrithah, ebbe<br />

per Zayd b. Hàrithah sì speciale affetto da farne un figlio adottivo, e<br />

mosti-ò una predilezione, un affetto paterno per il giovinetto Usàmah che<br />

la tradizione vuole sia figlio di Zayd e di umm Ayman?<br />

Siccome non è fisiologicamente possibile che la .schiava allevatrice del<br />

Profeta sia la stessa donna che partorì Usàmah b. Zayd. e siccome non<br />

è concepibile che un uomo dia in moglie ad un figlio adottivo colei che<br />

per molti anni gli fece da madre, è necessario supporre che la moglie di<br />

Zayd sia un'altra donna, forse omonima o una vicina parente.<br />

In ogni caso credo si debbano prendere in debita considerazione i se-<br />

guenti fatti : la coincidenza del grande affetto del Profeta per Za3'd e per<br />

il suo figlio Usàmah. con il preteso matrimonio di Zayd con umm Ayman.<br />

allevatrice di Maometto; il dono dello schiavo Zayd a Maometto fatto da<br />

Khadìgah al momento del matrimonio suo con il Profeta ; la liberazione<br />

di umm Ayman ; l'adozione di Zayd come figlio adottivo. Tutto ciò asconde<br />

sicuramente il segreto delle vere origini del Profeta, orfano del deserto,<br />

forse schiavo di origine come colei che lo menò a Makkah. V'è quindi fon-<br />

dato sospetto che la tradizione per cancellare ogni traccia delle origini<br />

servili di Maometto, e della sua consanguineità forse con Zayd o con i<br />

Sa'd b. Bakr, al)bia generato tutta l'anzidetta confusione di notizie c-ontra-<br />

dittorie. non sapendo atteneisi ad una versione sola celatrice della verità.<br />

Gufaynah al-Guhani.<br />

§ 93. — Gufaynah al-tfuhani o al-Nahdi si vuole ricevesse una let-<br />

tera del Profeta scritta sopra un pezzo di cuoio e che se ne servi.sse per<br />

54.


24. a. H. s§ 98, 94.<br />

aecuiuuilar.si una secchia. Più tardi si vuole clic divenisse musuhuanu o 24. a. H.<br />

.... 1 , , XX- 1 , 1 INECROLOGIO.<br />

conu.scesse il Profeta, che gli permute di ritirare dal bottino la roba che óufaynah ai-éu-<br />

a Gufavuah apparteneva (Athir Usd. I, 291). hani.]<br />

Altre fonti dicono che egli fosse un cristiani» di al-Hii-ah, che Sad b.<br />

al)i Waijqàs mandò a Madinah per insegnarvi l'arte di.-llo scrivere. Si vuole<br />

che egli perisse ucci.so per mano di Ubaydallah 1). 'Uiuar insieme con al-<br />

ilnrmuzàu (Dzahabi Paris, I, fol. 14t),{-.j.<br />

Nò ilm al-Athir uè ibii Abd al-barr (al -Isti' ab, pag. 101. n. 358)<br />

menzionanti la sua morte violenta con al-Hurmuzan, e lo dicono persimi<br />

div»nuto musulmano. Trattasi di due persone diverse, o abbiamo qui un<br />

tentativo di nascondere il fatto che (rutavnah f'o.s.se un musulmano complice<br />

ncH'uccisione di Umar?<br />

Anche ibn Hagar per ragioni sue speciali ignora (I. 492-4913. n. 1170)<br />

che (iufaynah sia stato ucciso da 'Ubaydallah.<br />

Cfr. anche Dzahabi Tagrid, 1, 92, n. 815.<br />

Si potrebbe arguire che siccome questi .scrittori raccolgono i nomi .sol-<br />

tanto di quelli che furono Compagni del Profeta, non è possibile che tra<br />

questi pungano uno accusato o sospettato di complicità nell'assassinio del<br />

Califfo limar. Ho perù il sospetto che qui abbiamo anche un'opera di sal-<br />

vataggio e forse si è voluto far comparire come non musulmano chi in-<br />

vece era regolarmente convertito. Troviamo lo stesso contrasto di tendenze<br />

nelle notizie sul conto di al-IIurmuzàn :<br />

gli uni lo vogliono musulmano,<br />

altri lo dichiarano convertito all'Islam al momento in cui 'Ubaydallah lo<br />

>ic ;ideva. iCfr. Corr. ed Agg. a questo volume).<br />

Mi .sembra chiaro che si sia voluto, con pietose liiizioni, ((jprire uno<br />

.scandalo doloroso: il Califfo 'Umar a.ssassinato per mandato dei Compagni<br />

del Profeta e per mano forse . Màlik b. Taym b. Mudlig b. Murrah b. Alxl Manali b. Kinànah al-<br />

Kiuàni al-Mudligi al-lligàzi al-Sahàbi, uno dei più illustri Compagni, tramandò<br />

19 haditji, ecc.<br />

66.


24. a. H.<br />

''*Su^rà°ah°b.'Mà-<br />

§§ rtt. ;iri. 24. a. n.<br />

j] liirli,, era Muhaiiiiiiad b. Stiraqali. Abitava a Qiulayd. tra Makkah<br />

'' Madliiali :<br />

'"«•1 dinah.<br />

o. .secondi, altri, a»)itava a Makkah. ma andava .spe8.so a Ma-<br />

Fece profe.ssione di fede pres.so il Profeta ad al-(jri'rànali. dopo che<br />

il Profeta fu tornato da Hnnayn e al-Ta'if-<br />

Il racconto del mo inseguimento del Profeta emigrantf da Makkah<br />

a Madinah è noto. '<br />

Nel haditli v' è che il Profeta dis.se a lui: «Come andrai quajido<br />

« misurerai i braccialetti (sa w ari) di Kisra? ». K quando ad limar fuion<br />

portate le insegne di Kisra, gli fece mettere i biaccialetti. E poi lodò<br />

Iddio, ad alta voce, di aver tolto quei braccialetti a Kisra.<br />

Suràqah morì sul principio del califfato di 'Uthmàn nell'anno. '24. H.<br />

Secondo altri, morì dopo 'Uthmàn. ma vera è la prima tradizione (NawaWi,<br />

270-271) [M.j.<br />

Cfr. Athir, III, 62; Bukha,ri. UT, 39, lin. 2 e segg.<br />

§ 95. — Hanno tratto da--^lui tradizioni : dei Compagni :<br />

ibn Abbàs,<br />

Gàbir; dei Tàbi'ùn : Sa'ìd b. al-Musayyab e il figlio di lui Muhammad b.<br />

Surg-qah.<br />

Si danno anche quattro versi da lui composti sull'umiliazione di Kisra<br />

(Athir Usd, II, 264-266) [M.].<br />

Cfr. Grawzi, MS. Costantinop.. I, fol. 74,v.; Dzahabi Paris, I.<br />

fol. 149,r.<br />

Cfi-. anche <strong>Annali</strong>, 1. a. H., § 21, nota 1, ed Indice dei voli. I e II;<br />

Hanbal Musnad, lY, 176-176; Aghàni, IV, 19; Athir, II, 81, 82,<br />

90, 91;UI, 13, 14, 62: Durayd, 186; Dzahabi Ta grìd, I, 225. n. 2086:<br />

Hagar Tahdzib. III.<br />

Hagar, II, 134-135, n. 4012 (f nel 34. a. H) :<br />

856, n. 854; Hagar Taqrib, 67 (col. 2); Hammer Litter. Arab.,<br />

I, 424, n. 167; Hisàm, 331, 432, 474; al-Isti'àb. 596-697. n. 2544;<br />

Mahàsin, I, 88, lin. 1314; Mubarrad, 509. lin. 4: !Muir Mahomet,<br />

II, 262: III, 90; T a bari. I, 1296 [Suràqah b. Gu'sum]: Wàqidi<br />

Wellhausen, 41, 43, 54 e segg., 374; Ya'qubi. I. 311; II. 40,41;<br />

Yàqùt. I, 594; II, 298; III, 361 [Suràqah b. Khath'am].<br />

56.


25. a. H.<br />

•^& ottobre 045—16 Ottobre 646<br />

57.


CI<br />

i i g 3 Ì2 i^ M 1 5-2 g-S i =?<br />

i § s i.2 S-3 o<br />

§ = « » o S-5 I 5 » I ó = J g S a 5 d =•= i = S \i =<br />

g i UHI i<br />

aig s^5 s a-ag s^^ s s-a? 2^5 a a-a? s-§£ a a»? s-§5 a a-ag s-i = 5 — c:-—<br />

a a»g s^ *a^3-c-—*<br />

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S?; •àSSSSS-' '" ^'= '=''" ="S S 3222S 2';:£2 ss ;j ?ì?i^SSS SS =;-'''"''= = '-*'' 2 = 2-' = 22 2^ 5 £?<br />

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ag S'«^ a a'a> S'S^ a a'ag s-S^ a a»? i^s a a-ag S'S^ a g-ag èSa s a-ag s^^ a a-ag s^ ° a a-ag i<br />

-«3-,^«cot-aD»o-«2 2|22S22SSi5iS5SSSSSS8'"''=="""*'"^*2 = 2222 2'-2 2SsggsS5SS5<br />

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68.<br />

a


25. a. H.<br />

PERSIA. — Ribellione di al-Rayy.<br />

§ 1. — al-Balàdzuri pone sotto l'anno 25. H. una ribellione di al-Rayy,<br />

ma le notizie che egli ci porge sono cosi magre, che non possiamo deci-<br />

dere se siano una ripetizione di quanto ò già stato narrato sotto l'anno<br />

24. H. (cfr. 24. a. H., §§ 45 e segg.) oppure un nuovo fatto d'arme. La<br />

cronologia incerta e confusa ri.speccliia indubbiamimtc l'anarchia politica<br />

e militare che regnò lungo la fiontiera dell' impei'o arabo verso la Persia<br />

dopo la battaglia di Nihàwand, anarchia occasionata dalla energia dispe-<br />

rata con la quale i Persiani, non con .sforzo unito, ma localmente, indi-<br />

pendentemente gli uni dagli altri, tentarono opporsi all'avanzata araba. Oli<br />

e.serciti del Gran Re non esistevano più dopo i disastri della Babilonide<br />

e di Nihàwand, ma i piccoli feudatari, uniti da un .solo sentimento patriot-<br />

tic


jg i.j ^o. a., n.<br />

25. a. H. .sarebbe una prova che i due fatti non furono sincroni, ma .si svolsero in<br />

''*Mo"Tdi ai-R^yy' tempi diversi, e clie l'uno ebbe termine prima che avvenisse l'altro. È chiaro<br />

però, per imprescindibili ragioni geograficlie. che la sottomissione di al-Rayy<br />

può essere avvenuta soltanto quando Hamadzàn già era in potere degli<br />

Arabi: le milizie di al-Kufali per maiciare su al-Rayy doATìvano sempre<br />

passare per Hamadzàn.<br />

§ 2. — (Hafs b. 'Umar al-'Umari, da al-Haytham b. Adi, da ibn 'Ayyàs<br />

al-Hamadzàni ed altri). Quando Sa'd b. abi Waqqàs fu mandato prefetto<br />

ad al-Kùfah per la seconda volta, andò ad al-Rayy, che era in confiisione,<br />

e la rimise in ordine; razziò i Daylam. .sul principio dell'aniio 25. TI., e<br />

poi .se ne tornò (Balàdzuri, Bl!>. liii. 2-4) [M.].<br />

Cfr. Athir, III. 62-68.<br />

Yàqùt, nel suo articolo su al-Rayy [II, 895], non tà menzione di questa<br />

seconda presa della città.<br />

Vi è forse confosione con gli eventi dell'anno 24. H., narrati già nel-<br />

l'annata precedente.<br />

Abbàs b. Hisàm, dal padre, dal nonno, ed 'Awànah b. al-<br />

Hakam). Quando Sa'd b. abi Waqqàs fu prefetto di al-Kùfah per 'Uthmàn<br />

§ 3. — (<br />

b. Affàn, prepose al-'Alà- b. Wahb b. 'Abd b. Wahbàn, uno dei banù 'Amir<br />

b. Lu-ayy, su Mah e Hamadzàn; ma quelli di Hamadzàn si ribellarono e<br />

ruppero il patto, ond'egii (al-'Alà?) li combattè. Essi in seguito gli si aire-<br />

sero, ed egli impose ai ribelli di pagare il kharàg della loro terra e la<br />

gizyah per testa, oltre a dare anche cento mila dirham ai Musulmani<br />

(per una volta tanto?): ed i Musulmani in compenso non avrebbero loro<br />

recato alcuna molestia né ai beni, né alle mogli, né ai figli.<br />

(ibn al-Kalbi). La fortezza che si conosce come Màdzaràn, prese nome<br />

(di Qal'ah ai-Sari) da ai-Sari b. Nusayr b. Thawr al-'Igli che vi si era fer-<br />

mato fino alla conquista (Balàdzuri, 309, lin. 10-17) [M.J.<br />

Cfi-. anche Yàqùt, IV, 380-381: Meynard Dict., 507-508.<br />

PERSIA-ÀDZARBAYGÀN. — Rivolta della provincia e spedizione di<br />

al-Walìd b. Uqbah.<br />

§ 4. — Noi poniamo le seguenti tradizioni sotto questa annata, seb-<br />

bene esse ritornino, date da altre fonti, sotto l'annata seguente (cfr. 26. a. H.,<br />

§§ 11 e segg.). La cronologia è poco sicura, perchè tutto dipende dalla<br />

data in cui al-Walid b. 'Uqbah assuflse il governo di al-Kùfah. Le proba-<br />

bilità maggiori sono in favore dell'anno 26. H., ma lo studioso giudicherà<br />

un poco da sé. — Certo è che dalle fonti risulterebbe, regnante 'Utjimàn,<br />

itn anno di governo di al-Mughuah, ed un anno di Sa'd in al-Kùfah, ossia<br />

60.


25. a. H. §§ 4-(>.<br />

tutto il 24. e tutto il 25. FI.: ai primi del 26. H. dovrebbe apparire .sulla 25. a. h.<br />

'<br />

,. , _ . IPERSIA-ADZARscena<br />

al-Walid 1>. 'L'qbah, che tenue la earic


25. a. H.<br />

§§ 7 11. ^^' ^'<br />

§ 7. — (abu Haiiitiih al-Dina\vari). Poi atcadde la razzia di Sàbùr<br />

'?,9sTdi*slbur.i "ella terra di Fàris e la conquista di questo paese, (nella spedizione) di<br />

cui i'v ani ir Uthmàn b. abi-l-'As (Ha ni tali, 148, lin. 6) [M.].<br />

§ 8. — Secondo al-Diyàrbakri, la città di Sàbur fu costretta a pagare<br />

annualmente 3,300,000 (dirli a m) nel secondo anno del califfato di 'Uthmàn<br />

(Khamls. II, 685, lin. 14-15).<br />

§ 9. _ (Yàqilt). Sàbùr è il nome di uno dei re sas.sanidi, e precisamente<br />

Sàh Pur, ossia il re figlio, secondo la versione di Yàqut. La città<br />

di Sàbur si trova nel terzo i q 1 i m a venticinque fa r s a kh da Siràz, lon-<br />

gitudine 78 ed un quarto, e latitudine 31. Era una regione, kurah, famosa<br />

del Fàris e la sua città principale aveva nome al-Nùbandagàn, secondo ibn<br />

al-Faqih. Secondo al-Bassàri la città sua principale era Saln-astàn. Invece,<br />

secondo al-Istakhri, la capitale era Sàbùr, ma nella regione v'erano altre<br />

città anche maggiori, come al-Nùbandagàn e Kàzarùn. Il distretto prese il<br />

nome dal re Sàbùr, che fondò la città di Sàbùr, vasta incirca quanto<br />

Istakhr (Yàqùt, III, 6, lin. 12 e segg.).<br />

V'era un Sàbùr anche nell'al-Bahrayn, che fu conquistata da al-'Ala<br />

b. al-Hadrami, ai tempi del Califfo abù Bakr, nell'anno 12. H. mentre<br />

al-Balàdzuri dice che la conquista avvenisse ai tempi di 'Umar (Yàqùt,<br />

III, 6, lin, 16-16).<br />

Cfr. Maràsid, II, 1; Barbier de Meynard, 293-295.<br />

Ofr. 26. a. TI., §§<br />

1 e segg.<br />

PERSIA. — Il Nawruz.<br />

§ 10. — Il Nawrùz dei Persiani cadde nell'anno 25. H. sul 13 Ragab<br />

= venerdì 5 maggio 645 dell' È. V. (Hamzah, 160, dove si dice che<br />

il giorno fosse un martedì).<br />

AL- IRAQ, — Deposizione di Sa'd b. abi Waqqas e nomina di al-Walid<br />

b. Uqbah.<br />

§ 11. — La nomina dei governatori nelle provincie, per la scelta poco<br />

felice delle persone, fa di poi, secondo le tradizioni, una delle maggiori e<br />

più gravi accuse lanciate contro 'Uthmàn, quasiché egli abbia mirato solo<br />

ad avvantaggiare alcuni suoi parenti e non a servire gì' interessi dello<br />

Stato musulmano. Guardiamoci d all'accogliere senza riserve queste affer-<br />

mazioni !<br />

Innanzitutto non si può dire che il Califfo scegliesse i suoi parenti<br />

più vicini, perchè dei tre governatori più incriminati uno era soltanto fi'a-<br />

tello uterino, l'altro fratello di latte, ossia due parentele non molto strette :<br />

62.


25. a. H. §§ 11, 12.<br />

il terzo. Sa'id b. al-'As, non era uno stretto coni^iunto, ma uno dei più 25. a. H.<br />

. . . ', • . j • ,, X . -, c


fig 1*2 '<br />

7<br />

«0» H« ri»<br />

25. a. H. Molte fonti piìiigoni) il luutamfnto del governatore di al-Kùt'ah nel-<br />

*siz!one^di'^Sa°d l'alino 25. H., mentre, come è noto, altre lo rimettono nell'annata seguente.<br />

b. abi Waqqàs e >j,-,„ ^i pilo dire con .sicurezza quale delle due date, 25. o 26. H., sia quella<br />

w°aMb.'uq''bah.) vera e .sicura, perchè in favore di ambedue pesano quasi in eguale misura<br />

ragioni indirette, e principalmente quella della ribellione deH'Adzarbaygàn.<br />

domata appunto da al-Walid h. 'Uqbali (cfr. poc'anzi §§ 4-6). Si ritornerà<br />

sull'argomento sotto l'anno 26. H. (cfr. 26. a. H., §§ 10 e segg.j.<br />

§ 13. — ibn al-Athir, copiando al-Balàdzuri a proposito dell'Àdzar-<br />

baygàn, pone nell'anno 25. H. (cfr. Atliir, III, 64, Un. 6-7) la nomina di<br />

al-Walid b. Uqbah (cfr. anche Athir. Ili, 63-64), sebbene egli attinga, anzi<br />

riproduca quasi letteralmente, il testo di al-Tabari (I, 2811. Un. 16 e segg.).<br />

che sull'autorità di Sayf b. Umar narra i fatti sotto l'anno 26. H.<br />

§ 14. — abii Hanifah ai-Din a wari non dà l'anno del mutamento, iha<br />

dice (Hanifah, 147, Un. 19-21) che 'Utjimàn depose 'Ammàr b. Yàsirf)<br />

dal governo di al-Kùfah, e nominò al-Walid b. 'Uqbah, il quale era suo fta-<br />

tello uterino perchè ebbero ambedue per madre Arvpa bint umm Hakim<br />

b. 'Abd al-Muttalib b. Hàsim.<br />

Nota 1. — abù Hanifah commette l'errove di attribuire ad 'Dthmàn la destituzione di 'Ammàr<br />

b. Yàsir, che, come sappiamo (cfr. 21. a. H., §§ 1 e segg.; 22. a. H., §g 1014 1, fa governatore soltanto<br />

durante il califfato di 'Umar.<br />

§ 15. — al-Diyàrbakii riferisce (Khamis, II. 285, Un. 9-11) che nel<br />

secondo anno di Uthmàn fu deposto Sa'd b. abi Waqqàs dal governo di<br />

al-Kùfah, e nominato al-Walid b. Uqbah a succedergli. al-Walid aveva però<br />

l'abitudine di bere vino, onde la gente criticò la nomina fatta da 'Uthmàn.<br />

§ 16. — ibn Taghribirdi, riproducendo una notizia di Sayf b. 'Umar,<br />

mette la deposizione di Sa'd b. abi Waqqàs nell'anno 24. H., e dice che<br />

la nomina di al-Walid fii una delle cause per cui più tardi la gente si<br />

vendicò su 'Uthmàn. Aggiunge che al-Walid b. Uqbah era fratello ute-<br />

rino di 'Uthmàn, era Compagno del Profeta e trasmise tradizioni ad abù<br />

Musa al-Hamadzàni e ad al-Sa'bi (Mahàsiii, I, 88, Un. 8-11).<br />

Più laconicamente, ma sempre suU'autoi-ità di Sayf, lo stesso cronista<br />

riproduce la notizia della nomina di al-Walìd sotto l'anno 25. H. (Mahàsin,<br />

I, 94, Un. 4-5).<br />

§ 17. — Si possono anche consultare Mìrkhondi, II, 288: Mirkhondi<br />

Rehatsek, parte II, voi. Ili, 149-150; Muir Annals, 303:<br />

Muir Caliphate, 215-216, nelle quali fonti però non si specifica l'anno<br />

del mutamento di governo in al-Kùfah.<br />

Il Wellhausen (Sk. u. Vorarb., VI, pag. 115) pone la nomina di<br />

al-Walid b. 'Uqbah nell'anno 26, II,, senza discutere le contradizioni ti-a<br />

le fonti.


25. a. H. §§ n-19.<br />

al-Nuwayri (Nuwayri, MS. Leiden, I, fol. 98,v.) nan-a la nomina di 25^ a. h.<br />

al-Walid come avvenuta nell'anno 25. H. alla vigilia della spedizione nel- sizione di Sad<br />

rA(]zarbaygàn (cfr. poc'anzi il ij 4). — Cfr. 26. a. H.. §ij 10 e segg. b. abi Waqqàs e<br />

nomina di al-<br />

AL- IRAQ. — Moneta arabo-sassanida.<br />

§ 18. — Una moneta dargentu Lun iscrizione pahlawi, o scrittura<br />

usata dai Sa.ssanidi, fii coniata in questo anno in al-Hìi-ah {ZDMG., voi. IV<br />

[1860], r>06; voi. Vili [1854], 149-150).<br />

SIRIA. — Maggiori poteri concessi a Mu'àwiyah ; sua nomina al<br />

governo di tutta la Siria.<br />

§ 19. — Nell(; tradizioni che .seguono leggiamo le prime indicazioni<br />

della nuova politica interna del Calitì'o Utjiman, politica ispirata ap])aren-<br />

temeute al concetto di spingere innanzi, il più che tosse possibile, i suoi<br />

congiunti e parenti della stirpe qurasita. Tale è, per lo meno, l'accusa lan-<br />

ciata dalle nostre fonti, tutte più o meno ostili alla memoria di 'Uthmàn.<br />

Il dovere di storico imparziale impone nondimeno di non accogliere tale<br />

accusa senza qualche dubbio o riserva. Sembra cioè inverosimile che il<br />

nuovo Califfo si valesse spudoratamente della propria posizione per solo van-<br />

taggio dei consanguinei e parenti : l'autorità del Califfo appare ancora<br />

molto precaria e ditHcile era definirne i limiti, i mezzi e la potestà ese-<br />

cutiva : né<br />

si può presumere che egli pensasse di agire, e fosse capace di<br />

porre in esecuzione la sua volontà, nel modo e nella misura dei califfi poste-<br />

riori. — Le sue decisioni dovevano avere un largo consenso di opinioni in<br />

^[adinah tra i Compagni prima di potersi mettere in esecuzione. La no-<br />

mina dei governatori, nelle condizioni ancora imperfette dell'amministra-<br />

zione dello Stato, e date le grandi difficoltà delle comunicazioni tra le<br />

varie parti dell' impero, era l'atto esecutivo più importante del sovrano.<br />

È improbabile che ciò avvenisse contro la volontà dei consiglieri e colleghi<br />

del Califfo in Madinah.<br />

Sarà nostro compito ijelle seguenti annate il dimostrare che la rivo-<br />

luzione dell'anno 36. H. fu in parte creata dai gravissimi dissesti finan-<br />

ziari dello Stato musulmano, dalla confusione e dalle dilapidazioni che<br />

fiaccarono l'amministrazione fiscale nelle provincie. Questo processo d' intemo<br />

sfacelo dovuto all'incoscienza ed imprevidenza, e sovrattutto all'ine-<br />

sperienza finanziaria ed amministrativa dei primi dominatori, era già inco-<br />

minciato vivente il Califfo Umar, come lo attestano i suoi provvedimenti<br />

contro i governatori disone.sti (cfr. 16. a. FI., § 40; 21. a. H., §§ 247 e segg.;<br />

23. a. FI.. §§ 299, 308, 632, 837); ma i provvedimenti di 'Umar furono<br />

85. 9<br />

Walidb.'Uqbah.]


S« 19. -fi. 25. a. H.<br />

25. a. H. transitori (•ndato in gran parte su presunzioni e su principi errati e di carattere<br />

Muàwiyah: sua transitorio. L'eredità politica lasciata da Umar era di tal natura, che forse<br />

verno' di*tu*tta*i*a<br />

^^ stesso 'Uiuar non sarebbe stato capace di far fionte alla incipiente rivo-<br />

Siria.] luzione interna, se egli avesse vissuto e regnato gli anni in cui regnò<br />

'Uthxuàn. Vi sono molte buone ragioni per credere che 'Uthmàn, sebbene<br />

uomo poco energico e poco capace di amministrazioni pubbliche, cercasse,<br />

secondo il meglio che sapeva o poteva, di mettere le cose a posto. Il mu-<br />

tamento dei governatori ebbe per iscopo di troncare gli abusi esistenti<br />

(cfr. § 20 e nota 1)<br />

: forse, vedendo il disordine nelle jSnanze, volle imporre<br />

economie e diminuire le pensioni. I governatori da lui scelti, commettendo<br />

errori, aggravarono le condizioni invece di migliorarle: i rimedi inaspriiono<br />

il male. Si moltiplicarono i malcoltenti e alfine venne il disastro. — Ma di<br />

ciò parleremo a lungo nelle annate seguenti.<br />

Le prime nomino adunque dei governatori ebbero di miia una riforma<br />

amministrativa, ed 'Utlimàn incominciò là dove l'occasione gli si oflEriva<br />

più facile e spedita, in Siria. In quella provincia Mu'àwij-ah aveva dato<br />

ottima prova di sé, la Siria era la provincia-modello dell'impero. Era natu-<br />

rale che a lui venissero estesi i poteri, affinchè si estendessero in Siria i<br />

benefici della sua amministrazione.<br />

Sotto 'Umar pare che Mu àwiyah b. abì Sufyàn avesse giurisdizione<br />

sulla Palestina e sopra una parte della Siria, quella cioè che era annessa<br />

a Damasco. Venuto al potere 'Uthmàn, a Mu'àwiyah fu attribuito succes-<br />

sivamente il governo di tutta la Siria e poi della Mesopotamia.<br />

Sebbene ciò fosse anche probabilmente l'effetto di accordi conclusi tra<br />

il nuovo Califfo ed i suoi amici e congiunti, i Qurays ed in particolare gli<br />

LTmaj'yah, prima e durante l'elezione di 'Uthmàn, devesi però aggiungere<br />

che l'unione della Siria in un governo solo con quello della Mesopotamia<br />

fu atto saggio di governo, perchè univa sotto una sola direzione tutta l'opera<br />

di difesa o di aggressione che si fosse dovuta compiere contro il confine<br />

bizantino in Asia Minore ed in Armenia. Due governatori indipendenti<br />

l'uno dall'altro, in Suia ed in Mesopotamia avrebbero significato mancanza<br />

d'unità ed un vantaggio a favore dei nemici.<br />

Non è chiaro però se nella denominazione al-Grazirah o Mesopotamia,<br />

venisse inclusa allora anche la provincia di ai-Ma wsil: parrebbe tuttavia<br />

più probabile che questa formasse un'amministrazione a parte.<br />

Alcune fonti pongono questi fatti nell'anno 26. H. — Cfi-. 26. a. H., § 40.<br />

§ 20. — (Sayf b. 'Umar, da tre tradizioni con isnàd diversi). Il primo<br />

governatore nominato dal Califfo 'Uthmàn fu Sa'd b. abi Waqqàs, contor-<br />

se.


25. a. H. §§ '^0-22.<br />

mandosi alle ultime volontà del defunto Califfo 'Umar. Qualche tempo dopo<br />

"Umayr b. Sa'd al-Ansàri, governatore di Hims e di Qiniiasriii. fu oggetto<br />

di acerbe critiche fda parte dei suoi dipendenti) (cfr. il paragrafo prece-<br />

dente), e trovando così assai molesta la propria carica, chiese al Califfo<br />

'Uthmàn di esserne esonerato. 'Uthmàn accettò le sue dimissioni e gli per-<br />

mise di ritornare ti-a la sua gente. Il Califfo allora cedette a Mu'àwiyah<br />

b. ahi Sufyàn. giù governatore di Damasco e dell' Urdunn, anche il governo<br />

di Hims e di Qinnasrin ('j. Più tardi, quando cessò di vivere 'Abd al-ralimàn<br />

b. "Alqamah al-Kinàni, che reggeva la Palestina, anche questa provincia<br />

fu unita al governo di Mu'àwiyali. Tutta la Siria divenne così unita sotto<br />

Mu'àwiyah dopo due anni che l'^tjimàn era stato eletto Califfo (ossia nel-<br />

l'anno 2ó. H.) (Tabari. I, 28G6-28G7V — Cfr. Athir. III. 04.<br />

Nota 1. — Secondo un'altra tradizione di Snyf !>. 'Umar, con la quale si tonta di nascondere il<br />

governo poco onesto di 'Umayr b. Sa'd al-An^àri. afi'emiasi che egli desse le sue dimissioni per motivi<br />

di salute, avendo contratto una lunga e penosa malattia (Tabari, I, 2867, lin. 5-6|.<br />

Secondo Sa_\-f b. 'Dmar, il governatore della Siria, Mu'iiwivab, creò in QinnaHrin un campo mili-<br />

tare imaasara) con gente venuta in Siria dai due 'Iraq (Ahi al- 'Iràqayn), ossìa gente venuta ilalla<br />

Babìiouidu o dall'altipiano peraiauu iTaòari, I, "2866, lin. 9-10;.<br />

Quest'ultima notizia appartiene però, come vedremo, agli eventi dell'anno 41. II.<br />

§ 21. — Cihn al-Athiri. Quando abù 'Uba3'dah b. al-Garràh cessò di<br />

vivere, il Califfo prepose alla sua provincia (la Siria) 'lyàd b. Chanm, ch'era<br />

suo khàl e figlio di suo 'amm. uomo generoso, illustre.<br />

Altri dicono ch'egli preponesse Mu'àdz b. óabal.<br />

Quando mori 'I.vàd, Umar pose, dopo di lui, Sa'id b. Hidzyam al-Ó-u-<br />

mahi. Miirto Sa'id, 'Umar pose in sua vece 'Umayr b. Sa'd al-Ansàri.<br />

Quando mori 'Umar, 'Umayr reggeva Hims e Qinnasrin.<br />

Venuto a morte Yazid b. abi Sufj'àn, 'Umar pose in sua vece il fra-<br />

tello suo Mu'àwiyah, e Mu'àwiyah ebbe al-Urdunn e Dimasq. Quando si<br />

ammalò, 'Umayr b. Sa'd chiese ad 'Uthmàn di esser di.spensato, e il nuovo<br />

Califfo gli accordò di tornare alla sua gente. 'Uthmàn diede allora anche<br />

Hims e Qinna.srin a Mu'àwiyah. E morto 'Abd al-rahmàn b. 'Alqamah, che<br />

reggeva Fila.stin. 'Uthmàn la diede a Mu'àwiyah. E così Mu'àwiyah ebbe<br />

l'ammini.strazione di tutta la Siria l'anno secondo del califfato di 'Utlimàn<br />

fAthir, III, 90-9 lì fM.].<br />

Cfr. Khaldfm. II, App. 130; Balàdzuri, 183, e più avanti § 23<br />

e 26. a. H., § 40.<br />

MESOPOTA MIA-ARMENIA. — Nuova campagna contro i confini-greci<br />

in Mesoporamia e in Armenia. {Cfr. 24. a. il., §§ 6.9-61).<br />

§ 22, — Il ('aHlfo Lthmàn non godeva quell'autorità e prestigio per-<br />

sonale di cui era fornito il .suo predecessore 'Umar: quando venne perciò<br />

67.<br />

25. a. H.<br />

[SIRIA. - Maggiori<br />

poteri concessi a<br />

Mu'àwiyah: sua<br />

nomina ai governo<br />

di tutta la<br />

Slria.1


ma.<br />

25. a. H.<br />

ji<br />

._,._, 25. a. H.<br />

al putore, le tendenze disgrogatiici dei vari elementi sociali dell' impero si<br />

ARMENiA.^Nilo^ rcHcro pili sensibili. Fra gli altri, per esempio, i vari governatori, avidi di<br />

va campagna niiuvi trionfi, di bottino e di gloria, ripresero le aggressioni lungo tutti i<br />

g^iJuriMosopo' t-onHni, mentre, come è noto, il Califfo 'Qmar si era adoprato per frenare<br />

tamia e in Arme- ,|iicstc' impazienze e far convergere l'attenzione dei luogotenenti ad ordi-<br />

nare e migliorare l'amministrazione interna delle conquiste fatte, prima<br />

di tentarne altre nuove, o prima di distrarsi in sterili campagne pre-<br />

datorie.<br />

La campagna dell'anno 25. H. in Mesopotamia e in Armenia fu voluta<br />

da Mu'àwiyah e si ridusse a pochi fatti d'arme per sistemare i confini e<br />

aprii'e il varco a nuove e maggiori imprese nell'altipiano armeno. Ricor-<br />

diamo quanto già si è detto in altra circostanza precedente, che, le condi-<br />

zioni interne della Siria erano profondamente diverse da quelle delle altre<br />

province dell'impero: in Siria gl'immigrati Arabi dopo le conquiste erano<br />

stati meno numerosi che altrove, e quanti avevano fissato colà la lum<br />

dimora erano per lo più pacifici abitanti del Yaman, amanti dell'ordine e<br />

della pace, con tendenze religiose e rispettose dell'autorità costituita.<br />

Coloi'o che governavano in Siria non erano perciò sospinti a conquistare<br />

nuove terre per volontà di popolazioni irrequiete, avide di bottino e di vio-<br />

lenze. I nuovi venuti si erano ben presto immedesimati con gli Arabi<br />

già immigrati sotto il dominio bizantino, e da questo già abituati alla<br />

disciplina delle leggi d'uno stato civile. Il numero esiguo dei nuovi venuti<br />

rispetto ai vecchi immigrati impedi ai primi di creare alcuna grave agita-<br />

zione, e le rendite della provincia furono ampiamente sufficienti a sodi-<br />

sfare i bisogni dei vecchi e nuovi abitatori musvilmani.<br />

A Mu'àwiyah, accortissimo uomo di Stato, fu opera facile di fon-<br />

dare in Sii'ia un'ottima e solida amministrazione, nella quale gli elementi<br />

nuovi si fusero felicemente con i vecchi, formando tutto vin armonico in-<br />

sieme. La Sh-ia godè il beneficio oltre che di un governatore di singolare<br />

abilità e sagacia, anche di una relativa immunità dal fastidio di tribù<br />

nomadi, irrequiete, insofferenti di vita pacifica, anelanti a novità, bottini<br />

e violenze, e quindi fautrici incessanti di nuove campagne e conquiste.<br />

Né in Siria, paese relativamente arido ed immiserito dalla crescente<br />

siccità, fu mai forte l'immigiazione dal deserto sotto l'Islam, ossia mai tanta<br />

da crear disagio e da costringere i governanti ad occupare nuove terre per<br />

' trovare nuove entrate finanziarie. Quindi ninna necessità per parte dei<br />

governanti di estendere i confini in Asia Minore; per la qual principalis-<br />

sima ragione noi notiamo come i confini musulmani rimanessero invariati<br />

da quella parte per lungo corso di secoli, sino cioè all' avvento delle<br />

68.


25. a. H. §§ 22, 23.<br />

orde tiufomanne. provenienti dall'Asia '^ Centrale poco i tempo prima IT r delle 2=^- ^ "<br />

MESOPOTAMIA-<br />

Groeiate.<br />

Cosi ci spieghiamo come Tonda .semitica si sia fermata alla catena delarmenia.-Nuo-<br />

''* campagna<br />

...-,. . , ... contro i confinì<br />

l'Amanus. e come in Asia Minore, .soltanto in tempi molto posteriori, siano g^gci in Mesopo-<br />

peiietrate le razze turcomanne che oggi la popolano. tamia e in Arme-<br />

Ma se Mu àwiyah non aveva alcun desiderio o bisogno di estendere<br />

le sue conquiste verso Co.stantinopoli. non per questo intendeva o poteva<br />

egli rinunziare al dovere suo di molestare il nemico il più che fosse pos-<br />

sibile. Egli anzi è forse l'originatore del sistema, divenuto poi secolare, del-<br />

l'annua spedizione predatrice in terra bizantina. Es.sa fii da lui considerata<br />

come una specie di annuale manovra militare, che manteneva in buona<br />

condizione le sue schiere, faceva da sfogatoio per le tendenze più bellicose<br />

dei suoi dipendenti e forniva anche un supplemento di reddito, che tor-<br />

nava comodo tanto ai comandanti quanto ai militi. Specialmente apprez-<br />

zati erano i prigionieri, per lo più donne e bambini :<br />

le più avvenenti tra<br />

le prime riiuj>inzavano i ginecei dei vincitori, contribuendo in larghissima<br />

mi.«


25. a. H.<br />

MESOPOTAMIA-<br />

ARMENIA.-Nuova<br />

campagna<br />

contro i confini<br />

greci in Mesopotamia<br />

e in Arme-<br />

nia.]<br />

«« 2H.2fi. 25. a. H.<br />

ofr. 18. a. H.. §§ 96, 98-101). Safwàn prese stanza nella città e vi rima.se<br />

fino alla morte (*), negli ultimi tempi del califfato di Mu'awiyah (nel 59. a. H.:<br />

.fr. Balàdzuri. 184. lin. 10).<br />

Altre autorità affermano che Mu'awiyah facesse in persona la spedi-<br />

zione, accompagnato dai due predetti capitani, e che lasciasse in Sim.sàt,<br />

come luogotenente, Safwàn b. Mu'attal : questi vi fissò la sua stanza e vi<br />

morì (Balàdzuri, 183-184).<br />

Nota 1. — La notizia non è esatta: dalle tradizioni date altrove sulla conquista della Mesopotamia<br />

(cfr. 20. a. H., §§ 25 e segg.) è manifesto come 'Umayr b. Sa'd fosse governatore della Mesopotamia<br />

sin dall'anno 20. H. dopo la morte di 'lyàd b. Uhanm e di'Sa'id b. 'Amir a breve intervallo<br />

l'uno dall'altro. 'Umayr tenne però sempre un posto secondario, e la sua amministrazione della Mesopotamia<br />

fu tranquilla e senza incidenti notevoli.<br />

Nota 2. — Si ricordi però che ibn Ishàq pone la morte di Safwàn apparentemente nell'a. 19. H.<br />

— Cfr. 18. a. H., § 87 lin finm.<br />

§ 24. — (al-Balàdzuri, senza isnàd). Quando Mu'awiyah divenne go-<br />

vernatore della Sii'ia e della Gazirah, mandò Habìb b. Maslamah al-Fihri<br />

contro Malatyah che fu presa a viva forza e divenne sede d'una guarni-<br />

gione musulmana (r à b i t a h) sotto un propizio luogotenente. Poi venne<br />

Mu'awiyah stesso a visitarla, quando volle invadere il territorio bizantino,<br />

e vi rinforzò la guarnigione con altre milizie della Siria e dell'al-Graziiah.<br />

Malatyah si trovava sulla via percorsa dai Musulmani nelle incursioni estive<br />

(tariq al-savvà'if) (Balàdzuri, 185) (').<br />

Nota 1. — Più tardi, aggiunge al-Balàdzuri, durante la ribellione di 'Abdallab b. al-Zubayr<br />

,64.-73. a. H.), gli abitanti di Malatyah abbandonarono la città, e sopravvennero i Greci che la distrus-<br />

sero tutta e poi l'abbandonarono anch'essi. Più tardi ancora vi si andarono a stabilire alcuni cristiani<br />

armeni e nabatei (Balàdzuri, 185).<br />

9 25. — Sotto l'anno 18. H. e segg. (cfr. 18. a. H., §§ 120 e segg.;<br />

19. a. H., § 44; 20. a. H., § 36: 21. a. H., §§ 90 e segg.; 22. a. H., §§ 28<br />

e segg.) abbiamo già trattato brevemente delle prime incursioni Arabe in<br />

Armenia ed abbiamo dato i materiali che ad esse si riferiscono. Da quando<br />

fu pubblicato il quarto volume degli <strong>Annali</strong>, in cui appunto si trovano i<br />

predetti brani, ho raccolto anche altre notizie e consultate alcune nuovo<br />

fonti sui primi rapporti degli Arabi con l'Armenia. Ho creduto perciò op-<br />

portuno di riportarli ora tutti insieme sotto l'anno 25. H., che, secondo le<br />

fonti arabe, segna una data memoranda nella storia dell'Armenia, come<br />

quella in cui i Musulmani percorsero tutta la provincia in una vittoriosa<br />

spedizione. Averli tutti riuniti e tradotti per disteso faciliterà il compito<br />

nostro di ordinarli ed estrarne, nei limiti del possibile, il corretto seguito<br />

cronologico.<br />

Il carattere particolareggiato delle notizie che diamo qui appresso, con-<br />

ferisce alle medesime un valore considerevole, per cui le abbiamo tradotte<br />

70.


25. a. H. •25, 20.<br />

verbalmente tutte, a beneficio degli storici d'Armenia non conoscitori della<br />

lingua araba. Ma è altresì da sospettarsi che nella campagna armena del-<br />

l'anno '2ò. H. la cronistoria araba, con abitudine propria di questo genere<br />

di letteratura (cfr., per esempio, Sayf b. 'limar che condensa nell'anno 18. H.<br />

tutte le campagne di conquista dell' Iran tra il 17. e il 30. H.), ha get-<br />

tato nella campagna di questa annata, alla rinfusa, molti eventi di ripetute<br />

campagne estive di depredazione, e di varie campagne di vera conquista,<br />

che si svolsero negli anni successivi. Sarà necessario perciò riprendere in<br />

esame, molto brevemente, tutta la questione delle campagne arabe in Ar-<br />

menia e farne un breve studio preliminare illustrativo delle notizie date<br />

qui appresso.<br />

§ 26. — L'Armenia ha avuto parte tanto secondaria nello svolgimento<br />

della storia musulmana, sovrattutto nei primi secoli, che non esiste nes-<br />

suna necessità di premettere un riassunto della storia armena anteriore<br />

alla conquista musulmana. Quando diciamo che il paese era stato per lun-<br />

ghissimi anni il campo di battaglia tra Bizantini e Sassanidi con sempre<br />

variaijile fortuna, e se aggiungiamo che gii x\rnieni, per lo più Cristiani,<br />

sottomessi ai Persiani erano continuamente in ribellione contro gli ado-<br />

ratori del fuoco, e spessissimo anche in sanguinoso conflitto tra loro per<br />

piccoli motivi locali e personali, non è difficile figurarsi che lArmenia, de-<br />

vastata da tante discordie, non potesse offrire veruna salda resistenza all'im-<br />

peto degli Arabi. Mentre nel Fàris i Persiani disputarono a lungo e con<br />

mirabile tenacia l'avanzata musulmana, l'Armenia sembrò intorpidita di-<br />

nanzi all'ondata islamica, e solo si riscosse, quando senti lo strazio scot-<br />

tante delle prime depredazioni arabe. Le vicende però di tali depredazioni,<br />

delle riscosse armene e delle riconquiste musulmane sono avvolte in una<br />

nebbia di notizie monche, vaghe, contradittorie ed in parte forse addirit-<br />

tuia false. Brancoliamo perciò nel buio e la ricostruzione storica deve di<br />

necessità permanere imperfetta ed approssimativa.<br />

Lf ultime vicende della guerra tra Bisanzio e la Persia, quelle cioè<br />

condotte felicemente a termine dall' imperatore Eraclio, pochi anni prima<br />

che scoppia.ssfe la bufera islamica, avevano lasciata la metà occidentale del-<br />

l'Armonia, quella bizantina, in condizioni poco felici e non strettamente<br />

dipendenti da Costantinopoli. Ciò nondimeno la sorte degli abitanti di<br />

questa metà era invidiabile a confronto con quella toccata agli Armeni<br />

della parte orientale, la cosi detta Persarmenia, che dipendeva dal sovrano<br />

di Ctesifònte. In questa parte regnò la più completa anarchia, perchè i<br />

torbidi funesti con i quali precipitò nella polvere la dinastia sassanida,<br />

ebbero fatali ripercussioni nelle remote provincia dell'impero. L'autorità<br />

71.<br />

25. a. H.<br />

MESOPOTAMIA-<br />

ARMENIA.-Nuova<br />

campagna<br />

contro I confini<br />

greci in Mesopotamia<br />

e in Arme-<br />

nia.]


'<br />

nia.|<br />

*;.•; 'i;. -il. 25. a. H.<br />

25. a. H. centralo non obbo più intluenza sulle sue ramificazioni più lontane, onde<br />

ARMENI A.^N ilova<br />

campagna Cosl in Per.sarmenia, mentre l'impero sassanida crollava sotto i colpi<br />

• piccoli oapi locali tentarono di att'ermarsi e rendersi indipendenti,<br />

l°^°nM6soio. apif^tati dell'invasione araba, si affermava un energico principe armeno,<br />

tamia e in Arme- Teodoro il Rstùnita, signore dei Rstùni, che aveva quale sua sede 1" i.-^ola<br />

Aghtbamar nel lago di Vau. Il principe armeno si valse dell'anarchia re-<br />

gnante pel- estendere e fortificare il suo principato, ma appunto per questo<br />

egli fu anche uno dei primi a subire l'urto delle incursioni arabe, ed a<br />

trovarsi in conflitto con i Turchi al-Khazar, che circa questo tempo appari-<br />

vano minacciosi sulla frontiera nord-est dell'Armenia. — Cfr. Streck [En-<br />

cyclopédie de l'Islam, I, 443].<br />

Qui appresso diamo innanzitutto alcune notizie sommarie sull'Armenia<br />

conservateci specialmente da al-Balàdzuri ; più avanti tratteremo della<br />

conquista.<br />

al-Balàdzm-i (cfr. W u s t . G<br />

e s e h . , 45 : H<br />

e e r , 64), sebbene non sia<br />

mai stato in Armenia (cfr. Thopdschian, 10-11), utilizza, come vedremo,<br />

per quel che si riferisce alla conquista di quel paese, informatori arabi, e<br />

(indfrettamente) documenti di origine armena: oltre al madinese al-Waqìdi<br />

(B a 1 a dz u r i , 199, 205) che aveva scritto mezzo secolo prima di lui sulle<br />

conquiste islamiche (Fihrist, 98), probabilmente anche — fra gli « altri *<br />

non nominati espressamente — il suo connazionale e chiaro storiografo abù<br />

'Ubaydah Ma'mar [f 210. a. H.], che al-Balàdzuri cita spesso nel suo libro,<br />

vissuto come lui alla corte di Baghdad, e che poche decine di anni prima<br />

aveva composto un'opera speciale sull'argomento Kitàb Futùh Arminiyyah<br />

(Fihrist, 54).<br />

§ 27. — (al-Balàdzuri, da varie autorità: l'' Muhammad b. Ismà'ìl, da<br />

alcuni abitanti di Bardza'ah (*), da abii Bara- 'Anbasah b. Bahr al-Armani;<br />

2° Muli. b. Bisr al-Qàli (-), dai suoi maestri ;<br />

3° Barmak b. ' Abdallah al-<br />

Dabili (^) ; 4° Muh. b. al-Mukhayyis al-Khilàti (•*"), ed altri da dotti cono-<br />

scitori delle cose d'Armenia).<br />

(a) L'Armenia era divisa in quattro parti :<br />

1° L'Armenia Quarta, Arminij^yah al-Ràbi'ah, conteneva : Simsàt (^),<br />

Qàliqalà, Khilàt, Argis (®), e Bàgunays C) ;<br />

2" L'Armenia Terza, Arminiyyah al-Thàlithah, conteneva il distretto<br />

di Busfurragàn (**), DabO, Siràg-Tayr (^), e Baghrawand ('") ;<br />

3° L'Armenia Seconda, Arminiyyah al-Thàniyyah, era formata da<br />

(jTurzàn (") ;<br />

4" L'Armenia Prima, Arminiyyah al-l'la, si componeva di al-Si-<br />

sagàn ('^) e di Arràn (^^).<br />

72.


25. a. H. §•27.<br />

Tale divisione è data però anche diversamente 25. a. H.<br />

:<br />

• 1.. T'V /-. ^ Ó- —4. 1 A- 4. 4.4. IMESOPOTAMIAl<br />

-a L Armenia Quarta: birasat e il sno d i.st retto ; armenia.-Nuo-<br />

furraó-àn :<br />

2"-a L'Armenia Terza: Qtiliqala, Khilàt, Argis, Bàgunays ;<br />

'ò"-a L'Armenia Seconda :<br />

va campagna<br />

Siiàg-Ta}'!-, Baghi'awand, Dabìl e ai-Bus- gre^j jn wesopo-<br />

tamia e in Arme-<br />

4'*-rt L'Armenia Prima: Sisagàn, Arràn, Taflìs (Balàdzuri, 193-194).<br />

(b) Anticamente Grurzàn (Georgia) e Airàn (Albania caucasica) erano<br />

in potere dei (Turchi i<br />

al-Khazar,<br />

mentre il resto dell'Armenia era sotto il<br />

dominio degl' imperatori di Costantinopoli, e governata dal Sàhib [o Ba-<br />

triq: ctt. Balàdzuri, 197, lin. 16-17] Armaniyaqus (cioè il reggente<br />

liell'attiguo <strong>The</strong>ma o provincia bizantina del Mar Pontico, detta Ar me-<br />

ni acon) ("). Gli al-Khazar solevano razziare i territori circostanti e sovente<br />

aiTÌvavano fino ad al-Dina\var (nella Persia) : allora il re sassanida Qubàdz<br />

h. Fayruz mandò imo dei suoi generali piìi eminenti con 12,000 uomini, i<br />

(juali sottomisero Arràn e tutta la regione che giace tra il fiume al-Rass<br />

(l'Arasse) e il Sarwàn (Sirvvàn, sul Caspio). Il re Qubàdz venne quindi a<br />

raggiungere il suo capitano e fondò in Arràn ai-Baylaqàn ('") e Bardza'ah ('"),<br />

ambedue città di confine, e la città di Qabalah nella terra degli al-Khazar.<br />

Allo stesso tempo costruì una trincea con mattoni di tango (sudd al-libn)<br />

nel tratto tra la terra di Sarwàn e il Bàb al-Làn (il Derbend o Passo degli<br />

Alani) ("), e lungo questa trincea costruì 360 città (m ad in ah = luoghi<br />

abitati), che poi andarono a rovina dopo la costruzione di al-Bàb wa-1-<br />

Abwàb (Balàdzuri, 194).<br />

(e) Più tardi, venuto al potere il figlio di Qubàdz, Anùsirwàn, hirono<br />

costniite le città di al-Sàbiràn. di Masqat e di al-Bàb wa-1-Abwàb. Que-<br />

st'ultima prese il suo nome di Abwàb, perchè .sorse sulla via attraverso i<br />

monti. In tutte queste città furono trasportate delle genti dette al-Sij'àsigin<br />

("*). Furono fondate anche, nella regione di Arràn : Abwàb Sakkan,<br />

al-Qamibaràn, Abwàb al-Dùdàniyyah (si dice da discendenti dei banù Dùdàn<br />

b. Asad b. Khuzaymah) [cfi-. St. Martin, Mémoire sur l'Armenie, I, 236;<br />

Dzotiens .secondo D'Ohsson, Voyage d'Aboul-Cassim, 48, 188] e al-<br />

Durdziìqiyyah fSt. Martin. II. 189 = Dourdsouke Brosset, Eintoire<br />


g._,7. 25. a. H.<br />

25. a. H. Tarabaziiiidah (Trebizonda, ossia sul Mar Nero), poi Bfib al-Làu, Bàl><br />

''armen°a.^Nuo- Samsakhi ('*)[- *S'a;»/zA/


25. a. H. § 27.<br />

niovvedere in modo che ciò non fosse possibile : egli chiese al turco il per- 25. a. h.<br />

. , 1 ^ T • 1 o X- • 1- (MESOPOTAMIAmesso<br />

di costruire un muro lungo il connne dei due btati, munito di una armenia.-Nuoporta<br />

sola, attraverso la quale non sarebbe potuto passare nessuno senza "^ campagna<br />

. contro ì confini<br />

il con.sen.so dei due sovrani. Il turco accettò la proposta e, concluso questo gred -,„ wesopo-<br />

accordo, ritornò nel proprio paese. Anùsirwàn si mise immediatamente iam\a e in Arme-<br />

ma.<br />

all'opera e costruì un muro con pietre ben legate assieme della larghezza<br />

li 300 dzirà': esso partiva dal mare (il Caspio) e saliva poi fin sulle vette<br />

dei monti (del Caucaso). Per assicurare meglio la parte attigua al mare<br />

(la più esposta al nemico), per mezzo di barche, che trasportavano e affon-<br />

davano pietre nel mare, riuscì a costruire un molo che si protendeva dalla<br />

spiaggia per la distanza di tie miglia, e su di esso elevò un muro. Lasciò<br />

quindi una porta, chiu.sa con battenti di ferro e vi pose una guardia di<br />

cento cavalieri, i quali ora bastavano a difendere il sito, dove prima erano<br />

necessari 60.000 uomini. Sulle mura piantò potenti macchine da guerra<br />

(da b babà h). Allora il Khàqan dei Turchi si avvide di es^re stato tratto<br />

in inganno: scopri che la donna datagli in moglie non era figlia di Anfi-<br />

--irwàn, e che questi aveva intanto re.so inespugnabile il .suo confine ; ma<br />

quando appurò queste cose era troppo tardi e non v'era più rimedio (Ba-<br />

làdzuri, 195-19G).<br />

(e) Amìsirwàn suddivise quindi le piovincie (dell'Armenia: tra vari<br />

piccoli principi, ad ognuno dei quali diede il governo di una regione; tra<br />

questi principi si ricordano Haràrzansàh (? vocali incerte!) Khàqàn al-<br />

(rabal o signore di al-8arir; Filànsàh, signore di Fìlàn; Tabarsaràn.sàh<br />

il principe degli al-Lakz, detto (rarsànsah (?) ; il principe di Masqat; Lì-<br />

ràn.sali, principe di Liràn ; Sarwàn.sàh, principe di Sarwàn ; il signore di<br />

Mukhkh [Saint Martin, Mcm., I, 76]; e il signore di Zirikiràn, questi<br />

due ultimi erano già sovrani nei loro paesi e furono soltanto confermati<br />

nelle loro funzioni da Anù.sirvvàn. Il quale mantenne e confermò parimenti<br />

I \ari<br />

principi dei monti Grabal al-Qabàq nei loro domini, contentandosi<br />

d'imporre a loro un tributo (Baladzuri, 196-197).<br />

in L'Armenia continuò ad essere nelle mani dei Sassanidi fino ai<br />

tempi <strong>dell'Islam</strong>, quando molti degli al-Siyàsigin abbandonarono le città<br />

ed i castelli che occupavano, e questi andarono in rovina. Sopravvennero<br />

allora gli al-Khazar ed i Greci, i quali riconquistarono il paese che prima<br />

avevano posseduto. Poi decadde anche la potenza dei Greci ed il paese si<br />

dissolvette in una quantità di piccoli i)rincipati indipendenti (muluk<br />

al-tawà-if). Allora uno di loro, un anneno, s'impadronì (d(-l principato)<br />

rli Armaniyàqus, e alla sua morte gli successe la moglie Qàli, che fondò<br />

la cittii di Qfiliqala. Essa le diede nome Qàliqàlah, che significa (in armeno):<br />

;


^^ ^- ^-<br />

§ -'7. 25. a. H.<br />

« bt'neticenza di Qàli » o la sua immagine fu posta sopra una delle F"» porte: "t .<br />

[MESOPOTAMIA- ,. . . . r<br />

ARMENiA.-Nuo- g'' Arabi corruppero poi il nome armeno Qàlìqàlah in Qàliqalà (Baiava<br />

campagna dz u r i , 197). Per il nome di Qàliqalà cfi-. Athir. Ili, 65.<br />

contro i confini<br />

•<br />

•<br />

t-» i<br />

i a i i<br />

i /-.<br />

greci in Mesopo- P^r la Costruzione del muro Bàb al-Abwàl sulle rive del Caspio contamia<br />

e in Arme- tiontisi Qud amali K. al-kharàg, pag. 259-261 (vers. pag. 200-202).<br />

ma.<br />

Secondo ibn Khuidàdzbih, le terre settentrionali, al tempo della do-<br />

minazione persiana, erano sotto il governo dell' isbahbadz dell' Adzarbàdzakàn<br />

o Adzarbaygàn: facevano parte l'Adzarbaygàn, al-Rayy, Damawand,<br />

le contrade a sud e, sud-est del Caspio e l'Armenia (Khurdàdz b i h . llSi.<br />

Nota 1. — Bardza'ah è Partav degli Armeni (cfr. Thopdscian, 1.5-16; Gliazarian, 214), era<br />

la capitale ili Arràii, posta sulla riva sinistra del fiume Tliartnur (Yàqùt, I, 560, lin. Ti, un affluente<br />

del Kur (cfr. Istakhri, 182; Hawqal, 240; Yàqiit, I, 558). Era la residenza del patriarca di Albania<br />

Nota 2. — al-Qàli significa nativo di Qàliqalà, città posta nell'Armenia Quarta, secondo gli Arabi<br />

(Balàdzuri, 194; Khurdcàdzbih , 122; Faqih, 287; Yàqut, IV, 19; Ghazarian, 211), presso alle<br />

fonti del ramo occidentale dell'Eufrate (Khu rdàdzbih, 174; Faqih, 175), non lontana da Kliilàt<br />

(Khlath) e Manàzgird (Manazkert) (Yàqut, IV, 19j.<br />

Cfr. anche Aluqaddasi, 150.<br />

Secondo ibn Faqih, Qàliqalà era al pari di Hamadzàn, Khuwàrizm e Ardubil uno dei luoghi più<br />

freddi nell'impero islamico. Il Ghazarian (211) dice che, stando alle indicazioni geografiche, la città Qà-<br />

liqalà è da identificarsi con Karin, l'antica capitale dell'Armenia Greca, e suggerisce che la forma araba<br />

del nome provenga da una corruzione dell'armeno Karin-K'alak'. — Questa identificazione è confermata<br />

dalle notizie di Balàdzuri (199), secondo le quali l'imperatore Costantino Kopronymus (741-775 dell'È. V.|<br />

nel l.'S,^. H. espugnò Qàliqalà, che altre fonti (Barhebraeus Chr. Syr., 128, e Ghe vond, ed. Ezian,<br />

Pietroburgo 1887, pag. 129j identificano, noi narrare lo stesso fatto, l'uno con Arzan al-Riìm, e l'altro<br />

con Karin. Arzan ai-Rum è nome più moderno, divenuto di voga quando quello antico di Karin era<br />

già dimenticato. — Yàqiìt (I, 206) parlando di Arzan ai-Rum non avverte che sia la stessa città di Qàli-<br />

qalà: questo nome è da lui attinto nelle fonti storiche, mentre Arzan al-Riìm era la denominazione cor-<br />

rente al tempo suo. Gli autori arabi più antichi non conoscono il nome Arzan al-Rùm che venne in<br />

voga soltanto neir -XI secolo dell' E. V. In quel tempo i Salguqidi distrussero la piccola città di Artsn,<br />

non lontana da Qàliqalà (nel 1049 dell' E. V.), e gli abitanti migrarono a Qàliqalà. — Oggi Qàliqalà è<br />

la ben nota città di Arzarum.<br />

Altri nomi suoi erano Carena, <strong>The</strong>odosiopolis (cfr. Thopdscian, 16; Ghazarian, 211-212;.<br />

Nota 3. - al-Dabili, ossia nativo di Dabil, la Dwin degli Armeni, capitale della Persarraenia<br />

sotto i Sassanidi e poi centro amministrativo sotto gli Arabi. Yàqùt (II, 549) ricorda le due forme del<br />

nome: Dabil e Dawìn, forse due nomi ambedue in uso, e non dittologia per errore di copisti, come suppone<br />

il Saint Martin {Mém. Hist. et géogr., Paris, 1819, voi. I, 31, nota 2). — Fu fondata nel iv seeolo<br />

dell' E. V. da Khusrav? II e giaceva sulla riva orientale dell'Azat, un affluente dell'Arasse, (Ghazarian,<br />

209, Saint Martin, Mém., I, 119). In greco la città era detta tò AsJiSio; (Procopius, Persica,<br />

II, 25, 30; Marquart, Erànsahr, 94) Secondo Istakhri (188) e ibn Hawqal (244), Dwin era più grande<br />

di Ardubil, sotto il dominio arabo.<br />

Ch-. Thopdschian, 14-1.5.<br />

Sulla presa di Dwin per opera degli Aralii, cfr. Denys Teli Mahré,pag. 6, e <strong>Annali</strong>, 18. a. H., §116.<br />

Nota 4. — al-Khilàti, nativo di Khilàt, o Akhlàt, in armeno Khlath, in greco XXtir: città espugnata<br />

da 'lyàd b. (Jlianm (Yàqut, II, 457, lin. 22 e segg.) nella sua spedizione in Armenia (cfi-. 18. a. H.,<br />

§§8(, 116, e più avanti al § 32,a). Khilàt, sotto gli Arabi divenne la qasbah, o capitale amministrativa<br />

dell'Armenia centrale, Irminiyyah al-Wusta: era ricca_di frutteti e di acqua, ma il freddo in inverno<br />

era proverbiale. Yàqùt (II, 458, lin. 2 e segg.) ricorda anche alcune particolarità maravigliose dei pesci<br />

che vivono in un piccolo lago vicino alla città.<br />

Nota 5 — Simsàt, o Arsamosata, era una città della Quarta Armenia secondo Balàdzuri (194),<br />

Khnrdàdzbih (122), Faqih (287) e Yàqùt (I, 220) e non si deve confondere con Samosata, detta dagli<br />

Arabi Sumaj'sàt (Yàqùt, III, 151). Giaceva sul fiume Arsanias, in Armenia, tra Balu e Khartabart<br />

(Kharbert). In armeno era detta Arsamusat.<br />

Cfr. anche Hawqal, 127; Khurdàdzbih, 174, e Ghazarian, 155, 210.<br />

76.


25. a. H.<br />

Nota G. — Ghazarian 155, '212 trascrive Argii in armeno Artjes, ma non dice altro se non che<br />

giaceva presso Bàgunays, nella Quarta Armenia: corrisponde ad Axsissa icfr. Topdschian, I, '20i.<br />

Nota 7. — Bàgunays è menzionata in Balàdzuri, 194, 200; Khurdàdzbih, l'22; Faqih, 287;<br />

Yaqut, I, 455, ma nessuno indica con precisione dove giacesse. Ghazarian (212) dice che vi sono vari<br />

luchi in Armenia i quali potrebbero essere identificati con Bàgunays: •<br />

A) Wakuniq iMosè Khor.. Geogr., 33); un distretto della provincia Arzakh sul confine tra l'Ar-<br />

menia e l'Albania Alishan, Topogr. Grossarmeniens, 24ì ;<br />

IJ) Warajuuniq, nn distretto della provincia di Airarat al nord-ovest del lago Sewan (Alishan,<br />

Karfe TopoffT., 24 .<br />

Secondo le fonti arabe però dovrebbe essere nelle vicinanze di Artjes e di Kliiliit, e quindi o nel<br />

Turuberan. n nel Waspurakan.<br />

Nel Wa.3i è probabilmente il distretto Sirak nella provincia Airarat (Alishan, Airarat, 109-114),<br />

la capitale della quale sotto i Bagratidi era Ani. (rhazarian (210) non comprende il suffisso Tayr e rileva<br />

come Istakhri (IWHj, Khurdàdzbih (122) e Rustah (106) hanno la forma armena più corretta Siràg senza<br />

TajT. Lo stesso Yàqiìt (1. ci non è certo dove il luogo giacesse.<br />

Nota 10. — Baghrawand, secondo Yàqut il, 694 1, era annoverata nella Terza Armenia. Il Gha-<br />

zarian i210 osservando che secondo le fonti arabe il paese apparteneva allo stesso principe che reggeva<br />

Sirak, arguisce che dovesse confinare con il medesimo. Corrisponde sicuramente al distretto Baghrewand<br />

della provincia Airarat, ed appartenne sino all'ottavo secolo alla famiglia principesca dei<br />

Kamsarakan e poi ai Bagratidi Alishan, Airarat, 524 i. Giace presso il corso superiore del fiume Ar-<br />

sanias. ed oggi si chiama Alaskert (Saint Martin, Métti., I, 125; Ghazarian, 210).<br />

Nota U. — Gurzàn è la odierna Georgia nel Caucaso, e, secondo Yàqiit ili, 5S), la capitale (qa-<br />

.^ bahi era Tifiì^.<br />

Nota 12. — Sisagàn, in armeno Sisakan o Sinniq (Mosè Khor., Geogr., 33) era, secondo Yàqiit<br />

(III, 143), «dopo Arràn*. Giace invero tra l'Arasse e la provincia di Arzakh e cinge il lago di Sevan<br />

O Geghama, oggi Gòk^^y cfr. (j[iazarian, -iOHi.<br />

Nota 13. - Arràn (Balà.Jzuri, 194, 198, 2(yò, 212; Tabari, III, 1416; Khurdàdzbih, 122;<br />

Faqih, 286; Yàqùt. I, 183 viene anche scritto al-Ràn ^I3takilri, 1&), 192; Hawqal, 23ti, 240).<br />

Press», gli .A.nneni è scritto Aran. E il nome per l'Albania anche Aghvanq) sulla storia e sui confini<br />

della quale cfr. Marqnart, Erànsahr, 116 e segg.; Marquart, Osteurop. und ostasiat. SlreifzUge,<br />

pag. 457-168; Ghazarian, 2(J6; Barthpld, in Kncgcl. de l'Islam, I, 466-467.<br />

Nota 14. — Cfr. Gelzer, <strong>The</strong>menverfaxsnng, 23 e segg. Armanyàqus o Arminyfiqus o Armi-<br />

nysq, che \àqiit


§« 27-29. 25. a. H.<br />

25. a. H. Nota 17. — Cfr. St. Martin. Mimoirex sur l'Armenie. I, 2f>7-214; di questo popolo, il caposti-<br />

[MESOPOTAMIA- pit* cri» un principe chismnto Sisng iHalàilzuri, IW, noU f).<br />

ARMENIA.- Nuo- Nota J8. —


25. a. H. §§ aa-ai.<br />

la sconfitta degli Armeni e la devastazione dell'Armenia. Teodoro Estimi<br />

tentò invano di riunire gli Armeni contro il nuovo nemico: il patriarca Esdra<br />

ne morì di dolore nel 039 dell' È. V. (=18. a. H.) La città di Dovin tu<br />

assediata dagli Arabi il 29 novembre 639 ed espugnata il 6 gennaio del 640<br />

per opera di HaVnb b. Maslamah.<br />

Secondo il Saint-Martin, a questo tatto d'arme seguì immediatamente<br />

la grande spedizione conquistatrice di Habib b. Maslamah e Salmàn b.<br />

Rabi'ah, con l'avanzata degli Araì)i sino ai piedi del Caucaso e lungo il<br />

Mar Caspio, sin entro le pianure della Russia meridionale. Il Saint-Martin,<br />

senza lare distinzioni di cronologia, ma come se fosse tutta una spedizione.<br />

nana quindi la sconfìtta araba presso Balangar con la morte di Salmàn<br />

b. Habi'ah, evento che avvenne invece probabilmente solo nell'anno 32. II.<br />

Il Saint-Martin lo crede avvenuto nel 640 dell' È. V. e dice che gli Arabi<br />

si ritrassero dopo il disastro interamente dall'Armenia, dove Teodoio Rstuni<br />

potè riunire di nuovo gli Armeni e indurli a nominare patriarca Narses<br />

vescovo di Daik.<br />

Nel 642 dell' È. V. l'imperatore Costantino mandò in Armenia con il<br />

titolo di curopalate, che morì dopo poco tempo, il bagratide Varazdirots,<br />

lasciando la carica al figlio Sambat. Teodoro Rstuni riprese il comando<br />

delle scliiere e d'accordo con Sambat ristabilì un poco d'ordine negli affari<br />

del pae.se.<br />

Nel 646 dell' E. V. (=26.-26. a. H.) gli Arabi tornarono ad invadere<br />

l'Armenia, spingendosi sino ai distretti della Peznunia, di Aghiovid ed alla<br />

provincia di Ararat. Teodoro e Sambat dovettero acconciarsi al pagamento<br />

di un tributo (Le beau, XI, 331-338).<br />

§ 30. — La versione anzidetta del Saint-Martin è fatta, come confes.sa<br />

il Saint- Martin stesso (pag. 337, nota 4), sopra una ricostruzione del Mou-<br />

radja d'Ohsson, ed è un tentativo ai'bitrario di fondere le narrazioni armene<br />

ed arabe in una narrazione sola. Le tradizioni e versioni che noi<br />

abbiamo dato per disteso in altro luogo fctr. le citazioni poc'anzi al § 26)<br />

bastano a dimostrare come detta ricostruzione non possa accettarsi per i<br />

troppi evidenti errori di cronologia nella parte delle incursioni arabe.<br />

§ 31. — Per comodo degli studiosi, ai quali certe fonti possono essere<br />

di difficile consultazione, aggiungiamo un breve ria.s.sunto del lavoro rico-<br />

stnittivo intorno al periodo storico immediatamente anteriore alla com-<br />

parsa degli Aralji in Armenia, e delle prime incursioni arabo-armene, se-<br />

condo i pregevoli studi del Thopdschian e del Ghazarian {Zeitscrift fur<br />

Armonischr Philologie, voi. II, pag. 50-70. 149-225j, il primo fondandosi<br />

|)r.'valentemente sulle fonti armene, il secondo sulle arabe.<br />

79.<br />

25. a. H.<br />

[MESOPOTAMIA-<br />

ARMENIA.-Nuova<br />

Cam pag n a<br />

contro i confini<br />

greci in Mesopotamia<br />

e in Arme-<br />

nia.!


ai. 25. a. H.<br />

25. a. H. L'Armenia prima doli Islam era clivi.sa tra i Persiani ed i Cxreci nel<br />

IMESOPOTAMIA- . , . - „ • ^ , i ^ l i. i j-<br />

ARMENIA.- Nuo- periodo anteriore alle conquiste arabe: la parte persiana. la orientale, di<br />

va campagna parecchio più estesa della jiarte bizantina, era retta da un Marzpan (mar-<br />

contro i confini<br />

greci in Mesopo-<br />

, ^ .<br />

zubàn), per lo<br />

.,<br />

piu<br />

T<br />

di<br />

• T., ij. i. 1<br />

nazionalità armena e sottoposto aJ<br />

j.<br />

governatore sasterììia<br />

e in Arme- saiiida dell'Adzarbaygàn detto comunemente Spaliapet (ossia isbahbadz,<br />

titolo che ritroveremo più avanti nelle memorie arabe della conquista del-<br />

l' Iran). La capitale amministrativa di questa regione, detta anche Persar-<br />

menia, era la città di Dwin. Il legame che univa la Persarmenia al resto<br />

dell' impero sassanida era debole e provvisorio, e dalle frammentarie no-<br />

tizie sulle condizioni dell'Armenia, quali ci sono raffigurate da Sebeos per<br />

il VI e per la prima metà del vii secolo dell' È. V., risulta che l'autorità<br />

del Khusravv di Ctesifonte vi fosse assai precaria e variabile. In Armenia<br />

era vivo l'odio contro gli adoratori del fuoco, ed i Xakharar, o piccoli feu-<br />

datari armeni (i così detti « patricii » dei Greci e degli Ai'abi), coglievano<br />

ogni propizia occasione per rendersi indipendenti, aiutati com'erano dalla<br />

crescente disgregazione dell' impero sassanida nell'ultimo secolo della sua<br />

esistenza, e dalla natura montuosa e difficile della patria loro. Per di più<br />

i Bizantini oltre il confine erano sempre pronti ad intrigare contro i Sas-<br />

sanidi ed a prestare o palesemente o di nascosto soccorso ai ribelli. Molti<br />

di questi, quando v'era pericolo di punizione, si afi&-ettavano a varcare il<br />

confine ed a rifugiarsi presso il patrizio bizantino che governava la metà<br />

occidentale dell'Armenia.<br />

Quando il re persiano Khusraw Barwìz riconquistò nel 590 e 591 del-<br />

l' È. V. il trono di Ctesifonte con l'aiuto dell'imperatore Mauricius, una<br />

parte dell'Armenia fu ceduta dai Sassanidi all'impero bizantino come com-<br />

penso del soccorso concesso, e precisamente la regione detta da Sebeos,<br />

Tanutirakan Iskhanutium, ossia una vasta regione che abbracciava tutto<br />

il cuore dell'Armenia sin oltre Dwin ed il monte Ararat e la parte occi-<br />

dentale della Georgia sino a Tiflis. Seguirono allora tredici anni (590-602<br />

dell' E. V.) di pace; ma quando per l'uccisione dell'imperatore Mauricius<br />

scoppiò novamente la guerra tra Greci e Persiani, il Marzpan sassa-<br />

nida, per nome Jezdayar, in varie campagne riconquistò non solo la parte<br />

d'Armenia ceduta ai Bizantini da Barwiz, ma espugnò anche Karin, la<br />

capitale della Grecarmenia. Seguì però un periodo di continui conflitti con<br />

varia fortuna, in cui Karin fu presa e ripresa più volte, sinché l' impera-<br />

tore Eraclio con le sue celebri campagne tra il 622-628 dell' È. V. abbattè<br />

la potenza sassanida in Armenia e, con la pace dell'aprile 628. ristabilì i<br />

confini tra i due imperi come erano stati stabiliti tra Khusraw Barwìz e<br />

Mauricius nel 604 dell' È. V.<br />

80.


25. a. H. §g 31^.<br />

È bene però asirpriuuj'ere che j^li Armeni seppure avevano in odio i 25. a. h.<br />

,. , • • , j 1 . IMESOPOTAMIAl'ersiani,<br />

quali mazaeisti o adoratori del tuoco. non avevano veruna sim- Armenia.- Nuo-<br />

patia<br />

denti<br />

con i Bizantini, perchè gli Armeni erano<br />

-,,-.-,. , 1 • , •<br />

i<br />

dalla Chiesa ortodossa : anche i ripetuti<br />

monofisiti e perciò dissi-<br />

, i ,<br />

• • 1 11 • •<br />

tentativi degl imperatori<br />

"^ campagna<br />

contro i confini<br />

g^eci in Mesopobizantini<br />

di costringere gli Armeni a mutar formula di tede, con persecu- XArt\\& e in Arme-<br />

zioni e vessazioni di ogni genere, avevano aggravato la tensione degli animi<br />

tra Armeni e Greci: molti che per ragioni politiche erano fuggiti dall' Ar-.<br />

menia persiana, vi rientravano poi, perchè perseguitati religiosamente nella<br />

parte bizantina. È chiaro come questi continui contrasti, queste lotte aspre<br />

di ogni specie, tra ribellioni politiche e persecuzioni religiose, finissero per<br />

creare in Armenia uno stato di completa anarchia politica e morale,<br />

«he crebbe a dismisura, allorché in Siria ed in Babilonide le ripetute<br />

vittorie arabe costrinsero Greci e Persiani ad abbandonare l'Armenia alla<br />

sua sorte.<br />

§ 32. — Venendo poi a discutere della conquista araba dell'Armenia,<br />

il (ihazariau passa in rivista (pag. 156-168) tutte le notizie arabe sulle<br />

incursioni in Armenia e le dà nel seguente ordine :<br />

{a) Prima incursione nell'anno 20. H. sotto lyàd b. Ghanm, con<br />

presa di Arzan, Bitlis e Khilàt (Ba 1 àdz ur i , 176, 199; Yàqùt, I, 206):<br />

il Ghazarian la identifica con quella che gli Armeni attribuiscono ad Abd<br />

al-rahmàn fcfr. 18. a. IL. §§ 122 e segg.), e con la narrazione di ibn Ishàq<br />

(efr. 18. a. H.. § 87 1.<br />

(6j La seconda incursione in Armenia è quella narrata da Sayf b.<br />

'Uraar (cfr. 22. a. H., § 33).<br />

(e) La terza seguì nell'anno 24. H. sotto Salmàn h. RaVù'ah (Ta-<br />

be ri, I, 2806 1<br />

(cfr.<br />

24. a. H.. §?? 59-61 j.<br />

id) La quarta e massima incursione araba è quella dell'anno 25. H.<br />

-otto Habib b. Maslamah, sui particolari della quale il Ghazarian si dilunga<br />

per multe pagine (pag. 158-168) e termina la narrazione con lo sterminio<br />

dell'esercito di Salmàn b. Rabì'ah presso Balangar, che noi poniamo sotto<br />

l'anno 32. H.. ma che il Ghazarian pare includa nella spedizione del-<br />

l'anno 25. H.<br />

§ 33. — Secondo h- fonti armene, prosegue Q Ghazarian, le campagne<br />

arabe di razzia e conquista si sarebbero svolte nel seguente ordine:<br />

{(i) Presa di Dwiii nel secondo anno di Costante (642-643 dell" È. V. =<br />

= 21.-22. a. H.).<br />

(6) Nell'anno seguente nuova incursione araba sino alla frontiera<br />

della Georgia, ma Teodoro Rstuni .sconfigge gli Arabi e l'Armenia rimane<br />

trancjuilla per vari anni.<br />

81. 11<br />

nia.1


26. a. H.<br />

MESOPOTAMIA-<br />

ARMENIA.-Nuova<br />

campagna<br />

contro i confini<br />

greci in Mesopotanìla<br />

e in Arme-<br />

nia.)<br />

M !*a6. 25. a. H.<br />

(c) L'Armenia torna sotto il dominio bizantino v l'imperatore Co-<br />

stante nomina Teodoro Rstuni.<br />

((f) Concilio di vescovi in Dwin noi 648-G49 dell' È. V. = 27.-28. a. ìì.j.<br />

k palese che tra le due versioni, l'araVja e l'armena, non esiste con-<br />

cordanza possibile; e, giacché le fonti armene, come le più antiche e le<br />

più interessate al preciso ragguaglio dei fatti, meritano maggior fede, potremmo<br />

concludere che probabilmente la spedizione dell'anno 25. H., tale<br />

quale al-Balàdzuri ce la descrive, non sia mai avvenuta. Conft-ontando poi<br />

il contenuto di al-Balàdzuri con quanto ci riferisce Sebeos (che noi daremo<br />

tradotto a suo tempo e luogo), dovremmo riconoscere che le fonti arabe<br />

hanno gettato nella spedizione dell'anno 25. IT. moltissimi eventi da rife-<br />

lirsi ad anni posteriori.<br />

§ 34. — Per un riassunto quasi identico, cfr. il bel i-iassunto dello<br />

Streck nelV Eìicyclopédie de l'Islam, I, s. v. Armenie, pag. 443-444.<br />

Si può leggere con profitto anche il già citato articolo del Thopdschian<br />

{Zeitschrift fìlr Armen. Philolog., voi. II, pag. 65 e segg.), e Mùller.<br />

Mam, I, 260.<br />

§ 35. — Una fonte armena, sfuggita sinora al nostro esame, posteriore,<br />

è vero, a Sebeos. ma sempre fra le più antiche e autorevoli, specialmente per<br />

il nostro argomento, è Leonzio Prete o Levond Eréc, il quale scrisse in armeno<br />

fi-a il 772 e il 790 dell' È. V., o poco di poi, la Storia dall'apparizione di Mao-<br />

metto e per qual modo i successori di lui conquistassero tutto il mondo e<br />

anche VArmenia: opera edita nell'originale già due volte, a Parigi nel 1857.<br />

a Pietroburgo nel 1887, tradotta in francese dal Chahnazarian nel 1856,<br />

in russo dal Patcanian nel 1862. Cfi-. Thopdschian, Die inn. Zustdnde,<br />

pag. 4. Noi ci serviremo della versione latina parziale, ma fedele e pre-<br />

cisa, pubblicata con commento critico e storico da E. Filler nella sua dis-<br />

sertazione Quaestiones de Leontii Armenii Historia, dissertazione Jenensis,<br />

Lipsiae, 1903.<br />

Leonzio distingue e determina cronologicamente le tre prime incur-<br />

sioni degli Arabi in Armenia.<br />

La prima incursione degli Arabi è da Leonzio messa nell'anno 22 del-<br />

l' « èra degli Arabi », cioè nel 639-640, giacché, come il Filler ha dimo-<br />

strato (pag. 6-6), il primo anno dell' Egira corrisponde, secondo Leonzio »•<br />

parecchi cronisti armeni a lui immediatamente posteriori, al 618, non al<br />

622 (') : siamo<br />

quindi nel 18.-19. a. H.<br />

« Vinti i Persiani (nelle battaglie di al-Qàdisiyyah e Gralùlàj l'eser-<br />

« cito vittorioso degli Arabi si divise in due parti: l'una carica di bottino<br />

« ritornò a casa ; l'altra e maggiore di tutto l'esercito passò dalla Persia<br />

82.


25. a. H. 3."), §§ 36.<br />

« nella ivirioue trArmenia sita sul fiume Arasse, (ili Arabi sottomisero vii- ^^- ^- ^•<br />

^ • T 1 • • 1,,* [MESOPOTAMIA-<br />

« laggi. Marldi (o Man. uno dei nove distretti dell Armenia persica verso armenia.-Nuo-<br />

« l'Adzaibavgàn), il distretto Go/.thn (uno dei 37 della provincia Waspu- "a campagna<br />

— • 1 •<br />

1 1 T \ • /^ T contro ì confini<br />

« > rakan e<br />

la città di Nachciavan (capitale del distretto omonimo). Quindi, greci in Mesopo-<br />

» u-uadat


25. a. H.<br />

[MESOPOTAMIA-<br />

ARMENIA.-Nuo-<br />

va campagna<br />

contro i confini<br />

greci in Mesopotamia<br />

e in Arme-<br />

nia.]<br />

S$ :'7. :tH. 25. a. H.<br />

§ 37. — Nel .secondo anno di regno del Costante nipote di Eraclio<br />

(perciò nel (J42 È. V. -: 21.-22. a. H.) Teodoro (il Rstunita) fu informato<br />

di una nuova incursione degli Arabi nelle terre degli Armeni. Ma poiché,<br />

a causa della loro celerità, non potè impedirli di traversare le gole di Tzór<br />

da lui occupate, essi penetrarono nell'interno dell'Armenia, presero la città<br />

di Dwin sfornita d'ogni presidio, giacché tutte le milizie erano con Teodoro,<br />

uccisero gli uomini, e menaron via schiavi le donne e i figli . . . Né<br />

potendo i principi (armeni) per l'esigue loro forze trarne vendetta, i ne-<br />

mici ritornarono sicuri in Siria; e per altri dieci anni non molestarono<br />

l'Armenia {Quaestiones, diss. Filler, 12-13) [U.].<br />

§ 38. — (C/V. 21. a. E., § 92; 2S. a. H., §§ 45-47). (Afo/.'igh). Nel-<br />

l'anno 95 dell'Era Armena (18 giugno 646-17 giugno 647 dell' È. V.) gli<br />

Arabi tornarono ad invadere una seconda volta (cfi-. 18. a. H., § 124)<br />

l'Armenia con fòi'ze considerevoli ed espugnarono Tevin. Il numero dei<br />

prigionieri che portarono via fu di 35,(XX). Di poi estesero il loro dominio<br />

sull'Armenia, sulla Georgia ed il paese degli Agh'ouan (= Alani) ('). Intanto<br />

però gli Armeni scossero il giogo degli Arabi e si misero sotto l'autorità del-<br />

l' imperatore. Dietro domanda del Catholicos Nerses, Hamazasb fu nomi-<br />

nato principe d'Armenia nell'anno 104 (pari 16 giugno 655-14 giugno 65(5<br />

dell' È. V. = 35. a. H.). A questa notizia il Califfo (Uthmàn) irritato fece<br />

mandare a morte gli ostaggi armeni, in numero di 1777: ma egli stesso<br />

perì subito dopo massacrato dalle pi-oprie schiere (Acogh'igh, 127).<br />

Cfr. anche Dulaurier Chronol. Armen., 229.<br />

Cfr. più avanti § 69.<br />

Nota 1. — Sagli Alani cfr. Barthold, in Encycl. de l'Islam, I, 315.<br />

84.


25. a. H. § 39.<br />

§ 39. — Tabella sincrona delle prime campagne arabe in Armenia.<br />

II-?<br />

=ii|2 SCRITTORI ARABI .<br />

a g z.<br />

SCRITTORI<br />

ARMENI E SIRI


25. a. H. ARMENIA. — La campagna araba in Armenia dell'anno 25. H,<br />

'\1mpagnaaraba § 40. — Abbiamo già detto poc"aiizi come sia lecito sollevare gravi<br />

in Armenia del- dubbi Hiilk' notizie relative a un' inoursione e scorribanda trionfale degli<br />

l'anno 25. H.<br />

Arabi in Armenia nell'anno 26. lì., perchè le fonti armene concordemente<br />

iti-norano il fìitto : il che sarebbe as.surdo ed inverosimile data la giandio-<br />

sita e r importanza della campagna secondo la versione araba. Il riassunto<br />

obbiettivo della versione armena porterebbe anzi a credere che gli Arabi,<br />

avendo sofferto vari gravi rovesci nell'anno 22. H., rinunzias.sero per un<br />

certo tempo (dieci anni) a nuove pericolose avventure nei monti armeni. —<br />

D'altra parte però la copia delle fonti che noi riportiamo qui appresso e la<br />

precisione delle notizie, confermate in parte anche da fonti indipendenti<br />

come Michele Sirio, non ci permettono di sopprimere arbitrariamente come<br />

fittizio e falso quanto narrano le cronache araVje. La contradizione sinora<br />

mi pare insolubile, sebbene in favore degli Arabi sia ancora da aggiungere<br />

la deficienza gravissima di facoltà cronistoriche esatte presso gli autori<br />

armeni. — Paragonati a questi, gli scrittori musulmani hanno un ordine<br />

ed una precisione infinitamente superiore. — Ve d'altra parte da osservare<br />

come queste apparenze .siano molto ingannatrici: ricordiamo infatti come<br />

Saj^f b. 'limar abbia con molta precisione cumulato entro gli anni 18.-19. H.<br />

tutta la conquista dell' Iran, mentre sappiamo che durò quasi quindici<br />

anni, dalla presa di al-Madà,-in nell'anno 16. H. sino a tutto il 31. H.<br />

Quindi sicuramente nelle narrazioni che diamo qui appresso abbiamo anti-<br />

cipazione cronologica di eventi. — Io sostengo che nell'anno 25. FI. gli<br />

Arabi abbiano fatto qualche incursione in Armenia, nella quale poi cro-<br />

nisti e storiografi, per qualche equivoco in cui gli uni hanno seguito gli<br />

altri, abbiano cumulato entro il 25. H. quanto dovrebbe essere distribuito<br />

entro un periodo di tempo molto lungo.<br />

E però degno di nota come gli Arabi intensificassero la loro azione in<br />

Armenia, assai più che nell'Asia Minore, dove il paese presentava diffi-<br />

coltà molto minori. <strong>For</strong>se vollero approfittare dell'anarchia che regnava<br />

in Armenia, mentre in Asia Minore i Bizantini erano intenti a preparare<br />

tenaci e coordinate difese. Non si spiega altrimenti come gli Arabi si spin-<br />

gessero tanto addentro in Armenia, paese di difiìcile accesso per l'altezza<br />

dei suoi monti, e trascurassero l'Asia Minore più propriamente detta, che<br />

si apriva piana e facile alle loro armi. È chiaro che in questa regione gli<br />

Arabi erano consapevoli di difficoltà speciali, maggiori di quelle che incon-<br />

travano in Armenia f ).<br />

E probabile che gli Arabi si cacciassero fra i monti armeni non sol-<br />

tanto per ragioni di bottino, o per cupidigia di conquisto. Il pos.sesso del-<br />

86.


25. a. H. §§ 40, 41.<br />

rArmenia jjarautiva la sicurezza dell' Adzarbaygàii, sempre minacciata dalle 25. a. H.<br />

. , . ,. , . ,. ,. ~ ^- , X • . 11 [ARMENIA. - La<br />

incursioni dei popoli turchi e di altre genti che stavano intorno alle pen- campagna araba<br />

dici del Caucaso e che, premuti alle spalle da altre correnti migratorie del '" Armenia dei-<br />

,. . . ...<br />

.<br />

settentrione, erano di tanto m tanto .spinte a rovesciarsi sul mezzogiorno.<br />

Dominando l'Armenia si tenevano meglio a bada le orde degli al-Khazar e<br />

si girava il tìanco della dife.sa bizantina in Asia Minore, indebolendo la resi-<br />

utenza alle incursioni estive dei Musulmani. — Ve anche buona ragione<br />

di suppon'e che gli Arabi avessero scopi commerciali e desiderassero di<br />

tenere aperte le vie di transito fi-a il bacino Mesopotamico ed il ^lar Nero,<br />

perchè è noto come gli scambi di merci fra il Baltico e l'Asia Anteriore<br />

ibssero sempre molto attivi, e crebbero d' intensità e volume sotto gli Ab-<br />

iiàsidi. Cfr. Heyd, Histoire du commorce (hi Levant, I, 45-48.<br />

lutiin- non v'è dubbio che la .spedizione araba in Armenia nel 25. H.<br />

•lebba essere collegata con le notizie date poc'anzi (cfr. §§ 4 e segg.) sulla<br />

ribellione deirA(lzarbaygàn contro il dominio Arabo :<br />

la durevole pacifica-<br />

zione di questa provincia esigeva imperiosamente un'azione militare anche<br />

nei monti dell'Armenia.<br />

Nota 1. — Ln natura speciale delle incursioni in .\sia Minore, diverse da quelle in tutti gli altri<br />

punti del confine sarà oggetto in appresso di altri studi e rilievi. Si pone il proV>leraa: perchè alle razzie<br />

in ogni alìra direzione gli Arabi fecero sempre seguire la conquista, mentre in Asia Minore sin quasi<br />

al V secolo della Higrah i confini variarono di ben poco? — Ci sarà più agevole trattare il problema<br />

in una delle posteriori annate, quando avremo occasione di porgere altri materiali illustrativi. — Per<br />

ora ci uonteutianiu di osservare che nella diiferenza di trattamento subito dall'Armenia debbono aver<br />

contribuito ragioni militari e ragioni religiose. L'Asia Minore era irta di città ben fortificate, che permi-<br />

«^nj agli abitanti di resistere agli Arabi, come avevano resistito ai Persiani al principio del vii secolo,<br />

regnante il grande Eraclio. — In Armenia non esisteva questa salda organizzazione, perché la popola-<br />

zione odiava, per ragioni religiose, il dominio bizantino: in Asia Minore invece la popolazione era<br />

r>-ligioganiente in pieno accordo con la formula di fede ufficiale degli imperatori. In Asia Minore esi,<br />

steva quindi una salda unità morale, religiosa e militare, che mancava all'Armenia. — In questa regione<br />

gli Arabi trovarono una resistenza militare assai minore, e trovarono molti che in olio a Bisanzio erano<br />

pronti ad accordarsi con il Califfo, che non voleva la loro conversione e garantiva una libertà religiosa<br />

8)v*ai maggiore che non l' imperatore di Costantinopoli. Gli Armeni poi erano scissi tra loro per ragioni<br />

locali in fazioni altrettanto nemiche, per quanto poi tutti insieme odiavano i Bizantini. Ogni qualvolta<br />

potevano anirsì tutti, infliggevano, aiutati dalla natura difficilissima del loro paese, gravi rovesci agli<br />

Arabi. Ma non appena erano liberi, o tornavano a unirsi con i Bizantini, scoppiavano novellamente<br />

tieri •• sanguinosi contrasti, «-he mettevano di nuovo tutto il paese alla mercè degli Arabi.<br />

§ 41. — La narrazione di al-lialàdziui data per disteso nei seguenti<br />

paragrafi, confonde, in una sola spedizione di conquista, varie successive<br />

campagne aral)e, che incominciate nell'anno 25. H. si andarono ripetendo,<br />

lon varia fortuna, di anno in anno sino allo scoppio della guerra civile<br />

tra Ali e Mu àwiyah nel 36. H. (cfr. §§ 43, 44, 57, 59, 65, 69; 26. a. II.,<br />

^§ 43-44j. .\llora le guarnigioni arabe furono richiamate, e l'Annenia ritornò<br />

.sotto il dominio bizantino.<br />

La divorgenza tra le fonti, specialmente tra la vonsione armena e<br />

quella araba, dovuta ad antichissimi errori di cronisti, è in realtà insana-<br />

87.<br />

l'anno 25. H.l


l'anno 25. H.)<br />

§§ 11-13. ^"* ^' "•<br />

25. a. H. bile; ma ò chiaro che la versione armena, pur rivelando en-ori e confiisioni,<br />

'*rampagna araba debba esaere più vicina alla verità. Non potendo sciogliere tutti gli enigmi,<br />

in Armenia del- abbiamo luiito in imo specchio complessivo (cfr. § 39) le varie versioni per<br />

il periodo tra il 18. e il 25. H. :<br />

i juateriali dei paragrafi successivi.<br />

esso vaiTà di guida sicura a coordinare<br />

In o'^-ni caso la versione araba deve essere corretta in (^uaiit(j tu più<br />

propriamente razzia predatrice che tentativo di conquista: i tributi erano<br />

in realtà solo indennità straordinarie di guerra con probabili promesse di<br />

non molestare musulmani e mercanti.<br />

§ 42. — Nell'anno 26. H. 'Uthmàn scrisse a Mu'àwÌ3ali di mandare<br />

Habib b. Maslamah in Armenia. Questi andò e tornò vittorioso [cioè con<br />

bottino raccolto saccheggiando] (Baethgen, Fragm., 111).<br />

Cfr. Elia Bar Sinaj^a, 85.<br />

§ 43. — (al-Balàdzm-i, da parecchi s a y kh di Qàliqalà e da una comu-<br />

nicazione scritta dal suo contemporaneo abù-1-Asbagh al-'Attàf b. Sufyàn<br />

qàdi di quella città). Quando divenne Califfo, 'Uthmàn b. Affàn scrisse<br />

a Mu'àwiyah b. abì Sufyàn suo luogotenente in Siria, nella al-Gazii-ah e sui<br />

confini (th u gh ù r) di queste due provincie, ordinandogli di mandare Habib<br />

b. Maslamah al-Fihri in Armenia. Habib, sotto il governo di 'limar, si era<br />

grandemente distinto tanto nelle conquiste, quanto nelle razzie in terri-<br />

torio greco ed il suo valore era noto ad 'Umar e al suo successore 'Uthmàn.<br />

Alcuni affermano che 'Uthmàn scrivesse direttamente a Habib ordinandogli<br />

d'invadere l'Armenia, e questa notizia è la più certa.<br />

Habib partì con 6000 o 8000 uomini della Siria e della al-Grazirah e andò<br />

direttamente ad assalire Qàliqalà, alla quale pose assedio. Gli abitanti ten-<br />

tarono una sortita, ma furono battuti e vennero perciò a patti: potevano<br />

cioè emigrare o pagare la gizyah. Molti abitanti abbandonarono la città<br />

e si ritirarono in territorio bizantino. Habib rimase qualche mese in Qàli-<br />

qalà, ma avendo saputo che il patrizio di Armaniyàqus (al-Mawrij'àn :<br />

cfr. Balàdzuri, 197, nota /", e 199, lin. 2; 26. a. H., §§ 43-44) racco-<br />

glieva grandi forze per venirlo ad assalire, e che schiere di al-Làn (Alani),<br />

di Afkhaz (= Abkhàz) e di Khazari Samandar si univano a lui, scrisse al<br />

Califfo chiedendo rinforzi. 'Uthmàn ordinò allora a Mu'àwiyah b. ahi Sufyàn<br />

di mandargli quanti in Siria e nella (xaziiah avevano bramosia di fare la<br />

guerra santa e carpire bottino. Così furono radunati 2000 uomini, che anda-<br />

rono a stabilirsi a Qàliqalà, ed ebbero ivi concessioni di terreno in feudo,<br />

perchè vi costituissero una guarnigione di difesa dei confini (muràbitah).<br />

Il Califfo scrisse allo stesso tempo anche a Sa'id b. al-'As b. Sa'id b. al-'As<br />

b. Umayyah, governatore di al-Kiifah (fra il 30.-36. H. !<br />

88.<br />

ecco una prova


25. a. H. § 43.<br />

della conftisione cronologica!), di mandare un esercito .sotto Salmàn b. Ra- 25. a. h.<br />

° '<br />

^ (ARMEN I<br />

bi'ali al-Bàhili. detto Salmàn al-Khayl, valente e prode guerriero. Salmàn ' campagna araba<br />

parti con 6000 kulan i, ma non raggiun.se Habib in tempo per prestargli<br />

mano torte quando venne alle mani con un forte esercito greco che si era<br />

radunato sulle rive dell' Eufrate. Prima dell'arrivo dei Kufani si venne ad<br />

una grande e sanguinosa battaglia, incominciata con un attacco notturno<br />

dei Musulmani e terminata con la disfatta completa e con grande strage<br />

dei Greci. Avanti la battaglia umm 'Abdallah bint Yazid al-Kalbiyyah,<br />

moglie di Habib, che era con lui in quella notte, domandò al marito:<br />

«Dove mi dai appuntamento (ma w' idi?», e Habib le rispo.se: «Nelle<br />

« tende i<br />

s<br />

u r à d i c^) del tiranno (<br />

a<br />

1 - 1 à gh i y a h : dell' imperatore ), o in para-<br />

« di-sol ». — Quantlo ebbe termine la battaglia egli ritrovò la moglie nelle<br />

tende dell' imperatore ( ').<br />

Poco dopo la vittoria arrivò Salmàn con i (iOOO Kufani, i quali, benché<br />

giunti a lìattaglia finita, pretesero avere una parte del bottino. I Siri però<br />

si rifiutarono, ed i due generali Salmàn e Habib ebbero tra loro un vivace<br />

alterco : il dissenso si comunicò ai dipendenti ed alcuni Siri minacciarono<br />

di uccidere Salmàn. In questa occasione fu composto un vei\so da parte<br />

degli Iraqensi :<br />

Se voi uccidtrete Salmàn, noi uccideremo il vostro Habfb (o il vostro « amato »j: se<br />

voi ve ne andrete da ibn 'Affàn (per protestare), vi andremo anche noi !<br />

11 Califib, infoi-mato del dissidio, decise che la preda dovesse spettare<br />

tutta ai Siri, e ordinò a Salmàn d' invadere Arràn (l'Albania).<br />

Alcuni pongono questi eventi nell'anno 25. H. (Balàdzuri. 197-198).<br />

Cfr. T a bari, I, 2808 e segg. : Athir,.ni, 64, 65.<br />

Per descrivere l'estensic^ne dei possessi del batriq di Arminàqus<br />

(al-Mawriyàn ), ibn al-Athir dice: «Comprendevano i paesi che ha oggi il<br />

« sultàn Qilig Arslàn e cioè Malatyah, Siwàs, Acisarà. Quniyah e dintorni<br />

< fino al Bosforo o canale di Costantinopoli (Khalig al-Qustantiniyyah) ».<br />

Il testo di Khaldiin, II. App., pag. 127, forse copiando ibn al-Athir,<br />

intende rettamente Arminàqus come nome di regione che abbraccia ap-<br />

punto il Bilàd Malatyah, Siwàs e Qiinijah sino al Khalig Qustantiniyj'ah.<br />

Il Batriq di Arminàqus aveva con sé 80,000 uomini.<br />

Nota 1. — Questo stesso episodio è narrat


j3<br />

i.)-i."i. ^0. a.. H.<br />

25. a. H. che è opera vana Vdler oivlinare i materiali tradotti secondo un piano preciso di ricostruzione. — Ne<br />

- La tenteremo un riassunto sintetico generale sotto l'anno 32. H.<br />

[ARMENIA.<br />

campagna araba Di questa battaglia sulle rive dell' Kufrate trovasi menzione in Ghevond (traduz. russa, 1862),<br />

in Armenia del- pag. 7-6 e in Filler, De f^eoniii Armenti Hist. {Disserlatio . . , 1903, Lipsiae^ e secondo questa fonie<br />

l'anno 25. H.| sarebbe avvenuta il sabato santo del 12 aprile 654 dell'È. V. = 18 Ramadàn 33. a. H.<br />

§ 44. - (Muli. b. Sa'd, da al-Wàqidi, da 'Abd al-hamid b. Ga'far, da<br />

suo padi-e G-a'far). Habib b. Maslamah al-Fihri assediò Dabìl, e mentre era<br />

così occupato, sopraggiunse al-Mawri\àn al-Rùmi con un esercito greco.<br />

Habib lo assalì di notte all' improvviso, sconfisse il suo esercito, uccise lui<br />

stesso e predò tutto il suo accampamento :<br />

dopo<br />

questa vittoria arrivò<br />

Salmàn. — La notizia però più certa è che la battaglia avvenisse presso<br />

Qàliqalà (Balàdzuri, 198-199).<br />

Cfi-. 26. a. H., §§ 43-44.<br />

§ 45. — (al-Balàdzuri, senza isnàd). Quando ebbe presa la città di<br />

Qàliqalà, Habib b. Maslamah al-Fihri andò ad assediare Mirbalà (? vocali<br />

incerte). A lui si presentò allora il patrizio di Khilàt e gli mostrò uno<br />

scritto di lyàd b. Ghanm, scritto che gli concedeva l'amàii per sé, i<br />

suoi beni e le sue terre e gì' imponeva il pagamento (annuale ?) di una<br />

somma. Habib andò allora a fissare il suo campo tra al-Harak (cantone del<br />

Turuberan: cfr. Thopdschian, 67 nota 2; Saint Martin, Mémoires<br />

sur l'Armenie, I, 101) e Dast al-Wark (catene di monti ad ovest del lago<br />

di Yaii : cfi-. Thopdschian, 67 nota 2), dove venne a raggiungerlo il<br />

patrizio di Khilàt offrendogli danaro e doni. Habib non volle accettarli,<br />

proseguì per via di Khilàt e si spinse fino ad al-Saybànah (nome indeci-<br />

ft-abile, perchè privo di punti diacritici: la nostra lettura è proposta dal<br />

Thopdschian, 67 nota 4, e dal Ghazarian, 161 nota 1: il monte<br />

Siplan) ed ivi s'incontrò con il signore di Muks [cfi-. St. Martin, I. 175:<br />

principe detto da Sebeos, Vardik. Muks è un distretto del Waspurakan, od<br />

una provincia tra Wan e Kurd: cfr. Thopdschian, 67 nota 5; Ghazarian,<br />

161 nota 2], uno dei distretti di al-Busftirragàn : a questo con-<br />

cesse in feudo il territorio che teneva dietro pagamento d'un tributo,<br />

rimandò con lui un suo rappresentante, e gli rilasciò uno scritto contenenente<br />

i patti dell'accordo (kitàb sulh) e l'amàn.<br />

Mandò poi una spedizione contro i villaggi di Argis e di Bàgunays<br />

e impose la tassa per testa (g i z y a h r u • ù s) agli abitanti, concludendo<br />

un accordo con i notabili del paese, e cedendo loro il governo della regione<br />

dietro il pagamento d'un tributo in proporzione del reddito. Habib però<br />

non incluse in questo patto il piccolo lago Buhayrah al-Tirrikh : il quale<br />

rimase libero fino ai tempi di Muhammad b. Marwàn b. al-Hakam, go-<br />

vernatore della Gazìrah e dell'Armenia: l'umayj-ade prese a sé il reddito<br />

90.


25. a. H. I 45_ 46.<br />

dolla pesca e ne vendette i prodotti incassandone i proventi. Poi il laghetto 25. a. h.<br />

,. . , ,r , ^r 1 1 .D 1 1 1- ^ [ARMENIA. - La<br />

,<br />

divenne proprietà di Marwàn b. Muhammad tinche gli venne confiscato campagna araba<br />

(Balàdzuri, 1 90-2001. '" Armenia del-<br />

Khaldùn, IT, App., pag. 127, afferma che, dopo Khilàt. Habib fa-<br />

cesse un trattato con la gente di al-Sh-agàn e poi con il .signore di Ar-<br />

distàn.<br />

Cfr. Athir, TU, tiò.<br />

§ 46. — (al-Balàdznri, senza isnad). Habib b. Maslamah al-Fihri si<br />

recò poi ad Azdisàt (') (o piuttosto Ardasàt), varcò il fiume Nahr al-Akràd<br />

e fissò il cami)o nella pianura di Marg Dabil, lanciando schiere di caval-<br />

leria in tutte le direzioni. Quindi assediò la città stessa di Dabil e, fatte<br />

drizzare le macchine d'assedio, tempestò gli abitanti con pietre, finché<br />

chiesero di far la pace: Habib accettò le proposte e conce.sse l'amàn o<br />

sicurtà nella vita e nei beni. Proseguendo da lì la sua marcia passò Gurna<br />

(o piuttosto Qami, la fortezza a nord-ovest di Dovin : cfr. T h o p d s e li i a n<br />

68 nota 3), Asù.s (a nord del Sevan: cfr. Thopdschian, 68 nota 4),<br />

Dzàt al-Lugum. il monte al-ó-abal Kiinatah (? o piuttosto Kùtanah : il<br />

KOthan Dagh), la valle Wàdi al-Ahràr. e sottomise tutti i villaggi di Dabil.<br />

Avanzatosi poi fino a Sirài^ Tayr (o Tayq), e Baghrawand, s'incontrò con<br />

il patrizio di quelle parti e concluse con lui una pace, esigendo il paga-<br />

mento (annuale?) di un tributo, l'assi.stenza dei Musulmani con i suoi buoni<br />

consigli, e l'aiuto contro i nemici.<br />

Il testo della pace di Dabil fu il seguente :<br />

« In nome di Dio clemente e misericordioso. Questo è lo scritto da<br />

« Habib b. Maslamah ai Cristiani, ai Mazdeisti fMagus), ed agli Ebrei di<br />

« Dabil, tanto quelli presenti, quanto quegli assenti. Io vi concedo .sicurtà<br />

« per le vostre vite, i vostri averi, le vostra chiese, le vostre sinagoghe<br />

« (biya"), per le mura della vostra città, e (così) voi siete sicuri. Noi ab-<br />

« biamo l'obbligo di osservare integralmente il patto, fintantoché anche voi<br />

« integralmente lo manterrete, e pagherete la g i z y a h e il kh a r à g .<br />

« è il testimonio, e la sua testimonianza è sufliciente : Habib<br />

«vi appose il proprio sigillo» (Balàdzuri, pag. 200).<br />

,<br />

Dio<br />

b. Maslamah<br />

Atjiir. ITI, 66: Azdi.sàt è pae.se che produce il vermiglio ral-qirmiz)<br />

grana o cocciniglia fcfr. Istakhri, e Kremer Culturg., TI, 326; Heyd,<br />

llìst. fin romm., IT, 609) che serve a tingere in cremisi. A Siràg Tayr Habib<br />

manda una sariyyah. Cfr. Yàqvit, I, 199.<br />

Dzàt al-I^ugum è cosi chiamata perchè i Musulmani tolsero i freni<br />

(lugum) ai loro cavalli, e furono assaliti dai Rum avanti che potes.sero<br />

rimettere i freni. Ma poi li frenarono, li ctombatterono e vinsero (cfr. § 48).<br />

91.


in Armenia delranno<br />

25. H.]<br />

§§ ,iu.4s. 25. a. n.<br />

25. a. H. ibu Khaldun afferma the dopo il trattato di Dabll e la .sottomissione<br />

''^rampagila araba della gente di al-Siragàu, Tlabib scoufis.se quelli di Simsàt, s'impadronì<br />

(i,,i loro castelli, fece uu trattato con il batriq di Kharazan f? Gurzàn :<br />

cfr. J^ 48] e quindi mosse su Tiflis (Khaldun, II, App., pag. 127j.<br />

Nota i. — Non Yastisat, come proponevauo De Goeje e Hiibschmann : cfr. Saint Martin, 3/ènioires<br />

sur l'Anw'nif. I, l'H : ina Artasat, l'antica Artaxata: cfr. Tlioprl schi an , (i7 nota 7; (jhaza-<br />

rian, 217, n. "24.<br />

§ 47. — (al-Balàdzuri, senza isnàd). Habib b. Maslamah al-Fihri continuando<br />

ad avanzare, giunse ad al-Nasavva e la sottomise alle stesse comli-<br />

zioni di Dabil; poi .s'incontrò con il patrizio di al-Busfurragàn, con il quale<br />

stipulò pure una pace, abbracciante tutto il suo paese e le terre di . .<br />

(due nomi illegibili per deficienza di punti diacritici : cfr. le congetture<br />

del T-hopdschian, 69 nota 3); il patrizio si obbligava a pagare im tri-<br />

buto (kharg) annuo. Quindi assalì al-Sìsagàn, ne fugò gli abitanti, espugnò<br />

Ways, e concluse un trattato con gli abitanti dei castelli (qila) di al-Si-<br />

sagàn, i quali si obbligarono al pagamento (? annuo) di un tributo (khargj;<br />

infine giunse a Grurzàn (Balàdzuri, 200-201).<br />

Cfr. Atliìr, III, 65, per la pace con il patrizio di al-Busfurragàn.<br />

Khaldun, II, App., pag. 127, ha: al-Slragàn e Kharzàn.<br />

§ 48. — (al-Balàdzuri, dai dotti di Dabil, fra i quali Barmak b. 'Abd-<br />

allah). Habib b. Maslamah si diresse con i suoi verso Grurzàn, e giunto che fu<br />

in Dzàt al-Lugum, avvenne l'incidente dal quale quel luogo prese il nome.<br />

Alcune cavalcature musulmane furono mandate a pascolare liberamente<br />

senza le l)riglie (lugum), che furono radunate insieme in un sito. Una<br />

schiera di non arabi ('ulùg) sopraggiunse all' impi'ovviso e costrinse i Mu-<br />

sulmani a retrocedere perdendo tutte le briglie ed una parte delle caval-<br />

cature, che furono rapite dal nemico. Vennero però i Musulmani alla ri-<br />

scossa, il nemico alla sua volta fu costretto a retrocedere dinanzi all' impeto<br />

degli Arabi, i quali uccisero gli assalitori e ripresero possesso di tutta la<br />

roba perduta, comprese le briglie (1 u g u m) :<br />

al-Lugum, dato al luogo in appresso.<br />

da<br />

ciò venne il nome di Dzàt<br />

Si presentò ora a Habib n messo del patrizio di Grurzàn e degli abitanti,<br />

nel mentre Habib si avviava verso quel sito, e gli rimise la domanda<br />

di concludere una pace. Habib accettò e diede ai postulanti il seguente<br />

scritto :<br />

«In verità Nuqla (? Nogli? Nicola? manca in Yàqùt: cfr. Ghaza-<br />

«rian, 163) il vostro messo è venuto a me ed ai (Musulmani) credenti<br />

« che sono con me, e menzionò da parte vostra che noi siamo un popolo<br />

« (ummah) onorato e prediletto da Dio. Così in verità ha egli fatto; ed<br />

92.<br />

.


25. a. H. § 48.<br />

«a lui perciò vauno frese) grazie molte: e Dio benedica Miihammatl. il<br />

,.-,,, ,<br />

25. a. H.<br />

«SUO Profeta (uabi). ed il migliore delle sue creaUu-e e con lui sia la campagna araba<br />

« oace. Or voi avete menzionato che desiderereste la nostra pace (.sii- '" Armenia dei-<br />

. . , LARMENIA. - La<br />

«man a). Ed è -stato<br />

« lerò come la vostra<br />

,.,.,, , . ^ . , . , .<br />

stabilito 1 ammontare dei vostri doni, che io calcogizyah<br />

(tributo). Io ho scritto per voi un a man<br />

ranno 25. H.J<br />

« (sicurtà) e vi ho messo alcune condizioni : se voi le accettate e le adem-<br />

« pite integralmente, (è bene), altrimenti vi sia dichiarata la guerra dalla<br />

« parte di Dio e del suo Inviato. — La pace sia su colui che segue il retto<br />

« cammino ».<br />

Di [)oi Haltili ariivù a Tallis e scrisse per gli abitanti il seguente trat-<br />

tato di pace :<br />

« In nome di Dio clemente e misericordioso. — Questo è lo scritto da<br />

Hal>il» b. Maslamah alla gente di Tatìis nel (distrettoi MangalLs di Gfurzàn<br />

al-Qirraiz (o piuttosto al-Hirmiz = Armaz morto nella Cxeorgia : cfr. Gha-<br />

zariaii. 217-218], con l'amàn per le loro persone, le loro chiese, i loro<br />

conventi (sawàmi'), le loro preghiere (= funzioni religiose) e la loro<br />

fede, purché riconoscano la propria debolezza (o sudditanza: iqràr bi-1-<br />

.saghàr) e (paghino) la gizyah di un dìnàr sopra ogni famiglia (ahi<br />

bay ti. Ma voi non avete diritto di riunire (in una sola) varie famiglie<br />

per diminuire la gizyah, come noi non abbiamo diritto di dividere (le<br />

famiglie) allo scopo di aumentare (la tassa). Voi ci dovete dare i vostri<br />

buoni consigli e il vostro appoggio (dil) contro i nemici di Dio e del suo<br />

Inviato, per quanto vi è passibile : dovete dare ad ogni musulmano che<br />

ne ha bisogno (passando per il vostro paese) ospitalità (qirai por una<br />

notte con buone maniere, con cibi leciti alla Gente del Libro (ahi a 1 -<br />

kitàbj ed a noi. Se un mu.sulmano rimane presso di voi tagliato fuori<br />

dagli altri (inquti'a: per malattia o per altro impedimento), voi lo<br />

dovete ricondurre alla più prossima schiera di buoni credenti, tranne che<br />

voi non possiate raggiungerli. Se voi vi pentite e fate la preghiera mu-<br />

sulmana, allora divenite nostri fratelli nella fede : altrimenti a voi incombe<br />

la gizyah. Se però i Musulmani sono distratti da voi per effetto di cir-<br />

costanze, ed i vostri nemici vi .sopraffanno, allora non sarete obbligati a<br />

pagare la gizyah, e ciò non sarà considerato una violazione del vostro<br />

patto (con noi). Questi sono i vostri diritti ed i vostri doveri. Sono testi-<br />

moni Dio ed i suoi angeli; e la testimonianza di Dio è sufficiente » ('j<br />

(Balàdzuri, 201-202).<br />

Cfr. anche Brosset. Ilistoire de Geòrgie, I, 245-248, il quale ha pub-<br />

40, il testo armeno<br />

blicato nel BuUpIìh Scientiflque de Si. Pfflersbourg , W<br />

di que.sto trattato. — Cfr. Balàdzuri, 201, nota e; T a bari, I, 2674-


in Armenia del-<br />

l'anno 25. H.l<br />

54; IS. .Ifl. 25. a. H.<br />

25. a. H. 2676, ha, con almne varianti, i duf documenti (cfr. Ghazarian, 165-167);<br />

'ZllZ'.rX:<br />

Tiiial.lu),. II App., pag. 128; Athir, IH, 66, lin. 2-3.<br />

Nota 1. — nl-Balàdzuri aggiunge in questo luogo anche un altro documento di età posteriore e<br />

si dice scritto da al-^arràh b. 'Abdallah al-Hakami per il popolo di Taflis:<br />

. In nome di Dio clemente e misericordioso. — Questo è lo scritto di al-6arràh b. 'Abdallah alla<br />

• gente di TaHis nel rustàq di Maugalis nella k lira li di Gurzàn: in verità, vennero a me coii uno<br />

«scritto di sicurtà fkitàb amàn) a loro concesso da Habib b. Ma.


25. a. H. §§ 49, 50.<br />

d^uri, 294] mediante pagamento di un tributo (ìtàwah) (Balàdzuri, 25.<br />

202-203 j. campagna araba<br />

Cfr. Athir, 111, 66, 3-4. '" Armenia del-<br />

§ 50. — (al-Balàdzmi, senza isnàdj. SaLmàn b. Rabi'ali al-Bàhili,<br />

quando il Califfo 'Uthmàn gli ordinò d'invadere Arràn, sottomise la città<br />

di al-Baylàqàn con un trattato, secondo il quale concedeva agli abitanti<br />

l'amàn, o sicurtà per le loro persone, i loro beni mobili, e le fortifica-<br />

zioni delle loro città, ed imponeva il pagamento della g i z y a h e del<br />

Ivh a r a g<br />

. Poi andò a Bardza'ah e fissò il campo sul fiume al-Thurthui'<br />

(cfr. Saint Martin, I, 87J discosto meno di un farsa kh dalla città.<br />

Gli abitanti in principio vollero resistere, ma quando Salmàn iniziò ener-<br />

gicamente le operazioni e lanciò schiere devastatrici in tutte le campagne,<br />

dove in quel momento le messi giungevano a maturazione, gli abitanti<br />

chiesero ed ottennero la pace alle stesse condizioni di al-Baylaqàn, gli<br />

aprirono le porte e gli permisero di entrare nella città e di rimanervi<br />

qualche tempo. La sua cavalleria estendeva intanto le proprie scorrerie e<br />

sottometteva vari distretti limitrofi : Safsin, al-Masfawàn [o piuttosto Ma-<br />

sqawàn, come in F a q i h , 293, arm. Metskuancj : cfr. Gh a z a r i a n , 221<br />

n. 39], L'dz [Uti, provincia della Grande Armenia: cfr. Faqih, 293; Ghazarian,<br />

220, n. 38], Masriyàn [Metsiranq: cfr. Faqih, 293; Ghazarian,<br />

221, n. 40], al-Harhaliyan [Ilartjlanq: cfr- Faqih, 293; Ghazarian, 221,<br />

II. 41], e Tabàr, tutti piccoli distretti (rasàtìq), oltre a vari altri luoghi<br />

di Arràn. Egli sollecitò i Kurdi di al-Balàsagàn ad abbracciare l' Islam ;<br />

ma quando gli risposero con un rifiuto, li assalì e li sconfisse. Ai più im-<br />

pose la gizyah, agli altri (i convertiti), ma erano pochi, la sadaqah (')<br />

(Balàdzuri, 203).<br />

Cfr. Atjiir, III, 66, che scrive Balàsagàn :<br />

fiume circa una parasanga.<br />

ibn Khaldiin ha le varianti: Barda'ah, al-Bùsangàn.<br />

Cfr-. Khaldùn, II, App., pag. 128.<br />

Cfr. § 61.<br />

Bardza'ah<br />

è distante dal<br />

Nota 1. — (Da vari dotti di Bardza'ah). ^amkùr era una città antica: Salmau la fece espugnare<br />

da un suo luogotenente. Essa continuò ad essere aljitata e fortificata fino a quando gli al-Sàwardijj'ah<br />

[cfr. D'OhsBon, Voyage d'Ahou'l-CasHm, 15, 167) la distrussero. — Questa gente si riunì e prese le<br />

anni, quando Yazid b. Usayd ritornò dall'Armenia, e divenne molto potente, ed estese assai il suo dominio<br />

iBalà(lzuri, 2


25. a. H.<br />

l'anno 25. H.<br />

25. a. H.<br />

g 51^ — fal-Halà(jzuri. .senza isnàd). Salmàn b. Ralfi'al: al-Rahili si<br />

'^rampagna araba avanz(') tìiio al puiito dove SÌ coiigiungoiio i rluo fiumi al-Rass e al-Kurr,<br />

in Armenia del- dietro Bardi!>, vaicò il Knrr ed espugnò Qabalali [Cabalara di Plinio;<br />

\rj.yi).rj. di Tolomeo: cfr. Faqih, 287: Ghazarian, 222. n. 43]. Fece<br />

un trattato con il signore di Sakkan [così in Faqih, 293: ma leggi piuttosto<br />

Sakka come in Baladzuri, 206; Istakhri, 187: Khurdadzbih,<br />

123: Yàqùt, III, 311: è il distretto albanese detto in armeno Sak'e :<br />

cfr. Ghazarian, 222, n. 44] e di al-Qaraibaran [da leggere Qambizàn,<br />

l'armeno Kambecan. la X7.|i(ì'ja-/;v7; di Strabone : cfr. Ghazarian, 223,<br />

n. 45] obbligandolo al pagamento di un tributo (itàwah), e concluse<br />

inoltre trattati con la gente di Khayzàn (distretto ad ovest di Bitlis-ciai :<br />

cfr. Saint Martin, I, 176; Yàqùt, II, 507, ha Khayzar : Niebuhr.<br />

Expugiiatio Mesopotamiae et Armeniae -pseudo- Wakediana, pag. 116, 164;<br />

Notices et Extra/ ts, II. pag. 481; Abulie da. III, 486 :<br />

Ghazarian<br />

.<br />

223,<br />

n. 46], con il re di Sarwàn e con altri principi dei monti (mulùk al-<br />

g i b a 1), con la gente di Masqat [r u s t a q sul Mar dei Khazar : cfr. Y a -<br />

qùt, IV, 527], di Sàbiràn [contrada sul Caucaso: cfr. Faqih, 293: Yàqùt,<br />

III, 226, leggi Sàbaran], e della città di al-Bàb. — Più tardi queste città<br />

passarono al nemico, ed il KhàqAn con forti schiere di cavalleria assalì<br />

(nel 32. a. H.) Salmàn al di là del fiume Xahr al-Balangar e lo uccise<br />

insieme con 4000 musulmani (') (Baladzuri, 203-204).<br />

Athir, III, 66: il primo fiume è scritto Aras e poi si parla del si-<br />

gnore di Sakar.<br />

Sakar.<br />

ibn Khaldùn (II, App.. pag. 128) ha la variante Kaskar invece di<br />

Nota 1. — Salmàn b. liabi'ah, aggiunge al-Balàclzuri, fu il primo che t'osse nominato qàdi in<br />

al-Kùfah: 3Ì narra che una volta passassero quai-anta giorni senza che alcuno venisse ad esporgli una<br />

([uestione. Egli trasmise tradizioni da 'Umar b. Khattàb. — Nella disfatta di Balangar era con Salmàn,<br />

Qarzali b. Ka'b al-Ansari, il quale portò ad 'L'thmàn la novella della morte di Salmàn iBalàdzuri, 204).<br />

§ 52. — (al-Balàdzuri. senza isnadj. Habìb b. Maslamah al-Fihri<br />

quando ebbe terminate le sue conquiste in Armenia, scrisse al Califfo<br />

'Utbiuàn, facendogli rapporto delle sue operazioni ed annunziandogli la<br />

morte di Salmàn b. Rabi'ah al-Bàhili ('). Habib suppose allora che il Califfo<br />

gli avrebbe conferito il governo di tutta l'Armenia, poi credette che lo<br />

avrebbe mandato a razziare lungo i confini della Siria e della Gazirah<br />

(th u gh ù r a 1 - è à m w a - 1 - (jr a z i r a h) : perciò nominò Hudzayfah b. al-<br />

Yamàn al-'Absi luogotenente sul confine armeno (thughr Arminiy vah),<br />

poi si recò a Bardza'ah e distiàbuì i suoi luogotenenti nella regione tra<br />

Bardza'ah. Qàlìqalà e fino a Khayzàn. Giunse però una lettera del Ca-<br />

96.


25. a. H. §§ 52-55.<br />

liflfo con l'ordine di riturnaie in Siria e di lasciare in Armonia Silali b. 25. a. H.<br />

1 • /o T^ 1 1 .rM [ARMENIA. -La<br />

Zufar al-'Absi, che si trovava con lui ("j (Balàdzuri, 204). campagna araba<br />

Nota 1. — Siccome il disastro di Balangar avvenne, a quanto pare, nell'anno 'd'2. H., è chiavo '" Armenia deiche<br />

il testo di Balàtlzuri è in realtÀ un riassunto di fatti d'arme che si sono svolti tra il 26 e il 32. H. l'anno 25. H.J<br />

— Ma come accordar questo con le fonti armene che (cfr. § 39) dall'anno 22. al 30. H. escludono ogni<br />

azione bellica dei Musulmani in Armenia? E si noti che anche le fonti arabe fra il 25. e il 30. H. non<br />

menzionami spedizioni in .Vrmenia. I fatti di questi paragrafi vanno forse sotto gli anni 30.-32. H.?<br />

NoT.\ 2. — Habib, cosi prosegue al-B«làdzuri, ritornò in Siria, razziò (ancora qualche voltai il ter-<br />

ri:orio greco, poi si stabilì in Hims. Mu'àwiyah lo trasferì a Damasco ed egli vi mori nell'anno 42. H.<br />

in età di 35 anni. Fu lui che Mu'iiwiyah mandò in soccorso di 'Uthmàn quando questi era assediato<br />

«nella sua casa in Madìnah, nell'anno 35. H.): egli giunse fino a Wàdi al-Qura, dove saputa la morte<br />

dì 'Uthman, ritornò addietro \Balàdzuri, 2Ó4j.<br />

§ 53. — Per ciò che riguarda la conquista di Bardza'ah, Salmàn b.<br />

I^abi'ah al-Bàhili vi andò al tempo di Utjimàn b. 'Alìan dopo conquistato<br />

Baylaqàn, e si accampò ad al-Tluirthur (cfr. Yàqùt, I. 92 Ij, che è un<br />

fiume a meno di una para.sanga da quel paese. La gente chiuse le porte;<br />

ed egli la.sciò squadre per i villaggi, che le biade erano già state raccolte.<br />

N'ennero a patti alle condizioni stesse di al-Ba3laqàn. Ed entrò e mandò<br />

I Iella cavalleria a prendere altri paesi (Yàqùt, I, 660) [M.].<br />

Per la conquista di Baylaqàn, cfr. Yàqùt, 1, 798; per la conquista<br />

di Samkùr. ibid., III. 322.<br />

§ 54. — (al-Balàdzuri, senza isnàd). Durante il califfato di 'Utjimàn<br />

furono governatori d'Armenia (dopo Habib, Hudzayfah b. al-Yamàn, e Silah<br />

b. al-Zulàr) :<br />

r al-Mughuah b. Su'bah, che governò anche l'Adzarbaygàn ;<br />

2" al-Qàsim "b. Rabi'ah b. Umayyah b. abi-1-Salt al-Thaqafi. — Altri<br />

dicono fosse 'Amr b. Mu'àwiyah b. al-Muntafiq al-'Uqayli; altri dicono<br />

tosse uno dei banù Kilàb quindici anni dopo al-Mughìrah, e poi il pre-<br />

detto 'Amr al-'Uqayli (Bai a dz uri, 205).<br />

§ 55. — In Yàqùt abbiamo altre notizie sotto le voci : Arzan<br />

(I, 206) :<br />

« Venne in potere di 'lyàd b. Ghanm dopo che egli ebbe finito (di assog-<br />

« gettare) la Mesopotamia nell'anno 20. H., con un trattato (su Ih) simile<br />

« a quello di al-Ruhà » ;<br />

Ai-miniyah al-ràbi'ah o Armenia Quarta, « dove sono Simsàt, Qàlì-<br />

* qalà, Argis, ecc., Hisn Ziyàd (I, 220 ;<br />

II, 276) presso cui è la tomba<br />

« di Safwàn b. al-Mu'attal (appunto quel Compagno che ibn Ishàq rife-<br />

« risce perito neUa prima campagna armena) » (cfr. 18. a. H., 4? 87 in fine;<br />

19. a. H., §44;;<br />

Badlis (I, 156, Un. 11-15);<br />

Khilàt (II, 457, lin. 20 e segg.), paese popoloso e ricco. . . noi,quinto<br />

iqlim, fu espugnata da 'lyàd b. Ghanm, che mosse contro di essa dalla<br />

f<br />

al-(àazirah: egli fece un patto con il patrizio della città, con cui questi si<br />

97. 13


55-58. 25. a. H.<br />

25. a. H. obbligava al tributo (annuale) della g-izvah, ed al pagamento di una<br />

"^<br />

} ^ ^\ •,••,-., rr.^<br />

campagna araba nuleuiiità stiaoidinana. lyàd ritornò quindi m al-(xazirah [Gr.J.<br />

[ARMENIA. -La .<br />

in Armenia del-<br />

| 55. _ (Ctr. 26. a. H., §§ 25 e segg., 41 e segg.). (al-Nuwajri). Ne!l'einno<br />

25. H.l .^<br />

l'anno 26. H. fu deposto Sa'd b. abi Waqqàs e gli successe al-Walid }>.<br />

'Uqbah. che tolse ad 'Utbah b. Farqad il governo dell' Adzarbaygàn, razziò<br />

una parte del paese imponendo un tributo, e mandò Salmàn b. Rabi'ah<br />

con 12,000 uomini a razziare l'Armenia. Gli Arabi tornarono carichi di<br />

bottino (Nuwaj-ri Leid, I, fol. 98, v.).<br />

§ 57. — (al-Balàdzuri, senza isnàd).- Narrano alcuni che Salmàn b.<br />

Rabi'ah al-Bàhili invase l'Armenia durante il califfato di Utjimàn, facen-<br />

dovi molto bottino e numerosi prigionieri, poi ritornò presso al-Walid b.<br />

'Uqbah in Hadìtjiah al-Mawsil, nell'anno 26. H. Allora gli giunse una<br />

lettera del Califfo riferendogli che da notizie avute da Mu'àwiyah b. abi<br />

Sufyàn, i Greci si avanzavano contro i Musulmani con un esercito assai<br />

numeroso, e che v'era bisogno di andare in soccorso dei Siri con 8000 uo-<br />

mini. Salmàn partì con questa gente e si unì con Habib b. Maslamah al-<br />

Fihri che ne menava con sé altrettanti. I due generali assieme espugna-<br />

rono una fortezza e fecero vari prigionieri, ma poi litigarono fi-a loro per il<br />

comando, per modo che le milizie sirie meditarono perfino violenze contro<br />

Salmàn (cfr. § 67).<br />

La versione precedente (cioè dei §§ 42-44), aggiunge al-Balàdzuii.<br />

è quella piìi certa, perchè confermatagli da molti dotti di Qàliqalà, e da<br />

un rapporto scrittogli da abù-1-Asbagh al-' Attàf b. Sutyàn, qàdi di quella<br />

città (Balàdzuri, 198, lin. 14-21).<br />

Atjiir, III, 64: Salmàn ha la prima volta 12,000 uomini. La lettera<br />

del Califfo giunse ad al-Walid, che mandò Salmàn. Secondo altri, chi mandò<br />

Salmàn fu Sa'id b. al-'As (e quindi tra il 30. o il 32. H.j.<br />

Cfr. anche Dzahabi Paris, I, fol. 149, v.; Nuwayri Leid, I,<br />

II, 180, 194; Thopdschian, 96-70.<br />

fol. 98,v.-99,v. ; Ya'qùbi,<br />

Cfi-. anche §§ 43-44, 59, e 26. a. H., §§ 43-44.<br />

§ 58. — (ibn al-Athir). al-Walid b. 'Uqbah tornò vittorioso dall' Adzar-<br />

baygàn, e diretto ad al-Mawsil, giunse ad al-Hadithah. Qui trovò una lettera<br />

di 'Uthmàn : « Mu'àwiyah mi ha scritto che gli al-Riim si sono riu-<br />

« niti contro i Musulmani con molta gente. Ho deliberato che li aiutino i<br />

« loro fratelli di al-Kùfah. Manda loro un uomo coraggioso e prode con<br />

« 80U0 o 9000 uomini di là dove ti troverà la presente ».<br />

al-Walid comunicò all'esercito la notizia, e scelse i soldati sotto Salmàn<br />

b. Rabi'ah al-Bàhili, che andò con ottomila uomini: questi riuniti ai Siri<br />

(comandati da Habib b. Maslamah) entrarono nella terra degli ai-Rum,<br />

98.<br />

^


25. a. H. §§ 58^0.<br />

dispersero i distaccamenti, ed ottennero il loro scopo, giacché conquista- 25. a. H.<br />

X o ±<br />

„.._, [ARMENIA. - La<br />

reno molti castelli (eh-. § 67). campagna araba<br />

Poi si cita l'altra versione secondo cui Sa'ìd b. al-'5.s [30.-34. a. H.] '" Armenia dei-<br />

... ___ . ., l'anno 25. H.l<br />

mandò Salmàn in aiuto a Habib {A t_h i r , lii, 64).<br />

Cfi-. Khaldùn, II, App., 127.<br />

Cfi-. anche 26. a. H., § 44.<br />

§ 59. — (al-Ya'qùbi). 'Uthmàn aveva mandato Habìb b. Maslamah<br />

al-Fiiiri in Armenia, e poi gli mandò dietro Salmàn b. Rabi'ah al-Bàhili<br />

perchè lo aiutasse. Quando fu là, vennero in lite, e intanto 'Uthmàn era<br />

ucciso ('). Habib b. Maslamah aveva conquistato una parte dell'Armenia, e<br />

'Uthmàn ne aveva mandato la nomina a Salmàn. Questi andò fino ad al-<br />

Baylaqàn, la cui popolazione gli uscì incontro, e venne a patti con lui.<br />

Ed egli continuò fino a Bardza'ah, la cui popolazione venne pure a patti<br />

per una cosa convenuta e ben nota (Ya'qùbi, II, 194, liii. 7-13) [M.].<br />

NoT.x 1. — E manifesto da ciò che secondo le fonti di al-Ya'qribi la campaf^na di Habib e di<br />

Salmàn in Armenia appartengono alla fine del califfato di 'Ut_hmàn. — Quanto sefiue nel § 60, dello<br />

stesso al-Ya'qfibi, è sicuramente del periodo 30.-32. H.<br />

§ 60. — [a) (al-Ya'qùbi). Secondo altri, Habib b. Maslamah conquistò<br />

tjriirziin, e poi Salmàn penetrò fino a Sarwàn, e venne a patti con quel<br />

re. Andò poi fino alla terra di Masqat, e s'accordò con quella popolazione.<br />

Altrettanto fecero il re di al-Lakz e la popolazione di al-Sàbiràn e quei<br />

di Filàn. Ma gli venne incontro Khàqàn, re di al-Khazar, dietro il fiume<br />

di al-Balangar con molti soldati, e uccise Salmàn e i suoi seguaci in nu-<br />

mero di 4000.<br />

'Uthmàn prepose Hudzayfah b. al-Yamàn al-'Absi, e poi destitui-<br />

tolo, prepose (all'Armenia?) al-Mughirah b. Su'bah (Ya'qùbi, II. 194,<br />

lin. 13-19) [M.].<br />

Cfi-. 32. a. li.<br />

(6) (al-Ya'qùbi, senza isnàdj. Gli al-Khazar s'erano impadroniti di tutta<br />

l'Armenia, dove avevano un re col titolo di Khàqàn, il quale aveva un<br />

suo vicario (khalifah) di nome Yazid Ballàs (? lezione incertissima: pro-<br />

babilmente Yazdayàr: cfr. § 31 j che governava l'Albania, la Geoì-gia, il<br />

Bosforo e il Sisagàn. Questi paesi, uniti sotto il nome di Armenia Quarta,<br />

furono conquistati dal sovrano di Persia, Qubàdz ;<br />

e sotto Anùsirwàn il<br />

dominio persiano fu portato per cento parasaughe al nord verso il Bàb<br />

al-Làn, per un tratto di paese popolato da 360 città. Il re sassanida s'im-<br />

padronì di al-Bàb wa-1-abwàb, di al-Tabarasràn e di al-Balangar, ed eresse<br />

fra molte altre città anche Qàliqalà, facendole abitare da gente persiana.<br />

Queste ten-e, occupate dai Persiani, (ri)presero gli al-Khazari e tennero per<br />

qualche tempo, finche le conquistarono i Rum (Grreci), e misero sull'Ar-<br />

99.


l'anno 25. H.<br />

§^ tJiM,\. 25. a. H.<br />

25. a. H. menia Quarta un re (malik) di nome al-Ma\vrÌ3au (.Ma-jo'.avó;), dividendo<br />

(ARMENIA. • La ., , . . , r i- • • / A<br />

campagna araba '' pae.so in vari principati (o feudij, 1 CUI capi (o principi) risiedevano cia-<br />

in Armonia del- scuno nella sua fortezza o castello (Ya'qùhi. I. 204-'205; [M.).<br />

§ 61. — (ibn Faqili al-TIaraadzànij. Habib b. Maslamah conquistò<br />

per il Califtb 'Uthmàn molte città dell'Armenia. . . ossia Grurakh, Kasfar,<br />

Kisàl, Khuuàn, Samsakhi, al-Gardamàn, Kasfa-Bis, Sawsit e Bàzalit, con<br />

trattato di pace, a patto di pagare un tributo siillf loro teste e sulle loro<br />

terre. Habib trattò pure con gli al-Sanàrij^vah (cfr. § 50 e nota 1), con<br />

gli abitanti di Qalargìt e di al-Dùdàniyyah a condizioni analoghe.<br />

Contro la città antica di Samkùr, il generale Salmàn b. Rabl'ah mandò<br />

una schiera di soldati che se ne impadronirono . .<br />

Salmàn b. Rabi'ah prese a patti la città di al-Baylaqàn, e mandò la<br />

sua cavalleria a conquistare Sisar, al-Masqawàn, Udz, al-Masriyàn [? pun-<br />

teggiatura incerta], al-Mihrigalyàn [= Harhaliyàn] (cfi-. § 50). tutti villaggi<br />

popolosi. Sottomise anche altre parti in Arràn.<br />

Invitò i Kurdi di al-Balàsagàn ad abbracciare l' Islam, ma siccome si<br />

opposero con le armi, egli li debellò e li costrinse a pagare la gizyah:<br />

da alcuni però [perchè convertiti] richiese il pagamento della .sola sadaqah<br />

(Faqìh, 292, lin. 9-293, lin. 8).<br />

' Sulla campagna di Habib b. Maslamah cfr. anche D O h s s o n. Voymje<br />

d'abou-el-Cassim, 49-64.<br />

§ 62. — (ibn Faqih al-Hamadzàni). Quando Habib b. Maslamah ebbe<br />

conquistato quel ch'ebbe conquistato dell'Armenia, ne scrisse ad 'Utjimàn,<br />

al quale giunse anche una lettera annunziante la morte di Salmàn (nel<br />

32. a. H.). Pensò allora a far prefetto Habib, ma poi preferì di mandarlo in<br />

razzia nei thughùr di Siria e dell'al-Grazii-ah. E prepose al thaghr d'Ar-<br />

menia Hudzayfah b. al-Yamàn al-'Absi, poi lo destituì. Habib allora tornò<br />

in Siria, e fatte scorrerie tra i Riim, si fermò a Hims (cfi-. § 67). Poi Mu'àwiyah<br />

lo trasferì a Damasco, dove morì (Faqih, 293, lin. 14-18) [M.].<br />

Cfr. anche Baethgen Fragm., pag. 111.<br />

§ 63. — (ibn Taghribirdi). Nell'anno 25. H. Salmàn b. Rabi'ah con<br />

un esercito di al-Kùfah marciò contro Bardza'ah, e fece molti prigionieri<br />

e bottino (Mahàsin, I, 94, lin. 4-6).<br />

§ 64. — Secondo al-Diyàrbakri nell'anno 26. H. Salmàn b. Rabi'ah,<br />

per ordine di al-Walid b. 'Uqbah, espugnò Bardza'ah in Armenia (Khamis,<br />

II, 286, lin. 11-12).<br />

Cfi'. 26. a. H., § 25 e segg. e 41 e segg.<br />

Cosi pure ibn Faqih al-Hamadzàui ricoi-da incidentalmente la presa di<br />

Bardza'ah, ma dice fo.sse per opera di Habib b. Maslamah. Bardza'ah, egli<br />

100.<br />

.


25. a. H. §1 tì4-67.<br />

aggiunge, fu fondata da Qubàdz al-Akbar, perchè fosse come dLfesa della pio- 25. a. H.<br />

vincia armena dalla parte dell'al-Bàb wa-1-Abwàb (Faqib, 286, lin. 10-14). campagna araba<br />

§ 65. — Il cronista Dahlàn dice che la spedizione in Armenia di '" Armenia dei-<br />

Salmàn al-Ràhili avvenne per ordine di al-AValìd b. 'Uqbah (cfr. 26. a. H.,<br />

§§ 25 e segg.) dopo terminata la sottomissione dell' Adzarl)aygàn, e fu sem-<br />

plice razzia depredatrice. al-Walid ritornò poi ad al-Mawsil con Salmàn,<br />

e da lì per richiesta di Mu'àwiyah, mandò Salmàn con una nuova spedi-<br />

zione di SCKX) uomini in Asia Minore. Ard al-Rùm. Egli però pone in<br />

rilievo il sospetto che questi fatti si riferiscano al periodo in cui Sa id b.<br />

al-'As era governatore di al-Kufah, e perciò al periodo 30.-ii4. H. :<br />

così pure<br />

fa intendere che la spedizione in Armenia fosse partita dalla Siria per<br />

ordine di Mu'àwiyah .sotto il comando di Habib b. Maslamali. In questa<br />

sp»'dizii)ne Habib sottomise, fì-a le altre città, anche Qàliqalà, ma venne<br />

aggredito da un e.sercito inviato dal patrizio di Arminàqus (=Malatyah,<br />

SiwAs. A(isarày. Qùniyah, ecc.. ossia tutta quella regione poi .sottomessa<br />

a Qilig Arslan al-Salguqi), e comandato da un vescovo detto al-Màwriyàn.<br />

In succonso di HabiI) fu mandato Salmaji \). Rabi'ali al-Bàhili con 6000 Ku-<br />

tani, e gli Arabi sbaragliarono i Greci, sorprendendoli di notte. Nella mischia<br />

si distinse anche molto una donna, umm bint Yazid al-Kalbiyyah, moglie<br />

di Habib.<br />

K inutile aggiungere altro, perchè Dahlàn segue quasi letteralmente<br />

il testo di al-Balàdzuri e di ibn al-Athir (Dahlàn, I. 97-98).<br />

Cfr. 26. a. H.. §§ 43-44.<br />

§ 66.-1 Michele Sirio;. [Nell'anno 958 (= 25.-26. a. H.) dei Greci, 25 dei<br />

Tayyàyé, 5 di Costante]. Mu'àwiyah, generale dei Tayyàyé, divise il suo eser-<br />

cito ui due parti. Pose alla testa d'una Habib, un siro malvagio, e lo mandò in<br />

Armenia il mese di Tesrin (ottobre). Quando questi soldati arrivarono, tro-<br />

varono il paese coperto di neve. Ricorsero allora all'astuzia, e presero dei<br />

buoi e li fecero camminare davanti a loro perchè facessero strada. E così<br />

entrarono, .senza e.s.sere impediti dalla neve. Gli Armeni, i quali non ave-<br />

vano preveduto questo artifizio, furono aggrediti all' impensata. I l'ayyàvé<br />

incominfiarono la devastazione e la rapina: fecero prigionieri gli abitanti,<br />

incendiarono i villaggi, e tornarono al paese Imo con gran gioia fMichel<br />

Syrien, II, 440-441) fM.]. — Cfr. § 69.<br />

SIRIA-ASIA MINORE. — Espugnazione degli al-Husun. - Spedizione<br />

contro Cesarea di Cappadocia e Amorium.<br />

§ 67. — lal-Wàqidi). In questo anno (25. H.j gli Arabi, sotto il co-<br />

mandfj di Mu'àwiyah 1). ahi Sufyàn, espugnarono al-Husun (=i castelli)<br />

(T abari. I, 2810j.<br />

im.


§§ G7-69. 25. a. H.<br />

25. a. H. al-Tabari ha pochissime notizie per ranno 25. 11. e non fa i-enno in<br />

'^I.^'Jt*^'pc!!',l' esso della spedizione in Armenia di cui .si parla nei precedenti paragrafi<br />

gnazione degli tranne incidentalmente sotto l'anno 22. H. (cfr. Tabari, I, 2G74-2675),<br />

ai-Husun. - Spe-<br />

gecondo ibn Taghribirdi, la presa degli al-Husùn va sotto L'anno 24. H.<br />

O I Z I O n 6 COniro<br />

Cesarea di Cap- (Mahàsin, I. 88, lin. 12).<br />

padocia e Amo-<br />

^^^. p^^.^ ^^^.j^^ 26. a. H.. g 42.<br />

Nei precedenti §§ 57, 58, 62, v'è menzione di una spedizione araba<br />

contro i Greci, diversa da questa detta degli al-Husùn, perchè spedizione<br />

diretta a respingere i Greci, che stavano per invadere la Siria. — Ma la<br />

cronologia è assai incerta: secondo una fonte (§ 57) si potrebbe quasi<br />

arguii-e che vada posta nel 25.-26. H.; altrove (§ 58) sembra doversi rimet-<br />

tere al 32.-33. H., ed il testo parla anche di husùn o castelli, che potrebbe<br />

indurre a credere una relazione con la spedizione dell'anno 25. H. — In<br />

tutte queste campagne contro i Cristiani in Asia Minore regna vma ine-<br />

stricabile confusione. — Anche la notizia balàdzuriana del § 57 non dice<br />

chiaramente se la spedizione fosse in Asia Minore propriamente detta o<br />

in Armenia. — Il seguente § 69 parrebbe confondere le due spedizioni in<br />

una sola, ma d'altra parte menziona Cesarea di Cappadocia. che invece le<br />

fonti arabe ignorano completamente : nondimeno tanto Balàdzuri che Mi-<br />

chele Sirio fanno menzione di Amorium ('Ammùriyj^ah) : questo fatto par-<br />

rebbe quindi storicamente accertato.<br />

§ 68. — 1<br />

abù<br />

Salili al-Farrà, da 'Abdallah b. al-Walid nativo di Da-<br />

masco, da Hisàm b. al-Ghàr, da Ubàdah b. Nusayy). Quando Mu àwij-ah<br />

b. ahi Sufyàn fece la spedizione di 'Ammùi-iy3'ah nell'anno 25. H., i ca-<br />

stelli (husùn) che giacevano tra Antiochia e Tarsùs furono trovati vuoti.<br />

Mu'àwiyah li fece allora occupare da milizie della Siria, della Gazìi-ah e<br />

di Qinnasrin, finché ebbe fatto ritorno dalla sua spedizione. Uno o due<br />

anni dopo, quando Yazid b. al-Hurr guidò una nuova spedizione in terri-<br />

torio greco, durante i mesi estivi, fu presa la medesima precauzione, e così<br />

fecero sempre in appresso i comandanti delle varie spedizioni (Balà-<br />

dzuri, 164).<br />

A th i r , III, 66 (Yazìd b. al-Hun- è detto al-'Absi : Yazid<br />

avrebbe fatto<br />

la sà-ifah mandato da Mu'àwiyah (lin. 3, d. b.); sempre Y^azìd, al ritorno,<br />

avrebbe distrutto i castelli fino ad Antiochia;.<br />

§ 69. — (Michele Sirio). L'altra parte [dell'esercito che era stato diviso in<br />

due da Mu'àwiyah] (cfr. § 66), rimasta con Mu'àwiyah, penetrò nella regione<br />

di Cesarea di Cappadocia. Passando da Callisura^ trovarono i villaggi pieni<br />

d'uomini e di animali, e se ne impadronirono. Dopo avere raccolto il bottino<br />

di tutto il paese, Mu'àwiyah assalì la città, e lottò contro di essa dieci giorni.<br />

ife.


25. a. H. §§ 69-72.<br />

Poi gli Arabi rlevastarono totalmente tutta la provincia, lasciarono la città<br />

,., _ 1,-. ^ 1<br />

al)bandonata e ntornax-ono. Dopo qualche giorno tornarono per la seconda<br />

25. a. h.<br />

[SIRIA-ASIA Ml-<br />

nore. - Espuvolta<br />

contro Cesarea, e combatterono, per prenderla, molti giorni. Gli abi- gnazione degli<br />

tanti di Cesarea, vedendo che una gran collera era caduta su essi, e che dizione contro<br />

non avevano un liberatore, consentirono allora a trattare per la vita. I capi Cesarea di Cap-<br />

uscirono e convennero di dare un tributo. Quando i figli di Hagar (= Arabi) riumi<br />

penetrarono nella città, e videro la bellezza degli edilìzi, delle chiese, dei<br />

monasteri, e la sua gi'ande ricchezza, si dolsero d'aver fatto giuramenti.<br />

Ma, non jxitendo infi-angerli, presero tutto ciò che vollero e andarono nella<br />

regione di Amorium. E come videro le attrattive del paese, che era come<br />

un paradiso, non vi recarono alcun danno, ma si diressero verso la città.<br />

Dopo averla circondata, riconoscendo ch'essa era imprendibile, proposero<br />

ai suoi abitanti di trattare perchè aprissero loro le porte. E poiché questi<br />

non vi consentirono, Mu'àwivah mandò il suo esercito a devastare la con-<br />

trada : portarono via l'oro, l'argento, le ricchezze come polvere, e tornarono<br />

nel loro paese (Michel Syrien, il, 441) [M.].<br />

Cfr. anche 20. a. H., §§ 41 e segg.<br />

SIRIA. — Nascita di Yazid. (Cfr. 24. a. IL, § 78).<br />

§ 70. — (al-Wàqidi). In questo anno (25. H.) nacque Yazid b. Mu'àwiyah<br />

b. abi Sufj-àn, che divenne poi Califfo nell'anno 60. H. (T abari,<br />

I. 2810).<br />

Cfi-. Athir. ITI, 67; Dzahabi Paris, I, fol. 149,v. ; Baethgen,<br />

Fragm., Ili; Elia Bar Sinaya, 85; Khondamir, II, parte 2^ pa-<br />

gina 8, Un. 5 e segg.: Lammens Mo'àwia, 325.<br />

ARABIA. — Pellegrinaggio annuale.<br />

§ 71. — (al-Waqidi). In questo anno 25. 11. il Califfo 'Uthmàn diresse<br />

in persona il pellegrinaggio annuale, lasciando un luogotenente in Madinah<br />

(T a bari. I, 2810).<br />

Cfr. Athir, III, 07 ; Mahàsin,<br />

s'iìdi. IX. 50.<br />

I, 88. lin. 7-8; 94, lin. 0-7; Ma-<br />

EGITTO. - L'insurrezione di Alessandria e seconda presa della città.<br />

§ 72. — Nel dare h.- tradizioni sulla campagna di conquista di 'Amr<br />

b. al-'As in Egitto (cfr. 20. a. H., §§ 50-216) noi avemmo più volte occa-<br />

sione di rilevare che nelle tradizioni sulla presa di Alessandria nell'anno<br />

20. H. eransi inavvertitamente introdotte notizie riguardanti la seconda<br />

presa della medesima città nell'anno 25. H. La versione più corretta della<br />

1(6.


§§ 7'J. 73. ^^* ^' **•<br />

25. a. H. prima presa di Alessandria riconoseemmo esser quella del vescovo copto<br />

rezione di A^es- Giovanni di Niqviìs. che descrive Alessandria come caduta in potere degli<br />

sandria e secon- Araì)i dopo un breve ed incruento assedio ed un trattato, che dava ai Greci<br />

città!/***<br />

* *<br />

undici mesi di tempo per abbandonare la città prima che gli Arabi la occu-<br />

passero. Le fonti arabe invece, confondendo quasi tutte la prima con la<br />

seconda presa, danno alla prima i particolari che si riferiscono alla seconda,<br />

ed a questa non sanno più attribuire alcun particolare che la distingua<br />

dalla prima. Perciò narrano che la prima presa di Alessandria fu otte-<br />

nuta con la forza delle armi e per assalto, ossia come avvenne la seconda :<br />

la prima resa essendo avvenuta senza incidenti drammatici, non si fissò<br />

nella memoria dei tradizionisti.<br />

Sulla cronologia pare che non vi sia dubbio, onde, tranne qualche discre-<br />

panza di poco rilievo, la data dell'anno 25. H. sembra sia accettabile senza<br />

soverchia esitanza. Parrebbe, secondo alcune fonti, che la presa di Ales-<br />

sandria per opei'a dei Greci possa esser avvenuta nell'anno 24. H., ma la<br />

ripresa della città dagli Arabi cade quasi sicuramente nell'anno 25. H.<br />

Un punto dubbio è se 'Amr b. al-'As fosse già deposto dal governo<br />

dell' Egitto prima che i Greci sotto Manuel avessero riconquistato Alessandria.<br />

Le fonti che diamo in appresso hanno ambedue le versioni, ma<br />

se le esaminiamo con qualche attenzione, mi sembra che le migliori e la<br />

maggioranza pospongono la destituzione di 'Amr alla ripresa di Alessandria.<br />

La ricostruzione degli eventi tentata dal Butler nel naiTare le vicende<br />

di politica interna dello Stato islamico e dell' Egitto in particolai-e è<br />

forse in errore per la parte che riguarda il periodo tra la uccisione di<br />

'Umar ed il governo di 'Abdallah b. abi Sarh (Butler, 465-469). È spe-<br />

cialmente da rilevare l'errore a pag. 469, dove il Butler mostra di credere<br />

che il governo dello Stato musulmano avesse sede in ^lakkah. mentre è<br />

notorio che tutti i califfi risiedevano permanentemente in Madìnah, se-<br />

guendo l'esempio dato dal Profeta.<br />

§ 73. — Il ritorno dei Greci ad Alessandria fu cagionato dall'imprudenza<br />

degli Arabi, che senza essere padroni del mare presumevano di<br />

poter difendere la città di Ales.sandria con una guarnigione di appena<br />

mille uomini. Ciò indusse alcuni abitanti, sempre devoti all' impero bizan-<br />

tino, a scrivere a Costantinopoli, avvertendo l' imperatore delle vere con-<br />

dizioni della difesa. Si aggiunga che gli Alessandrini, che sotto l' impero<br />

godevano di speciali privilegi fiscali, furono, secondo Giovanni di Niqyùs<br />

(pag. 585), gravati di molte imposte dagli Arabi e si mostravano già mal-<br />

contenti del nuovo governo. L' imperatore Costantino III, che regnava in<br />

Costantinopoli, potò perciò ritenere propizia l'occasione per rimettere piede<br />

104.


25. a. H. §§ 73-77.<br />

in Egitto, e spedì una Hotta di trecento navi sotto l'eunuco Manuel in 25. a. h.<br />

° ^ • -j • 1 (EGITTO.- L'insur-<br />

Egitto. La traversata del Mediterraneo tu compiuta senza incidenti, perchè rezione di Ales-<br />

ali Arabi non tenevano una sola nave sul mare, e la flotta greca piombò sandria e secon-<br />

03 Drfìsd dollfl<br />

1<br />

di sorpresa su Alessandria. La guarnigione araba nulla potè contro il nemico ^ittà.<br />

tanto più numeroso, e soccombette o massacrata o dispersa.<br />

Ma il vantaggio ottenuto fu di breve durata, perchè i Greci con somma<br />

imprevidenza trattarono il paese attorno ad Alessandria come terra nemica<br />

e sollevarono contro di loro tutta la popolazione, alla quale le sevizie nuove<br />

rinfrescarono la memoria di tutte le sevizie antiche e prepararono valida-<br />

mente il terreno per una nuova reazione in favore degli Arabi.<br />

EGITTO. — Insurrezione di Alessandria e seconda presa della città<br />

secondo le fonti arabe.<br />

§ 74. — In questo anno (25. H.), secondo abù Ma'sar e al-Wàqidi, la<br />

città di Alessandria si ribellò contro gli Arabi, ed il governatore dell'Egitto,<br />

'Amr II. al-'As, dovette marciare contro i ribelli e ridurli di nuovo all'ob-<br />

bedienza (Tabari, l, 2809).<br />

Cfi-. Athir. Ili, 62.<br />

Cfr. anche Dzahabi Paris, I, fol. 149, v., dove è detto che Amr<br />

movesse contro Alessandria nel Rabì' I. del 26. H.<br />

§ 75. — (al-Ya'qùbi). Si ribellò Alessandria l'anno 25. H., e le fece<br />

guerra 'Amr b. al-'As, la espugnò, e menò prigionieri i fanciulli, e li mandò<br />

a Madinah. 'Uthmàn li rimandò ai loro genitori, e depose 'Amr b. al-'As<br />

per far wàli Abdallali b. abì Sarh (Ya'qùbi, II, 189, lin. 11-13) [M.].<br />

§ 76. — (al-Balàdzurij. Alcuni tradizionisti pongono questa campagna<br />

nel 23. H. ; altri dicono che gli Alessandrini si ribellarono nel 23. e nel<br />

25. H. rBal&dzuri, 221-222).<br />

§ 77. — (Thawbàn b. abi Ruqayyah. da Haywah b. Surayh, da al-<br />

Hasan b. 'Thawbàn, da abii Ruqayyah). La causa per la quale la città di<br />

Alessandria ruppe il patto fu questa: Tulamà, il signore di Ikhna (o Akhna,<br />

antica città nei dintorni di Alessandria), si presentò ad 'Amr b. al-'5.8 e<br />

gli dis.se : « Informaci quanta g i z y a h grava sopra ognuno di noi e noi<br />

« tenteremo di accomodarci ad essa! ». — Disse 'Amr, facendo cenno alla<br />

colonna della chiesa :<br />

« Qualora tu mi dessi [tanto danaro] da arrivare daUa<br />

« terra sino al tetto, pur non ti direi quanto ti è imposto, perchè voi siete<br />

« il nostro te.soro. Se crescono per noi i gravami, debbono crescere anche<br />

«per voi; so diminuiscono, diminuiranno anche per voi!». Il signore di<br />

Udina si adirò per questa risposta, andò a unirsi agli ai-Rum e si presentò<br />

con que.sti fin Egitto]. 'Amr b. al-'As li volse in fuga, e il copto


25. a. H. auclie prigioniero. Menato innanzi ad 'Anir, la geiitci disse: « Uccidilo! ».<br />

^°'lJn° di'A^es- Amr rispose: «No! Lo voglio anzi lasciare in libertà e cosi ci condurrà<br />

sandria e secon- „ i,u altro esercito [chc noi potremo disti'uggere come il primoj » (Vada<br />

presa della _ _ ,, ,. ,„ j-,„.<br />

ciUà secondo le 4"*' L 1^^. ^^^- 16-23).<br />

fonti arabe.] Cfr. 'A b d al-hakam, 239, lin. 3-9; Suyùti Husn, I, 74-76; Ma-<br />

qrizi Khitat, I, 1G8, lin. 14-18.<br />

Cfr. anche 21. a. H., § 229.<br />

§ 78. — ('Abd al-rahmàn, da Sa'id b. Sàbiq). Si chiamava Tulama;<br />

ed 'Amr, quando gli fu condotto, gli mise braccialetti e una corona e lo<br />

vesti d'un burnus di porpora, e gli disse : « Menaci un altro esercito<br />

« come quello ! » . E fu lieto di dar la g i z y a h .<br />

Fu poi detto a Tulama: «Perchè non torni dal re degli al-Rùm?».<br />

E quegli : « Se ci andassi, mi ammazzerebbe ». E disse : « Ho ucciso i miei<br />

«compagni!» ("Abd al-hakam, 239, lin. 9-12) [M.j.<br />

Cft-. Suyùti Husn, I, 75.<br />

§ 79. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abdallah b. Salili, da al-Laj'th b. Sa'd,<br />

da Yazid b. abi Habìb). Alessandria s'era ribellata, e vennero gli al-Rùm sotto<br />

Manuwil l'eunuco con le navi, e approdarono ad Alessandria. Gli al-Rùm, che<br />

si trovavano, lì risposero all' invito, mentre il Muqawqis non s'era mosso, né<br />

ruppe il trattato. 'Uthmàn frattanto aveva destituito 'Amr b. al-' As e posto in<br />

sua vece 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh. Quando gli al-Rùm scesero in Ales-<br />

sandria, gli Egiziani pregarono 'Uthmàn di riconfermare 'Amr fino a che<br />

fosse finita la guerra con gli al-Rùm, come quegli che aveva pratica di<br />

cose di guerra e incuteva timore ai nemici. Egli lo fece. Alessandria aveva<br />

[allora] le sue mura. Amr giurò che, se Iddio gli dava vittoria, avrebbe<br />

distrutto le sue mui'a e fatta Alessandria come la casa d'una meretrice<br />

in cui si entra da ogni parte. 'Amr li assalì per terra e per mare.<br />

Altri che al-Layth: Si rifugiarono presso al-Muqawqis i Copti, che gli ave-<br />

vano prestato ubbidienza: degli al-Rùm invece nessuno l'ubbidì. E Khàrigah<br />

b. Hudzàfah disse ad 'Amr: « Attaccali prima che il loro numero sia cre-<br />

« sciuto e non siamo sicuri che tutto l'Egitto non si rivolti contro di noi! ».<br />

Ma 'Amr rispose : « No, ma invitali a venirmi contro ; perchè saranno col-<br />

« piti delle" sventure che troveranno, e Dio li confonderà gli uni con gli<br />

« altri ». Or quelli uscirono da Alessandria avendo seco gli abitanti dei vil-<br />

laggi che si erano ribellati, e in ogni villaggio in cui scendevano si da-<br />

vano a ber vino e a mangiare e a rubare dovunque passassero. E non si<br />

trovarono in imbarazzo fino a che giunsero a Niqyùs e incontrarono gli Arabi<br />

per terra e per fiume. Incominciarono gli al-Rùm e i Copti, e gettarono frecce<br />

(di legno) nell'acqua con grande ardore, tanto che colpii'ono quel giorno il<br />

106.


25. a. H. §§ 79, 80.<br />

cavallo di 'Amr al collo, ed egli si trovava in terra. Il eavallo rimase rovi- 25. a' H.<br />

nato, ed<br />

,.<br />

egli<br />

-. ,.,,<br />

discese (.-').<br />

[EGITTO. - Insur-<br />

^^^-^^^ di ^^^^,<br />

Poi [gli al-RùmJ si mossero dal fiume e si riunirono con quelli che si tro- sandria e secon-<br />

vavano sulla terra, e scagliarono frecce contro i Musulmani, ed essendo i<br />

e i^tà* secolo do^ le<br />

Musulmani rimasti indietro qualche tempo, quelli li assalirono, e i Musul- fonti arabe.]<br />

mani cedettero, e si volse in fuga Surayli b. Sumayy con la cavalleria. Gli<br />

al-Rùm avevano poste schiere dietro schiere. Allora venne fuori un patrizio di<br />

quelli ch'erano venuti dalla terra degli al-Rùm sopra un cavallo, armato<br />

d'armi dorate, e invitò a duello il nemico. Rispose all'invito uno di Zabìd,<br />

chiamato Ha wmal. che aveva per kunj-ah abù Madzhig. Combatterono a<br />

lungo insieme con lance, poi il patrizio gettò la lancia e prese la spada, e<br />

Hawmal fece altrettanto. Egli era uomo conosciuto per il suo coraggio. Amr<br />

allora si mise a gridare: « abù Madzhig! ». E l'altro rispondeva: « Pronto! ».<br />

Gli altri intanto erano sulla sponda del Nilo schierati. I due lottatori si combatterono<br />

un pezzo con la spada, fino a che il patrizio si avventò sul mu-<br />

sulmano, che resistette, benché fosse esile. Ma Hawmal estrasse un pugnale<br />

che aveva alla cintola, e colpi il petto o la clavicola dello straniero e ve<br />

lo infisse. Poi fattoglisi sopra, ne prese le spoglie. Poi qualche giorno dopo<br />

Hawmal morì. Iddio gli abbia misericordia. E 'Amr aiutò a portar le stanghe<br />

deUa bara, e lo seppellì sul Muqattam. Poi i Musulmani li assalirono, e li<br />

volsero in fuga, e V inseguirono fino ad Alessandria. I Greci fui'ono vinti,<br />

e fu ucciso Manuwìl l'eunuco ('Abd al-hakam, 237, lin. 1-238, lin. 12)<br />

[M.j.<br />

Cfr. Maqrizi KUitat, I, 167, lin. 28-168, lin. 8; Suyùti Husn, I, 75.<br />

§ 80. — ('Abd al-rahraàn, da al-Hayt_ham b. Zi}-àdj. 'Amr b. al-'Às<br />

menò strage tra loro (= i Grecij fino a che non fu penetrato nella loro<br />

città, ed essendoglisi parlato di ciò, diede ordine di alzar la spada (= so-<br />

spendere l'eccidio). E nel luogo in cui egli fece il gesto, fa edificata una<br />

moschea, ed è la moschea d'Alessandria che si chiama M a s g i d a 1 - r a h -<br />

mah (moschea della misericordia), e fu detta così per il gesto di 'Amr.<br />

'Amr distrusse tutte le mura, e poi raccolse quello che aveva preso gli<br />

al-Rùm. Allora quelli dei villaggi che non s'erano ribellati andarono dal<br />

generale musulmano, dichiarando ch'erano restati nell'ubbidienza e che quei<br />

ladri erano andati e avevano prese le loro robe e bestie, e che questa roba<br />

egli l'aveva davanti. Egli restituì quello ch'essi riconobbero di loro appar-<br />

tenenza, e potevano documentare. E alcuni dis.sero ad 'Amr :<br />

« Non ti era<br />

« lecito di fare quello che hai fatto con noi. Era tuo dovere difendere,<br />

«giacché eravamo sotto la tua dzimmah, e non ci siamo rivoltati. E<br />

« quelli che .si .sono ribellati. Iddio li ha fatti allontanare ». 'Amr si pentì,<br />

1.7.


2S. a. H.<br />

(EGITTO. - Insur-<br />

rozione di Alessandria<br />

e seconda<br />

presa della<br />

città secondo le<br />

fonti arabe.]<br />

a I50M. 25. a. H.<br />

dis.se; « Oh ne tossi andato loro iucuiitiu allorcliu uscivano da Alessandria: »<br />

CAbd al-hakam, 238, Un. 12-239, Un. 3) [M.].<br />

Cfr. Maqrizi Khitat, I, 1G8, Un. 8-14; .Suyuti Husn, 1, 7Ó-7G.<br />

§ 81. — (ibn 'Abd al-hakam). Quando 'Amr si diresse verso Ales-<br />

sandria, (Ustrusse il villaggio chiamato oggi « Khirbah Wardàn ».<br />

('Abd al-rahman). Si è in discordia sui motivi di questa distruzione.<br />

Sa'id b. 'Ufayr racconta che, quando 'Amr andò verso Taqwis per com-<br />

battere gli al-Rùni, Wardàn si allontanò per sue necessità sul mattino, w<br />

quelli del villaggio lo portarono via. 'Amr domandò di lui, e messosi sulle<br />

sue tracce, lo trovò in uno dei loro dar. Egli allora diede ordine di di-<br />

struggere il paese e cacciarne gli abitanti ('Abd al-hakam. 239, Un. 13-<br />

240, Un. 2) [M.].<br />

Cfr. Maqrizi Khitat, I, 168, Un. 27-30.<br />

§ 82. — (Abd al-rahmàn, da 'Abd al-malik b. Ma.slamahj. Quelli della<br />

Khirbah Wardàn erano tutti monaci, e assalirono a tradimento alcuni<br />

della retroguardia di 'Amr, e li uccisero dopo che Amr era arrivato ad<br />

al-Karyun. 'Amr allora si fermò, e mandò contro loro Wardàn, il quale li<br />

uccise e devastò il paese, che è rimasto anche oggi una rovina ("Abd alhakam,<br />

240, Un. 3-5) fM.].<br />

Cfr. Maqrizi Khitat, I, 168, Un. 30-31.<br />

§ 83. — ('Abd al-rahmàn, da abù 'Abdallah b. "Abd al-hakam). Gli abi-<br />

tanti della Khirbah Wardàn erano gente di violenza e d'inganno. "Amr allora<br />

mandò uno nei loro campi e fece prendere un sacco di quella terra; poi<br />

invitò gli abitanti a colloquio, ma queUi non risposero favorevolmente.<br />

Allora diede ordine di cacciarli. In seguito fece stendere quella terra sotto<br />

la sua musalla, e vi si assise sopra, e li chiamò e rivolse ad essi la<br />

parola. E quelli acconsentirono a ciò ch'egli desiderava. Poi fece levare<br />

la terra e l' invitò ancora e quelli non acconsentirono. E fece così più volte.<br />

Visto ciò, 'Amr disse: « Questo è un paese che non va bene, se non cal-<br />

« pestato ». E lo fece distruggere. E Iddio lo sa meglio ('Abd al-hakam,<br />

240, Un. 6-10) [M.].<br />

Cfr. Maqrizi Khitat, I, 168, lin. 81-36.<br />

§ 84. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abdallah b. Yazid al-Muqri, da Harmalah<br />

b. 'Imràu, da Tamim b. Fara' al-Mahri). Assistei alla conquista di<br />

Alessandria, e non mi fu data la mia parte (di bottino) tanto che fu per<br />

scoppiare tra la mia tribù e i Qurays un conflitto. Allora uno della tribù<br />

disse: «Mandate a chiamare abù Nasrah al-Gh ilari e 'Uqbah b. 'Amir al-<br />

« Gruhani, che erano dei Compagni del Profeta, e interrogateli a questo<br />

* riguardo ». Interrogati, risposero: « Guardate, e se è stato sostituito (unib<br />

108.


•<br />

25. a. H. §§ sisti.<br />

« fé stato messo un altro in sua vecel), dategli la sua parte ». Allora i^uar-<br />

^ ,,•••' ,• , , • .4, ,<br />

(larono un poco e venendomi sostituito, mi diedero la mia parte ( Abd<br />

25. a. H.<br />

EGITTO. - Insurrazione<br />

di Aiesal-hakam,<br />

240, lin. 12-241, Un. 2) [M.j.<br />

§ 85. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abd al-malik b. Maslamah, da ibn Wahb,<br />

sandna e eeconda<br />

presa della<br />

città secondo la<br />

da MiLsa b. 'Ali, dal padie, da "Amr b. al-'Às). Egli conquistò Alessandria *"*' arabe.]<br />

per la seconda volta, a forza, quando era salito al califfato 'Ut^màn b.<br />

"Atfan dopo la morte di 'Umar ('Abd al-liakam, 241, lin. 3-5) [M.].<br />

§ 86. — ('Abd al-rahmàn. da 'Abd al-malik b. Maslamah, da ibn La-<br />

hiah/. La prima conquista di Alessandria fu nell'anno 21. H.; la seconda<br />

nel 25. H., e tra la prima e la seconda corsero quattro anni ('Abd alhakara.<br />

241. lin. 5-7) [M.].<br />

C\'r. Maqrizi Khitat, I, 168, lin. òii-iil : Suyùti<br />

Husn, 1, 7().<br />

§ 87. — {a) ('Abd al-rahmàn, da Yahya b. Abdallah b. Bukayr, da<br />

al-Layt_h b. Sa'dj. La prima conquista di Alessandria fu nell'anno 22. H.,<br />

la seconda nel 26. H.<br />

(6)<br />

(Altri ila ibn Lahi'ahj. 'Amr b. al-'As, dopo la conquista di Ales-<br />

sandria, rimase un mese; poi 'Utlimàn lo destituì, e prepose 'Abdallah<br />

b. Sa'd.<br />

if) (Altri che ibn Lahi'ah nel suo hadit_h da Yazid b. abi Habibj. E ri-<br />

mase l'esercito (a 1 - g a y .s min<br />

a 1 - s a m a ? ?) a combattere sette anni, dopo<br />

che era stato conquistato l'Egitto, per occupare quelle acque e quelle pa-<br />

ludi (?) (Abd al-hakam. 241. lin. 7-12) [M.].<br />

Cfr. Maqrizi Khitat, I, 168. lin. 37-39; Suyùti Husn, I, 76.<br />

Per un'altra versione cfr. § 120. — Trattasi forse della sottomissione<br />

delle regioni interne del Delta Niliaco. intersecato di canali e cosparso di<br />

vaste paludi.<br />

§ 88. — (al-Balàdzuri, senza isnàd). I Greci in Alessandria scrissero<br />

air impnrattjie Qustantin b. Hiraql informandolo dello scarso numero di<br />

Musulmani (rimasti a custodia della città), e lagnandosi della tristezza<br />

delle loro condizioni e del pagamento della gizyah. Allora l'imperatore<br />

mandò Mauuwil (') con trecento navi piene di guerrieri ed Alessandria fu<br />

ripre.sa ai Musulmani. Soli quegli Arabi che poterono fuggire con qualche<br />

astuzia si salvarono, tutti gli altri furono mas.sacrati. Questo accadeva nel-<br />

l'anno 25. H.<br />

Appena Amr b. al-'As ne ebbe notizia, mosse contro i Greci con<br />

15,00


{§ 8W)i. 25. a. H.<br />

25. a. h. volstMi) ili fuga i nemici. T quali non avendo altro ricovero o difesa all' in-<br />

- Insur<br />

(EGITTO.<br />

rezione di Ales<br />

fuori di Alessandria, rientrarono in questa città e vi si fortificarono, e mu-<br />

sandria e secon- nirono le mura con macchine da gueira (' a r rad a t). 'Amr iniziò con grande<br />

ci'ttà'seco'ndo' it energia le operazioni di assedio, piantò macchine fmagàniq), e tanto fece<br />

fonti arabe.] che demolì le mura e spingendo poi i suoi all'assalto entrò alfine a viva<br />

forza nella città.- Gli uomini in armi furono passati a fil di spada e le loro<br />

, famiglie ridotte alla schiavitù: lo stesso Manuwil rimase tra gli uccisi.<br />

Alcuni Grreci riuscii'ono però a fuggire. 'Amr fece allora radere al suolo<br />

le mura, conformemente a un voto fatto prima di espugnare la città CBalàdzuri,<br />

221). — Cfì*. Athir, HI, 62; Khaldùn, II. App., 127.<br />

Nota 1. — Altrove al-Balàdzuri i222, lin. 18) aggiunge che Manuwil era un eunuco.<br />

Cfr. Athir, nr, 62.<br />

§ 89. — ('Abdallah b. Wahb, da al-Layth b. Sa'd, da Musa b. Ali,<br />

da suo padre 'Ali). 'Amr b. al-'Às espugnò Alessandria, la seconda volta,<br />

d'assalto ('anwat*°) durante il califfato di Uthmàn, dopo la morte di<br />

'Umar (Balàdzuri, 223).<br />

§ 90. — (al-Nuwayri). Nell'anno 25. H. quelli di Alessandria ruppero<br />

il patto, e ciò perchè i Greci vennero da Costantinopoli in Alessandria,<br />

guidati da Manuwil al-Khassi, e si accordarono coi Greci che ei-ano nella<br />

città. Ma al-Muqawqis non si accordò, e restò fedele al patto. 'Amr b.<br />

al-'As si mosse. Combatterono con violenza, e i Greci furono volti in fuga<br />

inseguiti dai Musulmani fi^no ad al-Iskandariy^^ah, e i Musulmani fecero<br />

grande strage.<br />

Manuwil fu ucciso. Usciti da al-Iskandariyyah, i Greci avevano preso<br />

i beni di quelle popolazioni senza badare se erano state fedeli a loro o no.<br />

Quando i Greci furono vinti, quelli degli Egiziani che parteggiavano<br />

per gli Arabi chiesero ad 'Amr la restituzione dei beni loro. E 'Amr lo<br />

concesse su prova. Poi distrusse le mura di Alessandria (Nuwayri Leid,<br />

I, fol. 99,r.) [M.].<br />

§ 91. — ibn lyàs racconta i fatti in modo molto diverso, confondendo<br />

con la seconda presa di Alessandiia altri avvenimenti molto posteriori,<br />

che copia da al-Maqrizi. Infatti lo stesso imperatore Qustantin, dice ibn lyàs,<br />

allestì una flotta di mille navi per riprendere Alessandria: ma una tem-<br />

pesta la distrusse quasi interamente. L' imperatore fu sospinto dal vento<br />

in Sicilia, dove gli abitanti, avuta notizia del disastro lo massacrarono<br />

(lyàs, Ta-rìkh Misr, I, 23, lin. 3-10).<br />

Cfr. anche Suyùti Husn, I, 76.<br />

In questa naiTazione, che ignora la seconda presa di Alessandria, si<br />

confonde questa con la distruzione della flotta greca nell'anno 34. H. e con<br />

110.


25. a. H. §§ 91-95.<br />

l'andata di Costante II in Sicilia nel 662 dell' È. V. (=42. a. H.) e la sua 25. a. H.<br />

• .EGITTO. - Insur-<br />

ratirto sei anni dopo nel 668 dell E. \ . razione di Aies-<br />

§ 92. — (Eutvchius). Al tempo di 'Uthinàn b. Aftan, Qustantin mandò sandria e secon-<br />

-, . ,


25. a H.<br />

[EGITTO. - ln»ur-<br />

rezione di Ales-<br />

sandria e secon-<br />

da presa della<br />

città secondo le<br />

fonti arabe.'<br />

9$ !)5-nH. 25. a. H.<br />

Quando se ne impadronirono i Mu.snlmani, v.-nnero quelli ch'erano<br />

stati avversari dei (rreci, e dissero ad Ainr b. al-'As: « I Greci han preso le<br />

« nostre bestie e i nostri averi, e noi non avevamo inimicizia con voi ed<br />

« eravamo nella vostra ubbidienza ». Ed egli restituì loro quello che era<br />

stato loro preso, datane la prova fAthir, III, 62) [M.].<br />

§ 96. — CMichele Sirioì. Gli Egiziani cedettero Alessandria e Misrin<br />

ai Tayyayé, perchè erano stati oppressi dalla persecuzione dei Calcedoni<br />

(= ortodossi duofisiti). Ciro, patriarca calcedonio, il quale poneva ad un<br />

piede la scarpa rossa degl'imperatori e all'altro iin sandalo di monaco,<br />

per dimostrare ch'egli aveva l'autorità imperiale ed ecclesiastica, cacciò il<br />

patriarca Beniamino. Beniamino partì, si recò presso i Tayyayé, e promise<br />

loro la consegna di Alessandria, se avessero cacciato Ciro e restituite a lui<br />

le chiese. Essi promisero e confermarono con giuramento. Beniamino tornò<br />

e fece conoscere il patto ai suoi partigiani, i quali consegnarono Alessandria<br />

ai Tayyayé. Ciro comprese; riunì tutto il tesoro, cioè l'oro, l'argento e i<br />

vasi delle chiese, e, salito segretamente sopra una nave, fuggì a Costan-<br />

tinopoli. Allora Beniamino rientrò in possesso delle chiese e, da quel tempo<br />

fino ad oggi, i Calcedoniani non hanno potuto prosperare ad Alessandria<br />

e in Egitto e neanche abitarvi se non in piccolo numero ; e gli ortodossi<br />

hanno occupato le chiese e i monasteri fino ad oggi (*) (Michele Sy-<br />

rien, II, 432-433) [M.].<br />

Nota 1. — Gli eventi narrati dal cronista siriaco riferisconsi in verità alla prima presa di Ales-<br />

sandria, sebbene descriva le condizioni dei Copti quali si consolidarono soltanto dopo la seconda presa.<br />

— Per l'autorità duplice (laica e religiosa) di Ciro in Egitto si vegga quanto abbiano detto altrove<br />

(cfr. 18. a. H., §§ 161 e segg.).<br />

§ 97. — Severus nella sua storia dei patriarchi di Alessandria ignora<br />

la seconda presa della città, ma confonde (Severus, ed. Evetts, 230-236<br />

[494-600]) questa con la prima. Abbiamo già dato altrove (cft-. 20. a. H.,<br />

§ 141) una versione sommaria del testo di Severus, il quale comincia la<br />

sua narrazione ponendo la presa di Alessandria tre anni dopo la presa di<br />

Misr e precisamente nel 360 dell'Era di Diocleziano, ossia il 24.-26. a. H.<br />

— La confusione è quindi evidente, perchè la prima presa avvenne fra il<br />

20. ed il 21. H., e la seconda tre anni dopo, tra il 24. e il 25. H.<br />

§ 98. — Sulla seconda presa di Alessandria ctr. anche B u 1 1 e r<br />

Arab. Conquest of Egypt, 401-426, 466-489; Dahlàn Futùhàt, I, 96;<br />

Fournel, Berbères, I, 19; Mahàsin, I, 88; Lane Poole Egypt,<br />

20-21; Lebeau, XI, pag. 320-321; Nuwayri Leid, I, fol. 98,v. ; Khaldùn,<br />

II, App., 127, lin. 1-6; Flugel, Gesch Araber, 124; Khamis,<br />

II, 285, lin. 12-14, pone la seconda presa di Alessandria nell'anno 26. H.<br />

e la nomina di 'Abdallah b. Sa'd b. abì Sarh un anno dopo; Muir An-<br />

112.<br />

,


25. a. H. S§ 9S-HJ(J.<br />

iials. 247-248: Muir Caliphate, 172; Muller Islam, I, 'd6d: Ram-<br />

l.oldi <strong>Annali</strong>, II. 122-124, 150-152, 163-154; Sé dillo t, H/.st. Generale<br />


25. a H.<br />

lECITTO. - La seconda<br />

presa di<br />

Alessandria.]<br />

ss IfJii, 101. 25. a. H.<br />

Alb.s.saudria la .sedo dei governo, ma dicemmo già le ragicui clie dissua-<br />

.s.To gli Arabi dal mettere in atto simile proposito: diesi sia discu.s.sa u<br />

propugnata tale idea sta a dimostrare quanta illusione di sicurezza fosse<br />

nell'animo degli Arabi da una minaccia da parte del mare. Il progetto fu<br />

abbandonato per temuti pericoli da parte di terra .soltanto, ossia precisa-<br />

mente da quella parte da cui nidla v'era più da temere. Gli Arabi .stessi<br />

dopo le conquiste non si resero conto quali salde inamovibili radici il loro<br />

dominio morale aveva messo nei nuovi paesi. Essi non sospettarono la sin-<br />

golare gara dei vinti a convertirsi per pareggiarsi ai vincitori. È argomento<br />

di .singolare interesse rintracciare tutte le grandi questioni sulle<br />

quali i conquistatori arabi s' illusero, perchè è stato errore comune a molti<br />

storici di attribuire ai primi musulmani l' intenzione di fare molte cose<br />

che invece essi non avevano mai nemmeno sognate e che avvennero per<br />

forza propria, in parte persino contro i sentimenti ed i desideri dei fon-<br />

datori dell'impero islamico.<br />

§ 101. — Gli Arabi dunque s'illusero di poter vivere tranquilli in Ales-<br />

sandria senza timori dal mare; e tanto erano convinti di non essere in er-<br />

rore, che stabilirono nella città soltanto una piccola guarnigione, mille<br />

uomini, ossia quanti erano appena necessari per mantenere l'ordine pub-<br />

blico m una grande metropoli come Alessandria, il maggiore emporio com-<br />

merciale del Mare Mediterraneo. Tanta fu anche la loro sicurezza che non<br />

esitarono, come abbiamo già narrato, di spingersi anche più verso occi-<br />

dente ed invadere la Pentapolis e la costiera africana del Mediterraneo.<br />

Di tali sentimenti .si avvidero ben presto gli Alessandrini, tra i quali non<br />

pochi per secolare tradizione, per identità di fede e vincoli di razza, erano<br />

legati al governo di Costantinopoli: sorse in questi la speranza del riscatti»<br />

dal giogo arabo, avvalendosi dell' imprevidenza dei nuovi padroni. Altre<br />

cause economiche cooperarono pure a tali intrighi ed aspirazioni :<br />

la con-<br />

quista araba aveva inflitto un fierissimo colpo al commercio d'esportazione<br />

di Alessandria. Questa era stata per molti secoli l'emporio commerciale di<br />

tutto il mondo antico, il centro a cui convergevano le merci in transito<br />

tra oriente ed occidente e per di più era il porto principale donde, con<br />

servizio regolare di- navi, si esportava tutto il sopravanzo dei prodotti agri-<br />

coli dell'Egitto, sia comperato dai privati, sia preso direttamente come im-<br />

posta dagl'imperatori e distribuito gratuitamente alle turbe di Roma prima,<br />

e di Bisanzio dopo, della divisione dell'impero (cft-. 23. a. H., § 780, n. 1).<br />

La conquista sconvolse tutto questo insieme gigantesco di interessi<br />

economici, deviando quasi interamente alcune delle principali correnti del<br />

traffico mondiale. Innanzitutto il novello impero, per l'ebbrezza degl' inspe-<br />

114.


25. a. H. §^ 101. 102.<br />

rati trionfi, divenne potentissimo consumatore di merci, che prima passa- ^5. a. H.<br />

i-i 1- 1- ITT- [EGITTO. - La sevano<br />

oltre per sodisfare i bisogni a\ lusso dei popoli occidentali. La nsur- conda presa di<br />

vezione politica dell'Oriente vi destò una risurrezione economica, un bisogno<br />

di maggiori consumi e di maggiori lussi, onde una grande quantità delle<br />

merci non giunse più dall'Oriente ad Alessandria, perchè as.sorbita dai nuovi<br />

padroni dell'Asia Anteriore. Di poi l'esportazione di granaglie egiziane da<br />

Alessandi-i?. cessò quasi del tutto, perchè il tributo granario d'Egitto fu<br />

mandato a nutrire le turbe fameliche d'Arabia, valendosi un tempo anche<br />

del canale di Traiano, riscavato a nuovo dallo stesso 'Amr b. al-'As l'anno<br />

dopo la pre.sa di Alessandria (cfi'. '21. a. H., §§ 137-139). La grande .solle-<br />

citudine mo.strata dagli Arabi nello scavo, come già si disse, indica che<br />

una delle mire principali del governo arabo fosse di attii'are in Arabia ed<br />

in Siria tutti i generi alimentari che l'Egitto produceva con tanta abbon-<br />

danza.<br />

Questi profondi mutamenti nelle correnti commerciali dovettero inflig-<br />

gere perdite ingentissime ai mercanti e speculatori alessandrini: essi eb-<br />

bero per necessità pazienza durante la campagna di conquista nella spe-<br />

ranza che la pace avrebbe ristabilito il movimento commerciale di prima, e<br />

tale spf'ianza può aver contribuito assai alla prima resa pacifica di Ales-<br />

sandria. Commercio e capitale non .sono in genere molto patriottici, e pren-<br />

dono sempre la via di minore resistenza, ossia quella clie lascia l'adito alla<br />

speranza di maggiori profitti. Ma quando, dopo la conquista, gli Alessan-<br />

drini si avvidero che la politica commerciale degli Arabi significava la<br />

rovina perpetua di Alessandria, allora sopravvenne il pentimento e risor-<br />

sero entusiasmi per il governo di Bisanzio, che prima non erano mai<br />

esistiti. Questi entusiasmi furono mantenuti vivi dalle imposte gravose che<br />

gli Arabi vollero esigere dagli Alessandrini, e di cui sotto Bisanzio sembra<br />

che tasserò esenti fcfr. 23. a. H., § 780, n. 1).<br />

Da ciò dunque le pressanti esortazioni all' imperatore Costante (Co-<br />

stantino III) di riprendere Alessandria, e la rivelazione dello stato inerme<br />

della città.<br />

§ 102. — E r impre.sa era facile per i Bizantini: stante l'imprepara-<br />

zione navale degli Arabi, i Bizantini erano i padroni assoluti del mare, e<br />

p)Otevano allestire una spedizione senza alcun timore di .sorpresa e con la<br />

relativa sicurezza che il nemico non avrebbe mai scoperto quello che si<br />

stava preparando a suo danno. L'imperatore riunì una grande flotta — la<br />

tradizione dice trecento navi, ma il numero tondo e tanto elevato, dopo<br />

tutti i disastri, mi sembra esagerato — ne affidò il comando ad un eunuco<br />

per nome Manuel e diede ordine che .salpasse per Alessandria.<br />

11.5.<br />

Alessandria.]


25. a. H. X.-Ua città i tospi latori oraiKJ cousapcvt^li 'li


25. a. H. §1 102, 103.<br />

Greci, che tutti sapevano uoii avrebbero potuto resistere a luiigu alla 25. a. H.<br />

foi-za preponderante degli Arabi. Se i Copti avessero parteggiato aperta- conda presaceli<br />

mente per i Bizantini, gli Arabi avrebbero potuto considerare violato il Alessandria.]<br />

trattato generale di resa dell' Egitto ed agire in avvenire verso i contadini<br />

del Delta come a loro più piaceva -senza verun riguardo per il trattato<br />

che i Copti erano .stati i primi ad annullare. Nell'insieme si può ritenere<br />

(.he i Copti, passata la prima .sorpresa, e l' illusione effimera d'un ritorno<br />

al governo bizantino, si rammentarono dei loro veri interessi e non par-<br />

teggiarono più con i nemici degli Arabi, .sebbene sicuramente non preu-<br />

(les.sero alcuna parte attiva alla difesa. Non era nella loro natura, né nelle<br />

loro tradizioni di secolare servaggio pacitico.<br />

§ 103. — 11 comandante bizantino si tradì, mostrando anche di essere<br />

uno stratega di ben poco valore. La guarnigione araba in Egitto non era<br />

numerosa, i- per il modo come era costituita e reclutata non possedeva i<br />

mezzi pei- rispondei'e con prontezza ad una sorpresa del genere di quella<br />

per cui si era perduta la città di Alessandria. L'esercito di 'Amr non era<br />

un esercito regolare, ma piuttosto un agglomeramento di emigrati e volon-<br />

tari, i (piali .sebbene in pieno a.ssetto di guerra, appena il paese era stato<br />

sottomesso, si disperdevano dovunque a loro piacesse in cerca di mezzi per<br />

vivere, possibilmente a spese della popolazione soggetta. Erano infine da<br />

troppo poco tempo in Egitto per aver perduto le secolari consuetudini noma-<br />

diche, con cui si erano sinora costantemente regolati nel deserto nativo.<br />

Da tutto ciò devesi presumere che occorse del tempo prima che gli<br />

Arabi, privi di e.sercito regolare d'occupazione, potessero tentare la risco.ssa :<br />

il Butlcr (pag. 471-472) ha quindi perfettamente ragione di sostenere che<br />

86 Manuel si tasse slanciato immediatamente, con tutte le sue forze su al-<br />

Fustàt, o Babilonia, la chiave dell' Egitto, è possibile che avrebbe potuto<br />

sbaragliare anche lì gli Arabi, riprendere la celebre fortezza ed imporre<br />

ai Musulmani una seconda conquista dell' Egitto.<br />

Manuel invece avanzò con tutto suo comodo, dando agli Arabi il<br />

tempo ne(-e.s.saiio per radunare le forze neces.sarie, ed 'Amr si astenne<br />

dal muovergli iucnutro sino all'ultimo momento, allo scopo di attirare il<br />

suo avversario il più che gli fo.sse po.ssibile lontano dalla co.sta, ed inflig-<br />

gergli più sicuramente e più fatalmente che mai una disfatta che ponesse<br />

fine in un gionuj .solo a tutta la campagna.<br />

Ingannati dall'apparente inoperosità degli Arabi, i Bizantini avanzarono<br />

sino alla città di NiqyQs (cfi-. Yàqùt, IV, 819, lin. 18-19, dove è scritto<br />

Naqyùs e § 77j sul cammino, come sai)])iamo, tra Alessandria ed al-Fustàt,<br />

e dove sulle rive di un grande canale .sorgevano i resti dell'antica fortezza<br />

117.


$$ i


25, a. H. 1114. 105.<br />

specie. La parte della città nella quale gii Arabi entrarono per prima, il 25. a. H.<br />

^<br />

quartiere orientale, occupato in maggioranza dagli Ebrei, ru quasi distrutta conda presa di<br />

, 1 1- m •<br />

• 1- (EGITTO. - La se-<br />

dall' incendio, in cui è fama perisse la chiesa di San Marco. Il carnaio dei Alessandria.)<br />

vinti fu fermato, si dice, per opera di 'Amr, quando gii Arabi furono giunti<br />

alla metà della città, ossia là dove, in commemorazione del fatto, sorse<br />

poi la moschea detta della Misericordia. Una parte delle milizie greche si<br />

salvò sulle navi, ma moltissimi, tra cui lo stesso Manuel, perirono nella<br />

sti*age.<br />

Questo avvenne nell'estate del G4L) dell'Era Volgare; ed appena il cla-<br />

more delle armi e gli orrori degli eccidi si furono sedati, 'Amr si aflh'ettò<br />

a mantenere il voto fatto :<br />

le mura di Alessandria furono rase al suolo e<br />

si presero quelle precauzioni necessarie a rendere impossibile il ripetersi<br />

della stessa calamità con le sue dolorose conseguenze per Arabi, Copti<br />

e Greci.<br />

sandria.<br />

EGITTO. — La leggenda della distruzione della biblioteca di Ales-<br />

§ 105. — Non è possibile omettere, discorrendo della presa di Ales-<br />

sandria per opera degli Arabi, un cenna alla celebre leggenda, perchè<br />

tale la crediamo, della distruzione della biblioteca di Alessandria, la grande<br />

biblioteca che è rimasta famosa nella storia come il tempio che racchiu-<br />

deva tutti i tesori della letteratura classica greca. La leggenda fa parte<br />

essenziale della storia, perchè gli uomini non amano la storia nuda e sem-<br />

plice dei fatti, quale noi critici scettici preferiamo di ricostituire. Gli uomini<br />

conservano memoria dei fatti avvenuti solo in quanto possono essere una<br />

ragione di vanto e di gloria, o di arnmonimento, d' insegnamento e di<br />

diletto. Quando la .storia semplice dei fatti non porge il necessario con-<br />

torno artistico e drammatico che occorre a dare alla narrazione il suo desi-<br />

derato colorito, allora l' immaginazione popolare crea nella sua coscienza,<br />

estetica e moralizzante, la leggenda che deve servire allo scopo etico per<br />

cui l'umanità incon.sciamente si affanna e si tormenta senza posa.<br />

Se la creazione popolare è felice, se la leggenda risponde ad alcuni<br />

canoni fondamentali ed eterni delle creazioni artistiche ed estetiche della<br />

psiche umana, allora la sua fortuna è fatta e mette radici s'i salde nel fer-<br />

tile campo della storia, che è ben difficile poi sradicarla e ristabilire la verità<br />

nuda dei fatti. L'analisi della leggenda è opera spesso anche quasi bar-<br />

barica e crudele, perchè l'opera demolitrice della critica .sostituisce tal-<br />

volta ad una geniale invenzione leggendaria, che riassume tutta un'età<br />

dell'umana evoluzione, o una semplice denegazione che lascia un vuoto<br />

iia


25. a. H. triste e sinistro, o una spiegazione complessa d'un tatto sftiggito all'animo<br />

'^ge'nVa° della 'dt semplice dei contemporanei, ma intuito nelle sue grandi linee, dal senti-<br />

siruzione della niento e dalla coscienza delle generazioni successive. Spesso l'evoluzione<br />

b i b I i o teca di<br />

Alessandria.]<br />

storica dell'umanità ritrova una sintesi felice e bella nella leggenda.<br />

Questo è appunto il caso con la pretesa distruzione della biblioteca<br />

alessandrina, leggenda che ha in sé un fondamento innegabilf di vero:<br />

essa riassume infatti in forma popolare e sintetica il sentimento, o la con-<br />

ferma che la conquista dell' Islam ha significato la condanna e la fine irre-<br />

parabile di tutto il dominio dello spirito classico antico in Asia, dominio<br />

incominciato con l'ellenismo, consolidato con le armi romano-bizantine, e<br />

tramontato per sempre non appena gli Arabi, gii araldi del rinnovellato<br />

semitismo dell'Asia, varcarono i deserti del confine e piombarono sul deca-<br />

dente imperio di Bisanzio.<br />

La verità di tali considerazioni risulterà j^iù manifesta se prendiamo<br />

in attento esame la versione letterale del celebre passo del cronista cri-<br />

stiano Gregorio Abulfaragio, Bar Hebraeus (abù-1-Faragi, che scrisse alla<br />

fine del secolo xiii (morì nel 685. a. H.) e fu uno dei primi a tramandare<br />

la leggenda della distruzione della famosa biblioteca, riproducendola —<br />

come vedremo: cfr. § 153 — da ibn al-Qifti.<br />

§ 106. — (abù-1-Farag). In questo tempo (ossia poco prima delle con-<br />

quiste musulmane) divenne famoso tra i Musulmani un tal Giovanni (Yahya)<br />

conosciuto tra noi (cristiani) con il cognome di Gkramàtiqùs (il Gramma-<br />

tico) ossia al-Nahwi. Egli era alessandrino ed apparteneva alla fede cristiana<br />

giacobita e sosteneva ardentemente la dottrina di Sàwari (Severus). Di<br />

poi rinnegò la fede dei Cristiani riguardo alla trinità, sicché i vescovi riu-<br />

nitisi a consiglio in Misr, lo invitarono a recedere dalle sue opinioni (ere-<br />

tiche). Egli si rifiutò di obbedire, onde i vescovi lo destituirono dall'ufificio<br />

che teneva. Ed egli visse sinché 'Amr b. al-'Às ebbe conquistata la città<br />

di Alessandria, ed allora egli andò a visitare il generale arabo, che già<br />

conosceva la grande fama della dottrina di Giovanni e lo accolse con tutti<br />

gli onori. 'Amr udì da lui discorsi filosofici di cui gli Arabi non avevano mai<br />

avuto ancora contezza, discorsi che lo sbigottirono e lo turbarono. Ma 'Amr<br />

era uomo molto intelligente, pronto ad ascoltare, schietto e preciso nei<br />

suoi pensieri, e perciò prese Giovanni come compagno e non volle più<br />

separarsi da lui. Un giorno Giovanni gli disse : « Tu sei sceso in tutti i<br />

« magazzini (h a w à s i 1) di Alessandria, ed hai posto il suggello su tutti i<br />

« generi che vi si trovavano :<br />

per le cose in essi che ti possono giovare<br />

« non ti voglio far questione, ma per le cose che non ti possono essere di<br />

« verun vantaggio, noi possiamo trarre maggiore profitto (se tu ce le con-<br />

120.


25. a. H. §§ 106, 107.<br />

«cedessi) ». Ed Amr a lui: « E che cosa e quello di cui tu abbisogni? >. 25. a. H.<br />

^. T ,., • T />T /- /i , , 11-1 • IN (EGITTO. -<br />

T La leg-<br />

— Disse Giovanni: «I libri di filosofia (k u t u b al-hikmah) che si con- genda delia di-<br />

« servano nei depositi governativi (khazàin al-m u lùki y yah) >. Ed struzione delia<br />

,,. , ,. -"j i biblioteca di<br />

'Amr gli rispose : « Ma 10 non posso dare verun ordine riguardo a queste Alessandria.!<br />

« cose, se non dopo aver chiesto il permesso al Principe dei Credenti Umar<br />

« h. al-Khattab ». Ed infatti gli scrisse, informandolo dei discorsi tenutigli<br />

da Giovanni il Grammatico. E giunse la risposta di 'Umar del seguente<br />

tenore<br />

: « In quanto ai libri che tu hai ricordato, se contengono cose che<br />

< concordano con il Libro di Dio, allora non ne abbiamo bisogno, perchè<br />

« quanto è già nel Libro di Dio ci basta ampiamente. Ma se contengono<br />

« quello che è contrario al Libro di Dio, allora egualmente non ci abbi-<br />

« .sognano e provvedi a distruggere i libri ». Allora 'Amr b. al-'As si accinse<br />

,1 distribuirli tra i liagni di Alessandria per arderli nei forni: occorsero sei<br />

ine.si per bruciarli tutti.<br />

Ascolta quello che è accaduto e maravigliati (o lettore)! (abù-l-Fa-<br />

rag. pag. 175-176).<br />

§ 107. — La leggenda attirò la fantasia degli scrittori e dei dotti, e<br />

fu acctilta con piacere, da quelli che per ragioni religiose, avversando i<br />

seguaci <strong>dell'Islam</strong>, avevano piacere di metterli alla gogna come barbari<br />

nemici della civiltà antica e della coltura in generale. Il Gibbon, che non<br />

aveva tenerezze sentimentali in favore del Cristianesimo ed ammirava le<br />

manifestazioni della civiltà islamica, nel LI capitolo della sua storia rife-<br />

risce sommariamente l'aneddoto e, ponendo in rilievo le parole con cui Bar<br />

llebraeu.s chiude la sua narrazione, si dichiara decisamente contrario alla<br />

veracità della storiella e rammenta che altri due cronisti cristiani ante-<br />

riori ad abù-1-Farag. ossia Eutychius ed al-Makin, ignorano del tutto la<br />

distruzione della biblioteca di Alessandria, mentre, non avendo veruna sim-<br />

patia per i Musulmani, si sarebbero sicuramente compiaciuti di ricordare<br />

un fatto sì grave a loro disonore. Il Gibbon ritiene inverosimile che gli Arabi<br />

si affannassero a di.struggere dei libri, e mette piuttosto in rilievo quanti<br />

siano stati i disastri che colpirono la celebre biblioteca sin dai tempi quando<br />

Giulio Cesare in propria difesa dovette appiccarvi il fuoco, e come il bi-<br />

gotti.smo criminoso dei Cristiani sia stato uno dei mezzi più efficaci per<br />

la distruzione di tutti i monumenti letterari ed artistici del paganesimo.<br />

Ma il Gibbon aggiunge ancora che, se raccogliejjsimo tutte le notizie tratte<br />

«la testimoni contemporanei dal tempo degli Antonini sino a Teodosio, si<br />

vedrebbe come il palazzo ed il tempio di Serapis non contenevano più i<br />

400.000 o i 700,000 volumi, raccoltivi dalla sete del sapere e dalla pas-<br />

sione delle grandezze dei Tolomei d' Egitto.<br />

121. 16


§9 107, 108. 25. a. H.<br />

25. ». H. Omettiamo lo nobili considcrazioui e lo lelici intuizioni del vero con<br />

,'nVa°deiìt'd1-<br />

^''i i' Oibhoii chiude il cenno a questa leggenda, ma dobbiamo ricordaif<br />

struzione della<br />

biblioteca dì<br />

Alessandria.]<br />

^.]^^^. [] Leboau nella<br />

sezione 12, voi. XI,<br />

sua grande storia dell'impero bizantino Clibro LIX,<br />

pag. 295-296) non solo accoglie tutta la leggenda, ma<br />

la ritiene sicura, adducendo come prova la testimonianza di 'Abd al-latif,<br />

autore arabo e musulmano morto nell'anno 629. H. ossia vissuto mezzo<br />

secolo prima di abù-1-Farag. Lo scrittore egiziano infatti menziona alcune<br />

grandiose rovine di Alessandria ed aggiunge :<br />

« Io credo che questo edi-<br />

€ ftzio sia il portico dove in.segnava Aristotile e dopo lui i suoi discepoli.<br />

€ e che lì era l'accademia costruita da Alessandro Magno, quando fondò<br />

« la città, e dove era posta la biblioteca, bruciata da 'Amr con il permesso<br />

«di 'limar > ('Abd al-latif, pag. 183 della versione francese).<br />

§ 108. — Il De Sacy nella sua edizione di 'Abd al-latif pubblica (pa-<br />

gine 240-244) una lunga e dottissima nota sulla questione, dove racco-<br />

gliendo sommariamente tutto ciò che si era scritto e discusso in favore<br />

(da Langles e White) e contro (da Reinhard e da Sainte Croix) la vera-<br />

cità della notizia data da abù-1-Farag, si dichiara decisamente in favore<br />

della verità storica senza tener conto che nessuno dei piìi antichi cronisti<br />

riferisce il fatto: Sayf b. 'Umar lo ignora del tutto, egli che pur sul bot-<br />

tino di al-Madà-in (cfr. 16. a. H., §§ 194-205) riporta tanti e sì minuti par-<br />

ticolari. A conforto della sua tesi, il De Sacy adduce [da Hagi, III, 90-91]<br />

un passo di ibn Khaldun [Prolegomeni, III, 124-125] in cui si narra la<br />

distruzione di molti libri persiani per opera di Sa'd b. ahi Waqqà.s dopo<br />

la vittoria sui Sassanidi e dietro ordine del Califfo 'Umar, dato con le iden-<br />

tiche parole con cui egli avrebbe ordinata la distinizione della biblioteca<br />

alessandrina.<br />

Il De Sacy cita inoltre lo scrittore moderno Hagi Khalifah. il quale<br />

(pag. 78 del Diz. encicì., ed. Flugel) fa cenno come gli x4rabi nei primi<br />

tempi [è fama che : y u r w a] bruciassero molti libri nei paesi di cui fecero<br />

la conquista.<br />

Riconoscendo però che la storia della distruzione della biblioteca non<br />

si può riferire alla famosa Biblioteca alessandrina, il De Sacy per ragioni<br />

tanto evidenti che non mette nemmeno il conto di ripeterle, sostiene la<br />

biblioteca fosse un'altra, ossia una cristiana, assai inferiore all'antica e messa<br />

insieme poco tempo prima della venuta degli Arabi. Il De Sacy adduce<br />

intatti le testimonianze anche di Orosius, di Ammonius tìglio di Hermeas,<br />

e di Giovanni Philoponus, dalle quali risulta come nel v secolo dell' È. Y.<br />

la biblioteca alessandrina formata dai Tolomei più non esistesse e gli armadi<br />

fossero tutti vuoti.<br />

1-22.


25. a. H. §§ 108-110.<br />

Alla questione della distruzione della biblioteca il Butler dedica un _^<br />

^s^a. H.<br />

^<br />

lungo capitolo (pag. 401-426) per dimostrare che la<br />

. .<br />

notizia<br />

,<br />

e falsa, con<br />

[EGITTO.- La leg-<br />

g^nda delia diricco<br />

concoi-80 d'argomenti e di prove, alcune deboli, altre efficaci: tra<br />

'-'<br />

. . ,<br />

queste ultime la constatazione che Giovanni il Grammatico menzionato da<br />

struzione delia<br />

Diolioteca di<br />

Alessandria.!<br />

Bar Hobraeus è la stessa persona di Giovanni Pliiloponus, e che questi era<br />

morto prima della venuta di 'Amr e perciò anche questo particolare ri-<br />

sulta falso. Inoltre egli pas.sa in rivista tutte le testimonianze degli autori<br />

classici, dai quali risulta che la biblioteca alessandrina rimanesse distrutta<br />

nell'incendio di Alessandria dovuto alla guerra alessandrina di Giulio Ce-<br />

sare, nel 48 avanti Cristo. Adduce inoltre la memoria di altri latti sto-<br />

rici che implicano egualmente una distruzione dell'edificio alessandrino e<br />

di tutto ciò che conteneva anche in eventi posteriori.<br />

Per comodo degli studiosi aggiungiamo anche il passo di al-Maqrizi<br />

che è preso in parte dal testo di 'Abd al-latif.<br />

§ 109. — (al-Maqrizi). 'Amùd a 1 -Sa w ari. Questa colonna (al-<br />

"amud) era di pietra rossa macchiettata (= porfido?) ed aveva apparte-<br />

nuto al deposito (al-saw\vànj lungo (al -m àti '), intorno al quale sorge-<br />

vano un tempo circa 400 altre colonne. Furono rotte in frantumi da Qiràgà<br />

governatore di Alessandria ai tempi del sultano Salàh ai-din Yùsuf b. Ayyiib<br />

(564.-089. a. H.) e gettate in riva al mare allo scopo di rendere difficile lo<br />

sbarco al nemico, quando si fosse presentato. Si dice altresì che questa<br />

colonna è una di quelle tante che sorreggevano il porticato (riwàq) di<br />

Ari.stotile, nel quale si insegnava la scienza (al-hikmah). Si dice che<br />

era un dar 'ilm o casa del sapere, e conteva una biblioteca (khizànah<br />

kutub) distrutta con il fuoco da 'Amr b. al-'As per indicazione avutane<br />

dal Califfo 'Umar b. al-Khattàb (Maqrizi Khitat, I, 169, lin. 26-30).<br />

§ 110. — Ludolf Krehl pubblicò negli Atti del IV Congresso Internazio-<br />

nale (leali orientalisti, Firenze, 1878 (voi. I, pag. 433-454) un lavoro intitolato:<br />

« Ceber die Sage von der Verbrennung der Alexandrinischen Bibliothek<br />

« durch die Araber », in cui combatte con vari argomenti la verità della tra-<br />

«lizione e la definisce una leggenda. I suoi argomenti sono buoni, sebbene<br />

si perda qua e là in discussioni di ordine molto generale, che distraggono<br />

un poco dall'argomento principale. Egli rileva tutte le difficoltà sollevate<br />

dalla tradizione, il silenzio delle fonti storiche dei primi .sei secoli dopo<br />

la presa di Alessandria, e ricorda la distruzione della grande biblioteca di<br />

Baghdad per ordino di Hulagii Khan, il re dei Mongoli, quando espugnò<br />

Baghdad nel 656. H. (= 1258 È. V.). Cfì-. Notices et Extraifs, IV, 569.<br />

K probabile che questo fatto abbia ispirato Gregorius Bar Hebraeus (abii-1-<br />

Faragi, nato appunto nel 1226 dell' È. V. ad accogliere più facilmente la<br />

123.


«I no. 25. a. H.<br />

25. a. H. IfggL-nda nt'lla sua truiiaca. Il Fvrelil si dilunga a dimostrare che ai<br />

(EGITTO. - La log- . , • •<br />

,, , , t».,,. . i i i.<br />

genda dalla di- t"!»! di-Ila conquista araba la Bjl>lioteca alessandrina non esistesse più,<br />

struziono della distrutta i- .scomparsa nelle tempestose vicende politiche a cui fu esposta<br />

AiesslndHa*<br />

' Ak'.ssandria.<br />

da quando Giulio Cesare fece ardere il Musco nell'a-ssedio<br />

dell'anno 47. o 48. TT. avanti Cristo, sino alla caduta dell'impero bizan-<br />

tino in Egitto.<br />

Il Lumbroso {Rendiconti della R. Accademia dei Lincei, Classe scienze<br />

morali, serie quinta, voi. XII, 1903, pag. 311) riunisce alcuni appunto su<br />

questa medesima questione e vorrebbe vedere un'allusione alla famosa bi-<br />

blioteca di Alessandria in un brano di una cronaca siriaca pubblicata dal<br />

nostro I. Guidi {Chronicum Anonymum, nel Corpus Script. Christ. Orient.,<br />

ed. Chabot, etc, Script. Syri, versio, series tertia, tomus IV, pag. 22). Il testo<br />

accenna ad un deposito, o archivio, o biblioteca di Alessandria, ma ciò non<br />

implica che si tratti della grande e famosa collezione. Nulla nel testo lo<br />

fa sospettare, e possiamo aggiungere che in una grande, ricca e colta città<br />

come Alessandria dovessero esistere in tutti i tempi numerose e gi-andi<br />

biblioteche.<br />

Sulla biblioteca di Alessandria e la sua sorte leggendaria per opera<br />

degli Arabi hanno scritto in questi ultimi anni anche il padre Cheikho<br />

(al-Masriq, n. 4, aprile 1911, pag. 299-307; n. 5, maggio 1911, pag. 388-393:<br />

« Les sciences Arabes et l'incendie de la Bibliothèque d'Alexandrie »; ancor<br />

più recentemente nel numero 12 dicembre 1912, pag. 912-918, in appen-<br />

dice ad alcune osservazioni di Saykh Fida Husayn sull'argomento), che non<br />

aggiunge gran che di nuovo, e il monsignore Kyrillos Macaire (BuUetin de la<br />

Société Khe'diviale de Géographie, VIP sèrie, n. 8, pag. 423-460). Quest'ul-<br />

timo studio raccoglie molto materiale nuovo, tratto dai padri della Chiesa<br />

e da altre fonti antiche del periodo bizantino per dimostrare che, se anche<br />

la famosa biblioteca dei Tolomei forse più non esisteva ai tempi della con-<br />

quista araba, ve ne fossero altre di eguale importanza, e ammette che ve<br />

ne possa essere esistita una grande pubblica in Alessandria, distrutta poi<br />

per ordine di 'Umar. Contro le conclusioni del dotto patriarca copto, offen-<br />

sive al buon nome del secondo califfo dell' Islam, ha scritto nello stesso<br />

BuUetin (VII* sèrie, n. 10, pag. 553-670) un articolo Muhammed Magdi,<br />

consigliere della Corte d'appello del Cairo, per dimostrare che le conclu-<br />

sioni del patriarca sono errate.<br />

Ambedue gli scritti meritano di essere letti, perchè apportano utile<br />

lume su tutta la questione. Alle considerazioni fatte in principio di questo<br />

excursus sulla celebre questione, sarà necessario aggiungerne alcune altre,<br />

intorno alle quali basterà insistere molto brevemente, perchè in verità<br />

124.


25. a. H. un, 111.<br />

tutta la discussione ha uu uuii so the di vuoto e di accademico, doven- ^5. a. h.<br />

[EGITTO. - La leg-<br />

dosi la queatione trattare da un punto di vista assai più elevato e coni- genda delia di-<br />

struzlone della<br />

prensivo.<br />

.<br />

ì ì ^ ì- ^'^^ loteca di<br />

§ 111. — Abbiamo detto e ripetuto già molte e molte volte che gli Alessandria.)<br />

Arabi nel tare le conquiste furono trascinati da passione di gloria, di<br />

musulmani solo di nome, non ebbero mire pro-<br />

potenza e di ricchezza :<br />

selitrici, non perseguitarono alcuna fede e dapertutto ebbero un solo pen-<br />

siero: la.sciare le cose com'erano, perchè il danaro dei tributi fluisse liquido<br />

e copioso nelle casse dello Stato. Niente tendenze oscurantiste, niente sop-<br />

pr»\s.sione di fedi e di colture estranee ; anzi chi studia intimamente la ge-<br />

nesi e la evoluzione di tutto il moto islamico nelle sue mille e mille di-<br />

vei-se manifestazioni sociali, politiche, letterarie, giuridiche, fiscali, ammi»<br />

nistrative, artistiche, ecc. ecc., è colpito invece della ripetuta osservazione<br />

(ho il moto medesimo non fosse di distruzione, sì piuttosto di assorbimento<br />

di tutto ciò che esisteva. L'Isiàm inghiottì, per così dire, tuttala civiltà<br />

dell'Asia Anteriore e la fece sua, dandole soltanto una nuova vernice,<br />

che inganna lo studioso superficiale, ma nulla nasconde all'osservatore<br />

esperto ed al conoscitore vero dell'evoluzione storica del mondo orientale<br />

sotto r Isiàm.<br />

In principio tra gli Arabi musulmani e i loro sudditi cristiani regnò<br />

la ma.ssima cordialità. Grli Arabi ammisero i Cristiani alle più alte cariche<br />

amministrative, e nel mondo musulmano si determinò una corrente fortis-<br />

sima di coltura e di pensiero che cercò trarre profitto della superiore ci-<br />

viltà asiatica (ellenistico-giudaico-pei-siana) per arricchire la estrema ma-<br />

grezza delia teologia, del rito e della coltura Islamica. Il hadìth con le<br />

sue centinaia di migliaia di tradizioni sta li a dimostrare quale sete di<br />

sapere, qual bisogno irresistibile di assorbire e di adottare pervase tutto<br />

il mondo musulmano sino a tutto il secondo secolo della Higrah.<br />

Le tendenze fanatiche, oscurantiste, anti-cristiane in particolare ed<br />

anti-liberali in genere, si affermarono .soltanto in appresso per molte e<br />

varie ragioni politiche, .sociali e religiose, e per l' influenza preponderante<br />

delle popolazioni non arabe convertite all' Islam.<br />

Perciò chi conosce bene la stona di questi tempi e di questa singolare<br />

civiltà asiatica, sente tutta l'inverosimiglianza e l'assurdità della leggenda,<br />

cosi contraria a tutto lo spirito dei primi arabi conquistatori. Perciò ap-<br />

pimto ci siamo contentati di dare qui solo un cenno sommario di tutta la<br />

vexata quaestio, non mettendo il conto di soffermarsi a lungo e perdere il<br />

nostro tempo a dimostrare la falsità di una jieggenda, che a nostro modo<br />

di vedere non ha alcun nucleo o fondamento di verità.<br />

125.


25. a. H.<br />

iTabella genealo-<br />

gica per mostra-<br />

re la parentela<br />

Ira II Califfo<br />

Uthmàn e i vari<br />

membri dell'aristociaziamakkana,<br />

compresa<br />

la fam igl la del<br />

Profefa.1<br />

§ 112. 25. a. H.<br />

C<br />

e S<br />

co cj — o ci<br />

£.2 2<br />

2 ^ g<br />

c« S 0-1<br />

O


25. a.. H. § 113.<br />

25. a. H.<br />

EGITTO. — Deposizione di Amr b. al-'As e nomina di Abdallah b.<br />

j, „ ~<br />

.<br />

EGITTO. - Depo-<br />

Sa d b. abì Sarh a governatore d Egitto. si^ione di Amr<br />

§ 113. — b. Avemmo già occasione d'osservare, a proposito delle ai- misure Às e nomi-<br />

... na dì "Abdallah b.<br />

prese dal Cahiio Umar conti-o i suoi governatori<br />

...<br />

soverchiamente arric- sa d b. abì Sarh<br />

chiti fcfr. 21. a. H.. §§ 247 e segg. ; 23. a. H., §§ 299, 793, ecc.), che a governatore<br />

d' Egitto.]<br />

l'amministrazione finanziaria di 'Amr b. al-'As in Egitto lasciava molto<br />

a desiderare e che 'Anir, sebbene compagno del Profeta, era un uomo<br />

come un altro, disposto cioè a cedere a tutte le attrattive della ricchezza,<br />

valt'ndo.si anclie della sua eminente posizione di arbitro nell'amministra-<br />

zione dell' Egitto per curare i propri interessi privati. Da alcune espres-<br />

sioni che troviamo nei seguenti paragrafi, espressioni che purtroppo man-<br />

cano di precisione, parrebbe che 'Amr fosse anche incapace nella gestione<br />

degli atfari d'ordinaria amministrazione, e che il suo governo significasse<br />

il fallimento finanziario dui bilancio egiziano. Ammettiamo pure che la<br />

nostra fonte. al-Wàqidi, schiettamente si'ita ed alida, sia perciò fper ra-<br />

gioni che vedremo in appresso) decisamente ostile ad Amr che tanto fece<br />

per rovinare Ali : ma nondimeno un fondo di verità esiste indubbiamente,<br />

e spiega come il Califlfb 'Ut^màn avesse ben ragione di preoccuparsi delle<br />

faccende egiziane e fosse costretto ad apporvi rimedio.<br />

Il concetto avut


ss 111, 111 25. a. H.<br />

25. a. H. ricato dal Profeta di mettere in iscritto le rivelazioni quraniche, le mu-<br />

'^°zIoM di°Amr tasse, falsificandole. Non possiamo dire se la notizia sia esatta, o se nasconda<br />

b. ai-Às e nomi- qualch


25. a. H. §§ 114, 115.<br />

ibn ahi Sarli potè dimostrare che 'Amr b. al-'As rovinava le finanze del-<br />

.^„ ,. ,' ., , ,.» ] Egitto, il Califto fece .semplicemente il suo dovere deponendo Amr, e<br />

25. a. H. _<br />

[EGITTO.- Deposizione<br />

di 'Amr<br />

nominando al suo posto il fratello di latte ibn abì Sarh. b. ai-'As e nomi-<br />

. \^ , , - . . .<br />

• T nadìAbdallahb.<br />

i<br />

Alcune fonti affermano che la deposizione di Amr avvenisse prima sad b. abi Sarh<br />

della insmTezione di Alessandria, e che gli Egiziani, appena Manuel rioc- ^ governatore<br />

cupo la città, richiede.ssero ad alta voce il ritorno di 'Amr per espellere<br />

i Greci. Si vuole che 'Amr riprendesse il governo dell'Egitto durante la<br />

campagna e poi venisse di nuovo destituito da Uthmàn e so.stituito da<br />

ibn abi Sarh. .\ diie il vero, tale versione non m'ispira molta fiducia,<br />

perchè mi sembra diffìcile che 'Amr si prestasse ad essere si docile istru-<br />

mento nelle mani del Califfo. <strong>For</strong>se la tradizione confonde la nomina di<br />

ibn abi Sarh alla carica di amministratore fiscale con quella di governatore:<br />

il dissidio tra 'Amr ed ibn abi Sarh ebbe principio con la nomina<br />

di questo e stava per divenire acuto al momento in cui i Greci ricompar"<br />

vero dinanzi ad Alessandria. La guerra contro gl'invasori fece tacere momentaneamente<br />

ogni conflitto personale tra i due uomini; ma non appena<br />

"Amr ebbe vinto, si ritornò alle condizioni di prima: siccome ibn abi Sarh<br />

prometteva un'amministrazione finanziaria più onesta ed ordinata, a lui fu<br />

data la preferenza ed 'Amr dovette cedere il governo e ritornare a Madinah.<br />

Purtroppo con la nomina di ibn abì Sarh fu ristabilito l'antico peri-<br />

coloso sistema d'accentrare nelle mani della stessa persona tanto il comando<br />

militare quanto la direzione di tutta l'amministrazione civile e fiscale. Se-<br />

vero con chi non aveva vincoli con lui, il CaliflFo nel ritornare all'antico<br />

mostrò forse uno spii-ito di soverchia partigianeria per il suo consanguineo<br />

e protetto. La tabella genealogica annessa al volume (cfr. § 112) dimostra<br />

però che ibn abi Sarh era una makkano del partito plebeo, di quelle famiglie<br />

cioè che. non discendendo dal patriarca Qusayy, non sono da considerarsi<br />

realmente qura.site (cfr. Intr., § 64. nota 1), e che non poteva in alcun<br />

modo considerarsi come un parente di 'Uthmàn. I legami tra il Califfo ed<br />

il nuovo governatore dell'Egitto erano soltanto quelli, del tutto casuali,<br />

di aver succhiato lo .stes.so latte.<br />

§ 115. - Sulla cronologia della deposizione di Amr e nomina di<br />

Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh non v' è concordia nelle fonti, le quali variano<br />

tra il 25., il 26. ed il 28. H. — Il Wellhausen Sk. u. Vorarb.,<br />

VI, 117, nf>ta 3, vorrebbe che la nomina avvenisse nell'anno 2S. H., e la<br />

data 25. H. sarebbe quella in cui Abdallah b. Sa'd fu nominato capo del-<br />

l'ammini.strazione finanziaria dell'Egitto. Non si può dare una ri.sposta de-<br />

cisiva a questi dubbi, né troncare tutttj le incertezze; ma ritengo poco<br />

probabile che 'Abdallah b. Sad abbia compiuto le spedizioni in Africa<br />

129. 17<br />

d' Egitto.]


Uó-llh. 25. a. H.<br />

25. a. H. i^.fj. ;cs 14(;.148 e ttli auiii 20. e 27. 11.) muutie era .semplice amministra<br />

*'*'<br />

o ' /<br />

• j •<br />

i<br />

.<br />

sizione di Amr ^re delli- (iiiaiize egiziane. Dato il vivace conflitto tra lui ed Ami-, non<br />

[EGITTO. - Depo- ^<br />

b. ai-Ase nominadi<br />

Abdailah b.<br />

Sad b. abi Sarh<br />

^. concepibile che qucsti, comandante in capi) delle forze militari egiziane.<br />

, . v^ , ,. -,- ^ , l<br />

g'i affidasse un importante spedizione m lontane regioni, mentre come prea<br />

governatore<br />

d'Egitto.]<br />

fetto delle<br />

,<br />

imposte, non poteva sorvegliarne la<br />

r r o '<br />

riscossione (cfr. ij 140 e<br />

IT.,.,.<br />

nota 1), se percorreva razziando remote provinole iiemicne. Dacché le prime<br />

spedizioni afìicane di ibn Sa'd cadono già nell'anno 25. H., questo sem-<br />

brami conferma che già nel 26, H. egli fosse governatore d'Egitto. Aggiun-<br />

gasi che 'Amr b. al-'5.s, sempre geloso di natura, e in particolar modo<br />

geloso e ostile ad ibn Sa'd, non gli avrebbe perme.s.so di lasciare il .suo<br />

posto di amministratore per andarsi a coprir di gloria in Africa. — Pro-<br />

pendo quindi per l'anno 25. H., data che ha in suo appoggio alcune buone<br />

autorità tradizionistiche e che combina in modo approssimativo anche con<br />

i calcoli dei cronisti sulla durata (quattro anni: cfr. § 125) del primo go-<br />

verno di Amr.<br />

EGITTO. — Tradizioni sulla deposizione di Amr b. al- Às e sulla<br />

nomina di ibn abi Sarh.<br />

§ 116. — (Sayt b. Umar, da Muhammad, e da altri). Quando morì<br />

il Calitìb Umar, il governo dell'Egitto era in mano di 'Ami- b. al-'Às: il<br />

primo q a d i della provincia era un certo Khàrigah [ossia Khàrigah b. Hu-<br />

dzàfah: cfr. § 125]. Il nuovo Calitfo Utjimàn confermò ambedue nelle loro<br />

cariche, per lo spazio di due anni, quindi depose 'Amr b. al-'Às e nominò<br />

governatore Abdailah b. Sa'd b. abi Sarh (^) (Tabari, I, 2813-2814).<br />

Cfr. Abulfeda, I, 260; Mahàsin, I, 74, lin. 8-10.<br />

Nota 1. — In un'altra tradizione di Sayf b. 'Urùar, a proposito della nomina di 'Abdallali b. Sa'd<br />

b. abi Sarli, è detto che il Califl'o 'Uthmàn deponesse i governatori delle provincie soltanto per due<br />

motivi: aia cioè che venissero accusati dai loro interiori per qualche mancanza, si.i che chiedessero di<br />

essere esonerati dall'ufficio che occupavano. Non è detto però per quale dei due su esposti motivi venisse<br />

deposto 'Amr, e nominato 'Abdailah, il quale appai-teneva in quei giorni alla guarnigione dell'Egitto<br />

(min Kiin


25. a. H. §1 118-121.<br />

•li latte del Califfo. — Questo accadeva nell'anno 25. TT. rBaladznii, .<br />

EGITTO. - Tradipag.<br />

'-'-'- . zioni sulla depo-<br />

§ 119. - (al-Balàdzuri, senza isnàdj. Si dice che Abdallali b. Sa'd sizione di Amr<br />

~~<br />

25.<br />

b. 3l*'As 6 sulls<br />

[b. abi Sarh] ora preposto al kharàg dell'Egitto come luogotenente del nomina" di ibn<br />

Califfo Uthinàn. e che nell'esercizio di queste funzioni venisse a diverbio ^^^ Sarh.]<br />

con 'Amr b. al-'As. Allora Abdallah scrisse al Califfo lagnandosi di 'Arar,<br />

'Uthmàn di-pose Amr, riunendo nelle mani di 'Abdallah le due ammi-<br />

nistrazioni, quella militare e quella fiscale. — In questa circostanza 'Utjimàn<br />

scrisse ad ibn abi Sarh informandolo che Alessandria era stata espugnata<br />

una volta con le armi, ma che si era ribellata due volte : doveva<br />

perciò<br />

tf-nervi una guarnigione (ràbitah) e mai levarla, mandandovi abbondanza<br />

di vettovaglie l'arzàq) per i soldati e mutando questi ogni sei mesi (Ba-<br />

làdzuri. 222-'22ò).<br />

§ 120. Amr [b. Muh. al-NàqidJ, da ['Abdallahj b. Wahb [al-Misri],<br />

da ibn Labiali, da Yazid b. abi Habib). Il Califfo 'Uthmàn depose 'Amr<br />

b. al-'As dal governo dell' Egitto, che affidò ad 'Abdallah b. Sa'd b. abi<br />

Sarh: ma quando i Givci tornarono ad occupare fna zala tj Alessandria,<br />

gli abitanti dell' Egitto chiesero al Califfo di rimettere 'Amr al governo,<br />

affinchè egli ponesse fine alla guerra contro i Greci, perchè egli posse-<br />

deva grande conoscenza dell'arte militare, ed i nemici avevano di lui<br />

grande timore. Cosi fece 'Uthmàn. ed Arar fugò i Greci. Allora il Ca-<br />

liffo 'Uthmàn volle (di nuovoi dare ad" 'Amr la sola direzione delle faccende<br />

militari in Egitto, e ad 'Abdallah l'amministrazione del kharàu:<br />

ma 'Amr non volle accettare dicendo : « Io sarei allora comf colui che<br />

« regge la vacca per le coma, mentre l'ani ir la munge! >. 'Uthmàn diede<br />

allora il governo dell'Egitto ad Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh.<br />

Poi comparvero gli Abissini fal-Habas). provenienti da al-Bimà, dopo<br />

la conquista dell'Egitto, e fecero guerra fagli Arabi) per sette anni... per<br />

cert« acque che facevano scorrere nei pantani (versione incerta) (Balà-<br />

(]zuri. 223j.<br />

Cfr. § 87 (ri.<br />

Cfr. anche Kindi, fol. 3,v.-4,r.<br />

§ 121. — al-Wàfpdi ci fornisce molti particolari precisi e pieni d' int.Me.s.sf<br />

.sulia deposizione di Amr b. al-'As dal governo dell'Egitto, ma<br />

nei passi citati da al-Tabari manca qualsiasi menzione dell'anno in cui ciò<br />

sarebbe avvenuto. I fatti sono messi, è vero, da al-Tabari .sotto l'anno<br />

•27. II.. ma. secondo la cronologia di Sayf b. Umar, la deposizione di 'Amr<br />

avvenne nell'anno 25. H.. due anni dopo l'elezione di Uthmàn. Cfr. § 116<br />

e Tabari. I, 2813. ult. lin. — Dall'altra parte però le espressioni usate<br />

131.<br />

a. h.


g§ 12M28. 25. a. H.<br />

25. a. H. jy T~ a bari, 1, "2817. liii. ult. fauno .supiìorre ^ che secondo al-Waqidi, la<br />

[EGITTO. - Tradì-<br />

.<br />

zioni sulla depo- Jioiuina (li Abdallali b. abi Sarh avvenisse poco tempo prima della spe-<br />

sizione di Amr cliziouf iu Ifriqiyyali. Or siccome questa si svolse nell'anno 27. H., secondo<br />

nomina" di ibn al-Wiiqidi ste.s.so (cfr. T a bari, I, 2813, lin, 10), la nomina di ibn abi Sarh<br />

abi Sarh.] dovrebbe porsi fra il 26. e il 27. H. [ibn al-Athir ne parla infatti sotto<br />

l'anno 26. EI.].<br />

Cfr. Dzahabi Paris, I, fol. 149, v., dove la notizia è posta sotto<br />

l'anno 26. H., ma si aggiunge che altri la pongono sotto l'anno 27. H.<br />

§ 122. — (al-Wàqidi, da Usàmah b. Zayd al-Laythi. da Yazid b. abi<br />

Habib). Il Califfo Uthmàn tolse ad 'Amr b. al-'Às, governatore dell'Egitto,<br />

l'amministrazione e la riscossione della tassa fondiaria, al-kharàg, e la<br />

passò ad 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh. I due uomini vennero allora in<br />

conflitto fra di loro, ed Abdallah b. Sa'd scrisse al Califfo, accusando 'Amr<br />

b. al-'As di aver rovinato le risorse del paese (kasara al-kharàg) e<br />

diminuitine così i cespiti fiscali. Allo stesso tempo però anche 'Amr b.<br />

al-'As scrisse al Califfo, accusando 'Abdallah di tradimento e d'inganno.<br />

Il Califfo ordinò allora ad 'Amr di lasciare il governo dell" Egitto e di<br />

ritornare a Madìnah, mentre conferiva ad 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh<br />

l'amministrazione delle tasse ed il comando delle milizie in Egitto. 'Ami-<br />

b. al-'As venne a Madìnah furente contro il Califfo, e si presentò dinanzi<br />

ad 'Uthmàn vestito con un mantello di stoffa yamanita tutto imbottito di<br />

cotone. Uthmàn chiese ad 'Amr: « Che cosa imbottisce il tuo mantello? ».<br />

Ed il deposto governatore tutto irato, rispose: « 'Ami'I ». Il Califfo, sec-<br />

cato dalla risposta, aggiunse :<br />

« Io sapeva che 'Amr imbottiva il tuo man-<br />

« tallo: non è questo quello che io voleva; io ti aveva interrogato per<br />

« sapere se l' imbottitm-a fosse di cotone o di altro materiale » (') (T a -<br />

bari, I, 2818-2819).<br />

Cfr. Athìr, III, 67-68; Dzahabi Paris, fol. 150,v.<br />

Nota 1. — Nelle parole del Califfo è sicuramente un doppio senso, con cui ironicamente si vuole<br />

insinuare appropriazioni indebite o azioni fraudolente: 'Uthmàn visto il contegno di 'Amr. insiste solo<br />

nel senso letterale. Nella risposta di 'Amr v'è pure un senso profondo : «Bada! sotto l'apparenza resta<br />

«pur sempre 'Amr!». La risposta non è un vano giuoco di spirito. 'Uthmàn lo intende, e finge di non<br />

aver insinuato alcun pensiero ofiensivo!<br />

§ 123. — (al-Wàqidi, da Usàmah b. Zayd al-Laythi, da Yazid b. abi<br />

Habìb). Amr b, al-'Às si presentò un giorno al Califfo 'Uthmàn dopo l'ar-<br />

rivo a Madìnah di una somma di danaro, raccolta da Abdallah b. Sa'd<br />

b. abi Sarh in Egitto, ed il Califfo accolse il già governatore di quella pro-<br />

vincia con le parole : « 'Amr I<br />

Quella<br />

camela dà molto latte dopo la tua<br />

« partenza! ». Ma 'Amr prontamente gli rispose: « Sono periti allora i suoi<br />

«vitelli!» (Tabari, I, 2819).<br />

Và-2.


25. a. H. §§ i'23-i'29.<br />

Ct'r. Athir, III. 7:2-73 (raccoutato sotto l'anno 27. H. ; Dzahabi 25. a. H.<br />

-<br />

_<br />

[EGITTO. - Tradi-<br />

Pariii, loO,\'. zionì sulla depo-<br />

§ 124. — (al-Ya'qubi). r'Utb.mànì depose 'Amr b. al-'Às e fece pre- sizione di Amr<br />

_ b. al- Às e sulla<br />

tetto 'Abdallah b. abì Sarh. Di qui 1" inimicizia tra Cltlimàn e 'Amr. Uthmàn nomina di ibn<br />

disse atl 'Amr, quando fu tornato: « Come hai lasciato 'Abdallah b. Sa'd? ». ^^' Sarh.j<br />

— «Come volevi tu! ». — «E sarebbe?». — «<strong>For</strong>te per tuo conto, de-<br />

« bole davanti a Dio ». — «^ (Ili avevo detto di seguire il tuo esempio! ».<br />

— « (xli ho lasciato brutti esempi! » (?).<br />

Abdallah cavò dall'Egitto 12,000,000 di dinar. E Uthmàn disse ad<br />

Amr: « La camela dà latte! ». — « Ma se dura, addio i piccoli! », osservò<br />

'Arar rVa'qùbi. II, 189. Un. 13-19).<br />

§ 125, — (al-Kindi). Quando morì il Califfo 'Umar, 'Amr 1). al-'Às<br />

mandò un'ambasceria ad 'LTtJimàJi, pregandolo di destituire 'Abdallah b.<br />

Sa'd b. al)i Sarh al-' Amiri dal governo del Sa'id Misr, dove lo aveva man-<br />

dato come luogotenente il Califfo 'Umar, prima di morire. 'Uthmàn si rifiutò<br />

di farlo; anzi conferì ad ibn abi Sarh il governo su tutto l'Egitto.<br />

Il governo di Amr b. al-'As su Misr dalla conquista alla deposizione<br />

era durato quattro anni e qualche mese. Durante il medesimo, Khàrigah<br />

b. Hudzàtah b. Ghàuim b. Amir era stato sempre comandante della guaixlia<br />

sur t ah. Sa'id b. 'Ufayr dice invece che, quando 'Amr entrò in Egitto,<br />

il comando della is urtali era affidato a Zakariyyà b. Grahm b. Qays b. *Abd<br />

b. Suralibil 1». Hà.sim, il quale fu poi destituito e suri'ogato da Khàrigah<br />

l). Uiidzàfah (Kindi, fol. 3,r.-3,v.).<br />

§ 126. — (al-Kindi). Dopo la seconda presa d'assalto di Alessandria,<br />

nell'anno 25, H., 'Abdallah b. Sad h. abi Sarh riunì nelle sue mani tutto<br />

il governo civile, militare e fiscale dell'Egitto, salàtuhà wa kh a ra-<br />

gù ha, e diede il comando della surta h a Hisàm b. Kinànah b. 'Umar<br />

b. al-Husayn b. Rabiah (Kindi, fol. 3,v.-4,r.j.<br />

§ 127. — 'Abd al-rahmàn). Quando morì 'Umar b. al-Khattàb, l'Egitto<br />

era sotto due prefetti, 'Amr b. al-'As nel Basso Egitto, e 'Abdallah b. Sa'd<br />

1). al)i Sarh sull'Alto Egitto.<br />

La morte di 'Umar avvenne, secondo 'Abd al-rahmàn (da ibn Bukayr,<br />

da al-Layth b. Sa'd) sul principio del pellegrinaggio (masdar al-hàgg)<br />

del 23. II. ('Abd al-hakam, 235, lin. 4-7) [M.J.<br />

Cfr. anche Kindi. fol. 3,r.-3,v.<br />

§ 128. — ('Abd al-rahmàn, da Sa'id b. 'Ufayr j. 'Umar aveva preposto<br />

.Al)dallah b.Sa'd solo al Sa'id al-Fayyùm ('Abd al-hakam, 236, lin. 7-9) [M.J.<br />

§ 129. — Quando Uthmàn fu richiesto da 'Amr di destituire 'Abd-<br />

allah b. Sa'd por dargli il Sa'id. rispose, secondo Abd al-rahmàn: «Tu ti<br />

lay.


§g r2i)-i3


25. a. H. §g iuti-ib9.<br />

b. Amr si pieseutò da- 25. a. h*<br />

al-Lavth (iRe nel suo<br />

..,,,,,, ^<br />

raecoiito : Abdallah . ,<br />

vanti ad Abdallah b. !5a d, IT e gli disse :<br />

tS<br />

« H. una tua prepotenza e un tuo<br />

EGITTO. - Tradi-<br />

^ioni sulla depo-<br />

« inganno ». Ma Abdallah b. Sa'd rispose: « Non ò vero: tu e tuo padie ci sizione di Amr<br />

«portate invidia per via dell'Alto Egitto. Vieni qua, che io ti dia l'Alto nomina di ibn<br />

« Egitto e a tuo padre il Biisso Egitto. Io non ve li invidio ». **" Sarh.j<br />

Cosi 'Abdallah [b. Sa'd] vi rimase ani ir lodato, e in quel tempo fece tre<br />

spedizioni importanti contro l' Africa e gli Asàwid* e la giornata di Dzù-l-Sa-<br />

wàri, di che si parlerà a suo luogo ('Abd al-hakam, 236, lin. 3-15) [M.].<br />

NuTA 1. — Questa tradiziuoe conferma ropinione del Laminens, essere stato cioè già allora la pre-<br />

ghiera un att di somma importanza politica.<br />

§ 137. — iYaliya b. 'Abdallah b. BukaN-r, da al-Layth b. Sa'd). La<br />

destituzione di Amr dall'Egitto e la nomina di Abdallah b. Sa'd fu nel-<br />

l'anno 25. U. (Abd al-hakam, 230, lin. 15-237, lin. Ij [M.].<br />

§ 138. — (abù Ilàzim al-qàdi). 'Amr b. al-'As raccolse per 'limar<br />

12,000,000 di dinar. 'Uthman ci mise Abdallah b. abi Sarh, il quale<br />

ne trasse 14,000,000. E 'LTt^màn disse ad 'Amr: « La camela dà latte dopo<br />

« di te ». — « Si. ma naniio fame i suoi figli ».<br />

(abù Hàzim) Questo che fu raccolto da 'Ami- e da Abdallah b. abi<br />

Sarh era tratto dalla tassa per capi (gamàgìmj esclusivamente, senza il<br />

kharàg e altri [incassi].<br />

'Uthmàu lo confermò in questa [misura'?], dicendo: « questo è il giusto<br />

«secondo noi» (Hawqal, 88, lin. 8-14) [M.].<br />

Cfr. Maqrizi Khitat, I, 79, lin. 4-9; 98, lin. 32.<br />

Le notizie dei precedenti paragrafi possono interpretarsi in vario modo:<br />

o 'Amr V). al-'A.s amministrò male, e per il disordine in cui fece cadere l'am-<br />

ministrazione, compromise le entrate dell' Egitto; oppure si oppose a che<br />

gli Egiziani venis.sero soverchiamente gravati d' imposte e preferì minori<br />

entrate per l'erario dello Stato. L'amministrazione di ibn abi Sarh, secondo<br />

ammettono gli stessi .suoi nemici, seppe strappare all'Egitto un reddito<br />

molto più elevato, ma ignoriamo .se ciò venisse ottenuto con amministra-<br />

zione più rigida e corretta, o con Y imposizione di più gravose imposte.<br />

Dall'insieme però delle notizie si dovrebbe inferire che ibn abi Sarh non<br />

fosse un cattivo governatore e la .sua condotta tanto in Egitto, legnante<br />

'Uthraàn, quanto più tardi dopo l'assassinio del Califfo e la sua espulsione<br />

dalla provincia, sembra essere stata corretta, tranquilla e giudiziosa.<br />

§ 139. — (al-Maqrizi). 'Amr b. al-'As chiese al Califfo 'Uthmàn di de-<br />

stituire Alxìallah b. Sa'd b. abi Sarh dal governo del Sa'id al quale lo<br />

aveva mes-so il defunto Califfo "Uniar. Il Califfo 'Uthmàn respinse la pro-<br />

posta e nominò 'Abdallali b. Sa'd b. aln Sarli governatore rli tutto l'Egitto.<br />

136.


§41 139142. 25. a. H.<br />

25. a. H. Anir h. al-'A.s dovette ritirar.si dopo un gov.-ni» di quattro anni e qualche<br />

- Tradi-<br />

[EGITTO.<br />

zioni sulla dopo-<br />

me.se.<br />

sizione dì Amr 'Abdallali h. Sa'd b. ahi Sarh era iieiral-Fayyùm quando ricevette la<br />

nomin? di 7bn nomina e venne subito ad al-Fustàt. Ma .l'eunuco Manwll s' impadronì di<br />

abì Sarh.] Ales.sandria nel 24. H., e la gente dell'Egitto chiese al Califfo 'Uthmàn<br />

di rimandare 'Amr b. al-'5.s. ^l Califfo rimandò allora 'Amr che tornò ad<br />

essere governatore sino a che ebbe riconquistata Ale.s.sandria una seconda<br />

volta nell'anno 25. H. — Durante l'assedio 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh<br />

si trattenne sempre in al-Fustàt, e il Califfo, appena caduta Ale.s.sandria,<br />

riconfermò ibn abi Sarh nella carica di governatore di tutto 1' Egitto, ca-<br />

rica che conservò sinché visse 'Uthmàn (Maqrìzi Khitat, I, 299,<br />

lin. 26-35).<br />

§ 140. — (al-Maqrizi). 'Amr b. al-'As riscosse diecimila {.sic, leggi<br />

10,000.000) dinar (dall'Egitto). Il Califfo 'Umar gli scrisse rimproveran-<br />

dogli la sua incapacità e rammentandogli che i Greci riscotevano 20 000,000<br />

di dinar. Allora nell'anno seguente 'Amr b. al-'As risco.sse 12,000,000.<br />

Secondo ibn Lahi'ah. 'Amr b. al-'As riscosse dalla città di Alessandria<br />

una gizyah di 600,000 dìnàr, avendovi trovato 300,000 abitanti ed<br />

avendo imposto una tassa di due dinar per testa (Maqrizi Khitat,<br />

I, 79, lin. 16-19).<br />

§ 141. — Altrove al-Maqrizi, dopo aver ripetuto che 'Amr b. al-'As<br />

riscosse 12,000,000 ed 'Abdallah b. Sa'd 14,000,000, aggiunge che le riscos-<br />

• sioni provenivano soltanto dalla tassa per testa (al-gamàgim) e senza toc-<br />

care il kh a r à g . Dipoi ilkharàg Misr incominciò a calare per il continuo<br />

aumento dei disordini (fasàd) con l'andar del tempo, per il diffondersi di<br />

rovine e di abbandono nella maggior parte delle ten-e {% e per il continuo<br />

rinnovarsi di guerre. Perciò i banii Umayyah ed i califfi 'abbàsidi non ri-<br />

scossero più di 3,000,000 di dinar, tranne ai tempi di Hìsàm b. 'Abd<br />

al-malik [105.-126. a. H.], quando potè risalire a 4,000,000 (Maqrìzi Khi-<br />

tat, I, 98, lin. 32-39).<br />

Nota 1. — Qui si tocca un argomento delicato di primaria importa-za, sul quale le fonti pur-<br />

troppo sono assai avare di notizie: la crisi economica del mondo musulmano e l'impoverimento del-<br />

l'impero sotto gli Umayyadi, dovuti alla gravissima crisi agricola aggravata degli effetti della rivolu-<br />

zione politica e religiosi). Con l'aumento delle coi. versioni i contadini, legati alla gleba in tutto l'Egitto<br />

e l'Asia anteriore, abbandonarono i campi (cfr 23. a. H., §§ 735 e segg. passim dove si parla della dimi-<br />

nuzione delle rendite dello Stato anche per la conversione dei proprietari). Fu uu fenomeno complesso di<br />

vastissima estensione con conseguenze politiche assai profonde: argomento su cui avremo a tornare spesso.<br />

§ 142. — Secondo lo storico cristiano Severus, 'Amr b. al-'As, dopo la<br />

[seconda] presa di Alessandi'ia, ritornò a Misr [= al-Fustàt], e da lì poi mosse<br />

per recarsi in aiuto del magnate (k a b ì r = il Califfo) dei Musulmani. In luogo<br />

di 'Amr b. al-'As tu mandato un uomo chiamato 'Abdallah b. Sa'd, il quale<br />

136.


25. a. H. §§ i4).i4tì.<br />

giunse accompagnato da molta gente. ['Abdallah b. Sa'd] era amante del 25. a. H.<br />

danaro e raccolse per sé una grande fortuna. Egli fu il primo che abbia zioni sulla depocostruito<br />

l'al-Diwàn in Misr ed abbia stabilito che in esso si dovesse sizione di 'Amr<br />

,.,.,. 1<br />

tenere la contabilità [istakhragaj di tutto il tributo del paese (kharàg nomina' di ibn<br />

al-kùrah) (Severu.s. ed. Evetts. 236-237 (500-501]; Severus, ed. Sey- abi Sarh.|<br />

bold. I. 111).<br />

i" . 1 T -1 -1 i 1 1 /Il . ^- al-'As e sulla<br />

§ 143. — (Severusj. Ai tempi di 'Abdallah b. Sa'd b. abi Saili vi fii<br />

una grande carestia, quale non si era più vista dai tempi di Claudius<br />

jUqlùdis], il re miscredente, in poi. Tutti gli abitanti dell'al-Sa'id (Alto<br />

Egitto) scesero nell'al-Rif (il Delta) in cerca di cereali (al-gb allah), ed<br />

i morti erano gettati per le vie ed i mercati, come i pesci morti che l'acqua<br />

getta sulla li va. perchè non si trovava alcuno che li seppellisse. E si man-<br />

giarono gli uni e gli altri...: ogni giorno la gente periva a migliaia (Severus,<br />

ed. Evetts, 237 [601]; Severus, ed. Seybold, I, 111).<br />

La notizia è data senza indicazione cronologica. — Cfi*. § 145 nota 1.<br />

§ 144. — Sulla deposizione di Amr cfi-. anche Caudel, pag. 48-49;<br />

Fon mei<br />

X a w a w i ,<br />

Ber he rè s, I,<br />

346 'A , dz a r i<br />

20-21: al-Makin, 32; Abulfeda, I, 260;<br />

B a y a n , I, 3 ; M a h a s i n , I, 88-89 ; B u 1 1 e r<br />

Arno. Conq. of Egypt, 488-4:89 ; Muli er , Islam, I, 268,269; Mirkhondi,<br />

II, 288; Mirkhondi Rehatsek. II, voi. Ili, 149-150; Hanifah, 148,<br />

Un. 2-6; lyàs Tarikh Misr, I, 25-26; Suyùti Husn, II, 2, lin. 3-5:<br />

Wiistenfeld Register. 10.72: Wellhauson Sk. u. Vorarb, VI,<br />

117, nota 3.<br />

EGITTO. Inondazione annuale del Nilo.<br />

§ 145. — In questo aimu l' iiiundazioiic del Nilo nel momento della<br />

ma.ssima magra scese a 6 dzirà' e 12 asba', nel momento della mas-<br />

sima piena sali a 17 dzirà' e 5 a.sba' ('j (Mahàsin, I, 94, lin. 7-8).<br />

Nota 1. — Dai dne livelli estremi risulta che l'anuata fosse buona per l'Egitto con acqua aVjbon-<br />

dante anche .lurante la magra, sicché il cenno alla carestia, nel § 143, non può riferirsi all'estate del-<br />

l'anno iAf> dell' È. V. — Cfr. 2*;. a. H., § 6*1.<br />

EGITTO-AFRICA. — Prima spedizione di ibn abì Sarh.<br />

§ 146. — (al-Wàqidij. N.-ll'anno 25. II. 'Abdallah b. Sa'd b. 'abi Sarh<br />

técf una spedizione nell'al-Maghrib alla testa di un corpo di cavalleria. Il<br />

governatore, 'Amr b. al-'As, aveva già mandato un'altra volta una spedi-<br />

zione nell'Africa settentrionale, ed i membri di es.sa erano ritornati carichi<br />

di bottino. 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh, invogliato da quest


Sarh.l<br />

%i iif..M«. 26. a. H.<br />

25. a. H. lina .spudi/.iuuo ed il pcnucsso gli venne concesso. 'Abdallah fece quin


25. a. H. §§ M8-150.<br />

r'Inìq e della Persia non si sono oocnpati che di volo e molto supei-ficial- 25. a. H.<br />

,,,.,.. r, ,• • T [EGITTO-AFRICA.<br />

mento delle vicende alricane. L argomento non li interessava. 1 cronisti . Prima spedì-<br />

spagnuoli hanno pure trascurato la storia delle conquiste arabe in Africa, zione dì ibn abf<br />

perchè per essi la storia comincia con la conquista della Spagna nel 92. H.<br />

— Lo stesso ilm 'Alxl al-hakam, che ha preteso esporci le vicende delle<br />

conquiste arabe in Africa, ha una narrazione magra, piena di lacune e non<br />

scevra di cn-ori. Si avverte nella sua esposizione che egli stesso aveva<br />

scarse fonti a sua disposizione. Se si fa eccezione per Faz e per Tunisi, in<br />

età molto posteriori. l'Afi-ica settentrionale non ha avuto centri importanti<br />

di coltura e le scuole locali non si son curate di conservar memoria delle<br />

vicende politiche, come tii il caso nelle altre regioni dell'impero islamico.<br />

La storia musulmana dell'Afi-ica del nord è quindi delle più aride,<br />

monotone, magre e povere d'interesse durante il predominio islamico,<br />

tranne la breve parentesi smagliante degli al-Muràbitùn o Almoravidi<br />

(448.-541. a. H.) e degli al-Muwahhidùn o Almoadi (524.-667. a. H.ì.<br />

La comparsa degli Arabi e il fei'mento morale, sentimentale ed intel-<br />

lettuale generato dall' Islam dovunque ha piantato le sue .saldi radici, in<br />

Asia Centrale. India, Persia. Babilonide, Siria, Egitto e Spagna, sviluppò,<br />

acuì, intensificò le virtù ingenite delle varie razze su cui si impose. Do-<br />

vunque queste virtù erano vive e generose, fiori una nuova e più progre-<br />

dita civiltà. Purtroppo in Afi-ica settentrionale il grado intellettuale della<br />

popolazione era eccezionalmente basso : l'Afi-ica del nord poco o nulla pro-<br />

dusse di buono sotto i Romani, e .sotto l' Isiàm non smentì questa antica<br />

tradizione di apatia intellettuale e di avversione al progresso ed alla col-<br />

tura. Alla povertà teologica, letteraria ed artistica corrisponde una estrema<br />

})ovei-tà storica: onde (juanto avremo a narrare sulle vicende del conti-<br />

nente africano si eleverà ben di rado al di .sopra di appunti annalistici<br />

e di discussioni cronologiche. Rarissime volte potremo elevarci alla storia.<br />

NECROLOGIO. - Bartà.<br />

§ 149. — Baita (Barbai b. al-Aswad b. 'Abd Sams al-Quda'i, Compagno<br />

dei Profeta, secondo ibn Yunus, prese parte alla conquista del-<br />

l' Egitto e fu ucciso durante l'espugnazione di Alessandria nell'anno 25. H.<br />

ilagar, I, 2'J4, n. 620).<br />

Cfr. Suyùti Husn. 1. 81; Ijzahabi Tagrid, 1, 294, n. 620.<br />

Yahya al-Nahwi.<br />

§ 150. — l'.R- anzi al § 106 abbiamo dato su que.sto personaggio quanto<br />

scrive abu-1-Farag. Ma su Yahya al-Nahwi regna presso gli scrittori una<br />

grande confusione, che solo in parte ci è dato di distrigare.<br />

189.<br />

'


25. a. H.<br />

§§ 160, 151. 25. a. H.<br />

j] Giovanni chv .sarebbe stato in relazione con 'Amr b. al-'Às è Gio-<br />

Yahyaai-Nahwi.i vanni (l' Ale.ssandiia, medico e commentatore de^li scritti d' IpixK-rate e di<br />

(ìaleuo (cfr. Krumbaclier, Geschichte dfr byzantiii/'schen Litteratur, t'di-<br />

zione 2". pag. 614 e 017, n. 6), vissuto nel vii secolo, le opere del quale<br />

vennero cono.sciute e studiate? dagli Arabi. Questi tuttavia lo confusero col<br />

suo omonimo e compatriotta, il teologo Giovanni Filopono (cfr. V. Rose,<br />

in Hermes, V, 1871, 205; H. Haeser, Lehrbìich der Geschichte der Me-<br />

dizin, 3' ed., 1870, I, 474), il quale, invece, visse sul finire del v secolo<br />

e .sul principio del vi (cfr. Welzer e Welte, Kirchenlexikon, 2" ed., Wl,<br />

1748-1764; Realenzyklopoedie f. protest. <strong>The</strong>ologie, S* ed., IX, 810-1311, ecc.),<br />

e al quale fri dato realmente l'epiteto di '{^jrj.\i.\i.rxzwjZ. A lui si riferiscono<br />

i particolari biografici (l'aneddoto cui dovette il nome di Filopono, le sue<br />

opinioni triteistiche ; salvo che la notizia di un concilio radunato ad Ales-<br />

sandria per condannarlo è leggendaria, ecc.) e molte delle opere (segna-<br />

tamente la voluminosa confutazione delle dottrine del neoplatonico Proclo<br />

sull'eternità del mondo, ossia il f.rj.zò. lIpóxÀo-j T^zrÀ riCòióz-r^zrjz y,óa[j.o'j) attri-<br />

buite al medico Yahya dagli autori arabi.<br />

ibn al-Qifti dà poi (sulla fede di Uba3-dallah b. Gabri-il, il quale com-<br />

pose nell'anno 423. H. un Kitàb manàqib al-atibbà sulla storia dei<br />

medici :<br />

fonte utilizzata frequentemente da ibn al-Qifti e da ibn a b i<br />

Usaybi'ah, I. 148) la notizia, assolutamente priva di fondamento, che<br />

Giovanni portasse il nome di Temistio (Qifti, 356, lin. 15), e ibn abi<br />

Usaybi'ah, in modo ancora più inesplicabile, lo confonde col celebre mo-<br />

nofisita Eutiche (Usaybi'ah, I, 104, lin. 26-105, lin. 15).<br />

Se dunque, per ragioni cronologiche, è assolutamente impossibile che<br />

Giovanni Filopono abbia avuto relazioni con 'Amr b. al-'As, tali relazioni<br />

hanno potuto esistere tra il capo arabo e il medico Giovanni di Ales-<br />

sandria. [L.V.].<br />

§ 151. — (ibn al-Qifti). Yahya al-Nahvvi al-Misri al-Iskandaràni, di-<br />

scepolo di Sàwàri (Severo), era vescovo della chiesa di Alessandria in Egitto<br />

e seguiva la sètta dei Cristiani Giacchiti, ma poi si staccò dalla loro opi-<br />

nione riguardo alla Divinità, dopo aver letto le opere filosofiche (k u t u b<br />

al-hikmah), e gli apparve assurdo l'ammettere che l'uno fosse tre e il<br />

tre uno. Quando i vescovi d' Egitto ebbero certezza della sua apostasia, se<br />

ne afiiissero, e si radunarono per confritarlo; riuscì loro di vincerlo e la sua<br />

dottrina fri condannata (zuyyifa). Ma, riuscendo doloroso ai vescovi il<br />

suo errore, cercarono, usandogli benevolenza, di indurlo a recedere dalle<br />

sue opinioni e a cessai'e dal manifestare le sue idee. Ma egli li confutò,<br />

e allora, dopo molte discussioni, venne deposto dal suo uflScio. Visse fino<br />

140.


25. a. H. §§ 151, 152.<br />

ai tempi della eonquista dell'Egitto e di Alessandi-ia per opera di 'Arar<br />

b. al-'As... iQifti. B54, lin. 4-12) [L.V.].<br />

§ 152. — libn al-Qiltij. Yahya al-Nahwi compose molte opere, tra le<br />

quali souu i commenti ai libri di Aristotele, che abbiamo già menzionati<br />

in principio di questo libro, parlando delle opere di Aristotele (Qifti,<br />

36, lin. 4 e 18; 36, lin. 8 e 14; 39, lin. 14; 40, lin. 21). Inoltre:<br />

r Confutazione di Proclo, che sosteneva ì'eiernità del mondo, in 16 libri<br />

(è il T.z^'. àì^'.órfjTo- xósjio'j);<br />

2" Intorno alla questione, che ogni corpo è limitato e che la morte è<br />

il suo termine, in un libro:<br />

3" Confutazione di Aristotele, in 6 libri:<br />

4° Commento delle opinioni di Aristotele;<br />

6" Confutazione di Nestorio:<br />

6' Confutazione di anonimi, in due libri:<br />

7° Simile al precedente, in un libro.<br />

8" Scrisse poi dei commentari alle opere di Galeno, già menzionati nella<br />

biof^atìa di questo. Nel quarto libro del suo commento al De naturali<br />

auscultatione di Aristotele. Yahya al-Nahwi, parlando del tempo e dando<br />

degli esempi, dice: « Per esempio, in quest'anno che è l'anno 391 dell'Era<br />

« di Diocleziano (= 625 È. V. = 3.-4. a. H.) ».<br />

'Ubaydallah b. Uabri-il b. Ubaydallah b. Bukhtyasù' [Bakhtiswa'J dice<br />

che il nome di Yahya sarebbe Temistio, e aggiunge : « Era assai valente nella<br />

« grammatica, nella logica e nella filosofia, ma non è annoverato tra quei<br />

< medici ». ossia i medici alessandrini celebri, quali Nicolao, Stefano, Gesio,<br />

Marino, che sono coloro i quali misero l'ordine nei libri (di medicina).<br />

« Infatti Yahya, benché abbia commentato molti libri di medicina, per la<br />

« .sua vaient'ia nella filosofia è annoverato tra i filosofi : egli è noto tra i<br />

« filosofi del suu tempo, e la ragiono della sua valentìa nella filosofia è la<br />

« seguente : egli era barcaiuolo, e traghettava la gente nella sua barca :<br />

« ma poiché amava assai la scienza, quando gli avveniva di traghettare<br />

« dei membri della scuola che stava nell'isola di Alessandria, i quali di-<br />

« scutevano tra loro esponendo le loro varie opinioni, ed egli li udiva, la<br />

« sua anima si disponeva alla scienza, si mise a riflettere, e disse : « Ho<br />

< già superato i quarant'anni e non ho alcuna educazione, né so altra arte<br />

« che quella del barcaiuolo: come potrei accingermi alla scienza? >. Mentre<br />

« stava cos'i riflettendo, vide una formica che trasportava il nocciolo di un<br />

« frutto, traendolo in su un poco ; poi esso cadeva, ed essa lo riprendeva,<br />

« né desisteva dai .suoi sforzi, ricominciando più e più volte, finché ebbe<br />

« raggiunto il suo scopo ed arrivò dove voleva. Quando Yahya ebbe ve-<br />

ni<br />

25. a. H.<br />

(NECROLOGIO.<br />

'<br />

Yahyaal-Nahwi.]


25. a. H. , ,]„to che quella formica, con la sua costanza, aveva raggiunto il .suo scopo,<br />

'^YJhyaai°N°'°wi)!<br />

« disso : . Se quell'animaletto debole ha raggiunto il .suo scopo con la co-<br />

« stanza e lo sforzo, a pii^i forte ragione raggiungerò io il mio con la co.stanza ».<br />

€ Mossosi immediatamente, vendette la sua barca e cominciò a frequentare<br />

« la scuola, principiando con lo studio della grammatica, della lingua e<br />

« della logica, e divenne eccellente in queste materie, essendo esse le prime<br />

« da lui studiate, da esse prese il suo soprannome fal-Nahwi, Yf,7.jj.|iat'.7i6;),<br />

« per esse acquistò celebrità, intorno ad esse compose molti libri, quali<br />

«commentari, ecc. > fQifti, 366, lin. 2-357. lin. 12) [L.V.].<br />

§ 153. — ''ibn al-Qifti). Yahva al-Nahwi si presentò ad 'Amr b. al-'As,<br />

che conosceva già quanto egli fosse elevato per scienza, quali fossero le<br />

sue opinioni e quali questioni fossero sorte tra lui e i Cristiani. 'Amr lo<br />

trattò con onore e lo tenne in istima, ed ascoltò con ammirazione i suoi<br />

discorsi, coi quali egli dimostrava l' inanità della Trinità ; ascoltò altresì<br />

ciò ch'egli diceva intorno alla finibilità del tempo (inqidà- al-dahr:<br />

si riferisce probabilmente all'opera di Giovanni Filopono. rspì àtSiórr^TO^<br />

xÓ3]j.c.o. nella quale vien combattuta l'opinione del neoplatonico Proclo sul-<br />

l'eternità del mondo) e ne rimase persuaso (fu t i n a bihi): assistette poi<br />

alle sue dimostrazioni logiche e ai suoi discorsi filosofici, e ne rimase stu-<br />

pefatto, perchè gli Arabi non erano avvezzi a tal genere di studi. 'Amr,<br />

che era un uomo intelligente, disposto ad ascoltare, di retto giudizio, si<br />

tenne vicino Yahya al-Nahwi. tanto che non lo lasciava quasi mai. Un giorno<br />

Yahya gli disse : « Tu ti sei impadronito di tutti i beni di Alessandria e<br />

« hai posto il tuo suggello su ogni sorta di cose in essa contenute (ossia :<br />

« ne hai vietato l'uso) : ora, di ciò che può servirti non ti contesto il pos-<br />

« sesso : ma<br />

quanto a ciò che a te non serve e che noi possiamo meglio<br />

« di te adoperare, ordina che ci venga permesso di servircene ». Disse 'Amr:<br />

«Che cosa è ciò di cui hai bisogno? >. Rispose: «I libri scientifici delle<br />

«biblioteche Hvliazà-in) reali, che tu hai chiuse con un recinto: noi ne<br />

« abbiamo bisogno, mentre a voi non servono ». 'Amr gli chiese: « Chi ha<br />

«raccolto quei libri, e quale ne è la storia?». Disse Yahya: «Tolomeo<br />

« Filadelfo. uno dei re di Alessandria, era, durante il suo regno, amico<br />

« della scienza e dei sapienti : egli fece cercare e raccogliere i libri scien-<br />

« tifici, destinando ad e.ssi una biblioteca, a capo della quale fu posto un<br />

« uomo chiamato Zamirah (var. Damirah) (^). Il re gli raccomandò di ado-<br />

« perarsi con attività a raccogliere e acquistare libri, offrendo prezzi ele-<br />

« vati ed invogliando cosi i mercanti a farne venire. Egli fece così, e ven-<br />

« nero raccolti, dopo un certo tempo. 54,120 libri. Quando il re seppe che<br />

« i libri erano stati raccolti e ne conobbe il numero, chiese a Zamirah :<br />

142.


25. a. H. §§ 153, 154.<br />

« Credi che rimauyra sulla terra qualche libro di scienza che non si trovi 25. a. h.<br />

, . [NECROLOGIO.<br />

'<br />

«presso di noi?». Gli rispose Zamirah : « Xe rimangono molti nel Sind,<br />

« neir India, nella Per.sia, nel Griu-gàn, nell'Armenia, a Bàbil, a Mawsil e<br />

«tra i Greci». Il re rimase stupito di ciò e disse: «Continua ad acqui-<br />

* star».' libri », e non ne cessò l'acquisto fino alla morte del re. Questi libri<br />

« suno sempre rimasti custoditi premurosamente, e tutti i le che sono saliti<br />

< al potere, e i loro successori, li hanno conservati fino ai nostri giorni ».<br />

\mr ascoltò con grande maraviglia ciò clie Yahya gli narrava; poi disse:<br />

Xon posso dispoiTe di quei libri prima di aver domandato il permesso<br />

«del Principe dei Credenti 'Umar b. al-ivhattàb » ; e scrisse a Umar. in-<br />

tormaudolo di ciò che aveva detto Yahya e chiedendogli ciò che dovesse<br />

fare. Gli giunse la risposta di 'Umar, cos'i concepita: « Quanto ai libri dei<br />

« quali mi hai parlato, se in essi viene confermato il Libro di Dio, il Liljro<br />

«di Dio li può .sostituire; se in essi invece viene coutradetto il Libro di<br />

« Dio, allora essi .sono inutili, e tu distruggili ». Allora Amr ordinò che<br />

i libri fossero distribuiti tra i vari stabilimenti di Ijagni di Alessandria<br />

e fossero bruciati nelle loro stufe. Mi è stato riferito il numero dei bagni<br />

esistenti ad Ale.ssan(lria in quel tempo, ma l'ho dimenticato. Si narra<br />

anche che i<br />

libri siano consumati in sei mesi. Ascolta ciò ch'è avvenuto,<br />

e stupisci: (Qifti, i354, liu. 1 '2-356, lin. 2) [L.V.j.<br />

Nota i. — La aola iputcsi plausibile intoruo airorif);ine di questo nome bizzarro è che esso sia<br />

uun traniTizione del siriaco zinirta =3 canto, generalineiite con aceoinpagiiamento di Hauto: mezdamtnar<br />

— tj «-JAs-jansi in / Corinth, XIV, 7', e che questo sia nato, per un equivoco tra «OXi; e ct'JXr,<br />

d«l titolo iiatuM; Tfi« aJXr;, portato dal poeta Callimaco, che venne creduto, a torto o a ragione, biblio-<br />

tecario della biblioteca alessandrina cfr. Weinberger, Neue JahrbUchfr filr ci. Philoloyie, 1892, pa-<br />

gina 272; Dziatzko, in Rhein. Museum, XLVI, 351, nota 2, e in Pan ly-Wisso wa, Kncycl d CI.<br />

AUfrIunuu-ur, 11, 412i. — Benché simili equivoci siano frequenti nelle traduzioni dal siriaco in greco<br />

(e «iriacs dovette certamente essere la fonte di ibn al-Qiftii, l'ipotesi è troppo tenue per poter essere<br />

•cwtenata con certezza. fL.V.].<br />

§ 154. — Su Yahya al-Nahwi cfr. anche Hàgi, I, 48(j, n. 1457;<br />

II. ."). n. I»i06; IV. 97, lin. 9 (le notizie si riferiscono .sempre a Giovanni<br />

Filojxino; nell'indice Yahya al-Nahwi viene confuso con Yahya b. Adi);<br />

U s a y b i a h , 1, 103- 109 ; Ledere,<br />

/list. Medec. Arab., I, 4b-60 ; Stein-<br />

schiieider, Die Arabischen Uebersetzungen aus dem Griechischen (Leipzig,<br />

189.3: Reiheft zum Centrulblatl fiir B/blioffirkswesen, XII), pag. 103-105<br />

(§ 55); Steinschneider, al-Farabi (Mr'moires de l'Acadc'mie Imp. des<br />

Sciencps de .^t.-P>'(er.shonr;/, VII" sèrie, tome XIII, n. 4 [1869], i)ag. 152-176);<br />

Hot tinger, /'roiiifiuirinm, sive Bil)Iiotheca orientali.s (Heidelberg, 1662),<br />

pag. 227-228, 233-234: Wustenfeld, Gesch. Arab. Aerzle, n. 10, pag. 7;<br />

Fihrist. 254-255 (cfr. Indice, pag. 271); Virchow's Archiv /tir patìiolog.<br />

Anatomie. lid. . x.viv (1891), 278; Diels II., Die Ilandschriften der An-<br />

14S.<br />

Yahyaai-Nahwij


$ 154. 25. a.. H.<br />

25- a. H. tikeu Aerzte {Griechischo Ahfeiliinq [Abhandl. dii K. Preuss. Akad. d. Wis.s..<br />

NECROLOGIO. -<br />

Yahyaai-Nahwi.i bollili, litOó-lDOe], estratto, pag. 60): al-Masriq CBevrut, 1913. ii.<br />

1),<br />

pag. 47-67 (un articolo dello Chevkho, intitolato : « Yahva il grammatico :<br />

«Chi ei-a ? Quando visse?»].<br />

Per le sue (o a lui attribuite) traduzioni di opere mediche greche in<br />

arabo: cfi-. Wien, IL 1462: ZDMG.. XLIV. 374: L, 395.<br />

144.


26. a. H.<br />

17 Ottobre 646-0 Ottobre 647<br />

145. 19


s<br />

01<br />

ìiiilÈ i ìiiilÈ ì liiili ì iUill ì kliii i UHIè I imi i UHU ì tHi<br />

<<br />

2<br />

M<br />

i^ — i — 5i ^1 ^1 ji Ti Vi<br />

•2| a il? s.§ o a a-5* S-§5 a a-a? 2-§5 a b%> ìvS s s-a? S-§5 s s-a? s-S^ a s-aJ s-l » s 6-a> S-i « s<br />

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26. a. H.<br />

IRÀQ-FÀRIS. — Presa di SabQr e d' Istakhr. [^Cfr. 24. a. H., §§ 42<br />

e segg. ; 2.5. a. H., §§ 6-9).<br />

§ 1. — I fatti narrati nei paragrafi seguenti con molti errori e con-<br />

tusioni cronologiche, fanno parte di quei tanti episodi della lunga e penosa<br />

guerra di conquista delle alpi persiane nel Fàris, la culla della dinastia<br />

sassanida. Dalla lettura di questi brandelli di storia è difficile rendersi conto<br />

che cosa sia avvenuto in quei lontani paraggi durante i primi anni del<br />

calififato di 'Uthmàn :<br />

molto<br />

probabilmente nella campagna araba di con-<br />

quista regnò una grande confusione, e mancò un piano concreto per le<br />

operazioni militari : quindi l' impossibilità per gli stessi contemporanei di<br />

sapere con precisione quanto era avvenuto. Dal contesto delle varie notizie<br />

dat


f 1 ._. 26. a. H.<br />

26. a. H. 1 fatti l*iiur(lati sotto il presente anno 2t;. H. si riferiscono ad una eani-<br />

PrewIf Sàbur l'Ugna prumussa da un nuovo movimento insurrezionale, per cui Sàbùr ed<br />

e distakhr.i altr»' città della regione avevano ripreso 1«' anni contro gli Arabi, violando<br />

i patti conclusi. Non è perù da escludersi il sospetto che nel caso di molte<br />

« rivolto » gli Arabi abbiano travisato i fatti. Intendo dire che i cronisti<br />

mtisulmani possono aver considerato come atto di piena sottomissione,<br />

quanto invece fu tregua provvisoria comperata con il pagamento di una<br />

indennità, tregua accettata dagli Arabi dinanzi alla difficoltà dell" im-<br />

presa. Dobbiamo ricordare che in queste campagne di graduale conquista<br />

lungo i confini, gli Arabi subirono molti piccoli e grandi rovesci militari<br />

e ricopersero con l'oblio non pochi eventi ingloriosi, che allora non assur-<br />

sero a grande importanza o notorietà.<br />

Nei due paragrafi dedicati alle tradizioni di Sayf b. Umar abbiamo<br />

una ripetizione di eventi già narrati nel predetto passo dell'annata 19. H.:<br />

Sahi-ak, il marzubàn del Fàris, peri appunto nell'anno 19. H., o al più<br />

tardi prima dell'anno 21. H. (cfi-. 19. a. H., § 14). Se vi è qualche cosa di<br />

vero nella narrazione sayfiana. trattasi forse del fratello di Sahrak. Questo<br />

sospetto ci viene dalla tradizione conservata da al-Balàdzuri (cfi-. § 4).<br />

Il Wellhausen (Sk. u. Vorarb., VI, 111) pone la presa di Sàbùr<br />

per capitolazione conclusa, tra il 23. ed U 24., dal fratello di Sahrak: am-<br />

mette la interruzione degli anni seguenti, ma pone in dubbio che la ripresa<br />

di Sàbùr fosse opera di 'Uthmàn b. abì-l-'As, quale comandante dell'avan-<br />

guardia di abù Musa al-As'ari. Utjiniàn b. abi-l-'As era governatore del<br />

Bahrayn e non luogotenente di abù Musa. Secondo ibn 'Abd al-baiT, 'Uthmàn<br />

b. abi-l-'As si stabili nel Fài'is mei'idionale, svernando in Tawwag, a partire<br />

dal 21. H. e continuò annualmente durante i mesi estivi a molestare i Per-<br />

siani. Questo stato di cose continuò sino al 29. H. quando 'Abdallah b. 'Amir<br />

assunse il governo di al-Basrah e, repressa una ultima insurrezione generale<br />

del paese, condusse a termine la conquista del Fàris (a 1 - 1 s t i ' à b , 496,<br />

n. 2035, lin. 6-8). Se questa sembra essere riuscita facilmente ad ibn 'Amir,<br />

è da presumersi che la resistenza nemica fosse stata preventivamente fiac-<br />

cata dalle ripetute aggressioni di 'Uthmàn b. abi-l-'As e di abù Musa al-<br />

As'ari. Non è escluso però il sospetto che la deposizione di abù Musa<br />

al-As'ari nell'anno 29. H. sia stata anche motivata dal modo poco felice<br />

con la quale era stata condotta per otto anni, dal 21. al 28. H. la cam-<br />

pagna nel Fàris. Ma di ciò discorreremo in altro luogo.<br />

§ 2. — {Cfr. 25. a. H., § 6). (a) Secondo abù Ma'sar e al-Wàqidi, in<br />

questo anno (26. II.) fu presa la città di Sàbùr: altri però pongono questo<br />

fatto in un altro anno (T abari, I, 2810). — Cfr. Athir, III, 67.<br />

148.


26. a. H. §§ 2-7.<br />

/)t 11 conquistatoiT' di Sàbùr fu Uthmàn I). abi-l-'As al-Thaqafi (') 26. a. H.<br />

^ ~ "<br />

IRAQ-FÀRIS. -<br />

(\aqubl. II. 190). Presa di Sàbùr<br />

(CI Gli abitanti dovettero pagare 3.300,000 dirli ani nello stipulalo e d'istakhr.i<br />

la resa (Dzahabi Paris, I, fol. 140, v.).<br />

Nota 1. — Gli Arabi che conquistaroDO Sàbùr non facevano parte delle milizie di al-Basrali, ma<br />

di quelle altre venute direttamente dall'Arabia lal-Baliraj-n) comandate da 'Utjimàn b. abi-l-'As: il Fàris<br />

dunque era aggredito contemptiraneamente da due parti, dalle rive del Golfo Persico, e dal Khfizistàn<br />

dalle genti di al-Ba.-irah .<br />

§ 3. — Nell'anno' 26. H. 'Utlimàn b. abi-l-'As s' impadroni della città<br />

di Sàbùr (Baethgen Fragni.. 112).<br />

§ 10 1<br />

Cfr. Elia Bar S i n a y a , 86.<br />

§ 4. — lal-Balàdzuri, senza isnàd). Il fi-atello di Sahi-ak (cfr. 19. a. H.,<br />

vide<br />

in sogno un arabo entrar da lui e strappargli il suo qamis;<br />

(•nd'egli rima.se per pocd perples.so. poi tìnalmento domandò l'amàn e un<br />

trattato di pace. 'Utlimàn lo pattuì a condizione di non uccidere alcuno<br />

né tar prigioniero alcuno, di aver protezione e far apportar subito il de-<br />

nan». Di poi la gente di Sàbùr violò i patti e tradì la fede data : ondala<br />

città fu espugnata nell'anno 26. II. da abù Musa, il quale aveva a capo<br />

dell'avanguardia L'tjimàn b. abi-l-'As (Balàdzuri, 388-389).<br />

In Tabari Zotenberg, III. 513, noi abbiamo soltanto un riassunto<br />

dillf tradizioni di Sayf b. 'Umar.<br />

§ 5. — Xell'annij 20. H. UtJimàn b. abi-l-'As espugnò Lstakhr, la<br />

i|ual


co - g ^b. ci. H»<br />

26. •. H. iiimbattimentd scoiifisaoro i Persiani iil)elli: Sahrak e il figlio perirouo nella<br />

'pre.a df slbul inis»l»ia. H


26. a. H. §§ 8-10.<br />

Droteffffersrli il fianco e assicuralo;! i le vie di comunicazione, inviando altri 26. a. H.<br />

f oo o ^<br />

l'I R AQ-F A R I<br />

S.<br />

settecento uomini ad al-Basrah. (Nel testo le notizie sono gettate insieme presa di Sàbor<br />

alla rinfusa e non è facile intenderne il legame) (T a bari, I, 2698-2700). ed-istakhr.]<br />

{ =<br />

Athir, III, 32, invece di Adzarbiyan, ha Arzanbàn (id., pag. 73).<br />

PERSIA. — Il Nawruz.<br />

§ 9. — Il Nawruz dei Persiani cade in questo anno sul 24 Ragab<br />

sabato 5 maggio 647 dell' È. V.).<br />

Hamzah. 160 [dice: mercoledì].<br />

IRAQ. — Deposizione di Sa d b. abl Waqqàs e nomina di al-Walid<br />

b. Uqbah al governo di al-Kufah. {Cfr. 23. a. //., §§ 11 e segg.).<br />

§ 10. — Discutemmo già in altro luogo delle ragioni per le quali<br />

Sa'd b. abi Waqqàs era stato deposto la prima volta dal governo di al-<br />

Kùtah, e ponemmo in rilievo la natura singolare dell'accusa lanciata allora<br />

contro di lui. ossia il modo scorretto di far la preghiera (cfr. 20. a. H.,<br />

§§<br />

1, 6-6). L' impre.ssione lasciata da Sa'd durante la sua amministrazione<br />

pare non sia stata buona, più- ammettendo che la tradizione abbia avuto<br />

ragioni sue speciali per presentare i fatti in quel modo ; quindi vi è mo-<br />

tivo di credere che gì' incidenti deplorati non siano avvenuti nei termini<br />

precisi dettati dalla tradizione.<br />

Ora però troviamo di nuovo Sa'd al govenio di al-Kùfah, e dopo poco<br />

più d'un anno sorgono complicazioni, in cui un'altra volta Sa'd non fa una<br />

buona figura. Veniamo cosi a porre le basi di un giudizio poco favorevole<br />

sul carattere di questo Compagno del Profeta, e per necessità dobbiamo<br />

dame un quadro che non riesce più molto lusinghiero per Sa'd. La sua<br />

condotta poco marziale alla battaglia di al-Qàdisiy3'ah, giustificata dalla<br />

tradizione con una malattia : la sua inoperosità in al-Madàùn dopo la presa<br />

di Ctesifbnte (cfr. 16. à. H., §§ 31./; 65. 234-235; 17. a. H., § 4), la sua<br />

condotta poco sodisfacente in al-Kùfah. dove aveva adottato costumi per-<br />

siani (cfi-. 20. a. H., t^ 9), e la necessità sentita da 'Umar d'intervenire<br />

facendogli bruciare la porta della sua ca.sa fctr. 20. a. H., §§ 3, 4): gli scan-<br />

tlaii delia sua prima deposizione fcfr. 20. a. H., §§ 1, 5-6), ora aggravati<br />

con i nuovi che ftjrono tanto gravi da costringere il Calitfo a dar ragione<br />

al dipendente. In conclusione veniamo a stabilire che Sa'd b. abi Waqqàs<br />

era un Compagno tutt'altro che perfetto: se anche i particolari non sono<br />

precisi e sicuri, il fatto solo che la sua amministrazione sollevasse ogni volta<br />

critiche ed accuse ci persuade che la sua condotta amministrativa e forse<br />

anchf i suoi modi ed il suo carattere fossero tali da destare sempre con-<br />

trasti e complicazioni.<br />

151.<br />

-


S$ 10, 11. ^^' ^' "•<br />

26. a. H. X,.) ca.su presente è singolare la natnra flel dissidio: sorprende che<br />

'"o*nedi SaTb ^='''' •'«^'"'^ governatore di tntta la provincia si trovas.se tanto a corto di<br />

abi waqqàs e danari da abbisognare d'nn prestito. Mentre da una jiarte la condotta di<br />

WalTdruqbah ìbu Masùd ed il contegno verso di lui del Califfo Uthmàn fanno testi- !<br />

al governo di al- moiiiaiiza per la correttezza ed onestà della sua gestione, risulta d'altra<br />

'*"''*''<br />

parte che egli fosse poco accorto nell'amministrare i suoi beni privati.<br />

mentre inoltre veniamo a toccar con mano come potessero nascere infiniti i<br />

abusi neirammini-strazione dei danari pubblici, e quanto s' impones.se la<br />

necessità di .scindere l'autorità esecutiva da quella fiscale.<br />

Notammo già a proposito di 'Amr b. al-'As come anche in Egitto, ,<br />

per opera pui-e d'un Compagno del Profeta, si avverassero abusi e stomi<br />

di danari pubblici (cfr. 21. a. H., §§ 247 e .segg.; 25. a. H.. §§ 122, 138-140;.<br />

Non v'è dubbio che sin dai primissimi tempi regnasse nell'amministrazione<br />

musulmana una grande confusione e forse anche grandissima disonestà, e<br />

che i Compagni stessi, quelli che avrebbero dovuto dare il buon esempio,<br />

fossero tra i maggiori colpevoli.<br />

Dal contegno di Sa'd nell' incidente che abbiamo ora a narrare risul-<br />

terebbe che Sa'd non avesse veruna intenzione di restituire il danaro e<br />

insistesse d'appropriarselo, talché toccò al Califfo di sodisfare all'impegno,<br />

con danari tòrse del tesoro centrale in Madinah. di cui. come vedremo, il<br />

Califfo 'Uthmàn fece un uso assai libero e non molto scrupoloso.<br />

Il turbamento sociale prodotto da siffatte complicazioni, abusi di poteri<br />

pubblici, storni di fondi del tesoro, pubbliche accuse, deposizioni di gover-<br />

natori, voci di favoritismi e via discorrendo, dovette rapidamente farsi sen-<br />

tri-e, e divenii-e in breve profondo ed esteso, fomite continuo di agitazione,<br />

di cui si valevano largamente i pescatori nel toi'bido.<br />

Per finire si osservi che se Sa'd b. abì Waqqàs ebbe bisogno di fondi,<br />

non poteva trovarsi in condizioni prospere di fortuna e che perciò in questo<br />

si distinguesse dai suoi colleghi ed amici, arricchitisi a dismisura, come<br />

narreremo a suo tempo.<br />

'Abdallah b. Mas'ùd ha una posizione eminente nel mondo tradizio-<br />

nistico musulmano, perchè a lui si attribuisce una scuola di lettura spe-<br />

ciale del Qur-àn, che ebbe molta voga :<br />

e di ciò parleremo nella sua necro-<br />

logia e nelle tradizioni sulla compilazione del Qur-àn (cfi-. 30. a. H.) :<br />

questo fatto alcun legame con gì' incidenti narrati nei seguenti pai'agrafi ?<br />

§ 11. — (al-Wàqidi). In questo anno (26. H.) il Califfo Utjimàn de-<br />

pose Sa'd b. abi Waqqàs dal governo di al-Kiifali e nominò in .sua vece<br />

al-Walid b. 'Uqbah ^T a bari, I, 2811).<br />

Cfi-. Athìr, III, 63 (25. a. H.).<br />

152.<br />

lia


26. a. H. §§ 11-14.<br />

Anche al-Ya'qùbi (II, 190. lin. 4-5) dice che la nomina di al-Walid<br />

al pusto di Sa'd avvenisse nell'anno 26. H.<br />

§ 12. — Secondo Sayf b. 'Umar, la deposizione di Sa'd b. abì Waqqàs<br />

avvenne nell'anno 26. H., perchè egli atfeima che al-Mughirah b. Su'bah<br />

venisse deposto dal governo di al-Kufali subito dopo la morte di 'limar<br />

(nell'anno 23. H.) e che Sa'd governasse al-Kùfah, dopo al-Mughii-ah, per<br />

un anno e un mese (ossia fino ai primi giorni dell'anno 25. H.) (T ab a ri,<br />

I. 2811).<br />

A th i r , III, 63 e segg., la pone sotto l'anno 26. H.<br />

Il nonno di al-Walid b. 'Uqbah è abù Mn'ayt, che ha per nome Abàn<br />

o. ahi 'Am.r, e abù Amr si chiamava Dzakwan b. Umayyah b. 'Abd Sams,<br />

ed era fiatello di 'Uthmàn per parte di madre, essendo madre di loro due<br />

.\rwa bint Knrayz e figlia di al-Baydà- bint 'Abd al-Miittalib (Athir,<br />

III. 63).<br />

§ 13, — (Sayf b. Umar, da al-Sa'bi). Il primo incidente per il quale<br />

scoppiarono dissidi tra musulmani, avvenne tra la gente di al-Kùfah :<br />

questa<br />

fu la prima città (misr) in cui Satana suscitò conflitto tra gii uomini<br />

iieir Isiàm. E avvenne in questo modo : Sa'd b. abì Waqqàs aveva chiesto<br />

in prestito ad 'Abdallah b. Mas'ùd una somma di danaro dal tesoro pro-<br />

vinciale (bayt al- mal;, e questi gliela aveva concessa. Ma quando (più<br />

tardi) si presentò per chiederne il rimborso, non gli riuscì di riaverla (da<br />

Sa'd). Tra i due uomini si accese una vivace discussione, sì viva, che Ab-<br />

dallah b. Mas'ùd chiese aiuto a certa gente per strappare a Sa'd il danaro<br />

(he gli doveva, e Sa'd a sua volta chiese aiuto a certa gente perchè lo<br />

appoggiassero ad ottenere un rinvio della scadenza. Le due parti si sepa-<br />

rarono, ma reciprocamente si coprirono d'ingiurie, gli uni insultando Sa'd,<br />

gli altri 'Abdallah (Tabari, I, 2811-2812).<br />

§ 14. — (Sayfb. 'Umar, da Ismà'il b. abi Khàlid, da Qays b. abi Hàzim<br />

il (piale racconta :) Io era seduto presso Sa'd e con lui era suo laipote fraterno<br />

Hà.^im b. 'Utbah : entrò ibn Mas'ùd e disse a Sa'd: « Dammi il danaro che hai<br />

« dinanzi! ». K Sa'd a lui: « Mi pare che tu vai in cerca di malanni! Ma<br />

« tu non sei altro che il figlio di Mas'ùd, uno schiavo degli al-Hudzayl ! ».<br />

F, '.Abdallah b. Mas'ùd rispo.se: «Senza dubbio! Io sono invero il figlio di<br />

. Masùd, ma tu sei per certf) il figlio di Humaynah! » ('). Intervenne allora<br />

llà.sim dicendo: « Senza dubbio! Per Dio. rammentatevi che siete ambedue<br />

«Compagni del Profeta di Dio! Ri.spettatevi reciprocamente!». Ma Sa'd<br />

gettò allora un pezzo di legno che teneva in mano, perchè era nomo di<br />

natura a.s.sai impetuosa ed alzò le mani, gridando: «O Dio! Signore dei<br />

• dei cieli e della terra! ». Allora disse 'Abdallah b. Mas'ùd: « (Inai a te!<br />

168. 20<br />

26. a. H.<br />

IRAQ. - Deposizione<br />

di Sa'd b.<br />

abi Waqqàs e<br />

nomina dì al-<br />

WalFd b. 'Uqbah<br />

al governo di al-<br />

Kufah.]


§§ 11 IH. 26. a. H.<br />

26. a. H. ^^ jy[' [\ bene e non lanciare malodizioni ! ». E Sa'd a lui: « Per Dio! Sw<br />

•IRAQ. • Deposi- . . • u u" * J- 4.<br />

zione di Sa d b.<br />

* IO non ave.s.si timore di Dio, avrei rivolto una preghiera contro di te,<br />

abi Waqqàs e «che uuii avrebbe mancato di colpirti! ». Ed Abdallali b. Ma.sùd v..ls.-<br />

Waiid b. Uqbah lapidameiite le spalle ed usci (Tabari, I, 2812).<br />

al governo di al<br />

Ncrr.\ 1. — Presso i Semiti i-egoano molte -superstizioni riguardanti i nomi, e la tendenza è gene-<br />

Kùfah.{ Talmente di chiamare le persone con un cognome e non con il nome vero, allo scopo di evitare chn pro-<br />

nunziando il nome vero ciò possa riuscirgli nocivo o di cattivo augurio. Cosi pure chiamare uno speci-<br />

ficandolo come il figlio del tale o della taf^altra ha significato di obbrobrio, perchè implica che il genitore<br />

o la genitrice avevano commesso atti disonorevoli a tutti noti, e quindi invita allo spregio tanto i geni-<br />

tori quanto il figlio. In Arabia antica generalmente ricordare il nome del proprio padre era una specie<br />

di vanto, mentre aveva senso iugiurioso'cliiamare uu avversario il figlio di sua madre: c-ra quasi equivalente<br />

a dire che sua madre era conosciuta a molti, ossia di tacili costumi.<br />

Secondo ibn Sa'd (Saad, 111, 1, pag. 97, lin. 9) la madre di Sa'd era Hamnah bint Sufyàn b.<br />

Umayyah b. 'Abd r-'ams, e nel passo presente ibu Mas'iid, per evidente scopo di sfregio le dà il nome<br />

diminutivo Humaynah, forse per qualche difetto "di statura od altro che le aveva procurato il nomi-<br />

gnolo. La madre di ibn Mas'ùd figura sempre con una kunyah e leggiamo avesse nome o umm 'Ab-<br />

dallah, o umm 'Abd ; 'Abdallah b. Mas'ùd era perciò comunemente chiamato ibn uium 'Abd, e con t*le<br />

nome figura in molte sentenze attribuite al Profeta. La nostra fonte dice il padre fosse uno schiavo:<br />

v'è forse ragione di credere che anche ibn Mas'ùd fosse un tempo uno schiavo? Ebbe forse la madre<br />

di Sa'd b. ahi Waqqàs un passato poliandrico che la esponeva a ludibrio presso i posteri, i quali assun-<br />

sero un contegno sempre più avverso al libero amore vigente nel deserto?<br />

§ 15. — (Sayf b. 'Umar, da al-Qàsim b. al-Walid, da al-Musayyab, da<br />

'Abd Khayr, da Abdallah ibn 'Akka). Quando scoppiò la disputa tra ibn<br />

Mas'ùd e Sa'd a proposito del prestito che 'Abdallah aveva fatto a Sa'd,<br />

e che non gli era riuscito di farsi rimborsare, il Calitfo 'Utjimàn si adirò<br />

con ambedue, ma dando più torto a Sa'd lo destituì : si adirò pure con<br />

ibn Mas ùd, ma lo confermò nella carica che teneva. Nominò governatore<br />

al-Walìd b. 'Uqbah, che era stato luogotenente del Califlfo 'Umar sui Ra-<br />

bi'ah nell'al-Gazirah ('). al-Walid venuto ad al-Kùfah, non volle che la sua<br />

casa avesse una porta, e si attenne a questa regola sinché fu in al-Kùfah<br />

(Tabari, I, 2812).<br />

Nota 1. — Se al-Walid b. 'Uqbah era uno dei governatori del defunto 'Umar non poteva essere<br />

colpa di 'UtJimàn l'averlo trasferito da una provincia a un'altra. E probabile che la tradizione abbia<br />

molto e ingiustamente denigrato i luogotenenti scelti da 'Uthmàn e non ha riflettuto che 'Ut_hmàn nelle<br />

grandi linee amministrative segui le tradizioni del suo illustre predecessore. Tutti gli uomini di quel<br />

tempo anche i maggiori, compi-eso 'Umar, non erano stinchi di santo, ma agli uni la tradizione è favo-<br />

revole e tributa elogi, agli altri perchè è ostile, la tradizione attribuisce ogni specie di colpe. La stessa<br />

tradizione non può negare che al-Walid b. 'Uqbah fosse uno dei più distinti Qurays, e guerriero corag-<br />

gioso, poeta e uomo energico e forte fcfr. Hagar, ITI, 1314, lin. 17-18ì : ed egualmente abbiamo l'eco<br />

di proteste in sua difesa, perchè vittima di delazioni e di false testimonianze ictr. Hagar, 111, 1315,<br />

lin. 2-3). Sta anche il fatto che dopo la uccisione di 'Uthmàn egli si ritirasse disgustato dalla vita poli-<br />

tica e si .-istenesse dal prendere qualsiasi parte alle guerre civili : ciò è prova di uomo animato da sen-<br />

timenti disinteressati e di avversione per il male e le violenze.<br />

§ 16. — (Sayf b. Umar, da Muhammad. e Talhah). 'Uthmàn ebbe<br />

notizia di ciò che era avvenuto tra 'Abdallah b. Mas'ùd e Sa'd, onde, adi-<br />

ratosi con loro, s' impensierì delle loro faccende :<br />

egli lasciò 'Alìdallah b.<br />

Mas'ùd, ma depose Sa'd, assumendo a proprio carico il suo debito :<br />

164.<br />

ricon-


26. a. H. g§ i(j.i8.<br />

fermò 'Abdallah nel suo posto, ma volle dargli un .superiore, ponendo 26. a. K.<br />

al-Walid h. 'Uqbah al posto di Sa'd. al-Walid era luogotenente di 'Umar zìone dì Sa'^d^b<br />

b. al-Khattàb presso gli Arabi nomadi delI'al-Gazirah. al-Walid venne ad abr Waqqàs e<br />

al-Kufah nel secondo anno del califfato di 'Uthmàn, quando Sa'd aveva ^^1,^ b. Uqbatì<br />

retto il governo della città per un anno e qualclic tempo in più. al-Walid ai governo dì al-<br />

venno ad al-Kùfah, e si fece amare da tutti quanti, mostrandosi benevolo<br />

con loro('): e così fu per cinque anni, durante i quali la .sua ca.sa non<br />

ebbe una porta (T abari, I, 2812-2813).<br />

Cfi-. Atiiir, III, 63-64; Khaldùn, II, App., 127.<br />

Nota 1. - La scuola irai^ense, rappresentata da Sayf b. 'Umar è favorevole ad al-Waliil li. 'Uiibali<br />

f cercherà poi dimostrare che le accuse lanciate contro di lui furono opera di una minoranza malvagia<br />

e iacinorosa. — Permane però sempre il dubbio che Sayf b. 'Umar esageri nel bene per salvare i Com-<br />

pagni del Prifeta e gettare tutta la responsabilità dei .'atti posteriori su sconosciuti irresponsabili.<br />

Questa tendenza ottimista è indiscutibile, — lo vedremo assai chiaramente in appresso, — ma d'altra<br />

parte è dovere di domandarci: per quale ragione dovrebbe Sayf difendere la riputazione personale di<br />

al-Walid b. 'U^bah, il figlio di uno dei più accaniti nemici di Maometto V Perchè accusare il grande<br />

Compagno Sa'd b. abi Wajqàs di corrnzioni e colpe (cfr. i paragcafi precedenti) e difendere al-Walid,<br />

"che poi scomparve dalla scena e non è più coinvolto nelle vicende posteriori? — Nella difesa di al-Walid<br />

deve perciò esservi un fondamento di veritj'i.<br />

§ 17. — (ibn al-Athir). Quando al-Walid b. Tqbah andò ad al-Kùfah,<br />

prendendo possesso della sua prefettura, trovò Sa'd che gli disse : « O tu<br />

« ti sei fatto astuto dopo di noi, o noi ci siamo imbecilliti dopo di te ».<br />

— « Non te la prendere, o abù Ishàq », gli rispose al-Walid. « Né l'una nò<br />

« l'altra cosa. Si tratta d'un possesso, che alcuni se lo mangiano a cola-<br />

« zione: altri lo mangiano a cena». E Sa'd disse: «Ci pare che vi siate<br />

• fatti un regno! » ('). E ibn Mas'ùd gli disse: « Non so se andrà bene dopo<br />

«di noi, o^la popolazione andrà in malora» (Athìr, III, 63-64) [M.].<br />

Nota 1. — Ammessa anche la correttezza del testo (e su ciò ho i miei dubbi), le frasi sono oscure<br />

e oscure altresì le insinuazioni ed i sottintesi. — Pare però che Sa'd rimproveri al partito umayyade<br />

di volerai accaparrare ogni cosa e fare dell'impero un possesso di famiglia, devolvendoli bene pubblico<br />

a vantaggio privato. al-Walid risponde cinicamente: «Avete mangiato voi, ora mangiamo noi! Voi non<br />

«siete migliori di noi!.. — E palese che sotto "Utjimàn si scatenarono polemiche ed accuse di diso-<br />

nestà amministrativa : fu un dilagare di sospetti e di accuse, che, fondate anche in gran parte nel vero,<br />

creo un larghissimo malcontento, ingenerò pessimismo e sospinse gli animi più accesi a tenere propositi<br />

violenti. Crebbe sempre più l'opposizione al governo di Madinah, sede di un piccolo gruppo d'influenti<br />

sfrattetori di tutto l'impero (cfr. § 2-2Ì.<br />

§ 18. — (abii Hanifahj. Quando fu fatto califfo 'Uthmàn, depose Ammàr<br />

l). Yasir dal governo di al-Kùfah, e prepose in sua vece al-Walld b. 'Uqbah<br />

b. abi Mu'ayt, ch'era fratello di Uthmàn per parte di madre, essendo loro<br />

madre Arwa bint umm Hakim bint "Abd al-Muttalib b. Hàsim.<br />

Depose anche abù Musa al-A.s'ari da al-Ba.srah, per darla ad 'Abdallah<br />

b. "Amir b. Kurayz (cfr. 29. a. H.j, il quale era figlio d'uno zioniaterno<br />

di 'Uthmàn. ma era giovane d'età.<br />

Cosi prepose Amr b. al-'ls sulla guerra nell' P^gitto e Abdallah b.<br />

abi Sarh sul kharàg. Questi era suo fratello di latte. Poi depose 'Amr<br />

165.


§§ 18-2CI. 26. a. H.<br />

26. a. H. 1, al-'5.s e liuni guerra e kharàg in mano di 'Abilallah 1). ahi Sarh (Ha-<br />

| R AQ. - Deposi- ,",_,. ,r>


«Per Aliali! ». rispose al-Walid ;<br />

26. a. H. 20 28.<br />

« iu so meglio di te comporre e riferire<br />

« dei versi, e, se volessi, potrei darti una risposta, ma tralascio di farlo<br />

« per ciò che tu non sai ancora (= per ciò che vedrai, ovvero perchè mi<br />

«riserbo di darti una risposta in un altro modo, come tu non -immagini).<br />

« Sì, per Allah !<br />

io ordinerò di fax'e un rendiconto e una inchiesta sul pro-<br />

« cedere dei tuoi agenti ». Ed infatti mandò a incarcerare i suoi agenti,<br />

e li sottopose ad ogni sevizia, finché essi scrissero a Sa'd, invocando il suo<br />

soccorso ; Sa'd gli parlò in loro favore, e gli disse : « O non e' è posto<br />

« presso di te per il benefizio? ». — « Sì, per Allah! », rispose al-Walid.<br />

E li rimise in libertà.<br />

(Ahmad b. 'Abd al-'Aziz. da 'limar, da Grannàd (?) b. Bisr, da ó-arh-,<br />

da Mughirah). Un racconto nei medesimi termini (Aghàni, IV, 177. lin. 25-<br />

178. lin. 6) [T.].<br />

Nota 1. — Il soprannome di iena fu dato al Califfo 'Uthman, non già (come vorrebbe l'uso della<br />

nostra lingua quale accusa di ferocia, ma bensì di viltà e di paura. — Vedremo tornare questo nome<br />

molte e molte volte nelle altre tradizioni sul Califfo 'Uthmàn.<br />

§ 21. — (abù Zayd 'Umar b. Sabbah, da abù Bakr al-Bahili, da Husaym,<br />

da al-"Avvvvàm b. Hawsab). Quando al-Walid si recò- da Sa'd, questi gli<br />

disse : « Non so se sarai abile tu dopo di noi, o saremo noi sciocchi dopo<br />

« di te ». — « Non ti afiìiggere ». rispose al-Walid, « o abu Ishàq; è questo<br />

« il regno: al mattino vi giunge una gente, e alla sera un'altra ». Replicò<br />

Sad: « Io vedo bene che ve ne volete fare un regno » (cfr. § 17) (Aghàni,<br />

IV. 178, lin. G-10) [T.].<br />

§ 22. — (Ahmad. da 'Umar [b. Sabbahj, da al-Madà'ini, da Biìsr b. 'Àsim,<br />

da al-A'mas, da Sufyàn b. Salamah). Venne al-Walid b. 'Uqbah come gover-<br />

natore di al-Kufah: il tesoro ^lubblico era amministrato da 'Abdallah b.<br />

Mas ud. Siccome Sa'd aveva preso del denaro, così disse al-Walid ad Abd-<br />

allah : « Rendilo respon.sabile di questo denaro ». Allora 'Abdallah gli parlò<br />

.su questo argomento in presenza di al-Walid, ma Sa'd rispose : « Andrò<br />

• dall a ni ir dei Credenti; e se egli mi chiamerà respon.sabile della somma,<br />

. io la pagherò ». Allora al-Walid fece un cenno ad 'Abdallah; Sa'd guardò<br />

l'uno e l'altro, poi si levò e disse: « Me l'avete fatta! » e invocando Allah<br />

eh*' mettes.sc' l'inimicizia tra loro due, si affrettò a restituire il denaro<br />

(Aghàni, IV, 178, lin. 10-16) [T.J.<br />

§ 23. — (a) ibn Khaldun (II, App., 127, lin. 8-10) riassume brevemente<br />

le tradizioni di Sayf b. 'Umar conservate da al-Tabari (cfr. §§ 12-16).<br />

(6) al-Siiyuti (Suyùti Khalif., GO, lin. 7-9j dà la depo.sizione di<br />

Sa'd nell'anno 25. H., e dice che la nomina di al-Walid fn il primo atto<br />

di favoritismo compiuto dal Califfo ' Uthmàn.<br />

l.-iT<br />

26. a. H.<br />

1 RÀQ. - Deposizione<br />

di Sa'd b.<br />

abi Waqqàs e<br />

nomina di al-<br />

Walid b. Uqbah<br />

al governo di al-<br />

Kùfah.l


§§ ab, 2i. 26. a. H.<br />

26- ^- "•<br />

(e) Mirkhuwàiul (M i r khon d i , li. 288 = M i rkho n d i Rohatsek,<br />

'IRAQ. —<br />

- Deposi- ^<br />

zione di Sa d parte b. II, voi. Ili, 149) non agguingf nulla di nuovo, e c-olora la .sua nar-<br />

abi Waqqàs e razione con vivi pregiudizi ant.i-umayvadi e parole di viva condanna al-<br />

Waiid b. Uqbah l' indirizzo (li al-Walid b. 'Uqbali b. abi Mu'ayt. La versione del Rehatsek<br />

al governo di al- tome al solito piena di errori, ha sempre al-Walid b. 'Utbah, ossia lo con-<br />

Kufah.] .<br />

,<br />

fonde con al-Walid b. Utbah b. abi Sufyàn, del quale avremo ad occuparci<br />

sotto il califfato di Mu'àwiyah.<br />

(d) Sulla deposizione di Sa'd b. abi Waq(jàs e sui mutamenti nel governo<br />

di al-Kùfah, cfi-. anche Dahlàn Futùhàt, 1, 96; Nuwayri<br />

Leid., I, fol. 104,r.<br />

§ 24. — Il Wellhausen (Sk. u. Vorarb., VI. 115) dice che, quando<br />

'Uthmàn sali al potere, egli trovò i Kufani già male avvezzati da 'Umar,<br />

il quale negli ultimi sei anni di governo aveva mutato tre volte il luogo-<br />

tenente, dietro richiesta degli stessi kufani ; mentre altrove 'Umar aveva<br />

lasciato sempre gli stessi governatori, abù Musa al-As'ari in al-Basrah,<br />

Mu'àwiyah in Siria ed 'Amr b. al-'As in Egitto.<br />

La debolezza di 'Uthmàn, prosegue il Wellhausen, era un pericolo per<br />

la comunità, perchè l'ordinamento politico dell' impero non aveva ancora<br />

alcuna saldezza, e non era ancora diventato « una istituzione meccanica<br />

« che funzionasse da sé per propria vitalità ». Abbisognava ancora di un<br />

forte direttore, o capo, che la tenesse insieme ; onde se il capo mancava,<br />

la comunità teocratica o (xamà'ah — dice il Wellhausen — si disfaceva<br />

e si scioglieva in Si 'ah, o partiti dissidenti.<br />

Si deve però aggiungere che tutti gli scrittori, compreso lo stesso<br />

Wellhausen, hanno esagerato la potenza di cui 'Umar godè sull' impero<br />

islamico. L' unità dei primi anni fu facilmente raggiungibile, perchè in<br />

tutti gli Arabi, dopo le grandi vittorie, era un solo sentimento ed un solo<br />

interesse, tutti volendo e potendo appagare le proprie infinite cupidigie<br />

a spese dei popoli non arabi e non musulmani. In vei'ità dove regnava<br />

concordia tra governatori e governati (al-Basrah, Siria, Egitto), 'Umar non<br />

ebbe mai motivo d' intervenire, e vari fatti ci hanno dimostrato nel regno<br />

di 'Umar, che questi governatori e capitani agirono molte volte in perfetta<br />

indipendenza e persino contro gli ordini del Califfo. Ma siccome tutto l'in-<br />

dirizzo dello Stato era unico, il male rimase inavvertito, fin tanto che non<br />

si rivelò con lo scoppio d'interni dissidi, e non produsse manifesti effetti<br />

nocivi.<br />

Quando però i problemi di politica interna (disavanzo nel bilancio dello<br />

Stato, conflitti personali, opposizione ostile al predominio qurasita, ecc. ecc.)<br />

si imposero all'attenzione dei Musulmani, quando la risoluzione di questi<br />

158.


26. 3,. H. §§ 24-27.<br />

— i r-<br />

problemi non poteva avvenire, conif per il passato, a spose dei terzi (i non 3^- ^- ^•<br />

. , . .<br />

• , .<br />

, T riRAQ. - Deposiarabi),<br />

ma si doveva raggiungere con un aggiustamento di interessi entro jj^ne di Sa'd b.<br />

la comunità stessa, allora si scatenarono tutte le passioni individualistiche. '^^ Waqqas e<br />

Scomparve ogni sentimento di bene comune e ciascuno volle solo pensare waiid b.Uqbah<br />

e provvedere ai casi suoi : allora la comunità perdette quasi improvvisa- ai governo di ai-<br />

,. ,... ., 11 ìt Kufah.l<br />

r.<br />

mente quel sembiante di unità organica che appare allo studioso superfa-<br />

ciale.dei primordi islamici.<br />

PERSIA. — Incursione nell'Àdzarbaygàn e in Armenia. [Cfr. 25. a. H.,<br />

ifii 66-6,9, 64-66}.<br />

§ 25. — (abù Mikhnaf, senza isnàdj. Nell'annu 24. H. al-VValid-b.<br />

'Uqbah iece incursione nell'Àdzarbaygàn ed in Armenia per puniie gli<br />

abitanti di quei paesi per aver violato i patti degli accordi conclusi sotto<br />

il califfato di Limar (T a bari, I, 2804).<br />

§ 26. — Altre fonti (non è detto quali) pongono 1" incursione predetta *<br />

nell'anno 26. 11. (') (T a bari, I, 2804).<br />

Nota 1. — Dacché è noto che la spedizione nell'Àdzarbaygàn venisse comandata da al-Walid b.<br />

'Uqbali in pvrsona, quale governatore militare di al-Kiìfah (cfi'. Tabari, I, 2805, lin. 9-10), e dacché<br />

sappiamo altre»! da buona fonte, ossia dn al-Wàqidi (Tabari, I, 2811, lin. 7-8), che al-Walid b. 'Uqbah<br />

diventò governatore di al-KOt'ah nell'anno. 26. H., crediamo più corretto di mettere i fatti narrati<br />

alla spedizione nell'anno 2H. H., benché al-Tabari li includa nell'anno 24. H. Cfr. anche la nota del<br />

Prym (Tabari, I, 2804, nota k), ove ammettesi che l' incursione di al-Walid non possa essere avvenuta<br />

nell'anno 24. H. — Anche il Wellhausen (Sk. u. Vorarb., VI, 110, nota 1) è decisamente per l'anno<br />

26. H., e dichiara errate le anticipazioni al 25. H. (Balàdzuri, 327; cfr. § 31) ed al 24. H. (al-KalBi,<br />

in Tabari, I. 2»)4; cfr. § 251 — In alcuni paragrafi dell'anno 25. H. (cfr. 25. a. H., §§ 56-50^ R4-65)<br />

abbiamo trovato già menzione di spedizioni nell'Àdzarbaygàn ordinate da al-Walid b. 'Uqbah, ma sono<br />

tutt« affermazioni nate dalla inestricabile confusione cronologica che pervade tutta la storia delle guerre<br />

uralxi in Annenia e nel Caucaso.<br />

§ 27. — (Hisàm b. Muh. ibn al-Kall)i, da abù Mikhnaf, da Farwah<br />

I). Laqit al-Azdi al-Ghàmidij. Grli abitanti deU'Adzarbaygàn avevano con-<br />

clu.so un trattat


§ 27. 26. a. H.<br />

26. a. H. daudosi COSÌ il tiiino rcmjlarmente, noi- modo che otcìii distactamento di<br />

[PERSIA. • Incur- ...<br />

sione neii'Adzar- 10,000 uomiiii serviva un anno sulla frontiera, ed. aveva poi tre anni di<br />

baygan e in Ar- riposo in al-Kùfah, finché ritonaava il suo tunio (*).<br />

menia.<br />

al-Walid b. 'Uqbah, apj)ena diventato governatore


, 26. a. H. §§ 27, 28.<br />

Nota 2. — Xel passo presente abbiamo un'alluìione ad alcuni dei fatti d'arme, che le nostre fonti 26. a. H.<br />

arabe hanno condensato nell'anno '25. H. (cfr. 25. a. H., §§ 43 e segg.l. È bene però anche rammentare [PERSIA. - Incur-<br />

che, secondo le tonti armene, questi anni furono di pace e sino al 3U. H. gli Arabi non tornarono a mo- sìone nell'Àdzar-<br />

lestare l'Armenia. — Insomma la confusione è grande: possiamo porla in evidenza, ma non chiarirla. baygàn e in Ar-<br />

Nel testo (Tabari, I, 2806, lin. 9) è detto che ciò avvenisse nell'anno 24. H.: ma abbiamo già ripe- menia.]<br />

luto più volte che tale afìermazione è erronea, perchè al-Walid non era ancora governatore.<br />

§ 28. — (<br />

Bakr<br />

b. al-Haytham, da Yahya b. Darir, qàdi di al-Rayy).<br />

al-Ravy da quando fu conquistata, al tempo di Hudzayfali, tii sempre in<br />

rivolta e sempre era riconquistata ; l'ultimo a riconquistarla fu Qarazah b.<br />

Ka'b al-Ansàri per conto di abù Musa (^), prefetto di al-Kùfah, essendo<br />

Califfo 'Utjimàn [nell'anno 36. H.j. E si quetò. I suoi 'ummàl risedevano<br />

nel ca.stello al-Zanbadi, e si riunivano in una moschea che si erano presa<br />

avanti al castello di al-Rayy, e la moschea era entrata nel fasìl (parte<br />

interna delle mui-a di fortificazione ) della città nuova [al-Muhammadiyyah]<br />

contro i Daylam. I quali facevano razzia partendo da Dastaba. Qarazah<br />

più tardi resse al-Kùfah per 'Ali, e vi morì, e 'Ali pregò sulla sua tomba (^)<br />

(BaUdzuri. 319, lin. 2-10) [M.].<br />

Nota 1. — Questo è un errore, perchè abu Musa fu governatore di al-KiJfah soltanto tra il 35. e<br />

il :16. H. Probabilmente Terrore proviene dal fatto che varie fonti attribuiscono la presa di al-Rayy ad<br />

.ibfi Mnsa al-As'ari con le milizie di al-Basrah (cfr. 23. a. H,, § 5; 24. a. H., §§ 53, 54), altre invece ad<br />

rtl-Mughirah b. .Su'bah, quale governatore di al-Kiifah fcfr, 21, a. H., § 78; 23. a. H., §§ 4, 6), oltre alle<br />

iiiilizie di al-Kùfah per ordine di Ammàr b. Tàsir cfr. 21. a, H., §§ 70, 77) ed infine Sayf b, 'Cmar per<br />

pera di un generale al-Xu'mSn b. Muqarrin. mandato direttamente dal Califfo Tlmar fcfr. 23. a, H.,<br />

«§ 24, 20). Abbiamo però notizie che le milizie di al-Basrah, mandate da abù Miisa al-As'ari spingessero<br />

le loro spedizioni conquistatrici nell'altipiano iranico sino a Qumm (cfr. 22. a. H., § 5; 23. a. H,, § 13)<br />

vale a dire sino a brevissima distanza da al-Rayy, — Tali inestricaljili confusioni dipendono dalle lunghe<br />

e contrastate vicende della conquista dell'Iran, dalle continue ribellioni e riconquiste di città e di Provincie,<br />

compiute da vari governatori e comandanti militari nel corso di circa un decennio. Può quindi<br />

*s8er vero che al-Rayy sia stata espugnata una volta dalle milizie di al-Kfifah ed un'altra dalle milizie<br />

di al-Basrah. 11 confine tra le due Provincie per queste circostanze rimase cosi molto indeterminato e<br />

fu causa dei primi contrasti tra le due amministrazioni (cfr, 22. a, H,, §§ 39, 40),<br />

À conforto di quanto si è detto poc'anzi al § 27, nota 1, si tenga presente come, facendo anche<br />

astrazione di al-Rayy, le armi di al-Basrah si siano estese al nord sino a Qumm, abbracciando cosi<br />

quasi tutu la Persia, Le milizie di al-Ba.


26. a.<br />

[PERSIA. -<br />

sione nell<br />

baygàn e<br />

menia.l<br />

H.<br />

Incur-<br />

Àdzar-<br />

in Ar-<br />

§§ 2M2. 26. a. H.<br />

§ 29. — (iil-Baladziiri). Quando al-\Valid b. 'Uqbah b. alti Mu'ayt<br />

b. alii Ainr b. Umayyah a.s.sunso il governo di al-Kiìfàli por Uthmàn b.<br />

Affali, razziò i Daylam dalla parte di Qazwin, e rAdzarV)a3gàn e G-ilàn<br />

e Mùqàn e al-Babar a al-Taylasàn, e poi sp ne tornò.<br />

Sa'id 1). al-'As b. Sa'id !>. al-'As !>. Umayyah [nell'anno 30. H.j gli<br />

successe, e razziò i Daylam e fondò un capo militare (ma ss ara) in Qazwin,<br />

che diventò la marca (thaglir) dei Kufani, e questi vi eo.struirono le loro<br />

dimore (') (Balàdzuri, 322, lin. 8-12) [M.].<br />

Nota 1. — (al-Balà]ziiri). Dastaba rimase spartita in «lue, una parte liipemlente da al-Rayy e l'altra<br />

daHamadzàn, fino a che s'immischiò nella faccenda un tamimita di Qazwin, chiamato Hanzalah b. Khàlid.<br />

di kunyah abu Màlik, e la trasse tutta a tiazwiii. Un suo conterraneo l'udì dire: «Ne ho tatto una<br />

cprovim-ia, come sono abiì Màlik». E l'altro; «No, l'hai guastata, come sei, abu Màlik » (Bala'lzuri,<br />

323, lin. 16-19) [M.].<br />

§ 30. — (al-Balàdzuri. da uno di Qazwin). In Qazwin e' è la nota<br />

moschea di al-Rabi' b. Khuthaym. Lì c'era una pianta su cui il volgo amava<br />

strofinare le mani e si dice che, se i suoi rami venivano confitti in terra,<br />

germogliavano e divenivano pianta. Il luogotenente ('àmil) di Tàhir b.<br />

'Abdallah b. Tàhir tagliò l'albero sotto il califfato del Principe dei Cre-<br />

denti al-Mutawakkil, temendo che per esso la gente cadesse in errore (')<br />

(Balàdzuri, 322, lin. 16-323, lin. 2) [M.].<br />

Nota 1. — È noto che il culto degli alberi era molto difluso in Arabia pagana, od aveva radici<br />

profonde nella coscienza popolare: fiorisce ancora sotto veste islamica, come lo attestano le relazioni dei<br />

viaggiatori (Doughty, ecc.).<br />

§ 31. — (al-Madà-ini, da 'Abdallah b. al-Qàsim, da Farwah b. Laqit).<br />

Quando Uthmàn diventò califfo, prepose al-Walid b. 'Uqbah b. abi Mu'ayt<br />

(ad al-Kùfah) e depose Utbah b. Farqad dall' Adzarbaygàn. Gli abitanti<br />

si ribellarono, e al-Walid li razziò nell'anno 25. H. :<br />

avendo<br />

all'avanguardia<br />

'Abdallah b. Sibl al-Ahmasi, espugnò Miiqàn, al-Babar e al-Taylasàn, fece<br />

prigionieri e menò prede, (ili abitanti dei villaggi dell'Adzarbaygàn do-<br />

mandarono la pace, ed al-Walid accordò loro il patto di Hudzayfah b. al-<br />

Yamàn (Balàdzuri, 327, lin. 10-17) [M.].<br />

§ 32. — (al-Husayn b. 'Amr e Ahmad b. Muslih al-Azdi, dagli saykh<br />

dell' Adzarbaygàn). al-Walìd b. 'Uqbah andò nell'Adzarbaygàn avendo seco<br />

al-As'ath b. Qays. Quando al-Walid tornò, lo prepose all'Adzarbaygàn, ma il<br />

paese gli si rivoltò ('). Egli allora domandò aiuto ad al-Walid, che gii mandò<br />

un esercito numeroso di kufani. al-As'ath seguì hàn per hàn (hàn si-<br />

gnifica villaggio; ha- ir, nel linguaggio dell" Adzarbaygàn), e ridusse il paese<br />

ad ubbidienza col patto di Hudzayfah e di 'Utbah b. Farqad, e vi pose<br />

arabi di 'atà- e di diwàn perchè invitassero la popolazione all'isiàm i<br />

(Balàdzuri, 328, lin. 11-17) [M.].<br />

Nota 1. — Questi fatti debbono forse appartenere aJ una delle seguenti annate, 27.-29. H.<br />

162.<br />

-


26. ci. H. ss 32-35.<br />

X'iTA 2. — C^uesta notizia proverebbe che il sistema dei turni, di cai 8Ì fa cenno nel precedente 26. a. H.<br />

§ 27 non potè essere mantenuto e fu necessaria una migrazione forzata di Arabi nello scopo di tute- PERSIA. - Incur-<br />

!are meglio la difesa della provincia. È chiaro che questa deportazione araba avvenisse fra il 26. o sione neH'Àdza'i<br />

fatti posteriori stanno a dimostrare ohe gli Arabi non attecchirono in quella regione e baygàn e in Ar-<br />

U 20. H. ; ma<br />

o furono assorbiti dalla popolazione indigena o migrarono altrove. Rimasero invece a lungo nella Persia menia.1<br />

centrale e in quella orientale. — Si legga la nota 1 al seguente § 33.<br />

§ 33. — (<br />

ibii Faqih). al-Walìd b. 'Uqbali b. abì Mu'ayt fii preposto<br />

ad al-Kùt'ah sotto 'Uthmàn, e fece scorreria contro gli al-Daylam accanto<br />

a Qazwin. e nell'Adzarbaygan. (jrilàn. Mùqàn, al-Babr e al-Tavlasàn. E poi<br />

tornò (ad al-Kùfah) (').<br />

Sa'id b. al-'As gli successe, conquistò al-Daylam. e edificò Qazwin<br />

fFaqih Hamadzàni Buldàn., 282, lin. 2-5Ì [M.].<br />

NoT.\ 1. — \Cfr. § 32, nota 2|. (al-IIusayn b. 'jVmr, da Wàqid .<br />

Quando<br />

gli Arabi si stabilirono<br />

nell'Aiizarbaygàn, vi accorsero anche le loro famiglie dai due misr (al-Basrah e al-Kiifah) e dalla Siria,<br />

e ogni famiglia prese a forza ciò che potè, e alcuni comprarono terre dai Persiani, e i villaggi si rivol-<br />

sero a loro per protezione, e gli abitanti contadini passarono alla loro dipendenza.<br />

al-Husaj-n dice: Warthàn era un ponte (qantarah) come i due ponti di Wahs e Arsaq [Yàqiit,<br />

IV, 91H. lin. 14 e segg., dice che era un posto dell'Adzarbaygàn a due iarsakh dal Wàdi al-Rass], che<br />

passarono in proverbio al tempo di Babak. Marwàn b. Muhamraad b. Marwàn b. al-Hakara vi costruì<br />

sopra, e ne coltivò la terra e la fortificò, onde diventò suo possedimento. In seguito questa qantarah fu<br />

ptesa insieme coi beni dei banii Umayyah e passò ad umm Ga'far Zubaydah bint (


S§<br />

:ì5>;;8. 26. a. H.<br />

26. a. H. Mono per lo più .sconosciuti allo altre fonti. Si noti altre.si che 8avf J dà ^xa. aa.<br />

Nomine di go- t^ntti questi governatori una aurata uniforme di tre anni soli. Ciò deve<br />

•IRAQ-PERSIA. . . ..<br />

vernatori.] avere stretta attinenza con l'altra notizia, data pure dal .solo Saj'f (cfr. Ta-<br />

bari, I, 2828, lin. 18-19), che tre anni dopo la sua elezione, il Calitìi.<br />

'Utjiman deponesse abù Mù.sa al-As'ari dal governo di al-Basrah e nomi-<br />

nasse invece .sua 'Abdallah b. 'Amir: il mutamento di tutti i governatori<br />

della Persia, nelle fonti di Sayf, deve essere quindi avvenuto in seguito al mu-<br />

tamento del governatore di al-Basrah (cfi*. T abari, I, 2830, lin. 5 e -segg.).<br />

§ 36. — (Sayf b. 'limar, da Muhammad e da altri). Il Califfo 'Uthmàn<br />

confermò abii Musa al-As'ari nel governo di al-Basrah, ma fece le seguenti<br />

nomine in Persia:<br />

Mandò (1) 'Umayr b. 'UtJimàn b. Sa'd (al-Thaqafi) nel Khuràsàn, ove<br />

il nuovo governatole iniziò operazioni militari contro gli abitanti del set-<br />

tentrione (i Turchi) e sottomise tutto il paese fino alla Farghànah. 'Umayr<br />

ritenne il suo posto per tre anni, quando fu traslocato e mandato a governare<br />

il Mukràn.<br />

Mandò (2) 'Abdallah b. 'Umajr al-Layt_hi dei Tha'labah, a governare<br />

il Sigistàn, ove vennero iniziate operazioni militari ed 'Abdallah si spinse<br />

fino a Kabul : egli rimase in questa carica per due anni soli, quando fu<br />

deposto e gli successe 'Abdallah b. 'Amir.<br />

Mandò (3) 'Ubaydallah b. Ma'mar al-Taymi a governare il Mukràn, e<br />

nei tre anni che egli tenne questo ufficio sjjinse le sue armi fino al fiume<br />

(Indo?). Alla fine dei tre anni 'Ubaydallah fu mandato a governare il Mukràn.<br />

Mandò (4) 'Abd al-rahmàn b. Ghubaj's al governo del Karman, (6j un<br />

altro (non nominato) al governo del Fàris e di al-Ahwàz; e (6) al-Husayu<br />

b. abì-1-Hurr ad amministrare il Sawàd al-Basrah (T a bari, I, 2828-2829).<br />

Cfr. Athir, III, 77.<br />

§ 37. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e da altri). Nel secondo anno<br />

del suo regno (vale a dire perciò nell'anno 26. H.) il Califfo 'Uthmàn tolse<br />

ad 'Abdallah b. 'Umayr il governo del Sigistàn e vi mandò 'Abdallah<br />

b. 'Amir, ma dopo un solo anno depose ibn 'Amir e nominò 'Asim b. Amr<br />

governatore del Sigistàn.<br />

Allo stesso tempo depose 'Abd al-rahmàn b. Ghubays dal governo del<br />

Karman e vi mandò 'Adi b. Suhayl b. 'Adi CT abari, I, 2829).<br />

OÙZISTÀN-FÀRIS. — Insurrezione di Idzag e dei Kurdi.<br />

§ 38. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e da altri). Nel terzo anno<br />

del califfato di 'Uthmàn (perciò circa l'anno 26. H.) si ribellarono gli abi-<br />

tanti di ìdzag ed i Kurdi. Contro di essi abù Musa al-As'ari governa-<br />

le*.


26. a. H. Il 38, 39.<br />

tort' di al-Basiah allestì una spedizione, incoraggiando i Basx-ensi alla 26. a. h<br />

guerra santa contro gl'infedeli e decantando specialmente i meriti dei pe- ris!^- insurrezio-<br />

doni nel combattere i miscredenti. I soldati aderii'ono volentieri all'invito, ne dì Tdzag e dei<br />

supponendo che il governatore avrebbe dato egli per il primo il buon esempio;<br />

ma quando abù Musa si accinse a partire ed i soldati videro uscire dal<br />

palazzo del governatore, il qasr di al-Basrah, ben quaranta muli carichi<br />

del solo bagaglio del governatore, scoppiò una sommos.sa ed i soldati,<br />

atferrati i muli alle briglie, impedii-ono loro di partii-e. Dovette interve-<br />

nire lo stesso abù Musa per calmare i soldati ed a stento riuscì a sedare<br />

gli animi ed a sodisfare alle loro pretese. Questo fatto fu in seguito uno dei<br />

capi d'accusa dei Basrensi. quando chiesero al Califfo la deposizione di<br />

abu Musa fcfr. 29. a. H.).<br />

(Sayf b. Umar non aggiunge altro sul conto della spedizione contro<br />

i Kurdi) (Tabari, I, 2829).<br />

Cfr. Athir, III. 76-77; Tabari Zotenberg, III, 525-528.<br />

§ 39. — Anche questa notizia di Sayf b. 'Umar, campata così in aria,<br />

non ispira cronologicamente grande fiducia, mentre anche geograficamente<br />

non è del tutto chiara.<br />

Secondo Yàqùt, Idzag è il nome di un distretto e di una città (Kùrah<br />

\va bai ad) tra il Khùzistàn ed Isbahàn . . . in mezzo ai monti dove cade<br />

molta neve, che viene portata ad al-Ahwàz e nei dintorni... Il ponte Qan-<br />

tarah Idzag (detto anche Qantarah Khurrazàdz :<br />

cfr. Yàqiit, IV, 189;<br />

Mcyuard Dict.. 461-462) è una delle maraviglie del mondo, perchè<br />

costruito in pietra attraverso una valle asciutta, ma profondissima. Idzag<br />

ha sofferto da moltissimi terremoti, contiene molte miniere ed alimenta,<br />

nella sua flora, una specie di pianta alcalina fqàquli o qàqulla: sai-<br />

soia fruticosa: cfi-. Dozy, Suppl., II, 296) il succo della quale è di gio-<br />

vamento per curare la gotta (niqris). In essa v' è un tempio del fuoco<br />

(bay t nàr) antico, in cui il fuoco fu mantenuto sino ai tempi del Califfo<br />

al-Kasid [f 193. a. H.]... Il kharàg di questa regione viene riscosso un<br />

mese prima del Nawruz persiano (capo d'anno persiano), il che è contrario<br />

alla consuetudine adottata generalmente per l'esazione di questa imposta.<br />

La tassa vien prelevata dalla canna a zuccaro ... in ragione di quattro<br />

su dieci, ecc. (Yàqut, I, pag. 216).<br />

Cfr. anche Meynard, 62; Layard, Journal R. Soc. of London,<br />

voi. X\I. da cui si viene a sapere che è ora luogo deserto nella parte<br />

più montuosa del Khùzistàn. o Lùristàn.<br />

Dai testo di Yàqùt si comprende che la regione era essenzialmente<br />

persiana e .sa.s.sanida e che ora troppo a mezzogiorno per essere abitata<br />

165.


§§ 3fl-ii. 26. a. H.<br />

26. a. H.<br />

[KHUZISTmN-FA-<br />

Ris.-insurrezio-<br />

,i.,i Kmdi Qnosti tenevano le montagne più a st.trentrione tra al-Mawsil e<br />

, t . . ,, T , • j ,<br />

l Adzarbaygan, ossia nella rogioiie di esclusiva spettanza del governatore<br />

nedildzagedei ^\[ al-Kufah.<br />

Il cenno al tempio del fuoco rimasto in uso sino ai tempi del Califfo<br />

al-T?asid è importante, perchè rivela come la regione fosse uno dei foco<br />

lari più conservatori dell'antica fede mazdeista. Ciò spiega ampiamente<br />

quale fu probabilmente la vera ragione dell' insurrezione.<br />

Infine osserveremo che anche in questa tradizione abbiamo indizi, ve-<br />

lati sì, ma pur abbastanza palesi, che i governatori si approfittavano delle<br />

ricchezze vinte dagli eserciti conquistatori e che i militi, informati di ciò<br />

in tutto r impero, erano sempre all'erta per non essere ti-odati, e per de-<br />

nunziare i loro capi prevaricatori.<br />

SIRIA. — Estensione del governo di Mu àwiyah. iCfr. 2ò. a. IL,<br />

§§ 19-21).<br />

§ 40. — Dopo la morte di Sa'ìd b. Amir b. Hidzyam al-Grumahi, go-<br />

vernatore di Hims e Qinnasrin, nell'anno 20. H., il Califfo 'Umar aveva<br />

mandato a succedergli 'Umayi- b. Sa'd b. 'Ubaj'd al-Ansàri. Il rimanente<br />

della Siria, ossia Damasco, gli al-Sawàhil e Antàkiyah erano sotto il go-<br />

verno di Mu'àwiyah b. abì Sufyàn. Quando sali al potere 'Utiimàn, il go-<br />

vernatore 'Umayr b. Sa'd cadde malato e chiese al Califfo di ritornare in<br />

patria : 'Uthmàn<br />

accettò le sue dimissioni, e nominò Mu'àwiyah b. abì Su-<br />

fyàn governatore anche di Hims e di Qinnasrin, per modo che tutta la<br />

Siria si trovò riunita sotto un solo governo. Ciò accadeva nell'anno 26. H.<br />

Mu'àwÌ3'ah nominò allora Habìb b. Maslamah al-Fihri suo luogotenente<br />

in Qinnasrin. Habìb era anche chiamato Habìb al-Rùm per il grande numero<br />

di spedizioni che egli faceva contro gli al-Rùm (= Grrecij (Freytag<br />

Halab., 6).<br />

Cfr. anche Fournel Ber ber es, I, 21.<br />

SIRIA-IRÀQ-ASIA MINORE. — Invasione greca della Siria. {Cfr. 26.<br />

a. H., §§ 56, 67, 68, 60, 62).<br />

§ 41. — Nell'anno 24. H., secondo abù Mikhnaf, i Greci invasero la<br />

Siria, ed il Califfo Utlimàn dovette ordinare alle genti deH"Ii-àq di re-<br />

carsi iu soccorso dei loro colleghi della Siria (') (T a bari, I, 2806).<br />

Nota 1. — Anche questa notizia è cronologicamente errata. Il soccorso inviato da al-Kufah in<br />

Siria avvenne dopo la spedizione dell'Adzarbaygan e per opera di al-Walid b. 'Uqbah: ora la spedizione<br />

dell'À4zarbaj'^àii fu compiuta soltanto nell'anno 26. H. e quindi anche i fatti, ai quali alludesi nel pre-<br />

sente paragrafo, devono porsi sotto l'anno 26. H. tranne che si corregga la menzione di al-Walid b. 'Uqbah<br />

in Sa'id b. al-'As. ed allora andrebbero sotto l'auno 31. o 32. H. Quest'ultima data è più probabile, perchè<br />

166.


26. a. H. §§ 41.43.<br />

le fonti armene (cfr § 25. a. H., § 39) escludono spedizioni arabe in Armenia tra il '23. -30. H. : iim allora 26. a. H.<br />

al nome di al-Walid b. 'Uqbah bisognerebbe ovunque sostituire Sa'id b. al-'As. [SIRIA-'IRAQ-ASIA<br />

Una parte delle tradizioni che si riferiscono a questo evento è già stata tradotta insieme con le MINORE.- Inva-<br />

tradizioni riguardanti le campagne in Armenia (cfr. 25. a. H., §§ 56-59, 62). sione greca della<br />

§ 42. — (<br />

Ffisàm<br />

ibn al-Kalbi, da abù Mikhnaf, da Faiwah b. Laqit<br />

al-Azdij. Dopo che al-Walid b. Uqbah (governatore di al-Kùtahj ebbe ter-<br />

minata la sua incursione nell'Adzarbaygàn ed in Armenia, fece ritorno ad<br />

al-Mawsil e da lì si trasferì ad al-Hadithah (cfr. 26. a. H., § 57). In questo<br />

luogo ricevette una lettera del Caliifo Utjimàu, nella quale gli veniva<br />

annunziato che i Greci invadevano la Siria con un potentissimo esercito,<br />

e che perciò era necessario l' invio di genti armate di al-Kùfah in soc-<br />

corso « dei loro fratelli » della Siria. Il Califfo aggiungeva quindi l'ordine<br />

di non inviare meno di otto o diecimila uomini. La spedizione doveva<br />

essere fatta immediatamente dal luogo stesso in cui al-Walid riceveva la<br />

lettera. al-Walid diede, senza indugio, incarico a Salmàn b. Rabi'ah al-Bàhili<br />

di riunire i diecimila uomini chiesti dal Califfo e di marciare verso la Sh-ia.<br />

Il corpd di spedizione venne formato di soli volontari, e soli tre giorni dopo<br />

elle al-Walid eblie annunziato alle milizie gli ordini ricevuti dal Califfo,<br />

Salmàn b. Rabi'ah partiva alla testa di 8000 Kufani. Le milizie entra-<br />

rono sollecitamente in Siria, si congiunsero con quelle sirie comandate da<br />

Flabil) b. Ma.slamah al-Fihri ed insieme, penetrate in Asia Minore, deva-<br />

starono tutto il paese dei Greci, fecero quanti prigionieri vollero, espugna-<br />

rono parecchie piazze forti (ctr. 25. a. IL. §§ 67-69) e ritornarono in Sii-ia<br />

carichi di preda f') (Tabari. I, 2807-2808).<br />

Athir. III. 64 (25. a. H.j.<br />

N


§§ 43-45. 26. a. H.<br />

26- a. H. GOOO uoinini. Habib oia uomo idcno di astuzia: egli si prefisso di sorpren-<br />

"<br />

[SIRIA IRAQ-ASIA , ,.<br />

,• , • ,r -.r i i f-<br />

MINORE.- inva- derc (Il Dottc tempo u campo di al-Ma\vriyàn. Mentre prendeva Je dispo-<br />

sione greca della<br />

sizioni per tentare questo colpo di mano, era presente sua mogli»- umm<br />

'Abdallah bint Y^-zid al-Kilàbiyyah, la quale volle sapere ove fosse il luogo<br />

di convegno delle schiere dopo l'assalto notturno. HaV)ìb le disse che era<br />

stato scelto per luogo di convegno il baldaccliino (al-suràdiqj di ai-Maw-<br />

riyàn, « o il paradiso! », aggiunse Habìb. Questi menò felicemente le genti<br />

all'assalto nottui'no, sopraffece quei nemici che incontrò sul suo cammino<br />

e si diresse con i suoi verso il baldacchino di al-Mawriyàn :<br />

egli rimase<br />

maravigliato, quando scopri che sua moglie ne aveva già preso possesso<br />

(cfr. 25. a. H., § 43).<br />

umm Abdallah fu quindi la prima donna araba che facesse uso di<br />

un baldacchino: quando essa rimase vedova di Habìb, passò a seconde nozze,<br />

sposando al-Dahhàk b. Qays al-Fihri (consanguineo di suo marito) e gli par-<br />

tori un figlio (T a bari, I, 2808-2809).<br />

al-Wàqidi non dice però in che anno avvenissero questi fatti, ma egli<br />

intende probabilmente il 24. H., perchè sotto questo anno li riferisce al-<br />

Tabari ; in tal modo però l'errore cronologico di al-Wàqidi sarebbe di<br />

circa sei anni, perchè Sa'id entrò in carica in al-Kùfah tra il 29. e il 30. H.<br />

Athir, III, 64-65, riassume i fatti sotto l'anno 25. H.<br />

Queste stesse notizie sono date anche da altre fonti. Cfr. 25. a. H.,<br />

§§ 43, 44, 57, 58, 65, 69.<br />

§ 44, — Nelle nostre fonti v' è confusione di fatti : la<br />

prima conquista<br />

dell' Adzarbaygàn avvenne nell'anno 22. H. (cfi-. 22. a. H., §§ 16 e segg.j,<br />

ma pare che solo più tardi, quando al-Mughirah b. Su'bah era governa-<br />

tore di al-Kùfah, avvenne l'occupazione militare permanente della provincia<br />

per òpera di Hudzajfah. — La seconda conquista seguì nell'anno 26. H.<br />

per opera di al-Walid b. 'Uqbah. La spedizione di Salmàn b. Rabi'ah in<br />

Armenia, per ordine di Sa'id b. al-'As, si svolse nell'anno 31. H., sicché<br />

il Wellhausen ha forse ragione (Sk. u. Vorarb., VI, 110, nota 3) nel<br />

dire che ibn al-Kalbi nel precedente paragrafo ha confuso la spedizione di<br />

al-Walid nell'Adzarbaygàn dell'anno 26. H., con l'altra di Salmàn b. Ra-<br />

bi'ah in Armenia nel 31. H. — Habib b. Maslamah infatti si battè con<br />

Maurianos (= al-Mawriyàn) nell'anno 31. H., e poi perì nel paese dei Turchi<br />

presso Balangar l'anno seguente, nel 32. H. — Cfr. 31. a. H.<br />

SIRIA. — Razzia in provincia di Qinnasrln.<br />

§ 45. — Mu'àwiyah b. abì Sufyàn razziò i Greci nella provincia di<br />

Qinnasrin (') (Atiiir. Ili, 73). — Cfr. 27. a. H., § 4.<br />

168.


26. a. H. §§ 45 49.<br />

Nota 1. — Questa notizia può forse ricollegarsi con quelle dei precedenti §§ 41-43, perchè dimostra 26. a. H.<br />

come i Greci si trovassero nel 26. o 37. H. ad oriente della catena dell'Amanus, nel cuore della Siria. [SIRIA. - Razzia in<br />

Ciò dev'essere stata conseguenza di una incursione bizantina. Ve ne furono perciò presumibilmente due: provincia di Qinana<br />

tra il 26-27. H., e un'altra iquella della sconfitta di al-Mawri\-ànì nel 31. H. circa. — Si noti intanto nasrin.]<br />

che la fonte parla di razzia e non di cacciata dei Greci: dunque questi si erano fermamente stabiliti<br />

nelle vicinanze di Qinnasrin, che gli Arabi avevano pur conquistato sin dal principio della loro inva-<br />

sione nell'anno 16.-17. H. (cfr. 16. a. H., §§ 275, 276, 280. 281, 286, 294). V'é dunque il sospetto che i<br />

Bizantini in questi anni abbiano ripreso in Siria una parte del territorio perduto.<br />

Se queste supposizioni sono giuste, noi abbiamo qui un'altra conferma del singolare periodo di<br />

stasi militare degli Arabi nei primi anni del califlFato di 'Dthmàn. Tranne qualche tentativo in .Armenia<br />

e la repressione di rivolte nell'Àdzarbaygàn, nulla si conclude di durevole ne in Asia, ne in Africa.<br />

E allora dobbiamo domandarci: quali ne furono le ragioni? Furono probabilmente speciali condizioni<br />

politiche e morali inteme, di cui tenteremo l'analisi in altro luogo.<br />

SIRIA-ARABIA.<br />

§ 46. — ili que.sto anno (26. H.) Mu àwiyah venne a far vi.sita ari<br />

Xìthniàii in Madinah iBaethgen Fragni., pag. 112).<br />

Cft-. Elia Bar Sina va, 85.<br />

ARABIA. — Rinnovamento dei termini di confine al territorio sacro<br />

di Makkah. {Cfr. 24. a. H., §§ 72-74).<br />

§ 47. — (al-Wàqidi). In questo anno il Califfo Uthmàn diede ordine<br />

che .si restaura.ssero i termini, i quali delimitavano il territorio .sacro di<br />

Makkah ("tagdid ansàb al-haram) (T abari. I. 2810).<br />

Cfi-. Athir, III, t',7: Yàqiibi. II. 190.<br />

ARABIA. — Ingrandimento della moschea di Makkah.<br />

§ 48. — lal-Wàqidi). In questo anno i2G. H.j il Califfo 'L'thmàn or-<br />

dinò di ampliare il tempio di Makkah, il così detto Masgid al-Haiàm. e<br />

jx-r questo motivo comperò e demolì molte case circostanti al santuario. Sic-<br />

come alcuni proprietari si rifiutarono di vendergli le loro case, egli le<br />

espropriò e fece deporre il valore delle medesime nelle casse dello Stato,<br />

nel Bayt al-Màl. a disposizione dei proprietari recalcitranti. Questi, invece<br />

di acquetarsi, menarono tanto strepito, che il Califfo impazientito ordinò<br />

di carcei-arli, dicendo :<br />

« Non sapete forse che cosa vi induce ad offen-<br />

« dermi ? È la dolcezza del mio carattere! Umar vi fece la stessa co.sa, e<br />

«nessuno di voi .strepitò contro di lui! ». Intervenne allora 'Abdallah b.<br />

Khàlid b. Asid [o Usayd] e, gi-azie alla sua intercessione, i carcerati furono<br />

rime.ssi in libei-tà (Tabari, I, 2811).<br />

Cfi-. Balàdzuri. 4tì ; Azraqi.<br />

hàsin, I. 04. lin. 12-16.<br />

.S07. lin. Ó-9 : Athir.<br />

Ili, 67; Ma-<br />

§ 49. — (^al-Yaqùbij. Uthmàn poi nell'anno 26. H. ampliò il masgid<br />

al -baia ni e comprò da alcuni le loro caso. Ma ci fu chi si rifiutò: allora<br />

UHI. 22


$f !! M 26. E. n«<br />

26. a. H.<br />

(ARABIA. - Ingrandimonto<br />

della<br />

(ji Califtb) 1«' buttò<br />

,<br />

I rotestarono contro<br />

giù, »' pu.stj il danaro equivalt'iit»- nella hayt al-màl.<br />

i i- i- , • •'<br />

^j_<br />

n t-<br />

Ltnmàu, ed egli li lece mettere in i»rigione. H, disse:<br />

moscheadiMak- «Ciò che vi ecclta contro di me è la mia clemenza. 'Umar ha fatto lo<br />

«stesso e non avete gridato» (Ya'qùbi, II, 189-180; [M.].<br />

Cfr. anche Dzahabi Paris, I, fol. 149, v.; Baethgen Fragm.,<br />

112; Elia bar Sinaya, 86; Muir Annals, 312; Muir Caliphate,<br />

222; Akhbàr al-Duwal, 99, lin. 14-15; Suyuti Khalif., GO. lin. 9-10;<br />

Fasi, 75, lin. 2-4.<br />

§ 50. — (Qutb ai-din). Anticamente il Masgid al-Haràm era un piaz-<br />

zale aperto (fina) intorno alla Ka'bah, né ai tempi del Profeta, né a<br />

quelli di abù Bakr vi era recinto murato. Il piazzale era chiuso tutto in-<br />

torno dalle case della città e fra le medesime v'erano le porte d' ingi-e.sso<br />

da tutte le parti. Il Califfo "Umar per il grande aumento dei pellegrini<br />

allargò il masgid, comperò e demoli le case confinanti, includendone<br />

l'area espropriata nel piazzale e recinse questa d'un muro basso, sul quale<br />

era uso porre le lanterne.<br />

Il Califfo 'Uthmàn comperò anche altre case ed ingrandì ancora la<br />

corte della moschea. Egli eresse porticati coperti (a r \v i q a h) Q) (Qutb<br />

ai-din, 78, lin. 14-79, lin. 3).<br />

Cfr. anche Màwardi Ahkàm, 281, lin. 8-282, lin. 3.<br />

Nota 1. — In una prossima occasione abbiamo intenzione di riprendere in esame brevemente<br />

l'evoluzione della moschea, su cui abbiamo già pubblicato qualche appunto in un precedente volume<br />

(ctr. "2. a. H., §§ 3 e segg. |. Per ora ci limitiamo a rilevare nelle seguenti notizie come il secondo ingran-<br />

dimento del santuario di Makkah, appena nove anni dopo quella di 'Dmar (cfr. IT. a. H., §§ 179 e segg.l.<br />

sia prova evidente del numero sempre crescente dei Masulmani, e della voga ogni dì maggiore presa dal<br />

santuario makkano. — Si può presumere che i Musulmani presenti alle cerimonie annuali fossero ancora<br />

in grandissima maggioranza Arabi; ma ciò non diminuisce il valore della osservazione. E bene infatti<br />

rammentare che questi Arabi erano quasi tutti nati pagani, devoti perciò ad altri santuari locali e fami-<br />

gliari, praticanti altre cerimonie annuali, ora condannate dall'Isiàm. L'abbandono graduale di questi<br />

centri minori e l'attrazione ormai predominante su tutti del santuario makkano è sintomo utile e pre-<br />

zioso per la conoscenza delle fasi attraverso le quali l'Isiàm s'infiltrò nelle masse popolari degli Arabi<br />

prima e dei non Arabi poi. — V'è però da osservare che in maggioranza i pellegrini erano non Beduini<br />

ancora dimoranti nel deserto, ma quelli già molto islamizzati che popolavano i campi militari delle pivvincie<br />

ed avevano assaporato tutte le dolcezze dell'immenso dominio imperiale della nuova fede. —<br />

Non mancavano però nemmeno gli altri Beduini, quelli ancora incolti e quasi selvaggi del deserto,<br />

attirati da curiosità, da desiderio di guadagni e dal fascino irresistibile del nuovo ordine di cose.<br />

§ 51. — (Qutb ai-din). In questa medesima circostanza, cedendo alle<br />

insistenze degli abitanti di Makkah, 'Uthmàn si recò a (xuddah e preso<br />

personalmente in esame le domande dei Makkani, perchè il porto della<br />

loro città tosse trasferito da al-Suaybah a Guddah ('), che è più vicina alla<br />

città. Il Califfo approvò la proposta. In questa occasione egli fece un bagno<br />

di mare, che gii piacque tanto da indurlo a invitare i seguaci ad imitarlo.<br />

Tutti entrarono nell'acqua con costumi da bagno. 'Uthmàn ritorno a Ma-<br />

dinah seguendo la via attraverso 'Usfòn (Qutb al- din, 79, lin. 3-11).<br />

170.


26. a. H. g§ 51-55.<br />

Cfi-. anche VViistenfeld. Geschichte der Statif .ìfekka, pag. 122, § 123; 26. a. h.<br />

^. . , .- . T o/^ [ARABIA. - Ingran-<br />

Heydt, Hisf. Comm. j entro di consumo. E bene anche aggiungere cae Makkah, come appureremo meglio sotto<br />

t(li Umayyadi, oonservò il suo carattere orgiastico, seppure attenuato dall' Islam, e molti si stabilirono<br />

5-», ohe volevano menare vita allegra tra donne, canti, vino, ecc. — Anche questo fu ragione di<br />

• nza commerciale.<br />

ARABIA. — Pellegrinaggio annuale.<br />

§ 52. — (Tal>ari. .stiiza i.siiiulj. in questo anno (26. H.) il Califfo<br />

Uthinan tliresse il grande pellegrinaggio annuale (T a bari, I, 2811).<br />

Cfr. Athir. III. 73; Mahàsin, I, 94, lin. 16; Mas ùdi, IX, 66. .<br />

EGITTO. - Deposizione di Anir b. al-Às. {Cfr. 25. a. IL, §§ 113<br />

e seguenti j.<br />

§ 53. — In questo anno (26. H.j si pone da alcuni la deposizione di<br />

'Amr b. al-As e la nomina di 'Abdallah b. Sa'd b. abì Sarh, fratello di<br />

latte di Uthmàn (Abulfeda, II, 260).<br />

§ 54. — (al-Nu\vayri). Nell'anno 26. H. il Califfo 'Uthmàn tolse ad<br />

Wmr b. al-As l'amministrazione del kharàg di Misr e lo diede ad Abd-<br />

allah b. Sa'd b. abi .Sarh: ma i due uomini vennero tra loro a contesa<br />

i-d Uthmàn depose Ami-, riunendo di nuovo tutto il governo nelle mani<br />

!i ibn abi Sarh (Nuwayri Leid. I, fol. 100,r.).<br />

Cfr. anche Athir. Ili, 67-68; Fagnan Annales, 9-10; Suyùti<br />

Ivhalif., 60, lin. 13-U [che pone il tatto nel 27. a. H.]; Wardi, l, 151<br />

[nel 2^. a. H.).<br />

EGITTO. — Documenti papiracei dell'anno 26. H.<br />

§ 55. — Tr.i 1 papiri egiziani della collezione dell'arciduca Ranieri<br />

. .sistuno due documenti sincroni, riguardanti faccende amministrative del<br />

tempo.<br />

{fi} Giuliana, moglio di Helias, rilascia ricevuta per il ritiro di oggetti<br />

li valore affidati al capo del distretto Iferacleopolitano (10 Payni, IV Inlizionp<br />

= 4 giugno 647 dell' È. V. = 24 Sa'bàn 26. II.) (Ivarabacek,<br />

Fuhrcr, 140-141. n. 663;.<br />

171.


26. a. H.<br />

65 6H. 26. a. H.<br />

(^^, abu Yusuf al-Hàrith 1j. 8a id. 'Arar b. 'Atà, Musàfi' b. Salit, e<br />

menti papiracei<br />

'"^"'ì^' ^- 'Aniir rilasciano ad Apakyros, Pagarco di Heracleopolis settendeiranno26.<br />

H.i tri(»iiale uiia ricevuta per il ritiro di alcuni cavalli, richiesti dal governo<br />

arabo ('25 Epiphi, V Indizione =19 luglio 647 dell' E. V. = 10 Sawwal<br />

26. H.) Karabacek Fiihrer, 141. n. 664).<br />

EGITTO-AFRICA. — Spedizione di Uqbah b. Nàfi , e di ibn abl Sarh.<br />

(Cfr. 25. a. II., §§ 146 e segg.).<br />

§ 56. — Nell'anno 26. H. 'Uqbah b. Nàfi' fece una spedizione fino a<br />

Waddàn, passando per Maghmadas, nel distretto di Surt, in fondo alla<br />

grande Sirte, presso la Cirenaica (Khaldùn Ber bè ras, I, 309 [ibn Abd<br />

al-liakamj).<br />

Cfr. Caudel Invasions, 51.<br />

Per recarsi da Tripoli a Waddàn gli Arabi ebbero a traversare il territorio<br />

dei Berberi Huwàrah.<br />

Cfr. Fournel Ber ber es, I, 21, nota 6, 110 e nota 2: Bakri Ma-<br />

sàlik, 12, lin. 14-16: J.A., serie V, voi. XII. pag. 443.<br />

§ 57. — (al-Nuwayri). Nell'anno 26. H. Amr b. al-'As mandò Abd-<br />

allah b. Sa'd b. abi Sarh a razziare la Ifi'ìqiyyah, ed al ritorno della spe-<br />

dizione il Califfo 'Uthnian tolse ad 'Amr b. al-'As l'amuiinistrazione del<br />

kharàg di Misr e l'affidò ad ibn abi Sarh f) (Nuwavri Leid, I.<br />

fol. 99,v.-100,r.).<br />

Cfr. anche Athir, III, 68; Fagnan Annales, 10.<br />

Nota 1. — Le ultime parole fanno nascere il sospetto che questa spedizione dell'anno 26. H. sia<br />

la stessa di cui abbiamo già fatto menzione sotto l'anno '25. H. (cfi-. 25. a. H., §§ 146 e segg.l. La cronologia<br />

è incerta e non possiamo dire con sicurezza se la spedizione avvenisse nel 26. o nel 26. H. La<br />

data 26. H. sembra più probabile, perchè nell'anno 25. H. abbiamo l'assedio di Alessandria, ma le fonti<br />

uniscono strettamente la spedizione con la deposizione di 'Amr b. al-'As e ciò complica la soluzione del<br />

problema.<br />

D'altra parte l'insurrezione di Gurgir contro l'imperatore bizantino in Ifriqiyj'ah ,=: Tunisia) può<br />

essere una conseguenza della seconda presa di Alessandria, e sembra che sia scoppiata in un anno in<br />

cui gli Arabi non razziavano il paese. — Ciò sarebbe in favore di una spedizione araba nell'anno 25. H.<br />

seguita da una sosta nell'anno 26. H.<br />

Tra queste due considerazioni tra loro contradittorie, il giudizio finale deve per forza rimanere<br />

sospeso.<br />

AFRICA. — Ribellione di Gurgir.<br />

§ 58. — Nell'anno 26. H. il governatore bizantino dell'Africa Gre-<br />

gorio, detto Gurgii- dagli Arabi, si ribellò contro l' imperatore Costante II<br />

(cfr. Caudel Invasions, 48-49, citando il Ei'àd al-Nufias). — Gli<br />

incidenti della rivolta, e della campagna araba che fu probabile effetto<br />

della rivolta di Ó-urgfr, sono avvolti nell'oscimtà, perchè le ampie narra-<br />

zioni di al-Nuwayri non meritano fedo, essendo forse attinte a romanzi<br />

172.


26. a. H. §§ 5&^2.<br />

storici sul tipo dei Pseudo-Wàqidi che abbiamu studiato nella conquista 26. a. H.<br />

della Siria. Il De Slane già considerò la narrazione di al-Nuwavri poco ij^ne di óurgTr.l<br />

meglio di un romanzo. Diamt) la versione delle tradizioni sotto l'anno<br />

seguente.<br />

Cft-. 27. a. H., ijì^ 14 e segg.<br />

AFRICA. — Conquista dell' Ifriqiyyah : razzia in Spagna.<br />

§ 59. — In questo auuo (20. H.) Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh con-<br />

quistò r Ift-iqÌ3'yah, ed 'Abdallah b. Nàfi' b. al-Husayn fece una razzia verso<br />

la Spagna.<br />

'Abdallah b. Nàfi' rimase in Ifrìqiyj'ah come governatore (^) (Ab ai-<br />

teda, II, 262).<br />

Nota 1. — Non occorre aggiungere che la notizia non ha fondamento essendo il frutto di un<br />

errore cronologico di uno storico molto recente, che ha riassunto ibn al-At_hir (cfr. 27. a. H., §§55 in prin-<br />

cipio, 68 e 69).<br />

EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo.<br />

§ 60. -- La massima magra del Nilo scese a 5 dzirà', 20 asba'.<br />

La massima piena .sali a 16 dzirà', 4 (oppure 16) asba' (Mahàsin, I,<br />

94, lin. 16-18).<br />

L' inondazione fii discretamente abbondante sebbene inferiore di quasi<br />

un braccio (dzirà) a quella dell'anno precedente. — Cfi*. 25. a. H., § 145.<br />

NECROLOGIO. — Hafsah bint Umar.<br />

§ 61. — In questo anno, 26. H., si dice (Athir, III, 73) venisse a<br />

morire Hafsah figlia del Califfo 'Umar, e vedova del Profeta; ma altri po-<br />

sticipano la sua morte all'anno 45. H. — Per la sua biografia cti-. il ne-<br />

crologio dell'anno 45. H.<br />

Cfr. 27. a. H., § 26.<br />

abù Rimthah al-Balawi.<br />

§ 62. — ah>ù Rimtjiah al-Balawi, o al-Taymi, o al-Tamimi, Compagno<br />

del Profeta, mori (ucciso) in Africa (durante la spedizione di 'Abdallah b.<br />

Sa'dj nell'anno 26. H. (Athir, II, 233; III, 73).<br />

E uno dei tradizionisti della scuola egiziana (Dzahabi Tagrid,<br />

II, 177, n. 1939).<br />

Alcuni vogliono che siano due persone omonime, uno dei Bali e l'altro<br />

dei Tamim. Si. vuole da alcuni che avesse nome Rilaah b. Yathribi : altri<br />

lo chiamano 'Akasah, o 'Umàrah b. Yathribi; altri lo dicono Hibbàn b.<br />

Wuhayb, o Gunrlub, o Khaskhà.s.<br />

ibn Sa'd dice che morì nell' Ifiiqiyyah (Hagar Taqrib, 264).<br />

178.


26. a. H.<br />

INECROLOGIO. -<br />

abu Rimthah al-<br />

Balawi.'i<br />

{ 62. 26. a. H.<br />

V'è anche la forma Habib b. Hayyàn abù Rimthah al-Taymi o al-<br />

Tamimi, che secondo al-Dzahabi venne con una delle ambascerie a vedere<br />

il Profeta (Dzahabi Tagrid, I, 125, n. 1112; H, 177, n. 1939).<br />

Trasmise tradizioni a lyàd b. Laqit, e a Thàbit b. abì Munqidz (Hagar<br />

Tahdzib, Xn, 97).<br />

ibn 'Abd al-barr distingue nettamente i due abù Rimthah, e dice che<br />

quello dei Bali si stabilì in Egitto, e l'altro invece, il Tamìmita, fu uno<br />

dei tradiziunisti della scuola di al-Kùfah, il maestro di lyàd b. Laqit (al-<br />

Isti'ab, 668-669, n. 2922 e 2923).<br />

193-194).<br />

Cfr. Yàqùt, IV, 287; Suyùti Husn, I, 110; Hagar, IV, 127.<br />

Alla sua morte ordinò di spianare la sua tomba (Athir Usd, V,<br />

Cfr. Hanbal Musnad, II, 226-228; IV, 163; Balàdzuri, 180.<br />

174.


27. a. H.<br />

7 Ottobre 647—24 Settembre 648<br />

176.


C8<br />

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60. •••-••>>> •-.-».^..-<br />

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27. a. H.<br />

PERSIA-FARIS. — Seconda presa di Istakhr.<br />

§ 1. — (al-Wàqidi). In questo anno (27. H.J avvenne la seconda presa<br />

di Istakhr, per opera di 'Uthmàn b. abì-l-'Às (T a bari, I, 2819).<br />

Cfr. Athii-, III, 73, che la pone nell'anno 26. H. ; Mahàsin, 1,96,<br />

lin. 7-8: Hagi Cronologia, 25.<br />

Cfr. anche 23. a. H., §§ 27 e segg. ; 26. a. H., §§<br />

e 29. a. H.<br />

PERSIA-FÀRIS. — Pace di Arragàn e di Daràbéird.<br />

1 e segg.; 28. a. H.<br />

§ 2. — (Davvud b. abì Hindj. 'Ut_hmàn b. abi-l-'As ed abù Musa al-<br />

As'ari conclusero in questo anno la pace con Arragàn dietro pagamento<br />

di 2,200,000 dirham, e con Dài-àbgird (i) per 1,080,000 dirham (Dzahabi<br />

Paris, I, fol. 149, v.).<br />

Cfr. anche Khamis, II, 286, lin. 16-18; Mahàsin, I, 95, lin. 11-13;<br />

Suyuti Khalif., 60, lin. 13. — Cfr. 23. a. H., § 31 e nota 2.<br />

Nota 1. — Istakhr, Arragàn e Dàràbgird, tutte città del FàrÌ8, erano state già espugnate altra<br />

volta dagli Arabi. .Anche se la cronologia degli eventi ricordati in questi due primi paragrafi dell'an-<br />

nata non 8ia sicura, sono nondimeno memoria di una nuova sollevazione persiana, d'una cacciata degli<br />

Arabi e di una nuova campagna di conquista compiuta per opera dei luogotenenti di abii Musa al-As'ari<br />

con le milizie di al-Basrah.<br />

PERSIA. — Il NawrQz.<br />

§ 3. — 11 Nawrùz dei Persiani cadde sul 6 Sa'bàn (= lunedì 6 maggio 648<br />

dell' È. V.) (Hamzah, 160 [dice giovedì]).<br />

SIRIA. — Razzia nel territorio greco.<br />

§ 4. — In questo anno (27. H.) Mu'àwiyah b. abi Sufyàn (governa-<br />

tore della Siria) fece un'incursione su Qinnasrin (T a bari, I, 2819j.<br />

Cfr. 26. a. H., § 46.<br />

177. 23


§§ V, 27. a.H.<br />

27. a. H. SIRIA-CIPRO. — Conquista dell' isola di Cipro.<br />

|C| DIA r^lPRO<br />

'<br />

Conquista dell'i- § 5. — Secoudo abù Ma'sar, in questo anno (27. H.) avvenne la prima<br />

sola di Cipro.) spedizione «li Cipro. La stessa fonte dà però anche l'anno 33. H. come<br />

quello della spedizione. al-Wàqidi la pone invece nell'anno 28. H. (Ta-"<br />

bari, I, 2819-2820).<br />

Cfr. Ya'qubi, II, 191, lin. 14; Dzahabi Paris, I, fol. 149, v.<br />

Le beau, XI, 338-339, anticipa all'anno 27. H. la spedizione del-<br />

l'anno 28. H.<br />

Si tratta di confusione di date e di errore cronologico. La spedizione<br />

di Cipro va posta nell'anno 28. H., come fa al-Wàqidi. che è la fonte cro-<br />

nologica più sicura. '<br />

Cfr. 28. a. H.<br />

§ 6. — Anche il cronista siriaco Dionigi di Teli Mahrè pone la presa<br />

di Cipro per opera di Mu'àwiyah nel 960 dell'Era Seleucida, che corri-<br />

sponde al 648 dell' È. V. ed al 27.-28. H. Aggiunge che Aradus fu espu-<br />

gnata nello stesso anno (Denys de Teli Mahrè, pag. 7).<br />

SIRIA-IMPERO BIZANTINO. — Patriarca d'Antiochia.<br />

§ 7. — Nel terzo anno del califfato di Uthmàn fu nominato Q-urayg<br />

patriarca di Autàkiyah, che ei"a maronita. Egli si trovava a Costantinopoli<br />

e vi rimase cinque anni, senza andare ad Antàkiyah. Morì a Costantino-<br />

poli e fu sepolto là (Eutychius, II, ed. Cheikho, 27, lin. 21-28, lin. 1).<br />

IMPERO-BIZANTINO. — [Costantinopoli?].<br />

§ 8. — Un terribile ciclone di vento abbattè grandi alberi e rovesciò<br />

colonne, nel sesto anno [di Costante] (Cedrenus, I, ed. Bonn, 764).<br />

ARABIA-AL-YAMAN-NAGRÀN. — Lettera del Califfo per i Cristiani<br />

del Na^ran.<br />

§ 9. — Quando fu eletto Califfo, 'Uthmàn ricevette in Madiuah una<br />

commissione di Cristiani del Nagràn, ed in seguito a questo colloquio il<br />

Califfo scrisse al suo luogotenente (in al-Kùfah) al-Walid b. 'Uqbah una<br />

lettera del seguente tenore:<br />

« In nome di Dio clemente e misericordioso. Dal servo di Dio 'Uthmàn,<br />

« Principe dei Credenti, ad al-Walid b. 'Uqbah. Su di te sia la pace di<br />

« Dio! Io faccio lodi a Dio, tranne il quale non v'è altra divinità ». E in<br />

seguito: «Il ve.scovo, il luogotenente (al-'àqib, vicario) e il principe<br />

« (a 1 - s a r à f) della gente di Nagràn sono venuti da me per sporgere que-<br />

« rela, mostrandomi quello che (il Califfo) 'Umar aveva pattuito con essi.<br />

178.


27. a. H. §§ 9-13.<br />

«<br />

*<br />

lo ho preso conoscenza di ouaiito hanno avuto a soffrire da parte<br />

• T /i T , 1 f j 1<br />

Musulmani, ed ho concesso ad essi trenta dispense (hall ah) dal<br />

dei<br />

pa-<br />

27. a. H.<br />

[ARABIA-AL-YAman-naóran.-<br />

« gamento della<br />

°<br />

tassa àizYah, e<br />

» J '<br />

le ho abbonate al<br />

. .<br />

cospetto<br />

T<br />

di<br />

j<br />

Dio.<br />

,<br />

Io Lettera dei Calìffo<br />

per i Cristia-<br />

« ho largito il pieno adempimento delle concessioni di terre date a loro ^ì dei Nagràn.]<br />

« in elemosina da(l Califfo) "Umar in retribuzione ed in compenso delle<br />

« loro terre nel Yaman. Trattali benevolmente, perchè sono gente che ha<br />

«diritto alla protezione (dzimmah), e perchè fra me ed essi v'è cono-<br />

« scenza (ma' rifah). Studia il togiio (sahifah) che 'Umar ha scritto<br />

« per loro e compi integralmen e quello che esso contiene. Quando avrai<br />

« letto il foglio, restituiscilo a loro. E pace » ('). — Lo scrisse Humràn b.<br />

Abàn ai 16 di Sa'bàn del 27. a. H. (Yùsuf, 42, lin. 1-8).<br />

Cfr. 37. a. II.<br />

Nota 1. — SuH'autenticità di questo docuineuto è forse bene sollevare qualche dubbio: è noto<br />

che i Cristiani di tempi posteriori falsificarono molti documenti per tutelare i loro diritti, che nei primi<br />

tempi islamici erano stati tacitamente riconosciuti, ma più tardi violati ingiustamente dal governo<br />

iiiusulraano. quando lo Stato cominciò a soffrire d'angustie finanziarie, e divampò, insieme con la cre-<br />

si-ente anarchia amministrativa, anche il fanatismo anti-cristiano.<br />

Cfr. 20. a. H., § 231.<br />

ARABIA. — Pellegrinaggio annuale.<br />

§ 10. — In questo anno (27. H.) il Califfo 'Uthmàn diresse in per-<br />

sona il grande pellegrinaggio annuale (T a bari, I, 2819).<br />

Cfr. Mahàsin, I, 96, lin. 18; Mas'udi, IX, 56.<br />

EGITTO. Inondazione annuale del Nilo.<br />

§ 11. — La massima magra del Nilo scese a4 dzirà'e 13 asba'. La<br />

massima piena sali a 16 dzirà' e 16 asba' (Mahàsin, I, 96, lin. 18-19).<br />

Mentre la piena estiva raggiunse lo stesso livello dell'anno precedente,<br />

la magra invernale tu inferiore.<br />

NUBIA. - Trattato con i Nubiani. (C'/'r. 21. a. li., §§ 102-110;<br />

23. a. //., § 57).<br />

§ 12. — Il Califfo 'Uthmàn fece un patto con i Nubiani per quattro-<br />

cento schiavi all'anno. Poi si racconta una tradizione del Profeta, secondo<br />

cui gli schiavi Nubiani sono dichiarati preferibili a tutti gli altri (Faqìh,<br />

76, lin. 16-17) [M.].<br />

§ 13. — 'Abdallah b. ba'd mandò un esercito nella terra al-Nùbah,<br />

i cui abitanti domandarono un accordo, impegnandosi a mandare ogni anno<br />

trecento persone, provvedendole del mangiare e del bere.<br />

Egli ne scrisse ad 'Uthmàn, il quale accettò (Ya'qubi, 161, lin. 11-14)<br />

Cfr. Maqrizi Khitat, I, 196, lin. 18-28. [M.].<br />

I7i).


g 14. 27. E. H.<br />

27. a. H. EGITTO-AFRICA. — La rivolta del patrizio Gregorio e la conquista<br />

[EGITTO-AFRICA.<br />

- La rivolta del dell'Africa bizantina. {Cfr. 26. a. IL, § 58).<br />

patrizio Gregorio<br />

§ 14. - Neil' ultimo o penultimo anno di Limar noi vedemmo fcon-<br />

den'Af°icabizan^ fiontisi 22. a. H., §§ 56-63 ; 23. a. H., § 69) che 'Amr aveva latto un" in-<br />

tina.] cursione nell'Aiì-ica settentrionale, giungendo sino alla grande città di<br />

Tripoli, detta dagli Arabi Taràbulus al-Gharb, per distinguerla dall'altra<br />

città omonima che giace sulle coste della Siria. Sembra che in quella circo-<br />

stanza gli Arabi s' impadronissero di Tripoli, ma in difetto di particolari<br />

non sappiamo né come né quanto vi si affermasse il dominio musulmano.<br />

La sorpresa dei Greci su Alessandria (cfi'. 25. a. H., §§ 72 e segg.j<br />

distolse gli Arabi momentaneamente da nuove iniziative verso occidente ;<br />

ma non appena Alessandria fu ripresa e la disfatta disastrosa dei Greci<br />

porse buona ragione di credere che essi fossero meno che mai preparati a<br />

resistere a nuove aggressioni, gli Arabi ritornarono ad invadere le provincie<br />

bizantine in Africa, spingendo le loro scorrerie oltre Tripoli, in quella parte<br />

del littorale africano che oggi con-isponde alla Tripolitania occidentale e<br />

Tunisia meridionale.<br />

L'avanzata degli Arabi verso occidente non fu effetto questa volta di<br />

un semplice capriccio del governatore, o sola passione Ijellicosa e conquistatrice<br />

degli Arabi. In Africa bizantina serpeggiava, come già dicemmo<br />

(cfr. 21. a. H., §§ 113 e segg.), un profondissimo malcontento contro il go-<br />

verno di Costantinopoli, non solo per le solite ragioni fiscali e per l'inet-<br />

tezza del dominio bizantino, ma anche per ragioni religiose. Mentre i<br />

Greci erano tutti seguaci della nuova dottrina istituita da Eraclio, il mo-<br />

noteletismo, la provincia africana si può dire fosse la cittadella della fede<br />

duoteletica, e per di piìi il patrizio e governatore bizantino Gregorio, che<br />

aveva la sua sede in Cartagine, soffiava nel fuoco del malcontento e dava<br />

ragione agli scismatici contro i suoi superiori di Costantinopoli.<br />

In Africa, come conseguenza di tutti i mali descritti altrove assai<br />

sommariamente (cfr. 2L a. H., §§ 118 e segg.), si andava dunque maturando<br />

un movimento che a note aperte rivelava il suo scopo di emanciparsi dal-<br />

l' imperatore Costantino :<br />

ciò risulta chiaramente dagli scritti dei sinodi<br />

africani riuniti nell'anno 646 dell'Era Volgare e dalla lettera di Vittore<br />

arcivescovo di Cartagine a Papa Teodoro (16 luglio 646 dell'Era Volgare)<br />

(cfr. Kaestner, De imperio Constantini III, pag. 34; Mansi, X, 918,<br />

922, 950). Difatti, sebbene gli Africani dicessero che le voci in proposito<br />

erano false, presero alfine le armi sotto la guida del patrizio Gregorio; il<br />

quale ribellandosi contro Costantino, si dichiarò egli stesso imperatore, tra<br />

la fine del 646 e la fine del 647 vale a dire nell'anno 26. H.<br />

180.


27. a. H. §1 14-16.<br />

Cft-. anche Le beau, libro LIX, § 28, voi. XI. pag. 322-323; Burv, 27. a. H.<br />

„ ^^ -.., ^<br />

• [AFRICA-EGITTO.<br />

Hist. Later Roin. Emp., Il, 287-288. . La rivolta dei<br />

§ 15. — Il Mercier (voi. I, pag. 196) pone l' iusiuTezione di Gregorio patrizio Gregorio<br />

. . . e la conquista<br />

immediatamente dopo la morte di Eraclio, affermando che il patrizio si<br />

deii'Africab'zan-<br />

valesse di questo evento per dichiararsi indipendente e farsi proclamare *'"a-l<br />

imperatore. Ma ciò è cronologicamente errato. Nella Chronographia di<br />

Teofane (pag. 525) è detto chiaramente che l' insurrezione di Gregorio<br />

avvenne un anno prima che gli Arabi entrassero in Tunisia e mettessero fine<br />

al brevissimo imperio del pretendente alla porpora. Teofane dice breve-<br />

mente che nell'anno del Mondo 6138 (equivalente al 646 dell'Era Volgare<br />

ed al 25.-2G. H. ) il patrizio Gregorio, messosi d'accordo con gli Africani<br />

(ossia i Berberi), si ribellò contro l' imperatore.<br />

Siccome l'anno 26. H. incominciò solo con il 17 ottobre, la notizia<br />

di Teofane potrebbe cadere nell'anno 25. H. se avvenne nella prima metà<br />

dell'anno, o nel 26. H. se si riferisce agli ultimi mesi. Ne viene di conse-<br />

guenza che la morte di Gregorio per opera degli Arabi successe o alla fine<br />

dell'anno 26. o nel principio del 27. H. Infatti lo stesso Teofane narra sotto<br />

l'anno del Mondo 6139 (equivalente al 639 dell'Era Volgare, e 26.-27. H.)<br />

che gli Arabi invasero l'Africa, sconfissero Gregorio, distrussero il suo eser-<br />

cito e imposta una indennità di guerra ritornarono in Egitto.<br />

Alcune fonti arabe pongono nell'anno 25. H. la spedizione di 'Abdallah<br />

b. abi Sarh in Africa, ma è lecito dubitarne, perchè è lo stesso anno in<br />

cui Alessandria fu ripresa dagli Arabi ai Greci e sembra poco verosi-<br />

mile che in quello stesso anno gli Arabi invadessero l'Africa bizantina.<br />

L'insurrezione di Gregorio si unisce bene con la caduta' di Alessandria, e<br />

come conseguenza della medesima :<br />

Gregorio, saputa la distruzione della<br />

flotta e delle forze di Manuel, poteva, sentendosi al sicuro da aggressioni<br />

bizantine, pensare a mettere in atto il suo progetto di ribellione. Perciò<br />

questo evento va messo per lo meno nell'anno 26. H., ossia quasi contem-<br />

poraneo all'allestimento della spedizione africana per parte degli Arabi,<br />

i quali erano consapevoli di quanto succedeva in Africa e volevano trarne<br />

profitto (cfr. 26. a. H., § 58).<br />

§ 16. — La ribellione di Gregorio, il patrizio d'Africa, ebbe un ca-<br />

rattere suo speciale : il patrizio innanzitutto si mise alla testa del movi-<br />

mento religioso contrario al dogma monoteletico che il governo di Co-<br />

stantinopoli voleva imporre e che in Africa aveva incontrato vivissima<br />

opposizione. Ma Gregorio non si contentò degli abitanti sedentari della<br />

provincia, e volle avere dalla sua anche i capi berberi j)iù inttuenti della<br />

Numidia. Eblie quindi l' idea originale di unirsi ad essi, ed abbandonando<br />

181.<br />

»


'<br />

27. a. H.<br />

§§ Ili, 17. ^'' ^' "•<br />

Iji ^.\^l^ ,|i Cartagine, sinora sede dell'esarcato afi-icano, si tra.sfen iu pieno<br />

- La rivolta del paese iiumidico o berberino a Sufifetula, oggi detta Sbeitla dai Maghribiui,<br />

patrizio Gregorio posta a sud di al-Qaj'ruwàn. In questa sede Gregorio si accinso a racco-<br />

deirAfricabizan- glierr UH esercito, perchè era stato avvertito dell'avanzata degli Arabi e<br />

""a-i voleva essere preparato a riceverli.<br />

Il Mercier (voi. I, 196) afferma che dopo la ribellione di Gregorio in<br />

Cartagine sbarcasse un nuovo esarca bizantino, intorno al quale si aggrup-<br />

parono i Cristiani rimasti fedeli all'Impero, ma non dice chi sia stato, né<br />

dà la fonte di tale notizia.<br />

EGITTO-AFRICA. — Spedizione di Abdallah b. Sa d b. abl Sarh nel-<br />

r Ifriqiyyah.<br />

§ 17. — Descrivemmo sotto l'anno 21. H. (cfr. 21. a. H., §§ 111 e segg.)<br />

le condizioni deplorevoli nelle quali versava l'Afi-ica Bizantina al momento<br />

delle conquiste arabe, e ci rimane ora ben poco d'aggiungere, perchè uno<br />

studio più minuto delle condizioni dell' Itrìqiyyah fa piuttosto parte d'una<br />

oronistoria dell' impero bizantino.<br />

Chi volesse addentrarsi in tale argomento, non ha che prendere il<br />

già citato volume di Ch. Diehl {L'Afrique Byzantine), nell'ultima parte<br />

del quale (pag. 635 e segg.) trovasi una lucida e magistrale esposizione<br />

delle cause interne della decadenza bizantina in Africa e delle ragioni<br />

immediate dell' invasione.<br />

Per lo sfacelo amministrativo dell' impero bizantino in Asia, special-<br />

mente durante i governi di Foca e di Eraclio, la provincia africana erasi<br />

in grande parte emancipata dal potere centrale. Eraclio stesso, come sap-<br />

piamo, da semplice esarca dell'Africa con felice ardimento si era potuto<br />

innalzare sino agli onori perigliosi della porpora imperiale. L'esempio era<br />

contagioso, e gli spaventosi disastri della guerra persiana accelerarono ed<br />

aggravarono il disgregamento amministrativo dell' impero, rendendo quasi<br />

indipendenti i luogotenenti delle provinole più lontane, come la Sardegna<br />

e persino l'Africa settentrionale, sebbene legata all' imperatore Eraclio da<br />

stretti vincoli personali.<br />

Risulta infatti da vari documenti (cfr. Diehl, pag. 537) che, quando<br />

gli Arabi minacciarono l' Egitto e si accinsero ad invaderlo, gli ordini di<br />

Eraclio allo strategós che comandava nella Pentapolis (=i Cirenaica), di<br />

recarsi in aiuto di Ciro in Egitto, rimasero inascoltati. Più tardi il pre-<br />

fetto d'Africa Gregorio, nel 641 dell' È. V., rifiutava di obbedire a Costan-<br />

tinopoli e dichiarava apocrifi gli ordini scritti che gli venivano mandati<br />

riguardanti certe misure d'ordine religioso che egli non approvava.<br />

182.


27. a. H. §§ 17, 18.<br />

La popolazione iri.-ìtiaua dell'Africa era in conflitto con l' imperatore 27. a. H.<br />

, 1 ,, 1 •<br />

, 1 .• 11 . . [EGITTO-AFRICA.<br />

Eraclio perche patrocinatore della dottrina monoteletica allo ; stesso tempo . spedizione di<br />

l'esaurimento del tesoro imperiale aveva costretto a sospendere il paga- Abdaiiah b. Sa'd<br />

mento dei sussidi consueti alle tribù nomadi dei Berberi sul contine: per rifnqiyyah'.l<br />

tali ragioni le tribù si erano aflfrettate a rompere ogni rapporto con l'am-<br />

ministrazione bizantina ed a considerarsi indipendenti. Sorsero perciò in<br />

Africa, negli ultimi tempi del dominio greco, alcuni potenti principati indi-<br />

geni, con proprie leggi e propria religione, di fatto indipendenti dal pre-<br />

fetto d'Africa (Die hi, pag. 530).<br />

§ 18. — Di particolare gravità era inoltre la condizione morale delle<br />

popolazioni d'origine europea, stabilite in Afi-ica, per effetto della politica<br />

religiosa di Eraclio, il quale, come già abbiamo più volte ripetuto, si era<br />

malauguratamente intestato d' imporre ai sudditi il nuovo principio dogma-<br />

tico del monoteletismo. Contro questo era insorta tutta la coscienza reli-<br />

giosa delle regioni afi'icane, e le affermazioni dell' imperatore erano state<br />

condannate quasi unanimemente come ei-etiche. La Chiesa di Roma ali-<br />

mentava lo -scontento e sospingeva i fedeli a resistere. Si creò quindi in<br />

Africa una condizione d'equilibrio instabile, che poteva fàcilmente preci-<br />

pitare in uno scoppio violento di passione popolare.<br />

I progressi continui degli Arabi, i disastri in Siria, ed infine l'inva-<br />

sione dell' Egitto per opera di Amr b. al-'As, ebbero l'effetto ben naturale<br />

di perturbare vieppiù le coscienze e di acuire il malcontento ed i conflitti<br />

religiosi. A ciò contribuì sicuramente l'affluire in Africa di numerose turbe<br />

di profughi fuggiti dalla Siria dinanzi alla spaventosa bufera araba. Pare<br />

che specialmente numerosi fos.sero gli ecclesiastici del clero tanto regolare<br />

che secolare: i più cercarono asilo in Cartagine. I profughi portarono in<br />

Africa le dottrine monotìsite, che trovarono favorevole accoglienza in una<br />

parte della popolazione, forse anche per spfrito di opposizione a Bisanzio:<br />

si scatenarono cos'i nuove passioni, e sorsero inattese complicazioni. Il go.<br />

verno se ne immischiò, intraprese persecuzioni contro i non ortodossi, e si<br />

venne ad ogni specie di conflitti, violenze alle persone e confische di beni;<br />

infine, per evitare guai maggiori, e non .suscitare una sollevazione gene-<br />

rale, il prefetto Gregorio, quando dopo la morte di Eraclio ricevette dall'<br />

imperatrice Martina l'ordine d' imporre con le più severe misure il dogma<br />

del monoteletismo, ricorse al singolare ripiego, già accennato, di dichia-<br />

rare apocrife le lettere ricevute.<br />

L'opposizi(jne a Bisanzio fu acuita non solo dal disordine che regnava<br />

in Costantinopoli per le incertezze della successione al trono imperiale e<br />

per i conflitti sanguinosi che essa generò, ma anche per le eloquenti-ssime<br />

183.


§§ lii-'M. ^'« 3,. il.<br />

27. a. H. prodicho o l'attiva propat'anda in senso ortorìosso e contrario al dogma<br />

[EGITTO-AFRICA. ',.,,, , , • •<br />

, ^ ^ k r- j i , ,<br />

- Spedizione di uttit'iale del monoteletismo, che furono inaugurate m Airica dal celebre<br />

Abdaiiah b.Sad abbate Massimo (cfi-. Di ehi, pag. 648 e segg. ; Kaestner,<br />

56 e segg.).<br />

l'ifriqiyyah.i TjC condizioni generali furono aggravate ancora dalle vicende delle<br />

gueire e conquiste degli Arabi. L'accoglienza favorevole fatta ai Musul-<br />

mani non solo in Siria, ma sovrattutto in Egitto, dove i Copti avevano<br />

apertamente abbracciata la causa degli Arabi contro Costantinopoli, e la<br />

tolleranza religiosa che distingueva il dominio del Califfo di Madinah, eb-<br />

bero un profondo contraccolpo nella coscienza delle popolazioni africane<br />

d'origine europea, talché a molti non tardò a balenare l'opportunità di<br />

liberarsi interamente anche essi da Bisanzio, e di porsi sotto la tutela<br />

arabica.<br />

§ 19. — Di tale stato degli animi era specialmente edotto il patrizio e<br />

prefetto Gregorio, uomo raoltS popolare in Africa tra gli ortodossi: il quale,<br />

quando nel 641 dell' È. V. la nuova rivoluzione di palazzo in Costantino-<br />

poli abbattè il dominio dell'imperatrice Martina e pose sul trono il fan-<br />

ciullo Costantino III e nel 646 la corte bizantina tornò ad insistere sul<br />

dogma monoteletico, Gregorio si accinse a mettere in atto un suo ambi-<br />

zioso disegno che forse da lungo tempo meditava. Si dichiarò indipendente<br />

da Costantinopoli e si proclamò imperatore: forse sognò di ripetere l'esempio<br />

di Eraclio del 610 dell' È. V.<br />

Ma il sogno doveva subire la più rapida e tragica delusione: un pe-<br />

ricolo d' immensa gravità venne a minacciarlo appena un anno dopo che<br />

egli aveva assunto il titolo imperiale: gli Arabi nel 647 dell' È. V. sotto<br />

"Abdallah b. Sa VI b. abi Sarh si accingevano ad invadere la Byzacene<br />

(Tuni.sia meridionale), partendo da Tripoli già in loro possesso, e facendo<br />

seguito alle precedenti incursioni, con cui durante sei anni avevano segnato<br />

un progressivo e fatale avanzamento del loro dominio diretto ed indiretto<br />

sulla costa dell'Africa mediterranea.<br />

<strong>For</strong>se già le incursioni anteriori avevano spinto Gregorio a prendere<br />

speciali provvedimenti, perchè il suo trasferimento in Sufetula. nella Tu-<br />

nisia meridionale, può spiegarsi non solo come un indizio ch'egli cercasse<br />

di stringere intimi rapporti con i Berberi, ma anche come una necessità<br />

strategica per far fronte alle crescenti devastazioni degli Arabi. Ciò spiega<br />

come la campagna di conquista si svolgesse in Africa nel 27. H. con sin-<br />

golare semplicità e brevità : tutto fii deciso nel primo scontro nelle imme-<br />

diate vicinanze del confine.<br />

§ 20. — Qui appresso diamo nel solito modo il testo delle fonti che<br />

porgono notizie sulla conquista; ma la narrazione, come già si disse, e come<br />

184.


OS<br />

o<br />

Ss<br />

0}<br />

a<br />

o e<br />

g<br />

o<br />

S


27. a. H. §§ 20-25.<br />

tutti 1 migliori storici occidentali hanno riconosciuto, e piena di partico-<br />

, . . , „ , .<br />

lari romantici e decorativi, che non posseggono verun londamento storico<br />

^7. a. h.<br />

[EGITTO-AFRICA.<br />

. spedizione di<br />

sicuro. Appai-tengono alla stessa scuola dello Pseudo-Wàqidi, di cui facemmo 'Abdaiiah b.Sa'd<br />

copiosi estratti per la conquista deHa Su'ia. Il contenuto storico sicuro l'ifriqiyyah".]<br />

delle tradizioni si riduce a ben poca cosa, che nella nuda e disadorna<br />

semplicità si può riassumere nella seguente trama scheletrica.<br />

Gli Arabi vicino a Sboitla (Sufetula) vennero alle mani con le schiere<br />

di Gregorio e le distrussero : seguì l'assedio di Sbeitla, che gli Arabi espu-<br />

gnarono, presa d'assalto e barbaramente saccheggiata. Più al nord pare che<br />

gli Arabi non si spingessero, trattenuti forse dalla corona di città forti che<br />

munivano la regione più vicina a Cartagine. I Greci, spaventati dal di-<br />

sastro di Gregorio, misero innanzi proposte di accordi: offrirono una forte<br />

somma, se gli Arabi si fossero ritirati, ed ibn abi Sarh accettò, perchè i<br />

.suoi erano già carichi di bottino: riscosso il danaro pattuito, egli ritornò<br />

nella Tripolitania, senza mantenere alcuna delle regioni occupate durante<br />

l'incursione (cfr. Diehl, 668-662; Kaestner, 33-36).<br />

§ 21. — Secondo al-Nuwayri la spedizione di ibn abi Sarh ebbe prin-<br />

cipio nel Muharram del 27. H. (Khaldùn Berbères, I. 314: J.A, ser. Ili,<br />

1841. voi. XI, pag. 97), ossia ottobre 647 dell' È. V.<br />

§ 22. — (al-Wàqidi e Ahmad b. 'Thàbit al-Ràzi, da un tradizionista,<br />

da Ishaq b. Isa, da abù Ma'sar). In questo anno (27. H.) 'Abdallah b.<br />

Sa'd b. abi Sarh conquistò rifriqiy3'ah (T a bari, I, 2813).<br />

Cfr. Hanifah. 148.<br />

§ 23. — Nell'anno 27. H. 'Alxlallali b. Sa'd entrò in Ifriqiyyah. Gli<br />

abitanti s' imposero per lui un tributo di 2000 dinar (^). 'Abdallah [b. Sa'd]<br />

ritornò [in Egitto], ed 'Abdallah b. al-Zubayr andò a portai- la notizia al<br />

Califfo 'Uthmàn ''Baethgen Fragni.. 112).<br />

Cfr. Elia Bar S i n a }' a , 85.<br />

Nota 1. — Si noti la differenza fra il tributo di 2000 ricordato in questa fonte e l'altro superiore<br />

al milione, che abbiamo nelle fonti musalmane : l'esagerazione di queste è<br />

§ 24. — I al-Wàqidi,<br />

evidente.<br />

da ibn abi Sabrah, da Muhammad b. abi Har-<br />

malah. da Kuraybj. Quando il Califfo 'Uthmàn depose 'Amr b. al-'Às dal<br />

governo dell'Egitto, Amr si adirò assai vivamente con il Califfo. Questi,<br />

nel mandare ibn abi Sarh in Egitto, gli ordinò d'invadere l'ifriqiyyah e<br />

gli mandò un esercito di rinforzo con 10,000 uomini, composto di Qurays,<br />

di Ansar, e di Muhàgirun ("T a bari, l, 2817-2818).<br />

§ 25. — Cal-Wàqidi, da Usàmah b. Zayd al-Laythi, da ibn Ka'b).<br />

Quando 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh ebbe conquistata l'ifriqiyyah, la pace<br />

con i Musulmani venne stipulata dal Batriq Ifriqiyyah (il governatore<br />

185. 24


. abi Sarh nel-<br />

r Ifrìqiyyah.^<br />

•ih 21. 27. a. H.<br />

27. a. H. giccu dell' Ifriqiy^-ah), il quale aveva nome Cfurgir, od una delle condi-<br />

'^°'sVe°izionI*^di >'-'^'"i Ottenute dal ^onerale musulmano fu il pagamento per parte dei<br />

Abdaiiahb.Sad (freci di uua indennità di guerra, che ammontava a 1,220,000 dìnàr,<br />

equivalenti a 300 qintàr in oro. Appena l' imperatore greco ebbe notizia<br />

di ciò, scrisse al suo governatore nell'Ifriqiyyah, ordinandogli di riscuotere<br />

ancora una volta la medesima somma e di mandarla a Costantinopoli. Il<br />

governatore greco convocò i capi del paese e comunicò loro i nuovi ordini<br />

venuti dall'imperatore, invitandoli ad eseguirli. I capi risposero che non<br />

avevano i mezzi per .sodisfare a siffatte pretese, dichiarando di aver sbor-<br />

sato tutto quello che possedevano, per pagare l' indennità di guerra ai<br />

Musulmani. Erano perciò pronti a pagare le solite tasse all'imperatore, ma<br />

nulla più. Il governatore ordinò l' immediata incarcerazione dei capi, ma<br />

dopo pochi giorni gli amici dei medesimi assalirono le prigioni e rotte le<br />

porte liberarono i prigionieri.<br />

La somma di 300 qintàr in oro, riscossa in IfriqÌ3-yah, fu mandata<br />

a Madìnah ed il Califfo 'Uthmàn fece dono dell'intera somma, non è certo,<br />

se alla famiglia di al-Hakam, o a Marwàn b. al-Hakam (') (T a bari, I, 2818).<br />

Cfi-. Athìr, III, 71; Dzahabi Paris, I, fol. 160,r.-150,v.<br />

Nota 1. — E opportuno ricordare quanto abbiamo detto su al-Hakam b. abi-l-'As al principio del<br />

califfato di 'Uthmàn (cfr. 24. a. H., §§ 34-35). L'aver ceduta una parte cospicua dei prodotti del quinto<br />

del bottino a membri della sua famiglia e ad intimi suoi amici e fautori, fu una delle accuse più fre-<br />

quenti e più vivaci lanciate contro il Califfo 'Uthmàn. <strong>For</strong>se in essa insieme ad una parte di vero era<br />

anche molta esagerazione. — E probabile che 'Uthmàn considerasse il provento del quinto come danaro<br />

di cui egli poteva liberamente disporre per ciò che riteneva fosse interesse dello Stato. — Lo stesso,<br />

subbene forse in una misura minore, fece anche 'Umar; ma la tradizione a lui benevola ha cercato di<br />

nasconderlo ed ha tentato, in modo assai incompleto ed imperfetto, di stabilire quali rapporti finanziari<br />

esistessero tra la cassa particolare di 'Umar e quella di 'Uthmàn (cfr. 23. a. H., §§ 229 e segg.). Così le<br />

virtù di 'Umar gli ottennero l' indulgenza dei tradizionisti, e quanto a lui fu perdonato, si mutò nel<br />

caso di 'Utjiman in peccato gravissimo cfr. più avanti §§ 52, 54, 55).<br />

§ 26. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abdallah b. Bukayr, da al-La^tJ! b. Sa'd).<br />

La conquista dell'Africa fu nell'anno 27. H. Nello stesso anno morì (secondo<br />

Màlik b. Anas) Hafsah, moglie del Profeta ('Abd al-hakam, 263, lin. 5-8)<br />

Cfr. 26. a. H., § 61. [M.].<br />

§ 27. — ('Uthmàn b. Sàlih ed altri). Quando 'Uthmàn ebbe deposto<br />

'Amr b. al-'As dall'Egitto e preposto invece 'Abdallah b. Sa'd b. abì Sarh,<br />

questi incominciò a mandare (in Afi'ica) i Musulmani con distaccamenti<br />

di cavalleria come andavano al tempo di 'Amr, e in questo modo preda-<br />

rono e riportarono bottino dalle parti estreme dell' Afì'ica. Abdallah b. Sa'd<br />

scrisse a tal riguardo ad 'Uthmàn, e gli espose come quei paesi fossero<br />

vicini alle regioni abitate dai Musulmani. Domandò pertanto licenza di<br />

razziarli. E 'Uthmàn invitò allora la gente a prender parte alla spedizione,<br />

dopo aver chiesto consiglio ai suoi su tale disegno. Quando furono tutti<br />

186.


27. a. H. §§ 2&32.<br />

27. a. H.<br />

raccolti, •Uthman prepose ai partenti al-Hàrith b. al-Hakam fino a che non ^^^,.^^0 ^pp,^^<br />

turono arrivati in Egitto, (love 'Abdallah b. Sa'd avrebbe assunto il comando. . spedizione di<br />

Il sultàn d'Africa risiedeva allora in una città, chiamata Qartaginah, e Abdaiiah b.Sad<br />

' TT- 1 1 j. 1 b. abi Sarh nel-<br />

c'ora allora un re. chiamato Girgir, che Hnaql aveva mandato suo luogo- ,. ,frìqiyyah.i<br />

tenente, ma Ó-irgii- s'era fatto indipendente, aveva battuto moneta in proprio<br />

nome, ed era sultàn da Taràbulus fino a Tangah ('Abd al-hakam,<br />

247, lin. 4-12) [M.].<br />

Cfr. Khaldun Berbères, I, 304.<br />

§ 28. — ('Abd al-rahmàn. da 'Abd al-màlik b. Maslamah. da ibn<br />

Lahiahi. Hiraql aveva mandato come luogotenente Orirgir, ma questi s'era<br />

fatto indipendente ('Abd al-hakam, 247, lin. 12-14) [M.].<br />

§ 29. — ('Uthman b. Salili ed altri). G-irgii- mosse incontro ad 'Abd-<br />

allah b. Sa'd e lo combattè, ma Iddio lo fece perire. Chi lo uccise fu, se-<br />

condo quello che raccontano, Abdallah b. al-Zubayr. E l'esercito di Girgir<br />

fu volto in fiiga. 'Abdallah b. Sa'd divise le sue squadre, e queste carpirono<br />

grande bottino. Quando i<br />

principi africani videro ciò, fecero pratiche presso<br />

'Abdallah b. Sa'd, affinchè accettasse da loro del denaro e uscisse dal paese.<br />

Egli lo accettò e tornò in Egitto, senza aver lasciato nessuno a reggere<br />

[r Afi-ica], né avervi costruito alcun q a y r a w a n ('Abd a 1 - h a k a ni , 247,<br />

lin. 14-248, lin. 3) [M.].<br />

Cfr. Khaldun Berbères, I, 304-305.<br />

§ 30. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abd al-malik b. Maslamah, da ibn La-<br />

bi' ah, da ibn al-Aswad, da Uways, da abù-l-Aswad, loro mawla, il quale<br />

racconta :) Siamo stati a razziare l'Africa con 'Abdallah b. Sa'd, che divise<br />

le prede tra noi. dopo avei'ne detratto il quinto. E la parte d'ogni cava-<br />

liere arrivò a 3000 dinar, duemila per il cavallo e mille per il cavaliere.<br />

E ogni pedone ebbe mille dinar. Divise poi tra quelli che morirono a Dzàt<br />

al-riammàm ('). e diede alle famiglie loro dopo la morte di essi mille dinar<br />

('Abd al-hakam, 248, lin. 3-7) [M.].<br />

Cfr. Khaldun Berbères, l, 306.<br />

XoTA 1. — In Yaqàt (II, 330, lin. 8ì Dzàt al-Hnmmàni è un luogo tra Alessandria e l'Ifnqiyyàh,<br />

ma più vicina a questa. E sicuramente uno dei luoghi in cui gli Arabi si batterono con le milizie ber-<br />

§ 31. — (Abd al-rahmàn, da Yusuf b. Adi, da ibn Mubàrak, da<br />

Haywah b. Surayh, da 'Abd al-rahmàn b. abì Hilàl, da abu-1-Aswad, da<br />

abù Anus [Y UwaysJ, loro antico mawla). Un tale andò alla razzia d'Afi-ica<br />

e morì in Dzàt al-Hammàm. (Ili fu assegnata la sua porzione, che ammontò<br />

allora a mille dinar ('Abd al-hakam, 248, lin. 7-10) fM.].<br />

§ 32. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abd al-rahmàn b. Maslamah, da al-Layth<br />

b. Sa'd, da più d'unoj. Abdallah razziò l'Afi-ica, e uccise Ùhgir; e ogni<br />

187.


27. a. H. cavaliero ebbe in quella giornata 3000 dinar, e ogni pedone mille (Abd<br />

(EGITTO-AFRICA. inia\niri<br />

. Spedizione di .il-hakani, 248, Im. 10-13) [M.].<br />

•Abdaiiahb.sad f^f,.. Kh a 1 d ù u Berbères, I, 306.<br />

r'ifn''q'iy^yah!i<br />

""'<br />

§ 33. — CUthmàn b. Salih ed altri). L'esercito di 'Abdallah b. Sad<br />

era di 20,(X)0 persone (Abd al-hakam, 248, lin. 17-18) [M.].<br />

Ctr. Khaldun Berbères, I, 306.<br />

§ 34. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abd al-malik b. Maslamah, da ibn<br />

Lahì'ah). I Mahrah, nella razzia di 'Abdallah b. Sa'd, erano in numero di<br />

seicento uomini, e... (testo indecifiabile ghasà ila??)... fino ad al-Asd<br />

settecento, i Mayda'àn (??) settecento, e i Mayda'àn erano degli Asd l'Abd<br />

al-hakam, 248, lin. 14-249, lin. 2) [M.].<br />

§ 35. — ('Abd al-rahmàn, da Yahya b. Bukaja*, da ibn Lahi'ah, da<br />

al-Hàrith b. Yazid, da Azhar b. Yazìd al-Ghutayfi [da?] Sarik b. Sumayy).<br />

ibn Zuràrah al-Madini aveva venduto due verghe d'oro, di cui una ad un<br />

prezzo maggiore dell'altre (? versione incerta). Poi s' incontrò con al-Miqdàd<br />

b. al-Aswad, e glielo disse. E al-Miqdàd rispose: « Ciò non va bene ». E ibn<br />

Zuràrah allora : « L'eccedenza sarà in dono a lui (sic) ». E Sarik disse : « Non<br />

< amo d'avere quello che voi possedete, perchè io potrei trarne profitto [ver-<br />

« sione incerta di un testo oscuro]» ('Abd al-hakam, 249, lin. 2-5) [M.].<br />

§ 36. — (Abd al-rahmàn, da abù 'Abdallah b. 'Abd al-hakam e Sa'id<br />

b. Ghutayr). La figlia di Uirgir era toccata ad uno degli Ansar nella sua<br />

parte. Se la portò seco al ritorno, sopi-a un camelo. E prese a dire in<br />

r a g a z :<br />

O figlia di 'Urgìr, avrai anche tu da camminare sulle tue calcagna: Tu avrai nel<br />

Higàz la tua padrona che ti attende: tu porterai [acqua] in un otre di Qubà (sobborgo di<br />

Madiuahj.<br />

Essa domandò allora: «Cosa dice questo cane?». Le fu spiegato, ed essa<br />

si gettò giù dal camelo su cui si trovava, si fiaccò il collo e morì ('Abd<br />

al-hakam, 249, lin. 6-10) [M.].<br />

Ctr. Khaldun Berbères, I, 306.<br />

§ 37. — ('Abd al-rahmàn, da Abd al-malik b. Maslamah, da ibn La-<br />

hi'ah). Fu Abdallah b. Sa'd quegli che conquistò l'Africa. Altri dicono:<br />

No : egli è quegli che toccò soltanto un lembo d'Afirica. Vedendo dinanzi<br />

i mucchi di danaro coniato, egli domandò agli Atiicani : « Come l'avete<br />

«avuto?». E uno 'di loro prese a gù-are come se cercasse qualcosa, fino<br />

a che trovò una oliva, e gliela portò. E disse : « È con questo che noi ci<br />

« procuriamo il danaro ». — « E come mai? ». — « I Greci », rispose, « non<br />

« hanno olive. Ed essi venivano da noi a comperare l'olio e ci davano (in<br />

« compenso) di esso monete coniate » (') ('Abd al-hakam, 249, lin. 10-15)<br />

Ctr. Khaldun Berbères, I, 306. [M.].<br />

188.


27. a. H. §1 37^1.<br />

Nota 1- — Si vuol tener meniovia che in quei tempi la Tunisia facesse grandi guadagni con 27. a. H.<br />

l'esportazione dell'olio di ulive. [EGITTO-AFRICA.<br />

§ 38. — (Abd al-rahmàn. da 'Uthmàn b. Sàlih, da ibn Lahi'ah ed Abdaiiab b.Sa'd<br />

altri). (Grli abitanti dell' Ifriqiyyah) furono chiamati Atariqah da questo :<br />

che sono i figli di Afrìq b. Baj'sar. Fàriq s'era preso di quella terra la<br />

porzione tra Barqah e l'Africa. E dagli Atariqah il paese fu denominato<br />

Africa ('Abd al-hakam. 249, Un. 15-260, lin. 2) [M.].<br />

Cfr. Khaldun Berbères, I. 306.<br />

§ 39. — (Abd al-rahmàn, da abù 'Abdallah b. 'Abd al-hakam, da Bukayr<br />

b. Wasr [? Wasiyv], da Yazid b. abi Haljib, da Qays b. abi Yazid, da al-Hallàs<br />

b. 'Amir, da 'Abdallah b. abi Rabi'ah). Abdallah b. Sa'd pi-egò in Africa<br />

'<br />

al tramonto, e pregato che ebbe due r a k a h ,<br />

udì del rumore nel pro-<br />

strarsi. Quelli furono spaventati, e credevano fossero i nemici. Interruppe<br />

la preghiera. E come non vide nessuno, tenne una khutbah, e disse:<br />

« Questa preghiei'a è stata troppo breve », onde diede ordine al suo mu'adzdzin<br />

di giidare [ancora] la preghiera e la rifece ('Abd al-hakam,<br />

250, lin. 2-6) fM.].<br />

§ 40. — ('Abd al-rahmàn, da Abd al-màlik b. Maslamah). 'Abdallah<br />

b. Sa'd mandò (al Califlfo) l'annunzio della vittoria per mezzo di 'Uqbah<br />

b. Nàfi' o. secondo altri, di 'Abdallah b. al-Zubap-, e questa seconda ver-<br />

sione è la più giusta.<br />

Abdallah b. al-Zubayr andò, credono, a Madinah in venti giorni<br />

('Abd al-hakam. 250, lin. 7-9) [M.].<br />

§ 41. — ('Abd al-rahmàn, da Sa'id b. 'Ufayr, da al-Mundzir b. 'Abdallah<br />

al-Khazànii [sicf Hizàmi), da Hisàm b. 'Urwah). Abdallah b. Sa'd mandò 'Ab-<br />

dallah b. al-Zubayr con l'annunzio della conquista dell'Afi-ica. Ed egli entrò<br />

da 'Uthmàn e prese a raccontargli lo sconti'O col nemico, e i fatti di quella<br />

razzia. 'Uthmàn ne rimase meravigliato, e gli disse : « Saresti disposto a<br />

«raccontare in pubblico tutto ciò?». E disse di si. Allora 'Uthmàn, pre-<br />

solo per mano, lo condusse sul m i n b a r , e disse : « Racconta pubblica-<br />

« mente quello che hai raccontato a me ». Abdallah da principio si scusò,<br />

e al-Zubayr fsuo padre) prese allora un pugno di sassi, disposto a tirar-<br />

glieli. Allora l'altro parlò in modo da destare le meraviglie (^).<br />

al-Zubayr diceva : « Quando uno vuol sposare una donna, guardi al<br />

« padre e al fratello di lei, e troverà in lei una somiglianza con la fà-<br />

« miglia » (^) Disse questo per la somiglianza che egli trovava tra lui e abù<br />

Bakr (Abd al-hakam, 260, lin. 9-261, lin. 1) [M.|.<br />

Cfr. Khaldun Berbères, I, 306-;307.<br />

Nota 1. — Questa tradizione di dubbio valore storico appartiene al ciclo tradizionistico egiziano,<br />

che è favorevole ad 'Abdallah b. al-Zubayr ed al di lui padre al-Zubayr. Di questo fatto abbiamo avuto<br />

i^- ^br Sarh nei


27. a. H.<br />

[EGITTO-AFRICA.<br />

- Spedizione di<br />

Abdallabb. Sa'd<br />

b. abi Sarh nel-<br />

r Ifriqlyyah.]<br />

^S 11- t4. 27. a. H.<br />

Kià un cernici nelle trmiizioni (Iella oonf|ni«ta fi' Egitto ;cfr. /nrfiVf ni voli. Ill-V . Par certo che al-ZnbajT<br />

e suo tìglio 'Abdallah hanno dimorato qualche tempo in Egitto: da ciò l'esistenza d'una torte corrente<br />

tradiziouistica a loro favorevole: le scuole egiziane erano lusingate di poter porre il nome di al-Zubayr e<br />

di suo figlio, duo uomini famosissimi nell'Islam, tra i Compagni che avevano visitato l'Egitto. Più avanti,<br />

sotto l'anno 3tJ. H. troveremo, a proposito della battaglia del Camelo, tradizioni della scuola o iraqense<br />

pura, o madini-se fortemente influenzata da tendenze iraqensi, in parte ostili ad al-Zubayr ed a suo figlio.<br />

— La presente tradizione è probabilmente inventata: non solo si vuole porre in rilievo le virtù di<br />

Abdallah b. al-Zubayr. ma anche la sua modestia e mancanza di ambizione. Sul minbar sale soltanto<br />

il capo della comunità: nell'anno 64. H. 'Abdallah b. al-Zubayr si proclamò califfo in Makkah.<br />

Nota 2. — È noto che gli Arabi avevano la convinzione che i figli iraschi pigliassero dalla madre<br />

e le femmine dal padre. — Ne abbiamo fatto cenno anche in altro luogo icfr. 23. a. H., §§ 186 e nota 2,<br />

385 e nota It. — In questo caso si vuol ricordare che la madre di 'Abdallah b. al-Zubayr era una figlia<br />

del Califfo abù Bakr, che la tradizione raffigura come uomo eloquente. — Ciò risulta dalla fine del<br />

paragrafo seguente.<br />

§ 42. — ('Abd al-iahmàn, da Abd al-malik b. Maslamah, da al-Layth<br />

b. Sa'd). 'Abdallah b. Sa'd mandò 'Abdallah b. al-Zubayr, che si trovava<br />

nell'esercito, con l'annunzio della vittoria. (An-ivato in Madìnah) il mes-<br />

saggero andò da 'Uthmàn prima ancora di andare dal padre suo al-Zubayr<br />

b. al-'Awwàm. 'Uthmàn si recò allora nella moschea, accompagnato da ibn<br />

al-Zubayr, e lodato Iddio, ecc., ricordò quello che avevano fatto i Musul-<br />

mani sotto la direzione di 'Abdallah b. Sa'd. Poi disse: «Levati, o 'Abd-<br />

« allah b. al-Zubayr, e narra ciò che hai visto ». al-Zubayi" dice: « Sentii<br />

Fa salire lì un ragazzo<br />

« un po' di rancore contro 'Utjimàn, e dissi tra me :<br />

« che non sa quello che ci vuole per dir bene! ». Ma 'Abdallah parlò con<br />

grande efficacia, e prima che avesse finito, tutti gli uditori erano pieni<br />

d'ammirazione per lui. Poi 'Uthmàn scese, e 'Abdallah b. al-ZubajT si pre-<br />

sentò davanti a suo padre, che lo prese per mano, e disse : « Quando vuoi<br />

« sposare una donna, allora guarda al padre e alla sorella di lei, prima di<br />

« sposarla ». quasi volesse rassomigliarlo per l'eloquenza al nonno, abù Bakr<br />

al-Siddiq(M ('Abd alhakam, 261, Un. 1-8) [M.].<br />

Nota 1. — Anche questa tradizione appartiene al ciclo di quelle che mirano a glorificare 'Abd-<br />

allah b. al-Zubayr, più tardi anti-Califfo in Makkah fra il 64.-73. H. — Cfr. anche le altre ai §§ 53-54.<br />

— Sui Zubayridi in generale cfr. anche Wiistenfeld, Die Fcmilie al-Zubeir.<br />

§ 43. — (ibn Lah'iah, da Yazìd b. abì Habìb). Si dice che 'Abdallah<br />

[b. Sa'd b. abì Sarhj mandò Marwàn b. al-Hakam presso 'Uthmàn, dal-<br />

l'Africa, ma non so se per la vittoria o dopo: ma Iddio lo sa ('Abd alhakam,<br />

261, lin. 8-10) [M.].<br />

§ 44. — ('Abd al-rahmàn, da 'Abdallah b. Ma'sar, da al-Ibli). Marwàn<br />

b. al-Hakam andò dall'Africa (a Madìnah), mandato da 'Abdallah b. Sa'd,<br />

il quale mandò con lui un arabo di Lakhm o dei Grudzàm ('Abd al-rahmàn<br />

è iu dubbio). Arrivammo, racconta Marwàn, ad una certa via, vicina la<br />

notte, e il mio compagno mi disse : « Vuoi venire presso un mio amico<br />

« che sta qui? ». — « Volentieri », risposi. Lasciammo la strada, e si giunse<br />

ad un convento, dove c'era una catena appesa. Egli prese la catena e la<br />

190.


^ 1 . B.. li. s 44.<br />

scosse, giacché era più pratico di me. Uno ci guardò dall'alto, e vistici, aprì<br />

27. a. H.<br />

la porta ed entrammo. Non parlò fiuo a che non ci ebbe steso un letto per . spedizione di<br />

me e uno per il<br />

,. , .<br />

mio compagno: poi<br />

. •<br />

T !<br />

si volse<br />

, , ••<br />

a costui parlandogli nella sua<br />

• X' T T<br />

Abdaiiah b.Sad<br />

b. abi Sarh nel-<br />

lingua, che io non capivu. io m insospettn. Venne qumdi a me e disse:<br />

«In che grado di parentela ti trovi col loro Califfo?». Risposi: «Sono<br />

«suo cugino ». E il forestiero: «C'è altri più stretto parente?». Risposi :<br />

«No, tranne il figlio». — «Sei tu il padrone della terra santa?».—<br />

«No». — «Ma, se puoi cerca di divenirlo». Poi soggiunse: «T'ho da<br />

«dire una cosa, ma ho paura che tu non ci possa nulla I ». Io gli risposi:<br />

« Dici questo a me, che sono questo e questo e questo? ». Poi si volse al<br />

mio compagno e gli parlò nella sua lingua. Dipoi voltosi ancora a me, mi<br />

fece su per giù le stesse domande, ed io risposi alla stessa maniera. Ed<br />

egli : « Il tuo sovrano ha da essere ucciso, e noi troviamo [nei nostri libri]<br />

« che il governo passerà al prefetto della terra santa: sicché se puoi diven-<br />

« tarlo, diventalo». Io allora mi tacqui afflitto. E l'altro: «Ben l'avevo<br />

«detto che saresti stato debole all'impresa! ». Ed io: « Come dovrei non<br />

« impressionarmi, che mi annunzi la morte del signore dei Musulmani e<br />

« Principe dei Credenti? ». Quindi me ne andai ad al-Madìnah, e rimasi un<br />

mese senza dir nulla ad 'Utjimàn di tutto questo; ma poi entrai da lui, che<br />

si trova\a in una sua stanza su un letto con un ventaglio in mano, e glie<br />

ne parlai. Giunto al racconto dell'uccisione, mi misi a piangere, e mi fermai.<br />

Ed Uthmàn: « Seguiti o non seguiti? ». Ed io raccontai. Allora egli prese<br />

l'estremità del ventaglio, sdraiatosi sul dorso, cominciò a sti'ofinarsi il cal-<br />

cagno, ed io mi pentii d'avergli fatto parola. Poi disse : « È giusto; ti narrerò<br />

« anzi a questo proposito che il Profeta, razziato ch'ebbe Tabùk, diede<br />

« ad ognuno dei suoi compagni una parte del bottino, e a me ne diede<br />

« due. Credetti ch'egli avesse fatto così per le spese che avevo afiErontate<br />

« a Tabùk, e andato dal Profeta, gli esposi il mio dubbio. Ma il Profeta<br />

« rispose : « No, bensì non volli che la gente si accorgesse del posto che<br />

« tu hai presso di me ». Me ne andai allora e incontrai Abd al-rahmàu<br />

« b. Avvf, che mi disse : « Che liai detto al Profeta, che egli non ti ab-<br />

« bandona col suo sguardo? ». Io credetti che le mie parole fossero in di-<br />

« saccordo col Profeta. Quando egli uscì per la preghiera, gli dissi: « 'Abd<br />

« al-rahmàn m'ha parlato così e così; io mi pento davanti a Dio ». — « No »,<br />

« rispose, « ma tu o ucciderai o sarai ucciso: fa d'esser l'ucciso ». E Iddio<br />

lo sa f) l'Abd al-hakam. 251, Un. 10-25;}. lin. 5) [M.].<br />

Nota 1. — Questa tradizione è una delle poche rimaste del ciclo favorevole agli Uraayyadi e ad<br />

'Uthinàn. E sul modello di quelle previsioni ab ecentu per bocca di monaci, quali Baliirà e simili per<br />

il Profeta icfr. Introd., §§ 113 e segg.). — Marwàn b. nl-Hakam fu infatti Califfc, tra il 64. e il «5. H.<br />

liti.<br />

r ifrTqiyyah.l


27. a. H.<br />

§§ 45 49. 27. a. H.<br />

§ 45. _ (al-Baladzuii). Quando 'Al)dallali b. 8a'd b. abi Saih fu fatto<br />

^^.^'spedizione di prefetto dell'Egitto e del Maghrib, mandò i Musulmani con distaccamenti<br />

Abdaiiahb.Sad i\[ cavalleria, e questi presero alcune pai-ti dell'Afi-ica e levarono bottino.<br />

b. abi Sarh nel- ,,. .!.„^ ... ^- ì e ...<br />

iifriqiyyah.) Uithmàn b. Aflfan era da principio restio al farvi scorreria, ma poi visi<br />

induisse. Ne domandò consiglio, e scrisse ad 'Abdallali l'anno 27. o. dicono,<br />

l'anno 28. o anche l'anno 29. H., di razziarla e gli mandò in aiuto un<br />

grosso esercito, in cui erano (1) Ma'bad b. al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib,<br />

(2) Marwàn b. al-Hakam b. abì-l-'As b. Umayyah suo fratello, (3) al-HàritJi<br />

b. al-Hakam, (4) 'Abdallah b. al-Zuba3-r b. al-Awwàm, (5) al-Miswar b.<br />

Makhramah b. Nawfal b. Uhaj-b b. 'Abd Manaf b. Zuhrah b. Kilàb, (6) "Abd<br />

al-rahmàn b. Zaj'd b. al-Khattàb, (7) 'Abdallah b. 'Umar b. al-Khattàb,<br />

(8) 'Asim b. 'Umar, (9) 'Ubaydallah b. 'limar. (lOj 'Abd al-rahmàn b. abi<br />

Bakr, (11) 'Abdallah b. 'Anir b. al-'Às, (12) Busr b. abi Artàh b. Uwaymir<br />

al-'Amiri, (13) abù Dzuayb Khuwaylid b. Khàlid al-Hudzali al-Sà'ii'. Egli<br />

[il poeta abù Dzu-ayb: cfr. § 73] morì là, e assunse il potere ibn al-Zu-<br />

bayr, che lo seppeUi. Accompagnavano la spedizione molti Beduini che<br />

stavano attorno a Madìnah (Balàdzuri, 226, lin. 7-20j [M.].<br />

§ 46. — (Mah. b. Sa'd, da al-Wàqidi, da Usàmali b. Zayd b. Aslam,<br />

da Xàfi' mawla degli Al Zubayr, da 'Abdallah b. al-Zubayr il quale rac-<br />

conta :) 'Uthmàn ci fece razziare l'Africa, dove c'era un patrizio che aveva<br />

potere da Atràbulus a Tangah. E 'Abdallah b. Sa'd 1). abi Sarh viaggiò<br />

fino a che si fermò in 'Aqùbah e combattè qualche giorno, finché il pa-<br />

trizio rimase ucciso. Io sono stato, che l' ho ucciso. Il suo esercito fuggì e<br />

si disperse, ibn abi Sarh mandò i distaccamenti sparsi nel paese, e presero<br />

molto bottino, e portarono anche via tutto il bestiame che poterono.<br />

Quando videro ciò i maggiorenti dell'Africa, si riunirono e domanda-<br />

rono ad Abdallah di prendere 300 q<br />

i n t à r d'oro, a patto che li lasciasse<br />

in pace e abbandonasse il paese. Ed egli accettò (Balàdzuri, 226. lin. 20-<br />

227. lin. 7) [M.].<br />

§ 47. — (Muh. b. Sa'd, da al-Wàqidi, da Usàmah b. Zayd al-Laythi,<br />

da ibn Ka'bj. 'Abdallah b. Sa'd venne a patti col patrizio d'Africa per<br />

2,000.000 dìnàr rBalàdzuri, 227. Un. 7-9) [M.].<br />

§ 48. — (Muli. b. Sa'd, da al-Wàqidi, da Miisa b. Dainrah al-Màzini,<br />

dal padi-e). Quando 'Abdallah ebbe fatto patto col patrizio d'Africa, tornò<br />

in Egitto, e non prepose alcuno all'Africa, che in quel tempo non aveva<br />

né Qayrawàn né Misr gami' (= città capitale) (Balàdzuri. 227, lin. 9-11)<br />

§ 49. — (ibn al-Kalbi racconta che) Ifrìqìs b. Qays b. SaN'tì al-Himyari<br />

conquistò l'Africa nella (jràhiliy3'ah, e ne prese il nome; e proprio lui uccise<br />

192.


27. a. H. §§ 49-53.<br />

tjuv^ir che n'era re. Egli di.ssc dei Burberi: «Quanto borbottano (bar- 27. a. H.<br />

o °<br />

^r ,• . oN [EGITTO-AFRICA.<br />

«barali)!». E furono perciò detti Berberi (Balàdzuri, 229, Im. 14-18) . spedizione di<br />

\'^iX<br />

'Abdallah b.Sa'd<br />

b. abi Sarh nel-<br />

§ 50. - (al-Balàdzuri I. In Africa subì il martuio Ma'bad b. al- Abbàs nfriqiyyah.]<br />

nella razzia di ibn abi Sarh sotto il califfato di 'Uthmàn.<br />

Secondo altri, mori nei giorni della pugna (ayyàm al-qitàl); ma<br />

ch'egli abbia avuto il martirio è più sicuro (Balàdzuri, 228, lin. 18-20)<br />

[M.].<br />

§ 51. — (al-Kindii. Abdallah b. abi Sarh continuò a governare con<br />

lode mahmfid"") l'Egitto durante tutto il califfato di 'Utlimàn. Fece<br />

tre razzie e tutte importanti. Razziò l' Ifiiqiyyah nell'anno 27. H. e ne<br />

uccise il re, (rirgir; l'uccisore dicesi fosse Mu'àwiyab 1). Hudayg. La quota<br />

dtl bottino per ogni cavaliere ammontò a 3000 dìnàr, e per ogni pedone,<br />

a mille fKindi, MS. Brit. Mus., fol. 4,r.).<br />

§ 52. — fal-Ya'qùbij. Uthmàn, nell'anno 27. H., fece fare una razzia<br />

in Africa da 'Abdallah h. Sa'd b. abi Sarh, che incontrò Grirgir, e lo in-<br />

vitò all'Isiàm a pagare la gizyah. Egli non accettò: ed aveva un<br />

grande esercito. Ma Iddio spezzò quella riunione, e Grirgir cercò di far<br />

jiace. Ma i Musulmani non vollero, e lo fugarono, ed egli si ritirò fino<br />

alla città di Subaytalah. Impegnata la pugna, rimase ucciso ó-irgir. Le<br />

prede furono considerevoli, che toccarono i 2,520,000 dìnàr.<br />

Secondo alcuni poi 'Ut_hmàu diede in moglie la propria figlia a Marwàn<br />

b. al-ITakam, e gli fece dare il quinto di questo danaro (cfr. § 26 e nota 1<br />

e § 54j.<br />

'Abdallah b. Sa'd ibn abi Sarh mandò 'Abdallah b. al-Zubayr ad 'Utlimàn<br />

con la notizia (della vittoria). Questi, dopo un viaggio di venti giorni,<br />

fu a Madinah, e ne informò il Califfo. Il quale, montato sul minbar(^),<br />

pubblicò la notizia (Ya'qùbi, II, 191, lin. 1-11) [M.j.<br />

Nota 1. — al-Ya'qùbi, seguace di tendenze si'ite, attìnge a scuole tradizionìstìche ostili agli<br />

Umayyndi e wi TJthmàn, e non favorevole ai Zubayridi, perchè combatterono 'Ali alla battaglia del<br />

Camelo nell'anno SU. H. — Perciò in questa tradizione, ben diversamente dalle altre, tradotte poc'anzi<br />

41-4'?), 'Utjimàn monta sul minbar, e non ibn al-Zubayr. E questa è la forma corretta : la ver-<br />

(cfr. §§<br />

sione zubayrida è inverosimile.<br />

§ 53. — fal-Husayn b. Yahva, da Hammàd, da Ishàq, da Mus'ab al-<br />

Zuba\ri; ci narrò inoltre al-Harami b. abì-l-'Alà, da al-Zubayr b. Bakkàr,<br />

da .suo zio Mus'ab) : ibn al-Zubayr [che era stato inviato da 'Abdallah b.<br />

Sad a dare la notizia del successo della campagna di Ifi'iqiyyah] giunse da<br />

'Uthmàn; egli aveva allora, .secondo l'affermazione di [Mus'ab?] b. al-Zubayr<br />

(-- al-Zubayri), 26 anni, secondo al-Wàqidi 24. Appena arrivato, ebbe la<br />

lieta notizia che gli era nato un figlio.<br />

198.<br />

25


(EGItto.af"rica.<br />

9S<br />

sa, n-i. 27. a. H.<br />

'-^'''^ ''• 'Al^fìallali I,. al-Zuba^r e il fratelli 'Ui-wah b. al-Zubayi.<br />

- Spedizione di aiiibo-lu.- Ciano nati nello stesso anno (il 26. H.), ma Khubayb era il mat/<br />

tTJX^l'^. -'"'-^^ '^^"^ ^"^^'^ (Aghani, VI, 59, lin. 3-6) [T.j.<br />

l'Ifr.qiyyah.; Nota 1. - Questa e le seguenti tradizioni (§5 54, 5fi) fanno parte del ciclo tradiziouistico ziil.av<br />

nda, oss.a favorevole alla famiglia di al-Zubayr, di cui abbiamo avuto già un saggio nei precedenti<br />

§& 41-41,, 1 quali pero sono di scuola egiziana, mentre queste due sembrano di scuola madinese di ' cui<br />

rappresentante principale fu al-Zubayr b. Bakkàr [t 256. a. H.].<br />

§ 54. _ Soggiunge Musai) [al-ZubayriJ: Io sentivo fare a mio padre e ad<br />

al-Zubayr b. Khubayb b. Thàbit b. Abdallah b. al-Zubayr il seguente rac-<br />

conto : Narrava 'Abdallah b. al-Zubayr: « Girgir, sovrano d' IMqiyykh, re dei<br />

« Cristiani, ci circondò con 120 mila uomini, mentre noi eravamo appena<br />

* 20 mila. I Muslim si trovavano in una situazione penosa e i pareri erano<br />

« discordi, e -Abdallah b. Sa'd si era litirato nel padiglione per essere solo<br />

« a pensare. Io intanto, diceva 'Abdallah b. al-Zubayr, vidi un mezzo di<br />

« attaccare Girgir. Le milizie erano nelle loro file ed egli stava sopra un<br />

« mulo giallo, dietro ai suoi, ma separato da loro, con due schiave che gli<br />

« facevano ombra contro i raggi del sole per mezzo di penne di pavone<br />

* Allora mi recai alla tenda di 'Abdallah [b. Sa'd b. abì Sarh] e chiesi al suo<br />

« h àgli) di essere introdotto da lui, ma questi mi rispose : < Egli si sta occu-<br />

* pando della vostra situazione, e mi ha ordinato di tenere chiunque lontano<br />

« da lui ». — Allora io girai, e arrivato alla parte posteriore della tenda, la .sol-<br />

« levai ed entrai da lui. Egli era buttato sul suo tappeto e al vedermi trasali.<br />

« e mi disse : — « Che cosa ti fa venire a noi, o ibn al-Zubayr? ». — « Calma.<br />

« calma », gli dissi, « tutti i pelosi sono ombrosi ; io hu visto un punto debole<br />

* nel nemico e spero di sfi-uttare l'occasione, e temo che mi sfugga; esci e<br />

* chiama gli uomini a raccolta attorno a me ». - « Qual è dunque il punto<br />

* debole? » diss'egli. - Io glielo esposi, ed egli disse: - « In verità, esso è<br />

* tale ». — Poi usci, ed avendo riconosciuto ciò che io aveva osservato, disse:<br />

. - * uomini, raccoglietevi attorno ad ibn al-Zubayr contro il vostro ne-<br />

* mico ». - Io mi scelsi trenta cavalieri e dissi loro: - « Io farò una carica<br />

« vo. proteggetemi le spaUe, che io vi difenderò da quelli che troverò<br />

« dinanzi a me >. - Io caricai dunque nella direzione in cui il re si trovava<br />

« e gli altri con me, proteggendomi finché li trascinai in uno spazio libero.<br />

« Quivi, avendolo distinto, mi diressi a lui difilato, mentr'egli riteneva<br />

* che io fossi un inviato per trattative, e la maggior parte dei suoi rite-<br />

* neva lo stesso. Ma quando vide le armi che io portavo indosso, volse<br />

«in foga il suo mulo, ma io l'inseguii e gli assestai un colpo di lancia<br />

* che lo rovesciò a terra. Allora io mi gettai su di lui, e come le due<br />

* schiave volevano 'proteggerlo dalla [mia] spada, io mozzai la mano ad<br />

* una di esse, quindi lo finii e inalberai la sua testa sulla mia lancia. I suoi<br />

194.


27. E. H. §§ 5!, 56.<br />

» intanto si dispersero e i Musliin si diressero verso il luogo dove io mi ^7. a. H.<br />

., . . . ,, [EGITTO-AFRICA.<br />

>. trovavo, presero il sopravvento e massacrarono i nemici come vollero; . spedizione di<br />

« la disfatta fu completa. Allora 'Abdallali b. Sa'd b. abì Sarh mi disse: — Abdaiiahb.Sad<br />

..,,.„.,.<br />

'<br />

, b. abì Sarh nel-<br />

« Nessuno menta di portare la notizia del trionro più di te » e mi mandò i-<br />

« da 'Uthmàn. Dopo di me, venne Marwàn da 'Utjimàn, quando già i nostri<br />

« si erano riposati, avevano venduto il bottino e diviso. Marwàn prelevò<br />

«per so sul quinto cinquecentomila (dirham) che 'Utjimàn consenti a<br />

«togliere dal quinto stesso». Questo fu uno dei fatti che sollevarono cri-<br />

tiche contro 'Utluuàn (cfi-. §§ 25 e nota 1, 52). Allora 'Abd al-ralimàn b.<br />

llassàn b. Mulayl, il quale insieme col fratello Kaladah, era Iratello di<br />

Safwàn b. Umayyah b. Khalat per parte di madre (la madie dei tre essendo<br />

stata Safiyyah biut Ma'mar b. Khubayb b. Walib b. Hudzàfah b. Grumah,<br />

mi -n tre il padre di essi due era di quelli che piombò (?) dal Yaman contro<br />

Makkahj compose i seguenti versi:<br />

(1 1 lu<br />

dersi inutilmente.<br />

tu da noi.<br />

giuro per Aliali cui j^iiramento più serio; Allah non ha mai lasciato opera per-<br />

(2i Ma tu [o TJthman] sei stato creato per traviarci, per ricevere sventura da te, o<br />

3) Hai chiamato il bandito e lo hai avvicinato a te, tacendo atto contrario alla tra-<br />

dizione ammessa nel passato.<br />

(4i E hai .lato a Marwàn il quinto spettante ai credenti, recando un torto a questi,<br />

e hai reso hi ma [pascolo riservato] quello che era pubblico.<br />

(5i Parimente il denaro delle terre conquistate che ti portò al-As'ari, lo hai regalato<br />

a chi ti stava vicino.<br />

(6i Ma i due fedeli [tuoi predecessori] mostrarono apertamente il lume della via per<br />

il quale ci si guida.<br />

priccio l'i.<br />

(7i Né presero un dirham di sorpresa, né distribuirono un dirham in un ca-<br />

Jl danaro di cui parla il poeta, che al-As'aii avrel)be portato, è appunto<br />

denaro che abù Miì.sa ai-Asari portò ad 'Uthmàn daH"Iràq : 'Uthmàn ne<br />

diede centomila dirham — altri dice 300 — ad 'Abdallah b. Usayyid b.<br />

abi-l-'Is, il quale fatto sollevò le critiche generali (Aghàni, VI, pag. 69,<br />

liii. tJ-pag. 60, lin. 7) [T.].<br />

Cfr. Fvhaldùn Berbère.s, trad. De Slane, I, 318-319 nota.<br />

Nota l. — Questi versi attribuiti però ad 'Abd al-ralimàn b. HanbaI sono anche citati in Nuwayri.<br />

M.S. Leid, fol. KX),r.lilf),v., e in al-IstiTib, pag. 410-411 con molte varianti, ma nessuna mo-<br />

dificante il pensiero del poeta. — Sono autenticamente contemporanei? Contengono esplicite accuse di<br />

favoritismo. Con queste accuse la gente volle spiegare i deficit crescenti nel bilancio dello Stato, e la<br />

mancanza di denari per pagare i muqàtilah o guerrieri pensionati dei campi militari. Utjimàn è<br />

accusato di distribuire il danaro raccolto non solo in Africa, ma anche in Persia per opera di abù Musa<br />

al-As'ari. che fu governatore di al-Basrah sino al 2!». H.<br />

§ 55. — (Sayf b. 'Umar, da abu Hàrithah, e da abù Uthmàn j. U Ca-<br />

liffo 'Utfamàn dopo avere nominato 'Abdallah b. Sa'd comandante in capo<br />

delle milizie in Egittcj, gli ordinò di allestire una spedizione nell'Ifriqiyyah ;<br />

gli mandò altresì numerosi rinforzi sotto gli ordini di 'Abdallah b. Nàfi' b.<br />

lltó.<br />

ifnqiyyah'.


«r$ ri5, rm. 27. a. H.<br />

27. a. H. Yl)d al-t^avs al-Fihri, e di 'Alidallah b. Nàfi' h. al-Husavn al-Fihri, con istru-<br />

'<br />

,- •<br />

•<br />

, ,.tx-- li- t /l • •<br />

l v . i a • - Spedizione di<br />

^'^'•'•n I)ivriso di invadere 1 Ifriqiyyah, di assalire (il<br />

ii<br />

principe berbero; al-Agall<br />

Abdaiiahb.Sad ^. .sconfitto (jucsto, di mandare innanzi i due 'Abdallah ad invadere la<br />

(EGITTO-AFRICA.<br />

iifnq'iyyah.]"* Spagna (al-Aiidalus) (cfi-. 26. a. H., § 69). Ad ibn abì Sarh diede poi<br />

.speciali istruzioni, che poteva cioè dal quinto del bottino da doversi man-<br />

dare a Madinali, togliere una quinta parte e tenersela per sé. 'Abdallah<br />

b. Sa'd b. abì Sarh, avuti i rinforzi dal Califfo, invase l' Ift-iqiyyah, ag-<br />

gredì le schiere raccogliticcie (al-afnà) di al-Agall, uccise egli stesso il<br />

capo dei Berberi e mise in fuga il suo esercito. Tutta l' Ifriqiyyah. o.ssia<br />

tanto la parte pianeggiante, quanto quella montuosa, cadde in potere di<br />

ibn abì Sarh, il quale andò a piantare le sue tende nel sito, ove poi sorse<br />

la città di al-Qaj'rawàn. Raccolto tutto il bottino, ne distribuì quattro<br />

quinti fra i soldati, e tolto al quinto 'per il Califfo la quinta parte, come<br />

ne aveva avuto il permesso da 'Uthmàn, mandò i rimanenti quattro quinti<br />

(del quinto per il Califfo) a Madìnah con ibn Wathìmah al-Nasri insieme<br />

con un'ambasciata (delle milizie). In Madìnah furono allora sollevate vive<br />

proteste contro la condotta di ibn abì Sarh per esser,si ritenuto sul quinto,<br />

che spettava al Califfo, una quota per sé ; le lagnanze più vive vennero<br />

da parte dei membri dell'amba.sciata, mandata da ibn abì Sarh ad annun-<br />

ziare la sua vittoria; onde, cedendo alle loro insistenze, il Califfo dovette non<br />

solo scrivere ad ibn abì Sarh di restituire il quiuto del quinto da lui appro-<br />

priatosi, e distribuirlo fra i soldati, ma dacché gli accusatori di ibn abì<br />

Sarh non volevano più averlo nemmeno per capo (forse per timore di ven-<br />

dette), il Califfo dovette eziandio ordinare ad ibn abì Sarh dì lasciare nel-<br />

rifriqiyj'ah un luogotenente e di ritornare in Egitto. Gli ordini di 'Utjimàn<br />

vennero eseguiti, ed ibn abì Sarh fece lùtorno in Egitto.<br />

I popoli dell' Ifriqiyyah, aggiunge Sa3'f, si fecero tutti musulmani e<br />

rimasero tranquilli ed obbedienti fino ai tempi del Califfo Hisàm b. 'Abd<br />

al-malik(^) (T a bari, I, 2814-2816).<br />

Atjiìr, III, 68: L'ordine di 'Uthmàn ad 'Abdallah sarebbe del 26. H.<br />

Dzahabi Paris, I, fol. 160,r., aggiunge che secondo Khalifah b.<br />

Khayyàt ogni soldato ebbe 1000 dìnàr come sua quota del bottino.<br />

Nota 1. — La notizia è sbagliata perchè sotto Muawiyah (40.-60. H.i ed 'Abd al-malik il>5.-86. H.*<br />

si ebbero molti e gravissimi conflitti tra Arabi e Berberi, non di rado disastrosi per i Mnsulmani. Hisàm<br />

regnò soltanto tra il 105.-126. H.<br />

§ 56. — (Mus'ab b. 'Abdallah, da al-Zubayr b. Habib). 'Abdallah h.<br />

al-Zubayr fece razzia nell'Africa insieme con 'Abdallah b. Sa'd.<br />

Racconta 'Abdallah: Ci venne addosso (.xirgìr nel nostro campo con<br />

120,000 uomini, e mise lo scompiglio in mezzo a noi. I Musulmani, che<br />

erano 20,000, si trovarono sperduti, e nacque malumore contro ibn Sa'd, il<br />

196.


27. a. H. §§ 56, 57.<br />

quale entrò in uu suo fustàt e vi si chiuse. Io<br />

•• a .• "i"<br />

eserciti, sopra un destriero bianco, e aveva seco<br />

vidi Grir!>ii-, dietro i suoi<br />

j T,- i. 1 r<br />

due schiave che gu race-<br />

^7. a. H.<br />

[EGITTO-AFRICA.<br />

. spedizione di<br />

vano vento con penne di pavone, e tra lui e il suo esercito c'era un tratto<br />

'<br />

. T<br />

Abdaiiah b.Sad<br />

-, , o 1 T-i 1 .<br />

aperto, senza nessuno.. Andai m cerca di il)n abi Sarh. E saputo eh era<br />

b. abi Sarh nel-<br />

i- ifriqiyyah.]<br />

nel suo fustàt, mi presentai al hàgib, ma non mi volle introdurre. Ed<br />

io passai dal kasr io rottura posteriore) della tenda. Entrato, Io vidi sdraiato<br />

sul dorso. Si spaventò in vedermi, e si levò a sedere, e mi chiese perchè fossi<br />

entrato. Gli risposi che avevo visto un'occasione contro il nemico ;<br />

« chiama<br />

« alle armi » tegli esclamò). Volle sapere che fo.sse. ed egli allora corse in fretta,<br />

e mi diede facoltà di scelta. Io scelsi trenta cavalieri, e dissi agli altri :<br />

« Rimanete in tìla ». Ed io mi mossi nella direzione in cui avevo visto<br />

(jrirgir, e dissi ai miei compagni : « Difendetemi le spalle, che per Dio, se<br />

« rompo la fila, ci giungo ». E per Dio egli (= Ó-ii'gir) e i suoi compagni cre-<br />

devano che fossi un messo. Ma quando fili vicino, capi la sua sciagura, e si<br />

mise a fuggire : ma io lo raggiunsi e lo colpii. Cadde, e caddero anche le<br />

due ragazze, sopra di lui. Mi feci addosso, e menai la spada, e tagliai cosi<br />

anche una mano d'una delle due ragazze. Poi tagliai la testa di lui, e la<br />

posi in cima alla lancia, e gridai il takbir. I Musulmani vennero nella<br />

mia direzione, e il nemico si sbandò da ogni parte, e si volsero in fuga.<br />

Quando poi si trattò di mandarne l'annunzio ad 'Uthmàn, il generale mi<br />

disse che io ero il più degno di farlo. E io andai, e ne informai il Prin-<br />

cipe dei Credenti. Egli, saputo il racconto, mi chiese s'ero in grado di<br />

esporlo in pubblico. E mi fece andar sul min bar. Mi volsi alla gente,<br />

ma m' incontrai con gli occhi di mio padre al-Zubayr b. al-'Awwàm, ed<br />

ebbi timore. Mio padre se ne accorse, e raccolta una manata di sassi.<br />

mi guardava fisso con l'intenzione di tirarmeli. Presi coraggio, e parlai. —<br />

E fama che al-Zul)ayr dicesse : « Per Di(j, mi parve d'udire la parola di<br />

« abu Bakr ; chi vuol sposare una donna, guardi al padre e al ti-atello : ella<br />

«gli porterà uno di loro» (Grawzi, MS. Constant., fol. 74,r.-75,v.) [M.].<br />

Cfi". poc'anzi §' 41 e nota 2.<br />

§ 57. — (ibn Khaldun). I Berberi, secondo quanto risulta dalle storie<br />

della conquista dell' Ifriqiyyah e del Maghrib, e nelle notizie sulle apo-<br />

stasie e guerre dei Berberi, erano tribìi, rami e stirpi senza numero. Si<br />

racconta da ibn al-Raqiq [t 377. a. H.] che Musa b. Niisayr, dopo la presa<br />

di Saqiimà scrisse a


27. a. H.<br />

§.-,7 27. a. H.<br />

'i'utto il nai'.sc, dal Matiiirib sino a Taiàbiilus. o meglio sìikj ad al-<br />

(EGITTO-AFRICA.<br />

- Spedizione di<br />

'<br />

Iskaiidaiiyyali, ò abitate<br />

, , i n- i i. i i r. - •<br />

da questa gente, e cosi pure dail al-Balir al-Kumi<br />

Abdaiiahb.Sad<br />

b. abi Sarh nell'<br />

ifnqiyyah.)<br />

(Meditcnaueo) sino al Bilami al-Sudàn, e questo dura sin dai tempi più<br />

. ,.,..., • ni j-<br />

remoti, di CUI uon SI conosce nò il pnucipio. ne quello che era prima di<br />

essi. La loio religione era la religione al-Magiìsiy3'ah (paganesimo) alla<br />

guisa di tutti gli al-A'àgim (gli stranieri) in oriente ed in occidente. Ac-<br />

cadde però di tanto in tanto che i Berberi professassero la religione di<br />

coloro che li avevano soggiogati, perchè vari tra i popoli maggiori hanno<br />

dominato su di essi. Secondo gli storici del Yaman, i re di quella regione<br />

abbandonarono più volte il loro paese per invadere l'Africa ed in queste<br />

circostanze i Berberi fecero la loro sottomissione ed adottarono la fede dei<br />

loro nuovi padroni, ibn al-Kalbi riferisce che Himyar, il capostipite delle<br />

tribù del Yaman, governò per cento anni e tondo le città del paese, come<br />

Ifriqiyyah e Siqilliyyah (?).<br />

Crii storici sono d'accordo che vi fu una spedizione d' IMqus Sayfi,<br />

uno dei tubbà' (re del Yaman) fino al Magbrib. I principi dogli al-Rùm<br />

fecero partire anch'essi spedizioni dalle loro residenze di Roma e di Costan-<br />

tinopoli, per sottomettere gli abitanti di questo paese. Essi distrussero la<br />

città di Cartagine e poi la ricostruirono. Essi fondarono altresì sulla riva<br />

del mare e nelle provincie marittime dell'Africa parecchie città divenute,<br />

celebri, gli edifici e le rovine ^elle quali sono ancora testimoni della gran-<br />

dezza e solidità della loro costruzione. Tali furono Sba3'tulah (Suflfetula),<br />

(jralùlà (Usalitanum), Murnàq (forse presso Cartagine, efr. Khaldùn Berbères,<br />

I, 207, nota 3; Notices et extraits, voi. XII, pag. 490: Bakri<br />

Afr., 32, lin. quint'ult. [Fahs Murnàq]: Bakri De Slane, JA., XII,<br />

pag. 507]), Utàqah (= Utica), e Zana (= Zama, nel testo arabo: Zanàtah),<br />

ed altre città che gli Arabi distrussero nella prima conquista. Durante il<br />

dominio degli al-Rùm i Berberi abbracciarono la fede cristiana e si lascia-<br />

rono guidare dai loro conquistatori, ai quali essi pagarono senza difficoltà<br />

le imposte.<br />

Nelle campagne poste a distanza dall'azione diretta delle grandi città,<br />

dove erano di guarnigione sempre validi presidi, i Berberi, forti di numero<br />

e di risorse, obbedivano a re, a capi, a principi e ad amir. Essi vive-<br />

vano al .sicuro dalle offese e dai danni, che la malvagità e la tirannia degli<br />

al-Rùm e degli al-Afrang (i Franchi o i latini) avrebbero potuto infligger loro.<br />

Quando l' Isiàm estese il suo dominio sui Berberi, questi erano in pos-<br />

sesso di privilegi che avevano strappato dai Romani, sebbene prima aves-<br />

sero pagato tributo ad Eraclio imperatore di Costantinopoli. Eraclio rice-<br />

veva un tributo di sommissione non solo dai Berberi ma anche da al-Mu-<br />

198.


27. a. H. § 57.<br />

nawciis. sio^noie di Alessa ndiia, di Baiqali e di Misr, uonchè dal signore 27. a. H.<br />

il -, ^ " V . ,. .^ . [EGITTO-AFRICA.<br />

, ,<br />

di Tripoli, di Labdah, di Sabrah, dal sovi-ano della Sicilia e dal principe . spedizione di<br />

degli al-Ghùt (Goti o Visigoti) signore della Spagna. Gli al-llùm avevano<br />

Abdallahb.Sad<br />

b. abi Sarh nel-<br />

sottomesso tutti questi popoli, e li avevano altresì convertiti alla religione i- ifnqiyyah.<br />

cristiana. Il governo dell" Ifriqiyyah era però caduto nelle mani degli<br />

al-Farangah (latini), perchè gli al-Rùm (Greci) non vi godevano più ve-<br />

runa autorità. Dei Greci vi erano soltanto alcune schiere armate al ser-<br />

vizio degli al^frang. Se nei libri trovasi menzione di ai-Rum nella narra-<br />

zione della contiui.sta dell' Ifi-iqiyyah, ciò proviene soltanto dall'estensione<br />

data all'uso di questo nome. Gli Arabi di quel tempo ancora non erano<br />

venuti a conoscere gli al-Afrang, perchè in Siria eransi battuti soltanto<br />

con gli al-Rnm, e credevano che questi dominassero su tutti i popoli cri-<br />

stiani, e che Eraclio fo.sse re della Cristianità. Seguendo questa idea, gli<br />

Arabi diedero il nome di ai-Rum a tutti i popoli che seguivano la reli-<br />

gione cristiana. Io ho riferito (dice ibn Khaldùn) esattamente le notizie<br />

avute di fonte araba (senza mutarvi nulla) così come sono (ossia con l'er-<br />

roi-e di nome e con la confusione tra greci e latini). Si deve però rammen-<br />

tare che Girgir (Gregorioj, che fu ucciso al momento della conquista araba,<br />

non era un greco, ma un franco (latino) : il popolo che dominava sui Ber-<br />

beri dell' Ifriqiyyah e ne teneva le città e le fortezze, era degli al-Farangah<br />

(latini).<br />

Una parte dei Berberi professava il Giudaismo, religione che essi ave-<br />

vano ricevuto dai banfi Isrànl, quando il dominio di questi si accrebbe,<br />

perchè è vicina la Siria. » vicino un tempo al loro imperio. Ai Berberi<br />

giudaizzati appartenevano i Garà'ah {sic nel testo arabo: De Slane ha:<br />

Djeraouaj, abitanti il Gabal Awiàs, e stirpe, alla quale appartenne la poi<br />

celebre Kàhinah, sacerdotessa uccisa dagli Arabi nelle prime conquiste.<br />

Le altre tribìi berbere giudaizzate erano i Nafùsah che abitavano l' Ifri-<br />

qiyyah, i Fandalàwiqah (= Vandali? De Slane: Fendelaoua), i Madiyùnah,<br />

i Bahlulah, i Ghiyàtah, i banù Bàzàz (De Slant-: Fazaz) che abitavano il<br />

Magliril) al-Aqsa. Idris al-Akbar, dei banu Hasaii 1). Hasan, quando venne<br />

di poi nel Maghrib, fece scomparire sino alle ultime tracce delle varie<br />

religioni ivi esi.steiiti.<br />

I lierberi nell' Ifriqiyyah e nel Maghrib, prima <strong>dell'Islam</strong> vivevano<br />

sotto il dominio degli al-Farang, e seguivano, insieme con gli al-Rùm, la<br />

religione cristiana.<br />

Nell'anno 27. H. (nel testo erroneamente 29. H.), regnante 'Uthmàn<br />

(nel te.sto erroneamente 'limar), i Musulmani, .sotto gli ordini di 'Alidallah<br />

b. Sa'd b. abi Sarh, dei banù 'Amir b. Lu-ayy, invasero l'Iftiqiyyah. Girgir,<br />

1!W.


'<br />

^ : 27. a. H.<br />

27. a. H. eh,, ,,,.jj alloia re dogli al-Faraiigah nell' Ifiiqiyyah ed aveva dominio da<br />

- Spedizione di 'l'iipoli sino a Tanguii, con la capitale in Sbaytulali, radunò tutte le forze<br />

Abdaiiahb.sad dj al-Farang e di al-Rùm che orano nelle città dell' Ifriqiyyali, più lo popo-<br />

b. abi Sarh nel- , . . , , , ,, .^ • i ii> i<br />

r ifriqiyyah'.ì<br />

laziitiu berbere dolio campagne sotto i loro capi, e si oppose ali avanzata<br />

degli Arabi. Egli adunò circa 120,000 uomini con i quali si battè contro i<br />

'JO.OOO di cui si componeva l'esercito musulmano. La battaglia finì con la<br />

disfatta e uccisione di Girgir, con la presa di Sbaytulali, e rovina della<br />

città. I beni e lo figlie dei vinti caddero in potere dei vincitpri. 'Abdallah<br />

b. al-Zubayr ebbe in dono particolare dai Musulmani la figlia di Grirgir,<br />

che egli aveva ucciso. 'Abdallah b. al-Zubayr portò quindi la notizia della<br />

vittoi'ia a Madinah.<br />

Dopo la disfatta gli al-Farangah e gli al-Eùm si ricoverarono nelle for-<br />

tezze dell' Ifrìqij'yah, mentie i Musulmani erano intenti a saccheggiare e<br />

devastare il paese e l'aperta campagna. Ebbero in questa occasiono vari<br />

combattimenti con i Berberi del piano ed inflissero a loro perdite consi-<br />

derevoli, tanto in uccisi che in prigionieri.<br />

Tra i prigionieri si trovò Wazmàr b. Saqlàb, capostipite dei banù Khazar<br />

(nel testo arabo: Hazar), in quei tempi amir dei Maghràwah (nel testo<br />

arabo : Maghwàrah) e di altre tribù degli Zanàtah. Egli fu mandato al<br />

Califfo 'Uthmàn, nelle mani del quale fece professione di fede islamica, e<br />

tu da lui trattato con grande benevolenza. Gli fu accordata non solo la<br />

libertà, ma anche il comando in capo dei Maghràwah.<br />

Altri storici affermano che Wazmàr si recò presso 'Utjimàn quale am-<br />

basciatore.<br />

I Musulmani trattarono i Berberi con onori e riguardi che non usa-<br />

rono verso i Franchi o le altre nazioni : avendo<br />

vinto sui Franchi una<br />

serie di vittorie, li costrinsero a chiedere la pace, ibn abì Sarh accettò di<br />

lasciare il paese con i suoi Arabi, purché gli venissero consegnati trecento<br />

qintàr (talenti: pivi di tre milioni di lire) d'oro. Avuto questo, abban-<br />

donò il paese e ritornò con i Musulmani in Oriente (Khaldùn, VI, 106,<br />

lin. 17-108, lin. 11).<br />

Cfi'. Khaldùn Berbères, I, 206-210, la quale versione è però in<br />

alcune parti più ampia che il testo arabo : forse il MS. usato dal De Slane<br />

per la sua traduzione è più ampio di quello che ha servito all'edizione del<br />

testo stampato.<br />

§ 58. — (ibn al-A^ìr). Or 'Abdallah era (capo?) dell'esercito d'Egitto, e<br />

'Utjimàn gli aveva dato ordine di fare razzia in Afiica l'anno 25. H. E gli<br />

disse 'Uthmàn : « Se Iddio ti dà vittoria, avrai del bottino il quinto del<br />

« quinto in dono >. Il Califfo prepose 'Abdallah b. Nàfi' b. 'Abd al-Qays [ad<br />

200.


27. E. li. g 5g<br />

un esercito] e 'Abdallah b. Nàfi' b. al-Hàrith ad un esercito, e li mandò. 27. a. h.<br />

«• ordinò loro di riunirsi ad 'Abdallah b. Sad contro il signore dell'Ati-ica, . spedizione di<br />

i' Abdallah b. Sa'd sarebbe poi rimasto governatore della regione sot- Abdaiiah b.Sad<br />

b. abi Sarh nel-<br />

tomessa. ,. ifriqìyyah.)<br />

Or gli Arabi andarono, e attraversarono la terra d' Egitto, e giunsero<br />

alla terra d'Africa. Ed avevano un esercito numeroso, di 10,000 prodi fra<br />

i Musulmani. La popolazione del paese venne a patti con essi per certa<br />

.»!onima da pagarsi, ma gli Arabi non ardirono d'entrare e di penetrare<br />

nella regione per la moltitudine dogli abitanti.<br />

Ma poi quando Abdallah b. Sa'd fri governatore d'Egitto, mandò a<br />

parlare con 'Uthmàn per suggerirgli di far razzia in Africa con schiere<br />

multo numerose e conquistare il paese.<br />

'Uthmàn chiese consiglio ai Compagni ch'erano presso di lui; o la<br />

maggior parte di essi approvò il disegno. Egli allora mandò gli eserciti<br />

da Madinah, e tra questi erano molti illustri Compagni, 'Abdallah b. 'Abbàs<br />

ed altri.<br />

'Abdallah b. Sa'd andò, e giunti che ftirono a Barqah, incontrarono<br />

T'^qbah b. Xatì' con vari musulmani, che là si trovavano. Andarono poi a<br />

Taràbulus al-Gharb, e predarono gli al-Rùm che là si trovavano. Mosse<br />

poi verso l' Ifriqiyyah, e sparse i distaccamenti in ogni lato. Il re dei<br />

Greci si chiamava Girgìr, e regnava da Tàrabulus a Tangah. Hiraql, re<br />

degli al-Rùm, lo aveva preposto all' Ifriqiyyah, e ó-irgir gli pagava il kharàg<br />

ogni anno.<br />

Quando egli seppe questa novella dei Musulmani, si preparò e riunì<br />

gli eserciti e la popolazione. E il suo esercito giunse a 120,000 cavalieri.<br />

Scontratosi con i Musulmani in un luogo distante da Sbaytulah che era<br />

in quel tempo la capitale, un giorno e una notte, rimasero colà a com-<br />

battersi ogni giorno. 'Abdallah b. Sa'd mandò messi per invitare Girgli-<br />

all'Islam o alla gizyah. Ma egli non accettò né l'una, né l'altra cosa,<br />

superbamente.<br />

Or la coiTispondenza tra i Musulmani ed Uthmàn rimase interrotta,<br />

ed il Califfo mandò 'Abdallah b. al-Zubayr con un certo numero di persone,<br />

affinchè gliene riportasse notizie. 'Abdallah b. al-Zubayr venne a grandi<br />

marce, e arrivò, e rimase con loro. Ma quando giunse, fri molto il vociare<br />

e il takbir tra i Musulmani, (iirgir domandò che fos.se e gli fu detto<br />

che gli Arabi avevano ricevuto in rinforzo un esercito. Ed egli s'avvili.<br />

Abdallah b. al-Zubayr vide il combattimento dei Musulmani ogni<br />

giorno dalla mattina fino al mezzodì. E quando si gridava il mezzogiorno,<br />

ogni parto tornava alle sue tende. Ma il giorno dopo assistè alla pugna,<br />

201. 26


f§ f>8, 69. 27. a. H.<br />

27. a. H. ,. jioii vide itm ab! Sarh. Ne domandò, e gli fli ri.sposto: « Ha udito il mu-<br />

Spedizione di «nàdi (l'araldoj di (iirgir dire: Chi ucciderà Abdallah b. Sa'd, avrà<br />

Abdaiiahb.sad , 100,000 diiiàr, e la mia figlia in isposa ». Ed egli temeva. Andò allora<br />

rifnqiyyah.i ^^^ al-Zubayr a trovarlo, e gli disse: «Fa bandire dall'araldo che chi ti<br />

« porterà la testa di Grirgir avrà in dono 100.000 [dìnàr?], avrà in moglie<br />

« la figlia di lui e avrà l'amministrazione del suo paese ». Ed egli fece<br />

così. E (jUrgii- cominciò a temere più di Abdallah.<br />

Ma poi Abdallah b. al-Zubayr disse ad 'Abdallah b. Sa'd : « Questa<br />

« cosa va per le lunghe, giacché i nemici han sempre nuovi rinforzi e sono<br />

« in un paese eh' è loro, e noi slam staccati dai Musulmani e dal nostro<br />

« paese. Io direi di lasciar domani una schiera salda e forte di prodi mu-<br />

« sulmani nelle loro tende pronti, e noi intanto combattiamo gli al-Rùm con<br />

« gli altri soldati, si da stancarli. Quando saranno tornati essi alle loro<br />

« tende, e anche i Musulmani, quelli che saranno appartati nel campo<br />

« musulmano verranno fuori, fì'eschi dal combattere, e li prenderemo alla<br />

« sprovvista, e chi sa che Iddio non ci dia in tal maniera vittoria ».<br />

E molti illustri Compagni convocati a consiglio furon d'accordo con lui.<br />

Al domani 'Abdallah fece come quelli avevan detto, e tutti i prodi<br />

li fece rimanere nelle tende con i cavalli accanto a loro, firenati.<br />

Gli altri combatterono gli al-Rùm fino al mezzogiorno in modo violento.<br />

E quando fu gridato il mezzogiorno, gli al-Rùm pensavano a tornare alle loro<br />

tende ; ma ibn al-Zubayr non glie lo permise, e tenne duro in combattere,<br />

e li incalzò. Ma poi tornò al campo con i militi che si erano battuti. Da<br />

una parte e dall'altra gettaron tutti le armi, e si adagiarono stanchi. Allora<br />

'Abdallah b. al-Zubayr prese quelli che se ne stavano in riposo dei prodi<br />

Musulmani, e raggiunse gli al-Rùm inaspettatamente. Gli Arabi gettarono<br />

confusione nelle schiere nemiche e attaccarono come un sol uomo, gridando<br />

il takbìr. I Greci non riuscirono a rivestir le armi prima dell'assalto.<br />

E rimase ucciso Girgìr per mano di ibn al-Zubayr.<br />

E furono fugati gli al-Rùm e ne furono uccisi molti, e fu presa la figlia<br />

di Girgìr prigioniera (Athir, III, 68-70) [M.].<br />

Cfr. Athir Fagnàn, l0-14.<br />

§ 59. — fibn al-At_hìr). Abdallah b. Sa'd si fermò allora presso la città<br />

[Sbaytulah] e l'assediò e la prese ; e vi trovò tanto danaro che non vide<br />

l'uguale in nessun'altra. Il bottino d'un cavaliere era di 3000 dìnàr, e<br />

quello d'un pedone 1000 dìnàr.<br />

Or quando 'Abdallah ebbe conquistata Sbaytulah, sparse le sue schiere<br />

per il paese, e giunsero a Qafsah, e fecero prigionieri e fecero prede. E mandò<br />

un esercito al castello al-Agam ('?), giacché là si erano fortificati quelli del<br />

i


27. a. H. §§ 59-61.<br />

paese. Egli lo prese con l'amàu. E quelli d' Tti'iqiyjah vennero a patti con 27. a. H.<br />

lui per 2,500,000 dinar. Egli donò ad 'Abdallah b. al-Zubayr la figlia del<br />

14-11-<br />

. spedizione di<br />

re e lo mandò ad 'Uthmàn con la novella deH'Ifrìqivyah conquistata. 'Abdallah b.Sad<br />

— b. abl Sarh nel-<br />

Altri dicono che la figliuola del re toccò ad un Ansai-, che la mise i- ifrìqiyyah.j<br />

sopra un camelo, e recitò in ragaz (cti-. § 64).<br />

Di poi "Abdallah b. Sa d ritornò dall'Africa in P^gitto, dopo essere ri-<br />

masto in Africa un anno e tre mesi. Solo tre dei Musulmani eran periti :<br />

ha (juesti tu ucciso abù Dzu-ayb il poeta, e fu seppellito là.<br />

Fu portato il quinto d' Ifriqiyyah a Madinah, e lo comprò Marwan<br />

b. al-Hakam per 600,000 dinar. Ma 'Uthmàn' lo dispensò dal pagarli; e<br />

questo fu tra i motivi di malumore contro il Califfo.<br />

Questa versione è la più probabile riguardo al bottino d'Africa ; giacché<br />

altri dicono che "Utjimàn lo desso ad 'Abdallah b. Sa'd, e altri a Marwan<br />

b. al-Hakam.<br />

Da questo si vede che il Califfo diede ad 'Abdallah b. Sa'd il quinto<br />

della prima razzia, e diede a Marwan il quinto della seconda razzia, in<br />

cui fu conquistata tutta l'Africa. E Iddio lo sa (Athìr, III, 70-71) [M.].<br />

Tutto questo passo di ibn al-At_hir (da pag. 68 in giù) si ritrova in<br />

Khaldùn, II, App.. pag. 128-129.<br />

§ 60. — (ibn al-AtJifr). Quando seppe Hiiaql che quelli dell'Africa<br />

eran venuti a patti con il capo musulmano, per quel danaro che essi<br />

avevan dato, s'adirò con essi, e mandò un batriq a prendere altrettanto<br />

danaro. Il batriq si fermò a Qartàginah, e dichiarò lo scopo della sua ve-<br />

uuta. Ma quelli si rifiutarono, dicendo :<br />

« Piuttosto bisognava ch'egli ci aiu-<br />

« tasse contro quello che c'è toccato ». E il batriq li combattè, e li mise<br />

in fuga, e cacciò il re ch'essi s'eran scelto dopo Grirgir. E questi andò in<br />

Siria dopo la uccisione di Ali (dopo il 40. a. II.) (Athir, III, 71) [M.j.<br />

Gfr. Khaldùn, II, App., 129-130.<br />

§ 61. — al-Nuwayri ci offre una lunga e prolissa narrazione della<br />

campagna, con infinità di particolari romantici, aneddotici e personali,<br />

che hanno tutta l'aria di essere gli elementi d'una specie di romanzo sto-<br />

rico sul genere dello Pseudo-Wàqidi. Il De Slane ne dà la quasi completa<br />

versione (cfr. Khaldùn Berbères, I, 314 e segg.), che qui non mette il<br />

conto di riprodurre per intero, perchè palesemente parafrasi immaginosa<br />

li tempi posteriori e non racconto storico. La versione letterale delle fonti<br />

migliori ci esime dall'obbligo di dare la versione completa delle fonti se-<br />

condarie. Basterà perciò un breve ria.ssunto.<br />

Una incursione felice degli Arabi sotto ibn abi Sarh induce il Califfo<br />

ad ordinare allo stesso di fare una grande spedizione nell' Ifriqiyyah nel-<br />

2fi3.


§f 61, 6'j. 27. a. H.<br />

27. a. H. nelI'aniK» '27. H. La spedizione fu preceduta da lunghi preparativi, duranto<br />

lEGITTO-AFRICA. ... , , ,- • •<br />

i i / .. ^ i<br />

' quali non mancarono coloro che di.y.suasero dai tentativo in omaggio ad<br />

Spedizione di<br />

•Abdaiiah b.Sad m, pn-te.so ordine di 'Umar, che aveva vietato di fare una spedizione nelb.<br />

abi Sarh nel- ,, , . . , , ,, . • t i xt -ih • i-<br />

!• '<br />

ifnqiyyah'.l Itriqijyah. beguono nella versione di al-JNuwayri i nomi delle principali<br />

persone che fecero parte dell'esercito invasore, raccolto in Madinah, e clif<br />

prese nome di (rays al-'Abàdilah, ossia l'esercito degli 'Abdallah, per il<br />

grande numero di ' Abdallah che vi si erano an-olati. Elencansi altresì i nomi<br />

delle varie tribù (Zuhrah, Hudzayl, Guhaj-nah, Aslam. Muzaynah, Sulaym,<br />

al-Du-il, Damrah, Ghifar, Ghatafau, Asga', Fazàrah, Ka'b b. 'Amr. eco<br />

ed il numero di coloro che componevano le schiere. Dal campo di al-G-urf<br />

le schiere partirono nel mese di Muharram (^) dell'anno 27. H. In Egitto ad<br />

esse si unirono le genti egiziane; ed ibn abi Sarh avanzò con tutte le forze<br />

riunite sino a Qàbas, che fu assediata per qualche tempo, ma poi abban-<br />

donata, per penetrare direttamente nel cuore dell' Ifi-iqiyyah. I Musulmani<br />

erano 20.000. Contro di essi si mosse G-urgir, luogotenente di Eraclio, con<br />

120,000 uomini.<br />

Seguono nel testo particolari fantastici su trattative ti'a Musulmani<br />

e Greci; poi si descrivono l'allarme del Califfo 'Uthmàn che non riceve<br />

notizia del suo esercito e manda Abdallah b. al-Zubayr come messo straor-<br />

dinario, i preparativi della battaglia, la promessa di Girgir di dare la sua<br />

bellissima figlia in moglie all'uccisore di ibn abi Sarh. ed infine i partico-<br />

lari della battaglia fatta sullo stampo delle altre grandi della conqui.sta<br />

araba in Siria e nella Babilonide. Vittoi-ia dei Musulmani e cattura della<br />

figlia di Girgir. Il racconto chiudesi con i particolari del tributo pagato<br />

dai Bizantini e del ritorno trionfale degli Arabi in Egitto ed a Madinah<br />

(Nuwayri, MS. Paris, 1576, fol. l,v.-3,r.; Khaldùn Berbères, I. pa-<br />

gine 314-323; Caudel Invasions, 52-82).<br />

Il De Slane, già sin dal 1844, i-iconosceva come assai sospette le pre-<br />

ma noi le riteniamo addirittura apocrife, checché ne dicano<br />

cedenti notizie ;<br />

alcuni recenti scrittori francesi, come il Caudel, che le accolgono come<br />

buona moneta (cfi-. J.A., ser. IV, voi. IV, pag. 329-366, Lettre a M. Hase :<br />

Fournel Berbères, I. Ili, nota 4).<br />

Nota 1. — L'indicazione precisa del mese non va accolta come documento storico. E un modo<br />

prestabilito di esporre simili eventi. — Anche alla partenza degli eserciti per la Siria (cfr. 12. a. H..<br />

§§ 316, 324, ecc.) la tradizione vuole che si muovessero nel primo mese dell'anno. — E un retaggio di<br />

superstizioni antiche: il mese di Muharram, il sacro inviolabile, è quello più fausto e di buon augurio<br />

per la partenza. Nel Muharram partivano da Makkah e compievano con sicurezza il viaggio di ritorni'<br />

i pellegrini che avevano visitato il santuario.<br />

§ 62. — (al-Nuwaj'ri). E Uthmàn prepose 'Abdallah b. Sa'd b. abi<br />

Sarh sul h a r b d' Egitto e sul kh a r a , g ordinandogli di tàr razzia nel-<br />

2t>l.


27. a. H. §§ 62, 63.<br />

riMqivvah. E gli disse: « Se Iddio ti fa conquistare rifiiqivvah, avrai il ^7. a h.<br />

i . . ' [EGITTO-AFRICA<br />

« quinto del quinto del bottino in dono ». E 'Uthmàn ordinò ad Abdallah . spedizione di<br />

b. Nàti' b. Abd al-Qays e ad 'Abdallah b. Nàfi' b. al-Hàrith di riunirsi a 'Abdaiiah b.Sad<br />

lui contro il signore dell' Ifi-iqij-yah con un esercito di 10,000 valorosi del- r ifnqiyyah.i<br />

l'Isiàm. Egli ('Abdallah b. Sa'd) venne a patti, imponendo una tassa agli<br />

Africani, ma gli Arabi non ardirono d'entrare nell' Ifriqiyyah, e di avven-<br />

turarvisi. per la molta popolazione di quel paese.<br />

Poi Abdallah mandò a chieder consiglio ad 'Uthmàn se dovesse en-<br />

trarvi. E Uthmàn gli mandò un certo numero d'illustri Compagni, tra<br />

cui 'Abdallah b. Abbàs ed altri. Con questi ibn Sa'd entrò nell' Ifriqiyyah<br />

compiendo gesta, di cui si parlerà più a lungo nel sesto b à b del quinto<br />

qism di quest'opera (cfr. § 61). Or quando tvi conquistata Sbaytulah, ch'era<br />

la capitale, trovò grandi ricchezze; e ogni cavaliere ebbe 3000 dìnàr, e<br />

ogni pedone 1000. Abdallah b. Sa'd mandò le sue schiere nel paese, e<br />

giunsero a Qalsah, dove fecero prede, e mandò un esercito (' a s k a r) a<br />

Hisn al-Agamm (= l'odierna al-Gremm), dov'erano fortificati gì' indigeni, e<br />

la prese con l'amàn. Gli Afi-icani vennero a patti con lui per 2,500,000<br />

dinar. 'Abdallah b. al-Zubayr si recò da 'Uthmàn con l'annunzio della<br />

vittoria e con la preda, in cui era inclusa la figlia del re.<br />

Poi Abdallah b. Sa'd tornò in Egitto, dopo aver passato in Africa<br />

un anno e tre mesi, non avendo perduto di Musulmani che tredici<br />

uomini.<br />

Portò poi il quinto dell'Africa a Madinah dove Marwàn lo comprò<br />

per 500,000 dinar, e 'Uthmàn gli condonò il pagamento per ciò che<br />

aveva preso da lui. E per ciò, disse Abd al-rahmàn b. Hanbal, uno dei<br />

Compagni : « friui-o a Dio un gran giuramento » (seguono i sette versi già<br />

tradotti al § 54) (Nuwayri, MS. Leid, fol. 100,r.-101,v.) [M.].<br />

§ 63. — (Teofane). Nell'anno del Mondo 6139 (=647 dell' È. V. =<br />

= 26.-27. H.) i Saraceni fecero una spedizione in Africa, e venuti alle mani<br />

con il tiranno Gregorio, lo volsero in fuga e distrussero il suo esercito.<br />

Dopo aver imposto un tributo di vettovaglie agli Afìi ("Acppot = Berberi),<br />

ritoi-narono indietro (<strong>The</strong>ophanes, I, pag. 525).<br />

Si noti che, secondo Teofane, gli Arabi fecero soltanto una razzia, im-<br />

posero un tributo in genere, ritornarono in Egitto, o almeno nella Tripo-<br />

litania, .^enza lasciare in Numidia, dove fu combattuta la battaglia, alcun<br />

rappresentante del Califfo. Il tributo fu imposto non ai Greci bizantini,<br />

ma agli "A'ffyO'., con cui Teofane significa indubbiamente i Berberi, gli<br />

alleati di Gregorio. Quindi la spedizione araba non venne in contatto con<br />

i Greci di Cartagine e della Tunisia settentrionale.<br />

20.5.


. abi Sarh nel-<br />

-r Ifriqiyyah.j<br />

s$ (-.4-66. 27. a. H.<br />

27. a. H. § 64, — Dalla cronaca spaglinola, giù altra volta da noi utilizzata,<br />

[EGITTO-AFRICA. . ..• i<br />

•<br />

- Spedizione di ricaviamo i .seguenti particolari:<br />

Abdaiiah b.Sad «Per duceiu quoque ìlabedella nomine, ({ui dudum imperacti certa-<br />

« miuis ducatum tenebat, in occidentem prospera multa acta sunt. Tri-<br />

« polim venit, Cuidam (o Cidamis) quoque et Helemptien fo Elenptien)<br />

« bollando adgressus est et post multas desolationes effectas victas vasta-<br />

« tasque provincias in fidem accepit (sibi plurimas katerbas in fide acceptas)<br />

« et mox Africam adhuc sanguinem sitiens adventavit. Preparata igitur<br />

« certamina illieo in fugara Maurorum acies versa est et omnis decoritas<br />

« Afincae cum Gregorio comite usque ad internicionem deleta est. ìlabedella<br />

« quoque honestus (o homastus) beneficio largo cum omnibus suis cohor-<br />

« tibus remeando Aegyptum pervenit » {Monumenta Germaniae Hist.,<br />

tom. XI, pars II, Contin. Byzant. Arab., 344).<br />

§ 65. — Sull'anno della spedizione di 'Abdallah b. Sa'd le fonti va-<br />

cillano tra il 26. ed il 27. H. — La maggioranza è per l'anno 27. H.,<br />

che deve essere la data corretta. Tra il 25. e il 26. H. Amr b. al-'As<br />

fu destituito, e solo nel 26. H. scoppiò la ribellione di Gregorio. Gli Arabi<br />

entrarono in Tunisia dopo che Gregorio erasi impadronito della provincia<br />

e quindi l'anno 27. H. è anche quello che più logicamente si adatta al<br />

corso degli eventi quali noi li conosciamo.<br />

Le forze musulmane passarono per Tripoli, varcarono il confine del-<br />

l' Ifi'iqiyyah, toccarono Gabes e si mossero su Sufetula, dove Girgir aveva<br />

.stabilita la capitale e raccolto le sue fòrze, quasi tutte composte di tribù<br />

berbere. Dal campo in Qaraùniyyah (più tardi chiamata al-Qayruwàn) gli<br />

Arabi avanzarono sino ad 'Aqùbah, sito posto a mezza strada tra Carta-<br />

gine e Subaytalah (Sufetula), ed ivi, secondo alcune fonti, oppure secondo<br />

altri, in Subaytulah stessa, seguì la battaglia che distrusse le forze di<br />

Girgir : questi fu tra gli uccisi.<br />

Dopo la vittoria gli Arabi si diedero a depredare la Byzacene (= Tu^<br />

ni.sia) e la fortezza di Agam (Lagam, ossia Thysdrus, l'anfiteatro di al-Djem.<br />

che esiste tuttora) si arrese ai vincitori. Raccolto molto bottino gli Arabi<br />

fecero ritorno in Egitto (C a u d e 1<br />

, 66-76, su materiali forniti da fonti<br />

MS.: Ri-àd al-Nufùs, ibn al-Nàgi, e il Kit ab al-Muuis di ibn<br />

ahi Dinar).<br />

§ 66. — (Michele Sirio). Nell'anno 968 dei Greci, 26 dei Tayyàyé, 5<br />

di Costante: Gregorio, patrizio d'Africa, si rivoltò contro Costante.<br />

Lo stesso anno i Tayyàyé partirono per invadere l'Africa. Diedero bat-<br />

taglia al patrizio, cui un gran numero dei soldati fu ucciso. I Tayyàyé<br />

tornarono e stabilirono la loro dominazione su tutte le città del littorale.<br />

206.


27. a. H. §1 66, 67.<br />

Gregorio si sottomise di nuovo all'imperatore Costante (') (Michel Sy- 27. a. h.<br />

TT , ié^^ [EGITTO-AFRICA,<br />

rien, II. 440). . Spedizione di<br />

Nota 1. — La fonie siriaca nega dunque la morte di Gir^ir, evento che nemmeno Teotane espli- .<br />

citamente afferma; ma torse i cronisti musulinani dicono il vero, e Michele Sirio confonde Óirgir (Gre- ,,'<br />

gorìo) con l'altro patrizio che fu mandato in Africa dall'imperatore dopo la campagna di ibn abi Sarh.<br />

§ 67. — Sulla spedizione in Africa di 'Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh<br />

cfr. anche Abulfeda, I. 262 (nel 26. a. H.);<br />

'A dz à r i B a y à n , I, 4-9 ;<br />

Adzàri Fagnau, I. 3-10;<br />

Amari, Star. Musulm. Sicilia, I, 109-112;<br />

Arnold, Preaching of Islam, 103-107;<br />

Bakri Masàlik, 45;<br />

Bury. Hìsf. Later Rom. Kmp., II. 287-289;<br />

Caudel Invasion, 52-79<br />

Dahlàn Futùhàt, I, 98-99, 100;<br />

De Guignes, Hist. Gen. Huns, I, 346;<br />

De Slane [J.A., 1844, ser. IV, voi. IV, 329 e segg.j;<br />

Die hi, Afrique Byzantine, 635 e segg. ;<br />

ibn abi Dinar K. al-Mùnis, 23-24;<br />

Eutychius, ed. Cheikho, II, 32, lin. 18-22;<br />

Fagnan Annales, 10-14;<br />

Flugel Gesch. Arab., 124;<br />

Fournel Berbères, I, 111-113;<br />

;<br />

Historiae Miscellae [Muratori, Rer. Ital. Script., I, 135]:<br />

J.A., 1832, ser. II, voi. IX, 293-299; 1841, ser. III, voi. XI, 97-111;<br />

ser. IV, voi. IV, 329-365; voi. XX, 70-71, 79-80; 122, 123; 1868, ser. V,<br />

voi. XII, 625;<br />

Khaldùn Berbères, I, 206-210, 304-307, 314-323;<br />

Khallikàu, ed. Wust., n. 16;<br />

Khamis, II, 286, lin. 18-21;<br />

Le beau, XI, 321-330;<br />

Mahiisin, I, 89, lin. 7-20; 96, liu. 13-18:<br />

Maqrizi Khitat, I, 299, lin. 35-3G ;<br />

Michel Syrien, II, 440;<br />

Muir Annals, 298-300;<br />

Muir Caliphate, 210-212;<br />

Muller Islam, I, 270;<br />

Muralt, 1, 297;<br />

Nuwayri, MS. Leid, I, fui. 100,r.-101,v. ;<br />

2fn.<br />

* •


§§ 07-69. ^' • ^' "•<br />

27. a H. Nuwavii, M.S. Paris, J 575, fol. ],v.-3,r.<br />

lEGITTOAFRICA.<br />

Q a y r u w a n i , 36-39<br />

- Spedizione di<br />

Abdaiiahb.Sad R a m p o 1 d i <strong>Annali</strong>, II, 12(5-132;<br />

b. ab! Sarh nel- o i - 'ti.' -^ t ari net •<br />

iifnqiyy.h.) fealawi Istisqa, I, 3o-3b;<br />

Scott. Mooiish Empire, I, 132-141;<br />

Sèdi Hot, HìhL Gen. Arab., I, 158-161;<br />

Suyùti Khalif, 60, lin. 14-15;<br />

Tabari, I, 2813, 2814-2815, 2817-2818;<br />

Tabari Zotenberg, III, 560-562;<br />

<strong>The</strong>ophanes, I, 526 [A.M., 6139];<br />

al-Tigàni [J.A., serie IV, 1852, voi. XX, 79-80|;<br />

Wardi, I, 151 [nel 26. a. H.];<br />

Weil Chalif., I, 161;<br />

Wellhausen Romàer, 425-426;<br />

Ya'qùbi, II, 191, lin. 1-11;<br />

Yàqut, I, 325, lin. 18-326, lin. 8; III, 36, lin. 20-22.<br />

AFRICA-SPAGNA. — Prima incursione in Spagna {versione di Sayf<br />

b. 'Umar). [Cfr. 26'. a. H., i} 59\.<br />

§ 68. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e da altri). Dopo la conquista<br />

dell' Ifriqiyyah il Califfo Uthmàn ordinò ad 'Abdallah b. Nàfi' b. 'Abd al-<br />

Qays al-Fihri, e ad 'Abdallah b. Nàfi' b. al-Husayn al-Fihri di invadere<br />

la Spagna, ed inviò con essi uno scritto, con il quale invitava gli abi-<br />

tanti della penisola ad associarsi con lui nella conquista di Costantinopoli<br />

(Tabari, I, 2817).<br />

Cfi-. Atliìr, III, 72; Dzahabi Paris, I, fol. ISO.r. ; Abulfeda.<br />

L 262 (nel 26. a. H.) ; Dahlàn Futùhàt, I, 100.<br />

Siccome questa spedizione contro la Spagna non è confermata da nes-<br />

sun'altra fonte, non è possibile prestarvi veruna fede. Sayf b. 'Umar è noto-<br />

riamente autorità assai poco sicura e disposta ad affermazioni arrischiate.<br />

§ 69. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e da altri). Insieme con i due ge-<br />

nerali musulmani partirono pure molti berberi, e la spedizione riuscì felice-<br />

mente, terminando con la conquista della Spagna e della Francia (al-Ifrangah).<br />

Quando il Califfo 'Uthmàn ebbe richiamato in Egitto ibn abì Sarh,<br />

il governo delle nuove provincie fu affidato ad Abdallah b. Nàfi' b. Abd<br />

al-Qays al-Filiri.<br />

La Spagna, conchiude Sayf, rimase nella stessa condizione dell' Ifri-<br />

qiyyah fino ai tempi del Califfo Hisàm b. 'Abd al-malik [t 95. a. H.),<br />

quando i Berberi presero le armi contro il governo (^) (T a b a r i , I, 2817).<br />

•208.<br />

.


27. a. H. §§ 69-71.<br />

Cfi-. Athir, III, 72 (uel 26. a. H.) : Fagnaii Annales, 16-17; Ma- 27. a. h.<br />

hàsin, I, 94, ult. lin.-95, lin. 6 ; Suyùti Khalif., GO, lin. 15; Wardi, gna.- Prima in-<br />

T igi cursione in Spa-<br />

Nota 1. — A cjneste notizie, sulla correttezza delle quali è lecito avere i massimi dubbi, Sayt<br />

b. 'Umar aggiunge una pretesa profezia del celebre renegato ebreo, Ka'b al-Alibàr, secondo la quale la<br />

Spagna doveva essere un giorno conquistata da alcune genti, che nel giorno del giudizio si sarebbero<br />

distinte da tutti gli altri fedeli per una luce speciale, che avrebbe irradiato dai loro volti iTabari, I,<br />

2817. lin. 6 e segg. i.<br />

§ 70. — Questo aiiuo (27. IL) è omesso intieramente in ibn al-At_hir<br />

(cti-. A th i r , III, 78), per il quale perciò in questo anno nulla è avvenuto<br />

degno di nota, oppure v' è qualche lacuna o errore nelle fonti da lui usate.<br />

Tale lacuna non esiste nel nostro testo di al-Tabari.<br />

NECROLOGIO dell'anno 27. H. Abàn b. Said. (Cti-. Ili. a. H.,<br />

ij


INEC^OLOGIO.<br />

M 71, 7-2. 27. a. H.<br />

"^'^^ °^"''^^ ^^ Maometto egli si trovava nel Bahrayn; .si presentò ad<br />

Aban b. Said.) ^bu Bakr in Madinah e venne mandato con le milizie in Siria.<br />

Secondo Musa b. 'Uqbah, egli mori alla battaglia di Agnàdayn in<br />

Siria nell'anno lii. H.<br />

Secondo altri, mori invece nella battaglia del Yarmùk, nell'anno me-<br />

desimo, (ossia 13. H, ma correggi 15. H) o in quella di Marg al-Sulìar,<br />

sempre nell'anno 13. H.<br />

Una quarta versione mette la sua morte nell'anno 27. H. ai tempi<br />

del Califfo 'Utlimàn.<br />

Si dice inoltre che alla morte del Profeta, il Califfo abu Bakr man-<br />

dasse Abàn b. Sa'id nei Yaman, e che Aban vi rimanesse fino al califfato<br />

di'Umar, occupandosi fi-a l'altre cose di sedare le discordie ed i rancori<br />

dell'insurrezione dell'anno 11. H. — Volendo Fayruz vendicarsi su Qays 1).<br />

Maksuh perchè aveva ucciso Dàdzawayh; Abàn mandò Qays dal Califfo 'limar<br />

con una sua lettera, perchè decidesse la questione se Qays doveva essere<br />

o no punito per aver ucciso Dàdzawayh pagano.<br />

Secondo un'altra fonte ritenuta autentica da ibn Hagar, Abàn b. Sa'id<br />

avrebbe partecipato, per ordine del Califfo 'Uthmàn, alla redazione dell'al-<br />

Qur-àn, insieme con Zayd b. Thàbit. Questa tradizione che, rimonta a<br />

Khàrigah, un figlio di Thàbit, secondo ibn Hagar è un documento conclu-<br />

dente per ritenere che Abàn morisse durante il califfato di 'Uthmàn nel-<br />

l'anno 27. H. (') (Hagar, I, 17-20, n. 2).<br />

Nota 1. - Però la compilazione dell'al-Quràn pare siasi fatta nel »>. H., sicché Abàn, data la<br />

verità della notizia, avrebbe dovuto vivere sin dopo il 30. H.<br />

§ 72. — Abàn b. Sa'id b. al-'As b. Umayyah b. 'Abd Sams b. 'Abd<br />

Manàf ecc. al-Qurasi, al-Umawi. La madi-e era Hind bint al-Mughiiah b.<br />

'Abdallah b. Umar b. Makhzùm; secondo altri, era invece Safiyyah bint<br />

al-Mughirah, zia di Khàlid b. al-Walid b. al-Mughirah.<br />

Apparteneva, come il Profeta, agli Abd Manàf Si convertì dopo i<br />

suoi fratelli, Khàlid ed 'Amr. Si citano due versi suoi per deplorare la<br />

conversione dei fratelli:<br />

(1) Oh! se un morto che sta in al-Zuraybah [monte sopra Tà-if, dov'era sepolto il<br />

padre loro Sa'id] potesse vedere quanto han guastata la fede 'Amr e Kliàlidl<br />

12] Hanno seguito insieme il far delle donne; e si trovano ad aiutare dei nostri nemici<br />

quello che tende [piìi] lacci.<br />

E poi si riporta la risposta di 'Amr:<br />

(1) Del fratello mio, non più mio fratello, io non tocco l'onore, ma egli non ha riteo-no<br />

da alcuna villania.<br />

(2) Egli dice, quando le sue cose gli gridano contro: Oh! se un morto che è in al-<br />

Zuraybah rivivesse!<br />

(3) No! lascia il morto che è andato per la sua via, e pensa al vivo, che invece è<br />

in miseria<br />

210.<br />

°


27. £1. H. § 72.<br />

Si convertì tra al-Hudaybiyyah e Khaybar. Motivo della sua conver- 27. a. h.<br />

sione fu che egli andò mertantoggiaudo in Siria, e incontrò un monaco t^^àn b. Saìd.]<br />

con cui venne a parlare di Muhammad, del quale il monaco, pur non conoscendolo,<br />

glie ne disse egli stesso tutte le qualità, asserendo ch'era un<br />

legato di Dio.<br />

Una tradizione poi, che rimonta ad abù Hurayrah, accenna ad una<br />

lotta che questi ebbe con Abàn davanti al Profeta a Khaybar per una<br />

divisione di bottino.<br />

Fu prefetto del Bahrayn dopo la destituzione di al-' Ala* b. al-Hadrami.<br />

Morto il Profeta, tornò a Madinah, e, volendo abù Bakr rimandarlo<br />

nel Bahrayn, egli rispose che non avrebbe amministrato più per nessuno<br />

dopo il Profeta. Secondo altri invece, resse per abù Bakr una parte del<br />

Yaman.<br />

Il padre suo aveva per kunyah abù Uhayhah, da un tìglio suo<br />

Ubayhah, che fti ucciso la giornata di al-Figàr; un altro figlio suo, al-'As,<br />

fu ucciso kàfir a Badr, da 'Ali; 'Ubaydah fu ucciso pure kàfir da al-<br />

Zubayr.<br />

Cin(|ue figli si convertirono e furono Compagni del Profeta. Nessuno<br />

ha avuto discendenti fuori di al-'As b. Sa'id.<br />

Abàn tii uno di quelli che tardarono a prestare omaggio ad abù Bakr<br />

per stare a vedere che facessero i banù Hà.sim, e lo prestò quando essi lo<br />

prestarono (eli-. 11. a. H., § 37, nota 3).<br />

ibn Ishàq: Fu ucciso col fratello 'Amr al Yarmùk (nell'anno 15. H.)<br />

ma non la.sciò discendenti.<br />

Musa b. 'Uqbah: Fu ucci-so ad Agnàdayn (nell'anno 13. H.) (è l'opi-<br />

nione di Mu.s'ab al-Zubayr e della più parte dei genealogisti).<br />

I nell'anno<br />

Secondo altri, fu ucciso il giorno del Marg al-Suffar presso Damasco<br />

14. H.j.<br />

fusione.<br />

Queste battaglie furono Tuna vicina all'altra e perciò nacque con-<br />

al-Zuhri dice che egli aiutò 'Uthmàn nella redazione del Qur-àn: questo<br />

tradizionista ed altri che lo seguono, pongono la sua morte nell'anno 29. U.<br />

Si racconta poi che egli in una khutbah dicesse: «Il Profeta ha<br />

«deposto (w ad a' a) ogni sangue nella Gràhiliyyah (Athir Usd, 1,36-38).<br />

Cfr. Aghàni, X, 62;<br />

<strong>Annali</strong>, voli. 1 e II {Indice);<br />

A sa k ir, MS. Dama.sc.. II. fol. 147,v.-lól,v. :<br />

Balàdzuri, 81, 107, 113, 472. 473:<br />

Dzahabi Paris, I. fol. 118,v. ;<br />

211.


s« 73-71. 27. a. H.<br />

INECrVog.o. .<br />

Abàn b. Sa'fd.) H i s à lu , 782 ;<br />

IV-ahabiTagrid.r, 5, n. 2;<br />

al -Ih ti 'ab, 35, ii. 47.<br />

M a s k a \v a y li , I, 20 1 ;<br />

Onomasticon Arah., pag. 11, n. 164:<br />

Qàmus, IV, 198, Un. 8:<br />

Sprenger, Leb. Muli., II, 111 nota, 162; III, 3.=32;<br />

Tabari, I, 1347, 1543, 1782, 2101, 2349;<br />

Tàg al-'Arùs, IX, 117, lin. 16;<br />

Tanbih, 283, lin. 18;<br />

Wàqidi Wellhausen, 253, 282, 369;<br />

Ya'qùbi, II, 81, 136.<br />

Yàqiit, I, 509; IH, 576;<br />

aba Dzu-ayb al-Hudzali.<br />

§ 73. — abu Dzu-ayb Khuwaylid b. Khàlid b. Muhriz b. Zubayd ecc....<br />

b. Hudzayl al-sà'k, è uno dei poeti che fiorirono sotto la Gàhiliyyah e<br />

l'Isiàm; abbracciò l'Isiàm e diede belle prove nella sua nuova fede; mori<br />

nella spedizione d' Ifnqiyj'ali.<br />

(abu Khalifah da Muhammad b. Salàm). abu Dzu-ayb era poeta di va-<br />

lore, senza difetti e debolezze. Soggiunge Muh. b. Salàm: abu 'Amr b. al-' Ala<br />

diceva : Hassàn b. Thàbit, interrogato quale fosse il miglior poeta, rispose :<br />

«Intendete: una tribù, o un individuo solo?». — «Una tribù »,' gli di.s-<br />

sero. — « Ebbene », rispose, « la tribù meglio dotata per facoltà pietiche<br />

« è Hudzayl, e il miglior poeta fi-a i Hudzayl è senza contrasto abu Dzu-ayb »<br />

Soggiungeva Muh. b. Salàm: 'Amr b. al-'Alà non era di questo parere, ma<br />

10 lo sono senz'altro (Aghàni, VI, 58, lin. 13-19) [T.J.<br />

§ 74. — abu Dzu-ayb era poeta di singolare purezza di lingua, pieno<br />

di originalità, padrone della poesia. Afferma abù Zayd 'Umar b. Sabliah:<br />

abu Dzu-ayb superò tutti gli altri poeti di Hudzayl in grazia della sua<br />

qasidah in ayn, composta per compiangere la morte dei figli suoi<br />

intendendo alludere ai suoi versi:<br />

ti addolori tn per la morte e per le sventure che essa porta? Ma la sene non è<br />

disposta a contentare colui che soffre.<br />

Questa qa.sìdah fu da lui composta per cinque suoi figliuoli, uccisi dalla<br />

peste nello stesso anno.<br />

(al-Husayn b. Yahya, da Hammàd b. Ishàq, da suo padre, da Mus'ab<br />

al-Zubayri; inoltre al-Harami b. abi-l-'Alà, da al-Zubayr b. Bakkàr. da 'suo<br />

zio), abu Dzu-ayb al-Hudzali taceva parte della spedizione di 'Abdallah b.<br />

•1X2.<br />


27. a. H. §§ 74.76.<br />

Sa'd b. abi Sarh, uno dei banù 'Amir b. Lu-aj-y, contro l' IMqi^'j-ah, 27. a. h.<br />

l'anno 26. H., per combattere gli al-Rùni, durante il califfato di 'Uthmàn. abu ozuayb ai-<br />

Quando Abdallah b. Sa'd ebbe conquistata Ifriqij-yah e le regioni adia- Hudzaii.|<br />

I-enti, spedì 'Abdallah b. al-Zubayr, che faceva parte del suo esercito, per<br />

annunziare ad 'Uthmàn b. ' Affan la vittoria ; con lui spedì insieme alcuni<br />

uomini tra i quali abù Dzu-avb.<br />

Su Abdallah [b. al-Zubayr] compose abù Dzuayb il verso :<br />

È un guerriero energico come il leone isidi nascosto tra le piante di ghada, che<br />

si slancia nella guerra con uno slancio pieno di successo;<br />

che è vei-so di una sua q a s i d a h .<br />

Quando<br />

costoro giunsero in Misr, abù<br />

Dzu-ayb vi morì fAghàni, VI, 58, lin. 22-59, Un. 3) [T.].<br />

§ 75. (Muliammad b. al-'Abbàs al-Yazidi, da al-Riyàsi, da al-Asma'i).<br />

Amava abù Dzuayb al-Hudzali una donna, chiamata umm Amr, e le so-<br />

leva inviare Khàlid b. Zuhayr. ma costui lo tradì con essa come abù<br />

Dzu'ayb aveva già fatto alla sua volta con un altro individuo, certo<br />

"Uwaym b. Màlik b. 'Uwaj-mir, di cui egli era stato 'il messaggero presso<br />

la donna. Quando abù Dzu'ayb seppe ciò che Khàlid aveva fatto, troncò<br />

ogni rapporto con la donna, e avendo essa mandato per una riconcilia-<br />

zione, non volle acconsentire ; ma<br />

sola guaina?<br />

disse su di lei :<br />

1 Tu avresti voluto riunirci, me e Khàlid; ma è possibile riunire due spade in una<br />

|2} O Khàlid, tu non hai avuto alcun riguardo per chi ti era parente, si da rispet-<br />

tarmi nel segreto e nelle tae manifestazioni.<br />

(3) Ma ti invitarono a lei le sue pupille e il suo collo, e tu corresti a lei deliberatamente<br />

come un innamorato.<br />

i4) E fosti [per me] come l'acqua i= il miraggioi che brilla, quando appare a una<br />

gente^che ha camminato tutta la notte.<br />

i6) Ma io ho giurato che non cesserò di cantare una qasidah, in cui tu e lei di-<br />

verrete dopo di me come un proverbio.<br />

(Aghàni. VI, 62. lin. 2-11) [T.].<br />

§ 76. — (Muhammad b. al-Hasan 1). Durayd, da al-Sakan b. Sa'id,<br />

da al-Abbà.s b. Hisàm, da abù 'Amr Abdallah b. al-Hàritli al-Hudzali,<br />

individuo di al-Madìnah). 8i recò abù Dzuaj-b con suo figlio e il figlio di<br />

un .suo fratello per nome abù 'Uqayl da 'limar b. abi-1-Khattàb, e gli<br />

di.ssero: « O amir dei Credenti: Qual' è l'azione più mei'itoria<br />

':' ». Rispose:<br />

« La fede in Allah e nel .suo rasùl ». — « Questo l'ho fatto già », rispose<br />

abù Dzu-ayb : « qual' è dunque l'opera immediatamente dopo più meri-<br />

« toria? ». Rispo.se 'Umar: « Il combattere nella via di Allah ». — « Questo<br />

* va bene a me », disse abù Dzu-ayb; « io non spei-o paradiso, né temo<br />

« inferno ». Adunque uscì e partecipò alla spedizione dei Muslim contro i<br />

Cristiani fa hi al- Rum). Durante il ritorno lo colse la morte. Suo figlio<br />

•2ia.


s§ 76-78. 27. a. H.<br />

27. a. H. ^, [\ figlio di SUO tratolh) voU-vaiio restare ambedue indietro presso del mo-<br />

'''a^bu''D2\j°fyb°ai' rente, ma il capo della retroguardia lo impedì, e disse loro: «Che resti<br />

Hudzaii.i « presso di lui uno solo di voi, e sia sicuro che [così facendo] sarà ucciso<br />

* [dai nemici] ». Allora abù Dzu-ayb disse: « Tirate a .sorte ». E.s.si tirarono<br />

e la sorte designò abu 'Ubayd il quale rimase con Ini : mentre<br />

continuò a marciare con l'esercito. Raccontava abù 'Ubayd :<br />

il figlio<br />

Mi di.s.se abù<br />

Pzu-ayb: «0 abù 'Ubaj^d, scava con la lancia qui lungo la riva, poi con<br />

« la spada taglia (?) dei rami dagli alberi, quindi tra.scinami al fiume qui<br />

« vicino; io avrò finito [di vivere], quando tu avrai finito. Allora mi laverai,<br />

« mi deporrai nella fòssa, con la tua lancia riversa su di me la terra sca-<br />

« vaia e buttavi .sopra i rami e il fogliame ; quindi cerca di raggiungere<br />

« l'esercito ; esso ti apparirà come una massa oscura somigliante, luentre<br />

« cammina, a una nube ». Ebbene egli non si ingannò in nulla di quanto<br />

disse, e se non mi avesse descritto l'esercito, non ne avrei ritrovato le<br />

piste. Nel momento di spirai-e disse:<br />

(1) O abù 'Ubayd, il libro [del mio agire] fu consegnato, e si avvicinò il giorno del<br />

convegno e del rendiconto.<br />

(2) Presso la mia sella troverai un camelo di razza, t'ulvo, che cammina con velocità.<br />

Io mi mossi e raggiunsi i nostri. Soleva poi dirsi che il popolo islamico<br />

si spinse ben addentro nelle terre dei Cristiani, ma che a! di là del se-<br />

polcro di abù Dzu-ayb non si conosce sepolcro di alcuno fra i Muslim<br />

(Aghàni, VI, 64, lin. 1-17) [T.].<br />

Cfi-. anche Aghàni, I, 31; Vili, 102; X, 52; XX, 174.<br />

§ 77. — abù Dzu-ayb al-Hudzali il poeta, morì nell'anno 26. H., sia<br />

in Africa, sia in Egitto, oppure nel deserto, sulla via di Makkah, oppure<br />

infine nel paese dei Greci (in Afiùca): tutti però sono d'accordo che egli<br />

morisse mentre regnava 'Uthmàn (Athir, III, 70, 73).<br />

§ 78. — ibn al-Athir cita due versi di dolore che abù Dzu'aj'b udì<br />

in sogno annunzianti la morte del Profeta. I tradizionisti danno anche<br />

vari presagi che abù Dzu-ayb ebbe per la strada confermandogli la disgrazia.<br />

Morì sotto il califfato di Uthmàn sulla strada di Makkah, e lo seppellì<br />

ibn al-Zubayr. Secondo altri morì in Egitto al ritorno della razzia d'Africa,<br />

e fu sepolto da ibn al-Zubayr. Secondo altri morì in una razzia nella terra<br />

degli al-Rùm, e lo seppellì suo figlio abù 'Ubayd (Atjiir Usd, II, 127:<br />

V, 188-190) [M.].<br />

Yàqùt, nel suo dizionario, cita un grande numero di versi di al)ù<br />

Dzu-ayb (cfi-. Yàqùt [Indice], VI, 426).<br />

Si convertì soltanto sotto il califfato di abù Bakr (Dzahabi Paris.<br />

I. fol. 154,v.).<br />

•214.


27. E. H. g 73.<br />

Cu: anche A vai, 1. 295, 398, 455: II, 389. 47-2: III, 115, 249, 27. a. h.<br />

,,.,.' INECROLOGIO.<br />

493, 498:-I\, 431: ^b^ ozuayb ai<br />

Buhturi, 147. 148, 189. 202; Hugizaii.)<br />

Durayd, HO:<br />

Dzahabi Tagrìd, II. 175. n. 1923;<br />

Fagnan Annales, 13:<br />

Magar, IV. 117:<br />

Hagi Register. n. 2478 [III, 255; VII, 725J ;<br />

Hammer Litter. Arab., II, 609, u. 715;<br />

Hariri Maqàmat, ed. De Sacy (2" ed.), 33, 315, 338, 349, 352:<br />

Tlisàm. 16(j, 230, 327:<br />

al-Isti'ab, 665-667, n. 2914;<br />

Khallikàn, II, 327;<br />

Khallikan, ed. Wiist, n. 803;<br />

Khallikàn, vers. De Slane, IV, 41-42, e 51 nota 29;<br />

Khizànah. I. 132. 201-203. 523; II, 3-4, 320-321, 342-345, 360-362,<br />

489-497: III, 147-151, 183-185, 193-195, 291, 371, 372, 511, 597-599, 647-<br />

649: IV, 73, 153, 231-233, 422, 498-502:<br />

Mutanabbi, 259, lin. 13:<br />

Mn bar rad, 53, lin. 8; 97, lin. 3; 330, lin. 4; 416, lin. 9; 470, liu. 12;<br />

471, lin. 19; 683, nota k; 753, lin. 7;<br />

Qutaybah Adab., 184, 375, 457, 468, 519, 643, 545, 659, 586, 587;<br />

Qutaybah Poesis, 7, 20, 99, 345, 413-416;<br />

Suyùti Hu.sn, I, 100, 110;<br />

Ya'qùbi, I, 313;<br />

Yàqiìt. I, 65. 77, 115, 310, 326, ecc.: ctV. Indice, pag. 425.<br />

215.


28. a. H.<br />

Jó Settembre 648—13 Settembre 6-49<br />

28


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28. a. H.<br />

IRAQ-PERSIA. — Conquista del Fàris e presa di Istakhr. iConfron»<br />

tisi 21. (i. IL. i


Istakhr.l<br />

jig Mi. 28. a. H.<br />

28. a. H. 11 Wellliauseii supijone che al-Balàdzuri ablna fatto conftisione fra AbdallHli<br />

•IRAQ-PERSIA. -<br />

Xn-i'u- e Hisam 1). Amir. i quali erano ambedue chiamati ibu Amir.<br />

• Conquista del ••»"•" jìi. e»... -i<br />

Paris e presa di ,-. v però da osservare che la sentenza del Wellhausen non si può dire<br />

jili-ma, Se eo-li accetta che la presa di (jfùr avvenisse nell'anno 29. H.<br />

(cfr. 29. a. H., §§<br />

l'à, 14, ecc.), bisogna anche tener presente che al-Balàdzuri<br />

nella stessa tradizione (cfi-. 29. a. H.. § 16), dopo narrata la presa di Cfùr,<br />

ricor/la esplicitamente quella di Istakhr. Siamo sicuri del significato preciso<br />

da attriijuirsi alle parole delle nostre fonti? Che cosa vuol dire l'espres-sione<br />

Fàris al-awwal (cfi-. § 1)? La conquista vera, completa di tutto il pae.se,<br />

o — come abbiam veduto tante volte in Siria, nell' 'Iraq ed altrove — il<br />

semplice pagamento di un' indennità di gi^erra e conclusione d'un accordo<br />

temporaneo, che abbia poi reso necessaria una seconda e più vera con-<br />

quista nell'anno 29. H. ? Dacché Istakhr fa parte del Fàris, e dacché nel-<br />

l'anno 29. H. è da supjDorsi avvenisse il Fàris al-thàni, non è dopo tutto<br />

esatto parlare di una nuova presa di I.stakh.r nell'anno 29. H.. dopo una<br />

prima sottomissione nell'anno 28. H. ? Nel §<br />

conquista del Frlris e dun'ultima presa di Istakhr : non<br />

1 v' è menzione di una prima<br />

è forse una contra-<br />

dizione? Se vi fu una nuova rivolta del Fàris. è logico che si ribellasse anche<br />

Istakhi', e che quindi necessariamente si avesse una nuova presa di I.stakhr.<br />

PERSIA-ÀDZARBAYGÀN. (Cfr. 26. a. H., §§ 25 r ser/g.).<br />

§ 4. — (al-Dzahaui). al-Walid b. Uqbah fece in questo anno (28. H.)<br />

una razzia nellAdzarbaygàu, che accettò la pace alle stesse condizioni sti-<br />

polate con Hudzajfah (^) (Dzahabi Paris, I, fol. lòO.v.).<br />

Cfi-. Mahàsin, I, 96. lin. 5-6.<br />

Cfi-. anche 30. a. H., §§ 74 e segg.<br />

NiiTA 1. — S'intendono i patti conclusi da Hu.jzayfah b. al-Yamàn durante la prima conquista<br />

della regione (cfr. '22. a. H. §§ 20, 25).<br />

La notizia data da al-Dzahabi non è cronologicamente sicura, perchè non confermata da altre<br />

fonti migliori e più antiche, ab u-I -Mahàsin ibn Taghribirdi, che noi citiamo a conforto di al-Dzahabi,<br />

attinge anch'egli esclusivamente ad al-Pzahabi. al-Walid b. TTqbah fu destituito l'anno seguente.<br />

PERSIA. — Il Nawruz.<br />

§ 5. — (6'/r. 24. a. IT., if 58). Il Nawruz dei Persiani cade .sul<br />

16 Sa'bàn (= martedì 5 maggio 649 dell' È. V.) (Hamzah. 161 [dice: ve-<br />

nerdì]).<br />

§ 6. — (a) Moneta d'argento arabo-sassanida. coniata nell'Adzarbaygàn<br />

iZDMG., voi. VIII, 1854, pag. 150, n. 749).<br />

(b) Moneta d'argento aiabo-sassanida. coniata in Yazd [ZDMG., vo-<br />

lume XIX, 1865. pag. 464. n. 149).'


MESOPOTAMIA-TAKRlT.<br />

28. a. H. §§ 7, a<br />

28. a. H<br />

MESOPOTAMIA-<br />

I 7. — Nel sabati) 2 maggio 649 doli' E. V. 1=18 Sa'bàn 28. a. H.) takrit<br />

morì (in Takrit V) il primate tlUrieuti'. monofisita. Marutha.s Takritense,<br />

(nativo (li Takrit). I Takritensi elessero Denha, discepolo di Maruthas, ed<br />

il neo-i'letto tu cousac-rato da Teodoro il nuovo patriarca d'Antiochia<br />

(Harhebracus. IH. l-2S-i;30).<br />

Cfr. Asscmanus. liihlinfh. Orieiit.. il. 420-421.<br />

IRÀQ-MESOPOTAMIA-PERSIA. ~ Persecuzione di cristiani.<br />

§ 8. — Il ])atriiirca catliolicos dei Nestoriani Jesujabus Ili girò in<br />

•questi tempi If regioni dcH'antico impeio sassanida per z-estau rare -tutto l'or-<br />

ganamento ecclesiastico iche aveva forse sofferto gravi danni per effetto<br />

dell'invasione araba. Ma alcuni snoi avversari (cristiani ?) lo accusarono<br />

presiso l'ani ir degli Arabi di percorrere le provincie per raccogliere danari.<br />

L" a m i !• arrestò il patriarca e gì" impose di consegnare l'oro raccolto, ma<br />

.It.'sujabus resistè fermamente a tutte le imposizioni, ai carcere ed a tor-<br />

tui'


28. a. H. g§ is.li<br />

28. a. H.<br />

IRAQ-MESOPO-<br />

TAMIA-PERSIA,<br />

,,]j .\,;,iij |,,,ii \ idi 1(1 t'ii\(iievolirn'iit(!<br />

. . ^ ,..,.,. vertiti. L' Isla.in era il pnvilogic (lei<br />

\ii cimversioni e disnrozzaioinj i coii-<br />

, . . . .<br />

padroni: i cointa-titi erano disertori<br />

-Persecuzionedi ,.),,. avfvaiin imitata hantliera per interesse perdonale.<br />

Cfìsfianl.]<br />

SIRIA-ASIA MINORE. — Incursione dei Musulmani.<br />

§ 9. — (al-Wàqidij. In questu anno (28. FT.; Habib b. Maslamali fece<br />

una incursione nel territorio greco, verso Sùrij-ah, nell'Ard al -Rum<br />

(Asia .Minore) (T a bari, I, 2827).<br />

Cfi'. Athir, III, 75-76; Dzahabi Paiis, I, fol. 150,v: Xii\va\ li<br />

Leid., L fol. 101, r).<br />

§ 10. — In questo anno (28. H.) Flabib b. Maslamali fece scorrerie<br />

su Mansuriyyali dei Rum (Grawzi, MS. Costantinop., I, fol. 82,v) [M.].<br />

Cfi-. K athir BidciN-ah, MS. Vienna, IV. fol. 89. v.; Mahàsin. 1.<br />

96, lin. 4-5.<br />

SIRIA-CIPRO. — Prima spedizione di Cipro {versione di al- Wàqidi)<br />

(cfi-. 27. a. H., §§ 5-6).<br />

§ 11- — La spedizione di Cipro fu per gli Arabi una necessità politica<br />

e militare. Finché l' isola era in mano dei Greci, tutta la co.sta siria e palesti-<br />

nense restava alla mercè dei medesimi. Dal monte Carmelo sin presso l'Egitto<br />

il paese pianeggiante e di facile accesso, poteva essere facilmente munito<br />

e difeso, perchè ad ogni allarme nemico potevano facilmente accorrere rinforzi<br />

dall' interno. Invece dal monte Carmelo in su sino al golfo di Adana<br />

la costa Siria è formata da un'altissima catena di montagne, il Libano, che<br />

rende assai difficili le comunicazioni con l' interno. Tutta la parte più alta<br />

e montuosa della regione era quasi inaccessibile agli Arabi e [)erciò non era<br />

stata sinora da essi sottomessa. Nelle giogaie dei monti cercavano e trova-<br />

vano ricovero tutti i banditi ed i profughi della Siria e della Palestina, la<br />

qual gente rinforzata da schiere immigrate dall'Asia Minore non tardi) a<br />

dare agli Arabi gravissime molestie (cfr. 17. a. TI., §§ 177. 178). I monti<br />

del Libano, attaccati alla catena dell'Amanus e così collegati con tutto il<br />

sistema montuoso dell'Asia Minore, costituivano come una peni.sola di terra<br />

nemica che s' internava nel cuore del paese musulmano sin quasi alle porte<br />

della capitale. Quindi le città occupate dai Musulmani lungo la costa siria.<br />

da Bayrùt in su sino ad Alessandretta, trovavansi in una posizione diffi-<br />

cile e pericolosa, minacciate alle spalle dalle irrequiete popolazioni montanare,<br />

e minacciate di fi-onte dai (ireci che avevano in Cipro un comodo<br />

e sicuro luogo di approdo e di concentramento di forze navali. La distanza<br />

tra la costa siria e Cipro è assai breve: dai monti del Libano si scorgono


^ 11. l'j. ^o. 3.* H.<br />

.iiielli di Cipro. E quindi logico e naturale che gli Arabi sentissero il bi-<br />

2S. a. h.<br />

,•••, . .. ,r .- • 1 • SIRIA-CIPRO. . -<br />

^l>^no di premunirsi da questa parte. Mu a\vn-ah aveva avuto lutenziouc prima spedizio-<br />

di occupare Cipro anche prima, ma pare che Uniar tosse avverso per prin- "^ «^' Cipro.)<br />

lipio a spedizioni marittime e le vietasse. Sotto 'Uthmàn le urgenti neces-<br />


28. a. H<br />

ISIRIA-CIPRO<br />

fjt r_'i';. 28. a. H.<br />

l_)zali;il)i l'aris. I. (i.l. 1 .')(). ricorda puii' laiiiiu 'JH. H. coiur' (mcUo<br />

Prima spedizio-


28. a. H. § n.<br />

§ 17. — (al-AVàqidi, ed altri). La prima spedizione di Cipro (Qiihrus) 28. a. h.<br />

11 1 -. r - • 1 1 1 - .-1 .^ • T A r .[SIRI A-C I p R o. 1 -<br />

tu allestita da Mu awiyah b. abi buiyaii: prima di questa i Mu.sulmam Prima spedizio-<br />

nou si erano mai avventurati in una spedizione marittima. Mu'awiyah. "« di Cipro.;<br />

già stando a Hims, aveva più volte chiesto al Califfo 'Umar di permettergli<br />

l'allestimento di una sjìedizione marittima, ma il Califfo non aveva mai<br />

voluto dare il .suo consenso. Quando divenne Califfo 'Uthiuàn, Mu'awiyah<br />

torni) a scrivergli per avere il permesso della spedizione contro l' isola di<br />

Cipro, informandolo quanto essa fos.se vicina alla costa siria, e quanto<br />

tacile r impresa. Ma il Califfo gli rispose con un rifiuto, rammiMitandogli<br />

che era stato pienamente d'accordo con 'Umar. quando questi altra volta<br />

gli aveva negato il chiesto permesso di fare qualunque spedizione per mare<br />

(cfi-. 16. a. H., §§ 328-330). Quando venne però l'anno 27. H., Mu'awiyah<br />

tornò a scrivergli sull'argomento, dimostrandogli l'estrema facilità di una<br />

aggressione dell' isola di Cipro. Allora 'Uthmàn gli rispose che dava il per-<br />

messo, a condizione che Mu'awiyah menasse con sé la moglie. Se però non<br />

osava tar questo, allora non gli permetteva di avventurarsi sul mare. Mu'a-<br />

wiyah allestì una flotta in 'Akkà, e salpò con numerose navi, menandosi<br />

a[)presso la moglie Fàkhitah bint Qarazah b. 'Abd Amr b. Nawfal b. 'Abd<br />

Manàf b. Qu.sayy. Anche 'Ubàdah b. al-Sàmit si menò appresso la moglie<br />

umili Haràm bint Milhàii al-Ansàriyyah {^j. Questo avveniva nell'anno 28. TI.<br />

appena finito l'inverno: altri pongono l'evento nell'anno 29. H. I Musul-<br />

mani si recarono a Cipro e quando approdarono alla costa il governa-<br />

tore (":' urkuuuha), al quale tutti gli abitanti obbedivano, si presentò<br />

per trattare la pace, e si convenne tra le due parti che i Ciprioti doves-<br />

sero i)agare un tributo annuale di 7000 dìnàr. La stessa .somma paga-<br />

vano e.ssi all' imperatore greco, sicché gli abitanti furono costretti a pagare<br />

due tributi (kharàgayn). Gli abitanti misero come condizione che i Mu-<br />

sulmani non vietassero a loro di pagare il tributo anclie ai Greci. I Ci-<br />

prioti d'altra parte non dovevano esigere dai Musulmani alcuna protezione<br />

contro altri che venissero in seguito a molestarli, né frapporre ostacoli alle<br />

mosse dei Musulmani nel guerreggiare contro i Greci. Quindi durante le<br />

spedizioni marittime i Mu.sulmani non molestarono piìi i Ciprioti, e questi<br />

alla loro volta non ffirono obbligati a prestar venni soccor.so ai Musulmani<br />

(Balàdzuri, 152-153).<br />

Atjbir, III, 74-75 (narrazione abbreviata): 7000 dinar annuali era la<br />

gizyah, altrettanti ne pagavano ai Rum: tra gli obblighi dei Ciprioti<br />

s'aggiunge quello di avvertire i Musulmani di pericoli che loro sovra.stas-<br />

«ero da parte dei Greci, perché la strada dei Musulmani per muovere contro<br />

i nemici pa.ssava attraver.so il loro pae.se (?).<br />

•>2ó. 29


IsiRU-c'iPRO.-<br />

§s 17 ji. 28. a. H.<br />

Jvlial.luii. II. A|)|... aggiungo i numi dei principali Compagni che<br />

Prima spedizio- picscid parte alla campagiia : abu Dzarr. abù-l-Dardà, Saddàd 1). Aw.s<br />

n« d. Cipro.,<br />

LTbàdali I). al Sàmit, con la moglie umm Haràm bint Milhàn. La .spedi-<br />

zione avvenne o nel 28.. o 29., o B'à. II.<br />

Clr. Xuwavri Leid., I. fol. 100.v.-101,r.<br />

Cfr. aneli.' .i.'J. a. H.<br />

-Vota J. - iOa Sail, da al-AVàqidi, da AbJ al-salàin b. M.ìea, da suo padre Musa,. Quando<br />

avvenne la prima spedizione di Cipro, umm Haràm bint Mill.àn accorapaRnò suo marito TJbàdah 1. al-<br />

Samit: essa voUe sbarcare e le venne presentato nn cavallo da montare: quando montò in sella l'animale<br />

la gettò in ten-a e la uccise. Essa fu sepolta in Cipro, e la sua tomba prese il nome di Q^br al-<br />

Mar-ab al-Saliliab, ossia la tomba della donna santa BaHulzuri 154;<br />

A ti. ir III, 7.5: umm iraràm bint Milhàn è chiamata" al-An'sàriyyah: si dice che una tal morte le<br />

fosse stata predetta dal Proteta, il quale l'avverti ch'essa sarebbe stata fra le prime a far razzia nel mare.<br />

§ 18. — (al-Wàqidi?j. Alla .spedizione di Cipro comandata da Mu'àwiyvah,<br />

presero parte i seguenti musulmani:<br />

(1) abù Ayyub Khàlid b. Zayd b. Kulayb al-Ausàri;<br />

(2) abù-l-Dardà;<br />

(3) abù Dzarr al-Ohifari ;<br />

(4) 'Ubàdah b. al-Sàmit;<br />

(5) Fadàlah b. 'Ubayd al-Ansàri;<br />

(6) Wàthilah b. al-Asqa' al-Kinàni:<br />

(7) 'Abdallah b. Bisr al-Màzini;<br />

(8j Saddàd b. Aws b. Thàbit. nipote di Hassàn b. Thàbif<br />

(9) al-Miqdàd;<br />

(10) Ka'b al-Habr b. Màti';<br />

fll) Ó-ubayr b. Nufayr al-Hadrami (Balàdzuri, 154).<br />

§ 19. — (ibn Sa'd, da al-Wàqidi, da Hi.sàni b. al-Layth al-Sùri. dai<br />

dotti della Siria). Mu àwiyah, quando salpò da Akkà per" la spedizione di<br />

Cipro, fece ristaurare tanto 'Akkà che Sui- {'). Più tardi, siccome le due città<br />

erano nuovamente cadute in rovina, 'Abd al-malik b. Marvvàn [f 86. a. H.|<br />

le fece ristaurare interamente (Balàdzuri. 117).<br />

""' tradizione di al-Wàqidi (da HiJàm b. al-Layr^h; sappiamo che in alSawfbT/'^^r Sur,<br />

a-Sawah,l e negli<br />

era di stazione una guanugione araba ^gund min al-'Arabj in mezzo ad una numerosa<br />

S2r£:ri^^ìif:::X-' -^ '-''^ ^«"'^— ° -- -•'^ -'— a godersi i. cu:.:<br />

§ 20. — (al-Awzà'i). Quando fu conquistata Cipro, i Musulmani lasciarono<br />

gli abitanti come erano prima, imponendo però con un trattato reo-o-<br />

lare d pagamento annuale di 7000 dinar ai Musulmani ed altrettanti^i<br />

(xreci (Balàdzuri, 157).<br />

§ 21. — (ibn 'Ufàyr). Mu'àwiyah mosse contro Cipro accompagnato<br />

dalla moglie Fàlihitah bint Qurt b. Abd Amr b. 'Abd Manàf. Con lui<br />

226.


28. a. H. §§ -n-25.<br />

andarono altresì abu-l-Darda. baddad b. Aw.s, abu D/.arr. Abdallah b. Aiiir 28. a. H.<br />

, .T . • .-, • 1 , 1^ ,• , 1 TT - li - • , [SIRIA-CIPRO. -<br />

b. al- As, molti Compagni del Profeta ed umm Haram al-Aiisariyj'ah. Prima spedizio-<br />

Quest'ultima morì in Cipro e presso alla sua tomba gli abitanti di Cipro "«<br />

pregano per avere la pioggia: la chiamano « la tomba della donna santa ».<br />

Mu'àvviyah s' impadronì di molto bottino. In Siria questo anno tu ehia-<br />

mato l'anno della prima spedizione di Cipro. Si dice che Mu'àwiyah si<br />

movesse da Akka contro Cipro con 200 navi (Hubays, MS. Berlin,<br />

fol. 100. 1-.; MS. Leiden, pag. 238) [H.].<br />

§ 22. — (Teofane). Nell'anno del Mondo (Ji40 (= G4,S dell" È. V. =<br />

= 27.-28. H.) Mu'àwiyah allestì una spedizione navale contro Cipro. Espugnò<br />

la città di Constantia, e sottomise tutta l' i.sola inHiggendole gravi danni.<br />

Avendo udito che Cacorizos Cubicularios si moveva contro di lui con nume-<br />

rosissime forze romaiche (bizantine), veleggiò con la flotta su Aiados. dove<br />

avendo sbarcato, presso la città dell'isola, tutte le munizioni di gvierra, e<br />

messe in azione tutte 1g macchine d'assedio, tentò d'espugnare il castello.<br />

Riu.sciti però vani tutti i tentativi, mandò agli assediati un vescovo per nome<br />

Thomarichos. il quale con minacce doveva intimorirli e indurli ad abbando-<br />

nare la città protetti da regolare trattato ed allontanarsi del tutto dal-<br />

l'isola. Allorché il ve.scovo fu entrato presso di loro, gli abitanti lo trat-<br />

tennero nella città e non vollero cedere a Mu'àwiyah. Diventato così vano<br />

ogni tentativo d'a.s.-sedio contro Arados, ed avvicinandosi l'inverno, Mu'à-<br />

wiyah fece ritorno a Damasco (<strong>The</strong>ophanes, I, pag. 525-526).<br />

§ 23. — Nel settimo anno [dell'imperatore Costante] Mu'àwij^ah (Matilde)<br />

fece una spedizione contro Cipro con 1700 navid), ed occupò Costantia e<br />

tutta r isola.<br />

Nell'ottavo anno [di Costante] Mu'àwixali espugnò Aradus dopo un<br />

vivace combattimento :<br />

demolite<br />

le mura, incendiò la città e devastò l' isola<br />

in modo da renderla deserta perpetuamente da ogni abitante (Cedrenus,<br />

ed. Bonn, I, 755).<br />

§ 24. — (Eutychius). Al tempo di 'Uthnuui furono conquistate l'Ifriipyyah<br />

e l'Arminiyah e il Khuràsàn. Mu'àwiyah b. ahi Sufyàn era sopra<br />

I)ama.sco per parte di Tthmàn b. 'Affàn. Mu'àwiyah venne a patti con<br />

quei di Qubrus l'anno 28. H., il quarto anno del califfato di 'Uthmàn, per<br />

la gizyah di 7200 dinar, da pagarsi ogni anno in perpetuo. Al Re dei<br />

Rum era dovuto altrettanto (p:utychius, ed. Cheikho, II. 32. lin. 18-22)<br />

[M.j.<br />

§ 25. — (Teofanej. Nell'anno del Mondo G141 (^049 dell'È. V. = 28.-<br />

29. H.) Mu'àwiyah allestì improvvisamente una spedizione (ontro Arados.<br />

che egli espugnò alla condizione che gli abitanti jiotessero fissarsi ovunque<br />

•^Jl.<br />

^'' Cipro.]


{t§ •25.-.>7. 28. a. H.<br />

28. a. H. volevano. Alla «ittà egli ini.sf però fuoco, rase al suolo le mura e ridu.s.se<br />

IsiRiA-ciPRO.-<br />

Prima spodizio- ' '•^""' ""' •.'.^,<br />

ne di Cipro.i | |,;,r.. .")2(>l.<br />

deserto, ancora come era ai tempi di Teofane (<strong>The</strong>opli an e.s,<br />

§ 26. Si vuole che alla spciliziune coiiticj Cipro prendessero partii<br />

1700 iiavi musulmane (Bury, 11,289): Mu'awiyah aveva forse intenzione<br />

di occupare stabilmente l' isola, ma quando vi fu sbarcato comprese che<br />

era difficile tenerla finché i Greci erano ancora troppo potenti per mare.<br />

Bisognava pi-ima spezzare la loro potenza navale: e di ciò si persuase<br />

quando seppe della imminente venuta del ciambellano Kakorizos. L'al-<br />

larme sembra però sia stato vano, perchè Mu àwij-ah potè senza mole.stia<br />

assalire la piccola isola di Aradus, che giace non lontana dalla costa tra<br />

Crabalah e Tripoli. L'isola era stata un centro mercantile floridissimo per<br />

molti secoli, era una specie di Venezia della costa siria (Bury. 1. e), resa<br />

sicura dalla sua posizione nel mare. — La distruzione di Aradus fu forse<br />

necessai'ia per la sicurezza dei possedimenti miisulmani, ma inflisse sicuramente<br />

un grave danno al benessere economico della costiera siria. Dopo<br />

la caduta dell' isola nelle mani degli Arabi, la città fu arsa, gli abitanti<br />

espulsi e r isola ridotta in un deserto.<br />

§ 27. — (Sayf b. 'Umar: riassunto di tre tradizioni con parecchi isnàd<br />

diversi). Mentre viveva ancora il Califfo 'Umar, Mu'awiyah b. abi Sufyàn<br />

aveva pregato 'Umar di concedergli il permesso di allestire una flotta ed<br />

assalire l'isola di Cii^ro, perchè, egli diceva, in alcuni villaggi della costa<br />

siria si potevano chiaramente udire l'abbaiare dei cani, ed i canti dei galli<br />

sull'isola di Cipro: tale vicinanza, sosteneva Mu'awiyah, costituiva un<br />

pericolo perenne per la provincia di Hims. che giaceva esposta alla mi-<br />

naccia di continue incursioni dalla parte di mare. Siccome fino a quel giorno<br />

i Musulmani non si erano mai ancora avventurati sulle onde del mare, il<br />

Califfo 'Umar esitò a dare la chiesta concessione, temeiido di arrischiare<br />

troppo la vita dei fedeli. Scrisse perciò ad 'Amr b. al-'As, governatore<br />

dell' Egitto, per chiedere il suo parere. La risposta di 'Amr Q)<br />

fu recisa-<br />

mente contraria a qualsiasi avventura per mare, a causa dei grandi peri-<br />

coli e o dei pochi vantaggi di simili imprese. Seguendo tale parere, 'Umar<br />

mandò a Mu'awiyah ordine di rinunziare alla disegnata spedizione di<br />

Cipro (T abari, I, 2820-2822).<br />

Cfr. Athir, III, 7a-74; Dzahabi Paris, I. fol. Ió0,b; Maqrizi<br />

Khitat, II, 190. lin. 2-13.<br />

KoT.v 1. — La risposta di 'Ami- al Califlo 'Umar è rimasta famosa nella tradizione musulmana, ma<br />

il tenore esatto delle sue parole non è sicuro, perché esistono parecchi ricami sul t«raa: Io stesso Sayf<br />

nu porge due versioni diverso (Tahari, I, 2821, lin. 1 e segg. e lin. 12 e segg.). Fare che 'Arar tosse col-<br />

pito dall'immensità del mare, sul quale l'uomo era alla mercè degli elementi e ridotto all'impotenza,<br />

228.


28. a. H. §s -'T-ie.<br />

• orni- un verme sopra un tronco di legno ika-dùd 'ala 'ùd): sul mare poche sono le cose certo, nume- 28. a. H.<br />

rose le incerte: se sta tranquillo perturba i cuori, se si agita, fu delirai-e la mente lallusione al mal di [SIRIA-CIPRO.-<br />

n»reri: vi è tacile penlervi ogni cosa, «Ufficile il salvarsi, e non si vede altro che cielo e terra, ecc. Prima spedizio-<br />

Su >|iiesta tesi gli scritturi posteriori hanno ricamato, attribuendo ad 'Amr molte cose, che egli certa- na di Cipro.)<br />

mente non disse mai. Si noti infatti che più tai-di, quando Mu'àwiyah iniziò e prosegui le spedizioni<br />

marittime contro le coste e le isole dell'impero bizantino 'Amr, che fu il maggiore ed il più influente<br />

«HO ronsigliere, non fece mai alcuna opposizione.<br />

Per le parole di 'Amr al CalìfiFo 'Umar, cfr. anche 'Iqd. I. 3-1, liu. Hi e segg. e 16. a. H., § 828.<br />

§ 28. — iSayf li. 'L'iuar: ria.ssunto di due tiadiziuui. con diveisi i.suàd)-<br />

Quaiitlo fu eletto il Galitìb 'Uthiiiàn. Mu'àvvi\'ah b. abì Sufvàu doraandò no-<br />

vament* il permesso di as.salire 1" isola di Cipro, e ottenne alfine il voluto<br />

••on.senso: 'L'thmàn mise però come condizione che i tompouenti della spe-<br />

dizione niiu venis.ser»» .soi'teggiati (tucjri'al: la spedizione doveva essere<br />

aJle.stit-a da .soli volontari. Il comando della fiotta fu dato ad 'Abdallah<br />

b. Qays al-llàrit_hi. un halif, o confederato dei banu Fazàrah, il quale<br />

pt»i in seguito comandò ben cinquanta spedizioni per mare, tanto d'inverno,<br />

«•he di estate, senza mai perdere un .solo uomo. Egli solo tu il primo e<br />

l'unico della flotta che vi trovasse la morte (molti anni dopoi, rimanendo<br />

raa.s.sacrato in un porto dell'Asia Minore, ove era disceso, imprudentemente,<br />

accompagnato da un solo marinaro. Morto lui. il comando della nave am-<br />

miraglia fu a.ssunto da Suf\-àn b. 'Avvf al-Azdi(') (Tabari, I. 2822-2826).<br />

Queste tradizioni di 8ayf non danno però alcuna notizia sui fatti mi-<br />

litari della spedizione.<br />

Athir. III. 74-7.J: Abdallah b. Qays è detto al-Gàsi. Ad Aljdallah<br />

b. Qays si sarebbe unito 'Abdallah b. Sad dall'Egitto (l'accordo sarebbe<br />

stato fatto per settemila dinar l'anno;. La prodigiosa incolumità dei Mu-<br />

-ulmi^ni gli sarebbe stata accordata per preghiere fatte a Dio. L'uccisione<br />

di lui avvenne perchè fece elemosina ad alcuni poveri in al-Marfa-. terra<br />

di Hum; una donna fi-a questi, tornata al suo villaggit). sparse la notizia<br />

«Iella presenza di 'Abdallah. (rli abitanti a.s.salirono «ufyàn b. 'Awf. Sue<br />

ultime parole. Dovette la sua morte alla generosità dell'elemosima.<br />

Cfr. anche Khaldun. II. App.. 131 l<br />

l'Egitto): Maqrizi Khitat, II, 190, lin. 13-19.<br />

'Abdallah<br />

b. abi Sarh va dal-<br />

Nota 1. — Le tradizioni di Sayf contengono vari particolari, di tenore palesemente apocrifo e<br />

f leggendario, su certi rapporti, e scambi di doni, che si dice siano avvenuti fra Tmar e l'imperatore<br />

LI'-.'. Eraclio! cfr. Tabari, I, 2828, lin. 4,, e fra umm Kultjuìni bint 'Ali b. abi Tàlib e la moglie<br />

.;.l!'iiiii»eratore Eraclio. Sono tutti episodi fantastici, inventati nello scopo di gloriflcare i primi musulmani<br />

e di porre in eviilenza la loro gi-ande saggezza.<br />

Cfr. Atliir. IH. TI. lin. H e segg.<br />

§ 29. — Lruliayr b. Nufayr racconta: Quando fu conquistata Cipro,<br />

e ne furon t«jlti i prigionieri, io mi accorsi che abù-1-Dardà piangeva.<br />

Io gli domandai : « Perchè piangi, in un giorno che ha dato forza al-<br />

229.


*;». ••i^V 28. a. H.<br />

28. a. H. , l'Islam e alla sua t^ente?». Kg\i mi l)attò ruu la mano la spalla, e mi<br />

[SIRIA-CIPRO.-<br />

jj «Conio V. facile a Dio l'operare! Quando un popolo lascia la via<br />

Prima spedizio- nin;^». • » v, i-mìì\- «.. jciv,i.i^ r ... .<br />

ne di Cipro.) , dj hii. e da illu.stre e potente cade in i.schiavitù. vuol dir dir- Iddio nf»n<br />

..sa più che far.seue!» (Atbìr. ITI, 75) [M.].<br />

§ 30. — (da Gubaj-r). Quaudo i Musulmani ebbero prosa Quljrus. la<br />

popolazione l'u divisa in due, e Tuna parte piangeva per Taltra. abu-1-Dardà<br />

pianse pure. Quando io gli domandai perchè piangesse in un giorno di gloria<br />

per l'Islam, abù-1-Dardà: «Lasciaci fare, o Gubaj-r. Quanto .sono meschine<br />

« le creature davanti a Dio, quando lasciano il .suo cammino I (I Eùm) erano<br />

« possenti e prepotenti. Hanno lasciato la via di Dio, ed eccfili a clic [)unto<br />

«sono condotti!» (Gawzi, MS. Costantin., I. fol. 82,v.) [M.].<br />

I 31. — (Michele Sirio). L'anno 960 dei Greci (27. H.?), Mu'àwiyah<br />

riunì migliaia di soldati e fece venire da Alessandria, con l'esercitn. 1 700 navi<br />

piene di uomini armati. Qviando giunsero in vicinanza di Cipro, per ordine<br />

di Mu'àwiyah, si gettarono le ancore (?) e si disposero le na\"i sul mare.<br />

Egli mandò poi a dire agii abitanti dell'isola di trattare per la loro vita.<br />

E poiché (gli Arabi) esitavano (a sbarcare) furono Aiuti dal mormorare degli<br />

Alessandrini, i quali protestavano di non essere fatti entrare; dopo aver<br />

legato le navi, penetrarono verso Constantia, capitale di tutto il paese, e la<br />

trovarono tutta piena di gente. Stabilirono il loro dominio su questa città<br />

con un gran massacro, e Mu'àAviyah s'installò nel palazzo vescovile. E là<br />

egli sodisfece al suo vergognoso capriccio, giacché Iddio, per ragione dei<br />

preti che cambiarono la fede di Sant' Epifanio, al tempo del quale erano<br />

state edificate quelle chiese, permise che venissero macchiate dall'impu-<br />

dicizia. Essi riunirono l'oro di tutta l' isola, ritchezze. schiavi, e divisero<br />

il bottino. Gli Egiziani n'ebbero una parte, essi un'altra, e poi tornarono<br />

via (Michel Syrien, II, 441-442) [M.].<br />

§ 32. — (Michele Sirio). Ma poiché il Signore aveva fissato lo sguardo<br />

suo sull'isola per la sua devastazione, subito dopo eccitò abù-1-A'war e il<br />

suo esercito, che vennero a Cipro per la seconda volta, giacché ave\ano<br />

appreso che i suoi abitanti s'erano riuniti. Al loro arrivo gli abitanti<br />

furono presi da sgomento. Allorché i Tayyàyé entrarono, técero uscire gli<br />

abitanti dalle caverne e saccheggiarono l' isola tutt' intera. Assediarono<br />

l'isola di Pathos e la i-idussero a soggezione con la pugna. E quandi.» gli<br />

abitanti domandarono di venire a patti. abù-l-A'war foco loro dire che<br />

avrebbe preso l'oro, l'argento e le ricchezze senza fare alcun male ad essi.<br />

Aprirono la città: i Tayyàyé riunirono le sue licchezze e tornarono in Siria.<br />

Di poi Mu'àwiyah assediò la città di Arwad, che é un'isola, senza<br />

poter.sene impadronirò. Fece diro al vescovo Thomas (= HdijjLr/'f.yor) che gli<br />

230.


28. a. H. §g 3-2.^.<br />

abitanti abbaudonassero la città e se ne andassei'o in pace. Quelli n^)n con- 28. a. h.<br />

sentirono, e Mu àwij-ah tornò a Damasco. Alla primavera Mu'àwiyah ritornò<br />

Prima spedizie-<br />

per assediare Arwad. Allora tutto il popolo abbandonò la città, e Mu'àwiyah "e di Cipro.)<br />

la distrusse perchè non fosse più abitata (Michel Syrien,!!, 442) [M.].<br />

Cfr. D u 1 a u r i e r R e e h e r e h e s C h r o n .<br />

A<br />

r m é n . , 233-234.<br />

§ 33. — Sulla spedizione di Cipro cfr. anche Amari, Sfor. Musuliu.<br />

Sirilia, 1. 81-82:<br />

Dahlàu Futuhàt. I. 100;<br />

Hertzberg. Gesch. Byzant., 55:<br />

Historuie Miscellae [Muratori, Rer. Ital. Scr., I, pag. 135];<br />

Kathir Bidàyah. MS. Vienna. X. F.. 187, IV, fol. 89,r.-89,v.;<br />

Khamis, li. 285, lin. 15-16 [nel 25. a. H.] :<br />

Le beau, XI, 338-340;<br />

Ma ha sin. I. 95. lin. 5-7 e lin. 8-11 (nel 27. a. H.) ; 96, lin. 1-3;<br />

Muir Annals, 300-301;<br />

Muir Caliphate, 212-213;<br />

Mailer Islam. I. 200-261. 269-270:<br />

Muralt, I, 297:<br />

Rampo Idi <strong>Annali</strong>. II. 154-157;<br />

Suyuti Khalif., 60, lin. 10-13 e 15-19 (nel 27. a. H.) ;<br />

Tabari Zotenberg. III. 362-363;<br />

War.li. I. 151;<br />

Weil Chalif., I. 160;<br />

Wellhausen Komaer. pag. 418-419.<br />

ARABIA. — Matrimonio di Uthmàn con Naùlah,<br />

§ 34. — In questo anno (28. H.) il Califfo Uthmàn si unì in matrimonio<br />

con Nàilah bint al-Furàtìsah (al-Kalbiyyah?), che era di religione cristiana,<br />

ma si fece musulmana prima di giacere con il Califfo (Tabari, I. 2827).<br />

Cfr. Athir. Ili, 76: Dzahabi Paris, I, fol. 150,b.<br />

Hagar, HI, 402, n. 1088. afferma che il padre di Nàilah .si chia-<br />

masse al-Furàtìdali e fosse un Hanafita cioè dei banu Hanlfah, annoveran-<br />

dolo fra i Compagni suirautorità di al-Baghawi e senza menzionare che<br />

fo.sse un cristiano.<br />

Da una nota ad Athir, III, 76, lin. 4, appare che il padie di Nà-ilah<br />

fossf al-Furàtì.sah 1). al-Ah\vàH al-Kalbi.<br />

§ 35. — In questo anno (28. II.) 'Uthmàn spo.sò Nàilah bint Furàtìsah.<br />

Essa era cri.stiana prima cliegli le si accostasse'. La sua abitazione (ma-<br />

lia 11 ah) era la Samàwali Kalb.<br />

•231.


26. a. H<br />

(ARABIA. - Mairi<br />

is HM8. 28. a. H.<br />

'''" ;>1-K;illii ((.s.si'iva elio FiirAli.sali ù sempre con Vii. salvo il padre di<br />

monjo di uth- Nàilali [al-Faraiì(Jah| che si scrive con Va.<br />

man con Ni-<br />

(^) j^j^^ j^bf, -Ubayclah). Quando 'Utlimàn ebbe sposato Xàilah. Ja menò<br />

seco, e il padre mandò con lei il fratello di lei Dabb. Giunta a Madinali.<br />

.sentì nostalgia della casa e della famiglia e di.s.se tre versi:<br />

Sospira un maritaggio tra beduini;<br />

Iddio le ha fissato un destino:<br />

deve morire a Yat^rib lontana dai suoi.<br />

(6) (ibn Battali, da una mawla di Talhah). 'Utlimàn prepose al-Walid<br />

b. -Uqbah alle sadaqàt dei Kalb, che gli sposò Nà-ilah. Quando glielo<br />

disse. U-fhman osservò: «Mi dai in isposa Xà-ilah, che è cristiana '''*.<br />

* Quando veiTà, si farà musulmana », rispose queUo. Quando 'Utiimàn s'intro-<br />

dus.se da lei, pregò due rak'a h. E poi le dis.se: « Vengo io da te. o tu da me? »<br />

- « Io da te >, rispose. « E di buon grado. Io [non] ho avuto vergogna .li<br />

« venire da te, da luogo più lontano ». E si sedette accanto ad 'Ctlimàn<br />

E questi le disse: « Troverai un uomo un po' avanti negli anni, ma vedrai<br />

*che qualche cosa di giovinezza mi resta». Ed essa: «Il marito ch'i..<br />

« amo ha d'aver passato il primo fiore della giovinezza e ha d'avere acqui-<br />

* stato pazienza e giudizio- maturo >. Quando usci, gli fu chiesto come<br />

avesse trovato la sposina. « La più assennata ch'io abbia mai conosciuto ><br />

rispose il Califfo (Gawzi. MS. Co-stantin.. I, fol. S2,v.-83,v.) [M.].<br />

Cfr. anche Kathir Bidàyah. MS. Vienna, X.F.. 187. IV. fol. S9.v.<br />

ARABIA. — Costruzione della casa del Califfo.<br />

§ 36. - In questo anno (28. H.) il Califfo Uthmàn si costruì in Madinah<br />

la casa sua detta al-Zawrà. l'erezione della quale fu terminata in<br />

qwesto anno medesimo (Tabari, I. 2827).<br />

Cfi-. Athìr, III, 76; Yaqùbi, II, 191. lin. 15: Kathir Bidàvah<br />

MS. Vienna, N. F., 187, IV. fol. 89, v.<br />

ARABIA. — Pellegrinaggio annuale.<br />

§ 37. — In questo anno (28. H.) 'Uthmàn diresse in persona il grande<br />

pellegrinaggio annuale (Tabari, I. 2828).<br />

Cfi-. Athìr, III. 76: Kathir Bidàyah. MS. Vienna. X. F 187<br />

IV, fol. 89,v.; Mahàsin. I. 96. li,,. 7: Mas'ùdi. IX. 56.<br />

EGITTO. — Consacrazione di Butrus patriarca d'Alessandria.<br />

§ 38. — Xel quarto anno del califfato di 'Uthmàn fu coiisaiiatu Butrus<br />

patriarca di Alessandria. Era Maronita. Morì dopo noxe anni di patriar-<br />

cato (Eutychius, ed. Cheikho, 28. lin. 5-6) [M.J.<br />

232.<br />


28. a. H. §§ 39.1H.<br />

EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo. 28. a. h.<br />

- Inon-<br />

nn 1 •<br />

1 1 1 1 x-i 1 1 T 1 • 'EGITTO. .<br />

§ 39. — L inoudazioue allunale del Allo ebbe uii mimmo di io d/. irà ,<br />

dazione annuale<br />

18 asba': un massimo di 19 dziril' (Mahasin, I, 96, liu. 8-9). dei Nilo.,<br />

XoT.4 1. — Se i niiiueri dati ila ibn TagLribirdi sono esatti, in Egitto si ebbe in questo anno una<br />

condizione auonualissima del Nilo, perchè durante il periodo di magra le acque del tiiiine rimasero ad<br />

un'altezza non molto lontana da quella della piena estiva. Siccome la massima piena dello stesso anno<br />

fu superiore di molto all'altezza normale, v'è ragione d'inferire che in questo anno si ebbe un'abbondanza<br />

straordinaria di pioggie in .\bissinia anche nel periodo normalmente asciutto. Abbiamo così l'indicazione<br />

di un tatto meteorologico pili die raro, addirittura unico. L'altezza di 19 cjzira' per la massima<br />

piena è anche anormale e nociva all'agricoltura egiziana.<br />

ITALIA. — Elezione di papa Martino I.<br />

§ 40. — Muore papa Teodoro (14 maggio 049 È. V. = 25 Sa'bàu 28. H.).<br />

Consacrazione di papa Martino I (21 luglio (549 È. V. = 5 Dzù-1-Qa'dah<br />

28. H.) (').<br />

Cfi-. Muralt, I, 298; Anastasius [Muratori. E'er. Ital. Ser., III.<br />

pag. 189j; Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744), IV, 99.<br />

Cfi-. anche 2!t. a. H.. § 00.<br />

Nota 1. — Un brevissimo cenno cronologico dei maggiori avvenimenti iii Italia gioverà negli<br />

-4;in


» 43-4(;. 28. a. H.<br />

28. a. H. Nussima rk-lle tradizujiu raccolte «la ilm Sa'd fa menzione della «pe-<br />

[NECROLOGIO. ... ,. ^.<br />

umm Haram dlZlollO di Ti])!...<br />

bint Miihan.'<br />

g 44^ — Secondo Hill al-Athù'. il nome di iimm Haiàm era al-Kumaysa<br />

o al-Oimmaysà, ma .su ci«") regna molta incertezza. Il Profeta so-<br />

leva spesso recarsi a farle visita in ca.sa sua. intrattenendosi con lei fino<br />

al punto da addormentarsi. Si vuole che egli le predicesse che un giorno<br />

avrebbe navigato sui mari verdi, ibn al-AtJiir aggiunge che essa accom-<br />

pagnò il marito alla spedizione di Cipro e si ruppe il collo gettata in<br />

terra dalla sua cavalcatura, nell'anno 27. H. (Atjiir Usd. V, 574-575).<br />

ibn al-AtJiir ignora il secondo marito : questo viene dal fatto che<br />

allora umm Haràm non sarebbe potuta andare a Cipro con 'Ubàdah il<br />

primo maritt».<br />

La sua andata e morte a Cipro sembrami che abbiano caratteri leg-<br />

gendari e siano finzioni posteriori. È molto sospetto il fatto che ibn Sa'd<br />

1(1 ignori del tutto.<br />

<strong>For</strong>se umm Haràm fu un nome inventato a spiegare qualche santuario<br />

pagano di Cipro che si islamizzò con la conquista dell' isola.<br />

§ 45. — ibn Hagar cita alcune tradizioni secondo le quali il Profeta<br />

soleva fermarsi in casa di umm Haram quando si recava a Qubà nei din-<br />

torni di Madinah :<br />

essa<br />

gli preparava un pasto e dopo mangiato soleva<br />

pettinargli < profumargli i capelli per modo che Maometto si addormen-<br />

tava, ibn Hagar riferisce che umm Haràm abbia avuto quattro mariti:<br />

'Ubàdah 1). al-Sàmit. 'Umayr b. al-Aswad, 'Atà b. Yasàr e Ya'la b. Saddàd<br />

b. Aws (Bagar, IV. 852-853, n. 1207j.<br />

§ 46. — Cfi-. anche Athir, III. 73-75:<br />

Balàdzuri. 153-154:<br />

Bukhàri. Il, 199-200. 201-202. 218-219. 222-223:<br />

Bukhàri (veis. francese), II, 282. 285, 308, 313;<br />

Bukhàri Tarikh, 35:<br />

Dzahabi Tagrìd. IL 333. n. 3852:<br />

Gayangos, [list. Mah. Dipi.., I. 173; Mahàsin, I, 95.<br />

Hagar Tahdzìb. XII, 402. n. 2928;<br />

Hagar Taqrib. 294 (col. ii) :<br />

Ha n bai Musnad. VI. 361. 423:<br />

al-Isti'àb. 789. n. 3495;<br />

2:M.


29. a. H.<br />

14: Settembre 649—3 Settembre 650


s<br />

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236.<br />

:«5


29. a. H.<br />

IRAQ. — al-Basrah: deposizione del governatore abù Musa ai-Asari<br />

e nomina di Abdallah b. Àmir.<br />

§ 1. — (al-Taliari. .senza i.suadi. in que.stu aunu il Caliti'o 'L'thmùu<br />

depose abu Musa al-As'ari dal goveruo di al-Basi'ah e nominò governatore<br />

"Abdallah h. '.Amir b. Kurayz b. Kabi'ah b. Habib b. Abd Sams il quale,<br />

secondo al-Madà-ini, era liglio di una zia materna di Utjimàn, o.ssia di<br />

Daggàgah biut Asma al-Sulami, ed aveva allora soltanto venticinque anni.<br />

Vi .sono però alcuni, che aftermano essere ciò avvenuto tre anni dopo<br />

l'elezione di 'Uthmàn, vale a dire nell'anno 2(5. H. e non nel 21K H.<br />

(T a bari. I. 2H28).<br />

AtX»ir. III. 7fl: 'Abdallali .sarebbe stato tiglio di un khal ili 'Utjiiuàu.<br />

Cfr. Dzahabi Paris. I, fol. 150,b.<br />

Khal d fi n . li. A[ip.. 131 : aggiungendo<br />

che abii Musa fece una razzìa<br />

ad Amid


29. a- H. (lin'zioiie (li al-liasrah l'i. Jn .seguito a siffatta protosta il Califfo depose abu<br />

oeposizionVdel Musa o nuiuiuò 'Abdallali It. Amir governatori' di al-Basrah (Tabari,!.<br />

governatore abù •28.'n-28n"2).<br />

Musaal-As'arie ,.. , , ,,, _. ..» ii i -i ^/.i i- i l'i<br />

.„, ^; ..K ( tr. Atliir. Ili. /: i Hasrousi avrebbero desiaorato < rlia\laii \>. Ivlianom<br />

I n 3 o i ^d* — -<br />

dallah b. Amir.: lasali.<br />

.Noia 1. — fucsia liadizioue ci porge un prezioso indizio, che cioè la ragione perchè abiì Mù»a<br />

venisse destituito è da ricercai-si non già nel solo desiderio di sostituirlo con un parente, ma hensi per<br />

por fine ad abusi amministrativi di abù Musa al-As'ari, accusato d'arricchirsi a spese dell'erario. E molto<br />

probabile che 'Utlimàii cercasse di mettere un poco d'ordine neUamministrazione e tentasse impedire<br />

il dilagare di gravi abu."*! a danno dell'erario. Nelle tradizioni, tutte travisate ad arte per condannare<br />

'Uthmàn e gli Umayvadi, è ben difficile sceverare con sicurezza il vero dal falso, il buono dal cattivo:<br />

ma ricaviamo l'impressione che 'Uthmàn si adoperasse per il bene; il tentativo falli perchè il male era<br />

già più forte di ogni rimedio e 'Utjimàn non tu felice nella scelta dei suoi uomini di governo. 'Uthmàn<br />

raccolse il doloroso i-etaggio degli errori dell'amministrazione di 'Umar.<br />

I tradizionisti pongono in rilievo, come se fosse una colpa grave, la parentela esistente tra il<br />

Califfo e quasi tutti i governatori da lui nominati. L'accusa è esagerata ad arte per odio politico: la<br />

parentela di 'Uthmàn con i suoi governatori fu sempre molto remota; e se egli avesse voluto fare del<br />

nepotismo, avrebbe potuto scegliere molti altri più prossimi parenti da beneficare. 'Uthmàn era un qura-<br />

sita; era venuto al potere per l'appoggio rjura.iita; i Qurajs volevano mantenere il loro |iredoniinio e<br />

perciò è del tutto naturale che 'Utjimàn si ricordasse dei Qurays.<br />

§ 3. — ('Ali b. ^^^hammad (al-Madà-ini), da abu Baia- al-Hudzali)<br />

abù Mu.sa al-As'ari, quando seppe che il Califfo gli aveva dato come .suc-<br />

cessore 'Abdallah b. Amir, di.s.se ai Basrensi : « Verrà da voi un giovane<br />

« astuto, invadente, ricco in nonne, in zie materne e in zie paterne, il<br />

« (piale riunirà nelle proprie mani ambedue gli eserciti >. Ditatti il Ca-<br />

liffo diede a ibn 'Amir il comando dell'esercito tanto di abù Mù.sa, quanto<br />

di 'Utjimàn b. abi-l-'A.s al-Thaqafì. che comandava le schiere venute dal-<br />

l' 'Umàn e dal Hahrayn (Tabari, I, 2832Ì.<br />

Cf'r. Athir. Ili, 77: ibn 'Amir aveva difatti 25 anni.<br />

§ 4. — In quest'anno (29. H.ì 'Utjhmàn depose abu Musa dalla pre-<br />

fettura di al-Basrah e pose in suo luogo 'Abdallah b. 'Amir. Nel mede.simo<br />

anno 'Abdallah b. 'Amir conquistò (jrùr(') (Baethgen Fragra.. I12i.<br />

Cft". Elia Bar Sina3'a, 85-80.<br />

NT.\ 1. — V'è il sospetto che nella deposizione di abu Musa si debba ricercare anche qualche<br />

motivo d'ordine militare: è probabile che abiì Musa dopo la campagna del Khùzistàn proseguisse la<br />

conquista del Fàris con soverchia lentezza e poca abilità. — (^ome si spiega altrimenti che la venuta<br />

di ibn '.\mir ad al-Basrah coincide con un mutamento straordinario nella politica militare e ricomin-<br />

ciano le grandi conquiste"?<br />

§ 5. — (al-Ya'qùbi) ['Uthmàn] depose abù Musa al-As'ari, e nominò<br />

in sua vece 'Abdallah b. 'Amir b. Km-ayz, ch'era allora in età di 25 anni.<br />

Quando abù Musa seppe di tale n(»mina, fece una khutbah in cui disse:<br />

« Viene un ragazzo (gli u 1 à mi ricco di zie paterne e di zie materne e di<br />

* nonne tra i Qurays. che dissiperà fra xoì il danaro a piene mani »<br />

(Ta'qùbi, II, 11)1, lin. 20-192, lin. 4) [M.].<br />

238.


29. a. H. §§ 6, 7.<br />

IRAQ. — Deposizione di abù Musa (versione ili Sayf h. Tmar). 29. a. h.<br />

§ 6. — (Sa\f 1). Linar. da Muliammad e da altri). Dopo i fatti avve- zione dra.°bij<br />

miti fra il governatore di al-Basrali ed i soldati al momento della spedizione Musa.j<br />

contro i Kurdi (cfr. 26. a. H., § 28), crebbe seniprf più il malumore dei<br />

Ba.srensi contro abù Musa, ond'essi mandarono una missione al Califfo<br />

'Uthmàn per chieden- la sua deposizione. Non vollero dire al Califfo tutto<br />

quello che .sapevano sul conto suo. ma insistettero sulla sua destituzione: il<br />

Califfo chiese chi volessero in vece di abù Musa, e GhaylAn 1). Kharasah<br />

(che faceva parte della commissione; esclamò che chiunque avesse scelto<br />

il Califfo, anche un fanciullo, o anche un matto, sarebbe stato meglio<br />

« di quel servo, che ha divorato il nostro paese, ha risuscitato il paga-<br />

« nesimi> antico, ed ha cercato .soltanto di aumentare i beni degli A.s'ar<br />

< (suoi consanguineij impoverendo al-Basrah > (cfr. § iJ).<br />

Il Califfo diede allora il governo di al-lìasiah ad 'Aiìdallah b. Amir<br />

e fece inoltre i seguenti mutamenti nel governo delle jn-ovincie persiane ('') :<br />

Mandò (1) 'Ubaydallah b. Ma'mar. che era governatore del Mukràn<br />

(cfr. '2C. II. 11.. §<br />

:ìi!. lì. 3) al governo del Fàris.<br />

Mandò nel Mukràn |2| Umayr b. 'Utjiman b. Sa'd, che era stato fino<br />

a quel giorno governatoi-e del Khuràsàn (cfr. 26. a. H., § 36, n. 1).<br />

Nel Khurasan mandò (3) Umayn [o Umayr] I). Ahmar al-Yaskuri.<br />

Nel Sigistan mandò (4) 'Iinràn b. al-Pasil al-Burgumi e nel Karman,<br />

ove «ra Adi b. Suhayl b. Adi mandò (5) 'Asim b. Amr, che mori in<br />

.seguito, mentre era ancora in carica (Taliari. I, 2829-2830).<br />

Cfr. Athir. III. 77 i<br />

per<br />

qualche parte anche Rh a 1 d ù n, II, App.. 131).<br />

Nota l. — e bene ricordare clie Sayf b. 'Umar pone questi fatti tutti nel quarto anno del calif-<br />

fato di 'Ufjimàn, vale a dire nel 2tì. H. (cfr. T a bari, I, 28-28, lin. 18-1!): 2830, lin. 5-10!. È quasi im-<br />

poHsibile mettere in ordine ed in accordo tra loro le notizie discrepanti delle varie fonti : Sayf però è<br />

siciirainentp in errore.<br />

§ 7. — Sulla deposizione di abù Mù.sa e la nomina di Abdallah b.<br />

"Amir cfr. Fari.stah. I, 27. lin. 7 e segg.;<br />

Far i.s tali Briggs, 1,<br />

Fon mei IUrl)èrcs.<br />

2:<br />

I. 113-114;<br />

Ranifah, 148, lin. 1-3:<br />

Kafhir Bidàyah. MS. Xicnna,<br />

Khamis. II. 2S.-). lin. 24-20;<br />

N. F.. 1S7. IV, tol. 89, v.;<br />

Mahàsi II . 1. Itf). lin. {j.-U\:<br />

Mirkhond ili. 288:<br />

Mirkhoiidi K ehat.se k, parte III. voi. II, I .')() M u i r A n n a I s , 305-30fi ;<br />

:<br />

2:«».


29. a. H.<br />

(IRAQ. - Deposizione<br />

di abù<br />

gj - ^ zy. ^< M.<br />

M li il Caliphatt^. 21«-217;<br />

T a bari Zotcìibr-rg, III, óOèJ :<br />

Mvjsa.) Waid i . 1. I.jI ;<br />

We 11 ha 11 .se 11 K ol ig.- Poi it .-Oppi).sitiousp. ,<br />

5:<br />

Wtì 1 1 ha 11 se II 8k. u. Voraib., VI, 112 fil qiialf pone la nomina<br />

ili ibii Aiiìir luiraniio 29. H.).<br />

AL-IRÀQ-PERSIA. - Le tradizioni sulla conquista araba dell'alti-<br />

piano iranico.<br />

§ 8. — Abbiamo giìi avuto più volte occasione di alludere al disor-<br />

dine che regna nelle nostre tonti .sulla cronologia e sullo svolgimento<br />

delle conquiste arabe in Persia. — Abbiamo più d'una volta fatto cenno<br />

alle contradizioni esistenti tra la scuola tradizionistica niadinese e quella<br />

iraqense rappresentata da Savi b. 'Umar; perciò i fatti e le ragioni per<br />

la nostra preferenza alla versione madinese sono noti a (|uegli .studiosi<br />

che hanno seguito ogni pagina del nostro testo. Siccome tuttavia molti<br />

nostri rilievi sono sparsi nei vari volumi degli <strong>Annali</strong>, e siccome non<br />

tutti haniKp pei'cor.so tutto intero il nostro testo annalistico. sarà forse<br />

utile — anche a risiliio di soverchia ripetizione — riassumere qui il detto<br />

e completarlo con alcuni elementi nuovi, indispensabili per la intelligenza<br />

più chiara della fase principale e risolutiva della conquista.<br />

La nece.ssitA di riprendere in questo punto tutti gli argomenti sparsi<br />

nelle annate precedenti e di porgere in questo luogo una critica completa<br />

di tutta la questione apparirà manifesta, se ora. .seguendo il sistema sta-<br />

bilito in tutti i passi anteriori degli <strong>Annali</strong> dove sorgevano gravi problemi<br />

cronologici, noi daremo in forma succinta quanto è dettc^ nelle fonti sto-<br />

riche europee, che sono più comunemente u.sate. Cominciamo quindi con<br />

il Weil. il più antico degli storici eui'opei. l'opera del quale abbia un vero<br />

valore scientifico, perchè sebbene pubblicasse il suo primo volume della<br />

ben nota storia dei califfi ( Gesrhichfe der Chalifen) nel 1845. aveva attinto<br />

con grande coscienza a molte e l)uone fonti manoscritte. A lui però mancavano<br />

del tutto quei lavori pieparatorì di critica storica, che tanto hanno<br />

facilitato il mio compito nel ristabilire la verità sicura dei fatti. Se noi<br />

richiamiamo il te.sto del buon AVoil e ne esponiamo gli errori, ikhi Io fac-<br />

ciamo' per semiDlice desiderio di criticare e demolire, ma piuttosto permet-<br />

tere in guardia coloro che fanno uso di tale fonte, contro gli eiidii in cui<br />

cadrebbero, .se non tenessero conto di quanto è stato scritto e stampati^<br />

negli anni succes.sivi. È giusto e onesto però di aggiungere che. se il Weil<br />

ha errato nella cronologia della ])iiina parte del suo eccellente lavoro sto-<br />

240.


S M


29. a. H. §§ «, !)•<br />

rico, questo rimane sino ai e-iorni nostri la fonte europea pui a mina t; 29. a. H.<br />

«icura per tutto il periodo posteriore del calinato, specialmente alibasida. sia. - Le tradi-<br />

Per alcuni periodi anzi della storia del califfato abbàsida egli rimane tuttora, ^'O"' sulla con-<br />

. . . - quista araba del-<br />

,<br />

dopo più di sessanta anni, la fonte unica per coloro che non conoscono le l'aitioiano ira-<br />

linirue orientali. Per gli itrientalisti stessi il suo lil)ro è anche tuttora uti- "'


g§<br />

;i [Il CàO. S. n.<br />

29. a. H. jfis ,. Maiw. Soglie la fuga di ^'azdagird, prima a Marw al-riìdz, poi [«-osso<br />

'^siA.^-'^Le uadi-<br />

'' liL'fiqàii dei Turchi, e la conquista araba del Tukhàristàn con la capi-<br />

zioni sulla con- tale Halkh. Poi vengono i Turchi, gli Arabi sono espulsi da Balkh ed<br />

quista araba del- -....^r i-i - • ììi i. ^ r^^ \<br />

l'altipiano ira- assediati in Marw al-rudz per vari mesi, ma fanalmente costringono i luichi<br />

nico.i ;, ritirarsi di nnovo al-di-là del fiume Oxus.<br />

Con questo il Weil chiude il primo periodo della conquista, ma tio-<br />

\auilo nelle sue fonti una nuova conquista della Persia sotto il califfato<br />

di 'Uthmàn, è costretto a dare la -narrazione (I, pag. 163) d'una seconda<br />

conquista. Egli naturalmente la .spiega completando la narrazione saytìaua<br />

con r affermazione che sotto 'limar la conquista della Persia fosse molto<br />

superficiale, e che regnante 'Uthmàn avvenisse una rivolta generale delle<br />

Provincie iraniche. Questa affermazione, che non esiste nelle fonti, gli viene<br />

suggerita dall' insurrezione generale del Fàris del 28.-29. H., insurrezione<br />

che egli generalizza a tutto l' Iran, senza riflettere che le tonti alle quali<br />

attinge non dicono in alcun luogo che cosa avvenisse delle diecine di mi-<br />

gliaia di musulmani rimasti con al-Ahnaf b. Qa3's nel Khuràsàn e con altri<br />

generali arabi nel Karman, nel Sigistàn e nel Mukiàn. Egli non tenta spie-<br />

gare questa misteriosa scomparsa e riferisce brevemente la riconquista per<br />

opera di "Abdallan b. Amii-, senza rilevare come la narrazione non sia che<br />

una ripetizione, coi nomi mutati dei generali, della prima conquista : per-<br />

sino la campagna si svolge nello stesso modo, attraverso il mezzodì del-<br />

l' Iran ; né il Weil cerca di dare alcuna spiegazione, perchè gli Arabi<br />

scegliessero di nuovo questa via sì ardua e difficDe, invece di quella, larga,<br />

tacile e piana attraverso il settentrione, da Dàmghàn, la porta del Khui'àsàn.<br />

§ 10. — Negli stessi errori del Weil cade lo storico inglese, Sii* William<br />

Muir. che nei suoi Annals of the Early Caliphate, seguendo la falsariga<br />

del Weil, attingendo sovrattutto ad ibn al-AtJiir (che riassume semplice-<br />

mente il testo tabariano), narra gli eventi nello stesso modo (pag. 255 e<br />

.seguenti). Pone la battaglia di Nihàwand correttamente nell'anno 21. H.,<br />

, e la fa seguire, entro Fanno 21. -H. dalla conquista del Fàris, del Mukràn,<br />

del Sigistàn, del Khuràsàn per opera di sei eserciti, partiti contempora-<br />

neamente, un particolare sayfiano che il Weil, con maggiore e più fine<br />

fiuto storico, aveva saggiamente lasciato nel dimenticatoio. E chiaro però<br />

che anche il Muir, nel consultare i suoi testi ha sentito che v'era qualche<br />

cosa di molto dubbio: ha perciò taciuto (cfi-. pag. 269) i nomi dei generali<br />

conquistatori ed ha taciuto egualmente il modo come la campagna<br />

si è svolta. Egli evidentemente ha sentito le grandi difficoltà del problema,<br />

ha sentito ugualmente di non essere in grado di risolverlo e forse nemmeno<br />

di discuterlo con profitto e perciò l'ha taciuto. In questo modo ignora<br />

2-J2.


29. a. H. §§ 10 11.<br />

poi del tutto le campa o;uc pure importanti.ssime di conquiste sotto 'Uthmàn<br />

29. a. H.<br />

• ,• • • J 1. • • T /l J IN T o- •<br />

1 1 ry ~ [A L -'1 R A Q- P E Re<br />

SI limita a ricordare 1 episodio (leggendario!) di Sariyah b. Zunayni. sia. - Le tradi-<br />

Qnesta singolare eccezione a favore d"un incidente che non può verosimil- ^ioni suiia con-<br />

... , ,, ... quista araba deimente<br />

avere veruna sicura sanzione storica, e tipica dello scrittore pur i-aitipiano ira-<br />

dotato di tanti altri pregi, sovrattutto letterari. "ico-!<br />

Di tutta la campagna persiana sotto 'Uthmàn il Muir si contenta di<br />

dare un cenno fiiggevole a pag. 296, adducendo come spiegazione del fatto<br />

una insurrezione generale ed ignorando totalmente i nomi dei governatori<br />

e comandanti militari.<br />

§ 11. — Siccome tanto il Weil (-ho il Muir vengono ancora frequentemente<br />

usali come fonte da studiosi che non sono al giorno della critica storica<br />

orientalistica più recente, è stato neces.sario porre in guardia il compulsa-<br />

tore dei presenti Annidi, con le precedenti dilucidazioni. Per fortuna perù,<br />

negli ultimi tempi, nel 188ó. o.ssia due anni dopo il Muir è uscita la pre-<br />

gevole .storia del Miiller, già da noi fi-equentemente citata [Der 1fila m ini<br />

Mftrgen- und ini Abendland), nella quale il colto scrittore tedesco si rivehi<br />

come il primo corretto interpretatore dei testi tradizionistici. 11 suo merito<br />

è tanto maggiore, in quanto egli fi, pag. 246-247) porge in forma assai<br />

ria.s.suntiva la corretta versione dei fatti, senza far rilevare nel testo le<br />

correzioni da lui introdotte alle eiTate versioni del Weil e del Muir. Il Miiller<br />

ignora del tutto le tradizioni di Sayf, e pone la conquista dell'Iran dopo<br />

l'ultima tinaie conquista del Fàris nell'anno 29. H. La sua esposizione è<br />

molto riassuntiva e non dà lume sui numerosi problemi minori.<br />

I )i questi si occupa invece con .sfarzo di dottrina e di acume critico<br />

il Wellhausen (Sk. u. Vorarb., VI, 94-113), demolendo pietra per pietra<br />

tutto l'edificio storico-leggendario del Sayf. Egli si dà la pena di i iassii-<br />

niere ampiamente tutte le tradizioni di Sayf sulla conquista di al-Ahvvàz<br />

e del Khùzistàn, .sulla battaglia di Nihàwand, sulle conquiste fatte dai<br />

Uasionsi e su quelle dei Kufani.<br />

II Wellhau.sen rileva paiticolarmente come la conquista di al-Ali\vàz<br />

e del Khfizistan sia messa da Sayf nell'anno 17. H., come la battaglia di<br />

Nihàwand sia mes.sa nell'anno 18. H., e come in que.sto stes.so anno per<br />

ordine del Califfo siano partiti contemporaneamente vari eserciti con-<br />

quistatori per invadere la Persia. Sayf pone nell'anno 18. H., ossia nello<br />

ste.sso anno di Nihàwand, la conquista di tutta la Persia occidentale,<br />

comprese le provincie di Gurgàn, del Tabari.stàn e del Gilàn, adducendo<br />

a prova dei suoi as.serti tutti i documenti originali dei trattati, e datan-<br />

doli tutti dell'anno 18. H. Tutto (piesto, .secondo Sayf, fu opera dello<br />

milizie kufane.<br />

243.


ss 1 I, IJ. ^"* ^'<br />

29. a. H. ,^i Hasrcnsi Sayt' attril>uiscc la tonquista di tutto il resto (lolla Persia,<br />

'^siA^.^Le'^rad!- ^^Giiza pri-cisan- esplicitamente una «lata, ma narrandola come immediata-<br />

zioni sulla con- i,i,.ute successiva alla l)attaglia di Nihàwand, ossia tia il 18. ed il 19. H.<br />

quista araba del-<br />

(.ontiiiista è onera iiuasi interamente di al-Ahnaf. e la narrazione è quella<br />

I altipiano ira- '"' "-'""i"" i" ^ ^l i • '<br />

nico.i i.),,. noi abbiamo rifei-ita in succinto, parlando della versione del Woil. Ai<br />

rilievi de] Wellliausen possiamo aggiungere, riferendoci a quanto è detto<br />

sopia. che il Weil, ponendo la campagna di al-Ahnaf nell'anno 22. II.,<br />

conia una versione sua propria, non fondata su alcuna fonte orientale. Lo<br />

stesso fa il Muir, il quale, senza riconoscerlo, segue in ciò ciecamente il<br />

"Weil. Sayf pone è vero la conquista della Persia dopo la vittoria di Ni-<br />

hàwand, ma siccome narra questa sotto l'anno 18. H. e data tutti i docu-<br />

menti di conquista nello stesso anno, non è possibile spostare la sua nar-<br />

razione quattro anni dopo, qualora si riconosca che la battaglia di Nihàwand<br />

avvenne nell'anno 21. e non nel 18. H. Significherebbe riconoscere falsi<br />

i suoi documenti, e dichiarati falsi questi, che cosa rimane di autentico<br />

nella sua versione?<br />

§ 12. — La versione di Sayf, conchiude esplicitamente il Wellliausen<br />

(loc. cit., pag. 94), non ha verun valore storico. La inanità della ricostruzione<br />

storica di Sayf (dice il AVellhausen in un altro passo, a pag. 101) ò evi-<br />

dente. È troppo sistematica. Il Califfo decide un giorno di includere nel-<br />

l'impero arabo anche quello persiano. Egli dà l'ordine ai Basrensi od ai<br />

Kufani, li divide esattamente in un certo numero di eserciti, ognuno con<br />

un proprio generale di nomina sovrana, ed ad ogni esercito dà il compito pre-<br />

ciso di .sottomettere una provincia : vediamo<br />

ripetersi la stessa tela schema-<br />

tica di narrazione che già notammo ai primordi del califfato di abii Bakr<br />

per la Siria. Come è fissato il programma dal Califfo 'Umar, così pure fino<br />

ai minimi particolari si svolgono gli eventi. Ogni esercito va dritto alla sua<br />

mèta, .senza occuparsi degli altri e separatamente compie con felice esito-<br />

la missione afiidatagli. Questa strategia d'assalire il nemico da tutte le parti<br />

allo stesso tempo con il frazionamento completo delle forze arabe, riesce<br />

perfettamente :<br />

tutto succede per filo e per seguo come era stato previsto.<br />

Nello stesso anno in cui l' impresa ha principio, ha anche termine. Il Ca-<br />

liffo 'Umar fa tutto il lavoro: al suo successore 'Uthmàn non rimano più<br />

nulla da fai'e : anzi, giacché con 'Utlimàii è noto che nel sistema teocratico<br />

cominciano i peccati, perciò conformemente a un concetto teistico della storia,<br />

V impero perde il favoi-e divino e gli viene meno la buona fortuna o almeno<br />

l'invincibilità delle sue armi.<br />

Il piano generale di Sayf incontra però una difficoltà nella cronologia<br />

della battaglia di Nihàwand: questa battaglia fu T inizio di uìia campagna<br />

•21*.


29. a. H. 1-2.<br />

ufeuerale contro 1 Iran, u tu avvenimento staccato anteriore alla campagna 29. a. H.<br />

,. • •<br />

.. -, X- 1<br />

, • . [AL-IRÀQ-PER<br />

, , .<br />

di conquista.-' bayt ondeggia nel rispondere a questo quesito, perche in e' A - Le tradì<br />

parte considera la battaglia in Media (Nihàwand) come la continuazione zioni sulla con-<br />

e la chiusura dei combattimenti avvenuti intorno ad al-Aliwàz, che, secondo<br />

lui indussero il Califfo 'Cmar ad ordinare la distruzione della dinastia sas- nico.)<br />

sanida: ma dice poi altrove esplicitamente che l'invio degli eserciti kut'ani<br />

e basrensi per il compimento di siffatto piano avvenne in un tempo poste-<br />

riore alla battaglia di Nihàwand. Anzi il nome del generale musulmano,<br />

Nu'màn b. Muqanin. che peri alla liattaglia di Nihàwand. non figura tra<br />

quelli dei generali spediti, secondo Sayf, alla conquista della Persia : ài<br />

|X)sto suo v'ò il nome del fratello, Nu'aym b. Muqanin (T a bari. 1. 2(!;34<br />

! seguenti i.<br />

D'altra parte però egli pone la battaglia di Nihàwand o alla fine del-<br />

l'anno 18. o al principio del 19. H., narrando anche prima di ciò (Tabari,<br />

I. 20^8 e segg.) l'invio delle schiere basrensi per la conquista della Persia.<br />

La naiTazione più verosimile sarebbe stata di collocare e considerare la<br />

battaglia come il ^Jiiucipio della campagna di conquista dell' Iran : ma<br />

q\ie.sto appunto Sayf non fa in alcun passo. La battaglia non gli (Mitra<br />

cronologicamente nel suo piano generale, turba anzi Tarmonia del suo<br />

quadro prestabilito : tanto peggio per il piano, e Sayf lo getta dentro a<br />

caso, anticipandolo di tre anni.<br />

Il punto più debole di Sayf, prosegue il Wellhausen, è nella crono-<br />

logia: non ci fermiamo ad esaminare gli errori di data nella fondazione<br />

di al-Basrah e di al-Kùfah. ed altri particolari minori: ci basta ricordare<br />

ancora una volta la immensa farragine di avvenimenti cacciati a forza entro<br />

lanno 18. H. Secondo Sayf in questo anno tutto l'Iran fìi .sottomesso, da<br />

ima parte la Media, l'AcIzarbaygàn ed il Caucaso. dalTaltra la Persia pro-<br />

priamente detta. Karman. Mukràn, Sigistàn e Khuràsàn. Nel testo tro-<br />

\ iamo documenti che dovrebbero confermare questa cronologia, che invece<br />

rivelasi del tutto falsa perchè il ]n-odotto di ricostruzione preconcetta e siste-<br />

matica, che è in assoluta contradizione con le notizie di fonti più sicure.<br />

La verità è molto diversa da quanto ci narra Sayf, e non saia inu-<br />

tile nepilogare con qualche considerazione supplementare (pianto abbiamo<br />

già cspo.sto in \an jìa.ssi precedenti.<br />

La conquista dell' Iran parti da due centri militari aral)i : al-Basrali<br />


29. a. H.<br />

j,j al-liasrali si senti |iiu jm^tc e più tolte la spinta vorso l'ospansionc<br />

'*siA.^'^ Le tradì- Cctsì ohho prin(ii)i


29. a. H. si:i.<br />

schiere fu certameute laccoito e rozzo al-Ahnat, il eonq aiutatore di Marw.<br />

, , ., . . .<br />

egualmeute abile come guerriero e uomo politico, maneggiatore mei-avi-<br />

^9. a. h.<br />

(AL- IRAQ-PER-<br />

sia. - Le tradiglioso<br />

della spada e della parola, intelligentissimo, astuto ed interessato.<br />

1 1 ^^ 1 • • 1<br />

• 1 1 -1 -1 11,1 .<br />

11 modello dei principi arabi del deserto, uomo il quale elevò la sua tribù<br />

^'''"' ^""^ '=°""<br />

quista araba dellaitipianoira-<br />

ai massimo della potenza (WelUiausen, loc. cit.. pag. 112-113J. Egli "'«=•)<br />

seppe tenere insieme gli Arabi della sua tribìi e ne fece gli arbitri della<br />

politica interna della Bal»ilonide meridionale. Il suo contegno neutrale fece<br />

tracullare la bilancia a favore di Ali. pochi anni dopo, nel 30. 11. alla bat-<br />

taglia del* Camelo, e di lui il Califfo Muàwiyah ebbe il più grande rispetto-<br />

Purtroppo. anche stabilita in questo modo la cronologia esatta — per<br />

quanto è possibile — della conquista dell" Iran, se riassumiamo il conte-<br />

nuto delle fonti, troviamo con dispiacere che esse ben poco o nulla conten-<br />

gono che ci illumini sidle condizioni interne dell'altipiano, sul trattamento<br />

concesso ai Persiani vinti, sull'ordinamento amministrativo e militare della<br />

regione. La cami)agna tra l'anno 21). ed il 31. U. sembra abbia avuto<br />

più carattere predatorio che non di regolare e metodica conquista, perchè<br />

sappiamo che i personaggi principali della conquista ritornarono poi ad<br />

al-Ba.siali. Vi fu quindi, insieme con la conquista, ben poco movimento mi-<br />

gratorio. Ciò spiega la rivolta violentissima dell'anno 32. H. e la sua repres.<br />

sione feroce con macello dei Persiani vinti. La rivolta fu possibile e prese pro-<br />

porzioni paurose per l'insufficienza delle guarnigioni arabe; onde il governo<br />

di al-Basrah, da cui dipese amministrativamente tutta la Persia meridiouale<br />

ed il Khuràsàn, fu costretto ad impiantare tutta una speciale amministrazione,<br />

con la creazione di un nuovct governatorato, quello del Khu-<br />

rà,sàn. La conquista si impose e richiese provvedimenti seri e gravi, perchè<br />

gli Arai li spingendo i loro contini sino all'Oxus ed al Tukhàiistàn, vennero<br />

ora per la prima volta in contatto con i Turchi dell'Asia Centrale, uomini<br />

bellicossissimi, sempre pronti ad aggredire ed a varcare i contini.<br />

L'amministrazione araba fu nondimeno sempre assai fiacca, appunto<br />

per la scarsezza delle guarnigioni arabe, e forse dobbiamo ritenere che la<br />

rigidità estrema del clima invernale abbia spaventato e trattenuto per<br />

lungo tempo l'immigrazione araba.<br />

Il dominio arabo fu quindi assai vacillante in Persia negli ultimi anni<br />

di 'Uthmàn, e quando scoppiarono i torbidi interni per la morte di Urhmàn<br />

H la successione di 'Ali, in Persia le cose debbono essere andate assai male :<br />

duiante la guerra civile tra Ali e Mu'àwiyah la Persia ricuperò quasi la<br />

-uà libertà, ma era in condizioni di tale intima fiacchezza, da non .saper<br />

lome approfittar degli errori dei suoi nuovi padroni. \'i tu. è vero, una<br />

rivolta generale, ma risulta che venLs.se repressa senza grandi.ssima diffi-<br />

-'47.


§S I'2-15. '-''• ^' "•<br />

29 a- H. coltii (la Zivad li. Aliilii, cKiiic ilircino a suo tempo: .sotto Mn'awiyali tu<br />

(AL-IRAQ-PER-<br />

SIA. - Le tradi- ini/.iato un sistcìiia rogolari' di sottonii.s.sioiu' del paese mei'cò l'impianto<br />

rioni sulla con- ,ii legolaif aniiiiiiii.stiazioiie, e con l'invio di corpi militari per stabile<br />

quista araba del- , . --i- j.- i-i.ii<br />

l'altipiano ira- occupazione: HI altre parole si ricor.se ad immigrazione stipendiata dal<br />

nico.) go\ enio centrale, e rissata sovrattntto lungo le frontiere .settentrionali del<br />

Khuifisàn. Con queste milizie andarono le famiglie dei guerrieri, for.se con<br />

tutti i beni mobili delle tribù medesime, sovrattutto be.stiami, e queste<br />

tribù si stabilirono nel paese riprendendo la vita semi-nomade a cui erano<br />

da generazioni assuefatte, e soltanto riunendosi nei campi militari ogni<br />

qualvolta si avanzava la stagione delle razzie, o il paese era minacciato<br />

da invasioni dei Turchi.<br />

11 resto del paese, specialmente quello contennto tra la Babilouide ed<br />

il Khuiàsàn, regioni per la massima parte inospiti e difficili, oltreché .scar-<br />

samente popolate, poco o nulla variammo con la conquista araba: nel Fàris.<br />

nel Karman e altrove i Persiani poterono continuare indisturliati a seguire<br />

il loro culto avito del fuoco nei templi antichi adibiti a tale scopo: né<br />

gli Arabi li molestarono, perchè infatti restarono in uso sino ai tempi dei<br />

califfi abbàsidi (cfr. 23. a. H., § 611. nota 1).<br />

Dobbiamo insomma ritenere che la condotta degli Arabi conquistatori<br />

della Persia fu analoga a quella tenuta nel primo periodo delle conquiste.<br />

«' che passato il primo furore bellico, lasciarono ai nuovi sudditi, purché<br />

pagassero regolarmente il tributo, la massima libertà di vita e di culto.<br />

IRÀQ-FÀRIS-KARMÀN-SIGISTÀN. — Conquista della Persia meridie-<br />

naie. Presa di Gflr e sottomissione del Karman e del Sigistàn.<br />

§ 13. — Tanto al-AVàqidi, quanto abù Ma'sar afiermano che in questo<br />

anno (2U. H.) Abdallah b. 'Amir, il governatore di al-Basrah. conqui-<br />

stas.sf^ il Fàris. senza pere") darci alcun'altra spiegazione o particolare (T a<br />

bari, I. 2833).<br />

§ 14, — Neiraiiuo 2it. 11. 'Abdallah b. 'Amir conquistn la città di G^iu'<br />

(Elia Bar Sinaya. 86).<br />

Cfr. Baethgen Fragm., 112.<br />

§ 15. — Dalle seguenti tradizioni di al-Balàdzuri sulla conquista del<br />

Fàris lisulta che essa, compiutasi per opera di ibn 'Amir, non fu né facile uè<br />

(li breve durata. Richiese evidentemente la miglior parte dell'anno 20. H.,<br />

nicchè la marcia verso oriente e la conquista del Khuiàsàn vanno messe<br />

nell'anno 30. H.<br />

[1 Wellhau.sen (Sk. u. V'orar b., \'l, il2j riduce la campagna del-<br />

lauiio 20. II. alla .sola pre.sa di óùr. perchè LstaUhr era stata espugnata<br />

•MS.<br />

-


29. a. n. j§ ióih.<br />

ranni) precedente ((.-fr. 28. a. H.. ij 3): ma il contesto delle .seguenti tra- 29. a. H.<br />

dizioni sta a dimostrare, che la campagna del Fàris fu aspra e difticile, né si karman -siGipuò<br />

dire escluso che anche nel 29. H. si tornasse a combattere nei pressi stan. - Conqui-<br />

di Istakhr. Se gli Arabi dovettero riconquistare il Fàris nell'anno 29. H. meridionale,<br />

(cfr. ij 8j, è chiaro che Istakhr non possa essere esclusa dalla conquista, Presa di óùi e<br />

come la città capitalo della regione. Pare anzi dalle tradizioni che seguono dei Karman e dei<br />

che precisamente nell'anno 29. H. vi fosse una nuova gravissirna insurre- Sigistan.]<br />

zione in cui gli abitanti di Istakhr prendessero una parte direttiva, seb-<br />

bene l'anno prima avessero già menato le mani e concluso un patto con<br />

gli Arabi.<br />

La campagna dell'anno 29. IJ. non fu però altro che il prologo della<br />

grande campagna che doveva seguire nel seguente anno 30. H. per la<br />

conquista di tutto il restante della Persia e specialmente di tutto l'Iran<br />

orientale e del Khuràsàn.<br />

§ 16. — (al-Balàdzm-i. senza isnàd}. Ilarim b. Hay\-àn fu messo a<br />

capo di Cfùi", città di Ardasir Khurrah, che i Musulmani avevano espu-<br />

gnata: dopo di che si volsero indietro ad espugnare Istakhr e predarne i<br />

dintorni, essendo gli abitanti venuti meno ai patti con essi conchiusi.<br />

Quando ibn Amir si fermò dinanzi a Istakhr, gli abitanti lo combatterono<br />

e .si fortificarono; ma la città fu presa per forza di spada nell'anno 29. H.<br />

(Balàdzuri, 389. lin. 9-12) [G.].<br />

Cfr. Athir. III. 78.<br />

§ 17. — (al-Balàdzuri, senza isnàdj. ibn 'Amir espugnò pure al-<br />

Kariyàn [Y à q ù , t IV, 224 :<br />

Hamadzàni,<br />

246 ; M<br />

e Fasgàtan o al-Fi.sagàn [o al-Fastagàn : Istakhri,<br />

148. 201 1<br />

di<br />

3^ e u a r d D i e t ,<br />

.<br />

47 1]<br />

107, 132: Hawqal,<br />

Daràbgard. i cui abitanti non erano compresi nel trattato di<br />

al-IIarbadz, ed avevan violato i patti (^Balàdzuri, 389, lin. 12-14j [G.].<br />

Cfr. Athir. Ili, 78.<br />

§ 18. — (al-Baladzuri, da molti dotti [tradizionisti]). (xùr fu per jia-<br />

recchi anni assalita, ma non si liesci a prenderla, se non quando fu espu-<br />

gnata da ibn Amir, ed ecco come. Un musulmano una notte se ne stava<br />

pregando, ed aveva accanto una sua sacca di pane e carne, quando ecco<br />

sopraggiunge un cane che trascina e porta via la sacca entrando nella<br />

città per un accesso nascosto. I Musulmani gli andarono dietro per la me-<br />

desima apertura, penetrarono in città e la presero (Balàdzuri. 3&!i,<br />

lin. 14-18) [G.].<br />

Cfr. Athir. Ili, 78.<br />

§ 19. — (al-Balàdzuri, senza i.'Snad). Quando ebbe compiuto l'espu-<br />

gnazione di Gur, Abdallah b. 'Amir tornò verso Istakhr.<br />

2VX<br />


29. a. H.<br />

IRAQ-FARIS-<br />

KARMAN-SIÓI-<br />

STAN. - Conqui-<br />

sta della Persia<br />

meridionale.<br />

Presa di óur e<br />

sottom issione<br />

del Karman e del<br />

Sigistàn.i<br />

29. a. H. §§ 19-23.<br />

asìsalto. dopo mia tìe-ra l)atraglia, nella qiiak- 4U mila Per.siani furoii col-<br />

piti t! uciisi .lallc luacchinc rVassedio manàganiq, e peri la maggior<br />

parte dei cittadini, e dei ragguardevoli cavalieri che erano rifugiati nella<br />

.ittà (Balàdzuri. 389-390) [G.].<br />

('Ir. AUiir. IH, 78.<br />

§ 20. — (al-Xu\va\-ri). Neirauno -iU. H. avvenne una insurrezione ge-<br />

nerale del Faiis. 'Ultaydallali b. Marnar, che si era mosso per debellare<br />

la rivolta tu ucciso innanzi alle porte di Lstakhr (cfr. 26. a. H., i? 8j, e i<br />

Musulmani si diedero alla fuga. Sopraggiunse allora 'Abdallah b. Amir e<br />

presso lstakhr inflisse ai Persiani una grande disfatta. Lstaklir fu presa<br />

d'assalto e poi furono espugnate Daràbgird [Yàqùt, II, 560; Meynard<br />

Dict., 226-227; Istakhri, Hawqal, Muqaddasi, Hamadzàni. Iii-<br />

dice, s. V.] e ó-ùr. Mentre si assediava Grùr, lstakhr tornò a prendere le<br />

armi, ed ibn Amir fu costretto a un lungo assedio prima di poter.sojie<br />

nuovamente impadronire (N u w a y r i L<br />

e i d . , I. fol. 101, r. -101, v.).<br />

§ 21. — l'al-Balàdzuri, da alcuni tradizionistij. ibn 'Amir tornò ad<br />

lstakhr appena seppe della defezione dei suoi abitanti e la espugnò; poi<br />

mosse usar a) a Gùr. avendo a capo dell'avanguardia Harim b. Hayyàn,<br />

e la espugnò (Balàdzuri, 390, lin. 1-3) [G.].<br />

XiiTA 1. — al-Hasan b. 'Uthinàn al-Ziyàdii. Gli abitanti di lstakhr si ribcllarunu ancora ima<br />

volta mentre 'Abdallah b. 'Abbàs governava T'Iràq a nome di 'Ali, e 'Abdallah espugnò la città (Balàdzuri,<br />

390, liu. 3-5i [G.].<br />

dal califfato.<br />

Questi fatti si riferiscono al periodo caotico tra il oi).-39. U., quando quasi tutta la Persia si staccò<br />

§ 22. — (al-' Abbàs b. Hlsàm, da suo padre [Hisàm]. da abii Mikhnaf).<br />

ibn Amir mosse contro Istakhi- mandando innanzi a capo dell'avanguardia<br />

'Ulmdallah b. Ma'mar al-Taymi, il quale si scontrò con i ribelli in Ràm-<br />

gird (Yàqxit, n, 736; Meynard Dict., 253; Istakhri, 102, 117. 121;<br />

Hawqal, 191] e, ucciso nella pugna, fu sepolto in un giardino in Ràmgird.<br />

Avutane notizia, ibn Amir accorse ed assalì il nemico, con la destra coman-<br />

data da abii Barzah Xadlah b. Abdallah al-Aslami, la sinistra da Ma'qil<br />

b. Yasàr al-Muzani, la cavalleria da Imràn b. al-Husayn al-Khuzà'i, la<br />

fanteria da Khàlid b. al-Mu'ammar al-Dzuhli. Rottili in battaglia, ridusse<br />

in fuga i ribelli entro la città e la espugnò, uccidendone ivi circa 100 mila.<br />

Espuguata quindi Daràbgird, che aveva violato i patti, mosse verso il<br />

Karman (Balàdzuri, 390, lin. 5-12) [G.].<br />

§ 23. — ('Amr al-Nàqid, da Marwàn b. Mu'àwiyah al-Fazàri. da 'Asim<br />

al-Ahwal, da Fudayl b. Zayd al-Raqqà.si, il quale narra:) Assediavamo<br />

da più di un mese Suhriyàg [o Suhriyàg: Yàqut, III, 204; Meynard<br />

Diit., 330] (') e pensavamo un giorno o l'altro di espugnarla, quando una<br />

j.iii.


29. a. H. §§ -ilViC.<br />

volta, dopo aver combattuto i suoi abitanti, rientianimo nel nostro campo. ?Q- ^- ^•<br />

, . , .<br />

1 ,. • 1- • ['IRAQ-FARIS-<br />

Ln nostro schiavo, che essi credettero disertore, rimasto indietro, scrisse un karman -siéi-<br />

amàn e lo lanciò entro la città su una tì'eccia. La sera fu ripreso il coni- stan. Conqui-<br />

battimento; ma il nemico uscì dalle fortificazioni dicendo: «Ecco il vostro meridionale.<br />

< amali >. Ne fu scritto immediatamente ad Umar, il quale rispose: «La f'^sa di óur e<br />

. .<br />

•<br />

11 j Al sottomissione<br />

• 1<br />

«protezione di uno schiavo musulmano equivale a quella dei Musulmani. dei Karman e dei<br />

« Sia ritenuto valido il .suo a man! ». E cosi facemmo (') (Baladzuri. 390, Sigistan.]<br />

lin. 13-19 [Cr.].<br />

Cfr. Yàqùt, III, 204.<br />

Nota 1. — Un iudividuu della Persia iiil'uriuava al-Balàdzui'i che la tortezza ili Siràf oliiama-<br />

vasi Siìrj'àng, e t'u dagli Arabi detta Sahrj-àg (Baladzuri, 391, lin. 4-.5).<br />

Nota 2. — (al-Qàsim li. Sallam, da abu-I-Nàdr, da Su'bah, da 'Asim, da al Fiujayl). Il medesimo<br />

episodio, ma come avvenuto in Siraf [Yàq ut, 111,211; Meynard, 3c51-iì3i{] (Balàdzu ri, 3itO, lin. 19-20).<br />

" E quasi superfluo aggiungere che le due tradizioni non hanno valore .storico: sono finzioni tra-<br />

dizioniatiche composte con lo scopo di sostenei'e una qualunque tesi legale. Nella presente la tesi è<br />

quella che la parola d'uno schiavo musulmano vale quanto quella d'un musulmano libero. — Questo è<br />

espressione delle tendenze democratiche ed anti-arabe di una parte dpllu popolazione musulninnn del-<br />

l'Iraq nel II secolo della higrah.<br />

§ 24. — fSa'dawa} II, da '.Abbad b. al-'Awwàm, da 'Asini al-Ahwal, da<br />

aI-Fuda3-s b. Zayd al-Raqqà.si). I Musulmani assediavano una fortezza, al-<br />

lorché uno schiavo .scrisse un a man e lo lanciò agli assediati per mezzo<br />

di una tieceia dal largo ferro (misqas). I Musulmani dissero: « L' a man<br />

« di costui non conta uionte >. Ma la gente insistè: « Noi non possiamo<br />

« distinguere (dall'esterno) un libero da uno schiavo ». Se ne scrisse allora<br />

ad 'limar, il quale rispose: « Il condono della protezione di lui (dello<br />

«schiavo) equivale alla protezione di essi» (dei Musulmani liberi) (Ba-<br />

ladzuri. 390-391) [G.J.<br />

§ 25. — (al-Balàdzuii, senza isiiàdj. In Fasà [Yàqùt, III, 891;<br />

Meynard, 422-423] v'è una fortezza che dicesi di Kharasah b. Mas'ùd<br />

dei banù Tamim, poi ili'i l)anù Saqirab :<br />

il quale Kharasali vi si era for-<br />

tificato con ibn al-As'ath e vi ebbe numerosa figliolanza. Mori poi in Wasit,<br />

ed erano in Fasà i suoi discendenti fai tempo di al-Balàdzuri ?) (Bala-<br />

dzuri. 391, lin. 5-7) [O.].<br />

§ 26. — ('al-Balàdzuri, senza isnàd). 'Uthmàn b. abi-I-'As al-Thac{ati<br />

iiicontiò nell'isola Abarkàvvàu il marzubàn del Karman a capo di una pic-<br />

cola schiera, e lo uccise; onde s'infiacchirono e s'intimidirono gli animi degli<br />

aljjtanti d(d Karman. Quando ibn 'Amir mosse per il Faris, mandò Mu-<br />

gàsi' b. Mas'ùd al-Sulami nel Karman alla ricerca di Yazdagird: egli<br />

venne in Biinandz [o Mimand : Yàqut, IV, 718; Meynard, 557], e là<br />

peri il suo esercito. (Quindi, allorché ibn 'Amir spedi Yazid nel Khuràsàn,<br />

prepose al Karman Mudasi': il quale, espugnata BiniaiKlz, concesse la vita<br />

251<br />

.


e« '.'•;•>!. 29. a. H.<br />

29- a. H. (, r a ina 11 agli abitanti. V"è (ancora) nella città un castello, detto Qasr<br />

o- •-<br />

IRAQ-FÀRIS- ,, , ,,• • V T-. -1 1 1 lo- •- I<br />

KARMAN-siói- Mudasi. Di |>(>i espugnò naruknawrali. e mosse su al-biragan [o htirgaii :<br />

STAN. - Conqui- ^^l(JUt. 11, ^ì'^i: M o V 11 a v d, ;334-344], città (capitalo?) del Karman. Quivi<br />

"<br />

sta della Persia , , ,<br />

, i- i -i i- ^ ^-c ><br />

i'''~. abi-l-'As ed Abdallah b. 'Amir, e la vittoria fa dei Musulmani. Yazda-<br />

gird fuggi allora nel Khuràsàn e andò a Marw (Hanìfah, 148, Un. 8-11).<br />

Secondo Elias Nisibenus la fuga di Yazdagird a Marw avvenne già<br />

nell'anno 21. H. (Elias Bar Sinaya. 84), e molte tonti arabe igno'<br />

rano la presenza di Yazdagird durante le ultime fasi della lotta nel Fàris.<br />

§ 28. — (ibn al-Athìr). Allora egli (Abdallah b. Amir) andò alla città<br />

di Gùi- e l'assediò. Or Tlarim b. Hayyàn la stava assediando. E i Musulmani<br />

la cingevano d'assedio e [nello stesso tempo] se ne tornavano e saccheggiavano<br />

i dintorni di Istakhr perchè era ribelle. Or quando ibn Amir<br />

venne, riusci a prenderla [Grùr].<br />

Si dice altresì che quando quelli di Istakhr mancarono ai patti, ibn Amir<br />

tornò là anche prima di andare a Gùr, e la conquistò a fòrza ; e poi tornò<br />

a Gùr; e andò a Dàràbgird e la conquistò, giacché era ribelle anch'essa.<br />

E oppresse la ì'eisia in modo che non se ne riebbe più (Athir. Ili, 78) [M.J.<br />

252.


^y. E. n. ijg 29-31.<br />

§ 29. — libii al-Athii-). Gli abitanti del Fàris presero le armi contro 29. a. h.<br />

Libaydallah b. Marnar, che comandava nel Mukràn, ed egli mosse senza karman -sigiindugio<br />

a reprimere la ribellione. Innanzi alle mura di Istakhr i Masul- stan. - Conqui-<br />

mani subirunt) una grave sconfitta nella quale perì il generale stesso meridionriT.<br />

Ubaydallah. Pfesa di Óur e<br />

Il governatore generale di al-Basrah, ibn Amir. allestì prontamente dei Karman e del<br />

nuove .schiere e uu)sse con esse a vendicare la sconfitta e a punire i<br />

ribelli. La nuova battaglia avvenne parimenti innanzi alle porte di Istakhr.<br />

abù Barzah al-Aslami comandava lala dritta, Ma'qil b. Yasàr la sinistra,<br />

'Imràn b. Husayn la cavalleria :<br />

tutti<br />

e tre erano stati Compagni del Profeta.<br />

La j)ugHa tu lunga e sanguinosa, ma terminò con la rotta e con la strage *<br />

dei Persiani :<br />

la tortezza d'Istakhr fu presa d'assalto.<br />

Altre città ribelli come Dàrabgird e Grùr o Ardasir Khurrah. che<br />

avevano pure preso le armi contro i Musulmani, furono assediato e riprese<br />

a viva forza. Un generale Harim 1). Hayyàn aveva già inutilmente asse-<br />

diato Grur. e se n'era dovuto allontanare senza espugnaila. Quando soprag-<br />

giunse ibn 'Amir con tutte le genti, le alte mura della città e il disperato<br />

valore d^-gli abitanti facevano prevedere una resistenza lunga e tenace, se<br />

un caso non avesse facilitato l'opera dei Musulmani. Un soldato stava pre-<br />

gando durante le prime ore della notte :<br />

vicino<br />

a lui un cane afferrò un<br />

sacco di cuoio pieno di pane e di carne, appartenente al soldato, e fuggì<br />

con esso verso la fortezza.<br />

Il soldato i)iseguì il cane e scopri che esso rientrava nella tortezza<br />

valendosi di una condottuia sotterranea, che nessuno aveva finora osser-<br />

vato. Per questa i Musulmani penetrarono nella fortezza e se ne resero<br />

novamente padroni. La fortezza d'Istakhr, mentre i Musulmani domavano<br />

altrove la rivolta, cadde per la seconda volta in potere dei ribelli.<br />

ibn Amir, espugnata Orùr, corse su Istakhr e vi po.se l'assedio.<br />

Nella fortezza si era lifugiata moltissima gente, la quale oppose ora<br />

una viva resistenza : ibn 'Amir drizzò numerose macchine d'assedio, che<br />

lanciarono pietre e uccisero moltissima gente.<br />

Nonostante il valore dei difensoii. trionfarono alfine i Musulmani e<br />

iRtakhr fu presa d'a.ssalto (Athir, III, 77-78j.<br />

§ 30. — (ibn al-AtJiirj. Stando ad altre fonti, la seconda lipresa di<br />

Istakhi' avvenne prima della espugnazione di Dàrabgird e di G-ur (Athir,<br />

in. 78j.<br />

§ 31. — (al-Dzahabij. In questo anno (29. H.) Abdallah b. Amir fece<br />

la conqui.sta di I.stakhr. con grande strage dei vinti. L'avanguardia musulmana<br />

era comandata da 'Ubaydallah b. Ma'mar b. 'Uthmàn al-Taymi. il (piale<br />

sigistan.]


§§ :u, 8'2. 29. a. H,<br />

29. a. H. liiiiase iK-(is() iH'lla liattagli;i. l'bax tlallali via amir di graiulc valuie cil a<br />

I RAQ-FAR I<br />

, . , ,<br />

' ,.,,_,'_ T r\ ì- ì ù- -<br />

S-<br />

KARMAN-siói- Im fii> «Idviita la coiKiiu.sta di Salmr e di Qal ah biraz: ora ancora giova-<br />

STAN. - Conquista<br />

della Persia<br />

meridionale<br />

iiissimo. il>ii Amir giurò che, se ;s'im])adroniva di Istakhr. avrebbe massa-<br />

,.,...•,, i i- ^ i ^ li i<br />

•"•'«to gli al)itanti smclif \u\ rigagiKiJu di sangue tosse colato oltre la porta<br />

Presa di óur e<br />

sottomissione<br />

della<br />

...<br />

''f"'"<br />

ritta,<br />

' • •<br />

-i -T<br />

il ^laiw. .seguito da 100.000 Uomini, ihii Amir api'l mia<br />

del Karmànedel<br />

Sigistàn.i lueccia nelle mura della tbrteJcza e penetrò in essa all'improvviso. (Jrdinò<br />

i[uindi il massacro degli abitanti, ma non riuscì per tanto a far colare un<br />

rigagnolo di sangue attraverso la porta della fortezza, c-ome aveva giurato<br />


29. ci. H. §§ ii-^-an.<br />

Di iKii ibn Amir conuuistò Fasà (?). Karmàu ed il Khuràsàu, lua ivi 29. a. h.<br />

IRAO-FARIStiuouo<br />

attaccati dalla peste, che mietè moltissime vittime (Dzahab i Ta - karman-sióirildl.<br />

MS Paris. I. fui. lól,!-.). STÀH. -Conqui-<br />

__ „ „_ • ,^ri 1 1 ii-\T-w s^^ della Persia<br />

1<br />

§ 33. — (Sayf b. Umar. da Muliammad l' da altri). Dopo la nomina meridionale,<br />

di Abdallah b. Amii- al governo di Basrali. i Persiani ripresero le armi fresa di Gur e<br />

contro gli Arabi, andando ad assalire 'Ubaydallali b. Ma'mar (governa- dei Karman e dei<br />

tore del Mukràn i<br />

e<br />

dandosi convegno in Istakhr. Nella battaglia, che av- Sitistàn.]<br />

venne dinanzi alle porte di Istakhr, 'Ubaydallah b. Ma'mar rimase ucciso<br />

e tutti i suoi seguaci furono messi in fuga. Dovette allora intervenire lo<br />

stesso governatore di al-Basrah, Abdallah b. 'Amir. alla tosta delle milizie<br />

basren.si: Uthman b. abi-l-'As ebbe il comando dell'avanguardia. Presso<br />

Lstaklir si venne novamente alle mani, e alla fine di una mischia sangui-<br />

nosa vinsero i Musulmani con grande eccidio dei ribelli Persiani, che dopo<br />

questo fatto rimasero tìaccati e non poterono più resistere (T a bari, I,<br />

2830-2831).<br />

Cfr. Athir. Ili, 77-78: Khaldun, II, App., 131.<br />

NoT.\ 1. — Questa insurrezione deve e-ssere la medesima, che Tabari in altro luogo (I, 2819^<br />

lin. 13) pone nell'anno 27. H. Cefi-. 27. a. H., § 1), sull'autorità di al-Wàqidi. Che rapporto però abbiano<br />

«.juesti tatti dell'anno 27. H. con quelli di Sayt" e con quegli altri menzionati brevemente da al-Tabari<br />

;!. 2827, lin. 15i. nell'anno 28. H. (cfr. 28. a. H., § 11, senza indicazione delle fonti, non saprei dire.<br />

La confusione delle notizie è suprema ed inestricabile. Vi furono parecchie insurrezioni locali<br />

nella Persia meridionale e gli Arabi dovettero perdere molti uomini ed organizzare ripetute spedizioni<br />

prima di domare i Persiani.<br />

§ 34. — (al-Ya'qiJbi). Quando ibn 'Amir fu ad al-Basrah, mandò gli eser-<br />

citi a conquistar Sàl)ùr e Fasà e Daràbgird e Istakhr in terra di Fàris.<br />

Era capo di quest'esercito che conquistò Lstaldii-, 'Ubaydallah b. Ma'mar<br />

al-Taymi. il quale rimase ucciso ai piedi di Istakhi". Ne prese il posto 'Umar<br />

b. 'Ubaydallah clie conquistò quella città, e poi venne 'Abdallah b. 'Amir<br />

in persona ad Istakhr, e mandò 'Abd al-rahmàn b. Samurah (ch'era Com-<br />

pagno) nel Sigistàn. e conquistò Zarang dopo una lunga battaglia (Y a '-<br />

qiibi. II. 192, lin. l-lOj.<br />

§ 35. — (Sayf b. 'Umar. da Muhammad. e da altri). Appena fu eletto<br />

CalitVu. Uthmàn mandò Abdallah b. 'Amir a terminare la conquista di<br />

Kabul, che faceva allora parte della provincia musulmana del Sigistàn. e<br />

gli aiutanti della quale resistevano ancora alle armi mu.sulmane.<br />

Fino al tempo della morte di Muàwiyah (00. a. H.), aggiunge Sayf,<br />

la provincia del Sigistàn era molto più estnsa del Khnrà.sàn CT a bari.<br />

I. 2802).<br />

Cfr. Atliir. III. 67 (25. a. II.).<br />

§ 36. lal-Va'qùbij. Il primo a conquistare il Sigistàn fu al-Rabi'<br />

b. Ziyàd al-Hàrit_hi. che traversò la mafàzah. larga ben 75 para.sanghe,


§$ :t»;..ii. 29. a. H.<br />

29. a. H. ,. jritinst' a Zaraug [Yàqut, 11. ".i^ti; Meyuard Dict., 284], che era la<br />

KARMAN-siói- *''tt


^y. S. H. ss 42-44.<br />

IRAQ-ARABIA. — Rapporti tra il Califfo ed i Cristiani nagràniti 29. a. h.<br />

emigrati nell Iraq.<br />

Rapporti tra m<br />

§ 42. — (abu Yùsuf I. Quando fu ucciso Umar e fatto Calitìb 'Utlimàn. Califfo ed i Cri-<br />

i Cristiani andarono da lui ad al-Madinah ed t^gli scrisse a loro una let- tj emigrati nei-<br />

tera per al-Walid 1». Uqbali, ch'era il suo agente: l'iràq.j<br />

« In nome ecc. Il vescovo e il suo vicario ('àqibj e i capi di Xagràn<br />

« che sono neH"Ii-àq, sono venuti da me, a lamentarsi e a farmi vedere il<br />

«patto accordato loro da 'Umar: lio saputo pure ciò che è capitato loro<br />

«da pai-te dei Musulmani. Io tolgo loro trenta huUah dalla ^izyali,<br />

« facendone dono a Dio, sia benedetto! E io ho completato la donazione<br />

« di tutta la terra ad essi concessa da 'Umar (? versione incerta), in com-<br />

« penso invece della terra che hanno nel Yaman. Raccomanda loro di agir<br />

«giustamente, giacché sono gente che hanno una dzimmah, e tra me e<br />

«loro c'è intesa (ma'rifahì. Guarda il loglio che Umar loro ha scritto,<br />

« e mantieni quello che in esso è detto. Letto poi che abbia il loro foglio,<br />

« rendilo. Salute. Scritto da Humràn b. Abàn a mezzo [15] Sa'bàn del 29. H.<br />

«(=23 aprile 650 « dell' È. V.) » (Yusuf, 42. lin. 1-8) [M.].<br />

MESOPOTAMIA-SIRIA. - Patriarcato monofisita.<br />

§ 43. — L)opo diciotto anni di pontificato morì nel Kànùn I. ( =<br />

dicembre)<br />

in Amid dell'anno G49 dell' È. V. (= Rabi' I.-Rabi' IL 29. H.j il patriarca di<br />

Antiochia dei Siri monofìsiti, Giovanni, e gli successe Teodoro, del convento<br />

di Qinna.srìn. Continuarono i dissensi dottrinali .sulla questione delle « due<br />

volontà > (nella persona di Cristo) fBarhebr eus, I. 280-282: III. 130).<br />

Cfi-. Assemanus Bibl. Or.. Il, 103 (nel 651 dell'È. V. = 31. H.).<br />

§ 44. —Nell'anno 961 (dei Seleucidi = 649-650 dell'È. V. = 29. H.)<br />

morì il Mar Giovanni, il santo patriarca di Antiochia, il quale fu sepolto<br />

in Amid nella chiesa del santo Mar-Zu'ara (cft-. anche Barhebraeus,<br />

I, 206; Land. Anecd. Syriaca. II, pag. 12-22).<br />

Nello .stesso anno morì il .santo Mar-Giovanni, vescovo degli Arabi,<br />

pur egli sepolto in Amid nella chiesa di San Giovanni Battista.<br />

Nello stes.so anno morì in Amid il santo Mar-Simeone, vescovo di<br />

Ede.s.sa, sepolto egualmente neUa chiesa di Mar-Zu'ara (De 113-8 de Teli<br />

Mah ré, pag. 7).<br />

Cfr. Land Anecd. Syriaca. IL 12: Michel Syrien, II, 443<br />

(nel 900 È. Sei. = 28. H.).<br />

NoT.\ 1. — S«Dza indicazione precisa di anno, ma interposta tra gli eventi degli anni 9óy e 9


29. a. H. mi c.ponii con le coscio d'un pret»- grasso che egli trucida nella sua caverna. A Katr Hums una lU.nna<br />

'MESOPOTAMIA- livora il Immliino di un'altra. Ail una donna morta le sue amiche mangiano le coscie. — In ogni cano<br />

SIRIA.- Patriar i<br />

cato monofisita.l<br />

.olpevuli<br />

aonn Bcoperti. torturati, crocili.ssi o arsi (Michel Syrien, li, 445, 4JH-449).<br />

SIRIA-ASIA MINORE-IMPERO BIZANTINO. -Incursione araba in Asia<br />

Minore e pace fra Arabi e Bizantini.<br />

§ 45. — (Teotàuej. ÌN'elI'anno del mondo G142 i= 050 dellÉ. \'. = -2i).-<br />

:>0. il.) il fomandanto del campo militare {stafopedarrhes) insieme con gli<br />

Arabi fece incursione in Isaaria : dopo<br />

aver massacrata varia gente, fece<br />

molti prigionieri : ritornò indietro con cinquemila persone legate. L" im-<br />

peratore Constante (Costantino III) mandò un certo Procopio a Mu'àwiyah,<br />

chiedendo di lare la pace, che fu anche conclusa nell'anno secondo (?),<br />

quando Mu'àwÌ3'ah trattenne in Damasco Gregorio figlio di Teodoro come<br />

ostaggio (<strong>The</strong>ophanes, I, pag. ó2()-527).<br />

Cfi-. anche Hisioriae Miscellae [Muratori, Rei: lUil. ."script., parte I,<br />

pag. 135] (nel 9" anno di Costant) ; Le<br />

Muvalt, 1, 298.<br />

beau, XI, 319, 334, 340-341;<br />

§ 46, — (Sebeos). Infine [il capo del corpo] che era in Palestina<br />

(= Mu'àwij'ah) fece equipaggiare una grande flotta. S'imbarcò e cominciò<br />

la guerra contro Costantinopoli. Ma la guerra marittima non gli riusci.<br />

Giacché molti soldati s' imbarcarono contro [i suoi uomini], li fecero scen-<br />

dere nelle profondità del mare, li cacciarono col fuoco [greco] e ne misero<br />

molti in fuga. NuUameuo 1' im])eratore spaventato giudicò più prudente di<br />

pagar tributo e di mandare ambasciatori per concludere un trattato. Ma<br />

pt)ichè r imperatore greco Costantino era ancora lànciullo, non potè com-<br />

piere questa cosa senza il consenso dell'esercito, e die ordine a Procopio<br />

di andare con quest'esercito a Damasco verso Mu'àwiyah, capo dell'eser-<br />

cito ismaelita, e di conchiudere il trattato di pace con consenso dell'eser-<br />

cito. Quando Procopio ebbe ricevuto l'ordine imperiale e consultato i sol-<br />

dati, andò con loro verso Mu'àwiyah, capo dell'esercito ismaelita, a Damasco,<br />

inrlicò l'ammontare del tributo, determinò la frontiera, ottenne il trattato<br />

e se ne andò (Sebeos, 110-111) [M.J [cfr. 32. a. H., § 53).<br />

§ 47. — (Dionigi di Teli Mahré). Nell'anno 964 (dei Seleuciti = 052-<br />

»!53 dell'È. V. = 22. H. cii-ca) Habib [b. Maslamah al-Fihri] invase la Me-<br />

sopotamia (sic! corrige: Armenia: cfi-. 25. a. H., §§ 40 e segg.), e Procopio<br />

venne per concludere la pace con gli Arabi (Denys de Teli Mahré,<br />

pag. 8).<br />

Cfr. Le beau, XI, 319, 334.<br />

§ 48. — L'imperatore Costantino erasi gravemente allarmato [)er i<br />

continui progressi delle armi arabe e pei-ciò in questo anno, a quanto<br />

2.5h.


29. a. H. gg 4y50.<br />

pare, si accinse a concludere una tregua con gii Arabi. Prima di trattare<br />

IV 1 4. X) -11 • 4.- 4.- J n •!• •<br />

raaudò dunque un certo Frocopio ad esplorare i sentimenti dello milizie<br />

29. a. h.<br />

[SIRIA-ASIA Mf.<br />

nore-impero<br />

che si battevano contro i Musulmani, ed avuto rapporto favorevole, diedu bizantino. -<br />

ordine allo stesso Procopio di recarsi a Damasco per trattare con ^lu'àwiyali. jp /^gja Minore e<br />

Questi accettò di entrare in negoziati, ma il silenzio delle" fonti arabe è pace f.-a Arabi e<br />

prova in primo luogo che fosse tregua di poca durata, e in secondo luogo<br />

che probabilmente l'accordo fosse concluso senza nemmeno interpellar»' il<br />

Califfo. L'ostaggio era un figlio di Teodoro, fi-atello del defunto iuiperatore<br />

Eraclio. Nelle condizioni pare si stabilisse che i Greci dovessero pagare<br />

un tributo agli Arabi, e che si dovessero fissare con termini precisi i confini<br />

fra i due imperi. Cfi'. Kaestner. De Imperio Constant ini, III (641-


29 a. H<br />

lARABIA -Amplia<br />

monto della moschea<br />

di Madi-<br />

nah.;<br />

§5 nOó;}. 29. a. H.<br />

costruite con pietra tagliata e squadrata ('). Le colonne furono pure fatte<br />

ili pii'tra f fissate con piombo al tetto, costruito con legno fli sàg (ossia<br />

platano, o teak rlelle Indie). La lunghezza del nuovo edilizio era di<br />

cento "sessanta dzirà' e la larghezza di cento cinquanta. Furono lasciate<br />

le stesse sei porte d'ingresso, che v'erano al tempo di 'Umar lTal)ari,<br />

L 2SÌ5B).<br />

Cfr. Athir, III. 79:<br />

Dzahabi Paris. I. t'oi. I51,a.;<br />

NuwajM-i Leid., I, fol. 104.v.-105a-.<br />

Nota 1. — Il testo hn a 1 - m a n q ù s a h . Ora n a q a s a può significare sia colorare sia scolpire : pai-e<br />

die il si'iiso fondamentale ne sia far forza.<br />

§ 51. — (al-Ya'qiibij. Or ampliò ('Qthmànj il masgid E a sul Allah<br />

nell'anno 29. H., con le pietre che gli furono portate da Batn Nakhl.<br />

Adoprò nelle sue colonne il piombo e fece la moschea lunga 160 cubiti<br />

e largo 1 50. E le porte, in numero di sei. furono lasciate come al tempo<br />

di 'Umar (Yaqùbi. II. 19L lin. 15-19).<br />

§ 52. — (al-Diyàrbaki'ij. Nel mese di Rabi' I. di questo anno (29. H.)<br />

il Califfo 'Uthmàn ordinò nuovi restauri e ingrandimenti della moschea- in<br />

Madinah: i lavori dm-arono ben dieci mesi e terminarono soltanto il 1" Mu-<br />

hairam dellanno 30. H. La moschea divenne ora lunga 160 dzirà' o<br />

cubiti e la sua larghezza arrivò a 150: le mura di cinta fm-ono fatte in<br />

pietra tagliata, e alle colonne di legno si sostituirono colonne di marmo: il<br />

tutto fu fatto con legno di sàg; le porte rimasero in sei come le aveva<br />

lasciate il Califfo 'Umar nel restauro dell'anno 17. H. Non vi furono altri<br />

restauri fino al tempo di al-'Walìd b. 'Abd al-malik (Khamis. I, 391-392).<br />

Cfr. Ba làdzuri, 6.<br />

Cfì-. anche 49. a. H. ;<br />

88. a. H.; 91. a. H.<br />

§ 53. — Sull'ampliamento della moschea madinese, vedi anche A tji L r,<br />

II. 738. liji. 1-8;<br />

Bukhàri. L 123. lin. 9-18;<br />

Bukhàri (vers. ft-anc), I, 163;<br />

Faqih, 24. lin. 15-18:<br />

K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, I\\ fol. 89.v.:<br />

Mahàsin, I, 96. lin. 16-21:<br />

Muir Annals, 312;<br />

Muir Caliphate. 222:<br />

Samhùdi, 126, lin. 10-19. 127, lin. 27, 128, lin. 27:<br />

Suyùti Khalìf. ,<br />

60, lin. 20-21;<br />

Wiistenfeld. Cresch. Medina. 70-71.<br />

•2t«».


29. a. H. § r,4.<br />

ARABIA. — Pellegrinaggio annuale e prime proteste pubbliche 29. a h.<br />

., ,-, !.«. TI 1. - [ARABIA. - Pellecontro<br />

il CallIIO Uthman. grlnaggloannua-<br />

§ 54. — (;il-Waqi(li. da 'Umar li. Srilih h. Nàfi', da Salili il cliente '^ e prime pròteste<br />

pubbliche<br />

di al-Tawamali. da ibii 'Abbas e da altri: due tiadizioiii). In questo anno coniro ii Califfo<br />

l2!.i. H.) il Calitfo 'Uthman dire.sse in persona il pellegrinaggio annuale, uthmàn.i<br />

ma nel corso delle cerimonie volle introdurre alcune novità, che per la<br />

prima volta indussero i fedeli (più conservatorij ad elevare pubblicamente<br />

protesta contro il Calitfo. Innanzitutto egli fu il primo a fare uso di una<br />

tenda (fustàt), ordinando di piantarla nella vallata di Mina, mentre ò<br />

noto che il Profeta avesse sempre dormito all'aperto. L'altra novità, che<br />

sollevò le j)iìi vive proteste fu però una, con la quale il Califfo modificò<br />

una parte del rito stesso, seguito dal Profeta nell'ultimo pellegrinaggio,<br />

vale a dire invece di fare in 'Aratali e in Mina la preghiera al>breviata<br />

di sole due prostrazioni, o rak'ah, come aveva stabilito Maometto,<br />

'Uthman volle fare tiuella completa di quattro rak'ah, nonostante che<br />

tanto abù Baki-. quanto Umar si fossero sempre attenuti strettamente alle<br />

usanze stabilite da Maometto, compiendo la preghiera sempre di due sole<br />

rak'ah. 'Ali ed 'Abd al-rahmàn b. 'Awf si presentarono al Califfo e pro-<br />

testarono puliblicamente contro siffatta deviazione dalle volontà espresse<br />

del Profeta, e dall'esempio seguito dai due precedenti Califfi e dallo stesso<br />

'Uthman al principio del suo califfato. Alle proteste dei Compagni 'Uthman<br />

rispose, rifiutando di dare spiegazioni e ripetendo: «Questo è quello che<br />

. io ho creduto di fare » Cj (T a bari, I, 2833-2834).<br />

Cfr. Athir. IH. 79-80; Dzahat)ì Paris, I, fol. ir)l.r.-151,v. ; Nuwayri<br />

Leid. I. fol. lOó.r Cfr. 30. a. U. §§ 215-216.<br />

NoT.\ 1. — A taluni potrà sembrare forse strano, che si annettesse si grande importanza ad un<br />

particolare di rito, modificato da 'Qthmàn non già in un senso poco religioso, ma bensì in un senso più<br />

ri(;idaiiien\.e devoto, prolungando cioè la cerimonia. Le proteste ci appaiono però del tutto giustificate<br />

•>e k) consideriamo nella luce dei tatti anteriori, e di nuantu abbiamo avuto occasione di osseivare a<br />

proposito della morte del Profeta e dell'elezione di abù Bakr. Dobbiamo cioè rammentare che la legge<br />

fondamentale, sulla quale fu poggiata l'istituzione del califfato, quando Maometto, morendo, lasciò im-<br />

provvisamente i suoi senza una sola istruzione per l'avvenire, fu il concetto, che il Califfo potesse<br />

auMiimere il potere, quale successore del Profeta all'unica inviolabile condizione di seguire in tutto<br />

con la pili meticolosa puntualità l'esempio, le usanze e le dottrine di lui. I Califfi si ritennero liberi<br />

di a^ire secondo il loro criterio in tutto ciò, su cui il Profeta non aveva stabilito norma alcuna, ma<br />

nelle cose già decretate e stabilite da lui, l'obbligo assoluto del Califfo era di seguire con puntigliosa<br />

esattezza ciò 'he Maometto aveva detto o fatto. La novità quindi introdotta da 'Uthman violava il prin-<br />

cipio fondamentale, sul quale era fondato il califfato, onde i Compagni ebbero, secondo il loro modo di<br />

vedere, ogni ragione di protestare, perché si trattava di impedire un precedente pericoloso per i Califfi<br />

in avvenire. Se si ammetteva che il Califfo potesse modificare le istituzioni o il rito fondato dal Profeta,<br />

anche nelle minime cose, v'era il pericolo, che altri in avvenire agissero con libertà an(^he mag-<br />

giore e, di mutamento in mutamento, corrompessero lo spirito stesso delle dottrine del Profeta, profanamlo<br />

cosi un'opera divina ed intangibile. Questo concetto fondamentale di tutta l'evoluzione ortodossa<br />

leirislàm ritorna continuamente a galla in tutta la storia della teologia e della giurisprudenza musulmana,<br />

e formò sempre l'inciampo maggiore ad un'evoluzione sana, libera e progressiva della nuova<br />

2K1,


§§ 54, 65. 29. a. H.<br />

29. a. H. religione. Niiin altro concetto ha maggiormente di questo contribuito alla rapida cristallizzazione fiel-<br />

[ABABIA. • Pelle- l'Islam in una l'eile contraria ail o^ni novità e ad ogni progresso, mentre è noto quanto invece Maogrinagglo<br />

annua- metto tbssb larj.;ii, ti)llerante e progressivo nelle sue vedute e nelle sue azioni.<br />

le e prime prò- K prohaliile \h'TÌi die nolle proteste cf)ntro le innovazioni di 'Uthman si manifestasse anclie un<br />

leste pubbliche altni sentimento, di cui però non ci è dato di indagare tutto il suo intimo significato, perchè difettano<br />

contro il Califfo i ilocumenti. Maometto nel prescrivere le i:erimonie più brevi di rito e nel non far uso di una . — « E con 'Umar due? ». — « Si ». E poi seguitò<br />

['Utjimàn]: « Sentimi, abii Muhammad (= 'Abd al-rahmàn) ; m'han riferito<br />

« che alcuni Yamaniti e gente sciocca l'anno ora passato dicevano: Dunque<br />

« la preghiera per il residente [muqim, che non è in viaggio] è di due<br />

«rak'ah: non vedete che l'imam Uthmàn ne recita due! Infatti [io<br />

« posso essere considerato come ni n qim, poiché] ho messo famiglia (? ahi =<br />

« =- una donna?) in Makkah ;<br />

ed<br />

ho creduto perciò di pregare quattro ra-<br />

« k'ah per un mio timore per il popolo. E poi ho scelto qui (a Makkah) lina<br />

« moglie, e poi ho in al-Tà'if dei beni, e qualche volta mi piace di rimaner-<br />

« mene là, dopo il ritorno ». Ma 'Abd al-rahmàn gli rispose: « In nessuna di<br />

« queste cose puoi trovare giustificazione. Per quello che dici d'aver preso<br />

« gente (ahi), tua moglie è a Maduiah. e puoi andare con lei quanto ti pare.<br />

« poiché essa sta in casa tua. Per la roba che hai in al-Tà-if, sei distante<br />

« da al-Tà*if tre giorni, e poi tu sei di al-Tà'if. E in riguardo a quello che<br />

«pensi che i Yamaniti egli altri andranno dicendo che Timàm ha fatto<br />

«due rak'ah, e sarà valida la preghiera così, il Profeta ha ricevuto la<br />

* rivelazione quando pochi erano ancora i fedeli; e con abu Bakr fu fatto<br />

«lo ste.s.so, ma poi ccm 'Umar quando l'Isiàm fu diflfu.so generalmente.<br />

«'Umar pregò .sempre due rak'ah». E 'Uthmàn dis.se: «È stata una<br />

« mia idea! ».<br />

Ma poi 'Abd al-rahmàn incontrò ibii Mas'ùd. e disse: « abu Mu-<br />

« hammad, si fa l'opposto di quel che .si conosce (restituisco il testo alio<br />

2fi2.


29. a. H. 55, SU.<br />

stato primitivo, e tolgo il qàla làj. E soggiuuse : « Cosa ho da fare?».<br />

— « Fa tu quello che credi ». E ibn Mas'ùd: « Il disaccordo è peggio. Mi<br />

'<br />

« hall detto che egli pregava quattro r a k a h , e ne ho pregate con i miei<br />

« compagni quattro I ».<br />

Abd al-rahmàu allora: « M'han detto che lui ne pregava quattro, e<br />

« io ne ho fatte due; ma d'ora innanzi si farà come tu dici, vale a dire:<br />

«ne pregheremo quattro» (T a bari. I, 2834, lin. 4-2835. lin. 12j.<br />

§ 56. — I<br />

C/'r.<br />

ticolari.<br />

Ma se ne trae intanto :<br />

§ 64. nota 1). La tradizione è molto oscura in alcuni par-<br />

I) che 'Utjimàn pregò quattro rak'ah perchè popoli mono isla-<br />

mizzati non argomentassero dalle due rak'ah pregate dal Califfo, che la<br />

preghiera era valida di due. E questo sarebbe stato un argomento serio.<br />

S'ha da leggere sotto le righe, a questo proposito, che ancora non<br />

tosse ben determinato il numero delle prostrazioni, non soltanto nella<br />

preghiera di Mina, ma in tutte quante le altre preghiere, e che il pre-<br />

gare del Califfo due o quattro rak'ah a Mina fosse legittimo -ATgomento<br />

ai Musulmani di pregarne due o quattro nelle loro preghiere giornaliere?<br />

II) più importante ci sembra quello che si intravvede dal resto del<br />

racconto. Diciamo subito: Indulse un poco Utjhmàn a qualche costumanza<br />

di m u t ' a h ?<br />

Qua par chiaro di si dal testo della risposta di 'Abd al-rahmàu: « Per<br />

« quello che dici d'aver preso ahi [in Makkahj, tua moglie è a Madinah,<br />

«e puoi portartela dove ti piaccia, perchè te la tieni in casa ». Dunque:<br />

a) Talli preso da 'UtJimàn doveva servire ad usi simili a quelli<br />


§§ 5tì-58 29. a. H.<br />

29- a. H. o" f^ii,. j tiadi/ioiiisti, mm sapondu u lum \ olendo saper della<br />

(ARABIA. - Pelle-<br />

-, , , i ^- i i i<br />

erinaggioannua m il t ah, la Volassero, ili buona o mala tede, a eoireggere e a glo.s.sare il<br />

le e prime prò- testo, è da attendoi'.si.<br />

,<br />

teste pubbliche •<br />

,-, • n , i i i . •<br />

i •r-'^i - i- . i..<br />

contro Perciò nella |)arte del testo in eui j)arla L tjiman (Ini. 12-l(j|. io<br />

il Califfo<br />

uthmàn.ì toglierei da lin. 1 4 (w a q a d ittakhadza bi-Makkaii a li 1 ""i. per met-<br />

terlo al suo post(>. cioè dopo ma akhàfa 'ala al-nas ilin. lòi. riu-<br />

nendo cosi insieme tutto quello che riguarda la giu.stificazione delle quattro<br />

raka'àt. Quel pas.so poi lo porterei là dove nell'edizione nostra è qad<br />

ittakhadztu l)ihà zawgat*" (che a nostro avviso è una glos.sa di<br />

ittalvhadztu aiil"°) [M.].<br />

§ 57. — (al-Tabari, versione riassuntiva persiana). Nell'anno '2U. H.,<br />

il sesto del suo califfato, 'Uthmàn fece il pellegrinaggio. Recitando la<br />

preghiera deH"ìd, che si compone di due sole prostrazioni (rak'ah).<br />

'Uthmàn invece ne fece quattro. In Mina egli fece anche piantare una<br />

grande tenda, cosa che non si era più vista dalla fondazione della reli-<br />

gione musulmana in poi. Era una consiietudine dei tempi pagani, quando<br />

i capi dei Qurais facevano piantare tende e davano da mangiare ai pel-<br />

legrini. Il Profeta aveva soppresso questo uso. Ciò fu una delle lagnanze<br />

contro 'Utjimàn, mosse dai Musulmani, perchè gli si rimproverava di ri-<br />

stabilire le usanze pagane. Ma quando egli fece le quattro pro.strazioui<br />

nella preghiera dell' '<br />

I d ,<br />

il popolo rimase costernato. L'atto del Califfo fu<br />

vivamente di.sapprovato. ed egli fu accusato di mutare le istituzioni tbn-<br />

date dal Profeta, e di rinncìvare quelle soppresse del paganesimo. Vari cono-<br />

scitori della legge e Compagni del Profeta, che erano presenti, vennero a<br />

trovare 'Uthnian e gli dissero: « Noi ai)biamo fatto il pellegrinaggio con il<br />

« Profeta, con abù Bakr e con 'limar. Nessuno di essi ha compiuto la pre-<br />

« ghiera dell' 'Id cim quattro prostrazioni >. Ed 'Abd al-ralimàn b. 'Awf gli<br />

disse: « Noi ti abbiamo fatto giuramento di fedeltà alla sola condizione<br />

« (cfr. 2ii. a. H., §§ 147, 149, ecc.) che tu avresti diretto que.sto popolo, os.ser-<br />

« vando la tradizione del Profeta e l'esempio dei diif primi Califfi. Ora tu te<br />

« ne discosti ». Tutti i Compagni del Profeta fecero rimproveri ad 'Uthmàn.<br />

Questi rispo.se: « quando il Profeta, abù Bakr ed 'Umar venivano a Makkah,<br />

« vi giungevano come stranieri, perchè essi non vi avevano né focolare<br />

«domestico, né proprietà. Io invece vi .sono a casa mia: vi posseggo una<br />

« casa e dei beni: non è permesso ad un uomo die si trovi a casa sua<br />

« fare soltanto due prostrazioni durante la preghiera >. A queste parole i<br />

presenti tacquero (Tabari Zotenberg, III, 564-565).<br />

§ 58. — Sulle proteste contro le innovazioni rituali di Utjimàn lon-<br />

frontisi anche Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 89. v.:<br />

2


29. a. H. §§ 5861.<br />

Mah asili, I, 'Jtì, liu. 21-97, lin. 3;<br />

Mas adi, IX, 56;<br />

Mirkhoiidi, II, 288;<br />

Mirkhondi Rehatsek, parte II. voi. Ili, pag. 150-151;<br />

Miiir Anuals, 312-314:<br />

Mnir Caliphate, 222-223.<br />

EGITTO.<br />

§ 59. — L' inondazione animale del Nilo raggiunse un minimo di<br />

5 dzirà' e 16 asba'; e un massimo di 16 dzirà' e 18 asba' (M a ba-<br />

si n, I. 07. liu. 6-9).<br />

letismo.<br />

IMPERO BIZANTINO-ROMA. ^ Concilio di Roma contro il Monothe-<br />

§ 60. — Il papa Martino tenne un concilio in Roma, in cui condannò<br />

il Muuotheletismo [5-31 ottobre 649 dell'È. V. = 22 Muharram — 18 Safar<br />

29. H.J (<strong>The</strong>ophanes, I, pag. 526 [A. M. 6141]j.<br />

Cfi-. anche Anastasius Biblioth. [Muratori, Rer. Ital. Script., Ili,<br />

pag. 139-140]:<br />

lUiry. Hist. Later. Rom. Eiiip.. II, 293-294;<br />

Cedrenu.s, ed. Bonn, I, 755;<br />

Kaestner, De Imp. Constanl. III. pag. 56-58;<br />

Le beau, XI, 346-347:<br />

Mansi Concilia, X, 790-1183;<br />

Muralt, I, 298:<br />

Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744;, IV, 99-100.<br />

§ 61. — L'esarca bizantino Oh'mpius venne a Roma per arrestare papa<br />

Martino, ribelle alla volontà dell'imperatore Costante II; ma non osò agire<br />

e pa.ssò in Sicilia a combattere i Saraceni. Colà lo incolse malattia e morte.<br />

Cfr. Anastasius, Vit. Pont. [Muratori, Rer. Ital. Scrip., Ili],<br />

pag. 139. 140;<br />

liury. Hist. htter Roman Empire. IT, 294;<br />

Kaestner. /> Imperio Constant ini III. 58-60;<br />

Le beau, XI. 355-356;<br />

Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744;, 1\', 100.<br />

265. 34<br />

29. a. H.<br />

[ARABIA. - Pellegrinaggioannua-<br />

le e prime proteste<br />

pubbliche<br />

contro II Califfo<br />

Uthmàn.1


30. a. H.<br />

4 Settembre 650—23 Agrosto 651


i<br />

Ìè i iiliii t iiiiii i iiiiii t iiNli I unii i U HÌè I imii UiliUt<br />

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India.<br />

30. a. H.<br />

PERSIA-AL-HIND-AL-SIND. — Viaggio di Hukaym b. Gabalah in<br />

§ 1. — (al-Balàdzuri). Quando vcuue al potere il Califfo Utlimàa b.<br />

"Atfàn. iiomiuò Abdallali b. Amir b. Kurayz al governo dell' 'Iraq e<br />

gli diede ordine di mandare ai contini dell'India (thaghr al-IIind)uno<br />

che potesse apprendere la scienza di quel paese e ritornasse riportando<br />

notizia dei luoglii. Il governatore ne diede missione allora a Hukaym b. Ga-<br />

balah al-'Abdi. o quando questi ebbe fatto ritorno, lo mandò al Califfo<br />

Uthmàn. Interrogato da lui sulle condizioni del paese, Hukaym rispose:<br />

« O Principe dei Credenti, le lio imparate a conoscere, ne ho acquistato<br />

« una conoscenza perfetta! ». — « Allora descrivimile I ». — « Le sue acque<br />

« scarsissime: le sue frutta di qualità inferiore: i suoi briganti pieni d'ardi-<br />

« mento: se l'esercito è poco numei'oso, in essa perisce: se è numeroso,<br />

«muore di fame». — E il Califfo: « Ma tu mi riferisci notizie precise,<br />

« o ti diverti a fare prosa rimata? ». — « Ti do notizie precise >. Allora<br />

l'thmàn non mandò nessimo a razziare 1" Iiidia (Balàdzuri, 432, lin. 5-11).<br />

Cfi-. più avanti i?§ 19. 20 e 38 a. H., §§ 1-3.<br />

Cfr. Anchf Eli io t, lIlMor. of India. I, 116; JA., 1845, serie IV, vo-<br />

lume TV. 130-13»;. l.-)fi-ló7; Yaqut, IV, G13, lin. 16-22.<br />

PERSIA. Monete arabe di tipo sassanida.<br />

§ 2. — {(i) JJue monete d'argento arabo-sa.H.sanide coiiiate a Dàrabgird<br />

(ZDMG., voi. XIX. 18G5, pag. 404, n. 151 e pag. 485, a. 68).<br />

ib) Moneta d'argento aralx)-.sassanida coniata a Damghàn (':*)(') {ZDMG.,<br />

voi. XIX. 1865. pag. 464. n. 153).<br />

26'J,


__30-<br />

a. H.<br />

2_ ^ ^;,j.,,^ _ I !^u t. Tottu II .lf> Ili-amento dulia mout-ta. avremiiiu un' indicazioni; imif-ntante, non<br />

IPERSIA*. Monete .„nf..rintft' dalle fonti K-tterarie e storiche, del progresso del dominio musulmano verso oriente. Dàmghàn<br />

arabedlt.po sas- |o Damaglmn: cfr. Yàq f. t, I, 5*>; Meynard Dict. -m], la capitale della provincia di QGmis, si trova<br />

„njda „i piedi della catena dell'Albiirz, sulla via che da al-Rayy va nel Ivliurasan (ctr. Le Stranie Lands,<br />

I<br />

i.Bg. 364-3«5): perciò le milizie di al-Kfifali che tenevano al-Rayy sin dall'anno 24. H. debbono essersi<br />

avanzate poco per volta verso oriente, occupando le città sul loro cammino. La coniazione di monete<br />

in DaniKLuin è prova che in questo anno 30. H. gli Arabi vi si fossero stabiliti fermamente e già da<br />


30. a. H. i§ 3^ 4.<br />

oon.si.stè quasi soltanto di assedi di città : i Persiani erano completamente 30- ^- ^<br />

,. . ,. ^ X .• . • 'PERSIA. - Condisorganizzati<br />

e non seppero opporre veruna concertata e torte resistenza : quista deii'aiti-<br />

seguirono la tattica di trincerarsi entro le alte mura delle loro città e piano iranico.]<br />

difendersi sinché ottenevano dai vincitori patti tollerabili di sottomissione.<br />

V'era però nel Khuràsàn la complicazione dei Turchi, i quali durante<br />

gli ultimi anni di anarchia si erano gettati sul Khuràsàn e ne avevant><br />

fatto continuo scempio con la razzia delle campagne. Non pare che si<br />

curassero di sottomettere le città. Gli Arabi ebbero quindi a conquistare<br />

le città dai Persiani e le campagne dai Turchi e dalle tribù entrate raz-<br />

ziando dal nord. <strong>For</strong>se il numero ed il carattere assai bellicoso di queste<br />

ordo di selvaggi e nomadi furono tra le principali ragioni della lenta avan-<br />

zata araba e della precarietà grande di questa prima occupazione della<br />

provincia. Tutto il periodo è molto oscuro, onde vaghiamo in un laberitito<br />

di piccole e grandi incertezze non solo riguardanti l'ordine degli eventi,<br />

ma 2:11 eventi stessi.<br />

o*<br />

PERSIA-FÀRIS-KARMÀN-KHURASAN. — Fuga del re persiano Yazdagird<br />

dal Paris nel Khuràsàn.<br />

§ 4. — Le seguenti tradizioni sollevano varie difficoltà. La città di<br />

Grùr, dove si dice fosse rifugiato il re Yazdagii'd era stata già espugnata<br />

dagli Arabi nell'anno 29. IL (^cfi-. 29. a. H., §§ 13 e segg.) : quindi<br />

la fuga di<br />

Yazdagird deve essere avvenuta per lo meno in quell'anno: ma d'altra<br />

parte la fuga viene anticipata nell'anno 21. IL. immediatamente dopo la<br />

battaglia «li Xihàwand (efr. 21. a. H., § 54 e più avanti § 6). È probabile<br />

però che la resistenza tenace del Fàris all'avanzata araba fosse anche dovuta<br />

alla presenza del re e quindi la versione di al-Madà'ini merita ogni atten-<br />

zione. Non è da escludersi che Yazdagird possa e.sser rimasto nel Fàris fino<br />

all'anno BO. H.<br />

G-li Arabi, sottomettendo il Khùzistàn e poi incuneandosi entro l'al-<br />

tipiano iranico, con la presa di L5bahàn. di al-Raj-}- e delle città inter-<br />

medie tagliarono ogni comunicazione facile e diretta tra la Persia .setten-<br />

trionale ed il Fàris, perchè — come è noto — il cuore della Persia è un vasto<br />

deserto, quasi impraticabile. L'avanzata araba fu quindi strategicamente<br />

abile perchè isolò quasi il Fàris dal Khuràsàn. la provincia più vasta e<br />

j)iù ricca rimasta all' impero persiano, e rese pei'ciò più difficile la difesa.<br />

Uomini e provvistr- per giungere dal Khuràsàn all'al-Fàris avevano da<br />

percorrere un cammino lunghissimo e penoso.<br />

Quando gli .Arabi el)bero presa anche Istal


cs I 30.<br />

a. H.<br />

so. •. H. stf'iiza. min rimaneva altra via di salvezza che quella attraverso il Karman<br />

'^karman*k"hS.<br />

RASAN. - Fuga<br />

Y'aVd'.gMrT'dTi<br />

Fàris nel Khu- i| Karis.<br />

'"""•'<br />

•• •' Krand.' deserto eentrale, per giungere nel Kiiura.sau.<br />

| 5, — (al-Nradà-iui, da Maslamali. da Dàwud). Quando giunse m<br />

l«i'.sraii il nu(.vo governatore 'Abdallah b. Àmir, egli invase e conquistò<br />

(> nell'anno 30. TT. il re Vazdagird b. Sahryàr fuggì da 6ur(''i. ossia<br />

,1m Ardasir Khuii-ah e cercò rifugio nel Karman. II governatore ibn Amir<br />

mandò allora Mugàsi' b. Mas'ud- al-Sulami ad inseguirlo, e quando l'eser-<br />

cito mu.sulmano giunse dinanzi ad al-Siragàn (la capitale del Karman :<br />

Yàqiìt, IV, 265, lin. 11), Yazdagird proseguì la fuga ricoverandosi nel<br />

Khurasàn. Mugàsi' tentò allora di inseguirlo, ma giunto nel castello in<br />

Bima)id(^), l'esercito musulmano fu sorpreso da una teiribile tormenta di<br />

vento e di neve, nella quale perirono tutti i soldati. I soli, che si .salvas-<br />

seix) fin-ono il comandante Mugàsi'. ed un altro uomo, che aveva con sé<br />

una concubina !<br />

Si<br />

narra anzi, che nel salvarsi dalla tormenta quest'uomo,<br />

temendo di non poter salvar la sxia donna dal freddo intenso, aprisse il<br />

ventre di un mulo, e vi mettesse dentro la donna. Il giorno dopo, quando<br />

ritornò a riprenderla, la trovò ancora vi\a. In seguito a questa disgrazia<br />

toccata all'esercito di Mugàsi', il castello lì vicino prese il nome di Qa.sr<br />

Mugàsi'. Il castello era discosto cinque o sei farsakh da al-Sii-agàu<br />

(T abari, I, 2862-2863).<br />

Atjiir, III, 92-93 [31. a. II.] (aggiungendo: ciò è secondo il detto di<br />

-<br />

gird e il Khuzistàn. Noi sappiamo che varie fonti pongono quasi dieci anni prima la presa di DSnibjiird<br />

per parte degli Arabi icfr. 21. a. H., § 57 e 23. a. H., § 36): se però Giir rimase in potere dei Persiani<br />

sino all'anno 30. H., è chiaro che Dàràbgird dovette essere occupata da milizie musulmane venute dal-<br />

l' 'Umàn e dalle isole di Abarkawàn, e non da quelle di al-Basrah. Siccome Gfir fu presa dagli Arabi<br />

dopo Istaklir, e siccome Yazdagird per fuggire da (ifir nel Karman, avendo tagliate le vie che conducevano<br />

nella Persia settentrionale, dovette passare per Dàràl>gird. è probabile «he in questo anno gli<br />

Arabi non ne fossero più padroni.<br />

Nota 2. — Bimand è una celebre fortezza del Karman ad occidew/e di Siragàn icfr. Le Strange<br />

L a II d s , .})ag. 311l sulla loro via tra Siragàn ed Istakhr. Il nostro testo deve quindi essere scorretto<br />

perchè i Musulmani debliono essere passati per Bimand prima di giungere a Siragàn, e se perirono tutti<br />

a Bimand nelle Alpi Kanuaue, non poterono mai giungere a Siragàn. — <strong>For</strong>se Yazdagird fuggi da Si-<br />

ragàn prima die gli Arabi arrivassero a Bimand. oppure trattasi di due avvenimenti diversi ila fuga<br />

di Yazdagird ed il disastro di Bimandi messi insieme arbitrariamente da al-Madà-ini.<br />

Altre fonti attenuano che il comandante della spedizione perita fra le nevi delle Alpi Kirmane<br />

fosse Harim b. Hayyàn al-'Abdi, degli 'Abd al-Qays, oppure ibn Tlassàn al-\"askuri, dei Bakr 1). Wà-il.<br />

al-Tabari aggiunge però che la notizia pili sicura è quella che dà il nome di Jfugàsi' Tabari, I, 2S63.<br />

lin. 4-t>!. Si narra inoltre che Mugàsi' nel recarsi una volta a Madìnah con un'ambasciata di Basrensi,<br />

fra i quali v'era anche il celebre al-Aliiiaf b. Qays, montasse una giumenta per nome al-Safrà ibuali<br />

al-Oìharrà ibuah al-Ohahrà, famosa per la sua grande velocità. Essa però gli venne tolta in seguito dal<br />

Califfo 'Umar, «quando confiscò la metà dei beni dei suoi luogotenenti » (T a bari, I, 2864, lin. :{-4: autc-<br />

lità: al-Madà-ini I.<br />

272.<br />

li


30. a. H. §§ 'i-l".<br />

§ 6. — (a) Neiranuo 21. H. (sicf) (') Yazdagird, re dei Persiani, fuggì<br />

a Marw (Baethgeu Fragni.. 111).<br />

Ctr. Elia Bar Sinaya, 84.<br />

Nota 1. — (C'/'r. *' 4i. La liijia ili Yaziìagird nel Khuràsàn nell'anno 21. H. è collegata con il<br />

disastro di Nihàwand, che avvenne appunto in quel medesimo anno. — Le altre tradizioni vorrebbero<br />

invece dimostrare che il re persiano animasse con la sua presenza la lotta contro gli Arabi nel Fàris<br />

sino agli ultimi momenti.<br />

(b) Nell'anno 30. H. 'Abdallaii b. Àmir conquistò la maggioi- \rAvte<br />

del Fàri.s (Baethgen Fragni., 112).<br />

Cfr. Elia Bar Sinaya, 86.<br />

§ 7. — Nell'anno 60. H. fu espugnata Grùi- per opera di ibn 'Amir,<br />

che vi fece molto bottino e anche prese molta parte del Khurasàn. Dàwud<br />

b. Hind dice che in quest'anno (30. H.) Yazdagird b. Kisra fuggì, ma fu in-<br />

seguito da ibn 'Umar {? 'Amir) e da Mugà.si' b. Mas'ud al-Sulami (Dzahabi<br />

Paris. I. fol. lól.v.j.<br />

PERSIA-KARMÀN-SIGISTÀN. — Invasione del Karman: conquista<br />

del Sigistàn e di Kabul.<br />

I 8, — lal-Dzahabij. Nell'anni) 23. H. fu conquistato il Karman per<br />

opc'ra di Suliayl b. 'Adi :<br />

così<br />

pure fu .sottomesso il Sigistàn per opera di<br />

'Asini b. Anir. ed il Mukràn per opera di al-Hakam b. 'Utbmàn ('): tutti<br />

questi paesi erano del Bilad al-Gabal {sic) (Dzahabi Paris, I, tbl. 139, v.).<br />

Nota \. — Tutte queste notizie erronee di al-Dzahabi provengono dalla .scuola iraqense (cfr. §g 18,<br />

14, ecc.). Finché il Fàris non era in potere degli Arabi, ogni penetrazione ulteriore nella parte meridio-<br />

nale dell'altipiano iranico Fàris. Karman e Mukrànì riusciva materialmente impossibile.<br />

§ 9, — (al-Madà-ini). Da notizie di provenienza persiana parrebbe che<br />

la conquista del Karman avvenisse per opera di 'Abdallah b. Budayl b.<br />

Warqà al-Khuzà'i, ai tempi del Califfo 'Umar ('), e che 'Abdallah dopo occu-<br />

pato il Karman, traversasse il grande deserto centrale persiano, e sottomettesse<br />

anche Tabasàn (le due Tabas: cfr. Yaqùt, II, 513; Meynard<br />

Dict.. 388). 'Abdallah volle che Umar gli concedesse infeudo l'ammini-<br />

strazione di "Tabasàn, ma quando Umar seppe che Tabasàn era un paese<br />

formato tla due grosse borgate, non glielo volle concedere. Tabasàn era<br />

già allora ch ri<br />

I. 2704-2705).<br />

Cfi'. Athir, III, 34.<br />

Nota 1. — Anche al-Madà-ini subisce l'influenza della scuola iraqense, ponendo nel calitìTato di<br />

'l'iuHr Ih ronqiiista della Persia meridionale.<br />

§ 10. — (al-Balàdzuri). 'Uthmàii 1>. abi-l-'As al-'fhaqatì (_'; incontrò il<br />

mai zu Itali [di Karmàii| nell'isola eli .M.aikàwiìii. clic si trovava con pic-<br />

5J73. 35<br />

,<br />

30. a. H.<br />

IPERSIA-FARIS-<br />

KARMÀN-KHU-<br />

RASAN. - Fuga<br />

del re persiano<br />

Yazdagi rd dal<br />

Paris nel Khu-<br />

rasàn.]


s 111 30. a. H.<br />

30. a. H. ,.,,!., scorta, e In uccise. Allora (lUoUi dil ivarmàn s" indebolirono e si avvi-<br />

''man^sióistan lirono. Quando ibn 'Amir fu in Persia, mandò Mugà.^i' h. Mas'ùd al-Sulami<br />

Invasione del ,,,,1 KainiiUi ili ccrca di Yazdagird, ma in Bimand perì il suo esercito. Poi<br />

qJistT de/ s°g"- 'l"a'"l"' ''•" 'Arali' J^iifl''» ^eiso il Khurasàn. lasciò Mugàsi' sul Karman, il<br />

stàn e di Kabul.) (jnalc picse a forza liimand e ne lasciò vivere gli al)itanti. e diede loro<br />

un a man. Là c'è un castello chiamato Qasr Mugà.si'.<br />

Mugàsi' prese anche Barukharuh e si i-ecò a Sìragàn. che è la capi-<br />

tale del Karman, dove rimase pochi giorni. La popolazione s'era fortificata.<br />

Fecero uscire dei cavalieri, ed egli li combattè e prese la città a forza,<br />

lasciando uno a governarla. In seguite molti ne emigrarono (-).<br />

abu Musa al-A.s'ari aveva mandato al-Ral)!' b. Ziyàd al-Hàrithi. il<br />

quale aveva conquistato i dintorni di al-Siragàn ed era venuto a patto<br />

con la popolazione di Bamm (^) e di al-Andaghàr. Ma poi questi eransi ribel-<br />

lati e avevano rotto l'accordo. AUoia Mugàsi' b. Mas'ud riconquistò quelle<br />

terre e presa a forza Grii-aft, e, penetrato nel Karman, la debellò.<br />

Recatosi in al-Qufs (*), si strinsero contro lui parecchi Persiani fiiggiti<br />

dinanzi agli Arabi, ma egli li combattè e li vinse.<br />

Molti del Karman fuggirono per mare, e chi andò a Mukràn. chi nel<br />

8igistan; e le loro case e terre furono assegnati in feudo (uqta'at) agli<br />

Arabi, i quali le coltivarono e ne diedero la decima, e scavarono in più posti<br />

canali sotterranei per l'irrigazione fBalàdzuri, 391, lin. 8-392. lin. 4) [M.].<br />

Ctr. anche Yàqut, IV, 265. lin. 13-266. lin. 3.<br />

Nota 1. — Nel testo ili Tàqfit, che riproduce con qualche variante tutto il brano di al-Balàdzuri,<br />

è detto correttamente che 'Uthmàn b. abi-l-'As. governatore del Bahrayn, varcò lo stretto ed uccise il<br />

in ,-1 r z u b à u del Karman mentre regnava ancora 'Umar b. al-Khattàb.<br />

Dalla costa araba a quella persiana nel punto dove giace l' isola di Abarkàwàn, la distanza è molto<br />

breve, perchè le due coste si avvicinano formando uno stretto. E chiaro che agli Arabi trionfanti \>'nis9e<br />

la tentazione di varcare il breve tratto di mare e assalire alle spalle le posizioni persiane, sicuramente<br />

poco difese. Tutte le genti di cui disponevano i Persiani erano concentrate molto più a occidente per<br />

ijnpedire agli Arabi la scalata dell'altipiano. Però il governatore arabo del Bahrayn disponeva di pocho<br />

forze e non osò penetrare nell' immensità dell'altipiano.<br />

Nota 2. — In Yàqut (IV, 2tì5, lin. 5 e segg.l è narrato clie in uno dei suoi libri sul kharSg,<br />

scritti da uno degli impiegati kuttàb) dei re sassanidi, erano conservate le seguenti notizie: il Sawàd<br />

rendeva 128,000,000 di dirham, oltre 30,000,000 dagli al-wadà'i' (tributi in natura) per la mensa<br />

(al-mawà-id) dei re. Il Paris rendeva 4(i,00fi,000, e il Karman f)0,0W,0O0. (Il Kai-màn rendeva tantoj<br />

appunto per la sua vastità fera largo IW farsakh) e tutto era coltivato. Anzi tanto era coltivato, che<br />

alcuni canali sotterranei (al-qanàti avevano un percorso di cinque notti di cammino: abbondava di<br />

alberi, di sorgenti, di canali sotterranei e di fiumi (anhàn. — Altrove Vàqùt (IV, 2t>4. lin. II e segg.)<br />

afferma che ai tempi suoi il paese era andato tutto in rovina per le malvagità e l'egoismo dei suoi<br />

governanti.<br />

Nota 3. — Bamm era una delle città piii importanti del Karman, ad una giornata da (riraft. Vi<br />

fioriva un'industria di tessuti, ed aveva bei giardini e mercati riccamente fomiti. La gente beveva<br />

l'acqua apportata da canali sotterranei, perchè l'acqua del fiume era salata (Yàqfit, I, 737, lin. 19 e<br />

seguenti). — Cfr. Barbier de Meynard, Dictionn. géogr., H.">-116.<br />

Su al-Andaghàr, l'altro sito del Karman menzionato nel testo, non abbiamo menzione nei dizio-<br />

nari geografici. Un Andag^an, menzionato da Yàqùt il, 374, lin. 18-20) è villaggio del circondario<br />

di Marw.<br />

274.


30. a. H. §§ 1-V2.<br />

Nota 1. - al-Qufs, o al-Qiit's. era iiu gruppo di monti del Karman, non lontani dal mare, popò- 30. a. H.<br />

lati da tribù yanianite, ossia ili Arabi degli al-Azd b. fthawtji. — Queste tribù non hanno mai seguilo iPERSIA-KARalcuua<br />

religione, né quella degli Arabi antichi, né quella dei Persiani antichi, e quando venne la con- MAN-SIGISTÀN<br />

quista araba non abbracciarono nemmeno la fede islamica. Rimasero sempre indipendenti e non rico- - Invasione del<br />

nobbero mai alcun padrone. Nel loro paese non esistevano né idoli, né templi di sorta alcuna: erano Karman: con-<br />

privi di religione. Di natura t'eroce, annidati in montagne inaccessibili, vivevano di rapine. Mettevano quista del Sigi-<br />

a morte i prigionieri premendo le loro teste su lastre di roccia e poi stritolandole con grosse pietre, come stàn e di Kabul.]<br />

si schiacciano i serpenti (Yàqiìt, IV, 147, lin. 13 e segg. ; 149, lin. 17 e segg.).<br />

Ct'r. Barbier de Meynard, Dictionn. géogr., 452.<br />

§ 11. — (al-Balàdzuri, .senza isnàd). abu Musa al-A.s'aii mandò Ab-<br />

ballali b. Biidayl b. Warqà- al-Khuzà'i a far razzie, ed egli si spinse lino ad<br />

al-Tabasàn, che erano due forti, dei quali l'uuo aveva nome Tabas e l'altro<br />

Kunayn; è un paese di grandi calori e vi abbondano le palme, (le due<br />

città) sono le porte del Khuràsàn. Lì prese del bestiame.<br />

Alcuni (li al-Tabasàn andarono 'th.


^ i.-.n<br />

30. a. H.<br />

30. a. H. ],. ,],„. al-T;il>as (al-Tabasan;, ossia lo fino porto del Khuràsan. Le espugnò<br />

^MA^N^sióiSTA^N AlKlailal. !.. Biulayl b. Warqa ai tempi .li 'Uthman b. 'Affan noll'a. 29. H.<br />

- Invasione del i>,,i lyij Arabi entrarono nel Kliurasàn. Le due al-Tabas giacciono tra Ni-<br />

Karman: con- ^.^_^^ isi.ahan, Siràz o Karman (città) (Y àqùt. III, 513, lin. 22-514, lin. 4).<br />

^UlSla OBI 3 1 g I ' ~<br />

siàn e di Kàbui.i<br />

| 13. (Sajf II. 'limar, da Muhammad e da altri). Appena ricevuto<br />

l'ordino del Califfo, il generale 'Abdallali b. 'Abdallah b. Itbàn. formata<br />

una schiera di cavalieri scelti (ga rida li), corse a raggiungere Suhayl b.<br />

'Adi, prima che egli penetrasse nel Karman (T a bari, I. 2641, lin. 11


30. a. H. §§ 1^ l'i.<br />

Cfr. Yàqut, II. OOU: Athir. III. 101-101: Dzahahi Paris, I. 30. a. h.<br />

^ ~ PERSIA-KARfol.<br />

lól.V. MAN-SIGISTÀN<br />

I 16. — (abu 'Ubaydah Marnar b. al-MutUauna). Quindi (al-Kabi - invasione dei<br />

•11 1 • T- 1 - 1 r-^-^ - - i TTT i-> »r Karman: conb.<br />

Zij-adi andò in un villaggio, chiamato Ivarkuvah [1 aqut. lil, 42; Mey. ^^,3,3 ^ei Siginard<br />

Dict.. 482] a cinque miglia da Zàliq, che venne a patti senza coni- stan e di Kabul.]<br />

battere. E poi andò in un villaggio (rustàq), chiamato Haysùn (Hay.sùni :<br />

eli-. Yàqùt, III, 43. lin. lOÌ. e la popolazione gli .si offrì, ed egli lo pre.se<br />

senza combattere. Andò poi a Zàliq e prese le guide di là fino a Zarang.<br />

e andò fino ad al-Hindamand [la grande arteria fluviale del Sigistan:<br />

Yàqùt. IV. 002: Meyuard Dict.. 608-609]. e passò un fiume (wàdi)<br />

che .se ne diramava chiamato Nùq [forse presso Nùqàt : Yàqùt. IV, 824:<br />

Mevnard Dict., 573]: poi andò a Zùst che è a due terzi di miglio da<br />

Zarang. Ma quei di Zù.^t. venuti fuori combatterono violentemente, e più<br />

musulmani furono colpiti. Se non che i Musulmani tornarono all'assalto e<br />

li misero in ftiga, costringendoli a rientrare nella città dopo averne menato<br />

gi'ande strage.<br />

Poi al-Rabi' andò a Xàsrùdz [Yàqùt, IV, 728]. ch'ora un villaggio<br />

(qaivahi. e lo combattè, e vinse. In questo luogo (piìi tardi) 'Al)d al-<br />

lahmàn fb. Samurah b. Habib) incontrò abù Sàlih b. Abd al-rahmàn che<br />

scrisse ad al-Haggàg in luogo del (finanziere persiano) Zàdànifarrùkh b.<br />

Nu-a, e resse il kharàg dell' Iraq per (il Califfo) Sulaymàn b. 'Abd al-malik<br />

(96.-90. H.) e lin quel luogo trovò anche) la madre di lui. [Questo abù Sàlih]<br />

fu comprato e fpoi affi-ontato da una donna dei banù Tamim. ossia dei banù<br />

Mnrrah b. 'Ubayd b. Muqà'is b. 'Amr b. Ka'b b. Sa'd b. Zayd Manali<br />

1». Tamim, chiamata Ablali.<br />

Da Xàsrùclz (al-Rabi' 1). Ziyàdi andò poi a Sarwàdz [Yàqùt, III, 282],<br />

ch'era un villaggio (qaryah), e lo conquistò, e lì trovò il nonno di Ibràhim<br />

b. Fia,ssàm, (che più tardi) appartenne ad ['Abdallah] ibn 'Umayr al-Laythi.<br />

In seguito (al-Rabi') assediò la città di Zarang, dopo che la popola-<br />

zion»- «'la venuta con lui alle mani, e Abarwiz, suo marzubàn. gli<br />

domandò ramali per venire a patti. al-Rabi' allora, fatto venire il cada-<br />

vere «l'uno degli uccisi, vi si .sedette sopra, e si appoggiò sopra un altro<br />


§§ Ili. IH. 30. a. H.<br />

30. a. H. |)j I;-, litoniù a Zaiang, dove riniast' due anni. Ma poi. v.imto ibn<br />

IPERSIA-KAR- .-r . , ., , 1 1 - 1 TJ- •*! I r- i i.- i-<br />

MAN-siGiSTAN Anin. VI la.scio suo agente uno (l.<br />

Habib b. 'Abd Sams, che andò a Zarang e ne assediò il inaizuliàu nel<br />

suo castello in un giorno di festa, e 'venne a patti per due milioni di<br />

dirli ani e duemila schiavi, ibn Samurah i^oi prese quello elio era tra Za-<br />

rang e Kiss della regione di al-TIind e prese della contrada delia .strada<br />

di al-T?ulvhkhag [Yaqùt, II, 770; Me\-nard lì i e t . . -ióS] quel tanto che<br />

va fino ai paesi di al-Dawar. Griunto che fu a questo luogo, assediò gli<br />

abitanti nel Grabal al-Zùr e poi strinse accordo. Il numero dei rausulniaui<br />

ch'egli aveva seco era di ottomila, di lui ognuno ebbe 4000 (dirham).<br />

Quindi entrò presso al-Zùr, ch'era un idolo d'oro, dagli occhi di giacinto.<br />

Gli ruppe un braccio e prese i giacinti, e poi disse al marzubàn: « Pigliati<br />

« l'oro e le perle : io non ho voluto se non mostrarti che esso non nuoce<br />

« e non giova ». E conquistò Bust [Yàqùt, I, 612; Mej'nard Dict., 100<br />

e seg.] Zabul con un patto (Baladzuri, 393. lin. 0-394. lin. 17) [M.j.<br />

Nota 1. — I fatti che seguono apparteugouu all'auno 41. H. e tanno parte degli eventi dell»<br />

seconda amministrazione di al-Basrah tenuta tla ibn 'Amir dopo la deposizione di a!-Hasan b. 'Ali b. aV.i<br />

Tàlib. — Un'altra tradizione (vedi più avanti § 18i pone invece la nomina di 'Abd al-raliraàn 1). Sajuurali<br />

entro il calitfato di 'Uthmàn. Quindi al-ilabi' b. Ziyàd avrebbe governato dall'anno -'lo. al ;>3. H.<br />

circa, e 'Abd al-rahmàn b. Samurah dall'anno i53. H. circa alla fine del 35. H. — L'invio di 'Abd al-rahmàn<br />

b. Samurah nel Sigistàn. nell'anno 41. H., è confermato dallo stesso al-Balàdzuri ipag. 3H6. lin. 5 e segg.t.<br />

— <strong>For</strong>se 'Abd al-rahmàn tu governatore due volte.<br />

§ 17. — (al-Husayn b. al-Aswad, da W'aqi". da Hammàd 1>. Zayd. da<br />

'Atiq, da Muh. b. Sirinl. Egli (ibn Samurah) non volle prigionieri di Zabul,<br />

dicendo: « Utjjmàn ha concluso con loro una convenzione poco valida »<br />

( w a 1 th u n).<br />

Waqi' dice: « Ha stretto con loro un patto, ma senza garanzia » i<br />

ladzuri. 394, lin. 17-19) [M.].<br />

Ba-<br />

§ 18. — (al-Balàdznri). 'Abd al-rahmàn (b. Samurah) andò a Zarang<br />

e vi rimase fino a che fu scossa la posizione di 'Uthmàn. Poi lasciò in<br />

sua vece, Umayr b. Ahmar al-Yaskuri e se ne tornò via dal Sigistàn.<br />

Di Umayi', dice Ziyàd al-A'gam:<br />

Se 1)011 era Umayr. perivano i Yii^kur, ma i Yaskur periranno in ogni maniera.<br />

Ma poi quelli di Zarang cacciarono Umayr e chiusero [la città |<br />

làdzuri, 394, lin. 20-395, lin. 4) [M.].<br />

•J78.<br />

\Ba


Cfi-. amho Athir. III. l(X)-10l : Dzahabi<br />

fol. 151.V.<br />

30. a. H. §§ 18--20.<br />

Ta-rildi. MS. Paris, I,<br />

§ 19. — Savi' b. 'Cmar;. Un altro distaccamento di Arabi penetrò<br />

anche più a oriente del Karman, ossia giunse nella lontana provincia del<br />

Sigistàn. Il comandante di questa spedizione era, secondo Sayf, 'A.^im b.<br />

Amr. al (juale si era unito 'Abdallah b. 'Umayr con considerevoli rin-<br />

forzi. Per dove passassero queste truppe per giungere nel Sigistàn non è<br />

(letto nelle nostre fonti, ma si narra che venissero alle mani con le schiere<br />

degli abitanti e difensori del paese e li fugas,sero, ponendo poi assedio alla<br />

città di Zarang. Mentre durava l'assedio, i Musulmani spinsero le loro armi<br />

in tutte le direzioni senza incontrare alcuna resistenza e si vuole che arri-<br />

vassero fino a Qunduhàr (Qandahàrj [città del Sind :<br />

Yàqùt,<br />

IV, 183;<br />

Meynard Dict.. 461] e ai paesi abitati dai Turchi verso oriente. Gli<br />

abitanti di Zarang vennero a patti con i Musulmani e fecero atto di sot-<br />

tomissione, ma con alcune condizioni, die rendevano ai Musulmani molto<br />

precaria e difficili' la dimora in quella regione, perchè le steppe deserte,<br />

fadàfid. dovevano essere considerate come hi ma o asilo, sicché i Musul-<br />

mani non potevano uscire dal paese senza tenersi costantemente in guardia<br />

per timore di essere sorpresi e sopraffatti. Il possesso perciò del Sigistàn<br />

fu sempre considerato come precario, e il posto di governatore in quella<br />

regione, come uno poco piacevole e pieno di pericoli. La maggior parte del<br />

paese, quella cioè abitata dai Turchi, e molto popolosa, fra il Sind e il<br />

fiume di Balkh, era rimasta del tutto indipendente e per il numero e la<br />

natura bellicosa degli abitanti, costituiva un costante pericolo per l'avam-<br />

posto arabo nel Sigistàn, di guarnigione in Zarang. Le condizioni del<br />

paese non subirono però mutamenti fino ai tempi del Califfo Mu'àwiyah (^)<br />

(Tabari. I, 2705).<br />

Cfr. Athir. Ili, 154.<br />

Nota 1. — Durante il califfato di Mu'àwiyah, e precisamente mentre Salm b. Ziyail b. Abihi governava<br />

il Sigistàn, uno dei capi tra i Turchi, per nome al-Sàh, fuggi dal proprio paese per timore del<br />

fratello Zunbil, e venne con una schiera numerosa di seguaci a prendere stanza nel paese di Amul<br />

I» mezzogiorno del Khuwàrizni: Yàqu t, I, G9[?J). non molto lontano da Zarang. Salm b. Ziyàd permise<br />

•i Turchi di prendere dimora in quel luogo, e scrisse al Caliiio in termini esultanti, volendo quasi far<br />

crtdere a Muawiyab, che questa mossa dei Turchi fosse equivalente ad una vittoria dei Musulmani.<br />

MnViwiyali invece, con ai-corginiento politico molto maggiore espresse il proprio rincrescimento per<br />

iiiéllo che era avvenuto, facendo rilevare che le vie di comunicazione fra Zarang e Àmul erano molto<br />

ciktive e di accesso difficile, sicché v'era tutto da t«mere da quella parte per la nota malvagità e malafede<br />

!i quelle poprdazióni. I timori del Califfo dovettero purtroppo avverarsi, non appena egli ebbe cessato<br />

ii Vivere e quando le discordie fra i Musulmani fecero scoppiare le guerre civili. Allora aUSiih s'impa-<br />

.Ironl di Ainul e cresciuto in p


30. a. H. ,1,.,,, 1;, |)i,,\ ilici;! lontana del Miikràu, che «i trova tra il Sigistau e le rivo dol-<br />

MAN-siGiSTAN lOteano IiuliaiKi. Ad al-Hakam si unì piima Sihàb b. al-Mukhiìriq b. Sihàb<br />

- Invasione del<br />

^.^)J^ n\^y^J. schiere, e quindi tauto Suhayl b. 'Adi, conquistatore del Karmàu,<br />

questa del sigT quanto il luogotenente del medesimo, 'Abdallah b. Abdallah I). Itlian: tutti<br />

stàn e di Kabul.] insieme si diressero quindi verso il fiume Duwayn nel Mukràn. In queste»<br />

plinto si erano raccolti gli abitanti del paese con tutte le scliicro che ave-<br />

vano potuto radunare, ed avevano fissato il campo su anibeduc le rive<br />

del fiume. Ai Persiani si era anche unito il re del Sind, Hà-sil, con uaia<br />

schiera di soldati e con una quantità di (ilefanti: pieni di fiducia nella<br />

vittoria, i Persiani si accinsero alla battaglia con il li urne alle spalle. \'olle<br />

però il destino che vincessero anche questa volta i Musidmani con spa-<br />

ventoso eccidio dei vinti, i quali non poterono fuggire per causa del tiunie<br />

che tagliava loro la ritirata. Crii Arabi non vollero oltrepassare il fiume:<br />

si contentarono di saccheggiare il campo nemico caduto nelle loro mani,<br />

e di occupare tutto il paese ad occidente del fiume. al-Hakaui scrisse poi<br />

una lettera al Califfo Umar, narrandogli la vittoria, e intaricò Suhàr al-<br />

Abdi di portare a Madlnah la lettera e il quinto del l3(ìttino, nel quale<br />

si trovavano gli elefanti venuti tlall' India. Suhàr si pre.sentò al Calitfb in<br />

Madinah e venne interrogato da 'Umar, come faceva sempre in questi<br />

casi, sulle condizioni del paese conquistato, Suhàr rispose al Calitìb leci-<br />

tandogli alcune famose fi-asi in prosa rimata : « O Principe dei Credenti 1<br />

« È una terra le cui pianuie sono monti; le cui acque sono goccie; i .suoi<br />

«flutti .sono datteri cattivi: i suoi nemici sono malvagi: i<br />

suoi lati Imoni<br />

«sono pochi, i suoi lati cattivi sono infiniti; le cose comuni (a 1-ka t^i ir)<br />

« sono scarse, e le cose rare sono perdute (ossia mancano del tutto); il<br />

« paese al di là è peggiore ancora » ( Cfr. § 1). Il Calitìb 'Umar rimase colpito da<br />

queste fi'asi e chiese a Suhàr, se gli parla\ a in prosa rimata [)er fare sfoggio<br />

di abilità, oppure, se narrava la verità :<br />

« Io non sono parlatore in prosa<br />

« rimata (saga), ma ti porto notizie ». 'Umar preoccupato da tale descri-<br />

zione del paese, scrisse immediatamente ad al-Hakam e a Suhayl di non<br />

varcare i confini del Mukràn e di contentarsi di quello che tenevano. Gli<br />

elefanti furono venduti nei paesi <strong>dell'Islam</strong> e il prezzo ricavato dalla vendita<br />

fu distribuito da 'Umar (Tabari, 1, 2700-2708). — Cfr. Athir, III. 155.<br />

Yàqùt, 616, contiene alcuni versi attribuiti ad al-Hakam I). 'Amr.<br />

e che si trovano pure in al-T'abari.<br />

PERSIA-KHURÀSÀN; — Conquista del Khuràsan.<br />

§ 21. — (al-Madàini, da Maslaniah b. Muhàrib, da al-Sakan b. Qa-<br />

tàdah al-'Urayni). Quando ebbe terminata la conquista del Fàris. il gover-<br />

•2«0.


.<br />

30. a. H. s§ •21--2:?.<br />

natore di al-Basiali. 'Abdallah b. 'Amir. fece ritorno ad al-Basrah. lasciainln ^°- ^- ^<br />

; , PERSIA-KHURA-<br />

Sarik 1). al-A war quale suo luogotenente m Istakhr, ove Sarik fece im- san. -Conquista<br />

mediatamente costruire una moschea. Fra gli Arabi di al-Basrah v"era ^^^ Khuràsàn.]<br />

però un partito, che desiderava la guen-a ad oltranza contro i Persiani e<br />

vol»n-a la occupazione della Persia, ora che la via di accesso alla medesima<br />

era libera, dopo la conquista detinitiva del Fàris. Specialmente fra gli Arabi<br />

Tamim era forte questo partito bellicoso, e sia Aws b. Habib al-Tamimi.<br />

sia Aws b. óabii- al-Gusami al-Tamimi. sia il celebre al-Almaf b. Qays al-<br />

Tamimi — (non è certo quale dei tre) — si presentò al governatore ed<br />

insistè perchè si riprendessero le armi e si procedesse alla comph-ta con-<br />

quista della Persia. Cedendo a queste insistenze, il governatore allestì i>ra<br />

una grande spedizione per V invasione del Khuràsàn. e quando partì con<br />

la medesima da al-Basrah. lasciò in questa Ziyad (<br />

b. Abihij quale suo luo-<br />

gotenente. Non è certo quale via prendesse ibn 'Amir per arrivare nel<br />

Khuràsàn, ed alcuni atfermano che passasse per Isbahàn, ma la maggio-<br />

ranza delle notizie porta a credere che egli passasse invece per la via del<br />

Karman (Tabari. I. 2884-2885).<br />

Cfi-. Athir. Ili, 9U-97.<br />

§ 22. — (al-Madàini. da al-Mufaddal al-Karmàni. da suo padre, da<br />

alcuni dotti del Karman). 'Abdallah li. Amir si spinse entro il Karman<br />

tinche giunse ad al-Sira^àn, e quando proseguì la marcia verso il Khuràsàn,<br />

lasciò Mugà.si' b. Mas'iid al-Sulami quale luogotenente nel Karman,<br />

ibn 'Amir prese la via attraverso il grande deserto Ràbar (^fbrse Ràvar è<br />

la vera fonna di questo nome; cfi-. Tabari, I, 2885, nota 1), largo ben<br />

ottanta farsakh e giunse ad al-Tabasàu, nell'intenzione di proseguire<br />

contro la città di Abra.sahr fossia Xisàbur). Il comando dell'avanguardia<br />

ora afììdato ad al-Ahnaf b. Qays al-Tamimi. il quale prese quindi la via<br />

del Quhistàn e non lontano da Abrasalu- s'incontrò con gli al-Hayàtilali.<br />

gli abitanti cioè di Haràt :<br />

il nemico venne sconfitto da al-Ahnaf. ed in<br />

quest


gfflj». 30. a. H.<br />

30. a. H. (;il-Ma(l;iiiii. u(»ii(;lit' abii Mikhiiat, da Niiwaviah b. Wa'lali. da al-Sa'hh.<br />

"^<br />

[PERSIA-KHURA- •<br />

..,,,,,, .t i ì-ì. -l i<br />

ì. / .e- i\ j- i-i i-<br />

SAN. -Conquista Aliilallali l>. Amir prese la via attraverso il fleserto fmafazah) di k ha bis<br />

del Khuràsàn.) ,(.(,. Y à c] u t. II, 491) e poi passò sia per Khinvàst (Yàqùt. II. 102. lin. 10,<br />

scrive ("Jùsaf; cfr. id.. IV, 20G, lin. 7; ma il noiut- deve leggersi Kliusaf,<br />

ed oggi ha nome Khusp; cfr. Tabari, I. 288t), nota e, e [ibn Ilaw-<br />

qal .<br />

325), sia per Yazd ed il Quhistàn. Sconlitti gli al-Ha\-àtilali. il)ii Amir<br />

po.se assedio ad Abrasahr (') (Tabari, I. 2886).<br />

Nota 1. — In questa medesima tradizione è detto, che intanto Sa'id li. al-'As, governatore di al-<br />

Kiìfali, alla testa dell'esercito kufano aveva invaso il (Jiirgan e meditava di invadere anche il Khuràsàn,<br />

ma avendo saputo ohe ibn 'Amir era già arrivato ad Abrasahr. ritornò ad al-Kufah iTabari, I, 2886,<br />

lin. -l*;! {cfr. §§ Si, 36. 65).<br />

§ 24. — (al-Madà-ini, da 'Ali b. Mugàhid). ibn 'Amir assediò Abra.sahr<br />

e ne espugnò a violenza la metà; l'altra metà era in mano di Ivinàra con<br />

la metà di Nasa e Tùs. ibn 'Amir non potò passare a Marw, perciò fece<br />

pace con Kinàra e questi diede a ibn 'Amir suo tiglio al)ù-l-Salt b. Kinàra<br />

e Salìm, figlio di suo fratello, come ostaggi. Ibn Amir mandò 'Abdallali b.<br />

Khàzim a Haiàt e Hàtim b. al-Nu'màn a Marw e prese i due figli di Ki-<br />

nàra. che passarono poi in proprietà di al-Nu'màn b. al-Afqam al-Nasri il<br />

quale li liberò (Tabari, I, 288G, lin. G-2887, lin. 1) [M. G.j.<br />

§ 25. — (al-Madà-ini, da abii Hafs al-Azdi. da Idrìs b. Hanzalah al-<br />

'Ammi). ibn 'Amir espugnò la città di Abrasahr a violenza: ed espugnò<br />

anche le città circostanti Tus. Bìward, Nasa e Humràn ; e ciò neiranno<br />

:}1. IT. (Tabari, I. 2887, lin. 1-3) [M.O.].<br />

§ 26. — (al-Madà-ini, da abù-1-Sari al-Marwazi. da suo padre). Ho udito<br />

padre fece pace con la gente<br />

abu Musa b. 'Abdallah b. Khàzim dire : Mio<br />

di Sarakhs contro cui lo aveva mandato da Abrasahr 'Abdallah b. 'Amir.<br />

ibn Amir fece pace con la popolazione di Abrasalu-, ed ebbe da essa due<br />

fanciulle della famiglia di Kisra, Bàl)ùng e Tahamig o Tamahig. Egli se<br />

le pottò con sé e mandò Umayn b. Ahmar al-Yaskuri che espugnò i din-<br />

torni di Abrasahr, cioè Tùs, Biward, Nisà e Humràn, finché giunse a Sarakhs<br />

(Tabari, I, 2887, lin. 3-9). [M.G.].<br />

Cfr. Athir. Ili, 97, il quale ha Umayr b. Ahmar.<br />

§ 27. — (al-Madà-ini, da alSalt b. Dinar, da ibn Sirin). ibn Amir<br />

mandò "Abdallah b. Khàzim a Sarakhs il quale espugnò la città, ibn Amir<br />

ebbe due fanciulle della famiglia di Kisra. di cui l'una. Nùsagan. egli donò;<br />

l'altra. Bàbfing, morì (Tabari, I, 2887, lin. 10-13) [M.G.].<br />

§ 28. — (al-Madà-ini, da abù-l'Dzajyàl Zuhayr b. Hunayd al-'Adawi,<br />

da alcuni dotti del Khuràsàn). ibn '5.mir mandò al-Aswad b. Kultiifun al-<br />

'Adawi degli 'Adi al-Ribàb a Bayhaq, che dista da Abrasahr 16 farsa kh;<br />

e questi la espugnò, ma fu ucciso. Era eccellente nella religione, e com-<br />

282.


30. a. H. § 28 32.<br />

pallio di ibu Amir b. 'Abdallab al-'Aubaii; ibu Auiir .soleva due, dupo 30. a. h.<br />

. . • . •<br />

, 1 TI .1 11 1 ii,.r - -, [PERSIA-KHURAcbe<br />

tu cacciato da al-Basiali, che luilla iimpiaugeva dell Iraq, se uou il san. -Conquista<br />

tepore dei meriggi, il rispondersi l'uu l'altro dei mu-adzdziu e gli amici ^ei Khuràsàn.l<br />

come al-Aswad b. Kulthum (Tabari, I, 2887. liu. 13-2888, lin. 6) [M.G.].<br />

§ 29. — (al-Madà'iui. da Zuhayr b. llunayd, ila uiu) dei suoi zii). ibu<br />

'Amir s' impadronì della città di Nisàbùr e mosse verso Sarakhs ; e il popolo<br />

di Marvv mandò a lui per pace, ibn Amir mandò Hàtim b. al-Nu'màn<br />

al-Bahili che fece pace con Abiàz inarzubàn di Marw per 2 milioni e<br />

duecentomila dirham (Tabari, I, 2888, lin. 5-9) [M.G.].<br />

§ 30. — (Mus'ab b. Hayyàn. da ^;uo fratello Muqàtil b. llayyàn). [ibn<br />

'Amir] fece pace [con ^Earvv] per G milioni e duecentomila (Tabari, I,<br />

2888, lin. 9-10) fM. G.J.<br />

Cft-. anche Athir, 111, 97-118; Dzahabi Paris, I, fol. 151,v.<br />

§ 31. — (al-Ya'qùbi). Or quando 'Uthmàn prepose Abdallah b. 'Amir ad<br />

al-Ba.srah e Sa'ìd b. al-'As ad al-Kùfah, .scrisse loro: « Clii di voi due arriva<br />

« prima al Khuràsàn, sia l'amir su quel paese ». Partirono l'uno e l'altro; e<br />

uno dei d ilicifin del Khura.san si recò da 'Abdallah b. Amir, e gli disse: « Che<br />

* dai .se ti otTro modo d'arrivar primo? > {cfr. § 23 nota 1, 36', 65). —<br />

« Avrai condonato », ri.spose, « il tuo kharàg e quello della gente della tua<br />

« casa fino al di del giudizio ». Egli allora lo guidò per una strada scorcia-<br />

toria tino a Qùmis, ed aveva all'avanguardia 'Abdallah b. Khàzim al-Sulami,<br />

«•he andò a Xisàbiir, e rimase nella città. S' incontrò con 'Abdallah b. 'Amir;<br />

e prese a forza Nisà,bùr nell'anno BO. H. Quelli di al-Tabasàn s'accordarono<br />

per 75,000 (dirham). E poi andò alla città di Abra.sahr, e l'assediò qualche<br />

mese, la conquistò, e venne a patti. Quindi scrisse a quei di Marat, i quali<br />

.scri.ssent che se avesse espugnata Abra.sahr, avrebbero accettato qualunque<br />

condii'.ione. Busang e Bàdaghis in quel tempo [appartenevano] a Haràt,<br />

mentre Tùs e Nisàbùr dipendevano da Abrasalir. Egli conqui.stò quei<br />

luoghi, e convenne per un milione di ilirham. Andò poi a Haràt, e il<br />

capo di questa città gli venne incontro con il grano e l'ubbidienza. Spintosi<br />

ipiindi a Maiw al-Kùdz. la prese a forza. E conquistò al-Tàlaqàn e al-Fàryàb<br />

«• il Tuldjàristàn. Nò fece ritorno da 'Abdallah b. 'Amir prima di aver bevuto<br />

dal liuine di Balkh (Ya'qubi, II, 192-193j [M.].<br />

§ 32. — fal-Ya'qiìbi). Secondo alcuni del Kliurà.sàn: Quando AlxlallahIl<br />

b. 'Amir ebbe conquistato Nisàliur, mandò gli eserciti, e preci.sainente:<br />

al-Alinaf b. Qays a Marw al-Rùdz ;<br />

A WS b. 'Pha'labah al-Tamimi ad Haràt;<br />

Hàtim b. al-Niimàn al-Bàliili a Marw;<br />

'Abdallaii Ij. Khàziiu al-Sulaiiii ;i Saiakhs.<br />

•JKl


(j§ ìV2.:M't. 30. a.. H.<br />

30. a. H. Tutti (iue8ti luoglii furono espugnati, salvo Marw, la qual città venne<br />

IPERSIA-KHURA- --. . _ .„^. ^-.^ _ • , i,. i.t- ^ j<br />

s^N.. Conquista " patto cou Hatiui por 2.200.000 uqiyyal:. < coli obbligo di dare ampio<br />

del Khuràsàn.ì all(iggit) iiclli' loro case al Mu.sulmani.<br />

E (piando Alìdallah li. 'Amir ebbe conquistati questi paesi, tornò da<br />

Ttlnnan, e seminò discordia (khalafa) fra i Turk e i Daylam (Ya'qCibi,<br />

li. im, lin. 7-14) [M.].<br />

§ 33. — fal-Ya'qùbi). Or egli [Abdallah b. Amir] aveva diviso il Ivhu-<br />

rasàii in (piattro (provincie):<br />

alla prima, aveva pre^iosto Qays b. al-IIaythani al-Sulami;<br />

alla seconda, Rasid b. 'Ami" al-Grudaydi ;<br />

alla terza, 'Imràn b. al-Fasìl al-Burgumi;<br />

alla quarta. 'Amr b. Màlik al-Klnizà'i (Ya'qubi. il, VJli, lin. 14-17)<br />

[M.j._<br />

§ 34. — (al-Ya'qubi) E quando 'Uthnian ebbe richiamato [ibn 'Amir<br />

andò a Marw,<br />

dal Khusàsàn], vi mandò Umayr 1). Ahmar al-Yaskuri ; Umayr<br />

e vi si fermò. Ma poi lo colse l'inverno, e quei di Marw lo fecero entrare;<br />

senonchè, com'ebbe saputo ch'essi intendevano di attaccarlo, fece usar la<br />

.spada e ne menò strage.<br />

E poi tornò da 'Ut_hraàu. il quale, vistolo, gli fé' paura, e l'altro >e<br />

ne partì adirato. Uthmàn difatti non aveva approvato la carneficina di<br />

Marw TYa'qùbi, II, 193, lin. 17-im, lin. 3) [M.].<br />

§ 35. — (at-Ya'qùbi). 'Abdallah b. 'Amir tornò ad al-Basrah. e poi andò<br />

a Karman e vi si fermò. E fiiron sorpresi da una gran carestia in cui un<br />

r a ghìf (piccolo pane) costava un dìnàr.<br />

Ma quando seppe che 'Uthmàn era a.ssediato (in Medinah nel 35. a. H.),<br />

allora tornò (ad al-Basrah), lasciando nel Khuràsàn Qays b. al-Haytham b.<br />

al-Salt. 11 quale conquistò il Tukhàristàn (Ya'qubi, II, 194, lin. 4-7) [M.].<br />

§ 36. — (al-Yaqùbij. Il primo che entrò nel Khuràsàn fu Abdallah<br />

b. 'Amir.<br />

'Uthmàn l'anno 30. IL scrisse a lui e a Sa'id b. al-'As, governatore di<br />

al-Kùfah. che quello dei due, quale fosse pi-imo arrivato nel Khuràsàn ne<br />

sarebbe stato l'amìr {cfr. §§ 23 nota 1, 31). 'Abdallah b. 'Amir aveva<br />

ricevuto una lettera del re di Tns, il quale gli diceva : « Io farò in modo<br />

« che tu arriverai prima di Sa'id nel Khuràsàn, purché tn mi faccia capo di<br />

« Nisàbùr ». E ibn 'Amii- arrivò a Tus prima del suo collega, e perciò scrisse<br />

una lettera che si conserva presso i figli suoi anche oggi.<br />

E così 'Abdallah b. 'Amir jnese un gran numero di villaggi del Khu-<br />

ràsàn l'anno 31. H. All'avanguardia era 'Abdallah b. Khàzim. Aveva seco<br />

al-Alinaf b. Qays al-Tamimi.<br />

•284.


30. a. H. §§ 36-38.<br />

Poi 'Alidallali partì, lasciando .sul Khuva.sàu Qavs b. al-Havtham h. ^^- *• ^<br />

" " , . I V , X- 1 /^<br />

[PERSIA-KHURÀ-<br />

Asmà- 1>. al-b.alt e al-Almat b. Qays. san.- Conquista<br />

In .seguito 'Abdallah prepose Hàtim b. al-Nu'man al-Bahili, (.he rimase *^*' Khuràsàn.i<br />

nel Ivhuràsàn a conquistare e a razziare fino a che fii ucciso 'Utjiman l'anno<br />

35. H. (Ya'iiùbi Buldàn, 295-296) [M.j.<br />

seguente:<br />

XoTA 1. — Quindi l'ordiue cronologico dei governatori ilei Kiurasun tra il S(i. e il J5. H. è il<br />

1" 'Abdallah li. 'Amir;<br />

•2° Qays b. al-Haytham e al-Alinat' b. Qays (contemporaneamente);<br />

S" Hàtim b. al-Nu'raiin al-Bàliili.<br />

Più avanti pei*ò (ctr. § i9'; la scuola iraqense porge una versione totalmente diversa, che<br />

non si può mettere in alcun modo d'accordo eoa al-Ya'qfibi. La versione sayfiana merita però ben<br />

scarsa fede.<br />

§ 37. — i^al-Ya'qùbi). Qumis fu conquistato l'amui 'óO. 11. per mano<br />

di 'Abdallah b. 'Aniir d^a'tiùbi Buldan, 276, lin. 12-15).<br />

Zùzan e Isfaràìn, dallo stesso, lo stesso anno (ibid., 278, lin. 12-14).<br />

Sarakhs. da Abdallah li. Khazim al-Sulami, sotto 'Abdallah b. Amir<br />

(ibi.l.. 27!t, liii. -5-6).<br />

Maiw. da Hàtim b. al-Xu'màn al-Bàhili alle dipendoiize di 'Abdallah<br />

b. 'Àmir (ibid.. 27'.». lin. 14-16j.<br />

llaràt, da al-Ahnaf 1». Qays (ibid., 280, lin. 7-8).<br />

Bu.sang, da ibn 'rha'labah al-Ta^ini e da al-Ahnaf b. Qays (ibid., 280,<br />

lin. 11-15).<br />

11 Karman fu conquistato da Abd al-rahmàn li. Samurah 1). Hablb<br />

1>. "Alid >?ams che venne a patti col re per 2,000,000 di dirham e<br />

2000 .scliiavi (;\vasif) (ibid.. 280, lin. 14-16J.<br />

Kaliul, la grande, chiamata Griirwas, fu conquistata dallo stesso sotto<br />

r Hi man libid.. 2!»1. lin. 4-6) [M.J.<br />

§ 38. — (al-Baladzuri), 'Abdallah b. Amir mandò Yazìd al-Gfurasi,<br />

padre di Sàlim b. Yazid, nel rustàq Zàm [o (iani: Yàqùt, II, 009;<br />

Me\-nard Di et., 282] di Nisàbùr, e lo prese a forza, conquistò Bàkharz,<br />

altro riistà(| da Xisàbùr, e anche Gruwayn, e riportò prigionieri.<br />

ilin 'Àmr mandò poi al-As\vad b. Kulthuiu al-'Ada\vi, degli Adi al-<br />

Riliid). ch'era uomo pio, a Bayhaq [Y'àqùt, I, 804; Meynard Dict., 130],<br />

altro rustat) di Nlsabùr. Egli entrò in uno dei giardini di quella popo-<br />

lazione da una lircccia che v'ora praticata. Y'entrarojio con lui parecchi<br />

musulmani. Ma il nemico ))resc allora (piclla itreccia e li combattè tinche<br />

al-As\vad e gli altri furono uccisi. Assunse allora il comando Adham b.<br />

KultliTim, il quale vinse e prese Ba3haq. al-As\vad prima di perire aveva<br />

pregato Iddio che In facesse risuscitare dai ventri delle fiere e degli uccelli;<br />

!• il fratello non lo .seppellì. I suoi compagni martiri vennero sepolti.<br />

2K5.


30. a. H.<br />

g.SH. 30. a. H.<br />

i\)ii 'Aulir pitso (i di.stietti e città di] Bust di Ni«abùr [Yàqiìt. I.<br />

'^"N.'.Con"qu"t 1^8; Moviiaid D i f t , 106], Asbaiid [oAsland: Yàqut, I, 280: Mey-<br />

.<br />

dei Khuràsàn.)<br />

,i;, ,,,1 Di et., 38], Rul


30. a. H. 5§ ati-41.<br />

Kauàzuak, marzubtìu di Tus. andò da ibu 'Amir, o veune a patti 30. a. h.<br />

CMI lui pei- 000.000 dir barn. san.- Conquista<br />

ibn 'Amir mandò un esercito a Marat, sotto Aws b. Tha'labab 1). "^^i Khurasàn.j<br />

Riifayv, o secondo altri, sotto Kbiilayd h. 'Abdallah al-ITanafi. e quel ma-<br />

gnate, saputa la cosa, andò da ibn 'Amir, e venne a patti per Ilaràt e<br />

Badaghis [cantone di Haràt : Yàqut, I, 461; Maynard Di et., 75] e<br />

Busang [Yàqùt. I. 758: M!e3nard Dict., 122], escluse Tàghfm e Bà-<br />

ghuu [città del distretto di Busang: Yàqùt. 1. 474: Meynard Dict., 78]<br />

che erano state conquistate a forza.<br />

E ibu "Amir gli scrisse :<br />

« In nome, ecc. Questo è quanto Abdallab b. 'Amir (trdiua al ma-<br />

« gnate di Haràt e Busang e Bàdaghis :<br />

gii raccomanda di temere Iddio<br />

« e d'esser fido ai Musulmani e di tenere in buono stato le terre che ha<br />

« sotto le sue mani. E ha fatto patti con lui in riguardo a Haràt, piano<br />

«e monte, di dargli la giz\'ah convenuta, da distribuirsi equamente tra<br />

« le teri'e. Chiunque impedisca quel che v' ò dentro, non ha patto nò pro-<br />

« tezione. Scritto da Rabì' b. Nahsal, suggellato da ibn 'Amir» (Baia-,<br />

dzuri. 403. lin. 19-405. lin. 10) [M.].<br />

§ 39. — fal-Balàdzurij. Si dice anche che ibn 'Amir andò da sé col<br />

grosso deU'e.sercito fino a Haràt, e ne combattè gii abitanti: poi il niarzubàn<br />

venne a patti per Haràt e Busang e Bàdaghis per un milione di<br />

d i r h a m .<br />

Il marzubàn di Marw al-Sàhigàn mandò a chiedere accordi, e il)n<br />

Amir mandò a Marw Hàtim b. al-Nu'màn ?1-Bàhili. il quale venne a patti<br />

ron lui per un milione e duecentomila dirliam (altri dicono per un mi-<br />

liouf »• duecentomila garib di grano e orzo; secondo altri ancoi'a, un<br />

milione e centomila uqiyyahi. Era anche nei patti che gli abitanti de.s-<br />

sero buoni alloggi ai Musulmani. Avrebbero inoltre dovuto dividere i beni<br />

(qismah al -mali, < i Mu.siilmani avevano .solo da prendere.<br />

Or tutta Marw è terra presa con sulh (con trattato), tranne un vil-<br />

laggio che ne faceva parte, chiamato al-Sing, che fu preso a forza (Balà-<br />

dznri. #J5. lin. 16-400, lin. 2) [M.].<br />

§ 40. — fabu 'Ubaydah). Il marzubàn di Marw venne a patti con<br />

l'obbligo di con.segnare schiavi, .schiave, bestie e suppellettili, giacché quella<br />

gent*' non aveva allora moneta, e tutto il kharàg era co.sl costituito fino<br />

a che. venuto al governo Yazid b. Mu'àwiyah (60.-64. a. IT.), tutto fu tra-<br />

mutato in danaro (Balàdzuri, 406, lin. 2-4) [M.J.<br />

§ 41. — (ibn al-AtXurj. Si dice che nel Quhistan fu mandato appunto<br />

Umayr li. Ahmar al-Ya.skuri, e quello era i)aese dei Bakr b. Wall.<br />

•J87.


30. a. H.<br />

§41. 30. a. H.<br />

j|)H Aiiiir inaiidù uiia .sin-diziuiie al lustaii Zani, tlt'lle pnivincf


30. a. H. é§ 41-14.<br />

a patto poi che uno entrasse nel qasr a tar 1 adzan tino a che (i Mu- ^o. a. h.<br />

, . / 4 , - TTT - ..r. r^rT" IPERSIA-KHURAsulmam)<br />

se ne partissero (Atjiir. 111. ;t/-9b) [Al.J. san. -Conquista<br />

§ 42. — (al-Balàdzurij. Abdallah b. 'Amir mandò al-Ahiiat b. C^ay.s dei Khurasàn.)<br />

verso il Tulvhàristan e giunse al luogo cliiamato Qasr al-Alinaf, che era<br />

un forte di Marw al-Rùdz. ed aveva un grande rustàq, conosciuto per<br />

rustàq al-Ahnaf, ma era chiamato Saqq al-Guradz. Egli strin.se d'assedio<br />

gli abitanti, i quali vennero a patto per trecentomila (dir ha in). E al-<br />

Ahnaf disse : «Accolgo il patto, purché uno di noi entri nel castello, e<br />

«gridi l'adzàn, e rimanga tra voi tino alla mia partenza ». Quelli accettarono,<br />

e il patto fti concluso per tutto il rustàq.<br />

al-Ahnaf andò poi a Marw al-Rudz e lo assediò: dopo nujlta lotta in<br />

campo aperto, i Musulmani volsero gli altri in fiiga, e li costrinsero a tornare<br />

nel loro forte. Il mai zubàn era dei figli di Bàdzàm, capo del Yaman<br />

o suo parente ('), e scrisse ad al-Ahnaf: « Mi induce a stringere accordo la<br />

« conversione di Bàdzàm ». E convenne per sessantamila {cf'r. 32. a. IL § 3).<br />

al-Madà"ini riferisce che, secondo altri, ex'ano seicentomila.<br />

al-Ahnaf poi aveva della cavalleria, che prese un rustàq chiamato<br />

Bagligh [o Baghsur: cfr. Yàqùt. T. 695: Meynard Dict., 109], donde<br />

si esportano bestiami {?) (istàqat miuhu mawàsi). E dopo fu stretto<br />

l'accordo (Balàdzuri, 406, lin. 4-14) [M.J.<br />

N'i>TA 1. — II cenno 3Ì riferisce ai Persiani immigrati nel Yaman al tempo della conquista sas-<br />

siiniJa e si allude a quel Bàdzàm, governatore di San'à, contemporaneo di Maometto e menzionato assai<br />

spesso nelle tradizioni sui rapporti tra Maometto e gli abitanti di San'à (cfr. 10. a. H., § 82, nota "i;<br />

11. a. H., §§ 186, 187, 189, ecc.; Indice ai voli. I e II degli <strong>Annali</strong>, pag. 1283). — È probabile però che<br />

il cenno possa esser finzione posteriore per nobilitare i primi Persiani che ebbero contatto con gli Arabi:<br />

sono finzioni di Persiani convertiti di tempi posteriori, quando i Persiani l'ercarono di gareggiare con<br />

gli Arabi per eminenza islamica.<br />

§ 43. — (abù 'Ubaydah). al-Ahnaf combattè più xolte contro Marw<br />

al-Rùdz. Ma una volta pas.sò pi-esso uno che faceva bollire una pentola o<br />

dimenava una pasta, e lo udì dire: « L'amir ha bisogno di combatterli<br />

« «la una parte sola, dalla parte interna della gola di montagne ». Egli<br />

disse allora tra .sé: «È come ha detto quell'uomo». E attaccò battaglia,<br />

d


«Hi II, l.\ 30. a. H.<br />

30. a. H. (liiitunii. e "iunsLTo il ti('iit;iinilii. K si iiiiiinno ;iil i-ssi ;iiicliu gli abitanti «li<br />

IPERSIA-KHURA- , , , _ . . ,^. . ., ^tt ..,..,1 1 i 1 1 ^ ^ ^ ì 1 n<br />

SAN. -Conquista a l-Sa.!.,^liaii i\ au |Yaqut. Ili, jì'.MJ, clif erano dal lato orientale del hnnn-.<br />

del Khuràsàn.! ;il-Aliuat Ini DÒ al .Silo caistpHo. i cui aliitanti gli erano restati fedeli, e, asciti<br />

di notte, lidi gr-ntc sotto kh i ha (tonde rozze) che parlavano tra loro. E uno<br />

diceva: « 1/ a in ir avrebbe da marciare contro il nemico, e attaccarli dove<br />

« li trova ». K unaltro. il quale attendeva alla cucina, gli disse: « No, egli<br />

« s'avieblie da porre tra al-Marghab e il monte, ponendo il primo alla<br />

« desti-a e il monte alla sinistra, giacché così non avrebbe avanti a se i<br />

« nemici in numero maggiore di quelli clu' ha con se. per quanti i m-<br />

« mici siano ». E gii parve giusto e fece così. Aveva seco cinquemila mu-<br />

sulmani, dicesi quattromila arabi e mille stranieiù convertiti. S'incontra-<br />

rono, ed egli issò la bandiera e attaccò, seguito dagli altri. Mosse contro<br />

al-Almaf il re di al-Saghàniyàn. con la lancia in resta, e al-Ahnaf gli prese<br />

la lancia di mano, e combattè un combattimento violento, e uccise tre di<br />

quelli che avevano i tamburi (tubùl), che aveva mirati ad uno ad uno<br />

ed viccisi. Ma poi Iddio battè le facce degl' infedeli e i Musulmani vi se-<br />

minarono una larga strage, menando le armi come vollero. al-Ahnaf tornò<br />

a Marw al-Rudz. e, incontrati alcuni nemici ad al-Cruzagàn mandò al-<br />

Aqra' b. Hàbis al-Tamìmi con cavalieri a combattei li. E disse: « O banu<br />

« Tamìm. amatevi e gareggiate, e andranno bene le nostre cose. Comixi-<br />

« ciate col combattere i vostri ventri e le vostre parti segi'ete. e sarà sana la<br />

« vostra fede, e non ingannate e vi riuscirà bene il gihàd ». Allora al-Aqrà'<br />

andò, e incontrò i nemici ad al-Grùzagàu, e dapprima i Musulmani piega-<br />

rono, poi tornarono e misero in fuga gi' infedeli e presero a forza al-Grùzagàn.<br />

ibn al-Ohurayzah al-Nahsali disse :<br />

Abbeveri l'acqua delle nubi, allorché cade, i campi ove son caduti i giovani in al-ófizagaii ;<br />

finn ai due qasr dal x-ustaq di Hfif, dove furono loro di vantaggio i due Aqrà'.<br />

al-Ahnaf conquistò anche al-Tàlaqàn pacificamente e al-Fàriyàb. Secondo<br />

altri lo conquistò Umayr b. Ahmar.<br />

Poi al-Ahnaf andò a Bai Uh. ch'era la città [capitale] del Tukhàristan,<br />

e la popolazione venne a patti con lui per 400,000 (dirham). o, secondo<br />

altri, per 700,000, ma la prima vei'sione è piìi giusta. Egli lasciò su Balkh<br />

Asid b. al-Mutasammis, poi andò a Khuvvàrizm, tutta terra bagnata dal fiume,<br />

la cui città (principale) è Sarqiyyah. Ma non potè prenderla, e tornò a<br />

Balkh, da cui Asid aveva già riscosso il ti'ibuto pattuito (Balàdzuri,<br />

406, lin. 15-408. lin. 4) [M.].<br />

§ 45. — (abiì Ubaydah). ibn 'Amir conquistò ciò che sta al di qua<br />

del fiume, e quando fu al di là (in Transoxiana). quella popolazione domandò<br />

un accordo, ed egli lo concesse.<br />

'290.


30. a. H. §§ 4,v4K<br />

Si laccouta chetili passasse il fiume e andasse di liutoo in luuj^o; se- 30. a. H.<br />

condo altri, quelli verniero da lui e segnarono u patto, e mando poi alcuni san.- Conquista<br />

a prendere i tributi, e vennero le bestie e gli schiavi e le schiave, e la l.<br />

e


?? l.->. Il' 30. a. H.<br />

30. a. H. Nota 1. — C^nosto -re ilri Mfili . ili ShIiooh potieliln- l'naere quHlchf principe turco dell'Asia Ceii-<br />

|PERSIA-KHURA- tritio che cuopt-rò con gli Ara1)i contro i -iuoi nemici ereilitari, i Persiani. Il cenno del cronista armeno<br />

SAN.- Conquista è |ierò cosi VHgo, che non so ne può cavare grande costrutto. Anche il nome improprio « Medi » inganna:<br />

del Khuràsàn.1 In Media vera, ossia il Gabal degli Arabi, era in potere di questi sin dall'anno 24. H., sicché non potrebbe<br />

essere il satrapo della provincia corrispondente alla Media antica.<br />

V'é i)erò la possibilità che il conno di Sebeos si riferisca a quanto è narrato con più i>articol«ri<br />

da Sayf 1>. 'LTniar (ct'r. più Hvsniti al § .">11 a proposito del trailiniento di Abàn ('Jaijzawayh governatore<br />

persiano, o satrapo di al-Ravy. Allora però sono fatti anteriori di qualche anno al HO. H., e cadono<br />

nel periodo 21.-34. H.<br />

PERSIA. — Disposizioni amministrative in Persia secondo la versione<br />

di Sayf b. Umar.<br />

§ 49. — (SaA^f b. 'Umar, da Muhammad e da altri). In seguito all' in-<br />

surrezione del Fàris ed alla uccisione di 'Ubaj'dallah b. Ma'mar (efr. 29. a. H.,<br />

§§ 22, 29, 31, 32, ecc.),- governatore del Mukran, il Califfo 'Uthmàn iiin-<br />

diticù nuovamente la distribuzione delle provincie persiane. Divise il Fàri.^<br />

in cinque distretti sotto cinque luogotenenti diversi, i nomi dei quali<br />

furono :<br />

(1) llarim b. Hassan al-Yaskuri. (2) Harini b. Hayyàn al-'Abdi, uno<br />

degli 'Abd al-Qays, (3) al-lvhirrit b. Ràsid. dei banù Samali. (4) al-Mingàb<br />

b. Rà.sid, e (5) al-Turgumàn al-Hugaymi.<br />

Allo stesso tempo ordinò la suddivisione del Khuràsàn in sei distretti<br />

separati, ognuno con un proi)rio luogotenente, ed i nomi di questi sei<br />

furono :<br />

((j) al-Ahuaf b. Qays, ciie ebbe le due città di Marw (al-Mar\vàn. cioè<br />

Marw al-riidz e Marw al-.sàhigàn), (7) Habib b. Qurrah al-Yarbù'i, che ebbe<br />

Balkh. uno dei paesi conquistati però dai Kutani. (8) Khàlid b. 'Abdallah<br />

b. Zuliayr. in Haràt, (9) Umayn [Umayr] b. Alimar al-Yaskuri. in Tù.s,<br />

(10) Qaj's lì. Hubayrah al-Sulami, in Nisàbùr, e che fu il [ìrimo a lasciare<br />

il suo posto (awwal man kharaga) (cfi-. paragrafo seguente), (11) 'Ab-<br />

daliali b. KJiàzim, cugino paterno del precedente (nel testo non è detto<br />

jierò che parte del Khuràsàn gli venisse data).<br />

Pili tardi 'Utjjmàn riunì tutto il Khuràsàn nelle mani di (12) Qa^-s<br />

h. Hubayiah. il quale era governatore della provincia quando cessò di vi-<br />

viTC il Calitfo [nell'anno 35. H.] {cfr. § 80, nota 1).<br />

(13) Umayn [Umayr] b. Ahmar fu nominato governatore del Sigistàu ;<br />

dopo del quale fu mandato a governare quel paese Abd al-rahmàn h. Sa-<br />

niuiah degli Al Habib b. 'Abd Sams, e questi era al governo della pro-<br />

vincia quando morì 'Uthmàn.<br />

Alla morte di 'Utjimàn nel Karman era governatore (14) 'Imràn, nel<br />

Fàris era (15) 'Umayr b.-'Uthmàn b. Sa'd, e nel Mukràn era (16) ibn Kindir<br />

al-Qu.sayri (T a bari. T, 2831. lin. 1-14).<br />

292.<br />

i


30. a. H. i§ 49^51.<br />

Cfr. Athir. in. 78: Dzahabi Paris. I. tbl. lól.r.: Khald un. II. 30. a. h.<br />

App. lOlj.<br />

[PERSIA. - Dispo-<br />

sizioni ammini-<br />

Cfi-. anche ìió. a. H. strative in Persia<br />

second o la ver-<br />

Nota 1. — Tutti questi eli-nclii di nomi dati da Sayf b. 'Uiuar .-sono campati in aria e privi di slons di Sayf b.<br />

••ndamento storico sicuro. Una parte è anticipazione di eventi posteriori, e il resto è afiermazione di Umar.)<br />

^avt', ptT la quale manca Ogni conforto di altre fonti migliori.<br />

§ 50, — ibn al-Athìr). Or [il Califfo] mandò [dopo vinta Fargli anali<br />

e Mukràn] sul Karman (1) 'Abd al-rahmàii b. Ubays; in al-Ahwàz e Fàiis<br />

mandò (2) un tale (nafar*").<br />

Quindi dispose (3) 'AMallali b. 'Uiuayr (dal Sigistàny), e prepose 'Ab-<br />

dallah b. 'Amir. e vo lo confermò un anno: e poi depo.se ancho lui. e prepose<br />

'Asini b. Amr.<br />

Depose ancora (4) 'Abd al-iahmàn b. Ubays (dal Karman), e rimise<br />

Adi b. Suhayl b. 'Adi.<br />

Mandò poi ''5) 'Ubaydallah b. Ma'mar in Fàris, e po.se al suo posto<br />

(dove?) 'Umayr b. Utjiman.<br />

Prepose al (tì) KhuràsAn Umayn [Uma5'r] b. Ahmar al-Yaskuri.<br />

E al Sigistàn. durante quattro anni mandò governatore {7) 'Imràn<br />

b. al-Fudayl al-Burgumi.<br />

"Asim 1). Amr morì in Karman (Atjair. III. 77).<br />

Cfr. FChaldùn. II. App. I-Si (che fa un grande imbroglio fra la tra-<br />

dizione precedente di Sayf b. 'Umar e questo sunto di ibn al-Athii-, sicché<br />

^ul Karman vengono due amir, a poca distanza l'un dall'altro).<br />

PERSIA. — Conquista dell'Iran ( versione di Sayf b.'Umar e di fonti<br />

liiìi recenti).<br />

§ 51. — W"^ayf b. 'Umar. da Muliammad e da altri). Dopo la grande<br />

disfatta persiana di Galùlà (cfr. IG. a. H., §§ 157 e segg.) il re di Persia,<br />

Yazdagird b. Sahryàr 1). Kisra. fuggì da Huhvàn ad al-Ray\-, facendosi por-<br />

tan* in una jìalanchina (mah m il) accomodata in modo sul dorso di muli,<br />


, :,, 25. a. H.<br />

30. a. H. ,.,1 ìi, seguito Al)aii vciiiu' in |)ossosso di tutti i ln'iii dcsciifti nei ddc-umenti<br />

quista dell'Iran" prcdftti. Tiitaiito il le Yazdaiiird fuggiva «paventato da ai-Piayy \»-rsn<br />

Islialian, tonn'udci cIk^ Aljaii potesse fargli (lualche altro brutto tiro: da<br />

Isbahaii proseguì verso il Karman, portandosi appresso il fuoccj satro, nd-<br />

r intenzione di stabilirlo in quel paese, ma poi mutò jJ^nsiero e pro.segui<br />

per Marw nel Khnràsàu, ove depose il fuoco, e costruì per esso un tempio<br />

spi'ciale. Egli si prese quindi un giardino (bnstàn) a due farsa l


30. a. H. §§ 51, 5-2.<br />

Marw al-Riulz. 1 Kutani. prima di essere raggiunti da al-Ahnaf b. — Qavs,<br />

[PERSIA. „^Ì2",!*^U - Con-<br />

_ .<br />

vennero alle mani con lo schiere di Yazdagird presso Balkh e le misero quista dell'Iran.]<br />

in tuga. Yazdagird, con i resti del suo esercito, fuggi verso il fiume (Oxus)<br />

e si mise in .salvo sull'altra riva. al-Ahnaf raggiungeva intanto i Kufani.<br />

(he si erano impadroniti della città di Halkh, sicché, aggiunge Sayf, la<br />

città di Balkh appartiene alle conquiste fatte dalla gente di al-Kùfah.<br />

La sconfitta di Yazdagird e la piesa di tante città trascinarono tutto il<br />

resto del paesf a sottomettersi agli Arabi, e tutta la regione, da Naysabùr<br />

tìn.i al Tukharistàn. che aveva tatto parte un tempo dell'impero persiano,<br />

riconobbe ora il dominio musulmano.<br />

al-Ahnaf b. Qays ritornò a Marw al-Rudz, ove stabilì la sua dimora,<br />

lasciando nel Tukharistàn. quale luogotenente. Rib'i b. 'Amir.<br />

Quando giun.se a Madinah la lettera di al-Ahnaf con l'annunzio delle<br />

sue vittorie e conquiste, il Calitìo ['Umar] esclamò: « Avrei preferito di non<br />

mandar mai un esercito nel IvhmàsànI Avrei amato che fra quel paese<br />

«e noi vi t'osse stato un mare di fuoco! ». 'Ali b. abi Tàlil>. maravigliato<br />

da queste espre.ssioni, gli domandò: «E perchè, o Principe dei Credenti'? ». —<br />

• Perchè la gente di quel paese proromperà . tre volte e nella terza volta<br />

« sarà distrutta !<br />

Avrei<br />

preferito che ciò avvenisse a gente pagana, piut-<br />

tosto che a danno di musulmani! > (Tal) a ri. T. 2680-2684).<br />

Cfr. Athìr. III. 25-26.<br />

Nota 1. — Se questi fatti — che sembrano coulerinati da Sebeos (cfr. § 48i — sono veri, si debbono<br />

t'erire al perìodo immediatamente successivo alla battaglia di Nihàwand (cfr. 21. a. H., §§ 32 e segg.),<br />

jerchè sappiamo come al-Kayy sia caduta in mano degli Arabi fra l'anno 21. e il 24. H. (cfr. 21. a. H.,<br />

§« 7


§ ói. 30. a. H.<br />

30. B. H. ,. picsuiii posizioni' nelle vieinanze della città. al-Ahnat', desidero.so sempre<br />

[PERSIA. - Con- '<br />

,. .<br />

-x- ,• i x- 'i •<br />

•<br />

i.<br />

^1' scopnre la veiita e ih sapeii- che cosa tos.se di niaggioi- vantaggio<br />

quista dell'Iran.!<br />

per le sue genti, u.sci travestito di notte dal suo quartiere in cena di no-<br />

tizie. Ti'ovò così per caso due uomini, che stavano trebbiando «Id giarm,<br />

intenti a .separare il seme dalla paglia, e. .senza esser visto, udì una<br />

loro conversazione, dalla quale imparò che esisteva una posizione fortis-<br />

sima nelle vicinanze, pigliando la quale prima doH'arrivo dei Turchi, gli<br />

Arabi avrebbero avuto la fronte difesa contro un assalto nemico dal corso<br />

del fiume, mentre le spalle sarebbero state coperte e sicure appoggiate<br />

al fianco di un monte. Lieto della scoperta, ritornò al campo ed il giorno<br />

dopo si mosse con tutte le schiere nella nuo\a posizione, che egli trovò<br />

tanto forte da poter, occorrendo, i-esistere felicemente a forze anche molto<br />

superiori. I Mu.sulmani non erano numerosi, v'erano cioè 10,000 l)asrensi<br />

ed altrettanti kufani, ma il nemico era assai più forte. Avendo ora mes.so<br />

le schiere in una posizione sicura, al-Ahnaf di nuovo si prefisse di andare<br />

in persona a studiare le posizioni del nemico ed il modo di assalirlo. J)i<br />

notte tempo, solo, si spinse in direzione del campo turco arrivando fino<br />

alle vicinanze del medesimo ed i\i rimase qualche tempo ad esplorare il<br />

luogo. Improvvisamente uscì dal campo nemico un cavaliere con un t a \v -<br />

qah ed un tamburro, che vigorosamente batteva. Siccome era solo. al-<br />

Ahnaf arditamente si mosse contro di lui e lo uccise con la lancia. iHn-<br />

altri cavalieri turchi uscirono successivamente dal campo nello stesso<br />

modo, ed ogni volta al-Ahnaf felicemente li assalì e li uccise. Sodisfatto<br />

del risultato, al-Ahnaf fece ritorno al campo, e prese le disposizioni per<br />

l'imminente battaglia. Era il costume dei Turchi di mandare innanzi<br />

alle loro schiere, al momento di levare il campo, tre cavalieri uno appresso<br />

all'altro, sonando il tamburro, ed il caso aveva voluto che al-Ahnaf avesse<br />

ucciso precisamente questi tre cavalieri, che dovevano indicare agli altri<br />

turchi il momento della partenza e la via da prendere per marciare contro<br />

il nemico. In questo modo, quando conforme all'uso antico, l'esercito tm'co<br />

si mos.se sulle traccie dei tre cavalieri, trovò i cadaveri dei medesimi sulla<br />

strada. Il Khaqàn rimase profondamente turbato dall' incidente e conside-<br />

randolo come un segno di pessimo augurio, ordinò immediatamente alle<br />

sue genti di ritornare addietro. Perciò quando spuntò il sole, i Musulmani<br />

invece di trovarsi di fronte al nemico schierato in battaglia, scopiirom»<br />

che era scomparso e vennero in seguito a sapere che i Turchi erano ritor-<br />

nati i\ Halkh. Prima che accades.sero questi fatti il re di Persia Yazdagird<br />

si era separato dal Khàqan e con i suoi seguaci particolari era andato<br />

ad assalire Marw al-Sàhigan, dife.sa dal generale musulmano llaritbali<br />

•zm.


30. a. H. §§ ó-i, 53.<br />

b. al-Numan con intento di opporre una vigorosa resistenza. \azdajjir


g§ «..55. 30. a. H.<br />

30. a. H. luiiuinc (li ;;(>vciiiat(iii nelle |irMVÌiirie persiane durante il rimanente calif-<br />

IPERSI A. - Con- ^. ^ ,. .,-^, -<br />

'<br />

*«».. di l thman.<br />

quista dell'Iran<br />

. . . ,<br />

Contradirendu i«ii in parte quanto ha scritto prima, ibn Klialdun pro-<br />

««««•ue il suo racconto, come dopo la caduta di Lstakhr ibn 'Amir accogliesse il<br />

consiglio dei compagni, di marciare contro il Kluiràsan, che si era ribellata.<br />

Lasciato Ziyàd b. Abihi a governare al-Basrali, ibn Amir manda due<br />

•-•enerali a l»attcre i ribelli del Karman e del Sigistàn ed egli avanza su<br />

Nisàbùr. Intanto al-Ahnaf b. Qays, precedendolo occupa al-Tabasàn, la<br />

porta del Khuràsàn, poi Qùhistàn. Unitosi con al-Alinaf. ibn Amir sott<br />

mette, con mezzo di luogotenenti, Rustàq Ràm nel distretto di Nisàbùr,<br />

13àkharz, (jiraft, Bayhaq. Egli in persona espugna Bust presso Nisàbùr,<br />

Isfarà-in e Nisàbùr dopo un lungo assedio. I suoi luogotenenti sottomet-<br />

tono ora Nasa, Abiward, Sarakhs, Tùs. Haràt. Intanto al-Alinaf b. Qays<br />

era mandato nel Tukhàristàn, espugnava Rustàq. Marw al-Rùdz e scon-<br />

fìoo-eva lo schiere riunite degli abitanti di al-Grùzgàn. al-1'àliqàn ed al-<br />

Fàrivàb. Segue perciò la presa di Falham (?) nel distretto di al-Crùzgàn,<br />

poi quella di al-Tàliqàn. di al-Fàriyàb e di Balkh.<br />

Intanto i luogotenenti di ibn 'Amir sottomettevano il Karman ed il<br />

'Sii^istàn e stabilivano molte schiere di arabi nelle dimore e nelle proprietà<br />

dei ribelli o vinti sterminati. Tutto il Sigistàn sino alle fi-ontiere dell'al-Sind<br />

cade sotto il dominio arabo.<br />

ibn Khaldùn pone altresì prima della morte di 'Utjimàn la spedizione<br />

di Abd al-rahmàn b. Samurah contro Kabul e lo Zabulistàn (Khaldùn,<br />

li. App.. pag. 131-134).<br />

Cfr. anche Dzahabi Tarikh, MS. Paris, I, fol. 151, v.<br />

§ 54. — (al-Diyàrbakri, da ibn abi Hind). Quando ibn Kurayz ebbe<br />

conquistato il Fàris, Yazdagird b. Kisra, un tempo signore dei due al-'Iràq<br />

(quello babilonico e quello persiano), foggi ed i Musulmani lo inseguh-ono<br />

iKhamis. II, 285, lin. 28-29).<br />

§ 55. — (al-Diyàrbakri, da ibn abi Hind). L'esercito di ibn Kurayz<br />

espugnò nel Sigistàn, Zàliq, Sàs e venne a patti con la città di Zarang<br />

alla condizione di consegnare mille wasìf per ogni wasìf gàm (servo<br />

di coppa da bere?) d'oro. E poi ibn Kura3z mosse con i suoi eserciti e<br />

sottomise 1" i q 1 ì m del Khuràsàn. Incontro gli venne la gente di Haràt,<br />

ma In sbaragliata, ibn Kurayz espugnò di poi Nisàbùr o per trattato o<br />

con la spada; un suo distaccamento sottomise Tùs e dintorni con trattato,<br />

ed un trattato egualmente concluse Saraklis. Gli abitanti di Marw gli<br />

mandarono a chiedere la pace, e ibn Knraj'z l'accettò dietro il pagamento<br />

di 2.200,000 (dirham) all'anno.<br />

•2!tS.


óu. a. ri.<br />

g§ 55 57.<br />

al-Aluiaf b. Qavs riunì 4000 cavalieri, e contro di lui presero le armi ^o. a. H.<br />

1 1 • 1 1 n-, I 1 - • j^ - 1 1 A - ' - T IT-. • 1 1,1 P E R S I<br />

I • •<br />

gli abitanti del iukharistan, di al-Cruzagan, di al-x'ariyàb e delle vicine "<br />

regioni : alla testa di queste schiere era Tùghànsàh. Si venne ad una ter.<br />

ribile battaglia, in cui gl'idolatri furono sbaragliati. al-Almafb. Qays mosse<br />

contro Balkh. gli abitanti della quale fecero la pace con il pagamento di<br />

400.000 (dirham all'anno). al-Almaf b. Qays avanzò quindi anche contro<br />

il Khuwàrizm, ma non riuscì a .sottometterlo e ritornò indietro. I Mu.sul.<br />

mani in un certo numero di mesi espugnarono circa venti città.<br />

Di poi ibn Kurayz, che aveva soli 25 anni, partì da Nisàbùi- per com-<br />

piare il pellegrinaggio in segno di gratitudine ad Allah per le conquiste<br />

compiute e lasciò al-Ahnaf b. Qays quale suo luogotenente nel Khuràsàn^<br />

Egli si recò a Makkah, compiè le cerimonie d'uso e poi andò a Madinah<br />

a visitare il Califfo.<br />

Intanto la gente del Khuràsàn si riuniva in Marw e prendeva le<br />

armi contro i Musulmani, ma al-Ahnaf b. Qays venne alle mani con loro<br />

f li volse in fuga.<br />

ibn Kurayz, ritornato ad al-Ba.srah, riconfermò i .suoi luogotenenti nel<br />

Kliuràsàn, nel Sigistàn e nell'al-Gabal. Crebbe intanto di molto il khai àg<br />

che affluiva nelle casse dello Stato pi'esso il Califfo Uthmàn, e venne a<br />

lui molto danaro dalle provincie. In Madinah furono raccolti ingenti te-<br />

sori. 'Uthmàn prese allora a dividere il danaro fra la gente :<br />

ad<br />

un uomo<br />

solo fece una volta dono di 100,000 dirham. Si racconta che i Musulsulmani<br />

abbiano preso i tesori di Kisra, ossia 100,000 badrah (= somma<br />

di 1000—10,000 monete) d'oro, del peso ognuna di 4000 [mithqàl?]<br />

(Khamis, IT. 285. lin. 28-286, lin. 11).<br />

§ 56. — Lo storico Dahlàn rias.sume (Dahlàn Futiiiiàt. I, 93-95)<br />

il testo di al-Tabari, secondo la versione di Sayf h. 'Umai-, narrando la<br />

conquista del Karman, del Sigistàn, del Mukràn e di Bayrudz sotto il<br />

califfato di 'Umar, prima perciò dell'anno 23. H. Quindi torna a ripetere<br />

(Dahlàn Futùhàt, I, 102-104) sotto il califfato di 'Uthmàn e per opera<br />

di Ahdallah b. 'Amir le conquiste già narrate dieci anni avanti.<br />

§ 57. — Lo stesso si dica di ibn Taghribirdi, il quale (Mahàsin,'<br />

1, 8ti. lin. »j (• .segg.) pone nell'anno 23. H. la conquista del Karman per<br />

opera di Sahl b. "Adi, del Sigi.stàn per opera di 'Asini b. 'Umar, e del Mu-<br />

kràn per opera di al-Hakam b. 'Uthmàn.<br />

Ma più avanti sotto l'anno 30. H. narra (Mahàsin, I, 97, lin. ll-Kij:<br />

Abdallah b. 'Amir conquistò Cfùr nell'Ard Fàris, facendovi grande bottino,<br />

e dopo sottomise molti paesi dell'Ard Khurà.sàn. Conquistò Nlsàbur con<br />

trattato di pa


(PERSIA. • Con-<br />

quista doM'Iràn.<br />

()§ 57-5!i. 30. a. H.<br />

30. a. H. abitanti ili Sarakhs fon tiil)nt(> rli 150.000 icliihaiii;. e degli abitanti «li<br />

Marw con tiibiito di 2.'J00.000 (dirham). Poi conquistò tutti questi va.sti<br />

paesi; onde crebbe di mnìto il khaiàg che affluiva nelle mani del Calitìo<br />

Tfjjmàn. A questo venne dunque danaro fal-màl) da tutte le parti, siccliò<br />

8Ì fece dei tesori ed aumentò lo paghe (a 1-a rzàq = provviste per i soldati)<br />

fcii-. 24. a. H. §§ 18 «, 66, 67).<br />

§ 58. — Lo svolgimento della campagna di Porsia è riassunto noi<br />

seguente modo dal Mùller (Islam in Morgeul.. I. 245 e segg.).<br />

La liattaglia di Niliàwand fii il colpo mortalo per la dinastia sassa-<br />

nida :<br />

dopo<br />

di essa le varie provincie perdettero tra loro ogni coesione e<br />

furono incapaci a fornire le milizie per la difesa dell'Iran. Nell'anno 22. H.<br />

gli Arabi presero al-Eayy, Qùrais, Qazwin e Zangàn, oltre alla provincia<br />

deU'Adzarbavgàn. Nell'anno 23. H. cadde Hamadzàn e poco dopo, ti-a il<br />

23. ed il 24. H.. caddero Qumm. Qasàn ed Isbahàn.<br />

Dopo NihàAvand Yazdagird si ritii'ò ad Istakhi-. dove abù Musa al-<br />

As'ari inutilmente gli pose assedio. Il Fàris fece una lunga e dispei-ata<br />

resistenza agli Arabi: alfine Istakhr capitolò nell'anno 28. H.. ma poi ribel-<br />

latasi fu conquistata nel 29. lì. Intanto Yazdagird era stato invitato dal-<br />

l' I.5bahbadz del Tabaristàn a rifugiarsi in quei monti inaccessibili lungo<br />

le rive del Mar Caspio, ma il re respinse l'ofiferta, e preferì prima il Karman,<br />

poi il Sigistàn ed infine il Kliuràsàn. 'Abdallah b. Amir lo seguì nella fuga,<br />

invase il Karman e a partire dall'anno 29. H. i generali arabi sottomisero<br />

gradatamente tutte le regioni dell" Iran dal Karman sino al fiume Oxus. a<br />

Balkh. a Harat ed a Zarang.<br />

§ 59. — Sulla conquista dell'altipiano iranico cft-. anche:<br />

Abulfeda. I. 248 (nel 22. a. H.J. 266 (nel 30. a. H.) :<br />

E 1 p h i n s t o n e . /fist. India, 304 :<br />

Faristah, I. 27:<br />

Faristah Briggs. [. 2, 3:<br />

Fournel Berbères. I. 114:<br />

Hanifah, 148, lin. 11-12; 149:<br />

Kathìr Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187. IV, fol. 92.r.;<br />

Le beau, XL 318-320:<br />

Mirkbondi. IL 289-290;<br />

Mirkhondi Rehatsok. I, 153-154;<br />

Nuwayri, MS. Leid., L fbl. 102,r.-103.v. :<br />

Rampoldi <strong>Annali</strong>. II, 137;<br />

"Tabari Zotenberg, III, 502, 565-566, 571-575;<br />

Vloten Recherches, 18-19;<br />

800.


30. a. H. §§ 59-6;^.<br />

Wavdi. I. I.r2: 30- »• "<br />

Weil Chalif.. I, 97-105. 16IMG4: '^ursta'cTeiiWi<br />

Wollhauseii Sk. n. Vorarb.. VI. 112-113:<br />

ZA., v.il. XXVI. pag. 261.<br />

PERSIA-GURGÀN. — Conquista del Gurgan.<br />

§ 60. — (ibn al-(jra\vzi ). Alcuni pongono la conquista del Gurgàn nelraunu<br />

2-2. H. (cfr. 22. a. H., §§ 36. 37). ma al-Madà-ini la ritarda al calif-<br />

fato di 'Uthmàn o precisamente all'anno 30. H. Il nome di Gurgàn fu dato<br />

alla regione, si dice, perchè fu fondata da Grurgàn b. Làwud b. Sàm b. Nuli<br />

fGawzi. I. fol. 43,v.).<br />

§ 61. — Secondo Sayf b. Tmar (Tabari. I. 2647. lin.,11) Gurgàn<br />

fu presa dai Musulmani nell'anno 18. H. Invece sappiamo da al-Madàini<br />

(Tabari, I. 2(559, lin. 3-4) che Gurgàn fu espugnata dai Musulmani nel-<br />

l'anno 30. TI. mentre regnava il Califfo 'Uthmàn.<br />

§ 62. — (al-Madà-ini. da Kulayb b. Khalaf al-' Animi, da "l'ufavl b.<br />

Mirdàs al-'Ammiì. Il pagamento del tributo annuale da parte degli abitanti<br />

del


£5 l'.l. f,-,. 30. a. H.<br />

30. a. H. § 54 _ (Sayf b. Uniar, senza i.suàd). (Dopo la presa di Qùmis?)<br />

ÓAN. - Conqui- ^"^v«y


30. a. H. §65.<br />

Ili una tradizione, fondata suU'autorità di Uiuar h. Sabbali (§ 69), 30. a. H.<br />

quindi della scuola di Madinah. abbiamo una affermazione che merita però quista dei Taba-<br />

di essere specialmente rilevata : si parla di una specie di rivalità tra il<br />

governo di al-Kùt'ali e quello di al-Basrah per la conquista dell" Iran, come<br />

se tra i governatori delle due provincie vi sia stata una certa gara nelle<br />

••spedizioni, quasi cercassero l'uno di precedere l'altro (ctr. poc'anzi §§ 23<br />

nota 1. 61'. 36).<br />

La notizia merita fede, perchè corrisponde assai bene alle risultanze<br />

di molte altre nostre ricerche. Le provincie conquistate erano come gran-<br />

dissimi latifondi in potere dei vincitori, le rendite dei quali andavano a<br />

tutto beneficio di quella specie di repubblica militare che era lo Stato<br />

islamico nei primordi. Più terra teneva il campo militare, maggiore era<br />

la copia dei tributi e maggiore la larghezza consentita nelle spese, mag-<br />

giore il beneficio pecuniario, che sia direttamente sia indh-ettamente i<br />

militi dei campi militari ne traevano. Le pensioni o paghe delle milizie,<br />

secondi) il sistema consacrato da Umar, ei'ano pagate sui tributi delle pro-<br />

.vincie e. solo quando tutte le spese erano state sodisfatte, il sopravanzo<br />

era mandati) a Madinah al tesoro centrale, tenuto dal Califfo. Non pos-<br />

siamc» dubitare che governatore ed amministratori delle provincie avevano<br />

cura di mandare il meno che fosse possibile a Madinah, e di trattenere,<br />

sia con pretesti, sia con vere e dirette sottrazioni, quanto più era possi-<br />

bile nella provincia stessa. Ciò era facile, date le condizioni caotiche in<br />

cui si trovava in molte parti ramministrazione civile e fiscale dei padroni<br />

arabi e la debolezza dell'autorità esecutiva nelle mani del Califfo, una<br />

specie di presidente di repubblica, il cui solo mezzo di coercizione era la<br />

stessa opinione pubblica dei militi.<br />

La notizia di ibn Sabbah è quindi del tutto verosimile e da accettarsi<br />

>inza timore. Es.sa però ci porge anche altro lume diretto sulle vicende<br />

della conquista iranica. Ne dobbiamo cioè arguire che il governo di al-<br />

Ha.srah. premut(j, come dicemmo (cfr. 29. a. H.. § 12j, da forti correnti<br />

migratorie dall'Arabia, abbia preso 1" iniziativa della grande conquista.<br />

Quando cioè Abdallali b. 'Àmir ebbe infranto definitivamente la barriera<br />

ostile del Fàris, il .suo collega di al-Kùfah non .sospettava quali altri disegni<br />

«gli avesse in mente e non aveva preso vervm provvedimento per un'attiva<br />

campagna in Persia. Perciò allorché 'Abdallah b. Amir per dare sfogo ai<br />

suoi numerosi arabi, e per garantirsi la conquista del ITàris si cacciò ver.so<br />

oriente alla conquista dell' Iran, ebbe il vantaggio di e.sser jiartito in anti-<br />

cipazione e di poter giungere nel Khuràsàn a.ssai prima dell*- milizie di<br />

al-Kùfah, sebbene i confini di questa provincia fos.sero assai più vicini alla<br />

ristàn.]


'<br />

55 >..i, .1... 30. a. H.<br />

30. a. H. mòta, elle non quelli della |irovincia di al-Basiali. Il (jual fatto spiega<br />

quisu (^ei Taba- imi'he perchè gli eserciti di al-Basrah, invece di prendere il cammino più<br />

'istàn., facile e piano verso il lvluira.sàn, attraverso il lembo orientale della pro-<br />

vincia di al-Kùfah. preferissero l'altro assai più faticoso e difficile attra-<br />

verso la Persia meridionale ed il deserto centrale della Persia, una delle<br />

più orride regioni dell'Asia. Per questo cammino non naturale poterono na-<br />

scondere le loro mosse ai colleghi di al-Kùfah e vincere nella corsa alle<br />

conquiste.<br />

Veniamo così a sapere che il governatore di al-Kùfah, appena avuto<br />

sentore delle mosse dei Basrensi, si precipitò anch'egli sull' Iran, per car-<br />

pire la preda, ma non arrivò a tempo, e fu perciò costretto a rinunziare<br />

alla gara. Per sodisfare in qualche modo all'amor proprio suo e dei suoi<br />

militi, si volse contro l' ingrata preda del Tabaristàn, che servì solo da<br />

sfogo e da compenso, ma fruttò così poco e male, che dopo questo primo<br />

esperimento, fu lasciato in abbandono per moltissimi anni successivi.<br />

La regione era per la massima parte formata di monti altissimi e<br />

ripidi, ricoperti di molte macchie che ne rendevano difficilissimo l'accesso<br />

ad eserciti invasori : il geografo ibn Yàqùt, che la visitò, ce ne fa una<br />

breve, ma precisa descrizione (cfr. Yàqùt, III, 502. lin. 10 e segg.).<br />

Regnante Mu'àwiyah nell'anno 54. H. (Tabari, li. 1322. lin. 8-12).<br />

gli Arabi ritentarono la vera conquista, ma l'esercito invasore, comandato<br />

da Masqalah b. Hu-bayi'ah, fu circondato e distrutto nelle gole dei monti<br />

dagli abitanti. La lezione fu così dolorosa per gii Arabi, che essi rinuu-<br />

ziarono per lungo tempo dopo ad ogni altro tentativo e soltanto nel 98. H.<br />

ritentarono l' impresa, nemmeno questa volta con grande successo. La storia<br />

successiva della Persia sta poi a dimostrare come il dominio degli Araln<br />

sulla regione fosse sempre assai precario, sovente ft-ammezzato da sangui-<br />

nose rivolte, e come appena l' impero arabo incominciò a sfasciarsi, il Taba-<br />

ristàn tornò a costituirsi in regno indipendente, seppure sotto capi musul-<br />

mani e .sotto pretesi discendenti di 'Ali b. abi Tàlib.<br />

§ 66. — Sulla .storia antica del Tabaristà,n. su quella cioè anteriort-<br />

alla conquista araba dell' Iran, .sappiamo ben poco, avendo la leggenda oscu-<br />

rato il corso degli eventi. Le speciali condizioni fisiche del paese si sono<br />

impresse anche sulla storia della regione, la quale secondo le fonti per-<br />

siane era abitata in principio da demoni, annidati tra monti inaccessibili<br />

e boschi impenetrabili all'uomo. Si vuole che fòsse merito dei primi re<br />

leggendari della Per.sia, se divenne paese abitabile dall'uomo vincendo i<br />

demoni e costringendoli ad aprire strade e" fondare città. Nella storia leg-<br />

gendaria della Peisia antica pre-.sassanida ritorna sovente menzione del<br />

,S04.


30. a. H. §1 ,;(i.m.<br />

Tabaristàn uelle mille svariate vicende di quel lungo periodo, quale ci 30. a. H.<br />

appare nel racconto poetico del Sàhnàmah di Firdùsi, e nelle cronache per- quista dei laba-<br />

siane della provincia (cfr. Isfendiyàr, History of Tabaristàn, ed. Brown, ristan.]<br />

pag. 14 e segg.).<br />

I re sassanidi tentarono più volte dominare il paese e s'impadroni-<br />

rono e fortificarono le città di Rù3-àn e di Anuil. ma il loro dominio fu<br />

sempre precario, più nominale che effettivo. Il fondatore della dinastia<br />

lasciò il governo ad un princif)e, per nome Hastan-Sàh, discendente dalla<br />

famiglia reale che aveva tenuta la provincia sotto gli Arsacidi. I discen-<br />

denti di Hasfàn-Sàh regnarono nel Tabaristàn per 265 anni, e poi il re sas-<br />

sanida Qubàclz b. FhTiz, diede la provincia al figlio Kayùs, che massacrò<br />

i rampolli dell'antica dinastia, ma fu ucciso sette anni di poi dal fratello<br />

Anù.sirwàn. I discendenti però di Kayùs conservarono il loro potere nel<br />

Tabaristàn e continuarono ad avervi una posizione predominante anche<br />

dopo l'avvento <strong>dell'Islam</strong> lìarbic]- de Meynard. Dictionn. grogra-<br />

phique de la Perse, pag. 3H3-ii84).<br />

Yàqut e' informa che il padrone del Tabaristàn sotto i Sassanidi aveva<br />

titolo di Ispahbadz, o Spahbadz (cfr. Noeld ek e Perser, pag. 155,<br />

nota 2), ossia capo di eserciti (ibid.. pag. 90. nota 2); il potere del quale<br />

si trasmetteva ereditariamente, ma aveva bisogno di ima nomina regia, se<br />

la successione era interrotta. Quando vennero gli Aiabi, aggiunge Yàqùt,<br />

le cose furono lasciate com'erano, ed i Musulmani, dato il carattere dififìcile<br />

'della regione, si contentarono di un tenue tributo (Yàqùt, III, 504.<br />

lin. 1S.2;V|.<br />

§ 67. — Secondo al-Wàqidi, abù Ma'sar, ed al-Madàini, la conquista<br />

del Tabaristàn avvenne nell'anno 30. H. per opera di Sa'id b. al-'As, ed<br />

al-Madà-ini aggiunge, che prima di questo anno nessun esercito musulmano<br />

ave8.se mai fatto incursione in quel paese. È noto invece che, secondo Sayf<br />

b. *Umar. già ai tempi di 'Umar (cfi-. § 61 ) il Tabaristàn venne aggredito<br />

da Suwayd b. Mu(iaiTÌn e che l' Isbahbadz di quella regione facesse pace<br />

con il generale musulmano dietro pagamento di una somma di danaro, rice-<br />

vendo la quale i Musulmani .si obbligavano di non molestare il paese (Ta-<br />

bari. I. 2835-2836).<br />

Cfr. anche Athir, III. 84:<br />

Dahlàn Futùhàt, I, 101:<br />

Nuwayri Leid., I. fol. 101, v.<br />

§ 68. — In quest'anno ^30.. H.) Sa'id b. al-'A.s conquistò il Ta'ljaristàn<br />

(Baethgen Fragni.. 112j.<br />

Cfr. Elia Bar S i n a y a . 80.<br />

.


30. a. H.<br />

s


30. a. H. §§ 69, 70.<br />

0(1 entro il medesimo uu altro straccio rosso avvolto stretto intorno ad 3°- a- ^<br />

-.,..,, , ....... |PE RS I A. - Con-<br />

un terzo straccio di color giallo, che conteneva due membri virili (ayràn), quista dei Taba-<br />

nno (li color rosso scuro (k n m a y t ) ed<br />

uno di color rosso volpino (ward). ristàn.)<br />

Questo tatto destò vivissima ilarità, suggerendo ad un poeta il soggetto<br />

di alcuni versi pungenti all' indirizzo dei Nahd.<br />

Sa'id b. al-'As espugnò parimenti la città di Nàmiyah (T a ha ri, I,<br />

2836-2837. ove sono citati i due distici satirici dedicati ai Nahd).<br />

Atjbir, III, 84-85, cita pure i due ver.si.<br />

Cfi-. Dzahabi Paris, I, fol. 151: Iqd, I, 47, lin. 7 e segg.<br />

Nota 1. — Sul nome di questo paese, Namiyah (o Nàminah : cfr. il paragrafo seguente; regna<br />

qualche incertezza (Istakhri 216,^; Muqaddasì, 51, 3.55; Hamadzàni, 165, ecc.: cfr. Indice, 3.50;<br />

Meynard Dict.. 383, 559; Balàdzuri, 334 nota dì.<br />

Cfr. Yàqfit, III, 5(J4-505; V, 298 (nota a III, .5"i5, lin. Gì; KhaldCin, U, App., 135.<br />

NoT.v 2. — In questa spedizione, secondo una tradizione di al-Madàini, cessò di vivere per ma-<br />

lattia) Muhammad b. al-Hakam b. abi 'Uqayl al-Thaqafi. Nella qual tradizione sono citati anche cinque<br />

distici composti dal poeta Ka'b b. Gu'njl in lode di Sa'id b. al-'As per la conquista del Tabaristàn e<br />

del Gurgàn iTabari, I. 2838).<br />

Cfr. Athir, III, 85.<br />

§ 70. — (al-Balàdzurii. Il Calitfo UtXimàn nominò Sa'id b. al-'A.s b.<br />

Sa'id 1). al-'Às governatore di al-Kufali nell'anno 29. H. Allora il marzubàn<br />

di Tùs scrisse a lui e ad 'Abdallah b. 'Amir b. Kurayz governa-<br />

tore di al-Basrah, invitandoli a venire nel Khurà.san per impadronirsene,<br />

promettendo di consognare il paese a quello dei due che avesse trionfato<br />

e vinto. Partì ibn 'Amir verso il Khuràsàn, e parti egualmente Sa'id b.<br />

al-'Ss, ma ibn Amir fece più presto, sicché Sa'id b. al-'As (si contentò)<br />

di razziare il Tabari.stàn. Con lui durante la .spedizione si dice fossero<br />

al-Ha.san b. Ali (.-d al-Husayn b. Ali. Altri dicono che Sa'id b. al-'As raz-<br />

ziasse il Tabaristàn senza aver ricevuto lettera da chicchessia e mosse<br />

contro il paese direttamente da al-Kiìfali.<br />

Sa'id espugnò Tamlsah, e Nàminah, un villaggio. Il re di (rurgàn<br />

fece pace con lui mercè il pagamento di 200.000. o 300.000 dirham,<br />

bagli liyy ah icfi'. De Sacy, Tratte des monnaies, pag. 6;Glos s. Ba-<br />

ia dz.. 17; Dozy Dictionn., s. v.) wàfiyyah (cioè dramme persiane di<br />

pieno po.so), che furono distribuite tra i Musulmani combattenti. Sa'id conquistò<br />

pure la parte pianeggiante (salii) del Tabaristàn, al-Riiyàn [Yàqùt,<br />

II, 873|, Dunbàwand [o Demavend : Yàqùt, 11,606; Meynard Dict.,<br />

236-238]. La gente degli al-Gibàl gli diedero danaro. Di poi i Musulmani<br />

razzianmo di tanto in tanto il Tabaristàn e le regioni vicine, e le popo-<br />

lazioni pagarono tributo, ora senza opporre resistenza, ora dopo vivo com-<br />

battinnmto (Balàdzuri. 334, lin. 11-335, lin. 3).<br />

Cfr. Fa.pli. 307. lin. Il e segg.; Yàqùt. UT. 504. lin. 23-505. lin. 8.<br />

307.


ss 71-71. 30. a. H.<br />

30. a. H.<br />

g 71, _. J:ìot'onflo Sayf b. 'Umar i.stuza i.snàd). il trattato (ilei TaiPE<br />

RSI A. - Con- "<br />

,<br />

quisia del Taba- l 'ari.-^tAii i<br />

venne<br />

eunelu.so nel corso dell anno ih. 11.<br />

, , ,,, i o u<br />

ristan.; (Tal)ari, I, 2647, lin. 11-12 e 2000, lin. 2j. È notevole però che al-<br />

Tabari stes.so non dà valore a queste affermazioni, perchè pone la narra-<br />

zione dei fatti tra quelli dell'anno 22. H., ed immediatamente appres.so<br />

alla inrsa di (ifurgàn, che secondo, al-Madàiui avvenne, nell'anno 30. H.<br />

§ 72. — (Sayf b. 'Umar, senza isnàd). L' Isbahbadz del Tabaristàn<br />

scrisse a Suwayd b. Muqarrin (dopo la presa di Cfurgàn"?) ed ofìr'i di trat-<br />

Suwayd accettò e venne ste.so un trattato scritto, di cui Sayf<br />

tare la pace :<br />

pretende darci il testo autentico. Il TabarLstan era obbligato ad un tri-<br />

buto di 500,000 dirham (all'anno ?), dietro pagamento del quale gli abi-<br />

tanti del Tabaristàn erano assicurati da qualsiasi molestia. Testimoni di<br />

questo trattato dicesi fossero Sawàd b. Qutl«li al-Tamimi. llind b. 'Amr<br />

al-Muràdi, Simàk b. Maldiramali al-Asadi, Simàk b. 'Qbayd al-'Absi, e<br />

'Utaybah b. al-Nahhàs. Il documento, secondo Sayf, porta \a la data del<br />

18. n. (T a bari, I, 2659-2660).<br />

§ 73. — Sulla conquista del Tabaristàn cfr. anche K a rh i r H i<br />

MS. Vienna. N. F. 187, IV, fol. 89,v.-90,r. :<br />

Khamis, II, 285, lin. 26-27;<br />

Wellhausen Sk. u. Vorarb.. VI. 113:<br />

Yàqut, III, 504-50'j; V, 298 (nota a III, 505, lin. 6).<br />

30. H.<br />

d à y a h.<br />

PERSIA-ÀDZARBAYGÀN. Spedizione nell'Àdzarbaygàn dell'anno<br />

§ 74. — Nelle annate precedenti si è spesso fatta menzione dellAdzar-<br />

baygàn: l'abbiam visto conquistato nell'anno 22. H. (cfr. 22. a. H., §4? 12-32),<br />

riconquistato nel 25. H. (cfr. 25. a. H. §ì^ 4-5), nel momento in cui al-Kùfah<br />

mutava di governatore, ed ora infine lo vediamo corso e rioccupato di nuovo<br />

nel 30. H. anche questa volta in occasione del mutamento di governatore.<br />

È possibile che il governo debole di Sa'd b. abi Waqqàs e dopo lui di<br />

al-Walid b. 'Uqbah abbiano contribuito alla rivolta dell' 5.dzarbaygàn e che<br />

in ambedue le circostanze i disordini della Pei-sia abbiano influito sulle deci-<br />

sioni del Califfo, inducendolo a mutare il titolai'e della provincia.<br />

Comunque sia, dobbiamo riconoscere che il possesso della pi'ovincia<br />

fo.sse per gli Arabi sempre molto precario e diffìcile, forse per il clima rigi-<br />

dissimo dell'Adzarbaygàn, che risente in inverno tutte le conseguenze cli-<br />

matiche dei grandi nevai dell'Armenia, del Caucaso e della catena dei<br />

monti che fanno corona a mezzodì al Mare Caspio. Gli Arabi non tennero<br />

perciò guarnigioni numerose nella pi-ovincia e furono esposti a sgradevoli<br />

308.


30. a. H. Ss T4TG.<br />

sorprese. A ciò si deve aggiungere la viciuauza dei Tinelli nella regione -^O- ^- ^<br />

tra 1 Arasse ed i monti del Caucaso, ossia degli al-lvhazar. i quali erano baygan. - Spe-<br />

,.,.,..,,,. 1<br />

continuo deplorevole motivu di frequenti disordini, come quelli che sospin- dazione nei-<br />

gevano sempre gli abitanti a ribellarsi, perche nell anarchia che ne seguiva deiranno30. H.|<br />

. 11- 1-1 l'Adzarbaygàn<br />

essi avevano sempre da guadagnare. L'Adzarbaygàn è poi paese ohe si di-<br />

fende difficilmente, perchè giace come un immenso antiteatro, tutto cir-<br />

condato di monti, i cui abitanti hanno in potere loro tutti gl'ingressi nel<br />

piano.<br />

L'Adzarbaygàn era possesso di grande valore ed importanza strate-<br />

gica : innanzi tutto girava il tiauco dell'altipiano ai'meuico, e ne facili-<br />

tava il possesso : in secondo luogo era indispensabile per chi o dominasse, o<br />

volesse dominare l'altipiano iranico, di avere il sicuro possesso della pro-<br />

vincia, perchè da essa si potevano tagliare le comunicazioni tra la Persia<br />

orientale e 1' 'Iraq. Questo ci spiega perchè gli Arabi tenessero tanto al-<br />

l'Adzarbaygàn, e perchè poi specialmente facessero tante spedizioni verso<br />

il settentrione sino alle falde del Caucaso contro gli al-Khazar :<br />

era sempre<br />

per la necessità, o nella speranza di fiaccare una volta per sempre la te-<br />

nacia aggressiva dei Turchi del settentrione.<br />

La spedizione dell'anno 30. H. pare differisse di poco da quelle pre-<br />

cedenti, uè abbiamo attestazioni dirette che questa volta la conquista tosse<br />

più sicura e durevole delle altre. Dobbiamo però ricoscere che dopo l'anno<br />

30. H. gli abitanti stessi dell' Adzarbaygàn non diedero pil'i grande fastidio<br />

agli Arabi, reguanti gli Umayyadi, quantunque i Turchi al settentrione<br />

continuassero a dar sempre molte molestie.<br />

§ 75. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e da altri). Durante la spe-<br />

dizione di al-Raj-y, Hudzayfah b. al-Yamàu fu mandato a razziare al-Bàb<br />

per soccorrere Abd al-rahmàn b. Rabi'ah :<br />

con<br />

Hudzayfah andò anche Sa'id<br />

b. al-'As (governatore di al-Kufah), il quale però rimase nell' Adzarbaygàn<br />

l^ier proteggere le retrovie della spedizione contro al-Bàb. Quando Hudzayfah<br />

ebl>f terminata la sua missione, ambedue fecero insieme ritorno (ad al-<br />

Kufah ?ji') (Tal>ari. L 2801; ).<br />

Cfr. Athir. m, 8.J.<br />

Nota 1. — Mancano in al-Tabarì altri particolari su 4ue3ta spedizione di 'AIjJ al-rahmun b. K.i-<br />

l.iah nella direzione di al-Bàb. k evidente che al-Tabari ha attinto molto parzialmente nelle sue fonti,<br />

H nou>istaute le «uè preferenze per la tradizione iraqense, ha tralasciato di citare molte tradizioni di Sayt'.<br />

L accenno di .Saj-l è poi tipico del sistema cronologico della sua scuola: la spedizione di Hudzayfah<br />

I.. alVaman contro al-Rayy appartiene ai fatti dell'anno 21. H. cfr. 21. a. H., § 111. mentre .Sa'id h.<br />

«l-'.U non fu al-govenio di al-Kfifah prima dell'anno 2V». H. Sayf confonde la spedizione (leir.idzarbayé»ii<br />

dell'ann.. .>-2. H. cfr. 22. a. H.. S§ 1« e segg.j con quella del *•. H.<br />

§ 76. — (al-Halàdzuri;. Poi fu prefetto (di al-Kùfàhj Sa ni li. al- A.s<br />

liK'H'annc 30. II. |. il .|iial.- tV-ce scorrerie nell'Àdzarbaygàn e battè la popo-<br />

st/n.


§1<br />

7t>-"'.'. 30. a. H.<br />

30. a. H. la/ioiif (dei (listiotti) dì Miìtiaii e (tìIhu. UH si imiioiiu cuutio dalla parti-<br />

BAYÓAN. - Spe- «'i l-'i'"i [Yaqfit, I, 21(1: Meyiiard Dict., 26] e di Baluwankarkh fpyi<br />

dizione nel- parocchi Armeni e aiutanti deH'Sdzarbavgàn, ond'egli mandò là Garir b.<br />

TAdzarbaygàn<br />

dell'anno 30. H.i Ahdallah al-Bagali che li mise in tnga, e preso il loro capo, lo crocifisse<br />

sulla (palali Bagarwàn.<br />

8i racconta che al-Sammakh 1). Diiàr al-Tha'labi era con Sa'id b. al-'As<br />

in questa razzia, e che Bnkayr b. Saddàd b. Àmir il cavalcatore di Atlàl<br />

(fàris atlàl: nome del suo cavallo : ctV. Dura^'d, 100, lin. 7-8) ora pure<br />

con loro ; di lui dice al-Sammàkh :<br />

Or m'è stato cantato di cavalieri a Mùriàn che hanuo consegnato (tradito Vi Bukavr dei<br />

baurt-1-.Saddakli, il cavalcatore di Atlal.<br />

Egli era dei banii Kinànah, e, avendo udito un ebreo sotto Umar re-<br />

citare :<br />

Ah, As'ath! l'Isiàm l'ha distratto dal badare a me. onde hu passato con la sua sposa<br />

hi j)iii lunga notte!<br />

lo uccise.<br />

Poi Ali 1). abi Tàlib mandò iieirAdzarbaygàn al-As'atJi [b. Qays al-<br />

ivindi], il quale, quando vi ili, trovò che la maggior parte degli abitanti<br />

erano mu,sulinani e che leggevano il qur'àn. Egli fece stanziare in A r-<br />

dabil come capitale tutti gli Arabi stipendiati di ruolo f a h 1<br />

'<br />

a t a \v a - 1 -<br />

diwàn) ed edificò la moschea che poi venne però ingrandita (Balàdzuri.<br />

328, lin. 17-iJ2!t. liu. 9) [M.].<br />

§ 77. — (al-Dzahabi). Nell'anno 29. TI. gli abitanti deH'Adzarbaygàn<br />

luppero il trattato di pace, e Sa'id b. al-'As dovette allestire una spedi-<br />

zione contro di loro. I ribelli furono vinti (Dzahabi Paris. I, tòl. ir)l,r.).<br />

Cfr. anche Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. ]33,r., 151,r. : Ma-<br />

li às in , T. 97. lin. 3-4.<br />

PERSIA.<br />

§ 78. — Il Nawrùz dei Persiani cadde sull' 8 Ramadàn (= giovedì<br />

ù maggio tìó] dell'È. V.) (Hamzah, 161 [dice domenica]).<br />

IRAQ. — Primi sintomi del malumore contro il governo: deposi-<br />

zione di al-Walld b. Uqbah dal governo di al-Kufah {versione di Saiff<br />

l>. Tinar).<br />

§ 79. — Sulla grande crisi interna dello Stato musulmano, che poitò<br />

fatalmente alle prime guerre civili e pose fine per sempre a quell'accordo<br />

fraterno dei Musulmani, per il quale il Profeta aveva lottato tutta la sua<br />

vita, abbiamo notizie scarse, tì-ammentarie e poco esplicite. al-Tabari per<br />

310.


30. a. H. §§ 7y, 80.<br />

la sua infelice piefereuza verso il fallace Sayf b. 'Umar. porge quadro 30. a. h.<br />

inulto imperfetto e parziale degli eventi, perchè Sayf, benché fornisca ^^^ni dei maiu-<br />

jiotizie di molto interesse, non è fonte sicura e tutto ciò che proviene "^o'^ contro u<br />

da lui, deve essere accolto e vagliato con molta prudenza. Nel caso pre- ^lo^e di ai-Wa-<br />

seute. trattandosi di fatti molto noti a tutto il mondo musulmano, Sayf iid b. Uqban dai<br />

, . . , ,.<br />

governo di al-<br />

, , ,<br />

nou ha potuto inventare notizie completamente lalse, ma lia cercato con Kufah.i<br />

tutti i mezzi possibili di velare gli aspetti più brutti della grande crisi, e<br />

di presentarla come l'opera di alcuni irresponsabili, discolpandone il Califfo<br />

Utjimàu ed i suoi luogotenenti. Non pertanto è possibile di leggere molte<br />

vose fra le righe delle sue tradizioni tendenziotse : queste noi tenteremo di<br />

riunire ed ordinare nei paragratì seguenti, mettendo in rilievo dalle tra-<br />

dizioni prolisse ed oscure i punti principali di quello che può ser\iie ad<br />

illuminare la situazione politica assai intricata e complessa<br />

§ 80. — 111 un paiagTafo precedente (cfr. 24. a. H., § 10 nota Ijabbiamo<br />

tatto cenno ad alcuni documenti (apocrifi) attribuiti da Sayf b. 'Umar al<br />

Califfo Uthmàn appena ebbe assunto il governo dell' impero arabo. Alludo<br />

cioè alle quattro lettere, che si afferma scrivesse il Califfo ai suoi luogo-<br />

tenenti nelle provincie, ai comandanti dei campi trincerati, agli esattori<br />

delle imposte, ed al popolo in generale. Anche se questi pretesi documenti<br />

non sono autentici, sembrano però composti da persone che conoscevano<br />

le condizioni dell' impero ai tempi di Uthmàii, e perciò hanno attribuito<br />

ad 'Utjimàn quello che essi hanno creduto egli avrebbe dovuto dire. È certo<br />

perciò che gli abusi ed i pericoli, ai quali nelle anzidette lettere oscura-<br />

mente si allude, vennero realmente alla luce mentre 'Uthmàn era al governo.<br />

Se nella ietterà di Uthmàn ai governatori e luogotenenti si fa dire al Califfo<br />

che i .suoi rappresentanti dovevano agire verso i loro dipendenti come be-<br />

nevoli pastori (ru'àt) e non come avidi esattori d' imposte (g uba tj (T abari,<br />

1. 280:^, lin. 18 e segg.), ciò significa per noi che ai tempi di 'Uthmàn<br />

i governatori avevano incominciato ad opprimere il popolo con tasse ecces-<br />

sive ed a farsi sinceramente odiare. Interpretando in (juesto modo il detto<br />

«h)cumento, dobbiamo altresì concludere che i Musulmani dalle provincie<br />

mandavano spe.sso reclami a Madinah contro le vessazioni dei governatori,<br />

i quali nel distribuire le ingenti somme delle pensioni fra i militi musul-<br />

iiiaui, facevano atti di favore per i loro amici (<br />

juivavano<br />

altri di ciò a<br />

cui avevan diritto. Cosi anclu- i sudditi non-musulmani erano già sotti


§4 811. HI. "*^* ^* "•<br />

3C. a. H. anicclicndosi il s|ipsf' «Iil t.-si.io o iI.m >;


30. a. H. S SI.<br />

ai nuovi paesi conquistati tutta l'amministrazione già esistente, non mu-<br />

tando nemmeno gl'impiegati che erano al serv'izio dei caduti governi. L'as-<br />

.soluta impreparazione ed incapacità amministrativa dei conquistatori resero<br />

impossibile qualsiasi altro sistema di governo.<br />

Altri due concetti fondamentali, che ispirarono gli ordinamenti primi-<br />

tivi, turono inoltre la presunzione che i popoli soggetti sarebbero rimasti<br />

fedeli alla loro religione avita, contentandosi dell'umile missione di fornire<br />

nella massima copia e regolarità i tributi ai loro padroni. E infine i conqui-<br />

statori si prefissero di considerare le provincie assoggettate al loro dominio,<br />

come un grande patrimonio, tutte le rendite del quale dovevano fluii'e per<br />

il godimento esclusivo dei novelli padroni.<br />

Noi demmo in un'annata precedente dei nostri <strong>Annali</strong> (cfr. 20. a. H.,<br />

4}§ 247 e segg. ) le tradizioni che si riferiscono alla distribuzione delle ren-<br />

dite dello Stato musulmani) fra i membri componenti la (iomunità mai'-<br />

ziale e vittoriosa. E forse ])robabile che la ti-adizione non sia in tutto fedele<br />

alla verità nel darci l'esposizione minuta della distribuzione delle pensioni<br />

o paghe. Può essere cioè che vivente 'Umar gii uffici governativi adibiti a<br />

([ueste distribuzioni non funzionassero con quell'esattezza di criteri e di<br />

norme che la tradizione descrive ; ma non mi pare che si possa dubitare<br />

che 'Umar vx\ \ suoi consiglieri tentassero di mettere in atto su grande<br />

scala imperiale, quanto si soleva fare in proporzioni infinitamente più pic-<br />

colo nel deserto, quando la comunità predatrice e vittoriosa veniva a spar.<br />

tirsi il bottino. Vi fu l' idea e vi fu pure la buona intenzione di metterla<br />

in atto, ma l'esecuzione pratica riuscì incompleta ed infelice per l' incapa-<br />

cità e la disonestà e forse anche l'imprudenza di coloro che per primi furono<br />

addetti al lavoro di distribuzione.<br />

L' istituzione del d i w à n sembrò essere impresa semplice e facile, ma<br />

all'atto pratico .sorsero fitte e spinose innumerevoli difficoltà, che inceppa-<br />

rono il suo nonnaie e sodisfacente funzionamento. Non parlo delle difficoltà<br />

di esazione, non mi dilungo a dimostrare ora come le rendite dello Stato,<br />

dato il disordine caotico di molti rami dell'amministrazione, avessero un<br />

Hu.sso lento e incostante; non mi fermo nemmeno a ricordare come la di.so-<br />

iif'stà universale di tutti gli impiegati dall'infimo sino allo .stesso governa-<br />

tore rendesse ogni giorno più precario l'ammontare delle somme che real-<br />

mente giungevano al te.s


, HI. 30. a. H.<br />

*^- " ^- Ma im-iitif l. II., tu il di.savanzo creatosi nel bilancio dello St^to<br />

musulmano, per cui moltissimi iMuigrati dalla penisola ed arruolati nei<br />

campi militari della provincia, specialmente in al-Basrah. al-Kùfah ed al-<br />

Kustat, rimasero sen/n la paga o pensione su cui avevano contato, ed a<br />

cui pii'tondevano tomo a un diritto. Ma quando lo angustie finanziarie si<br />

si it>ct>ro ancor j>iù sentire, anche i pensionati antichi si videro o falci-<br />

diata o so}>pressa dol tutto la paga, o pensione.


30. a. H. § HI.<br />

Da fio quindi noi dobbiamo inferii-e che i Musulmani si videro costretti 3°- ''•/'•<br />

a riprendere il cammino delle grandi conquiste, appunto per procurarsi ^^^j' ^g, ^atualtri<br />

mezzi ed altre rendite, e dall' insieme delle tradizioni si ritrae anche<br />

,,,,.... . TI,<br />

r impressione che 1 altipiano iranico, esausto dalle guerre passate, truttasse<br />

ben poco agli invasori e che quindi la conquista dell' Iran risultasse come ,._,... , ,<br />

more contro ii<br />

governo: deposi-<br />

jj^ne di ai-Wa-<br />

''«' ''• Uqbah dai<br />

governo di al-<br />

una scadente speculazione. La tradizione ignora del tutto ogni memoria KOfah.<br />

di ricchi bottini e fa intendere che gli Arabi rimanessero sì poco entu-<br />

siasti del paese, da non sentirsi invogliati da immigrarvi. Anche in appresso<br />

r immigrazione araba in Persia fu sempre ordinata e diretta dal governo<br />

per ragioni militari, mai spintavi per spontanea corrente. Quindi il sollievo<br />

economico dato dalla conquista iranica fu effimero ed insoddisfacente.<br />

In Egitto avvenne un fenomeno simile : anche<br />

lì si ebbe, per la fama<br />

ilella ricchezza del paese, una fortissima immigrazione, che si accentuò<br />

sovrattutto ai tempi di 'Uthmàn, accompagnata da una diminuzione di<br />

reddito a cui le conquiste ncIl'Aft'ica settrntrionale. arida e povera, non<br />

[K)terono supplire. Quindi sovi-abbondanza di popolazione immigrata ed im-<br />

possibilità di mantenerla tutta a spese dell'erario.<br />

Non ho bisognr) di soffermarmi a descrivere le conseguenze morali di<br />

questa specie di mezzo fallimento dello Stato musulmano nel far fi-onte<br />

ai suoi impegni. Già prhna per il trambusto .spasmodico e violento della<br />

conqui.sta era ovunque diffuso un senso d'irrequietezza, una tendenza alla<br />

emancipazione, comune a vincitori e vinti, a padroni e a .servi. Quando<br />

su (juesto terreno fecondo ai sensi di rivoluzione venne a cadere il fer-<br />

mento morale acuto prodotto dalle deficienze insanabili dell'erario pub-<br />

blic


o ui òU* a.» fi*<br />

30. a. H. natoli. Laiiiiniiii.stiaziouc di LJtliiu.ui non In, come la tradizione clas.sica<br />

.1^ -Hi'"!!!!." c'v la deseiive, un inHÌcmo d' infamie a danno della comunità islamica, ma<br />

moro contro il nii Diiesto tentativo di porre un argine al disastro economico ed ammini-<br />

!!!!'!r!.i iTwJ ,strati\ii


30. a. H. 5§ 81^ s-2.<br />

ranaivliia e non ebbero, come in Siria, un modello ottimo sul quale foggiare 30. a. h.<br />

, ...„..-->•<br />

1<br />

• • • IRAQ. - Primi sin-<br />

la nuova amministrazione. r.,ntrati m Fersia come predoni conquistatori, tomi dei maiu-<br />

retti assieme da un'organizzazione politica e militare delle più<br />

•11, • 11 1 , , 11 •<br />

rozze. ottima per il desorto, ma del tutto inadatta allo esigenze<br />

semplici e<br />

1<br />

complesse<br />

more contro il<br />

governo: deposi-<br />

^jo^e di ai-Wad'uiia<br />

civiltà di gran lunga superiore ai barbari abitatori del deserto, non iid b. Uqbahdai<br />

]Mjterono suppluv alle manchevolezze dei Persiani. L'anarchia dei Sassa- Kufah.)<br />

nidi perdurò quindi anche sotto gli Arabi, e se per parecchi anni rimase<br />

\ «lata dalla tensione continua delle guerre di conquista, si fece sempre più<br />

acutamente sentire man mano che le guerre erano meno frequenti, e si com-<br />

battevano lungo i confini sempre più remoti. Man mano che le provincie<br />

definitivamente conquistate uscivano dallo stato di guerra ed incomincia-<br />

vano a riprendere la vita normale del tempo di pace, tutte le deficienze<br />

dell'antica amministrazione sassaiiida tornarono a farsi sentire, acuite da<br />

tutte le imperfezioni del nuovo ordine di cose, che sembrava aggravare i<br />

mali già esistenti ed aggiungerne dei nuovi.<br />

§ 82. — L'anarchia è contagio.sa e le condizioni infelicissime del paese<br />

demoralizzarono anche i nuovi padroni. Così l'anarchia si diffuse anche tra<br />

i Musulmani ed avvennero le peggiori violenze. L'agglomerazione ogni di<br />

crescente di persone in al-Ba.srah ed al-Kùfah, le due capitali dell'Iraq, e l'af-<br />

riufiiza perciò nelle medesime di mahiventi e di avventurieri della peggiore<br />

specie, rivelarono nei campi militari della Babilonide, prima che in ogni<br />

altro luogo, l'esistenza dei mali peggiori che travagliavano la nuova società<br />

sorta sulle rovine di quella distrutta dai conquistatori. Ciò risulta evidente<br />

«lalle tradizioni di Sayf<br />

Abbiamo già narrato altrove (ofr. 26. a. H., §§ 10 e segg.) il conflitto<br />

(sempre per questioni di danaro) fra il governatore di al-Kùfah, Sa'd b. abi<br />

Waqqàs, e l'esattore delle imposte. 'Abdallah b. Mas'ùd, il Compagno del<br />

Profeta tanto venerato dai tradizionisti. Il Califfo diede ragione ad ibn<br />

Ma.s'ùd. pagò coni propri mezzi (akhadza ma 'alayhi: cfr. Tabari,<br />

I, 2840, lin. 7) il debito di 8a'd. ma gli tolse il governo di al-Kùtàh, dan-<br />

«lolo ad un .suo parente al-Walid h. Uqbah.<br />

S •<br />

possiamo<br />

prestare fede a Sayf, al-Walld governò con mitezza e si<br />

fece generalmente ben volere della popolazione (Tabari. I. 2840, lin. 11),<br />

benché, come ri.sulta dai fatti successivi, aj)paia uomo debole che amava<br />

la vita facile, .senza disturbi e, piuttosto che avere le noie di governare<br />


, . 30. a. H.<br />

30. a. H. non solo i Ir'Iiì. ma aiK lic la \ ita dei cittadini inermi. (Questo stato doplo-<br />

'tTmi Tei'^'maiu- ifvolc di co.so fii portato alfine ad una crisi da un incidente, narrato da<br />

more contro il Sayf b. 'limar in due tiadizioni con copiosi particolari.<br />

ri'o''ne"di 'lu'wl- § 83. — (Sayf h. Umar, da Muhammad e da altri). Una notte alcuni<br />

iidb. Uqbah dal giovani di al-Kiìfali. aprendo un buco nel muro «li una casa appartenente<br />

KùfahT°<br />

'<br />

'^ i*^" al-Hay.sumàn al-Kliuza i (probabilmente con intenzione di rubare),<br />

furono sorpiesi dal proprietario in atto di entrare nella sua diinora : egli<br />

affenò la spada per difendersi, ma accortosi che i giovani erano numei-osi<br />

e che da solo non sarebbe riviscito a sopraffarli, si mise a gridare ad alta<br />

voce, chiedendo soccorsi. I malfattori gli ordinarono di tacere, minacciando<br />

di ucciderlo, se non si azzittava, ma dacché l'allarme era dato, quei gio-<br />

vani aggredirono assieme ibn al-Ha3'suman e lo xiccisero. abù Surayh al-<br />

Khuzà'i, che abitava li presso, udendo le grida, si affacciò dal tetto della<br />

propria casa e fu testimonio dell'omicidio. Alle sue grida accorsero intanto<br />

altre persone e gli omicidi furono arrestati. Erano: Zuhayr b. Gundab<br />

al-Azdi, Muwan-i' b. abi Muwani' al-Asadi, Subayl b. Ubayy al-Azdi e vari<br />

altri, di cui i nomi non sono dati. Contro gli assassini deposero abu !Su-<br />

rayh e suo figlio; ondo il governatore al-Walid b. 'Uqbah scrisse al Califfo,<br />

ragguagliandolo di tutto e chiedendo la sua decisione. La risposta del Califfo<br />

fii di mandare tutti i colpevoli a morte. La .sentenza fiT messa in esecuzione<br />

dal governatore di al-Kùfah, dinanzi alla porta del Qasr. o dimora del gover-<br />

jiatore, in mezzo alla piazza del mercato di al-Kùfah, detta al-Eahabah.<br />

Cfr. T a bari, I, 2840-2841, ove sono citati alcuni versi attribuiti ad<br />

'Amr b. Asim al-Tamìmi. inneggianti al governo giusto e forte di 'Utjimàn.<br />

che frenava i malviventi.<br />

Tamimi :<br />

Cfr. Athiv, III, 80.<br />

§ 84. — Sui fatti precedenti ha detto il poeta Amr b. 'A.sim al-<br />

(1) Non derubate ad eccesso i vostri vicini, o voi gente vile [cioè ladri], nel regno<br />

di ibn 'Aftàn :<br />

(2) Poiché ibn 'Atìan cui avete ben provato, ha divezzato i ladroni con il giusto giu-<br />

dizio del Coi-ano,<br />

(3) E non ha cessato di tagliare (lett. agire su] ogni collo e dito di essi (taglione]<br />

secondo le prescrizioni del Libro, osservandole fedelmente.<br />

(Tabari, I. 2841. lin. 5-10) [M.G.].<br />

§ 85. — (al-8ari, da Su'ayb, da Sayf, da 'Abdallah b. Sa'ìd, da abil<br />

Sa'id). abù Suravdi al-Khuzà'i era uno dei Compagni dell'Inviato di Dio:<br />

egli si trasferì da Madinah ad al-Kùfah per essere più vicino al campo di<br />

spedizione. Mentre una sera se ne stava in ten-azza, ecco che il suo vicino<br />

chiese aiuto. Egli si affacciò: eran dei giovinastri di al-Kùtiah che lo ave-<br />

318.


30. a. H. 5§ t>5, «6.<br />

vano assalito, e cominciarono a dirgli [al vicino]: « Xon gridare; altrimenti 30. a. h.<br />

.<br />

, ì • f r .• • !• •<br />

i 11 ['IRAQ.- Primi sin-<br />

r 1<br />

^ ti tratteremo tanto che ti laremo star zitto ». intatti 1 uccisero. Allora [abù ^q^, ^g, mai^.<br />

Siu-ayhj ritornò presso 'Utjimàn e rivenne a Madinali e vi trasferi la sua "^o'^ contro ii<br />

lamiglia. A causa di questo avvenimento, quando se ne sparse la notizia, ^^^^^ ^\ ai.wa-<br />

fu rimessa in vigore la qasàmah [per un omicidio, in mancanza di prove] iid b. Uqbah dai<br />

,. ., , ,,, .<br />

. -1 • • • governo di al-<br />

I-<br />

e SI stava a quanto diceva il prociuatore dell ucciso [cioè il più prossimo Kufah.i<br />

parente che aveva diritto di reclamare la vendetta], per porre tine all'uc-<br />

cisione di tanti uomini, che allora si verificava (T a bari, I, 2841, Un. 11-<br />

2842. lin. 2) [M.G.J.<br />

§ 86. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf b. Umar, da Muliammad b. Kurayb,<br />

da Nàti' b. Crubayr). Disse 'Utjimàn: « Il gimamento è imposto all'accusato<br />

« e ai suoi prociu-atori : si fanno giiu'are cinquanta di essi, se non vi è<br />

«prova decisiva: se la qa sa ma li è manchevole, e manca un sol uomo<br />

« [dei cinquanta], essa si respinge [non ha valore probativo]; allora assumono<br />

«la qasàmah gii accusatori, e si fanno giurare. E se ne giurano cin-<br />

« quanta, essi sono nel diritto [di infliggere la pena]» (') (Tabari, 1,<br />

2842. lin. 2-7j [M.Cf.].<br />

Nota 1. — In seguito dunque a questo triste incidente abù Surayli, il testimonio dell'omicida, e<br />

•-'omijagno del Profeta, sdegnato dalle condizioni esistenti in al-Kiìtah, sembra ritornasse a Madinah e<br />

che in seguito «Ha sua visita al l^aliffo venisse ristabilito poi l'uso antico della qasàmah Tabari,<br />

]. 2841-'284'2i. La qasàmah era una istituzione molto nota ai tempi pagani (cfr. WeUhausen Reste,<br />

p.ig. 1S7 e segg.) alla quale si ricorreva nei casi dubbi, quando non si era certo se un tale fosse o no<br />

olpevole d'omicidio. L'accusato aveva il diritto di chiedere la qasàmah, con la quale se poteva tro-<br />

vare cinquanta persone, che giurassero essere egli innocente, egli andava assolto. Se però non riusciva<br />

.. trovare il numero voluto, anche se mancava una sola persona, egli era condannato a morte. Questo<br />

so era stato completamente trascurato da Maometto, perchè il Profeta aveva eretto il .sistema teocratico<br />

lelV Isiàm con il concetto fondamentale che i Musulmani dovessero vivere in perpetuo accordo fra loro.<br />

Non abbiamo notizia alcuna sicura, che mentre viveva il Profeta un musulmano uccidesse mai un cor-<br />

religionario: l'autorità goduta dal Profeta e l'influenza illimitata, che egli aveva acquistato sui seguaci,<br />

T'-stTO quasi impossibile gli omicidi fra i Musulmani. Il silenzio delle fonti e sovrattutto del Qiir-àn su<br />

'jiiesto argomento sono molto signiticativi : se un musulmano avesse ucciso un compagno, Maometto sarebbe<br />

- • •hiamato a provvedere e per un fatto di tanta gravità avremmo avuto ampia testimonianza nel<br />

:•-•! sacro. Dacché dunque Maometto non ebbe mai a regolare un omicidio tra musulmani, egli era morto<br />

senza lasciare alcuna norma precisa sulla procedura e sulle pene da infliggersi in caso di omicidio fra<br />

musulmani. Vediamo cosi come l'Islam iniziasse le conquiste ed assumesse l'amministrazione di un<br />

vaato impero senza avere, fatta eccezione per il furto, e per la pena del taglione un codice penale nel<br />

6euso da noi inteso. Vale a dire che presso gli Arabi non si era ancora affermato il principio che lo<br />

Stato fiovesse a.Hsumere a sé la punizione dei delitti: per la maggioranza questa era ancora faccenda<br />

privata, vendetta privata dei parenti del colpito. L'ingerenza dello .Stato, e l'inflizione della pena di<br />

iDurte era considerata un'usurpazione, una violazione del diritto per eflietto della quale i parenti del<br />

giustiziato conHideravano gli esecutori della giustizia come nemici su cui avevano il diritto ed il flovero<br />

di vendicarsi. Per qaest« ragioni, quando nelle provincie si ripeterono i misfatti di sangue e lo Stato<br />

avreblie dovuto infliggere a molti la pena di morte, il Califfo Uthman si trovò chiamato a risolvere<br />

tiu problema superiore alle sue forze e non osando accrescere i<br />

malumori<br />

già si vivi, invece di intro-<br />

durre una misura progressiva, ritornò addietro e preferi di richiamare in vita un'istituzione pagana,<br />

rozza, inefficace e che si pre.stava facilmente ad ingiustizie Era cioè possibile che un colpevole, che<br />

avesse molti amici, andasse assolto, e un innr>rente poco conosciuto e senza amici tiovesse ingiustamente<br />

snVure l'estremo supplizio. Più tardi i teologi e giureconsulti musulmani colmarono arditamente<br />

le deficienze del codice islamico con leggi copiate dalla giurisprudenza romana, ma ciò avvenne molti<br />

319.


f§ w, 87. 30. a. H.<br />

30. a. H. Pillili più tarili, ii>l I-orso ili'l secoii'io secolci (Iella Higrah. Vivente però Trthrmin. iinamiu ìt- trailizioni il»;l<br />

l'IRAQ.- Primi sin- l'rofeta rM)a musulmana, istintivamente e naturalmente ritornarono agli usi del deserto, ti-asougoverno:<br />

deposi- rati dal Profeta. Riviene così anche fuori la natura schiettamente pagana dei conquistatori, sulle spalle<br />

rione di al-Wa- dei quali l'Islitra posava ancora assai leggermente. In al-Kiifah erano accorsi jnolti arabi, veri predoni<br />

lid b. Uqbah dal del deserto, che dell' Isliim non conoscevano nemmeno una parola.<br />

governo di al- (Questi furono gli elementi pericolosi che turbarono gravemente l'ordine e la sicurezza pubblica<br />

Kùfah.1 in al-Kiìfah, credendo di poter vivere in una grpnde città nello stesso modo nel quale erano usi ili<br />

•<br />

vivere nel deserto, trovando un ambiente favorevole nel caos amministrativo e nel malumore generole,<br />

che agitava indistintamente conquistatori e conquistati.<br />

§ 87. — Secondo Sayf b. 'Umar, gli eventi che seguirono e che por-<br />

tarono, tra le altre conseguenze, anche alla deposizione ignominiosa di al-<br />

Walid b. 'Uqbah dal governo di al-Kùfah, furono effetto di rancori perdo-<br />

nali contro il governatore, cagionati sovrattutto dall'odio dei padri dei<br />

giovani messi a morte dal governatore in .seguito all'assassinio di ibn al-<br />

Haysumàn.<br />

In parte Sajf ha ragione: questi arabi rozzi del deserto, divenuti mu-<br />

Hulmani di nome solo da pochi anni e per ragioni opportunistiche, erano<br />

ancora pieni dello spirito pagano antico e non potevano comprendere una<br />

vita sociale diversa da quella nella quale erano nati. Nel deserto il diritto<br />

più sacrosanto è quello che autorizza il parente dell'ucciso a vendicare la<br />

morte del consanguineo, facendosi da sé giustizia, nei modi e nei limiti<br />

che crede. L'ente, Stato, che si interponeva fra gli iiomini e vietava che<br />

faces.sero giustizia da loro, era una novità odiosa, alla quale quei rozzi no-<br />

madi non volevano e non potevano sottostare. L'odio, che in antico rivol-<br />

gevano alla famiglia dell'uccisore, si volse contro colui che nulla aveva<br />

direttamente che fare con il delitto, ma aveva agito impersonalmente come<br />

lappresentante ed esecutore della legge e degli ordini del Califfo. I padi-i<br />

di quegli scapestrati messi a morte per omicidio, considerarono il gt)ver-<br />

natore come rassa.ssino dei loro figli e fecero tutto il po.ssibile per rovi-<br />

narlo, non osando per timore delle conseguenze di assassinarlo. Questa è<br />

l'interpretazione data da Sayf (cfr. T abari. I. 2843, lin. 14 e segg.), se-<br />

condo il quale si generò un conflitto tra gli antichi diritti della tribù ed i<br />

nuovi diritti dello Stato (cfr. Wellhausen Sk. u. Vorarb.. VI. IlTi.<br />

Esistevano però anche altri e più ascosi motivi, i quali per la loro natura<br />

estremamente complessa sfuggirono a Sayf ed ai tradizionisti della sua<br />

scuola.<br />

La .società araba trasportata tale quale era dal deserto nei centii abi-<br />

tati e civili della Babilonide. incominciava ora a sentire i primi effetti dei<br />

nuovi contatti ed a subire le prime modificazioni, alle quali sottostà fatal-<br />

mente ogni società inferiore al contatto con una più progredita e civiU-.<br />

320.


30. a. H. § 87.<br />

Allo stesso tempo, dalla morte di Maometto in poi, un altro fenomeno si era ^O- ^- ^<br />

• •<br />

, j li^ .<br />

T ("IRAQ.- Primi sinavverato,<br />

che doveva avere altresì gravissnne conseguenze. In un passo tomi dei maiu-<br />

precedente, parlando degli ultimi anni della vita di Maometto, abbiamo '^°''® contro il<br />

governo: deposiesaminato<br />

con qualche attenzione il processo di ammissione m grembo, al- ^jone ^j ai-Wa-<br />

r Islam di una quantità di nuovi elementi poco o niente mu,sulmani, ed ifd b. Uqbah dai<br />

go ve rn o di alosservammo<br />

come vivente Maometto, questo processo avesse preso uno Kufah.]<br />

sviluppo tanto grande, che il giorno della morte del Profeta la grandis-<br />

sima maggioranza dei Musulmani non erano per così dire affatto musul-<br />

mani !<br />

I veri Compagni del Profeta, quelli cioè che si erano imbevuti del<br />

vero spirito islamico, erano già allora una minoranza, che in rapporto al<br />

numero sempre crescenti dei neo-, e, dii-ei anche, dei pseudo-musulmani,<br />

diventava ogni giorno una minoranza più piccola, nel pericolo imminente<br />

di rimanere sommersa dalla torbida marea di quelli che non conoscevano<br />

il Profeta e meno ancora le sue dottrine. Queste osservazioni ci hanno<br />

dato la chiave per comprendere il vero significato di molti eventi che<br />

seguirono la morte del Profeta. La conquista d'Arabia e dell'Asia Ante-<br />

riore diede a questo processo d' infiltrazione di elementi nuovi ed avversi<br />

all'Islam uno sviluppo infinitamente più veloce e più grande. In alcune<br />

tradizioni di Saj-f si allude con .sufficiente chiarezza ai pericoli ai quali<br />

era esposto lo Stato musulmano da parte di questi nuovi elementi. Poc'anzi<br />

abbiamo fatto cenno ai figli di arabi da madri non arabe, ossia dalle donne<br />

fatte schiave durante le guerre di conquista: questi giovani, nati fiiori<br />

d'Arabia, dovettero sentii-e molto profondamente l'influenza delle loro madri,<br />

le quali, si può dire, con il latte stesso istiUarono negli animi dei giovani non<br />

.soltanto consuetudini, ma anche principi, e superstizioni e sentimenti molto<br />

diver.si da quelli dominanti nel deserto. Queste donne non parlavano l'arabo,<br />

non conoscevano il deserto, odiavano forse anche i nuovi padroni del paese,<br />

erano realmente ancora attaccate alla fede antica ed alle usanze della ci-<br />

viltà, nella quale erane nate ed educate. I figli dovevano quindi venir su<br />

con sentimenti ben diversi da quelli dei loro padi-i.<br />

Esistevano però elementi nuovi anche più pericolosi. La sanguinosa<br />

conquista d'Arabia nell'anno 11. H. ed il lungo periodo delle conqui.ste fuori<br />

d'Arabia aveva riunito intorno agli stendardi musulmani una turba infinita<br />

di avventurieri arabi della peggiore specie, tutti intenti solo a rapine ed<br />

a violenze. Oltre a questi, appena assicurate le conqui.ste, dall'Arabia emi-<br />

grarono nelle città dell'Asia mu.sulmaua turbe di altri arabi con tutte le<br />

loro famiglie, attirati dalla fama delle gloriose imprese militari e dalle<br />

voci sulla grande ricchezza dei paesi conquistati. Questi, che Sayf chiama<br />

i rawàdif od i lawahiq<br />

(i primi son(j le ultime reclute degli eserciti<br />

321. 41


30. a. H.<br />

IRAQ.- Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro II<br />

governo: deposizione<br />

di al-Wa-<br />

lid b. Uqbah dal<br />

governo di al-<br />

Kijfah.l<br />

6« H7-s:t. 30. a. H.<br />

di conquista, ed i secondi sono quelli emigrati nella Babilonide in seguito<br />

alle conquiste), costituivano la maggioranza della popolazione araba del-<br />

l'Iraq (T a bari, I, 2852, lin. 10; 2863, lin. 3): erano appunto gli elementi<br />

che davano maggior pensiero ai governanti musulmani come quelli che<br />

più difficilmente si potevano tenere in ordine. Tale era il loro numero,<br />

tanta la loro arroganza, che i veri musulmani, ed i veterani delle guerre<br />

dai tempi di Maometto in poi si trovavano in grandissima minoranza e non<br />

godevano più di quella preeminenza, alla quale avrebbero avuto diritto per<br />

i servigi resi alla causa <strong>dell'Islam</strong> (T a bari, I, 2862, lin. 8 e segg.). Fra<br />

questa gente ve n'era molta che nulla possedeva (T a bari, I, 2853, lin. 1-2;<br />

2856, lin. 2), ma. era pronta a ogni violenza e dava perciò grave pensiero<br />

ai governanti. A questi elementi, sempre u-requieti, con l'andar del tempo<br />

si associarono srli altri nullatenenti che continuamente emigravano dal-<br />

l'Arabia, poi i giovani spostati della nuova generazione ed infine anche gli<br />

schiavi liberati (nàsin... mu barrar in; T a bari, I, 2856, lin. 1-2).<br />

§ 88. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sajt, da al-Ghusn b. al-Qàsim, da 'Awn<br />

b. 'Abdallah). Fra le novità che 'Uthmàn aggiunse in al-Kùfah alle tradizioni<br />

[agli usi da esse derivati], fu questa: Egli seppe che abii Sammàl<br />

al-Asadi con alcuni di al-Kùfah, avevano un banditore che quando giun-<br />

gevano i mercanti (al-muyyàr) diceva: « Chi è fra voi dei banù Kalb o<br />

« dei banù tale, che non abbia luogo da discendere presso quelli della sua<br />


30. a. H. g§ 89, 90.<br />

una casa nel quartiere dei Hudzayl, nel luogo detto al-Ramàdah, cedette la propria abitazione a beneficio 30. a. H.<br />

degli imniifjrati e viaggiatori al-muyyàri, che arrivavano in al-K>ìfah e non trovavano alloggio nei ['IRAQ. - Primi sindintomi<br />

della moschea (T abari, I, '284'2-2843i. tomi del malu-<br />

Questa è la prima menzione negli annali musulmani di un'istituzione, che doveva poi diventare more contro il<br />

universale, quando incominciò l'epoca dei grandi e continui viaggi di studiosi e quando crebbe il traffico governo: deposifra<br />

le varie provincie dell'impero. Essa è perciò annoverata fra le novità, introdotte dal Califto 'Uthmàn, zione di al-Wa-<br />

senza però aggiungere, se anche essa t'osse oggetto di critiche malevoli. Iid b. 'Uqbah dal<br />

§ 90. — Le incertezze della situazione erano aumentate ancora da Kufah.<br />

altri elementi che ora cominciano ad apparire per la prima volta, ossia<br />

dalla presenza di uomini di razza non araba, nella storia e nell'evoluzione<br />

dell' Islam. Nel periodo del quale ora discorriamo, essi potevansi dividere<br />

ancora in due grandi classi, quelli liberi (o meglio semi-liberi) che colti-<br />

vavano le Provincie conquistate e pagavano i tributi, e gli schiavi di gueira,<br />

probabilmente in grande parte islamizzati (di nome), e che dovevano essere<br />

assai numerosi in tutte le famiglie dei nuovi padroni della Babilonide. Dei<br />

jìrimi possiamo fare ora a meno di parlare, perchè pochi erano convertiti e<br />

non pigliavano ancora parte alla vita politica dell' impero musulmano. Su<br />

di essi infatti le fonti del periodo serbano il più profondo silenzio e non<br />

abbiamo notizie precise e sicure di quanti si fossero islamizzati. La classe<br />

invece numerosissima degli schiavi di guerra che a migliaia e migliaia ser-<br />

viva i padroni arabi, vivendo la loro vita in continua, quotidiana dimesti-<br />

chezza, cominciò già a far sentire la sua importanza e la sua influenza, perchè<br />

anche se essi per necessità si andavano lentamente islamizzando ed ara-<br />

bizzando, alla loro volta tendevano ad influire indii-ettamente sulle consue-<br />

tudini e sui sentimenti dei padroni, non pochi dei quali avevano molto da<br />

imparare dai propri servi, uomini in media assai più colti e più civili dei<br />

padi-oui. Questa classe, dalla quale poi per la massima parte venne la grande<br />

massa dei cUenti, mawàli, i grandi attori del dramma musulmano dalla<br />

fine del primo secolo della Higrah in poi, dovette già far sentire in modo<br />

assai sensibile la propria influenza, perchè altrimenti non si spiega come<br />

essa fosse oggetto di attenzioni speciali del governatore di al-Kùfah. al-<br />

Walid. Sayf afferma in due passi (T a bari, I, 2846, lin. 1 e segg., e 2850,<br />

Un. 1 e segg.j che al-Walid proteggesse molto gli schiavi e le schiave,<br />

e facesse fra loro distribuzioni di danaro .<br />

(c/r. §§ 96 nota 1, 100, 134),<br />

senza diminuire in nulla gli assegni ai loro padroni, attingendo nei .sopra-<br />

vanzi dei redditi della provincia (fudùl al-amwàlj le somme per questi<br />

atti di beneficenza ai quali non era obbligato in alcun modo né dalla cun-<br />

suetudine, né dalle leggi musulmane. Quali ragioni particolari e locali pos.<br />

.tano aver .sospinto al-Walid a queste attenzioni venso i Musulmani non<br />

arabi di al-Kùfah, e ciò altresì con il consen,so del Califfo "Utiimàn (Ta-<br />

bari. I. •2845. Un. li. non .sono specificate, ma devono essere state molto<br />

328.


30. a. H. forti, iursu |)or motivi di ordine puljblico, perchè siffatta generosità verso<br />

IRAQ.- Primi sintomi<br />

del maiu-<br />

...<br />

«ilnavi e<br />

i- .•<br />

clienti<br />

.<br />

e<br />

-• . .<br />

un fatto<br />

•<br />

unico<br />

/u<br />

(')<br />

i<br />

nei<br />

i-<br />

suo genere negli<br />

i-<br />

annali<br />

j-<br />

di<br />

i<br />

quel<br />

moro contro II tempo, in cui generosità era una virtù rara nella vita privata, e sconosciuta<br />

governo: depo&lijone<br />

di al-Wa- '"'Ha Vita<br />

ili-<br />

pubblica.<br />

lidb. Uqbah dal Kiassiimendo quindi »[ucsti scarsi appunti d'indole generale, che è stato<br />

Kufah!)"<br />

*<br />

[ìossibile spigolare indirettamente dalle fallaci tradizioni di Sayf, possiamo<br />

dire che nell'Iraq e, per ragioni non ben chiare, in special modo nella<br />

città di al-Kùfah, trovavansi accozzate assieme alla rinfusa genti di pro-<br />

venienza e di sentimenti diversissimi fra loro, che non vivevano insieme<br />

in buona ai'monia, ma erano travagliate da disagio economico e da mal-<br />

contento profondo contro il governo. Siffatta tensione generale degli animi<br />

era acuita dalle condizioni precarie dell'ordine pubblico e dal caos, che<br />

regnava nell'amministrazione fiscale, militare e politica per l'assenza di<br />

un codice preciso di leggi e di norme e per la rapacità dei governanti.<br />

mancavano precedenti<br />

Ogni giorno sorgevano casi imprevisti e complessi :<br />

tradizionali e rispettati che si potessero applicare alla soluzione dei pro-<br />

blemi. Si risolvevano perciò empiricamente dai governatori e dal Califfo,<br />

stabilendo cosi nuove norme, che sembravano atti arbitrai'!, e potevano<br />

essere contorti dai nemici del governo in atti illegali : tutti criticavano,<br />

nessuno era contento, e l'amministrazione pubblica coiTCva rapidamente<br />

verso l'anarchia.<br />

Nota 1. — È probabile che la protezione accordata da al-Walid agli schiavi e clienti di al-Kufah<br />

fosse una delle cause della sua impopolarità presso alcune classi, nelle quali regnava il concetto che<br />

tutto ciò che proveniva dalle rendite del paese, dovesse andare a solo vantaggio dei conquistatori.<br />

V. più avanti al § 144.<br />

§ 91. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da Muhammad e T'alhah). 'Umar<br />

b. al-Khattàb aveva preposto agli Arabi della (razìrah Walìd b. 'Uqbah.<br />

Questi si fermò fra i banù Taghlib. fra i quali abitò, nella Gràhiliyyah e<br />

nell'Islam, abù Zubaj'd, finché si fece musulmano. I banii Taghlib erano<br />

zii di abù Zubayd e lo trattavano ingiustamente [negandogli] un debito<br />

che essi avevano verso di lui. al-Walìd gii fece avere il suo, per la qual<br />

cosa abù Zubayd gli fu grato, gli divenne devoto e andò presso di lui ad<br />

al-Madinah. Quando poi al-Walìd divenne prefetto di al-Kùfah, abù Zubayd<br />

si recò presso di lui per salutarlo e rendergli omaggio, come soleva fare<br />

nella Grazirah e in Madinah. Egli scese nella casa degli ospiti (dar al-<br />

difàn); questa fu l'ultima volta che abù Zubayd si recò da al-Walid. Egli<br />

vi si recava spesso e vi ritornava; prima era cristiano, ma al-Walid non<br />

si stancò di spingerlo a farsi musulmano, tanto che si convertì negli ultimi<br />

tempi del governo di al-AValìd. e fu buon musulmano. al-Walìd [quando abù<br />

Zubayd venne ad al-Kùfah] l'introdusse presso di sé; egli era arabi [cioè<br />

324.


30. a. H. §§ 91, 92.<br />

non nomade] e poeta, quando si fece musulmano. Un tale andò allora presso ^o. a. H.<br />

abù Zaynab, abu Muwarri' e Grundub, i quali, tin dall'uccisione dei loro to^i a^^ maiu-<br />

figli [giustiziati per omicidio: v. sopra §§ 85 e segg.] odiavano al-Walid more contro li<br />

e lo facevano spiare, e disse loro: «Ma sapete che [ovvero: Vi interessa ^jone ^\ ai-Wa-<br />

« sapere che] al-AValid convita con abù Zuba_ydy». Essi trasalirono e dis- iTd b. Uqbah dai<br />

sero ad alcuni ragguardevoli cittadini di al-Kùtah :<br />

« Costui (al-Walìd) [in Kùfah.<br />

« senso dispregiativo] è il vostro prefetto, e abù Zubayd il suo preferito! e<br />

«tutti e due si danno al vino! ». Allora i cittadini si levarono con i tre.<br />

al-Walid dimorava nella rahabah con 'LTmàrah b. Uqbah; [secondo l'uso<br />

dei governatori] la casa non era chiusa da porta. Fecero allora impeto su<br />

di lui dalla parte della moschea, poiché l' ingresso dava sulla moschea.<br />

al-Walid non fu sorpreso [in tutta la sua carica di governatore] che da loro<br />

[cioè nessuno all' infuori di loro avea sospettato di lui, e si era valso del<br />

diritto di entrare presso di lui all'improvviso]; e [quando entrarono] mise<br />

da lato qualche cosa, e la pose sotto il divano. Uno di quelli vi introdusse<br />

una mano, e la tirò fuori senza chiederne il permesso; ma non era che un<br />

piatto con grappoli di uva, che al-Walid avea gettato per vergogna che ve-<br />

dessero un piatto su cui non vi erano che gi-appoletti di uva. Allora si leva-<br />

rono e uscirono verso la gente, e l'uno si fece a biasimare l'altro. Il popolo<br />

venne a sapere tutto, e cominciò a ingiuriarli e a maledirli ; alcuni dice-<br />

vano [parlando di abù Zaynab]: « Dio si è adirato per tale sua azione! ».<br />

Ma altri [lo scusarono dicendo] : « abù Zaynab è stato spinto [a far ciò]<br />

«dalle parole del Corano [Sur ah, XXXXIX, 6, ammonizione ad asso-<br />

« dare le accuse prima di prestarvi fede] e ciò [desiderio di appurare la<br />

« verità] li ha mossi a tale investigazione ed esame ». Ma al-Walid pei'-<br />

donò tutto, e lo tenne celato a Utjimàu, e non procedette per nulla contro<br />

il popolo per questa colpa, e non volle fare loro del male :<br />

e pazientò Cj (T a bari, I, 2843, Un. 3-2844, Un. lOj [M.G.].<br />

tacque<br />

quindi<br />

Nota 1. — La tradizione mira a scusare alAValiil b. 'Uqbah dall'aver formato una spacie di corte<br />

in al-Kiìfah, chiamandovi anclie poeti, il che data la condanna lanciata contro i poeti da Maometto, non<br />

era atto in tutto conforme alle buone consuetudini musulmane. E certo anclie che abiì Zubayd fosse<br />

cristiano e da ciò lo scandalo anche maggiore. Sayf lo dichiara musulmano. Poi si vuol dimostrare eh<br />

al-Walid non bevesse vino, e che tutta l'agitazione contro di lui in al-Kufah provenisse da rancori per.<br />

sonali dei genitori degli scapestrati giustiziati. È questo il sistema preferito di Sayf b. 'Uraar, sistema<br />

di coi avremo ancora innumerevoli esempi nel corso delle seguenti annate, sino alla battaglia del Camelo<br />

dell'anno Sfì. H. Secondo Sayf dunque al-WàliJ era puro da ogni peccato e vittima di una congiura di<br />

maldictinti.<br />

§ 92. — (al-8ari, da Su'ayl), da Sayt, da al-B'ayd. da Muhammadj. Ho<br />

visto al-8abi sedere presso Muhammad b. Amr b. al-Walid, cioè ibn Uqbah,<br />

che era luogotenente di Muhammad b. 'Abd ai-mal ik. Muhammad ricor-<br />

dava la .spedizione di Ma.slamah, «; al-Sa'bi di.sse : « Che direste allora se<br />

325.


(4 !^J-1M. oU* R. ria<br />

30. a. H. « aveste vissuto al tempo di al-Walid, delle sue spedizioni e del suo governo<br />

tomi del maiu- * Quegli davvero faceva spedizioni e arrivava chissà dove! E mai non era<br />

moro contro il , ,1-, nieno [al fine] e nessuno gli era -ribelle [lo contrastava], finché fu poi<br />

zio'ne"di al^Wa- * dcposto dal suo ufficio! Allora era capo di al-Bàb 'Abd al-rahmàn b. Rahd<br />

b. Uqbah dal « bi'ali al-Bàhili. E quegli dav\'ero [al-Walid] distribuiva a tutti i servi di<br />

i^u,ah.<br />

* id-Kufah il danaro che 'Uthmàu b. Afian avea dato in più al popolo per<br />

« mezzo suo ; e cioè [diede al-Walid] di questo sopravanzo tre [d i r h a mj<br />

« ogni mese, con cui vivevano agiatamente senza cosi che danneggiasse<br />

« [letteralmente: diminuisse] i mawla nell' arzà q<br />

liii. 10-2845, lin. 3) [M.G.].<br />

» (') (T a bari, 1,2844,<br />

Nota 1. — Anche questa tradizione ha la sua ragion d'essere: si vuol provare che al-Walid non<br />

sottraesse parte alcuna delle rendite della provincia, ma amministrasse cosi onestamente che dopo distri-<br />

buite le pensioni a tutti i militi che ne avevano il diritto, ne aveva ancora un sopravanzo disponibile,<br />

che invece di scomparire nel suo patrimonio personale e privato, andava a sollevare la miseria degli<br />

schiavi ed a beneficare gì' infelici. Secondo Sayf, dunque, tutti stavano bene e contenti sotto il governo<br />

di al-Walid.<br />

§ 93. — Le condizioni generali, da noi brevemente descritte nei pa-<br />

ragrafi precedenti, erano quelle che maggiormente contribuivano al grande<br />

e profondo malcontento di tutta la popolazione. Sa3-f ci induce quindi in<br />

errore descrivendoci l'agitazione come un odio personale contro il gover-<br />

natore di al-Kufah (cfi-. Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 116-117;<br />

per la giustizia da lui imposta agli assassini di ibn al-Haysumàn, nonper-<br />

tanto la sua narrazione dei fatti è conforme al vero, in quanto senza dubbio<br />

la persona del governatore era specialmente invisa a molti abitanti di al-<br />

Kùfah, e in quanto la sua condotta in diverse circostanze accelerasse ed<br />

aggravasse la crisi. Egli era inviso non solo ai malvagi, ma anche a quei<br />

pochi rappresentanti dell'antica società madinese, perchè apparteneva per<br />

nascita alle famiglie qurasite più nemiche del Profeta, e suo padi-e 'Uqbah<br />

era stato un avversario così accanito di Maometto, che dopo la battaglia<br />

di Badr, essendo egli caduto in mano del Profeta, fu dal medesimo deca-<br />

pitato (cfi-. 2. a. H., § 74). Egli stesso si condusse in modo degno delle<br />

tradizioni pagane del padie.<br />

Egli governò mollemente e sembra non amasse i disagi della vita mi-<br />

litare, perchè dopo la breve spedizione dell' Adzarbaygàn nel primo anno<br />

del suo governo, rimase sempre inoperoso in al-Kùfah, menandovi, a quanto<br />

pare, vita licenziosa ed immorale, che diede facile argomento alle accuse<br />

dei suoi nemici.<br />

§ 94. — (ai-Sari, da Su'ayb. da Sayf, da abù (rhassàn Sakan b. Abd<br />

al-rahmàn b. Hubays). Si riunirono alcuni cittadini di al-Kùfah e si adope-<br />

rarono per la deposizione di al-Walid. abù Zaynab b. 'Awf e abù Muwarri'<br />

326.


30. E. H. g 94.<br />

b. follili al-Asadi accettarono l' incarico di testimoniare contro di lui. An- 30. a. h.<br />

darono presso al-Walid e divennero assidui nel visitarlo. Mentre un giorno tomi dei maiu-<br />

essi erano con lui in casa, ed egli stava nel suo gabinetto con due donne "^o'^ contro il<br />

governo: deposi-<br />

1 T-v 1 r-i • - HI •<br />

1<br />

separate dal popolo da una cortina, 1 una bmt Dzi-l-lvniinar e 1 altra biiit ^jon^ ^j ai.wa-<br />

abi ' Aqil, al-Walid si addormentò, la gente se ne andò e rimasero solo ''' '' Uqbah dai<br />

_ _ governo di al-<br />

abu Zaynab e abu Muwarri'; di questi uno prese l'anello di al-Walid e Kofah.<br />

poi se ne andarono. Quando al-Walid si svegliò avendo le due donne al<br />

capezzale, non vide più il suo anello, e le interrogò cii'ca di esso, ma non<br />

ne potè avere notizia da loro. Domandò allora: « Chi del popolo restò,<br />

quando gli altri se ne erano andati? ». Esse risposero: « Due uomini che<br />

« non conosciamo, e che non sono venuti presso di te che da breve<br />

«tempo ». Disse al-Walid: « Descrivetemeli! ». Risposero: « Uno avea<br />

«una kbamisah e l'altro un mutraf: quello del mutraf era più<br />

« lontano da te ». — « Quello alto? ». — « Sì, e quello della khamisah<br />

«ti era più vicino dei due ». — « Quello basso? ». — « Sì; anzi ab-<br />

« biamo veduto la sua mano sulla tua mano». Disse al-VValid: «Questi<br />

« è abù Zaynab, l'altro abù Muwarri' :<br />

e certo hanno inteso recarmi qualche<br />

«grave danno: potessi sapere che cosa vogliono da me! ». Li fece cer-<br />

care, ma non li potè trovare ; essi eran dii-etti a Madinah, ove si reca-<br />

rono da 'Utjimàn accompagnati da conoscenti di lui, da quelli, che al-Walid<br />

avea deposto dalle loro cariche. A Uthmàn narrarono [tutto]: questi chiese;<br />

«Chi fa testimonianza? ». Dissero: « abù Zaynab e abù Muwarri' ». E gli<br />

altri si ritirarono. Egli disse : « Come lo vedeste ?» . Risposero: «Eravamo<br />

«tra (quelli che lo frequentavano; entrammo presso di lui, e vomitava<br />

« vino ». Disse 'Uthmàn: « Non vomita vino se non chi lo beve ». Mandò<br />

quindi a cercare al-Walid, e quando questi entrò presso 'Utjimàn, vide quei<br />

due e citò per esempio quel verso:<br />

Non temo in una cosa cui son solo a trattare; quindi uun temo te in un affare simile o Hàritli.<br />

al-\V'alid fece giuramento ad 'Utjimàn e gli nano quel che riguardava loro<br />

come lo avevano sorpreso], 'Utjimàn disse: « Applicheremo le giuste pene,<br />

« e il falso testimonio .soffrirà il fuoco: e tu sii paziente, o piccolo fratello! ».<br />

Diede quindi ordine a Sa'id b. al-'As di flagellare al-Walid ('), e questi cosi<br />

fece. E ciò fece ereditare fino ad oggi un'inimicizia fra i loro discendenti.<br />

al-Walid il giorno che fu fatto flagellare avea indos.so una khamisah,<br />

e gliela strappò di dos.so 'Ali I). ahi Tàlib fTabari. 2847, lin. 3-2843,<br />

lin. 13) [M.G.].<br />

N'»TA 1. — Sayf canta Mempnj la stessa melodia: bisognava spiegare come al-Walid t'o8.so «tato<br />

Hagellato per consumo di vino, n Hnyf ci narra che anche questo fatto fu conseguun/a di un basso inganno<br />

827.<br />

•I


K^ '.II'.!'.. ÒUa 2it Xl«<br />

30. a. H. vendicativo dei medesimi nemici di al-Walid. Auzi Sayf mette in bocca ad 'Utjhmàn alcune parole,<br />

['IRAQ.- Primi sin- secondo le quali egli avrebbe sospettato la falsa testimonianza, ma non potendo accertarla, affidasse a<br />

tomi del malu- Dio la punizione del falso testimonio con la pena eterna del fuoco. E singolare (juesta costanza di R«vf<br />

more contro II nel difendere la riputazione anche dei peggiori Compagni.<br />

zione di ai-wa- § ^5. — (al-Saii, da Su'a5''b, da Sayf, da 'Ubayd al-Tanàfisi, da abù<br />

iid b. Uqbaq dal Ubaydah al-Iyàdi). abù Zaynab e abù MuAvarri' si recarono presso al-WaJid<br />

KQfah., ed entrarono in sua casa. Presso di lui eran due donne: bint Dzi-1-Khimàr<br />

e bint abi 'Aqil; egli dormiva. Ha narrato una di esse: Uno di loro due<br />

.si chinò su di lui, e prese il suo anello. Quando egli si svegliò ne chiese<br />

alle donne. Esse risposero: «Non lo abbiamo preso » . Dis.se: «Chiiima.se<br />

« per ultimo della gente? ». Risposero: « Due uomini, uno basso che por-<br />

« tava una khamìsah, e uno alto con un mutraf. E vedemmo che<br />

«quello della khamìsah si curvò su di te». Disse: «Questi è abù<br />

«Zaynab!». E li fece cercare: ma essi eran diretti [altrove] con alcuni<br />

loro compagni. al-Walid non sapeva che avessero voluto fare con ciò : essi<br />

si recarono da Uthmàn e lo informarono di tutto in presenza dei capi del<br />

popolo. 'Uthmàn mandò a chiamare al-Walid, il quale venne, e si accorse<br />

dei due. Li chiamò 'Uthmàn: «Di che testimoniate? Testimoniate che lo<br />

« avete veduto bere del vino?^. Dissero: « No ». E temettero. Disse: « E al-<br />

« lora come testimoniate?». Risposero: «Lo sprememmo dalla sua barba<br />

« [il vino] mentre lo vomitava »('). Alloi'a lo fece flagellare da Sa'id b. al-'As,<br />

e ciò fece ereditare un'inimicizia fra i loro discendenti (T a bari, I, 284S,<br />

lin. 13-2849, lin. 8) [M.G.].<br />

Nota 1. — Sayf b. TTmar vorrebbe dimostrarci invero tutto il contrario di quanto dicevano i<br />

nemici di al-Walid ed afferma che molti energicamente protestassero contro la guerra di calunnie e di<br />

sospetti ingiusti lanciati contro al-Walid (Tabari, I, 2844, lin. 7). In un altro passo aggiunge (ibid., I,<br />

2849, lin. 10) che se, alcuni erano avversissimi al governatore, il popolo lal- 'ammali) era disposto in<br />

suo favore. In un altro passo (ibid., I, 2850, lin. 2-6) ancora afferma che trattasse la gente con molta<br />

benevolenza e generosità, e che quando egli lasciò al-Kfifah gli schiavi, le schiave e perfino gli Arabi<br />

liberi deplorarono la sua partenza. Gli schiavi furono però specialmente addolorati e salutarono la sua<br />

partenza con alcuni versi, nei quali rimpiangevano la generosità di al-Walid verso di loro, mentre il<br />

successore, Sa'id h. al- As, avrebbe diminuito le misure ed avrebbe fatto soffrire la fame alle schiave<br />

ed agli schiavi :<br />

viveri.<br />

(1) Guai a noi. È stato deposto al-Walid, ed è venuto fra noi Sa'id per torglierci i<br />

(2i Egli diminuisce le misure e non le aumenta: e le schiave e gli schiavi hanno<br />

sofferto la fame (cfr. §§ 100, 1341.<br />

Bisogna riconoscere che Sayf colora tendenziosamente i fatti per scolpare al-Walid : è probabile<br />

però che questi avesse in al-Kiìfah chi lo difendeisse, e che egli fosse inviso per la sua debolezza di carat-<br />

tere, la sua passione per i piaceri e per l'incapacità mostrata nell'amministrazione della più diffìcile ed<br />

agitata provincia dell'impero.<br />

§ 96. — (Sayf b. 'Umar, da al-Ghusn b. al-Qàsim, da Amr b. Ab-<br />

dallah). I nemici di al-Walìd, nonostante il primo insuccesso, continuarono<br />

la loro campagna di malevoli insinuazioni contro il governatore, e reca-<br />

328.


30. a. H. §§ 9(;, 97.<br />

tisi presso 'Abdallah b. Mas'ucl, il venerato Compagno del Profeta, stabi- 30. a. H.<br />

lito in al-Kufah. gli riferirono che al-Walid beveva segretamente il vino torni dei maiu-<br />

e proseguirono a spargere questa voce in tutto il paese. 'Abdallah b. Mas'ùd '^°'^ contro ìi<br />

non difese il governatore, ma disse soltanto: « Noi non andiamo ad indagoverno:deposi-<br />

^jo^g jjj ai-wa-<br />

« gare gli atti vergognosi di un uomo, se li tiene nascosti da noi >. Queste ifd b. Uqbah dai<br />

governo di alparole<br />

di ibn Mas'ud furono riferite al governatore, e dacché potevano es- KQfah.]<br />

sere interpretate in senso sfavorevole per lui, al-Walid mandò a chiamare<br />

ibn Mas'ùd e gli rimproverò in termini vivaci di aver risposto in quel<br />

modo equivoco a gente che mirava soltanto a sodisfare il loro desiderio di<br />

vendetta (mawtiirùn). ibn Mas'ùd a sua volta rispose con risentimento<br />

al governatore ed i due uomini si separarono dopo uno scambio molto<br />

vivo di parole, ed iratissimi l'uno contro l'altro (T ab a ri, I, 2845).<br />

Ctr. Athir, III, 81.<br />

§ 97. — (Sayf b. 'Umar, da Muhammad e da altri). Un altro inci-<br />

dente venne ad aggravare la tensione degli animi. Un tale che pretendeva<br />

di essere un mago, fu condotto dinanzi al governatore al-Walid, ed il gover-<br />

natore mandò a chiamare Abdallah b. Mas'ùd per sapere quale punizione<br />

si dovesse infliggere a un uomo della sua professione. 'Abdallah b. Mas'ùd aprì<br />

un'inchiesta e volle sapere chi accusasse l'uomo di essere un mago (sàhir).<br />

Quelli che avevano arrestato il mago deposero che egli facesse incantesimi;<br />

e l'uomo stesso ammise di essere un mago e mostrò ai presenti come po-<br />

tava scomparire entro il corpo di un asino ed uscire sia dalla bocca, sia<br />

dall'ano del medesimo (o piuttosto entrai-e per l'ano ed uscire dalla bocca<br />

dell'a.sino: cfi-. Mas'ùdi, IV, 2G6; Athir, III, 81). ibn Mas'ùd dichiarò<br />

allora che l'uomo doveva essere messo a morte, e, dicendo questo, prese<br />

congedo dal governatore. Intanto nella moschea di al-Kùfah si era spar-sa<br />

la voce che un uomo si trovava presso il governatore a fare esperimenti<br />

di magia. La voce creò viva agitazione: si fece innanzi Grundab gridando:<br />

«Dov'è'? Dov'è? >, e visto l'uomo, che faceva il mago, si gettò su di lui<br />

e lo uccise ('). 'Abdallah b. Mas'ùd ed al-Walid furono d'accordo che .si do-<br />

vesse carcerare óundab e tenerlo in cu-stodia finché si fosse informato il<br />

Califfo dell'accaduto e .si avesse avuto la sua decisione. Così fu fatto, e<br />

Gundab rimase carcerato finché giunse la risposta del Califfo, il quale de-<br />

cretò che (iundab dovesse giurare di ignorare che il governatore ed ibn<br />

Mas'ùd avevano stabilito di mettere a morte il mago. Se ri.sultava che<br />

Gundab ignorasse la decisione del governatore ed avesse agito perchè temeva<br />

che il mago sarebbe scampato alla pena che meritava, allora Gundab<br />

doveva essere battuto con veighe e poi rila.sciato in libertà. Il Califfo 'Uthman<br />

cfilse questa occa.sione per rammentare ai fedeli che non dovevano<br />

32«. 42


idb. Uqbah dal<br />

gove rno di al<br />

Kufah.!<br />

e 1^^^ ÓXJ* ci* il*<br />

30. a. H.<br />

IRAQ. -Primi sintomi<br />

del maiu-<br />

A^'uc, fidainlosi dello proprie opinioni e senza prove di latto, ed insistè sul<br />

...,., .11 1 1 i. i.- / i ix- \ 1<br />

1 MI liei pio toiidamrntale che solo il potere esecutivo (al-sultan) avesse il<br />

more contro il<br />

governo:deposizione di ai-Wacompito<br />

di mettere in esecuzione le pene. Gli amici di Cfundab si ad ira-<br />

. , ... , . n-i. Il ......<br />

J


30. a. H. §§ 97 100.<br />

R sapere che al-AValid si divertiva realmente con prestigiatori di ogni specie e che Gundab avesse buone<br />

ragioni per ottenere con la violenza l'esecuzione della legge e difendere la santa religione contro quelli<br />

che non la rispettavano.<br />

Ct'r. Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 116.<br />

Nota "2. — Non è corretto che soltanto i mawturùn, si agitassero contro al-Walid, ma anche<br />

tutti i malcontenti di ogni specie, fra i quali multi impiegati, che erano stati deposti da nl-Walid<br />

dagli uffici che occupavano, forse per punirli ili malversazioni commesse l,Sayf b. 'Umar: cfr. Tabari<br />

I, 2848, lin. 3 e segg.)- La maggioranza degli avversari di al-Walid, piuttosto che suoi nemici perso-<br />

nali, erano persone vivamente scontente con il regime del Califlo, e cercavano di combattere il governo^<br />

attaccando direttamente gl'impiegati del medesimo.<br />

NoT-A. 3. — Sul modo come abiì Zaynab ed i suoi amici riuscissero a togliere ad al-Walid l'anello<br />

del suo ufficio, abbiamo dunque tradizioni dello stesso Sayf, ma tutte sono composte piuttosto per scu.<br />

sare al-Walid, che per rivelare la verità, e tutte negano che fosse ebbro.<br />

Secondo ibn al-Athir poi non è vera questa tradizione che 'Ali battesse l'amir, bensì lo fece<br />

'Abdallah b. Ga'far b. abi Tàlib; 'Ali infatti avrebbe dato un tal ordine al tiglio suo al-Hasan, e questi<br />

avrebbe risposto: «Affida il caldo a chi ha avuto il freddo iwalli liàrrahà man tawalla qàr.<br />

crahàl». 'Abdallah lo battè dunque con quaranta sferzate. E 'Ali disse: «Basta. Il Profeta di Dio e<br />

e abu Bakr ne davan quaranta, 'Uthmàn ottanta, ognuno ha il suo costume; cosi piace a me!>.<br />

§ 98. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf b. 'Umar, da 'Atiyyah, da abù-1-<br />

Aril [o (_rharit| e Yazid al-Faq'asi). Il popolo si divideva in due partiti<br />

riguardo al-Walid: il popolo (al-' àm mah; per lui, i nobili (al-khàssah)<br />

contro di lui; e sulla gente pesò per questa ragione uno stato di depres-<br />

sione (khusù') che durò sino alla battaglia di Sififin, quando venne al<br />

governo Mu'àwiyali. Fu allora che si cominciò a dire : « 'Uthmàn ha ingiu-<br />

« stamente biasimato [al-Walidj ». Ma Ali disse a chi credeva cosi: « Voi<br />

« in quanto biasimate Uthmàn fate come colui che trafigge sé stesso per<br />

« uccidere chi gli sta dietro. Uthmàn non ha commesso alcuna colpa per<br />

« un uomo che ha battuto per quello che disse [meglio : per quello che<br />

« fece : cfi-. Addenda et Emendando] e ha deposto dalla carica : quale colpa<br />

« ha in tutto quello che fece per il no.stro interesse? » (Tabari('), I, 2849,<br />

lin. 8-15).<br />

Nota 1. — La tradizione molto oscura, ha bisogno di uno schiarimento complessivo, riferendosi<br />

a molti fatti di tempi posteriori. — Per cominciare Sayf cerca di scolpare tanto T'thmàn che '.Mi di<br />

ciò che avvenne tra il 30. ed il 40. H., quindi descrive lo stato di divisione degli animi in al-Kufah<br />

come una condizione di cose deprimente ed addolorante. Le scissioni perdurarono anche sotto 'Ali sino<br />

alla battaglia di Siffin, ma allora quelli che tanto si erano accaniti contro T'tjimàn si avvidero che<br />

«otto 'Ali le cose andavano anche peggio e si ebbe una reazione e si trovò che la campagna contro<br />

al-Walid era ingiustiticata. criticando 'Ut_limàn anche per questo fatto. Allora 'Ali, che la tradizione<br />

aayfiana rappresenta come immune da colpa nella tragedia di Madinah e quindi amico di 'Uthmàn, rim-<br />

provera ai Knfani la loro leggerezza e mutevolezza e dice a loro che quanto essi rimproverano ad<br />

'Ctbuiun era stata opera loro e non si avvedevano che le critiche mosse ad 'Utjimàn colpivano prima<br />

loro, la causa principale dei disordini e delle scissioni.<br />

§ 99. — fal-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da Muhammad b. Kurayb, da<br />

Nàti' b. (iubayrj. Ha detto UtJimàn: « Quando un uomo è stato flagellato<br />

« per punizione e poi è manifesto il suo pentimento, è lecita |ha valore]<br />

«Ih sua testimonianza» (Tabari. I, 2849, lin. 15-17j [M.O.I.<br />

§ 100. — I<br />

ai-Sari,<br />

da Su'ayb, da Sayf da abù Kibràn, da una cliente di<br />

essi the al-Walid avea beneficato). al-Wiilid era benefico versd il jK)polo tanto<br />

•SA\.<br />

30. a. H.<br />

("IRAQ.- Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro il<br />

governo: deposizione<br />

di al-Wa-<br />

lid b. 'Uqbah dal<br />

governo di al-<br />

Kùfah.j


Kùfah.<br />

c^ iij. ii.t oUa ci» ri»<br />

30. a. H. elio prese a ilintribuire [danaro, ecc.J a scliiave e servi. Si dolsero della sua<br />

(•|RAQ--Primi sintomi<br />

del maiumore<br />

contro il<br />

.. , . • •<br />

«lisgrazia liberi e schiavi: si<br />

j- j- j • n i<br />

i . .,<br />

udiva dire dalle schiave, che portavano il<br />

,<br />

lutto:<br />

Disgrazia h noi, è stato deposto al-Walid. E venne a noi per affamarci Said. Dimigoverno:<br />

deposi<br />

zione di al-Wai.db.uqbahdai<br />

niiisoe la razione e non l'accresce. Sono affamate le serve e gli schiavi (cfr. §§ 95 nota 1, 134).<br />

(Tal) a ri. I, 2840, lin. 17-2850, Im. 7) [M.G.].<br />

ÌV,1T<br />

'^' ^''<br />

§ 101- — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf b. al-Giiu.sn b. al-Qàsim). Quando<br />

fu deposto al-Walìd e fu eletto Sa'id diceva la gente:<br />

Povero regno [lett. non se ne vada... invocazione peri morti: che equivale a dire,<br />

forse: Povero regno!], una volta che le buone qualità / = i butmi governanti) se ne sono<br />

andate. Povere cariche, quando ne sono a capo i segretari.<br />

(T a bari, I, 2850. lin. 7-9) [M.Cf.].<br />

Nota 1. — E vero che Sayf b. 'Umar deve considerarsi come fonte di molto dubbia fede, ma le<br />

affermazioni sue contenute negli ultimi paragrafi meritano una maggiore attenzione delle altre, perchè<br />

sono confortate dalla citazione di versi, che non sono d'invenzione di Sayf b. 'Umar, ma probabilmente<br />

di origine popolare. Se si accetta questa premessa, ne veniamo a dedurre alcune importanti conseguenze<br />

storielle. al-Walid può essere stato un pagano, appéna verniciato esternamente d'islamismo, un beone<br />

e un dissipato nella sua condotta morale, ma deve esser stato un amministratore onesto e rigido —<br />

almeno relativamente a tanti altri suoi colleghi — e deve aver messo speciale cura a garantire, per<br />

quanto era possibile, il pagamento delle pensioni. Ma egli andò anche più oltre. Per combattere l'elemento<br />

arabo piii intransigente nazionalista ed anti-umayyade io anti-qnraJita, che era la stessa cosa),<br />

dev'essersi appoggiato agli elementi non arabi della popolazione di al-Kufah : si rivolse agli schiavi ed<br />

alle schiave e tentò di alleviare la loro tristissima sorte, assistetidoli finanziariamente. Questi schiavi<br />

di guerra, forse in molte circostanze erano più o meno islamizzati, ed a loro egli poteva estendere sus-<br />

sidi, senza violare il principio della comunità islamica, le rendite dello Stato doversi dèvulvere soltanto<br />

ai Musulmani. Questo comunismo democratico è molto nello spirito primitivo <strong>dell'Islam</strong>, ed aveva il vantaggio<br />

di essere anche un'abile mossa di opportunismo politico. Purtroppo per lui e per gli Umaj-yadi<br />

il provvedimento non fu di grande giovamento. I maggiorenti, gli al-airàf, di al-Kùfah erano con-<br />

trarissimi al governatore non solo per il fatto che egli era luogotenente qurasita del Califfo, ma forse<br />

anche perchè egli deve aver combattuto molti abusi commessi da quella gente più intiuente a danno dei<br />

minori. Erano soltanto i capi-tribù ed altri più fortunati, che nel parapiglia delle prime conquiste si<br />

erano accaparrati, in qualunque modo era a loro disposizione, onesto o disonesto che fosse, quanto mai<br />

potevano dei beni del paese, specialmente terre. Provenienti da tutte le tribù dell'Arabia orientale, invidio-<br />

sissimi dell'egemonia qurasita, vedendosi esclusi da tutti gli altri benefici, a cui per insaziabile avidità<br />

di guadagno probabilmente aspiravano, offesi dalla superbia e tracotanza quralita-umayyade, fecero una<br />

guerra spietata contro il governatore e riuscirono nel modo descritto poc'anzi a farlo destituire, valen-<br />

dosi del fatto che al-Walid, con pagana licenza, si abbandonava spesso a copiose libazioni di vino, senza<br />

curarsi dello scandalo che sollevava (cfr. §§ 134, 142, nota Ij.<br />

Dai versi risulta però che Sa'id, successore di al-Walid, non fosse più cosi onesto nell'ammini-<br />

strare il tesoro.<br />

§ 102, — (ibn al-At_hir). Si dice che al-Walid, ubbriaco, pregasse il<br />

subii quattro (rak'ah), e poi, volto agli astanti, dicesse: «Io vi cre-<br />

« scerò > (cfr. § 112). E ibn^Mas'iid disse : « Tu ci hai cresciuto sempre a co-<br />

minciare « da oggi ». E fecero testimonianza contro di lui presso 'Uthmàn, il<br />

quale diede ordine ad 'Ali di batterlo. E 'Ali diede ordine di batterlo ad<br />

'Abdallah b. Oa'far. E al-Hutayah disse quattro versi (A tji i r , III, 82).<br />

§ 103. — (al-Ya'qubi). Quando al-Walìd b. 'Uqbah b. abi Mu'ayt fu<br />

preposto ad al-Kùfah invece di Sa'd [b. abi Waqqàs], fece la preghiera pub-<br />

blica della ghadàh, essendo ubbriaco, di quattro f-akah, e vomitò noi<br />

83-2.


30. a. H. §§ 103, 104.<br />

mihràb della moschea, e poi si voltò a quelli ch'eran dietro, e disse: « Vi 3°- ^- ^<br />

« crescerò [= ve ne farò anche delle più. grosse!] ». Poi si sedette nella corte tomi dei maiu-<br />

della moschea. Gli fu condotto uno .stregone (sali ir), chiamato Batrawi '"O'^e contro n<br />

[?],<br />

,. , T--.' 1 1 j. 1- - • .Ti T-. 1 1- governo: 1 deposi-<br />

.<br />

di al-Kurah. e la gente gii si rmni dintorno. Ed egli si mise ad entrar per ^ìone di ai-wa-<br />

l'ano della camela e ad uscirne dalla bocca, e faceva cose pi'odigiose. Lo vide ''


i.d b. Uqbah dal<br />

governo di al<br />

Kùtah.l<br />

s« un, If*. 3^- ^* "•<br />

30. a. H. Secondo altri, tutto ciò segui di giorno, e (ìundab andò pel .suq. e<br />

To^ rei""mliu- tolta da un annaiolo una spada, rientrò nella mo.schea, tagliò la testa deimoro<br />

contro il l'ebreo dicendo: « Se sei verace, risuscita te stesso! ». Ad al-Walid ciò di-<br />

ronrdi a7wa- spiacque, e voleva chiedergli la vendetta, ma ne lo trattennero gli Azd.<br />

]£,! ^g\[ ]q imprigionò, e voleva ucciderlo con un iDganno. Il carceriere andò<br />

una volta a svegliarlo per [la preghiera de]l mattino, e gli disse : « Vattene<br />

« pure ». — « Ma ti uccideranno per causa mia », disse Grundab. — Ed egli:<br />

« 'San è gran cosa questa, quando c'è la grazia di Dio e la liberazione d'uno<br />

« dei suoi prediletti ». Al mattino al-Walìd lo chiamò, che intendeva di<br />

ucciderlo, e non lo trovò. Domandò allora al carceriere, che gli disse esser<br />

egli fuggito. Ed egli tagliò la testa al carceriere e lo mise in croce in<br />

al-KunàsahO (Mas'udi, IV, 266-268) jM.].<br />

Nota 1. — Non v"è dubbio che in queste tradizioni sul preteso mago Batrùni, un qualche impo-<br />

store aramnico che avrà attirato l'attenzione di al-Walid, e lo avrà divertito con qualche atto di pre-<br />

stigio, si conserva un l'ondo di verità storica. Dobbiamo però allo stesso tempo arguire, dai parti-<br />

colari dei pretesi prodigi attribuiti a Batrùni, che la tradizione ha ricamato molto sul conto suo.<br />

<strong>For</strong>se la l'ama dei prodigi di Bati-iini, esagerata di molto oltre il verosimile, appunto per screditare<br />

al-'Walid e per rappresentare il governatore come legato con il demonio, può aver sospinto qualche<br />

uomo più squilibrato degli altri a trucidare il mago, quasi vedesse in lui un emissario dello Spirito<br />

del Male. Quando al-Walid volle punire il colpevole dell'omicidio, egli apparve non già l'esecutore della<br />

giustizia, ma come il partigiano del demonio e suo alleato. Per scusare poi l'atto omicida del fanatico,<br />

è naturale che la tradizione abbia attribuito al mago prodigi esagerati, che noi sappiamo non sono umanamente<br />

possibili.<br />

§ 105. — (al-Mas'ùdi). Si recaron da 'Uthmàn il suo zio paterno al-<br />

Hakam b. abi-l-'Às col figlio Marwàn ed altri dei banù Umayj'ah. Or al-<br />

Hakam era un bandito dal Profeta di Dio, ch'era stato cacciato da Ma-<br />

dinah ed espulso dalla .sua vicinanza. Gli 'ummàl delle provincie erano<br />

molti, tra cui:<br />

al-Walid b. 'Uqbah b. abì Mu'ayt in al-Kùfah, di cui il Profeta aveva<br />

detto ch'egli era di quei del fuoco;<br />

' Abdallah b. abi Sarh, sull' Egitto ;<br />

Mu'àwiyah b. abi Sufyàn, in Siria:<br />

'Abdallah b. 'Amir, su al-Basrah.<br />

aJ-Walìd b. 'Uqbah fu deposto da al-Kiifah, e vi fu messo in vece sua<br />

Sa'id b. al-*As.<br />

Motivo della deposizione di al-Walid e della nomina di Sa'id fu, se-<br />

condo i tradizionisti, che al-Walid era stato a bere con i suoi amici (nudamà)<br />

e cantori, dal far della notte fino al mattino. Quando il muadzdzin<br />

diede segno dèlia preghiera, egli usci con le tuniche discinte,<br />

s'avanzò verso il mihràb per la preghiera mattutina, e pregò quattro<br />

'<br />

[r a k a h '?], poi disse: «Volete ch'io ve ne faccia ancora?». Secondo<br />

altri disse, dopo tina lunga prostrazione: «Bevi, e dammene». E uno di<br />

334.


30. a. H. § 105.<br />

quelli che gli stavan dietro — iu prima fila — disse: «Basta; ti dica basta<br />

« Iddio col bene ! Per Dio, io mi maraviglio di chi ti ha mandato a gover-<br />

«narcil ». Chi disse così era 'Attàb b. Gha^iàn al-Thaqatì.<br />

E la gente prese a gettare contro al-Walid dei ciottoli ch'eran nella<br />

moschea.<br />

Allora egli rientrò nel suo qasr borbottando, e pronunciando dei<br />

versi di Ta'abbata .sarraii (due versi di sodisfazione nel bere).<br />

Al qual proposito al-Hutayah compose quattro versi sul conto di al-<br />

Walid (cfi-. più avanti § 112).<br />

Il fatto si propalò nella città, e divenne manifesta la sua mala condotta.<br />

Un certo numero di persone gli furono addosso nella moschea, tra cui abu<br />

Zaynab b. 'Awf al-Azdi e Gundab b. Zuhayr al-Azdi ed altri. E lo tro-<br />

varono ubbriaco, .steso sul suo sarir, che non capiva. Lo scossero, ma non<br />

si svegliò, ma rigettò sopra di loro quel vino che aveva bevuto. Gli trassero<br />

allora di mano l'anello, e corsero subito a Madinah da 'Uthmàn b. 'Afìan,<br />

e attestarono presso di lui a carico di al-Walid, ch'egli aveva bevuto vino.<br />

« Or chi vi dice », osservò 'Uthmàn, « ch'egli beve il vino? ». E quei due<br />

dissero: «È quello stesso vino che bevevamo nella Gàhilij'yah », e tras-<br />

sero l'anello e glie lo consegnarono. Utjimàn li sgridò, e li colpi al petto,<br />

e disse loro: « Andate via da me ». Ma quelli, usciti, si recarono da 'Ali e<br />

gli raccontarono il fatto. Allora Ali andò da 'Uthmàu, dicendogli: «Hai<br />

« Or che pensi? ».<br />

— « Io penso che tu abbia a far chiamare il tuo funzionario, e se essi<br />

« rigettato i testimoni e rese vane le leggi ». E 'Utjimàn :<br />

< manterranno la testimonianza davanti a lui, ed egli non addurrà prova<br />

« a difesa, dovrai punirlo ». Quando al-Walid fu venuto, egli chiamò quei due,<br />

e testimoniarono contro di lui, ed egli non addu.sse dife.sa. Alloi'a 'Uthmàn<br />

con.segnò la frusta ad 'Ali, che disse al figliuolo al-Hasan di levarsi e di<br />

dargli quello che Iddio voleva gli fosse dato. Ed egli : « Lascia ad altri<br />

« dei presenti la cura ». E quando Ali vide la riluttanza dei presenti a<br />

punirlo, giacché temevano di 'Uthmàn. ch'era parente_ del reo, prese egli<br />

stesso la frusta, e gli si avvicinò. Come se lo vide vicino, al-Walid lo in-<br />

sultò, e gli disse: «Imbroglione (? sàhib m a k s = esattore di tasse ille-<br />

« cite, nel senso dei testi evAngeìici = puhlicaìius) *.<br />

Aqil b. abi Tàlib, ch'era pre.sente, di.sse allora: « Ci pare che tu<br />

«non sappia chi tu sia; tu sei un ilg di quei di Safuriyah! (ch'era<br />

« un villaggio fra 'Akkà e al-Lagùn (= Sephoris = Diocaesarea], degli<br />

« a m à I al-Urdunn, del paese di Tabariyyah, e voleva dire che suo<br />

« padrf era un ebreo di quelle parti) ». al-Walid si provò a sfuggire ad<br />

Ali, ma questi lo tra.sse a sé. e Io gettò a terra, e levò la frusta contro<br />

S.%.<br />

30. a. H.<br />

("IRAQ. -Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro il<br />

governo: deposizione<br />

di al-Wa-<br />

lid b. Uqbah dal<br />

governo di al-<br />

Kufah.j


30. a H.<br />

§§ iiCi, KHi. 30. a. ri.<br />

,1j ii,i ^ 'Utiiman disse: « Ma tu non puoi far (;osì ». — « Cesi, e peggio »,<br />

'IRAQ.- Primi sin- .... . , , i ^ -a t •<br />

,<br />

tomi del maiu- rispose Ali, « giacche ha commesso turpitudini, e non voleva scontare<br />

more contro il<br />

|,^ pena ».<br />

zrone"dl 'll^wa- (H Califfo) prepose ad al-Kufah, dopo di lui, Said b. al-'As.<br />

lid b. Uqbah dal Sa'id b. al-'Às, entrato che fti ad al-Kufah, non volle salir sul m i n ha r<br />

KùtaV""<br />

'<br />

*<br />

^^ prima non l'avessero lavato, e lo fece lavare. Perchè diceva che al-Walid<br />

era un uomo impuro ed infame (') (Mas'ùdi, IV, 266-261) [M.].<br />

Cfr. Abulfeda, I, 262.<br />

Nota 1. — È quasi inutile ricliiamare l'attenzione del lettore sul carattere ultra-partigiano «li<br />

questa versione, la quale più che una narrazione di fatti è un vero libello contro al-\Valid. È hene<br />

ricordare che al-MasTidi scriveva alla corte abbàsida, in un periodo in cui più viva ardeva la face del<br />

fanatismo settario. Si osservi quanta è lontana la versione di al-MasTidi da quella saytiana, che tutto<br />

appiana e giustifica e spiega in senso onesto ed ortodosso.<br />

106. — (al-Ya'qubi). In quest'anno (30. H.) al-Walid b. 'Uqbah b. abi<br />

Mu'ayt fu governatore di al-Kùfah in luogo di Sa'd [b. abi Waqqàs] e recitò in<br />

pubblico le preghiere del mattino, per quattro rak'ah, essendo ebbro, poi<br />

si mise a vomitare verso il mihràb ('); quindi, rivoltosi a quelli che stavano<br />

dietro di lui disse: «Ne volete ancora? (azidukum: cfi*. Mas'ùdi, IV,<br />

« 259, lin. 1 — ctr. § 106) ». Poi si mise a sedere nel cortile della moschea, e<br />

fece venire un incantatore di al-Kùfah chiamato Batrawi (^), intorno al quale<br />

la gente si radunò, e quegli prese ad entrare nell'ano di una camela e a<br />

uscirne dalla bocca e a compiere (altri) prodigi. Grundab b. Ka'b al-Azdi<br />

lo vide e, andato da un brunitore di armi, prese una spada; quindi, avvi-<br />

cinatosi in mezzo alla folla tenendo coperta la spada, tagliò la testa all'in-<br />

cantatore, dicendogli: « Risuscita te stesso, se sei veritiero! ». al-Walid fece<br />

arrestare Grundab e voleva tagliargli la testa, ma alcuni degli Azd si le-<br />

varono a dire: «Per Dio, non uccidere il nostro compagno!». Allora lo<br />

rinchiuse in prigione : quegli passava tutta la notte in preghiera e il car-<br />

ceriere, chiamato abù Sinàn, avendolo osservato, disse : « Non avrei scusa<br />

« presso Dio se lo tenessi in prigione a disposizione di al-Walid, che lo<br />

«ucciderebbe». E lo liberò: Grundab andò a Madinah e al-Walid, preso<br />

abù Sinàn, gli fece dare duecento frustate. Allora Grarir b. Abdallah, 'Adi<br />

b. Hàtim, Hudzayfah b. al-Yamàu, al-Ais'atji b. Qa3'^s gii si schierarono<br />

contro e scrissero a 'Utjimàn, inviando la lettera con propri messaggeri.<br />

'Ufhmàn depose al Walid, e nominò al suo posto Sa'id b. al-'As. Quando<br />

al-Walid giunse (a Madinah), 'Uthmàn disse: «Chi vuol percuoterlo?».<br />

Ma la gente non osava, a cagione della sua parentela con 'Utlimàn, del<br />

quale era ft-atello per parte di madre. Allora 'Ali si levò e lo percosse. Poi<br />

'Uthmàn mandò al-Walìd come esattore della .sadaqah dei Kalb e dei<br />

Balqayn (Ya'qùbi, II, 190, lin. 4-21) [L.V.].<br />

336.


30. a. H. §§ 106, 107.<br />

Cfr. la biogi-afia di Guudub b. Ka'b in al- Isti 'ab, 84-85, n. 239; 30. a. h.<br />

Hagar. I, 510-613, n. 1223; Hagar Talidzib, II, 118-119. u. 190. To^r^'rjrmaìu-"<br />

Nota 1. — Questa pollazione del mihràb con il vomito del governatore, perchè egli come imam<br />

e capo della comunità dirigeva la preghiera e faceva le sue prostrazioni in prima fila e nel luogo più<br />

vicino al mihràb, è invenzione malevola di tempi posteriori. Ci è noto (cfr. 21. a. H., §§ 183-186) ohe<br />

il mihràb fu aggiunto all'architettura della moschea in tempi posteriori, alla fine del l secolo della<br />

more contro il<br />

geverno- deposi-<br />

zione di al Wa<br />

ij^j jj •||_h,u j_i<br />

Higrah. Un altro verso che diamo appresso e che ha caratteri d'autenticità, narra che il vomito avve-<br />

nisse nella mu^alla, non nella moschea.<br />

Nota 2. — Lezione certamente errata. Dalla lezione di Mas 'Ci di, IV, 266, lin. 6 (Batriini o Ba-<br />

triìna: cfr. Hagar, I, 512, lin. 3) sembra potersi inferire che il nome dell'incantatore fosse possibilmente<br />

il giudaico Natrònay il' incantatore è giudeo secondo Mas'ùdi. loc. cit.> [L.V.].<br />

§ 107. — (Abdallah b. Muliammad [al-Grii'fi], da Hisàm [b. Yiisulal-<br />

San'àni], da Ma'mar [b. Ràsid al-Basri], da al-Zuhri, da 'Urwali b. al-Zu-<br />

baj"!-, da 'Ubajdallah b. Adi b. al-Khiyar). al-Mi.s\\ai b. Makhramah e<br />

'Abd al-rahmàn b. al-Aswad b. 'Abd Yaghiitli mi dissero : •< Perchè non<br />

« parli al tuo zio materno (') 'Utjimàn della condotta di- suo fiatello al-<br />

« Walid b. 'Uqbah? », poiché la gente faceva un gran parlare del contegno<br />

di Utjimàn verso di lui. Io allora (dice 'Ubaydallah) mi presentai ad 'Ut_hman<br />

nel momento nel quale egli usciva dalla preghiera e gli dissi : « Ho da<br />

« dhti una cosa, che sarà un buon consiglio per te ». Rispose: «O uomo,<br />

« mi rifugio presso Dio da te I » [secondo un'altra versione : « Da te (potrei<br />

« ricevere un buon consiglio) ? >]. Allora mi allontanai, e, dopo compita la<br />

mia preghiera, mi misi a sedere accanto ad al-Mis\var e ad ibn 'Abd Ya-<br />

ghuth e raccontai loro ciò che avevo detto a 'Uthmàn e ciò che questi<br />

mi aveva risposto. Mi dissero: «Hai fatto il tuo dovere». Mentre stavo<br />

a sedere con loro, venne un messo di 'Utjimàn, e quei due mi dissero:<br />

«Iddio ti manda una prova (ibtalàka)». Io mi mossi ed entrai presso<br />

'UtJimàn, che mi disse : « Qual è quel buon consiglio che mi proponevi<br />

« poc'anzi? ». Io recitai la lòi-mula di fede, poi dissi: « Iddio mandò Mao-<br />

« metto e gli rivelò il Libro, e tu fosti di coloro che risposero all' invito<br />

« di Dio e del suo Inviato e credesti in lui e compisti le due migrazioni<br />

« e fosti Compagno del Profeta e vedesti la sua retta via. Orbene, la gente<br />

« fa un gran parlare della condotta di al-Walid b. 'Uqbah :<br />

è tuo dovere<br />

«infliggergli un castigo». p]gli mi rispose: «Nipote mio, eri in vita al<br />

« tempo del Profeta? ». Risposi: « No (') ; ma mi è giunto della sua sapienza<br />

« ciò che giunge alla vergine dietro al suo velo » (i commentatori [Bu kha ri<br />

Qast alani, IV, 108, lin. 3-4] spiegano: come la vergine conosce le pre-<br />

scrizioni legali, pur vivendo ritirata). Allora 'Uthmàn recitò la foimula<br />

di fede, poi disse : « Iddio mandò Maometto a portare la verità e gli rivelò<br />

« il Libro: io fili tra quelli che ri.sposero all'invito di Dio e del suo Inviato,<br />

« e credetti nella missione di Maometto e feci le due prime migrazioni, come<br />

3:17. 43<br />

governo di al-<br />

Kùfah 1


30. a. H.<br />

IRAQ. -Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro il<br />

governo: deposi-<br />

zione di al-Wahd<br />

b. Uqbah dal<br />

governo di al-<br />

Kufah.'<br />

a 107-109. 30. a. H.<br />

« hai detto, e fui Compagno del Profeta e gli giurai fedeltà ad al-Hudaylnyyah<br />

«(la bayah al-tidwàn). Per Dio! non lo disubbidii né lo ingannai<br />

« fino alla sua morte. Poi Iddio po.se a .suo succes.sore abiì Bakr, ed io, per<br />

* Dio, non lo disubbidii ne lo ingannai: poi fu posto a suo successore<br />

« 'Umar, ed io, per Dio, non lo disubbidii né lo ingannai fino alla sua<br />

« morte. Finalmente fui posto io a suo successore : non ho dunque .sopra di<br />

* voi gli stessi diritti di loro?». Risposi: «Sicuro». Di.sse : «Che .sono<br />

* dunque queste storie che mi vengon riferite da voi ? Quanto a ciò ciie<br />

« mi hai detto della condotta di al-Walid b. Uqbah, faremo giu.stizia di<br />

« lui, se Dio vuole ». E fece dare ad al-Walid quaranta (vai'iante: ottanta)<br />

colpi di frusta (^), ordinando ad 'Ali di darglieli, e fu questi colui che glieli<br />

diede (Bukhàri, ed. Krehl, III, 26, Un. 19-28, lin. 3; II. 429, lin. 17-<br />

480, lin. 11 [versione francese, II, 600-601 (LXII. 7, § 2): III, 33-34 (LXIII,<br />

37, §'l)J) [L.V.].<br />

Nota I. — 1 commentatori (Bukhàri Qastalàni, VI, 197, lin. 5) fanno notare che 'Uthmàn<br />

non sia propriamente zio di 'Ubaydallah b. 'Adi, ma soltanto parente di sua madre umm (jital bint<br />

Asid b. abi-l-ls b. Umayyah (cfr. Sa ad, V, 3,3, lin. 6-7 1. e Parente della madre-, del resto, è il signi-<br />

ficato usuale di khàl [L.V.].<br />

Nota 2. — Secondo i commentatori Bukhàri Qastalàui, VI, 107, lin. ult.-lf>8, lin. 2: 197<br />

lin. 12 dal basso), 'Ubaydallah b. 'Adi non avrebbe conosciuto personalmente il Profeta, ma sarebbe<br />

nato prima della morte di lui (cfr. anche Hagar, III, 148, n. 357) [L.V.].<br />

Nota 3. — Cfr. in Bukhàri Qastalàni. VI, 108 e 198, la discussione sul numero delle vergate<br />

[L.V.].<br />

§ 108. — (abù-1-Walid, da Sulaymàn b. Harb). I Musulmani ritene-<br />

vano che colui che aveva il potere dovesse essere uomo risoluto (y a r a w n '<br />

lil-sultàn 'aamaf"): (un esempio di ciò è che) i Kufani avevano so-<br />

prannominato Sa'id b. al-'As, durante il califfato di 'Ut_hmàn b. 'Affàn,<br />

« il Marchiatore del petto » (A s ' a r a b a r k " °, un composto sul tipo di<br />

Taabbata sarr*° e simili). Or egli salì il min bar e disse: «Ingiungo<br />

«('azamtu) a chi mi deve ascolto e ubbidienza e mi ha soprannominato<br />

«A s'ara bark*" di alzarsi in piedi». Allora colui che lo aveva soprannominato<br />

cosi si alzò in piedi e disse: «0 amir, chi mai avrebbe l'au-<br />

« dacia di levarsi in piedi e dire : Io sono quello che ti ha soprannoini-<br />

« nato As'ara bark*°?». E (così dicendo) accennava col dito a sé stesso<br />

(Azraqi, 448, lin. 27-22).<br />

diverse :<br />

§ 109. — L'aneddoto è raccontato da al-Mubarrad con circostanze<br />

. . .al-Asma'i pretende (za 'ama) che Ziyàd [b. Abihi] venisse chiamato<br />

As'ara bark*" perchè marchiava il petto (sic : probabilmente è da ve-<br />

dersi in questo soprannome un'allusione alla severità neU'esigere le tasse);<br />

altri invece pretendono che così venisse chiamato al-Walid b. 'Uqbah b.<br />

338.


30. a. H. §§ 1 9-112.<br />

abi Mu'ayt b. abi 'Amr b. 'Umayyah, e raccontano che 'Adi b. Hàtini<br />

b. 'Abdallah al-Tài disse un giorno: « Non vi stupisce che questo As'ara<br />

«bark'° governi una provincia come questa? Per Dio! egli non sarebbe<br />

« degno di esser giudice in una questione di due datteri I ». al-Walid venne<br />

a risapere queste parole, e disse, mentre stava sul min bar: « Scongiuro,<br />

«per Dio, quell'uomo che mi ha soprannominato As'ara bark*", dile-<br />

« varsi in piedi ». Allora Adi b. Hàtim si levò in piedi e disse: « ami)-,<br />

«chi si alzas.se e dicesse: Io ti ho soprannominato As'ara bark'", .sa-<br />

« rebbe davvero un audace!». Allora l'altro: «Mettiti a sedere, o abu<br />

« Tàrif : Iddio ti ha assolto da una tale colpa». E quegli diceva: «Non<br />

« Iddio, per Dio, me ne ha assolto! » (') (Mubarrad, 443, lin. 0-14) [L.V.].<br />

Nota 1. — Il senso dell'ultima frase mi sembra essere questo: 'Adi !>. Hàtim, con restrizione<br />

mentale frequente tra gli Arabi, rifiuta, tra sé, di esser dichiarato assolto da Dio da una colpa ch'e>;li<br />

ha in realtà commessa, perchè ciò costituirebbe un delitto verso Dio, e ritiene, per conto suo, di essere<br />

statcì salvato dalla propria astuzia, per mezzo della quale egli, pur ottemperando allo scongiuro fattogli<br />

in nome di Dio (non rispondere ad esso gli avrebbe attirato la maledizione divina), è riuscito a non<br />

confessare esplìcitamente di essere il colpevole [L.V.].<br />

§ 110. — ibn Khaldùn racconta brevemente e in forma composita le<br />

tradizioni che riguardano la caduta di al-Walid.<br />

ibn Mas'ùd è interpellato riguardo all'omicidio, non riguardo al vino.<br />

E risponde : « Non cerchiam di vedere i genitali di chi cerca di coprirsi<br />

«da noi» (Khaldùn, II. App., 134) [Mj.<br />

§ 111. — Ci narrò Ahmad, da 'Umayr b. Sabbah, da Hàrùn b. Ma'rùl',<br />

da Damrah b. Rabi'ah, da ibn Sawdzab: Pregava al-Walid b. 'Uqbah in<br />

pubblico al mattino, e compiè le quattro rak'ah; quindi si volse al pub-<br />

blico e disse: « Volete che vi faccia un'aggiunta? ». Allora disse 'Abdallah<br />

b. Mas'ùd :<br />

« Con te non abbiamo cessato di avere delle aggiunte da sta-<br />

« mane » (Aghàni. IV. 178, lin. 15-18) [T.].<br />

§ 112. — Ci narrò Ahmad, da 'Umar b. Sabbah, da Muhammad b.<br />

Hnmayd, da Crarir, da al-Aglah. da al-Sa'bi, raccontando l'avventura della<br />

testimonianza fatta contro al-Walid b. 'Uqbah :<br />

al-Hutayah:<br />

Disse in questa circostanza<br />

(1) Affermerà al-Hutayah, il giorno in cui incontrerà il suo Signore, che al-Walid è<br />

più di ogni altro degno di scusa.<br />

(2 Gridò, quando la loro preghiera era compiuta: «Volete un'aggiunta?!, ubbriaco<br />

com'era, senza aapere quello che dicesse.<br />

(3j Ma easi non vollero saperne, o abù Wahb, mentre, se ti avessero permesso, tu avresti<br />

accoppiato il pari col dispari = avresti fatto cose inverosimili).<br />

(4) Ti tirarono ilcafiì) le redini mentre tu correvi, ma se ti avessero lasciate le redini<br />

non avresti cessato di correre.<br />

Disse ancora al-Hutayah :<br />

IO) Parlò dorante la preghiera, e vi fece delle aggiunte arbitrarie, pubblicamente, dando<br />

moHtra della sua empietà.<br />

XÌ9.<br />

30. a. H.<br />

IRAQ.- Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro il<br />

governo: deposi-<br />

zione di al-Wa-<br />

ITd b. 'Uqbah dal<br />

governo di àl-<br />

Kùfah.)


30. a. H.<br />

['IRAQ. -Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro il<br />

governo: deposizione<br />

di al-Wa-<br />

lld b. Uqbah dal<br />

governo di al-<br />

Kufah.l<br />

112, lliJ. 30. a. H.<br />

ifii E fljtiitò il vino fra le cerimonie (V sunan) dell'oratorio 'al-ni ii -^n 1 1 n 1 : »• ptridò<br />

alla gente, quando atava per separarsi:<br />

(7) Ve la continuorò (Ih preghiera), purché voi me ne diate lode; iiui in verità nfe<br />

voi né io ci curiamo gran che della religione.<br />

(Aghani, IV, 178, lin. 18-28) [T.J.<br />

Cfr. anche Ma s'urli, IV, 258-259, con pai-ecchie varianti nei ver.si 1-4<br />

(etr. ^ 105); al-Hutay •<br />

ah,<br />

ed. Goldzihcr, pag. 185-188.<br />

Nota 1. — I termini del verso di al-nutHyali meritano una parola di commento. Da questi versi<br />

parrebbe che le intemperanze di al-Walid avvenissero non già nella moschea, ma nell'ai -musalla.<br />

Questo è importante perché dimosti'a come ancora ai tempi di al-Walid le principali funzioni religiose<br />

di carattere pubblico (forse la festa settimanale del venerdì con la kliutbah e la preghiera pubblica)<br />

si compiesse nell'al-musal la e non nella moschea. Rammentiamo a questo proposito quanto .si scrisse<br />

altrove Ict'r. 2. a. IL, §§ 3 e segg.) e ripetiamo che Maometto faceva tutte le grandi funzioni, compresa<br />

la riunione settimanale del venerdì nell'ai -ni usali a e non nel cortile della sua dimora, che solo di<br />

poi, per evoluzione, divenne la vera moschea e il luogo delle grandi feste pubbliche. Dal verso tradotto<br />

noi dunque concludiamo che ancora, regnante 'TJthmàn, non si era compiuta l'evoluzione della moschea.<br />

La tradizione ed i versi che essa contiene non si comprendono se non confrontando con essi<br />

quanto è invece contenuto nel paragrafo tradotto più avanti (cfr. § 114), in cui risulta chiaro che al-<br />

Hutav'ah ha difeso il nome di al-Walid ed ha sostenuto che fosse stato calunniato dai suoi nemici.<br />

Nella presente tradizione è palese come si sia voluto attribuire ad al-Hutaj-ah versi e pensieri non<br />

suoi. Perciò anche i tre versi 5-7 probabilmente non sono di al-Hutayah, ma di altri : così è messo<br />

in altri testi (cfr. Goldziher, Diwàn des éarwal, ecc., pag. 188). Nei versi 1-4 sono interpolati<br />

i versi 5-7 che sono di un arabo degli 'Igl, composti appunto per ribattere la difesa di al-Hutayah<br />

(cfr. § 114). — È palese come il senso dei versi 1 e 4 di questa tradizione sono in contradizione con i<br />

versi 2 e 3. — Abbiamo qui un palese documento di falso dei nostri tradizionisti.<br />

§ 113. — Ci narrò Muhammad b. Khalaf, [da] Waki', da Hammad b.<br />

Ishàq, da suo padre, da abù 'Uba3dah, da Tlisàm b. al-Kalbi, da al-Asmai:<br />

Era al-Walid b. 'Uqbah adultero e bevitore di vino. Una volta, dopo aver<br />

bevuto vino in al-Kufah, si levò a dirigere la pubblica preghiera nell' a 1<br />

masgid al-gàmi', e pregò quattro rak'ah; quindi si volse al pub-<br />

blico, e disse: «Volete dell'altro'?». E vomitò nel mihràb, poi, levando<br />

la voce, recitò dinanzi ad essi fra la preghiera:<br />

in età.<br />

Il mio cuore iu preso per al-Rabàbah, dopo che tanto essa che lui erano cresciuti<br />

Allora quelli di al-Kiifah si recarono da 'Uthmàn, gli riferirono il fatto e<br />

testimoniarono che egli aveva bevuto il vino. Il Califfo lo fece richiamare<br />

e ordinò ad un individuo di applicargli la fustigazione legale, ma<br />

quando l' individuo si avvicinò, al-Walìd gli disse : « Ti scongiuro di aste-<br />

« nertene in nome di Allah e della mia parentela coli' a m ir dei Credenti ».<br />

Allora quegli si ritirò, ma 'Ali b. abì Tàlib, impensierito per la possibilità<br />

che le pene legali rimanessero ineseguite, si avanzò verso di lui e lo frustò.<br />

Gli disse al-Walid: «Ti scongiuro in nome di Allah e della parentela ».<br />

Ma 'Ali gli replicò : « Taci ! o abù Wahb, e ricordati che i baiifi Isrà'il<br />

« perirono per aver trascurato l'esecuzione delle pene legali ». Così lo fla-<br />

gellò, poi disse : « Dopo questo precedente, i Qurasiti mi chiameranno il solo<br />

«giustiziere!» (Aghani, IV, 178, lin. 29-179, lin. 7) [T.j.<br />

340.


30. a. H. §§ 114, U5.<br />

§ 114. — Racconta Ishàq, da Musali al-Zubayri : Esclamò<br />

b. Uqbah, dopo che fu fustigato : « Allah !<br />

al-Walicl<br />

Essi testimoniarono il falso<br />

« contro di me, e tu fa che essi (= gli abitanti di al-Kùfah) non siano mai<br />

« contenti di alcun amir, e che nessun amir sia contento di loro ». Disse<br />

al-Huta3"ah, mentendo in sua difesa:<br />

(1) Afifernierà al-HiUaj-ah, il giorno in cui incontrerà il suo Signore, che al-Walid è<br />

più che ogni altro degno di scusa.<br />

i-2) Ti tirarono (nel tosto khala'fi = tolsero) le redini, mentre tu correvi, mentre se<br />

ti avessero lasciate le redini, non avresti cessato di correre.<br />

(3) E videro in te doti degne di un uomo altiero, che dona nella ricchezza e nella povertà.<br />

i4) E fosti destituito, vittima delle calunnie lanciate contro di te, mentre tu non ti<br />

compiacevi della avidità o della miseria (?)<br />

Allora uno dei banù 'Igl rimbeccò al-Hutayah, dicendo:<br />

i5) Gridò quando la loro preghiera era c«mpiuta:


su 115, 116. 30. a. H.<br />

30. a H. di al-Kùfah. a proposito del vino che egli era accu.sato di aver bevuto, era<br />

tomi del "maiu-<br />

pi^-^ente al-Hutayah, e chiese ad 'Uthmàn di parlare, mentre si trovavano<br />

more contro il i banfi Umayyah in gran numero, desiderosi che al-Walid riusfis.se a di-<br />

governo. epo»<br />

"<br />

scolparsi. Disse dunque al-Hutayah:<br />

zlone di al-Wa- * i . - J<br />

lid b. Uqbah dal<br />

governo di al-<br />

(1) Affermerà al-Hiitayab. il giorno in cui incontrerà il suo Signore, che al-WaliJ è<br />

pj{, (^he ogni altro degno di «ciisa.<br />

•^"'*''-. ('2) Ti tirarono le redini, mentre tu correvi, ma hc si avessero lasciate le redini, non<br />

avresti cessato di correre.<br />

povertà.<br />

(S) E videro in te doti degne di un uomo altiero, che dona nella rìc4;hezza e nella<br />

l'I) E fosti destituito, vittiuiu delle calunnie lanciate contro di te, mentre tu non ti<br />

compiacevi della avidità o della miseria (?). ,<br />

Allora essi si rallegrarono a queste parole, pensando che egli fosse riuscito<br />

a discolpare al-Walìd ; ma uno dei banfi 'Igl disse, rimbeccando al-Hu-<br />

taj'ah:<br />

15) Gridò, quando la loro preghiera era compiuta: «Volete un'aggiunta?», ebbro<br />

com'era, senza sapere ciò che si dicesse.<br />

(6i Ma essi non vollero saperne, o abu Wahb; mentre se l'avessero fatto, la loro pre-<br />

ghiera sarebbe giunta alle dieci (').<br />

Allora i parenti tacquero confusi, abbassando il capo, e 'Uthmàn diede<br />

l'ordine che gli si applicasse la pena (Aghàni, IV, 179, liii. 8-28) [T.].<br />

Nota 1. — Se non erro, la recensione giusta è quella e del Goldziher (Àghàni, IV, 179, Un. 21-27).<br />

Alla risposta deir'iglita apparterrebbero soltanto i versi 2 e 3,a: quando essa fu introdotta nella<br />

poesia di al-Hutayah, il verso 3,a fu corretto nel verso 3, perchè, lasciato nella sua forma originale,<br />

non avrebbe potuto adattarsi al concetto. In tal caso andrebbe tradotto:<br />

(poi, forse, una lacuna]<br />

(1) al-Hutayah attesterà, ecc.<br />

(4) Ti tirarono le redini mentre correvi ; se te le avessero lasciate sciolte, avresti<br />

continuato a correre (paragona al-Walid con un cavallo, la sua corsa significa « la genero-<br />

«sità nell'ufficio di governatore»).<br />

(5) Hanno visto in te delle qualità di uomo splendido e sdegnoso, che largisce doni<br />

a destra e a sinistra<br />

La risposta:<br />

(6) Fosti destituito, ecc.<br />

(2i Egli gridò, mentre la preghiera era già finita: «Volete che ve la continui?»,<br />

essendo ebbro e fuor dì senno.<br />

a sera.<br />

l8i Essi rifiutarono: se avessero acconsentito, avrebbero continuato a pregare fino<br />

Nella recensione b (Aghàni, IV, 179, liìi. 16-17) il verso corretto e quello autentico sono stati<br />

ambedue accolti.<br />

11 verso 3 della poesia citata in Aghàni, IV, 178, lin. 26-28 (che certamente con ragione M.<br />

può essere di al-Hutayah perchè<br />

(cfr. Ooldziher, pag. 188] attribuisce ad un poeta di al-Knfah : non<br />

è decisamente contraria ad al-Walid) va tradotto :<br />

«Ve la continuerò (la preghiera) a patto che voi me ne iliate lode; ma liu verità)<br />

né voi né io ci curiamo gran che della religione» (cfr. Lane, S02.a) [L. V.].<br />

§ 116. — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'aziz, da 'Umar b. Sabbah ;<br />

ceva costui :<br />

di-<br />

Recitai la narrazione che segue ad al-Madàini [che me l'aveva<br />

insegnata] sulla fede di Mubàrak b. Salàm, da Qatan b. Khalìfah, da abù-1-<br />

342.


30. a. H. §§ Ufi, in<br />

Dalihclk: Andavano cercando abù Zaynab al-Azdi e abù Muwaiii' di co-<br />

gliere al-Walid I). Qqbah in colpa. Una giornata vennero, e trovarono che<br />

al-Walid non era presente alla preghiera; chiesero di lui e per via di astuzie<br />

vennero a sapere che egli si trovava a bere. Allora gli capitarono in casa<br />

e lo videro che vomitava; essi lo sollevarono, ubbriaco com'era, lo depo-<br />

sero sul letto e gli trassero il sigillo dalla mano. Quand'egli si svegliò,<br />

non trovò il sigillo; domandò, e gli tu risposto: « Non uè sappiamo nidla;<br />

« soltanto abbiamo visto due uomini entrare, sollevarti e deporti sul letto ».<br />

— « Indicatemi i contrassegni »,diss'egli. — « L'uno », risposero « era bruno,<br />

« alto, di bell'aspetto; l'altro largo di spalle, quadrato, vestito di una kha-<br />

«misah. veste nera orlata ». Disse al-Walid: «Sono stati abù Zaynab e<br />

« abù Muwarri' ». Intanto abù Zaynab e il suo amico incontrarono 'Abd-<br />

allah b. Hubays al-Asadi, Alqamah b. Yazid al-Bakii ed altri, e riferirono<br />

loro la cosa. Questi dissero: «Recatevi dall' a m ir dei Credenti, e infor-<br />

« matelo ». Ma qualcuno osservò: «Egli non darà ascolto alla nostra ac-<br />

« cusa contro suo fratello ». Si recarono dunque da lui, e gli dissero: « Noi<br />

« siamo venuti da te per un affare, di cui noi vogliamo riversare su di te<br />

« ogni l'esponsabilità, benché ci siamo già detti che tu non vi })re.stei*ai<br />

«interesse». — «Di che si tratta?», chiese 'Uthmàn. Risposero: « Ab-<br />

« biamo visto al-Walid ubbriaco per vino che aveva bevuto, ed ecco il suo<br />

« sigillo, che noi gli abbiamo tolto, mentre egli era in stato d'incoscienza ».<br />

Allora 'Uthmàn mandò a chiamare 'Ali e gli domandò il suo parere. 'Ali<br />

rispose : « Io penso che tu lo faccia comparire personalmente, e se essi alla<br />

« sua presenza testimonieranno contro di lui, lo punirai ». Allora 'Utjimàn<br />

scrisse ad al-Walid b. 'Uqbah perchè venisse a lui, e gli testimoniassero<br />

contro abù Zaynab, abù Muwarri', (iundab al-A.sadi e Sa'd b. Màlik al-<br />

As'ari, tutti, .senza eccezione, j'amaniti. Allora 'Uthmàn dis.se ad Ali :<br />

«Levati e fustigalo». Ed 'Ali disse ad al-Hasan : «Levati e fustigalo».<br />

Ma al-FIasan rispo-se : « Che hai tu a fare con costui? Altri può supplirti ».<br />

Allora Ali si rivolse ad 'Abdallali b. Cfa'far e gli disse: « Levati e fusti-<br />

« gaio ». Questi lo fustigò con una bacchetta munita di una correggia a<br />

due capi, e quando giun.se a 40 colpi. Ali gli di.s.se : « Basta! » (Aghàni,<br />

IV, 180. lin. 7-24) [T.].<br />

§ 117. — Ci narrò Alimad. da 'Umar, da al-Madàini, da al-Raqqà.si,<br />

da al-Zuhri : Si recò un certo numero d'individui di al-Kùfah da 'Uthmàn<br />

per l'affare di al-Walid. Ma Uthmàn disse loro: «Non è forse noto che<br />

«ogni qualvolta imo di voi ha degli astii personali contro il suo ani ir,<br />

«lo calunnia? Se domattina vi trovo ancora qui, vi punirò in modo che<br />

« servirà di esempio ». Allora e.ssi chiesero rifugio ad Aisah, e Ut^imàn<br />

.Htó.<br />

30. a. H.<br />

(IRAQ. -Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro il<br />

governo: deposizione<br />

di al-Wa-<br />

lìd b. Uqbah dal<br />

governo di al-<br />

Kùfah.]


§§ 117, 118. 30. a. H.<br />

30. a. h. la mattina sentì nella stanza di lei un vocìo, e un parlare con durezza.<br />

'IRAQ. -Primi sintomi<br />

del maiu- *<br />

t-, m i<br />

i^ossibile »,<br />

i-<br />

disse<br />

i-<br />

egli,<br />

i<br />

« che<br />

•<br />

i<br />

i n , •<br />

sobillatori<br />

i- -,, -,-,- . ,<br />

e gli empii di al-Kutàh debbano<br />

more contro il « trovare rifugio proprio nella casa di 'A-iéah? »('). Questa sentì le sue pa-<br />

zione di ai-Wa-<br />

^"°^^' *"' levando la scarpa del Profeta, dis.se: «Tu hai abbandonato il pen-<br />

iid-b. Uqbah dal « siero dell'Inviato di Allah, di colui che portava (juesta scarpai ». Intanto<br />

KùfahT<br />

^'^ gente sentì questa contesa, ed accor.sero e riempirono il tempio; gli uni<br />

dicevano: «Ila fatto bene essa! », gli altri: «Che cosa hanno da vedere<br />

« le tlonne con queste faccende? », e si misero a scagliarsi pietre gli uni<br />

e gli altri, e a percuotersi con le scarpe, finché un gi-uppo di Compagni<br />

del Profeta si recarono da 'Utjimàn e gli dissero : « Temi Allah e non fi-u-<br />

« strare le pene legali, ma destituisci tuo fiatello dal loro governo ». Ed egli<br />

lo destituì (Aghàni, IV, 180, lin. 24-181, lin. 2) [T.].<br />

Nota 1. -- Ecco il primo accenno ad uno dei tatti singolari o non beu chiariti di (^uv^to<br />

agitato periodo di storia islamica: l'inimicizia cioè tra 'A-isjxh ed 'Utlimàn. Diciamo singolare, perchè<br />

la tradizione non ha mancato, nel maggior numero dei casi, di dare nella biografia del Profeta molte<br />

notizie, vere ed apocrife, per spiegare l'origine prima di certi fatti famosi, che di poi attirarono l'at-<br />

tenzione dei cronisti. Cosi, per esempio, la rivalità, poi degenerata in aperta guerra civile, tra gli<br />

Umayyah ed i hann Hàsìm, si è fatta risalire ad un'antica rivalità personale tra i due capo-stipiti,<br />

Umayyah e Hàsim. Cosi pure la tradizione attribuisce l'odio di 'A-isah per 'Ali al fatto che 'Ali sospet-<br />

tasse 'À-isah di adulterio e non esitasse di dirlo al Profeta. Ila perchè all' improvviso, vivente 'UtJimàn,<br />

la irrequieta donna d'un tratto si schierasse contro 'Uthmàn con una violenza tale da invocare persino<br />

la sua soppressione violenta, è cosa che la tradizione completamente ignora sino al momento in cui<br />

viene apertamente alla luce (c/V. ^ 141 e nota 1).<br />

Il fenomeno è tanto più strano, in quanto tutta l'agitazione, che si andò addensando sul capo del<br />

vecchio 'Uthmàn, aveva contemporaneamente lo scopo di porre al califfato precisamente il nemico di<br />

'À-isah, 'Ali, il quale, regnante IJthmàn, più volte compare tra i condannatori di 'Uthmàn ed i critici<br />

più aspri della sua amministrazione e si atteggia a suo successore. Sull'argomento avremo a ritornare<br />

più volte e ne tenteremo anche una spiegazione: per ora contentiamoci di porre in evidenza come già<br />

nell'anno 30. H. 'À-isah intrigasse apertamente e malevolmente contro 'Uthmàn, chiamando in casa sua<br />

i capi degli agitatori anti-uthmànidi di al-Kùfah. 'Uthmàn protesta, ma non osa far nulla : il prestigio<br />

della vedova del Profeta era troppo grande, perchè il CalitFo potesse osare checchessia contro di lei.<br />

Si noti infine la libertà di cui questa donna godeva: lungi dalla rigida clausura di tempi poste-<br />

riori, 'À-isah riceve persone sconosciute in casa, e tiene con essi grandi e tempestose riunioni di pro-<br />

testa. La donna araba godeva ancora di molta libertà, quella antica pagana: la clausura rigidissima fa<br />

usanza persiana introdotta nell'Isiàm, quando gli usi e i costumi dell'Iran penetrarono nel cuore del<br />

sistema islamico (cfr. anche 86. a. H., §§ 22, nota 4, 28, nota 3).<br />

§ 118. — Ci narrò Ahmad, da limar, da al-Madà-ini, da abù Mu-<br />

hammad al-Nàgi, da Matar al-Warràq :<br />

disse ad 'Uthmàn :<br />

Si recò un individuo a Madinah e<br />

« Io feci la preghiera del mattino con al-Walìd b. 'Uqbah,<br />

« ed eccolo voltarsi verso di noi e dirci: « Volete che io vi aggiunga del-<br />

« l'altro? Io mi trovo stamattina di buon umore ». E intanto io sentivo che<br />

«egli odorava-'di vino». Allora 'Uthmàn fece ft-ustare l'individuo, ma la<br />

gente gli disse : « Tu hai annullato le pene legali e hai invece- battuto i<br />

«testimoni» (Aghàni, IV, 181, lin. 2-6) [T.].<br />

Nota 1. — In un'altra tradizione si afferma che quando 'Uthmàn chiamò al-Walid a Madinah<br />

a discolparsi, egli menò con sé una quantità di persone a testimoniare in suo favore, e tra esse 'Adi<br />

b. Uàtim il celebre capo dei Tayy (Aghàni, IV, 181, lin. 6 e segg.i.<br />

344.


30. E. H. (^ 119-122.<br />

§ 119. — Ci narrò Ahmatl, da 'Umar: Eecitai il seguente racconto j^'^- ^- ^•<br />

ad al-Mada-ini [che me l'aveva insegnato] sulla fede di Qays bv al-Rabì',


122, 123. 30. a. H.<br />

30. a. H. al-Kùfah, disse abu Zuba\'d() (il testo più completo della qasidah è dato<br />

[IRAQ.- Primi sintomi<br />

del malu- da al-ìazidl):<br />

more contro il d) chi veile le cainele di ibn Arwa liiiigo il liorso dei deserti, sollecitate dalle<br />

governo: deposi- loro guide,<br />

zione di al-Wa- i»)) Risalire verso l'interno, mentre la casa, intendo quella di abù Wahb, è deserta<br />

lìd b. Uqbah dal g vi ggchia il vento di tramontana<br />

governo di al-<br />

(3) L'ignorante, traviato nell'errore, conoscerà cosi come nella vita ci siano sventure<br />

Kùfah.l e crolli.<br />

V<br />

(41 O potessi io sapere quanto tempo durerà cosi, o se essi furono uomini destinati,<br />

come già altri, a sparire!<br />

bellezza,<br />

(5) E ciò dopo tutto quanto tu sai, o umm Zayd. In essi era un orgoglio per noi, e<br />

(6) E volti splendenti di affezione per noi, e doni, quando io avessi voluto doni.<br />

1^7) Ed ecco stamane la casa ha scambiato in luogo della tribù che l'abitava, altre<br />

facce che sembrano di nemici.<br />

(8) In qualunque cosa possono gli uomini trovare espedienti, ma contro ai destini non<br />

c'è spediente che valga.<br />

(9,1 In fé' di Dio, se ci fosse (=: finché ci sarà) nella [mia] spada forza di assalto, e<br />

nella [mia] lingua forza di parola,<br />

(10) Non dimenticherò la sincera affezione [da te manifestatami], né l'obblio ti offuscherà<br />

alla mia mente.<br />

(11) E difenderò la tua carne [contro coloro che a torto vorrebbero mutilarla?); fu<br />

in verità un torto del loro ingegno l'astuzia che essi ti ordirono.<br />

(12) Essi dissero che tu bevevi una bevanda vietata, mentre invece si trattava di bevanda<br />

niente affatto proibita, ma lecita.<br />

(13) Ma un avversario dichiarato rifiuta qualsiasi altro procedere che non sia l'odio<br />

e il far dire cose non vere<br />

(14) Ad uomini, i quali commisero colpe a gara, per ottenere ciò che essi volevano<br />

e l'ottennero.<br />

(15j Non cercavano [costoro, i denunziami] una vendetta personale, ma il tempo piegava<br />

contro alcuni individui ed essi lo seguirono.<br />

(16) Se alcuno ti tradisce nella sincerità dell'affezione, o ti cambia per altri amici,<br />

o si allontana da te come si allontana l'ombra;<br />

(17) Sappi che io sarò tuo fratello, fratello affettuoso, per la mia vita, finché non<br />

crolleranno i monti.<br />

(18) Non è in me avarizia di danaro che io voglia scroccarti ; giammai, finché le cor-<br />

regge sopporteranno i sandali.<br />

(19) A te prometto il mio concorso colla lingua e colla mano; finché le mani saranno<br />

buone all'assalto.<br />

(Aghani, IV, 181, Un. 26-182, Un. 19) [T.].<br />

Nota 1. — abu Zubayd al-^à-i é il poeta che al-Walìd fece venire in al-Kùfah ed al quale concesse<br />

ospitalità (cfr. §§ 123, 124). Il tono della qasidah è molto misurato e il poeta difende nobilmente<br />

il suo patrono e mecenate contro i suoi nemici, che egli accusa di svisare coscientemente il vero, perchè<br />

il livore di parte si vale di ogni arma, anche illecita, per fiaccare il nemico. — al-Walid era uomo di<br />

costumi e di sentimenti pagani, ma doveva essere generoso, amante della buona cera e degli amici<br />

allegri. Per lui un valente poeta era uno svago ed un diletto dopo le fatiche della giornata, e probabilmente<br />

la sua condotta entro casa non era delle più conformi al puritanesimo esagerato che comin-<br />

ciava a penetrare nella società musulmana, ma non era nemmeno sconveniente o peccaminosa. Il poeta<br />

ammette che si bevesse, ma dice che non era bevanda proibita. Egli protesta contro l'inganno e l'in-<br />

sidia di cui al-Walid era caduto vittima.<br />

§ 123. — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'aziz, da 'Umar b. Sabbah:<br />

Quando al-Walid b. Uqbah venne in al-Kùfah, si recò da lui abù Zuba3-d,<br />

e al-Walid lo fece abitare nella casa di 'Aqil b. abi Tàlib, sulla porta<br />

del tempio; essa è la [cosiddetta] casa del" Copto (?). Ora una delle accuse<br />

346.<br />

>*


30. a. H. g§ 123, 124.<br />

che quelli di al-Kùtah fecero ad al-A^ alid, era che abu Zubayd, il quale _30. a. h.<br />

^ .... 'IRAQ.- Primi sinera<br />

un cristiano, uscendo da casa sua per recarsi a visitarlo, traversava tomi dei maiu-<br />

il tempio, servendosene come di strada (Aghàni, IV, 182, liii. 25-28) [T.]. "lo^e contro il<br />

governo :<br />

deposi*<br />

§ 124. — Ci narrò Muhammad b. al-'Abbàs al-Yazidi, da suo zio 'Ubay- ^jone di ai-WadaUah<br />

b. abi Habib, da ibn al-A'ràbi, che abu Zubayd si recò a far visita lìd b.'Uqbah dai<br />

-^ _ , governo di alad<br />

al-Walid, quando 'Uthmàn lo nominò governatore di al-Kufah. al- Kufah.]<br />

Walid gli diede in abitazione la casa di 'Aqil b. abi Tàlib, alla porta<br />

del masgid (dirimpetto ad esso); e avendogliela questi chiesta in dono,<br />

al-Walìd gliela donò. Questo fu il primo fatto che diede origine alle censure<br />

della popolazione di al-Kùfah, perchè abu Zubayd soleva uscire da casa<br />

sua e si recava, traversando la moschea, da at-Walid, pernottava presso<br />

di lui e beveva con lui, quindi usciva e ritraversava la moschea ubbriaco.<br />

Questo fatto li rese avvertiti sulla condotta di al-Walid. Soggiunge la<br />

fonte: Aveva 'Umar b. al-Khattàb delegato al-Walid b. 'Uqbah alle sadaqàt<br />

dei banù Taghlib, ma avendo sentito che egli aveva detto il se-<br />

guente verso:<br />

Dopo che tu legasti al mio capo un turbante, il tuo sbaglio è stato l'affidarmi Ta-<br />

gjblib, figlio di Wà-il.<br />

lo depose, abu Zubayd aveva affidato in deposito ai banii Kiuànah b. Taym<br />

b. Usàmah b. Màlik b. Bakr b. Habib b. Ghaum b. Taghlib dei cameli,<br />

ma quando li richiedette, costoro non glieli restituh'ono, benché i banù<br />

Taghlib fossero parenti materni di abu Zubayd. al-Walid però, avendo tro-<br />

vato che i banù Taghlib avevano commesso una ingiustizia a danno di<br />

abù Zubayd, gli fece rendere il suo diritto. Disse allora abu Zubayd in<br />

lode di al-Walid:<br />

(1) Potessi io sapere la verità intomo a certe notizie che mi hanno riferito, e delle<br />

quali disperava l'animo mio e il mio calcolo!<br />

(2) Riguardo a un individuo, che ogni volta che viene accresciuto di nobiltà da parte<br />

di Allah, io ne godo, e Murayy ne è afflitto.<br />

intende alludere a Murayy b. Aws b. Hàrithah b. Lam. La qasidah è<br />

estesa ; e in essa egli dice :<br />

l3i al-Walid ha in me — e ben ne ha diritto — un'affezione bincera, e un'assistenza<br />

senza riserve.<br />

(4j Egli mi protesse, mi avvicinò a sé, e mi fece trionfare dei nemici, di un trionfo<br />

senza restrizioni.<br />

i5) E respinse la gente via da me, senza alcun riguardo per loro, si che si allonta-<br />

narono nel dispetto e nella umiliazione.<br />

>6j La mia vita possa riscattare la sua, benché insufBciente per lui. Su dunque, o<br />

nmm 'Amr, resta o parti pare [ciò, nella mia gioia odierna, mi è perfettamente indif-<br />

ferente).<br />

Nella riwàyah di ibn Habib è detto invece: «O umm Zayd », che sa-<br />

rebbe la madre di abvl Zubayd. (Aghàni, IV, 182, lin. 28-183, lin. 16) [T.].<br />

.347.


§§ iji)i2H. 30. a. H.<br />

^°- *•/*• § 125. — Ci narrò Miiliammad b. al-'Abljàs, da suo zio, da Muliamiuad<br />

tomi del maiu-<br />

'^- Haliil), da ihii al-Aiàbi :<br />

Aveva<br />

al-Walid b. 'LTqbali delegato al-Habi'<br />

more contro il 1,. Miirayv 1). Aws 1). Hàrithal» 1». Laiu al-Ttì-i airammini.strazioiie di un<br />

governo: deposi- i<br />

zione di ai-wa-<br />

•<br />

• '<br />

i<br />

Ji ' " b I '» H<br />

r<br />

[prateria<br />

•<br />

i<br />

riservata] lungo<br />

i<br />

il territorio tra<br />

i<br />

al-(jaziraM e il tern-<br />

iid b. Uqbah dal torio (zalir?) di al-FIirali. Ora avvenne una carestia in al-Cfazirah ; abù<br />

Kufah.] Ziil)ayd che si trovava fra i Taghlibiti, usci con costoro conducendoli a<br />

pascolare, ma l'awsita (= al-Rabi') glielo impedi, dicendogli: «Se tu vuoi<br />

« che io ti permetta di pascolare solo, va bene; altrimenti no ». abù Zubavd<br />

si recò da al-Walid b. 'Uqbah, e questi gli diede il territorio che va dai<br />

castelli rossi (al-qusùr al-humr) della Siria sino ai castelli rossi di<br />

al-Hìrah, concedendogli delle praterie riservate (hi ma) che tolse all'altro.<br />

Questa è la versione di ibn Habis (Aghàni, IV, 183, ILn. 15-21) [T.].<br />

§ 126. — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'azlz, da Umar b. Sabbah: Era<br />

al-Orunaj'iiah sotto il potere maritale di Murayy b. Aws, ma quando aj.-<br />

Walid b. 'Uqbah venne in al-Kufah, la tolse a lui e la diede ad abu Zu-<br />

bayd. Tuttavia noi riteniamo più esatta la prima versione [sulla causa della<br />

tensione tra abù Zubaj'^d e Murayy] ; ciò è confermato dai versi seguenti<br />

di abù Zubayd in lode di al-Walid b. Uqbah :<br />

il) lu fé' di tuo padre, o ibn ubi Murayy, chi diede liberi pascoli alle tue caineleV<br />

(2( Egli concesse loro dei terreni forniti di fiori, perchè esse ne pascolassero le col-<br />

line e le pianure.<br />

(3j In grazia di Allah, quindi, del campione dei (jurays, esse divennero un armento<br />

(?) fecondo.<br />

(4) Egli diede loro libero pascolo, senza restrizione alcuna, quando voi vi trovavate<br />

in un'annata mancante.<br />

nuziosità (?).<br />

(5) Uomo le cui mani si allungano in alto verso le virtù e disperdono le piccole mi-<br />

(Aghàni. IV, 183, Un. 21-31) [T.j.<br />

§ 127. — Ci narrò Ishàq b. Bunàn (?) al-Anmàti, da Hubays b. Mu-<br />

bassii- (?), da 'Ubaydallah b. Musa, da ibn abi Layla, da al-Hakam, da<br />

Sa'id b. Gubayr, da ibn 'Abbàs: Disse al-Walid b. Uqbah ad Ali b. abi<br />

Tàlib :<br />

« Io ho il ferro della lancia più acuto del tuo, la lingua più pronta<br />

« della tua, io so infliggere colpi più numerosi alla cavalleria [? avver-<br />

« versaria] ». — « Silenzio », gli rispose 'Ali, « tu sei però un empio, e dice il<br />

« Qur-àn : — Sarà colui che è credente, come colui che è empio? No, certo,<br />

«non .saranno eguali — » (Aghàni, IV, 184, lin. 30-185, liu. 3) [T.].<br />

§ 128. — Ci narrò Ahmad b. Abd al-'aziz, da Umar b. Sabbah, da<br />

'Abdallah b. Musa, da Nuaym b. Hakim, da abù Maryam, da 'Ali, che<br />

la moglie di al-Walid b. Uqbah si recò dal Profeta per lagnarsi di al-Walid<br />

il quale la batteva. Le disse il Profeta : « Torna e digli : L' Inviato di Allah<br />

« mi ha preso sotto la sua protezione ». La donna si partì, ma dopo un<br />

348.


30. a. H. §§ 129-lSl.<br />

certo teiupo ricomparve e disse : « Egli non mi ha lasciata più [dal bat-<br />

« termi] ». Allora il Profeta staccò un orlo della sua veste e le disse :<br />

«Torna con questo, e digli: L'Inviato di Allah mi ha preso sotto la sua<br />

« protezione ». La donna si parti, ma dopo un certo tempo tornò di nuovo<br />

e disse: «O Inviato di Allah, egli non ha fatto che battermi di più! >.<br />

Allora il Profeta levò le mani e disse due o tre volte : « Allah, a te<br />

* affido al-Walìd!» (Aghàiii. IV. 185, lin. 10-17) [T.].<br />

§ 129. — Ci narrò Ahmad, da Umar 1). Salibah; ci narrò inoltre abù<br />

Ubayd al-Sayrafi, da al-Fadl b. al-Hasan al-Basri, da Umar b. Sabbah,<br />

da Ayyùb b. Umar, da 'Umar b. Ayyùb, da ó-afar b. Bai-aqan, da Thàbit<br />

b. al-Haggàg, da abù 'Ubaydallah al-Hamdani, da abù Musa, che al-Walid<br />

b. 'Uqbah raccontava: « Quando il Profeta conquistò Makkah, il popola della<br />

« città conduceva da lui i bambini, ed egli invocava sopra di loro la bene-<br />

« dizione, e sfiorava con la mano la loro testa ('). Anch'io fui condotto a lui,<br />

« profumato, ma egli non mi carezzò per l'unica ragione che mia madre mi<br />

«aveva profumato col khalùq » (Aghàni, IV, 185, lin. 17-22) [T.].<br />

Nota 1. — Ritiesso di scene evangeliche? Il liaditlx è del resto un anacronismo: cf'r. Lammens<br />

Moawia, pag. 26 nota 5.<br />

§ 130. — Ci narrò Ahmad, da 'Umar, da Khalaf b. al-Walid, da al-<br />

Mubàrak b. Fadàlah, da al-Hasan, che al-Walid b. Uqbah teneva presso<br />

di sé uno stregone (sàhir) che gli faceva vedere due squadroni di cava-<br />

liei'i che si combattevano, e l'uno caricava l'altro e lo metteva in rotta,<br />

quindi gli diceva: « Hai piacere che io ti faccia vedere i vinti vincere alla<br />

« loro volta i vincitori e metterli in rotta? ». — « Si », l'ispondeva al-Walid.<br />

Informato di ciò Grundub, mise mano alla spada, quindi venne [alla casa<br />

di al-Walidj e disse: « Aprite ». Come gli fu .aperto, colpì con la spada lo<br />

stregone e l'uccise. Allora la gente fu presa da pànico e uscirono [ciascuno<br />

dalle proprie case], ma ó-undub [si fece innanzi ej disse : « Non abbiate<br />

« paura, o uomini, io non lio fatto che uccidere questo stregone, perchè<br />

« non vi pervertisse nella vostra religione ». al-Walid tenne Grundub in<br />

prigione per un certo tempo, quindi lo rilasciò (Aghàni, IV, 185, lin. 23-28<br />

§ 131. — Ci narrò Ahmad b. Abd al- aziz, da 'Umar b. 8àbbah, da<br />

Umar b. .Said al-Dima.sqi, da .Sa'id b. Abd al-aziz, da al-Zuhri, elio uno<br />

degli Ansar vide un individuo che e.sercitava pubblicamente la magia. Al-<br />

lora esclamò: «Oh! .sarà possibile che si eserciti pubblicamente la magia<br />

«nella religione di Muhaminad?», «• l'uccise. Allora fu condotto dinanzi<br />

ad al-Walid b. 'Uqliah, il quale lu imprigionò. Dinar b. Dinar [verisimil-<br />

mente custode del carcere] chiese al prigioniero: «Per qual motivo sei<br />

!U9.<br />

[T.].<br />

j<br />

30. a. H.<br />

[IRAQ. -Primi sintomi<br />

del malumore<br />

contro il<br />

governo : deposi-<br />

zione di al-Wahdb.<br />

Uqbah dal<br />

gove rno di al-<br />

Kùfah.;


§§ 131-135. 30. a. H.<br />

30. a. H.<br />

['IRAQ.- Primi sintomi<br />

del maiu-<br />

.•* «stato tu carcerato >. Questi narrò il fatto, e Dìnàr allora lo mise in<br />

, -nr ii


30. a. H. §§ 135. 137.<br />

risposero essi. Ed egli: « Io invece non ho conosciuto nessuno peggiore di ^o. a. H.<br />

voi dopo che vi ho lasciati *. Avendo essi replicato nelle loro lodi verso tomi dei maiu-<br />

di lui. egli disse: « Smettetela colle vostre lodi; per Allah! il vostro odio "^^'^ contro n<br />

governo :<br />

deposi-<br />

« è la rovina, o il vostro amore è un tuono .senza pioggia (? salaf) » ( ) ^ione di ai-Wa-<br />

(Aghàni, IV; 187, lin. 3-16) [T.]. nd b.Uqbah dai<br />

go ve r no dì al-<br />

NOT.\ 1. — Questa e diverse altre tradizioni dei paragrafi seguenti non appartengono propria-<br />

Kùfah.l<br />

mente al momento storico che ora trattiamo: noi le diamo, lasciandole nell'ordine nel quale si trovano<br />

nel testo del Kitàb al-Aghàni, perchè, pur di tempi diversi, servoco a dare lume sul carattere e<br />

sulle abitudini del governatore, arabo pagano antico. Sotto l'anno 6(). H. raccoglieremo la biografia<br />

di al-Walid.<br />

§ 136. — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'azìz, da Umar b. Sabbah, da<br />

al-Madàini: Morì al-Walid b. 'Uqbah poco più su (= più a nord?) di al-<br />

Raqqah, e morì altresì abù Zubayd e l'uno e l'alfi'o furono .sepolti nello<br />

stesso luogo. Disse a questo proposito Asga' ai-Salami, essendo passato<br />

innanzi ai loro sepolcri:<br />

(1) Passai innanzi alle ossa di abìi Zubayd; esse mi apparvero in una sterile pianura.<br />

(2) al-Walid gii era stato già fido commensale, ed ora il suo sepolcro era commensale<br />

del sepolcro di al-Walid.<br />

o da Yazid.<br />

i3) Né so ormai da chi comincerà la morte, se da Hamzah, o da Aiga' [il poeta stesso]<br />

(Aghàni, IV, 187, lin. 23-28) [T.].<br />

Cfr. necrologio dell'anno 60. H.<br />

§ 137. — Ci narrò al-Husayn b. Yahya, da Hammàd, da suo padre,<br />

da ibn al-Kalbi: Mosse al-Walid b. 'Uqbah in guerra contro i Greci (al-Rùm);<br />

alla sua avanguardia stava a capo 'Utbah b. Farqad, il quale venne a<br />

scontro con i Greci i quali gli diedero battaglia. Allora un arabo cristiano<br />

gli disse : « Benché io non sia della vostra religione, tuttavia vi voglio<br />

« aiutare data l'affinità di razza. Sappiate dunque che costoro vi ten-anno<br />

« testa fino alla metà del giorno, e se vi vedranno deboli, vi stermine-<br />

« ranno, se invece voi resistete, fuggiranno, lasciandovi [padroni del campo] ».<br />

Allora disse Sulaymàn b. Rabi'ah :<br />

« voi credenti, voi non avrete scusa<br />

€ alcuna domani innanzi ad Allah, se 'Utbah b. Farqad e i suoi verranno<br />

« .sconfitti, senza che alcuno di voi sia corso in suo aiuto ». Allora egli<br />

(cioè al-Walid, come sembra) con tremila dei suoi, cavalcando dei muli e<br />

conducendo a fianco dei cavalli, raggiunsero Utbah e i suoi compagni e<br />

combatterono valorosamente al loro fianco, finche Allah sconfisse i Greci.<br />

Disse a questo proposito al-Walid b. 'Uqbah:<br />

incontro a me dalla via donde io mi ripromettevo (di vederli arrivare]<br />

( 1 ) Vennero<br />

un resto di cavalli di»per8i i= raccogliticci , che camminavano zoppicando<br />

(2 Cavalcati da servi che ne percotevano i fianchi; costoro diedero battaglia a noi<br />

di cui ciaacano era un campione valoroso.<br />

(3j Ma io garentisco che te loro donne strilleranno, come strillano le galline del con-<br />

tado, quando vengono sparpagliate'?'.<br />

861.


g§ 137-14(1. 30. a. H.<br />

30. a. H. Disse anche al-Hutavah, lodando per questa impresa al-Walid, il quale,<br />

•IRAQ. Prim. sin- '<br />

.<br />

T- >. ^ ì.ì.- tomi del maiu- generoso cornerà, gli aveva già tatti<br />

•<br />

l<br />

dei<br />

l<br />

doni:<br />

more contro il<br />

(1) Io vodo in ibn Arwa due qualità clie egli ha siflto y.i-v •'^. la fermezza dpI tt>iif-r<br />

governo: deposi- tggta al nemico, quando l'ha incontrato, e la liberalità.<br />

zione di al-Wa- ^2) Egli riempie le coppe [della morte?] e n»- ahbevira ju iMiuta delle laucie [dei suoi<br />

lid b. Uqbah dal uomini) e quelli che le blandiscono.<br />

governo di all3)<br />

Quindi va incontro al nemico, dovunque si trovi, con una schiera, il cui rumore<br />

'^'J'3^'-' e i cui nitriti assordano chiunque ode.<br />

(4) Quando viene per esso l'ora dtìi riposo notturno, i primi accendono sull'alto della<br />

collina [i fuochi] per gli altri.<br />

(5| Tu hai espulso i bianchi dai capelli ricciuti dall'interno delle loro case, e non<br />

rimase (di loro] che un serpente che tu ucciderai (?i.<br />

Ai quali versi di al-Hutayah rispose contraddicendolo al-Hulavs (?) al-Nahdi<br />

b. Nu'aym:<br />

(1) Di' [da parte mia] ad abfi Wahb, appena tu lo incontrerai: È vero, i Greci ti<br />

combatterono fra coloro con cui essi combatterono.<br />

(2) E nella terra vi sono serpenti e leoni in gran numero, nemici; ma tutto ciò che<br />

al-Hutay»h dice è pura invenzione.<br />

(Aghàni, IV, 187, lin. 29-188, lin. I6i [T.].<br />

Cfr. Goldziher, Diwàn al-Hutayali, VII (pag. 185-187).<br />

§ 138, — Ci narrò Ahmad b. 'Abd al-'azìz. da 'Umar b. Sabbah, da<br />

'Ali b. Muhammad, da abù Mikhnaf. da Khàlid b. Qatan, da suo padre:<br />

Quando 'Utjhinàn fu ucciso, 'Ali mandò a prendere tutto ciò che c'era nella<br />

casa sua, sia armi, sia cameli della sadaqah. A questo proposito disse<br />

al-Walid b. 'Uqbah:<br />

(1) banu Hàiira, rendete le armi del figlio di vostra sorella, ne le regalate; non è<br />

lecito il fai-ne preda;<br />

secondo un'altra versione: non è lecito il farne legati.<br />

(2) banii Hiisim, com'è possibile una tregua fra di noi, se 'Ali possiede la sua<br />

spada e le sue cameleV<br />

(3) Voi uccideste mio fratello, per insediarvi al posto di lui, come fecero un giorno<br />

con Kisra i suoi marzubàn.<br />

(Aghani, IV, 188, lin. 17-24) [T.].<br />

§ 139. — Ci narrò al-Tùsi, da al-Zubayr b. Bakkàr, da Abdallah b.<br />

Ishàq al-Ga'fan, che al-Walìd b. 'Uqbah b. abì Mu'ayt incontrò Bigàd<br />

mawla di 'Uthmàn, il quale lo informò che 'Uthmàn era stato ucciso.<br />

Disse allora al-Walid:<br />

!<br />

(1) Fossi io motto prima di apprendere una notizia che estenuò il mio corpo, e da<br />

cui furono commossi i miei visceri.<br />

(2) Il giorno in cui incontrai in al-Balàt (?) Bigàd; o fossi io morto prima d'incontrare<br />

Bigàd<br />

(Aghàni, IV, 188, lin. 25-28) [T.].<br />

§ 140. — Ci narrò Ahmad b. Abd al-'aziz al-óawhari, e con lui Muhammad<br />

b. Yahya al-Suli, a cui appartiene il testo del racconto, l'uno e<br />

l'altro da Muhammad b. Zakariyyà al-Ghallàbi. da 'Abdallah b. al-Dahhàk,<br />

352.


30. a. H. §1 110, 141.<br />

da Ilisàm b. Muhammad, da suo padre, e costui da 'Abdallah b. Muhammad 3°- a- H.<br />

e Muhammad b. 'Abd al-rahmàn, ambedue da Mutarrif b. 'Abdallah, da ,orni dei maiu-<br />

'Isa b. Yazid: Si recò al-Walìd b. 'Uqbah, uomo notoriamente generoso, a '^°'^ contro ii<br />

fare omaggio a Mu'àwiyah, a cui venne detto : « al-Walid b. 'Uqbali è alla ^jo^g ^\ ai-Wa-<br />

«tua porta». Rispose Mu'àwiyah: «.Per Allah! oggi andrà via dopo aver iid b. 'Uqbah dai<br />

T .,,.,.., ,. . . governo dì al-<br />

« dato, invece di aver ricevuto; poiché siate sicuri che egli e venuto per Kofah.]<br />

« dirmi : Ho<br />

tanti e tanti debiti e impegni da pagare. servo, fallo eu-<br />

* trai'e ». Questi lo fece entrare e Mu'àwiyah lo interrogò [di varie cose]<br />

e conversò un pezzo con lui, quindi gli disse: «Per Allah, noi abbiamo<br />

« desiderio del tuo avere in al-Wàdi ; l' a m i r dei Credenti ne è rimasto<br />

«incantato; se tu vuoi farne un regalo a Yazid, fallo pure». Disse al-<br />

Walid: «Esso è di Yazid». Quindi uscì e tornò per diversi giorni da<br />

Mu'àwiyah, finché un giorno gli disse: «O amir dei Credenti, guarda<br />

« un poco alla mia condizione ; io ho tanto da provvedere, e i debiti mi<br />

» opprimono ». — « Non ti vergogni », gli disse Mu'àwiyah, « coi tuoi me-<br />

« riti e nella tua posizione familiare, di prendere<br />

« di dissiparlo, per lagnarti poi continuamente di<br />

tutto quanto prendi e<br />

essere indebitato? ». —<br />

«Va bene», gli rispose al-Walid; quindi si partì sul momento e si recò<br />

nella Gazirah ; e disse :<br />

(1) Quando tu sei pregato, rispondi no; quando invece chiedi, dici: Dà qui.<br />

(2i Rilìuti di operare il beue; benché sii sul Furàt, rifiuti di abbeverare altrui.<br />

(3* Dovrai dunque sino alla morte non inclinare mai verso il si, e abbandonare il no?<br />

Mu'àwiyah intanto, sentendo che egli si era recato in al-Gazirah, no fu im-<br />

pensierito, e gli scrisse: « Vieni da me ». al-Walid gli scrisse in risposta:<br />

(1) Io vivo qui in temperanza e privazioni, come tu mi hai ordinato; dona pure e<br />

regala ad altri quel che ti pare.<br />

Ci) Io condurrò le mie cavalcature lungi date; la mia energia, quando le i-ircostanze<br />

mi sono avverse, è come una spada che si sfodera.<br />

(3j Io sono individuo il cui giudizio trova infinite risorse; né una punta di cate-<br />

naccio può chiudermi Inell' inazione).<br />

Poi tornò nel Higàz, e Mu'àwÌ5-ah gli inviò una ricompensa (A gli ani,<br />

IV. ino. lin. 1-18) [T.].<br />

§ 141. — (a) (Lo scoliaste del Diwàn di al-Hutayahj. al-Walid b. 'Uqbah<br />

b. abi Muayt, tiatello uterino di 'Uthman b. Affàn, bevve del vino in al-<br />

Kùlah mentre era governatore dell' 'Iraq, e un giorno, mentre dirigeva la<br />

preghiera mattutina, disse ai presenti, dopo aver compiuta la preghiera :<br />

« Volete che ve la continui?» Tornato a ca.sa sua, alcuni musulmani lo<br />

videro vomitare il vino; uni> di e.ssi gli j)resu l'aiudlo .senza eli*.' egli .se ne<br />

accorgesse, e andarono in missiom- da 'Uthmàn a lamentarsi di lui. IJtlimàn<br />

lo fece venire a sé e gì' inflisse la pena legale (liadd) della Itattitura: esecu-<br />

36:J. 45


§ 141. 30. a. H.<br />

30. a. H.<br />

IRAQ. -Primi sintore<br />

della pena fu 'Ali b. ... ahi Talib.<br />

~<br />

al-IIutayah disse (a questo proposito):<br />

- ^ \ -i ri/<br />

tomi del malu-<br />

('l'- ' ^'e>-.Sl al § 137).<br />

more contro il<br />

governo: deposizionedi<br />

ai-Wa-<br />

(6) (al-Haytham b. 'Adi). al-\Valid b. 'Uqbah diresse la preghiera mat-<br />

tutina essendo ulniaco: Gundab b. Zuhayr e abù Zunayb. ambeduf delia<br />

iFd b. Uqbah dal tribù degli Azd, gli furono sopra e gli tolsero dal dito l'anello, senza che<br />

governo di al-<br />

KQfah.] egli se ne accorgesse. Si dice che al-Walid si rivolgesse ai presenti (dopo<br />

finita la preghiera), dicendo loro: « Volete che ve la contuiui? ». Quindi<br />

i due Azditi andarono da 'Utjimàn, portando seco l'anello, e lo informa-<br />

rono dell'accaduto. Egli rispose loro: « <strong>For</strong>se ogni volta che un individuo<br />

« ha da lagnarsi del suo governatore, deve venire ad accusarlo perchè sia<br />

«punito? Io vi darò un castigo che serva d'esempio agli altri! >. Essi si<br />

recarono allora da Ali b. abì Tàlib, il quale disse loro : « Rivolgetevi alla<br />

« madre dei Credenti; ciò sarà la cosa più utile pel vostro scopo ». Anda-<br />

rono da 'A"isah e le narrarono il fatto; essa disse loro: « Rimanete vicini ».<br />

Quando poi 'Uthmàn uscì per recarsi alla preghiera del pomeriggio, 'A'isah<br />

esclamò: «'Uthmàn non vuole applicare le pene sancite dalla legge ('at-<br />

«tala al-hudùd) e fa minacce ai testimoni! ». 'Utjimàn entrò ii-ritato<br />

(nella moschea), e taluno disse: « Che c'entra 'Ai-sah con ciò? Essa è moglie<br />

« del Profeta, e Iddio le ha comandato di restarsene a casa (allusione<br />

« al Qur-àn, XXXIII, 32-33) ». Ma altri dissero: « Chi ha maggior diritto<br />

« di occuparsi dèlie faccende dei credenti che la madi-e loro? ». La discus-<br />

sione continuò, finché si venne a una colluttazione nella moschea, e fu<br />

quello il primo combattimento (civile) nell'I.slàm ('j. 'Uthmàn scrisse allora<br />

ad al-Walid : « Vieni, e conduci con te chi possa presentare una giustifi-<br />

« cazione per te, se ne è il caso ». Allora al-Walid mosse in compagnia<br />

di settanta maggiorenti di al-Kùfah, tra i quali vi era 'Adi b. Hàtim. I co-<br />

stumi di al-Walìd erano quelli dei beduini (kh a 1 a • i q '<br />

a r a b i y y a h),<br />

sicché egli, durante il cammino, faceva scendere a turno uno della comitiva<br />

che si metteva a precedere gli altri, recitando versi ragaz per un<br />

certo tempo. Venuta la volta di al-Walìd, egli scese e si mise a recitare :<br />

di corsa),<br />

(1) Non crediate che abbiamo dimenticato di spingere il cavallo al galoppo (nelle gare<br />

(2; né di inebriarci di vino vecchio e scintillante,<br />

(3) né il batter dei timpani delle schiave !<br />

(ossia: siamo rimasti grandi signori come nei tempi prima dell'Isiàm.<br />

L'ultimo ragaz soltanto in A gh ani, IV, 181 lin. 10). Allora 'Adi b. Hàtim<br />

disse: «0 abù Wahb, allora perché mai cammini? (ossia: perchè ti pre-<br />

« senti a giustificarti, se ammetti esplicitamente d'aver commesso la colpa<br />

« che ti è imputata?) ». Giunsero a 'Uthmàn, e questi chiese loro: « Che<br />

« dite del vostro amìr? ». Risposero: « Ne diciamo bene ». 'Adi b. Hàtim<br />

354.


30. 3.. H. § 141.<br />

stette zitto. Allora (iiindab b. Zuliayr e abù Zunayb dissero a 'Utjimàn: 30. a. h.<br />

« Chiedi loro se siano stati presenti quando noi prendemmo l'anello di al- ,omj jei maiu-<br />

« Walid >. Quelli risposero: « No ». Allora i due: « Costoro non sono dunque '"°'^e contro il<br />

« di nessun valore per l'accusa che abbiamo portata (ossia : essi non pos- ^-^^^^ ^j- ai.wa-<br />

« sono testimoniare né prò né contro, non essendo stati presenti al fatto) ». — ''"^ b. Uqbah dai<br />

« Per Dio! » disse 'Uthmàn « io temo che in tal caso tu sia colpevole di KDfah.i<br />

«ciò o di qualche cosa di simile». Ali era allora l'esecutore delle pene,<br />

e 'Uthmàn gli ordinò di frustare al-Walid. 'Ali gli diede quaranta colpi<br />

con una ti-usta a due corde (quaranta colpi ò la punizione legale, secondo<br />

il rito sàfi'ita, per chi ha bevuto vino: cfi". Juynboll, Hdb. d. Isla.<br />

mischen Gesetzes, 304: tenendo conto che la fi-usta aveve rf?«e corde,<br />

si giunge al numero di ottanta colpi, che é appunto quello prescritto dagli<br />

altri riti), e gli disse: « abù Wahb, lascia questa gente: non c'è nulla di<br />

« buono per te nello stare con essa! ». al-Walid disse: « Per Dio! io non abi-<br />

« terò giammai nello stesso paese in cui abita 'Ut_hmàn, a meno che tra lui e<br />

< me non vi sia di mezzo la conca di un wàdi! >. Allora Kathir b. al-Salt<br />

«'al-Kindi gli disse: «O abù Wahb, la mia casa è in Buthàn (wàdi al-<br />

« l'esterno di Madinah :<br />

cfi-. Yàqùt, I, 6(52), mentre la tua è sul mercato:<br />

« ora tra la mia e la tua casa vi è appunto la conca di un wàdi. Vuoi che<br />

tacciamo cambio? ». al-Walìd accettò e ognuno andò all'abitazione dell'altro.<br />

Quindi 'Uthmàn nominò in luogo di al-Walìd, al governo di al-Kùfah,<br />

Sa'id b. al-'As b. Sa'ìd b. al-'As, il quale, quando fu giunto ad al-Kùfah,<br />

disse: « Non salirò sul min bar finché non sia stato pui'ificato ». Lo lava-<br />

rono, ed egli allora vi sali (Hutayah, ed. Goldziher, LVII. pag. 185-187).<br />

Nota 1. — La rissa nella moschea è notizia di considerevole importanza, che inerita di essere<br />

poeta in rilievo: non è un semplice fatto di cronaca senza importanza. E chiaro che la faccenda del-<br />

l'amministrazione di al-Wàlid b. TFqbah in al-Kufah non era una questione semplice di polizia dei co-<br />

stumi, per la quale il colpevole è punito e la colpa ricade tutta sulla sua persona. Qui siamo dinanzi<br />

•d un tentativo concertato da un partito, spietatamente ostile, il quale vuole colpire nella persona del<br />

governatore tutto il partito e tutto il sistema di governo che egli rappresenta. Si vuol screditare ai-Walid<br />

per screditare tutto il governo di 'UtJimàn. Cosi ci spieghiamo la condotta di 'Utjimiin, il 'juale per<br />

non fare il giuoco dei suoi nemici respinge gli accusatori di al-Walid al loro arrivo in Madinah. Allora<br />

dell'incidente del vino bevuto da al-Walid s'impadronisce il partito ostile ad 'UtJiman in Madinah; gli<br />

accusatori di al-Walid si recano da 'A'isah ed essa, già apertamente contrai-ia al Califfo, prende gli accu-<br />

satori sotto la sua protezione, ne abbraccia la causa ed accasa pubblicamente il Califfo di violare la<br />

'*KK6<br />

?*> difendere gli amici ed i congiunti (c/r. .^' 7/7). L'agitazione dilaga in tutta la città: i par-<br />

tigiani del Califfo, ossia i Qurays in generale e gli Umayyah in particolare, prendono le difese del<br />

Califfo e di al-Walid, le discussioni ai accendono e siccome la moschea era il centro di riunione non<br />

tanto religioso, quanto sociale e politico, in essa il contrasto delle due parti si manifesta più nettamente<br />

e dalle parole accese sì passa alle vie di fatto.<br />

E«co l'importanza dell'incidente, dal quale rileviamo come già nel mondo musulmano comincias-<br />

MTO a delinearsi molto nettamente le due opposte tendenze. In Madinah il partito qurasita-utlimànida<br />

en ancora forte ed aggressivo, ma non doveva passar molto tempo, e la quasi unanimità degli oppo-<br />

sitori porti aitine al tracollo tinaie. Nel caso presente la punizione inflitta ad al-Walid fu ordinata


§ 11.'. 30. a. H.<br />

30^ "• IRAQ. Said b. al-Às: sua nomina a governatore di al-KQfah e<br />

IRAQ.-Sa'id b.al- , . . , ,. ~ .<br />

Às: sua nomina sua amministrazione delia provincia.<br />

a governatore di<br />

| 142. __ (al-Saii, da Su avb. .la Savf, da Muhammad > Talhali con il<br />

al-Kufah e sua<br />

ammìnistrazione<br />

della provinoia.)<br />

' "<br />

. o-j j-t i-' Juiu i.suàd). Said b. al- As venuc nell'anno settimo del governo di 'L't_hmàn<br />

hjQ j, ^.1; egli era il migliore della discendenza di al-'As b. i Umavvah:<br />

j o o ...<br />

la sua progenie che si sussegui fu numerosa. Quando Dio diede vittoria<br />

sulla Siria egli vi si recò e vi rimase insieme con Muàwiyah : egli era un<br />

s<br />

~'<br />

orfano cresciuto sotto la tutela di 'Utjimàn. 'Umar una volta ricordò i<br />

QuraN's e domandò di lui, cosi come si fa per chiedere notizie di alcuni»<br />

Gli fu risposto :<br />

« O Principe dei Credenti, è in Damasco e chi lo ha visto<br />

« per ultimo, lo ha visto assalito dalla morte ». Umar mandò ordine a<br />

Mu'àwiyah di fargli venire Sa'id b. al-'As in una lettiga. Mu'àwiyali glielo<br />

mandò in lettiga, in stato di debolezza. Ma non era giunto in Madinah<br />

che si l'iebbe. Gli disse 'Umar : « figlio di mio fratello, ho saputo delle<br />

« prove [che hai fatto] e della tua bontà. Avanti così, che Dio t'accresca<br />

« il bene! ». Poi gli disse: « Hai moglie? ». Rispose: « No ». Disse 'Umar:<br />

* abù 'Amr [Utjimàn], che ti ha impedito di dar moglie a questo giovi-<br />

« notto? ». Rispose 'UtJimàn :<br />

« Gliel' ho proposto, ma ha sempre rifiutato ».<br />

In seguito 'Umar mosse in viaggio per il paese e giunto presso una sor-<br />

gente, si incontrò con quattro donne che si levarono per lui. Disse : « Che<br />

« avete e chi siete? ». Risposero: « Siamo figlie di SutH-àn b. 'Uwajf ». Con<br />

loro era la madre, che disse : « Sono morti i nostri mariti, e quando il<br />

« marito è morto le donne sono perdute; sistemale con uomini loro pari! ».<br />

'Uthmàn fece sposare a Sa'id una di esse, ad Abd al-rahmàn b. 'Awf<br />

un'altra, e ad al-Walìd b. 'Uqbah una terza. Vennero poi a lui anche le<br />

figlie di Mas'iid b. Nu'aj-m al-Nahsali e dissero : « Sono morti i nostri<br />

«mariti e ci son rimasti i figliuoli; sistemaci con uomini nostri pari! ».<br />

Fece allora sposare a Sa'id una di essa e a Gubayr b. Mu'tim un'altra ;<br />

Sa'id prese [cosi] di queste e di quelle. I suoi zii [o meglio parenti paterni]<br />

avevan fatto bella prova nell' Isiàm ; ed essi avevano una bella precedenza<br />

nella conversione, ed eran vecchi di fede verso l' Inviato di Dio. Prima che<br />

Umar morisse, Sa'id era già fi-a i ragguardevoli. Sa'id andò ad al-Kiifah<br />

come governatore sotto il califfato di 'Uthmàn; e partirono con lui da<br />

Makkah, o Madinah, al-A.star, abu Kjiussah al-Gliifàri, Gundub b. 'Ab-<br />

dallah e abii Mu.s'ab b. Gaththàmah che orano andati con al-Walid per biasi-<br />

marlo, e ritornai'ono con Sa'id [ad al-Kùfah. donde erano partiti per accusare<br />

al-Walid]. Sa'id salì sul minbar, e lodò Iddio e lo e.saltò, poi disse:<br />

« Sono stato inviato a voi come governatore, e io non volevo : ma<br />

non<br />

« potei fare a meno, ricevuto l'ordine, di obbedire. Certo l'anarchia (fitnah)<br />

S56.


30. a. H. § 142.<br />

« ha alzato il suo scrifo e i suoi occhi. Ma per Dio io colpirò la sua faccia •^°- ^- "•<br />

. . „,. „ : , . [IRAQ.Said b.al-<br />

« si che la domerò, o e.s.sa mi riduca ali impotenza. E invero que.st oggi as; sua nomina<br />

governatore di<br />

. al-Kufah e sua<br />

« io sono titubante ». E scese. Chiese quindi del popolo di al-Kùfah, e subito ^<br />

fu informato del suo stato, bcrisse quindi ad Uthmàn circa quello che avea amministrazio-<br />

saputo: « Le cose di al-Kutah vanno male: sono sopraffatti i più ragguar- "«


30. a. H.<br />

l'IRAQ.-Sa'id b.al- '" P"®^'®<br />

§§ 112. 30. a. H.<br />

(Il banù 'Ubnyd, è giunto dn vostra parte ni vostri aderenti quel che voi dite e<br />

'^«' P°«t*-<br />

As: sua nomina *'^) ^ quando vi sarà giunta questa mia, rivestitevi [di corazza]; e la lancia è corazza<br />

a governatore di P®"" *^^' """ ''^ corazza [potrebbe essere anche: è misura di prudenza per chi non ha corazza).<br />

al-Kùfah e sua<br />

amministraz.one<br />

della provln-<br />

(Tabari, I, 2850, lin. 10-2853,<br />

Cfi'. A th i r. Ili, 82-84.<br />

lin. 15j fM.G.].<br />

eia.:<br />

Khaldùn, II, App., 134-135, aggiunge che Said b. al-A.s b. Sa'id<br />

b. al-'As b. Umayyah era il nome del nuovo amìr. Il primo Said b. al-'As<br />

(nonno suo) era morto kàfir, ed aveva per kunyah abu Uhayhah. Klialid.<br />

figlio di questo Sa'id, e zio del prefetto di al-Kùfah, era stato dal Profeta<br />

preposto a San'à. Ed era suo kàtib, e morì martire il giorno di Marg<br />

al-Suffar [cfi-. <strong>Annali</strong>, Indice ai voli. I-II, III- V]. Sa'id, il secondo, fu edu-<br />

cato in seno ad 'Ut_hmàu, ecc.<br />

Secondo ibn Khaldùn Sa'id fece ogni cosa per ordine di 'Uthmàn. e<br />

riscrisse al Califfo quando vide la rivolta minacciante ; sicché due volte si<br />

parla qui di lettere mandate ad 'Uthmau.<br />

Nota 1. — Sayf vuol sostenere che Sa'id ripudiasse i novelli emigrati ammettendone soltanto<br />

alcuni con speciale permesso, ed in genere evitasse di avere contatto con quelli che avevano principalmente<br />

contribuito alla deposizione del suo predecessore, sicché quelle medesime persone, che avevano<br />

osteggiato al-Walid, rimasero parimenti nell'opposizione durante il governo di Sa'id e con sentimenti<br />

tanto accesi, da predicare apertamente la guerra civile.<br />

(Cfr. § 101, ilota 1) II. testo ofiFre un elenco delle diverse classi della popolazione in al-Kiifah,<br />

che forse in parte rispecchia condizioni posteriori, ma in parte sicuramente ritrae le condizioni etniche e<br />

sociali dell'al-'Iràq alla metà del I secolo:<br />

1° gli ahi al-saraf sono quegli Arabi che prima dell'Isiàm e durante i primordi del nuovo<br />

ordine di cose erano le persone circondate di maggior prestigio ed autorità nelle tribù, sia per anti-<br />

chità di lignaggio, sia per la gloria e la fama degli avi, sia in pace ed in guerra, sia per virtù proprie<br />

(coraggio, generosità, ospitalità, hilm, ecc.;, sia perchè disponevano di larghi mezzi di fortuna. Non è<br />

esatto chiamarli nobili o membri d'un 'aristocrazia, perchè in Arabia antica non esistevano classi di<br />

questo genere. Tutti gli Arabi si ritenevano egualmente nobili : la nobiltà, se ve n'era, era nella tribù<br />

e non nella famiglia. Questi uomini furono i capi del movimento espansionista arabo durante le con-<br />

quiste, ognuno a capo delle sezioni delle varie tribù che emigrarono con gli eserciti di conquista. E prò.<br />

babile che questi ahi al-saraf, detti anche più comunemente asràf, si presero una larga parte del<br />

bottino e si arricchirono molto e rapidamente, venendo a costituire poi, nei campi militari od amsàr,<br />

per il semplice fatto di ritrovarsi numerosi insieme, una specie di classe a parte, e quindi in una posi-<br />

zione diversa dalla primitiva. Infatti in Arabia antica vivevano quasi isolati, ognuno nella propria tribù,<br />

o a piccoli gruppi negli agglomeramenti più grandi, ma sempre consanguinei. Nei campi militari del<br />

Sawàd si trovavano invece accozzati insieme con altri nuclei simili, provenienti dalle più diverse e lontane<br />

tribù, senza vincolo alcuno tra loro. L' Isiàm cominciava già ad abbattere le divisioni per consan-<br />

guineità e iniziava il processo di amalgama sociale, riunendoli per vincolo morale e religioso, e per<br />

ragioni d'interessi economici piuttosto che per vincolo di sangue. Tale trasformazione era ancora ai<br />

suoi primi inizi ed in realtà forse nemmeno avvertita: le guerre civili frale tribù, che insanguinarono<br />

l'impero dopo l'anno 60. H. rivelano quanto poco l'Isiàm avesse ancora fuso insieme armonicamente<br />

gli elementi etnici d'Arabia. Sta il fatto però che questi asràf, avendo comuni interessi materiali (case,<br />

bestiami, terreni, danaro contante, roba preziosa rapita ai vinti, ecc.) ebbero istintivamente la tendenza<br />

ad accomunarsi in quelle faccende in cui i loro comuni interessi erano minacciati. Così, quasi senza<br />

avvertirlo, cominciarono a costituire una vera e propria classe regolare. Dal testo risulta che essi rap-<br />

presentavano la classe per bene della popolazione e che, per simpatie conservatrici, propendessero, in<br />

via generale, a dare appoggio morale al governo contro gli agitatori demagogici ed i seminatori di<br />

rivoluzioni. Altrove \§ 101, ìiota li vediamo perà che erano avversi ai Qurays ed ai governatori di<br />

'Utjimàn. Sayf b. 'Umar travisando il vero vuol far credere che tutti gli elementi per bene fossero<br />

d'accordo con Madinah.<br />

358<br />

—i—


30. a. H. § U2.<br />

Una seconda categoria è descritta da Sayf b. 'Uniar, come gli al-buyfitàt, o le case nobiliari, 30. a. H.<br />

e con questo s'intendono forse i rappresentanti dei proprietari nobili fondiari, che erano nel possesso ['IRAQ.- Sa'id b. aldelle<br />

terre prima della conquista araba, e che in7ece di far causa con i Sassanidi, avevano accettato il Às: sua nomina<br />

nuovo ordine di cose e s; erano sottomessi agli Arabi: questi proprietari debbono in breve avere, per a governatore dì<br />

lo meno nominalmente, fatto professione di fede islamica, per usufruire dei grandissimi vantaggi morali<br />

e pecuniari che l'adesione completa alla comunità musulmana portava come conseguenza. Neil' impero<br />

al-Kufah e sua<br />

a m m i n istrazlosassanìda<br />

esistevano sette famiglie, piii nubili di tutte le altre, che godevano di vastissima autorità ne della provin-<br />

feudale e militare (cfr. Noeldeke, Geschichte der Perser, ecc., pag. 437 e segg.) e costituivano una eia.]<br />

vera e propria nobiltà. La conquista araba spazzò via tutto questo grande feudalesimo, residuo di periodi<br />

di remotissima antichità: ma rimasero i piccoli o minori, i quali non legati, come i grandi, personalmente<br />

alla casa regnante in Persia, preferirono mutare casacca e passare con armi e bagagli al nemico.<br />

Gli Arabi, in principio, non avendo alcuna idea né alcun piano organico per l'avvenire, circondati da<br />

gravissime difficoltà pratiche per amministrare l'immenso impero, fecero condizioni di favore a questi<br />

interessati proseliti, senza curarsi se la loro adesione morale e religiosa fosse reale e sincera. Questi<br />

membri delle buyùtàt si trovarono quindi in condizioni simili a quelle degli asràf e con l'andar<br />

del tempo si fusero e confusero con essi, cancellando, nella seguente generazione, per quanto era possi-<br />

bile, la loro origine non araba e non schiettamente musulmana. Nel momento in cui parliamo i loro<br />

interessi collimavano con quelli degli asràf, onde molto probabilmente come questi preferivano appog-<br />

giare il governo regolare, per quanto fosse deficiente, perchè proteggeva i loro averi, anzi che gli agita-<br />

tori popolari, i quali pescavano nel torbido e diffondevano i semi del malcontento. E probabile però che<br />

essi, come gli al-asràf, abbiano per un certo periodo dato imprudentemente appoggio agli elementi<br />

più torbidi della popolazione per spirito di opposizione al governo di 'Dljimàn, senza riflettere alle<br />

conseguenze.<br />

La terza classe della gente per bene era costituita da quelli che con frase stereotipata i tradizio-<br />

nisti definiscono la gente di al-sàbiqah e di al-qudmah, ossia di coloro che avevano conseguito<br />

ana specie di nuova nobiltà morale per il fatto di esser stati tra i primi ad abbracciare la nuova fede<br />

(sabiqah), ed avevano reso grandi servigi alla causa <strong>dell'Islam</strong>, spendendo di opera propria e sacrifi-<br />

cando, nei momenti più avversi dei primordi, la propria incolumità personale ed i propri mezzi finan-<br />

ziari. Questi veterani dell'Isiàm non solo godevano di un grande prestigio, perchè alla loro abnegazione<br />

in momenti tristi e difficili si doveva poi il trionfo straordinario degli anni successivi, ma avevano anche<br />

acquistato molta ricchezza e molta influenza. Non ci deve sorprendere perciò se essi sono menzionati<br />

con le altre due categorie, e se essi per i loro interessi materiali si trovassero uniti ai medesimi per<br />

ragioni di comune difesa contro la crescente marea delle altre classi.<br />

Delle altre due classi, gli al-rawàdif wa-l -lawàh iq, abbiamo già discorso poc'anzi: il<br />

testo pare distinguere tra di loro come se gli al-rawàdif fossero di una categoria superiore agli allawàliiq.<br />

Questi ultimi sarebbero composti degli infimi elementi delle tribù nomadi, dei veri predoni<br />

e ladroni del deserto, trasformati dal caso in militi, soltanto perchè la guerra regolare forniva ai mede-<br />

simi la soddisfazione di rapina, di stupri e di sangue che prima cercavano nel brigantaggio desertico.<br />

Gli al-rawàdif erano quindi di una categoria superiore, ma in qual modo e per quale più specifica<br />

ragione non possiamo dire. Queste due classi formavano il grosso delle forze militari musulmane ed<br />

ormai superavano di gran lunga in numero il nucleo dei veterani delle prime battaglie. Emigrati poste-<br />

riormente alla grande conquista, si erano affollati negli amsàr, offrendosi come uomini d'arme, forse<br />

anche esigendo la loro iscrizione nei ruoli come un diritto, quindi imponendo al governo la distri-<br />

bazione tra loro della paga o pensione del primitivo diwàn, fondato dal Califfo 'Umar (cfr. 2


eia.<br />

§§ i4'2iri. 30. a. H.<br />

30. a. H. grati f guerrieri dell'Isiàm. D'altrn l'Hrle le reiiilite delio Stato dimiu\iivano per la crisi agricola che<br />

RAQ.- Said b. al- i andnva acreiituando con rnbbiindono delle campagne dai nervi della gleba. Quindi (/«-/{et/ nel bilancio,<br />

As : sua nomina e necessità o di ridurre le spese, diminuire gli assegni, oppure scoprire nuovi cespiti, sia aumentando<br />

a governatore di le imposte esistenti sui uun musulmani, sia allargando i confini e sottomettendo nuove provinrie.<br />

al-Kufah e sua . ._ »<br />

am ministrazio- § ^43. — (al-Saii, da Su'ayb, da Sayf, da Hi.sàm b. 'Urwah). 'Uthmàn<br />

ne della provin- sapeva a mente meglio di tutti le poesie di uin>, due, tre fino a cinque<br />

versi (Tabari, 1,2853, Un. 10-2854. lin. Ij [M. G.J.<br />

§ 144. — ("al-Mas'ùdi). Or quando fu passato qualche tempo dalla nomina<br />

di Sa'id, alcuni suoi atti sollevarono malcuntonto. S'impadnini dei<br />

beni e disse, o scrisse ad 'Uthmàn: « Questo Sawàd è proprietà dei Qurays ».<br />

Allora al-Astar, che sarebbe Màlik b. al-Hàritli al-Nakhai, gli disse: « Vuoi<br />

« farti di quello che Iddio ci ha dato in bottino per le nostre spade e le<br />

«nostre lance, vuoi fartene un giardino per te e per la tua gente?».<br />

E poi andò da 'Utjimàn con settanta persone a cavallo di al-Kùfah,<br />

e si lamentarono del mal contegno di Sa'id, e gli domandarono che lo<br />

destituisse. Questi rimasero parecchi giorni, e 'Uthmàn non rispondeva, e<br />

giunsero alla fine da 'Uthmàn i suoi amir dalle province, tra cui 'Abdallah<br />

b. Sa'd b. abi Sarli dall' Egitto, Mu'à\vÌ3'ah dalla Siria, Abdallah b. 'Amir<br />

da al-Basrah e Sa'id b. al-'As da al-Kùfah. Questi rimasero a Madinah<br />

alcuni giorni senza che egli li rimandasse alle loro province, non volendo<br />

rimandare Sa'id ad al-Kùfah nò volendolo, d'altra parte, destituire '(Ma<br />

s'ùdi, IV, 261-262) [M.].<br />

Nota 1. — Le ultime parole si riferiscono ad eventi degli anni 34.-35. TI.<br />

'IRAQ. — Concessione e permuta di fondi fra gli abitanti del-<br />

l'Arabia e quelli emigrati nell' Iraq.<br />

§ 145. — (ai-Sari, da Su'ayb, da Sayf, da Sa'id b. 'Abdallah al-Gru-<br />

mahi, da 'Ubaydallah b. 'Umar). L'ho udito che diceva a mio padre:<br />

Uthmàn riunì il popolo di Madinah, e disse: «0 popolo di Madinah, la<br />

« gente di Kiifah fa tumulto ; e io per Dio vi salverò quanto vi appartiene<br />

« tanto che ne trasferirò la proprietà a voialtri se così vi par bene. O vi<br />

« deciderete a ciò quando [queste proprietà] vadano in mano di chi con la<br />

« gente dell' 'Iraq ha preso parte alle conquiste in esso e queste gente si<br />

«rimanga nel loro pae.se con queste possessioni?». Sorsero quelli e dis-<br />

sero : « Come farai passare a noi quelle terre che Dio ci ha dato come<br />

«fay, o Principe dei Credenti?». Rispose: «Le daremo a chi vuole<br />

« in cambio di quello che possiede nel Higàz ». Si rallegrarono, e Dio aprì<br />

loro una via [vantaggiosa] che non era nei loro calcoli. Quindi si separa-<br />

rono, dopo che Dio ebbe con ciò preparato loro un avvenire migliore.<br />

Talhah b. 'Ubaydallah avea riunito tutte le porzioni che avea a Khaybar e<br />

360.<br />

-


30. a.. H. § 1^5.<br />

altrove, e con rammoutaie di esse ci comprò una porzione di quello che ^c. a. h.<br />

era toccato a chi era stato presente ad al-Qàdisiyyah e al-Madà'in fia i sj^nè g permuta<br />

Madinesi che erau rimasti e non erau andati nell"Iràq. [Comprò poi] al- •^' 'o"«^' ^'^ b"<br />

Nasàstag [grande tenuta presso al-Kiil'ah : cfr. Yàqùt, lY, 783] con i pos- bia e quelli emì-<br />

sedimenti a Kha^'bar e altrove, e comprò anche con Bir Aris qualche cosa ^rati neir iràq.|<br />

che 'Uthmàn possedeva nell''Iràq. Marwàn b. al-Hakam con suo danaro,<br />

che 'Ut_hmàn gli aveva donato, comprò Nalu- Marwàn che era allora una<br />

palude: e ne comprarono uomini delle tribù [arabe] le quali erano nell' Iraq<br />

con patrimoni che avevano nella Gazirah al-'Arab, Makkani, Madinesi, di<br />

al-Tàif, del Yaman e Hadramawt. Fu anche fra chi comprò al-As'atJi, che<br />

acquistò con patrimonio che aveva nel Hadramawt i suoi possedimenti in<br />

Tizanàbàdz. UtJUmàn scrisse poi alle genti (ahl-àfàq) su di ciò; e sui<br />

" • campi del fa y e sul fa y<br />

che<br />

reciamavanogli abitanti delle città militari<br />

(ahi al-amsàr;, e che era quello che apparteneva ai re, come Kisra e<br />

Qay.sar, e ai loro successori, cui fece sgombrare. [Prese così tutti i prov-<br />

vedimenti per eseguii-e questo scambio di proprietà]. E arrivò a essi quanto<br />

già si aspettavano. Prese quindi un certo numero di uomini di Madinah<br />

che presero parte alla spedizione e un numero corrispondente di parti e<br />

le assegnò a loro. Ed essi lo comprarono insieme con quello che confinava<br />

con i possedimenti nel Higàz a Makkah, nel Yaman e nel Hadramawt che<br />

passavano in questo modo a quei proprietari, fra i Madinesi, che avevano<br />

preso parte alle conquiste (T a bari. I, 2854. lin. 1-2855, lin. lOj [M.G.].<br />

Cfr. Athir. in, 84.<br />

Khaldùn, II, App., 135, ne fa un breve accenno.<br />

Nota 1. — La tradizione è singolarmente oscura e la traduzione letterale ha per noi in alcune<br />

parti poco o verun senso intelligibile. Mi pare però che si riferisca a tutto quell'insieme di fatti riguardanti<br />

la proprietà fondiaria fuori dell'Arabia propriamente detta, su cui abbiamo discorso nel volume<br />

precedente- degli <strong>Annali</strong>, trattando delle condizioni tìscali delle provinole conquistate, regnante 'Uiaar<br />

cfr. 23. a. H., §§ tì!il-711 . La tradizione più ortodossa vuole .iffermare che TJthman commettesse favoritismi<br />

concedendo terreni ai suoi amici nelle terre fuori d'Arabia, riservate come fay dei mnsnlmani,<br />

ossia che con le tasse dovevano supplire al pagamento delle pensioni. La cessione di una di queste<br />

terre in proprietà ad un musulmano significava togliere un cespite alle finanze dello Stato, perchè,<br />

come già dicemmo, i Musulmani, come padroni vivevano a spese dell'impero islamico ed erano da esso<br />

stipendiati.<br />

Noi sostenemmo nel succitato passo degli <strong>Annali</strong> che la colpa di siffatta dilapidazione delle entrate<br />

dello Stato non fu esclusiva di TJthmàn, ma che già regnante 'Umar, Arabi musulmani divennero pro-<br />

prietari di terre fuori della penisola, nel Sawàd ed in Egittfj. Sayf, per difendere 'Utjimàn, senza gettare<br />

la colpa su precedenti di 'Umar, espone nella presente tradizione che 'Utiimàn non già donasso terre<br />

nel Sawad, ma permettesite permute. Cosi alcuni liquidano j loro averi in Arabia e con le somme cosi<br />

riacosee com|>erano l<br />

presumibilmente dallo Stato islamicoi le terre indicate nel Sawàd: grazie all'ulto<br />

di compera il proprietario aveva il diritto di ritenersi tutte le rendite e di non pai^are più le tasce.<br />

Non possiamo però garantire l'esattezza di siffatta interpretazione. Le prime parole della tradi-<br />

zione fanno credere che gli abitanti di Madinah, che non avevano preso parte alle conquiste, erano pur<br />

nondimeno proprietari di quot« di terra nell'al-'Iniq, quote rhe per effetto ilei disordini (fitnah erano<br />

esposte al rischio di cadere in mani di altri. Oli abitanti di Madinah vorrebbero avere l'equivalenza dei<br />

loro diritti iraqensi in possedimenti nel Higaz, che potevano sorveglianj ed amministrare. D'altra parte<br />

.%1. 46


§§ 115-147. 30. a. H.<br />

30. a. H. i più ricchi Compagni del Profeta erano desiderosi di speculare sulle terre iraqeusi e liberarsi da quelle<br />

IRAQ. - Conces- possedute nel Higaz. <strong>For</strong>se per i grandi proprietari era più facile tutelare i loro beni fondiari nell'alsione<br />

e permuta 'Iraq, che non i possessori di piccole quote, e mentre le terre arabe non averano un grande avvenire,<br />

di fondi fra gli quelle demaniali nella Babilonidn lasciavano sperare immensi guadagni con lavori di lionitira. Intermeabitanti<br />

dell'Ara- diario delle permute fu il Califfo — cosi narra Sayf — e 'Uthmàn non concesse alcun favore ai Combìa<br />

8 quelli emi- pagni, ma fece opera buona a vantaggio dei piccoli proprietari di 'Higaz. Cfr. intanto tutta la prima<br />

grati neir'Iràq.] parte del Cap. XII di Lammens Moawiq.<br />

§ 146. — (al-Saii, da Su'a3'b, da Sayf, da Muhammad e Talhahj. Lo<br />

stesso hadìth: tranne che essi dicono: Comprarono in questo modo uomini<br />

di ogni tribù, fra quelli che possedevano qualche cosa lì (in Arabia) e<br />

desideravano fare il cambio con quello che loro confinava, e lo presero e<br />

fu loro lecito di fare ciò di comune accordo e con la sanzione della legge.<br />

Se non che quelli che non erano antichi d" Isiàm, non raggiungevano il grado<br />

degli antichi nelle assemblee, nelle cariche e nella considerazione. Poscia<br />

cominciarono a biasimare queste preferenze e a ritenerle una violenza. E in<br />

ciò agivano segretamente e non avveniva che lo dicessero apertamente,<br />

poiché non avean argomenti contro di loro, e il popolo era contro di loro.<br />

Se si univa a loro qualche giovane o qualche arabo o liberto, approvavano<br />

il discorso, per modo che essi erano in auge, e gli altri invece in deca-<br />

denza, finché vinse il male (T ab ari, I, 2855, lin. 10-2856, lin. 3) [M.G.j.<br />

§ 147. — È bene riassumere a questo proposito anche le osservazioni<br />

del Wellhausen (Sk. u. Vorarb., VI, 115-117).<br />

La crisi nell'impero arabo ai tempi di 'Uthmàn scoppiò verso la fine<br />

del regno del suo califfato, perché le guerre contro i nemici esterni non riem-<br />

pivano più totalmente gli animi dei Musulmani : i primi sintomi si fecero<br />

sensibili nel campo militare più importante dell' 'Iraq. I Kufani erano già<br />

viziati dal contegno di 'Umar, il quale, mentre alti'ove aveva lasciato im-<br />

mutati i suoi governatori, in al-Kùfah, cedendo ai desidexì dei Kufani,<br />

aveva mutato il governatore ben tre volte in soli sei anni. Oltre agli in-<br />

cidenti ben noti, narrati nei precedenti paragrafi (l'anarchia crescente in<br />

al-Kùfah, il contegno di al-Walid verso il mago, il suo frequente stato di<br />

ebrietà) il Wellhausen osserva che al-Walìd non può essere stata persona<br />

accetta alla maggioranza dei Musulmani : tutti dovevano ricordare che suo<br />

padre 'Uqbah b. abi Mu'ayt era stato giustiziato dal Profeta dopo Badr,<br />

perchè era uno degli avversari più intransigenti <strong>dell'Islam</strong>. al-Walìd stesso<br />

era uomo di consuetudini e di sentimenti interamente pagani, come è di-<br />

mostrato dal suo contegno qua! governatore e nella moschea di al-Kùfah.<br />

Nel movimento quindi contro al-Walid si fusero insieme l'odio religioso<br />

contro il pagano impenitente e l'opposizione delle tribù al concentramento<br />

del potere politico nelle mani di un impiegato dello Stato : i Beduini, ri-<br />

tenendosi ancora liberi da ogni superiore autorità, si risentirono che il<br />

362.


30. a. H. §§ 147, 148.<br />

governatore togliesse a loro il diritto di vendetta. Era il conflitto tra il ^^o. a. h.<br />

... , 1, ., , 1-1 1 -1 • T T n ['IRAQ. - Conces-<br />

<br />

diritto secolare delle tribù anarchiche ed il dn-itto nuovo dello otato ac- gjone e permuta<br />

centratore e mouopolizzatore della giustizia. Infine v'era nella turba dei '^' '°"'^' ^'^ si"<br />

... abitanti dell'Aranuovi<br />

emigrati un vivo risentimento perche, regnante Utjimàn, tutti i posti big g quelli eml-<br />

importanti nell'amministrazione del califfato, erano lasciati in mano di e^^*' deiriràh.i<br />

giovani della stirpe umayj'ade.<br />

Le ultime tradizioni sul governo di Sa'id, successore di al-Walid,<br />

vogliono dimostrare che Sa'id in al-Kùfah preferisse la compagnia di per-<br />

sone distinte e ricche, con quelle delle classi più agiate e civili, e disprez-<br />

zasse le turbe di sconosciuti, affluiti in al-Kiifah. Sayf vuol dimostrare che<br />

il malumore contro il governo di 'UtJimàn e dei suoi luogotenenti era cir-<br />

coscritto ai peggiori elementi dei campi militari, in quelli che niente ave-<br />

vano fatto per la conquista e che erano causa di disordini e di anarchia<br />

negli amsàr. In questo noi crediamo che Sa3'f non sia del tutto nel-<br />

l'errore. È molto verosimile che il superbo qura.sita sentisse un profondo<br />

disprezzo per quegli uomini coperti di stracci che affluivano affamati dal<br />

deserto, ingombravano le vie di al-Kùfah, e pretendevano di essere trattati<br />

e mantenuti a spese dell'erario come coloro che avevano reso grandi ser-<br />

vigi alla comunità. È anche verosimile che, quando cominciarono a venir<br />

meno le rendite, il governatore si rifiutasse di accogliere altri stipendiati,<br />

e gli esclusi, ritenutisi vittime di gravi ingiustizie, alzassero protestando<br />

la voce ed accusassero chi era al governo di fi'odare il tesoro e beneficare<br />

gli amici e parenti spogliandone i legittimi proprietari, i cittadini mu-<br />

sulmani.<br />

§ 148. — Sulle prime agitazioni in al-Kùfah, la deposizione di al-<br />

Walid e la nomina di Sa'id b. al-'As, cfi-. anche Abulfeda, I, 2G2-264<br />

(nel 29. a. H.);<br />

Aghàni, I, 11 lin. 21-22, 16, 163; II, 87 lin. 2-13;<br />

Athir, III, 80-84;<br />

Azraqi, 448. lin. 17-22;<br />

Balàdzuri, 334, lin. 11-12 (nel 29. a. H.) ;<br />

Bukhàri, II, 429, lin. 17-430, lin. 11; III, 26, lin. 19-28, lin. 3;<br />

Bukhàri (vers. frane), II, 600-601; III, 33-34;<br />

Kalbi, MS. Brit. Mus. Add., 23, 297, fol. 14, v., lin. 7-12; 17,r., lin. 9-<br />

ultima linea ;<br />

K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. f*0,r. ;<br />

Khaldùn, II, App., 134-136;<br />

Khaldun Proleg.. I, 437;<br />

Kremer Herrsch. Ideen, 338:<br />

3*3.


§§ 148-1 rx' 30. a. H.<br />

30. a. H. Maskawavli, MS. Co.stantiiiop., 1, 47^-474;<br />

ut -<br />

i u A' r ouc<br />

sione e permuta M 1 r kh O n d 1 , 1, 286 ;<br />

•IRAQ. - Conces-<br />

di fondi fra gli M ì r kh o n fi i Rehat.sek, parte II, voi. Ili, J4!»;<br />

abitanti dell'Ara-<br />

ut \ i -ina -in i<br />

bia e quelli emi- Muir A n n a 1 s , 300-304<br />

grati neii-lràq.] M u i r CaHphate, 216;<br />

Miillev Islam, I, 296;<br />

Nuwayri, MS. Leid., I, fol. 106,r.-106,r.<br />

Va' q ubi, II, 190, lin. 3-21.<br />

.<br />

;<br />

AL-GAZiRAH-MESOPOTAMI A. — Immigrazione di tribù arabe in Me-<br />

sopotamia. [Cfr. 25. a. H., §§ 22 e segg.).<br />

§ 149. — fal-Balàdzuri, senza isnàd). Quando Mu'àvviyah b. abi Sufyàn<br />

divenne governatore della Gazirah e della Sii'ia per conto del Califfo<br />

'Utlimàn, ricevette da questo l'ordine di stabilire varie tribù arabe nomadi<br />

in luoghi discosti dalla città e dai villaggi, concedendo alle medesime di<br />

lavorare le terre ('), sulle quali ne.s.suno possedeva diritti. In siffatto modo<br />

(alcune tribù) dei banìi Tamim si stabilirono in al-Ràbiyah ;<br />

;<br />

vari gruppi<br />

di Qays, di Asad e di altre stirpi andarono a stabilirsi in al-Màzihin e<br />

al-Mudaybar, e così via di seguito in tutto il Diyàr Mudar: nel Diyàr<br />

Rabi'ah furono stabilite tribù dei Rabì'ah (^).<br />

Nelle città, nei villaggi e nelle fortezze di confine (ma sài ih) furono<br />

messi gruppi di militi dell' a hi al-'atà, o gente che riceveva pensioni<br />

regolari, ed esse ebbero il compito di munire i vari paesi e di difenderli<br />

dal nemico sotto gli ordini di luogotenenti (Balàdzuri, 178).<br />

Nota 1. — La notizia può servire da ulteriore conferma della pretesa legge attribuita al Califfo<br />

'TJmar, con cui agli Arabi venne vietato di possedere e lavorare la terra. Ne abbiamo discorso a lungo<br />

sotto l'anno 23. H. (cfr. 23. a. H., §§ 694 e segg.). La nostra fonte descrive l' immigrazione in Mesopotamia<br />

come un ordine del Califfo: più probabilmente trattasi di tribù immigrate nella Babilonide meridionale<br />

(per esempio, i Tamim di al-Basrahì, i quali trovando difficile la vita in quella regione per sovrabbondanza<br />

dell'emigrazione araba, si volsero più al nord, dove nelle grandi pianure della Mesopotamia, scarsamente<br />

popolate, poterono più facilmente trovare terreni abbandonati e sostentarvi le proprie famiglie,<br />

che non nei campi militari della Babilonide. Non è nemmeno esclusa la possibilità che il governatore<br />

di al-Basrah e di al-Kiifah incoraggiasse tale emigrazione verso il nord, perchè diminuiva il numero<br />

delle bocche da nutrire e di uomini da pagare in periodo di crisi e di redditi decrescenti. Quelli che<br />

andavano a vivere per proprio conto in Mesopotamia non prendevano pensione dalle casse dello Stato,<br />

se non facevano servizio militare.<br />

Nota 2. — Sui tre luoghi menzionati da al-Balàdzurì, non abbiamo altre maggiori notizie, perchè<br />

Yàqiit stesso 'IV, 391, liu. 13 17) si contenta di trascrivere letteralmente il testo di al-Balàdzuri senza<br />

aggiungere alcun altro schiarimento topografico.<br />

§ 150. — (abù Hafs al-Sàmi, da Hammàd b. 'Amr al-Nasibi). 11 luo-<br />

gotenente di Nasibin scrisse a Mu'àwiyah, quando questi era governatore<br />

della Siria e della Gazirah per conto di 'Uthmàn, lagnandosi che alcuni<br />

musulmani dei suoi erano stati morsi e molestati dagli scorpioni ('aqàrib).<br />

364.


30. a. H. §§150 154.<br />

Mu'àwiyali rispose ordinandogli d'imporre alla gente di ogni luogo (<br />

h<br />

a y y i z) 3°- * "•<br />

della città l'obbligo di radunare un certo numero di scorpioni velenosi e di sopotamia<br />

consegnarglieli quotidianamente. Così fu fatto ed (i molesti insetti) furono immigrazione di<br />

-/IN /Tj 1-j 1 -o\ tribù arabe in<br />

UCCISI f) (Baladzuri. 1/8). Mesopotamia.)<br />

Nota 1. — E cosa cognita in oriente che questa parte della Mesopotamia è intestata da scorpioni,<br />

che escono dalle loro tane dopo le pioggie. — Mi ricordo, nel marzo del 1894, nella pianura tra Singàr<br />

e il fiume Khàbùr, dopo una copiosa piuggia, d'aver visto un buon tratto del paese letteralmente co-<br />

perto di piccoli scorpioni gialli, che drizzavano iratamente le loro code quando le zampe delle nostre<br />

cavalcature battevano il suolo vicino a loro. Il mio mulattiere mi assicurò che era un fenomeno comune<br />

iu quella regione, e di gravissima molestia e non poco pericolo per chi deve viaggiare a piedi nudi.<br />

MESOPOTAMIA-ASIA MINORE.<br />

§ 151. — uil-Baladzuri, senza isnàd). iu questo anno (30. H.) Suf3-àu<br />

b. 'Awf al-Ghàniidi fece un'incursione nel territorio greco, oltrepassando il<br />

distretto di Mar'as ed infliggendo gravi ('anni al nemico. — (Più tardi)<br />

Mu'àwÌ3-ah b. abi Sutyàn ricostruì la città di Mar'as e vi pose una guar-<br />

nigione (Balàdzuri, 188).<br />

§ 152. — Di questi anni (circa il 30. H.) gli 'Aqulàyé, cioè gli abi-<br />

tanti di Baghdad, passarono da Harràn a Mabbùg e da Mabbùg a Kheiuat<br />

Michel Syrien. II, 445) [M.].<br />

SIRIA-MESOPOTAMIA. — Mutamento di patriarchi monofisiti.<br />

§ 153. — Nell'anno 962 (dei Seleucidi = 650-651 dell' È. V. = 30.-31. H.)<br />

Mar Teodoro divenne patriarca di Antiochia. Edessa ebbe per vescovo Ci-<br />

riaco (DenN's de Teli Mahré, pag. 8).<br />

Cfr. anche Assemanus, Biblioth. Orient., II, 103 [nel 651 dell' È. V.<br />

= 31. a. Cr.];<br />

Barhebraeus, Chron. Eccles., I, 280;<br />

Michel Syrien, II, 443.<br />

SIRIA. — Malumori contro il governo: esilio di abù Dzarr.<br />

§ 154. — In questo anno (30. H.) accadde l'incidente fra abù Dzarr<br />

al-Ghifàri, il celebre Compagno del Profeta ed il governatore della Siria,<br />

Muàwiyah b. abi Sutyàn, che fini con l'esilio del primo in al-Eabadzah. « In<br />

questo anno avvennero a jiroposito di que.sto fatto », aggiunge al-Tabari,<br />

• molte co.se, la maggior parte delle quali mi li pugna di raccontare, e raccon-<br />

« terò .solo ([uello che dicono coloro i quali scusano la condotta di Mu'àwiyali<br />

. 'Tabari, I. 2858. lin. ll-14j». In un altro luogo (Tabari, I, 2862,<br />

lin. 13-14). a proposito dei medesimi fatti aggiunge che « altri narrano<br />

« molti altri fatti e cose vergogno.se che mi ripugna di rammentare ». Da<br />

queste espre.'^sioni si comprende come degli eventi, che avremo a narrare<br />

865.<br />

'


J§ 151. 165. 30. a. H.<br />

30. a. H. i^ei paragrafi seguenti, esistessero molte altre versioni, nello quali proba-<br />

(SIRIA.- Malumori , . ' ^ . • • . •<br />

j. i<br />

.l- i- tt ,.<br />

contro il gover- bilmOiite erano ingiu.stamente calunniati gh Umayyadi o forse anche abii<br />

no: esilio di abu DzaiT. È notev(^le il fatto che la versione data da Sayf sia quella favo-<br />

Ozarr<br />

revole agli Umayyadi, mentre l'origine iraqense della scuola storica di<br />

Sayf, avrebbe fatto supporre che neir'Iràq, ove era maggiore l'odio contro<br />

gli Umayyadi, si fosse dovuto conservare la versione più o.stile a (juella<br />

dinastia. Abbiamo già osservato, narrando le fasi del malumore generale<br />

deir'Iràq, come anche in quegli eventi Sayf rappresenti la .scuola che cerca<br />

di scusare il Califfo 'Uthmàn ed i suoi luogotenenti, benché questi fossero<br />

tutti parenti più o meno vicini del Califfo e tutti umayyadi pur essi.<br />

Saj-f b. 'Umar rappresenta quindi una scuola storica molto immaginosa e<br />

romantica, sull'esattezza storica della quale bisogna molto diffidare, ma allo<br />

stesso tempo anche una tendenza schiettamente ortodossa e per nulla fa-<br />

vorevole alle tendenze si'ite. È probabile che per poter difendere meglio<br />

il Califfo dalle accuse dei suoi avversari, nella scuola di Sayf si fosse in-<br />

dotti a difendere anche i luogotenenti di 'Uthmàn e si mii-asse a nascon-<br />

dere la natura gravissima e profonda del malumore universale, facendola<br />

comparire come atti inconsulti di una parte della popolazione, e preci-<br />

samente della peggiore, di quella che niun rispetto aveva per le tradi-<br />

zioni e le memorie del Profeta, e per coloro che avevano gloriosamente<br />

conquistato la Siria e la Persia. Ha ragione perciò il Wellhausen (Sk. u.<br />

Vorarb., VI, 117) nell'affermare che la tendenza manifesta di Sayf è di<br />

non far cadere la colpa degli eventi che portarono all'assassinio di 'Uthmàn,<br />

^ né sul Califfo, né sui suoi luogotenenti, né sulla popolazione di al-Kùfah<br />

in generale, ma soltanto sopra alcuni facinorosi. Dato questo indirizzo, è<br />

naturale che Sayf e la sua scuola debbano divenire i difensori degli Umay-<br />

yadi. Possiamo quindi presumere, dal silenzio di al-Tabari, che la scuola<br />

storica madinese fosse assai meno tenera per gli Umay3-adi ed avesse con-<br />

servato notizie tanto vere che false, lesive alla riputazione di essi.<br />

§ 155. — Gli incidenti, che ora avremo a narrare, hanno rapporti<br />

strettissimi con quelli già narrati per T'Iràq: appartengono allo stesso<br />

ordine di fatti e sono espressioni del profondo malcontento che tormen-<br />

tava la grande maggioranza della popolazione musulmana in tutte le Pro-<br />

vincie dell' impero. Come risulterà da quanto ora avremo a raccontare, l'agi-<br />

tazione aveva origini per ora principalmente economiche: soltanto in seguito,<br />

per alcuni errori del governo Umayyade, il movimento divenne anche reli-<br />

gioso ed infine anche una lotta di razze. Nel corso delle conquiste erano<br />

avvenuti gravissimi abusi : e grazie alla costituzione completamente militare<br />

del governo musulmano, gli uomini investiti dei grandi comandi, si erano<br />

366.


30. a. H. §§ 155, 156.<br />

disonestamente approfittati della loro autorità per arricchire se stessi ed •^°i<br />

*• ^•<br />

•<br />

•<br />

1 T ,, , ,• /^ •<br />

[SIRIA.-Malumorì<br />

1 1<br />

loro amici e parenti a danno delle turbe di gregari. Questi, vedendo come contro ii govaralcuni<br />

aiTÌccliivan.si in modo anormale mentre essi rimanevano nella miseria, "• «s'''° '" f *•»"<br />


Dzarr<br />

§§ 166. 167. 30. a. H.<br />

30. a. H. tra altro, è ufficio dell'imam di punire i suoi sudditi, ut mai .si dovrebbe<br />

ISIRIA.- Malumori -, , -, i j- ttìI, - t-» , •<br />

contro il gover- trar partito da ciò per sparlar di Utiiman. Perciò io ne taccio (A th i r . Ili,<br />

no: esilio di abù fig, lill. 3-8) (M.].<br />

§ 157. — (Sayf b. 'Limar, da 'Atiyyali, da Yazid al-Faq'a.sij. Quando<br />

venne ibn al-Sawdà in Siria, incontrò abù Dzarr al-Giiit;ui e gli disse:<br />

« Non ti maraviglia che Mu'àwiyah chiami i beni demaniali (a 1 - m à 1 )<br />

«beni di Dio (mal Allah), come se tutto ciò che esiste non appartenga<br />

« a Dio ? Sembra invece più probabile che sua intenzione sia di avaramente<br />

« privare i Musulmani (di ciò, a cui hanno diritto), e perciò sopprima la<br />

« denominazione di " beni dei Musulmani ., ». abù Dzarr, colpito da questo<br />

discorso, «i recò presso Mu àwiyah e gli disse : « Che cosa ti ha indotto a<br />

«chiamare "beni di Dio,, quelli che sono "beni dei Musulmani?,,».<br />

Mu'a.wiyah rispose ad abù Dzarr, che tvitto era di Dio, gli uomini eran<br />

tutti suoi servi e tutto era sua creazione, abù Dzarr negò che tale fosse<br />

il concetto di Mu'àwiyah ed aggiunse : « Non voglio dire « che i beni<br />

« non appartengano ai Musulmani ». ibn al-Sawdà si recò anche presso<br />

abù-1-Dardà, e 'Ubàdali b. al-Sàmit, altri due Compagni del Profeta, e<br />

li istigò ad associarsi pur essi all'agitazione diretta da abù Dzarr. Questi,<br />

non trovando Mu'àwiyah favorevole alle sue idee, incominciò ad arrin-<br />

gare la gente, inveì contro i ricchi, li accusò di aver spogliato i poveri,<br />

citò versetti del Qur-àn (IX, 34), nei quali si menzionano i ricchi, che<br />

mettono da parte ori ed argenti e non li spendono per la causa di Dio,<br />

ed i quali un giorno avranno la fionte, i fianchi e la schiena arsi dal<br />

fuoco infernale (-). I discorsi di abù Dzarr incominciarono ad avere effetto :<br />

i poveri si agitarono, denunziando i ricchi, finché un giorno questi, allar-<br />

mati della guerra che loro si moveva, fecero reclamo al governatore<br />

Mu'àwij^ah. Il quale scrisse al Califfo, dicendo che abù Dzarr gli dava molta<br />

noia, ed esponendo tutto quello che il medesimo diceva e faceva. Il Califfo<br />

rispose : « L'anarchia (a 1 - f i t n a h) comincia a mostrare il suo muso<br />

'« ed i suoi occhi e non tarderà ad irrompere :<br />

non<br />

( '<br />

)<br />

bisogna invelenire la<br />

« piaga. Mandami abù Dzarr con una guida e con ampie provviste, trat-<br />

« tandolo con benevolenza e cercando di calmare e contenere la gente e<br />

« te stesso per quanto ti è possibile, perchè altrimenti ti verrà tolto quello<br />

« che tu hai ». abù Dzarr fu quindi spedito a Madinah con tutti i dovuti<br />

riguai'di. Si narra che arrivando in quella città rimanesse colpito dal ve-<br />

dere come la città si fosse estesa durante la sua assenza, e come i fabbri-<br />

cati fossero giunti fin quasi ai piedi della collina Sai' (") ; e da ciò predi-<br />

cesse guerre e disastri per la città. Menato dinanzi al Califfo, 'Uthmàn lo<br />

interrogò sulle ragioni dei suoi discorsi sovversivi (dzarab, letteralmente:<br />

368.


30. a. H. § 157.<br />

tliscorsi osceni), abù Dzarr tornò allora a ripetere i discorsi tenuti in Siria,<br />

,.<br />

^o. a. h.<br />

.<br />

protestò contro<br />

•<br />

, 1 1 • 1 • 1- , n ,<br />

1 incameramento dei beni demaniali, .sostenendo che appai-<br />

[SIRIA.- Malumori<br />

contro ii govertenessero<br />

ai Musulmani e denunziò i ricchi che accumulavano grandi for- no: esilio di abu<br />

tune. Cthmàn rispose che egli poteva fare soltanto quello che gli spettava<br />

per legge : non<br />

poteva costringere la gente a farsi asceti, ma tutto al più<br />

poteva invitarli alla moderazione ed all'osservanza scrupolosa della legge.<br />

abù Dzarr chiese allora al Califfo di potersene andare da Madinah, perchè<br />

essa non gli conveniva come dimora. 'Uthnuui gli fece osservare che ogni<br />

altro luogo sarebbe stato peggiore di Madinah, ma abù Dzarr affermò che<br />

il Profeta gli avesse detto: « Lascia Madinah il giorno in cui le case arri-<br />

« veranno fino a Sai' ». — « Allora vattene ove egli ti ha ordinato di<br />

« andare », rispose il Califfo, abù D/.arr -se ne andò ad al-Rabadzah, ove si<br />

costruì una moschea (masgid) ed il Califfo gli fece dono di una mandra<br />

(li cinquanta cameli e due schiavi (T a bari, I, 2858-2860).<br />

At_hir, III, 88, aggiunge :<br />

Quando<br />

ibn al-Sawdà disse ad abù-1-Dardà<br />

quella cosa, questi rispose: Io ti ho per ebreo (}• allùdi)».<br />

Muawiyah poi avanti di denunziare abù Dzarr al Califfo, fa un espe-<br />

rimento: gli manda mille dìnàr e poi rimanda da lui, il mattino dopo,<br />

il messo stesso perchè, fingendo di essersi sbagliato circa la persona a cui<br />

la somma era destinata, veda se i mille dìnàr sono ancora presso di lui<br />

(il che sarebbe stato contro le teorie di abù Dzarr di non tener danaro<br />

più del necessario per il mangiare d'una giornata) e trova che il suo ope-<br />

rato è conforme alle sue idee.<br />

Oltre poi a tutte quelle cose .suesposte, ebbe anche un 'atà-, o pen-<br />

sione, quotidiano, come Ràfi' b. Khudayg (cfì'. Tabari, 1. 28G1).<br />

Nota 1. — Alludesi a tutte quelle vaste estensioni di terreno olie un tempo avevano appartenuto<br />

all'imperatore greco ed a quei suoi dipendenti che erano emigrati dal paese per non sottostai-e<br />

al dominio musulmano, e che il Califfo 'Umar, invece di suddividere fra i vincitori, aveva incamerato,<br />

dividendo soltanto la rendita fra i fedeli con norme da noi altrove descritte (cfr. 2*). a. H., §§ 247 e segg.l.<br />

Molti musulmani disapprovavano questa ordinanza del Calitìb ed avrebbero voluto che i califfi, seguendo<br />

l'esempio del Profeta con i beni degli Ebrei di Madinah e di Khaybar, li avesse parimenti divisi tra<br />

i fedeli. L'agitazione, di cui si fece interprfte abu Djian-, aveva poi un buon motivo, perchè nonostante<br />

la li-gge messa da 'Umar, una parte di questi beni demaniali erano stati ceduti in feudo ad amici e<br />

parenti delle piamone al governo: molti volevano quimli i-he anche il rimanente venisse diviso fra quelli<br />

che non avevano ricevuto nulla.<br />

Nota 2. — Uiaulta quindi evidente che tutta l'agitazione avesse natura quasi unicamente economica:<br />

abu Dzarr fu un vero agitatore socialista, che predicava contro la ricchezza ed invocava la<br />

diviaione di tutte le terre. Da altre tradizioni di Sayf appare che abfi Dzarr, dopo il suo esilio a Ra-<br />

badzah, veni»se talvolta a Madinah, e si naira che una volta avesse una discussione molto accalorata<br />

con il celebre n-nugato ebreo Ka'b al .\libàr. un rabbino del Yanian. abiì Dzarr sosteneva che i ricchi<br />

avevano l'obbligo non solo di pagare le tasse legali, ma di assistere con tutti i mezzi i vicini ed i pa-<br />

renti. Ka1> al-Ahbnr sostonne invece che, quando un uomo aveva pagato le tasse, non era più obbligato<br />

a dare altro danaro, abiì Dzarr si aclirò tanto, che inveì contro Kal) e lo battè pure con il suo bastone<br />

da pastore 1<br />

cfr. Tabari, I, 2H60.2Hfil ; Atjhir, III, 89). Anche in questo incidente osserviamo che sempre<br />

-'de questioni economiche fossero motivo dell'agitazione. Se la tradizione di Sayl è degna di fede, pos-<br />

SW». 47<br />

Dzarr.


§§ 167, 158. 30. a. H.<br />

30. a. H. sinmo anclie conchulernc che egli forse ncm fos.se completamente padrone di ȏ i- .In- la sna straordi-<br />

[SIRIA.- Malumori niiria veemenza si dovesse anche a qualche tendenza alla follia. Sul conto di ahiì Dzarr abbiamo in<br />

contro il gover h1-Th1>h'Ì (I, '^'^ -^''-) altre due tradizioni di Sayf, di argomento chiaramente tendenzioso, perchè verno<br />

: esilio di abu sioui della celebre frase, attribuita al Profeta: «Ascolta ed ubbidisci, anche ae sei comandato da uno<br />

Dzarr.) «schiavo storpio» (cfr. Athir, IH, 90). E una di quelle tante espressioni messe in bocca al Profeta,<br />

quando incominciò il conflitto fra arabi e non arabi, e quando i Musulmani non arabi pretesero di essere<br />

per lo meno pari agli Arabi, so erano buoni credenti, e che il valore di un uomo non dipendesse dalla<br />

razza, alla quale apparteneva, ma bensì dal modo e dal sentimento con i quali compieva i suoi doveri<br />

religiosi. A questo conflitto abbiamo fatto menzione altrove a proposito del celebre discorso tenuto


30. a. H. § 158.<br />

« di Dio in eredità, e i servi di Dio in proprietà, e la fede di Dio la gua-<br />

« steranno ». — « Sì, ho udito il Profeta di Dio dii- queste cose ». Poi vol-<br />

tosi agli altri (il Calitfo) disse: « Avete voi udito ciò dal Profeta? ». E, man-<br />

dato a chiamare Ali b. ahi Tàlib, gli pose la stessa domanda. 'Ali affermò<br />

d'avere udito. «E come sei stato presente?». Rispose 'Ali: «Alla parola<br />

« del Profeta non erano all'ombra i presenti, né pochi i forestieri, aventi<br />

« lingua (che sapessero parlare), più credibili di abù Dzarr ». Rimase in<br />

Madinah pochi giorni soli, e Uthmàn gli mandò a dii-e: « Per Dio, dovrai<br />

— « Sì, con tuo dispetto ». — « A Makkah? ». — « No ». — « Ad al-<br />

« partu-el ». — « Farmi partire dalla vicinanza del haram del Profeta? ».<br />

« Basrah? ». — « No ». — « Ad al-Kùfah? ». — « No. Ma ti rimando ad<br />

. al-Rabadzah, donde sei venuto, e là hai da morh-e ! Marwàn, fallo par-<br />

« tire, e a nessuno permetti di parlargli prima che sia partito ». E gli fornì<br />

un camelo su cui partire con la moglie e la figlia. 'Ali, al-Hasan e al-Husayn<br />

assistevano alla sua partenza, e così 'Abdallah b. Gra'far e 'Ammàr b. Yàsir.<br />

Quando abù Dzarr ebbe scorto 'Ali, gli si avvicinò e gli baciò la mano, e<br />

pianse, e dis.sc : < Vedendoti e vedendo i tuoi figli, m' è tornata in mente<br />

« la parola del Profeta, e non so frenar le lacrime ». 'Ali incominciò a par-<br />

lare, ma Marwàn intervenne : « Il Principe dei Credenti ha dato ordine<br />

« che nessuno gli parli ». Ma 'Ali, levata la fi-usta, la diede sulla testa della<br />

camela di Marwàn, e gli disse: «Levatimi dinanzi, ti mandi Iddio all'in-<br />

« feraol ». Poi fece (ad abù Dzarr) un discorso di cui sarebbe troppo lungo il<br />

commento, e così gli altri parlarono, e se ne ritornarono. Marwàn tornò da<br />

'Uthmàn, e dopo ciò corse tra l'uno e l'altro (tra 'Ali ed il Califfo) un po' d'ini-<br />

micizia e si dissero villanie, abù DzaiT rimase ad al-Rabadzah fino alla morte.<br />

(Quando fu per morire, gli disse la figlia: « Io resterò sola in questo luogo,<br />

« e temo che mi ti prendan le iene ». — « No », rispose, « veiTà qui un<br />

« gi-uppo di musulmani. Or guarda. Vedi nessuno? >. — «Non vedo nes-<br />

« suno », rispo.se. — « Non è oi"a ». E poi disse : « Guarda se vedi nessuno ».<br />

— « Si », rispose, « vedo cavalcanti che vengono ». — « Dio è grande »,<br />

esclamò. « Han detto il vero Iddio e il suo Profeta ; rivolgi la mia faccia<br />

« verso la q i b 1 a h ,<br />

e quando essi verranno, salutali da mia parte, e quando<br />

« avran finito l'opera loro in mio servizio, fa scannar loro questa pecora,<br />

« e di' loro: Io vi scongiuro di non andarvene senz'aver mangiato ». E .spirò.<br />

Or venne quella gente, e disse loro la giovinetta : « Qui ò abù Dzarr, Com-<br />

« pagno del Profeta, ch'è morto ». E quelli scesero, ed eran sette. Tra loro<br />

eran Hudzayfah b. al-Yamàn e al-A.star, e piansero dirottamente, lo lava-<br />

rono e lo .seppellirono. Poi, riferendo essa il desiderio del padre, fu scan-<br />

nata la pecora e mangiata. Essi menaron via la figlia sino a Madinali.<br />

;(7I.<br />

30. a. H.<br />

[SIRIA.- Malumori<br />

contro il gover-<br />

no: esilio di abii<br />

Dzarr.]


158, 159. 30. a. H.<br />

30. a. H. Qnaiuld Llthiiian seppe la morte di alm TV.arr, disse: «Usi hldio miseri-<br />

;IRIA.-Malumori ,. , , - r\ iti 'K -, .. ,i: tu t i •<br />

contro il gover<br />

« c'oidia ad abii Dzarr ». iL Amniai (lusso: « Sì, usi Iddio mispiicordia più<br />

no: esilio di abù « ^.]^^. a tutti noi (?) >. E 'Utjimàu l'ebbe a male. Furono rifinite ad 'Uthmàn<br />

°^*"<br />

alcune parole di Ammàr, e voleva mandare in '<br />

esilio ancora Ini (Va .\ n b j<br />

II. 198. liii. 7-201. Un. 10) [M.].<br />

§ 159. — (al-Mas'ùdi). Tra i motivi d' irritazione contro il Califfo r-ra<br />

anche il fatto di abu Dzarr. Egli era stato presente al suo maglis mi<br />

giorno, quando Uthmàn disse: «Credete voi che, se uno paga la zakàt<br />

« (zakà mài ah u) può avere altri doveri verso gli altri? ». — « Principe<br />

« dei Credenti », disse Ka'b al-Ahbàr, « no ». E abù Dzarr Inatte Ka'b al<br />

petto, e disse: « Hai torto, o figlio d'ebreo ». E poi recitò (il versetto cora-<br />

nico, II. 172).<br />

Non è la pietà uel volgere le facce verso l'oriente e l'occidente, ecc.<br />

E Uthmàn disse: «Trovate voi mal fatto che prendiamo i beni dei Mu-<br />

« sulmani, e che li spendiamo con quelli che ci sostituiscono nei vostri<br />

« affari, e ve ne diamo? ». Rispose Ka'b: « Non v'è colpa in ciò ». Allora<br />

alzò abii Dzarr il bastone, e glie lo battè nel petto, dicendo :<br />

« O figlio della<br />

« negra, chi ti ha spinto a parlare della nostra fede ? ». Ma 'Uthmàn gli<br />

disse: «È troppo ormai. Toglimiti dinanzi, che mi hai offeso».<br />

Andatosene abii Dzarr in Siria, Mu'àwiyah scrisse ad 'Uthmàn :<br />

« abù<br />

« Dzarr si attira delle folle, e io temo assai ch'egli te le rivolti contro.<br />

« Se tu hai qualche interesse ti-a questo popolo, chiamalo a te ». Uthmàn<br />

scrisse di rimandarlo. Fu menato a dorso di camelo sopra una sella nuda<br />

senza imbottitura, e cinque saqàlibah (slavi) lo spingevano. Quando giun-<br />

sero a Madìnah, egli aveva le cosce scorticate, ed era agonizzante. Gli fu<br />

detto: « Ma tu muori! ». — « No, non morirò senz'essere [ancora] cacciato ».<br />

E predisse quello che doveva capitargli, e nominò quelli che si sarebbero<br />

incaricati della sua sepoltura. 'Uthmàn lo trattò bene nel suo dar per<br />

qualche giorno, poi lo fece entrare Egli si accoccolò sulle sue ginocchia, e<br />

parlò di varie cose, e come i tìgli di abù-l-'As, giunti che fossero a trenta,<br />

avrebbero fatti lor servi tutti i servi di Dio, e raccontò tutto ciò per disteso.<br />

In quel giorno era stata portata ad 'Uthmàn l'eredità di 'Abd alrahmàn<br />

b. 'Awf, e le borse di danaro erano sparse, e stavan tra 'Uthmàn<br />

e chi gli avesse parlato in piedi. Allora 'Uthmàn disse: « Spero per 'Abd al-<br />

« rahmàn del bene, pei'chè faceva elemosine volontarie (s a d a q a h) e


oO. R. H. § 159,<br />

« ha (lato il bene del mondo e dell altra vita? E dai a Dio tali propositi? '°- ^- ^<br />

T i 1 T 1 1 T-. /- • T-. T \ [SIRIA. - Malumori<br />

-,<br />

«Ho udito questo solo dir dal Profeta: Poco amerei di morire lasciando contro ii gover-<br />

« il peso d'un qirat ». E 'Uthmàn : «^Vattene da me». — «Vado a no: esilio di abu<br />

Dzarr.l ^<br />

«Makkali?». — « No. per Dio». — « Vuoi tu eliiudermi la casa di Dio,<br />

« là dove io potrei .servirlo sino alla morte? ». — « Sì, per Dio ». — « In<br />

«Siria, allora?». — «No, scegliti altri paesi». — «No, per Dio», disse<br />

abù Dzarr. « io non scelgo altri paesi oltre quelli che ho nominati: se mi<br />

« avessi lasciato nel mio esilio (fi dar higra li = Madinah), non avrei scelto<br />

« o desiderato nessun altro paese. Mandami dove credi ». — « Ti mando ad<br />

« al-Rabadzali ». — « Iddio è grande! E veritiero il Profeta di Dio. Il quale<br />

« mi ha predetto tutto ciò che mi sarebbe toccato ». E 'Utlimàn: « Or che<br />

«ti disse il Profeta?». — «Che mi sai'ebbe stata preclusa Makkah e<br />

« Madinah, e .sai'ei morto in al-Rabadzah, e avrebbero pensato alla mia<br />

«sepoltura alcuni scendenti dall' 'Iraq verso l'al-Higàz ».<br />

E abu Dzarr fece venire un camelo, e vi pose .sopra la moglie (se-<br />

condo altri la figlia) ; e 'Utiiman diede ordine che la gente non gli si avvi-<br />

cinasse fino a che fosse ad al-Rabadzah.<br />

Quando si mosse da Madinah, e Marwàn lo sorvegliava, vide 'Ali b.<br />

abì Tàlib coi suoi due figli al-Hasan e al-Husajn e il fratello suo 'Aqil<br />

e 'Abdallah 1). Ga'far e 'Ammar b. Yàsir. Marwàn si parò dinanzi ad<br />

'Ali dicendogli che il Principe dei Credenti vietava di accompagnare aìiù<br />

Dzarr :<br />

«Se<br />

non lo .sapevi, eccoti avvertito». 'Ali alzò la frusta, e battè<br />

tra le orecchie la camola di Marwàn, e gli disse : « Scostati, ti cacci Iddio<br />

«all'inferno! ». E andò insieme con abù Dzarr. e lo accompagnò, e poi<br />

preso congedo, se ne tornò. Allora pianse abù Dzarr, e disse: « Abbia mi-<br />

« sericordia di voi Iddio, o gente della (santa) casa!; quando ti vedo, o<br />

« abù-1-Hasan, e vedo i tuoi figli, mi ricordo in voi del Profeta di Dio ».<br />

Marwàn si lamentò presso 'Uthmàn di ciò che aveva fatto 'Ali. E<br />

'Uthmàn di.s.se: «0 musulmani, chi scuserà 'Ali, che ha impedito al mio<br />

« me.sso di fare ciò che io gli avevo ordinato? Per Dio, avrà il suo! ».<br />

E quando fu tornato 'Ali. gli andò incontro la gente, e gli disse: « Il<br />

« Principe dei Credenti è molto irritato contro di te per avere accompa-<br />

« guato abù Dzan- ». Ribattè 'Ali (col proverbio) : « Il cavallo .se la piglia col<br />

« ferro », e se ne andò. Alla sera andò da Utjìmàn, che gli disse: « Perchè<br />

« hai fatto cosi a Marwàn. e hai o.sato contro di me?». — «Quanto a<br />

« Marwàn », lispose, « volle trattener me, ed io ho trattenuto lui : quanto<br />

«al tuo ordine, io non l'ho violato». E Uthmàn: «Ma non sapevi che<br />

« io avevo dato ordine che nessuno accompagnasse abu Dzarr? ». — « E so<br />

« una parola tua è talo che il disubbidirla è secondft l'ubbidienza di Dio,<br />

:n3.


§§ 169-ltìl. 30. a. H.<br />

30. a. H. ^ pp,. j)io^ io non la seguo! ». E Uthmàn: « Lascia il tui'ìiuin; a Marwan ><br />

ISIRIA.- Malumori ^. , , m , i x x' i , .<br />

contro il gover- — * Di clie.-^». ~ « Tu hai colpito tra le orecchie la sua oanicla e l'hai<br />

no: esilio di abù<br />

Dzarr.'<br />

^ vituperato: egli ti vitupera, e ti batterà la camela ». — « Per la camela<br />

«faccia pure», rispose 'Ali. «ma se egli m'ingiuria, io ingiurio te come<br />

«lui me, e non mentirò, ma sarà verità pural ». E 'Uthmàn: «Perchè<br />

«non ha egli da ingiuriar te quando tu hai ingiuriato lui? Per Dio, tu<br />

« non sei da più di lui presso di me! ». S'irritò 'Ali e soggiunse: « A me<br />

« dici tu ciò, e mi uguagli a Marwàn? Mentre io, per Dio, son da più<br />

« di te, e mio padre era da più di tuo padre e mia madre da più di tua<br />

« madre? Vedi la mia freccia, io l'ho e-stratta; prendi anche tu la tual ».<br />

'Uthmàn s'inquietò e arrossò il viso, e si levò di li e rientrò. E 'x\li<br />

tornò via. E quelli della sua casa e vari Muhàgirùn e Ansar gli si riu-<br />

niron dintorno.<br />

La dimane, essendo riunita la gente, 'Uthmàn si lamentò in loro<br />

presenza di 'Ali, dicendo :<br />

« Egli m' inganna e aiuta quelli che m' ingan-<br />

« nano ». E con queste parole alludeva ad abù Dzarr e ad "Animar.<br />

Ma la gente si mise in mezzo, e si rappacificarono. E 'Ali dichiarò che,<br />

accompagnando abù Dzarr, non aveva cercato altri che Iddio (M a s ' ù d i<br />

IV, 268-274) [M.j.<br />

§ 160. — Il Kremer (Herrsch. Ideen, 338-339) giustamente rico-<br />

nosce che nell'agitazione contro 'Uthmàn si univano non solo l'opposizione<br />

al predominio dei "Qurays, fanatismo religioso, ed interesse egoistico dei<br />

Musulmani, ma anche un altro grave coefficiente. Agirono cioè agitando<br />

le masse anche i principi democratici e comunistici posti da 'Umar [e noi<br />

aggiungiamo : in omaggio a quelli stabiliti dallo stesso Profeta] nell'ordinamento<br />

dello Stato. Il popolo non potè tollerare che 'Uthmàn conside-<br />

rasse il patrimonio dello Stato come una cosa di cui avesse libertà di<br />

disporre a vantaggio di parenti e cugini, abù Dzarr al-Ghifàri, uno dei<br />

più devoti musulmani, potè quindi sostenere che i ricchi dovevano essere<br />

costretti a cedere una parte del loro patrimonio ai poveri. Di agitatori<br />

come abù Dzarr ve ne furono molti nell' Isiàm primitivo, e questi contri-<br />

buirono ad ingrossare le fila dei malcontenti e ad intensificare l'opposi-<br />

zione al governo di Madinah.<br />

§ 161. — Il Mailer (Der Isiàm ecc., I, 299-300) vede nell'agitazione<br />

di abù Dzarr una protesta dei devoti musulmani contro il lusso crescente<br />

e gli atti di favoritismo del potere centrale: abù Dzarr voleva che le ric-<br />

chezze accumulate venissero impiegate a scopi piacenti a Dio. Fu esiliato<br />

prima perchè insultò Mu'àwiyah e poi perchè inveì contro al-Hakam,<br />

contro Marwàn e lo stesso Califfo 'Utjimàn.<br />

374.<br />

,


30. a. H. §§ 162, ifis.<br />

§ 162. — Sull'esilio di abù Dzarr ofr. anche Fon mei Berbères, 30. a. h.<br />

(SIRI*. -Malumori<br />

1. 11-i. contro il governo:<br />

esilio di abo<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fui. 90,r.-90,v. ;<br />

K r e m e r H e r r s e li . I d e e n , pag. 462, nota 1 5 ;<br />

Miikhondi, II, 290;<br />

Mirkhondi Rohatsek, I, 154-155;<br />

Muir Annals, 309-311 ;<br />

Muir Caliphate, 219-221;<br />

Tabari Zotenbeig, III,<br />

Vloten Rechcrchos. 4;<br />

567-569;<br />

Weil Chalif., I. 170;<br />

Wellhausen Sk. u. Vorarb., VI, 122 e note 2, 4, 5.<br />

Cfi'. anche più avanti sotto l'anno 32. H. il necrologio di abù Dzarr.<br />

§ 163. — L'agitazione che fece capo ad abù Dzarr al-Ghifari, non è un<br />

semplice fatto di cronaca, né puramente un altro indizio del malcontento<br />

che andava serpeggiando attravei-so l' impero. L'episodio ha anche un signi-<br />

ficato ed una portata intima, intrinseca assai maggiore, per la quale siamo<br />

costretti di soffermarci brevemente e porne in rilievo il valore come<br />

documento nell'evoluzione dell' Isiàm. L' incidente di abù Dzarr ha per noi<br />

un pregio singolare, perchè è uno dei rari indizi del conflitto, e del pro-<br />

cesso di adattamento tra la società musulmana primitiva, quale uscì dal<br />

deserto, ed il mondo civile tanto da essa diverso in sentimenti ed in mil-<br />

lenari istituzioni sociali.<br />

Maometto nella sua predicazione religiosa e sociale aveva avuto con-<br />

cetti suoi propri sulla proprietà e sulla ricchezza. Aveva tentato di tra-<br />

sfondere nella sua comunità in forma religiosa e con caratteri di fissi ordi-<br />

namenti sociali le tendenze comunistiche e quasi socialistiche della società<br />

araba primiti%-a, unite con certi vaghi principi di fratellanza e di vaga<br />

comunanza di bf-ni ten-eni, che .sono propri di ogni movimento popolare<br />

religioso, e che hanno come movente l'aspirazione nobilissima di lenire<br />

tanto infelicità e miserie, e distribuire più equamente i beni ed i mali<br />

della tormentata esistenza umana.<br />

Già in due passi precedenti degli <strong>Annali</strong> (cfi-. 23. a. H. §§ 532 e se-<br />

guenti, e 837) abbiamo fatto allusione al fondamento comunistico dell'an-<br />

tichi.ssima società musulmana, fondamento rivelatosi oltreché nell'al-Qtu- àn,<br />

aneli»' in alcune i.'^tituzioni ed atti fli governo attribuiti ad Uniar. abù<br />

Dzarr. predicando alle turl>e in Siria, attesta come l'evoluzione interna della<br />

comunità procedesse oramai a |)as.so veloce verso forme meno arabiche e<br />

meno idealistiche di quando viveva il Profeta. Maometto ha sicuramente<br />

375.<br />

Dzarr.]


Kg 1é:! It'.l Ó\}» «.• ria<br />

30. a. H. combattuto |)re8so i Compagni l'accumulazione di grandi licchezze, ed<br />

contro irg^er' ageudo in Conformità al principio, che i ricchi dovessero dar.^ con intelli-<br />

00 : esilio di abù geuza il sopravanzo dei loro beni, sia ai poveri, sia all'erario, ebbe più<br />

^*'^'<br />

volte occasione di esigere dai Compagni, che egli sospettava più facoltosi,<br />

alcuni fortissimi contributi di guerra. Né i Compagni si potevano rifiu-<br />

tare, perchè al Profeta dovevano interamente la loro fortuna.<br />

Dagli stessi sentimenti erano animati i due califfi che immediatamente<br />

succedettero al Profeta nella direzione dello Stato islamico: 'Umar tentò<br />

anche in modo approssimativo di trasfondere in ordinamenti sociali e politici<br />

con caratteri di permanenza i principi generali che avevano guidato il Profeta<br />

nella sua dominazione politica in Madìnah : così nacquero l' istituzione<br />

del Diwàn, il regolamento delle imposte e lo sviluppo del concetto che<br />

tutte le conquiste in terra non araba, su popolazioni non musulmane, do-<br />

vessero considerarsi come la costituzione di un demanio islamico (m a 1<br />

Allah), un enorme cespite di rendita, da servire, non al bene dei sud-<br />

diti non musulmani, ma ad esclusivo beneficio materiale della minoranza<br />

dominatrice arabo-musulmana. Tvitto il mondo conqviistato era un grande<br />

latifondo pubblico, il reddito del quale era egualmente patrimonio di tutti<br />

i musulmani (mal al-muslimin), in quanto servivano la causa del"<br />

l'Isiàm.<br />

§ 164. — In un passo precedente degli <strong>Annali</strong> (cfr. 23. a. H.. §§ 691 e<br />

seguenti) abbiamo anche preso in esame una pretesa legge di 'Umar, che<br />

avrebbe vietato ai Musulmani l'acquisto di terre fuori d'Arabia. Dimo-<br />

strammo con i documenti che tale legge non è esistita, o almeno non fu<br />

osservata dai Musulmani. Noi dobbiamo però considerare la notizia (che<br />

non è già immaginata capricciosamente dai tradizionisti), come l'espres-<br />

sione tradizionistica di un sentimento profondissimo di comunismo reli-<br />

gioso, che pervase la società islamica per le sue democratiche origini, e<br />

che non s'è mai potuto interamente smentire nonostante le agitate e sva-<br />

riate vicende politiche. Noi sappiamo poi che nelle scuole, sotto li 'Abbà-<br />

sidi, si sviluppò tutto un sistema teorico di teocrazia (comunistica, che<br />

pose, per esempio, come canone fondamentale che tutta la terra tosse pro-<br />

prietà dello Stato e che della terra si potesse avere soltanto il godimento<br />

e l'uso, ma non la proprietà completa.<br />

Nei tempi primitivi <strong>dell'Islam</strong>, tanto in questioni di fede quanto in<br />

quelle di diritto, nessuno si occupò del lato teorico, perchè l'attenzione<br />

rimase sempre rivolta al solo lato pratico delle cose. Così nessimo si diede<br />

pensiero di stabilire la natura della propiietà fondiaria, ma si tentò di<br />

mantenere praticamente, in condizioni di \ ita profondamente trasformate<br />

MC.


30. a. H. 164. 105.<br />

dalle coBQuiste. quelle uorme comunistiche che vigevano in Arabia pajì;ana, ,,.,--,,, ^ °<br />

e quelle praticate da Maometto.<br />

^o. a. H.<br />

(SIRIA.- Malumori<br />

contro il gover-<br />

II califfato di 'Umar rappresentò il massimo sforzo statale in sen.so no: esilio di abu<br />

comunistico, allorché il Calitì'o ed i suoi consiglieri immaginarono un tipo<br />

di società islamica, assurda come concezione, impossibile nell'attuazione<br />

pratica.<br />

Al contatto con il mondo nuovo le norme sempliciste della piccola<br />

comunità islamica d i ^fadinah subirono una rude scossa e gi' insegnamenti<br />

del Profeta in materia di ricchezza furono in gran parte violati e dimen-<br />

ticati nella pratica, seppure mantenuti in teoria e verbalmente professati.<br />

Tutti quelli a cui si oflÉi-iva l'occasione e l'opportunità d'arricchirsi a spese<br />

dell'erario od anche in altro modo, lo fecero senza ritegno, nella massima<br />

misura possibile. Si formarono immense fortune, e con esse venne il lusso,<br />

la prodigalità e la tendenza allo stienato godimento. La società musulmana<br />

ebbe un'orgia di godimenti, un periodo di ebbrezza gaudente, da<br />

cui pronto ed aspro fu il risveglio. La confusione nelle finanze, l' irrego-<br />

larità dei pagamenti delle pensioni, lo spettacolo del potere caduto nelle<br />

mani di pochi e fortunati, il crescente sospetto che tutti gli amici e luo-<br />

gotenenti del Califib fossero avidi dissanguatori della fortuna nazionale,<br />

(mal Allah) sacra alla comunità islamica, e trattata invece come pro-<br />

prietà privata da chi era al potere, la violazione spudorata di tutti i pre-<br />

cedenti, esempi ed insegnamenti del Profeta, portò ad una reazione viva<br />

le classi inferiori che poco o nulla della fortuna avevano goduto. Il senti-<br />

mento di riprovazione e di scandalo scoppiò vivissimo tra i più antichi<br />

Compagni del Profeta, che erano stati meno fortunati degli altri, oppure<br />

avevano voluto rimanere più fedeli alle leggi predicate dal Profeta.<br />

§ 165. — In questa corea alla ricchezza, più fortunati o più abili erano<br />

stati i membri delle famiglie qurasite, le quali, per la protezione concessa<br />

a loro da 'Umar prima e da 'Utjimàn poi, avevano carpito enormi sostanze<br />

e ne facevano sfoggio offensivo. Il movimento di reazione di carattere reli-<br />

gioso e dottrinalo trovò quindi alleato l'altro fortissimo coefficiente, ossia<br />

la gelosia degli Arabi non qurasiti contro i Qurays che apparivano i pa-<br />

droni dell'impero. Siccome il Califfo Uthmàn era un qurasita della famiglia<br />

più nobile, e difendeva e proteggeva i qurasiti nella distribuzione delle<br />

cariche piccole e grandi, il movimento sentimentale, etnico e religioso<br />

cominciò ad accentrarsi sul capo di 'Uthmàn. S'aggiunsero però altre com-<br />

plicazioni : i Qurays erano divisi in due campi, gli Umayyadi e gli altri<br />

delle famiglie makkane minori: i membri di queste ultime, in odio ai primi<br />

che credevano più favoriti, cominciarono a piegarsi od a dare il loro ap-<br />

:»77. 48


30. a. H.<br />

[SIRIA.-Malumori<br />

contro il governo:<br />

esilio di abu<br />

Dzarr.l<br />

§9 Ifi"^, 1«G- 30. a. H.<br />

poggio al partito anti-quiaìsita, facendolo comparire coniu movimento sol-<br />

tanto anti-umayyade.<br />

Intanto i primi a insorgere contro l' indirizzo furono i Compagni non<br />

qurasiti, e tra questi il nostro abu Dzarr al-Ghifàri, un brav'uomo, aiipas-<br />

sionato cultore della memoria e degli insegnamenti del defunto Maestro,<br />

rimasto un povero diavolo, e quindi ostile a tutto il movimenUj plutocra-<br />

tico che si andava imponendo alla società musulmana, cosi contrariamente<br />

alle sue piti pure tradizioni. Mentre viveva il Profeta egli non ebbe alcmia<br />

carica eminente: appartenne forse alla schiera degli uomini coscienziosi,<br />

poco intelligenti, che presero l'Isliim molto sul serio; egli osservò puntual-<br />

mente tutte le prescrizioni rituali e religiose imposte dal Profeta con le<br />

rivelazioni quraniche e forse ancor più con l'esempio personale, e si tenne<br />

lontano da tutto ciò che implicava godimenti terreni e non preparazione<br />

alla vita futura. Quando però emigrato in Siria, forse per battersi contro<br />

i nemici dell'Isiàm, vide man mano corrompersi la fedeltà agli esempi<br />

dati dal Profeta, vide violati i principi comunistici dell'efficace e costante<br />

contribuzione di ricchi al soccorso dei poveri, quando vide i governatori<br />

essere i primi a dare il cattivo esempio di accumulare immense fortune,<br />

allora l'animo suo si ribellò ed incominciò a scagliarsi contro l'adultera-<br />

zione dell' Isiàm. Il grande successo di abu Dzarr si dovette non solo alla<br />

sua qualità di Compagno del Profeta, ma forse anche alla sua condizione<br />

ostentatamente popolare e quasi plebea, ed all'esempio di rinunzia ai beni<br />

della vita con cui da anni confortava i suoi principi religiosi.<br />

§ 166. — In Siria non abbiamo menzione di uno squilibrio nelle finanze<br />

pubbliche, perchè l'accorto Mu àvviyah di certo impedi che ciò si avverasse<br />

e le pensioni furono regolarmente pagate. In Siria regnava l'ordine nel-<br />

l'amministrazione, perchè era ancora tutta foggiata sul modello romano-<br />

bizantino, né la conquista araba aveva profondamente turbato l'ordi-<br />

namento esistente prima della invasione musulmana. La permanenza di<br />

Mu'àwiyah al suo posto di governatore per tanti anni, con la sicm-ezza<br />

assoluta di essere di fatto inamovibile, assicurò alla provincia la conser-<br />

vazione di tutti i benefici degli ordinamenti imperiali. Nell'al-'Iràq invece<br />

il dominio arabo si affermò dopo un violentissimo trambusto, senza rego-<br />

lari trattati con gli abitanti, in un paese caduto in condizioni ammini-<br />

strative pietosissime per l'anarchia sassanida che aveva tutto rovinato :<br />

gli Arabi si ti'ovarono perciò eredi di un'amministrazione precipitata in<br />

condizioni forse addirittura caotiche. Nell'al-'Iràq il Califfo 'limar, appunto<br />

per questo motivo, dovette mandare la commissione speciale per il rior-<br />

dinamento fiscale e per l'accertamento delle imposte (cfi-. 23. a. H., §§ 031,<br />

378.


30. a. H. §6 166, 167.<br />

632, 633, ecc.). Il lavoro fu però imperfetto ed approssimativo, e la confu-<br />

sione aumentò. Gli arabi trascurarono in principio il sistema idraulico della<br />

Babilonide (cfr.Q udàmah, K. al-kliaràg, 240), onde i pantani e le paludi<br />

tonnati dagli straripamenti del Tigri e dell'Eufi-ate, sommersero e distiois-<br />

sero molto teiTeno agricolo a coltura intensiva e ad alto rendimento. Quindi<br />

diminuzione rapida delle imposte, rovina finanziaria degli abitanti e disa-<br />

vanzi crescenti nel bilancio delle amministrazioni provinciali.<br />

Questo spiega come in Sùia il movimento insurrezionale contro il<br />

governo dei Quraj'.s e del Califfo 'Uthmàn, che li rappresentava, tu di breve<br />

durata e potè esser facilmente calmato con l'allontanamento degli agitatori,<br />

mentre nell'al-'Iràq assunse caratteri ogni giorno più gravi al punto da<br />

condvuTe, negli ultimi anni di 'Uthmàn, ad una vera rivolta e ad una<br />

dichiarazione di quasi indipendenza. In Siria l'agitazione fu forse ristretta<br />

alla sola cerchia di persone con cui abù Dzan- venne in personale contatto<br />

e fu nutrita dall'odio o invidia che hanno sempre i piìi poveri » i meno<br />

fortunati verso quelli che sembrano più favoriti dalla fortuna. D'altra parte<br />

le condizioni generali prospere e tranquille della provincia impedirono che<br />

l'agitazione dilagasse. Bastò l'allontanamento di abù Dzarr, perchè il moto<br />

rapidamente morisse. Nell'al-'Iràq l'agitazione non potè esser domata, perchè<br />

si fondò sopra un vero bisogno, sopra vere ingiustizie, ed era fomentata<br />

da per.sone che si vedevano o diminuita la pensione, o negato ciò a cui cre-<br />

devano di avere diritto. Ivi l'agitazione divenne quasi rivoluzione sebbene<br />

nessuna persona nota ed eminente come abù Dzarr se ne ponesse alla testa:<br />

fu vero moto collettivo, ii-resistibile.<br />

IMPERO BIZANTINO-ASIA MINORE-ARMENIA. — Ribellione dell'Armenia<br />

contro l'impero bizantino. [Cfr. 29. a. IL, §§ 45 e segg.).<br />

§ 167. — Noi dicemmo già che, secondo le fonti armene, vi fu una<br />

sosta di otto anni nelle incursioni arabe in Armenia, mentre le fonti arabe<br />

notano varie razzie nell'altipiano montuoso al sud del Caucaso. — Sebbene<br />

il silenzio delle fonti armene sia di grande peso, considerando che Sebeos<br />

contemporaneo, non ne fa menzione, pur nondimeno è ragione di mara-<br />

viglia, date le consuetudini ben note degli Arabi di razziare il territorio<br />

nemico nei mesi estivi su tutti i punti del confine, e non possiamo negare<br />

del tutto ogni fondamento alle notizie arabe. — Gli eventi da essi nar-<br />

rati furono forse di poca importanza, incursioni in regioni remote e poco<br />

conosciute.<br />

Quando veniamo però all'anno 30. H. circa ci troviamo alla vigilia<br />

di avvenimenti d' importanza molto maggiore. Purtroppo, come al solito.<br />

379.<br />

30. a. H.<br />

[SIRIA.- Malumori<br />

contro il governo:<br />

esilio di abu<br />

Dzarr.]


izantino.]<br />

§§ ii;7. iiiH. »jO. a.. H.<br />

30. a. H. grande è la confusione delle fonti e quasi insanabili aU-unp con tradizioni<br />

ilMPERO BIZAN : ,. . , , • • , ,• , ,,, .<br />

TINO-ASIA MI- fr'i


30. a. H. §§ i6tì, 169.<br />

tamente n uscita e che solo due anni dopo 1 imperatore Costantino tentasse<br />

... j ,, * , , . ,r , r x^ ,<br />

di riprendere 1 Armenia, rimandandovi Maunanus, che forse Pasagnathes<br />

aveva espulso nell'anno 30. II. — Ma queste sono tutte ipotesi intuitive,<br />

^o. a. h.<br />

[IMPERO 8IZAN-<br />

tino-asia mi-<br />

nore-arme-<br />

,, ,<br />

non fondate su prove<br />

.^.<br />

positive, e<br />

,<br />

la<br />

r<br />

contusione<br />

•<br />

e,<br />

^,<br />

allo<br />

, ,,<br />

stato presente delle<br />

NIA.- Ribellione<br />

dell'Armenia<br />

fonti,<br />

_<br />

§<br />

troppo grande perchè possa e-ssere diradata con sicurezza.<br />

4 /5/-V T • ì 11,- 1 • .....<br />

loy. — La rivolta armena contro 1 imperatore bizantino rifenscesi<br />

contro l'impero<br />

bizantino.<br />

principalmente a quella parte dell'Armenia che tocca rAdzarbaygàn, e<br />

che giunge sino ai confini delle regioni aiutate dagli Iberi, gli Albani,<br />

i Siimi ed altri popoli vicini. Il capo del movimento insurrezionale, chia-<br />

mato Teodoro da Sebeos, ed invece Pasagnathes da Teofane, era stato<br />

sino a quel momento un dipendente di Costantino imperatore, e con la<br />

carica di patrizio aveva retto l'Armenia dalla presa di Dwiu per opera<br />

degli Arabi, nel 642 in poi. Sui motivi dell' insurrezione siamo al buio.<br />

Si potrebbe arguire, come fanno alcuni (cft-. Kaestner, pag. 39-40), che<br />

la parte orientale dell'Armenia, quella appunto che ora si distaccò dal-<br />

l' impero, era altresì la più esposta alle continue incursioni predatrici degli<br />

Arabi, contro le quali i Greci meno si curavano di accorrere. Agli Armeni<br />

della regione doveva perciò tornare assai più conto di accordarsi con gli<br />

Arabi che non lasciarsi rovinare e distruggere dai medesimi.<br />

A questa rivolta contribuirono però anche in Armenia, come era stato<br />

il caso tanto in Siria che in Egitto ed in parte anche in Afi-ica, ragioni<br />

religiose, conseguenze di quel funestissimo indirizzo raonoteletico di poli-<br />

tica ecclesiastica, a cui la corte di Bisanzio con criminosa cecità per i propri<br />

interessi, continuò a rimanere fedele. Mentre l'imperatore ed i suoi consi-<br />

glieri respon.sabili miravano a volere l'unità di fede sotto l'unità di costi-<br />

tuzione politica, le varie popolazioni orientali, e gli Armeni forse anche<br />

più degli altri, erano fermi a volersi distinguere dai Greci, sovrattutto in<br />

questioni di fede religiosa, nelle quali preferivano manifestare l' irresistibile<br />

bi.sogno di affermazione nazionale. L'indipendenza politica era per quei<br />

})opoli questione di secondaria importanza dinanzi all'indipendenza reli-<br />

giosa. La corte di Costantinopoli, appunto perchè le popolazioni miravano<br />

all'indipendenza religiosa, volle combattere questa, e tormentando la co-<br />

scienza delle popolazioni in ciò che avevano di più can» e più sacro, li<br />

sospinse alla ribellione, perdendo cesi ogni cosa, unità di fede e dominio<br />

politico. Per salvare la libertà religio.sa, gli Asiati si batterono anche per<br />

la emancipazione politica, alla quale forse non avrebbero pensato se Costan-<br />

tino ed i suoi consiglieri fos.sero stati più avveduti e previggenti.<br />

La tolleranza religiosa degli Arabi verso le popolazioni cristiane nei<br />

juimi tempi del loro dominio costituì un'attrattiva quasi irresistibile per<br />

3H1.<br />

i


§§ 109.171. 30. a. H.<br />

30. a. H. ]a ]qyo fede e scalzo in tutta 1 Asm, tranne 1 Anatolia (= Asia Minore) le ^<br />

[IMPERO BIZAN- ,.,,,..,..... ,.<br />

TINO-ASIA MI- '^^•'^1 '^'^'i dominio bizantino. Intatti non appena gli Arabi arrivarono con<br />

NORE-ARME- ]e loi'o conquiste ai confini dell'A.iia Minore, dove la popolazione in mae:-<br />

NIA. Ribellione . . _. , .,..,,"<br />

dell'Armenia gioraiiza oitodossa non era in coniiitto con le autorità politiche ed ecdecontro<br />

l'impero siasticlic di Costantinopoli, le armi arabe cessarono del tutto dall'avanzare<br />

bizantino.] • •<br />

i i i -i t-v<br />

vittoriose, ed a volte dovettero persino retrocedere. Dovunque gli Arabi<br />

giunsero tra popolazioni religio-samente in accordo con l'impero, essi si<br />

sentirono tra nemici inconciliabili, come quelli che nulla da guadagnare e<br />

tutto da perdere avevano nel mutamento di dominio. Per gli altri popoli,<br />

non ortodossi, sotto gli Arabi v'era non poco da guadagnare perciò gli<br />

Arabi da per tutto trovavano segreti e palesi fautori, amici, ausiliari.<br />

Dei particolari della rivolta e dei conflitti tra gli Armeni e l' impera-<br />

tore Costantino non è il caso di fare in questo luogo un riassunto parti-<br />

colare : basta dare il testo delle fonti. Il contenuto ha per noi un valore<br />

del tutto secondario, e le notizie contengono palesi lacune, errori ed incer-<br />

tezza, che inutilmente ingombrerebbero la mole già tòrse eccessiva del<br />

nostro corpus annalistico dell'oriente islamico.<br />

Cfi-. Kaestner, pag. 39-43.<br />

§ 170. — (<strong>The</strong>ophanes). Nell'anno del Mondo 6143 (=651 dell'Era<br />

Volgare = 30.-31. a. H.) Pasagnathes, patrizio degli Armeni, prese le armi<br />

contro r imperatore :<br />

concluse un trattato con Mu'àwiyah dando come<br />

ostaggio un proprio suo figlio. L'imperatore avutane notizia avanzò sino<br />

a Cesarea di Cappadocia, ma poi perduta ogni speranza sville faccende<br />

d'Armenia, fece ritorno a Costantinopoli (<strong>The</strong>ophanes, I, 526 [ed. De<br />

Boor, I, 344]).<br />

Cfr. Muralt Chronographie. I. 298: Bury, 11,289 [che pone il<br />

fatto nel 662 dell' È. V.]: Historiae Miscellae [Muratori, Ber. Ital. Scrip.,<br />

I, 1, pag. 136]: nel decimo anno di Costante.<br />

§ 171. — (Sebeos). Dopo la pace conclusa con gli Arabi mercè i buoni<br />

uffici di Procopio, lo storico armeno contemporaneo narra lo scoppio del<br />

dissidio religioso tra Armeni e Greci, dissidio da cui scaturì poi la rivolta<br />

armena sotto Teodoro Rstuni.<br />

L' imperatore Costantino, così narra Sebeos, mise in opera l'astuzia<br />

della sua malvagità e prese per satelliti i soldati che erano nel paese dei<br />

Greci (per imporre la sua volontà agli Armeni). Infatti gli Armeni non<br />

acconsentivano mai di comunicarsi insieme con i Greci nella credenza mo-<br />

notelistica sul corpo ed il sangue del Signore. Allora i soldati (di guarni-<br />

gione in Armenia) scrissero una lettera d'accuse a Costantino imperatore<br />

dei Greci ed al patriarca, dicendo: «Noi siamo riguardati come gente<br />

382.


30. a. H. §§ 171, 172.<br />

30. a. H.<br />

« empia in questo paese : perchè ("rli abitanti) considerano il f concilio di<br />

^ ^ r \o / [IMPERO BIZAN-<br />

« Calcedonia e lettera (tu mar) di Leone (cfr. Hùbschmann, Zur Gè- tino-asia mi-<br />

« .schichte ecc., pasr. 27) come oltraergi al Dio Cristo e li anatemizzano ».<br />

,.<br />

nore-arme-<br />

• ,, • -, /,• ^ • ,N<br />

Allora 1 imperatore, d accordo con il patriarca (di Uostantinopou),<br />

NIA.- Ribellione<br />

dell'Armenia<br />

diede ordine e .scrisse uu decreto per gli Armeni, ordinando che si unis- contro l'impero<br />

aero alla fede dei Greci, e non respingessero il concilio (di Calcedonia) e<br />

la lettera (tumaz*). L'imperatore mandò istruzioni ad un uomo del vil-<br />

laggio di Bagrawan, per nome Dawith, studioso dell'arte della filosofia, si<br />

recasse in Armenia per farvi cessare l'antagonismo (tra Greci ed Armeni).<br />

Tutti i vescovi ed i Naxarar (notabili, nobili) degli Armeni si riunirono<br />

in Dwin presso il Catholicus Nerses amante di Cristo e presso il pio gene-<br />

rale armeno <strong>The</strong>odorus signore dei Rstuui. Gli Armeni videro gli ordini del<br />

re ed udirono le parole del filosofo, che insegnava la Trinità, conformemente<br />

alla decisione della lettera (tu mar) di Leone. Dopo averlo udito, gli Ar-<br />

meni non acconsentirono a mutare la vera dottrina di San Gregorio per<br />

uniformarla a quella di Leone, e fu deciso di mandare una risposta all' im-<br />

peratore.<br />

Sebeos. 112: nel testo .segue poi la riproduzione integrale della let-<br />

tera del concilio di Dwin all' imperatore, lettera che riempie ben 29 pa-<br />

gine della versione Macler di Sebeos (pag. 112-131). ^<br />

Segue nella cronaca una breve parentesi sulle incursioni arabe in<br />

Persia, poi Sebeos riprende la narrazione interrotta sugli eventi d'Ar-<br />

menia, commettendo però forse un' inesattezza cronologica. Egli cioè pone<br />

la rivolta armena nel 12" anno di Costantino {— (i5i3 dell' E. V. = 32.-33.<br />

a. IL), mentre è forse più sicuro anticiparla al 651-652 dell' È. V. Difàtti<br />

lo stesso Sebeos, poco più avanti, narrando fatti posteriori alla rivolta<br />

d'Armenia, li pone nell'll° anno di Costantino (cfì-. Sebeos, pag. 139).<br />

§ 172. — (Sebeos), Lo stes.so anno (12'' di Costantino) gli Armeni si distac-<br />

carono dalla dominazione dei Greci e passarono sotto quella del re ismaelita.<br />

Fecero così un accordo con la morte e conchiusero un'alleanza con l' in-<br />

ferno, cioè Teodoro, signore dei Rstuni e di tutti gli Armeni, rigettando<br />

l'alleanza di Dio. Il capo ismaelita negoziò con essi e disse : ^


g 172. 30. a. H.<br />

30. a. H. « liere. Nessun uoiuictj ha da venire in Armenia, .se i Greci marciano<br />

[IMPERO BIZAN- .... •<br />

, , •<br />

TINO-ASIA MI- * contro di VOI, io manderò Holuati in vostro aiuto quanti vonete. (Jiuro<br />

NOREARME- «per il grande Iddio il quale non mentisce». Così egli, il grande alleato<br />

e o<br />

NIA. -Ribellione ' ,,,,... ,. ,. , -^ • ,<br />

dell'Armenia *^'®'l Anticristo, Il distaccò dai Greci, perchè, quantunque l'imperatore avesse<br />

contro l'impero scritto loro con molte preghiere e suppliche e li ave-sse richiamati a sé.<br />

bizantino.]<br />

t<br />

,, i , Vi , • non<br />

t<br />

vollero ascoltarlo. Egli diceva: «Io vado nella città di Karin, venite<br />

« da me, oppure io vengo a voi, e vi aiuterò con uno stipendio e delibe-<br />

« reremo insieme su quello che s' ha da fai-e ». Ma essi non vollero ascol-<br />

tare. Tutte le milizie greche si lamentarono e mormorarono davanti al<br />

loro imperatore contro il signore dei Rstuni e degli Armeni per le scon-<br />

fitte subite . . . giacché dicevano : « Si sono alleati con gli Ismaeliti , ;<br />

« contro di voi essi hanno agito di certo ; hanno fatto disperdere il nostro<br />

« esercito con l' invasione nell'Atrpatakan ; hanno poi condotto gli Ismae-<br />

« liti contro di noi all' imprevista e ci hanno lasciato abbattere. Tutto<br />

« quello che avevamo è perito. Ebbene, andiamo in Armenia, prendiamo<br />

« vendetta di tutto questo! ». Allora l'imperatore Costantino si lasciò per-<br />

suadere a faro la volontà dell'esercito. Prese i suoi soldati e andò in Ar-<br />

menia con 100,000 uomini. Giunto a Derdzan, gli Ismaeliti si fecero da-<br />

vanti a lui e gli presentarono una lettera del loro capo, di cui ecco il<br />

senso : « L'Armenia è mia, non ci andare. Se tu ci penetri, io marcerò<br />

« contro di te, e ti ridurrò instale stato che non potrai fuggirtene ». L'im-<br />

peratore Costantino disse : « Il paese mi appartiene ed io ci vado : se tu<br />

« marci contro di me, Iddio giudicherà nella sua giustizia ». E andò a<br />

Karin il 12° anno del suo regno, 20° della dominazione musulmana.<br />

L' imperatore Costantino rimase qualche giorno a Karin, dove fu rag-<br />

giunto dai capi e dai soldati della Quarta Armenia e da tutti gli altri<br />

soldati e i capi che erano partiti dal territorio dei Estuni. Vennero anche<br />

davanti a lui quelli di Sper, i capi dei Bagratuni, quelli di ManaÀi e quelli<br />

di Darana)à, quelli del cantone di EkeXeach, con tutti i soldati di quei<br />

luoghi; poi quelli di Karin, di Taykh e di Basean. Vennero ugualmente<br />

gli i.sxan di Vanand con le loro schiere, (Quelli di Sirak, di Xorxopunia<br />

e gli uomini della casa dei Dimakhsei. E così MuseX il Mamikoniano coi<br />

parenti e qualche altro isxan, e soldati della provincia di Ararat; gli<br />

Apa\ve)>ean, gli Apanean, i Varaznuni, i Gnthuni, gli Spanduni e altri.<br />

Andò anche presso di lui il Catholicos Ner.sés, venuto da Tayih. E tutti<br />

1 capi raccontarono all' imperatore quale fosse il senso e il fine della defe-<br />

zione del signore dei Rstuni, e come gli inviati degli Ismaeliti erano stati<br />

pronti a venire e a partile. Allora l'imperatore e tutti i suoi soldati ma-<br />

ledissero il signore dei Rstuni; gli tolsero gli onori e le dignità e manda-<br />

384.


30. a. H. gg 172, 173. '<br />

laiio in vece sua un altro con quaranta che racconipae;nassero. Ma quando -^O- *• ^<br />

r f j 1 /i r ii +• IMPERO BIZAN-<br />

. .<br />

questi arrivarono, egli r li lece prendere, legare e condurre gii uni nella tor- tino-asia Mi-<br />

tezza di BaÀés, e qualche altro nell'isola dei Bznuni. Egli andò nell' isola<br />

,. . . , • •<br />

T^ T 1 T T -i- 1<br />

i ,<br />

di A/.thamar. H. diede ordine agli eserciti, che si trovavano in queste renore-arme-<br />

NIA.- Ribellione<br />

dell'Armenia<br />

gioni, di andare e fortificarsi nei loro paesi rispettivi. I Georgiani, gli A/.uan contro l'impero<br />

» ,1 • • • • o- 1 n 1 • •<br />

1<br />

(= Albani) i oiuniani, che erano alleati con lui, tornarono nei loro paesi, con-<br />

forme al suo ordine, e vi si fortificarono. Ma Teodoro, il signore dei Vahè-<br />

wuni, prese la fortezza di Arphay. Suo figlio Gregorio, genero del signore<br />

dei Rstuni, e Varaz Nerséh Dastkarin si fortificarono in questo luogo pub-<br />

blico e s' impadronirono dei tesori. Giacché là si trovavano tutti i tesori<br />

del paese, della Chiesa, dei capi e dei mercanti.<br />

Quando l'imperatore l'apprese, volle far saccheggiare [il paese] clalla<br />

folla dei suoi soldati, e svernare in Armenia, per devastare il paese. Al-<br />

lora il Catholicos e MuseÀ con tutti i capi armeni caddero con la faccia<br />

contro terra e [lo] piegarono, con molte .suppliche e preci miste a lacrime<br />

d'aver compassione e di non irritarsi contro tutti e di non devastare il<br />

paese per la colpa di quelli. L' imperatore prestò orecchio alle loro pre-<br />

ghiere e licenziò di nuovo la più grande parte dei suoi soldati. Egli stesso<br />

andò con 20,000 nomini nell'Ararat e, giunto a Dwin, s'installò nella casa<br />

del Catholicos; chiamò Muse/,, signore dei Mamikoniani, capo della caval-<br />

leria armena, e lo mandò con 3000 uomini dalla parte dov'era la caval-<br />

leria dei nobili. Mandò anche delle schiere in Georgia, Albania e Siunia<br />

per staccare questi paesi dall'alleanza [di Teodoro]. Le altre milizie s'accamparono<br />

intorno all'imperatore, nella montagna e nella pianura; e benché<br />

rifiutassero di sottomettersi per un periodo abbastanza lungo, furono tut-<br />

tavia ricondotte sotto la dominazione [dell'imperatore]. Ma quelli di Albania<br />

e di Siunia e l'esercito nobile non si sottomisero; e perciò (i Bizantini? o<br />

gli Arabi?) saccheggiarono il loro paese, portarono via quello che trova-<br />

rono e tornarono verso il [loro] re (Sebeos, 132-135) [M.].<br />

§ 173. — In un altro passo di Sebeos si parla poi di Nersés Catho-<br />

licos e delle sue idee ed eresie. E poi si riprende il racconto. Si fece par-<br />

tire in gran fretta l'imperatore a Costantinopoli, perchè vi giimgesse presto.<br />

Ed fgli parti immediatamente. E nominò capo degli Armeni un certo<br />

Mòrianos, con le truppe armene che si trovavano in quelle regioni.<br />

Quando l'imperatore Costantino andò a Dwin, il Catholicos lo accom-<br />

pagnò: e [poi] restò a Taykh e non tornò più da lui, perchè il c^po dei<br />

Rstuni e gli altri capi che aveva con sé erano pieni di collera contro di<br />

lui. Teoduro, il signore dei R.stuni, si mise in aspetto nell'isola di AÀthamar<br />

col suo genero Hamasasp, signore dei ^^anlikolliani. e rlomandò soldati agli<br />

385.<br />

49<br />

bizantino.]


§§ i7a, 171. 30. a. H.<br />

uomini vennero in suo aoccorso, che eeli fece stabilire ad<br />

3*^- ^ ^- Ismaeliti : 7000<br />

IMPERO BIZAN- . ^ .<br />

, ,. ,<br />

TINO-ASIA MI- A/acvit e presso i Bznuni, mentr egli restava tra loro.<br />

N ORE-ARME- Quando i giorni dell' invenio furono passati e la gi-an Pasqua si avvi-<br />

deirArmenia cinò, Hopom (= Greci) fuggi e cadde a Taykh, e ne fu tatto uscire; in<br />

contro l'impero nessun luogo SÌ potò fissare; ma fuggi sin quasi alla riva del mare ed essi<br />

bizantino.]<br />

(gli Arabi) devastarono tutto il paese, e presero la città di Trebisonda e<br />

portarono via molto bottino e molti prigionieri.<br />

Dopo ciò Teodoro, signore dei Rstuni, andò da Mu'àwiyah, capo<br />

d'Ismaele, a Damasco e lo visitò con grandi regali. Il capo d'Ismaele gli<br />

diede vestiti d'oro e in fili d'oro, e una bandiera della stessa fattura ; gli<br />

diede potere sull'Armenia, la Georgia, l'Albania e la Siunia, fino a Kapkoh<br />

e al Parhak di Cor; poi lo congedò con grandi onori. Gli aveva posto<br />

come condizione di recare il paese in suo dominio (Se beo s, 138-139) [M.].<br />

Quindi Sebeos parla della spedizione di Mu'àwiyah contro Costanti-<br />

nopoli e della sua cattiva riuscita.<br />

§ 174. — Il De Saint Martin, nelle sue correzioni ed aggiunte al testo<br />

del Lebeau (Lebeau, voi. IX, 349 e segg., libro LX, § 6) riassume gli<br />

scrittori armeni e narra la venuta di Costantino a Dwin la sua persecu-<br />

zione religiosa degli Armeni ed infine il ritorno dell' imperatore a Costan-<br />

tinopoli, nel 647 dell' È. V. (= 26.-27, H). Segue un periodo di anarchia in<br />

Armenia per effetto delle" agitazioni religiose, e Costantino ordina al pa-<br />

triarca Nersés, al Curopalate Sembat ed al generale Teodoro Rstuni di<br />

convocare un concilio a Dwin nel 648, per farvi definitivamente accettare<br />

gli atti del concilio di Calcedoiiia. Ciò accrebbe la confiisione, aggravata<br />

dalla condotta licenziosa delle soldatesche grece accampate presso la città.<br />

Il patriarca Nersés fuggì a Daik, suo paese natale e vi si nascose per sei<br />

anni. Nella sua assenza Costantino nominò il vartabied, o dottor, Giovanni<br />

ad amministrare il pontificato nel 649 dell' È. V. Ma il gerente Giovanni,<br />

appena potè mettersi in salvo dall' imperatore, convocò un concilio in Ma-<br />

nazkird nel 651 dell' È. V., dove anatemizzò il concilio di Calcedonia e<br />

tutti i suoi aderenti.<br />

Da quei giorni la divisione religiosa tra Armeni e Greci fu resa completa<br />

ed irrimediabile e sospinse i signori armeni a piegarsi piuttosto verso gli<br />

Aiabi. Allora l' imperatore Costantino attirò a sé Megeg principe dei Gnouni<br />

(Gnouniens), che comandava nell'Armenia occidentale. Intanto gli Arabi,<br />

edotti di quanto avveniva in Armenia, si preparavano ad. invaderla di nuovo<br />

Circa lo stesso tempo il patrizio Pasagnathes, che era succeduto a Megeg<br />

nel governo dell'Armenia occidentale, prese le armi per rendersi indipen-<br />

dente e si unì con Mu'àwiyah. L'imperatore non osò assalirlo e punirlo.<br />

386.


30. a. H. §§ 174-177.<br />

•<br />

Seffue nel testo di Lebeau la descrizione della campagna di Mu'àwiyah, ^o. a. h.<br />

.. . iT^.f [IMPERO BIZANcome<br />

è narrata dalla cronaca siriaca di abù-1-Farag, e da essa lo scrittore tino-asia Mi-<br />

deduce che l'imperatore avesse mantenuto il suo dominio sopra la Grande nore-arme-<br />

. . .<br />

Armenia, dovunque avesse lasciato milizie :<br />

, . •<br />

•<br />

,<br />

1 1 1 ,•<br />

del pan arguisce che la rivolta di<br />

NIA.- Ribellione<br />

dell'Armenia<br />

Pasagnates non fosse sostenuta, né avesse la compartecipazione di tutti i capi contro r impero<br />

del paese: difatti due anni dopo i Greci erano padroni della Grande Armenia.<br />

Descritta ora la spedizione di Habib b. Maslamah e la sconfitta di<br />

Maurianus, si racconta come gli Arabi ritornassero in Siria con molti ostaggi<br />

presi ai principi armeni. Lo stesso generale Teodoro Estuni si unì con le<br />

sue milizie agli Arabi e passò con esse in Siria, dove mori nel 654 del-<br />

l' È. V. (=33.-34.H.) (Lebeau, 361-362, 369) {cfr. 32, a. TI. §§ 56 e segg.).<br />

Cfr. 31. a. H. §§ 27 e segg.).<br />

IMPERO BIZANTINO-CRETA. [Cfr. 20. a. IL, § 49).<br />

§ 175. — Secondo alcune fonti in questo anno gli Arabi devastarono<br />

l'isola di Creta (Hertzberg, Gesch. Byzant., 66 [nel 661 dell'È. V.]).<br />

Cfi-. Lebeau. XT, 364 (cfr. 32. a. II. § 63).<br />

ARABIA. — Perdita del sigillo del Profeta.<br />

§ 176. — (al-Tabari, senza isnàd). In questo anno (30. H.) cadde<br />

l'anello-sigillo (khàtim) del Profeta dalle mani del Califfo 'Uthmàn entro<br />

il pozzo Bi-r Aris, situato a due miglia da Madinah : era uno dei pozzi che<br />

dava meno acqua e perfino ai giorni di al-Tabari non era stato mai pos-<br />

sibile di raggiungere il suo fondo (qa'ruhà, ossia di scavare tanto pro-<br />

fondo da trovare la vena d'acqua) (T abari. I. 2866, lin. 8-10).<br />

Cfr. A bui feda. I, 266;<br />

Atjiir, m, 87;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 90.r.;<br />

Nuwayri Le id. I, fol. 106, v. (narrato nell'anno 29. H.).<br />

§ 177. — ^Muh. b. Musa al-Harasi, da abii Khalaf Abdallah b. 'Isa<br />

al-Khazzàz (un collega di Yùnus b. 'Ubayd), da Dàwùd b. abi Hind, da<br />

'Ikrimah, da ibn 'Abbàs). Si narra che quando il Profeta si propose di scri-<br />

vere ai principi non arabi (al-a'àgim) per invitarli ad abbracciare l'Islam,<br />

un uomu gli disse che quei principi non avrebbero mai ricevuta una let-<br />

tera che non fosse munita di suggello. Il Profeta si fece allora un anello<br />

di ferro, ma l'angelo Gabriele venne a dirgli che non doveva portarlo.<br />

Maometto se ne fece allora uno di rame, ma dovette togliersi anche<br />

questo per ordine dell'angelo Gabriele. Infine il Profeta se ne fece uno con<br />

metallo coniato (waraq, ossia oro o argento, ma più probabilmente ar-<br />

.


30. a. H. irento :<br />

§§ iTT-iHii. 30. a. H.<br />

ct'r. i)iii avanti). Queata volta el^be l'approvazione dell'anMelo e per<br />

[ARABIA. - Perdita ,. , , . „ . ., .<br />

del sigillo del ordine del medesimo fece incidere sulla faccia del suggello le parole: Mu-<br />

Profeta.] h a lu lu a d Rasfil Allah in tre righe. Con questo .suggello egli scrisse<br />

al re di Persia, Kisra b. Hurmuz, all'imperatore greco Kracliij (cfr. G. a. H.,<br />

§§ 46 e segg.) e ad altri principi. Dopo la .sua morte l'anello fu u.sato come<br />

suggello prima da abu Bakr e poi da Umar, che lo portarono .sempre al dito.<br />

Uthmàn ne fece egualmente uso durante i primi sei anni del suo calif-<br />

fato, ma un giorno, essendosi recato a vedere i lavori di scavo in un pozzo<br />

per trovare acqua potabile (Bi-r Aris), si assise sull'orlo del pozzo e co-<br />

minciò a giocare con l'anello, facendolo girare intorno al dito. D'un tratto<br />

l'anello gli cadde dalla mano entro il pozzo e nonostante tutti i tentativi<br />

fatti, asciugando anche completamente il pozzo, non fu mai possibile di<br />

ritrovai'lo. La promessa di una fortissima somma di danaro a chiunque lo<br />

avesse i-itrovato ebbe eguale risultato, ed il Califfo ne rimase profondamente<br />

addolorato. Ordinò di farne un altro in ai'gento, identico a quello perduto,<br />

e vi fece pure incidere le tre parole, che si trovavano sul suggello del<br />

Profeta. Questo anello fu usato da 'Utjimàn durante i rimanenti anni del<br />

suo califfato, e lo portò costantemente al dito. Quando fu ucciso, Fanello<br />

scomparve e nessuno seppe mai chi l'avesse preso (T abari, 1, 2856-2868).<br />

Cfr. Athìr. HI, 87; Tabari Zotenberg, III, 566-667: Wardi,<br />

I, 162.<br />

ARABIA- IRAQ. — Compilazione del testo ufficiale deira'-Qur-àn.<br />

§ 178. — Nell'anno 30. H. fu redatta la copia ufficiale deH'al-Quràu,<br />

conforme a quella fatta eseguire da abu Bakr e rimasta in custodia presso<br />

Hafsah, la vedova del Profeta (Abulfeda, II, 264).<br />

al-Nuwayri narra il fatto sotto l'anno 29. H. (Nuwayri Leid, I,<br />

fol. 106,r.).<br />

§ 179. — Il Califfo 'Uthmàn riunì il Qur-àn e pose le [sùrej lunghe<br />

con le lunghe, e le brevi con le brevi. Ciò fece in sette esemplari (ma-<br />

sàhif), e annullò tutti gli altri l'anno 33. H. (Eutychius, ed. Cheikho,<br />

II, 32, Un. 22-23) [M.].<br />

§ 180. — (al-Ya'qùbi). Uthmàn raccolse il Qur-àn, e lo ordinò, ponendo<br />

le sur e lunghe con le lunghe, e le brevi con le brevi, e fece riu-<br />

nire tutti gli esemplari delle varie provincia, e poi li lavò con l'acqua bol-<br />

lente e l'aceto.<br />

Secondo altri li bruciò, e a tutti i testi fece altrettanto, meno a quello<br />

di ibii Mas'ùd. ibn Mas'ùd era ad al-Kùfah, e si rifiutò di consegnare il<br />

suo testo ad 'Abdallah b. 'Amir, 'Utlimàn gli scrisse: «Mandamelo, altri-<br />

388.


30. a. H. §§<br />

latj, i»i.<br />

« menti questa tede se uè va in lualura, e questo popolo in perdizione ».<br />

(ibn Mas'Cid venuto a Madìnah) entrò nel masgid, dove arringava 'Utjimàn.<br />

Il quale (a vedei'lo) disse: « È venuta a voi una bestia maligna ». ibn Mas'ùd<br />

libattè villanamente, e 'Ut^màu diede ordine che fosse trascinato per un<br />

piede, onde ne ebbe rotte due costole. Ma 'A'isah parlò a lungo, ed egli la<br />

mandò dagli Ansar. E mandò un esemplare ad al-Kufah, un altro ad al-<br />

Basrah, un altro a Madinah, un altro a Makkah, un altro in Egitto, un<br />

altro in Siria, un altro in al-Bahrayn. un altro nel Yaman, un altro nel-<br />

l'al-Grazirah, e fece che tutti leggessero un .solo testo. Motivo di ciò tu il<br />

fatto che aveva saputo come la gente diceva: « Il Qur-àn dei tali », e volle<br />

unità nel sacro libro.<br />

Si racconta che ibn Mas'ùd gli aveva scritto di questo, e quando seppe<br />

che 'Uthmàn bruciava i codici, disse: «Ma io non volevo ciò! ».<br />

E si dice che glie ne scrivesse Hudzayfah b. al- Yaman. ibn Mas'ùd<br />

cadde malato, e 'Uthmàn andò a fargli visita e gli domandò : « Che è<br />

« quello che m' han raccontato di jte? ». E l'altro: « Tu parli di quello che<br />

« tu mi hai fatto. Tu mi hai fatto passar sul ventre, e non ho più pre-<br />

« gato né il zahr né l'asr, e m'hai trattenuto il mio 'atà- ». E il Ca-<br />

lilfo : « Ma io ti permetto me stesso, fa su di me quello che han fatto<br />


30. a. -H.<br />

JARABIA-IRAQ. - " ".<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.<br />

§§ 181, 1H2. 30. a. H.<br />

« fj] Hims che dicono essere il loro modo di loffcrere il Qur-àn migliore di<br />

. oo -* o<br />

Compilazione * quello di altri, percliè l'anno ricevuto da al-Miqdàd. In modo eguale par-<br />

« lano quelli di Damasco, e così pure i Kufani perchè hanno letto il Quràn<br />

« dinanzi ad ibn Masud, e la gente . . . (lacuna nel MS. )<br />

... [di al-Basrah,<br />

« secondo ibn al-Athir] dicono lo stesso perchè hanno letto il Qur-àn di-<br />

« nanzi ad abù Musa e danno al suo esemplare il nome di lubàb al-<br />

« qulùb (« midollo dei cuori ») ». A Hudzayfah diedero ragione i Compagni<br />

del Profeta e molti tabi 'un, ma i seguaci di ibn Mas'ud protestarono:<br />

tra Hudzaj'fah ed ibn Mas'ud ed i suoi seguaci si accesero invidia e conflitto.<br />

Allora Hudzayfah andò presso il Califfo 'Uthmàn, gli comunicò ogni cosa<br />

e gli disse: « Io sono il fidato consigliere ». 'Utjimàn convocò i Compagni<br />

e chiese il loro parere. Essi furono tutti del medesimo parere di Hudzayfah<br />

(che cioè la gente, seguendo molte versioni del Qur'àn, stava per cadere<br />

in errore di dottrina). Allora 'Uthmàn mandò a pregare Hafsah bint 'Umar<br />

(vedova del Profeta) che mandasse l'esemplare del Quràn, affinchè potesse<br />

farne una copia. Infatti il Califfo abù Baia- l'aveva messo insieme allorché<br />

molti musulmani erano caduti nel giorno di al-Yamàmah. Hafsah mandò<br />

l'esemplare ed 'Uthmàn diede ordine a Zayd b. Thàbit, ad 'Abdallah b.<br />

al-Zubayr, a Sa'id b. al-'As e ad 'Abd al-rahmàn b. al-Hàrith b. Hisàm<br />

di copiare il testo e disse loro: « Quando siete di parere diverso riguardo<br />

«ad una lettera, allora scrivetelo nella lingua dei Quraj-s ». Così fecero;<br />

ed il Califfo mandò ad ogni campo militare (masr) un esemplare, ordinando<br />

di bruciare tutte le altre copie che esistevano nei vari luoghi.<br />

La gente si lagnò di questo presso i seguaci di ibn Mas'ud e presso<br />

coloro che erano dello stesso suo parere. Allorché 'Ali venne ad al-Kùfah<br />

(nell'anno 36. H.), si presentò da lui un tale ed accusò 'Uthmàn perchè<br />

aveva raccolto gli esemplari del Qur-àn ed aveva deposto ibn Mas'ud.<br />

Allora 'Ali gridò contro di lui e disse : « D'accordo con noi egli ha fatto<br />

« questo e, se mi fosse .stato affidato quello che fu affidato ad 'Uthmàn,<br />

« avrei battuto la stessa sua strada » (Kitàbal-Tamhìd, MS. Cairo,<br />

fol. 42) [H.].<br />

§ 182. — ibn al-Athir (Athir, IH. 86-86) ha una versione in parte<br />

letteralmente identica a quella del paragrafo precedente, completando però<br />

la lacuna nel MS. del Cairo, ed aggiungendo in fine che in ogni luogo<br />

fu riconosciuta la bontà del provvedimento di 'Uthmàn, tranne in al-Kùfah,<br />

dove i seguaci di 'Abdallah b. Mas'ud sollevarono proteste e difficoltà. Al-<br />

lora ibn Mas'ud fu costretto ad arringare i fedeli ed impose ai suoi amici<br />

di moderarsi e di tenere a freno i loro sentimenti.<br />

Cfr. Abulfeda, I, 264.<br />

390.


30. a. H. §§ 18-2-184.<br />

Sulle discussioni anzidette per il testo del Qur'àn cfr. anche H a n b a 1<br />

,<br />

30. a. H.<br />

' • [ARABIA-IRAQ. -<br />

I, 374. Im. 20-25; 378, lin. 17-20: 379, Im. 15-18; 380, lin. 6-8: 389, compilazione<br />

lin. 28-30: 393, lin. 11-16: 394, Un. 1-3; 405, Un. 14-27. 27-29, 419,<br />

lin. 20-29; 424, lin. 8-13, dove con varie tradizioni si cerca di stabilire e<br />

fondare l'autorità eminente di 'Abdallah b. Mas ùd come conoscitore del<br />

Quràn.<br />

§ 183. — ('Sayf b. 'Umar, da Suwayd b. Ghaflah, che racconta in pi-ima<br />

persona). Io ho inteso 'Ali b. abi Tàlib dire: «0 gente! guardatevi bene<br />

«d'inveire senza misura contro 'Utjimàn e di dire che egli ha bruciato<br />

« il Qur-àn. Egli, per Dio. l' ha bruciato soltanto d'accordo con noi Com-<br />

« pagni del Profeta! Egli ci riunì e disse: Che cosa dite voi a proposito<br />

« di questa lezione, sulla quale la gente è di opinione divergente al punto<br />

« che gli uni gridano agli altri : la mia lezione è migliore della tua, op-<br />

« pure la mia è più eccellente della tua? Questo modo di parlare è simile<br />

« alla miscredenza. Allora noi dicemmo :<br />

« Principe dei Credenti ? Ed egli soggiunse :<br />

Quale<br />

è la corretta lezione, o<br />

Io ritengo che la cosa mi-<br />

« gliore sia di unire tutta la gente sopra un esemplare unico. Perchè<br />

« se voi,"o gente, siete già oggi d'opinione diversa, tali differenze diven-<br />

« teranno assai maggiori in appres.so. Noi dicemmo: Il tuo parere è giusto.<br />

« Allora il Califfo 'UtJimàn mandò a chiamare Zayd b. Thàbit e Sa'id b.<br />

« al-'As e disse: Uno di voi due scriva e l'altro detti: se voi in qualche<br />

« punto siete d'opinione diversa, allora riferitene a me. Ed allora l'uno<br />

« scrisse e l'altro dettò. In nulla furono di diversa opinione l'uno dall'altro,<br />

« tranne in un versetto della Sùrali al-Baqai'ah (la II): uno infatti diceva<br />

«al-tàbùh (II, 249), l'altro al-tàbùt. Questa divergenza essi sottopo-<br />

« aero ad 'Uthmàn ed egli decise per la forma al-iàbùt». 'Ali aggiunse<br />

ancora : « Se un tale compito mi fosse stato affidato, quale fu affidato ad<br />

« 'Uthmàn, io avrei agito nello stesso modo di lui ». Allora la gente dLsse<br />

a Suwayd b. (roaflah : «Per<br />

Dio, oltre il quale non esiste altro Dio, hai<br />

« tu udito questo da 'Ali?». E Suwayd rispose: «Per Dio, oltre il quale<br />

« non e.si.ste altro Dio, io ho veramente udito queste cose da 'Ali » (Kit ab<br />

al-Tamhid. MS. Cairo, pag. 43-44) [H.].<br />

§ 184. — (Da Muh. e da Talhah [dal libro di Sayf b. "Umar]). Il Ca-<br />

liffo 'Uthmàn venne a sapere come fla fissazione del testo ufficiale del<br />

Quràn) avesse colpito dolorosaraonte 'Abdallah b. Mas'ùd, e perciò gli<br />

.scrisse nei .seguenti termini : « Quanto tu hai udito sul conto mio, non è<br />

« una decisione nuova ed improvvisa, né un' innovazione da me introdotta,<br />

« ma que.sto Qur'àn è una cosa sola venuta da una .sola persona e questi<br />

« (che hanno compilata la versione ufficiale) leggono il Quràn come lo re-<br />

S91.<br />

dei testo ufficiale<br />

dell'al-Quràn.]


§§ isi-188. 30. a. H.<br />

lARAn^a'lol'r.<br />

* «itava il Profeta ed appartengono agli abitanti della Dai- al-Higrali (Ma-<br />

Compilazione « dinah), agli al-Muliàgii-un ed agli Ansar e riconciliano gli al-amsàr<br />

del testo ufficiale<br />


30. a. H. §188.<br />

b. Rabrah; e Sa'ìd b. al-'As (a q ani a laliu) restò come rid- (milizia 30. a. h.<br />

'<br />

- V ^ ì<br />

r^c^ [ARABIA-IRAQ. -<br />

di riserva), finché non tornò dopo ucciso 'Abd al-rahmàn [cfr. 32 a. J/. §§ 19 compilazione<br />

e seoQ.). Egli raccontò quello che aveva visto di discordia fra i Musulmani dei testo uHiciaie<br />

^-^ *^ ^ dell'al-Quràn.]<br />

riguardo al Qur-àn, e come quei di Hims dicevano che il loro testo era il<br />

migliore giacché l'avevano da al-Miqdàd, e quei di Damasco dicevano lo<br />

stesso, e quei di al-Basrah vantavano il testo di abù Mijsa, e quei di al-<br />

Kufali quello di ibn Mas'ùd. Egli rimase impressionato di ciò, e temette uno<br />

scisma. 1 compagni e i tabi' un presenti s'accordarono con lui, tranne<br />

i compagni di ibn Mas'ud. Ed egli li trattò male, e li dichiarò in colpa,<br />

ibn Mas'ùd si risentì e Sa'id s'adirò, sicché il maglis fu diviso.<br />

Hudza3iah andò da 'Uthmàn, e raccontati i fatti, disse: < Io sono il<br />

«nadzir, T'uryàn, l'avvertitole, il nudo; tocca tu la gente [pensa a<br />

« orreggerla?] ».<br />

Allora 'Uthmàn riunì i Compagni, e videro quello che aveva visto<br />

Hudzayfah.<br />

'Uthmàn mandò a dire a Hafsah di rimettergli i fogli (del Qur-àn), che<br />

l'avrebbe copiati. Questi fogli erano quelli scritti al tempo di abù Bakr. Di-<br />

fatti allorché i qurrà perirono il dì di al-Yamàmah, disse Umar ad abù<br />

Bakr :<br />

< Io direi che tu facessi riunire il Qur-àn, affinché non se ne perda la<br />

« più gran parte col perir dei qurrà ». Egli si rifiutò dicendo che non lo<br />

aveva fatto il Profeta. Ma poi abù Bakr ci ripensò, e diede ordine a Zayd<br />

b. 'rhàbit di raccoglierlo dai pezzi di carta e dalla viva voce, e fu scritto<br />

nei fogli (suhuf), che rimasero presso abù Bakr, poi presso 'Umar, e poi<br />

presso Hafsah. 'Uthmàn 'dunque prese questo esemplare, e ordinò a Zayd<br />

b. Thàbit, ad 'Abdallah b. al-Zubayr, a Sa'id b. al-'As e 'Abd al-rahmàn<br />

b. al-Hàrith b. Ilisàm, di trascriverlo nei mas ahi f, aggiungendo: «Se<br />

« siete in dubbio, usate la lingua dei Qurays ». E cosi fecero. E mandò un<br />

esemplale in ogni parte perché servisse di testo (ufficiale).<br />

Cose siffatte (^ ma siwa dzàlika) spinsei'O i Compagni negli altri<br />

paesi, vi fece opposizione (nakarahu) 'Abdallah b. Mas'ùd in al-Kùfàh<br />

fino a che li indusse a non seguiilo e li iuos.se contro di lui (Khaldùu,<br />

II. App., 136-136) [M.].<br />

Vanno considerati in questo racconto alcuni fatti :<br />

1' abu Bakr avrebbe già raccolto il Qur-àn, e l'avrebbe dato ad<br />

'Umar. e questi l'avrebbe dato a Hafsah. Se, come dice qui ibn Khaldùn,<br />

il Quràn fu scritto perchè altrimenti poteva andar perduto, come mai<br />

questo vecchio esemplare ebbe sì poca fortuna da restare in eredità ad una<br />

donna, e non ebbe diffusione 'r* Non par di leggere anche qui una creazione<br />

tradizioiiistica, per giustificare il testo adottato da Uthmàn? Giacche «e<br />

3H8. 50


30. a. H.<br />

[ARABIA-IRAQ. -<br />

Compi lazione<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Quràn.]<br />

§§ lba-191. 30. a. H.<br />

abù Bakr ave.sse raccolto realmente que.sti togli, molte questioni potevano<br />

essere soffocate al tempo di 'Utjimàn.<br />

Ma poi : che bisogno c'era di raccomandare il linguaggio qura.sita, se<br />

v'era già un testo più antico?<br />

2" È notevole sempre il fatto che il Qur-àn fosse qualche tempo af-<br />

fidato ai petti (sudur) degli uomini. Anche lo tradizioni più tarde eran<br />

più stimate quand'erano dette, che scritte. Che misteriosa sfiducia avevan<br />

gli Arabi nella scrittura? Pareva loro men corrompibile il ricordo affidato<br />

ad un uomo generoso, che qualche linea tracciata sulla carta fragile? E si<br />

spiega anche meglio l'ostacolo che dovè incontrare la redazione sci-itta del<br />

Quràn sotto 'Uthmàn [M.].<br />

§ 189. — (Anas). Hudzayfah faceva scorreria con quei dell" Iraq verso<br />

l'Armenia. E si riunirono per questa scorreria quei di Siria e quei del-<br />

l' 'Iraq. Or nacque questione sul Quràn, e Hudzayfah rimase afflitto dalle<br />

dispute; onde (al ritorno) andò da 'Utlimàn ad avvertirlo che i Musulmani<br />

stavano per cader nei dissensi dei Cristiani e degli Ebrei. 'Uthmàn se ne<br />

impensierì, e mandò a dire a Hafsah umm al-mu-minin di mandargli il<br />

codice in cui era riunito il Qur-àn. Avutolo, egli diede ordine a Zayd b.<br />

Thàbit, a Sa'id b. al-'As, ad 'Abdallah b. al-Zubayr e ad Abd al-rahmàn<br />

b. al-Hàrith b. Hisàm, di copiarlo nei masàhif. E disse loro: «Quando<br />

« vi trovate in disaccordo con Zayd per un vocabolo arabo, scrivetelo in<br />

« qurasita, giacché in questa lingua il Qur-àn è stato rivelato ».<br />

E poi rimandò a Hafsah il suo libro (Dzahabi Paris, I, fol. 171)<br />

[M.].<br />

§ 190. — Nella discussione che secondo abu Sa'id, mawla di abu<br />

Usayd, hanno avuto i ribelli con 'Uthmàn sul Qur-àn, c'è questo passo<br />

degno di nota: «Fa venire il Codice», dissero i rivoltosi. Ed egli lo fece<br />

venire. E gli dissero: « Apri la settima! ». Or essi chiamavano settima la<br />

surah Yùnus (Khamis, II, 289, lin. 17) [M.].<br />

Ora la sur ah Yùnus, nell'ordinamento del Qur-àn che oggi vige, e<br />

che ebbe appunto per autore il Califfo Uthmàn, è la decima. Sicché ab-<br />

biamo qui una notizia che riguarda l'ordinamento del Qur-àn (o uno dei<br />

tanti) avanti la riforma di 'UtJimàn.<br />

§ 191. — al-Muqaddasi sostiene la lettura del Quràn di ibn 'Amh-,<br />

e si documenta con molte prove. Di queste ecco la prima :<br />

ibn Mugàhid cita tre tradizioni da ibn Amir: l'una ch'egli lesse il Qur-àn<br />

davanti ad 'Uthmàn b. ' Affàn ; la seconda che udì il Qur-àn da 'Uthmàn,<br />

quand'egli era giovinetto ; la terza ch'egli lo lesse da chi l'aveva letto davanti<br />

ad 'Uthmàn. Ciò non toccò a nessun altro degli imam dei qurrà;<br />

394.


30. a. H. §§ 191, 192.<br />

ma corsero tra essi e 'Ali o 'Abdallah o 'Ubayy, ecc., due o tre uomini<br />

(cioè non furono in rapporto diretto con i presenti alla redazione 'utlimà-<br />

nica). Si aggiunge che, avendo 'Utbmàn raccolto tutti i Musulmani al suo<br />

testo, chi ha avuto tali rapporti con lui è più adatto alla lettura.<br />

Inoltre ho visto gli antichi testi in Siria, in Egitto e nel Higàz, che<br />

risalgono ad 'Uthmàn, e le letture di ibn Amir non si distinguono in nulla<br />

(Muqaddasi. 142-143) [M.].<br />

§ 192. — Il Mailer (Der Islam, ecc., I, 297-299) ricorda come la<br />

trasmissione e propaganda del Qur-àn fosse fatta ancora principalmente<br />

per via orale, mezzo allora più naturale e preferito, perchè la scrittura<br />

araba non ancora perfezionata, si prestava a varie interpietazioni diver-<br />

genti dei testi scritti. Quando il Califfo 'Utjimàn ebbe conoscenza delle<br />

discrepanze nell' insegnamento del testo sacro, giustamente se ne preoc-<br />

cupò, considerando come tali differenze avrebbero potuto aggravarsi con<br />

il tempo e portare a conseguenze imprevedibili e di sommo momento. Egli<br />

quindi decise di riunii-e tutti i documenti riguardanti le rivelazioni qura-<br />

niche e stabilire una raccolta che sola avesse carattere ufficiale e legale.<br />

n Miiller accetta per intera la versione tradizionistica, secondo la quale<br />

una prima copia intera tosse stata fatta dal Califfo abù Bakr, aggiungendo<br />

che questo esemplare unico, compilato da Zayd b. Thàbit, uomo intelli-<br />

gente e sicuro, un tempo anche segretario del Profeta, fosse documento<br />

che abù Bakr volle tenere per suo uso privato, senza dargli alcun carat-<br />

tere pubblico od ufficiale.<br />

Allo stesso uomo fii affidata da 'Uthmàn la nuova definitiva redazione<br />

ed il frutto dei suoi lavori, secondo il Muller, diede<br />

tutte le volute garanzie di completa autenticità e sicurezza del testo. Le<br />

del testo quranico :<br />

copie esistenti altrove, egli prosegue a dire, non possono esser state molto<br />

numerose, perchè soltanto pochissimi arabi sapevano leggere, mentre tra<br />

i veri credenti era questione di onore il sapere a mente il maggior nu-<br />

mero possibile di versetti quranici : per i molti guerrieri, amanti soltanto<br />

delle cose di questo mondo, la spada teneva il posto del Libro Sacro. Da<br />

per tutto, osserva il Muller, la soppressione delle copie antiche e l'accet-<br />

zione della nuova copia ufficiale avvenne senza grandi opposizioni, il che<br />

dimostra come Zayd b. Thàbit, nell'opinione dei suoi contemporanei, avesse<br />

compiuto il lavoro con scrupolosa coscierza, e che la sua copia, quella su<br />

cui è fondato il testo quranico tuttora esistente, raccogliesse veramente le<br />

parole di Maometto nella loro forma primitiva ed originale. Secondu il<br />

Muller, l'opposizione di al-Kùtàh al provvedimento del Califfo fu manife-<br />

stazione di quell'ostilità caparbia e preconcetta della popolazione kufana,<br />

396.<br />

30. a. H.<br />

[ARABIA-. IRAQ. -<br />

Compilazione<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.l


30. a. H.<br />

[ARABIA-IRAQ. -<br />

Com pi! az ione<br />

dal testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.]<br />

§§ 1(>2-I9t. 30. a. H.<br />

sempre in contrasto con tutto le autoritA .superiori: Ahdallali l>. Ma.s'ud<br />

tii capo di i|ue.sta agitazione di prote.sta in al-Kufali. perchè, sapendo di<br />

e.sserc considerato come il migliore conoscitore vivente del testo quranico,<br />

fn offeso gravemente dalla scelta di Zayd U. Thàbit, di lui più gic»vane.<br />

11 dispetto di ibn Mas'ùd diede animo ai Kutani, onde '(Jthraàn fu accu.sato<br />

di aver falsificato il testo .sacro, e soppresso alcime parti che. rivelate nella<br />

lotta contro i Qurays in Makkah, contenevano espressioni offensive all'in-<br />

dirizzo degli Uma3'vadi. TI MuUor respinge interamente tutte queste accu.se:<br />

la loro inanità gli è dimostrata dal contegno di tutti i maggiori Compagni<br />

in Madinah, i quali, seppure ostilmente disposti verso Uthmàn, non solle-<br />

varono alcuna protesta contro l'atto di lui. Le divergenze del testo di<br />

ibn Mas'ud, secondo le notizie che ne abbiamo, si riferiscono a piccole va-<br />

rianti di grafia di nessuna importanza per il senso dei versetti. Più tardi<br />

il testo di 'Uthmàn fu accettato da tutto il mondo musulmano, compreso<br />

il popolo di al-Kùfah. In quel momento però si potè in al-Kùfah creare<br />

vma agitazione artificiale con l'accusa di falsificazione del testo sacro, agi-<br />

tazione che giovò assai ai nemici del Califfo ed ai suoi denigratori tanto<br />

in vita che dopo morte.<br />

§ 193_ — Lo studio più completo e più profondo sul modo come venisse<br />

raccolto il Qur-àn è ancora quello che dobbiamo alla geniale dottrina del<br />

crande orientalista tedesco, <strong>The</strong>odor Noeldeke, nella sua celebre Geschichte<br />

des Qorans (Goettingen, 1860), opera che sebbene sia oramai vecchia di<br />

oltre mezzo secolo, è sempre il migliore lavoro dell'argomento. Sul Qur-àn<br />

si son fatte molte e minute ricerche, ma è purtroppo da confessarsi che<br />

dal 1860 in poi nessuno ha più ripreso in esame nel modo completo ed<br />

esauriente seguito dal Noeldeke, il testo sacro <strong>dell'Islam</strong>. E forse il lavoro<br />

del Noeldeke sì buono, che nessuno osa cimentarsi alla grande e difiicile<br />

impresa? Ultimamente lo Schwally aveva ripreso questi studi, pubbli-<br />

cando una seconda edizione dello stesso testo del Noeldeke, con nume-<br />

rose ed ottime aggiunte: nel 1909 è uscita la prima metà dell'opera,<br />

quella che tratta delle origini del Qin-àn, ma pm-troppo ancora non ha<br />

visto la luce la seconda parte, quella che oggi avrebbe per noi il maggior<br />

valore, perchè tratta del modo come venisse raccolto il testo quranico.<br />

Ci auguriamo ciò avvenga fra breve :<br />

intanto, data la scarsa diffusione<br />

dell'edizione primitiva ed in attesa di meglio, crediamo opportuno di rias-<br />

sumere brevemente ed illustrare la seconda parte dello studio originale<br />

del Noeldeke (Noeldeke Qoran, 189-243).<br />

§ 194. — Il Qur-àn non fu raccolto mentre visse il Profeta: questo<br />

ci è affermato in modo sicuro da buone fonti (Noeldeke Qoran. 188-189;<br />

396.


30. a. H. § 194.<br />

,ctV. anche <strong>Annali</strong>, 11. a. H., §i? 226 e segg.). e coloro che vengono enumerati<br />

come raccoglitori del Qur-àn (cfr. 11. a. H., § 228; Suyùti Itqàn,<br />

169, lin. 13 e segg.) sicuramente ne raccolsero soltanto una parte, perchè<br />

altrimenti non si spiega perchè dopo la morte di Maometto i tre Califfi<br />

abù Bakr. Tmar ed 'Utjimàn si dessero tanta pena per formare il testo<br />

unico ufficiale delle rivelazioni profetiche.<br />

In questo punto potremmo aprire una parentesi e fare la domanda<br />

un poco incomoda :<br />

perchè<br />

Maometto non si dette le pena di preparare<br />

una raccolta autentica e sicura delle proprie rivelazioni? Il Noeldeke non<br />

si occupa di questo problema, forse perchè un tentativo di soluzione di<br />

esso, a nostro modo di vedere, richiederebbe un trattamento speciale, coin-<br />

volgente un esame di tutta la biografia e di quasi tutta l'attività profe-<br />

tica di Maometto. È nostro intendimento trattare tale argomento in altro<br />

luogo, ma non vorremmo addentrarci in esso prima che sia uscita tutta intera<br />

la seconda edizione della Geschiehfe des Qorans, nella speranza che questa ci<br />

porga qualche nuovo lume, prima di mettere in iscritto il nostro particolar<br />

modo di vedere. Abbiamo, è vero, alcune tradizioni (cfr. <strong>Annali</strong>, 11. a. H.,<br />

§ 226) ch-e affermerebbero aver Maometto dettato alcune parti delle sue<br />

i-ivelazioni ai suoi così detti segretari : ma è lecito essere molto prudenti<br />

nell'accogliere il contenuto integrale di siffatte affermazioni, perchè sarebbe<br />

facile trovare molte e valide ragioni per dimostrare quanti e quali urgenti<br />

motivi le scuole tradizionistiche posteriori avessero per coniare e diffon-<br />

dere simili notizie. Sta il fatto però incontrovertibile che Maometto non<br />

si è aurato, tranne in alcuni casi eccezionali, di dare alle sue rivelazioni<br />

il carattere di un documento scritto, preciso ed immutabile. La storia<br />

stessa del mt)do come il Qur-àn venisse composto, i versetti tra loro in<br />

c


30. a. H.<br />

[ARABIA- IRAQ. -<br />

Compilazione<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.]<br />

§« ut», 1!)5. 30. a. H.<br />

canti e totalmente dimenticati, ripetizioni stucchevoli del medesimo con-<br />

cetto). Maometto non può mai aver considerato che quanto egli rivelò ai<br />

seguaci venisse conservato materialmente nel modo in cui oggi lo troviamo.<br />

Molto che egli ha rivelato aveva per lui carattere provvisorio e transitorio<br />

né era detto con desiderio di conservazione perpetua.<br />

Sebbene la tradizione affermi il contrario, io sospetto che molti versetti,<br />

in ispecie quelli del primo periodo niakkano, siano andati perduti non solo<br />

per dimenticanza, ma forse per espresso desiderio di Maometto. Io credo<br />

inoltre che la questione che noi brevemente solleviamo coinvolga una gi-ande<br />

questione generale d'interpretazione di tutta l'attività religiosa del Pro-<br />

feta. Torno cioè a ripetere che Maometto non abbia mai spinto lo sguardo<br />

nel lontano avvenii-e, ma limitasse le sue aspirazioni ed i suoi pensieri<br />

esclusivamente al presente. Egli non ha mai ideato la formazione e la con-<br />

servazione perpetua di una grande comunità islamica; ma forse, vincolato<br />

dai suoi precedenti annunzi della fine imminente del mondo, si astenne<br />

dal provvedere in qualsiasi modo a ciò che sarebbe avvenuto dopo la sua<br />

morte, o in genere nell'avvenire. Tutta l'attività politica, giuridica e mi-<br />

litare dei suoi successori, sebbene scaturisca necessariamente dalla prima<br />

iniziativa del Maesti'o, non fii mai da lui né ideata né forse nemmeno desi-<br />

derata se l'avesse potuto prevedere o vagamente intravvedere.<br />

§ 195. — Il Noeldeke accoglie, senza esprimere verun dubbio, la tradizione<br />

della prima compilazione del Qur-àn regnante abù Bakr : noi, che ab-<br />

biamo riportato le tradizioni sull'argomento sotto l'anno 11. H., senza discu-<br />

tere affatto l'attendibilità della notizia, adesso, ragionando per analogia, in<br />

base alla nostra esperienza di tutto il materiate tradizionistico, ci sentiamo<br />

giustificati nell'opporre molti dubbi alla narrazione del modo come venisse<br />

compilato il Qur-àn, vivente abù Bakr. Nella narrazione abbiamo alcune<br />

evidenti contradizioni : se la morte di tanti musulmani ad al-Yamàmah<br />

compromise la conservazione del testo, perchè mai abù Bakr, fatta la sua<br />

copia, la nascose quasi, affidandola alla custodia di una donna ? La copia<br />

di Hafsah sembra quasi un'invenzione per giustificare la coirettezza della<br />

copia compilata più tardi sotto 'Uthmàn. Eitengo quindi più verosimile<br />

che ai tempi di abù Bakr e di Umar, indipendentemente affatto dalla<br />

battaglia di al-Yamàmah, si preparasse una copia del Qur-àn in Madinah,<br />

forse per istigazione di 'Umar, allo stesso modo che ai compilarono le altre<br />

copie nelle provincie. copie distrutte poi per ordine di 'Utjimàu. <strong>For</strong>se la<br />

copia preparata in Madinah aveva garanzie maggiori di autenticità, mentre<br />

la notizia (cfr. 11. a. H., § 233) che nel testo preparato da abù Bakr e<br />

da 'Umar non venisse accolto alcun versetto non autenticato da almeno<br />

398.


30. a. H. § l'Jo.<br />

due testimoni che dichiarassero averlo udito direttamente dal Profeta, lascia<br />

supporre che già nella prima compilazione coranica venissero soppressi altri<br />

versetti non autenticati dal voluto numero di testimonianze.<br />

Se la notizia può esser accolta come fondata e vera, risulterel)be —<br />

fatto che ci sembra perfettamente naturale e possibile — che già vivente<br />

Maometto, od almeno immediatamente dopo la sua scomparsa fossero in<br />

giro versetti, o apocrifi, o erroneamente attribuiti al Profeta. Mi sembra<br />

altresì egualmente naturale che nei testi formatisi nelle provincie, quelli<br />

cioè distrutti da Utjhmàu, si siano infiltrati versetti apocrifi, o non suffi-<br />

cientemente autenticati, oppure altri che il Profeta ed i suoi più interes-<br />

sati amici e Compagni non desideravano che venissero conservati.<br />

I tradizionisti musulmani per ovvie ragioni hanno cercato di allonta-<br />

nare ogni specie di .sospetto in questa dii-ezione, sospetto che apriva un<br />

campo sterminato a pericolose insinuazioni e congetture in un paese cosi<br />

fertile d' invenzioni come l'oriente. Perciò vogliono darci ad intendere<br />

che le divergenze fossero puramente o grafiche, o di qualche singola let-<br />

tera, .senza compromettere il te.sto ora esistente, e senza ammettere l'esi-<br />

sten.za di versetti o perduti o s'oppressi. Quei pochissimi versetti che la<br />

tradizione vuole ammettere come dubbi, e che sono stati raccolti dal Muir<br />

(Life of Mahomet, I, pag. xxiv-xxvi) e ricordati anche dal Noeldeke [Geschichte<br />

des Qnrans, pag. 153 e segg.), mi sembrano piccoli inganni tradizionistici,<br />

addotti a testimoniare la scrupolosa esattezza dei primi compilatori e la<br />

sicurtizza assoluta del testo ufficiale. Dobbiamo ricoidarci che nella mente<br />

dei Musulmani il testo quranico è la parola rivelata, eterna, non mai nemmeno<br />

creata da Dio, ma esistente ab aeterno. Non era possibile che i Musulmani<br />

di generazioni posteriori concepissero la possibilità, o almeno l'am-<br />

mette.ssero, che la sacra eterna parola di Dio fosse alla mercè di qualche<br />

-crivano negligente o smemorato.<br />

II Noeldeke .sostiene che la prima copia, quella che la tradizione at-<br />

tribuisce ad abù Bakr e ad 'Umar, non fosse terminata e tornita come la<br />

copia che poi divenne ufficiale per mezzo di 'Ut^màn: la cosi detta copia<br />

di Hafsah fu semplicemente una raccolta dei versetti, fatta senz'ordine<br />

preci.so e con il solo intento di conservare, senza preoccuparsi d'altro. L'or-<br />

dinamento per sQre, disposte in ordine inverso della loro lunghezza, fu<br />

opera po8t«?riore.<br />

Il Noeldeke è egualmente del parere che non possediamo tutte le rive-<br />

lazioni del Quràn, e che già nella prima copia manca.ssero rivelazioni, o<br />

soppre.sse dal Profeta, o non scritte •; conservate con ac


......<br />

"^°- ^' ^-<br />

[ARABIA-IRAQ. -<br />

§§ 195. i:i(; 30. a. H.<br />

.....<br />

il Noeldeke eiustamente osserva che alcune parti del Qur-àii sono evideu-<br />

Compilazione temente brani di rivelazioni maggiori, irammenti rimasti di manifestazioni<br />

del testo uHiciaie proft^tiche perdute.<br />

deiral-Quràn.J •<br />

., «o i<br />

i r<br />

§ 196. — Sappiamo che prima il De Sacy (Journal des Sava/is, 1832,<br />

pag. 586) e più tardi il Weil nella sua biografia del Profeta (pag. 850 e<br />

seguenti) hanno suggerito e mirato a dimostrare che già nei primordi si<br />

sia tentato di mutare, adulterare il testo quranico, per ragioni di conve-<br />

nienza o politica u economica o sociale o religiosa. Il Noeldeke (^pag. 197<br />

e segg.) respinge il dubbio e fonda il suo Tagionamento sopra la falsità<br />

d' interpretazione di alcune tradizioni che attribuirebbero apparentemente<br />

ad abù Bakr la composizione del versetto III, 138, oppure del XXXIX, 31.<br />

Ultimamente i medesimi dubbi sono stati rievocati dal Casanova in uno<br />

scritto suo {Mahomet et la fin du Monde, pag. 4 e segg.), che ha sollevato<br />

alcune vivacissime critiche. La discussione mi sembra in parte oziosa,<br />

perchè le ragioni dell'una e dell'altra parte si fondano sopra tradizioni,<br />

sull'autenticità delle quali debbonsi avere i massimi dubbi. Le tradizioni<br />

citate sono sì poco sicure, che ogni discussione su di esse per provare o<br />

contradire la pretesa falsificazione o adulterazione del testo quranico, è<br />

fondata sul vuoto.<br />

Sull'argomento è lecito soltanto avere un'opinione, e nulla più: opi-<br />

nione che potrà vai'iare a seconda del modo di giudicare complessivamente<br />

tutto il materiale storico e tradizionistico sull' Lslàm primitivo. È chiaro<br />

che la scuola più conservatrice, la quale attribuisce al h a d ì th un largo<br />

fondamento di vero ed è disposta ad accettarne la massima parte come<br />

materia storica diretta, respinge ogni accusa di ritocchi al testo quranico.<br />

L'altra scuola più moderna che si è mossa dai primi studi del Goldziher,<br />

e che proseguendo per la stessa via è andata anche più oltre, come, per<br />

esempio, han fatto il Lammens ed altri, è disposta, ragionando per ana-<br />

logia, a dubitare anche dell'onestà perfetta, o dell' intelligenza dei primi<br />

raccoglitori del testo quranico.<br />

Se nel hadith troviamo s"i immensa mole di finzioni, e se questo ma-<br />

teriale apocrifo rivelasi a chi sa analizzarla, compilato a volte con un'arte<br />

subdola finissima per nascondere l' inganno, è naturale che si resti scettici<br />

nell'accettare che la conservazione del testo quranico non sia stata esposta<br />

afifatto a simili pericoli. <strong>For</strong>se per il carattere stesso dei versetti quranici,<br />

per il loro carattere sacro, dobbiamo ammettere nei contemporanei delle<br />

prime copie del Quràn un rispetto grande ed un freno sentimentale for-<br />

tissimo ad imprudenti adulterazioni ed aggiunte. Il testo stesso del Qur'àn,<br />

che rivela così chiaramente le graduali variazioni dello stile di ^raonietto


30. a. H. §§ i'Jtì, 197.<br />

nella progressiva evoluzione dello spirito del Profeta, ci offre un docu-<br />

mento, una prova molto forte di relativa autenticità del testo. Ma non<br />

possiamo escludere affatto il sospetto che con qualche sapiente omissione,<br />

con qualche quasi inavvertibile ritocco, si sia smorzato o soppresso quanto<br />

le mutate condizioni dell'ambiente e delle aspirazioni della romunitù non<br />

tolleravano più.<br />

E certo, per esempio, clie la comunità islamica avesse, vivente il Pro-<br />

feta, un' impronta comunistica assai più spiccata che non in proseguo, e<br />

che appunto durante il califfato di 'Uthmàn venissero alla superficie quei<br />

moti popolari di protesta contro l'accentramento della ricchezza nelle mani<br />

di pochi e la cessazione graduale di eguale divisione di tutto fra tutti, che<br />

'il canone costante di Maometto. Su questo punto forse il te.sto cpuanico<br />

è stato accomodato, o per lo meno falcidiato. Non ne possiamo adduiie<br />

le prove dirette, ma crediamo fondato l' intuirlo o il sospettarlo. Difatti<br />

l'Isiàm ha conservato nonc>stante tredici secoli di vita l'impronta comu-<br />

nistica del fondatore, anche più spiccatamente che non lo richieda il testo<br />

quranico :<br />

fri effetto della tradizione. Neil' Isiàm non alligna il socialismo,<br />

perchè il vero Isiàm è in realtà socialismo religioso, le sue norme sociali<br />

di beneficenza, sono di gran lunga più riconosciute ed osservate che non<br />

quelle contenute, per esempio, nel Vangelo.<br />

§ 197. — È noto a tutti gli islamisti quanto accadde al Congresso<br />

orientalista di Algeri il 20 aprile 1905, quando il compianto e valentis-<br />

simo arabista Karl VoUers, espose le sue idee e conclusioni sul testo del<br />

Quràu, sostenendo che le « rivelazioni » di Maometto erano state rivedute,<br />

ritoccate ed aggiustate secondo i canoni comuni dell'antica poesia araba.<br />

1 congressisti musulmani sollevarono un grande putiferio, e le riunioni<br />

generalmente sì pacate di simili riunioni di dotti diedero lo spettacolo di<br />

un tumulto senza precedenti. Più tardi il Vollers espose più ampiamente<br />

le sue idee in una pregevole pubblicazione ( Volksprache und Scriftsproche<br />

im Alten Arabien, Strassburg, 1906), che sollevò anche nel mondo degli<br />

arabi.sti non pochi contrasti e critiche. Noi non entriamo nel merito della<br />

discu-ssione, ma ci limitiamo ad espoiTe le conclusioni principali, alle quali<br />

il Vollers credette di arrivare in seguito ad un lungo e serrato ragio-<br />

namento. Egli sostiene che in Arabia esistesse una specie di linguaggio<br />

letterario, artitìzioso, quello adoperato nella poesia che si distingueva dal<br />

comune parlare per la scelta di parole eleganti di u.so raro, e per l' im-<br />

piego di particolarità filologiche, sconosciute alla babele di .-svariati.Hsimi<br />

dialetti che fiorivano m Arabia ai tempi di Maometto. Insomma la lingua<br />

letteraria della magnifica poesia arabira (lei vi e vii secolo dell'Eia \'ol-<br />

JOl. 51<br />

30. a. H.<br />

ARABIA- IRAQ. -<br />

Com p i laz ione<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.j


iarab^a^Ìrào<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Qur àn.]<br />

§ i


30. a. H. 197, 198.<br />

delle sue ragioni, quando esamina la genesi delle scuole grammaticali degli<br />

Arabi dopo la prima conquista.<br />

§ 198. — Quel maraviglioso monumento dell'ingegno arabo, che è la<br />

grammatica ai-abica, nata dalle scuole di al-Basrah e di al-Kùfah nei primi<br />

due secoli della Higrah, non fu una creazione capricciosa della nuova ci-<br />

viltà, non tii generata dal bisogno di illuminare i non arabi sulla perfe-<br />

zione e sul modo con cui funzionava il mirabile congegno della lingua<br />

araba, ma fu il prodotto di una imperiosa necessità nazionale, il bisogno<br />

morale e materiale, vivissimo, di salvare la lingua letteraria araba, la crea-<br />

zione di cui gli Arabi erano smisuratamente oi'gogliosi, dal rimanere som-<br />

mersa, distrutta e dimenticata dalla marea montante di tutto l'arabo ba-<br />

stardo delle Provincie fuori d'Arabia. Il pericolo fu grande, data l' irruenza<br />

con cui milioni di uomini non arabi abbracciarono la nuova fede, ed usa-<br />

rono la lingua venuta dal deserto : intensissima fu quindi l'opera di difesa<br />

e bastò poco più di un .secolo, perchè dallo scuole uscisse un sistema lin-<br />

guistico così completo e perfetto, che sveglia ancor oggi la nostra ammi-<br />

razione.<br />

È inconcepibile, è impossibile che il Qur*àn sia stato immune ed esente<br />

da ogni influenza di questo movimento tecnico, corrispondente ad un'in-<br />

tensissima aspirazione morale, religiosa e politica. L'aspirazione era l'unità<br />

indissolubile della comunità islamica, fondata sopra un'unica e solida base,<br />

il Qur àn :<br />

tale aspiiazione era tanto corrispondente alla natura ed alle<br />

esigenze degli uomini di quelle generazioni, che si sentì vivissima sin dai<br />

primi anni del califfato di Utjimàn, come attestano le tradizioni sulla<br />

compilazione uthmanica del testo sacro. Questa unità fu la ragione ma.s-<br />

sima della forza trionfante del nuovo ordine di cose. Essa fece parte di<br />

tutto quel movimento intellettuale e morale, sorto in grembo all'Isiàm per<br />

elevare tutte le manifestazioni della nuova società al livello per lo meno<br />

delle civiltà non arabe esistenti in Asia Anteriore e a renderle propor-<br />

zionali e degne delle stupefacenti manifestazioni politiche e militari. Cosi<br />

venne la necessità di pareggiare il Quràn a quanto l'Arabia ammirava<br />

con il senso di massimo orgoglio, la sua poesia nazionale. Né si arguisca<br />

che contro tale fusione di poesia e di religione potes.se agire l'odio pre-<br />

dicato da Maometto (cfr. Qur-àn, XXVI, 224j contro i poeti. Quest'odio<br />

alla poesia non fu mai inteso dagli Arabi antichi ; entrò nell'animo teo-<br />

logico di generazioni posteriori, mentre nei primi musulmani il culto della<br />

poesia fu universale, profondo, inestinguibile. Dice bene il Vollers che la<br />

storia di tutte le religioni rivela la fusione e l'armonica combinazione dello<br />

nuove fedi con quelle stesse forze che apparentemente esse erano .sorte a<br />

4


30. a. H.<br />

lARABIA-IRAQ. -<br />

Com pi laz ione<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.]<br />

r.iy, i;f,i. 30. a. H.<br />

coinliattoiu. Co.sì il Cristianesimo assurlù i'ellt!iii.smo pagano, le feste, i riti,<br />

!•' superstizioni, i santuari e le feste delle credenze che più aspramente lo<br />

combatti-rono.<br />

La critica del Pentateuco non ha forsi- rivelato quanto lavoro di aggiu-<br />

stamento e di correzione ha subito anche un'altra « rivelazione » semitica?<br />

Nell'uno e nell'altro caso non fu fi'ode o desiderio d'inganno, ma necessità<br />

impei-iosa di vita e di progresso per fare argine vittoriosamente alle forze<br />

sempri! nuove ed impreviste, che si accaniscono ovunquo ed in ogni tc^mpo<br />

|)fr distruggere ogni nuova produzione morale della convivenza sociale.<br />

A coloro che aggiustarono e raffinarono il linguaggio del Qur-àn non<br />

va dunque mosso alcun rimprovero :<br />

anzi<br />

fecero opera utile e bella ; sic-<br />

come il dialetto beduino del Nagd e della Yamàmah per ragioni sue spe-<br />

ciali, come il toscano per l' italiano, erasi perfezionato mercè il genio di<br />

molti poeti ed elevato al grado di maravigliosa produzione nazionale, la<br />

coscienza nazionale, la stessa pas.sione religiosa ed il culto della nuova<br />

fede imposero che la forma della rivelazione quranica si adattasse ai ca-<br />

noni riconosciuti della purezza e distinzione letteraria e si mettesse al<br />

livello di quelle creazioni vimane che l'unanimità della nazione conside-<br />

rava giustamente come maraviglia e preziosissimo retaggio spirituale.<br />

§ 1 99. — Con queste considerazioni sull'opera del Vollers noi miriamo<br />

soltanto a sostenere che il Qur-àn, tale quale noi l'abbiamo, seppure sia il<br />

documento più sicvu-o ed antico dell' Isiàm, non ci è stato tramandato né<br />

intero, né nella forma precisa, nella quale Maometto lo « rivelò ». Non<br />

voglio dire che nel testo siano entrate vere e proprie falsificazioni, benché<br />

non sia cosa impossibile — in ogni caso non ne abbiamo la prova. — ma<br />

ritengo che l'opinione classica sostenuta naturalmente dai Musulmani, ed<br />

accettata da tutto il mondo orientalista sino a pochi anni or sono, non è<br />

verosimile, né possibile. Il Quràn, sebbene in misura assai minore, ha<br />

subito un lavoro di revisione, che dovette essere principalmente di sop-<br />

pressione — perdita che si voglia dire — materiale di versetti, e di atR-<br />

namento di stile.<br />

Sono d'accordo con il Noeldeke (pag. 199 e segg.) nel ritenere che le<br />

ragioni addotte dal Weil per dimostrare alcune pretese falsificazioni del<br />

Qur-àn, non sono convincenti, ma la storia stessa del modo come il Qur-àn<br />

venisse compilato ci autorizza ad esprimere la nostra maraviglia, se, non<br />

ostante le peripezie subite, il Qur-àn sia tutto ciò che Maometto ha rive-<br />

lato, e che il testo odierno sia esattamente quello primitivo.<br />

La redazione ufficiale, canonica, ordinata da 'Utjimàn, si dovette alle<br />

incertezze che regnavano sul testo : è chiaro che nell'anno 30. H. non esi-<br />

404.


30. a. H. § 199.<br />

stova ima redazione ufficiale. La tradizione stessa ammette che esistevano ^°- ^- "•<br />

ARABIA-IRAQ. -<br />

varie «scuole», una deH"Iraq. un'altra della Siria od una di al-Basrah, compilazione<br />

nonché altre di altri luoerhi<br />

^<br />

minori. La tradizione, esagerando in senso or-<br />

todosso questo scandalo, vuol far credere che le<br />

• r.<br />

divergenze fossero<br />

•<br />

quasi<br />

soltanto grafirlie. ma tale affermazione male si accorda con l'agitazione<br />

che l'atto del Califfo suscitò in al-Kùfah. Dunque la versione ufficiale do-<br />

vette contenere modifiche piuttosto gravi. Se il mondo musulmano accettò<br />

di poi la redazione 'uthmanida, ciò si deve sicuramente alla grandissima<br />

scarsità di copie scritte esistenti nell'anno 30. H.. alla facilità quindi di<br />

distruggere tutto quelle eterodosse, ed al trionfo finale della versione scritta,<br />

sicura, ufficiale, su quella aleatoria, oralo, di pochi conoscitori: morti i quali,<br />

i loro seguaci abbandonarono la lotta e si dispersero, facendo cadere nel-<br />

l'oblio le divergenze che avevano dato origino allo scandalo. È altresì pro-<br />

babile che noi ceto di persone più assennate provalesse il senso di solidarietà<br />

rato alla redazione 'uthinànida del Qur-àn, e rileva come<br />

i nomi della magt^ioranza. per esempio. "Abdallah b. al-Zubayr, Sa'id b.<br />

al-'As od Abd al-rahraàn tt. al-llàrith b. Hisàm fo.ssero di persone giova-<br />

dei testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.)


30. a. H.<br />

(ARABIA-IRAQ. -<br />

Com p i laz ione<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Quràn.]<br />

§§ 191», 2«K). 30. a. H.<br />

ni.ssime, che non pu.ssonu aver udito od appreso a mente dal Profeta i testi<br />

rivelati. E chiaro altn'.sì la tradizione sia a disagio nel voler giustificare<br />

come, a pochi anni di distanza da una pretesa copia ufficiale compilata<br />

da abu Bakr, fosse necessario procedere ad una seconda edizione. Il Noel-<br />

deke, penetrando poi acutamente nella disamina di altri particolari tradi-<br />

zionistici sul modo come i redattori si mettessei-o all'opera, ne mette in<br />

evidenza le assurdità e le inverosimiglianze.<br />

Nonostante questi ed altri rilievi, che per brevità ometto, rimandando<br />

il lettore allo studio del classico scritto del Noeldeke, il somma orientalista<br />

tedesco propende per la versione ortodossa islamica, che non ammette<br />

volontarie falsificazioni o mutamenti, o soppressioni. Egli non trova alcuna<br />

ragione fondata per i sospetti di falsificazione, e perciò la respinge, o almeno<br />

sostiene che tale sospetto non si possa albergare ed affermare. « Noi<br />

« abbiamo », egli conclude, « piuttosto ragione di ritenere che la redazione<br />

« di 'Uthmàn contenga tutto il materiale che ai tempi di 'Uthmàn fosse<br />

« ancora possibile di raccogliere ».<br />

§ 200. — Non è menomamente nostra intenzione di combattere l'opi-<br />

nione e la conclusione del Noeldeke, il quale in questa ed in altre questioni<br />

riguardanti il primo periodo islamico è rimasto fedele a tendenze conser-<br />

vatrici di giudizio e di esame. Una discussione è difficile in sé, perchè si<br />

tratta piuttosto di impressioni e di giudizi, che per le condizioni dei nostri<br />

documenti non si possono fondare con sicurezza su dati di fatti. Ma nono-<br />

stante le ragioni addotte dal Noeldeke, anche la sola lettura della sua<br />

abile ed imparziale esposizione, mi ispii-a un senso di incoercibile scetticismo<br />

sulla correttezza delle sue conclusioni ortodosse. Se si ammette che alcune<br />

parti delle rivelazioni di Maometto siano andate perdute — questo il Noel-<br />

deke non tenta di negare — non è forse anche probabile che altre parti<br />

del Qur'àn siano state conservate imperfettamente, e quindi in forma<br />

suscettibile di gravi errori o di necessarie modificazioni del testo? Vi erano<br />

sicuramente parti del Qur-àn così ben note a molti Compagni, che una<br />

modificazione del testo sarebbe stata impossibile, né 'Uthmàn od i suoi<br />

amici possono averlo tentata. D'altra parte dobbiamo renderci conto che<br />

non tutte le rivelazioni di Maometto erano a tutti note, tanto è vero ciò<br />

che parti si sono sicuramente perdute. Per alcune rivelazioni forse le auto-<br />

rità erano poche, pochissime. La stessa tradizione afferma che nessun ver-<br />

setto venisse accolto se non avesse due buoni testimoni in suo favore, fa<br />

vedere — se la tradizione è degna di fede, — che la commissione compi-<br />

latrice abbia scartato rivelazioni non debitamente autenticate, e che ne<br />

esistessero forse anche delle apocrife.<br />

406.<br />

4


30. a. H. §§ 200, 201.<br />

Su questo punto nondimeno non è necessario insistere, perchè qua- ^o. a. h.<br />

[ARABIA-IRAQ. . ,<br />

-<br />

-, r- -r^ 1 ,<br />

lunque tesi sia la vera, per noi oggi il fatto della falsificazione o no del compiiaziona<br />

testo, è di secondaria importanza e di scarsissimo risultato dei testo ufficiala<br />

pratico per il<br />

. ,...:. dell'al-Quràn.]<br />

nostro lavoro di carattere puramente storico o annahstico. L' importanza<br />

della questione rimane però sempre massima per la critica filologica ed<br />

esegetica del testo, di cui noi non abbiamo ad occuparci. Vogliamo invece<br />

rilevare un altro punto d'ordine generale, che deve tenere" nel nostro<br />

esame degli eventi un posto ben più eminente. Su di esso ora brevemente<br />

ci intratteremo.<br />

§ 201. — Chi ci ha seguito nel nostro lento esame di tutta l'attività<br />

del Proteta prima, e dei suoi primi immediati successori, si ricorderà come<br />

noi abbiamo dato agli eventi un' interpretazione meno religiosa che non<br />

quella attribuita dalla tradizione musulmana ed accettata, quasi pedisequa-<br />

mente, dalla scuola storica occidentale sino a questi ultimi tempi. Noi ab-<br />

biamo riconosciuto come fosse sinceramente ed eminentemente religiosa<br />

l'origine prima dell' Islam, ma poi abbiamo .sostenuto e, salvo illusione<br />

nostra, dimostrato che nell'evoluzione e nel progresso dell'attività di Mao-<br />

metto, ragioni politiche abbiano finito col prendere il sopravvento com-<br />

pleto. Maometto morì sovrattutt


30. a. H.<br />

jARABIA- IRAQ. -<br />

Compilazione<br />

del lesto ufficiale<br />

dell'al-Qur àn.l<br />

S -i»!!. 30. a. H.<br />

e sassanide, tra questi uomini rozzi, ma intelligentissimi, avidi di sapere<br />

e di elevarsi, ebbe principio un processo di adattaujento e di elevazione<br />

morale di sé stessi per mettersi al livello intellettuale e morale dei vinti<br />

(cft-. 23. a. H.. §§ 517-619). Il primo sentimento vivissimo che scaturì in<br />

quegli animi pugnaci, soverchiatori e superbi, fu quello nazionale, o nazio-<br />

nalista, di superioritìi della razza araba, .sentimento che si andò comple-<br />

tando ed iritegrando con un senso di maraviglia per le proprie prodezze,<br />

un riconoscente orgoglio che il miracolo delle conquiste fosse opera in-<br />

diretta degli insegnamenti e delle istituzioni attribuite a Maometto ed<br />

infine un maggior rispetto ed un'osservanza sempre maggiore delle sue pre-<br />

scrizioni religiose e rituali. Nella mente degli stessi Beduini per un pro-<br />

cesso ben naturale di auto-suggestione, si ingigantì il concetto primitivo,<br />

quasi indifferente o sprezzante per l' Islam, e si trasformò in una ammi-<br />

razione, o meglio venerazione ben presto cieca per l'autore presunto della<br />

grande rivoluzione e per il suo lascito morale, religioso e sociale. In animi<br />

semiti, così naturalmente propensi alla religione, così alieni dallo scetti-<br />

cismo razionalista dell'animo ariano od ellenico europeo, non è fenomeno<br />

maraviglioso, che da tutto 1' insieme di elementi psicologici da noi poc'anzi<br />

assai imperfettamente delineati, scaturisse con caratteri di vivacità subi-<br />

tanea un vero moto religioso, di cui finora ci mancavano — all' infuori<br />

di una ristretta cerchia di persone — gli elementi di prova sicura.<br />

La compilazione scritta del Qm-àn per ordine di "Ut^màn è prova che<br />

già esistesse nella società arabo-islamica un movimento religioso assai sen-<br />

sibile, il quale annetteva un'importanza ogni dì crescente alle rivelazioni di<br />

Maometto, considerate quale causa prima e massima della prodigiosa rivolu-<br />

zione nell'Asia Anteriore. Gli eventi che seguirono l'uccisione di 'Uthmàn,<br />

l'incidente dei testi quranici appesi a lancie nella battaglia di Siffin, il<br />

celebre arbitrato fondato anch'esso sul testo rivelato, tutta q^iella classe dei<br />

qurrà, lettori popolari o recitatori pubblici del Qur-àn alle masse analfabete,<br />

i principali promotori delle sommosse rivoluzionarie, democratico-religiose,<br />

dei Khàrigiti, tutti questi fatti insomma stanno a dimostrare in modo indi-<br />

scutibile r inizio di un movimento fortissimo di venerazione e di studio del<br />

testo quranico, già rivestito di una santità che non aveva goduto forse<br />

nemmeno vivente il Profeta. Allora era la persona e la parola detta da<br />

lui che dominavano gli uomini. Scomparso lui, ma rimasta la sua parola<br />

scritta, su questa si andò convergendo la venerazione popolare in una mi-<br />

sura sempre maggiore, man mano che il popolo stesso si rendeva conto<br />

delle conseguenze pratiche stupefacenti scaturite dalla predicazione mao-<br />

mettana.<br />

408.


30. a. H. §§ 201-203.<br />

Il movimento non era forse ancora molto esteso: le vicende del califfato ^°- ^- ^•<br />

. . ,. . lARABIA- IRAQ. -<br />

di 'Ali rivelano soltanto una forte minoranza accesa di passioni religiose compilazione<br />

combattive, ed una maggioranza piuttosto fredda ed indifferente. Ma gli<br />

^ ^ , .<br />

anni diedero sempre maggior forza al movimento, al quale si associarono<br />

dei testo ufficraie<br />

, , • • dell'al-Quràn.]<br />

ben presto in numero soverchiente non già gii Arabi, ma i non arabi con-<br />

vertitisi o per sentimento o per interesse. Di ciò parleremo a suo tempo*<br />

Per lo scopo che ci prefiggiamo non occorre aggiungere altro. L'argo-<br />

mento è di quelli che si può dire abbraccino tutto il movimento islamico<br />

e meriterebbe di essere trattato con molta ampiezza :<br />

noi per ora ci conten-<br />

tiamo di porre in rilievo i primi sintomi del nuovo mondo che sta per<br />

nascere, il primo ancora incerto bagliore di fiamme che il tempo doveva<br />

poi tramutare in vero incendio religioso precisamente tra quegli uomini per<br />

i quali né Maometto, né i suoi primi seguaci avevano né voluto, né pen-<br />

sato, il nuovo verbo con scopi di proselitismo. I nostri appunti ci hanno<br />

anche servito per prender nota dei primi indizi di quella agitazione che<br />

doveva travolgere ed uccider in pochi anni il Califfo 'Utjimàn.<br />

§ 202. — Per la redazione del Qur-àn sotto 'Uthmàn, cfr. anche :<br />

Ama ri M . . Hiblmjraphie<br />

primitive du Coran, publié et annotò par<br />

Hartwig Derenbourg, in Centenario della nascita di M. A., voi. I. 1-22;<br />

<strong>Annali</strong> (23. a. H., § 328), V, pag. 161;<br />

Flùgel Gesch. Arab., 128-129;<br />

Hagi Cronologia, 26;<br />

JA., 1829, voi. Ili, 242;<br />

Khamis, II, 288, lin. 11-16;<br />

Kremer Herrsch. Ideen, 338;<br />

M n i r A n n a 1 8 , 307-308<br />

;<br />

Muir, Life of Mahomet, I, pag. ii-xxviii;<br />

Muir Caliphate, 218-219;<br />

Notices et Extraila, voi. VIII, pag. 300-301;<br />

Nuwayri, MS. Leid., I, fol. 106,v.-107,r. ;<br />

Sprenger, Leben u. Lehre des M., Ili, xviii-uv;<br />

Kampoldi <strong>Annali</strong>, II, 160-161;<br />

Suyuti Itqàn, 138, lin. 9-141, lin. 7;<br />

Wardi, I, 151-162.<br />

§ 203. — Le precedenti o.s.servazioni ignorano nondimeno tutto l'aspott'O<br />

politico e morale della compilazione ufficialo del Qur-an ai teni])i di 'Ut_hmàii,<br />

e non tengono conto come questo atto in apparenza di natura .soltanto reli-<br />

giosa sia in verità intimamente collegato con molti tra i più gravi eventi<br />

posteriori; sarà perciò necessario soffermarsi ad indagare quali lelazioni po.s-<br />

4«t.<br />

52


del testo ufficiale<br />

dell'al-Quràn.]<br />

§jj -jon, jaw. 30. a. H.<br />

san», l'ssfrc L'sistite tra la fissazione ufficiale in iscritto del testo sacro e la<br />

I. r> .«?.*. r,"i'«<br />

[AHABIA- IRAQ. -<br />

Compilazione [«'litica interna del calitìato. Per mettere in luce la portata delle nostro<br />

considerazioni dobbiamo quindi esaminare le origini e lo stato di una nuova<br />

classe di cittadini della comunità islamica, i cosi detti (jurrà o lettori del<br />

Quràn.<br />

K fatto .sinceramontii «la deplorarsi che la tradizione sia cosi muta<br />

sull'origine prima e sulla formazione di (questa classe nuova e singolare<br />

di cittadini, che prima non erano mai esistiti. Furono essi i principali<br />

agitatori del popolo nella rivolta' contro Uthmàn, e nelle lotte civili che<br />

insanguinarono V Isiàm soli venticinque anni dopo che il Profeta era scom-<br />

parso. Se sapessimo con maggiore precisione che cosa essi fossero, come si<br />

costituissero e come conquistassero tanta influenza sul popolo, avremmo in<br />

mano la chiave che facilmente aprirebbe la porta di molti misteri della<br />

tragedia di Madinah nell'anno 35. H.. dell'arbitrato di Adzruh nel 38. H.<br />

e delle prime rivolte khàiigite. Purtroppo le informazioni che ne abbiamo<br />

sono molto vaghe.<br />

§ 204. — L'origine prima degli al-Qurrà risale sino al Profeta, e<br />

proviene da qualche sistema pratico (purtroppo dalla tradizione nascosto<br />

nel silenzio), con cui Maometto creò una categoria di persone specialmente<br />

edotte di rivelazioni quraniclie. Il silenzio della tradizione su questi primi<br />

pàssi della dottrina quranica dipende dalla poca importanza che gii stessi<br />

musulmani annettevano a simili esercizi mentali, finché viveva il Profeta,<br />

il quale, come fonte prima di ogni scienza divina, poteva dare facilmente<br />

lume a qualunque membro della comunità che ne avesse bisogno. Ai tempi<br />

del Profeta non vi fu vero lavoro di proselitismo e di propaganda islamica,<br />

nel senso inteso dai missionari musulmani nei tempi successivi. Perciò dob-<br />

biamo ditfidare molto di quanto su ciò narrano le nostre tradizioni : gli<br />

agenti di Maometto nelle varie parti d'Arabia ebbero funzioni specialmente<br />

politiche, fiscali od economiche, militari e diplomatiche e solo in parte reli-<br />

giose. Per convincersene basta ricordare che nell'Arabia Orientale Mao-<br />

metto mandò 'Amr b. al-' As ed al-'Ala b. al-Hadrami (cfì-. 8. a. H., §§ 177-192),<br />

due Compagni politici e per nulla provetti in pratiche religiose e nella<br />

conoscenza del Qur'àn. Le tradizioni sulle missioni nel Yaman, corretta-<br />

mente interpretate (cfr., per esempio. 10. a. H., §§ 13-14) portano ad identiche<br />

conclusioni, sebbene forse i rappresentanti di Maometto nel Yaman,<br />

data la speciale natura delle sue popolazioni, avessero istruzioni più mi-<br />

imte in materia religiosa che non gli altri. Non bisogna mai perdere di<br />

vista che la tradizione di tempi posteriori ha dato colore intensamente<br />

religioso a tutte le memorie dell'Isiàm primitivo ed ha quindi trasformato<br />

41o.


30. a. H. 204, -ìoó.<br />

in nnssionari <strong>dell'Islam</strong> molti di quelli che furono in realtà soltanto am- 30. a. H.<br />

,. . . ... ,<br />

, o- ARABIA-IRAQ. •<br />

baseiatori, spie, o agenti politici esattori di tiilniti per conto del Signore compilazione<br />

di Madinah. Maometto intese la propaganda come opera sua personale e dei testo uHiciaie<br />

^ ^ ^ ^ .<br />

,<br />

diretta e non amò che altri assumessero m cu'» una specie di luogotenenza<br />

delle sue jiiù alte tunzioni. Perciò si ebbero le numerose ambascerie delle<br />

tribù a Madinah :<br />

la verità islamica doveva essere appresa direttamente<br />

dalla bocca del Profeta, e nel resto bastava un'adesione formale ed il di-<br />

simpegno di certi doveri fiscali, perchè la tiibù venisse senz'altro consi-<br />

derata come musulmana.<br />

§ 205. — Alla morte del Profeta tutto ciò venne radicalmente a mu-<br />

tarsi per il timore che ebbero i Compagni<br />

superstiti di perdere il testo<br />

sacro quranico, il fondamento deirislàm anche come istituto politico. Gli<br />

spettacolosi trionfi delle armi mu.sulmane e la inattesa grandezza dello<br />

Stato islamico furono considerati dai contemporanei come gli effetti imme-<br />

diati dell'opera personale del Profeta e dei suoi insegnamenti. Questi atti-<br />

rarono un vivi.ssimo interesse non solo tra i<br />

musulmani<br />

stessi convertiti<br />

per lo più .solo di nome e non di spirito, ma, come già dicemmo, anche<br />

tra coloro che appartenevano alla comunità islamica nella semplice condi-<br />

zione di sudditi. I vantaggi politici, morali e finanziari che andavano uniti<br />

alla condizione di musulmano attirarono l'attenzione di tutti i vinti e<br />

costrinsero i Musulmani stessi a dare spiegazioni che essi per la maggior<br />

parte non potevano fornire, perchè ignoranti e solo nominalmente con-<br />

vertiti.<br />

(Jli avvenimenti politici e militari ebbero il magico effetto di tramu-<br />

tare quanto, vivente Maometto e nella rivolta delle tribù durante la Kiddah.<br />

era stato considerato un gravame ed un'umiliazione, elevandolo a funzione<br />

onorifica, ad in.segna e distintivo ambito del potere politico. L' l.shìni si<br />

tra.sformó in una divisa morale e religiosa, di cui tutti gli Arabi divennero<br />

superbi. Con la dichiarazione di essere musulmani gli Arabi iuijilicitamente<br />

si affermavano i padroni dell'Asia Anteriore. La forza morale di questo<br />

sentimento, che costituiva un preziosissimo vincolo d'unione e di coesione<br />

tra le anarchiche unità arabiche, fu intravveduta dalla .saggezza dei ]irimi<br />

califfi, specialmente da 'Umar, il quale mirò con i suoi ordinamenti poli-<br />

tici a rinforzare il .sentimento che i<br />

Musulmani<br />

costitui.ssero una grande<br />

e sola famiglia. A questo .sentimento bi.sognava però dare un fondamento<br />

morale più sicuro e durevole, affinchè non svanisse dopo la prima ebbrezza<br />

delle vittorie: bisognava creare una dottrina ed un rito, che fungessero<br />

come isti-umeiito per mantenere la disciplina sociale e l'unità nioialc dei<br />

Musulmani.<br />

411.<br />

dell'al-Quràn.]


30. a. H.<br />

[ARABIA-IRAQ. -<br />

Compi laz ione<br />

del testo ufficiale<br />

dell'al-Qur-àn.j<br />

§ 2O0. 30. a. H.<br />

§ 206. — Fiucht! viveva Maometto il suo esempio quotidiano e la sua<br />

])aiola sopperivauo a tutto: .scomparso lui, i capi della comunità dovettero<br />

provvedere a supplire alla grave mancanza. Noi siamo talmente abituati a<br />

considerare l'Isiàm come un istituto a sé. fòrtemente costituito, indipen-<br />

dente da regimi personali — per esempio il papato — che erriamo tutti<br />

nel giudicare il primi.s.simo periodo di transizione. Non teniamo cioè abba-<br />

stanza in mente come l' Isiàm di Maometto fu cosa, fu creazione di carat-<br />

tere as.solutamente personale, concentrata e fondata quasi interamente sulla<br />

sua persona, sulla sua assistenza personale continua, quotidiana. Nelle suo<br />

rivelazioni quraniche non si provvede in verun modo all'avvenire della<br />

comunità, per il momento in cui il fondatore e maestro sarebbe scomparso.<br />

I successori di Maometto dovettero quindi compiere un immane lavoro<br />

di trasformazione dell' Isiàm in istituto autonomo, impersonale, fondato sul<br />

consenso di tutti i membri della comunità stessa : la storia dei califfati<br />

di 'Umar, di 'Uthmàn e di 'Ali è la storia di questo primo e difficilissimo<br />

processo di trasformazione e delle doloi"osissime esperienze con cui furono<br />

corrette le lacune negli insegnamenti del Profeta e gli eri'ori dei suoi<br />

primi successori. Così fu necessario provvedere al capo della comunità, fi.s-<br />

sargli le sue attribuzioni ed i rapporti che dovevano correre tra lui e tutti<br />

i membri della comunità, creare insomma dal nulla una grande ammini-<br />

strazione di Stato. Il compito sarebbe stato di per sé difficile, se il prin-<br />

cipato islamico fosse rimasto circoscritto al piccolo regno di Madinah quale<br />

lo lasciò Maometto, ma le difficoltà si centuplicarono con le conquiste e<br />

con la fondazione di un immenso impei'o. Si dovette tutto improvvisare,<br />

dalle cose piii minute a quelle piìi grandi. Limitando per ora il nostro studio<br />

a quel campo ristretto a cui è dedicata questa sezione degli <strong>Annali</strong>, diremo<br />

solo che si dovettero tra le altre cose stabilire le funzioni dei luogotenenti<br />

nelle lontane provincie, dove gli Arabi si erano andati stabilmente a fis-<br />

sare. Si dovette stabilire che cosa i luogotenenti avessero a compiere nelle<br />

loro sedi per mantenere vivo il sentimento islamico e l'unità morale dei<br />

loro dipendenti. Cosi l'adunanza del venerdì, che era una funzione per-<br />

sonale, settimanale, del Profeta, si trasformò in funzione pubblica rego-<br />

lare, impersonale, in cui il luogotenente, in mancanza del Califfo, doveva<br />

presiedere. Si dovette perciò abbozzare un cerimoniale speciale, con il quale<br />

il luogotenente o assumeva o consacrava la sua funzione direttiva nell'am-<br />

ministrazione : siccome il venerdì era anche funzione religiosa presieduta un<br />

tempo da Maometto, così anche nelle provincie il luogotenente, sostituen-<br />

dosi al Profeta, dovette presiedere alla preghiera collettiva : alle funzioni<br />

politiche si unirono indissolubilmente le funzioni religio.se della comunità.<br />

41-2.


30. a. H. §§ 207, au».<br />

§ 207. — Le linoe generali di tali funzioni di luogotenenza furono<br />

l'orse tracciate dal Profeta stesso ai suoi Compagni, quando li mandava<br />

in una spedizione: ma erano istruzioni imperfette, perchè i comandanti<br />

delle spedizioni, o le luogotenenze di Maometto in Madinah, mentre egli<br />

era assente in guerra, erano fatti eccezionali e di breve durata. Tutti poi<br />

ritornavano a Madinah, e solo alla presenza del Profeta si compieva la<br />

vm-a e completa cerimonia del venerdì. La conquista, trasformando la .spe-<br />

dizione di pochi giorni o settimane in una occupazione ed emigrazione per-<br />

manente, creò nuove esigenze, di cui Maometto non aveva mai avuto so-<br />

spetto. Non soltanto i califfi, ma tutta la parte miglioro della società<br />

musulmana .senti il vivo bisogno di un pronto e valido lavoro di organamento<br />

interno e morale dell' Islam come rito e come dottrina. Da tale<br />

bisogno nacque appunto la categoria speciale di persone, le quali con il<br />

Htme di al-Qurrà, ossia recitatori o lettori, ebbero il compito di di fon-<br />

derti la conoscenza della dottrina islamica, dei precedenti messi dal Pro-<br />

feta, ed in particòlar modo dell'al-Qur-an, il fondamento unico della nuova<br />

dottrina dopo la scomparsa del fondatore.<br />

Intorno alla persona di Maometto erasi a Madinah formata una classe<br />

'li persone che aveva acc^uistato, per il tatto di esser sempre con il Pro-<br />

téta, una conoscenza pivi perfetta delle rivelazioni quranichc e di tutte le<br />

iimsuetudini, di tutta la regola di vita, seguita dal riformatore. Alla morte<br />

di Maometto, ognuno di questi si trasformò naturalmente in un insegnante<br />

di quanto sapeva o ricordava. Dovunque si andarono a stabilire gli Arabi,<br />

migrarono naturalmente alcuni di questi conoscitori o recitatori, i quali .ser.<br />

virono non solo ad istruire le ma.sse di Arabi accorsi sotto gli stendardi<br />

dell' Islam senza aver mai visto il Profeta, ma anche ad istruire altri<br />

iiurra ed a formare tante piccole scuole separate, per quante erano le sedi<br />

principali degli Arabi accampati nelle provincie conquistate.<br />

§ 208. — In principio l'opera di propaganda e di organamento — fatta<br />

juasi sempre e tutta per la via orale — si compiè in modo abbastanza ordi-<br />

nato .sotto la dilezione unica del Calififo, che invigilava su tutto: erano<br />


30. a. H.<br />

dell'al-Qur-àn.l<br />

§§ 206-210. 30. a. H.<br />

land») al proprio iiiti'ri'ssf. u ;i (piello che secondo il loio particolaro nioclo<br />

irAo<br />

Compilazione di vedere era l'interesse della comunità. Un istituto hufdio in origine<br />

del lesto ufficiale non tardò a diventare un pericolo ])er la concoi-dia e Tutiit;! |i(.litirn doi<br />

Mu.sulmani.<br />

N


30. a. H. 210. 211.<br />

gorie (li dotti e di istruttori del popolo. Il numero delle persone clie si<br />

«ledicaroiio a tale professione, l'influenza che acquistarono sulle turl)e o<br />

1" indirizzo che diedero al malcontento genei-ale nelle provincie furono ben<br />

presto fonte di gravi preoccupazioni a Madinali. La pretesa conoscenza del<br />

testo dava a questi uomini un prestigio, che foi'se in molte circostanze li<br />

metteva, nell'opinione del volgo, al disopra dei luogotenenti del Califfo,<br />

nel maggior numero dei casi uomini rozzi essendo questi vissuti nelle armi<br />


d«l testo uHiclale<br />

dell'al-Qur-àn.]<br />

?« 211, 212. 30. a. H.<br />

30. . H. lommesHi da j/ovemanti o firovernati nel eoder-si i Iriitti delle Vittorio.<br />

"^<br />

[ARABIA-IRAQ. -<br />

. . ,. , •<br />

Compilazione Lii religione ha lo sue radici nel dolore e noi timore di altri e maggiori<br />

dolori.<br />

§ 212. — Ma non è necessario analizzare troppo: la.sciamo questo studio<br />

ai cultori speciali di fenomeni religiosi, e contentiamoci di raccogliere i rag-<br />

guagli di fatto. Eegnante 'Uthmàn, il movimento religiù.so in grembo alla<br />

società musulmana si accese con prontezza ed acquistò con pas.so veloce<br />

una considerevole intensità, sovrattutto nei centri più importanti, in al-<br />

Kùfah, in al-Basrah ed in al-Fustàt, dove le varie pa.ssioni che agitavano<br />

il mondo islamico, e specialmente il malcontento generale delle infime<br />

classi della minoranza dominatrice araba, erano più acute e più manifeste.<br />

Certi movimenti spirituali sono di loro natura eminentemente contagio.si<br />

e fàcili — specialmente tra popoli orientali — a degenerare in formo ec-<br />

cessive.<br />

Nel momento di cui parliamo alla testa dell'agitazione sorda contro<br />

il governo si misero appunto gii al-Qurrà, valendosi della loro prete.sa<br />

coltura come arma di opposizione e di critica agli atti del governo, e dando<br />

al movimento un carattere generale e democratico, che lo rendeva spe-<br />

cialmente diflficile a invigilare e tenere a bada. Il Califfo 'Uthmàn ed i<br />

suoi consiglieri non fm-ono lenti a scorgere tutti i pericoli della nuova<br />

situazione interna. Il numero e la varietà di queste scuole spontanee del<br />

testo sacro e dei suoi insegnamenti minacciavano l'unità di dottrina, d' in-<br />

dirizzo e di sentimenti che era indispensabile per il prospero avvenire della<br />

società musulmana : nell'al-Qm-àn s' infiltravano discrepanze, che il tempo<br />

poteva aumentare ed aggravare. Tra il popolo ed il governo veniva ad<br />

interporsi una classe di cittadini che si arrogava diritti e preeminenza<br />

morale, per effetto dei quali tendeva ad una specie d' indipendenza dal-<br />

l'autorità politica. Infine, valendosi della dottrina che essi pretendevano<br />

di possedere in una misura maggiore e migliore degli stessi rappresen-<br />

tanti del Califfo, eccitavano il popolo contro il potere esecutivo ed erano<br />

i più accesi nel denunziare, esagerare ed anche inventare gli errori e le<br />

colpe di 'Utjimàn e dei suoi agenti.<br />

Al Califfo 'Uthmàn toccò per sua avversa fortuna di dover cercare un<br />

riparo non solo agli errori finanziari del suo grande predecessore, 'Umar,<br />

ma di far fì'onte altresì a tutte le conseguenze morali di tutto un errato<br />

indirizzo che la società islamica stava prendendo sotto la sferza di avver-<br />

sità e di amare delusioni. È nostro dovere di storici imparziali l'affer-<br />

mare che, se 'Uthmàn non .seppe dominare l'intricata posizione politica,<br />

se non fu felice nella scelta dei suoi luogotenenti e fallì nel tentativo di<br />

416.


30. a. H. 212-214.<br />

porre un argine alle finanze rovinate dell'impero, colse nel giusto, quando<br />

tentò provvedere all' incipiente anarchia dottrinale che minacciava la com-<br />

pagine islamica, ponendo energicamente riparo al moltiplicarsi delle ver-<br />

sioni del testo sacro. La misura adottata da 'Utjimàn fu radicale ed ardita<br />

e sembra in contrasto con l' impressione di debolezza, che la tradizione<br />

attribuisce ad 'Utjhmàn negli altri atti del suo governo.<br />

§ 213. — 'Uthmàn ordinò la compilazione di un testo unico ufficiale<br />

deU'al-Quvàn, e la soppressione violenta, la distruzione con il fuoco, di<br />

tutti gii altri esemplari esistenti nelle provincie. Per un atto di tal natura<br />

occon'eva un grande coraggio politico, perchè era una aperta sfida a tutta<br />

la classe degli al-Qurrà ed un tentativo efficace per por fine al mono-<br />

polio che del testo sacro essi facevano. L'autorità centrale del governo<br />

imponeva la propria superiorità e autorità anche in questa materia, e im-<br />

plicitamente diffidava di falso chiunque non recitasse l'al-Qur-àn in forma<br />

non identica al testo ufficiale. Il ])rovvedimento di 'Utjjmàn fu eseguito<br />

con grande puntualità e precisione, perchè nulla è sopravvisuto delle collie<br />

precedenti a quella ufficiale di 'Uthmàn. L'atto sollevò le ire vivissime dei<br />

lettori, al-Qurrà, ed accrebbe forse la corrente nemica al Califfo ; ma la<br />

tradizione, che pur avrebbe amato dh'e del male di 'Uthmàn anche a questo<br />

riguardo, si è prudentemente astenuta su questo punto da ogni piìi lontana<br />

insinuazione contro di lui. L'argomento è troppo delicato e l'atto di 'Uthmàn<br />

fu troppo conforme a tutto lo spirito dei tempi posteriori, perchè si osasse<br />

protestare. Si aggiunga che, siccome non tutte le copie esistenti dell'al-<br />

Qur-àn derivano dalla copia ufficiale di 'Uthmàn, qualunque accusa all'atto di<br />

'Uthmàn significherebbe gettare un .sospetto sul fondamento di tutto l' Isiàm ;<br />

or il mondo islamico da un campo all'altro vive nella convinzione che il<br />

testo oggi esistente rappresenta la vera, eterna, immutabile parola di Dio.<br />

La tradizione sta palesemente a disagio su questo punto delicatissimo,<br />

perchè dove riconoscere che la consacrazione ufficiale del testo sacro si<br />

deve al Califfo, del quale per altre ragioni si dice molto male, per i.scu-<br />

sare la condotta del .suo .successore 'Ali, il beniamino della tradizione orto-<br />

dossa. Queste considerazioni spiegano la premura dei tradizionisti a creare<br />

una compilazione preventiva del testo sacro regnante l'ottimo abiì Bakr,<br />

il Califfo perfetto e santo. In questo modo 'L^tjimàn ((iniiìarisco soltanto<br />


30. a. H.<br />

§ 214. 30. a. H.<br />

iiriina ai paioiiti e poi alle turl)e dei malcontenti, ma il .sijvrauo die forte<br />

lARABIA-IRAQ. - \ . . . ,.<br />

Compiiaiione 'ì'H"' -^nr ragioni ordina, .s'impone ad ottiene l'esecuzione integrale della<br />

del testo uHiciaie<br />

^,,j, ordinanza a dispetto di una forte agitazione. Veniamo cosi indiretta-<br />

'<br />

deiral-Quràn.] .... ,<br />

,<br />

mente ad inferire che la tradizione ha travisato anche il carattere del<br />

Califfo e, seppure può esser stato debole verso i congiunti, ed in alcune cir-<br />

costanze di minore rilievo, d'altra parte avesse virtù ed energie quali gene-<br />

ralmente non gli vengono riconosciute: il suo governo non appare più guidato<br />

dalla mente di un vecchio decrepito, ma è stato un onesto e coraggioso ten-<br />

tativo di far fronte ad una rivoluzione interna maturata e poi scoppiata non<br />

])er gli errori del Califfo e dei suoi amici e parenti, ma per effetto di prece-<br />

denti fatali su cui 'Uthraàn non aveva avuto alcuna facoltà d" influire. Si<br />

viene cos'i alla conclusione già più volte enunciata che il governo di "Umar<br />

fu un sincero tentativo di organizzare lo Stato islamico sopra alcuni cri-<br />

teri di convivenza sociale, che poi messi alla dura prova dei fatti e della<br />

realtà, in grande parte fallirono, o riuscirono nocivi allo sviluppo poste-<br />

riore. Con questo non vogliamo diminuire i meriti che abbiamo ricono-<br />

sciuti ad 'Umar, ma piuttosto dobbiamo giudicare gli eventi con uno spi-<br />

rito più elevato e meno personale. È nostro dovere di riconoscere assai<br />

più che non si sia fatto nel passato, che gli Arabi ed in particolare i<br />

piimi califfi furono chiamati a risolvere problemi politici d'un' immensità<br />

tale da superare le forze di un uomo singolo, per quanto grande fosse il<br />

suo ingegno. L'adattamento della società islamica, quale usci dal desei-to,<br />

alle esigenze della vita civile tanto diversa fuori d'Arabia fu opera che<br />

nessun uomo poteva compiere da solo e richiedeva un processo lento, pru-<br />

dente, materiato d'esperienze dirette in un lungo periodo di tempo. Il com-<br />

pito dei primi califfi fu tanto difficile, tanto colossale che ad essi dobbiamo<br />

paiole non di critica e di condanna, ma di ammirazione e di simpatia. Ad<br />

'Utjimàn spetta la sua parte del nosti'o tributo, perchè su di lui cadde la<br />

parte del lavoro più ingrato, ed il giudizio che dovremo formulare sul<br />

conto di lui, come pure del suo successore 'Ali, non dev'essere scevro di<br />

un senso di profonda commiserazione e di un onesto ed imparziale ten-<br />

tativcj di porre bene in evidenza le incalcolabili difficoltà contro cui eb-<br />

bero a lottare e di cui alla fine caddero vittime infelici. L'esperienza pagata<br />

con il proprio sangue da Umar, da UtJimàn e da Ali re.sero di poi facile<br />

il compito di Mu'àwiyah. il quale seppe con mirabile accorgimento valersi<br />

di ciò nel dominare felicemente per tutto un ventennio V impero islamico.<br />

Ma anch'egli commise i suoi errori e dopo la sua morte, il doloroso periodo<br />

di anarchia e di guerre civili in cui piombò l'impero tra l'anno 64. ed<br />

il 73. H., fu anche più grave di quello seguito all'assassinio di 'UtJimàn.<br />

418.


ARABIA.<br />

}


§^ 217-21ÌI. 30. a. H.<br />

'°- *• ^- colpa torse maggioro va cercata nella grande impei'fezione dell organismo<br />

mori contro il Cai<br />

i<br />

ammuiistrativo del<br />

/-, i •«•<br />

Califfo Umar, il quale, seppure compie grandi cose ed<br />

[ARABIA. - Malu-<br />

liffo 'Uthmàn.] el)l)e altissimi meriti, non previde nò capi quali sarebbero state le conse-<br />

guenze dei suoi ordinamenti amministrativi e Hscali. <strong>For</strong>se se egli tosse<br />

vissuto più a lungo, avrebbe potuto scoprire i difetti e gli errori commessi,<br />

e avrebbe potuto avvertire i primi segni della prossima tempesta, ma è<br />

lecito dubitare che gli sarebbe riuscito a disporre quanto era necessario per<br />

fermai'la o almeno renderla innocua. Egli però cessò di vivere prima che<br />

l'opera sua fosse compiuta, e prima che il tempo e l'esperienza gli aves-<br />

sero dato occasione e mezzo di perfezionarla. 'Uthmàn venne al potere<br />

nel momento più critico, quando forse i rimedi<br />

erano ormai impcssibili, o<br />

inefficaci, e commise per di più errori propri, che aggi-avarono la crisi,<br />

sebbene é dovere riconoscere che 'Uthmàn non sia stato responsabile delle<br />

cause prime della rivoluzione. Le quali furono in parte conseguenza di<br />

avvenimenti inevitabili, in parte dell'erroneo concetto avuto da 'Umar del-<br />

l'ordinamento dello Stato mvisulmano e della solidità del suo bilancio.<br />

Di tali cause generali verremo man mano trattando nel corso del califfato<br />

di 'Uthmàn : per ora contentiamoci di dare una prima raccolta delle<br />

accuse e delle ragioni di malcontento contro 'Uthmàn quali ci sono rife-<br />

rite dalle scuole tradizioniste.<br />

§ 218. — (Muli. b. 'Umar, da Muh. b. 'Abdallah, da al-Zuhi-i). 'Uthmàn,<br />

dopo eletto, l'imase amir dodici anni. I primi primi sei visse senza che<br />

la gente avesse a lamentarsene. Ed egli ei-a più caro ai Qurays che Umar<br />

b. al-Khattàb, perchè 'Umar era aspro con loro. Quando però 'Utlimàn sali<br />

al califfato, si fece mite, e largì doni. Poi si mostrò fiacco con essi e no-<br />

minò prefetti i suoi parenti e quelli della sua casa, negli altri sei [anni].<br />

Assegnò a Marwàn il quinto dell' Egitto, e diede ai suoi parenti il danaro,<br />

e spiegò questi atti dicendo che erano il beneficio (a I-si 1 ah) da conce-<br />

dersi ai parenti, conformemente agli ordini dati da Dio. E si prese i danari,<br />

e pretese anticipi dalla bayt al-màl, dicendo: « abù Bakr ed 'Umar<br />

« han lasciato nel tesoro quello che a loro spettava; io invece ho preso la<br />

«parte che mi spetta e l'ho distribuita tra i miei parenti». E la gente<br />

non approvò questa cosa (Saad, III, 1, 44, lin. 6-13) [M.].<br />

§ 219. — (Muh. b. 'Umar, da 'Abdallah b. G-a'far, da umm Bakr bint<br />

al-Miswar, dal padre). Udii 'Uthmàn che diceva :<br />

« uomini, abù Bakr e<br />

« 'Umar hanno spiegato (la rinuncia al danarosi affermando che era dovuto<br />

« alla continenza di loro stessi e dei loro congiunti, Io vi ho spiegato il<br />

« mio atto come il beneficio da concedersi alla propria famiglia » (^) (Saad,<br />

III, 1, 44, lin. 13-17) [M.].<br />

420.


òU. Si. li. ss 2W-222.<br />

Nota 1. — Le due tradizioni sono piuttosto oscure, ma si possono spiegare nel seguente mod^. 30. a. H.<br />

Era ammesso che il Califfo prendesse dal tesoro dello Stato una certa somma all'anno per i propri (ARABIA. - Malubisogui:<br />

abù Bakr ed 'Umar presero da questa somma solo quel tanto che serviva a loro personalmente mori contro il Cae<br />

lasciarono nel tesoro quel di più di cui non avevano bisogno. 'Ut_hmàn invece spiegò i gi-andi doni llffo 'Uthmàn.]<br />

che egli fece ai parenti come erogazioni di somme tacenti parte di quella specie di lista civile che gli<br />

spettava o di cui potevi» disporre come voleva, ma che egli diede ai parenti, dicendo che in questo modo<br />

egli adempieva ad una delle leggi divine di benetìcare i parenti (cfr. Lisàn al-'Arab, XIV, pag. 254,<br />

lin. 7 dalla tine, e Athir al-Nihàyah, IV, 213, Un. 3 dalla fine) 'Utjimàn sostiene che della specie di lista<br />

civile di cui godevano i califfi, i suoi due predecessori avevano voluto lasciare il sopravanzo a beneficici<br />

dell'erario pubblico, mentre egli aveva voluto passarlo a beneficio della famiglia compiendo atto prescritto<br />

da Dio. Era questa una faccenda in cui ogni califi'o era padrone di dare l'interpretazione che meglio credeva.<br />

§ 220. — («) (al-A'mas, da Ibràhim b. al-Muhagir, da Musa b. Talhah).<br />

Uthmàn b. Atfàn assegnò un feudo ad 'Abdallah b. Mas'ud, alcune terre<br />

nell'al-Bahrayn ; ad 'Animar b. Yàsir, Istiniyà : a Khabbàl) diede in feudo<br />

San'a-; a Sa'd b. Màlik, il villaggio di Hurmuzàn. E tutto ciò stabilmente:<br />

'Abdallali b. Ma.s ùd e Sa'd davano per le loro terre il terzo e il quarto<br />

del reddito.<br />

(6) (abu Hanifah). 'Abdallah b. Mas'ud aveva una terra di kharàg.<br />

Anche al-l^jiabbàb aveva una terra di kharàg. Anche al-Husayn b. 'Ali<br />

aveva una terra di kharàg. e così altri Compagni. Così Surayh. E questi<br />

ne pagavano il kharàg.<br />

(c) (abù Yùsuf I. Questi fatti si verificarono perchè il Profeta assegnò<br />

feudi ad alcune popolazioni (aqwàra"") e così fecero i califfi dopo di lui.<br />

Il Profeta vide un bene in questa cosa, giacché così aveva armonia nel-<br />

r Isiàm e coltivazione di terre. Così i califfi ; ed essi diedero feudi soltanto<br />

a quelli che credettero avessero ricchezza nell' Isiàm e potenza contro i<br />

nemici; e videro che il meglio era quel che facevano; se no, non l'avreb-<br />

bero fatto, e non avrebbero limitato il diritto di credenti o di alleati<br />

(mu'àhidjC) (Yùsuf, 35, lin. 10-17) [M.].<br />

Nota 1. — Si allude a quelle pretese concessioni illegali di terreni fuori d'Arabia, di cui abbiamo<br />

fatto cenno in un luogo precedente icfr. 28. a. IL, §§ ii'.)S e sogg.j. Le notizie date in questa fonte nou<br />

mirano poro a comlanuare 'Dthmàu; danno semplicemente notizia ed in un certo modo approvano, a<br />

patto che lo terre niano date con il criterio di compensare coloro che si sono resi benemeriti <strong>dell'Islam</strong>.<br />

§ 221. — (ibn Faqih al-Hamadzàui). 'Uthmàn edificò con pietre scol-<br />

pite adattate insieme e con legno di al-sunbùr (specie di palma) e sàg.<br />

Oli si port^) materiale da al-Ba.srah per mare e da Adan per mare, e il<br />

gesso da Batn Nakhl.<br />

Si parla di altri che costruirono, e come questo lus.so non piacesse a<br />

parecchi (Fa.jih, 106) [M.].<br />

§ 222. — (al-Yaqùbi). Uthmrui spo-sò la sua figliola ad 'Abdallah b.<br />

Khàlid b. Asid.


30. a. H. Nota 1. — ftl-Ya'qiìbi è fonte si'ita, molto ostile ad '111)11111111, e jierció porge i)iie»te notizie pr<br />

- Malu- denigrarlo e far ciPilere che egli alibia raccolto ingenti somme a spese dell'eraiio pubblico per fam»<br />

mori contro II Ca-<br />

Iltfo -Ulhmàn.<br />

dono ni parenti e t'oininrne la doti- alla figlia che si maritava.<br />

§ 223. — (abù Lshaq. da 'Abd al-rahmau b. Ya.-^ai ;. liu \ L'ito l'àmil<br />

[ARABIA.<br />

delle sadaqàt dei Musulmani nel .sùq di Madinah quando le counegnava<br />

ad 'Uthtnàn. Questi disse: « Consegnale ad al-Hakam b. abi-l-'Às », giacché<br />

'Uthman, quando voleva fare un donati v(j ad uno della .sua casa, glie lo<br />

dava sulla bayt al-màl. E l'altro: «Sta bene, lo faremo, ti daremo ciò<br />

« se a Dio piacerà». Il Califfo insistè e gli uscì detto: «Ma tu sei teso-<br />

« riero per conto nostro : se ti diciam di prendere, hai da prendere, se noi<br />

« taciamo, hai da tacere ». — « Hai torto, per Dio! », risposo l'altro. « Non<br />

« sono il te.Horiere tuo io, né per conto di casa tua ; io sono il tesoriera<br />

« dei Musulmani! ». E il venerdì prese le chiavi, e mentre 'Uthman pre-<br />

dicava, disse: «Pretende 'Uthman ch'io sia tesoriere per lui e per quelli<br />

« di casa sua; io son tesoriere dei Musulmani! Ecco le chia\i della vostra<br />

«bayt al-màl ». E gettò via le chiavi. 'Uthman le prese o le consegnò<br />

a Zayd b. Thabit lYa'qùbi, II, 195, lin. 2-12) [M.J.<br />

§ 224. — (al-Ya'qùbi). 'Uthman ora generoso e largo in danaro. Egli<br />

mandò avanti i suoi parenti, e uguagliò gli atà' fi"a la gente ('). E chi lo<br />

dominava era Marwàn b. al-Hakam b. abì-l-'As insieme con abù Sufyàn<br />

b. Harb, e sulla surtah aveva 'Abdallah b. Qunfudz al-Taymi, ed era suo<br />

hàgib Humràn b. Abàn suo mawla (Ya'qiibi, il, 201, lin. 17-202.<br />

lin. 2) [M.J.<br />

Nota 1. — Si vuole sempre insinuare che 'Uthman consideitisse il danaro pubblico come sua pro-<br />

prietà privata, privandone cosi i legittimi padroni, i Musulmani. E probabile che in queste tradizioni<br />

si asconda una qualche punta polemica contro gli 'Abbasidi, i quali appunto trattarono il tesoro dello<br />

Stato come se fosse la loro cassetta privata attingendovi ingenti somme per le spese favolose della loro<br />

corte. Non v'è dubbio però che 'Utlimàn deve aver agito con qualche maggior libertà dei suoi due pre-<br />

decessori, e siccome il bilancio dello Stato era caduto in deficit e le pensioni non erano pagate integral-<br />

mente, si credè e si disse che il disavanzo fosse dovuto alle illegali prodigalità di 'Uthman.<br />

§ 225. — (al-Asma'i racconta:) 'Abdallah b. 'Amir (governatore di<br />

al-Basrah) prepose Qatan b. 'Abd 'A wf sul Karman. Venne un esercito mu-<br />

.sulmano, e la corrente d'un fiume gì' inipedì di passare. Qatan, temendo<br />

d'e.ssero prevenuto, di.sse : « Clii passa, avrà ntille dirham». E quelli si<br />

gettaron giù e passarono. Eran quattri imi la uomini. E diede loro quattro<br />

milioni, ibn Amir si rifiutò di ratificare, e scrisse ad 'Utlimàn. Ma 'Uthniàn<br />

disse di pagare, giacché si trattava di danaro speso sulla ^ in di Dio. E perciò<br />

furon dette le gawà-iz per la i gaz a li al-wà,di (Atjiir. Ili, 147) [M.].<br />

§ 226. — (al-Yaqùbi). Sei anni dopo che 'Uthman era Califfo, si le-<br />

varon voci contro di lui fra la gente. E si disse: «Egli è stato parziale<br />

«coi parenti, e ha interdetto i h<br />

i ma .<br />

A-2-2.<br />

e<br />

costruito il dar, e ha preso i


30. a.. H. g§ 2-22-29.<br />

« beili i- gli averi ilic eiann di Dui e<br />

^ ^ • 4 1 1 I 1 -<br />

« Dzarr Compagiiu, e Al'd al-rahinan<br />

dei Musulmani, e ha stacciato abu<br />

1 IT 1 1 1 , rT ,<br />

h. JlanbaL e ha protetto al-Hakam<br />

^*^- *• ^•<br />

(ARABIA. - Malumori<br />

contro il c«-<br />

« b. abi-l-Ms e 'Al)dallah b. Sa'd b. abi Sarh. banditi dal Profeta di Dio, ^'^° uthmàn.]<br />

« e ha hisciatu impunito il sangui' di ;\1-Huimuzàn, non avendo ucciso in<br />

« vendetta "Ubaydallah 1>. Umar, e ha preposto al-Walid b. Uqliah ad<br />

« al-Kufah. il ipialf ha fatto nella preghiera le novità, che ha fatte, e pure<br />

« ha chiesti' a lui aiuto. Ila inoltre usato la lapidazione ». E questo perchè<br />

egli aveva fatto lapidare una donna dei Gruhaynah che aveva partorito sei<br />

mesi dopo aver visto il suo spo.so. 'Ut_hinàn l'aveva dunque condannata alla<br />

lapidazione. Uscita che ella fu, entrò da lui 'Ali b. abi Tàlib. e dis.se: « Ma<br />

« Iddio ha detto: Il portarlo e l'allattarlo .saranno trenta mesi. E ha detto:<br />

« Ad allattarlo .saranno me.ssi due anni interi ». 'Utjimàn allora la mandò<br />

a «ercare. ma trovò ch'era stata lapidata ed era morta. L'uomo poi aveva<br />

riconosciuto il figliuolo (Ya'qiibi, TI, 202, Un. 3-16) [M.].<br />

§ 227. — libii al-Crawzii. In questo anno (30. H.) 'Ut.hmàn lapidò una<br />

donna dei Iruliaynah. la quale aveva partorito dopo sei mesi che si era unita<br />

€on lo sposo. 'Ali andò allora da 'Utjimàn a ricordare che tra gravidanza<br />

e allattamento .sono trenta mesi. 'Qtjimàn mandò un contrordine, ma era<br />

già .stata lapidata (') (^xawzi, MS. Costantin., I, fol. 83,r.) [M.].<br />

Nota 1. — Tradizione teDdenziosa che mira a diino.strare che vivente 'Uthmàn ai reprimeva con<br />

««verità d'antica li


^°- * ^-<br />

§§ 23o.2atì. 30. a. H.<br />

§ 230. — Il Profeta diede a sadaqah Mahzur luogo del suo di<br />

"<br />

*<br />

[ARABIA. - Malumori<br />

contro il Ca-<br />

,, , ,<br />

Madluah, e<br />

^ ,<br />

Uthmàu lo assegnò in feudo ad al-Hàrith b. al-Hakam haiiffo<br />

uthmàn.) tello di Mai'wàn ; e assegnò in feudo Fadak a ^larwàn ch'era sadaqah<br />

dei Musulmani (Qutaybah, 97) [M.J.<br />

§ 231. — Abdallah b. Khàlid b. Usayd gli domandò una silah i<br />

neficio), ed ('Uthmàn) gli diede 400,000 dirham (Qutaybah, 98j [M.].<br />

§ 232. — (al-Qàsim b. al-Fadl, da 'Amr b. Hurrah, da Sàlim b. abi-1-<br />

(jra'd). 'Uthmàn chiamò vari Compagni, tra cui 'Ammàr, e disse loro: « Io<br />

* v' interrogo e desidero siate sinceri. Avete voi udito dii- dal Profeta che<br />

« preferisse i Qurays agli altri uomini, e che preferisse i banù Hà.sim agli<br />

«altri Qurays?». Quelli tacqviero. Ed egli: «Se io avessi in mano le<br />

« chiavi del paradiso, le darei ai banù Umayyah perchè v'entrassero »<br />

(Dzahabi Paris, I, fol. 163,v.) [M.].<br />

§ 233. — (al-Dzahabi). Tra 'Ali e 'Uthmàn v'era qualche ruggine.<br />

Or passò tra loro al-'Abbàs, e disse 'Ali: « Per Dio, se mi ordinasse<br />

« di uscii-e lo farei (= partire ? = uscire dall'ubbidienza '?), ma barcame-<br />

« narmi perchè non si segue il libro di Dio, no! » (Dzahabi Paris, I.<br />

fol. 163,v.) [M.].<br />

§ 234. — (al-Ya'qùbi). Fu riferito dunque ad 'Uthmàn un certo di-<br />

scorso di 'Ammàr, e il Califfo voleva esiliare anche lui. Ma si riunirono i<br />

banu Makhzùm con 'Ali b. abi Tàlib, e gli chiesero il suo appoggio. E 'Ali<br />

disse: «No. lasciamo Uthmàn far da sé». E 'Utljmàn, saputo quello che<br />

i banù Makhzùm avevan detto, non lo toccò (Ya'qùbi, II, 201, lin. 10-14)<br />

[M.].<br />

§ 235. — (al-Ya'qubi). 'Uthmàn mandò in esilio 'Abd al-rahmàn b.<br />

Hanbal, Compagno, ad al-Qamùs di Khaybar. E ciò perchè seppe che egli<br />

aveva poco in grazia il figlio di lui e il suo zio, e che egli l'aveva sati-<br />

reggiato ('Uthmàn) (Ya'qùbi, II, 201, lin. 14-16) [M.].<br />

NriTA 1. — Il figlio era al-Walid; lo zio: probabilmente 'Amir b. Kurayz.<br />

§ 236.-— Sull'agitazione contro 'Uthmàn cfir. anche Bukhàri, I, 231.<br />

lin. 11-232, lin. 13; 276, lin. 13-277, lin. 1; 277, lin. 19-278, lin. 2; 418,<br />

lin. 4-8; II, 277, lin. 8-14; HI, 83, lin. 8-19;<br />

Bukhàri (vers. frane), I, 297-299, 535-536; II, 388; III, 108;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 90,r. ;<br />

Khaldùn, II, App. 138-143.<br />

Khamis, II, 296, lin. 21-306, lin. 7;<br />

Maqrìzi Khitat, II, 253, lin. 25-38;<br />

Samhùdi, 279;<br />

Tabari, I, 2764.<br />

i-M.<br />

be


30. a. H. §§ •237-'241.<br />

ARABIA. — Pellegrinaggio annuale. 3o. a. h.<br />

nn'i T /-./-. TT ^ -1 /-, T ^^ .tt t [ARABI A.- Pellegfi-<br />

§ 237. — In questo anno (30. H.) il C almo Uthmàn diresse in per- naggio annuale.]<br />

sona il grande pellegrinaggio annuale (T a bari, I, 2864).<br />

Cfi: anche Khamis, II, 286, lin. 4-7: Mas Ti di, IX, 66.<br />

EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo.<br />

§ 238. — La massima magra scese nella (primavera del 661 dell' È. V.)<br />

a 4 dzirà' e 16 asba'. La massima piena (nell'estate del 661 dell' È. V.)<br />

salì a 14 dzirà' e 11 asba'(') (Mahàsin, I, 98, lin. 12-14).<br />

Nota 1. — La massima piena fu scarsa, quindi scarso deve esser stato il raccolto e minore il<br />

reddito delle imposte.<br />

SPAGNA. — Eclissi solare.<br />

§ 239. — Una completa eclissi solare gettò lo spavento in tutti gli<br />

abitanti della Spagna {Continuatio Isidortan. Hispan., pag. 343).<br />

È forse quella del 23 giugno 651 dell' E. V. (cft-. Art de vérijìer les<br />

dates, ecc., I, 311).<br />

NECROLOGIO dell'anno 30. H. — Abdallah b. Ka b b. Amr.<br />

§ 240. — 'Abdallah b. Ka'b b. 'Amr al-Ansàri al-Màzini al-Badri, Compagno<br />

del Profeta, combattè a Badr e fu sopra alle prede (' ala al-gh a-<br />

n à • i m) del Profeta, in quella circostanza e in altre successive ; morì nel-<br />

l'anno 30. H. Altri dicono nell'anno 32. H. (Athir, III, 90).<br />

Cfr. (iawzi, MS. Costantinop., tòl. 82, v. (sotto l'anno 27. H. :<br />

date di ibn al-Óawzi non sono sempre conette).<br />

Cfi-. anche Dzahabi Paris, I, fol. 162, r., 161, v.;<br />

Dzahabi Tagrid, I, 366, n. 3418;<br />

al-Isti'àb, 369, n. 1530.<br />

ma<br />

le<br />

ibn Hagar lo chiama 'Abdallah b. Ka'b b. Zayd b. 'Asini dei banù<br />

Màzin, morto, secondo al-Wàqidi, nell'anno 33. H. (Hagar, 877, n. 9284).<br />

Questo e i due seguenti .sono sicuramente tutti la stessa persona.<br />

§ 241. — abù-1-Hàrith 'Abdallah b. Ka'b b. 'Amr b. 'Awf b. Mabdzfil<br />

b. 'Amr b. Ohanm b. Màzin al-Khazragi al-Naggàri al-Màzini. ebbe a madre<br />

al-Kabàb bint 'Abdallah b. Habib b. Zayd b. Tha'Iabalj b. Zayd Manàh<br />

b. Habib b. Abd Hàritjiah b. Màlik b. Ghadb b. Ó-u.sam b. al-Khazrag.<br />

Suoi figli furono: ai-Hàrith : madre<br />

Rugliaybah bint Aws b. Khàlid<br />

b. al-Óa'd b. Awf b. Mabdznl. al-IIàritli b. Abdallah poi generò Abdallah,<br />

che fu ucciso il giorno di al-Harrah (nell'anno 63. H.).<br />

'Abdallah b. Ka'b assi.stè a Badr, ed era aprente del Profeta supra h^<br />

prede il dì di Hadr.<br />

»• fu anche a Uhud e alla Trincea, e a tutte le cam-<br />

125. 54


§§ 241-241. 30. a. H.<br />

30. a. H. pague (successive). Mori sotto il califfato di 'Uthman V.. 'Affan ; ed ebbo<br />

(NECROLOGIO.- \.^ j ^- ^r j- i, td v i- i<br />

•Abdaiiahb. Kab di.scendenti a Madinah e a Baghdad.<br />

b-Amr.] Muh. b. Sa'd di.sse d'avere udito che sua ku nyali ora abù Yahya.<br />

Ed era fratello di abu Layla al-Màzini (Saad, III, 2, 73. lin. 18-26j [M.].<br />

Cfr. Hagar, II, 876, n. 9283.<br />

§ 242. — 'Abdallah b. Kab b. 'Awf al-Ansàri al-Khazragi al-Naggari<br />

poi al-Màzini fu sopra il khnm.s del Profeta a Badr e nelle altre cam-<br />

pagne; ma secondo abù Nu'aym e ibn Mandah tenne invece tale ufficio<br />

'Abdallah b. Ka'b b. 'Àsina.<br />

'Uthman.<br />

abù 'Umar dice ohe morì l'anno 30. IT. in Madinah. Pregò su di hii<br />

Poi si citano autorità che fanno di questo e del seguente, cioè 'Abd-<br />

allah b. Ka'b b. Zayd b. 'Asim b. Màzin alxi-1-Hàrith (pag. 248) morto,<br />

secondo ibn Mandah, l'anno 33. H., anch'egli badrita, una sola persona<br />

(Athir Usd, III, 248-249) [M.].<br />

I tradizionisti s' aggrovigliano inestricabilmente distinguendo o cer-<br />

cando di distinguere queste due persone, che evidentemente sono tutt'una.<br />

Cfr. anche Tlisàm, 457, 506;<br />

K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F.. 187, IV, fol. 90,v. :<br />

Mahàsin, I, 94, lin. 20-21 (f 27. a. H.); 98, lin. 2-5 (f 30. a. H.),<br />

e Annoi., pag. 14;<br />

Qutaybah, 43;<br />

Tabari, I, 1335 (?) ;<br />

Wàqidi Wellhausen, 70, 87. 127.<br />

§ 243. — 'Abdallah b. Ka'b b. Zayd b. 'Àsim b. Màzin al-Naggàri<br />

al-Ansàri al-Khazragi fu a Badr, capo delle prede.<br />

abù Nu'aym dice che il suo nome era, secondo alcuni, 'Abdallah b.<br />

Ka'b b. 'Àsim (senza Zayd).<br />

Mori l'anno 33. H. :<br />

pregò<br />

su di lui 'Uthman (Athir Usd, III, 248) [M.].<br />

Evidentemente è la stessa persona di 'Abdallah b. Ka'b b. 'Amr b.<br />

'Awf, e già più tradizionisti hanno mostrato di pensare così tacendo o l'uno<br />

l'altro anello genealogico. La discussione e le varianti tradizionistiche<br />

si trovano presso Athir Usd, III, 249, sotto 'Abdallah b. Ka'b b. 'Amr.<br />

Cfr. Dzahabi Tagrid, I, 356, n. 3417; Hagar, II, 877. n. 9284;<br />

Onomn


30. a. H. §§ •244--24tì.<br />

b.<br />

h.<br />

Gumah. ebbe a madre Sukliaylah bint al-'Anbas b. Walibàii — ' - nr 1 1 ^-<br />

Hudzàfah b. Grumah; la sua kunyah è abu Muhammad. bi<br />

b. Wahb<br />

convertì<br />

^o. a. H.<br />

[NECROLOGIO. -<br />

Abdaiiah b.<br />

all'Islam cou suo fratello Qudàmah prima che il Profeta entrasse nella Mazun.j<br />

Dar al-Arqani e vi pregasse.<br />

Abdallah b. Maz'ùn partecipò alla seconda migrazione uell'Abissinia,<br />

secondo la testimonianza concorde dei tradizionisti. Il Profeta lo aftratellò<br />

con Sahl b. 'Ubaydallah b. al-Mu'allà al-Ansàri ; prese parte alle battaglie<br />

di Badr, Uhud. al-Khandaq, sempre in compagnia del Profeta. Morì nel-<br />

l'anno 30. H. sutto il calitfato di "Utjimàn b. 'Afifan, in età di sessant'anni<br />

(Saad. III. 1, 201, lin. l2-21j [L.V.].<br />

Ctr. anche A t h i r Usd, III. 292-293;<br />

Duray d, 81 ;<br />

Dzahahi Tagrid, 1, 300, n. 3464;<br />

Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. Ifi2,r.;<br />

(jawzi. MS. Costantinop.. I, fol. 85, v., che lo dà come morto a G6<br />

o 30 [fiic-/ il testo dev'essere corrotto] anni;<br />

Hagar, II, 896, n. 9332;<br />

Hi sani. 163. 212. 490:<br />

al -Isti 'ab, 370, n. 1636;<br />

Spreiiger Lob. Muli.. I. 437 e segg.:<br />

W a q i d i W e 1 1 li a u s e n ,<br />

84 ;<br />

W ii sten fé Id. Registe r, 17.<br />

Hagar, loc-. cit.. dà come nome della madie Muha^lah (var. Nuhaylah)<br />

bint al-Nu'màn h. Wahbàn.<br />

§ 245. — Abdallah b. MazTin, un fratello di 'Uthmàn b. Maz'un (c/r. 2.<br />

(i. H., ^ WS), Compagno del Profeta, combattè a Badr, e morì nell'anno 30. H.<br />

(Athir. III. 90j.<br />

ibn al-AtJiIr lo chiama al-Qurasi. Nell'emigrazione ebbe compagno il<br />

fratello 'Uthmàn b. Maz un.<br />

Secondo al-Wàqi


§§ 24u-24b. SO. a. H.<br />

^°- *• "• (abu (xafar, da Yùnus, da ibn Ishàq). È nominato tra i Badriti e non<br />

(NECROLOGIO. -,,,•,,• . i,, . . .<br />

Amrb.abiSarh.j<br />

INSCIO discendenti, e prese parte ali emigrazione in Abissmia.<br />

Dicono che morisse a Madinah l'a. 30. li. (al-Tabari) (Athir Usd,<br />

IV, 106-107) [M.].<br />

Athlr Usd, IV, 400, su Ma'mar b. 'Amir contiene press'a poco lo<br />

stesso. Nella genealogia anziché Màlik c'è Ahyab.<br />

Cfr. anche Athìr, III, 90;<br />

Dzahabi Tagrid, I, 438, n. 4320;<br />

Hagar, II, 1278, n. 10239;<br />

Hisàm, 215, 243, 491;<br />

al -Isti ab, 442, n. 1885;<br />

Sprenger Leb. Muh., II, 146 nota, 178.<br />

Gabbar b. Sakhr.<br />

§ 247. — (abii 'Abdallah) Gabbar b. Sakhr b. Umayyah b. Kbansà<br />

b. Sinàn b. 'Uba3^d al-Ansàri ai-Salami, Compagno del Profeta, fu presente<br />

al convegno di 'Aqabah e si battè a Badi-. Durante il califfato di limar<br />

egli tenne la carica di computista o ragioniere in Madinah e morì in età<br />

di 62 anni nel 30. H. (Hagar, I, 446-449, n. 1051).<br />

Cfr. anche <strong>Annali</strong> {Indice ai voli. I e II) pag. 1316;<br />

Athir, III, 90;<br />

DzaKabi Tagrid, I, 80, n. 709;<br />

Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. lBl,v;<br />

al-Isti'ab, 88, n. 308.<br />

§ 248. — (a) (abii 'Abdallah) Gabbar b. Sakhr b. Umayyah b. Khansà<br />

b, Sinàn b. 'Ubayd b. 'Adi b. Grhanm b. Ka'b b. Salamah, ebbe a madre<br />

'Atikah bint Khara.sah h. 'Amr b. 'Ubayd b. 'Amir b. Bayàdah.<br />

Fu all' 'Aqabah, secondo tutti i tradizionisti, coi settanta Ansar.<br />

Il Profeta gli diede per fratello al-Miqdàd b. 'Amr.<br />

Cfabbàr fu a Badi', a Uhud, alla Trincea, ecc.<br />

Il Profeta lo mandò come estimatore (khàris) aKhaybar e in altri luoghi.<br />

Quando fu a Badr aveva 32 anni. Morì l'anno 30. H., sotto il califfato<br />

di 'Uthmàn, a Madinah, con discendenti (Saad, III, 2, 115, lin. 19-21) [M.j.<br />

Cfr. anche Cxawzi, MS. Costantinopoli, I, fol. 84,r. ; Nawawi, 186.<br />

(6) Il nome della madre era Sa'àd bint Salamah dei banù Grusam b.<br />

al-Khazrag.<br />

Si racconta poi come il Profeta lo mandasse ad al-Athàyah a riempir<br />

di fango i pozzi, ecc.<br />

Per qualche particolare è confuso col fratello ó-àbir (Athir Usd, 1, 365) [M.].<br />

428.


u s n a d .<br />

30. a. H. §§ 248-250.<br />

Cfi-. anche H a u b a 1 M<br />

Hisàm, 310, uOO, 993;<br />

I IL 42 1 ; 3°- »• "<br />

[NECROLOGIO. -<br />

Gabbarb.Sakhr.]<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna. N. F., 187, IV, fol. 90.v. ;<br />

Tabari. I, 1589:<br />

Tan bill, 256;<br />

Wàqidi Wellhausen, 62, 78. 90, 112, 286, 295 e segg., 389.<br />

Hàtib b. abi Balta ah.<br />

§ 249. — Hàtil) b. abi Balta'ah b. 'Amr b. 'Umayr b. Salamah b.<br />

Sa'b b. Sahl al-Lakhini. Compagno del Profeta, secondo gli uni fu un<br />

halif o confederato dei banii A.sad b. 'Abd al-' uzza, secondo gli altri invece<br />

un halif di al-Zubayr b. al-'Awwàm [36. H.], oppure un niawla<br />

cliente di 'Ubaydallah b. Humayd b. Zuhayr b. al-Hàrith b. Asad. Fu pre-<br />

sente alla battaglia di Badr :<br />

egli si rese colpevole d'aver avvertito gli<br />

abitanti di Makkah. che il Profeta organizzava contro di loro una spedizione<br />

: Umar voleva troncargli il capo, ma il Profeta lo perdonò, tenendo<br />

conto dei .servigi che aveva già resi alla causa dell' Isiàm, e che Hàtib<br />

aveva voluto non già tradire il Profeta, ma soltanto avvertire e mettere<br />

in salvo la sua pnjpria famiglia che si trovava ancora in Makkah. Fu pre-<br />

sente quindi alla conclusione del trattato di al-Hudaybiyyah. A lui si fa<br />

risalire la tradizione che il Profeta dicesse : « Ogni buon musulmano si<br />

« goderà in paradiso settantadue donne, delle quali settanta saranno donne<br />

« del paradi^so. e due donne del mondo ».<br />

Si vuole che il Profeta lo mandasse ad Alessandria in Egitto, per<br />

consegnare ad al-Muqawqis. malik a 1-Iskandariyy ah, una sua let-<br />

tera, nella quale egli invitava il governatore ad abbracciare l' Isiàm.<br />

Secondo alcuni egli fu anche poeta, ed era oriundo dal Yaman ; altri<br />

dicono invece che fosse uno dei più distinti cavalieri fi-a i Qurays e col-<br />

tiva.sse la poesia prima di convertirsi all' Isiàm. Mori nell'anno 30. H.<br />

mentre regnava il Califfo 'UtXimàn, in età di 65 anni (Hagar, I, 614-616,<br />

n. 1632). — Cfr. Athir. HI. 90.<br />

§ 250. — al-Na\va\vi aggiungo: Era sua ku nyali abù Muhammad;<br />

secondo altri abù 'Abdallah ;<br />

e, nella genealogia, dopo b. Sahl pone b. al-<br />

'Atik b. Sa'àd b. Kàsidah b. (iazilah b. Lakhm b. 'Adi.<br />

Per lui furono rivelati diu- versetti del Quràn.<br />

Uno schiavo di Hàtib andò una volta dal Profeta, lamentandosi del<br />

padrone, e disse: «O Profeta. Iddio farà entrare Hàtib nel fuoco!». P] il<br />

Profeta: « È falso! Egli è stato a Badr e ad al-Hudaybiyyah ».<br />

Era bello di corpo, di poca barba (Navvawi, 196-197) [M.].<br />

4-2».<br />

^


s§ 260, 261. 30. a. H.<br />

30. a. H. (;tV. anche <strong>Annali</strong> {Indice ai voli. 1 .• IL: Qz a halli 'ra>>ii(l I<br />

[NECROLOGIO. -<br />

Hàtib b. ab. 122. n. 10/6.<br />

B«ita"ah.) g 251. — (a) abu Muh. Hàtib b. abi Balta'ali, dei Lakhm. poi dei<br />

banù Ràsidah b. Azabb b. Grazilah b. Lakhm, che sarebbe Màlik \). 'Adi<br />

b. al-Hàrith b. Muirah b. Udad b. Yasgub b. Arib b. Zayd b. Kalilàn b.<br />

Saba- b. Yasgub b. Ya'rab b. Qahtàn. Or a Qahtàn si riattaccali tutti i<br />

Yamauiti. Il nome di Ràsidah era Khàlifah. Essi andarono in deputazione<br />

dal Profeta, che chiese loro: «Chi siete?». — «banù Khàlitah », rispo-<br />

sero. Ed egli : « Sarete i banù Rà.sidah » (*).<br />

(6) (Muh. b. 'Umar, da Muh. b. Sàlih, da Asim 1). 'Umar b. Qatàdahj.<br />

Quando emigrarono Hàtib b. abi Balta' ah e Sa'd, mawla di Hàtib. da<br />

Makkah a Madìnah, abitarono presso al-Mundzir b. Muh. b. Uqbah b.<br />

Uhayhah b. al-Grulàh.<br />

Il Profeta die' fratello a Hàtib b. abi Balta'ah, Rukbaylah b. Khàlid.<br />

Hàtib fu a Badr, a Uhud, alla Trincea e a tutti i masàhid insieme<br />

col Profeta.<br />

sandria.<br />

Il Profeta lo mandò con una lettera ad al-Muqawqis, capo di Ales-<br />

Hàtib fu degli arcieri rinomati tra i Compagni.<br />

Morì in Madinah l'anno 30. H., a 66 anni anni, e pregò su di lui<br />

'Uthmàn b. 'Afifàn,<br />

(e) (Muh. b. 'Umar, da uno saykb della figliolanza di Hàtib, dai<br />

suoi avi). Hàtib era di bel corpo, di poca barba, gobbo (aguà), piuttosto<br />

piccolo, di dita robuste.<br />

b.<br />

{d) (Muh. b. 'Umar, da Yahya b. 'Abdallah b. abi Farwah. da Ya'qùb<br />

'Utbah). Hàtib lasciò, morendo, 4000 dìnàr, [parecchi] d i r h a m , un<br />

dar e varie altre cose. Egli era mercante, commerciante di commesti-<br />

bili (t a ' à m = grano, h-umento) e d'altri generi.<br />

Hàtib ebbe posterità (baqiyyah) in Madìnah (Saad, III, 1, 80.<br />

lin. 10-81, Un. 2) [M.].<br />

Cfr. anche Dz a h a b i Paris, I, fol. 1 52,r. ;<br />

Grawzi, MS. Costantin., I, fol. 84,r.-86,v. ;<br />

al-Istì'àb, 133, n. 522;<br />

Mahàsin, I, 98;<br />

Qutaybah, 162;^^<br />

S u y ù t i H u s n , I, 87 •,.<br />

Yàqùt, II, 385.<br />

Nota 1. — Correzione eufemistica. In Kl:àlifah si sente l'idea della falsità, oltre ad altre; R»-<br />

èidah si collega ad idee contrarie.<br />

43


30. a. H. §§ 252, 253.<br />

§ 252. — Il nome di abù Balta'ah era 'Amr h. Umayr b. Salamah<br />

dei banù Khàlifali batn dei Lakhm.<br />

ibii Màkùla dico invece Hàtib b. abi Balta'ah b. 'Amr b. 'Umayr b.<br />

Salamah b. Sa'b b. Sahl b. al-'Atik b. Sa'àd b. Ràsidah b. Gazilah b.<br />

Lakhm b. Adi. halif dei banu Asad. Secondo altri, era dei Madzhi*^.<br />

Fu halìfdei banix Asad b. Abd al-'Uzza. poi di al-Zubayr b. al-<br />

'Awwàm li. Khuwaylid b. Asad.<br />

Secondo altri era mawla di 'Ubaydallali b. llumayd b. Zuhayr b.<br />

al-Hàrith b. Asad. che gli diede la sua k ita bah (lo affrancò) il di del<br />

f a t h o dell'entrata vittoriosa di Maometto in Makkah.<br />

Si racconta poi come fu intei'cettata una lettola dirotta da lui ad<br />

alcuni infedeli a Makkah rivelante alcuni piani del Profeta; di che ai scu-<br />

sa.sse e ne ottenesse perdono. A questo proposito scese anche una rivela-<br />

zione fAthir Usd, I, 360-8621 [M.].<br />

Cfì-. anche Athir, III. 90;<br />

Ha ladzur i , 47-2 :<br />

Caussin de Perceval. Ili, 192, 221, 222;<br />

Hagar Talidzib, II, 168, n. 303;<br />

Hisàm. 346, 487. 809, 971;<br />

K athir Bidayah. MS. Vienna, N. F., 187. IV, fol. 90,v. ;<br />

Mas'udi. IV, 158, 159;<br />

Muslim, II. 262-263;<br />

Sprenger Leb. Muh., Ili, 265;<br />

T a bari, l. 1550, 1661, 1691, 1626, 1627; III, 2462, 2539, 2542;<br />

Tanbili. 261;<br />

Wàqidi Wellhausen, 79. 84. 116, 184, 325, 363;<br />

Va'-nìbi. II. 58, 84.<br />

lyad b. Zuhayr.<br />

§ 253. — w/i abu Sa'd 'lyad b. Zuhayr b. abi Saddàd b. Rabi'ali b.<br />

Hilàl b. Màlik I). Dabbali b. al-Hàrith b. Fihr al-Quraisi. ebbe a madre<br />

Salmah bint Arair b. Rabi'ah b. Hilàl b. Màlik b. Dabbah b. al-Hàrith b. Fihr.<br />

Secondo Muh. b. Ishàq e Muli. b. 'Umar, fece l'emigrazione in Abis-<br />

sinia la .secijuda volta.<br />

//) ''Muli. I). Limar, da Muh. b. Sàlih, da 'Asim b. 'Umar b. Qatàdali).<br />

tonando tigli «Mnigrò da Makkah a Madinah, sce.sc presso Kult_hùm b. al-Hidm.<br />

'lyàd fu a Badr, a Uhud. all'al-Kli'inflaq e a tutte le campagne col<br />

Profeta, e muri l'anno 30. II., in Madinah, sotto il califfato di Uthuiàii,<br />

.senza disrondr-nza Saad. ITI. 1. "504. liii. l-!»j [M.].<br />

431.<br />

30. a. H.<br />

[NECROLOGIO. -<br />

Hàtib b. abr<br />

Balta'ah.1


8$ 263-265. 30. E. H.<br />

30. a. H.<br />

[NECROLOGIO.-<br />

•lyàd b.zuhayr.i<br />

Cfr. auche Dzahabi Tarìkh, MS. Paris, I,<br />

_ i , • m - i t a,-i Ar-TC<br />

Dz a h a b 1 Tagrid, I, 401, n. 4676;<br />

lol. 152,r. :<br />

(xawzi, MS. Costautiii., I, fol. 85,v. ;<br />

Hagar, III, 96, n. 249;<br />

al-Isti'àb, 610. n. 2079.<br />

§ 254. — ibn al-Athii-, anziché Màlik, nella genealogia pone Ahyab.<br />

Secondo alcuni (Khalifah b. Khayyàt ed altri), è tutt'uno con 'lyàd<br />

b. Ghanm b. Zìihayjr al-Fihri, mentre si crede dai più che egli sia il nipote<br />

(Athir Usd, IV, 162-163) [M.].<br />

Cfr. anche Hisàm, 215, 491, 786;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 90,v. ;<br />

Mahàsin, I, 98, lin. 5-8;<br />

Sprenger, Leb. Muh., I, 178;<br />

Wàqidi Wellhausen, 85.<br />

Marnar b. abi Sarh.<br />

§ 255. — (a) abii Sa'd Ma'mar b. abi Sarh b. Eabi'ah b. Hilàl b.<br />

Màlik b. Dabbah b. al-Hàritji b. Fihr, ebbe a madre Zaynab bint Eabi'ah<br />

b. Wahb b. Dabàb b. Hugayr b. 'Abd b. Mais b. 'Amii- b. Lu-ayy.<br />

abù Ma'sar e Muli. b. Umar lo dicono Ma'mar b. abi Sarh: mentre<br />

Miisa b. 'Uqbah. Muh. b. Ishàq e Hisàm b. Muh. b. al-Sà-ib al-Kalbi lo<br />

chiamano 'Amr b. abi Sarh.<br />

Ebbe un figlio per nome 'Abdallah, la madre del quale era bint 'Ab-<br />

dallah b. al-Garràh sorella di abù 'Ubaydah b. al-Garràh.<br />

Secondo Muh. b. Ishàq e Muh. b. 'Umar, fece la seconda emigrazione<br />

in Abissinia.<br />

(b) (Muh. b. 'Umar, da Muh. b. Sàlih, da 'Àsim b. 'Umar b. Qatàdah).<br />

Quando Ma'mar andò emigrando a Madinah, scese presso Kulthùm b.<br />

al-Hidm.<br />

Ma'mar fu a Badr, a Uhud. all'al-Khandaq e a tutte le campagne<br />

in.sieme col Profeta, e mori a Madinah l'anno 30. H. sotto il califfato di<br />

'Uthmàn b. 'Affàn (Sa ad. III, 1, 303) [M.j.<br />

Cfr. anche Athir Usd, IV, 400:<br />

Dzahabi Tagrid, II, 96, n. 1003;<br />

Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, Ibi. 152,r.;<br />

Ó-awzi. MS. Costantin., I, fol. 86, v.;<br />

Hagar, III, 919, n. 4062:<br />

al-Isti'àb, 278, n. 1147;<br />

Kathir Bidàyah. MS. Vienna. X. F., 187, IV, Ibi. 90,v.;<br />

432.


30. a. H. §§ 256-368.<br />

Mahàsin, I, 98, liu. 8-10: 30. a. H.<br />

[NECROLOGIO. -<br />

Sprenger, Leb. Muh., Ili, 178; Marnar b. abt<br />

Waqidi Wellhausen, 86.<br />

Sarh.]<br />

Mas Qd b. al-Rabì'.<br />

§ 256. — Mas'ùcl b. al-Rabì* (o Rabi'ah) b. 'Amr al-Qari, della stirpe<br />

degli al-Qàrah, si converti all'Islam prima che Maometto entrasse nel<br />

Dar al- A rq ani, combattè per lui a Badr e mori nel 30. H. in etk di<br />

oltre 60 anni (Athir, UI, 90).<br />

Dzahabi Tagrid, TI, 79, u. 815. lo<br />

Cft-. anche Dz a h a b i T a<br />

dice morto nell'anno 37. H.<br />

• r i kh , ^IS. Paris, I, fol. 1 62,r. ; H a g a r<br />

III. 836, n. 2065; al-Isti'àb, 281. u. 11G9.<br />

§ 257. — (abù 'Umayr). Mas'ud b. al-Rabi' b. 'Amr b. Sa'd b. 'Abd<br />

al-'Uzza di al-Qàrah, halif dei banù 'Abd Manàf b. Zuhrah b. Kilàb.<br />

abu Ma'sar t- ^lidi. 1». 'Uiuai- dicono ibn Rabi' ; Muli. b. Ishàq dice<br />

ibu Rabi'ah.<br />

(b) (Muh. b. 'L'mar, da Muh. b. >Sàlih, da Yazìd b. Rùmàn). Fece pro-<br />

fessione di fede islamica avanti che il Profeta entrasse nel Dar al-Arqam.<br />

Il Profeta gli diede per fratello 'Ubayd b. al-Tayyihàn.<br />

Si racconta che Mas'ùd aveva un fratello, detto 'Amr b. al-Rabi', Com-<br />

pagno dtl Profeta che fu presente a Badr.<br />

Muh. b. Sa'd dice di non aver visto questo fratello citato, né se ne<br />

fa menzione nella .sirah.<br />

Mas'ù


§§ 269, 26(». 30. a. H.<br />

30 a- H.<br />

[NECROLOGIO. -<br />

Muhammad b.<br />

Muhammad b. al-Hakam.<br />

-,'<br />

§ 259. — Muhamiuad b. al-Hakam b. abi Uqayl, avo di YùBuf b.<br />

ai-Hakam.j 'Umai, muore durante la .spedizione di Sa'id b. al-'Às nel Tabaristàn<br />

l'anno 30. H. (Athìr, III, 86).<br />

abu Usayd al-Sà'idi.<br />

§ 260. — Màlik h. Rabi'ah b. al-Badan b. '^jnir b. 'Awf b. Hàrithah<br />

b. 'Amr b. al-Khazrag al-Ansàri al-Khazragi abii Usayd al-Sà'idi.<br />

Compagno del Profeta, presente a Badr, a Uhud ed ai fatti d'arme<br />

successivi insieme con il Profeta. Negli ultimi anni divenne cieco. Tra-<br />

smise tradizioni ad Anas b. Màlik, a Sahl b. Sa'd.<br />

La sua morte è messa da alcuni sotto l'anno 30. H., mentre al-Wàqidi,<br />

Khalìfah b. Khayyàt ed al-Madà-ini la ritardano sino al 60. H. :<br />

chi la pone nel 66. H. :<br />

v'è persino<br />

arrivò a 76 anni di vita (Athir Usd, IV, 279).<br />

Si dice da alcuni che fosse l'ultimo a morire dei Compagni del Pro-<br />

feta veterani di Badr. Era di statura bassa, molto peloso, e la barba gli<br />

rimase sempre nera. Tra le fonti non v'è concordia perfetta se abù Usayd<br />

e Màlik b. Rabi'ah siano la stessa persona (Athìr Usd, V, 137).<br />

Cfr. anche Athir, III, 102; IV, 37:<br />

Balàdzuri, 92;<br />

Bukhàri Ta-rikh, 43, 44;<br />

Dzahabi Ta-rikh, MS. Bodl., Il, fol. 19,v.;<br />

Dz.ahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 152,r.;<br />

Hagar, III, 694, n. 1741 [f 30. o 60. a. H.] ; IV, 13, n. 42;<br />

Hagar Tahdzib, X, 15-16, n. 16;<br />

Hagar Taqrib, 200 (col. iii);<br />

Hisàm, 498, 783;<br />

al-Isti'àb, 261-262, n. 1026; 639-640, n. 2706 [f 30. o 66. a. H.];<br />

Khulàsah, 367;<br />

Mas'ùdi, V, 21;<br />

Nawawi, 638;<br />

Saad, m, 2, pag. 102, Un. 15-103, lin. 14;<br />

Sibt ibn alG-awzi Mir-àh, MS. Paris 6131, fol. 85,r. ;<br />

Sprenger, Leb. Muh., Ili, 80;<br />

Tabari. I, 1774, 2937, 2971; III, 2456-2469, 2636;<br />

Wàqidi Wellhausen, 56, 65, 67, 82 e seguenti. 89, 128, 137,<br />

184, 368;<br />

Ya'qùbi, II, 94, 95.<br />

434.


31. a. H.<br />

24 Arrosto eSl-^ll Aijrosto eS2


8<br />

H<br />

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43tì.<br />

=


31. a. H.<br />

PERSIA. — Morte del re di Persia, YRzdRgird. (Cfr. 30. a. ff.,§ 48).<br />

§ 1. — Sulla fine deirultimo re di Persia esistono molte tradizioni<br />

nelle quali sono naiTate, con particolari più o meno minuti, le ultime<br />

vicende di quel sovrano infelice. La sua drammatica scomparsa è avvolta<br />

però nella massima oscurità, perchè nonostante 1" influenza di tradizionisti<br />

di nazionalità persiana, i particolari sulla sua morte sono molto vaghi e con-<br />

tradittori. In genere tutto il lungo regno di Yazdagird è estremamente<br />

oscuro, perchè i cronisti arabi solo impei-fettaraente e' informano sulle vi-<br />

cende arabe della conquista df'll''Iràn. e pressoché nulla tramandano su<br />


ipersia' ."Morte<br />

ss w. 31. a. H.<br />

^^""^^^^ tradizione non può essere coiretta, perchè gli attacchi degli Arabi<br />

del re di Persia, ebbero principio ai primi dell'anno 12. H. : quindi gli anni di patimento<br />

VB7dagird.) furono diciannove e non sedici, benché la tradizione .sia forse corretta in<br />

ciò che Yazdagiid venisse eletto re vent'anni prima della morte,.ossia nel-<br />

l'anno 11. Tf., prima che gli Arabi invadessero la Persia. Non è vero poi<br />

che i primi anni fossero pacifici, perchè contemporaneamente alla .sua a.-^cesa<br />

sul trono, .scoppiarono rivolte in varie provincio.<br />

Un'altra fonte (Hisàm b. Muhammad al-Kalbi) afferma clu' Yazdagird<br />

(dopo la sua fuga da al-Madà-in) restasse quattro anni nel Fàris, poi due o<br />

tre anni nel Karman, quindi fuggis.se nel Sigistàn, dimorandovi altri cinque<br />

anni, nell'ultimo dei quali egli fu assassinato. Quindi in tutto undici o<br />

dodici anni passarono tra la fuga da al Madà'in e la morte. Dacché è noto<br />

che al-Madà-in venisse espugnata fra il 16. e il 16. H., questi dati di ibn<br />

al-Kalbi porterebbero all'anno 29. H. circa la fine dello sventurato monarca<br />

(cfr. Tabari, I, 2876, Un. 1-8).<br />

al-Madà-ini (Tabari, I, 2872, Un. 18) dà l'anno 31. H. come quello<br />

della sua morte.<br />

§ 2. - - Vi è discussione circa la causa dell'uccisione di Yazdagird, e<br />

come essa avvenne.<br />

(al-Madà-ini b. Muhammad, da Ghiyàth da Ibràhìm b. Ishàq). Yazdagird<br />

fuggì con pochi uomini dal Karman a Marw, e chiese danaro al-marzubàn<br />

di questa città. Ma questi glielo ricusò. Essi [di Marw] temettero<br />

per la loro vita, e mandarono ai Turchi, chiamandoli in aiuto contro di lui ;<br />

questi vennero contro di lui, lo assalirono di notte e uccisero i suoi com-<br />

pagni. Yazdagird fuggì finché giunse alla casa di un tagliatore di pietre<br />

per mole sulla riva del Mui'ghàb, presso il quale, di notte, si rifugiò ; ma<br />

questi, quando il re si addormentò, lo uccise (Tabari, I. 2872, Un. 3-8)<br />

[M.G.].<br />

§ 3. — (al-Madà-ini, da al-Hudzali). Yazdagird fuggendo dal Kai-màn<br />

venne a Marw, e chiese danaro al marzubàn e al popolo. Questi glielo<br />

licusarono, lo temettero e lo assalirono di notte, senza chiedere aiuto contro<br />

di lui ai Turchi, e uccisero i suoi compagni. Yazdaghd stesso volse in<br />

fuga, a piedi, con la sua cintura, la sua spada e la sua corona, finché<br />

giunse all'abitazione di un tagliatore di pietre per mole sulle rive del Mur-<br />

ghàb. Questi, quando Yazdagird non era in guardia, lo uccise, si prese la<br />

sua roba e gettò il cadavere nel Murghàb. La gente di Marw si mise alle<br />

sue orme finché le perdettero presso la casa del tagliatore. Il quale preso,<br />

confessò di averlo ucciso e trasse fuori [mostrò] la sua roba. Uccisero allora<br />

lui e la sua tàmiglia, e si presero la sua roba e la roba di Yazdagird. Quindi<br />

488.


31. a. H. §§ 3_ 4.<br />

astrassero il cadavere dal Murgliàb e lo composero in una bara di legno. ^'- * ^<br />

Vogliono alcuni che lo portassero in Istakhr, ove fu sepolto sui primi del- ^gi re di Persia^<br />

l'anno 31. H. Marw fu detta Khudzàb i dusman; Yazdagiid aveva in Yazdagird.j<br />

questa città giaciuto con una donna che dopo la sua uccisione gli partorì<br />

un figliuolo perduto da un lato, il quale ebbe nome al- Mukhdag, ed ebbe<br />

figli nel Khuràsan. Qutaybah b. Muslim, quando espugnò FalSughd e altri<br />

paesi, trovò due fanciulle, di cui gli fu detto che erano figlie di al-Mukhdaó-.<br />

Egli le mandò ambedue o una sola ad al-Haggàg b. Yùsuf, il quale la mandò<br />

ad al-Walid b. 'Abd al-malik. cui ella partorì Yazid b. al-Walid al-Xaqis<br />

^T a bari, I. 2872-2873, lin. 6) [M.G.].<br />

§ 4. — (al-Madà-ini, da Rawh b. Al)dallah, da Khurdàdzbih al-Ràzi).<br />

\ azdagird venne n


§^ 4-7. 31. a. H.<br />

31. a. H. ^, (Jjede oidiue di uccidere Yazdagird. I soldati andarono, ma quando lo<br />

IPERSIA. - Morte . ,. , r ,. •<br />

1 v i i i- i<br />

del re di Persia, Videro dispiacque loro |non ebbero coraggio] di ucciderlo, e 1 uno voleva<br />

Yazdagird,) lasciarne il compito all'altro; onde dissero al mugnaio: « Entra tu, ed ucci-<br />

* dilo ». Il mugnaio entrò, che Yazdagird dormiva; e con una pietra gli<br />

schiacciò la testa; poi gliela spiccò dal busto e la consegnò a loro: il corpo,<br />

lo gettò nel Murghàb. Allora alcuni del popolo di Marw, usciti dalia città,<br />

uccisero il mugnaio e distrussero il suo mulino. Il vescovo di Marw si recò<br />

poi sul luogo, estrasse il corpo di Yazdagird dal Murghàb, lo depose in una<br />

bara e lo portò ad Istakhr, dove lo mise in una tomba (T abari. 1, 287:3.<br />

lin. 6-2876, lin. 1) [M.G.].<br />

§ 5. — (Dicono alcuni altri quello che riporta Hisàm b. Muliammad).<br />

(ili fu raccontato che Yazdagird fuggì dopo la sconfitta di Nihàwand i^che<br />

fu l'ultima sua sconfitta), finché venne nel territorio di Isbahàn. Quivi era<br />

un uomo chiamato Mityàr, uno dei dihqàn, quello che aveva eccitato<br />

i Persiani a combattere contro gli Arabi, quando essi hidietreggiavano.<br />

Una volta li invitò a farlo capo e disse loro: « Se mi pongo a capo di voi<br />

« e vi conduco contro di loro, che cosa mi farete? ». Risposero: « Ricono-<br />

€ sceremo la tua superiorità ». Partì con loro ed ebbe una piccola vittoria<br />

sugli Arabi :<br />

con<br />

ciò si procacciò stima presso di essi e ne ottenne le cariche<br />

più alte. Quando Yazdagird vide come andavano le cose in Isbahàn e vi si<br />

fermò, lo venne un giorno a trovare Mityàr. Ma il portinaio non lo fece<br />

entrare e gli disse: «Attendi che io chieda licenza di introdurti ». Ma<br />

Mitj^àr gli balzò addosso e lo percosse, per lo sdegno e la collera di essere<br />

stato trattenuto. Il portinaio si presentò a Yazdagird tutto insanguinato ;<br />

questi, quando lo vide, ne rimase spaventato e fuggì subito a cavallo da<br />

Isbahàn. Gli fu consigliato di andarsene agii estremi confini del regno,<br />

e di restarvi poiché gli Arabi per le circostanze in cui si trovavano eran<br />

distolti, per un certo tempo, dall'occuparsi di lui. Egli si diresse allora verso<br />

al-Rayy e quando vi fu giunto, il capo del Tabaiistàn gli mosse incontro,<br />

gli offrì il suo paese e gli diede ragguaglio di come era fortificato, e ag-<br />

giunse :<br />

« Se tu oggi non accetti, e poi dopo ritorni a me, io non ti acco-<br />

« gli ero né ti ricovererò ». Yazdagird rifiutò: e gii scrisse offrendogli la<br />

Isbahbadzayyah ;<br />

ed egli (capo del Tabaristàn) aveva nel passato una carica<br />

inferiore (T abari, I, 2875, lin. 1-17) [M.G.].<br />

§ 6. — Dicono alcuni : Yazdagird<br />

andò subito nel Sigistàn, quindi<br />

passò a Marw con 1000 cavalieri (T a bari, I, 2875, lin. 17-2876, lin. 1)<br />

[M.G.j.<br />

§ 7. — Dicono alcuni: Yazdagird andò a finire nel Faiis, ove rimase<br />

per quattro anni :<br />

quindi<br />

nella terra del Karman, ove ne rimase due o tre.<br />

440.


31. a. H. 7,8.<br />

Il dihqàn di Marw gli chiese che si trattenesse presso di lui, ma egli<br />

non volle: chiese invece al dihqàn che gli desse un ostaggio, ma qnesti<br />

non gli diede nulla di [lett. : e non gli diede quel che voleva] quel che<br />

voleva. Quindi lo fece prendere per il piede, trascinare e scacciare dal<br />

pae.se, donde finì nel Sigi.stàn, nella quale regione rimase circa cinque<br />

anni. Poscia decise di scendere nel Khuràsàn, di radunarvi milizie e muo-<br />

vere con esse contro chi l'aAea sopraffatto nel suo regno. Glosse con i suoi<br />

verso Marw: avea presso di sé gli ostaggi, figli dei dihqàn, e, dei capi,<br />

avea con sé Farrukhzàdz. Quando giunse a Marw chiese ai re aiuto contro<br />

i nemici, e scrisse loro in questo senso, a così anche al signore di Cina,<br />

al re di Farghànah, al re di Kabul e al re dei Khazar. In quel tempo<br />

era diqhàn di Marw Malia wayh b. Màfanàh b. Fid abu Baràz, il quale<br />

fece suo figlio Baràz luogotenente di Marw, città a lui devota. Yazdagird<br />

voleva entrare nella città di Marw per ispezionar quella e il Quhandiz<br />

[fortezza]: ma Màhawayh avea prevenuto il figlio che non gliela aprisse [la<br />

città] se voleva entrare, temendo un inganno o un tradimento. Yazdagird<br />

montò a cavallo nel giorno che voleva entrare nella città, ne fece il giro, e<br />

quando fu giunto a una delle sue porte, accingendosi ad entrare, abù Baràz<br />

gridò a Baràz: «Apri!», ma intanto stringeva la cintura e faceva segno<br />

[con lo stringere della cintura] che non aprisse. Un compagno di Yazda-<br />

gird capì, e ne informò Yazdagird, e gli chiese il permesso di decapitare<br />

Màhawayh, dicendo: «Se lo farai, le tue cose in questo paese andranno<br />

«meglio». Ma Yazdagird non volle (Tabari, I, 2876, lin. 2-2877, Un. 6)<br />

[M.G.].<br />

§ 8. — Dicono alcuni: Yazdagird invece aveva fatto wali di Marw<br />

Farnikhzàdz, e ordinò a Baràz che gli consegnasse il Quhandiz [la fortezza]<br />

« la città. Ma il popolo della città vi si rifiutò, poiché Màhawayh abu Barzà<br />

li aveva prevenuti di ciò dicendo : « Questi non vi è re ; è venuto a voi<br />

« sconfitto e ferito, e Marw non tollera quel che tollerano altre provincie.<br />

« Or quando ven-à a voi domani, non gli aprite la porta >. Infatti quando<br />

venne cosi fecero. Farnikhzàdz se ne andò, si inginocchiò avanti a Yazda-<br />

gird, e disse: «Marw è mal dispo.sta contro di te: ed ecco che gli Arabi<br />

« ti incalzano ». Disse: « E che devo fare .secondo te? ». Rispose: « Secondo<br />

« me noi dol>biaino raggiungere il pae.sc dei Turchi e rimanervi, finché si<br />

«faccia chiaro l'affare degli Arabi: poichee.ssinonabbandonanounpae.se<br />

« se non vi sono entrati ». Rispose: « Non lo farò; anzi tornerò daccapo ».<br />

L'altro si rifiutò e non accettò il suo parere. Yazdagird parti, andò da Baràz,<br />

dihqàn di Maiw.


31. a. H.<br />

[PERSIA. - Morte<br />

del re di Persia,<br />

Yazdagird.l<br />

§ «• 31. a. H.<br />

flamini. Scrisse a Nizak Tarkhaii in formandolo che ^'azdagird era venuto<br />

presso di Ini scontitto; e lo invitava a venire a sé per essere uniti neJ<br />

prenderlo e a farsi sicuri di lui, e, o l'uccide.ssero o venissero a pace con<br />

gli Arabi, dandolo in ostaggio. E gli promise che, se l'avesse liberato<br />

da Yazdagird, gli avrebbe dato 1000 dirham al giorno. Gli chiese che<br />

scrive.sse a Yazdagird con il consiglio subdolo di licenziare il grosso del-<br />

l'esercito e venire con una schiera di soldati e guardia particolare, affinchè<br />

fosse debole la resistenza di Yazdagird, e il suo partito [di Màhavvayh] ne<br />

traesse giovamento. E aggiunse :<br />

« Gli farai sapere nella tua lettera quanto<br />

« liai intenzione di essergli amico e di aiutarlo contro il nemico, gli Arabi,<br />

« affinchè egli lo vinca ; gli chiederai anche che ti conferisca un titolo di<br />

* carica qualunque in una lettera sigillata con l'oro, e gli farai sapere che<br />

« tu non andrai da lui finché non abbia allontanato da sé Farrukhzàdz ».<br />

Nizak scrisse in questo senso a Yazdagird, il quale quando gli giunse la<br />

« Non<br />

lettera, chiamò a consiglio i grandi di Marw. Gli disse Sangàn :<br />

« credo opportuno che tu licenzi il tuo esercito e Farrukhzàdz per alcun<br />

* motivo ». Disse abii Baràz: « Invece io credo opportuno che leghi amicizia<br />

« con Nizak e accetti quanto propone ». Yazdagird accolse il suo parere;<br />

licenziò l'esercito e ordinò a Farrukhzàdz di recarsi nella palude di Sarakhs.<br />

Farrukhzàdz gridò, si stracciò la tunica e afferrò un bastone che gli era<br />

innanzi volendo percuotere con esso abù Baràz ed esclamò: «0 uccisori<br />

«di re, avete ucciso due re e, credo, volete uccidere anche me!...».<br />

E non cessò di far così, finché Yazdagird gli scrisse di suo pugno la seguente<br />

lettera : « Tu hai consegnato Yazdagii'd, la sua famiglia, i suoi figli, la sua<br />

« gente e Màhawayh, d i h q à n di Marw » . E<br />

glielo confermò per testimo-<br />

nianza [onde Farrukhzàdz non avea più alcuna responsabilità]. Nizak venne<br />

in una località fra le due Marw detta Hal...dàn (?); e quando Yazdagird<br />

decise d'incontrarlo e di andare a lui, abii Baràz gli consigliò di non incontrarlo<br />

armato, in modo che avesse dei sospetti e si intimorisse di lui : ma che<br />

invece gli andasse incontro con suoni e canti. Yazdagird cosi fece, e andò<br />

nel modo che Màhawayh gli avea consigliato e indicato: abù Baràz si<br />

scostò da lui. Nizak avea disposto i suoi in squadroni; e quando essi due<br />

furono vicini, Nizak si fece innanzi a piedi, mentre Yazdagird era sul suo<br />

cavallo ; questi fece portare a Nizak una sua cavalcatura, e Nizak la montò.<br />

E quando fu in mezzo all'esercito, essi due si fermarono e Nizak. fra le<br />

altre cose gli disse :<br />

« Dammi in moglie una delle tue figlie ed io ti darò<br />

« buoni consigli, e combatterò con te! ». Rispose Yazdagird: « E osi tanto<br />

« con me, cane? ». Allora Nizak gli fu sopra con lo scudiscio e Yazdagird<br />

giidò: « Ha tradito, il traditore! », e fuggì di galoppo. I compagni di Nizak<br />

44-2.


di. 3.. ri. g et<br />

si fecero addosso con le spade e fecero grande strage; Yazdagird fu


8, 9. 31. a. H.<br />

31- "• H- l'avvdlsc in un lenzuolo impregnati! di muschi, lo compose in una bara e<br />

del re dì Persia '" portò a Bà Bàbàn nella parte inferiore d«il Ma'gàn; quivi lo depose in<br />

Yazdagird.] ym fondo ove era la sede del vescovado e lo seppellì, abù Baràz ricercò uno<br />

degli orecchini quando vide che manca%'a. Prese chi gli fu indicato [come<br />

supposto ladro] e lo battè finché lo uccise. E mandò al Califfo di alloia la<br />

r()l)a su cui si posero le mani [oggetti appartenenti a Yazdagird]: e il<br />

Califfo fece pagare al diliqàn il prezzo dell'orecchino perduto (T a b a r i<br />

I, 2877, liu. G-2881, lin. 13) [M.G.].<br />

§ 9. — (al-Tabari). Dicono altri : Yazdagird<br />

parti dal Karman prima che<br />

gli Arabi vi scendessero e prese per la via di al-Tabasàn e il Quhistàn, finché<br />

giunse sopra Marw con circa 4000 uomini per radunare un esercito di abi-<br />

tanti del Khuràsàn e muovere di nuovo contro gli Arabi e combatterli. Gli<br />

si fecero incontro due qà'id di Marw, Baràz e Sangàn, che si odiavano e<br />

invidiavano a vicenda; essi gli ofl&'irono obbedienza. Yazdagird si fermò<br />

a Marw e accordò favori a Baràz. Del che fu geloso Sangàn. Baràz prese<br />

a odiare Sangàn e a eccitare Yazdagird contro di lui ; accusò<br />

Sangàn tanto<br />

che Y^azdagird decise di ucciderlo e manifestò tal proposito a una delle sue<br />

donne, con cui Baràz avea avuto relazione e che mandò a Baràz alcune<br />

donne ad annunziargli la decisione che Yazdagird avea presa di uccidere<br />

Sangàn. Ma la notizia di tale proposito si sparse, sicché Sangàn si mise<br />

in guardia, prese le sue precauzioni, radunò un esercito uguale alle genti<br />

di Baràz e di Yazdagird, e mosse contro il castello ove abitava Yazdagird.<br />

Risaputo ciò, Baràz fuggi da Sangàn per il numero dei soldati di lui ; e<br />

tal numero spaventò e atterrì anche Yazdagh-d che fuggì travestito dal<br />

suo castello e se ne andò a piedi senza direzione per salvare la vita. Cam-<br />

minò per circa due parasanghe finché .giunse in un mulino. Entrò nella<br />

casa e vi si sedette stanco e affaticato. Lo vide il padrone del mulino;<br />

maestoso, di bello aspetto e con ricche vesti, tanto che gli stese [il tappeto]<br />

per sedere. Egli si sedette, e quegli gli portò da mangiare. Yazdagird<br />

mangiò e si trattenne presso di lui un giorno e una notte. Il padrone del<br />

mulino gli chiese che gli desse qualche cosa: e il re gli offerse in com-<br />

penso la sua cintura coronata da una pietra preziosa, che egli portava<br />

indosso. Ma il mugnaio non la volle accettare e disse : « Io mi contento,<br />

« invece di questa cintura, di 4 dirham con cui posso mangiare e bere ».<br />

Yazdagird lo avvertì che non avea danaro. Il mugnaio lo blandì abilmente<br />

e quando non stava in guardia [poiché non avea sospetti] gli balzò addosso<br />

con una sua scure, lo colpì al collo con essa e lo uccise: quindi spiccò la<br />

testa dal busto, prese tutti gli abiti e la cintura, e buttò il cadavere nel<br />

fiume, che muoveva con la sua acqua il mulino. Ne aperse il ventre [del<br />

444.<br />

,


31. a. H. §§ 9, 10.<br />

cadavere! e vi iutrodusse radici di tamarisco che cresceva iu quel fiume ^^- *• ^<br />

., , „ , , -, [PERSIA. - Morta<br />

perchè il cadavere tosse trattenuto nel luogo ove 1 aveva gettato, e non


S§ 10-12. "*• ^* "•<br />

31. a. H. traversò la ma fa za li (deserto) fino a Marw. Màhawayh glie ne apri lo jKirtf.<br />

'''de? te di Persia* Vazdagird fuggi a piedi solo, e dopo due parasanghe di strada, giunse,<br />

Yazdagird.] all'alba, ad un mulino dove ardeva una torcia. Entrò, e disse al mugnaio:<br />

« Ospitami questa notte ». — « Dammi quattro dirham », fece il mugnaio,<br />

« giacché li ho da dare al padrone del mulino ». Egli invece gli diede la spada<br />

e la cintura. Allora il mugnaio stese per terra le sue vesti, e Yazdagird<br />

dormì, da quanto era stanco. Mentre il sonno era più profondo, il mugnaio<br />

gli si avvicinò col rainqàr (oggetto di feiTO per mandar la ruota) doUa<br />

macina, e lo uccise. Preso poi quello che aveva indos.so, lo gettò nel fiume.<br />

Al mattino la popolazione si diede l'allarme, e si rovesciarono .sui<br />

Turchi da ogni parte. E Khàqàn fuggi, cacciandosi nella mafàzah. Cer-<br />

carono il re, ma non lo trovarono, e si posero a seguirne le tracce, e tro-<br />

varono lui ucciso nell'acqua, e la spoglia presso il mugnaio. Presero questa,<br />

e uccisero il mugnaio. Tutto ciò nell'anno sesto del califfato di 'Uthmàu,<br />

30. H. Allora finì il regno di Fàris, e di lì cominciarono quell'era .secondo<br />

cui scrivono oggi.<br />

Màhawayh fuggì fino ad Abrasahr per timore di essere ucciso da quei<br />

di Marw, e mori là.<br />

'Abdallah b. Khàzim al-Sulami andò a Sarakhs e prese anche quella.<br />

'Abdallah b. 'Amir andò nel Karman e nel Sigistàn e li conquistò<br />

(Hanifah, 148, lin. 8-149, lin. 9) [M.].<br />

§ 11. — (al-Balàdzuri). Yazdagird fuggì da al-Madà-in a Hulwàn e poi<br />

ad Isbahàn. Quando i Musiilmani poi ebbero le mani libere a Nihàwand,<br />

egli fiiggì da Isbahàn ad Istakhr, e Abdallah b. Budayl b. Wai-qà, con-<br />

quistata che ebbe Isbahàn, gli corse dietro, ma non riusci a raggiungerli).<br />

alni Musa al-A.s'ari andò ad Istakhr, e cercò di prenderla, ma non gli<br />

fu possibile, e neanche ci riusci 'Uthmàn b. abì-l-'As al-Thaqafi (Balà-<br />

dzuri, 315) [M.].<br />

§ 12. — (al-Balàdzuri). 'Abdallah b. 'Amir b. Kurayz andò (governatore)<br />

ad al-Basrah l'anno 29. H., quando ora stata conquistata tutta la Persia<br />

meno Istakhi- e (xùr. Yazdagird pensò di andare nel Tabaristàn, e ciò perchè<br />

il marzubàn gli propose di andarvi, quand'egli era in Isbahàn, e gli parlò<br />

del modo come era fortificato ; ma<br />

poi invece fliggì nel Karman, ibn 'Amir<br />

gli mandò dietro Mugàsi' b. Mas'ùd al-Sulami e Harim b. Hay5-àn al-'Abdi.<br />

Mugàsi' si fermò a Bimand del Karman. Ma [i Musulmani] furono presi<br />

dalla burrasca (damaq), e l'esercito peri, e solo pochi si salvarono. Il ca-<br />

stello fu chiamato Qasr Mugà.si' e Mugàsi' tornò da ibn Amir.<br />

Or quando Yazdagird era stato qualche giorno in Karman': andò da<br />

lui il marzubàn del paese, ed egli non gli parlò per fierezza. Egli allora<br />

44H.


31. a. H. § 1-2.<br />

lo fere tras


§§ ij-15. 31. a. H.<br />

31. a. H. Arabi per stringere trattato con lui e farli divenire tutti fedeli. Ma quelli<br />

IPERSIA. - Morie • •<br />

, , i<br />

i<br />

del re di Persia, non accettarono, e lo strozzarono con una corda, poi misero le sue vesti<br />

Yazdagird.i jj^ ^m sacco, 6 gettarono il cadavere in acqua.<br />

Fayruz b. Yazdagird, a quello che si crede, andò tra i Turchi, che<br />

gli diedero moglie e se lo tennero in mezzo a loro (Balàdzuri, 315,<br />

lin. 7-316, Un. 20) [M.].<br />

§ 13. — (abii-l-Farag). Il Califfo 'Uthmàn mandò 'Abdallah b. Aiuir<br />

contro Istakhr, dove era Yazdagird, o questi fuggi a Daràbgird. Appresso al<br />

re, 'Abdallah mandò Mugàsi' b. Mas'ùd, e allora Yazdagird. varcato il deserto,<br />

entrò nel Karman e per via del Sigistàn si dii-esse verso la Cina. Mugàsi',<br />

arrivato nel Sigistàn, e non avendovi più trovato Yazdagird, ritornò ad-<br />

dietro nel Fàris. Yazdagird, compreso di paura, chiese aiuto a Turkhàn<br />

al-Turki, ma quando questi furono arrivati, li disprezzò e li rimandò in-<br />

dietro offeso da certe parole dette dai Turchi. Partiti i Turchi. Yazdagird<br />

mandò a chiamare Màhawayh, marzubàn di Marw, ma questi .si era<br />

messo d'accordo con Turkhàn, indusse i Turchi a ritornare indietro pro-<br />

mettendo di aiutarli. Turkhàn venne e Yazdagird, nel volgersi addietro,<br />

fu raggiunto e fatto a pezzi da Màhawayh.<br />

Si vuole che Yazdagird fuggendo chiedesse ad un mugnaio, in uno<br />

dei villaggi di Marw, di dargli un nascondiglio, offrendogli in compenso<br />

alcuni oggetti preziosi che aveva con sé. Nel mentre trattava con il mugnaio,<br />

sopraggiunsero i cavalieri e uccisero Yazdagird (abù-1-Farag,<br />

pag. 178).<br />

§ 14. — L'anno 961 (= 30. a. H.) 'Uthmàn mandò il figlio, Sa'id, alla<br />

caccia del re di Persia. Yazdagird. dopo essere rimasto cinque anni nel<br />

Sigistàn, se ne andò ad al-Kùfah. Sa'id s' impadronì di tutte le città e<br />

giunse fino a Marw. Yazdagird, temendo d'essere tradito, partì, e si tenne<br />

nascosto in un mulino. Un turco l'uccise in questo luogo e ne mandò la<br />

testa al marzubàn della città. Il quale vedendo che il suo re era stato<br />

ucciso, consegnò la città ai Tayyà3é. Sa'id prese la corona reale dei Per-<br />

siani e la mandò ad 'Uthuiàn, e questi la mandò alla Ka'bah, dove [ora] si<br />

trova (Michel Syrien. II, 430) [M.].<br />

§ 15. — (Sebeos). Nel 20" anno di Yazdagird re di Persia, e nel-<br />

r ir dell'imperatore Costante (= 641 delFÈ. V. = 31. H.) che dal nome di<br />

suo padre era chiamato Costantino, e nel 19" anno della dominazione degli<br />

Ismà'iliti, l'esercito di questi ultimi, che era nella Persia nel Khugasdàn<br />

(= Khùzistàn) si volse verso oriente, verso la regione chiamata Bahlaw<br />

(= Pahlav), la patria dei Parti, per assalire Yazdagird. Questo principe si<br />

diede alla fuga, ma non riuscì a salvarsi, perchè gli Ismà'iliti lo raggiun-<br />

44S.


31. a. H. §§ 15, i«.<br />

sero sui confini dei Kùsàn (') e tagliarono a pezzi le sne schiere. Costretto ^^- ^- ^•<br />

a darsi alla fuga, il re cercò ricovero presso i <strong>The</strong>dal (= Heptaliti = Haya- dei re di Persia,<br />

tilah), che erano venuti da parte loro in suo soccorso. Questi popoli, essen-<br />

dosi impadroniti di lui, lo uccisero. Aveva regnato venti anni (D u lau-<br />

ri er Recherches, pag. 215).<br />

Cfr. anche Athir, IH, 25-26, 27-29, 92-96;<br />

Dahlàn Fntùhàt, I, 102;<br />

Fakhri, 115;<br />

Fakhri Amar, 133;<br />

H a g i Cronologia, 26 ;<br />

Hawqal. 316;<br />

Istakhri, 292;<br />

K athir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 91,r.-92,r.:<br />

Khaldùn, II, App., 136-137;<br />

Khamìs, II, 286, lin. 11-12 [nel 31. a. H.];<br />

Le beau. XI. 316-318;<br />

Maskawayh, I, 465-473;<br />

Mirkhondi, II, 289:<br />

Mirkhondi Rehatsek, I, 151-152;<br />

Muir Annals, 259-259;<br />

Muir Caliphate, 180-181';<br />

"Mailer Islam, I, 247;<br />

N o e 1 d e k e P e r s e r , 1 62 ;<br />

Hampoldi <strong>Annali</strong>. II, 137-139, 167-168, 166-167:<br />

Sebeos, 132;<br />

Tabari Zotenberg, III, 502-511, 570-571:<br />

Wardi, I, 152;<br />

Yaqiit, Indice, pag. 771.<br />

§ 16. — La morte dell'ultimo re persiano della dinastia nazionale dei<br />

Sassanidi è avvenimento d' importanza .storica, perchè non si tratta della<br />

solita fine violenta di uno dei tanti sovrani dell'Asia, ma di una morte<br />

che .segna la fine di tutto un mondo che aveva dominato in Asia Anteriore<br />

per quattrocento lunghi anni. Significa altresì il tramonto dell'egemonia<br />

iranica in Asia. Un nuovo mondo, una nuova civiltà vengono a .sostituire<br />

l'antico; onde, .se pure lo storico può rintracciare forti influenze persiane<br />

nelle vicende posteriori del califfato abbàsida in Bagl.idàd, queste furono<br />

non più nel campo politico e militare, ma principalmente nel campo am-<br />

ministrativo e fiscale, perchè le istituzioni sas-sanide hanno lasciato pro-<br />

fonda impronta anche sulle istituzioni islamiche.<br />

U'.i. 67<br />

Vazdaéird.]


31. a. H.<br />

[PERSIA. - Morte<br />

del re di Persia,<br />

Yazdaglrd.]<br />

S 17. 31. a. H.<br />

§ 17. — Della persona di Yazdagird, l'ultimo sovrano, nulla possiamo<br />

(liiH «li sicuro: la .sua figura, nelle memorie storiche <strong>dell'Islam</strong>, rimano<br />

vaga, nebbiosa, incerta, scevra di ogni nota personale che lo distingua da<br />

tanti altri re. Gli Arabi, per ragioni di politica interna, distrussero la<br />

maggior parte delle memorie nazionali della Persia, onde i cronisti hanno<br />

avuto scarsissimi materiali autentici con cui ricostruire le vicende e la<br />

biografia di Yazdagird. Si ha l' impressione che, sebbene non fosse un<br />

grande uomo, nell'ultima fase del suo regno facesse come meglio seppe e<br />

potè il suo dovere difendendo il proprio paese e le tradizioni della casa<br />

avita con tenacia e con coraggio, se non con buona fortuna. La difesa<br />

tenace del Fàris, che tenne a bada gli Arabi per circa dieci anni, fu forse<br />

in grande parte merito suo. Le notizie sono tra loro contradittorie, ma<br />

par certo che Yazdagird abbia diretta la difesa della culla della sua di-<br />

nastia, spendendo di persona e facendo tutto quanto era in suo potere per<br />

salvare il trono e la patria.<br />

<strong>For</strong>se fu indotto ad assumere in persona la direzione della guerra<br />

contro gli Arabi, i^erchè egli non poteva piii contare su nessuno. La difesa<br />

del Fàris fu opera patriottica, alla quale presero parte spontaneamenti;<br />

tutti gli abitanti fedeli al loro sovrano. Ma appena egli si allontanò dal<br />

Fàris, dopo il trionfo degli Arabi, il profugo re non trovò che nemici e<br />

traditori, tra i quali in prima linea i grandi satrapi delle provincie orien-<br />

tali. Nell'animo di questi sconsigliati l'esperienza dolorosa delle prime cam-<br />

])agne vittoriose degli Arabi in Babilonide non fu di alcun giovamento.<br />

Invece di unirsi con il re contro il comune nemico, per ragioni personali e<br />

ineschine, per piccole, miserabili ambizioni locali, non esitarono di tradirlo<br />

e farlo assassinare, senza riflettere che in questo modo aprivano più facile<br />

la via ai nuovi conquistatori dell' Iran.<br />

Le Provincie orientali della Persia si erano oramai rese indipendenti<br />

dal re di Ctesifonte nell'ultimo doloroso periodo della dinastia sassanida.<br />

prima dell'invasione araba e nei diciotto anni di guerra contro gli Ara In<br />

conquistatori. L'arrivo di Yazdagird minacciava di compromettere la loro<br />

indipendenza ;<br />

onde<br />

i satrapi, incuranti che il nemico fosse alle porte, pre-<br />

ferirono liberarsi dall' incomodo sovrano e farlo trucidare. Le versioni della<br />

sua morte danno in maggioranza la notizia che il re fosse ucciso da un<br />

mugnaio, la cupidigia del quale era stata eccitata dalla vista delle gioie<br />

die il re portava indosso. Ma l'assassinio avvenne mentre il re fuggiva<br />

dai ribelli persiani, che, se lo avessero raggiunto, lo avrebbero trucidato.<br />

Dunque il proposito fisso di sopprimerlo ispirò ogni azione dei potenti<br />

.satrapi o principi feudatari dell'oriente persiano.<br />

ió().


31. a. H. § 18.<br />

S 18. — È deo-iio di nota comu alcune tradizioni attiibuiscano al ^^- ^- ^<br />

^ <br />

. T<br />

PERSIA.<br />

- Morte<br />

ve.stuvo ed ai Cristiani del Khurà.sàii il merito di aver turato con amore ^ei re di Persia,<br />

la sepoltura dell'infelice re assassinato. Quanta fede possiamo prestare a Vazdaéird.]<br />

questa notizia singolare? Si tratta evidentemente di Cristiani nestoriani^<br />

le colonie dei quali erano diffu.so oramai per tutta l'Asia: por i Cristiani<br />

la dinastia sassanida era stata un flagello, specialmente per il clero cri-<br />

stiano, nel quale i re .sa.ssanidi videro sempre una minaccia alla sicurezza<br />

dello Stato, e perciò contro di esso fecero quello che oggi si direbbe, una<br />

politica anti-clericale. Perchè dunque pioprio uuo dei capi principali della<br />

gerarchia ecclesiastica cristiana si adopera con tanto amore a salvare i restj<br />

dell'ultimo infelice rappresentante della dinastia, così nefasta alla gerarchia<br />

stessa nelle lunghe persecuzioni dei secoli precedenti?<br />

Farebbe certamente piacere se si potesse registrare questo particolare<br />

di singolare generosità e nobiltà d'animo di una comunità cristiana, ma<br />

la fonte ed i particolari non .sono scevri di grave sospetto. L'aver sepolto<br />

il re pagano della dinastia cosi nemica del cristianesimo entro l'edificio<br />

religi o.so dei Cristiani, in cui, è noto, non può esser sepolto .se non chi ò<br />

morto cristiano, è particolare che non mi sembra verosimile.<br />

Dopo che la Persia si fu islamizzata, .segu'i tutta una reazione iranica<br />

contro gli Arabi, che portò al trionfo della dinastia abbàsida. Contempo-<br />

raneamente circa a questo risveglio persiano, in cui si ebbe cura di lac-<br />

cogliere con vivo affetto tutte le memorie della Persia antica preislamica,<br />

avvenne la decadenza della chie.sa nestoriana in Asia. <strong>For</strong>se alcuni edifici<br />

religiosi cristiani caddero in mano dei Persiani convertiti e tornò conto<br />

ai nuovi pos.sessori di trasformare, sia per false informazioni avute, sia per<br />

altre ragioni o per altre vie. una qualche romba venerata dai ("ri.stiani in<br />

una tomba di reale sas.sanida, divenuta poi la tomba di Yazdagird. perchè<br />

appunto questo re era morto nei pressi di Marw.<br />

I nostri dubbi sulla verità delle tradizioni si fondano anche sulla con-<br />

siderazione che i Cristiani accolsero in Persia gli Arabi come liberatori<br />

ed amici: ed il mutamento di dominio fu un beneficio cosi grande per essi<br />

Cristiani che l'atto attribuito alla comunità cristiana di Marw sembra<br />

«piasi più che umano.<br />

E anche singolare il fatto che nelle nicnioiie della conquista del Kiiu-<br />

rasàn non si parla di resistenza tenace da parte dei Persiani:


§§ l8-2!t. 31. a. H.<br />

31. a. H. ucciaione, (lacchè il re avrebbe potuto essere l'unico mozzo iut riunire<br />

[PERSIA. - Morte • • • i. -n il<br />

del re di Persia, ancora una volta 1 Persiani contro il nemico.<br />

Yazdagird.l Le fonti uon arabe, gli Armeni ed i Siriaci, attribuiscono la morte<br />

di Yazdagird non a Persiani, ma o ai Turchi o agli al-Ha3^àtilah.<br />

IRAQ-PERSIA. — Conquista del Khuràsàn. {Cfr. 30. a. H., §§ 8\e seyg.).<br />

§ 19. — Nei paragrafi dell'annata precedente abbiamo dato per disteso<br />

la maggior parte delle tradizioni riguardanti la conquista del Khuràsàn.<br />

Dalla notizia cronologica riferita qui appresso, risulta che una parte delle<br />

conquiste narrate nei paragrafi anzidetti, si riferisce all'anno 31. H. e non<br />

al 30. H. Siccome tutte le tradizioni narrano gli eventi collegati insieme<br />

in brani uniti, non abbiamo creduto di spezzettarli, rompendone l'unità<br />

oiiginale. Tale spezzettamento era anche poco consigliabile quando .si<br />

rifletta che la cronologia della campagna è molto incerta, rimanendo sol-<br />

tanto sicuro che la conquista del paese si svolse tra il 29. ed il 32. H.<br />

Altre fonti, vedi-emo, pongono la presa di Marwarrùdz nell'a. 32. H.<br />

§ 20. — (al-Tabari, senza isnàd). Nell'anno 31. H. 'Abdallah b. 'Amir<br />

andò nel Khuràsàn e conquistò Abrasahr, Tùs, Bìward, Nisà, arrivando sino<br />

a Sarakhs, dove concluse un trattato di pace con la gente di Marw (T a-<br />

bari, I, 2884, lin. 5-8).<br />

Cfr. anche Nuwayri Leid, 1, fol. 102,1-103, v. (dove narrasi la con-<br />

quista anche del Kirmàn e del Sigistàn).<br />

§ 21. — Nell'anno 31. H. vi fu una grande ribellione nel Khuràsàn<br />

ed i Musulmani, regnante 'Uthmàn, riconquistarono il paese una seconda<br />

volta (Abulfeda, IL 266).<br />

PERSIA. — La festa del Nawruz.<br />

§ 22. — Il Nawruz dei Persiani cadde sul 19 Ramadàn (= venerdì<br />

4 maggio 752 dell' È. V).<br />

Hamzah, 161 [dice : lunedì].<br />

SIRIA. — Incursione in Asia Minore [Mopsuestia e Dorilea].<br />

§ 23. — (abù Salili al-Farrà, da 'Abdallah b. al-Walid nativo di Da-<br />

masco). Nel libro K i t à b M a gh à z i M<br />

u '<br />

a<br />

w i y a h (o libro delle spedizioni<br />

militari di Mu'àwiyah) v' è la notizia che Mu'àwiyah nell'anno 31. H. raz-<br />

ziasse il paese dalla parte di al-Massìsah e giungesse fino a Darawliyyah<br />

(Dorilea): durante la marcia egli fece radere al suolo tutte le fortezze<br />

(husùn) che trovò nel suo cammino da Antiochia in su (Balàdzuri,<br />

164-165).<br />

452.


31. 3.. H. Il 24-27.<br />

§ 24. — A questa stessa spedizione deve alludere il Bury (II, 289),<br />

ricoidandone una del 651 È. V. in cui gli Arabi menarono via dalle<br />

^i. a. h<br />

SIRIA. - Incursione<br />

In Asia Mino-<br />

Provincie meridionali dell'Asia Minore 5000 prigionieri. L' imperatore Co- "« Mopsuestia a<br />

stante era allora occupato da gravi faccende in Italia e forse anche da<br />

altre questioni interne, sicché pensò di mandare ambasciatori a Mu'àwiyah<br />

e di concludere una tregua di due anni.<br />

SIRIA-ARMENIA. — Conquista dell'Armenia. {Cfr. HO. a. II.. ^^ KJl<br />

§ 25. — In questo anno (31. H.), secondo al-Wàqidi, venne conqui-<br />

stata l'Armenia per opera di Hal)ib b. Maslamah al-Fihri (T a bari, 1,<br />

pag. 2871).<br />

Cfr. Athir. III. 92.<br />

§ 26. — Nell'anno 30. il. Habib b. Maslamah conquistò la quarta Ar-<br />

uieiiia (Bat'thgen, 11 2 j.<br />

Cfr. Elia Bar Sin a va. 8(J.<br />

ARMENIA. — Spedizione di Hablb b. Maslamah.<br />

§ 27. — I )a un pas^so precedente di Sebeos abbiam visto che due anni<br />

prima Aralti ed Armeni eransi battuti tra i monti dell'altipiano ed ave-<br />

vano cacciato i Bizantini sino alle rive del Mar Nero, minacciando la<br />

stessa città di Trebizonda durante le feste pasquali del 662 o 663 del-<br />

l' K. \'. Teodoro il Rstunita era stato il valido cooperatore degli Arabi o<br />

con la cacciata delle schiere dell' imperatore Costantino, tutta l'Armenia<br />

fu dagli Arabi sottomessa (cfr. Kaestner, pag. 43).<br />

Ma l'imperatore non poteva subire senza altre resistenze siftatta nuova<br />

spoliazione, tanto più che forse con ragione in Costantinopoli erano con-<br />

vinti non ess(!re lArmenia, per il suo clima rigidissimo e la condiziono<br />

alpestre e difficile, così facile a reggere da schiere di nomadi abituati al<br />

lima assai diverso della penisola arabica. Cosi due anni dopo vediamo un<br />

nuovo esercito bizantino sotto Maiu-iano, un patrizio, ritentare la riconquista<br />

• lell'Armenia «d agire con tanta energia e con mezzi così potenti, che gli<br />

Arabi di guarnigione in Armenia furono sopraffatti e costretti a ripassare a<br />

mczzcjdì del fiume Ara.sse alla fine dell'anno 654 dell'È. V. (cfr. .'Ì2. a. H., § 67).<br />

A questa ritirata contribuirono i rigori fortissimi dell'inverno. I Greci<br />

non si val.sf-ro di tutti i vantaggi conseguiti con questa prima vittoria, o<br />

I lasciarono<br />

sorprendere nella .seguente primavera del 655 dell' K. V. da<br />

una spedizione araba comandata dal prode Hal)ib b. Maslamah: i Greci<br />

asscflianti la città di Nakhcavan furono sconfìtti e cacciati dall'Armonia :<br />

Maurianos si rifugiò in [boria. La guarnigione greca di <strong>The</strong>odosiopolis si


5§ 27-3(). 31. a. H.<br />

31. 8. H. arrese a Habìb, il quale pero sospettando forse una comnvenza dei^li Ai-<br />

dizione di Habib meni con 1 Greci, tratto Ja regione come paese nemico e la devasto assai<br />

b. Masiamah.] crudelmente. Tra i prigionieri vi fu anche Teodoro il Rstunita. che poco<br />

dopo morì in Damasco.<br />

Sembra vera che Habìb non mantenesse il dominio arabo suU'Armenia.<br />

ma abbandonasse il paese alla sua sorte, senza curarsi più del fatto che gli<br />

Armeni, partiti gli Arabi, si affrettarono a sottomettersi di nuovo ai Greci.<br />

Le gravissime complicazioni che sorsero in seno allo Stato islamico e<br />

le guerre civili tra Mu'àwiyah ed 'Ali, distolsero gli Arabi momentanea-<br />

mente da nuove aggressioni verso il settentrione (cfi'. Kaestner, pa-<br />

gine 43-45).<br />

§ 28. — (<strong>The</strong>ofanes). Nell'anno del Mondo 6145 (=653 dell'È. V. =<br />

= 32.-33. H.) Abibos (Habìb b. Maslamah al-Fihri) comandante degli Arabi<br />

fece incursione in Armenia, e fugato Maurianos il generale dei Eomei (Bi-<br />

zantini) lo inseguì sino ai monti del Caucaso, devastando tutto il paese<br />

(<strong>The</strong>ophanes, pag. 528).<br />

Il Bury (II, 289) pone questi fatti nel 654 dell'È. V. (=33.-34. H.).<br />

Cfr. 32. a. H., § 19.<br />

§ 29. — La precedente notizia sembra confermata da fonte siriaca :<br />

Dionigi di Teli Mahré narra che nell'anno 963 (dei Seleucidi = 651-662 del-<br />

l'È. V. = 31. H.) Arabi e Romani (= Bizantini) si batterono nei pressi di<br />

Tripoli (Denys de Teli Mahré, pag. 8).<br />

Il Chabot, traduttore della cronaca, vorrebbe che l'allusione fosse al-<br />

l' incidente narrato da Teofane (<strong>The</strong>ophanes, pag. 287) a proposito della<br />

distruzione della flotta araba in Tripoli di Scria per opera di due schiavi<br />

greci (cff. anche Le beau, voi. XI, pag. 368-369). — Ma ciò non può es-<br />

sere coiTetto: in Teofane non si tratta di una battao-lia. ma dell' incendio<br />

doloso della flotta per opera di prigionieri greci evasi dalle carceri arabe.<br />

— Alludesi quindi nella cronaca di Dionigi ad un fatto d'arme presso<br />

Tripoli africana, oppure è un errore cronologico riferentesi alla spedizione<br />

di 'Abdallah ibn abì Sarh contro Gregorio nell'anno 27. H. (cfr. 27. a. H..<br />

§§ 14 e segg.).<br />

IMPERO BIZANTINO-COSTANTINOPOLI. — (CyK 30. a. H., § 13).<br />

§ 30. — Cadde dal cielo una quantità di cenere creando grande pa-<br />

nico della popolazione.<br />

Cfr. Cedrenus (ed. Bonn), I, 755 [neiril°anno di Costante IJ;<br />

Hisforiae Miscelìae [Giuratori. Ber. Ital. Script.. T. 1. pag. 135] (nel-<br />

l'I 1° anno di Costante):<br />

I<br />

454.<br />

I


31. a. H. §§ 30-36.<br />

Muralt. I. 299:<br />

^, , , ,. „ ,<br />

» 3'- "<br />

,- <strong>The</strong>uphanes I, d2i [A. M. GÌ 44].<br />

[IMPERO BIZANtino-costan-<br />

Cfr. anche 32. a. H.. § 50. tinopoli.i<br />

IMPERO BIZANTINO. — Eventi minori.<br />

§ 31. — (Teotànej. Nell'anno del Mondo 6144 (=652 dell'È. V.^<br />

= 31.-32. H.) mori Gregorio fratello di Eraclio in Heliopolis, ed il cada-<br />

vere imbalsamato fu portato a Costantinopoli.<br />

Paolo, vescovo di Costantinopoli, compi dodici anni di ministero. Ces-<br />

sando egli di vivere, gli successe per quattro mesi e venti giorni Pirro,<br />

che era stato già altia volta vescovo di Costantinopoli (<strong>The</strong>ophanes,<br />

pag. 527).<br />

Ctr. anche Bury, Il/'sf. Lafer RotiKin Emp., II, 296;<br />

Le Quien. Oriens Christkinus, I, 229-230;<br />

Muralt.. l. i)ag. 299.<br />

ARABIA. — Pellegrinaggio annuale.<br />

§ 32. — In questo anno (31. H.j il Califfo 'Utlimiin diresse in per-<br />

sona il grande pellegrinaggio annuale (T a bari. I. 2888).<br />

Cfì-. anche Athir, III, 102;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187. voi. IV, fol. 92,r. ;<br />

Mas' lìdi. IX, 59.<br />

EGITTO- AFRICA]?<br />

§ 33. — In ijuesto anno (31. 11.) Abdallah b. .Sa'd entrò nel terri-<br />

torio degli al-Kùm (Baethgen Fragm., 112) [M.].<br />

Cfr. anche Denys de Teli Mahrè, 8; Elia Bar Sinaya, 86.<br />

EGITTO-NUBIA.<br />

§ 34. — P


§§ 36-38. 31. a. H.<br />

t^ t i<br />

31- • H. ramali al-hadaq (arcieri delle pupillei. Alidallah venne a patti con essi.<br />

lEGITTO-NUBIA.l , ",.•,• quando non potè vincerli, h, di.sse il poeta:<br />

Non ha visto il mio occhio giornata simile a Dsniqalah; e i cavalieri con'evano con<br />

corazze pesanti.<br />

('Abd al-hakam, 253, lin. 12-16) [M.].<br />

Cfi-. 23. a. H., § 67.<br />

§ 37. — (a) (ibn abì Habib). 'Abdallah fece tregua con essi promet-<br />

tendo che non li avrebbe più razziati, né i Nùbah avrebbero dovuto raz-<br />

ziare i Musulmani. I Nùbah poi avrebbero dovuto dare ai Musulmani tanti<br />

e tanti schiavi dei prigionieri, e i Musulmani tanto grasso e tante len-<br />

ticchie ogni anno.<br />

Tra gli Egiziani e loro non c'era patto né trattato, ma era solo una<br />

convenzione di sicurezza (hudnah a man) degli uni con gii altri.<br />

(6) (ibii Labi' ah). E non c'era pericolo che si potesse nascondere ciò<br />

che facevano i loro schiavi a loro e ad altri.<br />

abù Habib, padre di Yazid b. abì Habib [il celebre tradizionista egi-<br />

ziano], era tra loro e il nome suo era Suwayd (Abd al-hakam, 254.<br />

lin. 1-6) [M.].<br />

§ 38. — ('Abd al-rahmàn, da Sa'id b. 'Ufayr, da ibn Lahi'ah, da<br />

Yazid b. abi Habib, che diceva:) Io sono dei prigionieri di Damqalali.<br />

mawla d'uno dei banù 'Amir di Madinah, chiamato Sarik b. Tufàyl.<br />

Il prezzo della pace fo, secondo alcuni saykh Egiziani, trecento capi<br />

[di schiavi] all'anno ; secondo altri, erano quattrocento all'anno, di cui come<br />

preda ai Musulmani trecentosessanta, e al w a 1 i del paese quaranta. Alcuni<br />

sa5'^kh pretendono che tra questi, diciassette fossero lattanti.<br />

Poi 'Abdallah b. Sa'd se ne andò.<br />

E uno saykh dice d'aver letto uno dei diwàn di al-Fustàt prima<br />

che si bruciasse. Lì era scritto : « Noi facciamo patto con voi e contratto,<br />

* perchè ci diate ogni anno trecentosessanta schiavi, ed entriate nei nostri<br />

« paesi di passaggio, senza fermarvi, e così noi entreremo nei vostri paesi ;<br />

« ma se voi ucciderete un solo musulmano, sarà irrita la tregua, e se ripren-<br />

« dete uno schiavo dato ai Musulmani sarà irrita la tregua. Voi poi avete<br />

« il dovere di restituire i fuggiaschi dei Musulmani, e t hi si rifugi a voi<br />

«di quei della dzimmah» (').<br />

Altri 8 a y kh dicono che non c'era s u n n a h in favore di Nùbah a ca-<br />

rico dei Musulmani, e che essi il primo anno mandarono il baqt (è usata,<br />

questa parola, per dire il tributo dei Nubiani in ischiavi : cfr. 18. a. H.,<br />

§. 198, nota 1 ; 21. a. H., § 109), dando ad 'Amr b. al-'As quaranta capi, ed<br />

egli non volle prenderli, e li diede ad un illustre personaggio copto, chia-<br />

45(5.


31 . E. H. §§ B8-4I).<br />

mato Nastaqùs. che era loro capo. Eoli vendè tutto questo, e con il danaro 3'- a- n.<br />

, , , • • • / XT , • •o^ t/ 11- . , [EGITTO-NUBIAJ<br />

riscosso comperò loro dei viveri (per i Aubiani.-*). h quelli sostennero clic<br />

'Amr aveva mandato loro grano e cavalli, e ciò perchè mancavano del-<br />

l'una cosa e dell'altra; e scoprirono ciò nei primi tempi, e lùiono danneg-<br />

giati (?). Questa è la storia loro ('Abd al-haKam, 254, lin. (J-265, lin. 5)<br />

[M.].<br />

Nota 1. — Si tratta di quei contadini, servi della gleba, cha quando uou avevano più modo di<br />

pagare il tributo al padrone e le tasse al governo islamico, fuggivano dalle loro terre e cercavano t'or.<br />

tana altrove. Siccome questo esodo di contadini assunse di poi proporzioni allarmanti e compromise<br />

seriamente l'agricoltura tanto in Egitto che altrove, specialmente in Babilonide, i governanti musulmani<br />

dovettero ricorrere a misure severissime per ricondurre, anche con la forza, i contadini alla coltiva-<br />

zione del suolo al quale erano legati. L'argomento sarà più ampiamente discusso in molte annate future.<br />

§ 39. — (ibn Lahi'ah). E gli si riunirono, al suo ritorno [di 'Abdallah<br />

b. Sa'd], sulla riva del Nilo, e si informò e alle risposte avute, gli parve cosa<br />

da nulla. E li lasciò andare. E non ci fu con loro né trattato né accordo.<br />

Il primo a stringer patto fu 'Uba3dallah b. al-Habhàb.<br />

Uno saykh pretende d'aver letto il testo di ibn Habhàb. V'erano no-<br />

minate trecento vergini, ila consegnarsi ogni anno :<br />

in<br />

compenso potevano<br />

scendere nel paese abitato, di passaggio e mercanteggiare, non restandovi<br />

stabili; purché non uccidessero alcun musulmano o dzimmita, nel qual<br />

caso il patto sarebbe nullo, e non ricettassero schiavi di mvisulmani, e<br />

restituissero i fuggiaschi, se mai ce n'eranc). E ho conosciuto ciò nei giorni<br />

in cui essi orano presi, e per ogni pecora ch'egli prendeva, aveva da pa-<br />

gare quattro dinar e per le vacche dieci, e il loro w a k i 1 restava nel<br />

paese coltivato come pegno in ma^jo dei Mu.sulmani (Abd al-liakam,<br />

255, lin. 5-12j [M.].<br />

Cfr. anche, per i fatti «li Nubia, Hubays, MS. Bolin. tiil. 107. v.-<br />

I08,v.; riul)ay.s, M8. Leiden, pag. 235.<br />

§ 40. — (al-Kindij. Nell'anno 31. II. Abdallah b. Sa'd b. abi Sarh,<br />

governatore d' Egitto, fece la spedizione detta Ghazwah al-A.sàwid, con la<br />

quale giun.se sino a Dunqulah (in Nubia). Ebbe un vivissimo combatti-<br />

mento in cui Mu'àwiyali b. Iludayg e aliù Salun b. Abrahali b. al-Sabah<br />

(iuyùwil (?) b. Nà.siiah, perdettero ognuno un occhio, ibn abi Sarli concluse<br />

fon essi (il nemico -= i Nubiani) una tregua (K i<br />

Cfr. anche <strong>Annali</strong>, voi. IV, 37. 68


^ 4143. "1 • 3-» n.<br />

a. 31. H. EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo.<br />

lEGITTO- Inondazione<br />

annuale § 41. — Il livello del Nilo scese nel periodo di massima magra (inverno<br />

del Nilo.] Grjl-(i52) a 2 dzirà' e 20 asba'. La massima piena sali (estate 652 del-<br />

TE. V.) a 15 dzirà' e 12 asba' (Mah a sin, L 1)9, lin. 6-8j.<br />

Fu dunque anno di grande scarsità d'acqua, perchè non solo il livello<br />

di magra fu inferiore a quello normale, ma anche il livello di massima<br />

piena fu inferiore ai bisogni della provincia. Una buona parte dell' Egitto<br />

non potò essere regolarmente irrigata. Si guardi quanto è scritto poc'anzi<br />

(cfr. 24. a. H., § 81).<br />

NECROLOGIO dell'anno 31. H. — al-Aswad b. Kulthum.<br />

§ 42. — al-As\vad b. Kultjiùm al-'Adawi prese parte alle guerre di<br />

conquista e fu colui che per ordine di 'Abdallah b. 'Amir espugnò Bayhaq:<br />

venne ucciso nel giorno stesso della presa, mentre era al comando delle<br />

schiere assalitrici.<br />

Non appartenne ai Compagni del Profeta (Hagar, I, 211, n. 453).<br />

Cfr. anche Athir, III, 97; V, 116;<br />

Balàdzuri, 404;<br />

T abari, I, 2887, 2888: TI, 1528.<br />

AWS b. Tha labah.<br />

§ 43. — A WS b. Tha'labali al-Taymi, Compagno del Profeta, secondo<br />

afferma al-Hàkim nel suo Ta •<br />

rikh,<br />

andò nel Khuràsàn con Sa'id b. 'Uthmàn,<br />

il quale lo spedi con alcune schiere a prendere possesso di Haràt. Per ordine<br />

poi di 'Abdallah b. 'Amir nell'anno 31. H., occupò anche la città di Bùsang<br />

(il testo ha erroneamente Busìkh). — Secondo ibn 'Asàkir nel suo Ta-<br />

rìkh, il suo nome completo era Aavs b. Tha'labah b. Zufar b. al-Hàrit_h<br />

b. Wadì'ah b. Màlik b. Taymallah b. Tha'labah. — al-Marzubàni fa men-<br />

zione di lui nel suo Mu'gam ai-Su' ara; e secondo Di'bìl, fu uno del<br />

poeti a 1-mukhad ram. Sappiamo poi da ibn Durayd che il Qasr Avvs,<br />

in al-Basrah, prese da lui questo nome, e che fra Aws b. Tha'labah e Talhah<br />

al-Talahàt, scoppiasse un'inimicizia tanto viva, che Aws dovè fuggire in<br />

Siria presso Mu'àvviyah (Hagar, I, 168-159, n. 317).<br />

Cfr. anche Athir Usd , I. 141 ;<br />

Balàdzuri, 355, 405, 414;<br />

Dzahabi Tagrìd, I, 36, n. 306;<br />

Mahàsin, I, 165;<br />

Ya'qubi, II, 193, 301;<br />

Ya'qubi Buldàn, 280.<br />

158.


31. a. H. §§ 44^ 45.<br />

al-Hakam b. abi-1- Às. a 3i. h.<br />

r. A A 1 TT I 1 1 - 1 -T I r-r 1 , . » , 1 ,'-, , ,• 1NECROLOGIO. -<br />

§ 44. — al-Hakam b. abi-1- As b. Lma3-)-ah b. Abd bams padre di ai-Hakam b.<br />

Marwàn, il quale in seguito fu Calitì'o, zio paterno del Califfo 'l'^thmàn, abi-i-Às.]<br />

morì negli ultimi giorni dell'anno 35. H., i[uasi contemporaneamente al<br />

Calitìb sue. nipote lAthir. IIL K30).<br />

§ 45. — al-Hakam b. abi-1-' As b. Uma\ vali b. 'Abd Sams al-C^urasi al-<br />

Umawi. Compagno del Profeta, zio del CaliSb 'Utlmiàn. padre del Califfo<br />

Marwàn, e perciò capostipite del secondo ramo degli Umayyadi (i Marwànidij,<br />

che regnarono sull' impero, si convertì all' Isiàm il giorno della conc^^uista di<br />

Makkali. Andò poi a stabiliisi in Madinah, ma venne esiliato dal Profeta<br />

a "Tà-if, ove dovette rimanere fino ai giorni del Califfo 'Utiimàn :<br />

allora<br />

soltanto per l'appoggio del Califfo, suo nipote, potè fare ritorno a Madinah.<br />

Come ragione del suo esilio si vuole che egli, penetrando per un crepo<br />

nel muro, venisse a dar noia al Profeta, mentre questi stava solo con<br />

ima delle sue donne. Quando divenne Califfo abù Bakr, alcuni vollero<br />

persuaderlo a richiamare al-Hakam dall'esilio, ma egli si rifiutò di togliere<br />

una punizione inflitta dal Profeta. Variano poi le tradizioni sul fatto, se<br />

il Profeta maledicesse o no al-Hakam e i suoi discendenti. Le tradizioni<br />

che si devono ai fautori degli Umayyadi lo negano, e il Profeta, secondo<br />

loro, avrebbe interdetto ai suoi Compagni di maledire al-Hakam: egli stesso<br />

non volle maledirne i figli « perchè io vedo che i suoi figli saliranno sul<br />

«mio min bar e ne .scenderanno»; si è voluto in questo, modo far pre-<br />

din' al Profeta la dinastia degli Umayjadi fHagar, I, 709. lin. 13).<br />

il>n Hagar riporta parimenti altre tradizioni, nello quali il Pi-ofeta<br />

predice i mali che verranno alla sua discendenza per opera dei figli di<br />

al-Hakam iHagar. I. 710, lin. lój.<br />

'Ai.sah avrebbe detto in un'altra occasione (quando suo fi-atello 'Abd<br />

al-rahmàn si rifiutò di giurare obbedienza al Califfo Yazid I), rivolgendosi<br />

a Marwàn I). al-Hakam :<br />

« Quanto a te, o Marwàn, io faccio fede che il<br />

« Profeta di Dio maledisse tuo padre e anche te che eri nei suoi reni (cioè<br />

«non eri ancora procreato)» fHagar, I. 710, lin. 17ì.<br />

Questa tradizione, che vorrebVje dimostrare conu- hi nialcdizioiie del Profeta<br />

pesasse sulla dinastia umayyade, è certann^nte falsa, perchè Marwàn<br />

era nato prima ancora che suo padre fosse esiliato.<br />

Il Califfo 'Uthmàn, con la scusa che il Profeta gli aveva promesso di<br />

perdonarlo dietro sua intercessione, lo richiamò a Madinah.<br />

al-Hakani mori in Madinah durante il califfato di 'Cthmàn, cioè fra<br />

il 23. e il 35. II. Secondo alcuni più precisamente iicH'aiino 32. H. (Hagar,<br />

I. 709-711. n. I773J.


31. a. H.<br />

ai-Hakam h.<br />

4(;-iH. 31. a. H.<br />

§ 46^ — (^Maslamali 1). 'Alij[aniali, da Dàwud b. alji Hiiid. da al-Sa'bi,<br />

'1^ Qavs b. Habbàr, dalla figlia di al-Hakam b. abi-l-'Às, che disse al<br />

abi-i-'Às.i padre :) « Io non ho visto alcuna gente più malvagia di consiglio e più<br />

« fiacca nel servizio del Profeta di voi, o banù Umayyah ». Ed egli: « Non<br />

« mi rimproverare, figliuola mia, io non ti racconto se non quello che ho<br />

« visto con questi occhi miei. Abbiam detto : Per<br />

Dio, non finiscono i Qu-<br />

« rays di dirci: Questo Sabeo pregherà nel nostro masgid. Accordiamoci<br />

« con lui i^er prenderlo. Ci siamo accordati con lui, e quando l'abbiamo<br />

« veduto, abbiamo udito una voce per cui credevamo che nella Tihàmah<br />

« non restasse an monte il quale non si spezzasse, e perdemmo conoscenza<br />

« finché non ebbe finito di pregare e fu tornato alla sua gente. Poi ci<br />

« demmo un'altra volta convegno per prenderlo, e vidi Safà e Marwah riu-<br />

« nirsi insieme e fi-apporsi tra noi e lui. E per Dio questo non ci è giovato I<br />

Secondo altri, si tratterebbe però di al-Hakam b. abi-1-Hakam al-Umawi.<br />

Tra i motivi addotti per la sua cacciata, è che scimiottasse il Profeta<br />

mentre camminava. Maledetto dal Profeta, avrebbe poi sempre zoppicato<br />

(Athìr Usd, II, 33-35) [M.].<br />

§ 47. — (a) Sua madre fii Ruqayyah bint al-Hàritli b. 'Ubayd b.<br />

'Umar b. Makhzùm.<br />

Fé' professione di fede il dì della presa di Makkah, e restò a Makkah<br />

fino al califlEato di 'Uthmàn, il quale gii permise di andare a Madinah.<br />

Vi morì sotto il califfato di 'Uthmàn (Sa ad, V, 330-331) [M.].<br />

(6) al-Hakam b. abi-'Às fu bandito dal Profeta. Si dichiarò musulmano<br />

il dì della presa di Makkah, e mori sotto il califfato di 'Uthmàn.<br />

Il Profeta lo cacciò perchè rivelava i suoi segreti. Ed egli lo male-<br />

disse, e lo bandì a Batn Wagg. Restò là tutta la vita del Profeta e du-<br />

rante il califfato di abù Bakr e di 'Umar. Di poi Uthmàn lo fece tornare<br />

e gli diede 100,000 dirham.<br />

Egli aveva ventun figli maschi e otto femmine (Qutaybah, 36, 179).<br />

§ 48. — (a) (Hammàd b. Salma e Garir, da 'Atà b. al-Sà-ib). Marwàn<br />

b. al-Hakam disse un giorno ad al-Hasan e ad al-Husayn, suoi generi, che<br />

erano seduti vicino a lui: « Voi siete della mia famiglia ». al-Husayn si<br />

adirò molto con lui e disse : « Allah ha maledetto tuo padre, allorché tu<br />

« eri ancora in lui, e ciò fece per bocca del suo Profeta ».<br />

(6)<br />

(al-' Ala, da suo padre, da abù Ilubayrah). Il Profeta vide in sogno<br />

i figli di al-Hakam saltare sul pulpito, sul quale il Profeta aveva costume<br />

di pregare. All' indomani il Profeta era di pessimo umore e non cessava<br />

dal ripetere : « Perchè mai i figli di al-Haham saltano sul mio pulpito come<br />

«delle scimmie?».<br />

460.<br />

»


31. a. H. §§ 4s, 49.<br />

(ci (al-Mu'tamir b. Sulaymàn). 'Abdallah b. 'Umar era seduto presso 3' a h.<br />

^ ' ' J '<br />

, ,• INECROLOGIO. -<br />

il Profeta, allorché 'Ali entrò condueeudo al-Hakam. che egli teneva per ai-Hakam b.<br />

l'orecchio : il Profeta lo maledisse tre volte.<br />

{d) (G-a'far b. Sulaymàn, da Sa'd il padre di Hammàd). al-Hakam<br />

chiese una volta l'autorizzazione d'entrare presso il Profeta. Questi disse:<br />

«Lasciatelo entrare: che Allah lo maledica, lui ed i suoi disrendenti.<br />

« tranne quelli (tra essi) che sono veri credenti ».<br />

(e) (Sulaymàn li. Qaram (?) ). al-Hakam raccoglieva sempre le parole<br />

del Profeta per ripeterle ai Quray.s. Allora il Profeta lo maledisse, lui e<br />

la sua po.sterità sino al giorno del giudizio (^tradizione daif).<br />

(f) (Ahmad b. Hanbal [nel suo Musnad], da 'Abdallali b. 'Amr). Noi<br />

eravamo seduti presso il Profeta, allorché egli ci disse: «Voi vedrete ora<br />

« entrare un uomo maledetto ». Io guardai ed ecco vidi al-Hakam che<br />

entrava.<br />

(g) (al-Sa'bi;. ibn al-Zubayr giurava che al-Hakam e suo figlio erano<br />

ambedue maledetti dalla bocca del Profeta di Allah.<br />

[h] (Ishàq b. Yahya riferiferisce da 'Àùsah). Un giorno il Profeta era<br />

nella camera di 'A'i.sah e udì un rumore ed una voce che non l'iconosceva.<br />

'A"isah usci per vedere : era al-Hakam che stava dietro la camera ad ascoi-<br />

tare i discorsi del Profèta : questi lo maledisse e lo mandò in esilio (Dz a -<br />

habi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 155, r. -155, v.).<br />

§ 49. — - (a) al-Hakam b. abi-l-'As al-Umawi fu mandato dal fratello<br />

'Ut_hmàn ad ai-Day bui sulla spiaggia del Bahr al-IIiud e la conqui-stò<br />

(Yàqùt. Ili, 489) [M.].<br />

Cfr. 10. a. H., § 329.<br />

(6) Ebbe in godimento un feudo in Nahr Mutarrif datogli da 'Uthmàn<br />

tra i canali dell 'Iraq (fi anhàr al-' Iraq) (Yàqùt, IV, 844) [M.J.<br />

Cfr. anche A gh a n i . II, 84; IV, 177: XII, 72, 74; XVI, 91, 99;<br />

<strong>Annali</strong>, v. Iiuìicr ai voli. I-II, III-V:<br />

Athir, II, 57: III. .n. .'$77: V, 01;<br />

Azraqi, 192. 470;<br />

Ualàdzuri. 362. 354. 302, 386, 387, 410, 432;<br />

B r o w n e , LUI. Iliut. Persia, 2 1 5 ;<br />

Causa in de Perceval. I. 370; II, 010, 017;<br />

Durayd. 47. 183;<br />

Dustur, MS. Berlin WetzstLHj, II. n. 347, Ibi. 30. v. :<br />

Dzahabi Tagrid, I, 144-145, n. 1299;<br />

Dzaliabi Tarikh, MS. Paris, I, fol. 165, v.;<br />

Farazdaq, vera. Bouchor, 286 [elogio!] e poesia ccccvii ;<br />

Vii.<br />

abi-i-'As.]


§§ 49, 60.<br />

31. a. H. Fihlist, 101<br />

"'.^".r.r-.<br />

HiSam, 270;<br />

abi-i-As., ' Iqcl, I, 262:<br />

aMstiab, 120, n. 475:<br />

31. a. H.<br />

Tvhallikàn, ed. Wustenfeld, n. 211;<br />

Mahàsin, I, 100, liu. 13-16 (f<br />

32. a. H.):<br />

Maqrìzi Nizà', 12, lin. 16-14, Un. 4;<br />

Mas-udi, IV, 257; V, 199, 236,413;<br />

Mubarrad, I, 190, lin. 14; 300, lin. 11; 400, lin. 6; 607, Im. lo;<br />

Qutb al-dìn, 87;<br />

Rustah, 216;<br />

Sala di 'Umyàn, MS. Berlin Peteim., I, n. 284, fol. 56,v. :<br />

Sprenger, Leb. Muli., I, 382 nota: II, 70, 111 e .segg., 542 nota:<br />

Tabari, I, 1790, 2698, 3029; III, 2171, 2327:<br />

Wàqidi Wellhausen, 250. 343;<br />

Ya'qùbi, II, 23, 189, 195, 202.<br />

§ 50 — Sul conto di al-Hakam b. abi-l-As abbiamo già fatto alcune<br />

os.seivaziòni in un passo precedente (cfr. 24. a. H., § 35), in cui dicemmo<br />

come la colpa pricipale di al-Hakam fu di non aver voluto accettare francamente<br />

il nuovo ordine di cose e quindi di esser rimasto sino all'ultimo<br />

un pagano impenitente nemico del Profeta. Su di lui si è rovesciato aneli.-<br />

tutto l'odio delle generazioni posteriori, che videro in lui il capostipite<br />

della seconda dinastia umayyade.<br />

Non v' è dubbio dunque che sul conto di al-Hakam la tradizione abbia<br />

esagerato in male per quanto le era possibile, onde è nostro dovere an-<br />

dare assai guardinghi nel giudicarlo sui documenti che abbiamo. Così, per<br />

esempio, l'affermazione di un suo esilio in al-Tà-if non può corrispondei-e<br />

a verità. al-Hakam semplicemente non volle vivere in Madinah presso il<br />

Profeta, suo nemico, e non amò trovarsi in quella città quando vi regna-<br />

vano i suoi due primi successori, che nutrivano per al-Hakam gli stessi sentimenti<br />

di Maometto, ed erano perciò altrettanto invisi ad al-Hakam. Ma<br />

al-Hakam non fu per nulla esiliato in al-Tà-if, perchè le stesse nostre fonti<br />

(cfr. 16. a. H., § 329, e poc'anzi § 49) narrano com'egli si trovasse con<br />

un fratello, 'Utiimàn, nel Bahrayn e facesse anche una spedizione in India.<br />

Dunque al-Hakam, lungi dall'essere punito, relegato in una città, andava<br />

dove meglio gli piaceva, e comandava lontane e difficili spedizioni, all'insa-<br />

puta e forse anche contro l'espressa volontà del Califfo allora regnante 'Umar.<br />

al-Hakam va quindi giudicato sotto un'altra luce: fu uomo indipen-<br />

dente, fiero, intollerante del giogo islamico, abile comandante di uomnii<br />

462.


31. a. H. §§ 50-53.<br />

ed oit^auizzatore non indifferente, perchè una spedizione in India era allora •^^- ' ^<br />

.. , „ .. • ì- . -lux, !• r>- A- [NECROLOGIO, -<br />

un impresa delle pai arrischiate e dimcili. Ci par quasi di riconoscere m ai-Hakam b.<br />

lui il padre di quel Marwàn che tu lo spirito animatore della politica abi-i-'Às.;<br />

interna di 'Utjimàn, e più tardi delhi rivolta di 'A^-isah, Talhah ed al-Zubayr<br />

contro il Califfo 'Ali (cft-. 36. a. IL, § 84).<br />

Hugayn b. al-Hàrith.<br />

§ 51. — Husayii b. al-Hàritjj b. al-Muttalib b. 'Abd Manàf b. Qusayy<br />

al-Qiuasi al Muttalibi, Compagno del Profeta, fi-atello di abu 'Ubaydah,<br />

fu presente alla battaglia di Badr, e si dice che si batte-sse anche per 'Ali<br />

alla battaglia di Siffin nell'anno 37. H., ma la fonte di questa notizia è<br />

ben poco degna di fede: secondo Umar (ibn 'Abd al-barr), sembra invece<br />

'he egli morisse nell'anno 33. H. (Hagar, I, 289. n. 1723).<br />

§ 52. — Sua madre fu Sukhaylah bint Khuzà'i al-Thaqafìyyah, madre<br />

di 'Ll'aydah e di al-Xiifavl 1). al-Harith.<br />

l'no dei suoi figli fu 'Abdallah il poeta, la cui madre fu umra 'Abd-<br />

allah bint 'Adi 1). Ivjiuwaylid b. Asad b. Abd al-'Uzza b. Qusayy.<br />

Il Profeta Io un'i in fi-atellanza con Ràfi' b. 'Angadali, secondo Muh.<br />

b. 'Umar. o con 'Abdallah b. (xubayr, fratello di Khawwàt b, Grubayr, se-<br />


[NECROLOGIO<br />

abu Sufyàn.<br />

§§ 53-55. 31. a. H.<br />

31. a. H. mn) degli asràf Qurays (ossia dei capi piii influenti dei Quiays) ai<br />

t(in])i della 6àhilÌ3'yali, e di professione mercante: egli soleva organiz-<br />

zare viaggi commerciali in Siria con danaro proprio e con danaro degli<br />

altri Qurays, e spingersi anche in altri luoghi fuori d'Arabia, nell'Ard<br />

al-'Agam. Talvolta egli accompagnava in persona le spedizioni commerciali<br />

: in tempo di guerra a lui veniva affidata l' insegna del comando<br />

(rà-yah al-ru'sà) conosciuta con il nome di al-'lJqàb, che non tra<br />

detenuta se non dal capo (al-rais). Quando scojjpiava una guerra, i<br />

Qurays si riunivano e consegnavano questa bandiera nelle mani dell" a 1 -<br />

ra-i8. Si dice che tra i Qurays, ai tempi della Gàhilyyah, i migliori per<br />

consiglio erano tre: 'Utbah, abù Gahl ed abù Sufyàn. Quando comparve<br />

r Isiàm, abù Sufyàn fu tra quelli che volsero le spalle alla nuova fede<br />

(non se ne vollero occupare). Era compagno intimo di al-'Abbàs e suo<br />

commensale (nadim) nella Gràhiliyj^ah. abù Sufyàn si converti all'Islam<br />

alla presa di Makkah, ed accompagnò il Profeta nella campagna di Huna^n,<br />

ricevendo in compenso dalla preda cento cameli e quaranta ùqiy ah (d'ar-<br />

gento). Secondo alcuni egli fu un buon musulmano ed alla battaglia del<br />

Yarmùk si battè sotto gli oi'dini del proprio figlio Yazid. Altri affermano<br />

invece che egli appoggiasse segretamente gli al-Munafiqùn (gl'Ipocriti,<br />

ossia il partito d'opposizione a Maometto in Madìnah). Gli stessi dicono<br />

altresì che abù Sufyàn nella (jàhiliy3'ah fosse un seguace della dottrina<br />

Quando fu eletto abù Bakr si narra che abù Sufyàn si offrisse<br />

a 1 - z a n d a q .<br />

ad 'Ali per conquistare, magari anche con la forza, il sommo potei-e, ma<br />

che 'Ali respingesse l'offerta riconoscendovi la volontà di rovinare la comu-<br />

nità islamica. Quando fu eletto 'Uthmàn, si vuole che abù Sufj'àn si recasse<br />

dal nuovo Califfo e gli dicesse che come il potere era stato .successivamente<br />

in potere dei Taym (abù Baki-) e degli 'Adi ('Umar), era tempo che egli<br />

l'assicurasse ora agli Umayyah.<br />

Perdette un occhio all'assedio di al-Tàùf, e l'altro alla battaglia del<br />

Yarmuk: mori o nel 31., o nel 32., o nel 33., o nel 34. H. in età di 88 o<br />

90 anni: fu sepolto in al-Baqi' (al-Istì'àb, 709-711, n. 3117).<br />

§ 54. — abù Sufyàn Sakhr b. Harb b. 'Umayj-ah b. 'Abd Sams. La<br />

madn' di abù Sufyàn era Safiyyah bint Hazn b. Bugayr b. al-Haram Ru-<br />

waythali b. 'Abdallah b. Hilàl b. 'Amir b. Sa'sa'ah, parente (zia) di May-<br />

mùnah. Madre dei Credenti, e madre di al-Fadl b. al-Hàrith b. Hazan e<br />

[con ciò?] dei banù-l-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib (Aghàni, VI, 92. lin. 9-11)<br />

§ 55. — abu Sufyàn era uno dei capi Qurasiti nella Cfàhiliyyah, e uno<br />

diM «.-ollegati conti-o il Profotii durante la vita di lui, rifugio di tutti gU<br />

464.<br />

[T.].


31. a. H. §§ 5w;t.<br />

ipocriti ai suoi y;i*"ui; abbracciò l'Isiàm il giorno di al-Fath (8. a. II.). e •^'- * ^•<br />

•^ ® 1 , . [NECROLOGIO.<br />

la sua conversione è accompagnata da circostanze che saranno qui narrate. g^u Sufyan.l<br />

Era commerciante; forniva i mercanti del suo denaro e di quelli dei Qurasiti<br />

e li spediva all'estero. A.ssistè, insieme col Profeta, alla presa di Makkah;<br />

perdette un occhio il giorno di al-Tàif, e restò guercio fino alla giornata del<br />

Tarmuk in cui perdette l'altro occhio divenendo completamente cieco<br />

(Agli ani, VI, 93, liii. 9-14) [T.].<br />

§ 56. — (Ci narrarono al-Tùsi e al-Harami, da al-Zubayr b. Bakkàr, da 'Ali<br />

b. Sàlih, dallo zio di al-Zubayr Abdallali b. Mus'ab, da Ishàq b. Yahva al-<br />

MaJiki. da alnì-1-Haytham, da un anonimoi che costui senti abu .Sut'yàn ce-<br />

liare col Profeta in ca.sa di sua figlia umm Habibah, e dirgli: « A me pare<br />

« che gli Arabi ti abbiano definitivamente abbandonato, e che nes.suna bestia<br />

« coninta o senza coma cozzerà più [per tej », e il Profeta rideva e diceva :<br />

« Tu proprio, dici questo, o abù Hanzalah? » (A gh àn i , VI, 93, lin. 14-18) [T.].<br />

§ 57. — Narrava al-Zubayr, da suo zio Mu.s'ab, di"' il Profeta sposò<br />

umm Habibah bint abi Sutyàii, quando abù Sufyàn era ancora infedele, e in<br />

guerra col Piofeta. Perciò gli fu osservato : « Ecco che Muhamniad ha pos-<br />

« seduto la tua figliuola ». Ma egli rispose: « Quegli è lo stallone! il cui iia.'^o<br />

« non si lascerà rintuzzare! ». Il nome di umm Habibah era Ramlah; altri<br />

dicono Safiyyah, ma Ramlah è esatto (Aghàni, VI, 93, lin. 18-21) [T.].<br />

§ 58. — (Muliammad b. al-'Ablias al-Yazidi, da Ahmad b. al-Hririt_h<br />

al-Khazzàz. da al-Mada-ini. da Maslamah b. Muliàrib, da 'Uthniàn b. 'Abd<br />

al-rahinàn b. (iawsanj. Il Profeta diede un giorno udienza ai vari visita-<br />

tori, o tardò a fare introdurre abù Sufj-àn. Quando costui in fine entrò,<br />

disse: «O Inviato di Allah: Non mi hai ancora introdotto, tanto che io<br />

« pen.savo avresti introdotto le pietre [prima di me] ». Ma il Piofeta gli<br />

rispose: « O abù Sufyàn, tutta la caccia [più eccellente] si trova nel ventre<br />

«dell'asino. fAghàni, VI, 93, lin. 21-20; [T.].<br />

§ 59. — (Muhammad b. al-'Abbàs, da al-Klialil 1). Asad al-Nù.^agàni,<br />

da 'Atà b. Mus'al), da Sufyàn b. 'ryaynali, da òa'far b. Yahya al-Har-<br />

makii. Il Profeta diede udienza, e l'ultimo che entrò da lui fu abù Sufvan<br />

b. Harb, che gli disse: « Inviato di .\llali, hai introdotto tutti prima di<br />

« me. tanto che io mi pensavo che le j)ietre di al-Khandamali .sarebl»ero<br />

• .-state introdotte prima di me! ». Ma il Profeta gli rispose: « Per Allah,<br />

« di te in rispetto agli altri si potrebbe dire: Tutta la caccia è nel ventre<br />

« dell'asino, cioè a dire tutto ciò che costoro hanno ha lo stesso valore,<br />

« ma tu solo hai [di meiito ed inii>ortanza| liò «he posseggono essi presi<br />

• insieme» (Aghàni. VI. it.J, lin. 25-30j [T.].<br />

Cfr., per la spiegazione del proverbio, Maydàni. H, 310: X.Xll. 30.<br />

486. 69


s<br />

i;


31 . 3.. H. § tilt.<br />

« esclamò: — In verità; questo è il Profeta che io ho visto fin sosrnol. non ^i. a. H.<br />

. . ....<br />

NECROLOGIO.<br />

« ciò che voi pretendete [che egli sia da cercare tra gli Ebrei]. Restituì- a^ù Sufyàn.'<br />

« tegli le vesti e che egli vada pure. — Quindi chiamò il capo della sua<br />

« polizia, e disse : —<br />

Volgi sossopra tutta la Siria, finché mi conduca un<br />

« individuo appartenente alla gente di quest'uomo (= il Profeta). — Noi<br />

« dunque li trovavamo in Ghazzah, allorquando ci piombò sopra il capo<br />

«della sua polizia, e ci disse: — Siete voi del Higàz? — Si — rispon-<br />

« demmo. — Venite — disse — dal re. — Ci condussero dunque, e giunti<br />

« che fummo a lui, ci disse: — Siete voi della parentela di quest'individuo<br />

« che è nel Higàz? — Si — rispondemmo. — Chi di voi — riprese — è il<br />

« più vicino parente di lui? — Ri.sposi: — Io — , e per Allah ritengo di<br />

« non aver mai trovato individuo a cui questo facesse più dispiacere, di<br />

« questo incirconciso (cioè lliraql». Quindi egli disse: — Avvicinatelo — e<br />

f mi fece sedere dinanzi a lui e i miei compagni dietro a me, e disfje :<br />

« — Io lo interrogherò; se egli non dicesse la verità, confutatelo. — Io<br />

« sapevo bene che, se anche avessi mentito, [i miei compagni] non mi avreb-<br />

« bero smentito, tuttavia io ero una persona troppo distinta per non rifug-<br />

« gire dalla menzogna, e poi sapevo che se avessi mentito, sarebbe stata<br />

« [per essi] la cosa più facile il ricordare ciò che io aves.-si detto e an-<br />

« darlo riferendo. Perciò io non mentii. Egli chiese: — Dammi notizie di<br />

« quest' individuo che è sorto in mezzo a voi per chiamare alle sue dot-<br />

« trine. — Io mi diedi a dipingerlo come modesto nei suoi desideri, e a<br />

« rimpicciolu-ne l'importanza, dicendogli: — O re, che non ti preoccupi il<br />

• fatto suo; la cosa non è cosi importante come ti sarà stato riferito. —<br />

« Ma egli non badò a questa mia osservazione, e mi disse: — Rispondimi<br />

« su ciò che io ti chiederò intorno al suo essere. — Chiedi — gli di.ssi —<br />

« ciò che ti piace. — Domandò: — Qual'è la sua ])arL'ntela tra di voi? —<br />

« Risposi: — La più pura, egli è come il centro fra di noi por parentela.<br />

• —<br />

Dimmi — riprese — se c'era altri nella sua famiglia ciie sostenesse le<br />

« sue stesse idee, e che egli possa aver preso per modello. — No — gli<br />

« risj)osi. — Disse: — Aveva egli forse un potere tra di voi. di cui voi l'ab-<br />

« biate spogliato, si che egli possa aver voluto p


j§ (11, 62. 31' 3- "•<br />

31. a. H. * la notizia [di quf.sto colloquio] giunse a me, e irritato [dell' impruntitujNECROLOGio.<br />

abu Sufyàn.)<br />

- ^ dine di abu SiifVàn] mi levai e andai il ^^iorno seguente a quella riunione:<br />

•'<br />

"<br />

, , . . .<br />

•<br />

•<br />

.^t<br />

, ,<br />

« trovai abù Sufvàn o il rabbino, al quale dissi : —<br />

Ho saputo che hai<br />

« chiesto a questo mio parente notizie su un individuo dei nostii che af-<br />

« ferma di essere l'inviato di Allah, e costui ti ha detto di essere suo zio<br />

*( ammihi): lo zio invece sono io, fratello di suo padre. — Fratello di<br />

« suo padre? — mi chiese. — Fratello di .suo padre. — Allora, rivoltosi ad<br />

« abià Sufyàn, gli disse: — Dice la verità? — ^ì — iispo.se. — Chiedimi —<br />

« gli dissi io — notizie di lui, e se io mentis.si, che costui mi confuti. —<br />

« Allora, rivoltosi a me, l'ebreo mi domandò: — .Sono note da parte di tuo<br />

« nipote delle fanciullaggini o delle j)rove di poco cervello? — No — risposi<br />

« — com'è vero che la .sua famiglia è quella di Abd al-MuttalibI egli non<br />

« ha mai mentito, né tradito, e il suo nome tra i Qurasiti era appunto al-<br />

« amili (il meritevole di fiduciaj. — Ha scritto qualche cosa con la .sua<br />

« mano ? — Io pensai che l'avere scritto qualche cosa di propria mano sa-<br />

« rebbe un titolo di merito, e volevo rispondere di sì, ma pensai alla pre-<br />

« senza di abù Sufyàn, e che egli mi avrebbe smentito, perciò risposi :<br />

« — Non suole scrivere. — Allora il rabbino andò via, lasciando il suo man-<br />

« fello e si die' a gridare: — Gli Ebrei sono massacrati! gli Ebrei .sono<br />

« uccisi ! —<br />

Quando tornammo alla nostra dimora, abù Sufyàn mi disse : —<br />

«O abù-1-Fadl, l'ebreo si è atterrito del figlio di tuo fratello!.— Risposi:<br />

« — Hai ben visto ciò che è accaduto, o abù Sufjàn : perchè dunque non<br />

« vuoi anche tu credere in lui? (= mio nipote). Se egli predica il vero, tu<br />

« sarai stato dei primi, se invece predica il falso, tu sei nella compagnia<br />

« di tanti altri tuoi eguali. — No, per Allah !<br />

—<br />

mi ri.spose — non crederò<br />

« in lui finché non abbia visto la cavalleria [di lui] sbucare da Kudà (questa<br />

« è una montagna presso Makkahj. — Che dici mai? — dissi io. — Nulla —<br />

* rispose — una parola che mi venne alla bocca, senza che io la meditassi,^<br />

* ma io so questo soltanto che Allah non permetterà che della cavalleria<br />

« venga da Kudà. — Ma quando, raccontava al-'Abbàs, il Profeta conquistò<br />

« Makkah e noi vedemmo la cavalleria sbucare da Kudà, io dissi : —<br />

« Sufyàn, ricordi la parola da te profferita ? -^ Egli mi rispose :<br />

—<br />

abù<br />

Io la<br />

«ricordo bene, sia lode ad Allah che mi guidò all'Isiàm!» (A gh ani.<br />

VI, 96, lin. 4-97, lin. 8) [T].<br />

§ 62. — (Muhammad b. Garir al-Tabari, da al-Baghawi, da al-Ghalàbi<br />

abù Kurayb Muhammad b. ài-' Ala, da Yùnus 1). Bukayr, da Muhammad<br />

b. Ishàq, da al-Husayn b. Abdallah b. al-'Abbàs, da Ikriniah, da ibn Abbàs).<br />

Quando il Profeta — raccontava costui — scese in Marr al-Zaluàn, nella<br />

.spedizione per la conquista di Makkah, al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib, es-<br />

470.


31. a. H. CJ.<br />

... «endosi tyià il Profèta partito da Madliiah, disse:<br />

«e tuttavia, se l'Inviato di Allah li sorprende:<br />

«<br />

o<br />

mattino dei Qurasiti!<br />

rovina dei Qurasiti per<br />

31. a. H.<br />

[NECROLOGIO.<br />

^bù Sufyan.]<br />

• tutto il tempo avvenire! ». E sedutosi sulla mula del Profeta ai-bay dà<br />

la bianca ), disse: « Voglio recarmi in al-Aràk per vedere se troverò un<br />

• legnaiuolo, o un latti vendolo, o qualcuno che si rechi in Makkah, per<br />

•> far loro note le posizioni del Profeta, si che possano [avvertendo il peri-<br />

• colo] ia. che non avrei j^viito della con- '<br />

ITI.


g§ tii, tij. 31. a. n.<br />

31. a. H. * la notizia [di questo colloquio] giunse a me, e irritato [dell' improntitu-<br />

INECROLOGio.<br />

abu Sufyàn.)<br />

- ^<br />

«<br />

jjjj^, (.|j g^j_jQ<br />

_<br />

trovai abu<br />

Sufvàn] mi levai e andai il {giorno sei^uente a quella riunione:<br />

. .<br />

, ,<br />

Sufyàn e il rabbino, al quale dissi : —<br />

Ho saputo che hai<br />

* chiesto a questo mio parente notizie su un individuo dei nostri che af-<br />

« ferma di essere l' inviato di Allah, e costui ti ha detto di essere suo zio<br />

* ( ammihi); lo zio invece sono io, fratello di suo padre. — Fratello di<br />

« suo padre? — mi chiese. — Fratello di suo padre. — Alloia, rivoltosi ad<br />

« abu Sufyàn, gli disse : — Dice la verità ? — Sì — ri.spuse. — Chiedimi —<br />

« gli dissi io — notizie di lui, e se io mentissi, che costui mi confuti. —<br />

* Allora, rivoltosi a me, l'ebreo mi domandò: — Sono note da parte di tuo<br />

« nipote delle fanciullaggini o delle prove di poco cervello ? — No — risposi<br />

« — com'è vero che la sua famiglia è quella di Abd al-MuttalibI egli non<br />

« ha mai mentito, né tradito, e il suo nome tra i Qurasiti era appunto al-<br />

« amili (il meritevole di fiducia). — Ha .scritto qualche cosa con la .sua<br />

« mano ? — Io pensai che l'avere scritto qualche cosa di propria mano sa-<br />

*t rebbe un titolo di merito, e volevo rispondere di sì, ma pensai alla pre-<br />

« senza di abu Sufj'^àn, e che egli mi avrebbe smentito, perciò risposi:<br />

« — Non suole scrivere. — Allora il rabbino andò via, lasciando il suo man-<br />

« fello e si die' a gridare: — Gli Ebrei sono massacrati! gli Ebrei .sono<br />

« uccisi! — Quando tornammo alla nostra dimora, abu Sufyàn mi disse: —<br />

«O abu-l-Fadl, l'ebreo si è atterrito del figlio di tuo fratello!.— Eisposi:<br />

« — Hai ben visto ciò che è accaduto, o abu Sufjàn :<br />

perchè<br />

dunque non<br />

« vuoi anche tu credere in lui? (= mio nipote). Se egli predica il vero, tu<br />

« sarai stato dei primi, se invece predica il falso, tu sei nella compagnia<br />

* di tanti altri tuoi eguali. — No, per Allah ! — mi ri.spose — non crederò<br />

« in lui finché non abbia visto la cavalleria [di lui] sbucare da Kudà (questa<br />

« è una montagna presso Makkah). — Che dici mai? — dissi io. — Nulla —<br />

« rispose — una parola che mi venne alla bocca, senza che io la meditassi,<br />

« ma io so questo soltanto che Allah non permetterà che della cavalleria<br />

« venga da Kudà. — Ma quando, raccontava al-'Abbàs, il Profeta conquistò<br />

« Makkah e noi vedemmo la cavalleria sbucare da Kudà. io dissi : —<br />

* Sufjàn, ricordi la parola da te profferita ? -^ Egli mi rispose : —<br />

abù<br />

Io la<br />

«ricordo bene, sia lode ad Allah che mi guidò all'Isiàm!» (A gh ani.<br />

VI, 96, liu. 4-97, lin. 8) [T].<br />

§ 62. — (Muhammad b. (jarir al-^abari, da al-Baghawi, da al-Ghalàbi<br />

abù Kurayb Muhammad b. al-'A là, da Yiinus b. Bukayr, da Muhammad<br />

b. Ishàq, da al-Husayn b. Abdallali b. al-'Abbàs, da Ikrimah, da ibn Abbàs).<br />

Quando il Profeta — raccontava costui — scese in Marr al-Zaluàn, nella<br />

.spedizione per la conqui.sta di Makkah, al-'Abbàs b. "Abd al-Muttalib, e.s-<br />

470.


31. a. H. § o avvenire! ». E .sedutosi sulla mula del Profeta al-ba3'da<br />

la bianca), disse: « Voglio recarmi in al-Aràk per vedere se troverò un<br />

« legnaiuolo, o un lattiveudoh», o qualcuno che si rechi in Makkah, per<br />

« far loro note le posizioni del Profeta, sì che possano [avvertendo il peri-<br />

•< colo] domandar tregua. Mentre dunque io giravo in al-Aràk. nella ricerca<br />

•< di ciù ])cr tui era venuto, sentii le voci di abu Sufvàn. di Huka3ni I).<br />

« Hizàm e Budayl b. Wai-qà, i quali cercavano di appurare le notizie sul<br />

- Profeta, e sentii abu Sutyàn che diceva : —<br />

Non ho mai vi.sto tanti fuochi<br />

«(pianti questa notte. — E Budayl b. Wanja a rispondergli: — Questi<br />

- .sono, per AHaliI. i fuochi dei jvhuzà'ah, che la guerra ha .sollevati To ac-<br />

• cesi). — Ma abu Sutyàn osservò: — I Khuzà'ah sono troppo vili e bassi<br />

abù-1-Fadl? — Si — lisposi. — Ed egli:<br />

•< per tanto. — Avendo ricoiio.sciuta la sua voce [narra al-"Abbàs], gli dissi:<br />

« — abu ITanzalahy — Ed egli : —<br />

« — Eccomi; che notizie porti? - Kcco — dissi io — il<br />

Profeta è in marcia<br />

« verso di voi, con forze «ht- voi non potrete fi-onteggiare, con diecimila<br />

< Muslimun. — E che cosa mi consigli di fareV — Di cavalcare — gli ri-<br />

« sposi — sulla groppa di questa mula; e io ti otterrò la immunità dal<br />

«Profeta, perchè, per Allah! se egli s'impadronisce di te. ti mozzerà il<br />

« capo. — Allora egli cavalcò dietro a me, e mi mossi con lui sulla mula<br />

• di'] Profeta alla volta di co.stui. Tutte le volte che passavamo davanti ai<br />

• fuochi dei Muslimun, essi mi guardavano e dicevano: — Lo zio del Profeta<br />

• sulla mula del Profeta. — finche passammo dinanzi al fuoco (= alla tenda)<br />

• di 'limar li. al-Kliattàli. clic al vederci di.sse : — abu Sufyàn ? Lode sia<br />

ad Allah che ti ha dato in nostro potere senza condizioni! — e si affrettò<br />

• di recarsi dal Profetii. Ma io accelei'ai la mia mida, tenendo sempre in<br />

• g'"ppa ai)u Sufyàn, finche mi precipitai alla porta della tenda ciicolaro<br />

- fqubbah) precedendo 'Umar come una bestia pesante può avanzare un<br />

- uomo pe.sante. 'Umar, entrato dal Profeta, gli disse: — O lasul di<br />

- Allah, ecco ipji abiì Suf\-àn, che Allah ti dà nelle mani senza condiziftni.<br />

• concedimi che io gli mozzi il capo. — Ma io di.ssi: — () rasili di Aliali.<br />

• io l'ho preso sotto la mia piotezione. — Quindi sedutomi presso il Pro-<br />

- feta. gli presi per mano la testa e di.ssi: — Per Allah! non altri che io<br />

- sarà oggi il tuo confidente. — E poiché 'l^mar insisteva contro abu Su-<br />

- f\àn, io gli dissi: — Ba.sta. o 'limar, tu non fai questo .se non perch«''<br />

- egli appartiene ad 'Ahd Manàf: che se fosse dei baniì A


3'- a- H- « versione di al-Khattàb, se fesse avvenuta! — Allora il Profeta gli disse:<br />

at)ù Sufyàn.) * — ^^*' ^'^^ g^j abbiamo concessa la vita, e conducimelo domani da noi. —<br />

« ['Umar] lo condusse seco alla propria dimora, e al mattino seguente<br />

« lo menò al Profeta. Questi, veduto che l'ebbe, gli disse : —<br />

abù Su-<br />

« fyàn, non sarebbe tempo per te di riconoscere che non c'è altro Dio che<br />

* Allah ? — abù Sufyàn rispose : — Come sei amichevole, clemente e libe-<br />

« rale ! per Allah! io credo bene che se altro Dio vi fo.sse stato oltre Allah.<br />

« mi avreVjbe bene servito a qualche cosa! — Disse il Profeta: — Vuoi tu<br />

« o no, riconoscere la Verità, prima che, per Allah! ti si tronchi il capo? —<br />

« Allora abu Sufyàn fece la professione di fede, ed il Profeta disse ad al-<br />

« 'Abbàs: — Dal momento che abù Sufyàn ha fatta la professione, va, o<br />

« 'Abbàs, e trattienilo presso Khatm al-Gabal. dove la valle si restringe,<br />

« perchè gli passino innanzi gli eserciti di Allah. — Ma io gli dissi: — In-<br />

« viato di Allah! abù Sufj^àn è uno di quelli che amano segnalarsi, dagli<br />

« un incarico che valga nella sua gente ! — Si — disse il Profeta. — chiunque<br />

« entrerà nella casa di abù Sufyàn sarà salvo, chiunque entrerà nel tempio<br />

« sarà salvo, e coloro sui quali si chiuderanno le jiorte loro saranno salvi.<br />

« Allora io uscii con hai e lo condussi presso Khatm al-Gabal, alla gola della<br />

« valle, e sfilarono dinanzi a lui le tribù. Egli andava chiedendo :<br />

* sono costoro, o 'Abbàs? — Io rispondevo :<br />

—<br />

Chi<br />

—<br />

— Sulaym — a che egli: — Che<br />

« importa di Sulaym? — Quindi, al passaggio di un'altra tribù, mi chie-<br />

« deva: — Chi sono costoro? — Io rispondevo: — A.slam. — Ma egli diceva:<br />

« Che mi importa di Asiani? — Poi passarono quelli di Gruhaynah, ed egli<br />

« chiedeva : — Chi sono costoro? — Ed io : — Guhaj-nah. — Ed egli: — Che<br />

«m'importa di Gruhaynah? — finche passò il Profeta con la khadrà (la<br />

« folta) lo squadrone di cavalleria del Profeta, costituito dai Muhàgiùrn e<br />

« dagli Ansar, rivestiti di ferro così che non si vedevano di essi che le<br />

« pupille ; allora egli mi disse — : abù-1-Fadl, la potenza di tuo nipote<br />

« si è fatta colossale ! —<br />

Io risposi : —<br />

E il suo potere profetico ! —<br />

Allora<br />

« sì — diss'egli. — Va — gli dissero — a raggiungere ormai la tua gente,<br />

« e mettili in guardia. — Egli partì velocemente e si recò in Makkah. e<br />

« gridò nel tempio :<br />

Qurasiti, ecco Muhammad che vi viene incontro<br />

—<br />

« con forze a cui voi non potrete resistere! — Dissero: — Come fare? —<br />

Chiunque entrerà in casa mia sarà salvo. — ^Ma essi rispo-<br />

« Disse egli : —<br />

si sero : — La tua casa come può giovare a noi tutti? — Ed egli soggiunse :<br />

« Chiunque entrerà nel tempio, sarà salvo, e chiunque chiuderà le porte<br />

« di sua casa sarà salvo » (A gh à n i , VI, 97, lin. 8-98, lin. 22) [T.].<br />

§ 63. — (Muhammad b. Garir e Ahmad b. al-(xa'd, ambedue da Mu-<br />

- hammad b. Humayd, da Salamah b. al-Fadl, da Muhammad h. Ishàq, da<br />

472.


31. a. H. §§ 63-GB.<br />

Yahva b.<br />

'~<br />

'Abbàd, da 'Abdallah b. al-Zubavr; il quale narra:) Quando fu la ^^- ^- ^<br />

.<br />

^ " . . . . [NECROLOGIO. -<br />

giornata del Yannùk, mio padre mi lasciò indietro: ma io pre.si un cavallo ^bo Sufyan.l<br />

suo e mi mossi, e avendo visto una quantità di altri rimasti alla retro-<br />

guardia (??), tra i quali abù SufS'àn b. Harb, mi avvicinai ad essi. Ogni qual<br />

volta i Greci mettevano in rotta i Muslimùn. diceva abu Sufyàn: « Avanti, o<br />

« banù-1-Asfar I » : e quando i Muslimùn li respingevano, abii Sufyan diceva:<br />

I banù-l-Asfar, valorosi, sovrani dei Greci, non lasciano memoria di se!<br />

Quando Allah diede il successo ai Muslim, raccontai la cosa a mio padre,<br />

il quale disse: «Che Allah lo confonda! egli non ama che l'empietà; o<br />

« non siamo noi da preferire ai banù-1-Asfar? ». Quindi mi prese per mano<br />

e girando pre.sso i vari Compagni del Profeta, mi diceva: «Raccontalo<br />

« ad essi ». Io lo raccontavo ed essi si meravigliavano della sua empietà<br />

(Aghàni. VI, 98, lin. 22-30) [T.].<br />

Cfi-. Aìììuili, 15. a. H., § .56.<br />

Ahmad b. al-ó-a'd, da abii Humayd, da (xarir, da 'Amr b.<br />

§ 64. — (<br />

Thabit. da al-Ha,san). Si recò un giorno abù Sufyàn, dopo che ebbe per-<br />

duto la vista, da 'Uthmàn e gli disse: «C'è nessuno che (tenga) l'occhio<br />

« su di noi? *. — « No >, disse 'Uthmàn. — « Ebbene, il comando è cosa<br />

« mondana, e il potere è cosa areligiosa (propriamente « della età preisla-<br />

« mica » : Gàhiliyyah); or fa che i sostegni della terra (le « colonne della<br />

«società», come noi dicemmo) siano i banù Umayyah » (Aghàni. VI.<br />

98, lin. .TO-99, lin. 2) [T.].<br />

§ 65. — (Muharamad b. Hayj'àn al-Bàhili. da Umar b. Ali al-Ghallàs,<br />

da Sahl h. Yùsuf. da Màlik b. Mighwal, da As'ath b. abì-1-Sa'thà, da<br />

Maysarah al-Hanulàni. da abù-1-Abgar al-akbar). Si recò abù Sufyàn da<br />

'Ali b. abi Tàlib e gli disse : « O abù-1-Hasan, come mai questo potere è<br />

« nei più deboli e meno numerosi [per parentela] tra i Qurasiti? Se tu<br />

« vuoi, io riempirò la terra di cavalli e di uomini contro di loro ». Ma 'Ali<br />

b. abi Tàlib gli rispose: « abù Sufyàn, per tanto tempo tu fosti ostile al<br />

« Profeta e ai Credenti, ma ciò non fece loro alcun danno; noi abbiamo tro-<br />

« vato abù Bakr l'uomo del caso (adatto al nostro bisogno)» (A gli ani,<br />

VI, 99. lin. 2-8j [T.].<br />

§ 66. — ''Muhammad b. al-'Abbàs al-Yazidi. da al-Riyàsi; diceva<br />

costui:; ibn 'A-isah mi recitò i seguenti versi composti da abù Sufyàn,<br />

quando fii eletto abù Bakr:<br />

I QuraVH, dopo un periodo di grandezza e di l'orza, divennero servi


§§ (i7-«lt. 31. a. H.<br />

31. a. H. § 67. — (Ahiuad b. al-(jraVl, da Muhammad b. Humayd, da Gfarir,<br />

«bo Sufyàn.] *1^ 'Aiiir b. Thàbit, da al-Hasan). Quando Tthmàii fu elevato al califfato,<br />

al>u Sufj'àn entrò da lui e gli disse: «O voi banù Umayyah. il califfato<br />

« era toccato sinora a Taym e ad 'Adi, tanto che ne era venuta loro l'ani-<br />

« bizione ; ora esso è nelle vostre mani, prendetelo dunque tra di voi, coniti<br />

«si prende la palla [al balzo]; per Allah! non esiste ne Paradiso, né Iii-<br />

« terno (queste parole o simili)». Ma 'Uthmàn gli gridò: «Va via, clic<br />

« Allah ti castighi come meriti ». Di simili particolari su abii Sufyàn se<br />

ne raccontano numerosi, che sarebbe lungo menzionare (A gh a ni . VI,<br />

99, lin. 11-16) [T.].<br />

§ 68. — (Spedizione di al-Sa\viq). Questa spedizione accadde<br />

dopo la battaglia di Badr. Infatti abù Sufyàn giurò che non avrebbe toc-<br />

cato il suo capo l'acqua di purificazione (ganàbah), e che egli non avrebbe<br />

bevuto vino, finché non avesse combattuto contro il Profeta. Si mosse<br />

dunque con un certo numero dei suoi, ma non feco nulla, tanto che i<br />

Qurasiti lo misero in ridicolo, e dissero : « Vi siete mossi soltanto per andare<br />

« a mangiare del sawiq», così che la spedizione si chiamò di al-Sawiq<br />

(Aghàni, VI, 99, lin. 24-27) [T.] (cfr. 2. a. H., § 99).<br />

§ 69. — (Muhammad b. Grarir, da Muhammad b. Humayd, da Sa-<br />

lamali 1). al-Fadl, da Muhammad b. Ga'far b. al-Zubayr e da Yazìd b.<br />

liumàn, da 'Ubaydallah b. Ka'b b. Màlik, tra i più colti fra gli Ansar;<br />

raccontava costui :) Quando abù Sufyàn tornò indietro da Badr (ed egli<br />

era tornato prima degli altri Qurasitij, giurò che non avrebbe toccato<br />

acqua di purificazione, finché non avesse fatto una sj^edizione contro Muhammad.<br />

Si mosse dunque con duecento cavalieri di Qurays per adem-<br />

piere al suo giuramento, e prese la via di al-Nagdiyj^ah, finché si fermò in<br />

Sadr Qanàt, presso il monte detto Tubt, ad una giornata di corriere o<br />

quasi da Madinah. Quindi sul far della notte si mosse, finché giunse a<br />

notte avanzata dai banù-1-Nadìr, e si recò da Yahj^a b. Akhtab in Ya-<br />

thrib, battendo alla sua porta. Ma costui ebbe timore, e rifiutò di aprirgli,<br />

per il che abù Sufj'àn si recò da Sallàm b. Mi.skam, che era il capo dei<br />

banù-1-Nadir e depositario del loro tesoro, e gli chiese di entrare. Questi<br />

lo introdusse, gli diede da mangiare e da bere, e s'informò ila lui della<br />

sua spedizione (?). Quindi sulla fine della notte si mosse, e venne ai suoi<br />

e sperò di alcuni Qurasiti in Madinah. Costoro giunsero ad uno dei din-<br />

torni della città chiamato al-'Arld, e posero il fuoco alle mura di un pal-<br />

meto che vi si trovava, poi avvicinatisi ad un individuo degli Ansar, e<br />

ad un suo halif che si trovavano in \\n loro seminato, li uccisero, e tor-<br />

narono sui loro passi. La gente intanto ricevette l'allarme della loro pre-<br />

474.


31. a. H. §§ 69-7-2.<br />

si'uza. il Profeta usci alla ricerca di essi, spingendosi sino a Qarqarat ^^- ^- "•<br />

.-,. .,,,_-,: .<br />

al-Kudr, poi tornò indietro, poiché abu buiyàn e i suoi erano già fuggiti, abu Sufyàn.]<br />

ed essi (= il Profeta e i suoi) avevano veduto le munizioni da loro abban-<br />

donate nei campi, per essere più leggieri alla fuga. Quando il Profeta<br />

tornò, i Muslimùn gli dissero: «Vuoi che facciamo una spedizione?». Ri-<br />

spose: «Sì», abu Sufyàn nel prepararsi alla partenza da Makkah, aveva<br />

composto i seguenti versi, incitando i Qurasiti :<br />

voBtra preda.<br />

;li Attaccate Yathrib e le loro forze; poiché ciò che essi hanno raccolto sarà la<br />

(2) Se la giornata di al-Qulayb tu una vittoria per loro, gli avvenimenti successivi<br />

si volgeranno in vostro favore.<br />

i3) Io giuro di non avvicinare le donne, e che il mio capo e la mia pelle non toc-<br />

cherà l'acqna,<br />

ardono.<br />

(4) liuchè le schiere degli Aws e dei Khazrag siano disperse; poiché le mie viscere<br />

.\ che gli rispose Ka'b b. Malik :<br />

1; O dolore della madre dei prosternanti lett. di coloro che dicono s u 1) li àna-1 Inli ;<br />

è intesa Makkah Vi per l'esercito di ibn Harb, sfasciatosi in al-Harrah !<br />

(2) O lascerete che i vostri uomini dalla gobba dorsale [del camelo] salgano alla sommità<br />

del monte? =: tentino di sollevarsi oltre le loro capacità?i.<br />

*<br />

(3) Vennero con una accolta di uomini [cosi esigua], che il loro accampamento, se<br />

si fosse misurato, sarebbe stato conze il luogo di fermata di al-Duwal iVj.<br />

(li Privo di successo, di forza e del valere delle genti di al-Bathii e di al-Asal.<br />

(Agli ani. VI, 99, liu. -27-100, lin. 20) [T.].<br />

§ 70. — Ci narrò al-Hasan b. 'Ali al-Khaffàf, da al-Hàrith b. abi<br />

Usàmah. da Sulaymàn b. Sa'd, da al-Wàqidi, che la spedizione di al-Sawiq<br />

avvenne nel Dzu-1-Qa'dah dell'anno 2 della Higrah (Aghàni, VT. 100,<br />

lin. 21-22) [T.].<br />

Cfr. 2. a. IL, § 99.<br />

§ 71. — Nell'anno 31. 11., secondo al-Wàqidi, cessò di viveio, in età<br />

di 88 anni, abu Sufyàn b. Harb (T a bari, I, 2871).<br />

Cfr. anche Athir, III, 102; A bui feda, II, 2()6.<br />

§ 72. — La madre di abu Sufyàn era Safiyyah bint Harb al-Hilà-<br />

liyyah, zia paterna di Ma5-mùnah moglie del Profeta. Si dice che abu Sufyàn<br />

avesse dieci anni più di Maometto. Fu uno degli a I-m u • al 1 afah<br />

qulùbuhum. Secondo altri il Profeta lo fece governatore dtd Nagràn,<br />

ma al-Wàqidi contesta la verità della notizia, dicendo che abu Sufyàn era<br />

in Makkaii quando mori il Profeta, e luogotenente in Nagràn era Amr<br />

b. llazm. Trasmise tradizioni ad ibn Abbàs, a Qays b. Hàzira, al figlio<br />

Mu'àwiyali.<br />

Secondo al-Madà-ini, mori nell'anno 34. H., ma altii pongono la sua<br />

luorte nell'anno 31. o nel 32. H. Alcuni gli attribuiscno o novantatre<br />

i> ottantotto anni (Hagar. II. 477-480, n. 8519).<br />

17.0.<br />

^ . . [NECROLOGIO. -


abù Sufyàn.<br />

7-2-75. 31. a. H.<br />

3t. a. H. Cfr. auclu- Athir Csd. V, 316;<br />

'''-1J"su'"f?^n'.f'<br />

"<br />

Dzalial.i Tagiid, I, 282, n. 2686; II, 185, n. 2026;<br />

Hagar Tahdzib, IV, 411, n. 708;<br />

al-Isti ab, 700, n. 3117.<br />

§ 73. — Dopo essere stato pi'esente alla battaglia del Yarmùk insieme<br />

con la moglie Hind, abù Sufyàn ritornò a MadLaah e vi morì nel 31. II.<br />

in età di 87 anni, altri affex-mano però che egli morisse in Siria (Balà-<br />

dzuri, 135).<br />

Ctr. anche Baethgen Frag., 112;<br />

Dzahabi Ta.rìkh, MS. Paris, I, fol. 156,r.;<br />

Mahàsin, I, 98;<br />

Ya'qùbi, II, 195, Un. 13-14, lo dice morto nel 31. H.;<br />

Yàqùt, Indice, VI, 478.<br />

§ 74. — Il Profeta gli diede da gestire le sadaqàt di al-Tà'if. Perde<br />

un occhio col Profeta nella spedizione di al-Tàif, e divenne cieco, perdendo<br />

l'altro occhio al Yarmuk prima di morire a Madinah l'anno 32. H., a 88 anni.<br />

Sua madre fu Safiyyah bint Hazn dei Qa3^s 'Aylàn ecc.<br />

Suoi figli furono :<br />

1" Mu'àwiyah (da Hind bint 'Utbah b. Rabi'ah) ;<br />

2" umm Habibah (Ramlah) ;<br />

3" Aminah;<br />

4" Amr;<br />

5° Hind:<br />

6° Salihrah;<br />

7° 'Utbah (da Hind bint 'Utbah);<br />

8'^ Gruwayriyyah (ibid.) ;<br />

9" umm al-Hakam (ibid.) ;<br />

10° Hanzalah;<br />

11" An basali;<br />

12° Muhammad;<br />

13° Ziyàd;<br />

14° Yazid;<br />

16" Ramlah al-sughra ;<br />

16° Maymunah.<br />

(Qutaybah, 35, 174, 175) [M.].<br />

§ 75. — (ibn Qutaybah). Quando andava un vicino da abù Sufyàn,<br />

questi gli diceva : « Tu m' hai scelto vicino. Quello che farai tu di male<br />

« sarà su di me, senza tuo danno, e se qualcuno ti farà del male, disponi di me<br />

«come il bambino della sua famiglia» (Qutaybah 'Uyùn, 387) [M.].<br />

476.


31. a. H. § 76.<br />

8 76. — Tra le figlie sue è nominata anche al-Fàriah bint abi 8u- ^^- * "•<br />

[NECROLOGIO.<br />

.<br />

tyàu b. Harb, sorella di umm Habibah. che andò sposa ad abù Aliniad b. abu Sufyan.j<br />


5§ 7(!, 77. 31. a. H.<br />

31. a- H. Kalbi, MS. Brit. Mus. Acid., 23, 247, fol. 16,r., lin. ó.lfi,v.. lin. poìiult.<br />

'^\rs°'"fy?n'.r<br />

I sioni<br />

"<br />

Khaldun Proleg., I, 187, 188; III, 49;<br />

Khallikàii, vers. De Slane, IV, 242, 243, 247 e segg. ;<br />

Khulàsah, 172;<br />

Lammens Moawia, 70, 79,88-89, 157, 160, 209,229, 256,263,413:<br />

Maqqaii, ed. Dozy, I, 666;<br />

Maqrizi Nizà", 16, lin. 8-19, lin. 3;<br />

Ma.s ùdi, IV, 143, 160, 179, 276, 323; V, 20, ecc. ; cfi-. /wcfece, 105;<br />

Mubarrad, 29, lin. 17; 140, lin. 21; 180, lin. 11, 13, 16: 190, lin. 3.<br />

5, 6; 710, lin. 11;<br />

Muir Mahomet, cfr. Indice, 342;<br />

Muslim, II, 264;<br />

Nawawi, 726;<br />

Nicholson, Lift. Hist. Arabs, 124, 175, 195;<br />

Qutb ai-din, 16;<br />

Rustah, 215, 224;<br />

Saad, II, 1, pag. 97;<br />

Sprenge"r, Leb. Muh., I, 113, 257, 640 nota, 641 nota; II, 110<br />

e segg., ecc.; cfr. Indice, 558;<br />

Sujùti Kanz al-'Umniàl, VII, 94;<br />

T abari, I, 1230, 1242, ecc.; cfr-. Indice, 238;<br />

Tanbìh, 234, 240, 245-247, 250, 294;<br />

Wardi, L 162;<br />

Wàqidi Wellhausen, 33, 40, 42, 44, 46, 48, 65, 73, ecc.; cfr. In-<br />

dice, 446;<br />

Ya'qiibi, II, 45, 47, 51, 57-60, 64, 65, ecc.; vir. Indice, pag. xix.<br />

§ 77. — abù Sufyàn è un'altra di quelle eminenti figiu-e storiche dei<br />

primordi dell' Islam, per le quali noi abbiamo la sicura intuizione della<br />

loro grande importanza, ma purtroppo non abbiamo il modo di appurare<br />

con precisione quale e quanta fosse l'opera loro personale, né quale sia la<br />

loro vera figura morale, abù Sufyàn fri un tempo il capo della comunità<br />

makkana nel momento più difficile deU'esistenza della medesima, ossia<br />

quando Maometto si accingeva ad impadi'onii"si della città santa (cfr. 10. a. H.,<br />

§ 107), e come capo fu riconosciuto per volontà della maggioranza, perchè<br />

essa in lui vide l'uomo di maggior valore ed abilità. In abilità diploma-<br />

tica egli tu degno emulo del Profeta e va ascritto a merito di abù Sufyàn<br />

l'abilità con la quale furono strappate a Maometto le più larghe conces-<br />

a favore dei Qurays, che ritennero la loro fede antica e si dichiararo>no<br />

nominalmente musulmani solo quando Maometto li ebbe colmati di doni.»<br />

478.


31. a. H. §§ 77, 7a.<br />

Chi ffiudicasso superficialmente dal contenuto delle tradizioni l'opera 3i- *• ^<br />

, T^ / , , T 1 (NECROLOGIO.<br />

di abu Suf\-an dopo la resa di Makkali al Profeta, potrebbe credere che ^[,0 Sufyàn.|<br />

abù Sufvàn sia stato quasi oppresso e messo in disparte dall' irrompere<br />

impetuoso dei nuovi e grandi avvenimenti politici e militari, abu Sufvàn<br />

sembra intatti scomparire dalla scena e le menzioni di lui nelle tradizioni<br />

sono sempre occasionali ed in apparenza fortuite. Apparo come una figura<br />

del tutto secondaria. Ma questa impressione è errata, abu Suf'yàn fu sovrat-<br />

tutto un mercante assai avveduto né pare egli avesse l'amlìizione del potere<br />

personale e la vanità dell" imperio. Era di quegli uomini ai quali conviene<br />

assai più tenersi nell'ombra e guidare gli eventi senza mostrarsi in prima<br />

linea: cos'i egli si contentò di mandare innanzi i propri tìgli, non disdegnò<br />

«li servire .sotto gli stessi figli suoi per così cooperare alla potenza ed alla<br />

gloria sempre maggiori della sua famiglia, lasciando il godimento di tutti<br />

i vantaggi alla generazione più giovane.<br />

Si vuole che egli abl)ia perduto la vista negli ultimi anni della sua<br />

vita : ciò può aver contribuito a deciderlo di rimanere nell'ombra, ma non<br />

diminuì in nulla la sua facoltà di abile negoziatore ed in nvdla diminuì<br />

l'efficacia dell'opera sua politica. La sua posizione sociale già forte vivente<br />

il Profeta, crebbe ognora sotto i suoi successori, e dacché il suo finissimo<br />

intuito della realtà delle co.se lo indasse a dare tutto il suo appoggio ai<br />

più fidati amici di Maometto, contribuì con il consenso della stirpe umayyade<br />

ad a.ssicurare l'elezione di abù Bakr. Ne ebbe subito l'atteso compenso con<br />

la nomina del figlio maggiore Yazid al più importante dei comandi in Siria.<br />

Kgli seppe ciicuire anche il secondo Califfo "Umar e farsene un fido alleato<br />

• • cointere.ssato.<br />

'Umar, per affermare la posizione del califfato ed otte-<br />

nerne il riconoscimento, dovette appoggiarsi sempre più agli Umayyah ed<br />

ti loro amici qura.siti. Quando un assassino troncò la vita di 'Umar, si può<br />

dire che la carica più alta dello Stato islamico fosse già completamente<br />

in potere del partito umayyade ed abù Sufyàn, da dietro il trono, teneva<br />

in mano le redini del potere sotto il successore di 'Umar. Se 'Utjimàn<br />

• questi.<br />

iivenne Califfo nell'anno 23. H., ciò fu opera sicuramente di abù Sufyàn<br />

na.Mfx>8to dietro il congiunto Marwàn b. al-IIakam, uomo di grande<br />

valore ]H)\it'u:o, guidò la politica interna del cadente Califfo.<br />

§ 78. -- Tutta questa campagna di progressivo accaparramento del<br />

grande accorgimento e rimase in parte inavvertita,<br />

potere fu fatto con .<br />

ma l'uomo p- (litico, per quanto sagace, non tutto può prevedere, e gli errori<br />

dell'amministrazione 'umariana crearono le complicazioni rli cui 'l^tjimàn<br />

•u la vittima. no|>o la tragedia dell'anno .35. H.. l'opera di abu Sufyàn,<br />

interrotta dalla rivoluzione, fu ripresa con accorgimentfj anche maggiore<br />

17:»


§$ -iHS\. 31. a. H.<br />

31. a. H. dal figlio Mu'àwiyah, al qiiale toccò in sorte di giungere alfine al culmine<br />

[NECROLOGIO. - ... ., ,. '<br />

abu Sufy&n.] ambito: il califfato.<br />

abu Sutyàn comprese i tempi, e quando intuì che Maometto avrol^be<br />

trionfato, con spirito aperto ad ogni novità si gettò nel movimento con tutte<br />

le sue forze, perchè, vedendo lontano nell'avvenire, lòr.se assai più che gli<br />

altri suoi contemporanei, comprese come il movimento in principio ostile alla<br />

sua famiglia, sarebbe ridondato interamente a vantaggio della medesima.<br />

La tradizione musulmana ha cercato di metterlo in cattiva luce, ma<br />

solo perchè è il capostipite della prima dinastia umayyade : possiamo però<br />

leggere tra le righe che le insinuazioni contro abu Sufyàn non sono ispi-<br />

rate a sensi passionalmente malevoli. Dai primordi dell'Isiàm è venuta<br />

confusa l'eco di sentimenti benevoli verso abu Sufyàn: forse l'amicizia<br />

segreta di abu Sufyàn con il Profeta impose un freno alla maldicenza e<br />

diffuse un'atmosfera propizia intorno al vecchio qurasita, il quale con il<br />

suo contegno ritirato e schivo non venne direttamente a cozzare contro<br />

altre ambizioni.<br />

abu Talhah al-Ansari.<br />

I 79. _ abiì Talhah al-Ansàri, Compagno del Profeta, combattè a<br />

Badr, morì o nel 31., o nel 32., o nel 51. H. (Athir, ILI. 102).<br />

§ 80. — abii Talhah al-An.sàri, ossia Zayd b. Sahl b. al-Aswad b.<br />

Hizàm b. 'Amr b. Zayd Manàh b. 'Adi b. 'Amr b. Màlik b. al-Naggàr al-<br />

Ansàri al-Madani.<br />

Fu ad al-'Aqabah, a Badr, a Uhud, alla Trincea, e a tutte le cam-<br />

pagne insieme col Profeta.<br />

Fu uno dei nuqabà- (cfr. Indice ai voli. I-II. pag. 1400).<br />

Gli si attribuiscono 92 hadith. al-Bukhàri e Muslim ne accettano<br />

due in comune, e al-Bukhàri un altro, e Muslim altri.<br />

Morì a Madinah nel 32. H., secondo altri nel 34. H. a sessant'anni.<br />

E i più dicono che morì a Madinah ;<br />

masqi, morì in Siria, e secondo altri nel mare, in razzia.<br />

secondo<br />

però abu Zur'ah al-Di-<br />

abu Talhah visse quarant'anni dopo il Profeta. Ma ciò è in contrasto<br />

con quanto s' è detto, esser egli morto cioè il 32. o 34. H. Su di lui pregò<br />

'Uthmàn.<br />

II Profeta diceva che la voce di abu Talhah nell'esercito era più efiì-<br />

cace che una schiera di uomini (Nawawi, 732-733) [M.].<br />

§ 81. — (a) Il suo nome era Zayd b. Sahl b. al-Aswad b. Haràm b.<br />

'Amr b. Zayd Manàh b. Adi b. 'Amr b. Màlik b. al-Naggàr.<br />

Sua madre era 'Ubàdali bint Màlik b. 'Adi b. 'Amr b. Màlik b. al-Naggàr.<br />

4WJ.


Due tigli, 'Abdallali e abii 'Umayr, gli generò umm t>ulaym biiit Milliàn 3i. a. h.<br />

b. Khàlid b. Zayd b. Haiàiu b. (juudub b. Amir b. Ghauni b. 'Adi b. ^bu Taihah ah<br />

ai-Naggàr [madre di Auas b. Màlik : Athir Usd, II, 2a2](;Saaa. Ili, 2, A"sàri.i<br />

pag. 64, 1ÌB. 2-6) [M.].<br />

(6) (Ma'n b. Isa. da abu Taihah, dai figli di abù Taihah). Aveva nome<br />

Zayd. ed è quegli che dice :<br />

Io sono abù Talliali, e il mio nome è ZayJ, u ogni giorno le mie arnii fan preJa.<br />

(Saad, III, 2. pag. 64,lin. 7-12) [M.].<br />

(c) (Muh. b. 'LTmar). abù Talhali fu ali" Aqabah con i .settanta Ansar,<br />

secondo tutti i tradizionisti. Fu a Badi-, a Uhud e alla Trincea, ecc. (Saad,<br />

III, 2. pag. 64, lin. 12-16j [M.].<br />

(rf) (Muli. b. [Tmar, da Abdallah b. Ga't'ar, da Sa'd b. Ibràhlm, da<br />

Muli. b. Salili, da 'Asim b. 'Umar b. Qatàdah). II Profeta lo affi-atellò con<br />

.\iiiam b. al-Arqam al-Makhzumi (Saad, III, 2, pag. 64, lin. 10-17) [M.].<br />

§ 82. — («) ('Atìan b. Muslim, da Hammàd b. Salamah, da Thàbit,<br />

da Ana.s b. Màlik. da abù Taihah, il quale narra:; Alzai la testa il giorno<br />

di Uhud, e guardando, non vidi alcuno che non pericolasse sotto lo scudo<br />

dal sonno (Saad, III. 2, pag. 64, lin. 17-20; [M.].<br />

(6)<br />

(Muli. b. 'Abdallah al-Asadi e Qabisah b. 'Uqbah. da Sulyàn, chi<br />

'Abdallah b. Muh., da Aqil, da (ràbir o da Anas b. Màlik j. Il Profeta<br />

dùsse che la voce di abù Taihah nell'esercito era migliore di mille uomini<br />

(Saad, m, 2. pag. 64, lin. 20-23) [M.].<br />

(e) (Muli. 'Umar;. abù Taihah era un uomo di gian voce e rinomato<br />

arciere tra i Compagni del Profeta (Saad. III, 2, pag. 64. lin. 23-25) [M.|.<br />

(fi) (Yazid b. Uàrùn, da Ilammàtl b. Salamah, da Ishàq b. Abdallah<br />

b. abi Taihah, da Anas b. Màlik;. Il Profeta disse a Hunayn che chi avesse<br />

ucciso un nemico ne avrebbe avute; la preda. E abù Taihah no uccise<br />

venti, e pigliò le loro prede (Saad. Ili, 2, pag. 64, lin. 25-65. Un. 1) [M.J.<br />

§ 83. — (a) l^Muh. b. 'Abdallah al-Ansàri, da liisani li. ria.ssàn, da<br />

Muliammad b. Sìriu, da Anas b. Malik). [Riassunto.) A prop


31. a. H.<br />

(^c) (Yazid 11. nàiiìii, da Huniayd al-Tavvil, da Anas b. Màlik). abu<br />

^'Ibu Taihah al- T'^lhah digiunava al tempo del Profeta, e non cessò di farlo dopo la sua<br />

Ansàri.j luorte, salvo impedimento di malattia o di viaggio (8 a ad, III, 2, pag. 65,<br />

. sepolto<br />

lin. 15-18) [M.j.<br />

§ 84. — (a) abu Taihah tirava d'arco davanti al Profeta il di di Uliud,<br />

mentre il Profeta eia dietro, e teneva lui a mo' di scudo. Tirava, e quando<br />

alzava la testa, guardava dove cadeva la freccia. E abu Taihah alzava la<br />

testa, e diceva : « Così sian tuo riscatto mio padre e mia madre! Non ti toc-<br />

« cherà alcuna freccia, se io ti starò davanti ». E abu Taihah gli andava<br />

davanti, dicendo: « Io sono duro, o Profeta, mandami dove credi > (Sa ad,<br />

III. 2, pag. 65, lin. 18-27; [M.].<br />

(6) ('Affàn b. Muslim, da Hammàd b. Salamali, da Thàbit, da Anasj.<br />

abu Taihah si cauterizzò, e cauterizzò altri per via della paralisi boccale<br />

(laqwah) (Saad, III, 2, pag. 65, lin. 27-28) [M.].<br />

(e) (Yazid b. Hàrùn, da ibn 'Awn, da Amr b. Sa'id, da abu Taihah).<br />

« Ero r i d f del Profeta il dì di Khaybar » (S a a d ,<br />

III, 2, pag. 66, lin. 1-2) [.M.].<br />

§ 85. — (a) (Muli. b. 'Umar). abìi Taihah era uomo bruno, medio di<br />

statura (marbù'); non cambiò i capelli. Mori a Madinah l'anno 34. H.<br />

Pregò su di lui 'Ut^màn, che aveva allora scttant'anni.<br />

Quei di al-Basrah invece raccontano ch'egli morisse in mare, e fosse<br />

in un'isola (Saad, III, 2, pag. 66, lin. 2-6) [M.j.<br />

(6)<br />

('Afifan b. Muslim, da Hammàd b. Salamah, da Thàbit e 'Ali b.<br />

Zayd, da Anas b. Màlikj. abu Taihah lesse questo versetto : « Andate, leg-<br />

« gieri e grevi » (Qur'àn, IX, 41), Ed egli disse: « Iddio ci chiama vecchi<br />

« e giovani : preparatemi a viaggiare ». E i figli a cercar di convincerlo<br />

che egli aveva già combattuto abbastanza, e non era necessario altro : essi<br />

d'altronde avrebbero combattuto per lui. Ma egli insistè. E andò in mare,<br />

dove morì. Dovettero attendere sette giorni per trovare un'isola in cui sep-<br />

pellirlo. Frattanto non si decompose (Saad, III, 2, pag. 66, lin. 6-11) [M.j.<br />

(e) (Muh. b. 'Limar e 'Abdallah b. Muli. b. 'Umàrah al-Ansàri). abu<br />

Taihah ebbe discendenza a Madinah e ad al-Basrah.<br />

E Abdallah b. Muh. b. 'Umàrah e la famiglia di abu Taihah e di<br />

Nubayt b. Gràbir e di 'Uqbah b. Kudaym si ereditavano fra loro, lasciando<br />

indietro (dùn) [gli altri rami deij bania Maghàlah e i banù Hudaylah<br />

(Saad. Ili, 2, pag. 66. lin. 6-14) [M.J.<br />

Cfr. Wiistenfeld, Geneal Tal, n. 20.<br />

§ 86. — (a) (ibn Qutaybah). Ebbe in moglie umm Sulaym bint Milhàn.<br />

che fu madre di Anas b. Màlik, e suo fi-atello era Haràm b. Milhàn (Qutaybah,<br />

1.38) [M.j. —Cfr. al-Isti'àb, 672, n. 2950.<br />

482.


31. a. H. § w.<br />

(6) La moglie, quand'egli (abù Talhah) la corteggia \a, ilomandò come<br />

dote a lui che si facesse musulmano. Ed essa ebbe così la più bella dote<br />

che potesse toccare a donna musulmana.<br />

abù Talhah scavò la tomba del Profeta : morì<br />

() il 32. H. :<br />

nel 34., o nel 38.,<br />

o, secondo al-Madaini. n.-l ."il. II. (Athir Usd. TT, 232-233)<br />

[M.].<br />

(e) Secondo ibu al-.\thii- si uni in fi-atellanza con abu 'Ubaydali b.<br />

al-Grarrah.<br />

Sarebbe morto, secondo Anas, nell'anno 51. 11. Ma questa notizia pare<br />

velica dal desiderio di accordare la data della sua morte con la notizia<br />

che egli digiunò, dopo morto il Profeta, quarant'anni (Athir Usd, V,<br />

334-335) [M.].<br />

Cfr. anche :<br />

<strong>Annali</strong>, Indici ai voli. I. li. Ill-N';<br />

Atjiir. II, 102, 222, 252: III, 39, 52. 53. 102;<br />

Bukhàri, I. 370. lin. 5-17: II, 191, Un. 3-14; 194, lin. 8-17;<br />

Bukhàri (vers. fi-anc), I, 475-470; II, 270, 274-275;<br />

Bukhari Taiikh, 34;<br />

Caussin de Perceval, III. 91;<br />

Dzahabi Tadzhib, MS. Berlin Sprenger, 171, fol. I81,v.-182,r.<br />

(t 34. a. H.j:<br />

Dzahabi Tagrid, I, 213. ii. I!i(i9; II, 192. n. 2101;<br />

Dzahabi Tarikh. MS. Paris, I, fol. 162,v.;<br />

(lawzi. MS. Costant., I, fol. !t7,v. :<br />

Hagar. II. .52-54, n. 2890 (f 51. a. H. i : IV. 208, u. 069;<br />

Hagar Tahclzib, IH. 414, n. 855:<br />

Flagar Taqrili, 05 (col. i)<br />

;<br />

Hanbal Musnad. TV. 2S-.'J]<br />

Hi.sàm, 504:<br />

:<br />

l\iiamis, II. 288 ini. 4- IO + 32. fi li.<br />

KhuIàsah, 128:<br />

Mahasin, I. 103. lin. 4-0 (t 34. a<br />

Musi ini. II. 2.50:<br />

T a b a r i . I. I 52S. 1 722. 2895. ecc. ;<br />

T a bari Zotenberg, III. 575;<br />

T a kI> r i b i r d i . MS.<br />

II.<br />

Paris, 1 551 . thl. 1 5,r. ;<br />

(ti-, quell'annata, ij 238);<br />

cfr. Indice, pag. 297;<br />

Wàqidi WeiUiausen, 87, 110. 125. 137. 2!t0. MA)<br />

W li s t e n f e I d K e g i h t e r . 439 ;<br />

Yàqùt, I. 431. 784; cfr. Indice, pag. 487.<br />

W\.<br />

31. a. H.<br />

(NECROLOGIO. -<br />

abù Talhah al-<br />

Ansàri.l


31. a. H. al-Tufayl b. al-Hàrith.<br />

'^1?u?ay°°b'°ai^ § 87. — al-Tutayl b. al-llàrith b. 'Abd al-Muttalib b. Hàsim b. 'Abd<br />

Hàrith., Manàf, e suo fratello al-Husayn b. al-Hàrith, Compagni del Profeta, com-<br />

batterono insieme a Badr e a Uhud e morirono ambedue nell'anno 33. U.<br />

Secondo altri la loro morte è da porsi o nel 31. o nel 32. H. (Athir,<br />

III. 115).<br />

Cfi". Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 152,r.<br />

§ 88. — al-Tufayl b. al-Hàrith b. al-Muttalib b. 'Abd Manàf b. Qu.sa\y<br />

ebbe a madre Sukha\'lah bint Khuzà'i al-Thaqafiyyah, madre di 'Ubaydah<br />

b. al-Hàrit_h. (Essa era però anche la madre di al-Husayn b. al-HàritJi :<br />

cfr. Saad, III, 1, pag. 36).<br />

Tra i figli suoi ebbe 'Amir b. al-Tufajd.<br />

Il Profeta lo unì in fratellanza con al-Mundzir b. Muh. b. Uqbah b.<br />

Uhayhah b. al-Grulàh (versione di Muh. b. Umar), oppure con Suf^'àn b.<br />

Nasr b. 'Amr b. al-Hàrith b. Ka'b b. Za^d b. al-Hàrith al-Ansàri (versione<br />

di Muh. b. IshàqV<br />

Secondo Muh. b. 'limar, al-Tufayl fu a Badr, a Uhud e a tutti i fatti<br />

d'arme insieme col Profeta. Mori nell'anno 32. H., a 70 anni (Saad. Ili,<br />

1, pag. 35) [M].<br />

§ 89. — Secondo alcuni al-Tufaj-l, mori nell'anno 31. H. — al-Tufayl<br />

e al-Husayn morirono lo stesso anno, ma al-'Tufa^d morì quattro mesi prima<br />

(Athir Usd. Ili, 52) [M.].<br />

Dzahabi Paris, l, fol. 156, r., lo pone tra i morti dell'anno 32. H.<br />

Cfr. anche Athir, II, 181, 239; IIL 132;<br />

Athir Usd, III, 52:<br />

Balàdzuri Ansàb, MS. Costant., fol. 816,v. ;<br />

Dzahabi Tagrid, I. 296, n. 2818;<br />

Dzahabi Ta-rìkh, MS. Paris, I, fol. 156,r.;<br />

Gawzi. MS. Costantinopoli, I, fol. 92, v. ;<br />

Hagar, II, 574, n. 8735;<br />

Hisàm. 322. 486;<br />

al-Isti'àb. 216, n. 876;<br />

Ma ha sin, I, 97. lin. 18-20 (f nel 30. a. H.);<br />

Sprenger, Leb. Muli., I. 437:<br />

Tabari, I, 1441, 1775; III. 2310, 2432:<br />

Taghribirdi, MS. Paris, 1551, fol. 10,v.;<br />

Wàqidi Wellhausen, 83;<br />

Yàqùt, Indice, pag. 486.<br />

484.


32. a. H.<br />

12 Agfosto 05:^—1" Agresto 6o3


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-«-n,.cxi-»o:c-222£2'^22SsaS?SSSSSSS''"°""°*^**2 = 2!222£S22SsS?iSSSSSS<br />

48fi.<br />

a


32. a. H.<br />

PERSIA. — La fine della conquista del Khuràsàn.<br />

§ 1. — La cronologia di questi avvenimenti, come del resto di tutti<br />

quelli che si riferiscono alla conquista dell'altipiano iranico, non è sicura,<br />

ma l'ultima parti- si può accettare come molto probabile. È quella cioè che<br />

si riferi.sce all'ultima parte della conquista, quella delle regioni più vicine<br />

al corso dell'antico fiume Oxus. Colà gli Arabi incontrarono qualche mag-<br />

giore difficoltà per la pre.senza di numerose schiere; ma non vi fii, a quanto<br />

ci cousta, alcun gravissimo ostaculu al trionfo delle armi musulmane; onde<br />

i particolari un poco drammatici, che leggiamo nelle .seguenti tradizioni,<br />

.sono del .solito tipo quasi convenzionale e vanno perciò trattati come orna-<br />

menti tradiziouistici. non come fatti storici.<br />

La figura principale della campagna è .sempre al-Ahnaf b. Qays, il<br />

capo tamimita di al-Hasrah. mentre il generale in capo, 'Abdallah b. 'Àmir,<br />

è tenuto costantemente in .secoiula linea. Non ci è chiaro .se ciò sia arti-<br />

ficio tradizionistico per togliere ad ibn 'Amii', creatura di 'Ut_hmàn, ogni<br />

merito nella conquista, o se sia veramente dovuto a poca perizia belliea<br />

di 'Abdallah b. '.^mir, il quale, molto giovane e .senza grande esperienza<br />

di cose militari. la.sciò la direzione effettiva della guerra a uomini più<br />

intelligenti ed esperimentati. Sul conto di al-Almaf b. Qays. quale celf-<br />

beiTiuìo cafK) tamimita, si è intrecciata, nella letteratura aiaba, una copio.sa<br />

tela di aiU'd«loti e di .sentenze argute: egli »'• una<br />

libri di adab.<br />

delle figure preferite n


32. a. H.<br />

[PERSIA.- La fine<br />

della conquista<br />

del Khuràsàn.l<br />

» 1, 32. a. H.<br />

D'altra parte conviene anche riconcscere che in al-Basrah la posizione<br />

del governatore o luogotenente del Calitfo era molto ditiìeile e precaria.<br />

Quando verremo alle vicende .del calitìato di Ali, vedremo che il luogo-<br />

tenente del Calitfo non aveva pressoché veruna autorità : a questo propt>-<br />

sito l'episodio di ibn al-Hadrami è assai istruttivo (cfr. 38. a. H.). I veri<br />

padi-oni di al-Basrah erano gli Arabi immigrati in gi-ande numero e fre-<br />

menti di battersi e di arricchirsi. Non è quindi atfattu da escludersi che<br />

nella campagna di conquista della Persia la parte direttiva, etìettiva, del<br />

luogotenente 'Abdallah b. Amir sia stata di poco momento, e che la<br />

guerra sia stata condotta con il disordine proprio degli Arabi, agenti ognunt)<br />

da sé e a modo suo, senza unità d' indirizzo e di piano. Ciò spiegherebbe<br />

anche la lentezza relativa della conquista del Khmàsàn, che richiese, a<br />

quanto pare, più di due anni.<br />

È bene inoltre rammentare che la conquista persiana del 30.-32. H. non<br />

fu tanto la conseguenza di un ordine emanato da Madlnah, quanto una neces-<br />

sità di politica interna, un modo di dare sfogo e saziare gli appetiti delle<br />

tribù arabe emigrate dalla penisola, accalcate nei campi militari senza<br />

mezzi per vivere, e non potendo contare sulla pensione di Stato, perchè<br />

le casse delle provincie si andavano rapidamente votando dell'oro prezioso<br />

contenxito.<br />

§ 2. — Se esaminiamo il modo come si svolse la conquista, v' è da<br />

osservare che essa non seguì sani criteri strategici. È singolare, per esempio,<br />

leggere nelle seguenti tradizioni come la conquista di Marwari'ùdz e del<br />

Tukhàristàn abbia preceduto quella di Haràt, la quale logicamente avrebbe<br />

dovuto cadere nelle mani degli Arabi, provenienti dal Karman e dal Si-<br />

gistàn prima delle lontane regioni nordiche presso il fiume Oxus. Questo<br />

è effetto forse del disordine che regnava nella esecuzione della campagna<br />

di conquista per opera di distaccamenti isolati ed indipendenti di Arabi.<br />

<strong>For</strong>se anche — e questo è altrettanto probabile — si tratta d"una seconda<br />

presa dopo qualche rivolta. Nelle tradizioni della conquista abbiamo memoria<br />

di molte rivolte parziali, con le quali gli abitanti del paese, quasi con lo<br />

stesso disordine dei loro stessi nemici, tentavano di resistere alla caduta<br />

sotto il dominio arabo.<br />

La conquista fu compiuta in modo imperfetto e poco felice, come lo<br />

attesta la quasi immediata insurrezione di tutto il paese tra l'anno 32. ed<br />

il 33. H. <strong>For</strong>se più che vera conquista tii soltanto una specie di grande<br />

razzia predatrice, dopo la quale nel paese rimasero ben pochi Arabi. La<br />

Persia orientale, specialmente il Khmàsàn. sono regioni inclementissime.<br />

in cui, specie nella stagione invernale, imperversa un clima rigidissimo<br />

488.


32. a. H. §§ 2, a.<br />

con temporatura artica e venti terribili. All'arabo, nato e vi.s.suto tra i ^2. a. H.<br />

,,4 /v. • • [PERSIA.- La fine<br />

calori ardenti dell Arabia, il KUiirusaii non oftriva vernna speciale attrat- delia conquista<br />

tiva. La vei'a occupazione della provincia con tribù arabe fermamente sta- ''®' Khurasàn.]<br />

bilite avvenne parecchi anni dopo, per volontà di califfi e per necessità,<br />

militari e strategiche.<br />

Infine si tenga presont»- che, soli tre anni dopo la cosi detta ciuiquista,<br />

l'impero arabo precipitò nell'anarchia della guerra civile e durante l'in-<br />

felice califfato di Ali, come vedremo, tutta la Persia cessò di fatto dal far<br />

parte dell' impero musulmano. Non tanto perchè i Persiani si ribellassero, ma<br />

piuttosto percJiè il Califfo 'Ali, occupato in ben altre faccende, tra.scurò quella<br />

provincia e la lasciò interamente a sé. Una parte si rese forse indipen-<br />

dente, un'altra rimase .sotto qualche capo aral)0, ma questi resse per suo<br />

conto la regione in cui si trovava, quasiché non facesse più parte del regno<br />

dei califfi. Xtdrann().39. H. pare si aves.se un'insurrezione generale del Paris,<br />

raa Ziyad b. abl Sufyàn non trovò molta difficoltà a reprimerla. La Persia<br />

ei-a esausta di uomini e di energie.<br />

PERSIA. ~ Presa di MarwarrQdz. {Cfr. .JO. a. //., §§42-44, òl, ecc.).<br />

§ 3. — (al-Madà'ini, da Salamah l>. 'Utjimàn, da Ismà'il b. Muslim,<br />

da ibn Siiin). (Dopo la conquista di tutto il Khuràsàn meridionale) 'Ab-<br />

dallah b. 'Amir (il governatore di al-Basrah) mandò al-Ahnaf b. Qays con<br />

4000 uomini ad a.ssalire la città di Marwanùdz. Crii alntanti della città<br />

vennero incontro agli Arabi per arrestare la loro marcia, ma fiiromj ctmi-<br />

pletamcnte .sconfitti e costretti a ritirarsi entro le mura. Gli Arabi li in.se-<br />

guirono. ponendo immediatamente assedio alla città. Oli abitanti spaven-<br />

tati dal valore degli invasori, li pregaroim di concedere una lireve so.sta,<br />

sHcndo dispo.sti a trattare; onde il giorno seguente il luar/.nliàn di<br />

MarwaiTÙdz mandò nel campo musulmaiuj il jiroprio nipote Màhak ed un<br />

interj)rete por discutere con al-Ahnaf i patti della re.sa. Il maizubàn<br />

offriva di arrendere la città, se i Musulmani<br />

si fossero cunteiitati di riscuo-<br />

tere


ss -i-^- 32. a. H.<br />

32. a. H. .sua lamiglia aviobbo Iastiat


32. E. H. §§ 5-7.<br />

da Tàliqàn e dal Fàiiyàb. al-Ahnaf sospese allora la sua "^<br />

- ^ • ^<br />

cousiglio con i suoi compagni, perchè le forze nemiche<br />

inarcia<br />

erano<br />

e<br />

.<br />

di<br />

prese<br />

gran<br />

32. a. H.<br />

iPERSIA.-Conqui-<br />

stadi Taiiqàn, di<br />

lunjra superiori alle sue. Le opinioni furono molte e divise: alcuni propo-<br />

, . . .... „ ,. . .<br />

nevano di ritirarsi a Marw : altri più prudenti insistevano perfino di npieai-Fàriyab,<br />

di ai-<br />

Óuzagàn e del<br />

Tukharistàn.'<br />

gare su AbrasaUr: il partito più ardimentoso proponeva invece di non<br />

muovei-si, chiedendo l'arrivo di rinfòrzi, mentre altri insistevano persino<br />

nella proposta di aggredire senza indugio il nemico, sicuri di vin


ss 7, 8. 32. a. H.<br />

32. a. H. al-Criizagàn, inseguendo quello che rimaneva delle schiere nemiche fugate.<br />

IPERSIA.-Conqui-<br />

'<br />

sudi Taiìqàn.di<br />

i-Fàriyàb, di al-<br />

. ,. , , ., i ^- . i i —.»<br />

^' Veline (luinMi ad un nuovo ed accanito coiubattimento, nel quale i Mu-<br />

sidiuaiii .subirono eonsiderevoli perdite, ma alfine riuscirono completamente<br />

Tukhàristàn.i \ittoriosi. La vittoria fu in seguito anche celebrata in versi dal poeta Ku-<br />

thayyir al-Nahsali.<br />

Cfi-. Tabaii, 1, 2902, ove sono citati due distici della poesia epinicia<br />

sulla vittoria di al-Cruzagàn.<br />

Cfr. anche Atjiìr, III, 99 (versione più particolareggiata (;31. a. II.)<br />

con un'esortazione ai Tamimiti di essere uniti e morali, per parte di al-<br />

Aqra' anch'egli tamimita). Il poeta .sarebbe, secondo iV)n al-Athir, ibn al-Gjiu-<br />

rayzah al-Nahsali.<br />

ibn al-Athìr (ibid.) dice poi che al-Ahnaf fece trattato con al-T'àliqAu,<br />

e prese al-Fàriyàb. Secondo altri, a far ciò fu Umayr b. Ahmar.<br />

PERSIA. — Trattato con gli abitanti di Balkh.<br />

§ 8. — (al-Madà-ini, da Zuhayr b. al-Hunayd, da lyàs b. al-Muhallabi.<br />

Dopcj la presa di Marwarrùdz e la aconfitta dei confederati del Tukhàristàn<br />

e del Gruzagàn, al-Ahnaf b. Qays mosse a porre assedio alla città di Balkh.<br />

gli abitanti della quale vennero alfine a patti, assumendo l'obbligo di pa-<br />

gare 400,000 (dirham all'anno). al-.\hnaf lasciò in città Asìd ibn al-Mu-<br />

tasammis (oppure Bisr b. Mutasammis: cfi-. T abari, I, 2904, lin. 6-6),<br />

un suo cugino, incaricandolo di riscuotere la somma convenuta con gli<br />

abitanti, ed egli proseguì ad avanzare con le sue genti fino a Khàrizm<br />

(da non confordersi con il Khuvvà.rizm), quando fu sopraggiunto dall' in-<br />

verno. al-Ahnaf rimase incerto sul da farsi ed intei'pellò il parere dei suoi<br />

colleghi. Uno di questi, Hudayn (b. al-Mundzir: cfi-. Athìr, III, 99), gli<br />

rammentò allora un verso recitato una volta da 'Amr b. Ma'dikarib, che<br />

diceva :<br />

1)ile di fare.<br />

Se non ti è possibile di tare ima cosa, abbandonala, e passa a quello che ti è possi-<br />

al-Ahnaf comprese tutta la giustezza del consiglio e fece ritorno a Balkh.<br />

Ivi intanto ibn al-Mutasamrais era occupato con la riscossione del tributo,<br />

ma prima che tale operazione fosse terminata, egli fu ben sorpreso di<br />

vedere un giorno una commissione degli abitanti presentarsi a lui con<br />

una quantità di ricchi doni, ori, argenti monete d'oro e d'argento, merci,<br />

stoffe e vestiti di lusso e fargliene dono, ibu al-Mutasammis in principio<br />

non seppe spiegarsi la ragione di queste offerte, e ritenne che dovessero<br />

far parte del tributo di guerra :<br />

ma<br />

i<br />

Persiani gli narrarono allora che<br />

era usanza del paese, nel giorno, detto di al-]Mihragà,n, che appunto allora<br />

49-2.


32. a. H. §§ 8-i>.<br />

ritonc'va. di presentare mia quautità di doni a colui che era al governo. 32. a. h.<br />

ibn al-Mutasammis rimase incerto sul da t'arsi, perchè a lui ripugnava<br />

di respingere i doni, ma d'altioude non o.sava accettarli per sé. Egli non-<br />

PERSIA.- Trattato<br />

con gh abitanti<br />

di Baikh<br />

pertanto li prese in consegna ed interpellò al-Ahuaf, quando questi fu<br />

di ritorno dalla sua spedizione. Anche costui non seppe come legolarsi e,<br />

dopo qualche esitazione, portò ogni cosa al suo superiore, Abdallah b.<br />

.Amir. Questi ricevette la notizia con molta leggerezza ed invitò al-<br />

Ahnaf a tenere per sé i doni. al-Ahnaf superbamente gli rispose di non<br />

averne bisogno, ed ibn 'Amir voltosi ad un altro li presente, Mismar,<br />

glieli otfri: questa volta furono accettati senza difficoltà (Tal)ari. 1.<br />

2003-2904).<br />

:<br />

At_hir, III. UO-100 (31. a. II. i aggiunge Oltre alla vei-sione suddetta<br />

di 400.000 dirham annuali, un'altra ne é menzionata che fa ammontare<br />

]! tributo a 700,000. Qui poi anziché Khàrizm si legge Khuwàrizm, ma si<br />

'lice ch'è sul fiume Gihùn iI'O.kus). L' interpeUat-o è in ibn al-AtJiir Hudayn<br />

b. al-Mundzir.<br />

PERSIA. — Presa di Haràt ed ultimi eventi del Khurasan.<br />

§ 9. — al-Madàiui. da Sadaiiali 1>. llumayd. da suo padre). Dopo la<br />

jiiesa di Marw e di Ballch, 'Abdallah b. Amir mandò Khulayd b. 'Abdallah<br />

al-TIanatì contro le città di Haràt e (il cantone) di Bàdzaghis (Yàqùt,<br />

1. 461: Mcynard Dict., 75], le quali vennero felicemente espugnate e<br />

rima.sero sotto il dominio musulmano fino all'insurrezione di Qàrin, quando<br />

-i uninmo ai riVtelli (T a bari. I. 2904).<br />

Cft-. Athir. IH, 98.<br />

§ 10. — In questo anno i32. ll.j al-Ahnaf b. Qays conquistò llarat<br />

«• Marwarnìdz, e '.Abdallah 1). Khàzira conquistò .Sarakhs (B a e t h g e n<br />

Fra -ni.. 112i [.M.].^<br />

§ 11- — Kayf, città antica tra Bàdzaghis e Marwarrùdz. era il capoluogo<br />

di quella wilayah. vicina a Bagh.sur contata (fra le dipendenze<br />

• lei distretto) di Marwarrùdz: fu conquistata da Sàkir mawla di Sarik<br />

h. al-.A'war, per conto di .Abdallah b. "Amir, l'anno 31. H., nella campagna<br />

di Marwarrùdz (Yàciùt. 1\'. 333j fM.].<br />


§§ liVlti.<br />

32. a. H.<br />

32 a H. PERSIA-ARABIA. - Pellegrinaggio di Abdallah b. Àmir.<br />

[PERSiA-ARABiA. e 13 - 1<br />

al-Madaiiii, da Maslamah b. Dàwud;. Dopo tantijelici sue-<br />

-/".^a^:n"arL° .,es.si dell'e suo an.i, la gente si congratulù con 'Abdallah b. Amir e gH<br />

^-"•1<br />

fece osservare che nessuno prima di lui aveva conquistato tanto paese,<br />

perchè a lui si doveva la conquista del Fàris, del Karman, del Sigistan .<br />

di tutto il Khuràsàn. -Abdallah umilmente negò che fosse mento suo ed<br />

espresse la sua riconoscenza verso Dio, al quale solo doveva tante vittorie ;<br />

stabili perciò di esprimere tale riconoscenza con un atto pubblico, decidendo<br />

di intraprendere il pellegrinaggio a Makkah. Contrariamente alla consue-<br />

tudine antica egli indossò il manto da pellegi-ino (ihràm) fin dal giorno<br />

della sua partenza da Nisàbur, invece di metterlo alle stazioni solite m<br />

Arabia ed in tale foggia compì tutto il viaggio da Nisàbur fino a Makkah.<br />

ove però il Califfo gli mosse rimprovero di aver introdotta una novità,<br />

per la quale non esisteva precedente, e che era contraria all'uso antico,<br />

accettato e consacrato da Maometto (T abari, I, 2904).<br />

Cfr. Athir, III, 100 (31. a. H.).<br />

§ 14. _ Sulla conquista del Khuràsàn cfi-. anche Athir, lii. -o-_.»<br />

(nel 22. a. H.);<br />

Elia Bar Si-naya, 86;<br />

Kathir Bidayah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 92,v. :<br />

Khamìs, II, 285, Un. 31-286, Un. 4 (nel 30. a. H.) ;<br />

Mahàsin, I, 99, Un. 10-13;<br />

Wellhausen, Sk. u. Vorarb.,VI, 113.<br />

PERSIA. — Nomine di luogotenenti nel Khuràsàn.<br />

§ 15. — (al-Madà-ini, da Maslamah, da al-Sakan b. Qatàdah al-'Urayiii).<br />

Quando parti dal Khuràsàn, 'Abdallah b. 'Amir affidò il governo di tutta<br />

la provincia a Qays b. al-Haytham.<br />

ibn -Amir lasciò il Khuràsàn nell'anno 32. H. (T a bari, I, 2904-2905).<br />

Cfi-. Athir, III, 100' (31. a. H.).<br />

§ 16. — (al-Hamadzàni). I Baràmikah erano una illustre famiglia di<br />

Balkh. Avevano un tempio (bayt) detto al-Nubahàr (o al-Nawbahàr) che<br />

significa * il nuovo ». A questo facevano peUegrinaggio<br />

i Persiani imitando<br />

gli Arabi. Il suo guardiano era detto Barmak, quasi bàb Makkah e wàli<br />

Makkah.<br />

Un Barmak successe all'altro fino a che fu conquistato il Khuràsàn<br />

al tempo di 'Utiimàn. quando la soprintendenza [del tempio] era in mano<br />

di Barmak abù Barmak abù Khàlid. Il Barmak fu mandato presso 'Uthmàn<br />

con i pegni e giunse a Madiuah. Ebbe desiderio di rendersi musulmano. .<br />

491.


32. a. H. §§ 16-18.<br />

si fece fi.1 chiamato 'Abdallali. Poi tornò dai suoi figli, presso uno dei quali ^2. a. H.<br />

... ^-. ,. .... ? ,, [PERSIA.- Nomine<br />

. T-. ì<br />

era passata la dignità. Uno di quei principi (luulùk) scrisse a Baruiak di luogotenenti<br />

deplorando la sua conversione e invitandolo a ritornare alla fede avita. "®' K^urasàn.]<br />

Ma Barmak gli scrisse ch'egli era entrato nell' Islam di pieno consenso e<br />

non era disposto a tornare ad una fede falsa. Il re inquieto corse contro<br />

Barmak con un grande esercito. E Barmak scrisse : « Tu conosci il mio<br />

« amore per la pace, ma se io ti levassi contro i principi, essi mi segui-<br />

« rebhoro :<br />

perciò<br />

tornatene; se no ti vengo contro». Ed egli tornò e si<br />

rappacificarono. Ma quel re — si chiamava Nàzik Tarkhàn — non cessò<br />

di tendere insidie a Barmak, fino a ilie lo assalì «li notte in casa e lo<br />

ucci.se con dieci figli.<br />

Solo un tìglio rima.se: Barmak abu Khàlid, e la madre lo portò via<br />

e fuggi con lui piccoHno a Qa.sniii-. Barmak creblif nello studio, ma rimase<br />

nella .sua idolatria.<br />

Venuta una pestilenza, ne fu attribuito il motivo alla fede abbando-<br />

nata (Hamadzàni Buldàn. 323-324) [M.].<br />

PERSIA-KHURÀSÀN. — Insurrezione di Qarin.<br />

§ 17. — i^al-Xuwayri). Nell'anno 32. H. insorse Qarin con molta gentt><br />

«li al-Tabasàn, di Bàdza g his. di Tlaràt e del Quhistàn. Abdallah b. Khazim<br />

represse la rivolta nel .sangue.<br />

Nello stesso anmral-Ahnaf b. Qays conquistò le due Marw (Nuwayri<br />

Leid., I, f(.l. 103, v).<br />

§ 18. — (ibn Khaldùn). Uscirono le milizie dei Turchi l'anno 32. TI.<br />

dalla parte del Khuràsàn in ('numero di) quarantamila sottt:) Qàrin, uno dei<br />

loro mnlùk. clie giunse fino -ad al-Tabasàn. A lui si riunirono quelli<br />

di Bàdzaghis, di Haràt e del Quhistàn. Governava allora il Khuràsàn<br />

Qays b. al-Haytham al-Sulami, prepostovi da ibn 'Amii-, dopo cIk; egli<br />

era andato a Makkah in pellegrinaggio, compiuta che ebbe la conquista.<br />

Era con lui il sii


it'. .^'. 32. a. H.<br />

32. a. H. PERSIA-ÀDZARBAYGÀN-AL-BÀB-AL- IRAQ-SIRIA. Malumori fra<br />

'"^BAYCAN^AL- ^^ genti Sirie e quelle kufane nell'Àdzarbaygàn. - Disastro musulmano<br />

BAB-AL-iRAQ-<br />

SIRIA. - Malumori<br />

fra le genti<br />

di Balan^ar.<br />

§19. — (Sayf b. 'Uraar. da Muhammad e da altri). Sa'id b. al-'As.<br />

Sirie e queMe ku- governatore di al-Kùfah, conferì ora a Salman b. Rabi'ah il comando sa-<br />

lane nell'Adzar-<br />

baygàn. - Disa- pi'enio sulla marca di confine (al-farg) neH'Adzarbaygàn, sulla quale<br />

stro musulmano aveva imperato 'Abd al-rahmàn fino al giorno della sua morte .sotto le<br />

di Balangar.'<br />

mura di Balangar. Hudzayfah b. al-Yamàn ebbe però l'ordine di comandare<br />

le schiere kufane che dovevano guerreggiare in quelle parti. Avvenne<br />

ora che il GalifiPo 'Uthmàn (nel decimo anno del suo califfato, secondo<br />

Sayf, e perciò nel 33. H.) desse ordine alle schiere sirie sotto Habib b.<br />

Maslamah al-Fihri di recarsi in aiuto di quelle kufane neirAdzarbaygàn.<br />

conferendo il comando supremo delle forze unite a Salman b. Rabi'ah.<br />

A questo ordine però Habìb non volle obbedire, e fi-a Siri e Kufani si<br />

venne a parole molto vivaci, perchè nessiina delle due parti voleva sot-<br />

tostare all'altra. I Siri arrivarono al punto di dichiarare che piuttosto di<br />

obbedire a Salman avrebbero fatto uso delle armi, ed i Kufani risposero<br />

nel medesimo tono, minacciando di mettere Habìb in prigione e di tru-<br />

cidare i suoi seguaci. Sul conflitto fi-a i due partiti furono composti alcuni<br />

versi dal poeta Aws b. Maghrà, dhe cominciavano con le parole:<br />

Se voi oserete battere Salman, noi batteremo il vostro Habib, e se voi andrete a pro-<br />

testare presso (il Califfo 'Utbmàn) ibn 'Affan, andremo anche noi. ecc.<br />

Il conflitto fti pei"ò sedato alfine dall'autorità del vecchio Compagno del<br />

Profeta, Hudzayfah b. al-Yamàn, il quale assunse il comando di tutte le<br />

schiere, sirie e kufane, e con le medesime compì, in tre anni successivi,<br />

tre spedizioni contro i Turchi. Nel corso -della terza spedizione ricevette<br />

la notizia dell'assassinio del Califfo 'Uthmàn, e maledisse gli omicidi, pregando<br />

Dio che facesse perire i colpevoli soltanto sotto la spada (Tabari.<br />

J, 2889, 2893-2894).<br />

Cfr. anche Athir, III, 104: Khaldun, II, App., 138.<br />

§ 20. — (Sayf b. 'Umar, da cinque tradizioni.sti con diver.si isnàdV<br />

In questo anno (32. H.) il Califfo 'Uthmàn ordinò a Sa'id b. al-'As. go-<br />

vernatore di al-Krifah, di mandare Salman b. Rabi'ah nell'Àdzarbaygàn<br />

pei- porgere soccorso ad 'Abd al-rahmàn b. Rabi'ah, che si era internato<br />

nel paese a settentrione ed era. venuto in grave conflitto con gli abi-<br />

tanti intorno a Balangar. Salman doveva poi anche unirsi con le .schiere<br />

comandate da Hudzayfah b. al-Yamàn, e con il contingente sirio sotto agli<br />

ordini di Habib b. Maslamah "al-Fihri (cfi-. 30. a. H.. i^ 188. e 31. a. H..<br />

§§ 27, 28). Allo ste.sso tempo il Califtb scris.se ad 'Al)d al-iahniàn b. Rabi'ah.<br />

496.


32. a. H. § -2^}.<br />

che si trovava con le schiere uell'al-Bàb. di non spingersi innanzi con ho- ^^:,^-^'<br />

^ ,„<br />

' PERSIA-ADZ'lR-<br />

'<br />

- r a i y y a h) erano molti > agitato<br />

verchio ardimento, perchè le popolazioni (a 1<br />

b A y g À N - A l-<br />

e grande parte di esse erano disposte a commettere eccessi. Difatti in tutte ^j^*^"""<br />

f '.1^?'<br />

» r r- SIRIA.- Maiale<br />

spedizioni fatte fino a quel tempo contro gli al-Khazar, i Musulmani mori fra le genti<br />

'3"8<br />

finora un musulmano fosse .stato ucci.so dagli indigeni. Per questo motivo baygan. - Disafra<br />

gli abitanti era nato un timore .super.stizio.so degli Arabi, che erano stro musulmano<br />

di Balangar.f<br />

... erano sempre riusciti facilmente vittoriosi ed il caso aveva voluto che mai ''« ® ''"^"^ •*"<br />

'^ f<br />

"®" Adzar-<br />

ritenuti invulnerabili. Accadde però che alcuni fra i nemici, più ardimen-<br />

tosi degli altri, vollero ancora provare, se la voce fosse vera e prepararono<br />

in un sito coperto di folti boschi, un' imboscata ad alcune schiere musulmane,<br />

uccisero un grande numero di soldati e fugarono gli altri. 1 Khazar<br />

tagliarono le teste ai morti e con questi sanguinosi trofei dimostrarono ai<br />

loro consanguinei come la invulnerabilità dei Musulmani fosse una fiaba,<br />

eccitando perciò tutti a riprendere le armi con novello ardire contro l' in-<br />

vasore del loro paese. A questo appello diedero pronta risposta i Turchi<br />

tutta la regione, preparandosi a resistere con energia agli Arabi.<br />

di<br />

Intanto 'Abd al-rahmàn b. Eabi'ah, senza tener conto dello stato<br />

degli animi nel paese, e senza obbedire agli ordini avuti dal Califfo, si<br />

internava di nuovo fi'a i nemici f^nel nono anno del califfato di 'Uthmàn,<br />

aggiunge Sayf j e poneva assedio alla città di Balangar con potenti mac-<br />

chine e catapulte (al-manganiq wa-1 - ' arr<br />

adà t). Gli abitanti si dife-<br />

sero però con gi-ande valore ed i Musulmani subirono molte perdite. Le<br />

pietre lanciate dagli assediati fecero .strage dei Musulmani durante gli<br />

assalti. Mi'dad al-SayVjàni ebbe la testa schiacciata da una di es.se. e la<br />

.stessa sorte toccò pure a Yazid b. Mu'àwÌ3ali al-Nakba'i : ambedue<br />

ven-<br />

nero sepolti nella medesima fossa. Perirono anche Alqamali b. Qays ed<br />

'.Amr b. Ttbah. (Perirono ancora?) abù Mufazzir al-Tamimi, Khàlid b.<br />

Rabi'ah e al-Halhàl \>. Dzurri, alcuni dei quali nei giorni prima del com-<br />

battimento avevano esclamato, mirando i loro mantelli bianchi, « che nulla<br />

« vi fo.sse di più bello, che veder il .sangue ros.si) sconeie come grosse la-<br />

• grime sul bianco nive dei loro manti *. Intanto aciorrevano in aiut(j<br />

di Balangar i Turchi dal settentrione, che pioml)ando sugli Arabi turbati<br />

«falle ingenti i)erdite già subite, inflissero a loro una grande sconfitta, nella<br />

quale Hoccombettero al-Qartha' f h» 8tes.so comandante in capo Abd alrahmàn<br />

b. Habi'ah. L'esercito musulmano fu spezzato in due paiti: una<br />

fuggi pre.s.so Salmàn b. Rabiah e fu da lui protetta da altre vessazioni;<br />

l'altra, nella quale si tjovavano Salmàn al-Fàrisi ed abù Ilurayrah. attra-<br />

versando il pae.se dei Khazar. si uiÌm- in salvo per la via del (Jilàn e del<br />

< jurgàn.<br />

IftT. 63


32. a. H.<br />

[PERSIA-ADZAR-<br />

BAYÓAN-AL-<br />

BAB-AL- IRAQ-<br />

SIRIA. - Malu-<br />

mori fra le genti<br />

Sirie e quelle ku-<br />

fanenell'Adzar- baygàn. - Disastro<br />

musulmano<br />

di Balangar.'j<br />

§§ ^', 32. a. H.<br />

Il cadavc'ic di Abd al-iahmàn b. Ralu'ah venne pietosamente rac-<br />

colto e sepolto dai vincitori, i quali eblicro poi la tomba in grande vene-<br />

razione e, ancora ai tempi di Sayf b. 'Umar, solevano andarvi in proces-<br />

sione nelle stagioni di grande siccità, per implorare la sua intercessione in<br />

favore della pioggia (') (T abari, 2889-2893).<br />

A thir, III, 102-104, aggiunge: 'Abd al-rahmàn era detto dzu-l-Nùn,<br />

clTera il nome della sua spada (Ibid., 103, lin. 4). Essendo Nùn = pe.sce,<br />

pare immaginabile una relazione fra questo suo soprannome — qualunque<br />

ne sia l'origine — e la sua virtù di far piovere [M.].<br />

Cfi-. Khaldùn, II, App., 137 e 30 a. H., § 188.<br />

V hanno confusioni sulle persone che furono oggetto di questo culto.<br />

Cfr. anche Salmàn b. Rabì'ah: secondo Yàqùt, I, 441, Dzu-1-Nùn<br />

era Suràqah b. 'Amr.<br />

XoTA 1. — Omnietto di far mmizione dei sogni avuti e dei presentimenti espressi da coloro eh-:perirono<br />

dinanzi a Balangar due giorni prima della disfatta. Su questo grave disastro subito dai Musul-<br />

mani, come è sovente il caso, sono sorte molte leggende per glorificare i'eroism.o degli uccìsi e per smor-<br />

zare con episodi drammatici l'umiliazione della disfatta.<br />

§ 21. — (C/V-. 26. a. n., §§ 40 e segg.). (Sayf b. 'Umar, da al-Ghusn b.<br />

al-Qàsim, da un tale, da Salmàn b. Rabì'ah). Nelle sue prime spedizioni nel<br />

paese dei Turchi, al di là del Bàb, Abd al-rahmàn b. Rabì'ah aveva in-<br />

cusso tanto timore negli animi di quelle popolazioni, che egli potè ripe-<br />

tutamente invadere quei paesi negli anni successivi e portar via roba e<br />

prigionieri, senza, che i Turchi osassero opporgli mai alcuna seria resi-<br />

stenza: essi credevano che gli angeli lo assistessero. Quando però piìi tardi<br />

si mutarono le condizioni d'animo dei Kufani, perchè il Caliiib 'Uthmàn<br />

aveva concesso il governo ad Arabi, che un tempo avevano rinnegato<br />

r Islam, i Turchi ripresero animo e posero un agguato all'esercito di 'Abd<br />

al-rahmàn, assalendolo di sorpresa in una gola fra i monti. 'Abd al-rahmàn<br />

b. Rabì'ah fu ucciso, ed i Musulmani spaventati si diedero alla higa,<br />

benché Salmàn b. Rabì'ah, afferrato lo stendardo, cercasse di arrestare il<br />

disastro. Insieme con abii Hurayrah al-Davpsi, Salmàn ed i superstiti, tra-<br />

versato il (jrìlàn, si ricoverarono nel (lurgàn. I Turchi seppellirono il ca-<br />

davere di 'Abd al-rahmàn b. Rabì'ah, ma compresi di rispetto per la sua<br />

memoria, presero l'abitudine di visitare in processione la sua tomba, quando<br />

desideravano la pioggia (T abari, I, 2G68-2669).<br />

§ 22. — (Sebeosj. In questo anno i Medi (Markh = abitanti dell' Adzar-<br />

ba3'gàu) si sollevarono contro gli Ismaeliti (Arabi) ed uccisero il capo degli<br />

esattori delle imposte del re degli Ismaeliti : quindi<br />

fuggirono e si rifii-<br />

giarono nei monti della Media, in foreste con ^^l'ofonde gole, negli abissi,<br />

tra le roccie, nelle profondità orribili delle valli vicine al fiume Gaz<br />

45)8.


32. a.. H. §§ -w, 28.<br />

(= Satìd Rud?), sulk' montau;nu della Media, ed in mezzo alle eorat'oioso 32. a. H.<br />

PERSIA-ADZARed<br />

eroiche tribù che vi dimorauo. i Del ed i Delum (= al-Daylam). bayóàn^al-<br />

Ussi intatti non potevano più tollerare la servitù crudele e dura. bàb-al-iràQ-<br />

, ... , , , ,• SIRIA. - Malunò<br />

il peso del tributo che gravava su di loro, perchè erano obbligati a rnori fra le genti<br />

sirie pagare ogni anno 365 borse di dirli a ni. Inoltre a coloro che non potè- e quelle ku-<br />

_, . , . , . , . ,<br />

, 1 -, •<br />

/ 11 *^"^ nell'Adzarvanojdare<br />

i dirhara, per ogni dir barn che mancava al tributo (gì in- bayéàn. - ....<br />

Disavasori)<br />

rapivano un uomo. Es.si (gli Ismaeliti) annientarono così la cavai- stro musulmano<br />

' di Balangar.^<br />

leria e la nobiltà del paese. Por questa ragione (i Medi), considerando la<br />

loro situazione, prt.'ferirono la morte alla vita e decisero di ottenere o<br />

la morte o la liberazione da questa servitù schiacciante. Incominciarono<br />

a raccogliere le genti e ad organizzai-le in corpi, (nella speranza) di sfug-<br />

gire ai denti del drago ed alla morte (che veniva) da animali dal soflBo<br />

\ iolento (= Arabi).<br />

Quando l'esercito ismaelita vide che la .sua azione non aveva alcun<br />

risultato nelle difficili montagne dei Medi — ^perchè essi essi non riusci-<br />

remo a ridurre sotto il loro dominio il Kethrus e lo Skiwthea}', i fiumi cioè<br />

dei Delum con tutta la gente che abitava in quei luoghi fortificati) — e<br />

quando vide che molti dei suoi venivano a soccombere dinanzi alle for-<br />

tezze e ruinavano giù nei burroni, e molti rimanevano feriti dalle fiecce<br />

in mezzo ai canneti difficili a varcare, fiecce lanciate da guerrieri bi-avi<br />

e coraggiosi, allora gli Ismaeliti si allontanarono da quelle regioni e si<br />

volsero verso il nord contro la popolazione che dimorava presso alle Porte<br />

ilei Ca.spio fal-Bàb). Essi arrivarono al passo di Cor (Bàb al-Abwàb, oggi<br />

Derbend) e quando e1>l>ero varcata la gola (Kapan), devastarono tutto il<br />

paese ai piedi della montagna e sconfis.sero quelle poche .schiere che formavano<br />

la guarnigione del paese e che erano venute a loro incontro sino<br />

alla Porta degli Unni (Bàb al-Abwàb).<br />

Allora sopraggiunse un altro esercito dal paese di Tlietal (ITayàtal o<br />

l'unhi Eftaliti) e combatterono contro (gli Lsmaeliti) con grande valore.<br />

L'esercito degli Lsrrtaeliti fu sconfitto dalle schiere dei <strong>The</strong>tal: (gli Arabi)<br />

furono di.sfatti e ma.ssacrati. I resti dell'e.sercito, che fuggiva, ncm poterono<br />

-campare attraverso la gola dei monti, perchè un altro esercito piombò su<br />

ii e.ssi alle spalle. Volgendosi allora verso le regioni impraticabili della<br />

_'rande catena del Cauca.so. raggiun.sero con i)ena e difficoltà le pendici<br />

'ii'Ila montagna e Ijen pochi di essi s'v salvarono, eon grandissimo stento,<br />

-ciiza vestiti, .sr-alzi, a piedi, feriti, ed airivarono, attraverso il teiritorio<br />

«li Tizbon, nel pae.se che abitavano (Sebeos, 143-144).<br />

§ 23. — Dal racconto di Sebeos noi abVjiamo il seguente quaglio degli<br />

.wveiiimenti. La rivolta deirAdzarl)aygàn scoppiò contro j/li .\rabi. perchè<br />

499.


32. a. H.<br />

IPERSIA-ADZAR-<br />

HAYÓAN AL-<br />

BAB-AL-IRÀQ-<br />

SIRIA. - Malumori<br />

fra le genti<br />

Sirie e quelle ku-<br />

fanenell'Àdzarbaygàn. - Disastro<br />

musulmano<br />

di Balangar.i<br />

§§<br />

32. a. H.<br />

gli abitanti delia regioni'; non cunvLTbiti ali" Islam, presero le armi per<br />

lil)orar.si dall'eceessivo gravame delle imposte e dalle vessazioni fiscali.<br />

È probabile che le ristrettezze finanziarie dello Stato islamico sospingis-<br />

ser(» l'amministrazione fiscale a rincrudire le imposte per colmare i disa-<br />

vanzi crescenti. Sa'ld b. al-'Às, quando gl'insorti ebbero massacrato il<br />

capo esattore arabo ed i suoi accoliti, invase l'AdzarbaNgàn e ricuperò il<br />

possesso della parte pianeggiante della provincia; ma allorcliè tentò inse-<br />

guire i ribolli rifugiatisi nelle montagne del Daylam, incontrò tali diflfi-<br />

coltà a penetrare nella legione boscosissima piena di ripide, quasi inacces-<br />

si!)ili montagne, che dopo aver subito molte perdite si vide costretto a<br />

rinunziare ed a ritirarsi.<br />

Per riparare allo scacco subito gli Arabi allestirono un'altra spedi-<br />

zione verso il Cat;caso, arrivarono alle Porte del Caspio e devastarono<br />

le regioni al di là, le pianure cioè della Russia Meridionale. In principio<br />

gli Arabi incontrarono poca resistenza, ma poi sopraggiunsei'o tali forze<br />

nemiclie che gli Arabi subirono una grande disfatta. I superstiti tentarono<br />

di salvarsi attraverso le Porte del Caspio, ma un altro esercito degli al-<br />

Khazar tagliò loro la ritirata e costrinse quanto rimaneva delle schiere<br />

arabe a tentare, come meglio poteva, il valico della catena caucasica. Po-<br />

chissimi vi riuscirono : la maggior parte peri nel tentativo.<br />

§ 24. — Sul disastro di Balangar cfr. anche Faqih, 287, lin. 1-


32. a. H. §§ 25--27.<br />

IRAQ. - al-Basrah: la /ori idraulici e cenni topografici ed ono- 32. a. h.<br />

mastici dei canali della Babilonide meridionale. lavori idraulici e<br />

§ 25. — ^«oi diamo qui appiossi» la vt*isiuue di lui luugu Inauu u cenni topografici<br />

ed onomastici<br />

capitolo dell'opera di al-Baladzun, che potrà sembre a taluni fuori posto dei canali dalia<br />

in questo luogo. Sono brandelli di notizie di vario carattere e di diversa Babiionide meri-<br />

origine e di età diversa, abbracoianti il periodo che va dal califfato di<br />

'Utjimàn alla fine del 11 secolo della Higrah. Avrei potuto spezzettarne<br />

una buona p?rte e distribuirla cronologicamente negli annali delle annate<br />

successive, ma tu questo modo avrei diminuito il k)ro valore illustrativo,<br />

come documento delle condizioni sociali, amministrative, fiscali, idrauliche<br />

*' sociali della Babiionide. Molte notizie illustrano e completano quanto<br />

abbiamo detto a proposito di siffatti argomenti nella nostra sintesi del<br />

califfato di 'Umar. Interessantissimi sono poi i ragguagli sui lavori idrau-<br />

lici compiuti in Bal)ilonide e sui mutamenti e sul modo come tali muta-<br />

menti avvenissero nella proprietà fondiaria. Sebbene i fatti menzionati si<br />

riferiscano a periodi posteriori al califfato di 'Uthmàn, indirettamente por-<br />

gono un grande lume anche su questo, perchè quanto avvenne di poi fu<br />

la conseguenza di quanto si creò sotto 'Umar e sotto "Uthmàn.<br />

§ 26. — fal-Balàdzuri). Il canale di Dubays risale ad uno smacchia-<br />

tore chiamato Dul)ay.s, che smacchiava gli abiti su quel canale.<br />

Il Batjiaq al-Hiri fu cosi chiamato da un nabateo di al-Hirah, che, si<br />

dice, era un mawla di Ziyàd (Balàdzuri, 358, lin. 14-16) [M.].<br />

§ 27. — (al-Balàdzuri^. Ziyàd (1). Alnhij quando giunse con lo scavo<br />

del canale di Ma'qil alla qui) bali in cui passava in rivista l'esercito, egli<br />

fleviò il canale verso sud *• lo fece passare verso gli Ashàb al-Sadaqah nel<br />

monte, e questo gomito fu chiamato \ahr Dubays.<br />

'AUiallah b. 'Amir scavò il canale eh'' è presso il Dar Fil, quello che<br />

è chiamato Xahr al-Asàwiraii. E < rido alcuni gli Asàwirah (cfr. 17. a. lì.,<br />

%^ 105 e segg. ) U) scavarono.<br />

11 canale di 'Ann- prese nome da Amr b. Utliah 1». ahi Sutyàn.<br />

Il canali- di mura Habib, da umm Habib bint Ziyàd, sopra cui c'era<br />

un castfdlo a molte porte, e fu chiamato al-llazàrdar [« le mille porte * :<br />

cfr. Vàqut. IV. 970; Meynard f) i e t . , 695-596].<br />

Ali b. Muh. al-Madà-ini dice che Sh-awayh al-Uswàri sposò Marganah<br />

raatlre di 'Ul»aydal]ah b. Ziyàd, -^e le costruì un castello da molte porte e<br />

lo chiamò Hazaidar.<br />

aLù-l-IIasan dice che fu chiamato llazàrdai perciiè Siravvayh mise al<br />

ca-stellc» mille \H>rte. .\ltri invece


32. a. H.<br />

(•IRAQ.-al-Basrah:<br />

lavori idraulici e<br />

cenni topografici<br />

ed onomastici<br />

dei canali della<br />

Babilonide meri-<br />

dionale.]<br />

27-29. 32. a. H.<br />

il fanale ili liaib prese nume da Harb l). .Salm h. Ziyad. Abd al-a'Ja<br />

l). 'Abdallah 1). Abdallali b. 'Amir pretendeva che la terra dintorno fosse<br />

di ibn "Amir, e ne fece questione con Harb. Quando fu qàdi 'Abd al-a'la,<br />

Harb l'andò a trovare^ e gli disse: «Ho avuto questione con te riguardo<br />

«a questo canale, ma ora mi sono pentito, che tu sei lo saykh e il<br />

« sa} yid della a.sirah, e te lo do ». 'Abd al-a'la disse: « No, tienlo tu ».<br />

E Harb tornò.<br />

La .sera andarono da 'Abd al-a'la i suoi clienti ed amici e gli dis-<br />

sero :<br />

« Per Dio, Harb non è venuto fino a che non hai avuto la giudica-<br />

« tiu-a [di cui potevi usare] contro di lui ». Ed egli: « Non mi ritratto su<br />

« ciò che ho donato ».<br />

Il canale chiamato Yazìdàn prese nome da Yazid b. 'Umar al-Usa3'3"idi,<br />

capo della surtah di 'Adi b. Artàh, che era l'uomo più influente [?] dei<br />

Basriti al .suo tempo (Balàdzuri, 358, lin. 17-859, lin 18) [M.j.<br />

§ 28. — (al-Balàdzuri). Dicono :<br />

'Abdallah<br />

b. Amir b. Kura3'z assegnò<br />

ad 'Abdallah b. 'Umaj-r b. 'Amr b. Màlik al-Laythi, ch'era suo fratello per<br />

parte di madre, cioè di Daggàgah bint Asma- b. al-Salt al-S\ilamiyyah,<br />

un feudo di ottomila g a r ì b , e le scavò il canale chiamato di ibn '<br />

(Balàdzuri, 359, lin. 13-16) [M.].<br />

Umavr<br />

§ 29. — (al-Balàdzuri). Abdallah b. Amir .scavò il canale Nahr umm<br />

'Abdallah Daggàgah, e lo scavo fu diretto da Ghaylàn b. Kharasah al-Dabbi.<br />

A proposito di questo canale, disse Hàrithah b. Badr al-Ghudàni ad 'Abdallah<br />

b. Màlik, una volta che lo accompagnava: « Non ho visto più grande prov-<br />

« videnza di questo canale: i poveri ne attingono acqua stando sulle porte<br />

« dei loro dar, e vanno a loro i suoi vantaggi fino alle loro case ed è il<br />

« recipiente delle loro acque ». In seguito accompagnò Ziyàd (b. Abihi)<br />

durante il suo governo, e gli disse : « Non ho mai visto canale peggiore<br />

«di questo, per cui s'inumidiscono i dar e ne hanno piene di zanzax'e<br />

« le stanze, e vi si annegano i bambini ».<br />

Secondo altri, tutto questo sai-ebbe stato detto da Ghaylàn b. Kharasah.<br />

ma la prima versione è la giusta.<br />

Il canale Nahr Salm prese nome da Salm b. Ziyàd b. abi Suf\-àn.<br />

'Abdallah b. Amir aveva scavato un canale, dando la direzione dei<br />

lavori a'Nàfidz suo mawla, il cui nome prevalse, e fu detto Nahr Nàfidz.<br />

Era [di proprietà] della famiglia di al-Fa'dl b. 'Abd al-rahmàn b. Abbà.s<br />

b. Rabì'ah b. al-Hàrith b. Abd al-Muttalib.<br />

(abù-1-Yaqzàn). Utjimàn b. 'Affàn assegnò ad al-'Abbàs b. Rabì'ah b.<br />

al-Hàrith un dar in al-Basrah, e gli diede centomila (d i rh amj. 'Abd alrahmàn<br />

b. Abbàs era chiamato il domatore di muli per la grande fro-<br />

5i>2.


32. a. H. ss 39^1.<br />

queiiza con cui li montava, e si fece partigiani dopo la fuga di ibn al-<br />

32. a. H.<br />

Asath, nel Sigistàn, che fuggiva da al-Haggag (nell'83. H.). lavorMdrauMci e<br />

Talhatàn era il canale Nahr Talliah b. abì Nàfi' mawla di Talhali cenni topografici<br />

1 -TTu J n 1 "ed<br />

onomastici<br />

b. Lbaydallali. ^ei ^^„^y, ^ena<br />

n canale Nahr Humaydah prese nome da una donna della famiglia di Babiionide meri-<br />

Abd al-rahmàn b. Samiuali b. Habib b. Abd Sams, chiamata HumaydaL,<br />

che t\i moglie di 'Abd al-'aziz b. Abdallah b. 'Amir.<br />

(Il nomt! di) Khayratàn viene da Khayrah bint Danirah al-Qusay-<br />

riyyah, moglie di al-Muhallab (b. abì Sufrah). Ella aveva anche Muhal-<br />

labàn, che le aveva dato al-Muhallal) ; secondo altri questo (canale) era<br />

suo, ma prese nome da al-Muhallab, essendo essa madre di abù 'U3'aynah,<br />

~ufi hjjflio.<br />

Grubayràn fu chiamato da Gubayr li. Ilayyah.<br />

Khalatan era proprietà di Alidallah 1). Khalaf al-Khuzà'i. padre di<br />

Talhah al-Talahàt.<br />

Tulayqàn era della famiglia di 'Imràn b. Husayn al-Khuzà'i dei figli<br />

(li Khàlid b. Tulayq b. Muli. b. 'Imràn. Khàlid fu qàdi di al-Ba.srali ( Ba-<br />

ia dz uri, ;359. lin. 16-360. lin. 16) [M.].<br />

§ 30. — (al-Qalidzami). Il canale di Murrah era Nahr ibn 'Amii-* ai cui<br />

lavoii di scavo presiedette Murrali mawla di abu Bakr al-Siddiq e il sud<br />

nome ebbe il sopravvento.<br />

abù-1-Yaqzàn ed altri dicono che il canale prese nome da Murrah 1».<br />

'L^thmàn, mawla di 'Abd al-rahmàn b. abì Bakr al-Siddiq. ed era un ru-<br />

scello per adacquare le palme. Murrah domanilò ad 'Ai.sah, Madre dei Cre-<br />

d


eii onomastici<br />

dei canali della<br />

Babllonlde meri-<br />

dionale.!<br />

5§ MI -83. 32. a. H.<br />

32. a. H. Il ( anale Nalir liasSàr tu chiamato da Bas.'^àr b. Muslim b. 'Amr al-Ba-<br />

lavori^drauhci e<br />

^»^1'- 'liitelli) (li Qutaybah, che aveva donato ad al-Haggàg un cavallo, ed<br />

cenni topografici nntiatogli in favore, ne ebbe in feudo settecento garib (o, seconda altri,<br />

quattrocento), e lo scavo del canale.<br />

Il canale Nahr Fayrùz prese nome da FayiTiz Husayn :<br />

da Bàskar. chiamato Fayrùz.<br />

secondo<br />

altri<br />

al-Qahdzami dice che prese nome da Fayrùz mawla di Kabi'ah b.<br />

Kaladah al-Thaqafi.<br />

Il canale Nahr al-' Ala prese nome da al-'Aia b. Sarik al-Hudzali, il quak'<br />

fece un dono che piacque ad 'Abd al-malik e ne ebbe un feudo di cento garib.<br />

Il canale Nahr Dzira' fu così chiamato da Dzirà' al-Nimri dei Rabì'ah.<br />

padre di Hàrùn b. Dzirà'.<br />

Il canale Nahr Habìb prese nome da Habib b. Siliàb al-Sànii il mer-<br />

cante con un feudo di Ziyàd; o, secondo altri, di "Uthmàn.<br />

Il canale Nahr abi Bakrah prese nome da abù Bakrah b. Ziyàd (Ba-<br />

làdzuri, 361, lin. 4-15) [M.].<br />

§ 32. — (al-'Iqawi al-Dallàl). La gazìrah (isola) tra i due fiumi era<br />

terra salina (sabkhah). Mu'àwij^ah l'assegnò in feudo (aqta') al figlio<br />

d'un fratello. Quando venne quel giovanotto a vederla, Ziyàd la fece alla-<br />

gare. L'investito disse allora: «Il Principe dei Credenti m'ha dato un<br />

« letto di torrente di cui non so che farmi». ZÌ3'àd gliela comprò per due-<br />

centomila dirham, e vi scavò canali e assegnò feudi.<br />

RaAvwàdàn prese nome da Eawwàd b. abi Bakrah.<br />

Nel canale Nahr al-Rà- si pescano pesci chiamati al-Rà-, da cui ha presi<br />

nome il canale. Ci .sta sopra la terra di flumràn, cui fu data in feudo da<br />

Mu'àwivah.<br />

Il canale ISialir Makhùl ha preso nome da Makhùl b. 'Ubaydallah al-Ahmasi,<br />

ch'era cugino di Saybàn, capo del cimitero (sàhib maqbarah?<br />

di Saybàn b. 'Abdallah, il quale era prefetto della surtah di ibn Ziyàd.<br />

Makhùl diceva le poesie sui cavalli : e fu feudo per mano di Abd al-Màlik<br />

b. Marwàn.<br />

al-Qahdzami dice che questo canale prese nome da Makhùl b. 'Abd-<br />

allah al-Sa'di (Balàdzuri, 361, lin. 15-362, lin. 5) [M.].<br />

§ 33. — (al-Qahdzami). Lo Satt 'Utjimàn lo comprò 'Uthmàn b. abi-l-'As<br />

al-Thaqafi da 'Uthmàn b. 'Affàn dando in cambio i suoi possedimenti di<br />

al-Tà'if [cfi-. nelle questioni contro 'Uthmàn. dove si parla di certi beni di<br />

'Utjìmàn in al-Tàif, 30. a. H., § 145].<br />

Secondo altri invece gli diede in compenso un dar che aveva in Ma-<br />

dinah. il quale fu dal Califfo aggiunto alla Moschea.<br />

r.(U.


32. a. H. g§ 33, 34.<br />

'Uthmàii b. abi-l-'As diede in feudo al fratello Hafs b. abi-l-'As, Hafsàii, _32. a. h.<br />

e ad abù Umayyah b. abi-l-'As, Umayyatàn, come ad al-Hakam b. abi-l-'As, lavori idraulici e<br />

Hakamàn e ai-fratello al-Muglùiah, Mughiiatàn. cenni topografici<br />

Il canale di al-Arhà era di abù 'Amr b. abi-l-'As al-Thaqafì (Baia- ^gi canali delia<br />

dznri. 362, lin. 6-11) [M.]. Babilonide meri-<br />

§ 34. — (al-Madàini). Ziyad assegnò feudi nel Satt al-Cxamiim, chiamata<br />

Ziyàdàn. e disse ad 'Abdallah b. 'Uthmàn : « Io non trasmetto se<br />

non ciò che avrete coltivato », e assegnava ad ognuno un feudo, e glie<br />

lo lasciava due anni. Se egli l'aveva coltivata [era suo], se no glie lo ri-<br />

prendeva. al-Cramiim appartenne prima ad abii Bakrah e poi ad 'Abd al-<br />

lahmàn b. abi Bakrali.<br />

Azraqàn prese nome da al-Azraq b. Muslim ma wla dei banù Hanifah.<br />

Muhamniadàn, da Muh. b. 'Ali b. 'Ft^imàn al-Hanafi.<br />

Ziyadàn. da Ziyàd mawla dei banù-l-Hayt_ham. che fti nonno di<br />

Mùnas (sic!) b. 'Imràn 1>. Giimay' b. Yasar e anche nonno per parte di<br />

madre di 'Isa b. 'limar al-Nahwi e di Hàgib b. 'Umar.<br />

Il canale Nahi- abi-1-Khasib prese nome da abu-1-Khasib Marziiq,<br />

mawla di al-Mansur, Principe dei Credenti.<br />

Il canale Nahr al-Amir in al-Basi"ah fu scavato da al-Mansùr, poi fu<br />

dato al figlio (jra'fai-: era chiamato Nahr Amir al-Mu-minin (« il canale<br />

del Principe dei Credenti »; e poi fu detto Nahr al-Amir (« il canale del-<br />

« l'ani ir»). Più tardi al-Bà.sid lo comperò e ne diede feudi e ne vendette.<br />

Il canale Nahr Kubba era di al-Ra.5id e pre.se nomo da Sùrigi (dal<br />

f»ersiano sur e gà. = tcìiipiis festi che un tempo si celebrava nel mese di<br />

Gumàda [Rubbay]).<br />

Hl-Qura.si fonnò oggetto di litigio tra 'Ubaydallah t>. 'Abd ai-ala iil-<br />

Kurayzi e 'Ubaydallah b. Tniar 1). al-ITakam al-Thaqafi. Ma poi vennero<br />

a un accordo, secondo cui ciascuno dei due no prese una metà, e si eb-<br />

bero cosi al-Qurasi e al-' Arabi.<br />

al-Qandal ora una delle insenature del Tigri (ctr. li loss., .s. r.j, che<br />

fu chiusa da Sulaymàn b. Ali; li .sopra era il feudo di al-Mundzir b. al-<br />

Zubayr b. al-Aw\vàm, •• lì anche era il canale Nahr al-Nu'man b. al-Mundzir<br />

re di al-IIirah. ch'egli aveva avuto in feudo ai tempi di Kisra, e lì era<br />

un caHtello di al-Nu'màn.<br />

Il canale Nalir Muqàbil pre»e nome da Muqàtil b. {'jariyah 1). Qu-<br />

dàmali al-Sa'di.<br />

'Uniayràn prese nome da AUlailali b. L'mayr al-I^aythi.<br />

Sayhàn dai Bamiecidi. che lo cliiamarono così.<br />

;,l.(;ril,?n;ili tiT (li-tti. ii.^\ pei'i-hè vi .si pescavaim i pesci (gùl)arah(.<br />

Vj6. 64<br />

dionale.l


32. a. H.<br />

IRAQ.-al-Basrah;<br />

lavori idraulici e<br />

dionale.l<br />

§§ »i-3


8 37. — (<br />

al-Baladzuri,<br />

32. a. H. a?!*».<br />

st'iiza isnàdj. Baisir b. 'Ubaviiallali 1'. abi Ha- ?'^- ^- ^•<br />

— '<br />

.<br />

[IRAQ.-al-Basrah:<br />

krah scavò al-Murghàb e lo chiamò col nome di Murghàb Marw. 11 feudo lavori idraulici e<br />

su cui era al-ifurghàb apparteneva a Hilàl b. Ahwaz al-Màzini che l'aveva rundzir : «Qui<br />

non è scritto khalli, ma hul (poniti) tra<br />

« Himyari e al-Murghàli (= impediscigliene cioè il possesso) ».<br />

Sa'sa'ah b. Mu'awiyah, zio di al-Ahnaf, aveva un feudo di fronte ad<br />

al-Murghàb e a lato di esso. Mu àwiyah b. Sa'sa'ah b. Mu'àwij-ah intervenne<br />

in favore di Himyaii. E Basii- di.sse: « Que.sto è il pascolo dei nostri cameli,<br />

« vacche, asini, cavalcature ed armenti ». Ma Mu'awiyah: « E tu per una<br />

« vacca storta e un'asina in calore vorresti usui-pare il nostro diritto? ».<br />

'Abdallah b. abi 'Utlimàn b. 'Abdallah b. Khàlid b. Asid disse pure: « Que.sta<br />

« è nostra terra e nostro feudo >. E Mu'awiyah: « Hai sentito dire di quelle<br />

« che camminava sul fiioco, e gli entrarono le fiamme per il sedere? Quello<br />

«sei tu:. (Balàdzuri, 364, lin. 11-366, lin. 4) [M.].<br />

§ 38. — (al-fìalàdzuri, senza" i su à d). Suwaydàn apjiartcnuva ad Ubaydailah<br />

b. abi Bakrah come feudo, dell'estensione di quattiV)cento garib.<br />

Li diede a Suwayd b. Manguf al-Sadusi e ciò perchè Suwayd, ammalatosi,<br />

ricevette ima visita da ihn abi Bakrah. il quale gli domandò t-omc lo tro-<br />

\ a8.se. E l'altro: « Bene: se tu volessi... ». — « .'^ì. voglio ». rispose, « ma<br />

€ di che .si tratta?». — «Se tu dessi altrettanto di quello che hai dato<br />

« ad ibn Ma'mar, che non abbia più da temere ». Ed egli gli diede Su-<br />

waydàn. che pre.se il nome «la lui Tialàdz uri. 365. lin. 4-9) [M.].<br />

§ 39. — ial-Ma


^ 4(l4>. 32. a. n.<br />

32. a. H. al-Masruq;\nà,n fu una (iati' ah della famiglia Al abi Bakrah, che iu<br />

'i«vorMdrauNd e principio luisuiava cento garìb e più tardi, quando fu misurata dai geocenni<br />

topografici metri (m u s s a h) di al-Mansur risultò che era cresciuta sino a mille<br />

dei°can^i*dena g a r 1 h : allora furono riconfermati alla famiglia Al abi Bakrah i cento<br />

Babiionide meri- garìb che avevano prima e fiirono confiscati tutti gli altri.<br />

La qatì'ah Himyàn appartenne a Himj-àn b. 'Adi al-Sadusi.<br />

Katliiràn appartenne a Kathii- b. Sayyàr.<br />

Bilàlàn, a Bilàl b. abi Burdah :<br />

'Abbàd b. ZÌ3fàd, poi fu comperata da Bilàl.<br />

Bakrah.<br />

Siblàn a Sibl b. 'Amìrah b. Yathi'ibi al-Dabbi.<br />

prima<br />

la qati'ah apparteneva ad<br />

Il canale Nahr Salm prese nome da Salm b. 'Ubaydallah b. abi<br />

Il canale Nahr al-Ribbàhi prese nome da Ribbàh mawla della fa-<br />

miglia Al (jud'àn.<br />

Sabkhah 'A'isah prese nome da 'A'isah bint 'Abdallah b. Khalaf al-<br />

I^uzà'i (Balàdzuri, 365, lin. llult. lin.).<br />

§ 41. — Kathii' b. 'Abdallah al-Sulami, ossia abù-l-Ag, luogotenente<br />

di Yùsuf b. 'limar al-Thaqafi in al-Basrah, scavò un canale dal Nahr ibn<br />

'Utbah fino ad al-Khastal, ed esso prese da lui il nome.<br />

Il canale Nahr abi Saddàd prese il nome da abù Saddàd mawla di<br />

Ziyàd [b. Abihi].<br />

Bathq Sayyàr appartenne a Fil mawla di Ziyàd [b. Abihi], ma il<br />

sopraintendente ai lavori fii Sayj'àr mawla dei banu 'Uqayl ed il suo<br />

nome prevalse.<br />

Ard al-Isbahàniy3 un era un distretto, sarà, appartenente ad alcuni<br />

arabi: gli al-Isbahàniyyiin erano una gente (persiana) convertitasi all'Isiàm<br />

e poi immigrata in al-Basrah : si dice che essi erano con gli al-Asàwirah<br />

che vennero ad al-Basrah.<br />

Dar ibn al-Isbahàui in al-Basrah prese nome da 'Abdallah b. al-Isba-<br />

hàni, possessore di ben 400 mamliik: egli si unì a Mus'ab b. al-Zubajr<br />

contro al-Mukhtàr, e comandò l'ala dritta del suo esercito [nel 67. a. H.]<br />

(Balàdzuri, 365, ult. lin.-366, lin. 7).<br />

§ 42. — ('Abbàs b. Hisàm, da suo padre, da alcuni della famiglia Al<br />

al-Ahtam). Il Califfo Yazìd b. 'Abd al-malik scrisse ad 'Umar b. Hubayrah :<br />

« Il Principe dei Credenti non ha alcuna porzione [di terra] (khursah)<br />

« nel paese dogli Arabi (Ard al-'Arab): perciò recati negli al-qatà'i'<br />

« e prendi i sopravanzi (fudùl) per il Principe dei Credenti ». Perciò 'Umar<br />

si mise a visitare gli al-qatà-i', chiedendo informazioni sul conto di essi,<br />

poi li misurava :<br />

così<br />

venne alfine ad una terra, di cui chiese chi fosse il<br />

506.


32. a. H. §§ 42, 43.<br />

proprietario. Questi rispose: « Sono io ». — « E da chi l' liai avuta? ». — -^2. a. H.<br />

^. . . . . . [ IRAQ.-al-Basrah:<br />

Il proprietario rispose citaudo un verso: lavori idraulici e<br />

Noi le abbiaiuu ereditate da padri veritieri e le lasceremo in eredita ai nostri figli ^<br />

j j. . ed onomastici<br />

qnando cesseremo di vivere.<br />

dei canali della<br />

Ma poi il popolo protestò [per l'opeiu di 'Umar b. Hubayrah] onde questi Babiionide meri-<br />

desistè (Balàdzuri, 366, lin. 7-14).<br />

§ 43. — Saltàn prese il nome da al-Salt b. Hurayth al-Hauati.<br />

Qàsimàn era una qati'ah di al-Qàsim b. 'Abbàs b. Rabi'ah b. al-<br />

Hàrith b. 'Abd al-Muttalib, i' la ereditò di poi suo fi-atello 'Awn.<br />

Il canale Nahr Khàlidàn al-Agmah appartenne alla famiglia Al Khàlid<br />

b. Asìd ed alla famiglia Al abi Bakrah.<br />

Il canale Nahr Màsùràn scorrtiva per un sito dove fu un uomo mal-<br />

vagio (sirrir) che trattava ingiustamente la gente e la sottometteva a<br />

minute ricerche e vessazioni :<br />

perciò<br />

il canale prese il nome da lui : in per-<br />

siano al-màsur significa appunto un uomo eccezionalmente malvagio<br />

(aì-gurbuz al-sirrir).<br />

al-Dàr.<br />

(jrubayràn era una qati'ah di (jruba3r b. abi Zavd dei banù 'Abd<br />

Ma'qilàn era una qati'ah di Ma'qil b. Yasàr, i-icevuta da Ziyàd<br />

[b. Abihi], oppure, secondo altri, da 'Umar [b. Hubayrah]: ma 'Umar non<br />

ha dato ad alcuno feudi (qati'ah) sull'al-Nahrayn.<br />

(jrandalàn appartenne ad 'Ubaydallah b. Grandal al-Hilàli.<br />

Il canale Nahr al-Tiit era una qati'ah di 'Abdallah b. Nàti' b. al-<br />

Hàrith al-Thaqafi.<br />

(al-Qahdzami). Il canale Nahr Sulaymàn b. 'Ali appartenne ad al-Hassàn<br />

al-Nabati.<br />

Il canale Nahr al-Ghiithi fu .scavato dal comandante della guarnigione<br />

di contine (maslahahj detto GhQth e perciò prese da lui il nome : altri<br />

affermano clif siccomi' irrJLrava (>ra 'ala mughith*") al-Murghàb fu detto<br />

al-Ghfith<br />

Dziìt al-IIafàfayn si trovava sul Nahi- Ma'qil e Diglah, apparteneva ad<br />

'Abd al-rahmàn b. abi Bakrah: la comperò un arabo, al-Tammàr mawla<br />

«H .Amatallah bint abi Bakrah.<br />

Nahr abi Sabrah al-IIudzali era un qati'ah.<br />

Harl)aiiàii t-ra una qati'ah di Ilari) b. 'Abd al-rahmàn b. al-tlakam<br />

V.. Hhi-j.'Is.<br />

Il feudo qati'ah al-Hubàb appartenne- ad al-Hubàb b. Yazid al-Mugàsi'i.<br />

Nahr ó-a'far appartenne a (ia'far mawla di Salm b. Zi^àd, che era<br />

un khàrigita.<br />

min.<br />

dionale.)


4a 11. 32. a. H.<br />

32. a. H. Hathq Shin prese il nome da Siiin, moglie di Kisra b. Hurmuz.<br />

lavori idraulici e (al-Qalidzami cd al-Madàini). Muhallabàii, conosciuto nell' al -di w àn<br />

cenni topografici ((ni il nome di qat l'ali 'limar b. Huba3rah. appartenne ad 'Umar b. Hiiedon<br />

omasi e<br />

i^^yj-ai^ a] quale fu dato in feudo dal Califfo Yazid b. *Abd al-malik, quando<br />

del canali della J > "i ' t.<br />

Babiionide meri- s' impadroni dei beni di Yazid b. al-Muhallab. dei suoi fi'atelli e di suo figlio:<br />

aveva appartenuto ad al-Mugliirah b. al-Muhallab. In esso v'era un canale<br />

scavato da Zàdàn Farrùkh. Ai tempi di al-Balàdzuri apparteneva alla fa-<br />

miglia Al Sufyàn b. Mu'awiyah b. Yazid b. al-Muhallab. (Dopo la caduta<br />

degli Umay3adi im figlio di Sufyàn b. Mu'àvviyah) fece ricorso al Califfo<br />

abu-l-'Abbàs per il possesso del fondo, ed il Califfo glielo diede. Allora<br />

la famiglia Al al-Muhallab gli fece una causa per tale faccenda. (Il figlio<br />

di Sufyàn) disse: « Questo fondo apparteneva un tempo ad al-Mughirah<br />

« (b. al-Muhallab, il padre di mia madre) ». E quelli: « Noi ti concediamo<br />

« questo, ma (tuo nonno) al-Mughirah b. al-Muhallab è morto prima di suo<br />

« padre, ed allora sua figlia (la moglie di Suf3àn) ha ereditato soltanto<br />

« la metà. La sua eredità è quella ciie ti viene da tua madre. Il resto djel-<br />

« l'eredità ritornò al padre, il quale (per aver sopravvissuto al figlio) fu<br />

« uno dei suoi eredi ». Allora Sufyàn disse: «Ma al-Mughirah lasciò anche<br />

«un figlio». E quelli di rimando: «Ma che cosa hai tu che fare con il<br />

« figlio di al-Mughirah? tu non puoi ereditare da tuo zio materno ». Il Ca-<br />

liffo non concesse però nulla alla famiglia (e lasciò tutto nella famiglia<br />

Al Sufyàn b. Mu'àwiyah) : la proprietà aveva mille e cinquecento garib<br />

di superficie.<br />

Kawsagàn prese nome da 'Abdallah b. 'Amr al-Thaqafi al-Ka\vsag: se-<br />

condo al-Madà-ini, Kawsagàa appartenne ad abù Bakrah e suo fratello Nafi'<br />

gli fece causa (per il possesso della proprietà). Andarono insieme sul fondo<br />

ed ognuno di essi pretendeva al possesso del medesimo. Allora uscì presso<br />

di loi'O 'Abdallah b. 'Amr al-Kawsag e disse a loro due: « Veggo che voi<br />

« due siete in conflitto, nominatemi arbitro >. Essi accettarono e lo nomi-<br />

narono arbitro : egli disse allora : « La mia decisione sul fondo è che esso<br />

« mi appartiene >. E quelli glielo consegnarono. Si dice che ad al-Kawsag<br />

mancava un abbeveiatoio (sirb), perciò disse ad abù Bakrah ed a Nafi':<br />

« Datemi un abbeveratoio per la lunghezza di un salto (wathbah) ». Essi<br />

acconsentirono, e si dice che al-Kawsag facesse un salto di trenta |dz i r à '<br />

(Balàdzuri, 366, lin. 14-368, lin. 3).<br />

§ 44. — Sull'Eufi-ate vi erano terre i cui abitanti si fecero musul-<br />

mani, rimanendo in esse quando comparvero i Musulmani e terre che usci-<br />

rono dalla proprietà degli abitanti ed entrarono in quella dei Musulmani,<br />

per donazione (bi-hibàt) o altre forme di entrata in possesso (asbàb<br />

510.


32. a. H. §§ 44-1(3<br />

al-mulk). Perciò queste terre divennero 'usriy vali u di decime, mentre ^^ * ^<br />

- , TT . ' - . 1 • • -111 [IRAQ.-al-Basrah:<br />

prima erano kharagi x'^-ah. Allora al-Haggag le rimise sotto il kharàg. lavori idraulici e<br />

Il Califfo 'Umar b. Abd al-'az"iz la rimise tra le terre paganti soltanto la<br />

sadaqah. Il governatore 'Umar b. }Iuba3rali la passò di nuovo sotto u<br />

cenni topografici<br />

ed onomastici<br />

jei canali delia<br />

kharàg. Il Califfo Ilisàm b. 'Abd al-malik ne restituì una parte fì-a le<br />

Babiionidemeri-<br />

terre paganti sadaqah, ed infine il Califfo al-Mahdi rimise tutta la prodlonale.i<br />

prietà tra le terre a ràdi al-sadaqah (Balàdzuri, 308, lin. 3-8).<br />

§ 45. — Gra'faràu appartenne ad umm (jra'far bint Migzàli b. Thawr<br />

al-Sadusi. moglie di Aslam. padrone di Aslamàn.<br />

(al-Qahdzami, da Arqam b. Ibrcihìm). Arqam b. Ibràliim vide Hassàn<br />

al-Nabati su un ponte indicare [con la mano] ad 'Abd al-a'la b. 'Abdallah<br />

che era con lui. il contine di tuttL- lo proprietà nel recinto di Nahr<br />

al-Fayd appartenenti alla famiglia di Iliìsàm 1). Abd al-malik. Quando<br />

giunse icamminando) alla casa di Abd al-a'la, alzò il braccio (facendo<br />

ccjsì segno che qui finiva la proprietà). Allorché venne al potere la dinastia<br />

abbàsida, tutta questa proprietà fu confiscata, ed abù Gra'far trasformò in<br />

waqf la proprietà di al-tì-abàn, tra i waqf creati a vantaggio della po-<br />

}»(


32. a. H.<br />

'IRÀQ-al-Basrah:<br />

lavori idraulici e<br />

dionale.j<br />

^ 47. 32. R. H.<br />

§ 47. — (al-Qahdzami). Khàlidàn al-Qasr e Khàlidàn Tlabsà appar-<br />

teunero a Khàlid b. Abdallah b. Khàlid b. Asid, ed (un altro) Khàlidàn<br />

cenni topografici appartenne a Yazid b. Talhah al-Hanafi ohe aveva ku nyali abù Khàlid.<br />

'^^ canale Nahr 'Adi era un avvallamento (khawr) che partiva dal<br />

dei "canali della<br />

Babiionidemeri- Nahr al-Basrah, finché 'Adi b. Artàh al-Fazàri, governatore di 'Umar b.<br />

'Abd al-'aziz, lo distaccò dal Bathq Sirin.<br />

Il Califfo Sulaymàn diede in feudo a Yazid b. al-Muliallab tutte le<br />

al-Batihah o bassure acquitrinose che egli riuscì a bonificare. Yazid b. al-<br />

Muhallab bonificò al-Sarqi, al-éabàn, al-Khast. al-Zangiyyah(?), Mughìratàn<br />

ed altri luoghi che divennero tutti una proprietà recinta (hawz). Di tutto<br />

ciò s' impadronì il Califfo Yazid b. 'Abd al-malik : di poi il Califfo Hisàm<br />

lo cedette in feudo al figlio dal quale in seguito passò ad altri.<br />

(al-Qahdzami). al-Haggàg diede in feudo a Khayrah bint Danirali al-<br />

Qusayriyyah, moglie di al-Muhallab, il podere di 'Abbàsàn, che poi fu con-<br />

fiscato dal Califfo Yazid b. Abd al-malik. il quale lo cedette in feudo ad<br />

al-'Abbàs b. al-Walìd b. 'Abd al-malik. Confiscata dagli 'Abbàsidi, la pro-<br />

prietà fu ceduta in feudo dal Califfo abù-l-'Abbàs a Sulaymàn b. 'Ali.<br />

al-Qàsimiyyah è il fondo da cui si fece derivare l'acqua, ed al-Qàsim<br />

b. Sulaymàn, mawla di Ziyàd. falsificò uno scritto con cui dimostrò che<br />

l'aveva ricevuto in feudo dal Califfo Yazid b. Mu'àwiyah.<br />

al-Khàlidiyyah appartenne a Khàlid b. Safwàn b. al-Alitam, e un tempo<br />

appartenne a Qàsim b. Sulaymàn.<br />

al-Màlikiyyah, a Màlik b. al-]Mundzir b. al-Gràrùd.<br />

al-Hàtimijyah, a Hàtim b. Qabisali b. al-Muliallab.<br />

(Da varia gente di al-Basrqh). 'Adi b. Artàh scrisse al Califfo 'Umar<br />

b. 'Abd al-'aziz e ordinò agli abitanti di al-Basrah che essi pure scrives-<br />

sero (al Califfo) in merito allo scavo di un canale per gli abitanti mede-<br />

simi. Waki' 1). abi Siid al-Tamìmi .scrisse al Califfo dicendo :<br />

« Se non ci<br />

« scavi per noi un canale, al-Basrah non può esser nostra dimora >. Si dice<br />

che 'Adi cercasse con ciò di danneggiare [la proprietà di] Bahz b. Yazid<br />

b. al-Muhallab e invece gli fu di giovamento. Il Califfo 'Umar scrisse concedendo<br />

lo scavo del canale, e fii scavato il Nahi- 'Adi: la gente andò<br />

a guardare i lavori, e tra gii altri 'Adi vi condusse anche al-Hasan al-Basri<br />

sopra un asinelio, mentre egli andava a piedi. Quando venne 'Abdallah<br />

b. 'Umar b. 'Abd al-'aziz a governare F'Iràq a nome di Yazid b. al-Walid,<br />

gli si presentò la gente di al-Basrah, lagnandosi che l'acqua potabile era<br />

salmastra. Gli mostrarono due bottiglie, in una delle quali era l'acqua di<br />

al-Basrah e nell'altra l'acqua deiral-Batihah. Egli o-sservò la differenza tra<br />

le due acque. La gente gli disse : « Se t\i ci scavi un canale, ben'emmt^<br />

hV>.


32. a. H. §§ 47, 48.<br />

di quest'acqua dolce ». Ed il governatore scrisse al Califì'o Yazid su questa 32. a. h.<br />

faccenda. 11 Califfo rispose: « Se la .spesa per questo canale raggiunge l'ani- layo/i idraulici e<br />

«montare del kharàg deH"Iràq, che è nelle nostre mani, spendi pure cenni topografici<br />

_^ , ., , ,, ., T -. ., ed onomastici<br />

« questa .somma ». Ld il canaio tu scavato e prese il nome di Nalir il ni ^jgj canali delia<br />

'Umar. Un giorno, disse un tale mentre era nel maglis di ibn 'Umar: Babiionide meri-<br />

« Io credo che la spesa per questo canale raggiungerà i 300,000 (dirham)<br />

«o anche di più». Rispose ibn 'Umar: «Anche se raggiungesse il kha-<br />

« rag dell' 'Iraq, pure .spenl^er(^ (piesta somma (Tìalàdznri. 309, lin. 4-<br />

370, lin. I2j.<br />

§ 48. — I governatori e gli al-asràf di al-Basrah andavano ad attin-<br />

gere l'acqua potaVnle nel fiume Tigri e .scavarono cisterne (sahàrig):<br />

al-Haggàg vi aveva pure una cisterna ben conosciuta, nella quale si rac-<br />

coglieva l'acqua piovana: anche ('Abdallah) ibn 'Arair .Ziyàd (b. Abihi) ed<br />

CUbaydallali) b. Ziyàd avevano cisterne in al-Basrah e permettevano al<br />

pubblico di attingervi l'acqua da bere.<br />

Il Calitfo al-Mansùr, la prima volta che entl•


32. a. H.<br />

'IRAQ.-al-Basrah:<br />

lavori idraulici e<br />

cenni topografici<br />

ed onomastici<br />

dei canali della<br />

Babìlonide meri-<br />

dionale.<br />

§ 4S. 32. a. H.<br />

Sulaymàu si comperò con danari propri il luogo dove sorse poi la pri-<br />

gione, nel Dar ibn Ziyàd, e vi fece la prigione, e scavò la cisterna che<br />

si trova in al-Dahnà, ossia nella Rahbah bani Hàsim.<br />

(Alcuni dotti di al-Basrah in materia di proprietà fondiaria;. La gente<br />

di al-Su'aybiyyah, nel distretto di al-Furàt, durante il califfato di al-Rasid,<br />

cedettero la proprietà ad 'Ali b. al-Rasid alla condizione che essi fossero suoi<br />

coloni a divisione del prodotto (muzàri'in). Egli alleggerì ad essi il gravame<br />

dell'imposta muqàsamali, interpose i suoi buoni uffici ed ottenne<br />

che la terra diventasse usriyyah della categoria sadaqah. Impose<br />

alla gente (di al-Su'aybiyyah) quel tanto di tasse che essi accettarono di<br />

pagare e pose come sopraiutendente ai lavori agricoli Su'ayb b. ZÌ3'àd<br />

al-Wàsiti, un figlio del quale aveva una casa in Wàsit sulle rive del Tigri.<br />

Da lui prese nome il fondo.<br />

(Da vari basiensi, tra i quali Ravvh b. Abd al-mu-min). Quando Su-<br />

laymàn b. 'Ali si prese al-Mughithah, volle il Califfo al-Mansùr prosciugare<br />

una proprietà nell'al-Batìhah ed ordinò di prosciugare al-Subajtiyyah. Ciò<br />

dispiacque a Sulaymàn b. 'Ali ed agii abitanti di al-Basrah, i quali si radu-<br />

narono dinanzi alla porta di 'Abdallah b. 'Ali, che era in quei giorni fug-<br />

giasco presso il fi-atello Sulaymàu per salvarsi dal Califfo al-Mansur, e si<br />

misei'o a gridare: « O Principe dei Credenti! Scendi tra noi e noi ti pro-<br />

« clameremo califfo! ». Sula3-màn li calmò, li disperse e mandò un'amba-<br />

sceria presso al-Mansùr, con Sawwàr b. 'Abdallah al-Tamimi al-'Anazi,<br />

Dàwiid b. abì Hind mawla dei banù Bash- e Sa'id b. abi 'Arùbah Bahràn.<br />

Questi si presentarono al Califfo con una pianta (sur ah) deH'al-Batihali<br />

e lo informarono com'essi temevano che (quanto il Califfo aveva in animo<br />

di fare) avrebbe resa salmastra l'acqua da beie in al-Basrah. Il Califfo<br />

rispose che egli non vedeva la ragione per questa loro opinione, ma intanto<br />

sospese ogni decisione fino a quando venne ad al-Basrah: allora ordinò di<br />

prosciugare (istikhràg) al-Subaytiyyah, e fu proscivigata. Una parte di<br />

questo fondo era una collina (a g m a h) appartenente ad un d i h q a n detto<br />

Subayt. Il sopraiutendente ai lavori di prosciugamento espropriò la collina<br />

e ne espulse il d i h q a n .<br />

dandogli<br />

soltanto una parte del valore e facen-<br />

dolo battere. Ma Subayt non cessò dallo stare dinanzi alla porta di al-<br />

Mausiir chiedendo il pagamento di quanto gli era ancora dovuto sul valore<br />

de} fondo e continuò ad insistere, su questo argomento nell'al-diwàn<br />

finché mori. Perciò il fondo prese nome da lui a causa di quella collina<br />

e fu detto al-Subaytiyyah.<br />

al-Bàhili :<br />

Il ponte Qantarah Qurrah in al-Basrah prese nome da Qurrah b. Ha^-yàn<br />

presso<br />

il ponte era un antico canale, che fu poi comperato da<br />

514.


32. a. H. §S 48-51.<br />

umm 'Abdallah b. Amir. la quale lo lasciò come sadaqah per luogo da<br />

bere dei Basrensi.<br />

'Abdallah b. 'Amii* comperò il mercato al-Suq e lo trasformò pure in<br />

sadaqah.<br />

n giorno in cui giunse ad al-Ba.srah la notizia della morte del Califfo<br />

Yazìd b. Mu'àwiyah, Ubaydallah b. ZÌ3-àd .s'imbattè in una palma sul<br />

Nahr umm Abdallah ed ordinò che le venisse tagliata la punta (facen-<br />

dola così morirei, e demolì il Hammàm Humràn b. Abàn. In quel luogo<br />

medesimo, ai tempi di al-Balàdzuri. si fabbricavano gli al-rabàb (istru-<br />

menti di musica).<br />

n Masgid al-Hamirah prese nome da una gente di nazionalità persiana<br />

Cagam) che venne nella Yamàmah dall' 'Umàn e poi si trasferì in al-<br />

Basiah iscrivendosi fi-a i Himyar : si fissò nelle vicinanze di questa moschea.<br />

Si dice da alcuni che la costruissero, e poi fii restaurata.<br />

(al-Athram, da abù 'LTbaydah, da abu Amr b. al-'Alà). Qays b. Mas'ùd<br />

al-Saybàni era luogotenente di Kisra nell'al-Taff e si pre.se al-Manga.sàniyyah<br />

a sei miglia da al-BasraU: poi passò nelle mani di un lavorante a giornata<br />

('udrùt) per nome Mangasàn, dal quale prese il nome. Al di .sopra di<br />

questo era la Rawdah al-Khayl, dove i suoi cameli andavano a pascolare.<br />

(ibn al-Kalbi). La .sorgente detta al-Ha\vab prese nome da al-Hawab<br />

bint Kalb b. Waln-ah, moglie di Murr b. Udd b. Tàbikhah (cfr. 36. a. H., § 51).<br />

Hima Dariyyah prese il nome da Dariyv'ah bint Rabi'ah b. Nizàr, la<br />

madre di Hulwàn b. 'Imràn b. al-Hàf b. Qudà'ah, dal quale ha preso il<br />

nome (la città dij Hulwàn (Balàdzuri, 370, lin. 12-372, Hii. antepenult.j.<br />

PERSIA. — Il NawrQz.<br />

§ 49. — 11 Nawrùz dei Persiani cadde nel 1" Sawwàl (-= 5 maggio 053<br />

deirÈ. V.i (Hamzah, 161 [dice: martedì]).<br />

PERSIA.<br />

§ 50. — Moneta d'argento arabo-.sa8.sanida, coniata a Ledan nel 32. II.<br />

(ZDMG.. voi. Vili. 1854. pag. 150. u. 750).<br />

MESOPOTAMIA-ARMENIA.<br />

§ 51. — Habib I). Maslamah fu mandato a combattere sul contine della<br />

Siria e Me.sopotamia contro i Greci.<br />

Iludzayfah b. al-Yaraàn fn nominato governatore d'Armenia.<br />

Poi fu governatore al-Mughirah b. Su'bah e infine al-Qàsim b. Rabi'ah<br />

al-Thaqafi (Faqili. 2H3. lin. 15 «• segg.j.<br />

515.<br />

32. a. H.<br />

IRÀQ.-al-Basrah:<br />

lavori idraulici e<br />

cenni topografici<br />

ed onomastici<br />

dei canali della<br />

Babilonide meri-<br />

dionale.


§§ r.-j-55. 32. a. n.<br />

32 a. H. SIRIA-ASIA MINORE. — Spedizione contro Costantinopoli.<br />

'^"J^^'^^g^Jj^^JI; § 52. — lalxì Masar o al-Waqidij. In questo anno (32. II.) Mu àwiyah,<br />

zione contro Co- i.oveinatoie di tutta la Siria, fece una grande spedizione in Asia Minoro ed<br />

stantinopoh].<br />

.^y^Wf) coii le sue schiere fino allo stretto di Costantinopoli, Madiq al-<br />

Qust antini yy ah (il Bosforo). Con lui fece anche la spedizione la moglie<br />

'Atikali bint Qurtah b. 'Abd 'Amr b. Nawfal b. Abd Manàf. Altri affermano<br />

invece che con lui si trovasse la moglie Fàkhitah (T abari, I, 2888-2889 j.<br />

Cft-. Athir, III, 102 (ha Qarazah).<br />

§ 53. — (Ivlialifah b. Khayyàt). In questo anno (32. H.) avvenne la bat-<br />

taglia


32. s,. H. § 55.<br />

Avivali,<br />

gueria<br />

capo deire.sercito<br />

... , .<br />

ad Alessandria e<br />

che risiedeva a Damasco. Si costruirouu navi da<br />

, . , , ,. , ,. m tutte le città del littorale, e si munirono di<br />

^2. a. H.<br />

[SIRIA-ASIA Ml-<br />

nore. - Spediamii<br />

e di macchine da guerra:<br />

--, ....<br />

in tutto<br />

....<br />

300 grandi<br />

i-navi,<br />

di cui ciascuna<br />

•<br />

/-,/-v/-v<br />

zione contro Costantlnopoli.]<br />

tu montata da 1000 uomini dei migliori cavalieri, e oOOO navi leggere, su<br />

ciascuna delle quali montò soltanto un centinaio d'uomini, per motivo della<br />

loro leggerezza, perchè potessero manovrare facilmente sui flutti del mare,<br />

dintorno alh' grandi navi. Egli fece loro prendere il mare e partì lui stesso<br />

per Calcedonia con le genti che aveva seco. Gli abitanti di tutti i paesi<br />

•ai quali arrivò gli si .sottomisero, quelli che abitavano sul mare come quelli<br />

che abitavano nelle montagne e nella pianura. Ma l'esercito principale dei<br />

Greci andò a Costantinopoli per difendere "la città, mentre il distruttore<br />

entrava a Calcedonia. il 13" anno del regno di Costantino (= 653-664 del-<br />

lÈ. \". = 33.-34. a. H.). Giunto là. allineò molte navi leggere sulla costa<br />

per poter prontamente recar soccorso alle navi pesanti, quando queste fos-<br />

sero giunte a Calcedonia. E allora essi [gli Ismaeliti] mandarono la lettera<br />

, neanche uno. Quel giorno Iddio .salvò la città stendendo<br />

il suo braccio, grazie alle preghiere del pio imperatori- Co.stantino.<br />

r.lT


slantlnopoll.]<br />

K ó6, 6«5. 32 a. H.<br />

32. a- H. Durante sei n;iomi anfora, la potenza del vento e- l'agitazione del mare<br />

ISIRIA-ASIA MI-<br />

NORE. - Sp«di- iion cessarono.<br />

zione contro Co- Quando gli Ismaeliti videro la mano terribile del Signore, il loro co-<br />

raggio si spezzò. Lasciarono Calcedonia di nottetempo e tornarono nel loro<br />

paese. Le altre schiere che si trovavano nella regione di Cappadocia fecero<br />

la guerra all'esercito dei Greci. Battute da questi, esse fuggirono dalla<br />

parte dell'Aruastan .saccheggiando la Quarta Armenia fSebeos, 139-142)<br />

[M.].<br />

Sulla .spedizione di Costantinopoli cfi-. anche Dahlan Futuhat.<br />

I, 104-105:<br />

Hiibschmann, Zur Gesch. Armen., 35-38;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 92,r.;<br />

Khamis. II. 286, Un. 12-13;<br />

Taghribirdi. MS. Paris, 1551. L fol. l,v.<br />

MESOPOTAMIA-ARMENIA-IMPERO BIZANTINO. — Nuove incursioni<br />

arabe e bizantine in Armenia. {Cfr. 31. a. U., §§ 30, 31).<br />

'§ 56. — (Sebeosj. Ma come l'autunno fu passato e l'inverno vicino,<br />

l'esercito ismaelita airivò e prese quartiere a Dwin, con l'intenzione d'andar<br />

contro i Georgiani e di passarli a fil di spada. Notificarono loro con mi-<br />

nacce, per mezzo d'ambasciatori, di sottomettersi o di lasciare il paese e<br />

andarsene. Ma questi non vi erano disposti, e si prepararono alla lotta.<br />

Allora gli Ismaeliti li vollero circondare con la guerra per annientarli com-<br />

pletamente. Ma quando essi furono in marcia, il rigore e la neve dell' in-<br />

verno li sorpresero, onde tornarono prontamente nell'Asorestan, .senza com-<br />

mettere violenze in Armenia.<br />

I capi degli Armeni greci e degli Armeni arabi. Hamazasp e Muse),<br />

e tutti gli altri, si riunirono insieme e si accordarono per far cessare ogni<br />

guerra e ogni spargimento di sangue tra loro. Passarono i giorni dell" in-<br />

verno in pace per conservare gli abitanti del paese, giacché il signore dei<br />

Rstuni era caduto malato e si era recato nell' isola di AÀthamar. Egli<br />

non poteva uscirne e intraprender nulla : e divisero il paese secondo il<br />

numero dei loro cavalieri e stabilirono alcuni per far rientrare l'oro e<br />

l'argento.<br />

Allora si poterono vedere i tormenti della disperazione, come capita<br />

ai malati che sono in preda al dolore e non possono parlare ; anche<br />

qui<br />

ci fil qualche cosa d'analogo. Giacché non ci fu nessun luogo in cui gli<br />

uomini potessero fuggire e nascondersi, per scamparla: ma fu come quando^<br />

uno cade in mare e non può iiscinae.<br />

618.


32. a. H. §s 56, 57.<br />

Uuaiidu il .si


52. a. H.<br />

[MESOPOTAMIA-<br />

ARMENIA-IM-<br />

PERO BIZAN-<br />

TINO. - Nuove<br />

Incursioni arabe<br />

e bizantine in<br />

ArnDenia.)<br />

§s ''', -w*. 32. a. H.<br />

nemico ili fronte. Allora egli intominciò a imitare con ardore la bravura<br />

dei suoi padri e a compiere azioni virili, seguendo l'esempio dei .suoi an-<br />

tenati, pregando Iddio di condurlo e di dar successo ai suoi atti di bravura.<br />

Come s'è detto sopra, il catholicos degli Armeni, Nersés, parti con<br />

r imperatore e lo segui a Costantinopoli. Vi fia accolto con onore, ricevette<br />

presenti e fu poi rimandato al suo paese. Giunto che fu, si stabilì a Taykh<br />

fino alla morte del signore dei Rstuni. E quando l'incursione degli Aral)i<br />

fu finita, sei anni dopo la sua espulsione, egli ritornò al suo rseggio, si<br />

fortificò sul seggio di catholicos e si affrettò a terminare la costruzione<br />

della chiesa che egli aveva incominciata a costruire sulla strada della città<br />

di Ya/.arsapat.<br />

Lo storico fa poi alcune considerazioni di carattere teologico sugli<br />

avvenimenti. L' incursione sarebbe stata prevista, ma doveva finir presto<br />

l'odiata dominazione. (E ancora dura!) (Sebeos, 146-147) [M.].<br />

§ 58. — Lo stesso anno gli Armeni si staccarono dagli Ismaeliti e si<br />

sottomisero di nuovo all' imperatore greco. Il quale nominò Hamazasp.<br />

signore dei Mamikoniani, curopalata, gli fece dono di troni d'argento e<br />

gli diede il comando del paese degli Armeni, concedendo agli altri capi il<br />

])osto d'onore e danaro alle milizie.<br />

Quando il re ismaelita vide che gli Armeni s'erano staccati da lui.<br />

fece passare a fil di spada tutti gli ostaggi che avevano menati via dal<br />

paese, circa 1775 persone. I pochi altri, circa 22, ebbero soli salva la vita.<br />

Ma Muse),, signore dei Mamikoniani, non potè staccarsi dagli Ismae-<br />

liti, perchè aveva quattro figli ostaggi presso di loro. C'erano tra gli ostaggi<br />

tre [figli e] un fi-atello di Hamazasp. [Gli Arabi] fecero venire presso di<br />

loro in Siria questi ultimi come altri capi, con le loro mogli. In seguito,<br />

[gli Armeni] persuasi ch'era meglio morire che vivere, si separarono da<br />

loro, e con negoziati afi6-ettati, si sottomisero all' imperatore greco, d' in-<br />

telligenza coi capi e le schiere degli AÀuan e i capi li Siunia col loro<br />

paese. Anche quelli, i quali si erano messi precedentemente sotto la pro-<br />

tezione dell'Atrpatakan, si sottomisero di nuovo e si allearono con gli Ar-<br />

meni quando l' impero persiano fu rovesciato e gli Ismaeliti furono giunti<br />

alla dominazione. Fecero prigionieri Muse), e gli altri capi alleati con lui.<br />

Ma r imperatore ordinò di mettere questi ultimi in libertà e mandò<br />

presso di lui Muse), soltanto.<br />

Iddio mandò una sedizione tra gli eserciti degli Ismaeliti e distrusse<br />

il loro accordo; essi vennero alle mani tra loro, e si divisero in quattro<br />

partiti. L'uno è nell'India, l'altro occupa l'Asurestan e il nord, il terzo<br />

tiene l' Egitto e il paese dei Thétal, il quarto il paese degli Arabi e un<br />

52(1.


32. a. H. §§ 58, 59.<br />

luogo chiamato Askaròn. Essi incominciarono a combattere tra loro e si<br />

32. a. H.<br />

MESOPOTAMIA-<br />

uccisero gli uni gli altri con grande effusione di sangue. Allura quelli che ' armenia-im<br />

erano in Egitto e in Arabia si unirono; uccisero il loro re, depredarono i pero bizan-<br />

° ^ . T I<br />

N<br />

O. - Nuove<br />

ricchi tesori e stabilirono un altro re nel loro paese (Sebeos, 145-140) [M.J. incursioni arabe<br />

§ 59. — Nella storia d'Armenia del Patriarca Giovanni Catholicos, e bizantine in<br />

Armenia.<br />

si narrano egualmente questi fatti con qualche variante.<br />

L'invasione araba atterri gli Armeni ed indusse Teodoio e gli altri<br />

nakharar a sottomettersi agli Arabi. Allora l'imperatore (bizantino) riunì<br />

un esercito numeroso e marciò contro l'Armenia, ma tranne nell' Iberia non<br />

trovò alcuno che riconoscesse la .sua autorità. Nel momento in cui l' impera-<br />

tore Costantino si accingeva ad insevire nel paese per punire i ribelli, inter-<br />

venne il Catb'jlicos Nerses e con le sue preghiere dissuase Costantino dal<br />

mettere in atto il suo proposito. Costantino si recò quindi a Tovin («= Dwin)<br />

e stabilitosi nella dimora del patriarca Nerses si adoperò ad indurre gli<br />

Armeni ad unirsi con i Greci e a prendere insieme la comunione, ponendo<br />

in disparte le questioni dogmatiche e religiose che li dividevano. Si fece<br />

un concilio di vescovi per appianare la vertenza, ma esso sortì effetto con-<br />

trario, perchè i vescovi riuniti si scagliarono contro le decisioni del con-<br />

cilio di Calcedonia ed anatemizzarono la fede ortodossa di Costantino.<br />

L'imperatore, furibondo, accusò il patriarca Nerses di tradimento, e<br />

dopo una apparente riconciliazione con il Catholicos armeno, riparti im-<br />

provvisamente per Co.stantinopoli, richiamatovi da notizie gi-avi.<br />

Nerses, temendo l' ira di Teodoro principe di Rsdunikh, fuggì e andò<br />

a nascondei-si nel paese di Daikh.<br />

Gli Arabi, dopo aver deva.stato una o due volte l'Arnienia, .se ne re.sero<br />

padroni, e tollero in ostaggio uomini, donne e bambini. Teodoro R.sduni<br />

riaccompagnò l'esercito arabo in Siria con le propria sf-bierc Egli inori in<br />

questa spedizione.<br />

Il patriarca Nerses si tenne in esilio per sei anni (Jean Catholicos,<br />

pag. 74-76).<br />

Cfr. anche Bury. Hist. Later. Roman Emp.,lì. 289 (nel 662 dell' È.V.);<br />

Filler. Qtiaestiones de Leontii Arvìenii Hifit.. pag. KM 7 (nell'Huno<br />

651 .lell'È. V.);<br />

Ilixtoriac Mincellae (Muratori. Rer. Hai. Script.. 1. parte 1. pa;^. 136]<br />

(nel 10" anno di Costante; ;<br />

Kaestner, De imp. Castani, 39-453 ;<br />

Mailer Islam, I, 261;<br />

.Muralt. I, 298;<br />

<strong>The</strong>ophanes, I, 627 (A. M. 61 t3j.<br />

521.<br />

«6


32. a. H. SIRIA-CIPRO. — (C'/r. 2é


32. a. H. §5 64-tì9.<br />

§ 64. — (Teofane). Nell'anno del mondo 6146 (= 653 dell' È. V. = 32.- ^2. a. h.<br />

-^<br />

^ ^ \ .<br />

(IMPERO BIZAN-<br />

33. II.) Mu'àwij'ali sottomise Rodi ed abbatte il colosso di Eodi, mille tre- tino. - Spedi-<br />

cento e sessanta anni dopo che era stato eretto. Un ebreo di Edessa, aven- ^'°"® *^' ^°^^-]<br />

done fatto acquisto, caricò con il metallo ben novecento cameli (<strong>The</strong>o-<br />

p h a n p s , pag. 527-528).<br />

§ 65. — Il Bury pone questo evento nel 664 dell' È. V. (= 33.-34. H.),<br />

ma aggiunge che il colosso di Rodi era caduto sin dal 225 avanti Cristo<br />

(Polybius, V, 88). Era rimasto giacente per tutti questi secoli, « sed jacens<br />

« quoque miraculo est » afferma Plinio (Ristai'. Naturai., XXXIV, pag. 18).<br />

Era stato costruito da Chares di Lindo e il materiale con cui fti fatto, oppure<br />

il danaro per la costruzione, fu raccolto vendendo il materiale delle mac-<br />

chine d'assedio di Demetrio Poliorcete. Cft-. Mahaff}-, Greek Life and<br />

YTìonghf, pag. 334, 342 o segg. e Bury, ffisf. Later Rom. Emp., II, 280-290.<br />

§ 66. — Sulla spedizione di Rodi cfi-. anche Amari, Sf. Musnilm. Si-<br />

cilia, I, 82;<br />

Cedrenus, ed. Bonn, I, 766 (nel 12" anno di Costante IIj;<br />

Dahlan Futuhat, I, 106-107;<br />

Hertzberg, Gesch. Byzant., 66;<br />

ffis foriae Misceliae [Mn VA tori, Ber. Ital. Script., I, 1, pag. 135] (nel<br />

12° anno di Costante);<br />

Le beau, XI, 364-356;<br />

Giurai t, I, 299;<br />

Rampoldi <strong>Annali</strong>, II, 168-170;<br />

Wellhausen Romaer, 419.<br />

ARABIA-MAKKAH. — Pellegrinaggio annuale.<br />

§ -67. — Il Califfo 'Ut_hmàn diresse in questo anno il pellegrinaggio<br />

annuale (Mas' vidi, IX, 66).<br />

EGITTO.<br />

§ 68. — L'amir Qays (b. al-Hàrith al-Muiàdi], governatore arabo del<br />

diatietto Heracleopolitano, rilascia agli abitanti di Pliys una ricevuta por<br />

le tasse riscosse a saldo del tributo per l'Indizione XI (10 Tybi XI Indizione<br />

= 14 gennaio 663 dell' È. V. = 8 Gumàda II. 32. H.). (Karabacek<br />

Fiibrer. 141, n. 660).<br />

EGITTO. — Inondazione annuale del Nilo.<br />

§ 69. — L' iiiundaziuiH.' annuale del Nilo nella nia.s.sinia magra scese<br />

a&dzirà'


46 f:i).7o ìj£t» ci» XI •<br />

32. a. H. Aimo di acqua abbondante, forse fin troppo copiosa, al punto da somlEGITTO.<br />

- Inon- ., ,<br />

dazione annuale iuorgcre piu che irrigare.<br />

del Nilo.]<br />

EGITTO-ABISSINIA.<br />

§ 70. — Il governatore d'Egitto fece una spedizione contro al-Ha-<br />

basah [Abissinia] (Khamìs, II, 286, Un. 16).<br />

EGITTO-AFRICA-SICILIA.<br />

§ 71. — [Prima spedizione araba contro le coste della Sicilia, regnante<br />

papa Martino, 649-G52 dell' È. Y.]?<br />

Cfr. Amari, Ribl. Arab.-Siml., I, 268, 329-337; II, 1, 112, 273-274;<br />

Amari, St. Musulm. Sicilia, I, 82-90 (nel 33. H.); Balàdzuri, 235 (dopo<br />

il 41. H.?); Diehl, Afrique Bizant., 565; Labbe, Sacr. Concilia,, VI, 3;<br />

Muratori, Rer. Hai. Script., III, 140.<br />

Diamo la notizia senza particolari e senza speciali commenti, perchè,<br />

come vedremo meglio nelle annate successive, non è sicura e le probabi-<br />

lità sono, io credo, contrarie ad un anticipo si grande d'incursioni arabe<br />

in Sicilia. Il mare era ancora dominato dai Ureci, e la prevalenza araba<br />

segui soltanto dopo la grande vittoria navale del 34. H. Inoltre la Tunisia<br />

era ancora indipendente dagli Arabi, né in Tripoli era possibile tenere<br />

una flotta. Quella d' Egitto aveva da difendere le coste del Delta ed una<br />

incursione in Sicilia poteva essere assai pericolosa.<br />

ITALIA. — Deposizione di papa Martino.<br />

§ 72. — L'esarca Teodoro, detto Calliopas, entrò in Roma con l'eser-<br />

cito di Ravenna (il 15 giugno 653), depose papa Martino e lo mandò in<br />

Oriente, imbarcandolo ad Ostia (15-18 luglio 653 dell' E. V. = 13-16* Dzù-l-<br />

Higgah 32. a. H.).<br />

Cft-. Anastasins Bibliothec. [Muratori, Rer. Ital. Script., III, 140];<br />

Bury, Hist. Later. Roman Emp., II, 294-295;<br />

Cedrenus, ed. Bonn, I, 761-762 (nel 16° anno di Costante II);<br />

Eutychius, ed. Cheikbo, II, 34 (nel 2° anno di Mu'àwiyah)<br />

Eutychius-Migne, Patrol. fjraec, voi. CXI, 1 1 3 ;<br />

H e r t z b e r , g (ìench . Byzant., 64-56 ;<br />

Historiae Miscellae [Muratori, Rer. Ital. Script., I, 1, pag. 132]<br />

(anno 9" di Costante) ;<br />

Kaestner, De imp. Constant. Ili, 60-62<br />

L e b e a u , XI, 366-362 ;<br />

Mansi, X, 851, 852-854, 881;<br />

524.<br />

;<br />

;


32. a. H. §§ 72-75.<br />

Muralt. I. 299: 32. a. h.<br />

[ITALIA. - Doposl-<br />

Muratori Auuali (ed. 1744), IV, lOG-108; zione di papa<br />

Muratori, Rer. Hai. Script., IV, 105, 107, 109. Martino.]<br />

Cfv. anche 34. a. H.<br />

ITALIA. — Morte di re Rodoaldo.<br />

§ 73. — Muri Hodoaldo re dei Longobardi dopo breve regno (nel<br />

653 deirÈ. V.).<br />

Sali sul trono Ariberto.<br />

Cfr. Muratori <strong>Annali</strong> (ed. 1744), IV, 108-109 (anno 653 dell' È. V.);<br />

Paul US Diaconu-i [Muratori, Rei: Hai. Script., I, 1, pag. 473].<br />

NECROLOGIO dell'anno 32. H. — al-Abbàs b. Abd al-Muttalib.<br />

§ 74. — In questo anno i32. IL), secondo al-Wàqidi, cessò di vivere<br />

lo zio del Profeta, al-Abbà..s b. 'Abd al-Muttalib, in età di 88 anni; è<br />

noto che avesse tre anni di più del Profeta (T a b a r i . I, 2894).<br />

Cfr. Athir, IH. 107.<br />

§ 75. — (a) abù-1-Fadl al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib b. Hàsim b. 'Abd<br />

Manàf b. Qusayv b. Kilàb b. Murrah b. Ka'b b. Luajy b. Ghàlib b. Fihr<br />

b. Màlik h. al-Nadr b. Kinànah b. Khuzaymah b. Mudiùkah b. alYàs<br />

b. Mudar b. Nizàr b. Ma'add b. 'Adnàn.<br />

Sua madre era Xutavlah bint Granàb b. Kulayb b. Màlik b. 'Amr b.<br />

'Amir b. Zayd Manàh b. Amir ecc. (Saad, IV, 1, pag. 1, lin. 1-6) [M.].<br />

ip) 'Muli. I>. 'L^mar, . al-Qàsim al-Bayàdi, da Su'bah ma wla<br />

di ibn 'Abbà.s, da 'Abdallah b. Abbàsj. Egli nacque tre anni prima della<br />

spedizione dell'Elefante, ed era di tre anni più attempato del Profeta.<br />

Suoi tìgli furono :<br />

1" al-Fadl, ch'era il maggiore, e da cui il padre prendeva la kuny ah.<br />

Era bello. Il Profeta lo prese in seno. Mori in Siria nella peste di 'Amawàs,<br />

fenza discendenti (cfr. 18. a. H., § 211).<br />

2'' 'Abdallah, il dottore (al-habr), che muri a Tàif, lasciando figli.<br />

3° 'LTbaydallah, uomo generoso e ricco. Mori a Madinah, lasciando figli.<br />

4° 'AIkì al-iahmàn: mori in Siria, senza discendenti.<br />

5" Quthara, che somigliava al Profeta; andò a combattere noi Khu-<br />

ràAàn, e mori a Sainarqaufl .senza figli.<br />

6" Mabad, morto in Africa, martire, con discendenti.<br />

, 7" unini Habil»ali.<br />

Mailri' di tutti qUfsti fu umm al-Ka. Wuwaybaii b. '.Abdallah b. llilàl


§§ 75-77. 32. a. n.<br />

32. a. H. 1, 'Amir b Sasaali h. Mu'rnviyah b. Bakr b. ilawàzin b. AJansùr b. Ikrimah<br />

al- Abbàs b. Abd ^- Khasafah b. Qaj's b. 'Aylàn b. Murjar (Sa ad. TV. 1, pag. 1. lin.


(6)<br />

32. ci. H. §§ 77-71).<br />

(Muli. b. 'Umar. da abù Bakr b. Abdallah b. abi Sabrah, da al-<br />

Hàrith b. al-Fadl, da Sufyàn b. abi-l-Awgà, da chi tu presente). [Rias- ^<br />

32. a. H.<br />

INECROLOGIO.<br />

ai- Abbas b. Abd<br />

sunto] Si parla ancora dell'allocuzione di al-'Abbàs, in cui raccomandò ai-Muttaiib.<br />

egli, sopra ogni cosa, la prudenza. al-Barà b. Ma'rùr rispose assicurandolo;<br />

e die' primo la bay 'ah. Mentre, secondo altri, tu primo abù-l-lla>tham<br />

b. al-Tayyihàu e, secondo altri ancora, As'ad b. Zuràrah (Sa ad, V, 1,<br />

pag. '=i, liu. 22-pag. 4, lin. 6) [M.].<br />

(c) (Muli. b. Umar, da alni Bakr 1). Abdallah b. al)i Sabrah, da Su-<br />

layman b. Suhaymj. [Riassunto] Si dice come fosse interrogato al-'Abbàs<br />

riguardo a chi primo desse la bay'ah(') e com'egli * rispo.se che primo fu<br />

As'ad b. Zurarah, secondo al-Barà b. Maiùr, poi 'Usayd b. al-Huda}'!-<br />

(Saad, IV, 1, pag. 4, lin. 10-23) [M.].<br />

Nota 1. — La presenza Ji al-'Abbàs al couveguo lii .-Viiai'uii i- pii'i probabilmt'nte ricamo Ji età<br />

|iosteri


§§ Ta, ao. 32. a. H.<br />

32. a. H. eli Badi- io feci prigionieri al-'Abbàs b. 'Abd al-Miittalil», Aqil b. abi Tàlib<br />

(NECROLOGIO. -<br />

, i , -,- i . » , , - /-i •. -n ... i i i • * i l - . * -i<br />

''<br />

al- Al asb Abd "i> halli di al- Abbas hhnta. Ed io legai insieme al- Abba-s e Aqil.<br />

Bi-Mufiaiib.) Quando li vide il Profeta, cliiamò me Muqarrin, e disse : « Ti ha aiutato<br />

« contro loro due un angelo generoso» (Sa ad. IV, 1, pag. 6. lin. 15-20)<br />

[M.].<br />

(e) (Ruaym b. Yazid, da Harun b. abì 'Isa al-Sa-mi, da .Alimad b.<br />

Muh., da Ibràhim b. Sa'd, da Muh. b. Ishàq, da uno dei nostri compagni,<br />

da Miqsam abù-1-Qàsim, da ibn 'Abbàs). Quegli che fece prigioniero al-<br />

'Abbàs fu abù-1-Yasar Ka'b b. 'Amr, fratello dei banù Salamah. Or abù-1-<br />

Yasài' era persona smilza (?) fmagmii'), mentre al-'Abbàs era uomo cor-<br />

pulento. E il Profeta disse ad abii-1-Yasàr: « Come hai fatto a far prigioniero<br />

« al-'Abbàs? ». Ed egli : « Profeta, mi ha aiutato un uomo come non ho<br />

« mai veduto prima, e non ho più veduto poi, ed era fatto così e cosi ».<br />

Ed egli: « Ti ha aiutato un angelo glorioso » (karim) l'Saad, TV. 1. pag. 6.<br />

lin. 20-28) [M.].<br />

(d) (Altri raccontano). Si ha un'altra versione della prigionia di al-<br />

'Abbàs, e com'egli s' interessasse, pur nel campo avversario, del Profeta,<br />

e gli fosse grato d'avere vietata la sua uccisione (Saad, IV, 1, pag. 6,<br />

lin. 28-pag. 7, lin. 4) [M.].<br />

(e) (Ru-aym b. Yazid al-Muqri-, da Hàriìn b. abi 'Isa, da Ahmad b.<br />

Muh. b. Ayyùb, da Ibràhim b. Sa'd, da Muh. b. Ishàq, da al-'Abbàs b.<br />

'Abdallah b. Ma'bad, da ibn 'Abbàs). [Riassunto] Come il Profeta non<br />

potesse ilormire, perchè udiva il gemito di al-'Abbàs e non si addormen-<br />

tasse, se non dopo ch'egli fu sciolto (Saad, IV, 1, pag. 7, lin. 4-11) [M.].<br />

(/) (Muh. b. 'Umar, da Muh. b. Sàlih, da 'Asim b. 'Umar b. Qatàdah.<br />

da Mahmfid b. Labid). Quando al-'Abbàs fu menato tra i prigionieri.<br />

gli fu cercato un qamìs, e non se ne trovò alcuno che gli andasse in<br />

Yatlirib, se non quello di 'Abdallah b. Ubayy (Saad, IV, 1, pag. 7.<br />

lin. 16-20) [M.].<br />

§ 80. — (a) (Ru-aym b. Yazid al-Muqri-, da Hàrùn b. abi 'Isa, da Ahmad<br />

b. Muh. b. Ayyùb, da Ibràhim b. Sa'd). [Riassunto] Il Profeta disse ad<br />

al-'Abbàs, quando gli fu condotto dinanzi, di riscattar sé, 'Aqil, Xawfal e<br />

'Utbah b. Amr, giacché era ricco. E al-'Abbàs: «Io ero musulmano, ma<br />

« mi han forzato ». Il Profeta dice allora che, se ciò è vero, penserà Iddio a<br />

riscattarlo, ma essendoci stata rivolta esterna, egli ha da pagare. E dicendo<br />

al-'Abbàs che non aveva danaro, il Profeta gli parlò di alcune somme che<br />

egli aveva consegnate ad umim al-Fadl. Convinto da questo esser Maometto<br />

il profeta di Dio, al-'Abbàs pagò per sé e per gli altri (Saad, IV, 1, pa-<br />

gina 7, lin. 22-pag. 8, lin. 9) [M,].<br />

528.


32. a. H. §§ 80, vSi.<br />

(6) ('Ali b. 'Isa al-Nawfali. dal padre, dalld zio Ishàq b. 'Abdallali. da ^2. a. H.<br />

'<br />

- [NECROLOGIO. • -<br />

,<br />

Abdallah b. al-Hai'ith). al- Abbas si riscattò con ottanta uqi yy ali . e per ai-Abbasb. 'Abd<br />

. A , , ,, 1 , , T-r -., N , . . , , • ,<br />

altrettante riscattò 'Aqil (secondo altri, per mille dinar). ai-Muttallb.)<br />

al-'Abbàs andò a Makkah, e mandò il prezzo del suo riscatto e quello<br />

del cugino, ma non mandò quello del suo confederato. Il Profeta chianiò<br />

allora Hassàn b. Thàbit. e glie lo disse, abù Kàfi', ch'era l'inviato di al-<br />

'Abbàs, ritornò e disse tutto ad al-'Abbàs. Il quale esclamò :<br />

« Clic cosa<br />

« potrebb'essere peggio di questa'? Porta il resto prima che tu scenda dalla<br />

« be.stia ». E così li riscattò al-'Abbàs (Saad, TV. 1, pag. 8, lin. 13-20) [M.].<br />

(e) (Muh. b. Kathir. da al-Kalbi, da abu Salili, da ibn 'Abbàs a propo-<br />

sito della parola del Quràn (sul perdono ai prigionieri di Badr: VITI, 71).<br />

Tra questi prigionieri erano al-'Abbàs, Nawfal e 'Aqil. al-'Abbàs aveva<br />

seco venti uqiyyah d'oro, abu Sàlih mawla di umm TTàui. ha udito<br />

da al-'Abbàs : « Mi furono prese, ^d io pregai il Profeta di porle in prezzo<br />

« di liscatto, ed egli non volle. E Iddio mi diede in quella vece venti<br />

« .schiavi, di cui ognuno fu tas.sato a un tanto invece delle venti uqiyyah,<br />

« e mi diede Zamzam eh' io non darei per tutta la ricchezza di Alakkah,<br />

« e .spero nella iniseiicordia di Dio. Il Profeta mi incaricò del riscatto di<br />

« 'AqU. Ed io dissi : — M'hai ridotto a elemo.sinare il resto della mia vita.<br />

* — Ed egli: — Dov'è il danaro, 'Abbàs? — Qual danaro? — Quello che<br />

« hai consegnato a umm al-Fadl «quando sei partito e hai detto co.sì e cosi.<br />

« — Ed io: — Come lo .sai, .se nessuno era presente? — Il Profeta disse<br />

« d'averlo .saputo da Dio. Allora io feci la profe.ssione di fede. Perciò fu rive-<br />

« lato il Q u r-à n , VITI, 71, e Iddio mi ha dato invece di venti uqiyyah<br />

« venti schiavi, e spero mi.sericordia da Dio » Saad. IV. 1, pag. 8, lin. 20-<br />

])ag. 9. lin. 10) [M.].<br />

§ 81. — (a) fHàsini li. al-Qàsim abù-l-Nadr. da Sula^màn b. al-Mii-<br />

ghirah. da Humayd b. Hilàl al-'Ada\vii. 'Ala b. al-Hadrami mandò al Pro-<br />

feta da al-Rahrayn ottantamila (dirliam), e non ebbe il Profeta danaro<br />

più abbondante di quello nò prima né dopo. Egli lo fece stendere sopra una<br />

tavola, e fece chiamare alla preghiera. E il Profeta andò, e si pose fermo<br />

ilavanti al danaro. La gente lo vide. E non v'era altro numero o peso che<br />

il pugno. Venne allora al-'Abbàs, e di.sse : « O Profeta, ho dato il mio fida,<br />

« e quello di 'Aqil h. Tàlib il gi(»rno di Bmlr, che 'Aqil non aveva danaro.<br />

« Dammi di questo». Ed egli gli disse: « Prendi ». E al-'Abbàs ne {»re.se<br />

a piene mani, e lo mi.se in una .sua khaniì.sah, e poi si mo.sse; ma non<br />

potè portarlo, e alzò la testa verso il Profeta, e gli disse: • .Alzami (piesto<br />

« danaro >. E il Profeta .sorrise, e dis.


5g 81-8-1. 32. a. H.<br />

32. a. H. dell»' notti ci ha fatto promessa Iddio Cwa'adanà), e l'ha mantenuta:<br />

* '' """ ^" qwf'llo c^'' ^^'"^ in quell'altra (alludendo a quel passo: Sùrah,<br />

'^^^Abbà^b'-Abd<br />

ai-Muttaiib.] « Vili, 71, sui prigionieri di Badr: v. sopra). Or questo è meglio di ciA<br />

«che m'è stata preso, e non so quello ch'egli farà nel perdono» ("Sa ad,<br />

IV, L pag. 9, lin. 10-24) [M.].<br />

(6)<br />

(Hisam ti. Muli. b. al-Sa-ib, dal padre, da abù Sàlih, da ibn 'Abbàs).<br />

Tutti quelli che furono a Radr dalla parte degli infedeli, tra i banu Hàsim.<br />

fecero professione di fede, al-' Abbàs riscattò sé e il nipote 'Aqìl. E poi tutti<br />

ritornarono a Makkah, ma pili tardi andarono a Madinah, emigrando TSaad,<br />

TV. 1. pag. 9, lin. 25-28) [M.].<br />

§ 82. — ('Ali b. 'Isa al-Nawfali, da Ishàq b. al-Fadl. dai suoi sa3kh).<br />

(Dopo la battaglia di Badr) 'Aqìl b. abì Tàlib disse al Profeta : « Chi hai<br />

« accettato dei loro asràf? Siam noi di quelli? ». E il Profeta: « E .stato<br />

«ucciso abù ò-ahl ». E 'Aqìl: « Ora il fiume ti è stato purificato. Nessuno<br />

« è rimasto della tua casa, il quale non abbia fatto professione di fede ».<br />

E il Profeta: «Or di' loro che vengan da me». E 'Aqìl riferì questa nt)-<br />

tizia; essi ritornarono. Si dice che al-' Abbàs, Nawfal e 'Aqìl ritornarono<br />

a Makkah, avendo ricevuto quest'ordine, per compiere i riti della si-<br />

qàyali, della rifàdah e della ri-àsah, e ciò dopo la morte di abù<br />

Lahab, giacche qviesti tre uffici erano al tempo della Gràhiliyyah tra i<br />

banù Hasim (^). Più tardi emigrarono a Madinah con i figli e le loro<br />

famiglie (Sa ad, IV. 1, pag. 9, lin. 28-pag. 10, lih. 8) \IL].<br />

Nota 1. ^ Tutte qiiesle tradizioni sono state inventate per nascondere più tardi il contegno<br />

ostile della famiglia di al-'Abbas verso il Profeta sino alla presa di Makkah.<br />

I 83. — (a) ('Ali b. 'Isa b. 'Abdallah. dal fi-atello al-' Abbàs b. 'Isa b.<br />

'Abdallah, dai Qurasiti, Makkani, Saybiti ed altri), al-' Abbàs e Nawfal si<br />

recarono al Profeta da Makkah nei giorni della Trincea. Li accompagnò<br />

Eabì'ah b. al-Hàritli b. 'Abd al-Muttalib nella loro partenza fino ad al-<br />

Abwà. Ma poi voleva ritornare a Makkah : gli altri però lo indussero a<br />

desistere dal suo proposito (Saad, IV, 1, pag. 10, lin. 8-16) [M.].<br />

(6)<br />

(Ismà'ìl b. 'Abdallah b. Ma'bad b. 'Abbàs). Il suo nonno 'Abbàs e<br />

abù Hurayrah -andarono con un rakb detto rakb abì Simr, e scesero ad<br />

al-Gruhfah il giorno della vittoria di Khaybar ('). Il Profeta diede poi loro<br />

(terreni) in Khaybar (Saad, IV, 1, pag. 10, lin. 16-21) [M.].<br />

Nota 1. — Si inventa che al- 'Abbàs euiigi-asse a Madinah già nell'anno 7. H. (spedizione di<br />

Khaybar) m«ntre sembra che ciò avvenisse soltanto alla vigilia della presa di Makkah. — Ci'r. il para-<br />

grafo seguente.<br />

§ 84. — Muli. b. Sa'd dice che questo racconto fu esposto a Muli. b.<br />

'Umar, il quale negò che fosse vero; non v'era dubbio invece che al-'Abbas<br />

580.


32. a. H. §§ 84, iS5.<br />

era in Makkah mentre il Profeta stava in Khaybar. ch'eijli aveva conuui- 32. a. h.<br />

. . ^ [NECROLOGIO.<br />

stata. al-Haggàg b. Ilàt al-Sulami andò allora a Makkah, e disse ai Qurays ai-Abbas b. Abd<br />

da parte del Profeta che il Profeta era stato vinto, e quelli ne godettero. ai-Muttaiib.j<br />

al-'Abbàtì deplorò la notizia, e aprì la porta, e prese il suo figlio Qutham e lo<br />

pose al petto, dicendo: « Qutham, Qutham », o simile a Dzu-I-Karam. Venne<br />

poi a lui al-Haggàg, e gli disse che il Profeta era salvo e aveva conquistato<br />

Khaybar. al-'Abbàs né godè e, vestitosi, andò al ma.sgid, dove fece il giro<br />

e poi annunziò ai Quray.-^ la notizia. I miscredenti ne furono rattristati, e<br />

si accorsero d'essere stati ingannati da al-Haggag ;<br />

e i Musulmani ch'erano<br />

in Makkah si recarono a felicitarsi con al-'Abbàs. al-'Abbàs poi andò a<br />

Madinah ed ebbe dal Profeta 200 wasq di datteri ogni anno. E poi andò<br />

con lui a Makkah, alla cui presa ebbe parte, e fu a Hunayn e a Tabuk,<br />

e rimase con lui fermo il giorno di Hunayn, quando gli altri fuggirono<br />

(Saad, IV, 1, pag. IO, Un. 21-pag. 11, lin. 8) [M.].<br />

(6) (Ismà'ìl b. 'Abdallah b. abl Uways, da 'Abd al-'azìz b. Muh., ila<br />

Muh. b. Abdallah, dallo zio ibn Sihàb, da Kat_hir b. 'Abbàs b. 'Abd al-<br />

Muttalib, dal padrej. [Riassunto] Si descrive minutamente quello che<br />

fece al-'Abbàs il giorno di Hunayn, e come chiamò \ ari con la sua voce<br />

forte, e anche si narra il getto delle pietre del Profeta contro gli infedeli,<br />

e la sconfitta di questi (Saad, IV, I, pag. Il, lin. 8-26j [M.].<br />

§ 85. — (a) (Zayd b. Yahya b. Ubayd al-Dimasqi, da Sa'id b. 'Abd<br />

al-'aziz, da abu 'Abdallah al-Ayli). Venne il vescovo di Ghazzah presso il<br />

Profeta, a Tabùk, e gli disse: « Inviato di Dio, io credo morti llàsim e<br />

« Abd Sams, giacché essi son mercanti, ed ecco i loro beni ». Il Profeta<br />

chiamò allora Abbàs, e gli disse di dividere la roba di Hàsini tra i .seniori<br />

dei banù Hàsim, e chiamò abii SufyAn b. Harb, e disse : « Dividi la roba<br />

« di 'Abd Sams tra i .seniori dei figli di 'Abd Sams (^Saad. I\'. I. pag. 12-<br />

lin. 6-lOj [M.j.<br />

(b) ('Ali b. Isa b. 'Abdallah al-Nawfali, da Ishaq b. al-Fadl, da .Sulaynuin<br />

b. 'Abdallah b. al-Hàrith b. Nawfal). [Riassunto] Com».' il Profeta aflratellò<br />

tra loro al-'Abbàs e Nawfal b. al-Hàiith. Li riunì a Madinah in uno ste.s.su<br />

luogo, e li riunì in un liàit, dove stavano in grande intimità l'un con<br />

l'altro. Il dar che il Profeta fece costruire a Xawfal fra nella Rahabah al-<br />

Qadà e vicinanze, fino al ni a sg i d del Profeta, ed è oggi la Rahaliah al-Qadà,<br />

està di fronte ai dar al-imàrah, chiamato oggi dar Maruàn. Il dar<br />

«li al-'Abba.s gli era vicino, ed é [parto] del dar Marwàn fino al niasgid<br />

del Profeta, ed il dar al-imàrah, detto oggi ti a r Marwàn. Ad al-'Abbas<br />

fu p>i dato anche l'altro dar che é n«.-l sùq, nel luog" ><br />

ibn 'Ablià-s (Saad. IV, 1, pag. 12, liu. 10-21) [M.].<br />

5H1.<br />

lii^unMt.i<br />

Mnlii:i/:ili<br />

.


32 a. H.<br />

§ 86. — (a) (Asbàt. b. Muh., da Hisàm b. Sa'd, da 'UbaydalJali b.<br />

al- Abbàsb. Abd Abbas). al-'Abbàs aveva un condotto sulla strada di 'limar. 'Umar s'era<br />

ai-Muftaiib.) \.'stito (a festa) per il venerdì. Or ad al-'Abbàs erano stati uccisi due pol-<br />

lastri, e quando egli fu al condotto, vi fu versata dell'acqua con del sangue<br />

dei due pulcini, e 'Umar ne fu sporcato, 'limar lo tolse; quindi tornò a casa<br />

e mutò vestito, e poi ritornò, e fece la preghiera. al-'Abbàs protestò perchè<br />

aveva tolto una canale ch'era stato messo là d'ordine del Profeta. E 'Umar:<br />

* Ti prego di montar sul mio dorso, sicché tu lo riponga nel luogo in cui<br />

«l'ha posto il Profeta». E così fece al-'Abbàs (Sa ad, IV, 1, pag. 12,<br />

liu. 22-28 j [M.j.<br />

(b) (Yazìd b. Hàrùn, da abù Umayyah b. Ya'la, da Sàlim abù-l-Nadr;.<br />

[Riassunto] Si racconta come 'Umar, allargando il masgid, volesse<br />

forzare anche al-'Abbàs a cedergli il suo dar pur dichiarandosi disposto a<br />

pagargli qualunque compenso. Ma al-'Abbàs nega. Sorge un conflitto, e<br />

Ubayy che è scelto arbitro, cita una tradizione del Profeta, che riferendosi<br />

ad un caso analogo successo a Dàwùd quando edificò il tempio del Signore,<br />

dava ragione ad al-'Abbàs. Quando 'Umar ha ceduto, al-'Abbàs dona spon-<br />

taneo il suo dar alla comunità (Sa ad, IV, 1, pag. 13, Un. 7-pag. 14, lin. 10)<br />

[M.].<br />

§ 87. — (a) (Muh. b. Harb al-Makki, da Suf^-àu b. 'Uyaynah, da 'Amr<br />

b. Dìnàr, da abù (ja'far Muh. b. 'Ali). al-'Abbàs andò da 'Umar, a dirgli:<br />

« Il Profeta mi ha dato il governo del Bahrayn ». — « E chi lo sa? ». —<br />

« al-Mughirah b. Su'bah ». Ma 'Umar non ammise ciò, quasi non accettasse<br />

la testimonianza di al-Mughirah. al-'Abbàs si stizzì e disse a 'Umar:<br />

« Prendi (allora) la mano di tuo joadre I ». E 'Umar: « Per Dio, io son più<br />

«lieto che sia fedele tu, che al-Khattàb, se fosse stato» (Saad, IV, 1,<br />

pag. 14, lin. 21-27) [M.].<br />

(6) (Ismà'ìl b. 'Abdallah b. abi Uways, da Muh. b. Ttilhah b. 'Abd<br />

al-rahmàu b. 'Talhah b. Abdallah b. 'UtJimàn b. 'Ubaydallah al-Qurasi poi<br />

al-Taymì, da Ishàq b. Ibràhim b. Abdallah b. Hàrithah b. al-Nu'màn,<br />

dal padre, da 'Abdallah b. Hàrithali). Quando andò (a Madìnah) Safwàn<br />

b. Umayyah b. Khalaf al-Grumahi, gli domandò il Profeta da chi fosse<br />

sceso. E saputo ch'egli era sceso presso al-'Abbàs, il Profeta disse : < Tu<br />

« sei sceso, abù Wahb, da quello dei Qurays che più ama i Qurays »<br />

(Saad, IV, 1, pag. 14, lin. 27-pag. 15, liu. G) [M.J.<br />

(e) (Ismà'ìl b. 'Abdallah b. abì Uways, da 'Abd al-'aziz b. Muh., da<br />

Yazìd b. 'Abdallah, da Hind biut al-Hàritb. da umm Fadlj. Il Profeta<br />

entrò da loro, e Abbàs, zio del Profeta, si lamentava e desiderava di mo-<br />

rire. E il Profeta gli disse : « zio del Profeta di Dio, non augurarti la<br />

.532.


32. a. H. §§ 87-89.<br />

« morte, giacché se essa è un bene, se aspetti, ti crescerà di bene, e s'è ^2. a. h.<br />

. . I T w /-i j • j [NECROLOGIO. -<br />

* un male, o aspetti, starai .senza di esso per quel tempo. Or non devi de- ai-Abb«s b. Abd<br />

« sideiar la morte > (Saad, IV, 1, pag. 15, lin. 6-12) [M.]. ai-Muitaiib.j<br />

§ 88. — (a) (Màlik b. Ismà'il al-Nahdi, da Kàmil b. Habib [ibn abi<br />

'rhàbit]j. al-'Abbàs era quegli che aveva il lobo dell'orecchio più vicino<br />

al cielo (Saad, IV, 1, pag. lo, lin. 12-14; [M.].<br />

(6)<br />

('Abdallali b. Numayr, da Isrà-ìl, da 'Abd al-a la, da Sa'ìd b. (ju-<br />

bayr, da ibn 'Abbàsj. Tra al-'Abbàs e alcuni altri c'era qualche ruggine.<br />

E il Profeta disse: «al-'Abbàs è con me ed io son con lui » (Saad, IV,<br />

1. pag. 15, lin. 14-17 1<br />

[M.|.<br />

(e) ('Ubaydailah b. Musa al-Absi e Muli. b. Katjiu', da Isiàil, da Abd<br />

al-a'la, da Sa'id b. Gubayr, da ibn 'Abbàsj. Un tale ingiuriò un antenato<br />

di al-'Abbàs nella G-àhiliy^ah. E al-'Abbàs gli diede uno schiaffo. La sua<br />

gente si riunì, con l'intenzione di schiaffeggiare al-'Abbàs, com'egli aveva<br />

schiaffeggiato lui, e vestii-oii le armi ; ma il Profeta lo seppe, e salito sul<br />

min bar, lodò ecc., e disse che non toccassero al-'Abbàs, e non offendessero<br />

i morti, che offenderebbero i vivi. E quelli chiesero scusa (') (Saad,<br />

IV. 1, pag. 15, lin. 17-24) [M.J.<br />

Nota 1. — Sono tutte tradizioni coiupo8t« dal figlio di 'Abbas, e ^uasi inatilu il dirlo, per glo-<br />

rificare l'antenato dei califfi abbàsidi. Non Imnno valore storico, non sono fatti realmente avvenuti.<br />

§ 89. — (a) (Yazid b. Hàrun, da Dàwùd b. abi Hind, da al-'Abbàs<br />

b. 'Abd al-rahmàn). [Riassunto] Come uno dei muhàgirùn ripetesse tre<br />

volte ad al-'Abbàs che 'Abd al-Muttalilj e al-Ghaytalali stavano all'inferno,<br />

e la t'irza volta al-'Abbàs gli ruppe il naso. E come il Profeta disajjpro-<br />

vasae quidl'uomo (Saad, IV, 1, pag-. 15, lin. 27-pag. 16, lin. 12j [M.J.<br />

(6) (^Qabi.sah b. 'Uqbah, da Sufyàn, da Musa b. abi Aisah, da 'Abd-<br />

allah b. abi Hazin, da abu Razin, da 'Alij. Io dissi ad al-'Abbàs: « Do-<br />

« manda al Profeta la higàbah ». Ed egli glie la domandò, od U Profeta<br />

disse: « Io vi darò una cosa migliore, [cioè] la siqàyah: essa vi prenderà,<br />

«e \oi non la pn.-nderete (correzione del De Goeje, in ZUMO., vo-<br />

« lume LXI, pag. 470; cfr. Azraqi, 186)» (Saad, IV, 1, pag. 16,<br />

lin. 12-15) [M.].<br />

{c} (Anas b. lyàd al-Laythi < 'Abdallah I). Nuuiayr ai-I larnilàui, da<br />

'Ubaydailah b. 'L'mar, da Nàti', da ibn 'Umar;. al-'Abbàs chiese al Profeta<br />

il permesso di pa.ssare a Makkah le notti di Mina per la siqàyaii. E<br />

glie lo accordò i^Saad, IV, 1, pag. 16, lin. 15-18j [M.].<br />

id) Muli. b. al-Fadl. da Ghazwàn, da Layth. da Mugàhidj. Il Profeta<br />

fece il giro (Iella Ka'bah sulla sua camela, con un bastone con cui toccava<br />

la Pietra Nera, tutte k- volte che vi pa.s.sava. Poi andò alla siqàyah, a


'<br />

j§ H9, 9c. 32. a. H.<br />

32. a. H. bere. E al-'Abbàs: « Ti puiteiduu dell'acqua the non ha toccatu mano ». —<br />

" ai--Abbas b. -Abd ^'^i dateiui da bere ». E glie ne diedero. Poi andò al Zamzam, e disse:<br />

ai-MuHaiib.j ^ Tiratomene su un secchio ». E quando tu fatto, si pulì la bocca, e poi<br />

disse: « liiprcndetone ». Poi disse: « Siete in un'opera santa » ; e aggiun.se:<br />

« Se non ci foste riusciti, .sarei .sceso io ad aiutar\ i » (Saad. IV, 1, pag. Iti,<br />

lin. 18-26) (M.].<br />

§ 90. — (a) (al-Fadl b. Duka3-n, da Mandai b. 'Ali. da Ilusayn b.<br />

'Abdallah b. (Jbaydallali b. Abbàs, da Ga'far b. Tammàm). Andò uno<br />

da ibn 'Abbàs, e gli disse: «Hai visto che date da bere alla gente del<br />

« n a b i dz di questo z a b i 1 > ? È una s u n n a h che voi seguite, oppure tro-<br />

« vate voi più comodo ciò che il latte e il miele?». E ibn 'Abbàs disse :<br />

« Il Profeta andò da al-'Abbàs che dava da bere, e gli disse : —<br />

Dammi<br />

«da bere. — Allora al-'Abbàs fece venire degli 'isàs (vasi) di nabidz e<br />

« ne diede uno al Profeta, il quale ne bevve. E poi disse : — Bene, fate<br />

« pur così ». Ed io preferisco che sia seguito il volere del Profeta (Saad.<br />

IV, 1, pag. 16, lin. 26-pag. 17, liii. 5) [M.].<br />

(b) (Sa'ìd b. Mansùr, da Ismà'il b. ZakarÌ3'yà al-Asadi, da al-Haggàg<br />

b. Dìnàr, da al-Hakani, da Hugayyab b. 'Adi. da 'Ali \). abi Tàlib). al-<br />

'Abbàs chiese al Profeta di pagare la sua sadaqali prima del tempo, ed<br />

egli glie lo concesse (Saad, IV, pag. 17. lin. 6-10; [M.].<br />

(f) I<br />

Yazid<br />

b. Hàrùn, da al-Haggài;- b. al-Hakam b. 'Uta3bah). Il Pro-<br />

feta mandò 'Umar per la sadaqah; ed egli andò da al-'Abbàs, il quale<br />

disse d'aver già pagato per due anni. Egli lo accusò presso il Profeta, e<br />

il Profeta diede ragione ad al-Abbàs (Saad, IV, 1, pag. 17, lin. 10-14) [M.j.<br />

(d) ('Affàn b. Muslim, da Hammàd b. Salamah, da Thàbit, da abù<br />

'Utbmàn al-Nahdi). Come il Profeta avesse al-'Abbàs per suo somigliante<br />

siuw (Saad, IV, 1, pag. 17, lin. 18-20) [M.].<br />

(e) (Muh. b. Humajd, da Ma'mar, da Qatàdali). 'Umar e ul-'Abbà-s<br />

avevan ruggine tra loro, ma si trattenne 'Umar in un diverbio. E il Pro-<br />

feta approvò assai questo riguardo (Saad, IV, 1, pag. 17, lin. 20-24; [M.j.<br />

(f) ('Abdallah b. Gra'fàr al-Eaqqi, da abii-l-]\ialìii, da 'Abdallah al-<br />

Warràq). Il Profeta disse: «al-'Abbàs non mi ha da lavare, perchè egli è<br />

«mio padre, e il padre non ha da vedere la nudità del tìglio» (^Saad,<br />

IV, 1, pag. 17, lin. 27-pag. 18, li}i. 1) [M.].<br />

({/) (Qabisah b. 'Uqbah, da Sufyàn, da Musa, da abù 'Aisah, da 'Ab-<br />

dallah b. abi Razin, da abù Razin, da 'Ali). Dissi ad al-'Abbàs: « Chiedi<br />

« al Profeta che ti preponga alla sadaqah ». E glie la chiese. Ma il Pro-<br />

feta: « Non intendo di preporti alla lavatura dei peccati degli uomini ><br />

(Saad, IV, 1, pag. 18, lin. 1-4; [M.].<br />

534.


32. a.. H. §§91. 92.<br />

§ 91. — (a) rMuh. b. 'Abdallali al-Asadi e Qabisah b. Tabah, ria 32. a. h.<br />

-, X. - T Ar 1 , ,\r 1 T /-, , 1 •',.»,,, T^ [NECROLOGIO. -<br />

."Miiyan. da Aluh. n. al-llunkadarj. Come, avendo chiesto al- Abbas al Pro- ai-'Abbàsb. Abd<br />

feta una provincia, il Profeta gli rÌ8pondes.se che era meglio salvarsi l'anima ai-Muttaiib.]<br />

che amministrare nna provincia e non saperla l'eggere fSaad, IV. 1, pa-<br />

gina 18, lin. 4-7) [M.].<br />

(b) TAffan b. Muslim. da Hammàd b. Salamab, da Sii'ayb b. al-Habhab,<br />

da abù-l-'Aliyah\ al-'Abbàs si fece una galleria. E il Profeta gli disse:<br />

« Ruttala giù ». — « Devo darne il prezzo .sulla via di Dio? ». — « 'So.<br />

«buttala giù» fSaad, IV. 1, pa. 18. lin. 10-13] [M.].<br />

(ci fMuh. b. 'Abdallah al-Aiisàri r- 'Abdallah b. Bakr al-Sahmi. da abu<br />

Yùniis Hàtim b. abi Saghlrah al-Qu.sayri. da uno dei banù 'Abd al-Mut-<br />

talib. da 'Ali b. 'Abdallah b. 'Abbàs, da abfi-l-'Abbàs). Egli disse: « Pro-<br />

* feta. io son vecchio, e m'avvicino alla morte, dimmi qualche modo che mi<br />

* giovi davanti a Din ». Ed egli: « Tu sei mio zio, ma ciò non ti .servirà<br />

« a nulla. Chiedi a Dio il perdono » iSaad. IV. 1, pag. 18, lin. 13-20) [M.].<br />

(d^ (Muh. b. 'Umar, da 'Abdallah b. ó-a'far al-Zuhri, da 'Uthmàn b.<br />

Muh. al-Akhuasi e Lsmfrìi b. Muli. b. Sa'd b. abi Waqqà.s). Tutti manda-<br />

vano avanti al-'Abbàs per l'intelligenza nella (jràhiliyyah e neir Isiàm<br />

rSaad. TV. 1. pag. 18, lin. 20-25) [M.].<br />

§ 92. — (a) CUthmàn b. al-Yamàn b. Hàrun al-Makki. da abù Bakr,<br />

da abu 'Awu. da "Abdallah b. 'Isa b. 'Abd al-rahmàn h. abi Lavla, dal<br />

nonnoV Udii '.Ali ìti al-Kùfah che diceva: «Oh se avessi udito al-' Abbà.s,<br />

« oh se avessi udito al-'Abbàs 1 ». Di.sse al-'Abbàs: « Andiamo dal Profeta.<br />

« e se questo governo è con noi, bene: se no. darò raccomandazioni ». E an-<br />

«larono dal Profnta. e l'udiron dire : « Maledica Iddio gli Ebrei che han<br />

«pre.su le tombe dei loro profeti come masàgid». E partirono senza<br />

dirgli nulla 'Saad. IV. 1, pag. 18. lin. 2.5-pag. 19. lin. 3) [M.].<br />

(b) (Midi. II. 'Uraàr, da Dàwud b. 'Abd al-rahmàn, da Muh. b. "Uthmàn,<br />

da ibn abi Nac^iliV 'Umar diede un a.ssegno speciale ad al-'Abbàs. nel<br />

diwàn, di 7000 Miiliam) (Saad, IV. 1. pag. 19, lin. 14-16) [M.].<br />

(e' Muli. b. 'Umar). Secondo altri, egli ebbpo la mortf di<br />

Umar (Saad. VI. 1. pag. 19, lin. 19-pa


55 ^2, ft3. 32. a. H.<br />

32. a. H.<br />

(p) (al-Mu'alla b. AsaH, da Wuhayb, da Dàwud b. ahi Hind, da '.^mirì.<br />

ai-Abbàsb. 'Abd al-'Abbàs pailò scherzando con 'Umar in una circostanza, e gli disse: « Che<br />

ai-Muttaiib.] « faresti se veiiisse a te lo zio di Musa a farsi musulmano? ». — « Lo be-<br />

« neficherei ». — « Ebbene io sono lo zio del Profetai ». — « E perchè esiti.<br />

« o abu-l-Fadl? Per Dio, tuo padre è meglio per me di mio padre ». E l'altro:<br />

« Allah, Allah, giacché io sapevo che egli è più caro al Profeta del padre<br />

« mio, io scelgo l'amor del Profeta all'amor mio! » (Sa ad, IV, 1, pag. 20.<br />

lin. 4-9) fM.].<br />

(f) ('Arim b. al-Fadl, da Flamraàd b. Salamah, da 'Ali b. Zayd, da<br />

al-Hasan). Rimase nella bayt al -mài di 'Umar qualche co.sa d'indiviso.<br />

Or al-'Abbàs disse ad 'Umar e agli altri: « Credete voi che se fosse qui in<br />

« mezzo lo zio di Musa, voi l'onorereste? ». — « Si >. — « Ebbene io .son più<br />

« di lui, io sono lo zio del Profeta ». Allora 'Umar parlò con gli assistenti<br />

«^ gli fece dare quel resto (Sa ad, IV, 1, pag. 20. lin. 10-14) [M].<br />

(g) (al-Fadl b. Dukayn, da Zuhayr b. Mu'àwiyah, da Lajth, da Mu-<br />

gàhid, da 'Ali b. 'Abdallah b. 'Abbàs). al-'Abbàs dopo la morte liberò set-<br />

tanta schiavi (Saad, IV, 1, pag. 20, lin. 14-16) [M.].<br />

(h) (Muh. b. 'Umar, da Khàlid b. al-Qàsim al-Bayàdi. da Su'bah mawla<br />

di ibn 'Abbàs). al-'Abbàs era di statiira dritta, e diceva di Abd al-Mut-<br />

talib, ch'egli era anche più dritto di lui fSaad, IV. 1, pag. 20. lin. 16-19)<br />

§ 93. — (a) al-'Abbàs mori il venerdì 14 Ragab dell'anno 32. H.<br />

sotto il califfato di 'Uthmàn, in età di ottantotto anni :<br />

fu sepolto in al-Baqì*<br />

nel cimitero dei banù Hàsim (Saad, IV, 1, pag. 20, lin. 19-23) [M.].<br />

(6) (Muli. b. 'Umar, da ibn abi Habìbah, da Dàwùd, da al-Husayn.<br />

da 'Ikrimah, da ibn 'Abbàs). Egli fece professione avanti che il Profeta<br />

andasse a Madinah (Saad, IV, 1. pag. 20. lin. 23-26) [M.].<br />

(e) (Mtih. b. 'Umar, da ibn abi Sabrah, da Husayn b. 'Abdallah b.<br />

'Ikrimah, da ibn 'Abbàs). al-'Abbàs fece professione in Makkah prima di<br />

Badr, e con lui nmm al-Fadl. Rimase in Makkah con lo scopo d' informare<br />

il Profeta e quelli dei credenti ch'erano là. Egli avrebbe voluto<br />

andare a Madinah, però il Profeta gli scrisse che la sua permanenza in<br />

Makkah, lottando per la fede (mugàhid) sarebbe stato un atto bello<br />

(Saad. IV. 1. pag. 20, lin. 26-pag. 21. lin. 4) [M.].<br />

(rf) (Muh. b. 'Umar, da 'Ali h. 'Ali. da Sàlim mawla di abù Ga'far.<br />

da Muh. b. 'Ali). Disse il Profeta un giorno, mentre era in un maglis<br />

a Madinah, e ricordava la notte di al-'Aqabah: « Fui aiutato quella notte<br />

« da mio zio al-'Abbàs, e poneva tasse sulla gente ma distribuiva anche<br />

«doni» (Saad, IV, 1, pag. 21, lin. 5-8) [M.].<br />

536.


32. E. H. §§ 94-^6.<br />

§ 94. _ (a) (Muli. b. Tmar, da Abd al-'aziz b. Muli., da al-Abbàs 32. a. H.<br />

\<br />

.<br />

\<br />

[NECROLOGIO. -<br />

b. Abdallah b. Ma'bad). Quando Uniar fece il dìwàn, i<br />

primi da cui ai-Abbas b. Abd<br />

incominciò la chiama, ftirouo i banu Hà.sim, e il primo dei banù lifisim ai-Muttaiib.)<br />

fu al-Abbàtì, sia sotto 'Umar, sia sotto 'Uthmàn (Saad, l\ , 1, pag. 21,<br />

lin. 8-11) [M.].<br />

(6) (Muli. b. 'Umar, da Musa b. Muli. 1». Ibràhim, da al-'Abbàs b. 'Ab-<br />

dallah b. Ma'bad, da ibn Abbàs). al-'Abbàs b. 'Abd al-Miittalib era nella<br />

Gàhiliyyah il gerente dei baini Hàsim (Saad, IV, 1, pag. 21, lin. 11-14) [M.].<br />

(e) (Muli. b. 'l'mar, da Yaliya b. al-' Ala, da 'Abd al-magid b. Suliayl,<br />

da Namlah b. abi Xamlah, dal padre). Quando morì al-'Abbàs i banu Hàsim<br />

mandarono un m u • a dz dz i n ad annunziare a qnei dei villaggi intorno<br />

e a w ali): «Benedica Iddio rlii assisterà al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib ».<br />

E si rinnì la gente, e scesero dai villaggi (Saad, I\', I. pag. 21, lin. 14-18)<br />

[M.].<br />

(d) (Muli. b. 'Umar, da ibn abi Sabrah, da Sa'id b. 'Abd al-rahmàn<br />

b. Ruqays, da Abd al-iahniàn b. Yazld b. Hàrithali). [Kiassunto] 8i<br />

parla ancora dell'annunzio della sua morte e della gran calca che fu al<br />

funerale fSaad, IV, 1. pag. 21. lin. 18-pag. 22, lin. 2) [M.].<br />

§ 95. — (a) (Muli. b. 'Umar, da ibn abi Sabrah, da 'Abbàs 1). Ab-<br />

dallah b. Sa'id). Morto al-'Abbàs, 'Uthmàn chiese d'essere invitato al la-<br />

vacro, e fu invitato, e rimase seduto accanto alla casa. Lo lavarono Ali<br />

b. abi Tàlib e 'Abdallah e 'Ubaydallah e Qutjiam figlioli del morto. E le<br />

donne dei banu Hàsim tccero il lutto di un anno (Saad. r\'. I. pag. 22,<br />

lin. 11-1 ói [M.j.<br />

i6) (Muli. b. Umar. da Abd al-aziz b. Muli., da .Vbbà.s b. 'Abdallah<br />

b. Ma'bad b. Ikrimah). Il figlici ibn 'Abbàs diedt- ordine che (il cadavere<br />

del padre) fosse avvolto in un burd hi barali, come il Profeta (8 a a d<br />

IV. 1. pag. 22. lin. 15-18) [M.j.<br />

§ 96. — La madre sua (Nutaylah) fu la prima araba la quale vesti.sse la<br />

ka bah di seta e di broccato e delle varietà della kiswah. K (]uesto fu in<br />

voto qualora 'Abl)às, che s'era perduto quand'ora bambino, venisse ritrovato.<br />

Ad al-'Abbàs .spettavano la siqàyah e la iniàrah. La s i c| a y a h<br />

è nota; quanto alla imàrah del ma.sgid al-liaràm. egli non lasciava<br />

alcuno che ingiuriasse o vi dicesso cosa sconveniente, dal che non sape-<br />

vano fi-enai-si, jicrchè la maggioranza doi Qurays si erano accordati a (piesto<br />

proposito o si davano contro a lui.<br />

Più tradizioni mettono in bocca al Profeta una dichiarazione, secondo<br />

la quale al-'AbbàM avrebbe chiuso l'iiigrah corno egli ( hiudeva la serio<br />

dei profeti.<br />

861. 68<br />

,


§§ oii-iio. 32. a. H.<br />

32. a. H. flhrAhim b. Muh., ecc., "Abd al-Muttalib b. Rabi'ah b. al-Hàrith b.<br />

ai-'Abbas b. -Abd Abd al-Muttalib) al-'Abbàs entrò un giorno presso il Profeta inquieto: io<br />

ai-Muttaiib.] gj-Q (.oj^ Juj. j] Profeta gli domanda perchè fosse inquieto. E l'altro: «Che<br />

« hanno i Qurays con noi? Quando s'incontrano tra loro, si gviardano ama-<br />

« bihnente, e quando incontrano noi, non fanno altrettanto ». Il Profeta<br />

si adirò o diventò rosso in viso, e disse: « Per Colui in cui mano è l'anima<br />

« mia. non entrerà la fede nel cuore d'un uomo, fino a che non arai voi<br />

« per amor di Dio e del suo Profeta, ecc. ».<br />

Sulla siqàyah ottenuta per suo mezzo da 'Umar, sono riportati tre<br />

versi di Hassàn b. Thàbit.<br />

Quando al-'Abbas ebbe ottenuta la pioggia (dopo le rogazioni), i Musulmani<br />

gli gridavano evviva dicendo : «<br />

h a r a m ! ».<br />

Benedetto chi ha dato l'acqua ai due-<br />

Secondo alcuni al-'Abbàs morì il 12 Ragab; secondo altri il 12 Ramadàn<br />

32. H., due anni prima che venisse ucciso 'Utbmàn (Athir Usd, III.<br />

109-112) [M.].<br />

§ 97. — al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib era detto veste ('thawb) per<br />

il nudo dei banù Hàsim, e scodella (gafnah) per il suo gàr (credo sia<br />

per il loro gàr), e incensiere (? maqtarah) per chi non li conosceva<br />

(Qutaybah 'Uyun, 390) [M.].<br />

§ 98. — ('Abdallah b. Ibràhim al-Gumahi, dal padre). Un beduino<br />

entrò nel dar di al-'Abbàs b. 'Abd al-Muttalib, e c'era da una pai-te [della<br />

casa] 'Abdallah b. al-'Abbàs, che dava responsi e non si ritirava da nes-<br />

suna domanda che gli si ponesse, e dall'altra parte 'Ubaydallah b. al-'Abbàs,<br />

che dava da mangiare a tutti quelli che entravano. E quel beduino disse :<br />

« Chi vuole il mondo e chi l'eternità ; questi dà responsi e fa il giurista,<br />

« l'altro dà da mangiare » ((xawzi, MS. Costantin., I, fol. 94,r.-94,v.) [M.].<br />

§ 99. — (da al-Dahhàk). al-'Abbàs era a Sai', e chiamava i suoi servi<br />

ad al-Ghàbah, dormenti, sul finir della notte, e li faceva udire (la sua voce,<br />

tanto era questa potente). Tra Sai' e al-Ghàbah sono otto miglia.<br />

Aveva tredici figli : 10 maschi e 3 femmine :<br />

r al-Fadl, 2° 'Abdallah, 3" 'Ubayballah, 4" Qutham, 5" 'Abd alrahmàn,<br />

6" Ma'bad, 7" al-TIàrith, 8" Kathìr. 9" 'Awf. 10^' Tammàm ;<br />

1" Iminah, 2" umm Habib, 3" Safiyyah.<br />

I primi sei maschi e umm Habìb eran figli di umm al-Fadl Lunàbah<br />

bint al-Hàrith al-Kubra.<br />

Nessuna donna ebbe figli sepolti così lontano l'un dall'altro come umm<br />

al-Fadl: al-Fadl in Siria al Yarmuk, 'Abdallah in al-Tàùf, 'Ubaydallah a<br />

Madinah, Qutham a Samarqand, Ma'bad in ItViqiyyah.<br />

533.


32. 3.. H. § ^y.<br />

....... Morì in Madinali il veuerdi 12 Kaéab; secondo altri il Ramadàn 32. H.;<br />

"<br />

secondo altri il 34. H*., di circa 88 anni.<br />

^^- ^- "•<br />

[NECROLOGIO.<br />

ai- Abbas b. Abd<br />

Fu sepolto iu al-Baqi'.<br />

ai-Muttaiib.j<br />

Gli .si attribuiscono dal Profeta 36 hadith. Un hadith è accettato<br />

dai due compilatori. Ma al-Bukhàri ne accetta uno del suo, e Muslim tre.<br />

Dal Sahili di Muslim: Il Profeta (dopo aver ricordato al-' Abbàs), disse:<br />

« zio, non sai tu che lo zio d'uno è simile al padre di lui? ».<br />

Nel libro di al-Tirmidzi si racconta che il Profeta disse ad al-' Abbàs:<br />

* Per Colui nelle cui mani è l'anima mia, non entrerà nel cuore dell'uomo<br />

«l'iman (la fede), fino a che egli non abbia reso giustizia (batta yah-<br />

«kuma li...) a Dio e al suo Profeta».<br />

E poi disse : « Chi otfende mio zio, offende me, essendoché lo zio d'una<br />

« persona è pari al padre di lui ».<br />

E nel Sahìh al-Bukhàri sta che 'Umar b. al-Khattàb, quando vi<br />

era siccità chiedeva la pioggia per mezzo di al-' Abbàs. E diceva: « Alia-<br />

ci humni, noi ci avvicinavamo a te col nostro Profeta, e tu ci davi da<br />

< bere : or noi ci avviciniamo a te oggi con lo zio del Profeta, dacci da<br />

« bere >. E l'ottenevano (Nawawi, 330-332; [M.].<br />

Cfi\ Qutaybah. 57. 7G, 289 (era uno degli alti al-ti\vàl).<br />

Khalifah b. Khay3-àt pone la sua morte nell'anno 34. H., e al-Madàini<br />

nel 33. H. (Dzahabi Paris, I, fol. 156,r.-156,v.;.<br />

Cfi-. anche Aghàui, IV, 6, 18, 28, 32, 33^ 177; V, 169; VI, 90, 97,<br />

98; VII, 130; IX, 49, 141; XI, 67, 81, 156; XIX, 81-82; XX, 181;<br />

Armai/, voli. I e II, III-V (Indif-i) ;<br />

Athir, cfi-. Indice, 370;<br />

Azraqi, 67, 70, 186, 446, 476;<br />

Balàdzuri, 6, 28, 38, 43, 66, 256, 451, 467:<br />

B a y d a w i , Indice.<br />

Browne, Litt. Hist. of Persia, 196, 214;<br />

B u h t u r i , 74 ;<br />

fìukhàri, I, 256, lin. 8-12; II, 436-437;<br />

Bukhàri, vers. frane, I, 156 (Vili, § 42), 331; II, 611;<br />

Bukhàri Tarikh, 37;<br />

Cau88iii de Perceval, I, 264, 290, 346; III, 6. 7, ecc.: ctr. In-<br />

dice, pag. 635;<br />

Dawlatsàh, 325;<br />

Duray


$4 tW.<br />

32 a. H. Kncìfcìopihiie i!e VIsiàm, I. H ;<br />

(NECROLOGIO. - n - • •<br />

i i<br />

ai-Muttaiib.) Fakhri, Indirr.<br />

in<br />

ótt' ci. M.<br />

abu-1-Feiag, 162, 263;<br />

Fihiist, 96, 101:<br />

èàhiz Bayàu, I, 52, 71, 114, 127, 128:<br />

Goldziher, Muh. Stud., II, 108:<br />

Gubayr, 50, 157, 196;<br />

(jrubayr, vers. Schiaparelli, 20, 61, 69, 138, 183;<br />

Hagar, II, 668-669, n. 8983;<br />

Hagar Tahdzib, V, 122-123, n. 214;<br />

Hagav Taqrib. 97 (col. i) ;<br />

Hagi, L 237; VI, 154:<br />

Hamàsah, 124, lin. 13-14;<br />

Hamàsah Buhtuii, 74;<br />

Hanbal Musnad, I, 206-210:<br />

Harìri Maqàmàt, ed. De Sacy (2' ed.), 223;<br />

Haiiri, vers. Cheneiy-Steingass, I, 332;<br />

XXI, H a s s à n b . Th à b i t , D i w à n ,<br />

Hisàm, Indice, pag. 244;<br />

Husri, I, 25, 26;<br />

Iqd. I, 9, 12, 104; »<br />

Ikmàl al-Khatib, 77-78;<br />

al -Isti 'ab, 497-500, n. 2034;<br />

1 7 ;<br />

JA., 1835, ser. II, voi. XVII, 293-295;<br />

Kalbi, MS. Brit. Mus. Add., 23,297, fol. 9,r., lin. 10-fol. 9,v., Un. 10;<br />

al-Kaslif al-Mahjub, ed. Nicholson [E. J. W. Gribb Memorial, vo-<br />

lume XVII], 99;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 92,v.-93,r. ;<br />

Kh a 1 d ù n , P r o 1 e g , I, 33 nota .<br />

;<br />

Khallikan, vers. De Slane, II, 211;<br />

Khamis, II, 287, lin. 14-23;<br />

Khulàsah, 189:<br />

Kremer Culturg., I, 68;<br />

Lammens Mo'avvia, 154, 157, 158, 161-172;<br />

Mahàsin, I, 99, lin. 20-100, lin. 2;<br />

Maqdisi, Indice ai voi. li, III, IV della Bibl. Geogr. Arab.;<br />

Mas ùdi, III, 263; IV, 152, 161, 201, ecc.: cfi-. Indice, pag. 95;<br />

Mu bar rad, 147, lin. 6; 180, lin. 13; 190, lin. 9; 200, lin. 9, 13, 14;<br />

540.


32. a. H, §§ a9, loo;<br />

Mail" Ma home t. cti-. Indice, pag. 341; 32. a. h.<br />

Nicholson. Liti, flist. of Arabs, 146, 24'J. 250, 251; '^^^Abbà^b'-Abd<br />

Qay.sarani (xam'. 360-361, n. 1373; ai-Muttaiib.]<br />

Qiitbal-din. Indice,<br />

Qutay bah A d a h . 460;<br />

Qutaybah Poesis. v. Indice,<br />

Qutay bah Uyùii. 225, Un. 18-226, lin. 7;<br />

Ruqayyàt. Diwàn. XXXIX. 41;<br />

R list ah, 4!), 67, 19S, ecc.; ctV. Indice, pag. 479;<br />

Safadi Nakt, 175-178:<br />

Safadi Wàfi, XV (Bodl.j. fol. 4,v.-5,v. :<br />

Spreuger, Leb. ]\riih.. I. 440, 527; II, 317, 401, 529, ecc.; cfr. In-<br />

dice, pag. 555 ;<br />

Suyuti Kanz al-'Ummàl. VI. 178-180; VII, 65-71;<br />

Sa hias tàlli Haarln.. T. 170: TI. 344;<br />

T a b a r i . Indice ;<br />

Tabari Zoteuberg. III. 575;<br />

Taghiibirdi, MS. Paris, 1551, I. tol. 3.i- ;<br />

Tanbih, 263. 281, 284, 294;<br />

Tha'àlilii Latà'if, 7, 53, 67;<br />

Ya'qùbi, Indice,<br />

Y a '<br />

q ù b i B u 1 d à n . 236<br />

:<br />

Yàqut, III. 7(57;<br />

ZffMG.. voi. LII. 21-27.<br />

§ 100. — al-'Abl)a.s è un'altra di quelle figure <strong>dell'Islam</strong> che è rimasta<br />

con linee incerte nebbiose, onde diffìcile è, se non impo.ssibile, ritrarne con<br />

sicurezza il profih>. La tradizione fi.s.sata8Ì in iscritto quando dominava la<br />

dinastia che da lui di.scese e pre.so il nome, non ha amato molto diffondersi<br />

sul conto di questo uomo un poco misterioso. È importantissimo anche<br />

notare che suo tiglio. 'Abdallah b. 'Abbàs, uno dei più copiosi tradizionisti<br />

ed inventori di harli tji, è stato singolaimente parco noi dare notizie sul<br />

conto di suo padre. È chiaro che nel mondo musulmano, quando era an-<br />

coi*a tresca la memoria di quanto era realmente avvenuto in Arabia, ed<br />

in particolari' in Makkah vivente il Proluta, non si volle rievocare la me-<br />

moria di "Abbiis, jjerchè non tornava conto agli amici e (congiunti.<br />

La tradizione si affanna invece ad affermare che 'Abbàs fosse musulmano<br />

di antica data e protettore di Maometto in Makkah: si diffonde in<br />

invenzioni per spiegare come e perchè 'Abbàs rimanesse in Makkah sino<br />

alla vigilia d


32. a. H.<br />

[NECROLOGIO. -<br />

•I- Abbàs b. 'Abd<br />

al-Muttalib.)<br />

§§ 1*10, 101. 32. a. H.<br />

prese con debite precauzioni e molta diffidenza. La sola verità è sempli-<br />

cemente che 'Abbàs aveva interessi in Makkah e nessuna voglia di ren-<br />

dersi musulmano, uè volontà di fare alcun sacrifizio per la causa islamica.<br />

Si gettò dalla parte di Maometto soltanto nel giorno in cui ne vide i<br />

sicuri vantaggi materiali, specialmente quando comprese che il suo cosi<br />

detto nipote stava per rendersi signore di Makkah. al-Abbàs in quella<br />

circostanza si ricordò dei vincoli che erano esistiti tra Maometto ed 'Abd<br />

al-Muttalib nell'infanzia del Profeta e sfruttandoli interpose i suoi uttici<br />

per facilitare il passaggio di Makkah sotto dominio musulmano.<br />

Il suo ingresso nella comunità islamica avvenne perciò per ragioni di<br />

solo interesse materiale, non per alcun sentimento di fede religiosa. E stram»<br />

che tale caratteristica di falsità interessata e malafede di poi distinse<br />

appunto anche i discendenti di 'Abbàs sino a quelli i quali con una specie<br />

di truffa carpii-ono il califfato fiodandone gli Alidi.<br />

§ 101. — Non dobbiamo prestare molta fede alle tradizioni che affermano<br />

il grande affetto di Maometto per 'Abbàs: è dubbioso che tra 'Abbàs<br />

ed il Profeta sia esistita veruna vera parentela ; poca o ninna importanza<br />

ebbero infatti 'Abbàs e la sua famiglia finché visse il Profeta e sotto i suoi<br />

immediati successori, i quali .si può dire quasi ne ignorarono l'esistenza.<br />

La posizione di 'Abdallah b. 'Abbàs crebbe nel giudizio dei contemporanei<br />

soltanto quando la fortuna cominciò a mostrarsi favorevole ad 'Ali, il nipote<br />

di 'Abbàs. Politicamente quindi 'Abbàs e la sua famiglia non ebbe veruna<br />

speciale importanza prima che 'Ali salisse sul trono e se, regnante Ali,<br />

'Abdallah b. 'Abbàs acquistò la posizione di confidente del Califfo, ciò hi<br />

dovuto a sole ragioni di parentela.<br />

Alcune tradizioni parlano di 'Abbàs come di capitalista, che dava<br />

danaro in prestito in Makkah ed ascrivono a ciò il motivo della sua permanenza<br />

nella culla dell'Isiàm. A dire il vero tale tradizione non m'ispira<br />

alcuna fiducia e la vorrei porre tra le finzioni di età posteriore inventate<br />

per coprire e scusare 'Abbàs del suo contegno verso Maometto. Tutta la<br />

famiglia di 'Abd al-Muttalib era notoriamente povera, né si comprende<br />

perché e come 'Abbàs abbia fatto eccezione. V'è poi da osservare che, se<br />

'Abbàs era l'uomo accorto ed intelligente in affari che si vorrebbe fosse<br />

stato, dovremmo arguire che dopo il trionfo dell' Isiàm, quando tanti altri<br />

meno intelligenti di lui accumularono ingentissime fortune, 'Abbàs si sa-<br />

rebbe egualmente arricchito oltre mism-a. Invece il contesto delle tradizioni<br />

parrebbe dimostrarci il contrario ed il loro silenzio completo su questo<br />

punto, i furti commessi da 'Abdallah b. 'Abbàs a danno di 'Ali (cfr. 38. a. H.),<br />

fanno sospettare il contrario, cssia ristrettezza di mezzi.<br />

542.


32. a. H. 1UI-1*»4.<br />

Se possiamo prestare fede ad aU-une ti-adizioni, parrebbe anche che 32. a. h.<br />

Abbàs e suo figlio non godessero le simpatie di Maometto; il quale avrebbe ai-Abbàsb Aba<br />

negato a loro carielK^ pubbliche, aggiungendo rimproveri per la loro ra- ai-Muttaiib.)<br />

pacità.<br />

La fortuna dei discendenti di 'Abbàs fii dovuta alla grande scaltrezza<br />

insidiosa di cui tutti sembra siano stati dotati e poi principalmente alla<br />

gi'ande inettitudine degli 'Alidi, privi d'intelligenza e di carattere, come<br />

il lorii infelice capo-stipite 'Ali.<br />

Abd al-rahmàn b. Awf,<br />

§ 102. — Nell'anno 32. H., secondo al-Wàqidi cessò di vivere 'Abd<br />

al-rahmàn b. Awf in età di 7ó anni (T a bari, 1, 2894).<br />

Cfr. Atiiir, III, 107.<br />

§ 103. — (a) abu Muli. Abd al-rahmàn b. 'Awf b. 'Abd Awf b. 'Abd<br />

b. al-Hàrith [Qutaybah, pag. 121, ha Abd al-Hàrith] 1). Zuhrah b. Kilàb.<br />

Nella Lfàhiliyvah era detto Abd 'Amr, ma il Profeta lo chiamò, allorché<br />

si convertì, 'Abd al-rahmàn.<br />

Kilàb.<br />

Sua madre era al-SafFà bint Awf b. Abd b. al-Hàrith b. Zuhrah b.<br />

(6)<br />

(Muli. b. "Umar, da Abdallah b. Ga'far al-Zuhri, da Ya'qùb b. 'LTtbah<br />

al-Akhuasi). Nacque dieci anni dopo 1' Elefante.<br />

(e) (Muli. b. 'Umar, da Muli. b. Salili, da Yazid b. Rùmàn). Fece pro-<br />

fessione il' Isiàm prima che il Profeta entrasse nel dar 'Anjam b. abi-1-<br />

Arqam e che là predica.sse.<br />

(d) fMa'n b. 'Isa, da Muli. b. 'Al)dallah li. Uba3'd b. 'IJmayr, da 'Amr<br />

b. Dinar). Su(j nome era 'Al)d al-Ka'bah, e il Profeta lo mutò in 'Aljd<br />

al-rahmàn (Saarl. III. I. pag. 87. liu. 2;3-pag. 88, lin. 7) [M.J.<br />

§ 104. — (a) (abù Mu'àwiyah al-Darh- àn b. 'Awf,<br />

e Abd al-raiimàii era davanti a me con addo.sso una kjiami.saii nera,<br />

« iiiosc T'tljiiiàn :<br />

« f'hi < quegli dalla khami.'


§8 iwiotì. 32. a. H.<br />

32. a. H. ,ui thiainò, ed io: « Ai tuoi ordini, Principe dei Credenti ». — « Chi erede<br />

Abd ai-rahmàn * d'esser da più di tuo zio nella prima higrah e nella seconda, lia torto »<br />

b. Awf.) (Saad, III, 1, pag. 88, lin. 12-18) [M.J.<br />

§ 105. — (a) (Mnh. b. limar, da Ma'mar b. Eàsid, da Qatàdali. da<br />

Anas lì. Màlik). Quando 'Abd al-rahmàn emigrò da Makkah a Madinah.<br />

abitò presso Sa'd b. al-Eabi' tra i Balliàrith b. al-Kbazrag.<br />

Sa'd b. al-Rabi' gli disse : « Ecco il mio danaro, te ne faccio a parte.<br />

« E poi ho due mogli; te ne lascio una » ('). Ed egli: * Ti benedica Iddio.<br />

« Però quando sia mattina, indicatemi il vostro mercato >. E glielo indi-<br />

carono. Andò, e ritornò con un piccolo otre (hamit) di buiTO e dell'aqit<br />

(specie di formaggio), ch'egli aveva guadagnato (Saad, III. 1. pag. 88.<br />

lin. 18-23) [M.].<br />

Nota 1. — Questo è forse una memoria delle condizioni primitive ilell'istituto matrimoniale in<br />

Ai-abia antica, in cui le unioni si potevano fare e disfare con tanta facilità da sembrare a noi l'equi-<br />

valente di una quasi libera unione icfi\ 17. a. H. §§ 64 e segg. su matrimonio e adulterio in Ai-abia<br />

antica).<br />

(6) (Yazìd b. Hàriin e Mu'àdz b. Mu'àdz, da Humayd al-Tawil, da<br />

Anas b. Màlik). Abd al-rahmàn b. 'Avvf emigrò presso il Profeta; e questi<br />

lo unì in ti-atellanza con Sa'd b. al-Eabì' (Saad, III, 1, pag. 88, lin. 23-2G)<br />

[M.l.<br />

(e) (Muh. b. Ismà'il b. abì Fudayk, da 'Abdallah b. Muh. b. 'Umar<br />

b. 'Ali, dal padre). Quando il Profèta unì in fratellanza tra loro i suoi Com-<br />

pagni, diede fi-atello ad 'Abd al-rahmàn b. 'Awf, Sa'd b. abì Waqqàs fSaad,<br />

III, 1, pag. 88, lin. 26-pag. 89, lin. 1) [M.].<br />

§ 106. — (a) ('Affàu b. Muslim, da Hammàd b. Salamah. da Thàbit<br />

e Humayd, da Anas b. Màlik). 'Abd al-rahmàn b. 'Aw^ andò a Madinah<br />

e il Profeta lo unì in fiatellanza con Sad b. al-Rabì' al-Ansàri. [Rias-<br />

sunto] Poi si parla del danaro suo, della donna divorziata per lui, della<br />

visita al mercato (come sopra). Una volta andò con una traccia di zaffe-<br />

rano. E il Profeta gli disse: « Che hai fatto? ». — « Principe, ho spo-<br />

« sato una donna». — «Che le hai dato iij sadaqah? ». — « Il peso<br />

« d'una nawàh d'oro! ». E il Profeta: « Dà un pranzo, fosse anche con una<br />

« pecora sola ». E 'Abd al-rahmàn: « Mi parve che, se avessi sollevato una<br />

«pietra, ayjei potuto trovarvi oro e argento» (Saad. III. 1, pag. 89.<br />

lin. 1-11) [M.].<br />

(b) ((jtarìr b. 'Abd al-hamid, da Yazid b. abì Ziyàd, da 'Abd al-rahmàn<br />

b. abi Layla). 'Abd al-rahmàn sposò una donna degli Ansar per BO.OOO<br />

(dirham)(>) (Saad, III, 1, pag. 89, lin. 11-13) [M.].<br />

Nota 1. — È chiaro che 'Abd al-ralimiln b. 'Awf, arrivato povero in Madinah, non tardò ad arric-<br />

chirsi se potè dare una somma cosi vistosa alla famiglia della sposa.<br />

544.


32. a. H. s« lu; 1118.<br />

(e) (Muh. b. 'limar, da Muh. b. 'Abdallah, da al-Zuhri, da Ul)ayd- 32. a. H.<br />

allah b. 'Utbali). Il Profeta fissò i dar in Madinah, e affidò ai banù Zulirah .^j,d ai-rahmàn<br />

(un dar) dalla parte dietro il masgid. Abd al-rahmàn ebbe Hass (che sa- b. Awf.]<br />

rebbe una piccola palma che n(m s'inaffia) (Saad, ITI, 1, pag. 89, lin. 13-17)<br />

|M.].<br />

§ 107. — ('Afltan b. Muslim e Yahya b. Abbàd, da Hamiuad b. Sa-<br />

lamah, da Hisàm b. 'Urwab, dal padre). Abd al-rahmàn b. 'Awf dÌ8.se :<br />

« Attesto che il Profeta mi ha dato in feudo, a parte con 'Umar b. al-<br />

« Khattàb, una terra così e così. Poi al-Zubayr andò dai parenti (ài) di<br />

* 'Umar, e comprò la loro parte », E al-Zubayr disse a Uthmàn : « ibn<br />

« Awf ha detto così e cosi ». Ed egli : « La testimonianza di 'Awf jmò<br />

* valere tanto prò quanto contro » (Saad, III, 1, pag. 89, lin. 17-21) [M.].<br />

(6) (Ismà'il b. Abdallah b. abì Uways, dnl padre, da Sa'd b. Ibràhìm ed<br />

altri dei tigli di Ibràhim b. 'Abd al-rahmàn Ij. Awf). 'Abd al-rahmàn disse:<br />

« Il Profeta mi assegnò una terra in Siria, chiamata al-Salil ». Il Profeta<br />

morì, ma non lasciò nulla scritto. Ma solo gli disse : « Quando sarà conqui-<br />

« stata la Siria, allora la prenderai » (Saad, III, 1, pag. 89, lin. 21-26) [M.].<br />

§ 108. — (ibn Sa'd). Mogli e figli di 'Abd al-rahmàn b. 'Awf:<br />

1" Sàlim al-Akbar: morì prima dell'Isiàm; sua madre fu umm Kul-<br />

thum bint 'Utbah b. Rabi'ah.<br />

2" umm al-Qàsim: anch'ossa nata sotto la Óàlihiyjah. Le fu madre<br />

bint Saybah b. Rabi'ah b. 'Abd Sams.<br />

3" Muhammad (da cui prese la kunyah).<br />

4° Ibràhim.<br />

5" Humayd.<br />

6" Ismà'il.<br />

7" Humaydah. '<br />

8" Amah al-rahmàn.<br />

Dei quali sei (nn. 3-8) fu madre umm Kulthum l)iiit '[^((bah b. ahi<br />

Mu'ayt b. ahi Amr b. Tmayyah b. 'Abd Sams.<br />

9° Man.<br />

10" 'Umar.<br />

11" Zayd.<br />

12" Amah al-rahmàn al-Suglnii.<br />

Dei (juali (piattro (nn. 9-12) fu nuidro Saldali ì)int Asini \i. Adi b.<br />

;tl-(radd b. al-Aglàn. dei Bali dei Qudà'ah, degli Ansar.<br />

13' 'Urwah al-.Akbar. che fti ucciso il Yawni Ifiiqiyyah, ed ebbe<br />

per madre liahriyyah bint Hàni b. Qaìiìsah b. Hàni b. Mas'fid b. ahi<br />

Rabi'ah dei baiuì Saybàn.<br />

.'•(5 60


§§ 108, 109. 32. a. H.<br />

32. a. H. ]4" Salim al-Asghar, che fu ucciso il Yawm Ifriqiyvah. Sua madre<br />

Abd ai-rahmàn ^" Sahlali biiit Suliayl b. 'Amr b. 'Abd Sams b. 'Abd Wudd b. Nasr b.<br />

b- Awf.] Malik b. Hisl b. 'Amir b. Lu-ayy.<br />

16" abù Bakr. Sua madre fu umm Hakim bint Qariz b. Khàlid b.<br />

'Ubayd b. Suwayd, loro halìf.<br />

16" 'Abdallah b. 'Abd al-rahmàn, che fu ucciso in Africa il giorno<br />

in cui fu conquistata. Sua madre fu bint abi-1-His b. Ràfi' b. Imru- al-<br />

Qays b. Zaj'd b. 'Abd al-Ashal, degli al-Aws, degli Ansar.<br />

17" abù Salamah 'Abdallah al-Asghar. Sua madre fu Tumàdir l)int<br />

al-Asbagh b. 'Amr b. Tha'labah b. Hisn b. Damdam b. 'Adi b. G-anàb<br />

dei Kalb, che fu la prima donna kalbita sposata da un qurasita.<br />

IS** 'Abd al-rahmàn b. 'Abd al-rahmàn. Sua madre fu Asma' bint<br />

Salamah b. Mukharrabah b. Grandal b. Nahsal b. Dàrim.<br />

Bahrà.<br />

. 21°<br />

19" Mus'ab.<br />

20° Àminah.<br />

Maryam.<br />

Dei quali tre (nn. 19-21) fu madre umm Hurayth, dei prigionieri dei<br />

22" Suhayl abù-1-Abyad, di cui fu madre Magd biiit Yazìd b. Sa-<br />

lamah Dzì Fà'is al-Himyariyyah.<br />

23" 'Uthmàn, di cui fu madre Ghazàl bint Kisra, concubina, tra i<br />

i prigionieri di Sa'd b. abì Waqqàs il giorno di al-Madà'in.<br />

24° Urwah.<br />

26° Yahya.<br />

26° Bilàl.<br />

I quali tre (nn. 24-26), nati da concubine, morii-ono senza lasciare<br />

discendenti (=daragù).<br />

27° umm Yahya bint 'Abd al-rahmàn, di cui fu madre Zajmab bint<br />

al-Sabbàh b. Tha'labah b. 'Awf b. Sabib, dei prigionieri dei Bahrà.<br />

28° Gruwaj'riyyah, di cui fu madre Bàdiyah bint Ghaylàn b. Salamah<br />

b. Mu'attib al-Thaqafi (Saad, III, 1, 90, lin. 1-26) [M.].<br />

§ 109. — (a) (ibn Sa'd). 'Abd al-rahmàn rimase fermo ad Uhud col<br />

Profeta, quando gli altri' fiiggirono (Saad, HI, 1, pag. 90, lin. 25-27) [M.].<br />

(6)<br />

(Ismà'il b. Ibràhìm al-Asadi b. 'Ulayyah, da Ayyùb, da Muh. b.<br />

Sirin, da 'Amr b. Wahb). Chiedemmo ad al-Mughirah b. Su'bah, se avesse<br />

pregato avanti al Profeta alcun di quella gente (umm ah) all' infuori di<br />

abii Bakr. « Sì », rispose, « e il Profeta stesso me ne ha assicui'ato. Era-<br />

« vaino col Profeta in viaggio. Quando fu sull'aurora, mi fece voltare la<br />

« cavalcatura, e pensai che avesse qualche bisogno. Andammo in disparte.<br />

546.


32. a. H. §§ 109-111.<br />

« Scese allora dalla bestia e si allontanò solo, e rimase a lungo. E poi disse<br />

, . .<br />

32. a. H.<br />

, (NECROLOGIO. -<br />

< a me di seguire il suo esempio, e avendo io risposto cuè non ne avevo /^bd ai-rahmàn<br />

« bisogno, mi domandò dell'acqua, e si lavò le mani e la tàccia. E poi si *>• '^'^ì<br />

* pulì il ciuffo, il turbante e le scarpe. Quando tornammo, la preghiera era<br />

«incominciata, e 'Abd al-rahmàn b. 'A wf aveva già recitata una r a k '<br />

« Volli avvertirlo, ma il Profeta me lo impedì. Pregammo insieme l'altra<br />

« rak'ah, e poi dicemmo a parte quel che mancava». Muli. b. Uraar,<br />

interrogato, disse ciò essere avvenuto a Tabùk. Il Profeta disse, allorché<br />

pregò dietro 'Abd al-rahmàn :<br />

a li.<br />

« Nessun profeta è morto, senza aver pre-<br />

< gato dietro un uomo giusto della sua gente » (Saad, III. pag. 90, lin. 27-<br />

pag. 01. lin. 19) [M.].<br />

§ 110. — I<br />

Muh.<br />

b. 'Umar, da Sa'id b. Muslim b. Qamàdzin, da Atà-<br />

b. abi Rabàh, da b. 'Umar). Il Profeta mandò Abd al-rahmàn b. 'Awf con<br />

settecento uomini a Dùmah al-Crandal ii


Si ni, 112. 32. a. H.<br />

32. a. H. „„ t;il (|auìi.s, non l'aveva permesso al figlio (Saad, III, 1. pag. HI,<br />

NECROLOGIO. - ,n i~\ ITk/l<br />

Abd al-rahmàn 1"1. 10-1/) [M.].<br />

b. 'Awf.i (e) ('Affari b. Musliin e 'Amr b. 'Asini al-Kilàbi. da Ilammàm 1». Yahya,<br />

da Qatadab, da Anas h. Màlik). Un tal qamìs sarebbe stato permesso ad<br />

'Abd al-rahraàn b. 'Awf e ad al-Zubayr b. al-'Awwàni in una loro razzia,<br />

perchè si lamentavano degli insetti (Saad, III, 1, pag. 91, lin. 17-22)<br />

(f)<br />

[M.].<br />

(al-Fadl b. Dukayn abu Nu aym, da Mis'ar, da Sa'd b. Ibràhim).<br />

'Abd al-rahmàn vestiva un burd o una bull ah (del valore) di quattro o<br />

cinquecento (dirham)(i) (Saad, III, 1, pag. 92, lin. 3-26) [M.].<br />

Nota 1. — Si noti il lusso di cui taceva sfoggio 'Abd al-rabmàn, indossando un vestito del valore<br />

nominale di 4f>0-.500 lire, rammentando come il danaro allora valesse cinque o sei volte più di ogp;i.<br />

(g) (Yah3'a b. Ya'la b. al-Harith, da Mandai b. 'Ali al-'Anbari, da abù<br />

Farwah, da Qaya b. abì Marthad, da 'Atà b. abi Eabàh, da ibn 'Umar).<br />

Vidi il Profeta cingere un turbante nero ad 'Abd al-rahmàn b. 'A«f, e<br />

gli disse: « Così cingilo » (Saad, III, 1, pag. 92, lin. 26-pag. 93, lin. 3) [M.].<br />

§ 112. — (a) (Muh. b. al-Fudayl b. Ghazwàn e Yazìd b. Hàrùn, da<br />

Zakariyyà b. abì Zà'idah, da Sa'd b. Ibràhim b. Abd al-rahmàn b. 'Awf).<br />

Quando "Abd al-rahmàn andava a Makkah, non amava di scendere nella<br />

casa che aveva abbandonato emigrando (Saad, III, 1, pag. 93, lin. 3-7) [M.].<br />

(6) (Sulaymàn b. 'Abd al-rahmàn al-Dimasqi, da Khàlid b. Yazid b.<br />

abi Màlik, dal padre, da 'Atà b. abi Eabàh, da Ibràhim b. 'Abd al-rahmàn<br />

b. 'Awf, dal padre, dal Profeta). « Tu sei ricco, e non entrerai nel Para-<br />

« diso che carponi; tu dunque dona a Dio, perchè egli ti sciolga i piedi ».<br />

— « E che devo donare? ». — « Comincia con quello che tu hai teco sta-<br />

« sera (= che hai teco ora) ». — « Tutto? ». — « Sì » ('). — ibn 'Awf si allon-<br />

tanò preoccupato, e il Profeta gli mandò a dire che aveva saputo da Ga-<br />

briele che ibn 'Awf ospitando, facendo elemosina, specialmente agli orfani,<br />

avrebbe .sciolto il suo debito (Saad, III, 1, pag. 93, lin. 7-16) [M.].<br />

Nota 1. — Vien fuori la caratteristica di comunismo religioso, che fu cosi vivo nell'Isiàm primitivo<br />

e che ha lasciato impronta durevole nella teoria e nella pratica anche <strong>dell'Islam</strong> odierno.<br />

(c) ("Abdallah b. Gi-a'far al-Raqqi, da abù-l-Màlik, da Habib b. abi<br />

Marzùq). Vennero bestie da soma ad 'Abd al-rahmàn. Egli sa che 'A-isah<br />

riferisce dal Pro'feta sul suo conto, che la salvazione di Abd al-rahmàn<br />

sarà contrastata. Egli allora diede in sadaqah le bestie e i loro carichi,<br />

ch'eran da più delle bestie, le quali pur erano 500 ('j (Saad, III, 1, ".t3,<br />

lin. 16-23) [M.].<br />

Nota 1. — Si vuole scusare la grande fortuna accumulata da 'Abd al-rahmàn contrariamente<br />

all'esempio ed agli insegnamenti del Profeta.<br />

548.


32. a. H. §§ 113, 114.<br />

§ 113. — (a) ('Abd al-'aziz b. 'Abdallah al-U\vay.si al-Madani e Ahmad 32. a. H.<br />

b. Miiliaininad b. al-Walid al-Azraqi al-Makki, da Ibr.ihim b. Sa'd, da Muli. /^^^ ai-rahmàn<br />

b. 'Abd al-iahinàn b. Abdallah b. al-Husayu b. 'Awf b. al-Hàrith, da uiiiiu b. Awf.j<br />

Salamah moglie del Profeta). Il Profeta diceva alle suo mogli; «Chi vi<br />

« proteggerà dopo la mia morte .sarà il pio, il retto. Dio, dà da bere<br />

«ad 'Abd al-rahmàn 1). Awf il salsabil del paradiso» (Saad, III, 1,<br />

pag. m, Un. 28-28) [M.].<br />

(6) (Ahmad b. Muli. al-Azraqi, da Ibrahim b. Sa'd, da alcuni della<br />

famiglia di 'Abd al-rahman b. 'Awf). Egli vendè certa roba di Kaydamah,<br />

ch'era la sua parte dei banu al-Nadu-, per quarantamila dinar che tlivise<br />

tra le mogli del Profeta (Saad, HI, 1, pag. 94, lin. 1-4) [M.].<br />

(e) ('Abd al-malik b. 'Amr al-'Aqadi, da Abdallah b. Ga'far, da umm<br />

Bakr bint al-Mis\varj. Abd al-rahmàn b. 'Awf vendè una terra ad 'Uthmàu<br />

per 40,000 d i n a r ('), divise questa somma tra i poveri dei banù Zuhrali,<br />

la gente bisognosa e le madri dei Musulmani.<br />

al-Miswar dice che a lui toccò di portare ad 'A'isah la parte sua, e<br />

«he essa, saputo chi era il donatore, esclamò: «Ha già detto il Profeta<br />

«che di noi, morto lui, non avrebbero preso cura che i pazienti fsàbi-<br />

•^rfinj ecc.» (Saad, HI, l, pag. 04, lin. 4-lOj ]M.].<br />

Nota 1. — Si osservi come 'Abd al-ralmiàn possedesse beni vistosi: 40,000 diuàr equivaltjuno a<br />

• irca mezzo milione di lire, senza tener conto del valore relativo del danaro, in quei tempi quintuplo<br />

irca del valore odierno.<br />

(d) (Muli. b. 'Umar, da Ya'qùb b. Muli. al-'Udzri, da Abd al-wàhid<br />

b. abi 'Awn. da 'Imràn b. Mannàh). Abd al-rahmàn b. 'Awf non cambiò<br />

4. lin. 12-18| [M.J.<br />

§ 114. — («) (ibn Sa'd). Quand(. 'Limar fu eletto Califfo il Li. H.,<br />

mandò Abd al-rahmàn a dirigere il pellegrinaggio. E poi fece l'altro pel-<br />

legrinaggio insiemi- con 'Umar. l'iinno 2ii. H.<br />

'Umar permise quell'anno di fare il pellegiinaggio albi mogli del Pro-<br />

feta, che furono portate in lettiga (h a wdagj. Egli mandò con loro 'Utjjmàn<br />

b. 'Affan e AW al-rahmàn b. Awf. 'Uthmàn andava sulla sua bestia da-<br />

vanti ad eiwe, e non permetteva ad alcuno *li avvicinarsi; 'Abd al-rahmàn<br />

cavalcava dietro. E .scendevano con 'Umar ad ogni stazione. 'UUimàn «s<br />

'Abd al-rahraàn .scen


§§ iij-uti. 32. a. H.<br />

32. a. H. tiare t'iitru gli al -si 'ab; e poi scendevano in piincipio del si"b e non<br />

(NECROLOGIO. ... , ,<br />

'<br />

. . 1<br />

Ja.sciavano che nessuno si avvicinasse a loro.<br />

..t,. ADd al-rahman<br />

b. 'Awf.j L'anno 24. H. fu proposto al jjellegrinaggio ancora Abd al-rahmàn<br />

(Saad, III, t, pag. 96, liu. 6-16) [M.].<br />

(Muli. b. Katbìr al-'Abdi, da Sulaymàn b. Kathir, da al-Zuhri, da<br />

(6)<br />

Ibràhim b. 'Abd al-rahmàn b. Awf). Abd al-rahmàn svenne e raccontò<br />

una visione avuta, in cui si vide accompagnato da due angeli o uomini,<br />

e s'udì dire che era predestinato alla felicità prima di nascere (S a a d<br />

III, 1, pag. 95, lin. 16-22) [M.].<br />

(e) (Muli. b. Humayd al-'Abdi, da Ma'mar, da al-Zuhri, da Humayd b.<br />

'Abd al-rahmàn b. 'Awf dalla madre, umm Kultjiùm). Andò a pregare alla<br />

moschea in uno svenimento in cui si credeva ch'egli morisse, conforme al<br />

detto : « Chiedete aiuto con la pazienza e con la preghiera » (Saad. Ili,<br />

1, pag. 95, lin. 22-26) [M.].<br />

§ 1 15. — (a) (Muli. b. 'Umar, da 'Abdallah b. Gra'far al-Zuliri, da Ya'qub<br />

b. 'Utbah). Morì nel 32. H., a 75 anni (Saad, III, 1, pag. 96, lin. 2-4) [M.].<br />

(6) (Waki' b. al-Garràh, Haggàg b. Muh., Yahya b. Hammàd. da Su'bah,<br />

da Sa'd b. Ibràhim. dal padre). Vidi Sa'd b. Ibràhim alle due stanghe<br />

della bara di 'Abd al-rahmàn, e diceva: « Wà Grabalàh! ». E Yahya b.<br />

Hammàd dice che gii fu posta la bara sulla spalla (k à h i 1) (Saad, III,<br />

1, pag. 96, lin. 6-7) [M.].<br />

(e) (Ma'n b. Isa, da Ibràhim b. al-Muhàgir b. Mismar, da Sa'd b.<br />

Ibràhim, dal padre). Vide pur Sa'd b. abi Waqqàs tra le due stanghe<br />

(Saad, III, 1, pag. 96, lin. 7-10) [M.].<br />

{d) (Ma'n b. 'Isa, da Ibràhim b. Sa'd, dal padre, dal nonno). Udì Ali<br />

dire, quando morì 'Abd al-rahmàn: « Parti, o ibn 'Awf, che ne hai preso<br />

«il buono, e sfuggito il cattivo (della vita, del mondo) > (Saad, III, 1,<br />

pag. 96, lin. 10-13) [M.].<br />

(e) (Ma'n b. 'Isa, da Ibràhim b. Sa'd, dal padre, dal nonno). Udii 'Ali<br />

esclamare : « Io ti lascio, ibn 'Awf ;<br />

tu te ne vai col tuo ventre, e nulla<br />

« n'è scemato» (Saad, III, 1, pag. 96, lin. 13-16) [M.].<br />

§ 116. — («) (Muli. b. 'Umar, da Makhramah b. Bukayr. da abù-1-<br />

Aswad). Egli lasciò sulla via di Dio (cioè in spese erogate per i poveri, ecc.)<br />

50,000 dìnàr (Saad, III, 1, pag. 96, lin. 18-19) [M.].<br />

(6)<br />

(Muli. b. 'Umar, da abìTi Bakr b. Abdallah b. abi Sabrah, da Muli,<br />

b. abi Harmalah, da 'Utjimàn b. al-Sarid). Lasciò mille cameli (ba'ir)e<br />

tremila pecore in al-Baqi', e cento cavalli pasturanti in al-Baqi', e semi-<br />

navan nel Grurf con venti bestie, e ne traeva il nutrimento d'un anno<br />

per la sua gente (Saad, III, 1, pag. 96, lin. 20-24) [M.].<br />

660.<br />

,


32. a. H. 116, 117<br />

(c) ( Arirn b. al-Fadl, da Hamraàd b. Zavd, da Ayyub, da Muh.). Ee^li 32. a. h.<br />

"<br />

, • , ', ;.,•.• [NECROLOGIO. -<br />

lasciò oro da taguar con le scuri, tanto che le mani dei tagliatori si stan- ^bd ai-rahmàn<br />

. , ,.<br />

carouo. E lasciò quattro donne. Una fu fatta uscii- dal suo ottavo (cioè ''• ^"^-l<br />

le fu liquidato quel che le spettava) per 80,000 (dir barn) (Sa ad, III, 1,<br />

pag. 96. lin. 24-pag. 97, lin. 1) [M.].<br />

(d) (Muli. b. 'Umar. da Usàmah b. Zayd al-Laytbi. da Sàlih b. Ibràhim'<br />

da 'Abd al-rahmàn b. 'Awf i. A<br />

Tuiuadir toccò il quarto dell'ottavo, e fu<br />

fatta uscire con 100,000 (dirham); ed era essa una dello quattro.<br />

(e) (al-Fadl b. Dukayn abù Nu'aym, da Kàmil abù-l-'Alà, da abù<br />

Salili'). Lasciò tre mogli, e a ciascuna toccarono 80,000 dirham (Saad.<br />

Ili, 1. pag. 97. lin. 1-6) [M.].<br />

§ 117. — (ibii Quta3'bah). Il padre 'Awf gli morì nella Óàhiliyyali<br />

in al-Ghumaysà, ucciso dai banu Gradzimah.<br />

Ebbe fratelli, tra cui 'Abdallah b. 'Awf dei più illustri qurasiti, padi-e<br />

di Talhah b. 'Abdallah b. 'Awf che lasciò discendenza in Madinah. Altro<br />

fratello fu al-Aswad, Compagno del Profeta, che fu punito per bere da<br />

'limar: morì alla battaglia del Camelo con 'A-isah, ed ebbe discendenti.<br />

'Abd al-rahman fu dei dieci cui fu promesso il Paradiso, dei sei della<br />

sùra. Aveva del baras (macchie sulla pelle).<br />

(abù-1-Yaqzàn). Morì sotto Ut_hmàn. Divise la sua eredità in sedici parti,<br />

e ognuna delle sue donne ebbe una quota di 80,000 d i r li a m ; egli liberò<br />

in un sol giorno trenta schiavi, e lasciò scritto che pregasso su di lui 'Utjimàn<br />

b. 'Affari.<br />

(al-Wàqidi). Di.sse Sahlah bint '.^siin b. Adi: «Aveva grandi occhi<br />

« nori, na.so aquilino, lunglii i denti davanti di sopra, sì da ferirsi talora<br />

« il labbro violentemente, con un neo .sotto un orecchio, dal collo lungo;<br />

« e aveva .sul vcjlto come gocce d'acqua, mani grosse e dita solide >.<br />

ibn Qutaybah afferma che anche Zayd sia figlio di umm Kultjium.<br />

Nc^nina poi un al-Miswar o un 'Umar tra i suoi figli.<br />

Muli. b. 'Al)d al-rahmàn fu uomo assai geloso. Ebbe figlio 'Abd al-<br />

wàhid, e la.sciò di.scondenti.<br />

Ibràhim b. 'Abd al-rahmàn era sayyid della gente, ed era piccolo.<br />

Sposò Sukaynah bint al-Hu.sayn ; ma<br />

ed egli la lasciò.<br />

Aveva kun}'»ah alni Ishàq.<br />

i baniì Trà.^iin non ne fiiron contenti,<br />

Ibràhim morì nell'anno 76. H. a 76 anni.<br />

Ebbe figlio Sa'


« ns. un. 32. a. H.<br />

32. a. H. § 118. — Il ffiorno (li Uliud 'Abd al-rahmàn riportò ventun ferito, di<br />

INECROLOGIO. -<br />

Abd al-rahmàn<br />

b- Awf.ì .sdentato.<br />

, • -, i t- i- ii i i •<br />

*'"' "'^^ '1' P^cde, e andava zoppo, h gli caddero gli incisivi, onde rima.se<br />

(abù Muli. b. abi-1-Qà.sim . . , da .<br />

Yaliya b. Ishàq. da Umàrah b. Zà-<br />

dzàn, da Thàbit al-Bunàni, da Ana.s b. Màlik). Quando 'Abd al-rahmàn<br />

emigrò, il Profeta lo unì in fi-atellanza con Uthmàn b. 'Afifan, che gli<br />

disse: «Io ho due giardini, scegli c^uello che vuoi». Ed egli: «Ti bene-<br />

« dica Iddio pei tuoi giardini; insegnami il mercato ». Egli glie lo insegnò.<br />

« 'Abd al-rahmàn si mise a commerciare: prese moglie, e gli disse il Profeta:<br />

« — Perchè no? Fosse anche una pecora (il tuo avere)! ».<br />

E poi ibn al-Athir commenta questa tradizione della fratellanza con<br />

'Uthmàn affermando che non è accettabile, ma che egli fu fratello di<br />

Sa'd, ecc. (').<br />

(Humayd, da Anas). Tra lui e Khàlid b. al-Walid corsero una volta<br />

male parole, e Khàlid gli disse :<br />

« Voi prendete il sopravvento su noi<br />

« perchè siete stati primi di qualche giorno (a far professione) ». Nacque<br />

la contesa per via dei banii Gradzìmah, che Khàlid avesse combattuti, se-<br />

condo 'Abd al-rahmàn, con soverchio risentimento personale (cfr. 8. a. H..<br />

§§ 107 e .segg.).<br />

Tramandarono tradizioni da lui : ibn<br />

Abbàs. ibn 'Umar, (iàbir. Gruba^r<br />

b. Mut'im, parecchi figli .suoi, al-Miswar'b. Makhramah (che era figlio di<br />

sua sorella) 'Abdallah b. 'Amir b. Eabi'ah, Màlik b. Aws, ecc.<br />

Data della morte: 31. H. (75 anni) (Athir Usd, III, 313-317) [M.J.<br />

Nota 1. — Questa leggenda della fratellanza faceva comodo agli avversari di 'Uthrafin, giacché<br />

'Abd al-rahmàn b. 'Awf era stato il grande elettore di Uthraàn, e dimostrare la parentela sua col<br />

Califfo suo amico era intaccare la correttezza della sua elezione.<br />

§ 119. — Sua madre era al-Safa bint 'Abd 'Awf b. 'Abd al-HàritJi<br />

b. Zuhrah. Nato 10 anni dopo l' Elefante, fece professione prima che en-<br />

trasse il Profeta nel dar al-Arqam. È degli otto primi che accettarono<br />

r Isiàm ; dei cinque che fecero professione in mano di abù Bakr ; uno<br />

dei dieci a cui il Profeta assicurò il Paradiso ; dei sei consiglieri-elet-<br />

tori dopo la morte di 'Umar, giacché 'Umar disse loro che il Profeta era<br />

morto contento di essi ; fece le due emigrazioni in Abissinia e poi a Ma-<br />

dinah.<br />

Il Profeta gli diede fratello Sa'd b. al-Rabi'. Fu a Badi-, Uhud, alla<br />

Trincea, alla bay' ah al-Ridwàn, e alle altre campagne. Il Profeta lo<br />

mandò a Dùmah al-Grandal dei banii Kalb, e gli pose il turbante di sua<br />

mano, e glielo lasciò pendere tra le spalle, esortandolo poi a sposar»^ la<br />

figlia di quel re, ecc., Tumàdir. Questa gli partorì abù Salamah.<br />

552.


32. Si. H. § 11,9.<br />

Il Profeta prejj;ù dietro di lui a Tabuk, ed è cosa che nessun altro ^2. a. H.<br />

[NECROLOGIO. -<br />

uomo può vantare, essendo andato il Profeta quand'egli aveva già pre- ^bd ai-rahman<br />

'<br />

gato una r a k a h .<br />

S'è detto « ne.ssun'altro uomo », che si fa eccezione per Gabriele, dietro<br />

il quale pregò il Profeta quando gli insegnò le mawàqit.<br />

Abd al-rahmàn fu ferito a Uhud con 21 ferite, tra cui al piede, e gli<br />

caddero gli incisivi.<br />

Molto spendeva sulla via di Dio. In un giorno liberò iil schiavi.<br />

Gli si attribuiscono 06 hadith; al-Bukhàri e Muslim m- accettan d'ac-<br />

cordo due, e poi il primo, cinque.<br />

Il Profeta avi-ebbe detto: « 'Abd al-rahmàn b. 'Awf è a min nel (.ielo,<br />

« a min nella terra >.<br />

Era ricco, fortunato (mah zùzj tra i mercanti. Si dice andasse da<br />

umm Salamah, e le dicesse: «Mamma, temi tu che mi rovini il troppo<br />

«danaro?». Ed essa: «Figliolo, spendine».<br />

(Da al-Zuhri;. Spese d'ordine del Profeta in elemosina col di più del<br />

.suo danaio: -4000 (dirham?), poi 40,005 (dir ham?), poi 40,COli<br />

80.000 dirhamj.<br />

Era bianco, tendente al rosso, Ix-ihi di volto, «li pelle delicata, d'occhi<br />

neri, dalle lunghe ciglia, dai capelli abbondanti, dalle mani grosse, dalle<br />

dita pure grosse. Il suo pelo non mutò di lolore.<br />

Mori il 32. H.: secondo altri il J51. li., a 72 anni, o, secondo altri a 7'>,<br />

o, secondo altri a 78.<br />

8R!«. 70<br />

b. Awf.]


§§ iia-122. **^* ^* **•<br />

32. a. H. Fu sepolto ili al-Baqi'.<br />

INECROLOGIO. - -, • •<br />

,^ . , i t i ii i •<br />

Abd ai-rahmàn ibii Qutaybali dice che i suoi figli erano:<br />

b. Awf.] Muhammad, Ibràhim, Humayd, Zayd, figli di umm Kulthùiu bint<br />

'Uqbah b. abì Mn'it,<br />

abu Salamah al-Faqih, di cui era madre Tumàdir,<br />

Mus'ab, di uaadre yamanita,<br />

Suhayl, di madre yamanita,<br />

'Utlimàn, al-Miswar, 'Umar ed altri e figlie (Nawawi. 384-387).<br />

§ 120. — (Da Sahlah bint 'Asim sua moglie). 'Abd al-rahmàu era<br />

bianco, grosso, dalle lunghe ciglia, dal naso aquilino, coi canini di sopra<br />

lunghi, grasso, col labbro (?) da una parte, dalle mani grosse. Rimase ferito<br />

il giorno di Uhud con ventuna ferita, onde rimase colpito al piede, e ne<br />

zoppicava (Nuwayri Leid., I, fol. 109, r.).<br />

§ 121. — ("Amr b. Dinar, da Sàlih b. Ibràhim b. 'Abd al-rahmàn b.<br />

'Awf). A proposito delle donne dice : Ci accordammo con la moglie di<br />

'Abd al-rahmàn, cui egli divorziò nella sua malattia per un compenso di<br />

un terzo, che valeva ottantatremila (dirham).<br />

Secondo altri, essa si contentò del quarto dell'ottavo della sua eredità.<br />

Quando fii sul letto di morte, pianse dirottamente. Gli fu chiesto<br />

perchè. Ed egli : « Mus'ab b. 'Umayr era migliore di me. Egli è morto<br />

« nel patto del Profeta, e non aveva di che avvolgersi cadavere. Anche<br />

« Hamzah era migliore di me, e non aveva lenzuolo. E io temo d'essere<br />

« tra quelli cui le delizie allettano nella vita di questa terra, e temo di<br />

« essere staccato dai miei compagni per la mia ricchezza (N u \v a y r i<br />

Leid., I, fol. 109,v.).<br />

§ 122. — 'Abd al-rahmàn, quando 'Uth.màn si rese indegno del calif-<br />

fato, promise di non parlargli più.<br />

E quando 'Abd al-rahmàn fu vicino a morte, 'Uthmàu lo andò a tro-<br />

vare, e l'altro si voltò verso il muro e non parlò (Abulfeda, I, 258).<br />

Yàqùt, IV, 466, 761, dice che aveva un castello (hisn) da lui no-<br />

minato in Madinah, e un feudo tra i Nadir.<br />

Cfr. anche Aghàni, II, 57, 172; IV, 28-29;<br />

Akhbàr al-Duwal, 123-124;<br />

Athir, Indice, pag. 399;<br />

Azraqi, 360, 466;<br />

Balàdzuri, 9, 18, 267;<br />

B a y d a w i , Indice,<br />

Baj'haqi Mahàsin, 107, lin. 9-10;<br />

Browne, UH. Hist. of Persia, 195, 202, 388, 460;<br />

554.


32. a. H. § 122.<br />

Bukhàri, II, 4, Un. 13-5, lin. 6; ' 32. a. H.<br />

^ 77 /. TT ^ , (NECROLOGIO. -<br />

Bukhàri. vers. fi-anc, II, 2-3; Abd ai-rahmàn<br />

Bukhàri Ta-rikh, 33, 37, 47; b. Awf.]<br />

Caussin de Perce va 1, I, 359, 389, 482, ecc. : cfi-. 7n(f?c^, pag. 536;<br />

Duraj-d, 36, 59;<br />

Dzahabi Tadzhib II (Sprenger 272), fol. 146,v.<br />

Dzahabi Tagrìd, I, 380, n. 3658;<br />

Dzahabi Tarikh, MS. Paris, I, fol. 158,r.-169,r. ;<br />

Encyclop. de l'Islam, I, 55;<br />

Fasi, 234;<br />

F a kh r i , Indice,<br />

hrist, 232;<br />

Gàhiz Bukhalà, 209, 252;<br />

Óawzi, MS. Co-stant., I, fol. 93,v.-94,v. ;<br />

Hagar, II, 997-1001, n. 9547;<br />

Hagar Taqrib. 124 (col. ii);<br />

Hagar. Tahdzib, VI, 244-246, u. 490;<br />

Hammer, Liti. Arab., II, 126-127, n. 393;<br />

Hanbal Musuad, I, 190-193;<br />

H i .'i a m , Indice, pag. 246 ;<br />

Iqd, I, 312. 381 : II, 48;<br />

al-Isti'àb, 402-404. n. 1679;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F. 187, IV, fol. 94,r.-94,v. ;<br />

Khaldùii Proleg., I, 416 nota;<br />

Kh a 1 1 i k à n . vei-s. De Slane, ITI, 3 ;<br />

Khamis, TI, 287, lin. 12-14:<br />

Khulàsah, 232;<br />

Lammens Moawia, 166, 233-234, 247, 321-322, 413;<br />

Mahàsin, I. 97; 100, lin. 8-12 e annotazioni, pag. 151;<br />

Maqdisi. IV,<br />

M a q q a r i . ed.<br />

Masudi, IV,<br />

136, 207;<br />

Doz}-, II,<br />

136, 191,<br />

5 ;<br />

201, 202, 264, 270, 276; IX, 66, 66;<br />

Miskawayh, I, Indice.<br />

Mubarrad, 5. lin. 10; 257. lin. 11, 15; 529, lin. 2, 6; 658, lin. 10;<br />

Muir Ma li omo t,


eo I .jo I •j;i. o^ • 3.» TI •<br />

32. a. H. Safadi Wafi (Paris, 2066), fol. 166,v-]57,r.:<br />

^'^•Abr°.'j°a^màn S p r 11 g e r , Leb.<br />

b- Awf.)<br />

Muh., I. 31G, 400. 405, 410. ecc.: cft-. Indice<br />

pjjg_ 55(}:<br />

Snyuti Kaiiz, VI, 182-183, 419-422:<br />

T a b a r i , cfr. Indice ;<br />

T a bari Zotenberg, III, 575;<br />

Taghrìbirdi, MS. Paris, 1551, I, fol. 5,-v. :<br />

Tanbih, 235, 291, 294;<br />

Tha'àlibi Latà-if, 77;<br />

Wàqidi Wellhausen, cfr. Indico, pag. 449;<br />

AVii.stenfeld Regi.ster, 31-32.<br />

§ 123. — Non è difficile intendere dal contesto delle tradizioni che<br />

'Abd al-rahmàn b. 'Awf non è stato un uomo comune: si sente, s' intui.sce<br />

che egli ha avuto alcune eminenti qualità, ma dall' insieme delle notizie<br />

foimali delle tradizioni è difficile snebbiare la vera figura dell'uomo.<br />

Di origine povera, ma dotato di molta intelligenza, egli fu uno dei più<br />

antichi a seguire il Profeta ; e quando lo accompagnò nell'emigrazione a<br />

Madinah era ridotto in tali condizioni di fortuna da non avere con che<br />

vivere. Aiutato generosamente da un Ansar, che si \aiole gli prestasse<br />

persino o cedesse temporaneamente una delle sue mogli, si adoperò a gua-<br />

dagnarsi il necessario per vivere con il commercio e fu in ciò tanto abile<br />

ed accorto da accumulare, aiutato anche dalla buona fortuna politica e<br />

militare del Profeta, una vastissima sostanza. Siccome però il Profeta pre-<br />

dicava ed inculcava principi eminentemente comunistici. 'Abd al-rahmàn<br />

non mancò di essere molto generoso con una parte delle somme vistose<br />

che si accumulavano nelle sue mani. Per quanto grande la sua generosità<br />

non arrivò mai a renderlo un povero uomo, perchè nonostante tutte le<br />

somme distribuite ai poveri rimase sempre possessore di un'ingente fortuna.<br />

Egli però agì in questo modo non già per un senso di avarizia, ma<br />

piuttosto per la giusta misura nelle cose, perchè volle tenersi sempre calmo<br />

e sereno al di sopra delle meschine competizioni e delle gelosie personali.<br />

Essendo in realtà uomo politicamente disinteressato, godè d'un grande pre-<br />

stigio, che forse gli avrebbe procurato il trono, se fosse sopravvissuto ad<br />

'Ali e non fossero scoppiate le guerre civili. La sua partecipazione al Con-<br />

siglio elettivo che scelse califfo 'Utbmàn e la rinunzia che egli fece ad ogni<br />

aspirazione peisonale al califfato, pongono 'Abd al-rahmàn in una luce sim-<br />

patica, e ci convincono che la sua scelta arbitrale del candidato nella per-<br />

sona di 'Uthmàn fosse ispirata alla convinzione di aver nominato l'uomo<br />

migliore. La tradizione ortodossa, che vorrebbe condannare 'Utiiinàu, ha<br />

556.


32. a. H. §§ i2a-i-25.<br />

sentito che la scelta di Abd al-ralimàn. il qualf preferì 'LTthmàu ad Ali, 32. a. h.<br />

•<br />

,.,,,, ... •"<br />

,<br />

.<br />

, j u i. i. X X ^.- j- (NECROLOGIO. -<br />

e un fatto d una gravita morale eccezionale, ed ha tentato in tutti i modi ^^d ai-rahmàn<br />

e con tutti gli artifici di accomodarlo. A que-sto sentimento è ispirata la *^- '***'•)<br />

tradizione che 'Abd al-rahmàn non volesse più vedere morendo il Califfo<br />

'Uthmàoi, perchè egli aveva tralignato dalla via retta (ifr. § 122): natu-<br />

ralmente la tradizione non merita fiducia.<br />

'Abd al-rahmàn era un uomo che aveva molti milioni, voleva goder-<br />

seli, spenderli largamente per rendersi popolare e apparire come osservante<br />

le leggi di povertà imposte dal Profeta: volle avere molte mogli ed il lusso<br />

di numerosi figli, fu torse giudice sereno ed acuto delle faccende del tempo<br />

sut). ma troppo fine ed accorto per lasciarsi impaniare dalla politica: pre-<br />

feri la vita di contemplazione serena menando l'esistenza da grande signore.<br />

Il .suo testamento, se i jiarticolari del medesimo .sono anche .solo ap-<br />

prossimativamente veri, dimo.stra come anche morendo egli volesse fare il<br />

grande e il generoso. Amava avere una grande influenza ed esercitarla<br />

nelle grandi ciicostanze nelT interesse del bene pubblico, ma senza mai<br />

assumere una carica pubblica. La sua morte giunse a tempo perchè non<br />

vedesse e non venisse travolto nel turbine delle guerre civili.<br />

o'<br />

Abd al-rahmàn b. Rablah.<br />

§ 124. — 'Abd al-ialimàn b. Rabi'ah b. Yazìd h. Sahm b. 'Amr b.<br />

Thalabali b. Ghanm b. Qutaybah b. Ma'n al-Bàliili, fratello di Salmàn<br />

b. Rabi'ah, è chiamato Dzù-l-Nur. Fu al tempo del Protéta, ma non l'udì.<br />

Era più grande del fratello Salmàn. Quando 'limar mandò Sa'd b. abi<br />

Waqqàs a^l al-Qàdisiyyah, posti sul qadà (elesse q adi) 'Abd al-rahmàn<br />

b. Ral»i'ah, e gli affidò gli aqbàd e la divisione della proda. Poi 'LTthmàn<br />

lo prepose a Bài) al-Abwàb e alla lotta contro i Turchi.<br />

Fu u


§8 125-128. ^2. a. H.<br />

32. a. H. M a h a s i 11 , 1, 99 :<br />

INECROLOGIO. - .-^ ' , , 1, -Tor^-?<br />

•Abd ai.rahmàn Onomci.sf. Arab., n. 7257;<br />

b Rabrah.j Tabari, I, 2666-2671, e cfr. Indice, pag. ii47.<br />

Nota 1. — Si hanno ambedue le versioni Dzù-1-Nur e Dzù-l-Nun: può dipendere da errori di<br />

gratis, o anche* da qualche raotivo più intimo riferentesi all'antico paganesimo, per cui una versione<br />

riesce islamicamente più innocua dell'altra.<br />

Abdallah b. Mas'ud.<br />

§ 126. — In questo anno (32. H.), secondo al-Wàqidi, cessò di vivere<br />

'Abdallah b. Mas'ud in Madìnali e venne sepolto nel cimitero di al-Baqi'.<br />

Da alcuni si dice che le preghiere sulla sua bara fossero pronunziate da<br />

'Amraàr (b. Yàsir), mentre altri affermano che ciò facesse il Califfo 'Uthmàn<br />

(Tabari, I, 2894).<br />

Cfr. Athir, m, 107.<br />

§ 127. — («) abu 'Abd al-rahmàu 'Abdallah b. Mas'ud b. Ghàfil b.<br />

Habib b. Samkh b. Fa-r b. Makhzùm b. Sàhilah b. Kàhil b. al-Hàrith b.<br />

Tamim h. Sa'd b. Hudzayl b. Mudrikah, che sarebbe "Amr b. Ilyàa b.<br />

Mudar.<br />

Mas'ud b. Ghàfil fu legato con 'Abd b. al-Hàrith b. Zuhrah al tempo<br />

della (jàhili^-yah.<br />

Madre di Mas'ud fu umm Abd bint 'Abd Wudd b. SaM'à b. Qurayiu<br />

b. Sàhilah b. Kàhil b. al-Hàrith b. Tamim b. Sa'd b. Hudzayl : la cui madre<br />

fu Hind bint 'Abd al-Hàrith b. Zuhrah b. Kilàb (Saad, HI, 1, pag. 106,<br />

liu. 15-20) [M.].<br />

(6) ('Affan h. Muslim, da Hammàd b. Salamah, da 'Asim b. abi-1-<br />

Nugùd, da Zin- b. Hubays, da 'Abdallah b. Mas'ud). Racconta come es-<br />

sendo giovanotto, mentre guardava certo bestiame di Uqbah b. ahi Mu'a5't,<br />

il Profeta e abù Bakr passarono fuggitivi, e chiesero del latte; e come il<br />

Profeta mungesse una capretta intatta dal maschio. 'Abdallah apprese dal<br />

Profeta settanta sii re (Saad, HI, 1, pag .106, lin. 22-pag. 107, lin. 5) [M.].<br />

§ 128. — (fl) (Muh. b.' 'limar, da Muli. b. Sàlih, da Yazid b. Rùmàn).<br />

'Abdallah fece professione di fede islamica avanti che il Profeta entrasse<br />

nel dar al-Arqam (Saad, HI, 1, pag. 107, lin. 5-7) [M.].<br />

(ft) (Muh. b. 'Ubaydah e al-Fadl b. Dukayn, da al-Mas'ùdi, da al-Qàsim<br />

b. 'Abd al-rahniàii l. Il primo che sparse il Quràn in Makkah dalla bocca<br />

del Profeta, fu 'Abdallah b. Mas'ud (Saad, III, 1, pag. 107, lin. 7-10)<br />

[M.].<br />

_<br />

(e) (abù Ma'sar e Muh. b. "Umar). 'Abdallah fece le due emigrazioni<br />

in Abissinia.<br />

658.


32. a. H. §§ 1-28-13I-»,<br />

Muli. b. Ishàq uou lo iioiniua nella prima emigrazione, ma solo nella 32. a. h.<br />

j ",o j' TTT i ./^- I- .oioiTiri [NECROLOGIO. -<br />

seconda (Saad, III. 1. pag. 10/, Im. 10-lój [M.]. Abdaiiahb.Mas-<br />

((/) (Muh. b. Eal/i'ah al-Kilàbi. da abu 'Umays, da al-Qàsim b. 'Abd '"«^-1<br />

al-rahmàn). Fu sorpreso nella terra di Abissinia a far qualcosa, e pagò<br />

due dinar (Saad, III, 1, pag. 107, lin. 13-15) [M.].<br />

(e) (Muh. b. 'Umar, da Musa b. Ya'qùb, da Muli. b. Ga'far b. al-Zubayr).<br />

Quando Abdallah giunse a Madinah da Makkali, abitò presso Mu'àdz b.<br />


§s 130-138. 32. a. H.<br />

32. a. H. i,i\ (Waki' b. al-Ùanàli e 'Ubaydallah b. Musa, da al-Ma.s'udi, da Abd<br />

•<br />

INECROLOGIO. -<br />

.<br />

da abu-1-Malih). Egli nascondeva il Profeta allorché<br />

Abdaiiahb. Mas- al-malik b. ' Cmayr,<br />

'"**•)<br />

si lavava, e lo custodiva mentre dormiva, e lo accompagnava, quand'egli<br />

andava in luoghi deserti (Saad, Hi, 1, 108. lin. 14-17) [M.].<br />

Nota 1. — Il senso uon è chiaro; sawàd significa effetti personali: mentre sirr (segreto) allude<br />

u qualche cosa di più intimo, quasiché il y^àhib al - sa w ad wa-l-wisàd potesse esaere testimonio<br />

di atti molto intimi e delicati della vita quotidiana del Profeta, sodisfazione di bisogni corporali, nudità,<br />

lavaggi ìntimi, e via discorrendo. L'espressione deve essere tecnica, di origine molto antica e non chiara<br />

allo stesso ibn Sa'd, il quale ha sentito la necessità di aggiungere delle glosse, non sappiamo fino a<br />

quftl punto esatte e corrispomlenti a verità icfr. § 141).<br />

§ 131. — (a) (Ubaydallali b. Musa, da Isrà il, da abù I.shàq, da al-<br />

Hàrith, da Ali). Disse il Profeta: « Se io (potessi) eleggere qualcuno indi-<br />

« pendentemente dell'assemblea dei fedeli, io eleggerei ibn umm 'Abd »<br />

(Saad, III, 1, pag. 109, lin. 4-6) [M.].<br />

(6) (abù Mu'àwiyah al-Darir, da al-A'mas, da Ibràhim, da 'Alqamali).<br />

'Abdallah somigliava all'Inviato nella .sua condotta (fi hadyihi wa<br />


32. a. H. §§ 133-135.<br />

Mas'fid, e come et^li approvò chi Io lodava straordinariamente, e trovava 32. a. H.<br />

„ . , , n •. -, , TTT ^ , r- i-.r 1 [NECROLOGIO. -<br />

msutnciente la lode più esagerata (baad, III, 1, pag. 110, lin. 13-19) [M.|. Abdaiiahb. Ma»-<br />

(6) (al-Fadl b. Dukayn e Yahya b. 'Abbàd, da al-^fas ùdi, da Muslim '". Mina, da Nufay'<br />

mawia di 'AÌKlallah ì. Era fia i più generosi: biaind. fui i più protìiniati<br />

(Saad, III, 1. pag. Ili, lin. 18-21) [M.].<br />

(«) (Muh. b. 'Abdallah al-Asadi, da Mis'ar, da Muli. I). (iuhàdair, da<br />

Talhah). Si ricono.sceva la notte, dai suoi profumi (Saad, III. 1, pag. Ili,<br />

lin, 21-23) (M).<br />

§ 135. — («j (Muh. b, L'mar, da Abdallah I.. (ia tar. da Ai.d alrahman<br />

b. Mnh. b. Abfl al-Qàri, da Tbaydallali b. 'AlKlallah b. 'Utbalij.<br />

'Abtiallah era piccolo, molto bruno; v il hu«> pelo non nint.". . ..lon- i ,.ti gli<br />

anni (Saad. Ili, 1. pag. 111, lin. 23-25i fM.l.<br />

.Vii. 71


,„ECROLoS,0. -<br />

Abdallahb. Mas<br />

Od<br />

§^ 1:15-1H".<br />

,,^,,<br />

32. a. H.<br />

(6) (Wakl- b. al-àarrah, da Sufvan, da abu Ishàq, da Hubayrah b<br />

*<br />

^.^bdallah alzava i capelli «.Uè oreccWe, come »e fossero stat,<br />

"'°'r aggiunge: Vuol di.-e che non lanciava le ciocche staccat,-<br />

f


32. a. H. 137, lo8.<br />

b. 'Abdallah b. Mas'ud). Egli disse che lo seppellis-sero presso la tomba di 32. a. h.<br />

•Uthmàu b. MazTm (Saad, UT, 1, pag. 113, lin. 2-5) [M.J. ''^Abdliiahb.Mas<br />

(6) (Muh. b. 'Umar, da 'Abdallah b. Ga't'ar al-Zuhri, da 'Abd al-iahmàii "^.j<br />

b. Muh. b. 'Abd al-Qàri, da 'Ubaydallah b. 'Abdallah b. Ut bah). Morì a<br />

Madiuah, e fu sepolto nel Baqì', il 32. IT. (Saad, ITI, 1, pag. 113, lin. 5-8)<br />

[M.].<br />

{e) (Muli. b. 'Umar, da Abd al-hamid b. 'Imràn al-'Igli, da 'Awn b.<br />

'Abdallah b. 'Utbah). Morì a poco più di sessant'anni. Pregò su di lui<br />

'Ammàr b. Yàsir; secondo altri fu Utjimàu b. 'Aflfàn; e l'uno e l'altro<br />

s'eran chiesto reciprocamente perdono prima della morte di 'Abdallali.<br />

Noi però pensiamo più giusto che 'Uthmàn pregasse.<br />

'Abdallah tramandò [tradizioni] da abù Bakr e 'Umar (Saad, TU, 1,<br />

pag. 113, lin. 10-14) [M.].<br />

{d\ ('Amr b. 'Asini al-Kilàbi, da TTaramàm b. Qatàdah). Fu sepolto<br />

di notte (') (Saad, TIT, 1, pag. 113, lin. 14-15) [M].<br />

Nota 1. — Questa era l'usanza comune di quel tempo.<br />

§ 138, — (a) (Muh. b. Umar, da ibn abi Habibah, da Dàwùd b. al-<br />

llusayn, da Tha'labah b. abi Màlik). Andai alla tomba di Mas'ùd, il giorno<br />

dopo ch'egli era stato sepolto, e la trovai inaffiata (Saad, ITI, 1, pag. 113,<br />

lin. 15-17) [M.].<br />

(6) (Wahb b. Garìi-, da Su'bah, da abù Tshàq, da abù-1-Ahwas). Vidi<br />

abù Musa e abù Mas'ùd quando morì Abdallah b. Mas'ùd, o uno disse<br />

all'altro: «Credi tu che ne lasci un altro a lui simile?». E l'altro as.se-<br />

verò di no [la formula u.sata ne è oscurissima] (Saad, TTT, 1, j)ag. 113,<br />

lin. 17-21) [M.].<br />

(e) (Muh. b. 'Umar, da Mansùr b. abi-l-As\vad, da Idris b. Yazid, da<br />

'Asini b. Bahdalah, da Zirr b. Hubays). I^as( io 00,000 di ih a ni (Saad.<br />

Ili, 1, pag. 113, lin. 21-23) [M.].<br />

(rf) (Yazid b. Hàrùn, da Ismà'il b. abi Khàlid, da Qays b. abi Hiizimj.<br />

al-Zubayr b. al-'Awwàm andò da 'Uthniàn, dopo morto 'Abdallab b. Masùd,<br />

e disse: «Dammi Tata di Abdallah, giacché la famiglia di 'Abdallali<br />

« ne è più degna che la bayt ai-mal ». Gli diede 15,()00 dirli ani<br />

(Saad, ITT. 1. pag. 113, lin. 23-27) [M.].<br />

(e) ('al-Fadl b. Dukayn, da Hafs b. Obiyàtji,


§S 13'J, 111» ^^' ^' "•<br />

32. a. H.<br />

(NECROLOGIO. -<br />

•Abd.iiahb.Mas- ''<br />

^<br />

t"'t«-<br />

,<br />

lo<br />

i" campagne col<br />

i, x- i.<br />

Profeta.<br />

§ 139. — lihn Qutavbah). Fn a P.adr e alla bay'ah al-iidwan e<br />

ùd.] P^i .sul qadà fli al-Kùfah • al bayt ai-mal per ['mar e una parte<br />

del calitt'ato di Uthmàii.<br />

p]ra<br />

i bassi.<br />

.'*ì piccolo, che era ugualmente alto seduto o in piedi; era tra<br />

Suoi figli :<br />

'Abd al-rahman b. Abdallah,<br />

'Utbah b. 'Abdallah,<br />

abu Tbaydah b. 'Abdallah (Qutaybah, 128-129, 289) [M.].<br />

§ 140. — (al-Dzahabi). Della madre di lui si dice che fu 'adalathu<br />

aydan [fu pari a lui in nobiltà?].<br />

Ebbe la kunyah abù 'Abd al-rahman prima d'aver figli.<br />

(al-Zuhri, da 'Ubaydallal\ b. 'Abdallah). ibn Mas'ùd, come Zayd, tra-<br />

scrisse i masàhif, e disse: «O Musulmani, mi tolgono [l'ufficio] Tli tra-<br />

« scrivere il Qur'àn, e se ne incarica un uomo che non sarò io. Per Dio,<br />

« io ho fatto professione quand'egli era ancora nelle reni di suo padre.<br />

« Kùfiti, nascondete i sacri testi che avete con voi, e legateli ». Ed egli<br />

disse ciò perchè 'Uthmàn aveva affidato la redazione del Qm"àn a Zayd<br />

b. Thàbit, e cercava gli altri esemplari dei Compagni per distruggerli<br />

(cfi'. 30. a. H., §§ 178 e segg.) (letteralmente: lavarli e bruciarli) e ciò<br />

fece per dare un testo unico a tutti i Musulmani.<br />

(abù Wà'il). Or ibn Mas'ùd fece una l


§ 141. — abu 'Abd al-rahman 'Abdallah b. Mas'ud h. Ghàfil b. Habib 32 » «•<br />

b. JSainh b. Far b. Maldizuiu b. Sàliilah b. Kàhil b. al-Hàrith b. Tamim b. -Abdliiahb.Mas^<br />

Sa'd b. Hudzayl al-Hudzali al-KuH, halif dei bauu Zuhrah. Sua madre era '"«^l<br />

umm 'Abd. figlia di 'Abd Wudd b. Savva, anch'essa dei ITiidzayl. Essa fece<br />

professione ed emigrò; sicché egli è Compagno figlio di Compagna: 'Abdallali<br />

fece professione sin dai primi tt?mpi, con Sa'id b. Zayd, prima di 'Umar.<br />

(al-Tabaràni). Si vide il sesto di sei, quando all' infuori di quei sei<br />

non erano sulla terra altri m u s 1 i m .<br />

Fu col Profeta a Badr. a Uhnd, alla Trincea, alla bay ah al-Ridwàn<br />

e alle altre spedizioni. Fu al Yarmuk. Finì abu (iahl il dì di Badr.<br />

Ebbe dal Profeta assicurato il paradiso. Teneva le scarpe del Profeta,<br />

e glie le calzava quando si alzava. E quando se le toglieva per sedere,<br />

ibn Mas'ud le poneva sul braccio. Aveva col Profeta molta intimità e gli<br />

rendeva servigi.<br />

Il Profeta mi disse (in bocca ad 'Abdallah b. Mas'ud) :<br />

« Io ti per-<br />

« metto di sollevare il velo (della mia intimità famigliare) e di udire il<br />

«mio siwàd i=i miei segreti ?j, fino a che io non te lo vieti».<br />

Ed era chiamato salii b al -siwàd \va-l-sa\vàk ' wa -1-na 1 (= cu-<br />

stode dei bagagli e degli effetti personali del Profeta) {cfr. § ISO e nota 1).<br />

Tramandò 848 tradizioni. al-Bukhàri e Muslim ne accettan d'accordo 64.<br />

al-Bulvhàri poi ne accetta per suo conto 21, e Muslim 35.<br />

Abitò in al-Kùfah sulla fine della sua vita, e morì il 32. o 33. H.<br />

Secondo alcuni tornò a Madlnah.<br />

Tutti .sono d'accordo nel dire che mori a poco più di ses.sant'anni.<br />

Or quelli dir' dicono cssci- (;gli morto in Madiuali. lo dicono .sepolto<br />

in al-Baqi'.<br />

(Da al-Bukhàriì. Il più \i(ino al Profeta fu ibn umm Al)d.<br />

(Dai Sa li ih). Disse il Profeta: «Tenete T'ahd di ibn umm 'Al)d ».<br />

'Umar lo mandò ad al-Kùfah, e scrisse a quelli: « Io vi mando 'Animar<br />

* come a m ì r, e 'Abdallah b. Mas'ud come maestro m u 'a 1 1 i m e w a z i r, ecc.<br />

< Io vi ho preferiti a me, mandandovi Abdallah ».<br />

Umar disse di lui: « È un satchetto fkunayf) jiieno di scienza».<br />

abu-l-Dardà dire «•he, lui inortgni notte Ja sùrah al-<br />

non.


§§ 141.143. 32. a. H.<br />

32. a. H. . wàqi'ah. Ilo udito infatti dal Profeta che thi leggerà quella sùrah<br />

NECROLOGIO. -<br />

• • •<br />

^j. i- t v<br />

•Abdaiiahb.Mas. *


32. a. H. § i4b.<br />

Profeta che una sola volta, che dovevo sellare fun camelol per conto del- ^^- ^ ^<br />

l'Inviato. Venne uno dei Tà'if e dissi:<br />

^<br />

«Questo è<br />

.<br />

più adatto<br />

.<br />

di me».<br />

(NECROLOGIO. -<br />

Abdaiiahb.Mas<br />

Domandò quale sella amasse il Profeta. Ed io risposi : « La tàifita, mak- '"«^l<br />

« kana ». Egli la mise su. Il Profeta domandò chi avesse posto la sella.<br />

E .saputo essere stato il tà'ifita, diede ordine che 'Abdallah lo facesse.<br />

E tornai a sellarlo (Qutaybah 'Uj'ùn, 420 [cfi-. anche pag. 194]).<br />

Uno gli chiese come s'avesse da contenere con un vicino usuraio, a<br />

cui era costretto di ricorrere quando aveva bisogno. Egli rispose: « Mangia<br />

« pure che a te farà buon prò. e la colpa sarà la sua » (Qutaybah<br />

•Uyùn, 373) [M.].<br />

Cfi-. Yàqùt, II, 596: la sua tomba era, secondo alcuni, nella parte<br />

orientale di Dama.sco (IV, 465).<br />

Cfi-. anche Abulfeda, I, 266-268;<br />

Aghàni, 1. 31: IV, 30, 178; VIII, 92: XIV, 16;<br />

A kh b a r a 1 - D u \v a 1 , 125 ;<br />

Athir, Indire, pag. 388;<br />

Balàdzuri, 87, 94, 269, ecc.: cfr. Indice, pag. 489;<br />

Bukhàri, II, 445, Un. 13-446, lin. 11;<br />

Bukhàri, vers. frane, TI. 623-G24;<br />

Bukhàri Tarikh, 33;<br />

Gauss in de Pe ree vai, I, 385, 386, 389; II, 64, 350;<br />

Durayd, 109;<br />

Dzahabi Tadzhib, MS. Berlin Sprenger, 272, fol. 100,v. ;<br />

TV. a h a b i T a dz k i r a li , I, 12-15, n. 5 ;<br />

Dzahabi Tagrid, T, 359, n. 3454;<br />

Faqih, 57,'l65, 171, .ilS;<br />

Fihrist, 26, 154;<br />

óàwzi, MS. Cu.stantin., I, fol. 92,v.-93,v. ;<br />

Goldziher, Mah. Stud., TI, 4, 24;<br />

llagar, IT. 890-893, n. 9322;<br />

TTagar Tah«izil). VI, 27-28;<br />

H a g a r T a q r il) , 112 (col. i-ii) ;<br />

II àgi, II, 332, 335; TU, .39:<br />

TIanira


§ 148. 32. 3.. H.<br />

32- •• H. al -Isti 'al), 370-373, n. 1536;<br />

•Abdaiiahb.Mas a 1 - K a s 11 f ai-Ma hjub, ed. Nicholsou [E. J. W. Gibb Memoria!,<br />

"d-J voi. XVII], 81;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 93,r.-93,v.;<br />

Khaldun Proleg., II, 162 e nota, 176;<br />

Khallikàn, ed. Wtìst, u. 260;<br />

Khamis, II, 287, liii. 23-29;<br />

Khulàsah, 214;<br />

Kremer Cult mg., I, 483;<br />

L a m m e n s M o ' a w i a , 230 ;<br />

Mahàsin, I, 100, lin. 2-8: cfi-. Indice, pag. 665;<br />

Maqqari, ed. Doz}', II, 168, 159;<br />

Mas ùdi, IV, 266, 265, 279; V, 330, 331, 375;<br />

Mubarrad, 173, lin. 17; 225, lin. 20; 409, lin. 8; 583, lin. 8; 663.<br />

lin. 11; 670, lin. 13;<br />

M u i r M a li o m e t , cfi'. Indice, pag. 341 ;<br />

Muqaddasi, 116, 127, 143, 323, 403;<br />

Muslim, II, 251-252;<br />

Nicholson, Litt. Hist. of Arabs, 362;<br />

Onomasticon Arab., n. 7881 ;<br />

Qaysaràni Gram', 238;<br />

Q u t a 3' b a li A d a b , 1 61 ;<br />

Qutaybah 'Uyùn, 194, lin. 7-16; 317, lin. 10-12; 363, lin. 15-17;<br />

372, lin. 2-6; 373, lin. 6-10;<br />

Ru stali, 77, 209, 222, 226;<br />

Saad, VI, 7, lin. 16-23;<br />

Sa fa di Wàfi. MS. Paris, 2066, fol. 102,r.-102,v.;<br />

Sprenger, Leb. Muli., I, 392 e nota, 415, 427, ecc.: cfi*. Indice, pag. 572;<br />

Suyuti Kanz, VI, 180-181, 192 (n. 3208), 193 (nn. 3310, 3311);<br />

• VII, 54-56;<br />

T a b a r i , Indice ;<br />

Tabari Zotenberg, III, 576, 676;<br />

Ta^ribirdi, MS. Paris, 1551, I, fol. 3,v.-4,r. ;<br />

Tanbìh, 237, 269, 294;<br />

Wardi, I, 152;<br />

Weil Chalif., I, 168-169;<br />

Ya'qùbi Buldàn, 310;<br />

Yàqùt, II, 596; IV, 465 (v. Indice);<br />

Yùsuf, 46, lin. 22-23.<br />

568.


32. £1. H« § 144.<br />

§ 144. — Ad Abdallah b. Ma.sùd i genealogi attiibniscono uii'ori'^ine ^^- ^- ^<br />

,.,,.„,, , iT . -, , .• „ . . NECROLOGIO. -<br />

abbastanza nobik-. dai Hudzayl, una delle tnbu vaganti nelle vicinanze Abdaiiahb. Mas-<br />

dei Higàz e non lontano da Makkah. Dal nomi' poro della madre, dal '"«'•]<br />

nome anche con il quale era famiglianuente conosciuto, ibn unim 'Abd<br />

ossia il figlio della madre dello schiavo, infine anche dalla posizione che<br />

ibn MasTid tenne presso il Profeta, si ha la certezza ohe egli fosse di ori-<br />

gine servile ed assai modesta. Non v'è dubbio che egli fosse addetto alla<br />

persona del Profeta e gli prestasse i più umili servigi, portandogli la roba<br />

personale e curando il suo bagaglio durante le spedizioni. Addetto à questi<br />

servigi non ebbe occasione ili accumulare una grande fortuna e sebbene<br />

acquistas.se una certa agiatezza, o si dilettasse di profumi ('seguend


§§ 1 14 147. 32. a. H.<br />

32. a. H. Q il f5Qo sangue non qurasita. Fu uomo però onesto e corretto ammini-<br />

•Abdaiiahb.Mas f


32. a. H. 147-1Ì9.<br />

(d) (Musa b. Ismà'il, da Abàu b. Yazid al-'Attàr, da Yahya b. abì<br />

Kathir, da abù iSalamali, da Mah. b. 'Abdallah b. Zaydj. 'Abdallah assistè<br />

il Profeta nel m i u li a r , ed era con lui uno degli Ansar. Il Profeta divise<br />

allora delle d ahà \ a, ma non ne toccò né a lui né al suo compagno. Il Pro-<br />

feta quindi rase la sua testa nella sua veste e distribuì i capelli, poi<br />

distribuì le unghie (Saad, III, 2, pag. 87, lin. 17-23) [M.].<br />

(e) (Muh. b. Umar, da Kathir b. Zayd, da al-Muttalib b. 'Abdallah<br />

b. Hantab, da Muh. b. 'Abdallah b. Zayd). Morì a Madinah, il 32. H., a<br />

64 anni. E pregò su di lui 'Uthmàn (Saad, IH, 2, pag. 87, lin. 23-26) [M.].<br />

Cfi'. anche :<br />

Athir Usd, III, 166-167;<br />

Caussin de Perceval, III, 33;<br />

Dzahabi Tagrid, I, 335, n. 3206;<br />

Hagar, II, 763, n. 9056 (f 63. a. H.) ;<br />

Hagar Tahdzib, V, 223, n. 385;<br />

Hagar Taqrib, 102 (col. m) [?];<br />

Hisàm, 308, 312, 347, 496, 966;<br />

al-Isti'àb, 368, n. 1524;<br />

Khulàsah, 198;<br />

Sprenger, Leb. Muh., III, 53, 451;<br />

labari, lU, 2539;<br />

Tanbih, 237.<br />

Abdallah b. Zayd b. Tha labah.<br />

§ 148. — 'Abdallah b. Zayd b. Thalabah b. 'Abdallah b. Tha'labah<br />

b. Zayd b. al-Hàrith al-Ansàri, Compagno del Profeta, fu colui the sug-<br />

gerì, per un sogno avuto, il rito dell'adzàu o chiamato alla preghiera<br />

mercè l'u-so dulia voce umana (cfi-. 1. a. II. § 54). Presente all' 'Aqabah e<br />

a Badr, pare che abbia trasmesso una sola tradizione del Profeta. Morì<br />

nel 32 H. in età di 64 anni. Alcuni lo dicono ucciso alla liattaglia di Uhud<br />

(Hagar, II, 761-763, n. 9054j.<br />

È evidente che egli è confuso con il precedente, pei- la somiglianza<br />

di nome.<br />

Alqamah b. Qays.<br />

§ 149. — Alqamah b. Qays b. Abdallah b. Alqamah al>ù .Sil.l al-<br />

Nakha'i al-faqih, nato ai tempi del Profeta, trasmise varie tradizioni. Se-<br />

condo alcuni morì ucciso nel disastro di Ualangar, ma le notizie più sicuro<br />

pongono la sua morte nel 02. o 63. o 65. o 73. a. il. Si vuole che facesse<br />

671.<br />

32. a. H.<br />

[NECROLOGIO, ti<br />

Abdallah b. Zayd<br />

b. 'Abd rabblhi.j


4NECROLOGIO. - '.<br />

§s iw-ifti. 32. a. H.<br />

32. a. H. parte delle spedizioni nel Rhurasàn e passò due anni in Khuwàrizm: poi<br />

."....<br />

,^ ...<br />

''^'<br />

•Al q a mah b. «ndò a stabilire m Marw.<br />

Qays.) Gir. Atliir. Ili, 103, 105, 108, 254, 255; IV, 86, .S18;<br />

Dzahabi Tagrid, I, 423, n. 4141;<br />

Magar. III, 218, u. 573;<br />

Hagar Tahdzib, VII, 276-278 (t 61. a. H.)[?];<br />

Hagar Taqrib, 147 (col. m) [?] ;<br />

Khulàsah, 271 ;<br />

Rustah, 222:<br />

Saad, VI, 57, lin. 20-62, Un. 16;<br />

T abari, I, 2891-2893, ecc.: cfr. Indice, pag. 393.<br />

Amr b. Utbah.<br />

§ 150. — 'Alar b. 'Utbah b. Farqad al-Sulami al-Kùfi, tradizionista.<br />

Cfr. Atjiir, III, 103, 105 (f Balangar, 32. a. H.) :<br />

Dzahabi Tadzhib. MS. Sprenger, 272, fol. 325,r.;<br />

G-aAvzi, MS. Costantin., I, fol. 76,r.-77,v. (f 25. a. H.);<br />

Gawzi Safwah. MS. Paris, 2031, foli. 63,v-66,r. ;<br />

Hagar Tahdzib, Vili, 75-76, n. 110, dice che mori a Tustar, re-<br />

' gnante Uthmàn ;<br />

Hagar Taqrib, 169 (col. iv) :<br />

Hamadzàni. 167 (t Balangar, 32. a, H.) ;<br />

'Iqd, I. 6, 175. 277; IL 49, 50, ecc.;<br />

Khulàsah, 291;<br />

Saad,IV, 143. lin. 20-144, lin. 11;<br />

Tabari, I, 2891-2893, 2897 (f Balangar, 32. a. H.) ;<br />

Yaqùt, I, 173.<br />

al-Aqra b. Hàbis.<br />

§ 151. — al-Aqra' b. Hàbis b. 'Uqàl b. Muhammad b. Sufyàn al-Tamimi<br />

al-Mugàsi'i al-Dàrimi, venne come ambasciatore presso Maometto, ab-<br />

bracciò l'Islam, seguì il Profeta nella spedizione per la conquista di<br />

Makkah e combattè a Hunayii e a Tàif.<br />

Egli era già noto per la sua saggezza tiuando era pagano e fu più<br />

tardi uno dei mu'allafah qulubulium, o makkani che vendettero la<br />

loro adesione all' Isiàm.<br />

Durtinte la grande ribellione dell'anno 11. H. combattè sotto gli ordini<br />

di Khàlid 1). al-Walid nella Yamàmah; si trovò con Surahbil b. Hasanah a<br />

57-2.


32. a. H. §§ 151-154.<br />

32. a. Duinali al-(jrandal H.<br />

: combatte pure iiell Iiàq contro i Persiani sotto ivhàliil<br />

'~'<br />

. .T^ . , .. 11 1- . 7<br />

[NECROLOGIO. -<br />

b. al- \\ ahd e tu presente alla presa di Anbar. ai-Aqra b. Ha-<br />

Fu detto « al-Aqra' » per una grossa natta (qar') che aveva sul capo.<br />

In seguito 'Addallah b. 'Amir, governatore di al-Basrali, gli diede il<br />

comando d'un esercito e lo mandò nel Khuràsàn. Egli perì con tutti i<br />

suoi durante la spedizione di (.Tuzgàu.<br />

Questo avvenne mentre regnava il Calitfo 'LTthimàn (nell'anno iiO. H.:<br />

(Hagar, I, 112-114. n. 228).<br />

cfr. ;30. a. H.. §i? 60-tJ4, i<br />

§ 152. — al-Aqra' b. Hàbis al-Tamimi al-Mugàsi'i, uno degli almuallafab<br />

qulubuhum, uno degli al-a.sràf. A lui ed a Uyaynaii<br />

b. Badr il Califfo abù Bakr concesse feudi (aqta), di cui però 'limarli<br />

privò, distruggendo lo scritto preparato da abù Bakr per i due concessio-<br />

nari. Egli era uno dei maggiorenti principali della sua tribù. Segui Khàlid<br />

b. al-Walid nella .sua campagna nell' Iraq.<br />

Si dice da alcuni che Abdallali b. Àmir io abbia messo alla testa di<br />

quell'esercito che mandò nel Khuràsàn, e che al-Aqra' perisse nel (iurgàu<br />

con tutti i suoi. Questo avvenne nel califfato di 'Uthmàn.<br />

ibn Durayd dice che il suo vero nome fosse Firàs b. Hàbis b. 'Aqqàl<br />

(":' 'Iqàlj : il cognome al-Aqra' gli venne dalla natta (qar'j.<br />

Ctr. Dzahabi Paris, I, fol. 145,v., il quale però lo mette tra quelli<br />

che morirono durante il califfato di 'Umar.<br />

§ 153, — al-Aqra' Ij. Hàbis b. Iqàl b. Muhammad b. Sufyàn 1). Mugàsi'i<br />

b. iJàrim b. Màlik b. Hanzalali b. Màlik b. Za3d Manali b. Tamim,<br />

al-Tamimi. Partecipò alla prosa di Makkali. a Hunayii e all'assedio di<br />

Tàif col Profeta.<br />

Con Khàlid b. al-Walid fu alla conquista dell' Iraq e di al-AnIjàr, al-<br />

l'avanguardia di Khàlid.<br />

Secondo ibn Durayd il suo nome era Firà*. ibn Hagar (Hagar, III,<br />

398-B99. 11. 1081 1<br />

invece<br />

fa di Firà.s b. Hàbis al-Tamiini un fratello di al-Aqra .<br />

Fu persona nobile isarif) sotto la (iahiliyyah e sotto l'J.slàm.<br />

Abdallah b. 'Amir lo prejx).se a


§§ 154, 165. 32. a. H.<br />

32. a. H. Tamim tessuto in prosa rimata da uno di loro stessi; (al-Aqra' vi ha parte)<br />

«i-Aqra* b. Ha- ® come il Profeta incaricasse di ribatterlo Thàbit b. Qays b. Sammàs al-<br />

bis.j Ansàri. Dopo i versi di Hassàn b. Thàbit di risposta a un tamimita, al-Aqra'<br />

prese la parola in versi. Gli rispose Hassàn, e seguitò la lotta a parole,<br />

a cui anche il Profeta intervenne. al-Aqra' alla fine riconobbe la maggiore<br />

abilità del kh a t i b e del s à '<br />

i r musulmano, e fece la professione. E il Pro-<br />

feta lo assicurò che il passato sarebbe stato dimenticato {cfr. O.a. H.,§§ 4-5).<br />

Una tradizione, che fa capo ad abù Hurayrah, racconta come al-Aqra'<br />

b. Hàbis, vedendo il Profeta che baciava al-Hasan o al-Husayn, disse : « Io<br />

« ho dieci tìgli e non ne ho baciato nessuno » . Ma il Profeta avrebbe risposto :<br />

«Chi non sente pietà, non ne otterrà» (Athir Usd, I, 107-110) [M.j.<br />

Cfr. anche Aghàni, IV, 8-9; X, 97; XIII, 67-68;<br />

<strong>Annali</strong>, voli. I e II, III-V [Indice);<br />

Athir, I, 438, 449, ecc.: Indice, pag. 161;<br />

Balàdzuri, 66, 407 ;<br />

Duraj^d, 146;<br />

Dustur, MS. Beri. Wetzstein 2, n. 348, fol. 12,r.;<br />

Dzahabi Tagrìd, I, 27, n. 221;<br />

Gàhiz Bayàn, I. 113, 122;<br />

Hamàsah, 370;<br />

Hanbal Musnad, III, 488; VI, 393 e segg. ;<br />

Hariri, vers. Chenery-Steingass, I, 52;<br />

Hisàm, 49, 877, 881, 883, 933, 983, 988;<br />

'Iqd, I, 104, 194; II. 61;<br />

al-Isti ab, 45, n. 98;<br />

Khallikàn, vers. De Slane, III, 613, 626;<br />

Mubarrad, 78, lin. 16; 129, Un. 15; 646, lin. 9;<br />

Muir Mahomet, IV, 162, 172, 173;<br />

Qutaybah Poèsis, 266, 290, 470;<br />

Rustah, 217, 221;<br />

Sprenger, Leb. Muli., I, 274; III, 312, 334 e nota, 336, 366, 368,<br />

370 e nota, 380;<br />

Tabari, I, 1630, 1676, 1677, 1680-1683, ecc.: cfr. Indice, pag. 48;<br />

Yàqùt. II, 149; III, 122.<br />

Aws b. [abì] Aws.<br />

§ 155. — Aws b. Aws al-Thaqafi, secondo molti al-Xaggàri, trasmise<br />

molte tradizioni autentiche raccolte dai quattro grandi tradizionisti : egli<br />

è annoverato fra gli al-Sàmiy y un o Compagni della scuola siria. Alcuni<br />

574.


32. a. H. §§ 155-157.<br />

erroneamente affermano che egli sia la stessa persona di Aws b. abi Aws 32. a. h.<br />

1 mi n /TT ' T icn o«n\ (NECROLOGIO. •<br />

al Thaqafi (Hagar. I, pag. 160. n. 312). Aws b. [ab, i Aws.)<br />

Fece parte dell'ambasceria dei Thaqif al Profeta. Ci sono molte que-<br />

stioni sulla sua uisbali (Athir Usd, I, 139) [M.].<br />

Cfi-. anche Dzahabi Tadzhib, MS. Beri. Sprenger 271. t'ol. 5tì.v. ;<br />

Dz a li abi Tagrid, I, 35, n. 302;<br />

Hagar, I, 157, n. 313, lo distingue da Aws b. Aws e da Aws 1). abi<br />

Aws [Hudzaytah];<br />

Hagar Tahdzib, I, 381, n. 697:<br />

Hagar Taqrib, 20 (col. i) ;<br />

Hanbal Musnad, TV, 104;<br />

Hariri Maqàmàt, ed. De Sacy (2* ed.), 341:<br />

al-Istì'àb, 38, n. 61 :<br />

Kh u 1 à s a li , 41 ;<br />

Nawawi, 168, lin. 5-14:<br />

Sa ad, V, 375, lin. 1-17:<br />

Yàqut, II, 295, 763.<br />

Aws b. al-Sàmit al-Ansari.<br />

§ 156. — Aws b. al-Sàmit b. Qays b. Asram b. Fihr b. Tha'lahah b.<br />

Ghanni b. 'Umayr b. 'Amr b. 'Awf b. al-Khazrag al-Ansàri al-Khazragi;<br />

fratello di 'Ubàdali b. al-Sàmit. Fu a Badr e a tutte le campagne col<br />

Profeta. Ripudiò la moglie. Secondo ibn 'Abbàs, tu quello il primo divorzio<br />

che si ebbe nell'Isiàm. Era poeta. Abitò in Geru.salemme, .secondo -altri,<br />

in al-Ramlali.<br />

Mori in al-Ramlah nel 32. n nel 34. TI., .i 72 o 85 anni (Nawawi,<br />

168-1691 [M.].<br />

§ 157. — (riì Aws l>. al-Sàmit b. Qays 1). Asram b. F'ilir b. 'rha'labali<br />

b. (jiiaiim. Sua madre fu Qurrah al-'Ayn bint Ubàdali b. Nadlali 1>. Màlik<br />

b. al-'Aglàn. Suo figlio fu al-Rabi', da Khawlah bint Tha'labah b. Asram<br />

b. Fihr b. Tha'lal)ah b. Qhanm li. 'Awf E.s.sa 'è la mugàdilah (discuci-<br />

trice) per cui fu rivelato il Quràu, LVIII, 1.<br />

Il Profeta lo uni in fratellanza con Marthad b. abi Marthad al-fJhanawi.<br />

Fu a Badr, a Uhud. alla Trincea, ecc..<br />

Sopravvi.s.sc' al Profeta qualche tempo,<br />

ad Uthraàn CSaad, III, 2, pag. 94. lin. 20-22) [M.|.<br />

i' alcuni liiroiiD iIh- visse (ino<br />

(h) fMuh. b. Umar, da Abd al-haraid b. Imnin b. abi Ana.s, dal<br />

padre). Fu il primo a divorziare nell' Isiàm. Kra un jk»' .strainl^j' fwakàn a<br />

fi hi lamam), ma «jualche volta tornava in sé. Una voltasi bisticciò con<br />

675.


§§ 157-159. 32. a. H.<br />

32. a. H. la m()tj;lie sua, Khawlah biiit Tha'labah e le disse: «Tu mi sei come la<br />

''*'Aws''b''ai°simit<br />

* sfliieiia di mia madie » {cf'r. 6. a. H., § GO). Ma poi si pentì, credendo illecito<br />

ai-Ansàrl.] di unirsi a lei dopo tale dichiarazione. Essa disse di no, andò dal Profeta, pro-<br />

testò davanti a Dio che non voleva restar sola. Mosse tutti a compassione,<br />

e il Profeta rivelò LVITT, 1. Maometto ordinò poi di pagare un'ammenda, che<br />

di commutazione in commutazione si ridusse alfine ad un'elemosina di dat-<br />

teri a .sessanta poveri (Saad. Ili, 2, pag. 94, lin. 22-pag. 96, lin. 9) [M.].<br />

§ 158. — Egli fu quegli che divorziò con la formola « tu mi sei come<br />

« il dorso di mia madre (z ah ara min) », e si riunì di nuovo con lei prima<br />

d'aver fatto ammenda. Il Profeta gli ordinò di distribuire a sessanta po-<br />

veri 15 sa' d'orzo (Athìr Usd', I, 146-147) [M.].<br />

Cfr. anche <strong>Annali</strong>, I, 740 (6. a. H., § 60);<br />

'Ayni, I, 391 (?);<br />

Dzahabi Tadzhib, MS. Beri. Sprenger 271. fol. 66, v. ;<br />

Dzahabi Tagrìd, I, 38, n. 323;<br />

Hagar, I, 168-170, n. 338;<br />

Hagar Tahdzib, I, 383, n. 700;<br />

Hagar Taqrìb, 20 (col. i) :<br />

al-Isti'àb, 37, n. 54;<br />

Kathir Bidayah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 121,v. (f nel<br />

36. a. H.);<br />

Khu làsah ,<br />

41 ;<br />

Qutaybah, 131.<br />

Sam'àni, fol. 434, v.<br />

abu-1-Dardà al-Ansari.<br />

§ 159. — («) abù-1-Dardà al-Ansàri, Compagno del Profeta, combattè<br />

a Badr e mori o nell'anno 31., o nel 32., o nel 36. H. (Athir. Ili, 102, 161).<br />

(h) abù-1-Dardà 'Uwaymir, o 'Amir, b. Zayd h. Qays b. 'Aisah b.<br />

Umayyah b. Malik b. 'Amir b. 'Adi b. Ka'b b. al-Khazrag b. al-Hàrith<br />

b. al-Khazrag al-Ansàri.<br />

Gli si riferiscono 179 hadith.<br />

al-Bukhàri e Muslim ne accettan d'accordo due ;<br />

conto tre, Muslim otto, ecc.<br />

Suo figlio fu Bilàl, che ebbe da umm al-Dardà al-Sughra :<br />

altri figli da lei.<br />

e al-Bukhàri per suo<br />

ebbe<br />

anche<br />

Era f a q i h , saggio, asceta : prese parte alle campagne del Profeta<br />

dopo Uhud, dove non tutti convengono ch'egli avesse assistito. Professò<br />

r Islam un po' dopo la Higrah.<br />

57fi.


32. a. H. §§ 159-163.<br />

Fu qàdi di Damasco sotto il calift'ato di 'Uthman per il liì., o. se- 32. a. h.<br />

,.".-„„ ,^ NECROLOGIO<br />

condo altri, il 32. H. abù-i-oardà al<br />

La sepoltura sua e quella di umm al-Dardà al-SugLra, sono al Bàb Ansari.]<br />

al-Saghii- in Damasco, e son note. Ebbe due mogli, luna e l'altra chia-<br />

mate umm al-Dardà', una Compagna del Profeta e l'altra tàbi'ita, e sposò<br />

questa dopo morta queUa. La prima aveva nome lihayrah, e la seconda<br />

Ilugaymah.<br />

11 Profeta lo un'i in fratellanza con Salmàn al-Fàrisi (X a w a \\ i<br />

713-714; |M.].<br />

§ 160. — Si racconta come fosse l'ultimo della sua casa a lendorsi musulmano.<br />

Era legato da fratellanza con ibn Rawàbah, che si converti prima<br />

di lui. Questi gli spezzò un idolo. Visto che l' idolo s'era lasciato spezzare<br />

senza resistere, andò dal Profeta.<br />

ibn Sa'd racconta che abii-1-Dardà comprava i passeri dai ragazzi, e<br />

poi li lasciava i^ li beri).<br />

umm al-Darda disse ad abù-1-Dardà : « Se avrò bisogno in seguito,<br />

« vivrò della sadaqah ». — « No: lavora e mangia >. — < E se non potrò<br />

«lavorare":*». — «Raccoglierai le spighe, senza mangiare la sa dacia li»<br />

(Ó-awzi. MS. Costantin., fol. 87,v.-88,r.) [M.].<br />

§ 161. — Sul suo digiunare v. Dzahabi Paris, I, fol. 159, v. Da<br />

questa tradizione apparirebbe che la moglie non menasse vita troppo cor-<br />

retta (? forse: triste? ma bdzilah'?). Salmàn le domandò perdio, ed essa:<br />

« Tuo fratello abù-1-Daidà sta in piedi la notte, e digiuna il giorno, e non ha<br />

« alcuna vaghezza delle cose del mondo ». Poi si racconta come Salmàn<br />

cercasse di ridurlo a vita più umana. Il Profeta approvò ciò che aveva<br />

tiatto Salmàn.<br />

(Sàlim b. abi-1-Ga'dj, Disse abu-1-Dardà : *. Interrogatemi, che, per Dio,<br />

«se mi perdete, perdete un grande uomo! ».<br />

Gli spiegarono il Qur-àn 'Abdallali b. 'Amir<br />

^^ Khiilayd b. Sa'd al-Qàri,<br />

ecc. Ma il nostro autore ne dubita (Dz a h a b i Paris, I, fol. 169, v.j [M.].<br />

§ 162. — (aj abù-1-Dardà fu hàgib di Mu'àwiyah: e si conserva una<br />

sua ri.sjKjsta .iidl'ufficio del hàgib ('yutaybah 'L'yùn. pag. I0(jj [M.].<br />

(h) (Muslim, da abu Qudàmah al-Hàrith b. 'Abid, da Hurd b. Sinàn,<br />

ila al-Zuhrij. abiì-1-Dardà disse: li rifletter bene nella vita è meglio che<br />

« metà dei guadagno e raccogliere del seme spars


32. a. H.<br />

(NECROLOGIO.<br />

abù-l-Dardà a<br />

Ansàrl.l<br />

89 168, 161. 32. a. H.<br />

Umayyali b. Màlik b. '5.mir b. 'Adi b. Ka'b b. al-Khazrag al'Ansàri al-<br />

Khazragi, ecc.<br />

Altri dicono altri nomi, ma comunemente è egli noto sotto la kun^ah.<br />

Ha tramandato hadith ad Anas b. Màlik, Fadàlah b. 'Ubayd, abù<br />

Umàmali, 'Abdallah b. 'limar, ibn 'Abbàs, abù Idris al-Kha\vlàni, Gubayr<br />

b. Nufayr, ibn al-Musayyab, ecc.<br />

Tardò a convertirsi. Non fu a Badr, ma a Uhud e alle campagne che<br />

seguirono. Secondo altri, non fu neanche a Uhud, ma la prima sua cam-<br />

pagna fu la Trincea.<br />

(Ayyub, da abù Qilàbah). abù-l-Dardà s' imbattè in un uomo ch'era<br />

caduto in colpa, e lo ingiuriavano. Egli allora disse : « Se si trovasse in<br />

« un pozzo, non cerchereste voi di tirarlo su? ». — « Sì! ». — « Non ingiu-<br />

« riate allora il vostro fratello, ma lodate Iddio che ha mantenuto voi sulla<br />

« retta via ». E quelli: «se Ma non ti muove a sdegno? ». — « Mi muove a<br />

« sdegno il suo operare, ma se lo lascia, torna mio fratello ».<br />

Si racconta poi che piangeva sul letto di morte per i suoi peccati. Si<br />

racconta anche che, dolendosi gravemente in fin di vita, la moglie gli<br />

ricordasse come egli aveva sempre sospirato la morte. Ed egli rispose che<br />

ancora la desiderava, ma l' istinto (n a f s) si ribellava.<br />

Morì due anni prima di 'Uthmàn. Secondo altri nel 32. o 33. H., a<br />

Damasco. Secondo altri, dopo Siffin (38. o 39. H.). Ma i più sono d'ac-<br />

cordo per dirlo morto sotto il califfato di 'Uthmàn. Se non fosse così, si<br />

avrebbe memoria di lui dopo ucciso 'Uthmàn.<br />

Aveva naso aquilino, gli occhi turchini scuri, si tingeva la barba,<br />

aveva una qalansuwah e una ' a m à m a , h che lasciava penzolare dietro<br />

le spalle (Athir Usd, IV, 169-161) [M.].<br />

§ 164. — La madre sua era Muhibbah bint Wàqid b. 'Amr b. al-<br />

Atnàbah.<br />

Fu l'ultimo del suo dar a convertirsi, ma poi seguì bene l'Isiàm.<br />

Il Profeta avrebbe detto: « 'Uwaymir è il hakìm della mia gente ».<br />

Si vede in sogno la gloria di abù-l-Dardà.<br />

abù-l-Dardà- fu qàdi a Damasco sotto il califfato di 'Uthmàn (Athir<br />

U8d,,V, 186-186) [M.].<br />

Cfr. anche Athir, II, 316; III, 73, 75, 88;<br />

Balàdzuri, 121, 140, 141, 154;<br />

Badr un, 175-181;<br />

Bayhaqi Mahàsin, 297, lin. 4-6;<br />

Browne, Liti. Flist. of Persia, 272;<br />

Bukhàri, vers. frane, II, 104 [XLII, 6], 618-619 [LXII, 20];<br />

578.


. Husri,<br />

Bukhàri Ta-rikh, 33;<br />

Caussin de<br />

Durayd, 268;<br />

Per ce vai, III, pag. 25 ;<br />

Dzahabi Tadzkirah, I, 21-22, n. 11;<br />

Dzahabi Tagrid, II, 175, n. 1916;<br />

Fihrist, 27 e nota (a pag. 29);<br />

Gràhiz Bayàn, I, 102, 104, 105;<br />

(iàhiz Bukhalà, 13, 17, 159, 193, 202;<br />

Goldziher, Muh. Stud., II, 37, 176;<br />

ó-ubayr, vers. Schiapaielli, 265, 271;<br />

Ha gai-. III, 89-90, u. 235;<br />

Hagar Tahdzib, Vili, 175-176, n. 316;<br />

Hagar Taqrib, 164 (col.<br />

Hamdàni, 204, lin. 6;<br />

ii), 253 (col. ii)<br />

;<br />

Hammer, Litt. Arab. , II, 89, n. 336;<br />

32. a. H. 1(>4.<br />

Hanbal Musnad, V, 194-199; VI, 430-462;<br />

Hariri Maqàmàt, ed. De Sacy (2' ed.), 173, 480;<br />

H i s à m , 345 ;<br />

I, 147;<br />

'Iqd, I, 24, 28, 238. 241, 256, 292, 341, 359, 360, 369, 378, 396; II, 78;<br />

al-Isti'àb, 466-466, n. 1994; 6b2-663, n. 2908;<br />

al-Kaalif al-Màhjub, ed. Kicholson [E. J. W. Gibb Memorial, volume<br />

XVII], 81, 232;<br />

Kb a 1 d ù n P i- o 1 e g . , I, 448 e nota ;<br />

Khamìa, II, 286, lin. 31-287, lin. 2;<br />

Lammens Mo' avvia, 19, 114-116, 346, 362;<br />

Mahàsiu, I, 98, liii. 20-99. lin. 1 (f 31. a. H.) ; 100, lin. 12-13<br />

(t 32. a. H.j;<br />

Maqqari, ed. Dozy, I, 562; 11, 113;<br />

M ubar rad, 409, lin. 7;<br />

N i e h o 1 s o n , Litt. Hist. of Arabs, 226 ;<br />

Qaysaràni Óam', 404;<br />

Qutaybah, 137.<br />

Qutaybah Adab, 31;<br />

Qutaybah 'Uyùn, 134, lin. 1


%i iene". 32. a. H.<br />

32. «.H. Suviìti Kanz. VI, 183, 192 (nn. 3298, 3303): VII. 77-78;<br />

^^»bù^°D°dì°\\. Taghi ibiidi, MS. Paris, 1661, I, fol. 5,v.-6,r. ;<br />

Ansati.) T a bari, I, 2095, 2820, 2826, ecc.: cfi-. Indice, pag. 179;<br />

Yàqfit. I, 590: II. 33G, 696; TU, 429, 899; IV, 604.<br />

umm al-Dardà.<br />

§ 165. — umm al-Dardà al-Sughrà Hugaymah [o Quhaymah] bint<br />

Huyayy ai-Aw.sàbiyyah al-Dimisqiyyah Compagna del Profeta, moglie di<br />

abu-l-Dardà, trasmise tradizioni : è stata talvolta confusa con umm al-Dardà<br />

al-Kubrà Khayrah bint abi Hadrad {cfr.§ 169). Alcuni pongono la sua morte<br />

dopo rai. H.<br />

Cfr. Magar Tahdzib, XII, 465-467;<br />

Hagar Taqrib, 294 (col. iii) ;<br />

Hariri Maqàmàt, ed. De Sacy (2* ed.), 616;<br />

'Iqd, I, 369:<br />

Nawawi, 869-861:<br />

T ab ari. III, 2473, 2638.<br />

abù Dzarr al-Ghifari.<br />

§ 166. — Nell'anno 32. II. mori, in al-Rabadzah, l'agitatore abu Dzarr<br />

nella più squallida miseria : secondo<br />

l'anno prima (Athir, III, 104-106).<br />

alcuni la sua morte sarebbe avvenuta<br />

§ 167. — abù Dzarr Grundub b. Grunàdah b. Ku'ajl b. Su'ayr b. al-<br />

Waq'ah Vi. Haràm b. Sutyàn b. 'Ubayd b. Haràm b. Ghifar b. Mulayl b.<br />

Damrali b. Bakr b. 'Abd Manali b. Kinànah b. Khuzaymah b. Mudrikah<br />

b. al-Yàs b. Mudar.<br />

Secondo abù Ma'.sar Nagih, si chiamava Burayr b. Ó^unàdah.<br />

(Hisàm b. al-Qàsim al-Kinàni abù-1-Nadr, da Sulaymàn b. al-Mughù'ah,<br />

da Humayd b. Hilàl, da 'Abdallah b. al-Sàmit al-Ghifari. da abù Dzarr).<br />

[Sunto] Raccontasi a lungo della sua conversione, com'egli pregò prima di<br />

conoscere il Profeta, e come lo andò a trovare, e mal glie ne incolse, e lo vide<br />

di notte accanto alla Ka'bah, e due donne fuggirono spaventate. Viene a<br />

colloqio col Profeta, e poi ritorna, e converte all' Islam il fiatello e la<br />

mamma, e metà della sua gente, prima che arrivasse là il Profeta. Era<br />

loro imam ìmà b. Rahdali, ch'era loro sa^^yid. Gli altri dissero che avrelv<br />

bero fatta professione quando fosse giunto il Profeta. E così fu. Vennero gli<br />

Aslam e dissero al Profeta : « Ci sottomettiamo a ciò a cui si son sotto-<br />

« messi i nostri fratelli ». E si sottomisero. E il Profeta disse: « Ghifàr : Iddio<br />

< li perdoni: Aslam: Iddio li pacifichi» (Saad, IV, 1, pag. 162-163) [M.].<br />

Cfr. 5. a. IT., § 92.<br />

580.


32. a. H. §5 i(w-i7i.<br />

§ 168. — fMuh. b. 'limar, da abu Bakr b. 'Abdallali 1). abì Sabrali, 32. a. h.<br />

[NECROLOGIO. .<br />

da Yaliva b. Sibl. da Fvhnfaf h. Ima b. Kahdah). abu Dzarr era ladro dell abùDzarral-Ghistrade,<br />

gran cavalcatore, e andava solo. '»'''<br />

Ma poi. colpito dalla grazia di Dio,<br />

udì il Profeta, mentre era a Makkah. che faceva propaganda occulta. Come<br />

si presentò al Profeta, e .saputo ciò ch'egli chiedeva, fece professione. Poi<br />

fu rimandato a far brigantaggio .sotto la thani yyah Giiazàl, e non doveva<br />

restituir la roba se non dichiaravano la professione di fede musulmana.<br />

Ciò durò finché il Profeta andò a Madinah (Sa ad, IV, 1, pag. 163, Un. 0-24)<br />

[M.l.<br />

§ 169. — iMuli. b. Tmar, da Nagi' abu Ma'.sar). [Sunto] abu Dzarr<br />

era monoteista nella (jràhilij-yah. e non serviva gli idoli. .Seppe da un tale<br />

che era a Makkah un profeta e lo andò a trovai'e. Il Profeta si maravigliò<br />

che la sua gente fosse dei briganti. Fu ospite di abii Bakr: diede la baia ad<br />

una donna che invocava Isàf e Nà-ilah. abiì Dzarr tìi bastcmato. Egli volle<br />

vendicarsi, e a 'Usfan si mise a fare il brigantaggio alle caravane dei<br />

Quravs. e non rendeva il grano (razziato) se non facevano prima professione<br />

di fede musulmana (Saad, IV. 1. pag. 163. lin. 24-pag. 164. lin 23) |M.].<br />

§ 170. — (Muli. b. 'Umar, da abu Bakr b. 'Abdallah b. abi Habrah,<br />

da Musa b. 'Uqbah, da 'Ata b. abi Marwàn. dal padre, da abu Dzarr). Fu<br />

U quinto a far professione di fede mnsulmana (Saad, I\', I, pag. 164,<br />

lin. 23-2.-)' [M.].<br />

§ 171. — (a) CAmr b. Hakkam al-Basri. da al-Mnthanna b. Sa'id al-<br />

Qassam al-Qa.sir, da abu (jramrah al-Duba'i, da ibn 'Abbàs). Quando .seppe<br />

d'un Profeta a Makkah. mandò il fratello, e, .saputo ciò che il Profeta pre-<br />

cond


§§ 171 176. 32. a. H.<br />

32. a. H. abù Dzarr tornò al paese della sua gente, e ci rimase finché furon a Badr.<br />

'"«^buD^ar^ai-Ghi- ' Uhud e alla Trincea, e poi andò dal Profeta a Madinah (Saad, TV,<br />

«ri.f 1, pag. 166, lin. 3-8) [M.].<br />

§ 172. — (a) (Muh. b. al-Fudayl, da Mutarrif, da abu-l-óalim, da<br />

Khàlid b. Wahbàn, dal figlio d'una zia di abù Dzarr, da abu Dzan-). Disse<br />

il Profeta : « O abù Dzarr, che farai quando verranno da te gli a m i r a<br />

« chiederti conto del bottino? ». Dirò: « Per Colui che ti ha mandato con<br />

« la verità, batterò con la mia spada fino ad arrivarlo (= Dio?) ». — < Ed<br />

«io t'insegno un miglior mezzo: tien forte fino ad incontrarmi » (Saad,<br />

IV, 1, 166, lin. 8-13) [M.].<br />

§ 173. — (Husaym, da Husayn, da Zayd b. Wahb). Andai ad al-Ra-<br />

badzah, e incontrando abù Dzarr, gli domandai come fosse sceso a quella<br />

condizione. Ed egli raccontò come avesse disputato insieme con Mu'àwiyah<br />

circa il versetto dello spendere tutto il superfluo sulla via di Dio (IX, 34j.<br />

Mu'àwiyah diceva che quel versetto aveva valore soltanto per quei del<br />

Libro, ma abù Dzarr diceva ch'era per loro e per i Musulmani. Nata una<br />

questione, Mu'àwiyah se ne lamentò con 'Uthmàn. 'Uthmàn scrisse a lui<br />

allora d'andare a Madinah, e lo confinò in qviel luogo. E aggiunse: «Se<br />

«mi avesse preposto un abissino, gli ubbidirei» (Saad, IV, 1, pag. 166,<br />

lin. 13-21) [M.].<br />

§ 174. — (Yazìd b. Hàrùn, da Hisàm b. Hassàn, da Muh. b. Sirin).<br />

Il Profeta disse ad abù Dzarr :<br />

« Se l'edifizio fa una crepaccia, levatene ! ><br />

e fece cenno con la mano alla Siria, « ma insegnò la Siria ; e non credo<br />

« che i tuoi amir ti lasceranno andare ». E abù Dzarr: « O Profeta, non<br />

« dovrò io combattere quelli che si pareranno tra me e il<br />

— « No ». — « E che mi consigli? ». — « Ubbidisci, fosse<br />

tuo governo? ».<br />

anche ad uno<br />

« schiavo abissino ». Quando fu quel tempo, andò in Siria, e Mu'àwiyah<br />

scrisse ad Uthmàn che abù Dzarr seminava discordia in Siria, e 'Uthmàn<br />

lo fece<br />

tenesse<br />

ritornare dalla Siria. Gli trovarono una borsa che credevano con-<br />

dei d i r h a m , ed erano invece monetine (fu 1 ù s). 'Uthmàn lo invitò<br />

a restar lì, che avrebbe avuto ogni agio, ma egli rifiutò, e domandò<br />

d'andare ad al-Eabadzah. E gli fu concesso. Ed egli andò là, che v'era a<br />

reggere il paese uno schiavo abissino di 'Uthmàn. Questi rimase indietro,<br />

ma l'altro gli diede il posto d'onore, memore della raccomandazione del<br />

Profeta (Saad, IV, 1, pag. 166, lin. 21 -pag, 167, lin. 6) [M.].<br />

§ 175. — (Yazid b. Hàrùn, dà al-'Awwàm b. Hawsab, da uno di quei di<br />

al-5gurr, da due saykh dei banù Tha'labah, marito e moglie). Andati ad<br />

al-Rabadzah trovammo un vecchio incolto e dalla testa e dalla barba bianca,<br />

e, avendo udito ch'egli era stato dei Compagni del Profeta, gli chiedemmo<br />

582.


32. a. H. §§ 175-183.<br />

di potergli lavar la testa. Ce lo concesse, e si mostrò a uui condiscendente. 32. a. h.<br />

E vennero alcuni deir'Iràq, o forse dissero di al-Kùfah, a offrirgli un co- ^<br />

abuDzarrai-Ghirnando,<br />

che essi potevan disporre di molti uomini. Ed égli rispose facendo fàri.j<br />

una lunga esortazione all'ubbidienza al Califfo (Sa ad, IV, 1, pag. 166,<br />

lin. 5-17) [M.].<br />

§ 176. — (al-Fadl b. Dukayn, da Ga'far b. Burqàn, da Thàbit b. al-<br />

Haggàg, da "Abdallah b. Sidàn al-Sulami). [Sunto] Dopo essersi altercato<br />

con 'Uthmàu, se ne va ilare, e, interrogato, dice che andrebbe dovunque<br />

per ubbidire al Califfo. E va ad al-Rabadzah per suo ordine (Saad. TV.<br />

1. pag. 167, lin. 17-22) [M.].<br />

§ 177. —•<br />

(Yazld<br />

b. Ilàiùn, da Sufyàn b. Husayn, da al-Hakam b.<br />

'Uyaynah, da Ibràhìm al-Taymi, dal padre, da abù Dzarr). Ero ridf (cioè in<br />

groppa sulla medesima cavalcatm-a) del Profeta, che era sopra un asino, e<br />

vestiva una barda'ah o una qatifah (Saad, IV, 1, pag. 167, lin. 22-24)<br />

[M.].<br />

§ 178. — ('Abdallah b. Numayr, da al-A'mas, da 'Uthmàn b. 'Umayr,<br />

da abù Harb b. abI-l-As\\ad al-Dilami, da 'Abdallah b. Arar). [Sun tu]<br />

abù Dzarr è descritto dal Profeta come il più giusto degli uomini (Saad,<br />

IV. 1, pag. 167, lin. 24-28) [M.].<br />

§ 179. — (Yazid b. Hàrùn, da abù Umayyah b. Ya'la, da abù-1-Zanàd,<br />

da al-A'rag, da abù Hurayrah). La stessa tradizione : è comparato a Gesù<br />

(Saad, IV, 1, pag. 167, lin. 28-pag. 168, lin. 3) [M.].<br />

§ 180. — (Yazid 1). Hàrùn, da Muli. b. 'Amr, da Irak b. Màlik).<br />

abù r)zarr dice che avrà (in Paradiso) il posto più vicino al Profeta, giacche<br />

il Profeta ha detto che tale posto toccherà a chi non avrà mutato in nulla<br />

dopo la sua morte. Or egli era certo che tutti s'erano un pochino attaccati<br />

al mondo (Saad, IV, 1, pag. 168, lin. 14-19) [M.j.<br />

§ 181. — (Muslim b. Ibràhim, da abù Kab sàhib al-IIaru-, da abù-1-<br />

Asfar, da al-Alinaf b. Qays). [S u n t o] Come vedesse sfuggito da tutti abù<br />

Dzarr, e questi stesso gli dicesse che per ordine di Mu'àwiyah nessuno<br />

doveva sedergli vicino (Saad, IV, 1, pag. 168, lin. 19-25) [M.].<br />

§ 182. — (Affàn b. Muslim, da Hammàin, da Qatàdah, da Sa'id b. ubi-i-<br />

Tlasan, da 'Ab


§f 181» liti. 32. a. n.<br />

32. a. H. abù DzaiT era iuvuue un uomu nero, dalla barba tolta. al-Aa'ari prese a<br />

abùDzarrai-Ghi- Irequentarlo, dunque, e abù Dzarr diceva: «Bada a te » ; e al-As'ari iu-<br />

'!•] vece diceva: «Ben venuto il mio fratello». E abù Dzarr gli diceva che<br />

non era suo fratello da quando aveva accettato il governo della provincia.<br />

Or quando abù Hurayrah gli disse: «Benvenuto il mio fi-atello », allora<br />

abù Dzarr gli domandò se fosse prefetto, e, saputo di sì, se s'era preso<br />

dei beni. E quando seppe di no, gli disse : « Tu sei mio fratello, tu sei<br />

«mio fratello» (Saad, IV, 1, pag. 169, lin. 16-26) [M.j.<br />

§ 184. — (al-Fadl b. Dukayn, da Salili b. Rustum abù 'Àmir, da Humayd<br />

b. Hilàl, da al-Ahnaf b. (^ays). abù Dzarr era uu uomo alto, bruno,<br />

dai capelli e dalla barba bianca (Saad, IV, 1, pag. 169, lin. 25-27) [M.].<br />

§ 185. — (al-Fadl b. Dukayn, da Sarik, da Ibràhim b. Muhàgir, da<br />

Kulayb b. Sihàb al-Grarmi, da abù Dzarr). Non mi fa disperare la tenuità<br />

delle mie ossa, né la bianchezza dei miei capelli, di raggiungere Isa b.<br />

Maryam (Saad, IV, 1, pag. 169, lin. 27-pag. 170, lin. 2) [M.].<br />

§ 186. •— ('Ubaydallah b. Musa, da Musa b. 'Ubaydah, da 'Abdallali<br />

b. Khiràs). Ho visto abù Dzarr sotto una miz allah, ed aveva (per moglie)<br />

una donna negra (sahmà) (Saad, IV, 1, pag. 170, lin. 2-5) [M.j.<br />

§ 187. — ('Affali b. Muslim, da Muh. b. Dìnàr, da Yùnus b. Muh.j.<br />

abù Dzarr lasciò due asine, un asino, alcune capre e bestie da tiro (Saad,<br />

IV, 1, pag. 170, lin. 5-8) [M.].<br />

§ 188. — (a) (Kathir b. Hisàm, da Gra'far b. Burqàn, da Ghàlib b.<br />

'Abd al-rahmàn). Fu visto pregare abù Dzarr a Gerusalemme : egli si to-<br />

glieva le scarpe, e lì sputava e vi sofiflava il naso. Era poverissimo di mo-<br />

bilio; il rida era la sua più grande ricchezza. E, secondo altri, quello<br />

ch'era in casa sua non valeva due dirham (Saad, IV, 1, pag. 170,<br />

lin. 16-21) [M.j.<br />

§ 189. — (Màlik b. Ismà'il abù Ghassàn al-Nahdi, da Mas'ùd b. Sa'd<br />

al-Gu'fi, da al-Hasan b. 'Ubaydallah, da Riyàh b. al-Hàrith, da Tha'labah<br />

b. al-Hakam, da "Ali). « Nessuno resta oggi il quale non abbia paura di<br />

« essere vituperato per causa di Dio, all' infuori di abù Dzarr, e di me ».<br />

Ed 'Ali si battè con la mano il petto (Saad, IV, 1, pag. 170, lin. 22-26 [M.].<br />

§ 190. — (Haggàg b. Muh., da uno, da Zàdzàn, da abù Giu-a} g, da abù<br />

Harb b. abi-1-Aswad, da abù-1-Aswad). [Sunto] 'Ali, interrogato riguardo<br />

ad abù Dzarr, risponde eh' è pieno di scienza tanto che n'è affievolito (sia<br />

che dicesse ciò per lo sforzo dell'acquistarla, sia per il troppo peso di quella<br />

acquistata) (Saad, IV, 1, pag. 170, lin. 26-pag. 171, lin. 4) [M.].<br />

§ 191. — ("Afifàn b. Muslim e 'Amr b. 'Àsim al-Kilàbi, da Sulaymàn<br />

b. al-Mughirah, da Humayd b. Hilàl, da 'Abdallah b. al-Sàmit). [Sunto]<br />

584


32. a. H. §1 191. iw.<br />

abù D/.aiT andò con alcuni Ohifàr da 'Uthmàii, passando per la porta da ^2. a. h.<br />

• -1 X m 1 TT , ,• . , . (NECROLOGIO. -<br />

CUI non SI doveva entrare. Temevamo che Uthman gli facesse qualche abuDzarrai-Ghi-<br />

male :<br />

ma<br />

abù "Dzarr gli si fece avanti, e gli protestò incondizionata ubbi- '*"•]<br />

dienza. Chiese d'andare ad al-Rabadzah. e 'Uthmàn glie lo concesse. E vo-<br />

leva anche dargli qualche rendita, ma egli la rifiutò sdegnato (Saad,<br />

IV. 1. pag. 171, lin. 4-15) [M.].<br />

§ 192. — Un hadìth del Profeta tìiill'amore reciproco i^e la pro-<br />

prietà in comune?) è citato da ibn Labiali, da Yazid b. aViì Habib. da<br />

abù Salini al-Hab.sàni, da abù Dzarr: Ilo udito il Profeta dire: «Quando<br />

« uno di voi ama l'altro, vada da lui a casa, e gii dica ch'egli l'ama e che<br />

« perciò sono venuto in casa siia ». ('Ahd al-hakani, 344, lin. 7-0) [M.].<br />

§ 193. — (ibn Lahi'ah, da Yazid b.' Amr al-Ma'àfiri, da Yazid b. Nu'aym<br />

al-Tugibit. Udì abù Dzarr al-Ghifari dire presso al min bar nella moschea<br />

di al-Fu.stàt : Ho<br />

udito dire dal Profeta : « Chi si avvicina a Dio d'una<br />

« spanna, Iddio gli si avvicina d'un braccio, e chi s'avvicina a Dio d'un<br />

«braccio, gli si avvicina Iddio d'un bà', ecc.» f'Abd nl-hakaTii, .3!>4,<br />

lin. 10-14) [M.].<br />

§ 194. — (ilm Lahi'ah, da Darrag, da abù-1-Muthanna, da abù T)zarr).<br />

Il Prc)feta ini disse per sei giorni: « Tieni a mente quello che io ti dirò >.<br />

Poi, quando fu il settimo giorno, mi disse : « Ti raccomando la pietà verso<br />

< Dio, nei tui pensieri e nella tua parte più alta. Se hai fatto male, fa<br />

« bene. Non domandare a nessuno niUla, ti cadesse [soltanto] la ft-usta ;<br />

« non dar garanzia (ad alcuno) (?]. non abbandonare l'oriano, e non ti tar<br />

« giudicf tra due» ('Ahd al-bakam. 394, lin. 14-395. lin. 4) [M.].<br />

§ 195. — fRusd in b. .Sa'd e ibn Wahb, da Harraalah b. "Iinràn al-<br />

Tixgibi, da ibn Samàsah al-Mahri). Ho udito dire abù Dzarr che il Profeta<br />

aveva detto: «Conquisterete un paese [= Egitto] in cui sarà ricordato il<br />

« carato. Trattate bene tjuella gente, giacché haniio diritto a protezione<br />

« e sono (nostri) consanguinei. Se poi vedrete due tratelli lottare tra Ic)itj sul<br />

« fKjsto d'un matton«\ allora tu vattene .. Egli vide, passando. 'Abd al-<br />

rahmàn e Rabi'ah figli di ."-^urabbil b. Ilasanah lottare sul po.sto d'un mat-<br />

tone. < se ne andò ('Abd al-hakam. pag. 395. lin. 5-10) [M.].<br />

§ 196. — fibn Wahb. da '.Amr b. al-Hàrith. da Bakr b. Sawàdah, da al.ù<br />

Sàlim al-HiiV)sàni). Secondo abù DzaiT. il Profeta gli avrebbe detto: « Come<br />

« ti pare (ru'ayl? ». Rispose: « Povero, uno (pialunque ». K io dissi: « E «•ome<br />

«trovi il tale?». Risposi: . Uno dei grandi tra la gente». Va\ il Pro-<br />

feta: « Ebbene CJu'ayl gli è superiore di tutta quanta la terra », o, disse<br />

forse. • mille volte • o una frase simile. Ed io ri'^posi: « Ma ipiel tale è in<br />

«tale ufficio, e tu lo tratti come b. tratti? • V i' PioCta . K"Ii è capo<br />

m..<br />

74


§§ i9G-2(t>. 32. a. H.<br />

32. a. H. «della sua gent.p, ed io li perderò per cauìsa sua» TA lui :i 1 - li ;i k a m ,<br />

(NECROLOGIO. - ,,,_ ,. ^^ ..^^ ,. „s ,-, ,<br />

abuDzarral-Ghì. I^^Vff- -'i^O. l.Il. 12-paf?. d9b, Im. 2) [M.J.<br />

fari.) § 197. — ("Abd al-rahmàn, da Sa'id b. (_HiufJa3r b. Talid ecc., da ibn<br />

Lahiah, da ibii Hubaj-rah, da abù Tamim, da abu Dzarr). Ero col Profeta<br />

quand'egli entrò in casa e prese a dire: « Altri che il daggàl (anticristo) è<br />

« il ]iericolo per la mia gente », e lo ripetè. E poiché temevo entrasse in casa<br />

senza spiegarsi, glie ne domandai. Ed egli: « I capi aimmah i quali sono<br />

« in eirore e vi traggono [altri] » ('Abd al-hakam, pag. B96, lin. '6-6) (M.|.<br />

§ 198. — (Sa'd b. abi Ayyùb, da 'Abdallah b. abi (ia'tàr, da Sàlim b. ahi<br />

ISàlim al-Hubsàni, dal padre, da abù Dzhit). Il Profeta gli disse: « Ti vedo<br />

« tìaoco, ma io desidero a te qnello che desidero a me stesso. Non dar<br />

«ordini contro una persona tìda, e non abbandonai'e l'orfano » [?] (Abd<br />

al-hakam, pag. 396. lin. 7-10) |M.].<br />

§ 199. — (ibn Lahi'ah, da abù Qubayl, da Màlik b. 'Abdallah al-Bardadi).<br />

abù Dzarr udì il Profeta dire : « Non vorrei avere questo monte d'oro da<br />

« poter spendere, e morire poi lasciandone per nove once ». — « 'Uthmàn,<br />

« ti scongiuro di dirlo: L'hai tu udito dal Profeta? ». E ciò per tre volte.<br />

E 'Utlimàn rispose: «SI» (Abd al-hakam, pag. 396, lin. 11-16) jM.].<br />

§ 200. — (al-Laytli b. Sa'd, da Yazid b. ahi Habib, da Bakr b. 'Amr, da<br />

al-Hàrith b. Yazid, da al-Hadrami, da ibn Hugayrah al-Akbar, da abù Dzarr).<br />

Dissi al Profeta: « Ti prego di non darmi cariche ». Ed egli battè allora<br />

la mano sulla mia spalla, e disse : « abù Dzarr, tu sei fiacco, ed essi sono<br />

« depositi gelosi, e nel dì del giudizio vi sarà vergogna e rimorso salvo a<br />

« chi avrà rispettato i diritti degli altri, e compiuto il proprio dovere »<br />

('Abd al-hakam, pag. 397, lin. 1-6) (M.].<br />

§ 201. — (ibn 'Abd al-hakam). abù Dzarr moi'i ad al-Rabadzah l'anno<br />

33. H. E pregò su lui ibn Mas'ùd, tornando da Madinah ad al-Kùfah. Era<br />

suo nome (lundub b. (xunàdah. Altri ('Abd al-rahmàn, da 'Abd al-malik<br />

b. Hisàm) dicono Burayr ('Abd al-hakam, pag. 397, lin. 7-9) [M.].<br />

§ 202. — Secondo al-Tabari (senza isnàd), nell'anno 32. H. cessò<br />

di vivere in al-Rabadzah abù Dzarr al-Crhifàri. Nonpertanto in una delle<br />

tradizioni di Sayf, che narrano la sua morte, è detto che cessasse di vivere<br />

nell'ottavo anno del califfato di 'Uthmàn, ossia il 31. H. (cfr. Ta-<br />

bari, I, 2896, lin. 6-6), e nell'altra (cfr. T abari, I, 2896, lin. 3-4) si<br />

afferma che la morte avveni.sse nell'anno 31. H. Dalle due .tradizioni, di<br />

cui diamo qui appresso un riassunto, parrebbe che egli morisse poco tempo<br />

prima del pellegrinaggio annuale, perchè la comitiva che lo trovò morto<br />

e che provvide alla sua .sepoltura, si recò poi da al-Rabadzah a Makkah ed<br />

ivi s'incontrò con il Califfo (cfr. T abari, I, 2895, lin. 19; 2896, lin. 16-18).<br />

58fi.


32. a. H. §§ 202, jiia<br />

La lista dei uomi dei compuueuti la cara vana kuiaiia, che seppellì 32. a. h.<br />

-<br />

,_ ^ .• ,• • .- ^ ,.• I INECROLOGIO.<br />

abu DzaiT, ne contiene pareccni menzionati fra quelli clic si tiovavaiiu abQDzarrai-Ghi-<br />

nell'AdzHibaygàn nel disastro di Balangar. Quindi o la lista è falsa, o la


'<br />

32. a. H.<br />

abùDzarrai-Ghi-<br />

§ 204. — (Ahrnad b. Muli. b. Ay3ùb, da Ibràhim b. Sad, da Muh.<br />

''• i'^l.i'il. '^'^ Buia^dali b. Sufyàn al-AsIami, da Muh. b. Ka'b al-Qurazi, da<br />

fari.] Abdallah b. Mas'ud). Quando 'Uthmàn cacciò abù Dzarr ad al-Kaba4zah,<br />

abu Dzarr volle che il suo cadavere, avvolto nel lenzuolo e lavato, fosse<br />

posto in mozzo alla strada; e ai primi che passa-ssero, si chiedesse aiuto<br />

per la sepoltura. E così fu. Passò la caravana, sotto 'Abdallah b. Mas'ud,<br />

e lo seppellirono (Saad, IV, 1, pag. 173, lin. 2-14) [M.].<br />

§ 205. — (Muh. b. 'Umar, da Sa'id b. 'Atà b. abi Marwàn, dal padre,<br />

da abù Dzarr). [Sunto] Come, avendo due vesti, ne diede una a chi ne<br />

aveva più bisogno, ritenendo sé molto ben fornito (Saad, IV, 1, pag. 173,<br />

lin. 14-21) [M.].<br />

§ 206. - (Muh. b. Umar, da Khàlid b. Hayyàn). abù Dzarr e abù4-<br />

Dardà erano a Damasco con due mizallah di pelo (Saad, IV, 1, pa-<br />

gina 174, lin. 3-4) [M.].<br />

§ 207, - (Muh. b. 'Umar, da Musa b. 'Ubaydah, da 'Abdallah b. Khiràs<br />

al-Ka*bi). Vidi abù Dzarr sotto una mizallah di pelo, ad al-Rabadzah,<br />

e aveva (per moglie) una negra. Grli dissi: « abù Dzarr, sposi una negra? ».<br />

— « Sposare una donna che mi umilia m' è più caro che sposare chi mi<br />

«innalza, ecc.» (Saad, IV, 1, pag. 174, lin. 4-8) [M.].<br />

§ 208. — ('Affàn b. Muslim, da Hammàm b. Yahya, da Qatàdah,<br />

da abù Qilàbah, da abù Asma al-Rahabi). [Sunto] Si descrive la moglie<br />

negra, bruttissima, abù DzaxT dice ch'essa aviebbe voluto indurlo a far<br />

fortuna neH"Iràq, e ch'egli sdegno.samente vi si rifiutò (Saad, IV, 1,<br />

pag. 174, lin. 8-15) [M.].<br />

§ 209. — (Muslim b. Ibràhim, da abù Aqil, da Yazid b. Abdallah,<br />

da abù Dzarr). Lo seguiva una bambina nera. Grli fu detto : « O abù Dzarr,<br />

«codesta è tua figlia'?». — «La madre lo pretende» (^Saad, IV, 1, pa-<br />

gine 174, lin. 18-21) [M.].<br />

§ 210. — (Muslim b. Ibiàhim, da Qurrah b. Khàlid, da Budayl b. May-<br />

sarah, da Mutarrif, da un beduino). Questi disse che l'ammirava in tutto<br />

meno una cosa. E questa era che egli era un uomo raffinato, perchè, quando<br />

usciva dalle latrine, si lavava (Saad, IV, 1, pag, 174, lin. 20-pag. 176,<br />

lin. 2) [M.j.<br />

Dalle tradizioni di ibn Sa'd non pare che l'esilio ad al-Rabadzah fosse<br />

stato imposto con tanta violenza dal Califfo 'Ut_hmàn ad abù Dzarr, menerà<br />

altre biografie insistono molto su questa prepotenza.<br />

§ 211. — (ibn al-Athir). Fu primo a salutare il Protéta col .saluto<br />

<strong>dell'Islam</strong>. Egli serviva già Iddio tre anni prima della missione del Pro-<br />

feta, e prestò omaggio a Maometto, promettendo che non l'avrebbe mossa<br />

588.


32. a. H. §§ 211-213.<br />

iu cosa di Dio il biasimo di chi biasimasse e che avrebbe detto la verità ^^- *• ^<br />

|NECROLOG(0. -<br />

anche se fosse amara. abùDzarrai-Ghi-<br />

Si dice che il Profeta dicesse di hii ch'egli camminava sull'ascetismo **"'•'<br />

di Isa b. Maryam.<br />

Poi si trascrive una tradizione da abù Dzarr, dal Profeta, in cui si con-<br />

tengono avvertimenti religiosi: come non s'abbia da fare il male, e si abbia<br />

da chiedere perdono a Dio. Nessun peccato diminuisce a Dio la sua gloria,<br />

nessuna buona opera l'accresce d'un nulla. Se tutti gli uomini ottenessero<br />

ciò che chiedono, il regno di Dio non sarebbe diminuito, ecc. (Atjiir<br />

Usd, I, 301-303) [M.].<br />

Cfr. anche il Musnad di ibn II a n bai, V , pag. 154, con parole<br />

un po' diverse.<br />

§ 212. — Altri nomi che dicono egli avesse sono:<br />

Burayr b. 'Abdallah.<br />

Burayr b. Gunàdah.<br />

Burayrah b. 'Asraqah.<br />

Grundub b. 'Abdallah.<br />

(iundub b. Sakan.<br />

Sua madre fli Ramlah bint al-Waqi'ah dei baiiù Ghifàr.<br />

A proposito della conversione si racconta come fosse battuto per aver<br />

gridato nel m a s g i d la professione di fede nei primissimi tempi.<br />

'Ali disse di lui: abu Dzarr ha riunito tanta scienza quanta nessun<br />

altro avrebbe potuto raccogliere, ma poi vi si è appoggiato sopra e non<br />

ne fa uscir nulla.<br />

.<br />

A Tabùk segue il Profeta a piedi, giacché il camelo andava troppo<br />

lento. E il Profeta disse: « Avrà pietà Idilio di abù Dzarr, cammina solo<br />

«e morirìi solo e risusciterà solo» fAtiiir Usd, V, 186-188) [M.].<br />

§ 213. — (Estratti di al-Nuvvayri dall'opera di al-Balàdzuri Ansàb al-<br />

Asraf;. Dice al-Balàdzuri: Quando 'Uthmàn ebbe dato a Marvvàn b. al-<br />

Hakam quello che gli diede, e cosi ad al-IIàrith b. al-Hakam b. abi-l-'As,<br />

che era fratello di Maruàn, ebbe dato 300,000 dirham, come a Zayd<br />

b. 'rhàbit al-Au.sàri 10l),0(X) dirham, abu Dzarr prese a dire: « Annunzia<br />

«agli empi un castigo doloroso» (Qur àn, LXXXIV, 24). E recitava<br />

anch'- quel [tasso: « E a quelli i quali ammassano l'oro e l'argento e non<br />

«lo .spendono sulla via di Dio, annunzia loro un castigo doloroso» (Qu-<br />

r • a 11 , IX, 34).<br />

Marvvàn riferi ciò ail 'Utjiinàn, e mandò a dire ad al)ù Dzarr di tiniila<br />

oppure (lacuna nel testo? supplisco: che ve l'avreblje costretto; e al)u Dzarr<br />

rispose:] «Clio? Dovrebbe iui|tediruii 'LJt_hniàn di recitare il Libro di Dio,<br />

5M9.


£ 213. ò^« 3.« il»<br />

32. a. H. « e (li jimproveraie chi trascura il Suo comandameutu ? Per Dio, l'essere<br />

abùDzarrai-Ghi-<br />

« giato a Dio cou l'ila di 'Uthiuàu m'è pili a cuore che offenderlo com-<br />

làf'-) « piacendogli ». Questa cosa incitò 'Uthmàn, ma usò pazienza e non lo toccò.<br />

Ma poi disse 'Uthmàn un giorno: «E lecito all'imam di prendere<br />

«dal tesoro, e quando possa, restituirlo? >. E Ka'b al-Ahbàr: «Non hai<br />

« da aver scrupolo per ciò ». Allora abù Dzarr disse: « figlio dei giudei,<br />

«tu vuoi insegnarci la nostra lede?». E 'Uthmàn disse: «Quanto mi sei<br />

«(molesto! E quanto noioso pei miei compagni! Va al tuo maktab».<br />

Questo maktab era in Siria, ma egli era venuto a pellegrinare, e domandò<br />

ad 'Utjhmàn la permissione di stare accanto alla tomba del Profeta : il che<br />

gli fii permesso.<br />

E dicono ch'egli andò in Siria perciocché vide l'edifizio (la tomba di Mao-<br />

metto) [cfr. 11. a. II., § 27] giunto ad un termine ['?], e disse ad "Uthmàn:<br />

« Ho udito dire dal Profeta: « Quando l'edifizio giungerà a un termine, fuggi *.<br />

« Permettimi dunque di andare in Siria, per fare le razzie >. E glie lo permise.<br />

abu Dzarr rifiutò trecentomila dìnàr da Mu'àwiyah, dicendo: «Se<br />

« si tratta d'un dono, io non ne ho bisogno ». Mu'àwiyah poi edificò al-<br />

Hadrà a Damasco, e abù Dzarr disse :<br />

« Mu'àwiyah, se questo è stato fatto<br />

« sul danaro di Dio, è un peculato, e se F hai fatto col tuo danaro, allora<br />

«è uno sperpero». E Mu'àwÌ3'ah si tacque, abù Dzarr diceva: « Per Dio,<br />

« sono state rinnovate delle azioni che io non conosco, che non sono né<br />

« nel Libro di Dio né nella sunnah del suo Profeta. Per Dio, io non<br />

« vedo [qui nel Libro e nella sunnahj verità che si smorza, o falsità che<br />

« si fa vivere, o gente sincera che si ha per bugiarda, o egoismo senza<br />

« essere timorati ». E Habìb b. Maslamah disse a Mu'àwiyah: « abù Dzarr<br />

« ti guasta la Siria e ti rivolta la popolazione, quando tu ne hai bisogno ».<br />

Allora Mu'àwij'ah scrisse ad 'Uthmàn, il quale rispose: « Manda lìund^b [abù<br />

« Dzarr] su una cavalcatura scomoda e trattalo male ». E Mu'àwiyah mandò<br />

uno, che lo accompagnò giorno e notte. Or quando fu a Madinah, prese a<br />

dire: < Prepone i ragazzi, e vota i hima e avvicina i figli dei prigionieri ».<br />

'Uthmàn gl'intimo: « Va dove credi ». Egli disse: « A Makkah ». — « No »,<br />

rispose il Califfo. — « A Gerusalemme ». — « No ». — « Vo a uno dei due<br />

« Misr ». — E 'Uthmàn: « No. Ma ti mando ad al-Eabadzah ». E lo cacciò là.<br />

E là rimase fino a che morì.<br />

al-Balàdzuri nel suo racconto riferisce molte brutte parole corse tra<br />

abù Dzarr e 'Uthmàn riguardo a ciò, che non vogliamo ricordare. Si dice<br />

che abù Dzarr affermava d'aver sentito dire che Mu'àwiyah dicesse: « Il da-<br />

« naro è danaro di Dio. Ma ogni cosa è di Dio. Ed egli voleva prender-<br />

« selo per sé, togliendolo agli altri, e cancellare il nome dei Musulmani ».<br />

590.


óci, R. li. g >21^.<br />

E abu Dzarr andò, e disse : « Che ti autoi'izza a chiamare « danaro di Dio » 32. a. h.<br />

11 j • nr 1 -o T-i 1 1- Ali- 1. TiT • , (NECROLOGIO. -<br />

* il danaro dei Musulmani?». Ed egli: «Abbia pietà Iddio di te, o abu abùOzarrai-Ghi-<br />

« Dzarr. Non siamo servi di Dio? Il danaro è danaro di Dio». Ed egli. '^'''•1<br />

« Non lo dire ». E l'altro: « Ebbene, dirò danaro dei Musulmani! » ('). E abù<br />

Dzarr credeva clic il musulmano non dovesse tenere il suo possesso più<br />

d'un giorno o d'una notte, a meno che si trattasse d'una cosa da spendersi<br />

sulla via di Dio, o da lestituirsi a un creditore, e prendeva a lettera quel<br />

passo del Qur-àn: « Quelli i quali tesoreggiano, ecc. ». Stando poi in Siria,<br />

diceva :<br />

« ricchi, o pari ai poveri, annunzia a quelli che ammassano oro<br />

< e argento e non lo spendono sulla via di Dio un bruciamento, ecc. ».<br />

E non cessò di parlare fino a che i poveri ebbero preteso altrettanto, e<br />

ne tenevano obbligati i ricchi [a contentarli]. I ricchi si lamentarono<br />

di quello che succedeva da parte loro [dei poveri] presso Mu'àvviyah. Mu'a-<br />

wiyah gli mandò mille dina r di notte, ed egli li spese. Quando ebbe pre-<br />

gato la mattina, Mu'àwiyah chiamò il messo che aveva mandato da abù<br />

Dzarr, e lo rimandò perchè dicesse: « Salvami il collo dal castigo di Mu à-<br />

« wiyah, perchè egli mi aveva mandato da un altro, e mi sono sbagliato ».<br />

Egli andò, ma abù Dzarr gli disse : « Figlio mio, digli che nessun dinar<br />

« che mi è stato mandato s' è trovato in mano mia stamattina. Aspetta<br />

« però tre giorni, che io me li trovi ». Quando Mu'àwiyah vide, come l'ope-<br />

rare confermava il dire, scrisse ad 'Uthmàn :<br />

« e cosi vanno dicendo i poveri » (^)<br />

« abù Dzarr mi è d' impaccio,<br />

'Uthmàn scrisse allora: « La fit nah ha messo fuori il naso e gli ocelli,<br />

« e tra poco sbucherà. Non grattare la piaga, foi'nisci di viveri abù Dzarr,<br />

« e manda con lui una guida. Tieni poi a freno la gente e anche te .stes.so<br />

« finché potrai ». Egli mandò abù Dzarr. E quando fu a ^fadinab, e vide<br />

i maóràlis alla falda del monte Sai', disse: « Annunzia a quelli di Madinali<br />

« un'incursione da ogni lato e una giierra violenta ». Entrò poi da 'Uthinàii,<br />

che "•li domandò: « Percliè i Siri lamentano la tua lingua puntuta?».<br />

Ed egli glie lo disse. E 'Uthmàn: «Io devo compiere l'ufficio mio. Io lio<br />

« da raccomandare ai sudditi lo sforzo e la moderazione e non mi è lecito<br />

«di costringerli all'ascetismo». Allora abù Dzarr: «Non stare in pace<br />

« coi ricchi fino a che non abbiano dato via l'equo, e abbiano fatto ele-<br />

« m


§6 213-21»!. 32. a. H.<br />

32. a. H. odifizì giungessero a Sai'. Avuto il permesso, andò ad al-Rabadzah, e vi<br />

INECROLOGIO. - '<br />

,.,, , . , ,.^. ... x i IT<br />

bùDzarrai-Ghi- edificò UH Hi a s g 1 d . Uthmaii<br />

t v<br />

gli assegnò una hurmali ni cameli, e gli<br />

^"•1 diede due schiavi, fissandogli un 'atà per ogni giorno. E perciò diede<br />

[uno stipendio] a Rafi' b. Hudayg. che pure era andato via da Madinah<br />

per qualche cosa che aveva udito, abù Dzarr poi visitava fogni tanto;<br />

Madinah per timore di diventar beduino. E Mu'àvviyah gli mandò la sua<br />

famiglia, e questi partirono, portando un giràb (sacco da viaggio), di cui<br />

quell'uomo si serviva per trasportare [danaro?]. E [Mu'àwiyah] disse : « Ba-<br />

« date a questo, che fa l'asceta in questo mondo, che porta indosso? ».<br />

E la moglie: «Per Dio, non sono uè dìnàr né dirhara, sono fulùs<br />

« (centesimi). Quando riceveva T'atà, ne faceva tanti fulùs per i nostri<br />

«bisogni» (Nuwayri, MS. Leid., I. fol. 107,r.-108,r.) [M.].<br />

Nota 1. — E sempre la nota questione, già da noi discussa sotto l'anno 23. H. Il miil Allah<br />

è il quinto del bottino [o del reddito delle imposte] che spetta all' ini ara o capo della comunità, e che<br />

Mu'àwiyah ed 'Uthraàn sostennero di poter spendere come meglio ci-edevauo e volevano. — Il mal<br />

al-muslimin sono gli altri '/i (lei bottino [o del reddito dolle imposte], che invece doveva andar diviso<br />

fra i combattenti [o i pensionati delle liste fissate da 'Umar]. abfi Dzarr voleva sorvegliare il modo come<br />

Mu'àwiyah spendeva il mal Allah , ed acciisavalo di considerare come mài Allah quanto doveva essere<br />

mài al-muslimiu. — In altre parole è il conflitto fra il comunismo primitivo e i diritti dello Stato<br />

civile, che non poteva sussistere se '/» '^^i suoi redditi erano distribuiti fra i membri della comunità.<br />

Nota 2. — Mu'àwiyah, da uomo di governo, era pratico di propagande sovversive, e sapeva che<br />

Je propagande di parole sfumano: cosi volle accertarsi prima se abu Dzarr metteva in pratica quello<br />

che diceva, e quando vide di sì, allora solo ebbe paura.<br />

§ 214. — (al-Bukhàri, da Zayd b. Wahb). Andai ad al-Rabadzah, e<br />

trovai abù Dzarr, e gli chiesi: «Come ti trovi qui?». Ed egli: «Io ero<br />

« in Siria, e mi bisticciai con Mu'àwiyah riguardo a quelli che accumu-<br />

« lano l'oro e l'argento senza spenderli sulla via di Dio. E Mu'àwiyah: « Tu<br />

« sèi stato fra quei del Libro ». — « Sono stato e tra noi e tra loro », ri-<br />

« sposi. E ci fu tra me e lui. a questo proposito [una lite]. Egli ne scrisse<br />

« ad 'Uthmàn, lamentandosi di me. 'Uthmàn scrisse a me d'andare a Ma-<br />

« dinah. E ci andai. Or la gente, come se non mi avessero conosciuto prima<br />

« d'allora, mi attaccò in favore di 'Uthmàn. E mi disse: — .Se credi, potresti<br />

« allontanarti, pur stando vicino. — E questo è ciò che mi ha fatto stare<br />

« in questo luogo. Se mi avessero posto a capo un abissino, io lo avrei<br />

«ubbidito» fNuwayri, MS. Leid., I. fol. 108,v.) [M.].<br />

§ 215. — Ad abù Dzarr rimoi\ta una tradizione secondo la quale il<br />

Profeta gli avrebbe spiegato quale fosse il libro rivelato da Dio ad Adamo,<br />

ossia il Kitàb al-Mu'gara, libro dell'alfabeto (') (Hàgi. 1.61).<br />

Nota 1. — Nel registro di Hàgi, n. 110, questo abù Dzarr, Compagno del Profeta, è confuso con<br />

l'altro abù Dzarr 'Abd al-Harawi (t 434. a. H.j morto quattro secoli dopo.<br />

§ 216. — (Hanas b. al-Mug[hìrahV Trovai abù T)zarr che teneva il<br />

martello (anello) della porta della Ka'bah in mano, e diceva: «Io sono<br />

.592.


32. a. H. §§ 216-218.<br />

« abù Dzarr al-Ghifari ; chi non mi conosce, io sono Gundub, Compagno ^2. a. h.<br />

« dell'Inviato di Dio. Ho udito il Profeta dire: « Quelli che sono nella mia abù Dzarr ai-Ghì-<br />

« casa sono come nell'arca di Noè: chi ci monta si salva » (Qutaybah '^'"'•l<br />

'Uyùn, 254-256) [M.].<br />

vertiti.<br />

§ 217. — Sua madre fìi Ramlah bint al-Ràlì'ah. Fu dei primi con-<br />

Restò a Makkah 30, h-a giorni e notti, e poi fece professione, e poi<br />

ritornò alla sua gente con la permissione del Profeta. Emigrò poi a Ma-<br />

dìnah, e col Profeta rimase tinche morì.<br />

Si han di lui 281 hadìth. al-Bukhàri e Muslim ne accettano d'ac-<br />

cordo 12, e poi al-Bukhàri 2, e Muslim 17.<br />

Mori in al-Rabadzah l'anno 32. H. Secondo al-Madà-ini, pi-egò su di<br />

lui Abdallah ibn Mas'ùd (cfr. poc'anzi i §§ 126 e segg.), il quale sarebbe<br />

poi andato a Madìnah e morto dopo 10 giorni.<br />

Era alto, grosso, asceta, sprezzator del mondo. Vietava all'uomo di<br />

tener preparato più del suo necessario. E parlava sempre .secondo giustizia<br />

(Nawawi, 714-716) [M.].<br />

§ 218. — (Yahya b. Sa'id, da al-Hàrith b. Ziyàd al-Himyari). abTl<br />

Dzarr domandò al Profeta della amrah (piccolo pellegrinaggio^. E il Pro-<br />

feta gli disse: < Tu sei debole e quello è un deposito (a man ah). Il di<br />

« del giudizio sarà gran confiisione e pentimento, salvo a chi si sia assunto<br />

«quei doveri e li abbia eseguiti» (Yùsuf, 6, lin. 30-32) [M.j.<br />

Cfr. anche :<br />

Abulfeda, I, 260 (nel 24. a. H.);<br />

•Abd al-hakam, MS. Paris (1687), 394, lin. 14-397. lin. 9:<br />

A th i r : cfr. Indire, pag. 273 :<br />

B a 1 à dz u r i , 1 54 ;<br />

Brit. Mus. Catal. MS., II, 94:<br />

Browne, Litt. Hist. of Persia, 217, 288;<br />

Bukjiàri, I, 366, lin. 11-18: IT, 286. ult. Iin.-3S8, lin. 3; ITI, 23,<br />

lin. 16-24, lin. 17:<br />

fìukhàri, vers. frane, I, 456-467; 11,643-546 (LXl, t^ 11]: 111,28-30<br />

(LXIII, § 33]:<br />

Bukhàri Qa.stallani, III, 12:<br />

Bukhàri Tarikh, 36:<br />

Gauss in do Pere e va). III. 336;<br />

T)zahal>i Tadzkirah, 1, 16-16, n. 7;<br />

Dzahabi Tagrid, II, 175, n. 1!«20:<br />

Dzahabi Ta rikh, MS. Paris. I. fol. 160,r.-161,v. ;<br />

v.i 75


e 218. óìu* &• fl«<br />

32. a. H. Fon mei Berbères, I, 114:<br />

a1fu"^za°ai^^^^^^ ^'^àhi? Bukhalà. 118, lin. 1 e segg. : 179, Im. 13;<br />

fari.) Ct a y a n g o s , II, 9 :<br />

Goldziher Muh. Stud.. I, 73:<br />

Hagar, IV, 112-117, n. 380;<br />

Hagar Tahdzìb. XII, 90-91. u. 401:<br />

Hagar Taqrìb, 253 (col. n) ;<br />

Hamadzàni, 156:<br />

Haubal Musuad, V. 144-181;<br />

Hai ili Maqàmàt. ed. De Saey (2* ed.), 341 :<br />

Hisàm. 345. 662, 725. 900:<br />

al-Isti'àb, 82-84, n. 285: 664-665, n. 2911:<br />

al-Kashf al-Malijub. ed. Nicholson [E. J. W. Gibb Memorial,<br />

voi. XVII], 81, 177. 178, 344;<br />

Katbìr Bi day ah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 94,v.-95.r. :<br />

Khallikàn, vers. De Slane, IV, 49, 61;<br />

Khamis, II, 287, lin. 29-32;<br />

Khulàsah. 449:<br />

La^mmens Mo'awia, 93, 199, 238:<br />

Mahàsin, I, 99. lui. 17-20:<br />

a I-M a k in, 32:<br />

Màkùlà, MS. Beri. Landberg 66, fol. 106,r.<br />

Mas 'lidi, IV. 268-272, 279;<br />

Mirkhondi, H, 290:<br />

Mìrkhondi Rehatsek. parte II, voi. III. 154-166;<br />

Muir Maliomet. II. pag. ni;<br />

Muslim, II. 254-256:<br />

Mustabili. 367:<br />

Nàgi, I, 74-79;<br />

Qaysaràni Grani', 75-76;<br />

QutaVbah Adab, 316;<br />

Eustah, 179, 213;<br />

Sprenger, Leb. Muli.. I. 368 e nota, 464 e segg., 582, ecc.: con-<br />

frontisi Indice, pag. 557 ;<br />

Suvùti Husn, I, 109-110:<br />

Suyùti Kanz, VI, 169-170, 192 (nn. 3291, 3292. 3295. 3298). 193<br />

(n. 3311,: VII. 15-17:<br />

Ta'àwidzi, pag. 196.v.. 102:<br />

T abari, I, 2895-2897, e cfr. Indice, pag. 183:<br />

594.


32. a. H. §g 2i8-'>22.<br />

Tabari Zotenberg, III, 567-569, 575, 676-577: 32. a. h.<br />

Taghribirdi, MS. Paris,<br />

Yàqùt, n, 336, 749: III,<br />

1551, I, fol. 7,r. ;<br />

429, 899: IV, 243, 604.<br />

(NECROLOGIO. •<br />

abùDzarral-Ghifari.<br />

Halhal b. Dzurri,<br />

§ 219. — Halhal b. Dzuitì [Dzura] al-Dabbi, perì a Balangar. (Athir,<br />

m, 103-10.5J.<br />

Cfr. Tabari, I, 2891, 2892, 2897.<br />

Mustabih, 200.<br />

Ka b al-Ahbar.<br />

§ 220. — abù Ishàq Ka'b b. Màti' b. Haynù' (secondo altri Hay.sù'),<br />

o anche 'Amr b. Qa^s b. Ma mar b. Gusam b. 'Abd Sams b. Wà-il b.<br />

'Awf b. Himyar b. Qatan b. Awf b. Zuhayr b. Ayman b. Himyar b. Saba<br />

al-Himyari, noto col soprannome di Ka'b al-Ahbàr al-Tàbi'i. Fu ai tempi<br />

del Profeta, ma non lo vide. Fece professione di fede al tempo di abu<br />

Bakr, secondo altri sotto Umar, di cui fii compagno. Tramandò molte<br />

tradizioni.<br />

Abitava Hims; secondo abù-1-Dardà, possedeva una grande .scienza:<br />

su che tutti convengono e ne fan stima.<br />

Era ebreo prima di convertirsi, ed abitava il Yaman.<br />

Morì sotto 'Uthmàn il 32. H.. mentre si preparava a partire per la<br />

razzia annuale in Asia Minore. Fu sepolto a Hims.<br />

Fu detto Ka'b al-Ahbàr o al-Habr CHibr), per la sua scienza (Na-<br />

w a vv i . 523<br />

)<br />

[M.].<br />

§ 221. — Ka'b al-Ahbàr o Ka'b b. Mani era degli Himyar. della<br />

famiglia di Dzù Ru'ayn, ecc. Morì a Hims nell'anno 32. H.<br />

Nawf al-Bikàli era figlio della moglie di Ka'b; e così Yathi'; ed aveva<br />

kunvah abù 'Annanil, secondo altri abù 'Amir (Qutaybah, 219; (M.J.<br />

§ 222. — Ka'b al-Ahbàr, ossia Ka'b b. Màti', si converti all'Islam<br />

ai tempi del Califfo 'Umar e morì nell'anno 34. H. (Athir, III, 121 j.<br />

Cfr. anche Athir, Indice, pag. 511:<br />

Athir Usd, IV, 247;<br />

Badriin, 62. 155, 156;<br />

Balàdzuri, 154;<br />

Bukhàri Tarikh, 34;<br />

Chauvin, La Recerufion egypl. den 1001 nuils, pag. 121;<br />

Dzahabi Tadzhib. MS. Beri. Sprenger 273. fol. 16.r (t 32 W.):<br />

Dzahabi Tadzkirah, I, 45. n. 34:


%i 2Ì2-224. 32. a. H.<br />

32. a. H. Dzahabi Tagrid, II, 36, n. 367;<br />

[NECROLOGIO. -<br />

Kab al-Ahbàr.]<br />

-p.'Hrist J? 1 11 1 1 S t , 22" ^J ,<br />

Fischer [ZDMG., voi. XLIV, pag. 439];<br />

Ghazàli, al-I)urrah, ed. Gauthier, Paris, 1878, pag. 6;<br />

Hagar Tahdzib, Vili, 438-440, n. 793;<br />

Hagar Taqrib, 176-176;<br />

Hamadzàni, 9, 69,<br />

Hammer Litter.<br />

76, 95, 96,<br />

Arab., I.<br />

ecc.: cfr. Indice, pag.<br />

423; II, 161, n. 446;<br />

362;<br />

Horovitz, De Waqidii Lib. al-Maghazi, Berlin, 1898, pag. 39-40;<br />

Iqd, I, 6;<br />

Khaldun Proleg., I, 24 e nota; II, 208, 461;<br />

Khami.'s, II, 287, lin. 32-288, lin. 3;<br />

Kb. u 1 a s a li , 3 1 1 ;<br />

Kremer, Topogr. Damascus [Wien, Akad., V, 30];<br />

M alias in, I, 101, lin. 3-6 (f 32. a. H.); 104, lin. 17-18 (f 36. a. H) :<br />

cfi-. Indice, pag. 684; .<br />

Mas'udi, III, 130, 131; IV, 88, 268, 270, 449;<br />

Miiqaddasi, 13;<br />

Mustabih, 194;<br />

Nicholson, Lift. Hist. of Arabs, 185;<br />

I, 2891).<br />

Notices et Extraits, XX, 1, pag. 208;<br />

Qazwìni, I, 96, 97, 98-òis, 101, 106; II, 64;<br />

Sprenger, Leb. Muli., I, 49, 616 ; III, pag. xcix-cix, 46, 64, 616;<br />

Steinschneider, Arah. Litt. d. Juden, pag. 10-11, § 13;<br />

T a bari, I, 8, 16,41, ecc.: cfr. Indice, pag. 478;<br />

Weil Chalif., I, 34 nota 1;<br />

Yàqut, I, 216, 696; IV, 127, 167.<br />

Khalid b. Rabì ah.<br />

§ 223. — Khàlid b. Rabi'ali fu ti*a i morti di Balangar (T a bari,<br />

Cfr. Athìr, III, 103.<br />

Mi dad b. Yazid.<br />

§ 224. — (rt) Midad b. Yazid abù Ziyàd al-'Igli era molto devoto.<br />

Fu martire a Balangar (Q-awzi, fol. 96, v.) [M.].<br />

{h) abù Yazid Mi'dad b, Yazid, kùfita. Si dice che nascesse sotto la<br />

à-àhiliyyali, e fu ucciso nell' Adzarbaj^gàn martire al tempo di 'Uthmàn<br />

(Athir Usd, IV, 397) [M.].<br />

T abari, I, 2897, lin. 4.<br />

596.


otd. Si. a. Eg 2*25-230.<br />

abu Mufazzir. 32. a. h.<br />

§ 225. — abu Mufazzir [o Muó-izJ [al-Aswad b. Qutbah] al-Tamimi ^bù Mufatrir.i<br />

perì a Balangar (T a bari, I, 2891: cfr. Indice, 565).<br />

Ch-. Athir, III, 103, 105.<br />

abu Muslim al-Gabali.<br />

§ 226. — abu Muslim al-(>abali, tàbi'i (Mahàsiu, I, 101, liu. 6-9).<br />

Qays b. Àsim.<br />

§ 227. — (Cfr. 23. a. H., §§ 470 e segg.). Qays b. Àsim b. Sinàu al-Tamimi<br />

è messo da al-Dzahabi tra i morti dell'anno 32. H., aggiungendo che<br />

morisse dopo quell'anno (Dzahabi Tarìkh, MS. Bodl., II, tbl. 12,r.).<br />

Salmàn b. Rablah.<br />

§ 228. — Salmàn b. Rabi'ah al-Bàliili fu il primo qàdi deU"Iràq<br />

nominato dal Calitfo 'Umar e fu il primo che facesse la distinzione fra<br />

uno schiavo liberato (itàq) e uno d'antica e nobile origine (higanj.<br />

Combattè ad al-Qàdisiyyah, e ne fu qàdi; fu qàdi poi ad al-Madà'iu<br />

e fu ucciso durante il califfato di Uthmàn a Balangar, un paese dei Turchi,<br />

secondo alrri uu luogo d'Armenia.<br />

Secondo abu 'Ubaydah Mainar, citato da al-Bakri, fu ucciso a Ba-<br />

langar menti'e alla testa d'un esercito spingeva le sue aiTui vittoriose oltre<br />

rAdzaibaygàn fino alle falde dei monti armeni.<br />

La sua tomba fu riverita dagli abitanti e considerata come luogo sacro,<br />

dotato di qualità miracolosa per ottenere la pioggia nei tempi di grande<br />

siccità e per curare le malattie (Qutaybah, 221, 272).<br />

§ 229. — abu Abdallah Salmàn b. Rabi'ah b. Yazid b. 'Amr b. Salini<br />

b. Nadlah b. Ghanin b. Qutaybah b. Man b. Màlik b. A'sar Munabbih b.<br />

Sa'd b. Qays Aylàn b. Mudar b. Nizàr al-Bàhili al-Kùfi al-Tàbi'i.<br />

Secondo altri fu Compagno del Profeta. Fu alla conquista di Siria, e<br />

abitò ad al-Kufah, e ne fu qàdi per 'Umar.<br />

Vu uali della conquista d'Armenia, e fu là, il 29. o il 30, o il 31. II.<br />

Si dice che un anno anda-sse in razzia, e un altro in pellegrinaggio.<br />

Secondo ibn Sad, appaifenntj alla prima classe dei tàbi'iyyùn.<br />

Fu per quaranta giorni qàdi ad al-Kùfah senz'aver liti (Nawawi,<br />

294-295) [M.].<br />

§ 230. — Dopo al-Kùtah fu qàdi in al-Madain. Fu presente alle ioti».-<br />

}K'r hi conquista della .Siria con abiì Umàmah.<br />

5!»7.


§§ 230, 231. 32. a. H.<br />

32. a. H. Era soprintendente della cavalleria per 'Umar, giacché 'Umar aveva<br />

Saimin b. Ra- distaccato in Ogni provincia molta cavalleria per il gihàd. Per questo<br />

bi'ah.] scopo erano ad al-Kiifàh 4000 cavalli.<br />

Secondo alcuni fu ucciso nell'anno 28. H., secondo altri nel 29. o nel<br />

30. o nel 31. H.<br />

Riferiscono sue tradizioni 'Adi b. "Adi, al-Dabbi b. Ma'bad, abii Wàil<br />

Saqiq b. Salamah (Atbìr Usd, II, 327) [M.].<br />

§ 231. — (Da ibn Wà-il). Vidi Salmàn b. Rabi'ah seduto in al-Ma-<br />

dà-in al suo ufficio di qàdi, quando 'Umar lo mandò, per quaranta giorni.<br />

E non vidi davanti a lui due soli litiganti. Domandammo ad abù Wà-il<br />

perchè, ed egli rispose : « Per la giustizia di quella gente nei loro rap-<br />

« porti » (G-awzi, MS. Costantinop., fol. 84,v.) [M.].<br />

Cfr. anche Aghàni, V, 164;<br />

Athir, II, 349, 376, ecc.; cfr. Indice, pag. 319;<br />

Bakri, 162;<br />

Balàdzuri, 149, 150, 198, 203, 204, 269;<br />

Durayd, 166;<br />

Dzahabi Tagrid, I, 246, n. 2303;<br />

Dzahabi Ta-rikh, MS. Paris, I, fol. 162,v. [t 30. a. H.];<br />

Hagar, II, 222-223, n. 6043;<br />

Hagar Tahdzib, IV, 136-137, n. 229 [oppure f 26., o 29., o 30., o 31. H.j;<br />

Hagar Taqrib, 75 (col. ii) ;<br />

Hamadzàni, 163, 287, 293;<br />

Hisàm, 28;<br />

•Iqd, I, 58; II, 62;<br />

al-Isti'àb, 673, n. 3288;<br />

Kathir Bidàyah, MS. Vienna, N. F., 187, IV, fol. 122,r.;<br />

Khallikàn, ed. Wiist., n. 287;<br />

Khallikàn, vers. De Slane, I, 447;<br />

Khulàsah, 147;<br />

Mahàsin, I, 94, e Annot., pag. 14;<br />

Q u t a y b a.h A d a b , 1 18 ;<br />

Qutaybah 'Uyùn, 82, lin. 9-11;<br />

Saad, VI, 90;<br />

T ab ari, I, 2226, 2344-2346, 2461, ecc.: cfi-. Indice, pag. 242;<br />

Tanbih, 290;<br />

Ya'qùbi, II, 180, 194, 206;<br />

Ya'qubi Buldàn, 310, 324;<br />

Yàqùt, I, 399, 440-441, 729, 798; II, 183, 272-273, 380; III, 322, 607.<br />

598.


32. a. H. I§ 23'2.237.<br />

Sinan b. Sannah. 32 a. h.<br />

§ 232. — Siiiàn b. Sannah al-Aslami, Compagno del Profeta, zio pa- ginàn b. San-<br />

terno di Harmalah b. 'Anir, fu presente al Pellegrinaggio d'Addio e mori "••'•i<br />

nell'anno 32. H. (Hagar, II, 267-2G8, n. 7088).<br />

'Amr ;<br />

§ 233. — Sinan b. Sannah al-Aslami, zio ('amm) di Harmalah b.<br />

padre di 'Abd al-rahmàn b. Harmalah al-Aslami, che tramandò tra-<br />

dizioni a Sa'id b. al-Musayyab (Saad, IV, 2, pag. 47) [M.j.<br />

§ 234. — Sinàn b. Sannah al-Aslami, nativo dell'al-Higàz. Tramandarono<br />

da lui Harmalah b. 'Amr, Hakim b. abi HuiTah, Yahya b. Hind,<br />

Muàdz b. Sa'wah (Athir Usd, II, 358) [M.].<br />

Cfi-. anche Dzahabi Tagrid. I, 259, n. 2430;<br />

Hagar Tahdzib, IV, 242, n. 414:<br />

Hagar Taqrib, 80 (col. 11):<br />

Hanbal Musnad, 342 e segg. :<br />

al-Isti'àb, 681, n. 2444:<br />

Khulàsah, 16(5.<br />

Sinàn b. abl Sinan.<br />

§ 235. — Sinàn b. abi Sinàn b. Mihsan al-Asadi, Compagno del Profeta,<br />

nipote di 'Ukkàsah b. Mihsan [f 11. a. H.], perdette il padre alla spedizione<br />

contro i Qurayzah ; è menzionato fra quelli presenti alla battaglia di Badr ;<br />

fu il primo a giurare fedeltà al Profeta sotto l'albero di al-IIudaybiy3'ah, e<br />

il primo ad infoi-mai'e per lettera il Profeta dell'insurrezione di Tulayhali<br />

b. Khuvvaylid al-Asadi. Mori nell'anno 32. H. (Hagar, II, 268, n. 7089).<br />

§ 236. — Sinàn b. abi Sinàn b. Mihsan b. Hurthàn b. Qays b. Murrah.<br />

Aveva venti anni meno del padre. Fu a Badr, a Uhud, ad al-Ivhandaq,<br />

ad al-Hudaydiyyah: fu il primo che de.sse la bay' ah al-iidwàn. Mori<br />

il 32. H. rSaad, III, 1, pag. 0(3) [M.].<br />

§ 237. — (Waki' b. al-(jranàh, da Ismà'il b. abi Khàlid, da Amir).<br />

Il primo a dare al Profeta la bay 'ah al-ridwàn fu abu Sinàn al-Asadi.<br />

(Muli. b. Cimar). Questa tradizione ò fiacca. Perchè abu Sinàn mori<br />

quando il Profeta stava assediando i banù Qurayzah il 5. H. ed è sepolto<br />

nell'attuale cimitero dei banu Qurayzah :<br />

anni più att(?mpato di 'Ukkà.sah.<br />

morì<br />

a 40 anni, es.sendo di due<br />

Chi diede al Profeta la bay 'ah al-ridwiiii il di di al-Hudaybiyah,<br />

6. H., fu invoce Sinàn b. abi Sinàn, il quale avfva preso parte a Badi-<br />

col padre, a Uhud, alhi Trincea, ecc. (Saad. ITI, 1, pati- 05Ì (M.).<br />

Cfr. anche Athir Usd, II. 358;<br />

Dzahabi Tagrid. li. 250, 11. 24G9 ;<br />

."iHit.


§§ 237-239. 32. a. H.<br />

—<br />

32. a. H. Dzahabi Tarìkli, MS. Paris, I, fol. 166,r.;<br />

(NECROLOGIO. - —<br />

Sinàn b. abisi- Hagar Tahdzib, IV, 242, n. 4U;<br />

"^"•]! Hagar Taqrìb, 80 (col. ii);<br />

Hisàm. 487;<br />

al-Isti'àb, 680, n. 2438;<br />

Mahàsin, I, 100, lin. 19-22;<br />

Qutaybah, 140, lin. 2-3;<br />

Tabari, I, 1798.<br />

abù Talhah.<br />

§ 238. — NeU'anno 32. H., secondo al-Wàqidi, morì abù Talhah (T abari,<br />

I, 2895).<br />

Eppure in Khamis, II, 288, abbiamo: dice al-Waqidi: Quei di al-<br />

Basrah pensano che abù Talhah sia sepolto nella al-ó-azìi'ah ; e invece è<br />

stato sepolto a Madinah l'anno 34. H., quand'egli aveva settant'anni. E su<br />

di lui pregò 'Uthmàn.<br />

Secondo Ó-awzi, fol. 97,v., morì nell'anno 34. H.<br />

Cfr. 31. a. H., §§ 19-86.<br />

Yazid b. Mu'àwiyah.<br />

§ 239. — Yazìd b. Mu'àwiyah al-Nakha'i fu uno dei guerrieri uccisi<br />

nel disastro di Balangar (Tabari, I, 2891-2893).<br />

Cfr. Athir, III, 103.<br />

600.


Finito ili stampare nell'ottobre 1914:


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Under l"at. " Rc(. lodei l'ile."<br />

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